I divari generazionali e la spesa per famiglie e bambini in Italia e in Ue #conibambini

La condizione economica di bambini e famiglie è peggiorata negli ultimi anni. In conseguenza delle crisi si è allargata la distanza tra generazioni nel livello di povertà assoluta. Un focus sulla spesa destinata a famiglie e minori da parte dell’Italia e degli altri stati Ue.

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Una delle tendenze più nitide degli ultimi anni è l’allargamento del divario tra generazioni rispetto alla povertà assoluta. Oggi in Italia più una persona è giovane, più è probabile che affronti una deprivazione sociale.

Non si tratta di un fenomeno da dare per scontato. Fino alla fine degli anni 2000 c’era molta meno distanza tra la povertà assoluta delle diverse fasce d’età. I più in difficoltà erano gli over-65 (4,5% in povertà assoluta), mentre nella fascia 35-64 anni erano circa il 2,7%. L’effetto della recessione di fine anni 2000 è stato un allargamento delle distanze, che ha penalizzato soprattutto le giovani generazioni.

FONTE: elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Istat
(ultimo aggiornamento: mercoledì 16 Giugno 2021)

Tale tendenza si è rafforzata durante l'emergenza Covid: nel 2020, oltre il 13% dei minori è finito in povertà assoluta. I secondi più colpiti sono i giovani adulti: nella fascia tra 18 e 34 anni la quota di poveri è salita all'11,3%.

L'impatto della povertà sulle famiglie con figli

L'alta incidenza della povertà tra i più giovani chiama in causa la condizione delle famiglie con figli. Da alcuni anni, in parallelo con l'aumento della povertà minorile, la tendenza assodata è che più un nucleo familiare è numeroso, più è probabile che si trovi in povertà.

Una famiglia si trova in povertà assoluta quando non può permettersi le spese essenziali per condurre uno standard di vita minimamente accettabile. Vai a "Che cos’è la povertà assoluta"

Crescono le famiglie con figli in povertà assoluta.

Tale dinamica ha trovato conferma nelle stime dell'istituto nazionale di statistica per il 2020. Nel primo anno della pandemia, l'incidenza della povertà assoluta familiare è passata dal 6,4 al 7,7%, in media. Tra i nuclei con 1 figlio minore, l'incremento è stato di quasi 3 punti percentuali, passando dal 6,5 al 9,3%. Con due figli, la quota è salita al 12,5%. Tra le famiglie con 3 o più figli, la percentuale è arrivata a sfiorare il 23%.

FONTE: elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Istat
(ultimo aggiornamento: mercoledì 16 Giugno 2021)

+2,8 l'incremento, in punti percentuali, del tasso di povertà assoluta nelle famiglie con un figlio a carico, tra 2019 e 2020.

Possiamo osservare quindi che si registrano da un lato l'allargamento del divario tra generazioni e dall'altro l'aumento della povertà assoluta, soprattutto nei nuclei con figli piccoli. Tendenze che già caratterizzavano il tessuto sociale italiano ma che si sono ulteriormente accentuate con la crisi economica seguita al Covid.

13,2% le famiglie del mezzogiorno con almeno un figlio minore che si trovano in povertà assoluta nel 2020.

Un aggravamento che riguarda l'intero paese. Le famiglie con almeno un figlio minore che si trovano in povertà assoluta sono l'11,7% nel nord (erano l'8,4% nel 2019), l'8,1% nel centro Italia (dal 5,9% dell'anno precedente) e il 13,2% nel mezzogiorno (dal 12,2%). Un quadro che inevitabilmente aggiorna le informazioni di cui attualmente disponiamo sulla condizione materiale delle famiglie, che con disaggregazione locale risalgono spesso all'ultimo censimento generale.

Per stimare l’incidenza delle famiglie in potenziale disagio economico, viene calcolato il rapporto percentuale tra il numero di famiglie con figli con la persona di riferimento in età fino a 64 anni nelle quali nessun componente è occupato o ritirato dal lavoro e il totale delle famiglie. Caratteristiche che molto probabilmente indicano una situazione di forte disagio.

FONTE: elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Istat
(ultimo aggiornamento: sabato 31 Dicembre 2011)

Si tratta di una questione di primaria importanza, anche per la ripresa del paese dopo l'emergenza, che rimette al centro del dibattito il tema della condizione delle famiglie con figli. Attraverso i dati raccolti da Eurostat è possibile analizzare la spesa pubblica dedicata a famiglie e minori nei diversi paesi Ue.

La spesa per famiglie e minori in Italia e in Ue

La classificazione della spesa pubblica per funzioni (Cofog), definita con una metodologia a livello internazionale, consente di confrontare l'impegno dei singoli stati nei diversi settori.

Tra questi, quello delle risorse destinate alle famiglie - in particolare con figli a carico. Rientrano in questa voce le spese per erogazioni in denaro per le famiglie con figli, tra cui indennità per congedi per motivi di famiglia, assegni familiari, oltre a supporti economici di diversa natura. Ma anche quelle per beni e servizi destinati ai bambini e alle loro famiglie.

1,8% la spesa pubblica complessiva dei paesi Ue nelle funzioni relative a famiglie e minori rispetto al Pil dell'Unione.

Nel 2019 - ultimo anno prima dell'emergenza - i paesi Ue hanno destinato complessivamente 246,76 miliardi di euro a questo comparto. Ovvero circa l'1,8% del prodotto interno lordo Ue in quell'anno. Una quota molto variabile tra gli stati membri. Raggiungono la soglia del 3% paesi come Finlandia (3%), Lussemburgo (3,5%) e Danimarca (4,2%), nonché un paese europeo non membro Ue come la Norvegia (3,4%).

I dati, raccolti da Eurostat per i diversi paesi europei, fanno riferimento alla classificazione internazionale della spesa pubblica per funzione (Cofog).

FONTE: elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Eurostat
(ultimo aggiornamento: martedì 9 Novembre 2021)

Sotto la media Ue si attestano soprattutto paesi dell'Europa meridionale. Non raggiungono la quota dell'1% Malta, Spagna e Grecia. Poco sopra questo valore l'Italia (con l'1% di Pil nelle funzioni legate a famiglia e minori).

Nell'ultimo decennio, il dato nazionale si è attestato sempre attorno a questa soglia. Con un valore inferiore se confrontato con gli altri maggiori paesi dell'Unione. Il dato francese si attesta sul 2,3% del Pil nel 2019, quello tedesco (1,7%) invece è leggermente inferiore alla media Ue di quell'anno.

FONTE: elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Eurostat
(ultimo aggiornamento: martedì 9 Novembre 2021)

Un quadro che - essendo basato sui dati relativi al 2019 - riflette ancora le tendenze precedenti la pandemia, e che sarà essenziale aggiornare nei prossimi mesi, anche alla luce di una situazione economica in piena evoluzione.

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I contenuti dell'Osservatorio povertà educativa #conibambini sono realizzati da openpolis con l'impresa sociale Con i Bambini nell'ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell'articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l'obiettivo di creare un'unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di data journalism o anche per semplice consultazione. La fonte dei dati sulle famiglie in potenziale disagio economico è Istat, che ha elaborato l'indicatore con le informazioni del censimento 2011.

Foto credit: katgrigg (Flickr) - Licenza

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