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	<title>Messina Archivi - Openpolis</title>
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		<title>Uno sguardo d&#8217;insieme alla condizione dei giovani nelle periferie italiane</title>
		<link>https://www.openpolis.it/esercizi/uno-sguardo-dinsieme-alla-condizione-dei-giovani-nelle-periferie-italiane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Dec 2025 08:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?post_type=opmag_minidossier&#038;p=303065</guid>

					<description><![CDATA[<p>Come vivono gli adolescenti nelle periferie delle città italiane? Che differenza c’è, in termini di opportunità sociali, economiche ed educative, tra crescere nel centro di una città o nella sua periferia? Rispondere a domande come queste è tanto complesso, quanto urgente.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/esercizi/uno-sguardo-dinsieme-alla-condizione-dei-giovani-nelle-periferie-italiane/">Uno sguardo d&#8217;insieme alla condizione dei giovani nelle periferie italiane</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Come vivono gli <strong>adolescenti nelle periferie</strong> delle città italiane? Che differenza c&#8217;è, in termini di opportunità sociali, economiche ed educative, tra <strong>crescere nel centro di una città o nella sua periferia?</strong></p>



<p>Rispondere a domande come queste è tanto complesso, quanto urgente. A partire dalla pandemia, si è molto discusso sulla condizione dei giovani nel nostro paese. Temi come <strong>disagio sociale</strong> e <strong>dispersione scolastica</strong> si sono imposti nel dibattito, in forza di un disagio finalmente percepito nell&#8217;opinione pubblica. In particolare rispetto alla situazione delle periferie: luoghi lontani dal centro non solo in termini geografici, ma sempre più anche economici, sociali, culturali.</p>


        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Il report completo, in formato pdf</p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/12/report_2025_giovani_e_periferie_HD.pdf" target="_blank" rel="noopener">Scarica</a></p>
</div>
				            </div>
        </section>
		



<p>Purtroppo, come abbiamo avuto modo di raccontare nel <a href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/11/Report_nonsonoemergenza_desktop.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">rapporto</a> dello scorso anno, nell&#8217;ambito della campagna <a href="https://www.nonsonoemergenza.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Non sono emergenza</a> promossa da Con i bambini, la discussione sul disagio giovanile risente di un’<strong>elevata infodemia</strong>. Abbiamo cioè accesso a tantissime informazioni, pareri, argomentazioni, e allo stesso tempo a<strong> pochi dati su fenomeni la cui possibilità di misurazione resta complessa</strong>. In un panorama informativo così articolato è difficile orientarsi; è invece molto facile ricadere in due tendenze di fondo, entrambe deleterie per la condizione di ragazze e ragazzi. L&#8217;<strong>allarmismo emergenziale</strong>, da un lato; la <strong>sottovalutazione del fenomeno</strong>, dall&#8217;altro.</p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">9,8% </span>i giovani tra 18 e 24 anni in abbandono precoce nel 2024, in netto calo negli ultimi anni. Nel 2025 però è tornata a crescere la dispersione implicita: studenti che completano il percorso di studi senza competenze adeguate.</p>
			        </section>
		


<p>Partire dai <strong>dati</strong> è, a nostro avviso, l&#8217;<strong>unico modo per impostare correttamente la discussione</strong>, <strong>individuare cause</strong> e <strong>predisporre soluzioni</strong>. Quando parliamo di soluzioni, non ci riferiamo ad approcci uniformi, validi per ogni situazione e replicabili in qualsiasi contesto. Al contrario, pensiamo a interventi calibrati sulle esigenze e i bisogni di ciascun territorio.</p>



<p>Per poterlo fare, serve avere gli <strong>strumenti per riconoscere i problemi a livello locale</strong>: comune per comune, municipio per municipio, addirittura <strong>quartiere per quartiere nelle grandi città</strong>. Con questo approccio, il rapporto di quest&#8217;anno si focalizza proprio su tali aspetti, anche avvalendosi della preziosa attività di rilascio dati svolta da <strong>Istat</strong> nell&#8217;ambito del <strong>censimento permanente</strong>, nonché per la <strong>Commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni delle città e delle periferie</strong>.</p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">6,2% </span>le famiglie con figli in potenziale disagio economico a Catania. Nel sesto municipio del comune la quota raggiunge il 9,3%.</p>
			        </section>
		


<p>L&#8217;obiettivo è restituire un <strong>quadro chiaro delle disuguaglianze che attraversano le città</strong>, mettendo in luce dimensioni cruciali come il disagio socio-economico delle famiglie con figli, la condizione di Neet, la dispersione scolastica e l’accesso a opportunità educative e sociali.</p>



<p>A questo scopo il report è così strutturato. Nel prossimo paragrafo, inquadreremo le <strong>tendenze di fondo nella condizione giovanile nel paese dopo la pandemia</strong>, focalizzandoci, dove i dati lo consentono, sulle <strong>specificità delle grandi città e aree urbane</strong>. In quelli successivi, approfondiremo l&#8217;<strong>analisi città per città</strong>, per i 14 comuni capoluogo di città metropolitana. Nella consapevolezza di fondo che il dato medio spesso nasconde la reale condizione sul territorio, specie per comuni di grandi dimensioni e popolazione quali i capoluoghi delle città metropolitane. A questo scopo, cuore del rapporto sono i <strong>paragrafi dedicati a ciascuna città</strong>, e al confronto tra centri e periferie nella condizione degli adolescenti.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il volto economico, educativo e sociale del disagio tra gli adolescenti</h3>



<p>Negli ultimi anni, si sono imposti all&#8217;attenzione pubblica i segnali di disagio attraversato da tante ragazze e ragazzi. Questo fenomeno, reso evidente dalla pandemia nei mesi di isolamento fisico e troppo spesso sociale, incrocia tante dimensioni diverse.</p>



<p>In primis, riguarda la <strong>questione socio-economica per le famiglie con figli</strong>. Da circa quindici anni ormai si registra la tendenza per cui più una persona è giovane, più è probabile che si trovi in povertà assoluta.</p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">13,8% </span>i minori di 18 anni in povertà assoluta nel 2024. Molto più della media (9,8%).</p>
			        </section>
		


<p>Una questione <strong>particolarmente pressante nelle città</strong>, dove il costo della vita rende meno sostenibile per le famiglie il mantenimento dei figli. In media, nel 2024, il 12,3% delle famiglie in cui vivono minori di 18 anni si è trovato in povertà assoluta; la quota sale al <strong>16,1% dei nuclei con minori nei comuni centro di area metropolitana</strong>.</p>



<p>I dati sulla povertà e l&#8217;esclusione sono il punto di partenza ineludibile, poiché strettamente connessi alla cosiddetta <strong>trappola della povertà educativa</strong>. Chi cresce in una famiglia con minori possibilità economiche, generalmente ha anche <strong>minore accesso alle opportunità educative, sociali e culturali </strong>che potrebbero consentirgli di affrancarsi da una condizione di svantaggio.</p>



<p>Ne sono indiretta testimonianza gli <strong>esiti educativi</strong>, in molti casi differenziati in base all&#8217;origine sociale. Il nostro purtroppo resta un paese dove il <strong>percorso di istruzione di ragazze e ragazzi tende a riflettere la condizione di partenza</strong>. Ciò è particolarmente visibile nell&#8217;adolescenza, con la scelta dell&#8217;indirizzo di studi dopo le scuole medie. Nel 2024 su 100 diplomati del liceo, in base ai dati Almadiploma, <a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-34-dei-diplomati-nei-licei-appartiene-alle-classi-piu-elevate-nei-professionali-sono-solo-il-14/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">solo 16 erano figli di operai e lavoratori esecutivi</a>. Al contrario, questi rappresentano il 27,9% dei diplomati negli istituti tecnici e oltre un terzo dei diplomati in quelli professionali (33,8%). Le percentuali sono pressoché ribaltate per gli studenti delle classi più elevate, che rappresentano oltre un terzo dei diplomati dei licei e appena il 13,9% dei diplomati nei professionali.</p>



<p>E se perlomeno negli anni, anche sulla scorta degli obiettivi europei in materia, è <strong>calata la quota di chi abbandona gli studi prima di raggiungere il diploma</strong>, non si può dire lo stesso della <a href="https://www.openpolis.it/parole/dispersione-implicita/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dispersione scolastica implicita</a>. Parliamo di chi completa il percorso di studi, ma lo fa con competenze del tutto inadeguate, più vicine al livello previsto alla fine delle medie che a quello dei diplomati. <strong>La quota di alunni che arrivano alla fine delle superiori con competenze insufficienti nelle materie di base è nettamente cresciuta durante la pandemia</strong>, per assestarsi nell&#8217;immediato post-Covid su livelli vicini al 10%. Da allora è cominciato un percorso di calo, anche se l&#8217;ultima rilevazione del 2025 mostra che <strong>i ritardi del periodo pandemico non sembrano ancora del tutto recuperati</strong>.</p>


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                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-dispersione-implicita-resta-ancora-alta-rispetto-ai-livelli-pre-covid/">La dispersione implicita resta ancora alta rispetto ai livelli pre-Covid</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-dispersione-implicita-resta-ancora-alta-rispetto-ai-livelli-pre-covid/">Percentuale di studenti in condizione di dispersione scolastica implicita al termine del secondo ciclo d’istruzione (2019-2025)</a></h3>
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                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis &#8211; Con i bambini su dati Invalsi                                                                <br>(pubblicati: mercoledì 9 Luglio 2025)
                                        </p>
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<p>I fenomeni di dispersione scolastica, tanto espliciti (l&#8217;abbandono vero e proprio) quanto impliciti (le basse competenze) riguardano soprattutto alcune aree geografiche e sociali. Gli studenti di quinta che hanno alle spalle una <strong>famiglia con status socio-economico-culturale inferiore alla media</strong> si trovano in dispersione implicita nel <strong>9,8% dei casi, una frequenza quasi doppia rispetto ai coetanei più avvantaggiati</strong> (5,3%). </p>



<p>In terza media, prima che gli effetti dell&#8217;abbandono scolastico vero e proprio si facciano sentire (eliminando dalla statistica gli studenti più svantaggiati), il contrasto risulta ancora più stridente: <strong>13,4% di alunni in dispersione implicita tra i meno avvantaggiati, 6% tra i coetanei con famiglie più benestanti</strong>.</p>



<p>Restano divari territoriali su entrambi gli aspetti. In alcune in regioni la quota di ragazze e ragazzi in <strong>dispersione implicita supera ampiamente il 10% alla fine delle superiori</strong>: tra queste <strong>Campania</strong> (17,6%), <strong>Sardegna</strong> (15,9%), <strong>Sicilia</strong> (12,1%) e <strong>Calabria</strong> (11,6%). Si tratta delle regioni che, pur nel miglioramento degli ultimi anni sull&#8217;abbandono scolastico, restano anche <strong><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-sicilia-gli-abbandoni-scolastici-superano-il-15/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">tra le più colpite dalla parte &#8220;esplicita&#8221; del fenomeno</a></strong>.</p>


<div id="strillo-testo-block_6bfef1435ed4c1ad6e87625879c07a1e" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>Nelle periferie l&#8217;abbandono scolastico precoce è ancora molto presente.</p>
			        </section>
		</div>



<p>Inoltre, nonostante per la prima volta sia scesa sotto la soglia del 10% la quota di giovani che hanno lasciato la scuola prima del diploma o di una qualifica, la <strong>situazione appare più critica nelle città</strong>. Rispetto alla media nazionale del 9,8%, l’incidenza massima si raggiunge infatti nelle aree urbane densamente popolate dove sfiora l’11%. Mentre scende all’8,8% nei comuni a densità intermedia, quindi già al di sotto dell’obiettivo europeo del 9% entro il 2030. Risale al 10% in aree meno densamente popolate come quelle interne: un altro tipo di periferie &#8211; diverso da quelle urbane di cui ci occupiamo in questo rapporto &#8211; ma altrettanto rilevante per un paese come il nostro.</p>



<p>Gli aspetti economici ed educativi del disagio sono strettamente connessi con quelli sociali. La <strong>possibilità cioè per gli adolescenti di avere accesso a tempo libero di qualità</strong>, con tutto ciò che questo comporta: luoghi di aggregazione, aree verdi, opportunità sportive e culturali, dentro e fuori la scuola. Per l&#8217;<a href="https://www.openpolis.it/poverta-educativa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">osservatorio sulla povertà educativa</a> curato insieme a Con i bambini abbiamo avuto modo di raccontare come questi aspetti si colleghino direttamente al <strong>benessere sociale e psicologico dei più giovani</strong>, al rischio di inattività ed esclusione sociale.</p>



<p>Negli ultimi vent&#8217;anni, la quota di adolescenti che vede i propri amici tutti i giorni si è pressoché dimezzata, <a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-quota-di-ragazzi-che-vedono-tutti-i-giorni-gli-amici-era-crollata-gia-prima-della-pandemia-2/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">passando da oltre il 70% a poco più del 30%</a>. Una tendenza i cui fattori alla base sono molteplici, da affrontare senza allarmismi, basti pensare al concomitante ruolo delle tecnologie e alle nuove possibilità di comunicazione. Allo stesso tempo, <strong>garantire a ragazze e ragazzi luoghi di incontro</strong>, dai centri di aggregazione all&#8217;apertura pomeridiana delle scuole, deve essere un obiettivo delle politiche pubbliche, nazionali come locali.</p>



<p>In questo senso, appare centrale <strong>l&#8217;apertura delle scuole</strong>. La possibilità di svolgere attività educative, didattiche, formative anche al di fuori dell&#8217;orario scolastico può offrire un contributo decisivo nel contrasto dei fenomeni di dispersione e per la riduzione dei divari educativi appena citati. Ma una scuola aperta di pomeriggio, o d&#8217;estate, non è &#8220;solo&#8221; questo. È un <strong>presidio sociale sul territorio</strong>, un luogo sicuro dove poter trascorrere il tempo libero, <strong>essenziale specie laddove questo tipo di spazi mancano</strong>. Come, purtroppo, è spesso il caso di alcune periferie urbane delle nostre città.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Una prospettiva utile per le politiche pubbliche in senso ampio</h3>



<p>Questa prospettiva sul disagio, che tiene insieme aspetti socio-economici, educativi e di accesso ai servizi, è assolutamente da considerare anche nella <strong>definizione delle politiche pubbliche in senso più ampio</strong>. Negli ultimi mesi, il tema del disagio giovanile e dei <strong>comportamenti a rischio o violenti tra gli adolescenti è diventato parte del dibattito pubblico</strong>. I primi studi esplorativi, come evidenziato nel <a href="https://www.transcrime.it/wp-content/uploads/2024/06/Le-traiettorie-della-devianza-giovanile_report.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">lavoro di Transcrime, centro di ricerca interuniversitario</a>,<a href="https://www.transcrime.it/wp-content/uploads/2024/06/Le-traiettorie-della-devianza-giovanile_report.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> in collaborazione con il dipartimento per la giustizia minorile e di comunità del ministero della giustizia</a>, mostrano <strong>alcuni segnali di peggioramento <strong> proprio tra i più giovani</strong></strong>, <strong>tra prima e dopo il Covid</strong>.</p>



<p>Il tasso di <strong>presunti autori di delitti violenti denunciati o arrestati dalle forze dell&#8217;ordine</strong> ogni 100mila abitanti è rimasto <strong>sostanzialmente stabile nella popolazione complessiva</strong>, se si confrontano i dati precedenti la pandemia (133,14 nel periodo 2007-19) con quelli successivi all&#8217;emergenza (133,43 tra 2021 e 2022). <strong>Tra i minori e gli adolescenti, al contrario, il quadro mostra un situazione molto più critica</strong>. Nella fascia tra 14 e 17 anni si è passati da una media di 196,61 presunti autori ogni 100mila giovani nel periodo 2007-19 a 301,87 dopo la pandemia. Nella fascia fino a 13 anni, l&#8217;incremento è stato ancora maggiore, trattandosi di numeri in partenza molto più contenuti: da 2,38 a 6,25 ogni 100mila minori, per un aumento del 163%.</p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">+ 54% </span>la crescita del tasso di presunti autori di delitto denunciati/arrestati dalle forze di polizia ogni 100.000 residenti tra 14 e 17 anni, tra prima e dopo la pandemia.</p>
			        </section>
		


<p>Sono <strong>dati da interpretare con estrema cautela</strong>, come specifica giustamente lo stesso centro di ricerca, dal momento che riguardano un periodo ancora troppo ristretto di tempo (appena un biennio). <strong>Non abbastanza per delineare una tendenza consolidata</strong>. Tuttavia sottendono un problema da non sottovalutare su cui è fondamentale proseguire nell&#8217;attività di monitoraggio, allo scopo di <strong>definire politiche pubbliche che vadano alle radici, anche sociali, economiche ed educative di questi fenomeni</strong>.</p>



<p>Questo rapporto &#8211; che pure nello specifico non si occupa direttamente di comportamenti a rischio o violenti, mancando dati disaggregati sul fenomeno &#8211; vuole contribuire evidenziando le <strong>potenziali criticità esistenti nelle aree urbane</strong>. Aspetti come la condizione di partenza delle famiglie, l&#8217;accesso all&#8217;istruzione, la capacità della scuola di trattenere ragazze e ragazzi ed essere presidio sul territorio vanno tenuti presenti nella definizione di strumenti e interventi pubblici. Si tratta infatti di <strong>fattori da mettere a fuoco nel contrasto di due fenomeni spesso collegati: povertà educativa e disagio giovanile, specie nelle periferie delle città</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La situazione nelle città italiane</h3>



<p>Per comprendere a fondo la condizione dei giovani che vivono nelle periferie è quindi fondamentale analizzare i dati al livello più granulare possibile, fino a cogliere le specificità di ciascuna zona. Prima di entrare nel dettaglio delle singole realtà locali, tuttavia, è utile confrontare le grandi città per avere un quadro d’insieme delle disuguaglianze territoriali e delle loro caratteristiche.</p>



<p>L’analisi condotta sui 14 comuni capoluogo di città metropolitana conferma quanto le disuguaglianze territoriali pesino sulla condizione educativa dei più giovani. Le situazioni di maggiore fragilità sociale si concentrano nelle aree del mezzogiorno. <strong>A Catania (6,2%), Napoli (6%) e Palermo (5,8%) l&#8217;incidenza delle famiglie con figli in potenziale disagio economico</strong> <strong>risulta molto marcata</strong>. Si tratta di nuclei con figli a carico in cui la persona di riferimento ha meno di 65 anni e non è né occupata né pensionata, una condizione che verosimilmente si associa spesso con una potenziale vulnerabilità sociale. Tali valori sono oltre 4 volte superiori rispetto a quelli registrati in altre città del centro-nord, dove l’incidenza è più contenuta: <strong>Bologna</strong> si ferma all’1,2%, <strong>Venezia</strong> e <strong>Genova</strong> all’1,3%, <strong>Milano</strong> e <strong>Firenze</strong> all’1,4%.</p>


<div id="strillo-testo-block_1bba87cfbb9078727fb5838094abf627" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>Le condizioni socio-economiche della famiglia di origine incidono molto sul percorso scolastico dei giovani.</p>
			        </section>
		</div>



<p>Il legame tra condizioni economiche e opportunità educative emerge anche osservando il fenomeno delle <strong>uscite precoci dal sistema di istruzione e formazione</strong>. A <strong>Catania</strong> oltre un quarto dei giovani tra i 18 e i 24 anni (26,5%) ha lasciato gli studi prima di conseguire un diploma o una qualifica, mentre a <strong>Palermo</strong> e <strong>Napoli</strong> le quote si attestano rispettivamente al 19,8% e al 17,6%. Valori che si riducono sensibilmente a <strong>Bologna</strong> (12%), <strong>Roma</strong> (9,5%) e <strong>Reggio Calabria</strong> (8,4%), in base ai dati ricostruiti da Istat attraverso il censimento permanente. Ancora più marcate risultano le differenze se si considerano le<strong> uscite precoci dal sistema educativo per i giovani con genitori privi di diploma</strong>. In questo caso, l’abbandono scolastico raggiunge il 36,5% a <strong>Catania</strong>, il 31,9% a <strong>Cagliari</strong> e il 29,1% a <strong>Palermo</strong>, contro il 17,4% di <strong>Torino</strong>, il 16,3% di <strong>Roma</strong> e il 14% di <strong>Reggio Calabria</strong>.</p>



<p><strong>Gli abbandoni precoci della scuola</strong>, con al massimo la licenza media, <strong>rappresentano oltretutto solo la parte esplicita di un fenomeno molto più complesso</strong>, la cosiddetta <strong>dispersione implicita</strong>. </p>



<p>I dati <a href="https://invalsi-areaprove.cineca.it/docs/2022/Rilevazioni_Nazionali/Rapporto/Rapporto_Prove_INVALSI_2022.pdf#page=33" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Invalsi</a> mostrano come, già al termine della scuola media, prima quindi della scelta dell&#8217;indirizzo successivo o dell&#8217;abbandono della scuola, in molte città una quota consistente di alunni evidenzi gravi carenze nelle materie di base. Nelle prove Invalsi 2022/23, a <strong>Palermo</strong>, quasi un quarto degli studenti (24,7%) si è attestato al livello più basso di competenze in italiano, più vicino a quanto previsto in uscita dalla scuola primaria che alla fine delle medie. Percentuali simili si registrano a <strong>Napoli</strong> (22,9%) e <strong>Catania</strong> (22,1%). In città come <strong>Bologna</strong> (12,8%), <strong>Roma</strong> (11%) e <strong>Cagliari</strong> (10,1%) la quota è invece nettamente inferiore. Se si aggiungono gli studenti con risultati deboli (livello 2), le criticità si accentuano ulteriormente: <strong>a Catania, Napoli e Palermo oltre la metà dei ragazzi conclude il primo ciclo di istruzione con competenze linguistiche non del tutto adeguate</strong>.</p>


            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/oltre-la-meta-degli-studenti-di-iii-media-a-catania-napoli-e-palermo-in-difficolta-con-litaliano/">Oltre la metà degli studenti di III media a Catania, Napoli e Palermo in difficoltà con l’italiano</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/oltre-la-meta-degli-studenti-di-iii-media-a-catania-napoli-e-palermo-in-difficolta-con-litaliano/">Percentuale di studenti con apprendimenti insufficienti in italiano in terza media nell&#8217;anno scolastico 2022-2023</a></h3>
                                    </div>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/oltre-la-meta-degli-studenti-di-iii-media-a-catania-napoli-e-palermo-in-difficolta-con-litaliano/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/12/oltre-la-meta-degli-studenti-di-iii-media-a-catania-napoli-e-palermo-in-difficolta-con-litaliano.png" placeholder ></amp-img><div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div></amp-iframe>                        <div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/oltre-la-meta-degli-studenti-di-iii-media-a-catania-napoli-e-palermo-in-difficolta-con-litaliano/">Oltre la metà degli studenti di III media a Catania, Napoli e Palermo in difficoltà con l’italiano &#8211; Percentuale di studenti con apprendimenti insufficienti in italiano in terza media nell&#8217;anno scolastico 2022-2023</a></div>
                    </div>
			        			                                <div id="chart_303558_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_303558_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_303558_tab3"><p>Per quanto riguarda le competenze in italiano, i test Invalsi valutano la <span style="font-weight: 400">capacità degli studenti di leggere e interpretare un testo scritto, comprendendone il significato e alcuni aspetti fondamentali di funzionamento della lingua italiana. I livelli 1 e 2 sono considerati non sufficienti per ragazzi e ragazze che si apprestano ad iniziare il percorso nelle scuole superiori. </span></p>
<ul>
<li><strong>Livello 1</strong>: r<span style="font-weight: 400">isultato molto debole, corrispondente ai traguardi di apprendimento in uscita dalla V primaria;</span></li>
<li><strong>Livello 2</strong>: r<span style="font-weight: 400">isultato debole, non in linea con i traguardi di apprendimento posti al termine del primo ciclo d’istruzione.</span></li>
</ul>
</div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis – Con i bambini su dati Invalsi                                                                <br>(pubblicati: mercoledì 6 Luglio 2022)
                                        </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/12/oltre-la-meta-degli-studenti-di-iii-media-a-catania-napoli-e-palermo-in-difficolta-con-litaliano.png" target="_blank" download></a>
						                                                
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                            <p><label for="embed-chart-303558"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                </div>

                            </div>

			


<p>Si tratta di lacune che si trascinano lungo tutto il percorso successivo. <strong>In primo luogo negli studi</strong>: influenzando sia gli apprendimenti che sarà possibile raggiungere alle superiori, sia il rischio di lasciare precocemente la scuola.<strong> In secondo luogo impatteranno sull&#8217;intera vita adulta</strong>, cioè sulla possibilità di accedere al mondo del lavoro nelle migliori condizioni possibili.</p>



<p>Ne è testimonianza, tra gli adolescenti e i giovani adulti, la condizione dei <strong>Neet</strong>: giovani tra i 15 e i 29 anni che non studiano e non lavorano. Anche in questo caso, il divario territoriale è evidente: <strong>Catania</strong> (35,4%), <strong>Palermo</strong> (32,4%) e <strong>Napoli</strong> (29,7%) registrano i valori più elevati, a fronte di percentuali più contenute nelle città del centro-nord, come <strong>Venezia</strong> (19,7%), <strong>Firenze</strong> e <strong>Genova</strong> (17,7%) e <strong>Bologna</strong> (17,3%).</p>


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                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/catania-palermo-e-napoli-i-3-capoluoghi-metropolitani-con-la-piu-alta-quota-di-giovani-neet/">Catania, Palermo e Napoli i 3 capoluoghi metropolitani con la più alta quota di giovani Neet</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/catania-palermo-e-napoli-i-3-capoluoghi-metropolitani-con-la-piu-alta-quota-di-giovani-neet/">Rapporto tra i residenti di 15-29 anni che non studiano e non lavorano e la popolazione residente totale nella stessa classe di età (2021)</a></h3>
                                    </div>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis – Con i bambini su dati Istat per la Commissione periferie                                                                <br>(ultimo aggiornamento: lunedì 16 Dicembre 2024)
                                        </p>
                </div>
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			


<p>I dati delineati, e le relative ricorrenze territoriali, sembrano indicare un percorso nitido. Un percorso che collega, nella più classica &#8220;<strong>trappola della povertà educativa</strong>&#8221; la condizione di partenza familiare, l&#8217;accesso all&#8217;istruzione, gli esiti nella vita adulta. <strong>Offrire opportunità che rompano questo circolo vizioso</strong> è la principale sfida per le politiche pubbliche nel contrasto della povertà educativa.</p>



<p>In questo senso, un indicatore interessante da analizzare  è quello riguardante la quota di alunni che ha accesso al <strong>tempo pieno</strong>. Questo peraltro conferma come all&#8217;interno di una stessa città convivano realtà molto diverse, da analizzare con una lente ulteriore, municipio per municipio, quartiere per quartiere. Questo indicatore infatti in molti casi risulta polarizzato, con zone in cui tutti gli alunni o quasi frequentano anche di pomeriggio e altri in cui questa possibilità è del tutto assente. Una dinamica riscontrata, con diverse intensità, in città come <strong>Bologna, Firenze, Genova, Milano, Roma e Torino</strong>. Da notare che generalmente al sud la possibilità di frequentare la scuola anche al pomeriggio è solitamente più limitata.</p>


<div id="strillo-testo-block_ec20f2d17eff5a411e95f007dd1efb55" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>All&#8217;interno della stessa città coesistono realtà molto diverse.</p>
			        </section>
		</div>



<p>Gli indicatori analizzati finora fanno emergere delle ricorrenze piuttosto chiare, con alcune delle maggiori città del mezzogiorno, tra cui Catania, Palermo e Napoli che <strong>necessitano di interventi strutturali e mirati</strong>. Evidentemente, questa informazione è del tutto insufficiente però per programmare delle politiche pubbliche efficaci in materia. Tornando alla domanda iniziale: come vivono e di che opportunità dispongono gli adolescenti nelle periferie italiane?</p>



<p>Per rispondere a questa domanda è indispensabile un’analisi di dettaglio a livello subcomunale. Le differenze interne ai grandi centri urbani sono infatti notevoli. A titolo di esempio, se Catania presenta la maggiore incidenza di famiglie in potenziale disagio economico tra i capoluoghi metropolitani, il valore più alto in assoluto si registra nel quartiere palermitano di <strong>Brancaccio-Ciaculli</strong> (9,9%). In modo analogo, a Bologna – dove la quota complessiva di abbandoni precoci è tra le più basse – vi sono anche aree della città che superano la soglia 35%. Un altro caso da segnalare, a titolo esemplificativo, è quello del quartiere veneziano di <strong>Marghera</strong>. Qui infatti, pur in un contesto comunale meno critico di altri, si registrano valori significativi di famiglie in potenziale disagio, abbandono scolastico e inattività giovanile.</p>



<p>Nelle prossime sezioni del report entreremo più nel dettaglio delle periferie delle diverse città metropolitane. Solo conoscendo a fondo le caratteristiche di ciascun territorio infatti sarà possibile disegnare politiche efficaci e realmente mirate alla riduzione dei divari educativi e sociali.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/esercizi/uno-sguardo-dinsieme-alla-condizione-dei-giovani-nelle-periferie-italiane/">Uno sguardo d&#8217;insieme alla condizione dei giovani nelle periferie italiane</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il legame tra offerta di nidi e occupazione femminile</title>
		<link>https://www.openpolis.it/il-legame-tra-offerta-di-nidi-e-occupazione-femminile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Mar 2025 09:16:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=298674</guid>

					<description><![CDATA[<p>In Italia spesso è sulle donne che - per stereotipi di genere consolidati - ricade il compito di dedicarsi ai figli. Anche per questo l'occupazione femminile è più bassa. Investire su asili nido e scuole dell’infanzia può contribuire a invertire la tendenza.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/il-legame-tra-offerta-di-nidi-e-occupazione-femminile/">Il legame tra offerta di nidi e occupazione femminile</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il potenziamento dell&#8217;offerta di posti negli asili nido e nelle scuole dell&#8217;infanzia è un obiettivo molto importante per gli <strong>evidenti benefici su bambini e bambine, sia in termini di capacità di apprendimento che di crescita personale e sviluppo sociale</strong>. Ma un altro elemento rilevante è rappresentato dal fatto che <strong>la presenza dei nidi può facilitare la partecipazione delle donne al mercato del lavoro</strong>. Queste strutture infatti sono anche uno strumento importante a supporto delle famiglie per conciliare meglio i ritmi vita-lavoro.</p>



<p>Al contrario, dove questo servizio non è presente, nella maggior parte dei casi sono le donne &#8211; per stereotipi di genere radicati &#8211; a lasciare l&#8217;impiego per farsi carico del lavoro di cura familiare.<strong> </strong></p>


<div id="in-italia-1-donna-su-5-lascia-il-lavoro-dopo-la-maternita-investire-in-asili-nido-e-scuole-dellinfanzia-e-fondamentale-per-invertire-questa-tendenza" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>




        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">1 su 5 </span>le donne che fuoriescono dal mercato del lavoro a seguito della maternità (<a href="https://documenti.camera.it/leg19/dossier/pdf/PP004LA.pdf#page=7" target="_blank" rel="noopener">dossier camera</a>).</p>
			        </section>
		


<p>Purtroppo l&#8217;Italia è uno dei paesi europei in cui questa dinamica è più marcata. In base ai dati <a href="https://ec.europa.eu/eurostat/databrowser/bookmark/15ddf0f1-125e-4e6f-8102-3e227841417a?lang=en" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Eurostat</a> infatti il nostro paese si caratterizza per un divario molto ampio tra i genitori che lavorano. Per riavvicinare il tasso di occupazione femminile alla media europea, e ridurre i divari all’interno del paese, <strong>è quindi essenziale l’estensione dei servizi per la prima infanzia e la loro accessibilità in termini economici.</strong> Un legame individuato anche a livello continentale, e su cui da anni investono anche le politiche Ue.</p>


        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Increasing participation in formal early childhood education and care (ECEC) could significantly improve the labour market activity of mothers in low-income households. Yet, accessible, affordable, and high-quality ECEC remains limited in a number of Member States.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://op.europa.eu/webpub/empl/esde-2023/#:~:text=The%20EU%20experienced%20a%20new,%2D19%20pandemic%2C%20remain%20high." target="_blank">&#8211; Commissione Europea, Employment and Social Developments in Europe 2023</a>
									            </div>
        </section>
		


<p>Purtroppo a questo tema non sempre viene riservata l&#8217;attenzione che meriterebbe. E questo crea un circolo vizioso, soprattutto nei territori dove le donne lavorano di meno. <strong>Il rischio è che proprio in queste aree l&#8217;esigenza di servizi per la prima infanzia venga considerata secondaria</strong>, quando invece rappresenta la premessa per invertire tale tendenza. Per questa ragione un cambio di prospettiva è necessario.</p>



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<h3 class="wp-block-heading">Il livello di occupazione delle madri in Europa e in Italia</h3>



<p>Incrementare la presenza delle donne nel mondo del lavoro era uno degli obiettivi individuati nel 2002 a Barcellona per quanto riguarda gli asili nido e le scuole dell’infanzia. In quel contesto si stabilirono soglie europee per definire il <strong>livello minimo di presenza di questi servizi sul territorio</strong>.</p>


        <section class="glossary">
            <div>
                <mark>
																		Gli stati membri devono impegnarsi a offrire un servizio educativo ad almeno il 33% dei bambini sotto i 3 anni (asili nido) e ad almeno il 90% di quelli nell&#8217;età compresa fra i 3 anni e l’età dell’obbligo scolastico (scuole dell&#8217;infanzia).</br>
											                </mark>
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/che-cosa-prevedono-gli-obiettivi-di-barcellona-sugli-asili-nido/">
                &#8220;Che cosa prevedono gli obiettivi di Barcellona sugli asili nido&#8221;</a></span>

            </div>
        </section>
		


<p>Tali soglie sono poi state riviste tra il 2021 e il 2022.<strong> </strong>Rispetto agli asili nido, segmento essenziale perché riguarda i primi mesi di vita del bambino, è stato indicato un <strong>incremento tendenziale dal 33% al 45%</strong>. L&#8217;incremento è commisurato alla situazione di partenza ciascun paese: quelli che sono al di sotto del 20% dovrebbero incrementare il proprio indicatore di almeno il 90% mentre quelli che si trovano tra il 20% e il 33% dovrebbero riportare un miglioramento di almeno il 45% o raggiungere un tasso pari al 45%. L’Italia si trova all’interno di quest&#8217;ultimo gruppo, avendo riportato una percentuale pari al 30% nel 2022.</p>


        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/italia-a-3-punti-dallobiettivo-del-33-sugli-asili-nido/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Leggi anche
<br><strong>Italia a 3 punti dall’obiettivo del 33% sugli asili nido</strong></a>.</p>
        </section>
		





<p>Nonostante i risultati raggiunti finora, purtroppo la situazione nel nostro paese per quanto riguarda il tasso di occupazione femminile rimane complessa. Da questo punto di vista un primo elemento da tenere presente è che non esistono in Europa stati in cui la percentuale di donne con figli occupate è superiore a quella degli uomini. Considerando la media Ue possiamo osservare che il tasso di occupazione delle donne di età compresa tra i 20 e i 49 anni con figli di meno di 6 è pari al 67,8% mentre quello dei coetanei uomini è del 91,5%. <strong>L&#8217;Italia riporta una delle percentuali più basse per quanto riguarda il tasso di occupazione delle madri nel confronto con gli altri paesi europei</strong>.</p>


<div id="con-il-553-di-giovani-madri-occupate-litalia-e-uno-dei-paesi-europei-dove-il-divario-tra-donne-e-uomini-con-figli-occupati-e-piu-marcato" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>




        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">55,3% </span>il tasso di occupazione femminile in Italia nel 2023 considerando le donne di età compresa tra i 20 e i 49 anni con figli di meno di 6 anni.</p>
			        </section>
		


<p>Solo <strong>Grecia</strong> (54,8%), <strong>Romania</strong> (50,3%) e <strong>Repubblica Ceca</strong> (44,5%) riportano percentuali più basse. Il nostro paese si piazza poi sul podio tra gli stati Ue per divario più marcato tra uomini e donne occupati con figli. Il dato italiano infatti nel 2023 era di 35,4 punti percentuali di differenza. Solo <strong>Repubblica Ceca</strong> (51,3) e <strong>Grecia</strong> (37,1) riportavano un divario più ampio.</p>


            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-italia-il-divario-tra-occupati-uomini-e-donne-con-figli-e-molto-marcato/">In Italia il divario tra occupati uomini e donne con figli è molto marcato</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-italia-il-divario-tra-occupati-uomini-e-donne-con-figli-e-molto-marcato/">Tasso di occupazione delle persone 20-49 anni con almeno un figlio con meno di 6 anni nei paesi Ue, per genere (2023)</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1">
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                    </div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_299352_tab3"><p>Il grafico mostra il tasso di occupazione maschile, femminile e medio delle persone di età compresa tra i 20 e i 49 che hanno almeno un figlio con meno di 6 anni nei diversi paesi dell&#8217;Unione europea. Per Francia e Spagna la definizione del campione è diversa dalle altre. Per maggiori informazioni si vedano i <a href="https://ec.europa.eu/eurostat/cache/metadata/en/lfst_hh_esms.htm">metadati</a>.</p>
</div>
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                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione elaborazione openpolis – Con i Bambini su dati Eurostat                                                                <br>(ultimo aggiornamento: giovedì 12 Dicembre 2024)
                                        </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/03/in-italia-il-divario-tra-occupati-uomini-e-donne-con-figli-e-molto-marcato.png" target="_blank" download></a>
						                                                
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                            <p><label for="embed-chart-299352"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-299352" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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<div id="strillo-testo-block_e15e538047251e6144493b1616c1f4de" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>Il divario nel tasso di occupazione maschile e femminile tra chi ha figli è aumentato.</p>
			        </section>
		</div>



<p>Altro elemento importante da rimarcare è che nella stragrande maggioranza dei paesi europei il divario tra tasso di occupazione maschile e femminile è diminuito tra il 2014 e il 2023. <strong>Sono solo 7 i paesi in cui invece la differenza si è acuita, tra questi anche l’Italia</strong> per l&#8217;aumento relativamente superiore dei tassi di occupazione dei padri rispetto a quello delle madri. In questo periodo infatti il divario si è ulteriormente allargato di 3,3 punti percentuali. <strong>Romania</strong> (+10,3 punti percentuali), <strong>Grecia</strong> (+4,6) e <strong>Spagna</strong> (+3,4) sono gli unici paesi europei in cui tale tendenza risulta essere ancora più marcata rispetto all’Italia.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Offerta di nidi e occupazione femminile, un legame evidente</h3>



<p>I dati indicano chiaramente come <strong>alla nascita di un figlio sia soprattutto l&#8217;occupazione femminile a calare</strong>. In questa dinamica, è interessante osservare il ruolo degli asili nido e in generale dei servizi rivolti alla prima infanzia.</p>


<div id="nei-comuni-in-cui-ce-maggiore-offerta-di-nidi-si-registra-il-minore-squilibrio-tra-tasso-di-occupazione-maschile-e-femminile" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<p>Si può notare che <strong>i comuni con la maggiore parità di genere in termini di occupazione sono anche quelli con un&#8217;offerta di asili nido e servizi più capillare</strong>. Al contrario, <strong>nei comuni dove il tasso di occupazione maschile è doppio o anche più che doppio rispetto a quello femminile, la presenza di nidi risulta molto meno diffusa</strong>.</p>


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                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nei-comuni-con-piu-squilibrio-di-genere-nelloccupazione-ci-sono-meno-nidi/">Nei comuni con più squilibrio di genere nell&#8217;occupazione ci sono meno nidi</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nei-comuni-con-piu-squilibrio-di-genere-nelloccupazione-ci-sono-meno-nidi/">Posti in asili nido e servizi prima infanzia per 100 residenti 0-2 anni rispetto al rapporto tra occupazione maschile e femminile (2022)</a></h3>
                                    </div>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_298678_tab3"><p>Tutti i comuni italiani sono stati suddivisi in fasce in base al rapporto tra occupazione maschile e occupazione femminile. Per ciascuna fascia è stata calcolata l&#8217;offerta di asili nido e servizi per la prima infanzia rispetto ai residenti 0-2 anni in quei territori.</p>
</div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Istat                                                                <br>(ultimo aggiornamento: sabato 1 Gennaio 2022)
                                        </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/03/nei-comuni-con-piu-squilibrio-di-genere-nelloccupazione-ci-sono-meno-nidi.png" target="_blank" download></a>
						                                                
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                            <p><label for="embed-chart-298678"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-298678" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                </div>

                            </div>

			


<p>Tendenzialmente quindi l&#8217;occupazione femminile va di pari passo con l&#8217;offerta di servizi per la prima infanzia e viceversa. <strong>Una relazione che probabilmente va letta in entrambe le direzioni</strong>. Se più donne lavorano, ci sarà una maggiore pressione per aumentare ulteriormente l&#8217;offerta. Allo stesso tempo una maggiore disponibilità di servizi costituirà un supporto all&#8217;occupazione soprattutto femminile.</p>


<div id="strillo-testo-block_ebe5ae6f41e8a9e613e7462b90799393" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>Più donne lavorano e maggiore sarà la richiesta di posti in asilo nido. Più posti ci sono e più donne avranno l&#8217;opportunità di lavorare.</p>
			        </section>
		</div>



<p>Così <strong>nei comuni dove il tasso di occupazione di donne e uomini è più paritario, l&#8217;offerta di nidi e servizi prima infanzia raggiunge i 40 posti ogni 100 bambini</strong>. Dieci punti al di sopra della media nazionale (30%). Nei territori dove il rapporto tra tasso di occupazione maschile è tra 1,2 e 1,5 volte superiore rispetto a quello femminile, l&#8217;offerta scende al 26%. Dove gli uomini lavorano tra 1,5 e 2 volte più delle donne, i posti nido calano a 12 ogni 100 bambini. Addirittura a 7 posti ogni 100 minori dove il tasso di occupazione maschile è doppio o più che doppio di quello femminile.</p>



<p>Una relazione da leggere nei due sensi, ma che deve porre l&#8217;attenzione rispetto alla <strong>necessità di potenziare l&#8217;offerta di questi servizi sull&#8217;intero territorio nazionale</strong>.</p>


<div id="sono-tutti-del-centro-nord-i-10-comuni-capoluogo-con-piu-occupazione-femminile-in-queste-citta-lofferta-di-servizi-prima-infanzia-supera-la-media-nazionale" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<h3 class="wp-block-heading">Occupazione femminile e offerta di nidi, comune per comune</h3>



<p>Scendere a un livello territoriale più fine, comune per comune, aiuta a comprendere meglio la situazione attuale e le potenzialità di intervento su questo tema. In base ai dati del 2022, in entrambi gli ambiti considerati, <strong>i divari tra centro-nord e mezzogiorno appaiono molto netti, anche a livello comunale</strong>.</p>


            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/italia-a-2-velocita-sulloccupazione-femminile-e-sullofferta-di-nidi/">Italia a 2 velocità sull&#8217;occupazione femminile e sull&#8217;offerta di nidi</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/italia-a-2-velocita-sulloccupazione-femminile-e-sullofferta-di-nidi/">Tasso di occupazione femminile nella fascia d’età 25-49 anni e offerta di servizi prima infanzia nel comune (2022)</a></h3>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Istat                                                                <br>(ultimo aggiornamento: sabato 1 Gennaio 2022)
                                        </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-298671"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                            </div>

			


<p>Prendendo i capoluoghi, ad esempio, emerge come la situazione sia fortemente differenziata. Sono <strong>tutte dell&#8217;Italia centrosettentrionale le 10 città con più occupazione femminile</strong>: Belluno, Siena, Bolzano, Trento, Lodi, Prato, Cuneo, Modena, Lecco e Milano. In questi comuni, l&#8217;occupazione femminile oscilla tra il 75,7% del capoluogo lombardo e l&#8217;81,9% di Belluno. Analogamente, <strong>in tutte queste città l&#8217;offerta di servizi per la prima infanzia supera la media nazionale</strong> (30 posti ogni 100 bambini). Dai quasi 60 posti di Siena ai 35,1 di Cuneo.</p>



<p>Al contrario, <strong>sono tutte nel mezzogiorno le città italiane con l&#8217;occupazione femminile più bassa</strong>: Catania, Napoli, Palermo, Trapani, Andria, Taranto, Messina, Crotone, Siracusa e Trani. Comuni dove la percentuale di donne che lavora varia dal 42,1% di Catania al 47,4% di Trani e Siracusa. In parallelo, anche in termini di servizi per la prima infanzia l&#8217;offerta di posti è sistematicamente inferiore alla media nazionale. Si attesta appena a 8 posti ogni 100 bambini a Catania, e in nessuna di queste &#8211; con l&#8217;eccezione di Siracusa (27,4%) &#8211; raggiunge i 20 posti ogni 100 bambini.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Scarica, condividi e riutilizza i dati</h3>


        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Scarica i dati comunali, regione per regione</p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale%2Bpov%2Bedu/abruzzo.xls">Abruzzo</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale%2Bpov%2Bedu/basilicata.xls">Basilicata</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale%2Bpov%2Bedu/calabria.xls">Calabria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale%2Bpov%2Bedu/campania.xls">Campania</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale%2Bpov%2Bedu/emilia_romagna.xls">Emilia-Romagna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale%2Bpov%2Bedu/friuli_venezia_giulia.xls">Friuli-Venezia Giulia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale%2Bpov%2Bedu/lazio.xls">Lazio</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale%2Bpov%2Bedu/liguria.xls">Liguria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale%2Bpov%2Bedu/lombardia.xls">Lombardia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale%2Bpov%2Bedu/marche.xls">Marche</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale%2Bpov%2Bedu/molise.xls">Molise</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale%2Bpov%2Bedu/piemonte.xls">Piemonte</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale%2Bpov%2Bedu/puglia.xls">Puglia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale%2Bpov%2Bedu/sardegna.xls">Sardegna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale%2Bpov%2Bedu/sicilia.xls">Sicilia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale%2Bpov%2Bedu/toscana.xls">Toscana</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale%2Bpov%2Bedu/trentino_alto_adige.xls">Trentino-Alto Adige</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale%2Bpov%2Bedu/umbria.xls">Umbria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale%2Bpov%2Bedu/valle_d-aosta.xls">Valle d’Aosta</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale%2Bpov%2Bedu/veneto.xls">Veneto</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale%2Bpov%2Bedu/Totale_nazionale.xls">totale nazionale</a>.</p>
</div>
				            </div>
        </section>
		



<p>I contenuti dell’Osservatorio povertà educativa&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/cosa/poverta-educativa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">#conibambini</a>&nbsp;sono realizzati da openpolis con l’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell’articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l’obiettivo di creare un’unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di&nbsp;<em>data journalism</em>&nbsp;o anche per semplice consultazione. La fonte dei dati sulla disponibilità di posti in asilo nido e sul tasso di occupazione maschile e femminile a livello comunale è Istat.</p>



<p>Foto credit:&nbsp;<a href="https://it.freepik.com/foto-gratuito/donna-con-le-sue-due-figlie-carine-guardando-portatile_2610845.htm#fromView=search&amp;page=1&amp;position=39&amp;uuid=2eb425ae-1244-4742-9450-7f12070da84a&amp;query=madri+lavoratrici" target="_blank" rel="noreferrer noopener">freepik</a> –&nbsp;<a href="https://it.freepik.com/legal/terms-of-use#nav-freepik-license" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Licenza</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/il-legame-tra-offerta-di-nidi-e-occupazione-femminile/">Il legame tra offerta di nidi e occupazione femminile</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Come incide la povertà abitativa sulla vita dei minori</title>
		<link>https://www.openpolis.it/come-incide-la-poverta-abitativa-sulla-vita-dei-minori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jan 2025 09:15:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=298272</guid>

					<description><![CDATA[<p>In Italia il 16,2% di bambini e adolescenti vive in una casa con problemi strutturali, oltre il 40% in una situazione di sovraffollamento. Ricostruire il fenomeno in chiave territoriale è difficile, ma necessario per le politiche di contrasto alla povertà minorile.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/come-incide-la-poverta-abitativa-sulla-vita-dei-minori/">Come incide la povertà abitativa sulla vita dei minori</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[</p>
<p>La <strong>povertà abitativa</strong> colpisce ancora una quota ampia di bambini e ragazzi. Parliamo di famiglie costrette a vivere in alloggi con<strong> problemi strutturali</strong>, in situazioni di <strong>sovraffollamento</strong> o senza potersi <strong>permettere le spese</strong> per sostenere i costi dell&#8217;affitto o del mantenimento della casa.</p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">21,6% </span>delle famiglie in affitto si trova in povertà assoluta (<span data-sheets-root="1">4,7% tra quelle con la casa di proprietà).</span></p>
</section>
</p>
<p>A dicembre, i dati Istat pubblicati nell&#8217;ambito del <a href="https://gruppocrc.net/documento/i-diritti-dellinfanzia-e-delladolescenza-in-italia-3edizione/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">rapporto del gruppo Crc</a> (il gruppo di lavoro per la convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza) hanno fatto emergere un quadro piuttosto nitido. Nel 2023 in Italia il <strong>16,2% dei minori viveva in abitazioni con problemi strutturali o di umidità</strong>; mentre per oltre il 40% è stata riportata una situazione di sovraffollamento abitativo. Un&#8217;incidenza in calo rispetto a quanto emerso nel precedente rapporto (61%), ma che comunque cela differenze abbastanza marcate tra i territori.</p>
</p>
<p><strong>Divari territoriali che oggi, purtroppo, è molto difficile ricostruire in modo accurato</strong>, anche per la complessità di ricostruire informazioni come queste a livello locale con rilevazioni campionarie. Abbiamo approfondito il <strong>legame tra povertà abitativa e condizione minorile</strong>, anche incrociando le informazioni disponibili a livello locale sul disagio sociale con quelle sulla cattiva condizione delle abitazioni.</p>
</p>
<p><div class="content_block" id="custom_post_widget-135826"><p></p>
</div></p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Povertà abitativa e povertà educativa</h3>
</p>
<p>Nelle scorse settimane, abbiamo avuto modo di approfondire quanto la <strong>condizione strutturale </strong>degli edifici scolastici incida anche sull&#8217;esperienza didattica di bambini e ragazzi. E quanto sulla qualità dell&#8217;ambiente scolastico incidano fattori come il<a href="https://www.openpolis.it/la-qualita-dellambiente-scolastico-e-il-riscaldamento-a-scuola/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> funzionamento degli  impianti di riscaldamento</a> o la presenza di <a href="https://www.openpolis.it/a-quando-risale-ledilizia-scolastica-in-italia/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">scuole nuove e a norma</a>.</p>
</p>
<p><div id="la-condizione-abitativa-incide-sullo-sviluppo-e-sulle-opportunita-sociali-ed-educative-di-bambini-e-ragazzi" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<div id="strillo-testo-block_34cbbfb2d2f7e3351457bcd200c54257" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>La povertà abitativa è una minaccia per la crescita di bambini e ragazzi.</p>
</section></div>
</p>
<p>Ciò vale a maggior ragione per la <strong>casa in cui bambini e ragazzi vivono</strong> con la propria famiglia. In primo luogo per ragioni di <strong>salubrità degli ambienti</strong>: un alloggio non adeguatamente riscaldato o con problemi di umidità incide negativamente sulla salute di chi vi abita, a partire dai soggetti in età evolutiva. Vi sono poi anche <strong>aspetti educativi e sociali da tenere in considerazione</strong>. Una casa sovraffollata o piccola è una casa dove è più difficile avere uno spazio in cui studiare, fare i compiti, giocare. Situazioni in cui spesso è preclusa, o comunque molto limitata, la stessa <strong>possibilità di invitare degli amici</strong>.</p>
</p>
<p>Per tutte queste ragioni, ricostruire il fenomeno dei bambini e ragazzi che vivono in contesti abitativi disagevoli è <strong>fondamentale per impostare le politiche di contrasto alla povertà minorile</strong>. Un’esigenza tanto grande quanto la difficoltà di delineare un quadro in chiave territoriale, per una serie di motivi.</p>
</p>
<p><div id="162-dei-minori-vive-in-case-con-problemi-strutturali-o-di-umidita" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Povertà abitativa minorile: un fenomeno difficile da misurare</h3>
</p>
<p>Uno sforzo fondamentale in questo senso è quello fatto da Istat nell&#8217;ambito delle analisi per il gruppo Crc. In media in Italia il <strong>16,2% dei minori vive in case con problemi strutturali o di umidità</strong>, una quota che supera il 20% in Umbria, Sardegna, Emilia-Romagna, Lazio e Friuli Venezia Giulia. <strong>Ancora più diffuso è il fenomeno del sovraffollamento</strong>, riguardante oltre il 45% dei minori in Valle d&#8217;Aosta, Piemonte, Lazio, Lombardia e Puglia.</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-fattori-della-poverta-abitativa-tra-bambini-e-ragazzi-regione-per-regione/">I fattori della povertà abitativa tra bambini e ragazzi, regione per regione</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-fattori-della-poverta-abitativa-tra-bambini-e-ragazzi-regione-per-regione/">Percentuale di minori che vivono in abitazioni con problemi strutturali/umidità e in situazioni di sovraffollamento abitativo (2023)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
<div id="chart_298278_tab1" role="tab" aria-controls="chart_298278_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
<div id="chart_298278_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_298278_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/i-fattori-della-poverta-abitativa-tra-bambini-e-ragazzi-regione-per-regione/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="950" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="950" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/01/i-fattori-della-poverta-abitativa-tra-bambini-e-ragazzi-regione-per-regione.png" placeholder ></amp-img></p>
<div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div>
<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-fattori-della-poverta-abitativa-tra-bambini-e-ragazzi-regione-per-regione/">I fattori della povertà abitativa tra bambini e ragazzi, regione per regione &#8211; Percentuale di minori che vivono in abitazioni con problemi strutturali/umidità e in situazioni di sovraffollamento abitativo (2023)</a></div>
</p></div>
<div id="chart_298278_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_298278_tabpanel3"
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                             aria-labelledby="chart_298278_tab3"></p>
<p>I dati presentati, di fonte Istat, sono stati disaggregati su base regionale dall&#8217;istituto ai fini del Rapporto Crc. Dati non disponibili per Valle d’Aosta, Molise e Basilicata per l&#8217;indicatore sui problemi strutturali. Nei seguenti casi la numerosità campionaria ridotta (20 e 49 unità) rende il dato statisticamente poco significativo. Per i problemi strutturali e umidità: Trentino Alto Adige, Toscana Marche, Liguria, Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Sardegna, Umbria. Per il sovraffollamento: Friuli Venezia Giulia, Sardegna, Umbria, Valle d’Aosta, Molise e Basilicata.</p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Istat per Crc                                                                <br />(pubblicati: martedì 17 Dicembre 2024)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/01/i-fattori-della-poverta-abitativa-tra-bambini-e-ragazzi-regione-per-regione.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-298278"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-298278" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>Si tratta di dati solitamente rilasciati a livello nazionale. Per questo <strong>va ribadita l&#8217;importanza della disaggregazione offerta da Istat a livello regionale</strong>, in occasione del rapporto sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia. Una ricostruzione che però ovviamente sconta tutti i limiti delle rilevazioni campionarie. </p>
</p>
<p><div id="ricostruire-il-fenomeno-sul-territorio-e-pero-molto-complesso-data-la-difficolta-di-una-rilevazione-cosi-puntuale" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p>La bassa numerosità del campione rende infatti <strong>statisticamente poco significativo il dato di 8 regioni </strong>rispetto ai problemi strutturali vissuti dai bambini, mentre non è rilevabile quello di altri 3 territori (Valle d’Aosta, Molise e Basilicata). Anche l&#8217;altro indicatore di povertà abitativa è purtroppo da considerare statisticamente non significativo per 6 regioni. Da qui l&#8217;esigenza di<strong> ricostruire con una maggiore disaggregazione queste informazioni</strong>, avvalendoci dei dati raccolti in occasione del censimento generale.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Le case in cattive condizioni in Italia, comune per comune</h3>
</p>
<p>Poco prima della pandemia, l&#8217;istituto di statistica &#8211; nell&#8217;ambito della mappatura dei rischi presenti nel paese &#8211; aveva ricostruito i <strong>dati sulla condizione abitativa</strong>, purtroppo risalenti al censimento generale 2011, ai confini comunali del 2018.</p>
</p>
<p><div id="nellultimo-censimento-generale-era-emerso-come-il-22-delle-abitazioni-fosse-in-cattive-condizioni-quota-oltre-il-50-in-7-citta-tutte-del-sud" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p>Una volta analizzati, questi dati mostrano quanto l&#8217;<strong>incidenza di edifici residenziali in muratura in stato mediocre o pessimo</strong> risulti fortemente variabile sul territorio nazionale. Rispetto a una media nazionale del 22% di edifici in cattive condizioni, la <strong>quota superava il 50% in 7 capoluoghi, tutti del mezzogiorno</strong>: Foggia, Cosenza, Reggio Calabria, Messina, Salerno, Catania e Napoli.</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/lincidenza-delle-case-in-cattive-condizioni-sul-territorio-nazionale/">L’incidenza delle case in cattive condizioni sul territorio nazionale</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/lincidenza-delle-case-in-cattive-condizioni-sul-territorio-nazionale/">Percentuale di edifici residenziali in muratura con stato di conservazione mediocre o pessimo (2011)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
<div id="chart_298281_tab1" role="tab" aria-controls="chart_298281_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                         aria-labelledby="chart_298281_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/lincidenza-delle-case-in-cattive-condizioni-sul-territorio-nazionale/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/01/lincidenza-delle-case-in-cattive-condizioni-sul-territorio-nazionale.png" placeholder ></amp-img></p>
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<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/lincidenza-delle-case-in-cattive-condizioni-sul-territorio-nazionale/">L’incidenza delle case in cattive condizioni sul territorio nazionale &#8211; Percentuale di edifici residenziali in muratura con stato di conservazione mediocre o pessimo (2011)</a></div>
</p></div>
<div id="chart_298281_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_298281_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
<div id="chart_298281_tabpanel3" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-3"
                             aria-labelledby="chart_298281_tab3"></p>
<p>I dati sono stati raccolti in occasione del censimento generale (2011) e ricondotti ai confini comunali del 2018. La classificazione degli edifici residenziali in ‘ottimo’, ‘buono’, ‘mediocre’ o ‘pessimo’ stato di conservazione era l&#8217;esito della valutazione effettuata sul campo dai rilevatori censuari ai fini del censimento generale del 2011. L’assegnazione di una delle suddette modalità al singolo edificio era frutto dell’osservazione di alcuni elementi (condizioni del tetto, intonaco, infissi ed eventuale presenza di danni strutturali evidenti, ecc.), rispetto ai quali i rilevatori comunali avevano ricevuto una specifica formazione. Va tenuto presente che – come specificato da Istat – le istruzioni e la formazione ricevuta dai rilevatori erano finalizzate alla realizzazione di un’indagine di carattere statistico.</p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong><span data-sheets-root="1">elaborazione openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Istat (mappa rischi)</span>                                                                <br />(ultimo aggiornamento: lunedì 1 Gennaio 2018)
                                        </p>
</p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-298281"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-298281" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>L&#8217;incidenza di case in stato di conservazione mediocre o pessimo era risultata invece <strong>inferiore al 10% in 19 città</strong>. Si tratta di <strong>capoluoghi in massima parte del centro-nord</strong>, con l&#8217;eccezione della molisana Isernia. Una classifica in cui spiccano, con meno del 7% del patrimonio abitativo in cattivo stato, Siena, Brescia, Modena, Vercelli e Arezzo.</p>
</p>
<p>Parliamo di dati rilevati in modo puntuale da operatori appositamente formati nel corso del censimento del 2011 e la<strong> situazione da allora è quindi sicuramente cambiata</strong>. Tuttavia un aspetto che emerge incrociando quei dati, raccolti allora, con quelli rilevati contestualmente sulle famiglie con figli in disagio, è la correlazione tra i due fenomeni.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">La relazione tra disagio familiare e povertà abitativa</h3>
</p>
<p>Tendenzialmente, <strong>un territorio con molte famiglie in difficoltà economica&nbsp;è anche un territorio dove la condizione degli edifici residenziali risulta peggiore</strong>. In media, sulla scorta di quanto rilevato nell&#8217;ultimo censimento generale, come detto la quota di edifici residenziali in stato di conservazione mediocre o pessimo si attestava sul 22%. Mentre la <strong>quota di famiglie in potenziale disagio era pari al 2,7%</strong>.</p>
</p>
<p>Per quanto riguarda quest&#8217;ultimo indicatore, parliamo di una stima del disagio economico rilevata calcolando la&nbsp;percentuale di<strong> famiglie con figli in cui la persona di riferimento ha fino a 64 anni e dove nessun componente è occupato o in pensione</strong>. Caratteristiche che molto probabilmente indicano una situazione di forte disagio.</p>
</p>
<p><div id="nel-mezzogiorno-e-particolarmente-evidente-la-relazione-tra-incidenza-di-famiglie-con-figli-in-disagio-e-cattive-condizioni-abitative" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p>I dati allora raccolti avevano fatto emergere una forte <strong>relazione territoriale tra i due fenomeni</strong>: sono infatti le province del sud e delle isole quelle caratterizzate dalla maggiore incidenza sia delle famiglie con figli in potenziale disagio, sia degli edifici in cattive condizioni.</p>
</p>
<p>Come si osserva dal grafico, nel quadrante in alto a destra &#8211; ovvero quello dove si collocano i territori che superano entrambe le medie nazionali &#8211; <strong>compaiono quasi esclusivamente province del mezzogiorno</strong>, con la sola eccezione di Frosinone.</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-mezzogiorno-piu-famiglie-in-disagio-e-abitazioni-in-cattive-condizioni/">Nel mezzogiorno più famiglie in disagio e abitazioni in cattive condizioni</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-mezzogiorno-piu-famiglie-in-disagio-e-abitazioni-in-cattive-condizioni/">Ogni punto è una provincia italiana: in basso a sinistra quelle con meno famiglie in disagio e meno edifici residenziali in cattive condizioni; viceversa in alto a destra </a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
<div id="chart_298288_tab1" role="tab" aria-controls="chart_298288_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
<div id="chart_298288_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_298288_tab1"><br />
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<div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div>
<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-mezzogiorno-piu-famiglie-in-disagio-e-abitazioni-in-cattive-condizioni/">Nel mezzogiorno più famiglie in disagio e abitazioni in cattive condizioni &#8211; Ogni punto è una provincia italiana: in basso a sinistra quelle con meno famiglie in disagio e meno edifici residenziali in cattive condizioni; viceversa in alto a destra </a></div>
</p></div>
<div id="chart_298288_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_298288_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
<div id="chart_298288_tabpanel3" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-3"
                             aria-labelledby="chart_298288_tab3"></p>
<p>Per stimare l’incidenza delle famiglie in potenziale disagio economico, viene calcolato il rapporto percentuale tra il numero di famiglie con figli con la persona di riferimento in età fino a 64 anni nelle quali nessun componente è occupato o ritirato dal lavoro e il totale delle famiglie. Caratteristiche che molto probabilmente indicano una situazione di forte disagio.</p>
<p>Il dato sulla quota di edifici residenziali in cattive condizioni è calcolato sommando la percentuale di edifici residenziali in muratura in stato di conservazione mediocre con quelli in stato pessimo. Entrambi gli indicatori sono stati elaborati a partire dalle informazioni raccolte nel censimento generale 2011.</p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong><span data-sheets-root="1">elaborazione openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Istat</span>                                                                <br />(ultimo aggiornamento: domenica 9 Ottobre 2011)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/01/nel-mezzogiorno-piu-famiglie-in-disagio-e-abitazioni-in-cattive-condizioni.png" target="_blank" download></a></p></div>
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                                          data-param-text="Nel mezzogiorno più famiglie in disagio e abitazioni in cattive condizioni"
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                                          data-param-text="Nel mezzogiorno più famiglie in disagio e abitazioni in cattive condizioni"
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                                          data-param-text="Nel mezzogiorno più famiglie in disagio e abitazioni in cattive condizioni - https://www.openpolis.it/numeri/nel-mezzogiorno-piu-famiglie-in-disagio-e-abitazioni-in-cattive-condizioni/"
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<div>
<p><label for="embed-chart-298288"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-298288" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>Si tratta di dati che, pur risalendo a un&#8217;altra fase storica, fanno <strong>emergere una tendenza da non sottovalutare</strong>. Da aggiornare nei prossimi mesi, in sinergia con le indagini condotte da Istat con il censimento permanente. In modo da poter disporre di <strong>informazioni aggiornate su un fenomeno riguardante così tanti bambini e ragazzi</strong> sul territorio nazionale.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Scarica, condividi e riutilizza i dati</h3>
</p>
<section class="download">
<div class="dw-content">
<div class="intro">
<p>Scarica i dati, regione per regione</p>
</div>
<div class="files">
<p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/edifici_stato_conservazione/Abruzzo.xls" target="_blank" rel="noopener">Abruzzo</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/edifici_stato_conservazione/Basilicata.xls" target="_blank" rel="noopener">Basilicata</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/edifici_stato_conservazione/Calabria.xls" target="_blank" rel="noopener">Calabria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/edifici_stato_conservazione/Campania.xls" target="_blank" rel="noopener">Campania</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/edifici_stato_conservazione/Emilia-Romagna.xls" target="_blank" rel="noopener">Emilia-Romagna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/edifici_stato_conservazione/Friuli-Venezia+Giulia.xls" target="_blank" rel="noopener">Friuli-Venezia Giulia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/edifici_stato_conservazione/Lazio.xls" target="_blank" rel="noopener">Lazio</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/edifici_stato_conservazione/Liguria.xls" target="_blank" rel="noopener">Liguria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/edifici_stato_conservazione/Lombardia.xls" target="_blank" rel="noopener">Lombardia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/edifici_stato_conservazione/Marche.xls" target="_blank" rel="noopener">Marche</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/edifici_stato_conservazione/Molise.xls" target="_blank" rel="noopener">Molise</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/edifici_stato_conservazione/Piemonte.xls" target="_blank" rel="noopener">Piemonte</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/edifici_stato_conservazione/Puglia.xls" target="_blank" rel="noopener">Puglia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/edifici_stato_conservazione/Sardegna.xls" target="_blank" rel="noopener">Sardegna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/edifici_stato_conservazione/Sicilia.xls" target="_blank" rel="noopener">Sicilia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/edifici_stato_conservazione/Toscana.xls" target="_blank" rel="noopener">Toscana</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/edifici_stato_conservazione/Trentino-Alto+Adige.xls" target="_blank" rel="noopener">Trentino-Alto Adige</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/edifici_stato_conservazione/Umbria.xls" target="_blank" rel="noopener">Umbria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/edifici_stato_conservazione/Valle+d'Aosta.xls" target="_blank" rel="noopener">Valle d’Aosta</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/edifici_stato_conservazione/Veneto.xls" target="_blank" rel="noopener">Veneto</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/edifici_stato_conservazione/Totale_Nazionale.xls" target="_blank" rel="noopener">Totale nazionale</a>.</p>
</div></div>
</section>
</p>
<p>I contenuti dell’Osservatorio povertà educativa&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/poverta-educativa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">#conibambini</a>&nbsp;sono realizzati da openpolis con l’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell’articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l’obiettivo di creare un’unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di&nbsp;<em>data journalism</em>&nbsp;o anche per semplice consultazione. I dati relativi agli edifici per stato di conservazione sono di fonte Istat (mappa rischi) e sono relativi al censimento 2011.</p>
</p>
<p>Foto: Unsplash <a href="https://unsplash.com/it/foto/persona-seduta-sulla-finestra-delledificio-5agQPeI7OhY" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ivan Mandić</a><span style="font-size: revert; font-family: Roboto, -apple-system, BlinkMacSystemFont, &quot;Segoe UI&quot;, Roboto, Oxygen-Sans, Ubuntu, Cantarell, &quot;Helvetica Neue&quot;, sans-serif;"> &#8211; </span><a href="https://unsplash.com/it/licenza" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Licenza</a></p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/come-incide-la-poverta-abitativa-sulla-vita-dei-minori/">Come incide la povertà abitativa sulla vita dei minori</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>I divari nell&#8217;offerta di musei in Italia</title>
		<link>https://www.openpolis.it/i-divari-nellofferta-di-musei-in-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 May 2024 07:05:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=286460</guid>

					<description><![CDATA[<p>Dopo la pandemia i visitatori dei musei italiani tornano sopra i 100 milioni. Nel 2022 quasi 3 strutture su 4 hanno organizzato visite guidate per gruppi scolastici. Tuttavia sul territorio restano ampi i divari nell'offerta rispetto ai minori residenti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/i-divari-nellofferta-di-musei-in-italia/">I divari nell&#8217;offerta di musei in Italia</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[</p>
<p>Cresce il numero di <strong>visitatori dei musei italiani.</strong> Dopo il crollo della fase pandemica, nel 2022 siamo tornati sopra la soglia dei 100 milioni di visitatori. Quasi 3 volte il minimo raggiunto nella pandemia, anche se ancora distante dai 130 milioni sfiorati nel 2019.</p>
</p>
<p><div id="108-milioni-i-visitatori-dei-musei-nel-2022-un-dato-in-crescita-ma-ancora-inferiore-del-17-rispetto-ai-livelli-pre-pandemia" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p>I 108 milioni di visitatori di musei e istituti similari registrati nell&#8217;ultimo anno disponibile sono infatti ancora il 17% in meno rispetto a quelli registrati nell&#8217;ultimo anno prima dell&#8217;emergenza Covid.</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2022-aumentano-i-visitatori-di-musei-ma-ancora-17-rispetto-al-pre-pandemia/">Nel 2022 aumentano i visitatori di musei, ma ancora -17% rispetto al pre-pandemia</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2022-aumentano-i-visitatori-di-musei-ma-ancora-17-rispetto-al-pre-pandemia/">Numero di visitatori di musei e istituti similari (2011-2022)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
<div id="chart_286651_tab1" role="tab" aria-controls="chart_286651_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
<div id="chart_286651_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_286651_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/nel-2022-aumentano-i-visitatori-di-musei-ma-ancora-17-rispetto-al-pre-pandemia/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/05/nel-2022-aumentano-i-visitatori-di-musei-ma-ancora-17-rispetto-al-pre-pandemia.png" placeholder ></amp-img></p>
<div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div>
<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2022-aumentano-i-visitatori-di-musei-ma-ancora-17-rispetto-al-pre-pandemia/">Nel 2022 aumentano i visitatori di musei, ma ancora -17% rispetto al pre-pandemia &#8211; Numero di visitatori di musei e istituti similari (2011-2022)</a></div>
</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Istat                                                                <br />(ultimo aggiornamento: martedì 19 Dicembre 2023)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/05/nel-2022-aumentano-i-visitatori-di-musei-ma-ancora-17-rispetto-al-pre-pandemia.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-286651"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-286651" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>La <strong>pandemia ha comportato un vero e proprio crollo negli accessi ai musei</strong>, dovuto alla necessità del distanziamento sociale e alle conseguenti chiusure. Un fenomeno che &#8211; allo stesso modo &#8211;<strong> ha riguardato anche altre attività culturali </strong>che richiedono la presenza fisica.</p>
</p>
<p>Una crisi che, seppure in via di ristabilimento, non sembra ancora del tutto conclusa nel 2022. Ma <strong>come sta impattando, in uscita dalla pandemia, sull&#8217;accesso alla cultura di bambini e ragazzi?</strong> <a href="https://www.openpolis.it/il-lento-ritorno-al-museo-nel-post-pandemia/#il-calo-di-accessi-seguito-al-covid-ha-colpito-molto-di-piu-i-minori" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Come abbiamo avuto modo di raccontare</a>, si tratta della fascia d&#8217;età che era stata più colpita in questo senso. Come si sono attrezzate le istituzioni educative, da quelle scolastiche, agli stessi musei per <strong>riavvicinare i giovani dopo il superamento dell&#8217;emergenza</strong>?</p>
</p>
<p>Analizzando i dati provenienti dal censimento di Istat dei musei e istituzioni similari attive in Italia, emerge come <strong>gran parte delle strutture</strong> &#8211; in modo peraltro abbastanza generalizzato sul territorio nazionale &#8211; <strong>abbia organizzato visite guidate per gruppi scolastici nel corso del 2022</strong>. Restano invece differenze, anche piuttosto ampie, nell&#8217;offerta stessa di musei, specie se confrontata con i minori residenti sul territorio.</p>
</p>
<p><div class="content_block" id="custom_post_widget-135826"><p></p>
</div></p>
<p><div id="739-i-musei-che-nel-2022-hanno-organizzato-visite-guidate-per-gruppi-scolastici" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">La sinergia tra scuole e musei per avvicinare i più giovani</h3>
</p>
<p>In media, nel 2022 <strong>in quasi 3 musei su 4 si sono svolte visite guidate per gruppi scolastici</strong>. Parliamo di oltre tremila strutture sulle 4.416 censite da Istat come attive in quell&#8217;anno.</p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">73,9% </span>i musei che nel 2022 hanno organizzato visite guidate per gruppi scolastici.</p>
</section>
</p>
<p>Una quota inferiore di strutture (44,8%) ha invece tenuto laboratori didattici dedicati ai gruppi scolastici. Mentre circa il 30% dei musei ha attivato vere e proprie partnership con il mondo della scuola.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Un gap nell&#8217;offerta di strutture, prima ancora che nelle attività svolte</h3>
</p>
<p>Si tratta <strong>evidentemente di attività a impegno crescente</strong>: perciò non stupisce che la quota di musei che hanno organizzato visite guidate sia superiore a quella delle strutture che hanno tenuto laboratori. E che, prevedibilmente, è a sua volta superiore alla costituzione di progetti formali di collaborazione con gli istituti scolastici.</p>
</p>
<p><div id="tra-nord-e-sud-a-essere-ampi-non-sono-tanto-i-divari-nelle-visite-guidate-quanto-la-disponibilita-stessa-di-musei-sul-territorio" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p>Con questa premessa, <strong>esiste un divario territoriale nell&#8217;attivazione di questi progetti, seppure meno marcato di quanto ci si potrebbe aspettare</strong>. <strong>Visite guidate </strong>sono state organizzate in oltre il 70% dei musei di tutte le aree del paese: dal 75,8% nel nord-ovest al 71,1% nelle isole, anche se tra le regioni il quadro è molto più differenziato: 80,5% in Lombardia, meno del 60% in Molise (54,3%) e Valle d&#8217;Aosta (47,9%). </p>
</p>
<p>Nell&#8217;organizzazione di <strong>laboratori dedicati alle scolaresche</strong>, la quota del 40% è superata in quasi tutte le aree del paese (con l&#8217;eccezione delle isole, 35%): 48,5% nel centro Italia, 47,6% nel nord-ovest, 43,5% nel sud, 43,2% nel nord-est.</p>
</p>
<p>Nell&#8217;<strong>attivazione di partenariati con le scuole</strong>, spicca ad esempio il sud continentale. Qui il 33,7% dei musei dichiara di averne attivati, più della media nazionale (30,1%), con differenze interne però tra il 40,4% della Campania e il 14,3% del Molise. </p>
</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/parole/che-cosa-sono-le-aree-interne/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Cosa sono le aree interne?<br />
<br /><strong>Vai al glossario</strong></a>.</p>
</section>
</p>
<p>Divari molto più ampi si registrano soprattutto tra città maggiori e aree interne: <strong>nei comuni periferici e ultraperiferici la quota di musei che ha attivato questi percorsi educativi è sistematicamente più bassa</strong>.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Il divario che resta nell&#8217;offerta di musei</h3>
</p>
<p>Oltre alle differenze rispetto alle attività svolte dai musei, è la stessa disponibilità sul territorio a variare molto, specie se confrontata con i minori residenti nel paese.</p>
</p>
<p><div id="in-italia-sono-48-i-musei-ogni-10mila-residenti-tra-0-e-17-anni" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p>In media sono presenti in Italia 4,8 musei ogni 10mila residenti con meno di 18 anni. Un dato variabile tra le aree del paese: dai 7 musei ogni 10mila minori del centro Italia ai 2,9 del sud continentale.</p>
</p>
<p>Ma questa distanza, già molto ampia, emerge <strong>ancora più netta man mano che si approfondisce il dato in chiave territoriale</strong>. In Puglia e Campania vi sono circa due musei ogni 10mila minori, meno della metà della media nazionale. </p>
</p>
<p>Questo dato, ovviamente, di per sé <strong>non è sufficiente a segnalare una situazione critica</strong>: la presenza di strutture da sola non è infatti un indicatore sufficiente, se mancano servizi ulteriori e percorsi didattici per la fruizione dei materiali educativi. Tuttavia, restituisce comunque un quadro sulla diffusione di tali strutture sul territorio nazionale.</p>
</p>
<p><div id="412-musei-ogni-10mila-minori-a-siena-mentre-a-ragusa-e-messina-sono-09" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/lofferta-di-musei-per-minore-e-maggiore-nei-comuni-del-centro-italia/">L&#8217;offerta di musei per minore è più ampia nei comuni del centro Italia</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/lofferta-di-musei-per-minore-e-maggiore-nei-comuni-del-centro-italia/">Numero di musei ogni 10.000 abitanti 0-17 anni (2022)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                         aria-labelledby="chart_286867_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/lofferta-di-musei-per-minore-e-maggiore-nei-comuni-del-centro-italia/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/05/lofferta-di-musei-per-minore-e-maggiore-nei-comuni-del-centro-italia.png" placeholder ></amp-img></p>
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<p></amp-iframe>                        </p>
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</p></div>
<div id="chart_286867_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_286867_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
<div id="chart_286867_tabpanel3" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-3"
                             aria-labelledby="chart_286867_tab3"></p>
<p>I dati presentati derivano dall’indagine sui musei e gli istituti similari effettuata da Istat. Sono stati messi in relazione con il numero di residenti tra 0 e 17 anni nel 2022.</p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Istat                                                                <br />(pubblicati: lunedì 26 Febbraio 2024)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/05/lofferta-di-musei-per-minore-e-maggiore-nei-comuni-del-centro-italia.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-286867"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-286867" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>Rispetto ai 4,8 musei ogni 10mila residenti 0-17 anni sono ampie le distanze tra le città. Tra i capoluoghi, si va dai 41,2 i musei ogni 10mila minori a <strong>Siena</strong>, mentre a <strong>Ragusa</strong> e <strong>Messina</strong> sono 0,9. È soprattutto nei comuni del sud che emerge una minore diffusione dei musei. I 10 capoluoghi con minore dotazione di istituti museali si trovano in 7 casi nel mezzogiorno. </p>
</p>
<p>Oltre a Ragusa e Messina, già citate, spiccano <strong>Foggia</strong> e <strong>Teramo</strong> (1,3 musei ogni 10mila minori ciascuno). Poco sopra, in termini di offerta, <strong>Taranto</strong> e <strong>Latina</strong> (entrambe a 1,4), <strong>Frosinone</strong> (1,5), <strong>Monza</strong> (1,6), <strong>Andria</strong> (1,8) e <strong>Bari</strong> (2,0). </p>
</p>
<p>Al contrario, <strong>con l&#8217;eccezione di Carbonia, tutte le prime 10 città con maggiore offerta di musei rispetto ai minori residenti si trovano nel centro-nord</strong>. Oltre alla già citata Siena, Carbonia (con 17 musei ogni 10mila residenti sotto i 18 anni), Mantova (14,5), Ascoli Piceno (13,7), Imperia (13,6), Pistoia (12,4), Aosta (12,4), Firenze (12,3), Pisa (11,9) e Trieste (11,8).</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Scarica, condividi e riutilizza i dati</h3>
</p>
<section class="download">
<div class="dw-content">
<div class="intro">
<p>Scarica i dati comunali, regione per regione</p>
</div>
<div class="files">
<p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/musei_2022/Abruzzo.xls" target="_blank" rel="noopener">Abruzzo</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/musei_2022/Basilicata.xls" target="_blank" rel="noopener">Basilicata</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/musei_2022/Calabria.xls" target="_blank" rel="noopener">Calabria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/musei_2022/Campania.xls" target="_blank" rel="noopener">Campania</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/musei_2022/Emilia-Romagna.xls" target="_blank" rel="noopener">Emilia-Romagna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/musei_2022/Friuli-Venezia+Giulia.xls" target="_blank" rel="noopener">Friuli-Venezia Giulia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/musei_2022/Lazio.xls" target="_blank" rel="noopener">Lazio</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/musei_2022/Liguria.xls" target="_blank" rel="noopener">Liguria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/musei_2022/Lombardia.xls" target="_blank" rel="noopener">Lombardia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/musei_2022/Marche.xls" target="_blank" rel="noopener">Marche</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/musei_2022/Molise.xls" target="_blank" rel="noopener">Molise</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/musei_2022/Piemonte.xls" target="_blank" rel="noopener">Piemonte</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/musei_2022/Puglia.xls" target="_blank" rel="noopener">Puglia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/musei_2022/Sardegna.xls" target="_blank" rel="noopener">Sardegna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/musei_2022/Sicilia.xls" target="_blank" rel="noopener">Sicilia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/musei_2022/Toscana.xls" target="_blank" rel="noopener">Toscana</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/musei_2022/Trentino-Alto+Adige.xls" target="_blank" rel="noopener">Trentino-Alto Adige</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/musei_2022/Umbria.xls" target="_blank" rel="noopener">Umbria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/musei_2022/Valle+d'Aosta.xls" target="_blank" rel="noopener">Valle d’Aosta</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/musei_2022/Veneto.xls" target="_blank" rel="noopener">Veneto</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/musei_2022/Totale_nazionale.xls" target="_blank" rel="noopener">Totale nazionale</a>.</p>
</div></div>
</section>
</p>
<p>I contenuti dell&#8217;Osservatorio povertà educativa&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/cosa/poverta-educativa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">#conibambini</a>&nbsp;sono realizzati da openpolis con l&#8217;impresa sociale Con i Bambini nell&#8217;ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell&#8217;articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l&#8217;obiettivo di creare un&#8217;unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di&nbsp;<em>data journalism</em>&nbsp;o anche per semplice consultazione. Le fonti dei dati utilizzate sono Istat, censimento permanente e microdati sui musei.</p>
</p>
<p>Foto: <a href="https://pixabay.com/it/photos/telegramma-bambini-museo-storico-7785843/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Turi Kammer (Pixabay)</a> &#8211; <a href="https://pixabay.com/it/service/terms/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Licenza</a></p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/i-divari-nellofferta-di-musei-in-italia/">I divari nell&#8217;offerta di musei in Italia</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Quali informazioni condividono sul Pnrr i comuni e le città metropolitane</title>
		<link>https://www.openpolis.it/quali-informazioni-condividono-sul-pnrr-i-comuni-e-le-citta-metropolitane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Dal Poggetto]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Apr 2024 07:15:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=286893</guid>

					<description><![CDATA[<p>Mentre ancora scarseggiano le informazioni sul nuovo piano a livello nazionale, siamo andati a vedere cosa pubblicano sui propri siti web i comuni e le città metropolitane. Ne è emerso un quadro molto disomogeneo. </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/quali-informazioni-condividono-sul-pnrr-i-comuni-e-le-citta-metropolitane/">Quali informazioni condividono sul Pnrr i comuni e le città metropolitane</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[</p>
<p>La carenza di informazioni chiare e puntuali sul <strong>piano nazionale di ripresa e resilienza</strong> (Pnrr) è una criticità che denunciamo sin dal 2021. La situazione in questo senso si è aggravata a seguito dell&#8217;<a href="https://www.consilium.europa.eu/en/documents-publications/public-register/public-register-search/?WordsInSubject=&amp;WordsInText=&amp;DocumentNumber=16051%2F23&amp;InterinstitutionalFiles=&amp;DocumentTypes=&amp;DateFrom=&amp;DateTo=&amp;MeetingDateFrom=&amp;MeetingDateTo=&amp;DocumentLanguage=EN&amp;OrderBy=DOCUMENT_DATE+DESC" target="_blank" rel="noreferrer noopener">approvazione della proposta di revisione del piano italiano</a> da parte delle istituzioni europee lo scorso dicembre. Solo recentemente, con la pubblicazione del decreto <a href="https://www.openpolis.it/come-saranno-finanziate-le-misure-stralciate-dal-pnrr/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pnrr quater</a> e della <a href="https://www.italiadomani.gov.it/content/dam/sogei-ng/documenti/iv_relazione_al_parlamento_sezi.pdf">quarta relazione</a> per il parlamento, le nubi si sono un po&#8217; diradate. Nonostante questi aggiornamenti tuttavia il quadro è tutt&#8217;altro che esaustivo.</p>
</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/a-che-punto-e-la-spesa-dei-fondi-del-pnrr/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Leggi anche<br />
<br /><strong>A che punto è la spesa dei fondi del Pnrr</strong></a>.</p>
</section>
</p>
<p>In questo contesto piuttosto complicato anche gli <strong>enti territoriali</strong>, che giocano un ruolo importante nell’attuazione del Pnrr, possono fare molto per fornire informazioni ai cittadini. Compensando almeno in parte le lacune delle amministrazioni centrali. In un <a href="https://www.openpolis.it/i-divari-regionali-nellaccesso-ai-dati-sul-pnrr/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">precedente approfondimento</a> abbiamo visto quali sono i dati messi a disposizione dalle regioni, adesso invece ci soffermeremo sulle <strong>città metropolitane</strong> e su alcuni dei <strong>comuni</strong> più popolosi del paese.&nbsp;</p>
</p>
<p><div id="il-governo-e-responsabile-della-pubblicazione-di-informazioni-sul-pnrr-ma-anche-gli-enti-territoriali-possono-fare-molto-in-questo-senso" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">13 su 15 </span><span style="font-weight: 400">i comuni che ricevono più fondi Pnrr che hanno allestito un sito o una sezione dedicata ai progetti che realizzeranno.</span></p>
</section>
</p>
<p>Quello che emerge dall’analisi è un <strong>quadro piuttosto disomogeneo tra i territori</strong>. Si passa infatti da situazioni vicine all&#8217;eccellenza ad altre dove invece l’accesso alle informazioni per i cittadini è molto complicato. In generale gli aspetti più critici riguardano i <strong>dati sulla spesa sostenuta</strong>, che non sono quasi mai presenti, e la disponibilità di <strong>file in formato aperto</strong>. Elementi fondamentali per condurre analisi e confronti.</p>
</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Le informazioni messe a disposizione, cosa cerchiamo</h3>
</p>
<p>Prima di passare in rassegna i dati condivisi dai comuni e dalle città metropolitane sono importanti alcune premesse. In primo luogo, è bene sottolineare che <strong>il Pnrr stesso individua nel governo il soggetto competente alla pubblicazione di informazioni</strong> riguardanti i progetti finanziati.</p>
</p>
<div id="strillo-testo-block_6f7ca755f222b88b757104281222dc2d" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Il governo è responsabile della pubblicazione dai dati sul Pnrr.</p>
</section></div>
</p>
<p>Nonostante ciò, in una recente <a href="https://www.governo.it/it/articolo/pnrr-approvata-cabina-di-regia-la-iv-relazione-sullo-stato-di-attuazione-del-piano/25049" target="_blank" rel="noreferrer noopener">conferenza stampa</a> il ministro <strong>Raffaele Fitto</strong> ha scaricato proprio sugli enti territoriali la responsabilità della mancanza di informazioni aggiornate sul Pnrr. <strong>Molte amministrazioni locali infatti, secondo il ministro, non sarebbero particolarmente solerti nel caricare i dati</strong> su Regis, la piattaforma creata ad hoc per la rendicontazione del piano.</p>
</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>Nel decreto legge inseriremo degli elementi che daranno un’accelerazione nell’inserimento dei dati.</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.governo.it/it/articolo/pnrr-approvata-cabina-di-regia-la-iv-relazione-sullo-stato-di-attuazione-del-piano/25049" target="_blank">&#8211; Raffaele Fitto, 22 febbraio 2024.</a>
									            </div>
</section>
</p>
<p>Tornando alla condivisione pubblica di informazioni da parte degli enti locali, abbiamo individuato <strong>8 criteri</strong> per la nostra analisi:</p>
</p>
<ul class="wp-block-list">
<li>presenza di un sito dedicato al Pnrr o di una sezione apposita all’interno del portale istituzionale dell’ente;&nbsp;</li>
</p>
<li>disponibilità di dati in formato aperto;&nbsp;</li>
</p>
<li>presenza di grafici e mappe che aiutino i cittadini a comprendere l’impatto effettivo del Pnrr sul territorio;&nbsp;</li>
</p>
<li>possibilità di recuperare facilmente i bandi Pnrr pubblicati e conoscerne gli esiti;&nbsp;</li>
</p>
<li>presenza di un elenco dettagliato dei progetti finanziati;&nbsp;</li>
</p>
<li>disponibilità di informazioni sullo stato di avanzamento degli interventi;&nbsp;</li>
</p>
<li>notizie sulle spese già sostenute;&nbsp;</li>
</p>
<li>localizzazione dei progetti sul territorio.</li>
</ul>
</p>
<p>Un altro fattore trasversale di cui abbiamo tenuto conto è la <strong>facilità con cui queste informazioni sono reperibili anche per i non addetti ai lavori</strong>. Un elemento importante che non deve essere sottovalutato.</p>
</p>
<p><div id="tra-i-15-comuni-che-ricevono-piu-fondi-del-pnrr-13-hanno-creato-un-sito-ad-hoc-o-una-sezione-dedicata-sul-loro-portale" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">La situazione dei comuni</h3>
</p>
<p>Ovviamente è impossibile passare in rassegna i portali istituzionali di tutti gli oltre 8mila comuni italiani. Per cui in questo articolo abbiamo scelto di <strong>approfondire l’analisi di 15 enti</strong>. </p>
</p>
<div id="strillo-testo-block_8ac236f18a03aa73cecc358b3372d7d4" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>I comuni pubblicano dati sui progetti di loro diretta competenza.</p>
</section></div>
</p>
<p>Il primo dato che emerge è che <strong>in 13 casi dei 15 analizzati sono stati predisposti dei siti ad hoc o comunque delle sezioni dedicate</strong> all’interno dei portali istituzionali. In 11 casi invece è possibile reperire un elenco con informazioni sufficientemente dettagliate sui progetti gestiti dai comuni. </p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/pnrr-palermo-e-il-comune-che-fornisce-piu-informazioni/">Pnrr, Palermo è il comune che fornisce più informazioni</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/pnrr-palermo-e-il-comune-che-fornisce-piu-informazioni/">Le informazioni messe a disposizione dei propri cittadini dai comuni</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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                         aria-labelledby="chart_286661_tab1"><br />
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<p></amp-iframe>                        </p>
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis                                                                <br />(ultimo aggiornamento: martedì 9 Aprile 2024)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/04/pnrr-palermo-e-il-comune-che-fornisce-piu-informazioni.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-286661"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-286661" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>Le voci più “critiche” tra quelle individuate, sono quelle relative alla <strong>disponibilità di dati in formato aperto</strong>, presenti per alcuni aspetti limitati solo sul sito del comune di <strong>Cagliari</strong>. L’altro dato che si trova più difficilmente è quello relativo alla spesa sostenuta. Informazione fornita solo da <strong>Cagliari</strong> e <strong>Palermo</strong>.</p>
</p>
<p>Più in generale, i due enti appena citati sono quelli che forniscono più informazioni. Buoni risultati anche per <strong>Bologna</strong>, <strong>Firenze</strong>, <strong>Padova</strong>, <strong>Roma</strong> e <strong>Torino</strong>.</p>
</p>
<p><div id="i-comuni-di-palermo-e-cagliari-sono-quelli-che-pubblicano-piu-informazioni" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Le informazioni dei comuni nel dettaglio</h3>
</p>
<p>Come abbiamo appena visto la quantità e la qualità delle informazioni messe a disposizione varia anche di molto da territorio a terriotorio. Scendendo più nel dettaglio, possiamo osservare che per quanto riguarda il <strong>comune di Napoli</strong> la sezione dedicata al Pnrr consiste in una raccolta dei bandi pubblicati. </p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">7 su 15 </span>i comuni che pubblicano anche informazioni sullo stato di avanzamento dei progetti.</p>
</section>
</p>
<p>Nel caso del <strong>comune di</strong> <strong>Bari</strong>, sul sito è possibile rinvenire una descrizione generale del Pnrr e indicazioni su 2 specifici progetti, di cui uno finanziato dal <strong>fondo complementare</strong>. Attraverso il motore di ricerca inoltre si riescono a reperire diversi contenuti, principalmente comunicati stampa. Situazione simile anche per quanto riguarda <strong>Venezia</strong> anche se in questo caso si trovano alcuni comunicati molto dettagliati. </p>
</p>
<p>Nel caso di <strong>Genova</strong>, c’è una parte dedicata al Pnrr all’interno della sezione “amministrazione trasparente” del sito comunale che rimanda al portale appalti. A <strong>Taranto</strong> invece è disponibile un elenco dei progetti finanziati.</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/informazioni-sul-pnrr-sette-comuni-danno-indicazioni-sullavanzamento-dei-progetti/">Informazioni sul Pnrr, sette comuni danno indicazioni sull&#8217;avanzamento dei progetti</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/informazioni-sul-pnrr-sette-comuni-danno-indicazioni-sullavanzamento-dei-progetti/">L&#8217;analisi delle informazioni fornite dai siti di alcuni comuni italiani.</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
<div id="chart_286646_tab1" role="tab" aria-controls="chart_286646_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/informazioni-sul-pnrr-sette-comuni-danno-indicazioni-sullavanzamento-dei-progetti/">Informazioni sul Pnrr, sette comuni danno indicazioni sull&#8217;avanzamento dei progetti &#8211; L&#8217;analisi delle informazioni fornite dai siti di alcuni comuni italiani.</a></div>
</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis                                                                <br />(ultimo aggiornamento: martedì 9 Aprile 2024)
                                        </p>
</p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-286646"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-286646" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>Anche nelle realtà più virtuose dal punto di vista delle informazioni fornite si trovano alcuni elementi che potrebbero essere migliorati. Sul sito del comune di <strong>Cagliari</strong> ad esempio non esiste una tabella riassuntiva con i dettagli di tutti i progetti finanziati. È necessario navigare le varie sezioni del sito, misura per misura. Per quanto riguarda <strong>Bologna</strong> non è semplicissimo rintracciare i bandi né le ditte vincitrici degli appalti. C’è da dire però che molti progetti ancora devono partire.</p>
</p>
<p>Ovviamente, per questo specifico aspetto, molti enti rimandano alle sezioni avvisi e amministrazione trasparente dei propri siti. Tuttavia in questo modo non è immediato riuscire a reperire le informazioni sui bandi riguardanti i progetti finanziati dal Pnrr. </p>
</p>
<p><div id="in-generale-le-citta-metropolitane-mettono-a-disposizione-meno-dati" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">La situazione delle città metropolitane</h3>
</p>
<p>Dopo aver analizzato le informazioni pubblicate dai comuni, passiamo a osservare un altro soggetto coinvolto nella realizzazione dei progetti del piano: le <strong>città metropolitane</strong>. Qui la situazione è un po&#8217; diversa. Parliamo infatti di amministrazioni particolari, composte dall’unione di più comuni e senza organi elettivi diretti. Sono inoltre coinvolte nell’attuazione del Pnrr in misura più contenuta rispetto ad altri enti territoriali. <strong>In generale, la disponibilità e la qualità delle informazioni sono più limitate di quelle dei comuni.</strong></p>
</p>
<p>Sono <strong>11 su 14 le città metropolitane che hanno realizzato un sito ad hoc o una sezione all’interno del portale istituzionale</strong> per informare i cittadini sui progetti finanziati con i fondi del Pnrr. La città metropolitana di <strong>Genova</strong> è quella che mette a disposizione la maggior quantità di informazioni anche se manca una sezione facilmente consultabile relativa alle gare Pnrr e una riguardante le risorse già spese.&nbsp;In generale,<strong> 8 città metropolitane mettono a disposizione un elenco dettagliato dei progetti finanziati</strong> e in 4 casi sono fornite indicazioni sul loro stato di avanzamento (Bologna, Firenze, Genova e Torino).</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/tra-le-citta-metropolitane-genova-e-quella-che-fornisce-piu-informazioni/">Tra le città metropolitane Genova è quella che fornisce più informazioni</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/tra-le-citta-metropolitane-genova-e-quella-che-fornisce-piu-informazioni/">La quantità di informazioni sul Pnrr messe a disposizione dei cittadini dalle città metropolitane.</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/tra-le-citta-metropolitane-genova-e-quella-che-fornisce-piu-informazioni/">Tra le città metropolitane Genova è quella che fornisce più informazioni &#8211; La quantità di informazioni sul Pnrr messe a disposizione dei cittadini dalle città metropolitane.</a></div>
</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis                                                                <br />(ultimo aggiornamento: martedì 9 Aprile 2024)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/04/tra-le-citta-metropolitane-genova-e-quella-che-fornisce-piu-informazioni.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-286685"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-286685" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>Troviamo poi 6 siti istituzionali che forniscono una <strong>localizzazione degli interventi</strong> facilmente individuabile per i cittadini (Bologna, Firenze, Genova, Milano, Torino e Bari). Le voci per cui è più difficile trovare materiale sono, anche in questo caso, la disponibilità di <strong>open data</strong> dedicati al Pnrr che sono pubblicati solo dalle città metropolitane di <strong>Genova</strong> e <strong>Napoli</strong>. Solo <strong>Reggio Calabria</strong> invece mette a disposizione indicazioni sui <strong>fondi già impegnati</strong>.</p>
</p>
<p><div id="a-livello-di-citta-metropolitane-genova-e-la-realta-che-fornisce-piu-informazioni" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Le informazioni delle città metropolitane nel dettaglio</h3>
</p>
<p>Andando più nel dettaglio, è interessante notare che <strong>il sito dedicato al Pnrr della città metropolitana di Bologna è condiviso con il comune</strong>. Si tratta dell’unico caso di questo tipo. Altro elemento degno di nota riguarda il fatto che le città metropolitane di <strong>Genova</strong> e di <strong>Torino</strong> riportano non solo i progetti di cui sono soggetti attuatori ma anche quelli per cui svolgono un ruolo di coordinamento.&nbsp;</p>
</p>
<div id="strillo-testo-block_41592ad434c8183f2eaaec853a4ec4b7" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>In molti casi non esiste un elenco completo di tutti i progetti finanziati.</p>
</section></div>
</p>
<p>Anche nei territori che forniscono più informazioni comunque si rilevano delle situazioni che potrebbero essere migliorate. Ad esempio, nel caso della <strong>città metropolitana di Milano</strong> i dati su progetti e importi non sono semplicissimi da reperire nonostante la presenza di una mappa che dovrebbe aiutare ad individuare la localizzazione degli interventi sul territorio. </p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/informazioni-sul-pnrr-in-alcuni-casi-si-trovano-solo-comunicati-stampa/">Informazioni sul Pnrr, in alcuni casi si trovano solo comunicati stampa</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/informazioni-sul-pnrr-in-alcuni-casi-si-trovano-solo-comunicati-stampa/">L&#8217;analisi delle informazioni fornite dai siti delle città metropolitane.</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                         aria-labelledby="chart_286698_tab1"><br />
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis                                                                <br />(ultimo aggiornamento: martedì 9 Aprile 2024)
                                        </p>
</p></div>
<div class="opmag-chart-actions">
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<div>
<p><label for="embed-chart-286698"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-286698" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>Spostandoci su altri territori, possiamo osservare che per quanto riguarda la <strong>città metropolitana di Catania</strong> la sezione dedicata al Pnrr è sostanzialmente un raccoglitore degli avvisi pubblici. Mentre nel caso della <strong>città metropolitana di</strong> <strong>Roma</strong> sono indicate le misure e i progetti finanziati, in alcuni casi ci sono anche delle mappe ma non è possibile consultare un elenco completo di tutte le opere con l’esatta localizzazione. Situazione simile anche per la <strong>città metropolitana di Venezia</strong>.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Il nostro osservatorio sul Pnrr</h3>
</p>
<p>Questo articolo rientra nel progetto di monitoraggio civico OpenPNRR, realizzato per analizzare e approfondire il piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Ogni lunedì pubblichiamo un nuovo articolo sulle misure previste dal piano e sullo stato di avanzamento dei lavori (<a href="https://www.openpolis.it/piano-nazionale-di-ripresa-e-resilienza/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">vedi tutti gli articoli</a>). Tutti i dati sono liberamente consultabili online sulla nostra piattaforma&nbsp;<a href="http://openpnrr.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">openpnrr.it</a>, che offre anche la possibilità di attivare un monitoraggio personalizzato e ricevere notifiche ad hoc. Mettiamo inoltre a disposizione i nostri&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/i-nostri-open-data-per-il-monitoraggio-del-pnrr/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">open data</a>&nbsp;che possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di data journalism o anche per semplice consultazione.</p>
</p>
<p>Foto:&nbsp;<a href="https://www.anci.it/gualtieri-sala-e-brugnaro-tagli-sbagliati-servono-riforme-e-piu-peso-ai-comuni/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Anci</a></p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/quali-informazioni-condividono-sul-pnrr-i-comuni-e-le-citta-metropolitane/">Quali informazioni condividono sul Pnrr i comuni e le città metropolitane</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Asili nido: obiettivo 33% a 5 punti, ma restano indietro sud e aree interne</title>
		<link>https://www.openpolis.it/asili-nido-obiettivo-33-a-5-punti-ma-restano-indietro-sud-e-aree-interne/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Jan 2024 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=261375</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nel 2021 sono saliti a 28 i posti disponibili nei nidi e nei servizi prima infanzia ogni 100 bambini con meno di 3 anni. Tuttavia, mentre l'Ue aggiorna, innalzandoli, gli obiettivi di Barcellona, mezzogiorno e aree interne restano molto distanti anche dalla media nazionale. </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/asili-nido-obiettivo-33-a-5-punti-ma-restano-indietro-sud-e-aree-interne/">Asili nido: obiettivo 33% a 5 punti, ma restano indietro sud e aree interne</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Continua la <strong>lenta crescita dell&#8217;offerta di posti negli asili nido e nei servizi per la prima infanzia</strong>. Nel 2021 sono saliti a 28 i posti ogni 100 bambini residenti con meno di 3 anni. Quasi un punto in più rispetto al 2020, quando erano 27,2.</p>
<div id="5-i-punti-di-distanza-dallobiettivo-33-sui-nidi" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2021-obiettivo-33-sugli-asili-nido-a-5-punti-di-distanza/">Nel 2021 obiettivo 33% sugli asili nido a 5 punti di distanza</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2021-obiettivo-33-sugli-asili-nido-a-5-punti-di-distanza/">Numero di posti disponibili in asili nido e servizi prima infanzia per 100 residenti tra 0 e 2 anni (2013-21)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                         aria-labelledby="chart_261387_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/nel-2021-obiettivo-33-sugli-asili-nido-a-5-punti-di-distanza/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-tablepress"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/08/nel-2021-obiettivo-33-sugli-asili-nido-a-5-punti-di-distanza.png" placeholder ></amp-img></p>
<div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div>
<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2021-obiettivo-33-sugli-asili-nido-a-5-punti-di-distanza/">Nel 2021 obiettivo 33% sugli asili nido a 5 punti di distanza &#8211; Numero di posti disponibili in asili nido e servizi prima infanzia per 100 residenti tra 0 e 2 anni (2013-21)</a></div>
</p></div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
<div id="chart_261387_tabpanel3" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-3"
                             aria-labelledby="chart_261387_tab3"></p>
<p>Il dato presentato somma l’offerta di posti sia negli asili nido sia nei servizi integrativi per la prima infanzia.</p>
<p>I dati di copertura relativi al 2019 sono stati aggiornati in base ai risultati del censimento permanente della popolazione e alla ricostruzione della serie di popolazione residente.</p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Istat                                                                <br />(ultimo aggiornamento: giovedì 15 Giugno 2023)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/08/nel-2021-obiettivo-33-sugli-asili-nido-a-5-punti-di-distanza.png" target="_blank" download></a></p>
<div title="Scarica dati CSV" class="opmag-chart-action-data-btn" data-param-filename="nel-2021-obiettivo-33-sugli-asili-nido-a-5-punti-di-distanza"></div>
</p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-261387"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-261387" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p>In termini assoluti, l&#8217;<strong>offerta di nidi sul territorio nazionale è rimasta in linea</strong> con quella dell&#8217;anno precedente (350mila posti autorizzati). Ma il calo della platea potenziale, legato alla <a href="https://www.openpolis.it/numeri/anche-nel-2022-si-conferma-il-calo-delle-nascite/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">diminuzione delle nascite</a>, fa sì che l&#8217;<strong>offerta cresca in termini relativi</strong>.</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/parole/che-cosa-prevedono-gli-obiettivi-di-barcellona-sugli-asili-nido/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Che cosa prevedono gli obiettivi di Barcellona sugli asili nido<br />
<br /><strong>Vai al glossario</strong></a>.</p>
</section>
<p>La notizia del progressivo avvicinamento quindi va letta in chiaroscuro. Sono <strong>scesi a 5 i punti che mancano dalla soglia europea del 33%</strong>, fissata nel consiglio di Barcellona del 2002. Tuttavia, nel frattempo, le <strong>istituzioni Ue hanno aggiornato gli obiettivi per il nuovo decennio</strong>.</p>
<div id="lue-alla-fine-del-2022-ha-innalzato-i-target-sui-servizi-prima-infanzia" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<div id="strillo-testo-block_bee202aeaebe7a8946101e5df95e8a31" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>L&#8217;Unione europea ha rivisto al rialzo i target sugli asili nido.</p>
</section></div>
<p>Alla <a href="https://data.consilium.europa.eu/doc/document/ST-14785-2022-INIT/en/pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">fine del 2022</a> il consiglio dell&#8217;Ue ha indicato il <strong>nuovo obiettivo tendenziale del 45%</strong>. Un<strong> target modulato in base alla situazione del paese</strong>, non tassativo, per cui gli stati oggi al di sotto del 20% dovrebbero migliorare il proprio indicatore di almeno il 90%. Mentre quelli tra 20 e 33% &#8211; come il nostro &#8211; dovrebbero migliorare di almeno il 45% o almeno fino al raggiungimento di un tasso di partecipazione del 45%. </p>
<p><div class="content_block" id="custom_post_widget-135826"><p></p>
</div></p>
<p>L&#8217;orizzonte chiaramente indicato a livello europeo è quindi <strong>incrementare, in vista del 2030, in modo più effettivo la possibilità di accesso all&#8217;educazione per la prima infanzia</strong>.</p>
<p>Nell&#8217;arco dell&#8217;ultimo decennio, l&#8217;Italia ha visto crescere la sua offerta potenziale: erano meno di 23 i posti ogni 100 bimbi nel 2013. Ma gli<strong> </strong>obiettivi europei restano lontani e <strong>pesano ancora molto i divari territoriali esistenti</strong>. Quelli tra centro-nord e mezzogiorno, nonché tra città maggiori e aree interne.</p>
<h3 class="wp-block-heading">Due velocità nell&#8217;offerta di asili nido</h3>
<p>Analizzati a livello territoriale, i dati relativi al 2021 descrivono un&#8217;Italia profondamente divisa nella disponibilità di asili nido. <strong>Una parte del paese ha già superato, o si sta comunque avvicinando, al primo obiettivo europeo</strong>, quello del 33%. Una soglia peraltro integrata anche nella nostra normativa nazionale, con il <a href="https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2017/05/16/17G00073/sg" target="_blank" rel="noreferrer noopener">decreto legislativo 65/2017</a>. </p>
<div id="litalia-resta-un-paese-a-due-velocita-3-province-emiliano-romagnole-superano-gia-i-nuovi-obiettivi-ue-45" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">3 </span>province dell&#8217;Emilia Romagna già superano l&#8217;obiettivo 45%.</p>
</section>
<p>Alcuni territori sono anche al di sopra della <strong>nuova soglia del 45%</strong>. <strong>Tre province dell&#8217;Emilia Romagna la superano di alcuni punti percentuali</strong>: Ravenna (48,9 posti ogni 100 bambini), Bologna (48) e Ferrara (47,5). E altre ancora, tutte localizzate nell&#8217;Italia centrale, sono poco distanti dalla nuova soglia. Tra queste possiamo citare Perugia (44,1), Trieste (43,3), Firenze (43,3), Forlì-Cesena (42,9), Terni (42,3).</p>
<p><strong>Anche alcune regioni</strong>, prese nel loro insieme, <strong>non sono lontane dall&#8217;obiettivo dei 45 posti ogni 100 bambini</strong>: Umbria (43,7), Emilia Romagna (41,6) e Valle d&#8217;Aosta (41,1). Complessivamente, sono comunque 6 quelle al di sopra della soglia del 33%. Oltre a quelle citate, nel gruppo di testa troviamo anche Toscana (38,4), Friuli-Venezia Giulia (36,8) e Lazio (36,1).</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2021-sono-6-le-regioni-sopra-la-soglia-del-33-sui-nidi/">Nel 2021 sono 6 le regioni sopra la soglia del 33% sui nidi</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2021-sono-6-le-regioni-sopra-la-soglia-del-33-sui-nidi/">Numero di posti disponibili in asili nido e servizi prima infanzia per 100 residenti tra 0 e 2 anni (2021)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
<div id="chart_261454_tab1" role="tab" aria-controls="chart_261454_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
<div id="chart_261454_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_261454_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/nel-2021-sono-6-le-regioni-sopra-la-soglia-del-33-sui-nidi/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/08/nel-2021-sono-6-le-regioni-sopra-la-soglia-del-33-sui-nidi.png" placeholder ></amp-img></p>
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<p></amp-iframe>                        </p>
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Istat                                                                <br />(ultimo aggiornamento: giovedì 15 Giugno 2023)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/08/nel-2021-sono-6-le-regioni-sopra-la-soglia-del-33-sui-nidi.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-261454"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-261454" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p><strong>A un passo dal 33%</strong> anche <strong>Sardegna</strong> (32,5%), <strong>Veneto</strong> (32,4) e <strong>Liguria</strong> (32,2). E anche altre 4 regioni non sono troppo distanti, superando quota 30% nel 2021: Trentino Alto Adige, Piemonte, Lombardia e Marche.</p>
<div id="mezzogiorno-e-aree-interne-sono-invece-molto-distanti-anche-dalla-media-nazionale" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p>Con l&#8217;eccezione della Sardegna, nessuna regione del mezzogiorno si trova al di sopra della media nazionale (28%). <strong>Tre si attestano al di sotto dei 15 posti ogni 100 bambini</strong>: Calabria (14,6), Sicilia (13) e Campania (11,7).</p>
<h3 class="wp-block-heading">Restano indietro le aree interne</h3>
<p>Le <strong>medie nazionali, regionali e provinciali tuttavia restituiscono solo in misura limitata i divari esistenti all&#8217;interno del paese</strong>. In una regione con ampia offerta di asili nido, possono infatti esistere territori con pochi servizi. Allo stesso modo, in regioni con poca offerta si possono trovare anche zone più servite.</p>
<p>In generale, osservando i dati a livello comunale, emerge una una <strong>chiara spaccatura, oltre che tra centro-nord e mezzogiorno, anche tra città e aree interne</strong>. Nei <strong>comuni polo</strong>  &#8211; baricentrici in termini di servizi &#8211; i posti nido sono in media <strong>oltre 34 ogni 100 minori residenti</strong>. L&#8217;offerta scende al 25% nei comuni di cintura, gli hinterland delle città maggiori. </p>
<p>Per poi <strong>calare attorno a quota 20% nei comuni periferici</strong> &#8211; a più di 40 minuti di distanza dal polo più vicino &#8211; e al 15-16% in quelli ultraperiferici (a oltre un&#8217;ora dai poli).</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2021-restano-divari-territoriali-nellofferta-di-asili-nido/">Nel 2021 restano divari territoriali nell&#8217;offerta di asili nido</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2021-restano-divari-territoriali-nellofferta-di-asili-nido/">Posti in asili nido e servizi prima infanzia per 100 residenti 0-2 anni nei comuni italiani (2021)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                         aria-labelledby="chart_261371_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/nel-2021-restano-divari-territoriali-nellofferta-di-asili-nido/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/08/nel-2021-restano-divari-territoriali-nellofferta-di-asili-nido.png" placeholder ></amp-img></p>
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<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2021-restano-divari-territoriali-nellofferta-di-asili-nido/">Nel 2021 restano divari territoriali nell&#8217;offerta di asili nido &#8211; Posti in asili nido e servizi prima infanzia per 100 residenti 0-2 anni nei comuni italiani (2021)</a></div>
</p></div>
<div id="chart_261371_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_261371_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
<div id="chart_261371_tabpanel3" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-3"
                             aria-labelledby="chart_261371_tab3"></p>
<p>Il dato misura l’offerta di asili nido e di servizi integrativi per la prima infanzia, nel settore pubblico e in quello privato.</p>
<p>A causa della natura associativa del fenomeno, come specificato nei metadati di Istat, la disaggregazione dei dati a livello comunale ha richiesto l’introduzione di una componente di stima. Va inoltre osservato che vi sono forme di associazione, meno strutturate, che non sono rappresentate dai dati a livello comunale.</p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Istat                                                                <br />(consultati: giovedì 15 Giugno 2023)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/08/nel-2021-restano-divari-territoriali-nellofferta-di-asili-nido.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-261371"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-261371" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p>Le <strong>città polo dispongono quindi di una dotazione di servizi per la prima infanzia mediamente superiore</strong>. Ma anche tra le città maggiori, comunque, l&#8217;offerta non è omogenea.</p>
<div id="11-le-citta-con-offerta-superiore-al-50-in-3-messina-catania-e-barletta-e-inferiore-al-10" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p>In <strong>11 capoluoghi è presente più di un posto ogni due bambini residenti</strong>. Si tratta di Nuoro (73,8 ogni 100 residenti sotto i 3 anni), Ferrara (62,7), Siena (58,9), Sassari (58,3), Forlì (56,7), Firenze (53,7), Trento (51,2), Lecco (51), Rovigo (50,8), Bergamo (50,8) e Padova (50,3). Entro un punto da quota 50% anche Bologna, Roma, Pisa e Udine.</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">3 </span>i capoluoghi con meno di 10 posti ogni 100 bambini.</p>
</section>
<p><strong>Agli ultimi posti spiccano diverse grandi città del mezzogiorno</strong>. Nel 2021 non raggiungono i 10 posti disponibili ogni 100 residenti con meno di 3 anni i comuni di <strong>Barletta</strong> (8,6), <strong>Catania</strong> (8,4) e <strong>Messina</strong> (7,3). Poco sopra questa soglia anche capoluoghi come Napoli, Caserta, Trani, Palermo, Isernia, Andria e Ragusa. Tutti con percentuali comprese tra 10 e 15%.</p>
<h3 class="wp-block-heading">Scarica, condividi e riutilizza i dati</h3>
<section class="download">
<div class="dw-content">
<div class="intro">
<p>Scarica i dati, regione per regione</p>
</div>
<div class="files">
<p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/asili_nido_2021/Abruzzo.xls" target="_blank" rel="noopener">Abruzzo</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/asili_nido_2021/Basilicata.xls" target="_blank" rel="noopener">Basilicata</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/asili_nido_2021/Calabria.xls" target="_blank" rel="noopener">Calabria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/asili_nido_2021/Campania.xls" target="_blank" rel="noopener">Campania</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/asili_nido_2021/Emilia-Romagna.xls" target="_blank" rel="noopener">Emilia-Romagna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/asili_nido_2021/Friuli-Venezia+Giulia.xls" target="_blank" rel="noopener">Friuli-Venezia Giulia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/asili_nido_2021/Lazio.xls" target="_blank" rel="noopener">Lazio</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/asili_nido_2021/Liguria.xls" target="_blank" rel="noopener">Liguria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/asili_nido_2021/Lombardia.xls" target="_blank" rel="noopener">Lombardia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/asili_nido_2021/Marche.xls" target="_blank" rel="noopener">Marche</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/asili_nido_2021/Molise.xls" target="_blank" rel="noopener">Molise</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/asili_nido_2021/Piemonte.xls" target="_blank" rel="noopener">Piemonte</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/asili_nido_2021/Puglia.xls" target="_blank" rel="noopener">Puglia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/asili_nido_2021/Sardegna.xls" target="_blank" rel="noopener">Sardegna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/asili_nido_2021/Sicilia.xls" target="_blank" rel="noopener">Sicilia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/asili_nido_2021/Toscana.xls" target="_blank" rel="noopener">Toscana</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/asili_nido_2021/Trentino-Alto+Adige.xls" target="_blank" rel="noopener">Trentino-Alto Adige</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/asili_nido_2021/Umbria.xls" target="_blank" rel="noopener">Umbria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/asili_nido_2021/Valle+d'Aosta.xls" target="_blank" rel="noopener">Valle d’Aosta</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/asili_nido_2021/Veneto.xls" target="_blank" rel="noopener">Veneto</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/asili_nido_2021/Totale_nazionale.xls" target="_blank" rel="noopener">Totale nazionale</a>.</p>
</div></div>
</section>
<p>I contenuti dell’Osservatorio povertà educativa&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/poverta-educativa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">#conibambini</a>&nbsp;sono realizzati da openpolis con l’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell’articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l’obiettivo di creare un’unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di&nbsp;<em>data journalism</em>&nbsp;o anche per semplice consultazione.&nbsp;I dati relativi ad asili nido e servizi prima infanzia sono stati elaborati a partire da fonte Istat, incrociati con i dati demografici (demo.istat) e con quelli relativi alla classificazione per aree interne di fonte dipartimento per la coesione territoriale.</p>
<p>Foto: <a href="https://www.flickr.com/photos/26344495@N05/48558163677" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ivan Radic (Flickr)</a> &#8211; <a href="https://creativecommons.org/licenses/by/2.0/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Licenza</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/asili-nido-obiettivo-33-a-5-punti-ma-restano-indietro-sud-e-aree-interne/">Asili nido: obiettivo 33% a 5 punti, ma restano indietro sud e aree interne</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;offerta di giardini scolastici non è omogenea tra le città</title>
		<link>https://www.openpolis.it/lofferta-di-giardini-scolastici-non-e-omogenea/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Sep 2023 07:05:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=235829</guid>

					<description><![CDATA[<p>I giardini scolastici hanno un valore educativo insostituibile, ma oggi la loro diffusione è molto disuguale sul territorio nazionale. Nelle città del sud l'offerta di verde per minore è spesso inferiore alla media.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/lofferta-di-giardini-scolastici-non-e-omogenea/">L&#8217;offerta di giardini scolastici non è omogenea tra le città</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[</p>
<p>Il verde nelle scuole è spesso sottovalutato e, di conseguenza, sottoutilizzato. Si tratta invece di uno strumento importante nelle politiche di contrasto alla povertà educativa.</p>
</p>
<p>L&#8217;offerta di giardini scolastici non è omogenea sul territorio nazionale. Sono le <strong>città del sud ad avere una minore disponibilità di spazi verdi</strong> negli istituti.</p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">5,3 </span>i metri quadri per minore di giardini scolastici presenti nelle scuole delle città del sud. Meno della media nazionale (<span data-sheets-value="{&quot;1&quot;:3,&quot;3&quot;:7.865164148770207}" data-sheets-userformat="{&quot;2&quot;:1,&quot;3&quot;:{&quot;1&quot;:2,&quot;2&quot;:&quot;0.0&quot;,&quot;3&quot;:1}}" data-sheets-formula="=R&#091;0&#093;C&#091;-1&#093;/R&#091;0&#093;C&#091;-2&#093;">7,9</span>) e la metà del nord (10,6).</p>
</section>
</p>
<p>In precedenti approfondimenti, abbiamo spesso sottolineato le <strong>differenze in termini di opportunità educative</strong> tra le aree del paese. Dalle <a href="https://www.openpolis.it/servono-mense-scolastiche-dove-e-piu-diffusa-la-poverta-alimentare/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">mense scolastiche</a> al <a href="https://www.openpolis.it/lestensione-del-tempo-pieno-nelle-scuole-primarie/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">tempo pieno</a>, dagli <a href="https://www.openpolis.it/le-distanze-che-restano-da-colmare-nellofferta-di-asili-nido/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">asili nido</a> ai <a href="https://www.openpolis.it/numeri/centri-di-aggregazione-densita-maggiore-nelle-province-del-centro-nord/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">centri di aggregazione</a>, dalle palestre ai trasporti per gli studenti. </p>
</p>
<p>A questi si aggiunge il <strong>divario sui giardini scolastici, non meno importante</strong>.&nbsp;La letteratura internazionale e le linee guida esistenti in materia indicano chiaramente come il verde in ambito scolastico abbia una <strong>funzione sociale ed educativa che va molto oltre quella puramente estetica</strong>.</p>
</p>
<p><div class="content_block" id="custom_post_widget-135826"><p></p>
</div></p>
</p>
<p>Approfondiamo <strong>perché sono così importanti </strong>per bambini e ragazzi, <strong>in quali città sono maggiormente diffusi</strong> rispetto ai minori residenti e <strong>cosa possono fare le scuole per potenziarne l&#8217;utilità</strong>, quando presenti.</p>
</p>
<p><div id="i-giardini-scolastici-sono-uno-strumento-educativo-insostituibile-e-sottoutilizzato" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Uno strumento educativo insostituibile e sottoutilizzato</h3>
</p>
<p>Nello stilare le <a href="https://pnrr.istruzione.it/wp-content/uploads/2022/05/LineeGuida_ScuolaFutura-1.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">linee guida per le future scuole innovative</a>, il gruppo di lavoro nominato dal ministero dell&#8217;istruzione ha dedicato un capitolo alla valorizzazione degli spazi dentro e fuori dall&#8217;edificio scolastico.</p>
</p>
<p>Il documento indica la <strong>potenzialità educativa degli spazi verdi di pertinenza delle scuole</strong>, osservando come restino ancora <strong>sottoutilizzati nel contesto italiano</strong>. </p>
</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>L’ambiente esterno è il luogo di elezione per fare esperienza non solo legata al contesto naturale (il contatto con la terra, l’osservazione dei fenomeni meteo, la coltivazione), ma anche come prolungamento degli ambienti interni. Spazi all’aperto dovrebbero essere facilmente accessibili dalle aule, ma anche da laboratori, biblioteche, spazi comuni e di ristorazione, in una sorta di continuità d’uso che ne faciliti l’appropriazione</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://pnrr.istruzione.it/wp-content/uploads/2022/05/LineeGuida_ScuolaFutura-1.pdf" target="_blank">&#8211; Gruppo di lavoro architetti esperti, Linee guida Scuola futura</a>
									            </div>
</section>
</p>
<p>L&#8217;impostazione del gruppo di lavoro, del resto, è coerente con la letteratura internazionale che ormai <strong>da anni ha evidenziato il valore educativo dei giardini scolastici</strong>.</p>
</p>
<p>Nel 2022 Unicef ha pubblicato un <a href="https://www.unicef.it/pubblicazioni/l-importanza-del-verde-urbano-per-lo-sviluppo-dei-minorenni/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">documento di lavoro</a> che identifica alcuni <strong>aspetti strategici nell&#8217;estensione del verde scolastico</strong>. </p>
</p>
<p>Cortili e spazi verdi delle scuole offrono un <strong>luogo ideale per fare educazione ambientale</strong> o allo sviluppo sostenibile. Con potenzialità enormi anche di <strong>integrare e arricchire la didattica</strong> con attività curricolari ed extracurricolari. Ma anche al netto di queste possibilità di valorizzazione, vi sono riscontri che il beneficio potrebbe essere comunque positivo.</p>
</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>Secondo alcuni studi (&#8230;) gli studenti delle scuole superiori che dalla propria aula riescono a vedere uno spazio verde ottengono risultati migliori nei test per valutare l’attenzione, mentre i bambini che vivono nelle vicinanze di aree verdi hanno una migliore capacità di affrontare eventi stressanti.</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://pnrr.istruzione.it/wp-content/uploads/2022/05/LineeGuida_ScuolaFutura-1.pdf" target="_blank">&#8211; Gruppo di lavoro architetti esperti, Linee guida Scuola futura</a>
									            </div>
</section>
</p>
<p>Un contributo ulteriore è quello dato dalla valorizzazione di questi spazi anche per l&#8217;<strong>utilizzo da parte delle comunità locali. In particolare per la fruizione di famiglie e bambini anche al di fuori dell&#8217;orario scolastico</strong>. Un ruolo cruciale, specialmente nei territori dove sono carenti spazi verdi curati e dotati di servizi.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">I divari nell&#8217;offerta di giardini scolastici</h3>
</p>
<p>Come abbiamo avuto modo di approfondire, sono<a href="https://www.openpolis.it/numeri/gorizia-e-pordenone-sono-le-citta-italiane-con-piu-verde-fruibile-per-minore/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> ampie le distanze tra i capoluoghi italiani in termini di dotazione di verde pubblico</a>.</p>
</p>
<p><div id="sono-ampi-i-divari-nella-diffusione-tra-citta-del-centro-nord-e-del-sud" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p>Questi stessi divari si riscontrano anche nella <strong>disponibilità di giardini scolastici</strong> rispetto ai bambini e ragazzi residenti. In media sono 7,9 i metri quadri di giardini scolastici per minore nei capoluoghi di provincia italiani. Spiccano le <strong>città settentrionali</strong>, con in media 10,6 metri quadri per abitante con meno di 18 anni. In particolare quelle del nord-est (12,5), ma anche quelle dell&#8217;Italia nord-occidentale superano la media nazionale (9,1). </p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">12,5 </span>i metri quadri per minore di giardini scolastici presenti nelle scuole delle città del nord-est.</p>
</section>
</p>
<p>Nelle città del centro Italia sono 6,7 i metri quadri per minore, mentre <strong>nel mezzogiorno scendono a 5,3</strong>. In particolare 6 mq nelle isole e meno di 5 (4,9 mq) nel sud continentale.</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/divari-tra-le-citta-del-nord-e-sud-nella-disponibilita-di-giardini-scolastici/">Divari tra le città del nord e sud nella disponibilità di giardini scolastici</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/divari-tra-le-citta-del-nord-e-sud-nella-disponibilita-di-giardini-scolastici/">Metri quadrati di giardini scolastici per minore residente (2021)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Istat                                                                <br />(ultimo aggiornamento: mercoledì 22 Febbraio 2023)
                                        </p>
</p></div>
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<p><label for="embed-chart-261248"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p><div id="265-mq-di-giardini-scolastici-per-minore-a-verona-meno-di-1-a-messina-trapani-e-trani" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p>Osservando i dati delle singole città, <strong>superano i 20 metri quadri di giardini scolastici per minore residente 4 capoluoghi</strong>. Verona, prima con 26,5 mq, Carbonia (Sardegna) con 21,4 e le lombarde Como e Brescia, rispettivamente con 20,5 e 20,2.</p>
</p>
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<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/verona-e-la-citta-con-piu-giardini-scolastici-per-minore/">Verona è la città con più giardini scolastici per minore</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/verona-e-la-citta-con-piu-giardini-scolastici-per-minore/">Metri quadri di giardini scolastici per res. 0-17 anni (2021)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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<p>			        			                        </amp-selector></p>
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<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis – Con i Bambini su dati Istat                                                                <br />(pubblicati: mercoledì 22 Febbraio 2023)
                                        </p>
</p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-236124"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-236124" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>Sono <strong>3 invece le città dove risulta</strong> &#8211; in base ai dati del 2021 &#8211; <strong>meno di un metro quadro di verde scolastico per minore residente</strong>. Due siciliane Messina (0,6) e Trapani (0,8) e la pugliese Trani (0,9). Poco sopra la vicina Barletta (1,2) e due capoluoghi liguri, Genova (1,2) e Imperia (1,3).</p>
</p>
<p>In un&#8217;Italia settentrionale che ha una maggiore densità di giardini scolastici, <strong>le città della Liguria &#8211; con l&#8217;eccezione di La Spezia (8,3) &#8211; spiccano per una diffusione molto minore rispetto alla media</strong>.</p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">2,3 </span>mq per minore nelle città liguri. Molto meno della media del nord Italia (10,6).</p>
</section>
<p><div id="le-scuole-possono-adottare-buone-pratiche-per-valorizzare-gli-spazi-verdi" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Come valorizzare i giardini scolastici</h3>
</p>
<p>Differenze così ampie nella dotazione di giardini da parte delle scuole indicano <strong>un aspetto di cui gli investimenti in edilizia scolastica dovranno occuparsi</strong>, seguendo le raccomandazioni del documento del gruppo di lavoro per le nuove scuole.</p>
</p>
<p>Tuttavia la dotazione attuale, quando disponibile, può già oggi essere maggiormente valorizzata. Le scuole, con il supporto delle istituzioni locali e nazionali e delle comunità educanti, possono <strong>adottare l&#8217;insieme di </strong><a href="https://www.datocms-assets.com/30196/1652099740-unicef_discussionpaperspaziverdiurbani.pdf#page=17" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>interventi consigliati dalle linee guida di Unicef</strong>.</a></p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">5 </span>gli interventi consigliati da Unicef per la valorizzazione del verde  in scuole e asili.</p>
</section>
</p>
<p>Il primo punto riguarda la <strong>manutenzione del verde scolastico</strong>. Conservare, migliorare, creare e mantenere spazi verdi accessibili e sicuri fuori dagli edifici scolastici è ovviamente la condizione imprescindibile. Su questa premessa, è possibile prevedere e <strong>aumentare le attività da svolgere all&#8217;aperto</strong>: dall&#8217;<strong>educazione ambientale</strong> alle normali <strong>attività ricreative</strong>.</p>
</p>
<p>Le ultime due raccomandazioni riguardano il <strong>coordinamento da trovare con i soggetti al di fuori della scuola</strong>, attivando la rete della comunità educante. In primo luogo, il necessario <strong>sostegno economico per la valorizzazione del verde</strong> che può arrivare da amministrazioni locali, istituzioni pubbliche e private. In secondo luogo, la <strong>collaborazione da ricercare con le comunità locali</strong> sia per mantenere gli spazi, sia per farli vivere anche al di fuori dell&#8217;orario scolastico.</p>
</p>
<p>Si tratta di <strong>interventi</strong>, in alcuni casi piccoli, in altri più complessi, <strong>in grado di potenziare molto le opportunità educative di ragazze e ragazzi</strong>. Soprattutto nei territori dove ve ne sono di meno e il verde pubblico è più carente.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Scarica, condividi e riutilizza i dati</h3>
</p>
<section class="download">
<div class="dw-content">
<div class="intro">
<p>Scarica i dati comunali, regione per regione</p>
</div>
<div class="files">
<p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/giardini_scolastici_2021/Abruzzo.xls" target="_blank" rel="noopener">Abruzzo</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/giardini_scolastici_2021/Basilicata.xls" target="_blank" rel="noopener">Basilicata</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/giardini_scolastici_2021/Calabria.xls" target="_blank" rel="noopener">Calabria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/giardini_scolastici_2021/Campania.xls" target="_blank" rel="noopener">Campania</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/giardini_scolastici_2021/Emilia-Romagna.xls" target="_blank" rel="noopener">Emilia-Romagna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/giardini_scolastici_2021/Friuli-Venezia+Giulia.xls" target="_blank" rel="noopener">Friuli-Venezia Giulia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/giardini_scolastici_2021/Lazio.xls" target="_blank" rel="noopener">Lazio</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/giardini_scolastici_2021/Liguria.xls" target="_blank" rel="noopener">Liguria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/giardini_scolastici_2021/Lombardia.xls" target="_blank" rel="noopener">Lombardia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/giardini_scolastici_2021/Marche.xls" target="_blank" rel="noopener">Marche</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/giardini_scolastici_2021/Molise.xls" target="_blank" rel="noopener">Molise</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/giardini_scolastici_2021/Piemonte.xls" target="_blank" rel="noopener">Piemonte</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/giardini_scolastici_2021/Puglia.xls" target="_blank" rel="noopener">Puglia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/giardini_scolastici_2021/Sardegna.xls" target="_blank" rel="noopener">Sardegna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/giardini_scolastici_2021/Sicilia.xls" target="_blank" rel="noopener">Sicilia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/giardini_scolastici_2021/Toscana.xls" target="_blank" rel="noopener">Toscana</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/giardini_scolastici_2021/Trentino-Alto+Adige.xls" target="_blank" rel="noopener">Trentino-Alto Adige</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/giardini_scolastici_2021/Umbria.xls" target="_blank" rel="noopener">Umbria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/giardini_scolastici_2021/Valle+d'Aosta.xls" target="_blank" rel="noopener">Valle d’Aosta</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/giardini_scolastici_2021/Veneto.xls" target="_blank" rel="noopener">Veneto</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/giardini_scolastici_2021/Totale_nazionale.xls" target="_blank" rel="noopener">Totale nazionale</a>.</p>
</div></div>
</section>
</p>
<p>I contenuti dell&#8217;Osservatorio povertà educativa <a href="https://www.openpolis.it/poverta-educativa/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">#conibambini</a> sono realizzati da openpolis con l&#8217;impresa sociale Con i Bambini nell&#8217;ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell&#8217;articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l&#8217;obiettivo di creare un&#8217;unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di&nbsp;<em>data journalism</em>&nbsp;o anche per semplice consultazione. I dati relativi al verde urbano nelle città sono di fonte Istat e sono aggiornati al 2021.</p>
</p>
<p>Foto: <a href="https://pixnio.com/it/persone/interazione-allaperto-i-giovani-gli-studenti-laria-fresca" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Amanda Mills, USCDCP</a> (<a href="https://pixnio.com/it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pixnio</a>) &#8211; <a href="https://pixnio.com/creative-commons-license" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Licenza</a></p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/lofferta-di-giardini-scolastici-non-e-omogenea/">L&#8217;offerta di giardini scolastici non è omogenea tra le città</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La crescita dei divari nelle competenze alfabetiche dei bambini</title>
		<link>https://www.openpolis.it/la-crescita-dei-divari-nelle-competenze-alfabetiche-dei-bambini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Sep 2023 05:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=259486</guid>

					<description><![CDATA[<p>L'ultima rilevazione internazionale sulle competenze in lettura nelle scuole primarie mostra un quadro di luci e ombre. L'Italia è sopra la media, ma il peggioramento rispetto al pre-Covid è significativo e rimangono ampi i divari territoriali.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/la-crescita-dei-divari-nelle-competenze-alfabetiche-dei-bambini/">La crescita dei divari nelle competenze alfabetiche dei bambini</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[</p>
<p>Tra pochi giorni, l&#8217;8 settembre, ricorre la <a href="https://www.unesco.org/en/days/literacy" target="_blank" rel="noreferrer noopener">giornata internazionale dell&#8217;alfabetizzazione</a>. Una giornata istituita dall&#8217;Unesco nel 1967, per ricordare quanto un livello di competenze alfabetiche adeguato sia un<strong> elemento essenziale per l&#8217;effettiva tutela dei diritti umani</strong>.</p>
</p>
<p><div id="chi-ha-carenze-nelle-competenze-alfabetiche-e-piu-vulnerabile" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p>Come sottolineato dall&#8217;<a href="https://unesdoc.unesco.org/ark:/48223/pf0000382649" target="_blank" rel="noreferrer noopener">agenzia delle Nazioni unite</a>, <strong>chi ha carenze nella lettura</strong>, nella comprensione di un testo e nella scrittura è<strong> più vulnerabile nella gestione di aspetti basici della vita quotidiana</strong>, dal lavoro alla salute. La mancanza di questi strumenti di base espone a situazioni di precarietà e ne amplifica i rischi. Al contrario, un livello di competenze alfabetiche adeguato &#8211; oltre a costituire la base del diritto all&#8217;istruzione &#8211; è anche il <strong>primo presupposto per migliorare la condizione di partenza e <a href="https://www.openpolis.it/parole/quali-sono-le-cause-della-poverta-educativa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sradicare la povertà</a></strong>.</p>
</p>
<p>Per questo motivo, <strong>potenziare i risultati nelle competenze alfabetiche è cruciale fin dai primi livelli di istruzione</strong>. Una delle ultime rilevazioni internazionali su questi aspetti ha mostrato una <strong>situazione più favorevole del nostro paese</strong> rispetto ad altri in Ue. Allo stesso tempo, i <strong>divari educativi interni al territorio nazionale sono ancora molto ampi</strong>.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">L&#8217;Italia nell&#8217;ultima rilevazione Iea-Pirls</h3>
</p>
<p>Dal 2001, ogni 5 anni, viene condotta un&#8217;indagine che ha come obiettivo <strong>monitorare nel tempo i livelli di apprendimento nei paesi partecipanti</strong>. È promossa da <a href="https://www.iea.nl/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Iea</a>, consorzio internazionale che associa istituti di ricerca, agenzie governative e studiosi attivi sui temi dell&#8217;istruzione.</p>
</p>
<p><div id="9-anni-leta-in-cui-gli-studenti-dovrebbero-passare-da-imparare-a-leggere-a-leggere-per-imparare" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p>In particolare di quelli alfabetici, con i <a href="https://www.invalsi.it/invalsi/ri/pirls2021/index.php?page=pirls2021_it_00" target="_blank" rel="noreferrer noopener">test Pirls</a> (<em>Progress in international reading literacy study</em>). Questa indagine serve a verificare la<strong> capacità degli studenti al quarto anno di scuola</strong> &#8211; da noi la quarta primaria, quindi bambini di 9-10 anni &#8211; <strong>di saper leggere</strong> e <strong>comprendere un testo scritto</strong>. La scelta dell&#8217;età non è casuale. Si tratta di alunni che &#8211; in base al programma di studi &#8211; dovrebbero aver già imparato a leggere negli anni precedenti. E che quindi, a condizioni ordinarie, dovrebbero essere anche in grado di <strong>utilizzare la lettura come strumento per apprendere</strong>.</p>
</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>È tipicamente in questa fase, infatti, che gli studenti passano dall’«imparare a leggere» al «leggere per imparare».</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.invalsi.it/invalsi/ri/pirls2021/index.php?page=pirls2021_it_00" target="_blank">&#8211; Invalsi, L&#8217;indagine Iea-Pirls 2021</a>
									            </div>
</section>
</p>
<p>A maggio di quest&#8217;anno sono stati rilasciati i risultati dell&#8217;<a href="https://www.iea.nl/news-events/news/release-pirls-2021-international-report-postponed-2023" target="_blank" rel="noreferrer noopener">edizione 2021 del test</a>. Nonostante il ritardo nella pubblicazione, si tratta dell&#8217;unica indagine internazionale di questo tipo somministrata durante l&#8217;emergenza Covid. Perciò offre una <strong>chiave interpretativa utile per comprendere la condizione educativa degli studenti nella pandemia</strong>.&nbsp;</p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">7.419 </span>gli alunni di quarta primaria che hanno partecipato ai test Iea-Pirls 2021 In Italia.</p>
</section>
<p><div id="nellultima-rilevazione-internazionale-per-litalia-un-quadro-di-luci-e-ombre" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p>In questa rilevazione per l&#8217;Italia emerge un <strong>quadro di luci e ombre.</strong> Vi sono una serie di aspetti positivi che meritano di essere sottolineati. Uno di quelli che è <a href="https://tg24.sky.it/salute-e-benessere/2023/05/16/bambini-scuola-primaria-italia-indagine-iea-pirls-2021" target="_blank" rel="noreferrer noopener">emerso di più anche nel dibattito pubblico </a>è che il punteggio medio italiano (537 punti) è risultato superiore a quello di altri maggiori paesi dell&#8217;Ue. </p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nella-lettura-in-quarta-elementare-italia-meglio-di-altri-paesi-ue/">Nella lettura in quarta elementare, Italia meglio di altri paesi Ue</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nella-lettura-in-quarta-elementare-italia-meglio-di-altri-paesi-ue/">Punteggio medio in lettura al quarto anno di istruzione (2021)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Iea-Pirls                                                                <br />(pubblicati: martedì 16 Maggio 2023)
                                        </p>
</p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-259745"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-259745" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>Tuttavia l&#8217;aspetto più interessante è che il nostro sistema educativo, almeno alle elementari, <strong>appare relativamente più equo nei rendimenti</strong>, sempre nel confronto internazionale. </p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">537 </span>il punteggio medio italiano nel 2021.</p>
</section>
</p>
<p>Il punteggio medio degli alunni del nostro paese (537 punti) è frutto di una media tra i risultati delle oltre settemila bambine e bambini partecipanti. Per il nostro paese la <strong>distanza tra gli estremi della distribuzione </strong>(i migliori e i peggiori, per intendersi) è risultata <strong>più contenuta rispetto ad altri paesi.</strong> </p>
</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>(&#8230;) i nostri studenti sono infatti caratterizzati da una differenza di punteggio tra gli estremi della distribuzione (219 punti) relativamente contenuta rispetto alla differenza che si rileva in altri Paesi la cui media non si differenzia in modo significativo da quella italiana, come Norvegia, Danimarca, Repubblica Ceca (Paesi nei quali questa differenza è superiore ai 240 punti) e Bulgaria (292 punti)</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.invalsi.it/invalsi/ri/pirls2021/documenti/RappNaz/PIRLS2021_RapportoNazionale.pdf" target="_blank">&#8211; Invalsi, Rapporto nazionale Pirls 2021</a>
									            </div>
</section>
</p>
<p>Una tendenza positiva, che però &#8211; anche come conseguenza della pandemia &#8211; si scontra con un <strong>peggioramento dei risultati</strong> e con <strong>divari territoriali in crescita </strong>rispetto agli anni scorsi.</p>
</p>
<p><div id="537-il-punteggio-dellitalia-nel-2021-meglio-della-media-ma-in-calo-rispetto-al-2016" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Gli effetti della pandemia sulle competenze alfabetiche</h3>
</p>
<p>La rilevazione ha fatto emergere anche <strong>diverse criticità</strong>. Il punteggio di 537 conseguito in media dall&#8217;Italia consente al nostro paese di posizionarsi al di sopra di altri maggiori paesi Ue, come Francia e Germania, nel 2021. </p>
</p>
<p>Ma la tendenza alimentata dalla pandemia, nel nostro e in altri paesi, indica un<strong> peggioramento delle competenze alfabetiche tra i bambini delle elementari</strong>.</p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">21 su 32 </span>i paesi in calo tra 2016 e 2021. Solo in 3 c&#8217;è stato un miglioramento, in altri 8 la variazione non è stata significativa.</p>
</section>
</p>
<p><strong>Tra 2016 e 2021 l&#8217;Italia ha conseguito un risultato medio di 11 punti inferiore</strong>: da 548 a 537. Tra i maggiori paesi europei <strong>anche la Germania mostra un netto peggioramento</strong> (-13 punti), <strong>mentre per la Francia la variazione non è statisticamente significativa</strong>.</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/lettura-rendimenti-in-calo-nella-prima-rilevazione-internazionale-post-covid/">Lettura, rendimenti in calo nella prima rilevazione internazionale post-Covid</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/lettura-rendimenti-in-calo-nella-prima-rilevazione-internazionale-post-covid/">Punteggio medio in lettura al quarto anno di istruzione nei maggiori paesi Ue (2001-21)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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                         aria-labelledby="chart_259747_tab1"><br />
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<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/lettura-rendimenti-in-calo-nella-prima-rilevazione-internazionale-post-covid/">Lettura, rendimenti in calo nella prima rilevazione internazionale post-Covid &#8211; Punteggio medio in lettura al quarto anno di istruzione nei maggiori paesi Ue (2001-21)</a></div>
</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Iea-Pirls                                                                <br />(pubblicati: martedì 16 Maggio 2023)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/09/lettura-rendimenti-in-calo-nella-prima-rilevazione-internazionale-post-covid.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-259747"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-259747" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>Per l&#8217;Italia<strong> il calo nelle competenze alfabetiche ha anche una matrice territoriale</strong>. Sono soprattutto gli studenti dell&#8217;Italia settentrionale ad aver visto un peggioramento tra prima e dopo la pandemia. Nelle scuole del nord-ovest e del nord-est il punteggio medio è calato rispettivamente di -11 e -15 punti tra 2016 e 2021.</p>
</p>
<div id="strillo-testo-block_e6350061a770d4dc5397fe1a2623d4f6" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Si allargano i divari territoriali nella capacità di lettura e comprensione dei testi.</p>
</section></div>
</p>
<p>Allo stesso tempo, mentre<strong> i punteggi dell&#8217;Italia centro-settentrionale tengono comunque il passo con gli standard internazionali</strong>, quelli del mezzogiorno rimangono molto indietro. Nelle rilevazioni Iea-Pirls 2021, superano i 540 punti le aree del nord-ovest (punteggio medio 550), nord-est (542) e centro (543). <strong>Molto lontani sud </strong>(527) &#8211; la ripartizione territoriale che nella classificazione Invalsi comprende Abruzzo, Campania, Molise e Puglia &#8211; <strong>e sud e isole </strong>(513). Quest&#8217;ultima include Basilicata, Calabria, Sardegna e Sicilia.</p>
</p>
<p>La<strong> tendenza all&#8217;allargamento di questi divari</strong> appare piuttosto evidente sul lungo periodo.</p>
</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>(&#8230;) il gap tra le due aree geografiche che conseguono rispettivamente il risultato migliore (Nord Ovest) e quello più basso (Sud Isole) è oggi triplicato: 36 punti nel 2021 rispetto a 12 punti nel 2006.</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.invalsi.it/invalsi/ri/pirls2021/documenti/RappNaz/PIRLS2021_RapportoNazionale.pdf" target="_blank">&#8211; Invalsi, Rapporto nazionale Pirls 2021</a>
									            </div>
</section>
<p><div id="il-problema-principale-restano-i-divari-interni" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">I divari interni che restano sulle competenze alfabetiche</h3>
</p>
<p>I dati Iea-Pirls, essendo ricavati da un campione limitato di alunni e scuole, possono ricostruire solo fino a un certo punto l&#8217;ampiezza delle distanze territoriali esistenti nel paese.</p>
</p>
<p>Per questo le <strong>rilevazioni dei test Invalsi</strong>, condotte ogni anno, sono particolarmente preziose, consentendo una maggiore profondità locale. Sebbene il dato comunale abbia comunque dei limiti (viene rilasciato normalmente solo in presenza di almeno 2 plessi oppure 2 istituti per comune) si tratta dell&#8217;informazione con maggiore granularità oggi disponibile in formato aperto.</p>
</p>
<p>Nell&#8217;anno scolastico 2021/22, nelle prove di quinta elementare, è emerso che<strong> i 10 capoluoghi con i punteggi più bassi in italiano erano tutti <strong>situati</strong> nel mezzogiorno</strong>. Si tratta di <strong>Crotone</strong> (181,36), Trapani (187,45), Foggia (187,76), Palermo (188,34), Catania (189,58), Agrigento (190,08), Messina (190,84), Enna (191,40), Napoli (191,88) e Caltanissetta (193,13). <strong>Poco sopra questi valori anche due capoluoghi del centro-nord</strong>: (Prato, 193,17) e Bolzano (193,64).</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-10-capoluoghi-con-i-punteggi-piu-bassi-in-italiano-alle-elementari-sono-tutti-nel-mezzogiorno/">I 10 capoluoghi con i punteggi più bassi in italiano alle elementari sono tutti nel mezzogiorno</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-10-capoluoghi-con-i-punteggi-piu-bassi-in-italiano-alle-elementari-sono-tutti-nel-mezzogiorno/">Punteggio medio nei test Invalsi di italiano (V elementare, a.s. 2021/22)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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                         aria-labelledby="chart_259772_tab1"><br />
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis – Con i Bambini su dati Invalsi                                                                <br />(pubblicati: mercoledì 28 Settembre 2022)
                                        </p>
</p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-259772"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-259772" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;505&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/i-10-capoluoghi-con-i-punteggi-piu-bassi-in-italiano-alle-elementari-sono-tutti-nel-mezzogiorno/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>Ai <strong>primi 10 posti per rendimenti nelle competenze alfabetiche</strong> rilevate nei test Invalsi in quinta elementare troviamo invece &#8211; nell&#8217;ordine &#8211; Siena, Teramo, Pavia, Ascoli Piceno, Grosseto, Lucca, Como, Monza, Varese e Avellino. </p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Scarica, condividi e riutilizza i dati</h3>
</p>
<section class="download">
<div class="dw-content">
<div class="intro">
<p>Scarica i dati, regione per regione</p>
</div>
<div class="files">
<p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/competenze_ita_V_prim_2021_2022/Abruzzo.xls" target="_blank" rel="noopener">Abruzzo</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/competenze_ita_V_prim_2021_2022/Basilicata.xls" target="_blank" rel="noopener">Basilicata</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/competenze_ita_V_prim_2021_2022/Calabria.xls" target="_blank" rel="noopener">Calabria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/competenze_ita_V_prim_2021_2022/Campania.xls" target="_blank" rel="noopener">Campania</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/competenze_ita_V_prim_2021_2022/Emilia-Romagna.xls" target="_blank" rel="noopener">Emilia Romagna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/competenze_ita_V_prim_2021_2022/Friuli+Venezia+Giulia.xls" target="_blank" rel="noopener">Friuli Venezia Giulia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/competenze_ita_V_prim_2021_2022/Lazio.xls" target="_blank" rel="noopener">Lazio</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/competenze_ita_V_prim_2021_2022/Liguria.xls" target="_blank" rel="noopener">Liguria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/competenze_ita_V_prim_2021_2022/Lombardia.xls" target="_blank" rel="noopener">Lombardia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/competenze_ita_V_prim_2021_2022/Marche.xls" target="_blank" rel="noopener">Marche</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/competenze_ita_V_prim_2021_2022/Molise.xls" target="_blank" rel="noopener">Molise</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/competenze_ita_V_prim_2021_2022/Piemonte.xls" target="_blank" rel="noopener">Piemonte</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/competenze_ita_V_prim_2021_2022/Puglia.xls" target="_blank" rel="noopener">Puglia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/competenze_ita_V_prim_2021_2022/Sardegna.xls" target="_blank" rel="noopener">Sardegna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/competenze_ita_V_prim_2021_2022/Sicilia.xls" target="_blank" rel="noopener">Sicilia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/competenze_ita_V_prim_2021_2022/Toscana.xls" target="_blank" rel="noopener">Toscana</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/competenze_ita_V_prim_2021_2022/Trentino+Alto+Adige.xls" target="_blank" rel="noopener">Trentino AA</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/competenze_ita_V_prim_2021_2022/Umbria.xls" target="_blank" rel="noopener">Umbria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/competenze_ita_V_prim_2021_2022/Valle+d'Aosta.xls" target="_blank" rel="noopener">Valle d&#8217;Aosta</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/competenze_ita_V_prim_2021_2022/Veneto.xls" target="_blank" rel="noopener">Veneto</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/competenze_ita_V_prim_2021_2022/Totale_nazionale.xls" target="_blank" rel="noopener">Totale nazionale</a></p>
</div></div>
</section>
</p>
<p>I contenuti dell&#8217;Osservatorio povertà educativa <a href="https://www.openpolis.it/cosa/poverta-educativa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">#conibambini</a> sono realizzati da openpolis con l&#8217;impresa sociale Con i Bambini nell&#8217;ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell&#8217;articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l&#8217;obiettivo di creare un&#8217;unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di&nbsp;<em>data journalism</em>&nbsp;o anche per semplice consultazione. La fonte dei dati sulle competenze in italiano in V primaria è Invalsi.</p>
</p>
<p>Foto: <a href="https://pixabay.com/it/photos/ragazzo-libro-lettura-letteratura-5731001/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sabrina Eickhoff</a> (Pixabay)  &#8211; <a href="https://pixabay.com/it/service/terms/">Licenza</a></p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/la-crescita-dei-divari-nelle-competenze-alfabetiche-dei-bambini/">La crescita dei divari nelle competenze alfabetiche dei bambini</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le competenze inadeguate alimentano il fenomeno dei neet</title>
		<link>https://www.openpolis.it/le-competenze-inadeguate-alimentano-il-fenomeno-dei-neet/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Jul 2023 06:58:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=240471</guid>

					<description><![CDATA[<p>Anche dopo la pandemia, l'Italia resta uno dei paesi Ue con più giovani che non studiano, non lavorano e non sono in formazione. Un fenomeno che spesso trova origine in basse competenze e apprendimenti da parte di ragazze e ragazzi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/le-competenze-inadeguate-alimentano-il-fenomeno-dei-neet/">Le competenze inadeguate alimentano il fenomeno dei neet</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Per ogni paese <strong>le competenze e la vitalità dei giovani</strong> sono con tutta probabilità la risorsa più importante. Non solo per le energie di cui ragazze e ragazzi sono naturalmente portatori, ma anche per il <strong>punto di vista nuovo che sono in grado di offrire</strong> nelle attività di tutti i giorni, nello studio e nel lavoro.</p>
<div id="strillo-testo-block_8215482b50022d70c71c8dd248ea97b5" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>I neet sono un vero e proprio spreco di potenziale.</p>
</section></div>
<p>Perciò il fenomeno dei <strong>neet</strong>, giovani che non studiano, non lavorano e non sono in formazione &#8211; oltre ad essere una condizione spesso vissuta con disagio da chi la attraversa &#8211; rappresenta anche un<strong> enorme spreco di potenziale</strong>. Ciò è particolarmente vero per un paese come l&#8217;Italia, dove la popolazione invecchia e i giovani diminuiscono. Una tendenza che purtroppo si prevede destinata a consolidarsi nei prossimi anni. Se oggi i residenti con meno di 18 anni sono più di 9 milioni, nel 2050 è possibile che scendano a 7,6 milioni.</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">-18% </span>i residenti con meno di 18 anni tra 2021 e 2050, in uno scenario di previsione mediano.</p>
</section>
<p>Il <strong>contrasto al fenomeno dei neet assume quindi un <strong>duplice</strong> valore</strong>. In primo luogo, permette di ridurre la marginalità e l&#8217;esclusione sociale, attraverso l&#8217;investimento sulla crescita educativa e personale di chi vi è coinvolto. Come conseguenza, consente di <strong>valorizzare il contributo e le competenze delle nuove generazioni </strong>nello sviluppo del paese.</p>
<h3 class="wp-block-heading">Le politiche di contrasto al fenomeno dei neet dopo il Covid</h3>
<p>Tali necessità non sono più rinviabili nel periodo post-pandemico: il ruolo crescente delle tecnologie rende l&#8217;<strong>investimento sulle competenze improrogabile</strong>. I dati aggiornati al 2022 inoltre mostrano che l&#8217;Italia rimane, anche dopo la pandemia, tra i paesi con più giovani in condizione di neet.</p>
<p><div class="content_block" id="custom_post_widget-135826"><p></p>
</div></p>
<div id="in-italia-circa-un-giovane-su-5-e-neet" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-italia-circa-un-giovane-su-5-e-neet/">In Italia circa un giovane su 5 è neet</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-italia-circa-un-giovane-su-5-e-neet/">Percentuale di neet nella fascia 15-29 anni (2022)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
<div id="chart_251608_tab1" role="tab" aria-controls="chart_251608_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
<div id="chart_251608_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_251608_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/in-italia-circa-un-giovane-su-5-e-neet/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/07/in-italia-circa-un-giovane-su-5-e-neet.png" placeholder ></amp-img></p>
<div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div>
<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-italia-circa-un-giovane-su-5-e-neet/">In Italia circa un giovane su 5 è neet &#8211; Percentuale di neet nella fascia 15-29 anni (2022)</a></div>
</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Eurostat                                                                <br />(ultimo aggiornamento: mercoledì 26 Aprile 2023)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/07/in-italia-circa-un-giovane-su-5-e-neet.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-251608"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-251608" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;505&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/in-italia-circa-un-giovane-su-5-e-neet/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p>A livello europeo e nazionale si possono citare diverse <strong>misure per aumentare le competenze</strong>, così da <strong>contrastare il fenomeno dei neet</strong>. Tra queste, la risoluzione del consiglio dell&#8217;Ue su un <a href="https://op.europa.eu/it/publication-detail/-/publication/b004d247-77d4-11eb-9ac9-01aa75ed71a1" target="_blank" rel="noreferrer noopener">quadro strategico di cooperazione nell&#8217;istruzione e nella formazione</a> per gli anni 2021-30, che ha <strong>aggiornato gli obiettivi di accesso all&#8217;educazione e all&#8217;apprendimento</strong>. </p>
<p>Vi sono inoltre le risorse stanziate per lo sviluppo delle competenze e la riqualificazione, nell&#8217;ambito del Fondo sociale europeo plus (99 miliardi tra 2021 e 2027), quelle per i dispositivi di ripresa e resilienza destinate agli stati membri, nonché i programmi <a href="https://digital-strategy.ec.europa.eu/it/activities/digital-programme" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Europa digitale</a>, <a href="https://research-and-innovation.ec.europa.eu/funding/funding-opportunities/funding-programmes-and-open-calls/horizon-europe_it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Orizzonte Europa</a> ed <a href="https://erasmus-plus.ec.europa.eu/it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Erasmus+</a>.</p>
<p>Nel nostro paese, come approfondiremo, le politiche di contrasto al fenomeno dei neet sono state individuate all&#8217;interno di uno specifico <a href="https://www.politichegiovanili.gov.it/media/fodnvowp/piano_neet-2022_rev-gab.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">piano nazionale</a>. Questo è finalizzato all&#8217;individuazione, al coinvolgimento e all&#8217;attivazione dei giovani in questa condizione. </p>
<div id="questa-condizione-ha-spesso-origine-in-ritardi-negli-apprendimenti-e-nelle-competenze" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<div id="strillo-testo-block_643e4599b078f6c9a535358211b2fdb6" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Il 2023 è l&#8217;anno europeo delle competenze.</p>
</section></div>
<p>Oltre agli obiettivi europei e alle misure nazionali va citata la scelta di individuare l&#8217;anno in corso, il 2023, come<strong> <a href="https://commission.europa.eu/strategy-and-policy/priorities-2019-2024/europe-fit-digital-age/european-year-skills-2023_it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">anno europeo delle competenze</a></strong>. Un modo per enfatizzare l&#8217;<strong>importanza delle conoscenze e delle competenze nel mondo che cambia</strong>: bassi livelli di apprendimento e abbandono scolastico sono infatti correlati con il rischio di finire nella condizione di neet.</p>
<h3 class="wp-block-heading">Quanto incide il fenomeno dei neet in Italia</h3>
<p>Da questo punto di vista emerge come vi siano <strong>due Italie</strong>: una allineata alla media Ue, l&#8217;altra molto distante. Un divario che spesso è riconducibile alla faglia tra centro-nord e mezzogiorno.</p>
<p>Nel 2021 si è trovato <strong>nella condizione di neet il 13,1% dei giovani europei tra 15 e 29 anni</strong>. Una percentuale che nel nostro paese in quell&#8217;anno era superiore di circa 10 punti (23,1%). A fronte di queste medie, alcuni territori si segnalano per la bassa incidenza di giovani che non studiano, non lavorano e non si formano. Mentre altri, specialmente nel sud continentale e delle isole, hanno superato ampiamente queste medie.</p>
<div id="9-le-province-dove-oltre-il-35-dei-giovani-e-neet-si-trovano-tutte-nel-mezzogiorno" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">9 </span>le province dove oltre il 35% dei giovani è neet. Si trovano tutte nel mezzogiorno.</p>
</section>
<p>In provincia di Caltanissetta è <strong>neet il 46,3% dei giovani di età compresa tra 15 e 29 anni</strong>. Seguono i territori di Taranto, Catania, Napoli, Messina, Palermo, Siracusa, Foggia e Catanzaro, con quote che superano il 35%.</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-provincia-di-caltanissetta-oltre-il-40-dei-giovani-sono-neet/">In provincia di Caltanissetta oltre il 40% dei giovani sono neet</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-provincia-di-caltanissetta-oltre-il-40-dei-giovani-sono-neet/">Percentuale di neet nella fascia 15-29 anni (2021)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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                         aria-labelledby="chart_251703_tab1"><br />
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<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-provincia-di-caltanissetta-oltre-il-40-dei-giovani-sono-neet/">In provincia di Caltanissetta oltre il 40% dei giovani sono neet &#8211; Percentuale di neet nella fascia 15-29 anni (2021)</a></div>
</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Istat (Bes dei territori)                                                                <br />(ultimo aggiornamento: lunedì 3 Ottobre 2022)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/07/in-provincia-di-caltanissetta-oltre-il-40-dei-giovani-sono-neet.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-251703"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p>Dietro questi divari territoriali vi è anche la <strong>diversa incidenza di disuguaglianze sociali</strong>, messa a fuoco anche dal piano nazionale sui neet. </p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>Pur essendo molteplici i fattori che possono determinare la permanenza dei giovani nella condizione di Neet, quelli che, generalmente, vengono indicati come i principali fattori di rischio sono: − avere un livello basso di rendimento scolastico; − vivere in una famiglia con basso reddito; − provenire da una famiglia in cui un genitore ha sperimentato periodi di disoccupazione; − crescere con un solo genitore; − essere nato in un Paese fuori dell’UE; − vivere in una zona rurale; − avere una disabilità.</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.politichegiovanili.gov.it/media/fodnvowp/piano_neet-2022_rev-gab.pdf#page=11" target="_blank">&#8211; Piano nazionale Neet 2022</a>
									            </div>
</section>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">24% </span>il tasso di abbandono tra i figli dei non diplomati. La quota si riduce al<br />
5,5% tra i figli di genitori con il diploma e all’1,9% tra i figli dei laureati.</p>
</section>
<div id="le-province-con-piu-neet-tendono-a-coincidere-con-quelle-con-basse-competenze" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p>Un aspetto da non sottovalutare è l&#8217;<strong>impatto delle competenze inadeguate</strong> sulla condizione di ragazze e ragazzi. Le province con più neet tendono a coincidere con quelle dove gli apprendimenti sono più bassi, come testimoniato dalle prove Invalsi di competenza in italiano. I 15 territori con più studenti che in terza media hanno conseguito competenze inadeguate nel 2021, in 10 casi sono anche ai primi posti per quota di neet.</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-territori-con-piu-neet-sono-spesso-quelli-con-basse-competenze/">I territori con più neet sono spesso quelli con basse competenze</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-territori-con-piu-neet-sono-spesso-quelli-con-basse-competenze/">Confronto tra la percentuale di neet e la quota di studenti con competenze inadeguate, per provincia (2021)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Istat e Invalsi                                                                <br />(ultimo aggiornamento: lunedì 3 Ottobre 2022)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/07/i-territori-con-piu-neet-sono-spesso-quelli-con-basse-competenze.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-251740"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-251740" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p>Per approfondire anche a livello locale questa relazione, è interessante <strong>focalizzarsi sulle 10 province con più giovani neet nel 2021</strong>. Si tratta, nell&#8217;ordine, di Caltanissetta (46,3% nel 2021), Taranto (38,3%), Catania (38,1%), Napoli (37,4%), Messina (37,3%), Palermo (36,8%), Siracusa (36,5%), Foggia (35,8%), Catanzaro (35,6%) e Agrigento (34,7%).</p>
<div id="questa-tendenza-si-riscontra-anche-a-livello-comunale" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p>Nel territorio nisseno, ad esempio, sono 4 i comuni per cui è disponibile il risultato Invalsi.  In tutti la quota di ragazzi di III media che si attestavano nei livelli 1 e 2 in italiano è stata superiore al 40%. Tuttavia, mentre 2 si sono collocati poco sopra tale soglia (40,6% a Mussomeli, 43,4% nel capoluogo), negli altri 2 comuni la percentuale è risultata molto più elevata: Gela (58%) e Niscemi (64,1%).</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/gli-apprendimenti-in-terza-media-comune-per-comune-nelle-10-province-con-piu-neet/">Gli apprendimenti in terza media, comune per comune, nelle 10 province con più neet</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/gli-apprendimenti-in-terza-media-comune-per-comune-nelle-10-province-con-piu-neet/">Percentuale di studenti aI livello 1 e 2 (i più bassi) nei test Invalsi di italiano (III media, a.s. 2021/22)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
<div id="chart_251796_tab1" role="tab" aria-controls="chart_251796_tabpanel1"
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                         aria-labelledby="chart_251796_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/gli-apprendimenti-in-terza-media-comune-per-comune-nelle-10-province-con-piu-neet/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/07/gli-apprendimenti-in-terza-media-comune-per-comune-nelle-10-province-con-piu-neet.png" placeholder ></amp-img></p>
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<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/gli-apprendimenti-in-terza-media-comune-per-comune-nelle-10-province-con-piu-neet/">Gli apprendimenti in terza media, comune per comune, nelle 10 province con più neet &#8211; Percentuale di studenti aI livello 1 e 2 (i più bassi) nei test Invalsi di italiano (III media, a.s. 2021/22)</a></div>
</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis – Con i Bambini su dati Invalsi                                                                <br />(ultimo aggiornamento: mercoledì 28 Settembre 2022)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/07/gli-apprendimenti-in-terza-media-comune-per-comune-nelle-10-province-con-piu-neet.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-251796"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-251796" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;505&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/gli-apprendimenti-in-terza-media-comune-per-comune-nelle-10-province-con-piu-neet/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p>Esempi analoghi possono essere fatti anche per le altre realtà locali individuate, e non solo. Come si osserva dalla mappa, <strong>anche in territori del centro-nord dove il fenomeno dei neet è mediamente meno diffuso, vi sono comuni dove la quota di studenti con bassi livelli di apprendimento appare molto elevata</strong>. Un esempio di come l&#8217;intervento sugli apprendimenti vada considerato strategico per prevenire il fenomeno.</p>
<h3 class="wp-block-heading">L&#8217;importanza di attuare il piano nazionale sui neet</h3>
<p>Investire sulla qualità degli apprendimenti e sulle competenze è la principale strategia per ridurre l&#8217;incidenza dei neet sul medio e lungo termine. Nell&#8217;immediato è comunque cruciale anche intervenire a supporto di chi si trova in questa condizione. </p>
<p>Da questo punto di vista, il piano nazionale sui neet identifica <strong>due criticità</strong> principali. La prima consiste proprio nell&#8217;<strong>emersione del fenomeno</strong>. Non è semplice infatti intercettare i molti giovani disposti a lavorare ma che non sono attivamente alla ricerca di un&#8217;occupazione, e che quindi restano al di fuori dei tradizionali circuiti formativi e di avviamento al lavoro. Specialmente se provengono da situazioni di svantaggio.</p>
<p>L&#8217;altra, specifica del nostro paese, è la frammentazione dei servizi e l&#8217;incapacità di offrire una risposta unitaria.</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>(&#8230;) l’eccesso di segmentazione e differenziazione di servizi rivolti ai giovani (sportelli, servizi informativi, formativi, di orientamento, di consulenza, di collocamento etc.) unita alla frammentazione su diversi livelli di governo (comunale, provinciale, regionale, nazionale, europeo), produce un effetto di disorientamento, oltre che una dispersione di energie e risorse pubbliche.</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.politichegiovanili.gov.it/media/fodnvowp/piano_neet-2022_rev-gab.pdf#page=11" target="_blank">&#8211; Piano nazionale Neet 2022</a>
									            </div>
</section>
<p>La<strong> sfida del piano è proprio coordinare l&#8217;insieme di soggetti e servizi che si occupano a vario titolo della questione</strong>, attraverso percorsi di co-progettazione tra il dipartimento per le politiche giovanili, i comuni (attraverso Anci), le organizzazioni attive e i loro partner istituzionali (comuni e altri enti pubblici).</p>
<p>Dare attuazione a questo approccio, senza ridurre l&#8217;attenzione rivolta dal piano alla mappatura dei neet e delle migliori pratiche, è la premessa per intervenire in modo efficace su un fenomeno che troppo spesso resta sommerso.</p>
<h3 class="wp-block-heading">Scarica, condividi e riutilizza i dati</h3>
<section class="download">
<div class="dw-content">
<div class="intro">
<p>Scarica i dati, regione per regione</p>
</div>
<div class="files">
<p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/lvl_apprendimenti_ita_III_media_2021_22/Abruzzo.xls" target="_blank" rel="noopener">Abruzzo</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/lvl_apprendimenti_ita_III_media_2021_22/Basilicata.xls" target="_blank" rel="noopener">Basilicata</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/lvl_apprendimenti_ita_III_media_2021_22/Calabria.xls" target="_blank" rel="noopener">Calabria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/lvl_apprendimenti_ita_III_media_2021_22/Campania.xls" target="_blank" rel="noopener">Campania</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/lvl_apprendimenti_ita_III_media_2021_22/Emilia-Romagna.xls" target="_blank" rel="noopener">Emilia-Romagna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/lvl_apprendimenti_ita_III_media_2021_22/Friuli-Venezia+Giulia.xls" target="_blank" rel="noopener">Friuli-Venezia Giulia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/lvl_apprendimenti_ita_III_media_2021_22/Lazio.xls" target="_blank" rel="noopener">Lazio</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/lvl_apprendimenti_ita_III_media_2021_22/Liguria.xls" target="_blank" rel="noopener">Liguria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/lvl_apprendimenti_ita_III_media_2021_22/Lombardia.xls" target="_blank" rel="noopener">Lombardia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/lvl_apprendimenti_ita_III_media_2021_22/Marche.xls" target="_blank" rel="noopener">Marche</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/lvl_apprendimenti_ita_III_media_2021_22/Molise.xls" target="_blank" rel="noopener">Molise</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/lvl_apprendimenti_ita_III_media_2021_22/Piemonte.xls" target="_blank" rel="noopener">Piemonte</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/lvl_apprendimenti_ita_III_media_2021_22/Puglia.xls" target="_blank" rel="noopener">Puglia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/lvl_apprendimenti_ita_III_media_2021_22/Sardegna.xls" target="_blank" rel="noopener">Sardegna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/lvl_apprendimenti_ita_III_media_2021_22/Sicilia.xls" target="_blank" rel="noopener">Sicilia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/lvl_apprendimenti_ita_III_media_2021_22/Toscana.xls" target="_blank" rel="noopener">Toscana</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/lvl_apprendimenti_ita_III_media_2021_22/Trentino-Alto+Adige.xls" target="_blank" rel="noopener">Trentino-Alto Adige</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/lvl_apprendimenti_ita_III_media_2021_22/Umbria.xls" target="_blank" rel="noopener">Umbria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/lvl_apprendimenti_ita_III_media_2021_22/Valle+d'Aosta.xls" target="_blank" rel="noopener">Valle d’Aosta</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/lvl_apprendimenti_ita_III_media_2021_22/Veneto.xls" target="_blank" rel="noopener">Veneto</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/lvl_apprendimenti_ita_III_media_2021_22/Totale_nazionale.xls" target="_blank" rel="noopener">Totale nazionale</a>.</p>
</div></div>
</section>
<p>I contenuti dell’Osservatorio povertà educativa&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/poverta-educativa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">#conibambini</a>&nbsp;sono realizzati da openpolis con l’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell’articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l’obiettivo di creare un’unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di&nbsp;<em>data journalism</em>&nbsp;o anche per semplice consultazione. I dati relativi agli apprendimenti sono di fonte Invalsi.</p>
<p>Foto: <a href="https://images.all4ed.org/female-student-in-high-school-math-class" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Allison Shelley per EDUimages</a> &#8211; <a href="https://images.all4ed.org/license/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Licenza</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/le-competenze-inadeguate-alimentano-il-fenomeno-dei-neet/">Le competenze inadeguate alimentano il fenomeno dei neet</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il supporto dei servizi per l&#8217;infanzia all&#8217;occupazione femminile</title>
		<link>https://www.openpolis.it/il-supporto-dei-servizi-per-linfanzia-alloccupazione-femminile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Mar 2023 07:58:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=224874</guid>

					<description><![CDATA[<p>L'Italia è uno dei paesi dove meno donne con figli lavorano. L'occupazione femminile è più bassa nei territori con carenze di servizi per l'infanzia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/il-supporto-dei-servizi-per-linfanzia-alloccupazione-femminile/">Il supporto dei servizi per l&#8217;infanzia all&#8217;occupazione femminile</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[</p>
<p>L&#8217;Italia è uno degli stati Ue più in ritardo nella partecipazione delle donne al mercato del lavoro. Soprattutto <strong>dopo la nascita di un figlio, il tasso di occupazione femminile &#8211; già basso &#8211; cala</strong>. Così nella maggior parte dei paesi dell&#8217;Unione le donne con 3 figli lavorano più di quelle italiane con un unico bambino. </p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">55,5% </span>donne italiane tra 20 e 49 anni con un figlio occupate nel 2021. In Slovenia, Portogallo, Danimarca e Svezia la quota con 3 figli è attorno all&#8217;80%.</p>
</section>
</p>
<p>All&#8217;origine di questo tipo di divari vi sono <strong>diversi fattori</strong>: da quelli sociali e culturali alle politiche familiari e di genere adottate in ciascuno stato. Un aspetto di primo piano nella promozione dell&#8217;occupazione femminile è costituito dall&#8217;<strong>accessibilità dei servizi per l&#8217;infanzia</strong> e lo sviluppo della rete educativa tra 0 e 6 anni.</p>
</p>
<p>Oltre a rappresentare il <strong>primo tassello delle politiche di contrasto alla povertà educativa</strong>, l&#8217;estensione di asili nido e scuole per l&#8217;infanzia è un supporto anche alla partecipazione femminile al mercato del lavoro. Le <strong>attività di cura</strong> nel nucleo familiare, <strong>per stereotipi di genere, ricadono spesso sulle donne</strong>. Limitandone così le potenzialità e le possibilità di inclusione nella società attiva. </p>
</p>
<p><div id="279-donne-inattive-in-ue-per-cui-il-motivo-principale-e-la-necessita-di-accudire-bambini-o-adulti-bisognosi-8-tra-gli-uomini" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">27,9% </span>donne inattive in Ue per cui il motivo principale è la necessità di accudire bambini o adulti bisognosi di assistenza (8% tra gli uomini).</p>
</section>
</p>
<p>Anche per questo motivo l&#8217;approvazione, <a href="https://data.consilium.europa.eu/doc/document/ST-14785-2022-INIT/en/pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">alla fine dello scorso novembre</a>, dei <strong>nuovi obiettivi sull&#8217;estensione dei servizi educativi per l&#8217;infanzia</strong> riguarda il nostro paese così direttamente.</p>
</p>
<section class="glossary">
<div>
                <mark><br />
																		Dal 2002 l&#8217;Ue promuove la diffusione di nidi, servizi e scuole per l’infanzia, da offrire ad almeno il 33% dei bimbi sotto i 3 anni e al 90% di quelli tra 3 e 5 anni. Dall&#8217;anno scorso sono stati innalzati rispettivamente al 45 e al 96% in vista del 2030.</br><br />
											                </mark><br />
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/che-cosa-prevedono-gli-obiettivi-di-barcellona-sugli-asili-nido/"><br />
                &#8220;Che cosa prevedono gli obiettivi di Barcellona sugli asili nido&#8221;</a></span></p></div>
</section>
</p>
<p>Approfondiamo meglio la posizione dell&#8217;Italia rispetto agli altri paesi Ue nell&#8217;<strong>occupazione femminile</strong>, oggi segnata da profondi divari interni. <strong>Gap che molto spesso coincidono con quelli nell&#8217;offerta di servizi</strong>.</p>
</p>
<p><div class="content_block" id="custom_post_widget-135826"><p></p>
</div></p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Come varia l&#8217;occupazione tra le donne che hanno figli </h3>
</p>
<p>In Europa, in media, circa il 71% delle donne tra 20 e 49 anni sono occupate. Una quota inferiore rispetto agli uomini della stessa età (80,5%), ma che <strong>non varia in modo così sensibile tra chi ha figli e chi no</strong>.</p>
</p>
<p>Lavora infatti il 71,9% delle donne senza figli, il 70,9% di quelle con un figlio, il 72,6% in presenza di due figli. Il calo drastico si ha in presenza di 3 o più figli, dove il tasso di occupazione scende al 57,5%. </p>
</p>
<p><div id="555-donne-italiane-con-un-figlio-e-occupate-in-22-paesi-ue-su-27-il-tasso-di-occupazione-di-quelle-con-3-figli-e-piu-alto" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p>L&#8217;Italia si attesta su <strong>livelli più bassi di 15-18 punti rispetto alla media Ue</strong>. Lavora il 56,3% delle donne senza figli, quota che scende al 55% circa con uno o due figli e crolla al 40,2% con 3 figli.</p>
</p>
<p>Nel confronto europeo emerge come<strong> le donne italiane con un figlio risultino occupate molto meno spesso di quelle con 3 figli in altri paesi</strong>. Ad esempio la Slovenia (dove lavora l&#8217;82,8% delle madri con 3 figli tra 20 e 49 anni), il Portogallo (80,4%), la Danimarca (79,1%), la Svezia (79%). Sono <strong>22 su 27</strong> i paesi in cui le donne con 3 figli hanno tassi di occupazione superiori a quelle italiane con un solo bambino.</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/italia-agli-ultimi-posti-in-ue-per-occupazione-femminile-soprattutto-per-le-donne-con-figli/">Italia agli ultimi posti in Ue per occupazione femminile, soprattutto per le donne con figli</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/italia-agli-ultimi-posti-in-ue-per-occupazione-femminile-soprattutto-per-le-donne-con-figli/">Tasso occupazione femminile tra 20 e 49 anni, per numero di figli nei paesi Ue (2021)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
<div id="chart_229029_tab1" role="tab" aria-controls="chart_229029_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                         aria-labelledby="chart_229029_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/italia-agli-ultimi-posti-in-ue-per-occupazione-femminile-soprattutto-per-le-donne-con-figli/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/03/italia-agli-ultimi-posti-in-ue-per-occupazione-femminile-soprattutto-per-le-donne-con-figli.png" placeholder ></amp-img></p>
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<p></amp-iframe>                        </p>
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Eurostat                                                                <br />(pubblicati: martedì 27 Settembre 2022)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/03/italia-agli-ultimi-posti-in-ue-per-occupazione-femminile-soprattutto-per-le-donne-con-figli.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-229029"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-229029" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">I divari interni sull&#8217;occupazione femminile</h3>
</p>
<p>Il ritardo del nostro paese nel confronto europeo è l&#8217;esito di profondi divari interni. Nel 2021 i giovani tra <strong>25 e 34 anni</strong> lavorano nel 62,6% dei casi, quota che scende al <strong>54% tra le donne</strong>. Mentre nell&#8217;Italia settentrionale questa percentuale si avvicina al 68%, nel mezzogiorno crolla al 34,9%.</p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">2 volte </span>il tasso di occupazione femminile nel nord rispetto al mezzogiorno.</p>
</section>
</p>
<p>Nella fascia tra <strong>35 e 44 anni</strong> il tasso occupazione femminile è del 62,4%: oltre 10 punti in meno della media (72,9%). Anche in questo caso con ampie distanze tra nord (74,5% di donne occupate) e mezzogiorno (42,1%).</p>
</p>
<p>La strategia per ridurre i divari interni, riavvicinando l&#8217;Italia agli standard europei, passa anche dall&#8217;<strong>estensione dei servizi per la prima infanzia</strong>. Un aspetto sottolineato anche dalla recente raccomandazione europea sul tema.</p>
</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>La disponibilità di servizi di assistenza a costi sostenibili e di alta qualità incide in modo altamente positivo sulla situazione occupazionale dei prestatori di assistenza, in particolare delle donne.</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://data.consilium.europa.eu/doc/document/ST-14785-2022-INIT/it/pdf" target="_blank">&#8211; Raccomandazione Consiglio dell&#8217;Ue 14785/22, 29 novembre 2022</a>
									            </div>
</section>
<p><div id="mancano-servizi-per-linfanzia-nelle-aree-a-bassa-occupazione-femminile" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p>Sono generalmente i territori con meno servizi per l&#8217;infanzia ad avere una minore occupazione femminile, e viceversa. La relazione va letta nei due sensi, in un <strong>circolo vizioso che si autoalimenta</strong>. </p>
</p>
<p>Nei territori in cui poche donne lavorano, la percezione della necessità di servizi è spesso inferiore; allo stesso tempo, in mancanza di nidi, la possibilità per le donne con figli di lavorare viene di fatto fortemente limitata. Creando un <strong>disincentivo evidente all&#8217;occupazione femminile</strong>.</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/dove-ci-sono-meno-servizi-per-linfanzia-le-donne-sono-meno-occupate/">Dove ci sono meno servizi per l&#8217;infanzia le donne sono meno occupate</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/dove-ci-sono-meno-servizi-per-linfanzia-le-donne-sono-meno-occupate/">Confronto tra tasso di occupazione femminile e posti offerti nei servizi prima infanzia, per provincia</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
<div id="chart_229863_tab1" role="tab" aria-controls="chart_229863_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
<div id="chart_229863_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_229863_tab1"><br />
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<p></amp-iframe>                        </p>
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Istat                                                                <br />(pubblicati: giovedì 14 Luglio 2022)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/03/dove-ci-sono-meno-servizi-per-linfanzia-le-donne-sono-meno-occupate.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-229863"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-229863" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>Nel 2021, l&#8217;<a href="https://www.salute.gov.it/portale/news/p3_2_1_1_1.jsp?lingua=italiano&amp;menu=notizie&amp;p=dalministero&amp;id=6025#:~:text=L'et%C3%A0%20media%20al%20primo,2%25%20ha%20conseguito%20la%20laurea." target="_blank" rel="noreferrer noopener">età media delle partorienti è stata superiore ai 30 anni</a>, tanto per le cittadine straniere quanto per le donne italiane (33,1 anni). Nella fascia tra 35 e 44 anni, così come in quella delle 25-34enni,<strong> i territori con maggiore occupazione femminile sono anche quelli con i servizi per l&#8217;infanzia più sviluppati</strong>.</p>
</p>
<p>Sono <strong>20 le province in cui oltre il 75% delle donne 35-44 anni lavorano</strong>: tutte &#8211; tranne una &#8211; superano l&#8217;offerta media nazionale di nidi (27,2%), attestandosi spesso nelle prime posizioni in Italia per ampiezza del servizio. Tra queste, Ravenna, Bologna, Perugia, Trieste, Firenze, Reggio nell&#8217;Emilia e Aosta. In tutti territori appena citati, <strong>un&#8217;occupazione femminile vicina o superiore all&#8217;80% si associa a un&#8217;offerta superiore ai 40 posti ogni 100 bambini</strong>. Addirittura quasi 50 a Ravenna (48,6%) e Bologna (46,5%).</p>
</p>
<p>L&#8217;unica eccezione è rappresentata da <strong>Belluno</strong>: tasso di occupazione femminile all&#8217;82,7% e 25,4 posti ogni 100 bambini. Meno della media nazionale, sebbene non troppo distante.</p>
</p>
<p>Al contrario, dove i servizi scarseggiano anche l&#8217;occupazione femminile è molto più bassa.</p>
</p>
<p><div id="12-province-con-meno-del-40-di-donne-occupate-tra-35-e-44-anni-nessuna-raggiunge-i-20-posti-nido-ogni-100-bambini-presenti" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">L&#8217;offerta educativa nei territori con minore occupazione femminile</h3>
</p>
<p>Sono <strong>12 le province</strong> dove meno del 40% delle donne tra 35 e 44 anni sono occupate. <strong>Nessuna raggiunge i 20 posti nido ogni 100 bambini presenti</strong>.</p>
</p>
<p>Parliamo dei territori di Palermo, Vibo Valentia, Barletta-Andria-Trani, Siracusa, Catania, Cosenza, Agrigento, Enna, Caserta, Messina, Caltanissetta e Napoli. L&#8217;<strong>offerta più ampia tra questi si riscontra nella città metropolitana di Messina</strong> (18,9 posti ogni 100 bambini). Tuttavia il capoluogo si attesta su un dato inferiore (8,1% nel 2020) e la quota di comuni dell&#8217;ex provincia che offrono il servizio è pari al 34,3% del totale. Più di quanto rilevato nel 2013 (27,8% di comuni attrezzati), ma meno dell&#8217;attuale media nazionale (59,3%) e del mezzogiorno (46%).</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/lofferta-di-nidi-nelle-12-province-dove-meno-del-40-delle-donne-sono-occupate/">L&#8217;offerta di nidi nelle 12 province dove meno del 40% delle donne sono occupate</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/lofferta-di-nidi-nelle-12-province-dove-meno-del-40-delle-donne-sono-occupate/">Posti in asili nido e servizi prima infanzia per 100 residenti 0-2 anni nei comuni italiani (2020)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
<div id="chart_229896_tab1" role="tab" aria-controls="chart_229896_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
<div id="chart_229896_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_229896_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/lofferta-di-nidi-nelle-12-province-dove-meno-del-40-delle-donne-sono-occupate/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/03/lofferta-di-nidi-nelle-12-province-dove-meno-del-40-delle-donne-sono-occupate.png" placeholder ></amp-img></p>
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<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/lofferta-di-nidi-nelle-12-province-dove-meno-del-40-delle-donne-sono-occupate/">L&#8217;offerta di nidi nelle 12 province dove meno del 40% delle donne sono occupate &#8211; Posti in asili nido e servizi prima infanzia per 100 residenti 0-2 anni nei comuni italiani (2020)</a></div>
</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis – Con i Bambini su dati Istat                                                                <br />(pubblicati: giovedì 14 Luglio 2022)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/03/lofferta-di-nidi-nelle-12-province-dove-meno-del-40-delle-donne-sono-occupate.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-229896"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-229896" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>Gli altri territori a bassa occupazione femminile presentano un&#8217;<strong>offerta di gran lunga inferiore rispetto a quella messinese</strong>. In particolare le province di Cosenza<br />Caserta e Caltanissetta, tutte con 8,9 posti ogni 100 residenti sotto i 3 anni. <strong>Molto lontani dalla vecchia soglia del 33% fissata in sede Ue, per non parlare della nuova del 45%</strong>.</p>
</p>
<p>Gli stessi capoluoghi delle 3 province citate si attestano tra l&#8217;11,1%&nbsp;di Cosenza e il 15,5% di Caltanissetta. In termini di<strong> diffusione sul territorio</strong>, offrono servizi per la prima infanzia 45,2% dei comuni casertani, il 30% di quelli cosentini e il 18,2% di quelli nisseni. Cifre che fanno il paio con quelle sulle poche donne che lavorano in queste aree.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Una relazione da non dare per scontata</h3>
</p>
<p>Certamente la relazione va letta in entrambe le direzioni, ovvero i territori con minore occupazione potenzialmente esprimono una minore domanda di servizi. Ma ridurre tutto a quest&#8217;unica dimensione sarebbe parziale, e i dati sembrano suggerire che tale interpretazione vada data sempre meno per scontata. </p>
</p>
<p><a href="https://www.openpolis.it/asili-nido-un-problema-di-offerta-non-di-domanda/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Come abbiamo avuto modo di approfondire in passato</a>, nelle <strong>regioni del mezzogiorno, dove gli asili nido sono molto meno diffusi, è molto più alta anche la quota di anticipatari alla scuola dell&#8217;infanzia</strong>. Ciò significa che una domanda latente del servizio esiste. </p>
</p>
<p>Perché se è proprio nei territori con pochi asili nido che gli anticipi sono più frequenti vuol dire che è<strong> la scuola dell&#8217;infanzia a farsi carico di una domanda che già oggi esiste, </strong>pur non essendo intercettata dall&#8217;offerta di nidi, ancora inadeguata in molte aree del paese.</p>
</p>
<p>Serve un&#8217;offerta che la sostenga, in modo da ridurre i divari, tanto di genere quanto educativi.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Scarica, condividi e riutilizza i dati</h3>
</p>
<p>        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Scarica i dati comunali, regione per regione.</p>
<p></p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/asili+nido+2020/Abruzzo.xls" target="_blank" rel="noopener">Abruzzo</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/asili+nido+2020/Basilicata.xls" target="_blank" rel="noopener">Basilicata</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/asili+nido+2020/Calabria.xls" target="_blank" rel="noopener">Calabria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/asili+nido+2020/Campania.xls" target="_blank" rel="noopener">Campania</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/asili+nido+2020/Emilia-Romagna.xls" target="_blank" rel="noopener">Emilia Romagna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/asili+nido+2020/Friuli-Venezia+Giulia.xls" target="_blank" rel="noopener">Friuli Venezia Giulia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/asili+nido+2020/Lazio.xls" target="_blank" rel="noopener">Lazio</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/asili+nido+2020/Liguria.xls" target="_blank" rel="noopener">Liguria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/asili+nido+2020/Lombardia.xls" target="_blank" rel="noopener">Lombardia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/asili+nido+2020/Marche.xls" target="_blank" rel="noopener">Marche</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/asili+nido+2020/Molise.xls" target="_blank" rel="noopener">Molise</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/asili+nido+2020/Piemonte.xls" target="_blank" rel="noopener">Piemonte</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/asili+nido+2020/Puglia.xls" target="_blank" rel="noopener">Puglia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/asili+nido+2020/Sardegna.xls" target="_blank" rel="noopener">Sardegna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/asili+nido+2020/Sicilia.xls" target="_blank" rel="noopener">Sicilia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/asili+nido+2020/Toscana.xls" target="_blank" rel="noopener">Toscana</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/asili+nido+2020/Trentino+Alto+Adige.xls" target="_blank" rel="noopener">Trentino Alto Adige</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/asili+nido+2020/Umbria.xls" target="_blank" rel="noopener">Umbria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/asili+nido+2020/Valle+d'Aosta.xls" target="_blank" rel="noopener">Valle d'Aosta</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/asili+nido+2020/Veneto.xls" target="_blank" rel="noopener">Veneto</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/asili+nido+2020/asili_nido_2020.xls" target="_blank" rel="noopener">Totale nazionale</a>.</p></div>
				            </div>
        </section>
		
</p>
</p>
<p>I contenuti dell&#8217;Osservatorio povertà educativa <a href="https://www.openpolis.it/poverta-educativa/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">#conibambini</a> sono realizzati da openpolis con l&#8217;impresa sociale Con i Bambini nell&#8217;ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell&#8217;articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l&#8217;obiettivo di creare un&#8217;unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di&nbsp;<em>data journalism</em>&nbsp;o anche per semplice consultazione. I dati relativi ad asili nido e servizi prima infanzia sono di fonte Istat.</p>
</p>
<p>Foto: <a href="https://unsplash.com/it/foto/YI_9SivVt_s" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Israel Andrade (unsplash)</a> &#8211; <a href="https://unsplash.com/it/licenza" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Licenza</a></p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/il-supporto-dei-servizi-per-linfanzia-alloccupazione-femminile/">Il supporto dei servizi per l&#8217;infanzia all&#8217;occupazione femminile</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
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