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	<title>Lodi Archivi - Openpolis</title>
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	<lastBuildDate>Thu, 06 Mar 2025 10:12:10 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Il legame tra offerta di nidi e occupazione femminile</title>
		<link>https://www.openpolis.it/il-legame-tra-offerta-di-nidi-e-occupazione-femminile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Mar 2025 09:16:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=298674</guid>

					<description><![CDATA[<p>In Italia spesso è sulle donne che - per stereotipi di genere consolidati - ricade il compito di dedicarsi ai figli. Anche per questo l'occupazione femminile è più bassa. Investire su asili nido e scuole dell’infanzia può contribuire a invertire la tendenza.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/il-legame-tra-offerta-di-nidi-e-occupazione-femminile/">Il legame tra offerta di nidi e occupazione femminile</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il potenziamento dell&#8217;offerta di posti negli asili nido e nelle scuole dell&#8217;infanzia è un obiettivo molto importante per gli <strong>evidenti benefici su bambini e bambine, sia in termini di capacità di apprendimento che di crescita personale e sviluppo sociale</strong>. Ma un altro elemento rilevante è rappresentato dal fatto che <strong>la presenza dei nidi può facilitare la partecipazione delle donne al mercato del lavoro</strong>. Queste strutture infatti sono anche uno strumento importante a supporto delle famiglie per conciliare meglio i ritmi vita-lavoro.</p>



<p>Al contrario, dove questo servizio non è presente, nella maggior parte dei casi sono le donne &#8211; per stereotipi di genere radicati &#8211; a lasciare l&#8217;impiego per farsi carico del lavoro di cura familiare.<strong> </strong></p>


<div id="in-italia-1-donna-su-5-lascia-il-lavoro-dopo-la-maternita-investire-in-asili-nido-e-scuole-dellinfanzia-e-fondamentale-per-invertire-questa-tendenza" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>




        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">1 su 5 </span>le donne che fuoriescono dal mercato del lavoro a seguito della maternità (<a href="https://documenti.camera.it/leg19/dossier/pdf/PP004LA.pdf#page=7" target="_blank" rel="noopener">dossier camera</a>).</p>
			        </section>
		


<p>Purtroppo l&#8217;Italia è uno dei paesi europei in cui questa dinamica è più marcata. In base ai dati <a href="https://ec.europa.eu/eurostat/databrowser/bookmark/15ddf0f1-125e-4e6f-8102-3e227841417a?lang=en" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Eurostat</a> infatti il nostro paese si caratterizza per un divario molto ampio tra i genitori che lavorano. Per riavvicinare il tasso di occupazione femminile alla media europea, e ridurre i divari all’interno del paese, <strong>è quindi essenziale l’estensione dei servizi per la prima infanzia e la loro accessibilità in termini economici.</strong> Un legame individuato anche a livello continentale, e su cui da anni investono anche le politiche Ue.</p>


        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Increasing participation in formal early childhood education and care (ECEC) could significantly improve the labour market activity of mothers in low-income households. Yet, accessible, affordable, and high-quality ECEC remains limited in a number of Member States.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://op.europa.eu/webpub/empl/esde-2023/#:~:text=The%20EU%20experienced%20a%20new,%2D19%20pandemic%2C%20remain%20high." target="_blank">&#8211; Commissione Europea, Employment and Social Developments in Europe 2023</a>
									            </div>
        </section>
		


<p>Purtroppo a questo tema non sempre viene riservata l&#8217;attenzione che meriterebbe. E questo crea un circolo vizioso, soprattutto nei territori dove le donne lavorano di meno. <strong>Il rischio è che proprio in queste aree l&#8217;esigenza di servizi per la prima infanzia venga considerata secondaria</strong>, quando invece rappresenta la premessa per invertire tale tendenza. Per questa ragione un cambio di prospettiva è necessario.</p>



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<h3 class="wp-block-heading">Il livello di occupazione delle madri in Europa e in Italia</h3>



<p>Incrementare la presenza delle donne nel mondo del lavoro era uno degli obiettivi individuati nel 2002 a Barcellona per quanto riguarda gli asili nido e le scuole dell’infanzia. In quel contesto si stabilirono soglie europee per definire il <strong>livello minimo di presenza di questi servizi sul territorio</strong>.</p>


        <section class="glossary">
            <div>
                <mark>
																		Gli stati membri devono impegnarsi a offrire un servizio educativo ad almeno il 33% dei bambini sotto i 3 anni (asili nido) e ad almeno il 90% di quelli nell&#8217;età compresa fra i 3 anni e l’età dell’obbligo scolastico (scuole dell&#8217;infanzia).</br>
											                </mark>
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/che-cosa-prevedono-gli-obiettivi-di-barcellona-sugli-asili-nido/">
                &#8220;Che cosa prevedono gli obiettivi di Barcellona sugli asili nido&#8221;</a></span>

            </div>
        </section>
		


<p>Tali soglie sono poi state riviste tra il 2021 e il 2022.<strong> </strong>Rispetto agli asili nido, segmento essenziale perché riguarda i primi mesi di vita del bambino, è stato indicato un <strong>incremento tendenziale dal 33% al 45%</strong>. L&#8217;incremento è commisurato alla situazione di partenza ciascun paese: quelli che sono al di sotto del 20% dovrebbero incrementare il proprio indicatore di almeno il 90% mentre quelli che si trovano tra il 20% e il 33% dovrebbero riportare un miglioramento di almeno il 45% o raggiungere un tasso pari al 45%. L’Italia si trova all’interno di quest&#8217;ultimo gruppo, avendo riportato una percentuale pari al 30% nel 2022.</p>


        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/italia-a-3-punti-dallobiettivo-del-33-sugli-asili-nido/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Leggi anche
<br><strong>Italia a 3 punti dall’obiettivo del 33% sugli asili nido</strong></a>.</p>
        </section>
		





<p>Nonostante i risultati raggiunti finora, purtroppo la situazione nel nostro paese per quanto riguarda il tasso di occupazione femminile rimane complessa. Da questo punto di vista un primo elemento da tenere presente è che non esistono in Europa stati in cui la percentuale di donne con figli occupate è superiore a quella degli uomini. Considerando la media Ue possiamo osservare che il tasso di occupazione delle donne di età compresa tra i 20 e i 49 anni con figli di meno di 6 è pari al 67,8% mentre quello dei coetanei uomini è del 91,5%. <strong>L&#8217;Italia riporta una delle percentuali più basse per quanto riguarda il tasso di occupazione delle madri nel confronto con gli altri paesi europei</strong>.</p>


<div id="con-il-553-di-giovani-madri-occupate-litalia-e-uno-dei-paesi-europei-dove-il-divario-tra-donne-e-uomini-con-figli-occupati-e-piu-marcato" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>




        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">55,3% </span>il tasso di occupazione femminile in Italia nel 2023 considerando le donne di età compresa tra i 20 e i 49 anni con figli di meno di 6 anni.</p>
			        </section>
		


<p>Solo <strong>Grecia</strong> (54,8%), <strong>Romania</strong> (50,3%) e <strong>Repubblica Ceca</strong> (44,5%) riportano percentuali più basse. Il nostro paese si piazza poi sul podio tra gli stati Ue per divario più marcato tra uomini e donne occupati con figli. Il dato italiano infatti nel 2023 era di 35,4 punti percentuali di differenza. Solo <strong>Repubblica Ceca</strong> (51,3) e <strong>Grecia</strong> (37,1) riportavano un divario più ampio.</p>


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                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-italia-il-divario-tra-occupati-uomini-e-donne-con-figli-e-molto-marcato/">In Italia il divario tra occupati uomini e donne con figli è molto marcato</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-italia-il-divario-tra-occupati-uomini-e-donne-con-figli-e-molto-marcato/">Tasso di occupazione delle persone 20-49 anni con almeno un figlio con meno di 6 anni nei paesi Ue, per genere (2023)</a></h3>
                                    </div>
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                             aria-labelledby="chart_299352_tab3"><p>Il grafico mostra il tasso di occupazione maschile, femminile e medio delle persone di età compresa tra i 20 e i 49 che hanno almeno un figlio con meno di 6 anni nei diversi paesi dell&#8217;Unione europea. Per Francia e Spagna la definizione del campione è diversa dalle altre. Per maggiori informazioni si vedano i <a href="https://ec.europa.eu/eurostat/cache/metadata/en/lfst_hh_esms.htm">metadati</a>.</p>
</div>
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                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione elaborazione openpolis – Con i Bambini su dati Eurostat                                                                <br>(ultimo aggiornamento: giovedì 12 Dicembre 2024)
                                        </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-299352"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-299352" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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        <section class="blockquote">
							<p>Il divario nel tasso di occupazione maschile e femminile tra chi ha figli è aumentato.</p>
			        </section>
		</div>



<p>Altro elemento importante da rimarcare è che nella stragrande maggioranza dei paesi europei il divario tra tasso di occupazione maschile e femminile è diminuito tra il 2014 e il 2023. <strong>Sono solo 7 i paesi in cui invece la differenza si è acuita, tra questi anche l’Italia</strong> per l&#8217;aumento relativamente superiore dei tassi di occupazione dei padri rispetto a quello delle madri. In questo periodo infatti il divario si è ulteriormente allargato di 3,3 punti percentuali. <strong>Romania</strong> (+10,3 punti percentuali), <strong>Grecia</strong> (+4,6) e <strong>Spagna</strong> (+3,4) sono gli unici paesi europei in cui tale tendenza risulta essere ancora più marcata rispetto all’Italia.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Offerta di nidi e occupazione femminile, un legame evidente</h3>



<p>I dati indicano chiaramente come <strong>alla nascita di un figlio sia soprattutto l&#8217;occupazione femminile a calare</strong>. In questa dinamica, è interessante osservare il ruolo degli asili nido e in generale dei servizi rivolti alla prima infanzia.</p>


<div id="nei-comuni-in-cui-ce-maggiore-offerta-di-nidi-si-registra-il-minore-squilibrio-tra-tasso-di-occupazione-maschile-e-femminile" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<p>Si può notare che <strong>i comuni con la maggiore parità di genere in termini di occupazione sono anche quelli con un&#8217;offerta di asili nido e servizi più capillare</strong>. Al contrario, <strong>nei comuni dove il tasso di occupazione maschile è doppio o anche più che doppio rispetto a quello femminile, la presenza di nidi risulta molto meno diffusa</strong>.</p>


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                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nei-comuni-con-piu-squilibrio-di-genere-nelloccupazione-ci-sono-meno-nidi/">Nei comuni con più squilibrio di genere nell&#8217;occupazione ci sono meno nidi</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nei-comuni-con-piu-squilibrio-di-genere-nelloccupazione-ci-sono-meno-nidi/">Posti in asili nido e servizi prima infanzia per 100 residenti 0-2 anni rispetto al rapporto tra occupazione maschile e femminile (2022)</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1">
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                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/nei-comuni-con-piu-squilibrio-di-genere-nelloccupazione-ci-sono-meno-nidi/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/03/nei-comuni-con-piu-squilibrio-di-genere-nelloccupazione-ci-sono-meno-nidi.png" placeholder ></amp-img><div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div></amp-iframe>                        <div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nei-comuni-con-piu-squilibrio-di-genere-nelloccupazione-ci-sono-meno-nidi/">Nei comuni con più squilibrio di genere nell&#8217;occupazione ci sono meno nidi &#8211; Posti in asili nido e servizi prima infanzia per 100 residenti 0-2 anni rispetto al rapporto tra occupazione maschile e femminile (2022)</a></div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_298678_tab3"><p>Tutti i comuni italiani sono stati suddivisi in fasce in base al rapporto tra occupazione maschile e occupazione femminile. Per ciascuna fascia è stata calcolata l&#8217;offerta di asili nido e servizi per la prima infanzia rispetto ai residenti 0-2 anni in quei territori.</p>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Istat                                                                <br>(ultimo aggiornamento: sabato 1 Gennaio 2022)
                                        </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/03/nei-comuni-con-piu-squilibrio-di-genere-nelloccupazione-ci-sono-meno-nidi.png" target="_blank" download></a>
						                                                
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                            <p><label for="embed-chart-298678"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-298678" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			


<p>Tendenzialmente quindi l&#8217;occupazione femminile va di pari passo con l&#8217;offerta di servizi per la prima infanzia e viceversa. <strong>Una relazione che probabilmente va letta in entrambe le direzioni</strong>. Se più donne lavorano, ci sarà una maggiore pressione per aumentare ulteriormente l&#8217;offerta. Allo stesso tempo una maggiore disponibilità di servizi costituirà un supporto all&#8217;occupazione soprattutto femminile.</p>


<div id="strillo-testo-block_ebe5ae6f41e8a9e613e7462b90799393" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>Più donne lavorano e maggiore sarà la richiesta di posti in asilo nido. Più posti ci sono e più donne avranno l&#8217;opportunità di lavorare.</p>
			        </section>
		</div>



<p>Così <strong>nei comuni dove il tasso di occupazione di donne e uomini è più paritario, l&#8217;offerta di nidi e servizi prima infanzia raggiunge i 40 posti ogni 100 bambini</strong>. Dieci punti al di sopra della media nazionale (30%). Nei territori dove il rapporto tra tasso di occupazione maschile è tra 1,2 e 1,5 volte superiore rispetto a quello femminile, l&#8217;offerta scende al 26%. Dove gli uomini lavorano tra 1,5 e 2 volte più delle donne, i posti nido calano a 12 ogni 100 bambini. Addirittura a 7 posti ogni 100 minori dove il tasso di occupazione maschile è doppio o più che doppio di quello femminile.</p>



<p>Una relazione da leggere nei due sensi, ma che deve porre l&#8217;attenzione rispetto alla <strong>necessità di potenziare l&#8217;offerta di questi servizi sull&#8217;intero territorio nazionale</strong>.</p>


<div id="sono-tutti-del-centro-nord-i-10-comuni-capoluogo-con-piu-occupazione-femminile-in-queste-citta-lofferta-di-servizi-prima-infanzia-supera-la-media-nazionale" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<h3 class="wp-block-heading">Occupazione femminile e offerta di nidi, comune per comune</h3>



<p>Scendere a un livello territoriale più fine, comune per comune, aiuta a comprendere meglio la situazione attuale e le potenzialità di intervento su questo tema. In base ai dati del 2022, in entrambi gli ambiti considerati, <strong>i divari tra centro-nord e mezzogiorno appaiono molto netti, anche a livello comunale</strong>.</p>


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                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/italia-a-2-velocita-sulloccupazione-femminile-e-sullofferta-di-nidi/">Italia a 2 velocità sull&#8217;occupazione femminile e sull&#8217;offerta di nidi</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/italia-a-2-velocita-sulloccupazione-femminile-e-sullofferta-di-nidi/">Tasso di occupazione femminile nella fascia d’età 25-49 anni e offerta di servizi prima infanzia nel comune (2022)</a></h3>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Istat                                                                <br>(ultimo aggiornamento: sabato 1 Gennaio 2022)
                                        </p>
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                            <p><label for="embed-chart-298671"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			


<p>Prendendo i capoluoghi, ad esempio, emerge come la situazione sia fortemente differenziata. Sono <strong>tutte dell&#8217;Italia centrosettentrionale le 10 città con più occupazione femminile</strong>: Belluno, Siena, Bolzano, Trento, Lodi, Prato, Cuneo, Modena, Lecco e Milano. In questi comuni, l&#8217;occupazione femminile oscilla tra il 75,7% del capoluogo lombardo e l&#8217;81,9% di Belluno. Analogamente, <strong>in tutte queste città l&#8217;offerta di servizi per la prima infanzia supera la media nazionale</strong> (30 posti ogni 100 bambini). Dai quasi 60 posti di Siena ai 35,1 di Cuneo.</p>



<p>Al contrario, <strong>sono tutte nel mezzogiorno le città italiane con l&#8217;occupazione femminile più bassa</strong>: Catania, Napoli, Palermo, Trapani, Andria, Taranto, Messina, Crotone, Siracusa e Trani. Comuni dove la percentuale di donne che lavora varia dal 42,1% di Catania al 47,4% di Trani e Siracusa. In parallelo, anche in termini di servizi per la prima infanzia l&#8217;offerta di posti è sistematicamente inferiore alla media nazionale. Si attesta appena a 8 posti ogni 100 bambini a Catania, e in nessuna di queste &#8211; con l&#8217;eccezione di Siracusa (27,4%) &#8211; raggiunge i 20 posti ogni 100 bambini.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Scarica, condividi e riutilizza i dati</h3>


        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Scarica i dati comunali, regione per regione</p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale%2Bpov%2Bedu/abruzzo.xls">Abruzzo</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale%2Bpov%2Bedu/basilicata.xls">Basilicata</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale%2Bpov%2Bedu/calabria.xls">Calabria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale%2Bpov%2Bedu/campania.xls">Campania</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale%2Bpov%2Bedu/emilia_romagna.xls">Emilia-Romagna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale%2Bpov%2Bedu/friuli_venezia_giulia.xls">Friuli-Venezia Giulia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale%2Bpov%2Bedu/lazio.xls">Lazio</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale%2Bpov%2Bedu/liguria.xls">Liguria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale%2Bpov%2Bedu/lombardia.xls">Lombardia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale%2Bpov%2Bedu/marche.xls">Marche</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale%2Bpov%2Bedu/molise.xls">Molise</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale%2Bpov%2Bedu/piemonte.xls">Piemonte</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale%2Bpov%2Bedu/puglia.xls">Puglia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale%2Bpov%2Bedu/sardegna.xls">Sardegna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale%2Bpov%2Bedu/sicilia.xls">Sicilia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale%2Bpov%2Bedu/toscana.xls">Toscana</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale%2Bpov%2Bedu/trentino_alto_adige.xls">Trentino-Alto Adige</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale%2Bpov%2Bedu/umbria.xls">Umbria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale%2Bpov%2Bedu/valle_d-aosta.xls">Valle d’Aosta</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale%2Bpov%2Bedu/veneto.xls">Veneto</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale%2Bpov%2Bedu/Totale_nazionale.xls">totale nazionale</a>.</p>
</div>
				            </div>
        </section>
		



<p>I contenuti dell’Osservatorio povertà educativa&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/cosa/poverta-educativa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">#conibambini</a>&nbsp;sono realizzati da openpolis con l’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell’articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l’obiettivo di creare un’unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di&nbsp;<em>data journalism</em>&nbsp;o anche per semplice consultazione. La fonte dei dati sulla disponibilità di posti in asilo nido e sul tasso di occupazione maschile e femminile a livello comunale è Istat.</p>



<p>Foto credit:&nbsp;<a href="https://it.freepik.com/foto-gratuito/donna-con-le-sue-due-figlie-carine-guardando-portatile_2610845.htm#fromView=search&amp;page=1&amp;position=39&amp;uuid=2eb425ae-1244-4742-9450-7f12070da84a&amp;query=madri+lavoratrici" target="_blank" rel="noreferrer noopener">freepik</a> –&nbsp;<a href="https://it.freepik.com/legal/terms-of-use#nav-freepik-license" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Licenza</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/il-legame-tra-offerta-di-nidi-e-occupazione-femminile/">Il legame tra offerta di nidi e occupazione femminile</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La continuità didattica per valorizzare il lavoro degli insegnanti</title>
		<link>https://www.openpolis.it/la-continuita-didattica-per-valorizzare-il-lavoro-degli-insegnanti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Oct 2024 07:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=293615</guid>

					<description><![CDATA[<p>Per essere punto di riferimento di studenti e comunità educante, è essenziale la continuità didattica degli insegnanti, spesso compromessa in scuole e territori svantaggiati. Un fenomeno affrontato in modo diverso dai paesi Ue e che varia molto sul territorio nazionale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/la-continuita-didattica-per-valorizzare-il-lavoro-degli-insegnanti/">La continuità didattica per valorizzare il lavoro degli insegnanti</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[</p>
<p>Nessuna politica di contrasto alla povertà educativa può prescindere dal <strong>ruolo centrale degli insegnanti nella comunità educante</strong>. Viene spesso sottovalutato come i docenti siano tra le figure più importanti nel percorso di crescita dei giovani; si tratta infatti della categoria di adulti che, insieme alla famiglia, trascorre più tempo con ragazzi e ragazze.</p>
</p>
<p>Con un impatto diretto sulla loro formazione: per questo <strong>le potenzialità di un rapporto solido e costruttivo tra insegnanti e alunni sono molto ampie</strong>.</p>
</p>
<p>Insegnanti appassionati e motivati possono coltivare la curiosità degli studenti, far fiorire interessi e inclinazioni, dare concretezza ad aspirazioni e talenti. Non solo ispirandoli, ma anche offrendo un punto di riferimento per orientare verso scelte educative consapevoli. <strong>È anche dall’incontro con buoni insegnanti che dipende il percorso futuro di tante ragazze e ragazzi</strong>. Specie per chi alle spalle ha una famiglia che – per motivi economici, culturali o sociali – ha minori possibilità di investire sulla formazione dei figli.</p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">67,1% </span>gli studenti con situazione economica molto buona che vogliono andare all’università. Tra gli svantaggiati la quota scende al 46%.</p>
</section>
<p><div id="un-rapporto-solido-e-continuativo-tra-insegnanti-e-alunni-ha-molte-potenzialita" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p>Affinché questo processo funzioni, è utile che il rapporto possa durare e consolidarsi nel tempo. Una <strong>continuità didattica</strong> che non sempre si realizza, per vari motivi. Dalla carenza di insegnanti in alcune materie e specializzazioni, alla maggiore mobilità che si riscontra nelle scuole svantaggiate o in quelle delle <a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-mobilita-dei-docenti-incide-di-piu-nelle-aree-interne/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">aree interne</a>.</p>
</p>
<p>Abbiamo approfondito come, in tutta Europa, <strong>i sistemi educativi stiano affrontando il crescente problema della carenza di insegnanti</strong>. Ne emerge un quadro differenziato, con politiche che variano in base alla situazione specifica di ciascun paese. Nel caso italiano, abbiamo ricostruito in quali territori sia maggiore l&#8217;incidenza di docenti supplenti, che quindi possono essere assegnati a una scuola diversa in ogni anno scolastico.</p>
</p>
<p><div class="content_block" id="custom_post_widget-135826"><p></p>
</div></p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Le politiche per contrastare le carenze di insegnanti in Europa</h3>
</p>
<p>In passato, abbiamo avuto modo di raccontare come <a href="https://www.openpolis.it/il-gap-sugli-apprendimenti-nelle-aree-interne/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">alcune aree del paese &#8211; a partire da quelle interne &#8211; soffrano di fenomeni come l&#8217;elevata mobilità degli insegnanti</a>, anche a tempo indeterminato. Una tendenza potenzialmente in grado di minare gli esiti educativi di ragazze e ragazzi.</p>
</p>
<p><div id="7-il-tasso-di-mobilita-dei-docenti-in-italia-la-quota-sale-al-9-nelle-aree-interne" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">9% </span>il tasso di mobilità dei docenti titolari a tempo indeterminato nelle scuole medie delle aree interne prima del Covid (media Italia: 7%).</p>
</section>
</p>
<p><strong>Ai trasferimenti volontari</strong>, generalmente legati alle preferenze dei docenti di migliorare la propria sede di servizio, per avvicinarsi a casa o per scegliere una scuola ritenuta più appropriata, <strong>vanno sommati quelli obbligati da situazioni di esuberi o da altre esigenze organizzative del sistema scolastico.</strong></p>
</p>
<p>Molti paesi europei stanno infatti affrontando <strong>problemi di carenze con cause diverse a seconda del contesto</strong>. Dall&#8217;invecchiamento del corpo insegnante ad altri fattori legati alla professione.</p>
</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>European countries are facing increasing challenges to recruit qualified teachers in sufficient numbers. The lack of qualified teachers can impact students’ learning and hinder the goal to provide quality education for all. Teacher shortages may be due to a combination of factors including an aging teacher population, a growing student population, little motivation among young people to start a teaching career and high levels of teacher attrition. Challenging work environments, stress, uncompetitive wages and lack of recognition can affect motivation to enter and stay in the profession</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://eurydice.eacea.ec.europa.eu/sites/default/files/2023-11/5_Teachers_0.pdf" target="_blank">&#8211; Eurydice, The teaching profession (novembre 2023)</a>
									            </div>
</section>
</p>
<p>Fattori diversi che conducono anche a risposte differenti da parte dei paesi. <strong>Tra i 38 sistemi educativi esistenti in Europa, quasi tutti hanno messo a punto politiche generali</strong> per contrastare il problema delle carenze. Parliamo di <strong>interventi normativi di respiro più ampio</strong> che possono avere diversi obiettivi. Come attrarre nuovi insegnanti, ridurre i fattori di logoramento di quelli già assunti, oppure facilitare i requisiti e le procedure per coprire i posti vacanti. <strong>Fanno eccezione 6 paesi</strong>, tra cui solo 2 membri Ue (Grecia e Cipro, mentre gli altri sono Turchia, Bosnia, Liechtenstein e Macedonia del nord).</p>
</p>
<p><div id="la-carenza-di-insegnanti-e-affrontata-in-ue-con-misure-sistemiche-o-in-alcuni-casi-con-politiche-specifiche-per-territori-e-scuole-svantaggiate" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">25 su 27 </span>i paesi Ue dotati di una politica sistemica per mitigare le carenze di insegnanti.<br />
<!-- wp:acf/opmag-strillo-numero {"name":"acf/opmag-strillo-numero","data":{"field_61f4023dac757":"il tasso di mobilità dei docenti titolari a tempo indeterminato nelle scuole medie delle aree interne prima del Covid (media Italia: 7%).","field_61f402bdac758":"9%"},"align":"none","mode":"auto"} /--></p>
</section>
<div id="strillo-testo-block_cf9a02b330187dffdd308ccccf1ed888" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Le carenze di insegnanti sono affrontate in Ue con misure sistemiche o, in alcuni casi, con politiche specifiche per territori e scuole svantaggiate.</p>
</section></div>
</p>
<p>Le <strong>misure sistemiche</strong> adottate da alcuni paesi, come Francia, Germania, Paesi Bassi, Polonia e Austria, mirano a<strong> migliorare le previsioni di carenze e la pianificazione</strong>. In altri stati, si punta a <strong>facilitare il flusso di informazioni e la mobilità</strong> tra regioni e scuole (è il caso di Bulgaria, Germania, Italia, Paesi Bassi e Polonia), a migliorare la gestione delle risorse umane (Paesi Bassi, Austria) oppure a <strong>semplificare le procedure di assunzione</strong> (come nelle comunità francese e fiamminga del Belgio, in Germania e in Italia). Nel caso dell&#8217;Italia ad esempio va segnalata una procedura di reclutamento speciale per soddisfare la <a href="https://www.openpolis.it/lassistenza-agli-alunni-con-disabilita-nella-scuola-italiana/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">crescente domanda di insegnanti di sostegno</a>.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Gli interventi specifici per gli squilibri territoriali e sociali</h3>
</p>
<p>Un ampio numero di paesi Ue (10 su 27), tra cui l&#8217;Italia, prevede solo politiche sistemiche per contenere il problema. Tuttavia accanto a questo tipo di misure, valide in generale per l&#8217;intero sistema scolastico, <strong>alcuni paesi hanno previsto interventi specifici per le aree geografiche o le per singole scuole svantaggiate, o anche un mix dei due</strong>.</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-ue-risposte-diverse-al-fenomeno-delle-carenze-di-insegnanti/">In Ue risposte diverse al fenomeno delle carenze di insegnanti</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-ue-risposte-diverse-al-fenomeno-delle-carenze-di-insegnanti/">Strategia adottata dal sistema educativo in risposta alle carenze di insegnanti (a.s. 2022/23)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                         aria-labelledby="chart_293693_tab1"><br />
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</p></div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_293693_tab3"></p>
<p>In risposta alle carenze di insegnanti, nei sistemi educativi di tutta l&#8217;Ue (tranne 2: Grecia e Cipro) la strategia principale è la previsione di politiche generali rivolte al reclutamento dei docenti e/o miglioramento della loro condizione.</p>
<p>Accanto a questa strategia generale si riscontrano altre 2 strategie specifiche, adottate da sole o in contemporanea:</p>
<ul>
<li>politiche a sostegno di alcune aree geografiche per far fronte alla carenza di insegnanti;</li>
<li>politiche a sostegno di alcune scuole svantaggiate per lo stesso motivo.</li>
</ul>
<p>Alcuni paesi hanno adottato un mix di queste politiche; altri non hanno adottato alcuna misura specifica ma solo politiche generali valide per tutto il sistema educativo; uno (Cipro) non ha adottato né politiche generali, né specifiche per territori o scuole svantaggiate.</p>
<p>I dati sono stati raccolti dal report di Eurydice &#8220;<a href="https://eurydice.eacea.ec.europa.eu/sites/default/files/2023-11/5_Teachers_0.pdf" target="_blank" rel="noopener">Structural indicators for monitoring education and training systems in Europe – 2023: The teaching profession</a>&#8220;. Nel caso del Belgio, la risposta è stata differenziata tra parte tedesca (nessuna politica specifica) e il resto del paese (politiche a sostegno di specifiche aree geog. svantaggiate).</p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Eurydice                                                                <br />(pubblicati: giovedì 30 Novembre 2023)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/10/in-ue-risposte-diverse-al-fenomeno-delle-carenze-di-insegnanti.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-293693"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-293693" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>Tra le <strong>misure rivolte alle aree svantaggiate</strong>, le autorità educative delle comunità autonome in <strong>Spagna</strong> possono offrire alcune premialità agli insegnanti che accettano un posto in aree rurali e remote. La <strong>Grecia</strong>, che pure non ha politiche generali per tutto il sistema educativo, prevede una disciplina <em>ad hoc</em> per le aree remote: i nuovi insegnanti che accettano di lavorarvi ricevono più crediti ai fini della domanda per un posto a tempo indeterminato. Nel caso della <strong>Croazia</strong> vi è la previsione di stipendi più alti.</p>
</p>
<p><strong>Indirizzate alle scuole svantaggiate</strong> sono le politiche previste in <strong>Francia</strong>, dove gli insegnanti degli istituti considerati prioritari per le politiche educative possono avere benefici economici, di carriera e di mobilità. Le comunità autonome in <strong>Spagna</strong> possono concedere maggiori benefici ai docenti che lavorano nelle scuole con una quota elevata di studenti con disabilità o che hanno problemi persistenti nel reclutamento degli insegnanti. Nei <strong>Paesi Bassi</strong>, le scuole con un numero elevato di studenti a rischio o con difficoltà di apprendimento ricevono un&#8217;indennità, che possono trasferire agli insegnanti. In <strong>Svezia</strong>, le scuole svantaggiate possono ottenere maggiori sovvenzioni, destinabili ad aumenti salariali per i docenti.</p>
</p>
<p><div id="145-gli-insegnanti-supplenti-in-italia-la-quota-sale-al-249-includendo-anche-i-docenti-di-sostegno" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">L&#8217;incidenza di insegnanti titolari e supplenti in Italia</h3>
</p>
<p>Alla luce di questo quadro, è interessante analizzare per il caso italiano <strong>l&#8217;incidenza nei diversi territori di docenti a tempo determinato</strong> sul totale degli insegnanti. Si tratta di un <a href="https://www.agenziacoesione.gov.it/wp-content/uploads/2021/01/Guida_allxinterpretazione_degli_Indicatori_per_la_DIAGNOSI_APERTA.pdf#page=45" target="_blank" rel="noreferrer noopener">indicatore che in passato è stato utilizzato anche ai fini della strategia delle aree interne</a>, proprio per monitorare uno dei fattori più critici per la scuola in territori periferici.</p>
</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>Maggiore è la percentuale di docenti a tempo determinato maggiore è il ricambio dei docenti tra un anno scolastico e l’altro. Un docente con contratto a tempo determinato viene assegnato ogni anno scolastico ad una scuola diversa.</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.agenziacoesione.gov.it/wp-content/uploads/2021/01/Guida_allxinterpretazione_degli_Indicatori_per_la_DIAGNOSI_APERTA.pdf#page=45" target="_blank">&#8211; Guida agli indicatori della &#8216;diagnosi aperta&#8217; della Strategia per le Aree interne</a>
									            </div>
</section>
</p>
<p>Elaborando i dati pubblicati annualmente dal ministero dell&#8217;istruzione, è possibile aggiornare questo indicatore. In Italia nell&#8217;anno scolastico 2022/23 hanno lavorato nelle scuole statali 943.681 docenti, di cui oltre 200mila come insegnante di sostegno e circa 700mila nei posti di insegnamento comune.</p>
</p>
<p>Analizzando intanto il dato di solo questi ultimi, gli insegnanti titolari di posto a tempo indeterminato sono circa 620mila (85,5% del totale). Mentre<strong> risultano supplenti, in quanto assunti a tempo determinato, il 14,5% dei docenti</strong>. </p>
</p>
<p>Tra gli insegnanti di sostegno il fenomeno è ancora più ampio:<strong> considerando tutti gli oltre 900mila docenti infatti la quota sale al 24,9%: circa uno su 4</strong>. Tendenze che sono fortemente variabili sul territorio nazionale.</p>
</p>
<p><div id="il-22-degli-insegnanti-nei-posti-comuni-sono-supplenti-nelle-province-di-lodi-verbania-sud-sardegna-e-belluno" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p>Se si considerano i soli posti comuni, <strong>al netto di quelli di sostegno, le province con la percentuale più elevata di docenti supplenti sono quelle di Lodi, Verbano-Cusio-Ossola, Sud Sardegna e Belluno</strong>. In questi territori, nell&#8217;anno scolastico 2022/23, circa il 22% degli insegnanti ha un contratto a tempo determinato. La quota supera il 20% anche nelle città metropolitane di Milano e Venezia, nonché nelle province di Sondrio, Mantova e Varese.</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-22-degli-insegnanti-nei-posti-comuni-sono-supplenti-nelle-province-di-lodi-verbania-sud-sardegna-e-belluno/">Il 22% degli insegnanti nei posti comuni sono supplenti nelle province di Lodi, Verbania, Sud Sardegna e Belluno</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-22-degli-insegnanti-nei-posti-comuni-sono-supplenti-nelle-province-di-lodi-verbania-sud-sardegna-e-belluno/">Percentuale di insegnanti supplenti per i posti comuni nelle scuole statali italiane (a.s. 2022/23)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Mim                                                                <br />(pubblicati: martedì 16 Gennaio 2024)
                                        </p>
</p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-293635"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-293635" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p><strong>Considerando nel computo anche gli insegnanti di sostegno</strong>, la quota di personale a tempo determinato tende a salire in modo generalizzato.<strong> In 3 province si attesta attorno al 35%</strong>: Alessandria, Verbano-Cusio-Ossola e Mantova. <strong>In altre 27 supera la soglia del 30%</strong>: Lodi, Milano, Vercelli, Pistoia, Novara, Sud Sardegna, Asti, Cremona, Massa-Carrara, Pavia, Piacenza, Torino, Livorno, Ravenna, Varese, Prato, Monza e della Brianza, Reggio Emilia, Biella, Pisa, Modena, Imperia, Sassari, Viterbo, Latina, Cuneo e Grosseto.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Scarica, condividi e riutilizza i dati</h3>
</p>
<section class="download">
<div class="dw-content">
<div class="intro">
<p>Scarica i dati, regione per regione</p>
</div>
<div class="files">
<p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/docenti_tempo_det_2022_23/Abruzzo.xls" target="_blank" rel="noopener">Abruzzo</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/docenti_tempo_det_2022_23/Basilicata.xls" target="_blank" rel="noopener">Basilicata</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/docenti_tempo_det_2022_23/Calabria.xls" target="_blank" rel="noopener">Calabria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/docenti_tempo_det_2022_23/Campania.xls" target="_blank" rel="noopener">Campania</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/docenti_tempo_det_2022_23/Emilia-Romagna.xls" target="_blank" rel="noopener">Emilia-Romagna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/docenti_tempo_det_2022_23/Friuli-Venezia+Giulia.xls" target="_blank" rel="noopener">Friuli-Venezia Giulia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/docenti_tempo_det_2022_23/Lazio.xls" target="_blank" rel="noopener">Lazio</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/docenti_tempo_det_2022_23/Liguria.xls" target="_blank" rel="noopener">Liguria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/docenti_tempo_det_2022_23/Lombardia.xls" target="_blank" rel="noopener">Lombardia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/docenti_tempo_det_2022_23/Marche.xls" target="_blank" rel="noopener">Marche</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/docenti_tempo_det_2022_23/Molise.xls" target="_blank" rel="noopener">Molise</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/docenti_tempo_det_2022_23/Piemonte.xls" target="_blank" rel="noopener">Piemonte</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/docenti_tempo_det_2022_23/Puglia.xls" target="_blank" rel="noopener">Puglia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/docenti_tempo_det_2022_23/Sardegna.xls" target="_blank" rel="noopener">Sardegna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/docenti_tempo_det_2022_23/Sicilia.xls" target="_blank" rel="noopener">Sicilia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/docenti_tempo_det_2022_23/Toscana.xls" target="_blank" rel="noopener">Toscana</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/docenti_tempo_det_2022_23/Umbria.xls" target="_blank" rel="noopener">Umbria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/docenti_tempo_det_2022_23/Veneto.xls" target="_blank" rel="noopener">Veneto</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/docenti_tempo_det_2022_23/Totale_nazionale.xls" target="_blank" rel="noopener">Totale nazionale</a>.</p>
</div></div>
</section>
</p>
<p>I contenuti dell&#8217;Osservatorio povertà educativa <a href="https://www.openpolis.it/poverta-educativa/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">#conibambini</a> sono realizzati da openpolis con l&#8217;impresa sociale Con i Bambini nell&#8217;ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell&#8217;articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l&#8217;obiettivo di creare un&#8217;unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di&nbsp;<em>data journalism</em>&nbsp;o anche per semplice consultazione. I dati sui docenti a tempo determinato nelle scuole statali italiane sono relativi all&#8217;a.s. 2022/23 e sono di fonte Mim. Nell&#8217;elaborazione è stato distinto il dato totale (tutti i docenti, compresi posti di sostegno) e quello relativo solo ai posti comuni (non include docenti di sostegno). L&#8217;elaborazione confronta, per ogni provincia, la quota di docenti a tempo determinato nei posti comuni in tutte le scuole statali italiane, da quelle d’infanzia alle superiori. Dati non disponibili per Valle d’Aosta e Trentino Alto Adige.</p>
</p>
<p>Foto: <a href="https://pixabay.com/it/photos/insegnante-propriet%c3%a0-impianto-3765909/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">steveriot1</a>&nbsp;(<a href="https://pixabay.com/it//?utm_source=link-attribution&amp;utm_medium=referral&amp;utm_campaign=image&amp;utm_content=3765909" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pixabay</a>) &#8211; <a href="https://pixabay.com/it/service/terms/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Licenza</a></p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/la-continuita-didattica-per-valorizzare-il-lavoro-degli-insegnanti/">La continuità didattica per valorizzare il lavoro degli insegnanti</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L’impatto del Pnrr sulla povertà educativa in Lombardia</title>
		<link>https://www.openpolis.it/limpatto-del-pnrr-sulla-poverta-educativa-in-lombardia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Dec 2022 04:58:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=214344</guid>

					<description><![CDATA[<p>La vera sfida del Pnrr è ridurre i divari tra i territori, anche nel contrasto della povertà educativa. Approfondiamo la situazione attuale in Lombardia e cosa prevede il piano per la regione su 3 temi: asili nido, nuove scuole e dispersione scolastica. </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/limpatto-del-pnrr-sulla-poverta-educativa-in-lombardia/">L’impatto del Pnrr sulla povertà educativa in Lombardia</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[</p>
<p>Il Pnrr interviene su numerosi fronti relativi alla povertà educativa, dagli asili nido all’edilizia scolastica, dal contrasto all’abbandono precoce alla riduzione dei divari territoriali nell’istruzione.</p>
</p>
<p>Interventi che riguarderanno anche la Lombardia, dai primi livelli d’istruzione a quelli più elevati.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading"><strong>L’offerta di asili nido e l’investimento del Pnrr</strong></h3>
</p>
<p>Partendo dagli asili nido, in Lombardia nel 2020 sono <strong>68mila i posti offerti nei nidi </strong>e nei servizi per la prima infanzia, a fronte di circa <strong>230mila residenti con meno di 3 anni </strong>nella regione. Ovvero una copertura del 30,5%, <strong>al di sotto della soglia del 33% </strong>fissata in<a href="https://www.openpolis.it/parole/che-cosa-prevedono-gli-obiettivi-di-barcellona-sugli-asili-nido/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> sede Ue</a>, ma <strong>più elevato della media nazionale</strong> (27,2%). </p>
</p>
<p><div id="305-posti-nido-ogni-100-bambini-0-2-anni-in-lombardia-nel-2020-media-italia-272" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p>Tra le province, quella con la maggiore copertura potenziale è <strong>Monza e Brianza</strong> con 33,4 posti ogni 100 bambini. Seguono i territori delle province di Bergamo (32,9%) e Pavia (32,8%). Sopra quota 30% anche la città metropolitana di Milano (31,8%), Varese (30,8%) e Lecco (30,2%). Al di sotto di tale soglia le province Cremona (28,8%), Mantova (28,5%), Brescia (26,7%), Como (26,4%), Lodi (26,1%) e Sondrio (23,8%).</p>
</p>
<p>Tra i <strong>comuni con più residenti tra 0 e 2 anni</strong>, molti <strong>superano la soglia del 40%</strong>. Tra questi, Brescia (43,7%), Monza (42,1%), Bergamo (49,6%), Como (42,6%), Varese (41,8%), Cremona (42,1%), Pavia (44,6%) e Vigevano (48,2%). Nonché altri capoluoghi meno popolosi come Sondrio (40%), Mantova (45,7%) e Lecco (45,3%). </p>
</p>
<p>Al di<strong> sotto di tale quota, ma comunque oltre la media nazionale</strong>, si collocano altre grandi città, a partire dal capoluogo regionale, Milano con 27,9 posti ogni 100 bambini. Nonché Sesto San Giovanni (31,5%), Busto Arsizio (36%) e Cinisello Balsamo (26,8%). Oltre a Milano, l&#8217;unico capoluogo sotto la soglia del 40% è Lodi (25,5 posti per 100 minori).</p>
</p>
<p>Complessivamente, in Lombardia l&#8217;<strong>81,4% dei comuni offre asili nido</strong> o altri servizi per la prima infanzia, una diffusione molto più capillare di quella media nazionale (59,3%). La quota supera il 90% nei territori di Milano e Bergamo, mentre si attesta al 52,2% in provincia di Pavia.</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/gli-interventi-del-pnrr-per-i-nuovi-nidi-in-lombardia/">Gli interventi del Pnrr per i nuovi nidi in Lombardia</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/gli-interventi-del-pnrr-per-i-nuovi-nidi-in-lombardia/">Localizzazione degli interventi finanziati per asili nido nell’ambito del bando Pnrr e offerta attuale (2020)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/gli-interventi-del-pnrr-per-i-nuovi-nidi-in-lombardia/">Gli interventi del Pnrr per i nuovi nidi in Lombardia &#8211; Localizzazione degli interventi finanziati per asili nido nell’ambito del bando Pnrr e offerta attuale (2020)</a></div>
</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
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<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis &#8211; Con i Bambini su dati ministero dell’istruzione e Istat                                                                <br />(pubblicati: giovedì 18 Agosto 2022)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/12/gli-interventi-del-pnrr-per-i-nuovi-nidi-in-lombardia.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<p><label for="embed-chart-214358"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>In questo contesto il <strong>Pnrr stanzia 4,6 miliardi</strong> sull’investimento per gli asili nido e le scuole per l’infanzia. Di questi, accanto alle risorse che finanzieranno progetti già in essere, è stato varato un <strong>bando da 3 miliardi di euro, di cui 2,4 per i soli nidi</strong>.</p>
</p>
<p><div id="47-milioni-e-previsti-con-il-pnrr-per-asili-nido-e-poli-dinfanzia-in-provincia-di-bergamo-dove-oggi-il-918-dei-comuni-offre-servizi-prima-infanzia" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p>Di tali risorse, stando alle graduatorie pubblicate in agosto, in Lombardia dovrebbero arrivare con il nuovo bando <strong>239,5 milioni di euro per gli asili nido e poli d’infanzia,</strong> pari al 9,8% dei 2,4 miliardi di euro stanziati. In termini assoluti, il territorio con i progetti ammessi in graduatoria che cubano più risorse è la provincia di Bergamo (47 milioni), seguita da Milano (39,4 milioni), Mantova e Brescia (circa 22 milioni ciascuno).</p>
</p>
<p>Complessivamente nella regione è <strong>previsto il finanziamento di 185 progetti</strong>. Di questi, 73 sono entrati nelle graduatorie pubblicate lo scorso agosto come ammessi, 112 come riserva. Per 7 dei progetti entrati in graduatoria, è comunque già prevista una successiva rimodulazione degli importi.</p>
</p>
<p>Va infatti tenuto presente che quelli pubblicati nelle graduatorie di agosto <strong>non necessariamente corrispondono agli importi definitivi</strong>: prima della sottoscrizione dell’accordo di concessione potranno essere svolte ulteriori verifiche sull&#8217;ammissibilità e per alcuni importi è già prevista una successiva rimodulazione. Altro elemento cruciale è dato dal fatto che, come detto, molti interventi presentano l&#8217;indicazione &#8220;riserva&#8221; nella graduatoria.</p>
</p>
<p>Con questi caveat, sulla base delle graduatorie pubblicate in agosto, il <strong>singolo progetto con l’importo maggiore</strong> è un intervento di demolizione e ricostruzione di poli d&#8217;infanzia per il comune di Suzzara (Mantova). Con un importo inizialmente previsto nelle graduatorie di agosto di 10 milioni di euro. Altri 4 progetti nelle graduatorie pubblicate in agosto superavano i 5 milioni: 3 nuove costruzioni di poli d&#8217;infanzia nei comuni di Carnago (Varese), Paullo e Cesano Boscone (Milano) e una demolizione con ricostruzione per il comune di Trescore Balneario (Bergamo).</p>
</p>
<p>L’ente con più risorse previste in base alle prime graduatorie stile era il comune di <strong>Suzzara</strong>, con l&#8217;unico intervento appena citato. Seguita dalla città di <strong>Bergamo</strong> (5 progetti da 8,7 milioni complessivi).</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading"><strong>La costruzione di nuove scuole&nbsp;</strong></h3>
</p>
<p>Un altro aspetto di cui si occupa il Pnrr è la costruzione di nuove scuole sostenibili. Un investimento da<strong> 1,19 miliardi </strong>per la realizzazione di oltre 200 nuove scuole, di cui<strong> 14 previste in Lombardia</strong>.</p>
</p>
<p>Nella regione, in base ai dati relativi all’a.s. 2020/21, sono presenti 5.692 edifici scolastici. Dal punto di vista della sostenibilità, per 4.094 in quell’anno era stata dichiarata la <strong>dotazione di accorgimenti per ridurre i consumi energetici</strong>, come la presenza di vetri o serramenti doppi, l&#8217;isolamento di coperture e pareti esterne, oppure ancora la zonizzazione dell’impianto termico, che consente un dispendio più accurato per la climatizzazione degli ambienti.</p>
</p>
<p><div id="7193-gli-edifici-scolastici-in-lombardia-dotati-di-accorgimenti-per-il-risparmio-energetico-nella-s-2020-21" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p>Il <strong>71,93% degli edifici scolastici in Lombardia presenta quindi questo tipo di accorgimenti</strong>, molto più della media nazionale (57,5%). Dato che ne fa la terza regione in Italia dove risultano più diffusi, ma che varia tra i diversi territori. Mentre nelle province di Bergamo, Lecco e Sondrio la percentuale di edifici con accorgimenti supera l&#8217;80%, in quella di Pavia si attesta al 51,88%. La città metropolitana di Milano &#8211; pur superando la media nazionale &#8211; si colloca appena sopra l&#8217;area pavese, con il 60,71% del patrimonio edilizio scolastico dotato di accorgimenti.</p>
</p>
<p>Tra i comuni della regione con più residenti tra 6 e 18 anni, <strong>il capoluogo regionale, Milano, si attesta al 39%</strong>. Al contrario delle <strong>altre maggiori città </strong>come Brescia, Monza, Bergamo, Busto Arsizio e Sesto San Giovanni, tutte <strong>al di sopra dell&#8217;80%</strong>. Sopra il 60% anche Como, Cinisello Balsamo e Varese.</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/gli-interventi-del-pnrr-per-le-nuove-scuole-in-lombardia/">Gli interventi del Pnrr per le nuove scuole in Lombardia</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/gli-interventi-del-pnrr-per-le-nuove-scuole-in-lombardia/">Localizzazione degli interventi finanziati nell&#8217;ambito del bando &#8220;nuove scuole&#8221; e quota di edifici scolastici dotati di accorgimenti per ridurre i consumi energetici (a.s. 2020/21)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
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<p>
                                            <strong>FONTE: </strong><span style="font-weight: 400">elaborazione openpolis &#8211; Con i Bambini su dati ministero dell’istruzione</span>                                                                <br />(pubblicati: domenica 17 Luglio 2022)
                                        </p>
</p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-214384"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-214384" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;505&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/gli-interventi-del-pnrr-per-le-nuove-scuole-in-lombardia/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p><div id="14-aree-individuate-nella-regione-per-la-costruzione-di-nuove-scuole-con-il-pnrr" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p>Su questa situazione si innestano gli interventi del Pnrr, con una serie di investimenti per l’edilizia scolastica tra cui quelli per la costruzione di nuove scuole. Sono <strong>14 le aree individuate </strong>per la Lombardia in base alle ultime informazioni pubblicate (erano 15 nelle graduatorie pubblicate nel maggio scorso). Per un totale di circa <strong>49mila metri quadri</strong> e un importo complessivo richiesto superiore ai 110 milioni di euro.</p>
</p>
<p>Il 42,9% degli interventi per le nuove scuole della regione riguarderà edifici nelle <strong>classi energetiche F e G</strong>, quelle meno efficienti.</p>
</p>
<p>I maggiori interventi riguardano una scuola secondaria di II grado, l&#8217;<strong>istituto P. Frisi </strong>della città metropolitana di Milano. Con un importo di 24 milioni di euro, il progetto interverrà sulla demolizione con ricostruzione in situ di 10.000 metri quadri. Segue l&#8217;<strong>istituto Luigi Einaudi</strong>, della provincia di Lodi (18 milioni circa) e la scuola secondaria di I grado del <strong>comune di Milano &#8220;Falcone e Borsellino&#8221;</strong>, con 10,15 milioni.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading"><strong><strong>Il contrasto ai divari educativi esistenti</strong></strong></h3>
</p>
<p>In Lombardia il tasso di abbandono scolastico nel 2021 si è attestato al 11,3%. Un dato inferiore alla media nazionale e a 2,3 punti dall’<a href="https://www.openpolis.it/parole/che-cose-labbandono-scolastico/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">obiettivo europeo del 9%</a> entro il 2030.</p>
</p>
<p>Una quota più contenuta delle altre regioni, sebbene l&#8217;<strong>abbandono esplicito della scuola non sia l&#8217;unico metro della dispersione</strong>. Deve essere considerato anche l&#8217;abbandono implicito, cioè la quota di studenti che non lasciano precocemente ma hanno bassi apprendimenti.</p>
</p>
<p>Nei test Invalsi 2020/21, il <strong>36,8% degli studenti lombardi </strong>di III media si è attestato sui livelli di competenza 1 e 2 in italiano, considerati non adeguati, a fronte di una media nazionale del 39% circa.</p>
</p>
<p>Nella<strong> provincia di Mantova sono stati il 38,18%</strong>; poco sotto anche quelle di Brescia (37,4%), Cremona (37,1%), Lodi (36,9%) e Pavia (36,4%). Mentre nella province di Monza e Brianza, Como, Lecco e Sondrio i test risultati inadeguati sono stati meno del 30%. In particolare in quella di<strong> Sondrio, la quota si è attestata al 25,7%</strong>.</p>
</p>
<p>Dati a cui dedicare un&#8217;attenzione prioritaria: i <strong>bassi livelli di competenza sono uno dei segnali più rilevanti della dispersione scolastica</strong>. Il Pnrr interviene con un investimento apposito, che ha tra gli obiettivi quello di scendere nel 2026 al 10,2% di abbandoni precoci nel nostro paese. Tale intervento vale 1,5 miliardi, di cui 500 milioni assegnati con una prima tranche attraverso un decreto del ministero dell’istruzione nel giugno di quest’anno.</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/gli-interventi-per-il-contrasto-della-dispersione-in-lombardia/">Gli interventi per il contrasto della dispersione in Lombardia</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/gli-interventi-per-il-contrasto-della-dispersione-in-lombardia/">Localizzazione degli interventi finanziati nell&#8217;ambito del piano contro la dispersione e quota di uscite precoci dal sistema di istruzione e formazione</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                         aria-labelledby="chart_214401_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/gli-interventi-per-il-contrasto-della-dispersione-in-lombardia/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/12/gli-interventi-per-il-contrasto-della-dispersione-in-lombardia.png" placeholder ></amp-img></p>
<div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div>
<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/gli-interventi-per-il-contrasto-della-dispersione-in-lombardia/">Gli interventi per il contrasto della dispersione in Lombardia &#8211; Localizzazione degli interventi finanziati nell&#8217;ambito del piano contro la dispersione e quota di uscite precoci dal sistema di istruzione e formazione</a></div>
</p></div>
<div id="chart_214401_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_214401_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
<div id="chart_214401_tabpanel3" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-3"
                             aria-labelledby="chart_214401_tab3"></p>
<p><span style="font-weight: 400">I dati sono stati elaborati a partire dalla tabella di ripartizione per </span><a href="https://pnrr.istruzione.it/wp-content/uploads/2022/06/M4C1I.1.4_Dispersione_Riparto_istituzioni_scolastiche.pdf" target="_blank" rel="noopener"><span style="font-weight: 400">istituzione scolastica</span></a><span style="font-weight: 400"> pubblicati dal ministero dell’istruzione il </span><a href="https://www.miur.gov.it/web/guest/-/pnrr-1-5-miliardi-per-il-piano-contro-la-dispersione-scolastica-il-ministro-bianchi-ha-firmato-il-decreto-con-i-primi-500-milioni-per-interventi-sulla" target="_blank" rel="noopener"><span style="font-weight: 400">28 giugno 2022</span></a><span style="font-weight: 400">. Il colore dei comuni varia in base all’incidenza dell’abbandono scolastico nel comune, come rilevata nell’ambito del censimento 2011. Più intenso il colore, maggiore la quota di giovani tra 15 e 24 anni usciti precocemente dal sistema di istruzione e formazione.</span></p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong><span style="font-weight: 400">elaborazione openpolis &#8211; Con i Bambini su dati ministero dell’istruzione e Istat</span>                                                                <br />(pubblicati: martedì 28 Giugno 2022)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/12/gli-interventi-per-il-contrasto-della-dispersione-in-lombardia.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-214401"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-214401" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p><div id="384-gli-istituti-della-regione-destinatari-della-prima-tranche-dellintervento-straordinario-per-la-riduzione-dei-divari-nellistruzione-per-un-totale-di-5766-milioni-e" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p>Risorse che, nella regione, sono destinate a<strong> 384 istituti, per un totale di 57,66 milioni di euro</strong>. Si tratta dell’11,53% delle risorse stanziate con questo decreto. Il finanziamento maggiore nella regione arriverà agli istituti con sede nel <strong>comune di Milano</strong>, con 53 istituzioni finanziate.</p>
</p>
<p>Quello più finanziato è l&#8217;<strong>istituto di istruzione superiore &#8220;Galilei &#8211; Luxemburg&#8221;</strong>, nella città metropolitana di Milano, cui sono destinati circa 311mila euro. Seguono l&#8217;<strong>Iis Cossa </strong>di Pavia (305.758,05 euro), l&#8217;<strong>Iis Piero Sraffa</strong> di Brescia (292.153,88 euro), l&#8217;<strong>istituto professionale &#8220;Falck&#8221; </strong>(Sesto San Giovanni, con quasi 289mila euro) e l&#8217;<strong>Iis &#8220;L. Cremona&#8221; </strong>(Pavia, 286mila euro circa). </p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading"><strong>Scarica, condividi e riutilizza i dati</strong></h3>
</p>
<section class="download">
<div class="dw-content">
<div class="intro">
<p>Scarica i dati della regione</p>
</div>
<div class="files">
<p><strong>Nidi e poli per l&#8217;infanzia </strong><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Pnrr_pov_edu/1/Lombardia.xls" target="_blank" rel="noopener">Lombardia</a></p>
<p><strong>Nuove scuole</strong> <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Pnrr_pov_edu/2/Lombardia.xls" target="_blank" rel="noopener">Lombardia</a></p>
<p><strong>Piano dispersione (I tranche)</strong> <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Pnrr_pov_edu/3/Lombardia.xls" target="_blank" rel="noopener">Lombardia</a></p>
</div></div>
</section>
</p>
<p>I contenuti dell&#8217;Osservatorio povertà educativa <a href="https://www.openpolis.it/poverta-educativa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">#conibambini</a> sono realizzati da openpolis con l&#8217;impresa sociale Con i Bambini nell&#8217;ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell&#8217;articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l&#8217;obiettivo di creare un&#8217;unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di <em>data journalism</em> o anche per semplice consultazione. I dati relativi al Pnrr sono stati elaborati a partire dalle graduatorie e dalle informazioni pubblicate dal ministero dell&#8217;istruzione.</p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/limpatto-del-pnrr-sulla-poverta-educativa-in-lombardia/">L’impatto del Pnrr sulla povertà educativa in Lombardia</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Quanto sono diffusi i giardini scolastici nelle città italiane</title>
		<link>https://www.openpolis.it/quanto-sono-diffusi-i-giardini-scolastici-nelle-citta-italiane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Feb 2022 08:15:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=170849</guid>

					<description><![CDATA[<p>I giardini scolastici possono avere molteplici funzioni. Non solo come aree verdi, ma anche per le potenzialità nell'educazione ambientale e alimentare. Tuttavia la loro presenza non è omogenea sul territorio nazionale. Nei capoluoghi meridionali sono spesso meno diffusi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/quanto-sono-diffusi-i-giardini-scolastici-nelle-citta-italiane/">Quanto sono diffusi i giardini scolastici nelle città italiane</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Giardini, cortili e spazi verdi nella disponibilità delle scuole costituiscono un patrimonio da non sottovalutare. Non si tratta di una questione meramente estetica.</p>
<p>I giardini scolastici possono infatti essere<strong> utilizzati per molteplici scopi</strong>: da occasione per momenti dedicati al gioco e allo sport a vere e proprie attività didattiche. Legate ad esempio all&#8217;apprendimento dell&#8217;educazione ambientale e di quella alimentare.</p>
<p>Già prima dell&#8217;emergenza la letteratura internazionale aveva individuato nel <strong>“verde scolastico” una fonte quasi inesauribile di opportunità educative</strong>.</p>
<p>        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Il verde, progettato e realizzato in continuità o facilmente accessibile dagli spazi della didattica quotidiana, può assumere valore anche per l’educazione ambientale e alimentare dei giovani.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.indire.it/wp-content/uploads/2016/12/Spazi-educativi-architetture-scolastiche.pdf" target="_blank">- Spazi educativi e architetture scolastiche: linee e indirizzi internazionali (Indire, 2016)</a>
									            </div>
        </section>
		</p>
<p>Si tratta di un&#8217;opportunità ancora più preziosa nel contesto della crisi pandemica, come sottolineato in analisi e riflessioni più recenti (<a href="https://www.wwf.it/pandanews/ambiente/i-giardini-scolastici-sono-una-grande-opportunita-di-apprendimento-in-sicurezza/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Wwf, 2020</a>). A maggior ragione se si inserisce nello <strong>sviluppo dell&#8217;educazione civica</strong>, dopo che la <a href="https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2019/08/21/19G00105/sg" target="_blank" rel="noopener noreferrer">legge 92/2019</a> ne ha reintrodotto l’insegnamento obbligatorio, con voto e per tutti i gradi di istruzione.</p>
<p>        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/perche-leducazione-civica-e-essenziale-per-una-piena-cittadinanza/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Perché l’educazione civica è essenziale per una piena cittadinanza<br />
<br><strong>Vai all'approfondimento</strong></a>.</p>
        </section>
		</p>
<p>Dal punto di vista dei contenuti, la scelta è stata quella di concentrare gli studi civici su 3 assi principali: costituzione e leggi, cittadinanza digitale, sviluppo sostenibile e agenda 2030. Quest&#8217;ultimo aspetto prevede una<strong> formazione incentrata su educazione ambientale</strong>, conoscenza e<strong> tutela del patrimonio</strong> e del <strong>territorio</strong>, <strong>salute</strong> e <strong>tutela dei beni comuni</strong>.</p>
<p>Aspetti su cui la presenza dei giardini scolastici &#8211; se ben sfruttata &#8211; può giocare un ruolo importante. Per rendere lo <strong>studio dell&#8217;ambiente e il suo rispetto una pratica concreta</strong>, e non solo parte di una spiegazione tra le mura scolastiche.</p>
<h3>In quali città ci sono più giardini scolastici per minore</h3>
<p>Se si considerano i<strong> capoluoghi di provincia</strong>, gli unici comuni per cui abbiamo a disposizione dati strutturati, <strong>in media in Italia nel 2019 ci sono 7,5 metri quadri di giardini scolastici per ciascun minore di 18 anni residente</strong>. Un dato che è possibile ricostruire incrociando i dati ambientali sui capoluoghi rilasciati annualmente dall&#8217;istituto di statistica con quelli &#8211; sempre di Istat &#8211; sui residenti per età.</p>
<p>        <section class="blockquote">
							</p>
<p>Nelle città del nord-est i giardini scolastici per minore sono circa 2 volte quelli presenti nel sud.</p>
<p>
			        </section>
		</p>
<p>Questa quota è <strong>fortemente variabile tra le diverse aree del paese</strong>. Le città del nord-est ad esempio superano i 10 metri quadri per minore, quel del nord-ovest raggiungono gli 8,7. I capoluoghi dell&#8217;Italia centrale e delle isole si attestano su cifre inferiori, con rispettivamente 6,7 e 6,1 metri quadri per minore.<strong> Nelle città del sud il rapporto è inferiore a 5</strong>, essendo pari a 4,9 metri quadri per minore. Tuttavia, la carenza di giardini scolastici <strong>non è una questione solo nel mezzogiorno</strong>. Dal confronto regionale emerge infatti come a<strong>nche territori settentrionali (ad esempio le città liguri) si trovino molto al di sotto della media nazionale</strong>. Insieme alla Liguria, hanno meno di 5 metri quadri per minore &#8211; anche i capoluoghi, in media &#8211; di Calabria, Puglia e Lazio.</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nelle-citta-di-liguria-e-calabria-meno-di-3-metri-quadri-di-giardini-scolastici-per-minore-residente/">Nelle città di Liguria e Calabria meno di 3 metri quadri di giardini scolastici per minore residente</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nelle-citta-di-liguria-e-calabria-meno-di-3-metri-quadri-di-giardini-scolastici-per-minore-residente/">Metri quadrati di giardini scolastici per minore residente (2019)</a></h3>
                                    </div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Istat                                                                <br>(ultimo aggiornamento: giovedì 25 Febbraio 2021)
                                        </p>
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                            <p><label for="embed-chart-171979"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			</p>
<p>Se si confrontano le singole città emergono ulteriori elementi di interesse. Le città con più giardini scolastici per minore sono Lodi, Carbonia, Mantova, Nuoro, Como, Biella, Belluno, Verbania, Campobasso, Ferrara e Reggio Emilia.<strong> In tutti questi comuni sono oltre 15 i metri quadri di giardini scolastici per residente</strong>. Un dato che supera i 20 metri quadrati in 2 di queste città, Lodi e Carbonia.</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/giardini-scolastici-meno-diffusi-nei-capoluoghi-del-mezzogiorno/">Giardini scolastici meno diffusi nei capoluoghi del mezzogiorno</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/giardini-scolastici-meno-diffusi-nei-capoluoghi-del-mezzogiorno/">Metri quadrati di giardini scolastici per minore residente (2019)</a></h3>
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                             aria-labelledby="chart_170895_tab3"><p>Il dato calcola il rapporto tra i giardini scolastici (in mq) presenti nel comune capoluogo e i residenti con meno di 18 anni del comune stesso.</p>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Istat                                                                <br>(ultimo aggiornamento: giovedì 25 Febbraio 2021)
                                        </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-170895"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			</p>
<p>Sono <strong>51 su 109 i capoluoghi con un rapporto tra giardini scolastici e minori residenti inferiore alla media nazionale</strong>. In particolare non raggiungono i 2 metri quadri per minore 7 città: Brindisi, Reggio Calabria, Imperia, Genova, Trani, Trapani e Messina. Con una tendenza che - nel 2019 - vede una<strong> minore diffusione soprattutto nelle città del sud e in quelle liguri</strong>.</p>
<p>        <section class="blockquote">
							<p>Oltre il 38% dei capoluoghi del sud ha meno di 3 mq di giardini scolastici per minore.</p>
<p>
			        </section>
		</p>
<p>Del resto, se in media in Italia il 12,8% dei capoluoghi non raggiunge un rapporto di 3 metri quadri per bambino o ragazzo residente, la quota raggiunge il 14,3% nelle isole e il 38,5% nel sud. Significa che<strong> quasi 4 città del sud su 10 dispongono di meno di 3 metri quadri di giardini scolastici per minore residente</strong>.</p>
<p>In altri termini, nell'Italia meridionale e continentale si trovano il 23,9% dei capoluoghi italiani ma oltre il 70% di quelli che hanno meno giardini scolastici.</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">14 </span>i capoluoghi con meno di 3 metri quadri per minore. Di questi, 12 si trovano nel mezzogiorno.</p>
			        </section>
		</p>
<p>Viceversa, <strong>delle 11 città che superano i 15 metri quadri per minore, 5 si trovano nel nord-ovest, 3 nel nord-est, 2 nelle isole e una nel sud</strong>. Si tratta di Campobasso, che si attesta sui 15,54 metri quadri di giardini scolastici per ciascun residente tra 0 e 17 anni.</p>
<h3>Scarica, condividi e riutilizza i dati</h3>
<p>        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Scarica i dati sui capoluoghi, regione per regione</p>
<p></p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/aree_verdi_completo_2019/Abruzzo.xls" target="_blank" rel="noopener">Abruzzo</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/aree_verdi_completo_2019/Basilicata.xls" target="_blank" rel="noopener">Basilicata</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/aree_verdi_completo_2019/Calabria.xls" target="_blank" rel="noopener">Calabria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/aree_verdi_completo_2019/Campania.xls" target="_blank" rel="noopener">Campania</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/aree_verdi_completo_2019/Emilia+Romagna.xls" target="_blank" rel="noopener">Emilia Romagna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/aree_verdi_completo_2019/Friuli+Venezia+Giulia.xls" target="_blank" rel="noopener">Friuli VG</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/aree_verdi_completo_2019/Lazio.xls">Lazio</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/aree_verdi_completo_2019/Liguria.xls">Liguria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/aree_verdi_completo_2019/Lombardia.xls">Lombardia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/aree_verdi_completo_2019/Marche.xls">Marche</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/aree_verdi_completo_2019/Molise.xls">Molise</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/aree_verdi_completo_2019/Piemonte.xls">Piemonte</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/aree_verdi_completo_2019/Puglia.xls">Puglia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/aree_verdi_completo_2019/Sardegna.xls">Sardegna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/aree_verdi_completo_2019/Sicilia.xls">Sicilia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/aree_verdi_completo_2019/Toscana.xls">Toscana</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/aree_verdi_completo_2019/Trentino+Alto+Adige.xls" target="_blank" rel="noopener">Trentino-Alto Adige</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/aree_verdi_completo_2019/Umbria.xls" target="_blank" rel="noopener">Umbria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/aree_verdi_completo_2019/Valle+d'Aosta.xls">Valle d'Aosta</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/aree_verdi_completo_2019/Veneto.xls" target="_blank" rel="noopener">Veneto</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/aree_verdi_completo_2019/aree_verdi_2019.xls">Totale capoluoghi</a>.</p></div>
				            </div>
        </section>
		</p>
<p>I contenuti dell'Osservatorio povertà educativa <a href="https://www.openpolis.it/cosa/poverta-educativa/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">#conibambini</a> sono realizzati da openpolis con l'impresa sociale Con i Bambini nell'ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell'articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l'obiettivo di creare un'unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di <em>data journalism</em> o anche per semplice consultazione. I dati sul verde urbano sono di fonte Istat.</p>
<p>Foto: Flickr <a href="https://www.flickr.com/photos/mbeo52/29600878176/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">mbeo</a> - <a href="https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.0/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Licenza</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/quanto-sono-diffusi-i-giardini-scolastici-nelle-citta-italiane/">Quanto sono diffusi i giardini scolastici nelle città italiane</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Come variano opportunità e servizi educativi, tra province e comuni della Lombardia</title>
		<link>https://www.openpolis.it/esercizi/come-variano-opportunita-e-servizi-educativi-tra-province-e-comuni-della-lombardia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martina]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Jan 2021 07:55:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?post_type=opmag_minidossier&#038;p=68440</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il Covid ha posto nuove sfide nel contrasto alla povertà educativa. Un fenomeno multidimensionale che varia ampiamente sul territorio e che in una regione vasta come la Lombardia necessita di un'analisi a livello locale, da provincia a provincia e da comune a comune.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/esercizi/come-variano-opportunita-e-servizi-educativi-tra-province-e-comuni-della-lombardia/">Come variano opportunità e servizi educativi, tra province e comuni della Lombardia</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La Lombardia è la regione italiana con il maggior numero di residenti con meno di 18 anni, la fascia di popolazione che è il target delle politiche di contrasto alla povertà educativa. </strong>Una condizione (o meglio, una serie di condizioni) in cui <strong>il bambino, per tante ragioni, si trova privato del diritto all&#8217;apprendimento e alla crescita in senso lato</strong>. Dalle opportunità culturali ed educative al diritto al gioco e alla socialità; in definitiva allo sviluppo della propria personalità.</p>
<p>        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Il report completo in pdf</p>
<p></p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2021/01/Lombardia_povert&#37;C3&#37;A0_educativa.pdf" target="_blank" rel="noopener">Scarica</a></p></div>
				            </div>
        </section>
		<br />
        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">1,6 mln </span>i residenti con meno di 18 anni in Lombardia.</p>
			        </section>
		</p>
<p><strong>Il tema ha anche una forte connotazione territoriale</strong>, ed è noto come le regioni del mezzogiorno siano quelle più colpite dai fenomeni di privazione economica, sociale ed educativa. Allo stesso tempo, per intervenire con politiche efficaci, <strong>un approccio basato sulle medie regionali</strong> &#8211; e che come tale escluda l&#8217;analisi delle regioni economicamente più avanzate &#8211; <strong>appare insufficiente</strong>, per due motivi.</p>
<p>Primo, <strong>se è vero che il fenomeno insiste più nel sud che nel nord del paese, esso varia all&#8217;interno di ogni regione</strong>, specie se molto estese come nel caso della Lombardia. Ed è necessario inquadrare proprio quei divari interni per intervenire con efficacia nel contrasto alla povertà educativa.</p>
<p>Secondo, <strong>si tratta di un fenomeno multidimensionale</strong> e come tale va affrontato, senza scorciatoie. Sono tanti gli aspetti da monitorare, che possono sovrapporsi o meno: esclusione sociale; mancanza di servizi educativi, culturali, sociali, sportivi; distanze territoriali e fenomeni demografici come calo delle nascite e spopolamento di interi territori.</p>
<p><strong>A ciò si aggiunga che l’emergenza Covid ha posto nuove sfide nel contrasto della povertà educativa</strong>, oltre a ribadire l’importanza di quelle già esistenti. Fin dalle prime settimane di lockdown, famiglie e minori si sono trovati di fronte a numerose necessità. Come l’importanza di disporre di connessioni domestiche veloci e di dispositivi per seguire la didattica a distanza. Il successivo ritorno in classe ha poi ribadito (e acuito) le esigenze di sempre: dal trasporto casa-scuola alla qualità dell’edilizia scolastica.</p>
<p>Oltre a questi aspetti contingenti, <strong>gli effetti della pandemia rischiano di aggravare i divari sociali, educativi, territoriali</strong> che esistevano prima della crisi sanitaria. Disuguaglianze storiche, radicate, da mettere chiaramente a fuoco per contrastarle. E che, come anticipato, sono molto difficili da ricostruire ricorrendo ad analisi basate su medie nazionali o regionali.</p>
<p>Ciò è ancora più vero per un territorio come quello della Lombardia. 10 milioni di abitanti, 1.506 comuni, 23.864 kmq: nessuna media regionale potrà mai restituire divari e disuguaglianze interne a una regione così vasta. Lo stesso vale per Milano, dove solo con un’analisi di livello sub-comunale è possibile provare a ricostruire i divari che convivono all&#8217;interno della stessa città.</p>
<p>È con questo approccio, fondativo dell’osservatorio povertà educativa, che <strong>nel corso di questo report affronteremo alcuni aspetti legati alla condizione dei minori in Lombardia</strong> e delle loro famiglie.</p>
<p>In primo luogo, monitorando <strong>la variazione di bambini e ragazzi nell&#8217;ultimo decennio</strong>. Decennio che ha visto un calo generalizzato dei minori in Italia a fronte di una sostanziale stabilità in Lombardia. Stabilità che però cela profonde differenze interne, tra le singole province e anche tra i comuni che le compongono.</p>
<p>In secondo luogo, mappando <strong>la diffusione di connessioni ultraveloci</strong>, con dati precedenti all&#8217;attuale crisi Covid, in modo da osservare l’estensione della rete prima che arrivasse l’emergenza. L’obiettivo è comprendere le differenze tra i territori lombardi rispetto alla sfida della gigabit society, promossa a livello Ue. Allo stesso modo, vedremo le differenze interne al comune di Milano in termini di digitalizzazione delle scuole, tra presenza di dispositivi e aule dotate di connessione wi-fi.</p>
<p>Sempre in relazione alla condizione delle scuole, affronteremo altri due aspetti cruciali &#8211; in questa crisi e non solo. Da un lato, ricostruendo <strong>la raggiungibilità delle scuole lombarde con i mezzi pubblici</strong>. Dall&#8217;altro, approfondendo il tema dell’edilizia scolastica sul territorio, in particolare con la <strong>presenza di edifici vetusti</strong>.</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/le-mappe-della-poverta-educativa-in-lombardia/">Le mappe della povertà educativa in Lombardia</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/le-mappe-della-poverta-educativa-in-lombardia/">Indicatori della povertà educativa nei comuni lombardi</a></h3>
                                    </div>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_68443_tab3"><p>I dati comunali riguardano i seguenti indicatori: variazione della popolazione minorile, famiglie raggiunte da banda larga ultraveloce, edifici scolastici raggiungibili con mezzi pubblici, scuole vetuste.</p>
</div>
			                        </amp-selector>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Istat, Agcom, Miur                                                                <br>(ultimo aggiornamento: venerdì 22 Gennaio 2021)
                                        </p>
                </div>
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                </div>

                            </div>

			</p>
<p>Foto credit: Flickr <a href="https://www.flickr.com/photos/97397973@N05/9151907602/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Ospedale Pediatrico Bambino Gesù</a> - <a href="https://creativecommons.org/licenses/by-nd/2.0/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Licenza</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/esercizi/come-variano-opportunita-e-servizi-educativi-tra-province-e-comuni-della-lombardia/">Come variano opportunità e servizi educativi, tra province e comuni della Lombardia</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il valore educativo dei giardini scolastici</title>
		<link>https://www.openpolis.it/il-valore-educativo-dei-giardini-scolastici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Feb 2020 08:22:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=64562</guid>

					<description><![CDATA[<p>I giardini scolastici e gli spazi verdi esterni alla scuola hanno un grande potenziale educativo. Vediamo in quali città sono più diffusi rispetto agli alunni e ai minori residenti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/il-valore-educativo-dei-giardini-scolastici/">Il valore educativo dei giardini scolastici</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I giardini scolastici e gli spazi verdi esterni alla scuola, se valorizzati, possono avere un grande <strong>valore aggiunto per i bambini e i ragazzi</strong>. Offrono un <strong>luogo di incontro, di gioco e di socialità</strong> durante la ricreazione.</p>
<p>Ma hanno anche un <strong>ulteriore potenziale educativo</strong> da non sottovalutare. Cortili, giardini e spazi esterni possono essere inseriti nella programmazione scolastica: dalla <strong>pratica sportiva</strong> ad attività didattiche all&#8217;aperto come <strong>orti</strong>, <strong>laboratori</strong> e <strong>aule verdi</strong>.</p>
<p>Aspetti su cui la letteratura internazionale sull&#8217;edilizia e la progettazione scolastica insiste molto. L&#8217;uso continuativo e partecipato del &#8220;verde scolastico&#8221;, e in generale degli spazi fuori dalla scuola, offre <strong>opportunità educative a tutto tondo</strong>.</p>
<p>        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Il verde, progettato e realizzato in continuità o facilmente accessibile dagli spazi della didattica quotidiana, può assumere valore anche per l’educazione ambientale e alimentare dei giovani.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="http://www.indire.it/wp-content/uploads/2016/12/Spazi-educativi-architetture-scolastiche.pdf" target="_blank">- Spazi educativi e architetture scolastiche: linee e indirizzi internazionali (Indire, 2016)</a>
									            </div>
        </section>
		</p>
<p>Per queste ragioni il non utilizzo degli spazi esterni delle scuole è assimilabile ad un <strong>vero e proprio spreco</strong>. Sia per le ragazze e i ragazzi, ma anche per l&#8217;intera comunità educante e per lo stesso territorio in cui si trova la scuola.</p>
<p>        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2020/02/Il-valore-educativo-dei-giardini-scolastici.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Scarica l&#8217;articolo<br />
<br><strong>in versione pdf</strong></a>.</p>
        </section>
		</p>
<h3>Il ruolo dei giardini scolastici nelle città</h3>
<p><strong>Nelle città maggiori</strong>, e soprattutto <strong>nei quartieri più carenti di verde, è ancora più importante</strong> la presenza di giardini scolastici. Un aspetto spesso sottovalutato, purtroppo.</p>
<p>        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>In quasi tutti i casi questi spazi [cortili e giardini scolastici, ndr] svolgono ruoli marginali come luoghi di scambio fra la scuola e la strada, spesso sono dei “vuoti” senza identità, nella migliore delle ipotesi fungono unicamente da contenitori per una “ricreazione” limitatissima in tempo e poco programmata. Per l’istituzione scolastica il cortile non è un “luogo d’apprendimento” e per il quartiere il cortile, semplicemente, “non esiste”.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="http://assets.wwfit.panda.org/downloads/decalogowwf_miur.pdf#page=2" target="_blank">- Wwf Italia, 10 passi per incontrare la natura a scuola</a>
									            </div>
        </section>
		</p>
<p>Del resto, <strong>è la presenza stessa di aree verdi nelle scuole a cambiare molto, da comune a comune</strong>. Lo vediamo calcolando i metri quadri di giardini scolastici rispetto al numero di alunni delle scuole.</p>
<p><strong>Come tendenza nazionale, ai primi posti spiccano soprattutto alcuni capoluoghi del centro-nord e sardi</strong>. Le città con più giardini scolastici per alunno sono Nuoro e Pistoia (circa 20 metri per alunno). Seguono, tutte con più di 15 metri quadri per minore, Carbonia, Torino, Bologna, Forlì, Reggio nell&#8217;Emilia, Lodi, Ancona e Ravenna.</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-giardini-scolastici-nei-capoluoghi-di-provincia/">I giardini scolastici nei capoluoghi di provincia</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-giardini-scolastici-nei-capoluoghi-di-provincia/">Numero di metri quadri per alunno (2018)</a></h3>
                                    </div>
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                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/i-giardini-scolastici-nei-capoluoghi-di-provincia/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="916" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="916" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/12/Schermata-del-2020-01-21-10-10-50.png" placeholder ></amp-img><div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div></amp-iframe>                        <div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-giardini-scolastici-nei-capoluoghi-di-provincia/">I giardini scolastici nei capoluoghi di provincia - Numero di metri quadri per alunno (2018)</a></div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis - Con i bambini su dati Istat e Miur                                                                <br>(ultimo aggiornamento: mercoledì 18 Dicembre 2019)
                                        </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/12/Schermata-del-2020-01-21-10-10-50.png" target="_blank" download></a>
						                                                
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                            <p><label for="embed-chart-64756"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			</p>
<p><strong>Agli ultimi 10 posti per presenza di giardini scolastici rispetto agli studenti</strong>, <strong>tutti comuni del mezzogiorno e due liguri</strong>: Messina, Vibo Valentia, Trapani, Trani, Imperia, Avellino, Brindisi, Genova, Isernia e Reggio Calabria.</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">3 </span>i capoluoghi dove i giardini scolastici sono meno di un metro quadro per alunno. Si tratta di Messina, Vibo Valentia e Trapani.</p>
			        </section>
		</p>
<h3>Giardini scolastici meno presenti nelle città del sud</h3>
<p>I dati appena visti fanno emergere una tendenza: i metri quadri di giardini scolastici per alunno sono più bassi nei capoluoghi meridionali.</p>
<p>I dati disponibili mostrano che <strong>nei comuni capoluogo italiani in media ci sono circa 8,5 metri quadri per alunno</strong>. Una cifra che varia tra le diverse aree del paese. Nell'Italia centro-settentrionale il dato è più in linea con la media nazionale. Nelle scuole dei capoluoghi del <strong>nord ci sono circa 11 metri quadri</strong> di giardini scolastici per alunno.<strong> Nel centro Italia il dato è sostanzialmente in linea con quello nazionale</strong> (8,7 metri quadri).</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nei-capoluoghi-del-mezzogiorno-meno-giardini-scolastici-per-alunno/">Nei capoluoghi del mezzogiorno meno giardini scolastici per alunno</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nei-capoluoghi-del-mezzogiorno-meno-giardini-scolastici-per-alunno/">Numero di metri quadri per alunno (2018)</a></h3>
                                    </div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_64869_tab3"><p>I dati si riferiscono ai soli capoluoghi di provincia.</p>
</div>
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                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis - Con i bambini su dati Istat e Miur                                                                <br>(ultimo aggiornamento: mercoledì 18 Dicembre 2019)
                                        </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2020/02/nei-capoluoghi-del-mezzogiorno-meno-giardini-scolastici-per-alunno.png" target="_blank" download></a>
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                            <p><label for="embed-chart-64869"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			</p>
<p><strong>Nell'Italia meridionale i metri quadri per alunno nelle scuole dei capoluoghi sono circa 6</strong>. Una media che però non è identica all'interno delle singole macroaree.</p>
<p>A livello regionale, <strong>i capoluoghi del Piemonte sono quelli con più giardini scolastici per alunno</strong>. In questa regione, nelle scuole delle città sono presenti quasi 15 metri quadri per alunno. Seguono Toscana, Emilia Romagna e Sardegna.</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/piu-giardini-scolastici-per-alunno-nei-capoluoghi-piemontesi/">Più giardini scolastici per alunno nei capoluoghi piemontesi</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/piu-giardini-scolastici-per-alunno-nei-capoluoghi-piemontesi/">Numero di metri quadri per alunno (2018)</a></h3>
                                    </div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis - Con i bambini su dati Istat e Miur                                                                <br>(ultimo aggiornamento: mercoledì 18 Dicembre 2019)
                                        </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2020/02/piu-giardini-scolastici-per-alunno-nei-capoluoghi-piemontesi.png" target="_blank" download></a>
						                                                <div title="Scarica dati CSV" class="opmag-chart-action-data-btn" data-param-filename="piu-giardini-scolastici-per-alunno-nei-capoluoghi-piemontesi"></div>
						                        
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                            <p><label for="embed-chart-64881"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-64881" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			</p>
<p>Il dato dell'isola mostra come <strong>all'interno della macroarea "mezzogiorno" la presenza di giardini scolastici sia molto variabile</strong>. Sardegna e Molise superano la media nazionale per i capoluoghi, in controtendenza con il dato complessivo visto in precedenza.</p>
<p>Ma<strong> agli ultimi posti della classifica compaiono soprattutto le regioni del sud, con l'eccezione della Liguria</strong>. I capoluoghi calabresi in media sono quelli con meno giardini scolastici per minore (2,2 metri quadri per studente).</p>
<h3>I giardini scolastici in relazione al verde pubblico</h3>
<p>Un ulteriore dato da porre all'attenzione è il <strong>rapporto tra i giardini scolastici e il resto del verde pubblico esistente sul territorio</strong>.</p>
<p>Questo vale <strong>soprattutto per le città e per i quartieri con meno spazi verdi</strong>. Dove il verde pubblico è carente, la presenza di scuole dotate di giardini può essere ancora più importante.</p>
<p>        <section class="blockquote">
							<p>Se manca il verde pubblico, i giardini scolastici diventano una risorsa ancora più preziosa per i bambini.</p>
<p>
			        </section>
		</p>
<p>Per valutare questo aspetto, dobbiamo ricostruire il <strong>verde urbano per minore nei capoluoghi</strong>. Per verde urbano si intende, in base alla<a href="https://www.istat.it/it/files//2019/12/Glossario.pdf#page=11" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> definizione dell'istituto di statistica</a>, il "patrimonio di aree verdi, disponibili per ciascun cittadino, presente sul territorio comunale e gestito (direttamente o indirettamente) da enti pubblici". Comprende giardini pubblici, ville, parchi, verde attrezzato di quartiere, ma anche le aree verdi di arredo urbano, gli orti urbani e - per l'appunto - i giardini scolastici.</p>
<p>Nei capoluoghi italiani ci sono oltre 500 milioni di metri quadri censiti come verde urbano (nelle diverse categorie citate). Rapportati ai 2,7 milioni di minori residenti negli stessi comuni, significa <strong>una media di 196 mq per ogni abitante tra 0 e 17 anni</strong>.</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">195,81 </span>metri quadri di verde urbano per residente tra 0 e 17 anni nei capoluoghi italiani.</p>
			        </section>
		</p>
<p>Rispetto a questo dato, i 7,2 mq di giardini scolastici per minore rappresentano il <strong>3,68% del verde urbano</strong>. <strong>Un'incidenza che nell'Italia settentrionale è sensibilmente più alta</strong>.</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
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                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nei-capoluoghi-del-nord-i-giardini-scolastici-sono-il-44-del-verde-urbano/">Nei capoluoghi del nord i giardini scolastici sono il 4,4% del verde urbano</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nei-capoluoghi-del-nord-i-giardini-scolastici-sono-il-44-del-verde-urbano/">Numero di metri quadri per residente 0-17 anni (2018)</a></h3>
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                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis - Con i bambini su dati Istat                                                                <br>(ultimo aggiornamento: mercoledì 18 Dicembre 2019)
                                        </p>
                </div>
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						                                                <div title="Scarica dati CSV" class="opmag-chart-action-data-btn" data-param-filename="nei-capoluoghi-del-nord-i-giardini-scolastici-sono-il-44-del-verde-urbano"></div>
						                        
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                            <p><label for="embed-chart-64895"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-64895" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;598&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/nei-capoluoghi-del-nord-i-giardini-scolastici-sono-il-44-del-verde-urbano/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
                        </div>

                    </div>
                </div>

                            </div>

			</p>
<p>Da notare come nel mezzogiorno il verde urbano complessivo non differisca eccessivamente dal dato del nord: 201 mq per minore contro 209. <strong>Ma rispetto ai soli giardini scolastici, i capoluoghi meridionali (e quelli del centro) restano indietro: 5,18 mq per residente 0-17 contro i 9,23 del nord.</strong></p>
<p>In percentuale, significa che al nord il 4,42% del verde urbano è costituito dalle aree verdi di pertinenza delle scuole, mentre al sud la quota scende al 2,57%.</p>
<h3>Scarica, condividi e riutilizza i dati</h3>
<p>        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Scarica i dati, regione per regione</p>
<p></p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/giardini+scolastici/abruzzo.xls" target="_blank" rel="noopener">Abruzzo</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/giardini+scolastici/basilicata.xls" target="_blank" rel="noopener">Basilicata</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/giardini+scolastici/calabria.xls" target="_blank" rel="noopener">Calabria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/giardini+scolastici/campania.xls" target="_blank" rel="noopener">Campania</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/giardini+scolastici/emilia+romagna.xls" target="_blank" rel="noopener">Emilia Romagna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/giardini+scolastici/friuli.xls" target="_blank" rel="noopener">Friuli VG</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/giardini+scolastici/lazio.xls">Lazio</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/giardini+scolastici/liguria.xls">Liguria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/giardini+scolastici/lombardia.xls">Lombardia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/giardini+scolastici/marche.xls">Marche</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/giardini+scolastici/molise.xls">Molise</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/giardini+scolastici/piemonte.xls">Piemonte</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/giardini+scolastici/puglia.xls">Puglia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/giardini+scolastici/sardegna.xls">Sardegna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/giardini+scolastici/sicilia.xls">Sicilia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/giardini+scolastici/toscana.xls">Toscana</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/giardini+scolastici/trentino+alto+adige.xls" target="_blank" rel="noopener">Trentino A.A.</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/giardini+scolastici/umbria.xls" target="_blank" rel="noopener">Umbria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/giardini+scolastici/valle+d'aosta.xls">Valle d'Aosta</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/giardini+scolastici/veneto.xls" target="_blank" rel="noopener">Veneto</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/giardini+scolastici/Totale+nazionale.xls">Totale nazionale</a></p></div>
				            </div>
        </section>
		</p>
<p>I contenuti dell'Osservatorio povertà educativa <a href="https://www.openpolis.it/cosa/poverta-educativa/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">#conibambini</a> sono realizzati da openpolis con l'impresa sociale Con i Bambini nell'ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell'articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l'obiettivo di creare un'unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di <em>data journalism</em> o anche per semplice consultazione. La fonte dei dati sulle aree verdi sono i dati ambientali di Istat, quelli sugli alunni è il Miur.</p>
<p>Foto credit: <a href="http://bio.uniroma2.it/ortobotanico/2016/11/07/differenti-tipologie-di-verde-in-citta/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Biologia Tor Vergata</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/il-valore-educativo-dei-giardini-scolastici/">Il valore educativo dei giardini scolastici</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Il business dell&#8217;accoglienza alla prova del decreto Salvini</title>
		<link>https://www.openpolis.it/il-business-dellaccoglienza-alla-prova-del-decreto-salvini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[vittorio alvino]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jul 2019 10:40:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migranti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.openpolis.it/?p=51840</guid>

					<description><![CDATA[<p>L'inchiesta denominata Fake Onlus ha riaperto la questione del cosiddetto business dell'accoglienza. Analizzando gli atti però sembra che le nuove regole volute da Salvini non siano servite a evitare che la criminalità organizzata si infiltrasse nella gestione dell'accoglienza.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/il-business-dellaccoglienza-alla-prova-del-decreto-salvini/">Il business dell&#8217;accoglienza alla prova del decreto Salvini</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>L&#8217;inchiesta</h3>
<p>Ad una prima lettura l&#8217;inchiesta Fake Onlus potrebbe sembrare un caso, purtroppo non raro, di fraudolenta gestione dell&#8217;accoglienza degli stranieri. <a href="http://www.ansa.it/lombardia/notizie/2019/07/02/migranti-inchiesta-su-onlus-a-milano-11-arresti-_6c0a8ea0-3a41-4e6e-80f8-501454eb4e96.html">L&#8217;inchiesta</a>, rivelata il 2 luglio scorso, riguarda i territori delle prefetture di Lodi, Pavia e Parma.</p>
<p>        <section class="blockquote">
							<p>Le onlus implicate avrebbero usato i fondi del l&#8217;accoglienza per affari che nulla hanno a che vedere con i migranti.</p>
<p>
			        </section>
		</p>
<p><strong>Le presunte &#8220;false onlus&#8221;</strong> (Milano Solidale, Volontari senza frontiere, Amici di Madre Teresa, Area solidale) secondo gli inquirenti, <strong>avrebbero costituito un&#8217;associazione per delinquere con lo scopo di truffare denaro pubblico.</strong> Denaro che, invece di essere usato per i servizi dei centri di accoglienza, sarebbe stato destinato a uso personale e per finanziare noti pregiudicati appartenenti alla &#8216;ndrangheta. Questi infatti risultavano falsamente assunti in modo da consentirgli di ottenere misure alternative al carcere.</p>
<p>Lo schema è noto. <strong>Finti soggetti del terzo settore che si mascherano dietro nomi caritatevoli e carte false per mettere le mani su appalti da milioni di euro.</strong> Per poi gestire centri in cui le persone vengono tenute in condizioni vergognose senza i servizi dovuti (in questo caso il lucro ingiusto ammonterebbe a circa 4,5 milioni di euro su 7,5 milioni di appalti vinti).</p>
<p>Questa volta al governo ci sono <strong>Lega e Movimento 5 Stelle. Due forze politiche che hanno costruito una campagna politica di successo attaccando la gestione dei centri e sostenendo che il sistema favorisse il &#8220;business dell&#8217;accoglienza&#8221;</strong>. E infatti, subito dopo la rivelazione dell&#8217;inchiesta, il ministro dell&#8217;interno ha prontamente rilasciato il proprio commento attraverso i social.</p>
<p><a href="https://twitter.com/matteosalvinimi/status/1145986792602120192" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-51865" src="http://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/07/Tweet-matteo-Salvini.png" alt="" width="578" height="311" srcset="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/07/Tweet-matteo-Salvini.png 578w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/07/Tweet-matteo-Salvini-414x223.png 414w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/07/Tweet-matteo-Salvini-350x188.png 350w" sizes="(max-width: 578px) 100vw, 578px" /></a></p>
<h3>Un nuovo appalto affidato alla onlus incriminata</h3>
<p>Andando a leggere i <strong>documenti reperibili sul sito della prefettura di Lodi</strong>, risulta che Milano solidale onlus abbia ottenuto un nuovo contratto molto di recente. L&#8217;attuale gestione dei centri infatti deriva da un appalto ottenuto nel 2018 (CIG 7466372516). Ma il 10 giugno di quest&#8217;anno sempre Milano Solidale è risultata la prima delle due società che sono risultate aggiudicatarie di un accordo quadro da 6,5 milioni di euro per la gestione di centri di accoglienza da 50 posti.</p>
<p>        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Scarica il</p>
<p></p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="http://www.prefettura.it/FILES/allegatinews/1234/BANDO_DI_GARA_2019.2.pdf" target="_blank" rel="noopener">Bando di gara</a> <br /><a href="http://www.prefettura.it/FILES/allegatinews/1234/decretoaggcentricollettivi_2.pdf" target="_blank" rel="noopener">Decreto di aggiudicazione</a></p></div>
				            </div>
        </section>
		<br />
        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">6,5 milioni di euro </span>il valore dell&#8217;accordo quadro per la gestione di centri di accoglienza cui Milano solidale onlus è stata ammessa a inizio giugno 2019.</p>
			        </section>
		</p>
<p>Si tenga presente che l&#8217;importo di un accordo quadro dipende da una previsione di presenze nel sistema di accoglienza. Una previsione che non rifletterà poi necessariamente i numeri effettivi. Le società vincitrici dunque ottengono una remunerazione legata al numero di persone che verranno poi effettivamente accolte.</p>
<p>In ogni caso si tratta di un bando per un importo a base d&#8217;asta davvero rilevante che è stato assegnato meno di un mese prima della rivelazione dell&#8217;indagine. E ancor più rilevante è il fatto che l&#8217;assegnazione sia avvenuta <strong>7 mesi dopo l&#8217;entrata in vigore del decreto sicurezza e del nuovo capitolato di gara</strong>, messo a punto dal ministero dell&#8217;interno per sconfiggere o quanto meno contrastare il malaffare nel settore dell&#8217;accoglienza. Nel linguaggio del ministro Salvini: per mettere fine &#8220;alla pacchia&#8221;.</p>
<p>        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="http://www.interno.gov.it/it/amministrazione-trasparente/bandi-gara-e-contratti/schema-capitolato-gara-appalto-fornitura-beni-e-servizi-relativo-alla-gestione-e-funzionamento-dei-centri-prima-accoglienza" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Leggi il nuovo capitolato e<br />
<br><strong>scarica tutti gli allegati</strong></a>.</p>
        </section>
		</p>
<h3>Un&#8217;offerta anomala</h3>
<p>Altra curiosità del caso è che <strong>il progetto con cui Milano Solidale si era aggiudicata l&#8217;appalto era risultato doppiamente &#8220;anomalo&#8221;</strong>, come si dice nel linguaggio del codice degli appalti.</p>
<p>Anomalie che riguardano sia l&#8217;offerta economica sia quella tecnica. Infatti <strong>la onlus per vincere la gara prometteva servizi molto al di sopra della norma chiedendo come corrispettivo assai meno soldi del normale</strong>, un ribasso, cioè uno sconto, eccessivo.</p>
<p>        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Scarica il verbale di verifica della prefettura di Lodi delle</p>
<p></p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="http://www.prefettura.it/FILES/allegatinews/1234/verbalecongruit_offertaanomala_2.pdf" target="_blank" rel="noopener">giustificazioni dell'offerta anomala</a></p></div>
				            </div>
        </section>
		<br />
        <section class="blockquote">
							<p>Nonostante un&#8217;offerta doppiamente anomala Milano solidale si è aggiudicata l&#8217;appalto.</p>
<p>
			        </section>
		</p>
<p>Ma la prefettura di Lodi non ha ritenuto sufficienti queste chiare anomalie né per escludere la Milano Solidale dalla gara né per avviare qualche indagine sulla gestione degli appalti nel territorio. <strong>La prefettura si è invece contentata delle motivazioni</strong>, anche queste a dir poco anomale, con cui la presunta falsa onlus ha giustificato la generosità così spinta della sua offerta: <strong>l&#8217;uso dei volontari e il fatto che la onlus in quanto tale, non è interessata al lucro, è solidale appunto.</strong></p>
<h3>Il nuovo capitolato</h3>
<p>Insomma <strong>tagliare i costi, ridurre i servizi nei centri, come previsto dal nuovo capitolato voluto fortemente dal ministro Salvini, non pare, alle prime verifiche dei fatti, essere sufficiente</strong> a tenere lontani gli appetiti dei malfattori dagli appalti dell&#8217;accoglienza.</p>
<p>Anzi,<strong> il rischio è proprio quello contrario: che le realtà migliori, più competenti e motivate, siano costrette a rinunciare per lasciare campo libero principalmente a soggetti interessati a fare un business</strong> lecito, fornendo solo i servizi strettamente necessari senza curarsi degli aspetti d&#8217;integrazione, o illecito non fornendo nemmeno i servizi minimi previsti dal nuovo capitolato.</p>
<h3>Il ruolo delle prefetture</h3>
<p>La realtà è che in Italia da anni l&#8217;accoglienza viene gestita attraverso <strong>un ingiustificato regime di emergenza per cui circa l&#8217;80% dei profughi e richiedenti asilo vengono affidati alle prefetture</strong>. Le quali gestiscono appalti per miliardi di euro l&#8217;anno, spesso senza disporre di personale e di professionalità sufficienti a gestire quello che è a tutti gli effetti un servizio di assistenza sociale e non di pubblica sicurezza.</p>
<p>        <section class="dossier">
            <div>
															Vai a									                <span class="read-more"><a href="https://www.openpolis.it/esercizi/i-centri-di-accoglienza-in-italia-la-spesa-e-i-contratti-pubblici/">"Centri d'Italia"</a></span>
            </div>
        </section>
		</p>
<p>Sono gli uffici delle prefetture che pubblicano i bandi, che selezionano i vincitori, che hanno la responsabilità di controllare la corretta esecuzione dei contratti, dei servizi, delle forniture e le condizioni in cui le persone sono ospitate. <em>En passant</em>, <strong>l&#8217;inchiesta fake onlus è partita dalla denuncia di alcuni profughi ospiti dei centri incriminati</strong>.</p>
<p><strong>Alcune prefetture i controlli li fanno e le cose funzionano, altre no</strong>. Da queste elementari considerazioni dovrebbe partire una politica che fosse realmente interessata a mettere mano a un sistema tarato da disfunzioni croniche. Un sistema che ha prodotto e continua inevitabilmente a produrre scandali anche questi falsi, perché le cause sono ampiamente note. Occorrerebbe partire dagli uffici centrali e periferici &#8211; le prefetture &#8211; della macchina di cui il ministro Salvini è a capo e di cui è responsabile, per capire quando i controlli falliscono e perché.</p>
<h3>L&#8217;importanza della trasparenza</h3>
<p><strong>Bisognerebbe fare vera trasparenza e pubblicare informazioni complete e di dettaglio sui centri, la loro gestione, i vincitori dei bandi e i finanziamenti erogati</strong>. Perché, come sempre, l&#8217;inefficienza, il malaffare e la corruzione prolificano nell&#8217;opacità del sistema.</p>
<p>        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Leggi il diniego del ministero dell&#8217;interno alla</p>
<p></p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="http://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/07/Minint_risposta_riesame_2019_07_02.pdf" target="_blank" rel="noopener">richiesta di accesso agli atti di openpolis</a></p></div>
				            </div>
        </section>
		</p>
<p><strong>Una trasparenza che da anni cerchiamo di ottenere e che continua a esserci negata dal ministero dell&#8217;interno</strong> che ripetutamente si rifiuta di darci accesso agli atti, negando a tutti il diritto di sapere, d&#8217;informare ed essere informati.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/il-business-dellaccoglienza-alla-prova-del-decreto-salvini/">Il business dell&#8217;accoglienza alla prova del decreto Salvini</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Asili nido in Italia: il caso della Lombardia</title>
		<link>https://www.openpolis.it/esercizi/asili-nido-in-italia-il-caso-della-lombardia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martina]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jul 2019 07:10:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.openpolis.it/?post_type=opmag_minidossier&#038;p=51482</guid>

					<description><![CDATA[<p>La Lombardia è l'unica regione del nord Italia dove l'offerta di asili nido e servizi prima infanzia non è aumentata negli ultimi anni. Un dato che però nasconde un contesto che varia a livello provinciale e comunale, sia per la diffusione che per la gestione del servizio.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/esercizi/asili-nido-in-italia-il-caso-della-lombardia/">Asili nido in Italia: il caso della Lombardia</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>In Italia, l&#8217;offerta di asili nido e servizi per la prima infanzia è gradualmente cresciuta nel corso degli anni.</strong> Da una copertura di 22,5 posti per 100 bambini nel 2013, al 24% nel 2016. Una tendenza positiva, ma che tuttavia vede il nostro paese ancora distante dall&#8217;obiettivo Ue stabilito nel 2002.</p>
<p>        <section class="glossary">
            <div>
                <mark>
																		Ogni stato membro deve garantire un posto in asili nido o servizi per la prima infanzia, ad almeno il 33% dei bambini sotto i 3 anni.</br>
											                </mark>
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/che-cosa-prevedono-gli-obiettivi-di-barcellona-sugli-asili-nido/">
                "Che cosa prevedono gli obiettivi di Barcellona sugli asili nido"</a></span>

            </div>
        </section>
		</p>
<p><strong>Considerare il dato nazionale per monitorare i progressi verso l&#8217;obiettivo del 33% è importante, ma non è sufficiente per avere il quadro completo sulla diffusione del servizio in Italia.</strong> I dati regionali mostrano infatti un contesto articolato, con il nord del paese che presenta un&#8217;offerta tendenzialmente superiore a quella del sud. Inoltre, l&#8217;incremento di copertura che si è verificato a livello nazionale non ha coinvolto allo stesso modo tutte le regioni.</p>
<p>        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="http://www.openpolis.it/37_lombardia-come-varia-lofferta-di-asili-nido-sul-territorio/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Scarica il report in pdf<br />
<br><strong>Lombardia, come varia l'offerta di asili nido sul territorio</strong></a>.</p>
        </section>
		<br />
            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-lombardia-e-lunica-regione-del-nord-a-non-aver-aumentato-lofferta-di-asili-nido/">La Lombardia è l&#8217;unica regione del nord a non aver aumentato l&#8217;offerta di asili nido</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-lombardia-e-lunica-regione-del-nord-a-non-aver-aumentato-lofferta-di-asili-nido/">Variazione in punti percentuali dell'offerta di asili nido e servizi prima infanzia nelle regioni italiane (2013-2016)</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0">
                    <div id="chart_48673_tab1" role="tab" aria-controls="chart_48673_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/la-lombardia-e-lunica-regione-del-nord-a-non-aver-aumentato-lofferta-di-asili-nido/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="1035" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-tablepress"><amp-img width="1010" height="1035" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/07/la-lombardia-e-lunica-regione-del-nord-a-non-aver-aumentato-lofferta-di-asili-nido.png" placeholder ></amp-img><div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div></amp-iframe>                        <div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-lombardia-e-lunica-regione-del-nord-a-non-aver-aumentato-lofferta-di-asili-nido/">La Lombardia è l&#8217;unica regione del nord a non aver aumentato l&#8217;offerta di asili nido - Variazione in punti percentuali dell'offerta di asili nido e servizi prima infanzia nelle regioni italiane (2013-2016)</a></div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis - Con i bambini su dati Istat                                                                <br>(ultimo aggiornamento: sabato 31 Dicembre 2016)
                                        </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/07/la-lombardia-e-lunica-regione-del-nord-a-non-aver-aumentato-lofferta-di-asili-nido.png" target="_blank" download></a>
						                                                <div title="Scarica dati CSV" class="opmag-chart-action-data-btn" data-param-filename="la-lombardia-e-lunica-regione-del-nord-a-non-aver-aumentato-lofferta-di-asili-nido"></div>
						                        
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                            <p><label for="embed-chart-48673"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-48673" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			</p>
<p>La copertura del servizio è aumentata in quasi tutta Italia, in particolare in Valle d'Aosta e Trentino Alto Adige, che presentano la maggiore crescita. Le uniche a rimanere escluse da questa tendenza sono invece Lombardia, dove la variazione è pari a 0, e Calabria e Sicilia, entrambe con una diminuzione dell'offerta di circa 1 punto percentuale.</p>
<p><strong>La Lombardia costituisce dunque un'eccezione, in un contesto che vede tutta l'Italia settentrionale aumentare la propria copertura.</strong> Vista la particolarità del caso, approfondiamo l'analisi a livello provinciale, per individuare eventuali discrepanze nei diversi territori della regione.</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/milano-e-lunica-provincia-lombarda-a-raggiungere-lobiettivo-ue-sugli-asili-nido/">Milano è l&#8217;unica provincia lombarda a raggiungere l&#8217;obiettivo Ue sugli asili nido</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/milano-e-lunica-provincia-lombarda-a-raggiungere-lobiettivo-ue-sugli-asili-nido/">Posti in asili nido e servizi prima infanzia per 100 residenti 0-2 anni nelle province lombarde (2016)</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1">
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                             aria-labelledby="chart_48538_tab3"><p>Le norme europee e nazionali fissano come obiettivo il raggiungimento della quota di 33 posti in asili nido e servizi per la prima infanzia ogni 100 bambini sotto i 3 anni. Il dato misura l’offerta di asili nido e di servizi integrativi per la prima infanzia, nel settore pubblico e in quello privato.</p>
</div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Istat                                                                <br>(ultimo aggiornamento: sabato 31 Dicembre 2016)
                                        </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/07/milano-e-lunica-provincia-lombarda-a-raggiungere-lobiettivo-ue-sugli-asili-nido.png" target="_blank" download></a>
						                                                <div title="Scarica dati CSV" class="opmag-chart-action-data-btn" data-param-filename="milano-e-lunica-provincia-lombarda-a-raggiungere-lobiettivo-ue-sugli-asili-nido"></div>
						                        
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                            <p><label for="embed-chart-48538"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-48538" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			</p>
<p>La provincia del capoluogo è al primo posto e supera, anche se di poco, l'obiettivo Ue del 33%. Seguono Bergamo, Monza Brianza e Pavia, che insieme a Milano sono le uniche ad avere un' offerta in asili nido al di sopra della media regionale, pari al 28,1%. Chiude la classifica Sondrio, con 17,8 posti disponibili per 100 bambini.</p>
<p>        <section class="blockquote">
							<p>Gli asili nido sono la prima occasione educativa e di socialità per i minori.</p>
<p>
			        </section>
		</p>
<p><strong>Considerando il ruolo di questo servizio per i bambini, è importante che le strutture che lo forniscono siano presenti sul territorio in modo capillare, affinché più persone possibili possano usufruirne.</strong></p>
<p>Per questo motivo, abbiamo approfondito ulteriormente il livello di analisi e verificato, per ogni provincia lombarda, la presenza di asili nido e servizi prima infanzia a livello comunale.</p>
<p>Dal quadro complessivo sono emerse in particolare due ricorrenze:</p>
<ul>
<li><strong>i comuni capoluogo si distinguono per coperture ampiamente sopra la media.</strong> E nelle province con l'offerta media più bassa, il divario rispetto al capoluogo tende ad aumentare;</li>
<li><strong>i comuni montani registrano un'offerta tendenzialmente inferiore</strong> a quella degli altri territori.</li>
</ul>
<h3>Scarica, condividi e riutilizza i dati</h3>
<p>        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Scarica i dati</p>
<p></p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/asili+nido+2016/province-lombardia/lombardia.xls" target="_blank" rel="noopener">Lombardia</a></p></div>
				            </div>
        </section>
		</p>
<p>I contenuti dell'Osservatorio povertà educativa <a href="https://www.openpolis.it/cosa/poverta-educativa/">#conibambini</a> sono realizzati da openpolis con l'impresa sociale <a href="https://www.conibambini.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Con i Bambini</a> nell'ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell'articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l'obiettivo di creare un'unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di data journalism o anche per semplice consultazione. La fonte dei dati sugli asili nido e servizi prima infanzia è Istat.</p>
<p>Foto credit: Unsplash <a href="https://unsplash.com/photos/JgEkrsLQd_w" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Dragos Gontariu</a> - <a href="https://unsplash.com/license" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Licenza</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/esercizi/asili-nido-in-italia-il-caso-della-lombardia/">Asili nido in Italia: il caso della Lombardia</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
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