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	<title>Teramo Archivi - Openpolis</title>
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	<lastBuildDate>Tue, 24 Mar 2026 13:02:59 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Le attività di Cosmic School sui media regionali</title>
		<link>https://www.openpolis.it/le-attivita-di-cosmic-school-sui-media-regionali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mattia]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Mar 2026 13:02:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=307532</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nei primi mesi del progetto sono circa 40 i quotidiani, televisioni e testate che hanno parlato delle attività di Cosmic School. Una rapida carrellata delle uscite principali, soprattutto sui territori nei quali sorgono le scuole partner del progetto.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>A partire dall&#8217;evento di lancio, che ha avuto luogo all&#8217;Aquila lo scorso ottobre, Cosmic School <strong>ha suscitato l&#8217;interesse dei media abruzzesi. </strong></p>



<p>L&#8217;Abruzzo è infatti il territorio di provenienza di <strong>11 delle 13 scuole superiori che aderiscono al progetto</strong>, e al tempo stesso sede dei partner scientifici di Cosmic School.</p>



<p><strong>A oggi sono circa 40 le citazioni dei media sulle attività di laboratorio</strong>. Tra queste ci sono diversi media di riferimento nella regione, da <a href="https://www.abruzzoweb.it/laquila-al-via-progetto-cosmic-school-in-200-al-gssi-per-levento-di-lancio/">Abruzzoweb</a> a <a href="https://abruzzosera.it/attualita/gli-studenti-del-vitruvio-alla-scoperta-del-cosmo-con-polaris-cosmic-school/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Abruzzosera</a>, passando per quotidiani web che si occupano di territori specifici, come <a href="https://www.centroabruzzonews.com/2026/01/cosmic-school-quasi-90-classi-e-circa.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">CentroAbruzzo News</a> per la zona della Valle Peligna &#8211; partecipa al progetto l&#8217;IIS &#8220;Fermi&#8221; di Sulmona &#8211; o <a href="https://www.zonalocale.it/2026/02/06/fisica-particelle-raggi-cosmici/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Zona Locale</a>, &#8220;storica&#8221; testata del sud Abruzzo, l&#8217;area dove sorgono altre due scuole partner (il &#8220;Da Vinci &#8211; De Giorgio&#8221; di Lanciano e il &#8220;Mattei&#8221; di Vasto).</p>



<p>Sono diversi anche i servizi di<strong> LaQTv</strong>, nata all&#8217;Aquila ma oggi seguita anche a livello regionale. </p>



<p>Tra questi ve ne proponiamo uno del 9 febbraio scorso, che racconta la costruzione del <strong>Cosmic Rays Cube (CRC)</strong> nel corso dei laboratori didattici, in particolare al liceo &#8220;Bafile&#8221;, uno dei principali istituti del capoluogo abruzzese.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-vimeo wp-block-embed-vimeo"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe title="LaQTv_Polaris_20260209" src="https://player.vimeo.com/video/1163592733?dnt=1&amp;app_id=122963" width="640" height="360" frameborder="0" allow="autoplay; fullscreen; picture-in-picture; clipboard-write; encrypted-media; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin"></iframe>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>I movimenti dei pendolari abruzzesi verso le città capoluogo</title>
		<link>https://www.openpolis.it/i-movimenti-dei-pendolari-abruzzesi-verso-le-citta-capoluogo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martina Lovat]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Dec 2025 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italie a confronto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=304813</guid>

					<description><![CDATA[<p>Ogni giorno in Abruzzo ci sono oltre 400mila spostamenti di lavoratori e lavoratrici pendolari. È un fenomeno rilevante che pone diverse questioni per le politiche pubbliche: dalla pianificazione urbanistica alla viabilità, dal diritto all’abitare alla gestione del territorio.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Ogni giorno in Abruzzo si registrano <strong>più di 400mila spostamenti di persone che si muovono per motivi di lavoro</strong>, di cui quasi un terzo verso le città capoluogo.</p>



<p>Come nel resto del paese, il pendolarismo dei lavoratori e delle lavoratrici abruzzesi rappresenta un fenomeno rilevante. I flussi generati da questi spostamenti, infatti, aprono <strong>diverse questioni per le politiche pubbliche</strong>: dalla pianificazione urbanistica alla viabilità, dal diritto all’abitare alla gestione complessiva del territorio.</p>



<p>In regione ci sono poco più di 144mila imprese di cui circa 123mila attive. Sono <a href="https://agenziasviluppoaq.eu/cresa-informa-n-1-2025/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">distribuite</a> su tutto il territorio territorio della regione, con maggiore concentrazione a Chieti (30% del totale) e Pescara (25,2%). <strong>Ogni giorno confluiscono verso questi luoghi di lavoro migliaia di lavoratori abruzzesi</strong>.</p>



<p><strong>L’analisi dei movimenti indica che nella regione gli spostamenti verso i capoluoghi spiegano solo una parte residuale del pendolarismo di lavoratori e lavoratrici. </strong></p>



<p>Questo quadro porta a riflettere sulla pianificazione e sull’organizzazione dei servizi indispensabili per rispondere alle esigenze di chi ogni giorno affronta spostamenti più o meno lunghi per raggiungere il luogo di lavoro.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il pendolarismo per lavoro in Abruzzo</h3>



<p>Per analizzare i flussi di spostamento per lavoro, <strong>Istat ha sviluppato una metodologia che permette di individuare i comuni di origine e di destinazione del pendolarismo. </strong>Grazie a questi dati è possibile capire quanti e quali spostamenti sono diretti verso una città capoluogo, in qualsiasi parte del paese.</p>


<div id="strillo-testo-block_943c844df039078b59a8f4507d299e64" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>Gli spostamenti per lavoro spiegano solo una parte di quelli complessivi.</p>
			        </section>
		</div>



<p><strong>È comunque importante ricordare che questi spostamenti non comprendono tutti i movimenti che le persone compiono quotidianamente</strong>: oltre al lavoro ci possono essere altri motivi che portano le persone a spostarsi dal proprio comune di residenza come per esempio dover fare la spesa, dover andare dal medico o ancora spostarsi per motivi di studio. Per questi ultimi, Istat ha elaborato una metodologia specifica che è attualmente <a href="https://www.youtube.com/live/qS5QSV4rres?si=3QuRA1TxNYGO62tx&amp;t=5589" target="_blank" rel="noreferrer noopener">in corso di aggiornamento</a>.</p>



<p>Nel 2021 si stima che siano stati circa <strong>19,6 milioni i movimenti effettuati dai pendolari in Italia.</strong> Di questi, circa 7,6 milioni<strong> </strong>avviene verso un capoluogo di provincia del paese, comprendendo qualsiasi comune di partenza (quindi anche i capoluoghi stessi). In termini percentuali, <strong>lo spostamento verso i capoluoghi rappresenta il 39,1% del totale.</strong> L&#8217;analisi a livello regionale evidenzia comunque delle differenze tra i territori italiani.</p>


<div id="labruzzo-e-una-delle-regioni-con-meno-pendolarismo-verso-le-citta-capoluogo" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>




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                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/labruzzo-e-una-delle-regioni-con-meno-pendolarismo-verso-i-capoluoghi/">L&#8217;Abruzzo è una delle regioni con meno pendolarismo verso i capoluoghi</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/labruzzo-e-una-delle-regioni-con-meno-pendolarismo-verso-i-capoluoghi/">Incidenza di spostamenti per lavoro verso i capoluoghi nelle regioni italiane (2021)</a></h3>
                                    </div>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_304816_tab3"><p>I dati sono stati elaborati dalle matrici del pendolarismo per lavoro elaborate da Istat. I capoluoghi considerati negli spostamenti sono tutti quelli di provincia presenti sul territorio nazionale.</p>
</div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Abruzzo Openpolis su dati Istat                                                                <br>(pubblicati: mercoledì 8 Ottobre 2025)
                                        </p>
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                            </div>

			


<p>La regione italiana dove si registra più pendolarismo lavorativo verso il capoluogo è il <strong>Lazio</strong>, dove questo fenomeno riguarda il 65,2% dei movimenti (circa 1,2 milioni). Seguono Liguria (58,2%), Emilia-Romagna (43,1%) e Sicilia (42,7%). Sono 7 le regioni che superano la media nazionale. I valori più bassi si registrano invece in Calabria (31,4%), Veneto (28,4%) e Marche (27,2%). </p>



<p>L&#8217;Abruzzo registra poco più di 410mila spostamenti giornalieri per motivi di lavoro. Di questi, il <strong>32,1% </strong>(quasi 132 mila in termini assoluti) <strong>avviene verso un capoluogo.</strong> Si tratta di un valore di circa 7 punti percentuali inferiore rispetto alla media nazionale.</p>


<div id="strillo-testo-block_1ccc7ac623e152cf43ea3f6f7bf65f58" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>Il movimento verso i capoluoghi non spiega tutti gli spostamenti per lavoro.</p>
			        </section>
		</div>



<p><strong>Pur essendo importanti per il lavoro, i capoluoghi di provincia non sono gli unici poli che attraggono i pendolari.</strong> Questo è un elemento cruciale quando si parla di pianificazione efficiente dei servizi: i flussi diretti verso determinate aree rivelano infatti i bisogni della popolazione che le raggiunge ogni giorno. Si tratta di esigenze che possono riguardare la mobilità, ma anche la presenza di servizi come asili nido o altri presìdi utili per le famiglie dei lavoratori. Per questo è fondamentale analizzare gli spostamenti guardando oltre i confini provinciali, in ottica di gestione delle risorse e di sostegno dello sviluppo locale del territorio. </p>


        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="Nell’Abruzzo in spopolamento serve un nuovo approccio ai bisogni del territorio" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Nell’Abruzzo in spopolamento serve un nuovo approccio ai bisogni del territorio
<br><strong>Approfondisci</strong></a>.</p>
        </section>
		





<p>Per comprendere meglio quanto incidono gli spostamenti verso i capoluoghi nel territorio abruzzese, è stata utilizzata la <strong>classificazione Gssi.</strong> Questa particolare metodologia definisce delle polarità comunali sulla base di servizi considerati come essenziali. Ciascun comune può appartenere a 4 classi differenti ottenute attraverso la combinazione dei servizi presenti. Seguendo una metodologia per step, sono state individuate 48 polarità.</p>


<div id="piu-ci-si-avvicina-verso-le-citta-e-piu-aumenta-il-pendolarismo-verso-di-esse" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>




        <section class="link_ext">
	            
        </section>
		




            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-pendolarismo-verso-i-capoluoghi-aumenta-avvicinandosi-alle-citta/">Il pendolarismo verso i capoluoghi aumenta avvicinandosi alle città</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-pendolarismo-verso-i-capoluoghi-aumenta-avvicinandosi-alle-citta/">Incidenza di spostamenti per lavoro verso i capoluoghi nei comuni abruzzesi (2021)</a></h3>
                                    </div>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_304818_tab3"><p>I dati sono stati elaborati dalle matrici del pendolarismo per lavoro elaborate da Istat. I capoluoghi considerati negli spostamenti sono tutti quelli di provincia presenti sul territorio nazionale.</p>
</div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Abruzzo Openpolis su dati Istat                                                                <br>(pubblicati: mercoledì 8 Ottobre 2025)
                                        </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/12/il-pendolarismo-verso-i-capoluoghi-aumenta-avvicinandosi-alle-citta.png" target="_blank" download></a>
						                                                
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                            <p><label for="embed-chart-304818"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-304818" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                </div>

                            </div>

			


<p><strong>Il primo elemento che risulta evidente dall&#8217;analisi è che più i comuni sono vicini ai capoluogo più riportano dei movimenti di pendolarismo verso le città.</strong> Questo è un dato interessante anche alla luce dell&#8217;incidenza degli spostamenti verso un capoluogo da parte dei comuni della montagna interna: questi movimenti compongono il 34,2% di tutti gli spostamenti per lavoro, non discostandosi particolarmente dalla media della regione. Il dato può essere spiegato con la vicinanza di alcuni capoluoghi, in primis quello dell&#8217;Aquila, ai grandi gruppi montuosi presenti in regione. </p>



<p>È possibile vedere l&#8217;effetto dei capoluoghi considerando la divisione comunale effettuata con la metodologia Gssi. <strong>Sono i comuni di rank 1 (quelli con più servizi essenziali) a registrare più spostamenti verso i capoluoghi (70,9%).</strong> Fanno parte di questa categoria i quattro comuni capoluogo stessi e Avezzano. Questo elemento ci permette di capire che tendenzialmente chi vive in un capoluogo rimane lì anche per lavoro.</p>


<div id="la-metodologia-del-gssi-ci-permette-di-capire-che-molti-spostamenti-gravitano-intorno-ai-quattro-capoluoghi-piu-avezzano" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>




<div id="strillo-testo-block_f95adc6d7c11660c05f7a3ee59248ffa" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>Tra i comuni di rank 1 c&#8217;è una differenza tra i capoluoghi e Avezzano.</p>
			        </section>
		</div>



<p>Andando però ad analizzare i dati specifici sulle aree delineate dalla metodologia Gssi, quindi ampliando il raggio dei comuni interessati, <strong>si definiscono due dinamiche principali: quella dei capoluoghi e quella di Avezzano.</strong> Attorno ai capoluoghi stessi molti spostamenti gravitano attorno alla città principale, nello specifico: la polarità dell&#8217;Aquila registra una percentuale dell&#8217;85,5%, Chieti del 62,4%, Teramo del 59,7% e Pescara del 50,4%.</p>



<p><strong>Nel comune di Avezzano, il pendolarismo verso capoluoghi spiega solo il 10,5% degli spostamenti per lavoro</strong>; nell&#8217;area limitrofa a questo comune l&#8217;11,4%. Se però si considerano i movimenti verso lo stesso comune di Avezzano nei comuni adiacenti, il dato aumenta all&#8217;64%.</p>


<div id="strillo-testo-block_4a55bed0f18a505d3fb3c697f14f3fec" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>L&#8217;esempio di Vasto mostra più polarità tra i comuni vicini.</p>
			        </section>
		</div>



<p>Un esempio particolare che si può analizzare è quello di <strong>Vasto</strong>. Il comune risulta secondo la classificazione delle aree interne come intermedio, quindi distante almeno 28 minuti dal polo più vicino. Secondo invece la classificazione Gssi, è un comune di rank 2, ovvero un territorio in cui sono presenti dei servizi che possono essere importanti per la popolazione, seppur non nella stessa misura delle aree che rientrano nel rank 1. In questo contesto, il pendolarismo verso i capoluoghi dello stesso comune di Vasto si assesta al 3,7%, se si comprende l&#8217;area limitrofa si scende al 3,1%. Analizzando quali sono i comuni verso i quali ci sono più spostamenti nell&#8217;area in questione, si nota che i primi tre sono <strong>Vasto (37,6%), San Salvo (29,6%) e Atessa (8,8%).</strong> Nel dettaglio, San Salvo rientra all&#8217;interno della polarità di Vasto secondo la classificazione Gssi mentre Atessa è a sua volta una polarità di rank 3.</p>



<p>Questi esempi mostrano come le zone più attrattive a livello lavorativo non sono soltanto i capoluoghi e che superare la concezione dei confini provinciali è necessario per un&#8217;efficiente gestione dei servizi per i lavoratori sul territorio.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Come seguire Abruzzo Openpolis</h3>


        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Scarica i dati, comune per comune</p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Osservatorio_Abruzzo/2021_pendolarismoperlavoro.xls" target="_blank" rel="noopener">I movimenti pendolari in Abruzzo per motivi di lavoro</a></p>
</div>
				            </div>
        </section>
		



<p>Abruzzo Openpolis è un progetto di Fondazione Openpolis,&nbsp;<a href="https://www.hubruzzo.net/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Fondazione Hubruzzo</a>&nbsp;e&nbsp;<a href="https://www.gssi.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Gran Sasso Science Institute</a>. Per seguire gli aggiornamenti del nostro monitoraggio&nbsp;<strong>puoi iscriverti alla nostra newsletter</strong>&nbsp;<strong>dedicata.</strong>&nbsp;Ti invieremo una news mensile di mercoledì. Riceverai articoli, dati, grafici e mappe liberamente utilizzabili per promuovere un dibattito informato.</p>



<p>Foto: <a href="https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Stazione_di_Pescara_03.jpg" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Wikimedia Commons</a> &#8211; <a href="https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0/deed.en" target="_blank" rel="noreferrer noopener">licenza</a></p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/i-movimenti-dei-pendolari-abruzzesi-verso-le-citta-capoluogo/">I movimenti dei pendolari abruzzesi verso le città capoluogo</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;Abruzzo è una delle regioni più ricche di alberi monumentali</title>
		<link>https://www.openpolis.it/labruzzo-e-una-delle-regioni-piu-ricche-di-alberi-monumentali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martina Lovat]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Nov 2025 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italie a confronto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=304509</guid>

					<description><![CDATA[<p>Gli alberi sono monumentali quando hanno caratteristiche estetiche, culturali o storiche peculiari. Con 293 esemplari, l’Abruzzo è la sesta regione in Italia per numero di esemplari.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/labruzzo-e-una-delle-regioni-piu-ricche-di-alberi-monumentali/">L&#8217;Abruzzo è una delle regioni più ricche di alberi monumentali</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Dalle coste alle montagne, passando per le città e i paesi più piccoli, l’Abruzzo è caratterizzato dalla convivenza di numerosi ecosistemi.</strong> La varietà di numerosi ambienti, naturali e artificiali, rende cruciale un lavoro di tutela e valorizzazione dei territori su chiave fortemente locale. Per esempio, <strong>vanno in questa direzione gli sforzi di salvaguardia degli alberi monumentali</strong>, esemplari con specifiche caratteristiche che rivestono un ruolo particolarmente importante per il paesaggio e la storia di un territorio.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Cosa sono gli alberi monumentali</h3>



<p>Alcune piante hanno delle caratteristiche che sono considerate notevoli sotto differenti punti di vista. Ci sono esemplari che si distinguono per elementi estetici come l&#8217;altezza, la circonferenza del fusto o l&#8217;architettura dei rami. Altri che invece hanno un valore paesaggistico, storico o culturale per il territorio in cui sono presenti.<strong> Questi alberi rappresentano un elemento identitario fondamentale per le comunità locali e i territori in cui esse vivono.</strong></p>


<div id="gli-alberi-monumentali-sono-elementi-identitari-di-un-territorio-e-non-possono-essere-abbattuti" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>




<div id="strillo-testo-block_260fe350bee42b029f180aab7e8122d7" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>Per legge, gli alberi monumentali non possono essere abbattuti.</p>
			        </section>
		</div>



<p>La tutela di questi esemplari è in vigore dal 2013, anno in cui a livello nazionale è stata emanata la <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2013-01-14;10!vig=2025-10-30" target="_blank" rel="noreferrer noopener">legge 10/2013</a>. Questa normativa definisce le caratteristiche necessarie affinché un albero sia classificato come monumentale, formalizza l&#8217;iter di selezione e ne garantisce la salvaguardia. <strong>Ne è espressamente vietato l&#8217;abbattimento mentre sono autorizzati solo specifici interventi considerati necessari e improrogabili previa autorizzazione del comune e del ministero dell&#8217;agricoltura e della sovranità alimentare (Masaf).</strong></p>



<p>Per quel che riguarda invece il processo con cui vengono selezionati, <strong>ogni comune ha l&#8217;obbligo di effettuare un censimento</strong> sul proprio territorio comunicando poi il dato alla regione di appartenenza che invia al ministero di competenza (il Masaf) l&#8217;elenco completo degli esemplari presenti.</p>



<p>In Italia, con l&#8217;ultimo decreto direttoriale del 23 ottobre 2025 risultano censiti <strong>4.944 alberi monumentali</strong>. In seguito a questo decreto ,sono stati inseriti nell&#8217;elenco nazionale 211 esemplari. Ke regioni che hanno fatto delle richieste di aggiunta sono 11: Basilicata, Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Lazio, Lombardia, Puglia, Sardegna, Sicilia, Umbria e Veneto. Gli alberi monumentali si distribuiscono in maniera differente sul suolo nazionale.</p>


            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/labruzzo-e-una-delle-regioni-italiane-con-piu-alberi-monumentali/">L&#8217;Abruzzo è una delle regioni italiane con più alberi monumentali</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/labruzzo-e-una-delle-regioni-italiane-con-piu-alberi-monumentali/">Alberi monumentali nelle regioni italiane (2025)</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1">
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_304591_tab3"><p>Gli alberi monumentali sono piante hanno delle caratteristiche che sono considerate notevoli come elementi estetici come l&#8217;altezza, la circonferenza del fusto o l&#8217;architettura dei rami o caratteristiche legate al valore paesaggistico, storico o culturale per il territorio in cui sono presenti.</p>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Abruzzo Openpolis su dati Masaf                                                                <br>(ultimo aggiornamento: giovedì 23 Ottobre 2025)
                                        </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-304591"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-304591" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;505&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/labruzzo-e-una-delle-regioni-italiane-con-piu-alberi-monumentali/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			


<p>La regione italiana caratterizzata dal maggior numero di alberi monumentali è il<strong> Friuli-Venezia Giulia</strong>. I suoi 542 esemplari compongono l&#8217;11% di quelli registrati in Italia. Seguono Lombardia (476), Sardegna (431) e Campania (387). Ad averne di meno invece la Valle d&#8217;Aosta (118), la provincia autonoma di Trento (96) e quella di Bolzano (40).</p>


<div id="labruzzo-e-la-sesta-regione-per-numero-di-esemplari-sono-293" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>




<div id="strillo-testo-block_acdf333b964d8e25e61405069848011e" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>L&#8217;Abruzzo è la sesta regione in Italia per numero di alberi monumentali.</p>
			        </section>
		</div>



<p><strong>In Abruzzo si rilevano 292 alberi monumentali, circa il 6% di tutti quelli presenti in Italia. </strong>Si tratta della sesta regione per numero di esemplari, a pari merito con il Veneto. Scendendo più nel dettaglio, la maggioranza di queste piante (231) si trova in contesto non urbano. La provincia che ne registra di più e <strong>L&#8217;Aquila (120)</strong>, seguita Teramo (78). A chiudere Chieti (64) Pescara (30).</p>



<p><strong>Principalmente, gli alberi monumentali sono stati segnalati per età o dimensioni:</strong> il 94,2% (276 su 292) riporta infatti delle caratteristiche degne di nota da questo punto di vista. 98 esemplari sono stati segnalati per pregio paesaggistico mentre 95 per forma e portamento e 80 per il valore ecologico. Sono di meno invece quelli con elementi peculiari legati all&#8217;architettura vegetale (23) e alla rarità botanica (7). L&#8217;albero monumentale con la circonferenza del fusto maggiore (circa 13 metri) è un castanea sativa (castagno in nome volgare) che si trova a Valle Castellana in provincia di Teramo. Quello invece più alto misura 45 metri e si tratta di un faggio (Fagus sylvatica L.) situato a Cappadocia in provincia dell&#8217;Aquila.</p>


<div id="la-loro-tutela-rientra-tra-le-funzioni-e-competenze-dei-comuni" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<p><strong>La protezione di questi esemplari rientra tra le funzioni comunali.</strong> Al netto di questa competenza specifica, per il ruolo che gli alberi monumentali rivestono per il territorio più ampio del singolo comune, la loro valorizzazione potrebbe essere organizzata anche tenendo presenti bacini territoriali più ampi. Ad esempio i limiti naturali all&#8217;interno di aree geografiche come le valli montane, oppure basandosi su confini culturali o la vicinanza a servizi già attivi. </p>



<p>Dato questo contesto, la mappatura della presenza degli alberi monumentali deve essere fatta alla luce della specificità del territorio abruzzese. Di conseguenza è stata utilizzata la classificazione Gssi per comprendere meglio la distribuzione di questi esemplari sulla superficie regionale. Si tratta di una metodologia che definisce delle micropolarità comunali sulla base di alcuni servizi considerati come essenziali.</p>


        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/nellabruzzo-in-spopolamento-serve-un-nuovo-approccio-ai-bisogni-del-territorio/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Nell’Abruzzo in spopolamento serve un nuovo approccio ai bisogni del territorio
<br><strong>Approfondisci</strong></a>.</p>
        </section>
		




            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/ci-sono-38-alberi-monumentali-nella-polarita-di-crognaleto/">Ci sono 38 alberi monumentali nella polarità di Crognaleto</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/ci-sono-38-alberi-monumentali-nella-polarita-di-crognaleto/">Alberi monumentali in Abruzzo divisi per ambito giornaliero (2025)</a></h3>
                                    </div>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/ci-sono-38-alberi-monumentali-nella-polarita-di-crognaleto/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/11/ci-sono-38-alberi-monumentali-nella-polarita-di-crognaleto.png" placeholder ></amp-img><div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div></amp-iframe>                        <div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/ci-sono-38-alberi-monumentali-nella-polarita-di-crognaleto/">Ci sono 38 alberi monumentali nella polarità di Crognaleto &#8211; Alberi monumentali in Abruzzo divisi per ambito giornaliero (2025)</a></div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_304639_tab3"><p>Gli alberi monumentali sono piante hanno delle caratteristiche che sono considerate notevoli come elementi estetici come l’altezza, la circonferenza del fusto o l’architettura dei rami o caratteristiche legate al valore paesaggistico, storico o culturale per il territorio in cui sono presenti. La divisione geografica utilizzata è quella degli ambiti giornalieri elaborata dal Gssi. Si tratta di una metodologia che definisce delle micropolarità comunali sulla base di alcuni servizi considerati come essenziali.</p>
</div>
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                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Abruzzo Openpolis su dati Masaf                                                                <br>(ultimo aggiornamento: mercoledì 22 Ottobre 2025)
                                        </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-304639"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-304639" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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<div id="larea-territoriale-con-piu-alberi-monumentali-e-crognaleto-nel-teramano" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<p>L&#8217;ambito giornaliero in cui ci sono più alberi monumentali è Crognaleto (38) seguito da L&#8217;Aquila (35), Castel di Sangro (14) e Penne (13). Andando a considerare i rank definiti dalla classificazione Gssi, la maggior parte di questi esemplari si concentra in comuni di tipo 4 (235). 42 unità invece si registrano in comuni di tipo 1, più urbanizzati e caratterizzati da più servizi. <strong>Questi elementi confermano da un lato la ricchezza naturale delle aree più lontane dai servizi ma anche la presenza di peculiarità naturalistiche in aree più antropizzate</strong>, ribadendo l&#8217;importanza di politiche ambientali centrate sulle caratteristiche dei territori su cui insistono.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Come seguire Abruzzo Openpolis</h3>


        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Scarica i dati, comune per comune</p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Osservatorio_Abruzzo/2025ottobre_abruzzo_alberimonumentali.xls" target="_blank" rel="noopener">Alberi monumentali in Abruzzo</a></p>
</div>
				            </div>
        </section>
		



<p>Abruzzo Openpolis è un progetto di Fondazione Openpolis,&nbsp;<a href="https://www.hubruzzo.net/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Fondazione Hubruzzo</a>&nbsp;e&nbsp;<a href="https://www.gssi.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Gran Sasso Science Institute</a>. Per seguire gli aggiornamenti del nostro monitoraggio&nbsp;<strong>puoi iscriverti alla nostra newsletter</strong>&nbsp;<strong>dedicata.</strong>&nbsp;Ti invieremo una news mensile di mercoledì. Riceverai articoli, dati, grafici e mappe liberamente utilizzabili per promuovere un dibattito informato.</p>



<p>Foto: <a href="https://www.flickr.com/photos/terzocchio/4719016840/in/photostream/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">aurelio candido</a> &#8211; <a href="https://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.0/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">licenza</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/labruzzo-e-una-delle-regioni-piu-ricche-di-alberi-monumentali/">L&#8217;Abruzzo è una delle regioni più ricche di alberi monumentali</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>In Abruzzo una famiglia su dieci si trova in povertà relativa</title>
		<link>https://www.openpolis.it/in-abruzzo-una-famiglia-su-dieci-si-trova-in-poverta-relativa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Dal Poggetto]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Oct 2025 09:15:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italie a confronto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=302712</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nel 2024 le famiglie abruzzesi in tale condizione erano il 10,1%. Questi nuclei rimangono sotto i livelli medi di benessere, con ricadute sulla coesione sociale ed economica di tutta la comunità.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/in-abruzzo-una-famiglia-su-dieci-si-trova-in-poverta-relativa/">In Abruzzo una famiglia su dieci si trova in povertà relativa</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Ci sono diversi modi per misurare quante persone vivono in condizioni di indigenza. Uno di questi è la <strong>povertà assoluta</strong>, che indica la situazione in cui una famiglia non riesce a sostenere la spesa minima necessaria per acquistare un paniere di beni e servizi essenziali — come cibo, riscaldamento, abbigliamento o un’abitazione dignitosa — per condurre una vita accettabile.</p>



<p>Un&#8217;altra dimensione altrettanto rilevante, ma spesso meno considerata tra gli indicatori per misurare la situazione di singoli e famiglie, è la <strong>povertà relativa</strong>. Questa indica la condizione economica di un soggetto rispetto al resto della popolazione. In altre parole, si parla di povertà relativa quando un singolo o una famiglia ha una capacità di spesa non sufficiente per mantenere un tenore di vita in linea con quello della comunità di cui fa parte.</p>


        <section class="glossary">
            <div>
                <mark>
																		La povertà relativa è una situazione di deficit di risorse necessarie per mantenere lo stile di vita corrente. Questa mancanza viene calcolata in relazione al livello medio di risorse della popolazione totale a cui si fa riferimento.</br>
											                </mark>
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/?post_type=opmag_glossary&amp;p=240310">
                &#8220;Che differenza c’è tra povertà assoluta e povertà relativa&#8221;</a></span>

            </div>
        </section>
		


<p>In <strong>Abruzzo</strong> nel 2024, in base ai dati appena pubblicati da <a href="https://www.istat.it/wp-content/uploads/2025/10/La-poverta-in-italia-_-Anno-2024.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Istat</a>, la quota di famiglie che si trovavano in questa situazione era di circa il 10%. Un dato tutto sommato contenuto se confrontato alle altre regioni del mezzogiorno e inferiore, di poco, alla media nazionale (10,9%).</p>


<div id="in-abruzzo-una-famiglia-su-dieci-si-trovava-in-poverta-relativa-nel-2024" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>




        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">10,1% </span>la quota di famiglie abruzzesi che si trovavano in condizione di povertà relativa rispetto al totale dei nuclei residenti nel 2024.</p>
			        </section>
		


<p>Analizzare questi dati è importante, non solo perché spesso povertà assoluta e relativa coincidono, ma anche perché, quando non è così, ci troviamo comunque di fronte a famiglie che rimangono sotto i livelli medi di benessere. Ciò ha ricadute sulla coesione sociale ed economica di tutta la comunità.</p>



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				                <p>Osservatorio basato sui dati dedicato alla regione Abruzzo.</p>
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<h3 class="wp-block-heading">I dati sulla povertà relativa, in Italia e in Abruzzo</h3>



<p>Nel 2024, anno più recente per cui sono disponibili i dati, le famiglie italiane in condizione di povertà relativa erano circa <strong>2,8 milioni</strong> (dato stabile rispetto al 2023). Si tratta del 10,9% dei nuclei totali. Il sud si conferma come l’area del paese ampiamente più critica da questo punto di vista. Qui infatti l&#8217;incidenza delle famiglie in povertà relativa è del <strong>20%</strong>. Valori simili e molto inferiori invece al nord (6,6%) e al centro (6,5%) della penisola.</p>



<p>Scindendo i dati a livello regionale, appare ancora più evidente come il divario tra sud e centro-nord del paese sia particolarmente marcato. <strong>L&#8217;Abruzzo (10,1%) infatti è l&#8217;unica regione del mezzogiorno a riportare un dato inferiore alla media nazionale (10,9%)</strong>. Viceversa, con la sola eccezione delle Marche, le regioni del centro e del nord si trovano tutte sotto il dato italiano. </p>



<p>Il valore più alto in assoluto è quello della <strong>Puglia</strong> con il 24,3%. Oltre il 20% anche <strong>Calabria</strong> e <strong>Campania</strong>. Viceversa la quota più bassa di famiglie in povertà relativa è quella del <strong>Trentino-Alto Adige</strong> (4,7%).</p>


<div id="al-sud-lincidenza-della-poverta-relativa-e-maggiore-nelle-aree-metropolitane-e-nei-piccoli-centri-periferici" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>




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                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-abruzzo-il-10-delle-famiglie-si-trova-in-poverta-relativa/">In Abruzzo il 10% delle famiglie si trova in povertà relativa</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-abruzzo-il-10-delle-famiglie-si-trova-in-poverta-relativa/">Percentuale di famiglie che si trovano in povertà relativa per regione (2024)</a></h3>
                                    </div>
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                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Abruzzo Openpolis su dati Istat                                                                <br>(pubblicati: martedì 14 Ottobre 2025)
                                        </p>
                </div>
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        <section class="blockquote">
							<p>Al sud l’incidenza della povertà relativa è maggiore nelle aree metropolitane e nei piccoli centri periferici.</p>
			        </section>
		</div>



<p>Un altro dato interessante da notare riguarda il fatto che <strong>l’incidenza delle famiglie in povertà relativa, a livello nazionale, risulta più marcata nei comuni con popolazione fino a 50mila abitanti non periferia di area metropolitana (12,2%)</strong>. L’incidenza invece è più contenuta nei grandi centri (8,3%) e nelle periferie delle aree metropolitane e nei comuni con popolazione superiore ai 50mila abitanti (10,1%). Da notare che al sud invece la situazione è un po’ diversa. <strong>Qui infatti l’incidenza delle famiglie povere è sostanzialmente identica nelle grandi città (20,9%) come nei piccoli centri (20,8%)</strong>. Leggermente inferiore invece nelle aree intermedie (18,3%).</p>


<div id="purtroppo-esistono-pochi-dati-con-granularita-territoriale-sulla-poverta-delle-famiglie" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<p>Complessivamente quindi <strong>al sud la povertà si distribuisce in maniera più o meno omogenea tra aree urbane e periferiche</strong>. Le caratteristiche e le esigenze delle famiglie che vivono in città però probabilmente differiscono da quelle di chi vive in zone meno urbanizzate. Come nelle <strong>aree interne</strong> ad esempio. Capire regione per regione, comune per comune, dove si trovano le situazioni più critiche sarebbe molto importante per valutare l’eventuale attuazione di interventi mirati.</p>



<p>Purtroppo, al momento, <strong>dati di dettaglio territoriale non sono disponibili, e ciò limita la possibilità di un’analisi più fine </strong>e di politiche realmente personalizzate. Per avere una misura della deprivazione delle famiglie, tuttavia, è possibile fare delle stime attraverso le <a href="https://www.istat.it/statistica-sperimentale/aggiornamento-degli-indicatori-del-sistema-informativo-a-misura-di-comune/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">statistiche sperimentali</a> di Istat. Si può ad esempio analizzare la quota di famiglie con figli a carico che si mantengono su un unico reddito. Una situazione che – in molti casi – rende fragili le finanze familiari.</p>


<div id="nel-2020-a-laquila-quasi-il-20-delle-famiglie-si-trovava-in-una-situazione-di-potenziale-disagio-socio-economico" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<h3 class="wp-block-heading">Le famiglie in potenziale disagio socio-economico in Abruzzo</h3>



<p>L&#8217;indicatore analizzabile con i dati disponibili è la <strong>percentuale di famiglie anagrafiche con almeno un minore di età inferiore ai 6 anni e un unico percettore di reddito rispetto al totale delle famiglie monoreddito</strong>. Sebbene siano presenti distorsioni legate all&#8217;evasione fiscale e a situazioni particolari (non tutte le famiglie monoreddito sono necessariamente in difficoltà economica) e l&#8217;informazione sia disponibile solo per i <strong>comuni con almeno 5mila abitanti</strong>, questo indicatore offre la maggiore granularità territoriale possibile. Si tratta di dati relativi al <strong>2020</strong>, primo anno di emergenza Covid.&nbsp;</p>



<p>Considerando i territori per cui il dato è disponibile, possiamo osservare che in Abruzzo ci sono ben 12 comuni dove la percentuale di famiglie monoreddito con almeno un figlio nel 2020 era pari o superiore al 30%. La quota più alta in assoluto in quell’anno era stata fatta registrare da <strong>Luco dei Marsi</strong> con il 37,6%. Seguono <strong>Collecorvino</strong> (34,5%) e <strong>Corropoli</strong> (34,1%).</p>


<div id="strillo-testo-block_24aeae69f78063b16736c794a126543d" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>I comuni capoluogo hanno una bassa incidenza di famiglie monoreddito con figli.</p>
			        </section>
		</div>



<p>Viceversa il dato più basso risulta essere quello di <strong>Castel di Sangro</strong> (13,8%), seguito da <strong>Tagliacozzo</strong> (14,8%) e <strong>Tortoreto</strong> (15,6%). È interessante notare che tutti e quattro i capoluoghi di provincia abruzzesi rientrano tra i 15 comuni con la più bassa percentuale di famiglie monoreddito con figli. Il dato migliore in questo caso è quello di <strong>Chieti</strong> (16,5%) che è il quarto più basso di tutta regione fra i comuni per cui l’informazione è disponibile. Troviamo poi <strong>Pescara</strong> (17,2%), <strong>Teramo</strong> (19,1%) e infine <strong>L’Aquila</strong> (19,6%). Pur non potendo confrontare direttamente questi dati con quelli relativi alla povertà relativa, possiamo comunque osservare che apparentemente in Abruzzo l’incidenza delle famiglie potenzialmente a rischio di disagio economico è maggiore nei piccoli centri piuttosto che nelle grandi città.</p>


            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2020-chieti-e-stato-il-capoluogo-abruzzese-con-meno-famiglie-monoreddito-con-figli/">Nel 2020 Chieti è stato il capoluogo abruzzese con meno famiglie monoreddito con figli</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2020-chieti-e-stato-il-capoluogo-abruzzese-con-meno-famiglie-monoreddito-con-figli/">Percentuale di famiglie anagrafiche in cui è presente almeno un minore con meno di 6 anni e un unico percettore di reddito sul totale dei nuclei monoreddito (2020)</a></h3>
                                    </div>
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<p>Dato disponibile solo per i comuni con più di 5.000 abitanti.</p>
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                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Abruzzo Openpolis su dati Istat (statistiche sperimentali)                                                                <br>(ultimo aggiornamento: giovedì 19 Giugno 2025)
                                        </p>
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                            <p><label for="embed-chart-302708"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                            </div>

			


<p>L’impegno di Istat nel fornire dati territoriali dettagliati rappresenta un punto di riferimento essenziale. Tuttavia, per superare i limiti attuali <strong>sarebbe auspicabile che l’intero sistema pubblico rafforzi la raccolta e la condivisione di informazioni</strong> a livello locale. Solo con dati di dettaglio e aggiornati frequentemente infatti è possibile definire e implementare politiche mirate e realmente aderenti alle esigenze delle popolazioni.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Come seguire Abruzzo Openpolis</h3>


        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Scarica i dati, comune per comune</p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Osservatorio_Abruzzo/famiglie_monoreddito_abruzzo.xls">Famiglie monoreddito con figli</a></p>
</div>
				            </div>
        </section>
		



<p>Abruzzo Openpolis è un progetto di Fondazione openpolis,&nbsp;<a href="https://www.hubruzzo.net/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Fondazione Hubruzzo</a>&nbsp;e&nbsp;<a href="https://www.gssi.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Gran Sasso Science Institute</a>. Per seguire gli aggiornamenti del nostro monitoraggio&nbsp;<strong>puoi iscriverti alla nostra newsletter</strong>&nbsp;<strong>dedicata.</strong>&nbsp;Ti invieremo una news mensile di mercoledì. Riceverai articoli, dati, grafici e mappe liberamente utilizzabili per promuovere un dibattito informato.</p>



<p>Foto: <a href="https://unsplash.com/it/foto/uomo-in-abito-nero-che-cammina-sul-marciapiede-durante-il-giorno-wGIOPXv7JUE" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Dario Brönnimann</a> (<a href="https://unsplash.com/it/licenza">licenza</a>)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/in-abruzzo-una-famiglia-su-dieci-si-trova-in-poverta-relativa/">In Abruzzo una famiglia su dieci si trova in povertà relativa</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Neet, l&#8217;Abruzzo è ancora distante dagli obiettivi europei</title>
		<link>https://www.openpolis.it/neet-labruzzo-e-ancora-distante-dagli-obiettivi-europei/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Dal Poggetto]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Sep 2025 08:15:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italie a confronto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=302673</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nel 2024 i giovani abruzzesi che non si formano, non hanno un lavoro né lo cercano erano il 17,2%. Uno dei livelli più contenuti del mezzogiorno ma superiore alla media nazionale e ancora lontano dagli obiettivi comunitari in materia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/neet-labruzzo-e-ancora-distante-dagli-obiettivi-europei/">Neet, l&#8217;Abruzzo è ancora distante dagli obiettivi europei</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Dopo la pandemia, la discussione riguardante le condizioni delle giovani generazioni è tornata a dare molta rilevanza al fenomeno dei cosiddetti <strong>Neet (Not in Education, Employment or Training)</strong>. Vale a dire i ragazzi e le ragazze che non hanno un impiego, non lo cercano attivamente né sono inseriti in percorsi di istruzione o formazione.</p>



<p>Le difficoltà nel trovare un impiego &#8211; anche successivamente alla fine della pandemia &#8211; infatti sembrerebbero aver scoraggiato molti giovani spingendoli verso l’inattività. Si tratta di un vero e proprio problema sociale. Anche per questo motivo l’Unione europea si è posta l’obiettivo di <strong>ridurre la quota di giovani Neet sotto il 9% entro il 2030</strong>.</p>



<p>Sotto questo profilo l’Italia, pur in un percorso di miglioramento, nel 2024 risultava ancora molto lontana dall’obiettivo Ue. I dati più recenti disponibili ci parlano infatti di una quota di Neet fra i giovani di età compresa tra i 15 e i 29 anni del 15,2%. L’<strong>Abruzzo</strong> è tra le regioni del mezzogiorno in cui la situazione risultava meno critica. Tuttavia si trova <strong>ancora al di sopra della media nazionale e molto lontano dall’obiettivo Ue</strong>.</p>


<div id="i-neet-in-abruzzo-nel-2024-erano-il-172-dei-giovani-tra-15-e-29-anni-molto-lontano-dallobiettivo-ue-in-materia" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>




        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">17,2% </span><span style="font-weight: 400">la quota di Neet in Abruzzo nella fascia di età compresa tra i 15 e i 29 anni nel 2024.</span></p>
			        </section>
		


<p>Spesso il dibattito pubblico tende a <strong>trattare il fenomeno in maniera semplicistica</strong>, <strong>etichettando i Neet come giovani che non hanno voglia o bisogno di lavorare</strong>. In realtà, questa è solo una delle molteplici sfaccettature del fenomeno. Ad esempio, alcuni <a href="https://www.savethechildren.it/cosa-facciamo/pubblicazioni/alla-ricerca-del-tempo-perduto" target="_blank" rel="noreferrer noopener">studi</a> evidenziano come <strong>le giovani donne, pur avendo risultati scolastici migliori, sono più colpite da tale dinamica</strong>, probabilmente a causa dei carichi di cura familiare che le portano ad abbandonare studio o lavoro.</p>


        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>It will be critical [&#8230;] for EU policy to focus on young mothers, who are now the most likely to not be in education, employment or training, and severe regional disparities.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.eurofound.europa.eu/en/publications/all/becoming-adults-young-people-post-pandemic-world#overview" target="_blank">&#8211; Eurofund, Becoming adults: Young people in a post-pandemic world (21 maggio 2024)</a>
									            </div>
        </section>
		


<p>La mancata partecipazione al mercato del lavoro o a percorsi di istruzione e formazione sembrerebbe quindi più dovuta a <a href="https://lavoce.info/archives/107692/neet-un-problema-da-affrontare-lontano-dai-luoghi-comuni/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">problemi sistemici</a> che non alle scelte individuali. Non si tratta solo di un problema legato alle legittime aspirazioni di ragazze e ragazzi: <strong>aumentare la quota di giovani attivi infatti rappresenta un obiettivo cruciale sia per la crescita economica che per la sostenibilità del sistema previdenziale</strong>, in Italia come in Abruzzo. Si tratta quindi di un tema di interesse generale, per questo è fondamentale analizzare il fenomeno e attuare politiche mirate per contrastarlo.</p>






<h3 class="wp-block-heading">Perché approfondire il fenomeno dei Neet in chiave territoriale</h3>



<p>Il termine Neet è stato introdotto tra gli anni &#8217;80 e &#8217;90 nel Regno Unito con l’obiettivo di identificare e studiare il fenomeno dei giovani (tendenzialmente di età compresa tra i 16 e i 18 anni) che, una volta terminato il percorso scolastico, non lavoravano e non seguivano corsi di formazione professionale. </p>


<div id="la-natura-eterogenea-dei-neet-richiede-analisi-territoriali-dettagliate-per-politiche-pubbliche-mirate" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<p>Nel corso del tempo, la definizione di Neet si è evoluta e c&#8217;è dibattito in letteratura, in particolare rispetto alla fascia d&#8217;età da considerare. A livello Ue, si è optato per un ampliamento significativo del perimetro dell&#8217;indicatore e, di conseguenza, anche della definizione degli<a href="https://ec.europa.eu/eurostat/statistics-explained/index.php?title=Statistics_on_young_people_neither_in_employment_nor_in_education_or_training" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> obiettivi</a> in materia. La Commissione europea ha infatti esteso i limiti di età <strong>dai 15 ai 29 anni</strong>, anche in ragione dell&#8217;eterogeneità del fenomeno tra i 27 paesi membri.</p>



<p>Ampliare così tanto il perimetro naturalmente fa sì che la categoria dei Neet diventi molto eterogenea e comporti la necessità di <strong>adottare politiche pubbliche differenziate</strong>. Ovviamente infatti gli adolescenti che abbandonano la scuola hanno caratteristiche e necessità molto diverse rispetto ai giovani adulti che si ritrovano senza lavoro.</p>


<div id="strillo-testo-block_7da7bb25a229c960262c8a4b344239aa" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>In Italia i Neet sono prevalentemente disoccupati di lungo periodo o lavoratori scoraggiati.</p>
			        </section>
		</div>



<p>Non si tratta però solamente di differenze legate all’età. Ci sono molti altri fattori che incidono sulle caratteristiche dei Neet. Uno <a href="https://oa.inapp.gov.it/items/325b1d76-07c6-49f9-b834-52ca0498431b" target="_blank" rel="noreferrer noopener">studio</a> realizzato dall’Istituto nazionale per l’analisi delle politiche pubbliche (Inapp) ha infatti individuato ben <strong>7 diverse categorie</strong>. Secondo lo studio, in Italia i Neet sono prevalentemente disoccupati di lungo periodo o lavoratori scoraggiati, con un <strong>forte squilibrio di genere dovuto alle responsabilità di cura familiari</strong>. Una realtà molto diversa rispetto all&#8217;immagine del giovane apatico.</p>



<p>Un altro elemento da tenere in considerazione nell’analisi è il <strong>contesto territoriale</strong> di riferimento. Ancora nel 2023 infatti <a href="https://www.eurofound.europa.eu/en/publications/2024/becoming-adults-young-people-post-pandemic-world" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Eurofound</a> valutava come essenziale, con specifico riferimento al caso italiano, un approfondimento territoriale date le significative differenze nel mercato del lavoro locale. Le discrepanze interne, sia a livello nazionale che regionale, possono essere attribuite a molteplici fattori, tra cui le condizioni economiche e socio-educative dei vari territori. <strong>È pertanto fondamentale analizzare approfonditamente la situazione di partenza dei giovani potenzialmente a rischio di diventare Neet, al fine di sviluppare politiche pubbliche efficaci e mirate</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading">I Neet in Abruzzo</h3>



<p>Descritto il quadro a livello generale, entriamo più nel dettaglio del contesto italiano. Nel 2024 i giovani che non lavoravano né erano inseriti in percorsi di istruzione o formazione rappresentavano il <strong>15,2%</strong> delle persone di età compresa tra i 15 e i 29 anni. Scindendo il dato nelle varie componenti territoriali si riscontrano delle significative differenze rispetto alla media nazionale.</p>



<p>Si va infatti da una quota di giovani Neet del <strong>7,7%</strong> fatta registrare dal <strong>Trentino-Alto Adige</strong> al <strong>26,2%</strong> della <strong>Calabria</strong>. Oltre al Trentino, anche Veneto, Emilia-Romagna e Piemonte avevano una quota di Neet inferiore al 10%. Tutte le regioni del mezzogiorno invece riportavano un dato superiore alla media. In questo quadro articolato, <strong>l’Abruzzo risultava essere comunque una delle regioni meridionali con la percentuale di Neet più bassa (17,2%)</strong>, superato solamente della Basilicata (17%).</p>


<div id="rispetto-al-2020-la-quota-di-neet-in-abruzzo-si-e-ridotta-di-36-punti-percentuali" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>




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                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2024-in-abruzzo-i-neet-erano-il-172-dei-15-29enni/">Nel 2024 in Abruzzo i Neet erano il 17,2% dei 15-29enni</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2024-in-abruzzo-i-neet-erano-il-172-dei-15-29enni/">Percentuale di persone di 15-29 anni né occupate, né inserite in un percorso di istruzione o formazione (2024)</a></h3>
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                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Abruzzo Openpolis su dati Istat                                                                <br>(consultati: lunedì 11 Agosto 2025)
                                        </p>
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<p>Un elemento interessante da evidenziare riguarda la <strong>capacità dei territori di riassorbire la quota di Neet dovuta alla pandemia</strong>. Pur in un quadro di generale miglioramento rispetto al 2020 infatti, le regioni sono uscite dal Covid in maniera diversa. Con specifico riferimento all’Abruzzo, la regione nel 2020 faceva registrare una quota di Neet del 20,8% (inferiore alla media nazionale di quell’anno). L’anno successivo la percentuale era salita al 21,1% per poi iniziare un percorso discendente. <strong>Tra il 2020 e il 2024 si nota un calo nel tasso di Neet in Abruzzo di 3,6 punti percentuali</strong>. Si tratta di un dato tutto sommato contenuto se si considera che solo il <strong>Friuli-Venezia Giulia</strong> riporta un saldo inferiore (-3,1 punti percentuali).</p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">-3,6 </span><span style="font-weight: 400">la riduzione, in punti percentuali, della quota di Neet in Abruzzo considerando gli anni 2020 e 2024.</span></p>
			        </section>
		


<p>D’altra parte bisogna anche considerare che <strong>molte delle regioni che hanno evidenziato una capacità di riassorbimento maggiore partivano da percentuali molto più alte</strong>. Ad esempio, la <strong>Sicilia</strong> ha visto una riduzione della quota di Neet di 12,7 punti percentuali ma partiva da una quota del 38,4%. Allo stesso modo, la <strong>Campania</strong> ha ridotto i propri Neet nel periodo considerato di 10,4 punti percentuali ma partendo da una quota del 35,3%.</p>



<p>Singolare invece il caso del <strong>Piemonte</strong>. Questa regione infatti nel 2020 aveva fatto registrare una quota di Neet del 20%, non dissimile da quella dell’Abruzzo. Nel 2024 però tale quota era scesa al <strong>9,8%</strong> (-10,2 punti percentuali). Un dato che evidenzia ancora una volta i significativi divari territoriali che caratterizzano il nostro paese, anche per quanto riguarda la capacità di offrire opportunità, educative e occupazionali, per i più giovani.</p>


<div id="tra-i-capoluoghi-e-pescara-ad-avere-la-quota-di-giovani-inattivi-piu-elevata-con-il-234-dato-2020" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<h3 class="wp-block-heading">Inattivi a livello locale</h3>



<p>Anche per quanto riguarda il fenomeno dei Neet le differenze sul territorio nazionale sono quindi molto significative. Fermarsi al livello regionale però non è sufficiente. Come abbiamo visto infatti <strong>le caratteristiche dei Neet possono essere anche molto eterogenee e possono essere influenzate da molti fattori</strong>. Per questo è di fondamentale importanza spingere l’analisi al livello locale.</p>



<p>A livello comunale, i dati più recenti e dettagliati sui Neet risalgono al 2020 e sono stati elaborati dall&#8217;Istat come statistiche sperimentali. È importante considerare che questo indicatore non è direttamente comparabile con i precedenti, sia per l&#8217;anno di riferimento sia per la differente metodologia di calcolo. Per questo livello di analisi, infatti, la quota di giovani tra i 15 e i 29 anni che non risultano avere un&#8217;occupazione regolare e non seguono un percorso di studio viene ricostruita a partire dalle anagrafi, fungendo quindi da indicatore proxy dei Neet. Questi dati inoltre sono disponibili solo per i comuni con almeno cinquemila abitanti. Di conseguenza, <strong>in Abruzzo le informazioni sono reperibili solamente per 54 comuni</strong>.</p>



<p>Le percentuali più elevate in assoluto sono quelle fatte registrare da <strong>Luco dei Marsi</strong> (27,6%), <strong>Celano</strong> (26%) e <strong>Sulmona</strong> (25,4%). Viceversa il dato più contenuto è quello di <strong>Bellante</strong> (16,6%). Seguono <strong>Sant’Egidio alla Vibrata</strong> (17,3%) e <strong>Corropoli</strong> (17,5%). Con riferimento ai capoluoghi di provincia, il dato più basso è quello di <strong>Teramo</strong> (20,6%). La percentuale più alta invece è quella di <strong>Pescara</strong> (23,4%). <strong>Chieti</strong> e <strong>L’Aquila</strong> si attestano rispettivamente al 22,1% e al 21,6%.</p>


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                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/pescara-e-il-capoluogo-abruzzese-con-piu-giovani-che-non-studiano-e-non-lavorano/">Pescara è il capoluogo abruzzese con più giovani che non studiano e non lavorano</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/pescara-e-il-capoluogo-abruzzese-con-piu-giovani-che-non-studiano-e-non-lavorano/">Percentuale di residenti di 15-29 anni che non hanno un’occupazione regolare e non seguono un percorso di studio per comune in Abruzzo (2020)</a></h3>
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                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Abruzzo Openpolis su dati Istat (statistiche sperimentali)                                                                <br>(pubblicati: giovedì 19 Giugno 2025)
                                        </p>
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                            <p><label for="embed-chart-302668"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-302668" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;505&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/pescara-e-il-capoluogo-abruzzese-con-piu-giovani-che-non-studiano-e-non-lavorano/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
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                            </div>

			

<div id="servono-dati-aggiornati-e-dettagliati-per-poter-valutare-la-situazione-comune-per-comune-e-impostare-politiche-pubbliche-incisive" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>




<div id="strillo-testo-block_f03df4cbc17ad67b3a51dd6dcde06792" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>Servono dati aggiornati e dettagliati per studiare il fenomeno dei Neet e impostare politiche pubbliche mirate.</p>
			        </section>
		</div>



<p>Il lavoro di Istat sulle statistiche sperimentali offre una <strong>base preziosa per comprendere meglio la realtà a livello locale e per arricchire il dibattito pubblico con nuove evidenze</strong>. Senza queste informazioni ciò non sarebbe possibile. Purtroppo però, con i dati attualmente disponibili, ampie aree della regione rimangono escluse dall’indagine. </p>



<p>Per poter definire delle politiche mirate che siano guidate dalle evidenze dei dati <strong>sarebbe auspicabile garantire una disponibilità più ampia e aggiornata delle informazioni</strong>. Disporre di dati aggiornati e granulari infatti non è soltanto una questione tecnica, ma un requisito fondamentale per definire interventi mirati e realmente efficaci.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Come seguire Abruzzo Openpolis</h3>


        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Scarica i dati, comune per comune</p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Osservatorio_Abruzzo/Giovani_inattivi_Abruzzo_2025.xls">Giovani inattivi</a></p>
</div>
				            </div>
        </section>
		



<p>Abruzzo Openpolis è un progetto di Fondazione openpolis,&nbsp;<a href="https://www.hubruzzo.net/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Fondazione Hubruzzo</a>&nbsp;e&nbsp;<a href="https://www.gssi.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Gran Sasso Science Institute</a>. Per seguire gli aggiornamenti del nostro monitoraggio&nbsp;<strong>puoi iscriverti alla nostra newsletter</strong>&nbsp;<strong>dedicata.</strong>&nbsp;Ti invieremo una news mensile di mercoledì. Riceverai articoli, dati, grafici e mappe liberamente utilizzabili per promuovere un dibattito informato.</p>



<p>Foto: <a href="https://unsplash.com/it/foto/uomo-in-camicia-grigia-a-maniche-lunghe-e-pantaloni-neri-seduto-su-una-panchina-di-cemento-grigio-durante-il-giorno-cjeDHF_H2Ws" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Eugene Chystiakov</a> &#8211; <a href="https://unsplash.com/it/licenza" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Licenza</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/neet-labruzzo-e-ancora-distante-dagli-obiettivi-europei/">Neet, l&#8217;Abruzzo è ancora distante dagli obiettivi europei</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Per metà dei comuni abruzzesi è difficile raggiungere la stazione</title>
		<link>https://www.openpolis.it/per-meta-dei-comuni-abruzzesi-e-difficile-raggiungere-la-stazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martina Lovat]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Aug 2025 10:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italie a confronto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=302078</guid>

					<description><![CDATA[<p>Più di un quarto degli abruzzesi vive in comuni con stazioni ferroviarie lontane e inaccessibili. La regione è quella con l’incidenza maggiore in Italia. È una questione importante per il diritto alla mobilità dei cittadini e per le economie dei territori, anche alla luce del calo demografico.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/per-meta-dei-comuni-abruzzesi-e-difficile-raggiungere-la-stazione/">Per metà dei comuni abruzzesi è difficile raggiungere la stazione</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>L’Abruzzo è la regione italiana che presenta la situazione di marginalità peggiore rispetto alla rete ferroviaria.</strong> Per oltre la metà dei comuni in regione, infatti, la stazione è lontana e inaccessibile. Questo limita la fruizione di un servizio fondamentale per la mobilità, reso critico a più di un quarto della popolazione abruzzese.</p>



<p><strong>Considerare l’accessibilità del servizio è importante anche alla luce del calo demografico in corso in diverse aree</strong> (perlopiù interne e montane) più lontane dalle stazioni.</p>



<p>Ma non parliamo solo del diritto alla mobilità per le comunità, bensì di un importante strumento di sviluppo per l’economia dei territori.<strong> L’infrastruttura ferroviaria, infatti, è cruciale anche dal punto di vista commerciale.</strong> Non è un caso che a questa siano stati assegnati oltre 20 miliardi di euro nel piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr).</p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">22,5 mld € </span>i fondi Pnrr destinati a Rete ferroviaria italiana (Rfi).</p>
			        </section>
		


<p>Tra le numerose misure messe in atto per il trasporto ferroviario, ce n&#8217;è <a href="https://openpnrr.it/misure/151/#progetti" target="_blank" rel="noreferrer noopener">una</a> che riguarda il miglioramento delle stazioni del sud del paese che è storicamente dotato di una minore capillarità e qualità del servizio. Ha come obiettivo il miglioramento dei servizi ai clienti e lo sviluppo di intermodalità ferro-gomma. <strong>Tra le 30 stazioni medio-grandi di importanza strategica selezionata, c&#8217;è anche quella di Pescara, in Abruzzo.</strong></p>



<p>Ma non sono soltanto la qualità di una stazione o la quantità di corse presenti che rendono più utilizzabile il servizio: <strong>bisogna infatti considerare anche l&#8217;accessibilità e la vicinanza delle stesse, un problema particolarmente presente nella regione.</strong> La marginalità di questi territori si riflette anche sulle dinamiche di spopolamento.</p>






<h3 class="wp-block-heading">Come si valuta l&#8217;accesso alle stazioni ferroviarie</h3>



<p>La definizione dell&#8217;accessibilità può essere data in molti modi. Tra i numerosi metodi che si possono utilizzare,&nbsp;<a href="https://www.istat.it/it/files//2023/12/Stat_Focus_Accessibilit%C3%A0.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Istat</a>&nbsp;ha definito una matrice basandosi su una&nbsp;<a href="https://www.oecd-ilibrary.org/transport/benchmarking-accessibility-in-cities_4b1f722b-en" target="_blank" rel="noreferrer noopener">metodologia</a>&nbsp;delineata dall&#8217;Ocse. La facilità con cui si possono raggiungere le infrastrutture di mobilità ferroviaria è data da due elementi principali: l’<strong>accessibilità assoluta</strong> (ovvero la capacità di raggiungere la stazione entro un tempo massimo prestabilito) e la <strong>prossimità</strong> (la presenza o meno di un’infrastruttura in una certa distanza). In sintesi, la prima definisce la possibilità di un collegamento alle stazioni, la seconda invece la vicinanza alle stesse.</p>



<p>Nel paese, il 32,8% dei comuni ha stazioni accessibili e vicine. Nel 2022 vivono in queste zone 35,7 milioni di italiani, il 61% della popolazione. Le aree distanti ma ben collegate (accessibili e vicine) sono invece il 17,2% dei comuni. I territori con più criticità sono quelli in cui la ferrovia non risulta né accessibile né vicina.</p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">2.599 </span>i comuni italiani in cui la ferrovia non é né accessibile né vicina.</p>
			        </section>
		


<p>Compongono il 32,8% dei comuni del paese e in queste zone vivono all&#8217;incirca 6,8 milioni di persone, pari all&#8217;11,6% della popolazione residente.</p>


<div id="le-stazioni-ferroviarie-sono-lontane-e-inaccessibili-per-il-538-dei-comuni-abruzzesi-e-oltre-un-quarto-dei-suoi-abitanti" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>




            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/le-stazioni-ferroviarie-sono-lontane-e-inaccessibili-per-la-meta-dei-comuni-abruzzesi/">Le stazioni ferroviarie sono lontane e inaccessibili per la metà dei comuni abruzzesi</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/le-stazioni-ferroviarie-sono-lontane-e-inaccessibili-per-la-meta-dei-comuni-abruzzesi/">Incidenza di comuni e popolazione che si trovano in aree inaccessibili e lontane dalle stazioni ferroviarie (2022)</a></h3>
                                    </div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_302322_tab3"><p>La facilità con cui si possono raggiungere le infrastrutture di mobilità ferroviaria è data da due elementi principali: l’accessibilità assoluta (ovvero la capacità di raggiungere la stazione entro un tempo massimo prestabilito) e la prossimità (la presenza o meno di un’infrastruttura in una certa distanza). In sintesi, la prima definisce la possibilità di un collegamento alle stazioni, la seconda invece la vicinanza alle stesse.</p>
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                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Abruzzo Openpolis su dati <a href="https://www.istat.it/it/archivio/292688" target="_blank" rel="noopener">Istat</a>                                                                <br>(consultati: lunedì 22 Gennaio 2024)
                                        </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-302322"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-302322" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			


<p>Si tratta di una situazione particolarmente differenziata tra i territori italiani. La regione con il maggior numero di comuni caratterizzati dalla situazione di marginalità peggiore rispetto alla rete ferroviaria è l&#8217;<strong>Abruzzo</strong>, dove i treni risultano inaccessibili e lontani per il <strong>53,8%</strong> dei territori. Seguono Molise (53,7%), Valle d&#8217;Aosta e Basilicata (52,7%). Valori minori invece in Lombardia (20,7%), Veneto (18,8%) e Umbria (13%). Per quel che riguarda invece la popolazione, l&#8217;incidenza più alta di abitanti in questo tipo di aree è la Basilicata (29,2%), a. cui seguono Molise (25%) e Valle d&#8217;Aosta (24,7%). La più bassa invece si rileva in Friuli Venezia Giulia (4,7%), Umbria (3,2%) e Liguria (2,1%). In Abruzzo sono il 22,5%. <strong>Come analizzato da Istat, le regioni che presentano maggiori difficoltà sono quelle in cui sono più presenti le catene montuose delle Alpi e degli Appennini.</strong></p>


        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Il determinismo ambientale, in particolare il ruolo dell’orografia, spiega gran parte delle aeree inaccessibili a Nord sulle Alpi e al Centro con gli Appennini</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.istat.it/it/files//2023/12/Stat_Focus_Accessibilit%C3%A0.pdf" target="_blank">&#8211; L&#8217;accessibilità dei comuni alle principali infrastrutture di trasporto, Istat</a>
									            </div>
        </section>
		


<h3 class="wp-block-heading">La presenza di infrastrutture su rotaia e il calo demografico</h3>



<p>Le stazioni ferroviarie sono considerate uno dei servizi essenziali per lo sviluppo di un territorio. A dimostrazione di ciò, la presenza di una stazione almeno di livello silver è uno dei tre elementi che caratterizza i comuni polo nella classificazione delle aree interne.</p>


        <section class="glossary">
            <div>
                <mark>
																		Le aree interne sono i comuni italiani più periferici, in termini di accesso ai servizi essenziali (salute, istruzione, mobilità).</br>
											                </mark>
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/che-cosa-sono-le-aree-interne/">
                &#8220;Che cosa sono le aree interne&#8221;</a></span>

            </div>
        </section>
		


<p>Questa metodologia ha una sua rilevanza a livello nazionale sulle questioni legate al contrasto alla marginalizzazione dei territori. Ma non è l&#8217;unica che considera l&#8217;infrastruttura ferroviaria come centrale rispetto allo sviluppo territoriale. Lo è infatti anche per la classificazione sviluppata dai ricercatori del Gran Sasso Science Institute (Gssi) che riporta una chiave specificatamente locale per la regione Abruzzo.</p>


        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/nellabruzzo-in-spopolamento-serve-un-nuovo-approccio-ai-bisogni-del-territorio/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Nell’Abruzzo in spopolamento serve un nuovo approccio ai bisogni del territorio.
<br><strong>Approfondisci</strong></a>.</p>
        </section>
		




<div id="la-complessita-nel-raggiungere-le-stazioni-ferroviarie-ha-dei-legami-con-il-calo-demografico" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<p><strong>Uno degli scopi con cui entrambe le metodologie sono state elaborate è il monitoraggio al calo demografico, una criticità che caratterizza fortemente le aree lontane dai servizi essenziali.</strong> Non tutti i comuni sono però da considerarsi uguali in questo scenario: alcuni territori della regione mostrano infatti delle differenti capacità di adattamento agli shock che, <a href="https://www.openpolis.it/lo-spopolamento-della-montagna-abruzzese-e-inevitabile/">secondo i ricercatori del Gssi</a>, è una variabile chiave nel determinare la loro direzione di sviluppo. Questa a sua volta è influenzata da tutta una serie di fattori come la capacità di terziarizzare l&#8217;economia e la presenza di presidi per la prima infanzia. Sulla base di queste ricerche, è stata definita dai ricercatori un&#8217;altra metodologia che definisce la traiettoria demografica di ciascun comune sulla base di alcuni elementi socio-economici.</p>



<p>I comuni con maggiore capacità di adattamento ai processi in corso sono definiti “<strong>vibranti</strong>”. Si tratta di territori che mostrano una crescita demografica continua dal censimento 1971 al 2011. Oltre a questi, ci sono quelli che mostrano fasi di crescita e calo e quelli che invece registrano esclusivamente un trend di decrescita. Questi ultimi sono i comuni “<strong>a combustione lenta</strong>”. Alla luce di quanto è stato detto fin ora, risulta interessante considerare come si distribuisce l&#8217;accessibilità ferroviaria sul territorio abruzzese alla luce di quest&#8217;ultima metodologia che non prende direttamente in analisi la presenza delle stazioni sul territorio.</p>


            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-comuni-abruzzesi-a-combustione-lenta-sono-quelli-in-cui-le-ferrovie-sono-lontane-e-inaccessibili/">I comuni abruzzesi &#8220;a combustione lenta&#8221; sono quelli in cui le ferrovie sono lontane e inaccessibili</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-comuni-abruzzesi-a-combustione-lenta-sono-quelli-in-cui-le-ferrovie-sono-lontane-e-inaccessibili/">Accessibilità dell&#8217;infrastruttura ferroviaria dei comuni abruzzesi rispetto alla classificazione per capacità di adattamento (2022)</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1">
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_302324_tab3"><p>La facilità con cui si possono raggiungere le infrastrutture di mobilità ferroviaria è data da due elementi principali: l’accessibilità assoluta (ovvero la capacità di raggiungere la stazione entro un tempo massimo prestabilito) e la prossimità (la presenza o meno di un’infrastruttura in una certa distanza). In sintesi, la prima definisce la possibilità di un collegamento alle stazioni, la seconda invece la vicinanza alle stesse.</p>
<div id="chart_288845_tabpanel3" class="tabContent tabContent-3" role="tabpanel" aria-labelledby="chart_288845_tab3">
<p>La classificazione per capacità di adattamento è stata sviluppata dalle ricercatrici Gssi all’interno della ricerca <a href="https://onlinelibrary.wiley.com/doi/epdf/10.1111/tesg.12535" target="_blank" rel="noopener">Distant but Vibrant Places. Local Determinants of Adaptability to Peripherality.</a></p>
</div>
</div>
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                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Abruzzo Openpolis su dati <a href="https://www.istat.it/it/archivio/292688" target="_blank" rel="noopener">Istat</a>                                                            </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-302324"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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<div id="i-comuni-a-combustione-lenta-hanno-piu-spesso-stazioni-lontane-e-inaccessibili-rispetto-a-quelli-vibranti" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<p>Considerando i comuni a combustione lenta, in tutto 141 sulla regione, <strong>103 riportano una condizione in cui il trasporto su rotaia è inaccessibile e lontano.</strong> Gli abitanti di questi territori sono circa 98mila. Solo 6 riportano stazioni accessibili e distanti (quindi sono ben collegati anche se non sono vicini) mentre 2 sono caratterizzati dalla situazione migliore.</p>



<p>Al contrario, <strong>prendendo in esame i comuni vibranti, la maggior parte (20 su 53) ha stazioni accessibili e vicine.</strong> In queste zone vivono quasi 315mila persone. Sono 11 invece quelli in cui sono inaccessibili e lontane.</p>


        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Scarica i dati, comune per comune</p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Osservatorio_Abruzzo/2021_accessibilitavibranza.xls" target="_blank" rel="noopener">Accessibilità e prossimità delle stazioni ferroviarie</a></p>
</div>
				            </div>
        </section>
		



<h3 class="wp-block-heading">Come seguire Abruzzo Openpolis</h3>



<p>Abruzzo Openpolis è un progetto di Fondazione openpolis,&nbsp;<a href="https://www.hubruzzo.net/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Fondazione Hubruzzo</a>&nbsp;e&nbsp;<a href="https://www.gssi.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Gran Sasso Science Institute</a>. Per seguire gli aggiornamenti del nostro monitoraggio&nbsp;<strong>puoi iscriverti alla nostra newsletter</strong>&nbsp;<strong>dedicata.</strong>&nbsp;Ti invieremo una news mensile di mercoledì. Riceverai articoli, dati, grafici e mappe liberamente utilizzabili per promuovere un dibattito informato.</p>



<p>Foto Mattia Fonzi</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/per-meta-dei-comuni-abruzzesi-e-difficile-raggiungere-la-stazione/">Per metà dei comuni abruzzesi è difficile raggiungere la stazione</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La differenziazione delle aziende agricole e lo sviluppo dei territori in Abruzzo</title>
		<link>https://www.openpolis.it/la-differenziazione-delle-aziende-agricole-e-lo-sviluppo-dei-territori-in-abruzzo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martina Lovat]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Jul 2025 10:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italie a confronto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=301945</guid>

					<description><![CDATA[<p>L’agricoltura è un settore in trasformazione anche in regione. Una parte delle imprese diversifica le attività. Dall’energia rinnovabile all’offerta agrituristica, le sfide del comparto con un’analisi comune per comune.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/la-differenziazione-delle-aziende-agricole-e-lo-sviluppo-dei-territori-in-abruzzo/">La differenziazione delle aziende agricole e lo sviluppo dei territori in Abruzzo</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>I cambiamenti climatici, il ricambio demografico e le nuove tecnologie mutano le caratteristiche tradizionali di un comparto che, se ben strutturato, può avere un impatto per lo sviluppo dei territori abruzzesi, soprattutto nelle aree rurali e montane.</strong> Una parte oggi minoritaria delle imprese in regione è protagonista di questo cambiamento, attraverso l’ampliamento e la differenziazione delle attività.</p>



<p>In questo contesto, alcune aziende stanno iniziando a sviluppare un approccio multifunzionale. Significa svolgere attività connesse a quella agricola che vanno dalla valorizzazione turistica (con l&#8217;offerta di agriturismi) alla produzione di energia rinnovabile, oltre al ruolo nella manutenzione del territorio e nella pulizia di aree boschive. <strong>Quello agricolo è un comparto che negli anni ha ampliato il proprio ruolo, rafforzandosi in questo tipo di attività che può rappresentare anche una chiave di sviluppo territoriale.</strong> In Abruzzo, l&#8217;incidenza di questo tipo di imprese sul comparto agricolo è inferiore rispetto alla media nazionale e risulta molto differenziata all&#8217;interno del territorio regionale.</p>






<h3 class="wp-block-heading">Una trasformazione ancora in corso</h3>



<p>Alla luce del momento che il comparto sta passando, <strong>l&#8217;integrazione di strumenti di sviluppo rurale è centrale per i territori, in particolare quelli delle aree interne che risentono in misura maggiore degli effetti del calo demografico in corso nel paese.</strong> Tra le misure messe in campo dalla regione Abruzzo, c&#8217;è quella introdotta tramite la <a href="https://www.google.com/url?q=http://www2.consiglio.regione.abruzzo.it/leggi_tv/abruzzo_lr/2015/lr15014/Intero.asp&amp;sa=D&amp;source=editors&amp;ust=1751448502295832&amp;usg=AOvVaw1-9hPgyQrl2Lmy6hxTX2mz" target="_blank" rel="noreferrer noopener">legge regionale 14/2015</a> che istituisce la creazione di distretti rurali: si tratta di sistemi di sviluppo e gestione territoriale da implementare in aree a forte vocazione agricola, attraverso interlocuzioni tra gli attori locali pubblici e privati che operano nel settore.</p>



<p>Stando all&#8217;ultima clausola valutativa, <a href="https://www.crabruzzo.it/system/files/relazione-2019-distretti-rurali_0%281%29.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">rilasciata nel 2019</a>, si tratta ancora di un processo allo stato embrionale, data la difficoltà di mettere in contatto le parti in gioco.</p>


        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>L’integrazione tra attività agricola e altre attività locali non viene ancora percepita come “valore aggiunto del territorio” pertanto è estremamente difficile far dialogare le diverse componenti produttive imprenditoriali che operano nei diversi territori.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.crabruzzo.it/system/files/relazione-2019-distretti-rurali_0%281%29.pdf" target="_blank">&#8211; Dipartimento politiche dello sviluppo rurale e della pesca &#8211; relazioni clausole valutative 2019</a>
									            </div>
        </section>
		


<p>Anche alla luce delle complessità nell&#8217;integrazione delle attività locali, <strong>ci sono diverse imprese agricole multifunzione che cercano di inserire nel processo aziendale anche altre attività di diversa natura</strong>, come per esempio gli agriturismi e la produzione di energia da fonti rinnovabili. Sono presenti in tutta la regione, con una particolare concentrazione nelle zone cintura e nei comuni intermedi.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Le aziende agricole con attività connesse in Abruzzo</h3>



<p>Ma cosa si intende esattamente quando si parla di attività connesse? Stando alla definizione utilizzata <a href="https://esploradati.istat.it/databrowser/#/it/censimentoagricoltura/categories/CENSAGR/CENSAGR_STRCHAR/IT1,DCAT_CENSAGRIC2020_GAIN,1.0">da Istat</a>, sono comprese <strong>tutte quelle prestazioni a scopo di lucro direttamente collegate all&#8217;attività agricola in senso stretto.</strong> <strong>In questi contesti lavorativi, sono direttamente impiegate risorse oppure prodotti finali dell&#8217;azienda.</strong> Sono incluse attività a scopo turistico come gli agriturismi e le fattorie didattiche, lavori legati alla trasformazione dei prodotti animali o vegetali, la sistemazione dei parchi e dei giardini, acquacoltura, silvicoltura e la produzione di energia da fonti rinnovabili.</p>


<div id="le-attivita-connesse-a-quelle-agricole-sono-cruciali-per-affrontare-le-trasformazioni-nel-sistema-agricolo" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<p><strong>Integrare ulteriori attività oltre a quelle strettamente agricole è una strategia messa in atto dalle stesse aziende agricole per fare fronte ai numerosi mutamenti che il settore sta attraversando.</strong> Da una parte, la maggiore formalizzazione del comparto sta portando a trasformazioni dal punto di vista strutturale: imprese sempre più grandi territorialmente e una maggiore legalizzazione del settore stanno progressivamente cambiando metodi di lavoro, per quanto ancora la maggior parte delle aziende siano ancora di piccole dimensioni e a conduzione familiare. Dall&#8217;altro, si tratta di un ambito caratterizzato da sfide importanti, come il mancato ricambio demografico e gli impatti dei cambiamenti climatici.</p>


        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/esercizi/lagricoltura-in-breve-un-settore-in-trasformazione/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Approfondisci
<br><strong>Agricoltura oggi: sfide per il futuro</strong></a>.</p>
        </section>
		





<p>Gli ultimi dati disponibili, relativi al <a href="https://esploradati.istat.it/databrowser/#/it/censimentoagricoltura/categories/CENSAGR/CENSAGR_STRCHAR/IT1,DCAT_CENSAGRIC2020_GAIN,1.0" target="_blank" rel="noreferrer noopener">censimento generale dell&#8217;agricoltura del 2020</a>, mostrano che sul territorio nazionale sono presenti 65.125 imprese che riportano almeno un&#8217;altra attività connessa direttamente all&#8217;agricoltura. Rappresentano una piccola parte di tutte le aziende agricole italiane, pari circa a 1,1 milioni.</p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">5,7% </span>l&#8217;incidenza di aziende agricole che svolgono attività connesse sul totale delle imprese che operano nel settore (2020).</p>
			        </section>
		


<p>Ci sono zone del paese in cui l&#8217;integrazione di attività connesse nel processo aziendale agricolo sono più presenti.</p>


            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-abruzzo-oltre-1-500-imprese-agricole-svolgono-anche-altre-attivita-connesse/">In Abruzzo, oltre 1.500 imprese agricole svolgono anche altre attività connesse</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-abruzzo-oltre-1-500-imprese-agricole-svolgono-anche-altre-attivita-connesse/">Imprese agricole che riportano almeno un&#8217;attività connessa (2020)</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1">
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                    </div>
			        			                                <div id="chart_301947_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_301947_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_301947_tab3"><p>Le attività connesse generano reddito e risultano direttamente collegate alle attività agricole in senso stretto. In queste, sono impiegate risorse dell’azienda o prodotti.</p>
</div>
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                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis su dati <a href="https://esploradati.istat.it/databrowser/#/it/censimentoagricoltura/categories/CENSAGR/CENSAGR_STRCHAR/IT1,DCAT_CENSAGRIC2020_GAIN,1.0" target="_blank" rel="noopener">Istat</a>                                                                <br>(consultati: martedì 20 Maggio 2025)
                                        </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/07/in-abruzzo-oltre-1-500-imprese-agricole-svolgono-anche-altre-attivita-connesse.png" target="_blank" download></a>
						                                                
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                            <p><label for="embed-chart-301947"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-301947" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                            </div>

			


<p>Tra le regioni italiane, quella che riporta il numero maggiore è la <strong>Toscana</strong>, con <strong>7.723 aziende</strong>. Seguono Lombardia (6.248), Emilia-Romagna (5.731) e Veneto (5.681). Sono di meno invece in Basilicata (831), Molise (593) e <strong>Valle d&#8217;Aosta</strong> <strong>(336)</strong>. Se si analizza il dato sotto il profilo dell&#8217;incidenza di queste aziende sul totale di quelle caratterizzate da attività agricole,<strong> si può vedere che c&#8217;è una divisione tra il nord e il sud del paese.</strong> Il territorio caratterizzato dalla percentuale più alta è infatti <strong>Bolzano</strong> <strong>(24,6%)</strong>, a cui seguono Toscana (14,8%), Valle d&#8217;Aosta (13,4%) e Lombardia (13,3%). Minori valori invece in Sicilia (2,4%), Calabria (2,2%) e <strong>Puglia</strong> <strong>(1,8%)</strong>.</p>


<div id="in-abruzzo-si-riscontrano-in-1-695-aziende-il-38-di-quelle-che-operano-nel-comparto" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<p>In questo scenario, <strong>l&#8217;Abruzzo si colloca in una posizione coerente con le dinamiche registrate a livello nazionale.</strong> Sono in tutto <strong>1.695</strong> le aziende agricole con attività connesse, pari al <strong>3,8%</strong> di quelle rilevate sul territorio della regione. Si tratta di un valore di circa 2 punti inferiore rispetto alla media nazionale.</p>



<p><strong>Le principali attività connesse svolte dalle aziende agricole abruzzesi riguardano il settore agrituristico, riportato da 547 imprese.</strong> Seguono la trasformazione di prodotti vegetali (267) e animali (237). La produzione di energia da fonti rinnovabili viene riscontrata in 159 imprese, principalmente prodotta tramite il sole (144). Le province abruzzesi in cui si rilevano più imprese agricole di questo tipo sono Chieti (540) e Teramo (487). Sono di meno invece a L&#8217;Aquila (338) e Pescara (330).</p>


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                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/teramo-e-il-comune-abruzzese-con-piu-imprese-agricole-che-svolgono-anche-altre-attivita/">Teramo è il comune abruzzese con più imprese agricole che svolgono anche altre attività</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/teramo-e-il-comune-abruzzese-con-piu-imprese-agricole-che-svolgono-anche-altre-attivita/">Imprese agricole che riportano almeno un&#8217;attività connessa in Abruzzo (2020)</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0">
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis su dati <a href="https://esploradati.istat.it/databrowser/#/it/censimentoagricoltura/categories/CENSAGR/CENSAGR_STRCHAR/IT1,DCAT_CENSAGRIC2020_GAIN,1.0" target="_blank" rel="noopener">Istat</a>                                                                <br>(consultati: martedì 20 Maggio 2025)
                                        </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-301952"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-301952" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;505&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/teramo-e-il-comune-abruzzese-con-piu-imprese-agricole-che-svolgono-anche-altre-attivita/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
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<div id="teramo-e-il-comune-abruzzese-con-piu-imprese-agricole-che-fanno-attivita-connesse-allagricoltura-46" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<p><strong>Principalmente, queste aziende si trovano nei comuni cintura (592) e intermedi (510). </strong>Come abbiamo <a href="https://www.openpolis.it/le-aree-interne-abruzzesi-e-il-loro-contributo-al-settore-agricolo/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">analizzato</a> in passato, sono anche le aree della regione in cui c&#8217;è una maggiore superficie agricola utilizzata, oltre ad essere quelle con più unità agricole. Sono invece di meno nelle zone periferiche (368), polo (143) e ultraperiferiche (82). Considerando però l&#8217;incidenza, risulta maggiore il valore dei comuni ultraperiferici (5,8%), seguito da quelli polo (4,5%), intermedi (4,1%), cintura (3,6%) e periferici (3,4%).</p>



<p>I comuni in cui si registrano i valori più alti sono <strong>Teramo (46)</strong>, L&#8217;Aquila (35), Loreto Aprutino (Pescara, 34) e Penne (Pescara, 32). In termini relativi, il comune con l&#8217;incidenza maggiore delle imprese agricole multifunzione è Anversa degli Abruzzi (L&#8217;Aquila) con il 50% delle aziende sul totale (7 su 14). Seguono Carapelle Calvisio (L&#8217;Aquila, 40% pari a 2 su 5) e Villetta Barrea (L&#8217;Aquila, 38,5% pari a 5 su 13). </p>



<h3 class="wp-block-heading">Come seguire Abruzzo Openpolis</h3>


        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Scarica i dati, comune per comune</p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Osservatorio_Abruzzo/2020_agricolturaconnessi.xls" target="_blank" rel="noopener">Aziende agricole abruzzesi con attività connesse</a></p>
</div>
				            </div>
        </section>
		



<p>Abruzzo Openpolis è un progetto di Fondazione openpolis,&nbsp;<a href="https://www.hubruzzo.net/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Fondazione Hubruzzo</a>&nbsp;e&nbsp;<a href="https://www.gssi.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Gran Sasso Science Institute</a>. Per seguire gli aggiornamenti del nostro monitoraggio&nbsp;<strong>puoi iscriverti alla nostra newsletter</strong>&nbsp;<strong>dedicata.</strong>&nbsp;Ti invieremo una news mensile di mercoledì. Riceverai articoli, dati, grafici e mappe liberamente utilizzabili per promuovere un dibattito informato.</p>



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<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/la-differenziazione-delle-aziende-agricole-e-lo-sviluppo-dei-territori-in-abruzzo/">La differenziazione delle aziende agricole e lo sviluppo dei territori in Abruzzo</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Potenzialità e prospettive del cinema in Abruzzo in un nuovo report</title>
		<link>https://www.openpolis.it/potenzialita-e-prospettive-del-cinema-in-abruzzo-in-un-nuovo-report/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mattia]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Jun 2025 10:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italie a confronto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=301733</guid>

					<description><![CDATA[<p>L'osservatorio interuniversitario sul cinema e sugli audiovisivi in Abruzzo (OICA) e Fondazione Openpolis hanno presentato oggi un'indagine preliminare sul settore, delineando le caratteristiche e le opportunità per una crescita del cinema e dell'audiovisivo in Abruzzo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/potenzialita-e-prospettive-del-cinema-in-abruzzo-in-un-nuovo-report/">Potenzialità e prospettive del cinema in Abruzzo in un nuovo report</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Si chiama “<strong>Potenzialità e prospettive del settore cinematografico e audiovisivo in Abruzzo. Un’indagine preliminare</strong>” il nuovo report presentato stamattina all&#8217;Aquila.</p>



<p>Il dossier, presentato oggi nel capoluogo abruzzese, rappresenta <strong>un’indagine preliminare sul settore nella regione</strong>, redatto in base alle fonti che sono disponibili e a oggi: il punto di partenza di un percorso di analisi più approfondito.</p>



<p>È stato realizzato dall&#8217;<strong>Osservatorio interuniversitario sul Cinema e sugli Audiovisivi in Abruzzo (OICA)</strong> e da <strong>Fondazione Openpolis</strong>, nell’ambito del progetto “CineAb: Strategie per la valorizzazione del patrimonio cinematografico e audiovisivo della Regione Abruzzo”.</p>


<div id="strillo-testo-block_15b3a7d569be993ec7641f16dfcd92eb" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>I progetti regionali permettono un&#8217;analisi dettagliata dei territori e delle comunità.</p>
			        </section>
		</div>



<p>Si tratta di uno dei nostri progetti in ambito territoriale, con cui ci poniamo l&#8217;obiettivo di <strong>analizzare le dinamiche socio-economiche dei territori e delle comunità</strong> che abitano il paese.</p>



<p>Nel dossier si ripercorre la storia e la natura delle <strong>Film Commission</strong> in Italia, con particolare attenzione a quella nata di recente in Abruzzo. Vengono presentati inoltre i risultati di un’analisi sulla produzione in regione, con dati di dettaglio su <strong>imprese</strong> del settore, professionisti e professioniste del cinema, e location. Inoltre, l’indagine approfondisce attraverso una logica <em>data-driven</em> gli aspetti legati alla <strong>formazione</strong> e all’audience, considerando anche i <strong>festival</strong> e l’offerta in termini di <strong>sale</strong> cinematografiche in Abruzzo.</p>



<p>Nel report vengono rivelati <strong>alcuni numeri sul cinema in Abruzzo</strong>.</p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">278 </span>le società con sede legale in Abruzzo in ambito cinematografico, audiovisivo o in ambiti affini, nel 2023.</p>
			        </section>
		


<p>Le imprese attive sul territorio hanno generato nel 2023 quasi 228 milioni di euro di ricavi. Nello stesso anno erano 177 i professionisti nati in regione, di cui tuttavia <strong>solo meno di un terzo (31,5%) donne</strong>.</p>


            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-professionisti-del-cinema-in-abruzzo-e-la-disparita-di-genere/">I professionisti del cinema in Abruzzo e la disparità di genere</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-professionisti-del-cinema-in-abruzzo-e-la-disparita-di-genere/">Gli interpreti e gli altri professionisti del cinema nati in Abruzzo e la loro distribuzione di genere (2023)</a></h3>
                                    </div>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/i-professionisti-del-cinema-in-abruzzo-e-la-disparita-di-genere/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/06/i-professionisti-del-cinema-in-abruzzo-e-la-disparita-di-genere.png" placeholder ></amp-img><div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div></amp-iframe>                        <div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-professionisti-del-cinema-in-abruzzo-e-la-disparita-di-genere/">I professionisti del cinema in Abruzzo e la disparità di genere &#8211; Gli interpreti e gli altri professionisti del cinema nati in Abruzzo e la loro distribuzione di genere (2023)</a></div>
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                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis su dati IMDB                                                            </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-301749"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-301749" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                            </div>

			


<p>Viene inoltre presentata l’analisi sulle <strong>119 location individuate in 78 comuni abruzzesi.</strong> E poi numeri e grafici sui soggetti che erogano le formazioni, sui festival, sulle sale cinematografiche e gli spettatori nei territori.</p>



<p>Dall&#8217;analisi emerge come il settore del cinema e dell&#8217;audiovisivo abbia <strong>ottime potenzialità in Abruzzo. </strong>Al contempo è bene evidenziare come quella presentata oggi all&#8217;Aquila sia un&#8217;indagine preliminare. </p>



<p>Infatti, per entrare nel dettaglio del comparto è innanzitutto necessario <strong>migliorare la strutturazione delle informazioni</strong>, dai database su professionisti e professioniste, alla formazione specialistica, fino alle attività sui territori.</p>



<p>&#8220;<strong>Potenzialità e prospettive del settore cinematografico e audiovisivo in Abruzzo</strong>&#8221; è un report lungo 40 pagine e composto da quattro capitoli tematici su film commission, produzione, formazione e fruizione cinematografica. Da oggi è liberamente scaricabile su Openpolis.</p>


<div class="content_block" id="custom_post_widget-301734"><div class="d-none d-lg-flex justify-center flex-align-center py-20  mt-40 mb-40   bt-3-grey2 bb-3-grey2">
<div class="mt-30 mr-20"><a href="/wp-content/uploads/2025/06/oica-report-cineab-2025.pdf" target="_blank"><amp-img src="/wp-content/uploads/2025/06/oica-report-cineab-2025_img.png" alt="" width="170" height="170" /></a></div>
<div class="mb-15">
<h3 class="fw-700">POTENZIALITÀ E PROSPETTIVE DEL SETTORE CINEMATOGRAFICO E AUDIOVISIVO IN ABRUZZO</h3>
Un’indagine preliminare
<div><a class="btn" href="/wp-content/uploads/2025/06/oica-report-cineab-2025.pdf" target="_blank">Scarica il report CineAb 2025 (pdf 11 MB)</a></div>
</div>
</div>
<div class="d-lg-none flex-grid-col justify-center flex-align-center mt-40 mb-40 bt-3-grey2 pt-15 bb-3-grey2 pb-10">
<div class="mb-10 text-center">
<h3 class="fw-700">POTENZIALITÀ E PROSPETTIVE DEL SETTORE CINEMATOGRAFICO E AUDIOVISIVO IN ABRUZZO</h3>
Un’indagine preliminare
<div><a class="btn" href="/wp-content/uploads/2025/06/oica-report-cineab-2025_img.png" target="_blank">Scarica il report CineAb 2025 (pdf 11 MB)</a></div>
</div>
<div class="mt-20"><a href="/wp-content/uploads/2025/06/oica-report-cineab-2025.pdf" target="_blank"><amp-img src="/wp-content/uploads/2025/06/oica-report-cineab-2025_img.png" alt="" width="235" height="235" /></a></div>
</div></div>


<p><strong>Foto</strong>: Rocca Calascio (L&#8217;Aquila), location di numerosi film. <a href="https://unsplash.com/it/foto/un-castello-seduto-sulla-cima-di-una-montagna-rocciosa-zrBgCLKT4s0">Angelo Casto</a> (<a href="https://unsplash.com/it/licenza">licenza</a>)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/potenzialita-e-prospettive-del-cinema-in-abruzzo-in-un-nuovo-report/">Potenzialità e prospettive del cinema in Abruzzo in un nuovo report</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Come incide il consumo di suolo in Abruzzo, tra costa e aree interne</title>
		<link>https://www.openpolis.it/come-incide-il-consumo-di-suolo-in-abruzzo-tra-costa-e-aree-interne/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martina Lovat]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Jun 2025 10:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italie a confronto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=301096</guid>

					<description><![CDATA[<p>In regione il fenomeno ha dimensioni inferiori rispetto alla media nazionale, ma ci sono aree in cui colpisce in modo rilevante. In mancanza di un quadro nazionale coeso, c’è una legge regionale che regola il consumo di suolo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/come-incide-il-consumo-di-suolo-in-abruzzo-tra-costa-e-aree-interne/">Come incide il consumo di suolo in Abruzzo, tra costa e aree interne</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[</p>
<p><strong>Il consumo di suolo in Italia è in costante crescita e questo è un elemento preoccupante alla luce dell&#8217;importanza che questa risorsa ricopre per gli ecosistemi e le economie. </strong>Nonostante stanziamenti specifici come il <a href="https://www.corteconti.it/Download?id=97f397be-2ec0-4ea5-89c3-95054bf2983a" target="_blank" rel="noreferrer noopener">fondo di contrasto al consumo di suolo</a>, la mancanza di un quadro legislativo nazionale univoco rende molto complessa anche soltanto l&#8217;adozione di una definizione condivisa sulla sua misurazione.</p>
</p>
<p>In questo senso, <strong>l&#8217;Abruzzo (come altre regioni italiane) si è dotata di una propria legge per regolamentare il recupero del patrimonio edilizio esistente</strong>, un passo importante per la pianificazione territoriale futura e per la limitazione del processo di impermeabilizzazione del suolo. Per quanto l&#8217;incidenza di superficie coperta artificialmente nella regione sia inferiore alla media italiana, si tratta comunque di un fenomeno in crescita. Come vedremo, l&#8217;incidenza varia particolarmente tra i centri urbani e le aree interne della regione.</p>
</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Cos&#8217;è il consumo di suolo</h3>
</p>
<p>In base alla definizione fornita dall&#8217;Ispra,<strong> per suolo consumato si intende la copertura artificiale del terreno, sia essa permanente o temporanea.</strong> Per effettuare le rilevazioni statistiche, viene utilizzata una metodologia che deriva da questa definizione. Questa però non ha una valenza per scopi di pianificazione urbanistica riconosciuta a livello nazionale. Come infatti puntualizzato sempre da Ispra, <strong>la mancanza di un quadro legislativo coeso fa sì che la perimetrazione delle coperture artificiali non sia condivisa e a livello regionale ci siano diverse leggi con numerose differenze tra loro.</strong> Risulta quindi più complesso contrastare il fenomeno, anche alla luce degli obiettivi europei delineati nella <em><a href="https://environment.ec.europa.eu/topics/soil-health/soil-strategy-2030_en" target="_blank" rel="noreferrer noopener">soil strategy</a></em>.</p>
</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>In questo contesto, anche in considerazione della disomogeneità delle azioni sul territorio, sarebbe importante arrivare all’approvazione di una legge nazionale sul consumo di suolo in conformità agli indirizzi europei, che affermi i principi fondamentali di riuso, rigenerazione urbana, ripristino degli  ecosistemi degradati e azzeramento del consumo di suolo netto, sostenendo con misure positive  il futuro dell’edilizia e la tutela e la valorizzazione dell’attività agricola.</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.snpambiente.it/wp-content/uploads/2025/01/Rapporto_consumo_di_suolo_2024.pdf#page=13" target="_blank">&#8211; Ispra &#8211; Consumo di suolo, dinamiche territoriali e servizi ecosistemici, edizione 2024</a>
									            </div>
</section>
<p><div id="in-mancanza-di-un-quadro-legislativo-nazionale-labruzzo-ha-una-legge-regionale-per-contrastare-il-consumo-di-suolo" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p><strong>L&#8217;Abruzzo è una delle regioni che ha adottato una propria legge regionale</strong>, con <a href="http://www2.consiglio.regione.abruzzo.it/leggi_tv/abruzzo_lr/2017/lr17040/Intero.asp" target="_blank" rel="noreferrer noopener">l.r. 40/2017</a> &#8220;Disposizioni per il recupero del patrimonio edilizio esistente&#8221;. Con questa norma ha definito gli ambiti di applicazione, i possibili interventi di recupero e i requisiti tecnici per implementarli.</p>
</p>
<p>Stando alla<a href="https://www.crabruzzo.it/system/files/2024-04/OK_RELAZIONE%202023%20LR%2040%202017.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> valutazione di impatto</a> rilasciata dal dipartimento territorio-ambiente, nel periodo compreso tra il 1 gennaio e il 31 ottobre 2023 sono pervenute soltanto 41 note di riscontro, in cui si registrano <strong>101 interventi di recupero</strong>. La provincia che ne riporta di più è quella dell&#8217;Aquila (44), seguita da Chieti (33), Pescara (15) e Teramo (9).</p>
</p>
<p>Date queste premesse, è comunque possibile valutare il fenomeno con dati confrontabili a vari livelli territoriali grazie al lavoro effettuato appunto da Ispra per monitorare l&#8217;avanzamento della copertura del suolo. <strong>In Italia al 2023 il suolo consumato risulta pari a 21.578 ettari</strong>.</p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">7,16% </span>suolo consumato al 2023 a livello nazionale.</p>
</section>
</p>
<p><strong>Si tratta di un valore in costante crescita dal 2006</strong>, quando la percentuale era pari al 6,73%. L&#8217;aumento a livello nazionale viene ritenuto da Ispra elevato e preoccupante. </p>
</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>La lettura dei principali indicatori per il livello regionale e nazionale riporta una tendenza che sarà difficile da contenere in ottica degli obiettivi di sviluppo sottoscritti dal nostro Paese in ambito comunitario e internazionale. La densità con la quale avvengono i cambiamenti continua ad attestarsi su livelli preoccupanti, nonostante diminuisca il territorio a disposizione e cresca la competizione per i suoli naturali per effetto della richiesta del comparto agricolo e del settore energetico.</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.snpambiente.it/wp-content/uploads/2025/01/Rapporto_consumo_di_suolo_2024.pdf#page=38" target="_blank">&#8211; Ispra &#8211; Consumo di suolo, dinamiche territoriali e servizi ecosistemici, edizione 2024</a>
									            </div>
</section>
</p>
<p>Anche in Abruzzo ha registrato un incremento dal 2006 al 2023 corrispondente a 3.994 ettari. A livello di incidenza percentuale di suolo consumato, la situazione è piuttosto eterogenea nel momento in cui si analizza a livello regionale.</p>
</p>
<p><div id="in-abruzzo-il-suolo-consumato-al-2023-e-pari-al-503-del-territorio-regionale" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/labruzzo-registra-un-consumo-di-suolo-inferiore-della-media-nazionale/">L&#8217;Abruzzo registra un consumo di suolo inferiore della media nazionale</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/labruzzo-registra-un-consumo-di-suolo-inferiore-della-media-nazionale/">Suolo consumato al 2023 nelle regioni italiane</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
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<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/labruzzo-registra-un-consumo-di-suolo-inferiore-della-media-nazionale/">L&#8217;Abruzzo registra un consumo di suolo inferiore della media nazionale &#8211; Suolo consumato al 2023 nelle regioni italiane</a></div>
</p></div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_301201_tab3"></p>
<p>Per consumo di suolo si intende la variazione da una copertura non artificiale a una copertura artificiale (definita come &#8220;suolo consumato&#8221;). Può essere permanente o reversibile.</p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis su dati <a href="https://www.snpambiente.it/temi/suolo/consumo-di-suolo-dinamiche-territoriali-e-servizi-ecosistemici-edizione-2024/" target="_blank" rel="noopener">Ispra</a>                                                                <br />(consultati: mercoledì 21 Maggio 2025)
                                        </p>
</p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-301201"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>La regione italiana che riporta l&#8217;incidenza di consumo di suolo maggiore è la Lombardia (12,19%), seguita da Veneto (11,86%), Campania (10,57%) ed Emilia-Romagna (8,91%). Tre di queste aree si trovano a cavallo della Pianura Padana, l&#8217;area nella quale nell&#8217;ultimo anno (tra il 2022 e il 2023) <a href="https://www.snpambiente.it/wp-content/uploads/2025/01/Sintesi-rapporto-consumo-di-suolo-2024-ISPRA-SNPA.pdf#page=17" target="_blank" rel="noreferrer noopener">si sono registrati i cambiamenti maggiori all&#8217;interno del paese</a>. A registrare invece l&#8217;incidenza minore Basilicata (3,21%), Trentino-Alto Adige (3,02%) e Valle d&#8217;Aosta (2,16%). In questo scenario, <strong>l&#8217;Abruzzo riporta un valore di circa due punti percentuale in meno rispetto alla media nazionale (5,03%).</strong> Sono in tutto 54.313,8 gli ettari in cui vi è una copertura artificiale.</p>
</p>
<p><div id="tra-i-capoluoghi-quello-con-lincidenza-maggiore-e-pescara-5159" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p>Ci sono delle aree della regione più colpite da questo fenomeno. A livello provinciale, <strong>Pescara</strong> è il territorio che presenta le percentuali maggiori (<strong>7,2%</strong>), a cui seguono Teramo (6,65%), Chieti (6,33%) e L&#8217;Aquila (3,17%). <strong>A livello di comuni capoluogo, è sempre Pescara a registrare il dato più alto: poco più della metà del suolo disponibile risulta consumato con coperture artificiali (51,59%). </strong>Valori inferiori.a Chieti (21,18%), Teramo (9,98%) e L&#8217;Aquila (5,44%).</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/le-zone-litoranee-sono-quelle-con-piu-copertura-artificiale-della-regione/">Le zone litoranee sono quelle con più copertura artificiale della regione</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/le-zone-litoranee-sono-quelle-con-piu-copertura-artificiale-della-regione/">Suolo consumato al 2023 nei comuni abruzzesi</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
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</p></div>
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                             aria-labelledby="chart_301199_tab3"></p>
<p>Per consumo di suolo si intende la variazione da una copertura non artificiale a una copertura artificiale (definita come &#8220;suolo consumato&#8221;). Può essere permanente o reversibile.</p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis su dati <a href="https://www.snpambiente.it/temi/suolo/consumo-di-suolo-dinamiche-territoriali-e-servizi-ecosistemici-edizione-2024/" target="_blank" rel="noopener">Ispra</a>                                                                <br />(consultati: mercoledì 21 Maggio 2025)
                                        </p>
</p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-301199"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-301199" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;505&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/le-zone-litoranee-sono-quelle-con-piu-copertura-artificiale-della-regione/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p><div id="le-aree-piu-colpite-sono-i-comuni-polo-1034-e-le-zone-litoranee-1745" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p><strong>Mano a mano che ci si allontana dalle zone polo della regione, diminuisce il consumo di suolo.</strong> Queste infatti riportano un&#8217;incidenza del 10,34% mentre le zone cintura registrano il 6,42%, i comuni intermedi il 4,11%, le aree periferiche il 3,85% e quelle ultraperiferiche il 2,22%. <strong>Nel contesto della regione spiccano anche i comuni litoranei </strong>(17,45%) rispetto al resto dei territori (4,24%). Si tratta di aree a forte vocazione turistica, come abbiamo avuto modo di <a href="https://www.openpolis.it/il-rilancio-del-turismo-in-abruzzo-passa-dalla-diversita-dei-suoi-territori/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">analizzare</a> in passato, ma anche di zone in cui vi è una maggiore densità abitativa rispetto alla montagna.</p>
</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/lo-spopolamento-della-montagna-abruzzese-e-inevitabile/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Lo spopolamento della montagna abruzzese è inevitabile?<br />
<br /><strong>Approfondisci</strong></a>.</p>
</section>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Come seguire Abruzzo Openpolis</h3>
</p>
<section class="download">
<div class="dw-content">
<div class="intro">
<p>Scarica i dati, comune per comune</p>
</div>
<div class="files">
<p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Osservatorio_Abruzzo/2023_consumodisuolo.xls" target="_blank" rel="noopener">Il consumo di suolo in Abruzzo.</a></p>
</div></div>
</section>
</p>
<p>Abruzzo Openpolis è un progetto di Fondazione openpolis,&nbsp;<a href="https://www.hubruzzo.net/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Fondazione Hubruzzo</a>&nbsp;e&nbsp;<a href="https://www.gssi.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Gran Sasso Science Institute</a>. Per seguire gli aggiornamenti del nostro monitoraggio&nbsp;<strong>puoi iscriverti alla nostra newsletter</strong>&nbsp;<strong>dedicata.</strong>&nbsp;Ti invieremo una news mensile di mercoledì. Riceverai articoli, dati, grafici e mappe liberamente utilizzabili per promuovere un dibattito informato.</p>
</p>
<p>Foto: <a href="https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=117314469" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Wikimedia</a><a href="https://it.freepik.com/legal/terms-of-use#nav-freepik-license"> </a>(<a href="https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0/deed.en" target="_blank" rel="noreferrer noopener">licenza</a>)</p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/come-incide-il-consumo-di-suolo-in-abruzzo-tra-costa-e-aree-interne/">Come incide il consumo di suolo in Abruzzo, tra costa e aree interne</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il calo delle nascite nell&#8217;Abruzzo interno e gli strumenti per contrastarlo</title>
		<link>https://www.openpolis.it/il-calo-delle-nascite-nellabruzzo-interno-e-gli-strumenti-per-contrastarlo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Dal Poggetto]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 May 2025 07:34:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italie a confronto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=300729</guid>

					<description><![CDATA[<p>La regione, come tutto il resto del paese, soffre di un drammatico calo delle nascite. Per arginare questo fenomeno è stato istituito anche un assegno di natalità finanziato da fondi regionali. Vediamo quali sono i primi dati rispetto all'attuazione della misura.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/il-calo-delle-nascite-nellabruzzo-interno-e-gli-strumenti-per-contrastarlo/">Il calo delle nascite nell&#8217;Abruzzo interno e gli strumenti per contrastarlo</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Non accenna a interrompersi il <strong>calo delle nascite nel nostro paese</strong>. È quanto certificano gli ultimi dati disponibili recentemente pubblicati da Istat. Nel 2024 infatti i nuovi nati sono stati circa 370mila, cioè 10mila in meno rispetto al 2023, con una riduzione del 2,6% in un solo anno. <strong>Rispetto al 2008 il calo è addirittura di oltre 200mila nati</strong>. Vale a dire oltre un terzo in meno dell’anno che ha segnato il “picco” nella serie storica recente. Una tendenza che purtroppo colpisce anche l’<strong>Abruzzo</strong>.</p>
<div id="in-italia-come-in-abruzzo-e-in-corso-da-anni-una-tendenza-alla-diminuzione-delle-nascite" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">-4.165 </span><span style="font-weight: 400">nati in Abruzzo nel 2023 rispetto al 2008.</span></p>
</section>
<p>Lo stesso istituto di statistica <a href="https://www.istat.it/wp-content/uploads/2025/03/Indicatori_demografici_2024.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">specifica</a> come il fenomeno abbia molteplici spiegazioni. Alcune cause sono strutturali (sono diminuiti i potenziali genitori) altre no. È proprio su queste ultime che sarebbe necessario <strong>intervenire con delle politiche pubbliche mirate per cercare di arginare il fenomeno</strong>. Specie nelle aree interne, particolarmente colpite dalla denatalità e dallo spopolamento.</p>
<p>Da questo punto di vista possiamo notare come l’Abruzzo sia una delle regioni italiane ad aver introdotto, nel 2021, un <strong>assegno di natalità</strong> finanziato con risorse proprie e dedicato specificamente ai residenti dei comuni più piccoli e che sorgono in area montana. Oltre all’analisi dei dati sull’andamento delle nascite, abbiamo approfondito le prime evidenze che emergono dall’introduzione di questa misura.</p>
<h3 class="wp-block-heading">La situazione delle nascite nei territori</h3>
<p>Per quanto riguarda i nuovi nati, l&#8217;ultimo anno per cui sono già disponibili <a href="https://esploradati.istat.it/databrowser/#/it/dw/categories/IT1,POP,1.0/POP_BIRTHFERT/DCIS_NATI2/IT1,25_74_DF_DCIS_NATI2_1,1.0" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dati consolidati</a> è il 2023. Complessivamente a livello nazionale in quest’anno le nascite sono state 379.890. In valori assoluti nel confronto fra le varie regioni, <strong>l’Abruzzo si posiziona al quattordicesimo posto con 7.578 bambine e bambini nati vivi</strong> sul proprio territorio in quell’anno.</p>
<div id="355-i-nuovi-nati-in-abruzzo-nel-2023-rispetto-al-2008" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p>Come già detto nell’introduzione, rispetto al 2008 la diminuzione della natalità è piuttosto evidente ma non riguarda solo l’Abruzzo. In tutte le regioni infatti si registra un calo più o meno significativo. A livello nazionale nel periodo considerato la diminuzione si attesta su circa 197mila nuovi nati in meno, pari a un calo del 34%. <strong>Il dato abruzzese risulta essere superiore rispetto alla media nazionale. Parliamo infatti di una</strong> <strong>riduzione del 35,5%</strong>. Da notare però che, tenendo in considerazione la differenza percentuale, ci sono 9 regioni con una diminuzione ancora più marcata. Tra queste ce ne sono 3 in particolare in cui si registra una diminuzione superiore al 40%. Si tratta di Sardegna (-46,2%), Valle d’Aosta (-44,6%) e Umbria (-42,4%).</p>
<p>Restringendo il periodo di osservazione agli <strong>anni della pandemia</strong>, possiamo osservare come la diminuzione delle nascite sia proseguita. Facendo un confronto in valori assoluti si nota che nel 2023, rispetto al 2019, in Italia sono nati <strong>oltre 40mila bambini in meno</strong>.</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">-922 </span><span style="font-weight: 400">nuovi nati in Abruzzo nel 2023 rispetto al pre-Covid.</span></p>
</section>
<p>Anche in questo caso si registra una diminuzione in tutte le regioni del paese.  Se a livello nazionale la diminuzione è stata del 9,6%,<strong> l&#8217;Abruzzo si attesta sul -10,8% rispetto ai bambini nati nel 2019</strong>. La regione si colloca all’ottavo posto, mentre la Sardegna si conferma l&#8217;area con la percentuale più elevata (-18,2% di nuovi nati nel 2023 rispetto al pre-Covid). Seguono Basilicata (-15%) e Valle d’Aosta (-14,6%).</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-abruzzo-108-di-nuovi-nati-nel-2023-rispetto-al-pre-covid/">In Abruzzo -10,8% di nuovi nati nel 2023 rispetto al pre-Covid</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-abruzzo-108-di-nuovi-nati-nel-2023-rispetto-al-pre-covid/">Variazione nel numero di nuovi nati tra 2019 e 2023 nelle regioni italiane</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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                         aria-labelledby="chart_301004_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/in-abruzzo-108-di-nuovi-nati-nel-2023-rispetto-al-pre-covid/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/05/in-abruzzo-108-di-nuovi-nati-nel-2023-rispetto-al-pre-covid.png" placeholder ></amp-img></p>
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<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-abruzzo-108-di-nuovi-nati-nel-2023-rispetto-al-pre-covid/">In Abruzzo -10,8% di nuovi nati nel 2023 rispetto al pre-Covid &#8211; Variazione nel numero di nuovi nati tra 2019 e 2023 nelle regioni italiane</a></div>
</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Abruzzo Openpolis su dati Istat                                                                <br />(consultati: martedì 29 Aprile 2025)
                                        </p>
</p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-301004"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-301004" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<div id="pescara-e-tra-le-province-italiane-che-hanno-registrato-il-calo-delle-nascite-piu-marcato-rispetto-al-pre-covid-155" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p>Mantenendo il focus sull&#8217;andamento registrato negli ultimi anni ma spostandoci sul livello provinciale possiamo notare che, con la sola eccezione di Gorizia (+8,6%), in tutti i territori si conferma la tendenza alla denatalità. </p>
<div id="strillo-testo-block_ee70130efa769515994cf1c5fe484574" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>La provincia di Pescara ha registrato un calo delle nascite marcato rispetto al pre-Covid.</p>
</section></div>
<p>Per quanto riguarda l’Abruzzo si registra il dato particolarmente elevato di <strong>Pescara</strong> (-15,5%) che pone la provincia al sesto posto tra i territori con una riduzione di nuovi nati più marcata nel periodo considerato. Sopra il 10% anche le <strong>province dell’Aquila</strong> (-10,9%) e <strong>Chieti</strong> (-10,3%). Pur con un dato negativo, invece la provincia di <strong>Teramo</strong> fa registrare una percentuale inferiore rispetto alla media nazionale (-6,5%).</p>
<div id="lassegno-di-natalita-in-abruzzo-e-stato-introdotto-nel-2021-con-lobiettivo-di-sostenere-le-famiglie-residenti-nei-piccoli-comuni-montani" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<h3 class="wp-block-heading">L&#8217;assegno di natalità e il suo impatto nei territori</h3>
<p>L’assegno di natalità in Abruzzo è stato istituito a decorrere dall’1 gennaio 2022 dalla <a href="https://www.regione.abruzzo.it/content/legge-regionale-21122021-n-32" target="_blank" rel="noreferrer noopener">legge regionale 32/2021</a>. L’obiettivo dell’intervento è quello di <strong>favorire l’incremento delle nascite e valorizzare la genitorialità nei piccoli comuni montani</strong>. Il supporto è valido fino al compimento del terzo anno d’età del minore</p>
<p>I territori potenzialmente beneficiari di questa iniziativa sono quelli caratterizzati da una <strong>popolazione residente inferiore alle 200 unità o compresa tra 200 e 3mila abitanti purché il calo demografico registrato nei 5 anni precedenti sia superiore alla media regionale</strong>. Il perimetro dei territori potenzialmente beneficiari è quindi variabile. Attualmente, sulla base della <a href="https://www.regione.abruzzo.it/delibera/6792673/view#:~:text=85%20del%2021%2F02%2F2023,-DPA%20DIPARTIMENTO%20PRESIDENZA&amp;text=MISURE%20URGENTI%20PER%20CONTRASTARE%20LO,32%20DEL%2021%20DICEMBRE%202021." target="_blank" rel="noreferrer noopener">deliberazione della giunta regionale 85/2023</a>, parliamo di <strong>176 comuni su 305</strong>.</p>
<p>Alcune importanti novità sono state introdotte con la <a href="http://www2.consiglio.regione.abruzzo.it/leggi_tv/abruzzo_lr/2023/lr23005/Agg1.htm" target="_blank" rel="noreferrer noopener">legge regionale 5/2023</a>. Questa norma ha infatti <strong>rivisto i requisiti per l’accesso all’assegno</strong> eliminando il limite Isee, inizialmente fissato a 25mila euro annui, rendendo così la misura accessibile a tutte le famiglie. Altre modifiche di rilievo sono state:&nbsp;</p>
<ul class="wp-block-list">
<li>la semplificazione nella quota dell’assegno che adesso è di 2.500 euro per tutti (mentre in precedenza erano previsti degli scaglioni);</li>
<li>l’estensione del limite di tempo per presentare la domanda a 180 giorni dalla nascita del minore (in precedenza era di 90).</li>
</ul>
<p>Analizzando la <a href="https://www.crabruzzo.it/system/files/2025-04/Relazione%202024%20ex%20art%205%20LR%2032_signed.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">relazione</a> sull&#8217;attuazione pubblicata nel marzo scorso è possibile avere un primo riscontro dei risultati raggiunti nel periodo compreso tra il 2022 e il 2024. In questo periodo sono pervenute in totale <strong>1.103 istanze delle quali 878 ammesse</strong>. Per quanto riguarda le istanze respinte, nella maggior parte dei casi si tratta di duplicati. Dalla relazione emerge come in 154 comuni sia stata presentata almeno un&#8217;istanza.&nbsp;</p>
<p>Da notare però che in <strong>46 comuni ancora non è stato erogato il beneficio</strong>. Tra le istanze accolte, risulta che quelle per cui le famiglie beneficiarie hanno già ricevuto almeno una parte dei fondi loro assegnati sono in totale <strong>369 (pari al 42% delle istanze ammesse)</strong>.</p>
<div id="i-fondi-gia-erogati-ammontano-a-circa-900mila-euro-distribuiti-tra-108-comuni-la-maggior-parte-si-trova-in-provincia-dellaquila" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">878.150,66 € </span><span style="font-weight: 400">i fondi dell’assegno di natalità già liquidati alle famiglie abruzzesi tra il 2022 e il 2024.</span></p>
</section>
<p>La maggior parte delle risorse già erogate allo stato attuale è andata al comune aquilano di <strong>Scurcola Marsicana</strong> con oltre 45mila euro. Seguono i comuni di <strong>Tornareccio</strong> (circa 29mila euro) e <strong>Barisciano</strong> (circa 28mila euro).</p>
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<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/assegno-di-natalita-accolte-istanze-provenienti-da-154-comuni/">Assegno di natalità, accolte istanze provenienti da 154 comuni</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/assegno-di-natalita-accolte-istanze-provenienti-da-154-comuni/">Distribuzione tra i comuni delle risorse già liquidate per l’assegno di natalità dalla Regione Abruzzo (2022-2024)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                         aria-labelledby="chart_300727_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/assegno-di-natalita-accolte-istanze-provenienti-da-154-comuni/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/05/assegno-di-natalita-accolte-istanze-provenienti-da-154-comuni.png" placeholder ></amp-img></p>
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<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/assegno-di-natalita-accolte-istanze-provenienti-da-154-comuni/">Assegno di natalità, accolte istanze provenienti da 154 comuni &#8211; Distribuzione tra i comuni delle risorse già liquidate per l’assegno di natalità dalla Regione Abruzzo (2022-2024)</a></div>
</p></div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_300727_tab3"></p>
<p>La mappa rappresenta, per ogni comune, il numero di istanze ammesse per le annualità 2022, 2023 e 2024 e il totale di fondi già erogati alle famiglie sulla base di una <a href="https://www.crabruzzo.it/system/files/2025-04/Relazione%202024%20ex%20art%205%20LR%2032_signed.pdf" target="_blank" rel="noopener">relazione</a> pubblicata dalla giunta regionale nel marzo del 2025. Il documento si riferisce all&#8217;avviso 2024 ma tiene conto anche delle istanze presentate e ammesse negli anni precedenti per cui è ancora in corso l&#8217;erogazione dell&#8217;assegno fino al compimento del terzo anno di età del minore. In grigio sono rappresentati i territori che non rientrano tra quelli che potevano beneficiare della misura. I territori potenzialmente beneficiari di questa iniziativa sono quelli caratterizzati da una popolazione residente inferiore alle 200 unità o compresa tra 200 e 3mila abitanti purché il calo demografico registrato nei 5 anni precedenti sia superiore alla media regionale. Il perimetro è quindi variabile. I dati riguardanti le istanze ammesse nel 2024 devono interdersi come non consolidati in quanto le famiglie hanno 180 giorni di tempo per presentare l&#8217;istanza. Per i nati a fine anno quindi c&#8217;è ancora tempo.</p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Abruzzo Openpolis su dati Regione Abruzzo                                                                <br />(pubblicati: giovedì 20 Marzo 2025)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/05/assegno-di-natalita-accolte-istanze-provenienti-da-154-comuni.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<p><label for="embed-chart-300727"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p>Aggregando i dati a livello provinciale possiamo osservare che il numero più consistente di istanze presentate arriva dall&#8217;aquilano (470). Seguono Chieti (342), Pescara (157) e Teramo (134). <strong>Con riferimento alla percentuale di istanze ammesse, L&#8217;Aquila si conferma al primo posto tra le province abruzzesi con il 44,9%</strong>. Seguono <strong>Pescara</strong> (35,7%), <strong>Teramo</strong> (35,1%) e <strong>Chieti</strong> (32,8%).</p>
<p>Anche per quanto riguarda gli <strong>importi già erogati L&#8217;Aquila si trova al primo posto con circa 126mila euro</strong>. A <strong>Chieti</strong> sono arrivati oltre 58mila euro mentre nelle altre 2 province gli importi erogati sono più contenuti: circa 24mila euro per <strong>Teramo</strong> e 10mila per <strong>Pescara</strong>. Logicamente su questo incide anche il diverso numero di comuni potenzialmente interessati dall&#8217;intervento che sono 77 in provincia dell&#8217;Aquila, 57 in quella di Chieti, 23 nel pescarese e 19 nel teramano. </p>
<h3 class="wp-block-heading">Come seguire Abruzzo Openpolis</h3>
<section class="download">
<div class="dw-content">
<div class="intro">
<p>Scarica i dati, comune per comune</p>
</div>
<div class="files">
<p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Osservatorio_Abruzzo/assegno_natalita_abruzzo.xls">I fondi dell&#8217;assegno di natalità erogati in Abruzzo.</a></p>
</div></div>
</section>
<p>Abruzzo Openpolis è un progetto di Fondazione openpolis,&nbsp;<a href="https://www.hubruzzo.net/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Fondazione Hubruzzo</a>&nbsp;e&nbsp;<a href="https://www.gssi.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Gran Sasso Science Institute</a>. Per seguire gli aggiornamenti del nostro monitoraggio&nbsp;<strong>puoi iscriverti alla nostra newsletter</strong>&nbsp;<strong>dedicata.</strong>&nbsp;Ti invieremo una news mensile di mercoledì. Riceverai articoli, dati, grafici e mappe liberamente utilizzabili per promuovere un dibattito informato.</p>
<p>Foto: <a href="https://it.freepik.com/foto-gratuito/primo-piano-di-una-bambina-che-cammina-in-un-parco_19538390.htm#fromView=search&amp;page=1&amp;position=3&amp;uuid=3f010a6d-ebf5-4780-911a-f91d3c46807d&amp;query=neonato+di+spalle+in+italia+montagna" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Freepik</a><a href="https://it.freepik.com/foto-gratuito/primo-piano-di-una-bambina-che-cammina-in-un-parco_19538390.htm#fromView=search&amp;page=1&amp;position=2&amp;uuid=df8b38ff-eaaf-4ffe-9575-7e746f4113ed&amp;query=neonato+di+spalle+in+italia+montagna" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> </a>(<a href="https://it.freepik.com/legal/terms-of-use#nav-freepik-license" target="_blank" rel="noreferrer noopener">licenza</a>)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/il-calo-delle-nascite-nellabruzzo-interno-e-gli-strumenti-per-contrastarlo/">Il calo delle nascite nell&#8217;Abruzzo interno e gli strumenti per contrastarlo</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
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