Il ruolo strategico del Mims nella gestione dei fondi del Pnrr L'audizione alla camera

Gli interventi sulle infrastrutture rappresentano uno degli asset strategici del Pnrr. Per questo è particolarmente importante il monitoraggio su questo specifico settore.

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Uno degli obiettivi principali del piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) riguarda la riduzione dei divari territoriali che caratterizzano il nostro paese. Il settore delle infrastrutture in questo scenario assume un valore strategico.

Proprio per questo motivo il ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili Enrico Giovannini è stato protagonista di un’audizione informale in commissione bilancio della camera. Purtroppo non è disponibile il resoconto integrale della seduta, tuttavia sul sito del ministero è stata pubblicata una presentazione che riassume i punti toccati. In base a questo documento, dal Mims nei prossimi anni transiteranno oltre 60 miliardi di euro. Cifra che fa di questo dicastero quello maggiormente coinvolto nella gestione delle risorse europee.

€ 61,3 mld le risorse complessive assegnate al ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili nell’ambito del Pnrr.

Nel corso dell’audizione peraltro è stata annunciata anche la creazione di un apposito portale dedicato al monitoraggio sullo stato di avanzamento delle misure di competenza del ministero. Sarebbe auspicabile che i dati contenuti in tale portale fossero accessibili a tutti e strutturati in modo tale da permetterne il loro riutilizzo a fini di analisi.

Le risorse europee affidate al Mims

La scorsa estate il ministero dell’economia e delle finanze con due distinti decreti ha distribuito tra le amministrazioni coinvolte le risorse previste per il Pnrr e anche per il fondo complementare. Questi due atti sono indicativi del ruolo centrale che il Mims ricoprirà nella gestione dei fondi europei.

Al dicastero guidato da Giovannini infatti spetterebbero complessivamente circa 50 miliardi di euro sui 222 circa totali (circa il 22,5%). Segue il ministero della transizione ecologica con quasi 35 miliardi e quello dello sviluppo economico con circa 18.

FONTE: elaborazione openpolis su dati Mef.
(ultimo aggiornamento: martedì 16 Novembre 2021)

Da notare però che all’interno del dispositivo di ripresa e resilienza italiano vi sono anche altre voci derivanti da fondi strutturali europei che vanno a integrare il totale delle risorse a disposizione del nostro paese. In base a quanto dichiarato da Giovannini in commissione, le risorse complessive che transiteranno per il Mims ammonterebbero a circa 61,3 miliardi di euro. Per l'86,7% (circa 53,2 miliardi) è anche già stato individuato il soggetto attuatore a cui tali fondi saranno trasferiti per la realizzazione concreta degli interventi.

56% le risorse gestite dal Mims assegnate alle regioni meridionali.

Dalla relazione del ministro emerge poi un altro dato interessante. Il 56% delle risorse infatti sarà destinato a progetti da realizzare al sud Italia. Da notare che il Pnrr prevede una riserva per il meridione del 40% delle risorse totali mentre il fondo complementare addirittura dell’80%. Nell'analizzare il dato presentato dal ministero ovviamente dobbiamo tenere presenta la diversa provenienza delle risorse.

Il contributo del Mims all'attuazione del Pnrr

Ma quale sarà l’impatto di queste risorse nell’ambito degli interventi previsti dal Pnrr? La relazione presentata da Giovannini da questo punto di vista offre alcuni interessanti spunti di riflessione. Un primo elemento riguarda il fatto che il Mims darà il proprio apporto su 4 delle 6 missioni di cui il piano si compone.

La parte più consistente sarà ovviamente quella relativa alla missione 3, dedicata specificamente alle infrastrutture. In questo caso le risorse che transiteranno dal ministero ammontano a circa 42 miliardi. Ma il Mims darà il proprio contributo anche nell’ambito della transizione ecologica (circa 15 miliardi), dell’inclusione e coesione (circa 4 miliardi) e della digitalizzazione (500 milioni circa). Questi interventi non riguarderanno solamente la realizzazione di opere infrastrutturali ma anche, sebbene per una parte minoritaria, l’acquisto di beni e servizi (come autobus e treni) oltre a contributi a imprese del settore.

FONTE: elaborazione openpolis su dati Mims
(ultimo aggiornamento: martedì 16 Novembre 2021)

La relazione del ministro individua anche le voci di intervento per le singole componenti interne ad ogni missione. L’investimento principale avverrà sullo sviluppo della rete ferroviaria (missione 3 - componente 1) a cui sono destinati circa 36,6 miliardi di euro.

FONTE: elaborazione openpolis su dati Mims.
(ultimo aggiornamento: martedì 16 Novembre 2021)

La seconda voce più rilevante riguarda invece interventi nell’ambito della rigenerazione urbana e dell'housing sociale (missione 2 componente 3 e missione 5 componente 2) a cui andranno circa 5,2 miliardi. Al terzo posto invece si trovano gli investimenti relativi al trasporto rapido di massa a cui andranno circa 3,6 miliardi.

A Rfi sarà affidata la maggior parte delle risorse dedicate alle infrastrutture.

Per quanto riguarda invece i soggetti attuatori che saranno chiamati a “mettere a terra” i progetti la maggior parte dei fondi (il 56%) transiterà da Rete ferroviaria italiana. Una quota consistente di risorse (il 21,1%) sarà poi gestita dagli enti territoriali. Più nello specifico circa 8 miliardi di euro saranno indirizzati dal ministero verso comuni, province e città metropolitane mentre altri 4 saranno affidati alle regioni.

FONTE: elaborazione openpolis su dati Mims.
(ultimo aggiornamento: martedì 16 Novembre 2021)

Altre risorse poi saranno indirizzate verso concessionari e società di gestione, autorità portuali e anche imprese e altri soggetti economici.

Traguardi raggiunti e da raggiungere

Come noto il Pnrr si compone di una parte dedicata agli investimenti da realizzare. Ma c’è anche una sezione che riguarda le riforme da portare a compimento al fine di modernizzare il paese. Sia investimenti che riforme dovranno essere realizzati rispettando un rigido cronoprogramma. Il rispetto delle scadenze quindi sarà di fondamentale importanza per evitare il rischio che le istituzioni europee blocchino l’erogazione dei fondi.

Parallelamente ai progetti di investimento, il Pnrr delinea anche le riforme che il governo intende adottare per modernizzare il paese. Riforme che costituivano una conditio sine qua non per ottenere i finanziamenti. Vai a "Cos’è il Pnrr, piano nazionale ripresa e resilienza"

Nel corso dell’audizione il ministro ha fatto il punto anche su questo aspetto. Il dicastero risulta responsabile di 53 tra target (obiettivi) e milestone (traguardi), di cui 43 per investimenti e 10 per riforme. Per quanto riguarda gli investimenti la maggior parte delle scadenze di competenza diretta del Mims si concentra su 2023, 2024 e 2026 (rispettivamente 9, 10 e 16). Mentre per quanto riguarda le riforme sul 2021 e sul 2022.

FONTE: elaborazione openpolis su dati Mims.
(ultimo aggiornamento: martedì 16 Novembre 2021)

Per quanto riguarda in particolare le riforme, settore in cui le scadenze sono più ravvicinate, possiamo osservare che al momento sono la metà quelle che hanno già concluso il loro iter mentre altre 5 sono ancora in corso di approvazione.

 

Il quadro delle riforme di competenza del Mims

MisuraScadenzaStato di attuazioneProvvedimentoOutcome previsti
Valutazione dei progetti nel settore dei sistemi di Tpl (impianti fissi e Trm)T4 2021AdottatoRiforma attuata dal Dl 77/2021 (comma 1-ter)Accelerazione iter di valutazione dei progetti; eliminazione delle duplicazioni amministrative
Iter di approvazione del contratto di programma tra Mims e RfiT4 2021AdottatoRiforma attuata dal Dl 152/2021 (art. 5)Riduzione tempi di approvazione del Cdp da 24 a 8 mesi; migliore indirizzo strategico; eliminazione duplicazioni amministrative
Iter autorizzativo progetti ferroviariT4 2021AdottatoRiforma attuata con i Dl 77/2021 e 52/2021 (art.6)Riduzione tempi autorizzativi per tutti i progetti ferroviari da 11 a 6 mesi
Linee guida per classificazione, valutazione e monitoraggio di rischio e sicurezza pontiT4 2021Non adottatoIn attesa di passaggio in conferenza unificataEstensione delle linee guida per la sicurezza dei ponti e viadotti all’intera rete viaria nazionale
Trasferimento titolarità ponti e viadotti delle strade di secondo livello ai titolari delle strade di primo livelloT4 2021Non adottatoIn attesa della pubblicazione del decreto attuativiTrasferimento degli obblighi manutentivi dagli enti locali ad Anas e concessionari autostradali
Governance infrastrutture di approvvigionamento idricoT1 2022AdottatoRiforma attuata con Dl 121/2021 (art. 4, comma 4-bis)Revisione della governance; efficientamento delle procedure per la realizzazione degli investimenti; rafforzamento e accompagnamento dei soggetti attuatori
Processo di pianificazione strategica in ambito portualeT4 2022AdottatoRiforma attuata con Dl 121/2021 (art. 4, comma 1-septies)Semplificazione procedure della pianificazione strategica
Concessioni portualiT4 2022Non adottatoIn corso fase istruttoriaRevisione del regolamento per aumento della concorrenza
Cold ironingT4 2022Non adottatoIn corso fase istruttoriaAccelerazione investimenti per elettrificazione delle banchine
Piattaforma logistica nazionale PnlT2 2024Non adottatoContenuta nel Dl 152/2021 (art. 30) in corso di elaborazioneDigitalizzazione e interoperabilità delle piattaforme informatiche delle autorità di sistema portuale
Le informazioni sono tratte da una relazione presentata in commissione bilancio della camera lo scorso 15 novembre.

 

Per quanto riguarda gli atti già pubblicati da segnalare la riduzione da 11 a 6 mesi per l’autorizzazione dei progetti ferroviari, la revisione della governance delle infrastrutture per l’approvvigionamento idrico e la semplificazione delle procedure di pianificazione strategica in ambito portuale.

Governance interna e monitoraggio

Nel corso dell’audizione infine Giovannini si è soffermato anche sull’organizzazione interna che il dicastero si è dato per gestire il Pnrr. Innanzitutto è stato costituito un apposito comitato di cui fanno parte tutti i ruoli apicali del ministero e gli uffici di diretta collaborazione. Quest’organo svolge il ruolo di cabina di regia e detta l’indirizzo strategico.

Sono poi stati costituiti 5 gruppi di lavoro tematici dedicati a:

  • investimenti;
  • riforme;
  • sistemi informativi e monitoraggio;
  • temi trasversali al Pnrr (agenda 2030, donne, giovani);
  • valutazione ex ante degli impatti economici, occupazionali e sugli obiettivi di sviluppo sostenibile.

Attualmente l'attività di monitoraggio sullo stato di avanzamento dei progetti è affidato a una struttura tecnica di missione che fornisce report settimanali. A pieno regime però sarà creata un’apposita unità di missione e sarà creato anche un portale dedicato. Tale piattaforma dovrebbe servire per raccogliere, elaborare e restituire a diverse tipologie di utenza informazioni sugli interventi di competenza del Mims. Anche se si parla di "trasparenza pubblica" il portale, per come descritto, appare più uno strumento dedicato agli addetti ai lavori piuttosto che al monitoraggio civico.

L’obiettivo della piattaforma è di fornire uno strumento avanzato di project management ai fini di un’adeguata gestione e programmazione dei progetti, unito al rafforzamento di responsabilità e trasparenza pubblica.

Abbiamo già raccontato in questo approfondimento come il governo in tema di dati sul Pnrr non sia partito con il piede giusto. Per questo auspichiamo che il portale del Mims sia accessibile a tutti e che i dati disponibili rispettino tutte le più comuni buone pratiche in tema di open data.

Foto credits: Unsplash Zan Baldwin - Licenza

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