Cogito ergo sum 2017

In un periodo politico di transizione sta crescendo il ruolo di think tank, fondazioni e associazioni politiche. Più di 100 strutture che creano un network di legami e connessioni. Una mappa per analizzare anche nomine e finanziamenti pubblici. Il MiniDossier openpolis “Cogito ergo sum“.

Il fenomeno in Italia. La politica italiana vive ormai da anni una fase di transizione. Un numero sempre crescente di cambi di gruppo, assieme alla costante nascita di nuovi schieramenti politici, hanno rivoluzionato lo scenario politico della XVII legislatura. Dal centrismo della prima repubblica, al bipolarismo della seconda siamo arrivati all’attuale pluripartitismo. Le principali vittime di questa fase sono proprio i partiti, snaturati dalla loro funzione di aggregazione e formazione politica. Il vuoto generato ha fatto sì che la condivisione di idee sulla “cosa pubblica”, tratto caratteristico proprio dei partiti, necessitasse di una nuova “casa”. Per rispondere a questa esigenza negli anni abbiamo testimoniato la crescita di think tank, fondazioni e associazioni politiche. Strutture che sono accomunate dalla presenze di politici negli organi apicali, dal desiderio di diventare dei forum in cui discutere e formare una nuova classe politica e dalla volontà di instaurare dei processi di policy making.

La presenza dei politici. Più di 100 realtà in cui la presenza dei politici sembra essere una costante. Fra gli incarichi dirigenziali e di rappresentanza sono il 51,88%, percentuale che sale al 67% per le strutture più politiche, ma che scende a circa il 40% per quelle che fanno formazione, ricerca e policy making tematico. Più in generale fra i 1.765 membri per cui è stato possibile rintracciare la professione, 592 (33,54%) hanno avuto negli anni qualche tipo di incarico politico.

Le connessioni fra le organizzazioni. La rete di collegamenti fra le strutture censite è molto fitta. Fra le 93 organizzazioni per cui è stato possibile ricostruire un’anagrafica, 70 hanno almeno un membro condiviso con altre realtà (il 77%). Grazie all’analisi di due parametri (membri condivisi con altre strutture, e numero di think tank con cui si condividono membri) 5 organizzazioni risultano essere particolarmente radicate: Aspen Institute Italia, Astrid, Fondazione Italia Usa, Italia decide e Italianieuropei .

Le figure più ricorrenti. Il network di think tank, fondazioni e associazioni politiche non è fatto solo di strutture ma anche di persone. Tredici persone hanno un qualche tipo di legame con 4 o più strutture, formando di fatto la rete che unisce tante delle strutture analizzate. Fra loro troviamo politici, ex ministri, docenti universitari e amministratori di aziende pubbliche. Salvatore Biasco (docente, ed ex deputato), Angelo Maria Petroni (docente, ed ex Cda Rai) e Giulio Tremonti (senatore ed ex vice premier e ministro) sono i più ricorrenti con 5 incarichi in 5 diverse strutture.

La mappa delle relazioni.Tre tipologia di fenomeni emergono quando si incrociano i dati dei think tank con la sfera pubblica. Il primo riguarda casi di spoil system: persone che fanno parte di think tank assieme a un determinato politico con un incarico pubblico che vengono nominate come capo del gabinetto o della segreteria particolare. Una fattispecie emersa varie volte nel corso dello studio. Altra evenienza vede finanziatori di una determinata fondazione guidata da un determinato politico, che vengono nominati in strutture pubbliche di cui è responsabile quello stesso politico. Infine abbiamo casi in cui una persona appartenente a un think tank vicino a un determinato partito viene nominata in un’istituzione pubblica (es. giunta comunale) guidato da quello stesso partito.

Leggi, scarica e diffondi il MiniDossier "Cogito ergo sum 2017"
Google+