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	<title>Migranti Archivi - Openpolis</title>
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		<title>I diritti di cittadinanza e le ambiguità del dibattito referendario</title>
		<link>https://www.openpolis.it/i-diritti-di-cittadinanza-e-le-ambiguita-del-dibattito-referendario/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mattia]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Jun 2025 07:49:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migranti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=301330</guid>

					<description><![CDATA[<p>Circa 200mila persone di origini extra-comunitarie ogni anno ottengono la cittadinanza italiana. Ma le strumentalizzazioni sulle migrazioni si innestano impropriamente su un tema che dovrebbe riguardare diritti importanti, soprattutto per i minori.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/i-diritti-di-cittadinanza-e-le-ambiguita-del-dibattito-referendario/">I diritti di cittadinanza e le ambiguità del dibattito referendario</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Ottenere la cittadinanza vuol dire acquisire diritti</strong>, indispensabili per il contrasto all&#8217;esclusione sociale. Il referendum del prossimo fine settimana è diventato tuttavia un terreno di scontro e di propaganda politica, dove il dibattito sul fenomeno migratorio si intreccia in modo spesso improprio (e superficiale) con il tema della cittadinanza. Quello che emerge dai dati, infatti, <strong>dipinge con caratteri diversi e più profondi la questione.</strong></p>



<p>L&#8217;8 e il 9 giugno i cittadini e le cittadine italiane saranno chiamati a esprimersi su cinque referendum abrogativi. Uno di questi si intitola appunto «<em>Cittadinanza italiana: dimezzamento da 10 a 5 anni dei tempi di residenza legale in Italia dello straniero maggiorenne extracomunitario per la richiesta di concessione della cittadinanza<br>italiana</em>».</p>


        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Volete voi abrogare l&#8217;articolo 9, comma 1, lettera b), limitatamente  alle  parole &#8220;adottato  da cittadino italiano&#8221; e &#8220;successivamente alla adozione&#8221;; nonché la lettera f), recante la seguente disposizione: &#8220;f) allo straniero che risiede legalmente da almeno dieci anni nel territorio della Repubblica.&#8221;, della legge 5 febbraio 1992, n. 91, recante &#8220;Nuove norme sulla cittadinanza&#8221;?</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2025-03-31&#038;atto.codiceRedazionale=25A02042&#038;elenco30giorni=false" target="_blank">&#8211; Quesito referendario, 8 e 9 giugno 2025</a>
									            </div>
        </section>
		

<div id="uno-dei-quesiti-referendari-riguarda-la-possibilita-di-ottenere-la-cittadinanza-dimezzando-i-tempi-di-residenza-in-italia" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<p>Fino alla legge del 1992 erano cinque gli anni di residenza continuativa richiesti per l&#8217;acquisizione della cittadinanza. Le organizzazioni che hanno proposto il referendum chiedono di tornare a quella soglia, <strong>considerata più in linea con le caratteristiche della società odierna</strong>, oltre che con le norme di altri paesi europei. Nazioni come Germania, Francia e Paesi Bassi, infatti, hanno fissato la soglia dei cinque anni.</p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">5,4 mln </span>di persone con cittadinanza straniera, residenti in Italia al 1 gennaio 2025.</p>
			        </section>
		


<p>L&#8217;Istat non fornisce dati puntuali rispetto alla durata della residenza delle persone straniere nel paese. Secondo il comitato per il sì al referendum, tuttavia, a beneficiare del referendum, in caso di vittoria, potrebbero essere circa <strong>2,5 milioni di persone</strong>, compresi i <strong>figli minori che acquisirebbero automaticamente la cittadinanza</strong> perché ottenuta dai genitori.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Come si acquisisce la cittadinanza</h3>



<p>Oggi la cittadinanza si ottiene in diversi modi. I principali sono la naturalizzazione &#8211; ossia la residenza in Italia &#8211; il matrimonio o il diritto di nascita.</p>



<p>Per quanto riguarda la <strong>naturalizzazione</strong>, oggetto del quesito referendario, come abbiamo già detto le persone extracomunitarie possono richiederla se residenti continuativamente in Italia da 10 anni. Per i rifugiati e gli apolidi questo limite si abbassa a 5 anni, per chi è comunitario a 4.</p>


<div id="strillo-testo-block_9a7c12f740cb3940e901ac95d11527bb" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>Ci sono diversi modi per richiedere la cittadinanza.</p>
			        </section>
		</div>



<p>Il diritto si può acquisire anche dopo due anni di residenza legale in Italia dal <strong>matrimonio</strong> con un italiano o italiana. </p>



<p>C&#8217;è poi lo <strong>ius sanguinis</strong>, ossia il diritto a essere <strong>cittadini italiani alla nascita</strong> se almeno uno dei due genitori lo è.</p>



<p>Infine è previsto anche il cosiddetto &#8220;<strong>ius soli temperato</strong>&#8220;, ossia la possibilità di richiedere il documento al compimento dei 18 anni, se si è nati in Italia da genitori stranieri. In realtà, fino a poco tempo fa, questo principio era valido per discendenza senza limiti generazionali. Il <a href="https://parlamento19.openpolis.it/attivita_legislativa/decreti_legge/2025-36" target="_blank" rel="noreferrer noopener">decreto legge 36/2025</a>, convertito in legge dalle camere nel maggio scorso, ha posto un limite fino alla seconda generazione (nonno o nonna italiana) secondo la quale si può richiedere la cittadinanza con questa modalità.</p>



<p>L&#8217;abbassamento della soglia della cittadinanza per naturalizzazione, dunque, <strong>può a cascata incidere anche sullo ius sanguinis</strong>, in quanto un neonato può avere subito cittadinanza se un genitore ce l&#8217;ha.</p>


<div id="strillo-testo-block_e5e76d8a471e48aec46009cd5956adb2" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>Una volta inoltrata la domanda, la pubblica amministrazione può metterci anche tre anni per valutarla.</p>
			        </section>
		</div>



<p>È bene evidenziare che la richiesta non si traduce automaticamente in cittadinanza, almeno per quanto riguarda la naturalizzazione o l&#8217;acquisizione per matrimonio. Ci sono <strong>requisiti abbastanza stringenti per l&#8217;ottenimento del documento</strong>: dalle certificazioni di lingua italiana alla condizione economica e reddituale, fino all&#8217;assenza di precedenti penali gravi. Inoltre, i tempi che la pubblica amministrazione <strong>si riserva per la valutazione della domanda</strong> possono arrivare fino a tre anni dalla richiesta. In altre parole, possono trascorrere anche 13 anni da quando il richiedente è arrivato in Italia.</p>



<h3 class="wp-block-heading"></h3>


<div id="il-tema-viene-strumentalizzato-dalla-politica-riguarda-solo-in-parte-il-dibattito-sul-fenomeno-migratorio-cosi-come-lo-conosciamo" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<h3 class="wp-block-heading">La strumentalizzazione del tema</h3>



<p>Nel 2023, l&#8217;ultimo anno per il quale sono disponibili i dati Istat, le acquisizioni di cittadinanza sono state circa 213mila, un numero molto simile all&#8217;anno precedente. Di queste la stragrande maggioranza sono state ottenute da cittadini provenienti da paesi extra-comunitari. Parliamo di 196mila persone, pari al <strong>91,8% del totale</strong>.</p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">196.040 </span>persone precedentemente extra-comunitarie che hanno ottenuto la cittadinanza italiana nel 2023.</p>
			        </section>
		


<p>Se indaghiamo i paesi di provenienza di queste quasi 200mila persone notiamo che circa <strong>la metà </strong>(più di 88mila, circa il 45% del totale) <strong>provengono da soli quattro paesi: Albania, Marocco, Argentina e Brasile</strong>.</p>



<p>Se le prime due nazioni hanno una ormai radicata immigrazione in Italia, al contrario l&#8217;Argentina e il Brasile nel Novecento hanno visto una forte emigrazione di italiani. Per questo le motivazioni per l&#8217;acquisizione della cittadinanza sono diverse. Le persone di origine albanese, per esempio, diventano in molti casi cittadini italiani in base alla residenza, <strong>argentini e brasiliani principalmente perché figli o discendenti di italiani</strong>. Su quest&#8217;ultima casistica influirà, nei prossimi anni, il citato limite della discendenza fino alla seconda generazione, che come abbiamo accennato precedentemente è stato introdotto di recente.</p>



<p>A guardare i dati, insomma, sembra che il dibattito in queste settimane sia inquinato dalla <strong>polarizzazione politica sul fenomeno migratorio, che tuttavia sembra essere solo in parte attinente al tema</strong>. </p>



<p>La cittadinanza, infatti, non riguarda infatti i <a href="https://www.openpolis.it/parole/quali-sono-le-forme-di-protezione-per-gli-stranieri-in-italia/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">richiedenti asilo</a>, ossia quella<strong> categoria di persone percepita dalla popolazione come &#8220;migranti&#8221;</strong>, a maggior ragione se si intendono quei migranti provenienti dai <strong>paesi dell&#8217;Africa sub-sahariana</strong>.</p>



<p>La maggioranza di questi ultimi, infatti, non solo ha tempi di residenza brevi (essendo il fenomeno relativamente recente), ma spesso viene cancellata per brevi o lunghi periodi dalle liste di anagrafe comunale. Questo fatto, che accade principalmente per via della precarietà lavorativa e socio-economica, porta alla perdita di uno dei requisiti fondamentali per la richiesta di cittadinanza: la <strong>continuità della residenza</strong>.</p>


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                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/paesi-di-provenienza-e-modalita-di-ottenimento-della-cittadinanza-italiana/">Paesi di provenienza e modalità di ottenimento della cittadinanza italiana</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/paesi-di-provenienza-e-modalita-di-ottenimento-della-cittadinanza-italiana/">I primi 10 paesi di provenienza delle persone che hanno ottenuto la cittadinanza italiana nel 2023 e relative modalità di ottenimento</a></h3>
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                             aria-labelledby="chart_301335_tab3"><p>Il grafico considera i primi dieci paesi di provenienza di chi ha ottenuto la cittadinanza italiana nel 2023. Possono essere diverse le modalità di ottenimento, sintetizzate da Istat in tre principali categorie: l&#8217;acquisizione per residenza, quella per matrimonio con un cittadino o una cittadina italiana e &#8220;altro&#8221;. Quest&#8217;ultima categoria comprende le acquisizioni di cittadinanza dei minori ottenute per trasmissione del diritto da parte di genitori divenuti italiani, dei neo-maggiorenni nati e residenti in Italia che scelgono di diventare italiani al compimento del 18esimo anno di età e coloro che l&#8217;acquisiscono per <em>ius sanguinis</em>, ovvero in quanto figli o discendenti di cittadini italiani.</p>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis su dati <a href="https://demo.istat.it/tavole/?l=it&amp;t=noncomunitari" target="_blank" rel="noopener">Istat</a>                                                            </p>
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                            <p><label for="embed-chart-301335"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                            </div>

			


<h3 class="wp-block-heading"></h3>


<div id="ottenere-la-cittadinanza-italiana-significa-acquisire-piu-diritti-indispensabili-per-il-contrasto-allesclusione-sociale-soprattutto-dei-minori" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<h3 class="wp-block-heading">La cittadinanza come fattore di equilibrio</h3>



<p>Ottenere la cittadinanza italiana non ha solo un valore simbolico o legato al sentirsi parte di una comunità. Per una persona che già da anni vive nel paese significa <strong>acquisire più diritti, e quindi rafforzare quelle prerogative sociali indispensabili per il contrasto all&#8217;esclusione</strong> e alla marginalità.</p>


<div id="strillo-testo-block_2fee8c21eb6b05a394bc741d365fefae" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>Con la cittadinanza si ottengono diritti familiari, sociali e politici.</p>
			        </section>
		</div>



<p>Nello specifico, si possono ottenere <strong>diritti politici</strong> (dal voto alle elezioni politiche fino all&#8217;eleggibilità per le cariche pubbliche), l&#8217;accesso automatico alla cittadinanza dell&#8217;Ue, con lo &#8220;sblocco&#8221; di altri diritti, come la <strong>libera circolazione negli altri paesi</strong> dell&#8217;Unione. Chi diventa cittadino italiano ha anche più <strong>diritti sociali</strong>, come l&#8217;eliminazione di restrizioni per l&#8217;ottenimento di un alloggio pubblico o la possibilità di partecipare ai concorsi lavorativi.</p>



<p>Su tutti, però, sono degni di nota i <strong>diritti familiari</strong> che possono uscirne rafforzati, come una meno complessa pratica per il ricongiungimento familiare e soprattutto la <strong>trasmissione automatica della cittadinanza ai figli minori</strong> (e conviventi).</p>


        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/linclusione-scolastica-dei-minori-stranieri-inizia-dai-primi-anni-di-vita/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">L&#8217;inclusione scolastica
<br><strong>dei minori stranieri in Italia</strong></a>.</p>
        </section>
		





<p>Come abbiamo avuto modo di raccontare attraverso l&#8217;osservatorio sulla povertà educativa, infatti, i bambini e le bambine con cittadinanza non italiana <strong>partecipano meno dei coetanei all’istruzione prescolare</strong>. Ciò pone un problema nella capacità di inclusione del sistema educativo, tra gli assi fondamentali di ogni società.</p>



<p>Foto: <a href="https://it.freepik.com/foto-gratuito/persone-poliamore-che-trascorrono-del-tempo-insieme_23427222.htm#fromView=search&amp;page=1&amp;position=34&amp;uuid=aad59f1a-a840-4e02-83b6-9eb7fe43bd5c&amp;query=italia+famiglie+multiculturali" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Freepik</a> (<a href="https://it.freepik.com/legal/terms-of-use#nav-freepik-agreement" target="_blank" rel="noreferrer noopener">licenza</a>)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/i-diritti-di-cittadinanza-e-le-ambiguita-del-dibattito-referendario/">I diritti di cittadinanza e le ambiguità del dibattito referendario</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il collasso del sistema di accoglienza</title>
		<link>https://www.openpolis.it/il-collasso-del-sistema-di-accoglienza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[michele vannucchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Mar 2025 09:07:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migranti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=299992</guid>

					<description><![CDATA[<p>I dati sono un ottimo modo per analizzare fenomeni, raccontare storie e valutare pratiche politiche. Con Numeri alla mano facciamo proprio questo. Una rubrica settimanale di brevi notizie, con link per approfondire. Il giovedì alle 7 in onda anche su Radio Radicale. Vai al report Accoglienza al collasso. Ascolta il nostro podcast su Radio Radicale</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>I dati sono un ottimo modo per analizzare fenomeni, raccontare storie e valutare pratiche politiche. Con Numeri alla mano facciamo proprio questo. Una rubrica settimanale di brevi notizie, con link per approfondire. Il giovedì alle 7 in onda anche su Radio Radicale. Vai al report <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/Accoglienza/Centri+d%E2%80%99Italia+ACCOGLIENZA+AL+COLLASSO.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Accoglienza al collasso</a>.</p>


        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.radioradicale.it/rubriche/1328/openpolis-numeri-alla-mano" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Numeri alla mano
<br><strong>Ascolta tutti i podcast su radio radicale</strong></a>.</p>
        </section>
		




        <section class="numeri-alla-mano">
			        </section>
		

        <section class="numeri-alla-mano">
							<h1 class="red1 mb-0">12.441</h1><p class="bt-2-grey3 mt-0"><strong>le strutture di accoglienza per rifugiati e richiedenti asilo </strong>al 31 dicembre 2023. Le informazioni su questi centri, assieme a quelle sulle presenze al loro interno, la capienza, la localizzazione e molto altro, sono ora disponibili su centriditalia.it, andando ad aggiungersi ai dati che ricostruiscono il sistema dal 2018. <a href="https://centriditalia.it/home" target="_blank" rel="noopener">Vai alla piattaforma.</a></p>
			        </section>
		

        <section class="numeri-alla-mano">
							<h1 class="red1 mb-0">68,3%</h1><p class="bt-2-grey3 mt-0"><strong>dei posti disponibili nel sistema si trovava in centri di accoglienza straordinaria (Cas), nel 2023.</strong> Come in passato l’accoglienza straordinaria continua a rappresentare il perno dell’intero sistema. Al contrario nel sistema di accoglienza e integrazione (Sai) si trovava appena il 28,2% degli ospiti. Complessivamente i dati del 2023 si attestano ai livelli del 2018, prima annualità per cui abbiamo informazioni strutturate su Centriditalia.it. Da un lato dunque, assistiamo a una crescita dei numeri del sistema, dall’altro è evidente che non ci troviamo di fronte a una situazione inedita o emergenziale. Anche perché in anni precedenti le presenze avevano raggiunto livelli ben superiori, superando le 180mila unità nel 2017 e livelli simili nel 2016. <a href="https://www.openpolis.it/lo-stato-di-abbandono-del-sistema-di-accoglienza/" target="_blank" rel="noopener">Vai all&#8217;articolo.</a></p>
			        </section>
		

        <section class="numeri-alla-mano">
							<h1 class="red1 mb-0">71,1%</h1><p class="bt-2-grey3 mt-0"><strong>i bandi per la gestione di centri di accoglienza assegnati in affidamento diretto nel 2023.</strong> Questo dato, assolutamente preoccupante, sembra derivare da un lato dall&#8217;adozione del decreto legge 20/2023, che ha ridefinito le modalità di accoglienza, e dall&#8217;altro dalla mancata approvazione, per oltre un anno, del nuovo schema di capitolato di gara. Ovvero il provvedimento attuativo necessario alle prefetture per applicare correttamente le nuove disposizioni. <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/Accoglienza/Centri+d%E2%80%99Italia+ACCOGLIENZA+AL+COLLASSO.pdf" target="_blank" rel="noopener">Vai al rapporto.</a></p>
			        </section>
		

        <section class="numeri-alla-mano">
			        </section>
		

        <section class="numeri-alla-mano">
							<h1 class="red1 mb-0">15,03 euro</h1><p class="bt-2-grey3 mt-0"><strong>il costo giornaliero per ospite previsto per pagare il personale nei nuovi centri temporanei con una capienza fino a 100 posti. </strong>Nei Cas di uguale dimensione questa spesa è di € 10,53. Una spesa maggiore insomma, a fronte di strutture che non offrono alcun tipo di assistenza sociale. Resta ancora da capire qual è il senso di creare strutture costose e che non forniscono servizi, malgrado le modalità previste per la loro istituzione siano le stesse dei Cas. <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/Accoglienza/Centri+d%E2%80%99Italia+ACCOGLIENZA+AL+COLLASSO.pdf#page=12" target="_blank" rel="noopener">Vai al rapporto.</a></p>
			        </section>
		

        <section class="numeri-alla-mano">
							<h1 class="red1 mb-0">1.773</h1><p class="bt-2-grey3 mt-0"><strong>i minori stranieri non accompagnati accolti in centri di accoglienza straordinaria per minori (anziché nel Sai) a fine 2023. Nel 2019 erano appena 59.</strong> Invece che investire nel Sai, il sistema a titolarità pubblica, le nuove norme hanno previsto la possibilità di realizzare o ampliare i Cas per minori oltre i limiti di capienza, in deroga alla normativa. Inoltre viene esplicitamente aperta la possibilità che i minori trovino accoglienza nei Cas per adulti. Purtroppo non sono disponibili dati strutturati sulla presenza di Msna nei Cas per adulti. Tuttavia, stando ai dati ottenuti dal progetto In limine di Asgi, risulta che a fine 2023 più di 700 minori fossero ospitati in centri di accoglienza straordinaria per adulti. <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/Accoglienza/Centri+d%E2%80%99Italia+ACCOGLIENZA+AL+COLLASSO.pdf#page=27" target="_blank" rel="noopener">Vai al rapporto.</a></p>
			        </section>
		


<h3 class="wp-block-heading">Ascolta il nostro podcast su Radio Radicale</h3>


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		<item>
		<title>Lo stato di abbandono del sistema di accoglienza</title>
		<link>https://www.openpolis.it/lo-stato-di-abbandono-del-sistema-di-accoglienza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[michele vannucchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Mar 2025 09:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migranti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=299478</guid>

					<description><![CDATA[<p>È online "Accoglienza al collasso", il nuovo rapporto del progetto Centri d’Italia. Oltre a fotografare criticità ormai strutturali del sistema, quest'anno abbiamo dedicato particolare attenzione alle novità normative e all'accoglienza delle categorie considerate vulnerabili.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>&#8220;<strong><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/Accoglienza/Centri+d%E2%80%99Italia+ACCOGLIENZA+AL+COLLASSO.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Accoglienza al collasso</a></strong>&#8221; è il nuovo rapporto sul sistema di accoglienza per richiedenti asilo e rifugiati in Italia, realizzato da Openpolis e ActionAid nell’ambito del progetto Centri d’Italia.</p>



<p>Si tratta dell&#8217;ottava edizione di un dossier che vuole <strong>fotografare lo stato di salute dell&#8217;accoglienza </strong>dei migranti nel paese, attraverso analisi e dati di dettaglio.</p>



<p>In &#8220;<a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/Accoglienza/Centri+d%E2%80%99Italia+ACCOGLIENZA+AL+COLLASSO.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Accoglienza al collasso</a>&#8221; abbiamo ripreso temi e forti criticità già consolidate negli anni passati, affrontando però anche <strong>gli effetti di alcune norme recenti</strong>.</p>


<div id="strillo-testo-block_0dfba17eccc2893cd7da20e355d67b9e" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>Il fenomeno migratorio non può ridursi a mero terreno di propaganda e scontro politico.</p>
			        </section>
		</div>



<p>Riteniamo che il fenomeno migratorio <strong>non debba ridursi a mero terreno di scontro nel dibattito politico. </strong>Al contrario rappresenta dinamiche fondamentali sia per la vita di molte persone che fuggono da guerre e miseria, così come per le comunità che le accolgono nei territori del paese.</p>


        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://centriditalia.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vai a
<br><strong>Centri d’Italia</strong></a>.</p>
        </section>
		





<p>D&#8217;altro canto, la possibilità che i migranti non finiscano nelle sacche di estrema marginalità (più esposte all&#8217;illegalità, allo sfruttamento e alla criminalità) <strong>dipende in larga parte proprio dalle condizioni sistemiche</strong> che possono e non possono favorire il processo di inclusione nella società italiana. Con ampie e positive ricadute sulla tenuta sociale del paese e soprattutto sull&#8217;indipendenza e la crescita delle persone protagoniste di questo processo.</p>



<div class="content_block" id="custom_post_widget-181009"><div class="d-none d-lg-flex justify-center mt-40 mb-40 bt-3-grey2 pt-15 pb-10">

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        <div class="fs-15 fw-500 mb-10">Le strutture per richiedenti asilo e rifugiati.</div>
        <a class="btn" href="https://centriditalia.it">Esplora il sistema di accoglienza.</a>
        <a class="btn" href="https://centriditalia.it">Scarica i dati.</a>
    </div>

    <div><a href="https://centriditalia.it"><amp-img fetchpriority="high" decoding="async" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/02/centriditalia_img_bann.png" alt="" width="350" height="186"  layout="fixed" ></amp-img></a></div>
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        <div class="fs-15 fw-500 mb-10">Le strutture per richiedenti asilo e rifugiati.</div >
        <a class="btn" href="https://centriditalia.it">Esplora il sistema di accoglienza.</a>
        <a class="btn" href="https://centriditalia.it">Scarica i dati.</a>
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</div>


<div id="richiedenti-asilo-esclusi-dal-sai-servizi-ridotti-allosso-nei-cas-e-nuovi-centri-temporanei-provvedimenti-diversi-accomunati-dalla-compressione-dei-diritti" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<h3 class="wp-block-heading">Un&#8217;iperproduzione normativa ingiustificata</h3>



<p>Tutto questo però sembra interessare molto poco la politica e le amministrazioni pubbliche che dovrebbero gestire il fenomeno. La reportistica che dovrebbe essere resa pubblica non viene prodotta e le <strong>richieste di accesso agli atti della società civile incontrano ancora più opposizione che in passato.</strong></p>



<p>Una mancanza che non rappresenta solo un problema di <em>accountability</em> nei confronti della società civile, ma una grave carenza da parte della politica e delle amministrazioni pubbliche. </p>



<p>Il parlamento infatti negli ultimi anni ha approvato varie norme <strong>che tuttavia non rispondono alle necessità che emergono dall&#8217;analisi del sistema</strong> di accoglienza andando, semmai, in direzione opposta. È il caso del <a href="https://www.openpolis.it/il-decreto-cutro-colpisce-i-diritti-dei-richiedenti-asilo/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">decreto legge 20/2023</a>, con cui il governo ha nuovamente escluso i richiedenti asilo dal Sistema di accoglienza e integrazione (Sai), seppur con alcune eccezioni, mentre al contempo riduceva, fino a quasi azzerarli, i servizi di assistenza sociale previsti nei Centri di accoglienza straordinaria (Cas). </p>


        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/parole/come-funziona-laccoglienza-dei-migranti-in-italia/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Come funziona l&#8217;accoglienza
<br><strong>dei migranti in Italia</strong></a>.</p>
        </section>
		





<p>Questi ultimi, inoltre, continuano a ospitare la maggior parte delle persone accolte, confermando il fatto che un <strong>fenomeno del tutto ordinario viene immotivatamente gestito come un&#8217;emergenza.</strong></p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">68,3% </span>dei posti disponibili nel sistema si trova in centri di accoglienza straordinaria (Cas).</p>
			        </section>
		


<p>Un altro elemento di forte novità introdotto dal decreto è rappresentato dai cosiddetti <strong>&#8220;centri temporanei&#8221;</strong>, un vero e proprio nuovo circuito di accoglienza, <strong>completamente sforniti di ogni servizio sociale</strong>, a cui le prefetture possono ricorrere temporaneamente in caso di necessità. </p>



<p><strong>Il ministero non ha rilasciato dati su queste strutture</strong> sostenendo di non disporre di queste informazioni. Una risposta che, oltre a rendere impossibile un vero e proprio monitoraggio civico, desta preoccupazione circa la capacità dello stato di conoscere effettivamente il funzionamento del sistema.</p>



<p>Ad ogni modo, anche semplicemente un&#8217;analisi del nuovo capitolato &#8211; a cui abbiamo dedicato spazio in &#8220;Accoglienza al collasso&#8221; &#8211; <strong>ha confermato che queste strutture hanno un costo maggiore rispetto ai Cas</strong>. Resta dunque ancora da capire qual è il senso di creare strutture costose e che non forniscono servizi, malgrado le modalità previste per la loro istituzione siano le stesse dei Cas.</p>



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					Povertà educativa                </label>
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					Abruzzo                </label>
				                    <i class="fs-15"> &#8211; Ogni mese</i>
				                <p>Osservatorio basato sui dati dedicato alla regione Abruzzo.</p>
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<div id="la-riduzione-dei-diritti-riguarda-anche-categorie-considerate-vulnerabili-che-non-vengono-adeguatamente-tutelate-come-donne-e-minori" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<h3 class="wp-block-heading">Un sistema che non tutela</h3>



<p>Un altro aspetto che abbiamo analizzato nel rapporto riguarda i cosiddetti <strong>vulnerabili.</strong> Infatti, se da un lato le nuove misure escludono i richiedenti asilo dal Sai, dall&#8217;altro un&#8217;eccezione è <strong>fatta per categorie considerate vulnerabili, tra cui i minori e le donne.</strong></p>



<p>Quanto alle donne migranti è certamente un bene che almeno loro <strong>trovino accoglienza nel Sai</strong>, al contempo però affermare che tutte le donne sono “vulnerabili”, oltre a evidenziare un approccio paternalistico, significa equiparare le loro diverse situazioni con il rischio che i casi effettivamente più vulnerabili non siano poi riconosciuti come tali. </p>



<p>Abbiamo dunque analizzato la situazione dal punto di vista dei dati, <strong>rilevando le potenziali criticità che possono emergere</strong> per le richiedenti asilo che comunque non troveranno posto nel Sai rimanendo nel circuito dei Cas, se non persino dei &#8220;centri temporanei&#8221;. Inoltre, particolare attenzione merita anche una progressiva &#8220;femminilizzazione&#8221; del Sai, che <strong>non risulta accompagnata da un consapevole approccio di genere.</strong></p>



<p>Per approfondire la situazione e capire meglio questo fenomeno abbiamo intervistato <strong>Francesca De Masi</strong> e <strong>Laura Boursier Niutta</strong>, rispettivamente vicepresidente e operatrice di <a href="https://www.befreecooperativa.org/">Be Free</a>, ente gestore del Sai “Aida”, oltre che del progetto anti-tratta e di diversi centri antiviolenza (Cav) di Roma e della sua città metropolitana.</p>


<div id="piu-di-700-msna-sono-stati-inseriti-in-strutture-per-adulti-si-tratta-di-una-pratica-inaccettabile" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>




<div id="strillo-testo-block_73f5550026fa86f3da2d1f8cb444726e" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>L&#8217;accoglienza dei Msna tende in molti casi a ledere i diritti dei minori ospitati nei centri.</p>
			        </section>
		</div>



<p>Gli aspetti che riguardano l&#8217;accoglienza dei <strong>minori stranieri non accompagnati</strong> (Msna) suscitano persino più dubbi, sia dal punto di vista dei numeri che delle norme. Infatti, prima degli ultimi interventi normativi i Msna dovevano essere accolti nel Sai. </p>



<p>Nel caso di indisponibilità dei posti, si ricorreva all&#8217;accoglienza da parte del comune in cui si trovavano e, solo in subordine in Cas dedicati ai minori. Non era invece previsto che questi potessero essere accolti in Cas adulti, anche se è noto che in alcune circostanze fosse successo.</p>



<p><strong>Con i recenti interventi la situazione è cambiata</strong>. Infatti, in caso di indisponibilità di posti nel Sai, prima di sollecitare l’ente locale, si deve verificare la possibilità di accoglienza nei Cas per minori. Le norme inoltre prevedono per questi centri la possibilità di realizzarli o ampliarli oltre i limiti di capienza, in deroga alla normativa.<strong> Inoltre viene esplicitamente aperta la possibilità che i minori trovino accoglienza nei Cas per adulti</strong>. Una decisione criticata anche dal garante per l&#8217;infanzia, che ha ribadito come non sia affatto opportuna la promiscuità di ambienti <strong>tra adulti e minori non accompagnati.</strong></p>


<div id="da-oggi-e-disponibile-il-report-integrale-accoglienza-al-collasso-analisi-e-dati-di-dettaglio-sul-sistema-in-5-capitoli" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>




        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Scarica il rapporto</p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/Accoglienza/Centri+d%E2%80%99Italia+ACCOGLIENZA+AL+COLLASSO.pdf" target="_blank" rel="noopener">Accoglienza al collasso</a></p>
</div>
				            </div>
        </section>
		



<p>Si tratta di una dinamica che avviene in un contesto di <strong>forte aumento del numero di Msna in accoglienza</strong> sia nel Sai (dove le presenze di minori sono passate dalle 2.312 del 2018 alle 5.034 del 2023) che nei Cas destinati ai minori.</p>



<p>Qui <strong>la crescita è stata impressionante</strong>, passando dai 48 del 2020 agli oltre 1.700 del 2023.</p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">1.773 </span>minori stranieri non accompagnati ospitati nei Cas minori, nel 2023.</p>
			        </section>
		


<p>Purtroppo non sono disponibili dati strutturati sulla presenza di Msna nei <strong>Cas per adulti</strong>. Tuttavia, stando ai dati ottenuti dal progetto <a href="https://www.asgi.it/inlimine/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">In limine</a> di Asgi, risulta che a fine 2023 <strong>più di 700 minori erano ospitati in centri di accoglienza straordinaria per adulti.</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/lo-stato-di-abbandono-del-sistema-di-accoglienza/">Lo stato di abbandono del sistema di accoglienza</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;attacco al diritto di asilo</title>
		<link>https://www.openpolis.it/lattacco-al-diritto-di-asilo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mattia]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jan 2025 15:27:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migranti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=298616</guid>

					<description><![CDATA[<p>I dati sono un ottimo modo per analizzare fenomeni, raccontare storie e valutare pratiche politiche. Con Numeri alla mano facciamo proprio questo. Una rubrica settimanale di brevi notizie, con link per approfondire. Il giovedì alle 7 in onda anche su Radio Radicale. Vai all&#8217;approfondimento Il diritto all&#8217;asilo e alla protezione dalle violenze è sempre più [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/lattacco-al-diritto-di-asilo/">L&#8217;attacco al diritto di asilo</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[</p>
<p>I dati sono un ottimo modo per analizzare fenomeni, raccontare storie e valutare pratiche politiche. Con Numeri alla mano facciamo proprio questo. Una rubrica settimanale di brevi notizie, con link per approfondire. Il giovedì alle 7 in onda anche su Radio Radicale. Vai all&#8217;approfondimento <a href="https://www.openpolis.it/il-diritto-allasilo-e-alla-protezione-dalle-violenze-e-sempre-piu-a-rischio/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Il diritto all&#8217;asilo e alla protezione dalle violenze è sempre più a rischio</strong></a></p>
</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://www.radioradicale.it/rubriche/1328/openpolis-numeri-alla-mano" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Numeri alla mano<br />
<br /><strong>Ascolta tutti i podcast su radio radicale</strong></a>.</p>
</section>
<section class="numeri-alla-mano">
<h1 class="red1 mb-0">66.317</h1>
<p class="bt-2-grey3 mt-0"><span style="font-weight: 400"><strong>le persone migranti arrivate sulle coste italiane dal 1 gennaio al 31 dicembre 2024.</strong> Si tratta di cifre nettamente inferiori all&#8217;anno precedente. Tuttavia, il numero di arrivi è tornato ai livelli del 2021, quando il governo era presieduto da Mario Draghi, sul sistema di accoglienza vigeva la normativa precedente all’attuale e non erano ancora stati stipulati accordi bilaterali con alcuni paesi del nordafrica come la Tunisia.</span><span style="font-weight: 400"> </span><a href="https://www.openpolis.it/il-diritto-allasilo-e-alla-protezione-dalle-violenze-e-sempre-piu-a-rischio/" target="_blank" rel="noopener">Vai all&#8217;articolo.</a></p>
</section>
<section class="numeri-alla-mano">
<h1 class="red1 mb-0">139.141</h1>
<p class="bt-2-grey3 mt-0"><b>i richiedenti asilo e rifugiati ospitati nel sistema di accoglienza al 31 dicembre 2024</b>, secondo i dati aggregati pubblicati dal ministero dell&#8217;interno. Negli ultimi sei anni sono state 3 le riforme del sistema. Ne parliamo da tempo attraverso il progetto Centri d&#8217;Italia, l&#8217;unico monitoraggio indipendente nel paese sul sistema di accoglienza per richiedenti asilo e rifugiati. <a href="https://centriditalia.it/home" target="_blank" rel="noopener">Vai a Centri d&#8217;Italia.</a></p>
</section>
<section class="numeri-alla-mano">
<h1 class="red1 mb-0">13.779</h1>
<p class="bt-2-grey3 mt-0"><b>le persone provenienti dal Bangladesh arrivate irregolarmente in Italia nel 2024. </b>Parliamo di arrivi esclusivamente via mare. Il Viminale, infatti, non pubblica i dati degli ingressi via terra, come la cosiddetta &#8220;rotta balcanica&#8221;. Il Bangladesh è la nazione più ricorrente negli arrivi, seguita da Siria (12,5mila persone), Tunisia (7,7mila), Egitto (4,3mila) e Guinea (3,5mila). <a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-maggior-parte-dei-migranti-arrivati-in-italia-nel-2024-proviene-da-paesi-sicuri/" target="_blank" rel="noopener" data-px-verified-attrs="style">Vai al grafico.</a></p>
</section>
<section class="numeri-alla-mano">
<h1 class="red1 mb-0">41%</h1>
<p class="bt-2-grey3 mt-0"><b>del totale degli arrivi sulle coste italiane nel 2024 proviene da paesi considerati dal governo &#8220;sicuri&#8221;. </b>Basti pensare che sono considerati tali tre dei primi quattro paesi di provienienza: Bangladesh, Tunisia ed Egitto. A un primo sguardo sembrerebbe esserci una connessione tra paesi considerati “sicuri” e numerosità degli arrivi, come ha evidenziato anche l’associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione (Asgi). Le conclusioni a cui è giunta già mesi fa l’associazione è che il governo sembrerebbe aver classificato come “sicuri” i paesi da cui provengono più richiedenti asilo “basandosi principalmente, se non esclusivamente, sull’incremento delle domande di asilo”. <a href="https://www.openpolis.it/il-diritto-allasilo-e-alla-protezione-dalle-violenze-e-sempre-piu-a-rischio/#:~:text=I%20dubbi%20sui%20%E2%80%9Cpaesi%20sicuri%E2%80%9D" target="_blank" rel="noopener">Vai all&#8217;articolo.</a></p>
</section>
<section class="numeri-alla-mano">
<h1 class="red1 mb-0">12.504</h1>
<p class="bt-2-grey3 mt-0"><b>le persone di nazionalità siriana che hanno fatto ingresso in Italia via mare nel 2024. </b>Nonostante la Siria sia l&#8217;unica a non essere considerata &#8220;paese sicuro&#8221; tra le nazioni con più arrivi, a inizio dicembre l&#8217;Italia e altri paesi europei hanno sospeso tutte le richieste di asilo, con la motivazione del cambio di regime a Damasco. Un&#8217;ulteriore dimostrazione di come il diritto di asilo sia ogni giorno più minacciato in Italia e in Ue. <a href="https://www.openpolis.it/il-diritto-allasilo-e-alla-protezione-dalle-violenze-e-sempre-piu-a-rischio/#:~:text=La%20sbrigativa%20sospensione%20del%20diritto%20di%20asilo%20ai%20siriani" target="_blank" rel="noopener">Vai all&#8217;articolo.</a><b></b></p>
</section>
<p><iframe width="560" height="355" src="//www.radioradicale.it/scheda/749626/iframe" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/lattacco-al-diritto-di-asilo/">L&#8217;attacco al diritto di asilo</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il diritto all&#8217;asilo e alla protezione dalle violenze è sempre più a rischio</title>
		<link>https://www.openpolis.it/il-diritto-allasilo-e-alla-protezione-dalle-violenze-e-sempre-piu-a-rischio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mattia]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jan 2025 14:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migranti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=298473</guid>

					<description><![CDATA[<p>Gli arrivi sulle coste italiane sono diminuiti, tornando ai livelli del 2021. I paesi di provenienza della maggior parte delle persone migranti sono però considerati "sicuri". Il 2025 sarà un anno cruciale per la difesa del diritto fondamentale all'asilo, attaccato come mai prima d'ora.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/il-diritto-allasilo-e-alla-protezione-dalle-violenze-e-sempre-piu-a-rischio/">Il diritto all&#8217;asilo e alla protezione dalle violenze è sempre più a rischio</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel 2024 gli ingressi via mare delle persone migranti in Italia sono tornati <strong>ai livelli del 2021</strong>, prima dell&#8217;insediamento del governo Meloni.</p>
<p>I numeri sugli arrivi nell&#8217;anno che si è appena concluso dimostrano ancora una volta ciò che sosteniamo da anni: <strong>il fenomeno migratorio non è affatto un&#8217;emergenza</strong>, ma al contrario rappresenta un fatto organico e strutturale.</p>
<p>I dati evidenziano anche altri aspetti interessanti, riguardanti le <strong>nazionalità di arrivo delle persone </strong>migranti. Cifre che ci fanno comprendere come la questione riguardante la lista dei cosiddetti &#8220;paesi sicuri&#8221;, di cui si è parlato molto negli ultimi mesi, sia soprattutto politica.</p>
<div id="il-numero-di-ingressi-via-mare-e-tornato-ai-livelli-del-2021-quando-a-palazzo-chigi-sedeva-mario-draghi" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<h3 class="wp-block-heading">Come durante il governo Draghi</h3>
<p>Gli ingressi via mare nel 2024 sono stati poco più di <strong>66mila</strong>.</p>
<p>A queste cifre andrebbero aggiunte le persone che fanno ingresso nel paese via terra, come nel caso della cosiddetta &#8220;rotta balcanica&#8221;. Ma purtroppo si tratta di <strong>dati che non vengono diffusi</strong> dal ministero dell&#8217;interno.</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">66.317 </span>gli arrivi di persone migranti sulle coste italiane, dal 1 gennaio al 31 dicembre 2024.</p>
</section>
<p>L&#8217;anno scorso gli sbarchi sulle coste del paese (principalmente quelle siciliane, calabresi e pugliesi) sono <strong>diminuiti del 57,9%</strong> rispetto all&#8217;anno precedente. Nel 2023, infatti, gli arrivi al 31 dicembre erano stati più di 157mila.</p>
<p>Com&#8217;era prevedibile, il sensibile calo degli sbarchi è stato rivendicato dagli esponenti di governo, a partire dalla presidente del consiglio <strong>Giorgia Meloni</strong>.</p>
<p><strong>Tuttavia occorre evidenziare che si è tornati ai livelli del 2021</strong>, quando a palazzo Chigi sedeva Mario Draghi, sul sistema di accoglienza vigeva la normativa precedente all&#8217;attuale e non erano ancora stati stipulati accordi bilaterali con alcuni paesi del nordafrica, come la Tunisia.</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/gli-arrivi-in-italia-di-persone-migranti-negli-ultimi-dieci-anni/">Gli arrivi in Italia di persone migranti negli ultimi dieci anni</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/gli-arrivi-in-italia-di-persone-migranti-negli-ultimi-dieci-anni/">Gli ingressi via mare in Italia per anno, dal 2015 al 2024</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis su dati <a href="http://www.libertaciviliimmigrazione.dlci.interno.gov.it/it/documentazione/statistica/cruscotto-statistico-giornaliero" target="_blank" rel="noopener">ministero dell&#8217;interno</a>, Unhcr e Ismu                                                            </p>
</p></div>
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</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p>L&#8217;andamento altalenante degli arrivi di sulle coste italiane evidenzia ancora una volta che le politiche di contenimento del fenomeno migratorio &#8211; poste in essere da tutti i governi dell&#8217;ultimo decennio &#8211; <strong>influenzino solo in parte i flussi.</strong></p>
<p>Le migrazioni esistono da quando esiste l&#8217;umanità. Per questo dovrebbero essere affrontate innanzitutto come un fenomeno ordinario e non emergenziale.</p>
<p>Sono quindi necessarie <strong>politiche pubbliche strutturate, organiche e a medio-lungo termine</strong>, oltre che eque ed efficaci <strong>politiche per l&#8217;accoglienza</strong> dei richiedenti asilo e rifugiati, considerando che al 31 dicembre scorso le <a href="http://www.libertaciviliimmigrazione.dlci.interno.gov.it/sites/default/files/allegati/cruscotto_statistico_giornaliero_31-12-2024_fine_mese.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">persone ospitate nei centri</a> del paese erano quasi 140mila.</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">139.141 </span>persone migranti accolte nei circuiti di accoglienza italiani al 31 dicembre 2024.</p>
</section>
<div id="piu-del-40-delle-persone-migranti-arrivate-in-italia-nel-2024-proviene-da-paesi-che-il-governo-ritiene-sicuri" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<h3 class="wp-block-heading">Da dove arrivano le persone migranti</h3>
<p>La maggior parte delle persone arrivate in modo &#8220;irregolare&#8221; via mare in Italia nel 2024 <strong>proviene dal Bangladesh</strong>. Del paese asiatico, infatti, sono originarie quasi 14mila persone, delle circa 66mila arrivate nel corso dell&#8217;anno.</p>
<p>Le altre nazionalità più ricorrenti sono la <strong>Siria</strong> (12,5mila persone), la <strong>Tunisia</strong> (7,7mila), l&#8217;<strong>Egitto</strong> (4,3mila) e la <strong>Guinea</strong> (3,5mila).</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-maggior-parte-dei-migranti-arrivati-in-italia-nel-2024-proviene-da-paesi-sicuri/">La maggior parte dei migranti arrivati in Italia nel 2024 proviene da &#8220;paesi sicuri&#8221;</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-maggior-parte-dei-migranti-arrivati-in-italia-nel-2024-proviene-da-paesi-sicuri/">Le prime 10 nazionalità di appartenenza delle persone sbarcate sulle coste italiane nel 2024</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis su dati <a href="http://www.libertaciviliimmigrazione.dlci.interno.gov.it/it/documentazione/statistica/cruscotto-statistico-giornaliero" target="_blank" rel="noopener">ministero dell&#8217;interno</a>                                                            </p>
</p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-298487"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-298487" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;505&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/la-maggior-parte-dei-migranti-arrivati-in-italia-nel-2024-proviene-da-paesi-sicuri/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p>Rispetto <a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2023-e-tornata-a-essere-maggioritaria-limmigrazione-dallafrica-occidentale/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">all&#8217;anno precedente</a>, quando tra le persone più presenti tra gli sbarchi c&#8217;erano quelle provenienti da Guinea e Costa d&#8217;Avorio (oltre che dalla Tunisia), assistiamo a un <strong>calo netto di migranti originari dei paesi dell&#8217;Africa sub-sahariana</strong>, in particolare della parte centro-occidentale.</p>
<p>Si tratta di una novità, considerando che la rotta che parte dai paesi del West Africa è stata protagonista del fenomeno migratorio in Italia nel corso dell&#8217;ultimo decennio.</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/la-strategia-dellungheria-sui-migranti-sta-diventando-modello-in-italia-e-ue/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">La strategia dell&#8217;Ungheria<br />
<br /><strong>sui migranti sta diventando modello in Italia e Ue</strong></a>.</p>
</section>
<h3 class="wp-block-heading">I dubbi sui &#8220;paesi sicuri&#8221;</h3>
<p>Ma l&#8217;aspetto più interessante nei dati sulle nazionalità riguarda i cosiddetti <strong>&#8220;paesi sicuri&#8221;</strong>, ossia quella lista di nazioni, <a href="https://www.governo.it/it/articolo/comunicato-stampa-del-consiglio-dei-ministri-n-101/26888" target="_blank" rel="noreferrer noopener">stilata dal governo</a>, considerate non a rischio guerra, violenze e persecuzioni. La questione è nota e ha animato il dibattito nei mesi scorsi, in relazione all&#8217;apertura dei centri di detenzione in Albania, anche grazie ai dati sui costi che abbiamo rivelato su Openpolis e su <a href="https://www.openpolis.it/rassegnastampa/su-report-la-gestione-dei-centri-di-accoglienza-in-albania/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Report</a>.</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/tutti-i-costi-e-i-dubbi-dellaccoglienza-dei-migranti-in-albania/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Tutti i costi e i dubbi dell’accoglienza<br />
<br /><strong>dei migranti in Albania</strong></a>.</p>
</section>
<p>Tre delle prime quattro nazioni di provenienza delle persone migranti nel 2024 sono considerate dal governo &#8220;sicure&#8221;: <strong>Bangladesh, Tunisia </strong>ed <strong>Egitto</strong>. Se a queste aggiungiamo il <strong>Gambia</strong>, parliamo di oltre 27mila persone tra le 66mila arrivate l&#8217;anno scorso: il 41% del totale.</p>
<div id="strillo-testo-block_b12a7ea46c4ced711c790a4690ecf612" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Sembra esistere una connessione tra paesi considerati &#8220;sicuri&#8221; e numerosità degli arrivi.</p>
</section></div>
<p>Senza entrare nel dettaglio delle situazioni politiche e sociali di tutti questi paesi, basti pensare che il Bangladesh, di cui è originaria la maggioranza delle persone sbarcate in Italia, è definito un <strong>paese a &#8220;regime ibrido&#8221;</strong> (misto democrazia e autocrazia). È lo stesso <a href="https://www.asgi.it/asilo-e-protezione-internazionale/accesso-civico-asgi-le-schede-dei-paesi-di-origine-sicuri-2/">governo italiano</a> ad affermare che &#8220;l’applicazione della legge avviene in un contesto caratterizzato da opacità&#8221;, dove è &#8220;particolarmente grave il fenomeno delle <strong>sparizioni forzate e delle esecuzioni extra-giudiziali</strong>&#8221; e dove è in corso la crisi dei rifugiati del gruppo etnico Rohingya.</p>
<p>A un primo sguardo, insomma, sembrerebbe esserci una <strong>connessione tra paesi considerati &#8220;sicuri&#8221; e numerosità degli arrivi</strong>, come <a href="https://www.asgi.it/asilo-e-protezione-internazionale/accesso-civico-asgi-le-schede-dei-paesi-di-origine-sicuri-2/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ha evidenziato</a> anche l&#8217;associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione<strong> (Asgi)</strong>. Le conclusioni a cui è giunta già mesi fa l&#8217;associazione è che il governo sembrerebbe aver classificato come &#8220;sicuri&#8221; i paesi da cui provengono più richiedenti asilo <strong>&#8220;basandosi principalmente, se non esclusivamente, sull’incremento delle domande di asilo&#8221;</strong>.</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>L&#8217;aumento dell’elenco Paesi di origine sicura fa sì che sempre più richiedenti protezione internazionale siano sottoposti a procedura accelerata con conseguenti restrizioni delle garanzie sia a livello amministrativo che di difesa giudiziaria in caso di rigetto della domanda.</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.asgi.it/asilo-e-protezione-internazionale/accesso-civico-asgi-le-schede-dei-paesi-di-origine-sicuri-2/" target="_blank">&#8211; Asgi, 19 giugno 2024</a>
									            </div>
</section>
<div id="diversi-paesi-europei-tra-cui-litalia-hanno-sospeso-le-richieste-di-asilo-dei-cittadini-siriani-nonostante-la-situazione-politica-e-sociale-del-paese" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<h3 class="wp-block-heading">La sbrigativa sospensione del diritto di asilo ai siriani</h3>
<p>A questi dubbi va aggiunta una questione a parte dedicata alla Siria, il secondo paese per numerosità di arrivi, con <strong>più di 12mila ingressi </strong>nell&#8217;arco dell&#8217;anno appena terminato.</p>
<p>Dopo la rivolta anti-governativa di inizio dicembre si è insediato a Damasco un governo provvisorio. Sebbene la situazione sia ancora in divenire, con numerosi scontri nel nord e nel sud del paese e uno stato che fatica a trovare unità, <strong>molti paesi dell&#8217;Unione europea, tra cui l&#8217;Italia, hanno deciso di sospendere le richieste di asilo per i rifugiati.</strong></p>
<div id="strillo-testo-block_01adef0f0b7a2e4d18aa0a086c5eb8d1" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>La sospensione delle richieste di asilo per i cittadini siriani rappresenta una decisione affrettata e inedita.</p>
</section></div>
<p>Una decisione inedita, almeno in tempi recenti, e <strong>che ha stupito per i tempi affrettati con cui è stata presa</strong>, in un contesto ancora molto confuso come quello siriano. Con un&#8217;avanzata-lampo di gruppi islamisti che già controllavano il nord-ovest del paese, infatti, in pochi giorni è stato rovesciato il governo della famiglia Assad, che durava da oltre 50 anni. Siamo chiaramente di fronte a una situazione che, dopo oltre cinque decenni di regime autocratico e 13 anni di guerra civile, può dare adito a <strong>persecuzioni e vendette sommarie</strong>. </p>
<p>Non è un caso, infatti, che la sospensione delle richieste dei cittadini siriani sia stata definita dal Tavolo asilo e immigrazione <a href="https://www.arci.it/tavolo-asilo-e-immigrazione-grave-la-sospensione-generalizzata-e-senza-termine-dellesame-delle-domande-di-asilo-di-chi-proviene-dalla-siria/">illegittima, generalizzata e ingiustificata</a>.</p>
<p>Insomma tra paesi definiti &#8220;sicuri&#8221;, sospensione delle richieste di asilo e nuove politiche repressive insite nel patto europeo per le migrazioni, oggi <strong>è sempre più a rischio il diritto all&#8217;asilo e alla protezione da guerre, violenze e persecuzioni</strong>, garantito da infrastrutture normative internazionali ogni giorno più deboli.</p>
<p>Foto: <a href="https://www.flickr.com/photos/dfmagazine/27900492736/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Óglaigh na Éireann</a> (<a href="https://creativecommons.org/licenses/by/2.0/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">licenza</a>)</p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/il-diritto-allasilo-e-alla-protezione-dalle-violenze-e-sempre-piu-a-rischio/">Il diritto all&#8217;asilo e alla protezione dalle violenze è sempre più a rischio</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Gli sbarchi dei migranti e le nuove politiche repressive</title>
		<link>https://www.openpolis.it/gli-sbarchi-dei-migranti-e-le-nuove-politiche-repressive/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mattia]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jul 2024 08:29:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migranti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=293233</guid>

					<description><![CDATA[<p>I dati sono un ottimo modo per analizzare fenomeni, raccontare storie e valutare pratiche politiche. Con Numeri alla mano facciamo proprio questo. Una rubrica settimanale di brevi notizie, con link per approfondire. Il giovedì alle 7 in onda anche su Radio Radicale. Leggi “La strategia dell’Ungheria sui migranti sta diventando modello in Italia e Ue“. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/gli-sbarchi-dei-migranti-e-le-nuove-politiche-repressive/">Gli sbarchi dei migranti e le nuove politiche repressive</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[</p>
<p>I dati sono un ottimo modo per analizzare fenomeni, raccontare storie e valutare pratiche politiche. Con Numeri alla mano facciamo proprio questo. Una rubrica settimanale di brevi notizie, con link per approfondire. Il giovedì alle 7 in onda anche su Radio Radicale. Leggi “<a href="https://www.openpolis.it/la-strategia-dellungheria-sui-migranti-sta-diventando-modello-in-italia-e-ue" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong><strong>La strategia dell’Ungheria sui migranti sta diventando modello in Italia e Ue</strong></strong></a>“.</p>
</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://www.radioradicale.it/rubriche/1328/openpolis-numeri-alla-mano/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Numeri alla mano<br />
<br /><strong>Ascolta tutti i podcast su Radio Radicale</strong></a>.</p>
</section>
<section class="numeri-alla-mano">
<h1 class="red1 mb-0">25.676</h1>
<p class="bt-2-grey3 mt-0"><b>persone migranti arrivate sulle coste italiane dal 1 gennaio al 30 giugno 2024.</b> Si tratta dei numeri relativi esclusivamente alla rotta del Mediterraneo, e non agli arrivi della cosiddetta &#8220;rotta balcanica&#8221;, su cui le autorità non rilasciano dati. Gli ingressi del primo semestre di quest&#8217;anno sono in numero sensibilmente inferiore rispetto allo stesso periodo del 2023, ma <strong>si tratta di cifre simili al 2021 e al 2022</strong>, quando a palazzo Chigi siedeva Mario Draghi. <a href="https://www.openpolis.it/numeri/nella-prima-meta-del-2024-circa-25mila-arrivi-in-italia" target="_blank" rel="noopener">Vai al grafico.</a></p>
</section>
<section class="numeri-alla-mano">
<h1 class="red1 mb-0">1.056</h1>
<p class="bt-2-grey3 mt-0"><b>persone migranti morte o disperse da gennaio a maggio 2024</b>, secondo Missing Migrants Project, un progetto di monitoraggio dell&#8217;organizzazione internazionale per le migrazioni dell&#8217;Onu. Si tratta di cifre al ribasso, perché nei dati vengono registrati i naufragi tracciati, ma non tutti. Dal 2014 sono quasi 30mila i migranti morti o dispersi nella rotta del Mediterraneo centrale, una delle più pericolose al mondo. <a href="https://www.openpolis.it/la-strategia-dellungheria-sui-migranti-sta-diventando-modello-in-italia-e-ue" target="_blank" rel="noopener">Vai all&#8217;articolo.</a></p>
</section>
<section class="numeri-alla-mano">
<h1 class="red1 mb-0">6</h1>
<p class="bt-2-grey3 mt-0"><strong>i paesi inseriti lo scorso maggio nella lista di quelli considerati &#8220;sicuri&#8221;</strong>, ossia dove sarebbe dimostrabile che non esistono persecuzioni politiche, etniche, religiose, oltre che trattamenti inumani, degradanti né violenza indiscriminata. I 6 paesi sono Bangladesh, Camerun, Colombia, Egitto, Perù e Sri Lanka. Si aggiungono ad altri 16 nazioni già presenti nell&#8217;elenco, stilato dal ministero degli esteri. <a href="https://www.openpolis.it/la-strategia-dellungheria-sui-migranti-sta-diventando-modello-in-italia-e-ue" target="_blank" rel="noopener">Vai all&#8217;articolo.</a></p>
</section>
<section class="numeri-alla-mano">
<h1 class="red1 mb-0">5.382</h1>
<p class="bt-2-grey3 mt-0"><strong>i migranti con cittadinanza bengalese arrivati via mare in Italia nei primi 6 mesi del 2024</strong>. Il 27,1% del totale delle persone sbarcate al 30 giugno proviene dal Bangladesh, che rappresenta nettamente la nazionalità più ricorrente. Segue la Siria (3.692) e Tunisia (3.219). <a href="https://www.openpolis.it/numeri/un-quinto-dei-migranti-sbarcati-nei-primi-mesi-del-2024-arrivano-dal-bangladesh" target="_blank" rel="noopener">Vai al grafico.</a></p>
</section>
<section class="numeri-alla-mano">
<h1 class="red1 mb-0">5</h1>
<p class="bt-2-grey3 mt-0"><b>i pilastri del nuovo patto europeo migrazioni e asilo</b>. Tra questi, uno riguarda l&#8217;istituzione di una <em>border procedure</em> (procedura di confine) applicata a determinate categorie di persone migranti, tra cui quelli che provengono da paesi ai cui cittadini non viene di solito concesso l’asilo. Con le &#8220;procedure di confine&#8221; e il contestuale inserimento di sempre più paesi nella lista di quelli &#8220;sicuri&#8221;, Ue e Italia stanno di fatto seguendo il modello ungherese del governo Orban, che in questi anni è stato duramente criticato e sanzionato dalle stesse istituzioni comunitarie. <a href="https://www.openpolis.it/la-strategia-dellungheria-sui-migranti-sta-diventando-modello-in-italia-e-ue" target="_blank" rel="noopener">Vai all&#8217;articolo.</a></p>
</section>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Ascolta il nostro podcast su Radio Radicale</h3></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/gli-sbarchi-dei-migranti-e-le-nuove-politiche-repressive/">Gli sbarchi dei migranti e le nuove politiche repressive</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La strategia dell&#8217;Ungheria sui migranti sta diventando modello in Italia e Ue</title>
		<link>https://www.openpolis.it/la-strategia-dellungheria-sui-migranti-sta-diventando-modello-in-italia-e-ue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mattia]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jul 2024 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migranti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=293141</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nei primi 6 mesi dell'anno sono arrivate circa 25mila persone via mare. Un dato inferiore al 2023, ma ai livelli degli anni del governo Draghi. Nonostante ciò, le iniziative in Italia e in Ue porteranno a più "procedure di frontiera" e al sensibile indebolimento del diritto all'asilo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/la-strategia-dellungheria-sui-migranti-sta-diventando-modello-in-italia-e-ue/">La strategia dell&#8217;Ungheria sui migranti sta diventando modello in Italia e Ue</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nei primi sei mesi dell&#8217;anno sono arrivate sulle coste italiane poco più di 25mila persone migranti. Un numero sensibilmente inferiore allo stesso periodo del 2023, <strong>ma ai livelli del recente passato.</strong></p>
<p>Il minor numero di arrivi viene rivendicato come un successo dal governo Meloni, ma <strong>si tratta di cifre simili al 2021 e al 2022</strong>, quando a palazzo Chigi siedeva Mario Draghi.</p>
<p>Le migrazioni, infatti, sono condizionate solo in parte da politiche pubbliche nazionali. Siamo chiaramente di fronte a un <strong>fenomeno strutturale</strong>, che nel mondo è sempre esistito, che va governato in modo equo sia per il rispetto del diritto all&#8217;asilo che per una migliore convivenza con le comunità autoctone.</p>
<p>L&#8217;analisi degli sbarchi nei primi sei mesi dell&#8217;anno ci dice, inoltre, che circa <strong>un quinto dei migranti arrivati via mare in Italia proviene dal Bangladesh</strong>, paese che negli ultimi mesi è stato inserito nella lista di quelli cosiddetti &#8220;sicuri&#8221;.</p>
<p>Questa decisione, in combinazione con i dispositivi previsti dal nuovo patto europeo migrazioni e asilo, <strong>potrebbe portare alla marginalizzazione di migliaia di persone</strong>, che sarebbero costrette a fare domanda d&#8217;asilo ancora prima di fare ingresso in Ue. </p>
<p>Le &#8220;<strong>procedure di frontiera</strong>&#8220;, già utilizzate dal governo ungherese a partire dal 2017, potrebbero diventare in qualche modo <strong>modello nel nostro paese e in Ue</strong>, nonostante le istituzioni comunitarie in questi anni abbiano fortemente criticato e sanzionato le strategie sui migranti del governo Orban.</p>
<div id="nei-primi-6-mesi-dellanno-sono-arrivate-in-italia-via-mare-poco-piu-di-25mila-persone-migranti" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<h3 class="wp-block-heading">Gli sbarchi nella prima metà dell&#8217;anno</h3>
<p>Nei primi mesi di quest&#8217;anno gli arrivi sulle coste italiane hanno superato le 25mila unità.</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">25.676 </span>persone migranti arrivate in Italia, via mare, dal 1 gennaio al 30 giugno 2024.</p>
</section>
<p>La prima metà del 2023 aveva fatto registrare un picco di partenze dal nordafrica (soprattutto dai porti tunisini), con più di 65mila arrivi. Se tuttavia guardiamo agli anni precedenti, <strong>numeri simili a quelli attuali sono riscontrabili sia nel 2021 che nel 2022</strong>, periodi in cui il paese era governato dall&#8217;esecutivo guidato da Mario Draghi (entrato in carica a febbraio 2021).</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nella-prima-meta-del-2024-circa-25mila-arrivi-in-italia/">Nella prima metà del 2024 circa 25mila arrivi in Italia</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nella-prima-meta-del-2024-circa-25mila-arrivi-in-italia/">Le persone straniere arrivate irregolarmente sulle coste italiane, dal 2016 al 2024, al 30 giugno di oggi anno</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis su dati <a href="http://www.libertaciviliimmigrazione.dlci.interno.gov.it/it/documentazione/statistica/cruscotto-statistico-giornaliero" target="_blank" rel="noopener">ministero dell&#8217;interno</a>                                                            </p>
</p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-293175"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-293175" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p>Ad ogni modo, i dati registrano arrivi sensibilmente inferiori rispetto al 2016 e al 2017, <strong>gli anni della cosiddetta “crisi europea dei rifugiati”</strong>.</p>
<div id="il-fenomeno-migratorio-e-strutturale-da-tempo-e-sembra-solo-in-parte-condizionato-dalle-politiche-pubbliche" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<h3 class="wp-block-heading">Rendere la vita difficile a chi migra</h3>
<p>Negli ultimi mesi sono state diverse le iniziative da parte delle istituzioni europee e italiane, sia rispetto agli arrivi che al sistema di accoglienza dei richiedenti asilo e rifugiati, di cui ci occupiamo da tempo con il progetto <strong>Centri d&#8217;Italia</strong>.</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://centriditalia.it/home" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vai a<br />
<br /><strong>Centri d&#8217;Italia</strong></a>.</p>
</section>
<p>Un anno fa l&#8217;Ue ha firmato un memorandum con la Tunisia. Si tratta di un pacchetto di accordi, <strong>tra cui l&#8217;impegno del paese nordafricano a contrastare le partenze dei migranti</strong>, in cambio di finanziamenti. Un&#8217;intesa simile, nello spirito e negli obiettivi, a quelle già messe in campo (e contestate) negli anni scorsi con i governi di Libia e Turchia.</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/il-memorandum-ue-tunisia-mette-a-rischio-i-diritti-dei-migranti/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Il memorandum Ue-Tunisia<br />
<br /><strong>mette a rischio i diritti dei migranti</strong></a>.</p>
</section>
<p>A livello nazionale, invece, ha fatto discutere <a href="https://www.openpolis.it/tutti-i-costi-e-i-dubbi-dellaccoglienza-dei-migranti-in-albania/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">l&#8217;accordo bilaterale tra Italia e Albania</a>, che prevede la costruzione di due centri (uno di prima accoglienza e l&#8217;altro per chi deve essere rimpatriato) nel paese balcanico. Della questione ci siamo occupati ampiamente negli ultimi mesi, anche <a href="https://www.openpolis.it/rassegnastampa/su-report-la-gestione-dei-centri-di-accoglienza-in-albania/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">in collaborazione con Report</a>.</p>
<div id="strillo-testo-block_4c57866ce25f820703e3d34bd5a78459" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Il fenomeno migratorio è solo in parte condizionato dalle politiche nazionali e continentali.</p>
</section></div>
<p>Dati alla mano, comunque, nonostante i numerosi tentativi di abbattere il fenomeno migratorio, <strong>da oltre 10 anni quest&#8217;ultimo si conferma consolidato e sembra essere condizionato solo in parte da politiche nazionali</strong> volto ad arginarlo o, peggio ancora, eliminarlo.</p>
<p>L&#8217;obiettivo di medio termine della governance europea (e italiana) sembra piuttosto rendere <strong>la vita più difficile ai migranti </strong>che tentano di entrare nel vecchio continente.</p>
<p>Basti pensare che solo nel mar Mediterraneo sarebbero <a href="https://missingmigrants.iom.int/region/mediterranean" target="_blank" rel="noreferrer noopener">oltre mille</a> i migranti morti o dispersi nei primi mesi del 2024. Parliamo di <strong>stime al ribasso.</strong></p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">1.056 </span>migranti morti o dispersi nel Mediterraneo da gennaio a maggio 2024, secondo Missing Migrants Project.</p>
</section>
<p>Tra i diversi dispositivi che compongono il nuovo <a href="https://www.openpolis.it/il-nuovo-patto-sulle-migrazioni-chiude-le-frontiere-delleuropa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">patto europeo migranti e asilo</a>, approvato poco prima delle elezioni europee, c&#8217;è anche l&#8217;istituzione del <em>border procedure</em> (procedura di frontiera) che punta a prassi più semplificate e accelerate per l&#8217;asilo, e in determinate condizioni (provenienza da un paese con tasso di riconoscimento dell&#8217;asilo inferiore al 20%, quota che in situazione di &#8220;crisi migratoria&#8221; viene alzata al 50%), può <strong>costringere i richiedenti asilo a rimanere ai confini dell&#8217;unione europea fino all&#8217;esito della procedura</strong>.</p>
<div id="in-ue-lapertura-alle-procedure-di-frontiera-porta-a-un-approccio-simile-a-quello-dellungheria-fino-a-oggi-criticato-e-sanzionato" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p>Nei fatti, con il nuovo patto europeo <strong>si va sempre di più verso le politiche di gestione del fenomeno migratorio poste in essere negli ultimi anni dal governo ungherese</strong>. A partire dal 2017, infatti, l&#8217;esecutivo guidato da Viktor Orban ha attivato le procedure di frontiera in aree di detenzione chiamate <em>transit zone</em>, operative fino al 2020. Delle politiche repressive alle frontiere ungheresi abbiamo parlato su &#8220;<a href="https://www.openpolis.it/esercizi/le-contraddizioni-dellaccoglienza-in-italia-e-ungheria/">Oltre i muri, oltre i mari</a>&#8220;, un reportage transfrontaliero del 2022.</p>
<p>Le politiche ungheresi sul diritto di asilo, in aperta contraddizione con le norme internazionali, sono state in questi anni criticate e sanzionate dalle istituzioni europee, le quali ora, tuttavia, <strong>potrebbero almeno in parte farle proprie, attraverso l&#8217;applicazione del patto migrazioni e asilo.</strong> È in questo senso che va letta anche la lettera di 15 governi di paesi Ue alla commissione, <a href="https://it.euronews.com/my-europe/2024/05/16/ue-15-membri-tra-cui-litalia-chiedono-di-inviare-i-migranti-in-paesi-terzi">resa pubblica</a> lo scorso maggio.</p>
<div id="strillo-testo-block_10573804ec744310f49b2f2691001f38" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>La strada intrapresa sembra voler puntare a rendere difficile la vita ai migranti e all&#8217;indebolimento del diritto all&#8217;asilo.</p>
</section></div>
<p>In quest&#8217;ottica si inseriscono anche gli accordi con Albania e Tunisia, soprattutto per quanto riguarda i migranti che provengono da paesi <strong>ai cui cittadini non viene </strong>facilmente concesso l&#8217;asilo.</p>
<p>E infatti, coerentemente con tale ragionamento, è il recente inserimento di <strong>altri 6 paesi nella lista dei paesi considerati &#8220;sicuri&#8221;</strong>, di cui parleremo più avanti.</p>
<p>Insomma si va verso l&#8217;esternalizzazione delle procedure di frontiera, con il <strong>sensibile indebolimento del diritto d&#8217;asilo.</strong></p>
<div id="la-maggior-parte-dei-migranti-sbarcati-in-italia-nel-2024-proviene-dal-bangladesh-paese-recentemente-dichiarato-sicuro" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<h3 class="wp-block-heading">I paesi di provenienza</h3>
<p>La geografia delle migrazioni nella rotta del Mediterraneo centrale <strong>continua a mutare</strong>. </p>
<p>Se alla fine del 2022 la maggior parte degli arrivi era legata a persone provenienti da <strong>paesi nordafricani</strong> (Egitto e Tunisia), e a fine 2023 dall’<strong>Africa sub-sahariana</strong> (in primis Costa d’Avorio e Guinea), nei primi 6 mesi del 2024 <strong>oltre 5mila migranti </strong>(su 25mila arrivi totali) sono di nazionalità <strong>bengalese</strong>. </p>
<p>Seguono i siriani (3.692 persone) e i tunisini (3.219). Il primo paese sub-sahariano è la Guinea, con 2mila persone sbarcate nella prima metà dell’anno.</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/un-quinto-dei-migranti-sbarcati-nei-primi-mesi-del-2024-arrivano-dal-bangladesh/">Un quinto dei migranti sbarcati nei primi mesi del 2024 arrivano dal Bangladesh</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/un-quinto-dei-migranti-sbarcati-nei-primi-mesi-del-2024-arrivano-dal-bangladesh/">Le prime 10 nazionalità di appartenenza delle persone migranti arrivate sulle coste italiane dal 1 gennaio al 30 giugno 2024</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
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<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis su dati <a href="http://www.libertaciviliimmigrazione.dlci.interno.gov.it/it/documentazione/statistica/cruscotto-statistico-giornaliero" target="_blank" rel="noopener">ministero dell&#8217;interno</a>                                                            </p>
</p></div>
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                                          data-param-text="Un quinto dei migranti sbarcati nei primi mesi del 2024 arrivano dal Bangladesh"
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<p><label for="embed-chart-293185"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-293185" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p>Lo scorso maggio, il ministero degli esteri (d&#8217;intesa con il viminale) ha emanato un decreto <strong>in cui si aggiorna la lista dei paesi considerati &#8220;sicuri&#8221;</strong>, ossia quelli dove sarebbe dimostrabile che non esistono persecuzioni politiche, etniche, religiose, oltre che trattamenti inumani, degradanti né violenza indiscriminata.</p>
<p>Ai 16 paesi di origine considerati sicuri dall&#8217;Italia, il governo ne aggiunge 6: <strong>Bangladesh, Camerun, Colombia, Egitto, Perù e Sri Lanka</strong>. Inutile sottolineare come spicchino Bangladesh ed Egitto, che<strong> insieme rappresentano il 27,1% degli arrivi nel primo semestre dell&#8217;anno.</strong></p>
<p>I documenti sui nuovi paesi considerati sicuri sono stati anche oggetto di un accesso civico da parte dell&#8217;<strong>associazione per gli studi giuridici sull&#8217;immigrazione (Asgi)</strong>, che ha visionato e <a href="https://www.asgi.it/asilo-e-protezione-internazionale/accesso-civico-asgi-le-schede-dei-paesi-di-origine-sicuri-2/">reso pubbliche tutte le schede</a> delle nazioni oggetto del decreto.</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>L&#8217;aumento dell’elenco Paesi di origine sicura fa sì che sempre più richiedenti protezione internazionale siano sottoposti a procedura accelerata con conseguenti restrizioni delle garanzie sia a livello amministrativo che di difesa giudiziaria in caso di rigetto della domanda.</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.asgi.it/asilo-e-protezione-internazionale/accesso-civico-asgi-le-schede-dei-paesi-di-origine-sicuri-2/" target="_blank">&#8211; Asgi, 19 giugno 2024</a>
									            </div>
</section>
<p>Le conclusioni a cui giunge l&#8217;associazione è che il governo sembrerebbe aver classificato come &#8220;sicuri&#8221; i paesi da cui provengono più richiedenti asilo <strong>&#8220;basandosi principalmente, se non esclusivamente, sull’incremento delle domande di asilo nell’ultimo anno&#8221;</strong>. </p>
<p>Un dubbio più che lecito, a ben vedere i dati sugli arrivi negli ultimi mesi.</p>
<p>Il prevedibile aumento dei rifiuti nella concessione dell&#8217;asilo, dunque, potrebbe legarsi alle sopra citate condizioni sancite dal patto migrazioni e asilo. </p>
<p>Il risultato sarebbe la <strong>marginalizzazione di migliaia di persone migranti che, attraverso le procedure di frontiera, non riuscirebbero neanche a fare ingresso in Europa per chiedere l&#8217;asilo</strong>.</p>
<p>Foto: <a href="https://www.flickr.com/photos/noborder/2494723189/in/photolist-4Ns7hM-4Nwjwd-4NwjsY-8gwQUc-8gA8N9-91jB7f-8gwRL6-8gA8Lu-8gA8rq-8gwR1g-8gA8J9-8gA8FN-8gA8ym-8gwR3z-4XDq8G-LQNC7-LTTa2-FHSAB-8gwRrc-8gwRx4-8gwRvr-8gwQVK-8gwR5V-8gA8tC-4NwjsC-4Ns7iz-4Nwju1-4Nwjtm-4Ns7kx-4Nwjsj-32EKfn-32EHsF-32KhCE-32KdHG-LQXuR-32EGuD-32EKSr-LQXFv-32EMK8-32EA3F-32K9ho-LQNfd-32KgKN-LQWVX-LTT9T-32Keas-LQXHe-4qDwdg-LQNJu-LQYbT">No Borders Network</a> (<a href="https://www.flickr.com/photos/noborder/2494723189/in/photolist-4Ns7hM-4Nwjwd-4NwjsY-8gwQUc-8gA8N9-91jB7f-8gwRL6-8gA8Lu-8gA8rq-8gwR1g-8gA8J9-8gA8FN-8gA8ym-8gwR3z-4XDq8G-LQNC7-LTTa2-FHSAB-8gwRrc-8gwRx4-8gwRvr-8gwQVK-8gwR5V-8gA8tC-4NwjsC-4Ns7iz-4Nwju1-4Nwjtm-4Ns7kx-4Nwjsj-32EKfn-32EHsF-32KhCE-32KdHG-LQXuR-32EGuD-32EKSr-LQXFv-32EMK8-32EA3F-32K9ho-LQNfd-32KgKN-LQWVX-LTT9T-32Keas-LQXHe-4qDwdg-LQNJu-LQYbT" target="_blank" rel="noreferrer noopener">licenza</a>)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/la-strategia-dellungheria-sui-migranti-sta-diventando-modello-in-italia-e-ue/">La strategia dell&#8217;Ungheria sui migranti sta diventando modello in Italia e Ue</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le gare d&#8217;appalto e l&#8217;evoluzione del sistema di accoglienza</title>
		<link>https://www.openpolis.it/le-gare-dappalto-e-levoluzione-del-sistema-di-accoglienza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[michele vannucchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Jun 2024 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migranti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=292651</guid>

					<description><![CDATA[<p>I dati sono un ottimo modo per analizzare fenomeni, raccontare storie e valutare pratiche politiche. Con Numeri alla mano facciamo proprio questo. Una rubrica settimanale di brevi notizie, con link per approfondire. Il giovedì alle 7 in onda anche su Radio Radicale. Leggi &#8220;Le gare d’appalto e il declino dell’accoglienza diffusa&#8220;. Ascolta il nostro podcast [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/le-gare-dappalto-e-levoluzione-del-sistema-di-accoglienza/">Le gare d&#8217;appalto e l&#8217;evoluzione del sistema di accoglienza</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[</p>
<p>I dati sono un ottimo modo per analizzare fenomeni, raccontare storie e valutare pratiche politiche. Con Numeri alla mano facciamo proprio questo. Una rubrica settimanale di brevi notizie, con link per approfondire. Il giovedì alle 7 in onda anche su Radio Radicale. Leggi &#8220;<a href="https://www.openpolis.it/le-gare-dappalto-e-il-declino-dellaccoglienza-diffusa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Le gare d’appalto e il declino dell’accoglienza diffusa</a>&#8220;.</p>
</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://www.radioradicale.it/rubriche/1328/openpolis-numeri-alla-mano" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Numeri alla mano<br />
<br /><strong>Ascolta tutti i podcast su Radio Radicale</strong></a>.</p>
</section>
<section class="numeri-alla-mano">
<h1 class="red1 mb-0">3.195</h1>
<p class="bt-2-grey3 mt-0"><strong>i bandi emessi dalle prefetture tra 2020 e agosto 2023 in materia di gestione dei centri accoglienza. </strong>Tra il 2020 e l’agosto del 2023 le prefetture italiane hanno emesso oltre 7mila 200 bandi. Dopo un’attenta verifica abbiamo ristretto il campo. Questo insieme di gare presenta poi caratteristiche molto diverse. Sia rispetto ai centri a cui sono riferite, sia in relazione agli importi e le procedure di assegnazione. <a href="https://www.openpolis.it/le-gare-dappalto-e-il-declino-dellaccoglienza-diffusa/" target="_blank" rel="noopener">Vai all&#8217;articolo.</a></p>
</section>
<section class="numeri-alla-mano">
<h1 class="red1 mb-0">-20 punti percentuali</h1>
<p class="bt-2-grey3 mt-0"><strong>la quota di importi destinati ad accordi quadro per la gestione di centri in modalità in rete tra 2020 e 2022. </strong>Nel 2020 gli importi messi a bando per accordi quadro relativi a centri in modalità in rete rappresentavano ancora più della metà del totale (52,2%). Un dato relativamente alto si è registrato anche l’anno successivo, se pur con un calo di 8 punti percentuali. Il 2020 e il 2021 tuttavia non sono stati anni ordinari per il sistema di accoglienza Italiano. Come è noto infatti in quel biennio le presenze in accoglienza hanno registrato numeri molto contenuti. Nel 2022 il dato si è abbassato al 31,7%. <a href="https://www.openpolis.it/numeri/calano-negli-anni-gli-importi-degli-accordi-quadro-per-la-gestione-di-centri-in-modalita-in-rete/" target="_blank" rel="noopener">Vai al grafico.</a></p>
</section>
<section class="numeri-alla-mano">
<h1 class="red1 mb-0">18,7%</h1>
<p class="bt-2-grey3 mt-0"><strong>la quota di accordi quadro andati deserti tra 2020 e 2022. </strong>Al di là delle intenzioni delle prefetture non è detto che venga effettivamente assegnato un numero il numero di contratti originariamente previsto. Nel migliore dei casi questo avviene perché sono meno le persone a cui è necessario fornire una sistemazione in accoglienza. Può succedere però che, pur essendoci la necessità, non vengano presentate abbastanza offerte. A volte in effetti i bandi vanno del tutto deserti e non si tratta di casi isolati. <a href="https://www.openpolis.it/le-gare-dappalto-e-il-declino-dellaccoglienza-diffusa/#con-importi-e-servizi-ridotti-al-minimo-molti-operatori-hanno-deciso-di-non-partecipare-alle-gare-e-il-18-di-queste-sono-andate-deserte" target="_blank" rel="noopener">Vai all&#8217;articolo.</a></p>
</section>
<section class="numeri-alla-mano">
<h1 class="red1 mb-0">184</h1>
<p class="bt-2-grey3 mt-0"><strong>i bandi che abbiamo considerato come “ripetuti” tra il 2020 e l’agosto 2023. </strong>Il fatto che una o più gare vadano deserte rappresenta un grosso problema per le prefetture. A questo si aggiunge che, anche quando i bandi non vanno completamente deserti, possono comunque essere insufficienti, se gli operatori hanno presentato offerte per un numero di posti inferiore alle necessità. Per risolvere questo problema le prefetture possono provare a ripetere i bandi. <a href="https://www.openpolis.it/numeri/le-prefetture-hanno-grosse-difficolta-ad-assegnare-i-bandi-per-laccoglienza/" target="_blank" rel="noopener">Vai al grafico.</a></p>
</section>
<section class="numeri-alla-mano">
<h1 class="red1 mb-0">50</h1>
<p class="bt-2-grey3 mt-0"><strong>le prefetture che, nel periodo considerato, hanno dovuto ripetere delle gare.</strong> Il fenomeno si è manifestato con particolare gravità in alcuni territori tra cui Prato, dove sono stati ripetuti ben 16 bandi (tra cui 7 per l’accoglienza in rete e 7 per Cas fino a 50 posti), La Spezia (con 13 bandi ripetuti) e Varese (12). <a href="https://www.openpolis.it/le-gare-dappalto-e-il-declino-dellaccoglienza-diffusa/#se-i-bandi-emessi-da-una-prefettura-vanno-del-tutto-o-in-parte-deserti-questa-puo-provare-a-ripeterli-nel-periodo-considerato-184-gare-sono-state-ripetute" target="_blank" rel="noopener">Vai all&#8217;articolo.</a></p>
</section>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Ascolta il nostro podcast su Radio Radicale</h3>
</p>
<p><div>
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            </div></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/le-gare-dappalto-e-levoluzione-del-sistema-di-accoglienza/">Le gare d&#8217;appalto e l&#8217;evoluzione del sistema di accoglienza</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le gare d&#8217;appalto e il declino dell&#8217;accoglienza diffusa</title>
		<link>https://www.openpolis.it/le-gare-dappalto-e-il-declino-dellaccoglienza-diffusa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[michele vannucchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Jun 2024 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migranti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=291940</guid>

					<description><![CDATA[<p>Attraverso l’analisi dei contratti per la gestione di centri di accoglienza emerge un ritorno verso centri collettivi di grandi dimensioni oltre a una considerevole difficoltà per le prefetture nell'assegnazione dei bandi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/le-gare-dappalto-e-il-declino-dellaccoglienza-diffusa/">Le gare d&#8217;appalto e il declino dell&#8217;accoglienza diffusa</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Come abbiamo scritto in diverse occasioni in Italia il sistema di accoglienza per richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale è in maggioranza gestito tramite i centri di accoglienza straordinari (Cas), anche se questi erano originariamente concepiti come l&#8217;eccezione al sistema ordinario, ovvero il sistema di accoglienza e integrazione (Sai, già Sprar).</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/laccoglienza-in-italia-in-assenza-di-una-prospettiva/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">L’accoglienza in Italia in assenza di una prospettiva.<br />
<br /><strong>Leggi</strong></a>.</p>
</section>
<p><strong>Da un lato dunque è importante insistere affinché il Sai venga realmente potenziato, aumentando le sue capacità ricettive. Dall&#8217;altro, visto che attualmente i Cas coprono il 59,7% dei posti nel sistema, resta importante distinguere tra le diverse modalità di accoglienza che possono offrire,</strong> oltre a verificare che il sistema riesca effettivamente a rispondere alle esigenze.</p>
<section class="glossary">
<div>
                <mark><br />
																		Il Sai è il sistema ordinario di accoglienza. È gestito dai comuni e prevede servizi di integrazione. La maggior parte delle persone sono però accolte nei Cas a gestione prefettizia.</br><br />
											                </mark><br />
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/come-funziona-laccoglienza-dei-migranti-in-italia/"><br />
                &#8220;Come funziona l&#8217;accoglienza dei migranti in Italia&#8221;</a></span></p></div>
</section>
<h3 class="wp-block-heading">I bandi per l&#8217;accoglienza</h3>
<p>Da questo punto di vista, all’interno del sistema dei Cas <strong>la prima distinzione che può essere fatta è tra piccoli centri gestiti in modalità in rete e centri collettivi</strong>. Questi, a seconda dei casi, possono accogliere anche centinaia di persone.</p>
<p><div class="content_block" id="custom_post_widget-181009"><div class="d-none d-lg-flex justify-center mt-40 mb-40 bt-3-grey2 pt-15 pb-10">
<div>
        <amp-img decoding="async" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/02/centriditalia_logo.png" alt="" width="280" height="88"  layout="fixed" ></amp-img></p>
<div class="fs-15 fw-500 mb-10">Le strutture per richiedenti asilo e rifugiati.</div>
<p>        <a class="btn" href="https://centriditalia.it">Esplora il sistema di accoglienza.</a><br />
        <a class="btn" href="https://centriditalia.it">Scarica i dati.</a>
    </div>
<div><a href="https://centriditalia.it"><amp-img decoding="async" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/02/centriditalia_img_bann.png" alt="" width="350" height="186"  layout="fixed" ></amp-img></a></div>
</div>
<div class="d-lg-none justify-center flex-align-center text-center mt-40 mb-40 bt-3-grey2 pt-15 bb-3-grey2 pb-10">
<div>
        <amp-img decoding="async" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/02/centriditalia_logo-414x130.png" alt="" width="280" height="88"  layout="fixed" ></amp-img></p>
<div class="fs-15 fw-500 mb-10">Le strutture per richiedenti asilo e rifugiati.</div >
        <a class="btn" href="https://centriditalia.it">Esplora il sistema di accoglienza.</a><br />
        <a class="btn" href="https://centriditalia.it">Scarica i dati.</a>
    </div>
<div class="mt-20"><a href="https://centriditalia.it"><amp-img decoding="async" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/02/centriditalia_img_bann.png" alt="" width="300" height="159"  layout="fixed" ></amp-img></a></div>
</div>
</div></p>
<div id="su-oltre-7mila-bandi-emessi-dalle-prefetture-italiane-tra-2020-e-agosto-2023-abbiamo-isolato-3-195-contratti-relativi-alla-gestione-dei-centri-di-accoglienza" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p>Si tratta di un’analisi rilevante per due aspetti. Da un lato il benessere delle persone accolte, dall’altro il rapporto dei centri con il territorio all’interno del quale sorgono. <strong>È generalmente riconosciuto che piccoli centri distribuiti rappresentino una soluzione preferibile.</strong></p>
<p>Negli anni però <strong>gli schemi di <a href="https://www.openpolis.it/perche-le-risorse-per-laccoglienza-sono-un-investimento-e-non-un-semplice-costo/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">capitolato d&#8217;appalto</a> per la gestione delle strutture non hanno favorito questa modalità</strong> di accoglienza, anzi hanno fatto l&#8217;esatto contrario. Non stupisce quindi che, analizzando i dati della banca dati dei contratti pubblici (Bdncp) dell&#8217;Autorità nazionale anticorruzione (Anac), emerga negli anni un <strong>progressivo spostamento a favore delle grandi strutture.</strong></p>
<p>Non si è trattato di un&#8217;analisi semplice. <strong>Tra il 2020 e l&#8217;agosto del 2023 infatti le prefetture italiane hanno emesso oltre 7mila 200 bandi.</strong> Dopo un&#8217;attenta verifica abbiamo ristretto il campo a circa 3mila bandi relativi alla gestione dei servizi di accoglienza.</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">3.195 </span>i bandi emessi dalle prefetture tra 2020 e agosto 2023 in materia di gestione dei centri accoglienza.</p>
</section>
<p><strong>Questo insieme di gare presenta poi caratteristiche molto diverse. Sia rispetto ai centri a cui sono riferite, sia in relazione agli importi e le procedure di assegnazione.</strong> Per questo conviene innanzitutto distinguere tra bandi singoli, emessi per ragioni specifiche che possono avere motivazioni anche molto diverse, accordi quadro e i bandi derivanti da accordi quadro.</p>
<p><strong>In questa sede a noi interessano in particolare gli accordi quadro.</strong> Ovvero contratti che forniscono una cornice all&#8217;interno della quale possono poi, quando se ne verifichi la necessità, essere attivati i contratti veri e propri (ovvero quelli derivanti dall&#8217;accordo quadro). <strong>Questa d&#8217;altronde è la procedura indicata dal ministero dell&#8217;interno per l&#8217;attivazione di nuovi Cas. Può essere quindi considerata come un utile indicatore delle intenzioni di ciascuna prefettura,</strong> indipendentemente da quello che poi le condizioni effettive richiederanno.</p>
<div id="tra-2020-e-2022-gli-importi-messi-a-bandi-per-accordi-quadro-destinati-allaccoglienza-diffusa-sono-passati-dal-522-al-317-con-un-calo-di-20-punti-percentuali" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<section class="download">
<div class="dw-content">
<div class="intro">
<p>Per approfondire leggi</p>
</div>
<div class="files">
<p><a href="https://migrantidb.s3.eu-central-1.amazonaws.com/rapporti_pdf/centriditalia_un_fallimento_annunciato.pdf" target="_blank" rel="noopener">Centri d&#8217;Italia, un fallimento annunciato</a></p>
</div></div>
</section>
<h3 class="wp-block-heading">Il declino dell&#8217;accoglienza diffusa</h3>
<p>Da anni ormai i capitolati d&#8217;appalto previsti dal ministero dell&#8217;interno svantaggiano l&#8217;accoglienza diffusa. I prezzi infatti sono inferiori a quelli previsti per i centri più  grandi a fronte di servizi più costosi da offrire.</p>
<p>Malgrado questo, <strong>nel 2020 gli importi messi a bando per accordi quadro relativi a centri in modalità in rete rappresentavano ancora più della metà del totale </strong>(52,2%). Un dato relativamente alto si è registrato anche l&#8217;anno successivo, se pur con un calo di 8 punti percentuali.</p>
<p><strong>Il 2020 e il 2021 tuttavia non sono stati anni ordinari per il sistema di accoglienza Italiano. Come è noto infatti in quel biennio le presenze in accoglienza hanno registrato numeri molto contenuti.</strong> Sia rispetto ai periodi precedenti che successivi.</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-italia-resta-minoritaria-laccoglienza-ordinaria/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Le presenze nel sistema di accoglienza.<br />
<br /><strong>Vai al grafico</strong></a>.</p>
</section>
<p><strong>Il dato del 2022 dunque va letto anche come la risposta a un arrivo più consistente di richiedenti asilo in Italia.</strong> Infatti se si considerano gli importi messi a bando in valori assoluti, emerge come questi siano tutti aumentati rispetto al 2020. Tuttavia guardando alla proporzione di ciascun tipo di centro, <strong>si registra un notevole calo dei bandi destinati ai centri gestiti in modalità in rete.</strong></p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/calano-negli-anni-gli-importi-degli-accordi-quadro-per-la-gestione-di-centri-in-modalita-in-rete/">Calano negli anni gli importi degli accordi quadro per la gestione di centri in modalità in rete</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/calano-negli-anni-gli-importi-degli-accordi-quadro-per-la-gestione-di-centri-in-modalita-in-rete/">Gli importi messi a bando tramite accordi quadro ordinari tra 2020 e agosto 2023 per i diversi tipi di centri di accoglienza straordinaria</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
<div id="chart_291951_tab1" role="tab" aria-controls="chart_291951_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                         aria-labelledby="chart_291951_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/calano-negli-anni-gli-importi-degli-accordi-quadro-per-la-gestione-di-centri-in-modalita-in-rete/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/06/calano-negli-anni-gli-importi-degli-accordi-quadro-per-la-gestione-di-centri-in-modalita-in-rete.png" placeholder ></amp-img></p>
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<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/calano-negli-anni-gli-importi-degli-accordi-quadro-per-la-gestione-di-centri-in-modalita-in-rete/">Calano negli anni gli importi degli accordi quadro per la gestione di centri in modalità in rete &#8211; Gli importi messi a bando tramite accordi quadro ordinari tra 2020 e agosto 2023 per i diversi tipi di centri di accoglienza straordinaria</a></div>
</p></div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_291951_tab3"></p>
<p>Per accordi quadro ordinari si intendono accordi quadro per centri gestiti in modalità in rete (Cas in rete), centri collettivi fino a 50 posti (Cas fino a 50 p.) e centri collettivi da 50 a 300 posti (Grandi centri). I contratti che si è ritenuto rientrassero tra queste categorie, pur non riuscendo a identificare con precisione in quale, sono stati classificati come “Altro”. Non sono considerati i centri collettivi con più di 300 posti (generalmente riservati a centri di prima accoglienza e non a Cas) e i centri di permanenza e rimpatrio (Cpr). Inoltre, non sono considerati né quegli accordi quadro con importi molto limitati, che sembrano rispondere a casi specifici e non alla programmazione ordinaria, né gli accordi quadro che sono stati classificati come “ripetuti”.</p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis-ActionAid Italia su dati Anac                                                                <br />(pubblicati: mercoledì 31 Gennaio 2024)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/06/calano-negli-anni-gli-importi-degli-accordi-quadro-per-la-gestione-di-centri-in-modalita-in-rete.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-291951"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-291951" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p><strong>Il sistema insomma ha retto almeno in parte finché i flussi sono stati contenuti. Sì è però</strong> <strong>rapidamente spostato verso l&#8217;accoglienza in grandi strutture quando le richieste sono aumentate, anche se non di molto.</strong></p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">-20 punti percentuali </span>la quota di importi destinati ad accordi quadro per la gestione di centri in modalità in rete tra 2020 e 2022.</p>
</section>
<p>I dati sul 2023, per quanto parziali (visto che riguardano solo contratti messi a bando tra gennaio e agosto), segnano un lieve aumento dei bandi per accoglienza diffusa. Tuttavia tra 2020 e 2023 questi sono comunque passati dal 52,2% ad appena il 36,2%.</p>
<p>In ogni caso, come anticipato, <strong>gli accordi quadro non rappresentano gli importi effettivamente erogati ma esclusivamente una stima massima stabilita da ciascuna prefettura per ogni tipo di centro.</strong> </p>
<p>Per verificare come si è effettivamente configurata l&#8217;accoglienza conviene quindi guardare ai dati di <a href="https://centriditalia.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Centri d&#8217;Italia</a>. Quello che ci dicono queste informazioni riguarda invece le intenzioni delle prefetture che, <strong>a quanto pare, in particolare in situazioni di maggiore pressione, sembrano preferire l&#8217;accoglienza in strutture collettive.</strong></p>
<p>Che questa preferenza derivi da una maggiore semplicità logistica, dal presupposto che alle condizioni attuali sia più difficile trovare gestori disposti all&#8217;accoglienza in rete o da altre considerazioni è difficile dirlo. In ogni caso <strong>è evidente che il sistema, nel suo complesso, disincentiva l’accoglienza diffusa</strong>. Una dinamica da cui derivano ricadute negative in termini di servizi alla persona accolta, inclusa l’inclusione nelle comunità locali.</p>
<div id="con-importi-e-servizi-ridotti-al-minimo-molti-operatori-hanno-deciso-di-non-partecipare-alle-gare-e-il-18-di-queste-sono-andate-deserte" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<h3 class="wp-block-heading">Bandi deserti</h3>
<p>L&#8217;analisi proposta fin qui riguarda in qualche modo le intenzioni delle prefetture,<strong> non è detto però che poi venga effettivamente assegnato un numero di contratti tale da coprire l&#8217;importo complessivo degli accordi quadro adottati in principio.</strong></p>
<p>Nel migliore dei casi questo avviene perché il numero di persone a cui è necessario fornire una sistemazione in accoglienza non è così elevato. <strong>Può succedere però che, pur essendoci la necessità, non vengano presentate abbastanza offerte. A volte in effetti i bandi vanno del tutto deserti e non si tratta di casi isolati.</strong></p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">18,7% </span>la quota di accordi quadro andati deserti tra 2020 e 2022.</p>
</section>
<p><strong>Anche in questo caso sono i contratti per centri gestiti in modalità in rete a essere svantaggiati.</strong> Il 44% dei contratti andati deserti tra 2020 e 2022 infatti riguarda questo tipo di strutture.</p>
<p>Come abbiamo <a href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2020/02/CentridItalia_La-sicurezzadellEsclusione.pdf#page=33" target="_blank" rel="noreferrer noopener">raccontato</a> più volte in passato <strong>le ragioni per cui i gestori non si presentano alle gare possono essere molteplici. </strong>Da un lato infatti <strong>gli importi per la gestione in modalità in rete sono meno attrattivi rispetto a quelli proposti per i centri collettivi.</strong> In questi ultimi infatti è anche possibile sviluppare delle economie di scala. Dall&#8217;altro <strong>negli anni sono stati ridotti, fino quasi ad annullarli, anche i servizi previsti per gli ospiti.</strong> La conseguenza è che i Cas sono diventati sempre più delle strutture di permanenza senza alcun tipo di servizio di integrazione. <strong>Molti operatori però non sono disposti a fornire questo tipo di servizio.</strong></p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>C’è una ragione di tipo economico, per cui i servizi che vengono richiesti,<br />
secondo la gran parte delle organizzazioni, non possono essere coperti da<br />
quel tipo di tariffa e ci sono ragioni di tipo ideale. Molta parte degli attori della<br />
cooperazione e dell’associazionismo, non si considerano soggetti che fanno<br />
“albergaggio”.</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2020/02/CentridItalia_La-sicurezzadellEsclusione.pdf" target="_blank">&#8211; La sicurezza dell’esclusione. Intervista a Stefano Trovato del Coordinamento nazionale comunità di accoglienza.</a>
									            </div>
</section>
<div id="se-i-bandi-emessi-da-una-prefettura-vanno-del-tutto-o-in-parte-deserti-questa-puo-provare-a-ripeterli-nel-periodo-considerato-184-gare-sono-state-ripetute" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<h3 class="wp-block-heading">Gare ripetute</h3>
<p><strong>Il fatto che una o più gare vadano deserte rappresenta un grosso problema per le prefetture.</strong> A questo si aggiunge il fatto che, <strong>anche bandi che non vanno completamente deserti, possono comunque non essere sufficienti,</strong> se gli operatori hanno presentato offerte per un numero di posti inferiore alle necessità.</p>
<div id="strillo-testo-block_cf1b16e631821b1e6a46e8fd25d42c23" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Se i bandi emessi da una prefettura vanno del tutto o in parte deserti questa può provare a ripeterli.</p>
</section></div>
<p><strong>Tra i vari rimedi che possono essere adottati dagli uffici territoriali del governo, uno dei più comuni è quello di ripetere le gare.</strong> Analizzando i dati dei contratti pubblici di Anac, tra il 2020 e l’agosto 2023 abbiamo isolato <strong>184 bandi che possono essere considerati come “ripetuti”</strong>. Si tratta di gare che non avrebbe avuto senso pubblicare se non si fossero verificati dei problemi con un appalto precedente.</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/le-prefetture-hanno-grosse-difficolta-ad-assegnare-i-bandi-per-laccoglienza/">Le prefetture hanno grosse difficoltà ad assegnare i bandi per l&#8217;accoglienza</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/le-prefetture-hanno-grosse-difficolta-ad-assegnare-i-bandi-per-laccoglienza/">I bandi per la gestione di centri di accoglienza che sono stati ripetuti dalle prefetture italiane tra il 2020 e l&#8217;agosto 2023</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
<div id="chart_292080_tab1" role="tab" aria-controls="chart_292080_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
<div id="chart_292080_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_292080_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/le-prefetture-hanno-grosse-difficolta-ad-assegnare-i-bandi-per-laccoglienza/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/06/le-prefetture-hanno-grosse-difficolta-ad-assegnare-i-bandi-per-laccoglienza.png" placeholder ></amp-img></p>
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</p></div>
<div id="chart_292080_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_292080_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
<div id="chart_292080_tabpanel3" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-3"
                             aria-labelledby="chart_292080_tab3"></p>
<p>Sono indicati gli accordi quadro considerati principali come indicato nel rapporto <a href="https://migrantidb.s3.eu-central-1.amazonaws.com/rapporti_pdf/centriditalia_un_fallimento_annunciato.pdf" target="_blank" rel="noopener">Centri d&#8217;Italia Un fallimento annunciato</a> (nello specifico nella tabella 2.4) distinti per capitolato (come definito nella tabella 2.2). Rispetto a questo insieme è indicato il numero di bandi che sono stati considerati “ripetuti”. Per identificare un accordo quadro come ripetuto abbiamo proceduto come segue. Visto che un accordo quadro per centri di accoglienza delle categorie in oggetto dovrebbe avere, stando al capitolato, una durata di un anno prorogabile di un ulteriore anno, se dopo pochi mesi dalla pubblicazione di un accordo quadro ne viene pubblicato un altro destinato alla stessa identica categoria di centro, vuol dire che qualcosa non è andato come auspicato dalla stazione appaltante, ovvero la prefettura.</p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis-ActionAid Italia su dati Anac                                                                <br />(pubblicati: mercoledì 31 Gennaio 2024)
                                        </p>
</p></div>
<div class="opmag-chart-actions">
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/06/le-prefetture-hanno-grosse-difficolta-ad-assegnare-i-bandi-per-laccoglienza.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-292080"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-292080" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;505&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/le-prefetture-hanno-grosse-difficolta-ad-assegnare-i-bandi-per-laccoglienza/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p><strong>Questo fenomeno riguarda tutti i tipi di Cas ma, anche in questo caso, ha avuto un impatto maggiore sui centri gestiti in modalità in rete.</strong> In particolare nel 2022 più della metà dei principali accordi quadro per l’assegnazione di questo tipo di contratto sono stati ripetuti (24, il 52%).</p>
<p>Quanto al 2023, pur disponendo solo di dati parziali, emerge chiaramente come il fenomeno si sia manifestato in misura consistente. Nei primi 8 mesi, infatti, sono stati ripetuti ben 35 bandi, più di quanto non sia avvenuto nel corso di tutto il 2020.</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/numeri/le-prefetture-che-hanno-ripetuto-piu-bandi-tra-gennaio-2020-e-agosto-2023/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Le prefetture che hanno ripetuto più bandi.<br />
<br /><strong>Vai al grafico</strong></a>.</p>
</section>
<p>Complessivamente, <strong>sono ben 50 le prefetture che, nel periodo considerato, hanno riscontrato problemi di questo genere,</strong> ovvero quasi la metà. Il fenomeno si è manifestato con particolare gravità in alcuni territori tra cui <strong>Prato</strong>, dove sono stati ripetuti ben 16 bandi (tra cui 7 per l&#8217;accoglienza in rete e 7 per Cas fino a 50 posti), <strong>La Spezia</strong> (con 13 bandi ripetuti) e <strong>Varese</strong> (12).</p>
<h3 class="wp-block-heading">L&#8217;assenza di una prospettiva credibile</h3>
<p>Data la situazione descritta sembra evidente che<strong> il modello di accoglienza italiano andrebbe ripensato integralmente. </strong>Innanzitutto <strong>rafforzando il sistema ordinario</strong> in modo tale che i Cas svolgano la funzione per cui erano stati ideati inizialmente. Ovvero quella di costituire una sistemazione provvisoria e straordinaria in attesa che si liberi un posto nel sistema ordinario. </p>
<div id="strillo-testo-block_e718932589fdd051275831fead362592" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Non sembra in vista né un rafforzamento del sistema ordinario né un miglioramento della condizione dei Cas.</p>
</section></div>
<p>Questo tuttavia potrebbe avvenire solo se i posti presenti nel Sai venissero aumentati fino a rappresentare la grande maggioranza del sistema. Oltre a questo poi sarebbe necessario prevedere che anche i richiedenti asilo possano accedere al Sai, come d&#8217;altronde avveniva in passato. Una soluzione di questo tipo, oltre ad essere più efficace, aiuterebbe a ridurre la pressione sulle prefetture che a quel punto potrebbero limitarsi a gestire i centri di prima accoglienza e alcuni Cas nei momenti di maggiore afflusso. </p>
<p><strong>Nulla di tutto questo però risulta né nelle intenzioni né nei provvedimenti del governo. </strong>Al contrario nel corso di questi anni abbiamo assistito all&#8217;approvazione di una serie di <strong>norme che aumentano le criticità.</strong></p>
<div id="strillo-testo-block_a41e8606ebe3306af15dabb437320cdc" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Gli interventi del governo in materia migratoria rafforzano l&#8217;approccio emergenziale.</p>
</section></div>
<p>Nel corso dei mesi infatti sono state adottate <strong>misure che complicano il lavoro delle Ong che si occupano di salvataggi in mare</strong> (<a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2023-01-02;1!vig=2023-12-29" target="_blank" rel="noreferrer noopener">decreto 1/2023</a>), è stata<strong> ristretta la possibilità di accedere alla protezione speciale</strong> e sono stati <strong>esclusi i richiedenti asilo dal circuito Sai </strong> (<a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2023-03-10;20!vig=2023-12-29" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Dl 20/2023</a>), è stato adottato (apparentemente senza ragione) uno <a href="https://www.openpolis.it/le-anomalie-dello-stato-di-emergenza-sullimmigrazione/">stato di emergenza</a> (<a href="https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2024/05/27/24A02637/sg" target="_blank" rel="noreferrer noopener">prorogato</a> negli scorsi giorni) che permette alle prefetture di <strong>procedere in deroga alla normativa ordinaria,</strong> si è prevista la <strong>possibilità che minori ultrasedicenni siano accolti in centri per adulti</strong> e si è permesso, in caso di necessità, di <strong>derogare ai “parametri di capienza previsti”</strong> nei centri di accoglienza (<a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2023-10-05;133!vig=2023-12-29" rel="sponsored nofollow">dl 133/2023</a>). A questi interventi poi si aggiunge l&#8217;istituzione dei nuovi centri temporanei, ovvero strutture ancora più straordinarie dei Cas che possono essere aperte in caso non vi siano posti in altri centri.</p>
<p>Queste novità però non contribuiscono in alcun modo a una riforma organica del sistema che abbia come obiettivo quello di rendere l&#8217;accoglienza uno strumento più efficace per l&#8217;integrazione dei migranti, <strong>rafforzando piuttosto l&#8217;approccio emergenziale adottato anche dai governi precedenti.</strong></p>
<p><strong>Foto:</strong> Giuseppe Di Maio &#8211; <a href="https://www.flickr.com/photos/sponzfest/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sponz Fest</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/le-gare-dappalto-e-il-declino-dellaccoglienza-diffusa/">Le gare d&#8217;appalto e il declino dell&#8217;accoglienza diffusa</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Dove vengono inviate le rimesse dei migranti</title>
		<link>https://www.openpolis.it/dove-vengono-inviate-le-rimesse-dei-migranti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Anita]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 May 2024 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migranti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=288621</guid>

					<description><![CDATA[<p>Per la prima volta dal 2016 le rimesse in uscita dall'Italia non sono aumentate, registrando anzi un lieve calo (-0,4%). I flussi più consistenti sono stati diretti verso i paesi dell'Asia meridionale, in particolare verso il Bangladesh.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/dove-vengono-inviate-le-rimesse-dei-migranti/">Dove vengono inviate le rimesse dei migranti</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[</p>
<p>Quando si parla di rimesse si fa riferimento ai soldi che i lavoratori stranieri residenti all&#8217;estero inviano nel proprio paese di provenienza. Spesso le rimesse in uscita sono considerate delle &#8220;perdite&#8221; che lo stato subisce, nei paesi come l&#8217;Italia in cui ormai da vari decenni il numero dei lavoratori immigrati ha superato quello degli emigrati. Al contempo, bisogna sottolineare che si tratta di <strong>risorse fondamentali per i paesi in via di sviluppo</strong>, in primis per le famiglie che li ricevono ma conseguentemente anche per le economie nel loro complesso.</p>
</p>
<p>In Italia le rimesse sono aumentate piuttosto costantemente negli ultimi anni, in particolare per via dell&#8217;incremento del numero di lavoratori stranieri, e <a href="https://www.openpolis.it/le-rimesse-dei-lavoratori-stranieri-dopo-la-pandemia/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">non hanno subito l&#8217;impatto della pandemia da Covid-19</a>. <strong>Nel 2023 però si è verificato un calo, seppur di lieve entità (-0,4%)</strong>. Gli importi maggiori vengono inviati dalle nazionalità di immigrazione più recente e in particolare dai paesi dell&#8217;Asia meridionale, primo tra tutti il Bangladesh (una tendenza ormai consolidata da diversi anni).</p>
</p>
<p><div id="nel-2023-le-rimesse-sono-state-pari-a-82-miliardi-di-euro-in-lieve-calo-rispetto-al-2022" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Le rimesse in Italia nel 2023</h3>
</p>
<p>Negli ultimi anni i flussi di denaro dai paesi a più elevato tasso di sviluppo verso gli stati di provenienza dei lavoratori immigrati sono cresciuti, per via dell&#8217;aumento della mobilità internazionale. Continuano invece a essere basse le rimesse in entrata: in Italia è dagli anni &#8217;90 che queste <a href="https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/metodi-e-fonti-approfondimenti/metodi-fonti-2020/approfondimenti_STATEST_rimesse_20200402.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sono inferiori a quelle in uscita</a> (circa 10 volte inferiori, anche se il dato costituisce verosimilmente una sottostima). <strong>Negli ultimi anni il saldo tra le rimesse in uscita dal nostro paese e quelle in entrata è stato sempre negativo aggirandosi in media attorno ai 5 miliardi di euro</strong>.</p>
</p>
<p>All&#8217;<a href="https://ec.europa.eu/eurostat/web/products-eurostat-news/w/ddn-20231213-1" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ultimo aggiornamento Eurostat</a> del 2022, risultava che <strong>una quota pari allo 0,4% del Pil italiano usciva dal paese in questo modo</strong>. Una percentuale inferiore a quella registrata da diversi altri stati membri come Cipro (con -0,9%), Spagna e Malta (-0,6%) e Francia e Grecia (-0,5%).</p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">8,18 miliardi di euro </span>le rimesse in uscita dall&#8217;Italia nel 2023.</p>
</section>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2023-le-rimesse-sono-in-calo/">Nel 2023 le rimesse sono in calo</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2023-le-rimesse-sono-in-calo/">I soldi che i lavoratori stranieri in Italia hanno inviato a casa, tra 2016 e 2023</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
<div id="chart_290581_tab1" role="tab" aria-controls="chart_290581_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
<div id="chart_290581_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_290581_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/nel-2023-le-rimesse-sono-in-calo/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/05/nel-2023-le-rimesse-sono-in-calo.png" placeholder ></amp-img></p>
<div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div>
<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2023-le-rimesse-sono-in-calo/">Nel 2023 le rimesse sono in calo &#8211; I soldi che i lavoratori stranieri in Italia hanno inviato a casa, tra 2016 e 2023</a></div>
</p></div>
<div id="chart_290581_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_290581_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
<div id="chart_290581_tabpanel3" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-3"
                             aria-labelledby="chart_290581_tab3"></p>
<p>I dati si riferiscono alle rimesse in uscita dei lavoratori stranieri (di tutte le nazionalità) in Italia. Essi comprendono esclusivamente le transazioni transfrontaliere tra due persone fisiche effettuate tramite un istituto di pagamento o altro intermediario autorizzato, senza transitare su conti di pagamento intestati all’ordinante o al beneficiario (regolamento in denaro contante).</p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis su dati <a href="https://www.bancaditalia.it/statistiche/tematiche/rapporti-estero/rimesse-immigrati/" target="_blank" rel="noopener">banca d&#8217;Italia</a>                                                                <br />(consultati: giovedì 2 Maggio 2024)
                                        </p>
</p></div>
<div class="opmag-chart-actions">
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/05/nel-2023-le-rimesse-sono-in-calo.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-290581"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-290581" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>Dal 2016 le rimesse verso l’estero sono andate progressivamente aumentando (anche se avevano raggiunto precedentemente un <a href="https://www.openpolis.it/numeri/le-rimesse-in-uscita-dallitalia/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">picco</a>, che le aveva portate sopra i 7 miliardi nel 2011), passando da circa 5 miliardi di euro prima del 2016 a oltre 8 miliardi a partire dal 2022. Nel 2023 per la prima volta in quasi un decennio si è verificato un <strong>calo rispetto all’anno precedente, seppur lieve: -0,4%</strong>.</p>
</p>
<p><div id="la-principale-destinazione-delle-rimesse-in-uscita-dallitalia-e-lasia-meridionale" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">I flussi maggiori sono diretti verso l&#8217;Asia meridionale</h3>
</p>
<p>Le rimesse sono delle risorse di importanza inestimabile. Da oltre un decennio infatti <a href="https://www.oecd.org/dac/financing-sustainable-development/development-finance-standards/beyond-oda-remittances.htm" target="_blank" rel="noreferrer noopener">hanno superato l&#8217;importo dell&#8217;aiuto pubblico allo sviluppo</a> (oramai sono <a href="https://blogs.worldbank.org/en/opendata/money-sent-home-workers-now-largest-source-external-financing-low-and-middle-income" target="_blank" rel="noreferrer noopener">tre volte tanto</a>). </p>
</p>
<p>Non è un caso che abbiano <strong>un&#8217;entità maggiore tra le popolazioni provenienti dagli stati più poveri e non necessariamente tra i gruppi di stranieri più numerosi</strong>. In Italia sono in particolare i paesi dell&#8217;Asia meridionale a registrare i flussi più consistenti, primo tra tutti il <strong>Bangladesh</strong>. In termini di persone regolarmente residenti, quest&#8217;ultimo è soltanto il <a href="http://dati.istat.it/Index.aspx?DataSetCode=DCIS_POPSTRCIT1" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sesto paese</a> più rappresentato in Italia e uno dei principali per immigrazione recente.</p>
</p>
<p><div id="il-143-vanno-in-bangladesh-piu-di-un-miliardo-di-euro" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">14,3% </span>delle rimesse in uscita dall&#8217;Italia vanno in Bangladesh (2023).</p>
</section>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-lavoratori-del-bangladesh-hanno-inviato-piu-di-un-miliardo-di-euro-in-rimesse/">I lavoratori del Bangladesh hanno inviato più di un miliardo di euro in rimesse</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-lavoratori-del-bangladesh-hanno-inviato-piu-di-un-miliardo-di-euro-in-rimesse/">Le prime 10 nazionalità per importo delle rimesse dall&#8217;Italia, nel 2023</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
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                         aria-labelledby="chart_290588_tab1"><br />
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_290588_tab3"></p>
<p>I dati si riferiscono alle prime dieci nazionalità per importo delle rimesse verso l&#8217;estero in Italia nel 2023. Le rimesse dei lavoratori verso l&#8217;estero comprendono esclusivamente le transazioni transfrontaliere tra due persone fisiche effettuate tramite un istituto di pagamento o altro intermediario autorizzato, senza transitare su conti di pagamento intestati all’ordinante o al beneficiario (regolamento in denaro contante).</p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis su dati <a href="https://www.bancaditalia.it/statistiche/tematiche/rapporti-estero/rimesse-immigrati/" target="_blank" rel="noopener">banca d&#8217;Italia</a>                                                                <br />(consultati: giovedì 2 Maggio 2024)
                                        </p>
</p></div>
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>I lavoratori bangladesi in Italia hanno inviato oltre un miliardo di euro nel proprio paese, comunque con un calo rispetto al dato del 2022 (-2,6%). Seguono per importo il Pakistan, le Filippine e il Marocco con valori oltre il mezzo miliardo.</p>
</p>
<p>Tuttavia, tra queste 10 nazionalità, <strong>è la Georgia ad aver registrato il maggior aumento rispetto al periodo pre-Covid (2019)</strong>, passando da meno di 200 a 458 milioni di euro. Negativo invece l&#8217;andamento della <strong>Romania</strong> (-26,8%, nello stesso periodo) e del Senegal (-10,6%). Per quanto riguarda le nazionalità che non rientrano tra le prime 10, è notevole il caso della <strong>Lituania</strong>, passata da meno di un milione in rimesse nel 2019 a quasi 13 milioni nel 2023 (un incremento superiore al 1000%).</p>
</p>
<p>Foto: <a href="https://unsplash.com/it/foto/persona-in-piedi-davanti-al-negozio-8wMflrTLm2g" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Alistair MacRobert</a> &#8211; <a href="https://unsplash.com/it/licenza" target="_blank" rel="noreferrer noopener">licenza</a></p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/dove-vengono-inviate-le-rimesse-dei-migranti/">Dove vengono inviate le rimesse dei migranti</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
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