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	<title>Potenza Archivi - Openpolis</title>
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	<lastBuildDate>Tue, 16 Jun 2026 16:03:36 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Il benessere studentesco nelle indagini delle classi di Cosmic School</title>
		<link>https://www.openpolis.it/il-benessere-studentesco-nelle-indagini-delle-classi-di-cosmic-school/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mattia]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 May 2026 12:35:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=308468</guid>

					<description><![CDATA[<p>Tre classi di scuole di Teramo, Pompei e L'Aquila hanno raccolto e raccontato dati rispetto al tempo libero e al benessere extra-scolastico. Sono i risultati del laboratorio di citizen science, uno degli ambiti di lavoro in Cosmic School.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/il-benessere-studentesco-nelle-indagini-delle-classi-di-cosmic-school/">Il benessere studentesco nelle indagini delle classi di Cosmic School</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>L’obiettivo dei <strong>laboratori di citizen science</strong> è indagare, attraverso i dati, una tematica di interesse pubblico. In questo senso, non c&#8217;è ambito più interessante per gli studenti e le studentesse che quello sulle attività nel <strong>tempo libero.</strong></p>



<p><strong>Il tempo libero è spesso percepito come limitato dagli impegni scolastici</strong>, dalla scarsità di strutture pubbliche per lo svago e da fattori come la sedentarietà e l’uso eccessivo di social e dispositivi. Ma invece è fondamentale per la socialità, per la crescita personale e per il benessere psico-fisico individuale.</p>



<p>Il diritto al gioco per i bambini e le bambine, e al tempo libero per gli adolescenti, è garantito persino dalla <strong>Convenzione Onu sui diritti dell&#8217;infanzia e dell&#8217;adolescenza, </strong>firmata nel 1989.</p>


        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Gli Stati parti riconoscono al fanciullo il diritto al riposo e al tempo libero, a dedicarsi al gioco e ad attività ricreative proprie della sua età e a partecipare liberamente alla vita culturale ed artistica.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.unicef.it/convenzione-diritti-infanzia/articoli/#:~:text=Gli%20Stati%20parti%20riconoscono%20al%20fanciullo%20il%20diritto%20al%20riposo%20e%20al%20tempo%20libero%2C%20a%20dedicarsi%20al%20gioco%20e%20ad%20attivit%C3%A0%20ricreative%20proprie%20della%20sua%20et%C3%A0%20e%20a%20partecipare%20liberamente%20alla%20vita%20culturale%20ed%20artistica.%C2%A0" target="_blank">&#8211; Convenzione Onu sui diritti dell&#8217;infanzia e dell&#8217;adolescenza, art. 31</a>
									            </div>
        </section>
		


<h3 class="wp-block-heading">Capire attraverso la citizen science</h3>



<p>Tre classi di Cosmic School hanno affrontato questo tema da altrettante prospettive.</p>



<p><strong>La 4ALSA dell&#8217;istituto Amedeo d’Aosta dell&#8217;Aquila</strong> ha svolto un’indagine di natura esplorativa, partendo dall’assunto che la vita sociale dei giovani è in continuo cambiamento e proponendosi quindi di “capire quali luoghi possano offrire alla nostra generazione un vero senso di benessere e libertà”.</p>


<div id="strillo-testo-block_ec817cf902c0cd3e8dc03ef1b5569114" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>Le classi che hanno lavorato al tema si trovano in scuole di L&#8217;Aquila, Teramo e Pompei.</p>
			        </section>
		</div>



<p><strong>La 4D del liceo di scienze applicate Einstein di Teramo</strong> ha invece scelto un approccio più critico, evidenziando che studio, tempo libero e dispositivi digitali creano un “equilibrio fragile”, che per funzionare dovrebbe essere dinamico. </p>



<p>Infine, <strong>la 5AS del liceo scientifico Pascal di Pompei </strong>si è chiesta se il tempo libero sia davvero trattato come un diritto oppure se non sia nient’altro che un “miraggio” per gli studenti sovraccarichi di lavoro.</p>



<p>Le tre classi hanno condotto un <strong>sondaggio tra i propri compagni di scuola per comprendere meglio il fenomeno</strong>, mentre alunni e alunne del d&#8217;Aosta hanno integrato con una mappa dei principali luoghi di aggregazione del proprio comune. </p>


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                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/cosmic-school-la-mappa-dei-luoghi-di-aggregazione-dellaquila/">Cosmic School, la mappa dei luoghi di aggregazione dell&#8217;Aquila</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/cosmic-school-la-mappa-dei-luoghi-di-aggregazione-dellaquila/">La mappatura di alcuni luoghi di aggregazione del Comune dell&#8217;Aquila secondo il lavoro della 4ALSA dell&#8217;IIS &#8220;Amedeo d&#8217;Aosta&#8221;</a></h3>
                                    </div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_308469_tab3"><p>La mappa è stata realizzata da studenti e studentesse del 4ALSA dell&#8217;IIC &#8220;Amedeo d&#8217;Aosta&#8221; dell&#8217;Aquila, nell’ambito del laboratorio di citizen science del progetto <a href="https://www.openpolis.it/cosmic-school/" target="_blank" rel="noopener">Cosmic School</a>. L&#8217;istituto è una delle 13 scuole italiane interessate dal progetto. I dati sono stati raccolti attraverso un monitoraggio delle aree sul campo e su fonti aperte sul web. È importante evidenziare che le affermazioni, i risultati delle ricerche e i dati in esse contenute vanno comunque letti in un contesto di apprendimento laboratoriale e didattico, non giornalistico in senso stretto. In altre parole, si tratta puramente di esercizi per imparare un metodo, al di là della puntuale veridicità e dall’attendibilità e dai riscontri delle tesi sostenute da chi ha redatto i contenuti.</p>
</div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione della 4ALSA dell&#8217;IIS &#8220;Amedeo d&#8217;Aosta&#8221; dell&#8217;Aquila, su dati del laboratorio di progetto Cosmic School                                                            </p>
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                            <p><label for="embed-chart-308469"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-308469" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			


<p><strong>I testi delle classi hanno colto a pieno lo spirito dell&#8217;indagine e l&#8217;importanza di mappare il benessere studentesco e il tempo libero</strong>: &#8220;In un mondo che cambia continuamente e rapidamente, la vera sfida è continuare a creare e curare questi spazi, perché sono fondamentali per il benessere e lo sviluppo personale di ogni ragazzo&#8221;, si legge in uno degli elaborati.</p>



<p>La classe dell’Einstein, che si è concentrata sul delicato equilibrio tra studio, tempo libero e tecnologie, evidenzia come le tecnologie possano essere d’aiuto ai ragazzi, per <strong>gestire il proprio tempo in modo meno dispersivo</strong>. Tra i vari aspetti d&#8217;interesse emersi, infatti, è stato rilevato che <strong>chi usa strumenti digitali per pianificare lo studio ha una minore percezione dello stress</strong>. </p>



<p>Al contempo, il tempo libero, importante valvola di sfogo, <strong>può diventare una trappola se dominato dalla dimensione digitale</strong>, che non rigenera realmente e funge soltanto da “distrattore”. Un terzo del loro campione di intervistati <strong>si dichiara “molto” dipendente dai dispositivi digitali </strong>e nessuno si considera immune.</p>


<div id="strillo-testo-block_82f3d0de8f85bbf3b998d57f8275d215" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>L&#8217;analisi dei dati può essere occasione di riflessione sulla propria condizione.</p>
			        </section>
		</div>



<p><strong>Nell’indagine della classe del Pascal</strong> emerge soprattutto il peso degli impegni scolastici, con oltre la metà degli intervistati che considera la propria giornata scolastica molto faticosa e sente il bisogno di una pausa. Tre quarti degli studenti, poi, dichiarano di avere poco tempo libero nel pomeriggio. Il risultato è che, anche se molti praticano sport e altre attività, <strong>oltre il 40% ritiene di non riuscire (o di riuscire con difficoltà) a bilanciare il tempo libero con lo studio.</strong></p>



<p><strong>Un equilibrio fragile, insomma, che richiede pianificazione, costanza e serietà</strong> ma anche un alleggerimento del carico di studio. Come rileva la 5AS del <strong>Pompei</strong>, in una riflessione più soggettiva: “La gestione del tempo è la sfida principale per la maggior parte di noi: tra le lezioni pomeridiane che terminano alle 18 e le lunghe ore passate a casa per preparare interrogazioni e compiti, il tempo per gli sport e le passioni personali è ridotto al minimo. È complesso mantenere i propri impegni extra-scolastici quando la giornata sembra non finire mai&#8221;.</p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">5% </span>degli studenti e studentesse intervistati dalla classe del Pascal riesce a &#8220;conciliare molto&#8221; studio e passioni nel tempo libero.</p>
			        </section>
		


<p>&#8220;Il nostro sondaggio non è stato solo una raccolta di numeri, ma un modo per dare voce a una condizione comune. <strong>I dati parlano chiaro:</strong> esiste un forte squilibrio tra doveri scolastici e benessere personale&#8221;, concludono i ragazzi e le ragazze della scuola campana. Una presa di posizione rafforzata dal racconto attraverso i dati, l&#8217;obiettivo ultimo del laboratorio di citizen science.</p>



<p><em>È importante evidenziare che le affermazioni, i risultati delle ricerche e i dati in esse contenute vanno comunque letti in un contesto di apprendimento laboratoriale e didattico, non giornalistico in senso stretto. In altre parole, si tratta puramente di esercizi per imparare un metodo, al di là della puntuale veridicità e dell’attendibilità e dai riscontri delle tesi sostenute da chi ha redatto i contenuti.</em></p>



<p>Foto: <a href="https://unsplash.com/it/foto/uomini-che-giocano-a-calcio-durante-il-giorno-WQEP0mrTD8Y" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rémi Jacquaint</a> (<a href="https://unsplash.com/it/licenza" target="_blank" rel="noreferrer noopener">licenza</a>)</p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Come procede l&#8217;inclusione dei minori di seconda generazione</title>
		<link>https://www.openpolis.it/come-procede-linclusione-dei-minori-di-seconda-generazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Feb 2023 08:10:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=224872</guid>

					<description><![CDATA[<p>Oltre 1,3 milioni di bambini e ragazzi in Italia hanno un background migratorio, essendo stranieri o italiani per acquisizione della cittadinanza. La piena inclusione è una delle principali sfide del nostro paese per i prossimi anni.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/come-procede-linclusione-dei-minori-di-seconda-generazione/">Come procede l&#8217;inclusione dei minori di seconda generazione</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>In Italia i minori stranieri oppure italiani per acquisizione sono più di 1,3 milioni. Un milione se si considerano quelli che non hanno la cittadinanza italiana.</p>


<div id="785-gli-alunni-stranieri-che-dichiarano-di-pensare-in-italiano-2021" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<p>Bambini e ragazzi che nella grande maggioranza dei casi, frequentano le stesse scuole dei loro coetanei, condividono le stesse speranze e preoccupazioni, parlano e pensano nella stessa lingua.</p>



<p>Nell&#8217;ultimo rapporto annuale Istat ciò è emerso abbastanza chiaramente. Anche tra chi ha solo la cittadinanza straniera, è prevalente l&#8217;abitudine di pensare in italiano.</p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">78,5% </span>alunni di cittadinanza straniera che dichiarano di pensare in italiano (2021).</p>
			        </section>
		


<p>Una quota media che sconta due tendenze. La prima è l&#8217;<strong>impatto dell&#8217;età di arrivo sulla risposta</strong>. Tra chi è nato in Italia o è arrivato in Italia in età prescolare la percentuale supera l&#8217;84%, scende al 70,3% tra chi è arrivato tra i 6 i 10 anni e al 49,3% tra chi è arrivato dopo gli 11 anni. </p>



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</div>



<p>L&#8217;altro elemento da considerare è l&#8217;alta percentuale di giovani (oltre il 20%) che non risponde alla domanda. Una tendenza attribuibile alla <strong>compresenza delle due abitudini</strong>, pensare nella lingua di origine e in italiano, variando a seconda dei contesti e delle situazioni.</p>


<div id="strillo-testo-block_561271fc9f4bea37786d92ca1af3d4a2" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>I minori stranieri o italiani per acquisizione hanno tante storie e percorsi diversi.</p>
			        </section>
		</div>



<p>Aspetti che aiutano a inquadrare come quando si parla di minori con background migratorio ci si riferisca a un <strong>insieme eterogeneo di ragazze e ragazzi</strong>. I giovani di &#8220;seconda generazione&#8221;, in senso stretto ragazzi nati da genitori stranieri nel paese di immigrazione, sono 1 milione e costituiscono circa 3/4 dei minori stranieri e di origine straniera. <a href="https://www.openpolis.it/linclusione-delle-seconde-generazioni-e-il-ruolo-della-comunita-educante/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Come abbiamo avuto modo di approfondire in passato</a>, diversi autori includono tra le seconde generazioni anche chi, pur essendo nato all&#8217;estero, è arrivato in Italia in giovane età. </p>


            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/oltre-il-75-dei-minori-con-background-migratorio-e-nato-in-italia/">Oltre il 75% dei minori con background migratorio è nato in Italia</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/oltre-il-75-dei-minori-con-background-migratorio-e-nato-in-italia/">Composizione per paese di nascita e cittadinanza dei minori di origine straniera residenti in Italia (2020)</a></h3>
                                    </div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Istat                                                                <br>(ultimo aggiornamento: venerdì 8 Luglio 2022)
                                        </p>
                </div>
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			


<p>Il restante 25% (306.873 persone) sono persone nate all&#8217;estero. <strong>Trasversale alla distinzione rispetto al paese di nascita è quella rispetto alla cittadinanza</strong>. Tra i circa 300mila nati all&#8217;estero, oltre 240mila sono minori stranieri, mentre 60mila hanno la cittadinanza italiana. Nel milione di bambini e ragazzi nati in Italia, i minori con cittadinanza non italiana sono quasi 780mila, quelli naturalizzati sono 228mila. Perciò <strong>complessivamente i minori stranieri sono circa 1 milione</strong>.</p>



<p>Tali cifre, che sono in parte anche il frutto di una stima dell&#8217;istituto di statistica, indicano chiaramente come il mondo dei minori con background migratorio sia<strong> </strong>ben<strong> più articolato di quanto si possa pensare, e molto più sfuggente alle classificazioni statistiche rispetto al passato</strong>.</p>


        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>È evidente che le nuove generazioni sono più complesse da misurare e da studiare rispetto al passato. Si deve andare oltre la dicotomia Italiani/stranieri se si vuole restituire un’immagine più aderente alla realtà (&#8230;)</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.istat.it/storage/rapporto-annuale/2022/Capitolo_3.pdf" target="_blank">&#8211; Rapporto Istat 2022</a>
									            </div>
        </section>
		


<p>Una questione con cui le<strong> politiche di inclusione e integrazione devono necessariamente confrontarsi</strong>, dal momento che devono applicarsi a una gamma di situazioni ed esigenze molto differenziate. </p>



<p>Lo stesso concetto di minori stranieri è così ampio da comprendere tante situazioni diversissime. Da quella dei <strong>minori stranieri non accompagnati</strong>, che arrivano in Italia senza i genitori e quindi bisognosi di assistenza, <a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-crescita-costante-dei-minori-stranieri-non-accompagnati-nel-2022/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">il cui numero lo scorso anno è cresciuto drammaticamente in conseguenza della guerra in Ucraina</a>. A quella dei&nbsp;<strong>giovani di seconda generazione</strong>, nati o arrivati in Italia nei primi anni di vita, e perfettamente integrati.</p>


<div id="le-attivita-nel-tempo-libero-insieme-alla-scuola-sono-unopportunita-per-creare-inclusione" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<h3 class="wp-block-heading">Il monitoraggio delle discriminazioni tra i minori stranieri</h3>



<p>Un elemento comune nelle politiche per l&#8217;inclusione è la lotta a qualsiasi forma di discriminazione, etnica o di altro tipo.</p>



<p><strong>Aspetti che purtroppo sono molto difficili da monitorare</strong>, come l&#8217;incidenza del bullismo o di altre pratiche di esclusione sociale. Nel corso di quest&#8217;anno l&#8217;istituto di statistica procederà con una rilevazione ad hoc sui fenomeni discriminatori, come dichiarato nell&#8217;audizione dell&#8217;aprile scorso all&#8217;apposita commissione del senato.</p>


        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>In questi mesi, l’Istat sta predisponendo la documentazione per l’avvio nel 2022 di un’“Indagine pilota sulle discriminazioni”, volta a definire l’adeguatezza degli aspetti tecnici di misurazione dei fenomeni discriminatori, prima di lanciare l’Indagine vera e propria nel corso del 2023.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.istat.it/it/files//2022/04/Istat-Discriminazione-e-odio_Comm.-Antidiscriminazioni_13_04_2022.pdf" target="_blank">&#8211; Audizione Istat alla commissione straordinaria del senato per  il contrasto dei fenomeni di intolleranza (13 aprile 2022)</a>
									            </div>
        </section>
		


<p>In attesa dei nuovi dati che usciranno da questa rilevazione, alcune chiavi di lettura sul fenomeno erano già state fornite da altre due indagini effettuate nel decennio scorso. Quella sulla <a href="https://www.istat.it/it/archivio/136691" target="_blank" rel="noreferrer noopener">percezione dei cittadini stranieri</a>, pubblicata nel 2014 ma riferita al biennio 2011-12, aveva indicato come il <strong>12,6% degli studenti stranieri avesse vissuto durante il percorso di studi episodi di discriminazione </strong>dovuti alle proprie origini straniere. Con un picco nella fascia d&#8217;età tra 14-19 anni, dove la quota aveva raggiunto il 17,4%.</p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">78,4% </span>i casi in cui la discriminazione è stata attuata dai compagni.</p>
			        </section>
		


<h3 class="wp-block-heading">Come le discriminazioni generano esclusione</h3>



<p>Un&#8217;indagine successiva, specifica sui <a href="https://www.istat.it/it/archivio/240930" target="_blank" rel="noreferrer noopener">percorsi di integrazione delle seconde generazioni</a>, ha offerto il quadro di un fenomeno ben più ampio. Rilasciata nel 2020 e basata su dati 2015, la rilevazione ha indicato come il<strong> 49,5% dei ragazzi di seconda generazione avesse subito almeno un episodio di bullismo</strong> da parte di altri ragazzi nel mese precedente. Una quota di 7 punti superiore rispetto ai coetanei italiani (42,4%).</p>



<p>Una tendenza da ricollegare anche all&#8217;<strong>inserimento sociale dei bambini e ragazzi di origine straniera</strong>. Il 7,9% ha dichiarato di non frequentare amici o amiche nel tempo libero, quasi il doppio dei coetanei italiani (4,2%). </p>


<div id="strillo-testo-block_240efeed44c372419c92a39ad3fd3eb0" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>La discriminazioni possono influire anche sulla percezione di sé nella società.</p>
			        </section>
		</div>



<p>I dati sulla discriminazione sottendono un<strong> rischio di isolamento</strong> e di <strong>segregazione</strong> che può avere un impatto anche sulla percezione di sé e del proprio ruolo nella società. Da questo punto di vista, è interessante osservare come cambino le <strong>diverse aspettative sul lavoro svolto da adulto</strong>. </p>



<p>Per le <strong>studentesse delle superiori</strong>, la prima aspirazione sono l&#8217;insegnante e il medico: in quest&#8217;ordine per le italiane, in ordine inverso per le ragazze straniere. Entrambe le categorie rispondono &#8220;non so&#8221; come terza opzione. Seguito dalla commerciante (5,8%) e dalla hostess (5%) per le straniere e dalla psicologa/antropologa/criminologa (5,1%) e avvocata/notaia/magistrata per le italiane (3,9%).</p>



<p>Tra gli <strong>studenti maschi</strong> italiani alle superiori la prima aspirazione è l&#8217;ingegnere (6,2%), seguita da &#8220;non so&#8221; (5,1%), il militare (5%), il carrozziere (4,5%) e l&#8217;operaio (4,4%). Per gli stranieri è il meccanico, il carrozziere o l&#8217;elettrauto (9,4%), seguita dall&#8217;operaio (7,4%) e dal calciatore (6,2%, a pari merito con coloro che dichiarano di non saperlo). </p>



<p>Su aspettative così diverse <strong>possono influire tanti fattori</strong>, che spesso si intersecano tra loro. Dalle preferenze individuali alle risorse a disposizione della famiglia di origine, dai risultati scolastici al livello di inclusione sociale. Per intervenire su aspetti così differenti il punto di partenza è necessariamente approfondire quanti sono e dove vivono i minori stranieri.</p>


<div id="1-milione-i-minori-con-cittadinanza-non-italiana-che-vivono-in-italia-l112-dei-residenti-tra-0-e-17-anni" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<h3 class="wp-block-heading">Dove vivono i minori stranieri </h3>



<p>In Italia i minori con background migratorio sono 1,3 milioni, di cui 300mila con cittadinanza italiana e circa <strong>1 milione con cittadinanza non italiana</strong>. Parliamo dell&#8217;11,2% dei residenti tra 0 e 17 anni nel 2021.</p>



<p>Bambini e ragazzi che <strong>vivono soprattutto nell&#8217;Italia centro-settentrionale</strong>. Sono il 13,2% dei minori del centro, il 14,9% di quelli del nord-est e il 15,8% di quelli del nord-ovest, mentre non raggiungono il 5% nel sud e nelle isole.</p>


<div id="lincidenza-dei-minori-stranieri-e-maggiore-nelle-citta-e-negli-hinterland" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<p><strong>L&#8217;incidenza è molto più elevata nelle grandi città</strong>. Nei comuni polo, baricentrici in termini di servizi, sono il 14,5% dei residenti con meno di 18 anni. E <strong>superano il 10% dei minori anche nei comuni di cintura</strong>, gli hinterland di queste città maggiori. Complessivamente, su un milione di minori stranieri, 855mila vivono in un comune polo o cintura. Parliamo dell&#8217;81,6% dei bambini e ragazzi con cittadinanza non italiana.</p>


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                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-minori-stranieri-vivono-soprattutto-nei-comuni-polo-e-negli-hinterland-del-centro-nord/">I minori stranieri vivono soprattutto nei comuni polo e negli hinterland del centro-nord</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-minori-stranieri-vivono-soprattutto-nei-comuni-polo-e-negli-hinterland-del-centro-nord/">Percentuale di residenti 0-17 anni con cittadinanza non italiana (2021)</a></h3>
                                    </div>
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                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis &#8211; Con i Bambini su dati demo.Istat                                                                <br>(ultimo aggiornamento: venerdì 1 Gennaio 2021)
                                        </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/02/i-minori-stranieri-vivono-soprattutto-nei-comuni-polo-e-negli-hinterland-del-centro-nord.png" target="_blank" download></a>
						                                                
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                            <p><label for="embed-chart-230177"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                </div>

                            </div>

			


<p><strong>Nelle aree interne sono invece molto meno presenti</strong>. Sono il 9,2% dei bambini e ragazzi nei comuni intermedi, distanti circa 25-40 minuti dai poli. Scendono al 6,9% nei comuni periferici e al 4,6% in quelli ultraperiferici.</p>


<div id="tra-i-capoluoghi-e-prato-quello-con-piu-minori-con-cittadinanza-non-italiana" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<p>Tra le città capoluogo, è <strong>Prato</strong> quella con la maggiore incidenza di bambini e ragazzi con cittadinanza non italiana. Nel comune toscano i minori stranieri sono oltre un terzo di quelli residenti (34,3%). Seguono le città di <strong>Piacenza</strong> (29,1%), <strong>Brescia</strong> (27,8%), <strong>Imperia</strong> (25,4%) e <strong>Milano</strong> (25,2%), dove sono più di un residente under-18 su 4.</p>



<p>L&#8217;incidenza minore si rileva in capoluoghi del sud come <strong>Taranto</strong> (1,8%), <strong>Potenza</strong> (1,8%) e <strong>Andria</strong> (1,6%). In questi comuni i minori stranieri sono meno del 2% del totale.</p>



<p>Questo <strong>non significa che la presenza di minori stranieri sia residuale in tutte le aree del mezzogiorno</strong>. Rispetto al centro-nord, dove la presenza è diffusa in modo più omogeneo sul territorio, nell&#8217;Italia meridionale si registrano zone a maggiore concentrazione in mezzo a territori dove non abitano stranieri.</p>



<p>Ad esempio, tra i comuni maggiori, spiccano San Giuseppe Vesuviano, nella città metropolitana di Napoli (18%), Castel Volturno (Caserta, 16,6%), Eboli (Salerno, 14,5%), Comiso (14,4%) e Vittoria (13,8%) nel ragusano. Nonché la stessa Ragusa (11,5%), Mondragone (Caserta, 12,6%) e molti altri centri medi e grandi. </p>



<p>Ciò riflette <strong>modelli insediativi diversi sul territorio nazionale</strong>, più diffusi al nord, maggiormente concentrati in singole realtà locali nel mezzogiorno, una tendenza <a href="https://www.istat.it/storage/rapporto-annuale/2022/Capitolo_3.pdf#page=42" target="_blank" rel="noreferrer noopener">rilevata anche nell&#8217;ultimo rapporto Istat</a>. Aspetti di cui tenere conto nelle politiche di inclusione, per l&#8217;influenza sui livelli di integrazione.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Scarica, condividi e riutilizza i dati</h3>


        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Scarica i dati comunali, regione per regione</p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/res_stranieri_0_17_2021/Abruzzo.xls" target="_blank" rel="noopener">Abruzzo</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/res_stranieri_0_17_2021/Basilicata.xls" target="_blank" rel="noopener">Basilicata</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/res_stranieri_0_17_2021/Calabria.xls" target="_blank" rel="noopener">Calabria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/res_stranieri_0_17_2021/Campania.xls" target="_blank" rel="noopener">Campania</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/res_stranieri_0_17_2021/Emilia-Romagna.xls" target="_blank" rel="noopener">Emilia-Romagna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/res_stranieri_0_17_2021/Friuli-Venezia+Giulia.xls" target="_blank" rel="noopener">Friuli-Venezia Giulia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/res_stranieri_0_17_2021/Lazio.xls" target="_blank" rel="noopener">Lazio</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/res_stranieri_0_17_2021/Liguria.xls" target="_blank" rel="noopener">Liguria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/res_stranieri_0_17_2021/Lombardia.xls" target="_blank" rel="noopener">Lombardia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/res_stranieri_0_17_2021/Marche.xls" target="_blank" rel="noopener">Marche</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/res_stranieri_0_17_2021/Molise.xls" target="_blank" rel="noopener">Molise</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/res_stranieri_0_17_2021/Piemonte.xls" target="_blank" rel="noopener">Piemonte</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/res_stranieri_0_17_2021/Puglia.xls" target="_blank" rel="noopener">Puglia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/res_stranieri_0_17_2021/Sardegna.xls" target="_blank" rel="noopener">Sardegna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/res_stranieri_0_17_2021/Sicilia.xls" target="_blank" rel="noopener">Sicilia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/res_stranieri_0_17_2021/Toscana.xls" target="_blank" rel="noopener">Toscana</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/res_stranieri_0_17_2021/Trentino-Alto+Adige.xls" target="_blank" rel="noopener">Trentino-Alto Adige</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/res_stranieri_0_17_2021/Umbria.xls" target="_blank" rel="noopener">Umbria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/res_stranieri_0_17_2021/Valle+d'Aosta.xls" target="_blank" rel="noopener">Valle d’Aosta</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/res_stranieri_0_17_2021/Veneto.xls" target="_blank" rel="noopener">Veneto</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/res_stranieri_0_17_2021/Totale_nazionale.xls" target="_blank" rel="noopener">Totale nazionale</a>.</p>
</div>
				            </div>
        </section>
		



<p>I contenuti dell&#8217;Osservatorio povertà educativa <a href="https://www.openpolis.it/poverta-educativa/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">#conibambini</a> sono realizzati da openpolis con l&#8217;impresa sociale Con i Bambini nell&#8217;ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell&#8217;articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l&#8217;obiettivo di creare un&#8217;unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di&nbsp;<em>data journalism</em>&nbsp;o anche per semplice consultazione.  I dati relativi ai residenti stranieri tra 0 e 17 anni sono di fonte Istat.</p>


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                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/quanti-sono-e-dove-vivono-i-bambini-e-ragazzi-con-cittadinanza-non-italiana/">Quanti sono e dove vivono i bambini e ragazzi con cittadinanza non italiana</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/quanti-sono-e-dove-vivono-i-bambini-e-ragazzi-con-cittadinanza-non-italiana/">Percentuale di residenti 0-17 anni con cittadinanza non italiana (2021)</a></h3>
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                             class="tabButton tabButton-2" option="b">DESCRIZIONE</div>
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                             aria-labelledby="chart_230178_tab2"><p>È possibile cliccare sulla casella <em>Cerca…</em> e digitare il nome del comune.</p>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_230178_tab3"><p>Il dato calcola la quota di minori residenti con cittadinanza diversa da quella italiana sul totale dei minori residenti in Italia.</p>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis &#8211; Con i Bambini su dati demo.Istat                                                                <br>(ultimo aggiornamento: venerdì 1 Gennaio 2021)
                                        </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-230178"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                </div>

                            </div>

			


<p>Foto: <a href="https://www.flickr.com/photos/comunere/52690577065/in/album-72177720306036153/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">comune di Reggio Emilia (Flickr)</a> &#8211; <a href="https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.0/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Licenza</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/come-procede-linclusione-dei-minori-di-seconda-generazione/">Come procede l&#8217;inclusione dei minori di seconda generazione</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le aree interne, tra spopolamento e carenza di servizi</title>
		<link>https://www.openpolis.it/le-aree-interne-tra-spopolamento-e-carenza-di-servizi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Feb 2023 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=224870</guid>

					<description><![CDATA[<p>Le province dove più minori vivono nelle aree interne sono quelle destinate a spopolarsi maggiormente nei prossimi anni. Spesso si tratta anche dei territori dove l'offerta di nidi e servizi oggi risulta più carente.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/le-aree-interne-tra-spopolamento-e-carenza-di-servizi/">Le aree interne, tra spopolamento e carenza di servizi</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[</p>
<p>Le aree interne hanno sofferto di un <strong>progressivo spopolamento</strong> negli ultimi decenni. Parliamo dei territori più distanti dalle città, dove le opportunità di lavoro sono meno frequenti e anche i servizi in molti casi scarseggiano.</p>
</p>
<p>Spesso si trovano in <strong>contesti montani o isolani </strong>che rendono più difficile organizzare una rete di infrastrutture, collegamenti e servizi. Compresi quelli sociali, educativi, culturali, scolastici. </p>
</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/parole/che-cosa-sono-le-aree-interne/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Cosa sono le aree interne?<br />
<br /><strong>Vai al glossario</strong></a>.</p>
</section>
<p><div id="19-i-residenti-in-comuni-periferici-e-ultraperiferici-negli-ultimi-decenni" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p>La conseguenza è che ampie aree del paese risultano <strong>meno vivibili per le famiglie, specialmente se hanno figli a carico</strong>. Da ciò deriva il progressivo spopolamento che ha caratterizzato i comuni periferici, fin dal dopoguerra.</p>
</p>
<p>Dal 1951 a oggi, la <strong>popolazione nei comuni polo</strong> &#8211; baricentrici in termini di servizi &#8211; <strong>è aumentata del 30,6%</strong>: da 15,8 a 20,6 milioni di abitanti. Nei comuni cintura, hinterland delle città maggiori, l&#8217;aumento è stato del 48,9% (da 16 a quasi 24 milioni).<strong> In quelli periferici e ultraperiferici si è registrato un crollo negli ultimi 70 anni</strong>, rispettivamente del 17,7 e del 26,4%. Ovvero da 6,7 milioni di abitanti censiti agli inizi degli anni &#8217;50 a 5,4 settant&#8217;anni dopo.</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/negli-ultimi-decenni-si-sono-spopolate-le-aree-interne-hinterland-in-crescita/">Negli ultimi decenni si sono spopolate le aree interne, hinterland in crescita</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/negli-ultimi-decenni-si-sono-spopolate-le-aree-interne-hinterland-in-crescita/">Variazione percentuale della popolazione residente tra 1951 e 2019</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                         aria-labelledby="chart_228594_tab1"><br />
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<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/negli-ultimi-decenni-si-sono-spopolate-le-aree-interne-hinterland-in-crescita/">Negli ultimi decenni si sono spopolate le aree interne, hinterland in crescita &#8211; Variazione percentuale della popolazione residente tra 1951 e 2019</a></div>
</p></div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_228594_tab3"></p>
<p>I comuni in blu sono quelli dove la popolazione è diminuita: più è intenso il colore, maggiore la diminuzione. I comuni in rosso sono quelli dove la popolazione è aumentata: più è intenso il colore, maggiore la crescita dei residenti.</p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis – Con i Bambini su dati Istat                                                                <br />(consultati: lunedì 16 Gennaio 2023)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/02/negli-ultimi-decenni-si-sono-spopolate-le-aree-interne-hinterland-in-crescita.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-228594"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-228594" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">-19% </span>i residenti in comuni periferici e ultraperiferici dal 1951 a oggi.</p>
</section>
</p>
<p>Tale tendenza <strong>è proseguita anche negli ultimi anni</strong>. <strong>Dal 2011</strong> a oggi la popolazione in Italia è rimasta stabile sui 59 milioni e mezzo di residenti (+0,35%). I poli sono aumentati del 2,5%, gli hinterland sono rimasti stabili (+0,3%), mentre <strong>i comuni interni hanno visto un calo in proporzione alla loro distanza dai servizi</strong>. </p>
</p>
<p>In quelli <strong>intermedi</strong>, dove si impiegano tra 27 e 40 minuti per raggiungere il polo più vicino, il <strong>calo è stato dell&#8217;1,9% rispetto agli abitanti censiti nel 2011</strong>. Quelli <strong>periferici</strong>, dove servono tra 40 e 67 minuti, hanno visto la popolazione <strong>ridursi del 3,8%</strong>. <strong>Nei comuni ultraperiferici i residenti sono il 4,5% in meno del 2011</strong>. Si tratta dei territori più remoti, situati ad almeno 67 minuti di distanza dai poli.</p>
</p>
<p>Un trend di progressivo spopolamento che, osservando i dati sulle previsioni di popolazione al 2030, è probabile sia destinato a continuare anche nei prossimi anni.</p>
</p>
<p><div id="le-province-con-piu-minori-residenti-in-aree-interne-sono-quelle-per-cui-e-previsto-lo-spopolamento-maggiore-da-qui-al-2030" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Il calo dei bambini nelle aree interne da oggi al 2030</h3>
</p>
<p>Le province con più minori residenti in aree interne sono anche quelle destinate a <strong>spopolarsi</strong> maggiormente nei prossimi anni.</p>
</p>
<p>È&nbsp;quanto emerge se si incrociano i dati sulle previsioni demografiche di Istat al 2030 (formulati su uno <a href="https://www.istat.it/it/files//2021/11/REPORT-PREVISIONI-DEMOGRAFICHE.pdf#page=25" target="_blank" rel="noreferrer noopener">scenario mediano</a>) con quelli sull&#8217;incidenza di minori in comuni periferici e ultraperiferici. </p>
</p>
<p>In media <strong>in Italia l&#8217;8,6% dei bambini sotto i 2 anni vive in questi comuni interni</strong>, distanti oltre 40 minuti dai poli di servizi. E la percentuale cresce ulteriormente in 46 province su 107. Tutte e 46, tranne una (Trento), vedranno il numero di minori calare da qui al 2030. Per 36 di queste il decremento sarà superiore a quello registrato nel paese.</p>
</p>
<p>A livello nazionale, il <strong>numero di bambini nella fascia demografica più giovane</strong> (quella più bassa disponibile è compresa tra 0 e 4 anni) si prevede che cali del <strong>-8,32% in questo decennio</strong>. Passando da 2,26 milioni nel 2020 a 2,08 milioni nel 2030.</p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">-8,3% </span>i minori fino a 4 anni in Italia tra 2020 e 2030.</p>
</section>
</p>
<p><strong>Nelle province con tanti bambini che vivono in aree interne tale spopolamento procederà a un ritmo molto più sostenuto</strong>. A <strong>Nuoro</strong> (prima per quota di residenti 0-2 anni in comuni periferici e ultraperiferici, 85% del totale nel 2020) i bambini nel 2030 potrebbero essere il 19,1% in meno di oggi. A <strong>Isernia</strong> (seconda, con il 66,4% di minori in aree periferiche) si prevede un calo del 16,7%. <strong>Enna</strong> (terza, 62,75%) potrebbe assistere a una diminuzione di bambini dell&#8217;11%.</p>
</p>
<p><div id="sono-spesso-anche-quelle-con-meno-servizi-per-linfanzia-e-i-minori" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Territori con pochi servizi e rischio spopolamento</h3>
</p>
<p>In tanti casi, cali particolarmente significativi colpiranno i territori che oggi hanno una minore disponibilità di servizi educativi, in particolare quelli rivolti all&#8217;infanzia.</p>
</p>
<p>Una serie di province &#8211; 17, tutte del mezzogiorno &#8211; attualmente si caratterizzano per un&#8217;offerta nelle strutture per la prima infanzia inferiore ai <strong>15 posti ogni 100 bambini</strong> residenti con meno di 3 anni. </p>
</p>
<p>In tutti e 17 questi territori, i bambini fino a 4 anni nel 2030 saranno meno di oggi. Con un <strong>calo che in 15 casi su 17 supera la media nazionale, e in 6 sfonda quota 10%</strong>: Crotone (-10,74%), Palermo (-11,87%), Vibo Valentia (-13,79%), Catanzaro (-14,96%), Reggio Calabria (-16,23%) e Cosenza (-17,07%).</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nei-territori-con-pochi-servizi-per-linfanzia-e-previsto-un-forte-calo-di-minori/">Nei territori con pochi servizi per l&#8217;infanzia è previsto un forte calo di minori</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nei-territori-con-pochi-servizi-per-linfanzia-e-previsto-un-forte-calo-di-minori/">Confronto tra l&#8217;offerta di posti in asili nido e servizi prima infanzia e la variazione di minori residenti prevista per il 2030</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
<div id="chart_227913_tab1" role="tab" aria-controls="chart_227913_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
<div id="chart_227913_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_227913_tab1"><br />
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<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nei-territori-con-pochi-servizi-per-linfanzia-e-previsto-un-forte-calo-di-minori/">Nei territori con pochi servizi per l&#8217;infanzia è previsto un forte calo di minori &#8211; Confronto tra l&#8217;offerta di posti in asili nido e servizi prima infanzia e la variazione di minori residenti prevista per il 2030</a></div>
</p></div>
<div id="chart_227913_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_227913_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
<div id="chart_227913_tabpanel3" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-3"
                             aria-labelledby="chart_227913_tab3"></p>
<p>Ogni punto è una provincia. In basso a sinistra quelle con minore offerta di asili nido e servizi per l&#8217;infanzia e maggiore calo di residenti tra 0 e 4 anni previsto per il 2030. In alto a destra, viceversa, quelle con maggiore offerta di servizi e prevista crescita di minori tra 2020 e 2030.</p>
<p>La previsione relativa alla popolazione è stata effettuata nell’ambito delle statistiche sperimentali di Istat, sulla base dello scenario mediano. Le previsioni sono formulate tenendo come base il numero di residenti al 1° gennaio 2020.</p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis – Con i Bambini su dati Istat                                                                <br />(pubblicati: giovedì 14 Luglio 2022)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/02/nei-territori-con-pochi-servizi-per-linfanzia-e-previsto-un-forte-calo-di-minori-1.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-227913"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-227913" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>Ovviamente, il <strong>fenomeno dello spopolamento nei prossimi anni sarà generalizzato in quasi tutto il paese</strong> e quindi colpirà anche territori più attrezzati. Basti pensare alle 3 province che superano la quota di 45 posti ogni 100 bambini, Ravenna, Bologna e Ferrara, dove il calo di residenti 0-4 anni oscillerà tra l&#8217;8 e il 10%. </p>
</p>
<p>Inoltre il <strong>caso della Sardegna </strong>mostra come anche territori con ampie aree interne, pur in presenza di un livello di servizi in linea o superiore media nazionale, saranno fortemente colpiti dallo spopolamento. E del resto, si potrebbe anche dire che l&#8217;offerta dei servizi attuale è commisurata allo spopolamento in corso e previsto per il futuro.</p>
</p>
<p>Tuttavia, parlando di politiche pubbliche chiave per il futuro del paese, lo <strong>scopo dovrebbe essere proprio invertire la tendenza</strong>. Ovviamente nidi e altri servizi rivolti ai minori, come quelli scolastici, sono solo una parte di una <strong>strategia per fermare declino demografico</strong>.</p>
</p>
<p>Ma è anche dalla capacità di offrire servizi per le famiglie e i minori, su tutto il territorio nazionale, che passa <strong>sfida per interrompere il calo della natalità</strong>. Anche e soprattutto nelle aree più distanti dalle città.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Un focus sui 10 territori più soggetti a spopolamento</h3>
</p>
<p>Interessante osservare come le <strong>10 province dove entro il 2030 si dovrebbe registrare il maggior calo</strong> di bambini siano anche tra quelle con <strong>più minori che oggi vivono in aree interne</strong> e in cui spesso i servizi sono meno capillari.</p>
</p>
<p><div id="10-province-dove-i-bambini-diminuiranno-di-oltre-il-15-in-questo-decennio" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">10 </span>le province dove il numero di bambini tra 0 e 4 anni diminuirà di oltre il 15% in questo decennio.</p>
</section>
<div id="strillo-testo-block_3f9b2a35c82a5f836f04d94655f7d577" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Le aree in spopolamento sono spesso quelle più periferiche.</p>
</section></div>
</p>
<p>Si tratta di <strong>Nuoro</strong>, dove oggi oltre l&#8217;85% dei bambini con meno di 2 anni vive in un comune periferico o ultraperiferico, <strong>Isernia</strong> (66,4%), <strong>Potenza</strong> (53,7%), <strong>Campobasso</strong> (45,9%). In queste 4 province, tutte ai primi 10 posti per percentuale di minori in aree periferiche, i residenti più giovani nel 2030 potrebbero tra il 15 e il 20% in meno di oggi, secondo lo scenario di previsione mediano di Istat. Segue <strong>Cosenza</strong>, anch&#8217;essa a forte rischio spopolamento e 15esima provincia in Italia con più bambini nei comuni maggiormente distanti dai centri (24,1%).</p>
</p>
<p>Tutte le altre province a maggior spopolamento sono comunque tra le prime 35 per quota di bambini in aree interne: <strong>Sud Sardegna</strong>, <strong>Sassari</strong>, <strong>Oristano</strong>, <strong>Reggio Calabria</strong>. L&#8217;unica eccezione è la città metropolitana di <strong>Cagliari</strong>, dove un forte spopolamento da qui al 2030 non è associato a presenza di minori in territori periferici.</p>
</p>
<p>Sull&#8217;offerta attuale di servizi, ad esempio quelli rivolti alla prima infanzia, la situazione è <strong>molto variabile tra i territori considerati</strong>.</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/lofferta-di-nidi-nei-10-territori-piu-soggetti-a-spopolamento-dei-minori-nel-2030/">L&#8217;offerta di nidi nei 10 territori più soggetti a spopolamento dei minori nel 2030</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/lofferta-di-nidi-nei-10-territori-piu-soggetti-a-spopolamento-dei-minori-nel-2030/">Posti in asili nido e servizi prima infanzia per 100 residenti 0-2 anni nei comuni italiani (2020)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
<div id="chart_227948_tab1" role="tab" aria-controls="chart_227948_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                         aria-labelledby="chart_227948_tab1"><br />
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</p></div>
<div id="chart_227948_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_227948_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_227948_tab3"></p>
<p>La linea rossa delimita i territori delle 10 province per cui è previsto, in uno scenario mediano, il maggior calo di residenti tra 0 e 4 anni tra 2020 e 2030.</p>
<p>Nell&#8217;elaborazione è considerata l’offerta di asili nido e di servizi integrativi per la prima infanzia, nel settore pubblico e in quello privato.</p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Istat                                                                <br />(ultimo aggiornamento: sabato 14 Gennaio 2023)
                                        </p>
</p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-227948"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-227948" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>In termini di <strong>offerta media</strong> (numero di posti rispetto agli utenti potenziali), sono <strong>3 le province in forte spopolamento dove il servizio nel 2020 non raggiunge i 20 posti ogni 100 minori</strong>. Si tratta di <strong>Cosenza</strong> (8,9 posti ogni 100 bambini residenti), <strong>Reggio Calabria</strong> (14,3) e <strong>Isernia</strong> (19,8). <strong>Potenza</strong> e <strong>Campobasso</strong> si attestano poco sopra questa soglia, con rispettivamente 22,1 e 22,4.</p>
</p>
<p>Da questo punto di vista,<strong> fa eccezione la Sardegna</strong>: pure in forte spopolamento previsto per i prossimi anni, le sue province si attestano su un&#8217;offerta di nidi vicina alla media nazionale e in 2 casi (Cagliari e Sassari) anche di poco superiore alla soglia Ue del 33%.</p>
</p>
<p><div id="in-9-di-queste-meno-della-meta-dei-comuni-era-dotata-di-servizi-prima-infanzia-nel-2020" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Offerta meno capillare nelle aree periferiche soggette a spopolamento</h3>
</p>
<p>Tuttavia <strong>il quadro cambia se invece della copertura media</strong> provinciale si va ad approfondire la<strong> capillarità dell&#8217;offerta di strutture sul territorio</strong>. In <strong>9 province su 10 a maggior spopolamento</strong>, meno della metà dei comuni offre il servizio. </p>
</p>
<p><strong>Cinque di queste</strong> (Nuoro, Oristano, Sud Sardegna, Potenza e Reggio Calabria) sono <strong>tra le ultime 15 province in Italia per capillarità del servizio</strong>. I comuni che lo erogano in questi territori oscillano tra il 20 e il 25% del totale. Molto meno della media nazionale, pari al 59,3% nel 2020. La città metropolitana di <strong>Cagliari è l&#8217;unica a superare questa media</strong> (76,5% dei comuni dotati del servizio). Nel sassarese e nel cosentino i comuni in cui è garantito si attestano tra il 30 e il 40%, rientrando tra le 30 province su 107 con minore capillarità. Anche nelle aree di <strong>Campobasso</strong> e <strong>Isernia</strong> meno della metà dei comuni ne è dotata.</p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">5,7 </span>posti ogni 100 residenti 0-2 anni nelle aree periferiche della provincia di Oristano.</p>
</section>
</p>
<p>La questione della <strong>capillarità del servizio</strong> si collega direttamente a quella delle <strong>aree interne</strong>. Come abbiamo visto, in tutti i territori considerati &#8211; eccetto la città metropolitana di Cagliari &#8211; una percentuale rilevante di bambini sotto i 3 anni vive in <strong>comuni periferici e ultraperiferici</strong>.</p>
</p>
<p><strong>Bambini che molto spesso vivono in un comune dove il servizio è assente o carente</strong>. Nelle aree periferiche l&#8217;orografia, l&#8217;estensione territoriale e la bassa densità di minori contribuiscono a rendere più difficile la sostenibilità delle strutture. </p>
</p>
<div id="strillo-testo-block_e356124ace8cee7e4481c2d7a3718c9f" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Copertura potenziale più bassa nei comuni interni.</p>
</section></div>
</p>
<p>Perciò a <strong>Oristano</strong> &#8211; dove in media vi sono 25,6 posti ogni 100 minori &#8211; la copertura scende al 5,7% se si isolano i soli comuni più distanti dai centri. A <strong>Cosenza</strong> da un dato medio già basso (8,9%) si scende al 7,1% nei comuni periferici e ultraperiferici, così come a <strong>Reggio Calabria</strong> (14,3% contro 11,0%). Nel <strong>Sud Sardegna</strong> da 25,4 posti su 100 si scende a circa 17, nell&#8217;area di <strong>Isernia</strong> da 19,8 a 17,5, nel <strong>sassarese</strong> da 33,4 a 21. Solo nel territorio di <strong>Campobasso</strong> i posti presenti nei comuni più periferici (24,3%) superano leggermente la media provinciale (22,4%).</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Scarica, condividi e riutilizza i dati</h3>
</p>
<section class="download">
<div class="dw-content">
<div class="intro">
<p>Scarica i dati, regione per regione</p>
</div>
<div class="files">
<p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/spopolamento_51_19_servizi/Abruzzo.xls" target="_blank" rel="noopener">Abruzzo</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/spopolamento_51_19_servizi/Basilicata.xls" target="_blank" rel="noopener">Basilicata</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/spopolamento_51_19_servizi/Calabria.xls" target="_blank" rel="noopener">Calabria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/spopolamento_51_19_servizi/Campania.xls" target="_blank" rel="noopener">Campania</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/spopolamento_51_19_servizi/Emilia-Romagna.xls" target="_blank" rel="noopener">Emilia-Romagna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/spopolamento_51_19_servizi/Friuli-Venezia+Giulia.xls" target="_blank" rel="noopener">Friuli-Venezia Giulia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/spopolamento_51_19_servizi/Lazio.xls" target="_blank" rel="noopener">Lazio</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/spopolamento_51_19_servizi/Liguria.xls" target="_blank" rel="noopener">Liguria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/spopolamento_51_19_servizi/Lombardia.xls" target="_blank" rel="noopener">Lombardia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/spopolamento_51_19_servizi/Marche.xls" target="_blank" rel="noopener">Marche</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/spopolamento_51_19_servizi/Molise.xls" target="_blank" rel="noopener">Molise</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/spopolamento_51_19_servizi/Piemonte.xls" target="_blank" rel="noopener">Piemonte</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/spopolamento_51_19_servizi/Puglia.xls" target="_blank" rel="noopener">Puglia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/spopolamento_51_19_servizi/Sardegna.xls" target="_blank" rel="noopener">Sardegna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/spopolamento_51_19_servizi/Sicilia.xls" target="_blank" rel="noopener">Sicilia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/spopolamento_51_19_servizi/Toscana.xls" target="_blank" rel="noopener">Toscana</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/spopolamento_51_19_servizi/Trentino-Alto+Adige.xls" target="_blank" rel="noopener">Trentino-Alto Adige</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/spopolamento_51_19_servizi/Umbria.xls" target="_blank" rel="noopener">Umbria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/spopolamento_51_19_servizi/Valle+d'Aosta.xls" target="_blank" rel="noopener">Valle d’Aosta</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/spopolamento_51_19_servizi/Veneto.xls" target="_blank" rel="noopener">Veneto</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/spopolamento_51_19_servizi/Totale_nazionale.xls" target="_blank" rel="noopener">Totale nazionale</a>.</p>
</div></div>
</section>
</p>
<p>I contenuti dell’Osservatorio povertà educativa&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/poverta-educativa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">#conibambini</a>&nbsp;sono realizzati da openpolis con l’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell’articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l’obiettivo di creare un’unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di&nbsp;<em>data journalism</em>&nbsp;o anche per semplice consultazione. I dati relativi alla variazione dei residenti per comune (1951-2019), così come quelli sull&#8217;offerta di asili nido e servizi prima infanzia sono di fonte Istat. Sono stati incrociati con quelli sulla classificazione per aree interne (fonte Agenzia per la coesione territoriale). Sono di fonte Istat (statistiche sperimentali) i dati relativi alle previsioni sulla popolazione 0-4 anni tra 2020 e 2030.</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/come-cambiata-la-popolazione-in-italia-dal-1951-comune-per-comune/">Com&#8217;è cambiata la popolazione in Italia dal 1951, comune per comune</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/come-cambiata-la-popolazione-in-italia-dal-1951-comune-per-comune/">Variazione percentuale della popolazione residente tra 1951 e 2019</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
<div id="chart_230164_tab1" role="tab" aria-controls="chart_230164_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
<div id="chart_230164_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_230164_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/come-cambiata-la-popolazione-in-italia-dal-1951-comune-per-comune/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/02/come-cambiata-la-popolazione-in-italia-dal-1951-comune-per-comune-1.png" placeholder ></amp-img></p>
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<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/come-cambiata-la-popolazione-in-italia-dal-1951-comune-per-comune/">Com&#8217;è cambiata la popolazione in Italia dal 1951, comune per comune &#8211; Variazione percentuale della popolazione residente tra 1951 e 2019</a></div>
</p></div>
<div id="chart_230164_tab2" role="tab"  aria-controls="chart_230164_tabpanel2"
                             class="tabButton tabButton-2" option="b">DESCRIZIONE</div>
<div id="chart_230164_tabpanel2" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-2"
                             aria-labelledby="chart_230164_tab2"></p>
<p>Per conoscere come è cambiato il numero di residenti nel tuo territorio digita il nome del tuo comune.</p>
</div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Istat                                                                <br />(consultati: lunedì 16 Gennaio 2023)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/02/come-cambiata-la-popolazione-in-italia-dal-1951-comune-per-comune-1.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-230164"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-230164" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;505&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/come-cambiata-la-popolazione-in-italia-dal-1951-comune-per-comune/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>Foto: <a href="https://www.flickr.com/photos/portobeseno/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">PORTOBESENO</a> &#8211; <a href="https://creativecommons.org/licenses/by-nc/2.0/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Licenza</a></p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/le-aree-interne-tra-spopolamento-e-carenza-di-servizi/">Le aree interne, tra spopolamento e carenza di servizi</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;impatto del Pnrr sulla povertà educativa in Basilicata</title>
		<link>https://www.openpolis.it/limpatto-del-pnrr-sulla-poverta-educativa-in-basilicata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martina Lovat]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Dec 2022 06:08:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=213431</guid>

					<description><![CDATA[<p>La vera sfida del Pnrr è ridurre i divari tra i territori, anche nel contrasto della povertà educativa. Approfondiamo la situazione attuale in Basilicata e cosa prevede il piano per la regione su 3 temi: asili nido, nuove scuole e dispersione scolastica.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/limpatto-del-pnrr-sulla-poverta-educativa-in-basilicata/">L&#8217;impatto del Pnrr sulla povertà educativa in Basilicata</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Pnrr interviene su numerosi fronti relativi alla povertà educativa, dagli asili nido all’edilizia scolastica, dal contrasto all’abbandono precoce alla riduzione dei divari territoriali nell’istruzione.</p>
<p>Interventi che riguarderanno anche la Basilicata, dai primi livelli d’istruzione a quelli più elevati.</p>
<h3 class="wp-block-heading">L&#8217;offerta di asili nido e l&#8217;investimento del Pnrr</h3>
<p>Partendo dagli asili nido, in Basilicata nel 2020 sono 2.358 i posti offerti nei nidi e nei servizi per la prima infanzia, a fronte di circa 11mila residenti con meno di 3 anni nella regione. Ovvero una copertura del 21,5%, <strong>al di sotto della media nazionale (27,2%)</strong> e della <a href="https://www.openpolis.it/parole/che-cosa-prevedono-gli-obiettivi-di-barcellona-sugli-asili-nido/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">soglia del 33% fissata in sede Ue</a>. È però una delle poche regioni del sud che riporta un valore superiore al 20%. </p>
<div id="215-posti-nido-ogni-100-bambini-0-2-anni-in-basilicata-nel-2020-media-italia-272" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p>Tra le province, <strong>quella con la maggiore copertura potenziale è Potenza</strong> con 22,1 posti ogni 100 bambini. Matera segue a poca distanza (20,4). Rispetto al 2013, il dato è in aumento per entrambe le province. In quell&#8217;anno, i posti erano pari a 12,9 ogni 100 bambini. L&#8217;incremento più consistente si registra a Potenza, dove i posti disponibili erano 11,7 ogni 100 residenti 0-3 anni. In termini assoluti, sono passati da 977 posti autorizzati nel 2013 a 1540 nel 2020. A Matera invece erano 15 ogni 100 bambini.</p>
<p>A livello di capoluoghi, entrambi superano il 33%. Il valore maggiore si registra a Potenza con 37,7 posti per 100 residenti 0-2 anni. Segue a poca distanza Matera (37,4). </p>
<p>Al netto dei capoluoghi, tra i comuni con più di 10mila abitanti è da citare <strong>Melfi</strong> con 477 residenti con meno di 3 anni nel 2020. Nello stesso anno aveva un&#8217;offerta pari a 19,9 posti, un dato inferiore alla media nazionale (27,2). Considerando i territori con più di 200 bambini, solo uno è in linea con la media nazionale. Si tratta di Rionero in Vulture, con il 27% della copertura potenziale.</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/gli-interventi-del-pnrr-per-i-nuovi-nidi-in-basilicata/">Gli interventi del Pnrr per i nuovi nidi in Basilicata</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/gli-interventi-del-pnrr-per-i-nuovi-nidi-in-basilicata/">Localizzazione degli interventi finanziati per asili nido nell’ambito del bando Pnrr e offerta attuale (2020)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
<div id="chart_213701_tab1" role="tab" aria-controls="chart_213701_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
<div id="chart_213701_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_213701_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/gli-interventi-del-pnrr-per-i-nuovi-nidi-in-basilicata/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/12/gli-interventi-del-pnrr-per-i-nuovi-nidi-in-basilicata.png" placeholder ></amp-img></p>
<div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div>
<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/gli-interventi-del-pnrr-per-i-nuovi-nidi-in-basilicata/">Gli interventi del Pnrr per i nuovi nidi in Basilicata &#8211; Localizzazione degli interventi finanziati per asili nido nell’ambito del bando Pnrr e offerta attuale (2020)</a></div>
</p></div>
<div id="chart_213701_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_213701_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
<div id="chart_213701_tabpanel3" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-3"
                             aria-labelledby="chart_213701_tab3"></p>
<p><span style="font-weight: 400">I dati qui presentati fanno riferimento agli esiti delle </span><a href="https://pnrr.istruzione.it/avviso/asili/" target="_blank" rel="noopener"><span style="font-weight: 400">graduatorie</span></a><span style="font-weight: 400"> pubblicate ad agosto dal ministero dell&#8217;istruzione. Comprendono le informazioni presenti negli allegati relativi agli interventi per asili nido e poli dell&#8217;infanzia (all. 1, 2 e 4). L&#8217;efficacia di tali graduatorie è subordinata alla registrazione degli organi di controllo e non si possono considerare ancora definitive. Va infatti tenuto presente che prima della sottoscrizione dell’accordo di concessione potranno essere svolte ulteriori verifiche sull&#8217;ammissibilità dei progetti. Per alcuni importi è prevista una successiva rimodulazione; altri presentano l&#8217;indicazione &#8220;riserva&#8221; sulla graduatoria.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400">Il dato sull’offerta attuale misura, in relazione alla popolazione residente tra 0 e 2 anni, quella prevista nel 2020 da asili nido e servizi integrativi per la prima infanzia, nel settore pubblico e in quello privato.</span></p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis &#8211; Con i Bambini su dati ministero dell&#8217;istruzione e Istat                                                                <br />(pubblicati: giovedì 18 Agosto 2022)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/12/gli-interventi-del-pnrr-per-i-nuovi-nidi-in-basilicata.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-213701"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-213701" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p>Complessivamente, in Basilicata il 23,7% dei comuni offre asili nido o altri servizi per la prima infanzia, a fronte di una media nazionale del 59,3%. La diffusione maggiore nei territori del potentino con il 25% mentre la quota scende nell&#8217;area di Matera (19,4%).</p>
<p>In questo contesto il <strong>Pnrr stanzia 4,6 miliardi</strong> sull’investimento per gli asili nido e le scuole per l’infanzia. Di questi, accanto alle risorse che finanzieranno progetti già in essere, è stato varato un <strong>bando da 3 miliardi di euro, di cui 2,4 per i soli nidi</strong>.</p>
<div id="363-milioni-e-previsti-con-il-pnrr-per-asili-nido-e-poli-dinfanzia-in-provincia-di-potenza-dove-oggi-il-25-dei-comuni-offre-servizi-prima-infanzia" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p>Di tali risorse, stando alle graduatorie pubblicate in agosto, <strong>in Basilicata dovrebbero arrivare con il nuovo bando 53,8 milioni di euro per gli asili nido</strong> <strong>e i poli dell&#8217;infanzia</strong>, pari al 2,2% dei 2,4 miliardi di euro stanziati. In termini assoluti, il territorio con i progetti ammessi in graduatoria che cubano più risorse è la provincia di Potenza (36,3 milioni per 39 interventi), cui segue Matera (17,5 milioni per 19 interventi). </p>
<p>Complessivamente nella regione <strong>è previsto il finanziamento di<a href="https://docs.google.com/spreadsheets/d/1FYQyTN0F-w-2qi1s7fNT-Nbb3h7L0xBhe988vC_RamU/edit#gid=629394699"> </a>58 nuovi nidi e poli per l&#8217;infanzia.</strong> Di questi, 26 sono entrati nelle graduatorie pubblicate lo scorso agosto come ammessi, 32 come riserva.</p>
<p>Va tenuto presente che quelli pubblicati nelle graduatorie di agosto <strong>non sono necessariamente gli importi definitivi</strong>: prima della sottoscrizione dell’accordo di concessione potranno essere svolte ulteriori verifiche sull&#8217;ammissibilità e per alcuni progetti è già prevista una successiva rimodulazione. Altro elemento cruciale è dato dal fatto che molti interventi presentano l&#8217;indicazione &#8220;riserva&#8221; nella graduatoria.</p>
<p>Con questi caveat, sulla base delle graduatorie pubblicate in agosto, il singolo progetto con l’importo maggiore era un demolizione e ricostruzione di un polo d&#8217;infanzia per il comune di <strong>Melfi</strong>. Un intervento con un importo inizialmente previsto di circa 4,7 milioni di euro nelle graduatorie pubblicate ad agosto, in cui però risultava indicato come riserva.</p>
<p>Melfi in queste prime graduatorie stilate figurava come l&#8217;ente lucano con più risorse previste per i 3 progetti sul territorio. Seguito dai comuni di Matera e Scanzano Jonico.</p>
<h3 class="wp-block-heading"><strong>La costruzione di nuove scuole</strong></h3>
<p>Un altro aspetto di cui si occupa il Pnrr è la costruzione di nuove scuole sostenibili. Un investimento da 1,19 miliardi per la realizzazione di oltre 200 nuove scuole, di cui <strong>6 previste in Basilicata.</strong> </p>
<p>Nella regione, in base ai dati relativi all’a.s. 2020/21, <strong>sono presenti 554 edifici scolastici. </strong>Dal punto di vista della sostenibilità, per <strong>366</strong> in quell’anno era stata dichiarata la dotazione di <strong>accorgimenti per ridurre i consumi energetici</strong>, come la presenza di vetri o serramenti doppi, l&#8217;isolamento di coperture e pareti esterne, oppure ancora la zonizzazione dell’impianto termico, che consente un dispendio più accurato per la climatizzazione degli ambienti.</p>
<div id="il-6606-degli-edifici-scolastici-in-basilicata-e-dotato-di-accorgimenti-per-il-risparmio-energetico-nella-s-2020-21" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p>Il 66,06% degli edifici scolastici in Basilicata presenta quindi questo tipo di accorgimenti, <strong>una quota superiore alla media nazionale (57,5%)</strong>. Tale percentuale varia tra i diversi territori: mentre in provincia di <strong>Matera</strong> la quota di edifici con qualche accorgimento raggiunge il <strong>74,14%</strong>, a <strong>Potenza</strong> si attesta al <strong>62,37%</strong>. Tra gli altri comuni con più residenti tra 6 e 18 anni, spiccano Policoro (81,8%) e Pisticci (64,3%), mentre è molto più distante Melfi (21,7%).</p>
<p>Scendendo a livello comunale, tra i comuni della regione con più residenti tra 6 e 18 anni spicca <strong>Matera</strong> dove il 72,55% delle scuole è dotato di accorgimenti per il risparmio energetico, mentre a <strong>Potenza</strong> lo è il 55,1%.</p>
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<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/gli-interventi-per-le-nuove-scuole-in-basilicata/">Gli interventi per le nuove scuole in Basilicata</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/gli-interventi-per-le-nuove-scuole-in-basilicata/">Localizzazione degli interventi finanziati nell&#8217;ambito del bando &#8220;nuove scuole&#8221; e quota di edifici scolastici dotati di accorgimenti per ridurre i consumi energetici (a.s. 2020/21)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                         aria-labelledby="chart_213706_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/gli-interventi-per-le-nuove-scuole-in-basilicata/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/12/gli-interventi-per-le-nuove-scuole-in-basilicata.png" placeholder ></amp-img></p>
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</p></div>
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                             aria-labelledby="chart_213706_tab3"></p>
<p><span style="font-weight: 400">I punti sulla mappa localizzano gli interventi finanziati nell’ambito del bando nuove scuole del Pnrr. La dimensione cresce in funzione dell’importo previsto. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400">Il colore dei comuni varia in base alla quota di edifici scolastici che in quel territorio dispongono di accorgimenti per la riduzione dei consumi energetici (più intenso il colore, maggiore la quota di edifici per cui è dichiarata la presenza di accorgimenti).</span></p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
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<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis &#8211; Con i Bambini su dati ministero dell&#8217;istruzione                                                                <br />(pubblicati: domenica 17 Luglio 2022)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/12/gli-interventi-per-le-nuove-scuole-in-basilicata.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-213706"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-213706" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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</p></div>
</p></div>
</p></div>
<div id="6-aree-individuate-nella-regione-per-la-costruzione-di-nuove-scuole-con-il-pnrr" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p>Su questa situazione si innestano gli interventi del Pnrr, con una serie di investimenti per l’edilizia scolastica tra cui quelli per la costruzione di nuove scuole. Sono <strong>6 le aree individuate per la Basilicata, per un totale di 10.901,7 mq</strong> e un importo complessivo richiesto di circa 24,4 milioni di euro, in base alle graduatorie pubblicate nel maggio scorso. L&#8217;83,33% degli interventi sulle scuole della regione riguarderà edifici nelle classi energetiche F e G, quelle meno efficienti. <strong>Quattro interventi su 6 riguardano la classe energetica G</strong>, la meno efficiente in assoluto.</p>
<p>Il progetto maggiore riguarda la <strong>provincia di Matera</strong>, con un importo richiesto di circa 7,3 milioni di euro relativo alla scuola secondaria di II grado &#8211; A. Turi. Si tratta di un intervento su edifici di 3.150 mq, in classe energetica G, per cui è prevista la demolizione con ricostruzione in un altro sito. Tra gli altri interventi di rilievo si possono citare quello riguardante la scuola secondaria di II grado Lavello. La <strong>provincia di Potenza</strong> ha richiesto 5,9 milioni di euro per un intervento di demolizione edilizia con delocalizzazione su 2.497,98 mq. Anche in questo caso, si parla di edifici con la classe energetica più bassa, la G.</p>
<h3 class="wp-block-heading"><strong>Il contrasto ai divari educativi esistenti</strong></h3>
<p>In Basilicata, il tasso di abbandono scolastico nel 2021 si è attestato all&#8217;8,7%. Un dato inferiore alla media nazionale (12,7%) e al di sotto del <a href="https://www.openpolis.it/parole/che-cose-labbandono-scolastico/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">target europeo del 9%</a> entro il 2030.</p>
<p>Nella regione restano comunque ampi divari educativi sugli apprendimenti in classe. Nei test Invalsi 2020/21, il 44,5% degli studenti lucani in III media si è attestato sui livelli di competenza 1 e 2 in italiano, considerati non adeguati, a fronte di una media nazionale del 39% circa. </p>
<p>Il dato differisce leggermente a livello provinciale, dove entrambe superano il 40%. Il valore più alto si registra a Matera, mentre è più contenuto in quella di Potenza (40,57%). Entrambi i valori sono comunque superiori alla media nazionale.</p>
<p>Dati a cui dedicare un&#8217;attenzione prioritaria: i <strong>bassi livelli di competenza sono uno dei segnali più rilevanti della dispersione scolastica</strong>. Il Pnrr interviene con un investimento apposito, che ha tra gli obiettivi quello di scendere nel 2026 al 10,2% di abbandoni precoci nel nostro paese. Tale intervento vale 1,5 miliardi, di cui 500 milioni assegnati con una prima tranche attraverso un decreto del ministero dell’istruzione nel giugno di quest’anno.</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/gli-interventi-per-il-contrasto-della-dispersione-in-basilicata/">Gli interventi per il contrasto della dispersione in Basilicata</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/gli-interventi-per-il-contrasto-della-dispersione-in-basilicata/">Localizzazione degli interventi finanziati nell&#8217;ambito del piano contro la dispersione e quota di uscite precoci dal sistema di istruzione e formazione</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
<div id="chart_213715_tab1" role="tab" aria-controls="chart_213715_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                         aria-labelledby="chart_213715_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/gli-interventi-per-il-contrasto-della-dispersione-in-basilicata/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/12/gli-interventi-per-il-contrasto-della-dispersione-in-basilicata.png" placeholder ></amp-img></p>
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<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/gli-interventi-per-il-contrasto-della-dispersione-in-basilicata/">Gli interventi per il contrasto della dispersione in Basilicata &#8211; Localizzazione degli interventi finanziati nell&#8217;ambito del piano contro la dispersione e quota di uscite precoci dal sistema di istruzione e formazione</a></div>
</p></div>
<div id="chart_213715_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_213715_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
<div id="chart_213715_tabpanel3" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-3"
                             aria-labelledby="chart_213715_tab3"></p>
<p><span style="font-weight: 400">I dati sono stati elaborati a partire dalla tabella di ripartizione per </span><a href="https://pnrr.istruzione.it/wp-content/uploads/2022/06/M4C1I.1.4_Dispersione_Riparto_istituzioni_scolastiche.pdf" target="_blank" rel="noopener"><span style="font-weight: 400">istituzione scolastica</span></a><span style="font-weight: 400"> pubblicati dal ministero dell’istruzione il </span><a href="https://www.miur.gov.it/web/guest/-/pnrr-1-5-miliardi-per-il-piano-contro-la-dispersione-scolastica-il-ministro-bianchi-ha-firmato-il-decreto-con-i-primi-500-milioni-per-interventi-sulla" target="_blank" rel="noopener"><span style="font-weight: 400">28 giugno 2022</span></a><span style="font-weight: 400">. Il colore dei comuni varia in base all’incidenza dell’abbandono scolastico nel comune, come rilevata nell’ambito del censimento 2011. Più intenso il colore, maggiore la quota di giovani tra 15 e 24 anni usciti precocemente dal sistema di istruzione e formazione.</span></p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis &#8211; Con i Bambini su dati ministero dell&#8217;istruzione e Istat                                                                <br />(pubblicati: domenica 26 Giugno 2022)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/12/gli-interventi-per-il-contrasto-della-dispersione-in-basilicata.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-213715"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-213715" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;505&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/gli-interventi-per-il-contrasto-della-dispersione-in-basilicata/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<div id="54-gli-istituti-della-regione-destinatari-della-prima-tranche-dellintervento-straordinario-per-la-riduzione-dei-divari-nellistruzione-per-un-totale-di-53-milioni-di-euro" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p>Risorse che, in Basilicata, sono destinate a <strong>54 istituti, per un totale di 5,3 milioni di euro.</strong> Si tratta dell’1,07% delle risorse stanziate con questo decreto. Il finanziamento maggiore nella regione arriverà agli istituti con sede nel comune di Potenza, con 7 istituti finanziati.</p>
<p>L’istituto più finanziato è l&#8217;istituto omnicomprensivo di Marsicotevere, in provincia di Potenza, al quale sono destinati 187.032,92 euro. Seguono l&#8217;intervento all&#8217;Ipsia Giorgi (provincia di Potenza) con 168.628,87 euro e quello all&#8217;Iis Pitagora &#8211; Policoro (provincia di Matera) con 162.885,35 euro.</p>
<h3 class="wp-block-heading">Scarica, condividi e riutilizza i dati</h3>
<section class="download">
<div class="dw-content">
<div class="intro">
<p>Scarica i dati della regione</p>
</div>
<div class="files">
<p><strong>Nidi e poli per l&#8217;infanzia </strong><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Pnrr_pov_edu/1/Basilicata.xls" target="_blank" rel="noopener">Basilicata</a></p>
<p><strong>Nuove scuole </strong><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Pnrr_pov_edu/1/Basilicata.xls" target="_blank" rel="noopener">Basilicata</a></p>
<p><strong>Piano dispersione (I tranche) </strong><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Pnrr_pov_edu/1/Basilicata.xls" target="_blank" rel="noopener">Basilicata</a></p>
</div></div>
</section>
<p>I contenuti dell&#8217;Osservatorio povertà educativa <a href="https://www.openpolis.it/cosa/poverta-educativa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">#conibambini</a> sono realizzati da openpolis con l&#8217;impresa sociale Con i Bambini nell&#8217;ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell&#8217;articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l&#8217;obiettivo di creare un&#8217;unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di <em>data journalism</em> o anche per semplice consultazione. I dati relativi al Pnrr sono stati elaborati a partire dalle graduatorie e dalle informazioni pubblicate dal ministero dell&#8217;istruzione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/limpatto-del-pnrr-sulla-poverta-educativa-in-basilicata/">L&#8217;impatto del Pnrr sulla povertà educativa in Basilicata</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il caldo e le piogge nelle città italiane</title>
		<link>https://www.openpolis.it/il-caldo-e-le-piogge-nelle-citta-italiane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Anita]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Dec 2021 09:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia e innovazione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=172084</guid>

					<description><![CDATA[<p>Alcuni effetti del cambiamento climatico colpiscono più duramente i centri urbani. Secondo le ultime rilevazioni Istat relative al 2020, la tendenza è quella di un aumento della temperatura media e un calo delle precipitazioni.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/il-caldo-e-le-piogge-nelle-citta-italiane/">Il caldo e le piogge nelle città italiane</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Tra gli effetti del cambiamento climatico ci sono le anomalie nelle temperature e nelle precipitazioni.<strong> Questo fenomeno riguarda soprattutto le città</strong> che, per una serie di ragioni legate alla maggiora incidenza di abitanti e quindi di traffico e impianti di riscaldamento e alla carenza di aree verdi, si trovano a a subirne ancora più pesantemente gli effetti.</p>
<p>        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>I fenomeni meteoclimatici possono interagire con le caratteristiche strutturali dei sistemi urbani – specialmente se di maggiori dimensioni – favorendo il fenomeno dell’Isola di Calore (Urban Heat Island), un surriscaldamento locale determinato dalle caratteristiche termiche e radiative di superfici in asfalto, cemento e metallo, con differenze significative di temperatura rispetto ad aree rurali circostanti.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.istat.it/it/files//2021/11/Nota-metodologica_Dati-meteoclimatici_Anno2020.pdf" target="_blank">- Nota metodologica Istat</a>
									            </div>
        </section>
		</p>
<p>Abbiamo parlato di questo fenomeno in un <a href="https://www.openpolis.it/quanto-sono-cambiate-le-temperature-e-le-precipitazioni-nelle-citta/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">approfondimento precedente</a> sui comuni capoluogo. Intanto Istat ha continuato il suo <a href="https://www.istat.it/it/archivio/264289" target="_blank" rel="noopener noreferrer">monitoraggio</a> delle <strong>principali città italiane &#8211; 24 in totale, tra capoluoghi di regione, di città metropolitana e i comuni di Trento e Bolzano</strong>. Con alcune differenziazioni geografiche lungo la penisola, la maggior parte dei grandi centri urbani nel nostro paese sta registrando aumenti delle temperature medie e cali delle precipitazioni.</p>
<h3>Le città italiane sono sempre più calde</h3>
<p>Secondo i dati raccolti dal programma europeo <a href="https://climate.copernicus.eu/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Copernicus climate change service</a>, in tutta l&#8217;Ue <strong>il 2020 è stato uno degli anni più caldi mai registrati mai registrati dall’inizio delle rilevazioni</strong>, che in Europa risalgono all’epoca pre-industriale. Un risultato che si è verificato ogni anno nell’ultima decade, a partire dal 2011.</p>
<p>L’aumento delle temperature incide particolarmente nei centri urbani maggiori, per via di alcune loro caratteristiche che favoriscono l&#8217;accumulo di calore, come accennato in precedenza.</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">83,3% </span>delle principali città in Italia ha registrato un incremento della temperatura media annua nel 2020 rispetto al periodo 2006-2015.</p>
			        </section>
		</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-20-delle-24-principali-citta-italiane-e-aumentata-la-temperatura-media/">In 20 delle 24 principali città italiane è aumentata la temperatura media</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-20-delle-24-principali-citta-italiane-e-aumentata-la-temperatura-media/">La differenza tra la temperatura registrata nel 2020 e il valore medio relativo agli anni 2006-2015, nelle città monitorate da Istat</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1">
                    <div id="chart_172133_tab1" role="tab" aria-controls="chart_172133_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
                    <div id="chart_172133_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
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                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/in-20-delle-24-principali-citta-italiane-e-aumentata-la-temperatura-media/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2021/12/in-20-delle-24-principali-citta-italiane-e-aumentata-la-temperatura-media.png" placeholder ></amp-img><div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div></amp-iframe>                        <div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-20-delle-24-principali-citta-italiane-e-aumentata-la-temperatura-media/">In 20 delle 24 principali città italiane è aumentata la temperatura media - La differenza tra la temperatura registrata nel 2020 e il valore medio relativo agli anni 2006-2015, nelle città monitorate da Istat</a></div>
                    </div>
			        			                                <div id="chart_172133_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_172133_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
                        <div id="chart_172133_tabpanel3" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-3"
                             aria-labelledby="chart_172133_tab3"><p>I dati relativi alle città colorati in rosso indicano un aumento della temperatura media, mentre quelli in blu indicano l&#8217;assenza di mutamento e quelli in verde un calo. L’unità di misura è il grado Celsius (°C).</p>
</div>
			                        </amp-selector>
                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis su dati <a href="https://www.istat.it/it/archivio/263811" target="_blank" rel="noopener">Istat</a>                                                                <br>(ultimo aggiornamento: mercoledì 15 Dicembre 2021)
                                        </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2021/12/in-20-delle-24-principali-citta-italiane-e-aumentata-la-temperatura-media.png" target="_blank" download></a>
						                                                
	                                        </div>
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                            <p><label for="embed-chart-172133"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			</p>
<p>La città che ha registrato il maggior aumento della temperatura media è stata <strong>Bologna</strong>, dove nel 2020 la temperatura era superiore di 1,2 gradi rispetto al valore medio degli anni 2006-2015. Era seguita sotto questo aspetto da Catania (+1°C) e Roma (+0,9°C).</p>
<p>Soltanto in 3 dei centri urbani analizzati si è osservata invece la tendenza opposta. Il calo più consistente è stato pari a -0,8 gradi ad <strong>Ancona</strong>, seguita da Bari (-0,2°C) e L'Aquila (-0,1°C). Solo a <strong>Potenza</strong> non c'è stato alcun mutamento.</p>
<p>        <section class="blockquote">
							<p>Un indicatore importante è la variazione rispetto al valore di lungo periodo.</p>
<p>
			        </section>
		</p>
<p>Oltre alla variazione nella temperatura rispetto alla media di un periodo precedente ma comunque vicino, <strong>un altro indicatore climatico importante è la cosiddetta anomalia della temperatura</strong>. Come riporta <a href="https://www.istat.it/it/files//2021/11/Nota-metodologica_Dati-meteoclimatici_Anno2020.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Istat</a>, il cambiamento climatico è infatti definito come lo "spostamento del valore medio di lungo periodo di una grandezza meteorologica", in questo caso della temperatura. Il valore di lungo periodo preso a riferimento da Istat è la temperatura media degli anni tra 1971 e 2000, che in questo senso corrisponde alla "normale climatologica".</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/roma-e-la-prima-citta-italiana-per-anomalia-nella-temperatura-media/">Roma è la prima città italiana per anomalia nella temperatura media</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/roma-e-la-prima-citta-italiana-per-anomalia-nella-temperatura-media/">Anomalia della temperatura media annua nel 2020 rispetto al valore climatico 1971-2000, nelle città italiane di grandi dimensioni</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1">
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/roma-e-la-prima-citta-italiana-per-anomalia-nella-temperatura-media/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="749" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-tablepress"><amp-img width="1010" height="749" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2021/12/roma-e-la-prima-citta-italiana-per-anomalia-nella-temperatura-media.png" placeholder ></amp-img><div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div></amp-iframe>                        <div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/roma-e-la-prima-citta-italiana-per-anomalia-nella-temperatura-media/">Roma è la prima città italiana per anomalia nella temperatura media - Anomalia della temperatura media annua nel 2020 rispetto al valore climatico 1971-2000, nelle città italiane di grandi dimensioni</a></div>
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			        			                                <div id="chart_172155_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_172155_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_172155_tab3"><p>Per anomalia climatica si intende la differenza tra il valore di un parametro meteorologico (in questo caso la temperatura media 2020) e il valore medio di lungo periodo preso a riferimento, denominato normale climatologica (in questo caso la temperatura media 1971-2000). I dati sono riferiti alle città di grandi dimensioni (con più di 200mila abitanti). Non sono disponibili i dati per Catania e Messina. L’unità di misura è il grado Celsius (°C).</p>
</div>
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                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis su dati <a href="https://www.istat.it/it/archivio/263811" target="_blank" rel="noopener">Istat</a>                                                                <br>(ultimo aggiornamento: mercoledì 15 Dicembre 2021)
                                        </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2021/12/roma-e-la-prima-citta-italiana-per-anomalia-nella-temperatura-media.png" target="_blank" download></a>
						                                                <div title="Scarica dati CSV" class="opmag-chart-action-data-btn" data-param-filename="roma-e-la-prima-citta-italiana-per-anomalia-nella-temperatura-media"></div>
						                        
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                            <p><label for="embed-chart-172155"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-172155" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			</p>
<p>Nel periodo 1971-2000 la temperatura media più alta era quello di <strong>Palermo</strong>, pari a 18,5 gradi, seguita da Bari (17°C). Osservando invece le anomalie del 2020 rispetto al valore climatico, <strong>Roma</strong> registra il maggiore aumento, pari a +2°C, seguita da Milano (+1,9°C), Bologna (+1,8°C) e Torino (1,7°C).</p>
<p>In sintesi, <strong>le città del centro-nord registrano anomalie maggiori rispetto a quelle del sud</strong>. Una situazione che, almeno in parte, potrebbe essere spiegata dall’inquinamento atmosferico, che è <a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-capoluoghi-del-nord-tra-i-piu-inquinati-dellultimo-anno/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">più incisivo nell’Italia settentrionale</a> che nel meridione ed è la causa principale dell’innalzamento delle temperature.</p>
<h3>Piogge, temporali e neve sono sempre meno frequenti</h3>
<p>A differenza delle temperature, che in quasi tutte le principali città italiane sono aumentate, nel 2020 le precipitazioni totali annue hanno visto una sostanziale riduzione. Parliamo di <strong>661 millimetri di acqua</strong> depositatasi sui suoli dei più grandi centri urbani italiani nel corso dell'anno.</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">-132 mm </span>il calo della precipitazione annua nelle principali città italiane, nel 2020, rispetto agli anni 2006-2015.</p>
			        </section>
		</p>
<p>Istat con precipitazioni intende tutti i fenomeni climatici in cui <strong>particelle di acqua cadono al suolo - sia quelle liquide che quelle solide</strong>. Sono quindi incluse nel monitoraggio pioviggine, pioggia, rovesci, temporali, rugiada e brina, ma anche neve e grandine.</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
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                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/solo-in-2-capoluoghi-di-regione-sono-aumentate-le-precipitazioni/">Solo in 2 capoluoghi di regione sono aumentate le precipitazioni</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/solo-in-2-capoluoghi-di-regione-sono-aumentate-le-precipitazioni/">La differenza tra la precipitazione totale annua nel 2020 e il valore medio relativo agli anni 2006-2015, nei comuni capoluogo monitorati da Istat</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1">
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                    </div>
			        			                                <div id="chart_172147_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_172147_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_172147_tab3"><p>I dati relativi alle città colorate in rosso indicano un aumento nelle precipitazioni medie annuali, mentre quelle colorati in verde segnano un calo.</p>
</div>
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                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis su dati <a href="https://www.istat.it/it/archivio/263811" target="_blank" rel="noopener">Istat</a>                                                                <br>(ultimo aggiornamento: mercoledì 15 Dicembre 2021)
                                        </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-172147"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-172147" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			</p>
<p>Solo nelle città di <strong>Bolzano</strong> e Perugia le precipitazioni, in senso assoluto, sono aumentate, rispettivamente di 133,8 e 83 millimetri. Nelle restanti 22 città monitorate da Istat si è invece visto un calo. Soprattutto a sud della penisola e in particolare a <strong>Napoli</strong>, dove nel 2020 le precipitazioni totali sono state di 423,5 mm inferiori rispetto alla media 2006-2015. Sotto questo aspetto la seguono Catanzaro (-416 mm) e Catania (-359,7).</p>
<p>Anche per quanto riguarda poi quelli che Istat definisce come i "<strong>giorni piovosi</strong>", ovvero i giorni, in un anno, in cui le precipitazioni sono state pari o superiori a 1 mm, si è registrato un calo.</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">-14 </span>i giorni piovosi nel 2020, rispetto alla media 2006-2015.</p>
			        </section>
		</p>
<p>Anche in questo caso, è utile analizzare la normale climatica riferita al trentennio 1971-2000 per riscontrare le maggiori anomalie rispetto al valore di lungo termine.</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/a-napoli-il-maggiore-calo-nelle-precipitazioni-annue/">A Napoli il maggiore calo nelle precipitazioni annue</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/a-napoli-il-maggiore-calo-nelle-precipitazioni-annue/">Anomalia delle precipitazioni annue (in mm di pioggia) nel 2020 rispetto alla media 1971-2000, nelle città italiane di grandi dimensioni</a></h3>
                                    </div>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                    </div>
			        			                                <div id="chart_172160_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_172160_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_172160_tab3"><p>Per anomalia climatica si intende la differenza tra il valore di un parametro meteorologico (in questo caso il valore assoluto, in millimetri, di pioggia nel 2020) e il valore medio di lungo periodo preso a riferimento, denominato normale climatologica (in questo caso il valore assoluto, in millimetri, di pioggia nel periodo 1971-2000). I dati sono riferiti alle città di grandi dimensioni (con più di 200mila abitanti). Non sono disponibili i dati per Catania e Messina.</p>
</div>
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                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis su dati <a href="https://www.istat.it/it/archivio/263811" target="_blank" rel="noopener">Istat</a>                                                                <br>(ultimo aggiornamento: mercoledì 15 Dicembre 2021)
                                        </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-172160"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-172160" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			</p>
<p><strong>Napoli</strong> si riconferma come la città italiana con il maggior calo delle precipitazioni annue, pari a -439,6 millimetri rispetto alla normale climatica. Seguita da Genova (-276,9 mm), che tra i comuni considerati era quello con le precipitazioni più elevate (1.263,8 mm nel periodo 1971-2000) e Firenze (-221,6 mm).</p>
<p>Mentre soltanto a <strong>Palermo</strong> c'è stato un incremento delle precipitazioni, pari a 60,7 millimetri, nonostante rispetto al periodo 2006-2015 anche la città siciliana avesse registrato un calo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Foto credit: <a href="https://unsplash.com/@tlgklnc" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Tolga Kilinc</a> - <a href="https://unsplash.com/license" target="_blank" rel="noopener noreferrer">licenza</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/il-caldo-e-le-piogge-nelle-citta-italiane/">Il caldo e le piogge nelle città italiane</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Come cambia il ricorso al Foia tra i comuni capoluogo</title>
		<link>https://www.openpolis.it/come-cambia-il-ricorso-al-foia-tra-i-comuni-capoluogo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Nov 2020 07:15:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=79246</guid>

					<description><![CDATA[<p>In alcune città italiane, e in particolare a Roma, il 2019 ha visto una crescita significativa nelle richieste di Foia agli uffici comunali. Mentre in altre realtà lo strumento resta molto meno utilizzato. Ancora 3 i comuni capoluogo che non pubblicano il registro degli accessi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/come-cambia-il-ricorso-al-foia-tra-i-comuni-capoluogo/">Come cambia il ricorso al Foia tra i comuni capoluogo</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Appuntamento mensile con l’<a href="https://www.openpolis.it/cosa/foia/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">osservatorio Foia di openpolis</a>. Dall’evoluzione normativa della materia, alla sua applicazione nella giurisprudenza. Ma anche i dati del fenomeno, tra richieste e risposte, e il racconto di best practice: come sono stati utilizzati i dati per investigazioni di interesse pubblico. In collaborazione con Giulio Marotta.</p>
<p>        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/cosa/foia/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Osservatorio Foia<br />
<br><strong>Vai</strong></a>.</p>
        </section>
		</p>
<h3>Il registro degli accessi dei comuni capoluogo</h3>
<p>Con l’accesso civico generalizzato i cittadini possono richiedere alle pubbliche amministrazioni dati, documenti e informazioni già esistenti (ulteriori rispetto a quelli per i quali già vige un obbligo di pubblicazione), senza dover dimostrare l’esistenza di un interesse attuale e concreto né motivare la richiesta.</p>
<p>In questo articolo torniamo ad occuparci, a distanza di un anno dalla <a href="https://www.openpolis.it/foia-le-richieste-dei-cittadini-ai-comuni/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">precedente analisi</a>, dei registri degli accessi istituiti dalle 21 amministrazioni comunali capoluogo di regioni e province autonome, al fine di verificare le novità intervenute sull’utilizzo nell’organo di rappresentanza politica più vicina ai cittadini.</p>
<h3>Come si richiede l’accesso ad atti e documenti</h3>
<p>Tutti i siti dei comuni capoluogo hanno predisposto, all’interno della sezione “amministrazione trasparente”, alla voce “altri contenuti”, una rubrica in cui si forniscono notizie sulle diverse forme d’accesso.</p>
<p>        <section class="glossary">
            <div>
                <mark>
																		Sul sito di quasi tutte le amministrazioni è disponibile il Registro degli accessi, attraverso il quale il cittadino può conoscere le domande di accesso già presentate ed il loro esito.</br>
											                </mark>
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/che-cose-il-foia/">
                "Che cos&#8217;è il Foia"</a></span>

            </div>
        </section>
		</p>
<p>In generale<strong> le informazioni sulle diverse tipologie di accesso sono dettagliate ed esaurienti</strong>, ed è fornita anche la <strong>modulistica e l’indicazione degli uffici competenti per ricevere le richieste</strong> (vedi ad esempio Ancona, Bari, Bologna, Bolzano, Campobasso, Catanzaro, L’Aquila, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino, Trento, Trieste). In alcuni casi sono pubblicati anche i regolamenti comunali e le disposizioni interne (Bolzano, Cagliari, Napoli, Perugia, Palermo, Potenza, Roma, Torino).</p>
<h3>Chi ha pubblicato il registro e chi no</h3>
<p>Come abbiamo avuto modo di raccontare, le amministrazioni devono istituire un registro degli accessi dove indicare gli estremi delle richieste di accesso ricevute e il relativo esito. Tre delle 21 amministrazioni considerate continuano a non pubblicare il registro: Bolzano, Palermo e Trento.</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">3 su 21 </span>i comuni che non pubblicano un registro: Bolzano, Palermo e Trento.</p>
			        </section>
		</p>
<p>Come già verificato per le altre amministrazioni passate in rassegna nei precedenti mesi, <strong>anche per i comuni capoluogo si registrano modalità differenti nella presentazione dei dati dei registri per l’accesso</strong>, dando così vita a siti internet molto diversi uno dall’altro. Questo è un problema perché rende la base dati non uniforme, e quindi spesso non utilizzabile per un monitoraggio completo dell’andamento delle richieste. Anche perché<strong> in alcuni casi non è possibile distinguere i casi di accesso civico generalizzato da quelli riguardante l’accesso documentale e l’accesso civico semplice</strong>.</p>
<p>        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Accesso generalizzato, civico e documentale</p>
<p></p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/06/Come-funziona-il-Foia-in-Italia_Openpolis_12_20.pdf" target="_blank" rel="noopener">Scopri le differenze e cos'è il Foia</a></p></div>
				            </div>
        </section>
		</p>
<p>Aosta, Cagliari, Campobasso, Catanzaro, L’Aquila (quello in formato excel), Potenza (suddiviso per i singoli uffici), Roma, Venezia pubblicano un unico registro, inclusivo dell’accesso documentale e dell’accesso civico e Foia, con distinzione al suo interno delle diverse tipologie. Lo stesso Ancona, Bologna e Perugia, dove non è prevista una distinzione in ordine alla forma di accesso prescelta.</p>
<p>        <section class="blockquote">
							<p>Non c’è uniformità nella tipologia e nel formato dei registri che vengono pubblicati.</p>
<p>
			        </section>
		</p>
<p>Bari, Milano, Firenze e Trieste hanno realizzato un unico registro per accesso civico semplice e Foia (quello di Trieste non consente però di distinguere tra le due tipologie). Il comune di Torino ha sul proprio sito internet solamente il registro per l’accesso Foia. L’Aquila (in formato pdf) e Genova pubblicano tre distinti registri (accesso documentale, accesso civico semplice e Foia). Il comune di Napoli infine pubblica due registri (documentale e civico).</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Registro degli accessi Foia – comuni capoluogo</strong></p>
<p style="text-align: center;">
<table id="tablepress-2112" class="tablepress tablepress-id-2112">
<thead>
<tr class="row-1">
	<th class="column-1">comune</th><th class="column-2">registro degli accessi</th><th class="column-3">ultimo aggiornamento</th><th class="column-4"> formato dati</th><th class="column-5">link a sezione Foia</th>
</tr>
</thead>
<tbody class="row-striping row-hover">
<tr class="row-2">
	<td class="column-1">Ancona</td><td class="column-2">sì</td><td class="column-3">giugno 2019</td><td class="column-4">xls e pdf</td><td class="column-5"><a href="https://www.comune.ancona.gov.it/ankonline/sections/accesso-civico/" rel="noopener noreferrer" target="_blank">Vai</a></td>
</tr>
<tr class="row-3">
	<td class="column-1">Aosta</td><td class="column-2">sì</td><td class="column-3">luglio 2020</td><td class="column-4">ods</td><td class="column-5"><a href="http://trasparenza.partout.it/enti/AOSTA/altri-contenuti/altri-contenuti-accesso" rel="noopener noreferrer" target="_blank">Vai</a></td>
</tr>
<tr class="row-4">
	<td class="column-1">Bari</td><td class="column-2">sì</td><td class="column-3">aprile 2020</td><td class="column-4">ods</td><td class="column-5"><a href="http://www.comune.bari.it/web/trasparenza/accesso-civico" rel="noopener noreferrer" target="_blank">Vai</a></td>
</tr>
<tr class="row-5">
	<td class="column-1">Bologna</td><td class="column-2">sì</td><td class="column-3">dicembre 2019</td><td class="column-4">pdf</td><td class="column-5"><a href="http://www.comune.bologna.it/trasparenza/contenuti/161:22916/38174" rel="noopener noreferrer" target="_blank">Vai</a></td>
</tr>
<tr class="row-6">
	<td class="column-1">Bolzano</td><td class="column-2">no</td><td class="column-3">-</td><td class="column-4">-</td><td class="column-5"><a href="http://www.comune.bolzano.it/context.jsp?ID_LINK=4614&amp;area=154" rel="noopener noreferrer" target="_blank">Vai</a></td>
</tr>
<tr class="row-7">
	<td class="column-1">Cagliari</td><td class="column-2">sì</td><td class="column-3">giugno 2020</td><td class="column-4">ods</td><td class="column-5"><a href="https://trasparenza.comune.cagliari.it/portale/it/st01_accesso_civico.page" rel="noopener noreferrer" target="_blank">Vai</a></td>
</tr>
<tr class="row-8">
	<td class="column-1">Campobasso</td><td class="column-2">sì</td><td class="column-3">dicembre 2019</td><td class="column-4">pdf</td><td class="column-5"><a href="https://www.comune.campobasso.it/campobasso2/zf/index.php/trasparenza/index/index/categoria/169" rel="noopener noreferrer" target="_blank">Vai</a></td>
</tr>
<tr class="row-9">
	<td class="column-1">Catanzaro</td><td class="column-2">sì</td><td class="column-3">dicembre 2018</td><td class="column-4">pdf</td><td class="column-5"><a href="https://www.comune.catanzaro.it/amm-trasparente/altri-contenuti/accesso-civico/accesso-civico-3/" rel="noopener noreferrer" target="_blank">Vai</a></td>
</tr>
<tr class="row-10">
	<td class="column-1">Firenze</td><td class="column-2">sì</td><td class="column-3">giugno 2020</td><td class="column-4">pdf</td><td class="column-5"><a href="https://www.comune.fi.it/pagina/amministrazione-trasparente-altri-contenuti/accesso-civico" rel="noopener noreferrer" target="_blank">Vai</a></td>
</tr>
<tr class="row-11">
	<td class="column-1">Genova</td><td class="column-2">sì</td><td class="column-3">dicembre 2019</td><td class="column-4">xls</td><td class="column-5"><a href="http://www.comune.genova.it/content/accesso-civico" rel="noopener noreferrer" target="_blank">Vai</a></td>
</tr>
<tr class="row-12">
	<td class="column-1">L'Aquila</td><td class="column-2">sì</td><td class="column-3">dicembre 2017</td><td class="column-4">xls e pdf</td><td class="column-5"><a href="https://trasparenza.comune.laquila.it/pagina770_accesso-civico.html" rel="noopener noreferrer" target="_blank">Vai</a></td>
</tr>
<tr class="row-13">
	<td class="column-1">Milano</td><td class="column-2">sì</td><td class="column-3">giugno 2020</td><td class="column-4">pdf</td><td class="column-5"><a href="https://www.comune.milano.it/comune/amministrazione-trasparente/altri-contenuti/accesso-civico" rel="noopener noreferrer" target="_blank">Vai</a></td>
</tr>
<tr class="row-14">
	<td class="column-1">Napoli</td><td class="column-2">sì</td><td class="column-3">dicembre 2018</td><td class="column-4">ods</td><td class="column-5"><a href="http://www.comune.napoli.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/23478" rel="noopener noreferrer" target="_blank">Vai</a></td>
</tr>
<tr class="row-15">
	<td class="column-1">Palermo</td><td class="column-2">no</td><td class="column-3">-</td><td class="column-4">-</td><td class="column-5"><a href="https://www.comune.palermo.it/amministrazione_trasparente.php?sel=22&amp;asel=23" rel="noopener noreferrer" target="_blank">Vai</a></td>
</tr>
<tr class="row-16">
	<td class="column-1">Perugia</td><td class="column-2">sì</td><td class="column-3">dicembre 2018</td><td class="column-4">pdf</td><td class="column-5"><a href="https://www.comune.perugia.it/pagine/accesso-civico" rel="noopener noreferrer" target="_blank">Vai</a></td>
</tr>
<tr class="row-17">
	<td class="column-1">Potenza</td><td class="column-2">sì</td><td class="column-3">settembre 2020</td><td class="column-4">pdf</td><td class="column-5"><a href="http://www.rete.potenza.it/trasparenza/?page_id=368" rel="noopener noreferrer" target="_blank">Vai</a></td>
</tr>
<tr class="row-18">
	<td class="column-1">Roma</td><td class="column-2">sì</td><td class="column-3">giugno 2020</td><td class="column-4">pdf</td><td class="column-5"><a href="https://www.comune.roma.it/web/it/scheda-servizi.page?contentId=INF47043&amp;pagina=3" rel="noopener noreferrer" target="_blank">Vai</a></td>
</tr>
<tr class="row-19">
	<td class="column-1">Torino</td><td class="column-2">sì</td><td class="column-3">giugno 2019</td><td class="column-4">pdf</td><td class="column-5"><a href="http://www.comune.torino.it/amministrazionetrasparente/altri-contenuti/accesso-civico/index.shtml" rel="noopener noreferrer" target="_blank">Vai</a></td>
</tr>
<tr class="row-20">
	<td class="column-1">Trento</td><td class="column-2">no</td><td class="column-3">-</td><td class="column-4">-</td><td class="column-5"><a href="https://www.comune.trento.it/Amministrazione-Trasparente/Altri-contenuti/Accesso-civico" rel="noopener noreferrer" target="_blank">Vai</a></td>
</tr>
<tr class="row-21">
	<td class="column-1">Trieste</td><td class="column-2">sì</td><td class="column-3">giugno 2020</td><td class="column-4">pdf</td><td class="column-5"><a href="http://amministrazionetrasparente.comune.trieste.it/altri-contenuti/accesso-civico/" rel="noopener noreferrer" target="_blank">Vai</a></td>
</tr>
<tr class="row-22">
	<td class="column-1">Venezia</td><td class="column-2">sì</td><td class="column-3">ottobre 2020</td><td class="column-4">tabella di navigazione</td><td class="column-5"><a href="https://www.comune.venezia.it/it/content/accesso-civico" rel="noopener noreferrer" target="_blank">Vai</a></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<!-- #tablepress-2112 from cache --></p>
<h3>Quali dati, e con quali tempistiche, vengono aggiornati</h3>
<p>Come già evidenziato nei precedenti approfondimenti, le variabili più importanti per un monitoraggio costante sono tre: la tempistica degli aggiornamenti, la tipologia di dati rilasciati e il contenuto delle informazioni rese disponibili.</p>
<p>Un aggiornamento costante dei registri è garantito dai comuni di Aosta, Bari, Cagliari, Firenze, Milano, Potenza, Roma, Trieste (dove però mancano i dati relativi al secondo semestre del 2019) e Venezia. I registri di diverse città capoluogo sono aggiornati solo a giugno o dicembre 2019; ma ci sono registri con carenze ancora più evidenti, come quelli di Catanzaro, Napoli e Perugia (tuttora fermi a dicembre 2018). A Campobasso e Perugia manca peraltro anche il registro 2017, mentre per L’Aquila sono disponibili i dati solo per il 2017.</p>
<p>Capitolo a parte merita invece il comune di <strong>Venezia che ha realizzato un’apposita banca dati</strong>, che consente al cittadino di effettuare ricerche sulle richieste di accesso (ad esempio per tipologia di accesso, periodo di riferimento, ufficio competente etc.). <strong>Ricerche che però non si possono salvare o scaricare, elemento che non permette una facile analisi del registro</strong>. I dati degli altri registri sono prevalentemente in formato pdf (Bologna, Campobasso, Catanzaro, Firenze, L’Aquila, Milano, Perugia, Potenza, Roma, Torino, Trieste); gli altri in formato xls.</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">61% </span>dei registri pubblicati sono in formato pdf.</p>
			        </section>
		</p>
<p>Le informazioni contenute nei registri sono meno dettagliate rispetto a quelle di alcuni ministeri.<strong> La descrizione delle richieste è talora sommaria</strong> (Cagliari, Catanzaro, Napoli, Roma) <strong>oppure non sono esplicitate le motivazioni del diniego</strong> (Bologna, Cagliari, Catanzaro, Roma, Trieste, Venezia). Solo il registro di Roma (a partire dal 2019) riporta la tipologia del soggetto richiedente (privato cittadino, avvocato, docente, giornalista, associazione etc.), mentre le informazioni sui ricorsi al Tar sono presenti solo nei registri di Cagliari, Genova, L’Aquila, Torino (i casi riportati sono peraltro pochissimi). <strong>Alcuni registri (Bologna, Cagliari, Milano) calcolano anche i tempi di risposta</strong>.</p>
<p>Come emerge in maniera abbastanza chiara, <strong>aumentando il numero di istituzioni confrontate, aumentano anche le differenze su come vengono pubblicati i dati sulle richieste Foia</strong>. Il confronto dei dati tra i comuni capoluogo di regione risulta essere complicato, in quanto la base dati fondamentalmente non è affidabile. Nello spirito di questo osservatorio un’analisi completa sui primi tre anni di applicazione del Foia (2017-2019) per i comuni capoluogo di regione non si può quindi svolgere.</p>
<h3>Come sono andate le richieste di accesso generalizzato nei grandi comuni</h3>
<p>Per tentare comunque di capire quanto i cittadini utilizzino il Foia nei confronti delle amministrazioni locali, abbiamo effettuato un’analisi a campione. Rispetto alla scorsa rilevazione, dove l&#8217;analisi era circoscritta alle 3 città più popolose d’Italia (Roma, Milano e Napoli), abbiamo allargato il monitoraggio a Torino, Firenze e Bari. <strong>Una selezione che quindi ci permette di approfondire i 4 maggiori comuni italiani, che il prossimo anno andranno al voto</strong>, più due città del centro e del sud con oltre 300mila abitanti (Firenze e Bari).</p>
<p>Per Napoli, l’esame è limitato ai soli anni 2017 e 2018, mentre per Torino non sono disponibili i dati del secondo semestre 2019.</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-media-quasi-il-90-delle-richieste-foia-viene-accolto/">In media quasi il 90% delle richieste Foia viene accolto</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-media-quasi-il-90-delle-richieste-foia-viene-accolto/">Esito richieste di accesso civico generalizzato tra il 2017 e il 2019 in alcune città campione</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0">
                    <div id="chart_109994_tab1" role="tab" aria-controls="chart_109994_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis su dati registri accessi comunali                                                                <br>(ultimo aggiornamento: martedì 10 Novembre 2020)
                                        </p>
                </div>
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                </div>

                            </div>

			</p>
<p>Nei primi anni di applicazione del Foia i comuni presi in esame hanno ricevuto in totale <strong>1.780</strong><strong> richieste di accesso civico generalizzato</strong>. In media la <strong>grande maggioranza di queste risulta accolte (86,5% del totale) o comunque parzialmente accolta (4,7%)</strong>. Tra i comuni selezionati spiccano il 95-96% di Foia accolti o parzialmente accolti a Napoli e Roma (per la prima città però non sono disponibili i dati relativi al 2019). Seguono, con una <strong>percentuale di accolti o parzialmente accolti compresa tra l'80 e l'85%, Torino, Firenze e Milano</strong>. Anche a Bari gran parte delle richieste presentate nel triennio sono state accolte (70%).</p>
<p>Guardando ai valori assoluti, poco meno di mille sono state depositate a Roma (992, il 55,7% del totale), che stacca le altre città considerate: 394 Milano, circa 200 Napoli e 118 a Torino, 73 a Firenze e 10 a Bari. Presi come totale, si tratta di una <strong>cifra considerevole se confrontata con quelle delle altre istituzioni</strong> analizzate fin qua all’interno dell’Osservatorio Foia di openpolis: 1.827 le richieste a <a href="https://www.openpolis.it/richieste-foia-ai-ministeri-ancora-troppe-lacune/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">presidenza del consiglio e ministeri</a>, 1.810 alle<a href="https://www.openpolis.it/foia-regioni/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> regioni italiane</a> (qui però i dati si sono rivelati spesso carenti) e 202 nei confronti delle <a href="https://www.openpolis.it/foia-e-authority-il-quadro-delle-richieste/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">autorità indipendenti</a>.</p>
<p>È soprattutto la Capitale a veder aumentare le richieste rispetto alla <a href="https://www.openpolis.it/foia-le-richieste-dei-cittadini-ai-comuni/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">scorsa rilevazione</a>: in un solo anno le richieste sono quasi raddoppiate, passando <strong>da 507 a 992, con una crescita del 95,7%</strong>.</p>
<p>        <section class="blockquote">
							<p>Il ricorso al Foia varia molto sul territorio nazionale.</p>
<p>
			        </section>
		</p>
<p><strong>Questi numeri si prestano a due considerazioni. </strong>Da un lato, il <strong>potenziale dello strumento sicuramente aumenta con l'avvicinarsi dell'istituzione ai cittadini</strong>. Appare evidente che i <strong>comuni, trattando tematiche e questioni che in maniera più immediata riguardano la vita di tutti i giorni, siano l'ambito prediletto per le richieste di accesso civico generalizzato dei cittadini</strong>. Dall'altro le forti differenze tra i capoluoghi considerati indicano che l'utilizzo del Foia non è affatto omogeneo sul territorio nazionale. E <strong>tende a concentrarsi sui comuni più grandi, e in particolare sulla capitale</strong> che ha visto la crescita più significativa nell'arco del triennio.</p>
<p><strong>Una mole di lavoro elevata, che nel 2019 ha in alcuni casi allungato i tempi di attesa</strong>, che però restano mediamente entro i limiti stabiliti. Le amministrazioni interpellate devono infatti pronunciarsi sulla richiesta di accesso entro 30 giorni, salvo termini più ampi in caso di presenza di controinteressati e di parere del garante della privacy.</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">24 </span>giorni d'attesa in media per ricevere una risposta alle richieste Foia nei comuni considerati.</p>
			        </section>
		</p>
<p>In questo ambito i comuni italiani presi in considerazione hanno registrato un tempo medio di attesa di 24 giorni, quindi sotto il tempo massimo consentito. Un buon risultato, specialmente per quanto riguardo il comune di <strong>Milano che in tutto il triennio ha avuto un dato inferiore ai 20 giorni</strong>: 18,2 nel 2017, 16 nel 2018 e 18,4 nel 2019. Valori che fanno registrare una <strong>performance migliore rispetto alle altre città considerate, almeno come dato medio</strong>.</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/a-milano-tempi-di-attesa-inferiori-ai-20-giorni-medi-su-tutto-il-triennio/">A Milano tempi di attesa inferiori ai 20 giorni medi su tutto il triennio</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/a-milano-tempi-di-attesa-inferiori-ai-20-giorni-medi-su-tutto-il-triennio/">Tempi di attesa per le richieste di accesso in alcune città campione (2017-19)</a></h3>
                                    </div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis su dati registri accessi comunali                                                                <br>(ultimo aggiornamento: martedì 10 Novembre 2020)
                                        </p>
                </div>
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						                                                <div title="Scarica dati CSV" class="opmag-chart-action-data-btn" data-param-filename="a-milano-tempi-di-attesa-inferiori-ai-20-giorni-medi-su-tutto-il-triennio"></div>
						                        
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                            <p><label for="embed-chart-109999"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                </div>

                            </div>

			</p>
<p>Paradossalmente, <strong>è proprio il comune con meno richieste tra quelli considerati (Bari) a mostrare i tempi maggiori</strong>. Con un dato medio (34 giorni) che comunque segna un <strong>miglioramento rispetto agli anni precedenti</strong> (39 giorni nel 2018).</p>
<h3>Considerazioni finali</h3>
<p>Il quadro sopra sintetizzato evidenzia i ritardi da parte di alcune città capoluogo nella piena attuazione della normativa in materia di accesso. Da questo punto di vista <strong>sarebbe necessario che anche Bolzano, Palermo e Trento procedessero tempestivamente all’istituzione dei registri per l’accesso</strong>.</p>
<p>        <section class="blockquote">
							<p>È necessario che i dati siano compilati in modo da rendere possibile consultazione e analisi.</p>
<p>
			        </section>
		</p>
<p>In ogni caso appare opportuno che<strong> anche le altre amministrazioni si adeguino alla circolare n. 1/2019 del ministro Bongiorno</strong> che definisce uno standard comune per quanto riguarda sia i dati da pubblicare sia il supporto informatico (in modo da facilitare anche una trasmissione più facile dei dati medesimi), ed avere così una visione chiara del fenomeno e consentire un monitoraggio efficace e costante.</p>
<p>I dati delle città campione sottolineano in maniera chiara e nitida quanto il<strong> Foia venga utilizzato in modo ricorrente dai cittadini, sebbene con forti differenze</strong>. Motivo per il quale è ancora più importante aumentare la comunicazione e la trasparenza istituzionale sul tema.</p>
<p>Foto credit: Luca Aless - <a href="https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Milano_-_Palazzo_Marino.JPG" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Palazzo Marino (Milano) - Wikimedia commons</a> - <a href="https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0/deed.en" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Licenza</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/come-cambia-il-ricorso-al-foia-tra-i-comuni-capoluogo/">Come cambia il ricorso al Foia tra i comuni capoluogo</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La difficoltà di raggiungere la scuola nei territori meno collegati</title>
		<link>https://www.openpolis.it/la-difficolta-di-raggiungere-la-scuola-nei-territori-meno-collegati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Feb 2020 09:13:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=64999</guid>

					<description><![CDATA[<p>In alcune aree del paese la distanza da una stazione ferroviaria rende proibitivo questo tipo di trasporto. Vediamo quanto e come sono collegate le scuole in questi territori.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/la-difficolta-di-raggiungere-la-scuola-nei-territori-meno-collegati/">La difficoltà di raggiungere la scuola nei territori meno collegati</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In Italia, per l&#8217;articolazione territoriale del paese, e spesso anche per la carenza di infrastrutture e servizi, l&#8217;accesso al trasporto pubblico non è semplice per tutti i cittadini.<strong> Il tempo che serve per raggiungere i servizi di trasporto, come la stazione ferroviaria più vicina, rende molto difficoltosi i collegamenti in alcune aree</strong>. <a href="https://www.openpolis.it/esercizi/la-raggiungibilita-delle-scuole/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Come abbiamo avuto modo di ricostruire</a>, questa è una delle cause che porta allo spopolamento di interi territori.</p>
<p><strong>La difficoltà di accedere al trasporto pubblico ha delle conseguenze specifiche per bambini e ragazzi</strong>. In particolare per quanto riguarda l&#8217;offerta scolastica, che risulta penalizzata proprio nei comuni poco collegati e lontani dai servizi: i comuni interni.</p>
<p>        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/parole/che-cosa-sono-le-aree-interne/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Che cosa sono le aree interne?<br><strong>Vai al glossario</strong></a>.</p>
        </section>
		</p>
<h3>L&#8217;impatto della mancanza di collegamenti su scuola e studenti</h3>
<p>Data la difficoltà dei collegamenti, nelle aree interne <a href="https://www.openpolis.it/numeri/nelle-aree-interne-le-scuole-ospitano-meno-alunni/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">le scuole risultano spesso sottodimensionate</a> e la<a href="https://www.miur.gov.it/documents/20182/890263/strategia_nazionale_aree_interne.pdf/d10fc111-65c0-4acd-b253-63efae626b19#page=37" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> mobilità del personale docente è più elevata</a>. Con effetti negativi sulla qualità della didattica e sugli apprendimenti degli studenti.</p>
<p>        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Le prestazioni degli studenti delle aree interne sottoposti ai test Invalsi, sia in italiano che in matematica, sono inferiori alla media nazionale praticamente a tutti i livelli scolastici.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.miur.gov.it/documents/20182/890263/strategia_nazionale_aree_interne.pdf/d10fc111-65c0-4acd-b253-63efae626b19#page=38" target="_blank">- Strategia nazionale per le Aree interne</a>
									            </div>
        </section>
		</p>
<p>Un <strong>esito negativo anche in termini sociali</strong>, perché comporta il progressivo impoverimento, anche in termini di capitale umano, di questi territori. Per questa ragione è importante<strong> capire quali aree del paese abbiano maggiore difficoltà nell&#8217;accesso ai trasporti pubblici</strong>.</p>
<p>        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2020/02/raggiungibilità-scuole.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Scarica l&#8217;articolo<br />
<br><strong>in versione pdf</strong></a>.</p>
        </section>
		</p>
<h3>I territori meno collegati dal trasporto ferroviario</h3>
<p>Grazie al lavoro dello <a href="https://www.europeandatajournalism.eu/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">European data journalism network</a>, di cui openpolis fa parte, siamo in grado di ricostruire &#8211; provincia per provincia &#8211; la possibilità di <strong>accesso ai servizi di trasporto ferroviario</strong>.</p>
<p>Un indicatore che aiuta ad inquadrare questo aspetto è il numero di <strong>chilometri che distanziano la stazione ferroviaria più vicina dal 10% di popolazione che vive più lontano dalle stazioni</strong>.</p>
<p>In Italia, in media, <strong>il 10% della popolazione che abita più distante dalle stazioni deve percorrere</strong> <strong>almeno</strong> <strong>12,24 chilometri per raggiungere quella più vicina</strong>. Ma questo dato cambia molto sul territorio, osservando i dati provincia per provincia.</p>
<p>In alcuni territori <strong>la stazione ferroviaria si trova a meno di 5 chilometri di distanza, anche per la fascia di popolazione che abita più lontano</strong>. È il caso delle province di Lecco (3,64 chilometri), Genova (3,94), Lucca (4,75), Massa-Carrara (4,76) e La Spezia (4,84).</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/laccessibilita-delle-stazioni-nelle-province-italiane/">L&#8217;accessibilità delle stazioni nelle province italiane</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/laccessibilita-delle-stazioni-nelle-province-italiane/">Distanza minima dalla stazione ferroviaria più vicina per il 10% di popolazione che vive più lontano dalle stazioni (2019)</a></h3>
                                    </div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis - Con i bambini su dati <a href="https://www.europeandatajournalism.eu/eng/News/Large-investigation/These-six-graphs-show-how-affordable-and-fast-trains-in-Europe-are" target="_blank" rel="noopener">European data journalism network</a>                                                                <br>(ultimo aggiornamento: venerdì 22 Novembre 2019)
                                        </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2020/01/Schermata-del-2020-01-16-10-28-57.png" target="_blank" download></a>
						                                                
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                            <p><label for="embed-chart-65054"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-65054" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			</p>
<p>In altre realtà invece l'<strong>accesso al trasporto ferroviario risulta molto più proibitivo</strong>. <strong>Nella ex provincia sarda dell'Ogliastra la distanza dalle stazioni sale a 51,2 chilometri</strong>. E servono come minimo oltre 30 chilometri anche nel nuorese (33,06), a Pesaro-Urbino (31,86), ad Agrigento (31,45) e Potenza (30,30).</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/sono-sarde-3-delle-10-province-dove-e-piu-difficile-accedere-alle-stazioni-ferroviarie/">Sono sarde 3 delle 10 province dove è più difficile accedere alle stazioni ferroviarie</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/sono-sarde-3-delle-10-province-dove-e-piu-difficile-accedere-alle-stazioni-ferroviarie/">Distanza minima dalla stazione ferroviaria più vicina per il 10% di popolazione che vive più lontano dalle stazioni (2019)</a></h3>
                                    </div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis - Con i bambini su dati <a href="https://www.europeandatajournalism.eu/eng/News/Large-investigation/These-six-graphs-show-how-affordable-and-fast-trains-in-Europe-are" target="_blank" rel="noopener">European data journalism network </a>                                                                <br>(ultimo aggiornamento: venerdì 22 Novembre 2019)
                                        </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2020/02/sono-sarde-3-delle-10-province-dove-e-piu-difficile-accedere-alle-stazioni-ferroviarie.png" target="_blank" download></a>
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                            <p><label for="embed-chart-65067"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-65067" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                </div>

                            </div>

			</p>
<p>Oltre alle province della Sardegna e del mezzogiorno,<strong> spiccano anche alcuni territori del centro-nord</strong>: la già citata Pesaro-Urbino, Sondrio (29,6 chilometri) e Arezzo (25,68). Ma<strong> cosa sappiamo sui collegamenti delle scuole in queste province?</strong></p>
<h3>La raggiungibilità della scuola nei territori meno collegati</h3>
<p>Per ricostruirlo, possiamo analizzare dai dataset del <a href="https://www.miur.gov.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Miur</a> <strong>quanti edifici scolastici siano collegati attraverso i mezzi pubblici</strong>. Tenendo conto che in questi dati, a seguito della soppressione di alcune province sarde, Ogliastra e Nuoro costituiscono un'unica aggregazione (Nuoro), mentre Olbia-Tempio è parte della provincia di Sassari.</p>
<p>La<strong> quota di scuole raggiungibili con il treno</strong>, come prevedibile visti i dati precedenti,<strong> in alcuni di questi territori è molto ristretta</strong>. A Pesaro-Urbino e Foggia gli edifici scolastici entro 500 metri da una stazione ferroviaria sono meno del 3%, contro una media nazionale dell'8,68%.</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
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                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-raggiungibilita-delle-scuole-in-treno/">La raggiungibilità delle scuole in treno</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-raggiungibilita-delle-scuole-in-treno/">Percentuale di scuole a meno di 500 metri da una stazione, nelle province con i servizi ferroviari meno accessibili (2017)</a></h3>
                                    </div>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                    </div>
			        			                                <div id="chart_65079_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_65079_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_65079_tab3"><p>Il dato mostra la percentuale di edifici scolastici distanti meno di 500 metri da una stazione ferroviaria. Le province considerate sono quelle dove è più elevata la distanza minima (in chilometri) che il 10% della popolazione più lontano dalle stazioni ferroviarie deve fare per raggiungere la stazione più vicina. Quest&#8217;ultimo dato è stato elaborato dall&#8217;<em>European data journalism network</em>.</p>
</div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis - Con i bambini su dati Miur                                                                <br>(ultimo aggiornamento: martedì 25 Settembre 2018)
                                        </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2020/02/la-raggiungibilita-delle-scuole-in-treno.png" target="_blank" download></a>
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                            <p><label for="embed-chart-65079"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-65079" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			</p>
<p><strong>Superano ampiamente la media nazionale due realtà del centro-nord</strong>: Sondrio (21,63% degli edifici scolastici raggiungibili in treno) e Arezzo (15,57%). Anche Campobasso e Potenza si trovano al di sopra di questa soglia.</p>
<p>Ma <strong>questo dato da solo è poco utile a ricostruire la reale accessibilità delle scuole in questi territori</strong>. Perché, anche quando gli edifici scolastici sono vicini alla stazione ferroviaria, rimane il <strong>problema per i ragazzi che abitano a decine di chilometri di distanza da una stazione</strong>.</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">21,63% </span>gli edifici scolastici raggiungibili con il treno nella provincia di Sondrio, la più accessibile tra quelle considerate. In questo territorio, tuttavia, chi vive lontano dalla stazione deve percorrere quasi 30 chilometri per raggiungerla.</p>
			        </section>
		</p>
<p>Quindi, per chi non può utilizzare il trasporto ferroviario, resta l'<strong>alternativa del trasporto pubblico interurbano</strong>. In Italia in media circa il 42% delle scuole è raggiungibile con questa modalità (ovvero si trova a meno di 500 metri da una fermata). Questo dato varia molto tra le province prese in esame.</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-raggiungibilita-delle-scuole-con-il-trasporto-pubblico-interurbano/">La raggiungibilità delle scuole con il trasporto pubblico interurbano</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-raggiungibilita-delle-scuole-con-il-trasporto-pubblico-interurbano/">Percentuale di scuole a meno di 500 metri da una fermata del trasporto pubblico interurbano, nelle province con i servizi ferroviari meno accessibili (2017)</a></h3>
                                    </div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis - Con i bambini su dati Miur                                                                <br>(ultimo aggiornamento: martedì 25 Settembre 2018)
                                        </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-65093"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                            </div>

			</p>
<p><strong>In 3 territori più della metà delle scuole è raggiungibile con i mezzi interurbani</strong>. Oltre a Potenza (58,29%), si tratta delle province del centro-nord già segnalate per la raggiungibilità con il treno: Sondrio (52,88%), Arezzo (51,9%). Tra quelle considerate, le province con meno scuole raggiungibili con il trasporto interurbano sono Agrigento (21,86%) e Foggia (28,05%). Due territori che spiccavano anche tra i meno raggiungibili con il treno.</p>
<h3>Scarica, condividi e riutilizza i dati</h3>
<p>        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Scarica i dati, regione per regione</p>
<p></p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/raggiungibilit&#37;C3&#37;A0+edifici/ABRUZZO.xlsx" target="_blank" rel="noopener">Abruzzo</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/raggiungibilit&#37;C3&#37;A0+edifici/BASILICATA.xlsx" target="_blank" rel="noopener">Basilicata</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/raggiungibilit&#37;C3&#37;A0+edifici/CALABRIA.xlsx" target="_blank" rel="noopener">Calabria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/raggiungibilit&#37;C3&#37;A0+edifici/CAMPANIA.xlsx" target="_blank" rel="noopener">Campania</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/raggiungibilit&#37;C3&#37;A0+edifici/EMILIA+ROMAGNA.xlsx" target="_blank" rel="noopener">Emilia Romagna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/raggiungibilit&#37;C3&#37;A0+edifici/FRIULI+VG.xlsx" target="_blank" rel="noopener">Friuli VG</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/raggiungibilit&#37;C3&#37;A0+edifici/LAZIO.xlsx">Lazio</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/raggiungibilit&#37;C3&#37;A0+edifici/LIGURIA.xlsx">Liguria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/raggiungibilit&#37;C3&#37;A0+edifici/LOMBARDIA.xlsx">Lombardia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/raggiungibilit&#37;C3&#37;A0+edifici/MARCHE.xlsx">Marche</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/raggiungibilit&#37;C3&#37;A0+edifici/MOLISE.xlsx">Molise</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/raggiungibilit&#37;C3&#37;A0+edifici/PIEMONTE.xlsx">Piemonte</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/raggiungibilit&#37;C3&#37;A0+edifici/PUGLIA.xlsx">Puglia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/raggiungibilit&#37;C3&#37;A0+edifici/SARDEGNA.xlsx">Sardegna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/raggiungibilit&#37;C3&#37;A0+edifici/SICILIA.xlsx">Sicilia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/raggiungibilit&#37;C3&#37;A0+edifici/TOSCANA.xlsx">Toscana</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/raggiungibilit&#37;C3&#37;A0+edifici/TRENTINO+ALTO+ADIGE.xlsx">Trentino AA</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/raggiungibilit&#37;C3&#37;A0+edifici/UMBRIA.xlsx" target="_blank" rel="noopener">Umbria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/raggiungibilit&#37;C3&#37;A0+edifici/VALLE+D'AOSTA.xlsx">Valle d'Aosta</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/raggiungibilit&#37;C3&#37;A0+edifici/VENETO.xlsx">Veneto</a></p></div>
				            </div>
        </section>
		</p>
<p>I contenuti dell'Osservatorio povertà educativa <a href="https://www.openpolis.it/cosa/poverta-educativa/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">#conibambini</a> sono realizzati da openpolis con l'impresa sociale Con i Bambini nell'ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell'articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l'obiettivo di creare un'unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di <em>data journalism</em> o anche per semplice consultazione. La fonte dei dati sulla distanza dalle stazioni è lo European data journalism network. La fonte dei dati sulla raggiungibilità degli edifici scolastici è il Miur. I dati sono relativi all'anno scolastico 2017/18.</p>
<h3>European datajournalism network, i dati nel resto dell'Europa</h3>
<p>L'accesso al trasporto pubblico è un tema che interessa tutti i paesi dell'Unione europea. Altre realtà all'interno dell'<a href="https://www.europeandatajournalism.eu/eng" target="_blank" rel="noopener noreferrer">European datajournalism network</a>, <strong>la piattaforma per le notizie data-driven sugli affari europei in 12 lingue di cui openpolis fa parte</strong>, hanno analizzato i dati sull'accesso ai servizi di trasporto ferroviario. Per chi fosse interessato consigliamo quindi di leggere <a href="https://www.europeandatajournalism.eu/eng/Investigations/Don-t-Miss-the-Train" target="_blank" rel="noopener noreferrer">qui</a> gli altri contributi.</p>
<p>        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.europeandatajournalism.eu/eng" target="_blank" rel="noopener noreferrer">European datajournalism network<br />
<br><strong>Vai al sito</strong></a>.</p>
        </section>
		</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Foto credit: <a href="https://pxhere.com/it/photo/855774" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Pxhere</a> - <a href="https://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.0/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Licenza</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/la-difficolta-di-raggiungere-la-scuola-nei-territori-meno-collegati/">La difficoltà di raggiungere la scuola nei territori meno collegati</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La presenza delle mense scolastiche nelle aree interne</title>
		<link>https://www.openpolis.it/la-presenza-delle-mense-scolastiche-nelle-aree-interne/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Dec 2019 08:07:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=62448</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nelle aree interne la presenza di mense scolastiche non riguarda solo il servizio di refezione. È anche il presupposto per potenziare un'offerta didattica in luoghi dove spesso è più carente rispetto ai centri maggiori.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/la-presenza-delle-mense-scolastiche-nelle-aree-interne/">La presenza delle mense scolastiche nelle aree interne</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Le mense scolastiche costituiscono un servizio essenziale per i bambini, i ragazzi e le loro famiglie</strong>. Il ruolo della scuola nella promozione e nella pratica concreta di uno stile di vita sano passa anche dal servizio di refezione offerto.</p>
<p>Un ruolo che i piani nazionali riguardanti l&#8217;infanzia e l&#8217;adolescenza hanno cercato di promuovere nel corso degli anni:</p>
<p>        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Già con il Piano nazionale della prevenzione (Pnp) 2010-2012, prorogato al 2013, si era provveduto a consolidare la partnership e le alleanze con la scuola, attraverso programmi volti all’incremento del consumo di frutta e verdura (&#8230;) miglioramento e controllo della qualità nutrizionale dei menù delle mense scolastiche (&#8230;) Anche il Pnp 2014-2018 (&#8230;) individua la scuola come luogo privilegiato per la promozione della salute.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.lavoro.gov.it/temi-e-priorita/infanzia-e-adolescenza/focus-on/Osservatorio/Documents/V-VI-Rapporto-attuazione-Convenzione-diritti-del-fanciullo.pdf" target="_blank">- V e VI rapporto al comitato Onu sui diritti del fanciullo</a>
									            </div>
        </section>
		</p>
<p><strong> La premessa per rendere possibile questo tipo di attività è ovviamente la presenza sul territorio delle mense scolastiche</strong>. Anche e soprattutto nelle aree che storicamente sono più povere di servizi, come le aree interne.</p>
<p>        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/12/La-presenza-delle-mense-scolastiche-nelle-aree-interne.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Scarica il minireport<br />
<br><strong>in versione pdf</strong></a>.</p>
        </section>
		<br />
        <section class="glossary">
            <div>
                <mark>
																		Le aree interne sono i territori del paese più distanti dai servizi essenziali (quali istruzione, salute, mobilità). Parliamo di circa 4.000 comuni, con 13 milioni di abitanti, a forte rischio spopolamento (in particolare per i giovani), e dove la qualità dell&#039;offerta educativa risulta spesso compromessa.</br>
											                </mark>
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/che-cosa-sono-le-aree-interne/">
                "Che cosa sono le aree interne"</a></span>

            </div>
        </section>
		</p>
<h3>Quante sono le scuole dotate di mensa</h3>
<p>Come ricostruito nel report <a href="https://www.openpolis.it/esercizi/come-la-poverta-educativa-colpisce-i-minori-nei-comuni-italiani/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Tante Italie dove crescere</a>, in Italia <strong>gli edifici scolastici statali dotati di mensa sono una minoranza</strong>. In media, in base ai dati raccolti dal Miur, la loro presenza è dichiarata dagli enti proprietari per poco più di un edifico su 4 (26%).</p>
<p>        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Le mappe della povertà educativa</p>
<p></p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/11/Le-mappe-della-povert&#37;C3&#37;A0-educativa_.pdf" target="_blank" rel="noopener">Leggi, scarica e diffondi il report</a></p></div>
				            </div>
        </section>
		</p>
<p>Sono <strong>4 le regioni che spiccano per la presenza di queste strutture</strong>: Valle d&#8217;Aosta (69,4% degli edifici ne è dotata), Toscana (63,3%), Friuli-Venezia Giulia (62,0%) e Piemonte (61,3%). In tutti gli altri casi gli edifici scolastici con la mensa sono meno del 40%. <strong>Quelle con la minor presenza dichiarata sono Sicilia (8,2%) e Campania (9,5%)</strong>, stando ai dati caricati nei dataset Miur dagli enti proprietari o gestori degli edifici stessi.</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/solo-in-4-regioni-oltre-la-meta-delle-scuole-ha-la-mensa/">Solo in 4 regioni oltre la metà delle scuole ha la mensa</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/solo-in-4-regioni-oltre-la-meta-delle-scuole-ha-la-mensa/">Percentuale di edifici scolastici statali con la mensa (2017)</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0">
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis - Con i bambini su dati Miur                                                                <br>(ultimo aggiornamento: martedì 25 Settembre 2018)
                                        </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/11/mense-regioni.png" target="_blank" download></a>
						                                                
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                            <p><label for="embed-chart-61130"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-61130" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			</p>
<p>Un quadro che quindi indica una <strong>forte polarizzazione</strong>, tra una minoranza di regioni del centro-nord che dichiara la mensa in più del 60% degli edifici e un mezzogiorno dove il dato non arriva al 20% (con l'eccezione della Sardegna). Ma scendendo oltre, cosa sappiamo della loro presenza comune per comune, in particolare in quelli più periferici?</p>
<h3>L'importanza dei servizi educativi nei comuni interni</h3>
<p><strong>La principale caratteristica delle aree interne è la perifericità in termini di servizi</strong>. Il tempo che serve a chi abita in un comune interno per raggiungere il comune "polo" più vicino può essere molto elevato. Tra 40 e 75 minuti, per chi vive in un comune periferico. Più di un'ora e un quarto per chi abita in un comune ultraperiferico.</p>
<p>Questo oggettivo svantaggio ha portato al <strong>progressivo spopolamento delle aree interne</strong>, in particolare da parte delle famiglie con figli. La quota di bambini e ragazzi in età per andare a scuola è in diminuzione, soprattutto nei comuni più periferici.</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-popolazione-scolastica-tiene-nei-poli-cala-nelle-aree-interne/">La popolazione scolastica tiene nei poli, cala nelle aree interne</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-popolazione-scolastica-tiene-nei-poli-cala-nelle-aree-interne/">Variazione percentuale della popolazione 6-18 anni tra 2015 e 2018 per tipo di comune</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0">
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis - Con i bambini su dati Istat                                                                <br>(ultimo aggiornamento: lunedì 1 Gennaio 2018)
                                        </p>
                </div>
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						                                                <div title="Scarica dati CSV" class="opmag-chart-action-data-btn" data-param-filename="la-popolazione-scolastica-tiene-nei-poli-cala-nelle-aree-interne"></div>
						                        
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                            <p><label for="embed-chart-34352"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-34352" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>        <section class="blockquote">
							<p>Nelle aree interne il percorso educativo può essere ostacolato da una serie di fattori.</p>
<p>
			        </section>
		</p>
<p><b>Dal punto di vista educativo le aree interne mostrano una serie di criticità specifiche</b>. Si tratta di territori caratterizzati da difficoltà nell'organizzazione dei sistemi di trasporto scolastico e da una distribuzione dei plessi scolastici spesso poco funzionale. Fattori che hanno delle <strong>conseguenze sulla qualità dell'apprendimento</strong>.<strong> Nelle aree interne la continuità didattica è spesso minata</strong>. La <strong>mobilità dei docenti </strong>è più elevata che nel resto del paese, i <strong>tassi di abbandono scolastico</strong> superano la media nazionale e i <strong>livelli di apprendimento</strong> dei ragazzi rilevati dai test Invalsi risultano sistematicamente più bassi.</p>
<p>Per queste ragioni la <a href="https://www.istruzione.it/allegati/2015/labuonascuola_areeinterne.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">strategia sulle aree interne</a> indica la necessità di<strong> migliorare l'appetibilità delle scuole</strong> in questi contesti. Creando nuovi plessi più baricentrici per gli abitanti, ma anche potenziando l'offerta didattica e l'attrattività di quelli già esistenti.</p>
<p>        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>a condizione che venga previsto un piano per il miglioramento della didattica (...) con un uso intensivo degli spazi a disposizione anche in orario pomeridiano.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.istruzione.it/allegati/2015/labuonascuola_areeinterne.pdf" target="_blank">- La Buona Scuola - Linee guida per gli interventi nelle aree-progetto</a>
									            </div>
        </section>
		</p>
<p>Per rendere possibile questo tipo di attività in territori dove lo spostamento richiede più tempo, è <strong>essenziale l'esistenza di mense scolastiche</strong>. Sono sempre le linee guida ufficiali a indicare come proprio <strong>la carenza di questi servizi sia uno dei principali limiti all'estensione dell'offerta formativa</strong>.</p>
<p>        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>(...) tale potenzialità è limitata dalla carenza di realtà extra-scolastiche, dal ridotto utilizzo dell’apertura prolungata (in assenza di trasporti pubblici o mense) e dalla difficoltà di spostamento degli studenti all’interno delle aree e, quindi, dal difficile accesso alla scuola.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.istruzione.it/allegati/2015/labuonascuola_areeinterne.pdf" target="_blank">- La Buona Scuola - Linee guida per gli interventi nelle aree-progetto</a>
									            </div>
        </section>
		</p>
<h3>La presenza delle mense nei comuni più periferici</h3>
<p>Per tutte queste ragioni, <strong>potenziare l'offerta dei servizi di refezione nelle aree più remote</strong> del paese è uno dei presupposti <strong>per migliorare la didattica e gli apprendimenti</strong> in questi territori.</p>
<p>Ma <strong>cosa sappiamo sulla situazione attuale?</strong> I dati più recenti, relativi al 2017, mostrano che il dato medio (26%) varia in modo significativo rispetto al tipo di comune. <strong>Nei comuni più periferici</strong>, distanti oltre 40 minuti dai centri maggiori, <strong>la presenza di mense negli edifici scolastici statali è inferiore al 24%</strong>.</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nei-comuni-piu-periferici-meno-mense-nelle-scuole/">Nei comuni più periferici meno mense nelle scuole</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nei-comuni-piu-periferici-meno-mense-nelle-scuole/">Percentuale di edifici scolastici statali con la mensa rispetto alla classificazione aree interne (2017)</a></h3>
                                    </div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis su dati Miur e Istat                                                                <br>(ultimo aggiornamento: martedì 25 Settembre 2018)
                                        </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-63126"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			</p>
<p>Più elevato il dato dei comuni di cintura, quelli che costituiscono la corona delle grandi città (31,1%). Nei comuni polo, coincidenti con le città maggiori più centrali in termini di servizi, la presenza è al di sotto della media: circa un edificio scolastico su 5 ha la mensa.</p>
<p>Un dato che <strong>cambia molto a seconda della regione</strong>. Nei comuni periferici e ultraperiferici di Valle d'Aosta, Liguria, Friuli-Venezia Giulia, Toscana e Piemonte <strong>oltre la metà delle scuole ha la mensa</strong>.</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/valle-daosta-e-liguria-sono-le-regioni-con-piu-mense-nei-comuni-periferici/">Valle d&#8217;Aosta e Liguria sono le regioni con più mense nei comuni periferici</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/valle-daosta-e-liguria-sono-le-regioni-con-piu-mense-nei-comuni-periferici/">Percentuale di edifici scolastici statali con la mensa nei comuni periferici e ultraperiferici (2017)</a></h3>
                                    </div>
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                             aria-labelledby="chart_63164_tab3"><p>Non sono disponibili dati per il Trentino Alto Adige.</p>
</div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis su dati Miur e Istat                                                                <br>(ultimo aggiornamento: martedì 25 Settembre 2018)
                                        </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/12/valle-daosta-e-liguria-sono-le-regioni-con-piu-mense-nei-comuni-periferici.png" target="_blank" download></a>
						                                                <div title="Scarica dati CSV" class="opmag-chart-action-data-btn" data-param-filename="valle-daosta-e-liguria-sono-le-regioni-con-piu-mense-nei-comuni-periferici"></div>
						                        
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                            <p><label for="embed-chart-63164"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-63164" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			</p>
<p>Mentre<strong> agli ultimi posti in classifica risultano</strong>, in base a quanto dichiarato dagli enti proprietari delle scuole, <strong>Sicilia</strong> (12,6%), <strong>Lombardia</strong> (16,07%) e <strong>Puglia</strong> (17,95%). In questi comuni periferici e ultraperiferici, come in quelli di altre 4 regioni, <strong>meno di un edificio scolastico su 5 ha la mensa</strong>.</p>
<h3>Le mense nelle aree con più ragazzi che vivono in aree interne</h3>
<p>La carenza di questo servizio va valutata anche in relazione a quanti ragazzi abitano nelle aree interne. In particolare nella fascia d'età tra 6 e 18 anni.</p>
<p>In Italia <strong>i 6-18enni che vivono nei comuni periferici e ultraperiferici sono circa mezzo milione</strong>, distribuiti in modo molto differenziato. Nel 2017, ultimo anno per cui sono disponibili informazioni sulle mense, spiccano i dati di <strong>Sassari</strong> (28.829 minori nei comuni più periferici) e <strong>Potenza</strong> (26.260). <strong>In queste due province e a Nuoro oltre la metà dei ragazzi dell'età considerata vive in comuni periferici e ultraperiferici</strong>, distanti quindi più di 40 minuti dai centri principali.</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/le-10-province-con-piu-giovani-nei-comuni-periferici-e-ultraperiferici/">Le 10 province con più giovani nei comuni periferici e ultraperiferici</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/le-10-province-con-piu-giovani-nei-comuni-periferici-e-ultraperiferici/">Numero di residenti 6-18 anni per provincia (2017)</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0">
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis - Con i bambini su dati Istat                                                                <br>(ultimo aggiornamento: domenica 1 Gennaio 2017)
                                        </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/12/le-10-province-con-piu-giovani-nei-comuni-periferici-e-ultraperiferici.png" target="_blank" download></a>
						                                                <div title="Scarica dati CSV" class="opmag-chart-action-data-btn" data-param-filename="le-10-province-con-piu-giovani-nei-comuni-periferici-e-ultraperiferici"></div>
						                        
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                            <p><label for="embed-chart-63253"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-63253" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                </div>

                            </div>

			</p>
<p><strong>Le province con più ragazzi che vivono in questi territori più periferici si trovano quasi tutte nel mezzogiorno</strong>. In particolare 4 si trovano in Sicilia (Catania, Messina, Agrigento e Palermo), 3 in Sardegna (Sassari e Nuoro) e le altre tra Basilicata, Calabria e Puglia (Potenza, Cosenza, Lecce). <strong>L'unica realtà settentrionale è Brescia con circa 16.782 giovani residenti nei comuni più periferici</strong>.</p>
<p>Ma<strong> quanto sono diffusi i servizi di refezione in queste realtà? </strong>Quelle più servite sono le aree interne delle 2 province sarde. A Sassari e Nuoro circa un terzo degli edifici scolastici presenti nei comuni periferici e ultraperiferici è dotato di mensa.</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/le-mense-nelle-aree-interne-con-piu-bambini-e-ragazzi/">Le mense nelle aree interne con più bambini e ragazzi</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/le-mense-nelle-aree-interne-con-piu-bambini-e-ragazzi/">Percentuale di edifici scolastici statali con la mensa nei comuni periferici e ultraperiferici (2017)</a></h3>
                                    </div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis su dati Miur e Istat                                                                <br>(ultimo aggiornamento: martedì 25 Settembre 2018)
                                        </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/12/le-mense-nelle-aree-interne-con-piu-bambini-e-ragazzi.png" target="_blank" download></a>
						                                                <div title="Scarica dati CSV" class="opmag-chart-action-data-btn" data-param-filename="le-mense-nelle-aree-interne-con-piu-bambini-e-ragazzi"></div>
						                        
	                                        </div>
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                            <p><label for="embed-chart-63273"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-63273" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			<br />
        <section class="blockquote">
							<p>A Sassari, Nuoro e Potenza oltre la metà dei ragazzi vive nei comuni più periferici.</p>
			        </section>
		</p>
<p>Al terzo posto Potenza: nei comuni periferici e ultraperiferici della provincia lucana circa il 24% degli edifici scolastici statali ha la mensa. Da notare come<strong> le 3 province al vertice siano anche quelle dove la maggioranza di minori vive nei comuni periferici e ultraperiferici</strong>. Realtà dove quindi una carenza di questo tipo di servizio sarebbe ancora più impattante.</p>
<p><strong>Si conferma la bassa presenza di mense nelle scuole siciliane</strong>. Un dato che, come avevamo rilevato, riguarda tutti i tipi di comuni, e da cui purtroppo <strong>non sono esenti nemmeno quelli periferici e ultraperiferici</strong>. Nelle aree più interne della provincia di Agrigento, dove vivono oltre 16mila ragazze e ragazzi, poco più dell'8% delle scuole dispone della mensa. Dato simile per Catania. Tutte le altre aree interne siciliane, pur con una quota superiore, occupano la seconda metà della classifica (il livello più alto si registra nei comuni periferici e ultraperiferici della provincia di Palermo: 16,67% degli edifici scolastici statali ha la mensa).</p>
<h3>Scarica, condividi e riutilizza i dati</h3>
<p>        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Scarica i dati, regione per regione</p>
<p></p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/MENSE-PALESTRE_2017/abruzzo.xls" target="_blank" rel="noopener">Abruzzo</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/MENSE-PALESTRE_2017/basilicata.xls" target="_blank" rel="noopener">Basilicata</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/MENSE-PALESTRE_2017/calabria.xls" target="_blank" rel="noopener">Calabria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/MENSE-PALESTRE_2017/campania.xls" target="_blank" rel="noopener">Campania</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/MENSE-PALESTRE_2017/emilia+romagna.xls" target="_blank" rel="noopener">Emilia Romagna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/MENSE-PALESTRE_2017/friuli+venezia+giulia.xls" target="_blank" rel="noopener">Friuli VG</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/MENSE-PALESTRE_2017/lazio.xls" target="_blank" rel="noopener">Lazio</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/MENSE-PALESTRE_2017/liguria.xls" target="_blank" rel="noopener">Liguria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/MENSE-PALESTRE_2017/lombardia.xls">Lombardia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/MENSE-PALESTRE_2017/marche.xls" target="_blank" rel="noopener">Marche</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/MENSE-PALESTRE_2017/molise.xls" target="_blank" rel="noopener">Molise</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/MENSE-PALESTRE_2017/piemonte.xls" target="_blank" rel="noopener">Piemonte</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/MENSE-PALESTRE_2017/puglia.xls" target="_blank" rel="noopener">Puglia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/MENSE-PALESTRE_2017/sardegna.xls" target="_blank" rel="noopener">Sardegna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/MENSE-PALESTRE_2017/sicilia.xls" target="_blank" rel="noopener">Sicilia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/MENSE-PALESTRE_2017/toscana.xls" target="_blank" rel="noopener">Toscana</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/MENSE-PALESTRE_2017/trentino+alto+adige.xls">Trentino AA</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/MENSE-PALESTRE_2017/umbria.xls" target="_blank" rel="noopener">Umbria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/MENSE-PALESTRE_2017/valle+d'aosta.xls">Valle d'Aosta</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/MENSE-PALESTRE_2017/veneto.xls" target="_blank" rel="noopener">Veneto</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/MENSE-PALESTRE_2017/Totale_nazionale.xls">Totale nazionale</a></p></div>
				            </div>
        </section>
		</p>
<p>I contenuti dell'Osservatorio povertà educativa <a href="https://www.openpolis.it/poverta-educativa/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">#conibambini</a> sono realizzati da openpolis con l'impresa sociale Con i Bambini nell'ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell'articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l'obiettivo di creare un'unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di <em>data journalism</em> o anche per semplice consultazione. La fonte dei dati sulle mense negli edifici scolastici è il Miur (dati 2017).</p>
<p>Foto credit: <a href="https://www.flickr.com/photos/taylorherringpr/18829088821/in/photolist-uFS17r-tJMnDg-bBzXeS-keowm-up3ifA-tJMnG2-amYudR-up3iC9-doPgzs-doPgxu-j9xQYa-C614HC-9D36So-8VmFNv-6Hinrh-8VkZot-hsWdDa-9XsdX3-3k8bZA-5aGPuX-kuLHne-D3vRRH-5aM6jJ-7DY3kf-9xHMzq-kuLSxD-kuLuUk-kuNB1J-kuLJTF-6XCznd-kuLrsa-5aGPyR-5aM6oj-CAoS1q-2C6FbV-kuLpNP-kuLN9Z-em6nad-kuNs3U-kuLWVr-D1cNB5-pWDDuZ-5aM6em-CVdY1i-oFKYjC-9XmYej-6cXRRM-CAoSg5-9xFAqQ-5aM6gb" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Flickr TaylorHerring</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/la-presenza-delle-mense-scolastiche-nelle-aree-interne/">La presenza delle mense scolastiche nelle aree interne</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Foia, le richieste dei cittadini ai comuni</title>
		<link>https://www.openpolis.it/foia-le-richieste-dei-cittadini-ai-comuni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele De Bernardin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Dec 2019 08:26:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=57267</guid>

					<description><![CDATA[<p>Più l'istituzione è vicina ai cittadini, e più viene utilizzato il Foia. Molte le richieste di accesso ai comuni capoluogo di regione. Spesso però i dati dei registri sono inutilizzabili.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/foia-le-richieste-dei-cittadini-ai-comuni/">Foia, le richieste dei cittadini ai comuni</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Appuntamento mensile con l’<a href="https://www.openpolis.it/cosa/foia/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Osservatorio Foia di openpolis</a>. Analizziamo l’<a href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/06/Come-funziona-il-Foia-in-Italia_Openpolis_12_20.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">evoluzione della normativa</a> e della giurisprudenza e il <a href="https://www.openpolis.it/diritto-di-accesso-e-foia-quanto-se-ne-discute-in-parlamento/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">dibattito parlamentare</a>. Ma anche i dati del fenomeno, tra richieste e risposte, e il racconto di best practice: come sono stati utilizzati i dati per investigazioni di interesse pubblico. In collaborazione con Giulio Marotta.</p>
<p>        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/cosa/foia/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Osservatorio Foia<br />
<br><strong>Vai</strong></a>.</p>
        </section>
		</p>
<h3>Il registro degli accessi dei comuni capoluogo</h3>
<p>Da alcuni mesi stiamo portando avanti un’analisi comparativa per capire quanto e come viene utilizzato lo strumento del Foia, il cosiddetto accesso civico generalizzato. Ricordiamo che si tratta del diritto che hanno i cittadini di avere accesso alle informazioni pubbliche. Un diritto che consente a chiunque di richiedere alla pubblica amministrazione dati, documenti e informazioni già esistenti (ulteriori rispetto a quelli per i quali già vige un obbligo di pubblicazione), senza dover dimostrare l’esistenza di un interesse attuale e concreto né di motivare la richiesta.</p>
<p>Per capire pienamente quanto questa novità stia rappresentando un elemento positivo nello scenario italiano, è giusto analizzarne l&#8217;utilizzo nell&#8217;organo di rappresentanza politica più vicina ai cittadini: i comuni. Infatti, dopo l&#8217;esame dei registri per gli accessi di <a href="https://www.openpolis.it/registro-degli-accessi-come-si-stanno-comportando-i-ministeri/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">presidenza del consiglio e dei ministeri</a>, delle <a href="https://www.openpolis.it/le-autorita-indipendenti-e-le-richieste-di-foia/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">autorità indipendenti</a> e delle <a href="https://www.openpolis.it/quanto-viene-utilizzato-il-foia-a-livello-regionale/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">regioni e province autonome</a> analizziamo i registri istituiti dalle amministrazioni comunali capoluogo di regione e province autonome. Quando parliamo del registro degli accessi parliamo dell&#8217;obbligo che le amministrazioni hanno di pubblicare sul proprio sito internet un registro nel quale vengono riportati gli estremi delle richieste di accesso ricevute e il relativo esito.</p>
<h3>Come si richiede l’accesso ad atti e documenti</h3>
<p>Uno degli aspetti più importanti per il successo di uno strumento come il Foia riguarda la comunicazione. Quante sono le informazioni che le amministrazioni pubblicano sul tema? <strong>Quanto vengono assistiti i cittadini nell&#8217;esercizio di questo diritto?</strong> Tutti i siti dei comuni capoluogo hanno predisposto, all’interno della sezione “amministrazione trasparente”, alla voce “altri contenuti”, una rubrica in cui si forniscono notizie sulle diverse forme d’accesso.</p>
<p>        <section class="blockquote">
							<p>Quanto vengono aiutati i cittadini nel presentare le richieste di Foia?</p>
<p>
			        </section>
		</p>
<p>In generale le informazioni sulle diverse tipologie di accesso sono dettagliate ed esaurienti, ed è fornita anche la modulistica e l’indicazione degli uffici competenti per ricevere le richieste (vedi ad esempio Ancona, Bari, Bologna, Bolzano, Campobasso, Catanzaro, l’Aquila, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino, Trento, Trieste); in alcuni casi sono pubblicati anche i regolamenti comunali e le disposizioni interne (Bolzano, Cagliari, Napoli, Perugia, Palermo, Potenza, Roma, Torino).</p>
<h3>Chi ha pubblicato il registro e chi no</h3>
<p>Come abbiamo avuto modo di raccontare, le amministrazioni hanno l&#8217;obbligo di istituire un registro degli accessi. Tre delle 21 amministrazioni considerate (19 capoluoghi di regioni, e i 2 comuni di Bolzano e Trento) non hanno però ancora pubblicato un registro. <strong>Parliamo nello specifico di Bolzano, Palermo e Trento.</strong></p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">3 su 21 </span>i comuni che non pubblicano un registro: Bolzano, Palermo e Trento.</p>
			        </section>
		</p>
<p>Come già verificato per le altre amministrazioni passate in rassegna nei precedenti mesi, anche per i comuni capoluogo si registrano modalità differenti nella presentazione dei dati dei registri per l’accesso, dando così vita a siti internet molto diversi uno dall’altro. Questo è un problema perché rende la base dati non uniforme, e quindi spesso non utilizzabile per un monitoraggio della materia. Anche perché, è giusto ricordare, oltre al Foia (l&#8217;accesso civico generalizzato), esiste anche l&#8217;accesso documentale e l&#8217;accesso civico semplice.</p>
<p>        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/06/Come-funziona-il-Foia-in-Italia_Openpolis_12_20.pdf#page=5" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Accesso civico semplice, generalizzato e documentale<br />
<br><strong>Scopri le differenze</strong></a>.</p>
        </section>
		</p>
<p>Ancona, Aosta, Bologna, Cagliari, Campobasso, Catanzaro, L’Aquila (quello in formato excel), Potenza (suddiviso per i singoli uffici), Roma, Venezia pubblicano un unico registro, inclusivo dell’accesso documentale e dell’accesso civico e Foia, con distinzione al suo interno delle diverse tipologie; lo stesso Perugia, ma senza consentire una chiara distinzione in ordine alla forma di accesso prescelta.</p>
<p>        <section class="blockquote">
							<p>Non c&#8217;è uniformità nella tipologia e nel formato dei registri che vengono pubblicati.</p>
<p>
			        </section>
		</p>
<p>Bari, Milano, Firenze e Trieste hanno realizzato un unico registro per accesso civico semplice e Foia (quello di Trieste non consente però di distinguere tra le due tipologie, mentre quello di Trento solo dal 2019). Il comune di Torino ha sul proprio sito internet solamente il registro per l’accesso Foia. L’Aquila (in formato pdf) e Genova pubblicano tre distinti registri (accesso documentale, accesso civico semplice e Foia). Il comune di Napoli infine pubblica due registri (documentale e civico).</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Registro degli accessi Foia – comuni capoluogo</strong></p>
<p style="text-align: center;">
<table id="tablepress-1256" class="tablepress tablepress-id-1256">
<thead>
<tr class="row-1">
	<th class="column-1">comune</th><th class="column-2">registro degli accessi</th><th class="column-3">ultimo aggiornamento</th><th class="column-4"> formato dati</th><th class="column-5">link a sezione Foia</th>
</tr>
</thead>
<tbody class="row-striping row-hover">
<tr class="row-2">
	<td class="column-1">Ancona</td><td class="column-2">sì</td><td class="column-3">giugno 2019</td><td class="column-4">xls e pdf</td><td class="column-5"><a href="https://www.comune.ancona.gov.it/ankonline/sections/accesso-civico/" rel="noopener" target="_blank">Vai</a></td>
</tr>
<tr class="row-3">
	<td class="column-1">Aosta</td><td class="column-2">sì</td><td class="column-3">giugno 2019</td><td class="column-4">ods</td><td class="column-5"><a href="http://trasparenza.partout.it/enti/AOSTA/altri-contenuti/altri-contenuti-accesso" rel="noopener" target="_blank">Vai</a></td>
</tr>
<tr class="row-4">
	<td class="column-1">Bari</td><td class="column-2">sì</td><td class="column-3">giugno 2019</td><td class="column-4">ods</td><td class="column-5"><a href="http://www.comune.bari.it/web/trasparenza/accesso-civico" rel="noopener" target="_blank">Vai</a></td>
</tr>
<tr class="row-5">
	<td class="column-1">Bologna</td><td class="column-2">sì</td><td class="column-3">settembre 2019</td><td class="column-4">pdf</td><td class="column-5"><a href="http://www.comune.bologna.it/trasparenza/contenuti/161:22916/38174" rel="noopener" target="_blank">Vai</a></td>
</tr>
<tr class="row-6">
	<td class="column-1">Bolzano</td><td class="column-2">no</td><td class="column-3">-</td><td class="column-4">-</td><td class="column-5"><a href="http://www.comune.bolzano.it/context.jsp?ID_LINK=4614&amp;area=154" rel="noopener" target="_blank">Vai</a></td>
</tr>
<tr class="row-7">
	<td class="column-1">Cagliari</td><td class="column-2">sì</td><td class="column-3">giugno 2019</td><td class="column-4">ods</td><td class="column-5"><a href="https://trasparenza.comune.cagliari.it/portale/it/st01_accesso_civico.page" rel="noopener" target="_blank">Vai</a></td>
</tr>
<tr class="row-8">
	<td class="column-1">Campobasso</td><td class="column-2">sì</td><td class="column-3">dicembre 2018</td><td class="column-4">pdf</td><td class="column-5"><a href="https://www.comune.campobasso.it/campobasso2/zf/index.php/trasparenza/index/index/categoria/169" rel="noopener" target="_blank">Vai</a></td>
</tr>
<tr class="row-9">
	<td class="column-1">Catanzaro</td><td class="column-2">sì</td><td class="column-3">dicembre 2018</td><td class="column-4">pdf</td><td class="column-5"><a href="https://www.comune.catanzaro.it/amm-trasparente/altri-contenuti/accesso-civico/accesso-civico-3/" rel="noopener" target="_blank">Vai</a></td>
</tr>
<tr class="row-10">
	<td class="column-1">Firenze</td><td class="column-2">sì</td><td class="column-3">giugno 2019</td><td class="column-4">pdf</td><td class="column-5"><a href="https://www.comune.fi.it/pagina/amministrazione-trasparente-altri-contenuti/accesso-civico" rel="noopener" target="_blank">Vai</a></td>
</tr>
<tr class="row-11">
	<td class="column-1">Genova</td><td class="column-2">sì</td><td class="column-3">dicembre 2018</td><td class="column-4">xls</td><td class="column-5"><a href="http://www.comune.genova.it/content/accesso-civico" rel="noopener" target="_blank">Vai</a></td>
</tr>
<tr class="row-12">
	<td class="column-1">L'Aquila</td><td class="column-2">sì</td><td class="column-3">dicembre 2017</td><td class="column-4">xls e pdf</td><td class="column-5"><a href="https://trasparenza.comune.laquila.it/pagina770_accesso-civico.html" rel="noopener" target="_blank">Vai</a></td>
</tr>
<tr class="row-13">
	<td class="column-1">Milano</td><td class="column-2">sì</td><td class="column-3">giugno 2019</td><td class="column-4">pdf</td><td class="column-5"><a href="https://www.comune.milano.it/comune/amministrazione-trasparente/altri-contenuti/accesso-civico" rel="noopener" target="_blank">Vai</a></td>
</tr>
<tr class="row-14">
	<td class="column-1">Napoli</td><td class="column-2">sì</td><td class="column-3">dicembre 2018</td><td class="column-4">ods</td><td class="column-5"><a href="http://www.comune.napoli.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/23478" rel="noopener" target="_blank">Vai</a></td>
</tr>
<tr class="row-15">
	<td class="column-1">Palermo</td><td class="column-2">no</td><td class="column-3">-</td><td class="column-4">-</td><td class="column-5"><a href="https://www.comune.palermo.it/amministrazione_trasparente.php?sel=22&amp;asel=23" rel="noopener" target="_blank">Vai</a></td>
</tr>
<tr class="row-16">
	<td class="column-1">Perugia</td><td class="column-2">sì</td><td class="column-3">dicembre 2018</td><td class="column-4">pdf</td><td class="column-5"><a href="https://www.comune.perugia.it/pagine/accesso-civico" rel="noopener" target="_blank">Vai</a></td>
</tr>
<tr class="row-17">
	<td class="column-1">Potenza</td><td class="column-2">sì</td><td class="column-3">settembre 2019</td><td class="column-4">pdf</td><td class="column-5"><a href="http://www.rete.potenza.it/trasparenza/?page_id=368" rel="noopener" target="_blank">Vai</a></td>
</tr>
<tr class="row-18">
	<td class="column-1">Roma capitale</td><td class="column-2">sì</td><td class="column-3">giugno 2019</td><td class="column-4">pdf</td><td class="column-5"><a href="https://www.comune.roma.it/web/it/scheda-servizi.page?contentId=INF47043&amp;pagina=3" rel="noopener" target="_blank">Vai</a></td>
</tr>
<tr class="row-19">
	<td class="column-1">Torino</td><td class="column-2">sì</td><td class="column-3">giugno 2019</td><td class="column-4">pdf</td><td class="column-5"><a href="http://www.comune.torino.it/amministrazionetrasparente/altri-contenuti/accesso-civico/index.shtml" rel="noopener" target="_blank">Vai</a></td>
</tr>
<tr class="row-20">
	<td class="column-1">Trento</td><td class="column-2">no</td><td class="column-3">-</td><td class="column-4">-</td><td class="column-5"><a href="https://www.comune.trento.it/Amministrazione-Trasparente/Altri-contenuti/Accesso-civico" rel="noopener" target="_blank">Vai</a></td>
</tr>
<tr class="row-21">
	<td class="column-1">Trieste</td><td class="column-2">sì</td><td class="column-3">giugno 2019</td><td class="column-4">pdf</td><td class="column-5"><a href="http://amministrazionetrasparente.comune.trieste.it/altri-contenuti/accesso-civico/" rel="noopener" target="_blank">Vai</a></td>
</tr>
<tr class="row-22">
	<td class="column-1">Venezia</td><td class="column-2">sì</td><td class="column-3">ottobre 2019</td><td class="column-4">tabella di navigazione</td><td class="column-5"><a href="https://www.comune.venezia.it/it/content/accesso-civico" rel="noopener" target="_blank">Vai</a></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<!-- #tablepress-1256 from cache --></p>
<h3>Quali dati, e con quali tempistiche, vengono aggiornati</h3>
<p>Come già evidenziato nei precedenti report, le variabili più determinanti per un vero monitoraggio della materia sono tre: la tempistica degli aggiornamenti, la tipologia di dati rilasciati e il contenuto delle informazioni rese disponibili. <strong>Un aggiornamento costante dei registri è garantito dai comuni di</strong> <strong>Bologna, Firenze, Potenza e Venezia</strong>. I registri di quasi tutte le altre città capoluogo sono aggiornati a maggio-luglio 2019, ad eccezione di Campobasso, Catanzaro, Genova, Napoli, Perugia, che si fermano a dicembre 2018 (per Campobasso e Perugia manca peraltro il registro 2017); per L’Aquila sono disponibili i dati solo per il 2017.</p>
<p><strong>Capitolo a parte merita invece il comune di Venezia che ha realizzato un’apposita banca dati, che consente al cittadino di effettuare ricerche sulle richieste di accesso</strong> (ad esempio per tipologia di accesso, periodo di riferimento, ufficio competente etc.). Ricerche che però non si possono salvare o scaricare, elemento che non permette una facile analisi del registro. I dati degli altri registri sono prevalentemente in formato pdf (Bologna, Campobasso, Catanzaro, Firenze, L’Aquila, Milano, Perugia, Potenza, Roma, Torino, Trieste); gli altri in formato xls.</p>
<p>        <section class="blockquote">
							<p>Sono pochi i dettagli che vengono forniti sulle richieste.</p>
<p>
			        </section>
		</p>
<p>Le informazioni contenute nei registri sono meno dettagliate rispetto a quelle di alcuni <a href="https://www.openpolis.it/registro-degli-accessi-come-si-stanno-comportando-i-ministeri/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ministeri</a>. La descrizione delle richieste è talora sommaria (Cagliari, Catanzaro, Napoli, Roma) ovvero non sono esplicitate le motivazioni del diniego (Bari, Bologna, Cagliari, Catanzaro, Roma, Trieste, Venezia). <strong>Solo il registro di Roma (a partire dal 2019) riporta la tipologia del soggetto richiedente (privato cittadino, avvocato, docente, giornalista, associazione etc.)</strong>, mentre le informazioni sui ricorsi al tar sono presenti solo nei registri di Cagliari, Genova, L’Aquila, Torino (i casi riportati sono peraltro pochissimi).<strong> Alcuni registri (Bologna, Cagliari, Milano) calcolano anche i tempi di risposta.</strong></p>
<p><strong>Come emerge in maniera abbastanza chiara, aumentando il numero di istituzioni confrontate, aumentano anche le differenze su come vengono pubblicati i dati sulle richieste Foia.</strong> Il confronto dei dati tra i comuni capoluogo di regione risulta essere complicato, e quasi controproducente, in quanto la base dati fondamentalmente non è affidabile. Nello spirito di questo osservatorio un&#8217;analisi vera sui primi due anni di applicazione del Foia (2017 e 2018) per i comuni capoluogo di regione non si può quindi svolgere.</p>
<h3>Come sono andate le richieste di accesso generalizzato a Roma, Milano e Napoli</h3>
<p>Per tentare comunque di capire quanto i cittadini utilizzino il Foia nei confronti delle amministrazioni locali, abbiamo preso come campione di analisi i comuni di Roma, Milano e Napoli. I dati delle 3 città più popolose d&#8217;Italia da soli ci permettono di capire quanto l&#8217;utilizzo da parte dei cittadini dello strumento sia più elevato quando di mezzo ci sono istituzioni vicine alle loro esigenze.</p>
<p>        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/cosa/foia/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Osservatorio Foia openpolis<br />
<br><strong>Leggi gli articoli precedenti</strong></a>.</p>
        </section>
		</p>
<p><strong>Nei primi 2 anni di applicazione del Foia i comuni di Roma, Milano e Napoli hanno ricevuto 968 richieste di accesso civico generalizzato</strong>: 507 Roma, 256 Milano e infine 205 Napoli. <strong>Un dato molto elevato soprattutto se confrontato con quello delle altre istituzioni analizzate fin qua all&#8217;interno dell&#8217;Osservatorio Foia di openpolis</strong>: <a href="https://www.openpolis.it/numeri/tra-il-2017-e-il-2018-accolte-oltre-il-64-delle-richieste-di-accesso/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">1.051 le richieste a presidenza di consiglio e ministeri</a>, circa <a href="https://www.openpolis.it/numeri/foia-e-regioni-oltre-l80-delle-richieste-foia-depositate-sono-state-accolte/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">800 alle regioni italiane</a> e poco più di <a href="https://www.openpolis.it/numeri/tra-2017-e-2018-sono-state-129-le-richieste-di-accesso-alle-autorita-indipendenti/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">120 nei confronti delle autorità indipendenti.</a></p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/quasi-1-000-le-richieste-foia-solo-ai-comuni-di-roma-milano-e-napoli/">Quasi 1.000 le richieste Foia solo ai comuni di Roma, Milano e Napoli</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/quasi-1-000-le-richieste-foia-solo-ai-comuni-di-roma-milano-e-napoli/">Esito richieste di accesso civico generalizzato tra il 2017 e il 2018</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1">
                    <div id="chart_62816_tab1" role="tab" aria-controls="chart_62816_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
                    <div id="chart_62816_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_62816_tab1">
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/quasi-1-000-le-richieste-foia-solo-ai-comuni-di-roma-milano-e-napoli/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="396" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-tablepress"><amp-img width="1010" height="396" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/12/quasi-1-000-le-richieste-foia-solo-ai-comuni-di-roma-milano-e-napoli.png" placeholder ></amp-img><div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div></amp-iframe>                        <div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/quasi-1-000-le-richieste-foia-solo-ai-comuni-di-roma-milano-e-napoli/">Quasi 1.000 le richieste Foia solo ai comuni di Roma, Milano e Napoli - Esito richieste di accesso civico generalizzato tra il 2017 e il 2018</a></div>
                    </div>
			        			                                <div id="chart_62816_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_62816_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_62816_tab3"><p>Quando parliamo del Foia, parliamo dell&#8217;accesso civico generalizzato introdotto nel 2016. Si tratta del diritto che hanno i cittadini di avere accesso alle informazioni pubbliche. Un diritto che consente a chiunque di richiedere alla pubblica amministrazione dati, documenti e informazioni già esistenti (ulteriori rispetto a quelli per i quali già vige un obbligo di pubblicazione), senza dover dimostrare l’esistenza di un interesse attuale e concreto né di motivare la richiesta.</p>
</div>
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                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>Dati ed elaborazione openpolis                                                            </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/12/quasi-1-000-le-richieste-foia-solo-ai-comuni-di-roma-milano-e-napoli.png" target="_blank" download></a>
						                                                <div title="Scarica dati CSV" class="opmag-chart-action-data-btn" data-param-filename="quasi-1-000-le-richieste-foia-solo-ai-comuni-di-roma-milano-e-napoli"></div>
						                        
	                                        </div>
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                            <p><label for="embed-chart-62816"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-62816" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			</p>
<p>Questi numeri dimostrano quanto aumenti il potenziale dello strumento con l'avvicinarsi dell'istituzione ai cittadini. <strong>È chiaro che i comuni, trattando tematiche e questioni che in maniera più immediata riguardano la vita di tutti i giorni, siano l'ambito prediletto per le richieste di accesso civico generalizzato dei cittadini</strong>. Una mole di lavoro elevata, che però pare essere svolta in maniera efficace. Le amministrazioni interpellate devono infatti pronunciarsi sulla richiesta di accesso entro 30 giorni, salvo termini più ampi in caso di presenza di controinteressati e di parere del garante della privacy.</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">20 </span>giorni d'attesa in media per ricevere una risposta alle richieste Foia nei comuni di Roma, Milano e Napoli.</p>
			        </section>
		</p>
<p>In questo ambito i comuni italiani presi in considerazione hanno registrato un tempo medio di attesa di 20 giorni, ampiamente quindi sotto il tempo massimo consentito. Un buon risultato, <strong>specialmente per quanto riguardo il comune di Milano che sia nel 2017 che nel 2018 ha avuto un dato inferiore ai 20 giorni: 18,2 il primo anno, e 16 nel secondo</strong>. Valori che fanno registrare una performance migliore rispetto a Roma e Napoli.</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/milano-batte-roma-e-napoli-sui-tempi-dattesa-per-le-richieste-foia/">Milano batte Roma e Napoli sui tempi d&#8217;attesa per le richieste Foia</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/milano-batte-roma-e-napoli-sui-tempi-dattesa-per-le-richieste-foia/">Tempi di attesa per le richieste di accesso, 2017 e 2018</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1">
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                    </div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_62868_tab3"><p>Le amministrazioni interpellate devono infatti pronunciarsi sulla richiesta di accesso entro 30 giorni, salvo termini più ampi in caso di presenza di controinteressati e di parere del garante della privacy.</p>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>dati ed elaborazione openpolis                                                            </p>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/12/milano-batte-roma-e-napoli-sui-tempi-dattesa-per-le-richieste-foia.png" target="_blank" download></a>
						                                                <div title="Scarica dati CSV" class="opmag-chart-action-data-btn" data-param-filename="milano-batte-roma-e-napoli-sui-tempi-dattesa-per-le-richieste-foia"></div>
						                        
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                            </div>

			</p>
<h3>Considerazioni finali</h3>
<p>Il quadro sopra sintetizzato evidenzia i ritardi da parte di alcune città capoluogo nell’attuazione della normativa in materia di accesso. Da questo punto di vista sarebbe necessario che anche Bolzano, Palermo e Trento procedano tempestivamente all’istituzione dei registri per l’accesso.</p>
<p>        <section class="blockquote">
							<p>Il Foia viene utilizzato, è quindi necessaria una migliore comunicazione e trasparenza istituzionale.</p>
<p>
			        </section>
		</p>
<p>In ogni caso appare opportuno che anche le altre amministrazioni si adeguino alla circolare n. 1/2019 del ministro Buongiorno che definisce uno standard comune per quanto riguarda sia i dati da pubblicare sia il supporto informatico (in modo da facilitare anche una trasmissione più facile dei dati medesimi), ed avere così una visione chiara del fenomeno e consentire un monitoraggio efficace e costante.</p>
<p>        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/06/Come-funziona-il-Foia-in-Italia_Openpolis_12_20.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Come funziona il Foia in Italia<br />
<br><strong>Leggi la pubblicazione</strong></a>.</p>
        </section>
		</p>
<p>I dati di Roma, Milano e Napoli sottolineano in maniera chiara e nitida quanto il Foia venga utilizzato in modo ricorrente dai cittadini. <strong>I numeri registrati sono infatti notevolmente superiori a quelli delle altre amministrazioni, motivo per il quale è ancora più critica la necessità di aumentare la comunicazione e la trasparenza istituzionale sul tema.</strong></p>
<h3>I prossimi passi</h3>
<p>Anche nel 2020 continuerà l'Osservatorio Foia. La prossima uscita sarà dedicata ai registri per gli accessi delle agenzie di rilievo nazionale (agenzia delle entrate, agenzia del demanio, Aifa, Enit etc.). Successivamente inizierà una nuova fase del lavoro, in cui passeremo all’analisi dei casi più interessanti di richieste di accesso civico generalizzato effettuate nei primi anni di attuazione del FOIA.</p>
<p>Foto credit - <a href="https://www.facebook.com/RomaCapitaleOfficialPage/photos/a.398023683598544/2655462361187987/?type=3&amp;theater" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Facebook Roma Capitale</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/foia-le-richieste-dei-cittadini-ai-comuni/">Foia, le richieste dei cittadini ai comuni</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
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