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	<title>Calabria Archivi - Openpolis</title>
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		<title>La qualità dell&#8217;ambiente scolastico e il riscaldamento a scuola</title>
		<link>https://www.openpolis.it/la-qualita-dellambiente-scolastico-e-il-riscaldamento-a-scuola/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Dec 2024 08:05:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=296499</guid>

					<description><![CDATA[<p>Circa il 90% degli edifici scolastici dispone di un impianto di riscaldamento, con ampie differenze sul territorio nazionale. Un aspetto da monitorare con attenzione, perché può incidere fortemente anche sulla qualità dell'esperienza scolastica.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/la-qualita-dellambiente-scolastico-e-il-riscaldamento-a-scuola/">La qualità dell&#8217;ambiente scolastico e il riscaldamento a scuola</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>In inverno, il funzionamento degli impianti di riscaldamento è una delle questioni più rilevanti per monitorare la <strong>qualità dell&#8217;esperienza scolastica</strong> di studenti, insegnanti e personale della scuola.</p>



<p>Nei mesi scorsi abbiamo avuto modo di approfondire come alcuni <strong>fattori strutturali influiscano in modo determinante sull&#8217;offerta didattica</strong>. A partire dalla disponibilità di servizi e strutture, come la <a href="https://www.openpolis.it/luso-consapevole-di-internet-e-le-competenze-digitali-nelle-scuole/#maggiore-diffusione-di-aule-informatiche-nelle-scuole-del-nord-ovest-minore-nel-centro-sud" target="_blank" rel="noreferrer noopener">presenza di aule informatiche</a>, per consentire l&#8217;apprendimento delle competenze digitali, oltre alla disponibilità di <a href="https://www.openpolis.it/lo-sport-a-scuola-per-riavvicinare-i-giovani-alla-pratica-sportiva/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">palestre</a> e di <a href="https://www.openpolis.it/le-mense-nel-contrasto-della-poverta-educativa-e-alimentare" target="_blank" rel="noreferrer noopener">mense</a>. Queste possono facilitare i rientri, il tempo pieno, attività di doposcuola o altri progetti extra-scolastici.</p>


<div id="un-ambiente-scolastico-confortevole-e-il-presupposto-per-unofferta-didattica-di-qualita" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<p>Accanto a quelli citati, il presupposto per garantire un&#8217;<strong>offerta didattica adeguata</strong> è che la scuola rappresenti prima di tutto un <strong>ambiente confortevole e sicuro</strong>. Non parliamo solo della <a href="https://www.openpolis.it/a-quando-risale-ledilizia-scolastica-in-italia/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">disponibilità di scuole moderne</a>, <a href="https://www.openpolis.it/il-problema-dellinquinamento-per-scuole-e-studenti-in-italia/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">lontane da fonti di inquinamento</a>, facilmente <a href="https://www.openpolis.it/le-opportunita-educative-dipendono-anche-dallaccessibilita-delle-scuole/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">raggiungibili con il trasporto pubblico</a>. Ma anche della<strong> possibilità di fare lezioni in un ambiente con temperature adeguate</strong>, anche grazie alla presenza di impianti di riscaldamento. </p>



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<h3 class="wp-block-heading">Gli impianti di riscaldamento nelle scuole italiane</h3>



<p>La presenza di impianti, informazione ricostruibile grazie ai dati aperti pubblicati dal ministero dell&#8217;istruzione,<strong> ovviamente non è sufficiente per valutare l&#8217;effettiva esperienza scolastica di ragazze e ragazzi</strong>. Questo perché vi sono anche altri aspetti da tenere in considerazione: dal funzionamento in concreto degli impianti, all&#8217;isolamento termico nelle singole aule. Allo stesso tempo, si tratta di un <strong>primo elemento rilevante da considerare per valutare la condizione delle scuole</strong>.</p>



<p>In Italia, su oltre 40mila edifici scolastici statali presenti, sono circa 35mila quelli per cui gli enti proprietari hanno dichiarato la presenza dell&#8217;impianto di riscaldamento. Perciò in media <strong>poco meno del 90% degli edifici è dotato di impianto di riscaldamento</strong>. In 526 questo non è sicuramente presente, mentre per circa il 10% degli edifici (oltre quattromila) tale informazione non è disponibile.</p>


<div id="884-gli-edifici-scolastici-per-cui-e-dichiarata-la-presenza-di-impianti-di-riscaldamento" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>




        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">88,4% </span>gli edifici scolastici per cui è dichiarata la presenza di impianti di riscaldamento.</p>
			        </section>
		


<p>Questi dati variano ampiamente sul territorio nazionale. Il <strong>Piemonte</strong> è la regione con più scuole che dispongono di impianti di riscaldamento, essendone dichiarata la presenza nel<strong> 98,5% degli edifici scolastici statali della regione</strong>. Seguono, con oltre il 95%, Veneto, Liguria, Marche, Lombardia, Valle d&#8217;Aosta. </p>


<div id="la-quota-scende-sotto-il-70-in-campania-e-calabria-tuttavia-per-molte-scuole-linformazione-non-e-disponibile" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>




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                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/meno-del-70-degli-edifici-scolastici-ha-limpianto-di-riscaldamento-in-calabria-e-campania/">Meno del 70% degli edifici scolastici ha l&#8217;impianto di riscaldamento in Calabria e Campania</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/meno-del-70-degli-edifici-scolastici-ha-limpianto-di-riscaldamento-in-calabria-e-campania/">Percentuale di edifici scolastici statali dotati di impianti di riscaldamento (a.s. 2022/23)</a></h3>
                                    </div>
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                             aria-labelledby="chart_296508_tab3"><p>Dati non disponibili per il Trentino Alto Adige. I dati, pubblicati sul portale open data del ministero dell’istruzione, sono forniti dagli enti locali proprietari o gestori degli edifici adibiti ad uso scolastico.</p>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Mim                                                                <br>(pubblicati: martedì 12 Settembre 2023)
                                        </p>
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<div id="strillo-testo-block_e2aa81ca632aabe8b5e8fb5832f882b8" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>Per molte scuole l&#8217;informazione non è disponibile per l&#8217;anno scolastico 2022/23.</p>
			        </section>
		</div>



<p>In <strong>Calabria</strong> e in <strong>Campania</strong> la presenza dell&#8217;impianto di riscaldamento è stata dichiarata nell&#8217;anno scolastico 2022/23 per meno del 70% degli edifici scolastici. Rispettivamente il 69,8% e il 66,1% del totale.</p>



<p>Va comunque considerato che, <strong>in entrambe regioni, risulta molto elevata la quota di edifici per cui tale informazione non è stata dichiarata dagli enti proprietari, province e comuni</strong>. Il dato non è infatti disponibile per circa un terzo delle scuole campane (32,8% degli edifici scolastici statali) e per il 28,1% di quelle calabresi.</p>



<p>Tra le <strong>province</strong>, quella di <strong>Imperia è l&#8217;unica dove la presenza è dichiarata per tutte le scuole</strong>. Seguono, con oltre il 99% di edifici scolastici dotati di impianti di riscaldamento, i territori di Rovigo, Vercelli, Verbano-Cusio-Ossola, Lodi, Cremona e Novara. Mentre <strong>non raggiungono i due terzi delle scuole in alcune province del mezzogiorno</strong>. Come quella di Catanzaro, dove la presenza è dichiarata per il 65,8% degli edifici scolastici, e quelle di Vibo Valentia (65,6%), Reggio Calabria (62,7%), Trapani (60,4%), Salerno (58,5%) e Napoli (55,4%).</p>



<h3 class="wp-block-heading">Le scuole dotate di impianti di riscaldamento, comune per comune</h3>



<p>Divari molto ampi si registrano anche a livello locale, approfondendo il dato comune per comune. I <strong>comuni di cintura</strong>, hinterland delle città maggiori, sono quelli dove la presenza di impianti di riscaldamento è dichiarata con maggiore frequenza (90,4% dei casi). <strong>Nelle aree interne, così come nelle città principali, la loro disponibilità è sensibilmente inferiore</strong>.</p>


        <section class="glossary">
            <div>
                <mark>
																		Le aree interne sono i territori del paese più distanti dai servizi essenziali (quali istruzione, salute, mobilità). Parliamo di circa 4.000 comuni, con 13 milioni di abitanti, a forte rischio spopolamento (in particolare per i giovani), e dove la qualità dell&#039;offerta educativa risulta spesso compromessa.</br>
											                </mark>
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/che-cosa-sono-le-aree-interne/">
                &#8220;Che cosa sono le aree interne&#8221;</a></span>

            </div>
        </section>
		


<p>Nei <strong>comuni periferici e ultraperiferici</strong>, i più distanti dai servizi essenziali, la presenza di impianti di riscaldamento è dichiarata per l&#8217;<strong>86,6% degli edifici scolastici</strong>. Quasi 2 punti in meno della media nazionale, pari all&#8217;88,4%. <strong>Quota poco superiore per le città polo, baricentriche in termini di servizi</strong>. In questi centri, in media l&#8217;<strong>86,7%</strong> degli edifici scolastici risulta dotato di impianti di riscaldamento.</p>



<p>Peraltro <strong>anche tra i capoluoghi i dati possono variare fortemente</strong>. In 24 città capoluogo su 109 tutti gli edifici scolastici censiti dispongono dell&#8217;impianto di riscaldamento, mentre in altri 50 la quota supera il 90%. <strong>Di questi 74 comuni con maggiore dotazione, 57 si trovano nell&#8217;Italia centro-settentrionale</strong>, mentre sono 17 quelli di sud e isole.</p>


<div id="tra-le-citta-meno-impianti-di-riscaldamento-dichiarati-nelle-scuole-di-catanzaro-e-reggio-calabria" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>




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                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/tra-le-citta-meno-impianti-di-riscaldamento-nelle-scuole-di-catanzaro-e-reggio-calabria/">Tra le città, meno impianti di riscaldamento nelle scuole di Catanzaro e Reggio Calabria</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/tra-le-citta-meno-impianti-di-riscaldamento-nelle-scuole-di-catanzaro-e-reggio-calabria/">Percentuale di edifici scolastici statali dotati di impianti di riscaldamento (a.s. 2022/23)</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1">
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/tra-le-citta-meno-impianti-di-riscaldamento-nelle-scuole-di-catanzaro-e-reggio-calabria/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/12/tra-le-citta-meno-impianti-di-riscaldamento-nelle-scuole-di-catanzaro-e-reggio-calabria.png" placeholder ></amp-img><div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div></amp-iframe>                        <div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/tra-le-citta-meno-impianti-di-riscaldamento-nelle-scuole-di-catanzaro-e-reggio-calabria/">Tra le città, meno impianti di riscaldamento nelle scuole di Catanzaro e Reggio Calabria &#8211; Percentuale di edifici scolastici statali dotati di impianti di riscaldamento (a.s. 2022/23)</a></div>
                    </div>
			        			                                <div id="chart_296514_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_296514_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_296514_tab3"><p>Dati non disponibili per il Trentino Alto Adige. I dati, pubblicati sul portale open data del ministero dell’istruzione, sono forniti dagli enti locali proprietari o gestori degli edifici adibiti ad uso scolastico.</p>
</div>
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                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Mim                                                                <br>(pubblicati: martedì 12 Settembre 2023)
                                        </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/12/tra-le-citta-meno-impianti-di-riscaldamento-nelle-scuole-di-catanzaro-e-reggio-calabria.png" target="_blank" download></a>
						                                                
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                            <p><label for="embed-chart-296514"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			


<p>Sono <strong>6 le città capoluogo per cui la presenza dell&#8217;impianto di riscaldamento è stata dichiarata per meno della metà degli edifici scolastici statali censiti.</strong> Si tratta di Salerno (48,8%), Cosenza (47,5%), Napoli (46,3%), Parma (46%), Catanzaro (28%) e Reggio Calabria (20,6%).</p>


<div id="938-gli-edifici-dotati-di-impianto-nelle-2-zone-climatiche-piu-fredde-e-e-f" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<p>Un ulteriore aspetto da tenere in considerazione è il confronto con le <a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-comuni-italiani-per-zona-climatica-di-appartenenza/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">zona climatica</a> di appartenenza del comune. Si tratta di una classificazione contenuta nel&nbsp;<a href="http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.del.presidente.della.repubblica:1993-08-26;412!vig=2022-10-12" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Dpr 412/1993</a>, che consente di categorizzare i comuni secondo una scala da A a F. <strong>Nei comuni delle due zone climatiche &#8220;più fredde&#8221; (zone E e F), in media oltre il 93% degli edifici scolastici è dotato di impianto, a fronte di una media dell&#8217;88,4%</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Scarica, condividi e riutilizza i dati</h3>


        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Scarica i dati, regione per regione</p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/impianti_riscaldamento_2022_23/Abruzzo.xls" target="_blank" rel="noopener">Abruzzo</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/impianti_riscaldamento_2022_23/Basilicata.xls" target="_blank" rel="noopener">Basilicata</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/impianti_riscaldamento_2022_23/Calabria.xls" target="_blank" rel="noopener">Calabria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/impianti_riscaldamento_2022_23/Campania.xls" target="_blank" rel="noopener">Campania</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/impianti_riscaldamento_2022_23/Emilia-Romagna.xls" target="_blank" rel="noopener">Emilia-Romagna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/impianti_riscaldamento_2022_23/Friuli-Venezia+Giulia.xls" target="_blank" rel="noopener">Friuli-Venezia Giulia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/impianti_riscaldamento_2022_23/Lazio.xls" target="_blank" rel="noopener">Lazio</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/impianti_riscaldamento_2022_23/Liguria.xls" target="_blank" rel="noopener">Liguria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/impianti_riscaldamento_2022_23/Lombardia.xls" target="_blank" rel="noopener">Lombardia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/impianti_riscaldamento_2022_23/Marche.xls" target="_blank" rel="noopener">Marche</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/impianti_riscaldamento_2022_23/Molise.xls" target="_blank" rel="noopener">Molise</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/impianti_riscaldamento_2022_23/Piemonte.xls" target="_blank" rel="noopener">Piemonte</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/impianti_riscaldamento_2022_23/Puglia.xls" target="_blank" rel="noopener">Puglia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/impianti_riscaldamento_2022_23/Sardegna.xls" target="_blank" rel="noopener">Sardegna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/impianti_riscaldamento_2022_23/Sicilia.xls" target="_blank" rel="noopener">Sicilia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/impianti_riscaldamento_2022_23/Toscana.xls" target="_blank" rel="noopener">Toscana</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/impianti_riscaldamento_2022_23/Trentino-Alto+Adige.xls" target="_blank" rel="noopener">Trentino-Alto Adige</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/impianti_riscaldamento_2022_23/Umbria.xls" target="_blank" rel="noopener">Umbria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/impianti_riscaldamento_2022_23/Valle+d'Aosta.xls" target="_blank" rel="noopener">Valle d’Aosta</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/impianti_riscaldamento_2022_23/Veneto.xls" target="_blank" rel="noopener">Veneto</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/impianti_riscaldamento_2022_23/Totale_nazionale.xls" target="_blank" rel="noopener">Totale nazionale</a>.</p>
</div>
				            </div>
        </section>
		



<p>I contenuti dell’Osservatorio povertà educativa&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/poverta-educativa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">#conibambini</a>&nbsp;sono realizzati da openpolis con l’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell’articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l’obiettivo di creare un’unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di&nbsp;<em>data journalism</em>&nbsp;o anche per semplice consultazione. I dati relativi agli impianti di riscaldamento negli edifici scolastici statali per l&#8217;anno scolastico 2022/23 sono di fonte Mim.</p>



<p>Foto: <a href="https://it.freepik.com/foto-gratuito/la-bambina-nel-parco-di-autunno-sta-al-consiglio-scolastico_7408551.htm#fromView=search&amp;page=1&amp;position=0&amp;uuid=8349cc19-82e9-4a34-a698-40ed39c679c9" target="_blank" rel="noreferrer noopener">teksomolika (Freepik)</a><span style="font-size: revert; font-family: Roboto, -apple-system, BlinkMacSystemFont, &quot;Segoe UI&quot;, Roboto, Oxygen-Sans, Ubuntu, Cantarell, &quot;Helvetica Neue&quot;, sans-serif;"> &#8211; </span><a href="https://it.freepik.com/legal/terms-of-use#nav-freepik-agreement" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Licenza</a></p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/la-qualita-dellambiente-scolastico-e-il-riscaldamento-a-scuola/">La qualità dell&#8217;ambiente scolastico e il riscaldamento a scuola</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Contro la violenza di genere serve abbattere gli stereotipi fin dall&#8217;infanzia</title>
		<link>https://www.openpolis.it/contro-la-violenza-di-genere-serve-abbattere-gli-stereotipi-fin-dallinfanzia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Nov 2024 07:50:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=294236</guid>

					<description><![CDATA[<p>Gli stereotipi sul ruolo della donna, spesso acquisiti nei primi anni di vita, hanno un impatto enorme nell'acquiescenza verso comportamenti violenti. Il lavoro delle scuole e della comunità educante, in sinergia con i soggetti che si occupano del tema, è strategico.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/contro-la-violenza-di-genere-serve-abbattere-gli-stereotipi-fin-dallinfanzia/">Contro la violenza di genere serve abbattere gli stereotipi fin dall&#8217;infanzia</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[</p>
<p>La violenza di genere può colpire due volte i bambini e i ragazzi che la subiscono. Che si tratti di violenze a cui si assiste o subite in prima persona, i figli e le figlie che vivono un ambiente familiare di soprusi patiscono un <strong>trauma indelebile</strong>. </p>
</p>
<p><a href="https://www.openpolis.it/limpatto-delle-violenze-di-genere-e-familiari-sui-minori/#le-conseguenze-piu-frequenti-tra-i-minori-che-assistono-sono-inquietudine-e-aggressivita" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Come abbiamo avuto modo di raccontare</a>, ciò ha conseguenze immediate. Tra le quali disturbi del sonno, senso di inquietudine, aggressività, comportamenti adultizzati di accudimento verso i familiari.</p>
</p>
<p>Vi può essere però anche un effetto di più lungo termine, che ha a che vedere con la cosiddetta <strong>trasmissione intergenerazionale della violenza</strong>. La letteratura ha infatti individuato come crescere in un contesto familiare violento aumenti la probabilità di acquisire modelli comportamentali negativi, o comunque di accettarli come normali.</p>
</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>I figli che assistono alla violenza del padre nei confronti della madre o che l’hanno subita hanno una probabilità maggiore, infatti, di essere autori di violenza nei confronti delle proprie compagne e le figlie di esserne vittime. Dai dati emerge chiaramente che i maschi imparano ad agire la violenza, le femmine a tollerarla.</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.istat.it/statistiche-per-temi/focus/violenza-sulle-donne/il-fenomeno/violenza-dentro-e-fuori-la-famiglia/i-fattori-di-rischio-e-la-trasmissione-intergenerazionale-della-violenza/" target="_blank">&#8211; Istat, I fattori di rischio e la trasmissione intergenerazionale della violenza</a>
									            </div>
</section>
<p><div id="contro-la-violenza-e-gli-stereotipi-di-genere-e-necessario-lavorare-fin-dalle-scuole" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">32.989 </span>le chiamate al 1522 nei primi 6 mesi del 2024. Il 70% in più rispetto allo stesso periodo del 2023. Un <a href="https://www.istat.it/notizia/il-numero-di-pubblica-utilita-1522-anni-2013-2024/" target="_blank" rel="noopener">dato</a> che testimonia maggiore consapevolezza, ma anche l&#8217;impatto del fenomeno nel nostro paese.</p>
</section>
</p>
<p>Per contrastare questo fenomeno <strong>serve lavorare fin dalle scuole sulla consapevolezza di cosa rappresenti la violenza di genere</strong>. Scardinando anche il retroterra di stereotipi e discriminazioni che ne è alla base, così da <strong>acquisire dall&#8217;infanzia una cultura di parità e rispetto verso le donne</strong>.</p>
</p>
<p>In parallelo, serve anche <strong>potenziare la rete dei centri antiviolenza e di case rifugio</strong>. Ne abbiamo approfondito la diffusione sul territorio nazionale, anche rispetto al <strong>lavoro con scuole e comunità educanti</strong>, per costruire una maggiore consapevolezza su questi fenomeni.</p>
</p>
<p><div class="content_block" id="custom_post_widget-135826"><p></p>
</div></p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Come gli stereotipi alimentano la violenza di genere</h3>
</p>
<p>I dati preliminari provenienti dall&#8217;<a href="https://www.istat.it/comunicato-stampa/stereotipi-di-genere-e-immagine-sociale-della-violenza-primi-risultati/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">indagine Istat sugli stereotipi di genere e l&#8217;immagine<br />sociale della violenza</a> hanno fatto emergere un <strong>quadro chiaroscuro</strong>. Da un lato, la <strong>tolleranza verso forme di violenza fisica all&#8217;interno di una coppia è diminuita</strong>, anche se non scomparsa. Il 2,3% del campione intervistato continua infatti a ritenere accettabile che “un ragazzo schiaffeggi la sua fidanzata perché ha civettato/flirtato con un altro uomo”. Quasi il doppio (4,3%) considera tollerabile che “in una coppia ci scappi uno schiaffo ogni tanto”. </p>
</p>
<p><div id="1-su-10-i-giovani-che-ritengono-accettabile-il-controllo-delluomo-sulle-comunicazioni-della-compagna" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p>Inoltre, anche <strong>tra i giovani appare rilevante la quota di chi dichiara di accettare il controllo dell&#8217;uomo sulla comunicazione della partner (10,2%)</strong>. E sebbene sia <strong>cresciuta la consapevolezza delle donne verso gli stereotipi di genere che le confinano in un ruolo subalterno a quello maschile</strong>, alcuni di questi restano ampiamente radicati. </p>
</p>
<p>Oltre un intervistato su 5 condivide che gli uomini siano &#8220;meno adatti ad occuparsi delle faccende domestiche&#8221; (21,4% in media, 24,6% tra i maschi), che una donna abbia bisogno dei figli per essere completa (20,9%, 24,2% tra gli uomini) e che il successo nel lavoro sia più importante per l&#8217;uomo (20,4%, in questo caso senza particolari differenze di genere). Mentre <strong>più donne che uomini ritengono che sia compito delle madri seguire i figli</strong> e occuparsi delle loro esigenze quotidiane.</p>
</p>
<p><div id="202-delle-persone-ritiene-che-sia-compito-delle-madri-seguire-i-figli-e-occuparsi-delle-loro-esigenze-quotidiane-207-tra-le-donne" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">20,2% </span>delle persone ritiene che sia compito delle madri seguire i figli e occuparsi delle loro esigenze quotidiane (20,7% tra le donne).</p>
</section>
</p>
<p>La conservazione di una mentalità che considera la donna subalterna all&#8217;uomo e alle esigenze della famiglia ha spesso un <strong>riscontro nella giustificazione o acquiescenza verso le violenze di genere</strong>, in questo caso più frequente tra gli uomini.</p>
</p>
<p><strong>Quasi un uomo su 5 (19,7%) pensa che le donne possano provocare la violenza sessuale</strong> con il loro modo di vestire (14,6% tra le donne). Sfiora il 40% la quota di maschi intervistati che ritiene che una donna sia in grado di sottrarsi a un rapporto sessuale se davvero non lo vuole (29,7% tra le donne). <strong>Circa un decimo degli intervistati</strong>, senza particolari differenze tra uomini e donne, <strong>attribuisce alla donna la responsabilità &#8211; almeno parziale &#8211; della violenza sessuale quando è ubriaca</strong> o sotto l&#8217;effetto di sostanze, oppure se accetta un invito dopo una festa.</p>
</p>
<p><div id="la-comunita-educante-in-sinergia-con-i-centri-antiviolenza-puo-contribuire-allabbattimento-degli-stereotipi" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Un lavoro culturale sulla parità di genere</h3>
</p>
<p>Di fronte alle violenze, attribuite da oltre 3 intervistati su 4 alla considerazione della donna come oggetto di proprietà (83,3%) e al bisogno dell’uomo di sentirsi superiore alla moglie/compagna (75,9%), <strong>appare evidente la necessità di iniziative culturali ed educative per superare stereotipi radicati</strong>.</p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">15,8% </span>ritiene che si parli sempre più spesso della violenza per la presenza di iniziative di sensibilizzazione e servizi a favore delle vittime.</p>
</section>
</p>
<p>Questo tipo di iniziative possono essere realizzate solo con il lavoro sinergico delle istituzioni educative, sociali e culturali. Anche valorizzando l&#8217;attività dei <strong>servizi territoriali a sostegno delle vittime di violenza</strong>, di cui è importante valutare la <strong>diffusione</strong> e la <strong>possibilità di intervento</strong> in questa direzione.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">I centri contro la violenza di genere sul territorio nazionale</h3>
</p>
<p>Il censimento rilasciato lo scorso anno da Istat e dal dipartimento per le pari opportunità ha fatto emergere come in Italia nel 2022 siano risultati attivi circa 400 centri antiviolenza (Cav). Un dato in crescita del 3,2% rispetto all&#8217;anno precedente e del 37% rispetto al 2017.</p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">385 </span>i centri antiviolenza attivi in Italia nel 2022.</p>
</section>
</p>
<p>In media, l&#8217;offerta è quindi pari a 0,13 centri ogni 10mila donne, con <strong>forte variabilità territoriale</strong>. La quota sale a 0,18 centri ogni 10mila residenti nel sud continentale ed è in linea con la media nazionale nel centro Italia. Mentre risulta inferiore nelle isole (0,12), nel nord-ovest (0,11) e nel nord-est (0,1). </p>
</p>
<p>Le <strong>regioni con maggiore diffusione rispetto alle residenti</strong> sono Molise, Umbria, Campania e Abruzzo, dove i centri raggiungono o superano la quota di 0,2 ogni 10mila donne. Si attestano invece sotto la soglia di 0,1 centri Marche, Basilicata e la provincia autonoma di Trento.</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/molise-umbria-campania-e-abruzzo-sono-le-regioni-con-piu-centri-antiviolenza-rispetto-alle-donne-residenti/">Molise, Umbria, Campania e Abruzzo sono le regioni con più centri antiviolenza rispetto alle donne residenti</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/molise-umbria-campania-e-abruzzo-sono-le-regioni-con-piu-centri-antiviolenza-rispetto-alle-donne-residenti/">Numero di centri antiviolenza attivi ogni 10mila donne residenti (2022)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Istat e dipartimento per le pari opportunità                                                                <br />(pubblicati: venerdì 24 Novembre 2023)
                                        </p>
</p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-294989"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-294989" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p><strong>A variare però non è solo la presenza, ma anche il tipo di servizio effettuato</strong>. Per fare un esempio, se in media quasi la totalità dei centri rispondenti aderisce al numero dedicato 1522 (99,1%), la quota scende al 97,9% in Campania, al 97,3% nel Lazio e al 91,7% in Calabria. A fronte di circa 3 centri su 4 che dichiarano una reperibilità 24 ore su 24, la percentuale non raggiunge il 25% in Valle D&#8217;Aosta, Trento, Marche e Veneto. </p>
</p>
<p><div id="quasi-9-centri-antiviolenza-su-10-svolgono-attivita-formative-nelle-scuole-ma-variano-attivita-e-diffusione-sul-territorio" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p>Nel 2022, in 8 regioni tutti i centri antiviolenza censiti riportano di aver svolto attività di informazione e formazione nelle scuole. La quota scende sotto l&#8217;85% dei Cav censiti in Calabria, Campania, Trentino Alto Adige e Molise. In quest&#8217;ultima regione nessun centro ha riportato lo svolgimento di tale attività.</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-media-quasi-9-centri-antiviolenza-su-10-svolgono-attivita-di-formazione-nelle-scuole/">In media quasi 9 centri antiviolenza su 10 svolgono attività di formazione nelle scuole</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-media-quasi-9-centri-antiviolenza-su-10-svolgono-attivita-di-formazione-nelle-scuole/">Percentuale di centri antiviolenza che svolgono attività di informazione/formazione presso le scuole (2022)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis – Con i Bambini su dati Istat                                                                <br />(ultimo aggiornamento: venerdì 24 Novembre 2023)
                                        </p>
</p></div>
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<p><label for="embed-chart-294763"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-294763" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Uno sguardo alla capillarità territorio nazionale</h3>
</p>
<p>I dati provenienti dall&#8217;indagine offrono un quadro di livello regionale dell&#8217;offerta, che è interessante approfondire &#8211; in chiave locale &#8211; con i dati comunali sulla <strong>spesa per i centri antiviolenza e case rifugio</strong>, elaborati da Istat nell&#8217;ambito delle statistiche sperimentali.</p>
</p>
<p>I livelli più alti di spesa comunale per centri antiviolenza e case rifugio rispetto alle donne residenti si registrano nei comuni della provincia autonoma di Bolzano, dove in media nel 2020 ha sfiorato gli 8mila euro pro capite.</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/come-varia-la-spesa-per-centri-antiviolenza-e-case-rifugio/">Come varia la spesa per centri antiviolenza e case rifugio</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/come-varia-la-spesa-per-centri-antiviolenza-e-case-rifugio/">Spesa per centri antiviolenza e case rifugio ogni 1.000 donne residenti nel comune, in euro (2020)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                         aria-labelledby="chart_294750_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/come-varia-la-spesa-per-centri-antiviolenza-e-case-rifugio/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/11/come-varia-la-spesa-per-centri-antiviolenza-e-case-rifugio.png" placeholder ></amp-img></p>
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<p></amp-iframe>                        </p>
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis – Con i Bambini su dati Istat (statistiche sperimentali)                                                                <br />(pubblicati: venerdì 8 Marzo 2024)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/11/come-varia-la-spesa-per-centri-antiviolenza-e-case-rifugio.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-294750"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-294750" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;505&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/come-varia-la-spesa-per-centri-antiviolenza-e-case-rifugio/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>Livelli elevati anche nella <strong>città metropolitana di Bologna</strong> (trainata dal comune capoluogo) e nel foggiano. In queste due aree mediamente la spesa comunale supera i 3.000 euro ogni mille donne residenti. Sopra i 2mila euro medi anche le aree di Oristano, Vercelli e Terni. Sotto i 200 euro ogni mille donne residenti i comuni siciliani, lucani, calabresi e valdostani. Nei comuni calabresi e valdostani la media non raggiunge i 5 euro ogni mille donne residenti.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Scarica, condividi e riutilizza i dati</h3>
</p>
<section class="download">
<div class="dw-content">
<div class="intro">
<p>Scarica i dati, regione per regione</p>
</div>
<div class="files">
<p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/cav_2020/Abruzzo.xls" target="_blank" rel="noopener">Abruzzo</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/cav_2020/Basilicata.xls" target="_blank" rel="noopener">Basilicata</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/cav_2020/Calabria.xls" target="_blank" rel="noopener">Calabria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/cav_2020/Campania.xls" target="_blank" rel="noopener">Campania</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/cav_2020/Emilia-Romagna.xls" target="_blank" rel="noopener">Emilia-Romagna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/cav_2020/Friuli-Venezia+Giulia.xls" target="_blank" rel="noopener">Friuli-Venezia Giulia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/cav_2020/Lazio.xls" target="_blank" rel="noopener">Lazio</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/cav_2020/Liguria.xls" target="_blank" rel="noopener">Liguria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/cav_2020/Lombardia.xls" target="_blank" rel="noopener">Lombardia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/cav_2020/Marche.xls" target="_blank" rel="noopener">Marche</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/cav_2020/Molise.xls" target="_blank" rel="noopener">Molise</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/cav_2020/Piemonte.xls" target="_blank" rel="noopener">Piemonte</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/cav_2020/Puglia.xls" target="_blank" rel="noopener">Puglia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/cav_2020/Sardegna.xls" target="_blank" rel="noopener">Sardegna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/cav_2020/Sicilia.xls" target="_blank" rel="noopener">Sicilia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/cav_2020/Toscana.xls" target="_blank" rel="noopener">Toscana</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/cav_2020/Trentino-Alto+Adige.xls" target="_blank" rel="noopener">Trentino-Alto Adige</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/cav_2020/Umbria.xls" target="_blank" rel="noopener">Umbria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/cav_2020/Valle+d'Aosta.xls" target="_blank" rel="noopener">Valle d’Aosta</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/cav_2020/Veneto.xls" target="_blank" rel="noopener">Veneto</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/cav_2020/Totale_nazionale.xls" target="_blank" rel="noopener">Totale nazionale</a>.</p>
</div></div>
</section>
</p>
<p>I contenuti dell’Osservatorio povertà educativa&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/poverta-educativa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">#conibambini</a>&nbsp;sono realizzati da openpolis con l’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell’articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l’obiettivo di creare un’unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di&nbsp;<em>data journalism</em>&nbsp;o anche per semplice consultazione. I dati relativi alla spesa per centri antiviolenza e case rifugio rispetto alle donne residenti sono di fonte Istat (a misura di comune).</p>
</p>
<p>Foto: <a href="https://www.flickr.com/photos/wwworks/5073552229/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">woodleywonderworks (Flickr)</a> &#8211; <a href="https://creativecommons.org/licenses/by/2.0/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Licenza</a></p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/contro-la-violenza-di-genere-serve-abbattere-gli-stereotipi-fin-dallinfanzia/">Contro la violenza di genere serve abbattere gli stereotipi fin dall&#8217;infanzia</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>I segnali di disagio e malessere nella condizione di giovani e minori</title>
		<link>https://www.openpolis.it/i-segnali-di-disagio-e-malessere-nella-condizione-di-giovani-e-minori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Oct 2024 07:15:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=293749</guid>

					<description><![CDATA[<p>Dopo la pandemia è diventato argomento comune nel dibattito pubblico il crescente disagio tra i giovani. Non mancano segnali in questa direzione, anche se una ricostruzione territoriale del fenomeno resta difficile con gli strumenti di analisi attuali.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/i-segnali-di-disagio-e-malessere-nella-condizione-di-giovani-e-minori/">I segnali di disagio e malessere nella condizione di giovani e minori</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[</p>
<p>Il 10 ottobre sarà la <a href="https://www.salute.gov.it/portale/saluteMentale/dettaglioNotizieSaluteMentale.jsp?lingua=italiano&amp;menu=notizie&amp;p=dalministero&amp;id=6019" target="_blank" rel="noreferrer noopener">giornata mondiale della salute mentale</a>, una ricorrenza promossa dalle istituzioni nazionali e internazionali per accrescere la consapevolezza su questo aspetto.</p>
</p>
<p>Dopo la pandemia, è diventata parte del dibattito pubblico la<strong> questione della condizione di giovani e minori</strong>, sotto tanti punti di vista: dai <strong>divari educativi </strong>emersi durante il Covid a forme di <strong>disagio ed esclusione</strong> sociale che hanno colpito i più giovani in questo periodo. Con le testimonianze, <a href="https://www.openpolis.it/la-salute-mentale-di-bambini-e-ragazzi-dopo-la-pandemia/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">anche tra gli operatori sanitari</a>, di un&#8217;<strong>accresciuta percezione di peggioramento nella condizione di benessere mentale</strong> di bambini e ragazzi.</p>
</p>
<p>Ricostruire questi aspetti è sempre molto complesso. Inoltre, come abbiamo avuto modo di approfondire nel rapporto <a href="https://www.openpolis.it/disagio-giovanile-un-fenomeno-che-non-si-puo-ridurre-a-pochi-numeri/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Non sono emergenza</a>, vi è una <strong>diffusa retorica emergenziale tesa a descrivere i giovani come ripiegati su sé stessi</strong>, che spesso prescinde dalla loro condizione effettiva.</p>
</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://www.nonsonoemergenza.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vai alla campagna di Con i Bambini<br />
<br /><strong>Non sono emergenza</strong></a>.</p>
</section>
</p>
<p>Allo stesso tempo, i <strong>segnali di malessere psicologico tra bambini e ragazzi non devono essere sottovalutati</strong>, arrivando anche da fonti autorevoli. Come le indagini svolte negli ultimi anni dal ministero della salute sui <a href="https://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pagineAree_6029_0_file.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">disturbi del comportamento alimentare tra i più giovani</a> e quella sulle dipendenze comportamentali nella generazione Z (i nativi digitali, nati tra la fine degli anni ’90 e il 2012) a cura dell&#8217;<a href="https://www.iss.it/dipendenze/-/asset_publisher/zwfXwoiZC6zu/content/dipendenze-comportamentali-nella-generazione-z-online-tutti-i-materiali" target="_blank" rel="noreferrer noopener">istituto superiore di sanità</a>.</p>
</p>
<p><div id="per-evitare-un-racconto-aneddotico-sulla-condizione-degli-adolescenti-serve-partire-dai-dati" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p>Di fronte al rischio di una narrazione aneddotica sulla condizione giovanile, <strong>partire dai dati &#8211; adottando anche diversi punti di vista &#8211; è l’unico modo per orientarsi e capire meglio la situazione in corso.</strong> Con tutti i limiti del caso, visto che generalmente le informazioni disponibili non permettono un’effettiva profondità territoriale di analisi. Attraverso l&#8217;uso di fonti diverse, proviamo a ricostruire un quadro delle tendenze rispetto al benessere psicologico tra gli studenti.</p>
</p>
<p><div class="content_block" id="custom_post_widget-135826"><p></p>
</div></p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">La condizione dei giovani attraverso l&#8217;indice di salute mentale</h3>
</p>
<p>Un primo&nbsp;strumento a disposizione per ricostruire la condizione di salute mentale nelle nuove generazioni è l&#8217;indice specifico, utilizzato da Istat nell’ambito degli indicatori sul benessere equo e sostenibile (Bes).</p>
</p>
<p>Si tratta di una modalità per misurare il disagio psicologico (<em>psychological distress</em>), elaborata dall&#8217;istituto di statistica attraverso la sintesi dei punteggi totalizzati da ciascun individuo di almeno 14 anni in 5 quesiti estratti da uno specifico questionario (il <a href="https://www.istat.it/it/files/2011/02/metadati.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sf36: 36-item short form survey</a>). I quesiti selezionati si riferiscono alle<strong> quattro dimensioni principali della salute mentale</strong>: ansia, depressione, perdita di controllo comportamentale o emozionale e benessere psicologico. A partire dalle risposte, viene elaborato un indice che varia tra 0 e 100: <strong>più è elevato l’indice, migliori sono le condizioni di benessere psicologico della persona</strong>.</p>
</p>
<p><strong>Dopo l&#8217;inizio della pandemia, è proprio tra i più giovani </strong>(fascia 14-19 anni) che si era riscontrato il <strong>peggioramento più consistente dell&#8217;indice di salute mentale</strong>. Stando ai nuovi dati &#8211; relativi al 2023 &#8211; questa tendenza non appare del tutto recuperata rispetto al periodo pre-Covid.</p>
</p>
<p><div id="71-lindice-di-salute-mentale-tra-14-19enni-nel-2023-in-calo-rispetto-al-2022-i-livelli-pre-covid-non-sono-ancora-recuperati" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2023-torna-a-peggiorare-lindice-di-salute-mentale-tra-i-giovani/">Nel 2023 torna a peggiorare l&#8217;indice di salute mentale tra i giovani</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2023-torna-a-peggiorare-lindice-di-salute-mentale-tra-i-giovani/">Indice di salute mentale per fascia d&#8217;età (2016-2023)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
<div id="chart_293757_tab1" role="tab" aria-controls="chart_293757_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                         aria-labelledby="chart_293757_tab1"><br />
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Istat (Bes)                                                                <br />(pubblicati: venerdì 12 Aprile 2024)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/10/nel-2023-torna-a-peggiorare-lindice-di-salute-mentale-tra-i-giovani.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-293757"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-293757" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>Nell&#8217;ultimo anno di rilevazione<strong> l&#8217;indice di salute mentale tra gli adolescenti è sceso a 71</strong>, rispetto al 72,6 registrato l&#8217;anno precedente. I giovani restano la fascia d&#8217;età con l&#8217;indice più alto, ma in confronto alla media della popolazione è<strong> nitido il contrasto tra prima e dopo la pandemia</strong>. Un gap che peraltro non sembra essere ancora del tutto recuperato.</p>
</p>
<p>L&#8217;altro aspetto significativo è lo spiccato <strong>divario di genere</strong>. Tra le adolescenti l&#8217;indice di salute mentale è stato pari a 67,4 nel 2023, circa 7 punti in meno dei coetanei maschi (74,3). Sebbene uno svantaggio femminile sia comune a tutte le fasce d&#8217;età, <strong>lo scarto registrato tra i 14 e i 19 anni è particolarmente ampio</strong>.</p>
</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>La differenza di genere a svantaggio delle donne si osserva a tutte le età, ma è particolarmente accentuata tra i più giovani e tra i più anziani. Nel 2023, in questi gruppi il divario di genere raggiunge i 7 punti: il punteggio è pari a 74,3 per i ragazzi di 14-19 anni (67,4 tra le coetanee)</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.istat.it/wp-content/uploads/2024/04/1.pdf" target="_blank">&#8211; Istat, Rapporto Bes 2023 (aprile 2024)</a>
									            </div>
</section>
</p>
<p><strong>Quello sulla salute mentale non è l&#8217;unico indicatore che segnala una difficoltà</strong> nella condizione di bambini e ragazzi. Dai dati sull&#8217;<a href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/05/CIB-Numeri-disagio-giovanile_.pdf#page=15" target="_blank" rel="noreferrer noopener">isolamento sociale</a> a quelli sulle <a href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/05/CIB-Numeri-disagio-giovanile_.pdf#page=16" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dipendenze</a>, fino ai <a href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/05/CIB-Numeri-disagio-giovanile_.pdf#page=28" target="_blank" rel="noreferrer noopener">disturbi del comportamento alimentare</a>, i segnali in questa direzione sono numerosi. Tuttavia, se è abbastanza chiaro il quadro complessivo, non è altrettanto semplice ricostruire il fenomeno con una <strong>disaggregazione territoriale fine</strong>, premessa obbligata per qualsiasi tipo di intervento.</p>
</p>
<p><div id="del-fenomeno-si-conoscono-i-fattori-chiave-ma-e-urgente-approfondirlo-anche-in-chiave-territoriale-per-intervenire-adeguatamente" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Un fenomeno difficile da ricostruire in chiave locale</h3>
</p>
<p>Negli ultimi anni vi è stato un grande sforzo della comunità scientifica per indagare le cause del peggioramento del <strong>benessere psicologico in alcune ragazze e ragazzi</strong>, specialmente dopo la pandemia.</p>
</p>
<p>Va in questa direzione la <a href="https://www.garanteinfanzia.org/sites/default/files/2022-05/Volume-Garante.pdf#page=38" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ricerca</a> promossa dall&#8217;autorità garante per l&#8217;infanzia (Agia) insieme all&#8217;istituto superiore di sanità (Iss), da cui emergono una serie di <strong>fattori di rischio</strong>, sia endogeno (relativo al minore e alla sua famiglia) che esogeno (riferiti al contesto in cui vive).</p>
</p>
<p><p>&nbsp;</p>
<p><h2 id="tablepress-4436-name" class="tablepress-table-name tablepress-table-name-id-4436">Fattori di rischio per il benessere psico-fisico dei minori nel Covid</h2>

<table id="tablepress-4436" class="tablepress tablepress-id-4436 w-100" aria-labelledby="tablepress-4436-name" aria-describedby="tablepress-4436-description">
<thead>
<tr class="row-1">
	<th class="column-1"><center><b>Fattori endogeni</b></center></th><th class="column-2"><center><b>Fattori esogeni</b></center></th>
</tr>
</thead>
<tbody class="row-striping row-hover">
<tr class="row-2">
	<td class="column-1">Esperienze di isolamento, malattia grave e/o decesso di uno o più familiari </td><td class="column-2">Assenza di un approccio di sistema (mancato coordinamento delle reti sociali, sanitarie ed educative)</td>
</tr>
<tr class="row-3">
	<td class="column-1">Situazioni familiari complesse (es. separazione dei genitori, assenza o iperprotezione di figure adulte di riferimento, sovraccarico lavorativo dei genitori o lavori ad alto rischio COVID) </td><td class="column-2">Mancanza di una rete di servizi sociosanitari ed educativi sufficientemente efficace (es. tra servizi di neuropsichiatria infantile, psicologia, scuola e sociale) </td>
</tr>
<tr class="row-4">
	<td class="column-1">Problematiche psicologiche e neuropsichiatriche preesistenti</td><td class="column-2">Inadeguatezza dei sistemi di accoglienza e cura</td>
</tr>
<tr class="row-5">
	<td class="column-1">Stress correlato alla richiesta di prestazioni scolastiche elevate</td><td class="column-2">Prolungati periodi di chiusura della scuola </td>
</tr>
<tr class="row-6">
	<td class="column-1">Difficoltà nella gestione temporale della routine quotidiana </td><td class="column-2">Percezione costante di incertezza e sfiducia nelle istituzioni</td>
</tr>
<tr class="row-7">
	<td class="column-1">Utilizzo inadeguato e/o eccessivo dei dispositivi tecnologici per le attività didattiche e le relazioni sociali (es. eccesso di social network)</td><td class="column-2">Mancanza di zone verdi e chiusura prolungata di luoghi di aggregazione e/o socializzazione </td>
</tr>
<tr class="row-8">
	<td class="column-1">Mancata conoscenza della lingua italiana da parte dei migranti e delle loro famiglie</td><td class="column-2">Confusione generata dalla comunicazione da parte dei mass media </td>
</tr>
<tr class="row-9">
	<td class="column-1">Mancanza o inadeguatezza di risorse informatiche </td><td class="column-2">Mancanza o inadeguatezza di risorse informatiche </td>
</tr>
<tr class="row-10">
	<td class="column-1">Episodi di violenza sui minorenni e violenza assistita</td><td class="column-2">Fragilità socio-culturali ed economiche (es. posizioni lavorative precarie o perdita del lavoro dei genitori) </td>
</tr>
</tbody>
</table>
<span id="tablepress-4436-description" class="tablepress-table-description tablepress-table-description-id-4436">Fonte: Iss e Agia, Pandemia, neurosviluppo e salute mentale di bambini e ragazzi (2022) </span>
<!-- #tablepress-4436 from cache --></p>
<p>&nbsp;</p>
</p>
</p>
<p>Purtroppo, mentre vi è un certo consenso sui fattori connessi al benessere psico-fisico dei minori, <strong>non è altrettanto semplice ricostruire tale condizione in chiave territoriale</strong>.</p>
</p>
<p>Uno sforzo in questo senso è quello effettuato dall&#8217;Iss nell&#8217;ambito dell&#8217;indagine internazionale promossa dall&#8217;Oms sui comportamenti collegati alla salute in ragazzi di età scolare (in inglese <em>health behaviour in school-aged children</em>, <a href="https://hbsc.org/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Hbsc</a>).</p>
</p>
<p>Questa indagine internazionale, svolta <strong>ogni 4 anni</strong> attraverso un campione di <strong>alunni delle scuole secondarie</strong> di primo e secondo grado, dal 2010 prevede una rappresentatività sia nazionale che regionale. Con la raccolta quindi di <strong>dati per tutte le regioni </strong>e province autonome del paese. Nel 2022 &#8211; l&#8217;ultima edizione svolta &#8211; sono state oltre seimila le classi campionate, da tutte le regioni italiane.</p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">6.388 </span>le classi campionate per l&#8217;indagine Hbsc nel 2022 in Italia.</p>
</section>
</p>
<p>Questa indagine, la prima del genere svolta nel post-Covid, offre alcuni indirizzi sul fenomeno, con una maggiore disaggregazione territoriale rispetto ad altre ricerche sul tema.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">L&#8217;impatto del contesto familiare sulla condizione dei giovani</h3>
</p>
<p>Un primo elemento che questi dati consentono di analizzare è il <strong>contesto familiare</strong>. In presenza di un disagio psicologico o di un disturbo, <strong>poter contare sul sostegno dei genitori</strong> e in generale della famiglia è fondamentale. Tanto è vero che lo studio effettuato durante la pandemia dal garante dell&#8217;infanzia e dall&#8217;Iss ha fatto emergere questo aspetto come<strong> fattore protettivo per la salute mentale dei minori</strong> nell&#8217;emergenza Covid-19.</p>
</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>Tra i più frequenti [fattori di resilienza endogeni, ndr] sono citati il vivere in una famiglia caratterizzata da un contesto reticolare solido, con la possibilità di affidarsi e chiedere aiuto basandosi su relazioni solide preesistenti; la capacità di resilienza familiare e genitoriale di far fronte all’emergenza in un contesto affettuoso ed equilibrato;</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.garanteinfanzia.org/sites/default/files/2022-05/Volume-Garante.pdf" target="_blank">&#8211; Iss e Agia, Pandemia, neurosviluppo e salute mentale di bambini e ragazzi (2022)</a>
									            </div>
</section>
</p>
<p>I dati mostrano che <a href="https://www.epicentro.iss.it/hbsc/pdf/temi2022/HBSC%20-%20Schede%20Sintesi_2022.pdf#page=30">al crescere dell&#8217;età, diminuisce la facilità con cui ragazze e ragazzi riescono ad aprirsi con i genitori</a>, con una maggiore facilità nel parlare con la madre. La questione riguarda soprattutto le ragazze. <strong>Poco più della metà delle quindicenni dichiara di ricevere un elevato supporto familiare (51,8%)</strong>, a fronte del 60,7% registrato tra i coetanei maschi. Una quota che varia anche rispetto al territorio di appartenenza.</p>
</p>
<p><div id="42-le-ragazze-di-veneto-ed-emilia-romagna-che-dichiarano-un-elevato-supporto-familiare-meno-della-media-nazionale" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/solo-il-42-delle-ragazze-di-veneto-ed-emilia-romagna-dichiara-un-elevato-supporto-familiare/">Solo il 42% delle ragazze di Veneto ed Emilia-Romagna dichiara un elevato supporto familiare</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/solo-il-42-delle-ragazze-di-veneto-ed-emilia-romagna-dichiara-un-elevato-supporto-familiare/">Percentuale di 15enni che dichiarano un elevato supporto familiare (2022)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Iss                                                                <br />(ultimo aggiornamento: giovedì 2 Maggio 2024)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/10/solo-il-42-delle-ragazze-di-veneto-ed-emilia-romagna-dichiara-un-elevato-supporto-familiare.png" target="_blank" download></a></p></div>
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                                          data-param-text="Solo il 42% delle ragazze di Veneto ed Emilia-Romagna dichiara un elevato supporto familiare - https://www.openpolis.it/numeri/solo-il-42-delle-ragazze-di-veneto-ed-emilia-romagna-dichiara-un-elevato-supporto-familiare/"
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<div>
<p><label for="embed-chart-294697"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-294697" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>Oltre due terzi degli studenti maschi della provincia autonoma di Bolzano (71,7%), della Valle d&#8217;Aosta (66,5%) e della Puglia (66,2%) dichiarano un elevato supporto della famiglia. <strong>Tra le giovani la quota è sistematicamente più bassa, anche se supera il 60% in 3 territori</strong>. Oltre all&#8217;area di Bolzano, due regioni del mezzogiorno come Sicilia e <strong>Campania</strong>. Quest&#8217;ultima è anche la <strong>regione con il minor divario di genere</strong>: la quota di giovani che si sentono supportati dalla famiglia è analoga tra maschi e femmine e sfiora il 61%.</p>
</p>
<p>Al contrario,<strong> meno del 45% delle ragazze di Friuli Venezia Giulia, Marche, Emilia Romagna e Veneto dichiara un elevato supporto familiare</strong>. </p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">La scuola per gli adolescenti</h3>
</p>
<p>Insieme alla famiglia, la <strong>scuola</strong> è l&#8217;altra istituzione con un ruolo centrale. È qui infatti che bambini e ragazzi<strong> trascorrono buona parte del proprio tempo</strong>, vivendo esperienze che possono influenzarne il benessere e lo sviluppo.</p>
</p>
<p>Anche in questo caso, <strong>l&#8217;apprezzamento verso la scuola è inversamente correlato all&#8217;età</strong>. I rispondenti 11enni a cui &#8220;piace molto la scuola&#8221; sono il 21% tra le ragazze e il 15% tra i maschi. La quota si dimezza a 13 anni (7% maschi, 10,7% femmine), per poi calare ulteriormente tra i 15enni (5,6% maschi, 7% femmine). In questa fascia d&#8217;età, <strong>il 61,8% si sente accettato dagli insegnanti, ma solo poco più di uno su 3 (35,4%) percepisce un interesse da parte dei docenti</strong>. Due su 3 (66,6%) si sentono accettati per come sono dai compagni di classe.</p>
</p>
<p>Fortemente correlata con i rapporti con insegnanti e compagni è la<strong> percezione di stress rispetto all&#8217;esperienza scolastica</strong>. La difficoltà di gestire lo stress è uno dei fattori più spesso chiamati in causa per l&#8217;impatto sulla dimensione psicologica e sociale. </p>
</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>Troppo stress si può accompagnare alla comparsa di comportamenti a rischio (ad esempio il consumo di alcolici, il fumo o l’uso di sostanze psicoattive), oppure essere associato a una maggiore frequenza di sintomi psico-somatici, tra i più comuni mal di testa, dolori muscolari e/o disturbi del sonno.</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.epicentro.iss.it/hbsc/pdf/temi2022/HBSC%20-%20Schede%20Sintesi_2022.pdf" target="_blank">&#8211; Iss, Hbsc 2022, Principali risultati</a>
									            </div>
</section>
</p>
<p>Circa il <strong>60% degli studenti intervistati dichiara di sentirsi molto o abbastanza stressato dalla scuola</strong>, una quota cresciuta rispetto alla precedente rilevazione del 2017/18. La percentuale varia rispetto ai territori, all&#8217;età e al genere degli studenti. Non raggiunge il 50% in provincia di Bolzano (40,6%) e in Calabria (49%), mentre supera il 62% in Veneto e Valle d&#8217;Aosta. Il <strong>picco massimo tra le ragazze 15enni</strong>: quasi l&#8217;80% dichiara di sentirsi abbastanza o molto stressata dall&#8217;impegno scolastico (60,2% tra i coetanei maschi).</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">I giovani tra amici e uso del tempo libero</h3>
</p>
<p>Un altro aspetto frequentemente discusso, e che le indagini più autorevoli consentono di approfondire, è l&#8217;uso del tempo libero. Abbiamo avuto modo di approfondire come già prima del Covid fosse emersa la<a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-quota-di-ragazzi-che-vedono-tutti-i-giorni-gli-amici-era-crollata-gia-prima-della-pandemia/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> tendenza degli adolescenti di vedere meno spesso i propri amici nel tempo libero</a>. Un fenomeno spiegabile anche con l&#8217;incremento nell&#8217;uso degli strumenti digitali e dei media sociali.</p>
</p>
<p>Su questo aspetto il dibattito si è molto concentrato, purtroppo non di rado con <strong>approcci allarmisti e paternalisti che non aiutano a comprendere meglio il fenomeno</strong>. Sarebbe opportuna infatti una distinzione tra la fisiologica evoluzione dei mezzi di comunicazione (su cui è necessaria un opera di alfabetizzazione digitale per poterli padroneggiare) e i casi in cui l&#8217;abuso di tali strumenti diventa il sintomo di un malessere di altro tipo. Esattamente come in altri tipi di dipendenze.</p>
</p>
<p>L&#8217;indagine sui comportamenti collegati alla salute in ragazzi di età scolare consente di ricostruire l&#8217;entità di questo fenomeno.</p>
</p>
<p><div id="135-degli-adolescenti-mostra-un-uso-problematico-dei-social-media-la-quota-sale-al-16-in-campania" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">13,5% </span>degli adolescenti mostra un uso problematico dei social media.</p>
</section>
</p>
<p>Parliamo di ragazze e ragazzi che presentano almeno 6 dei 9 criteri definiti dalla metodologia di rilevazione. Tra questi rientrano l&#8217;<strong>ansia di accedere ai social</strong>, la volontà di passare sempre più tempo online, sintomi di astinenza quando offline,<strong> fallimento nel controllo del tempo</strong>, <strong>trascurare altre attività</strong>, liti con genitori a causa dell’uso, problemi con gli altri, mentire ai genitori,<strong> usare i social per scappare da sentimenti negativi</strong>.</p>
</p>
<p>Anche in questo caso è ampio il divario rispetto all&#8217;età, al genere e alla condizione sociale del minore. <strong>Raggiunge il picco tra le ragazze di 13 e 15 anni </strong>(rispettivamente al 20,5% e al 18,5%). Da notare come <a href="https://www.epicentro.iss.it/hbsc/pdf/8-2-2023/L%E2%80%99uso%20problematico%20dei%20social%20media%20e%20dei%20videogiochi.pdf#p" target="_blank" rel="noreferrer noopener">oltre due terzi delle adolescenti di questa età dichiari di aver utilizzato spesso i social media per scappare da sentimenti negativi</a>.</p>
</p>
<p>L&#8217;uso problematico dei social è più frequente tra chi viene da una famiglia a<strong> basso status socio-economico</strong>: tra questi ragazzi raggiunge il 15%, contro il 12,7% di quelli con status medio-altro. Le variazioni sono ampie anche rispetto al <strong>territorio di appartenenza</strong>. </p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nelle-regioni-del-mezzogiorno-si-registra-un-uso-piu-problematico-dei-social-tra-i-minori/">Nelle regioni del mezzogiorno si registra un uso più problematico dei social tra i minori</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nelle-regioni-del-mezzogiorno-si-registra-un-uso-piu-problematico-dei-social-tra-i-minori/">Perc. adolescenti che fanno uso problematico dei social media, 6+ criteri (2022)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Iss                                                                <br />(ultimo aggiornamento: giovedì 2 Maggio 2024)
                                        </p>
</p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-294711"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-294711" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>La <strong>Campania</strong> è la regione italiana dove si registra la maggiore frequenza di un uso problematico dei social media tra gli adolescenti (16%). Seguono, con quote poco inferiori al 15%, <strong>Calabria</strong> e <strong>Puglia</strong>.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">L&#8217;importanza di una rete sociale e di servizi su cui fare affidamento</h3>
</p>
<p>Alla luce di queste tendenze, va sottolineato come il <strong>ruolo di una forte rete sociale </strong>sia stata cruciale durante la pandemia per contenere i fenomeni di disagio tra i più giovani.</p>
</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>I professionisti hanno individuato anche meccanismi di resilienza esogeni che hanno agito o potrebbero aver agito quali fattori protettivi per il benessere, il neurosviluppo e la salute mentale delle persone di minore età. Tra i più frequenti (&#8230;) la presenza o creazione di reti sociali, sanitarie ed educative capaci di mettere in atto un meccanismo di collaborazione sinergico a supporto dei ragazzi e dei genitori (&#8230;)</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.garanteinfanzia.org/sites/default/files/2022-05/Volume-Garante.pdf" target="_blank">&#8211; Iss e Agia, Pandemia, neurosviluppo e salute mentale di bambini e ragazzi (2022)</a>
									            </div>
</section>
</p>
<p>A partire dalle <strong>tante comunità educanti presenti sul territorio</strong>, aspetto messo in evidenza dall&#8217;indagine dell&#8217;istituto superiore di sanità e del garante dell&#8217;infanzia.</p>
</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>Per quanto riguarda il mondo educativo, hanno agito quali fattori protettivi esogeni, la presenza nelle scuole di attività particolarmente stimolanti (ad esempio, laboratori per i bambini con bisogni educativi speciali); la formazione di insegnanti e alunni; l’attivazione di servizi extrascolastici volti a offrire occasioni di socialità anche attraverso lo sport</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.garanteinfanzia.org/sites/default/files/2022-05/Volume-Garante.pdf" target="_blank">&#8211; Iss e Agia, Pandemia, neurosviluppo e salute mentale di bambini e ragazzi (2022)</a>
									            </div>
</section>
</p>
<p>Si comprende quindi quanto mettere in rete queste esperienze, <strong>costruire un coordinamento tra la scuola, le organizzazioni sociali, i servizi sanitari e sociali</strong> rappresenti l&#8217;unico modo per governare questi processi. Nell&#8217;emergenza pandemica, quando questo coordinamento è mancato, ciò ha avuto riflessi sulla vulnerabilità di bambini e ragazzi. </p>
</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>Vivere in un’area caratterizzata da scarso coordinamento della rete di servizi (es. tra servizi di neuropsichiatria infantile, psicologia, scuola e servizi sociali) ha portato a difficoltà nell’ approccio di sistema e a un mancato coordinamento della rete sociale, amplificando le vulnerabilità.</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.garanteinfanzia.org/sites/default/files/2022-05/Volume-Garante.pdf" target="_blank">&#8211; Iss e Agia, Pandemia, neurosviluppo e salute mentale di bambini e ragazzi (2022)</a>
									            </div>
</section>
</p>
<p>In parallelo con la <strong>costruzione di queste reti</strong>, il <strong>rafforzamento di servizi specifici per tutelare la salute mentale dei minori </strong>appare fondamentale. Per fare un esempio, in base all&#8217;ultimo annuario statistico del ministero della salute, i centri di assistenza di neuropsichiatria infantile e adolescenziale sono articolati nel 2022 in 58 strutture residenziali e in 53 semiresidenziali, ma queste <a href="https://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_3425_allegato.pdf#page=38" target="_blank" rel="noreferrer noopener">non risultano presenti in tutte le regioni</a>.</p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">413 </span>posti letto in degenza ordinaria nei reparti di neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza.</p>
</section>
</p>
<p>Inoltre, a fronte di un fabbisogno stimabile in <a href="https://www.quotidianosanita.it/veneto/articolo.php?articolo_id=115907">700 posti secondo i professionisti del settore</a>, sono attualmente circa 400 i posti letto nei reparti di neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza. Ciò porta a una <strong>commistione tra i servizi rivolti agli adulti e quelli per i minori</strong>, un aspetto ribadito come critico dal garante dell&#8217;infanzia nell&#8217;ultima relazione al parlamento.</p>
</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>(&#8230;) ha assunto una posizione pubblica a proposito dei casi di ricovero di minorenni con problemi di salute mentale negli stessi reparti degli adulti. Nell’occasione ha ricordato che è dal 2017 che l’Autorità garante richiede particolare attenzione affinché si eviti la compresenza di minori di età e di maggiorenni in ragione della mancanza di posti letto dedicati all’età evolutiva. In tale circostanza Garlatti ha rinnovato la richiesta, contenuta nello studio condotto in collaborazione con l’Istituto superiore di sanità (vedi supra), di garantire su tutto il territorio nazionale un numero congruo di posti letto nei reparti di neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza.</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.garanteinfanzia.org/sites/default/files/2024-06/relazione-parlamento-2023-web.pdf" target="_blank">&#8211; Agia, Relazione al parlamento 2023 (aprile 2024)</a>
									            </div>
</section>
</p>
<p><p>Poter<strong> monitorare in chiave territoriale fabbisogni e servizi è l&#8217;unica premessa per impostare politiche efficaci per la salute mentale dei minori</strong>. A partire dall&#8217;istituzione di un sistema informativo univoco, come auspicato dal gruppo di lavoro per il rispetto della convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.</p>
</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>La perdurante mancanza di un sistema informativo nazionale per la salute mentale delle persone di minore età rende difficile poter analizzare in modo accurato e appropriato le attività territoriali e gli andamenti regionali.</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://gruppocrc.net/wp-content/uploads/2024/01/13%C2%B0-Rapporto-CRC-VERSIONE-DEFINITIVA-3.pdf" target="_blank">&#8211; Gruppo Crc, 13esimo rapporto di aggiornamento sul monitoraggio della Convenzione (2023)</a>
									            </div>
</section>
</p>
<p><p>Solo così sarà possibile <strong>alimentare attraverso i dati un dibattito pubblico</strong> che già sta avvenendo nel paese, spesso senza gli strumenti adeguati. E soprattutto <strong>tradurre in azioni concrete i bisogni emersi</strong>, individuandoli alla luce di un patrimonio informativo solido, trasparente e condiviso.</p>
</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Scarica, condividi e riutilizza i dati</h3>
</p>
<section class="download">
<div class="dw-content">
<div class="intro">
<p>Scarica i dati</p>
</div>
<div class="files">
<p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/indice_salute_mentale_2024/salute_mentale_2024.ods" target="_blank" rel="noopener">Indicatori benessere adolescenti, per regione</a></p>
</div></div>
</section>
</p>
<p>I contenuti dell’Osservatorio povertà educativa&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/poverta-educativa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">#conibambini</a>&nbsp;sono realizzati da openpolis con l’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell’articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l’obiettivo di creare un’unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di&nbsp;<em>data journalism</em>&nbsp;o anche per semplice consultazione. I dati sono tratti dall’indagine sui comportamenti collegati alla salute in ragazzi di età scolare, effettuata dall’Iss nell’ambito dello studio internazionale Hbsc promosso dall’Oms (in inglese health behaviour in school-aged children).</p>
</p>
<p>Foto:&nbsp;<a href="https://unsplash.com/it/foto/quattro-donne-che-guardano-in-basso-rTwhmFSoXC8" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rosie Sun (unsplash)</a>&nbsp;–&nbsp;<a href="https://unsplash.com/it/licenza" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Licenza</a></p>
</p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/i-segnali-di-disagio-e-malessere-nella-condizione-di-giovani-e-minori/">I segnali di disagio e malessere nella condizione di giovani e minori</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il conflitto con le Ong non è servito a decongestionare i porti siciliani</title>
		<link>https://www.openpolis.it/il-conflitto-con-le-ong-non-e-servito-a-decongestionare-i-porti-siciliani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[michele vannucchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Aug 2023 05:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migranti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=270133</guid>

					<description><![CDATA[<p>I dati sono un ottimo modo per analizzare fenomeni, raccontare storie e valutare pratiche politiche. Con Numeri alla mano facciamo proprio questo. Una rubrica settimanale di brevi notizie, con link per approfondire. Il giovedì alle 7 in onda anche su Radio Radicale. Leggi “Il governo Meloni non è riuscito a decongestionare i porti siciliani“. Ascolta [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/il-conflitto-con-le-ong-non-e-servito-a-decongestionare-i-porti-siciliani/">Il conflitto con le Ong non è servito a decongestionare i porti siciliani</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[</p>
<p>I dati sono un ottimo modo per analizzare fenomeni, raccontare storie e valutare pratiche politiche. Con Numeri alla mano facciamo proprio questo. Una rubrica settimanale di brevi notizie, con link per approfondire. Il giovedì alle 7 in onda anche su Radio Radicale. Leggi “<a href="https://www.openpolis.it/il-governo-meloni-non-e-riuscito-a-decongestionare-i-porti-siciliani/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Il governo Meloni non è riuscito a decongestionare i porti siciliani</a>“.</p>
</p>
<section class="numeri-alla-mano">
<h1 class="red1 mb-0">83,87%</h1>
<p class="bt-2-grey3 mt-0"><strong>la quota di persone soccorse da navi umanitarie che nel gennaio 2023 sono state fatte sbarcare in porti del centro o del nord Italia.</strong> Nonostante nei primi mesi dell’anno il numero di sbarchi sia stato decisamente più contenuto rispetto al periodo estivo, è proprio in quella fase che le navi delle organizzazioni umanitarie sono state costrette più di frequente a raggiungere porti di regioni dell’Italia centrale o settentrionale. <a href="https://www.openpolis.it/il-governo-meloni-non-e-riuscito-a-decongestionare-i-porti-siciliani/" target="_blank" rel="noopener">Vai all&#8217;articolo.</a></p>
</section>
<section class="numeri-alla-mano">
<h1 class="red1 mb-0">592 miglia nautiche</h1>
<p class="bt-2-grey3 mt-0"><b>la distanza media da Lampedusa, percorsa dalle navi umanitarie a gennaio, </b><b>per raggiungere il porto di sbarco assegnato. </b>L’isola siciliana rappresenta quasi sempre il punto più vicino in cui le navi dovrebbero poter far sbarcare le persone soccorse., In questo caso è quindi usata come punto di riferimento per valutare la strada in eccesso percorsa rispetto al luogo di sbarco più vicino. <a href="https://www.openpolis.it/il-governo-meloni-non-e-riuscito-a-decongestionare-i-porti-siciliani/#nel-corso-dei-mesi-la-media-di-miglia-nautiche-percorse-da-lampedusa-dalle-navi-umanitarie-si-e-ridotta-passando-dalle-592-di-gennaio-alle-253-di-luglio" target="_blank" rel="noopener">Vai all&#8217;articolo.</a></p>
</section>
<section class="numeri-alla-mano">
<h1 class="red1 mb-0">253,33 miglia nautiche</h1>
<p class="bt-2-grey3 mt-0"><strong><b>la distanza media da Lampedusa, percorsa dalle navi umanitarie ad agosto, per raggiungere il porto di sbarco assegnato.</b></strong> Analizzando la media mensile delle miglia percorse dalle navi delle Ong emerge un calo quasi costante rispetto all’inizio dell’anno. Infatti se a gennaio è stato chiesto alle imbarcazioni di soccorso di percorrere in media 592 miglia nautiche per raggiungere il porto di sbarco, ad agosto questo dato è passato a 253.  <a href="https://www.openpolis.it/numeri/nonostante-gli-annunci-sono-sempre-meno-gli-sbarchi-nelle-regioni-del-nord-italia/" target="_blank" rel="noopener">Vai al grafico</a></p>
</section>
<section class="numeri-alla-mano">
<h1 class="red1 mb-0">84,47%</h1>
<p class="bt-2-grey3 mt-0"><strong>la quota di sbarchi effettuati in Sicilia, piuttosto che in altre regioni italiane, nel corso del 2023. </strong>Considerando non solo le navi umanitarie ma il totale degli sbarchi è possibile verificare che, complessivamente, il governo si trova ben distante dall&#8217;obiettivo di decongestionare i porti siciliani. Dal 2016 a oggi infatti si tratta del dato più alto. <a href="https://www.openpolis.it/il-governo-meloni-non-e-riuscito-a-decongestionare-i-porti-siciliani/#nel-2023-l8447-degli-sbarchi-sono-avvenuti-in-sicilia-si-tratta-del-dato-piu-alto-dal-2016" target="_blank" rel="noopener">Vai all&#8217;articolo.</a></p>
</section>
<section class="numeri-alla-mano">
<h1 class="red1 mb-0">8,82%</h1>
<p class="bt-2-grey3 mt-0"><strong>la quota di sbarchi effettuati in Calabria nel corso del 2023.</strong> Si tratta della seconda regione più coinvolta dallo sbarco dei migranti, sia nel corso di quest&#8217;anno che storicamente. Il dato tuttavia è decisamente più basso della media degli anni scorsi e questo ha probabilmente contribuito ad accrescere il dato siciliano. Anche considerando insieme le due regioni tuttavia la concentrazione degli sbarchi rimane più elevata rispetto agli anni precedenti. <a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2023-la-quota-di-sbarchi-in-sicilia-e-maggiore-rispetto-agli-anni-precedenti/" target="_blank" rel="noopener">Vai al grafico.</a></p>
</section>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Ascolta il nostro podcast su Radio Radicale</h3>
</p>
<p><div>
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                </iframe>
            </div></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/il-conflitto-con-le-ong-non-e-servito-a-decongestionare-i-porti-siciliani/">Il conflitto con le Ong non è servito a decongestionare i porti siciliani</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il governo Meloni non è riuscito a decongestionare i porti siciliani</title>
		<link>https://www.openpolis.it/il-governo-meloni-non-e-riuscito-a-decongestionare-i-porti-siciliani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[michele vannucchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Aug 2023 13:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migranti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=267124</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nonostante le intenzioni di inizio anno, 8 sbarchi su 10 avvengono in Sicilia, il dato più alto degli ultimi anni. Una strategia che non risolve il problema della redistribuzione, ma rende più duro il viaggio dei migranti e le operazioni di salvataggio delle Ong.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/il-governo-meloni-non-e-riuscito-a-decongestionare-i-porti-siciliani/">Il governo Meloni non è riuscito a decongestionare i porti siciliani</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel corso del 2023 il governo presieduto da Giorgia Meloni ha introdotto <strong>diverse novità in materia migratoria.</strong> Da un punto di vista normativo si tratta principalmente del cosiddetto &#8220;<a href="https://www.openpolis.it/il-decreto-cutro-colpisce-i-diritti-dei-richiedenti-asilo/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">decreto Cutro</a>&#8221; oltre che della dichiarazione dello &#8220;stato di emergenza immigrazione&#8221;. </p>
<p><strong>Da un punto di vista pratico invece l&#8217;anno si è aperto con un braccio di ferro con molte Ong impegnate nei soccorsi in mare, alle quali il governo ha imposto porti di sbarco spesso molto distanti dal punto in cui sono avvenuti i soccorsi.</strong></p>
<div id="a-gennaio-il-governo-ha-sostenuto-la-necessita-di-decongestionare-i-porti-di-sicilia-e-calabria-nonostante-in-quella-fase-i-numeri-fossero-tuttaltro-che-critici" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<h3 class="wp-block-heading">Decongestionare i punti di sbarco</h3>
<p>La motivazione fornita dal ministro dell’interno Matteo Piantedosi si riferisce alla <strong>presunta necessità di ridurre la pressione nei consueti punti di sbarco</strong>, ovvero principalmente in Sicilia e nello specifico ad Agrigento.</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>Noi vogliamo fare in modo che si decongestioni il più possibile l&#8217;approdo nei porti di Calabria e Sicilia.</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.youtube.com/watch?v=QrouZeqraH8&#038;t=1502s" target="_blank">&#8211; Il ministro dell&#8217;interno Matteo Piantedosi a Piazza pulita &#8211; La7</a>
									            </div>
</section>
<p><strong>Si tratta di una dichiarazione che già allora lasciò qualche dubbio</strong>, considerando che, seppur con un aumento degli arrivi rispetto agli anni precedenti, il <a href="http://www.libertaciviliimmigrazione.dlci.interno.gov.it/sites/default/files/allegati/cruscotto_statistico_giornaliero_31-01-2023.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">numero degli sbarchi </a>a gennaio era comunque modesto rispetto alla media dei mesi estivi.</p>
<p>Nonostante ciò, <strong>nel corso dei primi due mesi dell&#8217;anno il governo ha costretto diverse navi umanitarie a percorrere centinaia di miglia nautiche</strong> per far sbarcare circa 760 migranti in regioni del centro o addirittura del nord Italia.</p>
<p><strong>Purtroppo attualmente il Viminale non rilascia pubblicamente dati sui porti di sbarco dei migranti.</strong> Un&#8217;informazione che invece, fino alla fine del 2018, era disponibile sul <a href="http://www.libertaciviliimmigrazione.dlci.interno.gov.it/sites/default/files/allegati/cruscotto_statistico_giornaliero_31-12-2018_0.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">cruscotto statistico giornaliero</a> dello stesso ministero.</p>
<p>Comunque alcune informazioni aggregate a livello regionale sono disponibili sul portale di <a href="https://data2.unhcr.org/en/situations/mediterranean/location/5205" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Unhcr</a> dedicato alla situazione migratoria nel mediterraneo. Inoltre Matteo Villa, ricercatore di <a href="https://docs.google.com/spreadsheets/d/1ahgkPp6NqMh3Dg63YHj8LVyaeW6-qHn2QQcRrKasJyM/edit#gid=0" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ispi</a>, ha messo a disposizione un set di dati che contiene informazioni sui luoghi di sbarco delle sole navi umanitarie.</p>
<div id="a-inizio-anno-l839-delle-persone-soccorse-da-navi-umanitarie-sono-state-fatte-sbarcare-in-porti-del-centro-o-del-nord-italia" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<h3 class="wp-block-heading">Gli sbarchi delle navi umanitarie nel corso del 2023</h3>
<p>Come accennato, nonostante nei primi mesi dell&#8217;anno il numero di sbarchi sia stato decisamente più contenuto rispetto al periodo estivo, è proprio in quella fase che le navi delle organizzazioni umanitarie sono state costrette più di frequente a raggiungere porti di regioni dell&#8217;Italia centrale o settentrionale.</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">83,87% </span>la quota di persone soccorse da navi umanitarie che nel gennaio 2023 sono state fatte sbarcare in porti del centro o del nord Italia.</p>
</section>
<p><strong>Questo dato è poi calato significativamente nei mesi successivi, arrivando al 14,6% ad aprile e al 27,9% ad agosto.</strong> Eppure è proprio durante i mesi estivi che i porti del mezzogiorno si trovano più in difficoltà nelle procedure di accoglienza e smistamento dei richiedenti asilo nei diversi centri sparsi sul territorio nazionale.</p>
<div id="nel-corso-dei-mesi-la-media-di-miglia-nautiche-percorse-da-lampedusa-dalle-navi-umanitarie-si-e-ridotta-passando-dalle-592-di-gennaio-alle-253-di-luglio" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p><strong>Questo fenomeno può essere osservato anche guardando alle miglia nautiche che le imbarcazioni umanitarie sono state costrette a percorrere da Lampedusa</strong>. L&#8217;isola siciliana infatti rappresenta quasi sempre il punto più vicino in cui le navi dovrebbero poter sbarcare le persone soccorse e in questo caso è quindi usata come punto di riferimento per valutare la strada in eccesso percorsa rispetto al luogo di sbarco più vicino.</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nonostante-gli-annunci-sono-sempre-meno-gli-sbarchi-nelle-regioni-del-nord-italia/">Nonostante gli annunci sono sempre meno gli sbarchi nelle regioni del nord Italia</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nonostante-gli-annunci-sono-sempre-meno-gli-sbarchi-nelle-regioni-del-nord-italia/">La media delle miglia nautiche percorse dalle navi umanitarie da Lampedusa fino al punto di sbarco indicato dalle autorità italiane</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
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<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis su dati Matteo Villa &#8211; <a href="https://docs.google.com/spreadsheets/d/1ahgkPp6NqMh3Dg63YHj8LVyaeW6-qHn2QQcRrKasJyM/edit#gid=0" target="_blank" rel="noopener">Ispi</a>                                                                <br />(ultimo aggiornamento: domenica 20 Agosto 2023)
                                        </p>
</p></div>
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<p><label for="embed-chart-267257"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-267257" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p><strong>Analizzando la media mensile delle miglia percorse dalle navi delle Ong emerge un calo quasi costante rispetto all&#8217;inizio dell&#8217;anno.</strong> Infatti se a gennaio è stato chiesto alle imbarcazioni di soccorso di percorrere in media 592 miglia nautiche per raggiungere il porto di sbarco, questo dato è passato ad agosto a 253. Si tratta dunque di una buona notizia, visto che trattenere i migranti in mare senza una buona ragione rappresenta secondo molti un&#8217;ingiustificato aumento delle loro sofferenze tale da essere configurabile in certi casi come una <a href="https://ilmanifesto.it/open-arms-puo-essere-stata-tortura">tortura</a>.</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>E’ un’azione illegittima perché non è giustificata. Se non si vuole gravare ancora su Lampedusa si possono assegnare porti in Sicilia o in Puglia o in Calabria. Prima di arrivare nelle Marche ci sono tanti luoghi sicuri.</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.redattoresociale.it/article/notiziario/migranti_la_prassi_di_assegnare_porti_lontani_alle_ong_e_legittima_" target="_blank">&#8211; Irini Papanicolopulu, docente di Diritto internazionale, via Redattore sociale</a>
									            </div>
</section>
<p>Certo <strong>questo non vuol dire che alle navi Ong non sia più chiesto di portare i migranti in porti molto lontani.</strong> Ad agosto ad esempio non sono mancati casi in cui a queste imbarcazioni sono stati assegnati porti come Ancona (730 miglia nautiche da Lampedusa), Ortona (660) o La Spezia (540). <strong>Nonostante questo però sembra che il fenomeno vada riducendosi.</strong> </p>
<p>È inoltre da considerare che anche altre direttive del governo sembrano aver perso centralità. Si pensi ad esempio al fatto che nelle scorse settimane la guardia costiera ha chiesto ad alcune navi Ong di effettuare <a href="https://www.vita.it/se-lo-stato-chiede-aiuto-alle-ong-per-il-soccorso-in-mare/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">salvataggi multipli</a>. E questo nonostante il governo abbia previsto specifiche misure per impedire o quantomeno limitare il più possibile questo tipo di soccorsi (<a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2023-01-02;1!vig=2023-07-26" target="_blank" rel="noreferrer noopener">decreto legge 1/2023</a>).</p>
<p>Considerando complessivamente questi elementi <strong>viene in effetti da chiedersi se non sia proprio l&#8217;esecutivo ad aver riconsiderato, almeno in parte, l&#8217;effetto dannoso <strong>sulla logistica degli sbarchi</strong></strong> <strong>di alcune delle regole e delle procedure che lui stesso ha imposto.</strong> E questo anche al netto di <a href="https://pagellapolitica.it/articoli/migranti-la-spezia-foggia-piantedosi" target="_blank" rel="noreferrer noopener">casi clamorosi</a> come quello in cui alla nave Geo Barents è stato imposto di approdare a La Spezia, salvo poi trasportare i richiedenti asilo fino a Foggia in pullman.</p>
<p>Ma nonostante nel corso dell&#8217;estate sia stato fatto ampio ricorso alle navi umanitarie, non sono cessate del tutto le iniziative tese ad ostacolarne il lavoro. Anche nei <a href="https://www.dire.it/23-08-2023/946381-multa-di-3-000-euro-a-sea-eye-4-salerno-legge-piantedosi-ong/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">giorni scorsi</a> infatti alcune navi umanitarie hanno ricevuto delle multe e sono state sottoposte a fermo amministrativo.</p>
<div id="nel-2023-l8447-degli-sbarchi-sono-avvenuti-in-sicilia-si-tratta-del-dato-piu-alto-dal-2016" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<h3 class="wp-block-heading">Gli sbarchi nelle regioni italiane nel corso degli anni</h3>
<p>Ma per valutare l&#8217;efficacia della strategia del governo nell&#8217;intento di decongestionare i porti di Calabria e Sicilia, oltre all&#8217;andamento nel corso dell&#8217;anno <strong>conviene confrontare il dato con quello degli anni precedenti</strong> e non solo in relazione alle navi umanitarie, ma al totale degli sbarchi.</p>
<p>I dati tuttavia sembrano confermare che <strong>l&#8217;obiettivo di decongestionare i porti siciliani è ben lontano dall&#8217;essere raggiunto.</strong> Tra il primo gennaio e il 20 agosto 2023 infatti l&#8217;84,47% degli sbarchi è avvenuto proprio in Sicilia. Il dato più alto dal 2016.</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">84,47% </span>la quota di sbarchi effettuati in Sicilia, piuttosto che in altre regioni italiane, nel corso del 2023.</p>
</section>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2023-la-quota-di-sbarchi-in-sicilia-e-maggiore-rispetto-agli-anni-precedenti/">Nel 2023 la quota di sbarchi in Sicilia è maggiore rispetto agli anni precedenti</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2023-la-quota-di-sbarchi-in-sicilia-e-maggiore-rispetto-agli-anni-precedenti/">La quota di migranti sbarcati nei porti delle regioni italiane più coinvolte tra 2016 e 2023</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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                         aria-labelledby="chart_267397_tab1"><br />
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<p></amp-iframe>                        </p>
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis su dati <a href="https://data2.unhcr.org/en/situations/mediterranean" target="_blank" rel="noopener">Unhcr</a>                                                                <br />(ultimo aggiornamento: domenica 20 Agosto 2023)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/08/nel-2023-la-quota-di-sbarchi-in-sicilia-e-maggiore-rispetto-agli-anni-precedenti.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-267397"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-267397" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p>Ma anche prendendo come riferimento i porti di Sicilia e Calabria il dato rimane il più alto degli ultimi anni (93,29%).</p>
<p><strong>Solo considerando anche la Puglia si osserva un lieve miglioramento. </strong>Tuttavia in genere la quota di sbarchi che avviene in questa regione è molto più bassa di quella della Sicilia, ma anche della Calabria. In effetti l&#8217;unico anno in cui il dato pugliese si è avvicinato a quello della Calabria è il 2019. Ma si tratta proprio dell&#8217;anno <a href="https://data.unhcr.org/en/situations/mediterranean/location/5179" target="_blank" rel="noreferrer noopener">record</a> di partenze dal mediterraneo orientale (in particolare dalla Turchia), ed è probabilmente questa la ragione che spiega il maggior coinvolgimento della Puglia.</p>
<p><strong>Foto:</strong> Michele Vannucchi</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/il-governo-meloni-non-e-riuscito-a-decongestionare-i-porti-siciliani/">Il governo Meloni non è riuscito a decongestionare i porti siciliani</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le aziende sanitarie e i commissariamenti nel 2023</title>
		<link>https://www.openpolis.it/le-aziende-sanitarie-e-i-commissariamenti-nel-2023/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[michele vannucchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 May 2023 13:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=252063</guid>

					<description><![CDATA[<p>Tra 2020 e 2022 il numero di aziende ospedaliere o sanitarie commissariate  si è dimezzato. Nel 2023 però questo dato è tornato a crescere arrivando ai livelli di 3 anni prima. Molti commissariamenti però dovrebbero concludersi a breve e ci si aspetta che il dato torni a diminuire.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/le-aziende-sanitarie-e-i-commissariamenti-nel-2023/">Le aziende sanitarie e i commissariamenti nel 2023</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 class="wp-block-heading">La crescita dei commissariamenti</h3>
<p>Le aziende sanitarie (Asl) e ospedaliere (Ao) sono le strutture amministrative del sistema sanitario più prossime al cittadino. Si tratta dunque di <strong>organizzazioni molto importanti il cui vertice tuttavia risulta in vari casi commissariato.</strong></p>
<div id="attualmente-le-aziende-ospedaliere-o-sanitarie-commissariate-sono-39-un-dato-quasi-doppio-rispetto-allo-scorso-anno-che-ci-riporta-ai-livelli-del-2020" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p><strong>Tra 2020 e 2021 questo fenomeno si era molto ridimensionato.</strong> Così se nel corso del primo anno di emergenza pandemica le aziende ospedaliere o sanitarie commissariate sono state più di 40, <strong>a metà del 2021 questo numero si era dimezzato.</strong></p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-commissariamenti-delle-aziende-sanitarie-tra-2020-e-2023/">I commissariamenti delle aziende sanitarie tra 2020 e 2023</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-commissariamenti-delle-aziende-sanitarie-tra-2020-e-2023/">II numero di aziende ospedaliere o sanitarie con al proprio vertice un commissario straordinario negli ultimi 3 anni</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
<div id="chart_252141_tab1" role="tab" aria-controls="chart_252141_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
<div id="chart_252141_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_252141_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/i-commissariamenti-delle-aziende-sanitarie-tra-2020-e-2023/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/05/i-commissariamenti-delle-aziende-sanitarie-tra-2020-e-2023.png" placeholder ></amp-img></p>
<div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div>
<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-commissariamenti-delle-aziende-sanitarie-tra-2020-e-2023/">I commissariamenti delle aziende sanitarie tra 2020 e 2023 &#8211; II numero di aziende ospedaliere o sanitarie con al proprio vertice un commissario straordinario negli ultimi 3 anni</a></div>
</p></div>
<div id="chart_252141_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_252141_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
<div id="chart_252141_tabpanel3" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-3"
                             aria-labelledby="chart_252141_tab3"></p>
<p>Il direttore generale è l’organo monocratico di rappresentanza legale e di governo sia delle aziende sanitarie locali che delle aziende ospedaliere. Talvolta tuttavia il direttore generale può essere rimosso prima del tempo oppure può dimettersi per ragioni proprie. In questi casi norme nazionali o regionali stabiliscono la possibilità che al suo posto la regione nomini, in via temporanea, un commissario straordinario.</p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>openpolis                                                                <br />(consultati: lunedì 8 Maggio 2023)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/05/i-commissariamenti-delle-aziende-sanitarie-tra-2020-e-2023.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<p><label for="embed-chart-252141"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p>Il dato è poi rimasto <strong>stabile fino alla fine del 2022. Con il nuovo anno però è tornato a crescere</strong> sfiorando i valori di 3 anni prima.</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">39 </span>le aziende ospedaliere o sanitarie commissariate in Italia a maggio 2023.</p>
</section>
<div id="sono-8-le-regioni-con-dei-commissariamenti-attivi-ma-a-pesare-sono-in-particolare-quelli-in-calabria-sicilia-e-marche" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<h3 class="wp-block-heading">La geografia dei commissariamenti</h3>
<p><strong>Attualmente sono 8 le regioni in cui almeno un&#8217;azienda sanitaria ha una gestione commissariale.</strong> Come vedremo, <strong>le ragioni dei commissariamenti possono essere molto diverse</strong> legate a dinamiche strettamente aziendali, piuttosto che a scelte politiche regionali o anche nazionali.</p>
<p>Per questo <strong>in diversi territori i commissariamenti riguardano solo una minoranza delle aziende</strong> sanitarie. È il caso della <strong>Lombardia</strong> (5,7%) e del <strong>Piemonte</strong> (11,1%). </p>
<p>Valori un po&#8217; più alti ma comunque riferiti a episodi isolati si trovano invece in <strong>Liguria</strong> (16,7%), <strong>Emilia-Romagna</strong> (16,7%) e <strong>Lazio</strong> (20%).</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/le-aziende-sanitarie-e-ospedaliere-commissariate-a-maggio-2023/">Le aziende sanitarie e ospedaliere commissariate a maggio 2023</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/le-aziende-sanitarie-e-ospedaliere-commissariate-a-maggio-2023/">Le otto regioni in cui attualmente risulta in carica in almeno un&#8217;azienda ospedaliera o sanitaria un commissario straordinario in rapporto alle aziende a gestione ordinaria</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
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                         aria-labelledby="chart_252152_tab1"><br />
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<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/le-aziende-sanitarie-e-ospedaliere-commissariate-a-maggio-2023/">Le aziende sanitarie e ospedaliere commissariate a maggio 2023 &#8211; Le otto regioni in cui attualmente risulta in carica in almeno un&#8217;azienda ospedaliera o sanitaria un commissario straordinario in rapporto alle aziende a gestione ordinaria</a></div>
</p></div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_252152_tab3"></p>
<p>Il direttore generale è l’organo monocratico di rappresentanza legale e di governo sia delle aziende sanitarie locali che delle aziende ospedaliere. Talvolta tuttavia il direttore generale può essere rimosso prima del tempo oppure può dimettersi per ragioni proprie. In questi casi norme nazionali o regionali stabiliscono la possibilità che al suo posto la regione nomini, in via temporanea, un commissario straordinario. In alternativa, in situazioni specifiche, le regioni possono decidere di nominare il direttore amministrativo o il direttore straordinario quale direttore generale facente funzioni (FF) per il tempo strettamente necessario.</p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>openpolis                                                                <br />(consultati: lunedì 8 Maggio 2023)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/05/le-aziende-sanitarie-e-ospedaliere-commissariate-a-maggio-2023.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-252152"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-252152" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p><strong>Cifre decisamente più alte invece risultano nelle Marche</strong> (83,3%), in <strong>Sicilia</strong> (88,2%) e <strong>Calabria</strong> (100%). Su 39 commissariamenti complessivi infatti 29 si concentrano in queste regioni.</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">3/4 </span>delle aziende ospedaliere o sanitarie commissariate si trovano nelle Marche, in Sicilia e in Calabria.</p>
</section>
<div id="la-sanita-calabrese-continua-a-essere-commissariata-e-con-lei-tutte-le-aziende-sanitarie-e-ospedaliere-della-regione" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<h3 class="wp-block-heading">Prosegue il commissariamento della sanità calabrese</h3>
<p><strong>Il caso più grave ma anche più noto è quello della Calabria.</strong> </p>
<div id="strillo-testo-block_7213102d1b3bade6ecd087e6695b23fc" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>In Calabria sono ancora commissariate tutte le aziende sanitarie.</p>
</section></div>
<p>Qui infatti, da ormai diversi anni,<strong> tutte le aziende sanitarie sono commissariate. </strong>In questo caso dunque non si tratta di una novità ma di <strong>un dato tristemente stabile.</strong></p>
<p>Solo l<strong>a scorsa settimana peraltro, un nuovo decreto (<a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2023-05-10;51!vig=2023-05-11" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Dl 51/2023</a>) ha esteso fino a tutto il 2023 il commissariamento dell&#8217;intero comparto regionale.</strong> E non è la prima proroga disposta dal governo Meloni. Già a novembre 2022 il nuovo esecutivo aveva emanato un decreto (<a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2022-11-08;169" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Dl 169/2022</a>) che prorogava il <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2020-11-10;150~art7-com1" target="_blank" rel="noreferrer noopener">decreto Calabria</a> di ulteriori 6 mesi. Una norma quest&#8217;ultima con cui il secondo governo Conte aveva già prolungato una forma rafforzata di commissariamento della sanità regionale avviata dal <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2019-04-30;35!vig=" target="_blank" rel="noreferrer noopener">decreto salva Calabria</a> (primo governo Conte).</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/il-puzzle-della-sanita-calabrese/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Il puzzle della sanità calabrese<br />
<br /><strong>Leggi</strong></a>.</p>
</section>
<p>È utile precisare che il commissariamento di tutte le aziende sanitarie e ospedaliere è un aspetto da tenere distinto dal commissariamento della sanità regionale. Attualmente infatti oltre alla Calabria risulta <a href="https://www.salute.gov.it/portale/pianiRientro/dettaglioContenutiPianiRientro.jsp?area=pianiRientro&amp;id=5022&amp;lingua=italiano&amp;menu=vuoto" target="_blank" rel="noreferrer noopener">commissariata</a> anche la regione Molise. Qui però l&#8217;unica <a href="https://www.asrem.molise.it/lazienda/la-direzione-aziendale/direzione-generale/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">azienda sanitaria</a> presente è amministrata tramite una gestione ordinaria.</p>
<p>Per diversi anni in effetti anche in Calabria si era proceduto in questo modo. Questo fino al 2020 quando il secondo governo Conte ha stabilito che i vertici aziendali dovessero essere tutti commissari straordinari nominati dal commissario ad acta della regione. Da questo punto di vista la nuova norma si limita a stabilire che il commissario ad acta, ossia il presidente della regione Occhiuto, debba <strong>confermare i commissari straordinari in carica entro 2 mesi dall&#8217;approvazione del decreto. Pena la loro decadenza.</strong></p>
<div id="strillo-testo-block_3f03fc07e1758d2b9d6d62420dc57ef1" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Almeno non sono più in corso commissariamenti per infiltrazioni della criminalità organizzata.</p>
</section></div>
<p>Quantomeno una <strong>buona notizia</strong> c&#8217;è. Dal 2022 le aziende sanitarie calabresi sono tutte commissariate per le ragioni che abbiamo visto e <strong>non, come in passato, anche per infiltrazioni della criminalità organizzata</strong>. Quella infatti, come abbiamo raccontato in precedenti <a href="https://www.openpolis.it/il-puzzle-della-sanita-calabrese/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">approfondimenti</a>, è una diversa e più grave forma di commissariamento.</p>
<div id="in-sicilia-i-vertici-di-9-aziende-sono-arrivati-a-scadenza-naturale-del-mandato-da-oltre-1-anno-in-mancanza-delle-nuove-nomine-sono-stati-provvisoriamente-commissariati" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<h3 class="wp-block-heading">Commissariamenti e ritardi in Sicilia</h3>
<p><strong>In Sicilia invece sono commissariate tutte le aziende sanitarie provinciali (9) ma almeno 2 delle 8 aziende ospedaliere hanno ancora al proprio vertice un direttore generale.</strong></p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">15 su 17 </span>le aziende ospedaliere o sanitarie commissariate in Sicilia.</p>
</section>
<p>A differenza della Calabria però <strong>qui le ragioni dei commissariamenti sono differenti</strong> e, almeno in parte, varie. In 6 strutture infatti i commissari sono stati nominati con provvedimenti specifici tra il 2020 e il 2022. <strong>Fino a inizio anno invece le altre aziende risultavano avere una gestione ordinaria.</strong></p>
<p><strong>In ben 9 di queste, la nomina del direttore generale era avvenuta a metà aprile 2019</strong> per decreto del presidente della regione Nello Musumeci.</p>
<p>L&#8217;incarico aveva durata triennale e dunque <strong>sarebbe dovuto andare in scadenza a primavera del 2022</strong>. Con un provvedimento ad hoc (<a href="https://www2.regione.sicilia.it/deliberegiunta/file/giunta/allegati/N.296_31.05.2022.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Dgr 296/2022</a>) la giunta Musumeci, ormai in scadenza, ha però <strong>prorogato gli incarichi in essere fino alla fine del 2022.</strong> </p>
<p>I mesi tra l&#8217;entrata in carica della <strong>nuova giunta guidata da Renato Schifani</strong> (a settembre 2022) fino alla fine dell&#8217;anno però non sembrano essere stati sufficienti al nuovo esecutivo per procedere con le nuove nomine. Infatti <strong>l&#8217;avviso pubblico per la selezione dei nuovi direttori generali è stato pubblicato il <a href="https://www2.regione.sicilia.it/deliberegiunta/file/giunta/allegati/N.607_29.12.2022.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">29 dicembre</a>, nonostante i direttori in carica andassero in scadenza il 31 dicembre.</strong></p>
<p><strong>Non essendoci il tempo materiale</strong> per l&#8217;espletamento della selezione pubblica, l&#8217;assessore regionale alla sanità ha proposto in giunta di procedere con un commissariamento temporaneo. <strong>Fino alla nomina dei nuovi direttori infatti, quelli precedentemente in carica sono stati nominati commissari</strong> (<a href="https://www.asppalermo.org/Archivio/delibere/01%20COMM%20STRAORD.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Dpr 53/2022</a>).<strong> </strong>Si tratta insomma di una situazione che dovrebbe essere provvisoria. Tuttavia si evidenzia come i vertici aziendali di 9 strutture sanitarie siano arrivati alla fine naturale del loro mandato da ormai oltre un anno e ancora non risulta siano stati nominati i successori.</p>
<div id="nelle-marche-la-giunta-di-centrodestra-ha-completamente-riformato-il-settore-creando-5-nuove-asl-provvisoriamente-amministrate-da-dei-commissari" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<h3 class="wp-block-heading">La riorganizzazione della sanità nelle Marche</h3>
<p>Ancora <strong>diversa è la situazione nelle Marche.</strong> Qui al momento sono commissariate le 5 aziende sanitarie, mentre l&#8217;unica azienda ospedaliera ha un vertice aziendale nominato in via ordinaria.</p>
<p>D&#8217;altronde l&#8217;azienda ospedaliera è anche l&#8217;unico tra gli enti sanitari regionali a essere rimasto operativo dopo la <a href="https://www.quotidianosanita.it/regioni-e-asl/articolo.php?articolo_id=106908" target="_blank" rel="noreferrer noopener">riforma</a> del sistema sanitario regionale (<a href="https://www.consiglio.marche.it/banche_dati_e_documentazione/leggi/dettaglio.php?idl=2261" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Lr 19/2022</a>). In precedenza infatti la struttura sanitaria era suddivisa in tre enti: l&#8217;azienda ospedaliero universitaria di Ancona (tuttora attiva), l&#8217;azienda ospedaliera ospedali riuniti Marche nord e l&#8217;azienda sanitaria unica regionale (Asur Marche).</p>
<div id="strillo-testo-block_ea4c34d8dcfce091c050545ce12b10dc" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Nelle Marche sono state create 5 nuove aziende sanitarie che per la prima fase avranno una gestione straordinaria.</p>
</section></div>
<p><strong>La riforma ha avuto origine nella campagna elettorale del 2020 che ha portato il centro destra al governo regionale con Francesco Acquaroli</strong> (Fratelli d&#8217;Italia). Buona parte del <a href="https://www.quotidianosanita.it/lettere-al-direttore/articolo.php?articolo_id=106795" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dibattito</a> è stato giocato proprio sul tema sanitario e sulla <strong>promessa di andare verso un modello di sanità diffusa</strong>. Proprio per questo la nuova legge ha <strong>eliminato sia l&#8217;azienda ospedaliera ospedali riuniti Marche Nord che l&#8217;azienda unica regionale, creando al loro posto 5 aziende sanitarie territoriali.</strong></p>
<p>La creazione di nuovi enti è un processo complesso che richiede tempo. Per guidare questa transizione la giunta regionale ha deciso di <strong>nominare dei commissari straordinari nelle 5 le nuove strutture.</strong> La designazione dei direttori generali che dovranno riportare le aziende sanitarie a una gestione ordinaria comunque dovrebbe avvenire entro la fine del mese (<a href="https://www.norme.marche.it/attiweb/searchDelibere.aspx" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Dgr 519/2023</a>).</p>
<p><em>I dati presentati sono il risultato di un’analisi basata sul monitoraggio dei siti delle Asl e delle Ao. Le informazioni dunque sono quelle presenti sui siti istituzionali. Tuttavia, in alcuni casi, i siti potrebbero non essere aggiornati, non risultare attivi o presentare informazioni disomogenee in pagine differenti.</em></p>
<p>Foto: Miguel Ausejo (<a href="https://unsplash.com/it/foto/vsSu0oGtLoI" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Unsplash</a>)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/le-aziende-sanitarie-e-i-commissariamenti-nel-2023/">Le aziende sanitarie e i commissariamenti nel 2023</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Come interverrà il Pnrr sulla sanità territoriale in Calabria</title>
		<link>https://www.openpolis.it/come-interverra-il-pnrr-sulla-sanita-territoriale-in-calabria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 May 2023 07:12:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italie a confronto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=243180</guid>

					<description><![CDATA[<p>In ambito sanitario, il Pnrr ha l'obiettivo di ridurre i divari tra i territori. Approfondiamo la situazione in Calabria per quanto riguarda case della comunità e ospedali di comunità, i due principali presidi della sanità territoriale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/come-interverra-il-pnrr-sulla-sanita-territoriale-in-calabria/">Come interverrà il Pnrr sulla sanità territoriale in Calabria</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Anche in Calabria si assisterà nei prossimi anni al progressivo <strong>invecchiamento della popolazione</strong>, con il conseguente aumento dell’incidenza delle malattie croniche. </p>
<div id="nel-2050-i-calabresi-con-almeno-65-anni-saranno-il-369-della-popolazione-a-fronte-del-229-attuale" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p>Si prevede che nel 2050 i calabresi con almeno 65 anni saranno il <strong>36,9% della popolazione</strong>, a fronte del 22,9% attuale.</p>
<p>Per questo motivo, la <strong>sanità territoriale</strong> nella regione, così come quella del paese, è destinata ad attraversare una profonda ristrutturazione, mediante i fondi del Pnrr.</p>
<p>Dall’istituzione di <strong>case della comunità</strong> &#8211; luoghi di prossimità a cui i cittadini possono accedere per l’assistenza primaria &#8211; a quella di <strong>ospedali di comunità </strong>&#8211; piccole strutture (20 posti letto) per consentire un’accoglienza intermedia tra il ricovero a casa e quello in ospedale.</p>
<div id="in-calabria-previsti-circa-1223-milioni-di-euro-su-3-miliardi-complessivi-per-ospedali-e-case-della-comunita" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p>Per questi due investimenti alla Calabria sono destinati <strong>122,3 milioni di euro</strong>, su 3 miliardi complessivi stanziati dal Pnrr. Nello specifico, <strong>84,7 milioni</strong> andranno alla creazione di <strong>61 case della comunità</strong>, di cui 14 hub &#8211; quelle principali che erogano servizi di assistenza primaria, attività specialistiche e di diagnostica di base &#8211; e 47 spoke (77% del totale), che offrono unicamente servizi di assistenza primaria.</p>
<div id="61-le-nuove-case-della-comunita-previste-nella-regione-di-cui-14-hub" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-calabria-previsti-847-milioni-di-euro-per-le-nuove-case-della-comunita/">In Calabria previsti 84,7 milioni di euro per le nuove case della comunità</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-calabria-previsti-847-milioni-di-euro-per-le-nuove-case-della-comunita/">Interventi per case della comunità nella regione finanziati dal Pnrr </a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong><span style="font-weight: 400">elaborazione openpolis &#8211; Cittadinanzattiva su dati Cis regionali</span>                                                                <br />(pubblicati: venerdì 24 Giugno 2022)
                                        </p>
</p></div>
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<p><label for="embed-chart-243437"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p>Per quanto riguarda gli <strong>ospedali di comunità </strong>sono 20 quelli previsti in Calabria, per un importo complessivo dal Pnrr di <strong>37,6 milioni di euro</strong>. In 17 casi si tratterà di interventi di ristrutturazione, in altri si procederà con l&#8217;abbattimento e la successiva ricostruzione, mentre per 3 progetti è prevista una nuova costruzione o l&#8217;ampliamento di una struttura esistente.</p>
<div id="sono-previsti-circa-376-milioni-di-euro-per-i-nuovi-ospedali-di-comunita" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
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<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-calabria-previsti-376-milioni-di-euro-per-i-nuovi-ospedali-di-comunita/">In Calabria previsti 37,6 milioni di euro per i nuovi ospedali di comunità</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-calabria-previsti-376-milioni-di-euro-per-i-nuovi-ospedali-di-comunita/">Interventi per ospedali di comunità nella regione finanziati dal Pnrr</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
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<p>
                                            <strong>FONTE: </strong><span style="font-weight: 400">elaborazione openpolis &#8211; Cittadinanzattiva su dati Cis regionali</span>                                                                <br />(pubblicati: venerdì 24 Giugno 2022)
                                        </p>
</p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-243439"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-243439" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p>A seguito di questi interventi nella regione è prevista la realizzazione di <strong>3,28 case della comunità </strong>e <strong>1,07 ospedali di comunità</strong> ogni 100.000 abitanti. Nelle <strong>aree interne</strong> il rapporto salirà rispettivamente a 4,47 e 1,81.</p>
<div id="nei-territori-piu-periferici-della-regione-l838-delle-case-della-comunita-sara-spoke" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
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<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-nuova-rete-di-sanita-territoriale-tra-poli-e-aree-interne-della-calabria/">La nuova rete di sanità territoriale tra poli e aree interne della Calabria</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-nuova-rete-di-sanita-territoriale-tra-poli-e-aree-interne-della-calabria/">Interventi per case e ospedali di comunità finanziati dal Pnrr rispetto alla classificazione per aree interne</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong><span style="font-weight: 400">elaborazione openpolis &#8211; Cittadinanzattiva su dati Cis regionali</span>                                                                <br />(pubblicati: venerdì 24 Giugno 2022)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/05/la-nuova-rete-di-sanita-territoriale-tra-poli-e-aree-interne-della-calabria.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-243441"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-243441" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p>Nei <strong>territori più periferici</strong> della regione l’<strong>83,8% delle case della comunità sarà spoke</strong>, quella che prevede minori servizi, a fronte di una media nazionale del 52% di case spoke nelle aree interne.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/come-interverra-il-pnrr-sulla-sanita-territoriale-in-calabria/">Come interverrà il Pnrr sulla sanità territoriale in Calabria</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La rete delle biblioteche nel contrasto della povertà educativa</title>
		<link>https://www.openpolis.it/la-rete-delle-biblioteche-nel-contrasto-della-poverta-educativa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Mar 2023 07:56:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=224878</guid>

					<description><![CDATA[<p>Restano ancora profondi i divari nell’accesso alla lettura dei minori nel nostro paese. In questo quadro le biblioteche sono strategiche, soprattutto se destinate a un’utenza di bambini e ragazzi. Questi oggi sono il target principale per oltre 1 struttura su 10.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/la-rete-delle-biblioteche-nel-contrasto-della-poverta-educativa/">La rete delle biblioteche nel contrasto della povertà educativa</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel contrasto della povertà educativa, poche strutture hanno una potenzialità strategica paragonabile a quella delle <strong>biblioteche</strong>. Presidi diffusi sul territorio, cui accedere liberamente, che possono vivere come luoghi di studio, di aggregazione, di socialità. Aspetti ancora più importanti per un paese dove l&#8217;<strong>accesso alla lettura resta profondamente diseguale</strong>.</p>
<p>In Italia poco più della metà dei bambini e dei ragazzi è un lettore abituale. Nel proprio tempo libero, solo il <strong>51,9% dei residenti tra 6 e 17 anni dichiara l&#8217;abitudine alla lettura</strong>. Una percentuale che non è uniforme sul territorio nazionale e su cui incidono divari sociali e territoriali profondi.</p>
<div id="735-dei-minori-figli-di-lettori-leggono-se-ne-il-padre-ne-la-madre-leggono-la-quota-scende-al-344" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p>La lettura è infatti uno dei comportamenti che <strong>più risentono dell&#8217;influenza dell&#8217;ambiente familiare</strong>. Quando sia la madre che il padre hanno questa abitudine, 3 minori su 4 a loro volta leggono. Se al contrario i genitori non leggono, poco più di un terzo dei figli lo fa.</p>
<p><div class="content_block" id="custom_post_widget-135826"><p></p>
</div></p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">73,5% </span>dei minori figli di lettori leggono. Se né il padre né la madre leggono, la quota scende al 34,4%. (<a href="https://www.istat.it/it/files//2022/12/REPORT_PRODUZIONE_E_LETTURA_LIBRI_2021.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Istat, 2022</a>).</p>
</section>
<p>Anche le <strong>differenze territoriali nell&#8217;abitudine alla lettura dei minori sono molto ampie</strong>. Prima della pandemia, in base ai dati Istat elaborati per il gruppo Crc, in regioni come <strong>Emilia Romagna</strong> e <strong>Valle d&#8217;Aosta</strong>,<strong> quasi 2/3 dei residenti tra 6 e 17 anni erano lettori abituali</strong>. </p>
<div id="in-sicilia-e-calabria-solo-1-minore-su-3-legge-abitualmente" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
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<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-sicilia-e-calabria-solo-un-minore-su-3-legge-abitualmente/">In Sicilia e Calabria solo un minore su 3 legge abitualmente</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-sicilia-e-calabria-solo-un-minore-su-3-legge-abitualmente/">Percentuale di bambini e ragazzi di 6-17 anni che nel tempo libero hanno abitudine alla lettura di libri (2019)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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<p></amp-iframe>                        </p>
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Istat per gruppo Crc                                                                <br />(ultimo aggiornamento: giovedì 2 Dicembre 2021)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/03/in-sicilia-e-calabria-solo-un-minore-su-3-legge-abitualmente.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-231386"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-231386" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p>Al contrario,<strong> tutte le regioni con l&#8217;incidenza più bassa di lettori abituali tra bambini e ragazzi si trovano nel mezzogiorno</strong>. In particolare in Calabria e Sicilia, dove sono poco più di un terzo del totale, in Campania dove si attestano al 38,2%, in Molise, Puglia e Basilicata dove superano di poco il 40%.</p>
<h3 class="wp-block-heading">Quante biblioteche in iniziative di contrasto alla povertà educativa</h3>
<p>Conseguentemente, <strong>è proprio nelle aree deprivate</strong>, dove i dati pre-pandemici indicano una minor incidenza di lettori tra i bambini, <strong>che si registrano i maggiori sforzi nel contrasto della povertà educativa attraverso la rete delle biblioteche, nel 2021</strong>. Un segnale di come in molti casi tali strutture rappresentino un presidio fortemente ricettivo anche rispetto ai bisogni del contesto in cui si trovano ad operare.</p>
<div id="124-le-biblioteche-italiane-con-progetti-di-inclusione-rivolti-a-persone-che-vivono-in-poverta-economica-culturale-o-educativa" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p>Nel 2021, il <strong>12,4% delle biblioteche ha indirizzato i propri progetti di inclusione verso le persone che vivono in povertà economica, educativa o culturale</strong>. La quota raggiunge il <strong>28,1% in Puglia</strong>, il 22,5% in Basilicata, e si avvicina a una struttura su 5 in Calabria (19,3%) e Campania (19%).</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2021-la-puglia-e-stata-la-regione-con-piu-biblioteche-con-progetti-di-inclusione-rivolti-a-persone-in-poverta/">Nel 2021 la Puglia è stata la regione con più biblioteche con progetti di inclusione rivolti a persone in povertà</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2021-la-puglia-e-stata-la-regione-con-piu-biblioteche-con-progetti-di-inclusione-rivolti-a-persone-in-poverta/">Percentuale di biblioteche con progetti di inclusione rivolti a persone che vivono in povertà economica, educativa o culturale (2021)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
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</p></div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_231364_tab3"></p>
<p>Dato non disponibile per la provincia autonoma di Bolzano.</p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Istat                                                                <br />(ultimo aggiornamento: mercoledì 21 Dicembre 2022)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/03/nel-2021-la-puglia-e-stata-la-regione-con-piu-biblioteche-con-progetti-di-inclusione-rivolti-a-persone-in-poverta.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-231364"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-231364" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p>Ad attivare progetti di inclusione sono state <strong>soprattutto le biblioteche collocate in piccole città e sobborghi a densità intermedia di popolazione</strong> (13,9%), con un picco tra i 30 e i 50mila abitanti (16,8%).</p>
<p>Il presupposto per attuare questo tipo di politiche è l&#8217;<strong>esistenza di una rete strutturata di biblioteche sul territorio</strong>. Una potenzialità da valorizzare anche attraverso patti educativi territoriali o comunque strumenti che le mettano in rete con altre strutture, partendo dalle scuole. </p>
<p>Ma come sono distribuite le biblioteche, in particolare quelle che hanno nei minori il principale bacino di utenza, sul territorio nazionale? È possibile ricostruirlo analizzando i microdati del censimento svolto dall&#8217;istituto di statistica.</p>
<h3 class="wp-block-heading">Una funzione cruciale nelle aree interne, spopolate e con meno servizi</h3>
<p>A prescindere dall&#8217;utenza effettiva, in Italia circa <strong>1 biblioteca su 10</strong>  (10,6%) tra quelle censite da Istat dichiara di rivolgersi a bambini e ragazzi come categoria di utenza principale.</p>
<div id="nellarea-di-terni-il-433-delle-biblioteche-censite-e-dedicata-ai-minori-come-utenza-principale-media-italia-106" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<div id="strillo-testo-block_2a14a44c48cdb3e3746aad49e631000a" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Nelle aree interne la funzione di spazio dedicato ai minori è ancora più importante.</p>
</section></div>
<p>Questa media nazionale è <strong>superata ampiamente in alcune regioni dell&#8217;Italia centrale e meridionale</strong>, come Molise (27,3%), Umbria (18,1), Marche (18%), Basilicata (16,7%) e Puglia (15%). </p>
<p>Anche nei piccoli paesi e nelle aree interne le biblioteche attive si rivolgono soprattutto ai minori. Possibile indicatore del fatto che<strong> in contesti dispersi e scarsamente popolati</strong>, con una minore densità di servizi (soprattutto per i più giovani),<strong> le biblioteche sono chiamate a supplire questa carenza</strong>. Offrendo ai minori un luogo di studio, ma anche uno spazio di aggregazione e socialità. </p>
<p> Oltre il <strong>13% delle biblioteche nei comuni interni ha nei bambini e nei ragazzi i principali destinatari delle sue attività</strong>. E la quota raggiunge addirittura il 17,6% delle biblioteche nei comuni fino a duemila abitanti.</p>
<p>Perciò è nelle aree del paese più interne che la quota di biblioteche che dichiarano tale funzione è più elevata. In provincia di <strong>Terni</strong> il 43,3% delle biblioteche censite è dedicata ai minori come utenza principale. Circa 4 volte la media nazionale, pari al 10,6%. E la quota supera il 25% anche nelle province di Campobasso (32,6%), Rieti (27,3%), Lecce (26,6%) Fermo (25,9%) e Novara (25%).</p>
<h3 class="wp-block-heading">Come varia l&#8217;offerta biblioteche per minori in Italia</h3>
<p>Un altro punto di vista, complementare alla quota di strutture dedicate ai minori, è la loro <strong>densità rispetto alla popolazione minorile sul territorio</strong>.</p>
<p>In alcuni casi, le aree del paese con maggiore incidenza di biblioteche dedicate ai minori sono anche quelli dove la diffusione di tali strutture è minore, o comunque più rarefatta, soprattutto in rapporto ai residenti con meno di 18 anni.</p>
<p>Nel 2020 i capoluoghi con<strong> maggiore densità di biblioteche totali rispetto a bambini e ragazzi residenti </strong>sono stati Pavia, Mantova, Trento, Cagliari, Belluno, Gorizia, Biella, Bolzano e Udine. Tutte città con almeno 15 biblioteche complessivamente censite da Istat ogni 10mila residenti tra 0 e 17 anni. Seguono, con cifre poco inferiori, Ferrara (14,92), Venezia (14,84) e Firenze (14,78). Mentre agli ultimi posti troviamo i comuni di Andria, Reggio Calabria, Brindisi, Grosseto, Imperia, Ragusa, Barletta e Terni, con meno di 2 biblioteche complessivamente censite da Istat ogni 10mila residenti tra 0 e 17 anni. </p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-diffusione-delle-biblioteche-per-minore-nei-comuni-italiani/">La diffusione delle biblioteche per minore nei comuni italiani</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-diffusione-delle-biblioteche-per-minore-nei-comuni-italiani/">Numero di biblioteche censite ogni 10mila residenti 0-17 anni (2020)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                         aria-labelledby="chart_231220_tab1"><br />
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<p></amp-iframe>                        </p>
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Istat                                                                <br />(ultimo aggiornamento: lunedì 2 Maggio 2022)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/03/la-diffusione-delle-biblioteche-per-minore-nei-comuni-italiani.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-231220"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-231220" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p>Le cifre cambiano considerando <strong>solo le biblioteche che nell&#8217;indagine hanno dichiarato di rivolgersi principalmente a bambini e ragazzi</strong>. In questo caso ai primi posti, con oltre 2 biblioteche &#8220;per bambini&#8221; ogni 10mila minori, troviamo Carbonia, Cuneo e Forlì.</p>
<p>In <strong>93 città su 109</strong> le biblioteche principalmente per minori sono<strong> meno di una ogni 10mila residenti tra 0 e 17 anni</strong>: l&#8217;85% del totale. Quota che scende al 73% nei capoluoghi del nord-est, supera il 90% in quelli del centro e delle isole, mentre nel sud continentale e nel nord-ovest è in linea con la media nazionale.</p>
<h3 class="wp-block-heading">Scarica, condividi e riutilizza i dati</h3>
<section class="download">
<div class="dw-content">
<div class="intro">
<p>Scarica i dati comunali, regione per regione</p>
</div>
<div class="files">
<p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/biblioteche_2020/Abruzzo.xls" target="_blank" rel="noopener">Abruzzo</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/biblioteche_2020/Basilicata.xls" target="_blank" rel="noopener">Basilicata</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/biblioteche_2020/Calabria.xls" target="_blank" rel="noopener">Calabria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/biblioteche_2020/Campania.xls" target="_blank" rel="noopener">Campania</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/biblioteche_2020/Emilia-Romagna.xls" target="_blank" rel="noopener">Emilia-Romagna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/biblioteche_2020/Friuli-Venezia+Giulia.xls" target="_blank" rel="noopener">Friuli-Venezia Giulia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/biblioteche_2020/Lazio.xls" target="_blank" rel="noopener">Lazio</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/biblioteche_2020/Liguria.xls" target="_blank" rel="noopener">Liguria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/biblioteche_2020/Lombardia.xls" target="_blank" rel="noopener">Lombardia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/biblioteche_2020/Marche.xls" target="_blank" rel="noopener">Marche</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/biblioteche_2020/Molise.xls" target="_blank" rel="noopener">Molise</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/biblioteche_2020/Piemonte.xls" target="_blank" rel="noopener">Piemonte</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/biblioteche_2020/Puglia.xls" target="_blank" rel="noopener">Puglia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/biblioteche_2020/Sardegna.xls" target="_blank" rel="noopener">Sardegna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/biblioteche_2020/Sicilia.xls" target="_blank" rel="noopener">Sicilia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/biblioteche_2020/Toscana.xls" target="_blank" rel="noopener">Toscana</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/biblioteche_2020/Trentino-Alto+Adige.xls" target="_blank" rel="noopener">Trentino-Alto Adige</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/biblioteche_2020/Umbria.xls" target="_blank" rel="noopener">Umbria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/biblioteche_2020/Valle+D'Aosta.xls" target="_blank" rel="noopener">Valle d’Aosta</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/biblioteche_2020/Veneto.xls" target="_blank" rel="noopener">Veneto</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/biblioteche_2020/Totale_nazionale.xls" target="_blank" rel="noopener">Totale nazionale</a>.</p>
</div></div>
</section>
<p>I contenuti dell&#8217;Osservatorio povertà educativa <a href="https://www.openpolis.it/poverta-educativa/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">#conibambini</a> sono realizzati da openpolis con l&#8217;impresa sociale Con i Bambini nell&#8217;ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell&#8217;articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l&#8217;obiettivo di creare un&#8217;unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di&nbsp;<em>data journalism</em>&nbsp;o anche per semplice consultazione.  I dati relativi alle biblioteche, in particolare con distinzione rispetto alla categoria di utenti cui si rivolge principalmente, sono stati elaborati dai microdati dell&#8217;indagine Istat sulle biblioteche. Successivamente sono stati messi in relazione con i dati sui minori residenti, sempre di fonte Istat.</p>
<p>Foto: <a href="https://images.all4ed.org/high-school-students-writing-in-library/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Allison Shelley/The Verbatim Agency (EDUimages)</a> &#8211; <a href="https://images.all4ed.org/license/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Licenza</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/la-rete-delle-biblioteche-nel-contrasto-della-poverta-educativa/">La rete delle biblioteche nel contrasto della povertà educativa</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il territorio a rischio alluvioni in Italia</title>
		<link>https://www.openpolis.it/il-territorio-a-rischio-alluvioni-in-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Anita]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Jan 2023 06:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia e innovazione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=224472</guid>

					<description><![CDATA[<p>Per via del suo assetto morfologico l'Italia è particolarmente esposta agli eventi alluvionali. Alle cause naturali si aggiunge il contributo delle attività umane. Secondo l'ultima mosaicatura Ispra, è a rischio il 14% del territorio.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/il-territorio-a-rischio-alluvioni-in-italia/">Il territorio a rischio alluvioni in Italia</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[</p>
<p><strong>Sono numerosi gli eventi alluvionali che hanno interessato il nostro paese negli ultimi anni</strong>. L&#8217;ultimo di ampia portata ha avuto luogo <a href="https://www.cnr.it/it/speciale-alluvione-marche" target="_blank" rel="noreferrer noopener">nelle Marche</a> a settembre dell&#8217;anno scorso, causato dalla pioggia più intensa rilevata nell&#8217;ultimo decennio. Secondo l&#8217;associazione ambientalista <a href="https://www.legambiente.it/comunicati-stampa/alluvioni-in-italia-i-nuovi-dati-citta-clima-e-interventi-urgenti/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Legambiente</a>, dal 2010 a settembre del 2022 si contano <strong>510 episodi</strong> di questo tipo.</p>
</p>
<p><div id="le-alluvioni-sono-fenomeni-naturali-ma-le-attivita-umane-contribuiscono-ad-aumentarne-frequenza-e-intensita" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Le alluvioni, naturali ma inasprite dalle attività antropiche</h3>
</p>
<p>Si tratta di <strong>fenomeni di allagamento di aree normalmente non coperte d&#8217;acqua</strong>, a causa dell&#8217;esondazione del mare o dei corsi d&#8217;acqua interni. Insieme a frane e valanghe, costituiscono un fattore di rischio idrogeologico. Le alluvioni di per sé sono un <strong>fenomeno naturale</strong>, generato da processi naturali come l&#8217;erosione delle coste. </p>
</p>
<div id="strillo-testo-block_b6ba501519c4499cb5247a176ef233b5" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Consumo di suolo e eventi climatici estremi contribuiscono a causare alluvioni.</p>
</section></div>
</p>
<p>Tuttavia molte attività degli esseri umani contribuiscono notevolmente all&#8217;aumento della frequenza e dell&#8217;intensità di tali episodi. È&nbsp;ad esempio il caso del <strong>consumo di suolo</strong>, che rende il terreno impermeabile e quindi meno capace di assorbire l&#8217;acqua in eccesso. Ma anche degli <strong>eventi climatici estremi</strong> come le piogge intense, o dell&#8217;innalzamento del livello dei mari causato dal riscaldamento dell&#8217;atmosfera. <strong>Gli eventi alluvionali sono estremamente dannosi non solo per gli ecosistemi, ma anche per le comunità, perché danneggiano le infrastrutture e le abitazioni, con effetti sulle economie locali</strong>.</p>
</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>Le alluvioni sono fenomeni naturali, tuttavia tra le cause dell’aumento della frequenza delle alluvioni ci sono senza dubbio l’elevata antropizzazione e la diffusa impermeabilizzazione del territorio, che impedendo l’infiltrazione della pioggia nel terreno aumentano i quantitativi e le velocità dell’acqua che defluisce verso i fiumi.</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.protezionecivile.gov.it/it/approfondimento/alluvioni" target="_blank">&#8211; protezione civile</a>
									            </div>
</section>
</p>
<p><strong>L&#8217;Italia risulta naturalmente esposta a questo fenomeno per via del suo assetto morfologico</strong> in quanto lo spazio che può contenere le esondazioni è fortemente limitato  sia dalle montagne che dal mare. </p>
</p>
<p><div id="ispra-realizza-una-mosaicatura-del-territorio-nel-2020-il-14-e-a-basso-rischio" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">La mosaicatura Ispra del 2021</h3>
</p>
<p>Per misurare l&#8217;esposizione al rischio di alluvione, l&#8217;istituto superiore per la protezione e ricerca ambientale (Ispra) realizza periodicamente una <strong>mosaicatura</strong> del territorio nazionale. </p>
</p>
<p>In particolare, individua dei <em>layer</em> che definiscono l&#8217;estensione delle aree allagabili per <strong>tre scenari di probabilità: alto, medio e basso rischio</strong> &#8211; dove l&#8217;alto rischio è un sottoinsieme del medio e il medio del basso. Con rischio alto si intendono le aree allagabili in seguito a eventi alluvionali con tempi di ritorno compresi tra i 20 e i 50 anni. Mentre gli scenari di medio rischio hanno tempi di ritorno tra i 100 e i 200 anni, e quelli di rischio basso superiori a quest&#8217;ultima soglia. Tali soglie sono fissate nel <a href="http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2010-02-23;49!vig=2023-01-11" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Dlgs 49/2010</a> sulla valutazione e gestione del rischio alluvione.</p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">14% </span>del territorio italiano è a rischio basso di alluvione, secondo la mosaicatura Ispra (2021).</p>
</section>
</p>
<p>Parliamo di <strong>oltre 42mila chilometri quadrati</strong>. Se poi consideriamo i due sottoinsiemi di rischio maggiore, risulta essere esposto a rischio medio ed elevato, rispettivamente, il 10% e il 5,4% del territorio. La situazione differisce significativamente sul territorio italiano.</p>
</p>
<p><div id="ferrara-e-rovigo-sono-le-province-piu-esposte-piu-del-99-e-a-rischio-alluvione" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/a-ferrara-e-rovigo-oltre-il-99-del-territorio-e-esposto-ad-alluvioni/">A Ferrara e Rovigo oltre il 99% del territorio è esposto ad alluvioni</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/a-ferrara-e-rovigo-oltre-il-99-del-territorio-e-esposto-ad-alluvioni/">Il rischio alluvione nelle province italiane (2021)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                         aria-labelledby="chart_225098_tab1"><br />
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<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/a-ferrara-e-rovigo-oltre-il-99-del-territorio-e-esposto-ad-alluvioni/">A Ferrara e Rovigo oltre il 99% del territorio è esposto ad alluvioni &#8211; Il rischio alluvione nelle province italiane (2021)</a></div>
</p></div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_225098_tab3"></p>
<p>I dati si riferiscono alla superficie allagabile in valori percentuali rispetto all’area totale di ciascuna regione. È considerato lo scenario low probability hazard (Lph), ovvero quello a bassa probabilità, che comprende al suo interno quello di alta (Hph) e media probabilità (Mph).</p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis su dati <a href="https://www.isprambiente.gov.it/files2022/pubblicazioni/rapporti/rapporto_dissesto_idrogeologico_italia_ispra_356_2021_finale_web.pdf" target="_blank" rel="noopener">Ispra</a>                                                                <br />(consultati: mercoledì 28 Dicembre 2022)
                                        </p>
</p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-225098"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-225098" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p><strong>Ferrara</strong> è la prima provincia italiana per quota di terreno esposto a rischio alluvioni (99,9%). Segue <strong>Rovigo</strong> con il 99,1%. Nel complesso sono sette le province in cui la percentuale supera il 50%: oltre le già citate Ferrara e Rovigo, anche Ravenna, Venezia, Mantova, Reggio Emilia e Bologna. Tra lo 0% e l&#8217;1% invece soltanto 7 province, tutte siciliane tranne Bolzano.</p>
</p>
<p>Tra le città metropolitane, il record lo registra Venezia (66%), seguita da Bologna (50,3%). Tutte le altre riportano cifre inferiori al 20%. All&#8217;ultimo posto Palermo (0,6%) e Messina (1%).</p>
</p>
<p><div id="lemilia-romagna-e-la-prima-regione-per-quota-di-terreno-a-rischio-ma-la-calabria-e-quella-piu-esposta-allo-scenario-di-pericolosita-elevata" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Il rischio alluvioni nelle regioni italiane</h3>
</p>
<p>Come già evidente a livello provinciale, è l&#8217;<strong>Emilia-Romagna</strong> a presentare la quota più elevata del proprio territorio esposta al rischio alluvione. Come rileva Ispra stessa nel suo <a href="https://www.isprambiente.gov.it/files2022/pubblicazioni/rapporti/rapporto_dissesto_idrogeologico_italia_ispra_356_2021_finale_web.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">report 2021 sul dissesto idrogeologico</a>, questo è dovuto &#8220;alla presenza di una complessa ed estesa rete di collettori di bonifica e corsi d’acqua minori che si sviluppano su ampie aree morfologicamente depresse, di tratti arginati spesso lungo alvei stretti e pensili, di regimazioni e rettifiche in specie nei tratti di pianura&#8221;.</p>
</p>
<p>Tuttavia, la regione maggiormente esposta allo scenario di rischio elevato è la <strong>Calabria</strong>.</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/emilia-romagna-veneto-e-calabria-le-regioni-piu-a-rischio/">Emilia-Romagna, Veneto e Calabria le regioni più a rischio</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/emilia-romagna-veneto-e-calabria-le-regioni-piu-a-rischio/">La percentuale di territorio esposto a rischio basso e elevato di alluvione (2021)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/emilia-romagna-veneto-e-calabria-le-regioni-piu-a-rischio/">Emilia-Romagna, Veneto e Calabria le regioni più a rischio &#8211; La percentuale di territorio esposto a rischio basso e elevato di alluvione (2021)</a></div>
</p></div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_226693_tab3"></p>
<p>Sono mostrati due dei tre scenari identificati da Ispra la probabilità bassa (Lph) e quella alta (Hph). Per come è strutturata la mosaicatura Ispra, l&#8217;area a rischio elevato è un sottoinsieme di quella a rischio basso.</p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis su dati <a href="https://www.isprambiente.gov.it/files2022/pubblicazioni/rapporti/rapporto_dissesto_idrogeologico_italia_ispra_356_2021_finale_web.pdf" target="_blank" rel="noopener">Ispra</a>                                                                <br />(consultati: martedì 10 Gennaio 2023)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/01/emilia-romagna-veneto-e-calabria-le-regioni-piu-a-rischio-2.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-226693"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-226693" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>Emilia-Romagna e Veneto sono le prime regioni per quota di terreno a rischio, con quote superiori al 30% (rispettivamente 47,3% e 32,2%). Mentre come accennato la Calabria registra il dato più alto per quanto riguarda il rischio elevato, che comprende il 17% del territorio regionale.</p>
</p>
</p>
<p>Foto: <a href="https://unsplash.com/it/foto/ffg-6Oo4YZE" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Matthew</a> &#8211; <a href="https://unsplash.com/it/licenza" target="_blank" rel="noreferrer noopener">licenza</a></p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/il-territorio-a-rischio-alluvioni-in-italia/">Il territorio a rischio alluvioni in Italia</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L’impatto del Pnrr sulla povertà educativa in Calabria</title>
		<link>https://www.openpolis.it/limpatto-del-pnrr-sulla-poverta-educativa-in-calabria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Dec 2022 05:15:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=212767</guid>

					<description><![CDATA[<p>La vera sfida del Pnrr è ridurre i divari tra i territori, anche nel contrasto della povertà educativa. Approfondiamo la situazione attuale in Calabria e cosa prevede il piano per la regione su 3 temi: asili nido, nuove scuole e dispersione scolastica.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/limpatto-del-pnrr-sulla-poverta-educativa-in-calabria/">L’impatto del Pnrr sulla povertà educativa in Calabria</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Pnrr interviene su numerosi fronti relativi alla povertà educativa, dagli asili nido all’edilizia scolastica, dal contrasto all’abbandono precoce alla riduzione dei divari territoriali nell’istruzione.</p>
<p>Interventi che riguarderanno anche la Calabria, dai primi livelli d’istruzione a quelli più elevati.</p>
<h3 class="wp-block-heading"><strong>L’offerta di asili nido e l’investimento del Pnrr</strong></h3>
<p>Partendo dagli asili nido, in Calabria nel 2020 sono 5.211 posti offerti nei nidi e nei servizi per la prima infanzia, a fronte di circa 44mila residenti con meno di 3 anni nella regione. Ovvero una copertura del <strong>11,9%, molto al di sotto della media nazionale </strong>(27,2%) e dell&#8217;<a href="https://www.openpolis.it/parole/che-cosa-prevedono-gli-obiettivi-di-barcellona-sugli-asili-nido/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">obiettivo del 33%</a> stabilito in sede Ue.</p>
<div id="119-posti-nido-ogni-100-bambini-0-2-anni-in-calabria-nel-2020-media-italia-272" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p>Tra le <strong>province</strong>, quella con la maggiore copertura potenziale è Reggio Calabria con 14,3 posti ogni 100 bambini. Seguono i territori di Crotone (13,8%), Catanzaro (12,7%), Vibo Valentia (12,2%) e Cosenza (8,9%).</p>
<p>Tra i <strong>capoluoghi</strong>, tuttavia, <strong>Vibo Valentia spicca con un dato superiore alla soglia Ue</strong>: 33,8%, Catanzaro vi si avvicina, superando la media nazionale (28,1%), mentre il comune di <strong>Crotone</strong> (5,6%) resta <strong>molto lontano da questi target</strong>. Al netto dei capoluoghi, tra i comuni con oltre 1.000 residenti tra 0 e 2 anni si segnalano i dati sotto il 10% per Corigliano-Rossano (6,9%) e Lamezia Terme (6,7%).</p>
<p>Complessivamente,<strong> in Calabria meno di un comune su 5 offre il servizio</strong>, a fronte di una media nazionale del 59,3%. La <strong>diffusione maggiore nella provincia di Cosenza</strong> (30% i comuni del cosentino sono dotati di servizi, sebbene l&#8217;offerta per abitante sia la più bassa della regione), <strong>quella minore a Catanzaro e Vibo Valentia</strong> (rispettivamente 6,3% e 4% i comuni di questi territori che offrono servizi prima infanzia).</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/gli-interventi-del-pnrr-per-i-nuovi-nidi-in-calabria/">Gli interventi del Pnrr per i nuovi nidi in Calabria</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/gli-interventi-del-pnrr-per-i-nuovi-nidi-in-calabria/">Localizzazione degli interventi finanziati per asili nido nell’ambito del bando Pnrr e offerta attuale (2020)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                         aria-labelledby="chart_213251_tab1"><br />
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<p></amp-iframe>                        </p>
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong><span style="font-weight: 400">elaborazione openpolis – Con i Bambini su dati ministero dell’istruzione e Istat</span>                                                                <br />(pubblicati: giovedì 18 Agosto 2022)
                                        </p>
</p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-213251"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-213251" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p>In questo contesto il <strong>Pnrr stanzia 4,6 miliardi</strong> sull’investimento per gli asili nido e le scuole per l’infanzia. Di questi, accanto alle risorse che finanzieranno progetti già in essere, è stato varato un <strong>bando da 3 miliardi di euro, di cui 2,4 per i soli nidi</strong>.</p>
<div id="93-milioni-di-e-previsti-con-il-pnrr-per-asili-nido-e-poli-dinfanzia-in-provincia-di-cosenza-dove-oggi-il-30-dei-comuni-offre-servizi-prima-infanzia" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p>Di tali risorse, stando alle graduatorie pubblicate in agosto, in <strong>Calabria</strong> dovrebbero arrivare con il nuovo bando <strong>196,2 milioni di euro</strong> per gli asili nido, pari all&#8217;8,1% dei 2,4 miliardi di euro stanziati. In termini assoluti, il territorio con i progetti ammessi in graduatoria che cubano più risorse è la provincia di <strong>Cosenza</strong>&nbsp;(93 milioni), seguita da <strong>Catanzaro</strong> (41 milioni). </p>
<p>Complessivamente nella regione è previsto il finanziamento di <strong>164 progetti.</strong> Di questi, 52 sono entrati nelle graduatorie pubblicate lo scorso agosto come ammessi, 112 come riserva. Per <strong>7 dei progetti entrati in graduatoria, è comunque prevista una successiva rimodulazione degli importi.</strong></p>
<p>Va infatti tenuto presente che<strong> non si tratta di importi definitivi</strong>: prima della sottoscrizione dell’accordo di concessione potranno essere svolte ulteriori verifiche sull&#8217;ammissibilità e per alcuni importi è già prevista una successiva rimodulazione. Altro elemento cruciale è dato dal fatto che come detto molti interventi presentano l&#8217;indicazione &#8220;riserva&#8221; nella graduatoria.</p>
<p>Con questi caveat, sulla base delle graduatorie pubblicate in agosto, il singolo progetto con l’importo maggiore è una <strong>nuova costruzione di edifici da destinare ad asili nido per il comune di Cassano Allo Ionio</strong>. Un intervento da circa 3,15 milioni di euro. Segue un altro progetto nella stessa città, complessivamente quella con gli importi maggiori da questo bando, stavolta di demolizione e ricostruzione (2,87 milioni). </p>
<p>Nonché una nuova costruzione per il comune di Rende (2,76 milioni). Dopo Cassano allo Ionio, i comuni con gli importi maggiori previsti sono Vibo Valentia (5,38 milioni per 3 progetti) e Santa Maria del Cedro (anc&#8217;esso 3 interventi per il valore di quasi 4,4 milioni).</p>
<h3 class="wp-block-heading"><strong>La costruzione di nuove scuole&nbsp;</strong></h3>
<p>Un altro aspetto di cui si occupa il Pnrr è la costruzione di nuove scuole sostenibili. Un investimento da 1,19 miliardi per la realizzazione di oltre 200 nuove scuole, di cui <strong>16 previste in Calabria</strong>.</p>
<p>Nella regione, in base ai dati relativi all’a.s. 2020/21, sono presenti <strong>2.165 edifici scolastici</strong>. Dal punto di vista della sostenibilità, <strong>per 514 in quell’anno era stata dichiarata la dotazione di accorgimenti per ridurre i consumi energetici</strong>, come la presenza di vetri o serramenti doppi, l&#8217;isolamento di coperture e pareti esterne, oppure ancora la zonizzazione dell’impianto termico, che consente un dispendio più accurato per la climatizzazione degli ambienti.</p>
<div id="2374-gli-edifici-scolastici-calabresi-dotati-di-accorgimenti-per-il-risparmio-energetico-nella-s-2020-21" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p>Il 23,7% degli edifici scolastici in Calabria presenta quindi questo tipo di accorgimenti, dato che colloca la regione <strong>molto al di sotto della media nazionale (57,5%) </strong>e<a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-veneto-quasi-l80-degli-edifici-scolastici-e-dotato-di-accorgimenti-per-il-risparmio-energetico" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> in fondo alla classifica delle regioni</a>. Una quota che varia tra i diversi territori: mentre in provincia di Catanzaro la quota di edifici con accorgimenti raggiunge il 30,63%, in quella di Crotone si attesta al 16,50%.</p>
<p>Scendendo <strong>a livello comunale, tra i comuni della regione con più residenti tra 6 e 18 anni spicca Corigliano-Rossano, dove il 37,3% delle scuole è dotato di accorgimenti </strong>per il risparmio energetico, mentre si attestano tutte al di sotto del 15% Reggio Calabria, Catanzaro, Lamezia Terme, Crotone e Cosenza.</p>
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<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/gli-interventi-del-pnrr-per-le-nuove-scuole-in-calabria/">Gli interventi del Pnrr per le nuove scuole in Calabria</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/gli-interventi-del-pnrr-per-le-nuove-scuole-in-calabria/">Localizzazione degli interventi finanziati nell&#8217;ambito del bando &#8220;nuove scuole&#8221; e quota di edifici scolastici dotati di accorgimenti per ridurre i consumi energetici (a.s. 2020/21)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/gli-interventi-del-pnrr-per-le-nuove-scuole-in-calabria/">Gli interventi del Pnrr per le nuove scuole in Calabria &#8211; Localizzazione degli interventi finanziati nell&#8217;ambito del bando &#8220;nuove scuole&#8221; e quota di edifici scolastici dotati di accorgimenti per ridurre i consumi energetici (a.s. 2020/21)</a></div>
</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
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<p>
                                            <strong>FONTE: </strong><span style="font-weight: 400">elaborazione openpolis – Con i Bambini su dati ministero dell’istruzione</span>                                                                <br />(pubblicati: domenica 17 Luglio 2022)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/12/gli-interventi-del-pnrr-per-le-nuove-scuole-in-calabria.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<p><label for="embed-chart-213286"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-213286" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<div id="16-aree-individuate-nella-regione-per-la-costruzione-di-nuove-scuole-con-il-pnrr" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p>Su questa situazione si innestano gli interventi del Pnrr, con una serie di investimenti per l’edilizia scolastica tra cui quelli per la costruzione di nuove scuole. Sono <strong>16 le aree individuate per la Calabria</strong>, per un totale di 22.784,4 mq e un importo complessivo richiesto di 49,48 milioni di euro, in base alle graduatorie pubblicate nel maggio scorso. Tutti gli interventi sulle scuole della regione riguarderanno edifici in <strong>classe energetica G, quella meno efficiente</strong>.</p>
<p>I <strong>maggiori interventi riguardano</strong> la scuola secondaria di II grado ITI Monaco, di competenza della <strong>provincia di Cosenza</strong>. Si tratta di una demolizione edilizia con ricostruzione in situ da 13,4 milioni di euro. Seguita dalla scuola secondaria di I grado &#8211; San Giovanni Bosco, un intervento relativo al comune di <strong>Spezzano Albanese</strong> per cui sono stati richiesti 5,3 milioni.</p>
<h3 class="wp-block-heading"><strong>Il contrasto ai divari educativi esistenti</strong></h3>
<p>In Calabria il tasso di <strong>abbandono scolastico nel 2021 si è attestato al 14%.</strong> Un dato superiore alla media nazionale e a 5 punti dall’<a href="https://www.openpolis.it/parole/che-cose-labbandono-scolastico/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">obiettivo continentale del 9%</a> entro il 2030.</p>
<p>Dati che sono l’esito di forti divari educativi negli apprendimenti in classe. Nei test Invalsi 2020/21, il <strong>53,6% degli studenti calabresi in III media </strong>si è attestato sui livelli di competenza 1 e 2 in italiano, considerati non adeguati, a fronte di una media nazionale del 39% circa.</p>
<p>Nella provincia di <strong>Crotone</strong> sono stati 59,7%. Mentre in quella di <strong>Catanzaro</strong> sono risultati inadeguati i test di italiano del 46,18% degli studenti.</p>
<p>Dati cui dedicare un&#8217;attenzione prioritaria:<strong> i bassi livelli di competenza sono uno dei segnali più rilevanti della dispersione scolastica</strong>. Il Pnrr interviene con un investimento apposito, che ha tra gli obiettivi quello di scendere nel 2026 al 10,2% di abbandoni precoci. Tale intervento vale 1,5 miliardi, di cui 500 milioni assegnati con una prima tranche attraverso un decreto del ministero dell’istruzione nel giugno di quest’anno.</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/gli-interventi-per-il-contrasto-della-dispersione-in-calabria/">Gli interventi per il contrasto della dispersione in Calabria</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/gli-interventi-per-il-contrasto-della-dispersione-in-calabria/">Localizzazione degli interventi finanziati nell&#8217;ambito del piano contro la dispersione e quota di uscite precoci dal sistema di istruzione e formazione</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                         aria-labelledby="chart_213294_tab1"><br />
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</p></div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_213294_tab3"></p>
<p><span style="font-weight: 400">I dati sono stati elaborati a partire dalla tabella di ripartizione per </span><a href="https://pnrr.istruzione.it/wp-content/uploads/2022/06/M4C1I.1.4_Dispersione_Riparto_istituzioni_scolastiche.pdf" target="_blank" rel="noopener"><span style="font-weight: 400">istituzione scolastica</span></a><span style="font-weight: 400"> pubblicati dal ministero dell’istruzione il </span><a href="https://www.miur.gov.it/web/guest/-/pnrr-1-5-miliardi-per-il-piano-contro-la-dispersione-scolastica-il-ministro-bianchi-ha-firmato-il-decreto-con-i-primi-500-milioni-per-interventi-sulla" target="_blank" rel="noopener"><span style="font-weight: 400">28 giugno 2022</span></a><span style="font-weight: 400">. Il colore dei comuni varia in base all’incidenza dell’abbandono scolastico nel comune, come rilevata nell’ambito del censimento 2011. Più intenso il colore, maggiore la quota di giovani tra 15 e 24 anni usciti precocemente dal sistema di istruzione e formazione.</span></p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
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<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis – Con i Bambini su dati ministero dell’istruzione e Istat                                                                <br />(pubblicati: martedì 28 Giugno 2022)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/12/gli-interventi-per-il-contrasto-della-dispersione-in-calabria.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-213294"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-213294" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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</p></div>
</p></div>
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<div id="227-gli-istituti-della-regione-destinatari-della-prima-tranche-dellintervento-straordinario-per-la-riduzione-dei-divari-nellistruzione-per-un-totale-di-256-milioni-e" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p>Risorse che, nella regione, sono destinate a 227 istituti, per un totale di 25.587.293,13 euro. Si tratta del <strong>5,12% delle risorse stanziate con questo decreto</strong>. Il finanziamento maggiore nella regione arriverà agli istituti con sede nel comune di <strong>Reggio Calabria</strong>, con 15 istituti finanziati (1,78 milioni complessivi). A seguire, tutti con<strong> oltre 1 milione di euro</strong> e con almeno 8 istituzioni finanziate, gli istituti con sede nei comuni di Cosenza, Vibo Valentia, Crotone, Corigliano-Rossano, Catanzaro e Lamezia Terme.</p>
<p><strong>L’istituto più finanziato è l&#8217;Iis Rossano&#8221;Iti-ipa-ita&#8221; di Corigliano-Rossano</strong> (in provincia di Cosenza, con 232.522,72 euro. Seguono Iis &#8220;Margherita Hack&#8221; di Cotronei (Crotone, con 230.850,48 euro), l&#8217;Ipsia Siderno (nella città metropolitana di Reggio Calabria, 230.000,77 euro) e l&#8217;Ipseoa &#8220;E. Gagliardi&#8221; di Vibo Valentia (€ 229.735,44).</p>
<h3 class="wp-block-heading"><strong>Scarica, condividi e riutilizza i dati</strong></h3>
<section class="download">
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<div class="intro">
<p>Scarica i dati della regione</p>
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<div class="files">
<p><strong>Nidi e poli per l&#8217;infanzia </strong><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Pnrr_pov_edu/1/Calabria.xls" target="_blank" rel="noopener">Calabria </a></p>
<p><strong>Nuove scuole </strong><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Pnrr_pov_edu/2/Calabria.xls" target="_blank" rel="noopener">Calabria</a></p>
<p><strong>Piano dispersione (I tranche) </strong><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Pnrr_pov_edu/3/Calabria.xls" target="_blank" rel="noopener">Calabria</a></p>
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<p>I contenuti dell&#8217;Osservatorio povertà educativa<a href="https://www.openpolis.it/poverta-educativa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> #conibambini</a> sono realizzati da openpolis con l&#8217;impresa sociale Con i Bambini nell&#8217;ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell&#8217;articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l&#8217;obiettivo di creare un&#8217;unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di <em>data journalism</em> o anche per semplice consultazione. I dati relativi al Pnrr sono stati elaborati a partire dalle graduatorie e dalle informazioni pubblicate dal ministero dell&#8217;istruzione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/limpatto-del-pnrr-sulla-poverta-educativa-in-calabria/">L’impatto del Pnrr sulla povertà educativa in Calabria</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
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