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	<title>Cosenza Archivi - Openpolis</title>
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		<title>Come incide la povertà abitativa sulla vita dei minori</title>
		<link>https://www.openpolis.it/come-incide-la-poverta-abitativa-sulla-vita-dei-minori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jan 2025 09:15:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=298272</guid>

					<description><![CDATA[<p>In Italia il 16,2% di bambini e adolescenti vive in una casa con problemi strutturali, oltre il 40% in una situazione di sovraffollamento. Ricostruire il fenomeno in chiave territoriale è difficile, ma necessario per le politiche di contrasto alla povertà minorile.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/come-incide-la-poverta-abitativa-sulla-vita-dei-minori/">Come incide la povertà abitativa sulla vita dei minori</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>La <strong>povertà abitativa</strong> colpisce ancora una quota ampia di bambini e ragazzi. Parliamo di famiglie costrette a vivere in alloggi con<strong> problemi strutturali</strong>, in situazioni di <strong>sovraffollamento</strong> o senza potersi <strong>permettere le spese</strong> per sostenere i costi dell&#8217;affitto o del mantenimento della casa.</p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">21,6% </span>delle famiglie in affitto si trova in povertà assoluta (<span data-sheets-root="1">4,7% tra quelle con la casa di proprietà).</span></p>
			        </section>
		


<p>A dicembre, i dati Istat pubblicati nell&#8217;ambito del <a href="https://gruppocrc.net/documento/i-diritti-dellinfanzia-e-delladolescenza-in-italia-3edizione/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">rapporto del gruppo Crc</a> (il gruppo di lavoro per la convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza) hanno fatto emergere un quadro piuttosto nitido. Nel 2023 in Italia il <strong>16,2% dei minori viveva in abitazioni con problemi strutturali o di umidità</strong>; mentre per oltre il 40% è stata riportata una situazione di sovraffollamento abitativo. Un&#8217;incidenza in calo rispetto a quanto emerso nel precedente rapporto (61%), ma che comunque cela differenze abbastanza marcate tra i territori.</p>



<p><strong>Divari territoriali che oggi, purtroppo, è molto difficile ricostruire in modo accurato</strong>, anche per la complessità di ricostruire informazioni come queste a livello locale con rilevazioni campionarie. Abbiamo approfondito il <strong>legame tra povertà abitativa e condizione minorile</strong>, anche incrociando le informazioni disponibili a livello locale sul disagio sociale con quelle sulla cattiva condizione delle abitazioni.</p>



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<h3 class="wp-block-heading">Povertà abitativa e povertà educativa</h3>



<p>Nelle scorse settimane, abbiamo avuto modo di approfondire quanto la <strong>condizione strutturale </strong>degli edifici scolastici incida anche sull&#8217;esperienza didattica di bambini e ragazzi. E quanto sulla qualità dell&#8217;ambiente scolastico incidano fattori come il<a href="https://www.openpolis.it/la-qualita-dellambiente-scolastico-e-il-riscaldamento-a-scuola/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> funzionamento degli  impianti di riscaldamento</a> o la presenza di <a href="https://www.openpolis.it/a-quando-risale-ledilizia-scolastica-in-italia/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">scuole nuove e a norma</a>.</p>


<div id="la-condizione-abitativa-incide-sullo-sviluppo-e-sulle-opportunita-sociali-ed-educative-di-bambini-e-ragazzi" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>




<div id="strillo-testo-block_34cbbfb2d2f7e3351457bcd200c54257" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>La povertà abitativa è una minaccia per la crescita di bambini e ragazzi.</p>
			        </section>
		</div>



<p>Ciò vale a maggior ragione per la <strong>casa in cui bambini e ragazzi vivono</strong> con la propria famiglia. In primo luogo per ragioni di <strong>salubrità degli ambienti</strong>: un alloggio non adeguatamente riscaldato o con problemi di umidità incide negativamente sulla salute di chi vi abita, a partire dai soggetti in età evolutiva. Vi sono poi anche <strong>aspetti educativi e sociali da tenere in considerazione</strong>. Una casa sovraffollata o piccola è una casa dove è più difficile avere uno spazio in cui studiare, fare i compiti, giocare. Situazioni in cui spesso è preclusa, o comunque molto limitata, la stessa <strong>possibilità di invitare degli amici</strong>.</p>



<p>Per tutte queste ragioni, ricostruire il fenomeno dei bambini e ragazzi che vivono in contesti abitativi disagevoli è <strong>fondamentale per impostare le politiche di contrasto alla povertà minorile</strong>. Un’esigenza tanto grande quanto la difficoltà di delineare un quadro in chiave territoriale, per una serie di motivi.</p>


<div id="162-dei-minori-vive-in-case-con-problemi-strutturali-o-di-umidita" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<h3 class="wp-block-heading">Povertà abitativa minorile: un fenomeno difficile da misurare</h3>



<p>Uno sforzo fondamentale in questo senso è quello fatto da Istat nell&#8217;ambito delle analisi per il gruppo Crc. In media in Italia il <strong>16,2% dei minori vive in case con problemi strutturali o di umidità</strong>, una quota che supera il 20% in Umbria, Sardegna, Emilia-Romagna, Lazio e Friuli Venezia Giulia. <strong>Ancora più diffuso è il fenomeno del sovraffollamento</strong>, riguardante oltre il 45% dei minori in Valle d&#8217;Aosta, Piemonte, Lazio, Lombardia e Puglia.</p>


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                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-fattori-della-poverta-abitativa-tra-bambini-e-ragazzi-regione-per-regione/">I fattori della povertà abitativa tra bambini e ragazzi, regione per regione</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-fattori-della-poverta-abitativa-tra-bambini-e-ragazzi-regione-per-regione/">Percentuale di minori che vivono in abitazioni con problemi strutturali/umidità e in situazioni di sovraffollamento abitativo (2023)</a></h3>
                                    </div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_298278_tab3"><p>I dati presentati, di fonte Istat, sono stati disaggregati su base regionale dall&#8217;istituto ai fini del Rapporto Crc. Dati non disponibili per Valle d’Aosta, Molise e Basilicata per l&#8217;indicatore sui problemi strutturali. Nei seguenti casi la numerosità campionaria ridotta (20 e 49 unità) rende il dato statisticamente poco significativo. Per i problemi strutturali e umidità: Trentino Alto Adige, Toscana Marche, Liguria, Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Sardegna, Umbria. Per il sovraffollamento: Friuli Venezia Giulia, Sardegna, Umbria, Valle d’Aosta, Molise e Basilicata.</p>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Istat per Crc                                                                <br>(pubblicati: martedì 17 Dicembre 2024)
                                        </p>
                </div>
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                </div>

                            </div>

			


<p>Si tratta di dati solitamente rilasciati a livello nazionale. Per questo <strong>va ribadita l&#8217;importanza della disaggregazione offerta da Istat a livello regionale</strong>, in occasione del rapporto sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia. Una ricostruzione che però ovviamente sconta tutti i limiti delle rilevazioni campionarie. </p>


<div id="ricostruire-il-fenomeno-sul-territorio-e-pero-molto-complesso-data-la-difficolta-di-una-rilevazione-cosi-puntuale" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<p>La bassa numerosità del campione rende infatti <strong>statisticamente poco significativo il dato di 8 regioni </strong>rispetto ai problemi strutturali vissuti dai bambini, mentre non è rilevabile quello di altri 3 territori (Valle d’Aosta, Molise e Basilicata). Anche l&#8217;altro indicatore di povertà abitativa è purtroppo da considerare statisticamente non significativo per 6 regioni. Da qui l&#8217;esigenza di<strong> ricostruire con una maggiore disaggregazione queste informazioni</strong>, avvalendoci dei dati raccolti in occasione del censimento generale.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Le case in cattive condizioni in Italia, comune per comune</h3>



<p>Poco prima della pandemia, l&#8217;istituto di statistica &#8211; nell&#8217;ambito della mappatura dei rischi presenti nel paese &#8211; aveva ricostruito i <strong>dati sulla condizione abitativa</strong>, purtroppo risalenti al censimento generale 2011, ai confini comunali del 2018.</p>


<div id="nellultimo-censimento-generale-era-emerso-come-il-22-delle-abitazioni-fosse-in-cattive-condizioni-quota-oltre-il-50-in-7-citta-tutte-del-sud" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<p>Una volta analizzati, questi dati mostrano quanto l&#8217;<strong>incidenza di edifici residenziali in muratura in stato mediocre o pessimo</strong> risulti fortemente variabile sul territorio nazionale. Rispetto a una media nazionale del 22% di edifici in cattive condizioni, la <strong>quota superava il 50% in 7 capoluoghi, tutti del mezzogiorno</strong>: Foggia, Cosenza, Reggio Calabria, Messina, Salerno, Catania e Napoli.</p>


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                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/lincidenza-delle-case-in-cattive-condizioni-sul-territorio-nazionale/">L’incidenza delle case in cattive condizioni sul territorio nazionale</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/lincidenza-delle-case-in-cattive-condizioni-sul-territorio-nazionale/">Percentuale di edifici residenziali in muratura con stato di conservazione mediocre o pessimo (2011)</a></h3>
                                    </div>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/lincidenza-delle-case-in-cattive-condizioni-sul-territorio-nazionale/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/01/lincidenza-delle-case-in-cattive-condizioni-sul-territorio-nazionale.png" placeholder ></amp-img><div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div></amp-iframe>                        <div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/lincidenza-delle-case-in-cattive-condizioni-sul-territorio-nazionale/">L’incidenza delle case in cattive condizioni sul territorio nazionale &#8211; Percentuale di edifici residenziali in muratura con stato di conservazione mediocre o pessimo (2011)</a></div>
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			        			                                <div id="chart_298281_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_298281_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_298281_tab3"><p>I dati sono stati raccolti in occasione del censimento generale (2011) e ricondotti ai confini comunali del 2018. La classificazione degli edifici residenziali in ‘ottimo’, ‘buono’, ‘mediocre’ o ‘pessimo’ stato di conservazione era l&#8217;esito della valutazione effettuata sul campo dai rilevatori censuari ai fini del censimento generale del 2011. L’assegnazione di una delle suddette modalità al singolo edificio era frutto dell’osservazione di alcuni elementi (condizioni del tetto, intonaco, infissi ed eventuale presenza di danni strutturali evidenti, ecc.), rispetto ai quali i rilevatori comunali avevano ricevuto una specifica formazione. Va tenuto presente che – come specificato da Istat – le istruzioni e la formazione ricevuta dai rilevatori erano finalizzate alla realizzazione di un’indagine di carattere statistico.</p>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong><span data-sheets-root="1">elaborazione openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Istat (mappa rischi)</span>                                                                <br>(ultimo aggiornamento: lunedì 1 Gennaio 2018)
                                        </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/01/lincidenza-delle-case-in-cattive-condizioni-sul-territorio-nazionale.png" target="_blank" download></a>
						                                                
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                            <p><label for="embed-chart-298281"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-298281" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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<p>L&#8217;incidenza di case in stato di conservazione mediocre o pessimo era risultata invece <strong>inferiore al 10% in 19 città</strong>. Si tratta di <strong>capoluoghi in massima parte del centro-nord</strong>, con l&#8217;eccezione della molisana Isernia. Una classifica in cui spiccano, con meno del 7% del patrimonio abitativo in cattivo stato, Siena, Brescia, Modena, Vercelli e Arezzo.</p>



<p>Parliamo di dati rilevati in modo puntuale da operatori appositamente formati nel corso del censimento del 2011 e la<strong> situazione da allora è quindi sicuramente cambiata</strong>. Tuttavia un aspetto che emerge incrociando quei dati, raccolti allora, con quelli rilevati contestualmente sulle famiglie con figli in disagio, è la correlazione tra i due fenomeni.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La relazione tra disagio familiare e povertà abitativa</h3>



<p>Tendenzialmente, <strong>un territorio con molte famiglie in difficoltà economica&nbsp;è anche un territorio dove la condizione degli edifici residenziali risulta peggiore</strong>. In media, sulla scorta di quanto rilevato nell&#8217;ultimo censimento generale, come detto la quota di edifici residenziali in stato di conservazione mediocre o pessimo si attestava sul 22%. Mentre la <strong>quota di famiglie in potenziale disagio era pari al 2,7%</strong>.</p>



<p>Per quanto riguarda quest&#8217;ultimo indicatore, parliamo di una stima del disagio economico rilevata calcolando la&nbsp;percentuale di<strong> famiglie con figli in cui la persona di riferimento ha fino a 64 anni e dove nessun componente è occupato o in pensione</strong>. Caratteristiche che molto probabilmente indicano una situazione di forte disagio.</p>


<div id="nel-mezzogiorno-e-particolarmente-evidente-la-relazione-tra-incidenza-di-famiglie-con-figli-in-disagio-e-cattive-condizioni-abitative" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<p>I dati allora raccolti avevano fatto emergere una forte <strong>relazione territoriale tra i due fenomeni</strong>: sono infatti le province del sud e delle isole quelle caratterizzate dalla maggiore incidenza sia delle famiglie con figli in potenziale disagio, sia degli edifici in cattive condizioni.</p>



<p>Come si osserva dal grafico, nel quadrante in alto a destra &#8211; ovvero quello dove si collocano i territori che superano entrambe le medie nazionali &#8211; <strong>compaiono quasi esclusivamente province del mezzogiorno</strong>, con la sola eccezione di Frosinone.</p>


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                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-mezzogiorno-piu-famiglie-in-disagio-e-abitazioni-in-cattive-condizioni/">Nel mezzogiorno più famiglie in disagio e abitazioni in cattive condizioni</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-mezzogiorno-piu-famiglie-in-disagio-e-abitazioni-in-cattive-condizioni/">Ogni punto è una provincia italiana: in basso a sinistra quelle con meno famiglie in disagio e meno edifici residenziali in cattive condizioni; viceversa in alto a destra </a></h3>
                                    </div>
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                             aria-labelledby="chart_298288_tab3"><p>Per stimare l’incidenza delle famiglie in potenziale disagio economico, viene calcolato il rapporto percentuale tra il numero di famiglie con figli con la persona di riferimento in età fino a 64 anni nelle quali nessun componente è occupato o ritirato dal lavoro e il totale delle famiglie. Caratteristiche che molto probabilmente indicano una situazione di forte disagio.</p>
<p>Il dato sulla quota di edifici residenziali in cattive condizioni è calcolato sommando la percentuale di edifici residenziali in muratura in stato di conservazione mediocre con quelli in stato pessimo. Entrambi gli indicatori sono stati elaborati a partire dalle informazioni raccolte nel censimento generale 2011.</p>
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                                            <strong>FONTE: </strong><span data-sheets-root="1">elaborazione openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Istat</span>                                                                <br>(ultimo aggiornamento: domenica 9 Ottobre 2011)
                                        </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/01/nel-mezzogiorno-piu-famiglie-in-disagio-e-abitazioni-in-cattive-condizioni.png" target="_blank" download></a>
						                                                
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                            <p><label for="embed-chart-298288"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-298288" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                            </div>

			


<p>Si tratta di dati che, pur risalendo a un&#8217;altra fase storica, fanno <strong>emergere una tendenza da non sottovalutare</strong>. Da aggiornare nei prossimi mesi, in sinergia con le indagini condotte da Istat con il censimento permanente. In modo da poter disporre di <strong>informazioni aggiornate su un fenomeno riguardante così tanti bambini e ragazzi</strong> sul territorio nazionale.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Scarica, condividi e riutilizza i dati</h3>


        <section class="download">
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				                    <div class="intro"><p>Scarica i dati, regione per regione</p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/edifici_stato_conservazione/Abruzzo.xls" target="_blank" rel="noopener">Abruzzo</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/edifici_stato_conservazione/Basilicata.xls" target="_blank" rel="noopener">Basilicata</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/edifici_stato_conservazione/Calabria.xls" target="_blank" rel="noopener">Calabria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/edifici_stato_conservazione/Campania.xls" target="_blank" rel="noopener">Campania</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/edifici_stato_conservazione/Emilia-Romagna.xls" target="_blank" rel="noopener">Emilia-Romagna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/edifici_stato_conservazione/Friuli-Venezia+Giulia.xls" target="_blank" rel="noopener">Friuli-Venezia Giulia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/edifici_stato_conservazione/Lazio.xls" target="_blank" rel="noopener">Lazio</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/edifici_stato_conservazione/Liguria.xls" target="_blank" rel="noopener">Liguria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/edifici_stato_conservazione/Lombardia.xls" target="_blank" rel="noopener">Lombardia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/edifici_stato_conservazione/Marche.xls" target="_blank" rel="noopener">Marche</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/edifici_stato_conservazione/Molise.xls" target="_blank" rel="noopener">Molise</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/edifici_stato_conservazione/Piemonte.xls" target="_blank" rel="noopener">Piemonte</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/edifici_stato_conservazione/Puglia.xls" target="_blank" rel="noopener">Puglia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/edifici_stato_conservazione/Sardegna.xls" target="_blank" rel="noopener">Sardegna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/edifici_stato_conservazione/Sicilia.xls" target="_blank" rel="noopener">Sicilia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/edifici_stato_conservazione/Toscana.xls" target="_blank" rel="noopener">Toscana</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/edifici_stato_conservazione/Trentino-Alto+Adige.xls" target="_blank" rel="noopener">Trentino-Alto Adige</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/edifici_stato_conservazione/Umbria.xls" target="_blank" rel="noopener">Umbria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/edifici_stato_conservazione/Valle+d'Aosta.xls" target="_blank" rel="noopener">Valle d’Aosta</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/edifici_stato_conservazione/Veneto.xls" target="_blank" rel="noopener">Veneto</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/edifici_stato_conservazione/Totale_Nazionale.xls" target="_blank" rel="noopener">Totale nazionale</a>.</p>
</div>
				            </div>
        </section>
		



<p>I contenuti dell’Osservatorio povertà educativa&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/poverta-educativa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">#conibambini</a>&nbsp;sono realizzati da openpolis con l’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell’articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l’obiettivo di creare un’unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di&nbsp;<em>data journalism</em>&nbsp;o anche per semplice consultazione. I dati relativi agli edifici per stato di conservazione sono di fonte Istat (mappa rischi) e sono relativi al censimento 2011.</p>



<p>Foto: Unsplash <a href="https://unsplash.com/it/foto/persona-seduta-sulla-finestra-delledificio-5agQPeI7OhY" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ivan Mandić</a><span style="font-size: revert; font-family: Roboto, -apple-system, BlinkMacSystemFont, &quot;Segoe UI&quot;, Roboto, Oxygen-Sans, Ubuntu, Cantarell, &quot;Helvetica Neue&quot;, sans-serif;"> &#8211; </span><a href="https://unsplash.com/it/licenza" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Licenza</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/come-incide-la-poverta-abitativa-sulla-vita-dei-minori/">Come incide la povertà abitativa sulla vita dei minori</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;estensione del patrimonio arboreo, una prerogativa per i minori</title>
		<link>https://www.openpolis.it/lestensione-del-patrimonio-arboreo-una-prerogativa-per-i-minori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Oct 2024 08:05:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=293084</guid>

					<description><![CDATA[<p>In Italia la legge stabilisce la necessità di piantare un albero per ogni nuovo nato. Un legame simbolico, che però sancisce il diritto dei minori al verde pubblico di qualità. Approfondiamo l'estensione del patrimonio arboreo nelle città italiane rispetto ai bambini e ragazzi residenti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/lestensione-del-patrimonio-arboreo-una-prerogativa-per-i-minori/">L&#8217;estensione del patrimonio arboreo, una prerogativa per i minori</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[</p>
<p>Il prossimo 21 novembre si celebra la <a href="https://www.mase.gov.it/notizie/giornata-nazionale-degli-alberi" target="_blank" rel="noreferrer noopener">giornata nazionale degli alberi</a>, ricorrenza istituita con una <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2013;10" target="_blank" rel="noreferrer noopener">legge nel 2013</a> per valorizzare la <strong>funzione insostituibile del patrimonio arboreo</strong> sotto diversi punti di vista. Dalla prevenzione del dissesto idrogeologico alla riduzione delle emissioni, sono molti gli aspetti che la cura di piante e alberature possono migliorare.</p>
</p>
<p>Anche in termini di vivibilità e di miglioramento della qualità dell&#8217;aria, specie nelle aree urbane. Per questo nelle città l&#8217;<strong>ampiezza del patrimonio arboreo</strong>, con la presenza alberi nelle aree verdi, è <strong>uno dei segnali di un luogo a misura di minore</strong>.</p>
</p>
<p><div id="la-presenza-di-aree-verdi-e-la-loro-vivibilita-con-alberature-adeguate-e-un-aspetto-importante-per-la-tutela-dei-diritti-dei-minori" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p>La presenza di aree verdi, <a href="https://www.openpolis.it/i-divari-nel-verde-pubblico-per-bambini-e-ragazzi-nelle-citta-italiane/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">come abbiamo avuto modo di approfondire in passato</a>, riguarda da vicino i <strong>diritti dei bambini</strong>. La vivibilità di queste aree è strettamente connessa alla presenza degli alberi, che garantiscono una maggiore qualità degli spazi e dell’ambiente urbano.</p>
</p>
<p><div class="content_block" id="custom_post_widget-135826"><p></p>
</div></p>
</p>
<p>Abbiamo approfondito <strong>quanti alberi vengono piantati ogni anno nei capoluoghi italiani</strong>, anche alla luce di un <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2013;10" target="_blank" rel="noreferrer noopener">vincolo legislativo previsto dal 1992</a> e aggiornato proprio con la legge del 2013 che ha istituito la giornata nazionale. Questa norma prevede che i comuni sopra i 15mila abitanti <strong>mettano a dimora un nuovo albero per ogni nuovo nato iscritto in anagrafe</strong>. In considerazione di questo legame, promosso anche dal legislatore, abbiamo inoltre ricostruito quanto sia ampio il <strong>patrimonio arboreo delle città italiane rispetto ai bambini e ragazzi oggi residenti</strong>.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Le piantumazioni di nuovi alberi per le nascite</h3>
</p>
<p><div id="dal-1992-la-legge-prevede-che-venga-piantato-un-albero-per-ogni-nuovo-nato" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p>Dal 1992 una legge dello stato stabilisce che le città provvedano, entro sei mesi dalla registrazione anagrafica di ogni neonato e di ciascun minore adottato, a piantumare un albero nel proprio territorio comunale.</p>
</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>In attuazione degli indirizzi definiti nel piano forestale nazionale, i comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti provvedono, entro sei mesi dalla registrazione anagrafica di ogni neonato residente e di ciascun minore adottato, a porre a dimora un albero nel territorio comunale.</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2013;10" target="_blank">&#8211; Legge 113/1992, art. 1 (come modificata da legge 10/2013)</a>
									            </div>
</section>
<p><div id="78-068-alberi-piantati-nel-2022-nei-capoluoghi-in-attuazione-di-questa-norma" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p>In attuazione di questa norma, <strong>i capoluoghi di provincia italiani hanno dichiarato la messa a dimora di 69.029 nuovi alberi nel 2021 e di quasi 80mila nel 2022</strong>. <strong>Milano</strong>, con oltre 21mila alberature piantate in entrambi gli anni, si colloca al vertice della classifica dei capoluoghi, seguita da <strong>Torino</strong> (31.777 alberi tra 2021 e 2022).</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-biennio-2021-22-a-milano-sono-stati-piantati-oltre-40mila-alberi/">Nel biennio 2021-22 a Milano sono stati piantati oltre 40mila alberi</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-biennio-2021-22-a-milano-sono-stati-piantati-oltre-40mila-alberi/">Numero di nuove alberature piantumate in base alla legge 10/2013 nei capoluoghi italiani (2021-22)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Istat                                                                <br />(pubblicati: venerdì 24 Maggio 2024)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/10/nel-biennio-2021-22-a-milano-sono-stati-piantati-oltre-40mila-alberi.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<p><label for="embed-chart-294353"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<div id="strillo-testo-block_eb6da7837c979065495265f3948ca7cf" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>L&#8217;informazione manca per circa 40 città.</p>
</section></div>
</p>
<p>Le <strong>città che seguono si posizionano al di sotto della soglia dei 10mila alberi piantati</strong> nell&#8217;arco del biennio. In particolare al terzo e quarto posto compaiono <strong>Padova</strong> e <strong>Roma</strong>, con rispettivamente 9.215 e 5.394 nuove alberature dichiarate. Seguono, con almeno duemila nuovi alberi ciascuna nel biennio, le città di Taranto, Cagliari, Verona, Piacenza, Modena, Siracusa, Reggio-Emilia, Forlì, Firenze e Trento. Tutte le altre si collocano al di sotto di questa soglia, mentre per 41 capoluoghi tale informazione non è disponibile.</p>
</p>
<p><div id="torino-e-la-citta-con-la-maggior-dotazione-di-patrimonio-arboreo-in-ambito-urbano-in-termini-assoluti-410-910-alberi-nel-2022" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Come varia il patrimonio arboreo per minore nelle città</h3>
</p>
<p>Le <strong>città che in valore assoluto registrano la maggiore dotazione di patrimonio arboreo</strong> in ambito urbano sono <strong>Torino</strong> (410.910 alberi), <strong>Roma</strong> (310.381) e <strong>Milano</strong> (247.395). Seguono &#8211; in base ai dati raccolti dall&#8217;istituto di statistica per l&#8217;indagine sui dati ambientali nelle città &#8211; 3 capoluoghi dell&#8217;Emilia Romagna. Modena, con 130mila alberature, Reggio Emilia, con 92mila, e Bologna (85.500).</p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">38,3% </span>delle alberature censite nei capoluoghi si concentra in 4 città: Torino, Roma, Milano e Modena.</p>
</section>
<p><div id="in-rapporto-ai-minori-residenti-spiccano-cosenza-modena-torino-e-reggio-emilia" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p>In rapporto ai minori residenti, spiccano 4 città con oltre 3 alberi in ambito urbano per abitante sotto i 18 anni. Si tratta di <strong>Cosenza</strong> (4,8 alberi per minore), <strong>Modena</strong> (4,5), <strong>Torino</strong> (3,4) e <strong>Reggio Emilia</strong> (3,3). Il capoluogo calabrese tuttavia sembra essere un&#8217;eccezione tra le città del mezzogiorno, dove la dotazione di patrimonio arboreo per minore appare molto inferiore.</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/cosenza-modena-torino-e-reggio-emilia-sono-le-citta-con-piu-alberi-per-minore/">Cosenza, Modena, Torino e Reggio Emilia sono le città con più alberi per minore</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/cosenza-modena-torino-e-reggio-emilia-sono-le-citta-con-piu-alberi-per-minore/">Numero di alberi censiti in ambito urbano per minore residente (2022)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
<div id="chart_294308_tab1" role="tab" aria-controls="chart_294308_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Istat                                                                <br />(pubblicati: venerdì 24 Maggio 2024)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/10/cosenza-modena-torino-e-reggio-emilia-sono-le-citta-con-piu-alberi-per-minore.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-294308"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-294308" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;505&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/cosenza-modena-torino-e-reggio-emilia-sono-le-citta-con-piu-alberi-per-minore/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>I <strong>15 capoluoghi con maggiore dotazione di alberi</strong> in area urbana per minore <strong>sono in 13 casi del centro-nord</strong>. Al contrario, le 15 città dove la disponibilità di patrimonio arboreo per residente con meno di 18 anni è più bassa, in 10 casi si trovano nel mezzogiorno. In particolare non raggiungono gli 0,15 alberi censiti per minore residente le città di Trapani, Messina e Potenza.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Scarica, condividi e riutilizza i dati</h3>
</p>
<section class="download">
<div class="dw-content">
<div class="intro">
<p>Scarica i dati, regione per regione</p>
</div>
<div class="files">
<p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/patrimonio_arboreo_2022/Abruzzo.xls" target="_blank" rel="noopener">Abruzzo</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/patrimonio_arboreo_2022/Basilicata.xls" target="_blank" rel="noopener">Basilicata</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/patrimonio_arboreo_2022/Calabria.xls" target="_blank" rel="noopener">Calabria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/patrimonio_arboreo_2022/Campania.xls" target="_blank" rel="noopener">Campania</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/patrimonio_arboreo_2022/Emilia-Romagna.xls" target="_blank" rel="noopener">Emilia-Romagna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/patrimonio_arboreo_2022/Friuli-Venezia+Giulia.xls" target="_blank" rel="noopener">Friuli-Venezia Giulia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/patrimonio_arboreo_2022/Lazio.xls" target="_blank" rel="noopener">Lazio</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/patrimonio_arboreo_2022/Liguria.xls" target="_blank" rel="noopener">Liguria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/patrimonio_arboreo_2022/Lombardia.xls" target="_blank" rel="noopener">Lombardia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/patrimonio_arboreo_2022/Marche.xls" target="_blank" rel="noopener">Marche</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/patrimonio_arboreo_2022/Molise.xls" target="_blank" rel="noopener">Molise</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/patrimonio_arboreo_2022/Piemonte.xls" target="_blank" rel="noopener">Piemonte</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/patrimonio_arboreo_2022/Puglia.xls" target="_blank" rel="noopener">Puglia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/patrimonio_arboreo_2022/Sardegna.xls" target="_blank" rel="noopener">Sardegna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/patrimonio_arboreo_2022/Sicilia.xls" target="_blank" rel="noopener">Sicilia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/patrimonio_arboreo_2022/Toscana.xls" target="_blank" rel="noopener">Toscana</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/patrimonio_arboreo_2022/Trentino-Alto+Adige.xls" target="_blank" rel="noopener">Trentino-Alto Adige</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/patrimonio_arboreo_2022/Umbria.xls" target="_blank" rel="noopener">Umbria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/patrimonio_arboreo_2022/Valle+d'Aosta.xls" target="_blank" rel="noopener">Valle d’Aosta</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/patrimonio_arboreo_2022/Veneto.xls" target="_blank" rel="noopener">Veneto</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/patrimonio_arboreo_2022/Totale_nazionale.xls" target="_blank" rel="noopener">Totale nazionale</a>.</p>
</div></div>
</section>
</p>
<p>I contenuti dell’Osservatorio povertà educativa&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/poverta-educativa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">#conibambini</a>&nbsp;sono realizzati da openpolis con l’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell’articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l’obiettivo di creare un’unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di&nbsp;<em>data journalism</em>&nbsp;o anche per semplice consultazione. I dati sul numero di alberature in ambito urbano nei comuni capoluogo, raccolti da Istat nell’ambito dei dati ambientali nelle città, sono tratti dal catasto delle alberature delle città capoluogo, come richiesto dalla legge 10/2013 e dal decreto 63 del 10 marzo 2020 emanato dal ministero dell’ambiente sui criteri ambientali minimi (Cam). Per ciascun comune, sono stati messi in relazione con il numero di residenti con meno di 18 anni nel 2022.</p>
</p>
<p>Foto: <a href="https://unsplash.com/it/foto/donna-che-tiene-il-bambino-seduto-sotto-lalbero-bcmvJT9tyvo">Dave Clubb (unsplash)</a> &#8211; <a href="https://unsplash.com/it/licenza" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Licenza</a></p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/lestensione-del-patrimonio-arboreo-una-prerogativa-per-i-minori/">L&#8217;estensione del patrimonio arboreo, una prerogativa per i minori</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;uso consapevole di internet e le competenze digitali nelle scuole</title>
		<link>https://www.openpolis.it/luso-consapevole-di-internet-e-le-competenze-digitali-nelle-scuole/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jan 2024 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=280619</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nonostante l'uso di internet sia ormai trasversale, oltre un giovane su 4 non ha competenze di base nella sicurezza digitale. Il ruolo delle scuole nella consapevolezza sulle tecnologie è fondamentale, ma restano divari nelle dotazioni informatiche disponibili sul territorio.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/luso-consapevole-di-internet-e-le-competenze-digitali-nelle-scuole/">L&#8217;uso consapevole di internet e le competenze digitali nelle scuole</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[</p>
<p>Il prossimo 6 febbraio si celebra il <em><a href="https://www.saferinternetday.org/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Safer internet day</a></em>, la giornata mondiale per la sicurezza in rete. Una ricorrenza promossa a livello europeo per sensibilizzare a un <strong>uso consapevole di internet</strong>, con particolare attenzione ai più giovani.</p>
</p>
<p>Internet è il cuore della <strong>rivoluzione tecnologica</strong> che dalla fine del secolo scorso ha cambiato praticamente ogni aspetto della vita quotidiana delle persone. In questo contesto, <strong>non è più un&#8217;opzione sapere come utilizzarlo in modo sicuro e consapevole</strong>.</p>
</p>
<div id="strillo-testo-block_2fa3087f41a94f186032a46bfaa8c221" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Ampi gap nelle competenze digitali e nella consapevolezza sull&#8217;uso di internet.</p>
</section></div>
</p>
<p>A fronte di potenzialità enormi, in termini di reperimento e condivisione delle informazioni, di creazione e mantenimento di legami, è <strong>essenziale essere in grado di padroneggiare le nuove tecnologie</strong>. Conoscendo le implicazioni in termini di sicurezza in rete e di diritto alla riservatezza. Nella capacità di discernere fonti informative affidabili come di adottare una modalità di relazione rispettosa degli altri.</p>
</p>
<p>Aspetti da non dare per scontati, e su cui è <strong>cruciale il ruolo della scuola</strong>, a maggior ragione se si considera che restano <strong>enormi disparità nella consapevolezza e nelle competenze digitali</strong> tra bambini e ragazzi. <strong>Divari digitali che spesso</strong>, come abbiamo avuto modo di <a href="https://www.openpolis.it/esercizi/la-poverta-educativa-nellemergenza-covid/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">raccontare in passato</a>, <strong>sono legati alle disuguaglianze socio-economiche presenti tra le famiglie d&#8217;origine</strong>.</p>
</p>
<p><div class="content_block" id="custom_post_widget-135826"><p></p>
</div></p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">I divari nelle competenze digitali e nell&#8217;uso di internet</h3>
</p>
<p>L&#8217;uso quotidiano di internet, di per sé, non è garanzia di competenze digitali adeguate. La lettura dei dati elaborati da Istat nel dicembre scorso per l&#8217;<a href="https://digital-strategy.ec.europa.eu/it/policies/desi" target="_blank" rel="noreferrer noopener">indicatore europeo Desi</a> lo mostra piuttosto nitidamente.</p>
</p>
<p><div id="quasi-tutti-gli-studenti-hanno-utilizzato-internet-negli-ultimi-3-mesi-ma-solo-2-su-3-hanno-competenze-digitali-almeno-di-base" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p>Nel 2023, <strong>quasi l&#8217;80% delle persone di almeno 6 anni ha dichiarato di aver utilizzato internet negli ultimi 3 mesi</strong>. Una quota che tra giovani e minori, prevedibilmente, è molto più elevata. <strong>Si avvicina al 100% tra gli 11 e i 15 anni</strong> (96,1%)<strong> e tra i 16 e i 24 </strong>(98,1%). Ed è più alta della media della popolazione anche tra i 6 e i 10 anni (86%).</p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">98,4% </span>gli studenti di almeno 15 anni che hanno utilizzato internet negli ultimi 3 mesi.</p>
</section>
</p>
<p>Tuttavia il quadro è molto diverso se, nell&#8217;insieme di persone che hanno utilizzato internet di recente, si isolano <strong>solo coloro che hanno <a href="https://joint-research-centre.ec.europa.eu/digcomp/digcomp-framework_en" target="_blank" rel="noreferrer noopener">competenze digitali almeno di base</a></strong>. Nella popolazione complessiva tra 16 e 74 anni, la quota scende al 45,7%. Colpisce il <strong>basso livello di competenze digitali anche tra i più giovani utilizzatori di internet</strong>: 55,9% tra 16 e 19 anni, 61,7% tra 20 e 24 anni.</p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">66,1% </span>gli studenti di almeno 16 anni che hanno utilizzato internet negli ultimi 3 mesi e hanno competenze digitali almeno di base.</p>
</section>
</p>
<p>Le competenze digitali sono <strong>direttamente collegate al livello di istruzione</strong>. Nella fascia tra 16 e 24 anni, hanno competenze almeno di base il 76,6% dei laureati, il 63,9% dei diplomati e appena la metà di coloro che hanno al massimo la licenza media (50,3%).</p>
</p>
<p>Questa tendenza, riscontrabile anche tra i più giovani, pone un&#8217;enfasi sul ruolo della scuola, sia in termini di <strong>alfabetizzazione digitale</strong> che di educazione all&#8217;<strong>uso sicuro e consapevole di internet</strong>. Una questione sollevata anche dal garante dell&#8217;infanzia nell&#8217;ultimo rapporto al parlamento.</p>
</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>L’Autorità garante ha inteso rivolgersi agli alunni della scuola primaria in quanto l’età di primo approccio alla rete risulta essere sempre più bassa e ciò, insieme all’incremento delle attività e della dimensione di vita individuale svolta online, sovraespone i bambini a una serie di rischi. Per questo è necessario che i minorenni siano formati adeguatamente a un uso consapevole di internet.</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.garanteinfanzia.org/sites/default/files/2023-06/relazione-parlamento-2022-def.pdf" target="_blank">&#8211; Agia, Relazione al parlamento (aprile 2023)</a>
									            </div>
</section>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Basse competenze nella sicurezza in rete sono un rischio per i minori</h3>
</p>
<p>Per i minori le implicazioni sono enormi, perché <strong>un utilizzo non sicuro della rete può minare le prerogative stabilite dalla convenzione internazionale sui diritti dell&#8217;infanzia</strong>. Si pensi solo alla tutela della privacy e dell&#8217;immagine online, un aspetto che per bambini e ragazzi è ancora più rilevante. </p>
</p>
<p><div id="275-i-giovani-tra-16-e-24-senza-competenze-in-termini-di-sicurezza-in-rete" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p>Perciò rappresenta un elemento di preoccupazione il fatto che, persino tra i giovani di 16-24 anni, <strong>oltre uno su 4 non abbia nessuna competenza digitale in termini di sicurezza</strong>.</p>
</p>
<p>Si tratta di uno dei 5 domini con cui, dal 2021, viene rilevato il livello di competenza digitale dei cittadini europei. Mentre <strong>i giovani vanno molto meglio della media in altri domini di attività informatica</strong>, come l&#8217;uso delle tecnologie per <strong>comunicazione</strong> e collaborazione, la <strong>risoluzione di problemi</strong> e la <strong>creazione di contenuti</strong> digitali, i risultati sono più deludenti nell&#8217;alfabetizzazione su informazione e dati e soprattutto nella sicurezza.</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/oltre-un-giovane-su-4-non-ha-competenze-di-base-nella-sicurezza-digitale/">Oltre un giovane su 4 non ha competenze di base nella sicurezza digitale</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/oltre-un-giovane-su-4-non-ha-competenze-di-base-nella-sicurezza-digitale/">Percentuale di persone 16-74 anni che hanno usato Internet negli ultimi 3 mesi, con nessuna competenza digitale nel dominio sicurezza (2023)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
<div id="chart_280637_tab1" role="tab" aria-controls="chart_280637_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
<div id="chart_280637_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_280637_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/oltre-un-giovane-su-4-non-ha-competenze-di-base-nella-sicurezza-digitale/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/01/oltre-un-giovane-su-4-non-ha-competenze-di-base-nella-sicurezza-digitale.png" placeholder ></amp-img></p>
<div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div>
<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/oltre-un-giovane-su-4-non-ha-competenze-di-base-nella-sicurezza-digitale/">Oltre un giovane su 4 non ha competenze di base nella sicurezza digitale &#8211; Percentuale di persone 16-74 anni che hanno usato Internet negli ultimi 3 mesi, con nessuna competenza digitale nel dominio sicurezza (2023)</a></div>
</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Istat                                                                <br />(pubblicati: mercoledì 20 Dicembre 2023)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/01/oltre-un-giovane-su-4-non-ha-competenze-di-base-nella-sicurezza-digitale.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-280637"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-280637" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>Nel dominio relativo alla sicurezza, in media il 27,9% dei residenti non ha nessuna competenza digitale. <strong>Tra i giovani di 16-24 anni il quadro purtroppo non è migliore: 27,5%</strong>. Un ulteriore aspetto, collegato a quello dell&#8217;alfabetizzazione digitale, in cui l&#8217;intervento della scuole e della comunità educante può essere prezioso.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Le dotazioni informatiche nelle scuole</h3>
</p>
<p>Premessa di qualsiasi attività educativa in questo ambito è la presenza, in termini infrastrutturali, di ambienti digitali nelle scuole.</p>
</p>
<p>Attraverso i dati del ministero dell&#8217;istruzione, possiamo ricostruire la <strong>dotazione di aule informatiche</strong>. Si tratta solo di una delle questioni salienti, data l&#8217;importanza di altri aspetti infrastrutturali, come il cablaggio alla rete internet ultraveloce, e di altri più umani, come la diffusione nelle scuole di cultura e competenze digitali. </p>
</p>
<p>Tuttavia ricostruire questo elemento minimo, approfondendo l&#8217;analisi in chiave locale, è importante alla luce degli enormi divari territoriali rispetto all&#8217;alfabetizzazione digitale.</p>
</p>
<p>Abbiamo già avuto modo di approfondire la spaccatura tra le città, in cui il livello di competenza è più diffuso, e le <a href="https://www.openpolis.it/nelle-aree-periferiche-meno-competenze-digitali-e-aule-di-informatica/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">aree rurali e interne, dove spesso i più giovani restano indietro</a>. Nel nostro paese, le competenze digitali nella popolazione risultano molto distanti tra nord e sud. Il picco si raggiunge nel nord-ovest (51,5% con competenze digitali almeno adeguate), ma centro (49,9%) e nord-est (50,7%) si collocano su cifre analoghe. Emerge invece un deciso ritardo del sud. </p>
</p>
<p><div id="nel-mezzogiorno-poco-piu-di-una-persona-su-3-ha-competenze-digitali-almeno-di-base" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">1 su 2 </span>persone 16-74 con competenze digitali almeno di base nel centro-nord. Nel mezzogiorno sono poco più di una su 3: 35,7% nel sud, 36,6% nelle isole.</p>
</section>
</p>
<p>Ecco perché prestare particolare attenzione alla distribuzione di aule informatiche nelle scuole statali del paese. In media, in base ai dati più recenti relativi all&#8217;anno scolastico 2022/23, la loro presenza è dichiarata per il <strong>35,7% degli edifici</strong>. Per quasi altrettanti (35,4%) l&#8217;informazione non è disponibile, mentre nel 28,9% dei casi non sono presenti aule informatiche.</p>
</p>
<p>Tra le regioni, la <strong>quota di edifici scolastici con aule di informatica</strong> supera il 50% in Liguria, Piemonte e Valle d&#8217;Aosta, mentre non raggiunge il 30% in Sicilia (28,8%), Abruzzo (24%), Campania (22%), Calabria (21,8%) e Lazio (18,1%).</p>
</p>
<p><div id="maggiore-diffusione-di-aule-informatiche-nelle-scuole-del-nord-ovest-minore-nel-centro-sud" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p>A livello provinciale, <strong>a realtà del nord-ovest</strong> come Genova, Torino, Alessandria, Imperia, Savona, Novara, Aosta &#8211; tutte sopra il 52% &#8211; <strong>si contrappongono territori del centro-sud</strong>. Al di sotto del 20% troviamo infatti le province di Teramo, Napoli, Catanzaro, L&#8217;Aquila, Catania, Crotone, Cosenza, Salerno, Latina, Roma e Benevento. In quest&#8217;ultima solo per il 13,8% degli edifici è dichiarata la presenza di aule informatiche.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Divari nelle dotazioni informatiche, comune per comune</h3>
</p>
<p>Scendendo a livello comunale, una prima distinzione può essere tracciata tra le <strong>città polo in termini di servizi, dove circa 4 edifici scolastici su 10 hanno l&#8217;aula informatica</strong> e i comuni interni. </p>
</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/parole/che-cosa-sono-le-aree-interne/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Cosa sono le aree interne?<br />
<br /><strong>Vai al glossario</strong></a>.</p>
</section>
</p>
<p>In quelli <strong>periferici</strong>, a oltre 40 minuti dal polo più vicino, solo il 30,5% ha l&#8217;aula d&#8217;informatica. In quelli <strong>ultraperiferici</strong>, a più di 66 minuti, la quota scende al 28,4%. Posizione intermedia per quelli di <strong>cintura</strong>, le aree urbane hinterland delle città polo. Qui il 35,4% degli edifici scolastici ha un&#8217;aula di informatica.</p>
</p>
<p>Se approfondiamo comune per comune, la<strong> situazione appare molto frastagliata sul territorio</strong>, con alcune ricorrenze evidenti. Pur in presenza di alcune eccezioni, è infatti distinguibile una minore dotazione nei territori più interni e nel mezzogiorno. Un aspetto che avevamo avuto modo di <a href="https://www.openpolis.it/nelle-aree-periferiche-meno-competenze-digitali-e-aule-di-informatica/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">rilevare anche in passato</a>, e che questo nuovo aggiornamento dei dati conferma.</p>
</p>
<p><div id="pavia-e-il-capoluogo-con-maggior-dotazione-di-aule-informatiche-vai-alla-mappa" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/aule-informatiche-permane-il-ritardo-di-aree-interne-e-mezzogiorno/">Aule informatiche, permane il ritardo di aree interne e mezzogiorno</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/aule-informatiche-permane-il-ritardo-di-aree-interne-e-mezzogiorno/">Percentuale di edifici scolastici statali dotati di aule informatiche (a.s. 2022/23)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
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                         aria-labelledby="chart_280667_tab1"><br />
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</p></div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_280667_tab3"></p>
<p>Dati non disponibili per il Trentino Alto Adige. I dati, pubblicati sul portale open data del ministero dell’istruzione, sono forniti dagli enti locali proprietari o gestori degli edifici adibiti ad uso scolastico.</p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
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<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Mim                                                                <br />(pubblicati: martedì 12 Settembre 2023)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/01/aule-informatiche-permane-il-ritardo-di-aree-interne-e-mezzogiorno.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-280667"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-280667" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>Tra i capoluoghi, <strong>Pavia è quello con più edifici scolastici statali dotati di aula informatica</strong>: 91,7% del totale. Seguono Modena, Alessandria e Treviso, con oltre il 75%. <strong>Agli ultimi posti</strong>, con meno del 10% di edifici con aule informatiche, spiccano i comuni <strong>Catania</strong>, <strong>Forlì</strong>, <strong>Latina</strong>, <strong>Catanzaro</strong> e <strong>Cosenza</strong>. Le due città calabresi si piazzano penultima (4%) e ultima (3,3%), anche se pesa &#8211; in entrambi i casi &#8211; l&#8217;elevatissima quota di edifici per cui questa informazione non è disponibile, pari al 95% circa dei casi. </p>
</p>
<p>Tale mancanza di informazioni rende <strong>difficile indicare con certezza l&#8217;entità effettiva della carenza di dotazioni informatiche. Ciò porta a insistere sulla necessità di raccogliere i dati in modo preciso</strong>. Così da impostare correttamente politiche e interventi pubblici in materia, per ridurre i ritardi del mezzogiorno in ambiti come le competenze digitali.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Scarica, condividi e riutilizza i dati</h3>
</p>
<section class="download">
<div class="dw-content">
<div class="intro">
<p>Scarica i dati, regione per regione</p>
</div>
<div class="files">
<p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/aule_informatica_2022_23/Abruzzo.xls" target="_blank" rel="noopener">Abruzzo</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/aule_informatica_2022_23/Basilicata.xls" target="_blank" rel="noopener">Basilicata</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/aule_informatica_2022_23/Calabria.xls" target="_blank" rel="noopener">Calabria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/aule_informatica_2022_23/Campania.xls" target="_blank" rel="noopener">Campania</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/aule_informatica_2022_23/Emilia-Romagna.xls" target="_blank" rel="noopener">Emilia-Romagna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/aule_informatica_2022_23/Friuli-Venezia+Giulia.xls" target="_blank" rel="noopener">Friuli-Venezia Giulia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/aule_informatica_2022_23/Lazio.xls" target="_blank" rel="noopener">Lazio</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/aule_informatica_2022_23/Liguria.xls" target="_blank" rel="noopener">Liguria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/aule_informatica_2022_23/Lombardia.xls" target="_blank" rel="noopener">Lombardia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/aule_informatica_2022_23/Marche.xls" target="_blank" rel="noopener">Marche</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/aule_informatica_2022_23/Molise.xls" target="_blank" rel="noopener">Molise</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/aule_informatica_2022_23/Piemonte.xls" target="_blank" rel="noopener">Piemonte</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/aule_informatica_2022_23/Puglia.xls" target="_blank" rel="noopener">Puglia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/aule_informatica_2022_23/Sardegna.xls" target="_blank" rel="noopener">Sardegna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/aule_informatica_2022_23/Sicilia.xls" target="_blank" rel="noopener">Sicilia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/aule_informatica_2022_23/Toscana.xls" target="_blank" rel="noopener">Toscana</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/aule_informatica_2022_23/Trentino-Alto+Adige.xls" target="_blank" rel="noopener">Trentino-Alto Adige</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/aule_informatica_2022_23/Umbria.xls" target="_blank" rel="noopener">Umbria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/aule_informatica_2022_23/Valle+d'Aosta.xls" target="_blank" rel="noopener">Valle d’Aosta</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/aule_informatica_2022_23/Veneto.xls" target="_blank" rel="noopener">Veneto</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/aule_informatica_2022_23/Totale_nazionale.xls" target="_blank" rel="noopener">Totale nazionale</a>.</p>
</div></div>
</section>
</p>
<p>I contenuti dell’Osservatorio povertà educativa&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/poverta-educativa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">#conibambini</a>&nbsp;sono realizzati da openpolis con l’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell’articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l’obiettivo di creare un’unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di&nbsp;<em>data journalism</em>&nbsp;o anche per semplice consultazione. I dati relativi alla presenza di dotazioni informatiche rispetto al comune sono stati elaborati incrociando informazioni di fonte Mim, Istat e Ag. Coesione.</p>
</p>
<p>Foto: <a href="https://www.flickr.com/photos/42925588@N00/6574651159" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Wayan Vota (Flickr)</a> &#8211; <a href="https://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.0/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Licenza</a></p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/luso-consapevole-di-internet-e-le-competenze-digitali-nelle-scuole/">L&#8217;uso consapevole di internet e le competenze digitali nelle scuole</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Un punto di vista originale sul paese negli anni della pandemia</title>
		<link>https://www.openpolis.it/esercizi/un-punto-di-vista-originale-sul-paese-negli-anni-della-pandemia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Jun 2023 08:25:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?post_type=opmag_minidossier&#038;p=237116</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il rapporto finale dell'attività di data journalism e monitoraggio civico del progetto Ripartire, svolta in 5 scuole superiori di tutta Italia tra 2020 e 2023.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/esercizi/un-punto-di-vista-originale-sul-paese-negli-anni-della-pandemia/">Un punto di vista originale sul paese negli anni della pandemia</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[</p>
<h3 class="wp-block-heading">L&#8217;esperienza di Ripartire: non solo dati</h3>
</p>
<p><div id="5-i-territori-coinvolti-nel-progetto-ripartire-in-un-percorso-di-3-anni" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p>Ripartire (<strong>rigenerare la partecipazione per innovare la rete</strong>) è un progetto selezionato dall&#8217;impresa sociale <strong>Con i Bambini</strong> nell&#8217;ambito del fondo nazionale per il contrasto alla <strong>povertà educativa</strong>.</p>
</p>
<p>Iniziato nel <strong>2020</strong>, ha coinvolto gli studenti di <strong>5 scuole</strong> superiori in territori diversi d’Italia. Da città come <strong>L&#8217;Aquila</strong>, <strong>Ancona</strong> e <strong>Pordenone</strong> a piccoli comuni come <strong>Trebisacce</strong> (in provincia di Cosenza) e quartieri periferici come <strong>Borghesiana</strong> (zona urbanistica del comune di Roma).</p>
</p>
<section class="download">
<div class="dw-content">
<div class="intro">
<p>Il report in formato pdf</p>
</div>
<div class="files">
<p><a href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/06/report_23_ripartire.pdf" target="_blank" rel="noopener">Scarica</a></p>
</div></div>
</section>
</p>
<p>Il progetto consiste in <strong>tre anni di formazione</strong> in cui ragazze e ragazzi, partecipando a varie attività, hanno modo di sviluppare competenze civiche e sociali e sperimentare metodologie di cittadinanza attiva, nella scuola e nella comunità. Una partnership che ha coinvolto, oltre a Openpolis, partner nazionali tra cui ActionAid e partner locali radicati in ciascuno dei territori.</p>
</p>
<p>In questo quadro, Openpolis ha portato avanti con gli studenti l&#8217;<strong>attività di data journalism e monitoraggio civico</strong>. Un percorso che ha previsto diverse fasi.</p>
</p>
<p><div id="20-classi-hanno-preso-parte-allattivita-di-data-journalism-e-monitoraggio-civico-con-openpolis" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">20 </span>classi coinvolte nel percorso di data journalism e monitoraggio civico con Openpolis.</p>
</section>
</p>
<p>In primo luogo quella di <strong>capire insieme a studenti e insegnanti </strong>quali siano i problemi concreti nell&#8217;offerta di servizi e opportunità nella loro zona. Dai <strong>trasporti</strong> alla <strong>sanità</strong>, dalla condizione dei <strong>parchi</strong> alla presenza di <strong>luoghi di aggregazione</strong>, dalla raccolta dei <strong>rifiuti</strong> alla manutenzione delle <strong>strade</strong>.</p>
</p>
<p><div class="content_block" id="custom_post_widget-135826"><p></p>
</div></p>
</p>
<p>Successivamente, quella di scegliere con i ragazzi <strong>quali servizi approfondire</strong>, selezionandoli in un processo partecipativo che li vedesse direttamente protagonisti. Infine, <strong>analizzare e indagare ciascun aspetto attraverso i dati</strong>: raccolti, analizzati, interpretati e rappresentati dagli stessi studenti in articoli di data journalism, con mappe, grafici ed esperienze dirette.</p>
</p>
<p>Questo percorso ha permesso agli studenti di impratichirsi nell&#8217;uso di <strong>strumenti digitali</strong> e di <strong>analisi dei dati</strong>, per mappare e approfondire la situazione del loro territorio rispetto all’<strong>offerta di servizi</strong>. Non solo, unendo alle competenze tecniche la loro specifica prospettiva di <strong>riflessione</strong>, i ragazzi hanno potuto far emergere nei loro articoli le criticità e le mancanze individuate, con opinioni e informazioni uniche e originali. Portandole all’attenzione della comunità educante e dei decisori a livello locale. L&#8217;impegno dei ragazzi è stato cruciale per il raggiungimento di questi obiettivi, così come quello di partner locali e insegnanti, con cui ci siamo confrontati passo dopo passo nel corso di tutta l&#8217;attività.</p>
</p>
<p><div id="23-i-diversi-servizi-opportunita-e-fenomeni-indagati-dagli-alunni-in-modo-trasversale" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">23 </span>i diversi servizi, opportunità e fenomeni indagati dagli alunni in modo trasversale.</p>
</section>
</p>
<p>Quando i temi scelti dagli studenti erano poco più che titoli di una ricerca, non pensavamo che questo percorso ci avrebbe trasmesso così tanto. Non solo per l&#8217;esperienza umana di confrontarsi con ragazze e ragazzi in scuole dislocate lungo l&#8217;intera penisola. Ma anche per il momento storico in cui questo progetto si è svolto: nel pieno dell&#8217;emergenza <strong>Covid</strong>. </p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Lo sguardo degli adolescenti sull&#8217;Italia a cavallo della pandemia</h3>
</p>
<p>Sembra passato un secolo da quando, nel 2019, cominciammo a pianificare insieme agli altri partner il progetto Ripartire. Nel frattempo è trascorso il periodo che, nella storia mondiale recente, ha senza dubbio inciso di più sulla vita delle persone. E in particolare di <strong>bambini e ragazzi</strong>, <strong>compromettendone non solo la quotidianità ma anche le stesse esperienze di crescita</strong>.</p>
</p>
<p>Dalla possibilità di andare a scuola e frequentare le lezioni in presenza a quella di vedere gli amici nel tempo libero, fino alla fruizione di momenti culturali, sportivi, sociali. <strong>Nessun ambito del loro sviluppo personale è stato risparmiato</strong>.</p>
</p>
<p><div id="un-progetto-che-parla-dellitalia-negli-anni-del-covid-con-lo-sguardo-degli-adolescenti" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p>Le restrizioni e le chiusure imposte per contenere i contagi hanno costituito una <strong>sfida enorme per tutte le attività</strong> di Ripartire. Progettate prima dello scoppio della pandemia, hanno infatti preso il via proprio con l&#8217;anno scolastico 2020/2021. Da un punto di vista operativo, questo ci ha portato ad adattare gli incontri alle modalità previste dalla didattica a distanza. A livello di contenuti, è diventato necessario impostare il percorso di monitoraggio civico includendo tutti quei <strong>cambiamenti drastici in tema di servizi</strong>, causati da chiusure, obblighi di distanziamento e altre misure preventive. Parlando di musei, cinema e teatri, molte volte è emerso il tema delle perdite economiche dovute al periodo pandemico. Così come discutendo di parchi e verde urbano, ragazze e ragazzi hanno sottolineato la funzione sociale di queste aree, in un momento in cui stare vicini in spazi chiusi non era possibile.</p>
</p>
<p>Oltretutto non si può non sottolineare l&#8217;<strong>opportunità di entrare in contatto con adolescenti di diverse parti d&#8217;Italia</strong>, in un momento storico così drammatico. Ragazze e ragazzi <strong>accomunati dall&#8217;età</strong> e spesso uniti dagli stessi interessi e passioni. Nonché dalle preoccupazioni per il futuro, a partire dai timori per il Coronavirus e dall&#8217;incertezza sulla fine dell&#8217;emergenza. Eppure così <strong>differenti per provenienza geografica</strong>, contesto sociale di riferimento, esperienze vissute quotidianamente.</p>
</p>
<p>Perciò non appare secondario l&#8217;<strong>interesse per gli oggetti di ricerca di volta in volta individuati dagli studenti</strong>, prima ancora di soffermarci &#8211; nei prossimi capitoli &#8211; sull&#8217;esito delle loro analisi.</p>
</p>
<p><div id="alcune-questioni-sono-emerse-in-tutti-i-territori-ma-trattate-in-modo-diverso" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-questione-dei-trasporti-e-emersa-in-tutti-e-5-i-territori/">La questione dei trasporti è emersa in tutti e 5 i territori</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-questione-dei-trasporti-e-emersa-in-tutti-e-5-i-territori/">I temi selezionati e analizzati da studentesse e studenti del progetto Ripartire</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
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<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis                                                                <br />(ultimo aggiornamento: mercoledì 15 Marzo 2023)
                                        </p>
</p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-239943"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-239943" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p><strong>Sono molti i temi risultati ricorrenti nelle aree di progetto</strong>, in alcuni casi in modo addirittura unanime: è il caso dell&#8217;attenzione al trasporto pubblico. Tuttavia, in ciascuna località, gli stessi aspetti sono stati <strong>declinati in modo completamente diverso</strong>, come approfondiremo nei prossimi capitoli.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Un lavoro collettivo di discussione e analisi</h3>
</p>
<p>Nel corso di questo report, metteremo in luce &#8211; con le chiavi di lettura scelte dai ragazzi e valorizzando il contributo delle loro analisi &#8211; le questioni considerate più salienti nelle 5 aree di progetto. Dalla <strong>mobilità sostenibile</strong> alla <strong>disponibilità di aree verdi e di luoghi per fare sport</strong>, dall&#8217;<strong>offerta culturale</strong> alla <strong>prossimità dei servizi</strong>.</p>
</p>
<p>Per ciascuno di questi temi, mostreremo quanto emerso dai lavori delle classi in relazione ai singoli territori. Si tratta di un <strong>punto di vista inedito</strong>, di cui preme sottolineare l&#8217;assoluta originalità dato che il <strong>lavoro di raccolta e di analisi dei dati </strong>&#8211; pur supportato da analisti, educatori e insegnanti &#8211; <strong>è stato condotto e guidato direttamente dai ragazzi, in base ai loro interessi di ricerca</strong>.</p>
</p>
<p>Come ultimo aspetto, non è irrilevante sottolineare come questa sia stata l&#8217;<strong>occasione per entrare in contatto con i punti di forza e di debolezza che caratterizzano la scuola italiana nella sua quotidianità</strong>. Dalle classi più reattive, dove tutti gli studenti riescono a lavorare in gruppo in modo affiatato. A quelle più difficili, dove convivono nuclei di studenti &#8220;avvantaggiati&#8221; con altri compagni che fanno più fatica e devono essere seguiti individualmente.</p>
</p>
<p>Il fulcro di questo report è il lavoro di tutte le classi coinvolte nella nostra attività di data journalism e monitoraggio civico, di cui<strong> saranno passati in rassegna i lavori più rappresentativi, non necessariamente i migliori</strong>. Questo percorso ha infatti avuto nel contributo di tutte e tutti il requisito essenziale. Anche per questa ragione, è stata un&#8217;esperienza per noi così straordinaria a livello umano.</p>
</p>
<p>Foto: Progetto Ripartire</p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/esercizi/un-punto-di-vista-originale-sul-paese-negli-anni-della-pandemia/">Un punto di vista originale sul paese negli anni della pandemia</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il supporto dei servizi per l&#8217;infanzia all&#8217;occupazione femminile</title>
		<link>https://www.openpolis.it/il-supporto-dei-servizi-per-linfanzia-alloccupazione-femminile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Mar 2023 07:58:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=224874</guid>

					<description><![CDATA[<p>L'Italia è uno dei paesi dove meno donne con figli lavorano. L'occupazione femminile è più bassa nei territori con carenze di servizi per l'infanzia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/il-supporto-dei-servizi-per-linfanzia-alloccupazione-femminile/">Il supporto dei servizi per l&#8217;infanzia all&#8217;occupazione femminile</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[</p>
<p>L&#8217;Italia è uno degli stati Ue più in ritardo nella partecipazione delle donne al mercato del lavoro. Soprattutto <strong>dopo la nascita di un figlio, il tasso di occupazione femminile &#8211; già basso &#8211; cala</strong>. Così nella maggior parte dei paesi dell&#8217;Unione le donne con 3 figli lavorano più di quelle italiane con un unico bambino. </p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">55,5% </span>donne italiane tra 20 e 49 anni con un figlio occupate nel 2021. In Slovenia, Portogallo, Danimarca e Svezia la quota con 3 figli è attorno all&#8217;80%.</p>
</section>
</p>
<p>All&#8217;origine di questo tipo di divari vi sono <strong>diversi fattori</strong>: da quelli sociali e culturali alle politiche familiari e di genere adottate in ciascuno stato. Un aspetto di primo piano nella promozione dell&#8217;occupazione femminile è costituito dall&#8217;<strong>accessibilità dei servizi per l&#8217;infanzia</strong> e lo sviluppo della rete educativa tra 0 e 6 anni.</p>
</p>
<p>Oltre a rappresentare il <strong>primo tassello delle politiche di contrasto alla povertà educativa</strong>, l&#8217;estensione di asili nido e scuole per l&#8217;infanzia è un supporto anche alla partecipazione femminile al mercato del lavoro. Le <strong>attività di cura</strong> nel nucleo familiare, <strong>per stereotipi di genere, ricadono spesso sulle donne</strong>. Limitandone così le potenzialità e le possibilità di inclusione nella società attiva. </p>
</p>
<p><div id="279-donne-inattive-in-ue-per-cui-il-motivo-principale-e-la-necessita-di-accudire-bambini-o-adulti-bisognosi-8-tra-gli-uomini" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">27,9% </span>donne inattive in Ue per cui il motivo principale è la necessità di accudire bambini o adulti bisognosi di assistenza (8% tra gli uomini).</p>
</section>
</p>
<p>Anche per questo motivo l&#8217;approvazione, <a href="https://data.consilium.europa.eu/doc/document/ST-14785-2022-INIT/en/pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">alla fine dello scorso novembre</a>, dei <strong>nuovi obiettivi sull&#8217;estensione dei servizi educativi per l&#8217;infanzia</strong> riguarda il nostro paese così direttamente.</p>
</p>
<section class="glossary">
<div>
                <mark><br />
																		Dal 2002 l&#8217;Ue promuove la diffusione di nidi, servizi e scuole per l’infanzia, da offrire ad almeno il 33% dei bimbi sotto i 3 anni e al 90% di quelli tra 3 e 5 anni. Dall&#8217;anno scorso sono stati innalzati rispettivamente al 45 e al 96% in vista del 2030.</br><br />
											                </mark><br />
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/che-cosa-prevedono-gli-obiettivi-di-barcellona-sugli-asili-nido/"><br />
                &#8220;Che cosa prevedono gli obiettivi di Barcellona sugli asili nido&#8221;</a></span></p></div>
</section>
</p>
<p>Approfondiamo meglio la posizione dell&#8217;Italia rispetto agli altri paesi Ue nell&#8217;<strong>occupazione femminile</strong>, oggi segnata da profondi divari interni. <strong>Gap che molto spesso coincidono con quelli nell&#8217;offerta di servizi</strong>.</p>
</p>
<p><div class="content_block" id="custom_post_widget-135826"><p></p>
</div></p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Come varia l&#8217;occupazione tra le donne che hanno figli </h3>
</p>
<p>In Europa, in media, circa il 71% delle donne tra 20 e 49 anni sono occupate. Una quota inferiore rispetto agli uomini della stessa età (80,5%), ma che <strong>non varia in modo così sensibile tra chi ha figli e chi no</strong>.</p>
</p>
<p>Lavora infatti il 71,9% delle donne senza figli, il 70,9% di quelle con un figlio, il 72,6% in presenza di due figli. Il calo drastico si ha in presenza di 3 o più figli, dove il tasso di occupazione scende al 57,5%. </p>
</p>
<p><div id="555-donne-italiane-con-un-figlio-e-occupate-in-22-paesi-ue-su-27-il-tasso-di-occupazione-di-quelle-con-3-figli-e-piu-alto" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p>L&#8217;Italia si attesta su <strong>livelli più bassi di 15-18 punti rispetto alla media Ue</strong>. Lavora il 56,3% delle donne senza figli, quota che scende al 55% circa con uno o due figli e crolla al 40,2% con 3 figli.</p>
</p>
<p>Nel confronto europeo emerge come<strong> le donne italiane con un figlio risultino occupate molto meno spesso di quelle con 3 figli in altri paesi</strong>. Ad esempio la Slovenia (dove lavora l&#8217;82,8% delle madri con 3 figli tra 20 e 49 anni), il Portogallo (80,4%), la Danimarca (79,1%), la Svezia (79%). Sono <strong>22 su 27</strong> i paesi in cui le donne con 3 figli hanno tassi di occupazione superiori a quelle italiane con un solo bambino.</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/italia-agli-ultimi-posti-in-ue-per-occupazione-femminile-soprattutto-per-le-donne-con-figli/">Italia agli ultimi posti in Ue per occupazione femminile, soprattutto per le donne con figli</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/italia-agli-ultimi-posti-in-ue-per-occupazione-femminile-soprattutto-per-le-donne-con-figli/">Tasso occupazione femminile tra 20 e 49 anni, per numero di figli nei paesi Ue (2021)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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                         aria-labelledby="chart_229029_tab1"><br />
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<p></amp-iframe>                        </p>
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Eurostat                                                                <br />(pubblicati: martedì 27 Settembre 2022)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/03/italia-agli-ultimi-posti-in-ue-per-occupazione-femminile-soprattutto-per-le-donne-con-figli.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-229029"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-229029" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">I divari interni sull&#8217;occupazione femminile</h3>
</p>
<p>Il ritardo del nostro paese nel confronto europeo è l&#8217;esito di profondi divari interni. Nel 2021 i giovani tra <strong>25 e 34 anni</strong> lavorano nel 62,6% dei casi, quota che scende al <strong>54% tra le donne</strong>. Mentre nell&#8217;Italia settentrionale questa percentuale si avvicina al 68%, nel mezzogiorno crolla al 34,9%.</p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">2 volte </span>il tasso di occupazione femminile nel nord rispetto al mezzogiorno.</p>
</section>
</p>
<p>Nella fascia tra <strong>35 e 44 anni</strong> il tasso occupazione femminile è del 62,4%: oltre 10 punti in meno della media (72,9%). Anche in questo caso con ampie distanze tra nord (74,5% di donne occupate) e mezzogiorno (42,1%).</p>
</p>
<p>La strategia per ridurre i divari interni, riavvicinando l&#8217;Italia agli standard europei, passa anche dall&#8217;<strong>estensione dei servizi per la prima infanzia</strong>. Un aspetto sottolineato anche dalla recente raccomandazione europea sul tema.</p>
</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>La disponibilità di servizi di assistenza a costi sostenibili e di alta qualità incide in modo altamente positivo sulla situazione occupazionale dei prestatori di assistenza, in particolare delle donne.</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://data.consilium.europa.eu/doc/document/ST-14785-2022-INIT/it/pdf" target="_blank">&#8211; Raccomandazione Consiglio dell&#8217;Ue 14785/22, 29 novembre 2022</a>
									            </div>
</section>
<p><div id="mancano-servizi-per-linfanzia-nelle-aree-a-bassa-occupazione-femminile" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p>Sono generalmente i territori con meno servizi per l&#8217;infanzia ad avere una minore occupazione femminile, e viceversa. La relazione va letta nei due sensi, in un <strong>circolo vizioso che si autoalimenta</strong>. </p>
</p>
<p>Nei territori in cui poche donne lavorano, la percezione della necessità di servizi è spesso inferiore; allo stesso tempo, in mancanza di nidi, la possibilità per le donne con figli di lavorare viene di fatto fortemente limitata. Creando un <strong>disincentivo evidente all&#8217;occupazione femminile</strong>.</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/dove-ci-sono-meno-servizi-per-linfanzia-le-donne-sono-meno-occupate/">Dove ci sono meno servizi per l&#8217;infanzia le donne sono meno occupate</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/dove-ci-sono-meno-servizi-per-linfanzia-le-donne-sono-meno-occupate/">Confronto tra tasso di occupazione femminile e posti offerti nei servizi prima infanzia, per provincia</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
<div id="chart_229863_tab1" role="tab" aria-controls="chart_229863_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                         aria-labelledby="chart_229863_tab1"><br />
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Istat                                                                <br />(pubblicati: giovedì 14 Luglio 2022)
                                        </p>
</p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-229863"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-229863" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>Nel 2021, l&#8217;<a href="https://www.salute.gov.it/portale/news/p3_2_1_1_1.jsp?lingua=italiano&amp;menu=notizie&amp;p=dalministero&amp;id=6025#:~:text=L'et%C3%A0%20media%20al%20primo,2%25%20ha%20conseguito%20la%20laurea." target="_blank" rel="noreferrer noopener">età media delle partorienti è stata superiore ai 30 anni</a>, tanto per le cittadine straniere quanto per le donne italiane (33,1 anni). Nella fascia tra 35 e 44 anni, così come in quella delle 25-34enni,<strong> i territori con maggiore occupazione femminile sono anche quelli con i servizi per l&#8217;infanzia più sviluppati</strong>.</p>
</p>
<p>Sono <strong>20 le province in cui oltre il 75% delle donne 35-44 anni lavorano</strong>: tutte &#8211; tranne una &#8211; superano l&#8217;offerta media nazionale di nidi (27,2%), attestandosi spesso nelle prime posizioni in Italia per ampiezza del servizio. Tra queste, Ravenna, Bologna, Perugia, Trieste, Firenze, Reggio nell&#8217;Emilia e Aosta. In tutti territori appena citati, <strong>un&#8217;occupazione femminile vicina o superiore all&#8217;80% si associa a un&#8217;offerta superiore ai 40 posti ogni 100 bambini</strong>. Addirittura quasi 50 a Ravenna (48,6%) e Bologna (46,5%).</p>
</p>
<p>L&#8217;unica eccezione è rappresentata da <strong>Belluno</strong>: tasso di occupazione femminile all&#8217;82,7% e 25,4 posti ogni 100 bambini. Meno della media nazionale, sebbene non troppo distante.</p>
</p>
<p>Al contrario, dove i servizi scarseggiano anche l&#8217;occupazione femminile è molto più bassa.</p>
</p>
<p><div id="12-province-con-meno-del-40-di-donne-occupate-tra-35-e-44-anni-nessuna-raggiunge-i-20-posti-nido-ogni-100-bambini-presenti" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">L&#8217;offerta educativa nei territori con minore occupazione femminile</h3>
</p>
<p>Sono <strong>12 le province</strong> dove meno del 40% delle donne tra 35 e 44 anni sono occupate. <strong>Nessuna raggiunge i 20 posti nido ogni 100 bambini presenti</strong>.</p>
</p>
<p>Parliamo dei territori di Palermo, Vibo Valentia, Barletta-Andria-Trani, Siracusa, Catania, Cosenza, Agrigento, Enna, Caserta, Messina, Caltanissetta e Napoli. L&#8217;<strong>offerta più ampia tra questi si riscontra nella città metropolitana di Messina</strong> (18,9 posti ogni 100 bambini). Tuttavia il capoluogo si attesta su un dato inferiore (8,1% nel 2020) e la quota di comuni dell&#8217;ex provincia che offrono il servizio è pari al 34,3% del totale. Più di quanto rilevato nel 2013 (27,8% di comuni attrezzati), ma meno dell&#8217;attuale media nazionale (59,3%) e del mezzogiorno (46%).</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/lofferta-di-nidi-nelle-12-province-dove-meno-del-40-delle-donne-sono-occupate/">L&#8217;offerta di nidi nelle 12 province dove meno del 40% delle donne sono occupate</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/lofferta-di-nidi-nelle-12-province-dove-meno-del-40-delle-donne-sono-occupate/">Posti in asili nido e servizi prima infanzia per 100 residenti 0-2 anni nei comuni italiani (2020)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/lofferta-di-nidi-nelle-12-province-dove-meno-del-40-delle-donne-sono-occupate/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/03/lofferta-di-nidi-nelle-12-province-dove-meno-del-40-delle-donne-sono-occupate.png" placeholder ></amp-img></p>
<div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div>
<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/lofferta-di-nidi-nelle-12-province-dove-meno-del-40-delle-donne-sono-occupate/">L&#8217;offerta di nidi nelle 12 province dove meno del 40% delle donne sono occupate &#8211; Posti in asili nido e servizi prima infanzia per 100 residenti 0-2 anni nei comuni italiani (2020)</a></div>
</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis – Con i Bambini su dati Istat                                                                <br />(pubblicati: giovedì 14 Luglio 2022)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/03/lofferta-di-nidi-nelle-12-province-dove-meno-del-40-delle-donne-sono-occupate.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-229896"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-229896" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>Gli altri territori a bassa occupazione femminile presentano un&#8217;<strong>offerta di gran lunga inferiore rispetto a quella messinese</strong>. In particolare le province di Cosenza<br />Caserta e Caltanissetta, tutte con 8,9 posti ogni 100 residenti sotto i 3 anni. <strong>Molto lontani dalla vecchia soglia del 33% fissata in sede Ue, per non parlare della nuova del 45%</strong>.</p>
</p>
<p>Gli stessi capoluoghi delle 3 province citate si attestano tra l&#8217;11,1%&nbsp;di Cosenza e il 15,5% di Caltanissetta. In termini di<strong> diffusione sul territorio</strong>, offrono servizi per la prima infanzia 45,2% dei comuni casertani, il 30% di quelli cosentini e il 18,2% di quelli nisseni. Cifre che fanno il paio con quelle sulle poche donne che lavorano in queste aree.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Una relazione da non dare per scontata</h3>
</p>
<p>Certamente la relazione va letta in entrambe le direzioni, ovvero i territori con minore occupazione potenzialmente esprimono una minore domanda di servizi. Ma ridurre tutto a quest&#8217;unica dimensione sarebbe parziale, e i dati sembrano suggerire che tale interpretazione vada data sempre meno per scontata. </p>
</p>
<p><a href="https://www.openpolis.it/asili-nido-un-problema-di-offerta-non-di-domanda/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Come abbiamo avuto modo di approfondire in passato</a>, nelle <strong>regioni del mezzogiorno, dove gli asili nido sono molto meno diffusi, è molto più alta anche la quota di anticipatari alla scuola dell&#8217;infanzia</strong>. Ciò significa che una domanda latente del servizio esiste. </p>
</p>
<p>Perché se è proprio nei territori con pochi asili nido che gli anticipi sono più frequenti vuol dire che è<strong> la scuola dell&#8217;infanzia a farsi carico di una domanda che già oggi esiste, </strong>pur non essendo intercettata dall&#8217;offerta di nidi, ancora inadeguata in molte aree del paese.</p>
</p>
<p>Serve un&#8217;offerta che la sostenga, in modo da ridurre i divari, tanto di genere quanto educativi.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Scarica, condividi e riutilizza i dati</h3>
</p>
<p>        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Scarica i dati comunali, regione per regione.</p>
<p></p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/asili+nido+2020/Abruzzo.xls" target="_blank" rel="noopener">Abruzzo</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/asili+nido+2020/Basilicata.xls" target="_blank" rel="noopener">Basilicata</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/asili+nido+2020/Calabria.xls" target="_blank" rel="noopener">Calabria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/asili+nido+2020/Campania.xls" target="_blank" rel="noopener">Campania</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/asili+nido+2020/Emilia-Romagna.xls" target="_blank" rel="noopener">Emilia Romagna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/asili+nido+2020/Friuli-Venezia+Giulia.xls" target="_blank" rel="noopener">Friuli Venezia Giulia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/asili+nido+2020/Lazio.xls" target="_blank" rel="noopener">Lazio</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/asili+nido+2020/Liguria.xls" target="_blank" rel="noopener">Liguria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/asili+nido+2020/Lombardia.xls" target="_blank" rel="noopener">Lombardia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/asili+nido+2020/Marche.xls" target="_blank" rel="noopener">Marche</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/asili+nido+2020/Molise.xls" target="_blank" rel="noopener">Molise</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/asili+nido+2020/Piemonte.xls" target="_blank" rel="noopener">Piemonte</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/asili+nido+2020/Puglia.xls" target="_blank" rel="noopener">Puglia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/asili+nido+2020/Sardegna.xls" target="_blank" rel="noopener">Sardegna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/asili+nido+2020/Sicilia.xls" target="_blank" rel="noopener">Sicilia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/asili+nido+2020/Toscana.xls" target="_blank" rel="noopener">Toscana</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/asili+nido+2020/Trentino+Alto+Adige.xls" target="_blank" rel="noopener">Trentino Alto Adige</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/asili+nido+2020/Umbria.xls" target="_blank" rel="noopener">Umbria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/asili+nido+2020/Valle+d'Aosta.xls" target="_blank" rel="noopener">Valle d'Aosta</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/asili+nido+2020/Veneto.xls" target="_blank" rel="noopener">Veneto</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/asili+nido+2020/asili_nido_2020.xls" target="_blank" rel="noopener">Totale nazionale</a>.</p></div>
				            </div>
        </section>
		
</p>
</p>
<p>I contenuti dell&#8217;Osservatorio povertà educativa <a href="https://www.openpolis.it/poverta-educativa/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">#conibambini</a> sono realizzati da openpolis con l&#8217;impresa sociale Con i Bambini nell&#8217;ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell&#8217;articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l&#8217;obiettivo di creare un&#8217;unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di&nbsp;<em>data journalism</em>&nbsp;o anche per semplice consultazione. I dati relativi ad asili nido e servizi prima infanzia sono di fonte Istat.</p>
</p>
<p>Foto: <a href="https://unsplash.com/it/foto/YI_9SivVt_s" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Israel Andrade (unsplash)</a> &#8211; <a href="https://unsplash.com/it/licenza" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Licenza</a></p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/il-supporto-dei-servizi-per-linfanzia-alloccupazione-femminile/">Il supporto dei servizi per l&#8217;infanzia all&#8217;occupazione femminile</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le aree interne, tra spopolamento e carenza di servizi</title>
		<link>https://www.openpolis.it/le-aree-interne-tra-spopolamento-e-carenza-di-servizi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Feb 2023 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=224870</guid>

					<description><![CDATA[<p>Le province dove più minori vivono nelle aree interne sono quelle destinate a spopolarsi maggiormente nei prossimi anni. Spesso si tratta anche dei territori dove l'offerta di nidi e servizi oggi risulta più carente.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/le-aree-interne-tra-spopolamento-e-carenza-di-servizi/">Le aree interne, tra spopolamento e carenza di servizi</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[</p>
<p>Le aree interne hanno sofferto di un <strong>progressivo spopolamento</strong> negli ultimi decenni. Parliamo dei territori più distanti dalle città, dove le opportunità di lavoro sono meno frequenti e anche i servizi in molti casi scarseggiano.</p>
</p>
<p>Spesso si trovano in <strong>contesti montani o isolani </strong>che rendono più difficile organizzare una rete di infrastrutture, collegamenti e servizi. Compresi quelli sociali, educativi, culturali, scolastici. </p>
</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/parole/che-cosa-sono-le-aree-interne/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Cosa sono le aree interne?<br />
<br /><strong>Vai al glossario</strong></a>.</p>
</section>
<p><div id="19-i-residenti-in-comuni-periferici-e-ultraperiferici-negli-ultimi-decenni" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p>La conseguenza è che ampie aree del paese risultano <strong>meno vivibili per le famiglie, specialmente se hanno figli a carico</strong>. Da ciò deriva il progressivo spopolamento che ha caratterizzato i comuni periferici, fin dal dopoguerra.</p>
</p>
<p>Dal 1951 a oggi, la <strong>popolazione nei comuni polo</strong> &#8211; baricentrici in termini di servizi &#8211; <strong>è aumentata del 30,6%</strong>: da 15,8 a 20,6 milioni di abitanti. Nei comuni cintura, hinterland delle città maggiori, l&#8217;aumento è stato del 48,9% (da 16 a quasi 24 milioni).<strong> In quelli periferici e ultraperiferici si è registrato un crollo negli ultimi 70 anni</strong>, rispettivamente del 17,7 e del 26,4%. Ovvero da 6,7 milioni di abitanti censiti agli inizi degli anni &#8217;50 a 5,4 settant&#8217;anni dopo.</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/negli-ultimi-decenni-si-sono-spopolate-le-aree-interne-hinterland-in-crescita/">Negli ultimi decenni si sono spopolate le aree interne, hinterland in crescita</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/negli-ultimi-decenni-si-sono-spopolate-le-aree-interne-hinterland-in-crescita/">Variazione percentuale della popolazione residente tra 1951 e 2019</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                         aria-labelledby="chart_228594_tab1"><br />
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<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/negli-ultimi-decenni-si-sono-spopolate-le-aree-interne-hinterland-in-crescita/">Negli ultimi decenni si sono spopolate le aree interne, hinterland in crescita &#8211; Variazione percentuale della popolazione residente tra 1951 e 2019</a></div>
</p></div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_228594_tab3"></p>
<p>I comuni in blu sono quelli dove la popolazione è diminuita: più è intenso il colore, maggiore la diminuzione. I comuni in rosso sono quelli dove la popolazione è aumentata: più è intenso il colore, maggiore la crescita dei residenti.</p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis – Con i Bambini su dati Istat                                                                <br />(consultati: lunedì 16 Gennaio 2023)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/02/negli-ultimi-decenni-si-sono-spopolate-le-aree-interne-hinterland-in-crescita.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-228594"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-228594" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">-19% </span>i residenti in comuni periferici e ultraperiferici dal 1951 a oggi.</p>
</section>
</p>
<p>Tale tendenza <strong>è proseguita anche negli ultimi anni</strong>. <strong>Dal 2011</strong> a oggi la popolazione in Italia è rimasta stabile sui 59 milioni e mezzo di residenti (+0,35%). I poli sono aumentati del 2,5%, gli hinterland sono rimasti stabili (+0,3%), mentre <strong>i comuni interni hanno visto un calo in proporzione alla loro distanza dai servizi</strong>. </p>
</p>
<p>In quelli <strong>intermedi</strong>, dove si impiegano tra 27 e 40 minuti per raggiungere il polo più vicino, il <strong>calo è stato dell&#8217;1,9% rispetto agli abitanti censiti nel 2011</strong>. Quelli <strong>periferici</strong>, dove servono tra 40 e 67 minuti, hanno visto la popolazione <strong>ridursi del 3,8%</strong>. <strong>Nei comuni ultraperiferici i residenti sono il 4,5% in meno del 2011</strong>. Si tratta dei territori più remoti, situati ad almeno 67 minuti di distanza dai poli.</p>
</p>
<p>Un trend di progressivo spopolamento che, osservando i dati sulle previsioni di popolazione al 2030, è probabile sia destinato a continuare anche nei prossimi anni.</p>
</p>
<p><div id="le-province-con-piu-minori-residenti-in-aree-interne-sono-quelle-per-cui-e-previsto-lo-spopolamento-maggiore-da-qui-al-2030" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Il calo dei bambini nelle aree interne da oggi al 2030</h3>
</p>
<p>Le province con più minori residenti in aree interne sono anche quelle destinate a <strong>spopolarsi</strong> maggiormente nei prossimi anni.</p>
</p>
<p>È&nbsp;quanto emerge se si incrociano i dati sulle previsioni demografiche di Istat al 2030 (formulati su uno <a href="https://www.istat.it/it/files//2021/11/REPORT-PREVISIONI-DEMOGRAFICHE.pdf#page=25" target="_blank" rel="noreferrer noopener">scenario mediano</a>) con quelli sull&#8217;incidenza di minori in comuni periferici e ultraperiferici. </p>
</p>
<p>In media <strong>in Italia l&#8217;8,6% dei bambini sotto i 2 anni vive in questi comuni interni</strong>, distanti oltre 40 minuti dai poli di servizi. E la percentuale cresce ulteriormente in 46 province su 107. Tutte e 46, tranne una (Trento), vedranno il numero di minori calare da qui al 2030. Per 36 di queste il decremento sarà superiore a quello registrato nel paese.</p>
</p>
<p>A livello nazionale, il <strong>numero di bambini nella fascia demografica più giovane</strong> (quella più bassa disponibile è compresa tra 0 e 4 anni) si prevede che cali del <strong>-8,32% in questo decennio</strong>. Passando da 2,26 milioni nel 2020 a 2,08 milioni nel 2030.</p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">-8,3% </span>i minori fino a 4 anni in Italia tra 2020 e 2030.</p>
</section>
</p>
<p><strong>Nelle province con tanti bambini che vivono in aree interne tale spopolamento procederà a un ritmo molto più sostenuto</strong>. A <strong>Nuoro</strong> (prima per quota di residenti 0-2 anni in comuni periferici e ultraperiferici, 85% del totale nel 2020) i bambini nel 2030 potrebbero essere il 19,1% in meno di oggi. A <strong>Isernia</strong> (seconda, con il 66,4% di minori in aree periferiche) si prevede un calo del 16,7%. <strong>Enna</strong> (terza, 62,75%) potrebbe assistere a una diminuzione di bambini dell&#8217;11%.</p>
</p>
<p><div id="sono-spesso-anche-quelle-con-meno-servizi-per-linfanzia-e-i-minori" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Territori con pochi servizi e rischio spopolamento</h3>
</p>
<p>In tanti casi, cali particolarmente significativi colpiranno i territori che oggi hanno una minore disponibilità di servizi educativi, in particolare quelli rivolti all&#8217;infanzia.</p>
</p>
<p>Una serie di province &#8211; 17, tutte del mezzogiorno &#8211; attualmente si caratterizzano per un&#8217;offerta nelle strutture per la prima infanzia inferiore ai <strong>15 posti ogni 100 bambini</strong> residenti con meno di 3 anni. </p>
</p>
<p>In tutti e 17 questi territori, i bambini fino a 4 anni nel 2030 saranno meno di oggi. Con un <strong>calo che in 15 casi su 17 supera la media nazionale, e in 6 sfonda quota 10%</strong>: Crotone (-10,74%), Palermo (-11,87%), Vibo Valentia (-13,79%), Catanzaro (-14,96%), Reggio Calabria (-16,23%) e Cosenza (-17,07%).</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nei-territori-con-pochi-servizi-per-linfanzia-e-previsto-un-forte-calo-di-minori/">Nei territori con pochi servizi per l&#8217;infanzia è previsto un forte calo di minori</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nei-territori-con-pochi-servizi-per-linfanzia-e-previsto-un-forte-calo-di-minori/">Confronto tra l&#8217;offerta di posti in asili nido e servizi prima infanzia e la variazione di minori residenti prevista per il 2030</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                         aria-labelledby="chart_227913_tab1"><br />
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</p></div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_227913_tab3"></p>
<p>Ogni punto è una provincia. In basso a sinistra quelle con minore offerta di asili nido e servizi per l&#8217;infanzia e maggiore calo di residenti tra 0 e 4 anni previsto per il 2030. In alto a destra, viceversa, quelle con maggiore offerta di servizi e prevista crescita di minori tra 2020 e 2030.</p>
<p>La previsione relativa alla popolazione è stata effettuata nell’ambito delle statistiche sperimentali di Istat, sulla base dello scenario mediano. Le previsioni sono formulate tenendo come base il numero di residenti al 1° gennaio 2020.</p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis – Con i Bambini su dati Istat                                                                <br />(pubblicati: giovedì 14 Luglio 2022)
                                        </p>
</p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-227913"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-227913" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>Ovviamente, il <strong>fenomeno dello spopolamento nei prossimi anni sarà generalizzato in quasi tutto il paese</strong> e quindi colpirà anche territori più attrezzati. Basti pensare alle 3 province che superano la quota di 45 posti ogni 100 bambini, Ravenna, Bologna e Ferrara, dove il calo di residenti 0-4 anni oscillerà tra l&#8217;8 e il 10%. </p>
</p>
<p>Inoltre il <strong>caso della Sardegna </strong>mostra come anche territori con ampie aree interne, pur in presenza di un livello di servizi in linea o superiore media nazionale, saranno fortemente colpiti dallo spopolamento. E del resto, si potrebbe anche dire che l&#8217;offerta dei servizi attuale è commisurata allo spopolamento in corso e previsto per il futuro.</p>
</p>
<p>Tuttavia, parlando di politiche pubbliche chiave per il futuro del paese, lo <strong>scopo dovrebbe essere proprio invertire la tendenza</strong>. Ovviamente nidi e altri servizi rivolti ai minori, come quelli scolastici, sono solo una parte di una <strong>strategia per fermare declino demografico</strong>.</p>
</p>
<p>Ma è anche dalla capacità di offrire servizi per le famiglie e i minori, su tutto il territorio nazionale, che passa <strong>sfida per interrompere il calo della natalità</strong>. Anche e soprattutto nelle aree più distanti dalle città.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Un focus sui 10 territori più soggetti a spopolamento</h3>
</p>
<p>Interessante osservare come le <strong>10 province dove entro il 2030 si dovrebbe registrare il maggior calo</strong> di bambini siano anche tra quelle con <strong>più minori che oggi vivono in aree interne</strong> e in cui spesso i servizi sono meno capillari.</p>
</p>
<p><div id="10-province-dove-i-bambini-diminuiranno-di-oltre-il-15-in-questo-decennio" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">10 </span>le province dove il numero di bambini tra 0 e 4 anni diminuirà di oltre il 15% in questo decennio.</p>
</section>
<div id="strillo-testo-block_3f9b2a35c82a5f836f04d94655f7d577" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Le aree in spopolamento sono spesso quelle più periferiche.</p>
</section></div>
</p>
<p>Si tratta di <strong>Nuoro</strong>, dove oggi oltre l&#8217;85% dei bambini con meno di 2 anni vive in un comune periferico o ultraperiferico, <strong>Isernia</strong> (66,4%), <strong>Potenza</strong> (53,7%), <strong>Campobasso</strong> (45,9%). In queste 4 province, tutte ai primi 10 posti per percentuale di minori in aree periferiche, i residenti più giovani nel 2030 potrebbero tra il 15 e il 20% in meno di oggi, secondo lo scenario di previsione mediano di Istat. Segue <strong>Cosenza</strong>, anch&#8217;essa a forte rischio spopolamento e 15esima provincia in Italia con più bambini nei comuni maggiormente distanti dai centri (24,1%).</p>
</p>
<p>Tutte le altre province a maggior spopolamento sono comunque tra le prime 35 per quota di bambini in aree interne: <strong>Sud Sardegna</strong>, <strong>Sassari</strong>, <strong>Oristano</strong>, <strong>Reggio Calabria</strong>. L&#8217;unica eccezione è la città metropolitana di <strong>Cagliari</strong>, dove un forte spopolamento da qui al 2030 non è associato a presenza di minori in territori periferici.</p>
</p>
<p>Sull&#8217;offerta attuale di servizi, ad esempio quelli rivolti alla prima infanzia, la situazione è <strong>molto variabile tra i territori considerati</strong>.</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/lofferta-di-nidi-nei-10-territori-piu-soggetti-a-spopolamento-dei-minori-nel-2030/">L&#8217;offerta di nidi nei 10 territori più soggetti a spopolamento dei minori nel 2030</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/lofferta-di-nidi-nei-10-territori-piu-soggetti-a-spopolamento-dei-minori-nel-2030/">Posti in asili nido e servizi prima infanzia per 100 residenti 0-2 anni nei comuni italiani (2020)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
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                         aria-labelledby="chart_227948_tab1"><br />
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</p></div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_227948_tab3"></p>
<p>La linea rossa delimita i territori delle 10 province per cui è previsto, in uno scenario mediano, il maggior calo di residenti tra 0 e 4 anni tra 2020 e 2030.</p>
<p>Nell&#8217;elaborazione è considerata l’offerta di asili nido e di servizi integrativi per la prima infanzia, nel settore pubblico e in quello privato.</p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Istat                                                                <br />(ultimo aggiornamento: sabato 14 Gennaio 2023)
                                        </p>
</p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-227948"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-227948" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>In termini di <strong>offerta media</strong> (numero di posti rispetto agli utenti potenziali), sono <strong>3 le province in forte spopolamento dove il servizio nel 2020 non raggiunge i 20 posti ogni 100 minori</strong>. Si tratta di <strong>Cosenza</strong> (8,9 posti ogni 100 bambini residenti), <strong>Reggio Calabria</strong> (14,3) e <strong>Isernia</strong> (19,8). <strong>Potenza</strong> e <strong>Campobasso</strong> si attestano poco sopra questa soglia, con rispettivamente 22,1 e 22,4.</p>
</p>
<p>Da questo punto di vista,<strong> fa eccezione la Sardegna</strong>: pure in forte spopolamento previsto per i prossimi anni, le sue province si attestano su un&#8217;offerta di nidi vicina alla media nazionale e in 2 casi (Cagliari e Sassari) anche di poco superiore alla soglia Ue del 33%.</p>
</p>
<p><div id="in-9-di-queste-meno-della-meta-dei-comuni-era-dotata-di-servizi-prima-infanzia-nel-2020" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Offerta meno capillare nelle aree periferiche soggette a spopolamento</h3>
</p>
<p>Tuttavia <strong>il quadro cambia se invece della copertura media</strong> provinciale si va ad approfondire la<strong> capillarità dell&#8217;offerta di strutture sul territorio</strong>. In <strong>9 province su 10 a maggior spopolamento</strong>, meno della metà dei comuni offre il servizio. </p>
</p>
<p><strong>Cinque di queste</strong> (Nuoro, Oristano, Sud Sardegna, Potenza e Reggio Calabria) sono <strong>tra le ultime 15 province in Italia per capillarità del servizio</strong>. I comuni che lo erogano in questi territori oscillano tra il 20 e il 25% del totale. Molto meno della media nazionale, pari al 59,3% nel 2020. La città metropolitana di <strong>Cagliari è l&#8217;unica a superare questa media</strong> (76,5% dei comuni dotati del servizio). Nel sassarese e nel cosentino i comuni in cui è garantito si attestano tra il 30 e il 40%, rientrando tra le 30 province su 107 con minore capillarità. Anche nelle aree di <strong>Campobasso</strong> e <strong>Isernia</strong> meno della metà dei comuni ne è dotata.</p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">5,7 </span>posti ogni 100 residenti 0-2 anni nelle aree periferiche della provincia di Oristano.</p>
</section>
</p>
<p>La questione della <strong>capillarità del servizio</strong> si collega direttamente a quella delle <strong>aree interne</strong>. Come abbiamo visto, in tutti i territori considerati &#8211; eccetto la città metropolitana di Cagliari &#8211; una percentuale rilevante di bambini sotto i 3 anni vive in <strong>comuni periferici e ultraperiferici</strong>.</p>
</p>
<p><strong>Bambini che molto spesso vivono in un comune dove il servizio è assente o carente</strong>. Nelle aree periferiche l&#8217;orografia, l&#8217;estensione territoriale e la bassa densità di minori contribuiscono a rendere più difficile la sostenibilità delle strutture. </p>
</p>
<div id="strillo-testo-block_e356124ace8cee7e4481c2d7a3718c9f" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Copertura potenziale più bassa nei comuni interni.</p>
</section></div>
</p>
<p>Perciò a <strong>Oristano</strong> &#8211; dove in media vi sono 25,6 posti ogni 100 minori &#8211; la copertura scende al 5,7% se si isolano i soli comuni più distanti dai centri. A <strong>Cosenza</strong> da un dato medio già basso (8,9%) si scende al 7,1% nei comuni periferici e ultraperiferici, così come a <strong>Reggio Calabria</strong> (14,3% contro 11,0%). Nel <strong>Sud Sardegna</strong> da 25,4 posti su 100 si scende a circa 17, nell&#8217;area di <strong>Isernia</strong> da 19,8 a 17,5, nel <strong>sassarese</strong> da 33,4 a 21. Solo nel territorio di <strong>Campobasso</strong> i posti presenti nei comuni più periferici (24,3%) superano leggermente la media provinciale (22,4%).</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Scarica, condividi e riutilizza i dati</h3>
</p>
<section class="download">
<div class="dw-content">
<div class="intro">
<p>Scarica i dati, regione per regione</p>
</div>
<div class="files">
<p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/spopolamento_51_19_servizi/Abruzzo.xls" target="_blank" rel="noopener">Abruzzo</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/spopolamento_51_19_servizi/Basilicata.xls" target="_blank" rel="noopener">Basilicata</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/spopolamento_51_19_servizi/Calabria.xls" target="_blank" rel="noopener">Calabria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/spopolamento_51_19_servizi/Campania.xls" target="_blank" rel="noopener">Campania</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/spopolamento_51_19_servizi/Emilia-Romagna.xls" target="_blank" rel="noopener">Emilia-Romagna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/spopolamento_51_19_servizi/Friuli-Venezia+Giulia.xls" target="_blank" rel="noopener">Friuli-Venezia Giulia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/spopolamento_51_19_servizi/Lazio.xls" target="_blank" rel="noopener">Lazio</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/spopolamento_51_19_servizi/Liguria.xls" target="_blank" rel="noopener">Liguria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/spopolamento_51_19_servizi/Lombardia.xls" target="_blank" rel="noopener">Lombardia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/spopolamento_51_19_servizi/Marche.xls" target="_blank" rel="noopener">Marche</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/spopolamento_51_19_servizi/Molise.xls" target="_blank" rel="noopener">Molise</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/spopolamento_51_19_servizi/Piemonte.xls" target="_blank" rel="noopener">Piemonte</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/spopolamento_51_19_servizi/Puglia.xls" target="_blank" rel="noopener">Puglia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/spopolamento_51_19_servizi/Sardegna.xls" target="_blank" rel="noopener">Sardegna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/spopolamento_51_19_servizi/Sicilia.xls" target="_blank" rel="noopener">Sicilia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/spopolamento_51_19_servizi/Toscana.xls" target="_blank" rel="noopener">Toscana</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/spopolamento_51_19_servizi/Trentino-Alto+Adige.xls" target="_blank" rel="noopener">Trentino-Alto Adige</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/spopolamento_51_19_servizi/Umbria.xls" target="_blank" rel="noopener">Umbria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/spopolamento_51_19_servizi/Valle+d'Aosta.xls" target="_blank" rel="noopener">Valle d’Aosta</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/spopolamento_51_19_servizi/Veneto.xls" target="_blank" rel="noopener">Veneto</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/spopolamento_51_19_servizi/Totale_nazionale.xls" target="_blank" rel="noopener">Totale nazionale</a>.</p>
</div></div>
</section>
</p>
<p>I contenuti dell’Osservatorio povertà educativa&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/poverta-educativa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">#conibambini</a>&nbsp;sono realizzati da openpolis con l’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell’articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l’obiettivo di creare un’unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di&nbsp;<em>data journalism</em>&nbsp;o anche per semplice consultazione. I dati relativi alla variazione dei residenti per comune (1951-2019), così come quelli sull&#8217;offerta di asili nido e servizi prima infanzia sono di fonte Istat. Sono stati incrociati con quelli sulla classificazione per aree interne (fonte Agenzia per la coesione territoriale). Sono di fonte Istat (statistiche sperimentali) i dati relativi alle previsioni sulla popolazione 0-4 anni tra 2020 e 2030.</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/come-cambiata-la-popolazione-in-italia-dal-1951-comune-per-comune/">Com&#8217;è cambiata la popolazione in Italia dal 1951, comune per comune</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/come-cambiata-la-popolazione-in-italia-dal-1951-comune-per-comune/">Variazione percentuale della popolazione residente tra 1951 e 2019</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
<div id="chart_230164_tab1" role="tab" aria-controls="chart_230164_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
<div id="chart_230164_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_230164_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/come-cambiata-la-popolazione-in-italia-dal-1951-comune-per-comune/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/02/come-cambiata-la-popolazione-in-italia-dal-1951-comune-per-comune-1.png" placeholder ></amp-img></p>
<div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div>
<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/come-cambiata-la-popolazione-in-italia-dal-1951-comune-per-comune/">Com&#8217;è cambiata la popolazione in Italia dal 1951, comune per comune &#8211; Variazione percentuale della popolazione residente tra 1951 e 2019</a></div>
</p></div>
<div id="chart_230164_tab2" role="tab"  aria-controls="chart_230164_tabpanel2"
                             class="tabButton tabButton-2" option="b">DESCRIZIONE</div>
<div id="chart_230164_tabpanel2" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-2"
                             aria-labelledby="chart_230164_tab2"></p>
<p>Per conoscere come è cambiato il numero di residenti nel tuo territorio digita il nome del tuo comune.</p>
</div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Istat                                                                <br />(consultati: lunedì 16 Gennaio 2023)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/02/come-cambiata-la-popolazione-in-italia-dal-1951-comune-per-comune-1.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-230164"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-230164" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>Foto: <a href="https://www.flickr.com/photos/portobeseno/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">PORTOBESENO</a> &#8211; <a href="https://creativecommons.org/licenses/by-nc/2.0/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Licenza</a></p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/le-aree-interne-tra-spopolamento-e-carenza-di-servizi/">Le aree interne, tra spopolamento e carenza di servizi</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Come la condizione familiare incide sugli apprendimenti degli studenti</title>
		<link>https://www.openpolis.it/come-la-condizione-familiare-incide-sugli-apprendimenti-degli-studenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Dec 2022 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=210386</guid>

					<description><![CDATA[<p>Gli alunni con alle spalle una condizione familiare svantaggiata tendono ad avere dei risultati più bassi nelle prove Invalsi. Una tendenza che emerge anche a livello locale, e che colpisce soprattutto il mezzogiorno.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/come-la-condizione-familiare-incide-sugli-apprendimenti-degli-studenti/">Come la condizione familiare incide sugli apprendimenti degli studenti</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 class="wp-block-heading">L&#8217;impatto della condizione familiare sui risultati degli studenti</h3>
<p>Ancora oggi, molte delle opportunità che bambine e bambini ricevono dipendono direttamente dalla condizione familiare. In primo luogo, per motivi strettamente socio-economici. </p>
<div id="la-condizione-familiare-di-origine-e-purtroppo-ancora-un-buon-predittore-del-successo-scolastico" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p><strong>Una famiglia con meno risorse ha più difficoltà a investire sull&#8217;istruzione dei propri figli</strong>. Vi sono poi fattori di carattere culturale: ad esempio in una famiglia dove i genitori non leggono, anche i figli saranno meno spesso lettori.</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">77,4% </span>di minori figli di lettori leggono. Quando nessuno dei genitori legge, la quota scende al 35,4%. (<a href="https://www.istat.it/it/files//2021/01/REPORT_LIBRI-REV_def.pdf#page=9" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Istat, 2021</a>).</p>
			        </section>
		</p>
<p><strong>Queste tendenze hanno un&#8217;influenza anche sui risultati scolastici degli studenti</strong>. Chi nasce in una famiglia svantaggiata dal punto di vista socio-economico-culturale resta più spesso indietro. Per questo motivo, <strong>è prioritario garantire a tutti &#8211; a prescindere dal reddito e dalla condizione familiare &#8211; parità di accesso alle opportunità educative</strong>. Dai servizi per l&#8217;infanzia all&#8217;accesso ai luoghi della cultura o a quelli per fare sport.</p>
<p><strong>Senza interventi di questo tipo le disparità, già ampie, rischiano di allargarsi ulteriormente</strong>.</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/limpatto-della-condizione-familiare-sui-risultati-scolastici/">L&#8217;impatto della condizione familiare sui risultati scolastici</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/limpatto-della-condizione-familiare-sui-risultati-scolastici/">Distribuzione degli alunni nei livelli di competenza in italiano per fascia socio-economico-culturale della famiglia (III media, 2020/21)</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0">
                    <div id="chart_210452_tab1" role="tab" aria-controls="chart_210452_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
                    <div id="chart_210452_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_210452_tab1">
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/limpatto-della-condizione-familiare-sui-risultati-scolastici/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="540" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-tablepress"><amp-img width="1010" height="540" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/12/limpatto-della-condizione-familiare-sui-risultati-scolastici-1.png" placeholder ></amp-img><div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div></amp-iframe>                        <div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/limpatto-della-condizione-familiare-sui-risultati-scolastici/">L&#8217;impatto della condizione familiare sui risultati scolastici - Distribuzione degli alunni nei livelli di competenza in italiano per fascia socio-economico-culturale della famiglia (III media, 2020/21)</a></div>
                    </div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Invalsi                                                                <br>(ultimo aggiornamento: venerdì 8 Ottobre 2021)
                                        </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/12/limpatto-della-condizione-familiare-sui-risultati-scolastici-1.png" target="_blank" download></a>
						                                                <div title="Scarica dati CSV" class="opmag-chart-action-data-btn" data-param-filename="limpatto-della-condizione-familiare-sui-risultati-scolastici"></div>
						                        
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                            <p><label for="embed-chart-210452"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-210452" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			</p>
<p>In terza media, <strong>quasi il 19% delle ragazze e dei ragazzi che vengono dalle famiglie nella fascia socio-economico-culturale più elevata raggiungono il livello massimo</strong>&nbsp;(il quinto) nelle competenze in italiano. Al contrario, <strong>la quota crolla</strong> al 7,1% tra gli alunni di condizione familiare medio-bassa e addirittura <strong>al 3,4% tra quelli di condizione bassa</strong>.</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">27,5% </span>degli studenti svantaggiati in III media si attesta sul livello più basso nelle prove Invalsi di italiano.</p>
			        </section>
		</p>
<div id="275-gli-studenti-di-famiglie-svantaggiate-che-in-iii-media-hanno-bassi-apprendimenti-contro-il-45-dei-coetanei-avvantaggiati" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p><strong>Tra gli alunni svantaggiati, oltre 1 su 4 raggiunge al massimo il livello 1</strong>, contro il 4,5% dei coetanei di migliore condizione familiare. Se si sommano quelli che arrivano al massimo al livello 2 (ovvero un grado di apprendimento insufficiente), la quota tra gli svantaggiati sale addirittura al 59,5%.</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">37,3% </span>degli studenti svantaggiati di sud e isole in III media si attesta sul livello più basso nelle prove Invalsi di italiano.</p>
			        </section>
		</p>
<p>Da notare come<strong> la quota di studenti svantaggiati che raggiungono i risultati più bassi non sia allineata in tutto il paese</strong>. A fronte di un 27,5% medio, nel nord-ovest (20,7%) e nel nord-est (22,6%) la quota appare ben più contenuta rispetto all'area sud e isole (37,3%). Una ripartizione che ai fini Invalsi raggruppa Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna.</p>
<p>Ricorrenze che però i dati aggregati non sono in grado di ricostruire con sufficiente accuratezza. E che quindi richiedono un approfondimento in chiave locale.</p>
<h3 class="wp-block-heading">Dove si concentrano i bassi redditi in Italia</h3>
<p>Prima di addentrarci nell'analisi, è d'obbligo porre due premesse. In primo luogo, i <strong>redditi dichiarati non sempre sono attendibili della effettiva situazione socio-economica</strong> dei contribuenti. A causa del fenomeno dell'<a href="https://www.openpolis.it/parole/cosa-sono-evasione-elusione-e-frode-fiscale/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">evasione fiscale</a>, infatti, non necessariamente la condizione familiare reale coincide con quella dichiarata al fisco.</p>
<p>Inoltre, <a href="https://www.openpolis.it/parole/quali-sono-le-cause-della-poverta-educativa/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">come abbiamo spesso avuto modo di puntualizzare</a>, <strong>quando si affronta il tema della povertà educativa il reddito è solo uno degli elementi da prendere in considerazione</strong>. Aspetti come lo svantaggio educativo, culturale e sociale - pur correlati con la condizione economica - rendono il fenomeno così ampio da necessitare di tanti punti di vista. Tuttavia, anche le entrate annuali di un nucleo rappresentano un riferimento importante per valutare la condizione familiare.</p>
<p>Anche in questo aspetto <strong>appare evidente la frattura tra nord e sud del paese</strong>. Nel mezzogiorno la quota di contribuenti che, per il 2020, hanno dichiarato tra 0 e 10mila euro si attesta tra il 39 e il 40% del totale. Una percentuale di 10 punti superiore alla media nazionale (29,6%) e di circa 15 rispetto a quanto rilevato nel nord del paese (23,9% nel nord-ovest e nel nord-est).</p>
<p>La percentuale più elevata di dichiaranti con meno di 10mila euro si rileva in Calabria (44,92%), Sicilia (40,91%) e Campania (40,21%). Quella più contenuta in Emilia Romagna (22,77%) e in Lombardia (23,25%).</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/quanti-contribuenti-hanno-dichiarato-meno-di-10mila-euro-nel-2020/">Quanti contribuenti hanno dichiarato meno di 10mila euro nel 2020</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/quanti-contribuenti-hanno-dichiarato-meno-di-10mila-euro-nel-2020/">Percentuale di contribuenti che hanno dichiarato un reddito complessivo da 0 a 10.000 euro (2020)</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1">
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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			        			                                <div id="chart_210401_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_210401_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_210401_tab3"><p>La mappa è stata elaborata dalle informazioni sulle dichiarazioni dei redditi effettuate nel 2021, relative all&#8217;anno d&#8217;imposta 2020. Comprende i redditi Irpef, includendo sia quelli da lavoro autonomo che quelli da lavoro dipendente.</p>
</div>
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                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati ministero dell'economia e delle finanze                                                                <br>(ultimo aggiornamento: mercoledì 13 Aprile 2022)
                                        </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/12/quanti-contribuenti-hanno-dichiarato-meno-di-10mila-euro-nel-2020.png" target="_blank" download></a>
						                                                
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                            <p><label for="embed-chart-210401"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-210401" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                </div>

                            </div>

			</p>
<p>Tra le province, spiccano per un'elevata quota di dichiarazioni tra 0 e 10mila euro i territori di Crotone (48,53%), Vibo Valentia (46,50%), Cosenza (45,94%) e Agrigento (45,55%). Le aree del bolognese (20,29%), del lodigiano (21,15%) e del modenese (21,18%) sono quelle in cui la quota è più contenuta.</p>
<p>Tuttavia, scendendo a livello comunale, si osserva come molti dei comuni con un'alta percentuale di dichiarazioni tra 0 e 10mila euro si registri soprattutto in piccoli e piccolissimi comuni del nord. In particolare nelle province di Como, Verbano-Cusio-Ossola, Lecco. <strong>Comuni spesso collocati in aree montane soggette a spopolamento e abitate in larga misura da anziani</strong>.</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">3 su 4 </span>i contribuenti del comune di Cavargna (Como, 182 abitanti) con dichiarazioni tra 0 e 10mila euro. Qui la popolazione con almeno 80 anni è il 12% del totale (media Italia: 7,6%).</p>
			        </section>
		</p>
<p>Se però si escludono i comuni minori -<strong> considerando solo quelli con almeno 2.000 abitanti - appartengono quasi tutti alle maggiori regioni meridionali.</strong> Con l'eccezione di Goro (nel ferrarese, 63% di dichiarazioni tra 0 e 10mila euro), gli altri che superano il 60% sono Grotteria (Reggio Calabria, 62,53%), nella stessa provincia Platì (62,39%), Isola di Capo Rizzuto (Crotone, 61,78%). Seguono una serie di territori tra Calabria, Sicilia e Campania, come Delia (Caltanissetta), Rosarno (Reggio Calabria), Camerota (Salerno), San Ferdinando e Melicucco (entrambi nel reggino).</p>
<div id="la-relazione-emerge-anche-a-livello-locale-confrontando-redditi-e-risultati-invalsi" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<h3 class="wp-block-heading">Il legame tra condizione familiare e livello di apprendimento</h3>
<p>Una volta approfondite le ricorrenze nei livelli dei redditi, è interessante incrociare tale dato con la quota di alunni che si attestano - provincia per provincia - al di sotto dei livelli di apprendimento 1 e 2. Si tratta di quelli più bassi, al di sotto dei quali l'apprendimento si può considerare non adeguato.</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-territori-con-bassi-redditi-sono-anche-quelli-con-minori-apprendimenti/">I territori con bassi redditi sono anche quelli con minori apprendimenti</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-territori-con-bassi-redditi-sono-anche-quelli-con-minori-apprendimenti/">Ogni punto è una provincia: in alto a destra quelle con più studenti nei livelli di apprendimento inferiori e redditi più bassi, viceversa in basso a sinistra</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1">
                    <div id="chart_210441_tab1" role="tab" aria-controls="chart_210441_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/i-territori-con-bassi-redditi-sono-anche-quelli-con-minori-apprendimenti/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/12/i-territori-con-bassi-redditi-sono-anche-quelli-con-minori-apprendimenti.png" placeholder ></amp-img><div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div></amp-iframe>                        <div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-territori-con-bassi-redditi-sono-anche-quelli-con-minori-apprendimenti/">I territori con bassi redditi sono anche quelli con minori apprendimenti - Ogni punto è una provincia: in alto a destra quelle con più studenti nei livelli di apprendimento inferiori e redditi più bassi, viceversa in basso a sinistra</a></div>
                    </div>
			        			                                <div id="chart_210441_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_210441_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
                        <div id="chart_210441_tabpanel3" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-3"
                             aria-labelledby="chart_210441_tab3"><p>Sull’asse verticale è presentata la percentuale di studenti di III media che, nelle prove Invalsi (2020/21) si sono collocati nei 2 livelli più bassi nelle prove di italiano (<a href="https://invalsi-areaprove.cineca.it/docs/2018/ITA_Descrizione_analitica_livelli.pdf" target="_blank" rel="noopener">livelli 1 e 2</a>).</p>
<p>Sull&#8217;asse orizzontale è indicata la percentuale di dichiarazioni dei redditi che nel 2021 (anno d&#8217;imposta 2020) si sono attestate tra 0 e 10mila euro.</p>
</div>
			                        </amp-selector>
                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati ministero dell'istruzione e Mef                                                                <br>(ultimo aggiornamento: mercoledì 13 Aprile 2022)
                                        </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-210441"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-210441" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                </div>

                            </div>

			</p>
<div id="crotone-e-il-territorio-con-i-livelli-di-apprendimento-piu-bassi-e-primo-per-quota-di-contribuenti-con-meno-di-10mila-euro" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p>Il<strong> territorio crotonese</strong> è contemporaneamente quello con i livelli di apprendimento più bassi nei test di italiano in III media e quello dove la quota di redditi tra 0 e 10mila euro risulta più elevata.</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">59,7% </span>studenti di III media della provincia di Crotone che si attestano sui 2 livelli più bassi di competenze in italiano.</p>
			        </section>
		</p>
<p>Nel crotonese oltre il 48% delle dichiarazioni si attesta tra 0 e 10mila euro. In questo stesso territorio quasi un terzo degli studenti che hanno partecipato alle prove Invalsi di italiano (III media) si sono attestati sul livello 1, il più basso. Sommando quelli a livello 2, la percentuale sale fino al 59,7%.</p>
<p><strong>Anche diverse altre province del mezzogiorno si caratterizzano per la coesistenza dei due fenomeni</strong> (bassi redditi e bassi apprendimenti). Superano ad esempio il 40% di bassi redditi e il 50% di studenti con apprendimenti inadeguati le province di Vibo Valentia, Agrigento, Cosenza, Trapani, Reggio Calabria, Ragusa, Enna, Caltanissetta e Foggia.</p>
<h3 class="wp-block-heading">Scarica, condividi e riutilizza i dati</h3>
<section class="download">
<div class="dw-content">
<div class="intro">
<p>Scarica i dati comunali, regione per regione.</p>
</div>
<div class="files">
<p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/redditi_apprendimenti/Abruzzo.xls" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Abruzzo</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/redditi_apprendimenti/Basilicata.xls" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Basilicata</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/redditi_apprendimenti/Calabria.xls" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Calabria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/redditi_apprendimenti/Campania.xls" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Campania</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/redditi_apprendimenti/Emilia+Romagna.xls" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Emilia Romagna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/redditi_apprendimenti/Friuli+Venezia+Giulia.xls" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Friuli Venezia Giulia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/redditi_apprendimenti/Lazio.xls" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Lazio</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/redditi_apprendimenti/Liguria.xls" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Liguria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/redditi_apprendimenti/Lombardia.xls" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Lombardia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/redditi_apprendimenti/Marche.xls" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Marche</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/redditi_apprendimenti/Molise.xls" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Molise</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/redditi_apprendimenti/Piemonte.xls" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Piemonte</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/redditi_apprendimenti/Puglia.xls" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Puglia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/redditi_apprendimenti/Sardegna.xls" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sardegna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/redditi_apprendimenti/Sicilia.xls" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sicilia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/redditi_apprendimenti/Toscana.xls" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Toscana</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/redditi_apprendimenti/Trentino+Alto+Adige.xls" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Trentino Alto Adige</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/redditi_apprendimenti/Umbria.xls" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Umbria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/redditi_apprendimenti/Valle+d'Aosta.xls" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Valle d’Aosta</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/redditi_apprendimenti/Veneto.xls" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Veneto</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/redditi_apprendimenti/Totale_nazionale.xls" target="_blank" rel="noreferrer noopener" data-rich-text-format-boundary="true">Totale nazionale</a>.</p>
</div></div>
</section>
<p>I contenuti dell'Osservatorio povertà educativa&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/poverta-educativa/">#conibambini</a>&nbsp;sono realizzati da openpolis con l'impresa sociale Con i Bambini nell'ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell'articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l'obiettivo di creare un'unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di&nbsp;<em>data journalism</em>&nbsp;o anche per semplice consultazione. I dati relativi ai redditi sono di fonte ministero dell'economia e delle finanze; quelli sulla classificazione per aree interne sono pubblicati dall'agenzia per la coesione territoriale; quelli sugli apprendimenti sono di fonte Invalsi.</p>
<p>Foto: <a href="https://www.flickr.com/photos/vucba/49934548422/in/photolist-2j5xBy3-2j5xBsB-2j5tp2Z-hHTqaR-2j5tpk4-2j5tp9Y-2j5w3ib-2j5toES-eHnEZm-2j5w3c4-tja83M-2j5xBoo-2j5toK1-2j5w37u-2j5xBD3-2j5w3w7-2j5w2To-eHnRUh-hHYaGf-2j5touw-eHp6ub-hHRK13-2j5xASJ-927cEx-sn6a9S-Rvm4Cx-T8w6Fh-6V5wJd-tgLN6E-Rvm2S8-eHgN4K-72P3jF-hHXTKy-2fgGECM-2fgGEbV-eHnx23-hvFKoY-6vDQFq-tiQoAu-6vzWYe-eHgqLz-sngSfP-2dSQrcH-hHVVgA-hHViN8-hHTSop-aShqr2-6vB5Xi-6vwysv-hvFiAC/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Bratislavský kraj (BSK)</a> - <a href="https://creativecommons.org/licenses/by/2.0/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Licenza</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/come-la-condizione-familiare-incide-sugli-apprendimenti-degli-studenti/">Come la condizione familiare incide sugli apprendimenti degli studenti</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L’impatto del Pnrr sulla povertà educativa in Calabria</title>
		<link>https://www.openpolis.it/limpatto-del-pnrr-sulla-poverta-educativa-in-calabria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Dec 2022 05:15:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=212767</guid>

					<description><![CDATA[<p>La vera sfida del Pnrr è ridurre i divari tra i territori, anche nel contrasto della povertà educativa. Approfondiamo la situazione attuale in Calabria e cosa prevede il piano per la regione su 3 temi: asili nido, nuove scuole e dispersione scolastica.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/limpatto-del-pnrr-sulla-poverta-educativa-in-calabria/">L’impatto del Pnrr sulla povertà educativa in Calabria</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Pnrr interviene su numerosi fronti relativi alla povertà educativa, dagli asili nido all’edilizia scolastica, dal contrasto all’abbandono precoce alla riduzione dei divari territoriali nell’istruzione.</p>
<p>Interventi che riguarderanno anche la Calabria, dai primi livelli d’istruzione a quelli più elevati.</p>
<h3 class="wp-block-heading"><strong>L’offerta di asili nido e l’investimento del Pnrr</strong></h3>
<p>Partendo dagli asili nido, in Calabria nel 2020 sono 5.211 posti offerti nei nidi e nei servizi per la prima infanzia, a fronte di circa 44mila residenti con meno di 3 anni nella regione. Ovvero una copertura del <strong>11,9%, molto al di sotto della media nazionale </strong>(27,2%) e dell&#8217;<a href="https://www.openpolis.it/parole/che-cosa-prevedono-gli-obiettivi-di-barcellona-sugli-asili-nido/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">obiettivo del 33%</a> stabilito in sede Ue.</p>
<div id="119-posti-nido-ogni-100-bambini-0-2-anni-in-calabria-nel-2020-media-italia-272" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p>Tra le <strong>province</strong>, quella con la maggiore copertura potenziale è Reggio Calabria con 14,3 posti ogni 100 bambini. Seguono i territori di Crotone (13,8%), Catanzaro (12,7%), Vibo Valentia (12,2%) e Cosenza (8,9%).</p>
<p>Tra i <strong>capoluoghi</strong>, tuttavia, <strong>Vibo Valentia spicca con un dato superiore alla soglia Ue</strong>: 33,8%, Catanzaro vi si avvicina, superando la media nazionale (28,1%), mentre il comune di <strong>Crotone</strong> (5,6%) resta <strong>molto lontano da questi target</strong>. Al netto dei capoluoghi, tra i comuni con oltre 1.000 residenti tra 0 e 2 anni si segnalano i dati sotto il 10% per Corigliano-Rossano (6,9%) e Lamezia Terme (6,7%).</p>
<p>Complessivamente,<strong> in Calabria meno di un comune su 5 offre il servizio</strong>, a fronte di una media nazionale del 59,3%. La <strong>diffusione maggiore nella provincia di Cosenza</strong> (30% i comuni del cosentino sono dotati di servizi, sebbene l&#8217;offerta per abitante sia la più bassa della regione), <strong>quella minore a Catanzaro e Vibo Valentia</strong> (rispettivamente 6,3% e 4% i comuni di questi territori che offrono servizi prima infanzia).</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/gli-interventi-del-pnrr-per-i-nuovi-nidi-in-calabria/">Gli interventi del Pnrr per i nuovi nidi in Calabria</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/gli-interventi-del-pnrr-per-i-nuovi-nidi-in-calabria/">Localizzazione degli interventi finanziati per asili nido nell’ambito del bando Pnrr e offerta attuale (2020)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
<div id="chart_213251_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_213251_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/gli-interventi-del-pnrr-per-i-nuovi-nidi-in-calabria/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/12/gli-interventi-del-pnrr-per-i-nuovi-nidi-in-calabria.png" placeholder ></amp-img></p>
<div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div>
<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/gli-interventi-del-pnrr-per-i-nuovi-nidi-in-calabria/">Gli interventi del Pnrr per i nuovi nidi in Calabria &#8211; Localizzazione degli interventi finanziati per asili nido nell’ambito del bando Pnrr e offerta attuale (2020)</a></div>
</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
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<p>
                                            <strong>FONTE: </strong><span style="font-weight: 400">elaborazione openpolis – Con i Bambini su dati ministero dell’istruzione e Istat</span>                                                                <br />(pubblicati: giovedì 18 Agosto 2022)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/12/gli-interventi-del-pnrr-per-i-nuovi-nidi-in-calabria.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<p><label for="embed-chart-213251"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-213251" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p>In questo contesto il <strong>Pnrr stanzia 4,6 miliardi</strong> sull’investimento per gli asili nido e le scuole per l’infanzia. Di questi, accanto alle risorse che finanzieranno progetti già in essere, è stato varato un <strong>bando da 3 miliardi di euro, di cui 2,4 per i soli nidi</strong>.</p>
<div id="93-milioni-di-e-previsti-con-il-pnrr-per-asili-nido-e-poli-dinfanzia-in-provincia-di-cosenza-dove-oggi-il-30-dei-comuni-offre-servizi-prima-infanzia" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p>Di tali risorse, stando alle graduatorie pubblicate in agosto, in <strong>Calabria</strong> dovrebbero arrivare con il nuovo bando <strong>196,2 milioni di euro</strong> per gli asili nido, pari all&#8217;8,1% dei 2,4 miliardi di euro stanziati. In termini assoluti, il territorio con i progetti ammessi in graduatoria che cubano più risorse è la provincia di <strong>Cosenza</strong>&nbsp;(93 milioni), seguita da <strong>Catanzaro</strong> (41 milioni). </p>
<p>Complessivamente nella regione è previsto il finanziamento di <strong>164 progetti.</strong> Di questi, 52 sono entrati nelle graduatorie pubblicate lo scorso agosto come ammessi, 112 come riserva. Per <strong>7 dei progetti entrati in graduatoria, è comunque prevista una successiva rimodulazione degli importi.</strong></p>
<p>Va infatti tenuto presente che<strong> non si tratta di importi definitivi</strong>: prima della sottoscrizione dell’accordo di concessione potranno essere svolte ulteriori verifiche sull&#8217;ammissibilità e per alcuni importi è già prevista una successiva rimodulazione. Altro elemento cruciale è dato dal fatto che come detto molti interventi presentano l&#8217;indicazione &#8220;riserva&#8221; nella graduatoria.</p>
<p>Con questi caveat, sulla base delle graduatorie pubblicate in agosto, il singolo progetto con l’importo maggiore è una <strong>nuova costruzione di edifici da destinare ad asili nido per il comune di Cassano Allo Ionio</strong>. Un intervento da circa 3,15 milioni di euro. Segue un altro progetto nella stessa città, complessivamente quella con gli importi maggiori da questo bando, stavolta di demolizione e ricostruzione (2,87 milioni). </p>
<p>Nonché una nuova costruzione per il comune di Rende (2,76 milioni). Dopo Cassano allo Ionio, i comuni con gli importi maggiori previsti sono Vibo Valentia (5,38 milioni per 3 progetti) e Santa Maria del Cedro (anc&#8217;esso 3 interventi per il valore di quasi 4,4 milioni).</p>
<h3 class="wp-block-heading"><strong>La costruzione di nuove scuole&nbsp;</strong></h3>
<p>Un altro aspetto di cui si occupa il Pnrr è la costruzione di nuove scuole sostenibili. Un investimento da 1,19 miliardi per la realizzazione di oltre 200 nuove scuole, di cui <strong>16 previste in Calabria</strong>.</p>
<p>Nella regione, in base ai dati relativi all’a.s. 2020/21, sono presenti <strong>2.165 edifici scolastici</strong>. Dal punto di vista della sostenibilità, <strong>per 514 in quell’anno era stata dichiarata la dotazione di accorgimenti per ridurre i consumi energetici</strong>, come la presenza di vetri o serramenti doppi, l&#8217;isolamento di coperture e pareti esterne, oppure ancora la zonizzazione dell’impianto termico, che consente un dispendio più accurato per la climatizzazione degli ambienti.</p>
<div id="2374-gli-edifici-scolastici-calabresi-dotati-di-accorgimenti-per-il-risparmio-energetico-nella-s-2020-21" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p>Il 23,7% degli edifici scolastici in Calabria presenta quindi questo tipo di accorgimenti, dato che colloca la regione <strong>molto al di sotto della media nazionale (57,5%) </strong>e<a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-veneto-quasi-l80-degli-edifici-scolastici-e-dotato-di-accorgimenti-per-il-risparmio-energetico" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> in fondo alla classifica delle regioni</a>. Una quota che varia tra i diversi territori: mentre in provincia di Catanzaro la quota di edifici con accorgimenti raggiunge il 30,63%, in quella di Crotone si attesta al 16,50%.</p>
<p>Scendendo <strong>a livello comunale, tra i comuni della regione con più residenti tra 6 e 18 anni spicca Corigliano-Rossano, dove il 37,3% delle scuole è dotato di accorgimenti </strong>per il risparmio energetico, mentre si attestano tutte al di sotto del 15% Reggio Calabria, Catanzaro, Lamezia Terme, Crotone e Cosenza.</p>
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<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/gli-interventi-del-pnrr-per-le-nuove-scuole-in-calabria/">Gli interventi del Pnrr per le nuove scuole in Calabria</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/gli-interventi-del-pnrr-per-le-nuove-scuole-in-calabria/">Localizzazione degli interventi finanziati nell&#8217;ambito del bando &#8220;nuove scuole&#8221; e quota di edifici scolastici dotati di accorgimenti per ridurre i consumi energetici (a.s. 2020/21)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
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<p>
                                            <strong>FONTE: </strong><span style="font-weight: 400">elaborazione openpolis – Con i Bambini su dati ministero dell’istruzione</span>                                                                <br />(pubblicati: domenica 17 Luglio 2022)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/12/gli-interventi-del-pnrr-per-le-nuove-scuole-in-calabria.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-213286"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-213286" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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</p></div>
</p></div>
</p></div>
<div id="16-aree-individuate-nella-regione-per-la-costruzione-di-nuove-scuole-con-il-pnrr" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p>Su questa situazione si innestano gli interventi del Pnrr, con una serie di investimenti per l’edilizia scolastica tra cui quelli per la costruzione di nuove scuole. Sono <strong>16 le aree individuate per la Calabria</strong>, per un totale di 22.784,4 mq e un importo complessivo richiesto di 49,48 milioni di euro, in base alle graduatorie pubblicate nel maggio scorso. Tutti gli interventi sulle scuole della regione riguarderanno edifici in <strong>classe energetica G, quella meno efficiente</strong>.</p>
<p>I <strong>maggiori interventi riguardano</strong> la scuola secondaria di II grado ITI Monaco, di competenza della <strong>provincia di Cosenza</strong>. Si tratta di una demolizione edilizia con ricostruzione in situ da 13,4 milioni di euro. Seguita dalla scuola secondaria di I grado &#8211; San Giovanni Bosco, un intervento relativo al comune di <strong>Spezzano Albanese</strong> per cui sono stati richiesti 5,3 milioni.</p>
<h3 class="wp-block-heading"><strong>Il contrasto ai divari educativi esistenti</strong></h3>
<p>In Calabria il tasso di <strong>abbandono scolastico nel 2021 si è attestato al 14%.</strong> Un dato superiore alla media nazionale e a 5 punti dall’<a href="https://www.openpolis.it/parole/che-cose-labbandono-scolastico/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">obiettivo continentale del 9%</a> entro il 2030.</p>
<p>Dati che sono l’esito di forti divari educativi negli apprendimenti in classe. Nei test Invalsi 2020/21, il <strong>53,6% degli studenti calabresi in III media </strong>si è attestato sui livelli di competenza 1 e 2 in italiano, considerati non adeguati, a fronte di una media nazionale del 39% circa.</p>
<p>Nella provincia di <strong>Crotone</strong> sono stati 59,7%. Mentre in quella di <strong>Catanzaro</strong> sono risultati inadeguati i test di italiano del 46,18% degli studenti.</p>
<p>Dati cui dedicare un&#8217;attenzione prioritaria:<strong> i bassi livelli di competenza sono uno dei segnali più rilevanti della dispersione scolastica</strong>. Il Pnrr interviene con un investimento apposito, che ha tra gli obiettivi quello di scendere nel 2026 al 10,2% di abbandoni precoci. Tale intervento vale 1,5 miliardi, di cui 500 milioni assegnati con una prima tranche attraverso un decreto del ministero dell’istruzione nel giugno di quest’anno.</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/gli-interventi-per-il-contrasto-della-dispersione-in-calabria/">Gli interventi per il contrasto della dispersione in Calabria</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/gli-interventi-per-il-contrasto-della-dispersione-in-calabria/">Localizzazione degli interventi finanziati nell&#8217;ambito del piano contro la dispersione e quota di uscite precoci dal sistema di istruzione e formazione</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                         aria-labelledby="chart_213294_tab1"><br />
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<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/gli-interventi-per-il-contrasto-della-dispersione-in-calabria/">Gli interventi per il contrasto della dispersione in Calabria &#8211; Localizzazione degli interventi finanziati nell&#8217;ambito del piano contro la dispersione e quota di uscite precoci dal sistema di istruzione e formazione</a></div>
</p></div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_213294_tab3"></p>
<p><span style="font-weight: 400">I dati sono stati elaborati a partire dalla tabella di ripartizione per </span><a href="https://pnrr.istruzione.it/wp-content/uploads/2022/06/M4C1I.1.4_Dispersione_Riparto_istituzioni_scolastiche.pdf" target="_blank" rel="noopener"><span style="font-weight: 400">istituzione scolastica</span></a><span style="font-weight: 400"> pubblicati dal ministero dell’istruzione il </span><a href="https://www.miur.gov.it/web/guest/-/pnrr-1-5-miliardi-per-il-piano-contro-la-dispersione-scolastica-il-ministro-bianchi-ha-firmato-il-decreto-con-i-primi-500-milioni-per-interventi-sulla" target="_blank" rel="noopener"><span style="font-weight: 400">28 giugno 2022</span></a><span style="font-weight: 400">. Il colore dei comuni varia in base all’incidenza dell’abbandono scolastico nel comune, come rilevata nell’ambito del censimento 2011. Più intenso il colore, maggiore la quota di giovani tra 15 e 24 anni usciti precocemente dal sistema di istruzione e formazione.</span></p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis – Con i Bambini su dati ministero dell’istruzione e Istat                                                                <br />(pubblicati: martedì 28 Giugno 2022)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/12/gli-interventi-per-il-contrasto-della-dispersione-in-calabria.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-213294"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-213294" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;505&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/gli-interventi-per-il-contrasto-della-dispersione-in-calabria/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<div id="227-gli-istituti-della-regione-destinatari-della-prima-tranche-dellintervento-straordinario-per-la-riduzione-dei-divari-nellistruzione-per-un-totale-di-256-milioni-e" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p>Risorse che, nella regione, sono destinate a 227 istituti, per un totale di 25.587.293,13 euro. Si tratta del <strong>5,12% delle risorse stanziate con questo decreto</strong>. Il finanziamento maggiore nella regione arriverà agli istituti con sede nel comune di <strong>Reggio Calabria</strong>, con 15 istituti finanziati (1,78 milioni complessivi). A seguire, tutti con<strong> oltre 1 milione di euro</strong> e con almeno 8 istituzioni finanziate, gli istituti con sede nei comuni di Cosenza, Vibo Valentia, Crotone, Corigliano-Rossano, Catanzaro e Lamezia Terme.</p>
<p><strong>L’istituto più finanziato è l&#8217;Iis Rossano&#8221;Iti-ipa-ita&#8221; di Corigliano-Rossano</strong> (in provincia di Cosenza, con 232.522,72 euro. Seguono Iis &#8220;Margherita Hack&#8221; di Cotronei (Crotone, con 230.850,48 euro), l&#8217;Ipsia Siderno (nella città metropolitana di Reggio Calabria, 230.000,77 euro) e l&#8217;Ipseoa &#8220;E. Gagliardi&#8221; di Vibo Valentia (€ 229.735,44).</p>
<h3 class="wp-block-heading"><strong>Scarica, condividi e riutilizza i dati</strong></h3>
<section class="download">
<div class="dw-content">
<div class="intro">
<p>Scarica i dati della regione</p>
</div>
<div class="files">
<p><strong>Nidi e poli per l&#8217;infanzia </strong><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Pnrr_pov_edu/1/Calabria.xls" target="_blank" rel="noopener">Calabria </a></p>
<p><strong>Nuove scuole </strong><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Pnrr_pov_edu/2/Calabria.xls" target="_blank" rel="noopener">Calabria</a></p>
<p><strong>Piano dispersione (I tranche) </strong><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Pnrr_pov_edu/3/Calabria.xls" target="_blank" rel="noopener">Calabria</a></p>
</div></div>
</section>
<p>I contenuti dell&#8217;Osservatorio povertà educativa<a href="https://www.openpolis.it/poverta-educativa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> #conibambini</a> sono realizzati da openpolis con l&#8217;impresa sociale Con i Bambini nell&#8217;ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell&#8217;articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l&#8217;obiettivo di creare un&#8217;unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di <em>data journalism</em> o anche per semplice consultazione. I dati relativi al Pnrr sono stati elaborati a partire dalle graduatorie e dalle informazioni pubblicate dal ministero dell&#8217;istruzione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/limpatto-del-pnrr-sulla-poverta-educativa-in-calabria/">L’impatto del Pnrr sulla povertà educativa in Calabria</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Perché è essenziale puntare sulle capacità e le competenze dei più giovani</title>
		<link>https://www.openpolis.it/perche-e-essenziale-puntare-sulle-capacita-e-le-competenze-dei-piu-giovani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Jul 2022 06:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=189821</guid>

					<description><![CDATA[<p>Investire sulle capacità dei più giovani è una priorità indicata anche nel Pnrr, per una ragione semplice: quello che apprendono ragazze e ragazzi oggi determinerà il futuro del nostro paese. Approfondiamo la situazione italiana tra confronto internazionale e divari interni.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/perche-e-essenziale-puntare-sulle-capacita-e-le-competenze-dei-piu-giovani/">Perché è essenziale puntare sulle capacità e le competenze dei più giovani</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Quello che ragazze e ragazzi apprendono</strong>, sui banchi di scuola e non solo, sarà <strong>determinante per le prospettive del nostro paese</strong> nei prossimi anni.</p>
<p>È per questo motivo che investire sulle capacità e le competenze dei più giovani è così importante. In un mondo del lavoro che richiede competenze sempre più elevate, il <strong>livello di istruzione è spesso uno degli aspetti che più contribuisce a determinare la stabilità economica delle persone</strong>.</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">52,5% </span>il tasso di occupazione tra i giovani di 30-34 anni che hanno al massimo la licenza media nel 2020. Era il 56% l’anno precedente.</p>
			        </section>
		</p>
<p>Con profondi riflessi anche in termini sociali e territoriali. Basti pensare che <strong>i territori con gli apprendimenti più bassi generalmente coincidono con quelli con la quota più elevata di neet</strong>, e viceversa. Ad esempio, Sicilia, Calabria e Campania sono sia le regioni con più neet (rispettivamente il 37,5%, il 34,6% e il 34,5% della popolazione giovanile), che quelle con gli apprendimenti più bassi nei test Invalsi degli studenti di V superiore.</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/piu-giovani-neet-nelle-regioni-dove-il-livello-di-apprendimenti-e-piu-basso/">Più giovani neet nelle regioni dove il livello di apprendimenti è più basso</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/piu-giovani-neet-nelle-regioni-dove-il-livello-di-apprendimenti-e-piu-basso/">Confronto tra la percentuale di neet e gli apprendimenti rilevati nei test Invalsi (2020)</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0">
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
                    <div id="chart_189858_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
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                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/piu-giovani-neet-nelle-regioni-dove-il-livello-di-apprendimenti-e-piu-basso/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/07/piu-giovani-neet-nelle-regioni-dove-il-livello-di-apprendimenti-e-piu-basso.png" placeholder ></amp-img><div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div></amp-iframe>                        <div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/piu-giovani-neet-nelle-regioni-dove-il-livello-di-apprendimenti-e-piu-basso/">Più giovani neet nelle regioni dove il livello di apprendimenti è più basso - Confronto tra la percentuale di neet e gli apprendimenti rilevati nei test Invalsi (2020)</a></div>
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                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Istat e Invalsi                                                                <br>(ultimo aggiornamento: giovedì 2 Settembre 2021)
                                        </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/07/piu-giovani-neet-nelle-regioni-dove-il-livello-di-apprendimenti-e-piu-basso.png" target="_blank" download></a>
						                                                
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                        <div>
                            <p><label for="embed-chart-189858"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-189858" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			</p>
<p>        <section class="blockquote">
							<p>Aumentare il livello di competenze degli studenti è una delle sfide dei prossimi anni.</p>
<p>
			        </section>
		</p>
<p>Questi dati inducono ad intervenire in due direzioni: <strong>proseguire nell'abbattimento del tasso di abbandono esplicito</strong> (i giovani che lasciano la scuola prima del tempo) e in parallelo <strong>migliorare il livello di apprendimenti degli studenti</strong>.</p>
<p>Il piano nazionale di ripresa e resilienza affronta il tema individuando chiaramente il <strong>collegamento tra la mancanza di prospettive dei giovani</strong> e il <strong>ritardo nell'acquisizione delle competenze</strong>.</p>
<p>        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>La mancanza di prospettive certe e di opportunità di sviluppo si manifesta sia nell’elevato tasso di emigrazione giovanile, sia nei risultati dell’indagine Ocse-Pisa che certificano i ritardi nelle competenze rispetto ad altri paesi europei.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.camera.it/temiap/2021/05/20/OCD177-4961.pdf#page=45" target="_blank">- Piano nazionale ripresa e resilienza (2021)</a>
									            </div>
        </section>
		</p>
<p>Ma che cosa è previsto nello specifico per arginare questo problema, sempre più attuale, a maggior ragione nel contesto post-pandemico?</p>
<h3>Cosa prevede il Pnrr su questo fronte</h3>
<p>Già dal nome, il Next generation Eu indica la <strong>necessità di investire le risorse europee</strong>, in parte a fondo perduto, in parte a debito, <strong>nell'interesse delle nuove generazioni</strong>. Ed è per questo che è cruciale monitorare le previsioni del Pnrr su questo fronte. Riferimento fondamentale quando parliamo di competenze degli studenti va alla quarta missione del piano, relativa agli impegni per istruzione e ricerca.</p>
<p>        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/parole/cose-il-pnrr-piano-nazionale-ripresa-e-resilienza/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Come funziona il Pnrr?<br />
<br><strong>Vai al glossario</strong></a>.</p>
        </section>
		</p>
<p>In particolare alla componente che, nello specifico, è dedicata proprio a questo, con una serie di misure come l'<a href="https://openpnrr.it/misure/173/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">investimento 3.1</a>, per l'<strong>acquisizione di nuove competenze e linguaggi</strong>. Un intervento volto a migliorare il curriculum educativo dei più giovani, intervenendo sull'acquisizione delle <strong>abilità digitali, abilità comportamentali e conoscenze applicative</strong>. Si tratta di 1,1 miliardi di euro, ovvero circa il 14% di quanto stanziato per la terza componente della missione istruzione e ricerca, dedicata proprio all'ampliamento delle competenze.</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">€ 7,6 mld </span>gli investimenti per l'ampliamento delle competenze e il potenziamento delle infrastrutture nel Pnrr.</p>
			        </section>
		</p>
<p>Ma quando parliamo di competenze, lo sguardo deve necessariamente allargarsi rispetto alla componente specifica.</p>
<p>        <section class="blockquote">
							<p>Investire sulle competenze dei ragazzi significa estendere le opportunità future.</p>
<p>
			        </section>
		</p>
<p>Molte delle misure comprese nella missione "istruzione e ricerca", che da sola muove quasi 31 miliardi di euro, sono infatti<strong> finalizzate a potenziare l'offerta educativa e con essa il livello di competenze degli studenti</strong>. Prendiamo ad esempio l'investimento 1.1, riguardante il<a href="https://openpnrr.it/misure/165/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> piano per gli asili nido e le scuole dell’infanzia</a>. Come abbiamo avuto modo di sottolineare in diverse occasioni, l'<a href="https://www.openpolis.it/esercizi/lofferta-di-asili-nido-in-italia/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">estensione della rete per la prima infanzia </a>non rappresenterebbe solo la garanzia di un servizio per le famiglie, ma anche l'innalzamento del livello educativo degli studenti.</p>
<p>La letteratura degli ultimi anni ha spesso<strong> indicato come la partecipazione all'istruzione prima dei 6 anni contribuisca a migliorare gli apprendimenti in tutto il percorso successivo</strong>.</p>
<p>        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Come emerso anche dalle indagini internazionali che confrontano i diversi paesi, emerge anche con i dati nazionali che l’aver frequentato la scuola dell’infanzia ha un effetto positivo sugli apprendimenti anche tenendo conto del background socio-economico-culturale degli studenti</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.invalsi.it/download2/wp/wp27_Campodifiori_Falzetti_Papini.pdf" target="_blank">- Campodifiori, Falzetti, Papini (2016), La frequenza della scuola pre-primaria e gli apprendimenti scolastici</a>
									            </div>
        </section>
		</p>
<p>Perciò vanno lette in quest'ottica anche misure come l'estensione del tempo pieno (e quella, parallela, delle mense), nonché gli investimenti sulla riduzione dei divari e sulla formazione dei docenti. Tutti gli interventi dedicati a migliorare la qualità dell'offerta educativa vanno<strong> considerati strategici, proprio rispetto alla capacità di aumentare il livello di apprendimenti degli studenti</strong>. E, in definitiva, anche le opportunità di cui disporranno in futuro.</p>
<h3>L'Italia nel confronto internazionale</h3>
<p>L'esigenza di investire sulle capacità degli studenti nel nostro paese si ricava innanzitutto dal confronto internazionale. Da questo punto di vista, i <strong>dati delle rilevazioni Ocse-Pisa offrono uno sguardo prezioso sul tema</strong>. Si tratta di test somministrati ogni 3 anni a un campione di studenti 15enni di diversi paesi, volto proprio a <strong>monitorare il livello di competenze in ambiti come lettura, matematica e scienze</strong>.</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">79 </span>paesi coinvolti nelle rilevazioni Ocse-Pisa 2018.</p>
			        </section>
		</p>
<p>I dati più recenti con cui confrontare il dato nazionale sono relativi al 2018: a causa dell'emergenza Covid la rilevazione 2021 è infatti slittata di un anno, con <a href="https://www.invalsi.it/invalsi/ri/pisa2022/index.php?page=pisa2022_it_02" target="_blank" rel="noopener noreferrer">i nuovi risultati che saranno pubblicati nel corso del 2023</a>. Tuttavia anche i dati esistenti consentono di individuare <strong>linee di tendenza nella condizione educativa del nostro paese</strong>.</p>
<p>        <section class="blockquote">
							<p>Stabili i punteggi in lettura e matematica, dopo una crescita in anni precedenti. In calo le scienze.</p>
<p>
			        </section>
		</p>
<p>Partiamo dalle <strong>competenze in lettura</strong>. In questo ambito il punteggio medio raggiunto dall'Italia nel 2018 è stato di 476, inferiore alla media Ocse di 11 punti. Rispetto agli altri maggiori paesi Ue, il nostro paese si colloca sia al di sotto del dato tedesco che di quello francese.</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/lettura-italia-al-di-sotto-della-media-ocse-e-degli-altri-maggiori-paesi-ue/">Lettura, Italia al di sotto della media Ocse e degli altri maggiori paesi Ue</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/lettura-italia-al-di-sotto-della-media-ocse-e-degli-altri-maggiori-paesi-ue/">Punteggio medio nelle competenze in lettura dei 15enni (2003-18)</a></h3>
                                    </div>
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                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Ocse-Pisa                                                                <br>(ultimo aggiornamento: lunedì 2 Dicembre 2019)
                                        </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-191014"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			</p>
<p>Da notare come - dopo una crescita iniziata alla fine degli anni 2000 - negli anni successivi il dato nazionale sia <strong>rimasto fondamentalmente stabile</strong>. Motivo per cui l'analisi specifica per il nostro paese stilata da Ocse non individua alcuna chiara direzione di cambiamento.</p>
<p>        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>In Italia, il punteggio medio in lettura nel 2018 è stato inferiore a quello di Pisa 2000 e Pisa 2009 (le due rilevazioni precedenti con lettura come ambito principale), ma vicino al livello osservato nella maggior parte delle restanti rilevazioni; non è stato, quindi, possibile determinare una chiara direzione di cambiamento.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.oecd.org/pisa/publications/PISA2018_CN_ITA_IT.pdf" target="_blank">- Ocse, Nota paese Italia sui risultati Pisa 2018</a>
									            </div>
        </section>
		</p>
<p>        <section class="blockquote">
							<p>I punteggi più elevati in lettura si registrano in estremo oriente, Estonia, Canada e Finlandia.</p>
<p>
			        </section>
		</p>
<p><strong>Allargando il confronto ad altri paesi</strong>, il punteggio italiano nelle prove di lettura del 2018 è stato comparabile con quello raggiunto dagli studenti svizzeri (484), lettoni (479), ungheresi (476), lituani (476) e israealiani (470). I <strong>livelli più elevati nella rilevazione 2018 sono stati conseguiti da studenti dell'estremo oriente.</strong> Come nelle regioni cinesi di Beijing-Shanghai-Jiangsu-Guangdong (555 punti), Macao (525) e Hong Kong (524), e a Singapore (seconda con 549). <strong>Seguono, con almeno 520 punti, Estonia, Canada e Finlandia</strong> (cfr. <a href="https://www.invalsiopen.it/risultati-ocse-pisa-2018/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Invalsi, 2019</a>).</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">476 </span>il punteggio medio in lettura in Italia nei test Ocse-Pisa del 2018.</p>
			        </section>
		</p>
<p>Per quanto riguarda le competenze in matematica si è assistito a un <strong>riavvicinamento dell'Italia alla media Ocse nel corso degli ultimi 20 anni</strong>. In particolare negli anni 2000, quando il divario è passato da 33 punti del 2003 ai 16 del 2009. Da allora il dato nazionale si è stabilizzato ed è oggi in linea con la media dei paesi Ocse.</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/competenze-in-matematica-il-riavvicinamento-alla-media-ocse-e-avvenuto-negli-anni-2000/">Competenze in matematica: il riavvicinamento tra Italia e media Ocse</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/competenze-in-matematica-il-riavvicinamento-alla-media-ocse-e-avvenuto-negli-anni-2000/">Punteggio medio nelle competenze in matematica dei 15enni (2003-18)</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1">
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_147931_tab3"><p>La media nel rendimento è calcolata sui paesi Ocse con dati validi in tutte le rilevazioni Pisa.</p>
</div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Ocse-Pisa                                                                <br>(ultimo aggiornamento: lunedì 2 Dicembre 2019)
                                        </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/01/competenze-in-matematica-il-riavvicinamento-alla-media-ocse-e-avvenuto-negli-anni-2000.png" target="_blank" download></a>
						                                                <div title="Scarica dati CSV" class="opmag-chart-action-data-btn" data-param-filename="competenze-in-matematica-il-riavvicinamento-alla-media-ocse-e-avvenuto-negli-anni-2000"></div>
						                        
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                            <p><label for="embed-chart-147931"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			</p>
<p>Un dato <strong>comunque distante dai top performers a livello internazionale, anche in questo caso prevalentemente asiatici. </strong>In particolare le regioni cinesi di Beijing-Shanghai-Jiangsu-Guangdong (591 punti), Macao (558), Hong Kong (551), oltre a Singapore (seconda con 569 punti), Taipei (531), Giappone (527) e Corea del sud (526). Seguiti da 3 paesi Ue: Estonia (523), Paesi bassi (519) e Polonia (516).</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">487 </span>il punteggio medio in matematica in Italia nei test Ocse-Pisa del 2018.</p>
			        </section>
		</p>
<p><strong>Nelle scienze si è assistito a un peggioramento nel corso degli anni</strong>. Se tra 2006 e 2012 il livello di competenza era cresciuto nel nostro paese di quasi 20 punti (da 475 a 494) negli anni successivi tale miglioramento non si è consolidato come avvenuto per la matematica. In una tendenza al calo che riguarda anche altri paesi, spicca il dato italiano: -26 punti tra 2012 a 2018, di cui 13 persi dal 2015. Nel confronto Ocse si tratta di uno dei decrementi più ampi registrati.</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
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                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/tra-i-paesi-ocse-litalia-ha-avuto-uno-dei-cali-maggiori-nei-risultati-dei-test-di-scienze/">Tra i paesi Ocse, l&#8217;Italia ha avuto uno dei cali maggiori nei risultati dei test di scienze</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/tra-i-paesi-ocse-litalia-ha-avuto-uno-dei-cali-maggiori-nei-risultati-dei-test-di-scienze/">Punteggio medio nelle competenze in scienze dei 15enni (2006-18)</a></h3>
                                    </div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Ocse-Pisa                                                                <br>(ultimo aggiornamento: lunedì 2 Dicembre 2019)
                                        </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-147997"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                </div>

                            </div>

			</p>
<p>Questi dati, <strong>già prima della pandemia, indicavano molti margini di miglioramento</strong>. Con un ritardo nel confronto internazionale, la cui riduzione è indicata come obiettivo nel Pnrr. Altro elemento critico è il permanere di ampi divari territoriali, testimoniati in questo caso dai test Invalsi.</p>
<h3>Le differenze territoriali, comune per comune</h3>
<p>Per l'anno scolastico 2020/21 <strong>non sono purtroppo disponibili i dati sugli apprendimenti dei ragazzi del grado 10, ovvero di seconda superiore</strong>. Questo perché - perdurante l'emergenza Covid - per quelle classi la somministrazione delle prove era stata <a href="https://www.miur.gov.it/documents/20182/5385739/Ordinanza+ministeriale+n.132+del+19+aprile+2021.pdf/7f540154-9f60-2d62-077b-42090714de4d?version=1.0&amp;t=1619698911329" target="_blank" rel="noopener noreferrer">sospesa in via straordinaria</a>.</p>
<p>Per ricostruire le differenze negli apprendimenti in italiano e matematica possiamo comunque ricorrere ai dati relativi al grado 13, cioè quelli degli <strong>studenti all'ultimo anno delle superiori</strong>.</p>
<p>In matematica i <strong>livelli più elevati si riscontrano in provincia di Lecco</strong>. Il punteggio mediano tra i comuni per cui è disponibile il dato è infatti pari a 221,45. Seguono - a distanza - <strong>Como</strong> (punteggio mediano dei comuni pari a 210,87), Bergamo (210,82), Trento (210,32) e Treviso (210,18).</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
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                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/sondrio-trento-e-pordenone-sono-i-capoluoghi-con-gli-apprendimenti-piu-elevati-in-matematica/">Sondrio, Trento e Pordenone sono i capoluoghi con gli apprendimenti più elevati in matematica</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/sondrio-trento-e-pordenone-sono-i-capoluoghi-con-gli-apprendimenti-piu-elevati-in-matematica/">Punteggio medio nei test Invalsi di matematica (V superiore, a.s. 2020/21)</a></h3>
                                    </div>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/sondrio-trento-e-pordenone-sono-i-capoluoghi-con-gli-apprendimenti-piu-elevati-in-matematica/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/07/sondrio-trento-e-pordenone-sono-i-capoluoghi-con-gli-apprendimenti-piu-elevati-in-matematica.png" placeholder ></amp-img><div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div></amp-iframe>                        <div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/sondrio-trento-e-pordenone-sono-i-capoluoghi-con-gli-apprendimenti-piu-elevati-in-matematica/">Sondrio, Trento e Pordenone sono i capoluoghi con gli apprendimenti più elevati in matematica - Punteggio medio nei test Invalsi di matematica (V superiore, a.s. 2020/21)</a></div>
                    </div>
			        			                                <div id="chart_191134_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_191134_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_191134_tab3"><p>I dati presentati per ciascun comune corrispondono al punteggio medio (stima delle abilità secondo il modello di Rasch) su scala nazionale, corretto per il <a href="https://www.invalsi.it/invalsi/ri/sis/documenti/022013/falzetti.pdf" target="_blank" rel="noopener">cheating</a>. Il dato non è disponibile se non sono presenti almeno 2 plessi per comune oppure 2 istituti per comune. Nel caso i risultati delle prove fossero stati resi pubblici direttamente dalle scuole il dato è stato restituito anche se relativo a un solo plesso o un solo istituto per comune.</p>
</div>
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                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Invalsi                                                                <br>(ultimo aggiornamento: giovedì 2 Settembre 2021)
                                        </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/07/sondrio-trento-e-pordenone-sono-i-capoluoghi-con-gli-apprendimenti-piu-elevati-in-matematica.png" target="_blank" download></a>
						                                                
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                            <p><label for="embed-chart-191134"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-191134" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			</p>
<p>In <strong>dieci province - tutte del mezzogiorno - il punteggio non raggiunge quota 170</strong>: Agrigento, Caserta, Siracusa, Reggio Calabria, Salerno, Caltanissetta, Sud Sardegna, Foggia, Crotone e Cosenza.</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">163,08 </span>il punteggio mediano raggiunto nei comuni della provincia di Cosenza nelle prove Invalsi di matematica.</p>
			        </section>
		</p>
<p>Tra i capoluoghi, spiccano ai primi posti - con oltre 210 punti - <strong>Sondrio</strong>, <strong>Trento</strong>, <strong>Pordenone</strong>, <strong>Bergamo</strong>, <strong>Lecco</strong>, <strong>Belluno</strong> e <strong>Vicenza</strong>. Mentre in fondo alla classifica - con meno di 160 punti - compaiono le città di <strong>Avellino</strong> (157,58) e <strong>Cosenza</strong> (158,59).</p>
<p>        <section class="blockquote">
							<p>I territori con bassi rendimenti in italiano generalmente coincidono con quelli con bassi rendimenti in matematica.</p>
<p>
			        </section>
		</p>
<p><strong>Anche in italiano i livelli più elevati si registrano in provincia di Lecco</strong>, con un punteggio mediano tra i comuni per cui è disponibile il dato pari a 210,4. Seguono nell'ordine, con punteggi mediani superiori a 200, le province di <strong>Aosta</strong>, <strong>Sondrio</strong>, <strong>Bergamo</strong>, <strong>Trieste</strong>, <strong>Como</strong>, <strong>Trento</strong> e <strong>Cuneo</strong>.</p>
<p>Anche in questo caso i <strong>territori in cui i comuni registrano i punteggi mediani più bassi si trovano nel mezzogiorno</strong>. In particolare, con un punteggio inferiore a 160, Crotone (158,19). Poco sopra questa soglia, ma comunque al di sotto di quota 165, le province di <strong>Foggia</strong>, <strong>Agrigento</strong>, <strong>Vibo Valentia</strong>, <strong>Reggio</strong> <strong>Calabria</strong>, <strong>Salerno</strong> e <strong>Cosenza</strong>.</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/sondrio-trento-e-aosta-sono-i-capoluoghi-con-gli-apprendimenti-piu-elevati-in-italiano/">Sondrio, Trento e Aosta sono i capoluoghi con gli apprendimenti più elevati in italiano</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/sondrio-trento-e-aosta-sono-i-capoluoghi-con-gli-apprendimenti-piu-elevati-in-italiano/">Punteggio medio nei test Invalsi di italiano (V superiore, a.s. 2020/21)</a></h3>
                                    </div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Invalsi                                                                <br>(ultimo aggiornamento: giovedì 2 Settembre 2021)
                                        </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-191142"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                </div>

                            </div>

			</p>
<p>Tra i capoluoghi si segnalano, <strong>ai vertici della classifica</strong>, <strong>Sondrio</strong>, <strong>Trento</strong> e <strong>Aosta</strong>, tutti superiori a quota 208. Superano quota 200 anche i comuni di Pordenone, Treviso, Belluno, Bergamo, Cuneo, Macerata, Udine, Vicenza, Lecco, Trieste, Verona, Padova e Gorizia.</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">148,77 </span>il punteggio medio nel comune di Avellino nelle prove Invalsi di italiano.</p>
			        </section>
		</p>
<p>Ancora una volta, sono i capoluoghi del sud ad occupare il fondo della classifica. Oltre ad Avellino (sotto la soglia dei 150 punti) si segnalano infatti - tra i 160 e 170 punti - i comuni di Cosenza, Carbonia, Crotone, Taranto, Brindisi, Vibo Valentia, Caltanissetta, Enna, Agrigento e Napoli.</p>
<h3>La necessità di intervenire sul divario internazionale e interno</h3>
<p>I dati fin qui passati in rassegna evidenziano due tendenze. La prima è un <strong>ritardo rispetto alla media dei maggiori paesi Ue</strong> nelle competenze acquisite dagli studenti del nostro paese. In alcuni casi, come nelle scienze, si individua un vero e proprio allontanamento dal benchmark internazionale.</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">-13 </span>i punti di calo per l'Italia nei test di scienze Ocse-Pisa tra 2015 e 2018.</p>
			        </section>
		</p>
<p>La seconda tendenza, altrettanto importante, è la<strong> distanza interna tra aree del paese</strong>. Basta osservare i risultati raggiunti nei capoluoghi per individuare come la<strong> linea di frattura si innesti sulla divisione tra nord e sud</strong>.</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/tra-le-grandi-citta-e-napoli-quella-con-gli-apprendimenti-piu-bassi-degli-studenti/">Tra le grandi città è Napoli quella con gli apprendimenti più bassi degli studenti</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/tra-le-grandi-citta-e-napoli-quella-con-gli-apprendimenti-piu-bassi-degli-studenti/">Punteggio medio nei test Invalsi di italiano e matematica nelle 10 maggiori città italiane (V superiore, a.s. 2020/21)</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0">
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Invalsi                                                                <br>(ultimo aggiornamento: giovedì 2 Settembre 2021)
                                        </p>
                </div>
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						                                                <div title="Scarica dati CSV" class="opmag-chart-action-data-btn" data-param-filename="tra-le-grandi-citta-e-napoli-quella-con-gli-apprendimenti-piu-bassi-degli-studenti"></div>
						                        
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                            <p><label for="embed-chart-191162"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			</p>
<p>Da questo punto di vista <strong>la diagnosi del Pnrr è chiara</strong>, dal momento che individua come <strong>criticità prioritarie un gap nelle competenze di base</strong>, l'alto tasso di abbandono scolastico e i divari territoriali ancora presenti.</p>
<p>        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Gli studenti italiani di 15 anni si collocano al di sotto della media OCSE in lettura, matematica e scienze, con ampie differenze territoriali che documentano risultati migliori della media Ocse al Nord ma molto inferiori al Sud. I due problemi - l’abbandono scolastico e i divari di competenze - sono tra loro fortemente connessi, perché la mancata acquisizione di competenze di base (basic skills) è una delle principali cause dell’abbandono scolastico.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.camera.it/temiap/2021/05/20/OCD177-4961.pdf#page=45" target="_blank">- Piano nazionale ripresa e resilienza (2021)</a>
									            </div>
        </section>
		</p>
<p>Dall'intervento su questi due fenomeni, così intimamente legati, <strong>non dipende solo il futuro dei giovani ma quello dell'intero paese</strong>.</p>
<h3>Scarica, condividi e riutilizza i dati</h3>
<p>        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Scarica i dati, regione per regione</p>
<p></p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/apprendimenti+invalsi+2020-21+grado+13+italiano/Abruzzo.xls" target="_blank" rel="noopener">Abruzzo</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/apprendimenti+invalsi+2020-21+grado+13+italiano/Basilicata.xls" target="_blank" rel="noopener">Basilicata</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/apprendimenti+invalsi+2020-21+grado+13+italiano/Calabria.xls" target="_blank" rel="noopener">Calabria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/apprendimenti+invalsi+2020-21+grado+13+italiano/Campania.xls" target="_blank" rel="noopener">Campania</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/apprendimenti+invalsi+2020-21+grado+13+italiano/Emilia-Romagna.xls" target="_blank" rel="noopener">Emilia Romagna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/apprendimenti+invalsi+2020-21+grado+13+italiano/Friuli-Venezia+Giulia.xls" target="_blank" rel="noopener">Friuli Venezia Giulia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/apprendimenti+invalsi+2020-21+grado+13+italiano/Lazio.xls" target="_blank" rel="noopener">Lazio</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/apprendimenti+invalsi+2020-21+grado+13+italiano/Liguria.xls" target="_blank" rel="noopener">Liguria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/apprendimenti+invalsi+2020-21+grado+13+italiano/Lombardia.xls">Lombardia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/apprendimenti+invalsi+2020-21+grado+13+italiano/Marche.xls" target="_blank" rel="noopener">Marche</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/apprendimenti+invalsi+2020-21+grado+13+italiano/Molise.xls" target="_blank" rel="noopener">Molise</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/apprendimenti+invalsi+2020-21+grado+13+italiano/Piemonte.xls" target="_blank" rel="noopener">Piemonte</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/apprendimenti+invalsi+2020-21+grado+13+italiano/Puglia.xls" target="_blank" rel="noopener">Puglia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/apprendimenti+invalsi+2020-21+grado+13+italiano/Sardegna.xls" target="_blank" rel="noopener">Sardegna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/apprendimenti+invalsi+2020-21+grado+13+italiano/Sicilia.xls" target="_blank" rel="noopener">Sicilia</a>,  <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/apprendimenti+invalsi+2020-21+grado+13+italiano/Toscana.xls" target="_blank" rel="noopener">Toscana</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/apprendimenti+invalsi+2020-21+grado+13+italiano/Trentino-Alto+Adige.xls">Trentino AA</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/apprendimenti+invalsi+2020-21+grado+13+italiano/Umbria.xls" target="_blank" rel="noopener">Umbria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/apprendimenti+invalsi+2020-21+grado+13+italiano/Valle+d'Aosta.xls">Valle d'Aosta</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/apprendimenti+invalsi+2020-21+grado+13+italiano/Veneto.xls" target="_blank" rel="noopener">Veneto</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/apprendimenti+invalsi+2020-21+grado+13+italiano/DATASET_apprendimenti_Invalsi+(2020_21)_grado13_italiano.xls" target="_blank" rel="noopener">Totale nazionale</a></p></div>
				            </div>
        </section>
		</p>
<p>I contenuti dell'Osservatorio povertà educativa <a href="https://www.openpolis.it/poverta-educativa/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">#conibambini</a> sono realizzati da openpolis con l'impresa sociale Con i Bambini nell'ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell'articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l'obiettivo di creare un'unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di <em>data journalism</em> o anche per semplice consultazione. La fonte dei dati sugli apprendimenti è Invalsi.</p>
<p>Foto: <a href="https://unsplash.com/photos/2fr56H6rgJk" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Adam Winger (unsplash)</a> - <a href="https://unsplash.com/license" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Licenza</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/perche-e-essenziale-puntare-sulle-capacita-e-le-competenze-dei-piu-giovani/">Perché è essenziale puntare sulle capacità e le competenze dei più giovani</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;abbandono implicito di chi finisce la scuola senza competenze adeguate</title>
		<link>https://www.openpolis.it/labbandono-implicito-di-chi-finisce-la-scuola-senza-competenze-adeguate/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 May 2022 07:30:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=178981</guid>

					<description><![CDATA[<p>In Italia circa il 13% dei giovani tra 18 e 24 anni ha lasciato la scuola prima del tempo. Ma si tratta solo della forma esplicita di abbandono. La quota sale di quasi 10 punti se si somma la dispersione implicita di chi finisce la scuola senza le competenze di base minime.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/labbandono-implicito-di-chi-finisce-la-scuola-senza-competenze-adeguate/">L&#8217;abbandono implicito di chi finisce la scuola senza competenze adeguate</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Si avvicina la conclusione della scuola e si entra nel periodo degli esami, per le ragazze e i ragazzi all&#8217;ultimo anno di scuola. Un <strong>passaggio importante</strong>: in attesa di sapere con precisione quanti saranno quest&#8217;anno a svolgere la prova di maturità, possiamo dire che l&#8217;anno scorso gli studenti iscritti agli esami sono stati circa <a href="https://www.miur.gov.it/web/guest/-/esami-di-stato-2021-pubblicati-i-nominativi-dei-presidenti-di-commissione" target="_blank" rel="noopener noreferrer">540mila</a>.</p>
<p>Nel 2021 era stato poi effettivamente ammesso il 96,2% dei frequentanti e si è <a href="https://www.miur.gov.it/web/guest/-/scuola-disponibili-i-primi-dati-sui-risultati-sull-andamento-degli-esami-di-stato-2021-del-secondo-ciclo-di-istruzione-piu-di-un-diplomato-su-due-otti" target="_blank" rel="noopener noreferrer">diplomato il 99,8% di chi ha sostenuto le prove</a>. Un <strong>passaggio mancato</strong> per ragazze e ragazzi che hanno lasciato la scuola prima del tempo.</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">12,7% </span>i giovani 18-24 anni che hanno lasciato i percorsi di istruzione e formazione con al massimo la licenza media (2021).</p>
			        </section>
		</p>
<p>Dati che ci ricordano l&#8217;<strong>impatto della dispersione scolastica</strong> esplicita (l&#8217;abbandono precoce degli studi vero e proprio) e quello &#8211; spesso sottovalutato &#8211; della <strong>dispersione implicita</strong>. Parliamo di chi, pur completando il percorso di istruzione, non raggiunge un livello di competenze adeguato.</p>
<h3>Due forme diverse di dispersione scolastica</h3>
<p>Nel nostro paese la quota di abbandoni scolastici espliciti è progressivamente diminuita negli ultimi anni. Anche sulla scorta degli obiettivi europei fissati nell&#8217;ambito dell&#8217;agenda Europa 2020, la quota di giovani che hanno lasciato la scuola prima del tempo è passata <strong>dal 17,8% del 2011 a circa il 13% attuale</strong>.</p>
<p>        <section class="glossary">
            <div>
                <mark>
																		Nel decennio scorso l’Unione europea aveva fissato come obiettivo che – entro il 2020 – i giovani europei tra 18 e 24 anni senza diploma superiore (o qualifica professionale) fossero meno del 10% del totale.</br>
											                </mark>
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/che-cose-labbandono-scolastico/">
                "Che cos&#8217;è l&#8217;abbandono scolastico"</a></span>

            </div>
        </section>
		</p>
<p>Un miglioramento netto, che ha <strong>consentito di raggiungere l&#8217;obiettivo nazionale</strong> (16%), sebbene la <strong>soglia del 10% fissata in sede Ue resti ancora lontana</strong>. Un target che peraltro è stato reso ancora più sfidante nel <a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32021G0226(01)&amp;from=EN" target="_blank" rel="noopener noreferrer">febbraio 2021</a>. In vista del 2030, infatti, le istituzioni europee hanno deciso di abbassarlo ulteriormente di un punto (9%).</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/italia-quarta-in-europa-per-abbandoni-scolastici-nel-2020/">Italia ai primi posti in Europa per abbandoni scolastici</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/italia-quarta-in-europa-per-abbandoni-scolastici-nel-2020/">Percentuale di giovani tra 18 e 24 anni che hanno solo la licenza media nei paesi Ue (2020)</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0">
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/italia-quarta-in-europa-per-abbandoni-scolastici-nel-2020/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2021/09/italia-quarta-in-europa-per-abbandoni-scolastici-nel-2020.png" placeholder ></amp-img><div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div></amp-iframe>                        <div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/italia-quarta-in-europa-per-abbandoni-scolastici-nel-2020/">Italia ai primi posti in Europa per abbandoni scolastici - Percentuale di giovani tra 18 e 24 anni che hanno solo la licenza media nei paesi Ue (2020)</a></div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Eurostat                                                                <br>(ultimo aggiornamento: sabato 6 Marzo 2021)
                                        </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2021/09/italia-quarta-in-europa-per-abbandoni-scolastici-nel-2020.png" target="_blank" download></a>
						                                                
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                            <p><label for="embed-chart-155431"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-155431" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>

                    </div>
                </div>

                            </div>

			</p>
<p>Tuttavia, la <strong>quota di giovani senza diploma non è l'unico parametro attraverso cui valutare l'impatto della dispersione scolastica</strong>. Di fianco ad essa è importante considerare anche la percentuale di chi, pur concludendo formalmente il proprio percorso scolastico, <strong>non ha raggiunto le competenze minime necessarie</strong>.</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">9,5% </span>gli studenti che nel 2021 hanno concluso la scuola superiore con competenze di base inadeguate (+2,5 punti in più rispetto al 2019).</p>
			        </section>
		</p>
<p>Se all'abbandono esplicito rilevato nel 2020 si somma quello "implicito" di chi termina la scuola con un livello di apprendimenti insufficiente (rilevato da Invalsi a partire dai dati delle prove all'ultimo anno di istruzione), il <strong>tasso di dispersione scolastica complessiva sale di quasi 10 punti</strong>.</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/quasi-1-giovane-su-4-ha-lasciato-la-scuola-senza-il-diploma-o-comunque-competenze-adeguate/">Quasi 1 giovane su 4 ha lasciato la scuola senza il diploma o comunque competenze adeguate</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/quasi-1-giovane-su-4-ha-lasciato-la-scuola-senza-il-diploma-o-comunque-competenze-adeguate/">Composizione della dispersione scolastica totale (2020)</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1">
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                    </div>
			        			                                <div id="chart_179013_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_179013_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_179013_tab3"><p>La dispersione scolastica totale è calcolata come sommatoria dell&#8217;abbandono esplicito (cioè la quota di giovani 18-24 anni che hanno lasciato gli studi prima del diploma) e della dispersione implicita (coloro che, pur avendo raggiunto l&#8217;ultimo anno di scuola &#8211; grado 13 &#8211; non hanno acquisito le competenze di base minime necessarie). Il primo indicatore è stato formulato in <a href="https://ec.europa.eu/eurostat/statistics-explained/index.php?title=Early_leavers_from_education_and_training" target="_blank" rel="noopener">ambito europeo</a>, il secondo è elaborato attraverso la <a href="https://www.invalsiopen.it/wp-content/uploads/2019/10/Editoriale1_ladispersionescolasticaimplicita.pdf" target="_blank" rel="noopener">metodologia Invalsi</a>.</p>
</div>
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                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Istat e Invalsi                                                                <br>(ultimo aggiornamento: mercoledì 14 Luglio 2021)
                                        </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/05/quasi-1-giovane-su-4-ha-lasciato-la-scuola-senza-il-diploma-o-comunque-competenze-adeguate.png" target="_blank" download></a>
						                                                <div title="Scarica dati CSV" class="opmag-chart-action-data-btn" data-param-filename="quasi-1-giovane-su-4-ha-lasciato-la-scuola-senza-il-diploma-o-comunque-competenze-adeguate"></div>
						                        
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                        <div>
                            <p><label for="embed-chart-179013"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-179013" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			</p>
<p>Un dato - quello della dispersione implicita - che mostra un <strong>aumento negli anni successivi alla pandemia</strong>, come rilevato da Invalsi attraverso i dati dei test:</p>
<p>        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Analizzando i risultati delle prove Invalsi si osserva che nel 2021 in Italia il 9,5% degli studenti termina la scuola secondaria di secondo grado con competenze di base decisamente inadeguate, 2,5 punti in più rispetto al 2019.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.invalsiopen.it/leggere-diseguaglianze-dati/" target="_blank">- Invalsi, Le diseguaglianze che non si vedono senza dati per tutti (2021)</a>
									            </div>
        </section>
		</p>
<p>Tale fenomeno ha un<strong> impatto anche sulle disuguaglianze territoriali</strong>. I dati relativi alle prove 2021, disaggregati su base comunale, mostrano come siano <strong>soprattutto le città e i territori del mezzogiorno a restare indietro</strong>.</p>
<p>Isolando i <strong>100 comuni che nei test di italiano 2020/21 hanno raggiunto i punteggi più elevati</strong> tra gli studenti dell'ultimo anno, <strong>ben 90 si trovano nell'Italia settentrionale</strong>. In particolare 54 nel nord-ovest e 36 nel nord-est. Sono 7 quelli collocati nell'Italia centrale, mentre 2 si trovano al sud e 1 nelle isole.</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">3% </span>dei comuni con i punteggi Invalsi migliori si trovano nel mezzogiorno.</p>
			        </section>
		<br />
        <section class="blockquote">
							<p>Ai primi posti quasi solo comuni dell'Italia settentrionale.</p>
<p>
			        </section>
		</p>
<p>I territori con più comuni che si collocano ai primi 100 posti sono la provincia di <strong>Bergamo</strong> (9 comuni), seguita da <strong>Trento</strong> (6), <strong>Brescia</strong> (6) e <strong>Treviso</strong> (5). Si piazzano nella classifica con 4 comuni ciascuno le province di Vicenza, Verona, Torino, Sondrio, Monza e Brianza, Milano, Lecco, Cuneo e Como.</p>
<p>Al contrario, <strong>tra i 100 comuni con i punteggi più bassi, 63 si trovano al sud</strong>, <strong>19 nelle isole</strong>, 11 nell'Italia centrale e rispettivamente 3 e 4 nel nord-ovest e nel nord-est. Nello specifico, 24 si trovano tra <strong>Napoli</strong> (9) e <strong>Salerno</strong> (13). Seguono la provincia di <strong>Cosenza</strong> (8 comuni tra i 100 con i punteggi medi più bassi), la città metropolitana di <strong>Reggio Calabria</strong> (6), la provincia di <strong>Caserta</strong> (5).</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nei-comuni-tra-crotone-e-cosenza-si-rilevano-i-punteggi-mediani-piu-bassi/">Nei comuni tra Crotone e Cosenza si rilevano i punteggi mediani più bassi</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nei-comuni-tra-crotone-e-cosenza-si-rilevano-i-punteggi-mediani-piu-bassi/">Punteggio medio nei test Invalsi di italiano (V superiore, a.s. 2020/21)</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1">
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/nei-comuni-tra-crotone-e-cosenza-si-rilevano-i-punteggi-mediani-piu-bassi/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/05/nei-comuni-tra-crotone-e-cosenza-si-rilevano-i-punteggi-mediani-piu-bassi.png" placeholder ></amp-img><div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div></amp-iframe>                        <div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nei-comuni-tra-crotone-e-cosenza-si-rilevano-i-punteggi-mediani-piu-bassi/">Nei comuni tra Crotone e Cosenza si rilevano i punteggi mediani più bassi - Punteggio medio nei test Invalsi di italiano (V superiore, a.s. 2020/21)</a></div>
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			        			                                <div id="chart_179030_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_179030_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_179030_tab3"><p>I dati presentati per ciascun comune corrispondono al punteggio medio (stima delle abilità secondo il modello di Rasch) su scala nazionale, corretto per il <a href="https://www.invalsi.it/invalsi/ri/sis/documenti/022013/falzetti.pdf" target="_blank" rel="noopener">cheating</a>. Il dato non è disponibile se non sono presenti almeno 2 plessi per comune oppure 2 istituti per comune. Nel caso i risultati delle prove fossero stati resi pubblici direttamente dalle scuole il dato è stato restituito anche se relativo a un solo plesso o un solo istituto per comune.</p>
</div>
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                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Invalsi                                                                <br>(ultimo aggiornamento: giovedì 2 Settembre 2021)
                                        </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/05/nei-comuni-tra-crotone-e-cosenza-si-rilevano-i-punteggi-mediani-piu-bassi.png" target="_blank" download></a>
						                                                
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                            <p><label for="embed-chart-179030"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-179030" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;505&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/nei-comuni-tra-crotone-e-cosenza-si-rilevano-i-punteggi-mediani-piu-bassi/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			</p>
<p>Calcolando i <strong>punteggi mediani nei comuni rilevati per ciascuna provincia</strong>, quelli più elevati si registrano nei territori di Lecco, Aosta, Sondrio e Bergamo. Mentre quelli più bassi si riscontrano nei comuni tra Cosenza e Crotone. Tra i <strong>capoluoghi</strong>, ai primi posti <strong>Sondrio</strong> (214,7 punti), <strong>Trento</strong> (208,3) e <strong>Aosta</strong> (208,2). In fondo alla classifica invece le città di <strong>Avellino</strong> (148,8), <strong>Cosenza</strong> (161,2), <strong>Carbonia</strong> (161,5) e <strong>Crotone</strong> (163,1).</p>
<h3>Scarica, condividi e riutilizza i dati</h3>
<p>        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Scarica i dati, regione per regione</p>
<p></p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/apprendimenti+invalsi+2020-21+grado+13+italiano/Abruzzo.xls" target="_blank" rel="noopener">Abruzzo</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/apprendimenti+invalsi+2020-21+grado+13+italiano/Basilicata.xls" target="_blank" rel="noopener">Basilicata</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/apprendimenti+invalsi+2020-21+grado+13+italiano/Calabria.xls" target="_blank" rel="noopener">Calabria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/apprendimenti+invalsi+2020-21+grado+13+italiano/Campania.xls" target="_blank" rel="noopener">Campania</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/apprendimenti+invalsi+2020-21+grado+13+italiano/Emilia-Romagna.xls" target="_blank" rel="noopener">Emilia Romagna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/apprendimenti+invalsi+2020-21+grado+13+italiano/Friuli-Venezia+Giulia.xls" target="_blank" rel="noopener">Friuli Venezia Giulia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/apprendimenti+invalsi+2020-21+grado+13+italiano/Lazio.xls" target="_blank" rel="noopener">Lazio</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/apprendimenti+invalsi+2020-21+grado+13+italiano/Liguria.xls" target="_blank" rel="noopener">Liguria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/apprendimenti+invalsi+2020-21+grado+13+italiano/Lombardia.xls">Lombardia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/apprendimenti+invalsi+2020-21+grado+13+italiano/Marche.xls" target="_blank" rel="noopener">Marche</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/apprendimenti+invalsi+2020-21+grado+13+italiano/Molise.xls" target="_blank" rel="noopener">Molise</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/apprendimenti+invalsi+2020-21+grado+13+italiano/Piemonte.xls" target="_blank" rel="noopener">Piemonte</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/apprendimenti+invalsi+2020-21+grado+13+italiano/Puglia.xls" target="_blank" rel="noopener">Puglia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/apprendimenti+invalsi+2020-21+grado+13+italiano/Sardegna.xls" target="_blank" rel="noopener">Sardegna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/apprendimenti+invalsi+2020-21+grado+13+italiano/Sicilia.xls" target="_blank" rel="noopener">Sicilia</a>,  <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/apprendimenti+invalsi+2020-21+grado+13+italiano/Toscana.xls" target="_blank" rel="noopener">Toscana</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/apprendimenti+invalsi+2020-21+grado+13+italiano/Trentino-Alto+Adige.xls">Trentino AA</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/apprendimenti+invalsi+2020-21+grado+13+italiano/Umbria.xls" target="_blank" rel="noopener">Umbria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/apprendimenti+invalsi+2020-21+grado+13+italiano/Valle+d'Aosta.xls">Valle d'Aosta</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/apprendimenti+invalsi+2020-21+grado+13+italiano/Veneto.xls" target="_blank" rel="noopener">Veneto</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/apprendimenti+invalsi+2020-21+grado+13+italiano/DATASET_apprendimenti_Invalsi+(2020_21)_grado13_italiano.xls" target="_blank" rel="noopener">Totale nazionale</a></p></div>
				            </div>
        </section>
		</p>
<p>I contenuti dell'Osservatorio povertà educativa <a href="https://www.openpolis.it/poverta-educativa/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">#conibambini</a> sono realizzati da openpolis con l'impresa sociale Con i Bambini nell'ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell'articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l'obiettivo di creare un'unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di <em>data journalism</em> o anche per semplice consultazione. La fonte dei dati sugli apprendimenti è Invalsi.</p>
<p>Foto: Flickr <a href="https://www.flickr.com/photos/sbdudl/51472415312/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Biblioteca i Documentació UdL</a> - <a href="https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.0/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Licenza</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/labbandono-implicito-di-chi-finisce-la-scuola-senza-competenze-adeguate/">L&#8217;abbandono implicito di chi finisce la scuola senza competenze adeguate</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
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