Le votazioni alla camera sul rifinanziamento delle missioni internazionali

Le tre principali votazioni in aula alla camera dei deputati sulle risoluzioni sull'autorizzazione a nuove missioni internazionali e proroga di quelle in corso.

La prima risoluzione sul provvedimento missioni (prima firma Palazzotto – Liberi e uguali) votata alla camera apriva con una premessa molto critica sull’approccio italiano alla questione libica e più in generale sulla gestione del fenomeno migratorio. In aggiunta, nella parte del dispositivo, veniva negata al governo l’autorizzazione a procedere con la missione prevista nella scheda 48/2021. Come era facile attendersi tuttavia questa risoluzione ha ricevuto parere negativo da parte del governo. La camera l’ha dunque respinta con 376 voti contrari e solo 40 a favore.

La seconda risoluzione (prima firma Migliore – Italia viva) invece ha ricevuto parere favorevole da parte del governo. In questo caso però si è proceduto a votarla per parti separate. Nella prima votazione su questa risoluzione (la seconda in generale) la camera si è espressa sulle premesse e su buona parte delle schede che prevedono nuove missioni o la prosecuzione di quelle in corso. In successive votazioni invece si è votato su missioni specifiche. Anche in questo caso è stato il voto sulla scheda 48 l’unico su cui un numero considerevole di deputati si sono espressi negativamente (34) o astenendosi (22). In ogni caso alla fine il testo è passato a larga maggioranza.

Fino ad alcuni anni fa l’approvazione di nuove missioni internazionali e la proroga di quelle in corso avveniva tramite decreto legge. Un atto del governo con forza di legge che doveva poi essere approvato o rigettato dal parlamento. Per questo ancora oggi quando si parla del rifinanziamento delle missioni è frequente sentire il termine “decreto-missioni”. Nel 2016 tuttavia la legge 145 ha ridefinito la materia istituendo un percorso preciso che non necessita dell’approvazione, ogni anno, di un nuovo atto legislativo. Oggi infatti il parlamento approva o respinge le proposte del governo attraverso una risoluzione, ovvero un atto di indirizzo che tuttavia assume un valore vincolante alla luce di quanto previsto dalla legge 145 (art. 2).

FONTE: Openparlamento
(ultimo aggiornamento: martedì 20 Luglio 2021)

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