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	<title>agricoltura Archivi - Openpolis</title>
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		<title>La differenziazione delle aziende agricole e lo sviluppo dei territori in Abruzzo</title>
		<link>https://www.openpolis.it/la-differenziazione-delle-aziende-agricole-e-lo-sviluppo-dei-territori-in-abruzzo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martina Lovat]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Jul 2025 10:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italie a confronto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=301945</guid>

					<description><![CDATA[<p>L’agricoltura è un settore in trasformazione anche in regione. Una parte delle imprese diversifica le attività. Dall’energia rinnovabile all’offerta agrituristica, le sfide del comparto con un’analisi comune per comune.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/la-differenziazione-delle-aziende-agricole-e-lo-sviluppo-dei-territori-in-abruzzo/">La differenziazione delle aziende agricole e lo sviluppo dei territori in Abruzzo</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>I cambiamenti climatici, il ricambio demografico e le nuove tecnologie mutano le caratteristiche tradizionali di un comparto che, se ben strutturato, può avere un impatto per lo sviluppo dei territori abruzzesi, soprattutto nelle aree rurali e montane.</strong> Una parte oggi minoritaria delle imprese in regione è protagonista di questo cambiamento, attraverso l’ampliamento e la differenziazione delle attività.</p>



<p>In questo contesto, alcune aziende stanno iniziando a sviluppare un approccio multifunzionale. Significa svolgere attività connesse a quella agricola che vanno dalla valorizzazione turistica (con l&#8217;offerta di agriturismi) alla produzione di energia rinnovabile, oltre al ruolo nella manutenzione del territorio e nella pulizia di aree boschive. <strong>Quello agricolo è un comparto che negli anni ha ampliato il proprio ruolo, rafforzandosi in questo tipo di attività che può rappresentare anche una chiave di sviluppo territoriale.</strong> In Abruzzo, l&#8217;incidenza di questo tipo di imprese sul comparto agricolo è inferiore rispetto alla media nazionale e risulta molto differenziata all&#8217;interno del territorio regionale.</p>



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<h3 class="wp-block-heading">Una trasformazione ancora in corso</h3>



<p>Alla luce del momento che il comparto sta passando, <strong>l&#8217;integrazione di strumenti di sviluppo rurale è centrale per i territori, in particolare quelli delle aree interne che risentono in misura maggiore degli effetti del calo demografico in corso nel paese.</strong> Tra le misure messe in campo dalla regione Abruzzo, c&#8217;è quella introdotta tramite la <a href="https://www.google.com/url?q=http://www2.consiglio.regione.abruzzo.it/leggi_tv/abruzzo_lr/2015/lr15014/Intero.asp&amp;sa=D&amp;source=editors&amp;ust=1751448502295832&amp;usg=AOvVaw1-9hPgyQrl2Lmy6hxTX2mz" target="_blank" rel="noreferrer noopener">legge regionale 14/2015</a> che istituisce la creazione di distretti rurali: si tratta di sistemi di sviluppo e gestione territoriale da implementare in aree a forte vocazione agricola, attraverso interlocuzioni tra gli attori locali pubblici e privati che operano nel settore.</p>



<p>Stando all&#8217;ultima clausola valutativa, <a href="https://www.crabruzzo.it/system/files/relazione-2019-distretti-rurali_0%281%29.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">rilasciata nel 2019</a>, si tratta ancora di un processo allo stato embrionale, data la difficoltà di mettere in contatto le parti in gioco.</p>


        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>L’integrazione tra attività agricola e altre attività locali non viene ancora percepita come “valore aggiunto del territorio” pertanto è estremamente difficile far dialogare le diverse componenti produttive imprenditoriali che operano nei diversi territori.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.crabruzzo.it/system/files/relazione-2019-distretti-rurali_0%281%29.pdf" target="_blank">&#8211; Dipartimento politiche dello sviluppo rurale e della pesca &#8211; relazioni clausole valutative 2019</a>
									            </div>
        </section>
		


<p>Anche alla luce delle complessità nell&#8217;integrazione delle attività locali, <strong>ci sono diverse imprese agricole multifunzione che cercano di inserire nel processo aziendale anche altre attività di diversa natura</strong>, come per esempio gli agriturismi e la produzione di energia da fonti rinnovabili. Sono presenti in tutta la regione, con una particolare concentrazione nelle zone cintura e nei comuni intermedi.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Le aziende agricole con attività connesse in Abruzzo</h3>



<p>Ma cosa si intende esattamente quando si parla di attività connesse? Stando alla definizione utilizzata <a href="https://esploradati.istat.it/databrowser/#/it/censimentoagricoltura/categories/CENSAGR/CENSAGR_STRCHAR/IT1,DCAT_CENSAGRIC2020_GAIN,1.0">da Istat</a>, sono comprese <strong>tutte quelle prestazioni a scopo di lucro direttamente collegate all&#8217;attività agricola in senso stretto.</strong> <strong>In questi contesti lavorativi, sono direttamente impiegate risorse oppure prodotti finali dell&#8217;azienda.</strong> Sono incluse attività a scopo turistico come gli agriturismi e le fattorie didattiche, lavori legati alla trasformazione dei prodotti animali o vegetali, la sistemazione dei parchi e dei giardini, acquacoltura, silvicoltura e la produzione di energia da fonti rinnovabili.</p>


<div id="le-attivita-connesse-a-quelle-agricole-sono-cruciali-per-affrontare-le-trasformazioni-nel-sistema-agricolo" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<p><strong>Integrare ulteriori attività oltre a quelle strettamente agricole è una strategia messa in atto dalle stesse aziende agricole per fare fronte ai numerosi mutamenti che il settore sta attraversando.</strong> Da una parte, la maggiore formalizzazione del comparto sta portando a trasformazioni dal punto di vista strutturale: imprese sempre più grandi territorialmente e una maggiore legalizzazione del settore stanno progressivamente cambiando metodi di lavoro, per quanto ancora la maggior parte delle aziende siano ancora di piccole dimensioni e a conduzione familiare. Dall&#8217;altro, si tratta di un ambito caratterizzato da sfide importanti, come il mancato ricambio demografico e gli impatti dei cambiamenti climatici.</p>


        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/esercizi/lagricoltura-in-breve-un-settore-in-trasformazione/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Approfondisci
<br><strong>Agricoltura oggi: sfide per il futuro</strong></a>.</p>
        </section>
		





<p>Gli ultimi dati disponibili, relativi al <a href="https://esploradati.istat.it/databrowser/#/it/censimentoagricoltura/categories/CENSAGR/CENSAGR_STRCHAR/IT1,DCAT_CENSAGRIC2020_GAIN,1.0" target="_blank" rel="noreferrer noopener">censimento generale dell&#8217;agricoltura del 2020</a>, mostrano che sul territorio nazionale sono presenti 65.125 imprese che riportano almeno un&#8217;altra attività connessa direttamente all&#8217;agricoltura. Rappresentano una piccola parte di tutte le aziende agricole italiane, pari circa a 1,1 milioni.</p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">5,7% </span>l&#8217;incidenza di aziende agricole che svolgono attività connesse sul totale delle imprese che operano nel settore (2020).</p>
			        </section>
		


<p>Ci sono zone del paese in cui l&#8217;integrazione di attività connesse nel processo aziendale agricolo sono più presenti.</p>


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                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-abruzzo-oltre-1-500-imprese-agricole-svolgono-anche-altre-attivita-connesse/">In Abruzzo, oltre 1.500 imprese agricole svolgono anche altre attività connesse</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-abruzzo-oltre-1-500-imprese-agricole-svolgono-anche-altre-attivita-connesse/">Imprese agricole che riportano almeno un&#8217;attività connessa (2020)</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1">
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                             aria-labelledby="chart_301947_tab3"><p>Le attività connesse generano reddito e risultano direttamente collegate alle attività agricole in senso stretto. In queste, sono impiegate risorse dell’azienda o prodotti.</p>
</div>
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                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis su dati <a href="https://esploradati.istat.it/databrowser/#/it/censimentoagricoltura/categories/CENSAGR/CENSAGR_STRCHAR/IT1,DCAT_CENSAGRIC2020_GAIN,1.0" target="_blank" rel="noopener">Istat</a>                                                                <br>(consultati: martedì 20 Maggio 2025)
                                        </p>
                </div>
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                            </div>

			


<p>Tra le regioni italiane, quella che riporta il numero maggiore è la <strong>Toscana</strong>, con <strong>7.723 aziende</strong>. Seguono Lombardia (6.248), Emilia-Romagna (5.731) e Veneto (5.681). Sono di meno invece in Basilicata (831), Molise (593) e <strong>Valle d&#8217;Aosta</strong> <strong>(336)</strong>. Se si analizza il dato sotto il profilo dell&#8217;incidenza di queste aziende sul totale di quelle caratterizzate da attività agricole,<strong> si può vedere che c&#8217;è una divisione tra il nord e il sud del paese.</strong> Il territorio caratterizzato dalla percentuale più alta è infatti <strong>Bolzano</strong> <strong>(24,6%)</strong>, a cui seguono Toscana (14,8%), Valle d&#8217;Aosta (13,4%) e Lombardia (13,3%). Minori valori invece in Sicilia (2,4%), Calabria (2,2%) e <strong>Puglia</strong> <strong>(1,8%)</strong>.</p>


<div id="in-abruzzo-si-riscontrano-in-1-695-aziende-il-38-di-quelle-che-operano-nel-comparto" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<p>In questo scenario, <strong>l&#8217;Abruzzo si colloca in una posizione coerente con le dinamiche registrate a livello nazionale.</strong> Sono in tutto <strong>1.695</strong> le aziende agricole con attività connesse, pari al <strong>3,8%</strong> di quelle rilevate sul territorio della regione. Si tratta di un valore di circa 2 punti inferiore rispetto alla media nazionale.</p>



<p><strong>Le principali attività connesse svolte dalle aziende agricole abruzzesi riguardano il settore agrituristico, riportato da 547 imprese.</strong> Seguono la trasformazione di prodotti vegetali (267) e animali (237). La produzione di energia da fonti rinnovabili viene riscontrata in 159 imprese, principalmente prodotta tramite il sole (144). Le province abruzzesi in cui si rilevano più imprese agricole di questo tipo sono Chieti (540) e Teramo (487). Sono di meno invece a L&#8217;Aquila (338) e Pescara (330).</p>


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                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/teramo-e-il-comune-abruzzese-con-piu-imprese-agricole-che-svolgono-anche-altre-attivita/">Teramo è il comune abruzzese con più imprese agricole che svolgono anche altre attività</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/teramo-e-il-comune-abruzzese-con-piu-imprese-agricole-che-svolgono-anche-altre-attivita/">Imprese agricole che riportano almeno un&#8217;attività connessa in Abruzzo (2020)</a></h3>
                                    </div>
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                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/teramo-e-il-comune-abruzzese-con-piu-imprese-agricole-che-svolgono-anche-altre-attivita/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/07/teramo-e-il-comune-abruzzese-con-piu-imprese-agricole-che-svolgono-anche-altre-attivita.png" placeholder ></amp-img><div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div></amp-iframe>                        <div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/teramo-e-il-comune-abruzzese-con-piu-imprese-agricole-che-svolgono-anche-altre-attivita/">Teramo è il comune abruzzese con più imprese agricole che svolgono anche altre attività &#8211; Imprese agricole che riportano almeno un&#8217;attività connessa in Abruzzo (2020)</a></div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis su dati <a href="https://esploradati.istat.it/databrowser/#/it/censimentoagricoltura/categories/CENSAGR/CENSAGR_STRCHAR/IT1,DCAT_CENSAGRIC2020_GAIN,1.0" target="_blank" rel="noopener">Istat</a>                                                                <br>(consultati: martedì 20 Maggio 2025)
                                        </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/07/teramo-e-il-comune-abruzzese-con-piu-imprese-agricole-che-svolgono-anche-altre-attivita.png" target="_blank" download></a>
						                                                
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                            <p><label for="embed-chart-301952"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;505&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/teramo-e-il-comune-abruzzese-con-piu-imprese-agricole-che-svolgono-anche-altre-attivita/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
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                            </div>

			

<div id="teramo-e-il-comune-abruzzese-con-piu-imprese-agricole-che-fanno-attivita-connesse-allagricoltura-46" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<p><strong>Principalmente, queste aziende si trovano nei comuni cintura (592) e intermedi (510). </strong>Come abbiamo <a href="https://www.openpolis.it/le-aree-interne-abruzzesi-e-il-loro-contributo-al-settore-agricolo/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">analizzato</a> in passato, sono anche le aree della regione in cui c&#8217;è una maggiore superficie agricola utilizzata, oltre ad essere quelle con più unità agricole. Sono invece di meno nelle zone periferiche (368), polo (143) e ultraperiferiche (82). Considerando però l&#8217;incidenza, risulta maggiore il valore dei comuni ultraperiferici (5,8%), seguito da quelli polo (4,5%), intermedi (4,1%), cintura (3,6%) e periferici (3,4%).</p>



<p>I comuni in cui si registrano i valori più alti sono <strong>Teramo (46)</strong>, L&#8217;Aquila (35), Loreto Aprutino (Pescara, 34) e Penne (Pescara, 32). In termini relativi, il comune con l&#8217;incidenza maggiore delle imprese agricole multifunzione è Anversa degli Abruzzi (L&#8217;Aquila) con il 50% delle aziende sul totale (7 su 14). Seguono Carapelle Calvisio (L&#8217;Aquila, 40% pari a 2 su 5) e Villetta Barrea (L&#8217;Aquila, 38,5% pari a 5 su 13). </p>



<h3 class="wp-block-heading">Come seguire Abruzzo Openpolis</h3>


        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Scarica i dati, comune per comune</p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Osservatorio_Abruzzo/2020_agricolturaconnessi.xls" target="_blank" rel="noopener">Aziende agricole abruzzesi con attività connesse</a></p>
</div>
				            </div>
        </section>
		



<p>Abruzzo Openpolis è un progetto di Fondazione openpolis,&nbsp;<a href="https://www.hubruzzo.net/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Fondazione Hubruzzo</a>&nbsp;e&nbsp;<a href="https://www.gssi.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Gran Sasso Science Institute</a>. Per seguire gli aggiornamenti del nostro monitoraggio&nbsp;<strong>puoi iscriverti alla nostra newsletter</strong>&nbsp;<strong>dedicata.</strong>&nbsp;Ti invieremo una news mensile di mercoledì. Riceverai articoli, dati, grafici e mappe liberamente utilizzabili per promuovere un dibattito informato.</p>



<p>Foto: <a href="https://it.freepik.com/foto-gratuito/venditore-felice-che-parla-al-cliente-e-vende-verdure-stagionali-coltivate-localmente_143378398.htm#fromView=image_search&amp;page=1&amp;position=0&amp;uuid=f2b5760e-1724-412e-9824-46ff8868eb6f&amp;query=agriturismo" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Freepik</a>&nbsp;(<a href="https://support.freepik.com/s/article/Attribution-How-when-and-where?language=en_US&amp;_gl=1*an45g5*_gcl_au*MTI2OTE0MzI3Mi4xNzQ4MjU1OTQ4*_ga*NTQzNTcyMTUzLjE3NDgyNTU5NDg.*_ga_QWX66025LC*czE3NDkyMDc2NjEkbzQkZzAkdDE3NDkyMDc2NjEkajYwJGwwJGgw" target="_blank" rel="noreferrer noopener">licenza</a>)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/la-differenziazione-delle-aziende-agricole-e-lo-sviluppo-dei-territori-in-abruzzo/">La differenziazione delle aziende agricole e lo sviluppo dei territori in Abruzzo</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le aree interne abruzzesi e il loro contributo al settore agricolo</title>
		<link>https://www.openpolis.it/le-aree-interne-abruzzesi-e-il-loro-contributo-al-settore-agricolo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martina Lovat]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Aug 2024 10:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italie a confronto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=293483</guid>

					<description><![CDATA[<p>La produzione agroalimentare è un settore centrale nella regione, con una forte variabilità territoriale. Nelle aree interne sono presenti oltre 37mila unità agricole.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/le-aree-interne-abruzzesi-e-il-loro-contributo-al-settore-agricolo/">Le aree interne abruzzesi e il loro contributo al settore agricolo</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>L&#8217;agricoltura è un comparto importante per l&#8217;economia. Basti pensare che nel 2022 pesava per il 3,8% sul totale dell&#8217;economia nazionale. Ma è anche un <strong>veicolo di valorizzazione del territorio</strong> attraverso le filiere di produzione di tipo alimentare, un aspetto che incide in modo particolare nelle aree interne del paese. L&#8217;Italia è <a href="https://dopigp.politicheagricole.gov.it/le-denominazioni#:~:text=L%E2%80%99Italia%20%C3%A8%20il%20Paese%20europeo%20con%20il%20maggior%20numero%20di%20prodotti%20agroalimentari%20a%20denominazione%20di%20origine%20e%20a%20indicazione%20geografica%20riconosciuti%20dall%E2%80%99Unione%20europea." target="_blank" rel="noreferrer noopener">il paese europeo con il maggior numero di prodotti</a> agroalimentari e vinicoli denominati e riconosciuti dall&#8217;Ue, contandone in tutto 838. Tra questi, ce ne sono alcuni che caratterizzano l&#8217;area abruzzese.</p>


<div id="in-abruzzo-sono-riconosciute-30-denominazioni-di-prodotti-agroalimentari" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>




        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">30 </span>i prodotti Dop, Igp e Stp riconosciuti nella regione Abruzzo (2024).</p>
			        </section>
		


<p>Il settore delle produzioni alimentari di quantità contava nel 2021 oltre 86mila operatori certificati in tutto il paese. <strong>Di questi, circa 1.600 si trovavano nella regione abruzzese. </strong>Questo personale, composto sia da produttori che da trasformatori, <strong>opera nel contesto più ampio del segmento agrosilvopastorale che ha una sua rilevanza nel ripopolamento delle aree interne e montane, comprese quelle abruzzesi.</strong> Quindi, è importante inquadrare il settore in termini di superficie agricola utilizzata, ovvero quella porzione di terreno effettivamente sfruttata per scopi agricoli. È utile anche considerare il numero di unità agricole. Con questa espressione si intende la partizione dell&#8217;azienda agricola che insiste su un territorio di un singolo comune. Si tratta di un&#8217;approssimazione differente rispetto al numero totale di aziende, che possono avere terreni o allevamenti su più comuni.</p>






<h3 class="wp-block-heading">L&#8217;agricoltura nelle aree interne abruzzesi</h3>



<p>Come abbiamo <a href="https://www.openpolis.it/le-dinamiche-e-il-mutamento-dellagricoltura-in-abruzzo/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">approfondito</a> in passato, in tutta la penisola è diminuito il numero delle imprese agricole tra 2010 e 2020, i due anni in cui Istat ha svolto il censimento del settore. L&#8217;Abruzzo non fa eccezione, riportando un calo del 33,4%. Anche in termini di superficie agricola utilizzata (<a href="https://www.istat.it/it/files//2021/05/Glossario_Indicatori_agro-ambientali_Anni-2010-19_DCAT_ATC09_20.05.2021.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sau</a>) si registra una diminuzione, seppur in misura minore (8,6%). Per dare una visione d&#8217;insieme di quanto questo tipo di attività incide sul territorio, abbiamo ricostruito l&#8217;incidenza della Sau sul totale delle superfici delle regioni italiane.</p>


<div id="nella-regione-il-391-della-superficie-e-sfruttata-a-livello-agricolo" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>




            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-abruzzo-il-38-della-superficie-regionale-e-impiegata-in-processi-agricoli/">In Abruzzo il 38% della superficie regionale è impiegata in processi agricoli</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-abruzzo-il-38-della-superficie-regionale-e-impiegata-in-processi-agricoli/">Incidenza di Sau sul totale della superficie regionale</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1">
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/in-abruzzo-il-38-della-superficie-regionale-e-impiegata-in-processi-agricoli/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/08/in-abruzzo-il-38-della-superficie-regionale-e-impiegata-in-processi-agricoli.png" placeholder ></amp-img><div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div></amp-iframe>                        <div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-abruzzo-il-38-della-superficie-regionale-e-impiegata-in-processi-agricoli/">In Abruzzo il 38% della superficie regionale è impiegata in processi agricoli &#8211; Incidenza di Sau sul totale della superficie regionale</a></div>
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                             aria-labelledby="chart_293818_tab3"><p>Il dato rappresenta l&#8217;incidenza della superficie agricola utilizzata (Sau) sul totale della superficie nelle regioni italiane.</p>
</div>
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                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Abruzzo openpolis su dati <a href="https://esploradati.istat.it/databrowser/#/it/censimentoagricoltura/categories/IT1,Z1100AGR,1.0/AU/IT1,DF_DCAT_CENSAGRIC2020_UA_CROPS_1,1.0" target="_blank" rel="noopener">Istat</a>                                                                <br>(consultati: mercoledì 24 Luglio 2024)
                                        </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-293818"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-293818" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                            </div>

			


<p><strong>In Abruzzo, la superficie interessata direttamente da attività agricole è pari al 39,1% di tutta l&#8217;area della regione.</strong> Questo valore, leggermente inferiore alla media italiana del 41,2%, colloca la regione al decimo posto per incidenza. Le aree del paese dove queste percentuali risultano maggiori sono Puglia (66,5%), Sicilia (52,4%) e Sardegna (51,0%). Minori invece le incidenze in Valle d&#8217;Aosta (20,0%), nella provincia autonoma di Bolzano (18,3%) e in Liguria (7,6%).</p>



<p>In termini assoluti, la provincia con la maggior superficie agricola utilizzata è <strong>L&#8217;Aquila </strong>(181.284 ettari) nonostante sia invece il territorio con il minor numero di unità agricole (8.647). Su questo dato può incidere la presenza dell&#8217;area del Fucino, una parte della regione in cui il settore è particolarmente sviluppato. <strong>Chieti</strong> invece è la provincia che vede più unità agricole sul suo territorio. Si parla di 30.647 unità agricole, il 48,5% di tutte quelle registrate in Abruzzo.</p>


<div id="le-zone-cintura-e-intermedie-sono-quelle-con-piu-superficie-agricola-utilizzata-e-piu-unita-agricole" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<p>Proseguendo con l&#8217;analisi sul piano territoriale, le aree caratterizzate dal maggior impiego di superficie agricola sono quelle <strong>cintura</strong> (129.302 ettari, 11,9% della superficie totale della regione) seguite da quelle intermedie (124.671, 11,5%), periferiche (100.695, 9,3%), ultraperiferiche (36.140, 3,3%) e polo (32.164, 3%). Le <strong>zone cintura</strong> sono anche quelle che riportano il maggior numero di unità agricole: 22.812, il 36,1% di quelle operanti nella regione. A quelle seguono le zone intermedie (18.236), quelle periferiche (16.488), le aree polo (3.358) e le ultraperiferiche (2.360). Per quanto i comuni cintura siano quelli in cui si registrano i valori maggiori, risulta comunque evidente il ruolo delle aree interne.</p>


<div id="piu-unita-agricole-sulla-collina-litoranea-aree-agricole-piu-vaste-nella-montagna-interna" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<p>Ci sono anche delle differenze che vale la pena approfondire per quel che riguarda la zona altimetrica. L&#8217;area della <strong>collina litoranea</strong> è quella in cui ci sono più unità agricole operanti nel settore (33.009) mentre la montagna interna è quella dove ce ne sono di meno (14.101). Al contrario però è proprio l&#8217;area della <strong>montagna interna</strong> in cui più superficie è dedicata strettamente all&#8217;attività agricola: si tratta di 234.883 ettari contro i 116.737 della zona della collina litoranea e i 71.352 della collina interna.</p>


        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/lo-spopolamento-della-montagna-abruzzese-e-inevitabile/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Lo spopolamento della montagna abruzzese è inevitabile?
<br><strong>Approfondisci</strong></a>.</p>
        </section>
		




            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-quattro-comuni-abruzzesi-oltre-1-000-unita-agricole-presenti-sul-territorio/">In quattro comuni abruzzesi oltre 1.000 unità agricole presenti sul territorio</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-quattro-comuni-abruzzesi-oltre-1-000-unita-agricole-presenti-sul-territorio/">Unità agricole e Sau nei comuni abruzzesi (2023)</a></h3>
                                    </div>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_293820_tab3"><p>Sulla mappa è rappresentata l&#8217;incidenza della superficie agricola utilizzata (Sau) sul totale della superficie del comune.</p>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Abruzzo openpolis su dati <a href="https://esploradati.istat.it/databrowser/#/it/censimentoagricoltura/categories/IT1,Z1100AGR,1.0/AU/IT1,DF_DCAT_CENSAGRIC2020_UA_CROPS_1,1.0" target="_blank" rel="noopener">Istat</a>                                                                <br>(consultati: mercoledì 24 Luglio 2024)
                                        </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/08/in-quattro-comuni-abruzzesi-oltre-1-000-unita-agricole-presenti-sul-territorio.png" target="_blank" download></a>
						                                                
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                            <p><label for="embed-chart-293820"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-293820" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                </div>

                            </div>

			


<p>In termini di superficie agricola utilizzata, il comune dell&#8217;<strong>Aquila</strong> è quello che riporta il valore maggiore, con 17.091 ettari sfruttati. Seguono Scanno (L&#8217;Aquila, 9.158 ettari), Teramo (6.919 ettari) e Atessa (Chieti, 6.608 ettari). Se si considera invece la superficie comunale sfruttata per scopi agricoli, la percentuale maggiore si registra a <strong>San Salvo</strong> (Chieti, 96,8%), seguita da Calascio (L&#8217;Aquila, 87,7%), San Benedetto dei Marsi (L&#8217;Aquila, 85,1%) e Santo Stefano di Sessanio (L&#8217;Aquila, 81,8%). Sono 5 i comuni abruzzesi in cui si registrano più di mille unità agricole: <strong>Ortona</strong> (Chieti, 1.569), Lanciano (Chieti, 1.498), Vasto (Chieti, 1.264), Teramo (1.236) e Atessa (Chieti, 1.222).</p>



<h3 class="wp-block-heading">Come seguire Abruzzo Openpolis</h3>


        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Scarica i dati, comune per comune</p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Osservatorio_Abruzzo/2020_agricoltura_sau_ua.xls" target="_blank" rel="noopener">Il settore agricolo nei comuni abruzzesi.</a></p>
</div>
				            </div>
        </section>
		



<p>Abruzzo Openpolis è un progetto di Fondazione openpolis, <a href="https://www.hubruzzo.net/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Fondazione Hubruzzo</a> e&nbsp;<a href="https://www.gssi.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Gran Sasso Science Institute</a>. Per seguire gli aggiornamenti del nostro monitoraggio&nbsp;<strong>puoi iscriverti alla nostra newsletter</strong>&nbsp;<strong>dedicata.</strong>&nbsp;Ti invieremo una news mensile di mercoledì. Riceverai articoli, dati, grafici e mappe liberamente utilizzabili per promuovere un dibattito informato.</p>



<p>Foto: <a href="https://unsplash.com/it/foto/gruppo-di-pecore-sul-campo-di-erba-marrone-durante-il-giorno-uUhJTOv3rw4" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sterling Rainer </a>&#8211; <a href="https://unsplash.com/it/licenza" target="_blank" rel="noreferrer noopener">licenza</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/le-aree-interne-abruzzesi-e-il-loro-contributo-al-settore-agricolo/">Le aree interne abruzzesi e il loro contributo al settore agricolo</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La tutela dei diritti dei lavoratori agricoli in Abruzzo</title>
		<link>https://www.openpolis.it/la-tutela-dei-diritti-dei-lavoratori-agricoli-in-abruzzo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mattia]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Aug 2023 09:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italie a confronto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=267627</guid>

					<description><![CDATA[<p>Alcune zone, come l'altopiano del Fucino, sono centrali per l'economia abruzzese. Sul fronte della tutela dei diritti per i lavoratori (soprattutto stranieri) la situazione sta migliorando, ma è cruciale il monitoraggio di organizzazioni indipendenti.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>La crescita socio-economica di una nazione o di un territorio si misura anche dall&#8217;effettivo <strong>godimento dei diritti di chi contribuisce in maniera decisiva a quella crescita: i lavoratori e le lavoratrici.</strong> </p>



<p>Questo vale anche per uno dei comparti più importanti, <strong>quello dell&#8217;agricoltura</strong>, perché caratterizzato dal lavoro di fatica, oltre che dalla natura prevalentemente stagionale del settore.</p>



<p>Non è un caso infatti che proprio nell’agricoltura esista il fenomeno del <strong>caporalato</strong>, che, insieme ad altri tipi di irregolarità lavorative, deve essere combattuto sul territorio <strong>da organizzazioni indipendenti</strong>, oltre che ovviamente dalle istituzioni.</p>


        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Il caporalato è una forma illegale di reclutamento e organizzazione della mano d’opera, spec. agricola, attraverso intermediari (caporali) che assumono, per conto dell’imprenditore e percependo una tangente, operai giornalieri, al di fuori dei normali canali di collocamento e senza rispettare le tariffe contrattuali sui minimi salariali.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.treccani.it/vocabolario/caporalato/#:~:text=Forma%20illegale%20di%20reclutamento%20e,tariffe%20contrattuali%20sui%20minimi%20salariali." target="_blank">&#8211; Dizionario Treccani</a>
									            </div>
        </section>
		


<p>In Italia non ci sono territori immuni a questo fenomeno. <strong>Non è esente neanche l’Abruzzo, regione in cui il comparto agrosilvopastorale è molto importante</strong>.</p>



<p>Sul caporalato, così come su precarietà e lavoro irregolare, i dati più recenti purtroppo si fermano al 2020. L&#8217;analisi di queste informazioni tuttavia, è utile per <strong>analizzare le dinamiche di lungo periodo.</strong></p>



<p>Nell&#8217;ultimo ventennio, infatti, il tasso totale di lavoratori dipendenti irregolari è leggermente diminuito (di poco più di un punto percentuale), nonostante quello delle maestranze nella stessa condizione di irregolarità <strong>sia nettamente aumentato (oltre 4 punti) se consideriamo il solo settore dell&#8217;agricoltura.</strong></p>


<div id="le-irregolarita-nelle-posizioni-di-lavoratori-e-lavoratrici-sono-piu-diffuse-nel-settore-dellagricoltura" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>




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                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/piu-elevata-della-media-lirregolarita-in-agricoltura/">Più elevata della media l&#8217;irregolarità in agricoltura</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/piu-elevata-della-media-lirregolarita-in-agricoltura/">Il tasso di irregolarità tra i lavoratori dipendenti nel settore agricolo e nel totale delle attività economiche (2000-2019)</a></h3>
                                    </div>
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                             aria-labelledby="chart_185612_tab3"><p>I dati si riferiscono esclusivamente ai lavoratori dipendenti e sono aggiornati a marzo 2022.</p>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis su dati Istat                                                                <br>(ultimo aggiornamento: martedì 22 Marzo 2022)
                                        </p>
                </div>
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                            </div>

			


<h3 class="wp-block-heading">Gli stranieri hanno contratti di lavoro più precari</h3>



<p>Un fatto, però, è stato appurato nel corso degli ultimi decenni: in Abruzzo come nel resto d’Italia &#8211; soprattutto nel mezzogiorno &#8211; a soffrire forme contrattuali o vessazioni da parte dei caporali <strong>sono soprattutto gli stranieri, disposti a lavorare anche di fronte a paghe non congrue o orari diversi da quelli messi nero su bianco nel momento dell’assunzione</strong>. E questo solo se si considera, naturalmente, la forza lavoro assunta regolarmente.</p>



<p>Sono i dati dell’ultimo censimento dell’agricoltura a raccontarcelo: nel 2020 gli stranieri (comunitari ed extra-comunitari) impiegati nelle imprese agricole non a conduzione familiare o individuale erano <strong>quasi 9mila</strong>, circa un terzo del totale, pari a 23mila lavoratori e lavoratrici nella stessa tipologia di azienda.</p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">8.606 </span>lavoratori di nazionalità straniera impiegati nelle aziende agricole abruzzesi non a conduzione familiare, nel 2020.</p>
			        </section>
		

<div id="in-abruzzo-i-lavoratori-agricoli-stranieri-si-trovano-in-una-condizione-di-maggiore-precarieta-rispetto-ai-colleghi-italiani" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<p>Tuttavia, nonostante gli stranieri siano il 36,6% del totale, se prendiamo in considerazione <strong>i contratti con forma continuativa questa percentuale si ferma al 28%</strong>. Al contrario, se parliamo di contratti con forma saltuaria, gli stranieri rappresentano<strong> il 40,2% del totale</strong>. In altre parole, in Abruzzo i lavoratori in agricoltura non italiani<strong> hanno forme di contratto più precarie</strong> rispetto ai colleghi italiani.</p>


<div id="strillo-testo-block_e28d4ec48cbaca987f614bf41ec7345c" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>I dati ci dicono che le lavoratrici e i lavoratori stranieri sono più esposti al rischio dello sfruttamento.</p>
			        </section>
		</div>



<p>In questo caso non parliamo di caporalato in senso stretto &#8211; storicamente meno diffuso in regione rispetto ad altri territori del sud &#8211; ma siamo di fronte a dati che danno in qualche modo la misura di come <strong>le persone straniere siano più esposte ai rischi dello sfruttamento.</strong></p>



<p>Ad ogni modo è l’osservatorio Placido Rizzotto, che ogni anno pubblica il rapporto “Agromafie e capolarato”, a evidenziare come anche in Abruzzo ci siano procedimenti giudiziari aperti <a href="https://www.flai.it/wp-content/uploads/2020/12/V-Rapporto-schede-grafiche.pdf#page=4" target="_blank" rel="noreferrer noopener">legati al caporalato</a>. Si sarebbero verificati in provincia di Teramo (nel capoluogo e a Giulianova) e soprattutto nella <strong>zona del Fucino</strong>, in provincia dell’Aquila, e in particolare nei territori comunali di Avezzano, Pescina e Luco dei Marsi.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La centralità del Fucino nell&#8217;agricoltura abruzzese</h3>



<p>L&#8217;altopiano del Fucino è molto importante per la produzione di ricchezza del sistema economico abruzzese. <strong>Parliamo di un’area grande 160 chilometri quadrati</strong>, che fino alla fine ottocento era il terzo lago più esteso d’Italia. È in quel periodo che i Torlonia prosciugarono completamente il bacino lacustre, provvedendo alla bonifica e quindi alla coltivabilità di quello che oggi viene da molti chiamato “<strong>l’orto d’Italia</strong>”.</p>



<p>Oggi il Fucino è <strong>motore economico della Marsica e dell’intera provincia</strong>: mille ettari coltivati a ortaggi, verdure e patate, con più di <strong>500 soci produttori</strong>, oltre <strong>20 milioni di euro di fatturato</strong> annuo, due marchi Igp (per la patata del Fucino e la carota dell’altopiano) e <strong>circa 10mila lavoratori</strong>, soprattutto stagionali, leggermente in diminuzione negli ultimi anni, a causa della meccanizzazione di alcune operazioni. <a href="https://www.virtuquotidiane.it/cronaca/un-terzo-del-pil-agricolo-abruzzese-e-nel-fucino-presente-e-futuro-del-covalpa-abruzzo.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Secondo il Covalpa</a>, l’associazione di produttori agricoli abruzzesi, circa un terzo del pil agricolo della regione è prodotto in quest’area.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1080" height="810" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/07/nasa_fucino.jpg" alt="" class="wp-image-267641" srcset="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/07/nasa_fucino.jpg 1080w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/07/nasa_fucino-768x576.jpg 768w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/07/nasa_fucino-414x311.jpg 414w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/07/nasa_fucino-635x476.jpg 635w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/07/nasa_fucino-1026x770.jpg 1026w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/07/nasa_fucino-333x250.jpg 333w" sizes="(max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /><figcaption class="wp-element-caption">La piana del Fucino fotografato dall&#8217;Earth observatory della Nasa</figcaption></figure>



<p><strong>Per le aziende agricole della zona, le lavoratrici e i lavoratori stranieri sono una risorsa</strong>, tanto che nel 2020, anno del lockdown da Covid, la sezione provinciale di Confagricoltura ha <a href="https://www.virtuquotidiane.it/cronaca/volo-charter-dal-marocco-per-il-rientro-dei-braccianti-del-fucino.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">organizzato voli charter</a> dal Marocco a Pescara per centinaia di lavoratori del paese nordafricano. Tuttavia il settore si nutre annualmente di un flusso di migranti stagionali che rientrano nei cosiddetti “decreti flussi” per l’ingresso regolare nel nostro paese.</p>



<p>Molti di loro si stabiliscono insieme alla famiglia nei comuni limitrofi alla piana, altri tornano in patria e tentano di entrare nuovamente in Italia l’anno successivo. <strong>Molti sono integrati nel tessuto sociale dei paesi marsicani, nelle aree interne abruzzesi, ma c’è anche chi è soggetto a sfruttamento e caporalato</strong>.</p>


<div id="il-controllo-da-parte-di-organizzazioni-indipendenti-e-fondamentale-per-il-rispetto-dei-diritti" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<h3 class="wp-block-heading">Il lavoro degli operatori sul territorio</h3>



<p>“Incontriamo spesso persone vittime di grave sfruttamento lavorativo &#8211; afferma a Abruzzo Openpolis <strong>Lidia Di Pietro</strong>, vice direttrice della Caritas diocesana di Avezzano &#8211; sono l&#8217;ultimo anello di una rete sistemica che a volte si vede anche a occhio nudo. Lo sfruttamento nel Fucino non è tanto un evento acuto che si contraddistingue per la durezza, quanto per la cronicità del fenomeno: un sistema che può contare sul supporto tacito, se non interessato, tra datori di lavoro, agenzie di intermediazione fiscale o legale, e alcuni rappresentanti istituzionali&#8221;.</p>



<p><strong>La Caritas è molto attenta al fenomeno dello sfruttamento nel lavoro agricolo</strong>, tanto da attivare uno sportello permanente nella città di Avezzano (la più grande della Marsica) e uno mobile che ogni settimana gira tra le maestranze direttamente nei campi.</p>


<div id="strillo-testo-block_9981b6a4fefca69f2bff536b136f8d7b" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>Nel Fucino la situazione è migliorata con l&#8217;arrivo dell&#8217;Oim, agenzia dell&#8217;Onu.</p>
			        </section>
		</div>



<p>Secondo Di Pietro le condizioni di lavoro nell’ultimo anno sono migliorate, anche grazie al progetto <a href="https://www.diagrammi.org/sud/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Diagrammi Sud</a>, un ampio partenariato che ha previsto per un anno anche la presenza sul territorio degli operatori <strong>dell’organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim), un’agenzia dell’Onu</strong>. </p>



<p>Insieme alla Caritas locale vengono garantiti infatti servizi di attenzione alla persona: consapevolezza e informazione sui<strong> diritti-doveri dei lavoratori</strong>, miglioramento delle competenze linguistiche, tirocini inclusivi e supporto socio-sanitario ai lavoratori stranieri nelle campagne.</p>


        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/i-lavoratori-stranieri-tra-irregolarita-e-sfruttamento/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">I lavoratori stranieri
<br><strong>tra irregolarità e sfruttamento</strong></a>.</p>
        </section>
		





<p>L’Oim ha messo inoltre a disposizione alcuni <strong>mediatori culturali di madre lingua araba</strong>, considerando che la maggior parte delle maestranze non italiane sono giovani di nazionalità marocchina.</p>



<p>“Purtroppo negli anni abbiamo assistito molte persone, comprese quelle che sono state frodate con la pratica per la cosiddetta sanatoria del 2020 – evidenzia Lidia Di Pietro –sulla elusione dei versamenti contributivi o pagamento in toto dei versamenti previsti dal procedimento, o addirittura pagamenti per accedere alla procedura”.</p>


<div id="con-larrivo-dellorganizzazione-internazionale-per-le-migrazioni-oim-agenzia-dellonu-la-situazione-nel-fucino-sembra-essere-migliorata" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<p><strong>Fino all’arrivo dell’agenzia delle Nazioni unite la paga oraria media era 4,5 euro l’ora</strong>, per un totale di circa 45 euro netti per ogni turno da 10 ore di lavoro. Tuttavia alcune imprese utilizzavano anche bonus governativi per risparmiare sul costo del lavoro, oppure c’era elasticità (per usare un eufemismo) nel conteggio delle ore di attività.</p>


        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Le irregolarità e lo sfruttamento ovviamente non riguardano tutti i produttori della piana, però il nostro compito di operatori e cittadini è quello di vigilare e assistere chi è vittima di processi iniqui ed escludenti.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://archivio.caritas.it/caritasitaliana/s2magazine/index1.jsp?idPagina=4293" target="_blank">&#8211; Lidia Di Pietro, vice direttrice della Caritas di Avezzano a Abruzzo Openpolis, 25 luglio 2023</a>
									            </div>
        </section>
		


<p>È indubbio infatti che lo sfruttamento lavorativo sia tanto più superabile <strong>quanto più siano presenti e radicate organizzazioni indipendenti per il controllo delle irregolarità e il rispetto dei diritti.</strong></p>



<p>È un tema importante, perché <strong>senza diritti dei lavoratori non c’è rispetto della persona</strong>, ma neanche una crescita economica equa e quindi un <strong>progresso reale </strong>delle comunità che abitano i territori.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Come seguire Abruzzo Openpolis</h3>



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<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/la-tutela-dei-diritti-dei-lavoratori-agricoli-in-abruzzo/">La tutela dei diritti dei lavoratori agricoli in Abruzzo</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le dinamiche e il mutamento dell&#8217;agricoltura in Abruzzo</title>
		<link>https://www.openpolis.it/le-dinamiche-e-il-mutamento-dellagricoltura-in-abruzzo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martina Lovat]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Jul 2023 10:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italie a confronto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=263477</guid>

					<description><![CDATA[<p>In 10 anni il numero delle aziende agricole in regione si è ridotto di un terzo. Oggi sono per lo più imprese familiari, molte condotte da donne e poche da giovani. La geografia di un settore che deve innovarsi per tornare a essere motore dell'economia regionale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/le-dinamiche-e-il-mutamento-dellagricoltura-in-abruzzo/">Le dinamiche e il mutamento dell&#8217;agricoltura in Abruzzo</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Negli ultimi anni il numero delle imprese dedite all&#8217;agricoltura e all&#8217;allevamento in Abruzzo <strong>è diminuito di un terzo</strong>. Ma il settore può tornare ad essere centrale per l&#8217;economia della regione, <strong>se saprà cogliere le nuove sfide dell&#8217;innovazione.</strong></p>



<p>Il comparto, infatti, sta attraversando un <strong>periodo di trasformazione</strong> importante, dalla necessità di rinnovarsi dal punto di vista generazionale a quella di ridurre il proprio impatto sull&#8217;ambiente.</p>



<p>Si tratta di una scommessa che può essere vinta anche in Abruzzo, che conta <strong>oltre 40mila imprese attive sul territorio</strong>, dall&#8217;allevamento in montagna fino all&#8217;agricoltura nelle zone collinari e costiere.</p>


<div id="tra-il-2010-e-il-2020-il-numero-delle-aziende-agricole-in-abruzzo-e-sceso-di-un-terzo" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<h3 class="wp-block-heading">Poche aziende e sempre più grandi</h3>



<p>Ogni dieci anni Istat realizza un censimento per l&#8217;agricoltura e gli ultimi dati disponibili risalgono al 2020. Un periodo tuttavia indicativo per <strong>comprendere le dinamiche in Abruzzo e nel paese.</strong></p>



<p>Basti pensare che nel 2020 erano 44.516 le aziende attive sul territorio regionale, ma nel 2010 erano più di 66mila. <strong>In 10 anni, insomma, </strong>è andato perso un terzo delle aziende agricole abruzzesi<strong>.</strong></p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">-33,4% </span>il calo del numero di imprese agricole tra il 2010 e il 2020.</p>
			        </section>
		


<p>Anche la <strong>superficie agricola utilizzata </strong>(Sau) è diminuita ma in misura minore, passando in un decennio da 454mila a 414mila ettari (-8,6%). Questa è una dinamica coerente con quello che sta accadendo sul resto della penisola: infatti, da un lato <strong>il numero totale delle aziende è in calo, ma quelle presenti tendono a gestire più ettari di terreno.</strong></p>



<p>Per quanto riguarda la tipologia di impresa, invece, in Abruzzo il 97% del totale di <strong>tipo individuale o a conduzione familiare</strong>. Queste, tuttavia, detengono solo il 73,6% delle superfici agricole, a dimostrazione di quanta rilevanza abbia il restante 3%, in termini di territorio coltivato o adibito a pascolo. </p>



<h3 class="wp-block-heading">Chi lavora l&#8217;agricoltura in Abruzzo</h3>



<p><strong>Più di 80mila persone lavorano nel settore agricolo e agrosilvopastorale in Abruzzo</strong>. Per l&#8217;esattezza, gli occupati nel settore registrati nel 2020 erano 83.908, il 3% di quelli del paese. Di questi, <strong>il 72% compone la manodopera di tipo familiare </strong>(circa 60mila persone) con quasi 44mila lavoratori che sono anche conduttori di azienda. Un dato che non sorprende vista l&#8217;incidenza delle piccole aziende del settore presente nella regione. </p>


<div id="strillo-testo-block_3848068a991d779c8da9b93248a574fc" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>I lavoratori agricoli abruzzesi rientrano principalmente nel nucleo familiare.</p>
			        </section>
		</div>



<p><strong>I restanti 23mila occupati non rientrano invece nel nucleo familiare.</strong> La forma contrattuale più diffusa per questi lavoratori è quella di tipo saltuario (poco più di 15mila persone, pari al 65%). La forza lavoro non italiana è pari a <strong>circa 8mila lavoratori e lavoratrici</strong>, di cui circa 5mila stranieri provenienti da paesi extra-europei e i restanti 3mila comunitari.</p>


<div id="in-regione-ci-sono-piu-aziende-guidate-da-donne-rispetto-al-resto-del-paese" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<p>Tornando ai conduttori e proprietari d&#8217;azienda, invece, i dati ci raccontano <strong>due aspetti interessanti</strong>. Il primo riguarda le <strong>donne</strong> imprenditrici, il secondo le persone <strong>under 45</strong> titolari di un&#8217;azienda.</p>


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                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-35-delle-aziende-agricole-abruzzesi-e-guidato-da-donne-il-103-da-giovani/">Il 35% delle aziende agricole abruzzesi è guidato da donne, il 10,3% da giovani</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-35-delle-aziende-agricole-abruzzesi-e-guidato-da-donne-il-103-da-giovani/">Conduzione femminile e giovanile delle aziende agricole (2020)</a></h3>
                                    </div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Abruzzo openpolis su dati <a href="https://www.istat.it/it/archivio/273753" target="_blank" rel="noopener">Istat</a>                                                                <br>(pubblicati: martedì 9 Agosto 2022)
                                        </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-266222"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                </div>

                            </div>

			


<p>In Abruzzo le imprese agricole guidate da donne sono 15.545, pari al <strong>35%</strong>, quasi quattro punti percentuali <strong>sopra la media nazionale </strong>(31,5%). Un dato che fa dell&#8217;Abruzzo la quinta regione in Italia per incidenza di donne in agricoltura. </p>



<p>Per quanto riguarda i giovani under 45, invece, nel 2020 erano in tutto 4.583 quelle registrate nella regione, pari al <strong>10,3%</strong> del totale. A differenza dell&#8217;imprenditoria femminile, in questo caso siamo di fronte a un totale di imprese guidate da giovani<strong> inferiore rispetto alla media del paese </strong>(13,5%).</p>






<h3 class="wp-block-heading">Il recupero dei ritmi della natura</h3>



<p>Quello agricolo è un settore in cui è necessario un processo di innovazione: oltre ad essere uno degli ambiti produttivi in cui l&#8217;impatto dei cambiamenti climatici è più evidente, è anche un <strong>settore particolarmente sensibile a determinate carenze di tipo infrastrutturale</strong>. Abbiamo già <a href="https://www.openpolis.it/le-lacune-del-sistema-idrico-in-abruzzo-e-le-opportunita-per-colmarle/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">approfondito</a> le criticità che caratterizzano la regione nel settore idrico. Per questo motivo è cruciale <strong>innovare anche tecnicamente il settore. </strong></p>


<div id="strillo-testo-block_6add258a1d02b7e23b429e218c2f101a" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>In Abruzzo l&#8217;agricoltura si innova più lentamente che nel resto d&#8217;Italia.</p>
			        </section>
		</div>



<p>In Italia, tra 2018 e 2020,<strong> l&#8217;11%</strong> delle aziende agricole ha effettuato investimenti di innovazione in almeno una fase tecnica di produzione. In Abruzzo questa quota è pari al <strong>7,3%</strong>: è la quindicesima regione in Italia per incidenza ma seconda nell&#8217;area del mezzogiorno, dietro alla Sardegna.</p>



<p>Oltre alle innovazioni tecnologiche è importante anche la <strong>valorizzazione dell&#8217;attività di prossimità</strong>. Si tratta, infatti, di pratiche a minore impatto ambientale ma che permettono un utilizzo calibrato delle risorse e consentono al terreno di recuperare la sua fertilità. </p>



<p>Tra queste attività rientra sicuramente<strong> l&#8217;agricoltura biologica</strong>, una forma di preparazione degli alimenti e delle bevande sostenibile e rispettosa della biodiversità. In Italia, circa il 17% del terreno agricolo è dedicato alla coltivazione biologica ma presenta dei divari tra le regioni. <strong>L&#8217;Abruzzo si colloca di poco sotto la media nazionale.</strong></p>


<div id="il-153-dei-terreni-agricoli-abruzzesi-e-coltivato-a-biologico" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>




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                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-biologico-compone-il-153-del-terreno-agricolo-abruzzese/">Il biologico compone il 15,3% del terreno agricolo abruzzese</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-biologico-compone-il-153-del-terreno-agricolo-abruzzese/">Incidenza della superficie agricola dedicata al biologico (2021)</a></h3>
                                    </div>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Abruzzo openpolis su dati <a href="https://www.sinab.it/reportannuali/bio-cifre-2022-anticipazioni" target="_blank" rel="noopener">Sinab</a>                                                                <br>(pubblicati: sabato 31 Dicembre 2022)
                                        </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/07/il-biologico-compone-il-153-del-terreno-agricolo-abruzzese.png" target="_blank" download></a>
						                                                
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        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">4,6% </span>le aziende che si dedicano alla coltivazione biologica in Abruzzo, nel 2021.</p>
			        </section>
		


<p><strong>Tra le attività di prossimità legate al settore agricolo sono considerati anche gli agriturismi</strong>, la cui importanza all&#8217;interno del mondo rurale è chiara. Oltre ad essere luoghi che consentono di riscoprire le tradizioni e gli usi locali, sono anche delle imprese in cui i modelli di produzione sono strettamente legati alla sostenibilità e alla necessità di ricucire il rapporto uomo-natura. </p>


<div id="nella-regione-ci-sono-588-agriturismi" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<p>In Abruzzo nel 2021 erano <strong>588</strong> le strutture di questo tipo, di cui il 65% in zone collinari e il restante in aree montuose. Esattamente come per le attività strettamente agricole, sono numerose le conduttrici femminili che guidano il 47% delle aziende agrituristiche registrate in regione.</p>



<p>Siamo dunque di fronte a un comparto particolarmente sensibile alle trasformazioni che dovranno essere necessariamente poste in essere nell&#8217;ottica della transizione ecologica e digitale. L&#8217;agricoltura abruzzese in questo <strong>deve cogliere un&#8217;opportunità di crescita che può essere importante per le economie locali e dunque per le comunità.</strong></p>



<h3 class="wp-block-heading">Come seguire Abruzzo Openpolis</h3>



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<p>Foto: <a href="https://pixabay.com/it/photos/monte-velino-abruzzo-avezzano-nubi-1759404/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Valter Cirillo</a> &#8211; <a href="https://pixabay.com/it/service/terms/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">licenza</a></p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La sostenibilità dell&#8217;agricoltura di domani</title>
		<link>https://www.openpolis.it/esercizi/la-sostenibilita-dellagricoltura-di-domani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Anita]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Jun 2023 12:25:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia e innovazione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?post_type=opmag_minidossier&#038;p=261865</guid>

					<description><![CDATA[<p>L’agricoltura sta affrontando una serie di sfide senza precedenti, da un punto di vista demografico, tecnologico e climatico. Sfide che necessitano in primo luogo di risposte politiche, a livello globale ed europeo come anche a livello nazionale e locale. Il Pnrr rappresenta una partita particolarmente importante da giocare.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/esercizi/la-sostenibilita-dellagricoltura-di-domani/">La sostenibilità dell&#8217;agricoltura di domani</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>L’agricoltura contemporanea sta affrontando una serie di sfide</strong>. A livello globale uno degli aspetti più complessi da gestire è l’effetto che i <strong>cambiamenti climatici</strong> hanno sulla stabilità delle colture. Il settore agricolo è quello che soffre maggiormente i danni provocati da eventi atmosferici estremi. Tra questi la <strong>siccità</strong>, un fenomeno che rende arduo garantire la sicurezza alimentare a una popolazione mondiale in crescita. È importante quindi per chi lavora in questo settore sensibilizzare la società in cui opera sull’urgenza di ricucire il rapporto tra essere umano e natura, indebolitosi progressivamente con l’industrializzazione e lo sfruttamento incontrollato e inefficiente delle risorse.&nbsp;</p>



<p>Le nuove forme di agricoltura, il <strong>biologico</strong> in primis, e numerose forme di <strong>innovazione tecnologica</strong>, sono dei preziosi alleati nel perseguire questo obiettivo. Bisogna sviluppare nuovi modelli agricoli più innovativi, inclusivi e resilienti a eventi meteorologici estremi, come indicato nel secondo obiettivo dell’agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile.&nbsp;</p>



<p>In Italia per accrescere la vitalità nel settore e dare forza a nuovi modi di pensare l’agricoltura, è necessario aprirlo a nuove forze, in particolare <strong>giovani e donne</strong>. Riconsiderare il modo di coltivare, condividere e consumare il cibo è fondamentale e per poterlo fare è necessario comprendere il contesto che ci circonda, uno scenario caratterizzato da aspetti multifattoriali, complessi da analizzare anche perché fortemente interconnessi tra di loro.</p>



<p>Si tratta di complessità che richiedono in primis visione d’insieme, a livello globale, europeo, nazionale, locale, e non potranno trovare soluzione se non con una solida risposta economica e politica. <strong>Sono vari gli strumenti a disposizione</strong>. C’è il piano della nuova <strong>politica agricola comune</strong> (Pac), che ha predisposto per lo sviluppo sostenibile del settore agricolo 387 miliardi di euro per il quinquennio 2023-2027. A cui si aggiungono anche alcune misure specifiche del <strong>Green deal</strong>, come la strategia <strong>Farm to fork</strong> per il settore alimentare, nonché il <strong>Next generation Eu</strong>, il piano europeo di ripresa dopo la pandemia. In Italia questa è una partita particolarmente importante da giocare. Il<strong> Piano nazionale di ripresa e resilienza</strong> (Pnrr), pensato per l’appianamento dei divari territoriali e il raggiungimento di una maggiore efficienza ed efficacia nelle pratiche agroalimentari, mette in campo miliardi di euro per il comparto agricolo. Risorse ingenti, che devono aiutarci nello sforzo trasformativo, e andranno monitorate con attenzione.</p>


        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Scarica il pdf del report</p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/07/report_aic5.pdf" target="_blank" rel="noopener">&#8220;Agricoltura oggi: sfide per il futuro&#8221;</a></p>
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<p><strong>Openpolis</strong> è una fondazione indipendente e senza scopo di lucro che promuove progetti per l’accesso alle informazioni pubbliche, la trasparenza e la partecipazione democratica. Ogni giorno migliaia di persone accedono gratuitamente alle sue piattaforme web per informarsi, consultare dati e scaricarli. Tratta i dati, li elabora e li racconta attraverso un lavoro di data journalism che estrae da queste informazioni notizie e rapporti. È un osservatorio civico su fenomeni politici, sociali ed economici e una fonte d’informazione riconosciuta dai media nazionali ed esteri, dai cittadini e dai decisori pubblici e privati.&nbsp;</p>



<p>L’<strong>Associazione Italiana Coltivatori</strong> (AIC) è da oltre cinquant’anni a fianco delle piccole e medie imprese agricole italiane, accompagnando la loro crescita e trasformazione, perseguendo finalità di equità sociale, territoriale, di genere e generazionale. Siamo presenti in tutte le regioni d’Italia, con oltre 600 sedi territoriali. Offriamo servizi alla persona a 360 gradi grazie agli enti promossi e a una rete di più di mille professionisti e collaboratori. Lavoriamo per portare nelle aree interne gli effetti benefici dei macro cambiamenti e nei processi di cambiamento le voci dei territori. Realizziamo così la nostra <em>mission</em> di contribuire a un ciclo di innovazione virtuosa dell’Italia e oltre, con un convinto orientamento europeista e particolare attenzione alla cooperazione internazionale.</p>



<p>Foto:<a href="https://unsplash.com/it/foto/D_VjFp1ds1Y" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> Zoe Schaeffer</a> &#8211; <a href="https://unsplash.com/it/licenza" target="_blank" rel="noreferrer noopener">licenza</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/esercizi/la-sostenibilita-dellagricoltura-di-domani/">La sostenibilità dell&#8217;agricoltura di domani</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
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