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	<title>governo Meloni Archivi - Openpolis</title>
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	<lastBuildDate>Tue, 04 Nov 2025 17:36:03 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Cosa ancora non sappiamo della nuova revisione del Pnrr</title>
		<link>https://www.openpolis.it/cosa-non-sappiamo-ancora-della-nuova-revisione-del-pnrr/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Dal Poggetto]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Nov 2025 09:08:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=304673</guid>

					<description><![CDATA[<p>A un anno dalla conclusione, la sesta revisione del piano proposta dal governo punta a ricollocare oltre 14 miliardi. Ma molti aspetti sono ancora poco chiari. Un quadro delle informazioni disponibili, in attesa del pronunciamento delle istituzioni europee.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/cosa-non-sappiamo-ancora-della-nuova-revisione-del-pnrr/">Cosa ancora non sappiamo della nuova revisione del Pnrr</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Nelle ultime settimane il governo ha <a href="https://www.camera.it/leg19/410?idSeduta=0540&amp;tipo=stenografico#sed0540.stenografico.tit00020.sub00010:~:text=(Intervento%20del%20Ministro%20per%20gli%20Affari%20europei%2C%20il%20PNRR%20e%20le%20politiche%20di%20coesione)" target="_blank" rel="noreferrer noopener">illustrato al parlamento</a> la <strong>sesta revisione del piano nazionale di ripresa e resilienza</strong> (Pnrr) che dovrà essere approvata dalle istituzioni europee entro la fine dell&#8217;anno e il cui obiettivo è quello di <strong>non perdere i 194,4 miliardi di investimenti</strong> a disposizione del nostro paese.</p>



<p>Nonostante l&#8217;esecutivo abbia ricevuto il via libera dalle camere e che la richiesta di modifica sia già stata <a href="https://www.italiadomani.gov.it/content/sogei-ng/it/it/home.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">inviata a Bruxelles</a>, sono molti gli aspetti che a oggi risultano poco chiari in base alle informazioni disponibili. Secondo una <a href="https://www.astrid-online.it/static/upload/prop/proposta-di-revisione-pnrr-cabina-di-regia-26.09.2025.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">relazione</a> presentata dall&#8217;esecutivo, <strong>sarebbero 34 in totale le misure interessate da un definanziamento almeno parziale</strong>. Tuttavia non è ancora definito in maniera puntuale in quale misura ciascuno di questi investimenti sarà modificato. Anche l&#8217;<strong>Ufficio parlamentare di bilancio</strong> (Upb) ha evidenziato questa situazione di incertezza.</p>


<div id="il-governo-ha-inviato-alle-istituzioni-ue-la-sesta-richiesta-di-modifica-del-pnrr-tuttavia-molti-aspetti-devono-ancora-essere-definiti" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>




        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Attualmente, oltre all’ammontare complessivo della rimodulazione del Pnrr, sono disponibili solo informazioni di carattere qualitativo; né per le misure depotenziate né per quelle che si vorrebbero potenziate si conoscono gli specifici importi. Lo stesso Documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp), in cui si afferma che il quadro programmatico sconta anche gli effetti derivanti dalla rinegoziazione del Piano, non fornisce dettagli.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.upbilancio.it/wp-content/uploads/2025/10/UPB_Audizione-DPFP-2025.pdf#page=41" target="_blank">&#8211; Audizione della Presidente dell’Ufficio parlamentare di bilancio nell’ambito delle audizioni preliminari all’esame del Documento programmatico di finanza pubblica 2025 (8 ottobre 2025)</a>
									            </div>
        </section>
		


<p>Ad oggi, dunque, <strong>non disponiamo di tutti gli elementi per capire come cambierà il Pnrr italiano</strong> dopo questa nuova revisione. Si possono trarre tuttavia alcune indicazioni di carattere generale. L&#8217;esecutivo stima, ad esempio, in <strong>circa 14 miliardi di euro le risorse del Pnrr da ricollocare</strong>. Una parte consistente di questi fondi sarà gestita attraverso le cosiddette <strong><em>facility</em></strong>. Vale a dire strumenti finanziari che consentiranno di <strong>proseguire i progetti anche oltre la scadenza del giugno 2026</strong>.</p>


        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/parole/quanto-e-come-puo-essere-modificato-il-pnrr/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Leggi anche
<br><strong>Quanto e come può essere modificato il Pnrr</strong></a>.</p>
        </section>
		





<p>Il percorso di revisione però <strong>non è ancora stato completato a livello europeo</strong>. Un primo pronunciamento della commissione era atteso entro ottobre ma a oggi <strong>non è ancora arrivato</strong>. Il che significa che <strong>il confronto tra Roma e Bruxelles è ancora in corso</strong>. Non è detto quindi che tutte le modifiche proposte dal governo italiano saranno accettate.</p>



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				                <p>Approvazione e attuazione delle riforme, allocazione e avanzamento degli investimenti.</p>
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					Povertà educativa                </label>
				                <p>Presenza e qualità dei servizi nei comuni su scuola, cultura, sport e servizi sociali.</p>
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				                <p>Covid, leggi, attuazioni, voti rilevanti, cambi di gruppo, assenze e presenze.</p>
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				                    <i class="fs-15"> &#8211; Ogni mese</i>
				                <p>Osservatorio basato sui dati dedicato alla regione Abruzzo.</p>
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</form>



<h3 class="wp-block-heading">Lo stato dell&#8217;arte del Pnrr</h3>



<p>Prima di vedere più nel dettaglio cosa sappiamo delle proposte di modifica, è utile anche <strong>fare il punto sullo stato di attuazione del Pnrr</strong>. Ciò è reso possibile dalla documentazione già citata, che ci consente di avere uno sguardo d&#8217;insieme sul piano aggiornato a settembre 2025.</p>


<div id="a-settembre-2025-la-spesa-sostenuta-era-stimata-in-circa-il-486-delle-risorse-assegnate-allitalia" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>




<div id="strillo-testo-block_609ef460c3c890c51b75d6b659914221" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>La qualità delle informazioni riguardanti il Pnrr rimane un tema aperto.</p>
			        </section>
		</div>



<p>Su questo fronte tuttavia è doveroso ricordare che la qualità dei dati disponibili resta un tema aperto. L’Upb segnala infatti che la piattaforma Regis, lo strumento ufficiale per il monitoraggio dei progetti finanziati dal piano, <strong>presenta ancora incongruenze e problemi di accuratezza</strong>. In diversi casi infatti i soggetti coinvolti aggiornano i dati con ritardo o in modo incompleto. Inoltre <strong>le ultime revisioni del piano non sono ancora state pienamente integrate</strong>. Secondo l’Upb, inoltre, <strong>alcune amministrazioni contabilizzano come spesa effettiva il semplice trasferimento di risorse a fondi o strumenti finanziari</strong>, senza che queste siano ancora utilizzate per la realizzazione degli interventi. Tutto ciò rende difficile ottenere un quadro chiaro e coerente sull’avanzamento del piano e obbliga ad affiancare ai dati di Regis altre fonti istituzionali per valutarne l’effettiva attuazione.</p>



<p>Fatte queste premesse, <strong>al 25 settembre 2025 i progetti attivi risultano essere 447.174, per un totale di 157,8 miliardi di euro</strong>. In base ai dati, la spesa già sostenuta ammonta a <strong>85,8 miliardi</strong>. A queste risorse, secondo le valutazioni del governo, <strong>vanno aggiunti circa 8,6 miliardi destinati a strumenti finanziari</strong>. Uscite che non servono direttamente per la realizzazione dei progetti ma che ne sostengono l’attuazione.</p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">48,6% </span>la percentuale di spesa dei fondi Pnrr a settembre 2025, in base alle informazioni rilasciate da governo e Upb.</p>
			        </section>
		


<p>La relazione dell&#8217;esecutivo sottolinea inoltre i risultati già raggiunti. Sul piano procedurale, <strong>l’Italia ha finora completato</strong> <strong>positivamente</strong> <strong>334 obiettivi e traguardi</strong>, pari al <strong>54,4% del totale</strong>. Con il pagamento della settima rata, il nostro paese è arrivato a ricevere<strong> circa 140 miliardi di euro</strong>, equivalenti al <strong>72% delle risorse complessive</strong> <strong>assegnate</strong>. Entro la fine del 2025 è atteso <strong>il pagamento dell’ottava rata da 12,8 miliardi di euro</strong>, legata al completamento di <strong>40 nuovi obiettivi </strong>la cui rendicontazione è stata <a href="https://ec.europa.eu/economy_finance/recovery-and-resilience-scoreboard/timeline.html#:~:text=Italy%20submits%20a%20payment%20request%20of%20%E2%82%AC14.7%20billion" target="_blank" rel="noreferrer noopener">presentata lo scorso 30 giugno</a>. Allo stesso tempo risulta in preparazione <strong>la nona richiesta di pagamento</strong>, da inviare entro dicembre.</p>


        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/parole/cosa-sono-le-milestone-e-i-target-del-pnrr/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Leggi anche
<br><strong>Che cosa si intende per scadenze del Pnrr</strong></a>.</p>
        </section>
		





<p>Va ricordato che l&#8217;erogazione dei fondi legati all&#8217;ottava rata <strong>non ha ancora ricevuto l&#8217;ok da parte delle istituzioni europee</strong>. Inoltre la commissione lo scorso giugno, <a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/PDF/?uri=CELEX:52025DC0637" target="_blank" rel="noreferrer noopener">aveva invitato l’Italia ad accelerare</a>.</p>



<p>Andando più nello specifico degli interventi in corso, l’Upb fornisce anche un’analisi sulle <strong>fasi di realizzazione dei progetti</strong>. Si tratta purtroppo di dati aggregati a livello di missione. Tra gli interventi monitorati, il<strong> 94% </strong>&#8211; circa 420 mila progetti che corrispondono all’88,5% delle risorse assegnate (139,7 miliardi) &#8211; risulta <strong>in corso di esecuzione o in fase conclusiva</strong>. Il restante <strong>6% </strong>(11,5% delle risorse, pari a 18,1 miliardi) si trova invece in <strong>fasi critiche</strong>. Di questi, lo <strong>0,6%</strong> è ancora in programmazione, progettazione o affidamento (2 miliardi), mentre per un ulteriore <strong>5,4%</strong> mancano informazioni aggiornate o è indicata solo la fase teorica di avvio.</p>


<div id="secondo-lufficio-parlamentare-di-bilancio-l115-delle-risorse-pnrr-e-assegnato-a-progetti-considerati-critici" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>




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                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/l11-dei-fondi-pnrr-gia-assegnati-e-associato-a-progetti-critici/">L&#8217;11% dei fondi Pnrr già assegnati è associato a progetti &#8220;critici&#8221;</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/l11-dei-fondi-pnrr-gia-assegnati-e-associato-a-progetti-critici/">Lo stato di avanzamento fisico e finanziario dei progetti finanziati dal Pnrr per missione</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1">
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                             aria-labelledby="chart_304696_tab3"><p><span style="font-weight: 400">Dei 194,4 miliardi del Pnrr, 186,2 risultano attivati. Sono stati cioè attribuiti i finanziamenti a specifici progetti. Di questi però, solo 157,8 sono rilevabili nella piattaforma Regis per progetti in corso o conclusi. Le differenze possono essere dovute a interventi non ancora caricati sulla piattaforma o a strumenti finanziari che diventeranno progetti futuri.</span></p>
</div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis su dati Ufficio parlamentare di bilancio                                                                <br>(ultimo aggiornamento: giovedì 25 Settembre 2025)
                                        </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-304696"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-304696" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>

                    </div>
                </div>

                            </div>

			


<p>Le difficoltà non sono distribuite in modo uniforme tra le missioni del piano. In particolare, la <strong>Missione 7</strong>, introdotta nel 2023 con il capitolo <a href="https://www.openpolis.it/parole/che-cose-il-repowereu/">RepowerEU</a>, è quella con la quota più elevata di risorse allocate a progetti in fasi critiche (<strong>47,3%</strong>). Seguono la <strong>Missione 2</strong> (ambiente e transizione ecologica) con il <strong>18,4%</strong>, e la <strong>Missione 5</strong> (inclusione e coesione) con il <strong>15,9%</strong>.</p>


<div id="sono-37-le-misure-oggetto-di-riformulazione-quelle-nuove-o-potenziate-sono-18-in-totale" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<h3 class="wp-block-heading">Cosa sappiamo della sesta richiesta di modifica</h3>



<p>Come già anticipato nell&#8217;introduzione molti aspetti della revisione del piano devono ancora essere chiariti. Tuttavia, la documentazione già citata, ci consente di avere un quadro abbastanza chiaro di quelle che sono le intenzioni del governo. <strong>Le misure interessate da una riformulazione sono in totale 37 e riguardano il 7,3% circa delle risorse del piano. </strong>L&#8217;obiettivo è quello di non perdere i fondi assegnati al nostro paese. Per questo la scelta è stata quella di <strong>togliere i finanziamenti Pnrr da quei progetti che si prevede non potranno concludersi entro il 2026</strong>.</p>



<p>Come abbiamo già avuto modo di raccontare in un <a href="https://www.openpolis.it/le-prospettive-del-pnrr-a-un-anno-dalla-scadenza/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">precedente approfondimento</a>, praticamente tutti gli stati europei hanno presentato più di una richiesta di modifica del proprio piano. Date le difficoltà incontrate, la commissione europea lo scorso giugno <a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:52025DC0310" target="_blank" rel="noreferrer noopener">aveva indicato</a> una serie di soluzioni possibili per evitare di dover rinunciare a parte delle risorse assegnate.</p>



<p>La riformulazione italiana si avvarrà di 4 delle 8 soluzioni prospettate. Nello specifico, si tratta di:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>potenziamento di misure esistenti;</li>



<li>ricorso agli strumenti finanziari volti a incentivare gli investimenti privati;</li>



<li>utilizzo di <em>facility</em>;</li>



<li>trasferimenti al programma <a href="https://ec.europa.eu/investeuportal/desktop/it/index.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">InvestEu</a>.</li>
</ul>



<p>Le risorse liberate saranno riallocate in <strong>18 misure</strong>, nuove o già esistenti, con la possibilità di finanziare anche progetti attualmente coperti con risorse nazionali. Da notare che <strong>per alcune misure il governo prevede contemporaneamente sia un definanziamento che un potenziamento</strong>. Anche se non è esplicito, possiamo ipotizzare che questo significhi una riorganizzazione degli investimenti all&#8217;interno della stessa misura.</p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">4 </span>le misure che rientrano nella sesta revisione del Pnrr per cui si prevede contemporaneamente un definanziamento e un potenziamento.</p>
			        </section>
		


<p>Due di queste misure sono il piano <a href="https://openpnrr.it/misure/45/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Italia a 1 Giga</a> e la riforma sugli <a href="https://openpnrr.it/misure/184/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">alloggi per studenti</a>, per cui è prevista la creazione di nuove&nbsp;<em>facility</em>. Questo comporta la creazione di <strong>specifici fondi</strong> che saranno gestiti da soggetti come, ad esempio, Invitalia. Tale soluzione permette di <strong>completare entro il 2026 solo l&#8217;istituzione della nuova struttura</strong> mentre i progetti finanziati potranno essere completati anche dopo la fine del piano. Secondo le attuali stime del governo, i fondi del Pnrr che saranno gestiti in questo modo sono arrivati a circa 20 miliardi.</p>



<p>Per quanto riguarda il <a href="https://openpnrr.it/misure/215/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Programma innovativo per la qualità dell&#8217;abitare</a> (Pinqua) il rafforzamento consisterà nell&#8217;inserimento di alcuni progetti precedentemente finanziati dal <a href="https://openpnrr.it/misure/348/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Piano nazionale complementare</a> (Pnc). L&#8217;Upb evidenzia inoltre come il potenziamento del <a href="https://openpnrr.it/misure/99/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">parco autobus a zero emissioni</a> risulti poco chiaro: nonostante le difficoltà denunciate nel reperimento dei mezzi infatti, non si prevede in questo caso il ricorso a facility che permetterebbe di posticipare gli acquisti.</p>


            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/circa-20-miliardi-del-pnrr-saranno-gestiti-tramite-facility/">Circa 20 miliardi del Pnrr saranno gestiti tramite facility</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/circa-20-miliardi-del-pnrr-saranno-gestiti-tramite-facility/">Tutti gli interventi previsti dal governo con la sesta revisione del Pnrr</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1">
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                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/circa-20-miliardi-del-pnrr-saranno-gestiti-tramite-facility/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/11/circa-20-miliardi-del-pnrr-saranno-gestiti-tramite-facility.png" placeholder ></amp-img><div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div></amp-iframe>                        <div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/circa-20-miliardi-del-pnrr-saranno-gestiti-tramite-facility/">Circa 20 miliardi del Pnrr saranno gestiti tramite facility &#8211; Tutti gli interventi previsti dal governo con la sesta revisione del Pnrr</a></div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_304691_tab3"><p>La tabella riporta tutte le misure che il governo intende mettere in atto con la sesta revisione del Pnrr. Sono incluse: il parziale definanziamento di alcuni investimenti, il potenziamento di altri, la creazione di nuovi fondi (<em>facility</em>) per la gestione dei fondi Pnrr anche dopo la scadenza del 2026. In alcuni casi si prevede potenziamento e definanziamento della stessa misura. Nella tabella è indicato con il simbolo D/P.</p>
</div>
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                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>Elaborazione Openpolis su dati Ufficio parlamentare di bilancio e Ministero per gli affari europei, il Pnrr e le politiche di coesione                                                                <br>(pubblicati: mercoledì 8 Ottobre 2025)
                                        </p>
                </div>
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                </div>

                            </div>

			


<p>Da segnalare infine la previsione si due nuovi strumenti finanziari: uno per l’<strong>approvvigionamento idrico</strong> e uno per l’<strong>agri-solare</strong>. Si sta inoltre valutando la creazione di una <em>Rolling stock company</em> (Rosco), collegata agli <a href="https://openpnrr.it/tema/ferrovie/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">interventi sulle ferrovie</a>, per l’acquisto e la fornitura di materiale rotabile per il trasporto pubblico.&nbsp;</p>


<div id="e-fondamentale-poter-fare-affidamento-su-dati-corretti-coerenti-e-aggiornati" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<h3 class="wp-block-heading">L&#8217;importanza di proseguire nel monitoraggio</h3>



<p>Sebbene questa<strong> revisione del Pnrr</strong> possa apparire <strong>relativamente limitata</strong>, va ricordato che <strong>dal 2023 a oggi il piano è stato modificato più volte</strong>. Molte delle misure critiche escluse da questa riforma <strong>erano già state oggetto di precedenti interventi di revisione</strong>.</p>


<div id="strillo-testo-block_b631f61d14d408415daa0c42f9f76c2c" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>Molte misure critiche non sono rientrate nella sesta revisione del Pnrr me erano già state modificate in precedenza.</p>
			        </section>
		</div>



<p>È il caso, ad esempio, del <a href="https://openpnrr.it/misure/165/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">piano asili nido</a> o delle misure dedicate alla <strong>sanità territoriale</strong> — come le <a href="https://openpnrr.it/misure/225/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">case della comunità</a>, gli <a href="https://openpnrr.it/misure/227/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ospedali di comunità</a> e le <a href="https://openpnrr.it/misure/315/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">centrali operative territoriali</a> — già rimodulate in passato per far fronte a difficoltà attuative e ritardi. Per questo motivo, se si vuole comprendere davvero <strong>come sia cambiato il Pnrr nel tempo</strong>, è necessario <strong>valutare nel loro insieme tutte le modifiche intervenute</strong> dal 2021 a oggi.</p>



<p>Per far questo è fondamentare poter contare su <strong>dati completi, aggiornati e coerenti</strong>, che tengano conto delle varie revisioni. Solo in questo modo sarà possibile <strong>valutare in modo compiuto l’impatto reale del piano</strong>, <strong>quali obiettivi sono stati raggiunti</strong>, <strong>quali no</strong> e <strong>quali fattori hanno determinato le maggiori difficoltà di attuazione</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il nostro osservatorio sul Pnrr</h3>



<p>Questo articolo rientra nel progetto di monitoraggio civico OpenPNRR, realizzato per analizzare e approfondire il piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Ogni lunedì pubblichiamo un nuovo articolo sulle misure previste dal piano e sullo stato di avanzamento dei lavori (<a href="https://www.openpolis.it/piano-nazionale-di-ripresa-e-resilienza/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">vedi tutti gli articoli</a>). Tutti i dati sono liberamente consultabili online sulla nostra piattaforma&nbsp;<a href="http://openpnrr.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">openpnrr.it</a>, che offre anche la possibilità di attivare un monitoraggio personalizzato e ricevere notifiche ad hoc. Mettiamo inoltre a disposizione i nostri&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/i-nostri-open-data-per-il-monitoraggio-del-pnrr/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">open data</a>&nbsp;che possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di data journalism o anche per semplice consultazione.</p>



<p>Foto:&nbsp;<a href="https://www.governo.it/it/media/pnrr-cabina-di-regia-palazzo-chigi/29857" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Governo</a>&nbsp;(<a href="https://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/3.0/it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">licenza</a>)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/cosa-non-sappiamo-ancora-della-nuova-revisione-del-pnrr/">Cosa ancora non sappiamo della nuova revisione del Pnrr</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Lo stato dell&#8217;arte della transizione ecologica nel secondo report Pnrr Watch</title>
		<link>https://www.openpolis.it/lo-stato-dellarte-della-transizione-ecologica-nel-secondo-report-pnrr-watch/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mattia]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Jun 2025 11:41:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=301819</guid>

					<description><![CDATA[<p>È online "Gli investimenti del Pnrr per la transizione ecologica", seconda parte dell'analisi condotta da Assonime e Openpolis. Tra progetti a rilento, difficoltà procedurali e lacune nei dati, sono diverse le criticità riscontrate in un ambito fondamentale per la crescita del paese.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/lo-stato-dellarte-della-transizione-ecologica-nel-secondo-report-pnrr-watch/">Lo stato dell&#8217;arte della transizione ecologica nel secondo report Pnrr Watch</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Infrastrutture per l&#8217;energia, gestione dei rifiuti, mobilità elettrica, reti idriche ed economia circolare sono tra i principali ambiti del secondo rapporto <strong>Pnrr Watch</strong>, realizzato <strong>Assonime</strong> (Associazione fra le società italiane per azioni) e <strong>Fondazione Openpolis</strong>.</p>



<p>Se nel primo report, <a href="https://www.openpolis.it/nasce-pnrr-watch-per-un-monitoraggio-sulla-transizione-digitale-dellitalia/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">lanciato lo scorso marzo</a>, l&#8217;attenzione era stata posta sulla transizione digitale, nel dossier online da oggi l&#8217;analisi si focalizza sulla <strong>transizione ecologica nel piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr).</strong></p>



<p>Parliamo di <strong>9 misure</strong> previste dal piano che insieme valgono quasi <strong>12 miliardi di euro</strong>.</p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">11,9 mld € </span>il valore complessivo degli investimenti Pnrr analizzati nella seconda uscita di Pnrr Watch.</p>
			        </section>
		


<p>Tra le misure oggetto dell&#8217;analisi quella con <strong>l&#8217;importo maggiore (4 miliardi di euro) è relativa al rafforzamento della smart grid</strong>, ossia della rete elettrica che sfrutta le tecnologie digitali per ottimizzare la produzione e consumo di energia. </p>



<p>Solo per citare i più importanti dal punto di vista economico, nel report vengono approfonditi gli investimenti sulle <strong>infrastrutture idriche</strong> (2,1 miliardi), sulla riduzione delle perdite nelle reti di <strong>distribuzione dell&#8217;acqua </strong>(1,9 miliardi) e sugli impianti di <strong>gestione dei rifiuti</strong> (1,5 miliardi).</p>


<div id="strillo-testo-block_45a9f5624dd18b3c0ecd08327e1843c3" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>Emergono ritardi nella realizzazione dei progetti anche nell&#8217;ambito della transizione ecologica.</p>
			        </section>
		</div>



<p>L&#8217;analisi argomentata nelle oltre 45 pagine di dossier documenta come permangano le criticità nella fase esecutiva e nella concreta &#8220;messa a terra&#8221; e nella <strong>realizzazione dei progetti</strong>, nonostante i traguardi del piano conseguiti sotto il profilo formale.</p>



<p>Questo fenomeno è riscontrabile in diverse misure esaminate, dalla realizzazione degli impianti per la gestione dei rifiuti, ai progetti faro di economia circolare fino alle stesse <strong>smart grid</strong>, dove secondo la Corte dei Conti a gennaio scorso<strong> </strong>la percentuale di realizzazione degli investimenti era pari al 21% per la capacità di rete e al 33% per il numero di abitanti da raggiungere. In questo caso la fase di progettazione si è sostanzialmente conclusa ma è la realizzazione effettiva dei progetti a <strong>subire ritardi.</strong></p>


<div class="content_block" id="custom_post_widget-193851"><div class="d-none d-lg-flex justify-center mt-40 mb-40 bt-3-grey2 bb-3-grey2 pt-15 pb-50">
<div class="mt-20 mr-20"><amp-img decoding="async" src="/wp-content/uploads/2022/05/openpnrr_logo.png" alt="" width="140" height="44" layout="fixed"></amp-img>
<div class="mb-10">
<h3 class="fw-700">Trasparenza, informazione, monitoraggio e
valutazione del PNRR</h3>
Il <span class="fw-700">tuo</span> accesso personalizzato
al Piano nazionale di ripresa e resilienza

</div>
<a class="btn" href="https://www.openpnrr.it">Accedi e monitora</a>

</div>
<div class="mt-30"><a href="https://www.openpnrr.it"><amp-img src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/05/openpnrr_sito-e1653031804280.png" alt="" width="350" height="235" /></a></div>
</div>
<div class="d-lg-none justify-center flex-align-center text-center mt-40 mb-40 bt-3-grey2 pt-15 bb-3-grey2 pb-10">
<div><amp-img decoding="async" src="/wp-content/uploads/2022/05/openpnrr_logo.png" alt="" width="140" height="44" layout="fixed"></amp-img>
<div class="mb-10">
<h3 class="fw-700">Trasparenza, informazione, monitoraggio e
valutazione del PNRR</h3>
Il <span class="fw-700">tuo</span> accesso personalizzato
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</div></div>



<p>Tra le criticità più ricorrenti delle misure analizzate ci sono anche le <strong>difficoltà tecniche e procedurali</strong>, la complessità degli iter autorizzativi e i numerosi di <strong>casi di rinuncia da parte dei beneficiari</strong>, talvolta riconducibili alla scarsa sostenibilità economica degli interventi immaginati in fase di strutturazione del Pnrr o alla rigidità dei requisiti e ai tempi stretti richiesti per la rendicontazione o per la realizzazione.</p>


<div id="strillo-testo-block_3a672cb5cce91c884806357fdd4426d1" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>Tra le criticità rilevate anche difficoltà procedurali e molti casi di rinuncia da parte dei beneficiari.</p>
			        </section>
		</div>



<p>In questo senso è particolarmente significativo è il caso dell’investimento nelle<br><strong>infrastrutture di ricarica elettrica</strong>: nonostante le correzioni normative e accordi straordinari con soggetti pubblici (come Anas e Rfi) poi falliti, <strong>si è registrato un numero elevato di rinunce </strong>che hanno prodotto una copertura assai inferiore rispetto alle ambizioni iniziali, oltre che un marcato squilibrio territoriale (a svantaggio del Mezzogiorno).</p>



<p>Siamo infine costretti a evidenziare ancora una volta quanto <strong>la scarsa qualità e le lacune di completezza dei dati disponibili rendano molto complesso valutare il Pnrr </strong>e il reale stato di avanzamento delle opere, oltre a risultare quasi impossibile capire, in queste condizioni di analisi, quale sarà <strong>l&#8217;effettivo e reale impatto del piano sul sistema paese.</strong></p>



<div class="content_block" id="custom_post_widget-301843"><div class="d-none d-lg-flex justify-center flex-align-center py-20  mt-40 mb-40   bt-3-grey2 bb-3-grey2">
<div class="mt-30 mr-20"><a href="/wp-content/uploads/2025/06/assonime-report-2025.pdf" target="_blank"><amp-img src="/wp-content/uploads/2025/06/Pnrr-Watch-report-2.png" alt="" width="170" height="170" /></a></div>
<div class="mb-15">
<h3 class="fw-700">GLI INVESTIMENTI DEL PNRR PER LA TRANSIZIONE ECOLOGICA</h3>
<p>ENERGIA, RIFIUTI, RISORSE IDRICHE</p>
<div><a class="btn" href="/wp-content/uploads/2025/06/assonime-report-2025.pdf" target="_blank">Scarica il report (Pdf 10,7 MB)</a></div>
</div>
</div>
<div class="d-lg-none flex-grid-col justify-center flex-align-center mt-40 mb-40 bt-3-grey2 pt-15 bb-3-grey2 pb-10">
<div class="mb-10 text-center">
<h3 class="fw-700">GLI INVESTIMENTI DEL PNRR PER LA TRANSIZIONE ECOLOGICA</h3>
<p>ENERGIA, RIFIUTI, RISORSE IDRICHE</p>
<div><a class="btn" href="/wp-content/uploads/2025/06/assonime-report-2025.pdf" target="_blank">Scarica il report (Pdf 10,7 MB)</a></div>
</div>
<div class="mt-20"><a href="/wp-content/uploads/2025/06/assonime-report-2025.pdf" target="_blank"><amp-img src="/wp-content/uploads/2025/06/Pnrr-Watch-report-2.png" alt="" width="235" height="235" /></a></div>
</div>
</div>



<p>Foto: <a href="https://unsplash.com/it/foto/foto-di-truss-towers-yETqkLnhsUI" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Matthew Henry</a> (<a href="https://unsplash.com/it/licenza" target="_blank" rel="noreferrer noopener">licenza</a>)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/lo-stato-dellarte-della-transizione-ecologica-nel-secondo-report-pnrr-watch/">Lo stato dell&#8217;arte della transizione ecologica nel secondo report Pnrr Watch</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La scarsa influenza del parlamento tra decreti legge e voti di fiducia</title>
		<link>https://www.openpolis.it/la-scarsa-influenza-del-parlamento-tra-decreti-legge-e-voti-di-fiducia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Dal Poggetto]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Jun 2025 08:15:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=301514</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nelle ultime settimane il dibattito pubblico si è caratterizzato anche per le polemiche riguardanti il cosiddetto decreto sicurezza. Un provvedimento su cui il governo ha posto la questione di fiducia in entrambe le camere. Una prassi sempre più frequente.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/la-scarsa-influenza-del-parlamento-tra-decreti-legge-e-voti-di-fiducia/">La scarsa influenza del parlamento tra decreti legge e voti di fiducia</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[</p>
<p>Nelle ultime settimane il dibattito pubblico si è concentrato, fra le altre cose, sulle questioni legate al referendum sul lavoro e la cittadinanza. Un altro tema molto dibattuto tuttavia è quello legato all’approvazione del cosiddetto <a href="https://parlamento19.openpolis.it/attivita_legislativa/decreti_legge/2025-48" target="_blank" rel="noreferrer noopener">decreto sicurezza</a>. Un provvedimento contenente alcune misure controverse (che peraltro aveva iniziato il suo percorso come <a href="https://parlamento19.openpolis.it/attivita_legislativa/disegni_di_legge/S_1236" target="_blank" rel="noreferrer noopener">disegno di legge ordinario</a> per poi essere trasformato in decreto) su cui <strong>il governo ha posto la questione di fiducia in entrambi i rami del parlamento, sterilizzando così la discussione in aula</strong>.</p>
</p>
<p><div id="quello-sulla-sicurezza-e-lultimo-decreto-in-ordine-di-tempo-approvato-dal-parlamento-dopo-un-doppio-voto-di-fiducia" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p>La pratica di adottare decreti legge (Dl) non solo per affrontare situazioni emergenziali ma anche per trattare tematiche potenzialmente divisive e di porre poi la fiducia non è certo nuova. Tuttavia, <strong>con l’attuale esecutivo tale prassi sta raggiungendo numeri ragguardevoli</strong>.</p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">38 </span><span style="font-weight: 400">decreti legge del governo Meloni approvati con doppio voto di fiducia.</span></p>
</section>
</p>
<p>Tale dinamica ridimensiona in maniera significativa il ruolo del parlamento. Fondamentalmente infatti <strong>i provvedimenti più rilevanti sono adottati in larga parte su iniziativa dell’esecutivo</strong> per mezzo dei decreti. Quest’ultimo poi chiama a raccolta la maggioranza che lo sostiene affinché voti compatta in aula.</p>
</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/parole/che-cosa-sono-i-decreti-legge/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vedi anche<br />
<br /><strong>Cosa sono i decreti legge</strong></a>.</p>
</section>
</p>
<p>Altro elemento spesso sottovalutato riguarda il fatto che <strong>i decreti legge devono essere convertiti dalle camere entro 60 giorni</strong>. Quando si accumula un numero eccessivo di Dl da convertire diventa fisiologico il ricorso alla fiducia per evitare che questi decadano. Questo però non solo limita la capacità di intervento del parlamento nel processo legislativo<strong> ma anche del tempo e dello spazio necessari al dibattito pubblico</strong>. In questo modo diventa difficile per la società comprendere, valutare e discutere davvero le scelte politiche che la riguardano.</p>
</p>
<p><div id="il-governo-meloni-ha-emanato-98-decreti-legge-dal-suo-insediamento-ne-produce-mediamente-allo-stesso-ritmo-degli-esecutivi-che-hanno-affrontato-la-pandemia" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Il ricorso ai decreti legge</h3>
</p>
<p>Dal suo insediamento a palazzo Chigi il governo guidato da Giorgia Meloni ha emanato in totale <strong>98 decreti legge</strong>. In termini assoluti si tratta del valore più alto considerando gli esecutivi che si sono succeduti nelle ultime 4 legislature.</p>
</p>
<p><div class="content_block" id="custom_post_widget-288371"><div class="d-none d-lg-flex justify-center mt-40 mb-40 bt-3-grey2 pt-15 pb-50">
<div class="mt-20 mr-20">
<p><amp-img decoding="async" src="/wp-content/uploads/2024/03/opp_logo.png" alt="" width="240" height="37" layout="fixed"></amp-img></p>
<div class="mb-20">
<h3 class="fw-700">Online il nuovo Openparlamento</h3>
<p>Lo strumento per <span class="fw-700">comprendere la politica</span></p>
</div>
<p><a class="btn" href="https://parlamento19.openpolis.it/" target="_blank" rel="noopener">Vai al nuovo openparlamento</a></p>
</div>
<div class="mt-30"><a href="https://www.openparlamento.it" target="_blank" rel="noopener"><amp-img src="/wp-content/uploads/2024/03/opp.png" alt="" width="350" height="186" /></a></div>
</div>
<div class="d-lg-none justify-center flex-align-center text-center mt-40 mb-40 bt-3-grey2 pt-15 pb-10">
<div class="mt-30">
<p><amp-img decoding="async" src="/wp-content/uploads/2024/03/opp_logo.png" alt="" width="240" height="37" layout="fixed"></amp-img></p>
<div class="mb-10">
<h3 class="fw-700">Online il nuovo Openparlamento</h3>
<p>Lo strumento per <span class="fw-700">comprendere la politica</span></p>
</div>
<p><a class="btn" href="https://parlamento19.openpolis.it/" target="_blank" rel="noopener">Vai al nuovo openparlamento</a></p>
</div>
<div class="mt-20"><a href="https://www.openparlamento.it" target="_blank" rel="noopener"><amp-img src="/wp-content/uploads/2024/03/opp.png" alt="" width="350" height="186" /></a></div>
</div>
</div></p>
</p>
<p>Naturalmente bisogna tenere presente che i vari governi hanno avuto durate diverse. Nello specifico l’attuale esecutivo è il terzo più longevo, al momento, dopo i governi Berlusconi IV e Renzi. È quindi molto più interessante andare a <strong>valutare la media di Dl pubblicati al mese</strong> da ogni governo.</p>
</p>
<p>Da questo punto di vista possiamo osservare che <strong>i governi Draghi e Conte II riportano il valore più alto con una media di 3,07 decreti legge al mese</strong>. L’esecutivo Meloni (3,05 Dl al mese) si colloca subito dopo con un valore sostanzialmente identico a quello dei due governi che hanno dovuto fronteggiare le fasi più acute della pandemia. Nonostante siano passati più di 3 anni dalla fine dello stato di emergenza Covid quindi <strong>la frequenza nel ricorso ai decreti è sempre la stessa</strong>.</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-governo-meloni-pubblica-in-media-3-decreti-legge-al-mese/">Il governo Meloni pubblica in media 3 decreti legge al mese</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-governo-meloni-pubblica-in-media-3-decreti-legge-al-mese/">Il ricorso ai decreti legge fatto dai governi delle ultime 4 legislature (2008-2025)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
<div id="chart_301503_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_301503_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/il-governo-meloni-pubblica-in-media-3-decreti-legge-al-mese/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/06/il-governo-meloni-pubblica-in-media-3-decreti-legge-al-mese.png" placeholder ></amp-img></p>
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione e dati Openpolis                                                                <br />(ultimo aggiornamento: mercoledì 11 Giugno 2025)
                                        </p>
</p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-301503"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-301503" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Leggi ordinarie e decreti</h3>
</p>
<p>Un ricorso sempre più frequente ai decreti legge emerge abbastanza chiaramente facendo un confronto di lungo periodo. Da questo punto di vista sono molto interessanti le statistiche sull’attività legislativa messe a disposizione dal <a href="https://www.senato.it/leg/19/BGT/Schede/Statistiche/Leggi/DDLLeggiApprovatePerIniziativa.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">senato</a>. Queste infatti forniscono dati aggregati per legislatura e ci consentono di tornare indietro fino al 1996.</p>
</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/parole/come-si-fanno-le-leggi/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vedi anche<br />
<br /><strong>Come si fanno le leggi</strong></a>.</p>
</section>
</p>
<p>In particolare, dall’ottobre 2022 a oggi, possiamo osservare che le leggi entrate in vigore in totale risultano essere 211. Tra queste, 85 sono di natura ordinaria, 78 sono conversioni decreti legge, 40 ratifiche di trattati internazionali, 7 legate al bilancio dello stato e 1 costituzionale. <strong>La quota di conversioni è stata quindi pari al 37% circa. Si tratta del valore più alto nel periodo compreso tra il 1996 e il 2025</strong>. Il secondo dato più elevato è quello della <strong>XVIII legislatura</strong> con il 33,3% (105 conversioni a fronte di 315 leggi totali) mentre il terzo è quello della <strong>XIV legislatura</strong> con il 29,2% (200 conversioni a fronte di 686 leggi totali).</p>
</p>
<div id="strillo-testo-block_22b00de079ea5f5a223f741edbad6f43" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>L&#8217;emergenza Covid si è chiusa da oltre 3 anni ma la frequenza nel ricorso ai decreti legge è rimasta la stessa. </p>
</section></div>
</p>
<p>Chiaramente, considerando che il confronto è sull’intera legislatura non si tratta tanto<strong> </strong>di attribuire responsabilità politiche quanto di rimarcare una tendenza. <strong>È abbastanza evidente infatti che negli ultimi anni c&#8217;è stata una forte accelerazione.</strong> E, come già detto, se i valori della XVIII legislatura sono stati evidentemente influenzati dal Covid, dall’altro la pandemia ha avuto un impatto tutto sommato contenuto per quanto riguarda la legislatura attualmente in corso.</p>
</p>
<p><div id="il-37-delle-leggi-approvate-sono-conversioni-di-decreti-e-il-dato-piu-alto-dal-1996-a-oggi" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-37-delle-leggi-approvate-nellattuale-legislatura-sono-conversioni-di-decreti/">Il 37% delle leggi approvate nell&#8217;attuale legislatura sono conversioni di decreti</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-37-delle-leggi-approvate-nellattuale-legislatura-sono-conversioni-di-decreti/">Le leggi approvate nelle ultime 7 legislature suddivise per tipo (1996-2025)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
<div id="chart_301505_tab1" role="tab" aria-controls="chart_301505_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
<div id="chart_301505_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_301505_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/il-37-delle-leggi-approvate-nellattuale-legislatura-sono-conversioni-di-decreti/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/06/il-37-delle-leggi-approvate-nellattuale-legislatura-sono-conversioni-di-decreti.png" placeholder ></amp-img></p>
<div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div>
<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-37-delle-leggi-approvate-nellattuale-legislatura-sono-conversioni-di-decreti/">Il 37% delle leggi approvate nell&#8217;attuale legislatura sono conversioni di decreti &#8211; Le leggi approvate nelle ultime 7 legislature suddivise per tipo (1996-2025)</a></div>
</p></div>
<div id="chart_301505_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_301505_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
<div id="chart_301505_tabpanel3" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-3"
                             aria-labelledby="chart_301505_tab3"></p>
<p><span data-sheets-root="1">Nel grafico le ratifiche di trattati internazionali, anche se di fatto leggi ordinarie, sono conteggiate a parte in quanto norme molto particolari. Vengono infatti spesso approvate in blocco, con maggioranze trasversali e senza grandi dibattiti. Si noti che sono stati approvati definitivamente nell&#8217;attuale legislatura anche due decreti legge che in realtà erano stati emanati dal governo Draghi. </span></p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis su dati <a href="https://parlamento19.openpolis.it/" target="_blank" rel="noopener">Openparlamento</a> e <a href="https://www.senato.it/leg/19/BGT/Schede/Statistiche/Leggi/DDLLeggiApprovate.html" target="_blank" rel="noopener">senato</a>.                                                                <br />(consultati: mercoledì 11 Giugno 2025)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/06/il-37-delle-leggi-approvate-nellattuale-legislatura-sono-conversioni-di-decreti.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-301505"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-301505" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>D’altra parte si potrebbe anche osservare che <strong>la quota di leggi ordinarie approvate nel corso dell’attuale legislatura è superiore rispetto a quelle di conversione</strong>. Nel periodo considerato non è sempre stato così. Nella XIV, XV e XVIII legislatura infatti la percentuale di conversioni è stata superiore a quella delle leggi ordinarie. Tuttavia è opportuno rimarcare come <strong>i temi più rilevanti o anche politicamente controversi siano ormai regolarmente affrontati tramite decreto</strong>. Mentre sono lasciati alle misure di natura ordinaria ambiti di intervento meno sensibili dal punto di vista politico.</p>
</p>
<p>Per fare qualche esempio, dall’inizio dell’anno sono stati già <strong>convertiti 15 decreti</strong>. Con questi atti il governo è intervenuto su diversi aspetti particolarmente rilevanti. Tra questi possiamo citare almeno due Dl che si sono occupati di Pnrr, oltre che di altre materie. Si tratta dei decreti <a href="https://parlamento19.openpolis.it/attivita_legislativa/decreti_legge/2025-1" target="_blank" rel="noreferrer noopener">1/2025</a> e <a href="https://parlamento19.openpolis.it/attivita_legislativa/decreti_legge/2025-45" target="_blank" rel="noreferrer noopener">45/2025</a>. Troviamo poi un intervento volto a contrastare il <a href="https://parlamento19.openpolis.it/attivita_legislativa/disegni_di_legge/S_1463" target="_blank" rel="noreferrer noopener">caro bollette</a>, uno riguardante il caso dei <a href="https://parlamento19.openpolis.it/attivita_legislativa/disegni_di_legge/S_1493" target="_blank" rel="noreferrer noopener">centri per migranti costruiti in Albania</a>, uno riguardante la revisione delle norme circa l’ottenimento della <a href="https://parlamento19.openpolis.it/attivita_legislativa/disegni_di_legge/C_2402" target="_blank" rel="noreferrer noopener">cittadinanza italiana</a>, fino ad arrivare al tanto contestato <a href="https://parlamento19.openpolis.it/attivita_legislativa/disegni_di_legge/S_1509" target="_blank" rel="noreferrer noopener">decreto sicurezza</a>.</p>
</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://parlamento19.openpolis.it/attivita_legislativa/disegni_di_legge" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vedi tutte le leggi entrate in vigore nella XIX legislatura<br />
<br /><strong>su Openparlamento</strong></a>.</p>
</section>
</p>
<p>Le leggi di altra natura approvate nello stesso periodo sono state quasi il doppio (29) ma <strong>raramente si sono occupate di temi politicamente consistenti</strong>. Da questo punto di vista possiamo citare ad esempio la legge quadro in materia di <a href="https://parlamento19.openpolis.it/attivita_legislativa/disegni_di_legge/S_1294" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ricostruzioni post-calamità</a>, la modifica delle norme in tema di <a href="https://parlamento19.openpolis.it/attivita_legislativa/disegni_di_legge/C_2084" target="_blank" rel="noreferrer noopener">intercettazioni</a>, la cosiddetta <a href="https://parlamento19.openpolis.it/attivita_legislativa/disegni_di_legge/C_2145" target="_blank" rel="noreferrer noopener">legge Morandi</a> che prevede benefici in favore delle vittime di crolli di infrastrutture (testo che peraltro il presidente della repubblica <a href="https://www.quirinale.it/elementi/131449" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ha invitato a rivedere</a>) e le disposizioni per la <a href="https://parlamento19.openpolis.it/attivita_legislativa/disegni_di_legge/S_1407" target="_blank" rel="noreferrer noopener">partecipazione dei lavoratori</a> alla gestione, al capitale e agli utili delle imprese.</p>
</p>
<p><div id="i-temi-piu-rilevanti-sono-quasi-sempre-affrontati-per-decreto-le-leggi-ordinarie-trattano-principalmente-temi-tecnici-o-comunque-non-particolarmente-politicizzati" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<div id="strillo-testo-block_55975e635a19f55bfd3ba0777d8ee27a" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>I temi più sensibili sono affrontati dal governo per decreto.</p>
</section></div>
</p>
<p>Più spesso le leggi ordinarie approvate hanno riguardato temi non particolarmente incisivi. Oltre a 5 ratifiche di trattati internazionali, altri temi oggetto di intervento normativo sono stati, tra gli altri, l’<a href="https://parlamento19.openpolis.it/attivita_legislativa/disegni_di_legge/S_1275" target="_blank" rel="noreferrer noopener">istituzione del Parco ambientale</a> per lo sviluppo sostenibile della laguna di Orbetello, la <a href="https://parlamento19.openpolis.it/attivita_legislativa/disegni_di_legge/S_403-B" target="_blank" rel="noreferrer noopener">promozione della pratica sportiva</a> nelle scuole e istituzione dei nuovi giochi della gioventù, l’<a href="https://parlamento19.openpolis.it/attivita_legislativa/disegni_di_legge/S_1314" target="_blank" rel="noreferrer noopener">abrogazione di norme pre-repubblicane</a>, l’introduzione di norme in materia di <a href="https://parlamento19.openpolis.it/attivita_legislativa/disegni_di_legge/S_1414" target="_blank" rel="noreferrer noopener">competizioni sportive su strada</a> e l’adozione di disposizioni per la promozione delle <a href="https://parlamento19.openpolis.it/attivita_legislativa/disegni_di_legge/S_597-B" target="_blank" rel="noreferrer noopener">manifestazioni in abiti storici</a>.</p>
</p>
<p>Di diverso tenore invece le due <strong>leggi delega</strong> approvate nel periodo considerato che però di fatto restituiscono al governo il potere di normare attraverso decreto legislativo.</p>
</p>
<section class="glossary">
<div>
                <mark><br />
																		Con la legge delega il parlamento attribuisce al governo la facoltà di disciplinare una materia definendo le linee guida generali. L’esecutivo poi delinea le norme di dettaglio con uno o più decreti legislativi.</br><br />
											                </mark><br />
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/cosa-sono-legge-delega-e-decreto-legislativo/"><br />
                &#8220;Cosa sono legge delega e decreto legislativo&#8221;</a></span></p></div>
</section>
</p>
<p>I temi trattati in questo caso sono il <a href="https://parlamento19.openpolis.it/attivita_legislativa/disegni_di_legge/C_2149" target="_blank" rel="noreferrer noopener">superamento del numero chiuso</a> per quanto riguarda i corsi di laurea in discipline sanitarie e la <a href="https://parlamento19.openpolis.it/attivita_legislativa/disegni_di_legge/C_2240" target="_blank" rel="noreferrer noopener">riforma organica</a> dei mercati dei capitali.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Le questioni di fiducia</h3>
</p>
<p>Legato al tema dell’uso eccessivo dei decreti legge vi è poi quello riguardante il ricorso altrettanto frequente ai <strong>voti di fiducia</strong>. Tale prassi, anche in questo caso non certo una novità, viene spesso utilizzata per velocizzare l’iter di conversione dei decreti ed evitare che questi decadano. Questo però<strong> ridimensiona di molto il ruolo del parlamento</strong>.&nbsp;</p>
</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/parole/cosa-voti-fiducia/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vedi anche<br />
<br /><strong>Che cosa sono i voti di fiducia</strong></a>.</p>
</section>
</p>
<p>Anche su questo fronte, considerando esclusivamente le questioni di fiducia poste ai fini dell’approvazione dei disegni di legge nelle ultime 4 legislature, possiamo osservare come il governo Meloni, in termini assoluti, si trovi al primo posto con <strong>91 voti dall’ottobre 2022 al giugno 2025</strong>. Al secondo posto troviamo il governo Renzi con 68, seguito dall’esecutivo Draghi con 55.</p>
</p>
<p><div id="il-governo-meloni-pone-in-media-29-questioni-di-fiducia-al-mese" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p>Ovviamente bisogna tenere in considerazione che i governi che si sono succeduti negli ultimi anni hanno tutti avuto diversa durata. Di conseguenza, per fare un confronto omogeneo, è più indicativo affidarsi al numero medio di questioni di fiducia poste al mese. Da questo punto di vista al primo posto troviamo l’esecutivo guidato da <strong>Mario Monti</strong> (2,89). Governo che si trovò ad affrontare un altro passaggio molto difficile per la storia del nostro paese: quello innescato dalla crisi economica del 2008. Il <strong>governo Meloni</strong> si attesta al secondo posto, con un dato medio di 2,85 voti di fiducia al mese. Seguono i <strong>governi Draghi</strong> (2,68) e <strong>Conte II</strong> (2,22).</p>
</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://parlamento19.openpolis.it/votazioni?main_vote_type=is_confidence&#038;ordering=-date&#038;page=1&#038;page_size=12#resultsList" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vedi tutti i voti di fiducia<br />
<br /><strong>su Openparlamento</strong></a>.</p>
</section>
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<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/con-meloni-piu-questioni-di-fiducia-rispetto-ai-governi-draghi-e-conte-ii/">Con Meloni più questioni di fiducia rispetto ai governi Draghi e Conte II</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/con-meloni-piu-questioni-di-fiducia-rispetto-ai-governi-draghi-e-conte-ii/">Il ricorso alla questione di fiducia fatto dai governi delle ultime 4 legislature (2008-2025)</a></h3>
</p></div>
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<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione e dati Openpolis                                                                <br />(ultimo aggiornamento: mercoledì 11 Giugno 2025)
                                        </p>
</p></div>
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<p><label for="embed-chart-301509"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-301509" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>Come detto, il caso più eclatante del ridimensionamento delle camere è quello in cui al disegno di legge di conversione dei decreti legge viene <strong>apposta la questione di fiducia in entrambi i rami del parlamento</strong>. Da questo punto di vista possiamo osservare che con l’attuale esecutivo ciò è avvenuto in <strong>38 casi</strong>. Si tratta del dato più alto in assoluto. Seguono gli esecutivi Renzi (22) e Draghi (20).&nbsp;</p>
</p>
<p>Foto: <a href="https://www.governo.it/it/media/il-presidente-meloni-alla-camera-dei-deputati-il-question-time/28677" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Governo</a> (<a href="https://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/3.0/it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Licenza</a>)</p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/la-scarsa-influenza-del-parlamento-tra-decreti-legge-e-voti-di-fiducia/">La scarsa influenza del parlamento tra decreti legge e voti di fiducia</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Tutte le incertezze del Pnrr a un anno dalla sua conclusione</title>
		<link>https://www.openpolis.it/tutte-le-incertezze-del-pnrr-a-un-anno-dalla-sua-conclusione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mattia]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 May 2025 08:16:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=301153</guid>

					<description><![CDATA[<p>La scadenza del 2026 si avvicina ma i progetti per i quali sono stati spesi i fondi sono solo un terzo del totale. Nell'ultimo aggiornamento dei dati sono diverse le sviste e le inesattezze, tra cui l'assenza di progetti in misure che sommate ammontano a più di 32 miliardi di euro.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/tutte-le-incertezze-del-pnrr-a-un-anno-dalla-sua-conclusione/">Tutte le incertezze del Pnrr a un anno dalla sua conclusione</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[</p>
<p>A poco più di un anno dalla scadenza del piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) a tenere banco <strong>sono ancora i ritardi e la poca trasparenza</strong>, oltre alle inesattezze dei dati.</p>
</p>
<p>Nonostante questo, abbiamo pubblicato un nuovo aggiornamento dei dati (provenienti come sempre dal portale governativo Italia Domani) su <strong>OpenPNRR</strong>.</p>
</p>
<p><div class="content_block" id="custom_post_widget-193851"><div class="d-none d-lg-flex justify-center mt-40 mb-40 bt-3-grey2 bb-3-grey2 pt-15 pb-50">
<div class="mt-20 mr-20"><amp-img decoding="async" src="/wp-content/uploads/2022/05/openpnrr_logo.png" alt="" width="140" height="44" layout="fixed"></amp-img></p>
<div class="mb-10">
<h3 class="fw-700">Trasparenza, informazione, monitoraggio e<br />
valutazione del PNRR</h3>
<p>Il <span class="fw-700">tuo</span> accesso personalizzato<br />
al Piano nazionale di ripresa e resilienza</p>
</div>
<p><a class="btn" href="https://www.openpnrr.it">Accedi e monitora</a></p>
</div>
<div class="mt-30"><a href="https://www.openpnrr.it"><amp-img src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/05/openpnrr_sito-e1653031804280.png" alt="" width="350" height="235" /></a></div>
</div>
<div class="d-lg-none justify-center flex-align-center text-center mt-40 mb-40 bt-3-grey2 pt-15 bb-3-grey2 pb-10">
<div><amp-img decoding="async" src="/wp-content/uploads/2022/05/openpnrr_logo.png" alt="" width="140" height="44" layout="fixed"></amp-img></p>
<div class="mb-10">
<h3 class="fw-700">Trasparenza, informazione, monitoraggio e<br />
valutazione del PNRR</h3>
<p>Il <span class="fw-700">tuo</span> accesso personalizzato<br />
al Piano nazionale di ripresa e resilienza</p>
</div>
<p><a class="btn" href="https://www.openpnrr.it">Accedi e monitora</a></p>
</div>
<div class="mt-20"><a href="https://www.openpnrr.it"><amp-img src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/05/openpnrr_sito-e1653031804280.png" alt="" width="350" height="235" /></a></div>
</div>
</div>
</p>
</p>
<p>Era il 20 maggio 2022 quando abbiamo lanciato quello che è a oggi il primo e l&#8217;unico progetto di monitoraggio indipendente del piano italiano. In tre anni abbiamo dovuto <strong>lottare per ottenere e pubblicare i dati necessari a una valutazione</strong> quantitativa dell&#8217;avanzamento del Pnrr nel paese. </p>
</p>
<p><div id="da-oggi-e-online-la-versione-aggiornata-di-openpnrr-con-dati-pubblicati-al-31-marzo-2025" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p>Ma come accaduto altre volte in passato, ci sono diversi aspetti poco chiari nell&#8217;ultimo aggiornamento dei dati da parte del governo, risalente al <strong>31 marzo scorso.</strong></p>
</p>
<div id="strillo-testo-block_bd0ed5e37d034b6b3d830d9ebe6183a1" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Il monitoraggio del Pnrr è ancora più necessario in un momento in cui c&#8217;è minore attenzione da parte di politica, media e opinione pubblica.</p>
</section></div>
</p>
<p>Questo non può che generare scetticismo e confusione, che spesso viene utilizzata dalla politica per piegare i numeri alle proprie tesi e incentivare un dibattito non basato su <strong>informazioni certe.</strong> </p>
</p>
<p>Può accadere soprattutto in un momento in cui <strong>l&#8217;attenzione dell&#8217;opinione pubblica sul Pnrr è nettamente minore rispetto al passato</strong>, per via di altri temi sull&#8217;agenda politica e delle specificità tecniche di questo ambito, non sempre facilmente comprensibili.</p>
</p>
<p>Probabilmente anche per questi motivi la quinta revisione del piano richiesta dal governo Meloni in meno di due anni, di cui Openpolis <a href="https://www.openpolis.it/litalia-ha-chiesto-la-quinta-revisione-del-pnrr-in-meno-di-due-anni/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">aveva dato notizia</a> già a inizio maggio, sembrava essere passata in sordina fino alla <a href="https://www.governo.it/it/articolo/pnrr-cabina-di-regia-palazzo-chigi/28752" target="_blank" rel="noreferrer noopener">cabina di regia</a> di ieri. E forse anche in seguito al nostro allarme sul &#8220;disinteresse generale&#8221; sulla revisione, <strong>l&#8217;esecutivo ha deciso stavolta di sottoporla al giudizio del parlamento.</strong></p>
</p>
<p><div id="dai-dati-consultabili-su-openpnrr-emerge-come-non-siano-presenti-i-progetti-per-25-misure-con-importi-pari-a-326-miliardi-di-euro" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Miliardi di euro senza dettagli sui progetti</h3>
</p>
<p>Sono 25 le misure del Pnrr sulle quali <strong>non sono ancora stati resi noti i progetti messi in campo. </strong>Anzi, non avendo alcuna informazione sui progetti non sappiamo neanche se questi ultimi siano stati effettivamente avviati. </p>
</p>
<p>Tutto questo rappresenta un problema, considerando che secondo norma le azioni del piano dovrebbero essere tutte concluse <strong>entro l&#8217;estate 2026</strong>.</p>
</p>
<p>Parliamo infatti di misure che tutte insieme sommano importi pari a oltre 32 miliardi di euro.</p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">32,6 mld € </span>la somma degli importi sulle misure per le quali non sono note le informazioni sui progetti, a un anno dal termine del Pnrr.</p>
</section>
</p>
<p>Si tratta di un&#8217;ingente mole di finanziamenti, su cui vale la pena di accendere i riflettori e rispetto ai quali <strong>vanno fatte alcune precisazioni. </strong></p>
</p>
<p>La misura più sostanziosa è &#8220;<a href="https://openpnrr.it/misure/37/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Transizione 4.0</a>&#8220;, che vale 13,4 miliardi di euro. Questa somma risulta già interamente erogata, ma non avendo contezza dei progetti finanziati (e liquidati) <strong>non sappiamo esattamente per quali investimenti intrapresi</strong>, se non per la descrizione che ne ha dato il ministero delle imprese e del made in Italy.</p>
</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>Le misure di incentivazione fiscale incluse nel Piano Transizione 4.0 sono un tassello fondamentale della strategia complessiva tesa ad aumentare la produttività, la competitività e la sostenibilità delle imprese italiane. Dal lato dell’offerta, tale strategia prevede il potenziamento della ricerca di base e applicata e la promozione del trasferimento tecnologico.</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.governo.it/sites/governo.it/files/PNRR.pdf#page=105" target="_blank">&#8211; Ministero delle imprese e del made in Italy</a>
									            </div>
</section>
</p>
<p>Come evidenziamo da tempo, conoscere il dettaglio dei progetti restituisce <strong>sia l&#8217;effettiva natura degli investimenti fatti che il reale stato di avanzamento del progetto stesso</strong>, attraverso i dati sulla spesa.</p>
</p>
<p>A proposito di imprese, poi, tra i 32,6 miliardi di finanziamenti senza evidenza pubblica dei progetti sono compresi anche <strong>6,3 miliardi di euro per la misura </strong><a href="https://openpnrr.it/misure/408/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>&#8220;Transizione 5.0 credito d&#8217;imposta</strong>&#8220;</a>. Sarebbe il caso di rendere pubblico l&#8217;elenco delle imprese beneficiarie di queste importanti agevolazioni.</p>
</p>
<div id="strillo-testo-block_57b4d8b1333b062c2543a7cf046b77ec" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Conoscere la spesa dei progetti consente una maggiore conoscenza sia sugli investimenti fatti che sull&#8217;avanzamento della spesa.</p>
</section></div>
</p>
<p>La maggior parte delle 25 misure considerate riportano come amministrazioni titolari il già citato <strong>ministero delle imprese</strong>, ma anche quelli delle <strong>infrastrutture e trasporti</strong>, <strong>del lavoro, dell&#8217;agricoltura, dell&#8217;ambiente e sicurezza energetica.</strong></p>
</p>
<p>Per quanto riguarda quest&#8217;ultimo dicastero è interessante notare come non siano noti i progetti delle misure <strong>&#8220;Tecnologia a zero emissioni nette&#8221;</strong> (2 miliardi di euro), <strong>&#8220;Promozione per le comunità energetiche e l&#8217;autoconsumo&#8221;</strong> (2,2 miliardi), <strong>&#8220;Sviluppo agrovoltaico&#8221;</strong> (1 miliardo) e l&#8217;installazione di <strong>infrastrutture di ricarica elettrica</strong> (circa 740 milioni).</p>
</p>
<p>A oggi capire con esattezza il destino di questi fondi <strong>è impossibile</strong> con gli open data disponibili. In alcuni casi è probabile che i progetti non siano stati assegnati, il che sarebbe un problema non da poco, considerate le scadenze ravvicinate del Pnrr. In altri casi, come la misura sulle colonnine di ricarica elettrica, sappiamo da altre fonti (per esempio le relazioni del governo sul piano) che almeno una parte delle risorse è già stata assegnata, ma nei dati di Italia Domani non risulta.</p>
</p>
<p><div id="abbiamo-rilevato-alcuni-errori-grossolani-nellinserimento-dei-dati-questo-puo-complicare-lanalisi" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Progetti con pagamenti superiori a finanziamenti</h3>
</p>
<p>C&#8217;è poi tutto il capitolo relativo alle <strong>anomalie degli ultimi dati aggiornati su Italia Domani</strong>. La più evidente riguarda quasi 5mila progetti, per i quali vengono indicate <strong>somme pagate superiori al valore totale</strong> dei progetti indicato.</p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">4.773 </span>progetti per cui risultano importi totali pagati superiori a quelli finanziati.</p>
</section>
</p>
<p>Rispetto a questo aspetto vanno fatte due doverose precisazioni. La prima riguarda la natura del finanziamento: le anomalie, infatti, sono state riscontrate per gli importi totali, compresi quelli derivanti da altre fonti di finanziamento, e <strong>mai dai finanziamenti puramente relativi al Pnrr.</strong> La seconda riguarda l&#8217;entità dei progetti: solo in 240 casi la differenza tra pagato e finanziato è <strong>superiore ai 100mila euro</strong>.</p>
</p>
<p>In alcuni casi, però, la differenza tra il finanziato e l&#8217;erogato è eclatante. </p>
</p>
<p>Per esempio, per un progetto contenuto nella misura &#8220;<strong>ALMPs e formazione professionale</strong>&#8221; è previsto un finanziamento totale di 1,6 milioni ma risultano già erogati 335milioni di euro. Ma anche per altri progetti afferenti alla misura &#8220;<strong>rafforzamento e potenziamento della ricerca biomedica del sistema sanitario nazionale</strong>&#8221; sono previsti finanziamenti per 200mila o 600mila euro, ma riportano pagamenti che variano tra 119 e 242 milioni di euro.</p>
</p>
<p>Molto probabilmente siamo di fronte a errori nell&#8217;inserimento di dati, che tuttavia cambiando l&#8217;ordine di grandezza delle cifre (da migliaia a milioni di euro) possono portare a <strong>compromettere l&#8217;analisi e quindi la valutazione del piano.</strong></p>
</p>
<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="1024" height="1024" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/05/openpnrr_spesa_effettiva_5_25-5.png" alt="" class="wp-image-301862" srcset="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/05/openpnrr_spesa_effettiva_5_25-5.png 1024w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/05/openpnrr_spesa_effettiva_5_25-5-768x768.png 768w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/05/openpnrr_spesa_effettiva_5_25-5-92x92.png 92w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/05/openpnrr_spesa_effettiva_5_25-5-414x414.png 414w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/05/openpnrr_spesa_effettiva_5_25-5-635x635.png 635w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/05/openpnrr_spesa_effettiva_5_25-5-250x250.png 250w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/05/openpnrr_spesa_effettiva_5_25-5-120x120.png 120w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
</p>
<p><div id="a-poco-piu-di-un-anno-dalla-scadenza-del-piano-e-stato-speso-appena-un-terzo-dei-fondi-previsti" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">L&#8217;avanzamento della spesa</h3>
</p>
<p>Con l&#8217;ultimo aggiornamento dei dati, su OpenPNRR è possibile <strong>monitorare più di 284mila progetti </strong>(oltre 14mila in più rispetto ai dati del dicembre 2024), per importi totali pari a 226,6 miliardi di euro, di cui 171,3 di provenienza Pnrr.</p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">284.065 </span>progetti monitorabili su OpenPNRR, con dati aggiornati al 31 marzo 2025.</p>
</section>
</p>
<p>Dall&#8217;ultimo monitoraggio, che considerava dati aggiornati al dicembre 2024, l&#8217;avanzamento della spesa effettivamente erogata per i finanziamenti Pnrr è progredito, <strong>passando dal 30,1% al 33,8%.</strong></p>
</p>
<p><div id="a-febbraio-foti-aveva-minimizzato-le-nostre-considerazioni-sulla-spesa-ma-i-dati-aggiornati-confermano-quanto-diciamo-da-tempo" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p>Tuttavia, se consideriamo che siamo ben oltre la metà del percorso del piano, aver speso solo un terzo dei fondi <strong>desta qualche preoccupazione</strong> sulla capacità da parte del paese di rispettare gli obblighi concordati con le istituzioni europee.</p>
</p>
<p>Questo ragionamento è ancora più valido se teniamo conto delle parole del ministro per gli affari europei e il Pnrr <strong>Tommaso Foti</strong>, che lo scorso febbraio aveva minimizzato un <a href="https://www.openpolis.it/e-stato-speso-meno-di-un-terzo-dei-fondi-del-pnrr/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">nostro approfondimento</a>, parlandone nel corso di <a href="https://www.openpolis.it/rassegnastampa/la-risposta-del-ministro-foti-ai-nostri-dati-sul-pnrr/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">un&#8217;intervista all&#8217;agenzia AdnKronos</a>.</p>
</p>
<p>Rispondendo a una domanda che chiamava in causa il nostro monitoraggio, Foti aveva <strong>minimizzato i ritardi di spesa</strong> affermando che i nostri dati erano fermi a novembre, e che la situazione sarebbe stata diversa nell&#8217;aggiornamento successivo.</p>
</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>I dati di Openpolis si fermano al 30 novembre 2024, ora siamo a febbraio 2025. Ritengo di poter dire che probabilmente al 30 dicembre 2024 avremo più o meno contabilizzato 64 miliardi di spesa.</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.openpolis.it/rassegnastampa/la-risposta-del-ministro-foti-ai-nostri-dati-sul-pnrr/" target="_blank">&#8211; Tommaso Foti, ministro per gli affari europei e il Pnrr &#8211; AdnKronos, 5 febbraio 2025</a>
									            </div>
</section>
</p>
<p>Ora che l&#8217;aggiornamento dei dati su Italia Domani è stato pubblicato, possiamo dire che i fondi spesi finora <strong>sono effettivamente 65,7 miliardi di euro</strong>, come lo stesso ministro aveva anticipato. </p>
</p>
<p>Allo stesso tempo, però, possiamo anche confermare che questo importo <strong>è pari a un terzo dei fondi previsti. </strong>E che quindi la situazione oggi si presenta molto simile a quella dello scorso dicembre, con l&#8217;aggravante che è passato un altro trimestre nel percorso che porterà il piano alla sua conclusione, prevista per il prossimo anno.</p>
</p>
<p><strong>Foto</strong>: <a href="https://www.pexels.com/it-it/foto/tre-gru-a-torre-gialle-e-rosse-sotto-il-cielo-blu-chiaro-224924/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pexels</a> (<a href="https://www.pexels.com/it-it/license/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">licenza</a>)</p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/tutte-le-incertezze-del-pnrr-a-un-anno-dalla-sua-conclusione/">Tutte le incertezze del Pnrr a un anno dalla sua conclusione</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>I dati del governo sull’avanzamento del Pnrr rischiano di essere fuorvianti</title>
		<link>https://www.openpolis.it/i-dati-del-governo-sull-avanzamento-del-pnrr-rischiano-di-essere-fuorvianti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Dal Poggetto]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Apr 2025 07:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=300513</guid>

					<description><![CDATA[<p>Secondo una recente relazione, oltre il 60% dei progetti sarebbe già concluso. Questo dato però deve essere contestualizzato: le opere ancora in corso infatti valgono complessivamente il 67% dei fondi già assegnati.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/i-dati-del-governo-sull-avanzamento-del-pnrr-rischiano-di-essere-fuorvianti/">I dati del governo sull’avanzamento del Pnrr rischiano di essere fuorvianti</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[</p>
<p>In un contesto internazionale caratterizzato da grande incertezza è importante fermarsi a riflettere su <strong>quale possa essere il futuro delle politiche pubbliche</strong> nei prossimi anni. Su questo fronte la partita più importante attualmente in corso è certamente rappresentata dal <strong>Piano nazionale di ripresa e resilienza</strong> (Pnrr). Come noto, siamo ormai entrati nella fase finale del Pnrr, la cui conclusione è prevista per la fine del 2026. Limite che, come <a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2025/03/31/fitto-dombrovskis-sul-pnrr-rispettare-la-scadenza-del-2026_f2102637-1c6f-473f-9bb5-81819a0d9373.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">confermato ancora pochi giorni fa</a>, al momento sembra essere improrogabile.</p>
</p>
<p>Il governo italiano, pur riconoscendo la necessità di <a href="https://www.agenzianova.com/news/foti-la-spesa-del-pnrr-va-accelerata-ma-non-bisogna-fare-ricostruzioni-fuori-dalla-realta/#:~:text=Il%20ministro%20ha%20poi%20aggiunto%20%E2%80%9Cvi%20sono%20richieste%20di%20rimodulazione%20sul%20Pnrr%20e%20saranno%20presentate%20ma%20esse%20non%20riguardano%20le%20case%20di%20comunit%C3%A0%2C%20gli%20ospedali%20di%20comunit%C3%A0%2C%20gli%20asili%20nido%20e%20gli%20investimenti%20in%20ferroviari%20nel%20mezzogiorno%E2%80%9D." target="_blank" rel="noreferrer noopener">accelerare sulla spesa</a>, continua a professare grande fiducia. Va in questa direzione anche la <a href="https://www.italiadomani.gov.it/content/sogei-ng/it/it/strumenti/documenti/archivio-documenti.html?orderby=%40jcr%3Acontent%2Fdate&amp;sort=desc&amp;category=Relazioni%20al%20Parlamento%20sullo%20stato%20di%20attuazione" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sesta relazione sullo stato di attuazione del Pnrr</a> pubblicata recentemente. Nel documento infatti si legge che oltre il 60% dei progetti finanziati con i fondi europei sarebbe già concluso o in via di conclusione. <strong>Tale dato, se non contestualizzato, rischia di essere fuorviante</strong>.</p>
</p>
<p><div id="il-governo-ha-pubblicato-la-sesta-relazione-sullo-stato-di-avanzamento-del-pnrr-mancano-pero-dati-aperti-aggiornati" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p>Gli <strong>interventi già conclusi infatti assorbono circa un terzo dei fondi</strong> già assegnati. Dato che scende al 24% se invece si considerano le risorse totali spettanti al nostro paese (molte delle quali ancora non sono state destinate al finanziamento di interventi specifici). Viceversa, <strong>gli interventi ancora in corso valgono complessivamente il 67% dei fondi Pnrr</strong> già assegnati.</p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">95 mld € </span><span style="font-weight: 400">i finanziamenti Pnrr assegnati a progetti ancora in corso o in fase di avvio.</span></p>
</section>
</p>
<p>A questo si lega un altro elemento molto rilevante. La gran parte dei progetti già conclusi riguarda infatti l’<strong>acquisto di beni o servizi</strong> (53,3%) o la <strong>concessione di contributi a privati o imprese</strong> (42,3%). <strong>Meno del 5% dei progetti completati afferisce a opere pubbliche (infrastrutture o impiantistica)</strong>. Ne consegue che a “gonfiare” il dato sui progetti già completati sono gli interventi di minori dimensioni o con un&#8217;implementazione relativamente più semplice. Al contrario, per quanto riguarda le opere più complesse, siamo ancora molto indietro.</p>
</p>
<p>C&#8217;è poi un altro elemento particolarmente rilevante da sottolineare: quello dell&#8217;<strong>accesso a dati aggiornati</strong>. Come <a href="https://www.openpolis.it/perche-presentiamo-un-nuovo-foia-sul-pnrr/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">abbiamo sottolineato</a> più volte in passato, i non addetti ai lavori non possono ottenere informazioni direttamente da <strong>Regis</strong>, la piattaforma utilizzata per la rendicontazione dei progetti finanziati con i fondi del Pnrr. Da questo punto di vista l&#8217;unica fonte disponibile è rappresentata dagli <a href="https://www.italiadomani.gov.it/content/sogei-ng/it/it/catalogo-open-data.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">open data</a> presenti su Italia domani. I dati però sono fermi allo scorso dicembre. Senza aggiornamenti è difficile fare valutazioni puntuali su quale sia il reale stato di avanzamento del piano.</p>
</p>
<p><div class="content_block" id="custom_post_widget-193851"><div class="d-none d-lg-flex justify-center mt-40 mb-40 bt-3-grey2 bb-3-grey2 pt-15 pb-50">
<div class="mt-20 mr-20"><amp-img decoding="async" src="/wp-content/uploads/2022/05/openpnrr_logo.png" alt="" width="140" height="44" layout="fixed"></amp-img></p>
<div class="mb-10">
<h3 class="fw-700">Trasparenza, informazione, monitoraggio e<br />
valutazione del PNRR</h3>
<p>Il <span class="fw-700">tuo</span> accesso personalizzato<br />
al Piano nazionale di ripresa e resilienza</p>
</div>
<p><a class="btn" href="https://www.openpnrr.it">Accedi e monitora</a></p>
</div>
<div class="mt-30"><a href="https://www.openpnrr.it"><amp-img src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/05/openpnrr_sito-e1653031804280.png" alt="" width="350" height="235" /></a></div>
</div>
<div class="d-lg-none justify-center flex-align-center text-center mt-40 mb-40 bt-3-grey2 pt-15 bb-3-grey2 pb-10">
<div><amp-img decoding="async" src="/wp-content/uploads/2022/05/openpnrr_logo.png" alt="" width="140" height="44" layout="fixed"></amp-img></p>
<div class="mb-10">
<h3 class="fw-700">Trasparenza, informazione, monitoraggio e<br />
valutazione del PNRR</h3>
<p>Il <span class="fw-700">tuo</span> accesso personalizzato<br />
al Piano nazionale di ripresa e resilienza</p>
</div>
<p><a class="btn" href="https://www.openpnrr.it">Accedi e monitora</a></p>
</div>
<div class="mt-20"><a href="https://www.openpnrr.it"><amp-img src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/05/openpnrr_sito-e1653031804280.png" alt="" width="350" height="235" /></a></div>
</div>
</div>
</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">I progetti Pnrr già conclusi e quelli ancora in corso</h3>
</p>
<p>Le strutture preposte si stanno impegnando in un apprezzabile sforzo per pubblicare periodicamente un aggiornamento dei dati. Tuttavia <strong>le più recenti informazioni disponibili sono state rilasciate lo scorso 31 dicembre</strong> ma con data di aggiornamento ferma al 13 dello stesso mese. Nonostante sia già finito il primo trimestre del 2025 ancora non risultano novità sul fronte dei dati. Questo rende impossibile per i non addetti ai lavori fare valutazioni puntuali su quale sia il reale stato di avanzamento del piano. </p>
</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>Ma anche sotto questo profilo, perché continuare a dire che i dati non sono disponibili? Vi è una pigrizia da parte di chi lo dice, perché basterebbe andare sul sito Italia Domani e sono tutti dati aperti: ognuno può andare a vedere singolarmente lo stato di progetto per progetto.</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.camera.it/leg19/410?idSeduta=0448&#038;tipo=stenografico#sed0448.stenografico.tit00040.sub00020.int00020:~:text=Ma%20anche%20sotto%20questo%20profilo%2C%20perch%C3%A9%20continuare%20a%20dire%20che%20i%20dati%20non%20sono%20disponibili%3F%20Vi%20%C3%A8%20una%20pigrizia%20da%20parte%20di%20chi%20lo%20dice%2C%20perch%C3%A9%20basterebbe%20andare%20sul%20sito%20Italia%20Domani%20e%20sono%20tutti%20dati%20aperti%3A%20ognuno%20pu%C3%B2%20andare%20a%20vedere%20singolarmente%20lo%20stato%20di%20progetto%20per%20progetto." target="_blank">&#8211; Tommaso Foti, ministro per gli affari europei, il Pnrr e le politiche di coesione (17 marzo 2025).</a>
									            </div>
</section>
</p>
<p>Anche le parole del ministro Foti devono quindi essere prese con le dovute cautele. Non avendo, allo stato attuale, dati aperti aggiornati su cui fare analisi, l’elemento più recente possibile per valutare lo stato di avanzamento del Pnrr è la relazione del governo.</p>
</p>
<p>Dal documento emerge che <strong>i progetti Pnrr già conclusi o in via di completamento sono 164.566</strong> e rappresentano circa il 60,9% degli interventi attualmente monitorati. Questo dato apparentemente positivo rischia di essere fuorviante se non contestualizzato correttamente. Tali interventi infatti valgono complessivamente circa 46 miliardi di euro che corrispondono a <strong>circa il 33% dei fondi già assegnati e al 24% del totale</strong>.</p>
</p>
<p><div id="il-governo-dice-che-il-60-dei-progetti-pnrr-si-e-gia-concluso-ma-quelli-ancora-in-corso-valgono-oltre-95-miliardi" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/gli-interventi-pnrr-da-completare-valgono-oltre-95-miliardi/">Gli interventi Pnrr da completare valgono oltre 95 miliardi</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/gli-interventi-pnrr-da-completare-valgono-oltre-95-miliardi/">Stato di avanzamento procedurale dei progetti finanziati con il Pnrr</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                         aria-labelledby="chart_300502_tab1"><br />
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</p></div>
<div id="chart_300502_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_300502_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_300502_tab3"></p>
<p>Il Pnrr finanzia diversi tipi di progetti, ognuno di questi ha un iter procedurale ben preciso che si estrinseca in diversi step <span style="font-weight: 400">che riflettono le modalità di attuazione e i relativi obblighi</span>. <span style="font-weight: 400">Considerando che le differenti tipologie di progetti possono avere fasi diverse, per valutarne lo stato di avanzamento complessivo si è deciso di individuare </span><span style="font-weight: 400">quattro momenti comuni a tutti gli iter: </span><span style="font-weight: 400">avvio, </span><span style="font-weight: 400">esecuzione, </span><span style="font-weight: 400">chiusura, </span><span style="font-weight: 400">completamento. I progetti con iter non valutabile sono quelli censiti su Regis che, alla data di rilevazione, non riportavano il set minimo di informazioni per poter individuare la fase in corso. </span></p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis su dati sesta relazione del governo sullo stato di attuazione del Pnrr                                                                <br />(ultimo aggiornamento: martedì 31 Dicembre 2024)
                                        </p>
</p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-300502"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-300502" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>Viceversa <strong>i progetti in esecuzione, in fase di avvio o per cui l’iter non è valutabile</strong> per mancanza di dati sufficienti rappresentano all’incirca il 39% delle opere monitorate ma cubano complessivamente circa 95 miliardi di euro. Vale a dire <strong>circa il 49% dei 194,4 miliardi di euro circa assegnati nel complesso all’Italia</strong>. Un dato che ci fa capire quanto lavoro debba ancora essere portato a compimento.</p>
</p>
<p><div id="i-progetti-pnrr-conclusi-consistono-principalmente-in-acquisti-di-servizi-e-incentivi-a-privati-e-imprese-meno-del-5-e-rappresentato-da-opere-pubbliche" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">La natura dei progetti già conclusi</h3>
</p>
<p>Andando a scomporre gli interventi già conclusi in base alla loro natura, possiamo osservare che il 41% è costituito dall&#8217;<strong>acquisto di servizi</strong> e vale circa il 22% dell’importo totale delle opere concluse o in via di completamento (circa 9,7 miliardi di euro). Il 37% degli interventi conclusi invece rientra nella categoria dei <strong>contributi a soggetti diversi da unità produttive</strong>. Questi finanziamenti valgono in totale circa 14 miliardi di euro e rappresentano circa il 31% del valore dei progetti conclusi.</p>
</p>
<p>Viceversa, <strong>meno del 5% degli interventi completati è rappresentato da opere pubbliche</strong>. Nonostante una quota così limitata questi interventi valgono circa 14,5 miliardi costituendo quindi il 32,6% del valore totale delle opere completate.</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/ancora-da-completare-il-70-delle-opere-pubbliche-del-pnrr/">Ancora da completare il 70% delle opere pubbliche del Pnrr</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/ancora-da-completare-il-70-delle-opere-pubbliche-del-pnrr/">Lo stato di avanzamento dei progetti finanziati dal Pnrr suddivisi per tipo</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
<div id="chart_300506_tab1" role="tab" aria-controls="chart_300506_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                         aria-labelledby="chart_300506_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/ancora-da-completare-il-70-delle-opere-pubbliche-del-pnrr/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/04/ancora-da-completare-il-70-delle-opere-pubbliche-del-pnrr.png" placeholder ></amp-img></p>
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<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/ancora-da-completare-il-70-delle-opere-pubbliche-del-pnrr/">Ancora da completare il 70% delle opere pubbliche del Pnrr &#8211; Lo stato di avanzamento dei progetti finanziati dal Pnrr suddivisi per tipo</a></div>
</p></div>
<div id="chart_300506_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_300506_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
<div id="chart_300506_tabpanel3" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-3"
                             aria-labelledby="chart_300506_tab3"></p>
<p>Nel primo grafico è riportato il valore complessivo dei progetti Pnrr monitorati in base alla loro natura. Nel secondo grafico invece è rappresentata la percentuale di interventi già conclusi rispetto al totale per ogni categoria.</p>
<p>Per motivi di visualizzazione, non sono riportate le informazioni riguardanti 5 progetti rientranti nella categoria &#8220;Sottoscrizione iniziale o aumento di capitale sociale (compresi spin off), fondi di rischio o garanzia&#8221;.</p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis su dati <a href="https://www.italiadomani.gov.it/content/sogei-ng/it/it/strumenti/documenti/archivio-documenti.html?orderby=%40jcr%3Acontent%2Fdate&amp;sort=desc&amp;category=Relazioni%20al%20Parlamento%20sullo%20stato%20di%20attuazione" target="_blank" rel="noopener">sesta relazione del governo sullo stato di attuazione del Pnrr</a>                                                                <br />(ultimo aggiornamento: martedì 31 Dicembre 2024)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/04/ancora-da-completare-il-70-delle-opere-pubbliche-del-pnrr.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-300506"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-300506" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>Da notare che la categoria dei <strong>lavori pubblici</strong> rappresenta quella più consistente per quanto riguarda la quota di risorse assegnate.</p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">70,3 mld € </span><span style="font-weight: 400">gli importi Pnrr assegnati per la realizzazione di lavori pubblici (il 67,4% è assegnato a opere ancora in corso o in fase di avvio).</span></p>
</section>
</p>
<p>L’elemento più preoccupante che emerge da questi dati è quindi il fatto che appena il 28,5% di tali interventi sia considerabile come concluso o vicino al completamento. Questo elemento viene riportato anche dalla stessa relazione governativa che evidenzia come <strong>per le opere di maggiore complessità siano necessari tempi lunghi</strong>.</p>
</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>È significativo ricordare che, prima del PNRR, secondo i dati riportati nel Rapporto sui tempi di attuazione delle opere pubbliche del Dipartimento delle politiche di coesione (2018), per opere di valore tra 0,5 e 1 milione di euro il tempo medio di realizzazione era pari a 5 anni e per le opere tra 2 e 5 milioni di euro era pari a 6,7 anni. Le concessioni di contributi, invece, generalmente prevedono un processo amministrativo molto più veloce rispetto ai lavori pubblici, riflettendo di conseguenza una maggior concentrazione delle risorse nella chiusura.</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.italiadomani.gov.it/content/sogei-ng/it/it/strumenti/documenti/archivio-documenti.html?orderby=%40jcr%3Acontent%2Fdate&#038;sort=desc&#038;category=Relazioni%20al%20Parlamento%20sullo%20stato%20di%20attuazione" target="_blank">&#8211; Sesta relazione del governo sullo stato di attuazione del Pnrr (aprile 2025).</a>
									            </div>
</section>
</p>
<p>Sono quindi interventi come <strong>incentivi e sgravi fiscali a “gonfiare” il dato sui progetti già conclusi</strong> (così come quello sulla spesa). Un esempio in questo senso riguarda il cosiddetto <a href="https://openpnrr.it/misure/115/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">superbonus</a> a cui il Pnrr contribuiva con circa <strong>14 miliardi di euro</strong>. Tale investimento risulta già concluso.</p>
</p>
<div id="strillo-testo-block_d8a897bdcfd2fd3ee706096324fb0738" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Le revisioni del Pnrr hanno dirottato risorse dalle opere pubbliche verso incentivi e sgravi fiscali. In questo modo si spendono i soldi più velocemente ma l’impatto nel lungo periodo rischia di essere limitato.</p>
</section></div>
</p>
<p>Tale tendenza comporta alcuni aspetti critici. Il Pnrr infatti era stato concepito come una <strong>risposta forte alla crisi economica dovuta al Covid-19</strong>. Uno strumento straordinario per il rilancio dell’economia che si sarebbe dovuto concretizzare in una serie di investimenti e riforme volti a modernizzare il paese e renderlo più efficiente e competitivo. <strong>Il ricorso a strumenti come&nbsp;incentivi e sgravi fiscali a favore di soggetti privati e imprese aiutano a spendere le risorse del Pnrr più velocemente</strong> ma non è detto che potranno garantire un impatto strutturale né un’effettiva capacità di generare crescita sostenibile nel lungo periodo.</p>
</p>
<p>A ciò poi si aggiunge il fatto che, come evidenziato anche dalla <a href="https://www.corteconti.it/Download?id=7c438424-a7db-4a5f-99a0-3e55c2875447" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Corte dei conti</a>, <strong>con questi strumenti è più difficile assicurare la quota minima del 40% di risorse al mezzogiorno</strong> come prevede il piano.</p>
</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/il-pnrr-e-cambiato-di-nuovo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Leggi anche<br />
<br /><strong>Il Pnrr è cambiato di nuovo</strong></a>.</p>
</section>
</p>
<p>Tale dinamica peraltro rischia di <strong>accentuarsi ulteriormente</strong> se, <a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2025/04/04/ue-adeguare-i-pnrr-via-progetti-inattuabili-entro-2026_f2dfbb3e-ce0f-4ce4-b272-3f87a985cb98.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">come sembra</a>, il nostro paese presenterà un&#8217;ulteriore richiesta di modifica del Pnrr.&nbsp;</p>
</p>
<p><div id="la-performance-dellitalia-nellattuazione-del-pnrr-e-buona-nel-confronto-con-gli-altri-paesi-a-seconda-degli-indicatori-pero-altri-stati-fanno-meglio" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Il confronto con gli altri paesi europei</h3>
</p>
<p>Un ultimo elemento che vale la pena passare rassegna riguarda il tanto rivendicato primato dell’Italia per quanto riguarda l’attuazione del Pnrr. È indubbio che <strong>tutti i paesi europei stanno incontrando delle difficoltà</strong> nell’attuazione dei propri piani. Tant&#8217;è vero che ben 19 stati membri hanno presentato più di una richiesta di revisione.</p>
</p>
<p>D’altra parte, la performance del nostro paese è certamente tra le migliori nel confronto europeo considerando che il piano italiano è ampiamente il più impegnativo in termini di risorse da utilizzare. Tuttavia è opportuno specificare che, prendendo in esame diversi indicatori, <strong>ci sono alcuni paesi che, in proporzione, fanno meglio dell’Italia</strong>.</p>
</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/parole/cosa-sono-le-milestone-e-i-target-del-pnrr/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Leggi anche<br />
<br /><strong>Cosa sono le scadenze del Pnrr</strong></a>.</p>
</section>
<div id="strillo-testo-block_8d95c33efb3b1e6f3bada609292015fe" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Il presunto primato italiano nell&#8217;attuazione del Pnrr è tutto da verificare.</p>
</section></div>
</p>
<p>Con riferimento alla <strong>percentuale di milestone e target già completati</strong>, ad esempio, possiamo osservare che l’Italia attualmente si attesta sul 43%. Dato che salirebbe al 54% considerando anche le scadenze legate alla richiesta di pagamento della settima rata, ancora in corso di valutazione da parte della Commissione europea. Anche considerando questa seconda percentuale, possiamo osservare che ci sono almeno due paesi che fanno meglio: <strong>Romania</strong> (86% di scadenze completate) e <strong>Francia</strong> (73%).</p>
</p>
<p>Anche per quanto riguarda le <strong>richieste di pagamento</strong>, è vero che il nostro paese è l’unico ad averne già inviate 7, d’altra parte però <strong>non tutti gli stati hanno un piano che prevede l’erogazione dei fondi in 10 rate</strong>. Oltre all’Italia rientrano in questa casistica Cipro, Croazia, Portogallo, Slovacchia, Slovenia e Spagna. Facendo riferimento al <strong>rapporto tra richieste inviate e parere positivo già espresso dalla Commissione europea</strong> notiamo che c’è un paese che fa meglio, almeno per il momento, ed è la <strong>Grecia</strong>.</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/richieste-di-pagamento-la-grecia-e-a-due-terzi-del-percorso/">Richieste di pagamento, la Grecia è a due terzi del percorso</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/richieste-di-pagamento-la-grecia-e-a-due-terzi-del-percorso/">Rapporto tra valutazioni positive della Commissione e rate totali dei Pnrr dei vari stati europei</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
<div id="chart_300509_tab1" role="tab" aria-controls="chart_300509_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                         aria-labelledby="chart_300509_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/richieste-di-pagamento-la-grecia-e-a-due-terzi-del-percorso/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/04/richieste-di-pagamento-la-grecia-e-a-due-terzi-del-percorso.png" placeholder ></amp-img></p>
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<p></amp-iframe>                        </p>
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</p></div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
<div id="chart_300509_tabpanel3" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-3"
                             aria-labelledby="chart_300509_tab3"></p>
<p>La Commissione europea non considera come ancora come completate le scadenze legate alla settima rata del Pnrr che dovevano essere conseguite entro la fine del 2024 di cui però l&#8217;Italia ha già inviato la richiesta di pagamento.</p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis su dati <a href="https://ec.europa.eu/economy_finance/recovery-and-resilience-scoreboard/index.html?lang=en" target="_blank" rel="noopener">Commissione europea</a>                                                                <br />(ultimo aggiornamento: mercoledì 5 Marzo 2025)
                                        </p>
</p></div>
<div class="opmag-chart-actions">
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<p><label for="embed-chart-300509"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>Quest’ultima infatti ha incassato lo stesso numero di valutazioni positive dell’Italia (6) ma a fronte di 9 rate da richiedere. La <strong>Francia</strong> poi si affianca al nostro paese, in questo caso con 3 valutazioni positive rispetto alle 5 rate totali previste dal piano transalpino.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Il nostro osservatorio sul Pnrr</h3>
</p>
<p>Questo articolo rientra nel progetto di monitoraggio civico OpenPNRR, realizzato per analizzare e approfondire il piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Ogni lunedì pubblichiamo un nuovo articolo sulle misure previste dal piano e sullo stato di avanzamento dei lavori (<a href="https://www.openpolis.it/piano-nazionale-di-ripresa-e-resilienza/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">vedi tutti gli articoli</a>). Tutti i dati sono liberamente consultabili online sulla nostra piattaforma&nbsp;<a href="http://openpnrr.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">openpnrr.it</a>, che offre anche la possibilità di attivare un monitoraggio personalizzato e ricevere notifiche ad hoc. Mettiamo inoltre a disposizione i nostri&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/i-nostri-open-data-per-il-monitoraggio-del-pnrr/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">open data</a>&nbsp;che possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di data journalism o anche per semplice consultazione.</p>
</p>
<p>Foto: <a href="https://www.governo.it/it/media/pnrr-cabina-di-regia-la-verifica-dello-stato-di-attuazione-del-programma-garanzia-occupazione" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Governo</a> (<a href="https://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/3.0/it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Licenza</a>)</p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/i-dati-del-governo-sull-avanzamento-del-pnrr-rischiano-di-essere-fuorvianti/">I dati del governo sull’avanzamento del Pnrr rischiano di essere fuorvianti</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Lo stato di abbandono del sistema di accoglienza</title>
		<link>https://www.openpolis.it/lo-stato-di-abbandono-del-sistema-di-accoglienza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[michele vannucchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Mar 2025 09:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migranti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=299478</guid>

					<description><![CDATA[<p>È online "Accoglienza al collasso", il nuovo rapporto del progetto Centri d’Italia. Oltre a fotografare criticità ormai strutturali del sistema, quest'anno abbiamo dedicato particolare attenzione alle novità normative e all'accoglienza delle categorie considerate vulnerabili.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/lo-stato-di-abbandono-del-sistema-di-accoglienza/">Lo stato di abbandono del sistema di accoglienza</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[</p>
<p>&#8220;<strong><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/Accoglienza/Centri+d%E2%80%99Italia+ACCOGLIENZA+AL+COLLASSO.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Accoglienza al collasso</a></strong>&#8221; è il nuovo rapporto sul sistema di accoglienza per richiedenti asilo e rifugiati in Italia, realizzato da Openpolis e ActionAid nell’ambito del progetto Centri d’Italia.</p>
</p>
<p>Si tratta dell&#8217;ottava edizione di un dossier che vuole <strong>fotografare lo stato di salute dell&#8217;accoglienza </strong>dei migranti nel paese, attraverso analisi e dati di dettaglio.</p>
</p>
<p>In &#8220;<a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/Accoglienza/Centri+d%E2%80%99Italia+ACCOGLIENZA+AL+COLLASSO.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Accoglienza al collasso</a>&#8221; abbiamo ripreso temi e forti criticità già consolidate negli anni passati, affrontando però anche <strong>gli effetti di alcune norme recenti</strong>.</p>
</p>
<div id="strillo-testo-block_0dfba17eccc2893cd7da20e355d67b9e" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Il fenomeno migratorio non può ridursi a mero terreno di propaganda e scontro politico.</p>
</section></div>
</p>
<p>Riteniamo che il fenomeno migratorio <strong>non debba ridursi a mero terreno di scontro nel dibattito politico. </strong>Al contrario rappresenta dinamiche fondamentali sia per la vita di molte persone che fuggono da guerre e miseria, così come per le comunità che le accolgono nei territori del paese.</p>
</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://centriditalia.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vai a<br />
<br /><strong>Centri d’Italia</strong></a>.</p>
</section>
</p>
<p>D&#8217;altro canto, la possibilità che i migranti non finiscano nelle sacche di estrema marginalità (più esposte all&#8217;illegalità, allo sfruttamento e alla criminalità) <strong>dipende in larga parte proprio dalle condizioni sistemiche</strong> che possono e non possono favorire il processo di inclusione nella società italiana. Con ampie e positive ricadute sulla tenuta sociale del paese e soprattutto sull&#8217;indipendenza e la crescita delle persone protagoniste di questo processo.</p>
</p>
<p><div class="content_block" id="custom_post_widget-181009"><div class="d-none d-lg-flex justify-center mt-40 mb-40 bt-3-grey2 pt-15 pb-10">
<div>
        <amp-img decoding="async" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/02/centriditalia_logo.png" alt="" width="280" height="88"  layout="fixed" ></amp-img></p>
<div class="fs-15 fw-500 mb-10">Le strutture per richiedenti asilo e rifugiati.</div>
<p>        <a class="btn" href="https://centriditalia.it">Esplora il sistema di accoglienza.</a><br />
        <a class="btn" href="https://centriditalia.it">Scarica i dati.</a>
    </div>
<div><a href="https://centriditalia.it"><amp-img decoding="async" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/02/centriditalia_img_bann.png" alt="" width="350" height="186"  layout="fixed" ></amp-img></a></div>
</div>
<div class="d-lg-none justify-center flex-align-center text-center mt-40 mb-40 bt-3-grey2 pt-15 bb-3-grey2 pb-10">
<div>
        <amp-img decoding="async" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/02/centriditalia_logo-414x130.png" alt="" width="280" height="88"  layout="fixed" ></amp-img></p>
<div class="fs-15 fw-500 mb-10">Le strutture per richiedenti asilo e rifugiati.</div >
        <a class="btn" href="https://centriditalia.it">Esplora il sistema di accoglienza.</a><br />
        <a class="btn" href="https://centriditalia.it">Scarica i dati.</a>
    </div>
<div class="mt-20"><a href="https://centriditalia.it"><amp-img decoding="async" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/02/centriditalia_img_bann.png" alt="" width="300" height="159"  layout="fixed" ></amp-img></a></div>
</div>
</div></p>
<p><div id="richiedenti-asilo-esclusi-dal-sai-servizi-ridotti-allosso-nei-cas-e-nuovi-centri-temporanei-provvedimenti-diversi-accomunati-dalla-compressione-dei-diritti" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Un&#8217;iperproduzione normativa ingiustificata</h3>
</p>
<p>Tutto questo però sembra interessare molto poco la politica e le amministrazioni pubbliche che dovrebbero gestire il fenomeno. La reportistica che dovrebbe essere resa pubblica non viene prodotta e le <strong>richieste di accesso agli atti della società civile incontrano ancora più opposizione che in passato.</strong></p>
</p>
<p>Una mancanza che non rappresenta solo un problema di <em>accountability</em> nei confronti della società civile, ma una grave carenza da parte della politica e delle amministrazioni pubbliche. </p>
</p>
<p>Il parlamento infatti negli ultimi anni ha approvato varie norme <strong>che tuttavia non rispondono alle necessità che emergono dall&#8217;analisi del sistema</strong> di accoglienza andando, semmai, in direzione opposta. È il caso del <a href="https://www.openpolis.it/il-decreto-cutro-colpisce-i-diritti-dei-richiedenti-asilo/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">decreto legge 20/2023</a>, con cui il governo ha nuovamente escluso i richiedenti asilo dal Sistema di accoglienza e integrazione (Sai), seppur con alcune eccezioni, mentre al contempo riduceva, fino a quasi azzerarli, i servizi di assistenza sociale previsti nei Centri di accoglienza straordinaria (Cas). </p>
</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/parole/come-funziona-laccoglienza-dei-migranti-in-italia/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Come funziona l&#8217;accoglienza<br />
<br /><strong>dei migranti in Italia</strong></a>.</p>
</section>
</p>
<p>Questi ultimi, inoltre, continuano a ospitare la maggior parte delle persone accolte, confermando il fatto che un <strong>fenomeno del tutto ordinario viene immotivatamente gestito come un&#8217;emergenza.</strong></p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">68,3% </span>dei posti disponibili nel sistema si trova in centri di accoglienza straordinaria (Cas).</p>
</section>
</p>
<p>Un altro elemento di forte novità introdotto dal decreto è rappresentato dai cosiddetti <strong>&#8220;centri temporanei&#8221;</strong>, un vero e proprio nuovo circuito di accoglienza, <strong>completamente sforniti di ogni servizio sociale</strong>, a cui le prefetture possono ricorrere temporaneamente in caso di necessità. </p>
</p>
<p><strong>Il ministero non ha rilasciato dati su queste strutture</strong> sostenendo di non disporre di queste informazioni. Una risposta che, oltre a rendere impossibile un vero e proprio monitoraggio civico, desta preoccupazione circa la capacità dello stato di conoscere effettivamente il funzionamento del sistema.</p>
</p>
<p>Ad ogni modo, anche semplicemente un&#8217;analisi del nuovo capitolato &#8211; a cui abbiamo dedicato spazio in &#8220;Accoglienza al collasso&#8221; &#8211; <strong>ha confermato che queste strutture hanno un costo maggiore rispetto ai Cas</strong>. Resta dunque ancora da capire qual è il senso di creare strutture costose e che non forniscono servizi, malgrado le modalità previste per la loro istituzione siano le stesse dei Cas.</p>
</p>
<p><div id="la-riduzione-dei-diritti-riguarda-anche-categorie-considerate-vulnerabili-che-non-vengono-adeguatamente-tutelate-come-donne-e-minori" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Un sistema che non tutela</h3>
</p>
<p>Un altro aspetto che abbiamo analizzato nel rapporto riguarda i cosiddetti <strong>vulnerabili.</strong> Infatti, se da un lato le nuove misure escludono i richiedenti asilo dal Sai, dall&#8217;altro un&#8217;eccezione è <strong>fatta per categorie considerate vulnerabili, tra cui i minori e le donne.</strong></p>
</p>
<p>Quanto alle donne migranti è certamente un bene che almeno loro <strong>trovino accoglienza nel Sai</strong>, al contempo però affermare che tutte le donne sono “vulnerabili”, oltre a evidenziare un approccio paternalistico, significa equiparare le loro diverse situazioni con il rischio che i casi effettivamente più vulnerabili non siano poi riconosciuti come tali. </p>
</p>
<p>Abbiamo dunque analizzato la situazione dal punto di vista dei dati, <strong>rilevando le potenziali criticità che possono emergere</strong> per le richiedenti asilo che comunque non troveranno posto nel Sai rimanendo nel circuito dei Cas, se non persino dei &#8220;centri temporanei&#8221;. Inoltre, particolare attenzione merita anche una progressiva &#8220;femminilizzazione&#8221; del Sai, che <strong>non risulta accompagnata da un consapevole approccio di genere.</strong></p>
</p>
<p>Per approfondire la situazione e capire meglio questo fenomeno abbiamo intervistato <strong>Francesca De Masi</strong> e <strong>Laura Boursier Niutta</strong>, rispettivamente vicepresidente e operatrice di <a href="https://www.befreecooperativa.org/">Be Free</a>, ente gestore del Sai “Aida”, oltre che del progetto anti-tratta e di diversi centri antiviolenza (Cav) di Roma e della sua città metropolitana.</p>
</p>
<p><div id="piu-di-700-msna-sono-stati-inseriti-in-strutture-per-adulti-si-tratta-di-una-pratica-inaccettabile" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<div id="strillo-testo-block_73f5550026fa86f3da2d1f8cb444726e" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>L&#8217;accoglienza dei Msna tende in molti casi a ledere i diritti dei minori ospitati nei centri.</p>
</section></div>
</p>
<p>Gli aspetti che riguardano l&#8217;accoglienza dei <strong>minori stranieri non accompagnati</strong> (Msna) suscitano persino più dubbi, sia dal punto di vista dei numeri che delle norme. Infatti, prima degli ultimi interventi normativi i Msna dovevano essere accolti nel Sai. </p>
</p>
<p>Nel caso di indisponibilità dei posti, si ricorreva all&#8217;accoglienza da parte del comune in cui si trovavano e, solo in subordine in Cas dedicati ai minori. Non era invece previsto che questi potessero essere accolti in Cas adulti, anche se è noto che in alcune circostanze fosse successo.</p>
</p>
<p><strong>Con i recenti interventi la situazione è cambiata</strong>. Infatti, in caso di indisponibilità di posti nel Sai, prima di sollecitare l’ente locale, si deve verificare la possibilità di accoglienza nei Cas per minori. Le norme inoltre prevedono per questi centri la possibilità di realizzarli o ampliarli oltre i limiti di capienza, in deroga alla normativa.<strong> Inoltre viene esplicitamente aperta la possibilità che i minori trovino accoglienza nei Cas per adulti</strong>. Una decisione criticata anche dal garante per l&#8217;infanzia, che ha ribadito come non sia affatto opportuna la promiscuità di ambienti <strong>tra adulti e minori non accompagnati.</strong></p>
</p>
<p><div id="da-oggi-e-disponibile-il-report-integrale-accoglienza-al-collasso-analisi-e-dati-di-dettaglio-sul-sistema-in-5-capitoli" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<section class="download">
<div class="dw-content">
<div class="intro">
<p>Scarica il rapporto</p>
</div>
<div class="files">
<p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/Accoglienza/Centri+d%E2%80%99Italia+ACCOGLIENZA+AL+COLLASSO.pdf" target="_blank" rel="noopener">Accoglienza al collasso</a></p>
</div></div>
</section>
</p>
<p>Si tratta di una dinamica che avviene in un contesto di <strong>forte aumento del numero di Msna in accoglienza</strong> sia nel Sai (dove le presenze di minori sono passate dalle 2.312 del 2018 alle 5.034 del 2023) che nei Cas destinati ai minori.</p>
</p>
<p>Qui <strong>la crescita è stata impressionante</strong>, passando dai 48 del 2020 agli oltre 1.700 del 2023.</p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">1.773 </span>minori stranieri non accompagnati ospitati nei Cas minori, nel 2023.</p>
</section>
</p>
<p>Purtroppo non sono disponibili dati strutturati sulla presenza di Msna nei <strong>Cas per adulti</strong>. Tuttavia, stando ai dati ottenuti dal progetto <a href="https://www.asgi.it/inlimine/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">In limine</a> di Asgi, risulta che a fine 2023 <strong>più di 700 minori erano ospitati in centri di accoglienza straordinaria per adulti.</strong></p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/lo-stato-di-abbandono-del-sistema-di-accoglienza/">Lo stato di abbandono del sistema di accoglienza</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Nasce Pnrr Watch, per un monitoraggio sulla transizione digitale dell&#8217;Italia</title>
		<link>https://www.openpolis.it/nasce-pnrr-watch-per-un-monitoraggio-sulla-transizione-digitale-dellitalia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mattia]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Mar 2025 11:17:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=299477</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nasce un nuovo progetto sul piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr),  a cura di Assonime e Openpolis. L'obiettivo è valutare concretamente risultati, criticità e prospettive di alcune misure e interventi sulla modernizzazione del paese.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/nasce-pnrr-watch-per-un-monitoraggio-sulla-transizione-digitale-dellitalia/">Nasce Pnrr Watch, per un monitoraggio sulla transizione digitale dell&#8217;Italia</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[</p>
<p>Digitalizzazione della pubblica amministrazione e infrastrutture per la connettività. Sono due i temi principali oggetto dell&#8217;indagine di <strong>Pnrr watch</strong>, un nuovo progetto di monitoraggio del piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), realizzato da Assonime e Openpolis.</p>
</p>
<p>Pnrr Watch si traduce in una serie di contenuti dedicati a misure del Pnrr <strong>strategiche per la modernizzazione del paese</strong>. È un&#8217;analisi dettagliata su alcuni aspetti del piano, con l’obiettivo di <strong>valutare concretamente i risultati, individuare le criticità e delineare le prospettive.</strong></p>
</p>
<p>Il primo numero rivolge lo sguardo ad alcuni investimenti significativi in tema di <strong>digitalizzazione della pubblica amministrazione (Pa)</strong> e di <strong>infrastrutture per la connettività.</strong></p>
</p>
<section class="download">
<div class="dw-content">
<div class="intro">
<p>Scarica il report</p>
</div>
<div class="files">
<p><a href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/03/assonime_report_2025.pdf" target="_blank" rel="noopener">Pnrr Watch</a></p>
</div></div>
</section>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Digitalizzazione della Pa e infrastrutture</h3>
</p>
<p>Per quanto riguarda la digitalizzazione della Pa, sono <strong>tre gli investimenti oggetto dell&#8217;indagine</strong>: Il primo riguarda il <strong>Polo strategico nazionale</strong> (900 milioni di euro), con cui si punta alla creazione di un’infrastruttura nazionale basata su tecnologie cloud di ultima generazione. A questo si affianca il secondo investimento di 1 miliardo dedicato ad un <strong>programma di supporto e incentivo alla Pa locale per trasferire basi dati e applicazioni</strong> su infrastrutture cloud certificate. Il terzo investimento oggetto di analisi, del valore di circa 556 milioni, è dedicato alla realizzazione della <strong>Piattaforma digitale nazionale dati (Pdnd)</strong> il cui scopo è migliorare il back end informatico della Pa favorendo l’interoperabilità delle banche dati tra le diverse amministrazioni italiane.</p>
</p>
<p><div class="content_block" id="custom_post_widget-193851"><div class="d-none d-lg-flex justify-center mt-40 mb-40 bt-3-grey2 bb-3-grey2 pt-15 pb-50">
<div class="mt-20 mr-20"><amp-img decoding="async" src="/wp-content/uploads/2022/05/openpnrr_logo.png" alt="" width="140" height="44" layout="fixed"></amp-img></p>
<div class="mb-10">
<h3 class="fw-700">Trasparenza, informazione, monitoraggio e<br />
valutazione del PNRR</h3>
<p>Il <span class="fw-700">tuo</span> accesso personalizzato<br />
al Piano nazionale di ripresa e resilienza</p>
</div>
<p><a class="btn" href="https://www.openpnrr.it">Accedi e monitora</a></p>
</div>
<div class="mt-30"><a href="https://www.openpnrr.it"><amp-img src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/05/openpnrr_sito-e1653031804280.png" alt="" width="350" height="235" /></a></div>
</div>
<div class="d-lg-none justify-center flex-align-center text-center mt-40 mb-40 bt-3-grey2 pt-15 bb-3-grey2 pb-10">
<div><amp-img decoding="async" src="/wp-content/uploads/2022/05/openpnrr_logo.png" alt="" width="140" height="44" layout="fixed"></amp-img></p>
<div class="mb-10">
<h3 class="fw-700">Trasparenza, informazione, monitoraggio e<br />
valutazione del PNRR</h3>
<p>Il <span class="fw-700">tuo</span> accesso personalizzato<br />
al Piano nazionale di ripresa e resilienza</p>
</div>
<p><a class="btn" href="https://www.openpnrr.it">Accedi e monitora</a></p>
</div>
<div class="mt-20"><a href="https://www.openpnrr.it"><amp-img src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/05/openpnrr_sito-e1653031804280.png" alt="" width="350" height="235" /></a></div>
</div>
</div>
</p>
</p>
<p>Per ciò che concerne le infrastrutture per la connettività, invece, l&#8217;attenzione è stata rivolta a tre investimenti rilevanti. Si tratta del piano <strong>Italia a 1 giga</strong> (3,5 miliardi di euro) che punta a estendere le infrastrutture per la connessione ultra-veloce a quelle aree dove ancora non vi è una piena disponibilità; del<strong> piano Italia 5G</strong> (1,1 miliardi) che mira a incentivare lo sviluppo e la diffusione dell’infrastruttura 5G e, infine, del piano <strong>Collegamento isole minori</strong> (60,5 milioni di euro).</p>
</p>
<p>Complessivamente, i 6 interventi di cui parliamo nel primo numero di Pnrr Watch riguardano investimenti per oltre 7 miliardi di euro.</p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">7,12 </span>miliardi di euro gli importi relativi agli investimenti analizzati nel primo numero di Pnrr Watch.</p>
</section>
</p>
<p>Come abbiamo raccontato spesso sulle pagine di Openpolis negli ultimi anni, <strong>le criticità del Pnrr sono molte e di diversa natura</strong>: tecnica, burocratico-amministrativa, ma anche economico-finanziaria. Si tratta di alcune fragilità che colpiscono sia la progettazione che la realizzazione di interventi, soprattutto quando parliamo di investimenti importanti.</p>
</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/cosa/pnrr/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vai agli approfondimenti<br />
<br /><strong>sul Pnrr</strong></a>.</p>
</section>
</p>
<p>Un altro elemento che desta preoccupazione è il <strong>lento andamento della spesa</strong>, un indicatore utile a valutare lo stato di avanzamento delle diverse opere in corso.</p>
</p>
<div id="strillo-testo-block_9e8b722703663d7a1b30303edeb71910" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Un adeguato monitoraggio del Pnrr permette anche di comprendere se e quanto il piano sarà decisivo per la crescita del paese.</p>
</section></div>
</p>
<p>C&#8217;è infine un aspetto a cui teniamo da sempre: la <strong>scarsa disponibilità di informazioni e dati aggiornati</strong>. Anche se negli ultimi mesi sono stati fatti degli importanti passi in avanti, la situazione ancora non è ottimale e <strong>servirebbe un deciso salto di qualità</strong>. La trasparenza e il controllo pubblico sullo stato di avanzamento del Pnrr costituiscono infatti imprescindibili elementi per garantire il puntuale e tempestivo monitoraggio sia da parte dell’autorità politica e amministrativa, che dalla cittadinanza, dai media e dalle imprese.</p>
</p>
<p><strong>Il Pnrr è uno dei programmi di investimento più rilevanti degli ultimi decenni.</strong> Per questo occorre mantenere alta l’attenzione, affinché sia davvero importante per la crescita socio-economica dell&#8217;Italia e in modo che vengano rispettati gli impegni europei.</p>
</p>
<p><div class="content_block" id="custom_post_widget-299503"><div class="d-none d-lg-flex justify-center flex-align-center py-20  mt-40 mb-40   bt-3-grey2 bb-3-grey2">
<div class="mt-30 mr-20"><a href="/wp-content/uploads/2025/03/assonime_report_2025.pdf" target="_blank"><amp-img src="/wp-content/uploads/2025/03/Pnrr-Watch-report-1.png" alt="" width="170" height="170" /></a></div>
<div class="mb-15">
<h3 class="fw-700">GLI INVESTIMENTI DEL PNRR PER LA DIGITALIZZAZIONE</h3>
<p>PA E INFRASTRUTTURE PER LA CONNETTIVITÀ</p>
<div><a class="btn" href="/wp-content/uploads/2025/03/assonime_report_2025.pdf" target="_blank">Scarica il report (Pdf 10,3 MB)</a></div>
</div>
</div>
<div class="d-lg-none flex-grid-col justify-center flex-align-center mt-40 mb-40 bt-3-grey2 pt-15 bb-3-grey2 pb-10">
<div class="mb-10 text-center">
<h3 class="fw-700">GLI INVESTIMENTI DEL PNRR PER LA DIGITALIZZAZIONE</h3>
<p>PA E INFRASTRUTTURE PER LA CONNETTIVITÀ</p>
<div><a class="btn" href="/wp-content/uploads/2025/03/assonime_report_2025.pdf" target="_blank">Scarica il report (Pdf 10,3 MB)</a></div>
</div>
<div class="mt-20"><a href="/wp-content/uploads/2025/03/assonime_report_2025.pdf" target="_blank"><amp-img src="/wp-content/uploads/2025/03/Pnrr-Watch-report-1.png" alt="" width="235" height="235" /></a></div>
</div>
</div>
</p>
</p>
<p>Foto: <a href="https://unsplash.com/it/foto/un-mucchio-di-fili-blu-collegati-tra-loro-PSpf_XgOM5w" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Scott Rodgerson</a> (<a href="https://unsplash.com/it/licenza" target="_blank" rel="noreferrer noopener">licenza</a>)</p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/nasce-pnrr-watch-per-un-monitoraggio-sulla-transizione-digitale-dellitalia/">Nasce Pnrr Watch, per un monitoraggio sulla transizione digitale dell&#8217;Italia</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La spesa effettiva dei progetti del Pnrr</title>
		<link>https://www.openpolis.it/la-spesa-effettiva-dei-progetti-del-pnrr/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mattia]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Feb 2025 16:47:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=298913</guid>

					<description><![CDATA[<p>I dati sono un ottimo modo per analizzare fenomeni, raccontare storie e valutare pratiche politiche. Con Numeri alla mano facciamo proprio questo. Una rubrica settimanale di brevi notizie, con link per approfondire. Il giovedì alle 7 in onda anche su Radio Radicale. Vai all&#8217;approfondimento È stato speso meno di un terzo dei fondi del Pnrr</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/la-spesa-effettiva-dei-progetti-del-pnrr/">La spesa effettiva dei progetti del Pnrr</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[</p>
<p>I dati sono un ottimo modo per analizzare fenomeni, raccontare storie e valutare pratiche politiche. Con Numeri alla mano facciamo proprio questo. Una rubrica settimanale di brevi notizie, con link per approfondire. Il giovedì alle 7 in onda anche su Radio Radicale. Vai all&#8217;approfondimento <a href="https://www.openpolis.it/e-stato-speso-meno-di-un-terzo-dei-fondi-del-pnrr/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>È stato speso meno di un terzo dei fondi del Pnrr</strong></a></p>
</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://www.radioradicale.it/rubriche/1328/openpolis-numeri-alla-mano" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Numeri alla mano<br />
<br /><strong>Ascolta tutti i podcast su radio radicale</strong></a>.</p>
</section>
<section class="numeri-alla-mano">
<h1 class="red1 mb-0">269.299</h1>
<p class="bt-2-grey3 mt-0"><span style="font-weight: 400"><strong>il numero dei progetti del piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) monitorati attualmente su OpenPNRR</strong>, il progetto della Fondazione Openpolis lanciato nel 2022. Recentemente OpenPNRR è stato integrato con l&#8217;aggiornamento al dicembre 2024 dell&#8217;avanzamento della spesa per ognuno dei progetti del piano. Si tratta di un risultato conseguito dopo una battaglia per la trasparenza durata oltre due anni. </span><a href="https://openpnrr.it/" target="_blank" rel="noopener">Vai a OpenPNRR.</a></p>
</section>
<section class="numeri-alla-mano">
<h1 class="red1 mb-0">29%</h1>
<p class="bt-2-grey3 mt-0"><strong>delle risorse previste per il Pnrr è stato speso al 13 dicembre 2024. In termini assoluti parliamo di 58,6 miliardi di euro</strong>: poco meno di un terzo dei fondi a disposizione per il piano. Si tratta di un dato importante, che siamo riusciti finalmente ad elaborare grazie alle informazioni sull&#8217;avanzamento di spesa dei singoli progetti, ottenute dopo un lungo botta e risposta con il governo. <a href="https://www.openpolis.it/e-stato-speso-meno-di-un-terzo-dei-fondi-del-pnrr/" target="_blank" rel="noopener">Vai all&#8217;articolo.</a></p>
</section>
<section class="numeri-alla-mano">
<h1 class="red1 mb-0">9</h1>
<p class="bt-2-grey3 mt-0"><strong>richieste di accesso civico generalizzato (Foia) e richieste di riesame inviate dalla Fondazione Openpolis al governo</strong> dall&#8217;aprile 2022 al novembre 2024, aventi a oggetto richieste di dati sul Pnrr. In tal senso, oltre alle richieste formali è stata fondamentale la mobilitazione di centinaia di organizzazioni della società civile, riunite sotto le sigle Dati Bene Comune e Osservatorio Civico Pnrr. <a href="https://www.openpolis.it/parole/che-cose-il-foia/" target="_blank" rel="noopener">Che cos&#8217;è il Foia.</a></p>
</section>
<section class="numeri-alla-mano">
<h1 class="red1 mb-0">194,4</h1>
<p class="bt-2-grey3 mt-0"><strong>miliardi di euro è l&#8217;ammontare delle risorse disponibili del Pnrr.</strong> Come detto, tre anni e mezzo dopo l&#8217;avvio del piano (luglio 2021) è stato speso meno di un terzo di questa cifra. Ciò pone dubbi sulla possibilità di riuscire a rispettare i vincoli di spesa del piano, che prevede scadenze fino al dicembre 2026. Sarà importante monitorare gli eventuali ritardi, anche per comprendere a fondo come vengono impiegate le risorse e quindi valutare se e quanto il Pnrr sarà realmente impattante sul futuro dell’economia e della società italiana. <a href="https://www.openpolis.it/e-stato-speso-meno-di-un-terzo-dei-fondi-del-pnrr/" target="_blank" rel="noopener">Vai all&#8217;articolo.</a></p>
</section>
<section class="numeri-alla-mano">
<h1 class="red1 mb-0">5,66</h1>
<p class="bt-2-grey3 mt-0"><b>miliardi di euro è quanto si dovrebbe spendere, in media, ogni mese da gennaio 2025 fino all&#8217;ultima scadenza del piano, nel dicembre 2026. </b>Se è vero che nel prossimo biennio il ritmo di spesa sarà più alto rispetto a quello sostenuto finora (perché molti progetti saranno in fase di realizzazione), è altrettanto doveroso per cittadini, media e società civile evidenziare le difficoltà, in contraddizione con il tono trionfalistico sul Pnrr della presidente del consiglio Giorgia Meloni e dell’ex ministro Raffaele Fitto. <a href="https://www.openpolis.it/e-stato-speso-meno-di-un-terzo-dei-fondi-del-pnrr/" target="_blank" rel="noopener">Vai all&#8217;articolo.</a><b></b></p>
</section>
<p>
<iframe width="560" height="355" src="//www.radioradicale.it/scheda/750830/iframe" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/la-spesa-effettiva-dei-progetti-del-pnrr/">La spesa effettiva dei progetti del Pnrr</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>È stato speso meno di un terzo dei fondi del Pnrr</title>
		<link>https://www.openpolis.it/e-stato-speso-meno-di-un-terzo-dei-fondi-del-pnrr/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mattia]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Feb 2025 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=298823</guid>

					<description><![CDATA[<p>Dopo mesi di richieste e appelli, finalmente siamo in grado di rendere pubblici i dati sulla spesa e i pagamenti di ognuno dei quasi 270mila progetti del piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Un risultato frutto di una mobilitazione collettiva.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/e-stato-speso-meno-di-un-terzo-dei-fondi-del-pnrr/">È stato speso meno di un terzo dei fondi del Pnrr</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo anni di battaglie oggi siamo finalmente in grado di annunciare <strong>un&#8217;importante novità</strong> sullo stato dell’arte del piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr).</p>
<p>Le informazioni sul nostro progetto di monitoraggio indipendente OpenPNRR sono state infatti aggiornate con <strong>l’avanzamento della spesa effettiva per ognuno dei quasi 270mila progetti del piano</strong>. In questo modo è possibile verificare quanto si sta effettivamente spendendo per il più grande piano di investimenti pubblici del paese.</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">269.299 </span>progetti del Pnrr monitorati su OpenPNRR, al 13 dicembre 2024.</p>
</section>
<p>La fonte dei dati è sempre Italia Domani, il portale governativo che rilascia periodicamente le informazioni sul piano. <strong>Questo risultato è stato possibile solo dopo una campagna di pressione della società civile,</strong> che nell’ultimo anno ha preteso e ottenuto più trasparenza.</p>
<div id="finalmente-abbiamo-ottenuto-la-pubblicazione-dellavanzamento-di-spesa-per-ogni-progetto-del-piano-questo-risultato-e-frutto-di-un-lavoro-collettivo" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p>Era il 12 febbraio 2024, infatti, quando abbiamo inviato la nostra prima richiesta di accesso civico per conoscere i dati sull’avanzamento di spesa per i progetti. A quella e ad altre richieste sono seguiti diversi dinieghi da parte del governo. Sono stati mesi di botta e risposta, resi possibili dal prezioso supporto dello studio legale <strong>E-lex</strong>. Inoltre, avevamo richiesto dati sulla spesa dei progetti già <a href="https://www.openpolis.it/perche-presentiamo-un-foia-al-governo-sui-dati-del-pnrr/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">a partire dal 2022</a>.</p>
<p><div class="content_block" id="custom_post_widget-193851"><div class="d-none d-lg-flex justify-center mt-40 mb-40 bt-3-grey2 bb-3-grey2 pt-15 pb-50">
<div class="mt-20 mr-20"><amp-img decoding="async" src="/wp-content/uploads/2022/05/openpnrr_logo.png" alt="" width="140" height="44" layout="fixed"></amp-img></p>
<div class="mb-10">
<h3 class="fw-700">Trasparenza, informazione, monitoraggio e<br />
valutazione del PNRR</h3>
<p>Il <span class="fw-700">tuo</span> accesso personalizzato<br />
al Piano nazionale di ripresa e resilienza</p>
</div>
<p><a class="btn" href="https://www.openpnrr.it">Accedi e monitora</a></p>
</div>
<div class="mt-30"><a href="https://www.openpnrr.it"><amp-img src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/05/openpnrr_sito-e1653031804280.png" alt="" width="350" height="235" /></a></div>
</div>
<div class="d-lg-none justify-center flex-align-center text-center mt-40 mb-40 bt-3-grey2 pt-15 bb-3-grey2 pb-10">
<div><amp-img decoding="async" src="/wp-content/uploads/2022/05/openpnrr_logo.png" alt="" width="140" height="44" layout="fixed"></amp-img></p>
<div class="mb-10">
<h3 class="fw-700">Trasparenza, informazione, monitoraggio e<br />
valutazione del PNRR</h3>
<p>Il <span class="fw-700">tuo</span> accesso personalizzato<br />
al Piano nazionale di ripresa e resilienza</p>
</div>
<p><a class="btn" href="https://www.openpnrr.it">Accedi e monitora</a></p>
</div>
<div class="mt-20"><a href="https://www.openpnrr.it"><amp-img src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/05/openpnrr_sito-e1653031804280.png" alt="" width="350" height="235" /></a></div>
</div>
</div></p>
<p>Fino a quando, poco prima di capodanno, il governo ha pubblicato i nuovi dati, proprio alla vigilia della scadenza del 31 dicembre, annunciata dal ministro dell’economia <strong>Giancarlo Giorgetti</strong> in parlamento in seguito a <a href="https://www.openpolis.it/le-promesse-di-giorgetti-sulla-trasparenza-del-pnrr-hanno-i-giorni-contati/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">un’interrogazione parlamentare</a> elaborata sulla base del nostro monitoraggio.</p>
<div id="strillo-testo-block_8ab5b36fd4f68fcda86167b283738917" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Questo risultato è stato possibile grazie alla mobilitazione di centinaia di organizzazioni.</p>
</section></div>
<p>Il percorso legato alle richieste formali è stato importante tanto quanto la <strong>campagna pubblica che ha visto protagoniste centinaia di associazioni e organizzazioni</strong> della società civile, riunite nelle sigle <strong>Dati bene comune</strong> e <strong>Osservatorio civico PNRR</strong>. Il rilascio dei dati da parte del governo è la dimostrazione plastica che la mobilitazione paga.</p>
<p>Oggi quindi siamo di fronte al <strong>salto di qualità di un progetto di monitoraggio importante</strong> per la nostra fondazione. Un lavoro necessario per valutare in modo indipendente, basato sui numeri, il Pnrr. E che necessita del sostegno di tutti per mantenere <strong>un’autonomia slegata dalla politica</strong> e dall’opinionismo delle parti che troppo spesso inquina il dibattito pubblico.</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://fondazione.openpolis.it/sostienici" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Sostieni<br />
<br /><strong>OpenPNRR</strong></a>.</p>
</section>
<p>“Fin dal 2021, anno di approvazione del piano, abbiamo lavorato affinché venisse fatta più luce possibile sull’andamento di investimenti e riforme. Non è possibile valutare compiutamente questa ingente mole di risorse se non c’è la minima trasparenza. La chiediamo da sempre e continueremo a farlo fino alla fine”, afferma <strong>Vittorio Alvino</strong>, presidente della Fondazione Openpolis.</p>
<div id="a-meno-di-due-anni-dalla-fine-del-piano-e-stato-speso-il-305-delle-risorse-disponibili" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<h3 class="wp-block-heading"><strong>Speso un terzo dei finanziamenti</strong></h3>
<p>Ma perché sono così importanti i dati sulla spesa? Perché ci danno la misura quantitativa dello <strong>stato dell’arte dei progetti del Pnrr</strong>. Ci dicono quanto e dove è stato effettivamente investito finora in un piano che, secondo le previsioni, <strong>dovrebbe cambiare il volto dell’Italia.</strong></p>
<p>Al 13 dicembre scorso, data dell’ultimo rilascio trimestrale dei dati su Italia Domani, <strong>la spesa effettiva delle risorse ammontava a 58,6 miliardi di euro, meno di un terzo del totale</strong> previsto dal piano, pari a 194,4 miliardi.</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">30,14% </span>delle risorse del Pnrr previste è stato speso, al 13 dicembre 2024.</p>
</section>
<p><strong>La percentuale di spesa è molto simile a quella dei pagamenti </strong>effettuati per i singoli progetti nel loro complesso. Questa rappresenta un’altra novità di OpenPNRR. <strong>Differisce leggermente dalla spesa</strong> perché quest’ultima, aggregata a livello di misura, è comunicata al governo direttamente dalle amministrazioni titolari dell’investimento. Mentre i dati sui pagamenti, relativi ai singoli progetti, arrivano dai rispettivi soggetti attuatori.</p>
<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="1024" height="1024" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/02/openpnrr_spesa_effettiva-1-1.png" alt="" class="wp-image-298857" srcset="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/02/openpnrr_spesa_effettiva-1-1.png 1024w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/02/openpnrr_spesa_effettiva-1-1-768x768.png 768w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/02/openpnrr_spesa_effettiva-1-1-92x92.png 92w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/02/openpnrr_spesa_effettiva-1-1-414x414.png 414w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/02/openpnrr_spesa_effettiva-1-1-635x635.png 635w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/02/openpnrr_spesa_effettiva-1-1-250x250.png 250w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/02/openpnrr_spesa_effettiva-1-1-120x120.png 120w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
<p>In entrambi i casi, tuttavia, siamo in grado di dire che abbiamo speso meno di un terzo delle risorse <strong>a meno di due anni dal termine del piano,</strong> previsto per metà 2026, e <strong>tre anni e mezzo </strong>dall&#8217;approvazione dello stesso, nel luglio 2021.</p>
<p>Si tratta di una conferma, rispetto alle difficoltà e ai ritardi <a href="https://www.openpolis.it/i-dati-aggiornati-sulla-spesa-dei-fondi-pnrr-confermano-le-difficolta-e-i-ritardi/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">che abbiamo denunciato</a> negli ultimi mesi, che contraddice il tono trionfalistico sul Pnrr della presidente del consiglio <strong>Giorgia Meloni</strong> e dell’ex ministro <strong>Raffaele Fitto</strong>, oggi diventato commissario europeo.</p>
<div id="oggi-e-possibile-monitorare-lo-stato-di-avanzamento-della-spesa-per-ogni-progetto-del-pnrr" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<div id="strillo-testo-block_b0d8dc4f6796233b19e12b0a91091570" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Quanto sarà impattante il Pnrr per l&#8217;economia e la società italiana?</p>
</section></div>
<p>Certo, l’avanzamento di questo importante programma di investimenti <strong>non è omogeneo in tutte le misure, agli ambiti e ai territori</strong>. Per questo, attraverso OpenPNRR, è possibile <strong>monitorare lo stato dell’arte di ogni singolo progetto e territorio</strong>, per capire dove ci si trova in difficoltà e dove a buon punto rispetto alla programmazione iniziale. </p>
<p>Come nel passato, è possibile farlo in modo personalizzato, <strong>iscrivendosi gratuitamente e ricevendo via mail aggiornamenti</strong> costanti sui progetti che si è scelto di monitorare.</p>
<p>Nelle prossime settimane pubblicheremo un’analisi più dettagliata dell’avanzamento della spesa del Pnrr, alla luce di questi nuovi dati. È importante analizzare gli eventuali ritardi negli investimenti, per comprendere come vengono impiegati i fondi e quindi <strong>valutare se e quanto realmente saranno impattanti</strong> per il futuro dell’economia e della società italiana.</p>
<h3 class="wp-block-heading">Il nostro osservatorio sul Pnrr</h3>
<p>Questo articolo rientra nel progetto di monitoraggio civico OpenPNRR, realizzato per analizzare e approfondire il piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Ogni lunedì pubblichiamo un nuovo articolo sulle misure previste dal piano e sullo stato di avanzamento dei lavori (<a href="https://www.openpolis.it/piano-nazionale-di-ripresa-e-resilienza/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">vedi tutti gli articoli</a>). Tutti i dati sono liberamente consultabili online sulla nostra piattaforma&nbsp;<a href="http://openpnrr.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">openpnrr.it</a>, che offre anche la possibilità di attivare un monitoraggio personalizzato e ricevere notifiche ad hoc. Mettiamo inoltre a disposizione i nostri&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/i-nostri-open-data-per-il-monitoraggio-del-pnrr/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">open data</a>&nbsp;che possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di data journalism o anche per semplice consultazione.</p>
<p>Foto: <a href="https://unsplash.com/it/foto/fotografia-ad-angolo-basso-delle-gru-in-cima-alledificio-8Gg2Ne_uTcM" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Danist Soh</a> (<a href="https://unsplash.com/it/licenza">licenza</a>)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/e-stato-speso-meno-di-un-terzo-dei-fondi-del-pnrr/">È stato speso meno di un terzo dei fondi del Pnrr</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;abuso dei decreti legge e il restringimento degli spazi democratici</title>
		<link>https://www.openpolis.it/labuso-dei-decreti-legge-e-il-restringimento-degli-spazi-democratici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Dal Poggetto]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jan 2025 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=298770</guid>

					<description><![CDATA[<p>I dati sono un ottimo modo per analizzare fenomeni, raccontare storie e valutare pratiche politiche. Con Numeri alla mano facciamo proprio questo. Una rubrica settimanale di brevi notizie, con link per approfondire. Il giovedì alle 7 in onda anche su Radio Radicale. Vai all’approfondimento&#160;Lo stato di emergenza è finito ma continuano a proliferare i decreti [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/labuso-dei-decreti-legge-e-il-restringimento-degli-spazi-democratici/">L&#8217;abuso dei decreti legge e il restringimento degli spazi democratici</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[</p>
<p>I dati sono un ottimo modo per analizzare fenomeni, raccontare storie e valutare pratiche politiche. Con Numeri alla mano facciamo proprio questo. Una rubrica settimanale di brevi notizie, con link per approfondire. Il giovedì alle 7 in onda anche su Radio Radicale. Vai all’approfondimento&nbsp;<strong><a href="https://www.openpolis.it/lo-stato-di-emergenza-e-finito-ma-continuano-a-proliferare-i-decreti-legge/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Lo stato di emergenza è finito ma continuano a proliferare i decreti legge</a></strong>.</p>
</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://www.radioradicale.it/rubriche/1328/openpolis-numeri-alla-mano" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Numeri alla mano<br />
<br /><strong>Ascolta tutti i podcast su radio radicale</strong></a>.</p>
</section>
<p><section class="numeri-alla-mano">
			        </section>
</p>
<section class="numeri-alla-mano">
<h1 class="red1 mb-0">6</h1>
<p class="bt-2-grey3 mt-0"><strong>i decreti legge pubblicati dal governo Meloni nell&#8217;arco di un mese (dal 23 dicembre al 24 gennaio). </strong>La parte finale dell&#8217;anno è caratterizzata dalla grande attenzione rivolta alla legge di bilancio. Mentre le camere erano impegnate nell&#8217;approvazione di questo provvedimento tuttavia l&#8217;esecutivo ha proseguito nella pubblicazione massiccia di decreti legge. Siamo arrivati a 84 dall&#8217;insediamento del governo Meloni. Si tratta del dato più alto, in valori assoluti, tra i governi delle ultime 4 legislature. L&#8217;abuso dei decreti legge comporta diverse criticità, non ultimo un restringimento degli spazi di intervento del parlamento. <a href="https://www.openpolis.it/lo-stato-di-emergenza-e-finito-ma-continuano-a-proliferare-i-decreti-legge/" target="_blank" rel="noopener">Vai all&#8217;articolo.</a></p>
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<section class="numeri-alla-mano">
<h1 class="red1 mb-0">3</h1>
<p class="bt-2-grey3 mt-0"><strong>i decreti legge pubblicati in media dal governo Meloni ogni mese.</strong> È noto che gli esecutivi nelle ultime legislature hanno avuto durata diversa. Di conseguenza per valutare meglio il ricorso più o meno massiccio ai decreti legge è utile valutare la media di produzione mensile. Da questo punto di vista possiamo osservare che i governi Conte II e Draghi sopravanzano leggermente l’attuale esecutivo con una media di 3,07 decreti legge al mese nel loro periodo a palazzo Chigi. Di fatto quindi l’attuale esecutivo emana decreti legge allo stesso ritmo di quelli che hanno dovuto fronteggiare le fasi più concitate della pandemia. Nonostante l’abuso dei Dl sia una prassi che accomuna sostanzialmente tutti gli esecutivi, è doveroso sottolineare che la necessità di gestire l’emergenza pandemica ha comportato un innalzamento della tolleranza da questo punto di vista. Con la fine dello stato di emergenza però non si è tornati agli standard precedenti. È importante tuttavia non assuefarsi a un simile modus operandi. Questo perché c’è il rischio di uno scivolamento da uno stato di emergenza (temporaneo) verso uno stato di eccezione (strutturale), come definito in ambito accademico (Schmitt e Agamben, tra gli altri). Monitorare e denunciare queste dinamiche è quindi di fondamentale importanza per evitare il rischio di una deriva dei sistemi democratici. Sistemi da cui si attendono risposte in un contesto internazionale molto complesso come quello attuale. <a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-governo-meloni-ha-pubblicato-il-maggior-numero-di-decreti-nelle-ultime-legislature" target="_blank" rel="noopener">Vai al grafico.</a></p>
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<h1 class="red1 mb-0">71</h1>
<p class="bt-2-grey3 mt-0"><strong>i decreti del governo Meloni già convertiti in legge dal parlamento. </strong>Per capire quanto la proliferazione dei decreti incida sul processo legislativo si può fare un confronto tra il numero di leggi ordinarie e quello di conversioni di decreti legge approvate durante il mandato dei diversi esecutivi. Se si escludono le ratifiche di trattati internazionali, dall’insediamento dell’attuale governo le leggi di conversione approvate sono state 71 a fronte delle 65 ordinarie entrate in vigore. Nelle ultime 4 legislature solo durante il mandato di due esecutivi si è registrato un disavanzo maggiore a favore delle leggi di conversione. Si tratta dei governi Conte II (9 leggi ordinarie e 34 conversioni) e Letta (7 ordinarie, 22 conversioni). L’esecutivo Draghi invece riporta lo stesso squilibrio dell’attuale (41 leggi ordinarie e 47 conversioni). Ci sono invece 4 governi dove è maggiore anche in maniera significativa il numero di leggi ordinarie entrate in vigore. Si tratta degli esecutivi Berlusconi IV, Monti, Renzi e Gentiloni. <a href="https://www.openpolis.it/numeri/con-il-governo-meloni-gia-convertiti-in-legge-71-decreti" target="_blank" rel="noopener">Vai al grafico.</a></p>
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<h1 class="red1 mb-0">9</h1>
<p class="bt-2-grey3 mt-0"><strong>i decreti legge decaduti ma “salvati” attraverso la pratica dei decreti minotauro. </strong>Un’altra criticità legata all’uso eccessivo dei decreti legge è che può accadere che il parlamento non riesca a convertirli entro i 60 giorni stabiliti. Ciò è accaduto anche recentemente. Non sono stati convertiti in tempo infatti sia il cosiddetto decreto paesi sicuri sia il Dl che disponeva la riapertura dei termini di adesione al concordato preventivo biennale. Due tra le misure più significative volute recentemente dal governo. In entrambi i casi tuttavia le disposizioni contenute in questi decreti sono state salvate facendo ricorso alla pratica dei cosiddetti decreti minotauro. Tutti i decreti legge non convertiti in tempo dall’attuale parlamento sono stati recuperati con questo escamotage. Sia il presidente della repubblica che la corte costituzionale in passato hanno criticato questa pratica che tuttavia è ancora ampiamente in uso. <a href="https://www.openpolis.it/lo-stato-di-emergenza-e-finito-ma-continuano-a-proliferare-i-decreti-legge/#:~:text=I%20decreti%20legge%20decaduti" target="_blank" rel="noopener">Vai all&#8217;articolo. </a></p>
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<h1 class="red1 mb-0">18</h1>
<p class="bt-2-grey3 mt-0"><strong>i decreti legge pubblicati in gazzetta ufficiale a una distanza pari o superiore a 8 giorni dalla deliberazione in consiglio dei ministri. </strong>Mediamente durante l’attuale esecutivo sono intercorsi 4,7 giorni tra l’approvazione di un decreto legge in consiglio dei ministri e la pubblicazione in gazzetta ufficiale. Anche considerando come “fisiologico” un intervallo di alcuni giorni tra la deliberazione e la pubblicazione, possiamo osservare che ci sono state diverse situazioni che necessiterebbero di maggiore attenzione. Tra questi poi ve ne sono 3 in particolare per cui l’intervallo intercorso è stato superiore alle 2 settimane. Il dato più alto in assoluto è quello del recente decreto milleproroghe per il 2025 (18 giorni). Seguono il decreto 44/2023 per il rafforzamento della capacità amministrativa (16 giorni) e quello per la realizzazione del ponte sullo stretto di Messina (15). <a href="https://www.openpolis.it/numeri/diciotto-decreti-del-governo-meloni-pubblicati-oltre-una-settimana-dopo-la-deliberazione-in-cdm" target="_blank" rel="noopener">Vai al grafico.</a></p>
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