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	<title>regolamenti di camera e senato Archivi - Openpolis</title>
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		<title>Dopo il referendum, quali riforme per migliorare la partecipazione ai lavori delle camere</title>
		<link>https://www.openpolis.it/dopo-il-referendum-come-migliorare-la-partecipazione-ai-lavori-delle-camere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Oct 2020 05:00:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=102969</guid>

					<description><![CDATA[<p>I dati sono un ottimo modo per analizzare fenomeni, raccontare storie e valutare pratiche politiche. Con Numeri alla mano facciamo proprio questo. Una rubrica settimanale di brevi notizie, con link per approfondire. Il giovedì alle 7 in onda anche su Radio Radicale. Leggi il nostro ultimo approfondimento 47 gli articoli tra i regolamenti di camera [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/dopo-il-referendum-come-migliorare-la-partecipazione-ai-lavori-delle-camere/">Dopo il referendum, quali riforme per migliorare la partecipazione ai lavori delle camere</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I dati sono un ottimo modo per analizzare fenomeni, raccontare storie e valutare pratiche politiche. Con <a href="https://www.openpolis.it/cosa/numeri-alla-mano/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Numeri alla mano</em></a> facciamo proprio questo. Una rubrica settimanale di brevi notizie, con link per approfondire. Il giovedì alle 7 in onda anche su Radio Radicale. <a href="https://www.openpolis.it/non-conosciamo-lindennita-esatta-di-ciascun-parlamentare/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Leggi il nostro ultimo approfondimento</a></p>
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.radioradicale.it/rubriche/1328/openpolis-numeri-alla-mano" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Numeri alla mano<br />
<br><strong>Ascolta tutti i podcast su radio radicale</strong></a>.</p>
        </section>
		
<h1 class="red1 mb-0">47</h1>
<p class="bt-2-grey3">gli articoli tra i regolamenti di camera e senato che dovrebbero essere modificati dopo l&#8217;approvazione del referendum. Questo perché con i nuovi numeri (rispettivamente 400 deputati alla camera e 200 senatori al senato) molti aspetti dovranno essere adeguati: dalla composizione di organi specifici al funzionamento dei lavori. Camera e senato lavorano con due regolamenti differenti, perciò sarà necessario un processo di riforma in entrambi i rami. Questo processo di riforma apre anche a modifiche per migliorare il funzionamento attuale delle camere e la partecipazione ai lavori. <a href="https://www.openpolis.it/taglio-dei-parlamentari-ci-siamo-dimenticati-dei-correttivi/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">I correttivi che mancano.</a></p>
<h1 class="red1 mb-0">30%</h1>
<p class="bt-2-grey3">la quota di votazioni per cui un parlamentare viene comunque considerato presente nell&#8217;arco della giornata. Questo calcolo vale ai fini del riconoscimento della diaria e quindi non è un disincentivo effettivo alle assenze ingiustificate. A questo si aggiunga che, allo stato attuale, monitorare in modo puntuale le presenze e assenze in giunte e commissioni è impossibile. La regolamentazione della diaria sui siti istituzionali di <a href="https://www.camera.it/leg18/383?conoscerelacamera=4" target="_blank" rel="noopener noreferrer">camera</a> e <a href="http://www.senato.it/Leg18/1075?voce_sommario=61" target="_blank" rel="noopener noreferrer">senato</a>.</p>
<h1 class="red1 mb-0">132</h1>
<p class="bt-2-grey3">parlamentari che sono stati presenti a meno del 50% delle votazioni in questa legislatura. Con i dati attualmente a disposizione, ad esempio, non è possibile distinguere le assenze ingiustificate da quelle giustificate (come quelle per motivi di salute). Ed è molto difficile per i cittadini verificare i possibili abusi nell&#8217;utilizzo delle &#8220;missioni&#8221;.  <a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-questa-legislatura-38-deputati-erano-assenti-o-in-missione-in-oltre-il-70-dei-voti/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vai al grafico.</a></p>
<h1 class="red1 mb-0">30</h1>
<p class="bt-2-grey3">parlamentari in missione per oltre il 70% dei voti. Alle votazioni in aula un parlamentare può essere assente, presente o in missione. In quest’ultimo caso non partecipa al voto perché è occupato per compiti istituzionali. È il caso per esempio di chi svolge compiti istituzionali e politici, ad esempio come ministro, oppure nelle commissioni permanenti e bicamerali, o nell’ufficio di presidenza. <a href="https://parlamento18.openpolis.it/lista-dei-parlamentari-in-carica/camera/presenze/asc" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Consulta openparlamento</a>.</p>
<h1 class="red1 mb-0">176</h1>
<p class="bt-2-grey3">incarichi di key position negli uffici di presidenza e nelle commissioni permanenti di camera e senato con l&#8217;attuale organizzazione. Ruoli centrali nelle dinamiche d&#8217;aula e di commissione (presidenti, vicepresidenti, questori, segretari). La riforma dei regolamenti dovrà tenere in considerazione del nuovo numero di deputati e senatori per evitare sovrapposizioni e per assicurare una effettiva partecipazione ai lavori degli eletti. <a href="https://www.openpolis.it/non-conosciamo-lindennita-esatta-di-ciascun-parlamentare/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vai all&#8217;approfondimento</a>.</p>
<h3 class="mt-40">Ascolta il nostro podcast su Radio Radicale</h3>
<p><iframe src="//www.radioradicale.it/scheda/616614/iframe" width="560" height="355" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La sfida per un parlamento più efficiente inizia ora</title>
		<link>https://www.openpolis.it/la-sfida-per-un-parlamento-piu-efficiente-inizia-ora/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele De Bernardin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Oct 2019 07:25:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Approvata la riforma costituzionale, inizia la partita dei regolamenti parlamentari. Qui si gioca la vera sfida e due devono essere i concetti chiave: la centralità del parlamento e una vera trasparenza delle istituzioni.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La scorsa settimana la camera ha dato l&#8217;ultima approvazione al disegno di legge costituzionale per ridurre il numero di parlamentari. Gli obiettivi del governo sono di abbassare i costi di camera e senato, e soprattutto migliorare il funzionamento del parlamento. Ma il taglio di deputati e senatori porta con se la necessità di rimettere mano ai regolamenti di camera e senato.</p>
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://parlamento18.openpolis.it/votazione/camera/ddl-costituzionale-riduzione-numero-parlamentari-pdl-cost-1585-b-voto-finale/10082" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Riforma costituzionale &#8211; riduzione numero parlamentari<br />
<br><strong>Vedi il voto finale</strong></a>.</p>
        </section>
		
        <section class="blockquote">
							<p>Se si vuole rendere il parlamento più efficiente, la partita si gioca sui regolamenti parlamentari.</p>
<p>
			        </section>
		
<p>Una necessità che può diventare un&#8217;opportunità, perché ridurre il numero dei parlamentari non basta per rendere il parlamento più efficiente. La vera partita comincia ora, e se le intenzioni del governo sono sincere, bisogna mettere al centro del prossimo dibattito due obiettivi: <strong>ridare centralità al parlamento e soprattutto renderlo più trasparente.</strong></p>
<p>La camera, con il presidente Fico, ha già avviato la discussione, con la prima seduta della giunta per il regolamento dedicata alla questione. Da Palazzo Madama tutto tace, sarà fondamentale che l&#8217;iter della riforma vada di pari passo tra un ramo e l&#8217;altro.</p>
            <section class="facebook">
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					                </div>
            </section>
			
<h3>Cos&#8217;è successo in giunta alla camera</h3>
<p>Il 3 ottobre è stata convocata la giunta per il regolamento di Montecitorio. Lo scopo era quello di avviare una riflessione in vista dell&#8217;ultima approvazione sulla riforma costituzionale. In particolare andando a capire quali fossero le implicazioni e gli effetti della riduzione del numero di parlamentari sul regolamento della camera.</p>
        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>[&#8230;] come già rappresentato in sede di Conferenza dei Capigruppo nella riunione del 1° agosto scorso, ad esito della seconda deliberazione della Camera sulla proposta di legge costituzionale relativa alla riduzione del numero dei parlamentari, sarà necessario procedere tempestivamente ad un’analisi degli effetti della riforma costituzionale sul piano regolamentare.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://documenti.camera.it/leg18/resoconti/commissioni/bollettini/pdf/2019/10/03/leg.18.bol0248.data20191003.com15.pdf#page=2" target="_blank">- Presidente Fico - Giunta regolamento 3 ottobre 2019</a>
									            </div>
        </section>
		
<p>Durante l&#8217;incontro sono stati accennati diversi aspetti da non sottovalutare: dal funzionamento del quorum alla possibile riduzione degli organi parlamentari passando per la composizione degli organi bicamerali. <strong>L&#8217;intento era quello di avviare un&#8217;attività istruttoria per arrivare, una volta promulgata la legge, a delle proposte concrete di riforma. Periodo in cui sarà anche possibile raccogliere le firme per il referendum popolare. </strong>Tra i vari elementi sollevati dalla giunta, anche quello dei gruppi parlamentari.</p>
        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Vi è poi l’esigenza di verificare l’impatto della riforma costituzionale sulla disciplina dei Gruppi parlamentari e delle componenti politiche del Gruppo misto, nella parte in cui se ne stabiliscono i requisiti numerici minimi (ossia, venti deputati per la formazione di Gruppi senza autorizzazione; dieci per la formazione di componenti politiche del Gruppo Misto senza autorizzazione; tre per le componenti autorizzate e per quella delle minoranze linguistiche).</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://documenti.camera.it/leg18/resoconti/commissioni/bollettini/pdf/2019/10/03/leg.18.bol0248.data20191003.com15.pdf#page=2" target="_blank">- Presidente Fico, Giunta regolamento 3 ottobre 2019</a>
									            </div>
        </section>
		
<h3>Cosa succede al senato</h3>
<p>Nel frattempo tutto tace al senato. Come noto in Italia vige il &#8220;bicameralismo perfetto&#8221;, presupposto che dà alla camera e al senato gli stessi poteri e funzioni. Ciò nonostante i regolamenti di camera e senato sono differenti. Questo ovviamente crea dei problemi, uno su tutti la possibilità di portare avanti delle riforme da una parte, e non dall&#8217;altra.</p>
<p>Eventualità che può risultare in forti differenze procedurali nei due rami, come è successo nella scorsa legislatura con la riforma del regolamento del senato voluta dall&#8217;allora presidente Grasso. Riforma che ha drasticamente modificato, tra le altre cose, le regole per i cambi di gruppo e per la formazione di nuovi gruppi parlamentari. <strong>Ad oggi infatti i cambi di gruppo, uno dei tratti caratteristici dell&#8217;ultima fase politica, hanno un funzionamento diverso tra camera e senato.</strong></p>
        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">3 </span>le riunioni delle giunte per il regolamento da inizio legislatura: due alla camera e una al senato</p>
			        </section>
		
<p>Per questo motivo è controproducente affrontare un discorso di riforma dei regolamenti in un solo ramo, e sarebbe auspicabile che la discussione in materia fosse quindi avviata anche al senato. Chiediamo quindi un lavoro organico delle giunte per il regolamento di Montecitorio e Palazzo Madama, avviando un&#8217;istruttoria congiunta che porti quindi a risultati comuni.</p>
<p><strong>Se l&#8217;intento della riforma costituzionale era quello di rendere più efficiente il parlamento, continuare ad avere i due rami con regolamenti diversi va certamente nella direzione opposta. </strong>Ad oggi però non ci sono state nuove convocazioni della giunta per il regolamento di Palazzo Madama, e non è chiaro quali siano le intenzioni della presidenza in questo senso.</p>
<h3>Gli errori da non ripetere: nuovi gruppi parlamentari e trasformismo</h3>
<p>Oltre alla necessità di portare avanti un processo condiviso tra camera e senato, è equamente importante, per non sprecare quest&#8217;opportunità, imparare dagli errori del passato. Bisogna varare una riforma che contribuisca realmente a migliorare il funzionamento del parlamento, e la comprensione dei processi politici al suo interno<strong>. In passato si è spesso agito di impeto, e senza realmente analizzare le conseguenze delle decisioni prese.</strong></p>
        <section class="blockquote">
							<p>Un parlamento più efficiente passa per dei migliori regolamenti di camera e senato.</p>
<p>
			        </section>
		
<p>Quanto avvenuto nella scorsa legislatura ne è stato un perfetto esempio. Come reazione al numero record di cambi di gruppo avvenuti tra il 2013 e il 2018, la riforma voluta dall&#8217;allora presidente Grasso ha inserito delle nuove regole per la formazione dei gruppi parlamentari.</p>
<p>Fino a quel momento infatti, come continua ad essere alla camera, per creare un gruppo parlamentare autonomo bastava raggiungere il numero minimo di parlamentari richiesti: 20 alla camera e 10 al senato.</p>
<p>Con le modifiche apportate le cose sono cambiate, e attualmente a Palazzo Madama, per evitare la continua creazione di nuovi schieramenti e un eccessivo distaccamento con l&#8217;elettorato, possono nascere solamente gruppi che rappresentano un partito o un movimento che ha partecipato alle precedenti elezioni politiche.</p>
        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Ciascun Gruppo dev&#8217;essere composto da almeno dieci Senatori e deve rappresentare un partito o movimento politico, anche risultante dall&#8217;aggregazione di più partiti o movimenti politici, che abbia presentato alle elezioni del Senato propri candidati con lo stesso contrassegno, conseguendo l&#8217;elezione di Senatori</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.senato.it/1044?articolo=1004&sezione=144" target="_blank">- Art. 14 comma 4 - Regolamento del senato</a>
									            </div>
        </section>
		
<p><strong>Ma come abbiamo avuto modo di vedere questa regola non è perfetta.</strong> La recente nascita di Italia Viva ne è un perfetto esempio. Il neonato movimento di Matteo Renzi, non presente alle scorse elezioni, è riuscito a creare un gruppo autonomo, rispettando quindi il regolamento, grazie ad un accordo con il Psi che ha &#8220;prestato&#8221; il nome al politico toscano.</p>
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://blog.openpolis.it/2017/12/21/perche-la-riforma-del-senato-non-funziona/17290" target="_blank" rel="noopener noreferrer">I problemi con la riforma 2017 del regolamento del senato.<br />
<br><strong>Leggi</strong></a>.</p>
        </section>
		
<p>Non a caso il gruppo a Palazzo Madama si chiama <a href="https://parlamento18.openpolis.it/lista-dei-parlamentari-in-carica/senato/nome/asc/filter_group/146" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Italia Viva &#8211; Psi</a>. Come avevamo sottolineato al tempo, la regola non solo sembra essere troppo draconiana (ignorare la possibilità che in 5 anni di legislatura nascano nuovi movimenti politici è poco realistico), ma soprattutto è facilmente aggirabile.</p>
<h3>Gli errori da non ripetere: commissioni parlamentari e trasparenza</h3>
<p>Altro tema su cui la riforma Grasso era intervenuta era quella delle commissioni parlamentari.</p>
<p><strong>Di regola, secondo il nuovo articolo 34, approvato nel 2017, i disegni di legge sono ora assegnati in sede deliberante o in sede redigente alle commissioni parlamentari.</strong> Nel primo caso il testo di legge verrà trattato solo in commissione, escludendo il passaggio in aula, mentre nel secondo caso il passaggio in aula sarà previsto solo per il voto finale. Eccezione è fatta solamente per le proposte in materia costituzionale, elettorale, per le leggi delega, le conversioni dei decreti legge, le ratifiche dei trattati internazionale e l’approvazione di bilanci. In sostanza viene dato molto più potere alle commissioni, con l’intento di velocizzare l’iter legislativo.</p>
        <section class="blockquote">
							<p>Se si vuole, come è giusto che sia, dare più potere alle commissioni, bisogna anche renderle più trasparenti.</p>
<p>
			        </section>
		
<p><strong>Anche questo tentativo, seppur lodevole in quanto dà più potere alle commissioni parlamentari, ignora completamente una grossa questione: quella della mancanza di trasparenza</strong>. Attualmente, come denunciamo da tempo con la campagna #ParlamentoCasadiVetro, le commissioni parlamentari sono luoghi oscuri e di quanto vi avviene trapela molto poco.</p>
<p>Per esempio né il resoconto integrale, né le votazioni elettroniche sono la norma nelle commissioni parlamentari. Questo vuol dire che dei disegni di legge approvati in sede deliberante in questa legislatura (<a href="http://www.senato.it/leg/17/BGT/Schede/Ddliter/comm/45834_comm.htm" target="_blank" rel="noopener noreferrer">qui un esempio</a>) non è disponibile il voto finale. Abbiamo un semplice <a href="http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=SommComm&amp;leg=17&amp;id=937921" target="_blank" rel="noopener noreferrer">resoconto sommario</a>, in cui ci viene comunicato che il testo è stato approvato. Non è corretto trasferire poteri alle commissioni, se queste continuano a essere un luogo non trasparente. Una maggiore capacità legislativa delle commissioni, doveva risultare anche in una migliore pubblicità dei lavori.</p>
<h3>Ridare centralità al parlamento</h3>
<p><span style="font-family: Roboto, -apple-system, BlinkMacSystemFont, 'Segoe UI', Roboto, Oxygen-Sans, Ubuntu, Cantarell, 'Helvetica Neue', sans-serif;">Un parlamento più efficiente passa evidentemente per dei migliori regolamenti parlamentari, rendendo la prossima fase molto delicata. <strong>La discussione dovrà ruotare attorno alla necessità di ridare centralità al parlamento, rendendo nuovamente l&#8217;istituzione protagonista dell&#8217;iniziativa legislativa. </strong>Questo vorrà anche dire un esecutivo meno protagonista, che ha nella riduzione della decretazione d&#8217;urgenza una delle sue prerogative.</span></p>
        <section class="blockquote">
							<p>Coinvolgere la società civile nel tavolo &#8220;partecipato e condiviso&#8221; voluto da Fico</p>
<p>
			        </section>
		
<p><span style="font-family: Roboto, -apple-system, BlinkMacSystemFont, 'Segoe UI', Roboto, Oxygen-Sans, Ubuntu, Cantarell, 'Helvetica Neue', sans-serif;"><strong>È altrettanto importante coinvolgere la società civile in quel tavolo &#8220;partecipato e condiviso&#8221; che Fico ha richiamato nel suo intervento in giunta.</strong> Coinvolgere quindi soggetti che, come openpolis, fanno della comprensione dei processi politici e dall&#8217;accountability il loro lavoro, e non limitare la discussione sulla riforma dei regolamenti parlamentari ai membri dell&#8217;istituzione stessa.</span></p>
<p>Foto credit: <a href="http://presidente.camera.it/20?pos=0&amp;raccolta=2535#" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Presidenza camera dei deputati</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/la-sfida-per-un-parlamento-piu-efficiente-inizia-ora/">La sfida per un parlamento più efficiente inizia ora</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Di Maio e Salvini abusano del loro ruolo per fare campagna elettorale</title>
		<link>https://www.openpolis.it/di-maio-e-salvini-abusano-del-loro-ruolo-per-fare-campagna-elettorale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele De Bernardin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Mar 2019 10:50:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.openpolis.it/?p=35058</guid>

					<description><![CDATA[<p>Siti istituzionali per pubblicizzare eventi elettorali e missioni parlamentari per fare comizi. Comportamenti inopportuni dei due leader politici di 5stelle e Lega.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/di-maio-e-salvini-abusano-del-loro-ruolo-per-fare-campagna-elettorale/">Di Maio e Salvini abusano del loro ruolo per fare campagna elettorale</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Le campagne elettorali regionali hanno fortemente caratterizzato i primi mesi della politica in questo 2019. <strong>I leader dei due partiti al governo, <a href="https://parlamento18.openpolis.it/parlamentare/cosa/id/685892/sf_highlight/di+maio" target="_blank" rel="noopener">Luigi Di Maio</a> e <a href="https://parlamento18.openpolis.it/parlamentare/cosa/id/63/sf_highlight/salvini" target="_blank" rel="noopener">Matteo Salvini</a>, hanno dedicato numerose ore del loro tempo per sostenere i vari candidati che si sono dati battaglia nelle elezioni regionali in Abruzzo, Sardegna e ora Basilicata.</strong></p>
<p>È giusto ricordare però che Di Maio e Salvini, oltre a guidare il Movimento 5 stelle e la Lega, sono anche vice presidenti del consiglio, ministri e soprattutto parlamentari<strong>. Ecco, è proprio analizzando gli eventi elettorali alla luce dei loro vari incarichi che sono emerse numerose questioni</strong>. Da un lato Di Maio in questi mesi ha pubblicizzato eventi dichiaratamente elettorali sui siti istituzionali dei ministeri di cui è a capo. Dall&#8217;altro Salvini, formalmente in &#8220;missione&#8221; durante alcune sedute del parlamento, ha tenuto comizi elettorali in giro per il paese.</p>
<h3>Gli impegni elettorali di Di Maio e Salvini</h3>
<p>Analizzando i profili social dei due leader, abbiamo fatto il punto sugli impegni elettorali svolti in questi mesi da Di Maio e Salvini. I due vice presidenti del consiglio sono stati molto attivi e, considerando il loro incarico di partito, è anche normale.</p>
        <section class="blockquote">
							<p>Salvini ha registrato il triplo degli eventi rispetto a Di Maio.</p>
<p>
			        </section>
		
<p>Il voto del 10 febbraio in Abruzzo è stato quello che ha mobilitato maggiormente i due politici: 14 gli eventi che ha svolto Luigi Di Maio, e 27 quelli del leader leghista. Numeri più bassi per il voto in Sardegna del 24 febbraio: solamente 3 eventi per il capo politico del Movimento 5 stelle, mentre altri 20 per Matteo Salvini. Già 15 invece gli incontri in Basilicata per Salvini, e 3 quelli tenuti da Di Maio. In vista delle elezioni europee solo il capo politico del M5s si è già mobilitato, con 3 diverse appuntamenti.</p>
<p><strong>Nel confronto Matteo Salvini ha totalizzato esattamente il triplo degli eventi rispetto a Di Maio: 69 il primo e 23 il secondo.</strong> Strategie chiaramente diverse, rese tali anche da un altro aspetto. Per Matteo Salvini non solo è più alto il numero di eventi dedicati alle singole tornate, ma soprattutto sembra chiara la sua intenzione di trasformare qualsiasi occasione pubblica in un possibile comizio: che sia un <a href="https://www.facebook.com/salviniofficial/videos/621056634998274/?t=0" target="_blank" rel="noopener">pranzo della domenica a Recco (Genova)</a> o un capodanno a Bormio (Sondrio).</p>
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            </section>
			
<p>Dalla Lombardia alla Puglia, passando per l&#8217;Umbria, oltre ai grandi eventi elettorali di questo 2019, analizzando i canali social di <strong>Matteo Salvini abbiamo infatti registrato 7 comizi &#8220;improvvisati&#8221; in tutto il territorio nazionale.</strong></p>
<p><strong>Una scelta che invece accomuna i due leader è quella di legare eventi &#8220;ministeriali&#8221; a quelli elettorali</strong>. Proprio lo scorso weekend sia Di Maio che Salvini erano in Basilicata in vista del voto di domenica. Entrambi hanno svolto eventi a sostegno dei loro candidati, ed entrambi hanno sfruttato l&#8217;occasione per organizzare incontri ufficiali per conto dei rispettivi ministeri: quello del <a href="http://www.lavoro.gov.it/eventi/Pagine/Ministro-Di-Maio-in-visita-all-azienda-VIM.aspx" target="_blank" rel="noopener">lavoro per il leader 5 stelle</a>, e quello dell&#8217;<a href="http://www.interno.gov.it/it/notizie/ministro-salvini-potenza" target="_blank" rel="noopener">interno per il segretario della Lega</a>.</p>
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                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/piu-di-90-eventi-elettorali-in-3-mesi/">Più di 90 eventi elettorali in 3 mesi per Di Maio e Salvini</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/piu-di-90-eventi-elettorali-in-3-mesi/">Eventi elettorali sul territorio, dal 1° gennaio al 17 marzo 2019</a></h3>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_38990_tab3"><p>Eventi rintracciati su canali Facebook, Twitter ed Instagram ufficiali di Luigi Di Maio e Matteo Salvini.</p>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>dati ed elaborazione openpolis                                                            </p>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/03/piu-di-90-eventi-elettorali-in-3-mesi.png" target="_blank" download></a>
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                            <p><label for="embed-chart-38990"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                            </div>

			
<h3>Le missioni dei parlamentari</h3>
<p>Prima di entrare nel vivo della questione, è giusto fare un po' di chiarezza sui regolamenti del parlamento, di cui Di Maio e Salvini fanno parte in quanto deputato il primo e senatore il secondo.</p>
<p>Alle votazioni elettroniche in aula, unico modo per tracciare il tasso di partecipazione ai lavori, un parlamentare può essere assente, presente o in missione. In quest’ultimo caso il politico non partecipa al voto perché è occupato per compiti istituzionali.</p>
        <section class="glossary">
            <div>
                <mark>
																		È il caso per esempio&nbsp;di chi svolge compiti&nbsp;istituzionali nelle commissioni permanenti o nell’ufficio di presidenza o, come nel nostro caso, fa anche parte del governo.&nbsp;È proprio sulle missioni che si nascondono però numerosi problemi in ambito di trasparenza.</br>
											                </mark>
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/come-si-contano-assenze-presenze-e-missioni-parlamentari/">
                "Come si contano assenze, presenze e missioni parlamentari"</a></span>

            </div>
        </section>
		
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://parlamento18.openpolis.it/votazioni-in-parlamento-importanti" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Votazioni della XVIII legislatura<br />
<br><strong>Vedi l'elenco completo</strong></a>.</p>
        </section>
		
<p>Alla fine di ogni seduta il presidente dell’aula elenca i parlamentari in missione e ne specifica per ciascuno la commissione per cui stanno lavorando. Tuttavia non si precisa l’attività esatta che ne giustifica l’assenza né la durata. In altre parole è possibile sapere chi non è presente perché in missione, ma non per quale motivo di preciso e per quanto tempo non ci rimarrà.</p>
        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">14% </span>è il tasso medio di presenze ai lavori dell'aula per i membri del governo che sono anche deputati o senatori.</p>
			        </section>
		
<p>Nel nostro assetto costituzionale poi è prevista la possibilità di svolgere contemporaneamente il ruolo di membro del governo e quello di parlamentare. <strong>Una possibilità che attualmente riguarda il 70% dell'esecutivo Conte, tra ministri, viceministri e sottosegretari. </strong>Nei primi 6 mesi di governo il loro tasso di partecipazione alle votazioni elettroniche è stato poco sopra il 14%. Nella stragrande maggioranza delle situazioni i parlamentari in questione risultano in missione, prova del fatto che il doppio incarico rende molto difficile seguire i lavori dell'aula.</p>
        <section class="blockquote">
							<p>Abusando delle missioni, i membri del governo possono nascondere assenze ingiustificate.</p>
<p>
			        </section>
		
<p>Il fatto di per sé non costituirebbe un problema: è normale che un ministro debba svolgere i suoi compiti istituzionali e che non possa quindi essere presente in aula. Il problema però sorge quando si approfitta delle missioni per nascondere assenze ingiustificate, come per esempio comizi ed eventi elettorali.</p>
<h3>Mettersi in missione, ma fare campagna elettorale</h3>
<p>Il senatore Matteo Salvini ha partecipato all'1,73% delle votazioni elettroniche da inizio legislatura, con un tasso di assenze giustificate (missioni) del 97,75%. Un fatto normale come visto, e giustificato dal suo ruolo di ministero dell'interno. <strong>In alcune occasioni però, nelle sedute in cui Salvini era segnato come in missione, il leader leghista si trovava occupato in vari luoghi del paese a tenere comizi elettorali.</strong> Ecco alcuni esempi.</p>
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="http://parlamento18.openpolis.it/votazione/senato/decreto-reddito-di-cittadinanza-e-quota-100-disegno-di-legge-n-1018-votazione-finale/6376" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Decreto reddito di cittadinanza-quota 100<br />
<br><strong>Vai alla votazione</strong></a>.</p>
        </section>
		
<p>Lo scorso 27 febbraio il senato ha votato il <a href="https://parlamento18.openpolis.it/singolo_atto/14876" target="_blank" rel="noopener">Decreto reddito di cittadinanza-quota 100</a>. Nel resoconto della votazione a Palazzo Madama Salvini risulta in missione. <strong>Peccato però che quello stesso giorno, e più o meno alla stesa ora, Salvini fosse a Cagliari per festeggiare la vittoria elettorale del weekend precedente</strong>. Evento reso pubblico dal senatore stesso sul suo profilo Facebook.</p>
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        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="http://parlamento18.openpolis.it/votazione/senato/ddl-costituzionale-riduzione-numero-parlamentari-ddl-n-214-votazione-finale/5334" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Ddl costituzione sul numero di parlamentari<br />
<br><strong>Vai alla votazione</strong></a>.</p>
        </section>
		
<p>La stessa cosa era successa per la tornata elettorale in Abruzzo. Il 7 febbraio Palazzo Madama aveva votato l'approvazione del <a href="https://parlamento18.openpolis.it/singolo_atto/2597" target="_blank" rel="noopener">disegno di legge costituzionale per la riduzione del numero di parlamentari</a>. Ufficialmente Matteo Salvini era in missione, ma anche in quell'occasione era in realtà impegnato in un evento di campagna elettorale. In diretta da Bussi sul Tirino (Pescara), il leader della Lega pubblicava sul suo profilo Facebook il video dell'evento a sostegno del candidato del centrodestra Marsilio a cui ha partecipato.</p>
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            </section>
			
<p>Dall'inizio del 2019 in totale sono 4 le giornate in cui coincidono delle "missioni istituzionali" di Salvini, con degli eventi elettorali sparsi per il territorio: 7, 12 e 27 febbraio, e 7 marzo. <strong>Così facendo il vice presidente del consiglio ha saltato, anche se formalmente con giustificazione, 84 votazioni del senato, tra cui 8 voti finali</strong>: 5 ratifiche di trattati internazionali, una conversione di decreto legge, un disegno di legge costituzionale e un disegno di legge ordinario.</p>
<p>A differenza di Salvini, il <a href="https://parlamento18.openpolis.it/parlamentare/di-maio-luigi/685892" target="_blank" rel="noopener">deputato Luigi Di Maio</a> ha un tasso di missioni inferiore (80,29%), controbilanciato da un tasso di assenteismo maggiore (5,96%). Il ministero del lavoro e dello sviluppo economico quindi "abusa" meno delle missioni, ma ciò nonostante anche lui è caduto nello stesso errore del collega di governo.</p>
<p><strong>Lo scorso 5 febbraio il vice presidente del consiglio si è recato in Francia per incontrare una delegazione dei gilet gialli</strong>, guidati dal loro leader Cristophe Chalençon. Assieme a lui anche Alessandro Di Battista e alcuni europarlamentari 5 stelle. Proprio quel giorno in parlamento però si votavano le questioni pregiudiziali sul <a href="https://parlamento18.openpolis.it/atto/index/id/13743/sf_highlight/1550" target="_blank" rel="noopener">decreto semplificazioni</a>. Nel voto, che ha avuto esito negativo, Di Maio risulta in missione, e quindi assente giustificato. <strong>Anche Di Maio quindi, come Salvini, ha nascosto una mancanza ai suoi doveri da parlamentare mettendosi in missione, approfittando di fatto di un regolamento fin troppo permissivo.</strong></p>
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://parlamento18.openpolis.it/votazione/camera/ddl-1550-quest-preg-n-1/5265" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Pregiudiziali decreto semplificazioni<br />
<br><strong>Vai alla votazione</strong></a>.</p>
        </section>
		
<p><a href="https://twitter.com/luigidimaio/status/1092817232005136384" target="_blank" rel="noopener"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone wp-image-39204 size-full" src="http://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/03/Schermata-2019-03-18-alle-12.02.57.png" alt="" width="598" height="735" srcset="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/03/Schermata-2019-03-18-alle-12.02.57.png 598w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/03/Schermata-2019-03-18-alle-12.02.57-414x509.png 414w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/03/Schermata-2019-03-18-alle-12.02.57-203x250.png 203w" sizes="(max-width: 598px) 100vw, 598px" /></a></p>
<h3>Fare confusione tra comunicazione istituzionale e propaganda elettorale</h3>
<p>Sempre Di Maio ci permette di analizzare un'altra questione emersa analizzando l'agenda degli incontri elettorali svolti in questi mesi. <strong>Una questione che riguarda l'opportunità di svolgere contemporaneamente il ruolo di leader politico di un partito, e quello di ministro della repubblica, nonché vice presidente del consiglio.</strong> Una situazione che, per quanto legittima, può creare contesti inopportuni, e che sarebbe meglio evitare.</p>
<p>Un esempio? In varie occasioni Luigi Di Maio ha utilizzato il sito del ministero dello sviluppo economico o quello del ministero del lavoro per "pubblicizzare" eventi elettorali sul territorio.</p>
        <section class="blockquote">
							<p>Di Maio utilizza i siti istituzionali per pubblicizzare eventi di propaganda elettorale.</p>
<p>
			        </section>
		
<p>In questo esempio dello scorso 3 febbraio, sul <strong>sito del ministero del lavoro veniva segnalato che Di Maio sarebbe stato ad Ortona per sostenere la candidata presidente alla regione Abruzzo del M5s Sara Marcozzi.</strong> La scelta di utilizzare il sito ufficiale del dicastero per questo tipo di comunicazione è chiaramente fuori luogo, in quanto non si dovrebbe utilizzare un canale di questo genere per fare comunicazioni di parte a fini elettorali.</p>
<p><a href="http://www.lavoro.gov.it/eventi/Pagine/Il-Ministro-Di-Maio-incontrera-i-cittadini-di-Ortona.aspx" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-39003 size-full" src="http://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/03/Schermata-2019-03-14-alle-11.55.08.png" alt="" width="811" height="660" srcset="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/03/Schermata-2019-03-14-alle-11.55.08.png 811w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/03/Schermata-2019-03-14-alle-11.55.08-768x625.png 768w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/03/Schermata-2019-03-14-alle-11.55.08-414x337.png 414w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/03/Schermata-2019-03-14-alle-11.55.08-635x517.png 635w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/03/Schermata-2019-03-14-alle-11.55.08-307x250.png 307w" sizes="(max-width: 811px) 100vw, 811px" /></a></p>
<p><strong>La stessa cosa era successa anche in Sardegna</strong>. Sempre tra gli eventi riportati sul sito ministero del lavoro veniva data notizia che il ministro Di Maio sarebbe stato il 12 gennaio a Cagliari. L'occasione era un comizio a sostegno sia del candidato presidente alle regionali Francesco Desogus, sia del candidato per le elezioni suppletive del collegio uninominale di Cagliari Luca Caschilli. <strong>Anche qui è stato utilizzato un canale istituzionale per fini politici.</strong></p>
<p><a href="http://www.lavoro.gov.it/eventi/Pagine/Il-Ministro-Di-Maio-incontrera-i-cittadini-di-alcuni-comuni-della-Sardegna-12012019.aspx" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-39015 size-full" src="http://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/03/Schermata-2019-03-14-alle-12.15.04.png" alt="" width="766" height="730" srcset="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/03/Schermata-2019-03-14-alle-12.15.04.png 766w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/03/Schermata-2019-03-14-alle-12.15.04-414x395.png 414w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/03/Schermata-2019-03-14-alle-12.15.04-635x605.png 635w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/03/Schermata-2019-03-14-alle-12.15.04-262x250.png 262w" sizes="(max-width: 766px) 100vw, 766px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Le nostre richieste</h3>
<p>È evidente che entrambi i comportamenti sono inopportuni e sbagliati. Nessuno contesta il diritto dei due leader politici di fare campagna elettorale, ma farlo sfruttando il proprio ruolo non va bene.<strong> Ancora una volta sembra esserci una chiara mancanza di rispetto nei confronti delle istituzioni, governative e parlamentari, di cui si fa parte. </strong></p>
        <section class="blockquote">
							<p>Serve una riforma dei regolamenti parlamentari che introduca maggiore trasparenza sulle missioni di deputati e senatori, soprattutto se al governo.</p>
<p>
			        </section>
		
<p>È necessaria poi una riforma dei regolamenti di camera e senato che faccia più chiarezza sulle missioni parlamentari, e che soprattutto permetta di monitorare con più precisione la materia. <strong>Informazioni chiave come causa e durata delle missioni non vanno solo comunicate alla fine delle sedute, ma andrebbero registrate sistematicamente e rese pubbliche sulle schede dei parlamentari presenti sui siti istituzionali.</strong> E ancora, soprattutto per i membri del governo, che più di altri sfruttano questa possibilità, sono necessari controlli più stringenti e dati più chiari.</p>
<p>Le imminenti elezioni europee saranno un momento chiave dell'attuale legislatura, e soprattutto potrebbero avere significative conseguenze per l'attuale maggioranza di governo. Chiediamo che Di Maio e Salvini mantengano un atteggiamento consono al ruolo che svolgono, nel rispetto dei cittadini e delle istituzioni.</p>
<p>Foto credit: <a href="https://www.facebook.com/salviniofficial/photos/a.278194028154/10156416701278155/?type=3&amp;theater" target="_blank" rel="noopener">Facebook Matteo Salvini</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/di-maio-e-salvini-abusano-del-loro-ruolo-per-fare-campagna-elettorale/">Di Maio e Salvini abusano del loro ruolo per fare campagna elettorale</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Presidente Fico, serve più trasparenza nelle commissioni parlamentari</title>
		<link>https://www.openpolis.it/presidente-fico-serve-piu-trasparenza-nelle-commissioni-parlamentari/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele De Bernardin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Jan 2019 08:39:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.openpolis.it/?p=32936</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il presidente della camera preannuncia una riforma dei regolamenti per ridare centralità al parlamento. L'occasione per ridurre l'opacità intorno ai lavori delle commissioni parlamentari.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/presidente-fico-serve-piu-trasparenza-nelle-commissioni-parlamentari/">Presidente Fico, serve più trasparenza nelle commissioni parlamentari</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo scorso 2 gennaio il presidente della camera Roberto Fico ha scritto una lettera al direttore del Sole24Ore, in cui indicava la centralità del parlamento come il faro da seguire nei prossimi mesi. Un tema che già nel suo discorso di insediamento a inizio legislatura aveva affrontato.</p>
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2019-01-01/fico-cosi-camere-incidono-lavoro-governo--195532.shtml?uuid=AEJoIl7G" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Il faro che indica la strada è la centralità del Parlamento<br />
<br><strong>Leggi la lettera del presidente Fico al Sole24Ore</strong></a>.</p>
        </section>
		
<p>Diversi gli elementi presenti nella lettera, ma tutti collegati all&#8217;attuale ruolo che ha il parlamento nel nostro assetto istituzionale. Un ruolo, <a href="https://www.openpolis.it/semestre-giallo-verde-5stelle-e-lega-alla-prova-dei-fatti/" target="_blank" rel="noopener">come analizzato nel nostro report sui primi 6 mesi di governo Conte</a>, che sta diventando sempre più marginale. A tal proposito Fico ha sottolineato la necessità di cominciare un percorso di riforma dei regolamenti della camera, per avviare da dentro l&#8217;istituzione stessa un processo per ridare valore a camera e senato. Un percorso che passa, come ricordato dal presidente di Montecitorio, attraverso una maggiore valorizzazione delle commissioni parlamentari, definite da Fico stesso come il<strong> cuore propulsivo del procedimento legislativo</strong>. Un modo per farlo è certamente fornendo maggiori informazioni sul loro funzionamento, rendendole più trasparenti.</p>
        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Credo sia ingenuo vagheggiare una centralità perduta se il Parlamento non è disposto a riflettere su sé stesso, dunque a riformarsi. Perché un’assemblea parlamentare deve anticipare, non rincorrere, i processi economici e sociali. A gennaio proporrò alla Giunta per il Regolamento una serie di possibili interventi di riforma che incidono su organizzazione dei lavori, procedure, qualità legislativa.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2019-01-01/fico-cosi-camere-incidono-lavoro-governo--195532.shtml?uuid=AEJoIl7G" target="_blank">- Roberto Fico - 2 gennaio 2018, lettera al Sole24Ore</a>
									            </div>
        </section>
		
<h3>Bicameralismo (im)perfetto</h3>
<p>Lo spunto di Fico è giusto, necessario e soprattutto lungamente atteso. Durante tutta la scorsa legislatura ci siamo resi protagonisti di vare campagne per riformare il regolamento di camera e senato, spinti dalla convinzione che la vita parlamentare vada regolamentato di più e meglio.</p>
        <section class="blockquote">
							<p>Nel bicameralismo perfetto camera e senato hanno regolamenti e procedure diverse, e questo crea problemi.</p>
<p>
			        </section>
		
<p>La prima questione, non da poco, vede i due rami del parlamento avere regolamenti diversi. Nonostante il nostro sia un bicameralismo perfetto infatti, camera e senato funzionano in maniera differente. Questo vuol dire che un ramo può portare avanti una riforma senza che l&#8217;altro necessariamente lo segua.</p>
<p>Era successo per esempio alla fine della scorsa legislatura, quando l&#8217;allora presidente di Palazzo Madama Pietro Grasso fece approvare una riforma del regolamento, senza che lo stesso avvenisse a Montecitorio. Una riforma che aveva tante criticità, e tra queste proprio il fatto che rendeva i due rami ancora più diversi nel loro funzionamento. <strong>Tutto questo trasforma qualsiasi tentativo di miglioramento in potenzialmente dannoso, rendendo il processo parlamentare poco lineare e meno comprensibile. </strong></p>
<h3>#ParlamentoCasadiVetro, la proposta di openpolis</h3>
<p>Prendendo la lettera di Fico come un invito, vogliamo suggerire le nostre priorità per l&#8217;imminente tentativo di riforma del regolamento di Montecitorio, augurandoci che sia di buon auspicio anche per Palazzo Madama. <strong>La speranza è ovviamente quella di instaurare un dialogo costruttivo con entrambi i presidenti, Fico e Casellati, al fine di migliorare la qualità del nostro parlamento, e quindi, della nostra democrazia. </strong></p>
<p>Durante la XVII legislatura abbiamo raccolto molti consensi con la nostra campagna <a href="http://uact.it/actions/parlamento-casa-di-vetro/" target="_blank" rel="noopener">#ParlamentoCasadiVetro</a>, incentrata totalmente sul funzionamento delle commissioni parlamentari. <strong>L&#8217;importanza assoluta di questi organi nella produzione legislativa del nostro paese non è al momento pareggiata da un&#8217;adeguato livello di trasparenza sul loro funzionamento.</strong> Ad oggi non sono disponibili i dati delle presenze ai lavori, i resoconti integrali delle sedute e i tabulati delle votazioni. Al centro della nostra proposta proprio la necessità di mettere fine a questa situazione.</p>
<p>La <a href="http://uact.it/actions/parlamento-casa-di-vetro/targets/" target="_blank" rel="noopener">stragrande maggioranza dei deputati</a> firmarono il nostro appello, tra cui <a href="http://uact.it/targets/651/" target="_blank" rel="noopener">Roberto Fico stesso</a>, permettendoci di depositare il 15 gennaio del 2014 <a href="http://www.uact.it/media/attachments/petitions_petition/5/Presentazione_ParlamentoCasadiVetro_Camera.pdf" target="_blank" rel="noopener">un testo di modifica del regolamento</a>. <strong>Nonostante i presupposti fossero i migliori, l&#8217;avvio dell&#8217;iter parlamentare della riforma costituzionale Boschi voluta dal governo Renzi ha lungamente paralizzato qualsiasi discorso di modifica dei regolamenti parlamentari durante la scorsa legislatura</strong>. Questo sospese durante tutto lo svolgimento della legislatura il successo effettivo della nostra campagna.</p>
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="http://www.camera.it/_dati/leg17/lavori/documentiparlamentari/IndiceETesti/002/009/intero.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">#ParlamentoCasadiVetro<br />
<br><strong>Leggi la proposta di riforma depositata</strong></a>.</p>
        </section>
		
        <section class="blockquote">
							<p>Chiediamo il voto elettronico e il resoconto integrale nelle commissioni permanenti di camera e senato.</p>
<p>
			        </section>
		
<p>Vista la presa di posizione del presidente Fico, pensiamo sia necessario riavviare il discorso in materia<strong>. Una riforma dei regolamenti del parlamento non può escludere un miglioramento della trasparenza dei lavori delle commissioni parlamentari. </strong>Se si considera il parlamento il faro da seguire, bisogna mettere al centro della riforma gli organi in cui avviene la maggior parte del lavoro, contrattazione e dibattito sui provvedimenti che escono da camera e senato. Nella necessità di migliorare l&#8217;accountability delle nostre istituzioni, e per consegnare ai cittadini e alla storia una più piena comprensione di quanto avviene, alcune cose vanno cambiate con urgenza.</p>
<p><strong>Chiediamo quindi l&#8217;introduzione:</strong></p>
<ul>
<li>del voto elettronico come prassi per tutte le votazioni nelle commissioni parlamentari;</li>
<li>del resoconto integrale per tutte le sedute delle commissioni parlamentari.</li>
</ul>
<p>In questo modo sarebbero finalmente rese pubbliche informazioni basilari come presenze, discussioni e votazioni. Informazioni che adesso sono disponibili solamente in modo sommario e sporadico. <strong>Basterebbe questa piccola modifica ai regolamenti parlamentari, praticamente a costo zero, per rendere il cuore del processo legislativo meno opaco.</strong></p>
<h3>La proposta sui cambi di gruppo</h3>
<p>Il tema dei cambi di gruppo è un altro che ha lungamente caratterizzato la vita parlamentare del nostro paese. Il fenomeno, che ha raggiunto un apice nella scorsa legislatura, ad oggi mantiene numeri molto contenuti. Ciò nonostante la necessità di regolamentare meglio i cambi di gruppo rimane un tema, anche perché quanto fatto al senato nella scorsa legislatura andava decisamente nella direzione sbagliata.</p>
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/semestre-giallo-verde-5stelle-e-lega-alla-prova-dei-fatti/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">I problemi della riforma del senato approvata nella scorsa legislatura<br />
<br><strong>Leggi la nostra analisi</strong></a>.</p>
        </section>
		
        <section class="glossary">
            <div>
                <mark>
																		Deputati e senatori esercitano la loro funzione senza vincolo di mandato. Un principio alla base della nostra democrazia rappresentativa, che non può essere messo in discussione dal forte incremento dei cambi di gruppo.</br>
											                </mark>
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/che-cose-il-vincolo-di-mandato/">
                "Che cos’è il vincolo di mandato"</a></span>

            </div>
        </section>
		
<p>Per regolamentare meglio la materia chiediamo:</p>
<ul>
<li>di inserire l’obbligo di corrispondenza fra lista di elezione e primo gruppo di appartenenza;</li>
<li>di normare la presenza delle componenti in tutti i gruppi parlamentari (non solo il Misto);</li>
<li>di individuare regole più stringenti per la creazione di mini gruppi parlamentari.</li>
</ul>
<p>Tre semplici elementi che possono contribuire a controllare meglio il fenomeno dei cambi di gruppo, <strong>quantomeno per aiutare la comprensione dei processi politici e migliorare il rapporto fra elettori ed eletti</strong>.</p>
<h3>Riformare poco, riformare bene</h3>
<p>La nostra è una repubblica parlamentare, e questo deve essere il punto di partenza per qualsiasi discussione quando si affronta una riforma dei regolamenti. Presentare riforme corpose e complicate rischia di essere, soprattutto nell&#8217;attuale clima politico, molto complicato. <strong>Le nostre proposte sono semplici, dal basso impatto normativo, e soprattutto poco costose</strong>.</p>
        <section class="blockquote">
							<p>Fico e Casellati devono lavorare assieme per riformare i regolamenti, non bisogna creare ulteriori differenziazioni di funzionamento.</p>
<p>
			        </section>
		
<p>Ricordiamo a questo proposito l&#8217;importanza di portare avanti riforme in entrambi i rami, contemporaneamente, proprio evitare ulteriori differenziazioni nel funzionamento di camera e senato. <strong>È necessario quindi che qualsiasi tentativo portato avanti dal presidente Fico venga pareggiato dal presidente Casellati</strong>. Infine, come già detto, se siamo in un democrazia parlamentare è necessario partire dalle commissioni per ridare la giusta e dovuta importanza a camera e senato.</p>
<p>Foto credit &#8211; <a href="https://twitter.com/Roberto_Fico/status/1064851577360605184" target="_blank" rel="noopener">Twitter Roberto Fico</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/presidente-fico-serve-piu-trasparenza-nelle-commissioni-parlamentari/">Presidente Fico, serve più trasparenza nelle commissioni parlamentari</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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