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	<title>Bari Archivi - Openpolis</title>
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		<title>Uno sguardo d&#8217;insieme alla condizione dei giovani nelle periferie italiane</title>
		<link>https://www.openpolis.it/esercizi/uno-sguardo-dinsieme-alla-condizione-dei-giovani-nelle-periferie-italiane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Dec 2025 08:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?post_type=opmag_minidossier&#038;p=303065</guid>

					<description><![CDATA[<p>Come vivono gli adolescenti nelle periferie delle città italiane? Che differenza c’è, in termini di opportunità sociali, economiche ed educative, tra crescere nel centro di una città o nella sua periferia? Rispondere a domande come queste è tanto complesso, quanto urgente.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/esercizi/uno-sguardo-dinsieme-alla-condizione-dei-giovani-nelle-periferie-italiane/">Uno sguardo d&#8217;insieme alla condizione dei giovani nelle periferie italiane</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Come vivono gli <strong>adolescenti nelle periferie</strong> delle città italiane? Che differenza c&#8217;è, in termini di opportunità sociali, economiche ed educative, tra <strong>crescere nel centro di una città o nella sua periferia?</strong></p>



<p>Rispondere a domande come queste è tanto complesso, quanto urgente. A partire dalla pandemia, si è molto discusso sulla condizione dei giovani nel nostro paese. Temi come <strong>disagio sociale</strong> e <strong>dispersione scolastica</strong> si sono imposti nel dibattito, in forza di un disagio finalmente percepito nell&#8217;opinione pubblica. In particolare rispetto alla situazione delle periferie: luoghi lontani dal centro non solo in termini geografici, ma sempre più anche economici, sociali, culturali.</p>


        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Il report completo, in formato pdf</p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/12/report_2025_giovani_e_periferie_HD.pdf" target="_blank" rel="noopener">Scarica</a></p>
</div>
				            </div>
        </section>
		



<p>Purtroppo, come abbiamo avuto modo di raccontare nel <a href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/11/Report_nonsonoemergenza_desktop.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">rapporto</a> dello scorso anno, nell&#8217;ambito della campagna <a href="https://www.nonsonoemergenza.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Non sono emergenza</a> promossa da Con i bambini, la discussione sul disagio giovanile risente di un’<strong>elevata infodemia</strong>. Abbiamo cioè accesso a tantissime informazioni, pareri, argomentazioni, e allo stesso tempo a<strong> pochi dati su fenomeni la cui possibilità di misurazione resta complessa</strong>. In un panorama informativo così articolato è difficile orientarsi; è invece molto facile ricadere in due tendenze di fondo, entrambe deleterie per la condizione di ragazze e ragazzi. L&#8217;<strong>allarmismo emergenziale</strong>, da un lato; la <strong>sottovalutazione del fenomeno</strong>, dall&#8217;altro.</p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">9,8% </span>i giovani tra 18 e 24 anni in abbandono precoce nel 2024, in netto calo negli ultimi anni. Nel 2025 però è tornata a crescere la dispersione implicita: studenti che completano il percorso di studi senza competenze adeguate.</p>
			        </section>
		


<p>Partire dai <strong>dati</strong> è, a nostro avviso, l&#8217;<strong>unico modo per impostare correttamente la discussione</strong>, <strong>individuare cause</strong> e <strong>predisporre soluzioni</strong>. Quando parliamo di soluzioni, non ci riferiamo ad approcci uniformi, validi per ogni situazione e replicabili in qualsiasi contesto. Al contrario, pensiamo a interventi calibrati sulle esigenze e i bisogni di ciascun territorio.</p>



<p>Per poterlo fare, serve avere gli <strong>strumenti per riconoscere i problemi a livello locale</strong>: comune per comune, municipio per municipio, addirittura <strong>quartiere per quartiere nelle grandi città</strong>. Con questo approccio, il rapporto di quest&#8217;anno si focalizza proprio su tali aspetti, anche avvalendosi della preziosa attività di rilascio dati svolta da <strong>Istat</strong> nell&#8217;ambito del <strong>censimento permanente</strong>, nonché per la <strong>Commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni delle città e delle periferie</strong>.</p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">6,2% </span>le famiglie con figli in potenziale disagio economico a Catania. Nel sesto municipio del comune la quota raggiunge il 9,3%.</p>
			        </section>
		


<p>L&#8217;obiettivo è restituire un <strong>quadro chiaro delle disuguaglianze che attraversano le città</strong>, mettendo in luce dimensioni cruciali come il disagio socio-economico delle famiglie con figli, la condizione di Neet, la dispersione scolastica e l’accesso a opportunità educative e sociali.</p>



<p>A questo scopo il report è così strutturato. Nel prossimo paragrafo, inquadreremo le <strong>tendenze di fondo nella condizione giovanile nel paese dopo la pandemia</strong>, focalizzandoci, dove i dati lo consentono, sulle <strong>specificità delle grandi città e aree urbane</strong>. In quelli successivi, approfondiremo l&#8217;<strong>analisi città per città</strong>, per i 14 comuni capoluogo di città metropolitana. Nella consapevolezza di fondo che il dato medio spesso nasconde la reale condizione sul territorio, specie per comuni di grandi dimensioni e popolazione quali i capoluoghi delle città metropolitane. A questo scopo, cuore del rapporto sono i <strong>paragrafi dedicati a ciascuna città</strong>, e al confronto tra centri e periferie nella condizione degli adolescenti.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il volto economico, educativo e sociale del disagio tra gli adolescenti</h3>



<p>Negli ultimi anni, si sono imposti all&#8217;attenzione pubblica i segnali di disagio attraversato da tante ragazze e ragazzi. Questo fenomeno, reso evidente dalla pandemia nei mesi di isolamento fisico e troppo spesso sociale, incrocia tante dimensioni diverse.</p>



<p>In primis, riguarda la <strong>questione socio-economica per le famiglie con figli</strong>. Da circa quindici anni ormai si registra la tendenza per cui più una persona è giovane, più è probabile che si trovi in povertà assoluta.</p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">13,8% </span>i minori di 18 anni in povertà assoluta nel 2024. Molto più della media (9,8%).</p>
			        </section>
		


<p>Una questione <strong>particolarmente pressante nelle città</strong>, dove il costo della vita rende meno sostenibile per le famiglie il mantenimento dei figli. In media, nel 2024, il 12,3% delle famiglie in cui vivono minori di 18 anni si è trovato in povertà assoluta; la quota sale al <strong>16,1% dei nuclei con minori nei comuni centro di area metropolitana</strong>.</p>



<p>I dati sulla povertà e l&#8217;esclusione sono il punto di partenza ineludibile, poiché strettamente connessi alla cosiddetta <strong>trappola della povertà educativa</strong>. Chi cresce in una famiglia con minori possibilità economiche, generalmente ha anche <strong>minore accesso alle opportunità educative, sociali e culturali </strong>che potrebbero consentirgli di affrancarsi da una condizione di svantaggio.</p>



<p>Ne sono indiretta testimonianza gli <strong>esiti educativi</strong>, in molti casi differenziati in base all&#8217;origine sociale. Il nostro purtroppo resta un paese dove il <strong>percorso di istruzione di ragazze e ragazzi tende a riflettere la condizione di partenza</strong>. Ciò è particolarmente visibile nell&#8217;adolescenza, con la scelta dell&#8217;indirizzo di studi dopo le scuole medie. Nel 2024 su 100 diplomati del liceo, in base ai dati Almadiploma, <a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-34-dei-diplomati-nei-licei-appartiene-alle-classi-piu-elevate-nei-professionali-sono-solo-il-14/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">solo 16 erano figli di operai e lavoratori esecutivi</a>. Al contrario, questi rappresentano il 27,9% dei diplomati negli istituti tecnici e oltre un terzo dei diplomati in quelli professionali (33,8%). Le percentuali sono pressoché ribaltate per gli studenti delle classi più elevate, che rappresentano oltre un terzo dei diplomati dei licei e appena il 13,9% dei diplomati nei professionali.</p>



<p>E se perlomeno negli anni, anche sulla scorta degli obiettivi europei in materia, è <strong>calata la quota di chi abbandona gli studi prima di raggiungere il diploma</strong>, non si può dire lo stesso della <a href="https://www.openpolis.it/parole/dispersione-implicita/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dispersione scolastica implicita</a>. Parliamo di chi completa il percorso di studi, ma lo fa con competenze del tutto inadeguate, più vicine al livello previsto alla fine delle medie che a quello dei diplomati. <strong>La quota di alunni che arrivano alla fine delle superiori con competenze insufficienti nelle materie di base è nettamente cresciuta durante la pandemia</strong>, per assestarsi nell&#8217;immediato post-Covid su livelli vicini al 10%. Da allora è cominciato un percorso di calo, anche se l&#8217;ultima rilevazione del 2025 mostra che <strong>i ritardi del periodo pandemico non sembrano ancora del tutto recuperati</strong>.</p>


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                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-dispersione-implicita-resta-ancora-alta-rispetto-ai-livelli-pre-covid/">La dispersione implicita resta ancora alta rispetto ai livelli pre-Covid</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-dispersione-implicita-resta-ancora-alta-rispetto-ai-livelli-pre-covid/">Percentuale di studenti in condizione di dispersione scolastica implicita al termine del secondo ciclo d’istruzione (2019-2025)</a></h3>
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                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis &#8211; Con i bambini su dati Invalsi                                                                <br>(pubblicati: mercoledì 9 Luglio 2025)
                                        </p>
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<p>I fenomeni di dispersione scolastica, tanto espliciti (l&#8217;abbandono vero e proprio) quanto impliciti (le basse competenze) riguardano soprattutto alcune aree geografiche e sociali. Gli studenti di quinta che hanno alle spalle una <strong>famiglia con status socio-economico-culturale inferiore alla media</strong> si trovano in dispersione implicita nel <strong>9,8% dei casi, una frequenza quasi doppia rispetto ai coetanei più avvantaggiati</strong> (5,3%). </p>



<p>In terza media, prima che gli effetti dell&#8217;abbandono scolastico vero e proprio si facciano sentire (eliminando dalla statistica gli studenti più svantaggiati), il contrasto risulta ancora più stridente: <strong>13,4% di alunni in dispersione implicita tra i meno avvantaggiati, 6% tra i coetanei con famiglie più benestanti</strong>.</p>



<p>Restano divari territoriali su entrambi gli aspetti. In alcune in regioni la quota di ragazze e ragazzi in <strong>dispersione implicita supera ampiamente il 10% alla fine delle superiori</strong>: tra queste <strong>Campania</strong> (17,6%), <strong>Sardegna</strong> (15,9%), <strong>Sicilia</strong> (12,1%) e <strong>Calabria</strong> (11,6%). Si tratta delle regioni che, pur nel miglioramento degli ultimi anni sull&#8217;abbandono scolastico, restano anche <strong><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-sicilia-gli-abbandoni-scolastici-superano-il-15/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">tra le più colpite dalla parte &#8220;esplicita&#8221; del fenomeno</a></strong>.</p>


<div id="strillo-testo-block_6bfef1435ed4c1ad6e87625879c07a1e" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>Nelle periferie l&#8217;abbandono scolastico precoce è ancora molto presente.</p>
			        </section>
		</div>



<p>Inoltre, nonostante per la prima volta sia scesa sotto la soglia del 10% la quota di giovani che hanno lasciato la scuola prima del diploma o di una qualifica, la <strong>situazione appare più critica nelle città</strong>. Rispetto alla media nazionale del 9,8%, l’incidenza massima si raggiunge infatti nelle aree urbane densamente popolate dove sfiora l’11%. Mentre scende all’8,8% nei comuni a densità intermedia, quindi già al di sotto dell’obiettivo europeo del 9% entro il 2030. Risale al 10% in aree meno densamente popolate come quelle interne: un altro tipo di periferie &#8211; diverso da quelle urbane di cui ci occupiamo in questo rapporto &#8211; ma altrettanto rilevante per un paese come il nostro.</p>



<p>Gli aspetti economici ed educativi del disagio sono strettamente connessi con quelli sociali. La <strong>possibilità cioè per gli adolescenti di avere accesso a tempo libero di qualità</strong>, con tutto ciò che questo comporta: luoghi di aggregazione, aree verdi, opportunità sportive e culturali, dentro e fuori la scuola. Per l&#8217;<a href="https://www.openpolis.it/poverta-educativa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">osservatorio sulla povertà educativa</a> curato insieme a Con i bambini abbiamo avuto modo di raccontare come questi aspetti si colleghino direttamente al <strong>benessere sociale e psicologico dei più giovani</strong>, al rischio di inattività ed esclusione sociale.</p>



<p>Negli ultimi vent&#8217;anni, la quota di adolescenti che vede i propri amici tutti i giorni si è pressoché dimezzata, <a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-quota-di-ragazzi-che-vedono-tutti-i-giorni-gli-amici-era-crollata-gia-prima-della-pandemia-2/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">passando da oltre il 70% a poco più del 30%</a>. Una tendenza i cui fattori alla base sono molteplici, da affrontare senza allarmismi, basti pensare al concomitante ruolo delle tecnologie e alle nuove possibilità di comunicazione. Allo stesso tempo, <strong>garantire a ragazze e ragazzi luoghi di incontro</strong>, dai centri di aggregazione all&#8217;apertura pomeridiana delle scuole, deve essere un obiettivo delle politiche pubbliche, nazionali come locali.</p>



<p>In questo senso, appare centrale <strong>l&#8217;apertura delle scuole</strong>. La possibilità di svolgere attività educative, didattiche, formative anche al di fuori dell&#8217;orario scolastico può offrire un contributo decisivo nel contrasto dei fenomeni di dispersione e per la riduzione dei divari educativi appena citati. Ma una scuola aperta di pomeriggio, o d&#8217;estate, non è &#8220;solo&#8221; questo. È un <strong>presidio sociale sul territorio</strong>, un luogo sicuro dove poter trascorrere il tempo libero, <strong>essenziale specie laddove questo tipo di spazi mancano</strong>. Come, purtroppo, è spesso il caso di alcune periferie urbane delle nostre città.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Una prospettiva utile per le politiche pubbliche in senso ampio</h3>



<p>Questa prospettiva sul disagio, che tiene insieme aspetti socio-economici, educativi e di accesso ai servizi, è assolutamente da considerare anche nella <strong>definizione delle politiche pubbliche in senso più ampio</strong>. Negli ultimi mesi, il tema del disagio giovanile e dei <strong>comportamenti a rischio o violenti tra gli adolescenti è diventato parte del dibattito pubblico</strong>. I primi studi esplorativi, come evidenziato nel <a href="https://www.transcrime.it/wp-content/uploads/2024/06/Le-traiettorie-della-devianza-giovanile_report.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">lavoro di Transcrime, centro di ricerca interuniversitario</a>,<a href="https://www.transcrime.it/wp-content/uploads/2024/06/Le-traiettorie-della-devianza-giovanile_report.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> in collaborazione con il dipartimento per la giustizia minorile e di comunità del ministero della giustizia</a>, mostrano <strong>alcuni segnali di peggioramento <strong> proprio tra i più giovani</strong></strong>, <strong>tra prima e dopo il Covid</strong>.</p>



<p>Il tasso di <strong>presunti autori di delitti violenti denunciati o arrestati dalle forze dell&#8217;ordine</strong> ogni 100mila abitanti è rimasto <strong>sostanzialmente stabile nella popolazione complessiva</strong>, se si confrontano i dati precedenti la pandemia (133,14 nel periodo 2007-19) con quelli successivi all&#8217;emergenza (133,43 tra 2021 e 2022). <strong>Tra i minori e gli adolescenti, al contrario, il quadro mostra un situazione molto più critica</strong>. Nella fascia tra 14 e 17 anni si è passati da una media di 196,61 presunti autori ogni 100mila giovani nel periodo 2007-19 a 301,87 dopo la pandemia. Nella fascia fino a 13 anni, l&#8217;incremento è stato ancora maggiore, trattandosi di numeri in partenza molto più contenuti: da 2,38 a 6,25 ogni 100mila minori, per un aumento del 163%.</p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">+ 54% </span>la crescita del tasso di presunti autori di delitto denunciati/arrestati dalle forze di polizia ogni 100.000 residenti tra 14 e 17 anni, tra prima e dopo la pandemia.</p>
			        </section>
		


<p>Sono <strong>dati da interpretare con estrema cautela</strong>, come specifica giustamente lo stesso centro di ricerca, dal momento che riguardano un periodo ancora troppo ristretto di tempo (appena un biennio). <strong>Non abbastanza per delineare una tendenza consolidata</strong>. Tuttavia sottendono un problema da non sottovalutare su cui è fondamentale proseguire nell&#8217;attività di monitoraggio, allo scopo di <strong>definire politiche pubbliche che vadano alle radici, anche sociali, economiche ed educative di questi fenomeni</strong>.</p>



<p>Questo rapporto &#8211; che pure nello specifico non si occupa direttamente di comportamenti a rischio o violenti, mancando dati disaggregati sul fenomeno &#8211; vuole contribuire evidenziando le <strong>potenziali criticità esistenti nelle aree urbane</strong>. Aspetti come la condizione di partenza delle famiglie, l&#8217;accesso all&#8217;istruzione, la capacità della scuola di trattenere ragazze e ragazzi ed essere presidio sul territorio vanno tenuti presenti nella definizione di strumenti e interventi pubblici. Si tratta infatti di <strong>fattori da mettere a fuoco nel contrasto di due fenomeni spesso collegati: povertà educativa e disagio giovanile, specie nelle periferie delle città</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La situazione nelle città italiane</h3>



<p>Per comprendere a fondo la condizione dei giovani che vivono nelle periferie è quindi fondamentale analizzare i dati al livello più granulare possibile, fino a cogliere le specificità di ciascuna zona. Prima di entrare nel dettaglio delle singole realtà locali, tuttavia, è utile confrontare le grandi città per avere un quadro d’insieme delle disuguaglianze territoriali e delle loro caratteristiche.</p>



<p>L’analisi condotta sui 14 comuni capoluogo di città metropolitana conferma quanto le disuguaglianze territoriali pesino sulla condizione educativa dei più giovani. Le situazioni di maggiore fragilità sociale si concentrano nelle aree del mezzogiorno. <strong>A Catania (6,2%), Napoli (6%) e Palermo (5,8%) l&#8217;incidenza delle famiglie con figli in potenziale disagio economico</strong> <strong>risulta molto marcata</strong>. Si tratta di nuclei con figli a carico in cui la persona di riferimento ha meno di 65 anni e non è né occupata né pensionata, una condizione che verosimilmente si associa spesso con una potenziale vulnerabilità sociale. Tali valori sono oltre 4 volte superiori rispetto a quelli registrati in altre città del centro-nord, dove l’incidenza è più contenuta: <strong>Bologna</strong> si ferma all’1,2%, <strong>Venezia</strong> e <strong>Genova</strong> all’1,3%, <strong>Milano</strong> e <strong>Firenze</strong> all’1,4%.</p>


<div id="strillo-testo-block_1bba87cfbb9078727fb5838094abf627" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>Le condizioni socio-economiche della famiglia di origine incidono molto sul percorso scolastico dei giovani.</p>
			        </section>
		</div>



<p>Il legame tra condizioni economiche e opportunità educative emerge anche osservando il fenomeno delle <strong>uscite precoci dal sistema di istruzione e formazione</strong>. A <strong>Catania</strong> oltre un quarto dei giovani tra i 18 e i 24 anni (26,5%) ha lasciato gli studi prima di conseguire un diploma o una qualifica, mentre a <strong>Palermo</strong> e <strong>Napoli</strong> le quote si attestano rispettivamente al 19,8% e al 17,6%. Valori che si riducono sensibilmente a <strong>Bologna</strong> (12%), <strong>Roma</strong> (9,5%) e <strong>Reggio Calabria</strong> (8,4%), in base ai dati ricostruiti da Istat attraverso il censimento permanente. Ancora più marcate risultano le differenze se si considerano le<strong> uscite precoci dal sistema educativo per i giovani con genitori privi di diploma</strong>. In questo caso, l’abbandono scolastico raggiunge il 36,5% a <strong>Catania</strong>, il 31,9% a <strong>Cagliari</strong> e il 29,1% a <strong>Palermo</strong>, contro il 17,4% di <strong>Torino</strong>, il 16,3% di <strong>Roma</strong> e il 14% di <strong>Reggio Calabria</strong>.</p>



<p><strong>Gli abbandoni precoci della scuola</strong>, con al massimo la licenza media, <strong>rappresentano oltretutto solo la parte esplicita di un fenomeno molto più complesso</strong>, la cosiddetta <strong>dispersione implicita</strong>. </p>



<p>I dati <a href="https://invalsi-areaprove.cineca.it/docs/2022/Rilevazioni_Nazionali/Rapporto/Rapporto_Prove_INVALSI_2022.pdf#page=33" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Invalsi</a> mostrano come, già al termine della scuola media, prima quindi della scelta dell&#8217;indirizzo successivo o dell&#8217;abbandono della scuola, in molte città una quota consistente di alunni evidenzi gravi carenze nelle materie di base. Nelle prove Invalsi 2022/23, a <strong>Palermo</strong>, quasi un quarto degli studenti (24,7%) si è attestato al livello più basso di competenze in italiano, più vicino a quanto previsto in uscita dalla scuola primaria che alla fine delle medie. Percentuali simili si registrano a <strong>Napoli</strong> (22,9%) e <strong>Catania</strong> (22,1%). In città come <strong>Bologna</strong> (12,8%), <strong>Roma</strong> (11%) e <strong>Cagliari</strong> (10,1%) la quota è invece nettamente inferiore. Se si aggiungono gli studenti con risultati deboli (livello 2), le criticità si accentuano ulteriormente: <strong>a Catania, Napoli e Palermo oltre la metà dei ragazzi conclude il primo ciclo di istruzione con competenze linguistiche non del tutto adeguate</strong>.</p>


            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/oltre-la-meta-degli-studenti-di-iii-media-a-catania-napoli-e-palermo-in-difficolta-con-litaliano/">Oltre la metà degli studenti di III media a Catania, Napoli e Palermo in difficoltà con l’italiano</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/oltre-la-meta-degli-studenti-di-iii-media-a-catania-napoli-e-palermo-in-difficolta-con-litaliano/">Percentuale di studenti con apprendimenti insufficienti in italiano in terza media nell&#8217;anno scolastico 2022-2023</a></h3>
                                    </div>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/oltre-la-meta-degli-studenti-di-iii-media-a-catania-napoli-e-palermo-in-difficolta-con-litaliano/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/12/oltre-la-meta-degli-studenti-di-iii-media-a-catania-napoli-e-palermo-in-difficolta-con-litaliano.png" placeholder ></amp-img><div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div></amp-iframe>                        <div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/oltre-la-meta-degli-studenti-di-iii-media-a-catania-napoli-e-palermo-in-difficolta-con-litaliano/">Oltre la metà degli studenti di III media a Catania, Napoli e Palermo in difficoltà con l’italiano &#8211; Percentuale di studenti con apprendimenti insufficienti in italiano in terza media nell&#8217;anno scolastico 2022-2023</a></div>
                    </div>
			        			                                <div id="chart_303558_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_303558_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_303558_tab3"><p>Per quanto riguarda le competenze in italiano, i test Invalsi valutano la <span style="font-weight: 400">capacità degli studenti di leggere e interpretare un testo scritto, comprendendone il significato e alcuni aspetti fondamentali di funzionamento della lingua italiana. I livelli 1 e 2 sono considerati non sufficienti per ragazzi e ragazze che si apprestano ad iniziare il percorso nelle scuole superiori. </span></p>
<ul>
<li><strong>Livello 1</strong>: r<span style="font-weight: 400">isultato molto debole, corrispondente ai traguardi di apprendimento in uscita dalla V primaria;</span></li>
<li><strong>Livello 2</strong>: r<span style="font-weight: 400">isultato debole, non in linea con i traguardi di apprendimento posti al termine del primo ciclo d’istruzione.</span></li>
</ul>
</div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis – Con i bambini su dati Invalsi                                                                <br>(pubblicati: mercoledì 6 Luglio 2022)
                                        </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/12/oltre-la-meta-degli-studenti-di-iii-media-a-catania-napoli-e-palermo-in-difficolta-con-litaliano.png" target="_blank" download></a>
						                                                
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                            <p><label for="embed-chart-303558"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                </div>

                            </div>

			


<p>Si tratta di lacune che si trascinano lungo tutto il percorso successivo. <strong>In primo luogo negli studi</strong>: influenzando sia gli apprendimenti che sarà possibile raggiungere alle superiori, sia il rischio di lasciare precocemente la scuola.<strong> In secondo luogo impatteranno sull&#8217;intera vita adulta</strong>, cioè sulla possibilità di accedere al mondo del lavoro nelle migliori condizioni possibili.</p>



<p>Ne è testimonianza, tra gli adolescenti e i giovani adulti, la condizione dei <strong>Neet</strong>: giovani tra i 15 e i 29 anni che non studiano e non lavorano. Anche in questo caso, il divario territoriale è evidente: <strong>Catania</strong> (35,4%), <strong>Palermo</strong> (32,4%) e <strong>Napoli</strong> (29,7%) registrano i valori più elevati, a fronte di percentuali più contenute nelle città del centro-nord, come <strong>Venezia</strong> (19,7%), <strong>Firenze</strong> e <strong>Genova</strong> (17,7%) e <strong>Bologna</strong> (17,3%).</p>


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                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/catania-palermo-e-napoli-i-3-capoluoghi-metropolitani-con-la-piu-alta-quota-di-giovani-neet/">Catania, Palermo e Napoli i 3 capoluoghi metropolitani con la più alta quota di giovani Neet</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/catania-palermo-e-napoli-i-3-capoluoghi-metropolitani-con-la-piu-alta-quota-di-giovani-neet/">Rapporto tra i residenti di 15-29 anni che non studiano e non lavorano e la popolazione residente totale nella stessa classe di età (2021)</a></h3>
                                    </div>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis – Con i bambini su dati Istat per la Commissione periferie                                                                <br>(ultimo aggiornamento: lunedì 16 Dicembre 2024)
                                        </p>
                </div>
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                            </div>

			


<p>I dati delineati, e le relative ricorrenze territoriali, sembrano indicare un percorso nitido. Un percorso che collega, nella più classica &#8220;<strong>trappola della povertà educativa</strong>&#8221; la condizione di partenza familiare, l&#8217;accesso all&#8217;istruzione, gli esiti nella vita adulta. <strong>Offrire opportunità che rompano questo circolo vizioso</strong> è la principale sfida per le politiche pubbliche nel contrasto della povertà educativa.</p>



<p>In questo senso, un indicatore interessante da analizzare  è quello riguardante la quota di alunni che ha accesso al <strong>tempo pieno</strong>. Questo peraltro conferma come all&#8217;interno di una stessa città convivano realtà molto diverse, da analizzare con una lente ulteriore, municipio per municipio, quartiere per quartiere. Questo indicatore infatti in molti casi risulta polarizzato, con zone in cui tutti gli alunni o quasi frequentano anche di pomeriggio e altri in cui questa possibilità è del tutto assente. Una dinamica riscontrata, con diverse intensità, in città come <strong>Bologna, Firenze, Genova, Milano, Roma e Torino</strong>. Da notare che generalmente al sud la possibilità di frequentare la scuola anche al pomeriggio è solitamente più limitata.</p>


<div id="strillo-testo-block_ec20f2d17eff5a411e95f007dd1efb55" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>All&#8217;interno della stessa città coesistono realtà molto diverse.</p>
			        </section>
		</div>



<p>Gli indicatori analizzati finora fanno emergere delle ricorrenze piuttosto chiare, con alcune delle maggiori città del mezzogiorno, tra cui Catania, Palermo e Napoli che <strong>necessitano di interventi strutturali e mirati</strong>. Evidentemente, questa informazione è del tutto insufficiente però per programmare delle politiche pubbliche efficaci in materia. Tornando alla domanda iniziale: come vivono e di che opportunità dispongono gli adolescenti nelle periferie italiane?</p>



<p>Per rispondere a questa domanda è indispensabile un’analisi di dettaglio a livello subcomunale. Le differenze interne ai grandi centri urbani sono infatti notevoli. A titolo di esempio, se Catania presenta la maggiore incidenza di famiglie in potenziale disagio economico tra i capoluoghi metropolitani, il valore più alto in assoluto si registra nel quartiere palermitano di <strong>Brancaccio-Ciaculli</strong> (9,9%). In modo analogo, a Bologna – dove la quota complessiva di abbandoni precoci è tra le più basse – vi sono anche aree della città che superano la soglia 35%. Un altro caso da segnalare, a titolo esemplificativo, è quello del quartiere veneziano di <strong>Marghera</strong>. Qui infatti, pur in un contesto comunale meno critico di altri, si registrano valori significativi di famiglie in potenziale disagio, abbandono scolastico e inattività giovanile.</p>



<p>Nelle prossime sezioni del report entreremo più nel dettaglio delle periferie delle diverse città metropolitane. Solo conoscendo a fondo le caratteristiche di ciascun territorio infatti sarà possibile disegnare politiche efficaci e realmente mirate alla riduzione dei divari educativi e sociali.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/esercizi/uno-sguardo-dinsieme-alla-condizione-dei-giovani-nelle-periferie-italiane/">Uno sguardo d&#8217;insieme alla condizione dei giovani nelle periferie italiane</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>In Italia la tutela dell’ambiente resta una priorità per i giovani</title>
		<link>https://www.openpolis.it/in-italia-la-tutela-dell-ambiente-resta-una-priorita-per-i-giovani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Apr 2025 07:15:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=299215</guid>

					<description><![CDATA[<p>I recenti cambiamenti dello scenario geopolitico internazionale sembrano aver fatto passare in secondo piano i temi ambientali. Eppure la lotta al cambiamento climatico resta una priorità per i giovani, specie per chi vive in zone particolarmente critiche.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/in-italia-la-tutela-dell-ambiente-resta-una-priorita-per-i-giovani/">In Italia la tutela dell’ambiente resta una priorità per i giovani</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Negli ultimi mesi il contesto geopolitico internazionale è fortemente mutato, determinando un cambiamento sia nell’agenda dei decisori che all’interno del dibattito pubblico. <strong>Il rischio è che a fare le spese di questa nuova situazione sia il tema della transizione ecologica, che pure resta una priorità, soprattutto per le giovani generazioni</strong>, non essendo affatto cessate le crisi climatiche. L’approssimarsi della <a href="https://www.earthday.org/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Giornata mondiale della terra</a>, che ricorrerà il prossimo 22 aprile, è un’occasione per tornare a porre l’attenzione su questi temi.</p>



<p>In effetti, ancora nell&#8217;autunno scorso, un&#8217;<a href="https://europa.eu/eurobarometer/surveys/detail/3392" target="_blank" rel="noreferrer noopener">indagine</a> realizzata da Eurobarometro evidenziava come <strong>per un terzo dei giovani europei il cambiamento climatico rappresentasse una priorità che l&#8217;Ue avrebbe dovuto affrontare nei prossimi 5 anni</strong>. È interessante osservare che l&#8217;<strong>Italia</strong> riporta la percentuale più alta fra i vari stati membri.</p>


<div id="i-giovani-italiani-restano-tra-i-piu-preoccupati-in-ue-dai-problemi-ambientali-e-dal-cambiamento-climatico" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>




        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">46% </span>i giovani italiani tra i 16 e 30 anni per cui il cambiamento climatico dovrebbe essere una questione prioritaria per l&#8217;Ue nei prossimi 5 anni.</p>
			        </section>
		


<p>Le motivazioni di una percentuale così importante sono probabilmente molteplici. Un elemento che influisce nella percezione di quali dovrebbero essere le principali priorità è costituito certamente dal <strong>contesto in cui i giovani italiani vivono</strong>. Da questo punto di vista l&#8217;ambiente scolastico, in cui ragazzi e ragazze trascorrono molto del loro tempo, ha un ruolo di primo piano.</p>



<p>Aspetti come la vicinanza della scuola a <strong>fonti inquinanti</strong> o la possibilità di raggiungere il proprio istituto con <strong>mezzi alternativi all&#8217;auto privata</strong> per ridurre l&#8217;impatto ambientale sono quindi dati molto interessanti da analizzare. Non solo per comprendere meglio quali sono le esigenze dei giovani ma anche per individuare le maggiori criticità da questo punto di vista ed eventualmente intervenire. Dai dati emerge che <strong>le situazioni più complicate si registrano principalmente nelle città maggiori</strong>.</p>



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<h3 class="wp-block-heading">Ambiente ancora prioritario per i giovani, soprattutto in Italia</h3>



<p>Nel corso dell&#8217;ultima indagine sulla gioventù, condotta nell&#8217;autunno scorso da Eurobarometro per le istituzioni Ue, è stato chiesto ai giovani europei <strong>quali fossero le questioni che consideravano prioritarie per l&#8217;Unione nei prossimi 5 anni</strong>. Ogni intervistato poteva indicare 3 priorità.</p>


<div id="1-su-3-i-giovani-europei-per-cui-e-prioritario-il-cambiamento-climatico-sono-quasi-1-su-2-in-italia" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<p>In media, a livello europeo, quella più citata è l&#8217;aumento dei prezzi (40%). Seguono il cambiamento climatico (33% del campione) e la creazione di posti di lavoro (31%).</p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">1 su 3 </span>i giovani europei per cui è prioritario il cambiamento climatico. Sono quasi 1 su 2 in Italia.</p>
			        </section>
		


<p>In Italia il tema dell&#8217;ambiente è vissuto come ancora più urgente dai giovani. <strong>Nel nostro paese e in Danimarca infatti oltre il 40% dei ragazzi e delle ragazze considera l&#8217;ambiente e il cambiamento climatico una delle principali priorità</strong>.</p>


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                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-giovani-di-italia-e-danimarca-sono-quelli-che-considerano-lambiente-maggiormente-prioritario/">I giovani di Italia e Danimarca sono quelli che considerano l&#8217;ambiente maggiormente prioritario</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-giovani-di-italia-e-danimarca-sono-quelli-che-considerano-lambiente-maggiormente-prioritario/">Percentuale di giovani 16-30 anni che ritengono che l&#8217;ambiente e il cambiamento climatico debbano essere una delle 3 principali priorità per l&#8217;Ue nei prossimi 5 anni (2024)</a></h3>
                                    </div>
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                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Eurobarometro                                                                <br>(pubblicati: lunedì 17 Febbraio 2025)
                                        </p>
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                            <p><label for="embed-chart-299212"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-299212" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			


<p>Il <strong>46% dei giovani italiani indica questa come priorità per le istituzioni europee</strong> (13 punti in più della media Ue). Al secondo posto, viene menzionato il tema del lavoro (38% delle risposte). Seguono, con il 34%, l&#8217;aumento del costo della vita e l&#8217;accesso alla protezione sociale.</p>



<p>Negli ultimi anni, le <strong>mobilitazioni per il clima</strong> tra i più giovani hanno testimoniato l&#8217;importanza attribuita al tema. L&#8217;ordine di priorità emerso nell&#8217;indagine riflette anche questa tendenza.</p>



<p>Allo stesso tempo, è interessante indagarne le cause profonde. Ad esempio, se e come la preoccupazione verso l&#8217;ambiente <strong>riflette anche la percezione che ragazze e ragazzi hanno rispetto alla condizione del proprio territorio</strong>, nella vita di tutti i giorni. A partire dalle scuole che frequentano quotidianamente.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Inquinamento e raggiungibilità delle scuole con mezzi alternativi</h3>



<p>La scuola è infatti uno dei principali luoghi dove i giovani trascorrono il tempo fuori da casa. Qui condividono esperienze con coetanei e adulti, riscontrando in alcuni casi problemi o disagi che ne formano la <strong>percezione di cosa funziona e cosa può migliorare nel mondo che li circonda</strong>.</p>


<div id="strillo-testo-block_7a8f1473fa4fc84ac50e4ca9c06f6a42" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>L&#8217;ambiente scolastico che frequentano può influenzare molto la percezione dei giovani di quali siano le priorità su cui intervenire.</p>
			        </section>
		</div>



<p>Due aspetti (non gli unici) fortemente collegati con la questione ambientale, e con la sostenibilità percepita di una scuola, sono la sua <strong>raggiungibilità con mezzi alternativi all&#8217;auto</strong> e la <strong>vicinanza a fonti di inquinamento</strong>. Informazioni che &#8211; attraverso l&#8217;analisi dei dataset rilasciati dal ministero dell&#8217;istruzione &#8211; possiamo ricostruire per l&#8217;anno scolastico 2022/23.</p>


<div id="in-italia-quasi-il-90-degli-edifici-scolastici-e-raggiungibile-con-mezzi-alternativi-allauto-il-24-e-vicino-a-fonti-di-inquinamento-atmosferico" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<p>In media in Italia <strong>quasi 9 edifici scolastici su 10 (89,3%) sono raggiungibili con mezzi alternativi all&#8217;auto privata</strong>. A partire dalle diverse forme di trasporto pubblico locale: con pullman e autobus, treni, tram e metropolitane (nelle città maggiori). Una quota molto inferiore, pari al <strong>2,4% degli edifici scolastici statali, è vicina a fonti di inquinamento atmosferico</strong>.</p>



<p>Incrociando le due informazioni, possiamo ricostruire <strong>quali comuni siano caratterizzati da scuole più raggiungibili con mezzi di trasporto alternativi all&#8217;auto e distanti da fonti di inquinamento</strong> <strong>rispetto alla media nazionale</strong>. O, viceversa, poco raggiungibili con il trasporto pubblico e vicine a fonti inquinanti.</p>


<div id="65-i-comuni-con-scuole-che-vivono-entrambe-le-criticita-poca-raggiungibilita-con-mezzi-alternativi-e-presenza-di-inquinamento-sono-quasi-sempre-citta" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>




            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nei-grandi-centri-sono-piu-frequenti-le-scuole-vicine-a-fonti-inquinanti-o-difficili-da-raggiungere/">Nei grandi centri sono più frequenti le scuole vicine a fonti inquinanti o difficili da raggiungere</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nei-grandi-centri-sono-piu-frequenti-le-scuole-vicine-a-fonti-inquinanti-o-difficili-da-raggiungere/">Classificazione del comune in base alla raggiungibilità degli edifici scolastici statali con mezzi alternativi e alla loro vicinanza a fonti di inquinamento atmosferico (a.s. 2022/23)</a></h3>
                                    </div>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/nei-grandi-centri-sono-piu-frequenti-le-scuole-vicine-a-fonti-inquinanti-o-difficili-da-raggiungere/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/04/nei-grandi-centri-sono-piu-frequenti-le-scuole-vicine-a-fonti-inquinanti-o-difficili-da-raggiungere.png" placeholder ></amp-img><div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div></amp-iframe>                        <div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nei-grandi-centri-sono-piu-frequenti-le-scuole-vicine-a-fonti-inquinanti-o-difficili-da-raggiungere/">Nei grandi centri sono più frequenti le scuole vicine a fonti inquinanti o difficili da raggiungere &#8211; Classificazione del comune in base alla raggiungibilità degli edifici scolastici statali con mezzi alternativi e alla loro vicinanza a fonti di inquinamento atmosferico (a.s. 2022/23)</a></div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_299260_tab3"><p>Per ogni comune è stata calcolata:</p>
<ul>
<li>la percentuale di edifici scolastici statali per cui è stata dichiarata dagli enti proprietari la raggiungibilità con mezzi alternativi a quello privato (trasporto pubblico urbano, interurbano, ferroviario etc.);</li>
<li>la percentuale di edifici scolastici statali per cui è dichiarata la vicinanza a fonti di inquinamento atmosferico. In quest&#8217;ultimo caso, per determinare univocamente il concetto di “prossimità” all’edificio scolastico, il ministero segnala nelle <a style="font-family: Roboto, -apple-system, BlinkMacSystemFont, 'Segoe UI', Roboto, Oxygen-Sans, Ubuntu, Cantarell, 'Helvetica Neue', sans-serif" href="https://www.istruzione.it/edilizia_scolastica/allegati/Manuale%20Compilazione%20Scheda%20Edificio%20Scolastico%202021.pdf#page=47" target="_blank" rel="noopener">linee guida alla compilazione</a><span style="font-family: Roboto, -apple-system, BlinkMacSystemFont, 'Segoe UI', Roboto, Oxygen-Sans, Ubuntu, Cantarell, 'Helvetica Neue', sans-serif"> che, “generalmente, nei regolamenti comunali si considera ‘prossimo’ a un edificio, un elemento urbanistico che si trovi entro il raggio di 300 metri dall’edificio stesso”.</span></li>
</ul>
<p>I comuni sono stati attribuiti a una delle 4 categorie in base al confronto tra la quota registrata nel comune e la media nazionale. Dati non disponibili per il Trentino Alto-Adige.</p>
</div>
			                        </amp-selector>
                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Mim                                                                <br>(pubblicati: martedì 12 Settembre 2023)
                                        </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-299260"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-299260" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                </div>

                            </div>

			


<p>Dei quasi ottomila comuni presenti in Italia, al netto dei circa 1.200 senza edifici scolastici attivi,<strong> la maggior parte (5.324) ospita edifici scolastici più raggiungibili con mezzi pubblici e meno vicini a fonti inquinanti della media nazionale</strong>. Parliamo dei comuni in verde sulla mappa. Oltre mille si trovano in posizione intermedia. O perché gli edifici sono lontani da fonti inquinanti ma non sono ben collegati con i mezzi (1.087), o viceversa sono ben collegati ma si trovano in aree di inquinamento atmosferico (194).</p>



<p>Altri <strong>65 comuni</strong>, una minoranza (indicata in rosso sulla mappa), si caratterizzano per entrambe le criticità. Ovvero meno scuole raggiungibili con mezzi alternativi all&#8217;auto e maggior vicinanza a fonti di inquinamento. <strong>Da notare che si tratta soprattutto delle città principali</strong>. In ordine di numerosità del patrimonio di edilizia scolastica, possiamo citare tra i comuni in questa situazione Roma, Napoli, Milano, Bari, Reggio Calabria, Livorno, Rimini e Forlì. </p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">7,3% </span>i capoluoghi di provincia in cui la vicinanza delle scuole a fonti inquinanti o la raggiungibilità con mezzi pubblici è peggiore del dato nazionale.</p>
			        </section>
		


<p>Ciò a fronte di una media inferiore all&#8217;1% tra i comuni non capoluogo. In modo analogo, la quota è pari al 6,6% nei comuni polo, le città baricentriche in termini di servizi. <strong>Grandi città in cui il tema dell&#8217;accesso al trasporto pubblico e della qualità dell&#8217;aria è centrale</strong>. E può contribuire a formare in ragazze e ragazzi la coscienza di cosa è più urgente per migliorare il mondo in cui vivono.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Scarica, condividi e riutilizza i dati</h3>


        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Scarica i dati, regione per regione</p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/vicinanza_scuole_fonti_inquinanti_e_raggiungibilit%C3%A0/abruzzo.xls">Abruzzo</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/vicinanza_scuole_fonti_inquinanti_e_raggiungibilit%C3%A0/basilicata.xls">Basilicata</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/vicinanza_scuole_fonti_inquinanti_e_raggiungibilit%C3%A0/calabria.xls">Calabria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/vicinanza_scuole_fonti_inquinanti_e_raggiungibilit%C3%A0/campania.xls">Campania</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/vicinanza_scuole_fonti_inquinanti_e_raggiungibilit%C3%A0/emilia_romagna.xls">Emilia-Romagna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/vicinanza_scuole_fonti_inquinanti_e_raggiungibilit%C3%A0/fvg.xls">Friuli-Venezia Giulia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/vicinanza_scuole_fonti_inquinanti_e_raggiungibilit%C3%A0/lazio.xls">Lazio</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/vicinanza_scuole_fonti_inquinanti_e_raggiungibilit%C3%A0/liguria.xls">Liguria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/vicinanza_scuole_fonti_inquinanti_e_raggiungibilit%C3%A0/lombardia.xls">Lombardia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/vicinanza_scuole_fonti_inquinanti_e_raggiungibilit%C3%A0/marche.xls">Marche</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/vicinanza_scuole_fonti_inquinanti_e_raggiungibilit%C3%A0/molise.xls">Molise</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/vicinanza_scuole_fonti_inquinanti_e_raggiungibilit%C3%A0/piemonte.xls">Piemonte</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/vicinanza_scuole_fonti_inquinanti_e_raggiungibilit%C3%A0/puglia.xls">Puglia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/vicinanza_scuole_fonti_inquinanti_e_raggiungibilit%C3%A0/sardegna.xls">Sardegna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/vicinanza_scuole_fonti_inquinanti_e_raggiungibilit%C3%A0/sicilia.xls">Sicilia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/vicinanza_scuole_fonti_inquinanti_e_raggiungibilit%C3%A0/toscana.xls">Toscana</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/vicinanza_scuole_fonti_inquinanti_e_raggiungibilit%C3%A0/trentino_AA.xls">Trentino-Alto Adige</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/vicinanza_scuole_fonti_inquinanti_e_raggiungibilit%C3%A0/umbria.xls">Umbria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/vicinanza_scuole_fonti_inquinanti_e_raggiungibilit%C3%A0/vda.xls">Valle d’Aosta</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/vicinanza_scuole_fonti_inquinanti_e_raggiungibilit%C3%A0/veneto.xls">Veneto</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/vicinanza_scuole_fonti_inquinanti_e_raggiungibilit%C3%A0/totale_nazionale.xls">Totale nazionale</a>.</p>
</div>
				            </div>
        </section>
		



<p>I contenuti dell’Osservatorio povertà educativa&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/poverta-educativa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">#conibambini</a>&nbsp;sono realizzati da openpolis con l’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell’articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l’obiettivo di creare un’unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di&nbsp;<em>data journalism</em>&nbsp;o anche per semplice consultazione. I dati relativi alla presenza di edifici scolastici vicini a fonti di inquinamento atmosferico rispetto al comune sono stati elaborati incrociando informazioni di fonte Mim e Istat.</p>



<p>Foto: <a href="https://unsplash.com/it/foto/un-gruppo-di-persone-che-regge-uno-striscione-verde-zB3c92e2VMA" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Leonardo Basso</a> (<a href="https://unsplash.com/it/licenza" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Licenza</a>)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/in-italia-la-tutela-dell-ambiente-resta-una-priorita-per-i-giovani/">In Italia la tutela dell’ambiente resta una priorità per i giovani</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Quali informazioni condividono sul Pnrr i comuni e le città metropolitane</title>
		<link>https://www.openpolis.it/quali-informazioni-condividono-sul-pnrr-i-comuni-e-le-citta-metropolitane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Dal Poggetto]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Apr 2024 07:15:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=286893</guid>

					<description><![CDATA[<p>Mentre ancora scarseggiano le informazioni sul nuovo piano a livello nazionale, siamo andati a vedere cosa pubblicano sui propri siti web i comuni e le città metropolitane. Ne è emerso un quadro molto disomogeneo. </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/quali-informazioni-condividono-sul-pnrr-i-comuni-e-le-citta-metropolitane/">Quali informazioni condividono sul Pnrr i comuni e le città metropolitane</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[</p>
<p>La carenza di informazioni chiare e puntuali sul <strong>piano nazionale di ripresa e resilienza</strong> (Pnrr) è una criticità che denunciamo sin dal 2021. La situazione in questo senso si è aggravata a seguito dell&#8217;<a href="https://www.consilium.europa.eu/en/documents-publications/public-register/public-register-search/?WordsInSubject=&amp;WordsInText=&amp;DocumentNumber=16051%2F23&amp;InterinstitutionalFiles=&amp;DocumentTypes=&amp;DateFrom=&amp;DateTo=&amp;MeetingDateFrom=&amp;MeetingDateTo=&amp;DocumentLanguage=EN&amp;OrderBy=DOCUMENT_DATE+DESC" target="_blank" rel="noreferrer noopener">approvazione della proposta di revisione del piano italiano</a> da parte delle istituzioni europee lo scorso dicembre. Solo recentemente, con la pubblicazione del decreto <a href="https://www.openpolis.it/come-saranno-finanziate-le-misure-stralciate-dal-pnrr/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pnrr quater</a> e della <a href="https://www.italiadomani.gov.it/content/dam/sogei-ng/documenti/iv_relazione_al_parlamento_sezi.pdf">quarta relazione</a> per il parlamento, le nubi si sono un po&#8217; diradate. Nonostante questi aggiornamenti tuttavia il quadro è tutt&#8217;altro che esaustivo.</p>
</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/a-che-punto-e-la-spesa-dei-fondi-del-pnrr/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Leggi anche<br />
<br /><strong>A che punto è la spesa dei fondi del Pnrr</strong></a>.</p>
</section>
</p>
<p>In questo contesto piuttosto complicato anche gli <strong>enti territoriali</strong>, che giocano un ruolo importante nell’attuazione del Pnrr, possono fare molto per fornire informazioni ai cittadini. Compensando almeno in parte le lacune delle amministrazioni centrali. In un <a href="https://www.openpolis.it/i-divari-regionali-nellaccesso-ai-dati-sul-pnrr/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">precedente approfondimento</a> abbiamo visto quali sono i dati messi a disposizione dalle regioni, adesso invece ci soffermeremo sulle <strong>città metropolitane</strong> e su alcuni dei <strong>comuni</strong> più popolosi del paese.&nbsp;</p>
</p>
<p><div id="il-governo-e-responsabile-della-pubblicazione-di-informazioni-sul-pnrr-ma-anche-gli-enti-territoriali-possono-fare-molto-in-questo-senso" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">13 su 15 </span><span style="font-weight: 400">i comuni che ricevono più fondi Pnrr che hanno allestito un sito o una sezione dedicata ai progetti che realizzeranno.</span></p>
</section>
</p>
<p>Quello che emerge dall’analisi è un <strong>quadro piuttosto disomogeneo tra i territori</strong>. Si passa infatti da situazioni vicine all&#8217;eccellenza ad altre dove invece l’accesso alle informazioni per i cittadini è molto complicato. In generale gli aspetti più critici riguardano i <strong>dati sulla spesa sostenuta</strong>, che non sono quasi mai presenti, e la disponibilità di <strong>file in formato aperto</strong>. Elementi fondamentali per condurre analisi e confronti.</p>
</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Le informazioni messe a disposizione, cosa cerchiamo</h3>
</p>
<p>Prima di passare in rassegna i dati condivisi dai comuni e dalle città metropolitane sono importanti alcune premesse. In primo luogo, è bene sottolineare che <strong>il Pnrr stesso individua nel governo il soggetto competente alla pubblicazione di informazioni</strong> riguardanti i progetti finanziati.</p>
</p>
<div id="strillo-testo-block_6f7ca755f222b88b757104281222dc2d" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Il governo è responsabile della pubblicazione dai dati sul Pnrr.</p>
</section></div>
</p>
<p>Nonostante ciò, in una recente <a href="https://www.governo.it/it/articolo/pnrr-approvata-cabina-di-regia-la-iv-relazione-sullo-stato-di-attuazione-del-piano/25049" target="_blank" rel="noreferrer noopener">conferenza stampa</a> il ministro <strong>Raffaele Fitto</strong> ha scaricato proprio sugli enti territoriali la responsabilità della mancanza di informazioni aggiornate sul Pnrr. <strong>Molte amministrazioni locali infatti, secondo il ministro, non sarebbero particolarmente solerti nel caricare i dati</strong> su Regis, la piattaforma creata ad hoc per la rendicontazione del piano.</p>
</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>Nel decreto legge inseriremo degli elementi che daranno un’accelerazione nell’inserimento dei dati.</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.governo.it/it/articolo/pnrr-approvata-cabina-di-regia-la-iv-relazione-sullo-stato-di-attuazione-del-piano/25049" target="_blank">&#8211; Raffaele Fitto, 22 febbraio 2024.</a>
									            </div>
</section>
</p>
<p>Tornando alla condivisione pubblica di informazioni da parte degli enti locali, abbiamo individuato <strong>8 criteri</strong> per la nostra analisi:</p>
</p>
<ul class="wp-block-list">
<li>presenza di un sito dedicato al Pnrr o di una sezione apposita all’interno del portale istituzionale dell’ente;&nbsp;</li>
</p>
<li>disponibilità di dati in formato aperto;&nbsp;</li>
</p>
<li>presenza di grafici e mappe che aiutino i cittadini a comprendere l’impatto effettivo del Pnrr sul territorio;&nbsp;</li>
</p>
<li>possibilità di recuperare facilmente i bandi Pnrr pubblicati e conoscerne gli esiti;&nbsp;</li>
</p>
<li>presenza di un elenco dettagliato dei progetti finanziati;&nbsp;</li>
</p>
<li>disponibilità di informazioni sullo stato di avanzamento degli interventi;&nbsp;</li>
</p>
<li>notizie sulle spese già sostenute;&nbsp;</li>
</p>
<li>localizzazione dei progetti sul territorio.</li>
</ul>
</p>
<p>Un altro fattore trasversale di cui abbiamo tenuto conto è la <strong>facilità con cui queste informazioni sono reperibili anche per i non addetti ai lavori</strong>. Un elemento importante che non deve essere sottovalutato.</p>
</p>
<p><div id="tra-i-15-comuni-che-ricevono-piu-fondi-del-pnrr-13-hanno-creato-un-sito-ad-hoc-o-una-sezione-dedicata-sul-loro-portale" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">La situazione dei comuni</h3>
</p>
<p>Ovviamente è impossibile passare in rassegna i portali istituzionali di tutti gli oltre 8mila comuni italiani. Per cui in questo articolo abbiamo scelto di <strong>approfondire l’analisi di 15 enti</strong>. </p>
</p>
<div id="strillo-testo-block_8ac236f18a03aa73cecc358b3372d7d4" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>I comuni pubblicano dati sui progetti di loro diretta competenza.</p>
</section></div>
</p>
<p>Il primo dato che emerge è che <strong>in 13 casi dei 15 analizzati sono stati predisposti dei siti ad hoc o comunque delle sezioni dedicate</strong> all’interno dei portali istituzionali. In 11 casi invece è possibile reperire un elenco con informazioni sufficientemente dettagliate sui progetti gestiti dai comuni. </p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/pnrr-palermo-e-il-comune-che-fornisce-piu-informazioni/">Pnrr, Palermo è il comune che fornisce più informazioni</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/pnrr-palermo-e-il-comune-che-fornisce-piu-informazioni/">Le informazioni messe a disposizione dei propri cittadini dai comuni</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
<div id="chart_286661_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_286661_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/pnrr-palermo-e-il-comune-che-fornisce-piu-informazioni/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/04/pnrr-palermo-e-il-comune-che-fornisce-piu-informazioni.png" placeholder ></amp-img></p>
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<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/pnrr-palermo-e-il-comune-che-fornisce-piu-informazioni/">Pnrr, Palermo è il comune che fornisce più informazioni &#8211; Le informazioni messe a disposizione dei propri cittadini dai comuni</a></div>
</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis                                                                <br />(ultimo aggiornamento: martedì 9 Aprile 2024)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/04/pnrr-palermo-e-il-comune-che-fornisce-piu-informazioni.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-286661"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-286661" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>Le voci più “critiche” tra quelle individuate, sono quelle relative alla <strong>disponibilità di dati in formato aperto</strong>, presenti per alcuni aspetti limitati solo sul sito del comune di <strong>Cagliari</strong>. L’altro dato che si trova più difficilmente è quello relativo alla spesa sostenuta. Informazione fornita solo da <strong>Cagliari</strong> e <strong>Palermo</strong>.</p>
</p>
<p>Più in generale, i due enti appena citati sono quelli che forniscono più informazioni. Buoni risultati anche per <strong>Bologna</strong>, <strong>Firenze</strong>, <strong>Padova</strong>, <strong>Roma</strong> e <strong>Torino</strong>.</p>
</p>
<p><div id="i-comuni-di-palermo-e-cagliari-sono-quelli-che-pubblicano-piu-informazioni" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Le informazioni dei comuni nel dettaglio</h3>
</p>
<p>Come abbiamo appena visto la quantità e la qualità delle informazioni messe a disposizione varia anche di molto da territorio a terriotorio. Scendendo più nel dettaglio, possiamo osservare che per quanto riguarda il <strong>comune di Napoli</strong> la sezione dedicata al Pnrr consiste in una raccolta dei bandi pubblicati. </p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">7 su 15 </span>i comuni che pubblicano anche informazioni sullo stato di avanzamento dei progetti.</p>
</section>
</p>
<p>Nel caso del <strong>comune di</strong> <strong>Bari</strong>, sul sito è possibile rinvenire una descrizione generale del Pnrr e indicazioni su 2 specifici progetti, di cui uno finanziato dal <strong>fondo complementare</strong>. Attraverso il motore di ricerca inoltre si riescono a reperire diversi contenuti, principalmente comunicati stampa. Situazione simile anche per quanto riguarda <strong>Venezia</strong> anche se in questo caso si trovano alcuni comunicati molto dettagliati. </p>
</p>
<p>Nel caso di <strong>Genova</strong>, c’è una parte dedicata al Pnrr all’interno della sezione “amministrazione trasparente” del sito comunale che rimanda al portale appalti. A <strong>Taranto</strong> invece è disponibile un elenco dei progetti finanziati.</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/informazioni-sul-pnrr-sette-comuni-danno-indicazioni-sullavanzamento-dei-progetti/">Informazioni sul Pnrr, sette comuni danno indicazioni sull&#8217;avanzamento dei progetti</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/informazioni-sul-pnrr-sette-comuni-danno-indicazioni-sullavanzamento-dei-progetti/">L&#8217;analisi delle informazioni fornite dai siti di alcuni comuni italiani.</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/informazioni-sul-pnrr-sette-comuni-danno-indicazioni-sullavanzamento-dei-progetti/">Informazioni sul Pnrr, sette comuni danno indicazioni sull&#8217;avanzamento dei progetti &#8211; L&#8217;analisi delle informazioni fornite dai siti di alcuni comuni italiani.</a></div>
</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
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<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis                                                                <br />(ultimo aggiornamento: martedì 9 Aprile 2024)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/04/informazioni-sul-pnrr-sette-comuni-danno-indicazioni-sullavanzamento-dei-progetti.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-286646"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-286646" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>Anche nelle realtà più virtuose dal punto di vista delle informazioni fornite si trovano alcuni elementi che potrebbero essere migliorati. Sul sito del comune di <strong>Cagliari</strong> ad esempio non esiste una tabella riassuntiva con i dettagli di tutti i progetti finanziati. È necessario navigare le varie sezioni del sito, misura per misura. Per quanto riguarda <strong>Bologna</strong> non è semplicissimo rintracciare i bandi né le ditte vincitrici degli appalti. C’è da dire però che molti progetti ancora devono partire.</p>
</p>
<p>Ovviamente, per questo specifico aspetto, molti enti rimandano alle sezioni avvisi e amministrazione trasparente dei propri siti. Tuttavia in questo modo non è immediato riuscire a reperire le informazioni sui bandi riguardanti i progetti finanziati dal Pnrr. </p>
</p>
<p><div id="in-generale-le-citta-metropolitane-mettono-a-disposizione-meno-dati" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">La situazione delle città metropolitane</h3>
</p>
<p>Dopo aver analizzato le informazioni pubblicate dai comuni, passiamo a osservare un altro soggetto coinvolto nella realizzazione dei progetti del piano: le <strong>città metropolitane</strong>. Qui la situazione è un po&#8217; diversa. Parliamo infatti di amministrazioni particolari, composte dall’unione di più comuni e senza organi elettivi diretti. Sono inoltre coinvolte nell’attuazione del Pnrr in misura più contenuta rispetto ad altri enti territoriali. <strong>In generale, la disponibilità e la qualità delle informazioni sono più limitate di quelle dei comuni.</strong></p>
</p>
<p>Sono <strong>11 su 14 le città metropolitane che hanno realizzato un sito ad hoc o una sezione all’interno del portale istituzionale</strong> per informare i cittadini sui progetti finanziati con i fondi del Pnrr. La città metropolitana di <strong>Genova</strong> è quella che mette a disposizione la maggior quantità di informazioni anche se manca una sezione facilmente consultabile relativa alle gare Pnrr e una riguardante le risorse già spese.&nbsp;In generale,<strong> 8 città metropolitane mettono a disposizione un elenco dettagliato dei progetti finanziati</strong> e in 4 casi sono fornite indicazioni sul loro stato di avanzamento (Bologna, Firenze, Genova e Torino).</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/tra-le-citta-metropolitane-genova-e-quella-che-fornisce-piu-informazioni/">Tra le città metropolitane Genova è quella che fornisce più informazioni</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/tra-le-citta-metropolitane-genova-e-quella-che-fornisce-piu-informazioni/">La quantità di informazioni sul Pnrr messe a disposizione dei cittadini dalle città metropolitane.</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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<div id="chart_286685_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_286685_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/tra-le-citta-metropolitane-genova-e-quella-che-fornisce-piu-informazioni/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/04/tra-le-citta-metropolitane-genova-e-quella-che-fornisce-piu-informazioni.png" placeholder ></amp-img></p>
<div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div>
<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/tra-le-citta-metropolitane-genova-e-quella-che-fornisce-piu-informazioni/">Tra le città metropolitane Genova è quella che fornisce più informazioni &#8211; La quantità di informazioni sul Pnrr messe a disposizione dei cittadini dalle città metropolitane.</a></div>
</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis                                                                <br />(ultimo aggiornamento: martedì 9 Aprile 2024)
                                        </p>
</p></div>
<div class="opmag-chart-actions">
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/04/tra-le-citta-metropolitane-genova-e-quella-che-fornisce-piu-informazioni.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-286685"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-286685" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>Troviamo poi 6 siti istituzionali che forniscono una <strong>localizzazione degli interventi</strong> facilmente individuabile per i cittadini (Bologna, Firenze, Genova, Milano, Torino e Bari). Le voci per cui è più difficile trovare materiale sono, anche in questo caso, la disponibilità di <strong>open data</strong> dedicati al Pnrr che sono pubblicati solo dalle città metropolitane di <strong>Genova</strong> e <strong>Napoli</strong>. Solo <strong>Reggio Calabria</strong> invece mette a disposizione indicazioni sui <strong>fondi già impegnati</strong>.</p>
</p>
<p><div id="a-livello-di-citta-metropolitane-genova-e-la-realta-che-fornisce-piu-informazioni" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Le informazioni delle città metropolitane nel dettaglio</h3>
</p>
<p>Andando più nel dettaglio, è interessante notare che <strong>il sito dedicato al Pnrr della città metropolitana di Bologna è condiviso con il comune</strong>. Si tratta dell’unico caso di questo tipo. Altro elemento degno di nota riguarda il fatto che le città metropolitane di <strong>Genova</strong> e di <strong>Torino</strong> riportano non solo i progetti di cui sono soggetti attuatori ma anche quelli per cui svolgono un ruolo di coordinamento.&nbsp;</p>
</p>
<div id="strillo-testo-block_41592ad434c8183f2eaaec853a4ec4b7" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>In molti casi non esiste un elenco completo di tutti i progetti finanziati.</p>
</section></div>
</p>
<p>Anche nei territori che forniscono più informazioni comunque si rilevano delle situazioni che potrebbero essere migliorate. Ad esempio, nel caso della <strong>città metropolitana di Milano</strong> i dati su progetti e importi non sono semplicissimi da reperire nonostante la presenza di una mappa che dovrebbe aiutare ad individuare la localizzazione degli interventi sul territorio. </p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/informazioni-sul-pnrr-in-alcuni-casi-si-trovano-solo-comunicati-stampa/">Informazioni sul Pnrr, in alcuni casi si trovano solo comunicati stampa</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/informazioni-sul-pnrr-in-alcuni-casi-si-trovano-solo-comunicati-stampa/">L&#8217;analisi delle informazioni fornite dai siti delle città metropolitane.</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
<div id="chart_286698_tab1" role="tab" aria-controls="chart_286698_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
<div id="chart_286698_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_286698_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/informazioni-sul-pnrr-in-alcuni-casi-si-trovano-solo-comunicati-stampa/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/04/informazioni-sul-pnrr-in-alcuni-casi-si-trovano-solo-comunicati-stampa.png" placeholder ></amp-img></p>
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<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/informazioni-sul-pnrr-in-alcuni-casi-si-trovano-solo-comunicati-stampa/">Informazioni sul Pnrr, in alcuni casi si trovano solo comunicati stampa &#8211; L&#8217;analisi delle informazioni fornite dai siti delle città metropolitane.</a></div>
</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis                                                                <br />(ultimo aggiornamento: martedì 9 Aprile 2024)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/04/informazioni-sul-pnrr-in-alcuni-casi-si-trovano-solo-comunicati-stampa.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-286698"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-286698" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>Spostandoci su altri territori, possiamo osservare che per quanto riguarda la <strong>città metropolitana di Catania</strong> la sezione dedicata al Pnrr è sostanzialmente un raccoglitore degli avvisi pubblici. Mentre nel caso della <strong>città metropolitana di</strong> <strong>Roma</strong> sono indicate le misure e i progetti finanziati, in alcuni casi ci sono anche delle mappe ma non è possibile consultare un elenco completo di tutte le opere con l’esatta localizzazione. Situazione simile anche per la <strong>città metropolitana di Venezia</strong>.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Il nostro osservatorio sul Pnrr</h3>
</p>
<p>Questo articolo rientra nel progetto di monitoraggio civico OpenPNRR, realizzato per analizzare e approfondire il piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Ogni lunedì pubblichiamo un nuovo articolo sulle misure previste dal piano e sullo stato di avanzamento dei lavori (<a href="https://www.openpolis.it/piano-nazionale-di-ripresa-e-resilienza/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">vedi tutti gli articoli</a>). Tutti i dati sono liberamente consultabili online sulla nostra piattaforma&nbsp;<a href="http://openpnrr.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">openpnrr.it</a>, che offre anche la possibilità di attivare un monitoraggio personalizzato e ricevere notifiche ad hoc. Mettiamo inoltre a disposizione i nostri&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/i-nostri-open-data-per-il-monitoraggio-del-pnrr/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">open data</a>&nbsp;che possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di data journalism o anche per semplice consultazione.</p>
</p>
<p>Foto:&nbsp;<a href="https://www.anci.it/gualtieri-sala-e-brugnaro-tagli-sbagliati-servono-riforme-e-piu-peso-ai-comuni/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Anci</a></p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/quali-informazioni-condividono-sul-pnrr-i-comuni-e-le-citta-metropolitane/">Quali informazioni condividono sul Pnrr i comuni e le città metropolitane</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>I sindaci e il limite dei due mandati</title>
		<link>https://www.openpolis.it/i-sindaci-e-il-limite-dei-due-mandati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[michele vannucchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Jul 2023 13:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=265175</guid>

					<description><![CDATA[<p>Come per le regioni, anche per i comuni è attualmente in corso un dibattito sul limite al numero di mandati dei sindaci. Tra gli altri, anche due sindaci importanti e prossimi alla scadenza del secondo mandato, come Nardella e Decaro, si sono schierati contro questa limitazione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/i-sindaci-e-il-limite-dei-due-mandati/">I sindaci e il limite dei due mandati</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Negli scorsi giorni abbiamo visto come sia in corso un dibattito sul limite dei due mandati per i <a href="https://www.openpolis.it/i-presidenti-di-regione-e-il-limite-dei-due-mandati/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">presidenti di regione</a>. Da un punto di vista politico la discussione coinvolge anche i sindaci. D&#8217;altronde queste sono le uniche due cariche elettive per le quali, nel nostro ordinamento, è previsto questo limite. Da un punto di vista giuridico però la questione assume caratteri molto diversi. <strong>La costituzione infatti attribuisce chiaramente allo stato la competenza di legiferare in materia di elezioni comunali.</strong></p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>Lo Stato ha legislazione esclusiva nelle seguenti materie: [&#8230;]<br />
p) legislazione elettorale, organi di governo e funzioni fondamentali di Comuni, Province e Città metropolitane;</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.senato.it/istituzione/la-costituzione/parte-ii/titolo-v/articolo-117" target="_blank">&#8211; Costituzione italiana, articolo 117</a>
									            </div>
</section>
<p>Nondimeno anche <strong>i sindaci negli scorsi mesi hanno espresso al parlamento la richiesta di estendere il numero massimo di mandati se non proprio di eliminare questa restrizione. </strong></p>
<p>Pur non potendo incidere direttamente sulla materia i sindaci sono figure politiche rilevanti sia a livello locale, che nei rispettivi partiti. <strong>Al secondo</strong> <strong>mandato peraltro si trovano esponenti di peso sia nel campo del centrosinistra</strong> (come Antonio <strong>Decaro</strong> a Bari, Dario <strong>Nardella</strong> a Firenze e Giuseppe <strong>Sala</strong> a Milano) <strong>che di centrodestra</strong> (come Luigi <strong>Brugnaro</strong> a Venezia, Marco <strong>Bucci</strong> a Genova e Roberto <strong>Dipiazza</strong> a Trieste).</p>
<div id="da-quando-il-sindaco-e-scelto-con-elezione-diretta-e-sempre-esistito-il-limite-dei-mandati-alcuni-sindaci-pero-vorrebbero-portare-a-3-il-limite-se-non-proprio-abolirlo" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<h3 class="wp-block-heading">Le norme attuali e le richieste dei sindaci</h3>
<p>A partire dal 1993 in Italia il sindaco è eletto direttamente dai cittadini. Inizialmente era previsto che il mandato durasse 4 anni e già allora fu stabilito un limite massimo di due mandati consecutivi (<a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1993-03-25;81@originale" target="_blank" rel="noreferrer noopener">L. 81/1993</a>, articolo 2).</p>
<p>Alcuni anni più tardi, con l&#8217;approvazione del testo unico degli enti locali (Tuel &#8211; <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2000-08-18;267@originale" target="_blank" rel="noreferrer noopener">D.Lgs. 267/2000</a>, articolo 51), la durata del mandato è stata estesa a 5 anni mantenendo però il limite di mandati.</p>
<p>Questa regola ha visto poi una prima modifica con l&#8217;adozione della <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2014-04-07;56@originale" target="_blank" rel="noreferrer noopener">legge Delrio</a> che ha esteso il limite a 3 mandati ma esclusivamente per i comuni con popolazione fino a 3mila abitanti.</p>
<p><strong>Lo scorso anno infine è stata approvata una nuova modifica del <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2000-08-18;267" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Tuel</a></strong>, grazie alla quale possono accedere a un terzo mandato, se eletti, anche i sindaci di comuni con popolazione inferiore a 5mila abitanti.</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>Chi ha ricoperto per due mandati consecutivi la carica di sindaco [&#8230;] non è, allo scadere del secondo mandato, immediatamente ricandidabile alle medesime cariche. Per i sindaci dei comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti, il limite previsto dal primo periodo si applica allo scadere del terzo mandato.</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2000-08-18;267" target="_blank">&#8211; D.Lgs. 267/2000 art. 51 comma 2</a>
									            </div>
</section>
<p>Nel corso degli anni quindi, pur mantenendo fermo il principio, <strong>la tendenza è stata quella di estendere il mandato dei sindaci, in particolare per i comuni più piccoli.</strong></p>
<p>La <a href="https://www.camera.it/leg18/410?idSeduta=0590&amp;tipo=stenografico" target="_blank" rel="noreferrer noopener">logica</a> alla base di queste modifiche riflette la <strong>convinzione che, nei comuni più piccoli, sia sempre più difficile trovare persone disposte ad assumersi questo tipo di responsabilità.</strong></p>
<p>Tuttavia la modifica introdotta non sembra aver soddisfatto del tutto i primi cittadini. La presidente dell&#8217;Associazione nazionale piccoli comuni italiani (Anpci), ad esempio, ha recentemente <a href="https://www.senato.it/application/xmanager/projects/leg19/attachments/documento_evento_procedura_commissione/files/000/425/213/ANPCI.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">esortato</a> il parlamento ad abolire del tutto il limite di mandati per i comuni sotto i 15mila abitanti.</p>
<p>Ancora più netta la posizione dell&#8217;<strong>Associazione nazionale comuni italiani (Anci) nel chiedere al parlamento di valutare l&#8217;eliminazione di questo limite per i sindaci di tutti i comuni.</strong></p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>I due mandati sono un limite al diritto costituzionale di elettorato attivo e passivo che non vale per nessun’altra carica elettiva e per nessun altro livello di governo</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.anci.it/decaro-legge-sindaci-sistema-che-funziona-superare-limite-due-mandati/#:~:text=I%20due%20mandati%20sono%20un,esiste%20in%20nessun%20altro%20Paese%E2%80%9D." target="_blank">&#8211; Antonio Decaro, presidente Anci e sindaco di Bari</a>
									            </div>
</section>
<div id="in-italia-poco-meno-della-meta-dei-sindaci-in-carica-sono-almeno-al-secondo-mandato-472" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<h3 class="wp-block-heading">I sindaci al secondo mandato in Italia</h3>
<p><strong>In Italia poco meno della metà dei sindaci in carica sono almeno al secondo mandato </strong>(47,2%). Un dato che varia ma solo relativamente tra i<strong> comuni maggiori (41%</strong> in quelli con più di 100mila abitanti) e quelli <strong>più piccoli (51%</strong> in quelli con meno di 3mila abitanti).</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">47,2% </span>la quota di sindaci che attualmente ricopre almeno il secondo mandato consecutivo.</p>
</section>
<p>Peraltro, come abbiamo visto proprio <strong>nei comuni più piccoli da alcuni anni è possibile per i sindaci correre per un terzo incarico.</strong> Situazione che al momento si rileva in circa il <strong>17% dei casi.</strong></p>
<div id="la-questione-interessa-5-sindaci-metropolitani-al-secondo-mandato-ma-nel-caso-di-firenze-nardella-e-bari-decaro-i-tempi-sono-stretti-visto-che-si-votera-nel-2024" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p><strong>Sono 47 i capoluoghi di provincia in cui il sindaco è al secondo mandato e quindi, a legislazione vigente, non potrà ricandidarsi (43,1%). E tra questi rientrano anche 5 città metropolitane: Milano, Venezia, Genova, Firenze e Bari.</strong></p>
<p>La questione coinvolge <strong>esponenti sia di centrosinistra </strong>(in 25 capoluoghi di provincia) <strong>che di centrodestra </strong>(in 19) con una leggera prevalenza dei primi. Non stupisce quindi che a livello di Anci sia stata adottata una <strong>posizione trasversale</strong> ai partiti per abolire o quantomeno estendere il limite.</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-sindaci-al-secondo-mandato-nelle-maggiori-citta-italiane/">I sindaci al secondo mandato nelle maggiori città italiane</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-sindaci-al-secondo-mandato-nelle-maggiori-citta-italiane/">I sindaci di città metropolitane e delle altre città capoluogo di provincia che attualmente si trovano al secondo mandato consecutivo</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
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<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>openpolis                                                                <br />(ultimo aggiornamento: mercoledì 12 Luglio 2023)
                                        </p>
</p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-265413"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-265413" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;505&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/i-sindaci-al-secondo-mandato-nelle-maggiori-citta-italiane/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p><strong>Rimanendo sulle città metropolitane la tempistica rende il tema particolarmente urgente per due sindaci del Partito democratico.</strong> <strong>Ovvero il sindaco di Bari Decaro e quello di Firenze <a href="https://www.lanazione.it/firenze/cronaca/nardella-si-terzo-mandato-pd-piu-idee-che-totonomi-a297242c" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Nardella</a>.</strong> In queste due città infatti le elezioni si terranno già il prossimo anno. Affinché possano ricandidarsi quindi il parlamento dovrebbe intervenire sulla materia in tempi piuttosto rapidi.</p>
<p><strong>Quanto a Decaro poi la questione si intreccia anche a quella del limite dei mandati per i <a href="https://www.openpolis.it/i-presidenti-di-regione-e-il-limite-dei-due-mandati/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">presidenti di regione</a>.</strong> Il suo nome infatti è tra i più <a href="https://www.lanazione.it/firenze/cronaca/nardella-si-terzo-mandato-pd-piu-idee-che-totonomi-a297242c" target="_blank" rel="noreferrer noopener">probabili</a> per il centrosinistra per le prossime elezioni in Puglia. Questo però a patto che non si apra la possibilità di un terzo mandato per l&#8217;attuale presidente Emiliano.</p>
<p><strong>Una dinamica simile peraltro potrebbe verificarsi anche in <a href="https://mattinopadova.gelocal.it/regione/2022/08/13/news/lo-scenario-zaia-lascia-dopo-le-olimpiadi-e-brugnaro-vuole-fare-il-governatore-1.41631185" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Veneto</a> </strong>dove, a legislazione vigente, sono al loro ultimo mandato sia il sindaco di Venezia Brugnaro (Coraggio Italia) che il presidente della regione Zaia (Lega).</p>
<p>D&#8217;altronde, se è vero che <strong>quello dei sindaci rappresenta un fronte ampio e trasversale</strong>, <strong>non è affatto detto che la politica a livello nazionale decida davvero di spendersi su questo tema</strong>, per di più in tempi stretti.</p>
<p>La questione potrebbe essere affrontata nel <a href="https://www.senato.it/leg/19/BGT/Schede/Ddliter/55267.htm" target="_blank" rel="noreferrer noopener">disegno di legge</a> sul riordino delle province attualmente in discussione al senato. E in questo senso in effetti vanno sia le richieste dei sindaci che alcuni <a href="https://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Emendc&amp;leg=19&amp;id=1381198&amp;idoggetto=1382499" target="_blank" rel="noreferrer noopener">emendamenti</a>. Al momento però il <a href="https://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Emendc&amp;leg=19&amp;id=1378668&amp;idoggetto=1380350" target="_blank" rel="noreferrer noopener">testo base</a> in discussione non prevede modifiche in questo senso.</p>
<div id="secondo-la-corte-costituzionale-il-limite-al-numero-di-mandati-rappresenta-un-punto-di-equilibrio-necessario-a-bilanciare-la-concentrazione-di-potere-in-capo-al-sindaco" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<h3 class="wp-block-heading">La corte costituzionale e le ragioni del limite</h3>
<p>È interessante notare come la spinta ad estendere il numero di mandati dei sindaci non abbia riguardato solo l&#8217;Anci e il parlamento. Infatti <strong>la Sardegna ha recentemente legiferato in proposito</strong>.</p>
<p>Contando sulla particolare autonomia che deriva dal suo statuto speciale la regione ha dunque esteso a 4 mandati il limite per i comuni fino a 3mila abitanti (<a href="https://www.consregsardegna.it/wp-content/uploads/2022/04/LR2022-09.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Lr 9/2022</a>).</p>
<p><strong>Una decisione che è però stata censurata dalla corte costituzionale</strong> (<a href="https://www.cortecostituzionale.it/actionSchedaPronuncia.do?param_ecli=ECLI:IT:COST:2023:60" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sentenza 60/2023</a>). In questo modo quindi è stata riaffermata la competenza statale in materia anche per le regioni a statuto speciale.</p>
<p>Dalla sentenza poi emergono elementi interessanti per valutare la posizione dell&#8217;Anci in merito all&#8217;abolizione del limite dei mandati. <strong>Secondo la consulta infatti sono comunemente riconosciute ottime ragioni affinché sia previsto un limite di questo genere.</strong></p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>[&#8230;] la previsione di un tale limite si presenta quale «punto di equilibrio tra il modello dell’elezione diretta dell’esecutivo e la concentrazione del potere in capo a una sola persona che ne deriva»: sistema che può produrre «effetti negativi anche sulla par condicio delle elezioni successive, suscettibili di essere alterate da rendite di posizione» [&#8230;].</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.cortecostituzionale.it/actionSchedaPronuncia.do?param_ecli=ECLI:IT:COST:2023:60" target="_blank">&#8211; Corte costituzionale, sentenza 60/2023</a>
									            </div>
</section>
<p><strong>La corte inoltre sembra mettere in guardia il legislatore rispetto a modifiche che possono apparire marginali ma che tali non sono.</strong> Passare da un limite di 2 mandati a uno di 3 se non addirittura di 4 vuol dire estendere di molti anni la possibile permanenza al potere di un unica figura. <strong>Quattro mandati consecutivi infatti corrispondono a ben 20 anni con la stessa persona in una posizione di potere come quella del sindaco.</strong></p>
<p>Foto: Antonio Decaro &#8211; <a href="https://www.anci.it/decaro-legge-sindaci-sistema-che-funziona-superare-limite-due-mandati/#:~:text=I%20due%20mandati%20sono%20un,esiste%20in%20nessun%20altro%20Paese%E2%80%9D." target="_blank" rel="noreferrer noopener">Anci</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/i-sindaci-e-il-limite-dei-due-mandati/">I sindaci e il limite dei due mandati</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il Pnrr e il recupero delle periferie urbane</title>
		<link>https://www.openpolis.it/il-pnrr-e-il-recupero-delle-periferie-urbane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Dal Poggetto]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Jan 2023 06:15:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=217711</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il piano italiano stanzia quasi 3 miliardi di euro per riqualificare le aree periferiche delle città metropolitane al fine di ridurre situazioni di degrado e marginalizzazione. Vediamo quali sono i progetti finanziati e come si distribuiscono sul territorio. </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/il-pnrr-e-il-recupero-delle-periferie-urbane/">Il Pnrr e il recupero delle periferie urbane</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Uno degli obiettivi che il nostro paese punta a raggiungere con il piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) è la <strong>riduzione del divario di cittadinanza</strong>. Chiunque viva in Italia infatti dovrebbe poter avere accesso agli stessi servizi e allo stesso livello di qualità nella loro erogazione. Oggi però sappiamo che purtroppo non è così. Le differenze sono notevoli tra i diversi territori.</p>
<p>Squilibri nella qualità della vita e nell’erogazione dei servizi però non caratterizzano soltanto la dicotomia nord-sud o tra aree interne e centri maggiori. <strong>Anche all’interno delle città stesse infatti il divario può essere notevole</strong>. Ad esempio tra chi vive in centro e chi invece risiede in periferia.</p>
<p>È per questo motivo che nel Pnrr è prevista una specifica misura che punta a riqualificare le periferie delle principali aree metropolitane del nostro paese con l’obiettivo primario di <strong>ridurre l’emarginazione e le situazioni di degrado</strong>. Lo scorso maggio un <a href="https://dait.interno.gov.it/finanza-locale/documentazione/decreto-22-aprile-2022" target="_blank" rel="noreferrer noopener">decreto</a> del ministero dell’interno di concerto con quello dell’economia ha assegnato le risorse per questo tipo di interventi. In questo articolo vedremo più nel dettaglio come si distribuiscono le risorse sul territorio e quali sono i progetti finanziati.</p>
<p><div class="content_block" id="custom_post_widget-193851"><div class="d-none d-lg-flex justify-center mt-40 mb-40 bt-3-grey2 bb-3-grey2 pt-15 pb-50">
<div class="mt-20 mr-20"><amp-img decoding="async" src="/wp-content/uploads/2022/05/openpnrr_logo.png" alt="" width="140" height="44" layout="fixed"></amp-img></p>
<div class="mb-10">
<h3 class="fw-700">Trasparenza, informazione, monitoraggio e<br />
valutazione del PNRR</h3>
<p>Il <span class="fw-700">tuo</span> accesso personalizzato<br />
al Piano nazionale di ripresa e resilienza</p>
</div>
<p><a class="btn" href="https://www.openpnrr.it">Accedi e monitora</a></p>
</div>
<div class="mt-30"><a href="https://www.openpnrr.it"><amp-img src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/05/openpnrr_sito-e1653031804280.png" alt="" width="350" height="235" /></a></div>
</div>
<div class="d-lg-none justify-center flex-align-center text-center mt-40 mb-40 bt-3-grey2 pt-15 bb-3-grey2 pb-10">
<div><amp-img decoding="async" src="/wp-content/uploads/2022/05/openpnrr_logo.png" alt="" width="140" height="44" layout="fixed"></amp-img></p>
<div class="mb-10">
<h3 class="fw-700">Trasparenza, informazione, monitoraggio e<br />
valutazione del PNRR</h3>
<p>Il <span class="fw-700">tuo</span> accesso personalizzato<br />
al Piano nazionale di ripresa e resilienza</p>
</div>
<p><a class="btn" href="https://www.openpnrr.it">Accedi e monitora</a></p>
</div>
<div class="mt-20"><a href="https://www.openpnrr.it"><amp-img src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/05/openpnrr_sito-e1653031804280.png" alt="" width="350" height="235" /></a></div>
</div>
</div></p>
<h3 class="wp-block-heading"><strong>Cosa prevede il Pnrr per le aree urbane</strong></h3>
<div id="il-pnrr-prevede-specifici-interventi-per-riqualificare-le-periferie-delle-citta-metropolitane" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p>La misura del Pnrr di riferimento è denominata <a href="https://openpnrr.it/misure/402/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Piani urbani integrati</a> e, come già anticipato nell’introduzione, punta a finanziare progetti volti alla riduzione di situazioni di degrado, in particolare nelle periferie delle aree metropolitane.</p>
<p>Ciò potrà avvenire anche attraverso interventi di <strong>rigenerazione urbana</strong>, con il recupero, la ristrutturazione e la rifunzionalizzazione ecosostenibile delle strutture edilizie e delle aree pubbliche. Saranno finanziati con questo investimento anche interventi per l’<strong>efficientamento energetico e idrico</strong> degli edifici e la riduzione del consumo di suolo, anche attraverso operazioni di demolizione e ricostruzione. Saranno sostenuti anche progetti legati alle <a href="https://living.corriere.it/architettura/smart-city/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">smart cities</a>, con particolare riferimento ai trasporti e al consumo energetico.</p>
<div id="strillo-testo-block_59222404fd1000639f40a37732f72478" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>L’obiettivo del Pnrr per le periferie è anche offrire occasioni sociali e culturali.</p>
</section></div>
<p>L’intervento in particolare è dedicato a quei territori che rientrano nelle aree delle <strong>città metropolitane</strong>. Obiettivo primario è recuperare spazi urbani e aree già esistenti allo scopo di <strong>migliorare la qualità della vita</strong>, anche promuovendo processi di partecipazione sociale e imprenditoriale. I progetti inoltre non dovranno semplicemente riqualificare immobili. Con questo investimento infatti ci si pone anche l’ambizioso obiettivo di favorire occasioni di incontro per la comunità. Ciò potrà avvenire attraverso la <strong>promozione di attività sociali, culturali ed economiche</strong>, con particolare attenzione agli aspetti ambientali.</p>
<p>Per quanto riguarda il cronoprogramma del Pnrr, entro la fine dell’anno era prevista l’<a href="https://openpnrr.it/scadenze/997/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">entrata in vigore del piano di investimenti per progetti di rigenerazione urbana</a> nelle aree metropolitane. Milestone che è stata conseguita, in anticipo, lo scorso maggio con la pubblicazione in <a href="https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2022/05/03/22A02669/sg" target="_blank" rel="noreferrer noopener">gazzetta ufficiale</a> del decreto che assegna le risorse ai soggetti attuatori (in via principale i comuni). Entro il 30 luglio 2023 invece questi ultimi dovranno aggiudicare tutti gli appalti per la realizzazione dei progetti selezionati.</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/il-pnrr-e-le-difficolta-degli-enti-locali/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Leggi anche<br />
<br /><strong>Il Pnrr e le difficoltà degli enti locali</strong></a>.</p>
</section>
<p>Anche in questo caso, come si legge nel decreto, ci sono state alcune difficoltà. Infatti il compito di individuare i progetti ammissibili al finanziamento era demandato alle <strong>città metropolitane</strong>. Operazione che si è conclusa nel marzo scorso. Tuttavia diversi soggetti (si fa esplicito riferimento ai territori di Catania e Messina) hanno commesso degli <strong>errori nella compilazione delle domande</strong>. Ciò ha reso necessario l’invio da parte del ministero di una nota alle amministrazioni interessate al fine di apportare le correzioni e integrazioni necessarie. Queste difficoltà, come vedremo tra poco, hanno determinato <strong>alcune lacune</strong> per quanto riguarda le informazioni sulla territorializzazione degli investimenti.</p>
<h3 class="wp-block-heading"><strong>Come sono state distribuite le risorse</strong></h3>
<div id="un-decreto-interministeriale-ha-assegnato-ai-diversi-territori-circa-27-miliardi-di-fondi-pnrr-per-interventi-di-questo-tipo" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p>I criteri utilizzati per la selezione delle proposte da ammettere al finanziamento sono numerosi. Tra questi c’era la necessità di presentare delle <strong>proposte che fossero ad un livello progettuale avanzato</strong>. Come <a href="https://www.openpolis.it/il-pnrr-e-le-difficolta-degli-enti-locali/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">già evidenziato</a> spesso infatti, la necessità di completare gli interventi entro il 2026 ha spinto in molte occasioni i soggetti coinvolti a <strong>ripresentare progetti vecchi che non avevano ricevuto risorse piuttosto che produrne appositamente di nuovi</strong>. I progetti finanziabili inoltre non potevano avere un valore complessivo inferiore a <strong>50 milioni di euro</strong>.</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/i-fondi-per-la-rigenerazione-urbana-e-la-contrapposizione-tra-nord-e-sud/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Leggi anche<br />
<br /><strong>I fondi per la rigenerazione urbana e la contrapposizione tra nord e sud</strong></a>.</p>
</section>
<p>Ma l’elemento forse più interessante riguarda il fatto che anche in questo caso si è fatto ricorso all’indice di vulnerabilità sociale e materiale (Ivsm). Un indicatore prodotto da Istat che è stato recentemente al centro di <a href="https://www.italiaoggi.it/news/fondi-per-la-rigenerazione-urbana-niente-al-nord-2581242" target="_blank" rel="noreferrer noopener">polemiche</a> poiché giudicato obsoleto.</p>
<section class="glossary">
<div>
                <mark><br />
																		L’Ivsm misura la vulnerabilità di un territorio in base alle condizioni sociali e abitative dei suoi abitanti.</br><br />
											                </mark><br />
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/che-cose-la-vulnerabilita-sociale/"><br />
                &#8220;Che cos&#8217;è la vulnerabilità sociale&#8221;</a></span></p></div>
</section>
<p>Per questo bando nello specifico, erano ammissibili al finanziamento quei progetti che sarebbero andati a intervenire su aree urbane il cui <strong>Ivsm è superiore a 99 o alla mediana dell’area territoriale</strong>. In questo caso però non si sono registrate particolari polemiche, sebbene la cifra messa a bando fosse consistente, perché <strong>tutte le aree metropolitane del nostro paese hanno avuto accesso ai fondi</strong>.</p>
<div id="i-piani-finanziati-sono-31-in-totale-di-questi-6-saranno-realizzati-nel-napoletano-5-nellarea-metropolitana-di-roma-e-4-nel-milanese" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">2,7 miliardi € </span><span style="font-weight: 400">le risorse del Pnrr per i piani urbani integrati delle città metropolitane. </span></p>
</section>
<p>A questo ammontare inoltre si aggiungono altri 272 milioni di euro di risorse nazionali provenienti dal <strong>fondo ripresa resilienza Italia</strong> istituito dall’articolo 8 del <a href="https://parlamento18.openpolis.it/singolo_atto/57328" target="_blank" rel="noreferrer noopener">decreto legge 152/2021</a>. Tale fondo può coprire fino a massimo il 25% del costo dei progetti. Complessivamente i piani urbani finanziati sono <strong>31</strong>. Questo perché, ovviamente, le città metropolitane potevano presentarne anche più di uno. Nel napoletano ad esempio ne saranno finanziati 6. Nell&#8217;area metropolitana di Roma 5, nel milanese 4 mentre nelle aree metropolitane di Torino, Bari, Firenze, Catania e Messina 2. </p>
<p>A livello di finanziamenti per progetto, quello che riceverà la quota più consistente di fondi interessa la <strong>città metropolitana di Palermo</strong> (circa 196 milioni di euro). Seguono <strong>Catania</strong> (185,5 milioni) e <strong>Bologna</strong> (157 milioni). Queste tre realtà hanno presentato un singolo progetto ciascuna. </p>
<p>Se però analizziamo la quantità di risorse assegnate a ogni città metropolitana, al primo posto troviamo <strong>Napoli</strong> (351 milioni circa). Seguono <strong>Roma</strong> (330 milioni) e <strong>Milano</strong> (277 milioni). Da notare che le risorse assegnate a territori del mezzogiorno ammontano al <strong>46,9%</strong>. In questo caso quindi la clausola sulla riserva del 40% dei fondi del Pnrr al meridione è stata rispettata.</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/piani-urbani-napoli-e-roma-le-citta-metropolitane-con-piu-fondi/">Piani urbani, Napoli e Roma le città metropolitane con più fondi</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/piani-urbani-napoli-e-roma-le-citta-metropolitane-con-piu-fondi/">Il riparto delle risorse Pnrr per i piani urbani integrati tra le città metropolitane</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                         aria-labelledby="chart_217535_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/piani-urbani-napoli-e-roma-le-citta-metropolitane-con-piu-fondi/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/01/piani-urbani-napoli-e-roma-le-citta-metropolitane-con-piu-fondi.png" placeholder ></amp-img></p>
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<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/piani-urbani-napoli-e-roma-le-citta-metropolitane-con-piu-fondi/">Piani urbani, Napoli e Roma le città metropolitane con più fondi &#8211; Il riparto delle risorse Pnrr per i piani urbani integrati tra le città metropolitane</a></div>
</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
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<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis su dati ministero dell&#8217;interno                                                                <br />(consultati: martedì 8 Novembre 2022)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/01/piani-urbani-napoli-e-roma-le-citta-metropolitane-con-piu-fondi.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-217535"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-217535" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p>Le città metropolitane erano il soggetto istituzionale a cui spettava il compito di individuare i progetti da finanziare. Ma tutti i comuni il cui territorio insiste in queste aree potevano potenzialmente essere eletti come soggetti attuatori. Grazie alle informazioni fornite dagli <a href="https://dait.interno.gov.it/documenti/decreto-fl-22-04-2022-all-2.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">allegati</a> al già citato decreto, possiamo osservare che <strong>i territori interessati da questo punto di vista sono oltre 300</strong>. Se si esclude <strong>Roma</strong> (a cui vanno circa 330 milioni di euro) che ha una struttura istituzionale particolare (Roma capitale), il singolo comune a cui vanno più fondi è <strong>Milano</strong> (166 milioni). Troviamo poi <strong>Messina</strong> (132 milioni).</p>
<div id="sono-oltre-300-i-territori-complessivamente-coinvolti-il-comune-non-capoluogo-a-cui-andranno-piu-risorse-e-cardito-na" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-soggetti-coinvolti-nei-piani-urbani-integrati/">I soggetti coinvolti nei piani urbani integrati</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-soggetti-coinvolti-nei-piani-urbani-integrati/">Il quadro completo dei progetti finanziati con i fondi Pnrr per i piani urbani integrati</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
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<div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div>
<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-soggetti-coinvolti-nei-piani-urbani-integrati/">I soggetti coinvolti nei piani urbani integrati &#8211; Il quadro completo dei progetti finanziati con i fondi Pnrr per i piani urbani integrati</a></div>
</p></div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_217543_tab3"></p>
<p>La tabella mostra i dettagli dei progetti finanziati nell&#8217;ambito della misura del Pnrr <a href="https://openpnrr.it/misure/402/" target="_blank" rel="noopener">Piani urbani integrati</a>, così come disposto dal <a href="https://dait.interno.gov.it/documenti/decreto-fl-22-04-2022.pdf" target="_blank" rel="noopener">decreto interministeriale</a> dei ministeri dell’interno e dell’economia del 22 aprile 2022. Nella tabella sono indicati i soggetti attuatori dei progetti che in alcuni casi possono non coincidere con il territorio di effettiva realizzazione degli interventi. Per una descrizione più dettagliata e l&#8217;importo di ogni opera è possibile scaricare questo <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/piani_urbani_integrati/descrizione+e+fondi+progetti.csv" target="_blank" rel="noopener">file</a>. Per la localizzazione di ogni progetto è possibile scaricare questo <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/piani_urbani_integrati/localizzazione+progetti.csv" target="_blank" rel="noopener">file</a>.</p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis su dati ministero dell&#8217;interno                                                                <br />(consultati: martedì 8 Novembre 2022)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/01/i-soggetti-coinvolti-nei-piani-urbani-integrati.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-217543"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-217543" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;505&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/i-soggetti-coinvolti-nei-piani-urbani-integrati/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p>Anche quello della città siciliana però è un caso un po’ particolare. Infatti nel proprio piano non ha indicato la ripartizione territoriale tra i comuni che ne fanno parte. Escludendo quindi anche questo caso un po’ complesso, sul podio insieme a Milano troviamo <strong>Genova</strong> (127 milioni) e <strong>Bologna</strong> (125). Mentre il comune non capoluogo che riceverà l’importo più rilevante è <strong>Cardito</strong> (Na) a cui andranno oltre 52 milioni di euro. Seguono <strong>Bagheria</strong> (Pa, 20 milioni), <strong>Imola</strong> (Bo, 17 milioni circa) e <strong>Sant&#8217;Olcese</strong> (Ge, 14,5 milioni).</p>
<h3 class="wp-block-heading"><strong>Alcune lacune nei dati</strong></h3>
<div id="come-accaduto-per-altri-bandi-anche-in-questo-caso-i-dati-pubblicati-presentano-alcune-lacune" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p>Come <a href="https://www.openpolis.it/lo-scarso-controllo-del-governo-sul-pnrr/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">abbiamo rilevato</a> in molte occasioni a proposito dei fondi Pnrr, le informazioni riguardanti i progetti finanziati presentano anche in questo caso diverse <strong>criticità</strong>. In primo luogo, dalle tabelle presenti negli allegati al decreto, non è possibile desumere alcuna informazione di dettaglio relativamente agli interventi realizzati. <strong>Si trova solo il titolo del piano</strong>. Per ottenere informazioni aggiuntive è necessario analizzare le proposte presentate dalle singole città metropolitane.</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://dait.interno.gov.it/finanza-locale/documentazione/decreto-22-aprile-2022" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Leggi<br />
<br /><strong>la documentazione inviata dalle città metropolitane</strong></a>.</p>
</section>
<p>Inoltre, per ricostruire un database puntuale con il dettaglio delle opere finanziate e la territorializzazione delle risorse, l’unica alternativa è quella di ricollegare ogni singolo codice univoco di progetto (Cup), che si trova negli allegati del decreto citato, ai dati presenti sul portale <a href="https://opencup.gov.it/homepage" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Open cup</a>. Anche così però si incontrano delle difficoltà. In questo database infatti non si trovano le informazioni legate a tutti i progetti riguardanti i piani urbani integrati. E anche dove presenti, non sempre tali informazioni sono state verificate.</p>
<div id="strillo-testo-block_b4ea44601f66b0d2ef5b3cc8d8c24bca" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Con i dati disponibili non è possibile una territorializzazione precisa delle risorse Pnrr. Una criticità non nuova. </p>
</section></div>
<p>Inoltre nei dati di Open cup in molti casi come soggetto attuatore è indicata la città metropolitana mentre nel decreto è indicato uno specifico comune. A ciò si deve aggiungere che un singolo progetto può riguardare più territori ma l&#8217;importo fornito è quello complessivo. Per tutti questi motivi quindi risulta attualmente impossibile spingere la territorializzazione delle risorse e degli interventi più in profondità.</p>
<section class="download">
<div class="dw-content">
<div class="intro">
<p>Scarica i nostri dataset</p>
</div>
<div class="files">
<ul>
<li> <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/piani_urbani_integrati/descrizione+e+fondi+progetti.csv">Descrizione e importo dei progetti</a></li>
<li> <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/piani_urbani_integrati/localizzazione+progetti.csv">Localizzazione dei progetti</a>.</li>
</ul>
</div></div>
</section>
<p>A queste criticità avrebbe dovuto rispondere il portale <strong>Regis</strong> di cui abbiamo parlato anche in questo <a href="https://www.openpolis.it/abbiamo-speso-meno-fondi-pnrr-del-previsto/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">articolo</a>. Tale portale avrebbe dovuto rappresentare la banca dati centralizzata contenente tutte le informazioni riguardanti le opere finanziate con i fondi del Pnrr. Dalla seconda <a href="https://www.governo.it/sites/governo.it/files/2022_RelazionePARLAMENTO_Sez_I.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">relazione</a> presentata al parlamento dal governo Draghi si apprende tuttavia che la pubblicazione in formato aperto e riutilizzabile di queste informazioni dipenderà dalla velocità con cui i vari soggetti coinvolti le invieranno all’amministrazione centrale. L’operazione sarebbe in corso in base al documento. Al momento però tali dati non risultano ancora accessibili.</p>
<h3 class="wp-block-heading">Il nostro osservatorio sul Pnrr</h3>
<p>Questo articolo rientra nel progetto di monitoraggio civico&nbsp;<strong>OpenPNRR</strong>, realizzato per analizzare e approfondire il piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Ogni lunedì pubblichiamo un nuovo articolo sulle misure previste dal piano e sullo stato di avanzamento dei lavori (<a href="https://www.openpolis.it/piano-nazionale-di-ripresa-e-resilienza/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">vedi tutti gli articoli</a>). Tutti i dati sono liberamente consultabili online sulla nostra piattaforma&nbsp;<a href="https://openpnrr.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">openpnrr.it</a>, che offre anche la possibilità di attivare un monitoraggio personalizzato e ricevere notifiche ad hoc. Mettiamo inoltre a disposizione i nostri&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/i-nostri-open-data-per-il-monitoraggio-del-pnrr/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">open data</a>&nbsp;che possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di&nbsp;data journalism&nbsp;o anche per semplice consultazione.</p>
<p>Foto: Flickr &#8211; <a href="https://www.flickr.com/photos/142773626@N07/32353353296/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Leonardo Barbareschi</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/il-pnrr-e-il-recupero-delle-periferie-urbane/">Il Pnrr e il recupero delle periferie urbane</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le qualifiche del personale nei comuni</title>
		<link>https://www.openpolis.it/le-qualifiche-del-personale-nei-comuni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martina Lovat]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Dec 2022 14:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italie a confronto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=219781</guid>

					<description><![CDATA[<p>Negli enti locali alcune mansioni richiedono il possedimento di un diploma o di una laurea. Quanti e quali sono i titoli di studio nel personale dei comuni nelle grandi città del paese?</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/le-qualifiche-del-personale-nei-comuni/">Le qualifiche del personale nei comuni</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[</p>
<p><strong>All&#8217;interno dei compartimenti della pubblica amministrazione sono richieste competenze diverse</strong>. Questo perché i lavoratori hanno un chiaro impatto sul funzionamento efficiente della macchina amministrativa.</p>
</p>
<p>Come abbiamo visto in passato per i <a href="https://www.openpolis.it/quanto-incidono-le-spese-per-le-risorse-umane-nei-bilanci-comunali/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">comuni</a>, l&#8217;apprendimento costante viene favorito attraverso alcune specifiche uscite di spesa legate alle risorse umane. Le competenze sono fondamentali per poter accedere a determinate opportunità, come ad esempio la partecipazione dei bandi. Certe possibilità possono essere precluse anche dalla mancanza di titoli, anche se non per tutti i lavori all&#8217;interno della pubblica amministrazione è necessario possedere un determinato titolo di studio.</p>
</p>
<p><div id="nella-pubblica-amministrazione-i-lavoratori-con-la-laurea-sono-il-421" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">I titoli di studio tra i lavoratori della pubblica amministrazione</h3>
</p>
<p>All&#8217;interno della pubblica amministrazione, <strong>le persone che al 2020 risultano in possesso di una laurea o di un titolo superiore è pari al 42,6%</strong>, come si può vedere dai dati di <a href="https://openbdap.rgs.mef.gov.it/it/PIM/Esplora?anno=2020" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Openbdap</a>. Si tratta di circa 1,38 milioni di lavoratori. <strong>Il personale che ha come titolo più alto il diploma è pari al 42,1%</strong>. È possibile vedere questo dato anche per i lavoratori degli enti locali, che comprendono sia chi è assunto nelle province che nei comuni.</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/negli-enti-locali-un-dipendente-su-due-ha-il-diploma-di-scuola-superiore/">Negli enti locali, un dipendente su due ha il diploma di scuola superiore</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/negli-enti-locali-un-dipendente-su-due-ha-il-diploma-di-scuola-superiore/">Titolo di studio dei dipendenti degli enti locali (2020)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
<div id="chart_220788_tab1" role="tab" aria-controls="chart_220788_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
<div id="chart_220788_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_220788_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/negli-enti-locali-un-dipendente-su-due-ha-il-diploma-di-scuola-superiore/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/12/negli-enti-locali-un-dipendente-su-due-ha-il-diploma-di-scuola-superiore.png" placeholder ></amp-img></p>
<div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div>
<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/negli-enti-locali-un-dipendente-su-due-ha-il-diploma-di-scuola-superiore/">Negli enti locali, un dipendente su due ha il diploma di scuola superiore &#8211; Titolo di studio dei dipendenti degli enti locali (2020)</a></div>
</p></div>
<div id="chart_220788_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_220788_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
<div id="chart_220788_tabpanel3" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-3"
                             aria-labelledby="chart_220788_tab3"></p>
<p>Il dato rappresenta il titolo di studio conseguito dai dipendenti degli enti locali. Sono considerati sia i comuni che le province. Si tratta di un valore disponibile solo in forma aggregata. Non è quindi possibile risalire al valore per ogni ufficio né per ogni ambito o professione.</p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis su dati <a href="https://openbdap.rgs.mef.gov.it/it/PIM/Esplora?amministrazione=ENTI%20LOCALI&amp;anno=2020" target="_blank" rel="noopener">Openbdap</a>                                                                <br />(consultati: venerdì 2 Dicembre 2022)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/12/negli-enti-locali-un-dipendente-su-due-ha-il-diploma-di-scuola-superiore.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-220788"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-220788" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p><div id="nel-2020-negli-enti-locali-la-maggior-parte-del-personale-ha-come-titolo-piu-alto-il-diploma-53" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p><strong>La maggior parte dei dipendenti degli enti locali riporta come titolo conseguito più alto il diploma di scuola superiore.</strong> Si parla di 192.760 lavoratori, che corrispondono al 53%. Segue il personale che ha con la laurea (97.397, pari al 27%). In fondo invece i lavoratori che si sono fermati all&#8217;istruzione dell&#8217;obbligo (66.056, 18%) e quelli che hanno continuato con un percorso post laurea (5.488, 2%).</p>
</p>
<p>È possibile vedere il <a href="http://dati.statistiche-pa.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dato</a> a livello dei singoli comuni, attualmente aggiornato al 2019. <strong>All&#8217;interno di questi, il personale che ha una laurea è pari al 22,4%</strong>. I lavoratori che invece hanno almeno il diploma superiore (comprendendo quindi anche laureati e persone con titoli post laurea) sono pari al 78,9%. Si tratta comunque di dati aggregati, che non vanno quindi ad indagare i titoli di studio dei lavoratori nelle professioni svolte nei vari ambiti.</p>
</p>
<p><div id="bari-e-la-grande-citta-con-piu-laureati-tra-il-personale-422" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/bari-e-la-grande-citta-con-piu-laureati-tra-il-personale/">Bari è la grande città con più laureati tra il personale</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/bari-e-la-grande-citta-con-piu-laureati-tra-il-personale/">Percentuale di lavoratori laureati o con un titolo superiore (2019)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
<div id="chart_220814_tab1" role="tab" aria-controls="chart_220814_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
<div id="chart_220814_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_220814_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/bari-e-la-grande-citta-con-piu-laureati-tra-il-personale/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/12/bari-e-la-grande-citta-con-piu-laureati-tra-il-personale.png" placeholder ></amp-img></p>
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<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/bari-e-la-grande-citta-con-piu-laureati-tra-il-personale/">Bari è la grande città con più laureati tra il personale &#8211; Percentuale di lavoratori laureati o con un titolo superiore (2019)</a></div>
</p></div>
<div id="chart_220814_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_220814_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
<div id="chart_220814_tabpanel3" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-3"
                             aria-labelledby="chart_220814_tab3"></p>
<p>Si considerano assunzioni a tempo indeterminato (compresi i dirigenti) e anche alcune particolari figure professionali che hanno rapporti di lavoro non a tempo indeterminato, come i supplenti della scuola e degli istituti di alta formazione artistica e musicale, che non rientrano nelle categorie contrattuali del pubblico impiego (ad esempio, direttori generali e contrattisti).</p>
<p>Il dato è disponibile in forma aggregata. Non è quindi possibile risalire al valore per ogni ufficio né per ogni ambito o professione.</p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis su dati <a href="http://dati.statistiche-pa.it/" target="_blank" rel="noopener">Istat</a>                                                                <br />(consultati: venerdì 2 Dicembre 2022)
                                        </p>
</p></div>
<div class="opmag-chart-actions">
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/12/bari-e-la-grande-citta-con-piu-laureati-tra-il-personale.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-220814"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-220814" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p><strong>La grande città con il maggior numero di lavoratori con laurea o titolo superiore è Bari</strong>. Si tratta del 42,2% del personale. Seguono Roma (36,4%), Padova (35,2%) e Bologna (34,8%). Sono due i comuni in cui l&#8217;incidenza non supera quella media nazionale (pari a 22,4%). Si tratta di Palermo (15,4%) e Catania (15%).&nbsp;</p>
</p>
<p><div id="a-roma-il-954-dei-dipendenti-ha-almeno-il-diploma-superiore" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-comune-di-roma-quasi-tutti-i-dipendenti-hanno-il-diploma-superiore/">Nel comune di  Roma quasi tutti i dipendenti hanno il diploma superiore</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-comune-di-roma-quasi-tutti-i-dipendenti-hanno-il-diploma-superiore/">Percentuale di dipendenti pubblici con diploma o titolo superiore (2019)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
<div id="chart_220791_tab1" role="tab" aria-controls="chart_220791_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                         aria-labelledby="chart_220791_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/nel-comune-di-roma-quasi-tutti-i-dipendenti-hanno-il-diploma-superiore/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/12/nel-comune-di-roma-quasi-tutti-i-dipendenti-hanno-il-diploma-superiore.png" placeholder ></amp-img></p>
<div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div>
<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-comune-di-roma-quasi-tutti-i-dipendenti-hanno-il-diploma-superiore/">Nel comune di  Roma quasi tutti i dipendenti hanno il diploma superiore &#8211; Percentuale di dipendenti pubblici con diploma o titolo superiore (2019)</a></div>
</p></div>
<div id="chart_220791_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_220791_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
<div id="chart_220791_tabpanel3" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-3"
                             aria-labelledby="chart_220791_tab3"></p>
<p>Si considerano assunzioni a tempo indeterminato (compresi i dirigenti) e anche alcune particolari figure professionali che hanno rapporti di lavoro non a tempo indeterminato, come i supplenti della scuola e degli istituti di alta formazione artistica e musicale, che non rientrano nelle categorie contrattuali del pubblico impiego (ad esempio, direttori generali e contrattisti).</p>
<p>Il dato è disponibile in forma aggregata. Non è quindi possibile risalire al valore per ogni ufficio né per ogni ambito o professione.</p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis su dati Istat                                                                <br />(consultati: venerdì 2 Dicembre 2022)
                                        </p>
</p></div>
<div class="opmag-chart-actions">
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/12/nel-comune-di-roma-quasi-tutti-i-dipendenti-hanno-il-diploma-superiore.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-220791"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-220791" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;505&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/nel-comune-di-roma-quasi-tutti-i-dipendenti-hanno-il-diploma-superiore/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p><strong>La città in cui la maggior parte del personale ha almeno il diploma superiore è Roma, con il 95,4% dei dipendenti</strong>. Seguono Bari (88,6%), Verona (88,1%) e Milano (86,7). In fondo alla classifica Napoli (71,9%), Trieste (67,8%) e Palermo (64,4%). Sono in tutto cinque le grandi città che riportano un valore inferiore rispetto alla media nazionale (78,96%).</p>
</p>
<section class="download">
<div class="dw-content">
<div class="intro">
<p>Scarica i dati comunali, regione per regione</p>
</div>
<div class="files">
<p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/openbilanci/2020/istruzione+tra+il+personale+dei+comuni/abruzzo.xlsx" target="_blank" rel="noopener">Abruzzo</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/openbilanci/2020/istruzione+tra+il+personale+dei+comuni/basilicata.xlsx" target="_blank" rel="noopener">Basilicata</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/openbilanci/2020/istruzione+tra+il+personale+dei+comuni/calabria.xlsx" target="_blank" rel="noopener">Calabria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/openbilanci/2020/istruzione+tra+il+personale+dei+comuni/campania.xlsx" target="_blank" rel="noopener">Campania</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/openbilanci/2020/istruzione+tra+il+personale+dei+comuni/emilia_romagna.xlsx" target="_blank" rel="noopener">Emilia-Romagna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/openbilanci/2020/istruzione+tra+il+personale+dei+comuni/friuli_venezia_giulia.xlsx" target="_blank" rel="noopener">Friuli-Venezia Giulia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/openbilanci/2020/istruzione+tra+il+personale+dei+comuni/lazio.xlsx" target="_blank" rel="noopener">Lazio</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/openbilanci/2020/istruzione+tra+il+personale+dei+comuni/liguria.xlsx" target="_blank" rel="noopener">Liguria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/openbilanci/2020/istruzione+tra+il+personale+dei+comuni/lombardia.xlsx" target="_blank" rel="noopener">Lombardia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/openbilanci/2020/istruzione+tra+il+personale+dei+comuni/marche.xlsx" target="_blank" rel="noopener">Marche</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/openbilanci/2020/istruzione+tra+il+personale+dei+comuni/molise.xlsx" target="_blank" rel="noopener">Molise</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/openbilanci/2020/istruzione+tra+il+personale+dei+comuni/piemonte.xlsx" target="_blank" rel="noopener">Piemonte</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/openbilanci/2020/istruzione+tra+il+personale+dei+comuni/puglia.xlsx" target="_blank" rel="noopener">Puglia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/openbilanci/2020/istruzione+tra+il+personale+dei+comuni/sardegna.xlsx" target="_blank" rel="noopener">Sardegna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/openbilanci/2020/istruzione+tra+il+personale+dei+comuni/sicilia.xlsx" target="_blank" rel="noopener">Sicilia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/openbilanci/2020/istruzione+tra+il+personale+dei+comuni/toscana.xlsx" target="_blank" rel="noopener">Toscana</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/openbilanci/2020/istruzione+tra+il+personale+dei+comuni/trentino_alto_adige.xlsx" target="_blank" rel="noopener">Trentino-Alto Adige</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/openbilanci/2020/istruzione+tra+il+personale+dei+comuni/umbria.xlsx" target="_blank" rel="noopener">Umbria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/openbilanci/2020/istruzione+tra+il+personale+dei+comuni/valle_daosta.xlsx" target="_blank" rel="noopener">Valle d&#8217;Aosta</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/openbilanci/2020/istruzione+tra+il+personale+dei+comuni/veneto.xlsx" target="_blank" rel="noopener">Veneto</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/openbilanci/2020/istruzione+tra+il+personale+dei+comuni/totale_nazionale.xlsx" target="_blank" rel="noopener">totale nazionale</a>.</p>
</div></div>
</section>
</p>
<p>Foto: <a href="https://unsplash.com/it/foto/HJckKnwCXxQ" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Gabrielle Henderson</a> &#8211; <a href="https://unsplash.com/it/licenza" target="_blank" rel="noreferrer noopener">licenza</a></p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/le-qualifiche-del-personale-nei-comuni/">Le qualifiche del personale nei comuni</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Sono pochi i giovani che lavorano nei comuni</title>
		<link>https://www.openpolis.it/sono-pochi-i-giovani-che-lavorano-nei-comuni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martina Lovat]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Nov 2022 14:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italie a confronto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=217039</guid>

					<description><![CDATA[<p>La pubblica amministrazione è un settore in cui tendenzialmente ci sono pochi lavoratori giovani. Questo è evidente anche all'interno dei comuni.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/sono-pochi-i-giovani-che-lavorano-nei-comuni/">Sono pochi i giovani che lavorano nei comuni</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’entrata dei giovani nel mercato del lavoro è una delle condizioni ineludibili per la crescita sociale ed economica di un paese. Anche per questo motivo il Pnrr individua in questa fascia d&#8217;età una delle <a href="https://www.governo.it/it/approfondimento/gli-obiettivi-trasversali/16784" target="_blank" rel="noreferrer noopener">priorità trasversali</a> del piano. Le nuove competenze delle persone più giovani possono contribuire al rinnovamento del sistema economico, anche rispetto alle sfide delle nuove tecnologie e della digitalizzazione. Questo vale anche per la pubblica amministrazione, un settore in cui attualmente la presenza giovanile risulta essere ridotta.</p>
<h3 class="wp-block-heading">I giovani all&#8217;interno della pubblica amministrazione</h3>
<p>Il tema del rinnovamento della pubblica amministrazione è stato trattato in numerose sedi. Ad esempio, in tempi recenti, l&#8217;ex ministro della pubblica amministrazione Renato Brunetta <a href="https://www.funzionepubblica.gov.it/articolo/ministro/02-08-2021/la-nuova-pa-apre-le-porte-ai-giovani" target="_blank" rel="noreferrer noopener">si è espresso</a> sulla necessità di integrare lavoratori giovani e qualificati per affrontare la fase di ripresa post-pandemica. </p>
<div id="strillo-testo-block_3816b9547c0641416243ed6b0289cc23" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Il personale della pubblica amministrazione è principalmente composto da persone tra i 50 e i 59 anni.</p>
</section></div>
<div id="gli-under-30-che-lavorano-nella-pubblica-amministrazione-sono-circa-il-5" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p><strong>La fascia di popolazione che infatti risulta più assunta nella pubblica amministrazione è quella delle persone tra 50 e 59 anni. </strong>Ciò è evidente dalle informazioni contenute nella banca dati della amministrazioni pubbliche, e della sua piattaforma <a href="https://openbdap.rgs.mef.gov.it/it/PIM/Esplora?anno=2020" target="_blank" rel="noreferrer noopener">openbdap</a>. Nel 2020, circa un lavoratore su quattro è in quella fascia d&#8217;età. Le persone che hanno meno di 30 anni rappresentano poco meno del 5% del totale degli assunti. È possibile vedere questo dato nello specifico per gli enti locali.</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/negli-enti-locali-sono-pochi-i-lavoratori-sotto-i-30-anni/">Negli enti locali non ci sono tanti lavoratori sotto i 30 anni</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/negli-enti-locali-sono-pochi-i-lavoratori-sotto-i-30-anni/">Personale degli enti locali per sesso e fascia d&#8217;età (2020)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
<div id="chart_217595_tab1" role="tab" aria-controls="chart_217595_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
<div id="chart_217595_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_217595_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/negli-enti-locali-sono-pochi-i-lavoratori-sotto-i-30-anni/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/11/negli-enti-locali-sono-pochi-i-lavoratori-sotto-i-30-anni.png" placeholder ></amp-img></p>
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<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/negli-enti-locali-sono-pochi-i-lavoratori-sotto-i-30-anni/">Negli enti locali non ci sono tanti lavoratori sotto i 30 anni &#8211; Personale degli enti locali per sesso e fascia d&#8217;età (2020)</a></div>
</p></div>
<div id="chart_217595_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_217595_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
<div id="chart_217595_tabpanel3" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-3"
                             aria-labelledby="chart_217595_tab3"></p>
<p>Il dato rappresenta la composizione del personale per sesso e fasce d&#8217;età all&#8217;interno degli enti locali. Sono considerate sia le province che i comuni.</p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis su dati <a href="https://openbdap.rgs.mef.gov.it/it/PIM/Esplora?amministrazione=ENTI%20LOCALI&amp;anno=2020" target="_blank" rel="noopener">openbdap</a>                                                                <br />(consultati: lunedì 14 Novembre 2022)
                                        </p>
</p></div>
<div class="opmag-chart-actions">
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/11/negli-enti-locali-sono-pochi-i-lavoratori-sotto-i-30-anni.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-217595"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-217595" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<div id="negli-enti-locali-il-4492-dei-lavoratori-ha-tra-i-50-e-i-59-anni" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p>La fascia con più assunti è quella compresa tra i 50 e i 59 anni, sia per gli uomini che per le donne. Si parla nel complesso del 44,92% dei lavoratori negli enti locali. I giovani sotto i 30 anni sono invece la fascia demografica meno presente, componendo l&#8217;1,29% del personale.</p>
<p>Analizzando i <a href="http://dati.statistiche-pa.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dati</a> per singoli comuni, attualmente aggiornati al 2019, possiamo verificare, comune per comune, la percentuale di lavoratori con meno di 35 anni sul totale degli assunti a tempo indeterminato.</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">4,05% </span>la quota di under 35 nei comuni italiani (Istat, 2019).</p>
</section>
<p>La poca presenza giovanile all&#8217;interno del comparto della pubblica amministrazione si riflette quindi anche nei comuni.</p>
<div id="tra-le-grandi-citta-quella-con-piu-under-35-assunti-e-bari-con-il-79" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/sono-pochi-i-giovani-che-lavorano-allinterno-delle-amministrazioni-delle-grandi-citta/">Sono pochi i giovani che lavorano all&#8217;interno delle amministrazioni delle grandi città</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/sono-pochi-i-giovani-che-lavorano-allinterno-delle-amministrazioni-delle-grandi-citta/">Percentuale di under 35 tra il personale dei comuni (2019)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
<div id="chart_216942_tab1" role="tab" aria-controls="chart_216942_tabpanel1"
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<div id="chart_216942_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_216942_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/sono-pochi-i-giovani-che-lavorano-allinterno-delle-amministrazioni-delle-grandi-citta/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/11/sono-pochi-i-giovani-che-lavorano-allinterno-delle-amministrazioni-delle-grandi-citta.png" placeholder ></amp-img></p>
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<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/sono-pochi-i-giovani-che-lavorano-allinterno-delle-amministrazioni-delle-grandi-citta/">Sono pochi i giovani che lavorano all&#8217;interno delle amministrazioni delle grandi città &#8211; Percentuale di under 35 tra il personale dei comuni (2019)</a></div>
</p></div>
<div id="chart_216942_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_216942_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
<div id="chart_216942_tabpanel3" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-3"
                             aria-labelledby="chart_216942_tab3"></p>
<p>Il dato rappresenta la percentuale di giovani tra il personale del comune. Si considerano assunzioni a tempo indeterminato (compresi i dirigenti) e anche alcune particolari figure professionali che hanno rapporti di lavoro non a tempo indeterminato, come i supplenti della scuola e degli istituti di alta formazione artistica e musicale, che non rientrano nelle categorie contrattuali del pubblico impiego (ad esempio, direttori generali e contrattisti).</p>
<p>Per giovani si intende tutti coloro che hanno meno di 35 anni.</p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis su dati <a href="http://dati.statistiche-pa.it/" target="_blank" rel="noopener">Istat</a>                                                                <br />(consultati: martedì 8 Novembre 2022)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/11/sono-pochi-i-giovani-che-lavorano-allinterno-delle-amministrazioni-delle-grandi-citta.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-216942"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-216942" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p>Analizzando il dato delle città con più di 200mila abitanti, <strong>nessuna raggiunge il 10% di giovani assunti all&#8217;interno dei comuni.</strong> La città in cui incidono di più è Bari (7,9%) seguita da Firenze (7%), Milano (5,9%) e Genova (5,8%). In fondo si trovano Roma (2,4%), Torino (1,7%) e Messina (0,1%). A Palermo e a Catania non risultano giovani assunti.</p>
<div id="31-comuni-italiani-hanno-un-personale-interamente-under-35" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/scopri-la-quota-di-giovani-assunti-nel-tuo-comune/">Scopri la quota di giovani assunti nel tuo comune</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/scopri-la-quota-di-giovani-assunti-nel-tuo-comune/">Percentuale di under 35 sul personale dei comuni (2019)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
<div id="chart_217677_tab1" role="tab" aria-controls="chart_217677_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
<div id="chart_217677_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_217677_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/scopri-la-quota-di-giovani-assunti-nel-tuo-comune/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/11/scopri-la-quota-di-giovani-assunti-nel-tuo-comune.png" placeholder ></amp-img></p>
<div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div>
<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/scopri-la-quota-di-giovani-assunti-nel-tuo-comune/">Scopri la quota di giovani assunti nel tuo comune &#8211; Percentuale di under 35 sul personale dei comuni (2019)</a></div>
</p></div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
<div id="chart_217677_tabpanel3" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-3"
                             aria-labelledby="chart_217677_tab3"></p>
<p>Si considerano assunzioni a tempo indeterminato (compresi i dirigenti) e anche alcune particolari figure professionali che hanno rapporti di lavoro non a tempo indeterminato, come i supplenti della scuola e degli istituti di alta formazione artistica e musicale, che non rientrano nelle categorie contrattuali del pubblico impiego (ad esempio, direttori generali e contrattisti). Per giovani si intendono tutte le persone che non hanno compiuto 35 anni.</p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis su dati <a href="http://dati.statistiche-pa.it/" target="_blank" rel="noopener">Istat</a>                                                                <br />(consultati: lunedì 14 Novembre 2022)
                                        </p>
</p></div>
<div class="opmag-chart-actions">
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/11/scopri-la-quota-di-giovani-assunti-nel-tuo-comune.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-217677"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-217677" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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</p></div>
</p></div>
<p>        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Scarica i dati comunali, regione per regione</p>
<p></p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/openbilanci/2020/personale giovane nei comuni/abruzzo.xlsx" target="_blank" rel="noopener">Abruzzo</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/openbilanci/2020/personale giovane nei comuni/basilicata.xlsx" target="_blank" rel="noopener">Basilicata</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/openbilanci/2020/personale giovane nei comuni/calabria.xlsx" target="_blank" rel="noopener">Calabria,</a> <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/openbilanci/2020/personale giovane nei comuni/campania.xlsx" target="_blank" rel="noopener">Campania</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/openbilanci/2020/personale giovane nei comuni/emilia_romagna.xlsx" target="_blank" rel="noopener">Emilia-Romagna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/openbilanci/2020/personale giovane nei comuni/friuli_venezia_giulia.xlsx" target="_blank" rel="noopener">Friuli-Venezia Giulia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/openbilanci/2020/personale giovane nei comuni/lazio.xlsx" target="_blank" rel="noopener">Lazio</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/openbilanci/2020/personale giovane nei comuni/liguria.xlsx" target="_blank" rel="noopener">Liguria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/openbilanci/2020/personale giovane nei comuni/lombardia.xlsx" target="_blank" rel="noopener">Lombardia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/openbilanci/2020/personale giovane nei comuni/marche.xlsx" target="_blank" rel="noopener">Marche</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/openbilanci/2020/personale giovane nei comuni/molise.xlsx" target="_blank" rel="noopener">Molise</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/openbilanci/2020/personale giovane nei comuni/piemonte.xlsx" target="_blank" rel="noopener">Piemonte</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/openbilanci/2020/personale giovane nei comuni/puglia.xlsx" target="_blank" rel="noopener">Puglia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/openbilanci/2020/personale giovane nei comuni/sardegna.xlsx" target="_blank" rel="noopener">Sardegna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/openbilanci/2020/personale giovane nei comuni/sicilia.xlsx" target="_blank" rel="noopener">Sicilia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/openbilanci/2020/personale giovane nei comuni/toscana.xlsx" target="_blank" rel="noopener">Toscana</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/openbilanci/2020/personale giovane nei comuni/trentino_alto_adige.xlsx" target="_blank" rel="noopener">Trentino-Alto Adige</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/openbilanci/2020/personale giovane nei comuni/umbria.xlsx" target="_blank" rel="noopener">Umbria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/openbilanci/2020/personale giovane nei comuni/valle_daosta.xlsx" target="_blank" rel="noopener">Valle D'Aosta</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/openbilanci/2020/personale giovane nei comuni/veneto.xlsx" target="_blank" rel="noopener">Veneto</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/openbilanci/2020/personale giovane nei comuni/totale_nazionale.xlsx">totale nazionale</a>.</p></div>
				            </div>
        </section>
		</p>
<p><strong>Sono 31 i comuni in cui la totalità del personale non supera i 35 anni di età.</strong> Sono in tutto 80 quelli in cui invece questa fascia demografica rappresenta la metà dei lavoratori nell&#8217;amministrazione.</p>
<p>Foto: <a href="https://unsplash.com/photos/t1bz9XpJ2-Y" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Mimi Thian </a>&#8211; <a href="https://unsplash.com/license" target="_blank" rel="noreferrer noopener">unsplash</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/sono-pochi-i-giovani-che-lavorano-nei-comuni/">Sono pochi i giovani che lavorano nei comuni</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La partecipazione al sistema educativo dei bambini tra 4 e 5 anni</title>
		<link>https://www.openpolis.it/la-partecipazione-al-sistema-educativo-dei-bambini-tra-4-e-5-anni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Jun 2022 05:14:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=175834</guid>

					<description><![CDATA[<p>Rendere universale l'accesso all'istruzione pre-primaria è uno degli obiettivi europei fin dall'inizio del secolo. La pandemia ha rafforzato questa esigenza e i target in sede Ue sono stati innalzati. Un quadro sull'attuale situazione italiana e sulle differenze esistenti tra i territori.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/la-partecipazione-al-sistema-educativo-dei-bambini-tra-4-e-5-anni/">La partecipazione al sistema educativo dei bambini tra 4 e 5 anni</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;adozione degli obiettivi di Barcellona nel 2002, ormai venti anni fa, ha segnato uno <strong>spartiacque nella promozione dell&#8217;educazione rivolta ai bambini in età prescolare</strong>. Come noto, è a partire da quel documento &#8211; <a href="https://archivio.pubblica.istruzione.it/buongiorno_europa/allegati/barcellona2002.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">condiviso in sede di consiglio europeo</a> &#8211; che i paesi Ue si sono impegnati a raggiungere due obiettivi per estendere i servizi educativi rivolti ai più piccoli. <strong>Differenziando i target rispetto alla fascia d&#8217;età</strong>.</p>
<p>        <section class="glossary">
            <div>
                <mark>
																		Gli obiettivi europei di Barcellona riguardano la diffusione di asili nido, servizi e scuole per l&#8217;infanzia. Questi devono essere offerti almeno al 33% dei bimbi sotto i 3 anni e al 90% dei bambini tra 3 anni e l&#8217;età dell&#8217;obbligo scolastico.</br>
											                </mark>
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/che-cosa-prevedono-gli-obiettivi-di-barcellona-sugli-asili-nido/">
                "Che cosa prevedono gli obiettivi di Barcellona sugli asili nido"</a></span>

            </div>
        </section>
		</p>
<p>Obiettivi finalizzati sia ad <strong>agevolare le famiglie nella conciliazione dei tempi</strong> (incrementando l&#8217;occupazione, soprattutto quella femminile), sia a <strong>potenziare l&#8217;offerta educativa rivolta ai minori</strong>.</p>
<p>        <section class="blockquote">
							<p>L&#8217;attenzione rivolta ai 3-6 anni è cruciale nel favorire l&#8217;ingresso nella scuola dell&#8217;obbligo.</p>
<p>
			        </section>
		</p>
<p>Sulla scorta di quanto concordato in sede europea, il <strong>nostro paese ha progressivamente integrato tali obiettivi nel suo ordinamento</strong>. In particolare, con il<a href="https://www.normattiva.it/atto/caricaDettaglioAtto?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2017-05-16&amp;atto.codiceRedazionale=17G00073&amp;atto.articolo.numero=0&amp;atto.articolo.sottoArticolo=1&amp;atto.articolo.sottoArticolo1=10&amp;qId=&amp;tabID=0.9131949658422815&amp;title=lbl.dettaglioAtto" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> decreto legislativo 65/2017</a>, è stata riorganizzata la strutturazione dei servizi tra i 3 mesi e i 6 anni. Ad esempio prevedendo la costituzione di poli per l&#8217;infanzia, per coordinare in un sistema integrato i servizi rivolti ai bambini con meno di 3 anni (i nidi e i servizi socio-educativi) e a quelli tra i 3 anni e l&#8217;età dell&#8217;obbligo scolastico (le <a href="https://www.miur.gov.it/scuola-dell-infanzia" target="_blank" rel="noopener noreferrer">scuole dell&#8217;infanzia</a>).</p>
<p>Queste ultime assumono nell&#8217;ordinamento la <strong>funzione strategica di raccordo tra prima infanzia e scuola primaria</strong>. Una fase molto importante nella crescita del bambino, per cui una maggiore partecipazione fin da piccoli al sistema di istruzione ha un<strong> impatto anche sugli apprendimenti successivi </strong>(<a href="https://www.invalsi.it/download2/wp/wp27_Campodifiori_Falzetti_Papini.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Campodifiori, Falzetti, Papini 2016</a>). Ed è proprio in quest&#8217;ottica che &#8211; nel <a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32021G0226(01)&amp;from=EN#page=15" target="_blank" rel="noopener noreferrer">febbraio 2021</a> &#8211; il traguardo relativo alla fascia tra 3 e 5 anni è stato ulteriormente innalzato.</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">96% </span>i bambini tra i 3 anni e l’età di inizio dell’istruzione primaria obbligatoria che dovrebbero partecipare all’educazione e cura della prima infanzia entro il 2030 in Ue.</p>
			        </section>
		</p>
<p>Un obiettivo ambizioso, che si inserisce nella strategia europea per l&#8217;istruzione tra 2021 e 2030. E che tiene conto di un <strong>contesto post-pandemico in cui un maggior accesso all&#8217;istruzione di qualità sarà una variabile fondamentale per la ripresa</strong>.</p>
<p>        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32021G0226(01)&amp;from=EN#page=15" target="_blank" rel="noopener noreferrer">I nuovi traguardi indicati a livello Ue<br />
<br><strong>Leggi</strong></a>.</p>
        </section>
		</p>
<p>Ma qual è la situazione attuale del nostro paese su questo fronte? Vi sono <a href="https://www.openpolis.it/salgono-a-6-le-regioni-che-superano-la-soglia-ue-sugli-asili-nido/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">disparità territoriali come quelle osservate sugli asili nido</a> oppure la possibilità di accesso all&#8217;istruzione prescolare è maggiormente omogenea?</p>
<h3>L&#8217;Italia nel confronto europeo</h3>
<p>Il primo indicatore con cui confrontare l&#8217;offerta di istruzione prescolare è quello stabilito in ambito europeo per il monitoraggio degli obiettivi comunitari. Misura la percentuale di bambini dai 3 all&#8217;età della scuola dell&#8217;obbligo che partecipano all&#8217;istruzione prescolare.</p>
<p>La premessa necessaria è che l&#8217;<strong>inizio della scuola dell&#8217;obbligo varia tra i diversi stati membri,</strong> e quindi cambiano &#8211; per ogni paese &#8211; gli anni di età presi in considerazione per costruire l&#8217;indicatore.</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/le-eta-di-accesso-alla-scuola-dellinfanzia-nei-paesi-ue/">Le età di accesso alla &#8220;scuola dell&#8217;infanzia&#8221; nei paesi Ue</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/le-eta-di-accesso-alla-scuola-dellinfanzia-nei-paesi-ue/">La spunta segnala per ogni paese gli anni di età in cui l'istruzione formale non è obbligatoria né di livello primario</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1">
                    <div id="chart_198358_tab1" role="tab" aria-controls="chart_198358_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                         aria-labelledby="chart_198358_tab1">
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/le-eta-di-accesso-alla-scuola-dellinfanzia-nei-paesi-ue/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/06/le-eta-di-accesso-alla-scuola-dellinfanzia-nei-paesi-ue.png" placeholder ></amp-img><div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div></amp-iframe>                        <div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/le-eta-di-accesso-alla-scuola-dellinfanzia-nei-paesi-ue/">Le età di accesso alla &#8220;scuola dell&#8217;infanzia&#8221; nei paesi Ue - La spunta segnala per ogni paese gli anni di età in cui l'istruzione formale non è obbligatoria né di livello primario</a></div>
                    </div>
			                                <div id="chart_198358_tab2" role="tab"  aria-controls="chart_198358_tabpanel2"
                             class="tabButton tabButton-2" option="b">DESCRIZIONE</div>
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                             aria-labelledby="chart_198358_tab2"><p>Scorri sulle frecce in fondo alla tabella per consultare l&#8217;informazione per i diversi stati Ue.</p>
</div>
			        			                        </amp-selector>
                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Eurostat                                                                <br>(ultimo aggiornamento: lunedì 13 Giugno 2022)
                                        </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/06/le-eta-di-accesso-alla-scuola-dellinfanzia-nei-paesi-ue.png" target="_blank" download></a>
						                                                
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                            <p><label for="embed-chart-198358"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			</p>
<p>A differenza degli asili nido, nel contesto europeo il <strong>dato italiano di partecipazione all'istruzione pre-primaria risulta tra i più elevati</strong>. Con una <strong>quota di minori di 3-5 anni coinvolti pari al 94,6% nel 2020</strong>, superiore alla media Ue e all'obiettivo stabilito a Barcellona (90%). Il nuovo target, <a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32021G0226(01)&amp;from=EN#page=15" target="_blank" rel="noopener noreferrer">fissato nel 2021</a>, prevede l'innalzamento al 96% della quota di bambini tra 3 anni e la scuola primaria obbligatoria che entro il 2030 a livello Ue dovrebbe partecipare all’educazione e cura della prima infanzia.</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/italia-sopra-la-media-ue-per-partecipazione-allistruzione-prescolare/">Italia sopra la media Ue per partecipazione all&#8217;istruzione prescolare</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/italia-sopra-la-media-ue-per-partecipazione-allistruzione-prescolare/">Percentuale di bambini tra i 3 anni e l'età dell'obbligo scolastico che partecipano all'istruzione pre-primaria (2020)</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1">
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/italia-sopra-la-media-ue-per-partecipazione-allistruzione-prescolare/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="1042" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-tablepress"><amp-img width="1010" height="1042" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/06/italia-sopra-la-media-ue-per-partecipazione-allistruzione-prescolare.png" placeholder ></amp-img><div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div></amp-iframe>                        <div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/italia-sopra-la-media-ue-per-partecipazione-allistruzione-prescolare/">Italia sopra la media Ue per partecipazione all&#8217;istruzione prescolare - Percentuale di bambini tra i 3 anni e l'età dell'obbligo scolastico che partecipano all'istruzione pre-primaria (2020)</a></div>
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			        			                                <div id="chart_198389_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_198389_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
                        <div id="chart_198389_tabpanel3" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-3"
                             aria-labelledby="chart_198389_tab3"><p>Dati 2020 provvisori per la Francia. La definizione dell&#8217;indicatore è parzialmente differente per i seguenti paesi: Belgio, Grecia, Malta e Portogallo.</p>
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			                        </amp-selector>
                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Eurostat                                                                <br>(ultimo aggiornamento: lunedì 13 Giugno 2022)
                                        </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/06/italia-sopra-la-media-ue-per-partecipazione-allistruzione-prescolare.png" target="_blank" download></a>
						                                                <div title="Scarica dati CSV" class="opmag-chart-action-data-btn" data-param-filename="italia-sopra-la-media-ue-per-partecipazione-allistruzione-prescolare"></div>
						                        
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                            <p><label for="embed-chart-198389"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			</p>
<p>Tuttavia il dato nazionale ha visto una <strong>contrazione nel corso dell'ultimo decennio</strong>. La quota, pari al 97,3% nel 2013, è successivamente scesa al 93,6 nel 2019. Per poi riassestarsi al 94,6% nel 2020, un punto percentuale al di sopra dell'anno precedente. Nello stesso periodo,<strong> anche la Germania ha registrato un calo</strong>: dal 95,8% del 2013 al 93,7% del 2020. La Francia è rimasta stabile, con pressoché la totalità della popolazione coinvolta nei percorsi educativi pre-primari. L'Ue nel suo complesso (considerata nei 27 membri attuali) ha registrato una crescita.</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/come-varia-la-partecipazione-allistruzione-pre-primaria-nei-maggiori-paesi-ue/">Come varia la partecipazione all&#8217;istruzione pre-primaria nei maggiori paesi Ue</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/come-varia-la-partecipazione-allistruzione-pre-primaria-nei-maggiori-paesi-ue/">Percentuale di bambini tra i 3 anni e l'età dell'obbligo scolastico che partecipano all'istruzione pre-primaria (2013-20)</a></h3>
                                    </div>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_198407_tab3"><p>Dati 2018-2020 provvisori per la Francia.</p>
</div>
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                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Eurostat                                                                <br>(ultimo aggiornamento: lunedì 13 Giugno 2022)
                                        </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-198407"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-198407" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			</p>
<p>Approfondendo il dato a livello regionale, appare<strong> evidente una spaccatura tra l'Europa orientale e quella occidentale</strong>. Ai primi posti - con una copertura che raggiunge il 100% - regioni belghe come Bruxelles capitale e il Limburgo, nonché quelle francesi e irlandesi e altri territori europei. Chiudono la classifica le regioni greche e altre dell'est Europa, tra cui quelle rumene e bulgare.</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2020-tutte-le-regioni-italiane-raggiungono-la-soglia-del-90/">Nel 2020 tutte le regioni italiane raggiungono la soglia del 90%</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2020-tutte-le-regioni-italiane-raggiungono-la-soglia-del-90/">Percentuale di bambini tra i 3 anni e l'età dell'obbligo scolastico che partecipano all'istruzione pre-primaria (2020)</a></h3>
                                    </div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Eurostat                                                                <br>(ultimo aggiornamento: martedì 14 Giugno 2022)
                                        </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/06/nel-2020-tutte-le-regioni-italiane-raggiungono-la-soglia-del-90.png" target="_blank" download></a>
						                                                
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                            <p><label for="embed-chart-198444"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-198444" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			</p>
<p>Tutte le regioni italiane raggiungono la soglia di Barcellona, dal Lazio (90%) alla Campania (98,6%). Dati che però è <strong>interessante valutare in chiave maggiormente disaggregata e soprattutto nella variazione nel tempo</strong>. Una possibilità non consentita da questo indicatore, riformulato metodologicamente proprio dal 2020 e non aggiornato per gli anni precedenti per le aree sub-nazionali.</p>
<p>Per questo può essere utile monitorare anche un altro parametro, inserito all'interno degli indicatori per il monitoraggio del benessere equo e sostenibile di Istat.</p>
<h3>L'accesso all'istruzione in età prescolare in Italia</h3>
<p>Un altro indicatore per valutare questi aspetti è quello sulla <strong>partecipazione al sistema scolastico dei bambini di 4-5 anni</strong>, predisposto da Istat sulla base dei dati del ministero dell'istruzione. Misura la percentuale di bambini di età compresa tra 4 e 5 anni che frequentano la scuola dell'infanzia o il primo anno di scuola primaria. Un indice quindi dell'accesso all'istruzione prima dei 6 anni, che <strong>però comprende anche l'istruzione di livello primario</strong> e non solo i percorsi educativi specificamente rivolti alla cura dell'infanzia.</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">96% </span>i bambini tra 4 e 5 anni che frequentano la scuola dell'infanzia o il primo anno delle primarie.</p>
			        </section>
		</p>
<p><strong>Nel 2019 la quota ha superato la media nazionale in 14 regioni</strong>. Si tratta di Campania, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia, Abruzzo, Sardegna, Umbria, Liguria, Trentino-Alto Adige, Toscana, Marche, Piemonte e Friuli-Venezia Giulia. Dal momento che l'indicatore considera sia l'accesso alla scuola dell'infanzia che quello alla scuola primaria, il <strong>dato più elevato nelle regioni meridionali può essere letto anche alla luce del <a href="https://www.jstor.org/stable/43924011" target="_blank" rel="noopener noreferrer">maggior ricorso all'anticipo scolastico in questi territori</a></strong>.</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-partecipazione-al-sistema-scolastico-tra-4-e-5-anni-supera-il-90-in-tutte-le-regioni/">La partecipazione al sistema scolastico tra 4 e 5 anni supera il 90% in tutte le regioni</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-partecipazione-al-sistema-scolastico-tra-4-e-5-anni-supera-il-90-in-tutte-le-regioni/">Percentuale di bambini di 4-5 anni che frequentano la scuola dell'infanzia o il primo anno di scuola primaria (2019)</a></h3>
                                    </div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Istat e ministero dell'istruzione                                                                <br>(ultimo aggiornamento: lunedì 6 Settembre 2021)
                                        </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/06/la-partecipazione-al-sistema-scolastico-tra-4-e-5-anni-supera-il-90-in-tutte-le-regioni.png" target="_blank" download></a>
						                                                
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                        <div>
                            <p><label for="embed-chart-175910"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-175910" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			</p>
<p>Confrontando l'andamento nel tempo di questo indicatore, si rileva come <strong>la quota di partecipazione al sistema educativo tra 4 e 5 anni sia cresciuta rispetto al 2013 in Toscana</strong> (+0,9 punti), in Basilicata (+0,2) e in Umbria (+0,1). Stabile il dato della Campania, mentre <strong>un calo superiore ai 2 punti percentuali si rileva in Sardegna, Molise e Lazio</strong>.</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">9 su 20 </span>le regioni in cui si registra un decremento pari o superiore al punto percentuale rispetto al 2013.</p>
			        </section>
		</p>
<p>Nel confronto tra province si osserva che <strong>i territori dove la quota supera la media nazionale del 96% nel 2019 sono 69</strong>. Ai primi posti soprattutto territori del mezzogiorno come Vibo Valentia, Napoli, Matera, Taranto e Bari dove - come ricordato in precedenza - è probabile incida anche il fenomeno dell'anticipo scolastico alla scuola primaria. L<strong>e province che non raggiungono la soglia del 96% sono 38</strong>.</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-82-province-la-partecipazione-al-sistema-scolastico-tra-4-e-5-anni-supera-il-95/">In 82 province la partecipazione al sistema scolastico tra 4 e 5 anni supera il 95%</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-82-province-la-partecipazione-al-sistema-scolastico-tra-4-e-5-anni-supera-il-95/">Percentuale di bambini di 4-5 anni che frequentano la scuola dell'infanzia o il primo anno di scuola primaria (2019)</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0">
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                    </div>
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                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Istat e ministero dell'istruzione                                                                <br>(ultimo aggiornamento: lunedì 6 Settembre 2021)
                                        </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/06/in-82-province-la-partecipazione-al-sistema-scolastico-tra-4-e-5-anni-supera-il-95.png" target="_blank" download></a>
						                                                
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                            <p><label for="embed-chart-175903"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-175903" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			</p>
<p>Rispetto alla variazione nel tempo, si osserva come rispetto al 2013 si registri un <strong>aumento nella quota di partecipazione in 24 province</strong>. In particolare, incrementi pari o superiori a 1,5 punti percentuali si rilevano a Brescia (+3,4), Prato (+3), Cremona (+2,3), Firenze (+2,1), Imperia (+1,7), Pordenone e&nbsp; Reggio nell'Emilia (entrambe a +1,6) e Livorno (+1,5). Stabili 2 territori, Bergamo e Ferrara, mentre <strong>un calo nella quota di partecipazione si registra in 81 province</strong>. I decrementi più ampi sono quelli di Caserta, Reggio Calabria, Vibo Valentia, Foggia e Cosenza.</p>
<h3>Scarica, condividi e riutilizza i dati</h3>
<p>        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Scarica i dati, regione per regione</p>
<p></p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/partecipaz_4-5_anni/Abruzzo.xls" target="_blank" rel="noopener">Abruzzo</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/partecipaz_4-5_anni/Basilicata.xls" target="_blank" rel="noopener">Basilicata</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/partecipaz_4-5_anni/Calabria.xls" target="_blank" rel="noopener">Calabria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/partecipaz_4-5_anni/Campania.xls" target="_blank" rel="noopener">Campania</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/partecipaz_4-5_anni/Emilia-Romagna.xls" target="_blank" rel="noopener">Emilia Romagna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/partecipaz_4-5_anni/Friuli-Venezia+Giulia.xls" target="_blank" rel="noopener">Friuli VG</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/partecipaz_4-5_anni/Lazio.xls">Lazio</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/partecipaz_4-5_anni/Liguria.xls">Liguria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/partecipaz_4-5_anni/Lombardia.xls">Lombardia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/partecipaz_4-5_anni/Marche.xls">Marche</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/partecipaz_4-5_anni/Molise.xls">Molise</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/partecipaz_4-5_anni/Piemonte.xls">Piemonte</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/partecipaz_4-5_anni/Puglia.xls">Puglia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/partecipaz_4-5_anni/Sardegna.xls">Sardegna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/partecipaz_4-5_anni/Sicilia.xls">Sicilia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/partecipaz_4-5_anni/Toscana.xls">Toscana</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/partecipaz_4-5_anni/Trentino-Alto+Adige.xls" target="_blank" rel="noopener">Trentino Alto Adige</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/partecipaz_4-5_anni/Umbria.xls" target="_blank" rel="noopener">Umbria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/partecipaz_4-5_anni/Valle+d'Aosta.xls">Valle d'Aosta</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/partecipaz_4-5_anni/Veneto.xls" target="_blank" rel="noopener">Veneto</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/partecipaz_4-5_anni/totale_nazionale.xls" target="_blank" rel="noopener">Totale nazionale</a></p></div>
				            </div>
        </section>
		</p>
<p style="box-sizing: inherit; color: #333333; font-family: Roboto, -apple-system, BlinkMacSystemFont, 'Segoe UI', Roboto, Oxygen-Sans, Ubuntu, Cantarell, 'Helvetica Neue', sans-serif; font-size: 16px; font-style: normal; font-variant-ligatures: normal; font-variant-caps: normal; font-weight: 400; letter-spacing: normal; orphans: 2; text-align: start; text-indent: 0px; text-transform: none; white-space: normal; widows: 2; word-spacing: 0px; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration-style: initial; text-decoration-color: initial;">I contenuti dell'Osservatorio povertà educativa&nbsp;<a style="box-sizing: inherit; font-weight: 500; color: #ce2b30; text-decoration: none;" href="https://www.openpolis.it/poverta-educativa/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">#conibambini</a>&nbsp;sono realizzati da openpolis con l'impresa sociale Con i Bambini nell'ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell'articolo.&nbsp;Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l'obiettivo di creare un'unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di&nbsp;<em style="box-sizing: inherit;">data journalism</em> o anche per semplice consultazione. Le fonti dei dati sono il ministero dell'istruzione e Istat (indicatori Bes).</p>
<p>Foto: Unsplash <a href="https://unsplash.com/photos/_fTNVaFbMdo" target="_blank" rel="noopener noreferrer">CDC</a> - <a href="https://unsplash.com/license" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Licenza</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/la-partecipazione-al-sistema-educativo-dei-bambini-tra-4-e-5-anni/">La partecipazione al sistema educativo dei bambini tra 4 e 5 anni</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le famiglie con figli sono più esposte alla povertà</title>
		<link>https://www.openpolis.it/le-famiglie-con-figli-sono-piu-esposte-alla-poverta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jun 2022 06:50:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=191102</guid>

					<description><![CDATA[<p>In Italia, ormai da anni, al crescere del numero di figli cresce anche il rischio povertà. Una tendenza che pesa sul futuro del paese. Approfondiamo la relazione tra numerosità dei nuclei e deprivazione sociale a livello nazionale e nei territori.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/le-famiglie-con-figli-sono-piu-esposte-alla-poverta/">Le famiglie con figli sono più esposte alla povertà</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Pochi giorni fa Istat ha rilasciato i dati definitivi sulla povertà assoluta, confermando le prime stime, <a href="https://www.openpolis.it/quanto-incide-la-poverta-tra-famiglie-e-bambini-dopo-lemergenza-covid/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">pubblicate a marzo</a>. I bambini e i ragazzi, come era atteso dai dati preliminari, restano la <strong>fascia d&#8217;età più spesso in povertà assoluta</strong>.</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">1.382.000 </span>i minori in povertà assoluta nel 2021.</p>
			        </section>
		</p>
<p><strong>A fronte di una media del 9,4% di persone in povertà assoluta, la quota raggiunge il 14,2% tra quelle di minore età</strong>.</p>
<p>        <section class="glossary">
            <div>
                <mark>
																		Una persona si trova in povertà assoluta quando vive in una famiglia che non può permettersi le spese essenziali per condurre uno standard di vita minimamente accettabile.</br>
											                </mark>
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/che-cose-la-poverta-assoluta/">
                "Che cos&#8217;è la povertà assoluta"</a></span>

            </div>
        </section>
		</p>
<p>Nello specifico, sono poveri il 13,2% dei bambini con meno di 3 anni, mentre<strong> tra quelli poco più grandi (fascia 4-6) l&#8217;incidenza raggiunge il 15,4%</strong>. In povertà assoluta anche il 14,9% dei residenti tra 7 e 13 anni e il 13,2% tra i 14 anni e la maggiore età.</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/aumenta-la-poverta-assoluta-tra-i-bambini-con-lemergenza-covid/">Aumenta la povertà assoluta tra i bambini con l&#8217;emergenza Covid</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/aumenta-la-poverta-assoluta-tra-i-bambini-con-lemergenza-covid/">Incidenza della povertà assoluta per età (2019-21)</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1">
                    <div id="chart_197933_tab1" role="tab" aria-controls="chart_197933_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
                    <div id="chart_197933_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_197933_tab1">
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/aumenta-la-poverta-assoluta-tra-i-bambini-con-lemergenza-covid/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="766" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-tablepress"><amp-img width="1010" height="766" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/06/aumenta-la-poverta-assoluta-tra-i-bambini-con-lemergenza-covid.png" placeholder ></amp-img><div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div></amp-iframe>                        <div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/aumenta-la-poverta-assoluta-tra-i-bambini-con-lemergenza-covid/">Aumenta la povertà assoluta tra i bambini con l&#8217;emergenza Covid - Incidenza della povertà assoluta per età (2019-21)</a></div>
                    </div>
			        			                                <div id="chart_197933_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_197933_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
                        <div id="chart_197933_tabpanel3" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-3"
                             aria-labelledby="chart_197933_tab3"><p>Una persona si trova in povertà assoluta quando vive in una famiglia che non può permettersi l’insieme dei beni e servizi che, nel contesto italiano, sono considerati essenziali per mantenere uno standard di vita minimamente accettabile.</p>
</div>
			                        </amp-selector>
                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Istat                                                                <br>(ultimo aggiornamento: mercoledì 15 Giugno 2022)
                                        </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/06/aumenta-la-poverta-assoluta-tra-i-bambini-con-lemergenza-covid.png" target="_blank" download></a>
						                                                <div title="Scarica dati CSV" class="opmag-chart-action-data-btn" data-param-filename="aumenta-la-poverta-assoluta-tra-i-bambini-con-lemergenza-covid"></div>
						                        
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                            <p><label for="embed-chart-197933"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-197933" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			</p>
<p>Il 2020, primo anno di pandemia, aveva visto un peggioramento netto rispetto a quanto rilevato nel 2019. In questo quadro,<strong> i dati del 2021 confermano nella sostanza il dato dell'anno precedente, record della serie storica</strong>. Con un<strong> ulteriore peggioramento per i bambini da 4 a 6 anni</strong>.</p>
<p>        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Nel confronto con il 2020 le condizioni dei minori sono stabili a livello nazionale, ad eccezione del peggioramento osservato per i bambini dai 4 ai 6 anni (15,4% dal 12,8%) (...) Seppur sostanzialmente stabili gli altri valori restano distanti da quelli registrati nel 2019.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.istat.it/it/files//2022/06/Report_Povert%C3%A0_2021_14-06.pdf" target="_blank">- Istat, La povertà in Italia nel 2021 (15 giugno 2022)</a>
									            </div>
        </section>
		</p>
<p>In Italia le famiglie con figli piccoli sono quindi <strong>quelle più esposte al rischio di trovarsi in una situazione di indigenza</strong>. Al crescere del numero dei figli, cresce anche l'incidenza della povertà assoluta.</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/al-crescere-del-numero-di-figli-cresce-lincidenza-della-poverta-assoluta/">Al crescere del numero di figli, cresce l&#8217;incidenza della povertà assoluta</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/al-crescere-del-numero-di-figli-cresce-lincidenza-della-poverta-assoluta/">Incidenza della povertà assoluta familiare per numero di figli minori (2005-21)</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0">
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/al-crescere-del-numero-di-figli-cresce-lincidenza-della-poverta-assoluta/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-tablepress"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/06/al-crescere-del-numero-di-figli-cresce-lincidenza-della-poverta-assoluta.png" placeholder ></amp-img><div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div></amp-iframe>                        <div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/al-crescere-del-numero-di-figli-cresce-lincidenza-della-poverta-assoluta/">Al crescere del numero di figli, cresce l&#8217;incidenza della povertà assoluta - Incidenza della povertà assoluta familiare per numero di figli minori (2005-21)</a></div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Istat                                                                <br>(ultimo aggiornamento: mercoledì 15 Giugno 2022)
                                        </p>
                </div>
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						                                                <div title="Scarica dati CSV" class="opmag-chart-action-data-btn" data-param-filename="al-crescere-del-numero-di-figli-cresce-lincidenza-della-poverta-assoluta"></div>
						                        
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                            <p><label for="embed-chart-197892"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-197892" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			</p>
<p>Perciò oggi la <strong>numerosità del nucleo familiare è direttamente collegata al rischio povertà</strong>. Nel 2021, dopo la pandemia, il <strong>livello medio di povertà familiare è pari al 7,5%</strong>. Il tasso cala al 6% tra le persone sole e al 5% tra le famiglie di 2 persone. In presenza di 3 persone, sale al 7,1%. Con 4 persone al 11,6%. In famiglie con almeno 5 membri si arriva addirittura al 22,6%.</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/con-la-pandemia-poverta-peggiora-la-condizione-delle-famiglie-numerose/">Con la pandemia povertà peggiora la condizione delle famiglie numerose</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/con-la-pandemia-poverta-peggiora-la-condizione-delle-famiglie-numerose/">Incidenza della povertà assoluta familiare per numero di componenti del nucleo (2005-21)</a></h3>
                                    </div>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Istat                                                                <br>(ultimo aggiornamento: mercoledì 15 Giugno 2022)
                                        </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/06/con-la-pandemia-poverta-peggiora-la-condizione-delle-famiglie-numerose.png" target="_blank" download></a>
						                                                <div title="Scarica dati CSV" class="opmag-chart-action-data-btn" data-param-filename="con-la-pandemia-poverta-peggiora-la-condizione-delle-famiglie-numerose"></div>
						                        
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                            <p><label for="embed-chart-197880"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			</p>
<p>Si tratta di un <strong>dato su cui è necessario porre la dovuta attenzione</strong>. Perché il tema non si collega solo alla condizione dei minori che vivono in famiglie indigenti, questione peraltro di assoluta gravità. Un altro aspetto cruciale di questa tendenza, e soprattutto della capacità di contrastarla, è legato anche alla <strong>possibilità di invertire un trend demografico declinante</strong>.</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2021-per-la-prima-volta-nascite-sotto-quota-400mila/">Nel 2021 per la prima volta nascite sotto quota 400mila</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2021-per-la-prima-volta-nascite-sotto-quota-400mila/">Numero di bambini nati vivi per ogni anno (2000-21)</a></h3>
                                    </div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Istat                                                                <br>(ultimo aggiornamento: lunedì 19 Dicembre 2022)
                                        </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/05/nel-2021-per-la-prima-volta-nascite-sotto-quota-400mila-2.png" target="_blank" download></a>
						                                                <div title="Scarica dati CSV" class="opmag-chart-action-data-btn" data-param-filename="nel-2021-per-la-prima-volta-nascite-sotto-quota-400mila"></div>
						                        
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                            <p><label for="embed-chart-185819"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-185819" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			</p>
<p>Un destino che <strong>rischia di diventare ineluttabile, in un paese dove al crescere del numero di figli cresce anche il rischio povertà</strong>. Tale dinamica ha un impatto visibile anche a livello territoriale.</p>
<h3>Il calo della numerosità delle famiglie in Italia</h3>
<p>Una delle conseguenze del calo della natalità, fenomeno che abbiamo avuto modo di trattare in<a href="https://www.openpolis.it/il-calo-delle-nascite-dopo-lemergenza-covid" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> precedenti approfondimenti</a>, è stata la <strong>diminuzione dei nuclei che hanno figli a carico</strong>. Tra 2009 e 2021 il numero di queste famiglie è calato sensibilmente, da 11,8 a 11,4 milioni. La <strong>contrazione appare particolarmente marcata tra le famiglie con bambini piccoli</strong>, mentre crescono quelle in cui vivono figli adulti (tendenza non di rado connessa con <a href="https://www.openpolis.it/limpatto-della-condizione-di-neet-sullautonomia-dei-piu-giovani/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">la condizione di neet</a>).</p>
<p>Se nel 2009 erano 2,8 milioni i nuclei dove il figlio più piccolo aveva fino a 5 anni, a distanza di oltre un decennio sono circa <strong>600mila in meno: 2,2 milioni</strong>. Una contrazione superiore al 20%.</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-calo-la-quota-di-famiglie-con-figli-piccoli/">In calo la quota di famiglie con figli piccoli</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-calo-la-quota-di-famiglie-con-figli-piccoli/">Numero di famiglie con figli a carico per età del figlio più piccolo (2009-2021)</a></h3>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Istat                                                                <br>(ultimo aggiornamento: martedì 7 Dicembre 2021)
                                        </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-192564"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			</p>
<p>Parallelamente al calo delle famiglie con figli, sono aumentati<strong> i nuclei composti da una sola persona</strong>, che negli ultimi anni sono diventati circa un terzo delle famiglie esistenti in Italia. Erano meno di una su 4 (23%) all'inizio di questo secolo. Di converso, <strong>sono diminuite le famiglie numerose</strong>, passate da essere il 7,5% di quelle presenti in Italia nel 1999-2000 al 5,2% attuale.</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/crescono-le-famiglie-unipersonali-calano-quelle-numerose/">Crescono le famiglie unipersonali, calano quelle numerose</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/crescono-le-famiglie-unipersonali-calano-quelle-numerose/">Percentuale di famiglie dei due tipi sul totale delle famiglie (1999-2019)</a></h3>
                                    </div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Istat                                                                <br>(ultimo aggiornamento: martedì 7 Dicembre 2021)
                                        </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/06/crescono-le-famiglie-unipersonali-calano-quelle-numerose.png" target="_blank" download></a>
						                                                <div title="Scarica dati CSV" class="opmag-chart-action-data-btn" data-param-filename="crescono-le-famiglie-unipersonali-calano-quelle-numerose"></div>
						                        
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                            <p><label for="embed-chart-192604"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			</p>
<p>In conseguenza di tali tendenze in Italia, in media, oggi <strong>una famiglia è composta da 2,3 persone</strong>. Una cifra variabile a seconda dell'area geografica: sono rispettivamente 2,5 e 2,4 i membri per nucleo nel sud e nelle isole, mentre il rapporto scende a 2,2 nell'Italia nord-occidentale.</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/negli-ultimi-venti-anni-e-calato-il-numero-medio-di-componenti-per-nucleo-familiare/">Negli ultimi venti anni è calato il numero medio di componenti per nucleo familiare</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/negli-ultimi-venti-anni-e-calato-il-numero-medio-di-componenti-per-nucleo-familiare/">Andamento del numero medio di componenti per nucleo familiare (1999-2020)</a></h3>
                                    </div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Istat                                                                <br>(ultimo aggiornamento: martedì 7 Dicembre 2021)
                                        </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-192528"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			</p>
<p>Tuttavia, è <strong>comune a tutte le aree geografiche il trend discendente nell'ultimo ventennio</strong>. Da 2,5 componenti per nucleo nel biennio 1999-2000 ai 2,2 attuali nel nord-ovest, da 2,6 a 2,3 nel centro e nel nord-est. Ma è soprattutto il <strong>mezzogiorno ad aver visto il calo più significativo</strong>. Da 3 a 2,5 nel sud continentale e da 2,8 a 2,4 nelle isole. Si tratta dell'effetto di lungo periodo di una diminuzione costante negli anni delle famiglie numerose, avvenuta in tutto il paese, da nord a sud.</p>
<p>        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Al Sud e nelle Isole è (...) maggiore l’incidenza di famiglie più numerose, composte da quattro (...) o cinque e più componenti (...). Il numero medio di componenti resta perciò ancora più alto nelle regioni meridionali (...), nonostante la riduzione registrata negli anni abbia riguardato in modo più visibile queste ripartizioni.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.istat.it/it/archivio/264305" target="_blank">- Istat, Annuario statistico 2021, 7 dicembre 2021</a>
									            </div>
        </section>
		</p>
<p>Tale tendenza chiaramente si collega al calo della natalità avvenuto negli ultimi decenni, un aspetto che <a href="https://www.openpolis.it/il-calo-delle-nascite-dopo-lemergenza-covid" target="_blank" rel="noopener noreferrer">abbiamo avuto modo di approfondire</a> in precedenza. Perciò è interessante indagare, anche nel suo impatto sul territorio, il legame tra condizione socio-economica e numerosità delle famiglie.</p>
<h3>La relazione tra numerosità del nucleo e vulnerabilità</h3>
<p>Anche monitorandolo a livello locale, il <strong>legame tra la numerosità del nucleo familiare e il rischio deprivazione emerge piuttosto chiaramente</strong>. È possibile verificarlo mettendo in relazione l'ampiezza delle famiglie - comune per comune - con il livello di vulnerabilità sociale e materiale nella stessa zona.</p>
<p>Si tratta di un indicatore, proposto da Istat, che condensa in un'unica misura una serie di <strong>fattori suscettibili di segnalare situazioni di sofferenza sul territorio</strong>. Ad esempio la quota di famiglie in potenziale disagio economico, data dalla percentuale di nuclei con figli in cui la persona di riferimento ha meno di 65 anni nessun componente è occupato o pensionato. Caratteristiche che rendono probabile una situazione di indigenza.</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-comuni-con-le-famiglie-piu-numerose-sono-spesso-quelli-con-piu-vulnerabilita-sociale/">I comuni con le famiglie più numerose sono spesso quelli con più vulnerabilità sociale</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-comuni-con-le-famiglie-piu-numerose-sono-spesso-quelli-con-piu-vulnerabilita-sociale/">Ogni punto è un comune: in alto a destra quelli con famiglie numerose e alta vulnerabilità sociale, viceversa in basso a sinistra</a></h3>
                                    </div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Istat                                                                <br>(ultimo aggiornamento: lunedì 1 Gennaio 2018)
                                        </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-192510"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			</p>
<p>Tendenzialmente, <strong>maggiore il numero medio di componenti del nucleo familiare, maggiore anche il livello di vulnerabilità sociale</strong>. Ciò è ovviamente dovuto anche alla stessa modalità di costruzione dell'indicatore, che valorizza il ruolo delle famiglie numerose e con tanti figli come fattore di vulnerabilità sociale, oltre ad altri aspetti quali la presenza di anziani soli e la quota di popolazione meno istruita.</p>
<p>        <section class="blockquote">
							<p>Al crescere del numero dei membri della famiglia, cresce il rischio di vulnerabilità. Una tendenza da contrastare.</p>
<p>
			        </section>
		</p>
<p>Tuttavia, il <strong>legame tra numerosità del nucleo e incidenza della povertà si è rafforzato ulteriormente negli ultimi anni</strong>, come abbiamo visto in precedenza. Perciò è interessante mappare in quali aree del paese vi siano più famiglie numerose, in quanto si tratta di uno tra i predittori più attendibili dell'indigenza familiare.</p>
<p>In base ai dati 2018, a fronte di una media nazionale di 2,3 membri per nucleo, le famiglie più numerose si trovano nella città metropolitana di <strong>Napoli</strong> (2,77 in media nella ex provincia). Seguono le aree provinciali di <strong>Barletta-Andria-Trani</strong> (2,7), <strong>Caserta</strong> (2,65), <strong>Catania</strong> (2,6), <strong>Palermo</strong> e <strong>Foggia</strong> (entrambe con un rapporto di 2,56 componenti per nucleo familiare).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
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                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/larea-metropolitana-di-napoli-e-il-territorio-con-le-famiglie-piu-numerose/">L&#8217;area metropolitana di Napoli è il territorio con le famiglie più numerose</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/larea-metropolitana-di-napoli-e-il-territorio-con-le-famiglie-piu-numerose/">Numero medio di componenti per famiglia (2018)</a></h3>
                                    </div>
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                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Istat                                                                <br>(ultimo aggiornamento: lunedì 1 Gennaio 2018)
                                        </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-192653"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			</p>
<p><strong>Tra i singoli comuni</strong>, isolando i 15 più popolosi, <strong>Catania</strong> spicca come quello con le famiglie mediamente più numerose: in media <strong>2,76 membri per nucleo</strong>. Seguono 4 grandi città meridionali: <strong>Napoli</strong> (2,58), <strong>Palermo</strong> (2,57), <strong>Messina</strong> (2,37) e <strong>Bari</strong> (2,35). Sono anche le uniche città maggiori a superare la media nazionale (2,3).</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/tra-le-grandi-citta-catania-e-quella-con-i-nuclei-familiari-in-media-piu-numerosi/">Tra le grandi città, Catania è quella con i nuclei familiari in media più numerosi</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/tra-le-grandi-citta-catania-e-quella-con-i-nuclei-familiari-in-media-piu-numerosi/">Numero medio di componenti per famiglia nei 15 comuni più popolosi (2018)</a></h3>
                                    </div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Istat                                                                <br>(ultimo aggiornamento: lunedì 1 Gennaio 2018)
                                        </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-192713"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			</p>
<p>Sesta per numerosità media delle famiglie <strong>Verona</strong> (2,1), valore in linea con quello di <strong>Roma</strong>. Non raggiungono il rapporto di 2 membri per nucleo 4 grandi città, tutte settentrionali: <strong>Genova</strong> (1,98), <strong>Trieste</strong> (1,92), <strong>Bologna</strong> (1,89) e <strong>Milano </strong>(1,85).</p>
<h3>Scarica, condividi e riutilizza i dati</h3>
<p>        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Scarica i dati, regione per regione</p>
<p></p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/numeros_famiglie/Abruzzo.xls" target="_blank" rel="noopener">Abruzzo</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/numeros_famiglie/Basilicata.xls" target="_blank" rel="noopener">Basilicata</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/numeros_famiglie/Calabria.xls" target="_blank" rel="noopener">Calabria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/numeros_famiglie/Campania.xls" target="_blank" rel="noopener">Campania</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/numeros_famiglie/Emilia-Romagna.xls" target="_blank" rel="noopener">Emilia Romagna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/numeros_famiglie/Friuli-Venezia+Giulia.xls" target="_blank" rel="noopener">Friuli VG</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/numeros_famiglie/Lazio.xls">Lazio</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/numeros_famiglie/Liguria.xls">Liguria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/numeros_famiglie/Lombardia.xls">Lombardia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/numeros_famiglie/Marche.xls">Marche</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/numeros_famiglie/Molise.xls">Molise</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/numeros_famiglie/Piemonte.xls">Piemonte</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/numeros_famiglie/Puglia.xls">Puglia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/numeros_famiglie/Sardegna.xls">Sardegna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/numeros_famiglie/Sicilia.xls">Sicilia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/numeros_famiglie/Toscana.xls">Toscana</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/numeros_famiglie/Trentino-Alto+Adige.xls">Trentino AA</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/numeros_famiglie/Umbria.xls" target="_blank" rel="noopener">Umbria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/numeros_famiglie/Valle+d'Aosta.xls">Valle d'Aosta</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/numeros_famiglie/Veneto.xls">Veneto</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/numeros_famiglie/Numerosit&#37;C3&#37;A0+famiglie.xls">Totale nazionale</a></p></div>
				            </div>
        </section>
		</p>
<p>I contenuti dell'Osservatorio povertà educativa <a href="https://www.openpolis.it/poverta-educativa/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">#conibambini</a> sono realizzati da openpolis con l'impresa sociale Con i Bambini nell'ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell'articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l'obiettivo di creare un'unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di <em>data journalism</em> o anche per semplice consultazione. La fonte dei dati sul numero di famiglie e di residenti è Istat. A partire da queste informazioni abbiamo elaborato il numero medio di componenti delle famiglie, come rapporto tra i residenti totali del comune e il numero di famiglie al 1° gennaio.</p>
<p>Foto: <a href="https://unsplash.com/photos/vknNquR-VcQ" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vitolda Klein (Unsplash)</a> - <a href="https://unsplash.com/license" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Licenza</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/le-famiglie-con-figli-sono-piu-esposte-alla-poverta/">Le famiglie con figli sono più esposte alla povertà</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Quanto incide la povertà tra famiglie e bambini dopo l&#8217;emergenza Covid</title>
		<link>https://www.openpolis.it/quanto-incide-la-poverta-tra-famiglie-e-bambini-dopo-lemergenza-covid/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 May 2022 07:03:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=184225</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nel 2021, in base alle stime preliminari di Istat, il livello medio di povertà assoluta resta stabile sui livelli raggiunti nel primo anno di pandemia. Tuttavia alcune fasce di popolazione, come i minori e le famiglie più numerose, mostrano una maggiore difficoltà. </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/quanto-incide-la-poverta-tra-famiglie-e-bambini-dopo-lemergenza-covid/">Quanto incide la povertà tra famiglie e bambini dopo l&#8217;emergenza Covid</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Negli oltre due anni passati dall&#8217;inizio della pandemia, il dibattito pubblico si è spesso concentrato su <strong>quali effetti avrebbe avuto l&#8217;emergenza sulla vita delle persone</strong>.</p>
<p>Un <strong>tema così importante da essere trasversale a qualsiasi ambito: </strong>economico, sanitario, sociale, ambientale, tecnologico, educativo. E, allo stesso tempo, tanto sentito da porre la questione se <strong>tali effetti sarebbero stati temporanei, essendo direttamente collegati con l&#8217;emergenza, oppure di più lungo periodo</strong>.</p>
<p>Uno degli aspetti su cui abbiamo <a href="https://www.openpolis.it/perche-il-rischio-poverta-per-le-famiglie-con-figli-e-ancora-una-priorita/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">posto l&#8217;attenzione in questi mesi</a>, <a href="https://www.openpolis.it/con-lemergenza-covid-e-tornata-a-crescere-la-poverta-minorile/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">monitorandolo nel tempo</a>, è la <strong>condizione economica e sociale delle famiglie e dei bambini</strong>. Le ultime stime dell&#8217;istituto di statistica indicano che la povertà assoluta in Italia nel 2021 resta stabile sui livelli raggiunti nel 2020. Allo stesso tempo, i dati preliminari mostrano <strong>segnali di maggiore sofferenza proprio tra i minori e tra i nuclei più numerosi</strong>. Una <strong>tendenza sicuramente rafforzata dall&#8217;emergenza Covid, ma che è presente nel nostro paese da lungo tempo.</strong></p>
<h3>La povertà in Italia nel 2021</h3>
<p>Nel 2020, primo anno dell&#8217;emergenza Covid, il numero di poveri assoluti in Italia aveva raggiunto la cifra record di<strong> 5,6 milioni di persone</strong>. Questo <strong>dato si conferma nel 2021</strong>, in base alle stime preliminari di Istat.</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2021-stabile-sui-56-milioni-il-numero-di-persone-in-poverta-assoluta/">Nel 2021 stabile sui 5,6 milioni il numero di persone in povertà assoluta</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2021-stabile-sui-56-milioni-il-numero-di-persone-in-poverta-assoluta/">Andamento del numero di persone in povertà assoluta in Italia (2005-2021)</a></h3>
                                    </div>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/nel-2021-stabile-sui-56-milioni-il-numero-di-persone-in-poverta-assoluta/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-tablepress"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/05/nel-2021-stabile-sui-56-milioni-il-numero-di-persone-in-poverta-assoluta.png" placeholder ></amp-img><div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div></amp-iframe>                        <div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2021-stabile-sui-56-milioni-il-numero-di-persone-in-poverta-assoluta/">Nel 2021 stabile sui 5,6 milioni il numero di persone in povertà assoluta - Andamento del numero di persone in povertà assoluta in Italia (2005-2021)</a></div>
                    </div>
			        			                                <div id="chart_184254_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_184254_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_184254_tab3"><p>Una persona si trova in povertà assoluta quando vive in una famiglia che non può permettersi l’insieme dei beni e servizi che, nel contesto italiano, sono considerati essenziali per mantenere uno standard di vita minimamente accettabile. Il dato 2021 deriva da una stima preliminare dell&#8217;istituto di statistica.</p>
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                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Istat                                                                <br>(ultimo aggiornamento: martedì 8 Marzo 2022)
                                        </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/05/nel-2021-stabile-sui-56-milioni-il-numero-di-persone-in-poverta-assoluta.png" target="_blank" download></a>
						                                                <div title="Scarica dati CSV" class="opmag-chart-action-data-btn" data-param-filename="nel-2021-stabile-sui-56-milioni-il-numero-di-persone-in-poverta-assoluta"></div>
						                        
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                        <div>
                            <p><label for="embed-chart-184254"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-184254" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			</p>
<p>Il 2021 ha visto una ripresa dei consumi, sebbene la spesa media familiare <a href="https://www.istat.it/it/files//2022/03/STAT_TODAY_POVERTA-ASSOLUTA_2021.pdf#page=5" target="_blank" rel="noopener noreferrer">non abbia recuperato del tutto il crollo del 2020</a>. In questo quadro, la crescita dell'inflazione avrebbe <strong>penalizzato soprattutto le famiglie meno abbienti</strong>. Senza gli effetti di quest'ultima, l'istituto di statistica ha stimato che <strong>anche il tasso di povertà assoluta sarebbe lievemente diminuito rispetto al 2020</strong>.</p>
<p>        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/parole/che-cose-linflazione/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Che cos'è l'inflazione<br />
<br><strong>Vai al glossario</strong></a>.</p>
        </section>
		<br />
            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2021-linflazione-ha-registrato-un-aumento-significativo-rispetto-allanno-precedente/">Nel 2021 l&#8217;inflazione ha registrato un aumento significativo rispetto all&#8217;anno precedente</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2021-linflazione-ha-registrato-un-aumento-significativo-rispetto-allanno-precedente/">Tasso di inflazione annuale rispetto all'anno precedente dal 2016 al 2021</a></h3>
                                    </div>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis su dati Eurostat                                                                <br>(ultimo aggiornamento: giovedì 3 Marzo 2022)
                                        </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/03/nel-2021-linflazione-ha-registrato-un-aumento-significativo-rispetto-allanno-precedente.png" target="_blank" download></a>
						                                                <div title="Scarica dati CSV" class="opmag-chart-action-data-btn" data-param-filename="nel-2021-linflazione-ha-registrato-un-aumento-significativo-rispetto-allanno-precedente"></div>
						                        
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                            <p><label for="embed-chart-182863"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-182863" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			</p>
<p>Una serie di fattori che - anche in una situazione di stallo sul numero di poveri assoluti - porta al <strong>rafforzamento di 2 trend di lungo periodo della società italiana</strong>. Primo, l'<strong>allargamento progressivo del divario tra generazioni</strong>: da oltre un decennio infatti più una persona è giovane, più è probabile che si trovi in povertà assoluta. Secondo, la <strong>tendenza delle famiglie numerose e con figli a trovarsi più spesso in condizione di indigenza</strong>.</p>
<h3>Famiglie in povertà, le 2 tendenze aggravate con la pandemia</h3>
<p>Con l'emergenza Covid entrambi i<strong> trend sono esplosi, diventando sempre più oggetto di dibattito pubblico</strong>. A partire dal 2020, una quota vicina al 14% dei ragazzi si trova in povertà assoluta. Una tendenza confermata con l'ultima rilevazione.</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/dopo-la-pandemia-un-minore-su-7-si-trova-in-poverta-assoluta/">Dopo la pandemia, un minore su 7 si trova in povertà assoluta</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/dopo-la-pandemia-un-minore-su-7-si-trova-in-poverta-assoluta/">Incidenza della povertà assoluta per età (2019-21)</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0">
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Istat                                                                <br>(ultimo aggiornamento: martedì 8 Marzo 2022)
                                        </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/05/dopo-la-pandemia-un-minore-su-7-si-trova-in-poverta-assoluta.png" target="_blank" download></a>
						                                                <div title="Scarica dati CSV" class="opmag-chart-action-data-btn" data-param-filename="dopo-la-pandemia-un-minore-su-7-si-trova-in-poverta-assoluta"></div>
						                        
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                            <p><label for="embed-chart-184297"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			</p>
<p>Le prime stime sul 2021 mostrano che la quota di bambini e ragazzi in povertà assoluta avrebbe raggiunto il 14,2%. <strong>Quasi 3 punti al di sopra di quanto rilevato prima della pandemia, nel 2019</strong>. In termini assoluti parliamo di quasi 1,4 milioni di minori sugli oltre 9,3 milioni residenti in Italia.</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">1,38 </span>milioni di bambini e ragazzi in povertà assoluta nel 2021.</p>
			        </section>
		</p>
<p>Se i bambini sono la fascia d'età più vulnerabile è perché lo sono le famiglie con figli. Da questo punto di vista si conferma l'altra tendenza, per cui più una famiglia è numerosa, più è probabile che si trovi in povertà assoluta.</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
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                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/le-famiglie-numerose-si-trovano-piu-spesso-in-poverta-assoluta/">Le famiglie numerose si trovano più spesso in povertà assoluta</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/le-famiglie-numerose-si-trovano-piu-spesso-in-poverta-assoluta/">Incidenza della povertà assoluta familiare per numero di componenti del nucleo (2005-21)</a></h3>
                                    </div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Istat                                                                <br>(ultimo aggiornamento: martedì 8 Marzo 2022)
                                        </p>
                </div>
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						                                                <div title="Scarica dati CSV" class="opmag-chart-action-data-btn" data-param-filename="le-famiglie-numerose-si-trovano-piu-spesso-in-poverta-assoluta"></div>
						                        
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                            <p><label for="embed-chart-184291"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			</p>
<p>Tra i due dati vi è un legame evidente: <strong>la presenza di uno o più figli nel nucleo familiare costituisce spesso un fattore di potenziale vulnerabilità</strong>. A maggior ragione, a fronte delle conseguenze economiche seguite all'emergenza Covid.</p>
<p>        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>La presenza di figli minori continua ad essere un fattore che espone maggiormente le famiglie al disagio; infatti l’incidenza di povertà assoluta si conferma elevata (11,5%) per le famiglie con almeno un figlio minore e nel caso di famiglie formate da coppie con 3 o più figli sale al 20,0%.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.istat.it/it/files//2022/03/STAT_TODAY_POVERTA-ASSOLUTA_2021.pdf" target="_blank">- Istat, Povertà assoluta in Italia nel 2021 (8 marzo 2022)</a>
									            </div>
        </section>
		<br />
        <section class="blockquote">
							<p>Da 10 anni i minori e le loro famiglie sono la fascia più povera.</p>
<p>
			        </section>
		</p>
<p>Tuttavia<strong> nessuno di questi due fenomeni è nuovo</strong>. È ormai dalla fine degli anni 2000 che la quota di bambini e ragazzi indigenti è aumentata, accrescendo i divari generazionali. Prima della grande recessione seguita alla crisi del 2008, c’era <strong>molta meno distanza tra la povertà rilevata nelle diverse fasce d’età</strong>. I più in difficoltà erano gli over-65 (4,5% in povertà assoluta), mentre nella fascia 35-64 anni erano circa il 2,7%. Il dato dei minori allora era in linea con quello delle altre classi di età. Gli effetti della crisi economica hanno allargato le distanze, penalizzando soprattutto le giovani generazioni.</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/con-la-pandemia-si-sono-ulteriormente-allargati-i-divari-generazionali/">Con la pandemia si sono ulteriormente allargati i divari generazionali</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/con-la-pandemia-si-sono-ulteriormente-allargati-i-divari-generazionali/">Incidenza della povertà assoluta per fascia d'età (2005-21)</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0">
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Istat                                                                <br>(ultimo aggiornamento: martedì 8 Marzo 2022)
                                        </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/05/con-la-pandemia-si-sono-ulteriormente-allargati-i-divari-generazionali.png" target="_blank" download></a>
						                                                <div title="Scarica dati CSV" class="opmag-chart-action-data-btn" data-param-filename="con-la-pandemia-si-sono-ulteriormente-allargati-i-divari-generazionali"></div>
						                        
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                            <p><label for="embed-chart-184307"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			</p>
<p>La vulnerabilità dei bambini e delle loro famiglie è perciò un tema prioritario per il nostro paese. A maggior ragione per i suoi riflessi sulle tendenze della povertà a livello territoriale. Tra 2020 e 2021, ad esempio, a fronte di una sostanziale stabilità nella quota di famiglie povere in Italia (passate dal 7,7% al 7,5%), <strong>nel mezzogiorno la quota è cresciuta dal 9,4 al 10%</strong>. Ma come monitorare la vulnerabilità delle famiglie di fronte alle fasi di crisi economica, in modo da intervenire con efficacia?</p>
<h3>Gli strumenti per valutare il rischio povertà dopo l'emergenza</h3>
<p>Uno strumento molto utile in questo senso è l'<strong>indice di vulnerabilità sociale e materiale</strong>. Quando parliamo di vulnerabilità di un territorio, intendiamo la possibilità che una <strong>situazione di crisi economica possa comprometterne la coesione sociale</strong>. La capacità di misurare tale aspetto diventa perciò particolarmente importante in una fase come quella che stiamo vivendo.</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">+1,9% </span>la crescita dei prezzi al consumo nel 2021. In base alle stime di Istat senza questo aumento la povertà assoluta sarebbe leggermente calata rispetto al 2020.</p>
			        </section>
		</p>
<p>Per fare un esempio, un comune in cui vivono tante famiglie monoreddito, con tanti giovani che non studiano e non hanno lavoro e in cui una quota significativa della popolazione abita in case sovraffollate, è<strong> più esposto agli effetti sociali negativi di una congiuntura economica sfavorevole</strong>.</p>
<p>Di qui l'esigenza di creare un indicatore composito, che<strong> sintetizzi in un'unica misura una serie di variabili che segnalano diverse situazioni di sofferenza sociale ed economica</strong>.</p>
<p>        <section class="glossary">
            <div>
                <mark>
																		Attraverso un indicatore proposto da Istat, è possibile stimare per ciascun territorio la sua vulnerabilità, a partire dalle caratteristiche di chi ci abita. Più è alto, maggiore è il rischio di disagio e vulnerabilità in quella zona.</br>
											                </mark>
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/che-cose-la-vulnerabilita-sociale/">
                "Che cos&#8217;è la vulnerabilità sociale"</a></span>

            </div>
        </section>
		<br />
        <section class="blockquote">
							<p>Sono tanti i fattori che possono condurre alla vulnerabilità sociale.</p>
<p>
			        </section>
		</p>
<p>Sono <strong>7 gli indicatori elementari</strong> che sono stati selezionati per produrre l'<a href="https://ottomilacensus.istat.it/fileadmin/download/Indice_di_vulnerabilit%C3%A0_sociale_e_materiale.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">indice complessivo</a>. Tra questi, la percentuale di <strong>famiglie con potenziale disagio economico</strong>, calcolata come quota di nuclei con figli dove la persona di riferimento ha meno di 64 anni e nessun componente è occupato o ritirato dal lavoro. Ma anche l'<strong>incidenza di famiglie numerose</strong>, quelle con almeno 6 componenti. Inoltre vengono valutati aspetti come la <strong>presenza di famiglie monogenitoriali giovani oppure composte solo da anziani</strong>, la quota di <strong>popolazione adulta (25-64 anni) senza titolo di studio</strong>, la percentuale di <strong>giovani neet</strong> e l'incidenza di <strong>persone che vivono in grave sovraffollamento</strong>. Tutti segnali di una maggiore fragilità del tessuto sociale.</p>
<p>Sono perciò informazioni preziose, purtroppo<strong> raccolte con questo tipo di granularità territoriale solo in occasione dei censimenti</strong> (quello generale più recente si è svolto nel 2011). Negli ultimi anni Istat ha esplorato la<a href="https://www.istat.it/it/files//2020/12/Le-misure-della-vulnerabilita.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> possibilità di un suo aggiornamento con fonti alternative a quella censuaria</a>, anche in relazione al lavoro svolto con il <a href="https://www.istat.it/it/archivio/265472" target="_blank" rel="noopener noreferrer">censimento permanente</a>.</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">7 </span>gli indicatori elementari selezionati per la costruzione dell'indice di vulnerabilità sociale e materiale.</p>
			        </section>
		</p>
<p>Questi indicatori vengono combinati insieme per produrre un indice che va da 70 a 130:<strong> più è alto il valore, maggiore il rischio di vulnerabilità sociale e materiale del territorio</strong>. Osservando i dati raccolti per il censimento generale e riclassificati sulla base dei confini del 2018, emerge come i valori maggiori si registrino soprattutto in alcune <strong>aree urbane del mezzogiorno</strong>. La mappa evidenzia come<strong> le concentrazioni più elevate dell'indice si raggiungano nello specifico in alcuni territori</strong>: nell'hinterland di Napoli, in quello di Reggio Calabria e in quello di Catania. Nelle 3 città metropolitane citate, infatti, la mediana dell'indice rilevato nei comuni supera quota 103.</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/come-varia-il-rischio-di-vulnerabilita-sociale-nei-comuni-italiani-da-nord-a-sud/">Come varia il rischio di vulnerabilità sociale nei comuni italiani, da nord a sud</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/come-varia-il-rischio-di-vulnerabilita-sociale-nei-comuni-italiani-da-nord-a-sud/">Indice di vulnerabilità sociale e materiale</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0">
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Istat (mappa rischi)                                                                <br>(ultimo aggiornamento: lunedì 1 Gennaio 2018)
                                        </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/05/come-varia-il-rischio-di-vulnerabilita-sociale-nei-comuni-italiani-da-nord-a-sud.png" target="_blank" download></a>
						                                                
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                                          data-param-text="Come varia il rischio di vulnerabilità sociale nei comuni italiani, da nord a sud - https://www.openpolis.it/numeri/come-varia-il-rischio-di-vulnerabilita-sociale-nei-comuni-italiani-da-nord-a-sud/"
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                            <p><label for="embed-chart-184240"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-184240" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>

                    </div>
                </div>

                            </div>

			</p>
<p>Seguono, con un valore mediano superiore a 101, <strong>altre 12 province, tutte del mezzogiorno</strong>: Siracusa, Palermo, Crotone, Caserta, Salerno, Vibo Valentia, Agrigento, Enna, Cosenza, Barletta-Andria-Trani, Foggia e Catanzaro.</p>
<p>        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/i-comuni-possono-fare-molto-per-il-contrasto-allesclusione-sociale/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vuoi approfondire la spesa sociale dei comuni?<br />
<br><strong>Vai all'articolo</strong></a>.</p>
        </section>
		</p>
<p>Per un confronto omogeneo, è interessante isolare i <strong>comuni italiani dove vivono più famiglie</strong>. In modo da capire in quali di queste città la condizione dei nuclei familiari sia esposta - potenzialmente - a una maggiore vulnerabilità in caso di crisi economica.</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/le-grandi-citta-del-sud-sono-quelle-con-la-maggiore-vulnerabilita-sociale/">Le grandi città del sud sono quelle con la maggiore vulnerabilità sociale</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/le-grandi-citta-del-sud-sono-quelle-con-la-maggiore-vulnerabilita-sociale/">Indice di vulnerabilità sociale e materiale nei 15 comuni italiani con più famiglie residenti </a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0">
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Istat (mappa rischi)                                                                <br>(ultimo aggiornamento: lunedì 1 Gennaio 2018)
                                        </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/05/le-grandi-citta-del-sud-sono-quelle-con-la-maggiore-vulnerabilita-sociale.png" target="_blank" download></a>
						                                                <div title="Scarica dati CSV" class="opmag-chart-action-data-btn" data-param-filename="le-grandi-citta-del-sud-sono-quelle-con-la-maggiore-vulnerabilita-sociale"></div>
						                        
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                            <p><label for="embed-chart-184379"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-184379" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			</p>
<p>Tra i 15 comuni con più famiglie residenti, quelli più vulnerabili si trovano nel sud, in base alle informazioni raccolte durante l'ultimo censimento generale (2011). <strong>Napoli</strong> e tre città siciliane (nell’ordine <strong>Catania</strong>, <strong>Palermo</strong> e <strong>Messina</strong>) presentano infatti l'indice di vulnerabilità sociale più elevato. Seguono <strong>Bari</strong> e <strong>Roma</strong> (indice vicino a quota 101), e poi <strong>Torino</strong>, <strong>Firenze</strong> e <strong>Genova</strong> (tra 99 e 100). Minore vulnerabilità sociale e materiale nelle città di <strong>Trieste</strong> e <strong>Venezia</strong> (dove l'indice non raggiunge la soglia di 98).</p>
<p>        <section class="blockquote">
							<p>Nuovi dati per monitorare una situazione in evoluzione.</p>
<p>
			        </section>
		</p>
<p>In questo senso è importante ribadire come<strong> molte delle informazioni più sensibili per monitorare la condizione sociale dei territori siano spesso aggiornate all'ultimo censimento generale</strong>. Raccogliere informazioni così disaggregate richiede un tipo di impegno che in passato si concentrava solo in occasione dei censimenti, ogni 10 anni. In questo senso, va letto positivamente il tentativo di Istat, negli scorsi anni, di aggiornare i dati del censimento attraverso<a href="https://www.istat.it/it/files//2020/12/Le-misure-della-vulnerabilita.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> fonti alternative a quella censuaria</a>, in attesa di quelli provenienti dal censimento permanente. In prospettiva - anche alla luce della situazione che stiamo vivendo - disporre di dati sempre più aggiornati sarà sempre più importante. Perciò è decisivo accelerare su questo percorso.</p>
<h3>Scarica, condividi e riutilizza i dati</h3>
<p>        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Scarica i dati, regione per regione</p>
<p></p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Ivsm/Abruzzo.xls" target="_blank" rel="noopener">Abruzzo</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Ivsm/Basilicata.xls" target="_blank" rel="noopener">Basilicata</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Ivsm/Calabria.xls" target="_blank" rel="noopener">Calabria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Ivsm/Campania.xls" target="_blank" rel="noopener">Campania</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Ivsm/Emilia-Romagna.xls" target="_blank" rel="noopener">Emilia Romagna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Ivsm/Friuli-Venezia+Giulia.xls" target="_blank" rel="noopener">Friuli VG</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Ivsm/Lazio.xls">Lazio</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Ivsm/Liguria.xls">Liguria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Ivsm/Lombardia.xls">Lombardia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Ivsm/Marche.xls">Marche</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Ivsm/Molise.xls">Molise</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Ivsm/Piemonte.xls">Piemonte</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Ivsm/Puglia.xls">Puglia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Ivsm/Sardegna.xls">Sardegna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Ivsm/Sicilia.xls">Sicilia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Ivsm/Toscana.xls">Toscana</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Ivsm/Trentino-Alto+Adige.xls">Trentino AA</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Ivsm/Umbria.xls" target="_blank" rel="noopener">Umbria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Ivsm/Valle+d'Aosta.xls">Valle d'Aosta</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Ivsm/Veneto.xls">Veneto</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Ivsm/Ivsm.xls">Totale nazionale</a></p></div>
				            </div>
        </section>
		</p>
<p>I contenuti dell'Osservatorio povertà educativa <a href="https://www.openpolis.it/poverta-educativa/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">#conibambini</a> sono realizzati da openpolis con l'impresa sociale Con i Bambini nell'ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell'articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l'obiettivo di creare un'unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di <em>data journalism</em> o anche per semplice consultazione. La fonte dei dati sull'indice di vulnerabilità sociale e materiale è Istat, che ha elaborato l'indicatore con le informazioni del censimento 2011. Queste sono state riclassificate dall'istituto di statistica ai confini comunali 2018.</p>
<p>Foto: <a href="https://pixabay.com/it/users/pexels-2286921/?utm_source=link-attribution&amp;utm_medium=referral&amp;utm_campaign=image&amp;utm_content=1853657" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Pexels</a> (<a href="https://pixabay.com/it/?utm_source=link-attribution&amp;utm_medium=referral&amp;utm_campaign=image&amp;utm_content=1853657" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Pixabay</a>) - <a href="https://pixabay.com/it/service/license/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Licenza</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/quanto-incide-la-poverta-tra-famiglie-e-bambini-dopo-lemergenza-covid/">Quanto incide la povertà tra famiglie e bambini dopo l&#8217;emergenza Covid</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
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