Cosa possono fare i comuni per i mercati all’aperto Bilanci dei comuni

Il sostegno al commercio locale passa anche per i sussidi ai commercianti, oltre che per i contributi a mercati rionali e fiere. In Italia i comuni che sostengono di più questo settore si trovano in Valle d’Aosta

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In estate nelle località del paese vengono organizzati mercati di varia natura. Il commercio locale ha una duplice funzione. Da un lato, permette ai piccoli commercianti di farsi conoscere, vendere i propri prodotti e avere una rete di clienti affezionati. Dall’altro, crea punti di ritrovo e di scambio che sono importanti per le comunità, in particolar modo per quelle più piccole e distanti dai grandi centri. Per il sostegno alle attività commerciali locali, le amministrazioni contribuiscono attraverso degli aiuti che rientrano all’interno dei bilanci.

I piccoli commercianti esercitano la loro attività sia nelle botteghe che nell’ambito di fiere e mercati. Si fa riferimento dal punto di vista legislativo al dlgs 114/1998 in cui è presente anche il ruolo che le amministrazioni hanno nel controllo delle attività commerciali in spazi pubblici. Oltre alle attività di programmazione e di gestione, i comuni possono anche supportare con interventi concreti i commercianti presenti sul territorio, con spese che vengono poi contabilizzate.

Le spese dei comuni per le attività di commercio locale

Nei bilanci comunali è presente una missione dedicata allo sviluppo economico e alla competitività. Al suo interno c’è una voce dedicata al commercio, alle reti distributive e alla tutela dei consumatori.

Qui si inseriscono le uscite relative al sostegno del commercio locale, sia per quel che riguarda i sussidi e i prestiti a favore del settore che per la promozione di politiche e programmi specifici. È proprio in questa voce che i comuni allocano le risorse necessarie per la gestione di mercati rionali e fiere.

Sono inclusi in questa voce anche tutti gli interventi a favore della tutela del consumatore e dell’informazione alla comunità in materia di commercio.

I dati mostrano la spesa per cassa riportata nell’apposita voce di bilancio. Spese maggiori o minori non implicano necessariamente una gestione positiva o negativa della materia. Da notare che spesso i comuni non inseriscono le spese relative a un determinato ambito nella voce dedicata, a discapito di un’analisi completa. Le uscite di una missione o di un programma possono essere relative a più assessorati. Tra le città italiane con più di 200mila abitanti non sono disponibili i dati di Palermo perché alla data di pubblicazione non risulta accessibile il bilancio consuntivo 2021.

FONTE: openbilanci – consuntivi 2021
(ultimo aggiornamento: martedì 31 Gennaio 2023)

Sono tre le grandi città che superano gli undici euro pro capite di spesa, tutte situate nelle aree del centro-nord. Si tratta di Trieste (11,77), Genova (11,34) e Firenze (11,17). Sono invece due i comuni superiori ai 200mila abitanti in cui le uscite non raggiungono i tre euro pro capite: Bologna (2,83 euro pro capite) e Napoli (2,80).

Metà delle grandi città superano la spesa media registrata a livello nazionale, pari a 6,98 euro pro capite. Le uscite medie maggiori si trovano nei comuni della Valle d’Aosta (18,01), dell’Abruzzo (11,01) e dell’Emilia-Romagna (10,10). Al contrario, si spende di meno nelle amministrazioni venete (4,04 euro a persona), siciliane (3,27) e calabresi (2,35).

I dati mostrano la spesa per cassa riportata nell’apposita voce di bilancio. Spese maggiori o minori non implicano necessariamente una gestione positiva o negativa della materia. Da notare che spesso i comuni non inseriscono le spese relative a un determinato ambito nella voce dedicata, a discapito di un’analisi completa. Le uscite di una missione o di un programma possono essere relative a più assessorati. Il dato non è disponibile per i comuni in grigio.

FONTE: openbilanci – consuntivi 2021
(ultimo aggiornamento: martedì 31 Gennaio 2023)

Nella regione sono 23 i comuni che superano la media nazionale su un totale di 74 amministrazioni (il 31%). Sei di questi superano i cento euro pro capite di spesa: Ollomont (252,09), Pontboset (173,81), Rhemes-Notre-Dame (168,83), Rhemes-Saint-Georges (134,90), Doues (107,27) e Saint-Denis (104,28). Il comune capoluogo riporta uscite pari a 5,38 euro pro capite, un valore inferiore sia al valore medio nazionale (6,98) che regionale (18,01).

Per sapere quanto viene speso nel tuo territorio, clicca sulla casella Cerca… e digita il nome del tuo comune. Puoi cambiare l’ordine della tabella cliccando sull’intestazione delle colonne.

I dati mostrano la spesa per cassa riportata nell’apposita voce di bilancio. Spese maggiori o minori non implicano necessariamente una gestione positiva o negativa della materia. Da notare che spesso i comuni non inseriscono le spese relative a un determinato ambito nella voce dedicata, a discapito di un’analisi completa. Le uscite di una missione o di un programma possono essere relative a più assessorati.

FONTE: openbilanci – consuntivi 2021
(ultimo aggiornamento: martedì 31 Gennaio 2023)

Se consideriamo tutti i comuni del paese, tuttavia, dobbiamo scorrere fino alla 18esima posizione per trovare un’amministrazione della Valle d’Aosta. Il comune in cui si spende di più per mercati e fiere, infatti, si trova in Campagna. Si tratta di Morigerati (Salerno), con uscite nel 2021 pari a 1.083,47 euro pro capite, più di 660mila euro in termini assoluti. Anche a Exilles (Torino) si spendono oltre mille euro pro capite, per l’esattezza 1.057,93 euro. Una cifra quasi doppia del terzo comune per spesa (Barbara, in provincia di Ancona) che spende 576,13 euro pro capite per questa voce di bilancio.

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I contenuti di questa rubrica sono realizzati a partire da Openbilanci, la nostra piattaforma online sui bilanci comunali. Ogni anno i comuni inviano i propri bilanci alla Ragioneria Generale dello Stato, che mette a disposizione i dati nella Banca dati amministrazioni pubbliche (Bdap). Noi estraiamo i dati, li elaboriamo e li rendiamo disponibili sulla piattaforma. I dati possono essere liberamente navigati, scaricati e utilizzati per analisi, finalizzate al data journalism o alla consultazione. Attraverso openbilanci svolgiamo un’attività di monitoraggio civico dei dati, con l’obiettivo di verificare anche il lavoro di redazione dei bilanci da parte delle amministrazioni. Lo scopo è aumentare la conoscenza sulla gestione delle risorse pubbliche.

Foto: Gary Butterfieldlicenza

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