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	<title>Economia Archivi - Openpolis</title>
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	<link>https://www.openpolis.it/glossari/economia/</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Tue, 02 Jan 2024 07:43:29 +0000</lastBuildDate>
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	<item>
		<title>Cos&#8217;è il Mes</title>
		<link>https://www.openpolis.it/parole/cose-il-meccanismo-europeo-di-stabilita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martina Lovat]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Sep 2023 05:00:00 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?post_type=opmag_glossary&#038;p=269638</guid>

					<description><![CDATA[<p>È il meccanismo europeo di stabilità, un fondo per sostenere gli stati con più difficoltà economiche. È al centro del dibattito la sua mancata ratifica da parte dell'Italia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/parole/cose-il-meccanismo-europeo-di-stabilita/">Cos&#8217;è il Mes</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h3 class="wp-block-heading">Definizione</h3>



<p>Il meccanismo europeo di stabilità (Mes) è un&#8217;organizzazione intergovernativa che fa parte della strategia messa in atto dall&#8217;Unione europea per <strong>garantire la stabilità finanziaria nella zona euro.</strong> Nel concreto, è stato istituito un fondo permanente, noto anche come &#8220;fondo salva-stati&#8221; che ha come obiettivo quello di fornire sostegno finanziario ai paesi che si trovano in condizioni economiche difficili.</p>



<p>Ha una potenzialità di prestito di 500 miliardi che possono essere messi in campo in diversi modi:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>prestiti (in particolare dai paesi creditori verso quelli in condizioni di difficoltà);</li>



<li>acquisti di titoli di stato;</li>



<li>linee di credito in via precauzionale.</li>
</ul>



<p>Si tratta però di <strong>strumenti che possono essere utilizzati solo a specifiche condizioni.</strong> Nelle situazioni più complesse, può essere redatto un memorandum contenente un programma di aggiustamento macroeconomico (quindi prevedere delle politiche che incidono sulla spesa pubblica o sull&#8217;imposizione fiscale) mentre si può essere meno stringenti nelle situazioni prudenziali.</p>



<p>A livello di governance, il Mes è guidato da un <strong>“consiglio di governatori”</strong> composto dai ministri delle finanze dell’area euro. Per la maggior parte delle decisioni è richiesto un voto all&#8217;unanimità dell&#8217;organo ma per richieste urgenti, che possono arrivare dalla commissione o dalla banca centrale europea (Bce) la maggioranza richiesta può scendere all&#8217;85%. Non tutti i ministri però hanno lo stesso peso all&#8217;interno del consiglio: <strong>la rilevanza del proprio voto dipende infatti dalla quantità di capitale che i singoli stati hanno versato per la costituzione del Mes.</strong></p>



<h3 class="wp-block-heading">Dati</h3>



<p>Tutti gli stati dell&#8217;area euro hanno sottoscritto una quota di capitale a favore del Mes. Ogni paese contribuisce al fondo in modo proporzionale alla popolazione e al prodotto interno lordo (<a href="https://www.openpolis.it/parole/cose-il-pil/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pil</a>). Il capitale sottoscritto finora è pari a <strong>704,8 miliardi di euro</strong>, di cui 80,5 miliardi sono stati effettivamente versati nelle casse dell&#8217;organismo.</p>


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                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/litalia-e-tra-i-tre-paesi-con-piu-capitale-sottoscritto/">L&#8217;Italia è tra i tre paesi con più capitale sottoscritto</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/litalia-e-tra-i-tre-paesi-con-piu-capitale-sottoscritto/">Capitale sottoscritto e versato dai paesi aderenti al Mes</a></h3>
                                    </div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis su dati <a href="https://www.esm.europa.eu/how-we-decide/esm/governance#anc_shareholders" target="_blank" rel="noopener">Esm</a>                                                                <br>(consultati: giovedì 21 Settembre 2023)
                                        </p>
                </div>
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                </div>

                            </div>

			


<p><strong>I principali finanziatori sono Francia, Germania e Italia</strong>, rispettivamente con 189,45 milioni di euro, 142,27 milioni e 125,02 milioni di capitale sottoscritto. Contribuiscono complessivamente a finanziare il 64,5% del fondo. <strong>Sono quindi paesi che nelle votazioni hanno un peso decisionale maggiore</strong>, pari nell&#8217;ordine al 26,7%, al 20,1% e al 17,6% e possono porre il diritto di veto nelle decisioni più urgenti. Uscite sotto i due milioni per gli stati più piccoli dell&#8217;Unione: Lettonia (1,94). Estonia (1,79), Lussemburgo (1,75), Cipro (1,37) e Malta (0,63). </p>



<p>In termini invece di capitale versato invece, tutti gli stati si assestano all&#8217;11,4% di quello sottoscritto. In cifre assolute, la Germania ha versato 21,65 milioni di euro, la Francia a 16,26 e l&#8217;Italia a 14,29.</p>



<p>Attualmente, sono <a href="https://www.esm.europa.eu/how-we-work" target="_blank" rel="noreferrer noopener">cinque</a> i programmi di finanziamento conclusi a cui ha preso parte il Mes: Irlanda (2010-2013), Grecia (2012-2018), Spagna (2012-2013), Cipro (2013-2016) e Portogallo (2011-2014).</p>



<h3 class="wp-block-heading">Analisi</h3>



<p><strong>I principi che hanno guidato l&#8217;istituzione del Mes sono nati durante la crisi del debito sovrano</strong>, che ha a sua volta origine dalla crisi del settore dei mutui residenziali statunitensi del 2007. In quel periodo, la Grecia aveva grosse difficoltà nell&#8217;inserire i propri  titoli sul mercato anche a causa del forte dissesto dei suoi conti pubblici e ha chiesto aiuto all&#8217;Unione europea. La crisi del debito si è poi estesa rapidamente, per motivi differenti, in altri stati europei tra cui l&#8217;Italia. In seguito a queste dinamiche, nel maggio 2010 sono stati istituiti il meccanismo europeo di stabilizzazione finanziaria (Mesf) e il fondo europeo di stabilità finanziaria (Fesf).</p>


<div id="strillo-testo-block_d3ed60c6c2c30dad28d59c8fa23090fa" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>L&#8217;Italia è l&#8217;unico paese a non aver ancora ratificato la riforma del Mes</p>
			        </section>
		</div>



<p>Il Mes è poi andato a sostituire questi due strumenti. Il <a href="https://www.esm.europa.eu/sites/default/files/20150203_-_esm_treaty_-_it.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">trattato</a> che lo ha formalmente istituito è stato firmato il 2 febbraio 2012 dai 17 stati che al tempo erano parte dell&#8217;area euro ed è entrato in vigore l&#8217;8 ottobre dello stesso anno. <strong>Nel 2017 è iniziata una discussione sulla possibile modifica del trattato istitutivo</strong>, che si è conclusa il 27 gennaio 2021 con la firma dei 19 paesi dell&#8217;area euro a cui si è poi aggiunta la Croazia. Per entrare in vigore, questa riforma deve essere ratificata dai parlamenti di tutti e 20 gli stati del Mes. <strong>Al momento, tutti i paesi hanno provveduto all&#8217;approvazione tranne l&#8217;Italia</strong>.</p>



<p><strong>Questi cambiamenti rafforzerebbero il ruolo e gli strumenti stessi del Mes.</strong> Quelli principali sono l&#8217;istituzione di un fondo unico di risoluzione delle crisi bancarie come prestito di ultima istanza, l&#8217;introduzione della capacità di ripagare un debito come misura della sostenibilità dello stesso e precisazioni riguardo alle condizioni per la concessione delle linee di credito precauzionali.</p>



<p>La mancata ratifica italiana della riforma ha degli elementi di natura politica, anche se all&#8217;interno della maggioranza stessa <a href="https://lavoce.info/archives/101556/litalia-e-il-mes-una-storia-infinita/#:~:text=Vale%20la%20pena,di%20credito%20precauzionali." target="_blank" rel="noreferrer noopener">le posizioni sono divise</a> tra quella possibilista (Forza Italia e ministro dell&#8217;economia Giorgetti) e contraria (Lega e Fratelli d&#8217;Italia). <strong>Ci sono infatti numerose questioni in corso di trattazione come ad esempio la riforma del patto di stabilità e il Pnrr.</strong> L&#8217;ultima discussione era stata fatta tra giugno e luglio di quest&#8217;anno e si è conclusa con il rinvio della questione a settembre.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/parole/cose-il-meccanismo-europeo-di-stabilita/">Cos&#8217;è il Mes</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Che cos&#8217;è e come funziona il Cnel</title>
		<link>https://www.openpolis.it/parole/che-cose-e-come-funziona-il-cnel/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[michele vannucchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Sep 2023 13:00:00 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?post_type=opmag_glossary&#038;p=270730</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il consiglio nazionale dell'economia e del lavoro è un organo di rilevanza costituzionale ma, nonostante questo, è spesso considerato di scarsa importanza anche se a ben vedere negli ultimi anni la sua attività si è intensificata.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/parole/che-cose-e-come-funziona-il-cnel/">Che cos&#8217;è e come funziona il Cnel</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Il consiglio nazionale dell&#8217;economia e del lavoro (Cnel) è uno dei 5 organi di rilievo costituzionale</strong> italiani, ovvero quelle organizzazioni previste, ma non disciplinate, dalla costituzione.</p>


        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Il Consiglio nazionale dell&#8217;economia e del lavoro è composto, nei modi stabiliti dalla legge, di esperti e di rappresentanti delle categorie produttive, in misura che tenga conto della loro importanza numerica e qualitativa.<br />
È organo di consulenza delle Camere e del Governo per le materie e secondo le funzioni che gli sono attribuite dalla legge.<br />
Ha l&#8217;iniziativa legislativa e può contribuire alla elaborazione della legislazione economica e sociale secondo i principi ed entro i limiti stabiliti dalla legge.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.senato.it/Leg18/1025?articolo_numero_articolo=99&#038;sezione=132#:~:text=Il%20Consiglio%20nazionale%20dell'economia,loro%20importanza%20numerica%20e%20qualitativa." target="_blank">&#8211; Costituzione italiana, articolo 99</a>
									            </div>
        </section>
		


<p>La carta in effetti stabilisce solo che la sua composizione deve includere esperti e rappresentanti del mondo del lavoro, la sua funzione consultiva in favore del governo e del parlamento oltre ad assegnargli il potere di iniziativa legislativa.</p>



<p><strong>Le attribuzioni, i compiti e la composizione del Cnel sono state più concretamente definite nella <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1986-12-30;936!vig=2023-09-07" target="_blank" rel="noreferrer noopener">legge 936 del 1986</a></strong> che ha sostituito la disciplina precedente (<a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1957-01-05;33!vig=2023-09-08" target="_blank" rel="noreferrer noopener">L.33/1957</a>). La norma, oltre a definire concretamente la composizione dell&#8217;organo, <strong>delinea le sue competenze. Tra queste rientrano:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li>la valutazione, su richiesta del governo, dei <strong>principali documenti e atti di politica e di programmazione economica e sociale</strong>;</li>



<li><strong>l&#8217;esame del documento di economia e finanza</strong> e della nota di aggiornamento;</li>



<li>la relazione di rapporti sugli andamenti generali, settoriali e locali del <strong>mercato del lavoro e la contrattazione collettiva;</strong></li>



<li>la valutazione dell&#8217;andamento della <strong>congiuntura economica;</strong></li>



<li>la produzione di <strong>parerei sull&#8217;attività legislativa</strong> su richiesta delle camere, del governo o delle regioni;</li>



<li>la formulazione di <strong>proposte, osservazioni, indagini o studi di sua iniziativa</strong>.</li>
</ul>



<p>In aggiunta le funzioni del Cnel includono anche la redazione di una <strong>relazione annuale sulla qualità dei servizi offerti dalle pubbliche amministrazioni e l&#8217;aggiornamento del registro nazionale dei contratti collettivi di lavoro</strong> oltre ovviamente alla possibilità di <strong>proporre <a href="https://www.openpolis.it/parole/come-si-fanno-le-leggi/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">disegni di legge</a>.</strong></p>



<p>Quest&#8217;ultima competenza, che come abbiamo visto è prevista già nella norma costituzionale, è sicuramente la caratteristica più peculiare dell&#8217;organo. Infatti nell&#8217;ordinamento italiano <strong>sono solo 5 i soggetti che detengono questo potere.</strong> Oltre al Cnel, il governo, il parlamento, i consigli regionali e il corpo elettorale. Solo per presentare una proposta di legge popolare è necessario raccogliere almeno 50mila firme.</p>



<p>Per quanto prestigioso sia questo potere sulla carta però nella pratica, secondo molti, ha avuto scarso impatto. <strong>Nelle ultime 4 legislature ad esempio solo due proposte di legge del Cnel sono poi state effettivamente approvate.</strong> In entrambi i casi poi si trattava di proposte che nel corso dell&#8217;esame parlamentare sono state accorpate ad altri disegni di legge di origine parlamentare o governativa che vertevano sullo stesso tema. Bisogna dunque verificare caso per caso se e quanto la legge approvata corrisponda alla proposta iniziale del Cnel. In ogni caso si trattava in una circostanza di abolire il divieto di iscrizione contemporanea a più università (<a href="https://www.camera.it/leg18/126?leg=18&amp;idDocumento=1924" target="_blank" rel="noreferrer noopener">atto camera 1924</a>) e nell’altra dell&#8217;introduzione di modifiche al codice delle pari opportunità tra uomo e donna (<a href="https://www.camera.it/leg18/126?tab=6&amp;leg=18&amp;idDocumento=1925&amp;sede=&amp;tipo=" target="_blank" rel="noreferrer noopener">a.c. 1925</a>).</p>



<h3 class="wp-block-heading">Dati</h3>



<p>È interessante notare come entrambe queste leggi siano state adottate nella scorsa legislatura. In effetti <strong>guardando i disegni di legge proposti dal Cnel dal 2008 a oggi emerge chiaramente come questo tipo di attività sia stata molto più intensa nella XVIII legislatura che nelle due precedenti.</strong></p>



<p>D&#8217;altronde anche in quella attualmente in corso, che pure ha preso avvio da meno di un anno, il numero di disegni di legge proposti dal Cnel ha già superato quello della XVI e XVII legislatura sommati. Uno di questi peraltro è già stato approvato alla camera come testo unificato ad altri disegni di legge in materia di diritto all&#8217;oblio oncologico e attende di essere esaminato dal senato (<a href="https://www.senato.it/leg/19/BGT/Schede/Ddliter/57431.htm" target="_blank" rel="noreferrer noopener">a.s. 851</a>).</p>


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                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/le-proposte-di-legge-del-cnel-dal-2008-a-oggi/">Le proposte di legge del Cnel dal 2008 a oggi</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/le-proposte-di-legge-del-cnel-dal-2008-a-oggi/">I disegni di legge presentati in parlamento dal consiglio nazionale dell&#8217;economia e del lavoro tra la XVI e la XIX legislatura</a></h3>
                                    </div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_270900_tab3"><p>L&#8217;articolo 99 della <a href="https://www.senato.it/Leg18/1025?articolo_numero_articolo=99&amp;sezione=132#:~:text=Il%20Consiglio%20nazionale%20dell'economia,loro%20importanza%20numerica%20e%20qualitativa." target="_blank" rel="noopener">costituzione</a> italiana attribuisce al consiglio nazionale dell&#8217;economia e del lavoro (Cnel) il potere di iniziativa legislativa. Le proposte di legge presentate nel corso delle ultime 4 legislature sono suddivise per stato di avanzamento. Il primo stadio è quello in cui le proposte di legge sono state solo presentate e sono indicate come &#8220;<strong>da assegnare</strong>&#8220;. Nel passaggio successivo dunque queste vengono effettivamente &#8220;<strong>assegnate</strong>&#8221; a una commissione, che tuttavia ancora non ha iniziato a lavorarci. Quando questo avviene le proposte sono indicate come &#8220;<strong>in corso di esame in commissione</strong>&#8220;. A questo punto se ci sono varie proposte di legge sullo stesso tema la commissione adotta un testo unificato. La misura in cui un testo unificato corrisponde alla proposta di legge iniziale deve dunque essere verificata caso per caso. In ogni caso se questo passa l&#8217;esame della prima aula in cui è stato approvato è indicato come &#8220;<strong>testo unificato approvato in prima lettura</strong>&#8221; mentre se supera anche il voto finale &#8220;<strong>testo unificato diventato legge</strong>&#8220;.</p>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis su dati <a href="https://dati.camera.it/it/" target="_blank" rel="noopener">camera</a>                                                                <br>(consultati: venerdì 8 Settembre 2023)
                                        </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/09/le-proposte-di-legge-del-cnel-dal-2008-a-oggi.png" target="_blank" download></a>
						                                                
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                            <textarea id="embed-chart-270900" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                            </div>

			

        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">90,48% </span>delle proposte di legge del Cnel nelle ultime 4 legislature sono state presentate dopo il referendum costituzionale.</p>
			        </section>
		


<p>Da questo punto di vista vale la pensa tenere presente che è stato proprio nella seconda metà della XVII legislatura che <strong>un <a href="https://www.quirinale.it/elementi/53105" target="_blank" rel="noreferrer noopener">referendum</a> ha bocciato la riforma costituzionale che, tra le altre cose, prevedeva l&#8217;abolizione del Cnel. Il rinnovato attivismo di quest&#8217;organo dunque, potrebbe essere letto proprio alla luce della sua mancata soppressione.</strong></p>



<p>Quanto alla composizione dell&#8217;organo, la legge stabilisce che il consiglio debba essere composto da 64 membri più il presidente ripartiti tra:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>10 esperti</strong> in discipline economiche sociali e giuridiche, 8 dei quali nominati dal presidente della repubblica e 2 dal presidente del consiglio.</li>



<li><strong>48 rappresentanti delle categorie produttive</strong>, di cui 22 in rappresentanza del lavoro dipendente, 9 del lavoro autonomo e 17 delle imprese;</li>



<li><strong>6 rappresentanti delle associazioni di promozione</strong> <strong>sociale e del volontariato</strong>.</li>
</ul>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">65 </span>i componenti del consiglio nazionale dell&#8217;economia e del lavoro, incluso il presidente.</p>
			        </section>
		


<h3 class="wp-block-heading">Analisi</h3>



<p><strong>Per diversi anni il consiglio nazionale dell&#8217;economia e del lavoro è stato scarsamente considerato nel dibattito pubblico.</strong> Nel corso delle <strong>discussioni sulla riforma costituzionale </strong>presentata dal governo Renzi si è tornati a parlare di quest&#8217;organo, proprio perché la riforma prevedeva la sua abolizione. <strong>Il suo ruolo in questa discussione tuttavia non è stato particolarmente lusinghiero, visto che la sua abolizione era per lo più presa come esempio di un passaggio largamente condiviso nel contesto di una riforma per altri aspetti molto <a href="https://formiche.net/2016/07/cosa-penso-della-riforma-costituzionale-parla-il-prof-alessandro-pace/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">contestata</a>.</strong></p>



<p><strong>Dopo il fallimento del referendum costituzionale, come abbiamo visto, l&#8217;attività del consiglio sembra essersi intensificata e del Cnel si è tornati a parlare in particolare per l&#8217;attività svolta in materia di contratti collettivi di lavoro.</strong> La X consiliatura del Cnel, presieduta dal professor Tiziano Treu, ha infatti <a href="https://www.cnel.it/Comunicazione-e-Stampa/Notizie/artmid/694/articleid/205/lavoro-e-contratti-intervento-del-presidente-tiziano-treu-ad-uno-mattina" target="_blank" rel="noreferrer noopener">denunciato</a> nel 2018 la crescita esponenziale del numero di contratti collettivi, passati da 580 nel 2013 a 844 nel 2017.</p>


        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Rapporto sul mercato del lavoro e la contrattazione collettiva</p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="https://cdcpcnelblg01sa.blob.core.windows.net/documenti/2017/fcba1e35-a517-401d-852a-f830b145378d/Rapporto_mercato_lavoro_contrattazione_2016-2017.pdf" target="_blank" rel="noopener">2016-2017</a></p>
</div>
				            </div>
        </section>
		



<p><strong>Ad aprile 2023,</strong> arrivati al termine della consiliatura, <strong>il governo guidato da Giorgia Meloni ha iniziato a rinnovare la composizione dell&#8217;organo indicando in primo luogo il nuovo presidente.</strong> La scelta è ricaduta sull&#8217;ex ministro della pubblica amministrazione <strong>Renato Brunetta.</strong> Per le nomine successive tuttavia è stato necessario più tempo e per le ultime si è dovuto attendere il <a href="https://www.governo.it/it/articolo/comunicato-stampa-del-consiglio-dei-ministri-n-49/23491" target="_blank" rel="noreferrer noopener">consiglio dei ministri</a> del 7 settembre. <strong>Ma il fatto che la composizione della XI consiliatura del Cnel non fosse ancora stata perfezionata non ha impedito al governo di assegnare all&#8217;organo presieduto da Brunetta un&#8217;inedita centralità.</strong> Con una <a href="https://www.governo.it/it/articolo/salario-minimo-lettera-del-presidente-meloni-al-corriere-della-sera/23420" target="_blank" rel="noreferrer noopener">lettera</a> infatti la presidente del consiglio ha indicato proprio il <strong>Cnel come la sede opportuna per il confronto con le opposizioni sul tema del salario minimo</strong>, fornendo all&#8217;organo 60 giorni per elaborare una proposta.</p>



<p>Detto questo comunque, <strong>il fatto che il Cnel abbia assunto un&#8217;utilità tale da giustificare quantomeno i costi per il suo funzionamento è ancora tutto da dimostrare</strong> e sono ancora molti coloro che preferirebbero la sua abolizione. Solo lo scorso maggio, ad esempio, il senatore <strong>Renzi è tornato a proporre una <a href="https://www.senato.it/leg/19/BGT/Schede/Ddliter/57030.htm" target="_blank" rel="noreferrer noopener">riforma costituzionale</a> che ha, come unico oggetto, la soppressione del Cnel. </strong>Inoltre secondo alcune <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2023/08/13/salario-minimo-perche-meloni-si-affida-al-cnel-il-consiglio-e-contrario-e-la-pensa-come-il-governo-mette-in-secondo-piano-la-contrattazione/7259862/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">interpretazioni</a>, il Cnel sarebbe stato scelto come <strong>sede del dibattito sul salario minimo non tanto per le sue caratteristiche istituzionali,</strong> ma perché non si tratterebbe di un soggetto neutrale<strong>.</strong> È noto infatti il <strong>parere <a href="https://www.repubblica.it/economia/2023/09/01/news/cnel_nuovi_membri_salario_minimo_bocciato-412891890/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">contrario</a> al salario minimo del nuvo presidente Brunetta,</strong> oltre che di diversi altri componenti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/parole/che-cose-e-come-funziona-il-cnel/">Che cos&#8217;è e come funziona il Cnel</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Cos&#8217;è il costo del lavoro</title>
		<link>https://www.openpolis.it/parole/cose-il-costo-del-lavoro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martina Lovat]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Aug 2023 05:00:00 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?post_type=opmag_glossary&#038;p=268257</guid>

					<description><![CDATA[<p>Sono tutte le uscite sostenute dall'ente che ha assunto il lavoratore in cambio della sua prestazione. Sono inclusi non solo gli stipendi ma anche tutti gli oneri tributari connessi al lavoro.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/parole/cose-il-costo-del-lavoro/">Cos&#8217;è il costo del lavoro</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h3 class="wp-block-heading">Definizione</h3>



<p>Il lavoro sta alla base delle economie. Dal punto di vista del lavoratore, rappresenta una fonte di entrata ma <strong>dal lato del datore di lavoro è invece un&#8217;uscita che prevede dei costi specifici</strong>:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>i <strong>salari lordi,</strong> ovvero gli stipendi percepiti dal lavoratore comprensivi di tutte le tasse, le imposte e i contributi che ricadono sugli occupati;</li>



<li>i <strong>contributi sociali pagati dal datore di lavoro</strong>;</li>



<li>le uscite legate a specifici aspetti come i corsi di aggiornamento e la fornitura di dispositivi di protezione individuale.</li>
</ul>



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					Povertà educativa                </label>
				                <p>Presenza e qualità dei servizi nei comuni su scuola, cultura, sport e servizi sociali.</p>
            </div>
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					Governo e Parlamento                </label>
				                <p>Covid, leggi, attuazioni, voti rilevanti, cambi di gruppo, assenze e presenze.</p>
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					Pnrr                </label>
				                <p>Approvazione e attuazione delle riforme, allocazione e avanzamento degli investimenti.</p>
            </div>
							                    <div class="mt-20 click-checkbox">
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                       title="Abruzzo"
					                >
                <label class="roboto-slab fs-18 fw-700 clickable" for="list-13">
					Abruzzo                </label>
				                    <i class="fs-15"> &#8211; Ogni mese</i>
				                <p>Osservatorio basato sui dati dedicato alla regione Abruzzo.</p>
            </div>
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<p>Per l&#8217;occupato, la fonte di sostentamento è il reddito netto, che incide sulla sua capacità di spendere e mettere da parte dei risparmi. La differenza tra il costo del lavoro e lo stipendio netto è il cosiddetto <a href="https://www.openpolis.it/parole/cose-il-cuneo-fiscale/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">cuneo fiscale</a>, che comprende tutte le imposte e tutti i contributi legati all&#8217;attività lavorativa.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Dati</h3>



<p>A livello comunitario, questo dato viene raccolto all&#8217;interno dell&#8217;indagine sui costi del lavoro (<em>labour cost survey</em>), una rilevazione quadriennale che fornisce dei dati a livello dettagliato sui diversi tipi di costi sostenuti dai datori. I dati annuali aggregati per macro categorie sono invece elaborati dall&#8217;indice trimestrale dei costi del lavoro (<em>labour cost index</em>, Lci).</p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">30,5 € </span>il costo del lavoro orario nei paesi dell&#8217;Unione europea (2022).</p>
			        </section>
		


<p>Si tratta di un dato che varia considerevolmente tra i paesi comunitari, a seconda anche delle diversità dei sistemi lavorativi e delle imposte applicate al lavoro.</p>


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                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-lussemburgo-i-maggiori-costi-del-lavoro/">In Lussemburgo i maggiori costi del lavoro</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-lussemburgo-i-maggiori-costi-del-lavoro/">Costo del lavoro nei paesi dell&#8217;unione europea (2022)</a></h3>
                                    </div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_268255_tab3"><p>I dati annuali aggregati sono elaborati dall&#8217;indice trimestrale dei costi del lavoro (<em>labour cost index</em>, Lci). Si tratta di costi orari stimati su tutti i lavoratori ad esclusione di quelli agricoli, quelli del settore della sicurezza e degli enti sovranazionali. Sono incluse tutte le imprese con almeno 10 dipendenti.</p>
</div>
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                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis su dati <a href="https://ec.europa.eu/eurostat/databrowser/view/LC_LCI_LEV__custom_7038569/default/table?lang=en" target="_blank" rel="noopener">Eurostat</a>                                                                <br>(consultati: venerdì 28 Luglio 2023)
                                        </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/08/in-lussemburgo-i-maggiori-costi-del-lavoro.png" target="_blank" download></a>
						                                                
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                </div>

                            </div>

			


<p>I paesi in cui il costo del lavoro è maggiore si trovano nell&#8217;area centro-settentrionale dell&#8217;Unione: <strong>Lussemburgo (50,7 euro all&#8217;ora)</strong>, Danimarca (46,8) e Belgio (43,5). Sono invece minori in Ungheria (10,7), Romania (9,5) e Bulgaria (8,2). In Italia, il costo medio del lavoro è pari a 29,4 euro all&#8217;ora, in linea con la media europea.</p>



<p>Come abbiamo detto, i costi del lavoro sono composti sia dai salari che da tutti quegli importi non legati agli stipendi come le imposte pagate dal datore di lavoro. <strong>L&#8217;incidenza nel 2022 di questa componente su tutto il costo del lavoro è in media pari al 24,8% per i paesi dell&#8217;Unione europea.</strong> Si tratta comunque di un dato che varia particolarmente tra stato e stato, con i valori più alti registrati in Francia (32%), Svezia (31,9%) e Italia (27,8%) e quelli più bassi in Lituania (5,4%) e Romania (5,3%).</p>



<h3 class="wp-block-heading">Analisi</h3>



<p>Monitorare il costo del personale è importante per gestire al meglio l&#8217;attività. <strong>È importante trovare un equilibrio che consenta la sostenibilità dell&#8217;impresa e un&#8217;adeguata retribuzione dei lavoratori</strong>, coerente con la prestazione di lavoro fornita e la mansione per cui si è assunti.</p>



<p><strong>Sono questi temi ampiamente discussi, soprattutto per quel che riguarda l&#8217;aspetto dei costi non legati ai salari</strong>: avere un cuneo fiscale eccessivamente pesante potrebbe infatti incidere sulla domanda e sull&#8217;offerta di lavoro attraverso una riduzione di incentivi ma anche di assunzioni, aumentando le ore lavorate da chi è già assunto. Imposte e contributi sono entrate necessarie per il funzionamento dello stato ma bilanciare numerose fonti di entrata è importante per garantire il finanziamento della macchina pubblica, l&#8217;efficienza dei servizi e l&#8217;equità tra le diverse condizioni economiche dei cittadini.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/parole/cose-il-costo-del-lavoro/">Cos&#8217;è il costo del lavoro</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Cosa si intende per scostamento di bilancio</title>
		<link>https://www.openpolis.it/parole/cosa-si-intende-per-scostamento-di-bilancio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Dal Poggetto]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 May 2023 13:15:00 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?post_type=opmag_glossary&#038;p=250748</guid>

					<description><![CDATA[<p>È una procedura attraverso cui il governo richiede di ricorrere all'indebitamento per finanziare alcune misure. Deve essere giustificata da eventi di eccezionale gravità ed autorizzata dal parlamento a maggioranza assoluta. </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/parole/cosa-si-intende-per-scostamento-di-bilancio/">Cosa si intende per scostamento di bilancio</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h3 class="wp-block-heading">Definizione</h3>



<p>La costituzione italiana, a seguito di una <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge.costituzionale:2012-04-20;1" target="_blank" rel="noreferrer noopener">modifica</a> introdotta nel 2012, impone allo stato il principio dell’<strong>equilibrio di bilancio</strong>. Sostanzialmente cioè, ogni spesa aggiuntiva deve essere compensata da un’entrata &#8220;propria&#8221; che la finanzi. Tuttavia in casi eccezionali, come l’emergenza da <strong>Covid-19</strong> o l&#8217;esplosione della <strong>guerra in Ucraina</strong> con i suoi effetti negativi anche in termini economici, è possibile sospendere momentaneamente l&#8217;applicazione di questa regola. In questi casi infatti è possibile ricorrere all’indebitamento al fine di compensare gli effetti dei cicli economici negativi. Si parla a questo proposito di <strong>scostamento di bilancio</strong>.</p>


        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Lo Stato assicura l&#8217;equilibrio tra le entrate e le spese del proprio bilancio, tenendo conto delle fasi avverse e delle fasi favorevoli del ciclo economico. Il ricorso all&#8217;indebitamento è consentito solo al fine di considerare gli effetti del ciclo economico e, previa autorizzazione delle Camere adottata a maggioranza assoluta dei rispettivi componenti, al verificarsi di eventi eccezionali. Ogni legge che importi nuovi o maggiori oneri provvede ai mezzi per farvi fronte.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.senato.it/istituzione/la-costituzione/parte-ii/titolo-i/sezione-ii/articolo-81" target="_blank">&#8211; Articolo 81 costituzione</a>
									            </div>
        </section>
		


<p>In base a quanto disposto dall’articolo 6 della <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2012-12-24;243" target="_blank" rel="noreferrer noopener">legge 243/2012</a>, gli eventi in cui è possibile ricorrere allo strumento dello scostamento di bilancio sono sostanzialmente di due tipologie:&nbsp;</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>periodi di <strong>grave recessione economica</strong> relativi anche all&#8217;area dell&#8217;euro o all&#8217;intera Unione europea;&nbsp;</li>



<li><strong>eventi straordinari, al di fuori del controllo dello stato</strong>, ivi incluse le gravi crisi finanziarie nonché le gravi calamità naturali, con rilevanti ripercussioni sulla situazione finanziaria generale del paese.</li>
</ul>



<p><strong>La richiesta di autorizzazione allo scostamento di bilancio deve essere presentata dal governo al parlamento successivamente a un confronto con la commissione europea</strong>. Le camere si esprimono quindi su una <strong>relazione</strong> predisposta dall’esecutivo in cui viene indicato l’ammontare e la durata dello scostamento oltre alle finalità alle quali si intendono destinare le risorse. <strong>La relazione inoltre deve contenere gli aggiornamenti degli obiettivi programmatici di finanza pubblica e il piano di rientro verso l’obiettivo programmatico</strong>. La cui durata sarà commisurata alla gravità dell’evento che ha portato alla richiesta di autorizzazione allo scostamento.</p>



<p>Lo scostamento di bilancio è autorizzato se ottiene l’approvazione a <strong>maggioranza assoluta</strong> (cioè il 50%+1 dei componenti l’organo) di entrambe le camere.</p>






<h3 class="wp-block-heading">Dati</h3>



<p>In base a quanto riportato dal <a href="https://temi.camera.it/leg19DIL/temi/gli-scostamenti-di-bilancio-della-xviii-legislatura-un-quadro-d-insieme" target="_blank" rel="noreferrer noopener">centro servizi della camera</a>, nel corso della <strong>XVIII legislatura</strong> (2018-2022) le richieste di scostamento di bilancio sono state <strong>12 in totale</strong>. Due di queste (una nel 2018 e una nel 2019) risalgono al periodo precedente la pandemia. Altre 8 invece sono state presentate espressamente per contrastare gli effetti del <strong>Covid</strong>. Negli ultimi 2 casi invece viene fatto riferimento alla delicata situazione internazionale innescata dalla <strong>guerra tra Russia e Ucraina</strong>. In molte occasioni la richiesta di scostamento di bilancio ha accompagnato la presentazione di <strong>Def e Nadef</strong> al parlamento.</p>


        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/parole/che-cose-il-def-documento-di-economia-e-finanza/?utm_source=Newsletter&#038;utm_medium=email&#038;utm_campaign=governo-e-parlamento" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Leggi anche
<br><strong>Cosa sono Def e Nadef</strong></a>.</p>
        </section>
		





<p>A queste si aggiungono le 2 presentate dal <strong>governo Meloni</strong> attualmente in carica. La <a href="https://www.dt.mef.gov.it/export/sites/sitodt/modules/documenti_it/analisi_progammazione/documenti_programmatici/nadef_2022/Relazione-al-Parlamento-novembre-2022_fin.pdf#page=4" target="_blank" rel="noreferrer noopener">prima</a> risale al novembre del 2022 e prevedeva in particolare interventi per il <strong>contrasto al caro-energia</strong>. La <a href="https://www.dt.mef.gov.it/export/sites/sitodt/modules/documenti_it/analisi_progammazione/documenti_programmatici/def_2023/Relazione-al-Parlamento-Apr-2023.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">seconda</a> invece, presentata nell&#8217;aprile del 2023, era stata giustificata con la necessità di finanziare il taglio al cosiddetto <a href="https://www.openpolis.it/parole/cose-il-cuneo-fiscale/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">cuneo fiscale</a> sul lavoro dipendente. </p>


            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/otto-richieste-di-scostamento-di-bilancio-per-fronteggiare-il-covid/">Otto richieste di scostamento di bilancio per fronteggiare il Covid</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/otto-richieste-di-scostamento-di-bilancio-per-fronteggiare-il-covid/">Le richieste di scostamento di bilancio presentate dal governo al parlamento nel corso della XVIII e XIX legislatura (2018-2023)</a></h3>
                                    </div>
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                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/otto-richieste-di-scostamento-di-bilancio-per-fronteggiare-il-covid/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/05/otto-richieste-di-scostamento-di-bilancio-per-fronteggiare-il-covid.png" placeholder ></amp-img><div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div></amp-iframe>                        <div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/otto-richieste-di-scostamento-di-bilancio-per-fronteggiare-il-covid/">Otto richieste di scostamento di bilancio per fronteggiare il Covid &#8211; Le richieste di scostamento di bilancio presentate dal governo al parlamento nel corso della XVIII e XIX legislatura (2018-2023)</a></div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis su dati <a href="https://temi.camera.it/leg19DIL/temi/gli-scostamenti-di-bilancio-della-xviii-legislatura-un-quadro-d-insieme"><span style="font-weight: 400">centro servizi della camera</span></a>.                                                                <br>(consultati: venerdì 28 Aprile 2023)
                                        </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/05/otto-richieste-di-scostamento-di-bilancio-per-fronteggiare-il-covid.png" target="_blank" download></a>
						                                                
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                            <p><label for="embed-chart-250735"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-250735" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                            </div>

			

        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">14 </span>gli scostamenti di bilancio autorizzati dal 2018 a oggi.</p>
			        </section>
		


<p>Non è semplicissimo riuscire a valutare l’impatto che ogni singola richiesta di scostamento ha sul debito pubblico italiano. Ciò perché la richiesta si può &#8220;spalmare&#8221; anche su più annualità. Inoltre anche il piano di rientro prevede un percorso molto lungo.&nbsp;<br><br>In base alle elaborazioni del <a href="https://temi.camera.it/leg19DIL/temi/autorizzazioni-al-maggiore-indebitamento-e-revisioni-degli-andamenti-programmatici-di-finanza-pubblica-nella-xviii-legislatura-profili-quantitativi.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">servizio bilancio dello stato</a> è possibile avere una stima dell’impatto che le <strong>richieste di scostamento presentate tra il marzo 2020 e il settembre 2022</strong> hanno avuto in termini di indebitamento netto dello stato. Dato che la richiesta di scostamento può “spalmarsi” anche su più anni e che gli orizzonti temporali sono diversi, il grafico sottostante riporta l’andamento stimato dell’indebitamento netto complessivo con il relativo piano di rientro fino al 2034.</p>



<p>Nel 2020, anno dell’esplosione della pandemia, l’indebitamento netto dovuto alle richieste di scostamento di bilancio ammontava <strong>108,3 miliardi di euro</strong>. Tale numero va in progressiva diminuzione fino a toccare i 40,4 miliardi di euro nel 2034.</p>


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                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2023-gli-scostamenti-pesano-sul-debito-per-oltre-51-miliardi/">Nel 2023 gli scostamenti pesano sul debito per oltre 51 miliardi</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2023-gli-scostamenti-pesano-sul-debito-per-oltre-51-miliardi/">Il peso sull&#8217;indebitamento netto dello stato delle richieste di scostamento di bilancio presentate tra il marzo 2020 e il settembre 2022</a></h3>
                                    </div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis su dati <a href="https://temi.camera.it/leg19DIL/temi/autorizzazioni-al-maggiore-indebitamento-e-revisioni-degli-andamenti-programmatici-di-finanza-pubblica-nella-xviii-legislatura-profili-quantitativi.html"><span style="font-weight: 400">servizio bilancio dello stato</span></a>                                                                <br>(consultati: venerdì 28 Aprile 2023)
                                        </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-250740"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-250740" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                </div>

                            </div>

			


<p>Ovviamente bisogna sempre tenere presente che tale andamento è frutto di una stima e che <strong>eventuali altre nuove richieste di scostamento potrebbero intervenire a modificare il quadro</strong> nel frattempo. </p>



<h3 class="wp-block-heading">Analisi</h3>



<p>Il ricorso all’indebitamento per finanziare le politiche pubbliche rappresenta una dinamica che è tenuta particolarmente sotto osservazione dalle istituzioni europee. A maggior ragione per quegli stati con un debito pubblico consistente, come l’Italia. Dopo il caso della <strong>crisi greca</strong> esploso nel 2009, i controlli da questo punto di vista sono diventati ancora più stringenti. </p>


<div id="strillo-testo-block_9040a3584fff51094942438621ad1bd4" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>Le richieste di scostamento devono essere giustificate da eventi di eccezionale gravità.</p>
			        </section>
		</div>



<p>Per questo la richiesta di maggiore indebitamento deve essere sempre accompagnata anche dall’aggiornamento del piano di rientro verso l’<strong>obiettivo di medio termine</strong> (Omt) individuato per ciascuno stato membro ai sensi del <a href="https://economy-finance.ec.europa.eu/economic-and-fiscal-governance/stability-and-growth-pact_en" target="_blank" rel="noreferrer noopener">patto di stabilità e crescita</a> (Psc). L’Omt è il valore del saldo strutturale di bilancio individuato sulla base dei criteri stabiliti dalla commissione europea. Ai sensi del Psc, <strong>ciascuno stato membro deve raggiungere o mantenere il proprio Omt, oppure seguire un percorso di avvicinamento a esso</strong>. Questo obiettivo è diverso per ciascun paese Ue ed è determinato sulla base del potenziale di crescita, del livello del debito e delle passività implicite della sua economia.</p>



<p>Con l’esplosione della pandemia da Covid-19 il patto di stabilità è stato sospeso. Questo aveva permesso a tutti i paesi di ricorrere all’indebitamento in maniera più flessibile per sostenere la propria economia in un periodo di grave crisi. A partire dal 2024 però le restrizioni torneranno in vigore. Anche se attualmente è in corso a livello comunitario un <a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/it/IP_23_2393" target="_blank" rel="noreferrer noopener">processo di revisione del Psc</a>.</p>



<p>Un ultimo elemento da sottolineare riguarda il fatto che le richieste di nuovo indebitamento devono essere prima concordate con la commissione europea. E successivamente approvate dal parlamento con una maggioranza qualificata.&nbsp;</p>



<p>Nel caso della richiesta di scostamento presentata dal governo Meloni nell&#8217;aprile scorso, tale maggioranza <a href="https://www.camera.it/leg19/410?idSeduta=0093&amp;tipo=alfabetico_stenografico" target="_blank" rel="noreferrer noopener">non è stata raggiunta</a> in prima battuta<strong> a causa dell’assenza contemporanea di molti esponenti della coalizione di centrodestra</strong>. Motivo per cui il governo si è visto costretto a riapprovare rapidamente il documento e a ripresentarlo alle camere per una nuova deliberazione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/parole/cosa-si-intende-per-scostamento-di-bilancio/">Cosa si intende per scostamento di bilancio</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Che cos’è il Def, documento di economia e finanza</title>
		<link>https://www.openpolis.it/parole/che-cose-il-def-documento-di-economia-e-finanza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Dal Poggetto]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Apr 2023 13:25:00 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?post_type=opmag_glossary&#038;p=245879</guid>

					<description><![CDATA[<p>Questo documento delinea la situazione presente dell’economia di uno stato e definisce gli obiettivi da raggiungere tramite le riforme.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/parole/che-cose-il-def-documento-di-economia-e-finanza/">Che cos’è il Def, documento di economia e finanza</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h3 class="wp-block-heading">Definizione</h3>



<p>Il <strong>Documento di economia e finanza</strong> (Def) è il principale dossier di programmazione finanziaria di uno stato. La sua attuale composizione è stata definita dalla <a href="https://www.normattiva.it/atto/caricaDettaglioAtto?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2011-04-12&amp;atto.codiceRedazionale=011G0082&amp;atto.articolo.numero=0&amp;atto.articolo.sottoArticolo=1&amp;atto.articolo.sottoArticolo1=10&amp;qId=acdaa98f-ec01-4a8b-aa76-3fe7da485c34&amp;tabID=0.6969471780678194&amp;title=lbl.dettaglioAtto#:~:text=http%3A//www.normattiva.it/eli/id/2011/04/12/011G0082/ORIGINAL" target="_blank" rel="noreferrer noopener">legge 39/2011</a> che ha modificato la precedente <a href="https://www.normattiva.it/atto/caricaDettaglioAtto?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2009-12-31&amp;atto.codiceRedazionale=009G0201&amp;atto.articolo.numero=0&amp;atto.articolo.sottoArticolo=1&amp;atto.articolo.sottoArticolo1=10&amp;qId=bc4b483b-cb79-4765-ab15-bd2256867a27&amp;tabID=0.6969471780678194&amp;title=lbl.dettaglioAtto#:~:text=http%3A//www.normattiva.it/eli/id/2009/12/31/009G0201/CONSOLIDATED/20220408" target="_blank" rel="noreferrer noopener">196/2009</a> in seguito alle nuove regole adottate dall’Unione europea per il <strong>coordinamento delle politiche economiche dei singoli stati membri</strong>.</p>



<p>A livello comunitario, il <a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:32013R0473" target="_blank" rel="noreferrer noopener">regolamento Ue 473/2013</a> prevede l’elaborazione di strumenti di programmazione e definisce le disposizioni per il loro monitoraggio e la loro valutazione, oltre alle procedure per la <strong>correzione dei disavanzi eccessivi</strong> degli stati membri che hanno adottato l’euro.</p>


        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.mef.gov.it/documenti-pubblicazioni/doc-finanza-pubblica/index.html#cont1" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vedi
<br><strong>il Def 2023</strong></a>.</p>
        </section>
		





<p>In base alle norme vigenti, il Def si compone di tre sezioni:&nbsp;</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>il <strong>Programma di stabilità</strong> (Ps), <a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:31997R1466" target="_blank" rel="noreferrer noopener">richiesto a fine di controllo da parte dell’Unione europea</a>, che descrive il quadro macroeconomico dello stato, gli obiettivi di finanza pubblica per gli anni successivi e le strategie di bilancio per raggiungerli, tenendo in considerazione la sostenibilità nel lungo periodo;</li>



<li>le <strong>analisi e le tendenze di finanza pubblica</strong> in cui sono riportati i risultati e le previsioni dei principali settori di spesa, del conto di cassa del settore pubblico e del bilancio statale, oltre alla programmazione delle risorse destinate alla coesione territoriale;</li>



<li>il <strong>Programma nazionale di riforma</strong> (Pnr), anche questa una documentazione da presentare agli organismi di competenza dell’Unione europea, che contiene l’aggiornamento delle strategie di riforma in relazione al periodo storico-economico in corso.</li>
</ul>



<p>In Italia il Def viene predisposto su impulso del <strong>presidente del consiglio</strong> e del <strong>ministro dell’economia</strong>. Questi ultimi poi lo sottopongono prima all’approvazione del consiglio dei ministri e successivamente a quella del parlamento.&nbsp;</p>



<p>In base alle norme vigenti, il Def dovrebbe essere presentato alle camere entro il 10 aprile di ogni anno. Queste dovrebbero poi approvare il documento tramite una risoluzione che impegna l’esecutivo alla presentazione di una legge di bilancio. L’iter dovrebbe concludersi entro il 30 aprile. Termine ultimo entro il quale è previsto l’invio della prima e della terza sezione del Def alla commissione europea e al consiglio dell’unione europea che esprimono le loro raccomandazioni. Non sempre in passato queste scadenze sono state rispettate. Anche se tutto il ciclo che porta alla definizione del bilancio programmatico dello stato deve concludersi tassativamente entro il <strong>31 dicembre</strong> di ogni anno.</p>


        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/parole/come-funziona-il-ciclo-di-bilancio/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vedi anche
<br><strong>Come funziona il ciclo di bilancio</strong></a>.</p>
        </section>
		





<p>La presentazione del Def apre la <strong>fase programmatica del ciclo di bilancio</strong> (anche detta semestre europeo). In questo periodo (che va da aprile alla fine di settembre) il governo si pone degli obiettivi. Le misure finalizzate al loro raggiungimento sono poi definite nella fase successiva dell’anno (semestre nazionale) che culmina con la presentazione e l’approvazione della <strong>legge di bilancio</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Dati</h3>



<p>All’interno del Def sono presenti delle stime sugli indicatori macroeconomici e di finanza pubblica, che hanno un peso importante nella definizione delle politiche economiche e di riforma di uno stato. Questi sono raggruppati in due focus chiamati quadri, che sono di due tipi:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>tendenziale</strong>, che analizza la situazione al netto delle manovre di finanza pubblica;</li>



<li><strong>programmatico</strong>, che incorpora gli effetti degli interventi definiti dalla legge di bilancio.</li>
</ul>



<p>Per quanto riguarda le analisi macroeconomiche, ovvero delle dinamiche di funzionamento economico di uno stato, uno dei componenti su cui si concentra il programma di stabilità è il <strong>prodotto interno lordo</strong> (Pil<strong>)</strong>. Questo è un indicatore che permette di inquadrare la situazione economica di un paese in base ai consumi, agli investimenti, alla spesa pubblica, alla tassazione e alla bilancia import-export.</p>



<p>Da questo punto di vista nel Def del 2023 si prevede un aumento del Pil. Nell’anno in corso è stimata una crescita dello 0,9% su base tendenziale e dell’1% su quella programmatica. La crescita stimata è ancora maggiore nel 2024 dove il Pil a livello tendenziale dovrebbe far registrare un +1,4% e un +1,5% su base programmatica. Valori positivi sono stimati anche per gli anni successivi.</p>


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                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2023-stimato-un-aumento-del-pil-dell1/">Nel 2023 stimato un aumento del Pil dell&#8217;1%</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2023-stimato-un-aumento-del-pil-dell1/">Previsioni tendenziali e programmatiche del Pil misurate in variazioni congiunturali percentuali</a></h3>
                                    </div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis su dati <a href="https://www.mef.gov.it/documenti-pubblicazioni/doc-finanza-pubblica/index.html" target="_blank" rel="noopener">Mef</a>                                                                <br>(ultimo aggiornamento: venerdì 14 Aprile 2023)
                                        </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-245701"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			


<p>Rispetto alle previsioni contenute nella <a href="https://www.dt.mef.gov.it/export/sites/sitodt/modules/documenti_it/analisi_progammazione/documenti_programmatici/nadef_2022/NADEF-2022.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">nota di aggiornamento al Def</a> (Nadef) del 2022 le stime di crescita per quest&#8217;anno sono state riviste al rialzo. Si passa infatti da un +0,6% nel quadro tendenziale per il 2023 a un +0,9%. Tendenza diversa invece per il 2024 in cui sia passa da un aumento stimato del Pil dell’1,8% a un +1,4%.</p>



<p>A questo proposito occorre precisare che l&#8217;ufficio parlamentare di bilancio ha specificato che<strong> queste stime assumono la completa realizzazione degli investimenti previsti dal piano nazionale di ripresa e resilienza</strong>. Eventualità però che non può essere data per scontata. </p>


        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Le previsioni sono validate sulla base delle informazioni congiunturali disponibili a oggi e assumendo la piena e tempestiva realizzazione dei progetti del PNRR. Il quadro è tuttavia instabile e incerto, anche per le tensioni geopolitiche e finanziarie, per cui le prospettive potrebbero cambiare in misura non trascurabile nel corso dell’orizzonte di previsione.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.upbilancio.it/wp-content/uploads/2023/04/Lettera_validazione_QMT_DEF_2023-con-allegato.pdf" target="_blank">&#8211; Nota al Def dell&#8217;ufficio parlamentare di bilancio, 7 aprile 2023</a>
									            </div>
        </section>
		


<p>Dal lato della finanza pubblica, i quadri programmatici e tendenziali riportano gli indicatori legati all’<strong>indebitamento dello stato</strong>. Questi indicatori sono importanti per poter orientare le strategie di riforma necessarie per raggiungere gli obiettivi in modo tale che questi siano sostenibili nel lungo periodo. Da questo punto di vista, un indicatore importante è quello del <strong>rapporto tra debito pubblico e Pil</strong>.</p>


        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/parole/cose-il-debito-pubblico/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Leggi anche
<br><strong>Cos’è il debito pubblico</strong></a>.</p>
        </section>
		





<p>Possiamo osservare che le stime prevedono una costante diminuzione di questo indicatore. Si passa infatti da un rapporto debito/Pil del 146,7% nel 2021 a una stima del 137,9% nel 2026.</p>


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                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2023-si-stima-una-riduzione-del-rapporto-debito-pil-di-5-punti/">Nel 2023 si stima una riduzione del rapporto debito/Pil di 5 punti</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2023-si-stima-una-riduzione-del-rapporto-debito-pil-di-5-punti/">L&#8217;andamento del rapporto debito/Pil nei prossimi anni nel quadro programmato delineato dal Def 2023</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1">
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/nel-2023-si-stima-una-riduzione-del-rapporto-debito-pil-di-5-punti/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/04/nel-2023-si-stima-una-riduzione-del-rapporto-debito-pil-di-5-punti.png" placeholder ></amp-img><div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div></amp-iframe>                        <div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2023-si-stima-una-riduzione-del-rapporto-debito-pil-di-5-punti/">Nel 2023 si stima una riduzione del rapporto debito/Pil di 5 punti &#8211; L&#8217;andamento del rapporto debito/Pil nei prossimi anni nel quadro programmato delineato dal Def 2023</a></div>
                    </div>
			        			                                <div id="chart_245728_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_245728_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_245728_tab3"><p>Il dato è stimato al netto delle quote di pertinenza dell’Italia dei prestiti a stati membri dell&#8217;unione economica e monetaria, bilaterali o attraverso l&#8217;European financial stability facility e del contributo al capitale del meccanismo europeo di stabilità (Esm). A tutto il 2022 l&#8217;ammontare di tali interventi è stato pari a circa 56,3 miliardi, di cui 42 miliardi per prestiti bilaterali e attraverso l&#8217;Efsf e 14,3 miliardi per il programma Esm (fonte: <a href="https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/finanza-pubblica/2023-finanza-pubblica/statistiche_FPI_20230315.pdf" target="_blank" rel="noopener">banca d&#8217;Italia</a>).</p>
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                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis su dati <a href="https://www.mef.gov.it/documenti-pubblicazioni/doc-finanza-pubblica/index.html" target="_blank" rel="noopener">Mef</a>                                                                <br>(ultimo aggiornamento: venerdì 14 Aprile 2023)
                                        </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/04/nel-2023-si-stima-una-riduzione-del-rapporto-debito-pil-di-5-punti.png" target="_blank" download></a>
						                                                
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                            <p><label for="embed-chart-245728"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-245728" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			


<p>La diminuzione del rapporto debito/Pil dovrebbe indicare una maggiore sostenibilità del sistema economico-finanziario del paese. Tuttavia questi indicatori vanno sempre presi con le dovute cautele. È noto infatti come il debito pubblico sia costantemente sotto controllo da parte delle istituzioni europee che puntualmente chiedono ai governi di adottare strategie per ridurlo. <strong>Non sempre però queste strategie trovano concreta attuazione</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Analisi</h3>



<p>Il Def ha un ruolo molto importante all&#8217;interno della formazione del bilancio di previsione dello stato. Compone infatti la base su cui si effettua la <strong>manovra di correzione di bilancio</strong> assieme al <strong>bilancio a legislazione vigente</strong> (Dlb). Questa esprime a sua volta l&#8217;andamento tendenziale delle entrate e delle spese sulla base delle scelte effettuate in passato.</p>



<p>La prima pubblicazione del Def nella sua forma attuale risale al <a href="http://www.dt.mef.gov.it/it/attivita_istituzionali/analisi_programmazione_economico_finanziaria/documenti_programmatici/index.html?selezione-anno=2011#selezione-anno" target="_blank" rel="noreferrer noopener">2011</a>. Tuttavia l’esperienza italiana della programmazione della finanza pubblica è molto precedente. Storicamente però è emersa la <a href="https://peufi.sp.unipi.it/wp-content/uploads/2020/10/La-dimensione-globale-della-finanza.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">scarsa attendibilità</a> per quanto riguarda le previsioni macroeconomiche. Oltre al <strong>debole raccordo tra quanto previsto in sede di programmazione e la predisposizione delle misure concrete</strong> da inserire nella legge di bilancio relativa.</p>


<div id="strillo-testo-block_451510feaa184e76b3e87b1e85bb68dc" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>Le istituzioni europee hanno un ruolo importante nella definizione della politica economica nazionale.</p>
			        </section>
		</div>



<p>Negli ultimi anni però, con la crescente importanza dell’armonizzazione dei processi a livello comunitario, il quadro è un po’ cambiato. È infatti in corso un <strong>allineamento fra tutti i paesi membri delle norme legislative, doganali, amministrative, fiscali e delle operazioni di politica monetaria</strong>. Nel dettaglio, il Def si colloca al centro del semestre europeo. Un periodo durante il quale l’Unione coordina le politiche economiche e di bilancio degli stati membri. Questo per la necessità di <strong>sincronizzare i calendari degli stati al fine di allineare gli obiettivi delle politiche nazionali</strong> di bilancio, di crescita, dell&#8217;occupazione e degli aspetti sociali, considerando anche gli obiettivi stabiliti sul piano comunitario.</p>



<p>La necessità di questo coordinamento sovranazionale ha certamente un impatto positivo per quanto riguarda l’affidabilità dei documenti di finanza pubblica redatti dal governo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/parole/che-cose-il-def-documento-di-economia-e-finanza/">Che cos’è il Def, documento di economia e finanza</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Cos&#8217;è il cuneo fiscale</title>
		<link>https://www.openpolis.it/parole/cose-il-cuneo-fiscale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martina Lovat]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Apr 2023 05:00:00 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?post_type=opmag_glossary&#038;p=246133</guid>

					<description><![CDATA[<p>Comprende le imposte sui redditi e i contributi versati dal datore di lavoro e dal lavoratore. Corrisponde alla differenza tra il costo del lavoro e la retribuzione netta.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/parole/cose-il-cuneo-fiscale/">Cos&#8217;è il cuneo fiscale</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h3 class="wp-block-heading">Definizione</h3>



<p>La paga finale percepita dal lavoratore non è la stessa che viene versata dal datore di lavoro. <strong>La differenza tra il lordo e il netto corrisponde al cuneo fiscale ed è composta da imposte e contributi.</strong> Sono inclusi principalmente l&#8217;<a href="https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/web/guest/imposta-sul-reddito-delle-persone-fisiche-irpef-/infogen-imposta-sul-reddito-delle-persone-fisiche-irpef-" target="_blank" rel="noreferrer noopener">imposta sul reddito da lavoro</a> (in Italia chiamata Irpef) e i contributi previdenziali che vengono versati sia dal lavoratore che dal datore di lavoro. Si può calcolare sia per chi è assunto con un contratto da lavoratore dipendente sia per il lavoratore autonomo e il libero professionista.</p>



<p><strong>Il cuneo fiscale non va confuso con il costo del lavoro.</strong> Quest&#8217;ultimo è infatti il costo totale che viene sostenuto dall&#8217;azienda per mantenere il lavoratore, compreso anche di tasse, imposte e contributi.</p>






<h3 class="wp-block-heading">Dati</h3>



<p>Per quel che riguarda il calcolo del cuneo fiscale, bisogna tenere conto che <strong>la tassazione del lavoro e il versamento dei contributi sono soggetti a numerose specificità</strong>, come viene puntualizzato dall&#8217;<a href="https://www.oecd-ilibrary.org/sites/f7f1e68a-en/1/4/1/index.html?itemId=/content/publication/f7f1e68a-en&amp;_csp_=014eb424297c4447c12d00c21c4021cb&amp;itemIGO=oecd&amp;itemContentType=book#section-d1e3778" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ocse</a>. Contratti di diverso tipo e livello prevedono aliquote di tassazione differenti. Ma sono numerose anche le differenze tra i settori e la composizione del nucleo familiare. Per semplificare, si considera un lavoratore che percepisce uno stipendio medio e che non ha figli a carico.</p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">41,3% </span>il cuneo fiscale medio in Ue (Ocse, 2021).</p>
			        </section>
		


<p>Il calcolo della media non tiene conto di tutti i paesi dell&#8217;Unione dal momento che non tutti rientrano nell&#8217;Ocse. Sono stati esclusi per mancanza di dati Bulgaria, Cipro, Croazia, Malta e Romania. Possiamo comunque vedere che tra tutti gli altri paesi si tratta di un dato piuttosto eterogeneo.</p>


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                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-belgio-il-cuneo-fiscale-che-incide-di-piu/">In Belgio il cuneo fiscale che incide di più</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-belgio-il-cuneo-fiscale-che-incide-di-piu/">Incidenza del cuneo fiscale sul totale dei costi del lavoro (2021)</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1">
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                             aria-labelledby="chart_246019_tab3"><p>Il dato misura quanto le imposte incidono sul costo totale del lavoro. Si prende in considerazione il cuneo fiscale di un contribuente medio senza figli. Sono inclusi tutti i lavoratori dei settori B-N della classificazione <a href="https://ec.europa.eu/competition/mergers/cases/index/nace_all.html" target="_blank" rel="noopener">Nace</a>.</p>
<p>Il dato non risulta disponibile per tutti i paesi europei.</p>
</div>
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                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis su dati <a href="https://stats.oecd.org/viewhtml.aspx?datasetcode=AWCOMP&amp;lang=en" target="_blank" rel="noopener">Ocse</a>                                                                <br>(consultati: lunedì 17 Aprile 2023)
                                        </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/04/in-belgio-il-cuneo-fiscale-che-incide-di-piu.png" target="_blank" download></a>
						                                                
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                            <p><label for="embed-chart-246019"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-246019" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;505&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/in-belgio-il-cuneo-fiscale-che-incide-di-piu/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
                        </div>

                    </div>
                </div>

                            </div>

			


<p>Il paese con il cuneo fiscale più alto è il <strong>Belgio (52,6%)</strong> seguito da Germania (48,1%) e Austria (47,8%). I tre stati con l’incidenza minore sono Paesi Bassi (35,3%), Polonia (34,8%) e Irlanda (34%). In questo scenario, <strong>il cuneo italiano è tra i maggiori. </strong>Si colloca infatti al quinto posto con una percentuale pari al<strong>&nbsp;46,5% del costo del lavoro.</strong> Si tratta di un valore superiore di circa 5 punti percentuali rispetto alla media calcolata per i paesi europei che registrano il dato.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Analisi</h3>



<p><strong>Imposte e contributi sono entrate importanti per uno stato. </strong>Attraverso le imposte si finanziano i servizi per il cittadino e si contribuisce alla stabilità di bilancio mentre i contributi sono fondamentali per il sostentamento del sistema pensionistico. <strong>È però necessario bilanciare le varie forme di entrata per garantire un adeguato livello di finanziamento dello stato e l&#8217;equità tra le diverse condizioni economiche dei cittadini. </strong></p>


        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/parole/che-cosa-sono-le-tasse-e-le-imposte/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Approfondisci
<br><strong>che cosa sono le tasse e le imposte</strong></a>.</p>
        </section>
		





<p>A livello europeo si è spesso <a href="https://www.consilium.europa.eu/media/42557/eg-thematic-discussion-on-growth-and-jobs-tax-wedge-on-labour.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">discusso</a> della possibilità di limitare il cuneo fiscale, introducendo strumenti alternativi come ad esempio le <a href="https://www.openpolis.it/parole/che-cosa-sono-le-tasse-e-le-imposte-ambientali/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">imposte ambientali</a> oppure quelle sugli immobili. <strong>Un valore eccessivamente elevato può infatti avere un impatto negativo sulla domanda e sull&#8217;offerta del lavoro</strong>, ridurre gli incentivi per cercare lavoro, aumentare le ore lavorate e assumere nuovi lavoratori.</p>


        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>A high tax wedge can exert a negative impact both on labour supply and demand, weakening incentives to look for work, to work additional hours and to hire new staff.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://economy-finance.ec.europa.eu/economic-research-and-databases/economic-databases/tax-and-benefits-indicators-database/methodology-tax-and-benefits-indicators-database_en" target="_blank">&#8211; commissione europea</a>
									            </div>
        </section>
		


<p>Per quel che riguarda nello specifico il caso italiano, nel 2022 si è espresso il <a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/PDF/?uri=CELEX:32022H0901(12)&amp;from=EN" target="_blank" rel="noreferrer noopener">consiglio europeo</a> all&#8217;interno di una raccomandazione sulla stabilità finanziaria dell&#8217;Italia. Secondo il consiglio, <strong>il cuneo fiscale italiano è particolarmente alto per tutti i livelli di reddito rispetto agli altri stati dell&#8217;Unione</strong> mentre rimangono meno utilizzate altre fonti di entrata che inciderebbero meno negativamnte sulla crescita economica del paese.</p>


        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.istat.it/it/files//2022/12/Carico-fiscale-e-contributivo-2019-2020.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Approfondisci
<br><strong>il carico fiscale e contributivo di individui e famiglie</strong></a>.</p>
        </section>
		




        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>The tax wedge on labour remains very high at all income levels compared to other Member States. At the same time, other sources of revenues, less detrimental to growth, are underused, leaving room to further reduce the tax burden on labour in a budgetary neutral way.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/PDF/?uri=CELEX:32022H0901(12)&#038;from=EN" target="_blank">&#8211; Consiglio europeo, 12 luglio 2022</a>
									            </div>
        </section>
		<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/parole/cose-il-cuneo-fiscale/">Cos&#8217;è il cuneo fiscale</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La differenza tra la componente corrente e quella in conto capitale</title>
		<link>https://www.openpolis.it/parole/la-differenza-tra-la-componente-corrente-e-quella-in-conto-capitale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martina Lovat]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Jan 2023 14:00:00 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?post_type=opmag_glossary&#038;p=223883</guid>

					<description><![CDATA[<p>La parte corrente finanzia uscite quotidiane e ricorrenti. Quella in conto capitale investimenti e opere pubbliche.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/parole/la-differenza-tra-la-componente-corrente-e-quella-in-conto-capitale/">La differenza tra la componente corrente e quella in conto capitale</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h3 class="wp-block-heading">Definizione</h3>



<p>Quando si predispone il bilancio di esercizio di un comune o di un&#8217;amministrazione pubblica è essenziale avere chiara la distinzione tra le entrate su cui si può contare per la gestione ricorrente per finanziare spese ordinarie e quelle invece a carattere straordinario, per interventi non periodici.</p>



<p>Sul piano contabile, questa divisione viene resa istituendo due componenti: quella corrente e quella in conto capitale. <strong>La parte corrente</strong> riguarda quelle <strong>entrate e uscite che hanno come scopo il finanziamento della gestione ordinaria.</strong> Ad esempio, rientrano in questa categoria le spese per gli stipendi, la cancelleria degli uffici e tutte le altre attività ordinarie e quotidiane del comune. Per le entrate si parla di imposte comunali come l&#8217;Imu ma anche incassi di natura extratributaria come le multe.</p>



<p><strong>La componente in conto capitale </strong>invece è quella impiegata<strong> per finanziare gli investimenti</strong>, ovvero degli interventi non ricorrenti volti ad incrementare il patrimonio dell&#8217;ente. Si parla di opere pubbliche come ad esempio la costruzione di nuove strade ma anche di interventi strutturali di particolare incidenza, come potrebbero essere quelli sulla linea degli acquedotti. Per quel che riguarda le entrate un esempio è rappresentato dagli oneri di urbanizzazione.</p>



<p><strong>Le entrate e le spese finali sono composte dalla somma di queste due componenti. </strong>Rappresentano le somme necessarie all&#8217;ente per perseguire i propri scopi, al netto dei finanziamenti esterni.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Dati</h3>



<p>Anche nel bilancio delle amministrazioni comunali è possibile individuare queste due componenti. Per quel che riguarda le entrate, sono incluse all&#8217;interno dei primi tre titoli: </p>



<ul class="wp-block-list">
<li>titolo I &#8211; entrate correnti di natura tributaria, contributiva e perequativa;</li>



<li> titolo II &#8211; trasferimenti correnti;</li>



<li> titolo III &#8211; entrate extratributarie. </li>
</ul>



<p>Al contrario, quelle in conto capitale si trovano nell&#8217;omonimo titolo IV. Questa classificazione sussiste anche per quel che riguarda le spese, divise in due titoli: </p>



<ul class="wp-block-list">
<li>titolo I &#8211; spese correnti;</li>



<li>titolo II &#8211; spese in conto capitale.</li>
</ul>


            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-parte-corrente-e-maggiore-rispetto-a-quella-in-conto-capitale/">La parte corrente è maggiore rispetto a quella in conto capitale</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-parte-corrente-e-maggiore-rispetto-a-quella-in-conto-capitale/">Entrate e uscite correnti e in conto capitale per i comuni italiani (2021)</a></h3>
                                    </div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_225957_tab3"><p>Il dato rappresenta la somma di entrate e uscite correnti e in conto capitale nei comuni italiani. Le entrate correnti sono rappresentate dai primi tre titoli del conto di bilancio: titolo I &#8211; entrate correnti di natura tributaria, contributiva e perequativa titolo II &#8211; trasferimenti correnti, titolo III &#8211; entrate extratributarie.</p>
</div>
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                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis su dati <a href="https://openbdap.rgs.mef.gov.it/it/FET/Esplora?fase=1&amp;entrate_spese=2&amp;territorio=Italia&amp;comparto=Comuni&amp;spese_missioni=00&amp;titoli=00&amp;tipologie=00&amp;anno=2021&amp;navigazione=Titoli" target="_blank" rel="noopener">Openbdap</a>                                                                <br>(consultati: mercoledì 4 Gennaio 2023)
                                        </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-225957"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-225957" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			


<p>Per quel che riguarda le entrate correnti, i comuni italiani incassano in tutto 66,16 miliardi di euro, pari al 77,07% del totale degli incassi. Quelli in conto capitale ammontano invece a 13,48 miliardi di euro che corrispondono al 15,70%. Le uscite correnti invece sono pari a 55,26 miliardi di euro (71,89% delle spese) mentre quelle in conto capitale si attestano a 14,36 miliardi di euro (il 18,68%).</p>



<h3 class="wp-block-heading">Analisi</h3>



<p><strong>Una divisione tra la componente corrente e quella in conto capitale è fondamentale per la contabilità degli enti della pubblica amministrazione.</strong> Avere delle chiare destinazioni delle risorse permette infatti di non trascurare aspetti importanti per la vita della comunità, dal momento che entrate correnti finanziano spese correnti e entrate in conto capitale sono connesse alle relative spese in conto capitale.</p>



<p>Il calcolo delle proprie capacità finanziarie divise per destinazione è importante anche per l&#8217;accesso al debito. Per quel che riguarda i comuni, <strong>è possibile soltanto per la componente di investimento</strong>, quindi quella in conto capitale. Anche se è possibile ricorrere a finanziamenti esterni, le amministrazioni devono seguire la regola dell&#8217;<a href="https://www.openpolis.it/parole/cose-lequilibrio-di-bilancio/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">equilibrio di bilancio</a> in cui le entrate finali devono essere maggiori rispetto alle uscite finali.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/parole/la-differenza-tra-la-componente-corrente-e-quella-in-conto-capitale/">La differenza tra la componente corrente e quella in conto capitale</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La differenza tra bilancio di competenza e di cassa</title>
		<link>https://www.openpolis.it/parole/la-differenza-tra-bilancio-di-competenza-e-di-cassa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martina Lovat]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Jan 2023 14:00:00 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?post_type=opmag_glossary&#038;p=224732</guid>

					<description><![CDATA[<p>Si tratta di due modi diversi per registrare entrate e uscite di un comune: al momento in cui vengono formalmente accertate/impegnate o quando vengono effettivamente riscosse/pagate.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/parole/la-differenza-tra-bilancio-di-competenza-e-di-cassa/">La differenza tra bilancio di competenza e di cassa</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h3 class="wp-block-heading">Definizione</h3>



<p>Esattamente come nelle altre amministrazioni pubbliche, anche nei comuni si iscrivono le entrate e le uscite a bilancio. <strong>È però necessario differenziare le fasi temporali in cui queste operazioni avvengono.</strong> Per esempio, un’entrata può essere incassata in un certo anno ma essere relativa all’anno precedente o agli anni precedenti. Lo stesso vale per le spese. L&#8217;ente stanzia delle risorse un acquisto, ma poi il pagamento può avvenire negli anni successivi. Per ovviare a questo problema, sono stati istituiti due principi: <strong>la contabilità di competenza e quella di cassa</strong>.</p>


        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/parole/come-funziona-il-bilancio-comunale/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Leggi
<br><strong>come funziona il bilancio comunale</strong></a>.</p>
        </section>
		





<p>La&nbsp;<strong>contabilità di competenza</strong>&nbsp;considera le entrate che il comune ha il diritto di riscuotere (chiamate accertamenti) e le spese che si è impegnato a sostenere (chiamate impegni) durante l’anno, indipendentemente dal fatto che saranno effettivamente riscosse e pagate nel corso dello stesso anno o in futuro. </p>



<p>La&nbsp;<strong>gestione di cassa</strong>, invece, considera le entrate e le spese che il comune ha effettivamente riscosso (riscossioni) e pagato (pagamenti) nel corso dell’anno, indipendentemente dall’anno in cui sono nati i crediti (accertamenti) e i debiti (impegni). Gli importi relativi alle voci di competenza e di cassa vengono entrambi riportati sia nel bilancio di previsione che in quello consuntivo.</p>


<p>&nbsp;</p>



<table id="tablepress-4420" class="tablepress tablepress-id-4420">
<thead>
<tr class="row-1">
	<th class="column-1"><div class="text-center"><strong>Tipo di gestione</strong></div></th><th class="column-2"><div class="text-center"><strong>Entrate</strong></div></th><th class="column-3"><div class="text-center"><strong>Uscite</strong></div><br />
</th>
</tr>
</thead>
<tbody class="row-striping row-hover">
<tr class="row-2">
	<td class="column-1">Competenza</td><td class="column-2">Accertamenti che il comune ha il diritto di riscuotere</td><td class="column-3">Impegni che il comune si è impegnato a sostenere</td>
</tr>
<tr class="row-3">
	<td class="column-1">Cassa</td><td class="column-2">Riscossioni effettivamente incassate dal comune</td><td class="column-3">Pagamenti concretamente effettuati dal comune</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<!-- #tablepress-4420 from cache -->


<p>&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading">Dati</h3>


            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-valori-di-competenza-sono-mediamente-piu-alti-di-quelli-di-cassa/">I valori di competenza sono mediamente più alti di quelli di cassa</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-valori-di-competenza-sono-mediamente-piu-alti-di-quelli-di-cassa/">Entrate e uscite pro capite per cassa e per competenza nei comuni italiani (2020)</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1">
                    <div id="chart_225782_tab1" role="tab" aria-controls="chart_225782_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
                    <div id="chart_225782_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
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                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/i-valori-di-competenza-sono-mediamente-piu-alti-di-quelli-di-cassa/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/01/i-valori-di-competenza-sono-mediamente-piu-alti-di-quelli-di-cassa-1.png" placeholder ></amp-img><div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div></amp-iframe>                        <div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-valori-di-competenza-sono-mediamente-piu-alti-di-quelli-di-cassa/">I valori di competenza sono mediamente più alti di quelli di cassa &#8211; Entrate e uscite pro capite per cassa e per competenza nei comuni italiani (2020)</a></div>
                    </div>
			        			                                <div id="chart_225782_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_225782_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
                        <div id="chart_225782_tabpanel3" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-3"
                             aria-labelledby="chart_225782_tab3"><p>I dati mostrano le entrate e le uscite pro capite per cassa e per competenza. Spese o introiti maggiori o minori non implicano necessariamente una gestione positiva o negativa della materia.</p>
</div>
			                        </amp-selector>
                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>openbilanci &#8211; consuntivi 2020                                                                <br>(consultati: venerdì 23 Dicembre 2022)
                                        </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/01/i-valori-di-competenza-sono-mediamente-piu-alti-di-quelli-di-cassa-1.png" target="_blank" download></a>
						                                                
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                            <p><label for="embed-chart-225782"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-225782" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			


<p>Mediamente, le amministrazioni italiane nel 2020 hanno avuto entrate pro capite pari a 2.008,05 euro per la gestione di cassa, che quindi è l&#8217;ammontare effettivamente incassato dai comuni italiani nell&#8217;esercizio considerato. Per la competenza invece 2.239,84 euro pro capite. Questo valore rappresenta invece il momento in cui viene registrata l&#8217;entrata, a prescindere dall&#8217;anno di riscossione effettiva. Per quel che riguarda le spese, ammontano in media a 1.830,44 euro pro capite per la cassa mentre per la competenza si raggiungono 2.011,80 euro pro capite.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Analisi</h3>



<p><strong>Effettuare questa distinzione è molto importante per avere un&#8217;idea completa degli andamenti della gestione della macchina comunale. </strong>Gli amministratori possono così avere un quadro coeso delle operazioni concluse e di quelle che sono state aperte, avendo un&#8217;immagine complessiva della situazione economico-finanziaria dell&#8217;ente. <strong>L&#8217;applicazione di questi due principi è necessaria anche per valutare la capacità di riscossione e di pagamento di un ente.</strong> Non tutte le operazioni che vengono aperte risultano effettivamente portate a termine, sia che si tratti di entrate che di uscite, ma tenerne traccia permette di comprendere quanto queste incidono sulle amministrazioni.</p>



<p>L&#8217;analisi del bilancio di cassa è quella che viene maggiormente utilizzata per la nostra <a href="https://www.openpolis.it/cosa/bilanci-comuni/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">rubrica sui bilanci dei comuni</a>. Verificare i flussi effettivamente riscossi o pagati permette di capire in modo spesso più puntuale in quali direzioni si concentrano gli sforzi delle amministrazioni locali.</p>


        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://openbilanci.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vai al portale
<br><strong>Openbilanci</strong></a>.</p>
        </section>
		


<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/parole/la-differenza-tra-bilancio-di-competenza-e-di-cassa/">La differenza tra bilancio di competenza e di cassa</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Cos&#8217;è il reddito nazionale lordo</title>
		<link>https://www.openpolis.it/parole/cose-il-reddito-nazionale-lordo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martina Lovat]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Jan 2023 06:00:00 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?post_type=opmag_glossary&#038;p=223878</guid>

					<description><![CDATA[<p>È un indicatore che considera tutti i redditi di coloro che danno il loro contributo a una specifica economia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/parole/cose-il-reddito-nazionale-lordo/">Cos&#8217;è il reddito nazionale lordo</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h3 class="wp-block-heading">Definizione</h3>



<p>Non tutte le persone che contribuiscono all&#8217;economia di uno stato vivono e lavorano in quello specifico territorio. Per considerare quindi tutti i redditi, anche quelli di chi non si trova nel paese considerato, si calcola il <strong>reddito nazionale lordo</strong> (Rnl).</p>



<p>Nel concreto, si considera il <a href="https://www.openpolis.it/parole/cose-il-pil/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">prodotto interno lordo</a> al quale si sommano i redditi ricevuti dai residenti in un certo stato nel resto del mondo e si sottraggono i flussi di senso opposto, ovvero quelli che dal paese considerato vanno verso l&#8217;estero. Sono qui considerati sia i redditi da lavoro dipendente che imposte sulla produzione e redditi da capitale (ovvero gli introiti che derivano dall&#8217;impiego di capitale in attività diverse rispetto alle imprese).</p>



<h3 class="wp-block-heading">Dati</h3>



<p>Eurostat calcola il reddito nazionale lordo e lo esprime in standard di potere d&#8217;acquisto (in inglese <em>purchasing power standard</em>, <a href="https://ec.europa.eu/eurostat/statistics-explained/index.php?title=Glossary:Purchasing_power_standard_(PPS)" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pps</a>). Si tratta di una moneta fittizia che viene utilizzata per livellare le differenze tra le valute e i livelli di prezzi. Con un&#8217;unità di questa moneta, si può ipoteticamente comprare lo stesso ammontare di beni e servizi in tutti i paesi considerati, anche se in valuta locale questo richiede un ammontare diverso per ogni stato. Risulta una misura molto utile per effettuare i confronti tra le economie.</p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">32.617 Pps </span>il reddito nazionale lordo pro capite nei 27 paesi membri (2021).</p>
			        </section>
		


<p><strong>Il valore maggiore in Europa si registra in Lussemburgo</strong>, paese in cui il reddito nazionale lordo pro capite raggiunge i <strong>60.917</strong> <strong>in standard di potere d&#8217;acquisto</strong>. Seguono Irlanda (53.896), Danimarca (44.787) e Paesi Bassi (41.252).</p>


            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-lussemburgo-si-registra-il-rnl-piu-elevato-deuropa/">In Lussemburgo si registra il Rnl più elevato d&#8217;Europa</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-lussemburgo-si-registra-il-rnl-piu-elevato-deuropa/">Reddito nazionale lordo nei paesi membri dell&#8217;Unione europea (2021)</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1">
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_224841_tab3"><p>Il dato rappresenta il reddito nazionale lordo per i paesi membri dell&#8217;Unione europea. Per calcolare questo indicatore si considera il prodotto interno lordo al quale si sommano i redditi ricevuti dai residenti in un certo stato nel resto del mondo e si sottraggono i flussi di senso opposto, ovvero quelli che dal paese considerato vanno verso l&#8217;estero. Sono qui considerati sia i redditi da lavoro dipendente che imposte sulla produzione e redditi da capitale (ovvero introiti che derivano dall&#8217;impiego di capitale in attività diverse rispetto alle imprese).</p>
<p>Viene misurato in standard di potere d’acquisto (Pps). Si tratta di una moneta fittizia che serve per eliminare le differenze che possono sussistere tra le varie valute presenti in Europa e tra i livelli di prezzi dei singoli stati membri.</p>
<p>La misura è pro capite, quindi il valore totale viene diviso per il numero degli abitanti di uno stato.</p>
</div>
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                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis su dati <a href="https://ec.europa.eu/eurostat/databrowser/view/nama_10_pp/default/table?lang=en" target="_blank" rel="noopener">Eurostat</a>                                                                <br>(ultimo aggiornamento: venerdì 16 Dicembre 2022)
                                        </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/01/in-lussemburgo-si-registra-il-rnl-piu-elevato-deuropa-1.png" target="_blank" download></a>
						                                                
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                            <p><label for="embed-chart-224841"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-224841" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                </div>

                            </div>

			


<p>Gli stati che registrano i dati minori sono Slovacchia (22.280 Pps pro capite), Grecia (20.633) e Bulgaria (18.195).</p>



<p>In Italia il reddito nazionale lordo pro capite è pari a 31.493 Pps, un valore in linea con la media dei 27 paesi membri (32.617).</p>



<h3 class="wp-block-heading">Analisi</h3>



<p>È importante calcolare il reddito nazionale lordo per avere una misura delle capacità economiche di uno stato. Inoltre, <strong>è necessario per misurare le entrate dell&#8217;economia europea.</strong> Uno dei <a href="https://ec.europa.eu/eurostat/statistics-explained/index.php?title=Verification_of_GNI_for_own_resource_purposes" target="_blank" rel="noreferrer noopener">metodi di finanziamento</a> dell&#8217;Unione si basa infatti su risorse trasferite dai singoli stati membri che vengono calcolate proprio sul Rnl, a fianco di altre entrate tradizionali come l&#8217;Iva e dazi di importazione.</p>



<p><strong>In termini di Rnl si misurano anche le donazioni per la cooperazione e allo sviluppo.</strong> Per dare un&#8217;idea dell&#8217;impegno di un paese donatore in relazione alla sua ricchezza, si calcola il rapporto tra i fondi destinati all&#8217;aiuto pubblico allo sviluppo (Aps) e il reddito nazionale lordo. L’Italia, come gli altri paesi donatori, si è impegnata a destinare lo 0,7% del Rnl all’Aps entro il 2030.</p>


        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/parole/quante-risorse-la-cooperazione-allo-sviluppo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Approfondisci
<br><strong>Quante risorse per la cooperazione allo sviluppo</strong></a>.</p>
        </section>
		





<p>Un altro ente che si occupa di calcolare i valori del Rnl è l&#8217;<a href="https://data.oecd.org/natincome/gross-national-income.htm" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ocse</a>. In questo caso, la valuta utilizzata è il dollaro a prezzi correnti. Vengono riportati anche i valori per i paesi al di fuori dell&#8217;Unione europea. Per come sono costruiti i valori in standard di potere d&#8217;acquisto, Eurostat <a href="https://ec.europa.eu/eurostat/cache/metadata/en/nama10_esms.htm" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sconsiglia</a> il confronto tra gli anni.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/parole/cose-il-reddito-nazionale-lordo/">Cos&#8217;è il reddito nazionale lordo</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Cos&#8217;è l&#8217;indice di Gini</title>
		<link>https://www.openpolis.it/parole/cose-lindice-di-gini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martina Lovat]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Dec 2022 06:00:00 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?post_type=opmag_glossary&#038;p=221951</guid>

					<description><![CDATA[<p>Serve per misurare le differenze tra i redditi, per quantificare le disuguaglianze.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/parole/cose-lindice-di-gini/">Cos&#8217;è l&#8217;indice di Gini</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h3 class="wp-block-heading">Definizione</h3>



<p>Le disuguaglianze economiche possono essere definite da diversi fattori. Uno di questi è il reddito. <strong>Per misurare le differenze che sussistono tra i redditi percepiti, si utilizza l&#8217;indice di Gini. </strong></p>



<p><strong>Questo numero può avere valori compresi tra 0% e 100%. </strong>Più è basso, più ci si avvicina a una situazione di perfetta uguaglianza in cui tutte le persone hanno il medesimo reddito. Più è alto invece più i redditi sono concentrati in un piccolo gruppo di persone. Se l&#8217;indice è pari a 100% significa che un&#8217;unica persona possiede tutto il reddito del gruppo considerato. </p>



<p>L&#8217;indice può essere applicato ai redditi lordi, al netto dell&#8217;<a href="https://www.openpolis.it/parole/che-cosa-sono-le-tasse-e-le-imposte/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">imposta</a> o all&#8217;imposta stessa. Inoltre, può essere utilizzato per calcolare altri indicatori per misurare le disuguaglianze e gli effetti di redistribuzione delle imposte.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Dati</h3>



<p>Andando più nel dettaglio, <strong>l&#8217;indice misura quanto una distribuzione devia da una situazione di uguaglianza perfetta.</strong> Per capire cosa significa è necessario valutare alcuni dettagli su come si costruisce l&#8217;indice. Si considerano i percettori di reddito ordinandoli dal più povero al più ricco. Si ottiene quindi un andamento sommando a ogni persona il reddito di quelle precedenti nella scala costruita.</p>



<p>Attraverso il confronto con un andamento teorico in cui tutte le persone considerate ricevono lo stesso reddito porta a ottenere l&#8217;indice di Gini. Per questo motivo quindi, più è alto questo valore, più la situazione considerata devia dalla situazione di perfetta uguaglianza e sono maggiori le disuguaglianze economiche. </p>



<p>A livello europeo, i dati su cui si basa questo indicatore derivano dall&#8217;indagine <a href="https://ec.europa.eu/eurostat/web/microdata/european-union-statistics-on-income-and-living-conditions" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Eu-silc</a> che ha lo scopo di raccogliere dati comparabili tra gli stati membri sulle condizioni economiche dei cittadini. Su queste rilevazioni si costruisce l&#8217;indice di Gini.</p>


            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-bulgaria-ce-il-valore-piu-alto-dellunione-europea/">In Bulgaria c&#8217;è il valore più alto dell&#8217;Unione europea</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-bulgaria-ce-il-valore-piu-alto-dellunione-europea/">Indice di Gini nei paesi europei (2021)</a></h3>
                                    </div>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                             aria-labelledby="chart_222291_tab3"><p>Il dato rappresenta l&#8217;indice di Gini calcolato per i vari paesi dell&#8217;Unione europea. Si tratta di una misura della disuguaglianza dei redditi. Più è alto il valore, maggiore è la concentrazione dei redditi in un gruppo ristretto di persone. Non è disponibile il dato della Slovacchia per l&#8217;anno considerato.</p>
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                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis su dati <a href="https://ec.europa.eu/eurostat/databrowser/view/ILC_DI12/default/table?lang=en" target="_blank" rel="noopener">Eurostat</a>                                                                <br>(ultimo aggiornamento: giovedì 24 Novembre 2022)
                                        </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-222291"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-222291" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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<p>Lo stato in cui l&#8217;indice di Gini è più alto è la Bulgaria (39,7%). Seguono Lettonia (35,7%), Lituania (35,4%) e Romania (34,3%). I paesi caratterizzati dai valori minori sono Repubblica Ceca (24,8%), Belgio (24,1%) e Slovenia (23%). In Italia, l&#8217;indice è pari al 32,9%.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Analisi</h3>



<p>L&#8217;indice di Gini ha il vantaggio di riuscire a considerare tutti i redditi percepiti all&#8217;interno di un unico indice ed è importante per avere un&#8217;idea sulle disuguaglianze economiche di un territorio. <strong>Ci sono però delle limitazioni</strong> che vanno tenute in considerazione, come notato da <a href="https://databank.worldbank.org/metadataglossary/gender-statistics/series/SI.POV.GINI#:~:text=The%20Gini%20index%20measures%20the,of%20100%20implies%20perfect%20inequality." target="_blank" rel="noreferrer noopener">World bank</a>. Innanzitutto, <strong>considerare solo questo valore non dà un quadro completo della situazione</strong>. Ad esempio è possibile che questo indice aumenti (e quindi si incrementino le disuguaglianze dei redditi) ma che si abbassi il numero delle persone in condizione di povertà assoluta perché magari in generale è aumentato il livello dell&#8217;economia. Questo è un caso che capita più di frequente nei paesi in via di sviluppo.</p>



<p>Inoltre, l&#8217;indice calcolato per un territorio non si può aggregare con altri indici calcolati per altre economie. È quindi necessario calcolare per ogni stato un indice specifico. Infine, <strong>in alcuni casi un indicatore di welfare migliore potrebbe essere quello dei consumi</strong>, come nel caso delle economie emergenti. Anche se bisogna tenere conto che gli individui variano in base all&#8217;età e alle esigenze, aspetti che influenzano i consumi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/parole/cose-lindice-di-gini/">Cos&#8217;è l&#8217;indice di Gini</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
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