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	<title>Lucia Azzolina Archivi - Openpolis</title>
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		<title>Ancora in riorganizzazione i ministeri dell&#8217;istruzione e dell&#8217;università</title>
		<link>https://www.openpolis.it/ancora-in-riorganizzazione-i-ministeri-dellistruzione-e-delluniversita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[michele vannucchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Sep 2020 12:50:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=96350</guid>

					<description><![CDATA[<p>Dopo le dimissioni di Fioramonti sono stati nominati due diversi ministri, uno per l'istruzione e l'altro per l'università. Di conseguenza sono nati due nuovi ministeri la cui struttura amministrativa però è ancora in corso di definizione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/ancora-in-riorganizzazione-i-ministeri-dellistruzione-e-delluniversita/">Ancora in riorganizzazione i ministeri dell&#8217;istruzione e dell&#8217;università</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Mentre la riapertura delle scuole e l&#8217;inizio del nuovo anno accademico si trovano a dover affrontare la situazione imposta dall&#8217;emergenza Covid-19, le strutture amministrative del ministero dell&#8217;istruzione e di quello dell&#8217;università e della ricerca sono in attesa di una chiara definizione.</strong></p>
<p>A nove mesi dal decreto che ha stabilito lo scorporo del ministero dell&#8217;istruzione, dell&#8217;università e della ricerca (Miur) in due diversi dicasteri ci troviamo ancora con una gestione amministrativa di tipo transitorio. Infatti il decreto prevedeva l&#8217;approvazione entro giugno di alcuni provvedimenti attuativi, ma ad oggi nessuno è stato adottato.</p>
<h3>Le dimissioni di Fioramonti e la nomina di due nuovi ministri</h3>
<p><strong>Con la nascita del governo Conte II, a settembre 2019, Lorenzo Fioramonti era stato nominato ministro dell&#8217;istruzione dell&#8217;università e della ricerca</strong>. Eletto nelle liste del Movimento 5 stelle, era già stato viceministro dello stesso dicastero nel primo governo Conte.</p>
<p>L&#8217;accordo tra le forze di governo aveva poi portato alla nomina a sottosegretari di Lucia Azzolina (M5s), Anna Ascani (Pd, poi diventata viceministro) e Giuseppe De Cristofaro (Sinistra italiana).</p>
<p>A fine dicembre però, al termine di una trattativa sui fondi da destinare al ministero con la legge di bilancio,<strong> Fioramonti ha rassegnato le sue dimissioni</strong>. Pochi giorni dopo, in occasione della conferenza stampa di fine anno, <strong>il presidente del consiglio ha quindi annunciato che a sostituirlo sarebbero stati due ministri. Lucia Azzolina per l&#8217;istruzione e Gaetano Manfredi per l&#8217;Università.</strong></p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/VVmMLtMq-rE?start=1844" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>Da un lato quindi si è cercato di mantenere gli equilibri politici iniziali, confermando all&#8217;istruzione un&#8217;esponente del M5s. Dall&#8217;altro però il ministero è stato scorporato e la formazione superiore e la ricerca sono state assegnate a una personalità tecnica.</p>
<p>Manfredi infatti non aveva esperienze politiche precedenti. In quel momento ricopriva un incarico di prestigio nel mondo accademico, come rettore dell&#8217;università Federico II di Napoli e presidente della conferenza dei rettori delle università italiane (Crui).</p>
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                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/gli-incarichi-politici-presso-i-ministeri-nati-dal-miur/">Gli incarichi politici presso i ministeri nati dal Miur</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/gli-incarichi-politici-presso-i-ministeri-nati-dal-miur/">I ministri e i sottosegretari in carica presso il ministero dell'istruzione e quello dell'università e della ricerca.</a></h3>
                                    </div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>openpolis                                                                <br>(ultimo aggiornamento: mercoledì 2 Settembre 2020)
                                        </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-97078"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			
<p>Inoltre inizialmente sia Ascani che De Cristofaro erano stati assegnati al ministero dell'istruzione ma a metà agosto De Cristofaro ha ricevuto l'incarico di sottosegretario presso il ministero dell'università e della ricerca.</p>
<h3>Lo scorporo del ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca</h3>
<p><strong>Il 10 gennaio, contestualmente al giuramento dei nuovi ministri, è entrato in vigore il <a href="http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2020-01-09;1!vig=2020-09-03" target="_blank" rel="noopener noreferrer">decreto 1/2020</a> con cui sono stati istituiti il ministero dell'istruzione e il ministero dell'università e della ricerca.</strong></p>
<p>I due nuovi ministeri si sarebbero provvisoriamente appoggiati all'apparato amministrativo del Miur definendo poi le nuove strutture attraverso l'approvazione dei regolamenti di organizzazione.</p>
<p>Secondo il decreto il nuovo ministero dell'istruzione avrebbe sostanzialmente ereditato i dipartimenti del Miur ad esclusione del dipartimento per la formazione superiore e per la ricerca.</p>
<p><strong>Ministero dell'istruzione</strong></p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Articolazioni centrali:</span></p>
<ul>
<li>Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione</li>
<li>Dipartimento per le risorse umane, finanziarie e strumentali</li>
</ul>
<p><span style="text-decoration: underline;">Articolazioni periferiche:</span></p>
<ul>
<li>Uffici scolastici regionali</li>
</ul>
        <section class="glossary">
            <div>
                <mark>
																		Per legge i ministeri possono avere come strutture di vertice dei dipartimenti oppure un segretario generale e delle direzioni generali.</br>
											                </mark>
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/come-sono-organizzati-i-ministeri/">
                "Come sono organizzati i ministeri"</a></span>

            </div>
        </section>
		
<p><strong>Una volta approvato il regolamento il ministero dell'università si organizzerà invece con un segretario generale e 5 direzioni generali.</strong> Nel frattempo il decreto prevede che si avvalga degli uffici del dipartimento per la formazione superiore e per la ricerca dell'ex Miur e del dipartimento per le risorse umane, finanziarie e strumentali del ministero dell'istruzione.</p>
<h3>La mancata approvazione dei decreti attuativi</h3>
<p>I<strong>l Dl 1/2020 (poi convertito in legge 12/2020) prevede per la sua implementazione di adottare 4 provvedimenti attuativi.</strong> Tre in particolare indicano un termine preciso per la loro approvazione. Rispettivamente il 30 aprile, l'8 maggio e il 30 giugno del 2020. <strong>Ad oggi però nessun provvedimento attuativo risulta essere stato adottato.</strong></p>
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="http://www.programmagoverno.gov.it/it/ricerca-provvedimenti/?esecutivo=CONTE+II&numero=12&anno=2020&oggetto=&adozione=" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Consulta lo stato di attuazione della<br><strong>Legge 12/2020</strong></a>.</p>
        </section>
		
        <section class="blockquote">
							<p>Nessuno dei provvedimenti attuativi della legge 12/2020 è ancora stato adottato.</p>
<p>
			        </section>
		
<p><strong>In particolare entro il 30 giugno dovevano essere approvati i regolamenti organizzativi dei nuovi ministeri.</strong> Il governo quindi aveva programmato di iniziare il nuovo anno scolastico e accademico con una struttura amministrativa definita per entrambi i ministeri e con il tempo utile alla nomina dei nuovi vertici.</p>
<p><strong>Non essendo stati approvati i regolamenti invece i due ministeri si trovano ancora in una fase transitoria, in particolare il ministero dell'università e della ricerca la cui struttura è stata completamente ridefinita dalla legge.</strong></p>
<p>Il 14 agosto Maria Letizia Melina è stata <a href="https://www.quirinale.it/page/2020_m08d10" target="_blank" rel="noopener noreferrer">nominata</a> segretario generale del ministero dell'università e della ricerca. Una nomina possibile visto che la figura del segretario generale è prevista dalla legge. Al contrario in mancanza dei nuovi regolamenti non è possibile procedere alla nomina dei direttori generali.</p>
<h3>Il rientro in aula a settembre</h3>
<p><strong>Certo era normale aspettarsi che la crisi legata al Covid-19 provocasse dei ritardi nella ristrutturazione dell'apparato burocratico</strong>. A maggior ragione considerando quanto la macchina amministrativa sia stata messa alla prova nel corso degli ultimi mesi.</p>
<p><strong>Allo stesso tempo però sarebbe stato decisamente preferibile affrontare sia la prima fase di emergenza che l'inizio della scuola con delle strutture amministrative chiaramente definite e funzionanti.</strong></p>
<p>Nello stesso <a href="https://www.miur.gov.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">sito del ministero</a>, che almeno per il momento continua a essere uno solo, risulta poco chiaro quali siano ad oggi i vertici amministrativi.</p>
<p>È evidente che a dicembre 2019, quando è stata presa la decisione di dividere i due dicasteri, nessuno poteva prevedere quello che sarebbe successo di lì a poche settimane. Tuttavia <strong>questo mostra in maniera lampante l'importanza di certe decisioni che troppo spesso sembrano prese senza un'adeguata valutazione.</strong></p>
<p>Il presidente Conte ha spiegato la sua decisione sostenendo che questo avrebbe dato nuovo impulso al settore universitario e della ricerca.</p>
        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Mi sono convinto, e ne ho parlato anche alle forze politiche che sostengono la maggioranza, che la cosa migliore per potenziare la nostra azione sia separare il comparto scuola dal comparto ricerca e università.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="http://www.governo.it/it/articolo/conferenza-stampa-di-fine-anno-del-presidente-conte/13678" target="_blank">- Giuseppe Conte nel corso della conferenza stampa di fine anno 2019.</a>
									            </div>
        </section>
		
<p>Tuttavia, prima della conferenza stampa di fine anno, non risulta che il tema fosse stato affrontato e discusso, almeno pubblicamente. In effetti solo due mesi prima, con decreto del presidente del consiglio, era stato approvato il <a href="http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.del.presidente.del.consiglio.dei.ministri:2019-10-21;140!vig=2020-09-07" target="_blank" rel="noopener noreferrer">nuovo regolamento organizzativo del Miur</a>, che ne confermava la struttura di vertice.</p>
<p><strong>In generale fornire delle motivazioni chiare sostenute da un dibattito trasparente avrebbe il pregio di allontanare il dubbio che scelte di questo tipo rispondano non solo a esigenze amministrative ma anche a logiche strettamente politiche.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Foto Credit: <a href="https://www.quirinale.it/elementi/42713" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Presidenza della repubblica</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/ancora-in-riorganizzazione-i-ministeri-dellistruzione-e-delluniversita/">Ancora in riorganizzazione i ministeri dell&#8217;istruzione e dell&#8217;università</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Senza programmazione trasparente ogni scadenza diventa emergenza</title>
		<link>https://www.openpolis.it/senza-una-programmazione-trasparente-le-scadenze-diventano-emergenze/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Sep 2020 07:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=96101</guid>

					<description><![CDATA[<p>Acquisto dei banchi, distanze sugli autobus, uso delle mascherine. Con la riapertura della scuola sono molti i nodi che stanno venendo al pettine. Ecco perché l'incertezza di queste settimane è frutto anche della poca trasparenza.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/senza-una-programmazione-trasparente-le-scadenze-diventano-emergenze/">Senza programmazione trasparente ogni scadenza diventa emergenza</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La riapertura della scuola, lunedì prossimo, segnerà per molti versi anche un<strong> ritorno alla quotidianità per il nostro paese</strong>.</p>
<p><strong>Il rientro in classe porta con sé infatti una serie di questioni aperte</strong>: accesso al trasporto pubblico locale, condizione delle scuole, disponibilità di test e dispositivi di protezione, fino alle misure da adottare in caso di nuovi focolai.</p>
<p>Questioni che, come tutte quelle importanti, <b>non sono affatto di facile soluzione, tanto meno in una situazione di emergenza</b>. E che proprio per questo vanno affrontate con metodo, trasparenza e soprattutto per tempo, per evitare caos e confusione.</p>
<p>Risposte tardive provocano disservizi per i cittadini, aggravano l&#8217;emergenza e <strong>giustificano strumenti speciali per la soluzione della crisi</strong>, come provvedimenti straordinari e gestioni commissariali.</p>
        <section class="blockquote">
							<p>La mancanza di programmazione conduce a uno stato di emergenza permanente.</p>
<p>
			        </section>
		
<p>A nostro avviso, un <strong>approccio solo emergenziale mostra tutti i suoi limiti</strong> quando parliamo di<strong> scadenze già note, o comunque prevedibili</strong>. Spesso stabilite dalle stesse leggi di emergenza. La chiusura delle <strong>scuole</strong> poneva già la necessità di valutare come riaprirle in modo sicuro e ordinato. L&#8217;approdo alla fase 3 aveva come corollario l&#8217;esigenza di riprogrammare il <strong>trasporto pubblico</strong>. Così come la fine del regime agevolato per lo <strong>smart working</strong>, il 15 ottobre, porrà tutte le questioni di un paese che ritorna ad affollare strade, uffici e città: dai trasporti alla sanificazione di uffici, locali e servizi.</p>
        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">3 </span>le fasi in cui si articola un processo decisionale efficace: valutazione tecnica, decisione politica, attuazione amministrativa.</p>
			        </section>
		
<p>Problemi complessi, che richiedono una <strong>risposta in 3 fasi</strong>. Una <strong>valutazione delle soluzioni praticabili</strong>, come emerse nel Comitato tecnico-scientifico. <strong>Decisioni politiche chiare</strong>, assunte in prima persona dagli organi politici, basate sulle evidenze scientifiche. Infine, la terza fase, sempre sottovalutata, dell&#8217;attuazione e <strong>implementazione delle norme</strong>. Quella più delicata, da monitorare con la massima trasparenza di tutti gli atti e le informazioni disponibili. In particolare sui contratti pubblici stipulati nel corso dell&#8217;emergenza: bandi di gara, aziende selezionate, importi di aggiudicazione.</p>
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://bandicovid.openpolis.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">In mancanza di trasparenza da parte del governo<br />
<br><strong>Vai al nostro osservatorio sui bandi Covid</strong></a>.</p>
        </section>
		
<p><strong>Tutte le fasi di questo processo dovrebbero sempre essere rese trasparenti</strong>, coinvolgendo l&#8217;opinione pubblica in un <strong>dibattito basato sui dati e non sulle indiscrezioni</strong>.</p>
<p>La cronaca di queste settimane racconta che <strong>è stato seguito un percorso totalmente diverso, che ha trasformato tutte le successive scadenze in emergenze</strong>. Così gli spazi della gestione emergenziale si sono allargati, rendendo difficile il controllo sulle scelte politiche e amministrative.</p>
<h3>Il progressivo allargamento dello stato di emergenza</h3>
<p><strong>Con questo meccanismo l&#8217;emergenza si perpetua</strong>, come abbiamo visto nel corso di questi mesi.<strong> Nella prima crisi sanitaria, del resto, sarebbe stato difficile fare altrimenti</strong>: l&#8217;imprevedibilità degli eventi rendeva impossibile qualsiasi programmazione preventiva. <strong>Ma questo, come già sottolineato, non si può dire per il ritorno a scuola</strong> o per la gestione dei trasporti pubblici.</p>
<p>Per queste ragioni, dall&#8217;inizio della crisi, <strong>abbiamo chiesto che sulle scelte politiche e amministrative ci fosse la massima trasparenza</strong>. Non solo per una questione di metodo, ma anche di <strong>efficacia nella risposta alla crisi e nella comunicazione con i cittadini</strong>, che hanno <strong>diritto di avere risposte chiare sulle modalità con cui il paese si prepara alla riapertura</strong>.</p>
<p>Con una maggiore trasparenza, il <strong>dibattito pubblico avrebbe potuto basarsi su assunzioni e previsioni scientifiche</strong>, emerse nelle sedute della commissione tecnico-scientifica. In questo senso, la scelta di non pubblicare da subito tutti i verbali delle sedute del Cts ha finito con l&#8217;alimentare speculazioni basate su retroscena e indiscrezioni carpite dalla stampa. Una pubblicazione che &#8211; a nostro avviso &#8211; deve essere completa e tempestiva, salvaguardando ovviamente le esigenze in termini di privacy.</p>
        <section class="blockquote">
							<p>La confusione di queste settimane è dovuta anche a un processo decisionale poco chiaro.</p>
<p>
			        </section>
		
<p>Sulla base del dibattito e dei pareri emersi nel Cts, si sarebbe potuto dare seguito ad un <strong>processo decisionale trasparente e basato su evidenze scientifiche</strong>. Mentre la cronaca di queste settimane ci racconta di incertezze &#8211; assolutamente comprensibili, dato che ci troviamo di fronte a una situazione inedita e di difficile gestione &#8211; ma anche di <strong>poca trasparenza e comprensibilità dei processi decisionali</strong>. Ne è un esempio il confronto tra stato e regioni sulla quota di passeggeri che possono salire sui mezzi pubblici. L&#8217;<a href="https://www.repubblica.it/cronaca/2020/08/31/news/scuola_trovato_accordo_sui_trasporti_capienza_all_80_sui_bus-265930011/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">accordo raggiunto in conferenza unificata</a> (80% di capienza massima, 100% per viaggi inferiori ai 15 minuti) da cosa deriva? Da una determinazione preventiva del Cts? Dalla difficoltà di programmare un ampliamento del parco mezzi? Da un compromesso tra stato e regioni?</p>
<p>Infine, nell&#8217;<strong>implementazione amministrativa sarebbe stato doveroso rendere pubbliche tutte le informazioni</strong> in possesso delle amministrazioni: dati, risorse, procedure, modalità di scelta dei fornitori, aziende selezionate. <strong>Senza conoscere questi aspetti diventa impossibile per i cittadini una valutazione obiettiva sull&#8217;operato dell&#8217;amministrazione pubblica</strong>.</p>
<h3>Banchi mobili, la distanza tra atti ufficiali e dichiarazioni</h3>
<p>La vicenda dei banchi monoposto in questo senso è emblematica di come <strong>comunicazione pubblica e atti ufficiali non siano sempre andati di pari passo, alimentando la confusione</strong>.</p>
<p>Il <a href="https://www.miur.gov.it/web/guest/-/scuola-pubblicato-bando-europeo-per-acquisto-di-banchi-e-la-riapertura-in-sicurezza" target="_blank" rel="noopener noreferrer">bando per l&#8217;acquisto dei banchi</a>, pubblicato il 20 luglio scorso, prevedeva due lotti: il primo<strong> fino a 1,5 milioni di banchi</strong> e 700mila sedute <strong>di tipo tradizionale</strong>; l&#8217;altro <strong>fino a 1,5 milioni di sedute innovative</strong> (con le ruote e il banco annesso).</p>
<p>Queste ultime, come molti ricorderanno, erano state <strong>indicate in tv dal ministro dell&#8217;istruzione come una soluzione praticabile per l&#8217;attività didattica</strong>.</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/OsjtgRGZXNg" width="783" height="440" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Eppure nello stesso allegato tecnico al bando viene specificato che si tratta di <strong>prodotti non conformi per l&#8217;utilizzo a scuola</strong>. Sono i singoli dirigenti degli istituti che devono attestarne idoneità:</p>
        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Trattandosi di prodotti non ancora classificati, ai fini della normativa UNI EN, nella categoria dei banchi scolastici, l’idoneità funzionale all’impiego in istituti di istruzione di livello sub-universitario dovrà essere adeguatamente attestata dai responsabili degli istituti in cui tali sedute sono state già utilizzate.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="http://www.governo.it/sites/new.governo.it/files/documenti/documenti/Presidenza/CS-Covid19/BandiGara/avviso_banchi/Allegato_2_Specifiche_Tecniche.pdf" target="_blank">- Allegato tecnico al bando per l'acquisizione dei banchi scolastici</a>
									            </div>
        </section>
		
<p>Un <strong>aspetto confermato dalle stesse aziende </strong>che hanno partecipato al bando per le forniture.</p>
        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>L&#8217;unica certezza è che le loro sedute non sono &#8220;innovative&#8221; ma tradizionali «senza le rotelle, insomma, anche perché quelle che io sappia non sono a norma, specie per l&#8217;uso da parte dei minorenni». Quindi le aziende che le producono come fanno? «Si assumono il rischio di essere ritenute responsabili in caso di incidenti, poi non so quali accordi abbiano preso con il committente»</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2020/09/LaStampa_Banchi.pdf" target="_blank">- Colloquio de La Stampa con il presidente di Vastarredo, 30 agosto 2020</a>
									            </div>
        </section>
		
<h3>Incertezza sulle responsabilità e processo confuso</h3>
<p><strong>Il primo elemento per un processo decisionale efficace è la possibilità di attribuire responsabilità nelle varie attività svolte</strong>. In questo caso le responsabilità sono tutto meno che chiare. Possono ricadere sui presidi, come lascia intendere il bando? Sulle aziende produttrici? Oppure sulla gestione commissariale?</p>
        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Antonello Giannelli, presidente dell&#8217;Associazione nazionale presidi, ha però sottolineato che dovrebbe essere lo stesso Arcuri il garante sulla legittimità della possibile alternativa di attestazione. Infatti, in caso di eventuali incidenti o malfunzionamento la responsabilità non può essere data ai presidi. Giannelli ha tenuto a precisare che “la responsabilità connessa alla fornitura di un bene ricade su colui che lo fornisce e quindi non sul singolo preside che ne è destinatario”</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.ilgiornale.it/news/cronache/scuola-sedie-ruote-non-sono-classificate-essere-usate-classe-1886669.html" target="_blank">- Il Giornale, 31 agosto 2020</a>
									            </div>
        </section>
		
<p>L&#8217;altro aspetto che colpisce in questa vicenda è che <strong>tutte le fasi di un corretto processo di valutazione e programmazione sono state stravolte</strong>. Al Cts, come dichiarato dal suo coordinatore Agostino Miozzo, non sembra essere stata richiesta alcuna valutazione preventiva:</p>
        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Sulla tematica dei banchi a rotelle, il Comitato tecnico scientifico non si è mai espresso, nessuno ci ha mai chiesto una valutazione. Noi abbiamo valutato i banchi a seduta fissa, perché l&#8217;Inail ci ha dato delle valutazioni su quelli.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.ilgiornale.it/news/cronache/scuola-sedie-ruote-non-sono-classificate-essere-usate-classe-1886669.html" target="_blank">- Agostino Miozzo, dichiarazione a Il Giornale del 31 agosto 2020</a>
									            </div>
        </section>
		
<p>Sul fronte politico, di conseguenza, è legittimo chiedersi se la la decisione sia stata presa dopo un&#8217;attenta valutazione basata su dati ed evidenze scientifiche. Anche considerando che il ministro che ha la responsabilità politica sul tema si è <strong>speso pubblicamente per giustificare l&#8217;acquisto di un prodotto non classificato a norma</strong>.</p>
<p>Sul piano amministrativo, il commissario Arcuri <a href="https://www.ilsole24ore.com/art/banchi-scuola-commissario-arcuri-risponde-sole-rispetteremo-tempi-contratti-trasparenza-termini-legge-AD98FEl" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ha dichiarato che assicurerà trasparenza sui contratti, entro termini di legge</a>. Ma le questioni che sono emerse in queste settimane chiedono in ogni caso uno <strong>sforzo in più in termini di trasparenza</strong>. <strong>Pubblicare tutti i dati sui fornitori e i contratti stipulati è l&#8217;unico modo per fare chiarezza</strong> su informazioni che, ad oggi, vengono ricostruite in modo frammentario attraverso interviste e dichiarazioni.</p>
<p>Inoltre, sui <strong>precedenti bandi relativi all&#8217;emergenza sanitaria</strong>, le assicurazioni iniziali sulla pubblicazione di tutti i dati non hanno avuto seguito. Le<a href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2020/09/Prot.-1176-del-05Ago2020_Openpolis-1.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> nostre richieste di accesso agli atti sono state rigettate</a>, e le dichiarazioni del commissario Arcuri lasciano intendere che la trasparenza non sia un diritto dei cittadini, ma una prerogativa soggetta a discrezionalità politica:</p>
        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>È vero che non abbiamo ancora pubblicato i dati (&#8230;). Lo faremo quando saremo certi di evitare che vengano strumentalizzati per polemiche politiche.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2020/08/IlCorriereDellaSera_OsservatorioCovid_20200825.pdf" target="_blank">- Domenico Arcuri, dichiarazione al Corriere della Sera del 25 agosto 2020</a>
									            </div>
        </section>
		
<h3>Gli stop&amp;go su mascherine e distanziamento in classe</h3>
<p>Un altro esempio che evidenzia bene i limiti appena esposti è dato dalle determinazioni sul <strong>distanziamento e l&#8217;utilizzo della mascherina in classe</strong>. Questioni sanitarie, ma che chiaramente incrociano anche la riconfigurazione degli spazi in aula e l&#8217;acquisto dei nuovi arredi scolastici.</p>
<p>E che quindi riguardano le<strong> competenze di soggetti diversi</strong>: il <a href="http://www.salute.gov.it/portale/news/p3_2_1_1_1.jsp?lingua=italiano&amp;menu=notizie&amp;p=dalministero&amp;id=4544" target="_blank" rel="noopener noreferrer">comitato tecnico-scientifico</a>, chiamato a fornire indicazioni e pareri al decisore sulle modalità della riapertura. Le <strong>istituzioni scolastiche</strong> e i presidi per la valutazione dei rischi nella singola scuola e delle necessità in termini di ridefinizione degli spazi e degli arredi. Gli <strong>enti locali</strong>, proprietari degli edifici scolastici, per gli interventi strutturali. Le <strong>regioni</strong>, che in base al titolo V della costituzione hanno competenza concorrente sull&#8217;istruzione.</p>
<p>Per l&#8217;acquisto degli arredi, in base al decreto semplificazioni del <a href="https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2020/07/16/20G00096/sg" target="_blank" rel="noopener noreferrer">17 luglio</a> scorso, le gare sono affidate alla<strong> gestione commissariale</strong> del commissario Domenico Arcuri. Il ruolo centrale, infine, è quello del <strong>ministero dell&#8217;istruzione</strong>, che deve dettare le linee guida e soprattutto tenere le fila dell&#8217;intero processo.</p>
        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">6 </span>i livelli istituzionali intervenuti sulle modalità della riapertura.</p>
			        </section>
		
<p>Una <strong>macchina che per funzionare ha bisogno di organizzazione, chiarezza sulle funzioni svolte e trasparenza nelle decisioni</strong>, in modo da evitare fraintendimenti e confusione. Purtroppo, oltre all&#8217;incertezza fisiologica data dal momento straordinario, ha probabilmente influito l<strong>&#8216;opacità e la complessità dell&#8217;intero processo decisionale</strong>.</p>
<p>Nell&#8217;incertezza, si sono moltiplicate sui media informazioni basate su retroscena e indiscrezioni, che non hanno aiutato i cittadini a comprendere cosa veniva discusso e deciso. Una situazione che probabilmente non ha consentito neanche agli stessi decisori di operare in un clima di <strong>dibattito razionale su come programmare la riapertura</strong>.</p>
<p>Vediamo i <strong>passaggi fondamentali in cui questo processo si è articolato</strong>. Il primo documento cui fare riferimento sono le <a href="https://www.miur.gov.it/documents/20182/2467413/Le+linee+guida.pdf/4e4bb411-1f90-9502-f01e-d8841a949429?version=1.0&amp;t=1593201965918" target="_blank" rel="noopener noreferrer">linee guida per la riapertura dell&#8217;anno scolastico 2020/21</a>, presentate dal ministero dell&#8217;istruzione a fine giugno dopo il <a href="http://www.regioni.it/news/2020/06/18/scuola-miur-prossima-settimana-le-linee-guida-con-regioni-614736/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">confronto con le regioni</a>, e che fissavano la necessità di rispettare la distanza di un metro tra le &#8220;rime buccali&#8221; degli alunni, in coerenza con le indicazioni del comitato tecnico scientifico.</p>
<p>Mentre sull&#8217;utilizzo delle mascherine la decisione sembrava essere ancora in fase più interlocutoria, pur rimessa alle indicazioni comitato tecnico scientifico. Quest&#8217;ultimo, nella riunione del 28 maggio 2020, si era espresso indicando la necessità <strong>di indossare la mascherina per l&#8217;intera permanenza a scuola</strong> (salvo durante l&#8217;attività fisica e i pasti):</p>
        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Gli alunni dovranno indossare, per l’intera permanenza nei locali scolastici, una mascherina chirurgica o di comunità di propria dotazione, fatte salve le dovute eccezioni (ad es. attività fisica, pausa pasto)</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.miur.gov.it/documents/20182/2467413/Le+linee+guida.pdf/4e4bb411-1f90-9502-f01e-d8841a949429?version=1.0&t=1593201965918" target="_blank">- Estratto dal verbale n. 82 del Cts (28 maggio 2020), cit. in Linee guida Miur</a>
									            </div>
        </section>
		
<p>Una <strong>precauzione che poi era stata resa più flessibile, da modulare in base all&#8217;andamento dell&#8217;epidemia e in caso di effettivo distanziamento</strong>, come emerge nei verbali della seduta del 22 giugno:</p>
        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Rimane la possibilità da parte del CTS di valutare a ridosso della ripresa scolastica la necessità dell’obbligo di mascherina per gli studenti (soprattutto della scuola primaria), per tutta la durata della permanenza a scuola e nei diversi ordini e gradi, una volta che possa essere garantito l’assoluto rispetto del distanziamento fisico sopra menzionato sulla base dell’andamento dell’epidemia anche in riferimento ai diversi contesti territoriali.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.miur.gov.it/documents/20182/2467413/Le+linee+guida.pdf/4e4bb411-1f90-9502-f01e-d8841a949429?version=1.0&amp;t=1593201965918" target="_blank">- Estratto dal verbale n. 90 del Cts (22 giugno 2020), cit. in Linee guida Miur</a>
									            </div>
        </section>
		
<p>Le linee guida Miur pubblicate pochi giorni dopo, infatti, indicavano un <strong>termine di due settimane dall&#8217;inizio delle lezioni (previsto il 14 settembre) per il pronunciamento del Comitato tecnico scientifico</strong>. Un decisione da prendere in base alle misure di distanziamento realizzate e all&#8217;andamento dei contagi.</p>
<p>Nel corso del mese di agosto probabilmente emergono le <strong>difficoltà nei tempi di acquisto dei nuovi arredi scolastici</strong>. La <a href="https://www.miur.gov.it/web/guest/-/scuola-pubblicato-bando-europeo-per-acquisto-di-banchi-e-la-riapertura-in-sicurezza" target="_blank" rel="noopener noreferrer">gara</a> bandita fissa come termine che la consegna avvenga prima della riapertura delle scuole. Mentre un <a href="https://www.adnkronos.com/fatti/cronaca/2020/08/17/scuola-consegne-banchi-primi-settembre_YAIEJvxDfPVc8o7wZmwh9I.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">comunicato</a> del commissario all&#8217;emergenza, successivo alla scadenza del bando, praticamente prescinde da questo termine: &#8220;I banchi monoposto e le sedute attrezzate saranno consegnati a partire dai primi giorni di settembre e fino al mese di ottobre (&#8230;)&#8221;.</p>
<p>Pochi giorni prima, vi era stata una riformulazione delle indicazioni <a href="http://www.tuttoscuola.com/content//uploads/2020/08/AOODPIT.REGISTRO-UFFICIALE.2020.0001436.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">trasmesse ai presidi</a> per la riapertura. Con <strong>la possibilità di derogare (solo temporaneamente) alla distanza di un metro, in presenza della mascherina</strong>:</p>
        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>(&#8230;) al solo scopo di garantire l&#8217;avvio dell&#8217;anno scolastico, in eventuali situazioni in cui non sia possibile garantire nello svolgimento delle attività scolastiche il distanziamento fisico prescritto sarà necessario assicurare la disponibilità e l&#8217;uso della mascherina, preferibilmente di tipo chirurgico, garantendo periodici e frequenti ricambi d&#8217;aria insieme alle consuete e già richiamate norme igieniche.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="http://www.tuttoscuola.com/content//uploads/2020/08/STRALCIOVERBALEN.100.pdf" target="_blank">- Estratto dal verbale n. 100 del Cts (10 agosto 2020)</a>
									            </div>
        </section>
		
<p>Il 19 agosto, nel corso di un&#8217;intervista a Skytg24, il coordinatore del Comitato tecnico scientifico sembra tornare al parere del 28 maggio rispetto all&#8217;obbligo delle mascherine:</p>
        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Ai ragazzi sopra i sei anni sarà chiesto di portarla (&#8230;) Ci saranno delle condizioni particolari come ad esempio l’uso o non uso della mascherina per un ragazzo o una ragazza non udente, per un bambino o una bambina con delle difficoltà neurologiche o psicologiche oppure durante l’interrogazione. Ci saranno dei momenti del contesto locale e specifico che saranno di volta in volta valutati. Ovviamente non c’è la mascherina a mensa o mentre si fa ginnastica, però l’indicazione è di utilizzarla</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://tg24.sky.it/salute-e-benessere/2020/08/19/scuole-coronavirus-miozzo" target="_blank">- Intervista di SkyTg24 al coordinatore del Cts, 19 agosto 2020</a>
									            </div>
        </section>
		
        <section class="blockquote">
							<p>Processi decisionali poco chiari e trasparenti portano a interpretazioni, retroscena e confusione.</p>
<p>
			        </section>
		
<p>Una <a href="https://www.startmag.it/economia/banchi-rotanti-non-a-norma-parola-di-azienda-che-li-produce-per-le-scuole/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">posizione poi corretta con un comunicato del Cts alla stampa </a>in serata, che conferma la possibilità di togliere la mascherina al banco, se è mantenuta la distanza di un metro. Le <a href="https://www.orizzontescuola.it/wp-content/uploads/2020/09/COMUNICATO_STAMPA_CTS_31_8_2020_fc.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">raccomandazioni tecniche del 31 agosto scorso</a> (il termine per la decisione finale) confermano questa posizione, distinguendo tra i diversi gradi scolastici. Nella scuola primaria, in condizione di staticità e con un metro di distanza, è possibile togliere la mascherina (salvo alcune eccezioni). Nella secondaria, data la trasmissibilità analoga a quella degli adulti, la mascherina si può togliere &#8211; oltre ai requisiti precedenti &#8211; in caso di una &#8220;situazione epidemiologica di bassa circolazione virale come definita dalla autorità sanitaria&#8221;.</p>
<h3>Processi decisionali trasparenti per aumentare la chiarezza</h3>
<p>Nel paragrafo precedente abbiamo cercato di ricostruire, in modo quanto più possibile ordinato, i <strong>passaggi che hanno portato alla formazione di una decisione sulle mascherine e il distanziamento in classe</strong>. Non è il solo esempio che avremmo potuto sviluppare, basti pensare al citato dibattito sulle distanze da tenere nei trasporti pubblici.</p>
<p>Ovviamente, il problema fondamentale risiede &#8211; come già sottolineato &#8211; in una <strong>situazione inedita, che nessuno nega</strong>. Ma, a nostro avviso, questi casi dimostrano come l&#8217;incertezza derivi anche da <strong>opacità e complessità nei processi decisionali e dalla poca trasparenza con cui questi passaggi vengono gestiti</strong>.</p>
<p>Nella carenza di fonti e atti ufficiali cui fare riferimento, <strong>in queste settimane il dibattito pubblico si è alimentato attraverso indiscrezioni, dichiarazioni a mezzo stampa e social, retroscena</strong>. E questo ha prodotto ancora più confusione in una situazione incerta per sua natura, alimentando preoccupazione e sfiducia nei cittadini.</p>
<h3>L&#8217;opacità non può essere una scelta politica</h3>
<p>Alla luce di tutto questo, appare incomprensibile che i verbali del Comitato tecnico scientifico siano stati <a href="https://www.fondazioneluigieinaudi.it/i-verbali-del-comitato-tecnico-scientifico/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">pubblicati solo a seguito della meritoria iniziativa della fondazione Einaudi</a>, e di una forte pressione dell&#8217;opinione pubblica. E non capiamo perché le nostre richieste di accesso agli atti sui bandi Covid siano state <a href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2020/09/Prot.-1176-del-05Ago2020_Openpolis-1.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">negate dal commissario Domenico Arcuri</a>.</p>
<p>Nel momento in cui la gestione commissariale si sta occupando di temi decisivi per la ripartenza del paese, come la riapertura delle scuole, sarebbe <strong>fondamentale avere a disposizione tutti i dati disponibili sulla gestione della crisi</strong>. Sapere nel dettaglio come vengono spesi i soldi per far fronte all&#8217;emergenza, attraverso quali canali e fornitori.</p>
<p>Su questo tema il commissario è tornato alla fine di agosto, con dichiarazioni che lasciano poco spazio a dubbi.</p>
        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>È vero che non abbiamo ancora pubblicato i dati (&#8230;). Lo faremo quando saremo certi di evitare che vengano strumentalizzati per polemiche politiche.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2020/08/IlCorriereDellaSera_OsservatorioCovid_20200825.pdf" target="_blank">- Domenico Arcuri, dichiarazione al Corriere della Sera del 25 agosto 2020</a>
									            </div>
        </section>
		
<p>La dichiarazione del commissario ha il merito di non nascondersi dietro a ipocrisie e ragioni tecniche, ma di <strong>identificare la scelta di non pubblicare come una decisione politica</strong>. Una scelta che non condividiamo, ma che almeno viene rivendicata per quello che è. Se le informazioni che riguardano l&#8217;emergenza non sono ancora pubbliche è per una decisione politica, e ne <strong>deve rispondere necessariamente il governo in carica</strong>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/senza-una-programmazione-trasparente-le-scadenze-diventano-emergenze/">Senza programmazione trasparente ogni scadenza diventa emergenza</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
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