Tutte le regioni del Mezzogiorno, comprese le isole, si collocano tra le prime otto per incidenza di uso problematico dei social media tra gli adolescenti. In testa si trova la Campania, dove il 16,4% dei ragazzi e delle ragazze di 11, 13, 15 e 17 anni (dato medio tra le diverse età) è classificato a rischio. All’estremo opposto si posiziona la Valle d’Aosta, con una quota pari al 9,5%.
L’uso problematico dei social media è definito come presenza di almeno 6 dei 9 criteri indicati nella social media disorder scale: ansia di accedere ai social, volontà di passare sempre più tempo online, sintomi di astinenza quando offline, fallimento nel controllo del tempo, trascurare altre attività, liti con genitori a causa dell’uso, problemi con gli altri, mentire ai genitori, usare i social per scappare da sentimenti negativi.
I dati sono tratti dall’indagine sui comportamenti collegati alla salute in ragazzi di età scolare, effettuata dall’Iss nell’ambito dello studio internazionale Hbsc promosso dall’Oms (in inglese health behaviour in school-aged children).
FONTE: elaborazione Openpolis - Con i bambini su dati Hbsc e Iss
(consultati: martedì 28 Aprile 2026)
