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	<title>regioni Archivi - Openpolis</title>
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	<description></description>
	<lastBuildDate>Thu, 07 Mar 2024 08:52:44 +0000</lastBuildDate>
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		<title>La disparità di genere nei ruoli apicali della sanità</title>
		<link>https://www.openpolis.it/la-disparita-di-genere-nei-ruoli-apicali-della-sanita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[michele vannucchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Mar 2024 08:50:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=286765</guid>

					<description><![CDATA[<p>Per quanto nel settore sanitario sia sempre più importante la presenza femminile la maggior parte dei ruoli chiave della politica sanitaria sono ancora ricoperti da uomini.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/la-disparita-di-genere-nei-ruoli-apicali-della-sanita/">La disparità di genere nei ruoli apicali della sanità</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Continua a crescere la quota di donne che operano nel settore della sanità.</strong> Nei prossimi giorni l&#8217;ordine dei medici e degli odontoiatri dovrebbe diffondere i dati più recenti, ma il trend è ormai consolidato da molti anni.</p>



<p>Complessivamente <strong>nel <a href="https://portale.fnomceo.it/fnomceo-medici-in-attivita-in-maggioranza-donne-anelli-occorrono-modelli-organizzativi-adeguati-e-sicurezza-sul-lavoro/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">2023</a> le donne erano ancora una minoranza dei medici. Tuttavia questo dato sale al 52% se si considerano solo quelli sotto i 69 anni e continua a crescere osservando i medici più giovani.</strong></p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">52% </span>le donne tra gli iscritti all’ordine dei medici e degli odontoiatri con età inferiore ai 69 anni.</p>
			        </section>
		


<p>Nonostante questo però <strong>la politica sanitaria continua a essere gestita in larga maggioranza da uomini,</strong> sia nelle aziende sanitarie locali, che al ministero.</p>


        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/cosa/disparita-di-genere/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Disparità di genere.
<br><strong>Leggi i nostri approfondimenti</strong></a>.</p>
        </section>
		




<div id="tra-i-nuovi-capi-dipartimento-del-ministero-della-salute-non-e-stata-nominata-neanche-una-donna" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<h3 class="wp-block-heading">Nuovo ministero stessa disparità</h3>



<p><strong>Una novità importante del 2024 riguarda la riforma del ministero della salute che ha cambiato la propria struttura organizzativa </strong>(<a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2022-11-11;173!vig=2023-08-28" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Dl 173/2022</a>). Fino allo scorso anno al vertice del ministero si trovava un segretario generale a cui facevano capo 12 direzioni generali. Da ora invece la struttura si compone di 4 dipartimenti composti a loro volta da 3 direzioni generali ciascuno.</p>


        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/come-il-governo-meloni-sta-riorganizzando-lo-stato/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Come il governo Meloni sta riorganizzando lo stato.
<br><strong>Leggi</strong></a>.</p>
        </section>
		




        <section class="glossary">
            <div>
                <mark>
																		Ciascun ministero può avere come vertice amministrativo o un segretario generale o più capi dipartimento.</br>
											                </mark>
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/come-sono-organizzati-i-ministeri/">
                &#8220;Come sono organizzati i ministeri&#8221;</a></span>

            </div>
        </section>
		


<p><strong>Un primo effetto della riorganizzazione (non ancora ultimata) riguarda la sostituzione degli incarichi di vertice.</strong> Lo scorso 15 febbraio infatti il <a href="https://www.governo.it/it/articolo/comunicato-stampa-del-consiglio-dei-ministri-n-69/25022" target="_blank" rel="noreferrer noopener">consiglio dei ministri</a>, su proposta del ministro della salute Schillaci, ha nominato i <strong>nuovi capi dipartimento.</strong></p>



<p><strong>La guida del dipartimento dell’amministrazione generale, delle risorse umane e del bilancio è stata attribuita a Giuseppe Celotto, già direttore generale </strong>del personale, dell&#8217;organizzazione e del bilancio. </p>



<p><strong>A capo del dipartimento della salute umana, della salute animale e dell’ecosistema (<em>One Health</em>) e dei rapporti internazionali invece è stato posto Giovanni Leonardi che in precedenza ricopriva il ruolo di segretario generale del ministero.</strong> A quest&#8217;ultimo inoltre è stato conferito anche l&#8217;incarico ad <strong>interim di capo del dipartimento della prevenzione</strong>, della ricerca e delle emergenze sanitarie. È rimandata a un secondo momento, quindi, la scelta del capo dipartimento vero e proprio. </p>



<p>Infine <strong>a Francesco Saverio Mennini è stato attribuito il ruolo di capo dipartimento della programmazione, dei dispositivi medici, del farmaco e delle politiche in favore del servizio sanitario nazionale. </strong>Quest&#8217;ultimo è l&#8217;unico tra i nuovi capi dipartimento che non ricopriva in precedenza un incarico nell&#8217;amministrazione, svolgendo piuttosto il ruolo di consigliere del ministro esperto in economia sanitaria.</p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">0 </span>le donne che ricoprono il ruolo di capo dipartimento al ministero della salute.</p>
			        </section>
		


<p><strong>Tra i nuovi vertici del ministero non è stata scelta neanche una donna.</strong> Uno squilibrio piuttosto evidente che potrà essere ribilanciato solo in parte in futuro, quando si procederà alla nomina del capo dipartimento della prevenzione, della ricerca e delle emergenze sanitarie oltre che dei vari direttori generali.</p>



<h3 class="wp-block-heading">I vertici delle aziende sanitarie e ospedaliere</h3>



<p><strong>Le aziende sanitarie (Asl) e ospedaliere (Ao) sono le strutture amministrative del sistema sanitario più prossime al cittadino</strong>. Oltre ad essere le realtà che offrono nella pratica quotidiana le prestazioni.</p>


        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/chi/aziende-o-enti-sanitari/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Aziende o enti sanitari.
<br><strong>Leggi i nostri approfondimenti</strong></a>.</p>
        </section>
		





<p>In tutti i&nbsp;<strong>vertici aziendali</strong>&nbsp;di queste strutture devono essere presenti un&nbsp;<strong>direttore generale</strong>&nbsp;(Dg), un direttore&nbsp;<strong>sanitario</strong>&nbsp;e un direttore&nbsp;<strong>amministrativo</strong>. In alcuni casi possono essere previste anche altre figure, come i direttori scientifici o sociosanitari, ma non sempre. Per questo l&#8217;analisi si limiterà agli incarichi che devono essere sempre presenti, almeno in via ordinaria. Talvolta infatti al posto del direttore generale può essere temporaneamente nominato un&nbsp;<strong>commissario</strong>, secondo quanto previsto da norme nazionali e regionali</p>


<div id="nelle-aziende-sanitarie-o-ospedaliere-le-donne-che-ricoprono-ruoli-di-vertice-sono-solo-il-3397" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>




        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">33,97% </span>le donne che ricoprono ruoli di vertice nelle aziende sanitarie o ospedaliere.</p>
			        </section>
		


<p><strong>Rispetto allo scorso anno la quota di donne che ricopre questi incarichi è in leggera crescita (era il 31,5%), ma si tratta <strong>ancora</strong></strong> <strong>comunque di un dato molto basso.</strong> Eppure ci sarebbe stato ampio margine di miglioramento. Solo nei primi mesi del 2024 infatti sono stati rinnovati ben 115 incarichi, ma solo il 29% di questi sono stati attribuiti a delle donne. Un dato persino più basso, anche se sostanzialmente in linea, con quello complessivo.</p>


<div id="in-toscana-le-donne-che-ricoprono-questi-incarichi-sono-quasi-il-60-nelle-marche-esattamente-la-meta-ma-solo-in-altre-4-regioni-il-dato-supera-il-40" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<p><strong>La situazione comunque è tutt&#8217;altro che omogenea tra le diverse regioni.</strong> <strong>In Toscana ad esempio le donne arrivano a ricoprire quasi il 60% degli incarichi di vertice (57,1%).</strong> Nelle <strong>Marche</strong> invece sono esattamente la metà (<strong>50%</strong>), mentre <strong>in altre 4 regioni il dato si pone sopra il 40%</strong> (Lazio, Liguria, Emilia-Romagna e Piemonte).</p>


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                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/ancora-poche-le-donne-al-vertice-delle-aziende-sanitarie-e-ospedaliere/">Ancora poche le donne al vertice delle aziende sanitarie e ospedaliere</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/ancora-poche-le-donne-al-vertice-delle-aziende-sanitarie-e-ospedaliere/">La quota di donne che ricopre un incarico di vertice in un&#8217;azienda sanitaria o ospedaliera nel 2024</a></h3>
                                    </div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>openpolis                                                                <br>(ultimo aggiornamento: venerdì 1 Marzo 2024)
                                        </p>
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			


<p><strong>In fondo alla classifica invece troviamo l&#8217;Abruzzo (9,1%) e la Valle d&#8217;Aosta (0%).</strong> In quest&#8217;ultimo caso bisogna precisare che esiste un&#8217;unica azienda sanitaria nella regione. Resta il fatto che nessuno dei 3 incarichi apicali esistenti nella struttura è ricoperto da una donna.</p>


<div id="negli-incarichi-di-vertice-la-distribuzione-di-genere-non-e-uniforme-se-tra-i-direttori-amministrativi-le-donne-sono-il-421-le-direttrici-generali-sono-appena-il-25" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<h3 class="wp-block-heading">I diversi equilibri negli incarichi di vertice</h3>



<p>Come anticipato, l&#8217;analisi si concentra sui ruoli più importanti. Ovvero quello di <strong>direttore generale</strong> (o alternativamente di <strong>commissario</strong> straordinario), di <strong>direttore amministrativo</strong> e di <strong>direttore sanitario.</strong></p>



<p><strong>La distribuzione di genere tra questi incarichi non è uniforme</strong> e non stupisce, purtroppo, che siano proprio gli incarichi più importanti quelli in cui il contributo femminile è meno valorizzato.</p>


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                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/al-vertice-delle-asl-la-presenza-femminile-e-meno-valorizzata-per-gli-incarichi-apicali/">Al vertice delle Asl la presenza femminile è meno valorizzata per gli incarichi apicali</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/al-vertice-delle-asl-la-presenza-femminile-e-meno-valorizzata-per-gli-incarichi-apicali/">La quota di donne nei diversi incarichi di vertice delle aziende sanitarie e ospedaliere</a></h3>
                                    </div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>openpolis                                                                <br>(ultimo aggiornamento: venerdì 1 Marzo 2024)
                                        </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/03/al-vertice-delle-asl-la-presenza-femminile-e-meno-valorizzata-per-gli-incarichi-apicali.png" target="_blank" download></a>
						                                                
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                            <p><label for="embed-chart-286860"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-286860" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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<p>Infatti mentre nel caso delle<strong> direzioni amministrative</strong> le donne sono il<strong> 42,1%</strong>, e in quello delle <strong>direzioni sanitarie</strong> il <strong>36,1%</strong>, attualmente solo il <strong>25% dei direttori generali</strong> è una donna. Ancora meno quelle con il ruolo di <strong>commissario (21,9%),</strong> un incarico che a seconda dei casi può essere anche molto delicato.</p>



<p>Considerando unitariamente il ruolo di direttore generale e quello di commissario, solo in <strong>Trentino-Alto Adige la quota di donne in posizione apicale raggiunge il 50%.</strong> In questo caso però si tratta di soli 2 incarichi, uno di direttore generale presso l&#8217;azienda provinciale di Bolzano (ricoperto da un uomo), e uno di commissario nell&#8217;azienda di Trento ( ricoperto da una donna).</p>



<p>Al secondo posto <strong>l&#8217;Emilia-Romagna con il 46,1%</strong> e a seguire il <strong>Lazio con il 43,7%</strong>. In questo caso è interessante osservare che, se si escludono i 5 commissari (tra cui si trova solo una donna) la regione passa al primo posto per quota di direttrici generali, superando la metà (54,5%). Ancora più evidente il caso della <strong>Calabria</strong>, dove molte delle aziende sanitarie sono ancora commissariate (e 5 commissari su 6 sono donne), ma nelle uniche due in cui è presente un direttore generale il ruolo è ricoperto in un caso da un uomo e nell&#8217;altro da una donna.</p>



<p><strong>Sono solo uomini invece i direttori generali </strong>(o commissari) in <strong>Abruzzo</strong>, <strong>Basilicata</strong> (in entrambi i casi 4 su 4), Umbria (3 su 3) <strong>Molise</strong> e <strong>Valle d&#8217;Aosta</strong> (in cui è presente solo un&#8217;Asl per regione).</p>



<p><strong>Foto:</strong> <a href="https://www.pexels.com/it-it/foto/donna-che-per-mezzo-del-computer-portatile-d-argento-2265488/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Marek Levak</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/la-disparita-di-genere-nei-ruoli-apicali-della-sanita/">La disparità di genere nei ruoli apicali della sanità</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le aziende sanitarie e i commissariamenti nel 2023</title>
		<link>https://www.openpolis.it/le-aziende-sanitarie-e-i-commissariamenti-nel-2023/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[michele vannucchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 May 2023 13:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=252063</guid>

					<description><![CDATA[<p>Tra 2020 e 2022 il numero di aziende ospedaliere o sanitarie commissariate  si è dimezzato. Nel 2023 però questo dato è tornato a crescere arrivando ai livelli di 3 anni prima. Molti commissariamenti però dovrebbero concludersi a breve e ci si aspetta che il dato torni a diminuire.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/le-aziende-sanitarie-e-i-commissariamenti-nel-2023/">Le aziende sanitarie e i commissariamenti nel 2023</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h3 class="wp-block-heading">La crescita dei commissariamenti</h3>



<p>Le aziende sanitarie (Asl) e ospedaliere (Ao) sono le strutture amministrative del sistema sanitario più prossime al cittadino. Si tratta dunque di <strong>organizzazioni molto importanti il cui vertice tuttavia risulta in vari casi commissariato.</strong></p>


<div id="attualmente-le-aziende-ospedaliere-o-sanitarie-commissariate-sono-39-un-dato-quasi-doppio-rispetto-allo-scorso-anno-che-ci-riporta-ai-livelli-del-2020" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<p><strong>Tra 2020 e 2021 questo fenomeno si era molto ridimensionato.</strong> Così se nel corso del primo anno di emergenza pandemica le aziende ospedaliere o sanitarie commissariate sono state più di 40, <strong>a metà del 2021 questo numero si era dimezzato.</strong></p>


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                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-commissariamenti-delle-aziende-sanitarie-tra-2020-e-2023/">I commissariamenti delle aziende sanitarie tra 2020 e 2023</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-commissariamenti-delle-aziende-sanitarie-tra-2020-e-2023/">II numero di aziende ospedaliere o sanitarie con al proprio vertice un commissario straordinario negli ultimi 3 anni</a></h3>
                                    </div>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                             aria-labelledby="chart_252141_tab3"><p>Il direttore generale è l’organo monocratico di rappresentanza legale e di governo sia delle aziende sanitarie locali che delle aziende ospedaliere. Talvolta tuttavia il direttore generale può essere rimosso prima del tempo oppure può dimettersi per ragioni proprie. In questi casi norme nazionali o regionali stabiliscono la possibilità che al suo posto la regione nomini, in via temporanea, un commissario straordinario.</p>
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                                            <strong>FONTE: </strong>openpolis                                                                <br>(consultati: lunedì 8 Maggio 2023)
                                        </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-252141"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-252141" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                            </div>

			


<p>Il dato è poi rimasto <strong>stabile fino alla fine del 2022. Con il nuovo anno però è tornato a crescere</strong> sfiorando i valori di 3 anni prima.</p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">39 </span>le aziende ospedaliere o sanitarie commissariate in Italia a maggio 2023.</p>
			        </section>
		

<div id="sono-8-le-regioni-con-dei-commissariamenti-attivi-ma-a-pesare-sono-in-particolare-quelli-in-calabria-sicilia-e-marche" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<h3 class="wp-block-heading">La geografia dei commissariamenti</h3>



<p><strong>Attualmente sono 8 le regioni in cui almeno un&#8217;azienda sanitaria ha una gestione commissariale.</strong> Come vedremo, <strong>le ragioni dei commissariamenti possono essere molto diverse</strong> legate a dinamiche strettamente aziendali, piuttosto che a scelte politiche regionali o anche nazionali.</p>



<p>Per questo <strong>in diversi territori i commissariamenti riguardano solo una minoranza delle aziende</strong> sanitarie. È il caso della <strong>Lombardia</strong> (5,7%) e del <strong>Piemonte</strong> (11,1%). </p>



<p>Valori un po&#8217; più alti ma comunque riferiti a episodi isolati si trovano invece in <strong>Liguria</strong> (16,7%), <strong>Emilia-Romagna</strong> (16,7%) e <strong>Lazio</strong> (20%).</p>


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                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/le-aziende-sanitarie-e-ospedaliere-commissariate-a-maggio-2023/">Le aziende sanitarie e ospedaliere commissariate a maggio 2023</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/le-aziende-sanitarie-e-ospedaliere-commissariate-a-maggio-2023/">Le otto regioni in cui attualmente risulta in carica in almeno un&#8217;azienda ospedaliera o sanitaria un commissario straordinario in rapporto alle aziende a gestione ordinaria</a></h3>
                                    </div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_252152_tab3"><p>Il direttore generale è l’organo monocratico di rappresentanza legale e di governo sia delle aziende sanitarie locali che delle aziende ospedaliere. Talvolta tuttavia il direttore generale può essere rimosso prima del tempo oppure può dimettersi per ragioni proprie. In questi casi norme nazionali o regionali stabiliscono la possibilità che al suo posto la regione nomini, in via temporanea, un commissario straordinario. In alternativa, in situazioni specifiche, le regioni possono decidere di nominare il direttore amministrativo o il direttore straordinario quale direttore generale facente funzioni (FF) per il tempo strettamente necessario.</p>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>openpolis                                                                <br>(consultati: lunedì 8 Maggio 2023)
                                        </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-252152"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                </div>

                            </div>

			


<p><strong>Cifre decisamente più alte invece risultano nelle Marche</strong> (83,3%), in <strong>Sicilia</strong> (88,2%) e <strong>Calabria</strong> (100%). Su 39 commissariamenti complessivi infatti 29 si concentrano in queste regioni.</p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">3/4 </span>delle aziende ospedaliere o sanitarie commissariate si trovano nelle Marche, in Sicilia e in Calabria.</p>
			        </section>
		

<div id="la-sanita-calabrese-continua-a-essere-commissariata-e-con-lei-tutte-le-aziende-sanitarie-e-ospedaliere-della-regione" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<h3 class="wp-block-heading">Prosegue il commissariamento della sanità calabrese</h3>



<p><strong>Il caso più grave ma anche più noto è quello della Calabria.</strong> </p>


<div id="strillo-testo-block_7213102d1b3bade6ecd087e6695b23fc" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>In Calabria sono ancora commissariate tutte le aziende sanitarie.</p>
			        </section>
		</div>



<p>Qui infatti, da ormai diversi anni,<strong> tutte le aziende sanitarie sono commissariate. </strong>In questo caso dunque non si tratta di una novità ma di <strong>un dato tristemente stabile.</strong></p>



<p>Solo l<strong>a scorsa settimana peraltro, un nuovo decreto (<a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2023-05-10;51!vig=2023-05-11" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Dl 51/2023</a>) ha esteso fino a tutto il 2023 il commissariamento dell&#8217;intero comparto regionale.</strong> E non è la prima proroga disposta dal governo Meloni. Già a novembre 2022 il nuovo esecutivo aveva emanato un decreto (<a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2022-11-08;169" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Dl 169/2022</a>) che prorogava il <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2020-11-10;150~art7-com1" target="_blank" rel="noreferrer noopener">decreto Calabria</a> di ulteriori 6 mesi. Una norma quest&#8217;ultima con cui il secondo governo Conte aveva già prolungato una forma rafforzata di commissariamento della sanità regionale avviata dal <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2019-04-30;35!vig=" target="_blank" rel="noreferrer noopener">decreto salva Calabria</a> (primo governo Conte).</p>


        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/il-puzzle-della-sanita-calabrese/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Il puzzle della sanità calabrese
<br><strong>Leggi</strong></a>.</p>
        </section>
		





<p>È utile precisare che il commissariamento di tutte le aziende sanitarie e ospedaliere è un aspetto da tenere distinto dal commissariamento della sanità regionale. Attualmente infatti oltre alla Calabria risulta <a href="https://www.salute.gov.it/portale/pianiRientro/dettaglioContenutiPianiRientro.jsp?area=pianiRientro&amp;id=5022&amp;lingua=italiano&amp;menu=vuoto" target="_blank" rel="noreferrer noopener">commissariata</a> anche la regione Molise. Qui però l&#8217;unica <a href="https://www.asrem.molise.it/lazienda/la-direzione-aziendale/direzione-generale/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">azienda sanitaria</a> presente è amministrata tramite una gestione ordinaria.</p>



<p>Per diversi anni in effetti anche in Calabria si era proceduto in questo modo. Questo fino al 2020 quando il secondo governo Conte ha stabilito che i vertici aziendali dovessero essere tutti commissari straordinari nominati dal commissario ad acta della regione. Da questo punto di vista la nuova norma si limita a stabilire che il commissario ad acta, ossia il presidente della regione Occhiuto, debba <strong>confermare i commissari straordinari in carica entro 2 mesi dall&#8217;approvazione del decreto. Pena la loro decadenza.</strong></p>


<div id="strillo-testo-block_3f03fc07e1758d2b9d6d62420dc57ef1" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>Almeno non sono più in corso commissariamenti per infiltrazioni della criminalità organizzata.</p>
			        </section>
		</div>



<p>Quantomeno una <strong>buona notizia</strong> c&#8217;è. Dal 2022 le aziende sanitarie calabresi sono tutte commissariate per le ragioni che abbiamo visto e <strong>non, come in passato, anche per infiltrazioni della criminalità organizzata</strong>. Quella infatti, come abbiamo raccontato in precedenti <a href="https://www.openpolis.it/il-puzzle-della-sanita-calabrese/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">approfondimenti</a>, è una diversa e più grave forma di commissariamento.</p>


<div id="in-sicilia-i-vertici-di-9-aziende-sono-arrivati-a-scadenza-naturale-del-mandato-da-oltre-1-anno-in-mancanza-delle-nuove-nomine-sono-stati-provvisoriamente-commissariati" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<h3 class="wp-block-heading">Commissariamenti e ritardi in Sicilia</h3>



<p><strong>In Sicilia invece sono commissariate tutte le aziende sanitarie provinciali (9) ma almeno 2 delle 8 aziende ospedaliere hanno ancora al proprio vertice un direttore generale.</strong></p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">15 su 17 </span>le aziende ospedaliere o sanitarie commissariate in Sicilia.</p>
			        </section>
		


<p>A differenza della Calabria però <strong>qui le ragioni dei commissariamenti sono differenti</strong> e, almeno in parte, varie. In 6 strutture infatti i commissari sono stati nominati con provvedimenti specifici tra il 2020 e il 2022. <strong>Fino a inizio anno invece le altre aziende risultavano avere una gestione ordinaria.</strong></p>



<p><strong>In ben 9 di queste, la nomina del direttore generale era avvenuta a metà aprile 2019</strong> per decreto del presidente della regione Nello Musumeci.</p>



<p>L&#8217;incarico aveva durata triennale e dunque <strong>sarebbe dovuto andare in scadenza a primavera del 2022</strong>. Con un provvedimento ad hoc (<a href="https://www2.regione.sicilia.it/deliberegiunta/file/giunta/allegati/N.296_31.05.2022.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Dgr 296/2022</a>) la giunta Musumeci, ormai in scadenza, ha però <strong>prorogato gli incarichi in essere fino alla fine del 2022.</strong> </p>



<p>I mesi tra l&#8217;entrata in carica della <strong>nuova giunta guidata da Renato Schifani</strong> (a settembre 2022) fino alla fine dell&#8217;anno però non sembrano essere stati sufficienti al nuovo esecutivo per procedere con le nuove nomine. Infatti <strong>l&#8217;avviso pubblico per la selezione dei nuovi direttori generali è stato pubblicato il <a href="https://www2.regione.sicilia.it/deliberegiunta/file/giunta/allegati/N.607_29.12.2022.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">29 dicembre</a>, nonostante i direttori in carica andassero in scadenza il 31 dicembre.</strong></p>



<p><strong>Non essendoci il tempo materiale</strong> per l&#8217;espletamento della selezione pubblica, l&#8217;assessore regionale alla sanità ha proposto in giunta di procedere con un commissariamento temporaneo. <strong>Fino alla nomina dei nuovi direttori infatti, quelli precedentemente in carica sono stati nominati commissari</strong> (<a href="https://www.asppalermo.org/Archivio/delibere/01%20COMM%20STRAORD.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Dpr 53/2022</a>).<strong> </strong>Si tratta insomma di una situazione che dovrebbe essere provvisoria. Tuttavia si evidenzia come i vertici aziendali di 9 strutture sanitarie siano arrivati alla fine naturale del loro mandato da ormai oltre un anno e ancora non risulta siano stati nominati i successori.</p>


<div id="nelle-marche-la-giunta-di-centrodestra-ha-completamente-riformato-il-settore-creando-5-nuove-asl-provvisoriamente-amministrate-da-dei-commissari" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<h3 class="wp-block-heading">La riorganizzazione della sanità nelle Marche</h3>



<p>Ancora <strong>diversa è la situazione nelle Marche.</strong> Qui al momento sono commissariate le 5 aziende sanitarie, mentre l&#8217;unica azienda ospedaliera ha un vertice aziendale nominato in via ordinaria.</p>



<p>D&#8217;altronde l&#8217;azienda ospedaliera è anche l&#8217;unico tra gli enti sanitari regionali a essere rimasto operativo dopo la <a href="https://www.quotidianosanita.it/regioni-e-asl/articolo.php?articolo_id=106908" target="_blank" rel="noreferrer noopener">riforma</a> del sistema sanitario regionale (<a href="https://www.consiglio.marche.it/banche_dati_e_documentazione/leggi/dettaglio.php?idl=2261" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Lr 19/2022</a>). In precedenza infatti la struttura sanitaria era suddivisa in tre enti: l&#8217;azienda ospedaliero universitaria di Ancona (tuttora attiva), l&#8217;azienda ospedaliera ospedali riuniti Marche nord e l&#8217;azienda sanitaria unica regionale (Asur Marche).</p>


<div id="strillo-testo-block_ea4c34d8dcfce091c050545ce12b10dc" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>Nelle Marche sono state create 5 nuove aziende sanitarie che per la prima fase avranno una gestione straordinaria.</p>
			        </section>
		</div>



<p><strong>La riforma ha avuto origine nella campagna elettorale del 2020 che ha portato il centro destra al governo regionale con Francesco Acquaroli</strong> (Fratelli d&#8217;Italia). Buona parte del <a href="https://www.quotidianosanita.it/lettere-al-direttore/articolo.php?articolo_id=106795" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dibattito</a> è stato giocato proprio sul tema sanitario e sulla <strong>promessa di andare verso un modello di sanità diffusa</strong>. Proprio per questo la nuova legge ha <strong>eliminato sia l&#8217;azienda ospedaliera ospedali riuniti Marche Nord che l&#8217;azienda unica regionale, creando al loro posto 5 aziende sanitarie territoriali.</strong></p>



<p>La creazione di nuovi enti è un processo complesso che richiede tempo. Per guidare questa transizione la giunta regionale ha deciso di <strong>nominare dei commissari straordinari nelle 5 le nuove strutture.</strong> La designazione dei direttori generali che dovranno riportare le aziende sanitarie a una gestione ordinaria comunque dovrebbe avvenire entro la fine del mese (<a href="https://www.norme.marche.it/attiweb/searchDelibere.aspx" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Dgr 519/2023</a>).</p>



<p><em>I dati presentati sono il risultato di un’analisi basata sul monitoraggio dei siti delle Asl e delle Ao. Le informazioni dunque sono quelle presenti sui siti istituzionali. Tuttavia, in alcuni casi, i siti potrebbero non essere aggiornati, non risultare attivi o presentare informazioni disomogenee in pagine differenti.</em></p>



<p>Foto: Miguel Ausejo (<a href="https://unsplash.com/it/foto/vsSu0oGtLoI" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Unsplash</a>)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/le-aziende-sanitarie-e-i-commissariamenti-nel-2023/">Le aziende sanitarie e i commissariamenti nel 2023</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le aziende sanitarie locali commissariate nel 2022</title>
		<link>https://www.openpolis.it/le-aziende-sanitarie-locali-commissariate-nel-2022/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[michele vannucchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 May 2022 13:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=191530</guid>

					<description><![CDATA[<p>Rispetto al 2020 il numero di aziende sanitarie commissariate si è dimezzato. Si tratta di una buona notizia, a cui se ne aggiunge un'altra. In Calabria infatti le aziende sanitarie risultano ancora tutte commissariate, ma nessuna per infiltrazioni della criminalità organizzata.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/le-aziende-sanitarie-locali-commissariate-nel-2022/">Le aziende sanitarie locali commissariate nel 2022</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Le aziende sanitarie (Asl) e ospedaliere (Ao) sono le strutture amministrative del sistema sanitario più prossime al cittadino. </strong>Si tratta dunque di organizzazioni molto importanti <strong>il cui vertice tuttavia risulta in vari casi commissariato.</strong></p>
<p><strong>Questo fenomeno comunque si è molto ridimensionato rispetto alla fine del 2020</strong>, quando il nostro paese si trovava nel pieno dell&#8217;emergenza sanitaria. È difficile affermare con sicurezza se questa riduzione sia o meno legata a una maggiore attenzione riservata al settore sanitario in questa fase storica.</p>
<p>I numeri sembrerebbero suggerirlo, tuttavia esistono anche casi di commissariamenti esplicitamente legati alla necessità di gestire nel migliore dei modi la situazione di emergenza.</p>
<h3>Le Asl e i sistemi sanitari regionali</h3>
<p>In tema di salute la costituzione italiana attribuisce una potestà legislativa concorrente allo stato e alle regioni.</p>
<p>        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>1. La potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, nonchè dei vincoli derivanti dall&#8217;ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali.<br />
3. Sono materie di legislazione concorrente quelle relative a:<br />
[&#8230;] tutela della salute;</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.senato.it/istituzione/la-costituzione/parte-ii/titolo-v/articolo-117" target="_blank">- Costituzione italiana. Art. 117, commi 1 e 3</a>
									            </div>
        </section>
		</p>
<p>        <section class="blockquote">
							<p>In Italia ogni regione struttura a suo modo il sistema sanitario.</p>
<p>
			        </section>
		</p>
<p>Secondo questa ripartizione dunque lo stato definisce i livelli essenziali di assistenza (Lea) e l’ammontare complessivo delle risorse finanziarie, mentre le regioni hanno il compito di organizzare i rispettivi servizi sanitari regionali e di garantire l’erogazione delle prestazioni. Pur nel rispetto di un quadro normativo condiviso dunque sono le regioni ad organizzare i propri sistemi sanitari regionali.</p>
<p>        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/parole/come-organizzato-il-ministero-della-salute/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Com’è organizzato il ministero della salute.<br><strong>Leggi</strong></a>.</p>
        </section>
		</p>
<p>        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Spettano alle regioni e alle province autonome, nel rispetto dei principi stabiliti dalle leggi nazionali, le funzioni legislative ed amministrative in materia di assistenza sanitaria ed ospedaliera.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:1992-12-30;502" target="_blank">- D.Lgs 502/1992 Art. 2 comma 1.</a>
									            </div>
        </section>
		</p>
<p>        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Approfondisci il tema su</p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="https://www.federalismi.it/ApplOpenFilePDF.cfm?artid=27102&amp;dpath=document&amp;dfile=30072014170627.pdf&amp;content=Il&#37;2Bdiritto&#37;2Balla&#37;2Bsalute&#37;2Be&#37;2Bil&#37;2Bsistema&#37;2Bsanitario&#37;2Bnazionale&#37;2B&#37;2D&#37;2Bstato&#37;2B&#37;2D&#37;2Bdottrina&#37;2B&#37;2D&#37;2B" target="_blank" rel="noopener">Federalismi.it</a></p></div>
				            </div>
        </section>
		</p>
<p><strong>Proprio in virtù dei poteri attribuiti alle regioni</strong> le aziende sanitarie e quelle ospedaliere, tra le altre cose, possono assumere denominazioni differenti a seconda della regione, così come <strong>possono essere diverse le norme che ne disciplinano il commissariamento.</strong></p>
<p><strong>Su tutto il territorio nazionale comunque queste strutture dovrebbero essere poste sotto la guida di un direttore generale</strong>, nominato dalla regione, coadiuvato da un direttore sanitario, da un direttore amministrativo e in alcuni casi da un direttore sociosanitario.</p>
<p>Il direttore generale è l’organo monocratico di rappresentanza legale e di governo dell’azienda, tuttavia a volte al suo posto si trova un commissario straordinario.<strong> Le ragioni di un commissariamento possono essere varie</strong>: da una gestione poco accorta da parte della direzione precedente a una semplice fase di transizione tra un direttore generale e il successore.</p>
<p>Il D.Lgs. 502/1992 infatti definisce solo <strong>alcune regole comuni</strong> per la nomina dei direttori generali e alcuni casi in cui le regioni devono provvedere alla loro sostituzione. Il <a href="http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2016-08-04;171!vig=2020-11-25" target="_blank" rel="noopener noreferrer">decreto legislativo 171/2016</a> inoltre stabilisce che i direttori generali devono essere scelti tra quelli iscritti all&#8217;interno di un elenco nazionale. Dallo stesso elenco devono essere scelti i commissari straordinari nel caso se ne presenti la necessità. Tuttavia <strong>è lasciato alle regioni un ampio margine di autonomia.</strong></p>
<h3>Le aziende commissariate</h3>
<p><strong><a href="https://www.openpolis.it/le-aziende-sanitarie-e-ospedaliere-commissariate-in-italia/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">A dicembre 2020</a>, mentre l&#8217;Italia affrontava l&#8217;emergenza coronavirus, su circa 180 aziende sanitarie e ospedaliere ben 34 risultavano commissariate.</strong> Un numero piuttosto alto che fortunatamente a <a href="https://www.openpolis.it/cala-il-numero-di-aziende-sanitarie-commissariate/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">metà 2021</a> si era dimezzato, e che ad oggi risulta ulteriormente ridotto, anche se di poco.</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">16 </span>le aziende sanitarie e le aziende ospedaliere commissariate in Italia. Meno della metà rispetto a dicembre 2020.</p>
			        </section>
		</p>
<p>Le aziende con al vertice un commissario straordinario sono in realtà 15. Questo perché il commissario straordinario dell&#8217;<a href="https://www.gomrc.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ospedale metropolitano di Reggio Calabria</a>, Iole Fantozzi, a novembre 2021 è stata nominata dirigente Generale del <a href="https://www.regione.calabria.it/website/organizzazione/dipartimento9/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">dipartimento tutela della salute e politiche sanitarie della regione Calabria</a> dal nuovo presidente della regione Roberto Occhiuto. A 6 mesi di distanza tuttavia non risulta sia stato nominato un sostituto. L&#8217;azienda ospedaliera però rimane nondimeno commissariata.</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/le-aziende-sanitarie-commissariate-a-maggio-2022/">Le aziende sanitarie commissariate a maggio 2022</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/le-aziende-sanitarie-commissariate-a-maggio-2022/">Le regioni in cui alcune aziende sanitarie o ospedaliere non hanno al proprio vertice un direttore generale ma piuttosto un commissario straordinario o un direttore generale facente funzioni (FF)</a></h3>
                                    </div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>openpolis                                                                <br>(ultimo aggiornamento: venerdì 6 Maggio 2022)
                                        </p>
                </div>
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                </div>

                            </div>

			</p>
<p>A parte questo r<strong>ispetto allo scorso anno sono venuti meno i commissariamenti in 3 strutture</strong>: l'azienda ospedaliera Brotzu, con sede a Cagliari, l'azienda per la tutela della salute della Sardegna e dell'azienda sanitaria locale di Matera.</p>
<p>Al contempo però i<strong>n Sicilia è stata commissariata l'azienda sanitaria provinciale di Messina</strong> e <strong>in Puglia l'azienda ospedaliera universitaria ospedali riuniti di Foggia</strong>.</p>
<p><strong>Qualche variazione in più si è registrata invece rispetto alle Asl e le Ao che, pur non essendo commissariate, non hanno per il momento un direttore generale al vertice della direzione aziendale</strong>. A parte il caso dell'ospedale di Reggio Calabria, una situazione di questo tipo si è verificata negli ultimi mesi anche in Emilia Romagna e Umbria. Al contempo però è stato ripristinato il vertice di 4 aziende sanitarie o ospedaliere in Sicilia, Sardegna, Valle D'Aosta e Lazio.</p>
<h3>Le ragioni e i tempi dei commissariamenti</h3>
<p><strong>Se si escludono i casi della Calabria, la maggior parte degli altri commissariamenti non è dovuto a questioni particolarmente problematiche, quanto piuttosto a ragioni di carattere burocratico amministrativo.</strong></p>
<p>        <section class="blockquote">
							<p>Ad esclusione della Calabria, la maggior parte dei commissariamenti è dovuto a ragioni amministrative.</p>
<p>
			        </section>
		</p>
<p>In 4 strutture (3 in Sicilia e 1 a Foggia) ad esempio il commissariamento è seguito <strong>alle dimissioni del direttore generale</strong>. In attesa di nominare il successore secondo le modalità previste dalla legge, la regione ha dunque provveduto a nominare un commissario che ne facesse le veci.</p>
<p><strong>Diverso è invece il caso dell'azienda sanitaria provinciale di Messina</strong>. Qui infatti è stato l'assessore regionale alla sanità a <strong>rimuovere il direttore generale per "gravi motivi"</strong>. Nel <a href="https://gsud.cdn-immedia.net/2021/02/0120-19.02.2021-DA.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">decreto</a> inoltre l'assessore segnalava la <strong>necessità di garantire una gestione ottimale in una fase caratterizzata dalla pandemia</strong>. Certo si tratta di un provvedimento a maggior ragione opportuno data la difficile situazione. Tuttavia è bene sottolineare che le aziende sanitarie sono strutture fondamentali per la salute dei cittadini, anche al netto di situazioni emergenziali. È da augurarsi dunque che, se esistevano "gravi motivi" per rimuovere il direttore generale, il provvedimento sarebbe stato adottato anche al netto dell'emergenza sanitaria.</p>
<p>Quanto all'Emilia Romagna invece entrambe le strutture sono commissariate per la stessa ragione, ovvero la volontà della regione di riorganizzare il settore unificando sia a <a href="https://www.ausl.pr.it/download_2020_2.pdf?h=e6f8768c196c6c537665aca4d738b03a2be4908e" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Parma</a> che a <a href="http://at.ospfe.it/personale/incarichi-amministrativi-di-vertice/file.2020-07-01.2348254494/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Ferrara</a>, le aziende sanitarie con quelle ospedaliere.</p>
<p>Ma <strong>se le ragioni dei commissariamenti non risultano particolarmente problematiche, qualche perplessità può derivare dalla lunghezza dei commissariamenti</strong>. Stupisce infatti che dei commissari nominati per fare le veci del direttore generale in attesa della sua nomina, siano in carica da quasi 2 anni.</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
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                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-durata-in-carica-dei-commissari-straordinari-delle-aziende-sanitarie/">La durata in carica dei commissari straordinari delle aziende sanitarie</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-durata-in-carica-dei-commissari-straordinari-delle-aziende-sanitarie/">I mesi in carica dei commissari straordinari di aziende sanitarie (Asl) o ospedaliere (Ao) italiane al netto di quelle calabresi</a></h3>
                                    </div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>openpolis                                                                <br>(ultimo aggiornamento: venerdì 6 Maggio 2022)
                                        </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/05/la-durata-in-carica-dei-commissari-straordinari-delle-aziende-sanitarie.png" target="_blank" download></a>
						                                                <div title="Scarica dati CSV" class="opmag-chart-action-data-btn" data-param-filename="la-durata-in-carica-dei-commissari-straordinari-delle-aziende-sanitarie"></div>
						                        
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                            <p><label for="embed-chart-191690"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-191690" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			</p>
<h3>I commissariamenti in Calabria</h3>
<p>Un discorso a parte merita la situazione della regione Calabria. <strong>Il decreto Calabria</strong> (<a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2020-11-10;150!vig=2020-11-11" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Dl 150/2020</a>)<strong>, </strong>con cui a novembre 2020 è stato prorogato il commissariamento della sanità della regione, <strong>prevede infatti che il commissario ad acta della regione nomini un commissario straordinario per ciascuna delle aziende sanitarie o ospedaliere del territorio.</strong></p>
<p>La stessa nomina del commissario ad acta della regione aveva subito, a fine 2020, diverse complicazioni. In ogni caso dopo l'elezione di Roberto Occhiuto a presidente della regione il governo Draghi gli ha <a href="https://www.governo.it/it/articolo/comunicato-stampa-del-consiglio-dei-ministri-n-45/18476" target="_blank" rel="noopener noreferrer">attribuito</a> anche questo incarico.</p>
<p>        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/il-puzzle-della-sanita-calabrese/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Il puzzle della sanità calabrese.<br><strong>Leggi</strong></a>.</p>
        </section>
		</p>
<p>Comunque anche nella sanità calabrese nell'ultimo anno c'è stata una buona notizia. Infatti <strong>fino a fine 2020 le Asp di Reggio Calabria e Catanzaro erano sì commissariate, ma per per infiltrazioni della criminalità organizzata</strong>. Già a marzo 2021 questo provvedimento era venuto meno per l'Asp di Reggio Calabria, mentre a gennaio 2022 lo steso è avvenuto per quella di Catanzaro. <strong>Ad oggi dunque in Calabria non risultano più aziende sanitarie o ospedaliere commissariate per infiltrazioni criminali.</strong></p>
<h3><strong>Un problema di trasparenza?</strong></h3>
<p>I dati presentati sono il risultato di un'analisi basata sul monitoraggio dei siti delle Asl e delle Ao. Le informazioni dunque sono quelle presenti sui siti istituzionali. Tuttavia, in alcuni casi, i siti non risultano aggiornati oppure presentano informazioni poco chiare.</p>
<p>Una questione che in alcuni casi si manifesta in maniera particolarmente grave ma che, in misura diversa, è presente in molti siti delle aziende sanitarie. La mancanza di informazioni attendibili sui siti di organizzazioni così importanti oltre ad essere un problema già di per sé è anche una violazione delle norme sulla <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2013-03-14;33!vig=2020-11-30" target="_blank" rel="noopener noreferrer">trasparenza</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Foto: Fran Jacquier - <a href="https://unsplash.com/photos/F1BtUYgasUQ" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Unsplash</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/le-aziende-sanitarie-locali-commissariate-nel-2022/">Le aziende sanitarie locali commissariate nel 2022</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>I ruoli politici nei comuni e nelle regioni dei parlamentari in carica</title>
		<link>https://www.openpolis.it/i-ruoli-politici-nei-comuni-e-nelle-regioni-dei-parlamentari-in-carica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[michele vannucchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Apr 2022 13:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=188912</guid>

					<description><![CDATA[<p>La politica nei comuni e nelle regioni è fondamentale in primo luogo per i territori in cui opera. Oltre a questo però le elezioni locali e regionali rappresentano per alcuni politici anche l’avvio di un percorso che in alcuni casi può portarli ad entrare alla camera o al senato.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/i-ruoli-politici-nei-comuni-e-nelle-regioni-dei-parlamentari-in-carica/">I ruoli politici nei comuni e nelle regioni dei parlamentari in carica</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>A giugno si terrà una nuova tornata elettorale in vari comuni italiani</strong>. Le elezioni amministrative nei comuni, così come quelle delle regioni, sono momenti molto importanti per le comunità, che attraverso questo strumento possono scegliere democraticamente i loro rappresentanti.</p>
<p>Allo stesso tempo però un incarico locale può rappresentare <strong>per alcuni anche il primo passo di una carriera politica</strong> che può portare alla camera o al senato.</p>
<p><strong>Le lunghe carriere politiche non hanno goduto di buona stampa negli ultimi anni</strong> e per alcuni è da rifiutare l&#8217;idea stessa che una figura politica possa essere eletta, in uno o più organi politici, per vari mandati. <strong>Ma è vero anche che si tratta di una gavetta in molti casi importante</strong>, attraverso cui un cittadino impegnato politicamente sul proprio territorio può acquisire l&#8217;esperienza necessaria per candidarsi a ricoprire incarichi nazionali.</p>
<p>        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/le-esperienze-politiche-dei-componenti-del-governo-draghi/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Le esperienze politiche dei componenti del governo Draghi<br><strong>Leggi</strong></a>.</p>
        </section>
		</p>
<h3>I parlamentari con esperienza nei comuni o nelle regioni</h3>
<p>Sono 420 su 951 i parlamentari che hanno ricoperto almeno una volta, o che ricoprono tutt&#8217;ora, un incarico politico in un comune o in una regione.</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">44,16% </span>i parlamentari in carica che ricoprono o hanno ricoperto incarichi politici nei comuni o nelle regioni.</p>
			        </section>
		</p>
<p>Per analizzare più precisamente il rapporto tra territorio e parlamentari, può essere utile escludere da questo calcolo i 6 senatori a vita, ma anche i 18 parlamentari eletti all&#8217;estero. I rappresentati scelti nelle circoscrizioni italiane rimangono quindi 927 e la quota di questi con almeno un&#8217;esperienza nella politica regionale o locale sale leggermente (45,3%).</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/deputati-e-senatori-con-incarichi-nei-comuni-e-nelle-regioni/">Deputati e senatori con incarichi nei comuni e nelle regioni</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/deputati-e-senatori-con-incarichi-nei-comuni-e-nelle-regioni/">I parlamentari che nel corso della loro carriera hanno ricoperto incarichi nelle giunte e nei consigli dei comuni e delle regioni</a></h3>
                                    </div>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_188913_tab3"><p>Sono considerati gli incarichi nelle giunte e nei consigli dei comuni e delle regioni ricoperti dai parlamentari attualmente in carica. Sono esclusi dal conteggio i senatori a vita e i parlamentari eletti in circoscrizioni estere.</p>
</div>
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                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>openpolis                                                                <br>(ultimo aggiornamento: mercoledì 13 Aprile 2022)
                                        </p>
                </div>
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						                                                <div title="Scarica dati CSV" class="opmag-chart-action-data-btn" data-param-filename="deputati-e-senatori-con-incarichi-nei-comuni-e-nelle-regioni"></div>
						                        
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                            <p><label for="embed-chart-188913"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-188913" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			</p>
<p>Oltre la metà dei parlamentari dunque non aveva ricoperto un incarico in un'amministrazione comunale o regionale prima di essere eletto in parlamento. <strong>Molto più frequente in generale è che i parlamentari abbiano ricoperto incarichi nei comuni (39,4%), piuttosto che nelle regioni (13,9%)</strong>. Tra questi poi una parte (8%) ha ricoperto ruoli in entrambi i livelli di governo.</p>
<p>Anche se al senato la quota di eletti con esperienza nelle giunte o nei consigli dei comuni e delle regioni è un po' più alta rispetto alla camera, <strong>il dato si presenta come piuttosto omogeneo tra le due aule parlamentari.</strong></p>
<p><strong>Molto più variabile invece è la proporzione di deputati e senatori con esperienze nelle amministrazioni locali tra diversi gruppi parlamentari.</strong></p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-gruppi-parlamentari-e-lesperienza-negli-organi-politici-di-comuni-e-regioni/">I gruppi parlamentari e l&#8217;esperienza negli organi politici di comuni e regioni</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-gruppi-parlamentari-e-lesperienza-negli-organi-politici-di-comuni-e-regioni/">I parlamentari che nel corso della loro carriera hanno ricoperto incarichi nelle giunte e nei consigli dei comuni e delle regioni, divisi per gruppo politico di appartenenza</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1">
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                    </div>
			        			                                <div id="chart_188930_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_188930_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_188930_tab3"><p>Sono considerati gli incarichi nelle giunte e nei consigli dei comuni e delle regioni ricoperti dai parlamentari attualmente in carica. Sono esclusi dal conteggio i senatori a vita e i parlamentari eletti in circoscrizioni estere. I gruppi politici di camera e senato sono stati considerati unitariamente, seguendo alcune semplificazioni. Si tenga presente ad esempio che il gruppo Per le Autonomie è presente solo al senato mentre Coraggio Italia e Liberi e uguali solo alla camera. Il gruppo di Italia viva invece al senato include anche esponenti del Partito socialista italiano.</p>
</div>
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                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>openpolis                                                                <br>(ultimo aggiornamento: mercoledì 13 Aprile 2022)
                                        </p>
                </div>
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						                                                <div title="Scarica dati CSV" class="opmag-chart-action-data-btn" data-param-filename="i-gruppi-parlamentari-e-lesperienza-negli-organi-politici-di-comuni-e-regioni"></div>
						                        
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                            <p><label for="embed-chart-188930"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-188930" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			</p>
<p><strong>Come è noto la Lega è un partito con una forte tradizione nella politica locale</strong> e non a caso sono proprio i suoi gruppi alla camera e al senato ad avere la quota maggiore di esponenti che hanno fatto esperienze di questo tipo prima di approdare in parlamento <strong>(76,8%)</strong>.</p>
<p>A seguire si trovano i gruppi <strong>Per le autonomie (66,7%)</strong>, <strong>Coraggio Italia (65%)</strong> e <strong>Liberi e uguali (60%)</strong>. Tutti e tre però hanno dimensioni ridotte e sono presenti in un solo ramo del parlamento. Il primo al senato, gli altri due alla camera.</p>
<p>Al quinto e sesto posto <strong>Italia Viva e il Partito democratico, tra il 59 e il 57%</strong>, e poco sotto <strong>Fratelli d'Italia (55,2%) </strong>e <strong>Forza Italia (50,4%)</strong>.</p>
<p>Non stupisce infine che il <strong>Movimento 5 stelle</strong> sia la forza politica con la quota più esigua di parlamentari con esperienza nei comuni o nelle regioni.</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">8,3% </span>la quota di parlamentari del Movimento 5 stelle che nella loro carriera politica hanno ricoperto almeno un incarico nei comuni o nelle regioni.</p>
			        </section>
		</p>
<p>Un fenomeno che si spiega con diverse motivazioni. Intanto si tratta di una forza politica ancora relativamente giovane. I suoi parlamentari inoltre raramente avevano esperienze politiche pregresse in altri partiti. Infine, <strong>almeno fino a qualche tempo fa, le regole del movimento vietavano esplicitamente ai propri rappresentati di ricoprire più di due mandati</strong>, che fossero nei comuni, nelle regioni o in parlamento.</p>
<p>        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/labolizione-del-limite-dei-due-mandati-nel-movimento-5-stelle/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">L’abolizione del limite dei due mandati nel Movimento 5 stelle<br><strong>Leggi</strong></a>.</p>
        </section>
		</p>
<h3>Le regioni di provenienza dei politici locali approdati in parlamento</h3>
<p><strong>Il fenomeno varia molto anche se osservato a livello territoriale</strong>. In questo caso abbiamo considerato solo gli <strong>incarichi locali che i parlamentari hanno svolto nella stessa regione in cui sono stati eletti alla camera o al senato</strong>. In questo modo dunque analizziamo il rapporto tra il parlamentare e il territorio specifico in cui è stato eletto.</p>
<p>Possono essere vari i casi esclusi da questa ipotesi. Uno ad esempio è quello dell'onorevole Sgarbi il quale, come è noto, ha ricoperto spesso <a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-durata-dei-mandati-di-vittorio-sgarbi-nei-comuni-e-nelle-regioni/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">incarichi locali</a> in territori anche molto diversi. Altri casi invece possono riguardare parlamentari che pur avendo compiuto un percorso politico locale, per varie ragioni hanno deciso di candidarsi in parlamento in una diversa circoscrizione.</p>
<p><strong>Ad ogni modo i dati mostrano in maniera piuttosto evidente come al nord e in alcune regioni del centro sia più frequente il passaggio dalla politica locale e regionale a quella nazionale.</strong></p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-parlamentari-e-la-politica-sul-territorio/">I parlamentari e la politica sul territorio</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-parlamentari-e-la-politica-sul-territorio/">Per ciascuna regione è indicato il numero di deputati e senatori eletti che in precedenza hanno ricoperto incarichi politici nelle giunte e nei consigli comunali o regionali dello stesso territorio</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1">
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			        			                                <div id="chart_189026_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_189026_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_189026_tab3"><p>Sono considerati gli incarichi nelle giunte e nei consigli dei comuni e delle regioni ricoperti dai parlamentari attualmente in carica. Sono esclusi dal conteggio i senatori a vita e i parlamentari eletti in circoscrizioni estere. Inoltre si è tenuto conto solo degli incarichi locali ricoperti nella stessa regione in cui è stato eletto ciascun deputato e ciascun senatore.</p>
</div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>openpolis                                                                <br>(ultimo aggiornamento: venerdì 15 Aprile 2022)
                                        </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/04/i-parlamentari-e-la-politica-sul-territorio.png" target="_blank" download></a>
						                                                
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                            <p><label for="embed-chart-189026"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                </div>

                            </div>

			</p>
<p><strong>La regione in cui il legame tra politica locale e parlamentare appare più forte è il Friuli-Venezia Giulia</strong>. Qui infatti il <strong>75%</strong> dei parlamentari eletti sul territorio ha avuto incarichi politici nei comuni o nella regione stessa.</p>
<p>A seguire il <strong>Veneto con il 69,9%</strong>, e poi <strong>Lombardia, Piemonte, Umbria, Liguria, Toscana, Trentino-Alto Adige, Emilia-Romagna e Valle D'Aosta</strong> tutte <strong>tra il 60 e il 50%</strong>.</p>
<p>Nella parte bassa della classifica si trovano alcune regioni del centro Italia ma soprattutto del mezzogiorno. Tra queste la <strong>Campania</strong>, con il <strong>19,5%</strong>, oltre che la <strong>Puglia e la Sicilia, nessuna delle quali raggiunge il 16%</strong>.</p>
<p><strong>Questa dinamica è, almeno in parte, legata anche a quella dei gruppi parlamentari</strong>. Ad oggi infatti <strong>i parlamentari della Lega eletti al nord sono 141 contro i 51 del Movimento 5 stelle</strong>. Al contrario i parlamentari della Lega eletti nel Mezzogiorno sono ad oggi solo 24, contro i 138 del Movimento 5 stelle.</p>
<h3>Gli incarichi nei comuni e nelle regioni</h3>
<p>Come abbiamo già avuto modo di notare è più frequente che i parlamentari abbiano avuto esperienze politiche nei comuni (39,4%) piuttosto che nelle regioni (13,9%). D'altronde le 20 regioni italiane rappresentano una platea politica che, per quanto ampia, è decisamente più ridotta rispetto a quella presente nei circa 7mila 900 comuni di cui è composto il nostro paese.</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
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                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-parlamentari-con-incarichi-nei-consigli-e-nelle-giunte-comunali/">I parlamentari con incarichi nei consigli e nelle giunte comunali</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-parlamentari-con-incarichi-nei-consigli-e-nelle-giunte-comunali/">La quota di deputati e senatori in carica che nel corso della loro carriera hanno ricoperto incarichi politici nei comuni</a></h3>
                                    </div>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_189506_tab3"><p>Sono considerati gli incarichi nelle giunte e nei consigli dei comuni ricoperti dai parlamentari attualmente in carica. Sono esclusi dal conteggio i senatori a vita e i parlamentari eletti in circoscrizioni estere.</p>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>openpolis                                                                <br>(ultimo aggiornamento: mercoledì 20 Aprile 2022)
                                        </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/04/i-parlamentari-con-incarichi-nei-consigli-e-nelle-giunte-comunali.png" target="_blank" download></a>
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                            <p><label for="embed-chart-189506"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                            </div>

			</p>
<p><strong>In entrambi i casi l'incarico ricoperto dai parlamentari più di frequente è stato quello di consigliere, sia nei comuni (34,6%) che nelle regioni (12,4%)</strong>. D'altronde questo ruolo, oltre a essere numericamente il più frequente, è spesso anche propedeutico ad altri più importanti. Di solito infatti il presidente del consiglio, comunale o regionale, ha almeno un'esperienza come consigliere semplice. Anche se non si tratta affatto di un passaggio obbligato lo stesso avviene frequentemente anche per gli incarichi amministrativi, come quelli di sindaco, presidente di regione, assessore comunale o regionale.</p>
<p><strong>Il secondo incarico più frequente poi è proprio quello di assessore</strong>. I parlamentari che hanno ricoperto questo tipo di mandato <strong>nei comuni infatti sono il 12%</strong>, mentre <strong>nelle regioni il 3,6%</strong>.</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
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                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-parlamentari-con-incarichi-nei-consigli-e-nelle-giunte-regionali/">I parlamentari con incarichi nei consigli e nelle giunte regionali</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-parlamentari-con-incarichi-nei-consigli-e-nelle-giunte-regionali/">La quota di deputati e senatori in carica che nel corso della loro carriera hanno ricoperto incarichi politici nelle regioni</a></h3>
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                             aria-labelledby="chart_189496_tab3"><p>Sono considerati gli incarichi nelle giunte e nei consigli delle regioni ricoperti dai parlamentari attualmente in carica. Sono esclusi dal conteggio i senatori a vita e i parlamentari eletti in circoscrizioni estere.</p>
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                                            <strong>FONTE: </strong>openpolis                                                                <br>(ultimo aggiornamento: mercoledì 20 Aprile 2022)
                                        </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-189496"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-189496" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			</p>
<p>Un po' diverso invece è il caso del vertice della giunta. <strong>I parlamentari con esperienza da sindaco sono l'8,4%, ovvero una quota non distante da quella di chi è stato assessore</strong> (12,3%). <strong>Al contrario i parlamentari che in precedenza sono stati presidenti di regione sono appena l'1%, ovvero meno di un terzo di quelli che sono stati assessori regionali.</strong></p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">10 </span>i parlamentari che in passato hanno ricoperto il ruolo di presidenti di regione.</p>
			        </section>
		</p>
<p>Ma d'altronde i presidenti di regione sono numericamente molti meno dei sindaci. Inoltre un presidente di regione ricopre responsabilità di primo piano, per quanto limitate al suo territorio. Non è affatto detto dunque che un politico, dopo un'esperienza di questo tipo, abbia intenzione d'impegnarsi nel parlamento nazionale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Foto: </strong><a href="https://elezioni.interno.gov.it/assets/images/2016_Amministrative_IMG_2215.jpg" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ministero dell'interno</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/i-ruoli-politici-nei-comuni-e-nelle-regioni-dei-parlamentari-in-carica/">I ruoli politici nei comuni e nelle regioni dei parlamentari in carica</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La crisi Ucraina e la gestione emergenziale dell&#8217;accoglienza</title>
		<link>https://www.openpolis.it/la-crisi-ucraina-e-la-gestione-emergenziale-dellaccoglienza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[michele vannucchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Mar 2022 13:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migranti]]></category>
		<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=186076</guid>

					<description><![CDATA[<p>In Italia già esistono due modalità di accoglienza per i migranti: una ordinaria, minoritaria, e una straordinaria, maggioritaria. Nonostante questo con la crisi Ucraina viene creato un ulteriore livello, emergenziale, che si sovrappone agli altri due.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/la-crisi-ucraina-e-la-gestione-emergenziale-dellaccoglienza/">La crisi Ucraina e la gestione emergenziale dell&#8217;accoglienza</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La guerra che da fine febbraio sta sconvolgendo l&#8217;Ucraina ha avuto tra le sue molte tragiche conseguenze anche quella di spingere milioni di persone a fuggire dal paese</strong>. Sebbene l&#8217;Italia non sia tra gli stati più esposti a questo fenomeno sono comunque <a href="https://www.interno.gov.it/it/notizie/profughi-dallucraina-73898-persone-arrivate-finora-italia" target="_blank" rel="noopener noreferrer">molte</a> le persone in fuga dal conflitto che stanno arrivando nel nostro paese.</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">73.898 </span>le persone arrivate in Italia dall&#8217;Ucraina in fuga dal conflitto al 28 marzo 2022.</p>
			        </section>
		</p>
<p>Trovandosi di fronte a una situazione così complessa<strong> il governo ha quindi deciso di attivare la protezione civile</strong>, attraverso meccanismi emergenziali, <strong>piuttosto che affidarsi al sistema previsto dalle norme vigenti</strong>.</p>
<p>Infatti nonostante dal 2015 siano intervenute 3 riforme a modificare la struttura del sistema di accoglienza <strong>l&#8217;Italia si è trovata anche questa volta impreparata</strong>. <strong>Eppure negli ultimi anni il numero di richiedenti asilo e rifugiati si era ridotto in maniera significativa</strong>, fornendo la possibilità di ristrutturare per intero il modello di accoglienza. <strong>Un&#8217;opportunità che però non è stata colta, lasciando che i molti limiti del modello attuale si manifestassero proprio nel corso di una nuova situazione di emergenza.</strong></p>
<h3>Un nuovo stato di emergenza</h3>
<p>Il 25 febbraio, il giorno dopo l&#8217;inizio della guerra in Ucraina, il consiglio dei ministri ha varato <strong>due primi importanti provvedimenti</strong>. Innanzitutto è stato approvato il <a href="http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2022-02-25;14!vig=2022-03-23">decreto legge 14/2022</a> intitolato &#8220;Disposizioni urgenti sulla crisi in Ucraina&#8221; e poi è stato deliberato lo <a href="https://www.protezionecivile.gov.it/it/normativa/delibera-cdm-25-febbraio-2022-0" target="_blank" rel="noopener noreferrer">stato di emergenza per intervento all&#8217;estero</a>, attribuendo le relative competenze alla protezione civile.</p>
<p>        <section class="glossary">
            <div>
                <mark>
																		Lo stato di emergenza è una condizione giuridica che può essere attivata al verificarsi o nell’imminenza di eventi eccezionali nel caso si renda necessario agire con urgenza e con poteri straordinari.</br>
											                </mark>
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/che-cose-lo-stato-di-emergenza/">
                "Che cos&#8217;è lo stato di emergenza"</a></span>

            </div>
        </section>
		</p>
<p>Tre giorni più tardi poi il consiglio dei ministri si è riunito di nuovo. <strong>Questa volta la delibera ha disposto lo <a href="https://www.protezionecivile.gov.it/it/normativa/delibera-cdm-del-28-febbraio-2022-emergenza-ucraina-0" target="_blank" rel="noopener noreferrer">stato di emergenza interno</a></strong> per assicurare soccorso ed assistenza alla popolazione ucraina sul territorio nazionale. Anche in questo caso dunque <strong>sono stati attribuiti poteri straordinari al capo della protezione civile, affinché intervenga anche in deroga a ogni disposizione vigente.</strong></p>
<p>        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Per l’organizzazione ed attuazione degli interventi urgenti di soccorso e assistenza alla popolazione proveniente dal teatro operativo, da effettuare nella vigenza dello stato di emergenza [&#8230;] si provvede con ordinanze, emanate dal Capo del Dipartimento della protezione civile, in deroga a ogni disposizione vigente e nel rispetto dei principi generali dell’ordinamento giuridico</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.protezionecivile.gov.it/it/normativa/delibera-cdm-del-28-febbraio-2022-emergenza-ucraina-0" target="_blank">- Delibera del Consiglio dei Ministri 28/02/2022</a>
									            </div>
        </section>
		</p>
<p>Nei giorni successivi il capo della protezione civile Fabrizio Curcio ha quindi emanato una serie di <a href="https://www.protezionecivile.gov.it/it/dipartimento/amministrazione-trasparente/provvedimenti-normativi" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ordinanze</a> e di decreti. Atti con cui è stata definita una <strong>nuova struttura emergenziale per la gestione dei rifugiati, del tutto sovrapposta, anche se in buona parte intersecata, a quella prevista dalla normativa vigente.</strong></p>
<h3>Il sistema &#8220;ordinario&#8221;</h3>
<p>Come abbiamo avuto modo di <a href="https://www.openpolis.it/laccoglienza-straordinaria-continua-a-essere-predominante/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">raccontare</a> in numerose occasioni in Italia nel sistema di accoglienza per richiedenti asilo e rifugiati vige ormai da molti anni una struttura duale.</p>
<p>        <section class="glossary">
            <div>
                <mark>
																		In Italia l&#8217;accoglienza è strutturata su due binari paralleli. Il primo, ordinario, è il Sistema di accoglienza e integrazione (Sai). Il secondo è invece composto dai centri di accoglienza straordinaria (Cas).</br>
											                </mark>
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/come-funziona-laccoglienza-dei-migranti-in-italia/">
                "Come funziona l&#8217;accoglienza dei migranti in Italia"</a></span>

            </div>
        </section>
		</p>
<p><strong>Stando alla legge il sistema dovrebbe basarsi sul Sistema di accoglienza e integrazione (Sai)</strong>. Questo infatti, come dice il nome, è costruito per fornire agli ospiti gli strumenti necessari a una rapida integrazione nel tessuto sociale e lavorativo italiano. Un modello che vede coinvolti direttamente gli enti locali attraverso progetti che, nella maggior parte dei casi, sono strutturati secondo modelli di accoglienza diffusa sul territorio.</p>
<p><strong>Solo nel caso non siano presenti posti nel sistema ordinario è poi prevista la possibilità di attivare dei centri di accoglienza straordinaria (Cas)</strong>.</p>
<p>        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Nel caso in cui è temporaneamente esaurita la disponibilità di posti all&#8217;interno dei centri di cui all&#8217;articolo 9 (Sai n.d.r.), a causa di arrivi consistenti e ravvicinati di richiedenti, l&#8217;accoglienza può essere disposta dal prefetto, sentito il Dipartimento per le libertà civili e l&#8217;immigrazione del Ministero dell&#8217;interno, in strutture temporanee, appositamente allestite.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2015-08-18;142" target="_blank">- D.Lgs. 142/2015, articolo 11</a>
									            </div>
        </section>
		</p>
<p>La norma in effetti inquadra in maniera molto precisa la situazione in cui potrebbe rivelarsi necessario attivare questo tipo di strutture, ovvero in <strong>caso di arrivi consistenti e ravvicinati di richiedenti. Una previsione che sembra descrivere in modo preciso la situazione che è scaturita dall&#8217;emergenza Ucraina.</strong></p>
<p>Non a caso la norma prevede che questi centri siano gestiti direttamente dalle <a href="https://www.openpolis.it/glossari/qual-e-il-ruolo-dei-prefetti/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">prefetture</a>, ovvero strutture che da un lato sono articolate su tutto il territorio nazionale, ma dall&#8217;altro fanno capo in modo verticistico direttamente al governo e in particolare al ministero dell&#8217;interno.</p>
<h3>Dalla teoria a una pratica che non funziona</h3>
<p>Le disposizioni di legge tuttavia sono state attuate in questi anni solo sulla carta. <strong>Il sistema ordinario infatti è sempre rimasto largamente minoritario</strong>. I centri di accoglienza straordinaria al contrario non hanno mai rappresentato meno dei 2/3 dell&#8217;intero sistema, raggiungendo picchi dell&#8217;86%.</p>
<p>        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/numeri/le-presenze-nei-centri-di-accoglienza-tra-2014-e-2021/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Le presenze nei centri di accoglienza tra 2014 e 2021<br><strong>Vai al grafico</strong></a>.</p>
        </section>
		</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">65,5% </span>delle persone presenti nei centri di accoglienza sono ospitate nei Cas (al 28 febbraio 2022).</p>
			        </section>
		</p>
<p>        <section class="blockquote">
							<p>I Cas hanno svolto impropriamente un ruolo ordinario e ora si sono dimostrati inadatti allo scopo per cui sono stati creati.</p>
<p>
			        </section>
		</p>
<p>È evidente dunque come il Sai non sia mai riuscito a rappresentare effettivamente il sistema ordinario. Tuttavia <strong>il fatto che i Cas svolgano un ruolo diverso da quello per cui sono stati creati, non vuol dire necessariamente che non siano in grado di adempiere alla loro funzione originaria</strong>. Ovvero quella di essere attivati rapidamente in caso di necessità. <strong>La dichiarazione dello stato di emergenza e i successivi provvedimenti che ne sono derivati, hanno tuttavia espresso chiaramente anche questo fallimento.</strong></p>
<p><div class="content_block" id="custom_post_widget-181009"><div class="d-none d-lg-flex justify-center mt-40 mb-40 bt-3-grey2 pt-15 pb-10">
<div>
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<div class="fs-15 fw-500 mb-10">Le strutture per richiedenti asilo e rifugiati.</div>
<p>        <a class="btn" href="https://centriditalia.it">Esplora il sistema di accoglienza.</a><br />
        <a class="btn" href="https://centriditalia.it">Scarica i dati.</a>
    </div>
<div><a href="https://centriditalia.it"><amp-img fetchpriority="high" decoding="async" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/02/centriditalia_img_bann.png" alt="" width="350" height="186"  layout="fixed" ></amp-img></a></div>
</div>
<div class="d-lg-none justify-center flex-align-center text-center mt-40 mb-40 bt-3-grey2 pt-15 bb-3-grey2 pb-10">
<div>
        <amp-img decoding="async" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/02/centriditalia_logo-414x130.png" alt="" width="280" height="88"  layout="fixed" ></amp-img></p>
<div class="fs-15 fw-500 mb-10">Le strutture per richiedenti asilo e rifugiati.</div >
        <a class="btn" href="https://centriditalia.it">Esplora il sistema di accoglienza.</a><br />
        <a class="btn" href="https://centriditalia.it">Scarica i dati.</a>
    </div>
<div class="mt-20"><a href="https://centriditalia.it"><amp-img decoding="async" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/02/centriditalia_img_bann.png" alt="" width="300" height="159"  layout="fixed" ></amp-img></a></div>
</div>
</div></p>
<h3>Una nuova catena di comando</h3>
<p>Il 4 marzo Fabrizio Curcio ha emanato la prima <a href="https://www.protezionecivile.gov.it/it/normativa/ocdpc-n-872-del-4-marzo-2022-disposizioni-urgenti-di-protezione-civile-assicurare-sul-territorio-nazionale-laccoglienza-il-soccorso-e-lassistenza-alla-0" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ordinanza</a> in merito all&#8217;accoglienza dei rifugiati ucraini, a cui ne sono seguite altre nei giorni successivi. Con questi atti sono stati presi diversi provvedimenti che hanno definito<strong> una nuova catena di comando per la gestione dell&#8217;accoglienza</strong>. Le strutture istituite sono state essenzialmente tre: il <strong>comitato di coordinamento</strong>, la <strong>struttura di coordinamento nazionale</strong> e la <strong>direzione di comando e controllo</strong> (DiComaC).</p>
<p>Il DiComaC è una struttura che può essere attivata in caso di necessità per svolgere attività di supporto tecnico, operativo, organizzativo, logistico ed amministrativo. La struttura di coordinamento nazionale invece riunisce componenti e strutture operative del servizio nazionale di protezione civile, oltre che gli ordini nazionali competenti in materia.</p>
<p><strong>Il comitato di coordinamento è invece l&#8217;unico organo tra quelli identificati che riunisce anche profili che non rientrano strutturalmente nel sistema di protezione civile</strong>. Al contrario al suo interno si trovano figure diverse che in buona parte dei casi detengono, in situazioni ordinarie, competenze in materia di immigrazione e accoglienza.</p>
<h3>Il comitato di coordinamento</h3>
<p>La struttura è infatti composta dallo stesso Curcio, in qualità di <strong>capo della protezione civile</strong>, ma anche dal <strong>capo del dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione</strong>, dal <strong>direttore della direzione centrale dell’immigrazione e della polizia di frontiera</strong>, dal <strong>coordinatore tecnico della commissione protezione civile della conferenza delle regioni</strong> e dal <strong>segretario generale dell’Anci,</strong> l&#8217;associazione dei comuni italiani.</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-comitato-di-coordinamento-per-laccoglienza-della-popolazione-ucraina/">Il comitato di coordinamento per l&#8217;accoglienza della popolazione ucraina</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-comitato-di-coordinamento-per-laccoglienza-della-popolazione-ucraina/">I componenti del coordinamento istituito dal capo della protezione civile come punto di raccordo tra i diversi livelli operativi nella gestione dell'accoglienza della popolazione ucraina</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0">
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>openpolis                                                                <br>(ultimo aggiornamento: mercoledì 23 Marzo 2022)
                                        </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-186078"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-186078" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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			</p>
<p>Se da un lato può stupire l'assenza in quest'organo del ministro dell'interno non desta sorpresa invece che vi sia stata inclusa Francesca Ferrandino. <strong>La prefetta Ferrandino infatti è il capo del dipartimento per le libertà civili e l'immigrazione e in questa fase è stata anche <a href="https://www.google.com/url?q=https://www.protezionecivile.gov.it/it/normativa/ocdpc-n-876-del-13-marzo-2022-0&amp;sa=D&amp;source=editors&amp;ust=1648213156538837&amp;usg=AOvVaw1S8IpBJx1aGQD45dkazoWs" target="_blank" rel="noopener noreferrer">nominata</a> commissario delegato per i minori stranieri non accompagnati</strong>. D'altronde nel contesto ordinario <strong>è a lei che compete la gestione di tutta l'accoglienza prefettizia</strong>, ovvero i Cas, i centri di prima accoglienza, ma non solo.<strong> Il Sai infatti è gestito dal <a href="https://www.retesai.it/la-storia/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">servizio centrale</a> una struttura che fa capo da un lato proprio al ministero dell'interno e dall'altro all'Anci.</strong></p>
<p><strong>Non stupisce quindi, ed è un dato positivo, che anche l'associazione dei comuni italiani sia stata coinvolta</strong>. <strong>Meno scontata invece era la presenza di un rappresentante della conferenza delle regioni, del capo della polizia di frontiera e dello stesso capo della protezione civile.</strong></p>
<p>        <section class="blockquote">
							<p>Affidare alla protezione civile il coordinamento dell'emergenza vuol dire ammettere che il ministero dell'interno non era nelle condizioni di gestire la situazione.</p>
<p>
			        </section>
		</p>
<p>La decisione d'inserire in questa materia la protezione civile, attribuendogli poteri speciali e di coordinamento su tutti gli altri componenti, dimostra che il sistema previsto dalle leggi vigenti, che vede al centro proprio il ministero dell'interno, non è stato considerato in grado di gestire la situazione.</p>
<p>Il coinvolgimento del capo della polizia di frontiera invece sembra più che altro esprimere il cambio di prospettiva geografica. In passato infatti, quando gli arrivi provenivano perlopiù dal mare era più facile vedere coinvolta la guardia costiera. Si tenga presente a questo proposito che a tutt'oggi il <a href="http://www.libertaciviliimmigrazione.dlci.interno.gov.it/sites/default/files/allegati/cruscotto_statistico_giornaliero_23-03-2022.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">cruscotto statistico giornaliero</a> del ministero dell'interno considera solo gli sbarchi via mare. Un limite che è stato sempre presente ma che in questa fase assume una portata del tutto nuova.</p>
<h3>Il ruolo delle regioni</h3>
<p><strong>Per nulla scontata infine è stata l'inclusione un rappresentante delle regioni nel comitato di coordinamento</strong>. Nello specifico la persona individuata è Maurizio Fugatti, presidente della provincia autonoma di Trento. In seno alla <a href="http://www.regioni.it/informazioni/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">conferenza delle regioni</a> infatti è proprio la provincia di Trento ad avere il compito di coordinare la commissione protezione civile.</p>
<p>Ma <strong>d'altronde il ruolo delle regioni definito dall'ordinanza non si limita a questo. L'atto infatti prevede anche la nomina dei presidenti di regione a commissari delegati</strong>. Un ruolo a cui corrisponde il compito di coordinare i rispettivi sistemi di protezione civile negli interventi di soccorso e assistenza alla popolazione proveniente dall’Ucraina. Inoltre è prevista la possibilità che i presidenti nominino a loro volta dei soggetti attuatori.</p>
<p>In questo quadro è poi richiesto che le regioni attivino (o creino in caso non siano previste) le <strong>strutture di coordinamento con le prefetture</strong> previste dalle rispettive norme di protezione civile. <strong>Una relazione che, nel settore dell'accoglienza, non è invece prevista dalla normativa ordinaria</strong>.</p>
<p>Il ruolo della protezione civile nazionale e regionale, così come il rapporto tra il capo del dipartimento e i presidenti di regione da lui nominati commissari delegati <strong>sembra insomma ricalcare la struttura emergenziale attivata per l'emergenza covid-19</strong>. Non a caso tra le varie disposizioni è anche previsto che i presidenti di regione possano destinare alla prima accoglienza proprio le strutture allestite negli scorsi anni allo scopo di fronteggiare la pandemia.</p>
<p>        <section class="dossier">
            <div>
															Leggi									                <span class="read-more"><a href="https://www.openpolis.it/esercizi/norme-in-deroga-senza-trasparenza/">"Coronavirus, chi decide durante lo stato di emergenza"</a></span>
            </div>
        </section>
		</p>
<h3>Le deroghe all'accoglienza</h3>
<p>Ma l'ordinanza del capo della protezione civile non si limita a individuare le figure che dovranno gestire l'accoglienza della popolazione ucraina. <strong>La norma infatti interviene anche sulle modalità previste dalla legge per l'attivazione di nuovi centri di accoglienza, che siano questi prefettizi o Sai.</strong></p>
<p><strong>Per quanto riguarda il Sai infatti viene introdotta una deroga al <a href="http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2016-04-18;50!vig=2022-03-25" target="_blank" rel="noopener noreferrer">codice degli appalti</a>,</strong> cosa che sicuramente consentirà di velocizzare l'apertura di nuove strutture ma al costo di abbassare drasticamente il livello di <a href="https://www.openpolis.it/parole/cosa-sono-le-procedure-di-scelta-del-contraente/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">trasparenza e competitività delle gare d'appalto</a>, con tutti i rischi connessi.</p>
<p>        <section class="dossier">
            <div>
															Leggi									                <span class="read-more"><a href="https://www.openpolis.it/esercizi/i-centri-di-accoglienza-in-italia-la-spesa-e-i-contratti-pubblici/">"Centri d'Italia"</a></span>
            </div>
        </section>
		</p>
<p>Questa deroga non è stata necessaria invece per i Cas. Come abbiamo visto infatti queste strutture erano proprio pensate per situazioni emergenziali e dunque la legge già prevede la possibilità per le prefetture, in caso di estrema urgenza, di assegnare contratti tramite affidamenti diretti.</p>
<p><strong>Un altro tipo di deroga è stata però necessaria anche per l'apertura di nuovi Cas</strong>.<strong> La norma che è permesso disapplicare in questo caso è lo schema di capitolato d'appalto stabilito dal ministero dell'interno</strong>. Un testo che definisce i costi dei servizi previsti nei centri e che segna la differenza sostanziale, oltre che formale, con il sistema Sai.</p>
<p>        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/perche-le-risorse-per-laccoglienza-sono-un-investimento-e-non-un-semplice-costo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Perché le risorse per l’accoglienza sono un investimento e non un semplice costo.<br><strong>Leggi</strong></a>.</p>
        </section>
		</p>
<p><strong>Da un lato dunque si creano deroghe per aprire, con modalità emergenziali, nove strutture Sai, anche se queste non sono state pensate per rispondere a situazioni straordinarie.</strong></p>
<p><strong>Dall'altro, si deroga al capitolato dei Cas, ritenendolo evidentemente inadeguato, nonostante questo riguardi dei centri creati proprio per rispondere a situazioni straordinarie.</strong> Viene da chiedersi a questo punto perché se il capitolato è inadeguato oggi per i rifugiati ucraini non lo fosse anche ieri per tutti gli altri.</p>
<h3>La conversione del decreto Ucraina e i nuovi posti in accoglienza</h3>
<p>Quando il 25 febbraio il governo ha emanato il decreto Ucraina questo conteneva solo disposizioni relative all'assistenza estera, coerentemente con lo stato di emergenza estera deliberato quello stesso giorno.</p>
<p><strong>È in fase di conversione dunque che il parlamento sta introducendo disposizioni per finanziare l'apertura di nuovi centri di accoglienza, sia nel circuito Cas che in quello Sai.</strong></p>
<p>Ad oggi il <a href="https://parlamento18.openpolis.it/singolo_atto/62513" target="_blank" rel="noopener noreferrer">provvedimento</a> è passato all'esame della camera ed ora è in discussione al senato.</p>
<p>        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Nota di lettura del Senato sulla conversione del decreto Ucraina.</p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="https://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/01343784.pdf" target="_blank" rel="noopener">Leggi</a></p></div>
				            </div>
        </section>
		</p>
<p><strong>Certamente l'apertura di nuovi posti nella rete Sai è, in termini pratici, una buona notizia. Tuttavia si può ritenere che una politica di buon senso sarebbe stata aprire nuovi posti nel sistema ordinario durante gli scorsi anni</strong>. Ovvero in una fase non caratterizzata da un'emergenza. I<strong>n questo modo si sarebbe potuto alleggerire il carico sul sistema straordinario lasciandogli la possibilità di essere maggiormente reattivo quando, come oggi, si fosse rivelato necessario.</strong></p>
<p><strong>Ma che i posti nel sistema di accoglienza siano ripartiti per 2/3 nei Cas e per 1/3 nel Sai sembra ormai un dato immutabile</strong>. Anche se come abbiamo visto la legge disegna un sistema molto diverso.</p>
<p><strong>Infatti anche il disegno di legge di conversione del decreto Ucraina stabilisce l'apertura di 3mila nuovi posti nel circuito Sai e di 5mila in quello dei Cas, rispettando in pieno la proporzione di cui sopra.</strong></p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/resta-stabile-il-rapporto-tra-posti-nei-centri-ordinari-e-straordinari/">Resta stabile il rapporto tra posti nei centri ordinari e straordinari</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/resta-stabile-il-rapporto-tra-posti-nei-centri-ordinari-e-straordinari/">Il sistema ordinario Sai storicamente non ha mai ospitato più di un terzo dei richiedenti asilo e dei rifugiati in accoglienza. Questa proporzione è oggi riproposta dal ddl Ucraina che finanzia nuovi posti sia nei Sai che nei Cas</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1">
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                             aria-labelledby="chart_186315_tab3"><p>Il 25 febbraio il governo ha emanato il <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2022-02-25;14!vig=2022-03-23" target="_blank" rel="noopener">decreto Ucraina</a> che prevedeva solo disposizioni relative all&#8217;assistenza estera, coerentemente con lo stato di emergenza estera deliberato quello stesso giorno. È in fase di conversione dunque che il parlamento sta introducendo disposizioni per finanziare l&#8217;apertura di nuovi centri di accoglienza, sia nel circuito Cas che in quello Sai. Ad oggi il <a href="https://parlamento18.openpolis.it/singolo_atto/62513" target="_blank" rel="noopener">provvedimento</a> è passato all&#8217;esame della camera e ora è in discussione al senato. Il testo menziona esplicitamente l&#8217;apertura di 3mila nuovi posti nel circuito Sai. Quanto ai Cas invece questo si limita ad aumentare le risorse a disposizione che, sulla base della relazione tecnica, corrisponderebbero a 5mila nuovi posti, come si legge nella <a href="https://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/01343784.pdf" target="_blank" rel="noopener">nota di lettura</a> del senato.</p>
</div>
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                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong><a href="https://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/01343784.pdf" target="_blank" rel="noopener">nota di lettura</a> del senato sulla conversione del decreto Ucraina                                                                <br>(ultimo aggiornamento: venerdì 25 Marzo 2022)
                                        </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/03/resta-stabile-il-rapporto-tra-posti-nei-centri-ordinari-e-straordinari.png" target="_blank" download></a>
						                                                <div title="Scarica dati CSV" class="opmag-chart-action-data-btn" data-param-filename="resta-stabile-il-rapporto-tra-posti-nei-centri-ordinari-e-straordinari"></div>
						                        
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                            </div>

			</p>
<p><strong>Foto:</strong> <a href="https://www.protezionecivile.gov.it/it/galleria-flickr/ucraina-2022" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Protezione civile</a> - <a href="https://creativecommons.org/licenses/by/2.0/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Licenza</a></p>
<p><div class="content_block" id="custom_post_widget-133375"><p><amp-img decoding="async" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2021/04/ue_banner_mobile.png" alt="" class="my-20 d-sm-block d-none"  layout="responsive"  width="1056" height="176"></amp-img><br />
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</div></p>
<p><em>Il sostegno della Commissione europea alla produzione di questa pubblicazione non costituisce un'approvazione del contenuto, che riflette esclusivamente il punto di vista degli autori, e la Commissione non può essere ritenuta responsabile per l'uso che può essere fatto delle informazioni ivi contenute.</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/la-crisi-ucraina-e-la-gestione-emergenziale-dellaccoglienza/">La crisi Ucraina e la gestione emergenziale dell&#8217;accoglienza</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ancora troppo bassa la presenza femminile al vertice delle Aziende sanitarie</title>
		<link>https://www.openpolis.it/ancora-troppo-bassa-la-presenza-femminile-al-vertice-delle-aziende-sanitarie/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[michele vannucchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Feb 2022 08:00:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=181667</guid>

					<description><![CDATA[<p>I dati sono un ottimo modo per analizzare fenomeni, raccontare storie e valutare pratiche politiche. Con Numeri alla mano facciamo proprio questo. Una rubrica settimanale di brevi notizie, con link per approfondire. Il giovedì alle 7 in onda anche su Radio Radicale. Leggi &#8220;La disparità di genere nei vertici delle aziende sanitarie locali&#8220;. 54% le [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/ancora-troppo-bassa-la-presenza-femminile-al-vertice-delle-aziende-sanitarie/">Ancora troppo bassa la presenza femminile al vertice delle Aziende sanitarie</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I dati sono un ottimo modo per analizzare fenomeni, raccontare storie e valutare pratiche politiche. Con <em><a href="https://www.openpolis.it/cosa/numeri-alla-mano/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Numeri alla mano</a></em> facciamo proprio questo. Una rubrica settimanale di brevi notizie, con link per approfondire. Il giovedì alle 7 in onda anche su Radio Radicale. Leggi &#8220;<a href="https://www.openpolis.it/la-disparita-di-genere-nei-vertici-delle-aziende-sanitarie-locali/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">La disparità di genere nei vertici delle aziende sanitarie locali</a>&#8220;.</p>
<p>        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.radioradicale.it/rubriche/1328/openpolis-numeri-alla-mano" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Numeri alla mano<br />
<br><strong>Ascolta tutti i podcast su radio radicale</strong></a>.</p>
        </section>
		</p>
<h1 class="red1 mb-0">54%</h1>
<p class="bt-2-grey3">le donne tra gli iscritti all’ordine dei medici con meno di 65 anni di età. Nonostante da alcuni anni le donne siano la maggioranza dei medici in attività professionale, le posizioni di vertice nelle aziende sanitarie locali sono ancora per la maggior parte ricoperte da uomini. <a href="https://www.openpolis.it/la-disparita-di-genere-nei-vertici-delle-aziende-sanitarie-locali/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vai all&#8217;articolo.</a></p>
<h1 class="red1 mb-0">30,66%</h1>
<p class="bt-2-grey3">le donne a ricoprire un incarico di vertice nelle aziende sanitarie locali o nelle aziende ospedaliere. Considerando gli incarichi di direttore generale, direttore sanitario o direttore amministrativo di un&#8217;azienda ospedaliera o sanitaria le donne sono poco meno di 1/3. Questo dato inoltre si riduce se si considerano i ruoli in assoluto più importanti. <a href="https://www.openpolis.it/la-disparita-di-genere-nei-vertici-delle-aziende-sanitarie-locali/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vai all&#8217;articolo.</a></p>
<h1 class="red1 mb-0">1 su 20</h1>
<p class="bt-2-grey3">le regioni in cui le donne ricoprono la maggioranza dei ruoli di vertice nelle aziende sanitarie e ospedaliere. Il Lazio infatti è l’unica regione in cui si registra una maggioranza di donne in posizione di vertice (57,14%). Al secondo posto si trova l&#8217;Emilia Romagna (40,6%) mentre altre 9 regioni si trovano in una forbice compresa tra il 29% e il 39%. In Abruzzo, Trentino-Alto Adige e Valle d&#8217;Aosta invece, al momento non risulta neanche una donna al vertice delle istituzioni sanitarie. <a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-vertici-delle-aziende-sanitarie-e-la-disparita-di-genere/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vai al grafico.</a></p>
<h1 class="red1 mb-0">20,25%</h1>
<p class="bt-2-grey3">le donne nel ruolo di direttore generale delle aziende ospedaliere o sanitarie. Da questo punto di vista sono le Marche la regione italiana con la quota maggiore di direttrici generali (66,67%). Al secondo posto il Lazio, unica altra regione in cui questa quota supera la metà (53,85%). In altre 6 regioni (Basilicata, Sardegna, Emilia-Romagna, Toscana, Veneto e Piemonte) poi questo dato è compreso tra un 1/5 e 1/3. Ancora più bassa invece la quota di donne direttrici generali in Lombardia (17,14%), Campania (12,50%) e Sicilia (7,69%). <a href="https://www.openpolis.it/numeri/le-donne-nel-ruolo-di-direttrici-generali-delle-aziende-sanitarie/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vai al grafico.</a></p>
<h1 class="red1 mb-0">9</h1>
<p class="bt-2-grey3">le regioni italiane dove neanche una donna ricopre l&#8217;incarico di direttore generale di una azienda sanitaria o ospedaliera. Se si considerano le regioni in cui il numero di aziende sanitarie sono di più, la completa assenza di donne con il titolo di direttore generale appare via via meno giustificabile. È ad esempio il caso dell&#8217;Abruzzo (4 aziende sanitarie), della Liguria (5) e in particolare della Puglia (8). <a href="https://www.openpolis.it/la-disparita-di-genere-nei-vertici-delle-aziende-sanitarie-locali/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vai all&#8217;articolo.</a></p>
<h3 class="mt-40">Ascolta il nostro podcast su Radio Radicale</h3>
<p><iframe src="//www.radioradicale.it/scheda/661367/iframe" width="560" height="355" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La disparità di genere nei vertici delle aziende sanitarie locali</title>
		<link>https://www.openpolis.it/la-disparita-di-genere-nei-vertici-delle-aziende-sanitarie-locali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[michele vannucchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Feb 2022 14:00:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=180770</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nonostante nella sanità le donne siano da alcuni anni più degli uomini, le posizioni di vertice delle aziende sanitarie e ospedaliere sono ancora in gran parte occupate da uomini. Si tratta dunque di un altro settore in cui la disparità di genere si manifesta in modo molto evidente.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/la-disparita-di-genere-nei-vertici-delle-aziende-sanitarie-locali/">La disparità di genere nei vertici delle aziende sanitarie locali</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La disparità di genere è un fenomeno ancora molto presente in Italia</strong> sia in termini salariali che di possibilità di carriera. Un tema che riguarda moltissimi settori e tra questi anche quello sanitario. Infatti, nonostante da alcuni anni le donne siano la <a href="https://portale.fnomceo.it/i-dati-fnomceo-8-marzo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">maggioranza</a> dei medici in attività professionale, <strong>le posizioni di vertice nelle aziende sanitarie locali sono ancora per la maggior parte ricoperte da uomini.</strong></p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">54% </span>le donne tra gli iscritti all&#8217;ordine dei medici con meno di 65 anni di età.</p>
			        </section>
		</p>
<p>Comunque, per quanto un certo grado di disparità sia piuttosto frequente, l&#8217;Italia si differenzia molto a seconda delle regioni. In molti contesti infatti sono solo gli uomini a ricoprire gli incarichi di vertice, ma esistono anche rari casi in cui il numero di donne al vertice delle aziende sanitarie supera quello degli uomini.</p>
<p>        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/cosa/disparita-di-genere/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Disparità di genere.<br><strong>Leggi i nostri approfondimenti</strong></a>.</p>
        </section>
		</p>
<h3>I vertici delle aziende sanitarie e ospedaliere</h3>
<p><strong>Le aziende sanitarie (Asl) e ospedaliere (Ao) sono le strutture amministrative del sistema sanitario più prossime al cittadino</strong>, oltre ad essere le realtà che offrono nella pratica quotidiana le prestazioni.</p>
<p>        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/chi/aziende-o-enti-sanitari/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Aziende o enti sanitari.<br><strong>Leggi i nostri approfondimenti</strong></a>.</p>
        </section>
		</p>
<p>In tutti i <strong>vertici aziendali</strong> di queste strutture devono essere presenti un <strong>direttore generale</strong>, un direttore <strong>sanitario</strong> e un direttore <strong>amministrativo</strong>. In alcuni casi previsti da norme nazionali e regionali al posto del direttore generale può essere temporaneamente nominato un <strong>commissario</strong>.</p>
<p><strong>Considerate complessivamente le donne che ricoprono questo tipo di ruolo sono poco meno di 1/3 (30,66%)</strong>. Questo dato tuttavia si riduce se si considerano i ruoli in assoluto più importanti. Infatti, se per gli incarichi di direttore amministrativo si arriva al 37,5% e per quelli di direttore sanitario al 34,7%, <strong>solo il 20,3% dei ruoli da direttore generale è ricoperto da una donna.</strong></p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">1 su 5 </span>le donne a ricoprire l&#8217;incarico di direttore generale nelle aziende sanitarie locali o nelle aziende ospedaliere.</p>
			        </section>
		</p>
<p>La percentuale si riduce poi ulteriormente <strong>(18,8%) se si guarda ai commissari straordinari</strong> (ad esclusione dei <a href="https://www.openpolis.it/cala-il-numero-di-aziende-sanitarie-commissariate/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">commissari prefettizi</a>).</p>
<p>In alcuni casi strutture di questo tipo hanno nel proprio organo direttivo anche un presidente, un direttore scientifico o un direttore socio-sanitario. Non si tratta però di profili presenti in tutte le Asl e le Ao, e dunque non sono stati inclusi in questa analisi.</p>
<p><strong>Pur nel quadro di un ordinamento giuridico comune, le aziende sanitarie e ospedaliere si differenziano anche significativamente nelle diverse regioni italiane</strong>. A partire dagli anni &#8217;90 infatti (<a href="http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:1992-12-30;502" target="_blank" rel="noopener noreferrer">d.lgs. 502/1992</a>) è proprio alle regioni che sono state attribuite la maggior parte delle competenze in materia sanitaria. <strong>Il livello regionale è quindi la dimensione politico amministrativa più corretta per osservare le diverse prassi</strong> seguite dal nostro sistema sanitario.</p>
<p>        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Spettano alle regioni e alle province autonome, nel rispetto dei principi stabiliti dalle leggi nazionali, le funzioni legislative ed amministrative in materia di assistenza sanitaria ed ospedaliera.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:1992-12-30;502" target="_blank">- D.Lgs 502/1992 Art. 2 comma 1.</a>
									            </div>
        </section>
		</p>
<h3>La disparità di genere nelle regioni</h3>
<p>Se si analizzano nell&#8217;insieme i vertici aziendali (direttori generali o commissari, direttori sanitari e direttori amministrativi) <strong>il Lazio è l&#8217;unica regione in cui si registra una maggioranza di donne in posizione di vertice (57,14%)</strong>.</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">1 su 20 </span>le regioni in cui le donne ricoprono la maggioranza dei ruoli di vertice nelle aziende sanitarie e ospedaliere.</p>
			        </section>
		</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-vertici-delle-aziende-sanitarie-e-la-disparita-di-genere/">I vertici delle aziende sanitarie e la disparità di genere</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-vertici-delle-aziende-sanitarie-e-la-disparita-di-genere/">Il rapporto tra donne e uomini che ricoprono il ruolo di direttore generale (o commissario), direttore amministrativo e direttore sanitario nelle aziende ospedaliere e nelle aziende sanitarie locali</a></h3>
                                    </div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>openpolis                                                                <br>(ultimo aggiornamento: giovedì 17 Febbraio 2022)
                                        </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-180834"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                </div>

                            </div>

			</p>
<p>Al secondo posto si trova l'<strong>Emilia Romagna (40,6%)</strong> mentre altre 9 regioni si trovano in una forbice compresa tra il 29% e il 39%. In <strong>Abruzzo</strong>, <strong>Trentino-Alto Adige</strong> e <strong>Valle d'Aosta</strong> invece, al momento non risulta neanche una donna al vertice delle istituzioni sanitarie.</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">3 </span>le regioni in cui nessuna donna ricopre un ruolo di vertice nelle aziende sanitarie o ospedaliere.</p>
			        </section>
		</p>
<p>Questo dato, comunque negativo nella logica dell'equilibrio di genere, deve però essere valutato anche in rapporto al numero di aziende sanitarie presenti in ciascuna regione. <strong>In Valle d'Aosta infatti esiste un'unica azienda sanitaria regionale</strong>, mentre <strong>in Trentino-Alto Adige ne esistono</strong> <strong>2</strong>, una per ciascuna delle province autonome. Tuttavia, nel caso dell'azienda di Trento, ad oggi solo il direttore amministrativo risulta in carica in via ordinaria. Sia il direttore generale che quello sanitario infatti sono facenti funzione, in attesa delle nuove nomine, e dunque non sono stati considerati.</p>
<p><strong>Diverso invece è il caso della regione Abruzzo dove tutti e 12 i dirigenti delle 4 aziende sanitarie risultano regolarmente in carica e nessuno di questi è una donna.</strong></p>
<h3>Le donne nel ruolo di direttore generale</h3>
<p>Come abbiamo visto i ruoli da direttore generale o commissario straordinario sono quelli dove è meno frequente trovare figure femminili.</p>
<p>Da questo punto di vista <strong>sono le Marche la regione italiana con la quota maggiore di direttrici generali (66,67%)</strong>. Al secondo posto il <strong>Lazio, unica altra regione in cui questa quota supera la metà (53,85%)</strong>.</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
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                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/le-donne-nel-ruolo-di-direttrici-generali-delle-aziende-sanitarie/">Le donne nel ruolo di direttrici generali delle aziende sanitarie</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/le-donne-nel-ruolo-di-direttrici-generali-delle-aziende-sanitarie/">Le quota di donne che ricoprono il ruolo di direttore generale di un'azienda sanitaria o di un azienda ospedaliera nelle regioni italiane</a></h3>
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                                            <strong>FONTE: </strong>openpolis                                                                <br>(ultimo aggiornamento: giovedì 17 Febbraio 2022)
                                        </p>
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                            <p><label for="embed-chart-180885"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                            </div>

			</p>
<p>In altre 6 regioni (Basilicata, Sardegna, Emilia-Romagna, Toscana, Veneto e Piemonte) poi questo dato è compreso tra un 1/5 e 1/3. Ancora più bassa invece la quota di donne direttrici generali in Lombardia (17,14%), Campania (12,50%) e Sicilia (7,69%). Quanto alle altre regioni, ad oggi, nessuna donna risulta ricoprire questo incarico.</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">9 </span>le regioni italiane dove neanche una donna ricopre l'incarico di direttore generale di una azienda sanitaria o ospedaliera.</p>
			        </section>
		</p>
<p>Anche in questo caso comunque conviene analizzare il dato alla luce del numero di Asl e Ao presenti in ciascuna regione.</p>
<p>Per quanto positivo infatti,<strong> il dato delle Marche (66,67%) si riferisce a solo 3 aziende sanitarie</strong>. Per di più in queste strutture, a parte le 2 direttrici generali, tutti gli altri ruoli di vertice sono ricoperti da uomini.</p>
<p>        <section class="blockquote">
							<p>In Lazio le donne sono maggioranza in tutte e 3 le posizioni di vertice</p>
<p>
			        </section>
		</p>
<p><strong>In Lazio invece le direttrici generali sono 7 su 13 </strong>(2 aziende sanitarie hanno al vertice un commissario). Inoltre una prevalenza nel numero di donne si manifesta anche per i ruoli di direttore<strong> sanitario (8 su 13</strong>, in 2 casi non risulta in carica in via ordinaria<strong>) </strong>e direttore<strong> amministrativo (9 su 14</strong>, in un caso non risulta in carica in via ordinaria<strong>).</strong></p>
<p>Quanto ai 9 casi in cui nessuna donna ricopre questo incarico è importante sottolineare che in 2 di queste regioni (Molise e Valle d'Aosta) esiste un'unica azienda sanitaria, mentre in Trentino-Alto Adige, come abbiamo visto, solo in una delle due aziende sanitarie il direttore generale è in carica in via ordinaria. Considerando invece le regioni in cui il numero di aziende sanitarie sono di più, la completa assenza di donne con il titolo di direttore generale appare via via meno giustificabile. Come nel caso del Friuli-Venezia Giulia (3 aziende sanitarie), dell'Umbria (4 di cui 1 senza un direttore generale in carica in via ordinaria), dell'Abruzzo (4), della Liguria (5) e in particolare della Puglia (8).</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">8 </span>le aziende sanitarie e ospedaliere in Puglia. In nessuna di queste il direttore generale è una donna.</p>
			        </section>
		</p>
<p>Particolare poi è il caso della<strong> Calabria dove ancora oggi <a href="https://www.openpolis.it/cala-il-numero-di-aziende-sanitarie-commissariate/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">tutte le Asl risultano commissariate</a></strong>, e non sono quindi in carica direttori generali, che siano questi uomini o donne.</p>
<p><strong>In altre regioni, in cui pure sono in carica alcune direttrici generali, il dato appare comunque particolarmente basso in considerazione dell'alto numero di aziende sanitarie presenti sul loro territorio</strong>. Si tratta in particolare della <strong>Sicilia</strong>, con una sola direttrice generale su 13 (altre 4 Asl sono commissariate), della <strong>Campania, 2 su 16</strong>, e della <strong>Lombardia in cui sono solo 6 su 35.</strong></p>
<h3>Le donne nel ruolo di commissario</h3>
<p>Visto che talvolta al posto del direttore generale si trova un commissario è giusto verificare, anche in questo caso, quale sia la dinamica di genere.</p>
<p>Delle 5 regioni Italiane in cui al momento risultano delle aziende con al vertice un commissario solo in Emilia-Romagna e Calabria si trovano donne a ricoprire questo incarico.</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">2 su 2 </span>le donne a ricoprire l'incarico di commissario in un azienda sanitaria o ospedaliera in Emilia-Romagna.</p>
			        </section>
		</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
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                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-ruoli-da-commissario-in-aziende-sanitarie-e-ospedaliere-ricoperti-da-donne/">I ruoli da commissario in aziende sanitarie e ospedaliere ricoperti da donne</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-ruoli-da-commissario-in-aziende-sanitarie-e-ospedaliere-ricoperti-da-donne/">Il numero di aziende sanitarie con al proprio vertice un commissario e l'equilibrio di genere in queste posizioni</a></h3>
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                                            <strong>FONTE: </strong>openpolis                                                                <br>(ultimo aggiornamento: lunedì 21 Febbraio 2022)
                                        </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-180899"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-180899" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                            </div>

			</p>
<p>In Calabria in effetti sono 2 le donne con questo ruolo. Una di queste però fa parte, insieme a 2 uomini, della commissione prefettizia dell'azienda sanitaria di Catanzaro. Un caso particolare, quindi, legato al fatto che questo commissariamento ha natura diversa dagli altri, essendo stato disposto per decreto del ministro dell’interno a causa di infiltrazioni della criminalità organizzata.</p>
<h3>Un problema di trasparenza?</h3>
<p>I dati presentati sono il risultato di un'analisi basata sul monitoraggio dei siti delle Asl e delle Ao. Le informazioni dunque sono quelle presenti sui siti istituzionali. Tuttavia, in alcuni casi, i siti potrebbero non essere aggiornati oppure non sono attivi o presentano informazioni diverse in pagine diverse.</p>
<p>Una questione che in alcuni casi si manifesta in maniera particolarmente grave ma che, in misura diversa, è presente in molti siti delle aziende sanitarie. La mancanza di informazioni attendibili sui siti di organizzazioni così importanti è un problema già di per sé oltre che una violazione delle <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2013-03-14;33!vig=2020-11-30" target="_blank" rel="noopener noreferrer">norme sulla trasparenza</a>. È da auspicare tuttavia che questo, al netto dei problemi di trasparenza, non sia in realtà anche l'espressione di una carenza organizzativa. Ciò sarebbe molto più grave data l'importanza di queste strutture per la salute della collettività.</p>
<p><strong>Foto: </strong><a href="https://www.regione.lazio.it/notizie/giunta/sanita-posa-prima-pietra-nuovo-ospedale-sant-andrea" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Regione Lazio</a> (Ospedale Sant’Andrea)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/la-disparita-di-genere-nei-vertici-delle-aziende-sanitarie-locali/">La disparità di genere nei vertici delle aziende sanitarie locali</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Cala il numero di aziende sanitarie commissariate</title>
		<link>https://www.openpolis.it/cala-il-numero-di-aziende-sanitarie-commissariate/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[michele vannucchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Jul 2021 12:58:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=150635</guid>

					<description><![CDATA[<p>Rispetto a dicembre dello scorso anno il numero di aziende sanitarie o ospedaliere commissariate si è dimezzato. Una buona notizia, anche se in alcuni territori e in particolare in Calabria sono ancora molti i commissariamenti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/cala-il-numero-di-aziende-sanitarie-commissariate/">Cala il numero di aziende sanitarie commissariate</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Le aziende sanitarie (Asl) e ospedaliere (Ao) sono le strutture amministrative del sistema sanitario più prossime al cittadino,</strong> oltre ad essere le realtà che offrono nella pratica quotidiana le prestazioni. Il loro ruolo quindi è sempre fondamentale ma nel corso del primo anno di emergenza sanitaria hanno assunto un valore ancora più strategico.</p>
<h3>I sistemi sanitari regionali e la sfida della pandemia</h3>
<p><strong>L&#8217;efficacia dei territori nel rispondere alle sfide poste dalla pandemia è stata infatti strettamente collegata alla capacità delle aziende sanitarie e ospedaliere locali</strong> di affrontare l&#8217;emergenza sotto molteplici punti di vista.</p>
<p>Dalla capacità di gestire a livello amministrativo il carico di richieste nei momenti più difficili, alla disponibilità di strutture e terapie intensive, fino ai diversi modelli sanitari adottati dalle regioni.</p>
<p>        <section class="blockquote">
							<p>In Italia ogni regione struttura a suo modo il sistema sanitario.</p>
<p>
			        </section>
		</p>
<p>Come è noto infatti una regione come la Calabria, pur non avendo mai registrano numeri altissimi di contagio, è rimasta a lungo in zona rossa, a causa della scarsità di posti nelle terapie intensive.</p>
<p>Un problema ben diverso quindi da quello affrontato dalla regione Lombardia, dove i numeri delle infezioni sono stati molto alti, ma gli ospedali risultano ben attrezzati, almeno in condizioni ordinarie. In questo caso quello che in molti hanno criticato è piuttosto un modello troppo incentrato sugli ospedali che, secondo questa <a href="https://www.openpolis.it/veneto-chi-sta-gestendo-lemergenza-covid-19/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">interpretazione</a>, avrebbe trascurato la medicina territoriale.</p>
<p>In ogni regione infatti il sistema sanitario ha fragilità e punti di forza diversi. E non potrebbe essere diversamente visto che da ormai quasi 30 anni <strong>le regioni sono diventate lo snodo locale del sistema sanitario nazionale</strong>.</p>
<p>        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Spettano alle regioni e alle province autonome, nel rispetto dei principi stabiliti dalle leggi nazionali, le funzioni legislative ed amministrative in materia di assistenza sanitaria ed ospedaliera.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:1992-12-30;502" target="_blank">- D.Lgs 502/1992 Art. 2 comma 1.</a>
									            </div>
        </section>
		</p>
<p>        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Approfondisci il tema su</p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="https://www.federalismi.it/ApplOpenFilePDF.cfm?artid=27102&amp;dpath=document&amp;dfile=30072014170627.pdf&amp;content=Il&#37;2Bdiritto&#37;2Balla&#37;2Bsalute&#37;2Be&#37;2Bil&#37;2Bsistema&#37;2Bsanitario&#37;2Bnazionale&#37;2B&#37;2D&#37;2Bstato&#37;2B&#37;2D&#37;2Bdottrina&#37;2B&#37;2D&#37;2B" target="_blank" rel="noopener">Federalismi.it</a></p></div>
				            </div>
        </section>
		</p>
<p><strong>Proprio in virtù dei poteri attribuiti alle regioni</strong> le aziende sanitarie e quelle ospedaliere, tra le altre cose, possono assumere denominazioni differenti a seconda della regione, così come <strong>possono essere diverse le norme che ne disciplinano il commissariamento.</strong></p>
<p><strong>Su tutto il territorio nazionale comunque queste strutture dovrebbero essere poste sotto la guida di un direttore generale</strong>, nominato dalla regione, coadiuvato da un direttore sanitario, da un direttore amministrativo e in alcuni casi da un direttore sociosanitario. Il direttore generale è l’organo monocratico di rappresentanza legale e di governo dell’azienda, tuttavia a volte al suo posto si trova un commissario straordinario.<strong> Le ragioni di un commissariamento possono essere varie</strong>: da una gestione poco accorta da parte della direzione precedente a una semplice fase di transizione tra un direttore generale e il successore.</p>
<p>Il D.Lgs. 502/1992 infatti definisce solo <strong>alcune regole comuni</strong> per la nomina dei direttori generali e alcuni casi in cui le regioni devono provvedere alla loro sostituzione. Il <a href="http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2016-08-04;171!vig=2020-11-25" target="_blank" rel="noopener noreferrer">decreto legislativo 171/2016</a> inoltre stabilisce che i direttori generali devono essere scelti tra quelli iscritti all&#8217;interno di un elenco nazionale. Dallo stesso elenco devono essere scelti i commissari straordinari nel caso se ne presenti la necessità. Tuttavia a parte questo <strong>è lasciato alle regioni un ampio margine di autonomia.</strong></p>
<h3>Le aziende commissariate</h3>
<p><strong><a href="https://www.openpolis.it/le-aziende-sanitarie-e-ospedaliere-commissariate-in-italia/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Lo scorso dicembre</a> abbiamo visto come fossero ben 34 le aziende sanitarie o ospedaliere commissariate</strong>. Per stabilire quali fossero le ragioni di questi commissariamenti sarebbe necessario analizzarli caso per caso. Resta il fatto che si trattava di <strong>un numero piuttosto alto, in particolare per un paese alle prese con un&#8217;emergenza sanitaria</strong>. Fortunatamente, nel corso di questi mesi questo numero si è dimezzato.</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">17 </span>le aziende sanitarie e le aziende ospedaliere commissariate in Italia. La metà rispetto a dicembre 2020.</p>
			        </section>
		</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/le-regioni-con-delle-aziende-sanitarie-commissariate/">Le regioni con delle aziende sanitarie commissariate</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/le-regioni-con-delle-aziende-sanitarie-commissariate/">I vertici aziendali delle aziende sanitarie e ospedaliere nelle regioni in cui sono presenti dei commissari straordinari.</a></h3>
                                    </div>
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                             aria-labelledby="chart_150711_tab3"><p>Il direttore generale è l’organo monocratico di rappresentanza legale e di governo sia delle aziende sanitarie locali che delle aziende ospedaliere. Talvolta tuttavia il direttore generale può essere rimosso prima del tempo oppure può dimettersi per ragioni proprie. In questi casi norme nazionali o regionali stabiliscono la possibilità che al suo posto la regione nomini, in via temporanea, un commissario straordinario. In alternativa, in situazioni specifiche, le regioni possono decidere di nominare il direttore amministrativo o il direttore straordinario quale direttore generale facente funzioni (FF) per il tempo strettamente necessario.</p>
<p>Infine, come nel caso di un&#8217;azienda calabrese, strutture di questo tipo possono essere commissariate per decreto del ministro dell’interno a causa di infiltrazioni della criminalità organizzata.</p>
</div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>openpolis                                                                <br>(ultimo aggiornamento: martedì 13 Luglio 2021)
                                        </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-150711"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-150711" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			</p>
<p><strong>In circa 8 mesi dunque sono stati molti i cambiamenti.</strong> Delle 17 aziende al cui vertice siede attualmente un commissario straordinario, 16 erano già commissariate a inizio dicembre 2020. Tra queste,<strong> la metà sono le aziende calabresi</strong> e le rimanenti si dividono tra <strong>Sicilia (3), Sardegna (2) ed Emilia-Romagna (2)</strong>. In <strong>Basilicata</strong> infine si trova l'unica azienda che è stata commissariata nel corso di questi mesi.</p>
<p>        <section class="blockquote">
							<p>In Umbria e Valle d'Aosta a dicembre tutte le aziende sanitarie erano commissariate, oggi nessuna.</p>
<p>
			        </section>
		</p>
<p><strong>Tra le aziende in cui è cessata la fase di commissariamento invece sono varie le situazioni da sottolineare.</strong> In <strong>Umbria</strong> ad esempio alla fine dello scorso anno tutte e 4 le aziende sanitarie o ospedaliere della regione erano commissariate. Una decisione, quella del commissariamento, maturata a luglio 2020 per fornire alla giunta il tempo di riorganizzare la sanità regionale. Ad oggi a tutti e 4 i commissari è stato rinnovato l'incarico al vertice delle rispettive strutture, ma in questo caso nella veste ordinaria di direttori generali.</p>
<p>Anche in <strong>Valle d'Aosta</strong>, dove l'unica azienda ospedaliera risultava commissariata da 3 anni, il commissario Angelo Pescarmona è stato nominato direttore generale. Il suo incarico tuttavia è durato solo pochi mesi. A inizio giugno infatti Pescarmona ha accettato l'incarico di direttore generale dell'Asl 5 di Torino. La regione dunque dovrà provvedere nei prossimi mesi a trovare un sostituto.</p>
<p>Oltre all'Umbria e la Valle d'Aosta poi <strong>in altre 4 regioni sono venuti meno tutti i commissariamenti</strong>. Si tratta del <strong>Piemonte</strong>, che a dicembre aveva ben <strong>6 aziende sanitarie</strong> commissariate, e di <strong>Lazio, Liguria e Veneto (2 aziende ciascuna)</strong>.</p>
<h3>Nuovi commissari in Calabria</h3>
<p><strong>Quanto alle 9 aziende sanitarie o ospedaliere calabresi, queste risultano ancora tutte commissariate</strong>. Certo bisogna precisare che non si tratta di una decisione nuova o inattesa. Si trattava invece di <strong><a href="https://www.openpolis.it/il-puzzle-della-sanita-calabrese/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">un passaggio già previsto</a> dal decreto Calabria</strong> (<a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2020-11-10;150!vig=2020-11-11" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Dl 150/2020</a>)<strong>, con cui a novembre 2020 è stato prorogato il commissariamento della sanità calabrese.</strong></p>
<p>Il decreto infatti prevedeva in primo luogo di nominare un nuovo commissario regionale. Un incarico per cui, dopo alcune incertezze, è stato scelto Guido Longo. In secondo luogo <strong>la norma prevedeva che il nuovo commissario ad acta della regione rinominasse tutti i commissari delle aziende sanitarie o ospedaliere</strong>, verificandone poi l'operato ogni 3 mesi.</p>
<p>        <section class="blockquote">
							<p>In Calabria tutte le aziende sanitarie sono commissariate, ma non tutte per la stessa ragione.</p>
<p>
			        </section>
		</p>
<p><strong>Ma in Calabria le Asl non sono commissariate solo per questa ragione.</strong> Lo scorso dicembre infatti sia l'azienda sanitaria provinciale (Asp) di Catanzaro che quella di Reggio Calabria erano commissariate per <strong>infiltrazioni della criminalità organizzata</strong>. In questo caso <strong>la nomina è di competenza del ministero dell'interno</strong> e segue l’iter previsto per i commissariamenti per infiltrazioni mafiose.</p>
<p>        <section class="glossary">
            <div>
                <mark>
																		La procedura di scioglimento per infiltrazioni criminali prevista per gli enti locali si applica anche alle aziende sanitarie ed ospedaliere, oggetto di particolare interesse da parte delle organizzazioni mafiose.</br>
											                </mark>
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/come-funzionano-i-commissariamenti-per-infiltrazioni-mafiose/">
                "Come funzionano i commissariamenti per infiltrazioni mafiose"</a></span>

            </div>
        </section>
		</p>
<p><strong>Fortunatamente a gennaio, almeno per l'Asp di Reggio questo tipo di commissariamento si è concluso</strong> e il commissario ad acta della regione ha nominato un nuovo commissario straordinario. Con decreto del presidente della repubblica <strong>invece il commissariamento per infiltrazione dell'<a href="https://www.quirinale.it/elementi/55535" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Asp di Catanzaro</a> è stato confermato per altri 6 mesi. </strong>A questo punto quindi anche a Catanzaro dovrebbe essere concluso il periodo di commissariamento per infiltrazione della criminalità organizzata. Eppure il <a href="https://www.asp.cz.it/doc/amministrazione-trasparente//personale/incarichi-amministrativi-di-vertice/commissione-prefettizia.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">sito ufficiale</a> indica ancora la commissione prefettizia al vertice della struttura. Un elemento confermato anche dal fatto che la commissione ha proseguito a firmare <a href="http://online-aspcz.sisr.regione.calabria.it/albopretorio/albopretorio/Main.do;jsessionid=0D8FFC7C7E49F1C0A8508F71E9551402.psisr-lx-ap52-doc?id=5013506&amp;NUMERO_AL=&amp;Search=Cerca&amp;s_SP=&amp;s_TP=DELIBERA&amp;NUMERO_DAL=&amp;s_REGISTRO=&amp;DATA_DAL=&amp;DATA_AL=&amp;s_TESTO=&amp;MVPG=AmvAlboDettaglio" target="_blank" rel="noopener noreferrer">delibere</a> almeno fino al 15 luglio.</p>
<p>        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/cosa/comuni-commissariati/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Leggi i nostri approfondimenti sui<br><strong>comuni commissariati</strong></a>.</p>
        </section>
		</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-calabria-le-aziende-sanitarie-sono-ancora-tutte-commissariate/">In Calabria le aziende sanitarie sono ancora tutte commissariate</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-calabria-le-aziende-sanitarie-sono-ancora-tutte-commissariate/">I veritici amministrativi delle aziende sanitarie provinciali e delle aziende ospedaliere in Calabria</a></h3>
                                    </div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>openpolis                                                                <br>(ultimo aggiornamento: martedì 13 Luglio 2021)
                                        </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-150727"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			</p>
<p><strong>Oltre a queste due realtà comunque sono cambiati anche molti altri vertici delle aziende sanitarie</strong> o opedaliere commissariate per ragioni non legate alla criminalità organizzata.</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">7 su 9 </span>le aziende sanitarie o ospedaliere della regione Calabria che hanno visto cambiare il proprio vertice nel 2021.</p>
			        </section>
		</p>
<p><strong>Solo 2 commissari di queste 7 aziende sono infatti stati confermati</strong>. Lo stesso Zuccatelli, che per un periodo sembrava dover diventare il nuovo commissario regionale, ha lasciato i tre incarichi di commissario che ricopriva contemporaneamente presso l'Asp Cosenza e le aziende ospedaliere Mater Domini e Ciaccio.</p>
<h3>Un problema di trasparenza?</h3>
<p><strong>I dati presentati sono il risultato di un'analisi basata sul monitoraggio dei siti delle Asl e delle Ao</strong>. Le informazioni dunque sono quelle presenti sui siti istituzionali. Tuttavia, <strong>in alcuni casi, i siti non risultano aggiornati oppure presentano informazioni diverse in pagine diverse.</strong></p>
<p>Una questione che in alcuni casi si manifesta in maniera particolarmente grave ma che, in misura diversa, è presente in molti siti delle aziende sanitarie. La mancanza di informazioni attendibili sui siti di organizzazioni così importanti oltre ad essere un problema già di per sé è anche una violazione delle <a href="http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2013-03-14;33!vig=2020-11-30" target="_blank" rel="noopener noreferrer">norme sulla trasparenza</a>.</p>
<p>Foto Credit: <a href="https://portale.regione.calabria.it/website/portalmedia/2021-02/longo-spirli.jpeg" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Regione Calabria</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/cala-il-numero-di-aziende-sanitarie-commissariate/">Cala il numero di aziende sanitarie commissariate</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le aziende sanitarie e ospedaliere commissariate in Italia</title>
		<link>https://www.openpolis.it/le-aziende-sanitarie-e-ospedaliere-commissariate-in-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[michele vannucchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Dec 2020 09:15:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=112043</guid>

					<description><![CDATA[<p>Le aziende ospedaliere e sanitarie sono le strutture con cui i cittadini si rapportano per ricevere prestazioni sanitarie. Un loro funzionamento ordinato è quindi molto importante. Talvolta però a capo di queste organizzazioni siede un vertice non ordinario.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/le-aziende-sanitarie-e-ospedaliere-commissariate-in-italia/">Le aziende sanitarie e ospedaliere commissariate in Italia</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Le aziende sanitarie (Asl) e ospedaliere (Ao) sono le strutture amministrative del sistema sanitario più prossime al cittadino</strong> oltre ad essere le realtà che offrono nella pratica quotidiana le prestazioni. Il loro ruolo quindi è sempre fondamentale ma è chiaro che nel corso di una crisi sanitaria diventa ancora più importante che siano poste in condizione di funzionare al meglio.</p>
<p>        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell&#8217;individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.senato.it/1025?sezione=121&articolo_numero_articolo=32" target="_blank">- Art. 32 della Costituzione</a>
									            </div>
        </section>
		</p>
<p><strong>Queste strutture dovrebbero essere poste sotto la guida di un direttore generale, nominato dalla regione</strong>, coadiuvato da un direttore sanitario, da un direttore amministrativo e in alcuni casi da un direttore sociosanitario. Il direttore generale è l’organo monocratico di rappresentanza legale e di governo dell’azienda, <strong>tuttavia a volte al suo posto si trova un commissario straordinario</strong>. Le ragioni di un commissariamento possono essere varie: da una gestione poco accorta da parte della direzione precedente a una semplice fase di transizione tra un direttore generale e il successore.</p>
<h3>Una materia di competenza regionale</h3>
<p>Il <a href="http://www.salute.gov.it/portale/ministro/p4_5_2_4_2.jsp?lingua=italiano&amp;menu=uffCentrali&amp;label=uffCentrali&amp;id=574" target="_blank" rel="noopener noreferrer">sistema sanitario nazionale</a> è stato istituito con la legge 833/1978. Negli anni novanta poi il <a href="http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:1992-12-30;502" target="_blank" rel="noopener noreferrer">decreto legislativo 502/1992</a> ha provveduto a riordinare la materia trasformando le unità sanitarie locali (Usl) in aziende sanitarie (Asl) e valorizzando <strong>il ruolo delle regioni quale snodo locale del sistema sanitario nazionale</strong>. Questa norma è ancora oggi il quadro di riferimento generale che disciplina la materia sanitaria a livello nazionale.</p>
<p>        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Spettano alle regioni e alle province autonome, nel rispetto dei principi stabiliti dalle leggi nazionali, le funzioni legislative ed amministrative in materia di assistenza sanitaria ed ospedaliera.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:1992-12-30;502" target="_blank">- D.Lgs 502/1992 Art. 2 comma 1.</a>
									            </div>
        </section>
		</p>
<p>        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Approfondisci il tema su</p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="https://www.federalismi.it/ApplOpenFilePDF.cfm?artid=27102&amp;dpath=document&amp;dfile=30072014170627.pdf&amp;content=Il&#37;2Bdiritto&#37;2Balla&#37;2Bsalute&#37;2Be&#37;2Bil&#37;2Bsistema&#37;2Bsanitario&#37;2Bnazionale&#37;2B&#37;2D&#37;2Bstato&#37;2B&#37;2D&#37;2Bdottrina&#37;2B&#37;2D&#37;2B" target="_blank" rel="noopener">Federalismi.it</a></p></div>
				            </div>
        </section>
		</p>
<p>Proprio in virtù dei poteri attribuiti alle regioni le aziende sanitarie e quelle ospedaliere, tra le altre cose, possono assumere denominazioni differenti a seconda della regione, così come possono essere diverse le norme che ne disciplinano il commissariamento.</p>
<p>Il D.Lgs. 502/1992 infatti stabilisce solo alcune regole comuni per la nomina dei direttori generali, e alcuni casi in cui le regioni devono provvedere alla loro sostituzione. Il <a href="http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2016-08-04;171!vig=2020-11-25" target="_blank" rel="noopener noreferrer">decreto legislativo 171/2016</a> inoltre stabilisce che i direttori generali devono essere scelti tra quelli iscritti all&#8217;interno di un elenco nazionale. Dallo stesso elenco devono essere scelti i commissari straordinari nel caso se ne presenti la necessità. Tuttavia a parte questo è lasciato alle regioni un ampio margine di autonomia.</p>
<h3>Le aziende commissariate</h3>
<p>Ad oggi sono 32 le aziende ospedaliere o sanitarie che al proprio vertice hanno un commissario straordinario. A queste bisogna poi aggiungere due realtà calabresi: l&#8217;azienda sanitaria provinciale di Crotone e l&#8217;azienda ospedaliera Mater domini. Qui infatti è in carica un direttore generale facente funzioni ma solo perché il commissario si è dimesso e non è ancora stato nominato il suo successore. Infatti stando al <a href="http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2020-11-10;150!vig=2020-11-11" target="_blank" rel="noopener noreferrer">nuovo decreto Calabria</a> il nuovo commissario ad acta della regione, Guido Longo, dovrà procedere alla nomina di commissari per tutte le Asl e le Ao della regione, ad esclusione delle due commissariate per infiltrazione della criminalità organizzata.</p>
<p>        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/il-puzzle-della-sanita-calabrese/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Leggi<br><strong>Il puzzle della sanità calabrese</strong></a>.</p>
        </section>
		</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">34 </span>le aziende sanitarie e le aziende ospedaliere commissariate in Italia.</p>
			        </section>
		</p>
<p><strong>A parte la Calabria in altre due regioni tutte le aziende sanitarie risultano commissariate: la Valle d&#8217;Aosta e l&#8217;Umbria</strong>. La Valle d&#8217;Aosta tuttavia è un caso particolare visto che in questa regione esiste una sola azienda sanitaria. In Umbria invece sono commissariate sia le 2 aziende sanitarie che le 2 aziende ospedaliere. I nuovi commissari sono entrati in carica a luglio e dovrebbero mantenere l&#8217;incarico fino alla fine dell&#8217;anno con lo scopo di dare il tempo alla regione di <a href="https://corrieredellumbria.corr.it/news/umbria/23553250/umbria-sanita-regione-perugia-terni-commissari.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">riorganizzare la sanità umbra</a>. Ai commissari sono state date anche competenze specifiche per affrontare questa fase di transizione, al termine della quale le strutture sanitarie dovrebbero tornare ad essere gestite in termini ordinari.</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/le-aziende-sanitarie-e-ospedaliere-con-un-commissario-straordinario/">Le aziende sanitarie e ospedaliere con un commissario straordinario</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/le-aziende-sanitarie-e-ospedaliere-con-un-commissario-straordinario/">I vertici aziendali delle aziende sanitarie e ospedaliere nelle regioni in cui sono presenti dei commissari straordinari.</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1">
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/le-aziende-sanitarie-e-ospedaliere-con-un-commissario-straordinario/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="924" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-tablepress"><amp-img width="1010" height="924" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2020/12/le-aziende-sanitarie-e-ospedaliere-con-un-commissario-straordinario.png" placeholder ></amp-img><div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div></amp-iframe>                        <div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/le-aziende-sanitarie-e-ospedaliere-con-un-commissario-straordinario/">Le aziende sanitarie e ospedaliere con un commissario straordinario - I vertici aziendali delle aziende sanitarie e ospedaliere nelle regioni in cui sono presenti dei commissari straordinari.</a></div>
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			        			                                <div id="chart_112076_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_112076_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_112076_tab3"><p>Il direttore generale è l’organo monocratico di rappresentanza legale e di governo sia delle aziende sanitarie locali che delle aziende ospedaliere. Talvolta tuttavia il direttore generale può essere rimosso prima del tempo oppure può dimettersi per ragioni proprie. In questi casi norme nazionali o regionali stabiliscono la possibilità che al suo posto la regione nomini, in via temporanea, un commissario straordinario. In alternativa, in situazioni specifiche, le regioni possono decidere di nominare il direttore amministrativo o il direttore straordinario quale direttore generale facente funzioni (FF) per il tempo strettamente necessario.</p>
<p>Infine, come nel caso di <a href="https://www.openpolis.it/il-puzzle-della-sanita-calabrese/" target="_blank" rel="noopener">due aziende calabresi</a>, strutture di questo tipo possono essere commissariate per decreto del ministro dell&#8217;interno a causa di infiltrazioni della criminalità organizzata.</p>
</div>
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                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>Openpolis                                                                <br>(ultimo aggiornamento: venerdì 27 Novembre 2020)
                                        </p>
                </div>
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						                                                <div title="Scarica dati CSV" class="opmag-chart-action-data-btn" data-param-filename="le-aziende-sanitarie-e-ospedaliere-con-un-commissario-straordinario"></div>
						                        
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                            <p><label for="embed-chart-112076"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-112076" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			</p>
<h3>I cambi al vertice nel corso dell'emergenza sanitaria</h3>
<p><strong>A inizio marzo 2020, quando l'emergenza sanitaria era appena agli inizi, erano 30 le aziende commissariate, contro le 34 attuali</strong>. Un aumento che si spiega con alcuni nuovi commissariamenti che hanno avuto luogo in Basilicata, Lazio, Piemonte e Sicilia, nonostante il numero di strutture commissariate sia invece calato in Campania ed Emilia-Romagna.</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">+4 </span>le aziende ospedaliere e sanitarie commissariate rispetto a marzo 2020.</p>
			        </section>
		</p>
<p><strong>Più in generale però sono stati molti di più i cambi al vertice avvenuti proprio nei mesi in cui era in corso l'emergenza da Covid-19</strong>. Un fatto che in alcuni casi può essere spiegato con la naturale scadenza del contratto del direttore generale in carica. In altri casi invece si tratta di situazioni particolari da analizzare singolarmente. Nel complesso tuttavia <strong>si rileva come in circa il 15% delle Ao e delle Asl siano cambiati i vertici in carica proprio nel corso di una fase così delicata</strong>.</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">26 </span>le aziende sanitarie o ospedaliere in cui, da marzo 2020 ad oggi, è cambiata almeno una volta la persona che ricopriva l'incarico di direttore generale o di commissario straordinario.</p>
			        </section>
		</p>
<p>Da segnalare tuttavia che ben 8 dei cambi al vertice riguardano l'Emilia-Romagna dove i vertici delle strutture andavano in scadenza poche settimane dopo le ultime elezioni regionali.</p>
<h3>Un problema di trasparenza?</h3>
<p><strong>I dati presentati sono il risultato di un'analisi basata sul monitoraggio dei siti delle Asl e delle Ao</strong>. Le informazioni dunque sono quelle presenti sui siti istituzionali. Tuttavia, <strong>in alcuni casi, i siti non risultano aggiornati oppure presentano informazioni diverse in pagine diverse.</strong></p>
<p>Una questione che in alcuni casi si manifesta in maniera particolarmente grave ma che, in misura diversa, è presente in molti siti delle aziende sanitarie. La mancanza di informazioni attendibili sui siti di organizzazioni così importanti  è un problema già di per sé oltre che una violazione delle <a href="http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2013-03-14;33!vig=2020-11-30" target="_blank" rel="noopener noreferrer">norme sulla trasparenza</a>. <strong>È da auspicare tuttavia che questo, al netto dei problemi di trasparenza, non sia in realtà anche l'espressione di una carenza organizzativa. Ciò sarebbe molto più grave data l'importanza di queste strutture per la salute della collettività.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Foto Credit: <a href="http://www.ospedalerc.it/gallerie/medicina-e-chirurgia-d-accettazione-e-d-urgenza/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Grande ospedale metropolitano Bianchi Melacrino Morelli</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/le-aziende-sanitarie-e-ospedaliere-commissariate-in-italia/">Le aziende sanitarie e ospedaliere commissariate in Italia</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il cortocircuito stato-regioni sulla riorganizzazione del sistema sanitario</title>
		<link>https://www.openpolis.it/il-cortocircuito-stato-regioni-sulla-riorganizzazione-del-sistema-sanitario/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Oct 2020 08:47:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=106294</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il dibattito sulle terapie intensive è segnato dalle accuse reciproche tra enti sulle rispettive responsabilità. Proviamo a fare il punto sulle competenze previste dalle norme e sullo stato di attuazione dei piani per aumentare i posti letto. </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/il-cortocircuito-stato-regioni-sulla-riorganizzazione-del-sistema-sanitario/">Il cortocircuito stato-regioni sulla riorganizzazione del sistema sanitario</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;aumento dei contagi e dei ricoveri ha fatto tornare alta l&#8217;attenzione sulle terapie intensive, e sul loro potenziamento in vista della seconda ondata.</p>
<p>Il conflitto, come su altri temi nel corso di questa crisi, vede contrapposto il governo centrale e le autonomie locali. Negli ultimi giorni si sono rincorse <strong>accuse incrociate tra stato e regioni rispetto alle responsabilità sulle terapie intensive</strong>. Alcune dichiarazioni del commissario all&#8217;emergenza Domenico Arcuri hanno messo in dubbio l&#8217;impegno delle regioni su questo fronte:</p>
<p>        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Pre-crisi, avevamo 5.179 posti letto in terapia intensiva. Abbiamo distribuito 3.109 ventilatori e oggi dovremmo avere 8.288 posti attrezzati. Invece ne abbiamo 6.628: ne mancano 1.600.  Giorni fa ho chiesto alle regioni dove sono quei ventilatori e quando attrezzeranno quei posti letto</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2020/10/Intervista-Arcuri-Corriere-della-sera-del-21-ottobre.pdf" target="_blank">- Domenico Arcuri al Corriere della sera del 21 ottobre 2020</a>
									            </div>
        </section>
		</p>
<p>Sullo stesso tema è intervenuto anche il ministro degli affari regionali Francesco Boccia, rincarando la dose.</p>
<p>        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>In questi mesi sono stati distribuiti ventilatori polmonari ovunque, così come confermato da Arcuri: il problema è dove sono finiti i ventilatori, attendiamo risposte in tempo reale dalle regioni</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.huffingtonpost.it/entry/arcuri-e-boccia-attaccano-le-regioni-non-hanno-attivato-le-terapie-intensive-ora-date-risposte_it_5f899e50c5b66ee9a5ef452d" target="_blank">- Francesco Boccia, dichiarazione riportata da Huffington Post, 16 ottobre 2020</a>
									            </div>
        </section>
		</p>
<p>In un momento così delicato, <strong>la possibilità di un conflitto tra enti certamente non rassicura sulla gestione di una nuova recrudescenza</strong>, e non va nella direzione auspicata solo pochi giorni fa dal presidente della Repubblica.</p>
<p>        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Occorrono cure, terapie, organizzazione sanitaria efficace, efficiente, ma occorre anche la responsabilità collettiva (&#8230;) soltanto il coro sintonico delle nostre istituzioni e della loro attività può condurci a superare queste difficoltà.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.youtube.com/watch?v=lCt7Xhfs3uw" target="_blank">- Sergio Mattarella,  cerimonia di consegna delle onorificenze di Cavaliere, 20 ottobre 2020</a>
									            </div>
        </section>
		</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/lCt7Xhfs3uw" width="782" height="440" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>Come spesso succede, quando <strong>istituzioni ed enti si rimpallano a vicenda le responsabilità</strong> è sempre difficile capire non solo <strong>a chi attribuire le diverse competenze</strong>, ma persino comprendere gli stessi termini della questione.</p>
<p>Del resto il <strong>tema viene posto nel dibattito pubblico in termini di &#8220;scomparsa dei ventilatori&#8221;</strong>, alimentando dubbi e confusione,<strong> mentre la questione è più complessa</strong>. Il governo a maggio, con il decreto legge 34/2020, ha deciso quasi un raddoppio dei posti di terapia intensiva. Con piani la cui predisposizione è rimessa alle regioni e all&#8217;approvazione del ministero della salute. Le risorse per il potenziamento dei posti sono gestite dal commissario straordinario, che può delegare i presidenti di regione.</p>
<p>Come si vede un <strong>quadro di competenze molto articolato, che esclude ricostruzioni semplicistiche</strong>. In un momento come quello che stiamo vivendo, è essenziale che i tanti attori coinvolti collaborino insieme, secondo le rispettive responsabilità.</p>
<p>Proviamo a fare chiarezza su questi aspetti attraverso i dati disponibili e ricostruendo i vari passaggi normativi.</p>
<h3>I materiali consegnati in questi mesi</h3>
<p>Il primo riferimento per verificare le forniture di materiali alle regioni è la <a href="https://app.powerbi.com/view?r=eyJrIjoiNTE2NWM3ZjktZGFlNi00MzYxLWJlMzEtYThmOWEzYjA1MGNhIiwidCI6ImFmZDBhNzVjLTg2NzEtNGNjZS05MDYxLTJjYTBkOTJlNDIyZiIsImMiOjh9" target="_blank" rel="noopener noreferrer">piattaforma di analisi distribuzione aiuti</a> della struttura commissariale.</p>
<p>Da questa risulta che tra l&#8217;inizio della crisi e il 9 ottobre scorso sono stati distribuiti<strong> 3.109 ventilatori per la terapia intensiva e 1.429 per la terapia sub-intensiva</strong>, in linea con quanto dichiarato dal commissario straordinario.</p>
<p>Osservando l&#8217;andamento nel tempo, emerge anche come <strong>l&#8217;approvvigionamento di oltre il 90% dei ventilatori polmonari finora consegnati si concentri nei primi 2 mesi dell&#8217;emergenza</strong>.</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-distribuzione-dei-ventilatori-alle-regioni-per-la-terapia-intensiva/">La distribuzione dei ventilatori alle regioni per la terapia intensiva</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-distribuzione-dei-ventilatori-alle-regioni-per-la-terapia-intensiva/">Numero di ventilatori distribuiti (per mese) tra marzo e ottobre 2020</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0">
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/la-distribuzione-dei-ventilatori-alle-regioni-per-la-terapia-intensiva/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="396" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-tablepress"><amp-img width="1010" height="396" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2020/10/la-distribuzione-dei-ventilatori-alle-regioni-per-la-terapia-intensiva.png" placeholder ></amp-img><div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div></amp-iframe>                        <div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-distribuzione-dei-ventilatori-alle-regioni-per-la-terapia-intensiva/">La distribuzione dei ventilatori alle regioni per la terapia intensiva - Numero di ventilatori distribuiti (per mese) tra marzo e ottobre 2020</a></div>
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                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis su dati <a href="https://app.powerbi.com/view?r=eyJrIjoiNTE2NWM3ZjktZGFlNi00MzYxLWJlMzEtYThmOWEzYjA1MGNhIiwidCI6ImFmZDBhNzVjLTg2NzEtNGNjZS05MDYxLTJjYTBkOTJlNDIyZiIsImMiOjh9" target="_blank" rel="noopener">piattaforma Ada</a>                                                                <br>(ultimo aggiornamento: venerdì 9 Ottobre 2020)
                                        </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2020/10/la-distribuzione-dei-ventilatori-alle-regioni-per-la-terapia-intensiva.png" target="_blank" download></a>
						                                                <div title="Scarica dati CSV" class="opmag-chart-action-data-btn" data-param-filename="la-distribuzione-dei-ventilatori-alle-regioni-per-la-terapia-intensiva"></div>
						                        
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                            <p><label for="embed-chart-106405"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-106405" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			</p>
<p>        <section class="blockquote">
							<p>La questione è più ampia delle singole forniture di materiali.</p>
<p>
			        </section>
		</p>
<p>Ma <strong>questi dati, presi da soli, non ci aiutano a ricostruire il potenziamento della terapia intensiva</strong> (e in generale del sistema sanitario) a livello regionale e nazionale. Per diverse ragioni, a partire dal fatto che i posti letto per essere operativi<strong> non hanno bisogno solo dei macchinari, ma anche di personale sanitario</strong>. Un aspetto particolarmente sensibile se - come emerso in un recente report dell'<a href="https://altems.unicatt.it/altems-master-e-corsi-master?gclid=Cj0KCQjw28T8BRDbARIsAEOMBczGOr1_i6QjMJikH_ltaWa3FmPZkaJoUuSVL1L1nEAzYdS0fCurkqoaAuqwEALw_wcB" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Alta scuola di economia e management dei sistemi sanitari</a> - l'<a href="https://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/articolo.php?articolo_id=88923" target="_blank" rel="noopener noreferrer">incremento del numero di posti letto in terapia intensiva e quello degli anestesisti non sono andati di pari passo</a>.</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">1,6 </span>anestesisti e rianimatori per posto letto in terapia intensiva ad oggi. Prima dell'emergenza sanitaria (e dell'aumento dei posti letto deciso a maggio) erano 2,5.</p>
			        </section>
		</p>
<p><strong>Il tema va inquadrato all'interno della riorganizzazione della rete ospedaliera </strong>decisa a seguito dell'emergenza Covid. Una programmazione che si è delineata attraverso una serie di atti, anche di soggetti diversi, dato che la materia incrociava tante competenze differenti: quelle delle regioni, del governo (in particolare del ministero della salute) e della struttura commissariale.</p>
<h3>Come funzionano i piani di riordino del sistema sanitario</h3>
<p>Dopo i primi interventi immediati di risposta all'emergenza, con il <a href="https://www.normattiva.it/atto/caricaDettaglioAtto?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2020-03-17&amp;atto.codiceRedazionale=20G00034&amp;atto.articolo.numero=0&amp;qId=&amp;tabID=0.9919656481037014&amp;title=lbl.dettaglioAtto" target="_blank" rel="noopener noreferrer">decreto cura Italia</a> (Dl 18/2020) viene deciso un aumento del finanziamento statale del fabbisogno sanitario, pari a <strong>1,4 miliardi di euro per il 2020</strong>. Queste risorse serviranno per una serie di interventi, stabiliti dalla stessa legge.</p>
<p>
<table id="tablepress-2062" class="tablepress tablepress-id-2062">
<thead>
<tr class="row-1">
	<th class="column-1">Intervento da finanziare</th><th class="column-2">Riferimento normativo nel Decreto Cura Italia </th>
</tr>
</thead>
<tbody class="row-striping row-hover">
<tr class="row-2">
	<td class="column-1">Remunerazione per dipendenti SSN nell'emergenza</td><td class="column-2">art. 1 c. 1 e 3</td>
</tr>
<tr class="row-3">
	<td class="column-1">Reclutamento personale per terapia intensiva</td><td class="column-2">art. 2-bis, comma 1, let. a</td>
</tr>
<tr class="row-4">
	<td class="column-1">Incarichi ad autonomi per terapia intensiva</td><td class="column-2">art. 2-bis, comma 5</td>
</tr>
<tr class="row-5">
	<td class="column-1">Incarichi a tempo determinato per assistenza sanitaria</td><td class="column-2">art. 2-ter</td>
</tr>
<tr class="row-6">
	<td class="column-1">Incremento monte ore assistenza specialistica ambulatoriale</td><td class="column-2">art. 2-sexies</td>
</tr>
<tr class="row-7">
	<td class="column-1">Potenziamento delle reti di assistenza territoriale</td><td class="column-2">art. 3, c. 1, 2 e 3</td>
</tr>
<tr class="row-8">
	<td class="column-1">Unità speciali di continuità assistenziale</td><td class="column-2">art. 4-bis</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</p>
<p>Il cura Italia stabilisce anche che i fondi dovranno essere ripartiti tra le<strong> regioni e le province autonome, tenute a loro volta a redigere un programma operativo per la gestione dell'emergenza</strong> Covid-19. Ciascun programma operativo regionale dovrà poi essere <strong>approvato dal ministero della salute, di concerto con quello dell'economia</strong>, chiamati anche a monitorare sulla sua attuazione.</p>
<p>Sempre con questo decreto, varato il 17 marzo, <strong>viene istituito il commissario straordinario per l'emergenza </strong>(poi nominato nella persona di Domenico Arcuri con <a href="http://presidenza.governo.it/AmministrazioneTrasparente/Organizzazione/CommissariStraordinari/CS_Arcuri/Arcuri%20covid-19.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">decreto del presidente del consiglio</a> del 18 marzo 2020). A questa figura è attribuito un<strong> ruolo centrale</strong> non solo nell'acquisto dei dispositivi di protezione, ma anche nel potenziamento delle strutture sanitarie, che dovrà seguire<strong> in coordinamento con le prerogative già attribuite alle regioni</strong>.</p>
<p>        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Il Commissario, raccordandosi con le regioni, le province autonome e le aziende sanitarie e fermo restando quanto previsto dagli articoli 3 e 4 del presente decreto, provvede, inoltre al potenziamento della capienza delle strutture ospedaliere, anche mediante l'allocazione delle dotazioni infrastrutturali, con particolare riferimento ai reparti di terapia intensiva e sub-intensiva.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.normattiva.it/atto/caricaDettaglioAtto?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2020-03-17&atto.codiceRedazionale=20G00034&tipoDettaglio=multivigenza&qId=&tabID=0.9919656481037014&title=Atto%20multivigente&bloccoAggiornamentoBreadCrumb=true" target="_blank">- Decreto legge 18/2020, art. 122</a>
									            </div>
        </section>
		</p>
<p>Nel quadro delineato dal Cura Italia, è il <a href="https://www.normattiva.it/atto/caricaDettaglioAtto?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2020-05-19&amp;atto.codiceRedazionale=20G00052&amp;atto.articolo.numero=0&amp;qId=&amp;tabID=0.6888511998195834&amp;title=lbl.dettaglioAtto" target="_blank" rel="noopener noreferrer">decreto rilancio</a> (dl 34/2020), approvato il 19 maggio, a stabilire come <strong>rafforzare in modo strutturale la rete ospedaliera</strong>, fissando degli obiettivi sui posti in terapia intensiva e sub-intensiva.</p>
<p>        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>(...) è resa, altresì, strutturale sul territorio nazionale la dotazione di almeno 3.500 posti letto di terapia intensiva. Per ciascuna regione e provincia autonoma, tale incremento strutturale determina una dotazione pari a 0,14 posti letto per mille abitanti.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.normattiva.it/atto/caricaDettaglioAtto?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2020-05-19&atto.codiceRedazionale=20G00052&atto.articolo.numero=0&qId=&tabID=0.6888511998195834&title=lbl.dettaglioAtto" target="_blank">- Decreto legge 34/2020, art. 2</a>
									            </div>
        </section>
		</p>
<p>A questo scopo <strong>le regioni, entro 30 giorni dall'entrata in vigore del decreto, sono state chiamate a predisporre dei piani di riorganizzazione</strong>, redatti in base alle <a href="https://www.trovanorme.salute.gov.it/norme/renderNormsanPdf?anno=2020&amp;codLeg=74348&amp;parte=1%20&amp;serie=null" target="_blank" rel="noopener noreferrer">linee guida del ministero della salute</a>. Questi piani dovevano contenere la ridefinizione del <strong>numero di posti letto</strong>, la <strong>separazione dei percorsi nei pronto soccorso</strong> per garantire la permanenza dei pazienti in sicurezza, misure sul<strong> trasporto tra ospedali</strong> e sul <strong>potenziamento del personale</strong>.</p>
<p>Una volta presentato il piano, è il ministero della salute che deve dare l'approvazione, entro altri 30 giorni, in modo che possano essere<strong> recepiti all'interno dei programmi operativi regionali</strong> previsti dal Cura Italia.</p>
<p>Vale il <strong>silenzio-assenso</strong>: se il ministero non si esprime negativamente, una volta scaduto il termine il piano è approvato.<strong> Se invece il piano della regione viene bocciato</strong>, oppure non è stato presentato, è il ministero della salute ad adottarlo entro 30 giorni - sentita la conferenza stato-regioni.</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">1,4 miliardi </span>stanziati per l'attuazione dei piani di riorganizzazione sui posti letto.</p>
			        </section>
		</p>
<p>La spesa autorizzata per il riordino della rete ospedaliera è stata ripartita tra le regioni in base all'<a href="https://www.gazzettaufficiale.it/do/atto/serie_generale/caricaPdf?cdimg=20A0410000600010110001&amp;dgu=2020-07-29&amp;art.dataPubblicazioneGazzetta=2020-07-29&amp;art.codiceRedazionale=20A04100&amp;art.num=1&amp;art.tiposerie=SG">allegato D</a> del decreto. <strong>La Lombardia è quella con l'assegnazione maggiore</strong> (225 milioni) <strong>seguita da Campania</strong> (163,8) <strong>e Sicilia</strong> (123).</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/come-sono-ripartite-tra-le-regioni-le-somme-per-il-riordino-della-rete-ospedaliera/">Come sono ripartite tra le regioni le somme per il riordino della rete ospedaliera</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/come-sono-ripartite-tra-le-regioni-le-somme-per-il-riordino-della-rete-ospedaliera/">Ripartizione dello stanziamento da 1,4 miliardi per il riordino della rete ospedaliera in relazione all'emergenza da Covid-19</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0">
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis su dati Decreto legge 34/2020                                                                <br>(ultimo aggiornamento: martedì 19 Maggio 2020)
                                        </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2020/10/come-sono-ripartite-tra-le-regioni-le-somme-per-il-riordino-della-rete-ospedaliera.png" target="_blank" download></a>
						                                                <div title="Scarica dati CSV" class="opmag-chart-action-data-btn" data-param-filename="come-sono-ripartite-tra-le-regioni-le-somme-per-il-riordino-della-rete-ospedaliera"></div>
						                        
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                        <div>
                            <p><label for="embed-chart-106466"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-106466" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;1254&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/come-sono-ripartite-tra-le-regioni-le-somme-per-il-riordino-della-rete-ospedaliera/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
                        </div>

                    </div>
                </div>

                            </div>

			</p>
<p>Ma<strong> come avviene l'attuazione di questi fondi?</strong></p>
<p><strong>Per velocizzare i tempi di realizzazione, il decreto rilancio stabilisce che queste risorse</strong> - una volta approvati i piani dal ministero della salute - <strong>siano trasferite alla contabilità speciale</strong> intestata al commissario straordinario. Il commissario, in coerenza con quanto già previsto dal Cura Italia, procede con tutti i suoi poteri</p>
<p>        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>(...) a dare attuazione ai piani, garantendo la massima tempestività e l'omogeneità territoriale, in raccordo con ciascuna regione e provincia autonoma.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.normattiva.it/atto/caricaDettaglioAtto?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2020-05-19&atto.codiceRedazionale=20G00052&atto.articolo.numero=0&qId=&tabID=0.6888511998195834&title=lbl.dettaglioAtto" target="_blank">- Decreto legge 34/2020, art. 2</a>
									            </div>
        </section>
		</p>
<p>        <section class="blockquote">
							<p>Alcune regioni hanno chiesto la delega del commissario per le opere di adeguamento o ristrutturazione degli ospedali.</p>
<p>
			        </section>
		</p>
<p>Per farlo,<strong> può anche delegare i suoi poteri ai presidenti di regione</strong>. È quello che concretamente è successo l'8 ottobre, con le regioni che hanno fatto richiesta della <strong>delega per l'attuazione delle opere previste dal piano regionale</strong>. Si tratta di <a href="https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2020/10/14/20A05523/sg" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Abruzzo</a>, <a href="https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2020/10/14/20A05531/sg" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Campania</a>, <a href="https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2020/10/14/20A05525/sg" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Emilia-Romagna</a>,  <a href="https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2020/10/14/20A05526/sg" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Liguria</a>, <a href="https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2020/10/14/20A05527/sg" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Puglia</a>, <a href="https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2020/10/14/20A05528/sg" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Sicilia</a>, <a href="https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2020/10/14/20A05530/sg" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Valle d'Aosta</a>, e delle province autonome di <a href="https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2020/10/14/20A05524/sg" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Bolzano</a> e <a href="https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2020/10/14/20A05529/sg" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Trento</a>.</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">9 </span>i presidenti di regione o provincia autonoma che agiscono come delegati del commissario straordinario nell'attuazione del piano.</p>
			        </section>
		</p>
<p>        <section class="blockquote">
							<p>Nell'esercizio della delega, i presidenti devono rispettare direttive e tempistiche stabilite dal commissario.</p>
<p>
			        </section>
		</p>
<p>In base alla delega del commissario, i presidenti di regione <strong>possono utilizzare i suoi poteri per le opere edilizie e impiantistiche necessarie per attuare il piano regionale</strong>. Si tratta di tutti gli aspetti che riguardano le ristrutturazione degli spazi negli ospedali, come la separazione dei percorsi, la ristrutturazione delle aree di pronto soccorso, di quelle mediche, ecc. <strong>I presidenti di regione devono comunque rispettare tempi e direttive stabilite dal commissario straordinario all'emergenza</strong>.</p>
<p><strong>E resta comunque ferma la competenza del commissario sulla fornitura delle attrezzature medicali, </strong>quelle finalizzate all'allestimento dei posti letto in terapia intensiva e sub-intensiva e dei veicoli attrezzati per il trasporto dei pazienti.</p>
<h3>Come sta andando l'attuazione</h3>
<p>Un <strong>quadro di competenze quindi molto complesso</strong>, che certo non facilita l'attribuzione di responsabilità chiare.</p>
<p>Dal punto di vista dell'attuazione, i dati più recenti - elaborati dall'alta scuola di economia e management dei sistemi sanitari dell'Università Cattolica - mostrano che <strong>i piani regionali adottati a seguito del decreto rilancio hanno previsto un'importante potenziamento di posti</strong>.</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/laumento-dei-posti-di-terapia-intensiva-previsto-dal-decreto-rilancio/">L&#8217;aumento dei posti di terapia intensiva previsto dal decreto rilancio</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/laumento-dei-posti-di-terapia-intensiva-previsto-dal-decreto-rilancio/">Tasso di saturazione (ai dati del 14 ottobre) dei posti letto in terapia intensiva con i posti letto pre-crisi e con quelli previsti dal Dl 34/2020</a></h3>
                                    </div>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/laumento-dei-posti-di-terapia-intensiva-previsto-dal-decreto-rilancio/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="934" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-tablepress"><amp-img width="1010" height="934" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2020/10/laumento-dei-posti-di-terapia-intensiva-previsto-dal-decreto-rilancio.png" placeholder ></amp-img><div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div></amp-iframe>                        <div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/laumento-dei-posti-di-terapia-intensiva-previsto-dal-decreto-rilancio/">L&#8217;aumento dei posti di terapia intensiva previsto dal decreto rilancio - Tasso di saturazione (ai dati del 14 ottobre) dei posti letto in terapia intensiva con i posti letto pre-crisi e con quelli previsti dal Dl 34/2020</a></div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_106611_tab3"><p>Il tasso di saturazione è un indicatore che mette in relazione il numero di ricoveri sui posti letto in terapia intensiva. Nell&#8217;elaborazione viene presentato in due scenari: il primo (in rosso) considerando il numero di posti letto in dotazione alle regioni prima dell&#8217;emergenza. Il secondo considerando il numero di posti previsti dai piani regionali di riorganizzazione della rete ospedaliera, in base al Dl 34/2020 (decreto rilancio).</p>
</div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>dati Altems                                                                <br>(ultimo aggiornamento: mercoledì 14 Ottobre 2020)
                                        </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-106611"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-106611" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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			</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Allo stesso tempo, i <strong>posti aggiuntivi effettivamente implementati per alcune regioni rischiano di mostrare delle carenze</strong> durante la seconda ondata. Un altro indicatore calcolato dall'alta scuola che andrà monitorato nel corso della crisi è infatti anche il <strong>tasso di saturazione dei posti di terapia intensiva aggiuntivi</strong>.</p>
<p>Questo indicatore calcola <strong>quanti dei posti letto effettivamente implementati tra quelli previsti dal decreto rilancio siano al momento occupati da pazienti Covid-19</strong>. Quando il tasso di saturazione supera il 100% significa che per i pazienti Covid nella regione si stanno utilizzando i posti "strutturali" e non quelli aggiuntivi.</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
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                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-abruzzo-e-stata-saturata-la-capacita-aggiuntiva-di-posti-per-lemergenza-covid/">In Abruzzo è stata saturata la capacità aggiuntiva di posti per l&#8217;emergenza Covid</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-abruzzo-e-stata-saturata-la-capacita-aggiuntiva-di-posti-per-lemergenza-covid/">Tasso di saturazione della capacità aggiuntiva di posti letto in terapia intensiva al 14 ottobre 2020		</a></h3>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>dati Altems                                                                <br>(ultimo aggiornamento: mercoledì 14 Ottobre 2020)
                                        </p>
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			</p>
<p>Se è vero che per molte regioni il tasso di saturazione dei posti aggiuntivi resta per ora sotto controllo, questo <strong>dato non va assolutamente sottovalutato</strong>. In una situazione che andrà monitorata giorno per giorno, è fondamentale che i tanti attori coinvolti nell'emergenza (governo, regioni, struttura commissariale) lavorino in coordinamento e senza polemiche per <strong>assicurare il diritto alla salute dei cittadini</strong>. Nello spirito di quanto auspicato dal presidente Mattarella.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/il-cortocircuito-stato-regioni-sulla-riorganizzazione-del-sistema-sanitario/">Il cortocircuito stato-regioni sulla riorganizzazione del sistema sanitario</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
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