Non è un paese per giovani, neanche in politica Ricambio generazionale

Il numero di under 40 e under 30 è basso, specialmente nei ruoli chiave. Uno sguardo a parlamento, governo, regioni e comuni capoluogo.

|

Il tasso di cambiamento della politica italiana può essere misurato analizzando il livello di ricambio generazionale della sua classe dirigente.

Un lavoro necessario per capire quale sia il reale peso dei più giovani nei diversi organi istituzionali del paese. Un lavoro che abbiamo svolto nel nostro report I giovani 40enni, in cui abbiamo analizzato proprio il peso degli under 30 e under 40 in parlamento, nel governo, nelle regioni e nei comuni capoluogo.

I giovani 40enni

L’importanza dei numeri

La prima considerazione da fare è che i giovani nella politica italiana non sono tanti, e pur allargando lo sguardo agli under 40 il risultato non cambia di molto. Nonostante in parlamento i dati siano in crescita, mai l’età media è stata così bassa, il quadro nazionale è più complesso. Sia nelle regioni che nei comuni capoluogo infatti a fare da padrone sono i nati negli anni ’70, soprattutto nei ruoli chiave.

Gli under 30 e under 40 sono pochi, specialmente nei ruoli chiave.

Le riflessioni da fare quando si fanno questo tipo di analisi non devono limitarsi a guardare i numeri assoluti, per esempio quanti sono gli assessori comunali under 40, ma bisogna fare lo sforzo di entrare un po’ meglio nella natura di questi incarichi, per capire quanti di essi ricoprono le cosiddette key position. All’interno di uno stesso stesso organo infatti non tutti gli incarichi hanno lo stesso peso e, per esempio, un assessore al bilancio ha molta più influenza di un assessore allo sport.

Un tipo di considerazione particolarmente attinente al governo Conte. Se da un lato infatti gli under 40 sono solo 3 su 19, è anche vero che la presenza di un 32enne vice presidente del consiglio, Luigi Di Maio, rappresenta una novità non da poco.

La situazione in parlamento

Alla camera dei deputati la porzione più grande dei parlamentari aveva al momento dell’elezione tra i 30 e 40 anni, il 34,50%. Una fascia che per i motivi costituzionali, per essere eleggibili al senato bisogna avere almeno 40 anni, è completamente assente a Palazzo Madama, dove invece quasi la metà dell’aula (il 45,22%) aveva tra i 40 e i 50 anni. Intervallo che a Montecitorio riguardava il 31,32% degli eletti.

L’età dei parlamentari è stata calcolata al giorno dell’elezione

FONTE: elaborazione openpolis

È molto interessante vedere come il dato degli under 40 cambi nei diversi gruppi parlamentari di Montecitorio. Le due forze politiche attualmente al governo, Movimento 5 stelle e Lega, sono quelle con l’età media più bassa. In aggiunta guidano la classifica per percentuale di deputati under 40, il 70,72% del gruppo 5stelle e il 34,68% della Lega. I dati del partito guidato da Luigi Di Maio sono molto sopra la media, e risultano essere un’eccezione rispetto al resto degli schieramenti. Per fare un confronto, la percentuale di under 40 registrata dal Partito democratico è più di 3 volte inferiore a quella del M5s.

Ma è scavando più affondo a questi numeri che emergono gli aspetti cruciali della materia. Quanti di questi under 40 ricoprono una posizione chiave all'interno di Montecitorio? Ad oggi possiamo contare alla camera 78 ruoli chiave: il presidente di aula, i 7 capigruppo, i 14 presidenti di commissione, i 28 vicepresidenti e i 28 segretari di commissione. Il 37,18% di questi 78 incarichi sono nelle mani di deputati under 40. Un dato certamente notevole, considerando che rispecchia perfettamente quello più generale dell’aula, dove gli eletti under 40 sono il 38,78%.

2 capigruppo su 7 alla camera hanno meno di 40 anni: Francesco D’Uva (Movimento 5 stelle) e Riccardo Molinari (Lega).

Particolarmente significativa la situazione per le presidenze di commissione, per il 50% in mano a parlamentari che hanno meno di 40 anni, come anche quella delle vice presidenze (42,86%). Altro incarico centrale per l’attività del parlamento è quello dei capigruppo. Dei 7 gruppi al momento attivi a Montecitorio, 2 sono guidati da deputati con meno di 40 anni. Parliamo nello specifico di Francesco D’Uva (Movimento 5 stelle) e di Riccardo Molinari (Lega).

Qual è la situazione nelle regioni

Circa il 22,90% dei consiglieri regionali in Italia aveva 40 anni o meno al momento dell'elezione. Percentuale che scende al 9,95% se si considerano invece le giunte regionali. Dati quindi notevolmente più bassi rispetto al parlamento.

La giunta con la percentuale più alta di membri under 40 al momento dell’insediamento è quella della regione Lazio, il 27,3% del totale. A seguire l’Abruzzo (25%), e il Friuli-Venezia Giulia (18,2%). Sopra soglia 15% anche la Basilicata (16,7) e il Molise (16,7).

Per come funziona l’attuale impianto normativo il numero di assessori dipende dalla grandezza della popolazione regionale: più è popolosa, più saranno i membri di giunta. Una dettaglio che è importante da sottolineare e che dà ulteriore importanza alla percentuale fatta registrare dalla regione Lazio. Regione che vista la popolazione, ha una delle giunte con più assessori.

Di tutt’altra natura invece le considerazioni da fare per 6 regioni (Calabria, Piemonte, Sardegna, Toscana, Trentino-Alto Adige e Umbria) che non avevano all’insediamento neanche un membro di giunta con di 40 anni. A queste possiamo anche aggiungere la giunta regionale molisana, dove il 50% dei membri aveva più di 60 anni.

L’età è stata calcolata al momento della nomina e/o elezione

FONTE: elaborazione openpolis

Più nello specifico a livello nazionale sono quindi 19 i membri di giunta regionale che al momento della nomina avevano meno di 40 anni. La giunta del Lazio è quella più rappresentata con ben 3 assessori (Alessandri, Onorati e Troncarelli), mentre a seguire rispettivamente con 2 troviamo l’Abruzzo (Paolucci e Sclocco), il Friuli-Venezia Giulia (Fedriga e Roberti) e la Lombardia (Cambiaghi e Piani).

Massimiliano Fedriga è l'unico presidente di regione che al momento dell'elezione aveva meno di 40 anni.

Presenti anche la Basilicata (Pietrantuono), la Campania (Marciani), l’Emilia-Romagna (Rossi), la Liguria (Giampedrone), le Marche (Bora), il Molise (Di Baggio), la Puglia (Piemontese), la Sicilia (Razza), la Valle d’Aosta (Aggravi) e il Veneto (Corazzari).

I comuni capoluogo, consigli e giunte

Nei consigli comunali delle città capoluogo gli over 60 sono più degli under 30, rispettivamente il 13% e l'8% degli eletti. Anche qua, raggruppando i consiglieri per fasce d'età, quelli tra i 40 e i 50 anni sono i più presenti.

il 70% dei consiglieri aveva più di 40 anni al momento dell'elezione.

Tra le 14 città metropolitane spiccano i dati di Torino, Bologna e Catania. In questi 3 comuni la percentuale di consiglieri comunali under 40 supera il 40%, raggiungendo il 45% nel capoluogo piemontese. Ben sotto la media nazionale invece quanto fatto segnare da Napoli (23,08%) e Venezia (19,44%), ultime tra le città prese in considerazione. Con risultati simili tra loro e leggermente sopra il dato nazionale quanto fatto registrare dai consigli comunali di Milano (34,69%) e Roma (33,33%).

Rispetto ai consigli, nelle giunte dei comuni capoluogo la percentuale di under 40 scende drasticamente.

All’interno delle giunte di queste città invece il dato degli under 40 scende notevolmente. Se i consiglieri nei comuni capoluogo con 40 anni o meno al momento dell’insediamento erano poco più del 30%, la percentuale per i membri di giunta scende al 23%. Questo vuol dire che il restante 76% aveva più di 40 anni, circa tre quarti dei nominati.

Gli under 40 al momento della nomina o elezione, nel caso dei sindaci, sono più di 230. Tra questi figurano 17 sindaci, tra cui Virginia Raggi a Roma e Chiara Appendino a Torino, e ben 18 vice sindaci.

17 sindaci di comuni capoluogo al momento dell'elezione avevano 40 anni o meno.

Per quanto riguarda le specifiche mansioni che vengono assegnate agli assessori, la situazione è un po' più complessa. Mentre la suddivisione delle deleghe nelle regioni segue degli schemi più regolari, lo stesso non si può dire dei comuni. Spesso infatti deleghe che possono essere considerate affini, vengono scorporate, e assegnate a più assessori. A questo poi bisogna aggiungere il ruolo delle dinamiche politiche locali, che rendono ogni caso particolare.

Le deleghe che più spesso vengono date agli assessori under 40 sono quelle allo sport e ai giovani.

 

Ciò detto le deleghe che più spesso sono state date ad assessori under 40 sono quelle allo sport e quella ai giovani. Queste due mansioni sono di gran lunga le più ricorrenti. A seguire l’ambiente e poi tutte le altre. Da notare come bilancio e sviluppo economico figurino in fondo a questa classifica. Ancora una volta, man mano che ci si avvicina agli incarichi più di peso, più diminuisce il numero di under 40 presenti.

È giusto specificare che sono state calcolate le singole deleghe, conteggiate individualmente, e non gli assessori stessi, che quindi possono essere stati inclusi due volte da questo calcolo.

Sono state calcolate le singole deleghe, conteggiate individualmente, e non gli assessori stessi, che quindi possono essere stati inclusi due volte da questo calcolo.

FONTE: elaborazione openpolis

 

Foto credit - Flickr Montecitorio - Licenza

PROSSIMO POST
Informativa

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella privacy policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, acconsenti all’uso dei cookie.