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	<title>lobby Archivi - Openpolis</title>
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	<lastBuildDate>Thu, 10 Mar 2022 16:44:54 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Poca trasparenza rispetto agli incontri tra parlamentari e lobby</title>
		<link>https://www.openpolis.it/poca-trasparenza-rispetto-agli-incontri-tra-parlamentari-e-lobby/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Anita]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Nov 2021 09:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=164814</guid>

					<description><![CDATA[<p>Fino all'implementazione del nuovo registro di trasparenza, per gli eurodeputati comunicare gli incontri con le lobby rimane una pratica largamente volontaria. Solo la metà ne rende conto, con differenze a seconda del partito di appartenenza e del paese di origine.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/poca-trasparenza-rispetto-agli-incontri-tra-parlamentari-e-lobby/">Poca trasparenza rispetto agli incontri tra parlamentari e lobby</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La regolamentazione del parlamento europeo in fatto di trasparenza è a carattere fortemente volontario. Basti pensare che solo la metà degli eurodeputati ha riportato di aver avuto almeno un incontro con gruppi lobbisti, stando ai dati di aprile 2021. Nonostante di recente il parlamento abbia approvato una stretta verso l’introduzione di un <a href="https://ec.europa.eu/transparencyregister/public/homePage.do" target="_blank" rel="noopener noreferrer">registro delle lobby</a>, da implementare entro marzo 2022, c’è ancora molto lavoro da fare per arrivare a una piena trasparenza.</p>
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.europeandatajournalism.eu/eng/News/Data-news/Half-of-all-MEPs-do-not-disclose-any-meeting-with-lobbies" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Leggi l&#8217;articolo originale di <br><strong>Civio</strong></a>.</p>
        </section>
		
<h3>Come è regolata la trasparenza delle istituzioni europee</h3>
<p>Il regolamento del parlamento europeo impone trasparenza rispetto agli incontri con stakeholder privati, istituzioni pubbliche e Ong solo se il loro scopo dichiarato è quello di influenzare le politiche e il processo decisionale delle istituzioni europee.</p>
<p>Un principio che inoltre non vale per tutti i parlamentari, ma <strong>solo per i relatori e i presidenti di commissione</strong>. Sono 359 su 705 gli eurodeputati che hanno dichiarato di aver partecipato ad almeno un incontro. I restanti 346 potrebbero effettivamente non aver preso parte ad alcuna riunione oppure, com’è presumibile pensare per almeno parte di loro, potrebbero non averlo dichiarato.</p>
        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">49,1% </span>dei parlamentari europei non ha reso conto di alcun incontro con gruppi lobbisti.</p>
			        </section>
		
<p>Osservando il fenomeno in base al paese di origine degli eurodeputati, emergono profonde differenze. Se <strong>più del 90% dei parlamentari svedesi, danesi e finlandesi hanno comunicato la loro agenda,</strong> la quota scende a meno del 13% per i rappresentanti di Grecia, Polonia, Bulgaria e Lettonia.</p>
            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/quasi-tutti-gli-europarlamentari-dei-paesi-scandinavi-hanno-dichiarato-almeno-un-incontro/">Quasi tutti gli europarlamentari dei paesi scandinavi hanno dichiarato almeno un incontro</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/quasi-tutti-gli-europarlamentari-dei-paesi-scandinavi-hanno-dichiarato-almeno-un-incontro/">Quota di eurodeputati, per paese membro, che ha dichiarato di aver partecipato ad almeno un incontro con gruppi lobbisti</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1">
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_166100_tab3"><p>I dati sono aggiornati al 28 aprile 2021 e riguardano tutti i tipi di incontri tra parlamentari e gruppi lobbisti. Sono indicati gli europarlamentari che hanno comunicato almeno un incontro.</p>
</div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis su dati <a href="https://datos.civio.es/dataset/eurodiputados-que-informan-o-no-de-reuniones-con-lobbies/" target="_blank" rel="noopener">Civio</a>                                                                <br>(ultimo aggiornamento: martedì 2 Novembre 2021)
                                        </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2021/11/quasi-tutti-gli-europarlamentari-dei-paesi-scandinavi-hanno-dichiarato-almeno-un-incontro.png" target="_blank" download></a>
						                                                
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                            <p><label for="embed-chart-166100"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                </div>

                            </div>

			
<p>Oltre al paese di origine, <strong>i dati variano anche in base al partito di appartenenza</strong>.</p>
<p>Solo 9 dei 74 parlamentari (12%) del gruppo Identità e democrazia che include, tra gli altri, partiti come la Lega (Italia), il Rassemblement national (Francia) e Alternative für Deutschland (Germania) hanno reso conto dei loro incontri.</p>
<p>Tra i gruppi più numerosi il Partito popolare europeo si attesta al 40,57%, mentre il Partito socialista europeo al 58,62%. Infine, quasi tutti gli eurodeputati dei <strong>Verdi</strong> hanno riportato almeno un incontro con lobby (95,9%).</p>
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                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/lega-pd-e-fi-sono-i-partiti-italiani-meno-trasparenti-sulla-loro-agenda-di-incontri-al-pe/">Lega, Pd e Fi sono i partiti italiani meno trasparenti sulla loro agenda di incontri al Pe</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/lega-pd-e-fi-sono-i-partiti-italiani-meno-trasparenti-sulla-loro-agenda-di-incontri-al-pe/">Il numero di eurodeputati italiani che hanno riportato incontri con gruppi lobbisti, per partito </a></h3>
                                    </div>
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                             aria-labelledby="chart_166104_tab3"><p>I dati sono aggiornati al 28 aprile 2021 e riguardano tutti i tipi di incontri tra parlamentari e gruppi lobbisti. Sono indicati gli europarlamentari che hanno comunicato almeno un incontro.</p>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis su dati <a href="https://datos.civio.es/dataset/eurodiputados-que-informan-o-no-de-reuniones-con-lobbies/" target="_blank" rel="noopener">Civio</a>                                                                <br>(ultimo aggiornamento: martedì 2 Novembre 2021)
                                        </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-166104"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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<h3>Diversi standard di trasparenza per parlamento e commissione</h3>
<p>Quanto detto fin qui riguarda il parlamento europeo. <strong>Nel caso della commissione invece i requisiti sono più stringenti</strong>. I commissari, i loro consiglieri e i direttori generali possono incontrarsi formalmente solo con istituzioni registrate.</p>
        <section class="blockquote">
							<p>Gli incontri a livelli più bassi passano spesso inosservati.</p>
<p>
			        </section>
		
<p>Bisogna però considerare che altri tipi di contatti, come quelli intrattenuti con gli assistenti e le migliaia di funzionari pubblici, passano spesso del tutto inosservati. O comunque <strong>gli incontri a livelli più bassi</strong>, che<strong> non sono coperti dal registro di trasparenza</strong>. Questo è un fatto rilevante considerato che i lobbisti non sempre si presentano dichiaratamente come tali.</p>
<p><strong>Lo stesso parlamento europeo ha criticato la mancanza di trasparenza della commissione europea </strong>ad esempio rispetto alle sue negoziazioni e contratti con le aziende farmaceutiche per lo sviluppo dei vaccini anti-Covid, che <a href="http://extranet.greens-efa.eu/public/media/file/1/7312?link_id=1&amp;can_id=311cfe77dbd653cc6b56a85f2a603bd4&amp;source=email-vertraege-mit-impfstoffherstellerntransparenz-gruenenefa-fraktion-reicht-beim-eugh-klage-auf-recht-auf-zugang-zu-informationen-ein-zitat-von-jutta-paulus&amp;email_referrer=email_1340192&amp;email_subject=vertr_ge-mit-impfstoffherstellerntransparenz-gr_nenefa-fraktion-reicht-beim-eugh-klage-gegen-eu-kommission-ein-zitat-von-jutta-paulus&amp;link_id=1&amp;can_id=ec7e963a785ada937d4a0c8a54562b8e&amp;email_referrer=email_1340230&amp;email_subject=vaccine-contractstransparency-greensefa-group-submits-application-to-the-ecj-to-claim-right-to-access-to-information-by-the-eu-commission" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ha dichiarato opaca</a>. L’intero processo è stato oggetto di un vero e proprio scontro tra le due istituzioni.</p>
<p>Recentemente, il parlamento europeo ha approvato una <a href="https://www.europarl.europa.eu/doceo/document/TA-9-2021-0130_EN.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">risoluzione</a> per imporre a tutte le istituzioni, per la prima volta, di registrare tutti gli incontri con i gruppi di pressione.</p>
<p>La registrazione, per le lobby, sarà un prerequisito fondamentale. E le tre istituzioni coinvolte, parlamento, commissione e consiglio, dovranno inoltre introdurre strumenti paralleli per dimostrare di agire in linea con il nuovo regolamento.</p>
<p>Allo stato attuale <strong>le istituzioni Ue rimangono comunque molto vulnerabili all’influenza delle corporazioni</strong>, e la trasparenza da parte dei rappresentanti è solo il primo passo verso un’emancipazione in questo senso.</p>
<h3>European data journalism network, i dati nel resto dell'Europa</h3>
<p>Openpolis fa parte dell'European data journalism network, una rete di realtà che si occupano di data journalism in tutta Europa. La versione originale di questo articolo è di Civio, un giornale europeo, ed è partner di Edjnet. I dati relativi al tasso di trasparenza dei parlamentari europei nei vari paesi sono disponibili <a href="https://datos.civio.es/dataset/eurodiputados-que-informan-o-no-de-reuniones-con-lobbies/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">qui</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Foto credit: <a href="https://unsplash.com/@christianlue" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Christian Lue</a> - <a href="https://unsplash.com/license" target="_blank" rel="noopener noreferrer">licenza</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/poca-trasparenza-rispetto-agli-incontri-tra-parlamentari-e-lobby/">Poca trasparenza rispetto agli incontri tra parlamentari e lobby</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Registro lobby della camera, bisogna andare avanti</title>
		<link>https://www.openpolis.it/registro-lobby-della-camera-bisogna-andare-avanti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele De Bernardin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Jun 2019 07:55:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.openpolis.it/?p=49562</guid>

					<description><![CDATA[<p>La scorsa settimana l'ufficio di presidenza di Montecitorio ha applicato delle sanzioni contro iscritti al registro delle lobby. Qualcosa si muove, ma così non basta.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/registro-lobby-della-camera-bisogna-andare-avanti/">Registro lobby della camera, bisogna andare avanti</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel lungo percorso che porta a delle istituzioni più trasparenti ed aperte, e quindi ad una politica più sana, una tappa inevitabile, e mai raggiunta nel nostro paese, è una vera e corretta regolamentazione nazionale delle lobby e dei portatori di interesse.</p>
<p>I tentativi in Italia sono stati vari, ma mai nessuno è riuscito ad affrontare in maniera soddisfacente i vari aspetti della questione. Uno di questi tentativi vede protagonista il parlamento, e in maniera particolare la camera dei deputati. Introdotto nel 2017 sotto spinta dell&#8217;allora presidente Laura Boldrini, il <a href="https://www.camera.it/leg18/1306" target="_blank" rel="noopener noreferrer">registro dei rappresentanti di interesse</a> ha da sempre avuto dei limiti.</p>
        <section class="tweet">
			                <p><a href="https://twitter.com/intent/tweet?status=RT+%40openpolis%3A+Al+presidente+%40Roberto_Fico+chiediamo+ora+una+riforma+del+regolamento%3A+maggiori+%28e+migliori%29+informazioni%2C+dati+riutilizzabili+e+un+calendario+degli+incontri" target="_blank">Al presidente @Roberto_Fico chiediamo ora una riforma del regolamento: maggiori (e migliori) informazioni, dati riutilizzabili e un calendario degli incontri</p>
<p></a></p>
			        </section>
		
<p>Per molto tempo la sua effettiva applicazione era finita fuori dai radar, fino alla settimana scorsa. L&#8217;ufficio di presidenza ha infatti punito alcuni iscritti, applicando sanzioni e vietando loro l&#8217;accesso a Montecitorio per un anno. <strong>Qualcosa quindi sembra muoversi, ma forse è giunta l&#8217;ora di rimettere mano al registro in maniera seria, allargandolo al senato, e dandogli una struttura realmente utile per cittadini, ricercatori e attivisti.</strong></p>
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/cosa/lobby/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Regolamentazione delle lobby<br />
<br><strong>Leggi tutti i nostri articoli</strong></a>.</p>
        </section>
		
            <section class="facebook">
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            </section>
			
<h3>Il registro della camera</h3>
<p>A marzo del 2017 Montecitorio, sotto spinta dell’allora presidente Laura Boldrini, istituì ufficialmente il primo registro dei rappresentanti di interesse del parlamento italiano.</p>
<p>Un tentativo che avevamo già avuto modo di analizzare, e per cui avevamo sollevato numerose criticità. Con la pubblicazione per consultazione del registro, erano emerse poi le problematiche più corpose. <strong>La fruibilità per riutilizzo delle informazioni era pari a zero: i dati non erano forniti in formato aperto, ma solamente come un’unica lunga pagina web in cui schede su schede venivano messe una sopra l’altra.</strong> Non solo, i campi di risposta per registrarsi erano, e sono tutt’ora, liberi, rendendo l’utilità delle risposte molto discutibile. Solamente per fare un esempio alla domanda “soggetti che intende contattare” la maggior parte delle strutture avevano scritto “deputati”, cosa relativamente ovvia considerando che si tratta di un registro delle lobby presso la camera.</p>
        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">233 </span>le strutture accreditate dal 2017 ad oggi.</p>
			        </section>
		
<p>La cosa che però rendeva, e rende tutt’ora, questo tentativo molto parziale è il fatto che non coinvolgeva in nessun un modo l’altro ramo del parlamento: il senato. In un bicameralismo perfetto come il nostro, avere una regolamentazione diversa delle lobby tra camera e senato è chiaramente un contro senso.</p>
<h3>Il problema delle relazioni, le richieste di openpolis a gennaio 2019</h3>
<p>A gennaio di quest&#8217;anno abbiamo dedicato di nuovo spazio alla materia.</p>
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/la-regolamentazione-incompiuta-delle-lobby-in-parlamento/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">La regolamentazione incompiuta delle lobby in parlamento<br />
<br><strong>Leggi la nostra analisi</strong></a>.</p>
        </section>
		
<p>In particolare abbiamo sottolineato alcuni problemi strutturali del registro, soprattutto per quanto riguarda le relazioni di attività. <strong>Alla fine di ogni anno infatti le strutture accreditate devono presentare una relazione alla camera sulla loro attività, specificando, tra le altre cose, i parlamentari con cui hanno interloquito e gli obbiettivi che hanno raggiunto</strong>. Queste relazioni sono poi rese disponibili nelle schede delle diverse strutture, permettendo a tutti i cittadini di consultarle sul sito internet del registro. Il problema è che molte strutture, alcune di rilievo, sembravano non aver mai consegnato nessun tipo di relazione.</p>
<p>Non solo, era anche emerso che molte delle relazioni erano poco chiare, e contenenti informazioni vaghe, poco concrete nonché facilmente prevedibili.  Una situazione che ci aveva fatto giungere ad una sola conclusione:<strong> per fare trasparenza non basta pubblicare informazioni, se le informazioni che si pubblicano sono poco interessanti e soprattutto non riutilizzabili. </strong></p>
<h3>Le sanzioni di Montecitorio</h3>
<p>Nelle scorse settimane l&#8217;Ufficio di presidenza della camera è finalmente intervenuto sulla materia, decidendo di sanzionare le strutture ree di aver consegnato relazioni generiche e imprecise. <strong>Con quasi 6 mesi di ritardo quindi rispetto alla nostra segnalazione, anche Montecitorio si è accorta dei tanti problemi presenti</strong>, e della necessità di mettere in campo dei controlli più serrati sulle informazioni fornite.</p>
        <section class="blockquote">
							<p>Finalmente dei controlli sulla validità delle relazioni di fine anno depositate.</p>
<p>
			        </section>
		
<p>A queste strutture sono state applicate le sanzioni del caso, e per aver violato le regole imposte dalla camera non avranno accesso, chi per l&#8217;inter legislatura chi per un anno, a Montecitorio. <strong>In questo senso quindi l&#8217;aver introdotto finalmente dei controlli rappresenta certamente un elemento positivo</strong>. A questo punto è pero necessario avviare una riflessione su una riforma dell&#8217;attuale registro della camera, con l&#8217;intento di allargarlo al senato, e soprattutto arrivare ad una regolamentazione nazionale della materia.</p>
<h3>Dove dobbiamo andare da qui</h3>
<p>Come abbiamo avuto modo di raccontare più volte in passato l&#8217;attuale registro ha molti limiti. Se la presidenza della camera ha finalmente intenzione di monitorare sul suo effettivo rispetto, è forse l&#8217;occasione buona per rimettere mano al suo funzionamento. Qui alcuni punti su cui lavorare:</p>
<ol>
<li><strong>Informazioni richieste in fase di registrazione</strong> &#8211; Diventa necessario introdurre delle domande in fase di registrazione che realmente contribuiscano alla comprensione della materia. Non più campi liberi, ma percorsi guidati e soprattutto domande dirette. Ad oggi una delle domande a cui bisogna rispondere è &#8220;soggetti che intende contattare&#8221;, a cui la maggior parte degli iscritti ha scritto &#8220;i deputati&#8221; o &#8220;tutti i parlamentari&#8221;, informazioni abbastanza inutili;</li>
<li><strong>Registro degli incontri dei parlamentari</strong> &#8211; Nei pochi casi in cui sono state inserite informazioni sulle persone incontrate, si ha comunque un quadro fortemente parziale della situazione. È necessario introdurre, per ogni singolo deputato, un calendario degli incontri svolti con gli iscritti al registro. Calendario che deve indicare la data dell&#8217;incontro, l&#8217;argomento trattato, e le persone presenti. Solo così è possibile ricostruire eventuali nessi tra incontri avvenuti, e decisioni prese dall&#8217;aula;</li>
<li><strong>Investimento economico in lobbying delle strutture</strong> &#8211; Un&#8217;altra informazione determinante che manca per la comprensione della materia è l&#8217;investimento economico delle singole strutture in attività di lobbying, con attenzione particolare alle attività presso la camera. Avere a disposizione il budget specifico permetterà di quantificare meglio la portata del fenomeno, e soprattutto intercettare le strategie economiche dei diversi attori coinvolti;</li>
<li><strong>Controlli sulle informazioni inserite</strong> &#8211; Semplicemente scorrendo il registro dei portatori di interesse molte informazioni appaiono poco verosimili. Tra queste, il fatto che alcune delle più grandi società di lobbying italiane dichiarino relazioni annuali per un solo cliente. La verifica dei dati comunicati deve essere stringente, per fare emergere, come nel caso delle sanzioni appena applicate della camera, informazioni false e poco realistiche;</li>
<li><strong>Dati riutilizzabili </strong>&#8211; La fruizione del registro è molto limitata. L&#8217;impostazione del sito online non permette di consultare i dati inseriti dalle singole strutture in maniera rapida. Piuttosto che avere una singola pagina con tutte le informazioni, le schede delle singole entità accreditate andrebbero organizzate, e rese disponibili, in formato aperto. Bisogna fornire ai cittadini, attivisti e ricercati dati riutilizzabili.</li>
</ol>
<p>Se la presidenza di Montecitorio vuole muoversi verso un effettivo rispetto regolamento, è forse lecito farlo introducendo regole più stringenti, e una struttura di controllo più condivisibile.</p>
<p>Foto credit: <a href="https://twitter.com/Roberto_Fico/status/1136584393215094784/photo/1" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Twitter Roberto Fico</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/registro-lobby-della-camera-bisogna-andare-avanti/">Registro lobby della camera, bisogna andare avanti</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Così il registro della trasparenza del Mise non serve a niente</title>
		<link>https://www.openpolis.it/cosi-il-registro-della-trasparenza-del-mise-non-serve-a-niente/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele De Bernardin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Feb 2019 09:08:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.openpolis.it/?p=35505</guid>

					<description><![CDATA[<p>A seguito della nostra richiesta il ministero dello sviluppo economico ha pubblicato l'elenco degli incontri del ministro, ma nei dati forniti ci sono molti vuoti e incongruenze. </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/cosi-il-registro-della-trasparenza-del-mise-non-serve-a-niente/">Così il registro della trasparenza del Mise non serve a niente</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo scorso 21 gennaio avevamo sollecitato la pubblicazione da parte del Mise degli incontri svolti dal ministro Di Maio, dai sottosegretari e dai dirigenti del ministero, con lobbisti e portatori di interesse. Incontri che grazie al registro per la trasparenza del ministero sarebbero già dovuti essere disponibili.</p>
        <section class="blockquote">
							<p>Si predilige la comunicazione politica sui social, ai canali di trasparenza istituzionale.</p>
<p>
			        </section>
		
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/di-maio-cosa-e-successo-al-registro-per-la-trasparenza-del-mise/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Di Maio, cosa è successo al registro per la trasparenza del Mise<br />
<br><strong>Vai all'articolo</strong></a>.</p>
        </section>
		
<p>A seguito dalla nostra richiesta il ministero ha aggiornato l&#8217;agenda degli incontri. Finalmente i dati sono disponibili, e abbiamo quindi deciso di fare una cosa che purtroppo fanno in pochi: li abbiamo analizzati per vedere se tutto torna. Alcune evidenti criticità sono emerse: <strong>il registro è incompleto con</strong> <strong>buchi cronologici, e ci sono incongruenze tra le informazioni pubblicate e quelle disponibili sui social di Di Maio.</strong></p>
<p>Tutto questo è un problema, perché così uno strumento che potrebbe essere utilizzato per valutare l&#8217;azione di governo diventa inutile e completamente superfluo. Più in generale, emerge un&#8217;<strong>incapacità di scindere la comunicazione politica dalla trasparenza istituzionale, e pure questo non va bene.</strong></p>
<h3>I dati pubblicati</h3>
<p>Grazie ai dati finalmente presenti sul registro per la trasparenza, è ora possibile analizzare l&#8217;agenda del ministro Di Maio in questi primi mesi di governo. <strong>Sottolineiamo sin da subito che l&#8217;avere queste informazioni rappresenta comunque un inizio, e il poter fare delle analisi, seppur critiche, è sempre meglio che niente</strong>. Cosa che per esempio per gli altri ministeri non è al momento possibile fare.</p>
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="http://registrotrasparenza.mise.gov.it/index.php/agende?resetfilters=0&clearordering=0&clearfilters=0" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Registro della trasparenza Mise<br />
<br><strong>Vedi l'agenda degli incontri di Di Maio</strong></a>.</p>
        </section>
		
            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-52-incontri-ufficiali-di-di-maio-con-lobbisti-e-portatori-di-interesse/">I 52 incontri ufficiali di Di Maio con lobbisti e portatori di interesse</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-52-incontri-ufficiali-di-di-maio-con-lobbisti-e-portatori-di-interesse/">Calendario incontri con i portatori di interesse - Ministero sviluppo economico</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1">
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_35577_tab3"><p>Sono stati conteggiati solamente gli incontri ufficiali riportati dal registro per la trasparenza del Mise</p>
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                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong><a href="http://registrotrasparenza.mise.gov.it/agende" target="_blank" rel="noopener">Registro per la trasparenza del Mise</a>                                                            </p>
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                            <p><label for="embed-chart-35577"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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<p><strong>Dall'inizio del suo mandato a fine novembre Luigi Di Maio ha svolto 52 singoli incontri con lobbisti o portatori di interesse, su un totale di 17 giorni</strong>. Spesso infatti questi incontri erano all'interno di tavoli di lavoro con più soggetti, come il <em>Tavolo Tv 4.0</em> del 25 settembre 2018 in cui erano presenti 18 attori del settore tra cui Rai, Sky e Discovery, o come il <em>Tavolo Moda</em> del 9 ottobre 2018, con diverse associazioni di categoria.</p>
<p>Molto ricorrenti gli incontri con aziende pubbliche, o a partecipazione pubblica: Cassa depositi e prestiti, Eni, Enel, Fincantieri, Poste Italiane, Rai e altre. <strong>Al di la di specifici tavoli di lavoro, la maggior parte degli incontri avevano scopi introduttivi e di presentazione, una normale dinamica con l'inizio di un nuovo governo</strong>. Diciotto gli incontri svolti dal sottosegretario Davide Crippa (M5s), 31 quelli di Dario Galli (Lega) e 36 invece per Andrea Cioffi (M5s).</p>
<h3>Nel registro mancano i dati dei primi 3 mesi di governo</h3>
<p>Un primo elemento che balza subito agli occhi analizzando l'agenda di Di Maio è che <strong>il primo incontro risale all'11 settembre 2018</strong>, oltre 3 mesi dopo l'insediamento dell'esecutivo Conte. È inverosimile pensare che per 3 mesi di governo il ministro non abbia incontrato nessun portatore di interesse, soprattutto considerando i 2 dicasteri di cui è a capo: lavoro e sviluppo economico.</p>
<p>La smentita viene direttamente dalla comunicazione politica sui social del ministro. <strong>Semplicemente guardando la pagina fan personale del ministro Di Maio infatti si possono trovare numerosi incontri svolti prima dell'11 settembre</strong>.</p>
        <section class="blockquote">
							<p>Di Maio, prima di far approvar un decreto che li riguardava, ha incontrato i sindacati dei benzinai: sul registro non c'è traccia dell'incontro.</p>
<p>
			        </section>
		
<p>Il <a href="https://www.facebook.com/LuigiDiMaio/videos/1758624557507416/" target="_blank" rel="noopener">25 giugno si è tenuto il tavolo di confronto</a> con i rappresentanti delle associazioni sindacali dei distributori di carburante. Incontro che ha portato 2 giorni dopo alla presentazione di un apposito <a href="http://www.governo.it/articolo/comunicato-stampa-del-consiglio-dei-ministri-n7/9661" target="_blank" rel="noopener">decreto legge per posticipare l'entrata in vigore della fatturazione obbligatoria per la categoria.</a> <strong>Evento di cui non c'è nessuna traccia sul registro per la trasparenza, e che evidentemente ha avuto delle chiare conseguenze legislative nel nostro paese.</strong></p>
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            </section>
			
<p><a href="https://www.facebook.com/LuigiDiMaio/videos/1769977483038790/" target="_blank" rel="noopener">Il 2 luglio successivo poi si è tenuto il famoso tavolo di confronto con i riders</a> e il mondo del food delivery, bandiera mediatica dei primi mesi di mandato del ministro Di Maio. Incontro che è stato, come il precedente, ampiamente raccontato sui social, ma non comunicato sui canali istituzionali predisposti. Tavolo che ha visto la partecipazione di aziende, sindacati e comitati.</p>
<p><strong>Come è giusto e normale che sia, il ministro ha svolto numerosi tavoli per portare avanti le sue mansioni nei mesi precedenti all'11 settembre. Purtroppo però nel registro non c'è traccia di tutto questo. </strong>Le informazioni mancanti sono preziose, e pure se sono ricostruibili da altre fonti, sarebbe più giusto averle dal registro per la trasparenza, perché fondamentalmente serve proprio a questo.</p>
<h3>Sì sui social, ma non nel registro</h3>
<p>Anche nelle informazioni successive all'11 settembre alcune cose non tornano.<strong> I problemi questa volta emergono confrontando i dati ufficiali del registro, con quelli della comunicazione social del ministro. </strong>Vediamo alcuni esempi.</p>
<p>A novembre aveva fatto molto clamore la notizia che la proprietà turca della Pernigotti avrebbe esternalizzato la produzione. <strong>L'evento ha giustamente visto la mobilitazione del ministro, che convocò per il 15 novembre un tavolo di confronto per cercare di affrontare la questione con le parti interessate</strong>. Una volta concluso l'incontro il ministro Di Maio ha fatto un video, postato sulla sua pagina fan, in cui raccontava la situazione e in cui incontrava anche i lavoratori che erano venuti a Roma a manifestare.</p>
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<p>L'incontro era anche stato preannunciato da <a href="https://www.mise.gov.it/index.php/it/per-i-media/notizie/it/198-notizie-stampa/2038777-pernigotti?fbclid=IwAR3kO9pRge-3fKxKZiriuHI5cSvyIR0mhOo3hayqauWmHAIF5iaFcaXZ9k0" target="_blank" rel="noopener">un comunicato del ministero</a>, in cui veniva convocato il tavolo di crisi Pernigotti. <strong>Peccato però che del tavolo del 15 novembre non ci sia traccia sul registro</strong>, mentre viene riportato un incontro avvenuto lo stesso giorno con la Confederazione Nazionale delle Piccole e Medie Imprese.</p>
<p>Il 24 settembre invece, questa volta sui canali social del Ministero dello sviluppo economico, si è data comunicazione di un incontro al Mise tra Di Maio e le organizzazioni sindacali dei lavoratori metalmeccanici. Anche in questa occasione l'evento è stato pre annunciato sul sito del ministero con un apposito comunicato, ma non è rientrato tra gli incontri segnalati sul registro.</p>
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            </section>
			
<h3>Cosa, per regolamento, è escluso dal registro</h3>
<p>La <a href="http://registrotrasparenza.mise.gov.it/images/direttiva_firmata.pdf" target="_blank" rel="noopener">direttiva voluta da Di Maio</a> che ha introdotto il registro per la trasparenza anche al ministero del lavoro, specifica in maniera chiara quali siano le attività a cui non si applicano le disposizioni del registro. Si fa riferimento a tutto ciò che riguarda processi decisionali che si concludono mediante protocolli d'intesa o altri strumenti di concertazione.</p>
        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Le disposizioni del presente documento non si applicano all'attività di rappresentanza di interessi particolari [...] nell'ambito di processi decisionali che si concludono mediante protocolli d'intesa e altri strumenti di concertazione.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="http://registrotrasparenza.mise.gov.it/images/direttiva_firmata.pdf" target="_blank">- Articolo 4 - Direttiva 24 settembre 2018</a>
									            </div>
        </section>
		
<p>Con questa dovuta specifica, sembra chiaro che i vari tavoli di lavoro o tavoli di crisi che mancano rientrano pienamente nell'ambito di applicazione del registro. Anche perché incontri simili, a differenza dei casi citati, sono riportati dal registro per la trasparenza.</p>
<h3>Tra comunicazione politica e trasparenza istituzionale</h3>
<p>Il registro per la trasparenza del Mise non è perfetto, ma il fatto stesso che esiste ci permette di analizzarlo e di capire come migliorarlo.</p>
<p>Altro discorso invece riguarda l'utilizzo che se ne può fare. <strong>Fare trasparenza non vuole dire fare comunicazione</strong>. L'errore che spesso le istituzioni fanno è confondere i due concetti, pensando che producendo comunicati stampa, organizzando dirette social e realizzando video si stia facendo trasparenza. Tutte queste azioni rientrano nell'orbita della comunicazione politica, strumento legittimo, che serve ai politici per raccontare ciò che fanno e fare propaganda. <strong>Fare trasparenza invece vuol dire rendere tracciabile e comprensibile un processo, in maniera sistematica e continua. </strong></p>
        <section class="blockquote">
							<p>Fare trasparenza vuol dire rendere tracciabile e comprensibile un processo, in maniera sistematica e continua.</p>
<p>
			        </section>
		
<p>È importante capire questa differenza perché la chiave della trasparenza non è tanto informare,<strong> ma bensì dare la possibilità di comprendere meglio</strong>, fornendo degli strumenti ai cittadini di oggi, e soprattutto a quelli di domani, per ricostruire dinamiche e decisioni politiche. <strong>Se non si capisce l'importanza di utilizzare un unico canale, strutturato e creato ad hoc, per fornire questo tipo di informazioni, si sta rendendo il registro per la trasparenza completamente superfluo e inutile.  </strong></p>
<p>In mancanza di una norma statale che normi l'attività di lobbisti e portatori di interesse presso le istituzioni politiche centrali (parlamento, ministeri e altro), le singole iniziative avranno sempre dei limiti. Nel caso specifico c'è da capire il perché di tante incongruenze nell'agenda degli incontri. <strong>Ad oggi quindi, con le informazioni disponibili, l'operazione risulta non credibile.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Foto credit - <a href="https://twitter.com/MISE_GOV/status/1054356269694418945" target="_blank" rel="noopener">Twitter account ufficiale MISE</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/cosi-il-registro-della-trasparenza-del-mise-non-serve-a-niente/">Così il registro della trasparenza del Mise non serve a niente</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La regolamentazione incompiuta delle lobby in parlamento</title>
		<link>https://www.openpolis.it/la-regolamentazione-incompiuta-delle-lobby-in-parlamento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele De Bernardin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Jan 2019 09:23:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.openpolis.it/?p=34203</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nella scorsa legislatura la camera, sotto la presidenza Boldrini, introdusse un registro per le lobby. Un primo tentativo (deludente) che comunque rappresentava un inizio. Che intenzioni hanno i presidenti Fico e Casellati?</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/la-regolamentazione-incompiuta-delle-lobby-in-parlamento/">La regolamentazione incompiuta delle lobby in parlamento</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La recente discussione sulla legge di bilancio, con la riapertura della saletta dei lobbisti, ha rilanciato il tema del ruolo dei gruppi di pressione nel dibattito parlamentare. Una materia che abbiamo più volte affrontato in passato, e su cui le nostre istituzioni devono ancora fare molti passi avanti.</p>
<p><strong>Uno dei problemi attualmente presenti è la mancanza di una legge nazionale che normi la materia in maniera onnicomprensiva.</strong> Questa mancanza fa si che la regolamentazione dei portatori di interesse sia nelle mani della buona volontà di singoli amministratori e politici. Ad oggi le iniziative prese in Italia sono poco efficaci, non coordinate e oggettivamente confuse.</p>
<h3>Il tentativo introdotto alla camera dei deputati</h3>
<p>A marzo del 2017 Montecitorio, sotto spinta dell&#8217;allora presidente Laura Boldrini, istituì ufficialmente il primo registro dei rappresentanti di interesse del parlamento italiano.</p>
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://blog.openpolis.it/2017/07/14/registro-delle-lobby-alla-camera-cosi-serve-a-poco/16005" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Registro delle lobby alla camera, così serve a poco<br />
<br><strong>La nostra analisi</strong></a>.</p>
        </section>
		
<p>Un tentativo che avevamo già avuto modo di analizzare, e per cui avevamo sollevato numerose criticità. Con la pubblicazione per consultazione del registro, erano emerse poi le problematiche più corpose. <strong>La fruibilità per riutilizzo delle informazioni era pari a zero: i dati non erano forniti in formato aperto</strong>, ma solamente come un&#8217;unica lunga pagina web in cui schede su schede venivano messe una sopra l&#8217;altra. <strong>Non solo, i campi di risposta per registrarsi erano, e sono tutt&#8217;ora, liberi, rendendo l’utilità delle risposte molto discutibile</strong>. Solamente per fare un esempio alla domanda “soggetti che intende contattare” la maggior parte delle strutture avevano scritto “deputati”, cosa relativamente ovvia considerando che si tratta di un registro delle lobby presso la camera.</p>
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="http://www.camera.it/rappresentantidiinteressi/registro_rappresentanti.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Registro rappresentanti di interessi della camera<br />
<br><strong>Consulta il registro</strong></a>.</p>
        </section>
		
<p><strong>La cosa che però rendeva, e rende tutt&#8217;ora, questo tentativo molto parziale è il fatto che non coinvolgeva in nessun un modo l&#8217;altro ramo del parlamento: il senato</strong>. In un bicameralismo perfetto come il nostro, avere una regolamentazione diversa delle lobby tra camera e senato è chiaramente un contro senso.</p>
<h3>A che punto è il registro oggi</h3>
<p>Sono passati quasi 2 anni dall&#8217;istituzione del registro, ma diciamo che i passi fatti in avanti sono stati pochi. Dal marzo del 2017 sono oltre 200 le strutture che si sono accreditate, ma la fruizione delle informazioni che le riguarda è ancora molto basso. Le schede delle singole strutture continuano a non essere pubblicate in formato riutilizzabile, e questo non permette un&#8217;analisi semplice e diretta del fenomeno. <strong>Un&#8217;analisi che sarebbe fondamentale per inquadrare meglio la realtà dei fatti, e poter suggerire, in vista di una futura legge in materia, soluzioni più precise e puntuali.</strong></p>
        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">200 </span>le strutture accreditate dal marzo del 2017 ad oggi.</p>
			        </section>
		
<p>Un&#8217;altra problematica riguarda la verifica delle informazioni che vengono pubblicate, e soprattutto l&#8217;applicazione di eventuali sanzioni in caso di inadempienza da parte delle strutture coinvolte. Un esempio su tutti è quello dell&#8217;annuale relazione sull&#8217;attività dei portatori di interesse.</p>
        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Entro il 31 dicembre di ogni anno, gli iscritti nel registro sono obbligati a presentare alla Camera una relazione sull&#8217;attività di rappresentanza di interessi svolta nell’anno, che dia conto dei contatti effettivamente posti in essere, degli obiettivi perseguiti e dei soggetti nel cui interesse l&#8217;attività è stata svolta, con le eventuali variazioni intervenute, nonché dei dipendenti o collaboratori che hanno partecipato all&#8217;attività.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="http://www.camera.it/application/xmanager/projects/leg18/attachments/conoscerelacamera/upload_files/000/000/337/original_Regolamentazione_Attivit%C3%A0_di_rappresentanza_di_interessi_1_.pdf" target="_blank">- articolo 4 - Regolamento delle lobby alla camera</a>
									            </div>
        </section>
		
<h3>Chi controlla le relazioni di fine anno?</h3>
<p>Alla fine di ogni anno le strutture accreditate devono presentare una relazione alla camera sulla loro attività, specificando, tra le altre cose, i parlamentari con cui hanno interloquito e gli obiettivi che hanno raggiunto. Queste relazioni sono poi rese disponibili nelle schede delle diverse strutture, permettendo a tutti i cittadini di consultarle sul sito internet del registro. <strong>Il problema è che molte strutture, alcune di rilievo, sembrano non aver mai consegnato nessun tipo di relazione.</strong> Soltanto per fare degli esempi, per realtà come Cattaneo&amp;Zanetto o la Comin&amp;Partners, due delle società di lobbying più grandi in Italia, non sono rese disponibili le relazioni sull&#8217;attività del 2017. Non sono state consegnate o è la camera che non le ha pubblicate?</p>
        <section class="blockquote">
							<p>Mancano le relazioni di attività delle più grandi società di lobbying in Italia. Qualcuno alla camera fa dei controlli?</p>
<p>
			        </section>
		
<p>E ancora, <strong>quando le relazioni di fine anno sono presenti, appare emergere lo stesso problema evidenziato nella compilazione delle schede di registrazione: risposte vaghe e a volte poco concrete.</strong> Nella relazione sulle attività del <a href="http://www.camera.it/rappresentantidiinteressi/resources/reports/2018-12-20/68.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">2017 consegnata da ENI</a>, per citare un caso rilevante, alla domanda pertinente ai contatti effettivamente posti in essere nello svolgere le proprie attività nell&#8217;anno appena trascorso viene data la risposta: &#8220;<em>Nel corso del 2017 sono stati posti in essere contatti con Deputati appartenenti ai diversi gruppi parlamentari, principalmente delle Commissioni Attività Produttive e Ambiente</em>&#8220;. <strong>Informazione obiettivamente poco utile, e facilmente prevedibile. </strong></p>
        <section class="blockquote">
							<p>Che senso ha far pubblicare informazioni poco utili e in formato non riutilizzabile?</p>
<p>
			        </section>
		
<p>Discorso analogo per la domanda sugli obiettivi perseguiti nello svolgimento delle attività: &#8220;<em>Obiettivo primario dell’attività di rappresentanza di interessi presso la Camera dei Deputati è stata l’illustrazione della posizione dell’Azienda sui temi di principale interesse, connessi al business aziendale, e che sono stati oggetto dell’attività parlamentare, sia essa di tipo legislativo, consultivo su atti del Governo, o di sindacato ispettivo. Tra i temi di interesse, si segnalano, in particolare quelli relativi alle politiche energetiche e ambientali&#8221;. </em><strong>Ancora una volta una risposta che chiunque avrebbe potuto dare, non essendoci nessun riferimento ad attività specifiche</strong>.</p>
<p>Questi esempi sono molto ricorrenti, e per correttezza ne citiamo altri per dimostrare quanto il caso non sia isolato o circoscritto a specifiche strutture: <a href="http://www.camera.it/rappresentantidiinteressi/resources/reports/2018-12-20/42.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">British american tobacco</a>, <a href="http://www.camera.it/rappresentantidiinteressi/resources/reports/2018-12-20/48.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Leonardo Spa</a>, <a href="http://www.camera.it/rappresentantidiinteressi/resources/reports/2018-12-20/144.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Philip Morris</a>, <a href="http://www.camera.it/rappresentantidiinteressi/resources/reports/2018-12-20/178.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Unipol</a> e tanti altri.</p>
<h3>Perché tutto questo rappresenta un problema</h3>
<p>I casi citati sono solo degli esempi, e non sono assolutamente una critica alle strutture accreditate, ma piuttosto all&#8217;istituzione che dovrebbe monitorare sul registro: la camera dei deputati. La questione è la stessa che sollevammo nel 2017. <strong>Per fare trasparenza non basta pubblicare informazioni, se le informazioni che si pubblicano sono poco interessanti e soprattutto non riutilizzabili. </strong></p>
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/di-maio-cosa-e-successo-al-registro-per-la-trasparenza-del-mise/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Di Maio, cosa è successo al registro per la trasparenza del Mise<br />
<br><strong>Leggi la nostra analisi</strong></a>.</p>
        </section>
		
<p>Le criticità dell&#8217;attuale registro per la trasparenza della camera dei deputati sono evidenti. <strong>A questo punto ci viene da chiedere ai presidenti Fico e Casellati </strong>quali siano le intenzioni di camera e senato sul tema. Si cercherà di lavorare su una vera regolamentazione delle lobby?</p>
        <section class="tweet">
			                <p><a href="https://twitter.com/intent/tweet?status=RT+%40openpolis%3A+il+governo+di%C2%A0%40GiuseppeConteIT+ha+intenzione+di+presentare+una+legge+per+regolamentare+il+lavoro+delle+lobby+in+Italia%3F" target="_blank">il governo di @GiuseppeConteIT ha intenzione di presentare una legge per regolamentare il lavoro delle lobby in Italia?</p>
<p></a></p>
			        </section>
		
<p><strong>La questione riguarda anche il governo Conte</strong>. La maggioranza giallo-verde ha intenzione di presentare una legge che miri a normare l&#8217;attività dei portatori di interesse nel nostro paese? <strong>La regolamentazione del legittimo lavoro dei portatori di interesse non può rimanere nelle mani di singole iniziative politiche, il rischio così è quello di trovare soluzioni estemporanee e limitate.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Foto credit: <a href="https://twitter.com/Pres_Casellati/status/1075757426387894272" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Twitter ufficiale Maria Alberti Casellati</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/la-regolamentazione-incompiuta-delle-lobby-in-parlamento/">La regolamentazione incompiuta delle lobby in parlamento</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Di Maio, cosa è successo al registro per la trasparenza del Mise?</title>
		<link>https://www.openpolis.it/di-maio-cosa-e-successo-al-registro-per-la-trasparenza-del-mise/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele De Bernardin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Jan 2019 16:25:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.openpolis.it/?p=33677</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nel 2016 l'ex ministro Calenda lanciò un sito per rendere più trasparente il lavoro delle lobby. Dall'inizio della gestione Di Maio l'agenda degli incontri con i portatori d'interesse non è più aggiornata. Perché?</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/di-maio-cosa-e-successo-al-registro-per-la-trasparenza-del-mise/">Di Maio, cosa è successo al registro per la trasparenza del Mise?</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Rendere più chiara la gestione del potere politico è una scelta necessaria per migliorare il rapporto di fiducia tra cittadini ed istituzioni. Soprattutto in un periodo storico in cui gli attori che gestiscono questo potere politico sono in continua evoluzione, la trasparenza diventa un elemento imprescindibile per rendere comprensibile il sistema.</p>
        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Vedo non vedo (2017)</p>
<p></p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="http://minidossier.openpolis.it/2017/01/Vedo_non_vedo" target="_blank" rel="noopener">Scarico il nostro Minidossier sul mondo delle lobby</a></p></div>
				            </div>
        </section>
		
<p><strong>Il crescente ruolo delle lobby e dei portatori di interesse è in questo senso un aspetto su cui da anni chiediamo più trasparenza</strong>. A gennaio del 2017 avevamo fatto una prima ricognizione della situazione nel nostro paese, con il MiniDossier &#8220;<a href="http://minidossier.openpolis.it/2017/01/Vedo_non_vedo" target="_blank" rel="noopener">Vedo non vedo</a>&#8220;. Una ricognizione continuata poi nel luglio successivo, raccontando <a href="https://blog.openpolis.it/2017/07/14/registro-delle-lobby-alla-camera-cosi-serve-a-poco/16005" target="_blank" rel="noopener">l&#8217;introduzione da parte della camera dei deputati</a> di un registro delle lobby. Queste analisi avevano evidenziato quanto la strada da percorrere fosse ancora lunga e perigliosa.</p>
<h3>L&#8217;esempio del Mise, tra Calenda e Di Maio</h3>
<p><strong>Nel delineare il quadro in Italia, avevamo citato l&#8217;iniziativa che l&#8217;allora ministro dello sviluppo economico (Mise) Carlo Calenda prese <a href="https://www.mise.gov.it/index.php/it/amministrazione-trasparente/altri-contenuti/194-comunicati-stampa/2035133-il-ministro-calenda-lancia-il-registro-trasparenza-l-attivita-del-mise-sempre-piu-vicina-ai-cittadini" target="_blank" rel="noopener">nel settembre del 2016</a></strong>. Il registro per la <a href="http://registrotrasparenza.mise.gov.it/index.php" target="_blank" rel="noopener">trasparenza del Mise</a>, creato sulla <a href="http://ec.europa.eu/transparencyregister/public/consultation/search.do?locale=en&amp;reset=" target="_blank" rel="noopener">falsa riga di quello della Commission europea</a>, permetteva di navigare i dati di tutte le strutture, lobbisti e portatori di interesse, accreditate presso il dicastero (persone, obiettivi, attività specifiche e altro), e di consultare l&#8217;agenda degli incontri che svolgevano con il ministro, i sottosegretari e i direttori generali.</p>
<p><strong>A giugno del 2018, con l&#8217;insediamento del governo Conte,</strong> <strong>alla guida del ministero dello sviluppo economico è arrivato Luigi Di Maio</strong>, capo politico del Movimento 5 stelle. Dopo un periodo iniziale di assestamento e transizione, il 28 settembre successivo, proprio il ministro Di Maio ha firmato una <a href="http://registrotrasparenza.mise.gov.it/images/direttiva_firmata.pdf" target="_blank" rel="noopener">direttiva per adottare il registro della trasparenza</a> del Mise, anche al ministero del lavoro, altro dicastero di cui è a capo.</p>
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://registrotrasparenza.lavoro.gov.it/index.php" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Registro della trasparenza del ministero del lavoro<br />
<br><strong>Visita</strong></a>.</p>
        </section>
		
<h3>L&#8217;agenda degli incontri con i lobbisti sono vuote</h3>
<p>Come anticipato, uno degli aspetti più innovativi dell&#8217;iniziativa lanciata da Calenda era la possibilità di monitorare gli incontri del ministro, sottosegretari e vari direttori generali con lobbisti e rappresentanti di categoria. Un elemento particolarmente interessante proprio considerando i due ministeri ora guidati da Luigi Di Maio, da un lato il ministero dello sviluppo economico e dall&#8217;altro quello del lavoro.</p>
<p><strong>Due dicasteri che per definizione devono, per prendere decisioni politiche più informate, incontrare aziende, lobbisti, associazioni di categoria e portatori di interesse. </strong>In questo senso, la possibilità di monitorare l&#8217;agenda degli incontri di chi detiene il potere decisionale è un strumento aggiuntivo per comprendere meglio alcune delle scelte prese dal governo.</p>
        <section class="blockquote">
							<p>Gli incontri con lobbisti e portatori di interesse possono aiutare a capire meglio alcune scelte politiche.</p>
<p>
			        </section>
		
<p>Avere queste informazioni, per esempio, quando vengono approvati incentivi per specifiche categorie nella discussione della legge di bilancio, principale provvedimento economico del nostro paese, può rendere il processo decisionale più trasparente. Il valore aggiunto di avere questi dati è quindi enorme. <strong>Peccato però che da quando si è insediato il ministro Di Maio, l&#8217;agenda degli incontri con i lobbisti non è più aggiornata, né al Mise né al ministero del lavoro. </strong></p>
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="http://registrotrasparenza.mise.gov.it/agende" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Registro del Mise<br />
<br><strong>Calendario incontri con i portatori di interesse</strong></a>.</p>
        </section>
		
<p>Partiamo dal primo: visitando il link dell&#8217;agenda si arriva ad una pagina vuota. <strong>A quanto pare nessun dirigente del ministero, come anche il ministro Di Maio, ha svolto incontri di alcun tipo con i portatori di interesse</strong>. Non solo, utilizzando i filtri dell&#8217;interfaccia è possibile selezionare l&#8217;agenda dei direttori generali, ma non dei sottosegretari e del ministro. Incontri che comunque non sembrano essere aggiornati dalla fine del governo Gentiloni, non andando oltre il maggio del 2018.</p>
        <section class="blockquote">
							<p>L&#8217;agenda degli incontri con i lobbisti è ad oggi vuota, come mai?</p>
<p>
			        </section>
		
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://registrotrasparenza.lavoro.gov.it/index.php/agende" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Registro del ministero del lavoro<br />
<br><strong>Calendario incontri con i portatori di interesse.</strong></a>.</p>
        </section>
		
<p><strong>Storia analoga per il ministero del lavoro</strong>. Qui, a differenza di quanto avviene al Mise, gli incontri con i lobbisti sono aggiornati all&#8217;attuale governo, ma questo tipo di informazione non è disponibile per i sottosegretari e il ministro. Ancora una volta, si dà l&#8217;impressione che nessuno dei membri del governo con delega al ministero del lavoro abbia avuto incontri con lobbisti da quando si è insediato l&#8217;esecutivo Conte. Cosa poco verosimile.</p>
<h3>L&#8217;accesso al registro dalle homepage dei ministeri</h3>
<p>Fino a marzo del 2018, quando il ministero era ancora guidato da Carlo Calenda, <strong>nella homepage del ministero dello sviluppo economico era possibile accedere in maniera diretta al registro</strong>. Bastava scendere nella sezione dedicata alla trasparenza, e si trovava il richiamo alla piattaforma.</p>
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://web.archive.org/web/20180325102340/http://www.mise.gov.it:80/index.php/it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Sito del Mise<br />
<br><strong>Vedi com'era il sito a marzo del 2018</strong></a>.</p>
        </section>
		
<p style="text-align: center;"><strong>Homepage ministero dello sviluppo economico &#8211; 28 marzo 2018</strong></p>
<p><a href="https://web.archive.org/web/20180301171020/https://www.mise.gov.it/index.php/it/"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone wp-image-34115 size-full" src="http://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/01/Sito-Mise_Marzo-2018.png" alt="" width="1039" height="823" srcset="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/01/Sito-Mise_Marzo-2018.png 1039w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/01/Sito-Mise_Marzo-2018-768x608.png 768w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/01/Sito-Mise_Marzo-2018-414x328.png 414w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/01/Sito-Mise_Marzo-2018-635x503.png 635w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/01/Sito-Mise_Marzo-2018-1026x813.png 1026w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/01/Sito-Mise_Marzo-2018-316x250.png 316w" sizes="(max-width: 1039px) 100vw, 1039px" /></a></p>
<p><strong>Oggi invece navigando la piattaforma del ministero non sembrano esserci riferimenti al registro, rendendo l&#8217;accessibilità molto limitata</strong>. Rispetto alla homepage durante la passata gestione Calenda, sono rimasti solo i richiami alla sezione &#8220;amministrazione trasparente&#8221;. <strong>È stato quindi eliminato l&#8217;accesso diretto al registro.</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Homepage ministero dello sviluppo economico &#8211; 21 gennaio 2019</strong></p>
<p><a href="https://www.mise.gov.it/index.php/it/"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-34196" src="http://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/01/Schermata-2019-01-16-alle-15.07.48.png" alt="" width="1106" height="739" srcset="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/01/Schermata-2019-01-16-alle-15.07.48.png 1106w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/01/Schermata-2019-01-16-alle-15.07.48-768x513.png 768w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/01/Schermata-2019-01-16-alle-15.07.48-129x86.png 129w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/01/Schermata-2019-01-16-alle-15.07.48-96x64.png 96w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/01/Schermata-2019-01-16-alle-15.07.48-264x176.png 264w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/01/Schermata-2019-01-16-alle-15.07.48-414x277.png 414w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/01/Schermata-2019-01-16-alle-15.07.48-635x424.png 635w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/01/Schermata-2019-01-16-alle-15.07.48-1026x686.png 1026w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/01/Schermata-2019-01-16-alle-15.07.48-350x234.png 350w" sizes="(max-width: 1106px) 100vw, 1106px" /></a></p>
<p><strong>Questa novità appare particolarmente significativa per due motivi.</strong> Il primo è che sul sito stesso, come si può vedere dall&#8217;immagine qui sopra riportata, viene fornita l&#8217;agenda degli appuntamenti del ministro Di Maio, in cui vengono elencati anche alcuni degli incontri con aziende e portatori di interesse. La domanda quindi è chiara: se nel sito vergono comunicate queste informazioni in altro modo, perché non vengono inserite nel registro per la trasparenza del Mise?</p>
<p>Il secondo motivo riguarda invece il ministero del lavoro. Sul sito di questo dicastero, come si può vedere dall&#8217;immagine sottostante, l&#8217;accesso al registro è presente in homepage, e non nascosto come al Mise. <strong>Anche qua parliamo di scelte comunicative non comprensibili e soprattutto non lineari.</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Homepage ministero del lavoro &#8211; 21 gennaio 2019</strong></p>
<h3><a href="http://www.lavoro.gov.it/Pagine/default.aspx"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-34591 size-full" src="http://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/01/registro-trasparenza-ministero-lavoro.png" alt="" width="1015" height="571" srcset="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/01/registro-trasparenza-ministero-lavoro.png 1015w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/01/registro-trasparenza-ministero-lavoro-768x432.png 768w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/01/registro-trasparenza-ministero-lavoro-414x233.png 414w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/01/registro-trasparenza-ministero-lavoro-635x357.png 635w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/01/registro-trasparenza-ministero-lavoro-350x197.png 350w" sizes="(max-width: 1015px) 100vw, 1015px" /></a></h3>
<h3></h3>
<h3>Comunicazione politica e trasparenza istituzionale</h3>
<p>Le incongruenze della situazione sono evidenti. Il dover svolgere incontri con lobbisti e portatori di interesse è parte integrante del lavoro di ministri e sottosegretari. È normale, e rientra nelle attività abituali degli incarichi in questione, e non dovrebbe essere nascosto.</p>
            <section class="facebook">
                <div class="facebook-content">
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					                </div>
            </section>
			
<p>È talmente normale che Di Maio stesso è il primo a comunicare il dove e il come di questi incontri sui suoi canali social. <strong>Un conto però è farlo come gesto di comunicazione politica personale, un altro è farlo scegliendo dei canali di trasparenza istituzionale.</strong> Se è in piedi una sistema per comunicare queste informazioni in maniera strutturata, tracciabile e riutilizzabile, perché prediligere i canali social?</p>
<h3>Cosa è successo e cosa chiediamo</h3>
<p><strong>L&#8217;iniziativa presa dall&#8217;ex ministro Calenda era stata lodevole, come lo era stata la scelta di Luigi Di Maio di espandere il registro per la trasparenza anche al ministero del lavoro.</strong> Peccato però che attualmente la situazione è al quanto confusa, e non è chiaro quale direzione prenderanno i due registri in questione.</p>
        <section class="tweet">
			                <p><a href="https://twitter.com/intent/tweet?status=RT+%40openpolis%3A+%40luigidimaio+come+mai+nel+registro+della+trasparenza+del+Mise+e+del+ministero+del+lavoro+non+sono+aggiornati+gli+incontri+con+i+lobbisti%3F" target="_blank">@luigidimaio come mai nel registro della trasparenza del Mise e del ministero del lavoro non sono aggiornati gli incontri con i lobbisti?</p>
<p></a></p>
			        </section>
		
<p>Chiediamo a questo punto un chiarimento da parte del ministro Di Maio sulla vicenda: <strong>perché il registro delle lobby è sparito dalla homepage del Mise? Perché l&#8217;agenda degli incontri con i lobbisti non è aggiornata da maggio dello scorso anno? </strong>Come sempre la nostra speranza è quella di instaurare un dialogo costruttivo con il ministro, per cercare di raccontare meglio e di più alcuni processi decisionali delle istituzioni pubbliche.</p>
<h3></h3>
<p>&nbsp;</p>
<h3>UPDATE del 29 gennaio 2019</h3>
<p>A seguito del nostro articolo, il <a href="https://www.mise.gov.it/index.php/it/per-i-media/notizie/it/198-notizie-stampa/2039148-comunicazione-sul-registro-di-trasparenza-del-mise" target="_blank" rel="noopener">ministero dello sviluppo economico ha comunicato che in data 29 gennaio</a> saranno aggiornati i dati che riguardano il registro della trasparenza. L&#8217;aggiornamento riguarderà l&#8217;attività del dicastero dall&#8217;insediamento del ministro Di Maio, fino a novembre 2018. La prossima pubblicazione invece verrà fatta nella seconda metà del mese di marzo con gli incontri di dicembre e gennaio 2019. Sarà nostra premura monitorare su queste promesse, e soprattutto analizzare i dati che verranno rilasciati.</p>
        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Il registro della trasparenza del Ministero dello Sviluppo Economico, come già anticipato alle Direzioni Generali nella comunicazione interna del 25 gennaio, verrà aggiornato in data 29 gennaio e comprenderà le informazioni che vanno dall’insediamento del Ministro Luigi Di Maio fino a novembre 2018. Come da regolamento, la prossima pubblicazione verrà fatta nella seconda metà del mese di marzo per gli incontri di dicembre e gennaio 2019.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.mise.gov.it/index.php/it/per-i-media/notizie/it/198-notizie-stampa/2039148-comunicazione-sul-registro-di-trasparenza-del-mise" target="_blank">- Comunicato stampa del Mise - 28 gennaio 2019</a>
									            </div>
        </section>
		
<p>Foto credit: <a href="http://www.governo.it/media/il-presidente-conte-caserta/10341" target="_blank" rel="noopener">Palazzo Chigi</a> &#8211; <a href="https://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/3.0/it/" target="_blank" rel="noopener">Licenza</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/di-maio-cosa-e-successo-al-registro-per-la-trasparenza-del-mise/">Di Maio, cosa è successo al registro per la trasparenza del Mise?</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
