A 2 anni dall'approvazione del decreto sicurezza circa un terzo delle prefetture italiane hanno incontrato problemi ad assegnare i posti in accoglienza. Una situazione che, anche in un momento in cui il numero di sbarchi rimane contenuto, non può essere ignorata.
Come il decreto sicurezza ha trasformato il sistema di accoglienza incentivando centri di grandi dimensioni e mettendo in difficoltà gestori e prefetture.
Dopo due anni dall’approvazione del decreto sicurezza è stato possibile verificare concretamente alcuni degli effetti prodotti sul sistema di accoglienza per richiedenti asilo e rifugiati in Italia.
Dopo un anno dall’entrata in carica del governo Conte II, le forze di maggioranza si sono finalmente decise a rimettere mano alle regole dell’accoglienza di richiedenti asilo e rifugiati. Nel frattempo la crisi dovuta al Covid-19 ha messo in evidenza carenze e problemi già esistenti.
Da inizio legislatura i cambi di gruppo sono stati 131. Si tratta di dati inferiori rispetto a quelli della XVII legislatura in cui il fenomeno era letteralmente esploso ma che comunque meritano attenzione.
Proseguono gli acquisti di forniture da parte della pubblica amministrazione per il contrasto all’emergenza. Dall’inizio della crisi all’8 ottobre abbiamo censito 7.461 lotti per un totale di quasi 14 miliardi di euro messi a bando.
Il calo degli importi destinati dall’Italia alla cooperazione è in gran parte legato alla riduzione della voce di spesa “rifugiati nel paese donatore”.