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	<title>centri di aggregazione Archivi - Openpolis</title>
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		<title>I giovani e i centri di aggregazione</title>
		<link>https://www.openpolis.it/i-giovani-e-i-centri-di-aggregazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Jan 2022 05:03:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I dati sono un ottimo modo per analizzare fenomeni, raccontare storie e valutare pratiche politiche. Con Numeri alla mano facciamo proprio questo. Una rubrica settimanale di brevi notizie, con link per approfondire. Il giovedì alle 7 in onda anche su Radio Radicale. Leggi il report dell&#8217;osservatorio povertà educativa #conibambini &#8220;Giovani al centro&#8220;. 13,5% dei giovani [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I dati sono un ottimo modo per analizzare fenomeni, raccontare storie e valutare pratiche politiche. Con <em><a href="https://www.openpolis.it/cosa/numeri-alla-mano/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Numeri alla mano</a></em> facciamo proprio questo. Una rubrica settimanale di brevi notizie, con link per approfondire. Il giovedì alle 7 in onda anche su Radio Radicale. Leggi il report dell&#8217;osservatorio povertà educativa #conibambini &#8220;<a href="https://www.openpolis.it/esercizi/i-centri-di-aggregazione-nel-contrasto-della-poverta-educativa/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Giovani al centro</a>&#8220;.</p>
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.radioradicale.it/rubriche/1328/openpolis-numeri-alla-mano" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Numeri alla mano<br />
<br><strong>Ascolta tutti i podcast su radio radicale</strong></a>.</p>
        </section>
		
<h1 class="red1 mb-0">13,5%</h1>
<p class="bt-2-grey3">dei giovani tra 14 e 17 anni si sono dichiarati poco o per niente soddisfatti del proprio tempo libero nel 2019. Una quota quindi già significativa prima della pandemia, su cui pesa anche la richiesta di luoghi e spazi di aggregazione. Come riportato nella relazione annuale del garante dell’infanzia del 2019 “non è un caso se i ragazzi, quando abbiamo domandato cosa servisse per migliorare il loro quartiere, hanno in prevalenza chiesto luoghi di aggregazione (campi sportivi, parchi verdi) e mezzi di trasporto pubblici per poter raggiungere un cinema o un amico in un’altra zona della città”. <a href="https://www.openpolis.it/esercizi/i-centri-di-aggregazione-nel-contrasto-della-poverta-educativa/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vai all&#8217;approfondimento</a>.</p>
<h1 class="red1 mb-0">39,1%</h1>
<p class="bt-2-grey3">la quota di giovani tra 15 e 17 anni che incontra tutti i giorni gli amici nel tempo libero (2019). Una percentuale in forte calo (nel 2005 la quota di 15-17enni che vedevano gli amici tutti i giorni superava il 70%), su cui è presumibile abbia avuto un impatto decisivo la diffusione delle nuove tecnologie. Se, anche solo pochi anni fa, l&#8217;incontro fisico era quasi l&#8217;unico modo per passare del tempo con gli amici, oggi molte attività, anche ludiche, avvengono a distanza. Allo stesso tempo cresce però la quota di bambini e ragazzi che vede gli amici nel tempo libero solo qualche volta all&#8217;anno, non li vede mai oppure dichiara di non averne proprio. Nella fascia 11-14 anni, queste categorie sommate passano dallo 0,8% del 2005 al 2,7% del 2019. In quella 15-17, dallo 0,8% al 2,9%. <a href="https://www.openpolis.it/numeri/sempre-meno-bambini-e-ragazzi-vedono-gli-amici-tutti-i-giorni/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vai al grafico.</a></p>
<h1 class="red1 mb-0">8%</h1>
<p class="bt-2-grey3">degli studenti delle superiori con genitori disoccupati non trascorre tempo libero con gli amici (contro l&#8217;1% di chi ha entrambi i genitori occupati). Stabilire relazioni di amicizia solide e positive con i propri coetanei è parte essenziale per un processo di crescita sano. Una prerogativa che, ancora una volta, appare preclusa soprattutto a chi proviene da un contesto familiare più fragile. In base ai dati raccolti nel corso di un&#8217;indagine svolta da Istituto degli Innocenti per monitorare l&#8217;attuazione della legge 285/1997, chi ha i genitori disoccupati è più frequente che dichiari di non passare il proprio tempo libero con gli amici. <a href="https://www.openpolis.it/esercizi/la-condizione-dei-minori-e-i-servizi-per-i-giovani-nelle-citta-riservatarie/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vai all&#8217;approfondimento.</a></p>
<h1 class="red1 mb-0">11,3</h1>
<p class="bt-2-grey3">utenti dei centri di aggregazione ogni 1.000 residenti sotto i 18 anni in Italia. Un dato fortemente variabile sul territorio. Risultano infatti maggiormente diffusi nel nord-est, con una media 26,4 utenti ogni 1.000 minori residenti: un dato che supera di gran lunga la media italiana e anche quello delle altre macroregioni. Le isole (11,6) e il nord-ovest (10,5) mostrano un rapporto maggiormente in linea con quello nazionale rispetto al centro (8,1). Mentre nel sud sono solo 2,4 gli utenti ogni 1.000 residenti sotto i 18 anni. <a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-sud-continentale-meno-utenti-dei-centri-aggregativi-rispetto-ai-minori-residenti/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vai al grafico.</a></p>
<h1 class="red1 mb-0">34,8</h1>
<p class="bt-2-grey3">utenti per 1.000 residenti 0-17 anni nella città metropolitana di Palermo, rispetto a una media regionale pari a 9,6. Anche all&#8217;interno delle singole regioni la situazione non è affatto omogenea tra un territorio e l&#8217;altro. Il primo elemento è una maggiore concentrazione nelle province dell&#8217;Italia centro-settentrionale. Tra queste possiamo citare Trieste e Trento, le uniche due dove il rapporto utenti/residenti supera 100. Ma anche Pordenone (54,4), Modena (43,9), Sondrio (41,5), Nuoro (38,4), Oristano (37,6) e Ferrara (35,8). Tuttavia ci sono delle eccezioni. In Sicilia ad esempio spicca il dato della città metropolitana di Palermo, con 34,8 utenti per 1.000 residenti 0-17 anni, rispetto a una media regionale molto inferiore. <a href="https://www.openpolis.it/numeri/centri-di-aggregazione-densita-maggiore-nelle-province-del-centro-nord/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vai alla mappa.</a></p>
<h3 class="mt-40">Ascolta il nostro podcast su Radio Radicale</h3>
<p><iframe src="//www.radioradicale.it/scheda/658899/iframe" width="560" height="355" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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			</item>
		<item>
		<title>I centri di aggregazione nel contrasto della povertà educativa</title>
		<link>https://www.openpolis.it/esercizi/i-centri-di-aggregazione-nel-contrasto-della-poverta-educativa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Jan 2022 08:25:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?post_type=opmag_minidossier&#038;p=140882</guid>

					<description><![CDATA[<p>I centri di aggregazione in Italia, tra politiche giovanili e contrasto della povertà educativa.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>L&#8217;importanza di spazi sociali e di aggregazione per i più giovani</h3>
<p>Il <strong>bisogno di socialità è un elemento connaturato alla condizione umana</strong>. Una affermazione tanto condivisa da apparire quasi scontata, in tempi normali. L&#8217;emergenza Covid, i periodi di confinamento divenuti necessari per limitare i contagi, la rarefazione dei rapporti sociali che ne è spesso conseguita, hanno <strong>mostrato come non si tratti affatto di una questione puramente teorica, ma di un bisogno umano primario</strong>.</p>
        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Il report completo in pdf</p>
<p></p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="https://www.openpolis.it/giovani_centro/" target="_blank" rel="noopener">Scarica</a></p></div>
				            </div>
        </section>
		
<p><strong>Tanto più per bambini e adolescenti</strong>, per cui socialità, condivisione e aggregazione costituiscono<strong> uno degli aspetti fondamentali della crescita</strong>. Per questa ragione il diritto al riposo e al tempo libero, e la sua<strong> promozione attiva</strong>, sono sanciti dalla stessa <a href="https://www.unicef.it/convenzione-diritti-infanzia/articoli/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">convenzione sui diritti dell&#8217;infanzia</a>:</p>
        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Gli Stati parti riconoscono al fanciullo il diritto al riposo e al tempo libero, a dedicarsi al gioco e ad attività ricreative proprie della sua età e a partecipare liberamente alla vita culturale ed artistica.<br />
Gli Stati parti rispettano e favoriscono il diritto del fanciullo di partecipare pienamente alla vita culturale e artistica e incoraggiano l&#8217;organizzazione, in condizioni di uguaglianza, di mezzi appropriati di divertimento e di attività ricreative, artistiche e culturali.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.unicef.it/convenzione-diritti-infanzia/articoli/" target="_blank">- Convenzione sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza, art. 31</a>
									            </div>
        </section>
		
<p><strong>Garantire tale prerogativa è cruciale,</strong> e va molto oltre le questioni poste dall&#8217;emergenza Covid. In tutte le rilevazioni tese a monitorare le necessità dei più giovani, uno dei primi punti che vengono sollevati da ragazze e ragazzi è proprio la <strong>richiesta di luoghi di aggregazione</strong>. Esigenza che è emersa chiaramente nella campagna di ascolto dell&#8217;autorità garante per l&#8217;infanzia e l&#8217;adolescenza, prima dell&#8217;emergenza coronavirus.</p>
        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Non è un caso se i ragazzi, quando abbiamo domandato cosa servisse per migliorare il loro quartiere, hanno in prevalenza chiesto luoghi di aggregazione (campi sportivi, parchi verdi) e mezzi di trasporto pubblici per poter raggiungere un cinema o un amico in un’altra zona della città.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.garanteinfanzia.org/sites/default/files/agia-relazione-parlamento-2019-web.pdf" target="_blank">- Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, Relazione al parlamento 2019</a>
									            </div>
        </section>
		
<p>Nel 2019, già prima del periodo pandemico, le indagini Istat sull&#8217;uso del tempo libero mostravano come <strong>poco più di un terzo dei giovani vedesse i propri amici tutti i giorni</strong>, un dato in calo di circa 30 punti rispetto a 15 anni prima. Mentre circa un adolescente su 10 li incontrava meno di una volta a settimana, e oltre il 13% dichiarava di essere poco o per nulla soddisfatto del proprio tempo libero.</p>
            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/gia-prima-della-pandemia-1-adolescente-su-10-vedeva-gli-amici-meno-di-una-volta-alla-settimana/">Già prima della pandemia, 1 adolescente su 10 vedeva gli amici meno di una volta alla settimana</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/gia-prima-della-pandemia-1-adolescente-su-10-vedeva-gli-amici-meno-di-una-volta-alla-settimana/">Persone di 6-19 anni per frequenza con cui incontrano gli amici nel tempo libero (2019)</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0">
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Istat                                                                <br>(ultimo aggiornamento: martedì 18 Maggio 2021)
                                        </p>
                </div>
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							<p><span class="number">13,5% </span>dei giovani tra 14 e 17 anni si sono dichiarati poco o per niente soddisfatti del proprio tempo libero (2019).</p>
			        </section>
		
<p>Vanno nella stessa direzione i risultati dell'<a href="https://www.cnca.it/wp-content/uploads/attachments/Rapporto_Adolescenti.pdf">indagine campionaria</a> promossa da istituto degli innocenti, ministero del lavoro e centro nazionale di documentazione per l'infanzia e l'adolescenza rispetto all'attuazione della <a href="https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/1997/09/05/097G0322/sg" target="_blank" rel="noopener noreferrer">legge 285/1997</a> ("disposizioni per la promozione di diritti e di opportunità per l'infanzia e l'adolescenza"). Nelle risposte delle ragazze e dei ragazzi intervistati emerge il <strong>bisogno di luoghi di ritrovo, centri per i più giovani dove praticare sport e partecipare ad attività ed eventi culturali</strong>.</p>
        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>interpellati rispetto alle attività che gradirebbero se nelle prossimità di casa fosse aperto un centro per adolescenti il 45% dei ragazzi di entrambi gli ordini scolastici vorrebbe attività sportive, e poco meno di un ragazzo su tre vorrebbe corsi creativi (teatro, pittura, fotografia, cucina, ecc.) o concerti.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.cnca.it/wp-content/uploads/attachments/Rapporto_Adolescenti.pdf" target="_blank">- Centro nazionale di documentazione per l'infanzia e l'adolescenza, Essere ragazze e ragazzi nelle città riservatarie della Legge 285/97: la voce dei protagonisti (2019)</a>
									            </div>
        </section>
		
<p>Dati che indicano la necessità di <strong>valorizzare sempre di più, a maggior ragione in una fase di uscita dall'emergenza pandemica, il ruolo dei luoghi di aggregazione a disposizione sul territorio</strong>. A partire dai centri di aggregazione giovanile.</p>
<h3>I centri di aggregazione come infrastruttura della comunità educante</h3>
<p>Fin dall'istituzione e per decenni, come osservato dagli stessi promotori di queste iniziative (<a href="https://polser.files.wordpress.com/2014/10/cag_manifesto.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">provincia di Milano, 2006</a>), <strong>i centri di aggregazione giovanile (Cdag) sono stati spesso considerati alla stregua di luoghi di raccolta di giovani in difficoltà</strong>. Riservati esclusivamente alla cura delle marginalità e delle devianze presenti nelle periferie urbane.</p>
        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>(...) hanno fama di essere raccoglitori di disagio, rifugio di ragazzi che non hanno altri ancoraggi.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://polser.files.wordpress.com/2014/10/cag_manifesto.pdf" target="_blank">- Provincia di Milano, Centri di aggregazione giovanile: significato traiettorie e metodo (2006)</a>
									            </div>
        </section>
		
        <section class="blockquote">
							<p>I pregiudizi sui centri di aggregazione sono lo specchio di un approccio emergenziale alle politiche giovanili.</p>
<p>
			        </section>
		
<p>Un punto di vista dettato anche dalla <strong>genesi legislativa delle politiche giovanili in Italia</strong>.</p>
<p>A fronte di enti locali spesso già molto attivi sul tema, il legislatore nazionale si è occupato di "questione giovanile" soprattutto a partire dagli anni '80-'90. E lo ha fatto sulla scorta di un <strong>dibattito pubblico concentrato principalmente sulle emergenze del periodo</strong> (<a href="http://www.politichegiovanili.provincia.tn.it/binary/pat_politiche_giovanili/nostra_storia/Eurogiovani_2010.1283249919.pdf#page=108" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Bazzanella, 2010</a>), in particolare droga e criminalità.</p>
<p>Lo testimonia il fatto che i primi provvedimenti ad occuparsi di politiche giovanili rientrino nell'ambito del <a href="https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/1990/10/31/090G0363/sg" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Dpr 309/1990</a> (testo unico in materia di stupefacenti) e delle leggi <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1999;45" target="_blank" rel="noopener noreferrer">45/1999</a> (fondo nazionale per la lotta alla droga) e <a href="https://www.normattiva.it/atto/caricaDettaglioAtto?atto.dataPubblicazioneGazzetta=1991-07-23&amp;atto.codiceRedazionale=091G0261&amp;atto.articolo.numero=0&amp;atto.articolo.sottoArticolo=1&amp;atto.articolo.sottoArticolo1=10&amp;qId=&amp;tabID=0.06798396853087652&amp;title=lbl.dettaglioAtto">216/1991</a> (primi interventi in favore dei minori soggetti a rischio di coinvolgimento in attività criminose).</p>
        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Tutte leggi importanti (...) pur con una visione del mondo giovanile quale entità problematica, di cui preoccuparsi o, al più, da mettere sotto tutela.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="http://www.politichegiovanili.provincia.tn.it/binary/pat_politiche_giovanili/nostra_storia/Eurogiovani_2010.1283249919.pdf#page=108" target="_blank">- Arianna Bazzanella, Investire nelle nuove generazioni: modelli di politiche giovanili in Italia e in Europa (2010)</a>
									            </div>
        </section>
		
        <section class="blockquote">
							<p>I centri di aggregazione hanno una funzione insostituibile per garantire la crescita delle comunità educanti sul territorio.</p>
<p>
			        </section>
		
<p>Questo <strong>approccio, calato sui centri di aggregazione, risulta fortemente ghettizzante</strong>. Perché contribuisce a minare alla radice proprio il principale strumento a loro disposizione: avvicinare e contaminare esperienze e vissuti diversi. Si pensi alla potenzialità di luoghi che riescono a svolgere tale missione in termini educativi, sociali, nelle politiche dell'integrazione. Ciò non significa che i centri aggregativi non siano ancora più necessari nei luoghi del disagio. Piuttosto, la loro funzione deve essere inquadrata in una prospettiva più ampia, come <strong>presidio insostituibile nelle politiche di contrasto della povertà educativa</strong>.</p>
<p>Per descriverne le potenzialità su questo fronte, sarebbe sufficiente attenersi alla definizione utilizzata dall'istituto nazionale di statistica all'interno dell'indagine sui servizi sociali offerti dai comuni. Occupandosi del tempo libero di bambini e ragazzi, lo <strong>spettro di azione dei centri aggregativi abbraccia per sua natura tutti gli ambiti della lotta alla povertà educativa: istruzione, servizi sociali, attività culturali, sportive e ricreative</strong>.</p>
        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Centri di aggregazione per giovani (...) nei quali promuovere e coordinare attività ludico-ricreative, sociali, educative, culturali e sportive, per un corretto utilizzo del tempo libero.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.istat.it/ws/fascicoloSidi/601/Glossario.pdf" target="_blank">- Istat, definizione di Centro di aggregazione da glossario per l'indagine sugli interventi e i servizi sociali dei comuni </a>
									            </div>
        </section>
		
<p>In questo senso, i centri di aggregazione giovanile vanno considerati come una <strong>struttura portante nella costruzione di una comunità educativa sul territorio</strong>. L'infrastruttura sociale e materiale che <strong>consente ad esempio di organizzare una serie di attività extra-scolastiche</strong>: dalle lezioni di recupero alle attività sportive, dai laboratori creativi ai corsi per lo sviluppo di competenze. Senza contare iniziative culturali e momenti di incontro aperti a tutti, a prescindere dalla condizione familiare del minore.</p>
        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">1,3 </span>milioni di minori in povertà assoluta nel 2020.</p>
			        </section>
		
        <section class="blockquote">
							<p>Solo il radicamento territoriale consente di impostare politiche di lungo periodo.</p>
<p>
			        </section>
		
<p>Ma non si tratta solo di una funzione organizzativa, pure fondamentale. I Cdag possono <strong>rappresentare un punto di riferimento di lungo termine sul territorio</strong>. Una comunità strutturata, animata da operatori con specifiche competenze professionali, può offrire una <strong>continuità nelle politiche di contrasto alla povertà educativa. </strong>Fondamentalmente, è anche dall'attività di tali centri che passa la<strong> differenza tra una iniziativa una tantum</strong>, che può al massimo alleviare una situazione difficile ma non risolverla, <strong>e un intervento più strutturato. Intervento che vede nell'insediamento nel tessuto sociale di un quartiere, o di un comune, una strategia di lungo periodo</strong>. Ancora più importante dopo una crisi come quella seguita all'emergenza Covid.</p>
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                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/dopo-la-pandemia-poverta-assoluta-in-aumento-soprattutto-tra-i-giovani/">Dopo la pandemia povertà assoluta in aumento soprattutto tra i giovani</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/dopo-la-pandemia-poverta-assoluta-in-aumento-soprattutto-tra-i-giovani/">Confronto tra la povertà assoluta nel 2019 e nel 2020 per fasce d'età</a></h3>
                                    </div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Istat                                                                <br>(ultimo aggiornamento: giovedì 4 Marzo 2021)
                                        </p>
                </div>
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                </div>

                            </div>

			
<p>Investire sui centri di aggregazione significa <strong>dare concretezza a politiche che altrimenti rischiano di restare sulla carta</strong>: lotta alla povertà, all'abbandono scolastico, promozione delle opportunità per tutti, interventi sul disagio giovanile. Tali azioni sono efficaci nella misura in cui riescono a <strong>creare radicamento territoriale</strong>. In particolare in <strong>alcune aree del paese</strong>, su tutte quelle dove il controllo della criminalità organizzata risulta più pressante.</p>
<p>Per approfondire meglio la possibilità di attuare tali politiche, il presente report si sviluppa in 2 capitoli. <strong>Nel primo</strong>, con l'ausilio dei dati Istat sull'uso del tempo libero tra i minori e di quelli sul numero di utenti dei centri aggregativi degli enti locali, <strong>proveremo a valutare il radicamento territoriale dei centri di aggregazione</strong>. In particolare esaminando le differenze, anche a livello locale, tra la capacità di penetrazione di tali iniziative nel centro-nord rispetto a un mezzogiorno dove appaiono molto meno frequenti, pur con delle eccezioni.</p>
        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">34,8 </span>utenti dei centri di aggregazione ogni 1.000 residenti nella città metropolitana di Palermo. Un dato di gran lunga più elevato della media del mezzogiorno (5,3).</p>
			        </section>
		
<p><strong>Nel secondo capitolo approfondiremo l'analisi sui dati comunali per le 15 "città riservatarie"</strong> individuate dalla legge 285/1997: Roma, Milano, Napoli, Torino, Palermo, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Catania, Venezia, Taranto, Reggio Calabria, Cagliari e Brindisi. Si tratta delle città individuate dalla norma istitutiva del fondo nazionale infanzia e adolescenza come <a href="https://www.lavoro.gov.it/temi-e-priorita/infanzia-e-adolescenza/focus-on/citta-riservatarie/Pagine/default.aspx" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>destinatarie di una quota riservata del fondo</strong></a>, in ragione della loro dimensione o delle problematiche presenti sul territorio. Attraverso i <strong>dati provenienti dal monitoraggio dell'attuazione di questa norma, verificheremo la presenza nel tempo di progetti legati ai centri di aggregazione e in generale dei servizi rivolti ai minori</strong>.</p>
<p>Foto credit: <a href="https://www.flickr.com/photos/torremountain/8962888962/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Luigi Torreggiani (Flickr)</a> - <a href="https://creativecommons.org/licenses/by/2.0/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Licenza</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/esercizi/i-centri-di-aggregazione-nel-contrasto-della-poverta-educativa/">I centri di aggregazione nel contrasto della povertà educativa</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
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