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Dichiarazione di Dario FRANCESCHINI

Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) 


 

Pd al voto. «Congresso a ottobre. Improponibile rinviarlo»

  • (26 giugno 2009) - fonte: Corriere della Sera.it - inserita il 26 giugno 2009 da 31

    Approvato il regolamento che fissa le tappe congressuali del partito. Il congresso al via il 10, le primarie il 24
    Passa la linea Franceschini, 7 contrari
    Marini si schiera a sostegno dell'attuale segretario: «Con Dario ci sarà una ripresa»

    La direzione del Partito Democratico ha dato via libera al congresso di ottobre approvando, con 7 voti contrari, il regolamento che fissa le tappe congressuali.
    Passa dunque la linea dell'attuale segretario Dario Franceschini, che nell'intervento che ha aperto la direzione del partito al Nazareno ha giudicato «improponibile» l'ipotesi di un rinvio del Congresso ventilata da alcuni esponenti come Anna Finocchiaro e Francesco Rutelli.
    «È improponibile rinviare il Congresso - ha detto in mattinata Franceschini -: lo Statuto parla chiaro e io ho preso un impegno con la Costituente che mi ha eletto».
    Il segretario, nonché candidato, ha aggiunto: «Voglio un Congresso vero che traghetti il Pd verso una fase nuova. Il Partito ha bisogno di un confronto serio, preciso e magari anche duro perché alla fine del percorso bisogna avere una guida forte e una piattaforma politica forte».

    Il regolamento
    Il regolamento approvato conferma tutti i passaggi congressuali: il 10 ottobre si svolgerà il congresso che selezionerà i candidati alla segreteria che poi si presenteranno alle primarie, che si svolgeranno il 24 ottobre.
    È passato anche la regola che fa sì che alle primarie voteranno iscritti e non. Se nessuno dei candidati raggiunge la maggioranza assoluta, si andrà al ballottaggio con voto segreto all'Assemblea nazionale tra i due candidati più votati alle primarie. Nonostante le perplessità espresse in direzione sulla farraginosità del regolamento, al momento del voto ci sono stati solo sette contrari su una platea di 150 membri.

    L'appoggio di Marini
    E in vista delle primarie Franceschini incassa l'appoggio dell'ex presidente del Senato, Franco Marini: «Sosterrò al congresso Dario Franceschini per la sua azione di tenuta e di ripresa del partito e non perché abbiamo origini comuni visto che io spero in un congresso che sia di rimescolamento».
    «Certo - afferma Marini riferendosi all'esito delle elezioni europee e dei ballottaggi - non abbiamo vinto, ma da questo risultato, cioè il fatto che la destra non ha sfondato alle europee e che i ballottaggi hanno segnato la possibilità di tornare a vincere, i militanti hanno visto che in Italia c'è un'unica opposizione alla destra, cioè il Pd». «Sembravamo spacciati ha aggiunto l'ex presidente del Senato ed invece oggi si riprende forza ed il merito è di Franceschini per la sua determinazione».

    Bersani
    Dal canto suo, l'altro candidato, Pierluigi Bersani, afferma al Tg1 di sentire l'esigenza, come tutti, «di aprire la strada a una nuova generazione. Il problema - spiega l'ex ministro - è vedere come. Io comincerò dai giovani, ma non parlerò loro di 'vecchio' e di 'nuovo'. Parlerò di Italia. Di noi e di come possiamo essere più utili a questo Paese, correggendo anche qualche errore».
    Io non faccio questo confronto contro nessuno», ribadisce Bersani riferendosi alla competizione per la guida del partito. «Abbiamo bisogno di tutti: il nostro problema è il radicamento nei ceti popolari, nei ceti produttivi, nei territori. Bisogna discutere di come arrivare a questo». Dopo le elezioni il Pd «riparte cercando la sua strada laddove deve avere le sue radici: noi dobbiamo essere un partito popolare, questo è il punto. E dobbiamo anche essere un partito che funziona - conclude - se vogliamo essere utili al Paese».

    Ipotesi Chiamparino
    La sfida vera, dunque, è per ora a due, tra il segretario Franceschini e Bersani. Anche se aumenta la pressione sul sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, perché si candidi come 'terzo uomo' in grado di rompere il duello.
    Goffredo Bettini, dirigente del Pd, lo dice chiaramente: «Si conferma l'assoluta esigenza di uscire da uno scontro a due tra Franceschini e Bersani e penso quindi che ci sia lo spazio politico per una terza candidatura vista l'insofferenza per uno scontro che può apparire non completo». «Chiamparino - prosegue - è un amministratore formidabile e un dirigente che sin da subito ha creduto nella parte più dinamica del Pd».
    Per ora il sindaco di Torino sembra più orientato a non scendere in campo: «Allo stato attuale è no, ma in politica le cose possono cambiare e non si può mai dire mai...».

    Fonte: Corriere della Sera.it | vai alla pagina

    Argomenti: partito democratico, voto, dirigenza, congresso pd, statuto, dirigenti, ballottaggio | aggiungi argomento | rimuovi argomento
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