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	<title>politiche2018 Archivi - Openpolis</title>
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		<title>Le sponsorizzazioni social nelle politiche 2018</title>
		<link>https://www.openpolis.it/le-sponsorizzazioni-social-nelle-politiche-2018/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele De Bernardin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Mar 2018 12:55:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.openpolis.it/?p=23279</guid>

					<description><![CDATA[<p>Abbiamo raccolto oltre 500 sponsorizzazioni grazie alla campagna Pac, analizzando interessi, fasce d'età e tanto altro. Ecco cosa possiamo dire.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/le-sponsorizzazioni-social-nelle-politiche-2018/">Le sponsorizzazioni social nelle politiche 2018</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Per le <a href="https://www.openpolis.it/political-ad-collector-monitoriamo-le-pubblicita-politiche-su-facebook/" target="_blank" rel="noopener">politiche 2018 abbiamo lanciato in Italia PAC</a>, il political ad collector creato da <a href="https://www.propublica.org/" target="_blank" rel="noopener">ProPublica</a> per monitorare la propaganda politica di candidati e partiti su Facebook. Poco prima del voto, con la <a href="http://propaganda.openpolis.it/" target="_blank" rel="noopener">pubblicazione di un mini sito</a>, è stato possibile per tutti gli utenti di consultare il lungo elenco di post sponsorizzati durante la campagna elettorale.</p>
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="http://propaganda.openpolis.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Propaganda politica su Facebook<br />
<br><strong>Naviga l'archivio completo</strong></a>.</p>
        </section>
		
<p>Nel <a href="https://www.openpolis.it/a-caccia-di-voti-con-le-sponsorizzazioni-social/" target="_blank" rel="noopener">raccontare le diverse strategie utilizzate</a> avevamo sottolineato come e quanto le nostre attività su internet contribuissero alla nostra profilazione come utenti. <strong>In particolare i nostri dati anagrafici, attività e like su facebook aiutano il social network di Zuckerberg a vendere prodotti pubblicitari</strong>. Un servizio che d&#8217;altronde offrono anche altre aziende web, una su tutti Google. In periodo di elezioni anche i partiti hanno approfittato di questa possibilità, utilizzando i social per sponsorizzare post e contenuti.</p>
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/a-caccia-di-voti-con-le-sponsorizzazioni-social/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Cosa vuol dire sponsorizzare un contenuto su Facebook<br />
<br><strong>Vai all'articolo</strong></a>.</p>
        </section>
		
<h3>Le fasce di età</h3>
<p>Uno dei primi parametri che fanno la differenza è quello anagrafico. Gli inserzionisti possono decidere su quali fasce d&#8217;età puntare nelle loro campagne pubblicitarie. Prima di entrare nello specifico, <strong>è giusto ricordare che il database creato grazie a Pac non può avere valenza statistica, proprio perché costruito grazie a coloro che hanno installato l&#8217;estensione</strong>. Il campione d&#8217;indagine è anonimo, e per questo motivo non può essere considerato eterogeneamente affidabile. Le pubblicità raccolte sono solamente quelle comparse nel newsfeed degli utenti che hanno partecipato.</p>
<p>Ciò detto gli elementi che sono emersi sono comunque esemplificativi dell&#8217;utilizzo che viene fatto da parte della politica dello strumento. <strong>Facebook permette di selezionare o delle fasce specifiche di età (es. 20-45 anni), o da un&#8217;età in poi (es. uguale o superiore ai 28 anni)</strong>. Questa seconda opzione è quella utilizzata nella stragrande maggioranza dei casi.</p>
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                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/chi-vogliono-raggiungere-partiti-e-candidati/">Chi vogliono raggiungere partiti e candidati</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/chi-vogliono-raggiungere-partiti-e-candidati/">Quali fasce vengono indicate da partiti e politici come target</a></h3>
                                    </div>
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                    </div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_23388_tab3"><p>I dati sono il risultato dell&#8217;indagine avviata da openpolis per le politiche 2018. Sono stati raccolti grazie agli utenti che hanno partecipato al progetto <a href="https://www.openpolis.it/political-ad-collector-monitoriamo-le-pubblicita-politiche-su-facebook/" target="_blank" rel="noopener">Pac</a>. I dati non hanno valenza statistica.</p>
</div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>openpolis                                                            </p>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/03/chi-vogliono-raggiungere-partiti-e-candidati.png" target="_blank" download></a>
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                            </div>

			
<p>Oltre il 77% dei post sponsorizzati puntavano semplicemente alla popolazione maggiorenne, escludendo quindi gli adolescenti. Nonostante i minorenni non abbiano diritto di voto in Italia, non tutti hanno deciso di escluderli dalla visione dei messaggi. Per esempio, <strong>tutti i post scritti da Matteo Salvini, e raccolti dall'estensione, volevano raggiungere i cittadini italiani che avevano età pari o superiore a 13 anni. </strong></p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-23425" src="http://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/03/post-facebook-salvini.png" alt="" width="507" height="634" srcset="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/03/post-facebook-salvini.png 507w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/03/post-facebook-salvini-414x518.png 414w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/03/post-facebook-salvini-200x250.png 200w" sizes="(max-width: 507px) 100vw, 507px" /></p>
<p><strong>Anche se in pochi casi, alcuni esempi di post mirati a fasce specifiche di età ci sono stati</strong>. Ne riportiamo qui solo un caso, particolarmente curioso. Laura Boldrini, candidata di Liberi e uguali all'uninominale di Milano, che in un messaggio per pubblicizzare l'app dedicata alla sua campagna elettorale, desiderava raggiungere i cittadini di Milano con un'età compresa tra i 36 e 63 anni. Necessità probabilmente nata dalla volontà di coinvolgere una parte di popolazione meno propensa all'utilizzo degli smartphone.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-23467" src="http://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/03/boldrini-post-facebook.png" alt="" width="508" height="625" srcset="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/03/boldrini-post-facebook.png 508w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/03/boldrini-post-facebook-414x509.png 414w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/03/boldrini-post-facebook-203x250.png 203w" sizes="(max-width: 508px) 100vw, 508px" /></p>
<h3>Gli interessi</h3>
<p>Tra le opzioni che vengono date agli inserzionisti (nel nostro caso partiti e candidati) anche quella di selezionare determinati target, ovvero gruppi di persone con le stesse caratteristiche. Oltre a età e luogo, il parametro sicuramente più intrigante è quello degli interessi. Per interessi si intendono le nostre attività specifiche, come l'essere fan di determinate pagine o l'essere particolarmente attivo su tematiche (ambiente, istruzione, ecc.)</p>
        <section class="blockquote">
							<p>Le nostre attività social influenzano le pubblicità che vediamo su facebook.</p>
<p>
			        </section>
		
<p>Analizzando i dati raccolti con il contributo degli utenti che hanno installato Pac, sono emerse le diverse strategie dei partiti e dei candidati. I nostri interessi su Facebook (like) possono essere di vario tipo. Per quest'analisi li abbiamo divisi in 4 categorie: su <strong>tematiche specifiche</strong> (politica, unione europea, ecc.), a <strong>partiti o aree politiche</strong> (fan di Forza Italia o del Movimento 5 stelle), a <strong>politici</strong> (da Barack Obama a Bernie Sanders passando per quelli locali) e infine a <strong>personalità, o soggetti, pubblici</strong> (Roberto Saviano, Amnesty International, The Jackal e altri).</p>
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                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-nostri-like-utilizzati-per-la-propaganda-social/">I nostri like utilizzati per la propaganda social</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-nostri-like-utilizzati-per-la-propaganda-social/">Tipologia di like indicato da partiti e candidati come target</a></h3>
                                    </div>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                                            <strong>FONTE: </strong>openpolis                                                            </p>
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                            <p><label for="embed-chart-23286"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-23286" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			
<p>Tra i post sponsorizzati che abbiamo raccolto, per cui erano stati indicati interessi come target, oltre il 61% riguardavano tematiche specifiche, principalmente proprio la politica. <strong>In alcuni casi invece, si è deciso di legare il contenuto del post al target</strong>. Strategia utilizzata in tutti i post di Giorgia Meloni raccolti dal Pac.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-23357" src="http://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/03/Meloni-post-facebook.png" alt="" width="515" height="703" srcset="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/03/Meloni-post-facebook.png 515w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/03/Meloni-post-facebook-414x565.png 414w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/03/Meloni-post-facebook-183x250.png 183w" sizes="(max-width: 515px) 100vw, 515px" /></p>
<p><strong>Seconda scelta ricorrente è quella di selezionare i fan di partiti</strong>. Nella maggior parte dei casi si tratta di candidati specifici che vogliono arrivare ai fan, spesso più numerosi, dei loro partiti di appartenenza. In altri casi invece, e qui la faccenda diventa più interessante, i partiti vanno a caccia nella riserva degli avversari. <strong>Scelta ricorrente per i due lati opposti dello spettro politico</strong>: CasaPound, che ha puntato sui fan di Lega e Fratelli d'Italia durante questa campagna elettorale, e la sinistra più radicale, con Potere al popolo e vari esponenti del Partito comunista che hanno targetizzato i fan del Movimento 5 stelle.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-23443" src="http://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/03/mustillo-post-facebook.png" alt="" width="504" height="728" srcset="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/03/mustillo-post-facebook.png 504w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/03/mustillo-post-facebook-414x598.png 414w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/03/mustillo-post-facebook-173x250.png 173w" sizes="(max-width: 504px) 100vw, 504px" /></p>
<p>Il passaggio da partiti a politici segue più o meno lo stesso approccio. Interessante vedere come ci siano casi ricorrenti di nomi stranieri, specialmente di politici statunitensi. <strong>Dagli esponenti di CasaPound che puntano ai fan italiani di Donald Trump, a Pietro Grasso che mira a quelli di Bernie Sanders. </strong></p>
        <section class="blockquote">
							<p>Anche esponenti della Tv e della cultura pop utilizzati per la propaganda social</p>
<p>
			        </section>
		
<p>Infine sembra caratterizzare molti politici e partiti la scelta di voler raggiungere coloro che seguono personalità (o soggetti) noti al livello pubblico: <strong>scrittori, personalità televisive, organizzazioni internazionali e organi di stampa</strong>. Da Nicola Zingaretti che mira ai fan di Papa Francesco, alle Ong come Amnesty international e Medici senza frontiere i cui seguaci su Facebook sono stati bersagliati da Partito democratico, Potere al popolo, Matteo Renzi e Pietro Grasso. Proprio quest'ultimo fa un uso molto ricorrente di questa strategia. Tra i target raccolti grazie agli utenti che hanno installato Pac, figurano suoi post mirati ai fan di Enrico Berlinguer e Roberto Saviano.</p>
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="http://propaganda.openpolis.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Propaganda politica su Facebook<br />
<br><strong>Naviga l'archivio completo</strong></a>.</p>
        </section>
		
<p><strong>Anche il mondo della televisione finisce tra i punti di riferimento per una campagna elettorale sui social.</strong> Da Riccardo Magi, neo-parlamentare di +Europa, che scommette sui sostenitori di Pif (volto Tv e regista), a Potere al popolo che invece si sposta su quelli di The Jackal, media group e video makers.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-23448" src="http://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/03/potere-al-popolo-post-facebook.png" alt="" width="524" height="859" srcset="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/03/potere-al-popolo-post-facebook.png 524w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/03/potere-al-popolo-post-facebook-414x679.png 414w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/03/potere-al-popolo-post-facebook-153x250.png 153w" sizes="(max-width: 524px) 100vw, 524px" /></p>
<h3>I prossimi passi</h3>
<p>Il nostro lavoro sulla propaganda politica nei social continua. Lo scopo di openpolis è quello di avviare un monitoraggio costante dell'utilizzo che partiti e politici fanno di internet. Continuare a tenere un faro acceso su questo aspetto nuovo, ma centrale, della politica Italia diventa fondamentale per non sottovalutare il suo peso nelle attuali dinamiche.</p>
        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Partecipa alla campagna, scarica PAC per il tuo browser</p>
<p></p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="https://chrome.google.com/webstore/detail/facebook-political-ad-col/enliecaalhkhhihcmnbjfmmjkljlcinl?hl=it">Chrome</a></p><p><a href="https://addons.mozilla.org/it/firefox/addon/facebook-ad-collector/">Firefox</a></p></div>
				            </div>
        </section>
		
<p>Come sempre invitiamo tutti a installare l'estensione sul proprio browser. Più sarà alto il coinvolgimento degli utenti, più saranno le pubblicità raccolte, maggiore sarà la nostra capacità di analizzare il fenomeno. Il 2018 ha ancora molto da raccontare al livello elettorale, tra elezioni amministrative e regionali.<a href="http://propaganda.openpolis.it/" target="_blank" rel="noopener"> Nel mini sito creato per raccogliere tutti i post sponsorizzati</a>, stanno già comparendo contenuti sulle prossime elezioni in Friuli-Venezia Giulia.</p>
        <section class="blockquote">
							<p>Il prossimo parlamento deve regolamentare la propaganda elettorale sui social.</p>
<p>
			        </section>
		
<p>La nostra volontà di portare il progetto di ProPublica in Italia nasceva da un'ipotesi che è stata pienamente confermata dai dati raccolti: <strong>tutti politici, da destra e sinistra, utilizzano internet per fare propaganda elettorale</strong>. Una realtà che però, come abbiamo avuto modo di denunciare, trova il legislatore completamente impreparato.</p>
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/propaganda-politica-sui-social-servono-regole-chiare-trasparenza/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Propaganda politica sui social, servono regole chiare e trasparenza<br />
<br><strong>Le nostre richieste</strong></a>.</p>
        </section>
		
<p>Ci auguriamo che il nuovo parlamento che si sta insediando in questi giorni, faccia diventare questo argomento una priorità. Il gap normativo va riempito, modernizzando la normativa su campagna e propagande elettorale all'utilizzo sempre più ricorrente di internet.</p>
<p>Foto credit. Flickr <a href="https://www.flickr.com/photos/sofiabudapest/5925462073" target="_blank" rel="noopener">sofiabudapest</a> - <a href="https://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.0/" target="_blank" rel="noopener">Licenza</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/le-sponsorizzazioni-social-nelle-politiche-2018/">Le sponsorizzazioni social nelle politiche 2018</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Con quale maggioranza nasce il governo</title>
		<link>https://www.openpolis.it/quale-maggioranza-nasce-governo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Mar 2018 14:06:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.openpolis.it/?p=22508</guid>

					<description><![CDATA[<p>A dispetto delle numerose formule ipotizzate, sono poche le opzioni per formare una maggioranza di governo. Vediamo quali, Costituzione e precedenti alla mano.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/quale-maggioranza-nasce-governo/">Con quale maggioranza nasce il governo</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Le elezioni ci consegnano un parlamento senza maggioranza chiara. Nonostante l&#8217;affermazione di M5s (primo partito) e Lega (partito maggioritario della coalizione più votata), nessuno ha i numeri per governare da solo. Sarà quindi necessario trovare un accordo post-elettorale per dare vita a un esecutivo. Per settimane si sono rincorse ipotesi sulla <strong>formula politica più adatta per uscire dall&#8217;impasse</strong>: chi auspicava un <a href="http://www.corriere.it/elezioni-2018/notizie/5-marzo-governo-presidente-0a948dc2-fbd1-11e7-b641-cb41c1023d03.shtml" target="_blank" rel="noopener">governo del presidente</a>, chi <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/02/28/elezioni-2018-piero-grasso-leu-disponibile-a-governo-di-scopo-con-renzi-e-berlusconi/4194215/" target="_blank" rel="noopener">di scopo</a>, chi ne prefigurava uno <a href="http://www.lastampa.it/2018/02/20/italia/politica/emma-bonino-gentiloni-rassicurante-resti-premier-larghe-intese-senza-lega-e-ms-hYT0bkdmOGyCLHUZdtl9MJ/pagina.html" target="_blank" rel="noopener">di larghe intese</a> o ancora <a href="http://www.huffingtonpost.it/2018/02/15/minniti-disponibile-a-un-governo-di-unita-nazionale_a_23362782/" target="_blank" rel="noopener">di unità nazionale</a>. Opzioni a cui se ne possono aggiungere altre, più o meno fantasiose, tipiche del gergo parlamentare: dal governo tecnico a quello &#8220;a termine&#8221;, dal <em>governissimo</em> a quello istituzionale, dal governo di decantazione a quello balneare o di transizione.</p>
        <section class="blockquote">
							<p>Un governo non può essere &#8220;di scopo&#8221;, quando entra in carica deve occuparsi di tutte le questioni.</p>
<p>
			        </section>
		
<p>In molti casi si tratta di <strong>formule vuote</strong>, quando non addirittura fuorvianti. Ad esempio l&#8217;espressione <em>di scopo</em> lascia intendere che un governo possa essere vincolato ad un unico obiettivo, come la riforma della legge elettorale, senza occuparsi di nient&#8217;altro. Non è così naturalmente. Dal momento che un esecutivo entra in carica non solo può, ma <strong>deve affrontare tutte le questioni</strong>. Politiche economiche, sociali, migratorie, affari esteri: nessun ambito può essere precluso all&#8217;attività di un governo legittimamente in carica.</p>
<p>Altrettanto scorretta è l&#8217;espressione <em>governo del presidente</em>. Nel nostro sistema istituzionale <strong>tutti i governi sono di nomina presidenziale</strong>, sulla base dell&#8217;articolo 92 della costituzione:</p>
        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>(&#8230;) Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei Ministri e, su proposta di questo, i Ministri.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.senato.it/1025?sezione=130&articolo_numero_articolo=92" target="_blank">- Costituzione italiana, art. 92</a>
									            </div>
        </section>
		
<p>Quindi è <strong>senza fondamento qualsiasi distinzione tra governi eletti dal popolo e governi nominati dal presidente</strong> della Repubblica, magari immaginando questi ultimi come attentati alla democrazia. Nei sistemi parlamentari le elezioni politiche determinano i rapporti di forza in parlamento. Il capo dello stato sceglie come presidente del consiglio chi ha più probabilità di formare una maggioranza di governo, sulla base dei numeri nelle due camere. Anche la previsione di candidati premier è una forzatura: il ruolo attribuito dalla costituzione al Quirinale è decisivo, soprattutto in assenza di una maggioranza chiara.</p>
        <section class="glossary">
            <div>
                <mark>
																		Nello scegliere il presidente del consiglio designato il capo dello stato deve identificare una figura che ritiene possa ottenere la fiducia del parlamento.</br>
											                </mark>
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/quale-il-ruolo-del-presidente-della-repubblica-nella-nomina-del-governo/">
                "Il ruolo del presidente della repubblica nella nomina del governo"</a></span>

            </div>
        </section>
		
<p>Altra espressione fuorviante è quella di <em>governo tecnico</em>.<strong> In un sistema parlamentare tutti i governi sono politici</strong> perché per entrare in carica hanno bisogno della fiducia del parlamento. Quindi per quanto i ministri possano non essere dei politici di professione, la maggioranza che li sostiene è necessariamente politica.</p>
<p>Sulla base di questi punti fermi, le opzioni per formare una maggioranza di governo sono molte meno di quelle ipotizzate finora. Proviamo a spiegare quelle più significative, anche guardando ai precedenti storici.</p>
        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">61 </span>governi formati in 17 legislature</p>
			        </section>
		
<h3>Le maggioranze attorno alla Dc nella prima Repubblica</h3>
<p>Con il sistema proporzionale della prima Repubblica, le coalizioni erano imperniate intorno al partito di maggioranza relativa, la Democrazia cristiana. Gli alleati di governo cambiavano in base alla fase politica, che segnava il colore politico delle maggioranze: centriste negli anni &#8217;50, di centrosinistra negli anni &#8217;60, pentapartito negli anni &#8217;80. Quando per varie ragioni non era possibile formalizzare un accordo di governo, si ricorreva al <a href="https://www.openpolis.it/parole/cose-un-governo-minoranza/" target="_blank" rel="noopener"><strong>governo di minoranza</strong></a>, cioè un esecutivo che si regge sulla fiducia esplicita di una minoranza di parlamentari. Anche se raro quindi, non sarebbe una soluzione inedita per il parlamento italiano. Nella prima Repubblica è successo a 6 governi di entrare in carica senza disporre della maggioranza assoluta in nessuna delle due camere, reggendosi sull&#8217;astensione o l&#8217;assenza di un numero decisivo di parlamentari. Spesso si trattava di governi monocolore, composti solo da esponenti democristiani, destinati a durare meno di un anno e a gestire momenti di transizione, specialmente post-elettorali. Quindi <strong>una soluzione inserita in un preciso sistema politico, non necessariamente replicabile oggi</strong>. In ogni caso <strong>non avere una maggioranza esplicita impone di averne una implicita</strong>: per varare un simile governo serve che un certo numero di parlamentari si astenga o abbandoni l&#8217;aula. Comportamenti che devono essere concordati, e che presuppongono di fatto un accordo politico.</p>
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/parole/cose-un-governo-minoranza/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Come funzionavano i governi di minoranza<br />
<br><strong>nella prima Repubblica</strong></a>.</p>
        </section>
		
<h3>Il bipolarismo nella seconda Repubblica</h3>
<p>Il formato della competizione elettorale nella seconda Repubblica era bipolare. Due coalizioni di centrodestra e centrosinistra, in alcune fasi onnicomprensive della rispettiva area politica, si contendevano alternativamente la guida del paese con un proprio candidato premier dichiarato in precedenza e un programma comune. L&#8217;esito delle elezioni, con il sistema maggioritario, erano <a href="http://www.openpolis.it/parole/cose-un-governo-coalizione/" target="_blank" rel="noopener"><strong>governi di coalizione</strong></a> che &#8211; almeno all&#8217;inizio della legislatura &#8211; rispecchiavano l&#8217;alleanza stabilita prima delle elezioni. Quella fase politica si è interrotta prima con il governo Monti, con la convergenza di Pd, Pdl e centristi nella stessa maggioranza. Successivamente, l&#8217;emergere di un terzo attore nelle elezioni 2013 (il M5s) ha archiviato la logica bipolare della seconda Repubblica.</p>
<h3>Le larghe intese e la fase di transizione (2011-2018)</h3>
<p>Il governo Monti è stato uno spartiacque nell&#8217;archiviazione della fase storica precedente. In primo luogo, dimostra come i <strong>confini tra le formule siano sfumati</strong>, e spesso fuorvianti. È passato alle cronache come governo tecnico per la composizione dei suoi ministri, ma come abbiamo già visto questa definizione è in parte scorretta. Inoltre aveva elementi sia del <a href="http://www.openpolis.it/parole/cose-un-governo-unita-nazionale/" target="_blank" rel="noopener"><strong>governo di unità nazionale</strong></a> (nato in una situazione di emergenza, raccoglieva un consenso quasi totale nelle camere), sia di quello di <strong><a href="https://www.openpolis.it/parole/cose-un-governo-larghe-intese/" target="_blank" rel="noopener">larghe intese</a> </strong>(per la convergenza di destra e sinistra parlamentare su un programma comune di riforme). Una formula, quest&#8217;ultima, che è stata replicata anche nella XVII legislatura. La legislatura che si è appena conclusa, dopo il tentativo fallito di Bersani di formare un governo di minoranza, è stata avviata da un <a href="https://www.openpolis.it/parole/cose-un-governo-larghe-intese/" target="_blank" rel="noopener"><strong>governo di larghe intese</strong></a> (o grande coalizione) guidato da Enrico Letta (Pd) e composto da ministri democratici, del Pdl e centristi. In questo tipo di esecutivi i contraenti sono solitamente i due partiti maggiori (o comunque due schieramenti diversi), contrapposti alle elezioni, che si accordano per superare una situazione di ingovernabilità. La scissione del Pdl in Forza Italia e Nuovo centrodestra ha reso la situazione più spuria, dal momento che uno dei due maggiori contraenti era uscito dall&#8217;accordo di governo. Ma il sistema politico di questi anni è stato dominato da coalizioni con il Pd nel ruolo di partito pivotale della maggioranza di governo. Questa fase politica si è conclusa con le elezioni di domenica, e ora resta da capire quale tipo di maggioranza si profilerà.</p>
<p>Nelle prossime settimane saranno le trattative tra partiti e le scelte del capo dello stato a determinare verso quale soluzione andrà il paese. Quello che si può già dire è che <strong>il governo che ne uscirà, qualunque sia la formula, sarà sorretto da una maggioranza politica</strong> e i suoi unici limiti saranno quelli previsti dalla costituzione e dalle leggi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Foto credit: <a href="http://www.quirinale.it/elementi/Elenchi.aspx?tipo=Foto" target="_blank" rel="noopener">Quirinale</a> – <a href="https://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.0/" target="_blank" rel="noopener">Licenza</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/quale-maggioranza-nasce-governo/">Con quale maggioranza nasce il governo</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>I candidati e la trama dei loro interessi</title>
		<link>https://www.openpolis.it/i-candidati-e-la-trama-dei-loro-interessi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele De Bernardin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Mar 2018 09:19:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.openpolis.it/?p=22511</guid>

					<description><![CDATA[<p>Gli interessi economici dei candidati ci raccontano molte storie interessanti su queste elezioni. Da rivali politici che fanno affari insieme, a possibili conflitti di interesse.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/i-candidati-e-la-trama-dei-loro-interessi/">I candidati e la trama dei loro interessi</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.openpolis.it/a-schede-scoperte/#!/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">A schede scoperte</a> non è soltanto il censimento di tutti i 7.662 candidati delle prossime imminenti elezioni politiche &#8211; ricercabili per singolo collegio &#8211; con gli incarichi politici attuali e passati, ma anche l&#8217;elenco per ciascun candidato dei suoi interessi economici. <strong>Per la prima volta tutti possono conoscere informazioni che dovrebbero essere pubblicamente sempre disponibili per chiunque si candidi a ricoprire &#8211; o a maggior ragione già ricopre &#8211; incarichi politici, ossia le partecipazioni e gli incarichi in aziende</strong>. Informazioni che assumono un interesse particolare quando si mettono in relazione, per <strong>disegnare mappe di connessioni che aiutano a ricostruire la trama degli interessi economici di chi aspira a fare le leggi in Italia.</strong></p>
        <section class="blockquote">
							<p>Gli interessi politici dei candidati a volte non coincidono con i loro interessi economici</p>
			        </section>
		
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/schede-scoperte-politiche-2018/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Ogni voto consapevole è un buon voto &#8211; Presentazione di &#8220;A schede scoperte&#8221;<br />
<br><strong>Vai all'articolo</strong></a>.</p>
        </section>
		
<p>Un conto è sapere che il candidato Caio del centrosinistra è amministratore delegato della Tizio srl, un altro è sapere che nel consiglio di amministrazione si trova anche Sempronio, candidato del centrodestra, e rivale di Caio nello stesso collegio. <strong>Può capitare quindi che un avversario in politica sia un socio in affari. </strong>Unire questi due ambiti quindi, politico ed economico, ci permette di far emergere realtà, legittime da un punto di visto legale, ma talmente particolari da essere di grande interesse quando in ballo ci sono le elezioni che decideranno le sorti del nostro parlamento nei prossimi 5 anni. Grazie a queste analisi insomma, <strong>possiamo puntare un primo faro su una materia molto ampia che non è mai stata analizzata in maniera sistematica nel nostro paese. </strong></p>
<h3>Una fotografia degli interessi economici in ballo</h3>
<p>Prima di entrare nello specifico della questione, cerchiamo di capire di cosa stiamo parlando. I 7.662 candidati alle politiche 2018 possiedono 1.848 proprietà  e 3.862 incarichi in aziende. Proprietà e incarichi che ovviamente possono essere della stessa persona nella medesima azienda.</p>
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/a-schede-scoperte/#!/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Scopri gli interessi politici dei tuoi candidati<br />
<br><strong>Vai a tutte le liste</strong></a>.</p>
        </section>
		
<p><strong>Ognuna delle 31 liste ha in media, attraverso i propri membri, 43 proprietà di diverso tipo nelle aziende del nostro paese</strong>. La forbice tra i primi e gli ultimi è però molto ampia, il che conferma le differenze fra l&#8217;estrazione economica delle diverse liste in gara. <strong>Le prime quattro, che hanno un forte distacco sul resto delle liste, sono tutte di centrodestra</strong>: <a href="https://www.openpolis.it/a-schede-scoperte/#!/lista/2" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Forza Italia</a> (181 proprietà), <a href="https://www.openpolis.it/a-schede-scoperte/#!/lista/4" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Noi con l&#8217;Italia</a> (138), <a href="https://www.openpolis.it/a-schede-scoperte/#!/lista/1" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Lega </a>(124) e <a href="https://www.openpolis.it/a-schede-scoperte/#!/lista/3" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Fratelli d&#8217;Italia</a> (119). A seguire <a href="https://www.openpolis.it/a-schede-scoperte/#!/lista/9" target="_blank" rel="noopener noreferrer">10 volte meglio</a> (il neonato movimento di startupper) con 89, <a href="https://www.openpolis.it/a-schede-scoperte/#!/lista/6" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Insieme</a> con 84 e il <a href="https://www.openpolis.it/a-schede-scoperte/#!/lista/5" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Partito democratico</a> con 81. Tra le forze politiche più grandi quella con il dato più basso è il <a href="https://www.openpolis.it/a-schede-scoperte/#!/lista/19" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Movimento 5 stelle</a>, con 37 proprietà in azienda.</p>
            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/gli-interessi-economici-dei-candidati-alle-politiche-2018/">Gli interessi economici dei candidati alle politiche 2018</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/gli-interessi-economici-dei-candidati-alle-politiche-2018/">Numero di proprietà in azienda, per lista di elezione</a></h3>
                                    </div>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_22518_tab3"><p>Per ogni lista è mostrato il numero totale di proprietà in azienda dei singoli candidati alle elezioni politiche del 2018. Sono incluse nel grafico solamente le prime 15 liste, su un totale di 31 liste considerate.</p>
</div>
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                    <p>
                                                            </p>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/03/gli-interessi-economici-dei-candidati-alle-politiche-2018.png" target="_blank" download></a>
						                                                <div title="Scarica dati CSV" class="opmag-chart-action-data-btn" data-param-filename="gli-interessi-economici-dei-candidati-alle-politiche-2018"></div>
						                        
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                            <p><label for="embed-chart-22518"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                </div>

                            </div>

			
<p>L'altra dimensione da affiancare alla proprietà è quella degli<strong> incarichi aziendali</strong>, che possono essere di vario tipo, quelli che in particolare noi esaminiamo sono incarchi di direzione: amministratore, amministratore delegato, amministratore unico, consigliere, consigliere delegato, legale rappresentante, ecc.</p>
        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">325 </span>incarichi aziendali registrati dai candidati di Forza Italia, record fra le liste delle politiche 2018</p>
			        </section>
		
<p>La classifica è ancora una volta guidata interamente dal centrodestra con Forza Italia (325 incarichi aziendali totali), Noi con l'Italia (272), Lega (245) e Fratelli d'Italia (231). Molto interessante il caso di 10 volte meglio, lista con 76 candidati e 84 incarichi aziendali, per una media di più di un incarico per membro. <strong>Anche qui, il Movimento 5 stelle registra un dato fortemente inferiore rispetto alle altre grandi liste ancora non citate</strong>: 70 incarichi aziendali contro i 102 di Liberi e uguali, 128 di +Europa o 134 del Partito democratico.</p>
        <section class="blockquote">
							<p>La concentrazione di proprietà e incarichi nella lista "10 volte meglio" è la più alta</p>
<p>
			        </section>
		
<p>La distribuzione territoriale di questi dati segue per forza di cose il peso economico delle diverse circoscrizioni, nonché regioni.<strong> I candidati in Lombardia sono quindi quelli con il più alto numero di proprietà (451), seguiti da quelli in Campania (301), Lazio (255), Veneto (242) e Puglia (219).</strong></p>
            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/si-concentrano-gli-interessi-economici-dei-candidati/">Dove si concentrano gli interessi economici dei candidati</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/si-concentrano-gli-interessi-economici-dei-candidati/">Le proprietà in base alla regione di candidatura</a></h3>
                                    </div>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                             aria-labelledby="chart_22544_tab3"><p>In base al collegio in cui gareggiano, i candidati sono stati raggruppati per regione. Se un candidato corre in più collegi, le sue proprietà sono contate più volte.</p>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong><a href="https://www.openpolis.it/a-schede-scoperte/" target="_blank" rel="noopener">a schede scoperte</a>, di openplis                                                            </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-22544"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                            </div>

			
<p><strong>In particolare i candidati plurinominali della camera a Milano centro</strong> (Lombardia 1-03) guidano la classifica dei singoli collegi con ben 43 proprietà, seguiti dai candidati in Puglia 01 (Bari e provincia) con 41. Sul terzo gradino del podio abbiamo a pari merito con 35 proprietà Basilicata 01 (sempre collegio plurinominale della camera) e Campania 2 - 03, collegio per Montecitorio che include le zone di Agropoli, Battipaglia, Salerno e Scafati.</p>
<h3>Chi guida le classifiche</h3>
<p>Come già abbiamo avuto modo di vedere la new entry <a href="https://www.openpolis.it/a-schede-scoperte/#!/lista/9" target="_blank" rel="noopener noreferrer">10 volte meglio</a> è di particolare interesse. Non a caso uno dei loro candidati figura fra quelli con più proprietà aziendali. In corsa in ben 4 collegi plurinominali (Lombardia 1 - 03, Veneto 1 - 01, Veneto 1 - 02, Veneto 2 - 01) <a href="https://www.openpolis.it/a-schede-scoperte/#!/candidato/2717" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Lucio Gomiero</a>, attualmente <a href="https://www.linkedin.com/in/lucio-gomiero-50a35a13/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Chief business officer in Benetton</a>, risulta avere 11 proprietà in aziende. Undici proprietà, nonché 14 incarichi aziendali, anche per <a href="https://www.openpolis.it/a-schede-scoperte/#!/candidato/1132" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Maurizio Carrara</a> di <a href="https://www.openpolis.it/a-schede-scoperte/#!/lista/2" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Forza Italia</a>, candidato sia all'uninominale (in Toscana) che al plurinominale (Toscana e Trentino-Alto Adige). In doppia cifra anche <a href="https://www.openpolis.it/a-schede-scoperte/#!/candidato/4333" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Salvatore Di Mattina</a> (<a href="https://www.openpolis.it/a-schede-scoperte/#!/lista/1" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Lega</a>) con 10 proprietà in azienda e 4 incarichi aziendali, <a href="https://www.openpolis.it/a-schede-scoperte/#!/candidato/7593" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Emilio Floris</a> di <a href="https://www.openpolis.it/a-schede-scoperte/#!/lista/2" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Forza Italia</a> (10 proprietà in azienda e 5 incarichi) e <a href="https://www.openpolis.it/a-schede-scoperte/#!/candidato/3811" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Jacopo Paoletti</a>, sempre di <a href="https://www.openpolis.it/a-schede-scoperte/#!/lista/9" target="_blank" rel="noopener noreferrer">10 volte meglio</a>, con 10 proprietà e 3 incarichi aziendali.</p>
        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">11 </span>proprietà in azienda. È il record detenuto da 2 candidati: Maurizio Carrara (Forza Italia) e Lucio Gomiero (10 volte meglio)</p>
			        </section>
		
<p><strong>Per quanto riguarda gli incarichi aziendali, tra gli oltre 7.600 candidati ce ne sono 2 che ne hanno più di 20</strong>. Parliamo di <a href="https://www.openpolis.it/a-schede-scoperte/#!/candidato/1356" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Angelo Novellino</a> (<a href="https://www.openpolis.it/a-schede-scoperte/#!/lista/11" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Blocco nazionale per la libertà</a>), candidato sia all'uninominale che al plurinominale nel Lazio, che ha 25 incarichi aziendali e <a href="https://www.openpolis.it/a-schede-scoperte/#!/candidato/215" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Guido Della Frera</a> candidato all'uninominale per il centrodestra in Lombardia con 21 incarichi aziendali.</p>
<p><strong>Dopo aver analizzato un po' di dati generali possiamo passare alla seconda analisi, quella delle connessioni</strong>. L'importanza di questa base dati infatti si basa proprio sulla capacità di intercettare collegamenti economici per ricostruire la rete delle relazioni reciproche. Per farlo, presenteremo dei casi d'uso specifici raggruppandoli per tipologia.</p>
<h3>Aziende come hub di candidati</h3>
<p>Un trend ricorrente che è emerso è quello di specifici candidati della medesima lista che hanno incarichi o proprietà nelle stesse aziende. <strong>Un tipo di analisi che ci permette di creare dei veri e propri hub politici all'interno di alcune imprese, o, se si vuole, aziende che aspirano ad avere rappresentanza politica diretta in parlamento.</strong></p>
        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Interessi economici e candidati</p>
<p></p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/op-politiche-2018/graph.svg" target="_blank" rel="noopener">Scarica la mappa completa di tutte le relazioni</a></p></div>
				            </div>
        </section>
		
<p>Di seguito alcuni esempi:</p>
<p><strong>Casapound e la Pivert Torino - </strong>L'amministratore unico della società è <a href="https://www.openpolis.it/a-schede-scoperte/#!/candidato/2524" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Marco Racca</a>, che ne detiene anche il 35% delle quote. Come soci figurano anche <a href="https://www.openpolis.it/a-schede-scoperte/#!/candidato/2525" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Matteo Rossino</a>, con il 25%, e <a href="https://www.openpolis.it/a-schede-scoperte/#!/candidato/39" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Federico De Petris</a>, con il 15%. Tutti e tre sono candidati in Piemonte in collegi plurinominali della camera dei deputati. La società è <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2016/01/26/pivert-lhanno-ribattezzata-linea-di-abbigliamento-fascista-il-responsabile-non-e-cosi-ma-ai-ragazzi-di-casapound-piace/2405761/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">omonima del marchio di abbigliamento Pivert, ribattezzata "la linea di moda della destra" da molti giornali</a>.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-22612 size-full" src="http://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/02/pivert.png" alt="" width="1331" height="1146" srcset="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/02/pivert.png 1331w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/02/pivert-768x661.png 768w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/02/pivert-414x356.png 414w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/02/pivert-635x547.png 635w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/02/pivert-1026x883.png 1026w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/02/pivert-290x250.png 290w" sizes="(max-width: 1331px) 100vw, 1331px" /></p>
<p><strong>Centrodestra e il doppio legame con Mondadori e Fininvest</strong> - Parliamo dei consiglieri di Mondadori <a href="https://www.openpolis.it/a-schede-scoperte/#!/candidato/258" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Cristina Rossello</a> (candidata all'uninominale e plurinominale), <a href="https://www.openpolis.it/a-schede-scoperte/#!/candidato/6586" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Alfredo Messina</a> (plurinominale al senato) e <a href="https://www.openpolis.it/a-schede-scoperte/#!/candidato/2730" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Pasquale Pio Graziano Cannatelli</a> (plurinominale alla camera). Quest'ultimo è anche vice presidente nonché consigliere di Fininvest assieme a <a href="https://www.openpolis.it/a-schede-scoperte/#!/candidato/5291" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Salvatore Sciascia</a> (uninominale al senato). Tutti e quattro sono candidati in Lombardia, e a loro possiamo aggiungere <a href="https://www.openpolis.it/a-schede-scoperte/#!/candidato/2555" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Roberto Trombini</a>, candidato al plurinominale in Piemonte, e consigliere assieme a Sciascia della Immobiliare Idra Spa.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-22613 size-full" src="http://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/02/fininvest-1.png" alt="" width="1331" height="1600" srcset="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/02/fininvest-1.png 1331w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/02/fininvest-1-768x923.png 768w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/02/fininvest-1-414x498.png 414w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/02/fininvest-1-635x763.png 635w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/02/fininvest-1-1026x1233.png 1026w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/02/fininvest-1-208x250.png 208w" sizes="(max-width: 1331px) 100vw, 1331px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Fratelli d'Italia e la Dedalo Comunicazione</strong> - <a href="https://www.openpolis.it/a-schede-scoperte/#!/candidato/3500" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Giovanni Donzelli</a>, candidato in vari collegi plurinominale della camera in Toscana, è proprietario della Dedalo Comunicazione al 35%. Assieme a lui <a href="https://www.openpolis.it/a-schede-scoperte/#!/candidato/25" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Augusta Montaruli</a>, candidato alla camera in Piemonte sia all'uninominale che al plurinominale, che detiene il 17,78% della quote, e <a href="https://www.openpolis.it/a-schede-scoperte/#!/candidato/3402" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Michele Barcaiuolo</a>, plurinominale in Emilia-Romagna per la camera, con il 6,67%.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-22636 size-full" src="http://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/02/dedalo.png" alt="" width="1331" height="1146" srcset="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/02/dedalo.png 1331w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/02/dedalo-768x661.png 768w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/02/dedalo-414x356.png 414w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/02/dedalo-635x547.png 635w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/02/dedalo-1026x883.png 1026w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/02/dedalo-290x250.png 290w" sizes="(max-width: 1331px) 100vw, 1331px" /></p>
<p><strong>Popolo e costituzione con Pandora tv</strong> - L'ex eurodeputato <a href="https://www.openpolis.it/a-schede-scoperte/#!/candidato/3816" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Giuletto Chiesa</a> è candidato alla camera nel collegio plurinominale Lazio 1. Attualmente è anche amministratore unico e socio all'8,33% di Pandora Tv. Assieme a lui, con il 4,17% delle quote, <a href="https://www.openpolis.it/a-schede-scoperte/#!/candidato/2109" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Antonio Ingroia</a> che corre per la camera nel collegio uninominale della Basilicata e in vari collegi plurinominale tra Sicilia, Lazio e Basilicata. Con la stessa percentuale di partecipazione anche <a href="https://www.openpolis.it/a-schede-scoperte/#!/candidato/6689" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Margherita Furlan</a>, candidata al senato nel plurinominale del Friuli-Venezia Giulia, e <a href="https://www.openpolis.it/a-schede-scoperte/#!/candidato/7324" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Gennaro Domenico Damato</a>, sempre al plurinominale ma in Puglia. Quest'ultimo e Giulietta Chiesa sono anche rispettivamente presidente e vice presidente della Hub media consulting Srl, di cui detengono assieme la maggioranza, avendo entrambi il 33,33% delle quote.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-22637 size-full" src="http://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/02/pandora.png" alt="" width="1331" height="1260" srcset="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/02/pandora.png 1331w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/02/pandora-768x727.png 768w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/02/pandora-414x392.png 414w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/02/pandora-635x601.png 635w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/02/pandora-1026x971.png 1026w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/02/pandora-264x250.png 264w" sizes="(max-width: 1331px) 100vw, 1331px" /></p>
<p><strong>10 volte meglio con Impactscool, Mercurio, Nestar, Fuudly, Flatmateme, Checkout Technologies e Apollo</strong> - <a href="https://www.openpolis.it/a-schede-scoperte/#!/candidato/756" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Andrea Dusi</a> (in Veneto al plurinominale e uninominale e in Lombardia al plurinominale), <a href="https://www.openpolis.it/a-schede-scoperte/#!/candidato/767" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Cristina Maria Roberta Pozzi</a> (anche lei all'uninominale del Veneto e vari collegi plurinominali tra Veneto, Puglia e Lombardia), <a href="https://www.openpolis.it/a-schede-scoperte/#!/candidato/2717" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Lucio Gomiero</a> (al plurinominale in Veneto e Lombardia), <a href="https://www.openpolis.it/a-schede-scoperte/#!/candidato/905" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Francesco Antonio Lato</a> (in Liguria sia all'uninominale che al plurinominale) e <a href="https://www.openpolis.it/a-schede-scoperte/#!/candidato/284" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Giovanni Nicolò Ricci</a> (uninominale in Lombardia) sono tutti candidati alla camera. Assieme creano un network che collega la lista a 5 diverse aziende, attraverso partecipazioni e incarichi.</p>
<h3>Aziende pubbliche</h3>
<p>Altra tipologia di connessione è quella con la sfera pubblica, con il coinvolgimento in particolare di 2 aziende. <a href="https://www.openpolis.it/a-schede-scoperte/#!/candidato/7095" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Arturo Diaconale</a>, candidato di Forza Italia nel collegio plurinominale Lazio 2, assieme a <a href="https://www.openpolis.it/a-schede-scoperte/#!/candidato/7203" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Luigi Mazzutto</a> (candidato per la Lega in Molise) hanno <strong>incarichi presso la Rai</strong>: il primo come consigliere mentre il secondo come procuratore. Coinvolta anche la <strong>Cassa depositi e prestiti</strong>, azienda controllata dal Ministero dell'Economia e della Finanza, che "schiera" due candidati a queste elezioni politiche.</p>
        <section class="blockquote">
							<p>Fassino (Pd) consigliere in Cassa depositi e prestiti e Diaconale (Forza Italia) nel Cda Rai sono esempi di candidati che hanno ruoli in aziende pubbliche. Legittimo ma inopportuno.</p>
<p>
			        </section>
		
<p>Da un lato <a href="https://www.openpolis.it/a-schede-scoperte/#!/candidato/297" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Massimo Garavaglia</a>, assessore per la Lega in Lombardia ed ex parlamentare, e dall'altro <a href="https://www.openpolis.it/a-schede-scoperte/#!/candidato/3384" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Piero Fassino</a>, candidato al plurinominale in Emilia-Romagna per il Partito democratico. <a href="https://www.cdp.it/chi-siamo/governance/governance.kl" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Entrambi sono consiglieri in Cassa depositi e prestiti</a>. Avere un ruolo in aziende pubbliche ed essere candidato per il parlamento <strong>è una decisione che può essere considerata inopportuna</strong> perché in caso di elezione avremmo una potenziale situazione di conflitto di interessi: ruoli di controllore e di controllato ricoperti dalla stessa persona.</p>
<h3>Avversari in politica ma soci in affari</h3>
<p><strong>Partito democratico e Forza Italia.</strong> Il far parte di schieramenti politici avversari, e a volte opposti, non vuole per forza dire che non si possano avere interessi economici comuni. È il caso per esempio di <a href="https://www.openpolis.it/a-schede-scoperte/#!/candidato/7521" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Davide Faraone</a>, sottosegretario del governo Gentiloni, che è candidato per il Partito democratico nel collegio plurinominale Sicilia 1. Faraone è anche consigliere della Work and services società cooperativa sociale, azienda presieduta da <a href="https://www.openpolis.it/a-schede-scoperte/#!/candidato/4796" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Rosalia Pennino</a> candidata di Forza Italia nel collegio Sicilia 2.</p>
<p><strong>Centrosinistra e centrodestra</strong>. In Lombardia <a href="https://www.openpolis.it/a-schede-scoperte/#!/candidato/420" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Antonio Vivenzi</a>, candidato del centrosinistra all'uninominale di Brescia, è presidente del Cda della Linea group holding Spa, società che vede fra i suoi consiglieri anche <a href="https://www.openpolis.it/a-schede-scoperte/#!/candidato/436" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Paolo Formentini</a>, candidato per il centrodestra sempre all'uninominale in Lombardia, ma a Lumezzane.</p>
<p><strong>Lega e Casapound</strong>. Come abbiamo già avuto modo di analizzare grazie ai dati delle <a href="https://www.openpolis.it/a-caccia-di-voti-con-le-sponsorizzazioni-social/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">sponsorizzazioni social</a>, la strada che collega CasaPound alla Lega sembra essere particolarmente battuta. Di esempi ne abbiamo anche qua con <a href="https://www.openpolis.it/a-schede-scoperte/#!/candidato/3803" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Simone Ariola</a> (Lega) e <a href="https://www.openpolis.it/a-schede-scoperte/#!/candidato/7055" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Gian Luca Proietti Toppi</a> (Casapound).<strong> I due sono candidati da avversari nel collegio plurinominale Lazio 1, e assieme hanno la maggioranza in due diverse società</strong>: la Gestioni fiscali società a responsabilità limitata e la Aldina.</p>
        <section class="blockquote">
							<p>Alcune rivalità politiche potrebbero essere solo apparenti se vi sono interessi economici comuni.</p>
<p>
			        </section>
		
<p><strong>Movimento 5 stelle e Insieme.</strong> Questa condivisione di intenti coinvolge un pò tutto lo spettro politico, tra destra e sinistra passando per centro e Movimento 5 stelle. In Sicilia <a href="https://www.openpolis.it/a-schede-scoperte/#!/candidato/4602" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Rosa Russo</a>, candidata per Insieme nel collegio plurinominale Sicilia 1, è consigliere della Co.Rex società cooperativa. Società presieduta da <a href="https://www.openpolis.it/a-schede-scoperte/#!/candidato/2216" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Leonardo Salvatore Penna</a>, candidato per il Movimento 5 stelle all'uninominale sempre in Sicilia.</p>
<p><strong>Liberi e uguali e Noi con l'Italia.</strong> Infine abbiamo l'esempio di <a href="https://www.openpolis.it/a-schede-scoperte/#!/candidato/5061" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Aldo Corgiat Loia</a>, candidato in Piemonte per Liberi e uguali, che è anche procuratore della <a href="http://www.ospedalesettimo.it/index.php/chi-siamo" target="_blank" rel="noopener noreferrer">S.a.a.p.a Spa</a>, società pubblica che vede coinvolta anche <a href="https://www.openpolis.it/a-schede-scoperte/#!/candidato/2617" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Lidia Maria Pizzotti</a>, candidata per Noi con l'Italia-Udc in un altro collegio del Piemonte. Questi sono solo alcuni dei casi più eclatanti di un fenomeno che, come detto, riguarda tutte le liste in corsa.</p>
<h3>Altri spunti da tenere sott'occhio</h3>
<p>Le possibili analisi con questa base dati sono molte. Questo è solo un primo assaggio di un campo che vogliamo presidiare nel corso dell'intera legislatura che sta per iniziare.<strong> I settori sono vari dal mondo dello sport a quello dell'editoria</strong>. <a href="https://www.openpolis.it/a-schede-scoperte/#!/candidato/5624" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Giorgio Pagliari</a> e <a href="https://www.openpolis.it/a-schede-scoperte/#!/candidato/1092" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Giuseppe Romanini</a> del Partito democratico assieme a <a href="https://www.openpolis.it/a-schede-scoperte/#!/candidato/1082" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Laura Cavandoli</a> della Lega, per esempio, hanno quote in Parma Partecipazioni Calcistiche Spa, l'azionariato diffuso del Parma calcio. Sempre nel mondo sportivo <a href="https://www.openpolis.it/a-schede-scoperte/#!/candidato/677" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Lucia Vecchi</a>, candidata per Il popolo della famiglia, e <a href="https://www.openpolis.it/a-schede-scoperte/#!/candidato/5038" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Nicola Lodi</a> (Forza Italia) hanno quote nel Centro sportivo Petrarca impianti rugby Padova Spa. <strong>Altro ambito ricorrente è quello dei media.</strong> Radio Padania vede in corsa <a href="https://www.openpolis.it/a-schede-scoperte/#!/candidato/5058" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Giulio Centemero</a> (presidente e consigliere della società) e <a href="https://www.openpolis.it/a-schede-scoperte/#!/candidato/247" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Alessandro Morelli</a> (consigliere), entrambi con la Lega. <a href="https://www.openpolis.it/a-schede-scoperte/#!/candidato/1104" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Tommaso Foti</a> invece, candidato per il centrodestra all'uninominale di Piacenza, detiene il 100% della Secolo d'Italia Srl. Il quotidiano online di destra, organo di partito prima del Movimento sociale italiano e poi di Alleanza Nazionale, schiera anche l'amministratore delegato nonché consigliere <a href="https://www.openpolis.it/a-schede-scoperte/#!/candidato/4769" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Antonio Giordano</a> nel collegio plurinominale Sicilia 2.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/i-candidati-e-la-trama-dei-loro-interessi/">I candidati e la trama dei loro interessi</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
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		<title>A caccia di voti con le sponsorizzazioni social</title>
		<link>https://www.openpolis.it/a-caccia-di-voti-con-le-sponsorizzazioni-social/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele De Bernardin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Feb 2018 14:34:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.openpolis.it/?p=22249</guid>

					<description><![CDATA[<p>I partiti utilizzano le pubblicità su facebook per cercare nuovi seguaci. Grazie a Pac scopriamo quali sono i target di riferimento che vengono inseriti da politici e candidati.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/a-caccia-di-voti-con-le-sponsorizzazioni-social/">A caccia di voti con le sponsorizzazioni social</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Manca meno di una settimana al giorno del voto.</p>
<p>In una campagna elettorale come sempre ricca di spunti, openpolis ha deciso di focalizzare la sua attenzione sull&#8217;utilizzo dei social da parte di candidati e politici. <a href="https://www.openpolis.it/political-ad-collector-monitoriamo-le-pubblicita-politiche-su-facebook/" target="_blank" rel="noopener">Con il lancio di Pac</a>, strumento <a href="https://www.propublica.org/article/help-us-monitor-political-ads-online" target="_blank" rel="noopener">creato da ProPublica alla fine del 2017</a>, abbiamo avviato il primo monitoraggio in Italia dei contenuti politici sponsorizzati su Facebook. Un&#8217;iniziativa che necessita del coinvolgimento degli utenti, appartenenti a orientamenti politici il più possibile diversi. <strong>Se non avete ancora avuto modo di dare il vostro contributo, questo è il link per installare l’estensione PAC</strong> (<a href="https://chrome.google.com/webstore/detail/facebook-political-ad-col/enliecaalhkhhihcmnbjfmmjkljlcinl?hl=it" target="_blank" rel="noopener">per chrome</a> e <a href="https://addons.mozilla.org/it/firefox/addon/facebook-ad-collector/" target="_blank" rel="noopener">per firefox</a>), e tutti i <a href="https://www.openpolis.it/political-ad-collector-monitoriamo-le-pubblicita-politiche-su-facebook/" target="_blank" rel="noopener">dettagli sul suo funzionamento</a>.</p>
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="http://propaganda.openpolis.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Propaganda politica su Facebook<br><strong>Vai alla dashboard</strong></a>.</p>
        </section>
		
<p><strong><a href="http://propaganda.openpolis.it/" target="_blank" rel="noopener">Oggi pubblichiamo tutti gli annunci</a> sponsorizzati da partiti e candidati raccolti grazie al monitoraggio degli utenti</strong>. Mettiamo a disposizione il database completo con i dati relativi ai singoli messaggi. È un primo tentativo di accendere un faro sulle dinamiche delle propagande elettorali al tempo dei social, del tutto nuove e troppo oscure. <strong>Con il contributo di ProPublica, rendiamo <a href="https://projects.propublica.org/facebook-ads/ads">disponibili le API</a> per consultare il</strong> database (è necessario configurare la lingua italiano nel browser o lang=it-IT nel codice)<strong>.</strong> Come sempre, l&#8217;invito a tutti i nostri lettori è quello di utilizzare questo lavoro per portare avanti analisi e approfondimenti in maniera autonoma.</p>
        <section class="blockquote">
							<p>Pubblichiamo tutti gli annunci sponsorizzati dai partiti raccolti grazie al monitoraggio degli utenti</p>
<p>
			        </section>
		
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://projects.propublica.org/facebook-ads/ads" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Propaganda social<br><strong>Consulta le API</strong></a>.</p>
        </section>
		
<h3>Le sponsorizzazioni social</h3>
<p>Attraverso i like che mettiamo e le condivisioni che facciamo, Facebook, come anche Google e la maggior parte delle grandi piattaforme web, analizza i nostri comportamenti. <strong>Queste informazioni poi vengono utilizzate in una serie di servizi che le piattaforme stesse offrono ai loro clienti inserzionisti. Il caso d&#8217;uso più ricorrente è proprio quello delle sponsorizzazioni</strong>. Quando qualcuno vuole potenziare la viralità di un contenuto, ampliandone il cosiddetto &#8220;<a href="http://vincos.it/2017/12/12/calcola-la-reach-facebook/" target="_blank" rel="noopener"><em>reach</em></a>&#8221; (portata in italiano), lo può sponsorizzare. Quest&#8217;operazione permette di selezionare specifiche caratteristiche degli utenti che si vogliono raggiungere.</p>
        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Partecipa alla campagna, <strong>scarica PAC per il tuo browser</strong></p>
<p></p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="https://chrome.google.com/webstore/detail/facebook-political-ad-col/enliecaalhkhhihcmnbjfmmjkljlcinl?hl=it">Chrome</a></p><p><a href="https://addons.mozilla.org/it/firefox/addon/facebook-ad-collector/">Firefox</a></p></div>
				            </div>
        </section>
		
<p>Caratteristiche che nel loro insieme contribuiscono a definire il profilo del singolo utente e che possono essere di vario tipo: geografiche (es. utenti che abitano nella regione Puglia), demografiche (es. che hanno tra i 18 e i 25 anni), di comportamento (es. persone che seguono una squadra di calcio, una band, un gruppo politico, etc.) e che si traducono in preferenze. Tutte queste informazioni sono utilizzate per definire in maniera fine il pubblico (in realtà spesso i vari pubblici) obiettivo (target) della campagna, massimizzando l&#8217;investimento della sponsorizzazione.</p>
        <section class="blockquote">
							<p>Quando politici e candidati sponsorizzano contenuti sui social, possiamo parlare di vera e propria propaganda elettorale</p>
<p>
			        </section>
		
<p><strong>Una possibilità che diventa molto interessante per partiti e candidati per aumentare l&#8217;impatto campagna elettorale</strong>. Chi sono, in questo caso, gli inserzionisti? A chi si rivolgono ? Ora &#8211; grazie ai dati che pubblichiamo &#8211; è possibile fare delle prime analisi del fenomeno<strong>. </strong></p>
<h3>Le nostre caratteristiche</h3>
<p>La variabile più immediata e utilizzata per le pubblicità su Facebook è quella demografica. Rappresenta il primo dei cerchi da disegnare per circoscrivere il pubblico a cui si vuole arrivare. Un&#8217;informazione non basata su nostri comportamenti, ma semplicemente su nostre caratteristiche. L&#8217;utilizzo che ne fa la politica, come la maggior parte degli inserzionisti, è abbastanza evidente.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-22296 size-full" src="http://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/02/partito_democratico.png" alt="" width="663" height="641" srcset="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/02/partito_democratico.png 663w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/02/partito_democratico-414x400.png 414w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/02/partito_democratico-635x614.png 635w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/02/partito_democratico-259x250.png 259w" sizes="(max-width: 663px) 100vw, 663px" /></p>
<p>Parlando nello specifico di elezioni nazionali, principalmente si vogliono<strong> raggiungere le persone residenti in Italia, di età pari o superiore ai 18 anni.</strong> Una classificazione abbastanza tipica, sfruttata da tutti gli schieramenti, con alcune necessarie eccezioni. Tanti candidati infatti, o pagine fan locali di partiti nazionali, pur lasciando invariata l&#8217;età di riferimento, preferiscono mirare a utenti residenti in aree specifiche. <strong>Se sono un candidato alla camera dei deputati per la regione Sicilia, selezionerò solamente i residenti in quella regione,</strong> piuttosto che &#8220;sprecare&#8221; soldi targetizzando anche utenti che abitano altrove.</p>
<h3>I nostri interessi</h3>
<p>Scavando a fondo nelle potenzialità delle pubblicità su Facebook, si arriva al secondo livello di variabili. <strong>Dopo il &#8220;chi sono&#8221;, il &#8220;cosa faccio&#8221; permette di profilare maggiormente gli utenti.</strong> A quali pagine metto like? Cosa condivido sulla mia bacheca? Questo da un lato permette al fornitore del servizio (Facebook, Google, ecc.) di vendere un prodotto molto più efficace, dall&#8217;altro dà la possibilità agli inserzionisti (nel nostro caso partiti e candidati) di raggiungere un pubblico più appropriato.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-22302 size-full" src="http://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/02/5_stelle.png" alt="" width="663" height="845" srcset="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/02/5_stelle.png 663w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/02/5_stelle-414x528.png 414w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/02/5_stelle-635x809.png 635w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/02/5_stelle-196x250.png 196w" sizes="(max-width: 663px) 100vw, 663px" /></p>
<p><strong>La bravura dell&#8217;inserzionista sta nel ritagliare il contenuto del messaggio nel modo più adatto al target potenzialmente più sensibile. Oppure a seconda dell&#8217;argomento trattato, o del punto programmatico che si sta affrontando nel post social, si può decidere di direzionare la pubblicità verso un determinato pubblico</strong>. Il caso che riportiamo ne è un perfetto esempio. In questo <a href="https://www.facebook.com/giorgiameloni.paginaufficiale/posts/10156010249702645" target="_blank" rel="noopener">post di Giorgia Meloni di fine gennaio</a> la leader di Fratelli d&#8217;Italia lancia il suo sostegno per le forze dell&#8217;ordine e le forze armate. Nel selezionare il target in base alle caratteristiche demografiche degli utenti (maggiorenni che abitano in Italia) aggiunge anche elementi puramente comportamentali, l&#8217;avere cioè un interesse nell&#8217;arma dei carabinieri.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-22300 size-full" src="http://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/02/meloni.png" alt="" width="663" height="858" srcset="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/02/meloni.png 663w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/02/meloni-414x536.png 414w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/02/meloni-635x822.png 635w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/02/meloni-193x250.png 193w" sizes="(max-width: 663px) 100vw, 663px" /></p>
<p><strong>Il comportamento e le preferenze degli utenti possono essere sfruttati dai partiti in vario modo</strong>. L&#8217;utilizzo che ne fa Giorgia Meloni è puramente tematico: parlo di una materia, miro agli utenti che hanno un interesse in quella materia. Un&#8217;altra strada da percorrere però <strong>si basa sui comportamenti potenzialmente affini.</strong> Se io ho un determinato credo ideologico, basato su specifici valori, posso pensare che un buon modo di ampliare il mio elettorato sia cercare di arrivare a persone che hanno un orientamento simile. <strong>Per certi versi l&#8217;utilizzo del comportamento in questo caso non è basato su una certezza, come nel caso di Giorgia Meloni, ma su una scommessa</strong>. Un azzardo che non necessariamente deve andare a buon fine, ma che, a differenza dell&#8217;altro esempio, ha ambizioni espansive. Non si vuole consolidare un elettorato che già vuole ascoltare, ma se ne vuole intercettare uno che potrebbe voler ascoltare quello che ho da dire.<strong> Grande utilizzatore di questa strategia è Pietro Grasso, leader di Liberi e Uguali</strong>. La maggior parte dei suoi post sponsorizzati mettono come target di riferimento utenti che seguono determinate personalità pubbliche. Nell&#8217;esempio che vi mostriamo, <a href="https://www.facebook.com/PietroGrasso/posts/1810499085635006" target="_blank" rel="noopener">che risale a metà febbraio</a>, <strong>in un generico post in cui parla della sua campagna elettorale in giro per l&#8217;Italia, Grasso seleziona come target le persone interessate a Roberto Saviano. </strong>In altri invece Bernie Sanders, Enrico Berlinguer e Medici senza frontiere.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-22301 size-full" src="http://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/02/grasso.png" alt="" width="663" height="798" srcset="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/02/grasso.png 663w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/02/grasso-414x498.png 414w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/02/grasso-635x764.png 635w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/02/grasso-208x250.png 208w" sizes="(max-width: 663px) 100vw, 663px" /></p>
<h3>A caccia nella riserva del vicino</h3>
<p>In campagna elettorale si va a caccia degli elettori altrui. <a href="https://www.facebook.com/distefanocasapound/photos/a.301670026603561.59465.294385027332061/1375481025889117/?type=3&amp;theater" target="_blank" rel="noopener">Nell&#8217;esempio che abbiamo selezionato</a>, il leader di CasaPound Simone Di Stefano ha deciso di puntare sugli elettori della Lega. Una scelta ricorrente per gli esponenti del partito di destra, che evidentemente ritengono il loro elettorato affine a quello della Lega.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-22267 size-full" src="http://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/02/di_stefano.png" alt="" width="663" height="826" srcset="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/02/di_stefano.png 663w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/02/di_stefano-414x516.png 414w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/02/di_stefano-635x791.png 635w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/02/di_stefano-201x250.png 201w" sizes="(max-width: 663px) 100vw, 663px" /></p>
<h3>Fake news e profili satellite</h3>
<p>La materia della propaganda politica sui social è molto ampia. In questo primo lancio di Pac abbiamo deciso di dedicare la nostra attenzione a partiti e candidati. È chiaro però che la galassia di pagine social collegate a movimenti politici è infinita. Un bacino talmente ampio da rendere quasi impossibile circoscriverne la grandezza.<strong> Credere che la politica su internet si muova solo tramite canali ufficiali è un&#8217;illusione, iniziare ad analizzare profili satellite è sicuramente la strada da percorrere nei prossimi mesi</strong>. Una delle tante polemiche scoppiate in queste ultime settimane riguarda la pagina <a href="https://www.facebook.com/homersimpsonpresidentedelconsiglio/" target="_blank" rel="noopener">800.000 iscritti per Homer Simpson presidente del Consiglio</a>. Una pagina con 300.000 fan, dormiente per anni, che improvvisamente ha iniziato a postare contenuti contro il Movimento 5 stelle. Post che sono stati sponsorizzati e che sono finiti anche nel nostro monitoraggio. <a href="https://www.facebook.com/homersimpsonpresidentedelconsiglio/photos/a.193218514103754.43745.192017137557225/1630377420387849/?type=3&amp;theater" target="_blank" rel="noopener">Uno di questi, risalente al 20 febbraio</a>, rientra persino nell&#8217;ambito delle fake news. Una foto di una notizia falsa, Tiziana Santaniello non è una deputata, che viene lanciata con delle informazioni false <a href="https://www.facebook.com/TizianaSantanielloM5S/posts/415193588902989" target="_blank" rel="noopener">smentite dall&#8217;interessata stessa</a>.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-22303 size-full" src="http://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/02/santanielllo.png" alt="" width="663" height="751" srcset="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/02/santanielllo.png 663w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/02/santanielllo-414x469.png 414w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/02/santanielllo-635x719.png 635w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/02/santanielllo-221x250.png 221w" sizes="(max-width: 663px) 100vw, 663px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/a-caccia-di-voti-con-le-sponsorizzazioni-social/">A caccia di voti con le sponsorizzazioni social</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ogni voto consapevole è un voto buono</title>
		<link>https://www.openpolis.it/schede-scoperte-politiche-2018/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Smaldore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Feb 2018 17:25:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.openpolis.it/?p=22286</guid>

					<description><![CDATA[<p>Online "A schede scoperte", nuova iniziativa openpolis di trasparenza sui candidati. Strumenti per conoscerne la carriera politica e gli interessi economici.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/schede-scoperte-politiche-2018/">Ogni voto consapevole è un voto buono</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>&#8220;A schede scoperte&#8221;</em> è uno strumento online che consente, inserendo il proprio comune, di visualizzare i curriculum di tutti i candidati divisi per lista</strong> &#8211; alla camera e al senato &#8211; che saranno presenti sulla scheda elettorale al momento del voto.</p>
<p>Per ogni candidato una pagina dettagliata con <strong>dati anagrafici e soprattutto su carriera politica e interessi economici.</strong></p>
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/a-schede-scoperte/#!/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">A schede scoperte<br />
<br><strong>Scopri carriere e interessi nella tua scheda elettorale</strong></a>.</p>
        </section>
		
<p>Siamo convinti che conoscere queste informazioni sia fondamentale per la trasparenza della campagna elettorale essendo i candidati una parte fondamentale della proposta che i partiti fanno ai cittadini.</p>
        <section class="blockquote">
							<p>Se il cittadino informato è più propenso a partecipare, ogni voto consapevole è un voto buono.</p>
<p>
			        </section>
		
<h3>Liberiamo i dati pubblici</h3>
<p>Con il progetto <em>&#8220;A schede scoperte&#8221;</em> vogliamo restituire ai cittadini alcuni dati pubblici &#8211; il cui libero accesso siamo convinti sia condizione necessaria per un pieno sviluppo democratico &#8211; ma che attualmente vengono trattati con limitazioni e confini dalle istituzioni che devono gestirli.</p>
<p>Il Ministero dell&#8217;interno &#8211; attraverso il sito dedicato alle elezioni &#8211; pubblica solo il nominativo di ciascun candidato, mentre le informazioni sulla carriera politica sono disponibili &#8211; su un altro sito &#8211; ma in modo difficilmente consultabile.</p>
<p>I dati sulle imprese, invece, sono raccolti dalle camere di commercio che ne rendono possibile la visualizzazione solo a pagamento.</p>
<h3>Incarichi politici</h3>
<p>Abbiamo raccolto per ogni candidato tutti i ruoli istituzionali che ha ricoperto negli ultimi 20 anni, dal consiglio comunale al parlamento europeo. In questo modo è possibile fare una valutazione approfondita su diversi aspetti; dall&#8217;esperienza politica alla presenza di doppi incarichi.</p>
<p>Inoltre essendo indicata la lista di elezione si può constatare la coerenza del politico nel tempo e ovviamente rispetto le imminenti elezioni politiche.</p>
        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">5.170 </span>incarichi politici consultabili</p>
			        </section>
		
<h3>Interessi economici</h3>
<p>Conoscere se il candidato ha ruoli e proprietà in aziende &#8211; e in quali aziende &#8211; permette di ricostruire i suoi interessi economici. Per ogni impresa mettiamo a disposizioni informazioni sulla dimensione &#8211; fatturato e numeri di dipendenti &#8211; e area operativa.</p>
<p>In particolare, vengono messe in evidenza le connessioni fra candidati &#8211; della stessa come di diverse liste o coalizioni &#8211; che condividono un interesse economico nella medesima impresa.</p>
        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">1.848 </span>proprietà in aziende individuate</p>
			        </section>
		
<h3>Conflitti di interesse</h3>
<p>La politica italiana necessita di buone pratiche per rigenerarsi. Un controllo civico diffuso &#8211; sui candidati prima e gli eletti dopo &#8211; aiuterà a rilevare le situazioni di conflitto. Sia fra diversi mandati di rappresentanza che fra convenienze economiche private e l&#8217;interesse generale.</p>
<p>La pressione dei cittadini può sollecitare la soluzione di quelli evidenziati e contribuire alla prevenzione di nuovi casi.</p>
        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">3.862 </span>incarichi aziendali censiti</p>
			        </section>
		
<h3>Mappa delle relazioni</h3>
<p><em>&#8220;A schede scoperte&#8221;</em> è il primo passo con cui openpolis vuole censire tutte le persone che hanno incarichi rilevanti in strutture pubbliche e private e ricostruire le connessioni fra di loro. Seguici sui diversi canali o iscriviti alla newsletter per essere aggiornato sui prossimi sviluppi e ricevere le nostre pubblicazioni.</p>
<h3>Vota openpolis, dona</h3>
<p>Il nostro paese ha bisogno di trasparenza. Con una donazione puoi contribuire a portare avanti progetti di controllo e monitoraggio della politica e a favore di una maggiore partecipazione dei cittadini.<a href="https://associazione.openpolis.it/sostienici/dona/">Sostieni openpolis</a> per un&#8217;informazione basata sui dati indipendente, gratuita e senza pubblicità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="content_block" id="custom_post_widget-21135"><div class="col text-center">
<div class="mt-20 mb-20"><a href="https://www.openpolis.it/fondazione/sostienici/dona/"><amp-img decoding="async" class="alignnone wp-image-21880 size-full" src="http://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/02/dona-1.png" alt="" width="289" height="275"  layout="fixed"  srcset="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/02/dona-1.png 289w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/02/dona-1-263x250.png 263w" ></amp-img></a></div>
</div>
</div>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>I cambi di gruppo prima ancora dell&#8217;inizio della legislatura</title>
		<link>https://www.openpolis.it/cambi-gruppo-ancora-dellinizio-della-legislatura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Feb 2018 09:55:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.openpolis.it/?p=22147</guid>

					<description><![CDATA[<p>Gli espulsi di oggi potrebbero diventare decisivi domani per le sorti di un prossimo governo, soprattutto se in parlamento non ci sarà una maggioranza chiara.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>A meno di dieci giorni dalle elezioni del 4 marzo si sta già parlando dei futuri cambi di gruppo. I candidati dei 5 stelle indesiderati sono stati oggetto di diversi <a href="https://www.ilblogdellestelle.it/2018/02/lorgoglio_del_movimento_5_stellelorgoglio_del_movimento_5_stelle.html" target="_blank" rel="noopener">provvedimenti disciplinari</a>: espulsioni, richiami, sanzioni. Se saranno eletti, questi provvedimenti non avranno <a href="https://www.openpolis.it/perche-gli-eletti-5-stelle-sara-difficile-dimettersi/" target="_blank" rel="noopener">nessun effetto legale</a> sulla permanenza in carica dei futuri parlamentari. Ma ci sarà comunque un effetto sugli equilibri della prossima legislatura: in quali banchi andranno a sedersi gli eletti con il Movimento 5 stelle appena espulsi? E che ruolo potrebbero avere nella formazione del prossimo governo?</p>
<p>Il tema esiste e <a href="https://politici.openpolis.it/politico/silvio-berlusconi/204" target="_blank" rel="noopener">Silvio Berlusconi</a> l&#8217;ha sollevato senza giri di parole:</p>
        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Sostenere il governo sarebbe molto conveniente per loro: incasserebbero la totalità dell’indennità di carica. Tuttavia credo che non ne avremo bisogno perché avremo la maggioranza</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="http://www.corriere.it/elezioni-2018/notizie/berlusconi-corrierelive-tajani-premier-young-act-c8d61320-164b-11e8-8b95-2b1380502f20.shtml" target="_blank">- Silvio Berlusconi, 20 febbraio 2018</a>
									            </div>
        </section>
		
<p>In uno scenario di instabilità politica questi &#8220;cambi di gruppo&#8221; potrebbero quindi essere decisivi per la stabilità di un prossimo esecutivo. Il paradosso è che <strong>per i regolamenti di camera e senato non saranno considerati formalmente cambi di gruppo</strong>. Vediamo perché.</p>
        <section class="blockquote">
							<p>Un parlamentare eletto con una lista può decidere di aderire ad un gruppo diverso</p>
<p>
			        </section>
		
<p>I regolamenti stabiliscono che tutti i parlamentari debbano essere iscritti ad un gruppo politico. Entro due giorni dalla prima seduta (tre al senato), ogni parlamentare indica alla presidenza (o al segretario generale, alla camera) il gruppo a cui intende aderire. Quindi <strong>non c&#8217;è un automatismo tra la lista di elezione e il gruppo parlamentare</strong>. Evidentemente, dal momento che sono stati espulsi, non sceglieranno quello del M5s. Se non sceglieranno nessun gruppo, verranno iscritti direttamente nel misto. Ma <strong>potrebbero anche optare per un gruppo diverso</strong> dalla lista che li ha eletti.</p>
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="http://www.camera.it/leg17/438?shadow_regolamento_capi=928&shadow_regolamento_articoli_titolo=Articolo%2014" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vai al regolamento della camera
</a>.</p>
        </section>
		
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="http://www.senato.it/documenti/repository/istituzione/Costituzione_e_Regolamento_Senato_2018.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vai al nuovo regolamento del senato
</a>.</p>
        </section>
		
<p>Qui il <strong>percorso dei futuri deputati e senatori si divide</strong>. Alla camera, espulsi e transfughi hanno un&#8217;opzione in più: possono costituire un nuovo gruppo, senza nessun legame con forze politiche presentatesi alle elezioni, purché raccolgano almeno 20 deputati. Al senato, in base al nuovo regolamento approvato lo scorso dicembre, si possono costituire solo gruppi legati a liste che si sono presentate alle elezioni. Quindi gli espulsi o aderiscono a un altro gruppo, o finiscono nel misto. In ogni caso, dal punto di vista della contabilità di camera e senato, <strong>nessuno di questi casi sarà conteggiato come un cambio di gruppo</strong>.</p>
        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">10 </span>il numero minimo di senatori perché un gruppo possa costituirsi al senato</p>
			        </section>
		
<p>Si tratta di <strong>scelte assolutamente legittime e coerenti</strong> con l&#8217;assenza di vincolo di mandato prevista dall&#8217;articolo 67 della costituzione. Il tema che però va sollevato è che, anche se formalmente non saranno contati come veri e propri cambi di gruppo, <strong>lo saranno nella sostanza</strong>, con il rischio di alimentare ulteriormente la confusione e di <strong>indebolire il legame tra gli elettori e l&#8217;eletto</strong>.</p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Le possibili convergenze post voto raccontate con i dati</title>
		<link>https://www.openpolis.it/le-possibili-convergenze-post-voto-raccontate-con-i-dati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele De Bernardin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Feb 2018 13:45:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.openpolis.it/?p=22094</guid>

					<description><![CDATA[<p>Dall'asse politico Pd-Forza Italia, a quello M5s-Lega nord. I voti della XVII legislatura per capire il potenziale delle discusse possibili alleanze post voto.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il quinquennio legislativo che sta per concludersi è stato caratterizzato dalla presenza di alleanze di governo per certi versi atipiche. L&#8217;iniziale patto Pd-Forza Italia, poi tramutato in un governo Pd-Alternativa popolare, hanno reso il racconto della XVII legislatura ricco di scenari difficilmente prevedibili prima delle elezioni del 2013.</p>
<p>È ancora presto per pronosticare il risultato delle prossime elezioni, ma il tema delle alleanze è stato fortemente discusso nelle ultime settimane. Su molti giornali infatti si sono ricorse le voci di possibili convergenze post voto tra forze politiche al momento avversarie. <strong>Da un&#8217;alleanza tra il Partito democratico di Matteo Renzi e Forza Italia di Silvio Berlusconi, alla novità dell&#8217;asse Movimento 5 stelle-Lega nord.</strong></p>
<p>Un modo per cercare di mettere un po&#8217; più di concretezza a queste ipotesi, è <strong>attraverso un&#8217;analisi dei voti finali della legislatura che sta per concludersi</strong>. Un tipo di studio che può seguire due diversi filoni:</p>
<ul>
<li>Il numero di voti finali in cui i due partiti in questione hanno votato nello stesso modo;</li>
<li>Il loro comportamento nelle votazioni sui grandi temi (diritti civili, emergenze del paese, manovre di governo).</li>
</ul>
<h3>Partito democratico e Forza Italia</h3>
<p>In 5 anni di legislatura si sono tenuti oltre 700 voti finali fra camera e senato. In entrambi i rami la percentuale di volte in cui Forza Italia ha seguito la linea di governo è alta, nello specifico il 62,65% dei casi a Montecitorio e il 71,88% a Palazzo Madama.</p>
        <section class="blockquote">
							<p>Partito democratico e Forza Italia hanno condiviso alcune delle scelte politiche chiave della XVII legislatura</p>
<p>
			        </section>
		
<p>Un dato che è ovviamente influenzato dal periodo in cui Enrico Letta, al tempo presidente del consiglio, aveva come alleato di governo proprio il partito di Silvio Berlusconi e dalle ratifiche dei trattati internazionali che generalmente vedono la stragrande maggioranza dei gruppi favorevoli. Diventa quindi più utile analizzare i singoli provvedimenti dibattuti nella XVII legislatura. <strong>Perché anche quando l&#8217;alleanza di governo è finita, l&#8217;arrivo dell&#8217;esecutivo Renzi, e del tanto discusso &#8220;patto del Nazzareno&#8221; hanno visto la condivisione di un percorso su determinati temi.</strong> Condivisione che è poi proseguita in vari momenti nel corso della legislatura. Il primo caso &#8220;illustre&#8221; è stato sulla riforma costituzionale Boschi del governo Renzi, che ha visto il sostegno iniziale proprio di Forza Italia. Il gruppo ha infatti votato a favore dell&#8217;atto nel suo primo passaggio al <a href="https://parlamento17.openpolis.it/votazione/senato/ddl-costituzionale-riforma-senato-titolo-v-disegno-di-legge-n-1429-votazione-finale/12694" target="_blank" rel="noopener">senato</a>, per poi abbandonare il tavolo e portare avanti una politica di opposizione.</p>
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://parlamento17.openpolis.it/votazioni-in-parlamento-importanti" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Voti chiave della XVII legislatura<br />
<br><strong>vedi il dettaglio</strong></a>.</p>
        </section>
		
<p><strong>I momenti di condivisione però non si sono conclusi lì, e anzi sono continuati in momenti centrali della legislatura.</strong> Entrambe le leggi elettorali proposte dal Partito democratico e approvate dal parlamento, l&#8217;<a href="https://parlamento17.openpolis.it/votazione/senato/italicum-disegno-di-legge-n-1385-votazione-finale/15939" target="_blank" rel="noopener">italicum</a> e il <a href="https://parlamento17.openpolis.it/votazione/senato/rosatellum-bis-disegno-di-legge-n-2941-votazione-finale/42936" target="_blank" rel="noopener">rosatellum</a>, hanno visto l&#8217;appoggio di Forza Italia. Un elemento non da poco considerando la centralità dei provvedimenti in questione nello stabilire le regole del gioco per entrare a Montecitorio e Palazzo Madama. Altra sinergia c&#8217;è stata sul <a href="https://parlamento17.openpolis.it/votazione/senato/ddl-lavoro-autonomo-ddl-n-2233-b-votazione-finale/39414" target="_blank" rel="noopener">ddl lavoro autonomo</a>, approvato a maggio del 2017 e, soprattutto, sul <a href="https://parlamento17.openpolis.it/votazione/camera/decreto-vaccini-ddl-4595-voto-finale/41286" target="_blank" rel="noopener">decreto che ha introdotto l&#8217;obbligo vaccinale per l&#8217;accesso scolastico</a>. Alcuni punti di incontro ci sono stati anche per quanto riguarda la politica estera e gli obblighi comunitari. <strong>Forza Italia non ha mai fatto mancare il suo sostegno all&#8217;annuale proroga delle missioni militari internazionali del nostro paese</strong>, e ha sempre optato per l&#8217;astensione, piuttosto che il voto contrario, quando venivano discusse la legge europea o la legge di delegazione europea.<strong> </strong></p>
<p><strong>Detto questo, il ruolo di opposizione di Forza Italia è stato chiaro nel corso della legislatura.</strong> Un elemento reso evidente dal voto contrario del partito su altri provvedimenti centrali per l&#8217;attività di governo del Partito democratico in questa legislatura: <a href="https://parlamento17.openpolis.it/votazione/senato/ddl-testamento-biologico-disegno-di-legge-n-2801-votazione-finale/43407" target="_blank" rel="noopener">ddl testamento biologico</a>, <a href="https://parlamento17.openpolis.it/votazione/camera/ddl-unioni-civili-pdl-3634-voto-finale/30904" target="_blank" rel="noopener">le unioni civili</a>, il voto finale sulla <a href="https://parlamento17.openpolis.it/votazione/camera/ddl-costituzionale-riforma-senato-titolo-v-ddl-cost-2613-d-voto-finale/30074" target="_blank" rel="noopener">riforma costituzionale Boschi</a> e i decreti per la gestione delle varie emergenze collegate al nostro sistema bancario (<a href="https://parlamento17.openpolis.it/votazione/camera/decreto-banche-venete-conversione-in-legge-del-decreto-legge-25-giugno-2017-n-99-recante-disposizioni-urgenti-per-la-liquidazione-coatta-amministrativa-di-banca-popolare-di-vicenza-s-p-a-e-di-ve/40796" target="_blank" rel="noopener">decreto banche veneto</a>, <a href="https://parlamento17.openpolis.it/votazione/camera/decreto-salva-banche-ddl-4280-voto-finale/37137" target="_blank" rel="noopener">decreto salva banche</a> e <a href="https://parlamento17.openpolis.it/votazione/camera/decreto-banche-e-rimborsi-ddl-3892-voto-finale/32308" target="_blank" rel="noopener">decreto rimborsi</a>).</p>
<h3>Movimento 5 stelle e Lega nord</h3>
<p>Per quanto riguardo i movimenti guidati da Luigi Di Maio e Matteo Salvini la situazione è un po&#8217; diversa. Entrambi i partiti infatti sono stati costantemente all&#8217;opposizione nel corso della legislatura, ed è quindi fisiologico che abbiano un alto tasso di similarità nei voti parlamentari. <strong>Sia alla camera che al senato sono stati i 2 gruppi che hanno avuto la percentuale più bassa di posizioni uguali a quelle </strong><strong>del Partito democratico.</strong> Detto questo, pur nella parità di intenti, differenze ce ne sono state. È importante ricordare infatti che si può fare opposizione durante un voto finale in vari modi: o esprimendo una posizione contraria, o uscendo dall&#8217;aula al momento del voto o astenendosi.</p>
        <section class="blockquote">
							<p>I 2 gruppi hanno scelto di fare opposizione in maniera diversa: M5s astenendosi, la Lega nord votando contro</p>
<p>
			        </section>
		
<p><strong>Scelte politiche differenti, che in un certo senso hanno differenziato Movimento 5 stelle e Lega nord nel corso degli anni</strong>. In molte votazioni in cui i 5stelle hanno deciso di astenersi, il movimento guidato da Salvini ha espresso parere contrario. Ecco alcuni esempi emblematici: l&#8217;<a href="https://parlamento17.openpolis.it/votazione/camera/ddl-unioni-civili-pdl-3634-voto-finale/30904" target="_blank" rel="noopener">inserimento delle unioni civili</a>, l&#8217;<a href="https://parlamento17.openpolis.it/votazione/senato/decreto-abolizione-voucher-ddl-n-2784-votazione-finale/39043" target="_blank" rel="noopener">abolizione dei voucher</a>, <a href="https://parlamento17.openpolis.it/votazione/senato/decreto-per-il-mezzogiorno-disegno-di-legge-n-2692-votazione-finale/37391" target="_blank" rel="noopener">decreto per il mezzogiorno</a>, <a href="https://parlamento17.openpolis.it/votazione/camera/introduzione-del-delitto-di-tortura-introduzione-del-delitto-di-tortura-nellordinamento-italiano-approvata-in-un-testo-unificato-dal-senato-modificata-dalla-camera-e-nuovamente-modificata-da/40722" target="_blank" rel="noopener">introduzione del delitto di tortura</a>, <a href="https://parlamento17.openpolis.it/votazione/camera/decreto-sicurezza-urbana-ddl-4310-a-voto-finale/38212" target="_blank" rel="noopener">decreto sicurezza urbana</a> e il <a href="https://parlamento17.openpolis.it/votazione/camera/ddl-ius-soli-modifiche-alla-legge-5-febbraio-1992-n-91-in-materia-di-cittadinanza-testo-unificato-pdl-9-200-250-273-274-349-369-404-463-494-525-604-606-647-707-794-836-886-945-1204-1269-1443-237/24766" target="_blank" rel="noopener">ddl ius soli</a> (mai diventato legge).</p>
<p>Oltre ad avere avuto in alcune occasioni un approccio diverso nel fare opposizione, i due partiti si sono trovati in vero e proprio contrasto su tematiche specifiche, mostrando chiare differenze nelle anime dei due movimenti. <strong>Su alcuni provvedimenti chiave infatti, Movimento 5 stelle e Lega nord hanno votato in maniera diametralmente opposta</strong>: <a href="https://parlamento17.openpolis.it/votazione/senato/ddl-testamento-biologico-disegno-di-legge-n-2801-votazione-finale/43407" target="_blank" rel="noopener">testamento biologico</a> (M5s favorevole, Lega contrario), <a href="https://parlamento17.openpolis.it/votazione/senato/rosatellum-bis-disegno-di-legge-n-2941-votazione-finale/42936" target="_blank" rel="noopener">rosatellum</a> (M5s contrario, Lega favorevole),  <a href="https://parlamento17.openpolis.it/votazione/camera/divorzio-breve-disposizioni-in-materia-di-scioglimento-o-di-cessazione-degli-effetti-civili-del-matrimonio-nonch/18519" target="_blank" rel="noopener">divorzio breve</a> (M5s favorevole, Lega contrario), <a href="https://parlamento17.openpolis.it/votazione/camera/modifica-416-ter-scambio-elettorale-politico-mafioso-pdl-204-b-voto-finale/7998" target="_blank" rel="noopener">modifica 416-ter su scambio elettorale politiche-mafioso</a> (M5s contrario, Lega favorevole), <a href="https://parlamento17.openpolis.it/votazione/senato/tav-torino-lione-ddl-n-1164-votazione-finale/8116" target="_blank" rel="noopener">trattato per il TAV Torino-Lione</a> (M5s contrario, Lega favorevole), il <a href="https://parlamento17.openpolis.it/votazione/senato/trans-adriatic-pipeline-ddl-n-884-votazione-finale/3680" target="_blank" rel="noopener">Trans adriatic pipeline</a> (M5s contrario, Lega favorevole) e l&#8217;<a href="https://parlamento17.openpolis.it/votazione/camera/abolizione-del-finanziamento-pubblico-diretto-ai-partiti-ddl-1154-a-e-abb-voto-finale/3636" target="_blank" rel="noopener">abolizione del finanziamento pubblico diretti ai partiti</a> (M5s contrario, Lega favorevole). <strong>Dai temi etici al diritto, passando soprattutto per le grandi opere,</strong> le discussioni che hanno visto Movimento 5 stelle e Lega nord lontani non sono mancate.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Foto credit: <a href="https://www.flickr.com/photos/palazzochigi/16332313717/in/photolist-qTenRP-ravqFH-ravqMp-ravqZi-qdRFen-peX9rt-oXJb61-r8mTXG-peX9oT-oXHQJp-oXJR7L-oXJQQo-pdc5HW-oXJNWx-ixMHbD-pLnTb8-pD1Fwy-ptX361-qGvvFv-qzWq8y-pDf3bT-qisj5G-q39tQH-r16My7-qGtP16-qxJ8fq-ixMaYR-puaEXN-ixMHjV-qiryYQ-pLnT7k-pubgpH-pD1Fpu-o67qo5-qiAbVH-ixMeU5-r3HDSR-ifvcTr-qiryEJ-ixMALY-nNJFUv-qHJ9hZ-qqWiwp-ixMei5-BMPwTu-BFrehX-BhyuKZ-q39tVx-sfFs4p-sfJiet" target="_blank" rel="noopener">Flickr Palazzo Chigi</a> &#8211; <a href="https://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.0/" target="_blank" rel="noopener">Licenza</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/le-possibili-convergenze-post-voto-raccontate-con-i-dati/">Le possibili convergenze post voto raccontate con i dati</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Perché per gli eletti 5 stelle sarà difficile dimettersi</title>
		<link>https://www.openpolis.it/perche-gli-eletti-5-stelle-sara-difficile-dimettersi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Feb 2018 12:02:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.openpolis.it/?p=21709</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nonostante le rassicurazioni di Di Maio la rinuncia non è possibile. Unica strada le dimissioni che però devono essere approvate dal parlamento. </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/perche-gli-eletti-5-stelle-sara-difficile-dimettersi/">Perché per gli eletti 5 stelle sarà difficile dimettersi</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il caso candidature dei 5 stelle ha riaperto il dibattito su rinunce e dimissioni dei parlamentari. La questione discussa è se e come un eletto possa rinunciare al seggio. <a href="https://parlamento17.openpolis.it/parlamentare/cosa/id/685892/sf_highlight/di+maio" target="_blank" rel="noopener">Luigi Di Maio</a>, capo politico del M5s, ha dichiarato:</p>
        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>chiederemo a queste persone di rinunciare alla proclamazione, cosicché tutti i cittadini possano votare serenamente il movimento perché comunque non verranno elette</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.facebook.com/LuigiDiMaio/videos/1615189141850959/" target="_blank">- Di Maio su Facebook, 16 febbraio 2018</a>
									            </div>
        </section>
		
<p>Le parole di Di Maio fanno pensare ad un percorso chiaro: se eletti, i candidati indesiderati rinunceranno alla proclamazione e prenderà il loro posto un altro eletto della stessa lista. Ma è davvero così semplice?</p>
<p>Nel post Di Maio cita la tesi del prof. Ainis, secondo cui un candidato <a href="https://rep.repubblica.it/pwa/commento/2018/02/15/news/la_furbizia_dei_rinuncianti-188960041/" target="_blank" rel="noopener">può rinunciare alla candidatura</a>. La legge elettorale in effetti contempla esplicitamente questa possibilità almeno fino alla scadenza della presentazione dei candidati (<a href="http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.presidente.repubblica:1957-03-30;361" target="_blank" rel="noopener">Dpr 361/1957</a>, art. 22 comma 6 ter). Sul dopo la questione è più dibattuta. Stando quanto riportato dalla stessa senatrice <a href="https://parlamento17.openpolis.it/parlamentare/687039-taverna/687039" target="_blank" rel="noopener">Paola Taverna</a> (M5s) la rinuncia di Emanuele Dessì sarebbe stata <a href="http://www.la7.it/nonelarena/video/lintervista-di-massimo-giletti-a-paola-taverna-sul-caso-rimborsopoli-18-02-2018-234358" target="_blank" rel="noopener">ricusata</a> dalla corte d&#8217;appello proprio perché presentata oltre la scadenza dei termini.</p>
<p>Infatti l&#8217;ipotesi del leader 5 stelle non ricalca quella del prof. Ainis. Di Maio non parla di rinuncia alla candidatura, ma di <strong>rinuncia alla proclamazione</strong>. La proclamazione è un passaggio tecnico che avviene dopo le elezioni. Sulla base dei risultati ottenuti da ciascuna forza politica, gli uffici elettorali circoscrizionali e regionali (organismi terzi, composti da magistrati) dichiarano quanti e quali candidati sono stati eletti. Devono escludere quelli che erano incandidabili sulla base della <a href="http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2013/01/04/13G00006/sg" target="_blank" rel="noopener">legge Severino</a>, ma stiamo parlando di condannati in via definitiva per reati con pene superiori a due anni. I casi emersi finora invece riguardano solo regole interne del movimento (mancati versamenti, appartenenza alla massoneria, caso affittopoli).</p>
<p>Rimane un&#8217;ultima ipotesi: dare le <strong>dimissioni da parlamentare</strong> dopo essere stato eletto. Seguendo questa strada però nemmeno la volontà personale è sempre sufficiente. Un parlamentare infatti può rimettere il mandato per due ragioni:</p>
<ol>
<li>perché <strong>è stato eletto o nominato per una carica che è formalmente incompatibile con il mandato parlamentare</strong> (ad esempio, un deputato che viene nominato assessore regionale oppure viene eletto parlamentare europeo). In questo caso le <strong>dimissioni sono un atto dovuto</strong> e l’accettazione delle dimissioni è quasi automatica. Quando le dimissioni per incompatibilità vengono presentate, il presidente della camera o del senato le comunica all’aula e i colleghi ne prendono atto senza voto. Contemporaneamente viene proclamato in sostituzione il primo dei non eletti della stessa lista;</li>
<li>per <strong>motivi personali</strong> e altre ragioni analoghe. In questo caso l’iter è molto più complesso, la richiesta di dimissioni deve essere calendarizzata e poi approvata a maggioranza dalla camera di appartenenza (con voto a scrutinio segreto). Perciò<strong> per dimettersi non è sufficiente la volontà del singolo</strong>: camera e senato possono anche respingere le dimissioni e il parlamentare rimane in carica.</li>
</ol>
<p>Ma perché è così difficile dimettersi? Il costituente voleva <strong>evitare che deputati e senatori lasciassero il posto dopo aver subito delle pressioni</strong>, magari per far entrare eletti più fedeli alla linea del partito. Le recenti dichiarazioni di Di Maio che ventila <a href="http://tg24.sky.it/politica/2018/02/16/Elezioni-2018-m5s-rimborsi-massoni-di-maio.html" target="_blank" rel="noopener">denunce per danni di immagine</a> vanno proprio nella direzione opposta, e fanno pensare che, se anche si dimetteranno, le camere bocceranno la richiesta.</p>
        <section class="blockquote">
							<p>Le dimissioni date per ricoprire un incarico diverso da quello di parlamentare vengono accettate, quelle per dissenso dal gruppo respinte</p>
<p>
			        </section>
		
<p>Ce lo dicono i dati della legislatura che si sta chiudendo: sono stati 53 i parlamentari che si sono dimessi, ma nel 75% dei casi si è trattato di rinunce per incompatibilità, che quindi non hanno avuto bisogno di approvazione.<strong> Solo 13 volte le camere hanno approvato le dimissioni di un loro membro</strong>, ma in molti casi i dimissionari hanno giustificato la loro rinuncia al seggio con un nuovo incarico, legalmente non incompatibile con quello di parlamentare ma ritenuto comunque inconciliabile dal singolo. Ad esempio per impegni accademici, come <a href="https://politici.openpolis.it/politico/503">Enrico Letta</a> (Pd), chiamato come professore a Parigi e <a href="https://politici.openpolis.it/politico/333017" target="_blank" rel="noopener">Raffaele Calabrò</a> (Pdl, poi Ncd), diventato rettore dell&#8217;università campus bio-medico di Roma. Oppure <a href="https://politici.openpolis.it/politico/686441" target="_blank" rel="noopener">Massimo Bray</a> (Pd), che ha dato le dimissioni per dedicarsi a tempo pieno all&#8217;Istituto dell&#8217;enciclopedia italiana, di cui è attualmente direttore generale</p>
        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">13 </span>i parlamentari che sono riusciti a dimettersi passando da un voto dell&#8217;aula</p>
			        </section>
		
<p>Due parlamentari (<a href="https://politici.openpolis.it/politico/1632" target="_blank" rel="noopener">Ignazio Marino</a> e <a href="https://politici.openpolis.it/politico/241512" target="_blank" rel="noopener">Dario Nardella</a>, entrambi Pd) si sono dimessi per candidarsi sindaci di Roma e Firenze. Anche in questi casi, essendosi dimessi prima delle elezioni, non c&#8217;era nessuna incompatibilità formale e quindi le dimissioni sono dovute passare dal voto delle rispettive camere. Dove l&#8217;<strong>approvazione non è per nulla scontata</strong>.</p>
<p>Per 13 parlamentari che ci sono riusciti infatti, ce ne sono 8 che &#8211; pur avendo dato le dimissioni &#8211; sono comunque rimasti in carica. La richiesta di alcuni di loro è stata respinta anche più volte.</p>
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                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/parlamentari-non-riusciti-dimettersi/">Parlamentari che non sono riusciti a dimettersi</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/parlamentari-non-riusciti-dimettersi/">Parlamentari della XVII legislatura per numero di volte che hanno visto respinte le proprie dimissioni</a></h3>
                                    </div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong><a href="https://parlamento17.openpolis.it/" target="_blank" rel="noopener">openparlamento</a>                                                                <br>(ultimo aggiornamento: martedì 13 Febbraio 2018)
                                        </p>
                </div>
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        <section class="tweet">
			                <p><a href="https://twitter.com/intent/tweet?status=RT+%40openpolis%3A+Su+8+parlamentari+che+non+sono+riusciti+a+dimettersi%2C+7+erano+stati+eletti+con+il+M5s" target="_blank">Su 8 parlamentari che non sono riusciti a dimettersi, 7 erano stati eletti con il M5s</p>
<p></a></p>
			        </section>
		
<p>Il record di tentativi è detenuto da <a href="https://parlamento17.openpolis.it/parlamentare/cosa/id/687042/sf_highlight/vacciano" target="_blank" rel="noopener">Giuseppe Vacciano</a>, senatore eletto con il M5s e poi passato al gruppo misto, che ha visto bocciata la sua richiesta per 5 volte. A seguire <a href="https://parlamento17.openpolis.it/parlamentare/685945" target="_blank" rel="noopener">Giovanna Mangili</a> e <a href="https://parlamento17.openpolis.it/parlamentare/cosa/id/687355/sf_highlight/iannuzzi" target="_blank" rel="noopener">Cristian Iannuzzi</a>, anche loro eletti con i 5 stelle, per 2 volte ciascuno. L'unico non 5 stelle a comparire nell'elenco dei "bocciati" è <a href="https://parlamento17.openpolis.it/parlamentare/cosa/id/748/sf_highlight/walter+tocci" target="_blank" rel="noopener">Walter Tocci</a> (Pd), che aveva presentato le <a href="http://waltertocci.blogspot.it/2014/10/le-mie-dimissioni.html" target="_blank" rel="noopener">dimissioni</a> per un contrasto con la maggioranza sul Jobs Act. La cosa che accomuna molti di questi casi è aver dato le <strong>dimissioni per un dissenso dal gruppo di appartenenza</strong>. Quindi questi precedenti lasciano immaginare che i candidati coinvolti nei casi, anche se davvero decidessero di dimettersi, probabilmente resteranno in carica per tutta la durata della prossima legislatura.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/perche-gli-eletti-5-stelle-sara-difficile-dimettersi/">Perché per gli eletti 5 stelle sarà difficile dimettersi</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il monitoraggio civico dei social avviato in 8 paesi</title>
		<link>https://www.openpolis.it/il-monitoraggio-civico-dei-social-avviato-8-paesi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele De Bernardin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Feb 2018 09:14:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura del dato]]></category>
		<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.openpolis.it/?p=21978</guid>

					<description><![CDATA[<p>Dopo Stati Uniti e Germania, la campagna di ProPublica portata in Italia da openpolis è sempre più diffusa. Raccogliamo la pubblicità dei politici su Facebook.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/il-monitoraggio-civico-dei-social-avviato-8-paesi/">Il monitoraggio civico dei social avviato in 8 paesi</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Per le elezioni politiche del 2018 abbiamo avviato il primo monitoraggio in Italia della propaganda politica sui social. <a href="https://www.openpolis.it/political-ad-collector-monitoriamo-le-pubblicita-politiche-su-facebook/" target="_blank" rel="noopener">Con Pac</a>, il political ad collector lanciato da <a href="https://www.propublica.org/article/help-us-monitor-political-ads-online" target="_blank" rel="noopener">ProPublica</a> a settembre dell&#8217;anno scorso, diamo infatti la possibilità agli <strong>utenti che installano l&#8217;estensione di tenere sott&#8217;occhio i post che politici e candidati sponsorizzano su Facebook</strong>.<strong> </strong>Una necessità nata dalla natura stessa del social: attraverso la targetizzazione dei contenuti non tutti sono soggetti alle stesse pubblicità, rendendo molto difficile un’effettiva conoscenza del fenomeno. Un elemento di criticità che ha assunto ulteriore importanza durante l&#8217;attuale campagna elettorale. La forza dello strumento si basa proprio sulla sua capacità di essere capillare, e raggiungere il più alto numero di utenti eterogenei. Se non avete ancora avuto modo di dare il vostro contributo, qui i link per installare l&#8217;estensione PAC (<a href="https://chrome.google.com/webstore/detail/facebook-political-ad-col/enliecaalhkhhihcmnbjfmmjkljlcinl?hl=it" target="_blank" rel="noopener">per chrome</a> e <a href="https://addons.mozilla.org/it/firefox/addon/facebook-ad-collector/" target="_blank" rel="noopener">per firefox</a>), e tutti i <a href="https://www.openpolis.it/political-ad-collector-monitoriamo-le-pubblicita-politiche-su-facebook/" target="_blank" rel="noopener">dettagli sul suo funzionamento</a>.</p>
        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Partecipa alla campagna, <strong>scarica PAC per il tuo browser</strong></p>
<p></p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="https://chrome.google.com/webstore/detail/facebook-political-ad-col/enliecaalhkhhihcmnbjfmmjkljlcinl?hl=it">Chrome</a></p><p><a href="https://addons.mozilla.org/it/firefox/addon/facebook-ad-collector/">Firefox</a></p></div>
				            </div>
        </section>
		
<p>ProPublica, dopo aver messo a punto lo strumento, ha portato avanti un forte lavoro diffusione del progetto. Nel resto del mondo sono ormai tante le organizzazioni che hanno deciso di fare come openpolis, e lanciare Pac nel proprio paese. I primi casi sono stati in Germania con <a href="http://www.spiegel.de/netzwelt/games/facebook-political-ad-collector-plugin-sammelt-wahlwerbung-auf-facebook-ein-a-1166566.html">Spiegel Online</a>, <a href="http://www.sueddeutsche.de/digital/werbung-auf-facebook-und-google-warum-zuckerberg-den-deutschen-wahlkampf-durchleuchten-liess-1.3679603">Süddeutsche Zeitung</a> e <a href="http://faktenfinder.tagesschau.de/wahlkampf-facebook-dark-ads-101.html">Tagesschau</a> che hanno avviato il monitoraggio in vista delle elezioni politiche dello scorso settembre. Nel corso dei mesi poi, le iniziative a livello internazionale sono continuate: in <a href="https://www.theguardian.com/technology/ng-interactive/2017/oct/25/revealed-how-australians-are-targeted-with-political-advertising-on-facebook" target="_blank" rel="noopener">Australia con Guardian Australia</a>, in Canada con <a href="https://www.theglobeandmail.com/news/national/help-the-globe-monitor-political-ads-on-facebook/article37801040/" target="_blank" rel="noopener">The globe and mail</a>, in Finlandia con <a href="https://www.aamulehti.fi/uutiset/miten-suomen-presidentinvaaleihin-yritetaan-vaikuttaa-facebook-mainosten-avulla-tule-mukaan-selvittamaan-200672696" target="_blank" rel="noopener">Aamulehti</a>, in Svizzera con <a href="https://www.republik.ch/updates/polit-werbung-enttarnen" target="_blank" rel="noopener">Republik</a> e in Danimarca con <a href="https://www.information.dk/indland/2017/11/vaer-kortlaegge-politiske-reklamer-paa-facebook" target="_blank" rel="noopener">Information</a>. Nelle prossime settimane anche l&#8217;olandese Dutch public broadcasting e il National library di Svezia dovrebbero lanciare Pac nei rispettivi paesi.</p>
        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">8 </span>organizzazione al mondo hanno lanciato Pac nel proprio paese</p>
			        </section>
		
<p>Il tema della propaganda politica sui social è particolarmente importante in periodi come questo di campagna elettorale. <a href="https://www.openpolis.it/propaganda-politica-sui-social-servono-regole-chiare-trasparenza/" target="_blank" rel="noopener">Al momento in Italia mancano regole chiare</a>, e le grandi piattaforme che forniscono strumenti di pubblicità (google e facebook su tutte) non sono ancora obbligate per legge a rispettare le stesse regole imposte a qualsiasi altro fornitore di servizi di propaganda.</p>
        <section class="blockquote">
							</p>
<p>Le linee guida dell&#8217;Agcom a oggi sono state completamente ignorate da partiti e candidati</p>
<p>
			        </section>
		
<p>L&#8217;unico tentativo di regolamentazione in vista del voto del 4 marzo è stato fatto dall&#8217;autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) che a inizio febbraio ha pubblicato le sue <a href="https://www.agcom.it/documents/10179/9478149/Documento+generico+01-02-2018/45429524-3f31-4195-bf46-4f2863af0ff6?version=1.0" target="_blank" rel="noopener">linee guida</a> per la parità di accesso alle piattaforme online durante la campagna elettorale per le elezioni politiche del 2018. <strong>Al punto 2 l&#8217;Agcom specifica proprio la necessità per l&#8217;inserzionista (partito o candidato) di indicare la natura di &#8220;messaggio elettorale&#8221; nei post social in questione, nonché di specificare il soggetto politico committente.</strong> Inviti che a oggi sono stati completamente ignorati dai vari soggetti politici in gara.</p>
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/propaganda-politica-sui-social-servono-regole-chiare-trasparenza/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Propaganda politica sui social, servono regole chiare e trasparenza<br />
<br><strong>vai alla nostra analisi</strong></a>.</p>
        </section>
		
<p>Analogamente lo scorso dicembre negli Stati Uniti il <a href="https://www.fec.gov/updates/ao-2017-12-nonprofit-must-include-disclaimers-its-facebook-ads/" target="_blank" rel="noopener">Federal Election Commission</a> (Fec) si era raccomandata che le pubblicità politiche su facebook avessero indicato il committente nonché finanziatore dei singoli post. Anche qui però, come nel nostro paese, la richiesta dell&#8217;agenzia regolatrice indipendente non è stata presa in considerazione. <a href="https://www.propublica.org/article/i-approved-this-facebook-message-but-you-dont-know-that" target="_blank" rel="noopener">Come ricostruito da ProPublica</a> infatti, delle oltre 300 pubblicità politiche raccolte da Pac dal giorno dell&#8217;opinione della commissione federale, meno di 40 rispettavano le richieste della Fec.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/il-monitoraggio-civico-dei-social-avviato-8-paesi/">Il monitoraggio civico dei social avviato in 8 paesi</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
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		<title>Propaganda politica sui social, servono regole chiare e trasparenza</title>
		<link>https://www.openpolis.it/propaganda-politica-sui-social-servono-regole-chiare-trasparenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele De Bernardin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Feb 2018 16:48:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.openpolis.it/?p=20880</guid>

					<description><![CDATA[<p>Dagli obblighi di trasparenza delle spese al silenzio elettorale, la normativa italiana non è ancora pronta a rispondere alla crescente influenza dei social.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La scorsa settimana abbiamo lanciato in Italia Pac, il political ad collector presentato da ProPublica <span style="font-weight: 400;">(testata giornalistica indipendente e non profit basata negli USA) a settembre dello scorso anno. L’iniziativa vuole monitorare il fenomeno delle pubblicità politiche online, in particolare su Facebook. Un progetto che come openpolis abbiamo voluto replicare nel nostro paese, soprattutto alla luce della ricca campagna elettorale che ci sta accompagnando al voto del 4 marzo.</span></p>
        <section class="blockquote">
							<p>Con Pac abbiamo avviato il monitoraggio delle pubblicità politiche su Facebook</p>
<p>
			        </section>
		
<p>Come abbiamo avuto modo di sottolineare, il ruolo dei social network nelle dinamiche elettorali è in forte crescita. Da qui l&#8217;importanza dell&#8217;iniziativa, che vuole fare il suo per iniziare ad inserire l&#8217;argomento nel dibattito politico italiano. La materia sembra essere particolarmente rilevante anche per delle chiare lacune normative. Non a caso l&#8217;AgCom ha recentemente pubblicato le sue &#8220;<a href="https://www.agcom.it/documents/10179/9478149/Documento+generico+01-02-2018/45429524-3f31-4195-bf46-4f2863af0ff6?version=1.0" target="_blank" rel="noopener">Linee guida per la parità di accesso alle piattaforme online durante la campagna elettorale 2018</a>&#8220;, emerse dai lavori del <a href="https://www.agcom.it/documentazione/documento?p_p_auth=fLw7zRht&amp;p_p_id=101_INSTANCE_2fsZcpGr12AO&amp;p_p_lifecycle=0&amp;p_p_col_id=column-1&amp;p_p_col_count=1&amp;_101_INSTANCE_2fsZcpGr12AO_struts_action=%2Fasset_publisher%2Fview_content&amp;_101_INSTANCE_2fsZcpGr12AO_assetEntryId=8971542&amp;_101_INSTANCE_2fsZcpGr12AO_type=document" target="_blank" rel="noopener">tavolo tecnico promosso per garantire pluralismo e correttezza dell’informazione sulle piattaforme digitali</a>.</p>
<h3>Il gap normativo che va riempito</h3>
<p>Gli aspetti centrali che vanno risolti riguardano due leggi: la <a href="http://www.senato.it/1050?testo_generico=23&amp;voce_sommario=64" target="_blank" rel="noopener">515 del 1993</a> e la <a href="http://www.ilsole24ore.com/SoleOnLine4/Speciali/2006/politiche2006/L_212_04_04_1956.pdf?cmd%3Dart" target="_blank" rel="noopener">212 del 1956</a>. La prima regola <span style="font-weight: 400;">lo svolgimento delle campagne elettorali per le elezioni sia della camera che del senato, disciplinando l’obbligo di pubblicità per spese e contributi relativi al periodo elettorale. </span><span style="font-weight: 400;">In particolare la legge: impone al candidato di designare un mandatario elettorale (competente in via esclusiva alla raccolta dei fondi per il finanziamento della campagna elettorale), fornisce una tipologia delle spese elettorali ed introduce un limite massimo all&#8217;ammontare delle spese elettorali sostenibili dal candidato. In aggiunta impone delle chiare regole sul materiale che viene prodotto a fini propagandistici, richiedendo la chiara comunicazione del committente responsabile.</span></p>
        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Art. 3 comma 2 &#8211; Tutte le pubblicazioni di propaganda elettorale a mezzo di scritti, stampa o fotostampa, radio, televisione, incisione magnetica ed ogni altro mezzo di divulgazione, debbono indicare il nome del committente responsabile</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="http://www.senato.it/1050?testo_generico=23&voce_sommario=64" target="_blank">- Legge 515 del 1993</a>
									            </div>
        </section>
		
<p>Sembra evidente che la sponsorizzazione di contenuti politici in periodo di campagna elettorale debba rientrare nell&#8217;ambito di applicazione della legge. <strong>Questo implica non solo che ogni pubblicità politica su Google, Facebook o altri social abbia al suo interno l&#8217;indicazione del mandatario</strong>, ma che queste spese rientrino fra quelle dichiarate in sede di rendicontazione dagli eletti presso il parlamento.</p>
        <section class="blockquote">
							<p>Il parlamento deve adattare le leggi sulla campagna elettorale al mondo dei social network</p>
<p>
			        </section>
		
<p>La seconda legge invece regola in maniera specifica la propaganda elettorale, più precisamente il cosiddetto <strong>silenzio elettorale. </strong>Nel giorno del voto, e in quello precedente, i candidati sono chiamati a non svolgere comizi o fare propaganda elettorale sia in luoghi pubblici, che attraverso mezzi di comunicazione (affissioni, giornali e manifesti).</p>
        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Art. 9 &#8211; Nel giorno precedente ed in quelli stabiliti per le elezioni sono vietati i comizi, le riunione di propaganda elettorale diretta o indiretta, in luoghi pubblici o aperti al pubblico, la nuova affissione di stampati, giornali murali o altre e manifesti di propaganda. Nei giorni destinati alla votazione altresì è vietata ogni forma di propaganda elettorale entro il raggio di 200 metri dall’ingresso delle sezioni elettorali.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="http://www.ilsole24ore.com/SoleOnLine4/Speciali/2006/politiche2006/L_212_04_04_1956.pdf?cmd%3Dart" target="_blank">- Legge 212 del 1956</a>
									            </div>
        </section>
		
<p>Non sarebbe il caso di ampliare le regole del silenzio elettorale anche alle dichiarazioni dei politici sui social? Una domanda che può anche avere una risposta facile, ma che implica una serie di riflessioni che riguardano la natura stessa dello strumento. Del tipo: <strong>cosa succede se il post è stato fatto una settimana prima delle elezioni, ma la sponsorizzazione ne amplifica la diffusione fino al giorno stesso del voto? </strong></p>
<p>A questo proposito, <a href="https://www.agcom.it/documents/10179/9478149/Documento+generico+01-02-2018/45429524-3f31-4195-bf46-4f2863af0ff6?version=1.0" target="_blank" rel="noopener">proprio il tavolo tecnico dell&#8217;AgCom</a> auspica che nei due giorni in questione venga evitata da parte dei soggetti politici, ogni forma di propaganda, anche sui social, per evitare di influenzare con pressioni indebite l’elettorato ancora indeciso.</p>
<h3>Cosa chiediamo a Facebook, Google e altre piattaforme</h3>
<p><a href="https://newsroom.fb.com/news/2017/10/update-on-our-advertising-transparency-and-authenticity-efforts/"><span style="font-weight: 400;">A fine ottobre</span></a><span style="font-weight: 400;"> il vice presidente della divisione Advertisement di Facebook, Rob Goldman, ha comunicato la volontà da parte dell’azienda di introdurre più informazioni sui post sponsorizzati su Facebook, specialmente quelli politici. L’iniziativa verrà testata in Canada, e poi lanciata negli Stati Uniti entro l’estate per le elezioni di metà mandato a novembre 2018. Un&#8217;ottima iniziativa che speriamo sia di esempio per le altre piattaforme che partiti e candidati stanno utilizzando per veicolare i loro messaggi propagandistici. </span></p>
<p>A questo proposito, in attesa che il legislatore intervenga, sarebbe auspicabile che il quadro delineato da Facebook fosse applicato anche dalle altre piattaforme interessate. In particolare con la pubblicazioni di:</p>
<ul>
<li>Un archivio navigabile contente le pubblicità politiche;</li>
<li>Informazioni sull&#8217;esborso economico dei pagamenti;</li>
<li>Informazioni sul numero di visualizzazioni ottenute;</li>
<li>Informazioni sul target demografico selezionato dai mandatari della sponsorizzazione.</li>
</ul>
<p><span style="font-weight: 400;">Visto che per legge i fornitori di servizi utilizzabili a fini propagandistici hanno <strong>l’obbligo di assicurarsi che i singoli ordini siano effettivamente fatti dai singoli candidati o dai loro mandatari</strong> (art. 3 comma 3 della legge 515 del 1993), queste richieste diventano cruciali. È quindi necessario un sistema più ferreo di autenticazione per coloro che vogliono utilizzare Google, Facebook ed altre piattaforme digitali per sponsorizzare contenuti politici.</span></p>
<h3>Cosa chiediamo a candidati e partiti</h3>
<p>Per quanto lasciare nelle mani dell&#8217;autoregolamentazione non sia il percorso prediletto, l&#8217;incapacità del legislatore di intervenire in materia, non lascia alternative. A partiti e candidati chiediamo quindi un atto di trasparenza, con la pubblicazione delle seguenti informazioni:</p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;"><span style="font-weight: 400;">Elenco delle pagine social riconducibili e gestite dal partito e/o candidato;</span></li>
<li style="font-weight: 400;"><span style="font-weight: 400;">Elenco dei post sponsorizzati su internet;</span></li>
<li style="font-weight: 400;"><span style="font-weight: 400;">Budget totale allocato alla sponsorizzazione dei contenuti su internet.</span></li>
</ul>
<p><strong>Nei prossimi giorni porteremo avanti una campagna pubblica per richiedere ai seguenti partiti, e ai loro relativi capi politici, la condivisione di quanto richiesto:</strong> CasaPound (Simone Di Stefano), Civica popolare (Beatrice Lorenzin), Forza Italia (Silvio Berlusconi), Fratelli d&#8217;Italia (Giorgia Meloni), Insieme (Giulio Santagata), Lega nord (Matteo Salvini), Liberi e uguali (Pietro Grasso), Movimento 5 stelle (Luigi Di Maio), Noi con l&#8217;Italia (Raffaele Fitto), Partito democratico (Matteo Renzi), +Europa (Emma Bonino) e Potere al popolo! (Viola Carofalo).</p>
        <section class="blockquote">
							<p>A candidati e partiti chiediamo informazioni e dati sulla loro attività di sponsorizzazione dei contenuti su internet</p>
<p>
			        </section>
		
<p>A tutti gli altri candidati (nonché partiti) che volessero partecipare a quest&#8217;azione di apertura, ci offriamo come cassa di risonanza. Basta inviarci una <a href="mailto: associazione@openpolis.it">mail</a> con quanto richiesto, e ne daremo comunicazione nel corso della nostra rendicontazione dei politici e dei partiti che hanno deciso di portare avanti una campagna elettorale sui social trasparente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/propaganda-politica-sui-social-servono-regole-chiare-trasparenza/">Propaganda politica sui social, servono regole chiare e trasparenza</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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	</channel>
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