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	<title>adolescenti Archivi - Openpolis</title>
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		<title>Uno sguardo d&#8217;insieme alla condizione dei giovani nelle periferie italiane</title>
		<link>https://www.openpolis.it/esercizi/uno-sguardo-dinsieme-alla-condizione-dei-giovani-nelle-periferie-italiane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Dec 2025 08:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?post_type=opmag_minidossier&#038;p=303065</guid>

					<description><![CDATA[<p>Come vivono gli adolescenti nelle periferie delle città italiane? Che differenza c’è, in termini di opportunità sociali, economiche ed educative, tra crescere nel centro di una città o nella sua periferia? Rispondere a domande come queste è tanto complesso, quanto urgente.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/esercizi/uno-sguardo-dinsieme-alla-condizione-dei-giovani-nelle-periferie-italiane/">Uno sguardo d&#8217;insieme alla condizione dei giovani nelle periferie italiane</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Come vivono gli <strong>adolescenti nelle periferie</strong> delle città italiane? Che differenza c&#8217;è, in termini di opportunità sociali, economiche ed educative, tra <strong>crescere nel centro di una città o nella sua periferia?</strong></p>



<p>Rispondere a domande come queste è tanto complesso, quanto urgente. A partire dalla pandemia, si è molto discusso sulla condizione dei giovani nel nostro paese. Temi come <strong>disagio sociale</strong> e <strong>dispersione scolastica</strong> si sono imposti nel dibattito, in forza di un disagio finalmente percepito nell&#8217;opinione pubblica. In particolare rispetto alla situazione delle periferie: luoghi lontani dal centro non solo in termini geografici, ma sempre più anche economici, sociali, culturali.</p>


        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Il report completo, in formato pdf</p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/12/report_2025_giovani_e_periferie_HD.pdf" target="_blank" rel="noopener">Scarica</a></p>
</div>
				            </div>
        </section>
		



<p>Purtroppo, come abbiamo avuto modo di raccontare nel <a href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/11/Report_nonsonoemergenza_desktop.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">rapporto</a> dello scorso anno, nell&#8217;ambito della campagna <a href="https://www.nonsonoemergenza.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Non sono emergenza</a> promossa da Con i bambini, la discussione sul disagio giovanile risente di un’<strong>elevata infodemia</strong>. Abbiamo cioè accesso a tantissime informazioni, pareri, argomentazioni, e allo stesso tempo a<strong> pochi dati su fenomeni la cui possibilità di misurazione resta complessa</strong>. In un panorama informativo così articolato è difficile orientarsi; è invece molto facile ricadere in due tendenze di fondo, entrambe deleterie per la condizione di ragazze e ragazzi. L&#8217;<strong>allarmismo emergenziale</strong>, da un lato; la <strong>sottovalutazione del fenomeno</strong>, dall&#8217;altro.</p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">9,8% </span>i giovani tra 18 e 24 anni in abbandono precoce nel 2024, in netto calo negli ultimi anni. Nel 2025 però è tornata a crescere la dispersione implicita: studenti che completano il percorso di studi senza competenze adeguate.</p>
			        </section>
		


<p>Partire dai <strong>dati</strong> è, a nostro avviso, l&#8217;<strong>unico modo per impostare correttamente la discussione</strong>, <strong>individuare cause</strong> e <strong>predisporre soluzioni</strong>. Quando parliamo di soluzioni, non ci riferiamo ad approcci uniformi, validi per ogni situazione e replicabili in qualsiasi contesto. Al contrario, pensiamo a interventi calibrati sulle esigenze e i bisogni di ciascun territorio.</p>



<p>Per poterlo fare, serve avere gli <strong>strumenti per riconoscere i problemi a livello locale</strong>: comune per comune, municipio per municipio, addirittura <strong>quartiere per quartiere nelle grandi città</strong>. Con questo approccio, il rapporto di quest&#8217;anno si focalizza proprio su tali aspetti, anche avvalendosi della preziosa attività di rilascio dati svolta da <strong>Istat</strong> nell&#8217;ambito del <strong>censimento permanente</strong>, nonché per la <strong>Commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni delle città e delle periferie</strong>.</p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">6,2% </span>le famiglie con figli in potenziale disagio economico a Catania. Nel sesto municipio del comune la quota raggiunge il 9,3%.</p>
			        </section>
		


<p>L&#8217;obiettivo è restituire un <strong>quadro chiaro delle disuguaglianze che attraversano le città</strong>, mettendo in luce dimensioni cruciali come il disagio socio-economico delle famiglie con figli, la condizione di Neet, la dispersione scolastica e l’accesso a opportunità educative e sociali.</p>



<p>A questo scopo il report è così strutturato. Nel prossimo paragrafo, inquadreremo le <strong>tendenze di fondo nella condizione giovanile nel paese dopo la pandemia</strong>, focalizzandoci, dove i dati lo consentono, sulle <strong>specificità delle grandi città e aree urbane</strong>. In quelli successivi, approfondiremo l&#8217;<strong>analisi città per città</strong>, per i 14 comuni capoluogo di città metropolitana. Nella consapevolezza di fondo che il dato medio spesso nasconde la reale condizione sul territorio, specie per comuni di grandi dimensioni e popolazione quali i capoluoghi delle città metropolitane. A questo scopo, cuore del rapporto sono i <strong>paragrafi dedicati a ciascuna città</strong>, e al confronto tra centri e periferie nella condizione degli adolescenti.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il volto economico, educativo e sociale del disagio tra gli adolescenti</h3>



<p>Negli ultimi anni, si sono imposti all&#8217;attenzione pubblica i segnali di disagio attraversato da tante ragazze e ragazzi. Questo fenomeno, reso evidente dalla pandemia nei mesi di isolamento fisico e troppo spesso sociale, incrocia tante dimensioni diverse.</p>



<p>In primis, riguarda la <strong>questione socio-economica per le famiglie con figli</strong>. Da circa quindici anni ormai si registra la tendenza per cui più una persona è giovane, più è probabile che si trovi in povertà assoluta.</p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">13,8% </span>i minori di 18 anni in povertà assoluta nel 2024. Molto più della media (9,8%).</p>
			        </section>
		


<p>Una questione <strong>particolarmente pressante nelle città</strong>, dove il costo della vita rende meno sostenibile per le famiglie il mantenimento dei figli. In media, nel 2024, il 12,3% delle famiglie in cui vivono minori di 18 anni si è trovato in povertà assoluta; la quota sale al <strong>16,1% dei nuclei con minori nei comuni centro di area metropolitana</strong>.</p>



<p>I dati sulla povertà e l&#8217;esclusione sono il punto di partenza ineludibile, poiché strettamente connessi alla cosiddetta <strong>trappola della povertà educativa</strong>. Chi cresce in una famiglia con minori possibilità economiche, generalmente ha anche <strong>minore accesso alle opportunità educative, sociali e culturali </strong>che potrebbero consentirgli di affrancarsi da una condizione di svantaggio.</p>



<p>Ne sono indiretta testimonianza gli <strong>esiti educativi</strong>, in molti casi differenziati in base all&#8217;origine sociale. Il nostro purtroppo resta un paese dove il <strong>percorso di istruzione di ragazze e ragazzi tende a riflettere la condizione di partenza</strong>. Ciò è particolarmente visibile nell&#8217;adolescenza, con la scelta dell&#8217;indirizzo di studi dopo le scuole medie. Nel 2024 su 100 diplomati del liceo, in base ai dati Almadiploma, <a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-34-dei-diplomati-nei-licei-appartiene-alle-classi-piu-elevate-nei-professionali-sono-solo-il-14/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">solo 16 erano figli di operai e lavoratori esecutivi</a>. Al contrario, questi rappresentano il 27,9% dei diplomati negli istituti tecnici e oltre un terzo dei diplomati in quelli professionali (33,8%). Le percentuali sono pressoché ribaltate per gli studenti delle classi più elevate, che rappresentano oltre un terzo dei diplomati dei licei e appena il 13,9% dei diplomati nei professionali.</p>



<p>E se perlomeno negli anni, anche sulla scorta degli obiettivi europei in materia, è <strong>calata la quota di chi abbandona gli studi prima di raggiungere il diploma</strong>, non si può dire lo stesso della <a href="https://www.openpolis.it/parole/dispersione-implicita/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dispersione scolastica implicita</a>. Parliamo di chi completa il percorso di studi, ma lo fa con competenze del tutto inadeguate, più vicine al livello previsto alla fine delle medie che a quello dei diplomati. <strong>La quota di alunni che arrivano alla fine delle superiori con competenze insufficienti nelle materie di base è nettamente cresciuta durante la pandemia</strong>, per assestarsi nell&#8217;immediato post-Covid su livelli vicini al 10%. Da allora è cominciato un percorso di calo, anche se l&#8217;ultima rilevazione del 2025 mostra che <strong>i ritardi del periodo pandemico non sembrano ancora del tutto recuperati</strong>.</p>


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                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-dispersione-implicita-resta-ancora-alta-rispetto-ai-livelli-pre-covid/">La dispersione implicita resta ancora alta rispetto ai livelli pre-Covid</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-dispersione-implicita-resta-ancora-alta-rispetto-ai-livelli-pre-covid/">Percentuale di studenti in condizione di dispersione scolastica implicita al termine del secondo ciclo d’istruzione (2019-2025)</a></h3>
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                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis &#8211; Con i bambini su dati Invalsi                                                                <br>(pubblicati: mercoledì 9 Luglio 2025)
                                        </p>
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<p>I fenomeni di dispersione scolastica, tanto espliciti (l&#8217;abbandono vero e proprio) quanto impliciti (le basse competenze) riguardano soprattutto alcune aree geografiche e sociali. Gli studenti di quinta che hanno alle spalle una <strong>famiglia con status socio-economico-culturale inferiore alla media</strong> si trovano in dispersione implicita nel <strong>9,8% dei casi, una frequenza quasi doppia rispetto ai coetanei più avvantaggiati</strong> (5,3%). </p>



<p>In terza media, prima che gli effetti dell&#8217;abbandono scolastico vero e proprio si facciano sentire (eliminando dalla statistica gli studenti più svantaggiati), il contrasto risulta ancora più stridente: <strong>13,4% di alunni in dispersione implicita tra i meno avvantaggiati, 6% tra i coetanei con famiglie più benestanti</strong>.</p>



<p>Restano divari territoriali su entrambi gli aspetti. In alcune in regioni la quota di ragazze e ragazzi in <strong>dispersione implicita supera ampiamente il 10% alla fine delle superiori</strong>: tra queste <strong>Campania</strong> (17,6%), <strong>Sardegna</strong> (15,9%), <strong>Sicilia</strong> (12,1%) e <strong>Calabria</strong> (11,6%). Si tratta delle regioni che, pur nel miglioramento degli ultimi anni sull&#8217;abbandono scolastico, restano anche <strong><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-sicilia-gli-abbandoni-scolastici-superano-il-15/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">tra le più colpite dalla parte &#8220;esplicita&#8221; del fenomeno</a></strong>.</p>


<div id="strillo-testo-block_6bfef1435ed4c1ad6e87625879c07a1e" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>Nelle periferie l&#8217;abbandono scolastico precoce è ancora molto presente.</p>
			        </section>
		</div>



<p>Inoltre, nonostante per la prima volta sia scesa sotto la soglia del 10% la quota di giovani che hanno lasciato la scuola prima del diploma o di una qualifica, la <strong>situazione appare più critica nelle città</strong>. Rispetto alla media nazionale del 9,8%, l’incidenza massima si raggiunge infatti nelle aree urbane densamente popolate dove sfiora l’11%. Mentre scende all’8,8% nei comuni a densità intermedia, quindi già al di sotto dell’obiettivo europeo del 9% entro il 2030. Risale al 10% in aree meno densamente popolate come quelle interne: un altro tipo di periferie &#8211; diverso da quelle urbane di cui ci occupiamo in questo rapporto &#8211; ma altrettanto rilevante per un paese come il nostro.</p>



<p>Gli aspetti economici ed educativi del disagio sono strettamente connessi con quelli sociali. La <strong>possibilità cioè per gli adolescenti di avere accesso a tempo libero di qualità</strong>, con tutto ciò che questo comporta: luoghi di aggregazione, aree verdi, opportunità sportive e culturali, dentro e fuori la scuola. Per l&#8217;<a href="https://www.openpolis.it/poverta-educativa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">osservatorio sulla povertà educativa</a> curato insieme a Con i bambini abbiamo avuto modo di raccontare come questi aspetti si colleghino direttamente al <strong>benessere sociale e psicologico dei più giovani</strong>, al rischio di inattività ed esclusione sociale.</p>



<p>Negli ultimi vent&#8217;anni, la quota di adolescenti che vede i propri amici tutti i giorni si è pressoché dimezzata, <a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-quota-di-ragazzi-che-vedono-tutti-i-giorni-gli-amici-era-crollata-gia-prima-della-pandemia-2/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">passando da oltre il 70% a poco più del 30%</a>. Una tendenza i cui fattori alla base sono molteplici, da affrontare senza allarmismi, basti pensare al concomitante ruolo delle tecnologie e alle nuove possibilità di comunicazione. Allo stesso tempo, <strong>garantire a ragazze e ragazzi luoghi di incontro</strong>, dai centri di aggregazione all&#8217;apertura pomeridiana delle scuole, deve essere un obiettivo delle politiche pubbliche, nazionali come locali.</p>



<p>In questo senso, appare centrale <strong>l&#8217;apertura delle scuole</strong>. La possibilità di svolgere attività educative, didattiche, formative anche al di fuori dell&#8217;orario scolastico può offrire un contributo decisivo nel contrasto dei fenomeni di dispersione e per la riduzione dei divari educativi appena citati. Ma una scuola aperta di pomeriggio, o d&#8217;estate, non è &#8220;solo&#8221; questo. È un <strong>presidio sociale sul territorio</strong>, un luogo sicuro dove poter trascorrere il tempo libero, <strong>essenziale specie laddove questo tipo di spazi mancano</strong>. Come, purtroppo, è spesso il caso di alcune periferie urbane delle nostre città.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Una prospettiva utile per le politiche pubbliche in senso ampio</h3>



<p>Questa prospettiva sul disagio, che tiene insieme aspetti socio-economici, educativi e di accesso ai servizi, è assolutamente da considerare anche nella <strong>definizione delle politiche pubbliche in senso più ampio</strong>. Negli ultimi mesi, il tema del disagio giovanile e dei <strong>comportamenti a rischio o violenti tra gli adolescenti è diventato parte del dibattito pubblico</strong>. I primi studi esplorativi, come evidenziato nel <a href="https://www.transcrime.it/wp-content/uploads/2024/06/Le-traiettorie-della-devianza-giovanile_report.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">lavoro di Transcrime, centro di ricerca interuniversitario</a>,<a href="https://www.transcrime.it/wp-content/uploads/2024/06/Le-traiettorie-della-devianza-giovanile_report.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> in collaborazione con il dipartimento per la giustizia minorile e di comunità del ministero della giustizia</a>, mostrano <strong>alcuni segnali di peggioramento <strong> proprio tra i più giovani</strong></strong>, <strong>tra prima e dopo il Covid</strong>.</p>



<p>Il tasso di <strong>presunti autori di delitti violenti denunciati o arrestati dalle forze dell&#8217;ordine</strong> ogni 100mila abitanti è rimasto <strong>sostanzialmente stabile nella popolazione complessiva</strong>, se si confrontano i dati precedenti la pandemia (133,14 nel periodo 2007-19) con quelli successivi all&#8217;emergenza (133,43 tra 2021 e 2022). <strong>Tra i minori e gli adolescenti, al contrario, il quadro mostra un situazione molto più critica</strong>. Nella fascia tra 14 e 17 anni si è passati da una media di 196,61 presunti autori ogni 100mila giovani nel periodo 2007-19 a 301,87 dopo la pandemia. Nella fascia fino a 13 anni, l&#8217;incremento è stato ancora maggiore, trattandosi di numeri in partenza molto più contenuti: da 2,38 a 6,25 ogni 100mila minori, per un aumento del 163%.</p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">+ 54% </span>la crescita del tasso di presunti autori di delitto denunciati/arrestati dalle forze di polizia ogni 100.000 residenti tra 14 e 17 anni, tra prima e dopo la pandemia.</p>
			        </section>
		


<p>Sono <strong>dati da interpretare con estrema cautela</strong>, come specifica giustamente lo stesso centro di ricerca, dal momento che riguardano un periodo ancora troppo ristretto di tempo (appena un biennio). <strong>Non abbastanza per delineare una tendenza consolidata</strong>. Tuttavia sottendono un problema da non sottovalutare su cui è fondamentale proseguire nell&#8217;attività di monitoraggio, allo scopo di <strong>definire politiche pubbliche che vadano alle radici, anche sociali, economiche ed educative di questi fenomeni</strong>.</p>



<p>Questo rapporto &#8211; che pure nello specifico non si occupa direttamente di comportamenti a rischio o violenti, mancando dati disaggregati sul fenomeno &#8211; vuole contribuire evidenziando le <strong>potenziali criticità esistenti nelle aree urbane</strong>. Aspetti come la condizione di partenza delle famiglie, l&#8217;accesso all&#8217;istruzione, la capacità della scuola di trattenere ragazze e ragazzi ed essere presidio sul territorio vanno tenuti presenti nella definizione di strumenti e interventi pubblici. Si tratta infatti di <strong>fattori da mettere a fuoco nel contrasto di due fenomeni spesso collegati: povertà educativa e disagio giovanile, specie nelle periferie delle città</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La situazione nelle città italiane</h3>



<p>Per comprendere a fondo la condizione dei giovani che vivono nelle periferie è quindi fondamentale analizzare i dati al livello più granulare possibile, fino a cogliere le specificità di ciascuna zona. Prima di entrare nel dettaglio delle singole realtà locali, tuttavia, è utile confrontare le grandi città per avere un quadro d’insieme delle disuguaglianze territoriali e delle loro caratteristiche.</p>



<p>L’analisi condotta sui 14 comuni capoluogo di città metropolitana conferma quanto le disuguaglianze territoriali pesino sulla condizione educativa dei più giovani. Le situazioni di maggiore fragilità sociale si concentrano nelle aree del mezzogiorno. <strong>A Catania (6,2%), Napoli (6%) e Palermo (5,8%) l&#8217;incidenza delle famiglie con figli in potenziale disagio economico</strong> <strong>risulta molto marcata</strong>. Si tratta di nuclei con figli a carico in cui la persona di riferimento ha meno di 65 anni e non è né occupata né pensionata, una condizione che verosimilmente si associa spesso con una potenziale vulnerabilità sociale. Tali valori sono oltre 4 volte superiori rispetto a quelli registrati in altre città del centro-nord, dove l’incidenza è più contenuta: <strong>Bologna</strong> si ferma all’1,2%, <strong>Venezia</strong> e <strong>Genova</strong> all’1,3%, <strong>Milano</strong> e <strong>Firenze</strong> all’1,4%.</p>


<div id="strillo-testo-block_1bba87cfbb9078727fb5838094abf627" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>Le condizioni socio-economiche della famiglia di origine incidono molto sul percorso scolastico dei giovani.</p>
			        </section>
		</div>



<p>Il legame tra condizioni economiche e opportunità educative emerge anche osservando il fenomeno delle <strong>uscite precoci dal sistema di istruzione e formazione</strong>. A <strong>Catania</strong> oltre un quarto dei giovani tra i 18 e i 24 anni (26,5%) ha lasciato gli studi prima di conseguire un diploma o una qualifica, mentre a <strong>Palermo</strong> e <strong>Napoli</strong> le quote si attestano rispettivamente al 19,8% e al 17,6%. Valori che si riducono sensibilmente a <strong>Bologna</strong> (12%), <strong>Roma</strong> (9,5%) e <strong>Reggio Calabria</strong> (8,4%), in base ai dati ricostruiti da Istat attraverso il censimento permanente. Ancora più marcate risultano le differenze se si considerano le<strong> uscite precoci dal sistema educativo per i giovani con genitori privi di diploma</strong>. In questo caso, l’abbandono scolastico raggiunge il 36,5% a <strong>Catania</strong>, il 31,9% a <strong>Cagliari</strong> e il 29,1% a <strong>Palermo</strong>, contro il 17,4% di <strong>Torino</strong>, il 16,3% di <strong>Roma</strong> e il 14% di <strong>Reggio Calabria</strong>.</p>



<p><strong>Gli abbandoni precoci della scuola</strong>, con al massimo la licenza media, <strong>rappresentano oltretutto solo la parte esplicita di un fenomeno molto più complesso</strong>, la cosiddetta <strong>dispersione implicita</strong>. </p>



<p>I dati <a href="https://invalsi-areaprove.cineca.it/docs/2022/Rilevazioni_Nazionali/Rapporto/Rapporto_Prove_INVALSI_2022.pdf#page=33" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Invalsi</a> mostrano come, già al termine della scuola media, prima quindi della scelta dell&#8217;indirizzo successivo o dell&#8217;abbandono della scuola, in molte città una quota consistente di alunni evidenzi gravi carenze nelle materie di base. Nelle prove Invalsi 2022/23, a <strong>Palermo</strong>, quasi un quarto degli studenti (24,7%) si è attestato al livello più basso di competenze in italiano, più vicino a quanto previsto in uscita dalla scuola primaria che alla fine delle medie. Percentuali simili si registrano a <strong>Napoli</strong> (22,9%) e <strong>Catania</strong> (22,1%). In città come <strong>Bologna</strong> (12,8%), <strong>Roma</strong> (11%) e <strong>Cagliari</strong> (10,1%) la quota è invece nettamente inferiore. Se si aggiungono gli studenti con risultati deboli (livello 2), le criticità si accentuano ulteriormente: <strong>a Catania, Napoli e Palermo oltre la metà dei ragazzi conclude il primo ciclo di istruzione con competenze linguistiche non del tutto adeguate</strong>.</p>


            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/oltre-la-meta-degli-studenti-di-iii-media-a-catania-napoli-e-palermo-in-difficolta-con-litaliano/">Oltre la metà degli studenti di III media a Catania, Napoli e Palermo in difficoltà con l’italiano</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/oltre-la-meta-degli-studenti-di-iii-media-a-catania-napoli-e-palermo-in-difficolta-con-litaliano/">Percentuale di studenti con apprendimenti insufficienti in italiano in terza media nell&#8217;anno scolastico 2022-2023</a></h3>
                                    </div>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/oltre-la-meta-degli-studenti-di-iii-media-a-catania-napoli-e-palermo-in-difficolta-con-litaliano/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/12/oltre-la-meta-degli-studenti-di-iii-media-a-catania-napoli-e-palermo-in-difficolta-con-litaliano.png" placeholder ></amp-img><div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div></amp-iframe>                        <div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/oltre-la-meta-degli-studenti-di-iii-media-a-catania-napoli-e-palermo-in-difficolta-con-litaliano/">Oltre la metà degli studenti di III media a Catania, Napoli e Palermo in difficoltà con l’italiano &#8211; Percentuale di studenti con apprendimenti insufficienti in italiano in terza media nell&#8217;anno scolastico 2022-2023</a></div>
                    </div>
			        			                                <div id="chart_303558_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_303558_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_303558_tab3"><p>Per quanto riguarda le competenze in italiano, i test Invalsi valutano la <span style="font-weight: 400">capacità degli studenti di leggere e interpretare un testo scritto, comprendendone il significato e alcuni aspetti fondamentali di funzionamento della lingua italiana. I livelli 1 e 2 sono considerati non sufficienti per ragazzi e ragazze che si apprestano ad iniziare il percorso nelle scuole superiori. </span></p>
<ul>
<li><strong>Livello 1</strong>: r<span style="font-weight: 400">isultato molto debole, corrispondente ai traguardi di apprendimento in uscita dalla V primaria;</span></li>
<li><strong>Livello 2</strong>: r<span style="font-weight: 400">isultato debole, non in linea con i traguardi di apprendimento posti al termine del primo ciclo d’istruzione.</span></li>
</ul>
</div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis – Con i bambini su dati Invalsi                                                                <br>(pubblicati: mercoledì 6 Luglio 2022)
                                        </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/12/oltre-la-meta-degli-studenti-di-iii-media-a-catania-napoli-e-palermo-in-difficolta-con-litaliano.png" target="_blank" download></a>
						                                                
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                            <p><label for="embed-chart-303558"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			


<p>Si tratta di lacune che si trascinano lungo tutto il percorso successivo. <strong>In primo luogo negli studi</strong>: influenzando sia gli apprendimenti che sarà possibile raggiungere alle superiori, sia il rischio di lasciare precocemente la scuola.<strong> In secondo luogo impatteranno sull&#8217;intera vita adulta</strong>, cioè sulla possibilità di accedere al mondo del lavoro nelle migliori condizioni possibili.</p>



<p>Ne è testimonianza, tra gli adolescenti e i giovani adulti, la condizione dei <strong>Neet</strong>: giovani tra i 15 e i 29 anni che non studiano e non lavorano. Anche in questo caso, il divario territoriale è evidente: <strong>Catania</strong> (35,4%), <strong>Palermo</strong> (32,4%) e <strong>Napoli</strong> (29,7%) registrano i valori più elevati, a fronte di percentuali più contenute nelle città del centro-nord, come <strong>Venezia</strong> (19,7%), <strong>Firenze</strong> e <strong>Genova</strong> (17,7%) e <strong>Bologna</strong> (17,3%).</p>


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                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/catania-palermo-e-napoli-i-3-capoluoghi-metropolitani-con-la-piu-alta-quota-di-giovani-neet/">Catania, Palermo e Napoli i 3 capoluoghi metropolitani con la più alta quota di giovani Neet</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/catania-palermo-e-napoli-i-3-capoluoghi-metropolitani-con-la-piu-alta-quota-di-giovani-neet/">Rapporto tra i residenti di 15-29 anni che non studiano e non lavorano e la popolazione residente totale nella medesima classe di età (2021)</a></h3>
                                    </div>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis – Con i bambini su dati Istat per la Commissione periferie                                                                <br>(ultimo aggiornamento: lunedì 16 Dicembre 2024)
                                        </p>
                </div>
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                            </div>

			


<p>I dati delineati, e le relative ricorrenze territoriali, sembrano indicare un percorso nitido. Un percorso che collega, nella più classica &#8220;<strong>trappola della povertà educativa</strong>&#8221; la condizione di partenza familiare, l&#8217;accesso all&#8217;istruzione, gli esiti nella vita adulta. <strong>Offrire opportunità che rompano questo circolo vizioso</strong> è la principale sfida per le politiche pubbliche nel contrasto della povertà educativa.</p>



<p>In questo senso, un indicatore interessante da analizzare  è quello riguardante la quota di alunni che ha accesso al <strong>tempo pieno</strong>. Questo peraltro conferma come all&#8217;interno di una stessa città convivano realtà molto diverse, da analizzare con una lente ulteriore, municipio per municipio, quartiere per quartiere. Questo indicatore infatti in molti casi risulta polarizzato, con zone in cui tutti gli alunni o quasi frequentano anche di pomeriggio e altri in cui questa possibilità è del tutto assente. Una dinamica riscontrata, con diverse intensità, in città come <strong>Bologna, Firenze, Genova, Milano, Roma e Torino</strong>. Da notare che generalmente al sud la possibilità di frequentare la scuola anche al pomeriggio è solitamente più limitata.</p>


<div id="strillo-testo-block_ec20f2d17eff5a411e95f007dd1efb55" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>All&#8217;interno della stessa città coesistono realtà molto diverse.</p>
			        </section>
		</div>



<p>Gli indicatori analizzati finora fanno emergere delle ricorrenze piuttosto chiare, con alcune delle maggiori città del mezzogiorno, tra cui Catania, Palermo e Napoli che <strong>necessitano di interventi strutturali e mirati</strong>. Evidentemente, questa informazione è del tutto insufficiente però per programmare delle politiche pubbliche efficaci in materia. Tornando alla domanda iniziale: come vivono e di che opportunità dispongono gli adolescenti nelle periferie italiane?</p>



<p>Per rispondere a questa domanda è indispensabile un’analisi di dettaglio a livello subcomunale. Le differenze interne ai grandi centri urbani sono infatti notevoli. A titolo di esempio, se Catania presenta la maggiore incidenza di famiglie in potenziale disagio economico tra i capoluoghi metropolitani, il valore più alto in assoluto si registra nel quartiere palermitano di <strong>Brancaccio-Ciaculli</strong> (9,9%). In modo analogo, a Bologna – dove la quota complessiva di abbandoni precoci è tra le più basse – vi sono anche aree della città che superano la soglia 35%. Un altro caso da segnalare, a titolo esemplificativo, è quello del quartiere veneziano di <strong>Marghera</strong>. Qui infatti, pur in un contesto comunale meno critico di altri, si registrano valori significativi di famiglie in potenziale disagio, abbandono scolastico e inattività giovanile.</p>



<p>Nelle prossime sezioni del report entreremo più nel dettaglio delle periferie delle diverse città metropolitane. Solo conoscendo a fondo le caratteristiche di ciascun territorio infatti sarà possibile disegnare politiche efficaci e realmente mirate alla riduzione dei divari educativi e sociali.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/esercizi/uno-sguardo-dinsieme-alla-condizione-dei-giovani-nelle-periferie-italiane/">Uno sguardo d&#8217;insieme alla condizione dei giovani nelle periferie italiane</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;impatto della violenza di genere sui minori</title>
		<link>https://www.openpolis.it/limpatto-della-violenza-di-genere-sui-minori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Dal Poggetto]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Nov 2025 09:13:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<category><![CDATA[povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=303743</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nel 2023 più di 113mila bambine e bambini sono stati presi in carico dai servizi sociali a seguito di episodi di violenza. Queste situazioni possono avere un impatto psicologico e fisico devastante sulla loro vita. </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/limpatto-della-violenza-di-genere-sui-minori/">L&#8217;impatto della violenza di genere sui minori</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>La <strong>violenza di genere</strong> è da alcuni anni sempre più al centro dell’attenzione pubblica. Anche per il susseguirsi di notizie che raccontano di donne uccise o maltrattate, spesso da partner, ex partner o persone a loro vicine. Un fenomeno che ha riacceso il dibattito pubblico e stimolato il confronto nelle sedi istituzionali: di recente si è discusso di una <a href="https://parlamento19.openpolis.it/attivita_legislativa/disegni_di_legge/C_2528" target="_blank" rel="noreferrer noopener">proposta di legge</a> volta a inasprire le pene per il femminicidio e ad ampliare le aggravanti per reati come maltrattamenti e stalking, oltre a prevedere nuove forme di sostegno per le vittime.</p>



<p>Le <strong>violenze di genere colpiscono le donne e, spesso, anche bambini e bambine che vivono nel nucleo familiare</strong>: minori che, in molti casi, subiscono una qualche forma di abuso diretto, ma che sono anche testimoni delle sopraffazioni. Secondo un <a href="https://www.garanteinfanzia.org/sites/default/files/2025-06/iii-indagine-maltrattamento.pdf#page=36" target="_blank" rel="noreferrer noopener">report</a> pubblicato dall&#8217;Autorità garante per l&#8217;infanzia e l&#8217;adolescenza infatti, <strong>il 34% dei minori presi in carico dai servizi sociali nel 2023 ha assistito a episodi di violenza</strong> contro familiari o conviventi. Un&#8217;esperienza altrettanto devastante.</p>



<p>L’impatto in termini psicologici su bambini e bambine, ragazzi e ragazze è profondo e duraturo. <strong>Crescere in un contesto familiare violento può causare disturbi del sonno, ansia, aggressività o comportamenti “adultizzati”</strong>. Inoltre aumenta il rischio che la violenza venga interiorizzata come modello relazionale comune e accettabile.</p>


<div id="nel-2023-oltre-113mila-minori-sono-stati-presi-in-cura-dai-servizi-sociali-a-seguito-di-episodi-di-violenza" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>




        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">113.892 </span>i minorenni presi in carico dai servizi sociali a causa di una qualche forma di maltrattamento al 31 dicembre 2023.</p>
			        </section>
		


<p>In questo articolo analizzeremo alcune delle pubblicazioni e dei dati più recenti sul tema. Esamineremo inoltre la distribuzione del fenomeno e la presenza sul territorio nazionale di strutture di supporto — come centri antiviolenza e case rifugio — che possono rappresentare un punto di riferimento anche per i più giovani. Il quadro che ne emerge è che, sebbene la sensibilità su questo fronte sia aumentata negli ultimi anni, c&#8217;è ancora molto lavoro da fare.</p>



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					Povertà educativa                </label>
				                <p>Presenza e qualità dei servizi nei comuni su scuola, cultura, sport e servizi sociali.</p>
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					Abruzzo                </label>
				                    <i class="fs-15"> &#8211; Ogni mese</i>
				                <p>Osservatorio basato sui dati dedicato alla regione Abruzzo.</p>
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<h3 class="wp-block-heading">Gli orfani di femminicidio</h3>



<p>Relativamente ai minori vittime di violenza, è recentemente intervenuta anche la <a href="https://www.camera.it/leg19/99?shadow_organo_parlamentare=3941" target="_blank" rel="noreferrer noopener">commissione parlamentare d&#8217;inchiesta sul femminicidio, nonché su ogni forma di violenza di genere</a>. Lo scorso agosto infatti l&#8217;organo bicamerale ha approvato una <a href="https://comunicazione.camera.it/sites/comunicazione/files/notiz_prima_pag/allegati/Relazione_Orfani_di_femminicidio.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">relazione</a> dedicata agli <strong>orfani di femminicidio</strong>. Al netto degli episodi di violenza diretta, com&#8217;è evidente si tratta di casi particolarmente critici che comportano gravi conseguenze: dai disturbi psicologici alle difficoltà nel proseguire un percorso scolastico.</p>



<p>Secondo il documento infatti, l&#8217;impatto psicologico sui minori orfani di femminicidio è devastante. Gli esperti definiscono questa condizione come <strong>sindrome da lutto traumatico infantile </strong>(<em>Child Traumatic Grief &#8211; C</em>tg). Tra i principali sintomi vengono segnalati disturbi del sonno e dell&#8217;alimentazione, ansia, isolamento, comportamenti aggressivi, apatia, sfiducia generalizzata, sensi di colpa e depressione. A questo si aggiunge lo <strong>stigma sociale</strong> che molti orfani subiscono.</p>


        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>A volte si presenta un rifiuto di proseguire gli studi, dato dagli aspetti depressivi e dal senso di inutilità generalizzato che provoca il ritenersi ingiustamente precipitati in un dolore senza fine, e diviene difficilissimo mantenere il precedente standard di rendimento scolastico, oppure si verificano abbandoni.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://comunicazione.camera.it/sites/comunicazione/files/notiz_prima_pag/allegati/Relazione_Orfani_di_femminicidio.pdf" target="_blank">&#8211; Relazione sugli orfani di femminicidio, 6 agosto 2025.</a>
									            </div>
        </section>
		


<p>Il documento evidenzia come l&#8217;Italia disponga di un valido impianto normativo per quanto riguarda la tutela e il supporto degli orfani di femminicidio. Tuttavia individua anche alcuni aspetti critici su cui sarebbero necessari ulteriori interventi. Tra le varie proposte avanzate dalla commissione vi sono:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>l&#8217;attivazione di un numero di pubblica utilità per l&#8217;orientamento ai servizi socio-sanitari e la consulenza legale;</li>



<li>supporto psicologico specializzato;</li>



<li>formazione specifica per gli operatori;</li>



<li>semplificazione dell&#8217;iter burocratico;</li>



<li>adeguamento dei sostegni economici (da ricordare l&#8217;indennizzo una tantum previsto dalla <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2016;122~art14" target="_blank" rel="noreferrer noopener">legge 122/2016</a> e il <a href="http://www.interno.gov.it/it/fondo-rotazione-vittime-dei-reati-tipo-mafioso-dei-reati-intenzionali-violenti-e-orfani-dei-crimini-domestici" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Fondo di rotazione per la solidarietà</a>) giudicati non sufficienti.</li>
</ul>



<p>Oltre a ciò, la commissione auspica anche la creazione di un <strong>registro nazionale/banca dati</strong> per analizzare meglio il fenomeno, i fattori di rischio e raccogliere dati su interventi e buone pratiche. Come abbiamo avuto modo di raccontare in passato anche su altri temi, questo tipo di <strong>mappatura attraverso i dati e informazioni certificate è il primo passo per produrre interventi e politiche efficaci</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading">I minori vittime di abusi nei territori</h3>



<p>I minori orfani di femminicidio rappresentano certamente una delle categorie più vulnerabili tra quelle colpite dalla violenza di genere. La loro condizione richiede quindi tutele particolari. Tuttavia, molti degli effetti che segnano la vita di questi bambini e ragazzi — dal trauma emotivo alle difficoltà relazionali, fino all’impatto sul rendimento scolastico — non riguardano esclusivamente chi è rimasto orfano. Sono <strong>aspetti che accomunano, pur con intensità e sfumature diverse, l’intero universo dei minori vittime di violenza domestica o di genere</strong>, siano essi testimoni o vittime dirette.</p>


<div id="le-regioni-con-piu-segnalazioni-per-reati-di-violenza-con-coinvolgimento-dei-minori-sono-state-lombardia-campania-sicilia-e-lazio" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<p>Ma come si distribuiscono questi fenomeni sul territorio nazionale? Con specifico riferimento ai casi di violenza domestica, alcune informazioni ci vengono messe a disposizione dal <a href="https://gruppocrc.net/wp-content/uploads/2024/12/Rapporto-crc-2024.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">rapporto</a> sui diritti dell&#8217;infanzia e dell&#8217;adolescenza curato dal <a href="https://gruppocrc.net/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Gruppo Crc</a>. A livello nazionale i reati segnalati <strong>nel 2023 per maltrattamento contro familiari e conviventi sono stati 25.258</strong> di cui la maggior parte si è verificata in <strong>Lombardia</strong>. Qui infatti le segnalazioni sono state 3.635 pari al 14,4% del totale. Le altre regioni con più segnalazioni sono la <strong>Campania</strong> (3.293), la <strong>Sicilia</strong> (2.807) e il <strong>Lazio</strong> (2.697).</p>


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                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2023-oltre-25mila-segnalazioni-di-maltrattamento-domestico-con-coinvolgimento-di-minori/">Nel 2023 oltre 25mila segnalazioni di maltrattamento domestico con coinvolgimento di minori</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2023-oltre-25mila-segnalazioni-di-maltrattamento-domestico-con-coinvolgimento-di-minori/">Reati per maltrattamento contro familiari e conviventi che coinvolgono minori (2023)</a></h3>
                                    </div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis – Con i Bambini su dati Gruppo Crc                                                                <br>(pubblicati: giovedì 12 Dicembre 2024)
                                        </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-303801"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                            </div>

			


<p>Logicamente, nelle aree poco popolose si sono verificati anche meno casi di violenza, tuttavia nessuna parte del paese è esente dal fenomeno.&nbsp;Specie se si considera che in questa statistica mancano i tanti casi non denunciati. In <strong>Basilicata</strong>, ad esempio, ci sono state 200 segnalazioni, in <strong>Molise</strong> 102, in <strong>Valle d&#8217;Aosta</strong> 50.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Centri anti violenza e case rifugio nel territorio</h3>



<p>Tutelare e sostenere i bambini e le bambine vittime di violenza nel proprio percorso di crescita è un dovere per tutto il sistema paese. Su questo fronte anche il mondo della scuola e, più in generale, la comunità educante possono svolgere un ruolo importante, a partire dalla prevenzione, per superare stereotipi radicati ed educare a un&#8217;affettività sana. In parallelo, nei casi più gravi <strong>servono strutture e competenze specializzate</strong> per affrontare il problema. In questo senso spazi come i centri antiviolenza e le case rifugio sono fondamentali, non solo per le donne vittime di abusi ma anche per i loro figli.</p>


        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/contro-la-violenza-di-genere-serve-abbattere-gli-stereotipi-fin-dallinfanzia/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Leggi anche
<br><strong>Contro la violenza di genere serve abbattere gli stereotipi fin dall’infanzia</strong></a>.</p>
        </section>
		





<p>I <strong>centri antiviolenza</strong> sono strutture spesso gestite da associazioni, enti locali o cooperative che offrono servizi di varia natura tra cui un primo supporto di natura psicologica oltre che consulenza legale e orientamento verso i servizi sanitari, sociali o abitativi. Le <strong>case rifugio</strong> sono invece strutture residenziali protette e segrete destinate alle donne e spesso anche ai loro figli che si trovano in pericolo di reiterazione della violenza e che quindi non possono rimanere a vivere nella propria abitazione. L&#8217;istituto di statistica ha elaborato una <a href="https://www.istat.it/tag/centri-antiviolenza/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">mappatura</a> delle strutture attive sul territorio nazionale nel 2023.</p>


<div id="in-italia-sono-attivi-868-tra-cav-e-case-rifugio-la-diffusione-di-queste-strutture-e-fondamentale-per-il-contrasto-del-fenomeno" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>




<div id="strillo-testo-block_6dd5201fa9ab6f4689508aedfab99076" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>Il tasso di copertura di case rifugio e centri antiviolenza è ancora limitato e con significative differenze territoriali.</p>
			        </section>
		</div>



<p>I centri antiviolenza sono 404 in Italia. La maggior parte di queste strutture si concentra in <strong>Campania</strong> (67), <strong>Lombardia</strong> (54), <strong>Lazio</strong> (44) e <strong>Sicilia</strong> (31). Istat fornisce anche il tasso di centri antiviolenza attivi ogni 10mila donne. In base a questo indicatore possiamo osservare che il livello di copertura più ampio è quello del <strong>Molise</strong> (0,27 centri ogni 10mila donne). Seguono <strong>Umbria</strong> (0,25), <strong>Campania</strong> (0,23) e <strong>Abruzzo</strong> (0,2). I tassi più bassi sono quelli della <strong>Basilicata</strong> e delle <strong>Marche</strong> (0,07), del <strong>Trentino Alto Adige</strong> (0,09) e del <strong>Piemonte</strong> e dell&#8217;<strong>Emilia Romagna</strong> (0,1).</p>



<p>Le case rifugio attive sono invece 464 di cui 145 localizzate in <strong>Lombardia</strong>, 59 in <strong>Sicilia</strong> e 55 in <strong>Emilia Romagna</strong>. Questi dati segnano un raddoppio rispetto al 2017, tuttavia Istat sottolinea che <strong>il livello di copertura rimane comunque basso</strong>. Considerando il tasso di case rifugio attive ogni 10mila donne, la <strong>Lombardia</strong> si conferma al primo posto insieme al <strong>Friuli Venezia Giulia</strong> (0,29). Seguono <strong>Sicilia</strong> ed <strong>Emilia Romagna</strong> (0,24). In questo caso Istat fornisce anche l&#8217;indicazione riguardante il <strong>tasso di case rifugio attive ogni 10mila donne vittime di violenza</strong>. Per questo indicatore il valore più alto è quello fatto registrare dal <strong>Friuli Venezia Giulia</strong> (4,53), seguito da <strong>Sicilia</strong> (3,98) e <strong>Lombardia</strong> (3,92). Da notare i valori significativamente bassi riportati dal <strong>Piemonte</strong> (0,83) e dal <strong>Lazio</strong> (0,5).</p>


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                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/ancora-troppi-pochi-i-cav-e-i-centri-antiviolenza-sul-territorio/">Ancora pochi i Cav e i centri antiviolenza sul territorio</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/ancora-troppi-pochi-i-cav-e-i-centri-antiviolenza-sul-territorio/">La distribuzione di case rifugio e centri antiviolenza nelle regioni italiane (2023)</a></h3>
                                    </div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis – Con i Bambini su dati Istat                                                                <br>(ultimo aggiornamento: lunedì 14 Aprile 2025)
                                        </p>
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                            <p><label for="embed-chart-303805"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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<p> Con particolare riferimento alle case rifugio (e alle altre strutture residenziali non specializzate per le vittime di violenza) Istat fornisce anche alcune informazioni circa le vittime accolte. <strong>Nel 2023 le strutture residenziali in Italia hanno ospitato 7.731 persone a causa di violenza di genere</strong>. I minori rappresentano una quota significativa degli ospiti, con un totale di 4.157 presenze. Tra questi, 2.875 erano figli di donne vittime di violenza accolte nelle case rifugio, potenzialmente esposti o direttamente vittime di violenza. Altri 1.282 minori erano vittime di violenza ospitati in strutture non specializzate.</p>


<div id="nel-2023-sono-stati-2-875-i-minori-potenzialmente-esposti-o-direttamente-vittime-di-violenza-accolti-nelle-case-rifugio" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>




        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">2.875 </span>i minori potenzialmente esposti o direttamente vittime di violenza accolti nelle case rifugio nel 2023.</p>
			        </section>
		


<p>Da segnalare che 165 case hanno segnalato <strong>difficoltà nell&#8217;accogliere donne a causa dell&#8217;indisponibilità di posti</strong>. Di queste, 5 hanno dichiarato la <strong>necessità di triplicare la capacità di accoglienza</strong> attuale.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Scarica, condividi e riutilizza i dati</h3>


        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Scarica i dati</p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/minori_violenza.xls">minori e violenza di genere.</a></p>
</div>
				            </div>
        </section>
		



<p>I contenuti dell’Osservatorio povertà educativa&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/poverta-educativa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">#conibambini</a>&nbsp;sono realizzati da openpolis con l’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell’articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l’obiettivo di creare un’unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di data journalism o anche per semplice consultazione. I dati relativi alla distribuzione dei centri antiviolenza e delle case rifugio nelle regioni italiane sono di fonte Istat.</p>



<p>Foto: Towfiqu barbhuiya da Pexels</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/limpatto-della-violenza-di-genere-sui-minori/">L&#8217;impatto della violenza di genere sui minori</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Cosa sappiamo sulla salute mentale degli adolescenti</title>
		<link>https://www.openpolis.it/cosa-sappiamo-sulla-salute-mentale-degli-adolescenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Oct 2025 07:15:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=301238</guid>

					<description><![CDATA[<p>L'adolescenza è un periodo cruciale per la salute mentale: in questa fase si formano modelli comportamentali che spesso durano tutta la vita. Nuove analisi indagano la condizione dei giovani nel post-Covid, evidenziando la necessità di un approccio organico ai loro bisogni.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/cosa-sappiamo-sulla-salute-mentale-degli-adolescenti/">Cosa sappiamo sulla salute mentale degli adolescenti</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il prossimo 10 ottobre si celebra la <strong><a href="https://www.onuitalia.it/giornata-internazionale-della-salute-mentale/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">giornata mondiale della salute mentale</a></strong>. Dopo la pandemia, il <strong>benessere psicologico di giovani e adolescenti</strong> è diventato un argomento frequente nel dibattito pubblico.</p>



<p>Come evidenziato nel rapporto<a href="https://www.openpolis.it/non-sono-emergenza-le-parole-del-disagio-giovanile/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong> Non sono emergenza</strong></a>, restano però due grandi limiti quando si affrontano questi temi. Il primo è una <strong>retorica emergenziale diffusa</strong> che tende a descrivere i giovani in modo semplicistico, spesso ignorando la loro reale condizione. Il secondo è la<strong> carenza di dati</strong> in grado di descrivere in modo sistematico un <strong>fenomeno complesso e multifattoriale</strong> come quello dei disturbi mentali.</p>



<p>Tuttavia, se nel pieno dell&#8217;emergenza pandemica mancavano dati aggiornati su come il fenomeno stesse evolvendo, oggi &#8211; a distanza di qualche anno &#8211; la letteratura internazionale e nazionale offre <strong>punti di riferimento più solidi su cui basare riflessioni, analisi e politiche pubbliche</strong>.</p>



<div class="content_block" id="custom_post_widget-135826"></div>



<p>Abbiamo approfondito le <strong>tendenze recenti attraverso alcuni degli ultimi studi e dati sull&#8217;argomento</strong>, cercando di ricostruire la situazione per l&#8217;Italia con le informazioni oggi disponibili.</p>


<div id="tre-quarti-dei-disturbi-mentali-che-durano-tutta-la-vita-insorgono-prima-dei-24-anni" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<h3 class="wp-block-heading">L&#8217;adolescenza, una fase cruciale per la salute mentale</h3>



<p>Una <a href="https://www.thelancet.com/action/showPdf?pii=S0140-6736%2825%2900503-3" target="_blank" rel="noreferrer noopener">recente ricerca</a> della commissione Lancet sulla salute degli adolescenti, uscita nel maggio 2025, ha dedicato una particolare attenzione alla salute mentale dei più giovani nel post-pandemia. Sottolineando come l&#8217;adolescenza sia una fase di crescita esponenziale delle capacità cognitive. Nonché un <strong>periodo in cui si cristallizzano &#8211; nel bene e nel male &#8211; abitudini e modelli comportamentali</strong> che spesso restano per tutta la vita.</p>



<p>Comportamenti alimentari e dipendenze, ad esempio, sono evidenziati come strettamente correlati a fattori che hanno origine nell&#8217;adolescenza. Questa<strong> fase della vita è infatti molto delicata anche per la salute mentale</strong>: l&#8217;analisi sottolinea che tre quarti dei disturbi che durano tutta la vita insorgono prima dei 24 anni.</p>



<p>Ciò pone una questione per le politiche pubbliche dei diversi paesi. A partire dalla necessità di valutare l&#8217;ampiezza di questo tipo di fenomeni e la loro evoluzione nel tempo, specie dopo gli anni dell&#8217;emergenza Covid. </p>



<p>Già nel 2021, nel pieno della pandemia, Unicef dedicò il rapporto su <a href="https://www.minori.gov.it/it/notizia/la-condizione-dellinfanzia-nel-mondo-2021-rapporto-unicef-sulla-salute-mentale-di-bambini-e" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>La condizione dell’infanzia nel mondo</strong></a> proprio alla questione della salute mentale tra i minori. Evidenziando come a livello globale più di un adolescente su 7 tra i 10 e i 19 anni convivesse con un disturbo mentale diagnosticato.</p>


<div id="42-milioni-gli-anni-di-vita-in-salute-che-potrebbero-essere-persi-dagli-adolescenti-nel-mondo-nel-2030-per-disturbi-mentali-o-suicidio-2-milioni-in-piu-rispetto-al-2015" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<p>Più di recente, abbiamo già avuto modo di <a href="https://www.openpolis.it/la-condizione-dei-giovani-in-italia-in-vista-del-2030/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">raccontare</a> come sempre la commissione Lancet preveda, in vista del 2030, un peggioramento nel benessere psicologico di ragazze e ragazzi.</p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">42 milioni </span>gli anni di vita in salute che si stima potrebbero essere persi dagli adolescenti nel mondo nel 2030 a causa di disturbi mentali o suicidio (2 milioni in più rispetto al 2015).</p>
			        </section>
		


<p>Dopo la pandemia, si avverte infatti un rallentamento &#8211; a livello mondiale &#8211; nel ritmo di crescita di alcuni indicatori di salute tra gli adolescenti, che potrebbe compromettere gli <a href="https://unric.org/it/agenda-2030/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">obiettivi di sviluppo sostenibile</a>. Ciò è <strong>particolarmente evidente nell&#8217;ambito dei disturbi mentali</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La situazione della salute mentale degli adolescenti in Italia</h3>



<p>L&#8217;interesse nel post-Covid ha portato anche la ricerca in ambito nazionale a interrogarsi e a misurare le tendenze del benessere degli adolescenti nel nostro paese. Tra le indagini più significative, possiamo citare quella promossa dal ministero della salute sui&nbsp;<a href="https://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pagineAree_6029_0_file.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">disturbi del comportamento alimentare tra i più giovani</a> e quella sulle dipendenze comportamentali nella generazione Z (i nativi digitali, nati tra la fine degli anni ’90 e il 2012), a cura dell’<a href="https://www.iss.it/dipendenze/-/asset_publisher/zwfXwoiZC6zu/content/dipendenze-comportamentali-nella-generazione-z-online-tutti-i-materiali" target="_blank" rel="noreferrer noopener">istituto superiore di sanità</a>.</p>



<p>O ancora quella del gruppo di ricerca su &#8220;Mutamenti sociali, valutazione e metodi&#8221; (MUSA) dell&#8217;Istituto di ricerche sulla popolazione e le politiche sociali del Cnr, <a href="https://www.irpps.cnr.it/rischio-hikikomori-tra-gli-adolescenti-italiani-articolo-su-scientific-report/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">pubblicata quest&#8217;anno</a>. Tale analisi ha evidenziato una <strong>crescita degli adolescenti che non incontrano i loro amici fuori da scuola</strong>, la cui percentuale i ricercatori stimano potrebbe essere quasi raddoppiata dopo la pandemia. Più in generale, il <a href="https://www.nature.com/articles/s41598-024-84187-5" target="_blank" rel="noreferrer noopener">lavoro</a> ha il merito di approfondire l&#8217;incidenza anche in Italia del complesso fenomeno del ritiro sociale.</p>


        <section class="glossary">
            <div>
                <mark>
																		L’hikikomori è una &quot;forma di ritiro sociale patologico o distacco sociale la cui caratteristica essenziale è l’isolamento fisico nella propria casa.&quot; Riguarda principalmente, ma non esclusivamente, adolescenti e giovani adulti. </br>
											                </mark>
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/hikikomori-ritiro-sociale/">
                &#8220;Hikikomori (ritiro sociale)&#8221;</a></span>

            </div>
        </section>
		


<p>Appare evidente come la <strong>questione dei disturbi mentali possa essere affrontata da vari punti di vista</strong>: dipendenze, comportamenti a rischio, violenze, ritiro sociale.</p>



<p>Per avere una visione d&#8217;insieme, uno strumento utile è l&#8217;<strong>indice di salute mentale</strong> utilizzato da Istat nell&#8217;ambito delle analisi sul benessere equo e sostenibile. Si tratta di una <strong>misura di disagio psicologico ottenuta attraverso una sintesi delle quattro dimensioni principali della salute mentale</strong>: ansia, depressione, perdita di controllo comportamentale o emozionale e benessere psicologico. L’indice varia tra 0 e 100: più è elevato, migliori sono le condizioni psicologiche.</p>



<p>Utilizzando questo strumento, vediamo che <strong>dopo l’inizio della pandemia è proprio tra i più giovani (fascia 14-19 anni) che si è riscontrato il peggioramento più consistente dell’indice di salute mentale</strong>. Tra 2020 e 2021 questo è passato da 73,9 a 70,3, un calo di oltre 3 punti in un anno. </p>


<div id="718-lindice-di-salute-mentale-tra-gli-adolescenti-nel-2024-in-miglioramento-rispetto-allanno-precedente-ma-ancora-al-di-sotto-dei-livelli-pre-pandemici" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>




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                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/risale-lindice-di-salute-mentale-tra-gli-adolescenti-nel-2024-ma-resta-sotto-i-livelli-pre-pandemici/">Risale l’indice di salute mentale tra gli adolescenti nel 2024, ma resta sotto i livelli pre-pandemici</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/risale-lindice-di-salute-mentale-tra-gli-adolescenti-nel-2024-ma-resta-sotto-i-livelli-pre-pandemici/">Indice di salute mentale per fascia d&#8217;età (2016-2024)</a></h3>
                                    </div>
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                             aria-labelledby="chart_301235_tab3"><p>L&#8217;indice di salute mentale è una misura di disagio psicologico (psychological distress) ottenuta dalla sintesi dei punteggi totalizzati da ciascun individuo di 14 anni e più a 5 quesiti estratti dal questionario Sf36 (36-Item Short Form Survey). I quesiti fanno riferimento alle quattro dimensioni principali della salute mentale (ansia, depressione, perdita di controllo comportamentale o emozionale e benessere psicologico). L&#8217;indice varia tra 0 e 100, con migliori condizioni di benessere psicologico al crescere del valore dell&#8217;indice.</p>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Istat (Bes)                                                                <br>(pubblicati: mercoledì 9 Aprile 2025)
                                        </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-301235"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-301235" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			


<p>Da allora, si è registrato un miglioramento nel 2022, seguito da un nuovo peggioramento nel 2023 (anno in cui si è attestato a 71). Nel 2024 l&#8217;indice di salute mentale è tornato a 71,8. Un <strong>miglioramento, ma ancora al di sotto dei livelli pre-pandemici</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Un problema connesso a esclusione sociale e povertà educativa</h3>



<p>Se la salute mentale di alcuni adolescenti resta critica <strong>non è una questione di ordine esclusivamente sanitario</strong>. Nell&#8217;ambito dell&#8217;ultima ricerca della commissione sul benessere degli adolescenti di Lancet è stata chiaramente messa in evidenza l&#8217;<strong>influenza della salute mentale su tutti gli aspetti salienti per la vita di una persona che sta diventando adulta</strong>. Dal modo in cui si affrontano norme e strutture sociali ai risultati scolastici, dal passaggio al mondo del lavoro alle relazioni familiari e intime, dalle dipendenze all&#8217;esposizione e perpetrazione di violenze e bullismo. </p>


        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Mental health can profoundly influence how adolescents navigate social norms and structures and can affect educational attainment and the transition into employment, intimate relationships and family formation, exposure to, and perpetration of, violence, and interactions with the digital world.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.thelancet.com/action/showPdf?pii=S0140-6736%2825%2900503-3" target="_blank">&#8211; The Lancet Commissions, A call to action: the second Lancet Commission on adolescent health and wellbeing (20 maggio 2024)</a>
									            </div>
        </section>
		


<p><strong>Nell&#8217;immediato, a risentirne sono soprattutto le relazioni sociali, il rendimento a scuola</strong>, la qualità nell&#8217;uso delle tecnologie e delle interazioni in ambiente digitale. I ricercatori aggiungono però come vi sia <strong>crescente consenso in letteratura sul fatto la salute mentale nell&#8217;adolescenza sia anche un precursore di un&#8217;ampia gamma di esiti nel corso della vita adulta</strong>.</p>



<p>Attraverso una revisione sistematica di 237 studi sul fenomeno, emergono solide associazioni tra la salute mentale degli adolescenti, la salute fisica da adulti e problemi di dipendenze. Aspetti che, secondo i ricercatori, rimangono<strong> ancora troppo poco esplorati nelle cause ma che devono essere presi in considerazione nell&#8217;impostazione di politiche pubbliche rivolte al benessere di minori e adolescenti</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La necessità di un approccio organico al benessere degli adolescenti</h3>



<p>Appare evidente quindi come per migliorare la condizione degli adolescenti servano <strong>politiche multisettoriali</strong> in grado di coinvolgere ambiti diversi: sociale, sanitario, educativo. Per definire queste politiche, però, è fondamentale superare uno dei principali limiti attuali. Vale a dire la <strong>carenza di dati territoriali sufficientemente disaggregati,</strong> necessari per valutare l&#8217;ampiezza di questi fenomeni su scala locale. Mantenendo come punto di partenza irrinunciabile il coinvolgimento diretto dei <strong>beneficiari finali: gli adolescenti stessi</strong>. Ma quanti sono, e dove vivono, oggi in Italia?</p>


<div id="51-milioni-gli-adolescenti-in-italia-pari-quasi-al-9-della-popolazione" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<p>Abbiamo già approfondito in passato che, <strong>mentre la definizione di minore discende da una previsione legislativa incontrovertibile</strong> (la maggiore età fissata a 18 anni), quella di adolescente è molto più sfumata e variabile a seconda delle <a href="https://www.openpolis.it/esercizi/adolescenza-diritto-scegliere-proprio-futuro/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">fonti e delle necessità di ricerca</a>. Comprensibilmente, visto che per sua natura <strong>l&#8217;adolescenza è una fase di transizione tra infanzia ed età adulta</strong>. Non suscettibile pertanto di confini eccessivamente rigidi.</p>



<p>Se si prende in considerazione la <strong>fascia d&#8217;età tra gli 11 e i 19 anni</strong>, sono 5,1 milioni gli adolescenti in Italia. Ovvero poco meno del 9% dei residenti nel nostro paese.</p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">8,74% </span>dei residenti in Italia ha tra gli 11 e i 19 anni.</p>
			        </section>
		


<p>Questa quota media mostra una certa variabilità lungo la penisola. <strong>Supera il 9% in regioni come Campania</strong> (9,7%), <strong>Trentino-Alto Adige</strong> (9,46%) e <strong>Sicilia</strong> (9,17%), mentre non raggiunge l&#8217;8% in Sardegna, Molise e Liguria.</p>



<p>A livello locale <strong>Crotone</strong>, con il 9,97% dei residenti tra 11 e 19 anni, è la città capoluogo dove vivono più adolescenti. Seguono Andria, Napoli, Barletta, Palermo, Prato e Vibo Valentia.&nbsp;</p>


<div id="crotone-e-la-citta-con-piu-adolescenti-1-residente-su-10-oristano-quella-dove-sono-meno-679-della-popolazione" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>




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                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/crotone-e-il-capoluogo-con-piu-adolescenti/">Crotone è il capoluogo con più adolescenti</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/crotone-e-il-capoluogo-con-piu-adolescenti/">Percentuale di residenti 11-19 anni sul totale della popolazione comunale (2024)</a></h3>
                                    </div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Istat                                                                <br>(ultimo aggiornamento: lunedì 1 Gennaio 2024)
                                        </p>
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                            <p><label for="embed-chart-301243"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			


<p>Il capoluogo con minore incidenza di adolescenti è <strong>Oristano</strong> (6,79%), davanti ad altre 2 città sarde: <strong>Carbonia</strong> (6,85%) e <strong>Cagliari</strong> (6,94%). Seguono città del centro-nord come Pavia, Pisa, Ferrara e Bologna, tutte attorno al 7,2% di residenti 11-19enni.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Scarica, condividi e riutilizza i dati</h3>


        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Scarica i dati, regione per regione</p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Salute_mentale_2025/salute_mentale_2025_abruzzo.xls">Abruzzo</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Salute_mentale_2025/salute_mentale_2025_basilicata.xls">Basilicata</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Salute_mentale_2025/salute_mentale_2025_calabria.xls">Calabria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Salute_mentale_2025/salute_mentale_2025_campania.xls">Campania</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Salute_mentale_2025/salute_mentale_2025_emilia_romagna.xls">Emilia-Romagna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Salute_mentale_2025/salute_mentale_2025_Fvg.xls">Friuli-Venezia Giulia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Salute_mentale_2025/salute_mentale_2025_lazio.xls">Lazio</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Salute_mentale_2025/salute_mentale_2025_liguria.xls">Liguria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Salute_mentale_2025/salute_mentale_2025_lombardia.xls">Lombardia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Salute_mentale_2025/salute_mentale_2025_marche.xls">Marche</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Salute_mentale_2025/salute_mentale_2025_molise.xls">Molise</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Salute_mentale_2025/salute_mentale_2025_piemonte.xls">Piemonte</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Salute_mentale_2025/salute_mentale_2025_puglia.xls">Puglia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Salute_mentale_2025/salute_mentale_2025_sardegna.xls">Sardegna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Salute_mentale_2025/salute_mentale_2025_sicilia.xls">Sicilia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Salute_mentale_2025/salute_mentale_2025_toscana.xls">Toscana</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Salute_mentale_2025/salute_mentale_2025_taa.xls">Trentino-Alto Adige</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Salute_mentale_2025/salute_mentale_2025_umbria.xls">Umbria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Salute_mentale_2025/salute_mentale_2025_Vda.xls">Valle d’Aosta</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Salute_mentale_2025/salute_mentale_2025_veneto.xls">Veneto</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Salute_mentale_2025/salute_mentale_2025_totale_nazionale.xls">Totale nazionale</a>.</p>
</div>
				            </div>
        </section>
		



<p>I contenuti dell’Osservatorio povertà educativa&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/poverta-educativa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">#conibambini</a>&nbsp;sono realizzati da openpolis con l’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell’articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l’obiettivo di creare un’unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di data journalism o anche per semplice consultazione. I dati relativi alla distribuzione degli adolescenti nei comuni italiani sono di fonte Istat.</p>



<p>Foto: <a href="https://unsplash.com/it/foto/foto-in-scala-di-grigi-di-persona-in-felpa-con-cappuccio-otHhcvOlwiM" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Wang Sheeran</a> &#8211; <a href="https://unsplash.com/it/licenza" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Licenza</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/cosa-sappiamo-sulla-salute-mentale-degli-adolescenti/">Cosa sappiamo sulla salute mentale degli adolescenti</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le previsioni sulla condizione dei giovani in Italia nel 2030</title>
		<link>https://www.openpolis.it/la-condizione-dei-giovani-in-italia-in-vista-del-2030/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Aug 2025 07:15:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=301210</guid>

					<description><![CDATA[<p>Dopo il Covid, la situazione dei più giovani presenta luci e ombre: segnali di peggioramento ma anche di rinnovato impegno. Un investimento su questa fascia d'età è cruciale, ma la dinamica demografica rischia di allontanare l'attenzione dalla loro condizione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/la-condizione-dei-giovani-in-italia-in-vista-del-2030/">Le previsioni sulla condizione dei giovani in Italia nel 2030</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[</p>
<p>Il prossimo 12 agosto ricorrerà la <a href="https://www.un.org/en/observances/youth-day" target="_blank" rel="noreferrer noopener">giornata internazionale della gioventù</a>. Un&#8217;occasione per fare il punto sulla <strong>condizione attuale di bambini e ragazzi </strong>nel nostro paese e sulle <strong>prospettive future per le giovani generazioni</strong>.</p>
</p>
<p><strong>Dopo la pandemia si sono moltiplicate le riflessioni in questo senso</strong>. Non sempre, come abbiamo avuto modo di <a href="https://www.openpolis.it/non-sono-emergenza-le-parole-del-disagio-giovanile/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">raccontare in passato</a>, orientate da dati e analisi. Il <strong>dibattito si è infatti sviluppato in modo spesso frammentario e aneddotico</strong>, con punti di vista che in molti casi hanno fatto emergere una <strong>sottovalutazione del fenomeno</strong> o, al contrario, un <strong>allarmismo caricaturale</strong>.</p>
</p>
<section class="download">
<div class="dw-content">
<div class="intro">
<p>Non sono emergenza</p>
</div>
<div class="files">
<p><a href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/11/Report_nonsonoemergenza_desktop.pdf" target="_blank" rel="noopener">Scarica il rapporto completo</a></p>
</div></div>
</section>
</p>
<p>Questo anche perché, nel pieno dell&#8217;emergenza pandemica, mancavano informazioni qualificate, strutturate e aggiornate sulla condizione di ragazze e ragazzi. Una <strong>carenza che piano piano sta venendo colmata da nuovi studi e analisi, nazionali e internazionali</strong>.</p>
</p>
<p>Tra le ultime in ordine di tempo, la ricerca condotta dagli esperti della<em>&nbsp;<a href="https://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736(25)00503-3/fulltext" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Lancet Commission on adolescent health and wellbeing</a></em>, pubblicata sulla rivista&nbsp;<em>The Lancet</em>. Questo studio ha ricostruito la condizione di <strong>giovani e adolescenti a livello mondiale </strong>in uscita dalla pandemia, evidenziando i <strong>rischi per il loro benessere da qui al 2030</strong>.</p>
</p>
<p>Abbiamo approfondito questi aspetti dal punto di vista internazionale e con i dati disponibili per l&#8217;Italia. Le previsioni demografiche per il 2030 lasciano intravedere un paese dove <strong>bambini e ragazzi saranno sempre meno. Una tendenza da monitorare per le conseguenze che potrebbe avere rispetto all&#8217;impegno verso le giovani generazioni</strong>.</p>
</p>
<p><div class="content_block" id="custom_post_widget-135826"><p></p>
</div></p>
<p><div id="dopo-la-pandemia-la-condizione-di-giovani-e-adolescenti-nel-mondo-ha-mostrato-segnali-di-peggioramento" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Una generazione a rischio nei prossimi anni</h3>
</p>
<p>L&#8217;elemento principale che emerge dalla ricerca pubblicata su Lancet è che i <strong>progressi in termini di salute degli adolescenti</strong>, a livello globale, sono rimasti <strong>ben al di sotto dei miglioramenti compiuti agli inizi del XXI secolo</strong>.</p>
</p>
<div id="strillo-testo-block_6177e24227be3eb864a8a62ec3c8a5b7" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Il nuovo contesto internazionale presenta rischi per la condizione di giovani e adolescenti.</p>
</section></div>
</p>
<p>Si tratta anche delle conseguenze di uno <strong>scenario internazionale mutato</strong>. La ricerca evidenzia come il <strong>crescente carico di morbilità (la frequenza a contrarre malattie</strong>)<strong> e mortalità tra gli adolescenti nel mondo</strong> — caratterizzato da un rapido aumento di malattie non trasmissibili e disturbi mentali — stia <strong>compromettendo le prospettive delle future generazioni</strong>. A questo si aggiungono le minacce derivanti da tendenze complesse e interconnesse, come il cambiamento climatico, il degrado ambientale, i conflitti, gli sfollamenti, la rapida urbanizzazione e le conseguenze delle pandemie attuali e future, inclusa quella da Covid-19.</p>
</p>
<p>Per questo, nonostante la maggior parte degli indicatori relativi alla salute continui a registrare progressi, <strong>dopo il 2015 si è osservato un significativo rallentamento</strong>. Un rallentamento che compromette la possibilità di raggiungere gli <a href="https://unric.org/it/agenda-2030/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">obiettivi Onu per il 2030</a>.</p>
</p>
<p>Secondo la ricerca pubblicata su Lancet, entro quella data, <strong>464 milioni di adolescenti a livello globale saranno sovrappeso oppure obesi (143 milioni in più rispetto al 2015)</strong> e 42 milioni di anni di vita in salute potrebbero essere persi a causa di <strong>disturbi mentali o suicidio</strong> (2 milioni in più rispetto al 2015).</p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">42 milioni </span>la previsione degli esperti sugli anni di vita in salute persi nel 2030 a causa di disturbi mentali o suicidio (2 milioni in più rispetto al 2015).</p>
</section>
</p>
<p>Va sottolineato che <strong>si tratta di stime a livello globale</strong>, su cui quindi l&#8217;influenza dei paesi extra-europei e di quelli in via di sviluppo è preponderante. Basti pensare che l&#8217;82% degli adolescenti del mondo vive in Africa e in Asia.</p>
</p>
<p>Allo stesso tempo, diversi segnali di peggioramento nella condizione di bambini e ragazzi sono stati avvertiti dopo la pandemia anche nei paesi europei, compreso il nostro.</p>
</p>
<p><div id="anche-per-litalia-non-mancano-i-segnali-di-disagio-tra-i-piu-giovani-dal-calo-negli-apprendimenti-al-peggioramento-del-benessere-psicologico" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">La situazione dei più giovani in Italia</h3>
</p>
<p>In precedenti approfondimenti dell&#8217;osservatorio, abbiamo analizzato come siano<strong> diversi gli indicatori a segnalare un aumento del disagio tra i più giovani</strong>.</p>
</p>
<p><strong>Un disagio che ha diverse dimensioni, a partire da quella sociale ed economica.&nbsp;</strong>Nell&#8217;ottobre scorso Istat ha stimato come <a href="https://www.openpolis.it/cresce-la-poverta-assoluta-tra-bambini-e-ragazzi-delle-famiglie-svantaggiate/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">quasi il 14% dei minori si sia trovato in povertà assoluta nel 2023</a>. Si tratta dell’incidenza più elevata della serie storica dal 2014. </p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">1,3 milioni </span>i bambini e ragazzi che vivono in famiglie in povertà assoluta dopo il Covid.</p>
</section>
</p>
<p>Problemi socio-economici attraversano anche la vita dei giovani adulti. Il nostro paese &#8211; nonostante i miglioramenti rispetto al decennio scorso &#8211; resta infatti ai vertici in Europa per <a href="https://ec.europa.eu/eurostat/statistics-explained/index.php?title=Statistics_on_young_people_neither_in_employment_nor_in_education_or_training" target="_blank" rel="noreferrer noopener">quota di neet</a>, giovani tra 15 e 29 anni che non studiano, non lavorano e non sono in formazione.</p>
</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/come-i-divari-educativi-alimentano-il-fenomeno-dei-neet" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Leggi anche<br />
<br /><strong>Come i divari educativi alimentano il fenomeno dei Neet</strong></a>.</p>
</section>
</p>
<p>Questioni che non possono essere affrontate solo in termini di deprivazione materiale, trascurandone le <strong>radici educative, culturali, sociali, psicologiche che alimentano questo disagio</strong>. Si tratta di dimensioni che in diversi casi sono tra loro collegate e finiscono con il rafforzarsi a vicenda.</p>
</p>
<p>In termini educativi, non va sottovalutato <strong>come negli anni della pandemia si sia registrato un calo netto negli apprendimenti degli studenti</strong>. In particolare tra chi veniva da <a href="https://www.openpolis.it/numeri/durante-il-covid-la-dispersione-implicita-ha-raggiunto-il-12-tra-gli-studenti-svantaggiati/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">famiglie più svantaggiate</a> e probabilmente aveva anche meno strumenti durante la fase pandemica. La<strong> tendenza al peggioramento negli apprendimenti peraltro non si è invertita con la conclusione della pandemia</strong>. I recentissimi dati delle <a href="https://serviziostatistico.invalsi.it/wp-content/uploads/2025/07/Rapporto-prove-INVALSI-2025.pdf#page=48" target="_blank" rel="noreferrer noopener">prove Invalsi</a> mostrano come nel 2025 gli alunni che raggiungono i traguardi previsti al termine del primo ciclo d’istruzione siano scesi al 59% in italiano e si mantengano sul 56% in matematica. Nel 2019 queste percentuali erano rispettivamente al 65% e al 60%: <strong>al calo avvenuto nella pandemia non sono seguite inversioni di tendenza</strong>.</p>
</p>
<p>Questa&nbsp;<strong>crisi educativa</strong> talvolta può essere il sintomo di qualcosa di più profondo nel benessere sociale e psicologico di ragazze e ragazzi. Durante l&#8217;emergenza pandemica, complice la necessità di mantenere il distanziamento fisico, si è registrata una <strong>rarefazione nei rapporti sociali</strong>, anche e soprattutto tra i giovani, <a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-quota-di-ragazzi-che-vedono-tutti-i-giorni-gli-amici-era-crollata-gia-prima-della-pandemia/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">acuendo un trend in realtà in corso da oltre un decennio</a>. </p>
</p>
<p>Così come si continuano a intravedere, anche a pandemia terminata, <a href="https://www.openpolis.it/numeri/risale-lindice-di-salute-mentale-tra-gli-adolescenti-nel-2024-ma-resta-sotto-i-livelli-pre-pandemici" target="_blank" rel="noreferrer noopener">segnali di recupero non completo nell&#8217;indice di salute mentale degli e delle adolescenti</a>. Si tratta di uno degli aspetti su cui il rapporto insiste maggiormente. I ricercatori di Lancet sottolineano come <strong>i disturbi mentali e le espressioni di disagio siano la principale causa di carico di malattia tra gli adolescenti in tutti i paesi</strong>. L&#8217;insorgenza di sintomi di disagio emotivo, come ansia e umore basso, è più comune durante l&#8217;adolescenza che in qualsiasi altro momento del corso della vita.</p>
</p>
<p><div id="vi-sono-pero-anche-segnali-positivi-nel-2024-torna-sopra-il-10-la-partecipazione-nel-volontariato-dei-18-19enni" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">I segnali positivi</h3>
</p>
<p>Allo stesso tempo, la letteratura internazionale conferma una tendenza positiva nel <strong>rilancio dell&#8217;attivismo dei più giovani negli ultimi 10-15 anni</strong> e del loro impegno per il cambiamento.</p>
</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>Adolescent-led and youth-led activism has greatly increased in the past 10–15 years, and has shown the powerful effect that adolescents can have as catalysts for change. Predominantly led by non-governmental organisations, investments in adolescent girls’ leadership programmes are yielding important results</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736(25)00503-3/abstract" target="_blank">&#8211; The Lancet Commissions, A call to action: the second Lancet Commission on adolescent health and wellbeing (20 maggio 2024)</a>
									            </div>
</section>
</p>
<p>Si tratta di <strong>dinamiche in parte visibili anche per il nostro paese</strong>, aspetto che abbiamo già avuto modo di raccontare in passato attraverso i dati. In questo senso, ad esempio, si segnala la maggiore preoccupazione della popolazione giovanile verso il <a href="https://www.openpolis.it/in-italia-la-tutela-dell-ambiente-resta-una-priorita-per-i-giovani/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">cambiamento climatico</a> rispetto alla media. Altra dinamica di rilievo è quella della <strong>mobilitazione attiva</strong>. La quota di 18-19enni che hanno preso parte ad associazioni ecologiche, per i diritti civili e per la pace è stata pari al <strong>3,3% nel 2024</strong> (2,4% nel 2023) e risulta molto superiore rispetto al resto della popolazione (1,6%).</p>
</p>
<p>In questo segmento di età è <strong>interessante osservare anche un ritorno &#8211; dopo il calo successivo alla pandemia &#8211; alla partecipazione in associazioni di volontariato</strong>.</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2024-torna-sopra-il-10-la-partecipazione-nel-volontariato-dei-18-19enni/">Nel 2024 torna sopra il 10% la partecipazione nel volontariato dei 18-19enni</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2024-torna-sopra-il-10-la-partecipazione-nel-volontariato-dei-18-19enni/">Percentuale di persone che negli ultimi 12 mesi hanno svolto attività gratuite in associazioni di volontariato (2019-24)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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</p></div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_301476_tab3"></p>
<p>Il dato medio della popolazione si riferisce ai residenti di almeno 14 anni o più.</p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Istat                                                                <br />(consultati: martedì 10 Giugno 2025)
                                        </p>
</p></div>
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<p><label for="embed-chart-301476"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p><div id="linvestimento-sugli-adolescenti-puo-avere-un-triplice-effetto-positivo" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Il &#8220;triplice vantaggio&#8221; di un investimento su giovani e adolescenti</h3>
</p>
<p>I dati precedenti mostrano quanto sia fuorviante una narrazione tesa a descrivere giovani e adolescenti come indolenti e ripiegati su sé stessi. Già oggi ragazze e ragazzi sono <strong>agenti di cambiamento per le loro comunità</strong>; sviluppare e incoraggiare questa propensione deve essere un obiettivo delle politiche pubbliche in materia.</p>
</p>
<p>In questo senso, da alcuni anni i rapporti della commissione Lancet sul benessere degli adolescenti hanno sottolineato l&#8217;importanza dell&#8217;investimento su questa fascia d&#8217;età. Osservando come gli investimenti durante l&#8217;adolescenza, e in generale su bambini e ragazzi tra i 10 e i 24 anni, possano produrre un <strong>triplice vantaggio</strong>: per i giovani di oggi, per gli adulti che diventeranno e per la prossima generazione di bambini di cui saranno genitori. Quindi in generale per l&#8217;assetto attuale della società e per quello degli anni a venire.</p>
</p>
<div id="strillo-testo-block_1bd66ea1d3ec8b0410b8ed42b59be703" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Il calo demografico rischia di emarginare le nuove generazioni dal dibattito pubblico.</p>
</section></div>
</p>
<p>Questo potenziale però<strong> si scontra con la dinamica demografica in corso nei paesi avanzati, e in particolare in Italia</strong>. Con la progressiva, prevista diminuzione dei giovani in termini demografici, il rischio concreto è che diminuisca anche la loro centralità nel dibattito pubblico e il loro peso nella società. Con la possibile conseguenza che si riduca l&#8217;attenzione verso la condizione delle giovani generazioni e gli spazi di intervento in questo senso.</p>
</p>
<p><div id="nel-2030-gli-adolescenti-potrebbero-essere-il-10-in-meno-di-oggi-il-rischio-e-che-anche-lattenzione-verso-la-loro-condizione-diminuisca" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">I giovani in Italia, da oggi al 2030</h3>
</p>
<p>Analizzando le statistiche sperimentali di Istat, è possibile avere una previsione di quanti saranno i giovani residenti nel nostro paese da oggi all&#8217;inizio del prossimo decennio.</p>
</p>
<p>In uno scenario di previsione mediano, intermedio tra quelli più pessimistici e quelli più ottimistici, <strong>i giovani residenti tra 10 e 24 anni potrebbero passare dagli attuali 8,6 milioni a 8,2 milioni nel 2030</strong>. </p>
</p>
<p><strong>Un calo vicino al 5%, che sfiora il 10% se si considerano i soli residenti tra 10 e 19 anni</strong>. In questa fascia d&#8217;età infatti si potrebbe passare dai quasi 5,7 milioni attuali a circa 5,1 milioni nel 2030.</p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">-9,5% </span>il calo di residenti tra 10 e 19 anni previsto per il 2030 in Italia.</p>
</section>
</p>
<p>Questa dinamica assume <strong>proporzioni differenti lungo la penisola</strong>. A fronte di un calo medio del 9,5%, un elemento che salta subito all&#8217;occhio è che tutte le province mostrano una variazione percentuale negativa, anche se con ritmi di decrescita previsti molto diversi.</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/entro-il-2030-i-giovani-tra-10-e-19-anni-potrebbero-essere-oltre-il-18-in-meno-nei-territori-di-enna-e-caltanissetta/">Entro il 2030 i giovani tra 10 e 19 anni potrebbero essere oltre il 18% in meno nei territori di Enna e Caltanissetta</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/entro-il-2030-i-giovani-tra-10-e-19-anni-potrebbero-essere-oltre-il-18-in-meno-nei-territori-di-enna-e-caltanissetta/">Variazione percentuale prevista tra 2023 e 2030 nel numero di residenti tra 10 e 19 anni, nelle province italiane</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Istat (statistiche sperimentali)                                                                <br />(pubblicati: lunedì 29 Luglio 2024)
                                        </p>
</p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-301488"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-301488" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>Guardando le <strong>province che si posizionano meglio</strong>, ovvero quelle con le diminuzioni percentuali meno accentuate, troviamo Parma (-1,1%), Bolzano (-1,2%) e Piacenza (-1,6%). Seguono Bologna (-3,4%), Pavia (-3,9%) e Ragusa (-4,3%). È evidente come queste province si trovino prevalentemente nel nord Italia, in particolare in Emilia-Romagna. Questo dato suggerisce una maggiore resilienza demografica in queste aree, sebbene il calo sia comunque presente.</p>
</p>
<p>All&#8217;estremità opposta della classifica, emergono scenari decisamente più critici. Le <strong>province per cui si prevede la contrazione più severa nella popolazione 10-19 anni </strong>sono Caltanissetta (-18,6%), Enna (-18,1%), Nuoro (-17,2%), Barletta-Andria-Trani (-17,0%) e Taranto (-15,8%). Seguono una serie di province quasi interamente situate nel sud Italia e nelle isole.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Scarica, condividi e riutilizza i dati</h3>
</p>
<section class="download">
<div class="dw-content">
<div class="intro">
<p>Scarica i dati, regione per regione</p>
</div>
<div class="files">
<p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Giovani_2025/abruzzo.xls">Abruzzo</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Giovani_2025/basilicata.xls">Basilicata</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Giovani_2025/calabria.xls">Calabria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Giovani_2025/campania.xls">Campania</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Giovani_2025/emilia-romagna.xls">Emilia-Romagna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Giovani_2025/Fvg.xls">Friuli-Venezia Giulia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Giovani_2025/Lazio.xls">Lazio</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Giovani_2025/Liguria.xls">Liguria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Giovani_2025/Lombardia.xls">Lombardia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Giovani_2025/marche.xls">Marche</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Giovani_2025/molise.xls">Molise</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Giovani_2025/piemonte.xls">Piemonte</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Giovani_2025/puglia.xls">Puglia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Giovani_2025/sardegna.xls">Sardegna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Giovani_2025/sicilia.xls">Sicilia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Giovani_2025/toscana.xls">Toscana</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Giovani_2025/trentino-AA.xls">Trentino-Alto Adige</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Giovani_2025/umbria.xls">Umbria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Giovani_2025/Vda.xls">Valle d’Aosta</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Giovani_2025/veneto.xls">Veneto</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Giovani_2025/totale_nazionale.xls">Totale nazionale</a>.</p>
</div></div>
</section>
</p>
<p>I contenuti dell’Osservatorio povertà educativa <a href="https://www.openpolis.it/poverta-educativa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">#conibambini</a> sono realizzati da openpolis con l’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell’articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l’obiettivo di creare un’unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di data journalism o anche per semplice consultazione. I dati relativi alla variazione percentuale di residenti tra 10 e 19 anni sono di fonte Istat (statistiche sperimentali).</p>
</p>
<p>Foto: <a href="https://it.freepik.com/foto-gratuito/gruppo-di-amici-che-bevono-caffe-all-aperto-in-citta_15768368.htm#fromView=search&amp;page=1&amp;position=3&amp;uuid=d17ee8a7-710a-4971-96bc-8fc0c41250c7&amp;query=giovani+italiani+guardano+lontano" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Freepik</a> (<a href="https://support.freepik.com/s/topic/0TO3V000000Cla4WAC/licenses?_gl=1*xvu8h5*_gcl_au*MjEzODk0MTEzMS4xNzQ0NzM2OTkx*_ga*MTcwMzM4OTQ5MC4xNzQ0NzM2OTkx*_ga_QWX66025LC*czE3NTI1MDE4NDgkbzEwJGcxJHQxNzUyNTAxOTQyJGoyNiRsMCRoMA.." target="_blank" rel="noreferrer noopener">licenza</a>)</p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/la-condizione-dei-giovani-in-italia-in-vista-del-2030/">Le previsioni sulla condizione dei giovani in Italia nel 2030</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;Italia e la capacità di ascoltare i bisogni dei minori</title>
		<link>https://www.openpolis.it/litalia-e-la-capacita-di-ascoltare-i-bisogni-dei-minori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Apr 2025 07:15:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=299105</guid>

					<description><![CDATA[<p>Tra pochi giorni si celebrerà la prima Giornata dell’ascolto dei minori. Nel nostro paese, al crescere dell’età, ragazze e ragazzi percepiscono come meno riconosciuto il proprio punto di vista. Un problema che riguarda anche le politiche pubbliche per i giovani.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/litalia-e-la-capacita-di-ascoltare-i-bisogni-dei-minori/">L&#8217;Italia e la capacità di ascoltare i bisogni dei minori</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[</p>
<p>In un paese dove i giovani sono sempre meno, è doveroso chiedersi quanto si tenga conto dell’effettivo rispetto dei bisogni e delle esigenze di bambine e bambini, ragazze e ragazzi.</p>
</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/bambini-e-anziani-un-equilibrio-diventato-piu-fragile/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Leggi anche<br />
<br /><strong>Bambini e anziani, un equilibrio diventato più fragile</strong></a>.</p>
</section>
</p>
<p>In altre parole, <strong>quanto sia effettivo il diritto all’ascolto dei minori</strong>, intendendo con esso non tanto un riferimento generico alla necessità di ascoltarli, quanto all&#8217;importanza di prendere sul serio la prospettiva dei giovani nella definizione delle politiche pubbliche italiane.</p>
</p>
<p>È in questa prospettiva che il prossimo 9 aprile si celebrerà la prima <strong>Giornata nazionale dell’ascolto dei minori</strong>, istituita l’estate scorsa dal parlamento.</p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">2 a 1 </span>il rapporto tra over 65 e under 14 in Italia oggi. Era 1,38 a 1 nel 2005.</p>
</section>
</p>
<p>Il primo elemento da evidenziare è che su aspetti come questi <strong>esistono pochi dati strutturati</strong>. Come abbiamo avuto modo di raccontare nel rapporto <a href="https://www.openpolis.it/non-sono-emergenza-le-parole-del-disagio-giovanile/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Non sono emergenza</a> dello scorso novembre, si tratta infatti di <strong>tendenze qualitative che vengono solitamente ricostruite con indagini campionarie ad hoc</strong>. D&#8217;altra parte, porsi questa domanda è il presupposto necessario per comprendere meglio la situazione attuale e intervenire di conseguenza.</p>
</p>
<p><div class="content_block" id="custom_post_widget-135826"><p></p>
</div></p>
<p><div id="il-diritto-allascolto-e-uno-dei-4-principi-fondamentali-garantiti-dalla-convenzione-sui-diritti-dellinfanzia-e-delladolescenza" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">L&#8217;importanza di ascoltare i bisogni dei minori</h3>
</p>
<p>Il <strong>diritto all&#8217;ascolto è uno dei 4 principi fondamentali</strong> garantiti dalla <a href="https://www.unicef.it/convenzione-diritti-infanzia/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">convenzione sui diritti dell&#8217;infanzia</a>, insieme a quello alla non discriminazione del minore, al rispetto del suo superiore interesse e al diritto alla vita, alla sopravvivenza e al corretto sviluppo.</p>
</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>Gli Stati parti garantiscono al fanciullo capace di discernimento il diritto di esprimere liberamente la sua opinione su ogni questione che lo interessa, le opinioni del fanciullo devono essere debitamente prese in considerazione tenendo conto della sua età e del suo grado di maturità.</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.unicef.it/convenzione-diritti-infanzia/articoli/" target="_blank">&#8211; Convenzione Onu sui diritti dell&#8217;infanzia e dell&#8217;adolescenza, art. 12</a>
									            </div>
</section>
</p>
<p>Perciò quando si parla di diritto all&#8217;ascolto non si tratta di un riferimento generico alla necessità di ascoltare bambini e ragazzi. Parliamo piuttosto della necessità di <strong>prendere sul serio il punto di vista dei più giovani nella definizione delle politiche pubbliche</strong>. In particolare quando queste riguardano direttamente loro.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">L&#8217;ascolto dei minori nel contesto familiare</h3>
</p>
<p id="block-75bd996b-d2fe-49d9-b694-2e53ab4e7077">Sono numerosi gli ambiti in cui è importante valutare quanto i giovani si sentono effettivamente ascoltati e quanto quindi ritengono venga <strong>valorizzato il loro punto di vista</strong>.</p>
</p>
<p>Un primo aspetto da considerare è la <strong>capacità di ascolto nel contesto familiare e scolastico</strong>. Offre diversi elementi utili in questa direzione l&#8217;indagine condotta dall&#8217;Istituto superiore di sanità sui <a href="https://www.epicentro.iss.it/hbsc/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">comportamenti collegati alla salute in ragazzi di età scolare</a>. Una ricerca che si colloca nell’ambito dell’indagine internazionale promossa dall’Organizzazione mondiale della sanità (<em>Health behaviour in school-aged children, Hbsc</em>), svolta ogni quattro anni attraverso un campione di alunni delle scuole secondarie di primo e secondo grado.</p>
</p>
<p><div id="al-crescere-delleta-diminuisce-la-quota-di-giovani-che-pensano-di-poter-trovare-ascolto-dai-genitori" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p>Nel 2022 – l’ultima edizione svolta – è emerso come<strong> al crescere dell&#8217;età diminuisca anche la facilità di parlare con i genitori</strong>. Si tratta di un indicatore indiretto della percezione rilevata da ragazze e ragazzi sulla capacità degli adulti a loro più prossimi (il padre e la madre) di saperli ascoltare e potenzialmente sostenerli in diversi momenti della vita.</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-facilita-nel-parlare-con-i-genitori-cala-al-crescere-delleta-ed-e-piu-bassa-per-le-ragazze/">La facilità nel parlare con i genitori cala al crescere dell&#8217;età ed è più bassa per le ragazze</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-facilita-nel-parlare-con-i-genitori-cala-al-crescere-delleta-ed-e-piu-bassa-per-le-ragazze/">Percentuale di studenti che dichiarano una facilità nel parlare con i genitori (2022)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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<p></amp-iframe>                        </p>
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Iss                                                                <br />(pubblicati: giovedì 2 Maggio 2024)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/04/la-facilita-nel-parlare-con-i-genitori-cala-al-crescere-delleta-ed-e-piu-bassa-per-le-ragazze.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-299127"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-299127" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>Sono soprattutto le <strong>madri</strong> &#8211; tanto per gli adolescenti maschi quanto per le coetanee &#8211; a essere considerate maggiormente accessibili e quindi, probabilmente, anche più capaci di ascoltare. In generale <strong>per le ragazze risulta comunque più difficile aprirsi con i genitori</strong>.</p>
</p>
<p><div id="354-degli-studenti-15enni-ritiene-che-gli-insegnanti-si-interessino-di-loro-tra-gli-11enni-la-quota-e-superiore-al-60" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">L&#8217;ascolto dei minori nel contesto scolastico</h3>
</p>
<p>La <strong>scuola rappresenta l&#8217;altro ambito di confronto quotidiano in cui cercare ascolto</strong>, tanto con gli adulti &#8211; a partire dagli insegnanti &#8211; quanto con i coetanei. Da questo punto di vista l&#8217;indagine Iss ha fatto emergere che la <strong>quota di studenti che si sentono accettati dai propri docenti</strong> è piuttosto elevata tra gli 11enni (85,7%), cala di 10 punti tra i 13enni (75%), mentre scende al 61,8% tra i 15enni. </p>
</p>
<p>In termini di ascolto, tuttavia, la <strong>fiducia degli alunni nella capacità degli insegnanti di interessarsi a loro appare piuttosto inferiore</strong>. Il 61,7% degli 11enni percepisce un interesse da parte dei docenti; la quota scende al 50,4% a 13 anni e al 35,4% a 15 anni. Si tratta di dati campionari, da leggere con cautela, che tuttavia indicano una <strong>tendenza &#8211; anche prevedibile &#8211; al peggioramento del rapporto con gli insegnanti al crescere dell’età</strong>.</p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">35,4% </span>degli studenti 15enni ritiene che gli insegnanti si interessino di loro. Tra gli 11enni la quota è superiore al 60%.</p>
</section>
</p>
<p>Nel gruppo dei pari, è interessante osservare come il <strong>rapporto positivo con i coetanei cali in corrispondenza dei 13 anni, per poi risalire successivamente</strong>. Gli <strong>adolescenti che considerano i propri compagni &#8220;gentili e disponibili&#8221;</strong>, presupposto per la costruzione di rapporti basati sulla fiducia e sull&#8217;ascolto, sono quasi il 70% a 11 anni (69,7%). La quota crolla di quasi 20 punti a 13 anni (51,7%), per riavvicinarsi al 60% tra i 15enni (58%).</p>
</p>
<p><div id="1-su-4-i-giovani-che-dichiarano-di-non-aver-contattato-i-decisori-perche-pensavano-che-non-sarebbero-stati-ascoltati" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">La percezione dell&#8217;ascolto da parte della società</h3>
</p>
<p>Quando si tratta di capacità di incidere nei processi partecipativi e decisionali, la<strong> fiducia dei ragazzi nella capacità delle istituzioni di ascoltarli assume un ruolo preponderante</strong>. Da questo punto di vista, le indagini di Eurobarometro consentono di analizzare l&#8217;<strong>attitudine dei giovani europei e italiani rispetto alle istituzioni nei diversi livelli</strong>.</p>
</p>
<p>Nell&#8217;ultima edizione dell&#8217;<a href="https://www.europarl.europa.eu/at-your-service/it/be-heard/eurobarometer/socio-demographic-trends-edition-11" target="_blank" rel="noreferrer noopener">indagine sulle tendenze socio-demografiche nell&#8217;opinione pubblica</a> è emerso che, in media, i giovani hanno più fiducia del resto della popolazione nelle istituzioni sia europee che nazionali. Il<strong> 61% dei 15-24enni dichiara fiducia nel parlamento europeo</strong> (contro una media della popolazione del 56%), e il <strong>42% in quello nazionale</strong> (media popolazione: 37%).</p>
</p>
<p>Allo stesso tempo, l&#8217;<a href="https://europa.eu/eurobarometer/surveys/detail/3392" target="_blank" rel="noreferrer noopener">indagine specifica sulla gioventù del 2024</a> &#8211; rilasciata nel febbraio scorso &#8211; mostra un <strong>quadro più chiaroscuro rispetto alla percezione delle giovani generazioni (in questo caso considerate nella coorte 16-30 anni) di poter incidere nei processi decisionali</strong>.</p>
</p>
<p>Il <strong>21% del campione di giovani in Italia ha dichiarato di aver promosso o sottoscritto una petizione</strong> (cartacea o online), a fronte di una media Ue del 26%. Mentre supera la media europea la quota di ragazze e ragazzi che ha preso parte a organizzazioni giovanili (14% a fronte dell&#8217;11% in Ue).</p>
</p>
<div id="strillo-testo-block_a365eb1524d0622a08c89770e092e210" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>La percezione dei giovani è di una difficoltà nell&#8217;essere ascoltati da società e istituzioni.</p>
</section></div>
</p>
<p>La quota di giovani italiani che dichiara di aver contattato un politico per una questione o un problema è limitato (7%) ma tutto sommato in linea con la media Ue (8%). Il motivo, in Italia come nella media europea, è di una <strong>percezione di scarsa capacità di incidere o di trovare ascolto</strong>. Il 31% dichiara di non aver mai contattato un decisore perché non pensa che avrebbe avuto un impatto (media Ue 30%). Un <strong>quarto del totale (25%) non lo ha fatto perché &#8220;non pensa che chi prende decisioni ascolti persone come me&#8221;</strong> (23% in Ue).</p>
</p>
<p>Queste tendenze portano a riflettere sull&#8217;<strong>aspettativa che i giovani, e i minori in particolare, nutrono rispetto all&#8217;essere presi in considerazione</strong> dagli adulti ai vari livelli: familiare, scolastico, istituzionale. In termini individuali, ovviamente; ma anche generazionali se si considera che parliamo di una <strong>fascia demografica molto meno numerosa rispetto al passato</strong>.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">I giovani sono sempre di meno</h3>
</p>
<p>Ogni riflessione sull&#8217;ascolto dei minori non può prescindere dal fatto che si tratta di un <strong>segmento demografico sempre più fragile</strong>, per una serie di motivi.</p>
</p>
<p><div id="i-minori-in-italia-oggi-sono-il-67-in-meno-del-2019-il-calo-riguarda-il-98-delle-citta" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p>Non solo perché i minorenni, come abbiamo avuto modo di raccontare, sono oggi <a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-minori-sono-la-fascia-deta-piu-spesso-in-poverta-assoluta/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">la fascia d&#8217;età più esposta alla povertà assoluta</a>, ma anche perché la consistenza demografica degli under 18 è diminuita molto negli ultimi anni.</p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">-6,7% </span>i residenti 0-17 anni tra 2019 e 2024.</p>
</section>
</p>
<p><strong>Nel 2019 erano quasi 9,6 milioni</strong> i bambini e ragazzi con meno di 18 anni residenti nel nostro paese. Sono scesi a 9,35 milioni nel 2021, per poi attestarsi <strong>sotto la soglia dei 9 milioni dall&#8217;anno scorso</strong>. Nel 2024 infatti il numero di abitanti tra 0 e 17 anni ha raggiunto gli 8,9 milioni. Ovvero quasi il 7% in meno rispetto a cinque anni prima.</p>
</p>
<p>Questo fenomeno ha riguardato l&#8217;Italia nel suo complesso, e in particolare alcuni territori, come visibile dalla mappa. <strong>In alcune regioni del mezzogiorno</strong>, come <strong>Sardegna</strong> e <strong>Basilicata</strong>, il calo medio dei minori dal 2019 è stato superiore al 10%. Un calo poco inferiore si è registrato in <strong>Molise</strong> (-9,79%) e <strong>Puglia</strong> (-9,05%). Mentre hanno tenuto maggiormente aree come il <strong>Trentino Alto Adige</strong> (-3,79%), <strong>Liguria</strong> ed <strong>Emilia-Romagna</strong> (-5,05%). A livello comunale, la situazione è ancora più diversificata. Nella quasi totalità dei capoluoghi, ad esempio, i residenti con meno di 18 anni sono diminuiti dal 2019.</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-98-delle-citta-la-popolazione-minorile-e-diminuita-tra-2019-e-2024/">In cinque anni la popolazione minorile è diminuita nel 98% delle città italiane</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-98-delle-citta-la-popolazione-minorile-e-diminuita-tra-2019-e-2024/">Variazione percentuale dei residenti minori tra 2019 e 2024, per comune</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
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</p></div>
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                             aria-labelledby="chart_299152_tab3"></p>
<p>La mappa mostra la variazione percentuale del numero di residenti di età compresa tra 0 e 17 anni, tra 2019 e 2024. Dato non riportato per i comuni non esistenti nell&#8217;intera storica, per quelli derivanti da fusioni e da fusioni per incorporazione.</p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Istat                                                                <br />(pubblicati: lunedì 1 Gennaio 2024)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/04/nel-98-delle-citta-la-popolazione-minorile-e-diminuita-tra-2019-e-2024.png" target="_blank" download></a></p></div>
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                                          data-param-text="In cinque anni la popolazione minorile è diminuita nel 98% delle città italiane"
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<div>
<p><label for="embed-chart-299152"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-299152" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;505&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/nel-98-delle-citta-la-popolazione-minorile-e-diminuita-tra-2019-e-2024/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>Solo in 2 città capoluogo, <strong>Ragusa</strong> e <strong>La</strong> <strong>Spezia</strong>, la popolazione minorile è leggermente aumentata tra 2019 e 2024, rispettivamente dell&#8217;1,3% e dello 0,5%. Negli altri si registra il segno meno, in particolare a Fermo, Avellino, Carbonia, Sassari, Nuoro e Trapani dove il calo supera l&#8217;11%.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Scarica, condividi e riutilizza i dati</h3>
</p>
<section class="download">
<div class="dw-content">
<div class="intro">
<p>Scarica i dati comunali, regione per regione</p>
</div>
<div class="files">
<p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale%2Bpov%2Bedu/minori_residenti/residenti_minori_abruzzo.xls">Abruzzo</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale%2Bpov%2Bedu/minori_residenti/residenti_minori_basilicata.xls">Basilicata</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale%2Bpov%2Bedu/minori_residenti/residenti_minori_calabria.xls">Calabria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale%2Bpov%2Bedu/minori_residenti/residenti_minori_campania.xls">Campania</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale%2Bpov%2Bedu/minori_residenti/residenti_minori_emilia_romagna.xls">Emilia-Romagna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale%2Bpov%2Bedu/minori_residenti/residenti_minori_fvg.xls">Friuli-Venezia Giulia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale%2Bpov%2Bedu/minori_residenti/residenti_minori_lazio.xls">Lazio</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale%2Bpov%2Bedu/minori_residenti/residenti_minori_liguria.xls">Liguria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale%2Bpov%2Bedu/minori_residenti/residenti_minori_lombardia.xls">Lombardia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale%2Bpov%2Bedu/minori_residenti/residenti_minori_marche.xls">Marche</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale%2Bpov%2Bedu/minori_residenti/residenti_minori_molise.xls">Molise</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale%2Bpov%2Bedu/minori_residenti/residenti_minori_piemonte.xls">Piemonte</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale%2Bpov%2Bedu/minori_residenti/residenti_minori_puglia.xls">Puglia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale%2Bpov%2Bedu/minori_residenti/residenti_minori_sardegna.xls">Sardegna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale%2Bpov%2Bedu/minori_residenti/residenti_minori_sicilia.xls">Sicilia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale%2Bpov%2Bedu/minori_residenti/residenti_minori_toscana.xls">Toscana</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale%2Bpov%2Bedu/minori_residenti/residenti_minori_trentinoAA.xls">Trentino-Alto Adige</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale%2Bpov%2Bedu/minori_residenti/residenti_minori_umbria.xls">Umbria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale%2Bpov%2Bedu/minori_residenti/residenti_minori_vda.xls">Valle d’Aosta</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale%2Bpov%2Bedu/minori_residenti/residenti_minori_veneto.xls">Veneto</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale%2Bpov%2Bedu/minori_residenti/residenti_minori_totale_nazionale.xls">Totale nazionale</a>.</p>
</div></div>
</section>
</p>
<p>I contenuti dell’Osservatorio povertà educativa&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/cosa/poverta-educativa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">#conibambini</a>&nbsp;sono realizzati da Openpolis con l’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell’articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l’obiettivo di creare un’unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di&nbsp;<em>data journalism</em>&nbsp;o anche per semplice consultazione. La fonte dei dati sulla variazione percentuale dei residenti minori è Istat. Il dato non è riportato per i comuni non esistenti nell’intera storica, per quelli derivanti da fusioni e da fusioni per incorporazione.</p>
</p>
<p>Foto: Unslpash <a href="https://unsplash.com/it/foto/ragazza-che-tiene-il-palloncino-bnuFRiQDYIM" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Mika Baumeister</a> &#8211; <a href="https://unsplash.com/it/licenza" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Licenza</a></p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/litalia-e-la-capacita-di-ascoltare-i-bisogni-dei-minori/">L&#8217;Italia e la capacità di ascoltare i bisogni dei minori</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Non sono emergenza, le parole e i numeri del disagio giovanile</title>
		<link>https://www.openpolis.it/non-sono-emergenza-le-parole-del-disagio-giovanile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Nov 2024 06:35:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=296379</guid>

					<description><![CDATA[<p>Per evitare un racconto aneddotico sulla condizione degli adolescenti serve partire dai dati e dalle definizioni corrette di tendenze e fenomeni. Parole e numeri per mettere a fuoco la loro condizione dopo la pandemia, nell'ambito della campagna di Con i Bambini "Non sono emergenza".</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/non-sono-emergenza-le-parole-del-disagio-giovanile/">Non sono emergenza, le parole e i numeri del disagio giovanile</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[</p>
<p>Durante l&#8217;emergenza Covid il tema del <strong>disagio giovanile</strong> è tornato all&#8217;ordine del giorno. Tuttavia il dibattito si è sviluppato in modo molto spesso frammentario, aneddotico, non alimentato con dati certi.</p>
</p>
<p>Del resto, nell’affrontare la questione, il <strong>primo ostacolo è proprio la possibilità di reperire informazioni qualificate, </strong>strutturate e di qualità sulla condizione di ragazze e ragazzi dopo il Covid attraverso i dati.</p>
</p>
<p>Ancora più che in altri ambiti, il panorama informativo e la discussione sul disagio giovanile si caratterizza per l’<strong>elevata infodemia. </strong>Un neologismo inserito dalla Treccani proprio nel pieno dell’emergenza sanitaria, definibile come</p>
</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>(&#8230;) circolazione di una quantità eccessiva di informazioni, talvolta non vagliate con accuratezza, che rendono difficile orientarsi su un determinato argomento per la difficoltà di individuare fonti affidabilI</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.treccani.it/vocabolario/infodemia_(Neologismi)/" target="_blank">&#8211; Treccani, Infodemia (neologismi 2020)</a>
									            </div>
</section>
</p>
<p>Poche definizioni potrebbero descrivere meglio lo stato attuale della discussione sul tema. Sui media, dai giornali alla televisione, così come sui social, <strong>abbondano pareri, servizi, interviste, numeri. </strong>Eppure è <strong>difficile arrivare a una sintesi, o perlomeno a un </strong><strong>quadro chiaro </strong>su cosa stiano vivendo giovani e giovanissimi.</p>
</p>
<p><strong>Non è certo un problema la varietà di punti di vista diversi </strong>sull’argomento, che anzi <strong>sono preziosi </strong>e contribuiscono al confronto critico e, potenzialmente, a un’interpretazione condivisa su cosa stia davvero accadendo nel paese.</p>
</p>
<p><strong>Il problema casomai è che questo dibattito è in corso, </strong>almeno tra i non addetti ai lavori, dai cittadini ai media generalisti, ma anche tra gli stessi decisori, <strong>quasi prescindendo dai dati. </strong>Oppure avvalendosi di cifre parziali, informazioni non strutturate che servono più a supportare l’aneddotica personale che a offrire un ragionamento compiuto e costruttivo.</p>
</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/glossari/disagio-giovanile/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Le &#8220;Parole&#8221; del disagio giovanile<br />
<br /><strong>Leggi</strong></a>.</p>
</section>
</p>
<p>Nell&#8217;ambito della campagna <a href="https://www.nonsonoemergenza.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Non sono emergenza</a> dell&#8217;impresa sociale Con i Bambini, proponiamo alcune delle<strong> parole chiave e i dati per comprendere meglio la situazione </strong>in corso tra bambini e ragazzi, dopo la pandemia.</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/le-parole-del-disagio-giovanile-dopo-la-pandemia/">Le Parole del disagio giovanile dopo la pandemia</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/le-parole-del-disagio-giovanile-dopo-la-pandemia/">Scorri e clicca sulla Parola che vuoi consultare</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Istat, Iss, Transcrime, Invalsi                                                                <br />(pubblicati: lunedì 18 Novembre 2024)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/11/le-parole-del-disagio-giovanile-dopo-la-pandemia.jpg" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-296377"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-296377" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">La necessità di un approccio basato sui dati</h3>
</p>
<p>Terminata l&#8217;emergenza Covid, <strong>alcuni dati possono aiutarci a capire </strong>cosa sia successo in quella fase storica e quali siano oggi le ripercussioni sulla vita dei più giovani. La didattica a distanza e le chiusure prolungate delle scuole hanno sicuramente avuto un impatto in termini di <strong>apprendimenti, pagato soprattutto dagli studenti svantaggiati</strong>.</p>
</p>
<section class="download">
<div class="dw-content">
<div class="intro">
<p>Il report completo</p>
</div>
<div class="files">
<p><a href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/11/Report_nonsonoemergenza_desktop.pdf" target="_blank" rel="noopener">Scarica</a></p>
</div></div>
</section>
<div id="strillo-testo-block_2882542d68079da3542d32ed838421e5" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Molti indicatori segnalano un aumento del disagio tra i più giovani.</p>
</section></div>
</p>
<p>Le difficoltà economiche di alcuni nuclei familiari hanno spinto all’<strong>aumento dell’incidenza della povertà minorile</strong>, ai suoi massimi nella serie storica recente. In parallelo con la rarefazione delle relazioni sociali, il <strong>benessere psicologico è diminuito</strong>, specialmente tra le ragazze, così come sono aumentati i casi di disturbi alimentari e altri comportamenti a rischio.<strong> </strong></p>
</p>
<p><strong>E tuttavia non tutti i segnali sono negativi</strong>, se si guarda alla <strong>capacità dei giovani di mobilitarsi </strong>su temi che hanno a cuore e di impegnarsi in modo organizzato per essere agenti di cambiamento nel mondo in cui vivono. <strong>Se c’è un problema </strong>nella condizione attuale di bambini e ragazzi, e sicuramente c’è, <strong>non sarà un approccio emergenziale, dettato da una logica catastrofista, a risolverlo</strong>. Solo interventi sociali e politiche pubbliche costruite con il coinvolgimento attivo dei più giovani, e indirizzate alle loro necessità ed esigenze, potranno farlo.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Cosa raccontano i dati a disposizione</h3>
</p>
<p>Nel giugno dell’anno scorso, un’indagine demoscopica promossa da Con i Bambini e Demopolis ha fatto emergere come il <strong>54% degli adolescenti intervistati ritenga di non essere capito dagli adulti. </strong>Un’opinione peraltro condivisa dal 45% dei genitori.</p>
</p>
<p>Questa tendenza porta a interrogarsi sui fattori che ne stanno alla base, con particolare attenzione al disagio vissuto da bambini e ragazzi durante e dopo la pandemia. <strong>Un disagio che è innanzitutto di natura sociale ed economica: </strong>secondo le stime di Istat, pubblicate il 17 ottobre scorso, <a href="https://www.openpolis.it/cresce-la-poverta-assoluta-tra-bambini-e-ragazzi-delle-famiglie-svantaggiate/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">quasi il 14% dei minori nel 2023 si è trovato in povertà assoluta</a>. Ovvero l’incidenza più elevata della serie storica dal 2014, a seguito della revisione metodologica avvenuta negli ultimi anni. Dopo la pandemia, i bambini e ragazzi che vivono in famiglie in povertà assoluta sono arrivati a sfiorari gli 1,3 milioni.</p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">1,29 </span>milioni di minori in povertà assoluta nel 2023. Il 13,8% del totale.</p>
</section>
</p>
<p>Tuttavia <strong>sarebbe riduttivo affrontare la questione solo dal punto di vista della deprivazione materiale, </strong>senza andare alle radici educative, culturali, sociali, psicologiche che ne sono alla base. Dimensioni che spesso sono anche collegate tra loro.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Disagio giovanile e apprendimenti degli studenti</h3>
</p>
<p>In termini educativi, <strong>gli anni di pandemia si sono segnalati per un calo netto negli apprendimenti</strong>. Nel 2022 quasi uno studente su 10 (9,7%) in quinta superiore si è trovato in dispersione implicita, vale a dire nella situazione di chi, pur portando a termine gli studi, lo fa senza aver raggiunto competenze di base adeguate. </p>
</p>
<p>Una <strong>crescita significativa rispetto a prima della pandemia</strong>: gli alunni in dispersione implicita erano il 7% nel 2019. Il fenomeno<strong> ha riguardato soprattutto gli studenti svantaggiati</strong>: gli alunni con alle spalle una famiglia in condizione medio-bassa sono passati da una dispersione implicita dell’8% nel 2019 al 12% nel 2022.</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/durante-il-covid-la-dispersione-implicita-ha-raggiunto-il-12-tra-gli-studenti-svantaggiati/">Durante il Covid, la dispersione implicita ha raggiunto il 12% tra gli studenti svantaggiati</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/durante-il-covid-la-dispersione-implicita-ha-raggiunto-il-12-tra-gli-studenti-svantaggiati/">Percentuale di studenti di V superiore che concludono l’ultimo anno con competenze di base del tutto inadeguate, per livello di Escs (2019-22)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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                         aria-labelledby="chart_296418_tab1"><br />
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<p></amp-iframe>                        </p>
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Invalsi                                                                <br />(pubblicati: mercoledì 6 Luglio 2022)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/10/durante-il-covid-la-dispersione-implicita-ha-raggiunto-il-12-tra-gli-studenti-svantaggiati.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-296418"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-296418" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p><strong>Con il superamento dell’emergenza, i livelli di dispersione implicita sono tornati a calare</strong>: <strong>nei test del 2024</strong>, per la prima volta, si è assistito a una contrazione che porta la quota di studenti di quinta con apprendimenti insufficienti nelle materie di base <strong>sotto i livelli pre-Covid (6,6%)</strong>.</p>
</p>
<p>Un dato molto significativo e positivo, che però non deve far dimenticare gli <strong>sforzi ancora necessari per recuperare la situazione precedente la pandemia</strong>. </p>
</p>
<section class="glossary">
<div>
                <mark><br />
																		Si trovano in dispersione scolastica implicita gli studenti che, pur completando il percorso scolastico, non hanno competenze di base adeguate. Un problema grave, anche se meno visibile dell&#039;abbandono scolastico.</br><br />
											                </mark><br />
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/dispersione-implicita/"><br />
                &#8220;Dispersione scolastica &#8220;implicita&#8221;&#8221;</a></span></p></div>
</section>
</p>
<p>Se si isolano gli studenti di quinta superiore con apprendimenti insufficienti in <strong>italiano</strong>, quasi il 44% non raggiunge livelli adeguati, e di questi il 18,7% si attesta su risultati del tutto inadeguati. In <strong>matematica</strong> queste due percentuali salgono rispettivamente al 47,5% e al 25,5%.</p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">64% </span>gli studenti di V superiore con risultati adeguati in italiano nel 2019. Oggi sono il 56%.</p>
</section>
</p>
<p><strong>In queste due materie chiave la situazione pre-Covid non appare ancora pienamente recuperata</strong>, e andrà monitorata nel tempo. Nel 2019 risultati positivi erano raggiunti dal 64% dei ragazzi di quinta in italiano e dal 61% in matematica. Nel 2024 l’incidenza è invece rispettivamente al 56% e al 52%, nonostante il miglioramento rispetto agli anni più acuti della pandemia.</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-recupero-in-apprendimenti-chiave-non-e-ancora-completo-rispetto-al-pre-covid/">Il recupero in materie chiave non è ancora completo rispetto al pre-Covid</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-recupero-in-apprendimenti-chiave-non-e-ancora-completo-rispetto-al-pre-covid/">Percentuale di studenti che raggiungono i traguardi previsti in italiano e in matematica al termine del secondo ciclo d’istruzione (2019-25)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                         aria-labelledby="chart_295607_tab1"><br />
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Invalsi                                                                <br />(pubblicati: mercoledì 9 Luglio 2025)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/10/il-recupero-in-apprendimenti-chiave-non-e-ancora-completo-rispetto-al-pre-covid.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-295607"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-295607" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Relazioni sociali e benessere psicologico</h3>
</p>
<p>Una <strong>crisi educativa con conseguenze quindi di lungo periodo</strong>, che può essere il sintomo di qualcosa di più profondo nel benessere sociale e psicologico di ragazze e ragazzi. Nella pandemia, complice la necessità di mantenere il distanziamento fisico, sono emersi alcuni segnali di <strong>rarefazione nei rapporti sociali</strong>, anche e soprattutto tra i giovani.</p>
</p>
<p>Durante il Covid, in base alle rilevazioni svolte dall’istituto nazionale di statistica, il 50,5% degli alunni delle scuole secondarie ha riportato una <strong>diminuzione nella frequentazione di amiche e amici</strong>, con un parallelo incremento nell’utilizzo di chat e social media per comunicare (in crescita per circa il 70% dei ragazzi).</p>
</p>
<p><strong>Tendenze che l’emergenza in realtà sembra solo aver accelerato, e che spesso erano già in corso da prima della pandemia</strong>. Nel 2005, la quota di giovani che dichiaravano di vedere tutti i giorni i propri amici era pari al 70,8% tra 11 e 14 anni e al 72,2% tra 15 e 17. Nel 2019, quindi già prima del Covid, la quota era crollata rispettivamente al 34,3% e al 39,1%. </p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-quota-di-ragazzi-che-vedono-tutti-i-giorni-gli-amici-era-crollata-gia-prima-della-pandemia/">La quota di ragazzi che vedono tutti i giorni gli amici era crollata già prima della pandemia</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-quota-di-ragazzi-che-vedono-tutti-i-giorni-gli-amici-era-crollata-gia-prima-della-pandemia/">Percentuale di 11-17enni che incontrano tutti i giorni gli amici nel tempo libero (2005-23)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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                         aria-labelledby="chart_290534_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/la-quota-di-ragazzi-che-vedono-tutti-i-giorni-gli-amici-era-crollata-gia-prima-della-pandemia/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/05/la-quota-di-ragazzi-che-vedono-tutti-i-giorni-gli-amici-era-crollata-gia-prima-della-pandemia.png" placeholder ></amp-img></p>
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<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-quota-di-ragazzi-che-vedono-tutti-i-giorni-gli-amici-era-crollata-gia-prima-della-pandemia/">La quota di ragazzi che vedono tutti i giorni gli amici era crollata già prima della pandemia &#8211; Percentuale di 11-17enni che incontrano tutti i giorni gli amici nel tempo libero (2005-23)</a></div>
</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Istat                                                                <br />(consultati: giovedì 2 Maggio 2024)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/05/la-quota-di-ragazzi-che-vedono-tutti-i-giorni-gli-amici-era-crollata-gia-prima-della-pandemia.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-290534"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-290534" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;505&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/la-quota-di-ragazzi-che-vedono-tutti-i-giorni-gli-amici-era-crollata-gia-prima-della-pandemia/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>L’emergenza ha ovviamente contribuito ad aggravare il fenomeno: nel 2021 la percentuale di giovani 11-14enni che vedono gli amici tutti i giorni è scesa 18,4% (20,4% tra i 15-17enni). Ma, in uscita dall’emergenza, la quota non appare comunque recuperata rispetto al pre-pandemia: nel 2023 dichiarano di vedere tutti i giorni i propri amici il 27,6% degli 11-14enni e il 30,1% dei 15-17enni. Sicuramente <strong>molto lontano rispetto al 70% della generazione precedente</strong>.</p>
</p>
<p>Oltre alla rarefazione nelle relazioni sociali, durante la pandemia si sono registrati diversi segnali di<strong> peggioramento nel benessere psicologico</strong> tra i minori. Rispetto a questa tendenza, va segnalato il <strong>grande sforzo della comunità scientifica nell’indagarne le cause, specialmente dopo la pandemia</strong>.</p>
</p>
<p>Va in questa direzione la ricerca promossa dall’autorità garante per l’infanzia (Agia) insieme all’istituto superiore di sanità (Iss), da cui emergono una serie di fattori di rischio, sia endogeno (relativo al minore e alla sua famiglia) che esogeno (riferiti al contesto in cui vive).</p>
</p>
<p><p>&nbsp;</p>
<p><h2 id="tablepress-4436-name" class="tablepress-table-name tablepress-table-name-id-4436">Fattori di rischio per il benessere psico-fisico dei minori nel Covid</h2>

<table id="tablepress-4436" class="tablepress tablepress-id-4436 w-100" aria-labelledby="tablepress-4436-name" aria-describedby="tablepress-4436-description">
<thead>
<tr class="row-1">
	<th class="column-1"><center><b>Fattori endogeni</b></center></th><th class="column-2"><center><b>Fattori esogeni</b></center></th>
</tr>
</thead>
<tbody class="row-striping row-hover">
<tr class="row-2">
	<td class="column-1">Esperienze di isolamento, malattia grave e/o decesso di uno o più familiari </td><td class="column-2">Assenza di un approccio di sistema (mancato coordinamento delle reti sociali, sanitarie ed educative)</td>
</tr>
<tr class="row-3">
	<td class="column-1">Situazioni familiari complesse (es. separazione dei genitori, assenza o iperprotezione di figure adulte di riferimento, sovraccarico lavorativo dei genitori o lavori ad alto rischio COVID) </td><td class="column-2">Mancanza di una rete di servizi sociosanitari ed educativi sufficientemente efficace (es. tra servizi di neuropsichiatria infantile, psicologia, scuola e sociale) </td>
</tr>
<tr class="row-4">
	<td class="column-1">Problematiche psicologiche e neuropsichiatriche preesistenti</td><td class="column-2">Inadeguatezza dei sistemi di accoglienza e cura</td>
</tr>
<tr class="row-5">
	<td class="column-1">Stress correlato alla richiesta di prestazioni scolastiche elevate</td><td class="column-2">Prolungati periodi di chiusura della scuola </td>
</tr>
<tr class="row-6">
	<td class="column-1">Difficoltà nella gestione temporale della routine quotidiana </td><td class="column-2">Percezione costante di incertezza e sfiducia nelle istituzioni</td>
</tr>
<tr class="row-7">
	<td class="column-1">Utilizzo inadeguato e/o eccessivo dei dispositivi tecnologici per le attività didattiche e le relazioni sociali (es. eccesso di social network)</td><td class="column-2">Mancanza di zone verdi e chiusura prolungata di luoghi di aggregazione e/o socializzazione </td>
</tr>
<tr class="row-8">
	<td class="column-1">Mancata conoscenza della lingua italiana da parte dei migranti e delle loro famiglie</td><td class="column-2">Confusione generata dalla comunicazione da parte dei mass media </td>
</tr>
<tr class="row-9">
	<td class="column-1">Mancanza o inadeguatezza di risorse informatiche </td><td class="column-2">Mancanza o inadeguatezza di risorse informatiche </td>
</tr>
<tr class="row-10">
	<td class="column-1">Episodi di violenza sui minorenni e violenza assistita</td><td class="column-2">Fragilità socio-culturali ed economiche (es. posizioni lavorative precarie o perdita del lavoro dei genitori) </td>
</tr>
</tbody>
</table>
<span id="tablepress-4436-description" class="tablepress-table-description tablepress-table-description-id-4436">Fonte: Iss e Agia, Pandemia, neurosviluppo e salute mentale di bambini e ragazzi (2022) </span>
</p>
<p>&nbsp;</p>
</p>
</p>
<p>Mostra alcune avvisaglie in questa direzione anche l<strong>’indice di salute mentale</strong> raccolto da Istat per gli indicatori del Bes (benessere equo e sostenibile).</p>
</p>
<section class="glossary">
<div>
                <mark><br />
																		Monitorare la salute mentale delle persone, e in particolare dei minori, non è semplice con i dati oggi disponibili. Alcuni indicatori tuttavia segnalano un peggioramento in seguito alla pandemia nel benessere psicologico degli adolescenti.</br><br />
											                </mark><br />
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/salute-mentale/"><br />
                &#8220;Salute mentale&#8221;</a></span></p></div>
</section>
</p>
<p>Si tratta di una misura di disagio psicologico che fa sintesi, attraverso le risposte a questionari specifici, delle quattro dimensioni principali della salute mentale (ansia, depressione, perdita di controllo comportamentale o emozionale e benessere psicologico).<strong> L’indice di sintesi varia tra 0 e 100, con migliori condizioni di benessere psicologico al crescere del valore dell’indice</strong>.</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2023-torna-a-peggiorare-lindice-di-salute-mentale-tra-i-giovani/">Nel 2023 torna a peggiorare l&#8217;indice di salute mentale tra i giovani</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2023-torna-a-peggiorare-lindice-di-salute-mentale-tra-i-giovani/">Indice di salute mentale per fascia d&#8217;età (2016-2023)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                         aria-labelledby="chart_293757_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/nel-2023-torna-a-peggiorare-lindice-di-salute-mentale-tra-i-giovani/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/10/nel-2023-torna-a-peggiorare-lindice-di-salute-mentale-tra-i-giovani.png" placeholder ></amp-img></p>
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Istat (Bes)                                                                <br />(pubblicati: venerdì 12 Aprile 2024)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/10/nel-2023-torna-a-peggiorare-lindice-di-salute-mentale-tra-i-giovani.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-293757"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-293757" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>Anche in questo caso, con la pandemia si registra un peggioramento. L’<strong>indice di salute mentale </strong>medio tra i 14-19enni nel 2021 è calato a 70,3, dal 73,9 registrato nella rilevazione dell’anno precedente. Nel 2022 l’indice di salute mentale tra gli adolescenti è tornato a migliorare (72,6), per poi scendere nuovamente l’anno successivo (71 nel 2023). Con un divario di genere che vede un minor benessere psicologico per le ragazze (con un indice di 67,4 per le giovani di 14-19 anni nel 2023) rispetto ai ragazzi (74,3).</p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">71 </span>l’indice di salute mentale tra 14-19enni nel 2023. In peggioramento rispetto al 2022: i livelli pre-Covid non sono ancora recuperati.</p>
</section>
</p>
<p><strong>Ulteriori segnali di malessere psicologico </strong>emergono dalle rilevazioni di Iss, l’istituto superiore di sanità, nell’ambito dell’indagine sulle dipendenze comportamentali nella <strong>generazione Z </strong>(i nativi digitali, nati tra la fine degli anni ’90 e il 2012). Uno studio, basato su un campione rappresentativo della popolazione scolastica 11-17 anni, per rilevare la prevalenza di alcuni disturbi in seguito all’emergenza Covid-19.</p>
</p>
<p>Da questa indagine è emerso che si possono stimare in 65.967 gli studenti tra 11 e 17 anni con <strong>tendenza all’isolamento sociale </strong>nei sei mesi precedenti la rilevazione. Ovvero l’1,6% del totale, sulla base del campione rappresentativo della popolazione studentesca selezionato da Iss. </p>
</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/parole/hikikomori-ritiro-sociale" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Hikikomori<br />
<br /><strong>Vai al glossario</strong></a>.</p>
</section>
</p>
<p>Sempre attraverso questo campione, si può stimare che quasi 100mila ragazze e ragazzi (il 2,5% degli 11-17enni) presentino caratteristiche compatibili con la presenza di una <strong>dipendenza da social media</strong>. Una tendenza correlata con le <strong>difficoltà nell’instaurare una relazione costruttiva con genitori e adulti</strong>. Tra gli 11-13enni a rischio dipendenza da social, il 75,9% dichiara una difficoltà comunicativa con i genitori. La quota scende al 40,5% in chi non presenta il rischio.</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nelle-regioni-del-mezzogiorno-si-registra-un-uso-piu-problematico-dei-social-tra-i-minori/">Nelle regioni del mezzogiorno si registra un uso più problematico dei social tra i minori</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nelle-regioni-del-mezzogiorno-si-registra-un-uso-piu-problematico-dei-social-tra-i-minori/">Perc. adolescenti che fanno uso problematico dei social media, 6+ criteri (2022)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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                         aria-labelledby="chart_294711_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/nelle-regioni-del-mezzogiorno-si-registra-un-uso-piu-problematico-dei-social-tra-i-minori/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/10/nelle-regioni-del-mezzogiorno-si-registra-un-uso-piu-problematico-dei-social-tra-i-minori.png" placeholder ></amp-img></p>
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<p></amp-iframe>                        </p>
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Iss                                                                <br />(ultimo aggiornamento: giovedì 2 Maggio 2024)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/10/nelle-regioni-del-mezzogiorno-si-registra-un-uso-piu-problematico-dei-social-tra-i-minori.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-294711"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-294711" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>Basandosi sul campione rappresentativo, si possono stimare in quasi mezzo milione i <strong>ragazzi a rischio di internet gaming disorder</strong>, ovvero “l’uso persistente e ricorrente di Internet per partecipare a giochi, spesso con altri giocatori, che porta a compromissione o disagio clinicamente significativi per un periodo di 12 mesi”. </p>
</p>
<p>Mentre oltre 370mila studenti 11-17enni (il 9,3% del campione) potrebbero presentare un grave <strong>rischio di dipendenza da cibo</strong>. </p>
</p>
<section class="glossary">
<div>
                <mark><br />
																		La dipendenza da cibo è un comportamento alimentare che implica il consumo eccessivo di alimenti specifici, altamente appetibili (cioè cibi ricchi di sale, grassi e zuccheri) in quantità superiori al fabbisogno energetico omeostatico (Iss).</br><br />
											                </mark><br />
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/disturbi-alimentari-e-food-addiction/"><br />
                &#8220;Disturbi alimentari e food addiction&#8221;</a></span></p></div>
</section>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/quasi-il-10-dei-minori-11-17-anni-mostra-i-segnali-di-una-grave-dipendenza-da-cibo/">Quasi il 10% dei minori 11-17 anni mostra i segnali di una grave dipendenza da cibo</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/quasi-il-10-dei-minori-11-17-anni-mostra-i-segnali-di-una-grave-dipendenza-da-cibo/">Percentuale di alunni 11-17 anni per profilo di problematicità della dipendenza da cibo</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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                         aria-labelledby="chart_290556_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/quasi-il-10-dei-minori-11-17-anni-mostra-i-segnali-di-una-grave-dipendenza-da-cibo/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/05/quasi-il-10-dei-minori-11-17-anni-mostra-i-segnali-di-una-grave-dipendenza-da-cibo.png" placeholder ></amp-img></p>
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<p></amp-iframe>                        </p>
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Iss                                                                <br />(pubblicati: giovedì 11 Gennaio 2024)
                                        </p>
</p></div>
<div class="opmag-chart-actions">
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/05/quasi-il-10-dei-minori-11-17-anni-mostra-i-segnali-di-una-grave-dipendenza-da-cibo.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-290556"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-290556" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>Altri dati, come quelli provenienti dagli <strong>accessi al pronto soccorso </strong>del ministero della salute, mostrano che tali problematiche potrebbero aver avuto una crescita nel corso della pandemia. Nel 2021 sono stati 2.778 gli accessi in pronto soccorso di minori per <strong>sindromi e disturbi da alterato comportamento alimentare</strong>, in crescita del 10,5% rispetto al 2019. </p>
</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/parole/disturbi-alimentari-e-food-addiction" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Disturbi alimentari<br />
<br /><strong>Vai al glossario</strong></a>.</p>
</section>
</p>
<p>Un <strong>problema soprattutto tra le ragazze</strong>: l’incidenza femminile tra gli under 25 è infatti passata dal 61,1% del 2019 al 72,7% del 2021. Tra gli adolescenti maschi invece è più frequente l’abuso di alcol. Il 29,3% dei giovani di 14-17 anni nel 2022 ha presentato almeno un comportamento a rischio nel consumo, contro il 25% delle coetanee.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Discriminazioni, bullismo e fenomeni di violenza</h3>
</p>
<p>In un paese con 1,3 milioni di minori residenti con background migratorio, un altro aspetto indagato dopo lo scoppio dell’emergenza è stato <strong>l’impatto di fenomeni di discriminazione e bullismo</strong>, grazie alle rilevazioni specifiche di Istat. </p>
</p>
<div id="strillo-testo-block_cdeb27bfb19592a6e636854483523558" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Ragazze e minori stranieri sono più spesso vittima di bullismo e cyberbullismo.</p>
</section></div>
</p>
<p>Durante la fase più critica della pandemia (marzo 2020-estate 2021), circa <strong>1 studente su 10 delle scuole secondarie ha dichiarato di aver subito episodi di bullismo o cyberbullismo</strong>, con un’incidenza che sale tra i soggetti a maggior rischio di esclusione, come i minori stranieri. La quota raggiunge infatti il <strong>18,2% tra bambini e ragazzi con cittadinanza non italiana</strong>. Anche le ragazze sono tra i soggetti più a rischio di episodi di bullismo: il 3,9% delle studentesse dichiara di essere stata presa di mira con racconti di storie diffamatorie sul proprio conto. Molto più dei maschi (2,3%).</p>
</p>
<p>Oltre alle discriminazioni, un altro aspetto su cui la pubblicistica si è molto concentrata nel corso della pandemia è quello dei fenomeni di violenza, dal tema delle<strong> baby-gang </strong>a quello più generale della criminalità giovanile. Tra i riferimenti più autorevoli sul tema, spicca un’indagine ad hoc realizzata da Transcrime, centro di ricerca interuniversitario delle università Cattolica di Milano, Alma mater studiorum di Bologna e dell’università di Perugia, in collaborazione con i ministeri di giustizia e interno. Quella analisi ha sottolineato, molto chiaramente, come la questione rimanga al centro del dibattito pubblico pur in mancanza di “una chiara definizione di questo fenomeno e dati sistematici che permettano di monitorarlo”.</p>
</p>
<section class="glossary">
<div>
                <mark><br />
																		La bande giovanili (o baby gang) sono gruppi con profili diversi, composti in prevalenza da giovani di 15-17 anni. Un tema affrontato molto spesso nel dibattito pubblico in mancanza di dati strutturati sul fenomeno.</br><br />
											                </mark><br />
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/baby-gang/"><br />
                &#8220;Baby gang&#8221;</a></span></p></div>
</section>
</p>
<p>Questo studio esplorativo offre però alcune coordinate: dall’origine delle baby gang (o bande giovanili) in <strong>situazioni di disagio familiare </strong>o sociale, alla prevalenza del fenomeno nel centro-nord, con gruppi di “circa 10 ragazzi, tra i 15 e i 17 anni, spesso italiani, senza un’organizzazione strutturata”. Un identikit che rimanda più spesso a <strong>fenomeni di mancata integrazione, </strong>che a legami con la criminalità organizzata. Ma che comunque si caratterizza per violenze e reati, spesso ai danni di coetanei, e non va quindi sottovalutato. Anche per questo è interessante ricostruire la tendenza del fenomeno prima e dopo il Covid. </p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">+73,8% </span>i giovani presi in carico dagli Ussm (uffici di servizio sociale per i minorenni) come appartenenti a gang giovanili tra 2019 e 2021.</p>
</section>
</p>
<p>Su questo aspetto, il <strong>46% delle questure e dei comandi dei carabinieri che hanno registrato la presenza di gang giovanili hanno anche indicato un aumento del fenomeno </strong>negli ultimi cinque anni. Tra 2019 e 2021 sono cresciuti del 73,8% i giovani presi in carico dagli Ussm (uffici di servizio sociale per i minorenni) come appartenenti a gang giovanili: da 107 a 186. Una variazione che però, <strong>come per gli altri aspetti passati in rassegna finora, sarebbe semplicistico ricondurre esclusivamente alla pandemia. </strong>Basti pensare che la presenza di gang giovanili è aumentata durante la crisi pandemica in meno di 1 provincia su 3. Questa localizzazione, piuttosto concentrata in termini territoriali, rende necessari ulteriori approfondimenti sul fenomeno e sulle sue radici.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Perché un approccio non emergenziale</h3>
</p>
<p>Il presupposto per affrontare questi fenomeni è l&#8217;utilizzo di <strong>definizioni e dati strutturati</strong>, purtroppo non sempre disponibili. Si tratta dello <strong>strumentario minimo per rifuggire approcci ideologici che mortificano questioni tanto complesse </strong>come quelle viste fin qui: dai ritardi educativi al disagio psicologico, dalla crisi nei rapporti sociali all’emergere di fenomeni di violenza o di comportamenti a rischio.</p>
</p>
<p><strong>Il pericolo di ridurre a una caricatura la condizione giovanile </strong>è molto elevato. Anche alla luce del fatto che i giovani hanno dimostrato di essere anche altro, in questi anni. Tra 15 e 24 anni, quasi <strong>2 giovani italiani su 3 si dichiarano molto preoccupati per il cambiamento climatico; </strong>molto più della media della popolazione, pari al 53%. La quota di 18-19enni che hanno preso parte ad associazioni ecologiche, per i diritti civili e per la pace è superiore rispetto al resto della popolazione (2,4% contro una media del 1,5%). E appare <strong>in crescita la quota di chi, tra 14 e 17 anni, presta attività gratuite in associazioni di volontariato </strong>(6,8% nel 2023, in aumento rispetto al 6,4% dell’anno precedente e al 3,9% del 2021).</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-contributo-della-popolazione-nel-volontariato-tra-prima-e-dopo-il-covid/">Il contributo della popolazione nel volontariato, tra prima e dopo il Covid</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-contributo-della-popolazione-nel-volontariato-tra-prima-e-dopo-il-covid/">Percentuale di persone che negli ultimi 12 mesi hanno svolto attività gratuite in associazioni di volontariato (2019-23)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                         aria-labelledby="chart_292524_tab1"><br />
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Istat                                                                <br />(consultati: venerdì 14 Giugno 2024)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/08/il-contributo-della-popolazione-nel-volontariato-tra-prima-e-dopo-il-covid.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-292524"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-292524" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>Al netto di problemi e difficoltà, come abbiamo visto in parte anche pre-esistenti alla pandemia, oltre <strong>6 giovani su 10 </strong>tra 14 e 19 anni <strong>esprimono un giudizio positivo sulle proprie prospettive future </strong>nei prossimi 5 anni. Un altro, ennesimo, segnale di come servano ulteriori dati, più strutturati, per comprendere fino in fondo la condizione giovanile. Ma soprattutto di come solo partendo dal punto di vista di ragazze e ragazzi sia possibile <strong>migliorare la loro condizione e quella del paese.</strong></p>
</p>
<p>Foto: Riccardo Venturi</p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/non-sono-emergenza-le-parole-del-disagio-giovanile/">Non sono emergenza, le parole e i numeri del disagio giovanile</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>I segnali di disagio e malessere nella condizione di giovani e minori</title>
		<link>https://www.openpolis.it/i-segnali-di-disagio-e-malessere-nella-condizione-di-giovani-e-minori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Oct 2024 07:15:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=293749</guid>

					<description><![CDATA[<p>Dopo la pandemia è diventato argomento comune nel dibattito pubblico il crescente disagio tra i giovani. Non mancano segnali in questa direzione, anche se una ricostruzione territoriale del fenomeno resta difficile con gli strumenti di analisi attuali.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/i-segnali-di-disagio-e-malessere-nella-condizione-di-giovani-e-minori/">I segnali di disagio e malessere nella condizione di giovani e minori</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il 10 ottobre sarà la <a href="https://www.salute.gov.it/portale/saluteMentale/dettaglioNotizieSaluteMentale.jsp?lingua=italiano&amp;menu=notizie&amp;p=dalministero&amp;id=6019" target="_blank" rel="noreferrer noopener">giornata mondiale della salute mentale</a>, una ricorrenza promossa dalle istituzioni nazionali e internazionali per accrescere la consapevolezza su questo aspetto.</p>
<p>Dopo la pandemia, è diventata parte del dibattito pubblico la<strong> questione della condizione di giovani e minori</strong>, sotto tanti punti di vista: dai <strong>divari educativi </strong>emersi durante il Covid a forme di <strong>disagio ed esclusione</strong> sociale che hanno colpito i più giovani in questo periodo. Con le testimonianze, <a href="https://www.openpolis.it/la-salute-mentale-di-bambini-e-ragazzi-dopo-la-pandemia/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">anche tra gli operatori sanitari</a>, di un&#8217;<strong>accresciuta percezione di peggioramento nella condizione di benessere mentale</strong> di bambini e ragazzi.</p>
<p>Ricostruire questi aspetti è sempre molto complesso. Inoltre, come abbiamo avuto modo di approfondire nel rapporto <a href="https://www.openpolis.it/disagio-giovanile-un-fenomeno-che-non-si-puo-ridurre-a-pochi-numeri/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Non sono emergenza</a>, vi è una <strong>diffusa retorica emergenziale tesa a descrivere i giovani come ripiegati su sé stessi</strong>, che spesso prescinde dalla loro condizione effettiva.</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://www.nonsonoemergenza.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vai alla campagna di Con i Bambini<br />
<br /><strong>Non sono emergenza</strong></a>.</p>
</section>
<p>Allo stesso tempo, i <strong>segnali di malessere psicologico tra bambini e ragazzi non devono essere sottovalutati</strong>, arrivando anche da fonti autorevoli. Come le indagini svolte negli ultimi anni dal ministero della salute sui <a href="https://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pagineAree_6029_0_file.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">disturbi del comportamento alimentare tra i più giovani</a> e quella sulle dipendenze comportamentali nella generazione Z (i nativi digitali, nati tra la fine degli anni ’90 e il 2012) a cura dell&#8217;<a href="https://www.iss.it/dipendenze/-/asset_publisher/zwfXwoiZC6zu/content/dipendenze-comportamentali-nella-generazione-z-online-tutti-i-materiali" target="_blank" rel="noreferrer noopener">istituto superiore di sanità</a>.</p>
<div id="per-evitare-un-racconto-aneddotico-sulla-condizione-degli-adolescenti-serve-partire-dai-dati" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p>Di fronte al rischio di una narrazione aneddotica sulla condizione giovanile, <strong>partire dai dati &#8211; adottando anche diversi punti di vista &#8211; è l’unico modo per orientarsi e capire meglio la situazione in corso.</strong> Con tutti i limiti del caso, visto che generalmente le informazioni disponibili non permettono un’effettiva profondità territoriale di analisi. Attraverso l&#8217;uso di fonti diverse, proviamo a ricostruire un quadro delle tendenze rispetto al benessere psicologico tra gli studenti.</p>
<p><div class="content_block" id="custom_post_widget-135826"><p></p>
</div></p>
<h3 class="wp-block-heading">La condizione dei giovani attraverso l&#8217;indice di salute mentale</h3>
<p>Un primo&nbsp;strumento a disposizione per ricostruire la condizione di salute mentale nelle nuove generazioni è l&#8217;indice specifico, utilizzato da Istat nell’ambito degli indicatori sul benessere equo e sostenibile (Bes).</p>
<p>Si tratta di una modalità per misurare il disagio psicologico (<em>psychological distress</em>), elaborata dall&#8217;istituto di statistica attraverso la sintesi dei punteggi totalizzati da ciascun individuo di almeno 14 anni in 5 quesiti estratti da uno specifico questionario (il <a href="https://www.istat.it/it/files/2011/02/metadati.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sf36: 36-item short form survey</a>). I quesiti selezionati si riferiscono alle<strong> quattro dimensioni principali della salute mentale</strong>: ansia, depressione, perdita di controllo comportamentale o emozionale e benessere psicologico. A partire dalle risposte, viene elaborato un indice che varia tra 0 e 100: <strong>più è elevato l’indice, migliori sono le condizioni di benessere psicologico della persona</strong>.</p>
<p><strong>Dopo l&#8217;inizio della pandemia, è proprio tra i più giovani </strong>(fascia 14-19 anni) che si era riscontrato il <strong>peggioramento più consistente dell&#8217;indice di salute mentale</strong>. Stando ai nuovi dati &#8211; relativi al 2023 &#8211; questa tendenza non appare del tutto recuperata rispetto al periodo pre-Covid.</p>
<div id="71-lindice-di-salute-mentale-tra-14-19enni-nel-2023-in-calo-rispetto-al-2022-i-livelli-pre-covid-non-sono-ancora-recuperati" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2023-torna-a-peggiorare-lindice-di-salute-mentale-tra-i-giovani/">Nel 2023 torna a peggiorare l&#8217;indice di salute mentale tra i giovani</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2023-torna-a-peggiorare-lindice-di-salute-mentale-tra-i-giovani/">Indice di salute mentale per fascia d&#8217;età (2016-2023)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                         aria-labelledby="chart_293757_tab1"><br />
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
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<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Istat (Bes)                                                                <br />(pubblicati: venerdì 12 Aprile 2024)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/10/nel-2023-torna-a-peggiorare-lindice-di-salute-mentale-tra-i-giovani.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-293757"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-293757" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;505&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/nel-2023-torna-a-peggiorare-lindice-di-salute-mentale-tra-i-giovani/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p>Nell&#8217;ultimo anno di rilevazione<strong> l&#8217;indice di salute mentale tra gli adolescenti è sceso a 71</strong>, rispetto al 72,6 registrato l&#8217;anno precedente. I giovani restano la fascia d&#8217;età con l&#8217;indice più alto, ma in confronto alla media della popolazione è<strong> nitido il contrasto tra prima e dopo la pandemia</strong>. Un gap che peraltro non sembra essere ancora del tutto recuperato.</p>
<p>L&#8217;altro aspetto significativo è lo spiccato <strong>divario di genere</strong>. Tra le adolescenti l&#8217;indice di salute mentale è stato pari a 67,4 nel 2023, circa 7 punti in meno dei coetanei maschi (74,3). Sebbene uno svantaggio femminile sia comune a tutte le fasce d&#8217;età, <strong>lo scarto registrato tra i 14 e i 19 anni è particolarmente ampio</strong>.</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>La differenza di genere a svantaggio delle donne si osserva a tutte le età, ma è particolarmente accentuata tra i più giovani e tra i più anziani. Nel 2023, in questi gruppi il divario di genere raggiunge i 7 punti: il punteggio è pari a 74,3 per i ragazzi di 14-19 anni (67,4 tra le coetanee)</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.istat.it/wp-content/uploads/2024/04/1.pdf" target="_blank">&#8211; Istat, Rapporto Bes 2023 (aprile 2024)</a>
									            </div>
</section>
<p><strong>Quello sulla salute mentale non è l&#8217;unico indicatore che segnala una difficoltà</strong> nella condizione di bambini e ragazzi. Dai dati sull&#8217;<a href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/05/CIB-Numeri-disagio-giovanile_.pdf#page=15" target="_blank" rel="noreferrer noopener">isolamento sociale</a> a quelli sulle <a href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/05/CIB-Numeri-disagio-giovanile_.pdf#page=16" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dipendenze</a>, fino ai <a href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/05/CIB-Numeri-disagio-giovanile_.pdf#page=28" target="_blank" rel="noreferrer noopener">disturbi del comportamento alimentare</a>, i segnali in questa direzione sono numerosi. Tuttavia, se è abbastanza chiaro il quadro complessivo, non è altrettanto semplice ricostruire il fenomeno con una <strong>disaggregazione territoriale fine</strong>, premessa obbligata per qualsiasi tipo di intervento.</p>
<div id="del-fenomeno-si-conoscono-i-fattori-chiave-ma-e-urgente-approfondirlo-anche-in-chiave-territoriale-per-intervenire-adeguatamente" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<h3 class="wp-block-heading">Un fenomeno difficile da ricostruire in chiave locale</h3>
<p>Negli ultimi anni vi è stato un grande sforzo della comunità scientifica per indagare le cause del peggioramento del <strong>benessere psicologico in alcune ragazze e ragazzi</strong>, specialmente dopo la pandemia.</p>
<p>Va in questa direzione la <a href="https://www.garanteinfanzia.org/sites/default/files/2022-05/Volume-Garante.pdf#page=38" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ricerca</a> promossa dall&#8217;autorità garante per l&#8217;infanzia (Agia) insieme all&#8217;istituto superiore di sanità (Iss), da cui emergono una serie di <strong>fattori di rischio</strong>, sia endogeno (relativo al minore e alla sua famiglia) che esogeno (riferiti al contesto in cui vive).</p>
<p><p>&nbsp;</p>
<p><h2 id="tablepress-4436-no-2-name" class="tablepress-table-name tablepress-table-name-id-4436">Fattori di rischio per il benessere psico-fisico dei minori nel Covid</h2>

<table id="tablepress-4436-no-2" class="tablepress tablepress-id-4436 w-100" aria-labelledby="tablepress-4436-no-2-name" aria-describedby="tablepress-4436-no-2-description">
<thead>
<tr class="row-1">
	<th class="column-1"><center><b>Fattori endogeni</b></center></th><th class="column-2"><center><b>Fattori esogeni</b></center></th>
</tr>
</thead>
<tbody class="row-striping row-hover">
<tr class="row-2">
	<td class="column-1">Esperienze di isolamento, malattia grave e/o decesso di uno o più familiari </td><td class="column-2">Assenza di un approccio di sistema (mancato coordinamento delle reti sociali, sanitarie ed educative)</td>
</tr>
<tr class="row-3">
	<td class="column-1">Situazioni familiari complesse (es. separazione dei genitori, assenza o iperprotezione di figure adulte di riferimento, sovraccarico lavorativo dei genitori o lavori ad alto rischio COVID) </td><td class="column-2">Mancanza di una rete di servizi sociosanitari ed educativi sufficientemente efficace (es. tra servizi di neuropsichiatria infantile, psicologia, scuola e sociale) </td>
</tr>
<tr class="row-4">
	<td class="column-1">Problematiche psicologiche e neuropsichiatriche preesistenti</td><td class="column-2">Inadeguatezza dei sistemi di accoglienza e cura</td>
</tr>
<tr class="row-5">
	<td class="column-1">Stress correlato alla richiesta di prestazioni scolastiche elevate</td><td class="column-2">Prolungati periodi di chiusura della scuola </td>
</tr>
<tr class="row-6">
	<td class="column-1">Difficoltà nella gestione temporale della routine quotidiana </td><td class="column-2">Percezione costante di incertezza e sfiducia nelle istituzioni</td>
</tr>
<tr class="row-7">
	<td class="column-1">Utilizzo inadeguato e/o eccessivo dei dispositivi tecnologici per le attività didattiche e le relazioni sociali (es. eccesso di social network)</td><td class="column-2">Mancanza di zone verdi e chiusura prolungata di luoghi di aggregazione e/o socializzazione </td>
</tr>
<tr class="row-8">
	<td class="column-1">Mancata conoscenza della lingua italiana da parte dei migranti e delle loro famiglie</td><td class="column-2">Confusione generata dalla comunicazione da parte dei mass media </td>
</tr>
<tr class="row-9">
	<td class="column-1">Mancanza o inadeguatezza di risorse informatiche </td><td class="column-2">Mancanza o inadeguatezza di risorse informatiche </td>
</tr>
<tr class="row-10">
	<td class="column-1">Episodi di violenza sui minorenni e violenza assistita</td><td class="column-2">Fragilità socio-culturali ed economiche (es. posizioni lavorative precarie o perdita del lavoro dei genitori) </td>
</tr>
</tbody>
</table>
<span id="tablepress-4436-no-2-description" class="tablepress-table-description tablepress-table-description-id-4436">Fonte: Iss e Agia, Pandemia, neurosviluppo e salute mentale di bambini e ragazzi (2022) </span>
</p>
<p>&nbsp;</p>
</p>
<p>Purtroppo, mentre vi è un certo consenso sui fattori connessi al benessere psico-fisico dei minori, <strong>non è altrettanto semplice ricostruire tale condizione in chiave territoriale</strong>.</p>
<p>Uno sforzo in questo senso è quello effettuato dall&#8217;Iss nell&#8217;ambito dell&#8217;indagine internazionale promossa dall&#8217;Oms sui comportamenti collegati alla salute in ragazzi di età scolare (in inglese <em>health behaviour in school-aged children</em>, <a href="https://hbsc.org/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Hbsc</a>).</p>
<p>Questa indagine internazionale, svolta <strong>ogni 4 anni</strong> attraverso un campione di <strong>alunni delle scuole secondarie</strong> di primo e secondo grado, dal 2010 prevede una rappresentatività sia nazionale che regionale. Con la raccolta quindi di <strong>dati per tutte le regioni </strong>e province autonome del paese. Nel 2022 &#8211; l&#8217;ultima edizione svolta &#8211; sono state oltre seimila le classi campionate, da tutte le regioni italiane.</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">6.388 </span>le classi campionate per l&#8217;indagine Hbsc nel 2022 in Italia.</p>
</section>
<p>Questa indagine, la prima del genere svolta nel post-Covid, offre alcuni indirizzi sul fenomeno, con una maggiore disaggregazione territoriale rispetto ad altre ricerche sul tema.</p>
<h3 class="wp-block-heading">L&#8217;impatto del contesto familiare sulla condizione dei giovani</h3>
<p>Un primo elemento che questi dati consentono di analizzare è il <strong>contesto familiare</strong>. In presenza di un disagio psicologico o di un disturbo, <strong>poter contare sul sostegno dei genitori</strong> e in generale della famiglia è fondamentale. Tanto è vero che lo studio effettuato durante la pandemia dal garante dell&#8217;infanzia e dall&#8217;Iss ha fatto emergere questo aspetto come<strong> fattore protettivo per la salute mentale dei minori</strong> nell&#8217;emergenza Covid-19.</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>Tra i più frequenti [fattori di resilienza endogeni, ndr] sono citati il vivere in una famiglia caratterizzata da un contesto reticolare solido, con la possibilità di affidarsi e chiedere aiuto basandosi su relazioni solide preesistenti; la capacità di resilienza familiare e genitoriale di far fronte all’emergenza in un contesto affettuoso ed equilibrato;</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.garanteinfanzia.org/sites/default/files/2022-05/Volume-Garante.pdf" target="_blank">&#8211; Iss e Agia, Pandemia, neurosviluppo e salute mentale di bambini e ragazzi (2022)</a>
									            </div>
</section>
<p>I dati mostrano che <a href="https://www.epicentro.iss.it/hbsc/pdf/temi2022/HBSC%20-%20Schede%20Sintesi_2022.pdf#page=30">al crescere dell&#8217;età, diminuisce la facilità con cui ragazze e ragazzi riescono ad aprirsi con i genitori</a>, con una maggiore facilità nel parlare con la madre. La questione riguarda soprattutto le ragazze. <strong>Poco più della metà delle quindicenni dichiara di ricevere un elevato supporto familiare (51,8%)</strong>, a fronte del 60,7% registrato tra i coetanei maschi. Una quota che varia anche rispetto al territorio di appartenenza.</p>
<div id="42-le-ragazze-di-veneto-ed-emilia-romagna-che-dichiarano-un-elevato-supporto-familiare-meno-della-media-nazionale" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/solo-il-42-delle-ragazze-di-veneto-ed-emilia-romagna-dichiara-un-elevato-supporto-familiare/">Solo il 42% delle ragazze di Veneto ed Emilia-Romagna dichiara un elevato supporto familiare</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/solo-il-42-delle-ragazze-di-veneto-ed-emilia-romagna-dichiara-un-elevato-supporto-familiare/">Percentuale di 15enni che dichiarano un elevato supporto familiare (2022)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                         aria-labelledby="chart_294697_tab1"><br />
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<p></amp-iframe>                        </p>
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Iss                                                                <br />(ultimo aggiornamento: giovedì 2 Maggio 2024)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/10/solo-il-42-delle-ragazze-di-veneto-ed-emilia-romagna-dichiara-un-elevato-supporto-familiare.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-294697"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-294697" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p>Oltre due terzi degli studenti maschi della provincia autonoma di Bolzano (71,7%), della Valle d&#8217;Aosta (66,5%) e della Puglia (66,2%) dichiarano un elevato supporto della famiglia. <strong>Tra le giovani la quota è sistematicamente più bassa, anche se supera il 60% in 3 territori</strong>. Oltre all&#8217;area di Bolzano, due regioni del mezzogiorno come Sicilia e <strong>Campania</strong>. Quest&#8217;ultima è anche la <strong>regione con il minor divario di genere</strong>: la quota di giovani che si sentono supportati dalla famiglia è analoga tra maschi e femmine e sfiora il 61%.</p>
<p>Al contrario,<strong> meno del 45% delle ragazze di Friuli Venezia Giulia, Marche, Emilia Romagna e Veneto dichiara un elevato supporto familiare</strong>. </p>
<h3 class="wp-block-heading">La scuola per gli adolescenti</h3>
<p>Insieme alla famiglia, la <strong>scuola</strong> è l&#8217;altra istituzione con un ruolo centrale. È qui infatti che bambini e ragazzi<strong> trascorrono buona parte del proprio tempo</strong>, vivendo esperienze che possono influenzarne il benessere e lo sviluppo.</p>
<p>Anche in questo caso, <strong>l&#8217;apprezzamento verso la scuola è inversamente correlato all&#8217;età</strong>. I rispondenti 11enni a cui &#8220;piace molto la scuola&#8221; sono il 21% tra le ragazze e il 15% tra i maschi. La quota si dimezza a 13 anni (7% maschi, 10,7% femmine), per poi calare ulteriormente tra i 15enni (5,6% maschi, 7% femmine). In questa fascia d&#8217;età, <strong>il 61,8% si sente accettato dagli insegnanti, ma solo poco più di uno su 3 (35,4%) percepisce un interesse da parte dei docenti</strong>. Due su 3 (66,6%) si sentono accettati per come sono dai compagni di classe.</p>
<p>Fortemente correlata con i rapporti con insegnanti e compagni è la<strong> percezione di stress rispetto all&#8217;esperienza scolastica</strong>. La difficoltà di gestire lo stress è uno dei fattori più spesso chiamati in causa per l&#8217;impatto sulla dimensione psicologica e sociale. </p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>Troppo stress si può accompagnare alla comparsa di comportamenti a rischio (ad esempio il consumo di alcolici, il fumo o l’uso di sostanze psicoattive), oppure essere associato a una maggiore frequenza di sintomi psico-somatici, tra i più comuni mal di testa, dolori muscolari e/o disturbi del sonno.</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.epicentro.iss.it/hbsc/pdf/temi2022/HBSC%20-%20Schede%20Sintesi_2022.pdf" target="_blank">&#8211; Iss, Hbsc 2022, Principali risultati</a>
									            </div>
</section>
<p>Circa il <strong>60% degli studenti intervistati dichiara di sentirsi molto o abbastanza stressato dalla scuola</strong>, una quota cresciuta rispetto alla precedente rilevazione del 2017/18. La percentuale varia rispetto ai territori, all&#8217;età e al genere degli studenti. Non raggiunge il 50% in provincia di Bolzano (40,6%) e in Calabria (49%), mentre supera il 62% in Veneto e Valle d&#8217;Aosta. Il <strong>picco massimo tra le ragazze 15enni</strong>: quasi l&#8217;80% dichiara di sentirsi abbastanza o molto stressata dall&#8217;impegno scolastico (60,2% tra i coetanei maschi).</p>
<h3 class="wp-block-heading">I giovani tra amici e uso del tempo libero</h3>
<p>Un altro aspetto frequentemente discusso, e che le indagini più autorevoli consentono di approfondire, è l&#8217;uso del tempo libero. Abbiamo avuto modo di approfondire come già prima del Covid fosse emersa la<a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-quota-di-ragazzi-che-vedono-tutti-i-giorni-gli-amici-era-crollata-gia-prima-della-pandemia/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> tendenza degli adolescenti di vedere meno spesso i propri amici nel tempo libero</a>. Un fenomeno spiegabile anche con l&#8217;incremento nell&#8217;uso degli strumenti digitali e dei media sociali.</p>
<p>Su questo aspetto il dibattito si è molto concentrato, purtroppo non di rado con <strong>approcci allarmisti e paternalisti che non aiutano a comprendere meglio il fenomeno</strong>. Sarebbe opportuna infatti una distinzione tra la fisiologica evoluzione dei mezzi di comunicazione (su cui è necessaria un opera di alfabetizzazione digitale per poterli padroneggiare) e i casi in cui l&#8217;abuso di tali strumenti diventa il sintomo di un malessere di altro tipo. Esattamente come in altri tipi di dipendenze.</p>
<p>L&#8217;indagine sui comportamenti collegati alla salute in ragazzi di età scolare consente di ricostruire l&#8217;entità di questo fenomeno.</p>
<div id="135-degli-adolescenti-mostra-un-uso-problematico-dei-social-media-la-quota-sale-al-16-in-campania" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">13,5% </span>degli adolescenti mostra un uso problematico dei social media.</p>
</section>
<p>Parliamo di ragazze e ragazzi che presentano almeno 6 dei 9 criteri definiti dalla metodologia di rilevazione. Tra questi rientrano l&#8217;<strong>ansia di accedere ai social</strong>, la volontà di passare sempre più tempo online, sintomi di astinenza quando offline,<strong> fallimento nel controllo del tempo</strong>, <strong>trascurare altre attività</strong>, liti con genitori a causa dell’uso, problemi con gli altri, mentire ai genitori,<strong> usare i social per scappare da sentimenti negativi</strong>.</p>
<p>Anche in questo caso è ampio il divario rispetto all&#8217;età, al genere e alla condizione sociale del minore. <strong>Raggiunge il picco tra le ragazze di 13 e 15 anni </strong>(rispettivamente al 20,5% e al 18,5%). Da notare come <a href="https://www.epicentro.iss.it/hbsc/pdf/8-2-2023/L%E2%80%99uso%20problematico%20dei%20social%20media%20e%20dei%20videogiochi.pdf#p" target="_blank" rel="noreferrer noopener">oltre due terzi delle adolescenti di questa età dichiari di aver utilizzato spesso i social media per scappare da sentimenti negativi</a>.</p>
<p>L&#8217;uso problematico dei social è più frequente tra chi viene da una famiglia a<strong> basso status socio-economico</strong>: tra questi ragazzi raggiunge il 15%, contro il 12,7% di quelli con status medio-altro. Le variazioni sono ampie anche rispetto al <strong>territorio di appartenenza</strong>. </p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nelle-regioni-del-mezzogiorno-si-registra-un-uso-piu-problematico-dei-social-tra-i-minori/">Nelle regioni del mezzogiorno si registra un uso più problematico dei social tra i minori</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nelle-regioni-del-mezzogiorno-si-registra-un-uso-piu-problematico-dei-social-tra-i-minori/">Perc. adolescenti che fanno uso problematico dei social media, 6+ criteri (2022)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Iss                                                                <br />(ultimo aggiornamento: giovedì 2 Maggio 2024)
                                        </p>
</p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-294711"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-294711" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p>La <strong>Campania</strong> è la regione italiana dove si registra la maggiore frequenza di un uso problematico dei social media tra gli adolescenti (16%). Seguono, con quote poco inferiori al 15%, <strong>Calabria</strong> e <strong>Puglia</strong>.</p>
<h3 class="wp-block-heading">L&#8217;importanza di una rete sociale e di servizi su cui fare affidamento</h3>
<p>Alla luce di queste tendenze, va sottolineato come il <strong>ruolo di una forte rete sociale </strong>sia stata cruciale durante la pandemia per contenere i fenomeni di disagio tra i più giovani.</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>I professionisti hanno individuato anche meccanismi di resilienza esogeni che hanno agito o potrebbero aver agito quali fattori protettivi per il benessere, il neurosviluppo e la salute mentale delle persone di minore età. Tra i più frequenti (&#8230;) la presenza o creazione di reti sociali, sanitarie ed educative capaci di mettere in atto un meccanismo di collaborazione sinergico a supporto dei ragazzi e dei genitori (&#8230;)</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.garanteinfanzia.org/sites/default/files/2022-05/Volume-Garante.pdf" target="_blank">&#8211; Iss e Agia, Pandemia, neurosviluppo e salute mentale di bambini e ragazzi (2022)</a>
									            </div>
</section>
<p>A partire dalle <strong>tante comunità educanti presenti sul territorio</strong>, aspetto messo in evidenza dall&#8217;indagine dell&#8217;istituto superiore di sanità e del garante dell&#8217;infanzia.</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>Per quanto riguarda il mondo educativo, hanno agito quali fattori protettivi esogeni, la presenza nelle scuole di attività particolarmente stimolanti (ad esempio, laboratori per i bambini con bisogni educativi speciali); la formazione di insegnanti e alunni; l’attivazione di servizi extrascolastici volti a offrire occasioni di socialità anche attraverso lo sport</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.garanteinfanzia.org/sites/default/files/2022-05/Volume-Garante.pdf" target="_blank">&#8211; Iss e Agia, Pandemia, neurosviluppo e salute mentale di bambini e ragazzi (2022)</a>
									            </div>
</section>
<p>Si comprende quindi quanto mettere in rete queste esperienze, <strong>costruire un coordinamento tra la scuola, le organizzazioni sociali, i servizi sanitari e sociali</strong> rappresenti l&#8217;unico modo per governare questi processi. Nell&#8217;emergenza pandemica, quando questo coordinamento è mancato, ciò ha avuto riflessi sulla vulnerabilità di bambini e ragazzi. </p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>Vivere in un’area caratterizzata da scarso coordinamento della rete di servizi (es. tra servizi di neuropsichiatria infantile, psicologia, scuola e servizi sociali) ha portato a difficoltà nell’ approccio di sistema e a un mancato coordinamento della rete sociale, amplificando le vulnerabilità.</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.garanteinfanzia.org/sites/default/files/2022-05/Volume-Garante.pdf" target="_blank">&#8211; Iss e Agia, Pandemia, neurosviluppo e salute mentale di bambini e ragazzi (2022)</a>
									            </div>
</section>
<p>In parallelo con la <strong>costruzione di queste reti</strong>, il <strong>rafforzamento di servizi specifici per tutelare la salute mentale dei minori </strong>appare fondamentale. Per fare un esempio, in base all&#8217;ultimo annuario statistico del ministero della salute, i centri di assistenza di neuropsichiatria infantile e adolescenziale sono articolati nel 2022 in 58 strutture residenziali e in 53 semiresidenziali, ma queste <a href="https://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_3425_allegato.pdf#page=38" target="_blank" rel="noreferrer noopener">non risultano presenti in tutte le regioni</a>.</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">413 </span>posti letto in degenza ordinaria nei reparti di neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza.</p>
</section>
<p>Inoltre, a fronte di un fabbisogno stimabile in <a href="https://www.quotidianosanita.it/veneto/articolo.php?articolo_id=115907">700 posti secondo i professionisti del settore</a>, sono attualmente circa 400 i posti letto nei reparti di neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza. Ciò porta a una <strong>commistione tra i servizi rivolti agli adulti e quelli per i minori</strong>, un aspetto ribadito come critico dal garante dell&#8217;infanzia nell&#8217;ultima relazione al parlamento.</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>(&#8230;) ha assunto una posizione pubblica a proposito dei casi di ricovero di minorenni con problemi di salute mentale negli stessi reparti degli adulti. Nell’occasione ha ricordato che è dal 2017 che l’Autorità garante richiede particolare attenzione affinché si eviti la compresenza di minori di età e di maggiorenni in ragione della mancanza di posti letto dedicati all’età evolutiva. In tale circostanza Garlatti ha rinnovato la richiesta, contenuta nello studio condotto in collaborazione con l’Istituto superiore di sanità (vedi supra), di garantire su tutto il territorio nazionale un numero congruo di posti letto nei reparti di neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza.</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.garanteinfanzia.org/sites/default/files/2024-06/relazione-parlamento-2023-web.pdf" target="_blank">&#8211; Agia, Relazione al parlamento 2023 (aprile 2024)</a>
									            </div>
</section>
<p><p>Poter<strong> monitorare in chiave territoriale fabbisogni e servizi è l&#8217;unica premessa per impostare politiche efficaci per la salute mentale dei minori</strong>. A partire dall&#8217;istituzione di un sistema informativo univoco, come auspicato dal gruppo di lavoro per il rispetto della convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.</p>
</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>La perdurante mancanza di un sistema informativo nazionale per la salute mentale delle persone di minore età rende difficile poter analizzare in modo accurato e appropriato le attività territoriali e gli andamenti regionali.</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://gruppocrc.net/wp-content/uploads/2024/01/13%C2%B0-Rapporto-CRC-VERSIONE-DEFINITIVA-3.pdf" target="_blank">&#8211; Gruppo Crc, 13esimo rapporto di aggiornamento sul monitoraggio della Convenzione (2023)</a>
									            </div>
</section>
<p><p>Solo così sarà possibile <strong>alimentare attraverso i dati un dibattito pubblico</strong> che già sta avvenendo nel paese, spesso senza gli strumenti adeguati. E soprattutto <strong>tradurre in azioni concrete i bisogni emersi</strong>, individuandoli alla luce di un patrimonio informativo solido, trasparente e condiviso.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Scarica, condividi e riutilizza i dati</h3>
<section class="download">
<div class="dw-content">
<div class="intro">
<p>Scarica i dati</p>
</div>
<div class="files">
<p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/indice_salute_mentale_2024/salute_mentale_2024.ods" target="_blank" rel="noopener">Indicatori benessere adolescenti, per regione</a></p>
</div></div>
</section>
<p>I contenuti dell’Osservatorio povertà educativa&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/poverta-educativa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">#conibambini</a>&nbsp;sono realizzati da openpolis con l’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell’articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l’obiettivo di creare un’unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di&nbsp;<em>data journalism</em>&nbsp;o anche per semplice consultazione. I dati sono tratti dall’indagine sui comportamenti collegati alla salute in ragazzi di età scolare, effettuata dall’Iss nell’ambito dello studio internazionale Hbsc promosso dall’Oms (in inglese health behaviour in school-aged children).</p>
<p>Foto:&nbsp;<a href="https://unsplash.com/it/foto/quattro-donne-che-guardano-in-basso-rTwhmFSoXC8" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rosie Sun (unsplash)</a>&nbsp;–&nbsp;<a href="https://unsplash.com/it/licenza" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Licenza</a></p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/i-segnali-di-disagio-e-malessere-nella-condizione-di-giovani-e-minori/">I segnali di disagio e malessere nella condizione di giovani e minori</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;impegno degli adolescenti nel volontariato</title>
		<link>https://www.openpolis.it/limpegno-degli-adolescenti-nel-volontariato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Aug 2024 06:53:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=292318</guid>

					<description><![CDATA[<p>Dopo la pandemia la partecipazione attiva in associazioni di volontariato ha subito un calo. In controtendenza, vi sono segnali di recupero tra i giovani di 14-17 anni tra 2021 e 2023. Restano ampi i divari tra centro-nord e sud nella diffusione di organizzazioni non profit.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/limpegno-degli-adolescenti-nel-volontariato/">L&#8217;impegno degli adolescenti nel volontariato</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[</p>
<p>Dopo la crisi della partecipazione sociale in fase Covid, alcuni <strong>segnali mostrano un aumento dell&#8217;impegno degli adolescenti nel volontariato</strong>. La quota di 14-17enni che ha svolto attività gratuite in questo tipo di associazioni è infatti passata dal 3,9% del 2021 al 6,4% del 2022, fino a sfiorare il 7% nel 2023.</p>
</p>
<p>Un dato interessante, anche perché appare<strong> in parziale controtendenza</strong> rispetto al resto della popolazione. Anche rispetto a ragazze e ragazzi appena maggiorenni, quindi poco più grandi.</p>
</p>
<p><div id="le-giovani-generazioni-sono-il-patrimonio-piu-prezioso-di-cui-dispone-la-societa" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p>Il 12 agosto ricorrerà la <a href="https://www.un.org/en/observances/youth-day" target="_blank" rel="noreferrer noopener">giornata internazionale della gioventù</a>. Un&#8217;occasione per fare il punto sul ruolo dei giovani nella società come <strong>agenti di cambiamento</strong>. Nei mesi scorsi, anche nell&#8217;ambito della campagna <a href="https://www.nonsonoemergenza.it/campagna/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Non sono emergenza</a>, abbiamo avuto modo di analizzare <strong>come i dati smentiscano molti dei luoghi comuni che abbondano nel dibattito sulle giovani generazioni.</strong> </p>
</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/disagio-giovanile-un-fenomeno-che-non-si-puo-ridurre-a-pochi-numeri/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Disagio giovanile, un fenomeno che non si può ridurre a pochi numeri<br />
<br /><strong>Vai al report</strong></a>.</p>
</section>
</p>
<p>Se è indubbio che vi siano segnali di malessere e disagio, le competenze e la vitalità di <strong>ragazze e ragazzi restano senza dubbio il patrimonio più importante a disposizione del paese</strong> per il suo miglioramento e la sua crescita. </p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">6 su 10  </span>i 14-19enni che esprimono un giudizio positivo sulle proprie prospettive future nei prossimi 5 anni.</p>
</section>
</p>
<p>Non solo per le <strong>energie </strong>di cui sono naturalmente portatori, ma anche per il<strong> punto di vista nuovo</strong> che sono in grado di offrire nelle attività di tutti i giorni, nello studio, nel lavoro e nel sociale.</p>
</p>
<p>In questo approfondimento, facciamo il punto su un aspetto specifico: la <strong>partecipazione in associazioni di volontariato</strong>, attraverso il contributo gratuito alle loro attività.</p>
</p>
<p><div class="content_block" id="custom_post_widget-135826"><p></p>
</div></p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Come varia la partecipazione nel volontariato</h3>
</p>
<p>Rispetto all&#8217;ultimo anno prima del Covid, il contributo della popolazione in associazioni di volontariato è diminuito in modo diffuso. </p>
</p>
<p>Tuttavia, mentre<strong> l&#8217;impegno nell&#8217;ultimo biennio è calato sia tra la popolazione generale</strong> (dall&#8217;8,3% del 2022 al 7,8% del 2023)<strong> che soprattutto tra i neomaggiorenni</strong> (-3 punti nello stesso periodo), gli adolescenti mostrano segnali in controtendenza.</p>
</p>
<p><div id="68-i-14-17enni-che-hanno-prestato-attivita-gratuite-nel-volontariato-nel-2023-erano-il-39-nel-2021-in-controtendenza-con-il-resto-della-popolazione" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p>La quota di 14-17enni che ha svolto attività gratuite in associazioni di volontariato è infatti passata dal 3,9% del 2021 al 6,4% del 2022, fino a raggiungere il 6,8% nel 2023. Anche se la situazione pre-Covid non è ancora recuperata e soprattutto si tratta di rilevazioni campionarie, da interpretare quindi con grande cautela, è <strong>interessante osservare un dato in controtendenza per i più giovani</strong>.</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-contributo-della-popolazione-nel-volontariato-tra-prima-e-dopo-il-covid/">Il contributo della popolazione nel volontariato, tra prima e dopo il Covid</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-contributo-della-popolazione-nel-volontariato-tra-prima-e-dopo-il-covid/">Percentuale di persone che negli ultimi 12 mesi hanno svolto attività gratuite in associazioni di volontariato (2019-23)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                         aria-labelledby="chart_292524_tab1"><br />
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<p></amp-iframe>                        </p>
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Istat                                                                <br />(consultati: venerdì 14 Giugno 2024)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/08/il-contributo-della-popolazione-nel-volontariato-tra-prima-e-dopo-il-covid.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-292524"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-292524" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p><div id="la-partecipazione-nel-volontariato-e-minore-nel-mezzogiorno" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<div id="strillo-testo-block_a8cc8f8360d3fc23d0f218cf01c80c67" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>La partecipazione nel volontariato è minore nel mezzogiorno.</p>
</section></div>
</p>
<p>Le <strong>differenze peraltro non sono solo generazionali</strong>. Vi sono infatti dei divari anche territoriali nella partecipazione ad attività sociali e di volontariato.</p>
</p>
<p>Non è disponibile una disaggregazione per età, ma in media nel 2023 hanno prestato attività gratuite in associazioni di volontariato il 16% dei residenti in <strong>Trentino Alto Adige</strong> e il 10,1% dei friulani. Nonché quasi un abitante su 10 in Valle d&#8217;Aosta, Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e Piemonte. Al contrario, la partecipazione nel volontariato scende al 5,6% in Calabria, al 4,8% in Campania e al 4,6% in <strong>Sicilia</strong>.</p>
</p>
<p>Simili differenze dipendono anche dalla diversa diffusione di soggetti attivi in questi ambiti, a partire da organizzazioni e istituzioni non profit. Un aspetto da non sottovalutare, visto che è anche dal <strong>capitale sociale disponibile sul territorio</strong> che derivano le possibilità di crescita per le comunità che vi abitano.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Il volontariato sul territorio e la diffusione di istituzioni non profit</h3>
</p>
<p><strong>In Italia nel 2020 sono risultate attive, in media, 612 istituzioni non profit ogni 100mila abitanti</strong>. Un rapporto che supera quota mille in regioni come Valle d&#8217;Aosta (1150 per 100mila residenti) e Trentino-Alto Adige (1148) e si avvicina a questa soglia in Friuli-Venezia Giulia (912). Seguono, con oltre 700 organizzazioni non profit ogni 100mila abitanti, 3 regioni del centro Italia, Umbria (832), Marche (765) e Toscana (758), nonché Liguria (732), Sardegna (720) e  Piemonte (704).</p>
</p>
<p>La<strong> dotazione di questo tipo di organizzazioni sul territorio risulta molto inferiore in grandi regioni del mezzogiorno</strong> come Calabria (548), Puglia (489), Sicilia (470) e Campania (396).</p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">396 </span>istituzioni non profit attive ogni 100mila abitanti in Campania nel 2020.</p>
</section>
<p><div id="sondrio-gorizia-e-pordenone-sono-le-citta-con-piu-istituzioni-non-profit-pro-capite" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p>Questi divari territoriali emergono anche scendendo a livello locale, comune per comune. Nel confronto tra i capoluoghi, <strong>spiccano Sondrio e Gorizia</strong> (con oltre 1.500 istituzioni non profit ogni 100mila residenti), seguite da <strong>Pordenone </strong>(poco sotto tale soglia con 1475,7). </p>
</p>
<p>In generale, <strong>nelle prime 20 posizioni, i capoluoghi del centro-nord sono 15</strong>. Altri 4 si trovano nelle isole, specialmente in Sardegna: Oristano (1315,3), Enna (1293,8), Cagliari (1165,1) e Nuoro (1154,2). Una sola città del sud continentale (Potenza, 1273) occupa le prime 20 posizioni.</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-centro-nord-sono-piu-diffuse-associazioni-e-istituzioni-non-profit/">Nel centro-nord sono più diffuse associazioni e istituzioni non profit</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-centro-nord-sono-piu-diffuse-associazioni-e-istituzioni-non-profit/">Numero istituzioni non profit per 100.000 abitanti per comune (2020)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                         aria-labelledby="chart_292506_tab1"><br />
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<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-centro-nord-sono-piu-diffuse-associazioni-e-istituzioni-non-profit/">Nel centro-nord sono più diffuse associazioni e istituzioni non profit &#8211; Numero istituzioni non profit per 100.000 abitanti per comune (2020)</a></div>
</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Istat (statistiche sperimentali)                                                                <br />(ultimo aggiornamento: venerdì 8 Marzo 2024)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/08/nel-centro-nord-sono-piu-diffuse-associazioni-e-istituzioni-non-profit.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-292506"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-292506" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p><div id="quelle-dove-sono-meno-diffuse-sono-andria-barletta-e-napoli" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p>Al contrario, tra le<strong> 20 città capoluogo con minore presenza </strong>di organizzazioni non profit attive pro capite, figurano <strong>14 capoluoghi del mezzogiorno</strong>, di cui 9 nel sud continentale. In particolare, con meno di 500 istituzioni ogni 100mila abitanti, troviamo Andria (371,6), Barletta (422,4), Napoli (466,4) e Palermo (477,6).</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Scarica, condividi e riutilizza i dati</h3>
</p>
<section class="download">
<div class="dw-content">
<div class="intro">
<p>Scarica i dati, regione per regione</p>
</div>
<div class="files">
<p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/istituzioni_non_profit_2019_2020/Abruzzo.xls" target="_blank" rel="noopener">Abruzzo</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/istituzioni_non_profit_2019_2020/Basilicata.xls" target="_blank" rel="noopener">Basilicata</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/istituzioni_non_profit_2019_2020/Calabria.xls" target="_blank" rel="noopener">Calabria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/istituzioni_non_profit_2019_2020/Campania.xls" target="_blank" rel="noopener">Campania</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/istituzioni_non_profit_2019_2020/Emilia-Romagna.xls" target="_blank" rel="noopener">Emilia-Romagna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/istituzioni_non_profit_2019_2020/Friuli-Venezia+Giulia.xls" target="_blank" rel="noopener">Friuli-Venezia Giulia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/istituzioni_non_profit_2019_2020/Lazio.xls" target="_blank" rel="noopener">Lazio</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/istituzioni_non_profit_2019_2020/Liguria.xls" target="_blank" rel="noopener">Liguria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/istituzioni_non_profit_2019_2020/Lombardia.xls" target="_blank" rel="noopener">Lombardia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/istituzioni_non_profit_2019_2020/Marche.xls" target="_blank" rel="noopener">Marche</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/istituzioni_non_profit_2019_2020/Molise.xls" target="_blank" rel="noopener">Molise</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/istituzioni_non_profit_2019_2020/Piemonte.xls" target="_blank" rel="noopener">Piemonte</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/istituzioni_non_profit_2019_2020/Puglia.xls" target="_blank" rel="noopener">Puglia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/istituzioni_non_profit_2019_2020/Sardegna.xls" target="_blank" rel="noopener">Sardegna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/istituzioni_non_profit_2019_2020/Sicilia.xls" target="_blank" rel="noopener">Sicilia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/istituzioni_non_profit_2019_2020/Toscana.xls" target="_blank" rel="noopener">Toscana</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/istituzioni_non_profit_2019_2020/Trentino-Alto+Adige.xls" target="_blank" rel="noopener">Trentino-Alto Adige</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/istituzioni_non_profit_2019_2020/Umbria.xls" target="_blank" rel="noopener">Umbria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/istituzioni_non_profit_2019_2020/Valle+d'Aosta.xls" target="_blank" rel="noopener">Valle d’Aosta</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/istituzioni_non_profit_2019_2020/Veneto.xls" target="_blank" rel="noopener">Veneto</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/istituzioni_non_profit_2019_2020/Totale_nazionale.xls" target="_blank" rel="noopener">Totale nazionale</a>.</p>
</div></div>
</section>
</p>
<p>I contenuti dell’Osservatorio povertà educativa <a href="https://www.openpolis.it/poverta-educativa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">#conibambini</a> sono realizzati da openpolis con l’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell’articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l’obiettivo di creare un’unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di <em>data journalism</em> o anche per semplice consultazione. I dati relativi alla presenza di istituzioni non profit sono di fonte Istat (statistiche sperimentali), quelli sulla classificazione dei comuni per area interna sono di fonte Dip. coesione.</p>
</p>
<p>Foto: <a href="https://www.flickr.com/photos/141202146@N02/53059512872" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Dipartimento della Protezione Civile</a> &#8211; <a href="https://creativecommons.org/licenses/by/2.0/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Licenza</a></p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/limpegno-degli-adolescenti-nel-volontariato/">L&#8217;impegno degli adolescenti nel volontariato</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il disagio giovanile dopo il Covid</title>
		<link>https://www.openpolis.it/il-disagio-giovanile-dopo-il-covid/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 May 2024 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=291014</guid>

					<description><![CDATA[<p>I dati sono un ottimo modo per analizzare fenomeni, raccontare storie e valutare pratiche politiche. Con Numeri alla mano facciamo proprio questo. Una rubrica settimanale di brevi notizie, con link per approfondire. Il giovedì alle 7 in onda anche su Radio Radicale. Leggi &#8220;Disagio giovanile, un fenomeno che non si può ridurre a pochi numeri&#8220; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/il-disagio-giovanile-dopo-il-covid/">Il disagio giovanile dopo il Covid</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[</p>
<p>I dati sono un ottimo modo per analizzare fenomeni, raccontare storie e valutare pratiche politiche. Con Numeri alla mano facciamo proprio questo. Una rubrica settimanale di brevi notizie, con link per approfondire. Il giovedì alle 7 in onda anche su Radio Radicale. Leggi <a href="https://www.openpolis.it/disagio-giovanile-un-fenomeno-che-non-si-puo-ridurre-a-pochi-numeri" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>&#8220;Disagio giovanile, un fenomeno che non si può ridurre a pochi numeri</strong>&#8220;</a></p>
</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://www.radioradicale.it/rubriche/1328/openpolis-numeri-alla-mano" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Numeri alla mano<br />
<br /><strong>Ascolta tutti i podcast su Radio Radicale</strong></a>.</p>
</section>
<section class="numeri-alla-mano">
<h1 class="red1 mb-0">14%</h1>
<p class="bt-2-grey3 mt-0"><strong>i minori in povertà assoluta nel 2023</strong>. Secondo le stime preliminari di Istat, si tratta dell’incidenza più elevata della serie storica dal 2014, a seguito della revisione metodologica avvenuta lo scorso anno. Dopo la pandemia, i minori che vivono in famiglie in povertà assoluta sono arrivati a 1,3 milioni nel 2023. <a href="https://www.openpolis.it/numeri/cresce-la-poverta-assoluta-minorile/" target="_blank" rel="noopener">Vai al grafico</a>.</p>
</section>
<section class="numeri-alla-mano">
<h1 class="red1 mb-0">9,7%</h1>
<p class="bt-2-grey3 mt-0"><strong>gli studenti in dispersione implicita (che finiscono le scuole senza competenze adeguate) nel 2022</strong>. Erano il 7% nel 2019. Il fenomeno ha riguardato soprattutto gli studenti svantaggiati: 12% gli studenti di famiglia in condizione medio-bassa in dispersione implicita nel 2022. Erano l’8% nel 2019. La dimensione del disagio non è solo materiale: è anche educativa, come testimoniato dal calo degli apprendimenti. Nonché sociale e psicologica. <a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-dispersione-implicita-riguarda-il-12-degli-studenti-svantaggiati/" target="_blank" rel="noopener">Vai al grafico.</a></p>
</section>
<section class="numeri-alla-mano">
<h1 class="red1 mb-0">1 su 2</h1>
<p class="bt-2-grey3 mt-0"><strong>gli studenti delle secondarie che hanno dichiarato un calo nella frequenza con cui vedono amici e amiche rispetto a prima del Covid</strong>. Tuttavia la quota di ragazzi che vedono tutti i giorni gli amici era crollata già prima della pandemia. Nel 2005, tale quota era pari al 70,8% tra 11 e 14 anni e al 72,2% tra 15 e 17. Nel 2019, quindi già prima del Covid, la percentuale era crollata rispettivamente al 34,3% e al 39,1%. In uscita dall’emergenza, la quota non appare comunque recuperata: nel 2023 dichiarano di vedere tutti i giorni i propri amici il 27,6% degli 11-14enni e il 30,1% dei 15-17enni. Molto lontano rispetto al 70% della generazione precedente. <a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-quota-di-ragazzi-che-vedono-tutti-i-giorni-gli-amici-era-crollata-gia-prima-della-pandemia/" target="_blank" rel="noopener">Vai al grafico.</a></p>
</section>
<section class="numeri-alla-mano">
<h1 class="red1 mb-0">65.967</h1>
<p class="bt-2-grey3 mt-0"><strong>gli studenti tra 11 e 17 anni con tendenza all’isolamento sociale secondo la rilevazione effettuata da Iss, l’istituto superiore di sanità</strong>. Si tratta dell’1,6% del totale, sulla base di un campione rappresentativo della popolazione studentesca. Non è il solo segnale di un disagio nel benessere psicologico dei minori, in uscita dal Covid. Quasi 100mila (il 2,5% del campione) presentano caratteristiche compatibili con la presenza di una dipendenza da social media. Il 9,3% dei minori 11-17 anni mostra i segnali di una grave dipendenza da cibo. <a href="https://www.openpolis.it/numeri/quasi-il-10-dei-minori-11-17-anni-mostra-i-segnali-di-una-grave-dipendenza-da-cibo" target="_blank" rel="noopener">Vai al grafico.</a></p>
</section>
<section class="numeri-alla-mano">
<h1 class="red1 mb-0">64%</h1>
<p class="bt-2-grey3 mt-0"><strong>i giovani italiani tra 15 e 24 anni che si dichiarano molto preoccupati per il cambiamento climatico</strong>. Più della media della popolazione (53%). Non tutti i segnali sono negativi, e non mancano indicatori che mostrano una maggiore partecipazione dei più giovani. La quota di 18-19enni che hanno preso parte ad associazioni ecologiche, per i diritti civili e per la pace è quasi doppia rispetto al resto della popolazione (2,9% contro una media del 1,6%). E appare in crescita la quota di chi, tra 14 e 17 anni, presta attività gratuite in associazioni di volontariato (6,4% nel 2022, a fronte del 3,9% dell’anno precedente). Oltre 6 giovani su 10 tra 14 e 19 anni esprimono un giudizio positivo sulle proprie prospettive future. <a href="https://www.openpolis.it/numeri/quasi-2-giovani-italiani-su-3-sono-molto-preoccupati-per-gli-effetti-del-cambiamento-climatico/" target="_blank" rel="noopener">Vai al grafico.</a></p>
</section>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Ascolta il nostro podcast su Radio Radicale</h3>
</p>
<p><div>
                <iframe width="auto" height="520" frameborder="0"
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                </iframe>
            </div></p>
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		<item>
		<title>L&#8217;impatto della povertà tra le famiglie monogenitoriali dopo il Covid</title>
		<link>https://www.openpolis.it/limpatto-della-poverta-tra-le-famiglie-monogenitoriali-dopo-il-covid/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 May 2024 07:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=287649</guid>

					<description><![CDATA[<p>I nuclei monogenitoriali, in oltre 8 casi su 10 composti dalla madre sola con figli a carico, sono tra i più esposti alla povertà. In attesa di dati definitivi, la deprivazione sociale in questi nuclei mostra alcuni segnali di aumento.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/limpatto-della-poverta-tra-le-famiglie-monogenitoriali-dopo-il-covid/">L&#8217;impatto della povertà tra le famiglie monogenitoriali dopo il Covid</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel 2017, prima dell&#8217;emergenza Covid, il 14,9% dei minori di 16 anni in famiglie monogenitoriali viveva una condizione di deprivazione materiale e sociale. Nel 2021, l&#8217;incidenza della <strong>deprivazione tra bambini e ragazzi in famiglie con un solo genitore è salita di due punti, al 16,9%</strong>.</p>
<p>Parliamo di situazioni familiari in cui sono presenti alcuni <a href="https://www.istat.it/it/files//2023/12/Deprivazione_minori_6_12.pdf#page=12" target="_blank" rel="noreferrer noopener">segnali di fragilità</a>, che possono andare dalla <strong>difficoltà di assicurare pasti sani</strong> al <strong>non poter sostituire gli indumenti</strong>, dal non <strong>riscaldare adeguatamente la casa</strong> all&#8217;impossibilità di <strong>acquistare giochi</strong> oppure <strong>permettersi libri</strong> o <strong>attività di svago</strong>.</p>
<div id="2-punti-lincidenza-della-deprivazione-sociale-e-materiale-tra-i-minori-in-nuclei-monogenitoriali-dal-2017-al-2021" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">16,9% </span>dei minori di 16 anni nelle famiglie monogenitore si trova in deprivazione  nel 2021. Era il 14,9% nel 2017.</p>
</section>
<p>Una <strong>crescita contrapposta alla sostanziale stabilità degli altri nuclei familiari</strong>. Tra le coppie con figli, l&#8217;incidenza della deprivazione materiale e sociale è passata nello stesso periodo dal 12,4% al 12,3%.</p>
<p>Questa tendenza si è rafforzata nella pandemia, ma non è nuova. Le famiglie monogenitoriali &#8211; dove<strong> in 8 casi su 10 la persona di riferimento è la madre</strong> &#8211; attraversano <a href="https://www.openpolis.it/il-rischio-poverta-nelle-famiglie-monogenitoriali/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">in molti casi una maggiore vulnerabilità rispetto alla media</a>.</p>
<p>Attraverso i dati disponibili, approfondiamo <strong>composizione</strong>, <strong>condizione attuale e incidenza sul territorio di questi nuclei</strong>.</p>
<p><div class="content_block" id="custom_post_widget-135826"><p></p>
</div></p>
<div id="in-oltre-8-casi-su-10-si-tratta-di-una-madre-sola-con-figli-a-carico" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<h3 class="wp-block-heading">In oltre 8 casi su 10 sono nuclei con una madre sola</h3>
<p>Nel biennio 2021-22 i nuclei composti da un genitore solo con figli rappresentano circa l&#8217;11% delle famiglie. <strong>Nell&#8217;81% dei casi la persona di riferimento è la madre</strong>; mentre in quasi il 19% è il padre.</p>
<div id="strillo-testo-block_5f7fbed56256d75a11a52e1bc04991ce" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Nel 2042 circa 3 milioni di famiglie potrebbero essere monogenitoriali.</p>
</section></div>
<p>Parliamo di <strong>oltre 2,8 milioni di famiglie</strong>. In quelle dove la persona di riferimento del nucleo è un uomo &#8211; 540mila  &#8211; si tratta di genitori separati o divorziati (50,2%), vedovi (37%) o celibi (12,8%). Nei <strong>circa 2,3 milioni di famiglie dove la persona di riferimento è donna</strong>, si tratta di persone separate o divorziate (46,9%), vedove (35,3%) o nubili (17,8%). Secondo le <a href="https://www.istat.it/it/files/2023/09/Previsioni-popolazione-e-famiglie.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">proiezioni di Istat</a> il <strong>fenomeno è in crescita</strong>: nel 2042, circa 3 milioni di famiglie potrebbero essere composte da monogenitori con figli. </p>
<p>Un ulteriore distinzione può essere fatta rispetto all&#8217;<strong>età del figlio più piccolo</strong> a carico. Si tratta di un <strong>minore in circa un milione di famiglie, il 36,1% del totale</strong>. In poco meno di 600mila nuclei la fascia d&#8217;età va da 18 a 24 anni, mentre in circa il 44% dei casi è una persona di almeno 25 anni.</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-oltre-un-milione-di-famiglie-monogenitoriali-il-figlio-piu-piccolo-ha-meno-di-18-anni/">In oltre un milione di famiglie monogenitoriali il figlio più piccolo ha meno di 18 anni</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-oltre-un-milione-di-famiglie-monogenitoriali-il-figlio-piu-piccolo-ha-meno-di-18-anni/">Numero di famiglie monogenitoriali rispetto alla classe di età del figlio più piccolo (2021-22)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                         aria-labelledby="chart_289214_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/in-oltre-un-milione-di-famiglie-monogenitoriali-il-figlio-piu-piccolo-ha-meno-di-18-anni/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/05/in-oltre-un-milione-di-famiglie-monogenitoriali-il-figlio-piu-piccolo-ha-meno-di-18-anni.png" placeholder ></amp-img></p>
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<p></amp-iframe>                        </p>
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis – Con i Bambini su dati Istat                                                                <br />(consultati: giovedì 4 Aprile 2024)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/05/in-oltre-un-milione-di-famiglie-monogenitoriali-il-figlio-piu-piccolo-ha-meno-di-18-anni.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-289214"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-289214" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p>Su <strong>1 milione e 39mila famiglie monogenitoriali con figli minori</strong>, in 290mila il figlio più piccolo ha meno di 5 anni, in 473mila ha tra 6 e 13 anni, in 276mila invece si tratta di adolescenti tra 14 e 17 anni. Nuclei che non di rado vivono un disagio sociale ed economico. </p>
<h3 class="wp-block-heading">Monogenitori con figli minori più esposti alle difficoltà economiche</h3>
<p>Da anni <strong>diversi indicatori segnalano questi nuclei come tra i più vulnerabili</strong>, per la presenza di un solo genitore con a carico uno o più bambini. </p>
<p>Di recente, l&#8217;<a href="https://www.istat.it/it/files//2023/12/Deprivazione_minori_6_12.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">indagine sulle condizioni di vita dei minori</a> ha segnalato come <strong>tra gli under-16 che vivono in una famiglia monogenitoriale sia più frequente una condizione di deprivazione sociale e materiale</strong>. Un&#8217;incidenza del 16,9% nel 2021, a fronte di una media che tra i coetanei si attesta al 13,5% e scende al 12,4% tra gli under-16 che vivono con entrambi i genitori. La quota peraltro è cresciuta di 2 punti rispetto al 2017, prima della pandemia.</p>
<div id="413-i-minori-con-madre-sola-a-rischio-di-poverta-o-esclusione-sociale" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<div id="strillo-testo-block_5124a5cddfc9cf7649555a138377965f" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Il rischio povertà o esclusione colpisce ancora di più le madri sole con figli.</p>
</section></div>
<p>Altri indicatori di disagio mostrano come <strong>la situazione sia addirittura più grave per le donne sole con figli a carico</strong>. Nel 2022, il <a href="https://data.europa.eu/data/datasets/3tyx3ulrblfvibtamlfcew?locale=it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">rischio di povertà o esclusione sociale</a> colpisce il 28,8% dei bambini e ragazzi con meno di 16<br />anni, valore che supera di oltre 4 punti quello medio della popolazione (24,4%). <strong>Nelle famiglie monoparentali raggiunge il 39,1%</strong>, rispetto al 27,2% delle coppie con figli minori. Tuttavia, mentre se il monogenitore è uomo l&#8217;incidenza del rischio povertà o esclusione cala al 27,6%, quando in famiglia è presente soltanto la madre arriva al 41,3%.</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">4 su 10 </span>i minori con madre sola a rischio di povertà o esclusione sociale.</p>
</section>
<p>Pesano diversi fattori, tra cui la <strong>questione abitativa</strong>. I nuclei monogenitoriali composti dalla <strong>madre e da almeno un minore di 16 anni vivono in affitto nel 31% dei casi</strong>. In caso di <strong>monogenitore uomo, la quota scende al 26,8%</strong>. Allo stesso tempo, le famiglie monogenitoriali con persona di riferimento donna vivono più spesso in abitazioni in usufrutto o in uso gratuito (20,9% a fronte del 8,2%).</p>
<p><strong>Tra i nuclei con monogenitore donne è più frequente la <a href="https://www.istat.it/it/files//2023/12/Deprivazione_minori_6_12.pdf#page=12" target="_blank" rel="noreferrer noopener">bassa intensità lavorativa</a></strong>. Il 19,2% degli under-16 che vivono con la madre sola vive una situazione familiare di questo tipo, contro una media del 5,9%. </p>
<h3 class="wp-block-heading">Dove vivono le famiglie monogenitoriali</h3>
<p>Attraverso i dati Istat provenienti dalle statistiche sperimentali, che utilizzano fonti amministrative integrate per stimare la composizione delle famiglie per tipologia, possiamo analizzare l&#8217;<strong>incidenza sul territorio dei nuclei monogenitoriali</strong>. Un dato che purtroppo è ricostruibile solo per i comuni con oltre cinquemila abitanti.</p>
<div id="nuoro-e-il-capoluogo-con-piu-famiglie-monogenitoriali-14-andria-la-citta-dove-sono-meno-71" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p>Tra i capoluoghi italiani, <strong>Nuoro è quello con la maggiore incidenza di famiglie monoparentali</strong> (14,1% delle famiglie anagrafiche residenti nel comune nel 2019). Seguono, con almeno il 13% di nuclei monogenitoriali, <strong>Avellino</strong>, <strong>Caserta</strong>, <strong>Frosinone</strong>, <strong>Carbonia</strong> e <strong>Roma</strong>.</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nuoro-e-il-capoluogo-con-piu-famiglie-monogenitoriali/">Nuoro è il capoluogo con più famiglie monogenitoriali</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nuoro-e-il-capoluogo-con-piu-famiglie-monogenitoriali/">Percentuale di famiglie monogenitoriali sul totale delle famiglie anagrafiche (2019)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
<div id="chart_289187_tab1" role="tab" aria-controls="chart_289187_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                         aria-labelledby="chart_289187_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/nuoro-e-il-capoluogo-con-piu-famiglie-monogenitoriali/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/05/nuoro-e-il-capoluogo-con-piu-famiglie-monogenitoriali.png" placeholder ></amp-img></p>
<div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div>
<p></amp-iframe>                        </p>
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</p></div>
<div id="chart_289187_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_289187_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_289187_tab3"></p>
<p>Il dato, ricostruito attraverso l&#8217;integrazione di fonti amministrative, è disponibile solo per i comuni sopra 5.000 abitanti.</p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Istat (statistiche sperimentali)                                                                <br />(ultimo aggiornamento: venerdì 8 Marzo 2024)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/05/nuoro-e-il-capoluogo-con-piu-famiglie-monogenitoriali.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-289187"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-289187" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p>Le città dove l’incidenza è minore sono <strong>Andria</strong> (7,1%), <strong>Monza</strong> (8,1%) e <strong>Siena</strong> (8,4%). Prendendo in considerazione i dati di tutti i comuni, e non solo di quelli capoluogo, spiccano Sant&#8217;Agata li Battiati (Catania) con il 15,7% di famiglie monogenitoriali. Superano il 14%, oltre alla già citata Nuoro, anche Grottaferrata (Roma), Macomer (Nuoro), Tremestieri Etneo (Catania) e Monte Porzio Catone (Roma). Mentre non raggiunge il 6% Acate, nel ragusano, con il 5,9%.</p>
<h3 class="wp-block-heading">Scarica, condividi e riutilizza i dati</h3>
<section class="download">
<div class="dw-content">
<div class="intro">
<p>Scarica i dati, regione per regione</p>
</div>
<div class="files">
<p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/monogenitori_2019/Abruzzo.xls" target="_blank" rel="noopener">Abruzzo</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/monogenitori_2019/Basilicata.xls" target="_blank" rel="noopener">Basilicata</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/monogenitori_2019/Calabria.xls" target="_blank" rel="noopener">Calabria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/monogenitori_2019/Campania.xls" target="_blank" rel="noopener">Campania</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/monogenitori_2019/Emilia-Romagna.xls" target="_blank" rel="noopener">Emilia-Romagna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/monogenitori_2019/Friuli-Venezia+Giulia.xls" target="_blank" rel="noopener">Friuli-Venezia Giulia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/monogenitori_2019/Lazio.xls" target="_blank" rel="noopener">Lazio</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/monogenitori_2019/Liguria.xls" target="_blank" rel="noopener">Liguria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/monogenitori_2019/Lombardia.xls" target="_blank" rel="noopener">Lombardia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/monogenitori_2019/Marche.xls" target="_blank" rel="noopener">Marche</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/monogenitori_2019/Molise.xls" target="_blank" rel="noopener">Molise</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/monogenitori_2019/Piemonte.xls" target="_blank" rel="noopener">Piemonte</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/monogenitori_2019/Puglia.xls" target="_blank" rel="noopener">Puglia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/monogenitori_2019/Sardegna.xls" target="_blank" rel="noopener">Sardegna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/monogenitori_2019/Sicilia.xls" target="_blank" rel="noopener">Sicilia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/monogenitori_2019/Toscana.xls" target="_blank" rel="noopener">Toscana</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/monogenitori_2019/Trentino-Alto+Adige.xls" target="_blank" rel="noopener">Trentino-Alto Adige</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/monogenitori_2019/Umbria.xls" target="_blank" rel="noopener">Umbria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/monogenitori_2019/Valle+d'Aosta.xls" target="_blank" rel="noopener">Valle d’Aosta</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/monogenitori_2019/Veneto.xls" target="_blank" rel="noopener">Veneto</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/monogenitori_2019/Totale_nazionale.xls" target="_blank" rel="noopener">Totale nazionale</a>.</p>
</div></div>
</section>
<p>I contenuti dell’Osservatorio povertà educativa&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/poverta-educativa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">#conibambini</a>&nbsp;sono realizzati da openpolis con l’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell’articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l’obiettivo di creare un’unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di&nbsp;<em>data journalism</em>&nbsp;o anche per semplice consultazione. I dati relativi alla distribuzione delle famiglie anagrafiche per tipologia familiare sono stati elaborati a partire da fonte Istat (statistiche sperimentali).</p>
<p>Foto: <a href="https://pixnio.com/it/persone/folla/infanzia-area-urbana-sport-persone-figlio-donna-citta-uomo" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Bicanski</a> (<a href="https://pixnio.com/it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pixnio</a>) &#8211; <a href="https://pixnio.com/creative-commons-license" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Licenza</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/limpatto-della-poverta-tra-le-famiglie-monogenitoriali-dopo-il-covid/">L&#8217;impatto della povertà tra le famiglie monogenitoriali dopo il Covid</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
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