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	<title>cittadinanza Archivi - Openpolis</title>
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	<lastBuildDate>Wed, 04 Jun 2025 16:25:55 +0000</lastBuildDate>
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		<title>I diritti di cittadinanza e le ambiguità del dibattito referendario</title>
		<link>https://www.openpolis.it/i-diritti-di-cittadinanza-e-le-ambiguita-del-dibattito-referendario/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mattia]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Jun 2025 07:49:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migranti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=301330</guid>

					<description><![CDATA[<p>Circa 200mila persone di origini extra-comunitarie ogni anno ottengono la cittadinanza italiana. Ma le strumentalizzazioni sulle migrazioni si innestano impropriamente su un tema che dovrebbe riguardare diritti importanti, soprattutto per i minori.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/i-diritti-di-cittadinanza-e-le-ambiguita-del-dibattito-referendario/">I diritti di cittadinanza e le ambiguità del dibattito referendario</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Ottenere la cittadinanza vuol dire acquisire diritti</strong>, indispensabili per il contrasto all&#8217;esclusione sociale. Il referendum del prossimo fine settimana è diventato tuttavia un terreno di scontro e di propaganda politica, dove il dibattito sul fenomeno migratorio si intreccia in modo spesso improprio (e superficiale) con il tema della cittadinanza. Quello che emerge dai dati, infatti, <strong>dipinge con caratteri diversi e più profondi la questione.</strong></p>



<p>L&#8217;8 e il 9 giugno i cittadini e le cittadine italiane saranno chiamati a esprimersi su cinque referendum abrogativi. Uno di questi si intitola appunto «<em>Cittadinanza italiana: dimezzamento da 10 a 5 anni dei tempi di residenza legale in Italia dello straniero maggiorenne extracomunitario per la richiesta di concessione della cittadinanza<br>italiana</em>».</p>


        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Volete voi abrogare l&#8217;articolo 9, comma 1, lettera b), limitatamente  alle  parole &#8220;adottato  da cittadino italiano&#8221; e &#8220;successivamente alla adozione&#8221;; nonché la lettera f), recante la seguente disposizione: &#8220;f) allo straniero che risiede legalmente da almeno dieci anni nel territorio della Repubblica.&#8221;, della legge 5 febbraio 1992, n. 91, recante &#8220;Nuove norme sulla cittadinanza&#8221;?</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2025-03-31&#038;atto.codiceRedazionale=25A02042&#038;elenco30giorni=false" target="_blank">&#8211; Quesito referendario, 8 e 9 giugno 2025</a>
									            </div>
        </section>
		

<div id="uno-dei-quesiti-referendari-riguarda-la-possibilita-di-ottenere-la-cittadinanza-dimezzando-i-tempi-di-residenza-in-italia" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<p>Fino alla legge del 1992 erano cinque gli anni di residenza continuativa richiesti per l&#8217;acquisizione della cittadinanza. Le organizzazioni che hanno proposto il referendum chiedono di tornare a quella soglia, <strong>considerata più in linea con le caratteristiche della società odierna</strong>, oltre che con le norme di altri paesi europei. Nazioni come Germania, Francia e Paesi Bassi, infatti, hanno fissato la soglia dei cinque anni.</p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">5,4 mln </span>di persone con cittadinanza straniera, residenti in Italia al 1 gennaio 2025.</p>
			        </section>
		


<p>L&#8217;Istat non fornisce dati puntuali rispetto alla durata della residenza delle persone straniere nel paese. Secondo il comitato per il sì al referendum, tuttavia, a beneficiare del referendum, in caso di vittoria, potrebbero essere circa <strong>2,5 milioni di persone</strong>, compresi i <strong>figli minori che acquisirebbero automaticamente la cittadinanza</strong> perché ottenuta dai genitori.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Come si acquisisce la cittadinanza</h3>



<p>Oggi la cittadinanza si ottiene in diversi modi. I principali sono la naturalizzazione &#8211; ossia la residenza in Italia &#8211; il matrimonio o il diritto di nascita.</p>



<p>Per quanto riguarda la <strong>naturalizzazione</strong>, oggetto del quesito referendario, come abbiamo già detto le persone extracomunitarie possono richiederla se residenti continuativamente in Italia da 10 anni. Per i rifugiati e gli apolidi questo limite si abbassa a 5 anni, per chi è comunitario a 4.</p>


<div id="strillo-testo-block_9a7c12f740cb3940e901ac95d11527bb" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>Ci sono diversi modi per richiedere la cittadinanza.</p>
			        </section>
		</div>



<p>Il diritto si può acquisire anche dopo due anni di residenza legale in Italia dal <strong>matrimonio</strong> con un italiano o italiana. </p>



<p>C&#8217;è poi lo <strong>ius sanguinis</strong>, ossia il diritto a essere <strong>cittadini italiani alla nascita</strong> se almeno uno dei due genitori lo è.</p>



<p>Infine è previsto anche il cosiddetto &#8220;<strong>ius soli temperato</strong>&#8220;, ossia la possibilità di richiedere il documento al compimento dei 18 anni, se si è nati in Italia da genitori stranieri. In realtà, fino a poco tempo fa, questo principio era valido per discendenza senza limiti generazionali. Il <a href="https://parlamento19.openpolis.it/attivita_legislativa/decreti_legge/2025-36" target="_blank" rel="noreferrer noopener">decreto legge 36/2025</a>, convertito in legge dalle camere nel maggio scorso, ha posto un limite fino alla seconda generazione (nonno o nonna italiana) secondo la quale si può richiedere la cittadinanza con questa modalità.</p>



<p>L&#8217;abbassamento della soglia della cittadinanza per naturalizzazione, dunque, <strong>può a cascata incidere anche sullo ius sanguinis</strong>, in quanto un neonato può avere subito cittadinanza se un genitore ce l&#8217;ha.</p>


<div id="strillo-testo-block_e5e76d8a471e48aec46009cd5956adb2" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>Una volta inoltrata la domanda, la pubblica amministrazione può metterci anche tre anni per valutarla.</p>
			        </section>
		</div>



<p>È bene evidenziare che la richiesta non si traduce automaticamente in cittadinanza, almeno per quanto riguarda la naturalizzazione o l&#8217;acquisizione per matrimonio. Ci sono <strong>requisiti abbastanza stringenti per l&#8217;ottenimento del documento</strong>: dalle certificazioni di lingua italiana alla condizione economica e reddituale, fino all&#8217;assenza di precedenti penali gravi. Inoltre, i tempi che la pubblica amministrazione <strong>si riserva per la valutazione della domanda</strong> possono arrivare fino a tre anni dalla richiesta. In altre parole, possono trascorrere anche 13 anni da quando il richiedente è arrivato in Italia.</p>



<h3 class="wp-block-heading"></h3>


<div id="il-tema-viene-strumentalizzato-dalla-politica-riguarda-solo-in-parte-il-dibattito-sul-fenomeno-migratorio-cosi-come-lo-conosciamo" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<h3 class="wp-block-heading">La strumentalizzazione del tema</h3>



<p>Nel 2023, l&#8217;ultimo anno per il quale sono disponibili i dati Istat, le acquisizioni di cittadinanza sono state circa 213mila, un numero molto simile all&#8217;anno precedente. Di queste la stragrande maggioranza sono state ottenute da cittadini provenienti da paesi extra-comunitari. Parliamo di 196mila persone, pari al <strong>91,8% del totale</strong>.</p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">196.040 </span>persone precedentemente extra-comunitarie che hanno ottenuto la cittadinanza italiana nel 2023.</p>
			        </section>
		


<p>Se indaghiamo i paesi di provenienza di queste quasi 200mila persone notiamo che circa <strong>la metà </strong>(più di 88mila, circa il 45% del totale) <strong>provengono da soli quattro paesi: Albania, Marocco, Argentina e Brasile</strong>.</p>



<p>Se le prime due nazioni hanno una ormai radicata immigrazione in Italia, al contrario l&#8217;Argentina e il Brasile nel Novecento hanno visto una forte emigrazione di italiani. Per questo le motivazioni per l&#8217;acquisizione della cittadinanza sono diverse. Le persone di origine albanese, per esempio, diventano in molti casi cittadini italiani in base alla residenza, <strong>argentini e brasiliani principalmente perché figli o discendenti di italiani</strong>. Su quest&#8217;ultima casistica influirà, nei prossimi anni, il citato limite della discendenza fino alla seconda generazione, che come abbiamo accennato precedentemente è stato introdotto di recente.</p>



<p>A guardare i dati, insomma, sembra che il dibattito in queste settimane sia inquinato dalla <strong>polarizzazione politica sul fenomeno migratorio, che tuttavia sembra essere solo in parte attinente al tema</strong>. </p>



<p>La cittadinanza, infatti, non riguarda infatti i <a href="https://www.openpolis.it/parole/quali-sono-le-forme-di-protezione-per-gli-stranieri-in-italia/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">richiedenti asilo</a>, ossia quella<strong> categoria di persone percepita dalla popolazione come &#8220;migranti&#8221;</strong>, a maggior ragione se si intendono quei migranti provenienti dai <strong>paesi dell&#8217;Africa sub-sahariana</strong>.</p>



<p>La maggioranza di questi ultimi, infatti, non solo ha tempi di residenza brevi (essendo il fenomeno relativamente recente), ma spesso viene cancellata per brevi o lunghi periodi dalle liste di anagrafe comunale. Questo fatto, che accade principalmente per via della precarietà lavorativa e socio-economica, porta alla perdita di uno dei requisiti fondamentali per la richiesta di cittadinanza: la <strong>continuità della residenza</strong>.</p>


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                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/paesi-di-provenienza-e-modalita-di-ottenimento-della-cittadinanza-italiana/">Paesi di provenienza e modalità di ottenimento della cittadinanza italiana</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/paesi-di-provenienza-e-modalita-di-ottenimento-della-cittadinanza-italiana/">I primi 10 paesi di provenienza delle persone che hanno ottenuto la cittadinanza italiana nel 2023 e relative modalità di ottenimento</a></h3>
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                             aria-labelledby="chart_301335_tab3"><p>Il grafico considera i primi dieci paesi di provenienza di chi ha ottenuto la cittadinanza italiana nel 2023. Possono essere diverse le modalità di ottenimento, sintetizzate da Istat in tre principali categorie: l&#8217;acquisizione per residenza, quella per matrimonio con un cittadino o una cittadina italiana e &#8220;altro&#8221;. Quest&#8217;ultima categoria comprende le acquisizioni di cittadinanza dei minori ottenute per trasmissione del diritto da parte di genitori divenuti italiani, dei neo-maggiorenni nati e residenti in Italia che scelgono di diventare italiani al compimento del 18esimo anno di età e coloro che l&#8217;acquisiscono per <em>ius sanguinis</em>, ovvero in quanto figli o discendenti di cittadini italiani.</p>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis su dati <a href="https://demo.istat.it/tavole/?l=it&amp;t=noncomunitari" target="_blank" rel="noopener">Istat</a>                                                            </p>
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                            <p><label for="embed-chart-301335"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                            </div>

			


<h3 class="wp-block-heading"></h3>


<div id="ottenere-la-cittadinanza-italiana-significa-acquisire-piu-diritti-indispensabili-per-il-contrasto-allesclusione-sociale-soprattutto-dei-minori" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<h3 class="wp-block-heading">La cittadinanza come fattore di equilibrio</h3>



<p>Ottenere la cittadinanza italiana non ha solo un valore simbolico o legato al sentirsi parte di una comunità. Per una persona che già da anni vive nel paese significa <strong>acquisire più diritti, e quindi rafforzare quelle prerogative sociali indispensabili per il contrasto all&#8217;esclusione</strong> e alla marginalità.</p>


<div id="strillo-testo-block_2fee8c21eb6b05a394bc741d365fefae" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>Con la cittadinanza si ottengono diritti familiari, sociali e politici.</p>
			        </section>
		</div>



<p>Nello specifico, si possono ottenere <strong>diritti politici</strong> (dal voto alle elezioni politiche fino all&#8217;eleggibilità per le cariche pubbliche), l&#8217;accesso automatico alla cittadinanza dell&#8217;Ue, con lo &#8220;sblocco&#8221; di altri diritti, come la <strong>libera circolazione negli altri paesi</strong> dell&#8217;Unione. Chi diventa cittadino italiano ha anche più <strong>diritti sociali</strong>, come l&#8217;eliminazione di restrizioni per l&#8217;ottenimento di un alloggio pubblico o la possibilità di partecipare ai concorsi lavorativi.</p>



<p>Su tutti, però, sono degni di nota i <strong>diritti familiari</strong> che possono uscirne rafforzati, come una meno complessa pratica per il ricongiungimento familiare e soprattutto la <strong>trasmissione automatica della cittadinanza ai figli minori</strong> (e conviventi).</p>


        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/linclusione-scolastica-dei-minori-stranieri-inizia-dai-primi-anni-di-vita/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">L&#8217;inclusione scolastica
<br><strong>dei minori stranieri in Italia</strong></a>.</p>
        </section>
		





<p>Come abbiamo avuto modo di raccontare attraverso l&#8217;osservatorio sulla povertà educativa, infatti, i bambini e le bambine con cittadinanza non italiana <strong>partecipano meno dei coetanei all’istruzione prescolare</strong>. Ciò pone un problema nella capacità di inclusione del sistema educativo, tra gli assi fondamentali di ogni società.</p>



<p>Foto: <a href="https://it.freepik.com/foto-gratuito/persone-poliamore-che-trascorrono-del-tempo-insieme_23427222.htm#fromView=search&amp;page=1&amp;position=34&amp;uuid=aad59f1a-a840-4e02-83b6-9eb7fe43bd5c&amp;query=italia+famiglie+multiculturali" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Freepik</a> (<a href="https://it.freepik.com/legal/terms-of-use#nav-freepik-agreement" target="_blank" rel="noreferrer noopener">licenza</a>)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/i-diritti-di-cittadinanza-e-le-ambiguita-del-dibattito-referendario/">I diritti di cittadinanza e le ambiguità del dibattito referendario</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le acquisizioni di cittadinanza degli stranieri residenti in Italia</title>
		<link>https://www.openpolis.it/le-acquisizioni-di-cittadinanza-degli-stranieri-residenti-in-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Anita]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Jun 2021 07:46:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migranti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=141977</guid>

					<description><![CDATA[<p>La percezione degli italiani è che gli stranieri costituiscano il 31% della popolazione residente, mentre in realtà sono l'8,4% e, nella metà dei casi, cittadini europei.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/le-acquisizioni-di-cittadinanza-degli-stranieri-residenti-in-italia/">Le acquisizioni di cittadinanza degli stranieri residenti in Italia</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nelle ultime settimane è tornato alla ribalta nel dibattito pubblico il tema degli sbarchi di migranti in Italia. Alcune forze politiche sono tornate a parlare di “invasione”. Nonostante in Italia, come in Europa, si abbia la tendenza a ingigantire il fenomeno migratorio, i dati ridimensionano il peso della presenza degli stranieri nel paese.</p>
<h3>Stranieri tra percezione pubblica e realtà</h3>
<p>Se è vero che nei primi mesi del 2021 c&#8217;è stato un <a href="https://www.interno.gov.it/sites/default/files/2021-06/cruscotto_statistico_giornaliero_01-06-2021.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">aumento degli arrivi di migranti in Italia</a> rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, la percezione della presenza straniera nel paese è sproporzionata. Secondo uno studio condotto nel 2019 da Ipsos, <a href="https://www.sdgsmigration.unibo.it/wp-content/uploads/2021/03/2019_REPORT_Ipsos_Perception-and-stereotypes-about-migration_EN.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">CiakMigraction</a>, che ha misurato la percezione pubblica dei migranti in Italia, Grecia, Austria e Ungheria, c’è una tendenza generalizzata a sovradimensionare la presenza di migranti sul territorio nazionale.</p>
<p>        <section class="blockquote">
							<p>Gli italiani sovrastimano la componente straniera della popolazione nazionale.</p>
<p>
			        </section>
		</p>
<p>Come riporta lo studio, <strong>gli italiani credono che gli stranieri costituiscano il 31% della popolazione residente in Italia,</strong> una cifra nettamente superiore al dato reale. Un fenomeno simile si riscontra negli altri paesi analizzati. In Grecia addirittura il gap tra percezione e dato reale è di 27 punti percentuali. <strong>Anche la presenza di musulmani sul territorio nazionale è sovradimensionata</strong>: in Italia i musulmani costituiscono il 5% della popolazione residente, ma la percezione del campione esaminato è che siano il 22%.</p>
<p>Un’altra tendenza, anche in questo caso a livello europeo e non solo italiano, è quella di attribuire molta rilevanza all’immigrazione come problema per l&#8217;Europa: secondo le analisi dello <a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/IP_19_6839" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Eurobarometer del 2019</a>, <strong>il 34% dei cittadini europei considerano l’immigrazione il problema più importante che l’Ue deve affrontare</strong> (considerata meno problematica a livello nazionale).</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">5.039.637 </span>gli stranieri residenti in Italia nel 2020.</p>
			        </section>
		</p>
<h3>Gli stranieri residenti in Italia</h3>
<p>Buona parte degli stranieri residenti in Italia sono europei. Il gruppo più importante è quello originario della <strong>Romania</strong> (1.145.718 persone). Tra i 10 principali paesi di origine, figurano due paesi dell’Africa settentrionale (<strong>Marocco</strong> ed <strong>Egitto</strong>, rispettivamente al terzo e al nono posto), tre europei (Romania, <strong>Albania</strong> e <strong>Ucraina</strong>) e cinque asiatici (<strong>Cina</strong>, <strong>Filippine</strong>, <strong>India</strong>, <strong>Bangladesh</strong> e <strong>Pakistan</strong>).</p>
<p>Il primo paese dell’Africa sub-sahariana per provenienza di stranieri residenti in Italia è la <strong>Nigeria</strong>, al dodicesimo posto. Rispetto al 2019, c’è stata una crescita in praticamente tutti questi gruppi (a parte una diminuzione nel numero di stranieri provenienti da Albania, Moldova e Ucraina). Secondo il <a href="https://www.ismu.org/wp-content/uploads/2021/04/ISMU_XXVI-Italian-Report-on-migrations_2020.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">rapporto Ismu sulle migrazioni del 2020</a>, i cittadini nordafricani sono aumentati, mentre il numero delle persone provenienti dall’Africa sub-sahariana è sostanzialmente rimasto invariato.</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/rumena-e-albanese-sono-le-due-principali-comunita-di-stranieri-in-italia/">Rumena e albanese sono le due principali comunità di stranieri in Italia</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/rumena-e-albanese-sono-le-due-principali-comunita-di-stranieri-in-italia/">I 10 gruppi più numerosi, per nazionalità, tra gli stranieri residenti in Italia (2020)</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1">
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/rumena-e-albanese-sono-le-due-principali-comunita-di-stranieri-in-italia/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-tablepress"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2021/06/rumena-e-albanese-sono-le-due-principali-comunita-di-stranieri-in-italia.png" placeholder ></amp-img><div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div></amp-iframe>                        <div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/rumena-e-albanese-sono-le-due-principali-comunita-di-stranieri-in-italia/">Rumena e albanese sono le due principali comunità di stranieri in Italia - I 10 gruppi più numerosi, per nazionalità, tra gli stranieri residenti in Italia (2020)</a></div>
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			        			                                <div id="chart_141937_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_141937_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_141937_tab3"><p>La popolazione straniera residente è costituita dalle persone di cittadinanza non italiana aventi dimora abituale in Italia. Il bilancio tiene conto dei risultati del censimento permanente della popolazione, calcolati da ciascun comune il 31 dicembre. Si tratta di una nuova modalità di calcolo, introdotta nel 2018, per cui i dati relativi agli anni 2019 e 2020 non sono confrontabili con quelli degli anni 2011-2017.</p>
</div>
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                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis su dati Istat                                                                <br>(ultimo aggiornamento: mercoledì 26 Maggio 2021)
                                        </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2021/06/rumena-e-albanese-sono-le-due-principali-comunita-di-stranieri-in-italia.png" target="_blank" download></a>
						                                                <div title="Scarica dati CSV" class="opmag-chart-action-data-btn" data-param-filename="rumena-e-albanese-sono-le-due-principali-comunita-di-stranieri-in-italia"></div>
						                        
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                            <p><label for="embed-chart-141937"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-141937" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;505&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/rumena-e-albanese-sono-le-due-principali-comunita-di-stranieri-in-italia/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			</p>
<p>I cittadini extra-comunitari sono 3,61 milioni (il 72% di tutti gli stranieri residenti in Italia), di cui 1 milione provenienti comunque dal continente europeo, ma da <a href="https://www.europarl.europa.eu/news/it/headlines/security/20190612STO54307/schengen-guida-alla-zona-europea-senza-frontiere" target="_blank" rel="noopener noreferrer">paesi non rientranti nell’area Schengen</a>. Questo se ci atteniamo ai dati Istat, che considerano Romania, Bulgaria, Croazia e Cipro paesi aderenti alla convenzione Schengen nonostante questi non abbiano ancora attuato le pratiche necessarie per farne ufficialmente parte. La somma di cittadini comunitari e non comunitari ma provenienti dal continente europeo arriva dunque a 2,4 milioni, il 48% del totale degli stranieri residenti in Italia nel 2020.</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">2,6 </span>milioni gli stranieri extra-europei residenti in Italia nel 2020.</p>
			        </section>
		</p>
<h3>Le acquisizioni di cittadinanza</h3>
<p>In Italia, ci sono <a href="https://www.interno.gov.it/it/temi/cittadinanza-e-altri-diritti-civili/cittadinanza" target="_blank" rel="noopener noreferrer">vari modi per acquisire la cittadinanza</a>. Gli stranieri residenti possono inoltrare una richiesta di cittadinanza nel caso in cui rispettino una serie di requisiti: <strong>se hanno risieduto in Italia continuativamente per almeno 10 anni </strong>(5 se si tratta di rifugiati o apolidi, 4 se si tratta di cittadini comunitari), se possono dimostrare di avere una <strong>fonte di reddito che sia sufficiente al sostentamento</strong>, se non hanno precedenti penali e nessun motivo ostativo per la sicurezza della Repubblica. Si tratta dell’acquisizione di <strong>cittadinanza per residenza</strong>.</p>
<p>        <section class="blockquote">
							<p>La cittadinanza italiana è acquisita nel 41,6% dei casi per residenza e nel 13,4% dei casi per matrimonio.</p>
<p>
			        </section>
		</p>
<p>Anche la <strong>cittadinanza per matrimonio</strong> è una modalità possibile. Stando ai dati Istat relativi alle acquisizioni di cittadinanza nel 2019, però, vediamo che <strong>non è una modalità frequentemente usata</strong>. Innanzitutto, <a href="http://www.libertaciviliimmigrazione.dlci.interno.gov.it/it/acquisto-della-cittadinanza-italiana-matrimonio-cittadino-italiano-ai-sensi-dellart-5-della-legge-n" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ha anch’essa dei requisiti</a>: il cittadino straniero può richiederla solo se residente legalmente in Italia da un anno in presenza di figli (naturali o adottati) oppure se residente da 2 anni con il coniuge italiano. La cittadinanza italiana è acquisita per matrimonio solo <strong>nel 13,4% dei casi</strong> – un dato nettamente inferiore rispetto all’acquisizione di cittadinanza per residenza (41,6%).</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-residenza-e-la-principale-modalita-di-acquisizione-della-cittadinanza/">La residenza è la principale modalità di acquisizione della cittadinanza</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-residenza-e-la-principale-modalita-di-acquisizione-della-cittadinanza/">L’ottenimento della cittadinanza degli stranieri, in base alla regione di residenza (2019)</a></h3>
                                    </div>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_142364_tab3"><p>I dati si riferiscono alle acquisizioni di cittadinanza, quindi alle richieste non semplicemente presentate ma ottenute. Nei dati Istat, figurano sia le province autonome di Bolzano e Trento che la regione Trentino Alto Adige. I numeri divisi per modalità di acquisizione sono sotto la voce &#8220;Trentino Alto Adige&#8221;, per cui non si può ricostruire quanti ottengono la cittadinanza in che modo nelle due province autonome. Sotto la voce &#8220;<a href="https://www.istat.it/it/files/2019/10/Cittadini-non-comunitari-in-Italia-2018.pdf" target="_blank" rel="noopener">altro</a>&#8221; sono incluse le modalità di acquisizione di cittadinanza per discendenza (lo ius sanguinis in presenza di almeno un genitore italiano e lo ius soli in caso i genitori siano apolidi) e l&#8217;acquisizione di cittadinanza per elezione, ovvero la richiesta di cittadinanza presentata da uno straniero nato e sempre vissuto in Italia, una volta compiuti i 18 anni di età.</p>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis su dati Istat                                                                <br>(ultimo aggiornamento: venerdì 28 Maggio 2021)
                                        </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-142364"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-142364" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			</p>
<h3>Perché gli stranieri vengono in Italia?</h3>
<p>Quali sono le motivazioni che spingono gli stranieri extra-comunitari a venire in Italia? Appena <strong>nel 15,5% dei casi per inoltrare una richiesta di asilo, nell'11% dei casi per studio</strong>. <strong>Il principale fattore è il ricongiungimento familiare (57% dei casi)</strong>. Questo motivo è il più rilevante per tutti i continenti di provenienza fatta eccezione per l'Oceania, seppure con qualche oscillazione: per gli asiatici e gli americani è la motivazione nel 51% dei casi, per gli europei quasi nel 60% e per gli africani arriva fino al 66%.</p>
<p>Il ricongiungimento familiare può essere richiesto qualora si abbiano in Italia coniugi con cui si è uniti civilmente, figli minori, figli maggiorenni a carico con invalidità totale, genitori a carico (se non hanno altri figli), genitori se si è minorenni. Anche in questo caso, <a href="https://www.inas.it/ricongiungimento-familiare/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ci sono dei requisiti da rispettare</a>, ovvero <strong>poter dimostrare di avere la disponibilità di un alloggio a norma e un reddito minimo annuo</strong>.</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-ricongiungimento-familiare-e-la-principale-ragione-per-cui-gli-stranieri-vengono-in-italia/">Il ricongiungimento familiare è la principale ragione per cui gli stranieri vengono in Italia</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-ricongiungimento-familiare-e-la-principale-ragione-per-cui-gli-stranieri-vengono-in-italia/">Stranieri extra-comunitari che hanno ottenuto un permesso di soggiorno in Italia (2019)</a></h3>
                                    </div>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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			        			                                <div id="chart_142008_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_142008_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_142008_tab3"><p>I dati riguardano gli stranieri extra-comunitari, che necessitano di un permesso di soggiorno (di breve o lunga durata) per abitare regolarmente in Italia. Le cifre indicano i nuovi ingressi, quindi solo le persone che sono entrate in Italia nel 2019, non il totale dei residenti extra-comunitari muniti di permesso di soggiorno.</p>
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                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis su dati Istat                                                                <br>(ultimo aggiornamento: martedì 25 Maggio 2021)
                                        </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2021/06/il-ricongiungimento-familiare-e-la-principale-ragione-per-cui-gli-stranieri-vengono-in-italia.png" target="_blank" download></a>
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                            <p><label for="embed-chart-142008"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-142008" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                </div>

                            </div>

			</p>
<p><strong>Asilo e motivi umanitari</strong> sono alla base del 15,5% delle concessioni di permesso di soggiorno, anche qui con variazioni a seconda del continente di provenienza:<strong> dal 7% per gli europei extra-comunitari al 20% per gli asiatici</strong>. Anche lo studio è un importante fattore che spinge gli asiatici a venire in Italia: motiva il 18,5% dei permessi di soggiorno, mentre ad esempio nel caso dei cittadini provenienti dal continente africano solo il 4,5%.</p>
<p>Foto credit: <a href="https://pixabay.com/it/photos/corona-maschera-covid-19-5271756/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Caniceus</a> - <a href="https://pixabay.com/it/service/license/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">licenza</a></p>
<p><div class="content_block" id="custom_post_widget-133375"><p><amp-img fetchpriority="high" decoding="async" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2021/04/ue_banner_mobile.png" alt="" class="my-20 d-sm-block d-none"  layout="responsive"  width="1056" height="176"></amp-img><br />
<amp-img decoding="async" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2021/04/Banner-Hate-Speech.png" alt="" class="my-20 d-lg-block d-none"  layout="fixed"  width="488" height="58"></amp-img></p>
</div></p>
<p><em>Il contenuto di questo articolo rappresenta solo la visione dell’autore ed è sua sola responsabilità. La Commissione Europea non si assume nessuna responsabilità per l’uso che può essere fatto delle informazioni che contiene.</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/le-acquisizioni-di-cittadinanza-degli-stranieri-residenti-in-italia/">Le acquisizioni di cittadinanza degli stranieri residenti in Italia</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Giovani che si sentono italiani tra discriminazione e integrazione</title>
		<link>https://www.openpolis.it/giovani-che-si-sentono-italiani-tra-discriminazione-e-integrazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[michele vannucchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Apr 2021 07:00:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Hate speech]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=131943</guid>

					<description><![CDATA[<p>Vivere da stranieri nel paese in cui sei nato e cresciuto può essere difficile. Una situazione in cui si trova un numero sempre maggiore di minori che da un lato si sentono italiani e dall'altro vivono un contesto fatto anche di discriminazione sia nella vita quotidiana che online.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/giovani-che-si-sentono-italiani-tra-discriminazione-e-integrazione/">Giovani che si sentono italiani tra discriminazione e integrazione</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I discorsi d&#8217;odio (<strong>hate speech</strong>) sono purtroppo una realtà crescente delle nostre società. La diffidenza e la discriminazione verso il diverso infatti, sono sempre esistite, ma <strong>la diffusione di questi contenuti attraverso i social network amplifica enormemente la portata del fenomeno</strong>, estendendo la platea di chi può sentirsi colpito da affermazioni razziste o comunque discriminatorie.</p>
<p>        <section class="glossary">
            <div>
                <mark>
																		Il termine hate speech deve essere inteso come l’insieme di tutte le forme di espressione che si diffondono, incitano, sviluppano o giustificano l’odio razziale, la xenofobia, l’antisemitismo ed altre forme di odio basate sull’intolleranza contro le minoranze.</br>
											                </mark>
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/che-cose-lhate-speech-e-come-regolamentato/">
                "Che cos&#8217;è l&#8217;hate speech e com&#8217;è regolamentato"</a></span>

            </div>
        </section>
		</p>
<p><strong>I minori stranieri in questo contesto sono colpiti due volte all&#8217;odio in rete</strong>. Come tutti i giovani, quale che sia la loro nazionalità, sono molto esposti a quello che leggono online, senza contare l&#8217;effetto moltiplicatore che può avere su un ragazzo vittima di atti di bullismo la condivisione sui social. A questo poi si aggiunge il fatto di essere stranieri e in quanto tali oggetto diretto o indiretto di espressioni d&#8217;odio.</p>
<p>Si tratta in molti casi di <strong>ragazzi che si sentono italiani e che pensano in Italiano</strong>. Nonostante questo ottenere la cittadinanza può essere per loro un percorso complesso, scoraggiando un già difficile processo di integrazione.</p>
<h3>Libertà di espressione e discorsi d&#8217;odio</h3>
<p>Quando si parla di hate speech bisogna tenere presente che <strong>il fenomeno ha molte sfaccettature e la loro gravità può variare sia in termini di contenuto e tono che rispetto al contesto e al ruolo ricoperto dall&#8217;autore</strong>. Da un lato quando i discorsi d&#8217;odio sono espliciti sono più gravi, a maggior ragione se rivolti contro minori. Dall&#8217;altro è più facile che gli utenti prendano le distanze da contenuti di questo tipo. In particolare, quando questi episodi emergono dall&#8217;anonimato è anche frequente che chi ha scritto il commento lo cancelli o lo rinneghi pubblicamente.</p>
<p>        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Leggi la classificazione di</p>
<p></p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="http://www.liceocaravaggio.edu.it/wp-content/uploads/NO-HATE-SPEECH.pdf" target="_blank" rel="noopener">No hate speech Movement</a></p></div>
				            </div>
        </section>
		</p>
<p>Nel 2019 ad esempio, fece scalpore la foto di <strong>un bambino che lasciava una casa oggetto di sgombero portando via i suoi libri</strong>. Nonostante questa immagine non abbia dissuaso alcuni utenti da commenti odiosi, il risultato tutto sommato è stato quello di innescare ampio senso di solidarietà nei confronti del bambino e della sua famiglia.</p>
<p><a href="https://www.instagram.com/p/B2WNAGFIw71/?utm_source=ig_embed&amp;amp;utm_campaign=loading" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-133352" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2021/04/Cecilia-Fabiano-Primavalle.jpg" alt="" width="480" height="385" srcset="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2021/04/Cecilia-Fabiano-Primavalle.jpg 480w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2021/04/Cecilia-Fabiano-Primavalle-414x332.jpg 414w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2021/04/Cecilia-Fabiano-Primavalle-312x250.jpg 312w" sizes="(max-width: 480px) 100vw, 480px" /></a></p>
<p><a href="https://twitter.com/24_karstjager/status/1151124836959379456" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-132037" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2021/04/Hate_speech_primavalle.png" alt="" width="1200" height="546" srcset="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2021/04/Hate_speech_primavalle.png 1200w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2021/04/Hate_speech_primavalle-768x349.png 768w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2021/04/Hate_speech_primavalle-414x188.png 414w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2021/04/Hate_speech_primavalle-635x289.png 635w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2021/04/Hate_speech_primavalle-1026x467.png 1026w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2021/04/Hate_speech_primavalle-350x159.png 350w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>Certo questo è un caso su cui ha inciso l&#8217;eco mediatico che si è sviluppato sulla vicenda. <strong>Ben diverso invece è quando la violenza verbale rimane all&#8217;interno di circuiti social più di nicchia.</strong></p>
<p><strong>Esistono poi altri tipi di contenuti che pur adottando un linguaggio meno aggressivo hanno comunque un impatto molto negativo</strong>. Questo perché essendo più difficili da inquadrare nel loro contenuto discriminatorio circolano più liberamente. Inoltre si tratta spesso di conteunti spesso pubblicati o rilanciati da figure con grande visibilità pubblica.</p>
<p>Post di questo tipo sono molto frequenti. Di recente ad esempio in reazione all&#8217;intenzione del nuovo segretario del Partito democratico di riportare al centro della discussione politica il tema dello ius soli, il senatore Pillon ha reagito con un post dai contenuti non violenti, ma che comunque possono risultare odiosi per molte persone.</p>
<p><a href="https://www.facebook.com/SenatorePillon/photos/a.1733953453546911/2855489454726633/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-137825" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2021/04/Pillon-IusSoli.jpg" alt="" width="499" height="706" srcset="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2021/04/Pillon-IusSoli.jpg 499w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2021/04/Pillon-IusSoli-414x586.jpg 414w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2021/04/Pillon-IusSoli-177x250.jpg 177w" sizes="(max-width: 499px) 100vw, 499px" /></a></p>
<p><strong>Affermare infatti che la cittadinanza va meritata equivale a mettere in dubbio che bambini e i ragazzi nati e vissuti nel nostro paese meritino la cittadinanza.</strong> Un&#8217;affermazione che si presenta come una posizione politica legittima che può però essere offensiva per una fetta molto grande di bambini e ragazzi che frequentano scuole italiane, pensano in Italiano e si sentono italiani.</p>
<h3>Ragazzi stranieri che si sentono italiani</h3>
<p>Infatti se 20 anni fa gli studenti con cittadinanza straniera che frequentavano scuole italiane erano poco più di 196mila al già nel 2016 erano diventati oltre 826mila.</p>
<p>        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Vai al rapporto Istat</p>
<p></p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="https://www.istat.it/it/files//2020/04/Identit&#37;C3&#37;A0-e-percorsi.pdf" target="_blank" rel="noopener">Identità e percorsi di integrazione delle seconde generazioni in Italia</a></p></div>
				            </div>
        </section>
		</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">+76,2% </span>il numero di studenti stranieri nelle scuole italiane tra gli anni accademici 2001/2002 e 2016/2017.</p>
			        </section>
		</p>
<p><strong>Una realtà cresciuta molto negli ultimi anni, che il paese dovrebbe fare ogni sforzo per integrare nella società.</strong> Si tratta infatti di bambini che in larga parte si sentono italiani e pensano in italiano.</p>
<p>Se si guarda i ragazzi stranieri che frequentano le scuole secondarie sono il <strong>37,8% quelli che dichiarano di sentirsi italiani</strong>, dato che sale al 47,5 per i ragazzi nati in Italia.</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-ragazzi-che-si-sentono-italiani-pur-non-avendo-la-cittadinanza/">I ragazzi che si sentono italiani pur non avendo la cittadinanza</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-ragazzi-che-si-sentono-italiani-pur-non-avendo-la-cittadinanza/">Gli studenti stranieri delle scuole secondarie che hanno dichiarato di sentirsi italiani o stranieri (2015)</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0">
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong><a href="https://www.istat.it/it/files//2020/04/Identit%C3%A0-e-percorsi.pdf" target="_blank" rel="noopener">Istat</a>                                                                <br>(ultimo aggiornamento: martedì 6 Aprile 2021)
                                        </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-132204"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			</p>
<p>Dai dati emerge chiaramente come solo i ragazzi arrivati in Italia dopo i 10 anni dichiarano in maggioranza di non sentirsi italiani (52%), mentre per i ragazzi nati in Italia o arrivati prima dei 5 anni questo dato si ferma a 1/4.</p>
<p>Ancora più interessante forse è il dato sul numero di ragazzi che pensano in Italiano.</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">63,4% </span>la quota di studenti stranieri delle scuole secondarie che dichiara di pensare in italiano.</p>
			        </section>
		</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-ragazzi-stranieri-che-pensano-in-italiano/">I ragazzi stranieri che pensano in italiano</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-ragazzi-stranieri-che-pensano-in-italiano/">Gli studenti stranieri delle scuole secondarie che pensano in italiano (2015).</a></h3>
                                    </div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong><a href="https://www.istat.it/it/files//2020/04/Identit%C3%A0-e-percorsi.pdf" target="_blank" rel="noopener">Istat</a>                                                                <br>(ultimo aggiornamento: mercoledì 31 Marzo 2021)
                                        </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2021/04/i-ragazzi-stranieri-che-pensano-in-italiano-1.png" target="_blank" download></a>
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                </div>

                            </div>

			</p>
<p>Ovviamente anche in questo caso il dato cambia molto a seconda di quando questi ragazzi sono arrivati in Italia. Ciò nonostante anche i giovani arrivati tra i 6 e i 10 anni dichiarano in larga parte di pensare in Italiano.</p>
<p>Peraltro, come sottolineato da Istat, la maggior parte dei ragazzi che dichiarano di non sentirsi italiani o che pensano in un'altra lingua provengono da comunità particolarmente chiuse, come quelle filippine o cinesi. È evidente quindi che <strong>solo politiche volte a una maggiore integrazione di queste comunità possono incidere sul fenomeno, aiutando a creare un nuovo senso di appartenenza nelle comunità straniere.</strong></p>
<h3>Ottenere la cittadinanza per un minore straniero</h3>
<p>Eppure non appena qualcuno, parlando di ius soli, ha provato a riportare il tema dell'integrazione al centro del dibattito, <strong>si è riacceso uno scontro dai toni non sempre civili e adeguati</strong>. <strong>La discussione infatti non si è sviluppata intorno a proposte politiche differenti</strong> che riflettono visioni diverse su come sia più opportuno migliorare le politiche di integrazione. Al contrario lo scontro si è acceso, nel migliore dei casi, sulla semplice opportunità di affrontare l'argomento. Ma cosa prevede oggi la legge sull'acquisizione della cittadinanza italiana?</p>
<p>La normativa attuale stabilisce che un ragazzo di nazionalità straniera possa richiedere la cittadinanza al raggiungimento dei 18 anni, ma <strong>solo se nato in Italia.</strong></p>
<p>        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Lo straniero nato in Italia, che vi abbia risieduto legalmente senza interruzioni fino al raggiungimento della maggiore eta', diviene cittadino se dichiara di voler acquistare la cittadinanza italiana entro un anno dalla suddetta data.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1992-02-05;91!vig=2021-04-02" target="_blank">- Art. 4 comma 2 della legge 91/1992</a>
									            </div>
        </section>
		</p>
<p>La ragione per cui, nonostante questa prescrizione, secondo alcuni sarebbe necessario introdurre una forma di ius soli e di ius culturae è però legata sia ad alcuni problemi molto pratici, sia a un aspetto di principio.</p>
<p>        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.lenius.it/cittadinanza-ius-soli/?gclid=CjwKCAjwgZuDBhBTEiwAXNofRFQO1PEuiQnwxiHETnkG8otYswVQY7BIAOv6MMnjCpZPoSf3e5ndmBoCz6wQAvD_BwE" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Leggi Cittadinanza, ius soli, ius culturae<br><strong>10 domande e 10 risposte</strong></a>.</p>
        </section>
		</p>
<p>Infatti se l'intenzione è quella di favorire il maggior livello possibile di integrazione <strong>il fatto che molti ragazzi si sentano italiani senza che la legge gli riconosca questo status, non aiuta a sviluppare un senso di identità</strong> e di appartenenza verso il nostro paese.</p>
<p>        <section class="blockquote">
							<p>Chi arriva in Italia anche a pochi mesi dalla nascita deve comunque seguire un percorso più difficile per accedere alla cittadinanza.</p>
<p>
			        </section>
		</p>
<p>Inoltre, come accennato, <strong>la normativa presenta diversi aspetti critici</strong>. In primo luogo non si applica a coloro che non sono nati in Italia ma vi sono arrivati anche solo nei primi mesi di vita. Questi ragazzi una volta arrivati a 18 anni dovranno seguire la normale procedura, dimostrando di risiedere in Italia da almeno 10 anni consecutivi. L'iter burocratico inoltre è lungo e nel frattempo <strong>il neo maggiorenne deve ricorrere a permessi di soggiorno temporanei dovendo dimostrare di avere un reddito sufficiente. Una condizione che li discrimina profondamente</strong> in tutti quegli ambiti, anche di opportunità professionali e formative, in cui il possesso della cittadinanza è un requisito.</p>
<p>        <section class="blockquote">
							<p>Anche per i nati in Italia l'accesso alla cittadinanza non è un percorso né semplice né automatico.</p>
<p>
			        </section>
		</p>
<p>Anche per i nati in Italia comunque è richiesta la <strong>residenza continuata sul territorio nazionale</strong>. Quindi se, per motivi di lavoro, i genitori si sono spostati anche solo per alcuni mesi il minore rischia di perdere questa possibilità. Si tratta di un tema su cui sono stati fatti degli <a href="http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2013-06-21;69~Art33!vig=2021-04-06" target="_blank" rel="noopener noreferrer">aggiustamenti</a> ma che comunque può rappresentare ancora un problema per accedere alla cittadinanza. Più in generale, per come è strutturata la norma, fino al raggiungimento dei 18 anni l'accesso alla cittadinanza resta strettamente legato alla possibilità che i genitori riescano a rinnovare il permesso di soggiorno.</p>
<p>Inoltre anche quando questi criteri risultano rispettati, è <strong>frequente che i ragazzi incontrino difficoltà sconosciute ai loro coetanei italiani</strong>, spesso legate alle lente procedure di rinnovo del permesso di soggiorno.</p>
<h3>Il dibattito sullo ius soli e lo ius culturae</h3>
<p>Il dibattito, tornato ora di attualità, era emerso con una certa forza nel corso della passata legislatura. <strong>A fine 2015 infatti fu approvata alla camera una <a href="https://parlamento17.openpolis.it/atto/index/id/2174/sf_highlight/91+1992" target="_blank" rel="noopener noreferrer">proposta di legge</a> che riformava i criteri di accesso alla cittadinanza per i minori con genitori stranieri</strong>. L'obiettivo era di inserire sia una forma di ius soli temperato, che una forma di ius culturae.</p>
<p>Infatti dove vige lo ius soli puro è sufficiente nascere in quel paese per ottenere in automatico la cittadinanza. Il disegno di legge invece <strong>prevedeva che fosse riconosciuta la cittadinanza ai bambini nati in Italia da genitori stranieri di cui almeno uno in possesso di un permesso di soggiorno permanente</strong> o di un permesso di soggiorno Ue di lungo periodo.</p>
<p>In aggiunta era anche prevista <strong>una forma di ius culturae per chi fosse nato in Italia o vi fosse arrivato prima del dodicesimo anno di età</strong>.</p>
<p>        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Il minore straniero nato in Italia o che vi ha fatto ingresso entro il compimento del dodicesimo anno di età che [...] ha frequentato regolarmente, nel territorio nazionale, per almeno cinque anni, uno o più cicli [...] di istruzione [...], acquista la cittadinanza italiana.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/00940816.pdf" target="_blank">- Proposta di Legge n.2092 della XVII legislatura</a>
									            </div>
        </section>
		</p>
<p>La frequentazione di un ciclo di studio diventava, nelle intenzioni dei proponenti, un modo per identificare i ragazzi più integrati nel nostro paese. In ogni caso<strong> la proposta non è mai stata neanche discussa al senato, rimanendo lettera morta</strong>.</p>
<p>Anche nell'<a href="https://parlamento18.openpolis.it/search?query=91+1992&amp;search-go=Cerca" target="_blank" rel="noopener noreferrer">attuale legislatura</a> ci sono state diverse proposte di legge su questa materia, ma nessuna ha avuto particolare successo. Inoltre <strong>per quanto sia comunque positivo tornare a parlare di un tema così importante, è improbabile che nell'attuale contesto politico riforme di questo genere possano realmente avere successo.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Foto Credit</strong>: Sergio Gimenez - <a href="https://www.flickr.com/photos/132589289@N05/29512320846/in/photolist-LXUmN3-7LGJA-sbNtFL-aMXP86-moGPRd-9BDEZ8-sbNAJd-sbNzDC-L4STyp-4YxRY8-LziabS-7X6cpA-t6tYqS-6xZGGt-vB934U-sbZnBP-t8NBmX-9BDERv-6WGMGN-28V9Vv7-5UUjR7-oyXvbb-asgaTH-t8NG4c-ohFzct-LzhXw9-sRdevu-t8yPJY-miqu7q-KH2GBX-LRkWJY-84fbzR-7LHfo-7LYBb-4wRJmD-t8NSBg-7LGUC-66qRD6-66v6N9-7LYXf-66v6MY-MDgTH-5dwBZE-7LXYr-sRdjkQ-7LHjm-Lzjz8Y-7LGZu-66v8nj-t8NAQM" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Flickr</a> (<a href="https://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.0/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Licenza</a>)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><div class="content_block" id="custom_post_widget-133375"><p><amp-img decoding="async" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2021/04/ue_banner_mobile.png" alt="" class="my-20 d-sm-block d-none"  layout="responsive"  width="1056" height="176"></amp-img><br />
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</div></p>
<p><em>Il sostegno della Commissione europea alla produzione di questa pubblicazione non costituisce un'approvazione del contenuto, che riflette esclusivamente il punto di vista degli autori, e la Commissione non può essere ritenuta responsabile per l'uso che può essere fatto delle informazioni ivi contenute.</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/giovani-che-si-sentono-italiani-tra-discriminazione-e-integrazione/">Giovani che si sentono italiani tra discriminazione e integrazione</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
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