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	<title>Pompei Archivi - Openpolis</title>
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	<lastBuildDate>Tue, 16 Jun 2026 16:03:36 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Il benessere studentesco nelle indagini delle classi di Cosmic School</title>
		<link>https://www.openpolis.it/il-benessere-studentesco-nelle-indagini-delle-classi-di-cosmic-school/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mattia]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 May 2026 12:35:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=308468</guid>

					<description><![CDATA[<p>Tre classi di scuole di Teramo, Pompei e L'Aquila hanno raccolto e raccontato dati rispetto al tempo libero e al benessere extra-scolastico. Sono i risultati del laboratorio di citizen science, uno degli ambiti di lavoro in Cosmic School.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/il-benessere-studentesco-nelle-indagini-delle-classi-di-cosmic-school/">Il benessere studentesco nelle indagini delle classi di Cosmic School</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>L’obiettivo dei <strong>laboratori di citizen science</strong> è indagare, attraverso i dati, una tematica di interesse pubblico. In questo senso, non c&#8217;è ambito più interessante per gli studenti e le studentesse che quello sulle attività nel <strong>tempo libero.</strong></p>



<p><strong>Il tempo libero è spesso percepito come limitato dagli impegni scolastici</strong>, dalla scarsità di strutture pubbliche per lo svago e da fattori come la sedentarietà e l’uso eccessivo di social e dispositivi. Ma invece è fondamentale per la socialità, per la crescita personale e per il benessere psico-fisico individuale.</p>



<p>Il diritto al gioco per i bambini e le bambine, e al tempo libero per gli adolescenti, è garantito persino dalla <strong>Convenzione Onu sui diritti dell&#8217;infanzia e dell&#8217;adolescenza, </strong>firmata nel 1989.</p>


        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Gli Stati parti riconoscono al fanciullo il diritto al riposo e al tempo libero, a dedicarsi al gioco e ad attività ricreative proprie della sua età e a partecipare liberamente alla vita culturale ed artistica.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.unicef.it/convenzione-diritti-infanzia/articoli/#:~:text=Gli%20Stati%20parti%20riconoscono%20al%20fanciullo%20il%20diritto%20al%20riposo%20e%20al%20tempo%20libero%2C%20a%20dedicarsi%20al%20gioco%20e%20ad%20attivit%C3%A0%20ricreative%20proprie%20della%20sua%20et%C3%A0%20e%20a%20partecipare%20liberamente%20alla%20vita%20culturale%20ed%20artistica.%C2%A0" target="_blank">&#8211; Convenzione Onu sui diritti dell&#8217;infanzia e dell&#8217;adolescenza, art. 31</a>
									            </div>
        </section>
		


<h3 class="wp-block-heading">Capire attraverso la citizen science</h3>



<p>Tre classi di Cosmic School hanno affrontato questo tema da altrettante prospettive.</p>



<p><strong>La 4ALSA dell&#8217;istituto Amedeo d’Aosta dell&#8217;Aquila</strong> ha svolto un’indagine di natura esplorativa, partendo dall’assunto che la vita sociale dei giovani è in continuo cambiamento e proponendosi quindi di “capire quali luoghi possano offrire alla nostra generazione un vero senso di benessere e libertà”.</p>


<div id="strillo-testo-block_ec817cf902c0cd3e8dc03ef1b5569114" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>Le classi che hanno lavorato al tema si trovano in scuole di L&#8217;Aquila, Teramo e Pompei.</p>
			        </section>
		</div>



<p><strong>La 4D del liceo di scienze applicate Einstein di Teramo</strong> ha invece scelto un approccio più critico, evidenziando che studio, tempo libero e dispositivi digitali creano un “equilibrio fragile”, che per funzionare dovrebbe essere dinamico. </p>



<p>Infine, <strong>la 5AS del liceo scientifico Pascal di Pompei </strong>si è chiesta se il tempo libero sia davvero trattato come un diritto oppure se non sia nient’altro che un “miraggio” per gli studenti sovraccarichi di lavoro.</p>



<p>Le tre classi hanno condotto un <strong>sondaggio tra i propri compagni di scuola per comprendere meglio il fenomeno</strong>, mentre alunni e alunne del d&#8217;Aosta hanno integrato con una mappa dei principali luoghi di aggregazione del proprio comune. </p>


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                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/cosmic-school-la-mappa-dei-luoghi-di-aggregazione-dellaquila/">Cosmic School, la mappa dei luoghi di aggregazione dell&#8217;Aquila</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/cosmic-school-la-mappa-dei-luoghi-di-aggregazione-dellaquila/">La mappatura di alcuni luoghi di aggregazione del Comune dell&#8217;Aquila secondo il lavoro della 4ALSA dell&#8217;IIS &#8220;Amedeo d&#8217;Aosta&#8221;</a></h3>
                                    </div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_308469_tab3"><p>La mappa è stata realizzata da studenti e studentesse del 4ALSA dell&#8217;IIC &#8220;Amedeo d&#8217;Aosta&#8221; dell&#8217;Aquila, nell’ambito del laboratorio di citizen science del progetto <a href="https://www.openpolis.it/cosmic-school/" target="_blank" rel="noopener">Cosmic School</a>. L&#8217;istituto è una delle 13 scuole italiane interessate dal progetto. I dati sono stati raccolti attraverso un monitoraggio delle aree sul campo e su fonti aperte sul web. È importante evidenziare che le affermazioni, i risultati delle ricerche e i dati in esse contenute vanno comunque letti in un contesto di apprendimento laboratoriale e didattico, non giornalistico in senso stretto. In altre parole, si tratta puramente di esercizi per imparare un metodo, al di là della puntuale veridicità e dall’attendibilità e dai riscontri delle tesi sostenute da chi ha redatto i contenuti.</p>
</div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione della 4ALSA dell&#8217;IIS &#8220;Amedeo d&#8217;Aosta&#8221; dell&#8217;Aquila, su dati del laboratorio di progetto Cosmic School                                                            </p>
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                            <p><label for="embed-chart-308469"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			


<p><strong>I testi delle classi hanno colto a pieno lo spirito dell&#8217;indagine e l&#8217;importanza di mappare il benessere studentesco e il tempo libero</strong>: &#8220;In un mondo che cambia continuamente e rapidamente, la vera sfida è continuare a creare e curare questi spazi, perché sono fondamentali per il benessere e lo sviluppo personale di ogni ragazzo&#8221;, si legge in uno degli elaborati.</p>



<p>La classe dell’Einstein, che si è concentrata sul delicato equilibrio tra studio, tempo libero e tecnologie, evidenzia come le tecnologie possano essere d’aiuto ai ragazzi, per <strong>gestire il proprio tempo in modo meno dispersivo</strong>. Tra i vari aspetti d&#8217;interesse emersi, infatti, è stato rilevato che <strong>chi usa strumenti digitali per pianificare lo studio ha una minore percezione dello stress</strong>. </p>



<p>Al contempo, il tempo libero, importante valvola di sfogo, <strong>può diventare una trappola se dominato dalla dimensione digitale</strong>, che non rigenera realmente e funge soltanto da “distrattore”. Un terzo del loro campione di intervistati <strong>si dichiara “molto” dipendente dai dispositivi digitali </strong>e nessuno si considera immune.</p>


<div id="strillo-testo-block_82f3d0de8f85bbf3b998d57f8275d215" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>L&#8217;analisi dei dati può essere occasione di riflessione sulla propria condizione.</p>
			        </section>
		</div>



<p><strong>Nell’indagine della classe del Pascal</strong> emerge soprattutto il peso degli impegni scolastici, con oltre la metà degli intervistati che considera la propria giornata scolastica molto faticosa e sente il bisogno di una pausa. Tre quarti degli studenti, poi, dichiarano di avere poco tempo libero nel pomeriggio. Il risultato è che, anche se molti praticano sport e altre attività, <strong>oltre il 40% ritiene di non riuscire (o di riuscire con difficoltà) a bilanciare il tempo libero con lo studio.</strong></p>



<p><strong>Un equilibrio fragile, insomma, che richiede pianificazione, costanza e serietà</strong> ma anche un alleggerimento del carico di studio. Come rileva la 5AS del <strong>Pompei</strong>, in una riflessione più soggettiva: “La gestione del tempo è la sfida principale per la maggior parte di noi: tra le lezioni pomeridiane che terminano alle 18 e le lunghe ore passate a casa per preparare interrogazioni e compiti, il tempo per gli sport e le passioni personali è ridotto al minimo. È complesso mantenere i propri impegni extra-scolastici quando la giornata sembra non finire mai&#8221;.</p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">5% </span>degli studenti e studentesse intervistati dalla classe del Pascal riesce a &#8220;conciliare molto&#8221; studio e passioni nel tempo libero.</p>
			        </section>
		


<p>&#8220;Il nostro sondaggio non è stato solo una raccolta di numeri, ma un modo per dare voce a una condizione comune. <strong>I dati parlano chiaro:</strong> esiste un forte squilibrio tra doveri scolastici e benessere personale&#8221;, concludono i ragazzi e le ragazze della scuola campana. Una presa di posizione rafforzata dal racconto attraverso i dati, l&#8217;obiettivo ultimo del laboratorio di citizen science.</p>



<p><em>È importante evidenziare che le affermazioni, i risultati delle ricerche e i dati in esse contenute vanno comunque letti in un contesto di apprendimento laboratoriale e didattico, non giornalistico in senso stretto. In altre parole, si tratta puramente di esercizi per imparare un metodo, al di là della puntuale veridicità e dell’attendibilità e dai riscontri delle tesi sostenute da chi ha redatto i contenuti.</em></p>



<p>Foto: <a href="https://unsplash.com/it/foto/uomini-che-giocano-a-calcio-durante-il-giorno-WQEP0mrTD8Y" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rémi Jacquaint</a> (<a href="https://unsplash.com/it/licenza" target="_blank" rel="noreferrer noopener">licenza</a>)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/il-benessere-studentesco-nelle-indagini-delle-classi-di-cosmic-school/">Il benessere studentesco nelle indagini delle classi di Cosmic School</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>I siti web sulle discriminazioni di genere realizzati dalle classi di Cosmic School</title>
		<link>https://www.openpolis.it/i-siti-web-sulle-discriminazioni-di-genere-realizzati-dalle-classi-di-cosmic-school/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mattia]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 14:55:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=308254</guid>

					<description><![CDATA[<p>Due gruppi del liceo "Pascal" di Pompei e dell'istituto "Da Vinci - De Giorgio" di Lanciano hanno progettato due portali informativi nell'ambito dei laboratori su stereotipi di genere, con particolare riferimento alle discriminazioni nell'ambito delle materie STEM.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/i-siti-web-sulle-discriminazioni-di-genere-realizzati-dalle-classi-di-cosmic-school/">I siti web sulle discriminazioni di genere realizzati dalle classi di Cosmic School</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Tra i laboratori di Cosmic School ce n&#8217;è uno dedicato alle <strong>discriminazioni di genere</strong>, che si pone l&#8217;obiettivo di analizzare e combattere gli ostacoli che incontrano le ragazze e le donne interessate alle materie STEM e sensibilizzare studenti e studentesse sul tema.</p>



<p>Dopo aver parlato delle cause del divario, a partire dai numerosi condizionamenti sociali e culturali, e delle sue conseguenze (individuabili attraverso le statistiche) studenti e studentesse si impegnano a ideare un progetto per rendere la propria scuola più inclusiva. <strong>Possono progettare una campagna di sensibilizzazione</strong> incentrata su uno specifico stereotipo oppure un <strong>evento scolastico</strong> (un incontro, una proiezione, un dibattito) o ancora <strong>immaginare una risorsa digitale informativa o di supporto.</strong></p>



<p>Molti studenti scelgono di progettare una risorsa digitale e spesso, durante le lezioni di Cosmic School, elaborano già le proprie proposte. C’è chi sceglie come formato l’app, chi immagina un podcast, alle volte indicando anche i contenuti delle prime puntate, e chi invece progetta un sito.&nbsp;</p>


<div id="strillo-testo-block_5505e14079f0d952e4b56874f812428d" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>Lavorare sulle discriminazioni di genere a scuola significa combattere nel concreto gli stereotipi radicati nelle nostre comunità.</p>
			        </section>
		</div>



<p>Due gruppi appartenenti a due classi, in particolare, hanno anche realizzato <strong>altrettanti siti web</strong>. Si tratta di tre studenti e studentesse della 3AS del <strong>liceo &#8220;Pascal&#8221; di Pompei</strong> (Napoli), riunite nel progetto educativo&nbsp;&#8220;Stop stereotipi&#8221;, con il loro sito <strong>Smash the bias</strong>, e un gruppo della 5MbCh dell’<strong>istituto &#8220;Da Vinci &#8211; De Giorgio&#8221; di Lanciano</strong> (Chieti), con la sua reinterpretazione del “www” (<em>world wide web</em>) come <strong>Women world wide</strong>.</p>



<p><a href="https://smash-the-bias.lovable.app/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Smash the bias</a> affronta il problema degli stereotipi di genere, offrendo <strong>risorse per informarsi a riguardo, consigli pratici per contrastarli e un test di sensibilizzazione per imparare a riconoscere i propri bias</strong>. Il termine <em>bias</em> indica una distorsione o un pregiudizio che allontana dalla valutazione oggettiva della realtà, in base a una propria convinzione presistente.</p>



<p>Tra le risorse pratiche del sito realizzato dai ragazzi e ragazze di Pompei troviamo anche una lista di <strong>quattro situazioni discriminatorie</strong> con altrettanti suggerimenti su come reagire.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1279" height="1004" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/04/stop_the_bias.jpg" alt="" class="wp-image-308260" srcset="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/04/stop_the_bias.jpg 1279w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/04/stop_the_bias-768x603.jpg 768w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/04/stop_the_bias-414x325.jpg 414w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/04/stop_the_bias-635x498.jpg 635w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/04/stop_the_bias-1026x805.jpg 1026w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/04/stop_the_bias-318x250.jpg 318w" sizes="(max-width: 1279px) 100vw, 1279px" /></figure>



<p><a href="https://women-world-wide5.webnode.it/i-nostri-lavori/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Women world wide</a> è invece una piattaforma di creazione di podcast e forum che possano spingere a una maggiore consapevolezza sulla parità di genere e sugli stereotipi in questo ambito.</p>


        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Il nostro progetto si impegna a creare podcast e forum che mirano a promuovere il dibattito e a cambiare l&#8217;opinione pubblica riguardo agli stereotipi di genere. Vogliamo contribuire a una società più inclusiva e a una maggiore equità di genere.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://women-world-wide5.webnode.it/i-nostri-lavori/" target="_blank">&#8211; 5MbCh, Istituto Da Vinci &#8211; De Giorgio di Lanciano</a>
									            </div>
        </section>
		


<p>Il team creato dal gruppo dell&#8217;istituto lancianese offre vari servizi, selezionabili da un apposito listino, tra cui anche <strong>campagne, workshop, iniziative ed eventi.</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="1267" height="1019" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/04/women_world_wide.jpg" alt="" class="wp-image-308261" srcset="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/04/women_world_wide.jpg 1267w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/04/women_world_wide-768x618.jpg 768w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/04/women_world_wide-414x333.jpg 414w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/04/women_world_wide-635x511.jpg 635w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/04/women_world_wide-1026x825.jpg 1026w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/04/women_world_wide-311x250.jpg 311w" sizes="(max-width: 1267px) 100vw, 1267px" /></figure>



<p>Gli esempi delle classi di Pompei e Lanciano sono due casi virtuosi di progettazione nell&#8217;ambito della lotta alle discriminazioni di genere, fuori e dentro le materie STEM. </p>



<p><strong>Tuttavia, non sono i soli esempi.</strong> Nel corso dei laboratori di Cosmic School le classi dei 13 istituti coinvolti hanno saputo misurarsi con questo tema, con con cui le donne giovani (e non) sono costrette a imbattersi nel quotidiano.</p>



<p><em>È importante evidenziare che le affermazioni, i risultati delle ricerche e i dati in esse contenute vanno comunque letti in un contesto di apprendimento laboratoriale e didattico, non giornalistico in senso stretto. In altre parole, si tratta puramente di esercizi per imparare un metodo, al di là della puntuale veridicità e dell’attendibilità e dai riscontri delle tesi sostenute da chi ha redatto i contenuti.</em></p>



<p>Foto: <a href="https://unsplash.com/it/foto/un-mucchio-di-pulsanti-con-simboli-diversi-su-di-essi-_j4PUrgYFXA" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Marek Studzinski</a> (<a href="https://unsplash.com/it/licenza" target="_blank" rel="noreferrer noopener">licenza</a>)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/i-siti-web-sulle-discriminazioni-di-genere-realizzati-dalle-classi-di-cosmic-school/">I siti web sulle discriminazioni di genere realizzati dalle classi di Cosmic School</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;indagine tra consumi, consapevolezza e impatto ambientale del fast fashion</title>
		<link>https://www.openpolis.it/lindagine-tra-consumi-consapevolezza-e-impatto-ambientale-del-fast-fashion/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mattia]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Apr 2026 10:11:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=307923</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nell'ambito del laboratorio di citizen science di Cosmic School, la 4A del liceo "Pascal" di Pompei ha condotto un sondaggio sul fenomeno fast fashion, dal quale sono emersi risultati molto interessanti e in parte anche contraddittori.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/lindagine-tra-consumi-consapevolezza-e-impatto-ambientale-del-fast-fashion/">L&#8217;indagine tra consumi, consapevolezza e impatto ambientale del fast fashion</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Nel laboratorio di citizen science, studenti e studentesse interessate da Cosmic School acquisiscono una <strong>maggiore consapevolezza rispetto ai dati e alla loro utilità civica,</strong> svolgendo una ricerca su un tema di interesse pubblico da raccontare poi in maniera divulgativa.&nbsp;</p>



<p>A seconda del tema analizzato alcune classi utilizzano <strong>dati forniti dagli enti statistici mentre altre li reperiscono in modo diretto</strong>, sul campo o tramite sondaggi e interviste. </p>



<p>La 4A del liceo scientifico &#8220;E. Pascal&#8221; di Pompei (Napoli) ha scelto proprio il <strong>sondaggio</strong> come modalità di raccolta dati al fine di analizzare un tema di grande attualità: <strong>il fenomeno del fast fashion,</strong> ovvero la moda low cost, consumistica, fondata sullo spreco e sul ricambio continuo.</p>


        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Il fast fashion è la capacità di alcune aziende di immettere sul mercato un prodotto in tempi molto brevi (detto anche moda veloce). Tradizionalmente, dalla selezione delle tendenze e delle materie prime fino alla vendita dell’abito nel negozio passano circa due anni, eppure il ciclo di vita dei prodotti è solo di poche settimane.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.treccani.it/enciclopedia/fast-fashion_%28Lessico-del-XXI-Secolo%29/" target="_blank">&#8211; Enciclopedia Treccani online</a>
									            </div>
        </section>
		


<p>I ragazzi hanno diffuso a scuola un sondaggio di 22 domande il cui scopo era quello di comprendere, da una parte, la consapevolezza dei giovani rispetto al fenomeno del fast fashion, in particolare del suo impatto ambientale, e dall’altra di misurarne le abitudini e i modelli di consumo. Hanno risposto molte persone, ben distribuite a livello di genere ed età.</p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">65 </span>persone hanno risposto al questionario sul fast fashion realizzato dalla 4A del liceo &#8220;Pascal&#8221; di Pompei.</p>
			        </section>
		


<p>Dalla ricerca, intitolata “<strong>Fast fashion, un’indagine tra consumi, consapevolezza e impatto ambientale</strong>”, sono emersi risultati molto interessanti e in parte controintuitivi. In particolare il fatto che, se la consapevolezza risulta essere abbastanza diffusa tra i giovani, essa non corrisponde ad abitudini di consumo etici o ambientalisti. </p>



<p>Sono ancora molti i ragazzi e le ragazze che <strong>acquistano online o nei negozi a basso prezzo</strong>, come anche quelli che acquistano troppi vestiti nuovi, spesso solo per l’estetica o per seguire mode passeggere.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="600" height="371" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/04/4A-sondaggio_acquisti_online.png" alt="" class="wp-image-307933" srcset="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/04/4A-sondaggio_acquisti_online.png 600w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/04/4A-sondaggio_acquisti_online-414x256.png 414w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/04/4A-sondaggio_acquisti_online-350x216.png 350w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /><figcaption class="wp-element-caption">Un grafico su una delle domande del sondaggio</figcaption></figure>



<p>Affrontare il problema del fast fashion si prefigura come una sfida complessa ed è quindi necessario, per citare la 4A, “promuovere un cambiamento più profondo, che passi attraverso l’educazione, la sensibilizzazione e l’adozione di modelli di consumo più responsabili”.</p>


        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Scarica la</p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/04/fast_fashion_pompei.pdf" target="_blank" rel="noopener">ricerca</a></p>
</div>
				            </div>
        </section>
		



<p><em>È importante evidenziare che le affermazioni, i risultati delle ricerche e i dati in esse contenute vanno comunque letti in un contesto di apprendimento laboratoriale e didattico, non giornalistico in senso stretto. In altre parole, si tratta puramente di esercizi per imparare un metodo, al di là della puntuale veridicità e dall’attendibilità e dai riscontri delle tesi sostenute da chi ha redatto i contenuti.</em></p>



<p>Foto: <a href="https://www.freepik.com/free-photo/girl-chooses-dresses_1281077.htm#from_element=cross_selling__photo" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Freepik</a> (<a href="https://www.freepik.com/ai/docs/licenses-attribution" target="_blank" rel="noreferrer noopener">licenza</a>)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/lindagine-tra-consumi-consapevolezza-e-impatto-ambientale-del-fast-fashion/">L&#8217;indagine tra consumi, consapevolezza e impatto ambientale del fast fashion</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
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	</channel>
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