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	<title>aree interne Archivi - Openpolis</title>
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	<lastBuildDate>Wed, 10 Dec 2025 08:08:10 +0000</lastBuildDate>
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		<title>I movimenti dei pendolari abruzzesi verso le città capoluogo</title>
		<link>https://www.openpolis.it/i-movimenti-dei-pendolari-abruzzesi-verso-le-citta-capoluogo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martina Lovat]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Dec 2025 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italie a confronto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=304813</guid>

					<description><![CDATA[<p>Ogni giorno in Abruzzo ci sono oltre 400mila spostamenti di lavoratori e lavoratrici pendolari. È un fenomeno rilevante che pone diverse questioni per le politiche pubbliche: dalla pianificazione urbanistica alla viabilità, dal diritto all’abitare alla gestione del territorio.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/i-movimenti-dei-pendolari-abruzzesi-verso-le-citta-capoluogo/">I movimenti dei pendolari abruzzesi verso le città capoluogo</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Ogni giorno in Abruzzo si registrano <strong>più di 400mila spostamenti di persone che si muovono per motivi di lavoro</strong>, di cui quasi un terzo verso le città capoluogo.</p>



<p>Come nel resto del paese, il pendolarismo dei lavoratori e delle lavoratrici abruzzesi rappresenta un fenomeno rilevante. I flussi generati da questi spostamenti, infatti, aprono <strong>diverse questioni per le politiche pubbliche</strong>: dalla pianificazione urbanistica alla viabilità, dal diritto all’abitare alla gestione complessiva del territorio.</p>



<p>In regione ci sono poco più di 144mila imprese di cui circa 123mila attive. Sono <a href="https://agenziasviluppoaq.eu/cresa-informa-n-1-2025/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">distribuite</a> su tutto il territorio territorio della regione, con maggiore concentrazione a Chieti (30% del totale) e Pescara (25,2%). <strong>Ogni giorno confluiscono verso questi luoghi di lavoro migliaia di lavoratori abruzzesi</strong>.</p>



<p><strong>L’analisi dei movimenti indica che nella regione gli spostamenti verso i capoluoghi spiegano solo una parte residuale del pendolarismo di lavoratori e lavoratrici. </strong></p>



<p>Questo quadro porta a riflettere sulla pianificazione e sull’organizzazione dei servizi indispensabili per rispondere alle esigenze di chi ogni giorno affronta spostamenti più o meno lunghi per raggiungere il luogo di lavoro.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il pendolarismo per lavoro in Abruzzo</h3>



<p>Per analizzare i flussi di spostamento per lavoro, <strong>Istat ha sviluppato una metodologia che permette di individuare i comuni di origine e di destinazione del pendolarismo. </strong>Grazie a questi dati è possibile capire quanti e quali spostamenti sono diretti verso una città capoluogo, in qualsiasi parte del paese.</p>


<div id="strillo-testo-block_943c844df039078b59a8f4507d299e64" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>Gli spostamenti per lavoro spiegano solo una parte di quelli complessivi.</p>
			        </section>
		</div>



<p><strong>È comunque importante ricordare che questi spostamenti non comprendono tutti i movimenti che le persone compiono quotidianamente</strong>: oltre al lavoro ci possono essere altri motivi che portano le persone a spostarsi dal proprio comune di residenza come per esempio dover fare la spesa, dover andare dal medico o ancora spostarsi per motivi di studio. Per questi ultimi, Istat ha elaborato una metodologia specifica che è attualmente <a href="https://www.youtube.com/live/qS5QSV4rres?si=3QuRA1TxNYGO62tx&amp;t=5589" target="_blank" rel="noreferrer noopener">in corso di aggiornamento</a>.</p>



<p>Nel 2021 si stima che siano stati circa <strong>19,6 milioni i movimenti effettuati dai pendolari in Italia.</strong> Di questi, circa 7,6 milioni<strong> </strong>avviene verso un capoluogo di provincia del paese, comprendendo qualsiasi comune di partenza (quindi anche i capoluoghi stessi). In termini percentuali, <strong>lo spostamento verso i capoluoghi rappresenta il 39,1% del totale.</strong> L&#8217;analisi a livello regionale evidenzia comunque delle differenze tra i territori italiani.</p>


<div id="labruzzo-e-una-delle-regioni-con-meno-pendolarismo-verso-le-citta-capoluogo" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>




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                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/labruzzo-e-una-delle-regioni-con-meno-pendolarismo-verso-i-capoluoghi/">L&#8217;Abruzzo è una delle regioni con meno pendolarismo verso i capoluoghi</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/labruzzo-e-una-delle-regioni-con-meno-pendolarismo-verso-i-capoluoghi/">Incidenza di spostamenti per lavoro verso i capoluoghi nelle regioni italiane (2021)</a></h3>
                                    </div>
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                             aria-labelledby="chart_304816_tab3"><p>I dati sono stati elaborati dalle matrici del pendolarismo per lavoro elaborate da Istat. I capoluoghi considerati negli spostamenti sono tutti quelli di provincia presenti sul territorio nazionale.</p>
</div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Abruzzo Openpolis su dati Istat                                                                <br>(pubblicati: mercoledì 8 Ottobre 2025)
                                        </p>
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                            <p><label for="embed-chart-304816"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                            </div>

			


<p>La regione italiana dove si registra più pendolarismo lavorativo verso il capoluogo è il <strong>Lazio</strong>, dove questo fenomeno riguarda il 65,2% dei movimenti (circa 1,2 milioni). Seguono Liguria (58,2%), Emilia-Romagna (43,1%) e Sicilia (42,7%). Sono 7 le regioni che superano la media nazionale. I valori più bassi si registrano invece in Calabria (31,4%), Veneto (28,4%) e Marche (27,2%). </p>



<p>L&#8217;Abruzzo registra poco più di 410mila spostamenti giornalieri per motivi di lavoro. Di questi, il <strong>32,1% </strong>(quasi 132 mila in termini assoluti) <strong>avviene verso un capoluogo.</strong> Si tratta di un valore di circa 7 punti percentuali inferiore rispetto alla media nazionale.</p>


<div id="strillo-testo-block_1ccc7ac623e152cf43ea3f6f7bf65f58" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>Il movimento verso i capoluoghi non spiega tutti gli spostamenti per lavoro.</p>
			        </section>
		</div>



<p><strong>Pur essendo importanti per il lavoro, i capoluoghi di provincia non sono gli unici poli che attraggono i pendolari.</strong> Questo è un elemento cruciale quando si parla di pianificazione efficiente dei servizi: i flussi diretti verso determinate aree rivelano infatti i bisogni della popolazione che le raggiunge ogni giorno. Si tratta di esigenze che possono riguardare la mobilità, ma anche la presenza di servizi come asili nido o altri presìdi utili per le famiglie dei lavoratori. Per questo è fondamentale analizzare gli spostamenti guardando oltre i confini provinciali, in ottica di gestione delle risorse e di sostegno dello sviluppo locale del territorio. </p>


        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="Nell’Abruzzo in spopolamento serve un nuovo approccio ai bisogni del territorio" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Nell’Abruzzo in spopolamento serve un nuovo approccio ai bisogni del territorio
<br><strong>Approfondisci</strong></a>.</p>
        </section>
		





<p>Per comprendere meglio quanto incidono gli spostamenti verso i capoluoghi nel territorio abruzzese, è stata utilizzata la <strong>classificazione Gssi.</strong> Questa particolare metodologia definisce delle polarità comunali sulla base di servizi considerati come essenziali. Ciascun comune può appartenere a 4 classi differenti ottenute attraverso la combinazione dei servizi presenti. Seguendo una metodologia per step, sono state individuate 48 polarità.</p>


<div id="piu-ci-si-avvicina-verso-le-citta-e-piu-aumenta-il-pendolarismo-verso-di-esse" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>




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        </section>
		




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                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-pendolarismo-verso-i-capoluoghi-aumenta-avvicinandosi-alle-citta/">Il pendolarismo verso i capoluoghi aumenta avvicinandosi alle città</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-pendolarismo-verso-i-capoluoghi-aumenta-avvicinandosi-alle-citta/">Incidenza di spostamenti per lavoro verso i capoluoghi nei comuni abruzzesi (2021)</a></h3>
                                    </div>
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                             aria-labelledby="chart_304818_tab3"><p>I dati sono stati elaborati dalle matrici del pendolarismo per lavoro elaborate da Istat. I capoluoghi considerati negli spostamenti sono tutti quelli di provincia presenti sul territorio nazionale.</p>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Abruzzo Openpolis su dati Istat                                                                <br>(pubblicati: mercoledì 8 Ottobre 2025)
                                        </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-304818"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                </div>

                            </div>

			


<p><strong>Il primo elemento che risulta evidente dall&#8217;analisi è che più i comuni sono vicini ai capoluogo più riportano dei movimenti di pendolarismo verso le città.</strong> Questo è un dato interessante anche alla luce dell&#8217;incidenza degli spostamenti verso un capoluogo da parte dei comuni della montagna interna: questi movimenti compongono il 34,2% di tutti gli spostamenti per lavoro, non discostandosi particolarmente dalla media della regione. Il dato può essere spiegato con la vicinanza di alcuni capoluoghi, in primis quello dell&#8217;Aquila, ai grandi gruppi montuosi presenti in regione. </p>



<p>È possibile vedere l&#8217;effetto dei capoluoghi considerando la divisione comunale effettuata con la metodologia Gssi. <strong>Sono i comuni di rank 1 (quelli con più servizi essenziali) a registrare più spostamenti verso i capoluoghi (70,9%).</strong> Fanno parte di questa categoria i quattro comuni capoluogo stessi e Avezzano. Questo elemento ci permette di capire che tendenzialmente chi vive in un capoluogo rimane lì anche per lavoro.</p>


<div id="la-metodologia-del-gssi-ci-permette-di-capire-che-molti-spostamenti-gravitano-intorno-ai-quattro-capoluoghi-piu-avezzano" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>




<div id="strillo-testo-block_f95adc6d7c11660c05f7a3ee59248ffa" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>Tra i comuni di rank 1 c&#8217;è una differenza tra i capoluoghi e Avezzano.</p>
			        </section>
		</div>



<p>Andando però ad analizzare i dati specifici sulle aree delineate dalla metodologia Gssi, quindi ampliando il raggio dei comuni interessati, <strong>si definiscono due dinamiche principali: quella dei capoluoghi e quella di Avezzano.</strong> Attorno ai capoluoghi stessi molti spostamenti gravitano attorno alla città principale, nello specifico: la polarità dell&#8217;Aquila registra una percentuale dell&#8217;85,5%, Chieti del 62,4%, Teramo del 59,7% e Pescara del 50,4%.</p>



<p><strong>Nel comune di Avezzano, il pendolarismo verso capoluoghi spiega solo il 10,5% degli spostamenti per lavoro</strong>; nell&#8217;area limitrofa a questo comune l&#8217;11,4%. Se però si considerano i movimenti verso lo stesso comune di Avezzano nei comuni adiacenti, il dato aumenta all&#8217;64%.</p>


<div id="strillo-testo-block_4a55bed0f18a505d3fb3c697f14f3fec" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>L&#8217;esempio di Vasto mostra più polarità tra i comuni vicini.</p>
			        </section>
		</div>



<p>Un esempio particolare che si può analizzare è quello di <strong>Vasto</strong>. Il comune risulta secondo la classificazione delle aree interne come intermedio, quindi distante almeno 28 minuti dal polo più vicino. Secondo invece la classificazione Gssi, è un comune di rank 2, ovvero un territorio in cui sono presenti dei servizi che possono essere importanti per la popolazione, seppur non nella stessa misura delle aree che rientrano nel rank 1. In questo contesto, il pendolarismo verso i capoluoghi dello stesso comune di Vasto si assesta al 3,7%, se si comprende l&#8217;area limitrofa si scende al 3,1%. Analizzando quali sono i comuni verso i quali ci sono più spostamenti nell&#8217;area in questione, si nota che i primi tre sono <strong>Vasto (37,6%), San Salvo (29,6%) e Atessa (8,8%).</strong> Nel dettaglio, San Salvo rientra all&#8217;interno della polarità di Vasto secondo la classificazione Gssi mentre Atessa è a sua volta una polarità di rank 3.</p>



<p>Questi esempi mostrano come le zone più attrattive a livello lavorativo non sono soltanto i capoluoghi e che superare la concezione dei confini provinciali è necessario per un&#8217;efficiente gestione dei servizi per i lavoratori sul territorio.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Come seguire Abruzzo Openpolis</h3>


        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Scarica i dati, comune per comune</p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Osservatorio_Abruzzo/2021_pendolarismoperlavoro.xls" target="_blank" rel="noopener">I movimenti pendolari in Abruzzo per motivi di lavoro</a></p>
</div>
				            </div>
        </section>
		



<p>Abruzzo Openpolis è un progetto di Fondazione Openpolis,&nbsp;<a href="https://www.hubruzzo.net/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Fondazione Hubruzzo</a>&nbsp;e&nbsp;<a href="https://www.gssi.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Gran Sasso Science Institute</a>. Per seguire gli aggiornamenti del nostro monitoraggio&nbsp;<strong>puoi iscriverti alla nostra newsletter</strong>&nbsp;<strong>dedicata.</strong>&nbsp;Ti invieremo una news mensile di mercoledì. Riceverai articoli, dati, grafici e mappe liberamente utilizzabili per promuovere un dibattito informato.</p>



<p>Foto: <a href="https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Stazione_di_Pescara_03.jpg" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Wikimedia Commons</a> &#8211; <a href="https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0/deed.en" target="_blank" rel="noreferrer noopener">licenza</a></p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/i-movimenti-dei-pendolari-abruzzesi-verso-le-citta-capoluogo/">I movimenti dei pendolari abruzzesi verso le città capoluogo</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;Abruzzo è una delle regioni più ricche di alberi monumentali</title>
		<link>https://www.openpolis.it/labruzzo-e-una-delle-regioni-piu-ricche-di-alberi-monumentali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martina Lovat]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Nov 2025 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italie a confronto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=304509</guid>

					<description><![CDATA[<p>Gli alberi sono monumentali quando hanno caratteristiche estetiche, culturali o storiche peculiari. Con 293 esemplari, l’Abruzzo è la sesta regione in Italia per numero di esemplari.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/labruzzo-e-una-delle-regioni-piu-ricche-di-alberi-monumentali/">L&#8217;Abruzzo è una delle regioni più ricche di alberi monumentali</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Dalle coste alle montagne, passando per le città e i paesi più piccoli, l’Abruzzo è caratterizzato dalla convivenza di numerosi ecosistemi.</strong> La varietà di numerosi ambienti, naturali e artificiali, rende cruciale un lavoro di tutela e valorizzazione dei territori su chiave fortemente locale. Per esempio, <strong>vanno in questa direzione gli sforzi di salvaguardia degli alberi monumentali</strong>, esemplari con specifiche caratteristiche che rivestono un ruolo particolarmente importante per il paesaggio e la storia di un territorio.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Cosa sono gli alberi monumentali</h3>



<p>Alcune piante hanno delle caratteristiche che sono considerate notevoli sotto differenti punti di vista. Ci sono esemplari che si distinguono per elementi estetici come l&#8217;altezza, la circonferenza del fusto o l&#8217;architettura dei rami. Altri che invece hanno un valore paesaggistico, storico o culturale per il territorio in cui sono presenti.<strong> Questi alberi rappresentano un elemento identitario fondamentale per le comunità locali e i territori in cui esse vivono.</strong></p>


<div id="gli-alberi-monumentali-sono-elementi-identitari-di-un-territorio-e-non-possono-essere-abbattuti" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>




<div id="strillo-testo-block_260fe350bee42b029f180aab7e8122d7" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>Per legge, gli alberi monumentali non possono essere abbattuti.</p>
			        </section>
		</div>



<p>La tutela di questi esemplari è in vigore dal 2013, anno in cui a livello nazionale è stata emanata la <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2013-01-14;10!vig=2025-10-30" target="_blank" rel="noreferrer noopener">legge 10/2013</a>. Questa normativa definisce le caratteristiche necessarie affinché un albero sia classificato come monumentale, formalizza l&#8217;iter di selezione e ne garantisce la salvaguardia. <strong>Ne è espressamente vietato l&#8217;abbattimento mentre sono autorizzati solo specifici interventi considerati necessari e improrogabili previa autorizzazione del comune e del ministero dell&#8217;agricoltura e della sovranità alimentare (Masaf).</strong></p>



<p>Per quel che riguarda invece il processo con cui vengono selezionati, <strong>ogni comune ha l&#8217;obbligo di effettuare un censimento</strong> sul proprio territorio comunicando poi il dato alla regione di appartenenza che invia al ministero di competenza (il Masaf) l&#8217;elenco completo degli esemplari presenti.</p>



<p>In Italia, con l&#8217;ultimo decreto direttoriale del 23 ottobre 2025 risultano censiti <strong>4.944 alberi monumentali</strong>. In seguito a questo decreto ,sono stati inseriti nell&#8217;elenco nazionale 211 esemplari. Ke regioni che hanno fatto delle richieste di aggiunta sono 11: Basilicata, Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Lazio, Lombardia, Puglia, Sardegna, Sicilia, Umbria e Veneto. Gli alberi monumentali si distribuiscono in maniera differente sul suolo nazionale.</p>


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                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/labruzzo-e-una-delle-regioni-italiane-con-piu-alberi-monumentali/">L&#8217;Abruzzo è una delle regioni italiane con più alberi monumentali</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/labruzzo-e-una-delle-regioni-italiane-con-piu-alberi-monumentali/">Alberi monumentali nelle regioni italiane (2025)</a></h3>
                                    </div>
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                             aria-labelledby="chart_304591_tab3"><p>Gli alberi monumentali sono piante hanno delle caratteristiche che sono considerate notevoli come elementi estetici come l&#8217;altezza, la circonferenza del fusto o l&#8217;architettura dei rami o caratteristiche legate al valore paesaggistico, storico o culturale per il territorio in cui sono presenti.</p>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Abruzzo Openpolis su dati Masaf                                                                <br>(ultimo aggiornamento: giovedì 23 Ottobre 2025)
                                        </p>
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                        <div>
                            <p><label for="embed-chart-304591"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-304591" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;505&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/labruzzo-e-una-delle-regioni-italiane-con-piu-alberi-monumentali/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
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                </div>

                            </div>

			


<p>La regione italiana caratterizzata dal maggior numero di alberi monumentali è il<strong> Friuli-Venezia Giulia</strong>. I suoi 542 esemplari compongono l&#8217;11% di quelli registrati in Italia. Seguono Lombardia (476), Sardegna (431) e Campania (387). Ad averne di meno invece la Valle d&#8217;Aosta (118), la provincia autonoma di Trento (96) e quella di Bolzano (40).</p>


<div id="labruzzo-e-la-sesta-regione-per-numero-di-esemplari-sono-293" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>




<div id="strillo-testo-block_acdf333b964d8e25e61405069848011e" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>L&#8217;Abruzzo è la sesta regione in Italia per numero di alberi monumentali.</p>
			        </section>
		</div>



<p><strong>In Abruzzo si rilevano 292 alberi monumentali, circa il 6% di tutti quelli presenti in Italia. </strong>Si tratta della sesta regione per numero di esemplari, a pari merito con il Veneto. Scendendo più nel dettaglio, la maggioranza di queste piante (231) si trova in contesto non urbano. La provincia che ne registra di più e <strong>L&#8217;Aquila (120)</strong>, seguita Teramo (78). A chiudere Chieti (64) Pescara (30).</p>



<p><strong>Principalmente, gli alberi monumentali sono stati segnalati per età o dimensioni:</strong> il 94,2% (276 su 292) riporta infatti delle caratteristiche degne di nota da questo punto di vista. 98 esemplari sono stati segnalati per pregio paesaggistico mentre 95 per forma e portamento e 80 per il valore ecologico. Sono di meno invece quelli con elementi peculiari legati all&#8217;architettura vegetale (23) e alla rarità botanica (7). L&#8217;albero monumentale con la circonferenza del fusto maggiore (circa 13 metri) è un castanea sativa (castagno in nome volgare) che si trova a Valle Castellana in provincia di Teramo. Quello invece più alto misura 45 metri e si tratta di un faggio (Fagus sylvatica L.) situato a Cappadocia in provincia dell&#8217;Aquila.</p>


<div id="la-loro-tutela-rientra-tra-le-funzioni-e-competenze-dei-comuni" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<p><strong>La protezione di questi esemplari rientra tra le funzioni comunali.</strong> Al netto di questa competenza specifica, per il ruolo che gli alberi monumentali rivestono per il territorio più ampio del singolo comune, la loro valorizzazione potrebbe essere organizzata anche tenendo presenti bacini territoriali più ampi. Ad esempio i limiti naturali all&#8217;interno di aree geografiche come le valli montane, oppure basandosi su confini culturali o la vicinanza a servizi già attivi. </p>



<p>Dato questo contesto, la mappatura della presenza degli alberi monumentali deve essere fatta alla luce della specificità del territorio abruzzese. Di conseguenza è stata utilizzata la classificazione Gssi per comprendere meglio la distribuzione di questi esemplari sulla superficie regionale. Si tratta di una metodologia che definisce delle micropolarità comunali sulla base di alcuni servizi considerati come essenziali.</p>


        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/nellabruzzo-in-spopolamento-serve-un-nuovo-approccio-ai-bisogni-del-territorio/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Nell’Abruzzo in spopolamento serve un nuovo approccio ai bisogni del territorio
<br><strong>Approfondisci</strong></a>.</p>
        </section>
		




            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/ci-sono-38-alberi-monumentali-nella-polarita-di-crognaleto/">Ci sono 38 alberi monumentali nella polarità di Crognaleto</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/ci-sono-38-alberi-monumentali-nella-polarita-di-crognaleto/">Alberi monumentali in Abruzzo divisi per ambito giornaliero (2025)</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1">
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/ci-sono-38-alberi-monumentali-nella-polarita-di-crognaleto/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/11/ci-sono-38-alberi-monumentali-nella-polarita-di-crognaleto.png" placeholder ></amp-img><div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div></amp-iframe>                        <div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/ci-sono-38-alberi-monumentali-nella-polarita-di-crognaleto/">Ci sono 38 alberi monumentali nella polarità di Crognaleto &#8211; Alberi monumentali in Abruzzo divisi per ambito giornaliero (2025)</a></div>
                    </div>
			        			                                <div id="chart_304639_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_304639_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_304639_tab3"><p>Gli alberi monumentali sono piante hanno delle caratteristiche che sono considerate notevoli come elementi estetici come l’altezza, la circonferenza del fusto o l’architettura dei rami o caratteristiche legate al valore paesaggistico, storico o culturale per il territorio in cui sono presenti. La divisione geografica utilizzata è quella degli ambiti giornalieri elaborata dal Gssi. Si tratta di una metodologia che definisce delle micropolarità comunali sulla base di alcuni servizi considerati come essenziali.</p>
</div>
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                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Abruzzo Openpolis su dati Masaf                                                                <br>(ultimo aggiornamento: mercoledì 22 Ottobre 2025)
                                        </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/11/ci-sono-38-alberi-monumentali-nella-polarita-di-crognaleto.png" target="_blank" download></a>
						                                                
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                            <p><label for="embed-chart-304639"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-304639" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                            </div>

			

<div id="larea-territoriale-con-piu-alberi-monumentali-e-crognaleto-nel-teramano" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<p>L&#8217;ambito giornaliero in cui ci sono più alberi monumentali è Crognaleto (38) seguito da L&#8217;Aquila (35), Castel di Sangro (14) e Penne (13). Andando a considerare i rank definiti dalla classificazione Gssi, la maggior parte di questi esemplari si concentra in comuni di tipo 4 (235). 42 unità invece si registrano in comuni di tipo 1, più urbanizzati e caratterizzati da più servizi. <strong>Questi elementi confermano da un lato la ricchezza naturale delle aree più lontane dai servizi ma anche la presenza di peculiarità naturalistiche in aree più antropizzate</strong>, ribadendo l&#8217;importanza di politiche ambientali centrate sulle caratteristiche dei territori su cui insistono.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Come seguire Abruzzo Openpolis</h3>


        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Scarica i dati, comune per comune</p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Osservatorio_Abruzzo/2025ottobre_abruzzo_alberimonumentali.xls" target="_blank" rel="noopener">Alberi monumentali in Abruzzo</a></p>
</div>
				            </div>
        </section>
		



<p>Abruzzo Openpolis è un progetto di Fondazione Openpolis,&nbsp;<a href="https://www.hubruzzo.net/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Fondazione Hubruzzo</a>&nbsp;e&nbsp;<a href="https://www.gssi.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Gran Sasso Science Institute</a>. Per seguire gli aggiornamenti del nostro monitoraggio&nbsp;<strong>puoi iscriverti alla nostra newsletter</strong>&nbsp;<strong>dedicata.</strong>&nbsp;Ti invieremo una news mensile di mercoledì. Riceverai articoli, dati, grafici e mappe liberamente utilizzabili per promuovere un dibattito informato.</p>



<p>Foto: <a href="https://www.flickr.com/photos/terzocchio/4719016840/in/photostream/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">aurelio candido</a> &#8211; <a href="https://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.0/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">licenza</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/labruzzo-e-una-delle-regioni-piu-ricche-di-alberi-monumentali/">L&#8217;Abruzzo è una delle regioni più ricche di alberi monumentali</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Per metà dei comuni abruzzesi è difficile raggiungere la stazione</title>
		<link>https://www.openpolis.it/per-meta-dei-comuni-abruzzesi-e-difficile-raggiungere-la-stazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martina Lovat]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Aug 2025 10:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italie a confronto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=302078</guid>

					<description><![CDATA[<p>Più di un quarto degli abruzzesi vive in comuni con stazioni ferroviarie lontane e inaccessibili. La regione è quella con l’incidenza maggiore in Italia. È una questione importante per il diritto alla mobilità dei cittadini e per le economie dei territori, anche alla luce del calo demografico.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/per-meta-dei-comuni-abruzzesi-e-difficile-raggiungere-la-stazione/">Per metà dei comuni abruzzesi è difficile raggiungere la stazione</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>L’Abruzzo è la regione italiana che presenta la situazione di marginalità peggiore rispetto alla rete ferroviaria.</strong> Per oltre la metà dei comuni in regione, infatti, la stazione è lontana e inaccessibile. Questo limita la fruizione di un servizio fondamentale per la mobilità, reso critico a più di un quarto della popolazione abruzzese.</p>



<p><strong>Considerare l’accessibilità del servizio è importante anche alla luce del calo demografico in corso in diverse aree</strong> (perlopiù interne e montane) più lontane dalle stazioni.</p>



<p>Ma non parliamo solo del diritto alla mobilità per le comunità, bensì di un importante strumento di sviluppo per l’economia dei territori.<strong> L’infrastruttura ferroviaria, infatti, è cruciale anche dal punto di vista commerciale.</strong> Non è un caso che a questa siano stati assegnati oltre 20 miliardi di euro nel piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr).</p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">22,5 mld € </span>i fondi Pnrr destinati a Rete ferroviaria italiana (Rfi).</p>
			        </section>
		


<p>Tra le numerose misure messe in atto per il trasporto ferroviario, ce n&#8217;è <a href="https://openpnrr.it/misure/151/#progetti" target="_blank" rel="noreferrer noopener">una</a> che riguarda il miglioramento delle stazioni del sud del paese che è storicamente dotato di una minore capillarità e qualità del servizio. Ha come obiettivo il miglioramento dei servizi ai clienti e lo sviluppo di intermodalità ferro-gomma. <strong>Tra le 30 stazioni medio-grandi di importanza strategica selezionata, c&#8217;è anche quella di Pescara, in Abruzzo.</strong></p>



<p>Ma non sono soltanto la qualità di una stazione o la quantità di corse presenti che rendono più utilizzabile il servizio: <strong>bisogna infatti considerare anche l&#8217;accessibilità e la vicinanza delle stesse, un problema particolarmente presente nella regione.</strong> La marginalità di questi territori si riflette anche sulle dinamiche di spopolamento.</p>



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                <label class="roboto-slab fs-18 fw-700 clickable" for="list-13">
					Abruzzo                </label>
				                    <i class="fs-15"> &#8211; Ogni mese</i>
				                <p>Osservatorio basato sui dati dedicato alla regione Abruzzo.</p>
            </div>
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                       title="Povertà educativa"
					                >
                <label class="roboto-slab fs-18 fw-700 clickable" for="list-2">
					Povertà educativa                </label>
				                <p>Presenza e qualità dei servizi nei comuni su scuola, cultura, sport e servizi sociali.</p>
            </div>
							        				        				        				        				                    <div class="mt-20 click-checkbox">
                <input type="checkbox" class="ns-check mr-10 mt-5 clickable" name="list"
                       id="list-8"
                       value="8"
                       title="Governo e Parlamento"
					                >
                <label class="roboto-slab fs-18 fw-700 clickable" for="list-8">
					Governo e Parlamento                </label>
				                <p>Covid, leggi, attuazioni, voti rilevanti, cambi di gruppo, assenze e presenze.</p>
            </div>
							        				        				                    <div class="mt-20 click-checkbox">
                <input type="checkbox" class="ns-check mr-10 mt-5 clickable" name="list"
                       id="list-11"
                       value="11"
                       title="Pnrr"
					                >
                <label class="roboto-slab fs-18 fw-700 clickable" for="list-11">
					Pnrr                </label>
				                <p>Approvazione e attuazione delle riforme, allocazione e avanzamento degli investimenti.</p>
            </div>
							        			            </div>

			            <div id="more-newsletters-btn" class="mt-30">
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            </div>
        </div>

        <div class="text-center mt-10">
            <p>
                <br><br>
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    <input type="hidden" id="apgroup" name="apgroup" value="215">
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<h3 class="wp-block-heading">Come si valuta l&#8217;accesso alle stazioni ferroviarie</h3>



<p>La definizione dell&#8217;accessibilità può essere data in molti modi. Tra i numerosi metodi che si possono utilizzare,&nbsp;<a href="https://www.istat.it/it/files//2023/12/Stat_Focus_Accessibilit%C3%A0.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Istat</a>&nbsp;ha definito una matrice basandosi su una&nbsp;<a href="https://www.oecd-ilibrary.org/transport/benchmarking-accessibility-in-cities_4b1f722b-en" target="_blank" rel="noreferrer noopener">metodologia</a>&nbsp;delineata dall&#8217;Ocse. La facilità con cui si possono raggiungere le infrastrutture di mobilità ferroviaria è data da due elementi principali: l’<strong>accessibilità assoluta</strong> (ovvero la capacità di raggiungere la stazione entro un tempo massimo prestabilito) e la <strong>prossimità</strong> (la presenza o meno di un’infrastruttura in una certa distanza). In sintesi, la prima definisce la possibilità di un collegamento alle stazioni, la seconda invece la vicinanza alle stesse.</p>



<p>Nel paese, il 32,8% dei comuni ha stazioni accessibili e vicine. Nel 2022 vivono in queste zone 35,7 milioni di italiani, il 61% della popolazione. Le aree distanti ma ben collegate (accessibili e vicine) sono invece il 17,2% dei comuni. I territori con più criticità sono quelli in cui la ferrovia non risulta né accessibile né vicina.</p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">2.599 </span>i comuni italiani in cui la ferrovia non é né accessibile né vicina.</p>
			        </section>
		


<p>Compongono il 32,8% dei comuni del paese e in queste zone vivono all&#8217;incirca 6,8 milioni di persone, pari all&#8217;11,6% della popolazione residente.</p>


<div id="le-stazioni-ferroviarie-sono-lontane-e-inaccessibili-per-il-538-dei-comuni-abruzzesi-e-oltre-un-quarto-dei-suoi-abitanti" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>




            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/le-stazioni-ferroviarie-sono-lontane-e-inaccessibili-per-la-meta-dei-comuni-abruzzesi/">Le stazioni ferroviarie sono lontane e inaccessibili per la metà dei comuni abruzzesi</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/le-stazioni-ferroviarie-sono-lontane-e-inaccessibili-per-la-meta-dei-comuni-abruzzesi/">Incidenza di comuni e popolazione che si trovano in aree inaccessibili e lontane dalle stazioni ferroviarie (2022)</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1">
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                    </div>
			        			                                <div id="chart_302322_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_302322_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_302322_tab3"><p>La facilità con cui si possono raggiungere le infrastrutture di mobilità ferroviaria è data da due elementi principali: l’accessibilità assoluta (ovvero la capacità di raggiungere la stazione entro un tempo massimo prestabilito) e la prossimità (la presenza o meno di un’infrastruttura in una certa distanza). In sintesi, la prima definisce la possibilità di un collegamento alle stazioni, la seconda invece la vicinanza alle stesse.</p>
</div>
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                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Abruzzo Openpolis su dati <a href="https://www.istat.it/it/archivio/292688" target="_blank" rel="noopener">Istat</a>                                                                <br>(consultati: lunedì 22 Gennaio 2024)
                                        </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-302322"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			


<p>Si tratta di una situazione particolarmente differenziata tra i territori italiani. La regione con il maggior numero di comuni caratterizzati dalla situazione di marginalità peggiore rispetto alla rete ferroviaria è l&#8217;<strong>Abruzzo</strong>, dove i treni risultano inaccessibili e lontani per il <strong>53,8%</strong> dei territori. Seguono Molise (53,7%), Valle d&#8217;Aosta e Basilicata (52,7%). Valori minori invece in Lombardia (20,7%), Veneto (18,8%) e Umbria (13%). Per quel che riguarda invece la popolazione, l&#8217;incidenza più alta di abitanti in questo tipo di aree è la Basilicata (29,2%), a. cui seguono Molise (25%) e Valle d&#8217;Aosta (24,7%). La più bassa invece si rileva in Friuli Venezia Giulia (4,7%), Umbria (3,2%) e Liguria (2,1%). In Abruzzo sono il 22,5%. <strong>Come analizzato da Istat, le regioni che presentano maggiori difficoltà sono quelle in cui sono più presenti le catene montuose delle Alpi e degli Appennini.</strong></p>


        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Il determinismo ambientale, in particolare il ruolo dell’orografia, spiega gran parte delle aeree inaccessibili a Nord sulle Alpi e al Centro con gli Appennini</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.istat.it/it/files//2023/12/Stat_Focus_Accessibilit%C3%A0.pdf" target="_blank">&#8211; L&#8217;accessibilità dei comuni alle principali infrastrutture di trasporto, Istat</a>
									            </div>
        </section>
		


<h3 class="wp-block-heading">La presenza di infrastrutture su rotaia e il calo demografico</h3>



<p>Le stazioni ferroviarie sono considerate uno dei servizi essenziali per lo sviluppo di un territorio. A dimostrazione di ciò, la presenza di una stazione almeno di livello silver è uno dei tre elementi che caratterizza i comuni polo nella classificazione delle aree interne.</p>


        <section class="glossary">
            <div>
                <mark>
																		Le aree interne sono i comuni italiani più periferici, in termini di accesso ai servizi essenziali (salute, istruzione, mobilità).</br>
											                </mark>
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/che-cosa-sono-le-aree-interne/">
                &#8220;Che cosa sono le aree interne&#8221;</a></span>

            </div>
        </section>
		


<p>Questa metodologia ha una sua rilevanza a livello nazionale sulle questioni legate al contrasto alla marginalizzazione dei territori. Ma non è l&#8217;unica che considera l&#8217;infrastruttura ferroviaria come centrale rispetto allo sviluppo territoriale. Lo è infatti anche per la classificazione sviluppata dai ricercatori del Gran Sasso Science Institute (Gssi) che riporta una chiave specificatamente locale per la regione Abruzzo.</p>


        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/nellabruzzo-in-spopolamento-serve-un-nuovo-approccio-ai-bisogni-del-territorio/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Nell’Abruzzo in spopolamento serve un nuovo approccio ai bisogni del territorio.
<br><strong>Approfondisci</strong></a>.</p>
        </section>
		




<div id="la-complessita-nel-raggiungere-le-stazioni-ferroviarie-ha-dei-legami-con-il-calo-demografico" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<p><strong>Uno degli scopi con cui entrambe le metodologie sono state elaborate è il monitoraggio al calo demografico, una criticità che caratterizza fortemente le aree lontane dai servizi essenziali.</strong> Non tutti i comuni sono però da considerarsi uguali in questo scenario: alcuni territori della regione mostrano infatti delle differenti capacità di adattamento agli shock che, <a href="https://www.openpolis.it/lo-spopolamento-della-montagna-abruzzese-e-inevitabile/">secondo i ricercatori del Gssi</a>, è una variabile chiave nel determinare la loro direzione di sviluppo. Questa a sua volta è influenzata da tutta una serie di fattori come la capacità di terziarizzare l&#8217;economia e la presenza di presidi per la prima infanzia. Sulla base di queste ricerche, è stata definita dai ricercatori un&#8217;altra metodologia che definisce la traiettoria demografica di ciascun comune sulla base di alcuni elementi socio-economici.</p>



<p>I comuni con maggiore capacità di adattamento ai processi in corso sono definiti “<strong>vibranti</strong>”. Si tratta di territori che mostrano una crescita demografica continua dal censimento 1971 al 2011. Oltre a questi, ci sono quelli che mostrano fasi di crescita e calo e quelli che invece registrano esclusivamente un trend di decrescita. Questi ultimi sono i comuni “<strong>a combustione lenta</strong>”. Alla luce di quanto è stato detto fin ora, risulta interessante considerare come si distribuisce l&#8217;accessibilità ferroviaria sul territorio abruzzese alla luce di quest&#8217;ultima metodologia che non prende direttamente in analisi la presenza delle stazioni sul territorio.</p>


            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-comuni-abruzzesi-a-combustione-lenta-sono-quelli-in-cui-le-ferrovie-sono-lontane-e-inaccessibili/">I comuni abruzzesi &#8220;a combustione lenta&#8221; sono quelli in cui le ferrovie sono lontane e inaccessibili</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-comuni-abruzzesi-a-combustione-lenta-sono-quelli-in-cui-le-ferrovie-sono-lontane-e-inaccessibili/">Accessibilità dell&#8217;infrastruttura ferroviaria dei comuni abruzzesi rispetto alla classificazione per capacità di adattamento (2022)</a></h3>
                                    </div>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/i-comuni-abruzzesi-a-combustione-lenta-sono-quelli-in-cui-le-ferrovie-sono-lontane-e-inaccessibili/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/08/i-comuni-abruzzesi-a-combustione-lenta-sono-quelli-in-cui-le-ferrovie-sono-lontane-e-inaccessibili.png" placeholder ></amp-img><div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div></amp-iframe>                        <div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-comuni-abruzzesi-a-combustione-lenta-sono-quelli-in-cui-le-ferrovie-sono-lontane-e-inaccessibili/">I comuni abruzzesi &#8220;a combustione lenta&#8221; sono quelli in cui le ferrovie sono lontane e inaccessibili &#8211; Accessibilità dell&#8217;infrastruttura ferroviaria dei comuni abruzzesi rispetto alla classificazione per capacità di adattamento (2022)</a></div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_302324_tab3"><p>La facilità con cui si possono raggiungere le infrastrutture di mobilità ferroviaria è data da due elementi principali: l’accessibilità assoluta (ovvero la capacità di raggiungere la stazione entro un tempo massimo prestabilito) e la prossimità (la presenza o meno di un’infrastruttura in una certa distanza). In sintesi, la prima definisce la possibilità di un collegamento alle stazioni, la seconda invece la vicinanza alle stesse.</p>
<div id="chart_288845_tabpanel3" class="tabContent tabContent-3" role="tabpanel" aria-labelledby="chart_288845_tab3">
<p>La classificazione per capacità di adattamento è stata sviluppata dalle ricercatrici Gssi all’interno della ricerca <a href="https://onlinelibrary.wiley.com/doi/epdf/10.1111/tesg.12535" target="_blank" rel="noopener">Distant but Vibrant Places. Local Determinants of Adaptability to Peripherality.</a></p>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Abruzzo Openpolis su dati <a href="https://www.istat.it/it/archivio/292688" target="_blank" rel="noopener">Istat</a>                                                            </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/08/i-comuni-abruzzesi-a-combustione-lenta-sono-quelli-in-cui-le-ferrovie-sono-lontane-e-inaccessibili.png" target="_blank" download></a>
						                                                
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                            <p><label for="embed-chart-302324"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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<div id="i-comuni-a-combustione-lenta-hanno-piu-spesso-stazioni-lontane-e-inaccessibili-rispetto-a-quelli-vibranti" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<p>Considerando i comuni a combustione lenta, in tutto 141 sulla regione, <strong>103 riportano una condizione in cui il trasporto su rotaia è inaccessibile e lontano.</strong> Gli abitanti di questi territori sono circa 98mila. Solo 6 riportano stazioni accessibili e distanti (quindi sono ben collegati anche se non sono vicini) mentre 2 sono caratterizzati dalla situazione migliore.</p>



<p>Al contrario, <strong>prendendo in esame i comuni vibranti, la maggior parte (20 su 53) ha stazioni accessibili e vicine.</strong> In queste zone vivono quasi 315mila persone. Sono 11 invece quelli in cui sono inaccessibili e lontane.</p>


        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Scarica i dati, comune per comune</p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Osservatorio_Abruzzo/2021_accessibilitavibranza.xls" target="_blank" rel="noopener">Accessibilità e prossimità delle stazioni ferroviarie</a></p>
</div>
				            </div>
        </section>
		



<h3 class="wp-block-heading">Come seguire Abruzzo Openpolis</h3>



<p>Abruzzo Openpolis è un progetto di Fondazione openpolis,&nbsp;<a href="https://www.hubruzzo.net/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Fondazione Hubruzzo</a>&nbsp;e&nbsp;<a href="https://www.gssi.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Gran Sasso Science Institute</a>. Per seguire gli aggiornamenti del nostro monitoraggio&nbsp;<strong>puoi iscriverti alla nostra newsletter</strong>&nbsp;<strong>dedicata.</strong>&nbsp;Ti invieremo una news mensile di mercoledì. Riceverai articoli, dati, grafici e mappe liberamente utilizzabili per promuovere un dibattito informato.</p>



<p>Foto Mattia Fonzi</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/per-meta-dei-comuni-abruzzesi-e-difficile-raggiungere-la-stazione/">Per metà dei comuni abruzzesi è difficile raggiungere la stazione</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La differenziazione delle aziende agricole e lo sviluppo dei territori in Abruzzo</title>
		<link>https://www.openpolis.it/la-differenziazione-delle-aziende-agricole-e-lo-sviluppo-dei-territori-in-abruzzo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martina Lovat]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Jul 2025 10:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italie a confronto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=301945</guid>

					<description><![CDATA[<p>L’agricoltura è un settore in trasformazione anche in regione. Una parte delle imprese diversifica le attività. Dall’energia rinnovabile all’offerta agrituristica, le sfide del comparto con un’analisi comune per comune.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/la-differenziazione-delle-aziende-agricole-e-lo-sviluppo-dei-territori-in-abruzzo/">La differenziazione delle aziende agricole e lo sviluppo dei territori in Abruzzo</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>I cambiamenti climatici, il ricambio demografico e le nuove tecnologie mutano le caratteristiche tradizionali di un comparto che, se ben strutturato, può avere un impatto per lo sviluppo dei territori abruzzesi, soprattutto nelle aree rurali e montane.</strong> Una parte oggi minoritaria delle imprese in regione è protagonista di questo cambiamento, attraverso l’ampliamento e la differenziazione delle attività.</p>



<p>In questo contesto, alcune aziende stanno iniziando a sviluppare un approccio multifunzionale. Significa svolgere attività connesse a quella agricola che vanno dalla valorizzazione turistica (con l&#8217;offerta di agriturismi) alla produzione di energia rinnovabile, oltre al ruolo nella manutenzione del territorio e nella pulizia di aree boschive. <strong>Quello agricolo è un comparto che negli anni ha ampliato il proprio ruolo, rafforzandosi in questo tipo di attività che può rappresentare anche una chiave di sviluppo territoriale.</strong> In Abruzzo, l&#8217;incidenza di questo tipo di imprese sul comparto agricolo è inferiore rispetto alla media nazionale e risulta molto differenziata all&#8217;interno del territorio regionale.</p>






<h3 class="wp-block-heading">Una trasformazione ancora in corso</h3>



<p>Alla luce del momento che il comparto sta passando, <strong>l&#8217;integrazione di strumenti di sviluppo rurale è centrale per i territori, in particolare quelli delle aree interne che risentono in misura maggiore degli effetti del calo demografico in corso nel paese.</strong> Tra le misure messe in campo dalla regione Abruzzo, c&#8217;è quella introdotta tramite la <a href="https://www.google.com/url?q=http://www2.consiglio.regione.abruzzo.it/leggi_tv/abruzzo_lr/2015/lr15014/Intero.asp&amp;sa=D&amp;source=editors&amp;ust=1751448502295832&amp;usg=AOvVaw1-9hPgyQrl2Lmy6hxTX2mz" target="_blank" rel="noreferrer noopener">legge regionale 14/2015</a> che istituisce la creazione di distretti rurali: si tratta di sistemi di sviluppo e gestione territoriale da implementare in aree a forte vocazione agricola, attraverso interlocuzioni tra gli attori locali pubblici e privati che operano nel settore.</p>



<p>Stando all&#8217;ultima clausola valutativa, <a href="https://www.crabruzzo.it/system/files/relazione-2019-distretti-rurali_0%281%29.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">rilasciata nel 2019</a>, si tratta ancora di un processo allo stato embrionale, data la difficoltà di mettere in contatto le parti in gioco.</p>


        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>L’integrazione tra attività agricola e altre attività locali non viene ancora percepita come “valore aggiunto del territorio” pertanto è estremamente difficile far dialogare le diverse componenti produttive imprenditoriali che operano nei diversi territori.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.crabruzzo.it/system/files/relazione-2019-distretti-rurali_0%281%29.pdf" target="_blank">&#8211; Dipartimento politiche dello sviluppo rurale e della pesca &#8211; relazioni clausole valutative 2019</a>
									            </div>
        </section>
		


<p>Anche alla luce delle complessità nell&#8217;integrazione delle attività locali, <strong>ci sono diverse imprese agricole multifunzione che cercano di inserire nel processo aziendale anche altre attività di diversa natura</strong>, come per esempio gli agriturismi e la produzione di energia da fonti rinnovabili. Sono presenti in tutta la regione, con una particolare concentrazione nelle zone cintura e nei comuni intermedi.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Le aziende agricole con attività connesse in Abruzzo</h3>



<p>Ma cosa si intende esattamente quando si parla di attività connesse? Stando alla definizione utilizzata <a href="https://esploradati.istat.it/databrowser/#/it/censimentoagricoltura/categories/CENSAGR/CENSAGR_STRCHAR/IT1,DCAT_CENSAGRIC2020_GAIN,1.0">da Istat</a>, sono comprese <strong>tutte quelle prestazioni a scopo di lucro direttamente collegate all&#8217;attività agricola in senso stretto.</strong> <strong>In questi contesti lavorativi, sono direttamente impiegate risorse oppure prodotti finali dell&#8217;azienda.</strong> Sono incluse attività a scopo turistico come gli agriturismi e le fattorie didattiche, lavori legati alla trasformazione dei prodotti animali o vegetali, la sistemazione dei parchi e dei giardini, acquacoltura, silvicoltura e la produzione di energia da fonti rinnovabili.</p>


<div id="le-attivita-connesse-a-quelle-agricole-sono-cruciali-per-affrontare-le-trasformazioni-nel-sistema-agricolo" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<p><strong>Integrare ulteriori attività oltre a quelle strettamente agricole è una strategia messa in atto dalle stesse aziende agricole per fare fronte ai numerosi mutamenti che il settore sta attraversando.</strong> Da una parte, la maggiore formalizzazione del comparto sta portando a trasformazioni dal punto di vista strutturale: imprese sempre più grandi territorialmente e una maggiore legalizzazione del settore stanno progressivamente cambiando metodi di lavoro, per quanto ancora la maggior parte delle aziende siano ancora di piccole dimensioni e a conduzione familiare. Dall&#8217;altro, si tratta di un ambito caratterizzato da sfide importanti, come il mancato ricambio demografico e gli impatti dei cambiamenti climatici.</p>


        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/esercizi/lagricoltura-in-breve-un-settore-in-trasformazione/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Approfondisci
<br><strong>Agricoltura oggi: sfide per il futuro</strong></a>.</p>
        </section>
		





<p>Gli ultimi dati disponibili, relativi al <a href="https://esploradati.istat.it/databrowser/#/it/censimentoagricoltura/categories/CENSAGR/CENSAGR_STRCHAR/IT1,DCAT_CENSAGRIC2020_GAIN,1.0" target="_blank" rel="noreferrer noopener">censimento generale dell&#8217;agricoltura del 2020</a>, mostrano che sul territorio nazionale sono presenti 65.125 imprese che riportano almeno un&#8217;altra attività connessa direttamente all&#8217;agricoltura. Rappresentano una piccola parte di tutte le aziende agricole italiane, pari circa a 1,1 milioni.</p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">5,7% </span>l&#8217;incidenza di aziende agricole che svolgono attività connesse sul totale delle imprese che operano nel settore (2020).</p>
			        </section>
		


<p>Ci sono zone del paese in cui l&#8217;integrazione di attività connesse nel processo aziendale agricolo sono più presenti.</p>


            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-abruzzo-oltre-1-500-imprese-agricole-svolgono-anche-altre-attivita-connesse/">In Abruzzo, oltre 1.500 imprese agricole svolgono anche altre attività connesse</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-abruzzo-oltre-1-500-imprese-agricole-svolgono-anche-altre-attivita-connesse/">Imprese agricole che riportano almeno un&#8217;attività connessa (2020)</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1">
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/in-abruzzo-oltre-1-500-imprese-agricole-svolgono-anche-altre-attivita-connesse/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/07/in-abruzzo-oltre-1-500-imprese-agricole-svolgono-anche-altre-attivita-connesse.png" placeholder ></amp-img><div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div></amp-iframe>                        <div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-abruzzo-oltre-1-500-imprese-agricole-svolgono-anche-altre-attivita-connesse/">In Abruzzo, oltre 1.500 imprese agricole svolgono anche altre attività connesse &#8211; Imprese agricole che riportano almeno un&#8217;attività connessa (2020)</a></div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_301947_tab3"><p>Le attività connesse generano reddito e risultano direttamente collegate alle attività agricole in senso stretto. In queste, sono impiegate risorse dell’azienda o prodotti.</p>
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                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis su dati <a href="https://esploradati.istat.it/databrowser/#/it/censimentoagricoltura/categories/CENSAGR/CENSAGR_STRCHAR/IT1,DCAT_CENSAGRIC2020_GAIN,1.0" target="_blank" rel="noopener">Istat</a>                                                                <br>(consultati: martedì 20 Maggio 2025)
                                        </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/07/in-abruzzo-oltre-1-500-imprese-agricole-svolgono-anche-altre-attivita-connesse.png" target="_blank" download></a>
						                                                
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                            <p><label for="embed-chart-301947"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                            </div>

			


<p>Tra le regioni italiane, quella che riporta il numero maggiore è la <strong>Toscana</strong>, con <strong>7.723 aziende</strong>. Seguono Lombardia (6.248), Emilia-Romagna (5.731) e Veneto (5.681). Sono di meno invece in Basilicata (831), Molise (593) e <strong>Valle d&#8217;Aosta</strong> <strong>(336)</strong>. Se si analizza il dato sotto il profilo dell&#8217;incidenza di queste aziende sul totale di quelle caratterizzate da attività agricole,<strong> si può vedere che c&#8217;è una divisione tra il nord e il sud del paese.</strong> Il territorio caratterizzato dalla percentuale più alta è infatti <strong>Bolzano</strong> <strong>(24,6%)</strong>, a cui seguono Toscana (14,8%), Valle d&#8217;Aosta (13,4%) e Lombardia (13,3%). Minori valori invece in Sicilia (2,4%), Calabria (2,2%) e <strong>Puglia</strong> <strong>(1,8%)</strong>.</p>


<div id="in-abruzzo-si-riscontrano-in-1-695-aziende-il-38-di-quelle-che-operano-nel-comparto" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<p>In questo scenario, <strong>l&#8217;Abruzzo si colloca in una posizione coerente con le dinamiche registrate a livello nazionale.</strong> Sono in tutto <strong>1.695</strong> le aziende agricole con attività connesse, pari al <strong>3,8%</strong> di quelle rilevate sul territorio della regione. Si tratta di un valore di circa 2 punti inferiore rispetto alla media nazionale.</p>



<p><strong>Le principali attività connesse svolte dalle aziende agricole abruzzesi riguardano il settore agrituristico, riportato da 547 imprese.</strong> Seguono la trasformazione di prodotti vegetali (267) e animali (237). La produzione di energia da fonti rinnovabili viene riscontrata in 159 imprese, principalmente prodotta tramite il sole (144). Le province abruzzesi in cui si rilevano più imprese agricole di questo tipo sono Chieti (540) e Teramo (487). Sono di meno invece a L&#8217;Aquila (338) e Pescara (330).</p>


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                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/teramo-e-il-comune-abruzzese-con-piu-imprese-agricole-che-svolgono-anche-altre-attivita/">Teramo è il comune abruzzese con più imprese agricole che svolgono anche altre attività</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/teramo-e-il-comune-abruzzese-con-piu-imprese-agricole-che-svolgono-anche-altre-attivita/">Imprese agricole che riportano almeno un&#8217;attività connessa in Abruzzo (2020)</a></h3>
                                    </div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis su dati <a href="https://esploradati.istat.it/databrowser/#/it/censimentoagricoltura/categories/CENSAGR/CENSAGR_STRCHAR/IT1,DCAT_CENSAGRIC2020_GAIN,1.0" target="_blank" rel="noopener">Istat</a>                                                                <br>(consultati: martedì 20 Maggio 2025)
                                        </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-301952"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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<div id="teramo-e-il-comune-abruzzese-con-piu-imprese-agricole-che-fanno-attivita-connesse-allagricoltura-46" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<p><strong>Principalmente, queste aziende si trovano nei comuni cintura (592) e intermedi (510). </strong>Come abbiamo <a href="https://www.openpolis.it/le-aree-interne-abruzzesi-e-il-loro-contributo-al-settore-agricolo/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">analizzato</a> in passato, sono anche le aree della regione in cui c&#8217;è una maggiore superficie agricola utilizzata, oltre ad essere quelle con più unità agricole. Sono invece di meno nelle zone periferiche (368), polo (143) e ultraperiferiche (82). Considerando però l&#8217;incidenza, risulta maggiore il valore dei comuni ultraperiferici (5,8%), seguito da quelli polo (4,5%), intermedi (4,1%), cintura (3,6%) e periferici (3,4%).</p>



<p>I comuni in cui si registrano i valori più alti sono <strong>Teramo (46)</strong>, L&#8217;Aquila (35), Loreto Aprutino (Pescara, 34) e Penne (Pescara, 32). In termini relativi, il comune con l&#8217;incidenza maggiore delle imprese agricole multifunzione è Anversa degli Abruzzi (L&#8217;Aquila) con il 50% delle aziende sul totale (7 su 14). Seguono Carapelle Calvisio (L&#8217;Aquila, 40% pari a 2 su 5) e Villetta Barrea (L&#8217;Aquila, 38,5% pari a 5 su 13). </p>



<h3 class="wp-block-heading">Come seguire Abruzzo Openpolis</h3>


        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Scarica i dati, comune per comune</p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Osservatorio_Abruzzo/2020_agricolturaconnessi.xls" target="_blank" rel="noopener">Aziende agricole abruzzesi con attività connesse</a></p>
</div>
				            </div>
        </section>
		



<p>Abruzzo Openpolis è un progetto di Fondazione openpolis,&nbsp;<a href="https://www.hubruzzo.net/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Fondazione Hubruzzo</a>&nbsp;e&nbsp;<a href="https://www.gssi.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Gran Sasso Science Institute</a>. Per seguire gli aggiornamenti del nostro monitoraggio&nbsp;<strong>puoi iscriverti alla nostra newsletter</strong>&nbsp;<strong>dedicata.</strong>&nbsp;Ti invieremo una news mensile di mercoledì. Riceverai articoli, dati, grafici e mappe liberamente utilizzabili per promuovere un dibattito informato.</p>



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<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/la-differenziazione-delle-aziende-agricole-e-lo-sviluppo-dei-territori-in-abruzzo/">La differenziazione delle aziende agricole e lo sviluppo dei territori in Abruzzo</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Potenzialità e prospettive del cinema in Abruzzo in un nuovo report</title>
		<link>https://www.openpolis.it/potenzialita-e-prospettive-del-cinema-in-abruzzo-in-un-nuovo-report/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mattia]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Jun 2025 10:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italie a confronto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=301733</guid>

					<description><![CDATA[<p>L'osservatorio interuniversitario sul cinema e sugli audiovisivi in Abruzzo (OICA) e Fondazione Openpolis hanno presentato oggi un'indagine preliminare sul settore, delineando le caratteristiche e le opportunità per una crescita del cinema e dell'audiovisivo in Abruzzo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/potenzialita-e-prospettive-del-cinema-in-abruzzo-in-un-nuovo-report/">Potenzialità e prospettive del cinema in Abruzzo in un nuovo report</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Si chiama “<strong>Potenzialità e prospettive del settore cinematografico e audiovisivo in Abruzzo. Un’indagine preliminare</strong>” il nuovo report presentato stamattina all&#8217;Aquila.</p>



<p>Il dossier, presentato oggi nel capoluogo abruzzese, rappresenta <strong>un’indagine preliminare sul settore nella regione</strong>, redatto in base alle fonti che sono disponibili e a oggi: il punto di partenza di un percorso di analisi più approfondito.</p>



<p>È stato realizzato dall&#8217;<strong>Osservatorio interuniversitario sul Cinema e sugli Audiovisivi in Abruzzo (OICA)</strong> e da <strong>Fondazione Openpolis</strong>, nell’ambito del progetto “CineAb: Strategie per la valorizzazione del patrimonio cinematografico e audiovisivo della Regione Abruzzo”.</p>


<div id="strillo-testo-block_15b3a7d569be993ec7641f16dfcd92eb" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>I progetti regionali permettono un&#8217;analisi dettagliata dei territori e delle comunità.</p>
			        </section>
		</div>



<p>Si tratta di uno dei nostri progetti in ambito territoriale, con cui ci poniamo l&#8217;obiettivo di <strong>analizzare le dinamiche socio-economiche dei territori e delle comunità</strong> che abitano il paese.</p>



<p>Nel dossier si ripercorre la storia e la natura delle <strong>Film Commission</strong> in Italia, con particolare attenzione a quella nata di recente in Abruzzo. Vengono presentati inoltre i risultati di un’analisi sulla produzione in regione, con dati di dettaglio su <strong>imprese</strong> del settore, professionisti e professioniste del cinema, e location. Inoltre, l’indagine approfondisce attraverso una logica <em>data-driven</em> gli aspetti legati alla <strong>formazione</strong> e all’audience, considerando anche i <strong>festival</strong> e l’offerta in termini di <strong>sale</strong> cinematografiche in Abruzzo.</p>



<p>Nel report vengono rivelati <strong>alcuni numeri sul cinema in Abruzzo</strong>.</p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">278 </span>le società con sede legale in Abruzzo in ambito cinematografico, audiovisivo o in ambiti affini, nel 2023.</p>
			        </section>
		


<p>Le imprese attive sul territorio hanno generato nel 2023 quasi 228 milioni di euro di ricavi. Nello stesso anno erano 177 i professionisti nati in regione, di cui tuttavia <strong>solo meno di un terzo (31,5%) donne</strong>.</p>


            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-professionisti-del-cinema-in-abruzzo-e-la-disparita-di-genere/">I professionisti del cinema in Abruzzo e la disparità di genere</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-professionisti-del-cinema-in-abruzzo-e-la-disparita-di-genere/">Gli interpreti e gli altri professionisti del cinema nati in Abruzzo e la loro distribuzione di genere (2023)</a></h3>
                                    </div>
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                    <div id="chart_301749_tab1" role="tab" aria-controls="chart_301749_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/i-professionisti-del-cinema-in-abruzzo-e-la-disparita-di-genere/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/06/i-professionisti-del-cinema-in-abruzzo-e-la-disparita-di-genere.png" placeholder ></amp-img><div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div></amp-iframe>                        <div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-professionisti-del-cinema-in-abruzzo-e-la-disparita-di-genere/">I professionisti del cinema in Abruzzo e la disparità di genere &#8211; Gli interpreti e gli altri professionisti del cinema nati in Abruzzo e la loro distribuzione di genere (2023)</a></div>
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                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis su dati IMDB                                                            </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-301749"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			


<p>Viene inoltre presentata l’analisi sulle <strong>119 location individuate in 78 comuni abruzzesi.</strong> E poi numeri e grafici sui soggetti che erogano le formazioni, sui festival, sulle sale cinematografiche e gli spettatori nei territori.</p>



<p>Dall&#8217;analisi emerge come il settore del cinema e dell&#8217;audiovisivo abbia <strong>ottime potenzialità in Abruzzo. </strong>Al contempo è bene evidenziare come quella presentata oggi all&#8217;Aquila sia un&#8217;indagine preliminare. </p>



<p>Infatti, per entrare nel dettaglio del comparto è innanzitutto necessario <strong>migliorare la strutturazione delle informazioni</strong>, dai database su professionisti e professioniste, alla formazione specialistica, fino alle attività sui territori.</p>



<p>&#8220;<strong>Potenzialità e prospettive del settore cinematografico e audiovisivo in Abruzzo</strong>&#8221; è un report lungo 40 pagine e composto da quattro capitoli tematici su film commission, produzione, formazione e fruizione cinematografica. Da oggi è liberamente scaricabile su Openpolis.</p>


<div class="content_block" id="custom_post_widget-301734"><div class="d-none d-lg-flex justify-center flex-align-center py-20  mt-40 mb-40   bt-3-grey2 bb-3-grey2">
<div class="mt-30 mr-20"><a href="/wp-content/uploads/2025/06/oica-report-cineab-2025.pdf" target="_blank"><amp-img src="/wp-content/uploads/2025/06/oica-report-cineab-2025_img.png" alt="" width="170" height="170" /></a></div>
<div class="mb-15">
<h3 class="fw-700">POTENZIALITÀ E PROSPETTIVE DEL SETTORE CINEMATOGRAFICO E AUDIOVISIVO IN ABRUZZO</h3>
Un’indagine preliminare
<div><a class="btn" href="/wp-content/uploads/2025/06/oica-report-cineab-2025.pdf" target="_blank">Scarica il report CineAb 2025 (pdf 11 MB)</a></div>
</div>
</div>
<div class="d-lg-none flex-grid-col justify-center flex-align-center mt-40 mb-40 bt-3-grey2 pt-15 bb-3-grey2 pb-10">
<div class="mb-10 text-center">
<h3 class="fw-700">POTENZIALITÀ E PROSPETTIVE DEL SETTORE CINEMATOGRAFICO E AUDIOVISIVO IN ABRUZZO</h3>
Un’indagine preliminare
<div><a class="btn" href="/wp-content/uploads/2025/06/oica-report-cineab-2025_img.png" target="_blank">Scarica il report CineAb 2025 (pdf 11 MB)</a></div>
</div>
<div class="mt-20"><a href="/wp-content/uploads/2025/06/oica-report-cineab-2025.pdf" target="_blank"><amp-img src="/wp-content/uploads/2025/06/oica-report-cineab-2025_img.png" alt="" width="235" height="235" /></a></div>
</div></div>


<p><strong>Foto</strong>: Rocca Calascio (L&#8217;Aquila), location di numerosi film. <a href="https://unsplash.com/it/foto/un-castello-seduto-sulla-cima-di-una-montagna-rocciosa-zrBgCLKT4s0">Angelo Casto</a> (<a href="https://unsplash.com/it/licenza">licenza</a>)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/potenzialita-e-prospettive-del-cinema-in-abruzzo-in-un-nuovo-report/">Potenzialità e prospettive del cinema in Abruzzo in un nuovo report</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Come incide il consumo di suolo in Abruzzo, tra costa e aree interne</title>
		<link>https://www.openpolis.it/come-incide-il-consumo-di-suolo-in-abruzzo-tra-costa-e-aree-interne/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martina Lovat]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Jun 2025 10:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italie a confronto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=301096</guid>

					<description><![CDATA[<p>In regione il fenomeno ha dimensioni inferiori rispetto alla media nazionale, ma ci sono aree in cui colpisce in modo rilevante. In mancanza di un quadro nazionale coeso, c’è una legge regionale che regola il consumo di suolo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/come-incide-il-consumo-di-suolo-in-abruzzo-tra-costa-e-aree-interne/">Come incide il consumo di suolo in Abruzzo, tra costa e aree interne</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[</p>
<p><strong>Il consumo di suolo in Italia è in costante crescita e questo è un elemento preoccupante alla luce dell&#8217;importanza che questa risorsa ricopre per gli ecosistemi e le economie. </strong>Nonostante stanziamenti specifici come il <a href="https://www.corteconti.it/Download?id=97f397be-2ec0-4ea5-89c3-95054bf2983a" target="_blank" rel="noreferrer noopener">fondo di contrasto al consumo di suolo</a>, la mancanza di un quadro legislativo nazionale univoco rende molto complessa anche soltanto l&#8217;adozione di una definizione condivisa sulla sua misurazione.</p>
</p>
<p>In questo senso, <strong>l&#8217;Abruzzo (come altre regioni italiane) si è dotata di una propria legge per regolamentare il recupero del patrimonio edilizio esistente</strong>, un passo importante per la pianificazione territoriale futura e per la limitazione del processo di impermeabilizzazione del suolo. Per quanto l&#8217;incidenza di superficie coperta artificialmente nella regione sia inferiore alla media italiana, si tratta comunque di un fenomeno in crescita. Come vedremo, l&#8217;incidenza varia particolarmente tra i centri urbani e le aree interne della regione.</p>
</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Cos&#8217;è il consumo di suolo</h3>
</p>
<p>In base alla definizione fornita dall&#8217;Ispra,<strong> per suolo consumato si intende la copertura artificiale del terreno, sia essa permanente o temporanea.</strong> Per effettuare le rilevazioni statistiche, viene utilizzata una metodologia che deriva da questa definizione. Questa però non ha una valenza per scopi di pianificazione urbanistica riconosciuta a livello nazionale. Come infatti puntualizzato sempre da Ispra, <strong>la mancanza di un quadro legislativo coeso fa sì che la perimetrazione delle coperture artificiali non sia condivisa e a livello regionale ci siano diverse leggi con numerose differenze tra loro.</strong> Risulta quindi più complesso contrastare il fenomeno, anche alla luce degli obiettivi europei delineati nella <em><a href="https://environment.ec.europa.eu/topics/soil-health/soil-strategy-2030_en" target="_blank" rel="noreferrer noopener">soil strategy</a></em>.</p>
</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>In questo contesto, anche in considerazione della disomogeneità delle azioni sul territorio, sarebbe importante arrivare all’approvazione di una legge nazionale sul consumo di suolo in conformità agli indirizzi europei, che affermi i principi fondamentali di riuso, rigenerazione urbana, ripristino degli  ecosistemi degradati e azzeramento del consumo di suolo netto, sostenendo con misure positive  il futuro dell’edilizia e la tutela e la valorizzazione dell’attività agricola.</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.snpambiente.it/wp-content/uploads/2025/01/Rapporto_consumo_di_suolo_2024.pdf#page=13" target="_blank">&#8211; Ispra &#8211; Consumo di suolo, dinamiche territoriali e servizi ecosistemici, edizione 2024</a>
									            </div>
</section>
<p><div id="in-mancanza-di-un-quadro-legislativo-nazionale-labruzzo-ha-una-legge-regionale-per-contrastare-il-consumo-di-suolo" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p><strong>L&#8217;Abruzzo è una delle regioni che ha adottato una propria legge regionale</strong>, con <a href="http://www2.consiglio.regione.abruzzo.it/leggi_tv/abruzzo_lr/2017/lr17040/Intero.asp" target="_blank" rel="noreferrer noopener">l.r. 40/2017</a> &#8220;Disposizioni per il recupero del patrimonio edilizio esistente&#8221;. Con questa norma ha definito gli ambiti di applicazione, i possibili interventi di recupero e i requisiti tecnici per implementarli.</p>
</p>
<p>Stando alla<a href="https://www.crabruzzo.it/system/files/2024-04/OK_RELAZIONE%202023%20LR%2040%202017.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> valutazione di impatto</a> rilasciata dal dipartimento territorio-ambiente, nel periodo compreso tra il 1 gennaio e il 31 ottobre 2023 sono pervenute soltanto 41 note di riscontro, in cui si registrano <strong>101 interventi di recupero</strong>. La provincia che ne riporta di più è quella dell&#8217;Aquila (44), seguita da Chieti (33), Pescara (15) e Teramo (9).</p>
</p>
<p>Date queste premesse, è comunque possibile valutare il fenomeno con dati confrontabili a vari livelli territoriali grazie al lavoro effettuato appunto da Ispra per monitorare l&#8217;avanzamento della copertura del suolo. <strong>In Italia al 2023 il suolo consumato risulta pari a 21.578 ettari</strong>.</p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">7,16% </span>suolo consumato al 2023 a livello nazionale.</p>
</section>
</p>
<p><strong>Si tratta di un valore in costante crescita dal 2006</strong>, quando la percentuale era pari al 6,73%. L&#8217;aumento a livello nazionale viene ritenuto da Ispra elevato e preoccupante. </p>
</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>La lettura dei principali indicatori per il livello regionale e nazionale riporta una tendenza che sarà difficile da contenere in ottica degli obiettivi di sviluppo sottoscritti dal nostro Paese in ambito comunitario e internazionale. La densità con la quale avvengono i cambiamenti continua ad attestarsi su livelli preoccupanti, nonostante diminuisca il territorio a disposizione e cresca la competizione per i suoli naturali per effetto della richiesta del comparto agricolo e del settore energetico.</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.snpambiente.it/wp-content/uploads/2025/01/Rapporto_consumo_di_suolo_2024.pdf#page=38" target="_blank">&#8211; Ispra &#8211; Consumo di suolo, dinamiche territoriali e servizi ecosistemici, edizione 2024</a>
									            </div>
</section>
</p>
<p>Anche in Abruzzo ha registrato un incremento dal 2006 al 2023 corrispondente a 3.994 ettari. A livello di incidenza percentuale di suolo consumato, la situazione è piuttosto eterogenea nel momento in cui si analizza a livello regionale.</p>
</p>
<p><div id="in-abruzzo-il-suolo-consumato-al-2023-e-pari-al-503-del-territorio-regionale" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/labruzzo-registra-un-consumo-di-suolo-inferiore-della-media-nazionale/">L&#8217;Abruzzo registra un consumo di suolo inferiore della media nazionale</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/labruzzo-registra-un-consumo-di-suolo-inferiore-della-media-nazionale/">Suolo consumato al 2023 nelle regioni italiane</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
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                         aria-labelledby="chart_301201_tab1"><br />
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<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/labruzzo-registra-un-consumo-di-suolo-inferiore-della-media-nazionale/">L&#8217;Abruzzo registra un consumo di suolo inferiore della media nazionale &#8211; Suolo consumato al 2023 nelle regioni italiane</a></div>
</p></div>
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                             aria-labelledby="chart_301201_tab3"></p>
<p>Per consumo di suolo si intende la variazione da una copertura non artificiale a una copertura artificiale (definita come &#8220;suolo consumato&#8221;). Può essere permanente o reversibile.</p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis su dati <a href="https://www.snpambiente.it/temi/suolo/consumo-di-suolo-dinamiche-territoriali-e-servizi-ecosistemici-edizione-2024/" target="_blank" rel="noopener">Ispra</a>                                                                <br />(consultati: mercoledì 21 Maggio 2025)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/06/labruzzo-registra-un-consumo-di-suolo-inferiore-della-media-nazionale.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-301201"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-301201" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>La regione italiana che riporta l&#8217;incidenza di consumo di suolo maggiore è la Lombardia (12,19%), seguita da Veneto (11,86%), Campania (10,57%) ed Emilia-Romagna (8,91%). Tre di queste aree si trovano a cavallo della Pianura Padana, l&#8217;area nella quale nell&#8217;ultimo anno (tra il 2022 e il 2023) <a href="https://www.snpambiente.it/wp-content/uploads/2025/01/Sintesi-rapporto-consumo-di-suolo-2024-ISPRA-SNPA.pdf#page=17" target="_blank" rel="noreferrer noopener">si sono registrati i cambiamenti maggiori all&#8217;interno del paese</a>. A registrare invece l&#8217;incidenza minore Basilicata (3,21%), Trentino-Alto Adige (3,02%) e Valle d&#8217;Aosta (2,16%). In questo scenario, <strong>l&#8217;Abruzzo riporta un valore di circa due punti percentuale in meno rispetto alla media nazionale (5,03%).</strong> Sono in tutto 54.313,8 gli ettari in cui vi è una copertura artificiale.</p>
</p>
<p><div id="tra-i-capoluoghi-quello-con-lincidenza-maggiore-e-pescara-5159" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p>Ci sono delle aree della regione più colpite da questo fenomeno. A livello provinciale, <strong>Pescara</strong> è il territorio che presenta le percentuali maggiori (<strong>7,2%</strong>), a cui seguono Teramo (6,65%), Chieti (6,33%) e L&#8217;Aquila (3,17%). <strong>A livello di comuni capoluogo, è sempre Pescara a registrare il dato più alto: poco più della metà del suolo disponibile risulta consumato con coperture artificiali (51,59%). </strong>Valori inferiori.a Chieti (21,18%), Teramo (9,98%) e L&#8217;Aquila (5,44%).</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/le-zone-litoranee-sono-quelle-con-piu-copertura-artificiale-della-regione/">Le zone litoranee sono quelle con più copertura artificiale della regione</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/le-zone-litoranee-sono-quelle-con-piu-copertura-artificiale-della-regione/">Suolo consumato al 2023 nei comuni abruzzesi</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
<div id="chart_301199_tab1" role="tab" aria-controls="chart_301199_tabpanel1"
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                             aria-labelledby="chart_301199_tab3"></p>
<p>Per consumo di suolo si intende la variazione da una copertura non artificiale a una copertura artificiale (definita come &#8220;suolo consumato&#8221;). Può essere permanente o reversibile.</p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis su dati <a href="https://www.snpambiente.it/temi/suolo/consumo-di-suolo-dinamiche-territoriali-e-servizi-ecosistemici-edizione-2024/" target="_blank" rel="noopener">Ispra</a>                                                                <br />(consultati: mercoledì 21 Maggio 2025)
                                        </p>
</p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-301199"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-301199" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p><div id="le-aree-piu-colpite-sono-i-comuni-polo-1034-e-le-zone-litoranee-1745" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p><strong>Mano a mano che ci si allontana dalle zone polo della regione, diminuisce il consumo di suolo.</strong> Queste infatti riportano un&#8217;incidenza del 10,34% mentre le zone cintura registrano il 6,42%, i comuni intermedi il 4,11%, le aree periferiche il 3,85% e quelle ultraperiferiche il 2,22%. <strong>Nel contesto della regione spiccano anche i comuni litoranei </strong>(17,45%) rispetto al resto dei territori (4,24%). Si tratta di aree a forte vocazione turistica, come abbiamo avuto modo di <a href="https://www.openpolis.it/il-rilancio-del-turismo-in-abruzzo-passa-dalla-diversita-dei-suoi-territori/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">analizzare</a> in passato, ma anche di zone in cui vi è una maggiore densità abitativa rispetto alla montagna.</p>
</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/lo-spopolamento-della-montagna-abruzzese-e-inevitabile/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Lo spopolamento della montagna abruzzese è inevitabile?<br />
<br /><strong>Approfondisci</strong></a>.</p>
</section>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Come seguire Abruzzo Openpolis</h3>
</p>
<section class="download">
<div class="dw-content">
<div class="intro">
<p>Scarica i dati, comune per comune</p>
</div>
<div class="files">
<p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Osservatorio_Abruzzo/2023_consumodisuolo.xls" target="_blank" rel="noopener">Il consumo di suolo in Abruzzo.</a></p>
</div></div>
</section>
</p>
<p>Abruzzo Openpolis è un progetto di Fondazione openpolis,&nbsp;<a href="https://www.hubruzzo.net/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Fondazione Hubruzzo</a>&nbsp;e&nbsp;<a href="https://www.gssi.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Gran Sasso Science Institute</a>. Per seguire gli aggiornamenti del nostro monitoraggio&nbsp;<strong>puoi iscriverti alla nostra newsletter</strong>&nbsp;<strong>dedicata.</strong>&nbsp;Ti invieremo una news mensile di mercoledì. Riceverai articoli, dati, grafici e mappe liberamente utilizzabili per promuovere un dibattito informato.</p>
</p>
<p>Foto: <a href="https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=117314469" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Wikimedia</a><a href="https://it.freepik.com/legal/terms-of-use#nav-freepik-license"> </a>(<a href="https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0/deed.en" target="_blank" rel="noreferrer noopener">licenza</a>)</p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/come-incide-il-consumo-di-suolo-in-abruzzo-tra-costa-e-aree-interne/">Come incide il consumo di suolo in Abruzzo, tra costa e aree interne</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il calo delle nascite nell&#8217;Abruzzo interno e gli strumenti per contrastarlo</title>
		<link>https://www.openpolis.it/il-calo-delle-nascite-nellabruzzo-interno-e-gli-strumenti-per-contrastarlo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Dal Poggetto]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 May 2025 07:34:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italie a confronto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=300729</guid>

					<description><![CDATA[<p>La regione, come tutto il resto del paese, soffre di un drammatico calo delle nascite. Per arginare questo fenomeno è stato istituito anche un assegno di natalità finanziato da fondi regionali. Vediamo quali sono i primi dati rispetto all'attuazione della misura.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/il-calo-delle-nascite-nellabruzzo-interno-e-gli-strumenti-per-contrastarlo/">Il calo delle nascite nell&#8217;Abruzzo interno e gli strumenti per contrastarlo</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Non accenna a interrompersi il <strong>calo delle nascite nel nostro paese</strong>. È quanto certificano gli ultimi dati disponibili recentemente pubblicati da Istat. Nel 2024 infatti i nuovi nati sono stati circa 370mila, cioè 10mila in meno rispetto al 2023, con una riduzione del 2,6% in un solo anno. <strong>Rispetto al 2008 il calo è addirittura di oltre 200mila nati</strong>. Vale a dire oltre un terzo in meno dell’anno che ha segnato il “picco” nella serie storica recente. Una tendenza che purtroppo colpisce anche l’<strong>Abruzzo</strong>.</p>
<div id="in-italia-come-in-abruzzo-e-in-corso-da-anni-una-tendenza-alla-diminuzione-delle-nascite" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">-4.165 </span><span style="font-weight: 400">nati in Abruzzo nel 2023 rispetto al 2008.</span></p>
</section>
<p>Lo stesso istituto di statistica <a href="https://www.istat.it/wp-content/uploads/2025/03/Indicatori_demografici_2024.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">specifica</a> come il fenomeno abbia molteplici spiegazioni. Alcune cause sono strutturali (sono diminuiti i potenziali genitori) altre no. È proprio su queste ultime che sarebbe necessario <strong>intervenire con delle politiche pubbliche mirate per cercare di arginare il fenomeno</strong>. Specie nelle aree interne, particolarmente colpite dalla denatalità e dallo spopolamento.</p>
<p>Da questo punto di vista possiamo notare come l’Abruzzo sia una delle regioni italiane ad aver introdotto, nel 2021, un <strong>assegno di natalità</strong> finanziato con risorse proprie e dedicato specificamente ai residenti dei comuni più piccoli e che sorgono in area montana. Oltre all’analisi dei dati sull’andamento delle nascite, abbiamo approfondito le prime evidenze che emergono dall’introduzione di questa misura.</p>
<h3 class="wp-block-heading">La situazione delle nascite nei territori</h3>
<p>Per quanto riguarda i nuovi nati, l&#8217;ultimo anno per cui sono già disponibili <a href="https://esploradati.istat.it/databrowser/#/it/dw/categories/IT1,POP,1.0/POP_BIRTHFERT/DCIS_NATI2/IT1,25_74_DF_DCIS_NATI2_1,1.0" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dati consolidati</a> è il 2023. Complessivamente a livello nazionale in quest’anno le nascite sono state 379.890. In valori assoluti nel confronto fra le varie regioni, <strong>l’Abruzzo si posiziona al quattordicesimo posto con 7.578 bambine e bambini nati vivi</strong> sul proprio territorio in quell’anno.</p>
<div id="355-i-nuovi-nati-in-abruzzo-nel-2023-rispetto-al-2008" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p>Come già detto nell’introduzione, rispetto al 2008 la diminuzione della natalità è piuttosto evidente ma non riguarda solo l’Abruzzo. In tutte le regioni infatti si registra un calo più o meno significativo. A livello nazionale nel periodo considerato la diminuzione si attesta su circa 197mila nuovi nati in meno, pari a un calo del 34%. <strong>Il dato abruzzese risulta essere superiore rispetto alla media nazionale. Parliamo infatti di una</strong> <strong>riduzione del 35,5%</strong>. Da notare però che, tenendo in considerazione la differenza percentuale, ci sono 9 regioni con una diminuzione ancora più marcata. Tra queste ce ne sono 3 in particolare in cui si registra una diminuzione superiore al 40%. Si tratta di Sardegna (-46,2%), Valle d’Aosta (-44,6%) e Umbria (-42,4%).</p>
<p>Restringendo il periodo di osservazione agli <strong>anni della pandemia</strong>, possiamo osservare come la diminuzione delle nascite sia proseguita. Facendo un confronto in valori assoluti si nota che nel 2023, rispetto al 2019, in Italia sono nati <strong>oltre 40mila bambini in meno</strong>.</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">-922 </span><span style="font-weight: 400">nuovi nati in Abruzzo nel 2023 rispetto al pre-Covid.</span></p>
</section>
<p>Anche in questo caso si registra una diminuzione in tutte le regioni del paese.  Se a livello nazionale la diminuzione è stata del 9,6%,<strong> l&#8217;Abruzzo si attesta sul -10,8% rispetto ai bambini nati nel 2019</strong>. La regione si colloca all’ottavo posto, mentre la Sardegna si conferma l&#8217;area con la percentuale più elevata (-18,2% di nuovi nati nel 2023 rispetto al pre-Covid). Seguono Basilicata (-15%) e Valle d’Aosta (-14,6%).</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-abruzzo-108-di-nuovi-nati-nel-2023-rispetto-al-pre-covid/">In Abruzzo -10,8% di nuovi nati nel 2023 rispetto al pre-Covid</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-abruzzo-108-di-nuovi-nati-nel-2023-rispetto-al-pre-covid/">Variazione nel numero di nuovi nati tra 2019 e 2023 nelle regioni italiane</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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                         aria-labelledby="chart_301004_tab1"><br />
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<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-abruzzo-108-di-nuovi-nati-nel-2023-rispetto-al-pre-covid/">In Abruzzo -10,8% di nuovi nati nel 2023 rispetto al pre-Covid &#8211; Variazione nel numero di nuovi nati tra 2019 e 2023 nelle regioni italiane</a></div>
</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
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<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Abruzzo Openpolis su dati Istat                                                                <br />(consultati: martedì 29 Aprile 2025)
                                        </p>
</p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-301004"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-301004" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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</p></div>
</p></div>
</p></div>
<div id="pescara-e-tra-le-province-italiane-che-hanno-registrato-il-calo-delle-nascite-piu-marcato-rispetto-al-pre-covid-155" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p>Mantenendo il focus sull&#8217;andamento registrato negli ultimi anni ma spostandoci sul livello provinciale possiamo notare che, con la sola eccezione di Gorizia (+8,6%), in tutti i territori si conferma la tendenza alla denatalità. </p>
<div id="strillo-testo-block_ee70130efa769515994cf1c5fe484574" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>La provincia di Pescara ha registrato un calo delle nascite marcato rispetto al pre-Covid.</p>
</section></div>
<p>Per quanto riguarda l’Abruzzo si registra il dato particolarmente elevato di <strong>Pescara</strong> (-15,5%) che pone la provincia al sesto posto tra i territori con una riduzione di nuovi nati più marcata nel periodo considerato. Sopra il 10% anche le <strong>province dell’Aquila</strong> (-10,9%) e <strong>Chieti</strong> (-10,3%). Pur con un dato negativo, invece la provincia di <strong>Teramo</strong> fa registrare una percentuale inferiore rispetto alla media nazionale (-6,5%).</p>
<div id="lassegno-di-natalita-in-abruzzo-e-stato-introdotto-nel-2021-con-lobiettivo-di-sostenere-le-famiglie-residenti-nei-piccoli-comuni-montani" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<h3 class="wp-block-heading">L&#8217;assegno di natalità e il suo impatto nei territori</h3>
<p>L’assegno di natalità in Abruzzo è stato istituito a decorrere dall’1 gennaio 2022 dalla <a href="https://www.regione.abruzzo.it/content/legge-regionale-21122021-n-32" target="_blank" rel="noreferrer noopener">legge regionale 32/2021</a>. L’obiettivo dell’intervento è quello di <strong>favorire l’incremento delle nascite e valorizzare la genitorialità nei piccoli comuni montani</strong>. Il supporto è valido fino al compimento del terzo anno d’età del minore</p>
<p>I territori potenzialmente beneficiari di questa iniziativa sono quelli caratterizzati da una <strong>popolazione residente inferiore alle 200 unità o compresa tra 200 e 3mila abitanti purché il calo demografico registrato nei 5 anni precedenti sia superiore alla media regionale</strong>. Il perimetro dei territori potenzialmente beneficiari è quindi variabile. Attualmente, sulla base della <a href="https://www.regione.abruzzo.it/delibera/6792673/view#:~:text=85%20del%2021%2F02%2F2023,-DPA%20DIPARTIMENTO%20PRESIDENZA&amp;text=MISURE%20URGENTI%20PER%20CONTRASTARE%20LO,32%20DEL%2021%20DICEMBRE%202021." target="_blank" rel="noreferrer noopener">deliberazione della giunta regionale 85/2023</a>, parliamo di <strong>176 comuni su 305</strong>.</p>
<p>Alcune importanti novità sono state introdotte con la <a href="http://www2.consiglio.regione.abruzzo.it/leggi_tv/abruzzo_lr/2023/lr23005/Agg1.htm" target="_blank" rel="noreferrer noopener">legge regionale 5/2023</a>. Questa norma ha infatti <strong>rivisto i requisiti per l’accesso all’assegno</strong> eliminando il limite Isee, inizialmente fissato a 25mila euro annui, rendendo così la misura accessibile a tutte le famiglie. Altre modifiche di rilievo sono state:&nbsp;</p>
<ul class="wp-block-list">
<li>la semplificazione nella quota dell’assegno che adesso è di 2.500 euro per tutti (mentre in precedenza erano previsti degli scaglioni);</li>
<li>l’estensione del limite di tempo per presentare la domanda a 180 giorni dalla nascita del minore (in precedenza era di 90).</li>
</ul>
<p>Analizzando la <a href="https://www.crabruzzo.it/system/files/2025-04/Relazione%202024%20ex%20art%205%20LR%2032_signed.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">relazione</a> sull&#8217;attuazione pubblicata nel marzo scorso è possibile avere un primo riscontro dei risultati raggiunti nel periodo compreso tra il 2022 e il 2024. In questo periodo sono pervenute in totale <strong>1.103 istanze delle quali 878 ammesse</strong>. Per quanto riguarda le istanze respinte, nella maggior parte dei casi si tratta di duplicati. Dalla relazione emerge come in 154 comuni sia stata presentata almeno un&#8217;istanza.&nbsp;</p>
<p>Da notare però che in <strong>46 comuni ancora non è stato erogato il beneficio</strong>. Tra le istanze accolte, risulta che quelle per cui le famiglie beneficiarie hanno già ricevuto almeno una parte dei fondi loro assegnati sono in totale <strong>369 (pari al 42% delle istanze ammesse)</strong>.</p>
<div id="i-fondi-gia-erogati-ammontano-a-circa-900mila-euro-distribuiti-tra-108-comuni-la-maggior-parte-si-trova-in-provincia-dellaquila" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">878.150,66 € </span><span style="font-weight: 400">i fondi dell’assegno di natalità già liquidati alle famiglie abruzzesi tra il 2022 e il 2024.</span></p>
</section>
<p>La maggior parte delle risorse già erogate allo stato attuale è andata al comune aquilano di <strong>Scurcola Marsicana</strong> con oltre 45mila euro. Seguono i comuni di <strong>Tornareccio</strong> (circa 29mila euro) e <strong>Barisciano</strong> (circa 28mila euro).</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/assegno-di-natalita-accolte-istanze-provenienti-da-154-comuni/">Assegno di natalità, accolte istanze provenienti da 154 comuni</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/assegno-di-natalita-accolte-istanze-provenienti-da-154-comuni/">Distribuzione tra i comuni delle risorse già liquidate per l’assegno di natalità dalla Regione Abruzzo (2022-2024)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
<div id="chart_300727_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_300727_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/assegno-di-natalita-accolte-istanze-provenienti-da-154-comuni/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/05/assegno-di-natalita-accolte-istanze-provenienti-da-154-comuni.png" placeholder ></amp-img></p>
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<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/assegno-di-natalita-accolte-istanze-provenienti-da-154-comuni/">Assegno di natalità, accolte istanze provenienti da 154 comuni &#8211; Distribuzione tra i comuni delle risorse già liquidate per l’assegno di natalità dalla Regione Abruzzo (2022-2024)</a></div>
</p></div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
<div id="chart_300727_tabpanel3" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-3"
                             aria-labelledby="chart_300727_tab3"></p>
<p>La mappa rappresenta, per ogni comune, il numero di istanze ammesse per le annualità 2022, 2023 e 2024 e il totale di fondi già erogati alle famiglie sulla base di una <a href="https://www.crabruzzo.it/system/files/2025-04/Relazione%202024%20ex%20art%205%20LR%2032_signed.pdf" target="_blank" rel="noopener">relazione</a> pubblicata dalla giunta regionale nel marzo del 2025. Il documento si riferisce all&#8217;avviso 2024 ma tiene conto anche delle istanze presentate e ammesse negli anni precedenti per cui è ancora in corso l&#8217;erogazione dell&#8217;assegno fino al compimento del terzo anno di età del minore. In grigio sono rappresentati i territori che non rientrano tra quelli che potevano beneficiare della misura. I territori potenzialmente beneficiari di questa iniziativa sono quelli caratterizzati da una popolazione residente inferiore alle 200 unità o compresa tra 200 e 3mila abitanti purché il calo demografico registrato nei 5 anni precedenti sia superiore alla media regionale. Il perimetro è quindi variabile. I dati riguardanti le istanze ammesse nel 2024 devono interdersi come non consolidati in quanto le famiglie hanno 180 giorni di tempo per presentare l&#8217;istanza. Per i nati a fine anno quindi c&#8217;è ancora tempo.</p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Abruzzo Openpolis su dati Regione Abruzzo                                                                <br />(pubblicati: giovedì 20 Marzo 2025)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/05/assegno-di-natalita-accolte-istanze-provenienti-da-154-comuni.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-300727"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-300727" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;505&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/assegno-di-natalita-accolte-istanze-provenienti-da-154-comuni/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p>Aggregando i dati a livello provinciale possiamo osservare che il numero più consistente di istanze presentate arriva dall&#8217;aquilano (470). Seguono Chieti (342), Pescara (157) e Teramo (134). <strong>Con riferimento alla percentuale di istanze ammesse, L&#8217;Aquila si conferma al primo posto tra le province abruzzesi con il 44,9%</strong>. Seguono <strong>Pescara</strong> (35,7%), <strong>Teramo</strong> (35,1%) e <strong>Chieti</strong> (32,8%).</p>
<p>Anche per quanto riguarda gli <strong>importi già erogati L&#8217;Aquila si trova al primo posto con circa 126mila euro</strong>. A <strong>Chieti</strong> sono arrivati oltre 58mila euro mentre nelle altre 2 province gli importi erogati sono più contenuti: circa 24mila euro per <strong>Teramo</strong> e 10mila per <strong>Pescara</strong>. Logicamente su questo incide anche il diverso numero di comuni potenzialmente interessati dall&#8217;intervento che sono 77 in provincia dell&#8217;Aquila, 57 in quella di Chieti, 23 nel pescarese e 19 nel teramano. </p>
<h3 class="wp-block-heading">Come seguire Abruzzo Openpolis</h3>
<section class="download">
<div class="dw-content">
<div class="intro">
<p>Scarica i dati, comune per comune</p>
</div>
<div class="files">
<p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Osservatorio_Abruzzo/assegno_natalita_abruzzo.xls">I fondi dell&#8217;assegno di natalità erogati in Abruzzo.</a></p>
</div></div>
</section>
<p>Abruzzo Openpolis è un progetto di Fondazione openpolis,&nbsp;<a href="https://www.hubruzzo.net/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Fondazione Hubruzzo</a>&nbsp;e&nbsp;<a href="https://www.gssi.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Gran Sasso Science Institute</a>. Per seguire gli aggiornamenti del nostro monitoraggio&nbsp;<strong>puoi iscriverti alla nostra newsletter</strong>&nbsp;<strong>dedicata.</strong>&nbsp;Ti invieremo una news mensile di mercoledì. Riceverai articoli, dati, grafici e mappe liberamente utilizzabili per promuovere un dibattito informato.</p>
<p>Foto: <a href="https://it.freepik.com/foto-gratuito/primo-piano-di-una-bambina-che-cammina-in-un-parco_19538390.htm#fromView=search&amp;page=1&amp;position=3&amp;uuid=3f010a6d-ebf5-4780-911a-f91d3c46807d&amp;query=neonato+di+spalle+in+italia+montagna" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Freepik</a><a href="https://it.freepik.com/foto-gratuito/primo-piano-di-una-bambina-che-cammina-in-un-parco_19538390.htm#fromView=search&amp;page=1&amp;position=2&amp;uuid=df8b38ff-eaaf-4ffe-9575-7e746f4113ed&amp;query=neonato+di+spalle+in+italia+montagna" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> </a>(<a href="https://it.freepik.com/legal/terms-of-use#nav-freepik-license" target="_blank" rel="noreferrer noopener">licenza</a>)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/il-calo-delle-nascite-nellabruzzo-interno-e-gli-strumenti-per-contrastarlo/">Il calo delle nascite nell&#8217;Abruzzo interno e gli strumenti per contrastarlo</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le diverse velocità della raccolta differenziata in Abruzzo</title>
		<link>https://www.openpolis.it/le-diverse-velocita-della-raccolta-differenziata-in-abruzzo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martina Lovat]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Apr 2025 10:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italie a confronto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=300281</guid>

					<description><![CDATA[<p>La gestione dei rifiuti è cruciale sia per limitare gli effetti del cambiamento climatico che per garantire la salubrità dei territori. Non tutte le aree del paese sono in linea con gli obiettivi europei, a partire da quelle abruzzesi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/le-diverse-velocita-della-raccolta-differenziata-in-abruzzo/">Le diverse velocità della raccolta differenziata in Abruzzo</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il prossimo 22 aprile si celebrerà in tutto il mondo la Giornata mondiale della Terra. Per la salvaguardia degli ecosistemi e la salute della popolazione, una corretta gestione del ciclo dei rifiuti è cruciale, anche attraverso politiche di riciclo e riuso. <strong>Per questo motivo, come vengono smaltiti i rifiuti e quanto vengono differenziati è una sfida di primo piano nel governo di un territorio.</strong></p>
<p>Questo servizio è però caratterizzato da forti disomogeneità rilevate all&#8217;interno del paese. <strong>Un elemento che emerge anche dall&#8217;analisi del territorio abruzzese</strong>, sia nel confronto con il resto dell&#8217;Italia che nell&#8217;analisi entro i confini regionali.</p>
<p>Nel corso di questo approfondimento, vedremo come l&#8217;Abruzzo &#8211; pur avendo praticamente raggiunto l&#8217;obiettivo europeo di raccolta differenziata dei rifiuti urbani presenti una situazione molto diversificata tra i territori, tra comune a comune. <strong>L&#8217;organizzazione e l&#8217;efficacia del sistema di raccolta dipende molto anche dal territorio in cui si attua, dalle zone densamente popolate a realtà interne spopolate con abitati dispersi.</strong> Per questo, avvalendoci di una classificazione del Gran Sasso Science Institute (Gssi), abbiamo ricostruito la capacità di differenziare rispetto agli ambiti omogenei dell&#8217;Abruzzo. Un punto di vista che può introdurre una riflessione anche sull&#8217;organizzazione del servizio per ambiti territoriali omogenei.</p>
<h3 class="wp-block-heading">La raccolta differenziata è centrale nella gestione dei rifiuti</h3>
<p>Il problema dei rifiuti riguarda molti aspetti, dalla predisposizione di un sistema di raccolta dei rifiuti urbani e speciali al trattamento degli stessi. La pianificazione e impostazione di un servizio efficiente sul territorio non può però prescindere da un elemento fondamentale: la predisposizione della raccolta differenziata.</p>
<div id="la-differenziata-rappresenta-sia-un-costo-che-unopportunita" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<div id="strillo-testo-block_6502899d8f7a51b7f6aa80d52385b40c" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>I rifiuti sono un costo ma anche un&#8217;opportunità.</p>
</section></div>
<p>Si tratta infatti di un aspetto cruciale <strong>con effetti che vanno visti in due direzioni</strong>: da una parte la produzione dei rifiuti è sicuramente un problema ma dall&#8217;altra la reintroduzione nel ciclo produttivo dei beni di consumo attraverso un&#8217;ottica di economia circolare è un&#8217;opportunità. Lo è innanzitutto per le amministrazioni locali stesse che <a href="https://www.openpolis.it/i-comuni-che-spendono-meno-sono-quelli-che-riciclano-di-piu/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">hanno il compito di gestire questo servizio</a>.</p>
<p>Dati alla mano, è possibile delineare un quadro generale sul funzionamento del servizio di raccolta e differenziazione. Uno dei valori che meglio riescono a esprimere il fenomeno è l&#8217;incidenza della raccolta differenziata sul totale dei rifiuti urbani raccolti. <strong>A livello nazionale, nel 2023 il 66,64% dei rifiuti raccolti viene immesso in un circolo di riciclaggio. </strong>Si tratta di una percentuale che supera <a href="https://www.catasto-rifiuti.isprambiente.it/index.php?pg=nazione#:~:text=Andamento%20della%20percentuale%20di%20raccolta%20differenziata%20nazionale%2C%20anni%202015%2D2023" target="_blank" rel="noreferrer noopener">l&#8217;obiettivo italiano</a> prefissato per il 2012 (65%), <a href="https://environment.ec.europa.eu/topics/waste-and-recycling/waste-framework-directive_en" target="_blank" rel="noreferrer noopener">lo stesso fissato dall&#8217;unione europea per il 2035</a>. Si tratta però di un obiettivo che non viene raggiunto in maniera omogenea da tutte le regioni.</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-abruzzo-la-quota-di-raccolta-differenziata-e-inferiore-alla-media-nazionale/">In Abruzzo la quota di raccolta differenziata è inferiore alla media nazionale</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-abruzzo-la-quota-di-raccolta-differenziata-e-inferiore-alla-media-nazionale/">Incidenza della raccolta differenziata sui rifiuti urbani (2023)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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</p></div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_300283_tab3"></p>
<p>Il dato mostra l&#8217;incidenza della raccolta differenziata sul totale dei rifiuti urbani prodotti. Sono considerate anche le attività di pulizia degli spazi pubblici.</p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis su dati <a href="https://www.catasto-rifiuti.isprambiente.it/index.php?pg=regione" target="_blank" rel="noopener">Ispra</a>                                                                <br />(consultati: giovedì 27 Marzo 2025)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/04/in-abruzzo-la-quota-di-raccolta-differenziata-e-inferiore-alla-media-nazionale.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-300283"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-300283" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;505&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/in-abruzzo-la-quota-di-raccolta-differenziata-e-inferiore-alla-media-nazionale/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p>Sono in tutto 11 le regioni italiane che segnano una quota di avviamento dei rifiuti al riciclaggio maggiore rispetto agli obiettivi europeo e nazionale. In particolare, i valori più alti vengono registrati da Veneto (77,7%), Emilia-Romagna (77,1%) e Sardegna (76,3%). <strong>L&#8217;Abruzzo invece fa parte di quei territori che riportano una percentuale leggermente minore dei target e di conseguenza anche della media nazionale.</strong></p>
<div id="il-646-dei-rifiuti-raccolti-in-abruzzo-nel-2023-rientravano-nella-raccolta-differenziata" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">64,6% </span>incidenza della raccolta differenziata sul totale dei rifiuti urbani raccolti in Abruzzo nel 2023.</p>
</section>
<p>Si tratta comunque di un <strong>valore inferiore di 0,4 punti percentuali</strong>, quindi una piccola differenza anche rispetto alle ultime regioni in classifica: Lazio (55,4%, 9,6 punti percentuali in meno), Sicilia (55,2%, 9,8) e Calabria (55,1%, 9,9).</p>
<h3 class="wp-block-heading">La raccolta differenziata in Abruzzo</h3>
<p>Queste differenti velocità si registrano anche all&#8217;interno della regione stessa, a partire dai capoluoghi. Quello con l&#8217;incidenza maggiore è <strong>Teramo</strong> (72%) seguito da Chieti (68,2%). Valori minori invece a Pescara (48,1%) e L&#8217;Aquila (44,5%).</p>
<p><strong>Garantire un servizio capillare in modo omogeneo in tutti i comuni della regione può essere complesso.</strong> Basti pensare a quanto l&#8217;organizzazione e l&#8217;efficacia del sistema di raccolta dei rifiuti dipende dal territorio in cui si attua. Per esempio, organizzare un servizio di raccolta porta a porta comporta modalità diverse, e potenzialmente anche un&#8217;efficacia diversa, tra aree urbane densamente popolate e zone montane con abitati dispersi. Aree interne che spesso attraversano anche un un <a href="https://www.openpolis.it/lo-spopolamento-della-montagna-abruzzese-e-inevitabile/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">calo demografico più pronunciato</a>, ponendo una sfida anche in termini di governance al mantenimento e al funzionamento di molti servizi.</p>
<p>Da questo punto di vista, <strong>è interessante ragionare anche in termini di aree territoriali omogenee nello sviluppo e nell&#8217;organizzazione dei servizi.</strong> Un possibile strumento in questa direzione sono gli ambiti giornalieri definiti dal Gssi. Ovvero gruppi di comuni vicini in cui avvengono gli spostamenti per raggiungere determinati servizi forniti dalla micropolarità più vicina. Abbiamo analizzato lo sviluppo sul territorio del sistema di nettezza urbana alla luce di questa classificazione; emerge che la differenziata si avvicina al 100% in alcuni territori, mentre risulta molto più indietro in altri.</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/nellabruzzo-in-spopolamento-serve-un-nuovo-approccio-ai-bisogni-del-territorio/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Approfondisci<br />
<br /><strong>nell’Abruzzo in spopolamento serve un nuovo approccio ai bisogni del territorio</strong></a>.</p>
</section>
<div id="la-polarita-con-lincidenza-maggiore-e-quella-di-palena-873" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nella-polarita-di-palena-quasi-il-90-dei-rifiuti-viene-differenziato/">Nella polarità di Palena quasi il 90% dei rifiuti viene differenziato</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nella-polarita-di-palena-quasi-il-90-dei-rifiuti-viene-differenziato/">Incidenza della raccolta differenziata sui rifiuti urbani nei comuni abruzzesi (2023)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
<div id="chart_300285_tab1" role="tab" aria-controls="chart_300285_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
<div id="chart_300285_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_300285_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/nella-polarita-di-palena-quasi-il-90-dei-rifiuti-viene-differenziato/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/04/nella-polarita-di-palena-quasi-il-90-dei-rifiuti-viene-differenziato.png" placeholder ></amp-img></p>
<div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div>
<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nella-polarita-di-palena-quasi-il-90-dei-rifiuti-viene-differenziato/">Nella polarità di Palena quasi il 90% dei rifiuti viene differenziato &#8211; Incidenza della raccolta differenziata sui rifiuti urbani nei comuni abruzzesi (2023)</a></div>
</p></div>
<div id="chart_300285_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_300285_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
<div id="chart_300285_tabpanel3" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-3"
                             aria-labelledby="chart_300285_tab3"></p>
<p>Il dato mostra l&#8217;incidenza della raccolta differenziata sul totale dei rifiuti urbani prodotti. Sono considerate anche le attività di pulizia degli spazi pubblici. La metodologia utilizzata per individuare le polarità è quella di definire dei rank comunali in base al tipo di servizio, anche con un livello più basso rispetto a quello identificato dalla Snai.</p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis su dati <a href="https://www.catasto-rifiuti.isprambiente.it/index.php?pg=downloadComune#:~:text=Download%20dati-,2023,-2022" target="_blank" rel="noopener">Ispra</a> e Gssi.                                                                <br />(consultati: giovedì 27 Marzo 2025)
                                        </p>
</p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-300285"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-300285" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p>Considerando tutti gli ambiti giornalieri della classificazione Gssi, quella in cui la quota di riciclaggio è maggiore è quella di <strong>Palena</strong> (87,3%), seguita da Villa Santa Maria (82,4%) e Atessa (80,7%). Quelle invece in cui la percentuale è inferiore sono L&#8217;Aquila (47,4%), Montereale (46,9%) e Valle Castellana (34,8%). Considerando invece i singoli comuni, i valori più alti si registrano a <strong>Palena</strong> (Chieti, 92,8%), Villa Santa Maria (Chieti, 92,2%) e Borrello (Chieti, 91,6%).</p>
<h3 class="wp-block-heading">Come seguire Abruzzo Openpolis</h3>
<section class="download">
<div class="dw-content">
<div class="intro">
<p>Scarica i dati, comune per comune</p>
</div>
<div class="files">
<p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Osservatorio_Abruzzo/2023_raccoltadifferenziata.xls" target="_blank" rel="noopener">La raccolta differenziata in Abruzzo</a>.</p>
</div></div>
</section>
<p>Abruzzo Openpolis è un progetto di Fondazione openpolis,&nbsp;<a href="https://www.hubruzzo.net/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Fondazione Hubruzzo</a>&nbsp;e&nbsp;<a href="https://www.gssi.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Gran Sasso Science Institute</a>. Per seguire gli aggiornamenti del nostro monitoraggio&nbsp;<strong>puoi iscriverti alla nostra newsletter</strong>&nbsp;<strong>dedicata.</strong>&nbsp;Ti invieremo una news mensile di mercoledì. Riceverai articoli, dati, grafici e mappe liberamente utilizzabili per promuovere un dibattito informato.</p>
<p>Foto: <a href="https://www.pexels.com/it-it/foto/foto-ravvicinata-di-bottiglie-di-plastica-2547565/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Magda Ehlers</a><a href="https://it.freepik.com/legal/terms-of-use#nav-freepik-license"> </a>(<a href="https://it.freepik.com/legal/terms-of-use#nav-freepik-license">licenza</a>)</p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/le-diverse-velocita-della-raccolta-differenziata-in-abruzzo/">Le diverse velocità della raccolta differenziata in Abruzzo</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La digitalizzazione dell’Abruzzo interno, tra connettività e competenze</title>
		<link>https://www.openpolis.it/la-digitalizzazione-dellabruzzo-interno-tra-connettivita-e-competenze/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jan 2025 09:15:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italie a confronto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=298318</guid>

					<description><![CDATA[<p>Alcune aree interne riescono a resistere meglio di altre allo spopolamento. Per far questo però è fondamentale saper intercettare le opportunità derivanti dalle nuove tecnologie. Anche in Abruzzo quindi sono indispensabili investimenti in infrastrutture e formazione. </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/la-digitalizzazione-dellabruzzo-interno-tra-connettivita-e-competenze/">La digitalizzazione dell’Abruzzo interno, tra connettività e competenze</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il rilancio delle <strong>aree interne</strong>, in Italia come in Abruzzo, passa anche e soprattutto dallo <strong>sviluppo di infrastrutture e tecnologie digitali</strong>. Alcuni studi accademici infatti hanno evidenziato come il declino di questi territori non sia inevitabile. <strong>Esistono aree che sono riuscite meglio di altre a contrastare fenomeni come quello dello spopolamento</strong>. Si parla in questi casi di <strong>comuni &#8220;vibranti&#8221;</strong> data la loro capacità di adattamento ai processi di sviluppo in corso.</p>
<p>La creazione o il potenziamento di un&#8217;economia legata alle nuove tecnologie è quindi un elemento molto importante per questi territori. <strong>Ciò può attirare nuove professionalità che vengono da fuori o rappresentare un incentivo a rimanere per chi già vive nelle aree periferiche del paese</strong>. Un altro fattore che può contribuire ad arginare lo spopolamento è legato alla capacità di attrarre i cosiddetti &#8220;<strong>nomadi digitali</strong>&#8220;. Quei professionisti cioè che lavorano da remoto sfruttando la connessione internet per svolgere le proprie attività, non necessariamente legate al territorio in cui si trovano. Persone che, se messe nelle condizioni per poterlo fare, in diversi casi preferiscono vivere in contesti più tranquilli rispetto a quelli offerti dalle aree metropolitane.</p>
<p>Affinché tutto questo sia possibile è <strong>fondamentale avere a disposizione connessioni internet di velocità accettabile</strong>. Da questo punto di vista purtroppo i dati Agcom relativi al 2023 evidenziano come in Abruzzo ci sia ancora molto da fare.</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">42,5% </span>le famiglie abruzzesi che nel 2023 non risultavano ancora raggiunte da connessioni internet ultraveloci.</p>
</section>
<p>L&#8217;infrastruttura da sola però non basta. Per poter intercettare tutte le possibilità offerte dalle nuove tecnologie è fondamentale anche avere <strong>competenze digitali adeguate</strong>. Competenze che sono mediamente meno diffuse nelle aree rurali, <a href="https://ec.europa.eu/eurostat/web/products-eurostat-news/w/ddn-20230320-2" target="_blank" rel="noreferrer noopener">come ricostruito dalle analisi di Eurostat.</a> È quindi imprescindibile un <strong>investimento educativo che parta dalle scuole</strong>. Anche su questo aspetto, <strong>l&#8217;Abruzzo &#8211; specialmente quello interno &#8211; ha molto da recuperare</strong> per intercettare le opportunità offerte dall&#8217;innovazione digitale.</p>
<p><div class="content_block" id="custom_post_widget-135826"><p></p>
</div></p>
<h3 class="wp-block-heading">Il ruolo della digitalizzazione per lo sviluppo dell&#8217;Abruzzo interno </h3>
<p>Come ricostruito nelle analisi del&nbsp;<a href="https://www.gssi.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Gssi</a>, il Gran Sasso Science Institute, <strong>anche per i territori interni o montani la capacità di adattamento</strong> (e quindi di resilienza rispetto allo spopolamento) <strong>non è necessariamente la stessa</strong>. Il declino non è scontato dal momento che,&nbsp;anche nelle aree interne, vi sono <a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-abruzzo-si-spopolano-le-aree-montane-ma-alcuni-comuni-mostrano-piu-capacita-di-adattamento/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">comuni &#8220;vibranti&#8221;, ovvero che hanno mostrato una maggiore adattabilità ai processi di sviluppo in corso</a>.</p>
<p>Ciò può succedere per una serie di fattori indagati dai ricercatori. Tra questi l’esistenza di un <strong>contesto socio-economico diversificato</strong>, capace di cogliere le opportunità offerte dalla <strong>terziarizzazione dell’economia</strong>, risultando così <strong>attrattivo per vecchi e nuovi abitanti</strong>.</p>
<div id="lo-spopolamento-delle-aree-interne-non-e-inevitabile-specie-per-i-territori-in-grado-di-adattarsi-ai-processi-di-cambiamento-in-atto" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>These results seem to suggest that vibrant Inner areas are essentially those that have managed to hook the tertiarisation of the economy, diversifying business and occupation offers, resulting attractive for old and new residents.</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://onlinelibrary.wiley.com/doi/epdf/10.1111/tesg.12535" target="_blank">&#8211; A. Renzis, A. Faggian, G. Urso, Distant but Vibrant Places. Local Determinants of Adaptability to Peripherality</a>
									            </div>
</section>
<p>Elementi che favoriscono la resilienza di un territorio possono essere: </p>
<ul class="wp-block-list">
<li>significativa presenza di giovani;</li>
<li>alto livello medio di istruzione;</li>
<li>alto tasso di occupazione femminile;</li>
<li>presenza di spazi abitativi adeguati.</li>
</ul>
<p>Ciascuno di questi fattori può essere certamente favorito dalla<strong> digitalizzazione dei territori periferici</strong> che consenta di abitare, studiare e lavorare anche in aree oggi considerate remote. Questo infatti può rappresentare un incentivo a restare &#8211; o a trasferirsi &#8211; in territori in spopolamento, anche per le famiglie più giovani.</p>
<h3 class="wp-block-heading">L&#8217;investimento necessario sulle infrastrutture digitali </h3>
<p>Il potenziamento dell&#8217;infrastruttura tecnologica che consenta la digitalizzazione dell&#8217;Abruzzo interno rappresenta quindi un passaggio obbligato. Sia per <strong>aumentare la competitività del territorio ma anche come argine allo spopolamento</strong>.</p>
<p>Un primo elemento da valutare è quindi il livello di copertura di un&#8217;infrastruttura che consenta l&#8217;utilizzo della connessione internet a una velocità accettabile per le attuali esigenze. Da questo punto di vista sono molto interessanti i dati forniti da <a href="https://maps.agcom.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Agcom</a>. Questo ente infatti tiene traccia della percentuale di famiglie potenzialmente raggiunte dalla tecnologia&nbsp;<em>fiber to the home</em>&nbsp;(Ftth) che consente di&nbsp;<strong>navigare a una velocità pari o superiore a 1 gigabit per secondo </strong>(Gbps). In base ai dati più recenti, relativi al 2023, possiamo osservare che l&#8217;Abruzzo si colloca all&#8217;undicesimo posto tra le regioni italiane per percentuale di famiglie coperte da questa tecnologia.</p>
<div id="per-cogliere-le-opportunita-del-digitale-e-necessario-investire-sulle-infrastrutture-e-sulle-competenze-in-abruzzo-solo-il-575-delle-famiglie-gode-di-connessioni-veloci" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">57,5% </span>la percentuale di famiglie abruzzesi potenzialmente raggiungibili da connessioni ad almeno 1 Gbps.</p>
</section>
<p>Si tratta di un dato abbastanza modesto anche se non troppo distante dalla media nazionale (59,6%). A maggior ragione considerando che molte regioni del centro-sud si trovano in una posizione più favorevole. Ad esempio il <strong>Molise</strong> (84,6%), la <strong>Campania</strong> (72,1%), il <strong>Lazio</strong> (71,7%) e la <strong>Sicilia</strong> (63,1%).</p>
<p>Come spesso succede poi all&#8217;interno della regione si registrano significative differenze tra una provincia e l&#8217;altra. Si passa infatti da un livello di copertura pari al <strong>72,7% nel pescarese</strong> per poi scendere al 60,7% nella provincia di Chieti, al 58,6% in quella dell&#8217;Aquila e addirittura al <strong>39% in provincia di Teramo</strong>. Da questo quadro emerge chiaramente come gli interventi per favorire la digitalizzazione dell&#8217;Abruzzo, soprattutto nelle aree interne, siano quanto mai urgenti.</p>
<div id="strillo-testo-block_4a2a4d54dd048f39f04fcd35f2f79888" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Il Pnrr prevede investimenti per portare le connessioni ad una velocità di almeno 1 Gbps nelle aree che ne sono sprovviste, Abruzzo compreso.</p>
</section></div>
<p>Da questo punto di vista, possiamo ricordare che il <strong>piano nazionale di ripresa e resilienza</strong> (Pnrr) prevede specifici investimenti in tal senso. Tra questi possiamo citare il piano <strong>Italia a 1 giga</strong> con cui si punta a fornire connettività ad almeno 1 Gbps a circa 3,4 milioni di numeri civici situati in aree a fallimento di mercato. Questo intervento riguarda ovviamente anche l&#8217;Abruzzo. </p>
<div id="grazie-al-pnrr-oltre-100mila-civici-abruzzesi-dovranno-essere-connessi-con-velocita-pari-ad-almeno-1-gbps" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p>Purtroppo non è possibile con i dati disponibili valutare l&#8217;importo degli investimenti che interesseranno direttamente la regione. Questo perché le varie opere di connessione sono state assegnate in lotti e <a href="https://connetti-italia-media.s3.eu-south-1.amazonaws.com/Italia_1_Giga_Convenzione_lotto_3_TIM_FIBERCOP_signed_02b20df17b.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">quello riguardante l&#8217;Abruzzo</a> (del valore di circa 306 milioni) interessa anche Umbria, Marche e Molise. Tuttavia, grazie ai dati pubblicati sul portale <a href="https://connetti.italia.it/it/piano/1-giga/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Connetti Italia</a>, è possibile sapere che a novembre 2024 <strong>in Abruzzo oltre 79mila civici erano già stati connessi mentre altri 39mila risultavano in lavorazione</strong>.</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">45% </span>la percentuale di completamento degli interventi previsti in Abruzzo dal Pnrr nell&#8217;ambito del piano Italia a 1 giga.</p>
</section>
<h3 class="wp-block-heading">L&#8217;importanza delle competenze digitali</h3>
<p>Gli investimenti in infrastrutture digitali però da soli non bastano a rendere maggiormente attrattivo un territorio. Un passaggio fondamentale infatti è quello di <strong>dare a cittadini e lavoratori le competenze necessarie per poter sfruttare le opportunità offerte dalle nuove tecnologie</strong>. Su questo fronte, un quadro della situazione ci viene offerto da <a href="https://ec.europa.eu/eurostat/web/digital-economy-and-society/database" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Eurostat</a>. A livello nazionale, possiamo osservare che solamente il <strong>45,8%</strong> dei cittadini italiani fa registrare un livello di &#8220;digital skills&#8221; almeno di base nelle&nbsp;<a href="https://joint-research-centre.ec.europa.eu/scientific-activities-z/education-and-training/digital-transformation-education/digital-competence-framework-citizens-digcomp_en" target="_blank" rel="noreferrer noopener">5 aree chiave individuate</a>&nbsp;dal framework europeo delle competenze digitali per i cittadini. Tra queste la risoluzione di problemi in ambito informatico, l&#8217;alfabetizzazione all&#8217;uso di dati e informazioni, la capacità di comunicazione e collaborazione in ambiente digitale, la sicurezza in rete e la creazione di contenuti digitali. Si tratta di uno dei dati più bassi d&#8217;Europa. Infatti solo <strong>Lettonia</strong> (45,3%), <strong>Polonia</strong> (44,3%), <strong>Bulgaria</strong> (35,5%) e <strong>Romania</strong> (27,7%) riportano un dato inferiore.</p>
<div id="strillo-testo-block_80275025c6d52ba8e17a97942cc04203" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Nelle aree rurali le competenze digitali sono mediamente meno diffuse.</p>
</section></div>
<p>Andando poi a disaggregare il dato in base ai luoghi in cui vivono le persone <strong>si nota una progressiva diminuzione delle competenze man mano che ci si allontana dai centri abitati principali</strong>. Nel caso italiano ad esempio, nelle grandi città oltre la metà dei residenti riporta competenze digitali almeno di base (50,8%). Dato che scende al 43,9% se ci spostiamo in aree suburbane e nelle città medio-piccole, fino ad arrivare ad <strong>appena il 40,6% nelle zone rurali</strong>.</p>
<p>Da questi dati emerge chiaramente come sia di fondamentale importanza anche un <strong>investimento educativo che parta dalle scuole</strong>. Ciò con l&#8217;obiettivo di formare sui territori cittadini capaci di servirsi (e non subire) il nuovo ambiente digitale. E anche, nell&#8217;ottica di arginare lo spopolamento di questi territori, di garantire alle famiglie con figli un&#8217;offerta educativa adeguata sul territorio in cui vivono.</p>
<div id="acquisire-le-competenze-necessarie-e-un-percorso-che-deve-partire-necessariamente-dalla-scuola-in-abruzzo-solo-il-24-degli-immobili-ha-unaula-di-informatica" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<h3 class="wp-block-heading">Sulle infrastrutture digitali a scuola l&#8217;Abruzzo è ancora indietro</h3>
<p>Abbiamo avuto modo di raccontare in passato come sul fronte dell&#8217;innovazione digitale in ambito scolastico l&#8217;<a href="https://www.openpolis.it/le-scuole-abruzzesi-sono-indietro-su-infrastrutture-e-competenze-digitali-abruzz/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Abruzzo resti ancora indietro rispetto alle altre regioni italiane</a>. I dati per l&#8217;anno scolastico 2022/23 confermano questo quadro. In media in Italia<strong> la presenza di almeno un&#8217;aula di informatica è dichiarata</strong> dagli enti proprietari &#8211; le province e i comuni &#8211; <strong>per il 35,7% degli edifici scolastici</strong>. Un&#8217;informazione che presenta delle lacune dal momento che nel 35,4% dei casi il dato non è disponibile, mentre nel 28,9% è esplicitamente dichiarata l&#8217;assenza di aule informatiche.</p>
<div id="strillo-testo-block_1db2f3b889bd58b7200931db986d9e8e" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>In Abruzzo poche aule di informatica dichiarate, ma per oltre la metà delle scuole l&#8217;informazione non è ricostruibile.</p>
</section></div>
<p>In questo quadro &#8211; a fronte di regioni dove la quota di dotazioni digitali supera il 50%, come Liguria, Piemonte e Valle d’Aosta &#8211; il <strong>dato abruzzese si attesta al 24%, agli ultimi posti</strong> dopo la Sicilia (28,8%) e poco sopra le quote registrate da Campania (22%), Calabria (21,8%) e Lazio (18,1%). Su questa tendenza incide tuttavia l&#8217;<strong>elevatissima quota di scuole per cui l&#8217;informazione non è stata rilasciata</strong>: il 52% degli edifici scolastici della regione.</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/labruzzo-resta-la-quartultima-regione-in-italia-per-dotazione-dichiarata-di-aule-informatiche/">L’Abruzzo resta la quartultima regione in Italia per dotazione dichiarata di aule informatiche</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/labruzzo-resta-la-quartultima-regione-in-italia-per-dotazione-dichiarata-di-aule-informatiche/">Percentuale di edifici scolastici statali dotati di aule informatiche (a.s. 2022/23)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                         aria-labelledby="chart_298325_tab1"><br />
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<p></amp-iframe>                        </p>
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</p></div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
<div id="chart_298325_tabpanel3" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-3"
                             aria-labelledby="chart_298325_tab3"></p>
<p>I dati, pubblicati sul portale open data del ministero dell’istruzione, sono forniti dagli enti locali proprietari o gestori degli edifici adibiti ad uso scolastico. Dati non disponibili per il Trentino Alto Adige.</p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Abruzzo Openpolis su dati Mim                                                                <br />(pubblicati: martedì 12 Settembre 2023)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/01/labruzzo-resta-la-quartultima-regione-in-italia-per-dotazione-dichiarata-di-aule-informatiche.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-298325"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-298325" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p>Anche a livello provinciale, agli ultimi posti per quota di aule informatiche dichiarate compaiono due province abruzzesi: <strong>Teramo</strong> (19,8%) e <strong>L&#8217;Aquila</strong> (18,3%). Territori che si collocano al di sotto del 20%, insieme a quelli di Napoli, Catanzaro, Catania, Crotone, Cosenza, Salerno, Latina, Roma e Benevento. La <strong>dotazione migliora nelle altre due province abruzzesi</strong>, <strong>Pescara</strong> (30,6%) e <strong>Chieti</strong> (26,6%), pur non raggiungendo la media nazionale del 35,7% di aule di informatica dichiarate.</p>
<div id="i-dati-confermano-come-sia-le-competenze-che-la-presenza-di-aule-di-informatica-siano-piu-scarse-nelle-aree-interne" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<h3 class="wp-block-heading">Un divario che è prima di tutto tra città e aree interne</h3>
<p>Osservando la mappa comunale appare evidente come la <strong>perifericità del comune</strong> resti un fattore importante nel determinare la maggiore o minore <strong>dotazione di infrastrutture digitali in ambito scolastico</strong>. </p>
<p>Nei <strong>comuni polo</strong> della regione &#8211; baricentrici in termini di servizi &#8211; anche la quota di scuole con l&#8217;aula di informatica risulta più elevata (35,8% degli edifici). Mentre<strong> cala drasticamente nelle aree interne</strong>. </p>
<section class="glossary">
<div>
                <mark><br />
																		Le aree interne sono i territori del paese più distanti dai servizi essenziali (quali istruzione, salute, mobilità). Parliamo di circa 4.000 comuni, con 13 milioni di abitanti, a forte rischio spopolamento (in particolare per i giovani), e dove la qualità dell&#039;offerta educativa risulta spesso compromessa.</br><br />
											                </mark><br />
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/che-cosa-sono-le-aree-interne/"><br />
                &#8220;Che cosa sono le aree interne&#8221;</a></span></p></div>
</section>
<p>Appare <strong>molto più contenuta nei comuni intermedi</strong> &#8211; quelli a oltre 27 minuti dal polo più vicino &#8211; dove l&#8217;incidenza di edifici scolastici con l&#8217;aula di informatica scende al 27,7%. <strong>Scende ulteriormente in quelli periferici (22,9%) e ultraperiferici (19,4%)</strong> della regione, territori collocati rispettivamente a più di 40 minuti o anche a oltre un&#8217;ora dal polo più vicino. </p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/permane-il-gap-di-dotazioni-digitali-nelle-scuole-dellabruzzo-interno/">Permane il gap di dotazioni digitali nelle scuole dell’Abruzzo interno</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/permane-il-gap-di-dotazioni-digitali-nelle-scuole-dellabruzzo-interno/">Percentuale di edifici scolastici statali dotati di aule informatiche (a.s. 2022/23)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
<div id="chart_298326_tab1" role="tab" aria-controls="chart_298326_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
<div id="chart_298326_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_298326_tab1"><br />
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<p></amp-iframe>                        </p>
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Abruzzo Openpolis su dati Mim                                                                <br />(pubblicati: martedì 12 Settembre 2023)
                                        </p>
</p></div>
<div class="opmag-chart-actions">
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/01/permane-il-gap-di-dotazioni-digitali-nelle-scuole-dellabruzzo-interno.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-298326"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-298326" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p>Tuttavia <strong>il minimo viene raggiunto nei comuni di cintura</strong>. Parliamo di quelle aree peri-urbane collocate ai margini delle città maggiori, e da queste raggiungibili in meno di mezz&#8217;ora. In queste aree la quota scende al 14,5%. </p>
<p>Va comunque considerato che, <strong>anche nelle città principali della regione, la situazione appare profondamente differenziata</strong>. In primis tra i capoluoghi. Nel comune di <strong>Pescara</strong> la percentuale di edifici scolastici con l&#8217;aula di informatica è pari al 58,6% (in meno del 3% dei casi il dato non viene dichiarato). Nelle città di <strong>Chieti</strong> e <strong>Teramo</strong> la quota si attesta rispettivamente al 28,6% e al 25,6% (con quasi il 70% di edifici per cui l&#8217;informazione non è presente). Ultima <strong>L&#8217;Aquila</strong>, con il 12,1% di aule di informatica e quasi 6 scuole su 10 per cui il dato non è disponibile.</p>
<h3 class="wp-block-heading">Come seguire Abruzzo Openpolis</h3>
<section class="download">
<div class="dw-content">
<div class="intro">
<p>Scarica i dati, comune per comune</p>
</div>
<div class="files">
<p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Osservatorio_Abruzzo/Aule_informatiche_Abruzzo_2025.xls">Presenza di aule informatiche in Abruzzo.</a></p>
</div></div>
</section>
<p>Abruzzo Openpolis è un progetto di Fondazione openpolis, <a href="https://www.hubruzzo.net/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Fondazione Hubruzzo</a> e&nbsp;<a href="https://www.gssi.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Gran Sasso Science Institute</a>. Per seguire gli aggiornamenti del nostro monitoraggio&nbsp;<strong>puoi iscriverti alla nostra newsletter</strong>&nbsp;<strong>dedicata.</strong>&nbsp;Ti invieremo una news mensile di mercoledì. Riceverai articoli, dati, grafici e mappe liberamente utilizzabili per promuovere un dibattito informato.</p>
<p>Foto: <a href="https://pixabay.com/photos/classroom-engine-room-computer-2386288/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">asuraneo (Pixabay)</a> &#8211; <a href="https://pixabay.com/service/license-summary/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Licenza</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/la-digitalizzazione-dellabruzzo-interno-tra-connettivita-e-competenze/">La digitalizzazione dell’Abruzzo interno, tra connettività e competenze</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;equilibrio giovani-anziani nell&#8217;Abruzzo montano e interno</title>
		<link>https://www.openpolis.it/lequilibrio-giovani-anziani-nellabruzzo-montano-e-interno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Dec 2024 07:55:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italie a confronto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=294426</guid>

					<description><![CDATA[<p>Quest'anno l'Italia ha raggiunto il rapporto di 2 anziani per bambino, una quota superata in Abruzzo già nel 2021, in particolare nelle aree interne della regione. Approfondiamo la situazione sul territorio, anche alla luce delle politiche per il ripopolamento.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/lequilibrio-giovani-anziani-nellabruzzo-montano-e-interno/">L&#8217;equilibrio giovani-anziani nell&#8217;Abruzzo montano e interno</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[</p>
<p>In molte aree dell&#8217;Italia e dell&#8217;Abruzzo, l&#8217;<strong>equilibrio tra la presenza di anziani e quella di giovani sembra essere sempre più precario</strong>. In particolare nelle zone interne e montane dove, a fronte dell&#8217;invecchiamento della popolazione, nel tempo sono calate anche le nascite.</p>
</p>
<p><div id="il-problema-dellabruzzo-interno-non-e-solo-lo-spopolamento-ma-anche-i-connessi-squilibri-sociali-e-demografici" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p>Aree spesso <strong>difficili da vivere per famiglie giovani con figli</strong>, per la distanza dai servizi e dai luoghi di lavoro, che però <strong>rischiano così di andare incontro a un progressivo declino e abbandono</strong>.</p>
</p>
<p>Nelle scorse settimane, il dibattito pubblico abruzzese si è concentrato sulle <strong>misure da prendere per intervenire sul fenomeno</strong>. Con visioni diverse nell&#8217;arco politico tra <a href="https://www.reteabruzzo.com/2024/10/14/aree-interne-e-spopolamento-lega-abruzzo-risultati-concreti-delle-politiche-del-centrodestra/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">maggioranza</a> e <a href="https://www.zonalocale.it/2024/10/14/critiche-legge-regionale-spopolamentox/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">opposizione</a>, in particolare rispetto all&#8217;attuazione delle politiche in materia, tra cui la <a href="http://www2.consiglio.regione.abruzzo.it/leggi_tv/abruzzo_lr/2021/lr21032/Intero.asp#Art3" target="_blank" rel="noreferrer noopener">legge regionale 32/2021</a>. Norma che da circa tre anni ha previsto alcuni <strong>incentivi per il ripopolamento di questi territori</strong>.</p>
</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>La Regione Abruzzo (&#8230;) al fine di contrastare il declino demografico in atto nelle zone montane più marginali, con la presente legge promuove iniziative volte a rivitalizzare il tessuto sociale ed economico dei piccoli Comuni di montagna, favorendo la natalità e incentivando l&#8217;insediamento di nuovi residenti che intendono trasferire la propria residenza in detti comuni.</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="http://www2.consiglio.regione.abruzzo.it/leggi_tv/abruzzo_lr/2021/lr21032/Intero.asp#Art1" target="_blank">&#8211; Lr 32/2021, art. 1</a>
									            </div>
</section>
</p>
<p>Questa legge prevede in particolare il <strong>riconoscimento di un contributo triennale</strong> di 2.500 euro all&#8217;anno <strong>per le famiglie che trasferiscono la propria residenza in un comune di montagna della regione Abruzzo</strong>. Il contributo viene raddoppiato se i nuclei familiari richiedenti avviano nel nuovo comune di residenza un’attività imprenditoriale, anche attraverso il recupero di beni immobili del patrimonio storico artistico.</p>
</p>
<p>Ma <strong>in quale contesto sociale e demografico si è inserita l&#8217;approvazione di questa legge e la sua attuazione? </strong>L&#8217;Italia quest&#8217;anno ha raggiunto il rapporto di 2 anziani per ogni giovane, rapporto che l&#8217;Abruzzo aveva superato già nel 2021, anno di approvazione della legge sullo spopolamento, con forti differenze territoriali. Alla luce di questo squilibrio, vediamo cosa prevede oggi la legge, con i dati più recenti sull&#8217;attuazione. Anche in considerazione del legame tra il contrasto all&#8217;abbandono del territorio e la <strong>possibilità di incentivare il ripopolamento per le famiglie giovani e con figli</strong>.</p>
</p>
<p><div class="content_block" id="custom_post_widget-135826"><p></p>
</div></p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">La crescita degli anziani in Italia e in Abruzzo</h3>
</p>
<p>Nel 2005 vivevano in Italia 11,3 milioni di persone di almeno 65 anni di età e 8,2 milioni di giovani fino a 14 anni. Vale a dire un rapporto (in demografia noto come indice di vecchiaia) di&nbsp;<strong>138 anziani ogni 100 bambini e ragazzi</strong>. Oggi gli over-65 sono 14,3 milioni, a fronte di meno di 7,2 milioni di minori di 14 anni. Un rapporto che quindi – secondo le stime preliminari sul <strong>2024 – per la prima volta arriva a sfiorare i&nbsp;200 anziani ogni 100 giovani</strong>. Una crescita che, negli ultimi anni, ha riguardato tutto il paese.</p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">10 </span>regioni &#8211; tra cui l&#8217;Abruzzo &#8211; che già nel 2021 superavano la soglia di 200 anziani ogni 100 giovani.</p>
</section>
<p><div id="labruzzo-nel-2021-aveva-gia-superato-la-soglia-di-2-anziani-per-ogni-giovane-residente-media-italiana-del-2024" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p>Se l&#8217;Italia negli ultimi anni si è progressivamente avvicinata al rapporto di 2 anziani per ciascun bambino o ragazzo residente fino a 14 anni, l&#8217;<strong>Abruzzo nel 2021 aveva già superato tale soglia</strong>, con un indice di vecchiaia superiore a 200. Un dato, sebbene inferiore a quello di altre regioni italiane, ampiamente al di sopra della media nazionale.</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-abruzzo-vivono-oltre-2-anziani-per-ogni-bambino-piu-della-media-nazionale/">In Abruzzo vivono oltre 2 anziani per ogni bambino, più della media nazionale</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-abruzzo-vivono-oltre-2-anziani-per-ogni-bambino-piu-della-media-nazionale/">Indice di vecchiaia nelle regioni italiane (2021)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Abruzzo openpolis su dati Istat (statistiche sperimentali)                                                                <br />(pubblicati: venerdì 8 Marzo 2024)
                                        </p>
</p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-294480"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-294480" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p><strong>L&#8217;Abruzzo in questo quadro si colloca a metà classifica</strong>, essendo l&#8217;ultima delle 10 regioni italiane a registrare un valore superiore a 200. Tuttavia si tratta di un <strong>valore medio che cela profonde differenze</strong>, in particolare rispetto all&#8217;invecchiamento registrato nella montagna abruzzese e nelle aree interne della regione.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">L&#8217;indice di vecchiaia nei comuni abruzzesi</h3>
</p>
<p>Abbiamo visto come in Abruzzo già nel 2021 fossero in media 202,5 i residenti di almeno 65 anni di età per ogni infra-14enne residente. Questa quota è fortemente variabile sul territorio, a partire dalle città capoluogo. </p>
</p>
<p><strong>Chieti è quella con l&#8217;indice di vecchiaia più elevato</strong> (252,1), seguita da Pescara (216,6) e Teramo (210,1). Il capoluogo regionale è invece l&#8217;unico ad attestarsi ancora &#8211; di poco &#8211; sotto quota 200 nel 2021, con un indice pari a 198, un valore comunque elevato.</p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">3 su 4 </span>i capoluoghi abruzzesi dove il rapporto supera i 2 anziani per bambino residente.</p>
</section>
</p>
<p>Ma è uscendo dalle città maggiori e dirigendosi verso le <strong>aree montane e interne della regione che spicca la maggiore incidenza di persone anziane</strong> rispetto ai bambini e ragazzi residenti.</p>
</p>
<p>Se si considerano i <strong>20 comuni abruzzesi con l&#8217;indice di vecchiaia più elevato</strong> emerge come siano <strong>tutti collocati in area interna</strong>. Sette sono intermedi, distanti almeno 28 minuti dalla città polo in termini di servizi più vicina. Altri 9 sono periferici, ovvero servono oltre 40 minuti per raggiungere il polo più vicino. I 4 restanti sono addirittura ultraperiferici: significa impiegare almeno 67 minuti per arrivare al comune baricentrico in termini di servizi sanitari, scolastici e ferroviari.</p>
</p>
<p><div id="19-su-20-dei-comuni-abruzzesi-con-lindice-di-vecchiaia-piu-elevato-sono-di-montagna-interna" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
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<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/su-20-comuni-abruzzesi-con-lindice-di-vecchiaia-piu-alto-19-sono-di-montagna-interna/">Su 20 comuni abruzzesi con l&#8217;indice di vecchiaia più alto, 19 sono di montagna interna</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/su-20-comuni-abruzzesi-con-lindice-di-vecchiaia-piu-alto-19-sono-di-montagna-interna/">Indice di vecchiaia nei comuni abruzzesi (2021)</a></h3>
</p></div>
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<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Abruzzo openpolis su dati Istat (statistiche sperimentali)                                                                <br />(pubblicati: venerdì 8 Marzo 2024)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/12/su-20-comuni-abruzzesi-con-lindice-di-vecchiaia-piu-alto-19-sono-di-montagna-interna.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<p><label for="embed-chart-294434"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-294434" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>Una <strong>perifericità strettamente connessa con l&#8217;orografia di questi territori</strong>. In 19 casi su 20, i comuni con l&#8217;indice di vecchiaia più elevato sono anche classificabili come montagna interna. Uno (<strong>San Giovanni Lipioni</strong>, comune della provincia di Chieti) è classificabile come collina interna. Questo paese di circa 140 abitanti &#8211; di cui la metà over 65 &#8211; è il comune d&#8217;Abruzzo con l&#8217;indice di vecchiaia più elevato, con 2.800 anziani ogni 100 bambini nel 2021. </p>
</p>
<p>Seguono, con oltre 2000 over-65 ogni 100 under-14, due comuni di montagna interna della provincia aquilana: <strong>San Benedetto in Perillis</strong>, <strong>Bisegna</strong> e <strong>Ortona dei Marsi</strong>.</p>
</p>
<p><div id="la-legge-sullo-spopolamento-prevede-una-serie-di-incentivi-che-nei-prossimi-anni-dovranno-essere-monitorati-anche-sul-tema-dellequilibrio-demografico" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Cosa prevedono le politiche sullo spopolamento in Abruzzo</h3>
</p>
<p>La legge per il contrasto allo spopolamento approvata nel 2021 prevede una serie di misure, indirizzate ai piccoli comuni di montagna dell&#8217;Abruzzo. </p>
</p>
<p>Questi sono individuati tra i <strong>comuni con meno di 3.000 abitanti</strong> che, sulla base dei dati Uncem (unione nazionale comuni comunità enti montani) sono classificati come <strong>montani</strong> e hanno registrato negli ultimi cinque anni un <strong>calo demografico</strong> superiore alla media regionale. Vi rientrano inoltre <strong>tutti i comuni montani con meno di 200 abitanti, anche in assenza di calo demografico</strong>.</p>
</p>
<p>Da un lato, è previsto un <strong>incentivo economico di 2.500 euro annui alle nuove famiglie residenti</strong>, della durata di un triennio. La condizione è che il nucleo familiare richiedente dichiari e dimostri che l&#8217;abitazione di nuova residenza rimanga la dimora abituale per tutto il periodo di godimento del beneficio. In base alla <a href="https://www.crabruzzo.it/system/files/2024-10/8887083_ori.stamped.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">relazione sull&#8217;attuazione</a> per il 2023, lo scorso anno ne hanno fatto richiesta oltre 800 nuclei, di cui 702 ammessi all’istruttoria. Per 602 di queste l&#8217;istruttoria risultava conclusa al momento della relazione, nell&#8217;ottobre scorso, per un totale di 829 persone.</p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">602 </span>nuclei familiari richiedenti nel 2023 che hanno ricevuto l&#8217;incentivo.</p>
</section>
</p>
<p>La legge prevede il raddoppio dell&#8217;incentivo per i richiedenti che avviano un&#8217;<strong>attività imprenditoriale nel comune di nuova residenza</strong>, anche attraverso il recupero di beni immobili del patrimonio storico-artistico. Nel 2023, sono state 19 richieste che hanno ottenuto l’ulteriore incentivo previsto per aver avviato o trasferito la propria attività.</p>
</p>
<p>Definire politiche pubbliche che contrastino l&#8217;abbandono del territorio è strettamente connesso alla <strong>possibilità per le giovani famiglie &#8211; in particolare con figli &#8211; di vivere in aree interne e montane</strong>. Da questo punto di vista, l&#8217;<a href="https://www2.consiglio.regione.abruzzo.it/leggi_tv/abruzzo_lr/2021/lr21032/Intero.asp#Art2" target="_blank" rel="noreferrer noopener">articolo 2 della legge 32/2021</a> prevede in questi comuni un assegno di natalità fino a un massimo di 2.500 euro annui alla nascita o all&#8217;adozione di un figlio, per i primi 3 anni di vita del minore, nei limiti dello stanziamento previsto dalla stessa legge. </p>
</p>
<p>Inoltre, si prevedono la promozione di&nbsp;intese tra le Asl e i comuni montani per l&#8217;apertura di <strong>ambulatori pediatrici</strong> e contributi alle famiglie per il <strong>rimborso rette scolastiche</strong>.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">L&#8217;importanza dei servizi per le famiglie nelle aree interne</h3>
</p>
<p>Nel valutare l&#8217;impatto di queste misure e di altre analoghe, la maggiore attenzione nei prossimi anni dovrà essere dedicata alla presenza di famiglie con figli e ai servizi ad esse rivolti. Tali aspetti vanno considerati <strong>centrali per qualsiasi politica di contrasto allo spopolamento</strong> che sia duratura nel tempo, per due ragioni.</p>
</p>
<p>La prima è che le <strong>aree interne sono definite proprio a partire dalla loro distanza dai servizi essenziali</strong>. Prevederne una maggiore presenza, o comunque una maggiore raggiungibilità sul territorio, è il presupposto per contenere il trend di spopolamento. </p>
</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/parole/che-cosa-sono-le-aree-interne/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Cosa sono le aree interne?<br />
<br /><strong>Vai al glossario</strong></a>.</p>
</section>
</p>
<p>In secondo luogo, la possibilità per le famiglie con figli di vivere nelle aree interne non si collega solo all&#8217;obiettivo primario di ridurre lo spopolamento. Ma anche a quello, altrettanto importante, di un <strong>riequilibrio demografico tra giovani e anziani</strong>, aspetto particolarmente sensibile nelle aree montane e interne.</p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">89,8% </span>i comuni di montagna interna in Abruzzo dove già nel 2021 il rapporto raggiungeva i 2 anziani per giovane (media regione: 78%).</p>
</section>
</p>
<p>Un<strong> equilibrio che come abbiamo visto è oggi fragile in molte aree del paese e in Abruzzo</strong>. A tutti i livelli istituzionali, nei prossimi mesi e anni sarà cruciale prevedere ed estendere le misure di <strong>supporto alla genitorialità</strong>, monitorando nel tempo anche indicatori come l&#8217;andamento del rapporto tra giovani e anziani. Una variabile chiave per il futuro di questi territori e non solo.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Come seguire Abruzzo Openpolis</h3>
</p>
<section class="download">
<div class="dw-content">
<div class="intro">
<p>Scarica i dati, comune per comune</p>
</div>
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<p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Osservatorio_Abruzzo/Abruzzo_indice_vecchiaia.xls" target="_blank" rel="noopener">Indice di vecchiaia in Abruzzo</a></p>
</div></div>
</section>
</p>
<p>Abruzzo Openpolis è un progetto di Fondazione openpolis, <a href="https://www.hubruzzo.net/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Fondazione Hubruzzo</a> e&nbsp;<a href="https://www.gssi.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Gran Sasso Science Institute</a>. Per seguire gli aggiornamenti del nostro monitoraggio&nbsp;<strong>puoi iscriverti alla nostra newsletter</strong>&nbsp;<strong>dedicata.</strong>&nbsp;Ti invieremo una news mensile di mercoledì. Riceverai articoli, dati, grafici e mappe liberamente utilizzabili per promuovere un dibattito informato.</p>
</p>
<p>Foto: <a href="https://unsplash.com/it/foto/uomo-e-donna-che-camminano-vicino-alla-porta-di-legno-chiusa-zmMtb3PtsrE" target="_blank" rel="noreferrer noopener">JW. (unsplash)</a> &#8211; <a href="https://unsplash.com/it/licenza" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Licenza</a></p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/lequilibrio-giovani-anziani-nellabruzzo-montano-e-interno/">L&#8217;equilibrio giovani-anziani nell&#8217;Abruzzo montano e interno</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
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