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	<title>Dpcm Archivi - Openpolis</title>
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	<description></description>
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		<title>Gli esperti per gli enti locali e il problema delle tempistiche</title>
		<link>https://www.openpolis.it/gli-esperti-per-gli-enti-locali-e-il-problema-delle-tempistiche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Dal Poggetto]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 2021 08:30:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=169459</guid>

					<description><![CDATA[<p>Con un Dpcm il governo ha assegnato alle regioni risorse per l’assunzione di esperti in grado di supportarle nell’attuazione del Pnrr. I termini per la presentazione delle domande previsti dal decreto però risultavano già scaduti al momento della sua diffusione. </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/gli-esperti-per-gli-enti-locali-e-il-problema-delle-tempistiche/">Gli esperti per gli enti locali e il problema delle tempistiche</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Gli <strong>enti locali</strong> avranno un ruolo di primo piano nella gestione delle risorse del Pnrr. Ad essi infatti sarà affidata la realizzazione concreta di alcune misure. E perciò saranno chiamati a gestire <strong>una quota compresa tra il 34% e il 37%</strong> delle risorse europee. Tuttavia, come abbiamo visto in un nostro precedente <a href="https://www.openpolis.it/il-ruolo-degli-enti-locali-nella-gestione-del-pnrr/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">approfondimento</a>, vi è il rischio che molti enti territoriali <strong>non abbiano le capacità per gestire procedure così complesse e con scadenze estremamente serrate</strong>.</p>
<p>Per ovviare a questa difficoltà il governo ha recentemente emanato un <a href="https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2021-11-29&amp;atto.codiceRedazionale=21A07051&amp;elenco30giorni=true" target="_blank" rel="noopener noreferrer">decreto del presidente del consiglio dei ministri</a> (Dpcm). Tale provvedimento, prevede l’assegnazione di risorse alle regioni per l’assunzione di figure professionali incaricate di gestire le procedure legate al Pnrr. ​​Il documento pubblicato tuttavia desta alcune perplessità. Su tutte, il fatto che <strong>nel testo approvato siano contenute delle scadenze antecedenti alla data di pubblicazione del decreto</strong>.</p>
        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">1.000 </span>gli esperti che gli enti locali potranno assumere per il supporto nella gestione del Pnrr.</p>
			        </section>
		
<p>L’impressione è che questa operazione sia stata gestita attraverso <strong>canali informali</strong>. Con l’obiettivo di rispettare il rigido cronoprogramma stabilito dal Pnrr e dal cui rispetto dipende l’erogazione dei fondi.</p>
<p>Questa metodologia di lavoro però potrebbe aver <strong>avvantaggiato le regioni che già oggi risultano più strutturate ed efficienti</strong> e che sono state quindi in grado di fornire rapidamente la documentazione richiesta. La conseguenza però è che quei territori che avrebbero maggiormente bisogno dei fondi, specie nel mezzogiorno, rischiano di essere penalizzati.</p>
<h3>Il quadro normativo e cosa non va</h3>
<p>L&#8217;assegnazione di fondi per l&#8217;assunzione di personale è una misura già prevista nel <a href="https://www.governo.it/sites/governo.it/files/PNRR.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Pnrr</a>. Più nel dettaglio, l&#8217;investimento 2.2 contenuto nella <strong>missione 1 </strong>(digitalizzazione, innovazione e sicurezza della pubblica amministrazione) prevede l&#8217;assunzione per 3 anni di mille esperti a supporto degli enti locali. Ciò comporta che, come tutte quelle contenute nel piano, anche questa misura prevede una <strong>scadenza</strong>. Che, se non rispettata, potrebbe portare al blocco dei fondi. Gli incarichi infatti dovranno essere conferiti <strong>non oltre il 31 dicembre 2021</strong>.</p>
<p>La misura generale è stata incardinata nel <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2021;80~art3-com1" target="_blank" rel="noopener noreferrer">decreto legge 80/2021</a>. Per quanto riguarda i contenuti di dettaglio però questa norma rinvia ad un ulteriore atto, cioè il Dpcm già citato. Tale decreto avrebbe dovuto prevedere la ripartizione delle risorse tra le regioni e le modalità di spesa.</p>
        <section class="blockquote">
							<p>Il Dpcm contiene scadenze antecedenti alla sua pubblicazione.</p>
<p>
			        </section>
		
<p>A questo punto però si iniziano a incontrare le prime difficoltà. In base ai dati messi a disposizione dall&#8217;ufficio per il programma di governo (Upb) infatti tale Dpcm risulta &#8220;<a href="https://www.programmagoverno.gov.it/it/ricerca-provvedimenti/customDettaglioProvvedimento/?id=142014" target="_blank" rel="noopener noreferrer">adottato</a>&#8221; lo scorso 12 novembre. Ma è stato pubblicato in <a href="https://www.gazzettaufficiale.it/gazzetta/serie_generale/caricaDettaglio?dataPubblicazioneGazzetta=2021-11-29&amp;numeroGazzetta=284&amp;elenco30giorni=true" target="_blank" rel="noopener noreferrer">gazzetta ufficiale</a> &#8211; ed è quindi entrato effettivamente in vigore &#8211; solo il 29 dello stesso mese. Ciò può dipendere dal fatto che gli atti che comportano una spesa di risorse pubbliche debbano prima essere registrati dalla <strong>corte dei conti</strong>. Tra la firma del decreto da parte del presidente del consiglio quindi e la sua effettiva pubblicazione in gazzetta può passare un periodo di tempo più o meno lungo.</p>
<p>Ciò comporta una criticità importante. In base a quanto si legge nel Dpcm infatti le regioni e le province autonome avrebbero dovuto comunicare in via preliminare entro il <strong>30 ottobre</strong> i fabbisogni richiesti in termini di profili professionali. Successivamente poi avrebbero dovuto inviare al governo centrale, entro il 5 novembre, un cosiddetto <strong>piano territoriale</strong>. Tale piano avrebbe dovuto prevedere, tra le altre cose, la definizione di una quota di esperti da destinare agli altri enti locali. Questi documenti poi avrebbero dovuto ricevere l&#8217;approvazione da parte del dipartimento della funzione pubblica entro il 15 novembre.</p>
<p>Da questo quadro emerge come nel Dpcm siano state inserite scadenze antecedenti alla data di pubblicazione. Un problema non di poco conto dato che nel decreto si fa esplicito riferimento al fatto che <strong>il governo potrà esercitare i poteri sostitutivi nei confronti delle regioni inadempienti</strong>.</p>
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/parole/come-funziona-la-governance-del-pnrr/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Leggi anche<br><strong>Come funziona la governance del Pnrr</strong></a>.</p>
        </section>
		
        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Qualora una regione o provincia autonoma ne faccia richiesta o, in ogni caso, decorsi inutilmente i termini [&#8230;], il ministro per la pubblica amministrazione attiva l’esercizio dei poteri sostitutivi secondo le procedure previste dall’articolo 12 del decreto-legge 31 maggio 2021, n. 77</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2021-11-29&amp;atto.codiceRedazionale=21A07051&amp;elenco30giorni=true" target="_blank">- Articolo 1 comma 3 del Dpcm 12 novembre 2021</a>
									            </div>
        </section>
		
<p>C’è da dire però che <strong>lo schema di questo Dpcm circolava già da tempo</strong>. Questo infatti è stato oggetto di un accordo tra lo stato, le regioni e gli altri enti locali nell’ambito di una seduta della <a href="http://www.regioni.it/newsletter/n-4159/del-12-10-2021/pnrr-supporto-per-lattuazione-le-osservazioni-per-lintesa-sul-decreto-23263/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">conferenza unificata</a> che si è tenuta il 12 ottobre. Le regioni quindi erano già a conoscenza delle tempistiche estremamente ristrette. Perciò è possibile che alcune di esse abbiano comunque avuto modo di presentare la documentazione richiesta nei tempi stabiliti.</p>
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/parole/cose-il-pnrr-piano-nazionale-ripresa-e-resilienza/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vedi anche<br><strong>Cos'è il piano nazionale di ripresa e resilienza</strong></a>.</p>
        </section>
		
<p><strong>La scelta fatta da governo ed enti locali quindi potrebbe essere stata quella di lavorare attraverso canali informali</strong>. Ciò con l&#8217;obiettivo di rispettare le rigide scadenze previste dal Pnrr. Come noto infatti <strong>l&#8217;erogazione delle prossime tranche di fondi europei sarà subordinata al conseguimento di tutti i milestone e i target previsti per il 2021</strong>.</p>
        <section class="blockquote">
							<p>Il Pnrr rischia di accentuare i divari territoriali anziché ridurli.</p>
<p>
			        </section>
		
<p>In questo modo però, paradossalmente, <strong>si rischia di penalizzare quelle regioni che maggiormente avrebbero avuto bisogno degli aiuti</strong>. Visti i tempi ristretti infatti, solo le realtà che già oggi sono più efficienti saranno in grado di aprire un dialogo con gli altri enti locali in modo da definire rapidamente quali sono le necessità. Quei territori invece che, specie al sud, sono meno strutturati e che quindi avrebbero bisogno di più tempo per elaborare i loro piani risultano penalizzati e quindi <strong>più esposti al rischio di commissariamento o addirittura di perde i fondi</strong>. Come avvenuto, ad esempio, con la Sicilia nel caso dei fondi per le <a href="https://www.openpolis.it/gli-investimenti-per-le-risorse-idriche-e-il-caso-sicilia/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">risorse idriche</a>. Un&#8217;eventualità tutt&#8217;altro che remota, paventata anche di recente dal sindaco di Napoli <strong>Gaetano Manfredi</strong>.</p>
        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Il piano di ripresa è molto complesso dal punto di vista della realizzazione dei progetti e questo richiede un’organizzazione, delle professionalità soprattutto tecniche all’interno dei comuni che oggi non ci sono.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.ilriformista.it/manfredi-e-preoccupato-per-le-sorti-del-pnrr-e-anche-noi-260212/" target="_blank">- Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli (Il riformista dell'11 novembre 2021)</a>
									            </div>
        </section>
		
<p>Il paradosso di questa dinamica è che, per la necessità di agire velocemente, il Pnrr anziché ridurre i divari territoriali rischia di acuirli.</p>
<h3>La distribuzione delle risorse e i profili professionali previsti</h3>
<p>I fondi complessivi assegnati per questa voce del Pnrr ammontano a circa <strong>320 milioni</strong>. Tali risorse, in base a quanto indicato nell’allegato A del provvedimento, sono state distribuite con due modalità distinte. Il 30% infatti è stato assegnato in ugual misura a ogni regione. Con una leggera discrepanza tra le regioni del centro-nord e quelle meridionali. Alle prime infatti sono stati assegnati 4,44 milioni di euro ciascuna, alle seconde 4,81 milioni.</p>
        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">€ 320,3 mln </span>per l’assunzione di esperti a supporto degli enti locali.</p>
			        </section>
		
<p>Il restante 70% delle risorse invece è assegnato in maniera proporzionale secondo il numero di cittadini residenti in ogni regione al 1° gennaio 2020. In base a questa suddivisione quindi possiamo notare che la regione che beneficerà maggiormente di questi fondi è la <strong>Lombardia</strong> (38,6 milioni). Seguono poi la <strong>Campania</strong> (30,1 milioni) e la <strong>Sicilia</strong> (26,5 milioni).</p>
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                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/esperti-pnrr-alla-lombardia-38-milioni-di-euro/">Esperti Pnrr, alla Lombardia 38 milioni di euro</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/esperti-pnrr-alla-lombardia-38-milioni-di-euro/">La ripartizione delle risorse per l'assunzione degli esperti al servizio degli enti locali</a></h3>
                                    </div>
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                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis su dati presidenza del consiglio dei ministri                                                                <br>(ultimo aggiornamento: martedì 30 Novembre 2021)
                                        </p>
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                            <p><label for="embed-chart-169380"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                </div>

                            </div>

			
        <section class="blockquote">
							<p>Non sappiamo se le risorse stanziate saranno effettivamente erogate completamente.</p>
<p>
			        </section>
		
<p>Da notare peraltro che tra le prime 5 regioni, 3 appartengono al meridione. Oltre alle già citate Campania e Sicilia infatti al quinto posto, dopo il <strong>Lazio</strong>, troviamo la <strong>Puglia</strong> a cui saranno assegnati circa 24 milioni di euro. In base a questa suddivisione possiamo notare inoltre che anche in questo caso <strong>è stata rispettata la regola secondo la quale il 40% delle risorse deve essere attribuito alle regioni meridionali</strong>. Alle regioni del nord spetterà invece il 35,7% mentre a quelle del centro il 24,3%. Nell'analizzare questi dati tuttavia dobbiamo sempre tenere presente che i piani territoriali e i fabbisogni delle singole regioni dovranno essere validati dal governo. Ciò significa che <strong>la quantità di risorse che sarà effettivamente erogata alle regioni potrebbe differire rispetto a quanto previsto nel decreto</strong>.</p>
            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/esperti-pnrr-al-sud-il-40-delle-risorse/">Esperti Pnrr, al sud il 40% delle risorse</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/esperti-pnrr-al-sud-il-40-delle-risorse/">La distribuzione percentuale delle risorse tra aree del paese per l'assunzione di esperti Pnrr</a></h3>
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                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/esperti-pnrr-al-sud-il-40-delle-risorse/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-tablepress"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2021/11/esperti-pnrr-al-sud-il-40-delle-risorse.png" placeholder ></amp-img><div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div></amp-iframe>                        <div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/esperti-pnrr-al-sud-il-40-delle-risorse/">Esperti Pnrr, al sud il 40% delle risorse - La distribuzione percentuale delle risorse tra aree del paese per l'assunzione di esperti Pnrr</a></div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis su dati presidenza del consiglio dei ministri                                                                <br>(ultimo aggiornamento: martedì 30 Novembre 2021)
                                        </p>
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			
<p>Per quanto riguarda invece<strong> le categorie professionali a cui le regioni potranno conferire l’incarico </strong>queste sono indicate nell’allegato C del Dpcm. Si tratta di diverse tipologie di ingegneri, geologi, geometri e altre figure. Il dipartimento della funzione pubblica in ogni caso fornirà alle regioni un elenco dei professionisti da utilizzare per le procedure selettive coerente con i fabbisogni individuati. Nella tabella sottostante sono indicati, per ogni profilo, i requisiti richiesti.</p>

<table id="tablepress-3376" class="tablepress tablepress-id-3376 w-100">
<thead>
<tr class="row-1">
	<th class="column-1">Esperto</th><th class="column-2">Competenze</th>
</tr>
</thead>
<tbody class="row-striping row-hover">
<tr class="row-2">
	<td class="column-1">Ingegnere civile e ambientale</td><td class="column-2">Attività di ricerca o di applicazione delle conoscenze esistenti nel campo della pianificazione urbana e del territorio, della progettazione, della costruzione e della manutenzione di edifici, strade, ferrovie, aeroporti, ponti e sistemi per lo smaltimento dei rifiuti e di altre costruzioni civili e industriali; Progettazione standard e procedure per garantire la funzionalità e la sicurezza delle strutture; Progettazione di soluzioni per prevenire, controllare o risanare gli impatti negativi dell’attività antropica sull’ambiente; Valutazioni di impatto ambientale di progetti ed opere dell’ingegneria civile o di altre attività; Attività di progettazione di interventi strutturali per la sistemazione e la gestione dei bacini idrografici.</td>
</tr>
<tr class="row-3">
	<td class="column-1">Biologo</td><td class="column-2">Attività di ricerca o di applicazione delle conoscenze esistenti nel campo della biologia, anche tramite sperimentazioni di laboratorio; progettazione di soluzioni per prevenire, controllare o risanare gli impatti negativi dell’attività antropica sull’ambiente; attività di studio e analisi propedeutica alle valutazioni di impatto ambientale di progetti ed<br />
opere dell’ingegneria civile o di altre attività.</td>
</tr>
<tr class="row-4">
	<td class="column-1">Geologo</td><td class="column-2">Attività di ricerca o di applicazione delle conoscenze esistenti nel campo della geologia, anche tramite sperimentazioni di laboratorio; progettazione di soluzioni per prevenire, controllare o risanare gli impatti negativi dell’attività antropica sull’ambiente; attività di studio e analisi propedeutica alle valutazioni di impatto ambientale di progetti ed opere dell’ingegneria civile o di altre attività; svolgimento di studi e analisi per l’attività di prevenzione e risanamento dei fenomeni di dissesto idrogeologico e instabilità dei versanti, di sistemazione e gestione dei bacini idrografici.</td>
</tr>
<tr class="row-5">
	<td class="column-1">Architetto paesaggista</td><td class="column-2">Attività di analisi e progettazione per la valorizzazione e la tutela degli spazi aperti; Analisi delle caratteristiche territoriali, analisi e ricerca dei materiali idonei, degli impianti tecnologici adatti, preferibilmente basati su tecnologie rinnovabili, finalizzate agli interventi sul territorio; valutazione di impatto ambientale (Via); valutazione ambientale strategica (Vas).</td>
</tr>
<tr class="row-6">
	<td class="column-1">Perito chimico</td><td class="column-2">Attività tecnica e propedeutica e di assistenza agli specialisti nel campo dell'analisi di materie solide, liquide e gassose condotte nell'ambito della ricerca chimica ovvero per attività di produzione; attività tecnica propedeutica e di assistenza agli specialisti nel campo del controllo della qualità della produzione, del controllo e mantenimento degli standard di qualità ambientale, di funzionamento e di sicurezza degli apparati, impianti e dei relativi sistemi tecnici. </td>
</tr>
<tr class="row-7">
	<td class="column-1">Chimico industriale</td><td class="column-2">Attività di ricerca, test, esperimenti ed analisi qualitative e quantitative su sostanze naturali o di sintesi, individuandone la composizione e le variazioni chimiche ed energetiche; individuazione ed applicazione di metodi di indagine e sviluppo di soluzioni nel settore delle bonifiche; attività di supervisione e coordinamento sulle attività inerenti al campo della chimica industriale.</td>
</tr>
<tr class="row-8">
	<td class="column-1">Ingegnere chimico</td><td class="column-2">Attività di ricerca o di applicazione delle conoscenze esistenti nel campo della chimica, della progettazione, della costruzione e della manutenzione di impianti per la bonifica e lo smaltimento dei rifiuti; progettazione standard e procedure per garantire la funzionalità e la sicurezza delle strutture sul versante chimico; progettazione di soluzioni per prevenire, controllare o risanare gli impatti negativi dell’attività antropica sull’ambiente; valutazioni di impatto ambientale di progetti ed opere dell’ingegneria civile o di altre attività; attività di supervisione e coordinamento sulle attività inerenti al campo dell’ingegneria chimica.</td>
</tr>
<tr class="row-9">
	<td class="column-1">Ingegnere energetico</td><td class="column-2">Attività di ricerca o di applicazione le conoscenze esistenti per la produzione e l’utilizzo razionale dell’energia nei settori industriale e civile, con particolare riguardo alle fonti rinnovabili; attività di studio sui metodi di conversione dell’energia a partire dalle fonti primarie disponibili in natura; attività di ricerca su nuovi sistemi e vettori energetici e sulle problematiche del risparmio energetico e dell’impatto ambientale; attività di supervisione e coordinamento sulle attività inerenti al campo delle energie rinnovabili.</td>
</tr>
<tr class="row-10">
	<td class="column-1">Geometra/perito edile</td><td class="column-2">Attività tecnica propedeutica e di assistenza agli specialisti nel campo dell’ingegneria civile e nella progettazione di edifici, strade, ferrovie, aeroporti e porti e di altre opere civili; svolgimento di procedure tecniche proprie per disegnare, progettare, sovrintendere alla costruzione e manutenere le opere, per controllarne gli impianti, gli apparati e i relativi sistemi tecnici e garantirne il funzionamento e la sicurezza.</td>
</tr>
<tr class="row-11">
	<td class="column-1">Architetto pianificatore territoriale/urbanista</td><td class="column-2">Attività e coordinamento di analisi complesse e specialistiche delle strutture urbane, territoriali, paesaggistiche e ambientali; coordinamento e gestione di attività di valutazione ambientale e di fattibilità dei piani e dei progetti urbani e territoriali; valutazione di impatto ambientale (Via); valutazione ambientale strategica (Vas).</td>
</tr>
<tr class="row-12">
	<td class="column-1">Architetto conservatore</td><td class="column-2">Attività di studio e analisi inerenti alla conservazione dei beni architettonici e ambientali; diagnosi dei processi di degrado e dissesto dei  beni architettonici e ambientali e individuazione degli interventi e delle tecniche miranti alla loro conservazione. </td>
</tr>
<tr class="row-13">
	<td class="column-1">Esperto in procedure di appalti pubblici</td><td class="column-2">Attività di gestione di appalti pubblici ai sensi della vigente normativa (D.lgs. 50/2016), svolta preferibilmente all’interno di uffici atti alla gestione di processi centralizzati/aggregati di approvvigionamento/acquisti di enti pubblici ovvero di aziende pubbliche o private assoggettate al1’applicazione del Codice dei Contratti Pubblici- D.lgs. 50/2016 e ss.mm.ii.;  Attività di supporto alla soluzione dei problemi in ambito di gestione di gare e appalti pubblici ovvero che nascono in contesti fortemente dinamici sul piano della tecnologia e del mercato, nei quali creatività e doti di leadership debbono essere coniugati con la capacità di affrontare problemi complessi di natura strategica, gestionale e organizzativa.</td>
</tr>
<tr class="row-14">
	<td class="column-1">Ingegnere elettrotecnico</td><td class="column-2">Attività di ricerca o applicazione delle conoscenze esistenti per disegnare, progettare, controllare anche in modo automatico, produrre e manutenere sistemi, motori, apparati e attrezzature rivolte alla generazione, distribuzione ed uso di energia elettrica; attività di ricerca sugli aspetti tecnologici di particolari materiali e processi; definizione e progettazione di standard e procedure per il funzionamento e la sicurezza dei sistemi di generazione e di distribuzione dell’energia elettrica, nonché dei sistemi e degli apparati da questa alimentati; attività di supervisione e coordinamento sulle attività inerenti al campo dell’ingegneria elettrotecnica.</td>
</tr>
<tr class="row-15">
	<td class="column-1">Ingegnere delle telecomunicazioni</td><td class="column-2">Attività di ricerca o applicazione delle conoscenze esistenti in materia di elettronica, di proprietà elettroniche dei materiali e in materia di telecomunicazioni per disegnare, progettare, controllare funzionalmente sistemi, apparati, circuiti e componenti elettronici per usi commerciali, industriali o scientifici; attività di ricerca, progettazione e test delle componenti hardware di calcolatori, reti e periferiche di calcolatori ovvero di apparati e sistemi di telecomunicazioni; attività di supervisione e coordinamento sulle attività inerenti al campo dell’ingegneria delle telecomunicazioni.</td>
</tr>
</tbody>
</table>

<p>Questa suddivisione peraltro era stata inizialmente oggetto di polemiche da parte di alcune categorie professionali. I primi <a href="https://www.provinceditalia.it/wp-content/uploads/2021/10/dpcm-per-il-conferimento-di-incarichi-di-collaborazione-1000-esperti.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">schemi del decreto</a> circolati infatti vedevano l'esclusione in particolare dell’<a href="https://informareonline.com/architetti-esclusi-nella-bozza-del-decreto-1000-esperti/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ordine degli architetti</a> che aveva espresso disappunto in merito.</p>
<h3>Il nostro osservatorio sul Pnrr</h3>
        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Scarica i dati in formato Csv o interroga le API</p>
<p></p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="https://openpnrr.openpolis.io/csv/missioni.csv" target="_blank" rel="noopener">Missioni</a>, <a href="https://openpnrr.openpolis.io/csv/componenti.csv" target="_blank" rel="noopener">componenti</a>, <a href="https://openpnrr.openpolis.io/csv/misure.csv" target="_blank" rel="noopener">misure</a>, <a href="https://openpnrr.openpolis.io/csv/scadenze.csv" target="_blank" rel="noopener">scadenze</a>, <a href="https://openpnrr.openpolis.io/csv/organizzazioni.csv" target="_blank" rel="noopener">organizzazioni responsabili</a>, <a href="https://openpnrr.openpolis.io/metadati/" target="_blank" rel="noopener">metadati</a>.</p><p>L'<a href="https://openpnrr.openpolis.io/api/v1/" target="_blank" rel="noopener">esploratore della API</a>, la documentazione automatica (<a href="https://openpnrr.openpolis.io/api/v1/schema/" target="_blank" rel="noopener">swagger</a>, <a href="https://openpnrr.openpolis.io/api/v1/redoc/" target="_blank" rel="noopener">redoc</a>).</p></div>
				            </div>
        </section>
		
<p>Questo articolo rientra nel progetto di monitoraggio civico "openpnrr" realizzato nell'ambito delle attività di analisi sul piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Ogni lunedì pubblichiamo un nuovo approfondimento sulle misure previste dal piano e sullo stato di avanzamento dei lavori (<a href="https://www.openpolis.it/piano-nazionale-di-ripresa-e-resilienza/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">vedi tutti gli articoli</a>). Nei prossimi mesi pubblicheremo anche un’apposita piattaforma in cui sarà possibile consultare tutte le informazioni disponibili. I <a href="https://www.openpolis.it/i-nostri-open-data-per-il-monitoraggio-del-pnrr" target="_blank" rel="noopener noreferrer">dati</a> dei nostri open data possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di <em>data journalism</em> o anche per semplice consultazione.</p>
<p>Photo credits: <a href="https://www.governo.it/it/media/conferenza-stampa-del-consiglio-dei-ministri-n36/17924" target="_blank" rel="noopener noreferrer">palazzo Chigi</a> - <a href="https://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/3.0/it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Licenza</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/gli-esperti-per-gli-enti-locali-e-il-problema-delle-tempistiche/">Gli esperti per gli enti locali e il problema delle tempistiche</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il difficile rapporto tra governo e parlamento sull’adozione dei Dpcm</title>
		<link>https://www.openpolis.it/dpcm-lennesima-prova-del-rapporto-difficile-tra-governo-e-parlamento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Dal Poggetto]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Nov 2020 11:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=110226</guid>

					<description><![CDATA[<p>Dopo un'estate relativamente tranquilla, la recrudescenza dei contagi da Covid-19 ha portato il governo ad adottare misure via via più restrittive. L'esecutivo è tornato a fare ampio ricorso anche ai Dpcm, uno strumento però che presenta diverse criticità.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/dpcm-lennesima-prova-del-rapporto-difficile-tra-governo-e-parlamento/">Il difficile rapporto tra governo e parlamento sull’adozione dei Dpcm</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo un’estate relativamente “tranquilla” la recrudescenza del Covid-19 registrata nelle ultime settimane ha spinto il governo ad intervenire in maniera massiccia, anche tornando a <strong>limitare le libertà personali dei cittadini</strong>. Ma se da un lato le scelte fatte per la tutela della salute pubblica sono comprensibili, questo non vale per quanto riguarda gli strumenti adottati.</p>
<p>L’esecutivo è infatti tornato a fare ampio ricorso ai <strong>decreti del presidente del consiglio dei</strong> <strong>ministri </strong>(Dpcm). Questa scelta, motivata con la necessità di agire rapidamente e di non ingolfare l&#8217;agenda del parlamento, presenta però alcuni aspetti critici. I Dpcm sono infatti atti di natura amministrativa. Per questo il loro uso per nuove restrizioni è apparso a molti improprio.</p>
<p>Deputati e senatori, ad esempio, hanno chiesto a più riprese all&#8217;esecutivo di privilegiare i <strong>decreti legge</strong> per questo tipo di decisioni. In modo che il parlamento (ma anche il presidente della Repubblica) possa esercitare il proprio ruolo di indirizzo e controllo sull&#8217;attività del governo. Una richiesta però che sin qui è stata, almeno in parte, disattesa.</p>
<p>Il parlamento ha cercato di porre rimedio a questo <em>vulnus</em> con l&#8217;introduzione di un emendamento alla legge di conversione del <a href="https://www.normattiva.it/atto/caricaDettaglioAtto?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2020-03-25&amp;atto.codiceRedazionale=20G00035&amp;atto.articolo.numero=0&amp;qId=1e5f1f8c-b68e-428e-a264-d2271445dc95&amp;tabID=0.9199055802260308&amp;title=lbl.dettaglioAtto" target="_blank" rel="noopener noreferrer">decreto legge 19/2020</a>. Grazie a questa norma il governo è tenuto a presentare un&#8217;informativa alle camere ogni qualvolta decida di adottare nuove misure attraverso dei Dpcm. Certamente un passo avanti ma che, come vedremo, non risolve il problema.</p>
<h3>Che cosa sono i decreti del presidente del consiglio dei ministri</h3>
<p>In questi mesi il termine Dpcm è divenuto di uso comune ma di cosa si tratta esattamente? I decreti del presidente del consiglio sono <strong>atti di carattere amministrativo</strong> che possono essere emanati dal primo ministro. In condizioni ordinarie questo strumento viene utilizzato per definire contorni tecnici e operativi ma con l&#8217;emergenza legata al Coronavirus ha assunto una nuova valenza.</p>
        <section class="blockquote">
							<p>I Dpcm devono trovare fondamento in un atto avente forza di legge per essere validi.</p>
<p>
			        </section>
		
<p>La situazione straordinaria che stiamo vivendo infatti ha portato ad una sorta di <strong>trasformazione</strong> di questo strumento che spesso è stato utilizzato anche per <strong>limitare le libertà personali dei cittadini</strong>. Non essendo un atto avente forza di legge, tuttavia, questo strumento per essere valido <strong>deve essere collegato ad una norma di rango primario</strong>, come una legge o un decreto legge. L’ <a href="https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2020/11/04/20A06109/sg" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ultimo Dpcm pubblicato</a> ad esempio, richiama diversi decreti legge nelle sue premesse.</p>
<p>Ma al di la di questo ancoraggio &#8220;formale&#8221;, i decreti del presidente del consiglio rimangono essenzialmente atti amministrativi, come <strong>la maggior parte degli atti Covid pubblicati</strong>. Di conseguenza, non essendo leggi, le possibilità di intervento su questi provvedimenti da parte dei parlamentari sono limitate.</p>
<h3>L&#8217;eccessivo ricorso ai Dpcm</h3>
<p>Abbiamo detto che l&#8217;emergenza è stata gestita con atti in gran parte amministrativi. <strong>Questo di fatto ha escluso il parlamento dal processo decisionale e il Quirinale dal controllo sulla legittimità di molti dei provvedimenti adottati</strong>. Rientrano in questa categoria anche i 26 Dpcm sin qui emanati. Che rappresentano il quarto strumento più utilizzato dopo circolari, decreti dei ministeri e ordinanze.</p>
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/coronavirus-il-parlamento-e-il-grande-assente/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vedi anche<br><strong>Coronavirus, il parlamento è il grande assente</strong></a>.</p>
        </section>
		
            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/oltre-il-90-degli-atti-covid-ha-natura-amministrativa/">Oltre il 90% degli atti Covid ha natura amministrativa</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/oltre-il-90-degli-atti-covid-ha-natura-amministrativa/">Totale degli atti Covid pubblicati in base alla loro tipologia</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0">
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/oltre-il-90-degli-atti-covid-ha-natura-amministrativa/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="678" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-tablepress"><amp-img width="1010" height="678" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2020/11/oltre-il-90-degli-atti-covid-ha-natura-amministrativa.png" placeholder ></amp-img><div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div></amp-iframe>                        <div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/oltre-il-90-degli-atti-covid-ha-natura-amministrativa/">Oltre il 90% degli atti Covid ha natura amministrativa - Totale degli atti Covid pubblicati in base alla loro tipologia</a></div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>dati Ministero della salute e Gazzetta ufficiale ed elaborazione openpolis                                                                <br>(ultimo aggiornamento: lunedì 16 Novembre 2020)
                                        </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2020/11/oltre-il-90-degli-atti-covid-ha-natura-amministrativa.png" target="_blank" download></a>
						                                                <div title="Scarica dati CSV" class="opmag-chart-action-data-btn" data-param-filename="oltre-il-90-degli-atti-covid-ha-natura-amministrativa"></div>
						                        
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                        <div>
                            <p><label for="embed-chart-110751"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-110751" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>

                    </div>
                </div>

                            </div>

			
<p>Ma al di là dell'aspetto quantitativo (questi atti rappresentano circa il 6% del totale) non bisogna dimenticare che essi hanno avuto un<strong> impatto rilevante sulla vita dei cittadini</strong>. Un fatto sottolineato anche dal presidente della Camera <strong>Roberto Fico</strong> che, nel ribadire le prerogative del parlamento, ha chiesto al governo di privilegiare atti di rango primario, come i <strong>decreti legge</strong>, per questo tipo di decisioni. In questo modo almeno, pur rimanendo nell'ambito della decretazione d'urgenza, anche il parlamento potrebbe dare il proprio contributo per il miglioramento dei provvedimenti durante l'iter di conversione.</p>
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/coronavirus-lelenco-completo-degli-atti/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vedi anche<br><strong>il nostro osservatorio suglio atti Covid</strong></a>.</p>
        </section>
		
        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>È decisivo il ruolo del Parlamento nella conversione dei decreti, che vengono integrati e trasformati grazie alla qualità del lavoro di analisi, approfondimento e infine sintesi tra le diverse posizioni. Se anche i dati di questa legislatura hanno evidenziato questa capacità del Parlamento di trasformare il contenuto dei decreti, nell'esame del dl Liquidità questa caratteristica è stata ancora più marcata: ben 228 emendamenti approvati in commissione, 116 della maggioranza, 91 dell'opposizione e 21 dei relatori</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.facebook.com/roberto.fico.5/photos/a.793358930689975/4425264857499346/?type=3&theater" target="_blank">- Roberto Fico, presidente della camera, 27 maggio 2020</a>
									            </div>
        </section>
		
<p>Ma nonostante gli appelli, con il nuovo aumento dei contagi è tornato a salire anche il numero di Dpcm adottati. In particolare, complice l’aumentata pressione sul sistema sanitario, il governo ha emanato <strong>4 diversi Dpcm nel giro di 21 giorni</strong>.</p>
        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Scarica i Dpcm adottati nelle ultime settimane:</p>
<p></p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2020/10/13/20A05563/sg">13 ottobre</a></p><p><a href="https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2020/10/18/20A05727/sg">18 ottobre</a></p><p><a href="https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2020/10/25/20A05861/sg" target="_blank" rel="noopener">24 ottobre</a></p><p><a href="https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2020/11/04/20A06109/sg" target="_blank" rel="noopener">3 novembre</a></p></div>
				            </div>
        </section>
		
<p>Il governo ha fatto ricorso ad entrambi gli strumenti nelle ultime settimane ma la scelta è stata quella di <strong>utilizzare i Dpcm per determinare le nuove misure restrittive. </strong></p>
<p>Basti pensare all'obbligo di indossare le mascherine anche all'aperto, le limitazioni agli spostamenti, le nuove chiusure di bar, ristoranti e altre attività commerciali, lo stop agli spettacoli e all'attività sportiva di base e, da ultimo, la suddivisione delle regioni in tre distinte zone di rischio.<strong><br />
</strong></p>
<p>Mentre <strong>si è fatto ricorso ai decreti legge principalmente per l'adozione di misure economiche</strong> con, ad esempio, gli ormai noti decreti <a href="https://parlamento18.openpolis.it/singolo_atto/41059" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ristori</a> e <a href="https://parlamento18.openpolis.it/singolo_atto/41611" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ristori bis</a>.</p>
            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/pubblicati-in-media-26-dpcm-al-mese/">Pubblicati in media 2,6 Dpcm al mese</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/pubblicati-in-media-26-dpcm-al-mese/">Decreti legge e Dpcm pubblicati al mese dall'inizio dell'emergenza</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0">
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/pubblicati-in-media-26-dpcm-al-mese/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="396" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-tablepress"><amp-img width="1010" height="396" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2020/11/pubblicati-in-media-26-dpcm-al-mese.png" placeholder ></amp-img><div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div></amp-iframe>                        <div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/pubblicati-in-media-26-dpcm-al-mese/">Pubblicati in media 2,6 Dpcm al mese - Decreti legge e Dpcm pubblicati al mese dall'inizio dell'emergenza</a></div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>dati Ministero della salute e Gazzetta ufficiale ed elaborazione openpolis                                                                <br>(ultimo aggiornamento: lunedì 16 Novembre 2020)
                                        </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2020/11/pubblicati-in-media-26-dpcm-al-mese.png" target="_blank" download></a>
						                                                <div title="Scarica dati CSV" class="opmag-chart-action-data-btn" data-param-filename="pubblicati-in-media-26-dpcm-al-mese"></div>
						                        
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                            <p><label for="embed-chart-110757"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-110757" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			
        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">26 </span> i Dpcm adottati dall’inizio dell’emergenza.</p>
			        </section>
		
<p>Alle critiche mosse per questo eccessivo ricorso allo strumento, il premier <strong>Giuseppe Conte</strong> ha risposto affermando che la volontà era quella di non intasare l'agenda del parlamento.</p>
        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Avremmo dovuto adottare decine e decine di decreti legge con il risultato di intasare ancor più il Parlamento? [...] Abbiamo preferito intervenire con alcuni decreti-legge, che hanno dettato la cornice, e poi calibrare le singole misure restrittive con i decreti del presidente del consiglio</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.dire.it/22-10-2020/519033-governo-conte-non-mi-sento-in-pericolo-ma-la-valigia-e-sempre-pronta/" target="_blank">- Giuseppe Conte, 22 ottobre 2020</a>
									            </div>
        </section>
		
<p>Affermazioni però che lasciano spazio a qualche perplessità. Infatti anche i Dpcm, a seguito della modifica dell’<a href="https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2020/03/25/20G00035/sg" target="_blank" rel="noopener noreferrer">articolo 2 del decreto lockdown</a>, necessitano comunque di un passaggio parlamentare.</p>
<h3>La "parlamentarizzazione" dei Dpcm</h3>
<p>Abbiamo detto che le norme contenute nei Dpcm trovano il loro fondamento nei decreti legge emanati per far fronte all’emergenza. Ciononostante rimangono comunque<strong> atti di carattere amministrativo che possono essere pubblicati senza nessun controllo ulteriore</strong>. Per questo motivo il parlamento è intervenuto inserendo una norma che impone al governo di presentare un'informativa alle camere sulle misure che intende adottare mediante Dpcm.</p>
        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Il Presidente del Consiglio dei ministri o un Ministro da lui delegato illustra preventivamente alle camere il contenuto dei provvedimenti da adottare ai sensi del presente comma, al fine di tenere conto degli eventuali indirizzi dalle stesse formulati.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.normattiva.it/atto/caricaDettaglioAtto?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2020-03-25&atto.codiceRedazionale=20G00035&atto.articolo.numero=0&qId=2413ec9b-3822-4b3f-bdfb-d198bcf7e77f&tabID=0.8875730378039739&title=lbl.dettaglioAtto" target="_blank">- Articolo 2 comma 1 Dl 19/2020 come modificato dalla legge di conversione 35/2020</a>
									            </div>
        </section>
		
<p>Solitamente poi, a seguito della relazione del governo, le camere presentano delle <strong>risoluzioni</strong> con cui cercano di indirizzare l'azione dell'esecutivo. Si è trattato di un modo con cui <strong>Montecitorio e palazzo Madama hanno cercato di riappropriarsi delle loro prerogative</strong>. Nei primi mesi di emergenza infatti non c’è stato molto spazio per il confronto democratico in parlamento.</p>
<p>Le informative del governo legate alla gestione dell'emergenza infatti fino a maggio erano state appena 4: il <a href="http://www.governo.it/node/14379" target="_blank" rel="noopener noreferrer">25 marzo</a>, il <a href="http://www.governo.it/node/14495" target="_blank" rel="noopener noreferrer">21 aprile</a>, il <a href="http://www.governo.it/node/14546" target="_blank" rel="noopener noreferrer">30 aprile</a> e il <a href="http://www.governo.it/node/14629" target="_blank" rel="noopener noreferrer">21 maggio</a>. A seguito della nuova norma invece l’esecutivo si è visto "costretto" a presentarsi alle camere con maggiore regolarità.</p>
        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">8 </span>i Dpcm “parlamentarizzati”.</p>
			        </section>
		
<p>Nonostante questo rappresenti senza dubbio un passo avanti nella dinamica governo-parlamento, <strong>alcuni aspetti critici permangono</strong>. In primo luogo c’è da dire che l'esecutivo, nella maggior parte dei casi, ha presentato le proprie informative poco prima della pubblicazione del provvedimento in gazzetta ufficiale. In alcuni casi perfino il giorno stesso. Per i Dpcm del 18 e del 24 ottobre invece, vista l’urgenza, i provvedimenti sono stati discussi dopo la loro pubblicazione.</p>
<h2 id="tablepress-2129-name" class="tablepress-table-name tablepress-table-name-id-2129">I Dpcm e la loro discussione in parlamento</h2>

<table id="tablepress-2129" class="tablepress tablepress-id-2129" aria-labelledby="tablepress-2129-name">
<thead>
<tr class="row-1">
	<th class="column-1">Data di pubblicazione</th><th class="column-2">Discussione alla camera</th><th class="column-3">Discussione al senato</th><th class="column-4">Atto</th>
</tr>
</thead>
<tbody class="row-striping row-hover">
<tr class="row-2">
	<td class="column-1">11 giugno</td><td class="column-2">11 giugno</td><td class="column-3">10 giugno</td><td class="column-4"><a href="https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2020/06/11/20A03194">Atto</a></td>
</tr>
<tr class="row-3">
	<td class="column-1">14 luglio </td><td class="column-2">14 luglio </td><td class="column-3">14 luglio</td><td class="column-4"><a href="https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2020/07/14/20A03814">Atto</a></td>
</tr>
<tr class="row-4">
	<td class="column-1">7 agosto</td><td class="column-2">-</td><td class="column-3">6 agosto<br />
</td><td class="column-4"><a href="https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2020/11/14/20A06292/sg">Atto</a></td>
</tr>
<tr class="row-5">
	<td class="column-1">7 settembre</td><td class="column-2">2 settembre</td><td class="column-3">2 settembre</td><td class="column-4"><a href="https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2020/08/08/20A04399/sg">Atto</a></td>
</tr>
<tr class="row-6">
	<td class="column-1">13 ottobre</td><td class="column-2">6-7 ottobre</td><td class="column-3">6 ottobre</td><td class="column-4"><a href="https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2020/10/13/20A05563/sg">Atto</a></td>
</tr>
<tr class="row-7">
	<td class="column-1">18 ottobre</td><td class="column-2">22 ottobre</td><td class="column-3">21 ottobre</td><td class="column-4"><a href="https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2020/10/18/20A05727/sg">Atto</a></td>
</tr>
<tr class="row-8">
	<td class="column-1">24 ottobre</td><td class="column-2">29 ottobre</td><td class="column-3">29 ottobre</td><td class="column-4"><a href="https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2020/10/25/20A05861/sg">Atto</a></td>
</tr>
<tr class="row-9">
	<td class="column-1">3 novembre</td><td class="column-2">2 novembre</td><td class="column-3">2 novembre</td><td class="column-4"><a href="https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2020/11/04/20A06109/sg">Atto</a></td>
</tr>
</tbody>
</table>

<p>&nbsp;</p>
<p>Come <a href="https://www.openpolis.it/decreto-sicurezza-appello-ai-presidenti-di-camera-e-senato-per-una-discussione-vera/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">abbiamo segnalato anche in altre occasioni</a>, questo <em>modus operandi</em> del governo non è nuovo. In questo modo però la possibilità di manovra di deputati e senatori è ancor più limitata. Essi <strong>non hanno tempo infatti per approfondire i vari temi, né hanno l’opportunità di proporre modifiche significative ai testi</strong>. Nella maggior parte dei casi infatti le risoluzioni approvate dall’assemblea a seguito delle informative risultano essere generiche o riprendere in parte i contenuti già previsti nei Dpcm. Solo in qualche caso ci si discosta da questo schema.</p>
        <section class="blockquote">
							<p>In molti casi i Dpcm sono stati presentati alle camere immediatamente prima della loro pubblicazione.</p>
<p>
			        </section>
		
<p>Questa pratica, tra l’altro, può portare a dei <strong>cortocircuiti</strong>. Com’è accaduto alla camera il 6 ottobre scorso, quando a causa di diversi assenti <a href="https://www.repubblica.it/politica/2020/10/06/news/covid_speranza_in_parlamento_riferisce_sul_nuovo_dpcm-269609933/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">è mancato il numero legale</a> per approvare la risoluzione presentata dalla maggioranza. Fatto che ha costretto il governo a ritardare l’entrata in vigore del Dpcm.</p>
<p>Un altro aspetto legato a questo riguarda lo <strong>scarso coinvolgimento dell’opposizione</strong>. Se dal un lato nelle ultime settimane infatti le aperture - in particolare verso Forza Italia - sono state molte. Dall’altro bisogna anche dire che la maggior parte delle risoluzioni presentate dalle opposizioni sono state respinte. Un atteggiamento però che parrebbe essere cambiato.</p>
        <section class="blockquote">
							<p>Nelle ultime settimane c'è stato un tentativo di dialogo con l'opposizione che ha portato all'approvazione di alcune risoluzioni.</p>
<p>
			        </section>
		
<p>Infatti, relativamente all'ultimo Dpcm adottato, oltre a quella della maggioranza ne sono state approvate altre due (di cui una solo parzialmente). La <a href="http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Resaula&amp;leg=18&amp;id=1179197&amp;part=doc_dc-allegatoa_aa" target="_blank" rel="noopener noreferrer">prima</a> chiede al governo di privilegiare i decreti legge e di coinvolgere il più possibile il parlamento. La <a href="https://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=6-00151&amp;ramo=C&amp;leg=18" target="_blank" rel="noopener noreferrer">seconda</a>, approvata alla camera, chiede al governo di tenere in debita considerazione anche i malati non Covid. La <a href="http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Resaula&amp;leg=18&amp;id=1179197&amp;part=doc_dc-allegatoa_aa" target="_blank" rel="noopener noreferrer">terza</a>, presentata al senato, ha contenuti simili ma in più chiede un potenziamento delle forze dell’ordine.</p>
        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Il senato, a fronte della necessità di varare ulteriori misure per fronteggiare l'emergenza Covid-19, impegna il governo a privilegiare lo strumento del decreto-legge laddove si tratti di introdurre limiti ai diritti fondamentali e comunque a comunicare tempestivamente al parlamento ogni tipo di azione intrapresa a tutela della salute pubblica, in ossequio alla centralità dell'assemblea elettiva e nell'ottica di promuovere un suo costante coinvolgimento</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Resaula&amp;leg=18&amp;id=1179197&amp;part=doc_dc-allegatoa_aa" target="_blank">- Risoluzione a firma Calderoli (Lega). Approvata al senato il 2 novembre</a>
									            </div>
        </section>
		
<p>L’approvazione di tali risoluzioni potrebbe forse rappresentare un tentativo della maggioranza di aprire al dialogo con l’opposizione.</p>
<h3>Perché la parlamentarizzazione dei Dpcm non basta</h3>
<p>Come abbiamo visto,<strong> la maggior parte delle misure prese per contrastare l’emergenza non prevede il coinvolgimento diretto del principale organo rappresentativo del nostro paese</strong>. In questo contesto si inserisce anche l'ampio ricorso ai Dpcm che è stato fatto dall'esecutivo. Una scelta che, pur nella necessità di agire rapidamente a causa dell’emergenza, presenta alcuni aspetti critici che non devono essere sottovalutati.</p>
        <section class="blockquote">
							<p>Quando si toccano i diritti dei cittadini sarebbe opportuna un'ampia condivisione con il principale organo democratico del paese.</p>
<p>
			        </section>
		
<p>Senza dubbio un passo avanti significativo è stato fatto grazie alla “parlamentarizzazione” dei Dpcm. Ma, come abbiamo visto, alcuni problemi restano sul tavolo. Sarebbe opportuno un effettivo coinvolgimento delle camere nella definizione delle misure da adottare. <strong>Un coinvolgimento che sia sostanziale e non solo un necessario adempimento formale</strong>.</p>
<p>La discussione sulle misure contenute nei Dpcm si limita infatti allo spazio di poche ore: la durata della seduta in cui il governo presenta la propria informativa. Il prodotto di questa discussione sono delle risoluzioni il cui impatto sull'azione del governo è relativo. Certamente meno significativo delle modifiche che il parlamento potrebbe apportare ad un decreto legge durante l'iter di conversione.</p>
<p>Foto credit: <a href="http://www.governo.it/it/media/le-comunicazioni-di-conte-parlamento-sulle-misure-lemergenza-da-covid-19/15603" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Palazzo Chigi</a> - <a href="https://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/3.0/it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Licenza</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/dpcm-lennesima-prova-del-rapporto-difficile-tra-governo-e-parlamento/">Il difficile rapporto tra governo e parlamento sull’adozione dei Dpcm</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
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