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	<title>regionali2019 Archivi - Openpolis</title>
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	<link>https://www.openpolis.it/quando/regionali2019/</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Mon, 09 Mar 2020 08:49:57 +0000</lastBuildDate>
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	<item>
		<title>Calabria, Jole Santelli è ancora incompatibile</title>
		<link>https://www.openpolis.it/calabria-jole-santelli-e-ancora-incompatibile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele De Bernardin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Mar 2020 08:49:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=69388</guid>

					<description><![CDATA[<p>È passato quasi un mese e mezzo dalla sua elezione alla guida della regione Calabria, ma Santelli non ha ancora presentato le dimissioni dalla camera. La governatrice è in una situazione di incompatibilità costituzionale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/calabria-jole-santelli-e-ancora-incompatibile/">Calabria, Jole Santelli è ancora incompatibile</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il giorno dopo il voto in Calabria openpolis ha chiesto a Jole Santelli delle rapide dimissioni dalla camera. Questo non è avvenuto, e <strong>ad oltre 40 giorni dalla sua elezione la deputata di Forza Italia continua a mantenere il suo seggio a Montecitorio</strong>. La neo governatrice è quindi in una chiara situazione di incompatibilità costituzionale, non potendo ricoprire i due incarichi in questione contemporaneamente.</p>
<p>Oggi è prevista la prima seduta dell&#8217;assemblea regionale. <strong>Stanno quindi finendo le scusanti per continuare a posticipare un atto dovuto: le sue dimissioni dalla camera.</strong></p>
<h3>I governatori eletti durante la XVIII legislatura</h3>
<p>Nel corso dell&#8217;attuale legislatura sono stati numerosi i parlamentari che hanno lasciato camera e senato per guidare una giunta regionale. Jole Santelli è la sesta in ordine di tempo:</p>
        <section class="dossier">
            <div>
															Come funzionano incandidabilità, ineleggibilità e incompatibilità<br />
									                <span class="read-more"><a href="https://www.openpolis.it/esercizi/i-limiti-al-cumulo-di-incarichi-politici/">"Caricometro, dove non arrivano le leggi"</a></span>
            </div>
        </section>
		
<ul>
<li>Massimiliano Fedriga (Lega) eletto nel 2018 governatore del Friuli-Venezia Giulia;</li>
<li>Maurizio Fugatti (Lega) eletto nel 2018 presidente della provincia autonoma di Trento;</li>
<li>Marco Marsilio (Fdi) eletto nel 2019 governatore dell’Abruzzo;</li>
<li>Christian Solinas (Psd’Az-Lega) eletto nel 2019 governatore della Sardegna;</li>
<li>Donatella Tesei (Lega) eletta nel 2019 governatrice dell’Umbria;</li>
<li>Jole Santelli (Fi) eletta nel 2020 governatrice della Calabria.</li>
</ul>
<p><iframe style="border: none; overflow: hidden;" src="https://www.facebook.com/plugins/video.php?href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2FJoleSantelli2020%2Fvideos%2F660374641374532%2F&amp;show_text=0&amp;width=476" width="476" height="476" frameborder="0" scrolling="no" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/ai-neo-governatori-chiediamo-di-non-creare-nuove-incompatibilita/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Ai nei governatori chiediamo di non creare (nuove) incompatibilità<br><strong>Leggi</strong></a>.</p>
        </section>
		
<p>Una scelta ricorrente che denota quanto guidare una regione stia diventando un ruolo sempre più attrattivo, soprattutto se paragonato a quello di deputato o senatore<strong>. Nei giorni successivi all&#8217;elezione di Jole Santelli alla guida della regione Calabria avevamo scritto un post chiedendo alla governatrice di dimettersi in tempi brevi</strong>. Non solo, a lei e a Stefano Bonaccini, eletto in Emilia-Romagna, era stato richiesto di non nominare nella loro giunta membri del parlamento.</p>
            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/jole-santelli-e-ancora-incompatibile-da-quasi-un-mese-e-mezzo/">Jole Santelli è ancora incompatibile, da quasi un mese e mezzo</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/jole-santelli-e-ancora-incompatibile-da-quasi-un-mese-e-mezzo/">Giorni intercorsi dall'elezione alle dimissioni per incompatibilità dal parlamento</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1">
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                    </div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_69392_tab3"><p>Il dato di Jole Santelli è destinato a crescere non essendo ancora state presentate le sue dimissioni alla camera.</p>
<p>Gli incarichi di membro di giunta regionale e quello di membro del parlamento sono incompatibili da costituzione.</p>
</div>
			                        </amp-selector>
                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>dati ed elaborazione openpolis                                                            </p>
                </div>
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			
<p>Ma mentre la squadra di Bonaccini è stata formata, senza peraltro coinvolgere deputati e senatori, quella di Jole Santelli stenta a trovare la luce. Ad oggi infatti sono state individuate solamente due figure: Sandra Savaglio (istruzione) e Sergio De Caprio (ambiente). <strong>Nel frattempo però Jole Santelli continua a mantenere il suo ruolo di deputata, violando di fatto la costituzione.</strong></p>
        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Nessuno può appartenere contemporaneamente a un Consiglio o a una Giunta regionale e ad una delle Camere del Parlamento, ad un altro Consiglio o ad altra Giunta regionale, ovvero al Parlamento europeo</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.senato.it/documenti/repository/istituzione/costituzione.pdf#page=68" target="_blank">- Art. 122 - Costituzione della repubblica italiana</a>
									            </div>
        </section>
		
<p><strong>Sono passati 43 giorni dalla sua elezione</strong>, e anche se il record negativo di Solinas è ancora ben lontano (dimissioni avvenute a 115 giorni di distanza dall'elezione), il dato desta preoccupazione. È quindi lecito chiedere da parte della deputata di velocizzare i tempi. <strong>Come se non bastasse la sua proclamazione a presidente di giunta, inizio ufficiale del mandato, è avvenuta lo scorso 15 febbraio.</strong> Data da cui sono passate oltre 2 settimane di tempo.</p>
<h3>L'attività di Santelli alla camera</h3>
<p>Oltre che violare la costituzione, il problema del doppio incarico è pratico. Jole Santelli è stata eletta durante le elezioni politiche del 2018 per rappresentare i cittadini calabresi in parlamento. A causa della campagna elettorale, e poi della conseguente elezione, la deputata è assente dalla camera da quasi 100 giorni.</p>
        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">97 </span>giorni sono passati dall'ultima presenza di Santelli alla camera: era il 3 dicembre scorso.</p>
			        </section>
		
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://parlamento18.openpolis.it/parlamentare/santelli-jole/710" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Jole Santelli<br />
<br><strong>Vedi l'attività in parlamento</strong></a>.</p>
        </section>
		
<p>L'ultima volta che la politica di Forza Italia ha partecipato ad una votazione dell'aula era il 3 dicembre del 2019. Palazzo Madama in quell'occasione discuteva e approvava il <a href="https://parlamento18.openpolis.it/singolo_atto/24090" target="_blank" rel="noopener noreferrer">decreto scuola</a> del governo Conte II. Da quel giorno in poi la deputata non ha più messo piede in parlamento, facendo venir meno parte della rappresentanza parlamentare dei cittadini calabresi.</p>
<h3>A quando le dimissioni?</h3>
<p>Uno degli elementi che hanno portato alla prolungata incompatibilità di Solinas in Sardegna è stata la difficoltà nel trovare una quadra nella squadra di governo. Una situazione che sembra ricorrere anche in Calabria, dove da giorni la presentazione della giunta viene rinviata.</p>
<p><strong>È prevista per oggi la prima seduta dell'assemblea regionale, momento in cui molti nodi dovranno venire al pettine.</strong> Dovrà essere eletto il presidente dell'assemblea, evento che necessiterà di un accordo tra le forze in maggioranza, e quindi di una scelta definitiva sulla composizione della giunta.</p>
<p>Le scusanti quindi, se tali si possono considerare, stanno finendo. <strong>Chiediamo a Jole Santelli di porre fine il prima possibile all'incompatibilità, dimettendosi dalla carica di deputata.</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/calabria-jole-santelli-e-ancora-incompatibile/">Calabria, Jole Santelli è ancora incompatibile</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ai neo governatori chiediamo di non creare (nuove) incompatibilità</title>
		<link>https://www.openpolis.it/ai-neo-governatori-chiediamo-di-non-creare-nuove-incompatibilita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele De Bernardin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Feb 2020 08:30:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=66736</guid>

					<description><![CDATA[<p>A Bonaccini e Santelli chiediamo di non creare nuove incompatibilità, evitando di nominare in giunta membri del parlamento. Sollecitiamo poi rapide dimissioni dalla camera dei deputati da parte della neo governatrice della Calabria.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/ai-neo-governatori-chiediamo-di-non-creare-nuove-incompatibilita/">Ai neo governatori chiediamo di non creare (nuove) incompatibilità</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Da inizio legislatura ogni elezione regionale ha portato con sé un alto numero di incompatibilità. Sei degli 11 governatori eletti dalle ultime elezioni nazionali provenivano infatti dal parlamento, ruoli che da costituzione non possono essere svolti contemporeaneamente.</p>
<p>Ultimo caso in ordine di tempo è quello di Jole Santelli, che ora dovrà quindi dimettersi dalla camera dei deputati. A lei, oltre che chiedere dimissioni tempestive, e anche al neo eletto governatore dell&#8217;Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, chiediamo attenzione nella nomina delle loro giunte. Evitare di nominare attuali membri del parlamento nel governo regionale scongiurerebbe il rischio di nuove incompatibilità.</p>
<h3>Doppi incarichi incompatibili</h3>
<p>Il nostro sistema legislativo prevede una serie di norme per rendere la gestione delle istituzioni più equa. Alcuni incarichi infatti non si possono svolgere contemporaneamente, per evitare possibili conflitti di interesse. Le varie forme di incompatibilità sono stabilite dalla legge, ma soprattutto dalla costituzione.</p>
        <section class="dossier">
            <div>
															Incandidabilità, ineleggibilità e incompatibilità<br />
									                <span class="read-more"><a href="https://www.openpolis.it/esercizi/i-limiti-al-cumulo-di-incarichi-politici/">"Caricometro, dove non arrivano le leggi"</a></span>
            </div>
        </section>
		
        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Nessuno può appartenere contemporaneamente a un Consiglio o a una Giunta regionale e ad una delle Camere del Parlamento, ad un altro Consiglio o ad altra Giunta regionale, ovvero al Parlamento europeo</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.senato.it/documenti/repository/istituzione/costituzione.pdf#page=68" target="_blank">- Art. 122 - Costituzione della repubblica italiana</a>
									            </div>
        </section>
		
<p>Nel caso specifico, non si può appartenere ad una giunta regionale e contemporaneamente ad una delle due camere del parlamento. Attualmente quindi la situazione della neo eletta governatrice <a href="https://parlamento18.openpolis.it/parlamentare/cosa/id/710/sf_highlight/santelli" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Jole Santelli</a>, per esempio, viola la costituzione essendo lei deputata, ed è resa possibile anche dal lento iter istituzionale necessario affinché il politico in questione scelga tra un incarico e l’altro.</p>
<h3>I casi da inizio legislatura</h3>
<p>Con Jole Santelli da inizio legislatura sono ora 6 i membri del parlamento italiano che sono stati eletti a presidente di una giunta regionale. Nello specifico parliamo di:</p>
<ul>
<li>Massimiliano Fedriga (Lega) eletto nel 2018 governatore del Friuli-Venezia Giulia;</li>
<li>Maurizio Fugatti (Lega) eletto nel 2018 presidente della provincia autonoma di Trento;</li>
<li>Marco Marsilio (Fdi) eletto nel 2019 governatore dell&#8217;Abruzzo;</li>
<li>Christian Solinas (Psd&#8217;Az-Lega) eletto nel 2019 governatore della Sardegna;</li>
<li>Donatella Tesei (Lega) eletta nel 2019 governatrice dell&#8217;Umbria;</li>
<li>Jole Santelli (Fi) eletta nel 2020 governatrice della Calabria.</li>
</ul>
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/fedriga-il-governatore-incompatibile/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">2018 &#8211; Caso Fedriga, e l&#8217;appello di openpolis<br />
<br><strong>Leggi</strong></a>.</p>
        </section>
		
<p>Nonostante si tratti di incompatibilità palesi, prescritte dalla costituzione, per tutti questi casi l&#8217;attesa per giungere alle dimissioni dalla camera o dal senato è stata particolarmente lunga. Ad eccezione di Fedriga, dimessosi, <a href="https://www.openpolis.it/fedriga-il-governatore-incompatibile/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">anche grazie alle pressione di openpolis</a>, solamente 9 giorni dopo la sua elezione, per tutti gli altri casi si è superato il mese di attesa prima di giungere ad un epilogo inevitabile.</p>
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/solinas-il-governatore-incompatibile-che-non-si-dimette-dal-senato/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">2019 &#8211; Caso Solinas e l&#8217;appello di openpolis<br />
<br><strong>Leggi</strong></a>.</p>
        </section>
		
<p>Caso limite è stato quello di Christian Solinas. Eletto governatore della Sardegna il 24 febbraio del 2019, le dimissioni dal senato sono state ufficializzate 115 giorni dopo, il 19 giugno successivo. Un caso grave, anche per altri due elementi: quando assente Solinas veniva segnalato alle votazioni del parlamento come &#8220;in missione&#8221;, non subendo quindi decurtazioni alla sua diaria e, come se non bastasse, da governatore eletto della Sardegna ha partecipato &#8220;incompatibilmente&#8221; ad alcune votazioni chiave del parlamento, come quella sul Def o sull&#8217;autorizzazione a procedere nei confronti di Salvini per il caso Diciotti.</p>
        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">115 </span>giorni di attesa per le dimissioni di Solinas dal senato.</p>
			        </section>
		
<p>Dall&#8217;elezione di Jole Santelli è passata poco più di una settimana, a lei chiediamo di risolvere il prima possibile questa incompatibilità palese, e di non abusare di un regolamento in materia fin troppo permissivo, continuando a mantenere il doppio incarico.</p>
            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/le-dimissioni-di-solinas-sono-arrivate-dopo-oltre-3-mesi-di-attesa/">Le dimissioni di Solinas sono arrivate dopo oltre 3 mesi di attesa</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/le-dimissioni-di-solinas-sono-arrivate-dopo-oltre-3-mesi-di-attesa/">Giorni intercorsi dall'elezione alle dimissioni per incompatibilità dal parlamento</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1">
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_66746_tab3"><p>Gli incarichi di membro di giunta regionale e quello di membro del parlamento sono incompatibili da costituzione.</p>
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                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>dati ed elaborazione openpolis                                                            </p>
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                            </div>

			
<h3>Come formare le nuove giunte</h3>
<p>Inizia ora la partita che porterà alla composizione delle due nuove giunte regionali. È importante a questo punto porre l'attenzione sulle nomine per evitare, come è già successo varie volte in questa legislatura, che entrino nella rosa dei nomi scelti membri di camera e senato. Un'eventualità che porterebbe a nuove incompatibilità, e quindi a probabili nuovi abusi del regolamento. Oltre ai casi già citati, altri 4 membri del parlamento si sono dimessi nel corso della legislatura perché nominati in una giunta regionale.</p>
        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">4 </span>i parlamentari nominati assessore in una giunta regionale da inizio legislatura.</p>
			        </section>
		
<p>Nell'estate del 2018, appena insediata l'aula, Claudia Maria Terzi (Lega) e Lara Magoni (Fdi) hanno lasciato rispettivamente la camera e il senato dopo essere state nominate nella giunta regionale della Lombardia. A inizio 2019 invece Giulia Zanotelli (Lega) e Stefania Segnana (Lega) hanno lasciato Montecitorio per seguire Maurizio Fugatti nella giunta della provincia autonoma di Trento. In generale la tendenza, sempre più comune, di non completare l'incarico politico per cui si è stati eletti denota poco rispetto per le istituzioni.</p>
<p>Una cattiva pratica che andrebbe quindi evitata, motivo per cui chiediamo a Bonaccini e Santelli di non contribuire, attraverso le loro di nominare, alla creazione di nuove incompatibilità.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/ai-neo-governatori-chiediamo-di-non-creare-nuove-incompatibilita/">Ai neo governatori chiediamo di non creare (nuove) incompatibilità</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Cresce il ruolo delle regioni nella politica di oggi</title>
		<link>https://www.openpolis.it/cresce-il-ruolo-delle-regioni-nella-politica-di-oggi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele De Bernardin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Oct 2019 08:51:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=58373</guid>

					<description><![CDATA[<p>Sono sempre più centrali nello stabilire l'agenda della politica nazionale: dal dibattito sull'autonomia differenziata, al loro peso nella futura scelta per il nuovo presidente della repubblica. Perché molti politici nazionali lasciano il parlamento per farsi eleggere in regione. </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/cresce-il-ruolo-delle-regioni-nella-politica-di-oggi/">Cresce il ruolo delle regioni nella politica di oggi</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Se l&#8217;attuale fase politica si sta contraddistinguendo per una forte instabilità partitica, il ruolo delle regioni appare invece in costante ascesa.</p>
<p>Il dibattito sull&#8217;autonomia differenziata ha dimostrato quanto queste istituzioni abbiano una crescente centralità nello stabilire l&#8217;agenda politica del paese. Non a caso Salvini ha indicato la via dei consigli regionali come quella da percorrere per giungere al referendum abrogativo sulla legge elettorale.</p>
<p><strong>In questo scenario, come confermato dall&#8217;elezione di Donatella Tesei in Umbria, le tornate elettorali regionali hanno sempre più peso nell&#8217;influenzare gli equilibri politici a livello nazionale</strong>. Lo avranno ancora di più in prospettiva 2022, con l&#8217;elezione del nuovo presidente della repubblica. Elezioni che stanno diventando anche il campo di prova per nuove alleanze partitiche, vedi quella tra il Movimento 5 stelle e il Partito democratico, e un piano b per molti politici nazionali che decidono di lasciare il parlamento per incarichi in giunte regionali. Ultima in ordine di tempo proprio la senatrice Tesei.</p>
<h3>Il referendum sulla legge elettorale</h3>
<p>Tra i temi più caldi dell&#8217;attuale dibattito politico c&#8217;è sicuramente quello sulla legge elettorale.</p>
<p>La necessità di riformare il rosatellum bis, approvato nella scorsa legislatura, sta portando tutti i principali partiti nazionali a posizionarsi sull&#8217;argomento. La Lega guidata da Matteo Salvini spinge fortemente per il passaggio ad un maggioritario puro. Ma non trovandosi più in una posizione di governo, l&#8217;ex ministro dell&#8217;interno sta spingendo per giungere all&#8217;abrogazione della parte proporzionale dell&#8217;attuale legge elettorale attraverso un referendum popolare.</p>
        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>È indetto referendum popolare per deliberare l&#8217;abrogazione, totale o parziale, di una legge o di un atto avente valore di legge, quando lo richiedono cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.senato.it/1025?sezione=127&articolo_numero_articolo=75" target="_blank">- articolo 75 - Costituzione italiana</a>
									            </div>
        </section>
		
<p>La costituzione prevede due possibilità per chiedere l&#8217;indizione di un referendum abrogativo: o attraverso la raccolta di 500.000 firme di elettori o attraverso il pronunciamento di 5 consigli regionali. Trovandosi alla guida di 11 delle 20 regioni italiane, il centrodestra, con il suo attuale leader Matteo Salvini, ha deciso che quest&#8217;ultima è la strada migliore da percorrere:</p>
        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Se 5 Regioni a maggioranza assoluta chiedono un referendum, la proposta non si sottopone a un voto sulla piattaforma Rousseau, ma tra i cittadini avere un sistema elettorale in Italia totalmente maggioritario. Chi vince un voto in più vince, collegio per collegio come i sindaci</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.lapresse.it/politica/salvini_5_regioni_chiedano_referendum_su_legge_elettorale_sindaci-1812699/news/2019-09-14/" target="_blank">- Matteo Salvini - 14 settembre 2019</a>
									            </div>
        </section>
		
<p><strong>Dopo il via libera di Lombardia, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Sardegna e Piemonte quindi il centrodestra, guidato da Roberto Calderoli ha depositato il 30 settembre il quesito in cassazione.</strong> Richiesta di referendum che nel frattempo è stato deliberata anche da altre 3 regioni: Abruzzo, Basilicata e Liguria.</p>
<p>La scelta di coinvolgere le regioni in questo processo è politica. Un tentativo da parte del centrodestra di far capire il suo peso nel paese, guidando oltre la metà delle regioni italiane, tra cui alcune delle più importanti al livello economico (Lombardia e Veneto su tutte). Una scelta che dà ulteriore centralità a questi organi, e che conferma il crescente ruolo proprio delle regioni nello stabilire l&#8217;agenda politica del paese.</p>
        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">1 su 67 </span>i quesiti referendari proposti dalle regioni dal 1946 ad oggi.</p>
			        </section>
		
<p>Nella storia repubblicana in una sola occasione il referendum abrogativo è stato indetto su iniziativa delle regioni. Un unico caso che però è il più recente, risale al 2016, e che in un certo senso conferma quanto detto fino ad ora. Se il referendum verrà calendarizzato sarà la seconda occasione in pochi anni in cui le regioni hanno contribuito a dettare l&#8217;agenda referendaria nazionale. Una cosa che non era mai successa prima.</p>
<h3>Il dibattito sulle autonomie</h3>
<p>Non è la prima volta in questa legislatura che le regioni finiscono al centro del dibattito.<strong> Era già successo prolungatamente durante il governo Conte I, in seguito delle iniziative intraprese da Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna per ottenere un&#8217;autonomia differenziata</strong>.</p>
<p>Dopo aver sottoscritto tre accordi preliminari nella scorsa legislatura infatti, il negoziato è proseguito anche nell&#8217;attuale ampliando il quadro delle materie da trasferire rispetto a quello originariamente previsto. Nel frattempo anche altre regioni hanno intrapreso il percorso per la richiesta di condizioni particolari di autonomia: Piemonte, Liguria, Toscana, Umbria, Marche e Campania. Una serie di eventi che hanno fatto diventare la materia una prerogativa dei due governi presieduti da Giuseppe Conte.</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/-ER1_OunFh0?start=3205" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>Nella <a href="http://www.dt.mef.gov.it/modules/documenti_it/analisi_progammazione/documenti_programmatici/def_2019/NADEF_2019__FINALE.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Nota di aggiornamento al Def 2019</a> recentemente approvata dal nuovo governo 5stelle-Pd viene infatti riferito l&#8217;impegno del governo a portare avanti il processo di attuazione del federalismo differenziato.<strong> In particolare, come anche confermato dal ministro per gli affari regionali Boccia in commissione il 17 ottobre scorso, l&#8217;intenzione del governo è di presentare un disegno di legge collegato alla manovra per favorire l&#8217;autonomia differenziata.</strong></p>
        <section class="blockquote">
							<p>Con la Lega ora all&#8217;opposizione, partito che guida anche Veneto e Lombardia, il tema dell&#8217;autonomie è destinato a tornare d&#8217;attualità.</p>
<p>
			        </section>
		
<p>Una tematica molto calda, persino inserita nel programma di governo dell&#8217;esecutivo Conte II, che è più volte finita al centro di scontri tra i vari partiti in parlamento. <strong>La partita è certamente ancora aperta, e con la Lega ora all&#8217;opposizione, partito storicamente favorevole ad un sistema sempre più federalista, è immaginabile che la discussione tornerà accesa</strong>. Anche perché 2 delle 3 regioni che hanno avviato l&#8217;iter, Lombardia e Veneto, sono guidate proprio dalla Lega.</p>
<h3>Le prossime elezioni regionali</h3>
<p>Il voto di ieri ha sancito la vittoria del centrodestra nelle elezioni in Umbria, con l&#8217;elezione di Donatella Tesei a presidente della giunta regionale. Un esito a tratti scontato, visto soprattutto il risultato delle europee nella regione, ma che ha avuto comunque una certa importanza.<strong> Da un lato perché ha confermato i numeri del centrodestra, sempre di più la coalizione maggioritaria del paese, dall&#8217;altro perché è stato il primo banco di prova per l&#8217;alleanza elettorale tra il Movimento 5 stelle e il Partito democratico.</strong></p>
<p>Da questo punto di vista quindi le elezioni regionali sono un laboratorio importante per la politica nazionale, e in una fase storica in cui il consenso politico è molto volatile, rappresentano un dato ufficiale con cui tastare il polso dei cittadini molto più ricorrente delle elezioni nazionali.</p>
        <section class="blockquote">
							<p>In un periodo in cui il consenso è volatile, le elezioni regionali sono appuntamenti fondamentali per valutare la forza dei partiti.</p>
<p>
			        </section>
		
<p>Proprio per questo motivo il 2020 sarà un test da non sottovalutare per tutte le forze politiche nazionali, soprattutto per monitorare il consenso elettorale dell&#8217;attuale governo 5stelle-Pd. <strong>L&#8217;anno prossimo si terranno infatti le elezioni regionali in Emilia-Romagna, Toscana, Marche, Puglia, Campania e Veneto</strong>. Tutte, tranne quest&#8217;ultima, sono attualmente guidate dal centrosinistra, ed ulteriori vittorie del centrodestra avrebbero delle evidenti ripercussioni anche sugli instabili equilibri nazionali.</p>
<h3>Le elezioni del presidente della repubblica nel 2022</h3>
<p>L&#8217;attuale esecutivo 5stelle-Pd nasce, tra le altre cose, con la volontà di voler arrivare fino al 2022, per poter così eleggere il nuovo presidente della repubblica. L&#8217;anomala alleanza tra due partiti storicamente avversari basa infatti molto della sua forza sul voler evitare le elezioni anticipate. Un evento che con molta probabilità porterebbe ad un parlamento a maggioranza centrodestra, che quindi avrebbe così un peso non da poco nel trovare il successo di Mattarella.</p>
        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Il presidente della repubblica è eletto dal parlamento in seduta comune dei suoi membri. All&#8217;elezione partecipano tre delegati per ogni regione eletti dal consiglio regionale in modo che sia assicurata la rappresentanza delle minoranze. La Valle d&#8217;Aosta ha un solo delegato</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.senato.it/1025?articolo_numero_articolo=83&sezione=128" target="_blank">- Art. 83 costituzione della repubblica italiana</a>
									            </div>
        </section>
		
<p>Come noto però, oltre al parlamento in seduta comune, contribuiscono all&#8217;elezione del presidente della repubblica anche i delegati delle regioni: 58 consiglieri regionali (3 per regione e 1 per la Valle d&#8217;Aosta). <strong>Proprio per questo motivo le elezioni regionali meritano particolare attenzione, e possono rappresentare una variabile determinante per il voto del 2022.</strong></p>
        <section class="blockquote">
							<p>Vincere le elezioni regionali vuole anche dire maggiore peso nell&#8217;elezione del presidente della repubblica nel 2022.</p>
<p>
			        </section>
		
<p>Come detto attualmente il centrodestra controlla oltre metà dei consigli regionali, nuove vittorie elettorali le permetterebbero quindi di ulteriormente incrementare le possibilità di influire sulla scelta del nuovo presidente della repubblica. <strong>Anche la partita per il Quirinale quindi mette le regioni in una posizione decisiva per gli equilibri nazionali.</strong></p>
<p>Un ruolo che è solo destinato a crescere quando, e se, verrà realmente implementato il taglio del numero di parlamentari. Se non si predispone quindi anche una riforma dell&#8217;articolo 83 della costituzione il peso dei 58 consiglieri regionali nella scelta del presidente della repubblica è desinato a crescere.</p>
<h3>Chi lascia il parlamento per andare in regione</h3>
<p>In questo scenario le regioni stanno diventando un luogo sempre più attrattivo in cui fare politica. Da inizio legislatura 13 tra deputati e senatori si sono dimessi per avere assunto un incarico incompatibile con il mandato parlamentare: 7 alla camera e 6 al senato. Tra questi, 9 lo hanno fatto perché nel frattempo sono stati eletti/nominati in giunta e/o consiglio regionale. <strong>Ultima in ordine di tempo proprio la neo eletta governatrice della regione Umbria, Donatella Tesei (Lega), che ora dovrà quindi dimettersi dal Senato.</strong></p>
        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">9 </span>i parlamentari che hanno lasciato camera e senato per un incarico in regione.</p>
			        </section>
		
<p>Il primo è stato Massimiliano Fedriga (Lega) che da neo deputato dalla Lega ha gareggiato e vinto le elezioni regionali in Friuli-Venezia Giulia. Nell&#8217;estate del 2018 poi sia Claudia Maria Terzi (Lega) che Lara Magoni (Lega) hanno lasciato rispettivamente l&#8217;incarico di deputata e senatrice dopo essere state nominate in giunta dal governatore lombardo Fontana (Lega).</p>
        <section class="dossier">
            <div>
															Incompatibilità, scopri come funzionano<br />
									                <span class="read-more"><a href="https://www.openpolis.it/esercizi/i-limiti-al-cumulo-di-incarichi-politici/">"Caricometro, dove non arrivano le leggi"</a></span>
            </div>
        </section>
		
<p>Nel 2019 sono seguite poi le dimissioni di Maurizio Fugatti (Lega), Stefania Segnana (Lega) e Giulia Zanottelli (Lega), che hanno optato rispettivamente per le cariche di presidente e di consigliere della provincia autonoma di Trento, di Marco Marsilio (Fdi), diventato governatore dell&#8217;Abruzzo, e infine di Christian Solinas (PSd&#8217;Az), eletto presidente della giunta regionale sarda.</p>
            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/da-inizio-legislatura-9-parlamentari-si-sono-dimessi-per-incarichi-regionali/">Da inizio legislatura 9 parlamentari hanno lasciato l&#8217;aula per incarichi regionali</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/da-inizio-legislatura-9-parlamentari-si-sono-dimessi-per-incarichi-regionali/">Dove sono andati i parlamentari dimissionari per incompatibilità</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1">
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                    </div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_59448_tab3"><p>Sono stati considerati solamente i parlamentari che si sono dimessi per incompatibilità. Colori quindi che sono andati a ricoprire un incarico in giunta/consiglio regionale, nel consiglio superiore della magistratura o al parlamento europeo.</p>
</div>
			                        </amp-selector>
                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>dati ed elaborazione openpolis                                                            </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-59448"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-59448" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			
<p>Con le prossime elezioni regionali è immaginabile che questo numero sia destinato a salire. Solamente per citare un esempio la candidata della Lega per le elezioni regionali in Emilia-Romagna è <a href="https://parlamento18.openpolis.it/parlamentare/cosa/id/420213/sf_highlight/borgonzoni" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Lucia Borgonzoni</a>, attualmente senatrice.<strong> Una scelta quindi molto comune, con le regioni che danno sempre più l'impressione di essere un luogo in cui ci sono maggiori possibilità di impattare a livello politico rispetto al parlamento</strong>. In un contesto storico in cui proprio camera e senato si trovano sempre più svuotate dalle loro prerogative.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Foto credit - <a href="https://www.facebook.com/giovatoti/photos/a.1420354864878556/2452224695024896/?type=3&amp;theater" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Facebook ufficiale Giovanni Toti</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/cresce-il-ruolo-delle-regioni-nella-politica-di-oggi/">Cresce il ruolo delle regioni nella politica di oggi</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Truzzu, il sindaco di Cagliari è incompatibile</title>
		<link>https://www.openpolis.it/truzzu-il-sindaco-di-cagliari-e-incompatibile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele De Bernardin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jul 2019 07:58:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.openpolis.it/?p=51651</guid>

					<description><![CDATA[<p>Eletto sindaco a metà giugno, a febbraio era anche entrato a far parte del consiglio regionale sardo. I due incarichi non si possono svolgere contemporaneamente. Ma le dimissioni non arrivano.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/truzzu-il-sindaco-di-cagliari-e-incompatibile/">Truzzu, il sindaco di Cagliari è incompatibile</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Risolta un&#8217;incompatibilità, se ne crea un&#8217;altra.</p>
<p>Dopo il caso Solinas, il governatore sardo che ha mantenuto per oltre 2 mesi l&#8217;incarico incompatibile di senatore, questa volta ci soffermiamo su Paolo Truzzu.</p>
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/solinas-il-governatore-incompatibile-che-non-si-dimette-dal-senato/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Incompatibilità<br />
<br><strong>il caso Solinas</strong></a>.</p>
        </section>
		
<p><strong>Il neo eletto sindaco di Cagliari si trova in una situazione di incompatibilità, essendo da febbraio di quest&#8217;anno anche consigliere regionale in Sardegna</strong>. I due ruoli, come stabilito dallo statuto regionale, non possono essere svolti contemporaneamente. Ci sono state ben 2 sedute del consiglio regionale successive alla sua proclamazione a sindaco, e in nessuna di queste occasioni sono state presentate delle dimissioni.</p>
<p>La prossima è prevista il 9 luglio, e Truzzu compare come <strong>relatore di maggioranza nella discussione del rendiconto di bilancio della regione.</strong> Truzzu quindi continua a svolgere attivamente il suo ruolo non solo di consigliere, ma anche di presidente della commissione bilancio. Una chiara situazione di conflitto di interessi, considerando il suo nuovo incarico da sindaco del comune capoluogo della regione stessa.</p>
<p>Ennesima prova del perché le incompatibilità andrebbero risolte il prima possibile.</p>
<h3>Il caso nel dettaglio</h3>
<p>Il 24 febbraio del 2019 Paolo Truzzu è stato eletto consigliere regionale della Sardegna. Segretario del <a href="http://consiglio.regione.sardegna.it/XVILegislatura/Gruppi/01_gruppo_FratellidItalia.asp" target="_blank" rel="noopener noreferrer">gruppo Fratelli d&#8217;Italia</a>, il politico è anche <a href="http://consiglio.regione.sardegna.it/XVILegislatura/Commissioni/commissione03.asp" target="_blank" rel="noopener noreferrer">presidente della commissione bilancio</a>.</p>
<p>Nelle elezioni per eleggere il successore di Zedda a Cagliari Truzzu è stato il candidato del centrodestra, venendo poi eletto sindaco il 17 giugno scorso. L&#8217;articolo 17 dello statuto speciale della regione Sardegna stabilisce però che i due ruoli in questione sono incompatibili:</p>
        <section class="dossier">
            <div>
															Incandidabilità, ineleggibilità e incompatibilità: come funzionano									                <span class="read-more"><a href="https://www.openpolis.it/esercizi/i-limiti-al-cumulo-di-incarichi-politici/">"Caricometro, dove non arrivano le leggi"</a></span>
            </div>
        </section>
		
        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>[&#8230;] L&#8217;ufficio di consigliere regionale è incompatibile con quello di membro di una delle Camere o di un altro Consiglio regionale o di un sindaco di un Comune con popolazione superiore a diecimila abitanti, ovvero di membro del Parlamento europeo</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_5_20150114110812.pdf" target="_blank">- Art. 17 - Statuto della regione Sardegna</a>
									            </div>
        </section>
		
<p>Nel caso specifico, <strong>è vietato quindi per qualsiasi membro del consiglio regionale sardo essere contemporaneamente primo cittadino di un comune con più di 10.000 abitanti</strong>. Ai sensi della legge 154 del 1981 in queste circostanze si ha a disposizione 10 giorni di tempo, dal concretizzarsi della causa, per risolvere la situazione di incompatibilità. La proclamazione a Sindaco di Truzzo risale allo scorso 19 giugno, e di giorni quindi ne sono passati quasi 20.</p>
        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">19 </span>giorni di incompatibilità palese per il sindaco di Cagliari Paolo Truzzu.</p>
			        </section>
		
<p>La cosa che rende il tutto ancora più grave, è che il neo eletto primo cittadino di Cagliari ha avuto varie occasioni per presentarsi in consiglio regionale e consegnare le sue dimissioni. Però né nella <a href="http://www.consregsardegna.it/resoconti/resoconto.asp?idverbale=160011" target="_blank" rel="noopener noreferrer">seduta del 20 giugno</a>, né in quella del <a href="http://www.consregsardegna.it/resoconti/resoconto.asp?idverbale=160012" target="_blank" rel="noopener noreferrer">25 giugno</a>, ciò è avvenuto. Come se non bastasse, nell&#8217;ultima delle due riunioni appena citate, Truzzu è persino intervenuto per illustrare la dichiarazione di voto del suo gruppo su un provvedimento in discussione. <strong>Il problema quindi non è solo che il sindaco non si è dimesso, ma anche che sta continuando a svolgere il suo incarico di consigliere regionale in modo attivo.</strong></p>
        <section class="blockquote">
							<p>Già 2 le occasioni perse per dimettersi in tempo da consigliere regionale.</p>
<p>
			        </section>
		
<p>Per il prossimo <a href="http://consiglio.regione.sardegna.it/convocazione.asp" target="_blank" rel="noopener noreferrer">9 luglio è stata convocata una nuova seduta del consiglio regionale,</a> in cui al primo punto dell&#8217;ordine del giorno risulta esserci la discussione del rendiconto generale della regione Sardegna, nonché il rendiconto consolidato, per l&#8217;anno 2017. <strong>Il relatore del provvedimento è giustappunto Truzzu, in quanto presidente della commissione bilancio.</strong></p>
<h3>Un&#8217;incompatibilità palese, e conflitto di interessi</h3>
<p>Il 4 luglio i <a href="https://www.radicali.it/20190704/incompatibilita-sindaco-cagliari-radicali-italiani-deposita-ricorso/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Radicali italiani hanno depositato un&#8217;azione popolare</a> per far decadere dalla carica di consigliere regionale l&#8217;attuale sindaco di Cagliari Paolo Truzzu.</p>
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.radicali.it/20190704/incompatibilita-sindaco-cagliari-radicali-italiani-deposita-ricorso/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Azione popolare dei Radicali italiani<br />
<br><strong>Leggi</strong></a>.</p>
        </section>
		
<p>L&#8217;incompatibilità in questione, oltre ad essere palese, appare essere anche in cattiva fede. Le occasioni per le dimissioni ci sono state e, non solo non sono state sfruttate, ma Truzzu ha continuato a svolgere proattivamente il suo incarico di consigliere regionale. Come visto è intervenuto nelle sedute del consiglio regionale, e ha <a href="http://consiglio.regione.sardegna.it/XVILegislatura/Sintesi/Commissioni/commissione_3/Sint_comm3_005.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">anche presieduto una seduta dalla commissione bilancio</a>, svoltasi lo scorso 2 luglio.</p>
        <section class="blockquote">
							<p>Presidente della commissione regionale di bilancio, e sindaco del comune capoluogo. Chiaro caso di conflitto di interessi.</p>
<p>
			        </section>
		
<p>Il motivo per cui è meglio risolvere le incompatibilità palesi, come queste, il prima possibile è proprio per evitare situazioni ambigue. <strong>Il presidente della commissione bilancio della regione, che mantiene il ruolo mentre è anche sindaco del comune capoluogo della regione stessa, crea evidentemente dei problemi</strong>. Situazioni che portano ad un chiaro conflitto di interessi, che certamente non mette in buona luce Truzzu. <strong>Chiediamo quindi che nella seduta del prossimo 9 luglio il sindaco Truzzu si dimetta da consigliere regionale.</strong></p>
<p>Foto credit: <a href="https://www.facebook.com/truzzupaolo/photos/a.482488201869713/2123246601127190/?type=3&amp;theater" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Facebook ufficiale Paolo Truzzu</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/truzzu-il-sindaco-di-cagliari-e-incompatibile/">Truzzu, il sindaco di Cagliari è incompatibile</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Solinas, il governatore incompatibile che non si dimette dal senato</title>
		<link>https://www.openpolis.it/solinas-il-governatore-incompatibile-che-non-si-dimette-dal-senato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele De Bernardin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Jun 2019 07:39:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.openpolis.it/?p=37699</guid>

					<description><![CDATA[<p>Eletto alla presidenza della Sardegna a fine febbraio, Solinas non ha ancora lasciato ufficialmente il suo ruolo a Palazzo Madama. Risulta sempre "in missione", non subisce quindi decurtazioni, e ogni tanto vota pure.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/solinas-il-governatore-incompatibile-che-non-si-dimette-dal-senato/">Solinas, il governatore incompatibile che non si dimette dal senato</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Proclamato ufficialmente a fine marzo, Christian Solinas è governatore della regione Sardegna da oltre 2 mesi. Da marzo del 2018 è però anche senatore della repubblica. <strong>I due incarichi, come stabilito dalla costituzione, sono incompatibili, e non possono cioè essere svolti contemporaneamente. </strong>Solinas aveva promesso di dimettersi una volta insediata la giunta regionale, cosa che però non è avvenuta.</p>
        <section class="blockquote">
							<p>Grazie alla presidenza di Palazzo Madama, Solinas non risulta assente ma bensì &#8220;in missione&#8221;.</p>
<p>
			        </section>
		
<p>Risulta quindi ancora membro di Palazzo Madama e, come se non bastasse, viene costantemente segnalato in missione, invece che assente, durante le votazioni dell&#8217;aula. Questo implica che non gli vengono inflitte decurtazioni alla diaria. Non solo, ogni tanto in questi mesi ha persino votato in parlamento, come sulla risoluzione per il Def o sull&#8217;autorizzazione a procedere nei confronti di Salvini.</p>
<h3>Doppi incarichi incompatibili</h3>
<p>Il nostro sistema legislativo prevede una serie di norme per rendere la gestione delle istituzioni più equa. Alcuni incarichi infatti non si possono svolgere contemporaneamente, per evitare possibili conflitti di interesse. Le varie forme di incompatibilità sono stabilite dalla legge, ma soprattutto dalla costituzione.</p>
        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Nessuno può appartenere contemporaneamente a un Consiglio o a una Giunta regionale e ad una delle Camere del Parlamento, ad un altro Consiglio o ad altra Giunta regionale, ovvero al Parlamento europeo</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.senato.it/documenti/repository/istituzione/costituzione.pdf#page=68" target="_blank">-  Art. 122 - Costituzione della repubblica italiana</a>
									            </div>
        </section>
		
        <section class="dossier">
            <div>
															Incandidabilità, ineleggibilità e incompatibilità</p>
<p>									                <span class="read-more"><a href="https://www.openpolis.it/esercizi/i-limiti-al-cumulo-di-incarichi-politici/">"Caricometro, dove non arrivano le leggi"</a></span>
            </div>
        </section>
		
<p>Nel caso specifico, non si può appartenere ad una giunta regionale e contemporaneamente ad una delle due camere del parlamento. La situazione di Solinas quindi viola la costituzione, ed è resa possibile anche dal lento iter istituzionale necessario affinché il politico in questione scelta tra un incarico e l&#8217;altro.</p>
<h3>Il caso Solinas</h3>
<p>Christian Solinas, segretario nazionale del Partito sardo d&#8217;azione, è entrato per la prima volta in parlamento nel 2018, dopo una lunga carriera politica sul territorio. Un&#8217;ascesa che lo ha portato in parlamento, <strong>anche grazie all&#8217;accordo politico tra il suo partito e quello guidato da Matteo Salvini</strong>. Non a caso è tutt&#8217;ora vicepresidente del gruppo parlamentare &#8220;<a href="http://www.senato.it/leg/18/BGT/Schede/GruppiStorici/00000033.htm" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Lega-Salvini premier-Partito sardo d&#8217;azione</a>&#8221; di Palazzo Madama. In aggiunta è anche membro della <a href="http://www.senato.it/leg/18/BGT/Schede/Commissioni/0-00005.htm" target="_blank" rel="noopener noreferrer">commissione bilancio</a>, nonché <a href="http://www.parlamento.it/leg/18/BGT/Schede/Bicamerali/v3/4-00053.htm" target="_blank" rel="noopener noreferrer">vicepresidente della commissione antimafia</a>.</p>
<p>Con le elezioni regionali dello scorso febbraio è diventato governatore della regione Sardegna, guidando alla vittoria la coalizione di centrodestra. <a href="https://www.regione.sardegna.it/j/v/2568?s=388416&amp;v=2&amp;c=392&amp;t=1" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Proclamato poi ufficialmente il 20 marzo successivo</a>, Solinas è quindi in una situazione di incompatibilità da oltre 2 mesi. Da lì è cominciato un lungo lavoro, che ha sollevato non poche critiche, per la composizione della giunta regionale. <a href="https://www.regione.sardegna.it/j/v/2568?s=390492&amp;v=2&amp;c=392&amp;t=1" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Lavoro che si è concluso solamente l&#8217;8 maggio</a>, richiedendo quindi una lunga contrattazione con le forze politiche sarde.</p>
<p>Durante tutto questo periodo in varie occasioni al governatore sardo è stata fatta notare la situazione di evidente incompatibilità. <strong>Interviste con la stampa, in cui ha sempre sottolineato come fosse sua intenzione dimettersi una volta formalizzata la giunta</strong>. In un&#8217;occasione, dello scorso 9 aprile, ha persino sottolineato di aver già inviato la sua lettera di dimissioni a Palazzo Madama, e che avrebbe formalizzato il tutto a voce appena trovato il tempo per andare ad una seduta.</p>
        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Appena trovo il tempo per andare a una seduta, formalizzerò a voce la scelta. Ho comunque sessanta giorni di tempo dalla proclamazione</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.sardiniapost.it/politica/solinas-sulla-giunta-ultime-verifiche-e-promette-presto-revisione-del-ppr/" target="_blank">- 9 aprile 2019 - Intervista a Sardinia Post di Christian Solinas</a>
									            </div>
        </section>
		
<p>Dimissioni che però non sono mai arrivate, o almeno, ufficialmente non si sono mai concretizzate. Sul sito del senato Solinas risulta regolarmente senatore della repubblica, e soprattutto è ancora menzionato in tutti i resoconti stenografici delle sedute di aula.</p>
<h3>La situazione in parlamento</h3>
<p>Per rendere la situazione ancora più paradossale, Solinas, non potendo più partecipare alle sedute di aula del senato, non risulta assente, come dovrebbe essere, ma bensì in missione. Un elemento che ha delle ripercussioni non secondarie su una serie di aspetti.</p>
        <section class="glossary">
            <div>
                <mark>
																		Le missioni parlamentari sono autorizzate dal Presidente dell’aula. Poiché si tratta di una sorta di “assenza giustificata” i parlamentari in missione non subiscono alcuna decurtazione della diaria (un rimborso delle spese di soggiorno a Roma che ammonta a €3500 al mese per i senatori e a €3690 per i deputati).</br>
											                </mark>
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/come-si-contano-assenze-presenze-e-missioni-parlamentari/">
                "Come si contano assenze, presenze e missioni parlamentari"</a></span>

            </div>
        </section>
		
<p>Da inizio legislatura quindi <strong>Christian Solinas è stato presente al 56,46% delle votazioni elettroniche, in missione al 33,67% e assente in solo il 9,87% dei casi</strong>. Un fatto paradossale considerando che da inizio anno Solinas è andato in aula per delle votazioni in sole 7 occasioni. <strong>Da quando è stato eletto poi, il governatore è andato a Palazzo Madama solo il 19, 20 e 21 marzo e il 18 aprile.</strong></p>
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://parlamento18.openpolis.it/parlamentare/christian-solinas/500071" target="_blank" rel="noopener noreferrer">L&#8217;attività di Solinas al senato<br />
<br><strong>Vai su openparlamento</strong></a>.</p>
        </section>
		
        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">7 </span>le presenze in parlamento alle votazioni elettroniche da inizio anno.</p>
			        </section>
		
<p><strong>Formalmente quindi la presidenza di Palazzo Madama sta riconoscendo a Solinas delle assenze giustificate</strong>, nonostante di giustificato ci sia ben poco, permettendogli anche di non subire decurtazioni alla diaria.</p>
        <section class="blockquote">
							<p>Da senatore incompatibile, ha votato su alcuni atti chiave della XVIII legislatura.</p>
<p>
			        </section>
		
<p>Positivo o no, pur in una situazione di evidente incompatibilità, <strong>Christian Solinas non ha fatto mancare il suo contributo su alcuni voti particolarmente sfidanti per la maggioranza</strong>. Era presente per votare sull&#8217;<a href="https://parlamento18.openpolis.it/votazione/senato/autorizzazione-a-procedere-salvini-caso-diciotti-doc-iv-bis-n-1-proposta-giunta-elezioni-e-immunit/6621" target="_blank" rel="noopener noreferrer">autorizzazione a procedere nei confronti di Salvini</a>, sulla <a href="https://parlamento18.openpolis.it/votazione/senato/sfiducia-fi-a-toninelli-sfiducia-di-fi-a-toninelli/6672" target="_blank" rel="noopener noreferrer">mozione di sfiducia a Toninelli</a>, e soprattutto quando l&#8217;aula ha affrontato il voto sulla risoluzione al <a href="https://parlamento18.openpolis.it/votazione/senato/risoluzione-def-doc-lvii-n-2-proposta-di-risoluzione-n-3-patuanelli-e-romeo/7349" target="_blank" rel="noopener noreferrer">documenti di economia e finanza (Def)</a>. <strong>Una scelta quantomeno fuori luogo, e che forse andava evitata a monte, prendendo la decisione di dimettersi nei giorni successivi alla sua proclamazione a governatore.</strong></p>
<p>Ad oggi non si hanno più notizie formali sulle dimissioni che Solinas avrebbe già presentato. <strong>Certamente però in tutte le sedute di Palazzo Madama della scorsa settimana il governatore della regione Sardegna veniva indicato come in missione, </strong>come si può leggere dai resoconti stenografici di <a href="http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Resaula&amp;leg=18&amp;id=1112700&amp;part=doc_dc-allegatob_ab-sezionetit_cem" target="_blank" rel="noopener noreferrer">martedì 4 giugno,</a> <a href="http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Resaula&amp;leg=18&amp;id=1112793&amp;part=doc_dc-allegatob_ab-sezionetit_cem" target="_blank" rel="noopener noreferrer">mercoledì 5 giugno</a> e <a href="http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/18/Resaula/0/1112840/index.html?part=doc_dc-allegatob_ab-sezionetit_cem" target="_blank" rel="noopener noreferrer">giovedì 6 giugno</a>.</p>
<h3>Chiediamo chiarezza e iter più rapidi per risolvere le incompatibilità</h3>
<p>Procedure lente, macchinose e che lasciano così tanta discrezionalità ai politici coinvolti per le incompatibilità palesi non possono essere più tollerate. <strong>Una discrezionalità che nell&#8217;ultimo periodo ha portato a vari comportamenti, alcuni virtuosi altri un po&#8217; meno</strong>.</p>
<p>Quando <a href="https://parlamento18.openpolis.it/parlamentare/dalfonso-luciano/309045" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Luciano D&#8217;Alfonso</a>, attualmente senatore del Partito democratico, è stato eletto a Palazzo Madama era governatore della regione Abruzzo. Abusando dei 60 giorni di tempo concessi per scegliere tra un incarico e l&#8217;altro, <strong>D&#8217;Alfonso mantenne il doppio incarico fino al 9 agosto, cioè 5 mesi dopo l&#8217;elezione al parlamento</strong>. Un elemento permesso anche dalla posticipata istituzione degli organi parlamentari, tra cui la giunta delle elezioni, dovuta soprattutto alla lunga fase di stallo politico-istituzionale che ha poi portato alla nascita del governo Conte.</p>
        <section class="blockquote">
							<p>Viene lasciata troppa discrezionalità nelle tempistiche per risolvere le incompatibilità.</p>
<p>
			        </section>
		
<p><a href="https://www.openpolis.it/fedriga-il-governatore-incompatibile/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">A maggio dell&#8217;anno scorso invece avevamo raccontato come Massimiliano Fedriga</a> (Lega), trovatosi in una situazione analoga a quella di Solinas, e sollecitato da openpolis per i medesimi motivi, <strong>avesse deciso di dimettersi dal parlamento in seguito alla sua proclamazione ufficiale a governatore del Friuli-Venezia Giulia</strong>. Un comportamento virtuoso, che potrebbe diventare una buona pratica da replicare in situazioni del genere.</p>
<p>Sfruttare i 60 giorni concessi per scegliere tra un incarico e l&#8217;altro, quando la scelta è palese sin dall&#8217;inizio, è una mancanza di rispetto nei confronti di cittadini ed istituzioni.</p>
<h3>Aggiornamento del 20 giugno – Dimissioni di Solinas</h3>
<p>A seguito del nostro articolo, e all&#8217;<a href="https://www.radicali.it/20190619/oggi-e-stato-notificato-al-governatoresenatore-christian-solinas-nostro-ricorso-su-sua-incompatibilita/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">azione popolare depositata dai Radicali italiani</a>, il 19 giugno il governatore della regione Sardegna <a href="http://www.senato.it/leg/18/BGT/Schede/Attsen/00032716.htm" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Christian Solinas ha ufficializzato le sue dimissioni dal senato</a>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/solinas-il-governatore-incompatibile-che-non-si-dimette-dal-senato/">Solinas, il governatore incompatibile che non si dimette dal senato</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>I social e il (non) silenzio elettorale</title>
		<link>https://www.openpolis.it/i-social-e-il-non-silenzio-elettorale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele De Bernardin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Apr 2019 06:19:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.openpolis.it/?p=39971</guid>

					<description><![CDATA[<p>Molti politici nazionali non lo rispettano. Fatto grave, specialmente quando il politico in questione è Salvini, a capo del ministero che ha il compito di vigilare sulla regolarità della propaganda elettorale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/i-social-e-il-non-silenzio-elettorale/">I social e il (non) silenzio elettorale</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il 2019 della politica italiana è iniziato con 3 tornate regionali che hanno riguardato, in ordine di tempo, Abruzzo, Sardegna e Basilicata. Elezioni che hanno sempre visto vittorioso il centrodestra, confermando soprattutto la forte ascesa politica del leader leghista Matteo Salvini.</p>
<p><strong>In tutte queste occasioni si è riproposto un problema dell&#8217;attuale sistema politico: il non rispetto del silenzio elettorale sui social</strong>. La legge che regola la materia risale al 1956, ed è stata modificata numerose volte negli anni successivi. Ciò nonostante il testo non fa ancora chiari riferimenti a internet, e grazie a questa ambiguità i politici, nazionali e non, continuano a violare il silenzio elettorale nel giorno del voto.</p>
        <section class="blockquote">
							<p>Matteo Salvini è a capo dell&#8217;istituzione che deve vigilare sulla propaganda elettorale, ma lui stesso viola il silenzio elettorale.</p>
<p>
			        </section>
		
<p>È successo varie volte in questi mesi, soprattutto nelle elezione regionali appena menzionate. Un problema che ha coinvolto un po&#8217; tutti, ma in maniera particolare candidati e politici della coalizione di centrodestra, uno su tutti Matteo Salvini. <strong>Il leader della Lega infatti ha utilizzato varie volte facebook e twitter per fare appelli al voto il giorno stesso dell&#8217;elezione.</strong> Un problema non da poco, considerando che Salvini è anche ministro dell&#8217;interno, l&#8217;istituzione pubblica che organizza le elezioni, e che monitora il loro svolgimento regolare.</p>
<h3>Come funziona il silenzio elettorale</h3>
<p>Le campagne elettorali sono normate da una serie di leggi, che ne assicurano il funzionamento e soprattutto la regolarità. Tra queste c&#8217;è anche la <a href="https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=1956-04-11&amp;atto.codiceRedazionale=056U0212&amp;elenco30giorni=false" target="_blank" rel="noopener">legge 212 del 1956</a>, dedicata proprio alla disciplina della propaganda elettorale. Nei diversi articoli della norma vengono affrontati numerosi aspetti: dalle regole per l&#8217;affissione dei manifesti, alle multe per chi li distrugge. L&#8217;articolo 9 è dedicato proprio al silenzio elettorale:</p>
        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Nel giorno precedente ed in quelli stabiliti per, le elezioni sono vietati i comizi e le riunioni di propaganda elettorale diretta o indiretta, in luoghi pubblici o aperti al pubblico, nonché la nuova affissione di stampati, giornali murali od altri o manifesti di propaganda o l&#8217;applicazione di striscioni, drappi o impianti luminosi. Nei giorni destinati alla votazione è vietata, altresì, ogni propaganda elettorale entro il raggio di 200 metri dall&#8217;ingresso delle sezioni elettorali.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=1956-04-11&atto.codiceRedazionale=056U0212&elenco30giorni=false" target="_blank">- art. 9 - Legge 212 del 1956</a>
									            </div>
        </section>
		
<p>La norma in questione è stata poi integrata con il <a href="http://www.aeranti.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=311:legge-4-febbraio-1985-n-10-recante-qconversione-in-legge-del-decreto-legge-6-dicembre-1984-n-807-recante-disposizioni-urgenti-in-materia-di-trasmissioni-radiotelevisiveq&amp;catid=26:legislazione-base-in-materia-di-disciplina-del-sis&amp;Itemid=4" target="_blank" rel="noopener">decreto legge 807 del 1984</a>, che espande il divieto di diffondere propaganda elettorale il giorno del voto anche alle emittenti radiotelevisive private. La logica dietro questa regola è che il cittadino, dopo aver ascoltato ed analizzato le proposte fatte dalle varie forze politiche candidate durante la campagna elettorale, possa riflettere serenamente sul voto che sta per esprimere.</p>
<p>Il problema però è abbastanza evidente, ed è anche normale visto l&#8217;anno in cui i testi sono stati prodotti: <strong>l&#8217;attuale principale mezzo di comunicazione per la politica italiana, internet, non viene mai citato direttamente dalla norma.</strong> Questo crea delle evidenti ambiguità, che potrebbero essere superate dal semplice buonsenso: se c&#8217;è un divieto di fare propaganda su qualsiasi mezzo di comunicazione, è chiaro che questo riguardi anche i social network.</p>
<p>Peccato però che questo collegamento non sia così evidente. Motivo per il quale prima delle scorse elezioni politiche l&#8217;autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom), che ha lo <a href="https://www.agcom.it/comunicazione-politica" target="_blank" rel="noopener">specifico mandato in materia</a>, aveva pubblicato chiare linee guide per evitare questi problemi:</p>
        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>La normativa vigente vieta di fatto ogni forma di propaganda elettorale (in tv e attraverso comizi pubblici) nel giorno del voto e in quello precedente. Sarebbe pertanto auspicabile che anche sulle piattaforme in questi due giorni fosse evitata, da parte dei soggetti politici, ogni forma di propaganda, per evitare di influenzare con pressioni indebite l’elettorato ancora indeciso.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.agcom.it/documents/10179/9478149/Documento+generico+01-02-2018/45429524-3f31-4195-bf46-4f2863af0ff6?version=1.0" target="_blank">- Linee guide Agcom - politiche 2018</a>
									            </div>
        </section>
		
<h3>Chi non ha rispettato il silenzio elettorale</h3>
<p>Da inizio anno si sono svolte 3 tornate elettorali, che hanno riguardato altrettanti regioni: Abruzzo (10 febbraio), Sardegna (24 febbraio) e Basilicata (24 marzo). Per analizzare la portata del problema abbiamo preso in considerazione i profili facebook e twitter dei 9 principali candidati (3 per tornata elettorale: centrodestra, centrosinistra e Movimento 5 stelle), come anche quelli dei leader dei 5 principali partiti nazionali: Lega (Matteo Salvini), Movimento 5 stelle (Luigi Di Maio), Partito Democratico (Martina e poi Zingaretti), Forza Italia (Silvio Berlusconi) e Fratelli d&#8217;Italia (Giorgia Meloni).</p>
<p><strong>Per fare questo tipo di lavoro abbiamo differenziato post che erano dei semplici inviti al voto, da quelli che indicavano apertamente quale candidato scegliere e perché.</strong> È importante fare questa differenziazione, perché la prima tipologia di post, considerata da noi lecita, ha riguardato praticamente tutti i soggetti analizzati, dal centrosinistra al centrodestra passando per il Movimento 5 stelle.</p>
<p><a href="https://twitter.com/GiovanniLegnini/status/1094549794641666049" target="_blank" rel="noopener"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone wp-image-40147 size-full" src="http://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/04/Schermata-2019-03-26-alle-16.48.11.png" alt="" width="597" height="764" srcset="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/04/Schermata-2019-03-26-alle-16.48.11.png 597w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/04/Schermata-2019-03-26-alle-16.48.11-414x530.png 414w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/04/Schermata-2019-03-26-alle-16.48.11-195x250.png 195w" sizes="(max-width: 597px) 100vw, 597px" /></a></p>
<p>Discorso diverso invece, soprattutto per la gravità, quando sono stati <strong>pubblicati post nel giorno del voto, invitando apertamente gli elettori a votare per un determinato candidato</strong>. Questo, quando è successo, è stato fatto principalmente dai 3 leader del centrodestra: Matteo Salvini, Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni.</p>
            <section class="facebook">
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					                </div>
            </section>
			
<p><strong>Nel giorno del voto in Sardegna per esempio (24 febbraio), sia Silvio Berlusconi che Giorgia Meloni hanno violato il silenzio elettorale</strong>, facendo un chiaro appello a votare per i propri partiti. Cosa che la leader di Fratelli d&#8217;Italia aveva anche fatto per <a href="https://twitter.com/GiorgiaMeloni/status/1094507570386141184" target="_blank" rel="noopener">il voto di inizio Febbraio in Abruzzo,</a> e che il fondatore di <a href="https://www.facebook.com/SilvioBerlusconi/posts/2396605903706834" target="_blank" rel="noopener">Forza Italia ha fatto poi anche per le regionali in Basilicata</a>. <strong>In due tornate elettorali su 3 quindi Berlusconi e Meloni hanno violato il silenzio elettorale.</strong></p>
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            </section>
			
<p>Anche i vari candidati del centrodestra che hanno gareggiato, e vinto, durante le elezioni regionali del 2019 non sono stati da meno. Marco Marsilio (Fdi), ex senatore e attuale governatore dell&#8217;Abruzzo, ha utilizzato twitter per invitare i suoi elettori al voto. Appello fatto quando i seggi erano ancora aperti.</p>
<p><a href="https://twitter.com/marcomarsilio/status/1094702908099112960" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-40171 size-full" src="http://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/04/Schermata-2019-03-26-alle-17.42.34.png" alt="" width="603" height="815" srcset="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/04/Schermata-2019-03-26-alle-17.42.34.png 603w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/04/Schermata-2019-03-26-alle-17.42.34-414x560.png 414w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/04/Schermata-2019-03-26-alle-17.42.34-185x250.png 185w" sizes="(max-width: 603px) 100vw, 603px" /></a></p>
<p><strong>Unico esponente del centrosinistra per cui è stato possibile ricostruire violazioni del silenzio elettorale è stato Carlo Trerotola, candidato alla presidenza della regione Basilicata per la coalizione guidata dal Partito democratico</strong>. Nel giorno del voto l&#8217;esponente del centrosinistra ha fatto <a href="https://www.facebook.com/carlotrerotola/" target="_blank" rel="noopener">numerosi post su facebook</a>, alcuni erano semplici inviti al voto, altri, per la precisione 6, erano evidentemente comunicazioni di propaganda elettorale.</p>
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<h3>Il caso Salvini</h3>
<p>Attenzione particolare la merita sicuramente Matteo Salvini. <strong>Il leader della Lega ha violato il silenzio elettorale sia per le elezioni in Sardegna, sia per quelle in Basilicata</strong>. Come per i suoi due alleati, Berlusconi e Meloni, le violazioni sono state quindi in 2 delle 3 tornate regionali del 2019. Qui per esempio è stato pubblicato un video, nel giorno del voto, in cui si invitavano gli elettori a votare Lega.</p>
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            </section>
			
<p>Il problema però, quando si parla di Salvini, guadagna ulteriore peso. Il leader della Lega, oltre a svolgere l&#8217;incarico di vice presidente del consiglio, è anche ministro dell&#8217;interno. È alla luce di quest&#8217;incarico che emergono ulteriori questioni. Il dicastero è infatti quello responsabile per l&#8217;organizzazione delle tornate elettorali.</p>
<p>È <a href="http://www.interno.gov.it/it/temi/elezioni-e-referendum/consultazioni-elettorali" target="_blank" rel="noopener">compito infatti del ministero dell’interno</a>, ed in particolare della direzione centrale dei servizi elettorali – incardinata nel Dipartimento per gli affari interni e territoriali – curare gli adempimenti preparatori ed organizzativi per lo svolgimento di tutte le consultazioni elettorali e referendarie. In particolare, e citiamo testualmente dal sito del ministero:</p>
        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>la struttura svolge la funzione di supporto giuridico e tecnico-organizzativo agli uffici elettorali delle prefetture e dei comuni sui procedimenti elettorali, sulla tenuta e revisione delle liste elettorali ed in materia di vigilanza sulla propaganda elettorale.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="http://www.interno.gov.it/it/temi/elezioni-e-referendum/consultazioni-elettorali" target="_blank">- Ministero dell'interno</a>
									            </div>
        </section>
		
<p>Insomma Matteo Salvini è a capo dell&#8217;istituzione che deve vigilare sulla propaganda elettorale, ma lui stesso viola il silenzio elettorale.</p>
<p><a href="https://twitter.com/matteosalvinimi/status/1099601076599308288" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-40405 size-full" src="http://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/04/Schermata-2019-03-27-alle-17.45.12.png" alt="" width="604" height="945" srcset="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/04/Schermata-2019-03-27-alle-17.45.12.png 604w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/04/Schermata-2019-03-27-alle-17.45.12-414x648.png 414w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/04/Schermata-2019-03-27-alle-17.45.12-160x250.png 160w" sizes="(max-width: 604px) 100vw, 604px" /></a></p>
<h3>Cosa si può fare</h3>
<p>È chiaro che un problema c&#8217;è, e che in qualche modo va risolto.</p>
<p>Le questioni da affrontare sembrano essere principalmente due. <strong>La prima riguarda l&#8217;ennesima prova della profonda difficoltà dell&#8217;attuale squadra di governo di rispettare le istituzioni che rappresentano</strong>. Non è accettabile che un ministro non rispetti le regole che il suo stesso ministero deve implementare.</p>
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/cosa/propaganda-social/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Propaganda social<br />
<br><strong>Leggi tutte le nostre analisi</strong></a>.</p>
        </section>
		
        <section class="blockquote">
							<p>In vista delle elezioni europee, il parlamento deve approvare una legge per normare il silenzio elettorale anche sui social.</p>
<p>
			        </section>
		
<p><strong>La seconda invece ci indica la chiara necessità di dover riempire il gap normativo attualmente in essere.</strong> Non è possibile che uno dei principali mezzi disponibili ad oggi per fare propaganda elettorale non sia incluso direttamente nelle norme che regolano le campagne elettorali. Un problema che, come abbiamo più volte raccontato, riguarda sia la propaganda social, che proprio il silenzio elettorale.</p>
<p>Con le elezioni europee che si avvicinano il parlamento ha ormai poco tempo per approvare nuove norme per meglio regolamentare la materia. Il tema deve diventare una priorità per camera e senato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Foto credit &#8211; <a href="https://twitter.com/berlusconi/status/1098657955006894080" target="_blank" rel="noopener">Twitter Silvio Berlusconi</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/i-social-e-il-non-silenzio-elettorale/">I social e il (non) silenzio elettorale</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Di Maio e Salvini abusano del loro ruolo per fare campagna elettorale</title>
		<link>https://www.openpolis.it/di-maio-e-salvini-abusano-del-loro-ruolo-per-fare-campagna-elettorale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele De Bernardin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Mar 2019 10:50:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.openpolis.it/?p=35058</guid>

					<description><![CDATA[<p>Siti istituzionali per pubblicizzare eventi elettorali e missioni parlamentari per fare comizi. Comportamenti inopportuni dei due leader politici di 5stelle e Lega.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/di-maio-e-salvini-abusano-del-loro-ruolo-per-fare-campagna-elettorale/">Di Maio e Salvini abusano del loro ruolo per fare campagna elettorale</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Le campagne elettorali regionali hanno fortemente caratterizzato i primi mesi della politica in questo 2019. <strong>I leader dei due partiti al governo, <a href="https://parlamento18.openpolis.it/parlamentare/cosa/id/685892/sf_highlight/di+maio" target="_blank" rel="noopener">Luigi Di Maio</a> e <a href="https://parlamento18.openpolis.it/parlamentare/cosa/id/63/sf_highlight/salvini" target="_blank" rel="noopener">Matteo Salvini</a>, hanno dedicato numerose ore del loro tempo per sostenere i vari candidati che si sono dati battaglia nelle elezioni regionali in Abruzzo, Sardegna e ora Basilicata.</strong></p>
<p>È giusto ricordare però che Di Maio e Salvini, oltre a guidare il Movimento 5 stelle e la Lega, sono anche vice presidenti del consiglio, ministri e soprattutto parlamentari<strong>. Ecco, è proprio analizzando gli eventi elettorali alla luce dei loro vari incarichi che sono emerse numerose questioni</strong>. Da un lato Di Maio in questi mesi ha pubblicizzato eventi dichiaratamente elettorali sui siti istituzionali dei ministeri di cui è a capo. Dall&#8217;altro Salvini, formalmente in &#8220;missione&#8221; durante alcune sedute del parlamento, ha tenuto comizi elettorali in giro per il paese.</p>
<h3>Gli impegni elettorali di Di Maio e Salvini</h3>
<p>Analizzando i profili social dei due leader, abbiamo fatto il punto sugli impegni elettorali svolti in questi mesi da Di Maio e Salvini. I due vice presidenti del consiglio sono stati molto attivi e, considerando il loro incarico di partito, è anche normale.</p>
        <section class="blockquote">
							<p>Salvini ha registrato il triplo degli eventi rispetto a Di Maio.</p>
<p>
			        </section>
		
<p>Il voto del 10 febbraio in Abruzzo è stato quello che ha mobilitato maggiormente i due politici: 14 gli eventi che ha svolto Luigi Di Maio, e 27 quelli del leader leghista. Numeri più bassi per il voto in Sardegna del 24 febbraio: solamente 3 eventi per il capo politico del Movimento 5 stelle, mentre altri 20 per Matteo Salvini. Già 15 invece gli incontri in Basilicata per Salvini, e 3 quelli tenuti da Di Maio. In vista delle elezioni europee solo il capo politico del M5s si è già mobilitato, con 3 diverse appuntamenti.</p>
<p><strong>Nel confronto Matteo Salvini ha totalizzato esattamente il triplo degli eventi rispetto a Di Maio: 69 il primo e 23 il secondo.</strong> Strategie chiaramente diverse, rese tali anche da un altro aspetto. Per Matteo Salvini non solo è più alto il numero di eventi dedicati alle singole tornate, ma soprattutto sembra chiara la sua intenzione di trasformare qualsiasi occasione pubblica in un possibile comizio: che sia un <a href="https://www.facebook.com/salviniofficial/videos/621056634998274/?t=0" target="_blank" rel="noopener">pranzo della domenica a Recco (Genova)</a> o un capodanno a Bormio (Sondrio).</p>
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            </section>
			
<p>Dalla Lombardia alla Puglia, passando per l&#8217;Umbria, oltre ai grandi eventi elettorali di questo 2019, analizzando i canali social di <strong>Matteo Salvini abbiamo infatti registrato 7 comizi &#8220;improvvisati&#8221; in tutto il territorio nazionale.</strong></p>
<p><strong>Una scelta che invece accomuna i due leader è quella di legare eventi &#8220;ministeriali&#8221; a quelli elettorali</strong>. Proprio lo scorso weekend sia Di Maio che Salvini erano in Basilicata in vista del voto di domenica. Entrambi hanno svolto eventi a sostegno dei loro candidati, ed entrambi hanno sfruttato l&#8217;occasione per organizzare incontri ufficiali per conto dei rispettivi ministeri: quello del <a href="http://www.lavoro.gov.it/eventi/Pagine/Ministro-Di-Maio-in-visita-all-azienda-VIM.aspx" target="_blank" rel="noopener">lavoro per il leader 5 stelle</a>, e quello dell&#8217;<a href="http://www.interno.gov.it/it/notizie/ministro-salvini-potenza" target="_blank" rel="noopener">interno per il segretario della Lega</a>.</p>
            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/piu-di-90-eventi-elettorali-in-3-mesi/">Più di 90 eventi elettorali in 3 mesi per Di Maio e Salvini</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/piu-di-90-eventi-elettorali-in-3-mesi/">Eventi elettorali sul territorio, dal 1° gennaio al 17 marzo 2019</a></h3>
                                    </div>
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                             aria-labelledby="chart_38990_tab3"><p>Eventi rintracciati su canali Facebook, Twitter ed Instagram ufficiali di Luigi Di Maio e Matteo Salvini.</p>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>dati ed elaborazione openpolis                                                            </p>
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                            <p><label for="embed-chart-38990"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-38990" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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<h3>Le missioni dei parlamentari</h3>
<p>Prima di entrare nel vivo della questione, è giusto fare un po' di chiarezza sui regolamenti del parlamento, di cui Di Maio e Salvini fanno parte in quanto deputato il primo e senatore il secondo.</p>
<p>Alle votazioni elettroniche in aula, unico modo per tracciare il tasso di partecipazione ai lavori, un parlamentare può essere assente, presente o in missione. In quest’ultimo caso il politico non partecipa al voto perché è occupato per compiti istituzionali.</p>
        <section class="glossary">
            <div>
                <mark>
																		È il caso per esempio&nbsp;di chi svolge compiti&nbsp;istituzionali nelle commissioni permanenti o nell’ufficio di presidenza o, come nel nostro caso, fa anche parte del governo.&nbsp;È proprio sulle missioni che si nascondono però numerosi problemi in ambito di trasparenza.</br>
											                </mark>
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/come-si-contano-assenze-presenze-e-missioni-parlamentari/">
                "Come si contano assenze, presenze e missioni parlamentari"</a></span>

            </div>
        </section>
		
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://parlamento18.openpolis.it/votazioni-in-parlamento-importanti" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Votazioni della XVIII legislatura<br />
<br><strong>Vedi l'elenco completo</strong></a>.</p>
        </section>
		
<p>Alla fine di ogni seduta il presidente dell’aula elenca i parlamentari in missione e ne specifica per ciascuno la commissione per cui stanno lavorando. Tuttavia non si precisa l’attività esatta che ne giustifica l’assenza né la durata. In altre parole è possibile sapere chi non è presente perché in missione, ma non per quale motivo di preciso e per quanto tempo non ci rimarrà.</p>
        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">14% </span>è il tasso medio di presenze ai lavori dell'aula per i membri del governo che sono anche deputati o senatori.</p>
			        </section>
		
<p>Nel nostro assetto costituzionale poi è prevista la possibilità di svolgere contemporaneamente il ruolo di membro del governo e quello di parlamentare. <strong>Una possibilità che attualmente riguarda il 70% dell'esecutivo Conte, tra ministri, viceministri e sottosegretari. </strong>Nei primi 6 mesi di governo il loro tasso di partecipazione alle votazioni elettroniche è stato poco sopra il 14%. Nella stragrande maggioranza delle situazioni i parlamentari in questione risultano in missione, prova del fatto che il doppio incarico rende molto difficile seguire i lavori dell'aula.</p>
        <section class="blockquote">
							<p>Abusando delle missioni, i membri del governo possono nascondere assenze ingiustificate.</p>
<p>
			        </section>
		
<p>Il fatto di per sé non costituirebbe un problema: è normale che un ministro debba svolgere i suoi compiti istituzionali e che non possa quindi essere presente in aula. Il problema però sorge quando si approfitta delle missioni per nascondere assenze ingiustificate, come per esempio comizi ed eventi elettorali.</p>
<h3>Mettersi in missione, ma fare campagna elettorale</h3>
<p>Il senatore Matteo Salvini ha partecipato all'1,73% delle votazioni elettroniche da inizio legislatura, con un tasso di assenze giustificate (missioni) del 97,75%. Un fatto normale come visto, e giustificato dal suo ruolo di ministero dell'interno. <strong>In alcune occasioni però, nelle sedute in cui Salvini era segnato come in missione, il leader leghista si trovava occupato in vari luoghi del paese a tenere comizi elettorali.</strong> Ecco alcuni esempi.</p>
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="http://parlamento18.openpolis.it/votazione/senato/decreto-reddito-di-cittadinanza-e-quota-100-disegno-di-legge-n-1018-votazione-finale/6376" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Decreto reddito di cittadinanza-quota 100<br />
<br><strong>Vai alla votazione</strong></a>.</p>
        </section>
		
<p>Lo scorso 27 febbraio il senato ha votato il <a href="https://parlamento18.openpolis.it/singolo_atto/14876" target="_blank" rel="noopener">Decreto reddito di cittadinanza-quota 100</a>. Nel resoconto della votazione a Palazzo Madama Salvini risulta in missione. <strong>Peccato però che quello stesso giorno, e più o meno alla stesa ora, Salvini fosse a Cagliari per festeggiare la vittoria elettorale del weekend precedente</strong>. Evento reso pubblico dal senatore stesso sul suo profilo Facebook.</p>
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            </section>
			
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="http://parlamento18.openpolis.it/votazione/senato/ddl-costituzionale-riduzione-numero-parlamentari-ddl-n-214-votazione-finale/5334" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Ddl costituzione sul numero di parlamentari<br />
<br><strong>Vai alla votazione</strong></a>.</p>
        </section>
		
<p>La stessa cosa era successa per la tornata elettorale in Abruzzo. Il 7 febbraio Palazzo Madama aveva votato l'approvazione del <a href="https://parlamento18.openpolis.it/singolo_atto/2597" target="_blank" rel="noopener">disegno di legge costituzionale per la riduzione del numero di parlamentari</a>. Ufficialmente Matteo Salvini era in missione, ma anche in quell'occasione era in realtà impegnato in un evento di campagna elettorale. In diretta da Bussi sul Tirino (Pescara), il leader della Lega pubblicava sul suo profilo Facebook il video dell'evento a sostegno del candidato del centrodestra Marsilio a cui ha partecipato.</p>
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            </section>
			
<p>Dall'inizio del 2019 in totale sono 4 le giornate in cui coincidono delle "missioni istituzionali" di Salvini, con degli eventi elettorali sparsi per il territorio: 7, 12 e 27 febbraio, e 7 marzo. <strong>Così facendo il vice presidente del consiglio ha saltato, anche se formalmente con giustificazione, 84 votazioni del senato, tra cui 8 voti finali</strong>: 5 ratifiche di trattati internazionali, una conversione di decreto legge, un disegno di legge costituzionale e un disegno di legge ordinario.</p>
<p>A differenza di Salvini, il <a href="https://parlamento18.openpolis.it/parlamentare/di-maio-luigi/685892" target="_blank" rel="noopener">deputato Luigi Di Maio</a> ha un tasso di missioni inferiore (80,29%), controbilanciato da un tasso di assenteismo maggiore (5,96%). Il ministero del lavoro e dello sviluppo economico quindi "abusa" meno delle missioni, ma ciò nonostante anche lui è caduto nello stesso errore del collega di governo.</p>
<p><strong>Lo scorso 5 febbraio il vice presidente del consiglio si è recato in Francia per incontrare una delegazione dei gilet gialli</strong>, guidati dal loro leader Cristophe Chalençon. Assieme a lui anche Alessandro Di Battista e alcuni europarlamentari 5 stelle. Proprio quel giorno in parlamento però si votavano le questioni pregiudiziali sul <a href="https://parlamento18.openpolis.it/atto/index/id/13743/sf_highlight/1550" target="_blank" rel="noopener">decreto semplificazioni</a>. Nel voto, che ha avuto esito negativo, Di Maio risulta in missione, e quindi assente giustificato. <strong>Anche Di Maio quindi, come Salvini, ha nascosto una mancanza ai suoi doveri da parlamentare mettendosi in missione, approfittando di fatto di un regolamento fin troppo permissivo.</strong></p>
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://parlamento18.openpolis.it/votazione/camera/ddl-1550-quest-preg-n-1/5265" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Pregiudiziali decreto semplificazioni<br />
<br><strong>Vai alla votazione</strong></a>.</p>
        </section>
		
<p><a href="https://twitter.com/luigidimaio/status/1092817232005136384" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-39204 size-full" src="http://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/03/Schermata-2019-03-18-alle-12.02.57.png" alt="" width="598" height="735" srcset="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/03/Schermata-2019-03-18-alle-12.02.57.png 598w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/03/Schermata-2019-03-18-alle-12.02.57-414x509.png 414w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/03/Schermata-2019-03-18-alle-12.02.57-203x250.png 203w" sizes="(max-width: 598px) 100vw, 598px" /></a></p>
<h3>Fare confusione tra comunicazione istituzionale e propaganda elettorale</h3>
<p>Sempre Di Maio ci permette di analizzare un'altra questione emersa analizzando l'agenda degli incontri elettorali svolti in questi mesi. <strong>Una questione che riguarda l'opportunità di svolgere contemporaneamente il ruolo di leader politico di un partito, e quello di ministro della repubblica, nonché vice presidente del consiglio.</strong> Una situazione che, per quanto legittima, può creare contesti inopportuni, e che sarebbe meglio evitare.</p>
<p>Un esempio? In varie occasioni Luigi Di Maio ha utilizzato il sito del ministero dello sviluppo economico o quello del ministero del lavoro per "pubblicizzare" eventi elettorali sul territorio.</p>
        <section class="blockquote">
							<p>Di Maio utilizza i siti istituzionali per pubblicizzare eventi di propaganda elettorale.</p>
<p>
			        </section>
		
<p>In questo esempio dello scorso 3 febbraio, sul <strong>sito del ministero del lavoro veniva segnalato che Di Maio sarebbe stato ad Ortona per sostenere la candidata presidente alla regione Abruzzo del M5s Sara Marcozzi.</strong> La scelta di utilizzare il sito ufficiale del dicastero per questo tipo di comunicazione è chiaramente fuori luogo, in quanto non si dovrebbe utilizzare un canale di questo genere per fare comunicazioni di parte a fini elettorali.</p>
<p><a href="http://www.lavoro.gov.it/eventi/Pagine/Il-Ministro-Di-Maio-incontrera-i-cittadini-di-Ortona.aspx" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-39003 size-full" src="http://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/03/Schermata-2019-03-14-alle-11.55.08.png" alt="" width="811" height="660" srcset="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/03/Schermata-2019-03-14-alle-11.55.08.png 811w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/03/Schermata-2019-03-14-alle-11.55.08-768x625.png 768w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/03/Schermata-2019-03-14-alle-11.55.08-414x337.png 414w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/03/Schermata-2019-03-14-alle-11.55.08-635x517.png 635w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/03/Schermata-2019-03-14-alle-11.55.08-307x250.png 307w" sizes="(max-width: 811px) 100vw, 811px" /></a></p>
<p><strong>La stessa cosa era successa anche in Sardegna</strong>. Sempre tra gli eventi riportati sul sito ministero del lavoro veniva data notizia che il ministro Di Maio sarebbe stato il 12 gennaio a Cagliari. L'occasione era un comizio a sostegno sia del candidato presidente alle regionali Francesco Desogus, sia del candidato per le elezioni suppletive del collegio uninominale di Cagliari Luca Caschilli. <strong>Anche qui è stato utilizzato un canale istituzionale per fini politici.</strong></p>
<p><a href="http://www.lavoro.gov.it/eventi/Pagine/Il-Ministro-Di-Maio-incontrera-i-cittadini-di-alcuni-comuni-della-Sardegna-12012019.aspx" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-39015 size-full" src="http://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/03/Schermata-2019-03-14-alle-12.15.04.png" alt="" width="766" height="730" srcset="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/03/Schermata-2019-03-14-alle-12.15.04.png 766w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/03/Schermata-2019-03-14-alle-12.15.04-414x395.png 414w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/03/Schermata-2019-03-14-alle-12.15.04-635x605.png 635w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/03/Schermata-2019-03-14-alle-12.15.04-262x250.png 262w" sizes="(max-width: 766px) 100vw, 766px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Le nostre richieste</h3>
<p>È evidente che entrambi i comportamenti sono inopportuni e sbagliati. Nessuno contesta il diritto dei due leader politici di fare campagna elettorale, ma farlo sfruttando il proprio ruolo non va bene.<strong> Ancora una volta sembra esserci una chiara mancanza di rispetto nei confronti delle istituzioni, governative e parlamentari, di cui si fa parte. </strong></p>
        <section class="blockquote">
							<p>Serve una riforma dei regolamenti parlamentari che introduca maggiore trasparenza sulle missioni di deputati e senatori, soprattutto se al governo.</p>
<p>
			        </section>
		
<p>È necessaria poi una riforma dei regolamenti di camera e senato che faccia più chiarezza sulle missioni parlamentari, e che soprattutto permetta di monitorare con più precisione la materia. <strong>Informazioni chiave come causa e durata delle missioni non vanno solo comunicate alla fine delle sedute, ma andrebbero registrate sistematicamente e rese pubbliche sulle schede dei parlamentari presenti sui siti istituzionali.</strong> E ancora, soprattutto per i membri del governo, che più di altri sfruttano questa possibilità, sono necessari controlli più stringenti e dati più chiari.</p>
<p>Le imminenti elezioni europee saranno un momento chiave dell'attuale legislatura, e soprattutto potrebbero avere significative conseguenze per l'attuale maggioranza di governo. Chiediamo che Di Maio e Salvini mantengano un atteggiamento consono al ruolo che svolgono, nel rispetto dei cittadini e delle istituzioni.</p>
<p>Foto credit: <a href="https://www.facebook.com/salviniofficial/photos/a.278194028154/10156416701278155/?type=3&amp;theater" target="_blank" rel="noopener">Facebook Matteo Salvini</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/di-maio-e-salvini-abusano-del-loro-ruolo-per-fare-campagna-elettorale/">Di Maio e Salvini abusano del loro ruolo per fare campagna elettorale</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
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