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	<title>Parma Archivi - Openpolis</title>
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		<title>Le previsioni sulla condizione dei giovani in Italia nel 2030</title>
		<link>https://www.openpolis.it/la-condizione-dei-giovani-in-italia-in-vista-del-2030/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Aug 2025 07:15:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=301210</guid>

					<description><![CDATA[<p>Dopo il Covid, la situazione dei più giovani presenta luci e ombre: segnali di peggioramento ma anche di rinnovato impegno. Un investimento su questa fascia d'età è cruciale, ma la dinamica demografica rischia di allontanare l'attenzione dalla loro condizione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/la-condizione-dei-giovani-in-italia-in-vista-del-2030/">Le previsioni sulla condizione dei giovani in Italia nel 2030</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il prossimo 12 agosto ricorrerà la <a href="https://www.un.org/en/observances/youth-day" target="_blank" rel="noreferrer noopener">giornata internazionale della gioventù</a>. Un&#8217;occasione per fare il punto sulla <strong>condizione attuale di bambini e ragazzi </strong>nel nostro paese e sulle <strong>prospettive future per le giovani generazioni</strong>.</p>



<p><strong>Dopo la pandemia si sono moltiplicate le riflessioni in questo senso</strong>. Non sempre, come abbiamo avuto modo di <a href="https://www.openpolis.it/non-sono-emergenza-le-parole-del-disagio-giovanile/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">raccontare in passato</a>, orientate da dati e analisi. Il <strong>dibattito si è infatti sviluppato in modo spesso frammentario e aneddotico</strong>, con punti di vista che in molti casi hanno fatto emergere una <strong>sottovalutazione del fenomeno</strong> o, al contrario, un <strong>allarmismo caricaturale</strong>.</p>


        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Non sono emergenza</p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/11/Report_nonsonoemergenza_desktop.pdf" target="_blank" rel="noopener">Scarica il rapporto completo</a></p>
</div>
				            </div>
        </section>
		



<p>Questo anche perché, nel pieno dell&#8217;emergenza pandemica, mancavano informazioni qualificate, strutturate e aggiornate sulla condizione di ragazze e ragazzi. Una <strong>carenza che piano piano sta venendo colmata da nuovi studi e analisi, nazionali e internazionali</strong>.</p>



<p>Tra le ultime in ordine di tempo, la ricerca condotta dagli esperti della<em>&nbsp;<a href="https://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736(25)00503-3/fulltext" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Lancet Commission on adolescent health and wellbeing</a></em>, pubblicata sulla rivista&nbsp;<em>The Lancet</em>. Questo studio ha ricostruito la condizione di <strong>giovani e adolescenti a livello mondiale </strong>in uscita dalla pandemia, evidenziando i <strong>rischi per il loro benessere da qui al 2030</strong>.</p>



<p>Abbiamo approfondito questi aspetti dal punto di vista internazionale e con i dati disponibili per l&#8217;Italia. Le previsioni demografiche per il 2030 lasciano intravedere un paese dove <strong>bambini e ragazzi saranno sempre meno. Una tendenza da monitorare per le conseguenze che potrebbe avere rispetto all&#8217;impegno verso le giovani generazioni</strong>.</p>



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<div id="dopo-la-pandemia-la-condizione-di-giovani-e-adolescenti-nel-mondo-ha-mostrato-segnali-di-peggioramento" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<h3 class="wp-block-heading">Una generazione a rischio nei prossimi anni</h3>



<p>L&#8217;elemento principale che emerge dalla ricerca pubblicata su Lancet è che i <strong>progressi in termini di salute degli adolescenti</strong>, a livello globale, sono rimasti <strong>ben al di sotto dei miglioramenti compiuti agli inizi del XXI secolo</strong>.</p>


<div id="strillo-testo-block_6177e24227be3eb864a8a62ec3c8a5b7" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>Il nuovo contesto internazionale presenta rischi per la condizione di giovani e adolescenti.</p>
			        </section>
		</div>



<p>Si tratta anche delle conseguenze di uno <strong>scenario internazionale mutato</strong>. La ricerca evidenzia come il <strong>crescente carico di morbilità (la frequenza a contrarre malattie</strong>)<strong> e mortalità tra gli adolescenti nel mondo</strong> — caratterizzato da un rapido aumento di malattie non trasmissibili e disturbi mentali — stia <strong>compromettendo le prospettive delle future generazioni</strong>. A questo si aggiungono le minacce derivanti da tendenze complesse e interconnesse, come il cambiamento climatico, il degrado ambientale, i conflitti, gli sfollamenti, la rapida urbanizzazione e le conseguenze delle pandemie attuali e future, inclusa quella da Covid-19.</p>



<p>Per questo, nonostante la maggior parte degli indicatori relativi alla salute continui a registrare progressi, <strong>dopo il 2015 si è osservato un significativo rallentamento</strong>. Un rallentamento che compromette la possibilità di raggiungere gli <a href="https://unric.org/it/agenda-2030/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">obiettivi Onu per il 2030</a>.</p>



<p>Secondo la ricerca pubblicata su Lancet, entro quella data, <strong>464 milioni di adolescenti a livello globale saranno sovrappeso oppure obesi (143 milioni in più rispetto al 2015)</strong> e 42 milioni di anni di vita in salute potrebbero essere persi a causa di <strong>disturbi mentali o suicidio</strong> (2 milioni in più rispetto al 2015).</p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">42 milioni </span>la previsione degli esperti sugli anni di vita in salute persi nel 2030 a causa di disturbi mentali o suicidio (2 milioni in più rispetto al 2015).</p>
			        </section>
		


<p>Va sottolineato che <strong>si tratta di stime a livello globale</strong>, su cui quindi l&#8217;influenza dei paesi extra-europei e di quelli in via di sviluppo è preponderante. Basti pensare che l&#8217;82% degli adolescenti del mondo vive in Africa e in Asia.</p>



<p>Allo stesso tempo, diversi segnali di peggioramento nella condizione di bambini e ragazzi sono stati avvertiti dopo la pandemia anche nei paesi europei, compreso il nostro.</p>


<div id="anche-per-litalia-non-mancano-i-segnali-di-disagio-tra-i-piu-giovani-dal-calo-negli-apprendimenti-al-peggioramento-del-benessere-psicologico" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<h3 class="wp-block-heading">La situazione dei più giovani in Italia</h3>



<p>In precedenti approfondimenti dell&#8217;osservatorio, abbiamo analizzato come siano<strong> diversi gli indicatori a segnalare un aumento del disagio tra i più giovani</strong>.</p>



<p><strong>Un disagio che ha diverse dimensioni, a partire da quella sociale ed economica.&nbsp;</strong>Nell&#8217;ottobre scorso Istat ha stimato come <a href="https://www.openpolis.it/cresce-la-poverta-assoluta-tra-bambini-e-ragazzi-delle-famiglie-svantaggiate/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">quasi il 14% dei minori si sia trovato in povertà assoluta nel 2023</a>. Si tratta dell’incidenza più elevata della serie storica dal 2014. </p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">1,3 milioni </span>i bambini e ragazzi che vivono in famiglie in povertà assoluta dopo il Covid.</p>
			        </section>
		


<p>Problemi socio-economici attraversano anche la vita dei giovani adulti. Il nostro paese &#8211; nonostante i miglioramenti rispetto al decennio scorso &#8211; resta infatti ai vertici in Europa per <a href="https://ec.europa.eu/eurostat/statistics-explained/index.php?title=Statistics_on_young_people_neither_in_employment_nor_in_education_or_training" target="_blank" rel="noreferrer noopener">quota di neet</a>, giovani tra 15 e 29 anni che non studiano, non lavorano e non sono in formazione.</p>


        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/come-i-divari-educativi-alimentano-il-fenomeno-dei-neet" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Leggi anche
<br><strong>Come i divari educativi alimentano il fenomeno dei Neet</strong></a>.</p>
        </section>
		





<p>Questioni che non possono essere affrontate solo in termini di deprivazione materiale, trascurandone le <strong>radici educative, culturali, sociali, psicologiche che alimentano questo disagio</strong>. Si tratta di dimensioni che in diversi casi sono tra loro collegate e finiscono con il rafforzarsi a vicenda.</p>



<p>In termini educativi, non va sottovalutato <strong>come negli anni della pandemia si sia registrato un calo netto negli apprendimenti degli studenti</strong>. In particolare tra chi veniva da <a href="https://www.openpolis.it/numeri/durante-il-covid-la-dispersione-implicita-ha-raggiunto-il-12-tra-gli-studenti-svantaggiati/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">famiglie più svantaggiate</a> e probabilmente aveva anche meno strumenti durante la fase pandemica. La<strong> tendenza al peggioramento negli apprendimenti peraltro non si è invertita con la conclusione della pandemia</strong>. I recentissimi dati delle <a href="https://serviziostatistico.invalsi.it/wp-content/uploads/2025/07/Rapporto-prove-INVALSI-2025.pdf#page=48" target="_blank" rel="noreferrer noopener">prove Invalsi</a> mostrano come nel 2025 gli alunni che raggiungono i traguardi previsti al termine del primo ciclo d’istruzione siano scesi al 59% in italiano e si mantengano sul 56% in matematica. Nel 2019 queste percentuali erano rispettivamente al 65% e al 60%: <strong>al calo avvenuto nella pandemia non sono seguite inversioni di tendenza</strong>.</p>



<p>Questa&nbsp;<strong>crisi educativa</strong> talvolta può essere il sintomo di qualcosa di più profondo nel benessere sociale e psicologico di ragazze e ragazzi. Durante l&#8217;emergenza pandemica, complice la necessità di mantenere il distanziamento fisico, si è registrata una <strong>rarefazione nei rapporti sociali</strong>, anche e soprattutto tra i giovani, <a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-quota-di-ragazzi-che-vedono-tutti-i-giorni-gli-amici-era-crollata-gia-prima-della-pandemia/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">acuendo un trend in realtà in corso da oltre un decennio</a>. </p>



<p>Così come si continuano a intravedere, anche a pandemia terminata, <a href="https://www.openpolis.it/numeri/risale-lindice-di-salute-mentale-tra-gli-adolescenti-nel-2024-ma-resta-sotto-i-livelli-pre-pandemici" target="_blank" rel="noreferrer noopener">segnali di recupero non completo nell&#8217;indice di salute mentale degli e delle adolescenti</a>. Si tratta di uno degli aspetti su cui il rapporto insiste maggiormente. I ricercatori di Lancet sottolineano come <strong>i disturbi mentali e le espressioni di disagio siano la principale causa di carico di malattia tra gli adolescenti in tutti i paesi</strong>. L&#8217;insorgenza di sintomi di disagio emotivo, come ansia e umore basso, è più comune durante l&#8217;adolescenza che in qualsiasi altro momento del corso della vita.</p>


<div id="vi-sono-pero-anche-segnali-positivi-nel-2024-torna-sopra-il-10-la-partecipazione-nel-volontariato-dei-18-19enni" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<h3 class="wp-block-heading">I segnali positivi</h3>



<p>Allo stesso tempo, la letteratura internazionale conferma una tendenza positiva nel <strong>rilancio dell&#8217;attivismo dei più giovani negli ultimi 10-15 anni</strong> e del loro impegno per il cambiamento.</p>


        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Adolescent-led and youth-led activism has greatly increased in the past 10–15 years, and has shown the powerful effect that adolescents can have as catalysts for change. Predominantly led by non-governmental organisations, investments in adolescent girls’ leadership programmes are yielding important results</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736(25)00503-3/abstract" target="_blank">&#8211; The Lancet Commissions, A call to action: the second Lancet Commission on adolescent health and wellbeing (20 maggio 2024)</a>
									            </div>
        </section>
		


<p>Si tratta di <strong>dinamiche in parte visibili anche per il nostro paese</strong>, aspetto che abbiamo già avuto modo di raccontare in passato attraverso i dati. In questo senso, ad esempio, si segnala la maggiore preoccupazione della popolazione giovanile verso il <a href="https://www.openpolis.it/in-italia-la-tutela-dell-ambiente-resta-una-priorita-per-i-giovani/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">cambiamento climatico</a> rispetto alla media. Altra dinamica di rilievo è quella della <strong>mobilitazione attiva</strong>. La quota di 18-19enni che hanno preso parte ad associazioni ecologiche, per i diritti civili e per la pace è stata pari al <strong>3,3% nel 2024</strong> (2,4% nel 2023) e risulta molto superiore rispetto al resto della popolazione (1,6%).</p>



<p>In questo segmento di età è <strong>interessante osservare anche un ritorno &#8211; dopo il calo successivo alla pandemia &#8211; alla partecipazione in associazioni di volontariato</strong>.</p>


            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2024-torna-sopra-il-10-la-partecipazione-nel-volontariato-dei-18-19enni/">Nel 2024 torna sopra il 10% la partecipazione nel volontariato dei 18-19enni</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2024-torna-sopra-il-10-la-partecipazione-nel-volontariato-dei-18-19enni/">Percentuale di persone che negli ultimi 12 mesi hanno svolto attività gratuite in associazioni di volontariato (2019-24)</a></h3>
                                    </div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Istat                                                                <br>(consultati: martedì 10 Giugno 2025)
                                        </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-301476"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-301476" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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<div id="linvestimento-sugli-adolescenti-puo-avere-un-triplice-effetto-positivo" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<h3 class="wp-block-heading">Il &#8220;triplice vantaggio&#8221; di un investimento su giovani e adolescenti</h3>



<p>I dati precedenti mostrano quanto sia fuorviante una narrazione tesa a descrivere giovani e adolescenti come indolenti e ripiegati su sé stessi. Già oggi ragazze e ragazzi sono <strong>agenti di cambiamento per le loro comunità</strong>; sviluppare e incoraggiare questa propensione deve essere un obiettivo delle politiche pubbliche in materia.</p>



<p>In questo senso, da alcuni anni i rapporti della commissione Lancet sul benessere degli adolescenti hanno sottolineato l&#8217;importanza dell&#8217;investimento su questa fascia d&#8217;età. Osservando come gli investimenti durante l&#8217;adolescenza, e in generale su bambini e ragazzi tra i 10 e i 24 anni, possano produrre un <strong>triplice vantaggio</strong>: per i giovani di oggi, per gli adulti che diventeranno e per la prossima generazione di bambini di cui saranno genitori. Quindi in generale per l&#8217;assetto attuale della società e per quello degli anni a venire.</p>


<div id="strillo-testo-block_1bd66ea1d3ec8b0410b8ed42b59be703" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>Il calo demografico rischia di emarginare le nuove generazioni dal dibattito pubblico.</p>
			        </section>
		</div>



<p>Questo potenziale però<strong> si scontra con la dinamica demografica in corso nei paesi avanzati, e in particolare in Italia</strong>. Con la progressiva, prevista diminuzione dei giovani in termini demografici, il rischio concreto è che diminuisca anche la loro centralità nel dibattito pubblico e il loro peso nella società. Con la possibile conseguenza che si riduca l&#8217;attenzione verso la condizione delle giovani generazioni e gli spazi di intervento in questo senso.</p>


<div id="nel-2030-gli-adolescenti-potrebbero-essere-il-10-in-meno-di-oggi-il-rischio-e-che-anche-lattenzione-verso-la-loro-condizione-diminuisca" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<h3 class="wp-block-heading">I giovani in Italia, da oggi al 2030</h3>



<p>Analizzando le statistiche sperimentali di Istat, è possibile avere una previsione di quanti saranno i giovani residenti nel nostro paese da oggi all&#8217;inizio del prossimo decennio.</p>



<p>In uno scenario di previsione mediano, intermedio tra quelli più pessimistici e quelli più ottimistici, <strong>i giovani residenti tra 10 e 24 anni potrebbero passare dagli attuali 8,6 milioni a 8,2 milioni nel 2030</strong>. </p>



<p><strong>Un calo vicino al 5%, che sfiora il 10% se si considerano i soli residenti tra 10 e 19 anni</strong>. In questa fascia d&#8217;età infatti si potrebbe passare dai quasi 5,7 milioni attuali a circa 5,1 milioni nel 2030.</p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">-9,5% </span>il calo di residenti tra 10 e 19 anni previsto per il 2030 in Italia.</p>
			        </section>
		


<p>Questa dinamica assume <strong>proporzioni differenti lungo la penisola</strong>. A fronte di un calo medio del 9,5%, un elemento che salta subito all&#8217;occhio è che tutte le province mostrano una variazione percentuale negativa, anche se con ritmi di decrescita previsti molto diversi.</p>


            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/entro-il-2030-i-giovani-tra-10-e-19-anni-potrebbero-essere-oltre-il-18-in-meno-nei-territori-di-enna-e-caltanissetta/">Entro il 2030 i giovani tra 10 e 19 anni potrebbero essere oltre il 18% in meno nei territori di Enna e Caltanissetta</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/entro-il-2030-i-giovani-tra-10-e-19-anni-potrebbero-essere-oltre-il-18-in-meno-nei-territori-di-enna-e-caltanissetta/">Variazione percentuale prevista tra 2023 e 2030 nel numero di residenti tra 10 e 19 anni, nelle province italiane</a></h3>
                                    </div>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Istat (statistiche sperimentali)                                                                <br>(pubblicati: lunedì 29 Luglio 2024)
                                        </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-301488"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			


<p>Guardando le <strong>province che si posizionano meglio</strong>, ovvero quelle con le diminuzioni percentuali meno accentuate, troviamo Parma (-1,1%), Bolzano (-1,2%) e Piacenza (-1,6%). Seguono Bologna (-3,4%), Pavia (-3,9%) e Ragusa (-4,3%). È evidente come queste province si trovino prevalentemente nel nord Italia, in particolare in Emilia-Romagna. Questo dato suggerisce una maggiore resilienza demografica in queste aree, sebbene il calo sia comunque presente.</p>



<p>All&#8217;estremità opposta della classifica, emergono scenari decisamente più critici. Le <strong>province per cui si prevede la contrazione più severa nella popolazione 10-19 anni </strong>sono Caltanissetta (-18,6%), Enna (-18,1%), Nuoro (-17,2%), Barletta-Andria-Trani (-17,0%) e Taranto (-15,8%). Seguono una serie di province quasi interamente situate nel sud Italia e nelle isole.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Scarica, condividi e riutilizza i dati</h3>


        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Scarica i dati, regione per regione</p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Giovani_2025/abruzzo.xls">Abruzzo</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Giovani_2025/basilicata.xls">Basilicata</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Giovani_2025/calabria.xls">Calabria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Giovani_2025/campania.xls">Campania</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Giovani_2025/emilia-romagna.xls">Emilia-Romagna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Giovani_2025/Fvg.xls">Friuli-Venezia Giulia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Giovani_2025/Lazio.xls">Lazio</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Giovani_2025/Liguria.xls">Liguria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Giovani_2025/Lombardia.xls">Lombardia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Giovani_2025/marche.xls">Marche</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Giovani_2025/molise.xls">Molise</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Giovani_2025/piemonte.xls">Piemonte</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Giovani_2025/puglia.xls">Puglia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Giovani_2025/sardegna.xls">Sardegna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Giovani_2025/sicilia.xls">Sicilia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Giovani_2025/toscana.xls">Toscana</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Giovani_2025/trentino-AA.xls">Trentino-Alto Adige</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Giovani_2025/umbria.xls">Umbria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Giovani_2025/Vda.xls">Valle d’Aosta</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Giovani_2025/veneto.xls">Veneto</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Giovani_2025/totale_nazionale.xls">Totale nazionale</a>.</p>
</div>
				            </div>
        </section>
		



<p>I contenuti dell’Osservatorio povertà educativa <a href="https://www.openpolis.it/poverta-educativa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">#conibambini</a> sono realizzati da openpolis con l’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell’articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l’obiettivo di creare un’unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di data journalism o anche per semplice consultazione. I dati relativi alla variazione percentuale di residenti tra 10 e 19 anni sono di fonte Istat (statistiche sperimentali).</p>



<p>Foto: <a href="https://it.freepik.com/foto-gratuito/gruppo-di-amici-che-bevono-caffe-all-aperto-in-citta_15768368.htm#fromView=search&amp;page=1&amp;position=3&amp;uuid=d17ee8a7-710a-4971-96bc-8fc0c41250c7&amp;query=giovani+italiani+guardano+lontano" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Freepik</a> (<a href="https://support.freepik.com/s/topic/0TO3V000000Cla4WAC/licenses?_gl=1*xvu8h5*_gcl_au*MjEzODk0MTEzMS4xNzQ0NzM2OTkx*_ga*MTcwMzM4OTQ5MC4xNzQ0NzM2OTkx*_ga_QWX66025LC*czE3NTI1MDE4NDgkbzEwJGcxJHQxNzUyNTAxOTQyJGoyNiRsMCRoMA.." target="_blank" rel="noreferrer noopener">licenza</a>)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/la-condizione-dei-giovani-in-italia-in-vista-del-2030/">Le previsioni sulla condizione dei giovani in Italia nel 2030</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L’impatto del Pnrr sulla povertà educativa in Emilia-Romagna</title>
		<link>https://www.openpolis.it/limpatto-del-pnrr-sulla-poverta-educativa-in-emilia-romagna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martina Lovat]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Dec 2022 06:09:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=214548</guid>

					<description><![CDATA[<p>La vera sfida del Pnrr è ridurre i divari tra i territori, anche nel contrasto della povertà educativa. Approfondiamo la situazione attuale in Emilia-Romagna e cosa prevede il piano per la regione su 3 temi: asili nido, nuove scuole e dispersione scolastica. </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[</p>
<p>Il Pnrr interviene su numerosi fronti relativi alla povertà educativa, dagli asili nido all’edilizia scolastica, dal contrasto all’abbandono precoce alla riduzione dei divari territoriali nell’istruzione.</p>
</p>
<p>Interventi che riguarderanno anche l&#8217;Emilia-Romagna, dai primi livelli d’istruzione a quelli più elevati.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading"><strong>L’offerta di asili nido e l’investimento del Pnrr</strong></h3>
</p>
<p>Partendo dagli asili nido, in Emilia-Romagna nel 2020 sono 39.010 i posti offerti<strong> </strong>nei nidi e nei servizi per la prima infanzia, a fronte di circa<strong> </strong>97mila residenti con meno di 3 anni nella regione. Ovvero una copertura potenziale del 40,7%, al di sopra della soglia del <a href="https://www.openpolis.it/parole/che-cosa-prevedono-gli-obiettivi-di-barcellona-sugli-asili-nido/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">33% fissata in sede Ue</a>. Oltre a riportare un valore superiore alla media nazionale (27,2%), <strong>l&#8217;Emilia-Romagna è anche una delle regioni con la quota maggiore in Italia</strong>, seconda solo all&#8217;Umbria (44%).</p>
</p>
<p><div id="407-posti-nido-ogni-100-bambini-0-2-anni-in-emilia-romagna-nel-2020-media-italia-272" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p>Tra le province, <strong>quella con la maggiore copertura potenziale è Ravenna con 48,6 posti ogni 100 bambini.</strong> Seguono i territori di&nbsp;Bologna (46,5 posti per residente 0-3 anni) e Ferrara (45,5). Al di sopra del 35% anche Reggio nell&#8217;Emilia (41), Forlì-Cesena (40,2), Modena (39,4) e Parma (36,5). Sono due le province in Emilia-Romagna in cui il valore è inferiore alla soglia comunitaria: Rimini (31,4 ogni 100 bambini) e Piacenza (26). In quest&#8217;ultima provincia, la quota di copertura potenziale è leggermente inferiore alla media nazionale del 2020.</p>
</p>
<p>Tra i <strong>capoluoghi</strong>, quello che registra la percentuale maggiore è <strong>Ferrara</strong> (60,9%) seguito da <strong>Forlì</strong> (52,2%) e <strong>Bologna</strong> (48,9%). Valori superiori al target europeo anche per i comuni di Ravenna (46,9%), Modena (44,6%), Parma (43,1%) e Reggio Emilia (42,5%). Si collocano leggermente al di sotto di questa soglia Piacenza (31,5%) e Rimini (31,4%), con quote comunque superiori a quella nazionale.</p>
</p>
<p>Al netto dei capoluoghi, <strong>gli altri comuni con più di 1.000 residenti tra 0 e 2 anni riportano una copertura potenziale simile</strong>. Si tratta di Cesena (42,9%), Carpi (43,8%), Imola (40,2%) e Faenza (40,8%).</p>
</p>
<p>Complessivamente, in Emilia-Romagna l&#8217;89,6% dei comuni offre asili nido o altri servizi per la prima infanzia, a fronte di una media nazionale del 59,3%. <strong>Tutte le province riportano dei valori superiori a quello medio italiano.</strong> Sono però tre i territori dove pressoché la totalità dei comuni fornisce servizi per i residenti sotto i 3 anni. Si tratta delle province di Reggio Emilia, Ferrara e Ravenna. Nel bolognese questa quota si assesta al 98,2%.</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/gli-interventi-del-pnrr-per-i-nuovi-nidi-in-emilia-romagna/">Gli interventi del Pnrr per i nuovi nidi in Emilia-Romagna</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/gli-interventi-del-pnrr-per-i-nuovi-nidi-in-emilia-romagna/">Localizzazione degli interventi finanziati per asili nido nell’ambito del bando Pnrr e offerta attuale (2020)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                         aria-labelledby="chart_214802_tab1"><br />
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<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/gli-interventi-del-pnrr-per-i-nuovi-nidi-in-emilia-romagna/">Gli interventi del Pnrr per i nuovi nidi in Emilia-Romagna &#8211; Localizzazione degli interventi finanziati per asili nido nell’ambito del bando Pnrr e offerta attuale (2020)</a></div>
</p></div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_214802_tab3"></p>
<p><span style="font-weight: 400">I dati qui presentati fanno riferimento agli esiti delle </span><a href="https://pnrr.istruzione.it/avviso/asili/" target="_blank" rel="noopener"><span style="font-weight: 400">graduatorie</span></a><span style="font-weight: 400"> pubblicate ad agosto dal ministero dell&#8217;istruzione. Comprendono le informazioni presenti negli allegati relativi agli interventi per asili nido e poli dell&#8217;infanzia (all. 1, 2 e 4). L&#8217;efficacia di tali graduatorie è subordinata alla registrazione degli organi di controllo e non si possono considerare ancora definitive. Va infatti tenuto presente che prima della sottoscrizione dell’accordo di concessione potranno essere svolte ulteriori verifiche sull&#8217;ammissibilità dei progetti. Per alcuni importi è prevista una successiva rimodulazione; altri presentano l&#8217;indicazione &#8220;riserva&#8221; sulla graduatoria.</span></p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong><span style="font-weight: 400">elaborazione openpolis &#8211; Con i Bambini su dati ministero dell’istruzione e Istat.</span>                                                                <br />(pubblicati: giovedì 18 Agosto 2022)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/12/gli-interventi-del-pnrr-per-i-nuovi-nidi-in-emilia-romagna.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-214802"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-214802" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>In questo contesto il <strong>Pnrr stanzia 4,6 miliardi</strong> sull’investimento per gli asili nido e le scuole per l’infanzia. Di questi, accanto alle risorse che finanzieranno progetti già in essere, è stato varato un <strong>bando da 3 miliardi di euro, di cui 2,4 per i soli nidi</strong>.</p>
</p>
<p><div id="208-milioni-di-euro-previsti-con-il-pnrr-per-asili-nido-e-poli-dinfanzia-in-provincia-di-bologna-dove-oggi-il-982-dei-comuni-offre-servizi-prima-infanzia" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p>Di tali risorse, stando alle graduatorie pubblicate in agosto, in Emilia-Romagna dovrebbero arrivare con il nuovo bando circa <strong>88,7 milioni di euro per gli asili nido e poli d’infanzia</strong>, pari al 3,6% dei 2,4 miliardi di euro stanziati. In termini assoluti, il territorio con i progetti ammessi in graduatoria che cubano più risorse è la provincia di Bologna, seguita da Rimini, Modena e Ferrara.</p>
</p>
<p>Complessivamente nella regione <strong>è previsto il finanziamento di 64 progetti</strong>. Di questi, 26 sono entrati nelle graduatorie pubblicate lo scorso agosto come ammessi, 38 come riserva. Per 4 dei progetti entrati in graduatoria, è comunque già prevista una successiva rimodulazione degli importi.</p>
</p>
<p>Va infatti tenuto presente che quelli pubblicati nelle graduatorie di agosto <strong>non necessariamente corrispondono agli importi definitivi</strong>: prima della sottoscrizione dell’accordo di concessione potranno essere svolte ulteriori verifiche sull&#8217;ammissibilità e per alcuni importi è già prevista una successiva rimodulazione. Altro elemento cruciale è dato dal fatto che, come detto, molti interventi presentano l&#8217;indicazione &#8220;riserva&#8221; nella graduatoria.</p>
</p>
<p>Con questi caveat, sulla base delle graduatorie pubblicate in agosto, il progetto con l’importo maggiore è una demolizione con successiva costruzione per il comune di Bologna, ammessa con riserva. Un intervento da circa 4 milioni di euro.</p>
</p>
<p>L’ente con più risorse previste è il comune di <strong>Rimini</strong>, con circa 10,1 milioni di euro per 4 progetti in graduatoria, seguito dal comune di <strong>Parma</strong> (5 milioni di euro per 2 progetti) e da quello di <strong>Ferrara </strong>(4,3 milioni di euro per 3 interventi). </p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading"><strong>La costruzione di nuove scuole</strong></h3>
</p>
<p>Un altro aspetto di cui si occupa il Pnrr è la costruzione di nuove scuole sostenibili. Un investimento da 1,19 miliardi per la realizzazione di oltre 200 nuove scuole, di cui <strong>23 previste in Emilia-Romagna</strong>.</p>
</p>
<p>Nella regione, in base ai dati relativi all’a.s. 2020/21, sono presenti <strong>2.521 edifici scolastici</strong>. Dal punto di vista della sostenibilità, per <strong>1.229</strong> in quell’anno era stata dichiarata la dotazione di <strong>accorgimenti per ridurre i consumi energetici</strong>, come la presenza di vetri o serramenti doppi, l&#8217;isolamento di coperture e pareti esterne, oppure ancora la zonizzazione dell’impianto termico, che consente un dispendio più accurato per la climatizzazione degli ambienti.</p>
</p>
<p><div id="4875-gli-edifici-scolastici-in-emilia-romagna-dotati-di-accorgimenti-per-il-risparmio-energetico-nella-s-2020-21" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p>Il 48,75% degli edifici scolastici in Emilia-Romagna presenta quindi questo tipo di accorgimenti, <strong>meno della media nazionale (57,5%)</strong>. Una quota che varia tra i diversi territori: mentre a <strong>Ravenna</strong> la percentuale di edifici con accorgimenti raggiunge il <strong>65,64%</strong>, in provincia di <strong>Parma</strong> si attesta al <strong>37,9%</strong>.</p>
</p>
<p>Scendendo a livello comunale, tra i comuni della regione con più di 20mila residenti tra 6 e 18 anni notiamo <strong>Modena</strong>, dove il 45,9% delle scuole è dotato di accorgimenti per il risparmio energetico, mentre la quota è inferiore al 40% a <strong>Parma</strong> (35,48%), <strong>Bologna</strong> (28,69%) e <strong>Reggio Emilia</strong> (25,74%).</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/gli-interventi-del-pnrr-per-le-nuove-scuole-in-emilia-romagna/">Gli interventi del Pnrr per le nuove scuole in Emilia Romagna</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/gli-interventi-del-pnrr-per-le-nuove-scuole-in-emilia-romagna/">Localizzazione degli interventi finanziati nell&#8217;ambito del bando &#8220;nuove scuole&#8221; e quota di edifici scolastici dotati di accorgimenti per ridurre i consumi energetici (a.s. 2020/21)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
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                         aria-labelledby="chart_214811_tab1"><br />
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</p></div>
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                             aria-labelledby="chart_214811_tab3"></p>
<p><span style="font-weight: 400">I punti sulla mappa localizzano gli interventi finanziati nell’ambito del bando nuove scuole del Pnrr. La dimensione cresce in funzione dell’importo previsto. Il colore dei comuni varia in base alla quota di edifici scolastici che in quel territorio dispongono di accorgimenti per la riduzione dei consumi energetici (più intenso il colore, maggiore la quota di edifici per cui è dichiarata la presenza di accorgimenti).</span></p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong><span style="font-weight: 400">elaborazione openpolis &#8211; Con i Bambini su dati ministero dell’istruzione</span>                                                                <br />(pubblicati: domenica 17 Luglio 2022)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/12/gli-interventi-del-pnrr-per-le-nuove-scuole-in-emilia-romagna.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-214811"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-214811" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p><div id="23-aree-individuate-nella-regione-per-la-costruzione-di-nuove-scuole-con-il-pnrr" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p>Su questa situazione si innestano gli interventi del Pnrr, con una serie di investimenti per l’edilizia scolastica tra cui quelli per la costruzione di nuove scuole. Sono <strong>23 le aree individuate per l&#8217;Emilia-Romagna per un totale di 66.237,01 mq</strong> e un importo complessivo richiesto di circa 146,2 milioni di euro, in base alle graduatorie pubblicate nel maggio scorso. <strong>Un intervento su due</strong> <strong>per le nuove scuole della regione riguarderà edifici nelle classi energetiche F e G</strong>, quelle meno efficienti.</p>
</p>
<p>I maggiori interventi riguardano il comune di Castel Maggiore in provincia di Bologna, con un importo richiesto di 14 milioni di euro. Si tratta della demolizione con ricostruzione in situ della scuola secondaria di I grado &#8211; Donini Pelegalli, un intervento su edifici di 5.918 mq attualmente in classe energetica F.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading"><strong>Il contrasto ai divari educativi esistenti</strong></h3>
</p>
<p>In Emilia-Romagna, il tasso di abbandono scolastico nel 2021 si è attestato al 9,9%. Un dato inferiore alla media nazionale e appena sopra di un punto rispetto all’<a href="https://www.openpolis.it/parole/che-cose-labbandono-scolastico/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">obiettivo europeo del 9%</a> entro il 2030.</p>
</p>
<p>Nella regione restano comunque <strong>ampi divari educativi sugli apprendimenti in classe</strong>. Nei test Invalsi 2020/21, <strong>il 35,8% degli studenti dell&#8217;Emilia-Romagna in III media</strong> si è attestato sui livelli di competenza 1 e 2 in italiano, considerati non adeguati. Un valore di poco inferiore alla media nazionale (39% circa).</p>
</p>
<p>Nella provincia di <strong>Ferrara</strong>, quella con il dato peggiore, si parla del 37,15% degli alunni. Mentre nella provincia di <strong>Bologna</strong> sono risultati inadeguati i test del 31,93% degli studenti. In entrambi i casi, si tratta di percentuali minori di quella italiana.</p>
</p>
<p>Dati a cui dedicare un&#8217;attenzione prioritaria: i bassi livelli di competenza sono uno dei segnali più rilevanti della dispersione scolastica. Il Pnrr interviene con un investimento apposito, che ha tra gli<strong> obiettivi quello di scendere nel 2026 al 10,2% di abbandoni precoci nel nostro paese. </strong>Tale intervento vale 1,5 miliardi, di cui 500 milioni assegnati con una prima tranche attraverso un decreto del ministero dell’istruzione nel giugno di quest’anno.</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/gli-interventi-per-il-contrasto-della-dispersione-in-emilia-romagna/">Gli interventi per il contrasto della dispersione in Emilia-Romagna</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/gli-interventi-per-il-contrasto-della-dispersione-in-emilia-romagna/">Localizzazione degli interventi finanziati nell&#8217;ambito del piano contro la dispersione e quota di uscite precoci dal sistema di istruzione e formazione</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                         aria-labelledby="chart_214813_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/gli-interventi-per-il-contrasto-della-dispersione-in-emilia-romagna/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/12/gli-interventi-per-il-contrasto-della-dispersione-in-emilia-romagna.png" placeholder ></amp-img></p>
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<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/gli-interventi-per-il-contrasto-della-dispersione-in-emilia-romagna/">Gli interventi per il contrasto della dispersione in Emilia-Romagna &#8211; Localizzazione degli interventi finanziati nell&#8217;ambito del piano contro la dispersione e quota di uscite precoci dal sistema di istruzione e formazione</a></div>
</p></div>
<div id="chart_214813_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_214813_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
<div id="chart_214813_tabpanel3" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-3"
                             aria-labelledby="chart_214813_tab3"></p>
<p><span style="font-weight: 400">I dati sono stati elaborati a partire dalla tabella di ripartizione per </span><a href="https://pnrr.istruzione.it/wp-content/uploads/2022/06/M4C1I.1.4_Dispersione_Riparto_istituzioni_scolastiche.pdf" target="_blank" rel="noopener"><span style="font-weight: 400">istituzione scolastica</span></a><span style="font-weight: 400"> pubblicati dal ministero dell’istruzione il </span><a href="https://www.miur.gov.it/web/guest/-/pnrr-1-5-miliardi-per-il-piano-contro-la-dispersione-scolastica-il-ministro-bianchi-ha-firmato-il-decreto-con-i-primi-500-milioni-per-interventi-sulla" target="_blank" rel="noopener"><span style="font-weight: 400">28 giugno 2022</span></a><span style="font-weight: 400">. Il colore dei comuni varia in base all’incidenza dell’abbandono scolastico nel comune, come rilevata nell’ambito del censimento 2011. Più intenso il colore, maggiore la quota di giovani tra 15 e 24 anni usciti precocemente dal sistema di istruzione e formazione.</span></p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong><span style="font-weight: 400">elaborazione openpolis &#8211; Con i Bambini su dati ministero dell’istruzione e Istat</span>                                                                <br />(pubblicati: martedì 28 Giugno 2022)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/12/gli-interventi-per-il-contrasto-della-dispersione-in-emilia-romagna.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-214813"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-214813" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p><div id="215-gli-istituti-della-regione-destinatari-della-prima-tranche-dellintervento-straordinario-per-la-riduzione-dei-divari-nellistruzione-per-un-totale-di-309-milioni-e" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p>Risorse che, in Emilia-Romagna, sono destinate a <strong>215 istituti, per un totale di 30,9 milioni di euro.</strong> Si tratta del 6,18% delle risorse stanziate con questo decreto. Il finanziamento maggiore nella regione arriverà agli istituti con sede nel comune di Parma, con 1,8 milioni di euro.</p>
</p>
<p>L’istituto più finanziato è il Rinaldo Corso, nel territorio di Reggio dell&#8217;Emilia, cui sono destinati 345.889,43 euro. Segue l&#8217;istituto Cattaneo-Deledda in provincia di Modena con 288.475,28 euro.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Scarica, condividi e riutilizza i dati</h3>
</p>
<section class="download">
<div class="dw-content">
<div class="intro">
<p>Scarica i dati della regione</p>
</div>
<div class="files">
<p><strong>Nidi e poli per l&#8217;infanzia </strong><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Pnrr_pov_edu/1/Emilia-Romagna.xls" target="_blank" rel="noopener">Emilia-Romagna</a></p>
<p><strong>Nuove scuole </strong><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Pnrr_pov_edu/2/Emilia-Romagna.xls" target="_blank" rel="noopener">Emilia-Romagna</a></p>
<p><strong>Piano dispersione (I tranche) </strong><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Pnrr_pov_edu/3/Emilia-Romagna.xls" target="_blank" rel="noopener">Emilia-Romagna</a></p>
</div></div>
</section>
</p>
<p>I contenuti dell&#8217;Osservatorio povertà educativa <a href="https://www.openpolis.it/cosa/poverta-educativa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">#conibambini</a> sono realizzati da openpolis con l&#8217;impresa sociale Con i Bambini nell&#8217;ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell&#8217;articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l&#8217;obiettivo di creare un&#8217;unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di <em>data journalism</em> o anche per semplice consultazione. I dati relativi al Pnrr sono stati elaborati a partire dalle graduatorie e dalle informazioni pubblicate dal ministero dell&#8217;istruzione.</p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/limpatto-del-pnrr-sulla-poverta-educativa-in-emilia-romagna/">L’impatto del Pnrr sulla povertà educativa in Emilia-Romagna</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Dietro i pochi laureati c&#8217;è anche un problema di divari territoriali</title>
		<link>https://www.openpolis.it/dietro-i-pochi-laureati-ce-anche-un-problema-di-divari-territoriali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Aug 2022 06:22:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=196532</guid>

					<description><![CDATA[<p>L'Italia è uno dei paesi europei con meno giovani laureati. Un problema che, come mostrano i dati a livello locale, è l'esito anche di forti differenze territoriali nell'accesso all'istruzione, terziaria e non solo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/dietro-i-pochi-laureati-ce-anche-un-problema-di-divari-territoriali/">Dietro i pochi laureati c&#8217;è anche un problema di divari territoriali</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel contesto europeo, l&#8217;<strong>Italia è uno dei paesi con il minor tasso di giovani laureati</strong>, o di persone che comunque dispongono di un titolo di studio assimilato, di livello terziario.</p>
<p>A fronte di una media del <strong>41,2% di giovani europei con un titolo di studio di livello terziario</strong>, che comprende percorsi come quello universitario o in istituti tecnici superiori, <strong>nel nostro paese la quota si attesta al 28,3%</strong>. Si tratta del secondo dato peggiore dopo quello della Romania (23,3%).</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/italia-penultima-in-ue-per-quota-di-giovani-laureati/">Italia penultima in Ue per quota di giovani laureati</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/italia-penultima-in-ue-per-quota-di-giovani-laureati/">Percentuale di giovani 25-34 anni con un titolo di studio terziario (2021)</a></h3>
                                    </div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Eurostat                                                                <br>(ultimo aggiornamento: giovedì 28 Aprile 2022)
                                        </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-197567"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-197567" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;1042&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/italia-penultima-in-ue-per-quota-di-giovani-laureati/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			</p>
<p>        <section class="blockquote">
							<p>Ridurre il divario con gli altri paesi Ue è l'obiettivo dei prossimi anni.</p>
<p>
			        </section>
		</p>
<p>Incrementare la quota di laureati rappresenta una <strong>sfida cruciale per i prossimi anni</strong>. In un mondo del lavoro sempre più competitivo aumenta il livello di conoscenza richiesto per essere occupati, e con esso l’<strong>importanza del percorso di studi</strong>. Maggiori competenze consentono ai singoli individui di aspirare a migliori posizioni lavorative, riducendo il rischio di ricadere nell'esclusione sociale. Una questione ancora più centrale nel contesto post pandemico che stiamo vivendo.</p>
<p>        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/perche-listruzione-equa-e-il-primo-strumento-di-giustizia-sociale/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Perché l’istruzione equa è il primo strumento di giustizia sociale<br />
<br><strong>Leggi</strong></a>.</p>
        </section>
		</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">5,1% </span>il tasso di disoccupazione tra chi ha un titolo terziario (laurea e assimilati). Meno della metà rispetto a chi non ha il diploma.</p>
			        </section>
		</p>
<p>Per questo motivo, <strong>nel 2021 l'Ue ha innalzato gli obiettivi educativi da raggiungere in questo decennio, anche nell'istruzione terziaria</strong>. Inoltre, uno dei punti più qualificanti del Pnrr è proprio l'<strong>investimento sul sistema degli <a href="https://openpnrr.it/misure/?search=ITS&amp;tempistica_completamento_anno=&amp;tempistica_completamento_trimestre=&amp;status=&amp;tipologia=&amp;tags=&amp;priorita_trasversali=" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Its</a></strong> (su cui nel mese scorso è intervenuta l'<a href="https://www.miur.gov.it/web/guest/-/riforma-its-via-libera-definitivo-alla-camera-bianchi-e-legge-una-delle-riforme-piu-importanti-del-pnrr-per-l-istruzione-" target="_blank" rel="noopener noreferrer">approvazione di una legge apposita</a>) per incrementare il numero di giovani che hanno accesso a una formazione di alto livello.</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">12,9 </span>punti percentuali di distanza tra il tasso di giovani laureati in Italia e la media Ue.</p>
			        </section>
		</p>
<p>Per l'Italia, recuperare il divario con gli altri paesi Ue significa anche fare i conti con i <strong>divari interni oggi esistenti in termini di accesso all'istruzione terziaria</strong>.</p>
<h3>Obiettivi Ue sempre più sfidanti sui laureati</h3>
<p>Nel febbraio 2021 l'<strong>Unione europea ha aggiornato i suoi obiettivi sull'istruzione</strong> per questo decennio. Nuovi target che recepiscono un contesto post-pandemico in cui l'innalzamento dei livelli educativi sarà sempre più importante.</p>
<p>        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>(…) la pandemia di Covid-19 ha messo ancora più in luce l’importanza dell’equità e dell’inclusione nell’istruzione e nella formazione.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32021G0226(01)&from=EN" target="_blank">- Risoluzione del Consiglio europeo, 26 febbraio 2021</a>
									            </div>
        </section>
		</p>
<p>Tra i target che sono stati aggiornati, anche quelli relativi al <strong>completamento dell'istruzione terziaria</strong>. Su questo fronte esisteva già un obiettivo specifico, formulato nell'<a href="https://www.openpolis.it/parole/che-cose-europa-2020/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">agenda Europa 2020</a>.</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">40% </span>le persone tra 30 e 34 anni con un'istruzione universitaria entro il 2020.</p>
			        </section>
		</p>
<p>L'Ue - considerando i 27 stati attuali, al netto del Regno Unito - ha raggiunto questa soglia nel 2019, con il 40,3%. Dato successivamente salito al 41,1% nel 2020. Nello stesso anno l'Italia, con il 27,8% di 30-34enni laureati, pur avendo raggiunto il suo <a href="https://ec.europa.eu/eurostat/documents/2995521/10749941/3-22042020-BP-EN.pdf/04c88d0b-17af-cf7e-7e78-331a67f3fcd5?t=1587545070000#page=6" target="_blank" rel="noopener noreferrer">obiettivo nazionale</a> (26%), appare molto distante dalla media Ue.</p>
<p>Nel febbraio dello scorso anno <strong>il target europeo è stato reso ancora più sfidante</strong>, estendendo la fascia di età coinvolta e innalzando la soglia da raggiungere.</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">45% </span>delle persone tra 25 e 34 anni dovrebbe avere un'istruzione terziaria entro il 2030.</p>
			        </section>
		</p>
<p>Per l'Italia, dove come abbiamo visto solo il 28,3% dei 25-34enni ha completato l'istruzione terziaria, la <strong>sfida è anche fare i conti con le disparità interne rispetto all'educazione</strong>.</p>
<h3>I divari territoriali nell'istruzione, anche terziaria</h3>
<p>L'Italia presenta <strong>forti differenze territoriali in termini di accesso ai percorsi di istruzione</strong>, dai primi anni di vita del bambino per proseguire in tutti i livelli successivi. <span style="font-family: Roboto, -apple-system, BlinkMacSystemFont, 'Segoe UI', Roboto, Oxygen-Sans, Ubuntu, Cantarell, 'Helvetica Neue', sans-serif;">Lungo tutto il percorso di studi, il</span><span style="font-family: Roboto, -apple-system, BlinkMacSystemFont, 'Segoe UI', Roboto, Oxygen-Sans, Ubuntu, Cantarell, 'Helvetica Neue', sans-serif;"> </span><strong style="font-family: Roboto, -apple-system, BlinkMacSystemFont, 'Segoe UI', Roboto, Oxygen-Sans, Ubuntu, Cantarell, 'Helvetica Neue', sans-serif;">ritardo del mezzogiorno è spesso un elemento ricorrente</strong><span style="font-family: Roboto, -apple-system, BlinkMacSystemFont, 'Segoe UI', Roboto, Oxygen-Sans, Ubuntu, Cantarell, 'Helvetica Neue', sans-serif;">. Nelle regioni meridionali è generalmente più bassa l'<a href="https://www.openpolis.it/salgono-a-6-le-regioni-che-superano-la-soglia-ue-sugli-asili-nido/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">offerta di posti nido</a> e del <a href="https://www.openpolis.it/lestensione-del-tempo-pieno-nelle-scuole-primarie/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">tempo pieno</a>, nonché di strutture scolastiche come <a href="https://www.openpolis.it/perche-e-necessario-sviluppare-le-mense-scolastiche-in-italia/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">mense</a> e <a href="https://www.openpolis.it/cosa-prevede-il-pnrr-per-potenziare-lo-sport-a-scuola/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">palestre</a>. Mentre sono <a href="https://www.openpolis.it/labbandono-implicito-di-chi-finisce-la-scuola-senza-competenze-adeguate/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">più frequenti la dispersione scolastica e i bassi apprendimenti</a>.</span></p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">16,6% </span>i giovani 18-24 anni che hanno lasciato la scuola prima del tempo nel mezzogiorno, rispetto a una media nazionale pari al 12,7% nel 2021.</p>
			        </section>
		</p>
<p>        <section class="blockquote">
							<p>Nel sud meno ragazzi arrivano al diploma e meno neodiplomati si iscrivono all'università.</p>
<p>
			        </section>
		</p>
<p><strong>Non fanno eccezione gli indicatori sull'istruzione terziaria</strong>. Nell'Italia meridionale, dove già sono di meno i ragazzi che raggiungono il diploma, <strong>meno della metà dei neodiplomati si iscrive all'università</strong>. Nel 2019 sono stati il 47,5% del totale sia nel sud continentale che nelle isole. Una quota inferiore rispetto alla media nazionale (51,4%), nonché al dato del nord (53,5%) e del centro Italia (55%). A livello regionale, escluso il Trentino Alto-Adige - il cui dato non tiene conto delle migliaia di giovani iscritti nelle università austriache - agli ultimi posti compaiono <strong>Sicilia</strong> (46,6%) e <strong>Campania</strong> (43%).</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">47,5% </span>dei neodiplomati di sud e isole si sono iscritti all'università nel 2019. Meno della media nazionale (51,4%).</p>
			        </section>
		</p>
<p>Un dato che<strong> approfondendo l'analisi in chiave locale appare ancora più articolato.</strong> Tra le province, la quota di neodiplomati che nel 2019 si è iscritta all'università supera il 60% nei territori di Isernia (61%), Teramo (60,9%), Parma (60,8%) e Lecco (60,2%). Mentre <strong>non raggiunge il 45%</strong>, oltre Bolzano per cui valgono le considerazioni già fatte, <strong>in diverse realtà del mezzogiorno e in 3 province dell'arco alpino, ai confini settentrionali del paese</strong>. Parliamo di <strong>Salerno</strong> (41,9%), <strong>Napoli (</strong>42,4%), <strong>Siracusa</strong> (42,9%), <strong>Catania</strong> (43,5%), <strong>Verbano-Cusio-Ossola</strong> (43,9%), <strong>Benevento</strong> (44%), <strong>Belluno</strong> (44,9%) e <strong>Sondrio</strong> (44,6%).</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-una-provincia-su-3-meno-della-meta-dei-neodiplomati-si-iscrive-alluniversita/">In una provincia su 3 meno della metà dei neodiplomati si iscrive all&#8217;università</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-una-provincia-su-3-meno-della-meta-dei-neodiplomati-si-iscrive-alluniversita/">Percentuale di neodiplomati che si iscrivono all'università nell'anno di conseguimento del diploma (2019)</a></h3>
                                    </div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Istat (Bes)                                                                <br>(ultimo aggiornamento: lunedì 6 Settembre 2021)
                                        </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/08/in-una-provincia-su-3-meno-della-meta-dei-neodiplomati-si-iscrive-alluniversita.png" target="_blank" download></a>
						                                                
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                            <p><label for="embed-chart-197533"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-197533" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			</p>
<p><strong>Nel mezzogiorno, le province in cui meno del 50% dei neodiplomati si iscrive all'università salgono a oltre una su 2</strong>. <span style="font-family: Roboto, -apple-system, BlinkMacSystemFont, 'Segoe UI', Roboto, Oxygen-Sans, Ubuntu, Cantarell, 'Helvetica Neue', sans-serif;">Nessuna provincia campana e siciliana, in particolare, raggiunge la quota del 50%. </span></p>
<p>Come conseguenza, anche la <strong>quota di giovani laureati è più bassa nell'Italia meridionale</strong>. Nel 2021, la percentuale di residenti tra 25 e 34 anni laureati o con altri titoli terziari è stata pari al 24,3% al sud e al 20,6% nelle isole, a fronte di una media nazionale del 28,3%.</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-emilia-romagna-il-341-dei-giovani-ha-un-titolo-terziario/">In Emilia Romagna il 34,1% dei giovani ha un titolo terziario</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-emilia-romagna-il-341-dei-giovani-ha-un-titolo-terziario/">Percentuale di giovani 25-34 anni con un titolo di studio terziario (2021)</a></h3>
                                    </div>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/in-emilia-romagna-il-341-dei-giovani-ha-un-titolo-terziario/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="860" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-tablepress"><amp-img width="1010" height="860" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/08/in-emilia-romagna-il-341-dei-giovani-ha-un-titolo-terziario.png" placeholder ></amp-img><div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div></amp-iframe>                        <div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-emilia-romagna-il-341-dei-giovani-ha-un-titolo-terziario/">In Emilia Romagna il 34,1% dei giovani ha un titolo terziario - Percentuale di giovani 25-34 anni con un titolo di studio terziario (2021)</a></div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Eurostat                                                                <br>(ultimo aggiornamento: venerdì 29 Aprile 2022)
                                        </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/08/in-emilia-romagna-il-341-dei-giovani-ha-un-titolo-terziario.png" target="_blank" download></a>
						                                                <div title="Scarica dati CSV" class="opmag-chart-action-data-btn" data-param-filename="in-emilia-romagna-il-341-dei-giovani-ha-un-titolo-terziario"></div>
						                        
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                            <p><label for="embed-chart-198320"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-198320" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			</p>
<p>Ai primi posti l'<strong>Emilia Romagna</strong>, il <strong>Veneto</strong> e l'<strong>Umbria</strong>, dove la quota di laureati supera il 33%. In fondo alla classifica <strong>Campania</strong> (23,7%), <strong>Puglia</strong> (23,2%), <strong>Calabria</strong> (22,9%), <strong>Sardegna</strong> (22,3%) e <strong>Sicilia</strong> (20,1%).</p>
<p>I recenti dati del censimento permanente consentono di ricostruire la situazione anche a livello comunale, sebbene per una fascia d'età più ampia (25-49 anni). Emerge come la <strong>quota di persone con titolo terziario sia particolarmente elevata in alcuni capoluoghi, come Pavia, Bologna, Milano, Siena e Pisa</strong>, realtà dove supera il 45%.</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/come-varia-la-quota-di-laureati-nei-comuni-italiani/">Come varia la quota di laureati nei comuni italiani</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/come-varia-la-quota-di-laureati-nei-comuni-italiani/">Percentuale di residenti tra 25 e 49 con un titolo di studio terziario (2020)</a></h3>
                                    </div>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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			        			                                <div id="chart_197544_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_197544_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
                        <div id="chart_197544_tabpanel3" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-3"
                             aria-labelledby="chart_197544_tab3"><p>Il dato calcola la quota di residenti tra 25 e 49 anni che dispongono di:</p>
<ul>
<li>un diploma di tecnico superiore ITS o titolo di studio terziario di primo livello;</li>
<li>un titolo di studio terziario di secondo livello / dottorato di ricerca.</li>
</ul>
</div>
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                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Istat (censimento permanente)                                                                <br>(ultimo aggiornamento: giovedì 9 Dicembre 2021)
                                        </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/08/come-varia-la-quota-di-laureati-nei-comuni-italiani.png" target="_blank" download></a>
						                                                
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                            <p><label for="embed-chart-197544"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			</p>
<p>La spaccatura tra nord e sud emerge anche tra le <strong>città maggiori</strong>. Ai primi posti <strong>Bologna</strong> (46,79%) e <strong>Milano</strong> (45,98%), seguite da Firenze, Roma, Torino e Genova, tutte collocate tra il 30 e il 40%. Al di sotto del 30% le maggiori città del mezzogiorno: <span style="font-family: Roboto, -apple-system, BlinkMacSystemFont, 'Segoe UI', Roboto, Oxygen-Sans, Ubuntu, Cantarell, 'Helvetica Neue', sans-serif;"><strong>Bari</strong> (</span>28,7%), <strong>Palermo</strong> (23,73%), <strong>Napoli</strong> (22,52%) e <strong>Catania</strong> (22,01%).</p>
<p>Da notare come tra le <strong>città della Sicilia</strong>, regione che come abbiamo visto è ultima per quota di giovani laureati, la percentuale di residenti 25-49 anni con titolo terziario sia più elevata a <strong>Enna</strong> (30,84%), <strong>Agrigento</strong> (28,21%) e <strong>Messina</strong> (27,27%). Mentre non raggiunge il 20% a <strong>Trapani</strong> (19,01%).</p>
<h3>Cosa prevede il Pnrr per potenziare l'istruzione terziaria</h3>
<p>All'interno del Pnrr è la missione 4 a occuparsi di istruzione, università e ricerca, con una serie di investimenti volti a <strong>potenziare l'accesso all'istruzione terziaria</strong>.</p>
<p>        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Gli investimenti previsti facilitano l’accesso all’istruzione universitaria, con nuove borse di studio, e le opportunità per i giovani ricercatori, con l’estensione dei dottorati di ricerca.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.governo.it/sites/governo.it/files/PNRR.pdf" target="_blank">- Piano nazionale ripresa e resilienza (2021)</a>
									            </div>
        </section>
		</p>
<p>Il piano individua <strong>4 tipi di criticità in questo senso</strong>: la carenza di formazione professionale avanzata, la debolezza dei percorsi di orientamento e transizione tra scuole superiori e università, il sottodimensionamento dei servizi residenziali per gli studenti universitari e gli ostacoli di natura economica.</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">12% </span>gli studenti universitari che fruiscono di una borsa di studio in Italia, a fronte di una media Ue del 25% (<a href="https://www.governo.it/sites/governo.it/files/PNRR.pdf#page=178" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Pnrr</a>).</p>
			        </section>
		</p>
<p>All'interno della prima componente della missione 4, il piano interviene sul miglioramento del percorso di studi con la <a href="https://openpnrr.it/misure/181/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>riforma del sistema di orientamento scolastico</strong></a> (riforma 1.4) e con l'investimento 1.6 sulla <strong>transizione attiva tra <a href="https://openpnrr.it/misure/170/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">scuola e università</a></strong> (250 milioni di euro).</p>
<p><div class="content_block" id="custom_post_widget-193851"><div class="d-none d-lg-flex justify-center mt-40 mb-40 bt-3-grey2 bb-3-grey2 pt-15 pb-50">
<div class="mt-20 mr-20"><amp-img decoding="async" src="/wp-content/uploads/2022/05/openpnrr_logo.png" alt="" width="140" height="44" layout="fixed"></amp-img></p>
<div class="mb-10">
<h3 class="fw-700">Trasparenza, informazione, monitoraggio e<br />
valutazione del PNRR</h3>
<p>Il <span class="fw-700">tuo</span> accesso personalizzato<br />
al Piano nazionale di ripresa e resilienza</p>
</div>
<p><a class="btn" href="https://www.openpnrr.it">Accedi e monitora</a></p>
</div>
<div class="mt-30"><a href="https://www.openpnrr.it"><amp-img src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/05/openpnrr_sito-e1653031804280.png" alt="" width="350" height="235" /></a></div>
</div>
<div class="d-lg-none justify-center flex-align-center text-center mt-40 mb-40 bt-3-grey2 pt-15 bb-3-grey2 pb-10">
<div><amp-img decoding="async" src="/wp-content/uploads/2022/05/openpnrr_logo.png" alt="" width="140" height="44" layout="fixed"></amp-img></p>
<div class="mb-10">
<h3 class="fw-700">Trasparenza, informazione, monitoraggio e<br />
valutazione del PNRR</h3>
<p>Il <span class="fw-700">tuo</span> accesso personalizzato<br />
al Piano nazionale di ripresa e resilienza</p>
</div>
<p><a class="btn" href="https://www.openpnrr.it">Accedi e monitora</a></p>
</div>
<div class="mt-20"><a href="https://www.openpnrr.it"><amp-img src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/05/openpnrr_sito-e1653031804280.png" alt="" width="350" height="235" /></a></div>
</div>
</div></p>
<p>Inoltre è prevista la riforma della legislazione sugli<a href="https://openpnrr.it/misure/184/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> <strong>alloggi per gli studenti</strong></a> (riforma 1.7) e l'incentivo alla loro costruzione attraverso agevolazioni pubbliche (0,96 miliardi di euro stanziati). Oltre alla previsione di <a href="https://openpnrr.it/misure/171/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>borse di studio</strong> </a>per l'accesso all'università (500 milioni di euro).</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">€ 700 </span>l'aumento medio per studente dell'importo delle borse di studio previsto dal piano.</p>
			        </section>
		</p>
<p>Per supplire alla carenza di formazione di livello terziario, il Pnrr prevede la <strong>riforma del sistema degli istituti tecnici superiori</strong> (<a href="https://openpnrr.it/misure/169/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Its</a>), <a href="https://www.miur.gov.it/web/guest/-/riforma-its-via-libera-definitivo-alla-camera-bianchi-e-legge-una-delle-riforme-piu-importanti-del-pnrr-per-l-istruzione-" target="_blank" rel="noopener noreferrer">avviata con l'approvazione di una legge specifica nel luglio scorso</a>, e il loro sviluppo, cui vengono destinati 1,5 miliardi.</p>
<h3>L'investimento sugli istituti tecnologici superiori</h3>
<p><strong>Uno degli aspetti su cui interviene il Pnrr è relativo agli Its</strong>. Parliamo degli istituti tecnologici superiori,  nome con cui sono stati ridefiniti dalla riforma gli istituti tecnici superiori introdotti nell'ordinamento nazionale con la <a href="https://www.camera.it/parlam/leggi/07040l.htm" target="_blank" rel="noopener noreferrer">legge 40/2007</a> (art. 13 comma 2) e il successivo <a href="https://archivio.pubblica.istruzione.it/dg_post_secondaria/ifts_org.shtml" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Dpcm del 25 gennaio 2008</a>.</p>
<p>Ispirati da <a href="https://www.fse.regione.lombardia.it/wps/wcm/connect/f325cb76-e0b6-4494-a8d8-a643c98f8245/Dordit+Luca+Europa+e+Italia.pdf?MOD=AJPERES&amp;CONVERT_TO=url&amp;CACHEID=ROOTWORKSPACE-f325cb76-e0b6-4494-a8d8-a643c98f8245-meM-RfE#page=8">esperienze europee analoghe</a> (le università professionali svizzere, le <em>fachschulen</em> tedesche, le <em>sections de technicien supérieur </em>francesi), il loro ruolo è <strong>formare profili tecnici di livello superiore</strong>, in stretto legame con il sistema produttivo del territorio. Sono finalizzati a offrire uno <strong>sbocco a chi - giovane o adulto - abbia un diploma delle superiori oppure un diploma quadriennale di istruzione e formazione professionale</strong>. Può infatti iscriversi anche chi ha un diploma quadriennale, in presenza di un certificato di specializzazione di almeno 800 ore.</p>
<p>Il limite su cui vuole intervenire il piano nazionale è la <strong>poca diffusione, conoscibilità e utilizzo di questi istituti, nonostante l'alta occupabilità</strong> di chi esce da questo tipo di percorso.</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">80% </span>dei diplomati Its nel 2020 ha trovato lavoro a un anno dal diploma (<a href="https://www.indire.it/progetto/its-istituti-tecnici-superiori/monitoraggio-nazionale/">Indire</a>).</p>
			        </section>
		</p>
<p>Per questa ragione l'obiettivo indicato nel Pnrr è potenziarne l'offerta. L'<a href="http://documenti.camera.it/leg18/dossier/pdf/DFP28.pdf#page=39" target="_blank" rel="noopener noreferrer">incremento del 100% degli iscritti a percorsi Its</a> (attualmente sono meno di 20mila in Italia) è l'obiettivo stabilito. Per raggiungerlo si interviene su diversi piani. Dall'<strong>aumento del numero di istituti tecnologici superiori</strong>, in modo da accrescere l'offerta disponibile sul territorio, all'<strong>innalzamento degli standard educativi previsti</strong>.</p>
<p>        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>(...) consolidamento degli Its nel sistema ordinamentale dell’istruzione terziaria professionalizzante, rafforzandone la presenza attiva nel tessuto imprenditoriale dei singoli territori.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.governo.it/sites/governo.it/files/PNRR.pdf" target="_blank">- Piano nazionale ripresa e resilienza, p. 181</a>
									            </div>
        </section>
		</p>
<p>In particolare prevedendo<strong> laboratori con tecnologie 4.0</strong>, una maggiore<strong> formazione dei docenti</strong> e un <strong>coordinamento più stretto con gli attori del territorio</strong>. Non solo le imprese, ma anche le scuole professionali e le università. Una riforma del sistema educativo che prevede anche l'integrazione tra i percorsi Its e le lauree professionalizzanti.</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">+100% </span>l'aumento di iscritti ai percorsi Its previsto dal Pnrr.</p>
			        </section>
		</p>
<p>Anche dalla riforma e dal potenziamento di queste istituzioni, come previsto dal Pnrr, passerà un maggiore partecipazione all'istruzione terziaria.</p>
<h3>Scarica, condividi e riutilizza i dati</h3>
<p>        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Scarica i dati, regione per regione</p>
<p></p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/titoli_terziari_2020/Abruzzo.xls" target="_blank" rel="noopener">Abruzzo</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/titoli_terziari_2020/Basilicata.xls" target="_blank" rel="noopener">Basilicata</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/titoli_terziari_2020/Calabria.xls" target="_blank" rel="noopener">Calabria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/titoli_terziari_2020/Campania.xls" target="_blank" rel="noopener">Campania</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/titoli_terziari_2020/Emilia-Romagna.xls" target="_blank" rel="noopener">Emilia Romagna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/titoli_terziari_2020/Friuli-Venezia+Giulia.xls" target="_blank" rel="noopener">Friuli Venezia Giulia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/titoli_terziari_2020/Lazio.xls" target="_blank" rel="noopener">Lazio</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/titoli_terziari_2020/Liguria.xls" target="_blank" rel="noopener">Liguria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/titoli_terziari_2020/Lombardia.xls">Lombardia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/titoli_terziari_2020/Marche.xls" target="_blank" rel="noopener">Marche</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/titoli_terziari_2020/Molise.xls" target="_blank" rel="noopener">Molise</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/titoli_terziari_2020/Piemonte.xls" target="_blank" rel="noopener">Piemonte</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/titoli_terziari_2020/Puglia.xls" target="_blank" rel="noopener">Puglia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/titoli_terziari_2020/Sardegna.xls" target="_blank" rel="noopener">Sardegna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/titoli_terziari_2020/Sicilia.xls" target="_blank" rel="noopener">Sicilia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/titoli_terziari_2020/Trentino-Alto+Adige.xls">Trentino AA</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/titoli_terziari_2020/Toscana.xls" target="_blank" rel="noopener">Toscana</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/titoli_terziari_2020/Umbria.xls" target="_blank" rel="noopener">Umbria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/titoli_terziari_2020/Veneto.xls" target="_blank" rel="noopener">Veneto</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/titoli_terziari_2020/Valle+d'Aosta.xls">Valle d'Aosta</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/titoli_terziari_2020/Dataset_titoli_terziari.xls" target="_blank" rel="noopener">Totale nazionale</a></p></div>
				            </div>
        </section>
		</p>
<p>I contenuti dell'Osservatorio povertà educativa <a href="https://www.openpolis.it/cosa/poverta-educativa/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">#conibambini</a> sono realizzati da openpolis con l'impresa sociale Con i Bambini nell'ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell'articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l'obiettivo di creare un'unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di <em>data journalism</em> o anche per semplice consultazione. La fonte dei dati sul livello di istruzione è il censimento permanente di Istat.</p>
<p>Foto: <a href="https://www.flickr.com/photos/38176611@N04/40276134943" target="_blank" rel="noopener noreferrer">MANYBITS (Flickr)</a> - <a href="https://creativecommons.org/licenses/by-nc/2.0/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Licenza</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/dietro-i-pochi-laureati-ce-anche-un-problema-di-divari-territoriali/">Dietro i pochi laureati c&#8217;è anche un problema di divari territoriali</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Quanto incide la segregazione di genere nei percorsi di istruzione</title>
		<link>https://www.openpolis.it/quanto-incide-la-segregazione-di-genere-nei-percorsi-di-istruzione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Mar 2022 08:00:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=179917</guid>

					<description><![CDATA[<p>Le ragazze proseguono gli studi soprattutto in facoltà umanistiche oppure legate a cura e istruzione. Un fenomeno noto come segregazione di genere, che spesso riflette stereotipi sul ruolo della donna nella società. Vediamo come incide in Italia e in Ue.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/quanto-incide-la-segregazione-di-genere-nei-percorsi-di-istruzione/">Quanto incide la segregazione di genere nei percorsi di istruzione</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>A una lettura superficiale dei dati sulla scolarizzazione, parlare di segregazione di genere nell&#8217;istruzione può sembrare ingiustificato. È infatti vero che, rispetto al passato, <strong>si è invertita la tendenza che vedeva molte donne di fatto precluse dalla prosecuzione degli studi</strong>.</p>
<p>Come testimoniano i dati sul livello di istruzione disaggregati per genere ed età, fino a un passato non tanto remoto &#8211; quello vissuto dagli attuali 60 e 70enni &#8211; la <strong>quota di donne diplomate e laureate era molto inferiore a quella dei coetanei uomini</strong>.</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nelle-generazioni-piu-giovani-le-ragazze-hanno-un-titolo-di-studio-piu-elevato-dei-ragazzi/">Nelle generazioni più giovani le ragazze hanno un titolo di studio più elevato dei ragazzi</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nelle-generazioni-piu-giovani-le-ragazze-hanno-un-titolo-di-studio-piu-elevato-dei-ragazzi/">Percentuale di diplomati e laureati per classe di età e genere (2020)</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0">
                    <div id="chart_179937_tab1" role="tab" aria-controls="chart_179937_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                    </div>
			        			                        </amp-selector>
                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Istat                                                                <br>(ultimo aggiornamento: venerdì 11 Febbraio 2022)
                                        </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/03/nelle-generazioni-piu-giovani-le-ragazze-hanno-un-titolo-di-studio-piu-elevato-dei-ragazzi.png" target="_blank" download></a>
						                                                <div title="Scarica dati CSV" class="opmag-chart-action-data-btn" data-param-filename="nelle-generazioni-piu-giovani-le-ragazze-hanno-un-titolo-di-studio-piu-elevato-dei-ragazzi"></div>
						                        
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                        <div>
                            <p><label for="embed-chart-179937"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-179937" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>

                    </div>
                </div>

                            </div>

			</p>
<p>Oggi la tendenza si è invertita e nelle classi di età più giovani si osservano due dinamiche: l'innalzamento nella quota di persone con almeno il diploma e - in parallelo - il <strong>progressivo annullamento del gap di genere, almeno su questo aspetto</strong>.</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">83% </span>le ragazze di 20-24 anni diplomate o laureate. Tra i coetanei maschi la quota è di quasi 10 punti inferiore: 74%.</p>
			        </section>
		<br />
        <section class="blockquote">
							<p>Le ragazze proseguono più spesso gli studi, ma molti percorsi di istruzione rimangono segmentati rispetto al genere.</p>
<p>
			        </section>
		</p>
<p>Ciò tuttavia <strong>non significa che i percorsi di istruzione siano oggi effettivamente paritari</strong>. Anche se le ragazze proseguono più spesso del passato gli studi, con maggiore frequenza dei ragazzi si iscrivono all'università e raggiungono un <a href="https://www.miur.gov.it/sistema-educativo-di-istruzione-e-formazione" target="_blank" rel="noopener noreferrer">titolo di studio terziario</a>, rimane una <strong>disparità rispetto ai percorsi scelti</strong>. Con le studentesse<strong> ampiamente sovrappresentate in alcune facoltà</strong> (su tutte quelle umanistiche e artistiche, così come nella formazione e nella cura della salute) e <strong>sottorappresentate in altri ambiti</strong> (in particolare quelli scientifici e tecnologici).</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">85% </span>dei laureati nel 2020 in Italia in ambito informatico e Ict sono stati uomini.</p>
			        </section>
		</p>
<p>Approfondiamo perché questo fenomeno è spesso indicativo di una segregazione di genere, quali conseguenze ha per la società e quanto incide in Italia e negli altri paesi Ue.</p>
<h3>Le ragazze vanno più avanti negli studi...</h3>
<p>Con una tendenza comune a molti paesi del mondo (cfr. <a href="https://datatopics.worldbank.org/education/wProjection/bpopmodel" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Barro-Lee, 2013</a>), nel corso degli ultimi decenni il <strong>divario di genere nell’accesso all'istruzione si è ridotto</strong>, fino a cambiare progressivamente di segno. Se in passato le donne restavano spesso escluse dalla prosecuzione degli studi, da diversi anni l'<strong>accesso e il successo nei percorsi di istruzione è prevalente tra le ragazze rispetto ai ragazzi</strong>. Ciò è vero anche per l'Italia.</p>
<p>        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Nei primi anni Novanta il numero delle laureate in Italia ha raggiunto quello dei laureati: da allora si è assistito ad un aumento delle lauree femminili (...)</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.almalaurea.it/sites/almalaurea.it/files/docs/universita/profilo/profilo2021/almalaurea_profilo_rapporto2021_04_caratteristiche_anagrafiche_sociali_e_background_formativo.pdf" target="_blank">- Almalaurea, Indagine sul profilo dei laureati (2021)</a>
									            </div>
        </section>
		</p>
<p>Oggi le ragazze<strong> tendono ad abbandonare gli studi meno dei coetanei</strong>, hanno <strong>risultati mediamente migliori</strong> e - finite le scuole superiori - <strong>si iscrivono più spesso all'università.</strong></p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/successo-scolastico-piu-frequente-per-le-studentesse/">Successo scolastico più frequente per le studentesse</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/successo-scolastico-piu-frequente-per-le-studentesse/">Confronto tra alcuni indicatori sul livello di istruzione per genere</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1">
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/successo-scolastico-piu-frequente-per-le-studentesse/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-tablepress"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/03/successo-scolastico-piu-frequente-per-le-studentesse.png" placeholder ></amp-img><div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div></amp-iframe>                        <div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/successo-scolastico-piu-frequente-per-le-studentesse/">Successo scolastico più frequente per le studentesse - Confronto tra alcuni indicatori sul livello di istruzione per genere</a></div>
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			        			                                <div id="chart_179963_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_179963_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_179963_tab3"><p>Il dato sull&#8217;abbandono scolastico precoce (% giovani 18-24 anni senza diploma o qualifica professionale) sono relativi al 2020. Quelli sulle competenze alfabetiche (% di studenti delle classi II della scuola secondaria di secondo grado con competenze alfabetiche non adeguate) e sul passaggio all&#8217;università (% di neodiplomati che si iscrivono per la prima volta all&#8217;università nello stesso anno in cui hanno conseguito il diploma di scuola secondaria di II grado) sono relativi al 2019.</p>
</div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Istat-Bes                                                                <br>(ultimo aggiornamento: martedì 21 Settembre 2021)
                                        </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/03/successo-scolastico-piu-frequente-per-le-studentesse.png" target="_blank" download></a>
						                                                <div title="Scarica dati CSV" class="opmag-chart-action-data-btn" data-param-filename="successo-scolastico-piu-frequente-per-le-studentesse"></div>
						                        
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                            <p><label for="embed-chart-179963"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-179963" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			</p>
<p>Nel 2019, circa la metà dei neodiplomati si è successivamente iscritto all'università (51,4%). Tra le neodiplomate il tasso di immatricolazione supera di oltre 12 punti quello dei ragazzi (57,7% contro 45,1%). E questo<strong> divario a vantaggio femminile si riscontra praticamente su tutto il territorio nazionale</strong>.</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/le-neodiplomate-si-iscrivono-alluniversita-piu-spesso-dei-coetanei-in-tutta-italia/">Le neodiplomate si iscrivono all&#8217;università più spesso dei coetanei in tutta Italia</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/le-neodiplomate-si-iscrivono-alluniversita-piu-spesso-dei-coetanei-in-tutta-italia/">Confronto tra il tasso di immatricolazione all'università dei neodiplomati e delle neodiplomate (2019)</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1">
                    <div id="chart_179974_tab1" role="tab" aria-controls="chart_179974_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
                    <div id="chart_179974_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_179974_tab1">
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/le-neodiplomate-si-iscrivono-alluniversita-piu-spesso-dei-coetanei-in-tutta-italia/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/03/le-neodiplomate-si-iscrivono-alluniversita-piu-spesso-dei-coetanei-in-tutta-italia.png" placeholder ></amp-img><div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div></amp-iframe>                        <div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/le-neodiplomate-si-iscrivono-alluniversita-piu-spesso-dei-coetanei-in-tutta-italia/">Le neodiplomate si iscrivono all&#8217;università più spesso dei coetanei in tutta Italia - Confronto tra il tasso di immatricolazione all'università dei neodiplomati e delle neodiplomate (2019)</a></div>
                    </div>
			        			                                <div id="chart_179974_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_179974_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
                        <div id="chart_179974_tabpanel3" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-3"
                             aria-labelledby="chart_179974_tab3"><p>L&#8217;indicatore rappresenta la differenza tra il tasso di immatricolazione all&#8217;università di ragazze e ragazzi. Il tasso di immatricolazione è dato dalla percentuale di neodiplomati che si iscrivono per la prima volta all&#8217;università nello stesso anno in cui hanno conseguito il diploma di scuola secondaria di II grado.</p>
<p>Il colore del gradiente diventa più scuro all’aumentare del divario tra immatricolate e immatricolati.</p>
<p>Nel calcolo del tasso d&#8217;iscrizione all&#8217;università della provincia autonoma di Bolzano non sono compresi i circa 7mila giovani che risultano iscritti nelle università pubbliche austriache e che rappresentano più del 50% del totale degli iscritti.</p>
</div>
			                        </amp-selector>
                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Istat-Bes                                                                <br>(ultimo aggiornamento: lunedì 6 Settembre 2021)
                                        </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/03/le-neodiplomate-si-iscrivono-alluniversita-piu-spesso-dei-coetanei-in-tutta-italia.png" target="_blank" download></a>
						                                                
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                            <p><label for="embed-chart-179974"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-179974" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			</p>
<p>Difatti le <strong>ragazze sono sovrarappresentate nelle immatricolazioni all'università in tutte le province italiane</strong>. Con la sola eccezione di Bolzano, i cui dati però risultano incompleti poiché non comprendono le molte iscrizioni in università austriache.</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">99% </span>le province in cui il tasso di immatricolazione all'università delle ragazze supera quello dei ragazzi.</p>
			        </section>
		</p>
<p>Il gap nelle iscrizioni a vantaggio femminile supera i 20 punti nelle province di <strong>Nuoro</strong> (24,8 punti) e <strong>Rieti</strong> (20,5). In generale, la quota di neodiplomate che si iscrivono all'università supera il 66% del totale in 10 territori: <strong>Isernia</strong> (69,2%), <strong>Ascoli Piceno</strong> (68,7%), <strong>Macerata</strong> (68,4%), <strong>Teramo</strong> (67,9%), <strong>Lecco</strong> (67,5%), <strong>L'Aquila</strong> (67,2%), <strong>Perugia</strong> (67,1%), <strong>Chieti</strong> (67%), <strong>Nuoro</strong> (66,1%) e <strong>Parma</strong> (66,1%).</p>
<h3>...ma alcuni percorsi restano ancora "separati"</h3>
<p>Ciononostante, l'accesso all'istruzione mostra ancora <strong>tanti segni di disparità, se non di veri e propri divari di genere</strong>. In coerenza con i dati sulle immatricolazioni appena visti, nel 2020 il 58,7% dei laureati sono state donne. Una quota che tuttavia non è omogenea nei diversi ambiti disciplinari.</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/l85-dei-neolaureati-in-informatica-e-ict-sono-uomini/">L&#8217;85% dei neolaureati in informatica e Ict sono uomini</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/l85-dei-neolaureati-in-informatica-e-ict-sono-uomini/">Percentuale di laureati nel 2020 per genere e gruppo disciplinare (2020)</a></h3>
                                    </div>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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			                                <div id="chart_179990_tab2" role="tab"  aria-controls="chart_179990_tabpanel2"
                             class="tabButton tabButton-2" option="b">DESCRIZIONE</div>
                        <div id="chart_179990_tabpanel2" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-2"
                             aria-labelledby="chart_179990_tab2"><p>Nel 2020 il 58,7% dei laureati erano donne. Un dato che tuttavia non è omogeneo nei diversi ambiti disciplinari. Oltre il 70% dei laureati sono uomini in settori come l&#8217;informatica, le tecnologie Ict e l&#8217;ingegneria industriale. Viceversa la concentrazione femminile è netta negli ambiti legati alla formazione, alla cura e salute della persona e alle discipline umanistiche e artistiche. Addirittura nel comparto educazione e formazione le donne costituiscono quasi il 94% dei laureati. Mentre sono solo il 15% dei laureati in informatica e Ict.</p>
</div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati AlmaLaurea                                                                <br>(ultimo aggiornamento: venerdì 18 Giugno 2021)
                                        </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/03/l85-dei-neolaureati-in-informatica-e-ict-sono-uomini.png" target="_blank" download></a>
						                                                <div title="Scarica dati CSV" class="opmag-chart-action-data-btn" data-param-filename="l85-dei-neolaureati-in-informatica-e-ict-sono-uomini"></div>
						                        
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                        <div>
                            <p><label for="embed-chart-179990"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-179990" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;850&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/l85-dei-neolaureati-in-informatica-e-ict-sono-uomini/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
                        </div>

                    </div>
                </div>

                            </div>

			</p>
<p>Oltre il 70% dei laureati sono uomini in settori come l'informatica, le tecnologie Ict e l'ingegneria industriale. Viceversa la <strong>concentrazione femminile è netta negli ambiti legati alla formazione, alla cura e salute della persona</strong>, nonché nelle discipline umanistiche e artistiche. Addirittura <strong>nel comparto educazione e formazione le donne costituiscono quasi il 94% dei laureati</strong>. Mentre <strong>sono appena il 15% dei quelli in informatica e Ict</strong>. Con effetti a catena anche sulle future carriere professionali.</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">15,6%  </span>le donne che in Italia lavorano in ambiti tecnico-scientifici, nel 2020.</p>
			        </section>
		</p>
<h3>Segregazione di genere e impatto sulla condizione delle donne</h3>
<p>Tale dinamica, al netto delle preferenze individuali, <strong>tende spesso a rispecchiare una rappresentazione sul ruolo della donna nella società</strong> legata prevalentemente a compiti di cura, formativi ed educativi. Ciò ha conseguenze sui divari sociali e salariali, dato che le <strong>professioni meglio retribuite e più stabili derivano da percorsi di istruzione in cui le studentesse sono meno rappresentate</strong>.</p>
<p>        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/poche-le-donne-nei-settori-tecnici-e-scientifici-una-questione-educativa/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Poche le donne nei settori tecnici e scientifici, una questione educativa<br />
<br><strong>Vai all'approfondimento</strong></a>.</p>
        </section>
		</p>
<p>È in questo quadro che si inserisce il concetto di <strong>segregazione di genere</strong>. Modelli e stereotipi sul ruolo della donna che possono <strong>condizionare tanto i percorsi di istruzione, quanto la vita professionale e familiare</strong>.</p>
<p>        <section class="blockquote">
							<p>Abbattere gli stereotipi che portano a una segregazione di genere nei percorsi di istruzione.</p>
<p>
			        </section>
		</p>
<p>Lavorare per il superamento di tali stereotipi, fin dall'infanzia, è cruciale per garantire un'<strong>effettiva parità di accesso all'istruzione indipendentemente dal genere</strong>. <a href="https://www.openpolis.it/esercizi/il-divario-di-genere-nelle-materie-stem/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Come abbiamo avuto modo di raccontare in passato</a>, anche a parità di risultati in matematica, i genitori sono mediamente più propensi a pensare che i figli maschi, piuttosto che le figlie, lavoreranno in campo scientifico e tecnologico. Inoltre <a href="https://www.openpolis.it/numeri/le-ragazze-con-ottimi-risultati-in-matematica-e-scienze-hanno-minori-aspettative-professionali/">solo il 12,5% delle studentesse con ottimi risultati in matematica prevede un futuro lavorativo nelle discipline Stem</a>, contro il 26% dei coetanei.</p>
<p>Tendenze i cui effetti, come già ricordato, <strong>condizioneranno l'intero futuro di bambine e ragazze</strong>, dalla scelta del percorso di studi alla carriera lavorativa, dalle relazioni sociali alla vita familiare.</p>
<h3>La segregazione di genere nell'istruzione terziaria, in Italia e in Ue</h3>
<p>Un indicatore dei progressi nell'abbattimento dei divari di genere nell'istruzione è stato proposto da <a style="font-size: 16px;" href="https://eige.europa.eu/thesaurus/terms/1210?lang=it" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Eige</a><span style="font-size: 16px; font-weight: 400;">, all'interno del <a href="https://eige.europa.eu/gender-equality-index/2021/domain/knowledge" target="_blank" rel="noopener noreferrer">gender equality index</a> stilato annualmente.</span></p>
<p>        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/lindice-sulluguaglianza-di-genere-per-monitorare-i-divari-in-europa/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vuoi saperne di più sul gender equality index?<br />
<br><strong>Vai</strong></a>.</p>
        </section>
		<br />
        <section class="blockquote">
							<p>La segregazione di genere nell'istruzione è un indicatore utilizzato in sede europea per monitorare le disuguaglianze.</p>
<p>
			        </section>
		</p>
<p><span style="font-size: 16px; font-weight: 400;">Una dimensione dell'indice proposto dall'istituto europeo è proprio la<strong> segregazione di genere in ambito educativo</strong>, calcolata attraverso il confronto tra due dati Eurostat. Il primo è la <strong>quota di studentesse di livello terziario</strong> (università e strutture analoghe) <strong>che studiano in settori quali educazione, salute, welfare, discipline artistiche e umanistiche</strong>. Il secondo, la stessa percentuale per gli studenti uomini. Quanto più il dato è basso tra i ragazzi e alto tra le ragazze, maggiore è la potenziale segregazione.</span></p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">43% </span>le studentesse europee del ciclo terziario dedicate a educazione, salute, welfare, discipline artistiche e umanistiche. Tra gli studenti la quota scende al 21%.</p>
			        </section>
		</p>
<p>Nel 2019 l'Italia <strong>ha registrato un 46,8% di studentesse universitarie in questi ambiti</strong>, mentre per gli studenti tale quota è stata pari al 24%. Tra i maggiori paesi Ue, la quota di ragazze che studiano in questi settori è pari al 39,9% in Germania (17% per i ragazzi) e al 39% in Francia (20% per i maschi).</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-segregazione-di-genere-nei-percorsi-educativi-in-italia-e-in-ue/">La segregazione di genere nei percorsi educativi in Italia e in Ue</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-segregazione-di-genere-nei-percorsi-educativi-in-italia-e-in-ue/">Percentuale di studenti del ciclo terziario iscritti nei settori educazione, salute, welfare, discipline artistiche e umanistiche, per genere (2019)</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0">
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/la-segregazione-di-genere-nei-percorsi-educativi-in-italia-e-in-ue/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="1103" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-tablepress"><amp-img width="1010" height="1103" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/03/la-segregazione-di-genere-nei-percorsi-educativi-in-italia-e-in-ue.png" placeholder ></amp-img><div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div></amp-iframe>                        <div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-segregazione-di-genere-nei-percorsi-educativi-in-italia-e-in-ue/">La segregazione di genere nei percorsi educativi in Italia e in Ue - Percentuale di studenti del ciclo terziario iscritti nei settori educazione, salute, welfare, discipline artistiche e umanistiche, per genere (2019)</a></div>
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                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Eurostat                                                                <br>(ultimo aggiornamento: giovedì 28 Ottobre 2021)
                                        </p>
                </div>
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						                                                <div title="Scarica dati CSV" class="opmag-chart-action-data-btn" data-param-filename="la-segregazione-di-genere-nei-percorsi-educativi-in-italia-e-in-ue"></div>
						                        
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                            <p><label for="embed-chart-180079"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-180079" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			</p>
<p>Allo stesso tempo, il <strong>nostro dato nazionale è invece inferiore a quello di altri 8 paesi Ue, il più popoloso dei quali è la Spagna</strong> (49,2% delle studentesse del ciclo terziario negli ambiti di cura e umanistici).</p>
<p>Si tratta di dati che vanno necessariamente letti insieme ad altri, come quelli sui <a href="https://www.openpolis.it/esercizi/il-divario-di-genere-nelle-materie-stem/">divari di genere nelle Stem</a>, per comporre il <strong>complesso mosaico del diritto di accesso all'istruzione per le bambine e ragazze</strong>. E che tuttavia ci ricordano come la strada per la parità passi prima di tutto da un investimento - educativo e culturale - per <strong>superare gli stereotipi che ancora resistono sul ruolo della donna nella società</strong>.</p>
<h3>Scarica, condividi e riutilizza i dati</h3>
<p>        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Scarica i dati, regione per regione</p>
<p></p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Diff_genere_passaggio_uni/Abruzzo.xls" target="_blank" rel="noopener">Abruzzo</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Diff_genere_passaggio_uni/Basilicata.xls" target="_blank" rel="noopener">Basilicata</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Diff_genere_passaggio_uni/Calabria.xls" target="_blank" rel="noopener">Calabria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Diff_genere_passaggio_uni/Campania.xls" target="_blank" rel="noopener">Campania</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Diff_genere_passaggio_uni/Emilia+Romagna.xls" target="_blank" rel="noopener">Emilia Romagna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Diff_genere_passaggio_uni/Friuli+Venezia+Giulia.xls" target="_blank" rel="noopener">Friuli VG</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Diff_genere_passaggio_uni/Lazio.xls">Lazio</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Diff_genere_passaggio_uni/Liguria.xls">Liguria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Diff_genere_passaggio_uni/Lombardia.xls">Lombardia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Diff_genere_passaggio_uni/Marche.xls">Marche</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Diff_genere_passaggio_uni/Molise.xls">Molise</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Diff_genere_passaggio_uni/Piemonte.xls">Piemonte</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Diff_genere_passaggio_uni/Puglia.xls">Puglia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Diff_genere_passaggio_uni/Sardegna.xls">Sardegna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Diff_genere_passaggio_uni/Sicilia.xls">Sicilia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Diff_genere_passaggio_uni/Toscana.xls">Toscana</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Diff_genere_passaggio_uni/Trentino-Alto+Adige.xls" target="_blank" rel="noopener">Trentino Alto Adige</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Diff_genere_passaggio_uni/Umbria.xls" target="_blank" rel="noopener">Umbria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Diff_genere_passaggio_uni/Valle+d'Aosta.xls">Valle d'Aosta</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Diff_genere_passaggio_uni/Veneto.xls" target="_blank" rel="noopener">Veneto</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Diff_genere_passaggio_uni/Div_genere_passaggio_universit&#37;C3&#37;A0_province.xls" target="_blank" rel="noopener">Totale nazionale</a></p></div>
				            </div>
        </section>
		</p>
<p style="box-sizing: inherit; color: #333333; font-family: Roboto, -apple-system, BlinkMacSystemFont, 'Segoe UI', Roboto, Oxygen-Sans, Ubuntu, Cantarell, 'Helvetica Neue', sans-serif; font-size: 16px; font-style: normal; font-variant-ligatures: normal; font-variant-caps: normal; font-weight: 400; letter-spacing: normal; orphans: 2; text-align: start; text-indent: 0px; text-transform: none; white-space: normal; widows: 2; word-spacing: 0px; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration-style: initial; text-decoration-color: initial;">I contenuti dell'Osservatorio povertà educativa <a style="box-sizing: inherit; font-weight: 500; color: #ce2b30; text-decoration: none;" href="https://www.openpolis.it/poverta-educativa/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">#conibambini</a> sono realizzati da openpolis con l'impresa sociale Con i Bambini nell'ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell'articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l'obiettivo di creare un'unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di <em style="box-sizing: inherit;">data journalism</em> o anche per semplice consultazione. La fonte dei dati sul tasso di passaggio all'università per genere è Istat (indicatori Bes).</p>
<p style="box-sizing: inherit; color: #333333; font-family: Roboto, -apple-system, BlinkMacSystemFont, 'Segoe UI', Roboto, Oxygen-Sans, Ubuntu, Cantarell, 'Helvetica Neue', sans-serif; font-size: 16px; font-style: normal; font-variant-ligatures: normal; font-variant-caps: normal; font-weight: 400; letter-spacing: normal; orphans: 2; text-align: start; text-indent: 0px; text-transform: none; white-space: normal; widows: 2; word-spacing: 0px; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration-style: initial; text-decoration-color: initial;">Foto: <a href="https://images.all4ed.org/high-school-girl-thinking/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Allison Shelley - The Verbatim Agency (EDUimages)</a> - <a href="https://images.all4ed.org/license/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Licenza</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/quanto-incide-la-segregazione-di-genere-nei-percorsi-di-istruzione/">Quanto incide la segregazione di genere nei percorsi di istruzione</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Come variano opportunità e servizi educativi, tra province e comuni dell&#8217;Emilia Romagna</title>
		<link>https://www.openpolis.it/esercizi/come-variano-opportunita-e-servizi-educativi-tra-province-e-comuni-dellemilia-romagna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 May 2021 14:30:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?post_type=opmag_minidossier&#038;p=122456</guid>

					<description><![CDATA[<p>In questa fase storica delicata, specialmente per bambini e ragazzi, è ancora più importante monitorare i fenomeni della povertà educativa. Dall'offerta di asili nido alla digitalizzazione della scuola, abbiamo analizzato i servizi e le opportunità educative in Emilia Romagna.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/esercizi/come-variano-opportunita-e-servizi-educativi-tra-province-e-comuni-dellemilia-romagna/">Come variano opportunità e servizi educativi, tra province e comuni dell&#8217;Emilia Romagna</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In Emilia Romagna abitano poco meno di 700mila minori, in base ai dati del censimento permanente recentemente rilasciati da Istat. Chi oggi ha meno di 18 anni sta attraversando <strong>le fasi cruciali dello sviluppo in un momento storico molto particolare</strong>. Segnato dall&#8217;emergenza Covid, con tutte le problematiche connesse per bambini e ragazzi. Dal contesto familiare, con il rischio concreto che la propria <strong>famiglia possa soffrire la crisi economica</strong>, fino all&#8217;<strong>accesso ad opportunità educative e sociali</strong>, molto più difficile in questa fase.</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">695.380 </span>residenti con meno di 18 anni in Emilia-Romagna nel 2020.</p>
			        </section>
		</p>
<p>Da questo punto di vista, il <strong>ruolo del territorio di residenza è cruciale</strong>. Lo era già prima della crisi, perché la presenza di presidi educativi e reti comunitarie costituisce la <strong>garanzia principale di contrasto alla povertà educativa</strong>. E in questo senso una regione come l&#8217;Emilia Romagna è maggiormente attrezzata di altre nel combattere questo fenomeno. Un territorio con una <strong>storia associativa consolidata</strong> e un <strong>forte ruolo delle istituzioni locali nel garantire servizi per i minori</strong>, a partire dall&#8217;asilo nido fino ai diversi gradi di istruzione, con una capillarità che riduce lo iato tra poli e aree interne.</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">89,4% </span>dei comuni emiliano-romagnoli offre servizi socio-educativi per la prima infanzia. Una diffusione sul territorio che supera di quasi 30 punti la media nazionale (59,6%).</p>
			        </section>
		</p>
<p>Per queste ragioni, una realtà come l&#8217;Emilia Romagna appare, più di altre, in grado di arginare gli effetti economici, sociali ed educativi della crisi in corso. Allo stesso tempo però, l&#8217;<strong>emergenza Covid pone anche delle sfide nuove</strong>. I mesi di didattica a distanza hanno dimostrato quanto agenda digitale e contrasto della povertà educativa siano legate. Inoltre, la pandemia ha avuto l&#8217;effetto di acuire i divari preesistenti. Un tema che non può non riguardare anche il territorio di una grande regione come l&#8217;Emilia Romagna. Un&#8217;area del paese che come dati medi si colloca ai primi posti in Italia in molte delle classifiche che riguardano la condizione dei minori e i servizi loro rivolti, ma che &#8211; data la sua estensione territoriale e la sua varietà interna &#8211; ha anche forti differenze.</p>
<p>Per questo nel corso del report <strong>approfondiremo alcuni degli aspetti più salienti in questa fase</strong>. Dalla diffusione della rete internet ultraveloce alla condizione dell&#8217;edilizia scolastica, dalla raggiungibilità delle scuole all&#8217;offerta di asili nido.</p>
<p>Lo faremo con il metodo proprio dell&#8217;<a href="https://www.openpolis.it/poverta-educativa/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">osservatorio povertà educativa #conibambini</a>, utilizzando dati di livello comunale. Perché se le medie regionali sono il punto di partenza dell&#8217;analisi, <strong>solo dati con una maggiore granularità possono aiutarci a comprendere la reale condizione dei minori sul territorio</strong>.</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/le-mappe-della-poverta-educativa-in-emilia-romagna/">Le mappe della povertà educativa in Emilia Romagna</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/le-mappe-della-poverta-educativa-in-emilia-romagna/">Indicatori su servizi e minori nei comuni emiliano-romagnoli</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1">
                    <div id="chart_122507_tab1" role="tab" aria-controls="chart_122507_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/le-mappe-della-poverta-educativa-in-emilia-romagna/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="446" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="446" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2021/02/Schermata-del-2021-03-03-18-17-44.png" placeholder ></amp-img><div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div></amp-iframe>                        <div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/le-mappe-della-poverta-educativa-in-emilia-romagna/">Le mappe della povertà educativa in Emilia Romagna - Indicatori su servizi e minori nei comuni emiliano-romagnoli</a></div>
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                             class="tabButton tabButton-2" option="b">DESCRIZIONE</div>
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                             aria-labelledby="chart_122507_tab2"><p>Per visualizzare la situazione sul tuo territorio, scorri le mappe, clicca sulla casella <em>Cerca…</em> e digita il nome del tuo comune.</p>
</div>
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                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Istat, Agcom, Miur                                                                <br>(ultimo aggiornamento: venerdì 5 Febbraio 2021)
                                        </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-122507"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                </div>

                            </div>

			</p>
<p>Foto credits: Unsplash <a href="https://unsplash.com/photos/LKREcvZeoJQ" target="_blank" rel="noopener noreferrer">JESHOOTS.COM</a> - <a href="https://unsplash.com/license" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Licenza</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/esercizi/come-variano-opportunita-e-servizi-educativi-tra-province-e-comuni-dellemilia-romagna/">Come variano opportunità e servizi educativi, tra province e comuni dell&#8217;Emilia Romagna</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il business dell&#8217;accoglienza alla prova del decreto Salvini</title>
		<link>https://www.openpolis.it/il-business-dellaccoglienza-alla-prova-del-decreto-salvini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[vittorio alvino]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jul 2019 10:40:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migranti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.openpolis.it/?p=51840</guid>

					<description><![CDATA[<p>L'inchiesta denominata Fake Onlus ha riaperto la questione del cosiddetto business dell'accoglienza. Analizzando gli atti però sembra che le nuove regole volute da Salvini non siano servite a evitare che la criminalità organizzata si infiltrasse nella gestione dell'accoglienza.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/il-business-dellaccoglienza-alla-prova-del-decreto-salvini/">Il business dell&#8217;accoglienza alla prova del decreto Salvini</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>L&#8217;inchiesta</h3>
<p>Ad una prima lettura l&#8217;inchiesta Fake Onlus potrebbe sembrare un caso, purtroppo non raro, di fraudolenta gestione dell&#8217;accoglienza degli stranieri. <a href="http://www.ansa.it/lombardia/notizie/2019/07/02/migranti-inchiesta-su-onlus-a-milano-11-arresti-_6c0a8ea0-3a41-4e6e-80f8-501454eb4e96.html">L&#8217;inchiesta</a>, rivelata il 2 luglio scorso, riguarda i territori delle prefetture di Lodi, Pavia e Parma.</p>
<p>        <section class="blockquote">
							<p>Le onlus implicate avrebbero usato i fondi del l&#8217;accoglienza per affari che nulla hanno a che vedere con i migranti.</p>
<p>
			        </section>
		</p>
<p><strong>Le presunte &#8220;false onlus&#8221;</strong> (Milano Solidale, Volontari senza frontiere, Amici di Madre Teresa, Area solidale) secondo gli inquirenti, <strong>avrebbero costituito un&#8217;associazione per delinquere con lo scopo di truffare denaro pubblico.</strong> Denaro che, invece di essere usato per i servizi dei centri di accoglienza, sarebbe stato destinato a uso personale e per finanziare noti pregiudicati appartenenti alla &#8216;ndrangheta. Questi infatti risultavano falsamente assunti in modo da consentirgli di ottenere misure alternative al carcere.</p>
<p>Lo schema è noto. <strong>Finti soggetti del terzo settore che si mascherano dietro nomi caritatevoli e carte false per mettere le mani su appalti da milioni di euro.</strong> Per poi gestire centri in cui le persone vengono tenute in condizioni vergognose senza i servizi dovuti (in questo caso il lucro ingiusto ammonterebbe a circa 4,5 milioni di euro su 7,5 milioni di appalti vinti).</p>
<p>Questa volta al governo ci sono <strong>Lega e Movimento 5 Stelle. Due forze politiche che hanno costruito una campagna politica di successo attaccando la gestione dei centri e sostenendo che il sistema favorisse il &#8220;business dell&#8217;accoglienza&#8221;</strong>. E infatti, subito dopo la rivelazione dell&#8217;inchiesta, il ministro dell&#8217;interno ha prontamente rilasciato il proprio commento attraverso i social.</p>
<p><a href="https://twitter.com/matteosalvinimi/status/1145986792602120192" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-51865" src="http://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/07/Tweet-matteo-Salvini.png" alt="" width="578" height="311" srcset="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/07/Tweet-matteo-Salvini.png 578w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/07/Tweet-matteo-Salvini-414x223.png 414w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/07/Tweet-matteo-Salvini-350x188.png 350w" sizes="(max-width: 578px) 100vw, 578px" /></a></p>
<h3>Un nuovo appalto affidato alla onlus incriminata</h3>
<p>Andando a leggere i <strong>documenti reperibili sul sito della prefettura di Lodi</strong>, risulta che Milano solidale onlus abbia ottenuto un nuovo contratto molto di recente. L&#8217;attuale gestione dei centri infatti deriva da un appalto ottenuto nel 2018 (CIG 7466372516). Ma il 10 giugno di quest&#8217;anno sempre Milano Solidale è risultata la prima delle due società che sono risultate aggiudicatarie di un accordo quadro da 6,5 milioni di euro per la gestione di centri di accoglienza da 50 posti.</p>
<p>        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Scarica il</p>
<p></p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="http://www.prefettura.it/FILES/allegatinews/1234/BANDO_DI_GARA_2019.2.pdf" target="_blank" rel="noopener">Bando di gara</a> <br /><a href="http://www.prefettura.it/FILES/allegatinews/1234/decretoaggcentricollettivi_2.pdf" target="_blank" rel="noopener">Decreto di aggiudicazione</a></p></div>
				            </div>
        </section>
		<br />
        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">6,5 milioni di euro </span>il valore dell&#8217;accordo quadro per la gestione di centri di accoglienza cui Milano solidale onlus è stata ammessa a inizio giugno 2019.</p>
			        </section>
		</p>
<p>Si tenga presente che l&#8217;importo di un accordo quadro dipende da una previsione di presenze nel sistema di accoglienza. Una previsione che non rifletterà poi necessariamente i numeri effettivi. Le società vincitrici dunque ottengono una remunerazione legata al numero di persone che verranno poi effettivamente accolte.</p>
<p>In ogni caso si tratta di un bando per un importo a base d&#8217;asta davvero rilevante che è stato assegnato meno di un mese prima della rivelazione dell&#8217;indagine. E ancor più rilevante è il fatto che l&#8217;assegnazione sia avvenuta <strong>7 mesi dopo l&#8217;entrata in vigore del decreto sicurezza e del nuovo capitolato di gara</strong>, messo a punto dal ministero dell&#8217;interno per sconfiggere o quanto meno contrastare il malaffare nel settore dell&#8217;accoglienza. Nel linguaggio del ministro Salvini: per mettere fine &#8220;alla pacchia&#8221;.</p>
<p>        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="http://www.interno.gov.it/it/amministrazione-trasparente/bandi-gara-e-contratti/schema-capitolato-gara-appalto-fornitura-beni-e-servizi-relativo-alla-gestione-e-funzionamento-dei-centri-prima-accoglienza" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Leggi il nuovo capitolato e<br />
<br><strong>scarica tutti gli allegati</strong></a>.</p>
        </section>
		</p>
<h3>Un&#8217;offerta anomala</h3>
<p>Altra curiosità del caso è che <strong>il progetto con cui Milano Solidale si era aggiudicata l&#8217;appalto era risultato doppiamente &#8220;anomalo&#8221;</strong>, come si dice nel linguaggio del codice degli appalti.</p>
<p>Anomalie che riguardano sia l&#8217;offerta economica sia quella tecnica. Infatti <strong>la onlus per vincere la gara prometteva servizi molto al di sopra della norma chiedendo come corrispettivo assai meno soldi del normale</strong>, un ribasso, cioè uno sconto, eccessivo.</p>
<p>        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Scarica il verbale di verifica della prefettura di Lodi delle</p>
<p></p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="http://www.prefettura.it/FILES/allegatinews/1234/verbalecongruit_offertaanomala_2.pdf" target="_blank" rel="noopener">giustificazioni dell'offerta anomala</a></p></div>
				            </div>
        </section>
		<br />
        <section class="blockquote">
							<p>Nonostante un&#8217;offerta doppiamente anomala Milano solidale si è aggiudicata l&#8217;appalto.</p>
<p>
			        </section>
		</p>
<p>Ma la prefettura di Lodi non ha ritenuto sufficienti queste chiare anomalie né per escludere la Milano Solidale dalla gara né per avviare qualche indagine sulla gestione degli appalti nel territorio. <strong>La prefettura si è invece contentata delle motivazioni</strong>, anche queste a dir poco anomale, con cui la presunta falsa onlus ha giustificato la generosità così spinta della sua offerta: <strong>l&#8217;uso dei volontari e il fatto che la onlus in quanto tale, non è interessata al lucro, è solidale appunto.</strong></p>
<h3>Il nuovo capitolato</h3>
<p>Insomma <strong>tagliare i costi, ridurre i servizi nei centri, come previsto dal nuovo capitolato voluto fortemente dal ministro Salvini, non pare, alle prime verifiche dei fatti, essere sufficiente</strong> a tenere lontani gli appetiti dei malfattori dagli appalti dell&#8217;accoglienza.</p>
<p>Anzi,<strong> il rischio è proprio quello contrario: che le realtà migliori, più competenti e motivate, siano costrette a rinunciare per lasciare campo libero principalmente a soggetti interessati a fare un business</strong> lecito, fornendo solo i servizi strettamente necessari senza curarsi degli aspetti d&#8217;integrazione, o illecito non fornendo nemmeno i servizi minimi previsti dal nuovo capitolato.</p>
<h3>Il ruolo delle prefetture</h3>
<p>La realtà è che in Italia da anni l&#8217;accoglienza viene gestita attraverso <strong>un ingiustificato regime di emergenza per cui circa l&#8217;80% dei profughi e richiedenti asilo vengono affidati alle prefetture</strong>. Le quali gestiscono appalti per miliardi di euro l&#8217;anno, spesso senza disporre di personale e di professionalità sufficienti a gestire quello che è a tutti gli effetti un servizio di assistenza sociale e non di pubblica sicurezza.</p>
<p>        <section class="dossier">
            <div>
															Vai a									                <span class="read-more"><a href="https://www.openpolis.it/esercizi/i-centri-di-accoglienza-in-italia-la-spesa-e-i-contratti-pubblici/">"Centri d'Italia"</a></span>
            </div>
        </section>
		</p>
<p>Sono gli uffici delle prefetture che pubblicano i bandi, che selezionano i vincitori, che hanno la responsabilità di controllare la corretta esecuzione dei contratti, dei servizi, delle forniture e le condizioni in cui le persone sono ospitate. <em>En passant</em>, <strong>l&#8217;inchiesta fake onlus è partita dalla denuncia di alcuni profughi ospiti dei centri incriminati</strong>.</p>
<p><strong>Alcune prefetture i controlli li fanno e le cose funzionano, altre no</strong>. Da queste elementari considerazioni dovrebbe partire una politica che fosse realmente interessata a mettere mano a un sistema tarato da disfunzioni croniche. Un sistema che ha prodotto e continua inevitabilmente a produrre scandali anche questi falsi, perché le cause sono ampiamente note. Occorrerebbe partire dagli uffici centrali e periferici &#8211; le prefetture &#8211; della macchina di cui il ministro Salvini è a capo e di cui è responsabile, per capire quando i controlli falliscono e perché.</p>
<h3>L&#8217;importanza della trasparenza</h3>
<p><strong>Bisognerebbe fare vera trasparenza e pubblicare informazioni complete e di dettaglio sui centri, la loro gestione, i vincitori dei bandi e i finanziamenti erogati</strong>. Perché, come sempre, l&#8217;inefficienza, il malaffare e la corruzione prolificano nell&#8217;opacità del sistema.</p>
<p>        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Leggi il diniego del ministero dell&#8217;interno alla</p>
<p></p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="http://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/07/Minint_risposta_riesame_2019_07_02.pdf" target="_blank" rel="noopener">richiesta di accesso agli atti di openpolis</a></p></div>
				            </div>
        </section>
		</p>
<p><strong>Una trasparenza che da anni cerchiamo di ottenere e che continua a esserci negata dal ministero dell&#8217;interno</strong> che ripetutamente si rifiuta di darci accesso agli atti, negando a tutti il diritto di sapere, d&#8217;informare ed essere informati.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/il-business-dellaccoglienza-alla-prova-del-decreto-salvini/">Il business dell&#8217;accoglienza alla prova del decreto Salvini</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il calo del numero di bambini e adolescenti in Italia</title>
		<link>https://www.openpolis.it/il-calo-del-numero-di-bambini-e-adolescenti-in-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Mar 2019 09:06:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.openpolis.it/?p=37407</guid>

					<description><![CDATA[<p>Se nei primi anni '80 i minori in Italia erano quasi 15 milioni, oggi sono meno di 10. Che dimensione ha la popolazione più giovane nel nostro paese rispetto agli altri dell'Ue? E in quali aree del paese sta diminuendo di più?</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/il-calo-del-numero-di-bambini-e-adolescenti-in-italia/">Il calo del numero di bambini e adolescenti in Italia</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In Italia vivono circa <strong>9,8 milioni di bambini e adolescenti</strong>. Significa che le persone con meno di 18 anni sono il 16,2% dei residenti. Si dice spesso che le società occidentali, e in particolare quella italiana, stiano affrontando un progressivo invecchiamento.</p>
<p>Ciò è in parte dovuto all&#8217;allungamento della speranza di vita media e in parte alla <strong>riduzione del tasso di natalità</strong>.</p>
<p>Così il numero di minori si sta riducendo. Ma che dimensione ha la popolazione più giovane nel nostro paese rispetto agli altri dell&#8217;Ue? E in che misura sta diminuendo?</p>
<p>        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/numeri/14-di-nascite-tra-2001-e-2017/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Scopri l&#8217;andamento delle nascite<br />
<br><strong>dal 2001 a oggi</strong></a>.</p>
        </section>
		</p>
<h3>Il calo dei minori rispetto agli anni &#8217;80</h3>
<p>Nei <strong>primi anni &#8217;80 i minori residenti in Italia erano quasi 15 milioni</strong>, su una popolazione complessiva di circa 56 milioni di persone. Quindi circa <strong>un quarto degli italiani aveva meno di 18 anni</strong>. Da allora il dato è diminuito, per poi attestarsi &#8211; verso la metà degli anni &#8217;90 &#8211; sui 10 milioni. Nei decenni successivi, nonostante alcune oscillazioni, il numero di minori in Italia si è stabilizzato su questa cifra.</p>
<p>        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="http://www.openpolis.it/21_il-calo-del-numero-di-bambini-e-adolescenti-in-italia/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Scarica l&#8217;articolo<br />
<br><strong>in versione pdf</strong></a>.</p>
        </section>
		<br />
            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/dagli-anni-90-i-minori-in-italia-sono-circa-10-milioni/">Dagli anni &#8217;90 i minori in Italia sono circa 10 milioni</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/dagli-anni-90-i-minori-in-italia-sono-circa-10-milioni/">Numero di residenti tra 0 e 17 anni in Italia (1982-2018)</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0">
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis - Con i bambini su dati demo.Istat                                                                <br>(ultimo aggiornamento: lunedì 1 Gennaio 2018)
                                        </p>
                </div>
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                </div>

                            </div>

			</p>
<p>Se in termini assoluti l'andamento della popolazione più giovane è tutto sommato stabile, non è così in percentuale sulla popolazione. Perché da un lato il numero di minorenni è calato, ma la popolazione complessiva è cresciuta.</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
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                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-quota-di-minori-in-italia-e-scesa-di-10-punti-dagli-anni-80/">La quota di minori in Italia è scesa di 10 punti dagli anni &#8217;80</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-quota-di-minori-in-italia-e-scesa-di-10-punti-dagli-anni-80/">Percentuale di residenti tra 0 e 17 anni sul totale della popolazione in Italia (1982-2018)</a></h3>
                                    </div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis - Con i bambini su dati demo.Istat                                                                <br>(ultimo aggiornamento: lunedì 1 Gennaio 2018)
                                        </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/03/la-quota-di-minori-in-italia-e-scesa-di-10-punti-dagli-anni-80.png" target="_blank" download></a>
						                                                <div title="Scarica dati CSV" class="opmag-chart-action-data-btn" data-param-filename="la-quota-di-minori-in-italia-e-scesa-di-10-punti-dagli-anni-80"></div>
						                        
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                            <p><label for="embed-chart-37486"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-37486" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			</p>
<p>Negli anni '80 un residente in Italia su 4 aveva meno di 18 anni. Oggi la quota di minori è inferiore di 10 punti rispetto ad allora: la popolazione minorile è il 16% del totale. Un dato inferiore a quello dei maggiori paesi Ue.</p>
<h3>Pochi giovani rispetto al resto d'Europa</h3>
<p>In base ai dati di Eurostat, nel 2011 abitavano circa mezzo miliardo di persone nell'Ue. Di queste poco meno di un quinto, il 19%, erano minorenni. Una <strong>percentuale molto variabile tra i diversi paesi</strong>.</p>
<p>In cima alla classifica dei&nbsp;<strong>paesi con più minori</strong> a quella data risultano Irlanda (25% di minori), Francia (22,2%), Danimarca (21,8%), Regno Unito (21,3%) e Paesi Bassi (21%). In questi e in altri 4 stati la <strong>percentuale di bambini e adolescenti supera un quinto della popolazione</strong>.</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/bulgaria-germania-e-italia-sono-i-paesi-ue-con-meno-minori/">Bulgaria, Germania e Italia sono i paesi Ue con meno minori</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/bulgaria-germania-e-italia-sono-i-paesi-ue-con-meno-minori/">Classifica dei paesi Ue per percentuale di residenti tra 0 e 17 anni (2011)</a></h3>
                                    </div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis - Con i bambini su dati Eurostat                                                                <br>(ultimo aggiornamento: sabato 31 Dicembre 2011)
                                        </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/03/bulgaria-germania-e-italia-sono-i-paesi-ue-con-meno-minori.png" target="_blank" download></a>
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                            <p><label for="embed-chart-37511"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-37511" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			</p>
<p><strong>Lo stato con meno bambini e adolescenti</strong> è la Bulgaria, seguita da Germania e Italia. Il nostro paese quindi è terzultimo in Ue per presenza di minori.</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">-2,6 </span>la differenza in punti percentuali tra la presenza di minori in Italia e in Ue.</p>
			        </section>
		</p>
<p>In confronto con gli altri paesi Ue, l'Italia rientra tra i 10 dove il calo della popolazione più giovane (sotto i 15 anni) è stato più consistente negli ultimi anni. In base ai dati Eurostat, la<strong> popolazione europea tra 0 e 15 anni è leggermente aumentata </strong>(+0,98%) tra 2010 e 2018. Una media che varia tra i singoli stati: dall'aumento superiore al 15% della Svezia al -12% del Portogallo.</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-popolazione-piu-giovane-e-diminuita-nel-40-degli-stati-ue/">La popolazione più giovane è diminuita nel 40% degli stati Ue</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-popolazione-piu-giovane-e-diminuita-nel-40-degli-stati-ue/">Variazione percentuale della popolazione tra 0 e 15 anni negli stati Ue tra 2010 e 2018</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0">
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis - Con i bambini su dati Eurostat                                                                <br>(ultimo aggiornamento: lunedì 1 Gennaio 2018)
                                        </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-37597"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			</p>
<h3>In quali regioni diminuiscono di più i minori</h3>
<p>Scendendo a livello regionale, i dati più recenti (2018) mostrano che&nbsp;<strong>quelle dove vivono più minori sono il Trentino Alto Adige e le due maggiori regioni del sud</strong> (Campania e Sicilia). I dati campano e trentino superano di 2 punti la media nazionale.</p>
<p>Tra le<strong> regioni che superano la media nazionale</strong> compaiono anche altre due regioni del sud (Puglia e Calabria), oltre a Lombardia, Veneto e Lazio.</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
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                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/pochi-minori-in-liguria-sardegna-e-molise/">Pochi minori in Liguria, Sardegna e Molise</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/pochi-minori-in-liguria-sardegna-e-molise/">Percentuale di residenti tra 0 e 17 anni nelle regioni italiane (2018)</a></h3>
                                    </div>
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                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/pochi-minori-in-liguria-sardegna-e-molise/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="830" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-tablepress"><amp-img width="1010" height="830" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/03/pochi-minori-in-liguria-sardegna-e-molise.png" placeholder ></amp-img><div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div></amp-iframe>                        <div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/pochi-minori-in-liguria-sardegna-e-molise/">Pochi minori in Liguria, Sardegna e Molise - Percentuale di residenti tra 0 e 17 anni nelle regioni italiane (2018)</a></div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis - Con i bambini su dati demo.Istat                                                                <br>(ultimo aggiornamento: lunedì 1 Gennaio 2018)
                                        </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/03/pochi-minori-in-liguria-sardegna-e-molise.png" target="_blank" download></a>
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                            <p><label for="embed-chart-37535"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                </div>

                            </div>

			</p>
<p>Allo stesso tempo però <strong>è proprio nelle regioni del sud che si registrano i cali di popolazione giovanile più significativi</strong> tra 2012 e 2018. In Campania&nbsp;risiedevano oltre 1,1 milioni di ragazzi e ragazze con meno di 18 anni nel 2012; sono scesi a poco più di un milione nel 2018 (-6,74%). In Sicilia sono passati da 910mila a 859mila (-5,66%). Cali ancora più netti in Basilicata e Molise, dove la contrazione supera il 9%.</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
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                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-calo-dei-minori-nelle-regioni-del-sud/">Il calo dei minori nelle regioni del sud</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-calo-dei-minori-nelle-regioni-del-sud/">Variazione percentuale della popolazione minorile nelle regioni italiane tra 2012 e 2018</a></h3>
                                    </div>
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                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis - Con i bambini su dati demo.Istat                                                                <br>(ultimo aggiornamento: lunedì 1 Gennaio 2018)
                                        </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-37545"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                </div>

                            </div>

			</p>
<p><strong>Solo in 4 regioni tra 2012 e 2018 è aumentato il numero di bambini e ragazzi</strong> residenti. Si tratta di Lazio (+4,98%), Emilia Romagna (+2,69%), Lombardia (+1,6%) e Toscana (+1,25%).</p>
<h3>Cali diffusi al sud, in crescita alcune province del centro-nord</h3>
<p>Disaggregando il dato a livello delle singole province, si nota come<strong> il calo di bambini e adolescenti sia generalizzato nell'intero mezzogiorno, pur con intensità diverse</strong>. Il maggior decremento tra 2012 e 2018 si registra in alcune province siciliane, come Enna, Agrigento e Caltanissetta. Ma la contrazione è superiore al 10% anche in due realtà campane (Benevento e Avellino) e nella provincia di Potenza.</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
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                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/7-di-minori-nelle-province-di-parma-roma-e-milano/">+7% di minori nelle province di Parma, Roma e Milano</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/7-di-minori-nelle-province-di-parma-roma-e-milano/">Variazione percentuale della popolazione minorile nelle province italiane tra 2012 e 2018</a></h3>
                                    </div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati demo.Istat                                                                <br>(ultimo aggiornamento: lunedì 1 Gennaio 2018)
                                        </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/03/Andamento-dei-minori.png" target="_blank" download></a>
						                                                
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                            <p><label for="embed-chart-37611"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			</p>
<p><strong>Nel centro-nord la situazione è più disomogenea</strong>. Le città metropolitane spesso segnano degli incrementi significativi o comunque stabilità: Roma (+7,3%), Milano (+7,1%), Bologna (+4,95%), Firenze (+3,6%), Torino (-0,5%). Non così Venezia e Genova, dove la popolazione minorile cala del 2% circa.</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">23 </span>le province dove il numero di minori è aumentato tra 2012 e 2018.</p>
			        </section>
		</p>
<p><strong>Tra le province che vedono un aumento, diverse realtà di Emilia-Romagna e Toscana</strong>. Oltre a quelle già citate i minori crescono oltre l'1% nella provincia di Parma, in quella di Prato, Pisa, Rimini, Ravenna, Modena,&nbsp;Forlì-Cesena. Nelle stesse due regioni invece si registrano in calo Ferrara, Massa Carrara, Arezzo e Grosseto. Decrementi diffusi anche nelle Marche, in Veneto e Piemonte.</p>
<p>Nonostante i decrementi, le <strong>province con più minori si trovano prevalentemente nel mezzogiorno</strong> (6 su 10).</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
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                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/napoli-e-bolzano-sono-le-province-con-piu-minori/">Napoli e Bolzano sono le province con più minori</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/napoli-e-bolzano-sono-le-province-con-piu-minori/">Classifica delle 10 province con più alta percentuale di residenti tra 0 e 17 anni</a></h3>
                                    </div>
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                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis - Con i bambini su dati demo.Istat                                                                <br>(ultimo aggiornamento: lunedì 1 Gennaio 2018)
                                        </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-37636"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-37636" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;699&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/napoli-e-bolzano-sono-le-province-con-piu-minori/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
                        </div>

                    </div>
                </div>

                            </div>

			</p>
<p>Ma <strong>l'effetto del calo di popolazione giovane nel sud è comunque visibile anche in questo dato</strong>. Nel 2012 l'unica provincia non meridionale in classifica era Bolzano (al quarto posto su 10). Sei anni dopo ci sono 4 realtà del centro-nord nella top ten: le due province autonome del Trentino Alto Adige, Bergamo e Reggio Emilia.</p>
<h3>Scarica, condividi e riutilizza i dati</h3>
<p>        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Scarica i dati, regione per regione</p>
<p></p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/minori_2012_2018/abruzzo.xls" target="_blank" rel="noopener">Abruzzo</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/minori_2012_2018/basilicata.xls" target="_blank" rel="noopener">Basilicata</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/minori_2012_2018/calabria.xls" target="_blank" rel="noopener">Calabria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/minori_2012_2018/campania.xls" target="_blank" rel="noopener">Campania</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/minori_2012_2018/emilia+romagna.xls" target="_blank" rel="noopener">Emilia Romagna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/minori_2012_2018/friuli+venezia+giulia.xls" target="_blank" rel="noopener">Friuli Venezia Giulia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/minori_2012_2018/lazio.xls">Lazio</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/minori_2012_2018/liguria.xls">Liguria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/minori_2012_2018/lombardia.xls">Lombardia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/minori_2012_2018/marche.xls">Marche</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/minori_2012_2018/molise.xls">Molise</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/minori_2012_2018/piemonte.xls">Piemonte</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/minori_2012_2018/puglia.xls">Puglia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/minori_2012_2018/sardegna.xls">Sardegna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/minori_2012_2018/sicilia.xls">Sicilia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/minori_2012_2018/toscana.xls">Toscana</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/minori_2012_2018/trentino+alto+adige.xls" target="_blank" rel="noopener">Trentino AA</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/minori_2012_2018/umbria.xls" target="_blank" rel="noopener">Umbria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/minori_2012_2018/valle+daosta.xls">Valle d'Aosta</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/minori_2012_2018/veneto.xls" target="_blank" rel="noopener">Veneto</a></p></div>
				            </div>
        </section>
		</p>
<p>I contenuti dell'Osservatorio povertà educativa <a href="https://www.openpolis.it/cosa/poverta-educativa/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">#conibambini</a> sono realizzati da openpolis con l'impresa sociale Con i Bambini nell'ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell'articolo.&nbsp;Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l'obiettivo di creare un'unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di <em>data journalism</em> o anche per semplice consultazione.&nbsp;La fonte dei dati utilizzati per l'articolo è demo.Istat.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/il-calo-del-numero-di-bambini-e-adolescenti-in-italia/">Il calo del numero di bambini e adolescenti in Italia</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il ruolo educativo e la presenza delle scuole dell&#8217;infanzia</title>
		<link>https://www.openpolis.it/il-ruolo-educativo-e-la-presenza-delle-scuole-dellinfanzia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Feb 2019 10:23:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.openpolis.it/?p=34865</guid>

					<description><![CDATA[<p>L'Ue indica come obiettivo che almeno il 90% dei bambini tra 3 e 5 anni frequenti le scuole dell'infanzia o strutture analoghe. L'Italia supera il traguardo, ma alcuni indicatori segnalano una tendenza al calo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/il-ruolo-educativo-e-la-presenza-delle-scuole-dellinfanzia/">Il ruolo educativo e la presenza delle scuole dell&#8217;infanzia</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La scuola dell&#8217;infanzia, frequentata dai bambini tra 3 e 5 anni, è il tassello tra l&#8217;asilo nido e la scuola dell&#8217;obbligo. La sua funzione educativa, spesso sottovalutata, è fondamentale per lo sviluppo del minore. <strong>Frequentarla o meno infatti può fare la differenza sull&#8217;apprendimento successivo dei ragazzi</strong>.</p>
<p>Le ricerche sull&#8217;argomento hanno evidenziato una correlazione positiva tra la partecipazione all&#8217;istruzione pre-primaria e i risultati scolastici successivi.</p>
<p>        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Come emerso anche dalle indagini internazionali che confrontano i diversi paesi, emerge anche con i dati nazionali che l’aver frequentato la scuola dell’infanzia ha un effetto positivo sugli apprendimenti anche tenendo conto del background socio-economico-culturale degli studenti</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.invalsi.it/download2/wp/wp27_Campodifiori_Falzetti_Papini.pdf" target="_blank">- Campodifiori, Falzetti, Papini (2016), La frequenza della scuola pre-primaria e gli apprendimenti scolastici</a>
									            </div>
        </section>
		</p>
<p>La <strong>scuola dell&#8217;infanzia</strong>&nbsp;rappresenta quindi un momento di formazione fondamentale, per tutti i bambini. E lo è ancora di più per quelli nati in famiglie in difficoltà, per&nbsp;<strong>ridurre il bagaglio di disuguaglianze che spesso si portano dietro</strong>. Uno svantaggio che non è solo teorico, ma è testimoniato dalle <a href="https://www.openpolis.it/numeri/livelli-di-apprendimento-inferiori-tra-gli-alunni-svantaggiati/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">analisi sui risultati nei test Invalsi</a>.</p>
<p>        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/quanto-incide-lambiente-di-provenienza-sulle-competenze-degli-studenti/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vuoi approfondire il legame tra ambiente di provenienza e competenze degli studenti?<br />
<br><strong>Vai all'articolo</strong></a>.</p>
        </section>
		</p>
<p>Anche per queste ragioni, alcuni paesi europei hanno deciso di rendere l&#8217;<a href="http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Francia-cambia-il-sistema-scolastico-scuola-obbligo-a-3-anni-3f49ada8-287f-4a7c-814f-6f5f2904f492.html?refresh_ce" target="_blank" rel="noopener noreferrer">istruzione pre-primaria obbligatoria</a>, anticipando l&#8217;obbligo scolastico prima dei 6 anni. Questo ovviamente&nbsp;<strong>non significa anticipare l&#8217;entrata nella scuola elementare</strong>, cosa che non sarebbe adeguata alle necessità di bambini così piccoli. Vuol dire piuttosto <strong>garantire a tutti i bambini l&#8217;accesso alla scuola dell&#8217;infanzia&nbsp;</strong>e evitare che si arrivi in prima elementare con divari troppo profondi.</p>
<p>        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="http://www.openpolis.it/16_il-ruolo-educativo-e-la-presenza-delle-scuole-dellinfanzia/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Scarica l&#8217;articolo<br />
<br><strong>in versione pdf</strong></a>.</p>
        </section>
		</p>
<h3>Cosa dicono gli obiettivi europei</h3>
<p>Obbligo o meno, c&#8217;è comunque un obiettivo europeo a cui tutti i paesi membri devono tendere. Nel consiglio di Barcellona del 2002, infatti, furono fissati <strong>due target in termini di offerta di servizi per i bambini in età prescolare</strong>.</p>
<p>        <section class="glossary">
            <div>
                <mark>
																		Gli obiettivi Ue di Barcellona riguardano la diffusione di nidi, servizi e scuole per l&#039;infanzia, da offrire ad almeno il 33% dei bimbi sotto i 3 anni e al 90% di quelli tra 3 e 5 anni. Dopo il Covid sono stati innalzati al 45% e al 96%.</br>
											                </mark>
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/che-cosa-prevedono-gli-obiettivi-di-barcellona-sugli-asili-nido/">
                "Che cosa prevedono gli obiettivi di Barcellona sugli asili nido"</a></span>

            </div>
        </section>
		</p>
<p>Perciò <strong>esiste già un vincolo ad offrire posti nelle scuole dell&#8217;infanzia ad almeno il 90% dei bimbi tra i 3 e i 5 anni</strong>, analogo a quello del 33% sugli asili nido e servizi prima infanzia.&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/asili-nido-solo-4-regioni-raggiungono-obiettivo-europeo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Mentre su quest&#8217;ultimo target l&#8217;Italia è ancora indietro</a>, rientra<strong> tra i paesi virtuosi per la cura della fascia d&#8217;età compresa tra 3 anni e la scuola dell&#8217;obbligo</strong>.</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/litalia-supera-lobiettivo-ue-sulle-scuole-dellinfanzia/">L&#8217;Italia supera l&#8217;obiettivo Ue sulle scuole dell&#8217;infanzia</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/litalia-supera-lobiettivo-ue-sulle-scuole-dellinfanzia/">Percentuale di bambini tra i 3 anni e l'età dell'obbligo scolastico accolti in strutture per l'infanzia (2016)</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0">
                    <div id="chart_34929_tab1" role="tab" aria-controls="chart_34929_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                         aria-labelledby="chart_34929_tab1">
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                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis - Con i bambini su dati Eurostat                                                                <br>(ultimo aggiornamento: martedì 8 Maggio 2018)
                                        </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/02/litalia-supera-lobiettivo-ue-sulle-scuole-dellinfanzia-1.png" target="_blank" download></a>
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                            <p><label for="embed-chart-34929"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-34929" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                </div>

                            </div>

			</p>
<p>Nella classifica europea, ai primi posti spiccano Belgio (con una percentuale prossima al 99%), Svezia (96,6%) e Danimarca (95,9%). Agli ultimi posti, con il 60% o meno di bambini accolti in strutture pre-primarie, la Grecia e alcuni paesi dell'est (Polonia, Romania, Croazia). L'Italia è nona, e con il 92,6% di bambini tra 3 e 5 anni accolti in scuole d'infanzia supera pienamente il traguardo.</p>
<h3>I segnali da non sottovalutare</h3>
<p>Questi dati riguardano solo il 2016, ma <strong>il raggiungimento dell'obiettivo da parte dell'Italia non è episodico</strong>. Da diversi anni oltre il 90% dei bambini frequenta le scuole per l'infanzia. Allo stesso tempo però, pur in presenza di un dato ancora elevato, non mancano i <strong>segnali di un possibile arretramento</strong>. È stato rilevato nell'ultimo rapporto sul benessere equo e sostenibile, pubblicato lo scorso dicembre:</p>
<p>        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>La partecipazione alla scuola dell’infanzia, nell’anno scolastico 2016/2017, si mantiene su livelli molto elevati, anche se nel contesto di una tendenza negativa avviatasi nell’a.s. 2012/2013</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.istat.it/it/files//2018/12/BES2018-cap-02.pdf" target="_blank">- Rapporto bes, 2018</a>
									            </div>
        </section>
		</p>
<p>L'indicatore usato nel rapporto bes, a differenza di quello Eurostat (che è ovviamente il riferimento di cui tenere conto per gli obiettivi europei), calcola la percentuale di iscritti alle scuole dell'infanzia solo tra i bambini di 4 e 5 anni. Al netto di questa precisazione comunque, i due indicatori vanno nella stessa direzione: l'Italia supera il 90%.</p>
<p>Ma i dati rilasciati nel rapporto presentato dall'istituto di statistica in dicembre segnalano una <strong>tendenza alla contrazione dal 2012</strong>.</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-tendenza-al-calo-della-partecipazione-nelle-scuole-dellinfanzia/">La tendenza al calo della partecipazione nelle scuole dell&#8217;infanzia</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-tendenza-al-calo-della-partecipazione-nelle-scuole-dellinfanzia/">Percentuale di bambini di 4-5 anni che frequentano la scuola dell’infanzia (2006-2016)</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0">
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis - Con i bambini su dati Bes 2018                                                                <br>(ultimo aggiornamento: martedì 18 Dicembre 2018)
                                        </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-34976"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			</p>
<p>Fino all'anno 2011/12, la quota di bambini iscritti oscillava attorno al 95%. Negli anni successivi questa percentuale si è progressivamente contratta, fino al 91,1% rilevabile con gli ultimi dati disponibili. <strong>Una percentuale ancora alta quindi, ma con una sensibile tendenza al calo</strong>.</p>
<h3>Le differenze tra le aree del paese</h3>
<p>Su questa evoluzione&nbsp;<strong>incidono delle differenze interne al paese</strong>. Andando a vedere il dato aggregato per macroaree, non si tratta di divari incolmabili.</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/scuole-dellinfanzia-tutte-le-macroaree-del-paese-attorno-al-90/">Scuole dell&#8217;infanzia, tutte le macroaree del paese attorno al 90%</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/scuole-dellinfanzia-tutte-le-macroaree-del-paese-attorno-al-90/">Percentuale di bambini di 4-5 anni che frequentano la scuola dell’infanzia (2016/17)</a></h3>
                                    </div>
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                             class="tabButton tabButton-2" option="b">DESCRIZIONE</div>
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                             aria-labelledby="chart_35225_tab2"><p>Pur in assenza di divari incolmabili, la quota di iscritti alla scuole dell&#8217;infanzia è più elevata nel nord.</p>
</div>
			        			                                <div id="chart_35225_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_35225_tabpanel3"
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                             aria-labelledby="chart_35225_tab3"><p>Nel rapporto bes viene indicata la percentuale di bambini 4-5 anni che frequentano la scuola dell&#8217;infanzia. Il dato Eurostat (su cui sono misurati gli obiettivi europei) calcola questo rapporto nella fascia d&#8217;età 3-5 anni.</p>
</div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis - Con i bambini su dati Bes 2018                                                                <br>(ultimo aggiornamento: martedì 18 Dicembre 2018)
                                        </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-35225"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-35225" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			</p>
<p>Le poche regioni al di sotto del 90% si avvicinano molto a quella soglia, e alcune di fatto la raggiungono, ad esempio Molise (89,7%) e Calabria (89,6%). Ma <strong>anche gap non eccessivi fanno emergere comunque una specificità del centro-sud</strong>: tutte le regioni al di sotto della media italiana (escluse Lazio e Lombardia) si trovano nel mezzogiorno. Tra le regioni annoverate da Istat nel "mezzogiorno" solo Abruzzo (93,4%) e Sardegna&nbsp;(93,6%) si collocano al di sopra della media nazionale.</p>
<h3>L'andamento demografico e il numero di iscritti nelle province</h3>
<p>Ma cosa sappiamo su queste tendenze a un livello più locale, meno aggregato? I dati rilasciati sul <a href="http://dati-capumano.istat.it/#" target="_blank" rel="noopener noreferrer">portale di Istat dedicato al capitale umano</a>&nbsp;consentono di valutare a livello provinciale l'andamento del numero di bambini iscritti nelle scuole dell'infanzia, anche se le informazioni presenti risalgono all'anno 2014.</p>
<p>Nel procedere con l'analisi, va quindi tenuto presente che questi dati non danno conto degli sviluppi più recenti. Inoltre l'<strong>andamento degli iscritti è soprattutto conseguenza dell'andamento demografico</strong>.</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-calo-dei-bambini-in-eta-da-scuola-dellinfanzia-nel-mezzogiorno/">Il calo dei bambini in età da scuola dell&#8217;infanzia nel mezzogiorno</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-calo-dei-bambini-in-eta-da-scuola-dellinfanzia-nel-mezzogiorno/">Confronto tra i residenti di età compresa tra 3 e 5 anni nel 2010 e nel 2014</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0">
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis - Con i bambini su dati Istat                                                                <br>(ultimo aggiornamento: mercoledì 1 Gennaio 2014)
                                        </p>
                </div>
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						                                                <div title="Scarica dati CSV" class="opmag-chart-action-data-btn" data-param-filename="il-calo-dei-bambini-in-eta-da-scuola-dellinfanzia-nel-mezzogiorno"></div>
						                        
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                            <p><label for="embed-chart-35308"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                </div>

                            </div>

			</p>
<p>Nel periodo considerato (2010-14) il numero di bambini in età da scuola dell'infanzia è diminuito nel sud e nelle isole, mentre è aumentato nel centro-nord.<strong> Una tendenza che ovviamente si ripercuote sul numero di iscritti anche a livello provinciale</strong>.</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-calo-degli-iscritti-alla-scuola-dellinfanzia-nelle-province-del-sud/">In conseguenza del trend demografico meno iscritti nelle scuole dell&#8217;infanzia al sud</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-calo-degli-iscritti-alla-scuola-dellinfanzia-nelle-province-del-sud/">Andamento del numero di iscritti alle scuole dell'infanzia tra 2010 e 2014</a></h3>
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                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis - Con i bambini su dati Istat                                                                <br>(ultimo aggiornamento: mercoledì 1 Gennaio 2014)
                                        </p>
                </div>
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			</p>
<p>Tra 2010 e 2014, il numero di iscritti nelle scuole dell'infanzia è infatti aumentato o è rimasto stabile nella maggior parte delle province del centro-nord. Ad esempio, si sono registrati&nbsp;<strong>incrementi consistenti nelle province emiliane</strong> (Parma, +6,26%; Bologna, +3%; Ravenna, +3,68%, Piacenza, +3,24%), <strong>nel Lazio</strong> (Viterbo, +3,77%; Latina, +3,91%; Frosinone, +3,75),<strong>&nbsp;in alcune toscane</strong> (Siena +4,42%; Pisa, +4%; Grosseto +3%) e in <strong>altre realtà</strong> come Rovigo (+4,9%), Cuneo e Varese (+3%), Mantova (2,75), Monza (2,66%).</p>
<p>Nel mezzogiorno, si segnala la crescita di iscritti in alcune province sarde, in particolare Medio Campidano (+4,7%) e Olbia Tempio (+3%). Ma <strong>nella maggior parte delle province del sud il dato decresce in modo consistente</strong>. Così come in alcune realtà della Liguria, del Veneto e nelle province di Sondrio, Biella, Verbano-Cusio-Ossola. <strong>Sul decremento incide sicuramente il trend demografico segnalato</strong>, con la diminuzione dei bambini al sud. Un calo così localizzato da far emergere una chiara spaccatura tra centro-nord e mezzogiorno.</p>
<p>Purtroppo il confronto a livello locale non è su dati abbastanza recenti per poter accertare una tendenza consolidata. Ma <strong>su questi aspetti andrà tenuta alta l'attenzione, con lo scopo di mantenere l'Italia al di sopra dell'obiettivo europeo nei prossimi anni</strong>.</p>
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            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Scarica i dati, regione per regione</p>
<p></p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/iscritti+scuole+infanzia/abruzzo.xlsx" target="_blank" rel="noopener">Abruzzo</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/iscritti+scuole+infanzia/basilicata.xlsx" target="_blank" rel="noopener">Basilicata</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/iscritti+scuole+infanzia/calabria.xlsx" target="_blank" rel="noopener">Calabria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/iscritti+scuole+infanzia/campania.xlsx" target="_blank" rel="noopener">Campania</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/iscritti+scuole+infanzia/emilia+romagna.xlsx" target="_blank" rel="noopener">Emilia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/iscritti+scuole+infanzia/friuli+venezia+giulia.xlsx" target="_blank" rel="noopener">Friuli Venezia Giulia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/iscritti+scuole+infanzia/lazio.xlsx">Lazio</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/iscritti+scuole+infanzia/liguria.xlsx">Liguria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/iscritti+scuole+infanzia/lombardia.xlsx">Lombardia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/iscritti+scuole+infanzia/marche.xlsx">Marche</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/iscritti+scuole+infanzia/molise.xlsx">Molise</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/iscritti+scuole+infanzia/piemonte.xlsx">Piemonte</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/iscritti+scuole+infanzia/puglia.xlsx">Puglia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/iscritti+scuole+infanzia/sardegna.xlsx">Sardegna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/iscritti+scuole+infanzia/sicilia.xlsx">Sicilia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/iscritti+scuole+infanzia/toscana.xlsx">Toscana</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/iscritti+scuole+infanzia/trentino+alto+adige.xlsx" target="_blank" rel="noopener">Trentino A.A.</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/iscritti+scuole+infanzia/umbria.xlsx" target="_blank" rel="noopener">Umbria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/iscritti+scuole+infanzia/valle+d'aosta.xlsx">Valle d'Aosta</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/iscritti+scuole+infanzia/veneto.xlsx" target="_blank" rel="noopener">Veneto</a></p></div>
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<p>I contenuti dell'Osservatorio povertà educativa <a href="https://www.openpolis.it/cosa/poverta-educativa/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">#conibambini</a> sono realizzati da openpolis con l'impresa sociale Con i Bambini nell'ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell'articolo.&nbsp;Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l'obiettivo di creare un'unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di <em>data journalism</em> o anche per semplice consultazione.&nbsp;La fonte dei dati utilizzati per l'articolo è Istat.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/il-ruolo-educativo-e-la-presenza-delle-scuole-dellinfanzia/">Il ruolo educativo e la presenza delle scuole dell&#8217;infanzia</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
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