Dal 2021 a oggi l’Italia ha presentato in 7 richieste di revisione del proprio piano nazionale di ripresa e resilienza. Si tratta di un numero certamente molto significativo che testimonia le difficoltà di attuazione incontrate. Tuttavia il nostro non è l’unico paese ad aver presentato un numero così consistente di revisioni. In particolare, anche Belgio e Spagna hanno già visto approvate lo stesso numero di modifiche. Da notare tra l’altro che entrambi questi paesi hanno già presentato anche un’ottava richiesta di modifica il cui iter di approvazione è ancora in corso. In generale tutti i paesi europei (fatta eccezione per l’Ungheria il cui piano è attualmente bloccato) hanno rivisto il proprio piano almeno due volte. Un altro elemento interessante riguarda il fatto che diversi paesi europei hanno presentato più richieste di revisione anche successivamente alla comunicazione della Commissione Ue presentata lo scorso 4 giugno che conteneva alcune linee guida sulle possibili soluzioni per concludere positivamente i piani senza perdere i fondi. Nello specifico, sono 7 i paesi che hanno presentato più di una richiesta di revisione dopo quella data. Tra questi Spagna e Portogallo ne hanno presentate 2 mentre Belgio, Italia, Polonia, Slovenia ed Estonia 1. Altro elemento significativo riguarda il fatto che la comunicazione della Commissione raccomandava agli stati di apportare le modifiche necessarie entro la fine del 2025. Tuttavia ben 8 paesi, tra cui l’Italia, hanno presentato una richiesta di modifica anche nel 2026.
Il grafico mostra il numero di richieste di modifica dei rispettivi piani nazionali di ripresa e resilienza presentate dagli stati membri e già approvate dal Consiglio dell’Unione europea. In alcuni casi le procedure per l’approvazione sono ancora in corso.
FONTE: Elaborazione Openpolis su dati Commissione europea
(ultimo aggiornamento: martedì 31 Marzo 2026)