Agenzie nazionali Archivi - Openpolis https://www.openpolis.it/glossari/agenzie-nazionali/ Wed, 26 May 2021 08:21:45 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.9.1 Che cosa sono le agenzie fiscali e chi le guida https://www.openpolis.it/parole/che-cosa-sono-le-agenzie-fiscali-e-chi-le-guida/ Mon, 24 May 2021 14:54:27 +0000 https://www.openpolis.it/?post_type=opmag_glossary&p=141817 Sono quattro agenzie strumentali del ministero dell'economia e delle finanze create per svolgere compiti di carattere tecnico operativo di interesse nazionale.

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Definizione

Le agenzie fiscali sono 4 agenzie pubbliche strumentali del ministero dell’economia e delle finanze (Mef). Come le altre agenzie pubbliche possono essere considerate il braccio operativo del ministero per lo svolgimento di attività tecnico-operative. Sono vigilate e controllate dal Mef, che inoltre ne nomina i vertici, ma godono di piena autonomia operativa e di bilancio. Tale autonomia tuttavia si deve muovere nell’ambito degli obiettivi e degli indirizzi politici generali impartiti dal ministero attraverso specifiche convenzioni.

La ragione che ha portato a separare queste strutture dall’organizzazione ministeriale non è legata a una necessità di autonomia come nel caso, ad esempio, delle autorità amministrative indipendenti. Piuttosto il motivo della loro istituzione è dovuto alla natura strettamente tecnica delle funzioni che svolgono.

In questo modo al ministero spettano le funzioni di indirizzo politico-amministrativo e alle agenzie il compito di curane l’attuazione tecnica e operativa. Inoltre trattandosi di organi separati queste strutture possono all’occorrenza fornire servizi anche ai privati, agli enti locali e alle regioni.

La loro introduzione si deve alla riforma Bassanini e in particolare al decreto legislativo 300/1999.

Per la gestione delle funzioni esercitate dai dipartimenti delle entrate, delle dogane, del territorio e di quelle connesse svolte da altri uffici del ministero sono istituite l’agenzia delle entrate, l’agenzia delle dogane, l’agenzia del territorio e l’agenzia del demanio, di seguito denominate agenzie fiscali.

Nella sua formulazione iniziale il testo prevedeva 4 agenzie fiscali. Tra queste si trovava anche l’agenzia del territorio che tuttavia dal 2012 è stata accorpata all’agenzia delle entrate. Inoltre nel 2017 è stata istituita l’agenzia delle entrate-riscossione. Ad oggi dunque le agenzie fiscali sono nuovamente 4.

  • L’agenzia delle entrate svolge funzioni relative ad accertamenti e controlli fiscali e alla gestione dei tributi. L’agenzia tra le altre cose riscuote le imposte, contrasta gli inadempimenti fiscali e gestisce i contenziosi erariali.
  • L’agenzia delle entrate-riscossione è un ente pubblico economico strumentale dell’agenzia delle entrate, che svolge le funzioni relative alla riscossione nazionale. Dalla sua creazione nel 2017 è subentrata nei rapporti giuridici delle società del gruppo Equitalia.
  • L’agenzia del demanio ha la responsabilità della gestione, razionalizzazione e valorizzazione del patrimonio immobiliare dello stato. Il suo obiettivo è quello di assicurare il corretto utilizzo dei beni dello stato e massimizzarne il valore economico con opere di manutenzione e cura del patrimonio.
  • L’agenzia delle dogane e dei monopoli, inizialmente solo agenzia delle dogane, ha cambiato nome nel 2012 dopo aver assorbito l’amministrazione autonoma dei monopoli di stato. Ha competenza sul sistema doganale nazionale e sulle attività fiscali a questo collegate. Inoltre gestisce il comparto del gioco pubblico e dei tabacchi.

La struttura organizzativa di queste agenzie è perlopiù la stessa. Al vertice si trova un direttore, a parte il caso dell’agenzia delle entrate-riscossione che ha un presidente, un comitato di gestione e il collegio dei revisori. Ad esclusione dell’agenzia delle dogane e dei monopoli inoltre le altre organizzazioni hanno sia una struttura centrale che una periferica, territoriale nel caso dell’agenzia delle entrate, regionale per le altre due.

Dati

Lo statuto dell’agenzia delle entrate-riscossione prevede che il ruolo di presidente dell’agenzia sia ricoperto dal direttore dell’agenzia delle entrate.

3 i dirigenti al vertice delle 4 agenzie fiscali controllate dal ministero dell’economia e delle finanze.

Nonostante gli incarichi di direttore delle agenzie abbiano una durata prevista di tre anni, anche a loro, come ai direttori generali e i capi dipartimento dei ministeri viene applicato il principio dello spoil system (art. 2 comma 160 del decreto legge 262/2006).

L’istituto dello spoil system prevede che i vertici amministrativi dei ministeri, trascorsi 90 giorni dal voto di fiducia di un nuovo governo, cessino dal loro incarico se non confermati.
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Per questa ragione a tre mesi circa dalla nascita del governo Draghi il consiglio dei ministri, su proposta del ministro dell’economia Daniele Franco, ha provveduto a nominare o confermare i vertici di queste tre strutture.

FONTE: Openpolis
(ultimo aggiornamento: venerdì 21 Maggio 2021)

Analisi

Il ruolo di vertice di un'agenzia fiscale è un compito altamente tecnico per cui è necessario individuare persone con competenze molto specifiche. Anche per questo non stupisce che, nonostante il meccanismo di spoil system, i direttori delle agenzie vengano talvolta confermati nel loro incarico da governi diversi.

È il caso ad esempio di Marcello Minenna, direttore dell'agenzia delle dogane e dei monopoli, nominato prima da Roberto Gualtieri durante il secondo governo Conte e poi confermato da Franco. Oltre a una breve esperienza come assessore al bilancio di Roma nella giunta Raggi, Minenna ha percorso gran parte della sua carriera di economista all'interno della commissione nazionale per le società e la borsa (Consob).

Ancora più lunga l'esperienza di Ernesto Maria Ruffini alla guida delle agenzie delle entrate, anche se con un'interruzione. Dopo aver ricoperto diversi incarichi anche presso la presidenza del consiglio Ruffini è stato nominato nel 2017 direttore dell'agenzia dal ministro Piercarlo Padoan nell'ambito del governo Gentiloni. Con l'entrata in carica del primo governo Conte però, il ministro Giovanni Tria decise di conferire l'incarico ad Antonino Maggiore. Finita quell'esperienza di governo e tornato al Mef un ministro del Partito democratico (Gualtieri) però la scelta è di nuovo caduta su Ruffini, poi confermato dal governo Draghi.

Alessandra Dal Verme è la nuova direttrice dell'agenzia del demanio ed è l'unica tra i tre a ricoprire per la prima volta questo incarico. Dirigente con una lunga carriera nel ministero delle finanze, a tutt'oggi risulta ricoprire il ruolo di presidente del collegio sindacale di ferrovie dello stato. Negli scorsi anni inoltre ha ricoperto incarichi apicali anche in Consip, Cassa depositi e prestiti e Areoporti di Roma Spa.

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Che cos’è l’Aifa, agenzia italiana del farmaco https://www.openpolis.it/parole/che-cose-laifa-agenzia-italiana-del-farmaco/ Tue, 06 Apr 2021 13:00:59 +0000 https://www.openpolis.it/?post_type=opmag_glossary&p=132430 È un ente di diritto pubblico che opera sotto la direzione del ministero della salute. Tra i suoi compiti rientrano l'autorizzazione alla somministrazione dei medicinali e il controllo sul rispetto delle norme vigenti in materia.

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Definizione

L’agenzia italiana del farmaco (Aifa) è un ente di diritto pubblico che opera sotto la direzione del ministero della salute e la vigilanza di quello dell’economia. Lavora a stretto contatto con l’istituto superiore di sanità, le regioni e tutti gli altri enti competenti in materia di salute. Inoltre collabora con gli enti omologhi degli altri paesi e con l’Agenzia europea del farmaco (Ema).

Questo ente è stato istituito nel 2003 con il decreto legge 269 mentre la sua attività è regolata da un decreto del ministero della salute emanato nel 2004 (poi aggiornato più volte). Precedentemente, attività assimilabili a quella dell’Aifa erano attribuite alla commissione unica del farmaco, organo interno al ministero della salute.

Tra i compiti dell’Aifa c’è anche quello di garantire a tutti i cittadini l’accesso ai farmaci.

Tra i compiti principali di questo ente rientrano l’autorizzazione alla sperimentazione e alla messa in commercio di nuovi farmaci, la gestione della spesa farmaceutica nazionale (in accordo con le regioni), la partecipazione alla definizione di norme e linee guida. A ciò si aggiunge anche l’attività di controllo sul rispetto delle norme vigenti da parte delle case farmaceutiche ma anche degli stessi presidi sanitari. In questo senso l’Aifa può anche emanare delle sanzioni amministrative.

A capo dell’Aifa c’è un consiglio di amministrazione composto da 5 membri. Il presidente è designato dal ministero della salute, d’intesa con la conferenza stato-regioni. A questi due soggetti spetta anche la nomina degli altri consiglieri nella misura di due ciascuno. L’attuale presidente è Giorgio Palù.

Oltre al consiglio di amministrazione è presente anche un direttore generale che è il rappresentante legale dell’ente. Anche in questo caso la nomina è di competenza del ministero della salute, sentita la conferenza stato – regioni. L’attuale direttore è Nicola Magrini.

Dati

Le attività portate avanti dall’Aifa sono dunque molte ma possono essere sommariamente riassunte in due filoni: la valutazione e l’autorizzazione dei nuovi farmaci da un lato e l’attività di ispezione e controllo dall’altro. In base ai dati disponibili, possiamo notare che i farmaci autorizzati nel 2020 sono stati 721.

721 farmaci autorizzati dall’Aifa nel 2020.

Per quanto riguarda invece il secondo filone, le attività di controllo sono state complessivamente 179. Esse possono essere ulteriormente scomposte in ispezioni di buona pratica clinica (32), farmacovigilanza (7), controlli sulla lavorazione delle materie prime (94) e sui prodotti finiti (46). C’è da dire che su questo tipo di attività ha probabilmente influito in maniera negativa anche il coronavirus. Ad esempio infatti nel 2019 le ispezioni sui medicinali erano state ben 148.

179 ispezioni effettuate dall’Aifa nel 2020.

Sempre per quanto riguarda il 2019 è disponibile anche il dato relativo alle autorizzazioni di nuove sperimentazioni cliniche che sono state 672.

Analisi

Negli ultimi mesi l’Aifa così come l’Ema, la sua omologa europea, sono state spesso sotto i riflettori di media e opinione pubblica per il dibattito relativo all’approvazione dei vaccini anti-Covid. Un caso legato all’attualità, ad esempio, riguarda la gestione del caso AstraZeneca. Inizialmente approvata, la somministrazione di questo vaccino è stata sospesa in via precauzionale dopo la segnalazione di alcuni episodi di trombosi cerebrale riscontrati principalmente in Germania. In seguito poi le vaccinazioni sono riprese regolarmente dopo il parere favorevole dell’Agenzia europea del farmaco.

[Lo stop al vaccino AstraZeneca è stato un eccesso di precauzione?] Forse sì, ma la precauzione è sempre utile se accompagnata ad una chiara informazione.

Ma come funzionano esattamente la procedure per l’approvazione di un vaccino? Ogni casa farmaceutica che desideri commercializzare un vaccino all’interno dell’Unione europea deve prima presentare un’apposita richiesta di autorizzazione all’Ema. Quest’ultima, sulla base dei dati forniti, valuta se il medicinale possiede tutti i requisiti di qualità, sicurezza ed efficacia richiesti dalle linee guida internazionali ed europee.

Ogni vaccino deve ricevere l’autorizzazione all’immissione in commercio da parte dell’Aifa.

Da notare peraltro che in situazioni di particolare emergenza, come quella attuale, l’Ema può anche ricorrere allo strumento della procedura di autorizzazione all’immissione in commercio condizionata (Cma), specificamente concepita per velocizzare tutto l’iter. L’autorizzazione definitiva spetta però alla commissione europea che si esprime (dopo aver sentito i rappresentanti di tutti gli stati membri) su una raccomandazione prodotta dal comitato per i medicinali per uso umano dell’Ema.

A questo punto l’iter tuttavia non è ancora concluso. Per poter essere autorizzati in Italia infatti i vaccini devono ricevere l’autorizzazione all’immissione in commercio da parte dell’Aifa, in base al decreto legislativo 219/2006. Si tratta di una procedura piuttosto complessa di cui è necessario essere consapevoli quando si parla di una materia delicata come quella dei vaccini.

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