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	<title>Milano Archivi - Openpolis</title>
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		<title>I divari territoriali nelle strutture sportive scolastiche</title>
		<link>https://www.openpolis.it/i-divari-territoriali-nelle-strutture-sportive-scolastiche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 07:15:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=306438</guid>

					<description><![CDATA[<p>Lo sport dentro e fuori il tempo scolastico è fondamentale per il benessere psico-fisico sia individuale che collettivo. Ma nella pratica dei minori ci sono forti divari sia rispetto al contesto sociale delle famiglie di appartenenza che tra nord e sud del paese.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/i-divari-territoriali-nelle-strutture-sportive-scolastiche/">I divari territoriali nelle strutture sportive scolastiche</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Lo sport è universalmente riconosciuto come uno strumento fondamentale per lo <strong>sviluppo fisico, la socializzazione e l&#8217;apprendimento di valori come il rispetto delle regole e il gioco di squadra</strong>, <a href="https://www.openpolis.it/esercizi/la-pratica-sportiva-tra-bambini-e-ragazzi/">come abbiamo avuto modo di approfondire in passato</a>. Eppure, in Italia, il diritto alla pratica sportiva per i giovanissimi è tutt&#8217;altro che garantito in modo equo.</p>



<p>Un recente <a href="https://www.istat.it/wp-content/uploads/2025/12/Giovanissimi-e-tempo-libero_Anno-2023.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">rapporto dell&#8217;istituto nazionale di statistica</a> ha messo in luce come <strong>oltre il 60% dei giovanissimi pratichi sport</strong> al di fuori dell’orario scolastico, soprattutto il calcio tra i ragazzi, la palestra tra le ragazze.</p>


<div id="645-dei-giovani-tra-gli-11-e-i-19-anni-pratica-sport-in-orario-extrascolastico-ma-laccesso-cambia-molto-a-seconda-della-condizione-di-partenza" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<p>Tuttavia, sebbene il 64,5% dei ragazzi tra gli 11 e i 19 anni pratichi un&#8217;attività sportiva al di fuori dell&#8217;orario scolastico, questa <strong>media nasconde profonde disuguaglianze</strong> dettate dal <strong>genere</strong>, dalla <strong>cittadinanza</strong> e dal <strong>contesto sociale</strong> di provenienza.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Le disuguaglianze nell&#8217;attività sportiva fuori da scuola</h3>



<p>I dati dell&#8217;ultima indagine Istat, pubblicata nel dicembre scorso, restituiscono la fotografia di un paese in cui <strong>l&#8217;accesso allo sport in ambito extrascolastico è un&#8217;opportunità che resta fortemente condizionata dalle possibilità familiari</strong>. Il background socio-culturale, misurato attraverso il titolo di studio dei genitori, traccia un confine netto: <strong>più del 75% dei figli di laureati pratica regolarmente sport</strong>, ma la quota scende nelle famiglie con livelli di istruzione inferiori. Nello specifico, <strong>questa barriera sociale si intreccia con il divario di genere, aggravandolo</strong>.</p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">7 su 10 </span>le ragazze con genitori laureati che praticano sport nel tempo libero. Tra le figlie di non diplomati la quota scende a 3 su 10.</p>
			        </section>
		


<p>Complessivamente, <strong>i maschi praticano sport con maggiore frequenza delle femmine (73,5% contro 55%)</strong> e le ragazze, superati i 13 anni, fanno attività sportiva in meno di un caso su due. Tuttavia, <strong>uno dei dati più rilevanti emerge dall&#8217;incrocio tra genere ed estrazione sociale</strong>: mentre sette figlie di laureati su dieci possono accedere alla pratica sportiva fuori da scuola, solo tre su dieci ci riescono se i genitori non possiedono un diploma superiore.</p>



<p><strong>A rimanere ai margini sono spesso anche i giovanissimi di cittadinanza straniera</strong>, per i quali l&#8217;attività sportiva è molto meno frequente. Meno della metà dei ragazzi stranieri (47,3%) fa sport, con un calo drastico per le <strong>ragazze con cittadinanza non italiana, che lo praticano solo in un caso su tre</strong>. Per alcune comunità, l&#8217;esclusione appare ancora più marcata: tra le ragazze di origine cinese e marocchina, solo una su quattro ha accesso a un&#8217;attività sportiva.</p>



<p>In un contesto in cui le famiglie non sempre riescono – per limiti economici, culturali o sociali – a garantire ai minori l&#8217;accesso alla pratica sportiva nel tempo libero, <strong>la scuola rimane un presidio fondamentale per il diritto al movimento e alla salute</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Quante scuole hanno una palestra o una piscina</h3>



<p>È in questo senso che la dotazione infrastrutturale delle scuole, con la presenza di strutture sportive, cessa di essere un semplice dettaglio architettonico. L&#8217;assenza della palestra a scuola, ovviamente, <strong>da sola non significa in automatico un problema, potendo utilizzare per l&#8217;educazione fisica altri istituti o impianti sportivi del territorio, magari limitrofi</strong>. Ma è comunque un&#8217;indicazione rispetto alla dotazione infrastrutturale delle scuole sul territorio, rispetto alla necessità di fare sport.</p>



<p>Quante scuole italiane hanno dotazioni di questo tipo? Per comprenderlo, possiamo avvalerci degli open data del ministero dell&#8217;istruzione; sono gli stessi enti proprietari degli edifici scolastici statali a indicare la presenza di dotazioni in questo senso, come una palestra o una piscina. </p>



<p>In Italia, <strong>su circa 40mila edifici scolastici statali, sono 15.067 quelli per cui è segnalata la presenza di una palestra o di una piscina (38,3%)</strong>. Per 24mila non è dichiarata la presenza di tali dotazioni, mentre per 271 l&#8217;informazione non è censita. </p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">38,3% </span>gli edifici scolastici statali con palestra o piscina in Italia.</p>
			        </section>
		


<p>Analizzando i dati nel dettaglio, il quadro cambia molto tra i diversi territori. </p>


<div id="537-gli-edifici-scolastici-con-palestra-o-piscina-in-liguria-in-calabria-sono-il-218" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<p>La <strong>Liguria è la regione con l&#8217;incidenza più elevata</strong>: il 53,7% dei suoi edifici scolastici statali è dotato di palestra o piscina. A seguire, la Puglia e la Lombardia mostrano percentuali di poco inferiori, rispettivamente con il 49,2% e il 48,8% degli edifici attrezzati. In queste regioni quasi un edificio su due risulta attrezzato per fare sport a scuola.</p>


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                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-calabria-circa-un-edificio-scolastico-su-5-ha-la-palestra/">In Calabria circa un edificio scolastico su 5 ha la palestra</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-calabria-circa-un-edificio-scolastico-su-5-ha-la-palestra/">Percentuale di edifici scolastici statali dotati di palestra e/o piscina per regione (a.s. 2024/25)</a></h3>
                                    </div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis – Con i bambini su dati Mim                                                                <br>(ultimo aggiornamento: mercoledì 6 Agosto 2025)
                                        </p>
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                            <p><label for="embed-chart-306444"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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<p>Al contrario, in coda alla classifica troviamo la <strong>Calabria</strong>, con la percentuale più bassa di edifici scolastici statali per cui è dichiarata la presenza di palestra o piscina (21,8%), seguita dall&#8217;<strong>Umbria</strong> (23,7%). In queste regioni, le strutture sportive sono presenti in meno di un edificio scolastico su quattro. Ciò ovviamente non significa che gli alunni che frequentano queste scuole non abbiano accesso alla palestra, in altri istituti o in impianti sportivi della zona. Ma è comunque un&#8217;indicazione rispetto alla dotazione infrastrutturale delle scuole sul territorio.</p>



<h3 class="wp-block-heading">I divari nell&#8217;offerta di palestre scolastiche sul territorio</h3>



<p>L&#8217;analisi rispetto alla classificazione dei comuni per area interna rivela una <strong>correlazione tra centralità territoriale e dotazione infrastrutturale</strong>.</p>


<div id="nelle-citta-polo-oltre-il-40-degli-edifici-ha-la-palestra-nelle-aree-interne-poco-piu-di-uno-su-3" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<p>I comuni polo, baricentrici in termini di servizi, registrano la <strong>percentuale di copertura più alta, superiore al 42%</strong>. Tale concentrazione appare coerente con il ruolo di centri di servizi svolto da queste aree.</p>


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                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nelle-citta-polo-oltre-il-40-degli-edifici-ha-la-palestra-nelle-aree-interne-poco-piu-di-uno-su-3/">Nelle città polo oltre il 40% degli edifici ha la palestra, nelle aree interne poco più di uno su 3</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nelle-citta-polo-oltre-il-40-degli-edifici-ha-la-palestra-nelle-aree-interne-poco-piu-di-uno-su-3/">Percentuale di edifici scolastici statali dotati di palestra e/o piscina nei comuni italiani (a.s. 2024/25)</a></h3>
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                             aria-labelledby="chart_306441_tab3"><p>L’indicatore misura il rapporto percentuale tra gli edifici scolastici statali per cui è dichiarata la dotazione di palestra e/o piscina e il totale degli edifici scolastici statali. Non sono disponibili dati per il Trentino-Alto Adige. I dati, pubblicati sul portale open data del ministero dell’istruzione, sono forniti dagli enti locali proprietari o gestori degli edifici adibiti ad uso scolastico.</p>
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                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis – Con i bambini su dati Mim                                                                <br>(ultimo aggiornamento: mercoledì 6 Agosto 2025)
                                        </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-306441"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                </div>

                            </div>

			


<p>Le aree territoriali meno centrali e più distanti dai servizi mostrano una progressione decrescente. I&nbsp;<strong>comuni di cintura</strong>, ovvero gli hinterland&nbsp;delle città principali, si attestano al 38,1%. <strong>La quota di scuole con strutture sportive cala ulteriormente nelle aree interne</strong>. Nei comuni <strong>intermedi</strong>, a circa mezz&#8217;ora di distanza dai poli, la quota di edifici scolastici con palestra o piscina scende al 35%.</p>


        <section class="glossary">
            <div>
                <mark>
																		Le aree interne sono i territori del paese più distanti dai servizi essenziali (quali istruzione, salute, mobilità). Parliamo di circa 4.000 comuni, con 13 milioni di abitanti, a forte rischio spopolamento (in particolare per i giovani), e dove la qualità dell&#039;offerta educativa risulta spesso compromessa.</br>
											                </mark>
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/che-cosa-sono-le-aree-interne/">
                &#8220;Che cosa sono le aree interne&#8221;</a></span>

            </div>
        </section>
		


<p>L&#8217;<strong>incidenza di scuole con la palestra scende ulteriormente allontanandosi dai poli</strong>. I comuni periferici (a oltre 40 minuti dal polo più vicino) e ultraperiferici (a oltre un&#8217;ora di distanza) sono quelli con la minor incidenza, attestandosi al 34% circa. Questi dati indicano che, in media, la presenza di strutture sportive negli edifici scolastici statali tende a diminuire progressivamente allontanandosi dai principali centri urbani.</p>


<div id="divari-profondi-anche-tra-i-capoluoghi-797-a-milano-95-a-catanzaro" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<h3 class="wp-block-heading">Divari profondi anche tra le città</h3>



<p>Ciò detto, anche <strong>tra le stesse città la situazione non è omogenea</strong>. Se si considerano i soli capoluoghi di provincia, <strong>Milano</strong> registra il dato più elevato, con quasi l&#8217;80% degli edifici scolastici statali per cui è dichiarata la presenza di palestra o piscina. Seguono altri centri con alta incidenza, tra cui <strong>Firenze</strong> (71,5%), <strong>Bologna</strong> (71,2%) e <strong>Monza</strong> (71,2%), segnalando una notevole concentrazione di strutture sportive nelle scuole di questi contesti urbani.</p>



<p>Le percentuali più basse, al contrario, si riscontrano in <strong>4 capoluoghi che non raggiungono il 15% di strutture per cui è dichiarata la presenza di palestra o piscina</strong>. <strong>Catanzaro</strong> presenta il valore più basso tra questi comuni, con il 9,5% degli edifici scolastici attrezzati per lo sport. Seguono Forlì (10,3%) e Teramo (13,6%), assieme a Latina (14,2%).</p>



<h3 class="wp-block-heading">Scarica, condividi e riutilizza i dati</h3>


        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Scarica i dati, regione per regione</p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_palestre/palestre_2026_abruzzo.xls">Abruzzo</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_palestre/palestre_2026_basilicata.xls">Basilicata</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_palestre/palestre_2026_calabria.xls">Calabria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_palestre/palestre_2026_campania.xls">Campania</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_palestre/palestre_2026_emilia_romagna.xls">Emilia-Romagna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_palestre/palestre_2026_Fvg.xls">Friuli-Venezia Giulia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_palestre/palestre_2026_Lazio.xls">Lazio</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_palestre/palestre_2026_Liguria.xls">Liguria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_palestre/palestre_2026_Lombardia.xls">Lombardia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_palestre/palestre_2026_Marche.xls">Marche</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_palestre/palestre_2026_Molise.xls">Molise</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_palestre/palestre_2026_Piemonte.xls">Piemonte</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_palestre/palestre_2026_Puglia.xls">Puglia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_palestre/palestre_2026_Sardegna.xls">Sardegna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_palestre/palestre_2026_Sicilia.xls">Sicilia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_palestre/palestre_2026_Toscana.xls">Toscana</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_palestre/palestre_2026_Umbria.xls">Umbria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_palestre/palestre_2026_Vda.xls">Valle d’Aosta</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_palestre/palestre_2026_Veneto.xls">Veneto</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_palestre/palestre_2026_totale_nazionale.xls">Totale nazionale</a>.</p>
</div>
				            </div>
        </section>
		



<p>I contenuti dell’Osservatorio povertà educativa&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/poverta-educativa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">#conibambini</a>&nbsp;sono realizzati da openpolis con l’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell’articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l’obiettivo di creare un’unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di&nbsp;<em>data journalism</em>&nbsp;o anche per semplice consultazione. I dati relativi alla presenza di piscine e palestre negli istituti scolastici sono di fonte ministero dell&#8217;istruzione e del merito.</p>



<p>Foto: <a href="https://it.freepik.com/foto-gratuito/bambini-che-giocano-a-basket-su-un-campo_11684602.htm#from_element=cross_selling__photo" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Freepik</a> (<a href="https://it.freepik.com/ai/faq/what-are-premium-licenses" target="_blank" rel="noreferrer noopener">licenza</a>)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/i-divari-territoriali-nelle-strutture-sportive-scolastiche/">I divari territoriali nelle strutture sportive scolastiche</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Uno sguardo d&#8217;insieme alla condizione dei giovani nelle periferie italiane</title>
		<link>https://www.openpolis.it/esercizi/uno-sguardo-dinsieme-alla-condizione-dei-giovani-nelle-periferie-italiane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Dec 2025 08:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?post_type=opmag_minidossier&#038;p=303065</guid>

					<description><![CDATA[<p>Come vivono gli adolescenti nelle periferie delle città italiane? Che differenza c’è, in termini di opportunità sociali, economiche ed educative, tra crescere nel centro di una città o nella sua periferia? Rispondere a domande come queste è tanto complesso, quanto urgente.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/esercizi/uno-sguardo-dinsieme-alla-condizione-dei-giovani-nelle-periferie-italiane/">Uno sguardo d&#8217;insieme alla condizione dei giovani nelle periferie italiane</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Come vivono gli <strong>adolescenti nelle periferie</strong> delle città italiane? Che differenza c&#8217;è, in termini di opportunità sociali, economiche ed educative, tra <strong>crescere nel centro di una città o nella sua periferia?</strong></p>



<p>Rispondere a domande come queste è tanto complesso, quanto urgente. A partire dalla pandemia, si è molto discusso sulla condizione dei giovani nel nostro paese. Temi come <strong>disagio sociale</strong> e <strong>dispersione scolastica</strong> si sono imposti nel dibattito, in forza di un disagio finalmente percepito nell&#8217;opinione pubblica. In particolare rispetto alla situazione delle periferie: luoghi lontani dal centro non solo in termini geografici, ma sempre più anche economici, sociali, culturali.</p>


        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Il report completo, in formato pdf</p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/12/report_2025_giovani_e_periferie_HD.pdf" target="_blank" rel="noopener">Scarica</a></p>
</div>
				            </div>
        </section>
		



<p>Purtroppo, come abbiamo avuto modo di raccontare nel <a href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/11/Report_nonsonoemergenza_desktop.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">rapporto</a> dello scorso anno, nell&#8217;ambito della campagna <a href="https://www.nonsonoemergenza.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Non sono emergenza</a> promossa da Con i bambini, la discussione sul disagio giovanile risente di un’<strong>elevata infodemia</strong>. Abbiamo cioè accesso a tantissime informazioni, pareri, argomentazioni, e allo stesso tempo a<strong> pochi dati su fenomeni la cui possibilità di misurazione resta complessa</strong>. In un panorama informativo così articolato è difficile orientarsi; è invece molto facile ricadere in due tendenze di fondo, entrambe deleterie per la condizione di ragazze e ragazzi. L&#8217;<strong>allarmismo emergenziale</strong>, da un lato; la <strong>sottovalutazione del fenomeno</strong>, dall&#8217;altro.</p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">9,8% </span>i giovani tra 18 e 24 anni in abbandono precoce nel 2024, in netto calo negli ultimi anni. Nel 2025 però è tornata a crescere la dispersione implicita: studenti che completano il percorso di studi senza competenze adeguate.</p>
			        </section>
		


<p>Partire dai <strong>dati</strong> è, a nostro avviso, l&#8217;<strong>unico modo per impostare correttamente la discussione</strong>, <strong>individuare cause</strong> e <strong>predisporre soluzioni</strong>. Quando parliamo di soluzioni, non ci riferiamo ad approcci uniformi, validi per ogni situazione e replicabili in qualsiasi contesto. Al contrario, pensiamo a interventi calibrati sulle esigenze e i bisogni di ciascun territorio.</p>



<p>Per poterlo fare, serve avere gli <strong>strumenti per riconoscere i problemi a livello locale</strong>: comune per comune, municipio per municipio, addirittura <strong>quartiere per quartiere nelle grandi città</strong>. Con questo approccio, il rapporto di quest&#8217;anno si focalizza proprio su tali aspetti, anche avvalendosi della preziosa attività di rilascio dati svolta da <strong>Istat</strong> nell&#8217;ambito del <strong>censimento permanente</strong>, nonché per la <strong>Commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni delle città e delle periferie</strong>.</p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">6,2% </span>le famiglie con figli in potenziale disagio economico a Catania. Nel sesto municipio del comune la quota raggiunge il 9,3%.</p>
			        </section>
		


<p>L&#8217;obiettivo è restituire un <strong>quadro chiaro delle disuguaglianze che attraversano le città</strong>, mettendo in luce dimensioni cruciali come il disagio socio-economico delle famiglie con figli, la condizione di Neet, la dispersione scolastica e l’accesso a opportunità educative e sociali.</p>



<p>A questo scopo il report è così strutturato. Nel prossimo paragrafo, inquadreremo le <strong>tendenze di fondo nella condizione giovanile nel paese dopo la pandemia</strong>, focalizzandoci, dove i dati lo consentono, sulle <strong>specificità delle grandi città e aree urbane</strong>. In quelli successivi, approfondiremo l&#8217;<strong>analisi città per città</strong>, per i 14 comuni capoluogo di città metropolitana. Nella consapevolezza di fondo che il dato medio spesso nasconde la reale condizione sul territorio, specie per comuni di grandi dimensioni e popolazione quali i capoluoghi delle città metropolitane. A questo scopo, cuore del rapporto sono i <strong>paragrafi dedicati a ciascuna città</strong>, e al confronto tra centri e periferie nella condizione degli adolescenti.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il volto economico, educativo e sociale del disagio tra gli adolescenti</h3>



<p>Negli ultimi anni, si sono imposti all&#8217;attenzione pubblica i segnali di disagio attraversato da tante ragazze e ragazzi. Questo fenomeno, reso evidente dalla pandemia nei mesi di isolamento fisico e troppo spesso sociale, incrocia tante dimensioni diverse.</p>



<p>In primis, riguarda la <strong>questione socio-economica per le famiglie con figli</strong>. Da circa quindici anni ormai si registra la tendenza per cui più una persona è giovane, più è probabile che si trovi in povertà assoluta.</p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">13,8% </span>i minori di 18 anni in povertà assoluta nel 2024. Molto più della media (9,8%).</p>
			        </section>
		


<p>Una questione <strong>particolarmente pressante nelle città</strong>, dove il costo della vita rende meno sostenibile per le famiglie il mantenimento dei figli. In media, nel 2024, il 12,3% delle famiglie in cui vivono minori di 18 anni si è trovato in povertà assoluta; la quota sale al <strong>16,1% dei nuclei con minori nei comuni centro di area metropolitana</strong>.</p>



<p>I dati sulla povertà e l&#8217;esclusione sono il punto di partenza ineludibile, poiché strettamente connessi alla cosiddetta <strong>trappola della povertà educativa</strong>. Chi cresce in una famiglia con minori possibilità economiche, generalmente ha anche <strong>minore accesso alle opportunità educative, sociali e culturali </strong>che potrebbero consentirgli di affrancarsi da una condizione di svantaggio.</p>



<p>Ne sono indiretta testimonianza gli <strong>esiti educativi</strong>, in molti casi differenziati in base all&#8217;origine sociale. Il nostro purtroppo resta un paese dove il <strong>percorso di istruzione di ragazze e ragazzi tende a riflettere la condizione di partenza</strong>. Ciò è particolarmente visibile nell&#8217;adolescenza, con la scelta dell&#8217;indirizzo di studi dopo le scuole medie. Nel 2024 su 100 diplomati del liceo, in base ai dati Almadiploma, <a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-34-dei-diplomati-nei-licei-appartiene-alle-classi-piu-elevate-nei-professionali-sono-solo-il-14/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">solo 16 erano figli di operai e lavoratori esecutivi</a>. Al contrario, questi rappresentano il 27,9% dei diplomati negli istituti tecnici e oltre un terzo dei diplomati in quelli professionali (33,8%). Le percentuali sono pressoché ribaltate per gli studenti delle classi più elevate, che rappresentano oltre un terzo dei diplomati dei licei e appena il 13,9% dei diplomati nei professionali.</p>



<p>E se perlomeno negli anni, anche sulla scorta degli obiettivi europei in materia, è <strong>calata la quota di chi abbandona gli studi prima di raggiungere il diploma</strong>, non si può dire lo stesso della <a href="https://www.openpolis.it/parole/dispersione-implicita/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dispersione scolastica implicita</a>. Parliamo di chi completa il percorso di studi, ma lo fa con competenze del tutto inadeguate, più vicine al livello previsto alla fine delle medie che a quello dei diplomati. <strong>La quota di alunni che arrivano alla fine delle superiori con competenze insufficienti nelle materie di base è nettamente cresciuta durante la pandemia</strong>, per assestarsi nell&#8217;immediato post-Covid su livelli vicini al 10%. Da allora è cominciato un percorso di calo, anche se l&#8217;ultima rilevazione del 2025 mostra che <strong>i ritardi del periodo pandemico non sembrano ancora del tutto recuperati</strong>.</p>


            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-dispersione-implicita-resta-ancora-alta-rispetto-ai-livelli-pre-covid/">La dispersione implicita resta ancora alta rispetto ai livelli pre-Covid</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-dispersione-implicita-resta-ancora-alta-rispetto-ai-livelli-pre-covid/">Percentuale di studenti in condizione di dispersione scolastica implicita al termine del secondo ciclo d’istruzione (2019-2025)</a></h3>
                                    </div>
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                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/la-dispersione-implicita-resta-ancora-alta-rispetto-ai-livelli-pre-covid/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/09/la-dispersione-implicita-resta-ancora-alta-rispetto-ai-livelli-pre-covid.png" placeholder ></amp-img><div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div></amp-iframe>                        <div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-dispersione-implicita-resta-ancora-alta-rispetto-ai-livelli-pre-covid/">La dispersione implicita resta ancora alta rispetto ai livelli pre-Covid &#8211; Percentuale di studenti in condizione di dispersione scolastica implicita al termine del secondo ciclo d’istruzione (2019-2025)</a></div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis &#8211; Con i bambini su dati Invalsi                                                                <br>(pubblicati: mercoledì 9 Luglio 2025)
                                        </p>
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<p>I fenomeni di dispersione scolastica, tanto espliciti (l&#8217;abbandono vero e proprio) quanto impliciti (le basse competenze) riguardano soprattutto alcune aree geografiche e sociali. Gli studenti di quinta che hanno alle spalle una <strong>famiglia con status socio-economico-culturale inferiore alla media</strong> si trovano in dispersione implicita nel <strong>9,8% dei casi, una frequenza quasi doppia rispetto ai coetanei più avvantaggiati</strong> (5,3%). </p>



<p>In terza media, prima che gli effetti dell&#8217;abbandono scolastico vero e proprio si facciano sentire (eliminando dalla statistica gli studenti più svantaggiati), il contrasto risulta ancora più stridente: <strong>13,4% di alunni in dispersione implicita tra i meno avvantaggiati, 6% tra i coetanei con famiglie più benestanti</strong>.</p>



<p>Restano divari territoriali su entrambi gli aspetti. In alcune in regioni la quota di ragazze e ragazzi in <strong>dispersione implicita supera ampiamente il 10% alla fine delle superiori</strong>: tra queste <strong>Campania</strong> (17,6%), <strong>Sardegna</strong> (15,9%), <strong>Sicilia</strong> (12,1%) e <strong>Calabria</strong> (11,6%). Si tratta delle regioni che, pur nel miglioramento degli ultimi anni sull&#8217;abbandono scolastico, restano anche <strong><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-sicilia-gli-abbandoni-scolastici-superano-il-15/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">tra le più colpite dalla parte &#8220;esplicita&#8221; del fenomeno</a></strong>.</p>


<div id="strillo-testo-block_6bfef1435ed4c1ad6e87625879c07a1e" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>Nelle periferie l&#8217;abbandono scolastico precoce è ancora molto presente.</p>
			        </section>
		</div>



<p>Inoltre, nonostante per la prima volta sia scesa sotto la soglia del 10% la quota di giovani che hanno lasciato la scuola prima del diploma o di una qualifica, la <strong>situazione appare più critica nelle città</strong>. Rispetto alla media nazionale del 9,8%, l’incidenza massima si raggiunge infatti nelle aree urbane densamente popolate dove sfiora l’11%. Mentre scende all’8,8% nei comuni a densità intermedia, quindi già al di sotto dell’obiettivo europeo del 9% entro il 2030. Risale al 10% in aree meno densamente popolate come quelle interne: un altro tipo di periferie &#8211; diverso da quelle urbane di cui ci occupiamo in questo rapporto &#8211; ma altrettanto rilevante per un paese come il nostro.</p>



<p>Gli aspetti economici ed educativi del disagio sono strettamente connessi con quelli sociali. La <strong>possibilità cioè per gli adolescenti di avere accesso a tempo libero di qualità</strong>, con tutto ciò che questo comporta: luoghi di aggregazione, aree verdi, opportunità sportive e culturali, dentro e fuori la scuola. Per l&#8217;<a href="https://www.openpolis.it/poverta-educativa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">osservatorio sulla povertà educativa</a> curato insieme a Con i bambini abbiamo avuto modo di raccontare come questi aspetti si colleghino direttamente al <strong>benessere sociale e psicologico dei più giovani</strong>, al rischio di inattività ed esclusione sociale.</p>



<p>Negli ultimi vent&#8217;anni, la quota di adolescenti che vede i propri amici tutti i giorni si è pressoché dimezzata, <a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-quota-di-ragazzi-che-vedono-tutti-i-giorni-gli-amici-era-crollata-gia-prima-della-pandemia-2/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">passando da oltre il 70% a poco più del 30%</a>. Una tendenza i cui fattori alla base sono molteplici, da affrontare senza allarmismi, basti pensare al concomitante ruolo delle tecnologie e alle nuove possibilità di comunicazione. Allo stesso tempo, <strong>garantire a ragazze e ragazzi luoghi di incontro</strong>, dai centri di aggregazione all&#8217;apertura pomeridiana delle scuole, deve essere un obiettivo delle politiche pubbliche, nazionali come locali.</p>



<p>In questo senso, appare centrale <strong>l&#8217;apertura delle scuole</strong>. La possibilità di svolgere attività educative, didattiche, formative anche al di fuori dell&#8217;orario scolastico può offrire un contributo decisivo nel contrasto dei fenomeni di dispersione e per la riduzione dei divari educativi appena citati. Ma una scuola aperta di pomeriggio, o d&#8217;estate, non è &#8220;solo&#8221; questo. È un <strong>presidio sociale sul territorio</strong>, un luogo sicuro dove poter trascorrere il tempo libero, <strong>essenziale specie laddove questo tipo di spazi mancano</strong>. Come, purtroppo, è spesso il caso di alcune periferie urbane delle nostre città.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Una prospettiva utile per le politiche pubbliche in senso ampio</h3>



<p>Questa prospettiva sul disagio, che tiene insieme aspetti socio-economici, educativi e di accesso ai servizi, è assolutamente da considerare anche nella <strong>definizione delle politiche pubbliche in senso più ampio</strong>. Negli ultimi mesi, il tema del disagio giovanile e dei <strong>comportamenti a rischio o violenti tra gli adolescenti è diventato parte del dibattito pubblico</strong>. I primi studi esplorativi, come evidenziato nel <a href="https://www.transcrime.it/wp-content/uploads/2024/06/Le-traiettorie-della-devianza-giovanile_report.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">lavoro di Transcrime, centro di ricerca interuniversitario</a>,<a href="https://www.transcrime.it/wp-content/uploads/2024/06/Le-traiettorie-della-devianza-giovanile_report.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> in collaborazione con il dipartimento per la giustizia minorile e di comunità del ministero della giustizia</a>, mostrano <strong>alcuni segnali di peggioramento <strong> proprio tra i più giovani</strong></strong>, <strong>tra prima e dopo il Covid</strong>.</p>



<p>Il tasso di <strong>presunti autori di delitti violenti denunciati o arrestati dalle forze dell&#8217;ordine</strong> ogni 100mila abitanti è rimasto <strong>sostanzialmente stabile nella popolazione complessiva</strong>, se si confrontano i dati precedenti la pandemia (133,14 nel periodo 2007-19) con quelli successivi all&#8217;emergenza (133,43 tra 2021 e 2022). <strong>Tra i minori e gli adolescenti, al contrario, il quadro mostra un situazione molto più critica</strong>. Nella fascia tra 14 e 17 anni si è passati da una media di 196,61 presunti autori ogni 100mila giovani nel periodo 2007-19 a 301,87 dopo la pandemia. Nella fascia fino a 13 anni, l&#8217;incremento è stato ancora maggiore, trattandosi di numeri in partenza molto più contenuti: da 2,38 a 6,25 ogni 100mila minori, per un aumento del 163%.</p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">+ 54% </span>la crescita del tasso di presunti autori di delitto denunciati/arrestati dalle forze di polizia ogni 100.000 residenti tra 14 e 17 anni, tra prima e dopo la pandemia.</p>
			        </section>
		


<p>Sono <strong>dati da interpretare con estrema cautela</strong>, come specifica giustamente lo stesso centro di ricerca, dal momento che riguardano un periodo ancora troppo ristretto di tempo (appena un biennio). <strong>Non abbastanza per delineare una tendenza consolidata</strong>. Tuttavia sottendono un problema da non sottovalutare su cui è fondamentale proseguire nell&#8217;attività di monitoraggio, allo scopo di <strong>definire politiche pubbliche che vadano alle radici, anche sociali, economiche ed educative di questi fenomeni</strong>.</p>



<p>Questo rapporto &#8211; che pure nello specifico non si occupa direttamente di comportamenti a rischio o violenti, mancando dati disaggregati sul fenomeno &#8211; vuole contribuire evidenziando le <strong>potenziali criticità esistenti nelle aree urbane</strong>. Aspetti come la condizione di partenza delle famiglie, l&#8217;accesso all&#8217;istruzione, la capacità della scuola di trattenere ragazze e ragazzi ed essere presidio sul territorio vanno tenuti presenti nella definizione di strumenti e interventi pubblici. Si tratta infatti di <strong>fattori da mettere a fuoco nel contrasto di due fenomeni spesso collegati: povertà educativa e disagio giovanile, specie nelle periferie delle città</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La situazione nelle città italiane</h3>



<p>Per comprendere a fondo la condizione dei giovani che vivono nelle periferie è quindi fondamentale analizzare i dati al livello più granulare possibile, fino a cogliere le specificità di ciascuna zona. Prima di entrare nel dettaglio delle singole realtà locali, tuttavia, è utile confrontare le grandi città per avere un quadro d’insieme delle disuguaglianze territoriali e delle loro caratteristiche.</p>



<p>L’analisi condotta sui 14 comuni capoluogo di città metropolitana conferma quanto le disuguaglianze territoriali pesino sulla condizione educativa dei più giovani. Le situazioni di maggiore fragilità sociale si concentrano nelle aree del mezzogiorno. <strong>A Catania (6,2%), Napoli (6%) e Palermo (5,8%) l&#8217;incidenza delle famiglie con figli in potenziale disagio economico</strong> <strong>risulta molto marcata</strong>. Si tratta di nuclei con figli a carico in cui la persona di riferimento ha meno di 65 anni e non è né occupata né pensionata, una condizione che verosimilmente si associa spesso con una potenziale vulnerabilità sociale. Tali valori sono oltre 4 volte superiori rispetto a quelli registrati in altre città del centro-nord, dove l’incidenza è più contenuta: <strong>Bologna</strong> si ferma all’1,2%, <strong>Venezia</strong> e <strong>Genova</strong> all’1,3%, <strong>Milano</strong> e <strong>Firenze</strong> all’1,4%.</p>


<div id="strillo-testo-block_1bba87cfbb9078727fb5838094abf627" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>Le condizioni socio-economiche della famiglia di origine incidono molto sul percorso scolastico dei giovani.</p>
			        </section>
		</div>



<p>Il legame tra condizioni economiche e opportunità educative emerge anche osservando il fenomeno delle <strong>uscite precoci dal sistema di istruzione e formazione</strong>. A <strong>Catania</strong> oltre un quarto dei giovani tra i 18 e i 24 anni (26,5%) ha lasciato gli studi prima di conseguire un diploma o una qualifica, mentre a <strong>Palermo</strong> e <strong>Napoli</strong> le quote si attestano rispettivamente al 19,8% e al 17,6%. Valori che si riducono sensibilmente a <strong>Bologna</strong> (12%), <strong>Roma</strong> (9,5%) e <strong>Reggio Calabria</strong> (8,4%), in base ai dati ricostruiti da Istat attraverso il censimento permanente. Ancora più marcate risultano le differenze se si considerano le<strong> uscite precoci dal sistema educativo per i giovani con genitori privi di diploma</strong>. In questo caso, l’abbandono scolastico raggiunge il 36,5% a <strong>Catania</strong>, il 31,9% a <strong>Cagliari</strong> e il 29,1% a <strong>Palermo</strong>, contro il 17,4% di <strong>Torino</strong>, il 16,3% di <strong>Roma</strong> e il 14% di <strong>Reggio Calabria</strong>.</p>



<p><strong>Gli abbandoni precoci della scuola</strong>, con al massimo la licenza media, <strong>rappresentano oltretutto solo la parte esplicita di un fenomeno molto più complesso</strong>, la cosiddetta <strong>dispersione implicita</strong>. </p>



<p>I dati <a href="https://invalsi-areaprove.cineca.it/docs/2022/Rilevazioni_Nazionali/Rapporto/Rapporto_Prove_INVALSI_2022.pdf#page=33" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Invalsi</a> mostrano come, già al termine della scuola media, prima quindi della scelta dell&#8217;indirizzo successivo o dell&#8217;abbandono della scuola, in molte città una quota consistente di alunni evidenzi gravi carenze nelle materie di base. Nelle prove Invalsi 2022/23, a <strong>Palermo</strong>, quasi un quarto degli studenti (24,7%) si è attestato al livello più basso di competenze in italiano, più vicino a quanto previsto in uscita dalla scuola primaria che alla fine delle medie. Percentuali simili si registrano a <strong>Napoli</strong> (22,9%) e <strong>Catania</strong> (22,1%). In città come <strong>Bologna</strong> (12,8%), <strong>Roma</strong> (11%) e <strong>Cagliari</strong> (10,1%) la quota è invece nettamente inferiore. Se si aggiungono gli studenti con risultati deboli (livello 2), le criticità si accentuano ulteriormente: <strong>a Catania, Napoli e Palermo oltre la metà dei ragazzi conclude il primo ciclo di istruzione con competenze linguistiche non del tutto adeguate</strong>.</p>


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                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/oltre-la-meta-degli-studenti-di-iii-media-a-catania-napoli-e-palermo-in-difficolta-con-litaliano/">Oltre la metà degli studenti di III media a Catania, Napoli e Palermo in difficoltà con l’italiano</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/oltre-la-meta-degli-studenti-di-iii-media-a-catania-napoli-e-palermo-in-difficolta-con-litaliano/">Percentuale di studenti con apprendimenti insufficienti in italiano in terza media nell&#8217;anno scolastico 2022-2023</a></h3>
                                    </div>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                    </div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_303558_tab3"><p>Per quanto riguarda le competenze in italiano, i test Invalsi valutano la <span style="font-weight: 400">capacità degli studenti di leggere e interpretare un testo scritto, comprendendone il significato e alcuni aspetti fondamentali di funzionamento della lingua italiana. I livelli 1 e 2 sono considerati non sufficienti per ragazzi e ragazze che si apprestano ad iniziare il percorso nelle scuole superiori. </span></p>
<ul>
<li><strong>Livello 1</strong>: r<span style="font-weight: 400">isultato molto debole, corrispondente ai traguardi di apprendimento in uscita dalla V primaria;</span></li>
<li><strong>Livello 2</strong>: r<span style="font-weight: 400">isultato debole, non in linea con i traguardi di apprendimento posti al termine del primo ciclo d’istruzione.</span></li>
</ul>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis – Con i bambini su dati Invalsi                                                                <br>(pubblicati: mercoledì 6 Luglio 2022)
                                        </p>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/12/oltre-la-meta-degli-studenti-di-iii-media-a-catania-napoli-e-palermo-in-difficolta-con-litaliano.png" target="_blank" download></a>
						                                                
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                            <p><label for="embed-chart-303558"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                </div>

                            </div>

			


<p>Si tratta di lacune che si trascinano lungo tutto il percorso successivo. <strong>In primo luogo negli studi</strong>: influenzando sia gli apprendimenti che sarà possibile raggiungere alle superiori, sia il rischio di lasciare precocemente la scuola.<strong> In secondo luogo impatteranno sull&#8217;intera vita adulta</strong>, cioè sulla possibilità di accedere al mondo del lavoro nelle migliori condizioni possibili.</p>



<p>Ne è testimonianza, tra gli adolescenti e i giovani adulti, la condizione dei <strong>Neet</strong>: giovani tra i 15 e i 29 anni che non studiano e non lavorano. Anche in questo caso, il divario territoriale è evidente: <strong>Catania</strong> (35,4%), <strong>Palermo</strong> (32,4%) e <strong>Napoli</strong> (29,7%) registrano i valori più elevati, a fronte di percentuali più contenute nelle città del centro-nord, come <strong>Venezia</strong> (19,7%), <strong>Firenze</strong> e <strong>Genova</strong> (17,7%) e <strong>Bologna</strong> (17,3%).</p>


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                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/catania-palermo-e-napoli-i-3-capoluoghi-metropolitani-con-la-piu-alta-quota-di-giovani-neet/">Catania, Palermo e Napoli i 3 capoluoghi metropolitani con la più alta quota di giovani Neet</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/catania-palermo-e-napoli-i-3-capoluoghi-metropolitani-con-la-piu-alta-quota-di-giovani-neet/">Rapporto tra i residenti di 15-29 anni che non studiano e non lavorano e la popolazione residente totale nella medesima classe di età (2021)</a></h3>
                                    </div>
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                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis – Con i bambini su dati Istat per la Commissione periferie                                                                <br>(ultimo aggiornamento: lunedì 16 Dicembre 2024)
                                        </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-303568"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-303568" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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<p>I dati delineati, e le relative ricorrenze territoriali, sembrano indicare un percorso nitido. Un percorso che collega, nella più classica &#8220;<strong>trappola della povertà educativa</strong>&#8221; la condizione di partenza familiare, l&#8217;accesso all&#8217;istruzione, gli esiti nella vita adulta. <strong>Offrire opportunità che rompano questo circolo vizioso</strong> è la principale sfida per le politiche pubbliche nel contrasto della povertà educativa.</p>



<p>In questo senso, un indicatore interessante da analizzare  è quello riguardante la quota di alunni che ha accesso al <strong>tempo pieno</strong>. Questo peraltro conferma come all&#8217;interno di una stessa città convivano realtà molto diverse, da analizzare con una lente ulteriore, municipio per municipio, quartiere per quartiere. Questo indicatore infatti in molti casi risulta polarizzato, con zone in cui tutti gli alunni o quasi frequentano anche di pomeriggio e altri in cui questa possibilità è del tutto assente. Una dinamica riscontrata, con diverse intensità, in città come <strong>Bologna, Firenze, Genova, Milano, Roma e Torino</strong>. Da notare che generalmente al sud la possibilità di frequentare la scuola anche al pomeriggio è solitamente più limitata.</p>


<div id="strillo-testo-block_ec20f2d17eff5a411e95f007dd1efb55" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>All&#8217;interno della stessa città coesistono realtà molto diverse.</p>
			        </section>
		</div>



<p>Gli indicatori analizzati finora fanno emergere delle ricorrenze piuttosto chiare, con alcune delle maggiori città del mezzogiorno, tra cui Catania, Palermo e Napoli che <strong>necessitano di interventi strutturali e mirati</strong>. Evidentemente, questa informazione è del tutto insufficiente però per programmare delle politiche pubbliche efficaci in materia. Tornando alla domanda iniziale: come vivono e di che opportunità dispongono gli adolescenti nelle periferie italiane?</p>



<p>Per rispondere a questa domanda è indispensabile un’analisi di dettaglio a livello subcomunale. Le differenze interne ai grandi centri urbani sono infatti notevoli. A titolo di esempio, se Catania presenta la maggiore incidenza di famiglie in potenziale disagio economico tra i capoluoghi metropolitani, il valore più alto in assoluto si registra nel quartiere palermitano di <strong>Brancaccio-Ciaculli</strong> (9,9%). In modo analogo, a Bologna – dove la quota complessiva di abbandoni precoci è tra le più basse – vi sono anche aree della città che superano la soglia 35%. Un altro caso da segnalare, a titolo esemplificativo, è quello del quartiere veneziano di <strong>Marghera</strong>. Qui infatti, pur in un contesto comunale meno critico di altri, si registrano valori significativi di famiglie in potenziale disagio, abbandono scolastico e inattività giovanile.</p>



<p>Nelle prossime sezioni del report entreremo più nel dettaglio delle periferie delle diverse città metropolitane. Solo conoscendo a fondo le caratteristiche di ciascun territorio infatti sarà possibile disegnare politiche efficaci e realmente mirate alla riduzione dei divari educativi e sociali.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/esercizi/uno-sguardo-dinsieme-alla-condizione-dei-giovani-nelle-periferie-italiane/">Uno sguardo d&#8217;insieme alla condizione dei giovani nelle periferie italiane</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>In Italia la tutela dell’ambiente resta una priorità per i giovani</title>
		<link>https://www.openpolis.it/in-italia-la-tutela-dell-ambiente-resta-una-priorita-per-i-giovani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Apr 2025 07:15:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=299215</guid>

					<description><![CDATA[<p>I recenti cambiamenti dello scenario geopolitico internazionale sembrano aver fatto passare in secondo piano i temi ambientali. Eppure la lotta al cambiamento climatico resta una priorità per i giovani, specie per chi vive in zone particolarmente critiche.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/in-italia-la-tutela-dell-ambiente-resta-una-priorita-per-i-giovani/">In Italia la tutela dell’ambiente resta una priorità per i giovani</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Negli ultimi mesi il contesto geopolitico internazionale è fortemente mutato, determinando un cambiamento sia nell’agenda dei decisori che all’interno del dibattito pubblico. <strong>Il rischio è che a fare le spese di questa nuova situazione sia il tema della transizione ecologica, che pure resta una priorità, soprattutto per le giovani generazioni</strong>, non essendo affatto cessate le crisi climatiche. L’approssimarsi della <a href="https://www.earthday.org/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Giornata mondiale della terra</a>, che ricorrerà il prossimo 22 aprile, è un’occasione per tornare a porre l’attenzione su questi temi.</p>



<p>In effetti, ancora nell&#8217;autunno scorso, un&#8217;<a href="https://europa.eu/eurobarometer/surveys/detail/3392" target="_blank" rel="noreferrer noopener">indagine</a> realizzata da Eurobarometro evidenziava come <strong>per un terzo dei giovani europei il cambiamento climatico rappresentasse una priorità che l&#8217;Ue avrebbe dovuto affrontare nei prossimi 5 anni</strong>. È interessante osservare che l&#8217;<strong>Italia</strong> riporta la percentuale più alta fra i vari stati membri.</p>


<div id="i-giovani-italiani-restano-tra-i-piu-preoccupati-in-ue-dai-problemi-ambientali-e-dal-cambiamento-climatico" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>




        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">46% </span>i giovani italiani tra i 16 e 30 anni per cui il cambiamento climatico dovrebbe essere una questione prioritaria per l&#8217;Ue nei prossimi 5 anni.</p>
			        </section>
		


<p>Le motivazioni di una percentuale così importante sono probabilmente molteplici. Un elemento che influisce nella percezione di quali dovrebbero essere le principali priorità è costituito certamente dal <strong>contesto in cui i giovani italiani vivono</strong>. Da questo punto di vista l&#8217;ambiente scolastico, in cui ragazzi e ragazze trascorrono molto del loro tempo, ha un ruolo di primo piano.</p>



<p>Aspetti come la vicinanza della scuola a <strong>fonti inquinanti</strong> o la possibilità di raggiungere il proprio istituto con <strong>mezzi alternativi all&#8217;auto privata</strong> per ridurre l&#8217;impatto ambientale sono quindi dati molto interessanti da analizzare. Non solo per comprendere meglio quali sono le esigenze dei giovani ma anche per individuare le maggiori criticità da questo punto di vista ed eventualmente intervenire. Dai dati emerge che <strong>le situazioni più complicate si registrano principalmente nelle città maggiori</strong>.</p>



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				                <p>Presenza e qualità dei servizi nei comuni su scuola, cultura, sport e servizi sociali.</p>
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				                <p>Covid, leggi, attuazioni, voti rilevanti, cambi di gruppo, assenze e presenze.</p>
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				                <p>Osservatorio basato sui dati dedicato alla regione Abruzzo.</p>
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<h3 class="wp-block-heading">Ambiente ancora prioritario per i giovani, soprattutto in Italia</h3>



<p>Nel corso dell&#8217;ultima indagine sulla gioventù, condotta nell&#8217;autunno scorso da Eurobarometro per le istituzioni Ue, è stato chiesto ai giovani europei <strong>quali fossero le questioni che consideravano prioritarie per l&#8217;Unione nei prossimi 5 anni</strong>. Ogni intervistato poteva indicare 3 priorità.</p>


<div id="1-su-3-i-giovani-europei-per-cui-e-prioritario-il-cambiamento-climatico-sono-quasi-1-su-2-in-italia" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<p>In media, a livello europeo, quella più citata è l&#8217;aumento dei prezzi (40%). Seguono il cambiamento climatico (33% del campione) e la creazione di posti di lavoro (31%).</p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">1 su 3 </span>i giovani europei per cui è prioritario il cambiamento climatico. Sono quasi 1 su 2 in Italia.</p>
			        </section>
		


<p>In Italia il tema dell&#8217;ambiente è vissuto come ancora più urgente dai giovani. <strong>Nel nostro paese e in Danimarca infatti oltre il 40% dei ragazzi e delle ragazze considera l&#8217;ambiente e il cambiamento climatico una delle principali priorità</strong>.</p>


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                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-giovani-di-italia-e-danimarca-sono-quelli-che-considerano-lambiente-maggiormente-prioritario/">I giovani di Italia e Danimarca sono quelli che considerano l&#8217;ambiente maggiormente prioritario</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-giovani-di-italia-e-danimarca-sono-quelli-che-considerano-lambiente-maggiormente-prioritario/">Percentuale di giovani 16-30 anni che ritengono che l&#8217;ambiente e il cambiamento climatico debbano essere una delle 3 principali priorità per l&#8217;Ue nei prossimi 5 anni (2024)</a></h3>
                                    </div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Eurobarometro                                                                <br>(pubblicati: lunedì 17 Febbraio 2025)
                                        </p>
                </div>
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                </div>

                            </div>

			


<p>Il <strong>46% dei giovani italiani indica questa come priorità per le istituzioni europee</strong> (13 punti in più della media Ue). Al secondo posto, viene menzionato il tema del lavoro (38% delle risposte). Seguono, con il 34%, l&#8217;aumento del costo della vita e l&#8217;accesso alla protezione sociale.</p>



<p>Negli ultimi anni, le <strong>mobilitazioni per il clima</strong> tra i più giovani hanno testimoniato l&#8217;importanza attribuita al tema. L&#8217;ordine di priorità emerso nell&#8217;indagine riflette anche questa tendenza.</p>



<p>Allo stesso tempo, è interessante indagarne le cause profonde. Ad esempio, se e come la preoccupazione verso l&#8217;ambiente <strong>riflette anche la percezione che ragazze e ragazzi hanno rispetto alla condizione del proprio territorio</strong>, nella vita di tutti i giorni. A partire dalle scuole che frequentano quotidianamente.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Inquinamento e raggiungibilità delle scuole con mezzi alternativi</h3>



<p>La scuola è infatti uno dei principali luoghi dove i giovani trascorrono il tempo fuori da casa. Qui condividono esperienze con coetanei e adulti, riscontrando in alcuni casi problemi o disagi che ne formano la <strong>percezione di cosa funziona e cosa può migliorare nel mondo che li circonda</strong>.</p>


<div id="strillo-testo-block_7a8f1473fa4fc84ac50e4ca9c06f6a42" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>L&#8217;ambiente scolastico che frequentano può influenzare molto la percezione dei giovani di quali siano le priorità su cui intervenire.</p>
			        </section>
		</div>



<p>Due aspetti (non gli unici) fortemente collegati con la questione ambientale, e con la sostenibilità percepita di una scuola, sono la sua <strong>raggiungibilità con mezzi alternativi all&#8217;auto</strong> e la <strong>vicinanza a fonti di inquinamento</strong>. Informazioni che &#8211; attraverso l&#8217;analisi dei dataset rilasciati dal ministero dell&#8217;istruzione &#8211; possiamo ricostruire per l&#8217;anno scolastico 2022/23.</p>


<div id="in-italia-quasi-il-90-degli-edifici-scolastici-e-raggiungibile-con-mezzi-alternativi-allauto-il-24-e-vicino-a-fonti-di-inquinamento-atmosferico" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<p>In media in Italia <strong>quasi 9 edifici scolastici su 10 (89,3%) sono raggiungibili con mezzi alternativi all&#8217;auto privata</strong>. A partire dalle diverse forme di trasporto pubblico locale: con pullman e autobus, treni, tram e metropolitane (nelle città maggiori). Una quota molto inferiore, pari al <strong>2,4% degli edifici scolastici statali, è vicina a fonti di inquinamento atmosferico</strong>.</p>



<p>Incrociando le due informazioni, possiamo ricostruire <strong>quali comuni siano caratterizzati da scuole più raggiungibili con mezzi di trasporto alternativi all&#8217;auto e distanti da fonti di inquinamento</strong> <strong>rispetto alla media nazionale</strong>. O, viceversa, poco raggiungibili con il trasporto pubblico e vicine a fonti inquinanti.</p>


<div id="65-i-comuni-con-scuole-che-vivono-entrambe-le-criticita-poca-raggiungibilita-con-mezzi-alternativi-e-presenza-di-inquinamento-sono-quasi-sempre-citta" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>




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                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nei-grandi-centri-sono-piu-frequenti-le-scuole-vicine-a-fonti-inquinanti-o-difficili-da-raggiungere/">Nei grandi centri sono più frequenti le scuole vicine a fonti inquinanti o difficili da raggiungere</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nei-grandi-centri-sono-piu-frequenti-le-scuole-vicine-a-fonti-inquinanti-o-difficili-da-raggiungere/">Classificazione del comune in base alla raggiungibilità degli edifici scolastici statali con mezzi alternativi e alla loro vicinanza a fonti di inquinamento atmosferico (a.s. 2022/23)</a></h3>
                                    </div>
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                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/nei-grandi-centri-sono-piu-frequenti-le-scuole-vicine-a-fonti-inquinanti-o-difficili-da-raggiungere/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/04/nei-grandi-centri-sono-piu-frequenti-le-scuole-vicine-a-fonti-inquinanti-o-difficili-da-raggiungere.png" placeholder ></amp-img><div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div></amp-iframe>                        <div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nei-grandi-centri-sono-piu-frequenti-le-scuole-vicine-a-fonti-inquinanti-o-difficili-da-raggiungere/">Nei grandi centri sono più frequenti le scuole vicine a fonti inquinanti o difficili da raggiungere &#8211; Classificazione del comune in base alla raggiungibilità degli edifici scolastici statali con mezzi alternativi e alla loro vicinanza a fonti di inquinamento atmosferico (a.s. 2022/23)</a></div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_299260_tab3"><p>Per ogni comune è stata calcolata:</p>
<ul>
<li>la percentuale di edifici scolastici statali per cui è stata dichiarata dagli enti proprietari la raggiungibilità con mezzi alternativi a quello privato (trasporto pubblico urbano, interurbano, ferroviario etc.);</li>
<li>la percentuale di edifici scolastici statali per cui è dichiarata la vicinanza a fonti di inquinamento atmosferico. In quest&#8217;ultimo caso, per determinare univocamente il concetto di “prossimità” all’edificio scolastico, il ministero segnala nelle <a style="font-family: Roboto, -apple-system, BlinkMacSystemFont, 'Segoe UI', Roboto, Oxygen-Sans, Ubuntu, Cantarell, 'Helvetica Neue', sans-serif" href="https://www.istruzione.it/edilizia_scolastica/allegati/Manuale%20Compilazione%20Scheda%20Edificio%20Scolastico%202021.pdf#page=47" target="_blank" rel="noopener">linee guida alla compilazione</a><span style="font-family: Roboto, -apple-system, BlinkMacSystemFont, 'Segoe UI', Roboto, Oxygen-Sans, Ubuntu, Cantarell, 'Helvetica Neue', sans-serif"> che, “generalmente, nei regolamenti comunali si considera ‘prossimo’ a un edificio, un elemento urbanistico che si trovi entro il raggio di 300 metri dall’edificio stesso”.</span></li>
</ul>
<p>I comuni sono stati attribuiti a una delle 4 categorie in base al confronto tra la quota registrata nel comune e la media nazionale. Dati non disponibili per il Trentino Alto-Adige.</p>
</div>
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                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Mim                                                                <br>(pubblicati: martedì 12 Settembre 2023)
                                        </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/04/nei-grandi-centri-sono-piu-frequenti-le-scuole-vicine-a-fonti-inquinanti-o-difficili-da-raggiungere.png" target="_blank" download></a>
						                                                
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                            <p><label for="embed-chart-299260"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                </div>

                            </div>

			


<p>Dei quasi ottomila comuni presenti in Italia, al netto dei circa 1.200 senza edifici scolastici attivi,<strong> la maggior parte (5.324) ospita edifici scolastici più raggiungibili con mezzi pubblici e meno vicini a fonti inquinanti della media nazionale</strong>. Parliamo dei comuni in verde sulla mappa. Oltre mille si trovano in posizione intermedia. O perché gli edifici sono lontani da fonti inquinanti ma non sono ben collegati con i mezzi (1.087), o viceversa sono ben collegati ma si trovano in aree di inquinamento atmosferico (194).</p>



<p>Altri <strong>65 comuni</strong>, una minoranza (indicata in rosso sulla mappa), si caratterizzano per entrambe le criticità. Ovvero meno scuole raggiungibili con mezzi alternativi all&#8217;auto e maggior vicinanza a fonti di inquinamento. <strong>Da notare che si tratta soprattutto delle città principali</strong>. In ordine di numerosità del patrimonio di edilizia scolastica, possiamo citare tra i comuni in questa situazione Roma, Napoli, Milano, Bari, Reggio Calabria, Livorno, Rimini e Forlì. </p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">7,3% </span>i capoluoghi di provincia in cui la vicinanza delle scuole a fonti inquinanti o la raggiungibilità con mezzi pubblici è peggiore del dato nazionale.</p>
			        </section>
		


<p>Ciò a fronte di una media inferiore all&#8217;1% tra i comuni non capoluogo. In modo analogo, la quota è pari al 6,6% nei comuni polo, le città baricentriche in termini di servizi. <strong>Grandi città in cui il tema dell&#8217;accesso al trasporto pubblico e della qualità dell&#8217;aria è centrale</strong>. E può contribuire a formare in ragazze e ragazzi la coscienza di cosa è più urgente per migliorare il mondo in cui vivono.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Scarica, condividi e riutilizza i dati</h3>


        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Scarica i dati, regione per regione</p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/vicinanza_scuole_fonti_inquinanti_e_raggiungibilit%C3%A0/abruzzo.xls">Abruzzo</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/vicinanza_scuole_fonti_inquinanti_e_raggiungibilit%C3%A0/basilicata.xls">Basilicata</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/vicinanza_scuole_fonti_inquinanti_e_raggiungibilit%C3%A0/calabria.xls">Calabria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/vicinanza_scuole_fonti_inquinanti_e_raggiungibilit%C3%A0/campania.xls">Campania</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/vicinanza_scuole_fonti_inquinanti_e_raggiungibilit%C3%A0/emilia_romagna.xls">Emilia-Romagna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/vicinanza_scuole_fonti_inquinanti_e_raggiungibilit%C3%A0/fvg.xls">Friuli-Venezia Giulia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/vicinanza_scuole_fonti_inquinanti_e_raggiungibilit%C3%A0/lazio.xls">Lazio</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/vicinanza_scuole_fonti_inquinanti_e_raggiungibilit%C3%A0/liguria.xls">Liguria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/vicinanza_scuole_fonti_inquinanti_e_raggiungibilit%C3%A0/lombardia.xls">Lombardia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/vicinanza_scuole_fonti_inquinanti_e_raggiungibilit%C3%A0/marche.xls">Marche</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/vicinanza_scuole_fonti_inquinanti_e_raggiungibilit%C3%A0/molise.xls">Molise</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/vicinanza_scuole_fonti_inquinanti_e_raggiungibilit%C3%A0/piemonte.xls">Piemonte</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/vicinanza_scuole_fonti_inquinanti_e_raggiungibilit%C3%A0/puglia.xls">Puglia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/vicinanza_scuole_fonti_inquinanti_e_raggiungibilit%C3%A0/sardegna.xls">Sardegna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/vicinanza_scuole_fonti_inquinanti_e_raggiungibilit%C3%A0/sicilia.xls">Sicilia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/vicinanza_scuole_fonti_inquinanti_e_raggiungibilit%C3%A0/toscana.xls">Toscana</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/vicinanza_scuole_fonti_inquinanti_e_raggiungibilit%C3%A0/trentino_AA.xls">Trentino-Alto Adige</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/vicinanza_scuole_fonti_inquinanti_e_raggiungibilit%C3%A0/umbria.xls">Umbria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/vicinanza_scuole_fonti_inquinanti_e_raggiungibilit%C3%A0/vda.xls">Valle d’Aosta</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/vicinanza_scuole_fonti_inquinanti_e_raggiungibilit%C3%A0/veneto.xls">Veneto</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/vicinanza_scuole_fonti_inquinanti_e_raggiungibilit%C3%A0/totale_nazionale.xls">Totale nazionale</a>.</p>
</div>
				            </div>
        </section>
		



<p>I contenuti dell’Osservatorio povertà educativa&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/poverta-educativa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">#conibambini</a>&nbsp;sono realizzati da openpolis con l’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell’articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l’obiettivo di creare un’unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di&nbsp;<em>data journalism</em>&nbsp;o anche per semplice consultazione. I dati relativi alla presenza di edifici scolastici vicini a fonti di inquinamento atmosferico rispetto al comune sono stati elaborati incrociando informazioni di fonte Mim e Istat.</p>



<p>Foto: <a href="https://unsplash.com/it/foto/un-gruppo-di-persone-che-regge-uno-striscione-verde-zB3c92e2VMA" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Leonardo Basso</a> (<a href="https://unsplash.com/it/licenza" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Licenza</a>)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/in-italia-la-tutela-dell-ambiente-resta-una-priorita-per-i-giovani/">In Italia la tutela dell’ambiente resta una priorità per i giovani</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il legame tra offerta di nidi e occupazione femminile</title>
		<link>https://www.openpolis.it/il-legame-tra-offerta-di-nidi-e-occupazione-femminile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Mar 2025 09:16:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=298674</guid>

					<description><![CDATA[<p>In Italia spesso è sulle donne che - per stereotipi di genere consolidati - ricade il compito di dedicarsi ai figli. Anche per questo l'occupazione femminile è più bassa. Investire su asili nido e scuole dell’infanzia può contribuire a invertire la tendenza.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/il-legame-tra-offerta-di-nidi-e-occupazione-femminile/">Il legame tra offerta di nidi e occupazione femminile</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[</p>
<p>Il potenziamento dell&#8217;offerta di posti negli asili nido e nelle scuole dell&#8217;infanzia è un obiettivo molto importante per gli <strong>evidenti benefici su bambini e bambine, sia in termini di capacità di apprendimento che di crescita personale e sviluppo sociale</strong>. Ma un altro elemento rilevante è rappresentato dal fatto che <strong>la presenza dei nidi può facilitare la partecipazione delle donne al mercato del lavoro</strong>. Queste strutture infatti sono anche uno strumento importante a supporto delle famiglie per conciliare meglio i ritmi vita-lavoro.</p>
</p>
<p>Al contrario, dove questo servizio non è presente, nella maggior parte dei casi sono le donne &#8211; per stereotipi di genere radicati &#8211; a lasciare l&#8217;impiego per farsi carico del lavoro di cura familiare.<strong> </strong></p>
</p>
<p><div id="in-italia-1-donna-su-5-lascia-il-lavoro-dopo-la-maternita-investire-in-asili-nido-e-scuole-dellinfanzia-e-fondamentale-per-invertire-questa-tendenza" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">1 su 5 </span>le donne che fuoriescono dal mercato del lavoro a seguito della maternità (<a href="https://documenti.camera.it/leg19/dossier/pdf/PP004LA.pdf#page=7" target="_blank" rel="noopener">dossier camera</a>).</p>
</section>
</p>
<p>Purtroppo l&#8217;Italia è uno dei paesi europei in cui questa dinamica è più marcata. In base ai dati <a href="https://ec.europa.eu/eurostat/databrowser/bookmark/15ddf0f1-125e-4e6f-8102-3e227841417a?lang=en" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Eurostat</a> infatti il nostro paese si caratterizza per un divario molto ampio tra i genitori che lavorano. Per riavvicinare il tasso di occupazione femminile alla media europea, e ridurre i divari all’interno del paese, <strong>è quindi essenziale l’estensione dei servizi per la prima infanzia e la loro accessibilità in termini economici.</strong> Un legame individuato anche a livello continentale, e su cui da anni investono anche le politiche Ue.</p>
</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>Increasing participation in formal early childhood education and care (ECEC) could significantly improve the labour market activity of mothers in low-income households. Yet, accessible, affordable, and high-quality ECEC remains limited in a number of Member States.</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://op.europa.eu/webpub/empl/esde-2023/#:~:text=The%20EU%20experienced%20a%20new,%2D19%20pandemic%2C%20remain%20high." target="_blank">&#8211; Commissione Europea, Employment and Social Developments in Europe 2023</a>
									            </div>
</section>
</p>
<p>Purtroppo a questo tema non sempre viene riservata l&#8217;attenzione che meriterebbe. E questo crea un circolo vizioso, soprattutto nei territori dove le donne lavorano di meno. <strong>Il rischio è che proprio in queste aree l&#8217;esigenza di servizi per la prima infanzia venga considerata secondaria</strong>, quando invece rappresenta la premessa per invertire tale tendenza. Per questa ragione un cambio di prospettiva è necessario.</p>
</p>
<p><div class="content_block" id="custom_post_widget-135826"><p></p>
</div></p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Il livello di occupazione delle madri in Europa e in Italia</h3>
</p>
<p>Incrementare la presenza delle donne nel mondo del lavoro era uno degli obiettivi individuati nel 2002 a Barcellona per quanto riguarda gli asili nido e le scuole dell’infanzia. In quel contesto si stabilirono soglie europee per definire il <strong>livello minimo di presenza di questi servizi sul territorio</strong>.</p>
</p>
<section class="glossary">
<div>
                <mark><br />
																		Gli stati membri devono impegnarsi a offrire un servizio educativo ad almeno il 33% dei bambini sotto i 3 anni (asili nido) e ad almeno il 90% di quelli nell&#8217;età compresa fra i 3 anni e l’età dell’obbligo scolastico (scuole dell&#8217;infanzia).</br><br />
											                </mark><br />
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/che-cosa-prevedono-gli-obiettivi-di-barcellona-sugli-asili-nido/"><br />
                &#8220;Che cosa prevedono gli obiettivi di Barcellona sugli asili nido&#8221;</a></span></p></div>
</section>
</p>
<p>Tali soglie sono poi state riviste tra il 2021 e il 2022.<strong> </strong>Rispetto agli asili nido, segmento essenziale perché riguarda i primi mesi di vita del bambino, è stato indicato un <strong>incremento tendenziale dal 33% al 45%</strong>. L&#8217;incremento è commisurato alla situazione di partenza ciascun paese: quelli che sono al di sotto del 20% dovrebbero incrementare il proprio indicatore di almeno il 90% mentre quelli che si trovano tra il 20% e il 33% dovrebbero riportare un miglioramento di almeno il 45% o raggiungere un tasso pari al 45%. L’Italia si trova all’interno di quest&#8217;ultimo gruppo, avendo riportato una percentuale pari al 30% nel 2022.</p>
</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/italia-a-3-punti-dallobiettivo-del-33-sugli-asili-nido/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Leggi anche<br />
<br /><strong>Italia a 3 punti dall’obiettivo del 33% sugli asili nido</strong></a>.</p>
</section>
</p>
<p>Nonostante i risultati raggiunti finora, purtroppo la situazione nel nostro paese per quanto riguarda il tasso di occupazione femminile rimane complessa. Da questo punto di vista un primo elemento da tenere presente è che non esistono in Europa stati in cui la percentuale di donne con figli occupate è superiore a quella degli uomini. Considerando la media Ue possiamo osservare che il tasso di occupazione delle donne di età compresa tra i 20 e i 49 anni con figli di meno di 6 è pari al 67,8% mentre quello dei coetanei uomini è del 91,5%. <strong>L&#8217;Italia riporta una delle percentuali più basse per quanto riguarda il tasso di occupazione delle madri nel confronto con gli altri paesi europei</strong>.</p>
</p>
<p><div id="con-il-553-di-giovani-madri-occupate-litalia-e-uno-dei-paesi-europei-dove-il-divario-tra-donne-e-uomini-con-figli-occupati-e-piu-marcato" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">55,3% </span>il tasso di occupazione femminile in Italia nel 2023 considerando le donne di età compresa tra i 20 e i 49 anni con figli di meno di 6 anni.</p>
</section>
</p>
<p>Solo <strong>Grecia</strong> (54,8%), <strong>Romania</strong> (50,3%) e <strong>Repubblica Ceca</strong> (44,5%) riportano percentuali più basse. Il nostro paese si piazza poi sul podio tra gli stati Ue per divario più marcato tra uomini e donne occupati con figli. Il dato italiano infatti nel 2023 era di 35,4 punti percentuali di differenza. Solo <strong>Repubblica Ceca</strong> (51,3) e <strong>Grecia</strong> (37,1) riportavano un divario più ampio.</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-italia-il-divario-tra-occupati-uomini-e-donne-con-figli-e-molto-marcato/">In Italia il divario tra occupati uomini e donne con figli è molto marcato</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-italia-il-divario-tra-occupati-uomini-e-donne-con-figli-e-molto-marcato/">Tasso di occupazione delle persone 20-49 anni con almeno un figlio con meno di 6 anni nei paesi Ue, per genere (2023)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
<div id="chart_299352_tab1" role="tab" aria-controls="chart_299352_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
<div id="chart_299352_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_299352_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/in-italia-il-divario-tra-occupati-uomini-e-donne-con-figli-e-molto-marcato/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/03/in-italia-il-divario-tra-occupati-uomini-e-donne-con-figli-e-molto-marcato.png" placeholder ></amp-img></p>
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<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-italia-il-divario-tra-occupati-uomini-e-donne-con-figli-e-molto-marcato/">In Italia il divario tra occupati uomini e donne con figli è molto marcato &#8211; Tasso di occupazione delle persone 20-49 anni con almeno un figlio con meno di 6 anni nei paesi Ue, per genere (2023)</a></div>
</p></div>
<div id="chart_299352_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_299352_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
<div id="chart_299352_tabpanel3" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-3"
                             aria-labelledby="chart_299352_tab3"></p>
<p>Il grafico mostra il tasso di occupazione maschile, femminile e medio delle persone di età compresa tra i 20 e i 49 che hanno almeno un figlio con meno di 6 anni nei diversi paesi dell&#8217;Unione europea. Per Francia e Spagna la definizione del campione è diversa dalle altre. Per maggiori informazioni si vedano i <a href="https://ec.europa.eu/eurostat/cache/metadata/en/lfst_hh_esms.htm">metadati</a>.</p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione elaborazione openpolis – Con i Bambini su dati Eurostat                                                                <br />(ultimo aggiornamento: giovedì 12 Dicembre 2024)
                                        </p>
</p></div>
<div class="opmag-chart-actions">
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/03/in-italia-il-divario-tra-occupati-uomini-e-donne-con-figli-e-molto-marcato.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-299352"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-299352" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<div id="strillo-testo-block_e15e538047251e6144493b1616c1f4de" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Il divario nel tasso di occupazione maschile e femminile tra chi ha figli è aumentato.</p>
</section></div>
</p>
<p>Altro elemento importante da rimarcare è che nella stragrande maggioranza dei paesi europei il divario tra tasso di occupazione maschile e femminile è diminuito tra il 2014 e il 2023. <strong>Sono solo 7 i paesi in cui invece la differenza si è acuita, tra questi anche l’Italia</strong> per l&#8217;aumento relativamente superiore dei tassi di occupazione dei padri rispetto a quello delle madri. In questo periodo infatti il divario si è ulteriormente allargato di 3,3 punti percentuali. <strong>Romania</strong> (+10,3 punti percentuali), <strong>Grecia</strong> (+4,6) e <strong>Spagna</strong> (+3,4) sono gli unici paesi europei in cui tale tendenza risulta essere ancora più marcata rispetto all’Italia.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Offerta di nidi e occupazione femminile, un legame evidente</h3>
</p>
<p>I dati indicano chiaramente come <strong>alla nascita di un figlio sia soprattutto l&#8217;occupazione femminile a calare</strong>. In questa dinamica, è interessante osservare il ruolo degli asili nido e in generale dei servizi rivolti alla prima infanzia.</p>
</p>
<p><div id="nei-comuni-in-cui-ce-maggiore-offerta-di-nidi-si-registra-il-minore-squilibrio-tra-tasso-di-occupazione-maschile-e-femminile" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p>Si può notare che <strong>i comuni con la maggiore parità di genere in termini di occupazione sono anche quelli con un&#8217;offerta di asili nido e servizi più capillare</strong>. Al contrario, <strong>nei comuni dove il tasso di occupazione maschile è doppio o anche più che doppio rispetto a quello femminile, la presenza di nidi risulta molto meno diffusa</strong>.</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nei-comuni-con-piu-squilibrio-di-genere-nelloccupazione-ci-sono-meno-nidi/">Nei comuni con più squilibrio di genere nell&#8217;occupazione ci sono meno nidi</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nei-comuni-con-piu-squilibrio-di-genere-nelloccupazione-ci-sono-meno-nidi/">Posti in asili nido e servizi prima infanzia per 100 residenti 0-2 anni rispetto al rapporto tra occupazione maschile e femminile (2022)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
<div id="chart_298678_tab1" role="tab" aria-controls="chart_298678_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
<div id="chart_298678_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_298678_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/nei-comuni-con-piu-squilibrio-di-genere-nelloccupazione-ci-sono-meno-nidi/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/03/nei-comuni-con-piu-squilibrio-di-genere-nelloccupazione-ci-sono-meno-nidi.png" placeholder ></amp-img></p>
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<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nei-comuni-con-piu-squilibrio-di-genere-nelloccupazione-ci-sono-meno-nidi/">Nei comuni con più squilibrio di genere nell&#8217;occupazione ci sono meno nidi &#8211; Posti in asili nido e servizi prima infanzia per 100 residenti 0-2 anni rispetto al rapporto tra occupazione maschile e femminile (2022)</a></div>
</p></div>
<div id="chart_298678_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_298678_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
<div id="chart_298678_tabpanel3" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-3"
                             aria-labelledby="chart_298678_tab3"></p>
<p>Tutti i comuni italiani sono stati suddivisi in fasce in base al rapporto tra occupazione maschile e occupazione femminile. Per ciascuna fascia è stata calcolata l&#8217;offerta di asili nido e servizi per la prima infanzia rispetto ai residenti 0-2 anni in quei territori.</p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Istat                                                                <br />(ultimo aggiornamento: sabato 1 Gennaio 2022)
                                        </p>
</p></div>
<div class="opmag-chart-actions">
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/03/nei-comuni-con-piu-squilibrio-di-genere-nelloccupazione-ci-sono-meno-nidi.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-298678"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-298678" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>Tendenzialmente quindi l&#8217;occupazione femminile va di pari passo con l&#8217;offerta di servizi per la prima infanzia e viceversa. <strong>Una relazione che probabilmente va letta in entrambe le direzioni</strong>. Se più donne lavorano, ci sarà una maggiore pressione per aumentare ulteriormente l&#8217;offerta. Allo stesso tempo una maggiore disponibilità di servizi costituirà un supporto all&#8217;occupazione soprattutto femminile.</p>
</p>
<div id="strillo-testo-block_ebe5ae6f41e8a9e613e7462b90799393" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Più donne lavorano e maggiore sarà la richiesta di posti in asilo nido. Più posti ci sono e più donne avranno l&#8217;opportunità di lavorare.</p>
</section></div>
</p>
<p>Così <strong>nei comuni dove il tasso di occupazione di donne e uomini è più paritario, l&#8217;offerta di nidi e servizi prima infanzia raggiunge i 40 posti ogni 100 bambini</strong>. Dieci punti al di sopra della media nazionale (30%). Nei territori dove il rapporto tra tasso di occupazione maschile è tra 1,2 e 1,5 volte superiore rispetto a quello femminile, l&#8217;offerta scende al 26%. Dove gli uomini lavorano tra 1,5 e 2 volte più delle donne, i posti nido calano a 12 ogni 100 bambini. Addirittura a 7 posti ogni 100 minori dove il tasso di occupazione maschile è doppio o più che doppio di quello femminile.</p>
</p>
<p>Una relazione da leggere nei due sensi, ma che deve porre l&#8217;attenzione rispetto alla <strong>necessità di potenziare l&#8217;offerta di questi servizi sull&#8217;intero territorio nazionale</strong>.</p>
</p>
<p><div id="sono-tutti-del-centro-nord-i-10-comuni-capoluogo-con-piu-occupazione-femminile-in-queste-citta-lofferta-di-servizi-prima-infanzia-supera-la-media-nazionale" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Occupazione femminile e offerta di nidi, comune per comune</h3>
</p>
<p>Scendere a un livello territoriale più fine, comune per comune, aiuta a comprendere meglio la situazione attuale e le potenzialità di intervento su questo tema. In base ai dati del 2022, in entrambi gli ambiti considerati, <strong>i divari tra centro-nord e mezzogiorno appaiono molto netti, anche a livello comunale</strong>.</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/italia-a-2-velocita-sulloccupazione-femminile-e-sullofferta-di-nidi/">Italia a 2 velocità sull&#8217;occupazione femminile e sull&#8217;offerta di nidi</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/italia-a-2-velocita-sulloccupazione-femminile-e-sullofferta-di-nidi/">Tasso di occupazione femminile nella fascia d’età 25-49 anni e offerta di servizi prima infanzia nel comune (2022)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/italia-a-2-velocita-sulloccupazione-femminile-e-sullofferta-di-nidi/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/03/italia-a-2-velocita-sulloccupazione-femminile-e-sullofferta-di-nidi.png" placeholder ></amp-img></p>
<div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div>
<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/italia-a-2-velocita-sulloccupazione-femminile-e-sullofferta-di-nidi/">Italia a 2 velocità sull&#8217;occupazione femminile e sull&#8217;offerta di nidi &#8211; Tasso di occupazione femminile nella fascia d’età 25-49 anni e offerta di servizi prima infanzia nel comune (2022)</a></div>
</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Istat                                                                <br />(ultimo aggiornamento: sabato 1 Gennaio 2022)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/03/italia-a-2-velocita-sulloccupazione-femminile-e-sullofferta-di-nidi.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-298671"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-298671" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>Prendendo i capoluoghi, ad esempio, emerge come la situazione sia fortemente differenziata. Sono <strong>tutte dell&#8217;Italia centrosettentrionale le 10 città con più occupazione femminile</strong>: Belluno, Siena, Bolzano, Trento, Lodi, Prato, Cuneo, Modena, Lecco e Milano. In questi comuni, l&#8217;occupazione femminile oscilla tra il 75,7% del capoluogo lombardo e l&#8217;81,9% di Belluno. Analogamente, <strong>in tutte queste città l&#8217;offerta di servizi per la prima infanzia supera la media nazionale</strong> (30 posti ogni 100 bambini). Dai quasi 60 posti di Siena ai 35,1 di Cuneo.</p>
</p>
<p>Al contrario, <strong>sono tutte nel mezzogiorno le città italiane con l&#8217;occupazione femminile più bassa</strong>: Catania, Napoli, Palermo, Trapani, Andria, Taranto, Messina, Crotone, Siracusa e Trani. Comuni dove la percentuale di donne che lavora varia dal 42,1% di Catania al 47,4% di Trani e Siracusa. In parallelo, anche in termini di servizi per la prima infanzia l&#8217;offerta di posti è sistematicamente inferiore alla media nazionale. Si attesta appena a 8 posti ogni 100 bambini a Catania, e in nessuna di queste &#8211; con l&#8217;eccezione di Siracusa (27,4%) &#8211; raggiunge i 20 posti ogni 100 bambini.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Scarica, condividi e riutilizza i dati</h3>
</p>
<section class="download">
<div class="dw-content">
<div class="intro">
<p>Scarica i dati comunali, regione per regione</p>
</div>
<div class="files">
<p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale%2Bpov%2Bedu/abruzzo.xls">Abruzzo</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale%2Bpov%2Bedu/basilicata.xls">Basilicata</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale%2Bpov%2Bedu/calabria.xls">Calabria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale%2Bpov%2Bedu/campania.xls">Campania</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale%2Bpov%2Bedu/emilia_romagna.xls">Emilia-Romagna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale%2Bpov%2Bedu/friuli_venezia_giulia.xls">Friuli-Venezia Giulia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale%2Bpov%2Bedu/lazio.xls">Lazio</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale%2Bpov%2Bedu/liguria.xls">Liguria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale%2Bpov%2Bedu/lombardia.xls">Lombardia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale%2Bpov%2Bedu/marche.xls">Marche</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale%2Bpov%2Bedu/molise.xls">Molise</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale%2Bpov%2Bedu/piemonte.xls">Piemonte</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale%2Bpov%2Bedu/puglia.xls">Puglia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale%2Bpov%2Bedu/sardegna.xls">Sardegna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale%2Bpov%2Bedu/sicilia.xls">Sicilia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale%2Bpov%2Bedu/toscana.xls">Toscana</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale%2Bpov%2Bedu/trentino_alto_adige.xls">Trentino-Alto Adige</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale%2Bpov%2Bedu/umbria.xls">Umbria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale%2Bpov%2Bedu/valle_d-aosta.xls">Valle d’Aosta</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale%2Bpov%2Bedu/veneto.xls">Veneto</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale%2Bpov%2Bedu/Totale_nazionale.xls">totale nazionale</a>.</p>
</div></div>
</section>
</p>
<p>I contenuti dell’Osservatorio povertà educativa&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/cosa/poverta-educativa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">#conibambini</a>&nbsp;sono realizzati da openpolis con l’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell’articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l’obiettivo di creare un’unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di&nbsp;<em>data journalism</em>&nbsp;o anche per semplice consultazione. La fonte dei dati sulla disponibilità di posti in asilo nido e sul tasso di occupazione maschile e femminile a livello comunale è Istat.</p>
</p>
<p>Foto credit:&nbsp;<a href="https://it.freepik.com/foto-gratuito/donna-con-le-sue-due-figlie-carine-guardando-portatile_2610845.htm#fromView=search&amp;page=1&amp;position=39&amp;uuid=2eb425ae-1244-4742-9450-7f12070da84a&amp;query=madri+lavoratrici" target="_blank" rel="noreferrer noopener">freepik</a> –&nbsp;<a href="https://it.freepik.com/legal/terms-of-use#nav-freepik-license" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Licenza</a></p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/il-legame-tra-offerta-di-nidi-e-occupazione-femminile/">Il legame tra offerta di nidi e occupazione femminile</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il primo importante obiettivo raggiunto dalla campagna Open Olympics</title>
		<link>https://www.openpolis.it/il-primo-importante-obiettivo-raggiunto-dalla-campagna-open-olympics/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mattia]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Nov 2024 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia e innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=297162</guid>

					<description><![CDATA[<p>È online il portale per un monitoraggio costante delle opere da realizzare per i prossimi giochi olimpici e paraolimpici invernali in Italia. Un'importante vittoria per le organizzazioni che da mesi chiedono più trasparenza, anche se c'è ancora molta strada da fare.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/il-primo-importante-obiettivo-raggiunto-dalla-campagna-open-olympics/">Il primo importante obiettivo raggiunto dalla campagna Open Olympics</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[</p>
<p><strong>Un piano delle opere, con dati e mappe</strong> per una maggiore contezza dello stato dell&#8217;arte e della localizzazione delle infrastrutture. È &#8220;<strong>Open Milano Cortina 2026</strong>&#8220;, una nuova sezione sul sito web dedicato alle infrastrutture di Milano Cortina, le olimpiadi invernali che si terranno in Italia nel 2026.</p>
</p>
<p>Il portale, che mette a disposizione anche lo scarico di <strong>open data</strong>, è un <strong>primo importante risultato raggiunto dalla campagna Open Olympics 2026</strong>, <a href="https://www.libera.it/it-schede-2607-olimpiadi_invernali_milano_cortina_trasparenza_appalti_mafie" target="_blank" rel="noreferrer noopener">avviata nei mesi scorsi</a> da una folta rete associativa, di cui fa parte anche la Fondazione Openpolis.</p>
</p>
<p>Da mesi le organizzazioni di Open Olympics chiedono <strong>piena trasparenza rispetto alle infrastrutture e alle opere connesse</strong> all&#8217;evento.</p>
</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>In riunioni dedicate e aperte, Simico si è detta pronta a rendere il portale sempre più corrispondente al nostro appello e a una piena accountability. È quindi un portale in stato di work in progress, che, come si legge sullo stesso portale, vuole segnare &#8216;un elemento di legacy delle Olimpiadi invernali 2026&#8217; anche per i futuri giochi.</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.libera.it/it-schede-2683-bene_il_portale_dedicato_ora_che_contenga_i_progetti_di_tutti_anche_i_privati_finanziati_con_soldi" target="_blank">&#8211; Leonardo Ferrante, Libera contro le mafie</a>
									            </div>
</section>
<p><div id="gli-investimenti-per-i-giochi-milano-cortina-2026-ammontano-a-oltre-57-miliardi-di-euro-di-cui-41-miliardi-per-opere-e-infrastrutture" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p>Parliamo di circa 5,7 miliardi di euro di investimenti pubblici, di cui 1,6 miliardi per la realizzazione dei giochi e <strong>ben 4,1 miliardi per opere ad essi connessi.</strong></p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">5,72 </span>miliardi di euro il costo diretto dei giochi olimpici e paraolimpici invernali Milano Cortina 2026.</p>
</section>
</p>
<p>Diventa perciò fondamentale un <strong>monitoraggio sia istituzionale che civico dell&#8217;impiego di questa mole di risorse</strong>, per valutare come gli investimenti impattano sulle comunità locali e sull&#8217;ecosistema, e al fine di <strong>limitare le infiltrazioni della criminalità organizzata</strong> negli appalti per la realizzazione delle opere.</p>
</p>
<p>È sufficiente un dato: il 68% dei fondi destinati alle opere <strong>saranno assorbiti per la costruzione di 45 strade, per un costo che sfiora i 3 miliardi</strong>, secondo il <a href="https://www.libera.it/documenti/schede/doc_posizionamento_def.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">report</a> di Open Olympics, aggiornato all&#8217;aprile scorso.</p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">2,82 </span>miliardi di euro il costo delle opere stradali funzionali alle infrastrutture per le olimpiadi Milano Cortina 2026.</p>
</section>
<p><div id="saranno-interessati-dagli-interventi-diversi-territori-del-nord-italia" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading"><strong>L&#8217;impatto dei giochi sui territori</strong></h3>
</p>
<p>Le olimpiadi invernali avranno un impatto su molte regioni del nord del paese. La <strong>Lombardia</strong> da sola assorbirà oltre metà delle opere (il 52%) e dei relativi costi (47%). Ma anche il <strong>Veneto</strong> sarà interessato dai giochi. Infatti, le 13 opere ospitate (che compongono il 16% del totale) peseranno per il 33% sui fondi mobilitati per le infrastrutture. Saranno interessate in misura minore, ma comunque impattante, anche le <strong>province autonome di Bolzano e Trento</strong>.</p>
</p>
<p>Per questo già nel 2021 è stata costituita la <strong>Simico (Società Milano Cortina) SpA</strong>, una società pubblica in house partecipata da tutte le istituzioni interessate dalle opere: ministero dell&#8217;economia e ministero dei trasporti (al 35% ciascuno), Regione Lombardia e Regione Veneto (al 10% ognuna) e le due province autonome di Bolzano e Trento, con una quota del 5% per una.</p>
</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://www.simico.it/piano-delle-opere/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vai al<br />
<br /><strong>portale</strong></a>.</p>
</section>
<p><div id="e-stato-pubblicato-un-sito-di-mappe-e-dati-sulle-opere-frutto-anche-della-pressione-da-parte-della-societa-civile" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p>Ed è proprio la stessa Simico ad aver pubblicato la sezione<em> data driven</em> <strong>Open Milano Cortina 2026</strong>, dove da alcuni giorni è possibile <strong>conoscere i dettagli per tipologia di intervento, aree geografiche e stato di avanzamento delle opere</strong>. Si tratta certamente di un passo in avanti in termini di trasparenza, ottenuto anche grazie alla pressione della campagna pubblica Open Olympics. </p>
</p>
<div id="strillo-testo-block_f63db5bfee164da1874fca5b6db1eea0" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Il monitoraggio dettagliato degli investimenti diminuisce il rischio di infiltrazione delle mafie negli appalti.</p>
</section></div>
</p>
<p>Tuttavia, il portale (e in particolare gli open data disponibili) lascia ancora a desiderare <strong>rispetto alle informazioni su aggiudicatari delle gare di appalto e sui subappalti assegnati</strong>, oltre che su alcuni aspetti di usabilità della piattaforma.</p>
</p>
<p>Per questo è importante <strong>continuare a monitorare il piano di investimenti</strong> di questa ingente quantità di risorse pubbliche destinate ai giochi olimpici e paraolimpici, che il nostro paese ospiterà tra poco più di un anno.</p>
</p>
<p>Oltre alla prevenzione dei rischi per le infiltrazioni criminali e all&#8217;utilizzo delle risorse in modo rispettoso <strong>nei confronti delle comunità locali</strong>, c&#8217;è anche l&#8217;aspetto ambientale a preoccupare la rete che anima la campagna Open Olympics. </p>
</p>
<div id="strillo-testo-block_b957a8b3c156ca9bff5f26fbaeec6266" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>L&#8217;analisi sulla realizzazione delle opere è fondamentale anche per comprendere l&#8217;impatto ambientale sui territori interessati.</p>
</section></div>
</p>
<p>Una delle richieste, infatti, riguarda una maggiore chiarezza rispetto <strong>all&#8217;impronta di carbonio delle opere olimpiche</strong>. Si tratta di un modo per stimare la quantità di emissioni di gas serra rilasciate nell&#8217;atmosfera: un elemento importante per comprendere meglio quali saranno le ricadute in termini ambientali delle olimpiadi, di cui si parlò già in fase di candidatura di &#8220;<strong>giochi a impatto zero</strong>&#8220;.</p>
</p>
<p>Insomma, siamo di fronte a un obiettivo raggiunto attraverso la pressione della società civile sui decisori pubblici. Ma c&#8217;è ancora molta strada da fare.</p>
</p>
<p><strong>Foto</strong>: <a href="https://www.lombardianotizie.online/olimpiadi-milano-cortina-2026/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Lombardia Notizie</a> &#8211; <a href="https://www.lombardianotizie.online/social-media-policy/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">licenza</a></p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/il-primo-importante-obiettivo-raggiunto-dalla-campagna-open-olympics/">Il primo importante obiettivo raggiunto dalla campagna Open Olympics</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Come procede l&#8217;accoglienza dei minori stranieri non accompagnati</title>
		<link>https://www.openpolis.it/come-procede-laccoglienza-dei-minori-stranieri-non-accompagnati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Jun 2024 06:57:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=290003</guid>

					<description><![CDATA[<p>Sono oltre 21mila i minori stranieri non accompagnati in Italia, bambini e giovani che proprio per questa condizione necessitano di tutele specifiche. Un modello di accoglienza e integrazione diffuso dovrebbe rappresentare uno dei cardini di questo approccio.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/come-procede-laccoglienza-dei-minori-stranieri-non-accompagnati/">Come procede l&#8217;accoglienza dei minori stranieri non accompagnati</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel contesto di instabilità geopolitica che stiamo attraversando, è purtroppo destinato a salire il numero di persone che fuggono dal proprio paese, tra cui i minori.</p>
<p>Nel marzo scorso, nel suo <a href="https://www.unhcr.org/it/notizie-storie/notizie/audizione-al-comitato-parlamentare-di-controllo-sullattuazione-dellaccordo-di-schengen-di-vigilanza-sullattivita-di-europol-di-controllo-e-vigilanza-in-materia-di-immigrazione/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">contributo ai lavori della commissione di controllo sull’attuazione dell’accordo di Schengen</a>, Unhcr ha sottolineato come bambini e adolescenti rappresentino circa il <strong>30% della popolazione mondiale</strong>, ma siano il <strong>40% delle persone costrette a fuggire</strong> a livello globale.</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">40% </span>dei profughi nel mondo ha meno di 18 anni.</p>
</section>
<p>In alcuni casi, si tratta di <strong>minori che arrivano senza i propri genitori</strong>. E che quindi vivono una <strong>condizione di enorme vulnerabilità</strong>, dal momento che tutte le difficoltà connesse all’arrivo in un paese straniero si sommano all’assenza di una figura genitoriale o comunque di riferimento. Condizione che richiede <strong>tutele speciali</strong> affinché si possa realizzare un percorso di accoglienza e integrazione rispettoso dei diritti di questi bambini e ragazzi.</p>
<p>A partire da quello<strong> di essere accolti con modalità specifiche</strong>, come l&#8217;accoglienza in famiglia. O comunque in soluzioni alternative che non dovrebbero mai essere le strutture straordinarie, ma il sistema ordinario costituito dai centri Sai.</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/parole/come-funziona-laccoglienza-dei-migranti-in-italia/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Come funziona l’accoglienza dei migranti in Italia<br />
<br /><strong>Vai al glossario</strong></a>.</p>
</section>
<p>Abbiamo approfondito <strong>come stia cambiando il numero dei minori stranieri non accompagnati nel nostro paese, anche alla luce di guerre e crisi internazionali in corso</strong>. Anche per capire, attraverso i dati sui centri, come sta procedendo l&#8217;accoglienza nei diversi territori.</p>
<p><div class="content_block" id="custom_post_widget-135826"><p></p>
</div></p>
<h3 class="wp-block-heading">Quanti sono i minori stranieri non accompagnati in Italia</h3>
<div id="21-255-i-minori-stranieri-non-accompagnati-in-italia-al-30-aprile-2024" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p>Alla fine di aprile 2024, erano <strong>21.255 i minori stranieri non accompagnati presenti nel nostro paese</strong>. Un numero che &#8211; sebbene al di sotto dei picchi raggiunti nei mesi scorsi &#8211; resta comunque superiore ai 20mila, soglia raggiunta tra la fine del 2022 e l&#8217;aprile dello scorso anno.</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-minori-stranieri-non-accompagnati-in-italia-sono-circa-21mila-nel-2024/">I minori stranieri non accompagnati in Italia sono circa 21mila nel 2024</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-minori-stranieri-non-accompagnati-in-italia-sono-circa-21mila-nel-2024/">Numero di minori stranieri non accompagnati presenti in Italia (2015-aprile 2024)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
<div id="chart_291502_tab1" role="tab" aria-controls="chart_291502_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                         aria-labelledby="chart_291502_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/i-minori-stranieri-non-accompagnati-in-italia-sono-circa-21mila-nel-2024/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/06/i-minori-stranieri-non-accompagnati-in-italia-sono-circa-21mila-nel-2024.png" placeholder ></amp-img></p>
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<p></amp-iframe>                        </p>
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis &#8211; Con i Bambini su dati ministero del lavoro e delle politiche sociali                                                                <br />(ultimo aggiornamento: martedì 30 Aprile 2024)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/06/i-minori-stranieri-non-accompagnati-in-italia-sono-circa-21mila-nel-2024.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-291502"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-291502" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<div id="quasi-4-su-10-sono-di-nazionalita-egiziana-e-ucraina-in-crescita-i-msna-da-tunisia-e-gambia" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p><strong>Le nazionalità attualmente più frequenti sono quella egiziana</strong> (4.121 minori, pari al 19,4% dei Msna presenti)<strong> e quella ucraina</strong> (3.920, il 18,4% dei bambini e ragazzi non accompagnati). Entrambe in calo rispetto all&#8217;aprile dello scorso anno, quando erano complessivamente quasi 10mila, quasi equamente distribuiti tra egiziani (5.094 minori) e ucraini (4.706). </p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/quasi-il-40-dei-msna-sono-presenti-in-italia-sono-egiziani-e-ucraini/">Quasi il 40% dei Msna presenti in Italia sono egiziani e ucraini</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/quasi-il-40-dei-msna-sono-presenti-in-italia-sono-egiziani-e-ucraini/">Andamento del numero di minori stanieri non accompagnati in Italia per nazionalità (2022-aprile 2024)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
<div id="chart_291503_tab1" role="tab" aria-controls="chart_291503_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
<div id="chart_291503_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis &#8211; Con i Bambini su dati ministero del lavoro e delle politiche sociali                                                                <br />(ultimo aggiornamento: martedì 30 Aprile 2024)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/06/quasi-il-40-dei-msna-sono-presenti-in-italia-sono-egiziani-e-ucraini.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-291503"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-291503" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p>Mentre appare <strong>in crescita la terza nazionalità di origine dei Msna</strong>. I bambini e ragazzi tunisini nell&#8217;ultimo anno sono cresciuti del 24%, passando da 1.852 a 2.292 minori. I<strong>ncremento ancora più sostenuto per la quarta nazionalità</strong>, quella gambiana. I Msna di questo paese sono passati da 967 persone nell&#8217;aprile 2023 alle 2.216 attuali (+129%).</p>
<p>Alla luce dell&#8217;instabilità geopolitica presente nelle diverse aree del mondo, diventa cruciale <strong>monitorare la condizione di questi minori, a partire dalle tutele che vengono previste</strong>.</p>
<div id="per-la-loro-condizione-di-vulnerabilita-sono-necessarie-tutele-specifiche-nellaccoglienza-dei-msna" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<h3 class="wp-block-heading">Le tutele necessarie nell&#8217;accoglienza dei Msna</h3>
<p>Proprio in ragione della vulnerabilità dei minori stranieri non accompagnati, alcune tutele ulteriori nel sistema di accoglienza si rendono particolarmente importanti.</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>L’accoglienza in strutture residenziali (come i centri di accoglienza) o in istituti dovrebbe rappresentare l’ultima scelta, facendovi ricorso solo quando soluzioni alternative, quali l’accoglienza in famiglia, non siano possibili o non risultino appropriate, e dovrebbe essere limitata al più breve tempo possibile.</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.unhcr.org/it/notizie-storie/notizie/audizione-al-comitato-parlamentare-di-controllo-sullattuazione-dellaccordo-di-schengen-di-vigilanza-sullattivita-di-europol-di-controllo-e-vigilanza-in-materia-di-immigrazione/" target="_blank">&#8211; Audizione Unhcr al Comitato Schenger, 12 marzo 2024</a>
									            </div>
</section>
<p>Questo aspetto è stato sollevato nel corso dell&#8217;audizione dell&#8217;<strong>Unhcr</strong>, l&#8217;agenzia delle Nazioni unite che si occupa dei rifugiati, al cosiddetto <a href="https://www.camera.it/leg19/99?shadow_organo_parlamentare=4002">comitato Schengen</a>. È questo il nome informale dell&#8217;organo del parlamento italiano &#8220;di controllo sull&#8217;attuazione dell&#8217;accordo di Schengen, di vigilanza sull&#8217;attività di Europol, di controllo e vigilanza in materia di immigrazione&#8221;. </p>
<div id="la-soluzione-preferibile-e-laccoglienza-in-famiglia-che-pero-riguarda-il-20-dei-msna-in-mancanza-di-questa-possibilita-e-essenziale-il-funzionamento-del-sai" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p>Oggi, in base ai <a href="https://integrazionemigranti.gov.it/it-it/Ricerca-news/Dettaglio-news/id/3644/Online-il-Rapporto-di-approfondimento-semestrale-sui-Minori-Stranieri-Non-Accompagnati-in-Italia" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dati pubblicati</a> dall&#8217;ultimo rapporto di approfondimento semestrale a cura del ministero del lavoro, solo <strong>un quinto dei Msna è accolto in famiglia</strong>.</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">20% </span>dei Msna è accolto presso un soggetto privato al 31/12/2023.</p>
</section>
<p>Al contrario, l&#8217;80% degli oltre 23mila minori presenti in Italia al 31 dicembre 2023 sono accolti in strutture di accoglienza. Di questo 80%, il 27% si trova in strutture di prima accoglienza, necessarie nelle prime fasi ma inadeguate per un percorso di integrazione. Mentre il <strong>53% è collocato nella seconda accoglienza</strong>, quella rivolta all&#8217;inclusione del minore.</p>
<p>Nel corso dell&#8217;audizione, l&#8217;ufficio dell’alto commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati per l&#8217;Italia ha sottolineato l&#8217;importanza di <strong>estendere il modello Sai</strong>. Uno strumento <strong>fondamentale quando manca la possibilità di accoglienza in famiglia, per garantire le tutele dei minori non accompagnati</strong>. A differenza della prima accoglienza e del sistema straordinario, incardinato sui Cas (centri di accoglienza straordinaria), il Sai (sistema di accoglienza e integrazione) rappresenta un <strong>modello diffuso sul territorio</strong>. Incentrato sul ruolo di comuni ed enti locali e finalizzato innanzitutto all&#8217;integrazione sociale ed economica.</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>Il sistema di accoglienza dovrebbe poi essere finalizzato a garantire il rispetto dei diritti e percorsi di crescita e richiede una capacità congrua ai bisogni reali esistenti, per i circa 22.000 minori stranieri non accompagnati presenti, e ai bisogni futuri per i minori che arriveranno nel Paese, attraverso l’ampliamento e la messa a regime della prima accoglienza e l’incremento dei posti dedicati nel SAI. A tale proposito, apprezziamo l’intenzione recentemente discussa con il Governo di rafforzare la prima accoglienza e garantire una distribuzione regionale.</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.unhcr.org/it/notizie-storie/notizie/audizione-al-comitato-parlamentare-di-controllo-sullattuazione-dellaccordo-di-schengen-di-vigilanza-sullattivita-di-europol-di-controllo-e-vigilanza-in-materia-di-immigrazione/" target="_blank">&#8211; Audizione Unhcr al Comitato Schenger, 12 marzo 2024</a>
									            </div>
</section>
<p>Da qui l&#8217;<strong>importanza dei posti nel sistema di accoglienza diffuso &#8220;Sai&#8221;</strong>, che dovrebbero rappresentare il modello ordinario di accoglienza per i minori non accompagnati. Un diritto in passato tassativo per legge (attualmente <a href="https://www.openpolis.it/la-stretta-del-governo-sui-minori-stranieri-non-accompagnati/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">derogabile per i minori tra 16 e 17 anni</a>), ma che non sempre è stato tutelato.</p>
<p>Come appena visto, il <strong>27% dei Msna presenti in Italia al 31 dicembre 2023</strong> (oltre seimila minori) <strong>era collocato nella prima accoglienza</strong>, in particolare in strutture ricettive, temporanee o emergenziali. <strong>Circa il doppio (ovvero un Msna su 2) era ospitato nella seconda accoglienza</strong>: dalle comunità socio-educative a quelle familiari, agli alloggi ad alta autonomia.</p>
<h3 class="wp-block-heading">L&#8217;accoglienza dei minori stranieri non accompagnati sul territorio</h3>
<p>Sono soprattutto&nbsp;<strong>i comuni e le istituzioni locali ad organizzare questa seconda fase</strong>, in particolare con il già citato modello Sai. Si tratta della<strong>&nbsp;rete di enti locali</strong>&nbsp;che – nell’ambito dei progetti di accoglienza integrata – accedono, nei limiti delle risorse disponibili, al Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo.</p>
<div id="6-347-i-posti-disponibili-per-msna-nel-sistema-sai-alla-fine-del-2022" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p>Alla fine del 2022 erano 6.347 i posti disponibili dedicati a minori stranieri non accompagnati nel sistema di accoglienza e integrazione (Sai). Questo modello &#8211; nonostante le potenzialità nell&#8217;inclusione dei minori &#8211; <strong>resta ancora territorialmente molto concentrato</strong>. Con una minore capillarità nella diffusione dei posti disponibili nel centro-nord rispetto al centro-sud.</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-rete-dellaccoglienza-sai-per-i-minori-stranieri-non-accompagnati-alla-fine-del-2022/">La rete dell&#8217;accoglienza Sai per i minori stranieri non accompagnati alla fine del 2022</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-rete-dellaccoglienza-sai-per-i-minori-stranieri-non-accompagnati-alla-fine-del-2022/">I posti per i Msna in progetti Sai attivati al 31 dicembre 2022, comune per comune</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                         aria-labelledby="chart_290028_tab1"><br />
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</p></div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_290028_tab3"></p>
<p>Il sistema accoglienza integrazione (Sai) è la rete di enti locali che – nell&#8217;ambito dei progetti di accoglienza integrata – accedono, nei limiti delle risorse disponibili, al Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell&#8217;asilo. Per approfondire, vedi <a href="https://www.retesai.it/la-storia/" target="_blank" rel="noopener">qui</a>.</p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis &#8211; Con i Bambini su dati <a href="https://centriditalia.it/home" target="_blank" rel="noopener">Centri d&#8217;Italia</a>                                                                <br />(ultimo aggiornamento: venerdì 16 Febbraio 2024)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/06/la-rete-dellaccoglienza-sai-per-i-minori-stranieri-non-accompagnati-alla-fine-del-2022.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-290028"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-290028" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p>Tra i comuni, <strong>spiccano per capienza due città dell&#8217;Italia settentrionale</strong> (Milano, con 410 posti, e Bologna, 350), <strong>seguite da due siciliane</strong>: Catania (267 posti) e Palermo (200). Nessun altro comune raggiunge la soglia dei 200 posti disponibili. In ordine di classifica troviamo infatti Genova (183), Firenze (150), Torino (148), Marsala (145), Bari (117), Padula (nel salernitano, 114 posti) e Cremona (113).</p>
<p>Negli <strong>altri 196 comuni in cui sono localizzati progetti Sai rivolti specificamente all&#8217;accoglienza dei Msna</strong> i posti disponibili risultavano alla fine del 2022 meno di 100 ciascuno.</p>
<h3 class="wp-block-heading">Scarica, condividi e riutilizza i dati</h3>
<section class="download">
<div class="dw-content">
<div class="intro">
<p>Scarica i dati, regione per regione</p>
</div>
<div class="files">
<p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/msna_2024/Abruzzo.xls" target="_blank" rel="noopener">Abruzzo</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/msna_2024/Basilicata.xls" target="_blank" rel="noopener">Basilicata</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/msna_2024/Calabria.xls" target="_blank" rel="noopener">Calabria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/msna_2024/Campania.xls" target="_blank" rel="noopener">Campania</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/msna_2024/Emilia-Romagna.xls" target="_blank" rel="noopener">Emilia-Romagna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/msna_2024/Lazio.xls" target="_blank" rel="noopener">Lazio</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/msna_2024/Liguria.xls" target="_blank" rel="noopener">Liguria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/msna_2024/Lombardia.xls" target="_blank" rel="noopener">Lombardia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/msna_2024/Marche.xls" target="_blank" rel="noopener">Marche</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/msna_2024/Molise.xls" target="_blank" rel="noopener">Molise</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/msna_2024/Piemonte.xls" target="_blank" rel="noopener">Piemonte</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/msna_2024/Puglia.xls" target="_blank" rel="noopener">Puglia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/msna_2024/Sardegna.xls" target="_blank" rel="noopener">Sardegna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/msna_2024/Sicilia.xls" target="_blank" rel="noopener">Sicilia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/msna_2024/Toscana.xls" target="_blank" rel="noopener">Toscana</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/msna_2024/Trentino-Alto+Adige.xls" target="_blank" rel="noopener">Trentino-Alto Adige</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/msna_2024/Umbria.xls" target="_blank" rel="noopener">Umbria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/msna_2024/Veneto.xls" target="_blank" rel="noopener">Veneto</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/msna_2024/Totale_nazionale.xls" target="_blank" rel="noopener">Totale nazionale</a>.</p>
</div></div>
</section>
<p>I contenuti dell’Osservatorio povertà educativa&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/poverta-educativa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">#conibambini</a>&nbsp;sono realizzati da openpolis con l’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell’articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l’obiettivo di creare un’unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di&nbsp;<em>data journalism</em>&nbsp;o anche per semplice consultazione.&nbsp;I dati sui posti disponibili nella rete Sai rivolta ai Msna sono di fonte&nbsp;<a href="https://centriditalia.it/home" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Centri d’Italia</a> (dettagli metodologici e metadati <a href="https://centriditalia.it/pages/open-data" target="_blank" rel="noreferrer noopener">qui</a>).</p>
<p>Foto: <a href="https://www.flickr.com/photos/87785618@N00/24630720880/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">jtstewart</a> (Flickr) &#8211; <a href="https://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.0/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Licenza</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/come-procede-laccoglienza-dei-minori-stranieri-non-accompagnati/">Come procede l&#8217;accoglienza dei minori stranieri non accompagnati</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Quali informazioni condividono sul Pnrr i comuni e le città metropolitane</title>
		<link>https://www.openpolis.it/quali-informazioni-condividono-sul-pnrr-i-comuni-e-le-citta-metropolitane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Dal Poggetto]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Apr 2024 07:15:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=286893</guid>

					<description><![CDATA[<p>Mentre ancora scarseggiano le informazioni sul nuovo piano a livello nazionale, siamo andati a vedere cosa pubblicano sui propri siti web i comuni e le città metropolitane. Ne è emerso un quadro molto disomogeneo. </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/quali-informazioni-condividono-sul-pnrr-i-comuni-e-le-citta-metropolitane/">Quali informazioni condividono sul Pnrr i comuni e le città metropolitane</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[</p>
<p>La carenza di informazioni chiare e puntuali sul <strong>piano nazionale di ripresa e resilienza</strong> (Pnrr) è una criticità che denunciamo sin dal 2021. La situazione in questo senso si è aggravata a seguito dell&#8217;<a href="https://www.consilium.europa.eu/en/documents-publications/public-register/public-register-search/?WordsInSubject=&amp;WordsInText=&amp;DocumentNumber=16051%2F23&amp;InterinstitutionalFiles=&amp;DocumentTypes=&amp;DateFrom=&amp;DateTo=&amp;MeetingDateFrom=&amp;MeetingDateTo=&amp;DocumentLanguage=EN&amp;OrderBy=DOCUMENT_DATE+DESC" target="_blank" rel="noreferrer noopener">approvazione della proposta di revisione del piano italiano</a> da parte delle istituzioni europee lo scorso dicembre. Solo recentemente, con la pubblicazione del decreto <a href="https://www.openpolis.it/come-saranno-finanziate-le-misure-stralciate-dal-pnrr/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pnrr quater</a> e della <a href="https://www.italiadomani.gov.it/content/dam/sogei-ng/documenti/iv_relazione_al_parlamento_sezi.pdf">quarta relazione</a> per il parlamento, le nubi si sono un po&#8217; diradate. Nonostante questi aggiornamenti tuttavia il quadro è tutt&#8217;altro che esaustivo.</p>
</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/a-che-punto-e-la-spesa-dei-fondi-del-pnrr/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Leggi anche<br />
<br /><strong>A che punto è la spesa dei fondi del Pnrr</strong></a>.</p>
</section>
</p>
<p>In questo contesto piuttosto complicato anche gli <strong>enti territoriali</strong>, che giocano un ruolo importante nell’attuazione del Pnrr, possono fare molto per fornire informazioni ai cittadini. Compensando almeno in parte le lacune delle amministrazioni centrali. In un <a href="https://www.openpolis.it/i-divari-regionali-nellaccesso-ai-dati-sul-pnrr/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">precedente approfondimento</a> abbiamo visto quali sono i dati messi a disposizione dalle regioni, adesso invece ci soffermeremo sulle <strong>città metropolitane</strong> e su alcuni dei <strong>comuni</strong> più popolosi del paese.&nbsp;</p>
</p>
<p><div id="il-governo-e-responsabile-della-pubblicazione-di-informazioni-sul-pnrr-ma-anche-gli-enti-territoriali-possono-fare-molto-in-questo-senso" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">13 su 15 </span><span style="font-weight: 400">i comuni che ricevono più fondi Pnrr che hanno allestito un sito o una sezione dedicata ai progetti che realizzeranno.</span></p>
</section>
</p>
<p>Quello che emerge dall’analisi è un <strong>quadro piuttosto disomogeneo tra i territori</strong>. Si passa infatti da situazioni vicine all&#8217;eccellenza ad altre dove invece l’accesso alle informazioni per i cittadini è molto complicato. In generale gli aspetti più critici riguardano i <strong>dati sulla spesa sostenuta</strong>, che non sono quasi mai presenti, e la disponibilità di <strong>file in formato aperto</strong>. Elementi fondamentali per condurre analisi e confronti.</p>
</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Le informazioni messe a disposizione, cosa cerchiamo</h3>
</p>
<p>Prima di passare in rassegna i dati condivisi dai comuni e dalle città metropolitane sono importanti alcune premesse. In primo luogo, è bene sottolineare che <strong>il Pnrr stesso individua nel governo il soggetto competente alla pubblicazione di informazioni</strong> riguardanti i progetti finanziati.</p>
</p>
<div id="strillo-testo-block_6f7ca755f222b88b757104281222dc2d" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Il governo è responsabile della pubblicazione dai dati sul Pnrr.</p>
</section></div>
</p>
<p>Nonostante ciò, in una recente <a href="https://www.governo.it/it/articolo/pnrr-approvata-cabina-di-regia-la-iv-relazione-sullo-stato-di-attuazione-del-piano/25049" target="_blank" rel="noreferrer noopener">conferenza stampa</a> il ministro <strong>Raffaele Fitto</strong> ha scaricato proprio sugli enti territoriali la responsabilità della mancanza di informazioni aggiornate sul Pnrr. <strong>Molte amministrazioni locali infatti, secondo il ministro, non sarebbero particolarmente solerti nel caricare i dati</strong> su Regis, la piattaforma creata ad hoc per la rendicontazione del piano.</p>
</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>Nel decreto legge inseriremo degli elementi che daranno un’accelerazione nell’inserimento dei dati.</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.governo.it/it/articolo/pnrr-approvata-cabina-di-regia-la-iv-relazione-sullo-stato-di-attuazione-del-piano/25049" target="_blank">&#8211; Raffaele Fitto, 22 febbraio 2024.</a>
									            </div>
</section>
</p>
<p>Tornando alla condivisione pubblica di informazioni da parte degli enti locali, abbiamo individuato <strong>8 criteri</strong> per la nostra analisi:</p>
</p>
<ul class="wp-block-list">
<li>presenza di un sito dedicato al Pnrr o di una sezione apposita all’interno del portale istituzionale dell’ente;&nbsp;</li>
</p>
<li>disponibilità di dati in formato aperto;&nbsp;</li>
</p>
<li>presenza di grafici e mappe che aiutino i cittadini a comprendere l’impatto effettivo del Pnrr sul territorio;&nbsp;</li>
</p>
<li>possibilità di recuperare facilmente i bandi Pnrr pubblicati e conoscerne gli esiti;&nbsp;</li>
</p>
<li>presenza di un elenco dettagliato dei progetti finanziati;&nbsp;</li>
</p>
<li>disponibilità di informazioni sullo stato di avanzamento degli interventi;&nbsp;</li>
</p>
<li>notizie sulle spese già sostenute;&nbsp;</li>
</p>
<li>localizzazione dei progetti sul territorio.</li>
</ul>
</p>
<p>Un altro fattore trasversale di cui abbiamo tenuto conto è la <strong>facilità con cui queste informazioni sono reperibili anche per i non addetti ai lavori</strong>. Un elemento importante che non deve essere sottovalutato.</p>
</p>
<p><div id="tra-i-15-comuni-che-ricevono-piu-fondi-del-pnrr-13-hanno-creato-un-sito-ad-hoc-o-una-sezione-dedicata-sul-loro-portale" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">La situazione dei comuni</h3>
</p>
<p>Ovviamente è impossibile passare in rassegna i portali istituzionali di tutti gli oltre 8mila comuni italiani. Per cui in questo articolo abbiamo scelto di <strong>approfondire l’analisi di 15 enti</strong>. </p>
</p>
<div id="strillo-testo-block_8ac236f18a03aa73cecc358b3372d7d4" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>I comuni pubblicano dati sui progetti di loro diretta competenza.</p>
</section></div>
</p>
<p>Il primo dato che emerge è che <strong>in 13 casi dei 15 analizzati sono stati predisposti dei siti ad hoc o comunque delle sezioni dedicate</strong> all’interno dei portali istituzionali. In 11 casi invece è possibile reperire un elenco con informazioni sufficientemente dettagliate sui progetti gestiti dai comuni. </p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/pnrr-palermo-e-il-comune-che-fornisce-piu-informazioni/">Pnrr, Palermo è il comune che fornisce più informazioni</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/pnrr-palermo-e-il-comune-che-fornisce-piu-informazioni/">Le informazioni messe a disposizione dei propri cittadini dai comuni</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
<div id="chart_286661_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_286661_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/pnrr-palermo-e-il-comune-che-fornisce-piu-informazioni/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/04/pnrr-palermo-e-il-comune-che-fornisce-piu-informazioni.png" placeholder ></amp-img></p>
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<p></amp-iframe>                        </p>
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis                                                                <br />(ultimo aggiornamento: martedì 9 Aprile 2024)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/04/pnrr-palermo-e-il-comune-che-fornisce-piu-informazioni.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-286661"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-286661" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>Le voci più “critiche” tra quelle individuate, sono quelle relative alla <strong>disponibilità di dati in formato aperto</strong>, presenti per alcuni aspetti limitati solo sul sito del comune di <strong>Cagliari</strong>. L’altro dato che si trova più difficilmente è quello relativo alla spesa sostenuta. Informazione fornita solo da <strong>Cagliari</strong> e <strong>Palermo</strong>.</p>
</p>
<p>Più in generale, i due enti appena citati sono quelli che forniscono più informazioni. Buoni risultati anche per <strong>Bologna</strong>, <strong>Firenze</strong>, <strong>Padova</strong>, <strong>Roma</strong> e <strong>Torino</strong>.</p>
</p>
<p><div id="i-comuni-di-palermo-e-cagliari-sono-quelli-che-pubblicano-piu-informazioni" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Le informazioni dei comuni nel dettaglio</h3>
</p>
<p>Come abbiamo appena visto la quantità e la qualità delle informazioni messe a disposizione varia anche di molto da territorio a terriotorio. Scendendo più nel dettaglio, possiamo osservare che per quanto riguarda il <strong>comune di Napoli</strong> la sezione dedicata al Pnrr consiste in una raccolta dei bandi pubblicati. </p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">7 su 15 </span>i comuni che pubblicano anche informazioni sullo stato di avanzamento dei progetti.</p>
</section>
</p>
<p>Nel caso del <strong>comune di</strong> <strong>Bari</strong>, sul sito è possibile rinvenire una descrizione generale del Pnrr e indicazioni su 2 specifici progetti, di cui uno finanziato dal <strong>fondo complementare</strong>. Attraverso il motore di ricerca inoltre si riescono a reperire diversi contenuti, principalmente comunicati stampa. Situazione simile anche per quanto riguarda <strong>Venezia</strong> anche se in questo caso si trovano alcuni comunicati molto dettagliati. </p>
</p>
<p>Nel caso di <strong>Genova</strong>, c’è una parte dedicata al Pnrr all’interno della sezione “amministrazione trasparente” del sito comunale che rimanda al portale appalti. A <strong>Taranto</strong> invece è disponibile un elenco dei progetti finanziati.</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/informazioni-sul-pnrr-sette-comuni-danno-indicazioni-sullavanzamento-dei-progetti/">Informazioni sul Pnrr, sette comuni danno indicazioni sull&#8217;avanzamento dei progetti</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/informazioni-sul-pnrr-sette-comuni-danno-indicazioni-sullavanzamento-dei-progetti/">L&#8217;analisi delle informazioni fornite dai siti di alcuni comuni italiani.</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
<div id="chart_286646_tab1" role="tab" aria-controls="chart_286646_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/informazioni-sul-pnrr-sette-comuni-danno-indicazioni-sullavanzamento-dei-progetti/">Informazioni sul Pnrr, sette comuni danno indicazioni sull&#8217;avanzamento dei progetti &#8211; L&#8217;analisi delle informazioni fornite dai siti di alcuni comuni italiani.</a></div>
</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
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<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis                                                                <br />(ultimo aggiornamento: martedì 9 Aprile 2024)
                                        </p>
</p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-286646"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-286646" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>Anche nelle realtà più virtuose dal punto di vista delle informazioni fornite si trovano alcuni elementi che potrebbero essere migliorati. Sul sito del comune di <strong>Cagliari</strong> ad esempio non esiste una tabella riassuntiva con i dettagli di tutti i progetti finanziati. È necessario navigare le varie sezioni del sito, misura per misura. Per quanto riguarda <strong>Bologna</strong> non è semplicissimo rintracciare i bandi né le ditte vincitrici degli appalti. C’è da dire però che molti progetti ancora devono partire.</p>
</p>
<p>Ovviamente, per questo specifico aspetto, molti enti rimandano alle sezioni avvisi e amministrazione trasparente dei propri siti. Tuttavia in questo modo non è immediato riuscire a reperire le informazioni sui bandi riguardanti i progetti finanziati dal Pnrr. </p>
</p>
<p><div id="in-generale-le-citta-metropolitane-mettono-a-disposizione-meno-dati" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">La situazione delle città metropolitane</h3>
</p>
<p>Dopo aver analizzato le informazioni pubblicate dai comuni, passiamo a osservare un altro soggetto coinvolto nella realizzazione dei progetti del piano: le <strong>città metropolitane</strong>. Qui la situazione è un po&#8217; diversa. Parliamo infatti di amministrazioni particolari, composte dall’unione di più comuni e senza organi elettivi diretti. Sono inoltre coinvolte nell’attuazione del Pnrr in misura più contenuta rispetto ad altri enti territoriali. <strong>In generale, la disponibilità e la qualità delle informazioni sono più limitate di quelle dei comuni.</strong></p>
</p>
<p>Sono <strong>11 su 14 le città metropolitane che hanno realizzato un sito ad hoc o una sezione all’interno del portale istituzionale</strong> per informare i cittadini sui progetti finanziati con i fondi del Pnrr. La città metropolitana di <strong>Genova</strong> è quella che mette a disposizione la maggior quantità di informazioni anche se manca una sezione facilmente consultabile relativa alle gare Pnrr e una riguardante le risorse già spese.&nbsp;In generale,<strong> 8 città metropolitane mettono a disposizione un elenco dettagliato dei progetti finanziati</strong> e in 4 casi sono fornite indicazioni sul loro stato di avanzamento (Bologna, Firenze, Genova e Torino).</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/tra-le-citta-metropolitane-genova-e-quella-che-fornisce-piu-informazioni/">Tra le città metropolitane Genova è quella che fornisce più informazioni</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/tra-le-citta-metropolitane-genova-e-quella-che-fornisce-piu-informazioni/">La quantità di informazioni sul Pnrr messe a disposizione dei cittadini dalle città metropolitane.</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
<div id="chart_286685_tab1" role="tab" aria-controls="chart_286685_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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<div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div>
<p></amp-iframe>                        </p>
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
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<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis                                                                <br />(ultimo aggiornamento: martedì 9 Aprile 2024)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/04/tra-le-citta-metropolitane-genova-e-quella-che-fornisce-piu-informazioni.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-286685"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-286685" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>Troviamo poi 6 siti istituzionali che forniscono una <strong>localizzazione degli interventi</strong> facilmente individuabile per i cittadini (Bologna, Firenze, Genova, Milano, Torino e Bari). Le voci per cui è più difficile trovare materiale sono, anche in questo caso, la disponibilità di <strong>open data</strong> dedicati al Pnrr che sono pubblicati solo dalle città metropolitane di <strong>Genova</strong> e <strong>Napoli</strong>. Solo <strong>Reggio Calabria</strong> invece mette a disposizione indicazioni sui <strong>fondi già impegnati</strong>.</p>
</p>
<p><div id="a-livello-di-citta-metropolitane-genova-e-la-realta-che-fornisce-piu-informazioni" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Le informazioni delle città metropolitane nel dettaglio</h3>
</p>
<p>Andando più nel dettaglio, è interessante notare che <strong>il sito dedicato al Pnrr della città metropolitana di Bologna è condiviso con il comune</strong>. Si tratta dell’unico caso di questo tipo. Altro elemento degno di nota riguarda il fatto che le città metropolitane di <strong>Genova</strong> e di <strong>Torino</strong> riportano non solo i progetti di cui sono soggetti attuatori ma anche quelli per cui svolgono un ruolo di coordinamento.&nbsp;</p>
</p>
<div id="strillo-testo-block_41592ad434c8183f2eaaec853a4ec4b7" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>In molti casi non esiste un elenco completo di tutti i progetti finanziati.</p>
</section></div>
</p>
<p>Anche nei territori che forniscono più informazioni comunque si rilevano delle situazioni che potrebbero essere migliorate. Ad esempio, nel caso della <strong>città metropolitana di Milano</strong> i dati su progetti e importi non sono semplicissimi da reperire nonostante la presenza di una mappa che dovrebbe aiutare ad individuare la localizzazione degli interventi sul territorio. </p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/informazioni-sul-pnrr-in-alcuni-casi-si-trovano-solo-comunicati-stampa/">Informazioni sul Pnrr, in alcuni casi si trovano solo comunicati stampa</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/informazioni-sul-pnrr-in-alcuni-casi-si-trovano-solo-comunicati-stampa/">L&#8217;analisi delle informazioni fornite dai siti delle città metropolitane.</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
<div id="chart_286698_tab1" role="tab" aria-controls="chart_286698_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
<div id="chart_286698_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_286698_tab1"><br />
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<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/informazioni-sul-pnrr-in-alcuni-casi-si-trovano-solo-comunicati-stampa/">Informazioni sul Pnrr, in alcuni casi si trovano solo comunicati stampa &#8211; L&#8217;analisi delle informazioni fornite dai siti delle città metropolitane.</a></div>
</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis                                                                <br />(ultimo aggiornamento: martedì 9 Aprile 2024)
                                        </p>
</p></div>
<div class="opmag-chart-actions">
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                                          data-param-text="Informazioni sul Pnrr, in alcuni casi si trovano solo comunicati stampa"
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<p><label for="embed-chart-286698"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>Spostandoci su altri territori, possiamo osservare che per quanto riguarda la <strong>città metropolitana di Catania</strong> la sezione dedicata al Pnrr è sostanzialmente un raccoglitore degli avvisi pubblici. Mentre nel caso della <strong>città metropolitana di</strong> <strong>Roma</strong> sono indicate le misure e i progetti finanziati, in alcuni casi ci sono anche delle mappe ma non è possibile consultare un elenco completo di tutte le opere con l’esatta localizzazione. Situazione simile anche per la <strong>città metropolitana di Venezia</strong>.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Il nostro osservatorio sul Pnrr</h3>
</p>
<p>Questo articolo rientra nel progetto di monitoraggio civico OpenPNRR, realizzato per analizzare e approfondire il piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Ogni lunedì pubblichiamo un nuovo articolo sulle misure previste dal piano e sullo stato di avanzamento dei lavori (<a href="https://www.openpolis.it/piano-nazionale-di-ripresa-e-resilienza/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">vedi tutti gli articoli</a>). Tutti i dati sono liberamente consultabili online sulla nostra piattaforma&nbsp;<a href="http://openpnrr.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">openpnrr.it</a>, che offre anche la possibilità di attivare un monitoraggio personalizzato e ricevere notifiche ad hoc. Mettiamo inoltre a disposizione i nostri&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/i-nostri-open-data-per-il-monitoraggio-del-pnrr/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">open data</a>&nbsp;che possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di data journalism o anche per semplice consultazione.</p>
</p>
<p>Foto:&nbsp;<a href="https://www.anci.it/gualtieri-sala-e-brugnaro-tagli-sbagliati-servono-riforme-e-piu-peso-ai-comuni/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Anci</a></p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/quali-informazioni-condividono-sul-pnrr-i-comuni-e-le-citta-metropolitane/">Quali informazioni condividono sul Pnrr i comuni e le città metropolitane</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;inquinamento atmosferico in Europa</title>
		<link>https://www.openpolis.it/linquinamento-atmosferico-in-europa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Anita]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Sep 2023 06:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia e innovazione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=272048</guid>

					<description><![CDATA[<p>I dati sono un ottimo modo per analizzare fenomeni, raccontare storie e valutare pratiche politiche. Con Numeri alla mano facciamo proprio questo. Una rubrica settimanale di brevi notizie, con link per approfondire. Il giovedì alle 7 in onda anche su Radio Radicale. Leggi “Il nord Italia è la zona più inquinata d&#8217;Europa“. Ascolta il nostro [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/linquinamento-atmosferico-in-europa/">L&#8217;inquinamento atmosferico in Europa</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[</p>
<p>I dati sono un ottimo modo per analizzare fenomeni, raccontare storie e valutare pratiche politiche. Con Numeri alla mano facciamo proprio questo. Una rubrica settimanale di brevi notizie, con link per approfondire. Il giovedì alle 7 in onda anche su Radio Radicale. Leggi “<a href="https://www.openpolis.it/il-nord-italia-e-la-zona-piu-inquinata-deuropa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Il nord Italia è la zona più inquinata d&#8217;Europa</a>“.</p>
</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://www.radioradicale.it/rubriche/1328/openpolis-numeri-alla-mano" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Numeri alla mano<br />
<br /><strong>Ascolta tutti i podcast su Radio Radicale</strong></a>.</p>
</section>
<p><section class="numeri-alla-mano">
			        </section>
</p>
<section class="numeri-alla-mano">
<h1 class="red1 mb-0">300mila</h1>
<p class="bt-2-grey3 mt-0">le morti premature causate ogni anno dal particolato fine (Pm2.5) nei paesi dell&#8217;Unione europea. Il Pm2.5 è uno degli agenti inquinanti più pericolosi per via delle sue dimensioni ridotte (pari a 2,5 micrometri), che gli permettono di penetrare in profondità nel sistema respiratorio umano. Uno degli obiettivi ambientali dell&#8217;Ue è di ridurre del 55% i decessi causati da questa sostanza entro il 2030, rispetto ai livelli del 2005, al fine di eliminare del tutto l&#8217;inquinamento atmosferico nel 2050. <a href="https://www.openpolis.it/il-nord-italia-e-la-zona-piu-inquinata-deuropa/" target="_blank" rel="noopener">Vai all&#8217;articolo.</a></p>
</section>
<section class="numeri-alla-mano">
<h1 class="red1 mb-0">98%</h1>
<p class="bt-2-grey3 mt-0">della popolazione europea respira aria con una concentrazione di Pm2.5 oltre la soglia stabilita dall&#8217;Oms (5 microgrammi per metro cubo d&#8217;aria). Questo esclude appena 7,5 milioni di cittadini europei. In Ungheria, Slovacchia, Polonia e Slovenia oltre il 99% della popolazione respira aria con una concentrazione di Pm2.5 superiore a 10 µg/m³. <a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-13-paesi-ue-oltre-meta-della-popolazione-respira-aria-inquinata/">Vai alla mappa.</a></p>
</section>
<p><section class="numeri-alla-mano">
			        </section>
</p>
<section class="numeri-alla-mano">
<h1 class="red1 mb-0">21 su 27</h1>
<p class="bt-2-grey3 mt-0">gli stati Ue in cui la situazione è migliorata tra 2018 e 2022. I valori più notevoli si registrano in Repubblica Ceca (-4,2 µg/m³) e in Polonia (-3,6 µg/m³). Fanno eccezione Irlanda, Portogallo, Spagna e Svezia, dove l&#8217;inquinamento è aumentato, mentre in Italia e in Finlandia la situazione è rimasta invariata. <a href="https://www.openpolis.it/il-nord-italia-e-la-zona-piu-inquinata-deuropa/#litalia-e-uno-dei-pochi-stati-ue-in-cui-la-concentrazione-non-e-calata-dal-2018" target="_blank" rel="noopener">Vai all&#8217;articolo.</a></p>
</section>
<section class="numeri-alla-mano">
<h1 class="red1 mb-0">18,2%</h1>
<p class="bt-2-grey3 mt-0">degli italiani respirano un&#8217;aria con oltre 20 µg/m³ di Pm2.5: 10 milioni di persone. Tra gli stati membri dell&#8217;Ue, soltanto in Polonia ci sono persone esposte a livelli di inquinamento atmosferico analoghi, ma si tratta in totale di meno di un milione di persone. <a href="https://www.openpolis.it/il-nord-italia-e-la-zona-piu-inquinata-deuropa/#10-milioni-di-italiani-respirano-aria-con-pm2-5-oltre-i-20-%c2%b5g-m%c2%b3-solo-in-polonia-ci-sono-persone-nella-stessa-situazione-ma-in-numeri-molto-piu-contenuti" target="_blank" rel="noopener">Vai all&#8217;articolo.</a></p>
</section>
<section class="numeri-alla-mano">
<h1 class="red1 mb-0">8 su 10</h1>
<p class="bt-2-grey3 mt-0">tra le province più inquinate d&#8217;Europa si trovano nel nord Italia, mentre le altre due sono polacche. Al primo posto si trova Milano con 21,2 µg/m³, seguita da Cremona e Monza (entrambe sopra i 21 µg/m³), Lodi, Mantova, Padova, Verona e Vicenza. Le ultime tre hanno inoltre registrato un peggioramento tra 2018 e 2022, nel caso di Vicenza con un aumento di 2,3 µg/m³. <a href="https://www.openpolis.it/numeri/milano-cremona-e-monza-sono-le-province-piu-inquinate-deuropa/" target="_blank" rel="noopener">Vai alla mappa.</a></p>
</section>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Ascolta il nostro podcast su Radio Radicale</h3>
</p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>I sindaci e il limite dei due mandati</title>
		<link>https://www.openpolis.it/i-sindaci-e-il-limite-dei-due-mandati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[michele vannucchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Jul 2023 13:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=265175</guid>

					<description><![CDATA[<p>Come per le regioni, anche per i comuni è attualmente in corso un dibattito sul limite al numero di mandati dei sindaci. Tra gli altri, anche due sindaci importanti e prossimi alla scadenza del secondo mandato, come Nardella e Decaro, si sono schierati contro questa limitazione.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Negli scorsi giorni abbiamo visto come sia in corso un dibattito sul limite dei due mandati per i <a href="https://www.openpolis.it/i-presidenti-di-regione-e-il-limite-dei-due-mandati/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">presidenti di regione</a>. Da un punto di vista politico la discussione coinvolge anche i sindaci. D&#8217;altronde queste sono le uniche due cariche elettive per le quali, nel nostro ordinamento, è previsto questo limite. Da un punto di vista giuridico però la questione assume caratteri molto diversi. <strong>La costituzione infatti attribuisce chiaramente allo stato la competenza di legiferare in materia di elezioni comunali.</strong></p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>Lo Stato ha legislazione esclusiva nelle seguenti materie: [&#8230;]<br />
p) legislazione elettorale, organi di governo e funzioni fondamentali di Comuni, Province e Città metropolitane;</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.senato.it/istituzione/la-costituzione/parte-ii/titolo-v/articolo-117" target="_blank">&#8211; Costituzione italiana, articolo 117</a>
									            </div>
</section>
<p>Nondimeno anche <strong>i sindaci negli scorsi mesi hanno espresso al parlamento la richiesta di estendere il numero massimo di mandati se non proprio di eliminare questa restrizione. </strong></p>
<p>Pur non potendo incidere direttamente sulla materia i sindaci sono figure politiche rilevanti sia a livello locale, che nei rispettivi partiti. <strong>Al secondo</strong> <strong>mandato peraltro si trovano esponenti di peso sia nel campo del centrosinistra</strong> (come Antonio <strong>Decaro</strong> a Bari, Dario <strong>Nardella</strong> a Firenze e Giuseppe <strong>Sala</strong> a Milano) <strong>che di centrodestra</strong> (come Luigi <strong>Brugnaro</strong> a Venezia, Marco <strong>Bucci</strong> a Genova e Roberto <strong>Dipiazza</strong> a Trieste).</p>
<div id="da-quando-il-sindaco-e-scelto-con-elezione-diretta-e-sempre-esistito-il-limite-dei-mandati-alcuni-sindaci-pero-vorrebbero-portare-a-3-il-limite-se-non-proprio-abolirlo" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<h3 class="wp-block-heading">Le norme attuali e le richieste dei sindaci</h3>
<p>A partire dal 1993 in Italia il sindaco è eletto direttamente dai cittadini. Inizialmente era previsto che il mandato durasse 4 anni e già allora fu stabilito un limite massimo di due mandati consecutivi (<a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1993-03-25;81@originale" target="_blank" rel="noreferrer noopener">L. 81/1993</a>, articolo 2).</p>
<p>Alcuni anni più tardi, con l&#8217;approvazione del testo unico degli enti locali (Tuel &#8211; <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2000-08-18;267@originale" target="_blank" rel="noreferrer noopener">D.Lgs. 267/2000</a>, articolo 51), la durata del mandato è stata estesa a 5 anni mantenendo però il limite di mandati.</p>
<p>Questa regola ha visto poi una prima modifica con l&#8217;adozione della <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2014-04-07;56@originale" target="_blank" rel="noreferrer noopener">legge Delrio</a> che ha esteso il limite a 3 mandati ma esclusivamente per i comuni con popolazione fino a 3mila abitanti.</p>
<p><strong>Lo scorso anno infine è stata approvata una nuova modifica del <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2000-08-18;267" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Tuel</a></strong>, grazie alla quale possono accedere a un terzo mandato, se eletti, anche i sindaci di comuni con popolazione inferiore a 5mila abitanti.</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>Chi ha ricoperto per due mandati consecutivi la carica di sindaco [&#8230;] non è, allo scadere del secondo mandato, immediatamente ricandidabile alle medesime cariche. Per i sindaci dei comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti, il limite previsto dal primo periodo si applica allo scadere del terzo mandato.</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2000-08-18;267" target="_blank">&#8211; D.Lgs. 267/2000 art. 51 comma 2</a>
									            </div>
</section>
<p>Nel corso degli anni quindi, pur mantenendo fermo il principio, <strong>la tendenza è stata quella di estendere il mandato dei sindaci, in particolare per i comuni più piccoli.</strong></p>
<p>La <a href="https://www.camera.it/leg18/410?idSeduta=0590&amp;tipo=stenografico" target="_blank" rel="noreferrer noopener">logica</a> alla base di queste modifiche riflette la <strong>convinzione che, nei comuni più piccoli, sia sempre più difficile trovare persone disposte ad assumersi questo tipo di responsabilità.</strong></p>
<p>Tuttavia la modifica introdotta non sembra aver soddisfatto del tutto i primi cittadini. La presidente dell&#8217;Associazione nazionale piccoli comuni italiani (Anpci), ad esempio, ha recentemente <a href="https://www.senato.it/application/xmanager/projects/leg19/attachments/documento_evento_procedura_commissione/files/000/425/213/ANPCI.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">esortato</a> il parlamento ad abolire del tutto il limite di mandati per i comuni sotto i 15mila abitanti.</p>
<p>Ancora più netta la posizione dell&#8217;<strong>Associazione nazionale comuni italiani (Anci) nel chiedere al parlamento di valutare l&#8217;eliminazione di questo limite per i sindaci di tutti i comuni.</strong></p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>I due mandati sono un limite al diritto costituzionale di elettorato attivo e passivo che non vale per nessun’altra carica elettiva e per nessun altro livello di governo</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.anci.it/decaro-legge-sindaci-sistema-che-funziona-superare-limite-due-mandati/#:~:text=I%20due%20mandati%20sono%20un,esiste%20in%20nessun%20altro%20Paese%E2%80%9D." target="_blank">&#8211; Antonio Decaro, presidente Anci e sindaco di Bari</a>
									            </div>
</section>
<div id="in-italia-poco-meno-della-meta-dei-sindaci-in-carica-sono-almeno-al-secondo-mandato-472" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<h3 class="wp-block-heading">I sindaci al secondo mandato in Italia</h3>
<p><strong>In Italia poco meno della metà dei sindaci in carica sono almeno al secondo mandato </strong>(47,2%). Un dato che varia ma solo relativamente tra i<strong> comuni maggiori (41%</strong> in quelli con più di 100mila abitanti) e quelli <strong>più piccoli (51%</strong> in quelli con meno di 3mila abitanti).</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">47,2% </span>la quota di sindaci che attualmente ricopre almeno il secondo mandato consecutivo.</p>
</section>
<p>Peraltro, come abbiamo visto proprio <strong>nei comuni più piccoli da alcuni anni è possibile per i sindaci correre per un terzo incarico.</strong> Situazione che al momento si rileva in circa il <strong>17% dei casi.</strong></p>
<div id="la-questione-interessa-5-sindaci-metropolitani-al-secondo-mandato-ma-nel-caso-di-firenze-nardella-e-bari-decaro-i-tempi-sono-stretti-visto-che-si-votera-nel-2024" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p><strong>Sono 47 i capoluoghi di provincia in cui il sindaco è al secondo mandato e quindi, a legislazione vigente, non potrà ricandidarsi (43,1%). E tra questi rientrano anche 5 città metropolitane: Milano, Venezia, Genova, Firenze e Bari.</strong></p>
<p>La questione coinvolge <strong>esponenti sia di centrosinistra </strong>(in 25 capoluoghi di provincia) <strong>che di centrodestra </strong>(in 19) con una leggera prevalenza dei primi. Non stupisce quindi che a livello di Anci sia stata adottata una <strong>posizione trasversale</strong> ai partiti per abolire o quantomeno estendere il limite.</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-sindaci-al-secondo-mandato-nelle-maggiori-citta-italiane/">I sindaci al secondo mandato nelle maggiori città italiane</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-sindaci-al-secondo-mandato-nelle-maggiori-citta-italiane/">I sindaci di città metropolitane e delle altre città capoluogo di provincia che attualmente si trovano al secondo mandato consecutivo</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
<div id="chart_265413_tab1" role="tab" aria-controls="chart_265413_tabpanel1"
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                         aria-labelledby="chart_265413_tab1"><br />
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<p></amp-iframe>                        </p>
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>openpolis                                                                <br />(ultimo aggiornamento: mercoledì 12 Luglio 2023)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/07/i-sindaci-al-secondo-mandato-nelle-maggiori-citta-italiane.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-265413"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-265413" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p><strong>Rimanendo sulle città metropolitane la tempistica rende il tema particolarmente urgente per due sindaci del Partito democratico.</strong> <strong>Ovvero il sindaco di Bari Decaro e quello di Firenze <a href="https://www.lanazione.it/firenze/cronaca/nardella-si-terzo-mandato-pd-piu-idee-che-totonomi-a297242c" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Nardella</a>.</strong> In queste due città infatti le elezioni si terranno già il prossimo anno. Affinché possano ricandidarsi quindi il parlamento dovrebbe intervenire sulla materia in tempi piuttosto rapidi.</p>
<p><strong>Quanto a Decaro poi la questione si intreccia anche a quella del limite dei mandati per i <a href="https://www.openpolis.it/i-presidenti-di-regione-e-il-limite-dei-due-mandati/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">presidenti di regione</a>.</strong> Il suo nome infatti è tra i più <a href="https://www.lanazione.it/firenze/cronaca/nardella-si-terzo-mandato-pd-piu-idee-che-totonomi-a297242c" target="_blank" rel="noreferrer noopener">probabili</a> per il centrosinistra per le prossime elezioni in Puglia. Questo però a patto che non si apra la possibilità di un terzo mandato per l&#8217;attuale presidente Emiliano.</p>
<p><strong>Una dinamica simile peraltro potrebbe verificarsi anche in <a href="https://mattinopadova.gelocal.it/regione/2022/08/13/news/lo-scenario-zaia-lascia-dopo-le-olimpiadi-e-brugnaro-vuole-fare-il-governatore-1.41631185" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Veneto</a> </strong>dove, a legislazione vigente, sono al loro ultimo mandato sia il sindaco di Venezia Brugnaro (Coraggio Italia) che il presidente della regione Zaia (Lega).</p>
<p>D&#8217;altronde, se è vero che <strong>quello dei sindaci rappresenta un fronte ampio e trasversale</strong>, <strong>non è affatto detto che la politica a livello nazionale decida davvero di spendersi su questo tema</strong>, per di più in tempi stretti.</p>
<p>La questione potrebbe essere affrontata nel <a href="https://www.senato.it/leg/19/BGT/Schede/Ddliter/55267.htm" target="_blank" rel="noreferrer noopener">disegno di legge</a> sul riordino delle province attualmente in discussione al senato. E in questo senso in effetti vanno sia le richieste dei sindaci che alcuni <a href="https://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Emendc&amp;leg=19&amp;id=1381198&amp;idoggetto=1382499" target="_blank" rel="noreferrer noopener">emendamenti</a>. Al momento però il <a href="https://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Emendc&amp;leg=19&amp;id=1378668&amp;idoggetto=1380350" target="_blank" rel="noreferrer noopener">testo base</a> in discussione non prevede modifiche in questo senso.</p>
<div id="secondo-la-corte-costituzionale-il-limite-al-numero-di-mandati-rappresenta-un-punto-di-equilibrio-necessario-a-bilanciare-la-concentrazione-di-potere-in-capo-al-sindaco" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<h3 class="wp-block-heading">La corte costituzionale e le ragioni del limite</h3>
<p>È interessante notare come la spinta ad estendere il numero di mandati dei sindaci non abbia riguardato solo l&#8217;Anci e il parlamento. Infatti <strong>la Sardegna ha recentemente legiferato in proposito</strong>.</p>
<p>Contando sulla particolare autonomia che deriva dal suo statuto speciale la regione ha dunque esteso a 4 mandati il limite per i comuni fino a 3mila abitanti (<a href="https://www.consregsardegna.it/wp-content/uploads/2022/04/LR2022-09.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Lr 9/2022</a>).</p>
<p><strong>Una decisione che è però stata censurata dalla corte costituzionale</strong> (<a href="https://www.cortecostituzionale.it/actionSchedaPronuncia.do?param_ecli=ECLI:IT:COST:2023:60" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sentenza 60/2023</a>). In questo modo quindi è stata riaffermata la competenza statale in materia anche per le regioni a statuto speciale.</p>
<p>Dalla sentenza poi emergono elementi interessanti per valutare la posizione dell&#8217;Anci in merito all&#8217;abolizione del limite dei mandati. <strong>Secondo la consulta infatti sono comunemente riconosciute ottime ragioni affinché sia previsto un limite di questo genere.</strong></p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>[&#8230;] la previsione di un tale limite si presenta quale «punto di equilibrio tra il modello dell’elezione diretta dell’esecutivo e la concentrazione del potere in capo a una sola persona che ne deriva»: sistema che può produrre «effetti negativi anche sulla par condicio delle elezioni successive, suscettibili di essere alterate da rendite di posizione» [&#8230;].</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.cortecostituzionale.it/actionSchedaPronuncia.do?param_ecli=ECLI:IT:COST:2023:60" target="_blank">&#8211; Corte costituzionale, sentenza 60/2023</a>
									            </div>
</section>
<p><strong>La corte inoltre sembra mettere in guardia il legislatore rispetto a modifiche che possono apparire marginali ma che tali non sono.</strong> Passare da un limite di 2 mandati a uno di 3 se non addirittura di 4 vuol dire estendere di molti anni la possibile permanenza al potere di un unica figura. <strong>Quattro mandati consecutivi infatti corrispondono a ben 20 anni con la stessa persona in una posizione di potere come quella del sindaco.</strong></p>
<p>Foto: Antonio Decaro &#8211; <a href="https://www.anci.it/decaro-legge-sindaci-sistema-che-funziona-superare-limite-due-mandati/#:~:text=I%20due%20mandati%20sono%20un,esiste%20in%20nessun%20altro%20Paese%E2%80%9D." target="_blank" rel="noreferrer noopener">Anci</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/i-sindaci-e-il-limite-dei-due-mandati/">I sindaci e il limite dei due mandati</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Lo sport come strumento per combattere le discriminazioni</title>
		<link>https://www.openpolis.it/lo-sport-come-strumento-per-combattere-le-discriminazioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 May 2023 07:10:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=235718</guid>

					<description><![CDATA[<p>L'attività sportiva può essere un veicolo prezioso per trasmettere valori e abbattere discriminazioni. Oggi i minori stranieri praticano sport molto meno dei coetanei, e l’offerta di spazi dove praticarlo è ampiamente differenziata sul territorio.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/lo-sport-come-strumento-per-combattere-le-discriminazioni/">Lo sport come strumento per combattere le discriminazioni</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>funzione dello sport nella crescita</strong> di bambine e bambini, ragazzi e ragazze non coinvolge unicamente il loro sviluppo psicofisico. Un aspetto fondamentale, perché riguarda il <strong>diritto alla salute</strong> tutelato dalla <a href="https://www.unicef.it/convenzione-diritti-infanzia/articoli/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">convenzione sui diritti dell&#8217;infanzia</a>, e che tuttavia non esaurisce il ruolo dell&#8217;attività sportiva.</p>
<p>Lo sport ha infatti un<strong> impatto anche nella crescita sociale ed educativa</strong> dei più giovani. Offre un ambiente in cui apprendere, in un contesto di gioco, valori quali il&nbsp;<strong>rispetto delle regole e degli avversari</strong>, la&nbsp;<strong>lealtà verso i compagni e la squadra</strong>, la&nbsp;<strong>dedizione personale</strong>. Inoltre, rappresenta un momento di aggregazione e di socialità in cui <strong>sviluppare la propria personalità</strong> e <strong>instaurare relazioni con i coetanei e gli adulti</strong>.</p>
<div id="il-potenziale-dello-sport-nelle-politiche-di-inclusione-e-enorme" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p>Aspetti che rendono la <strong>pratica sportiva centrale anche nelle politiche di contrasto alle discriminazioni</strong>, come quelle di natura etnica e razziale, ancora oggi purtroppo molto presenti. Un potenziale enorme, attualmente compromesso dalla <strong>minore partecipazione di bambini e ragazzi di origine straniera alle attività sportive</strong>.</p>
<p><div class="content_block" id="custom_post_widget-135826"><p></p>
</div></p>
<h3 class="wp-block-heading">L&#8217;impatto delle discriminazioni sui minori stranieri</h3>
<p>Le <a href="https://www.openpolis.it/numeri/gli-studenti-stranieri-sono-piu-spesso-vittime-dei-bulli-rispetto-agli-italiani/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ragazze e i ragazzi stranieri subiscono atti di discriminazione e di bullismo più spesso dei coetanei italiani</a>. Del resto il bullismo, <a href="https://www.openpolis.it/esercizi/quanto-sono-frequenti-bullismo-e-cyberbullismo/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">come abbiamo avuto modo di raccontare</a>, genera esclusione sociale, perché <strong>a farne le spese sono coloro che sono già meno inclusi</strong>, per una diversità sociale, fisica, etnica o culturale.</p>
<div id="239-gli-alunni-stranieri-che-non-frequentano-i-compagni-fuori-da-scuola-144-tra-gli-italiani-i-minori-stranieri-sono-anche-piu-spesso-vittime-di-bullismo" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p>Nelle rilevazioni di Istat sull&#8217;integrazione delle seconde generazioni è emerso come siano proprio i ragazzi delle nazionalità che hanno meno contatti con i coetanei italiani a <a href="https://www.istat.it/it/files//2020/04/Identit%C3%A0-e-percorsi.pdf#page=59" target="_blank" rel="noreferrer noopener">finire più spesso vittime di atti di discriminazione</a>.</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>(&#8230;) i ragazzi che sembrano essere più “esposti” ad episodi di prepotenza e/o comportamenti vessatori da parte dei loro coetanei sono i cinesi, i filippini e gli indiani (con percentuali ben superiori al 50 per cento), le stesse collettività che tendono ad essere più “chiuse” nei confronti dei coetanei italiani.</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.istat.it/it/files//2020/04/Identit%C3%A0-e-percorsi.pdf#page=59" target="_blank">&#8211; Istat, Identità e percorsi di integrazione delle seconde generazioni in Italia (2020)</a>
									            </div>
</section>
<p>Per contrastare questi fenomeni è necessario intervenire sull&#8217;<strong>educazione al rispetto tra persone e culture</strong> e sull&#8217;<strong>abbattimento di pregiudizi e stereotipi</strong>. Partendo innanzitutto dalla conoscenza e dal confronto reciproco. Le occasioni di aggregazione offerte dalla pratica sportiva possono aiutare a realizzarli, giorno per giorno.</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">23,9% </span>gli alunni stranieri che non frequentano i compagni fuori da scuola (14,4% tra gli italiani).</p>
</section>
<p>La condivisione e il gioco di squadra che si realizzano nello sport rappresentano un veicolo insostituibile per creare questi momenti di socialità e trasmettere tali valori. Perciò è un <strong>problema se i minori stranieri hanno minore accesso alla pratica sportiva</strong>, come oggi sembra accadere.</p>
<div id="solo-il-53-degli-studenti-stranieri-fa-sport-fuori-dallorario-scolastico-757-tra-i-coetanei-italiani" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<h3 class="wp-block-heading">I minori stranieri fanno meno sport dei coetanei </h3>
<p>Tra ragazze e ragazzi delle medie, <strong>solo il 53% degli studenti stranieri pratica attività sportive</strong> al di fuori dall&#8217;orario scolastico. <strong>Quasi altrettanti (47%) non ne svolgono alcuna</strong>, in base ai dati raccolti nell&#8217;ambito dell&#8217;indagine sull’integrazione delle seconde generazioni. Per avere un termine di paragone, <strong>tra i coetanei italiani oltre 3 su 4 fanno sport (75,7%)</strong>, e meno del 25% non ne pratica nessuno.</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/ragazze-e-ragazzi-stranieri-praticano-meno-sport-dei-coetanei-italiani/">Ragazze e ragazzi stranieri praticano meno sport dei coetanei italiani</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/ragazze-e-ragazzi-stranieri-praticano-meno-sport-dei-coetanei-italiani/">Percentuale di studenti delle scuole secondarie che praticano sport o qualche attività fisica al di fuori dell’orario scolastico (2015)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
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<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Istat, Indagine sull’integrazione delle seconde generazioni                                                                <br />(pubblicati: giovedì 16 Aprile 2020)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/05/ragazze-e-ragazzi-stranieri-praticano-meno-sport-dei-coetanei-italiani.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-237042"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-237042" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p>Il divario è meno ampio, ma comunque consistente nelle scuole superiori. E <strong>spesso le disparità nell&#8217;accesso allo sport riguardano proprio i giovani meno inclusi</strong>, stando ai dati sul bullismo e sulla frequentazione con i compagni visti in precedenza.</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>I più svantaggiati risultano essere i ragazzi indiani e cinesi, con percentuali intorno al 35 per cento: in particolare, tra le ragazze indiane solo il 16 per cento pratica un’attività sportiva al di fuori dell’orario scolastico.</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.istat.it/it/files//2020/04/Identit%C3%A0-e-percorsi.pdf#page=59" target="_blank">&#8211; Istat, Identità e percorsi di integrazione delle seconde generazioni in Italia (2020)</a>
									            </div>
</section>
<p>Inoltre il gap, oltre che per cittadinanza, è anche per genere. <strong>I maschi italiani delle scuole secondarie, alla data della rilevazione (2015), praticavano sport nel 76% dei casi</strong>, quelli stranieri nel 64,1%. Le ragazze italiane meno dei giovani stranieri (62,3%), quelle <strong>straniere addirittura hanno dichiarato di fare sport in poco più di un caso su 3 (35,3%)</strong>.</p>
<p>Disparità di accesso che possono dipendere da <strong>numerosi fattori</strong>, dalle <strong>discriminazioni di genere</strong> alla <strong>condizione economica della famiglia</strong>. Tanto tra i ragazzi italiani quanto tra gli stranieri la pratica sportiva aumenta al migliorare dello status socio-economico percepito. Senza contare aspetti come l&#8217;integrazione della comunità straniera nel contesto territoriale di riferimento, o ancora la stessa <strong>diffusione di luoghi per fare sport sul territorio</strong>.</p>
<div id="349-i-ragazzi-stranieri-che-in-puglia-non-frequentano-campi-sportivi" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<h3 class="wp-block-heading">L&#8217;accesso e la disponibilità di luoghi dove fare sport sul territorio</h3>
<p>In media, <strong>quasi uno studente straniero delle scuole secondarie su 3 dichiara di non frequentare mai campi o centri sportivi, come luogo di ritrovo al di fuori della scuola</strong>. Tra i ragazzi italiani la quota scende a 1 su 4: il <strong>25,6</strong>% non frequenta mai strutture sportive nel proprio tempo libero.</p>
<p>In <strong>Puglia</strong>, <strong>Sicilia</strong> e <strong>Campania</strong>, la quota di adolescenti stranieri che non hanno mai accesso a queste strutture supera il 34%; superano la media nazionale anche <strong>Lazio</strong> (33%), <strong>Liguria</strong> (32,2%), <strong>Toscana</strong> e <strong>Veneto</strong> (entrambe al 31,7%). Mentre livelli più contenuti si registrano nella provincia autonoma di Bolzano (20,5%), in Friuli-Venezia Giulia (26%), in Valle d&#8217;Aosta (26,1%) e nella provincia autonoma di Trento (27,10%).</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">34,9% </span>i ragazzi stranieri che in Puglia non frequentano campi sportivi come luogo di ritrovo.</p>
</section>
<p>Un <strong>mancato utilizzo che pone una questione di disparità di accesso a questo tipo di strutture</strong>. In termini economici, considerato il legame tra la condizione della famiglia e l&#8217;abitudine alla pratica sportiva. Ma anche per la stessa disponibilità di luoghi dove fare sport sul territorio.</p>
<p><strong>L&#8217;offerta di aree sportive all&#8217;aperto ad esempio non è omogenea sull&#8217;intero territorio nazionale</strong>. Così come nelle zone del paese dove vivono più bambini e ragazzi con cittadinanza non italiana.</p>
<div id="in-3-su-5-delle-citta-con-piu-minori-stranieri-lofferta-di-aree-sportive-allaperto-per-residente-under-18-e-inferiore-alla-media-nazionale" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p>Sono <strong>5 i capoluoghi dove oltre il 25% dei minori è straniero</strong>: <strong>Prato</strong>, dove i residenti under-18 senza la cittadinanza italiana sono oltre un terzo del totale (34,3%), <strong>Piacenza</strong> (29,1%), <strong>Brescia</strong> (27,8%), <strong>Imperia</strong> (25,5%) e <strong>Milano</strong> (25,2%).</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/come-varia-lofferta-di-aree-sportive-allaperto-nei-territori-con-piu-minori-stranieri/">Come varia l&#8217;offerta di aree sportive all&#8217;aperto nei territori con più minori stranieri</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/come-varia-lofferta-di-aree-sportive-allaperto-nei-territori-con-piu-minori-stranieri/">Metri quadri di aree sportive all&#8217;aperto per res. 0-17 anni e incidenza dei minori con cittadinanza non italiana (2021)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                         aria-labelledby="chart_236015_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/come-varia-lofferta-di-aree-sportive-allaperto-nei-territori-con-piu-minori-stranieri/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/05/come-varia-lofferta-di-aree-sportive-allaperto-nei-territori-con-piu-minori-stranieri.png" placeholder ></amp-img></p>
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<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/come-varia-lofferta-di-aree-sportive-allaperto-nei-territori-con-piu-minori-stranieri/">Come varia l&#8217;offerta di aree sportive all&#8217;aperto nei territori con più minori stranieri &#8211; Metri quadri di aree sportive all&#8217;aperto per res. 0-17 anni e incidenza dei minori con cittadinanza non italiana (2021)</a></div>
</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Istat                                                                <br />(pubblicati: mercoledì 22 Febbraio 2023)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/05/come-varia-lofferta-di-aree-sportive-allaperto-nei-territori-con-piu-minori-stranieri.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-236015"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-236015" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p><strong>In 3 di questi la disponibilità di aree sportive all&#8217;aperto</strong>, cioè spazi all’aperto con funzione ludica-ricreativa adibiti a campi sportivi, piscine, campi polivalenti o aule verdi, <strong>non raggiunge la media nazionale, pari a circa 10 metri quadri per ciascun minore residente nei capoluoghi</strong>.</p>
<p>In particolare l&#8217;offerta è di 0,9 metri quadri per minore a <strong>Milano</strong>, di 5,4 mq a <strong>Imperia</strong>, di 7,1 a <strong>Brescia</strong>. Mentre si collocano al di sopra della media nazionale <strong>Prato</strong> (29,7 metri quadri per residente tra 0 e 17 anni) e <strong>Piacenza</strong> (42,9). </p>
<p>Disparità su cui intervenire quindi anche per una ragione ulteriore. Anche la <strong>disponibilità di spazi dove fare sport può costituire uno strumento prezioso nelle politiche di inclusione</strong>. </p>
<h3 class="wp-block-heading">Scarica, condividi e riutilizza i dati</h3>
<section class="download">
<div class="dw-content">
<div class="intro">
<p>Scarica i dati comunali, regione per regione</p>
</div>
<div class="files">
<p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/aree_sportive_minori_cni_2021/Abruzzo.xls" target="_blank" rel="noopener">Abruzzo</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/aree_sportive_minori_cni_2021/Basilicata.xls" target="_blank" rel="noopener">Basilicata</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/aree_sportive_minori_cni_2021/Calabria.xls" target="_blank" rel="noopener">Calabria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/aree_sportive_minori_cni_2021/Campania.xls" target="_blank" rel="noopener">Campania</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/aree_sportive_minori_cni_2021/Emilia-Romagna.xls" target="_blank" rel="noopener">Emilia-Romagna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/aree_sportive_minori_cni_2021/Friuli-Venezia+Giulia.xls" target="_blank" rel="noopener">Friuli-Venezia Giulia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/aree_sportive_minori_cni_2021/Lazio.xls" target="_blank" rel="noopener">Lazio</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/aree_sportive_minori_cni_2021/Liguria.xls" target="_blank" rel="noopener">Liguria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/aree_sportive_minori_cni_2021/Lombardia.xls" target="_blank" rel="noopener">Lombardia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/aree_sportive_minori_cni_2021/Marche.xls" target="_blank" rel="noopener">Marche</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/aree_sportive_minori_cni_2021/Molise.xls" target="_blank" rel="noopener">Molise</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/aree_sportive_minori_cni_2021/Piemonte.xls" target="_blank" rel="noopener">Piemonte</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/aree_sportive_minori_cni_2021/Puglia.xls" target="_blank" rel="noopener">Puglia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/aree_sportive_minori_cni_2021/Sardegna.xls" target="_blank" rel="noopener">Sardegna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/aree_sportive_minori_cni_2021/Sicilia.xls" target="_blank" rel="noopener">Sicilia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/aree_sportive_minori_cni_2021/Toscana.xls" target="_blank" rel="noopener">Toscana</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/aree_sportive_minori_cni_2021/Trentino-Alto+Adige.xls" target="_blank" rel="noopener">Trentino-Alto Adige</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/aree_sportive_minori_cni_2021/Umbria.xls" target="_blank" rel="noopener">Umbria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/aree_sportive_minori_cni_2021/Valle+d'Aosta.xls" target="_blank" rel="noopener">Valle d’Aosta</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/aree_sportive_minori_cni_2021/Veneto.xls" target="_blank" rel="noopener">Veneto</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/aree_sportive_minori_cni_2021/Totale_nazionale.xls" target="_blank" rel="noopener">Totale nazionale</a>.</p>
</div></div>
</section>
<p>I contenuti dell&#8217;Osservatorio povertà educativa <a href="https://www.openpolis.it/poverta-educativa/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">#conibambini</a> sono realizzati da openpolis con l&#8217;impresa sociale Con i Bambini nell&#8217;ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell&#8217;articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l&#8217;obiettivo di creare un&#8217;unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di&nbsp;<em>data journalism</em>&nbsp;o anche per semplice consultazione. I dati relativi al verde urbano nelle città sono di fonte Istat e sono aggiornati al 2021.</p>
<p>Foto: &nbsp;<a href="https://images.all4ed.org/teacher-sanitizes-sports-equipment/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Allison Shelley (EDUimages)</a> &#8211; <a href="https://images.all4ed.org/license/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Licenza</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/lo-sport-come-strumento-per-combattere-le-discriminazioni/">Lo sport come strumento per combattere le discriminazioni</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
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