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	<title>Abruzzo Archivi - Openpolis</title>
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		<title>&#8220;Un anno insieme&#8221;, a L&#8217;Aquila l&#8217;evento finale di Cosmic School</title>
		<link>https://www.openpolis.it/un-anno-insieme-a-laquila-levento-finale-di-cosmic-school/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mattia]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 May 2026 14:09:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nell’anno scolastico che volge al termine il progetto ha visto coinvolte 13 scuole di tre regioni italiane, oltre a enti di ricerca pubblici e privati, in un percorso teorico e pratico di avvicinamento alle materie STEM. Le parole dei protagonisti.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>L’AQUILA &#8211; Giunge al termine <strong>Cosmic School</strong>, percorso educativo volto ad avvicinare studenti e studentesse alle materie STEM, che ha visto nell’anno scolastico in corso il coinvolgimento di circa 1.800 studenti e studentesse di 13 scuole.</p>



<p>“L’atterraggio” di Cosmic School, evento finale del progetto, è stato ospitato dai Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare &#8211; INFN ad Assergi (L’Aquila). Ad animarlo una nutrita rappresentanza delle scuole partecipanti (circa 200 tra studenti, studentesse e docenti), oltre agli esponenti del <strong>Fondo per la Repubblica Digitale Impresa sociale</strong>, che ha selezionato e sostenuto il progetto, e al partenariato, composto da Fondazione Openpolis, Gran Sasso Science Institute, Laboratori Nazionali del Gran Sasso, Fondazione Gran Sasso Tech e Ufficio Scolastico Regionale per l’Abruzzo.</p>



<p>&#8220;Il grande coinvolgimento registrato nel corso di questa iniziativa conferma quanto sia importante offrire ai giovani occasioni concrete per avvicinarsi al mondo della scienza, in particolare della fisica”, ha dichiarato <strong>Ezio Previtali</strong>, Direttore dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso. “I risultati raggiunti testimoniano entusiasmo, curiosità e capacità di approfondimento da parte degli studenti che hanno saputo affrontare con interesse e passione lo studio dei raggi cosmici. Iniziative come questa ci permettono di mettere in relazione il nostro lavoro di ricerca con i giovani e, più in generale, con la società. Mi auguro inoltre che questa esperienza contribuisca non solo alla formazione delle generazioni future, ma che sia anche da stimolo per i giovani studenti ad intraprendere la carriera scientifica nel prossimo futuro”.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1920" height="1280" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/05/foto_cs_2.jpg" alt="" class="wp-image-308842" srcset="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/05/foto_cs_2.jpg 1920w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/05/foto_cs_2-768x512.jpg 768w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/05/foto_cs_2-1536x1024.jpg 1536w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/05/foto_cs_2-129x86.jpg 129w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/05/foto_cs_2-96x64.jpg 96w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/05/foto_cs_2-264x176.jpg 264w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/05/foto_cs_2-414x276.jpg 414w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/05/foto_cs_2-635x423.jpg 635w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/05/foto_cs_2-1026x684.jpg 1026w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/05/foto_cs_2-1368x912.jpg 1368w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/05/foto_cs_2-350x233.jpg 350w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/05/foto_cs_2-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></figure>



<p>&#8220;Secondo i più recenti dati UE, la carenza di professionisti ICT e di competenze STEM continua a rappresentare una sfida per tutta l’Europa, ancora segnata, inoltre, da un forte gender gap. In Italia solo il 16,8% delle donne (25 e 34 anni) consegue una laurea in materie scientifiche, contro il 37% degli uomini &#8211; ha evidenziato <strong>Chiara Di Girolamo</strong>, referente progetto attività istituzionali per il Fondo per la Repubblica Digitale Impresa sociale &#8211; è in questo contesto che il Fondo per la Repubblica Digitale ha pubblicato ‘Polaris’, il bando da 20 milioni di euro dedicato a rafforzare competenze STEM e orientamento di studenti e studentesse delle scuole secondarie. Tra i 34 progetti selezionati c’è Cosmic School, promosso da Fondazione Openpolis ETS, che ha coinvolto circa 1.800 studenti di 13 istituti superiori in tre regioni italiane per avvicinarli ai temi della scienza, della tecnologia e dell’innovazione in modo concreto e coinvolgente”.&nbsp;</p>



<p>“Ci auguriamo che l’evento conclusivo di oggi rappresenti non un punto di arrivo, ma l’inizio di nuovi <strong>percorsi di crescita, curiosità e fiducia nelle proprie capacità.</strong> Perché investire nei talenti delle nuove generazioni significa costruire un futuro più inclusivo per il nostro Paese”, ha concluso Di Girolamo.</p>



<p>Nel corso della mattinata sono stati presentati alcuni dei <strong>lavori prodotti dalle classi</strong> nei laboratori organizzati in questi mesi. <strong>In tutto oltre 700 incontri tenuti in circa 90 classi </strong>in scuole superiori di <strong>Abruzzo</strong> (L’Aquila, Pescara, Teramo, Avezzano, Sulmona, Vasto, Lanciano, Giulianova e Nereto), <strong>Campania </strong>(Pompei) e <strong>Basilicata</strong> (Potenza).</p>



<p>“Cosmic School ha messo in rete scuole, ricerca, terzo settore e innovazione per rendere le STEM un’esperienza concreta e accessibile. Il Cosmic Rays Cube sintetizza questo approccio: uno strumento scientifico che avvicina studenti e studentesse alla citizen science, aiutandoli a osservare fenomeni, leggere dati e fare domande sul proprio territorio. L’eredità del progetto è una rete educativa che non si esaurisce con l’evento finale, ma può proseguire attraverso protocolli condivisi, nuove attività e collaborazioni tra i partner e le scuole coinvolte”, ha dichiarato <strong>Vincenzo Smaldore,</strong> direttore dello sviluppo istituzionale di Openpolis e responsabile del progetto, che nel corso del suo intervento ha raccontato Cosmic School anche attraverso alcuni numeri.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="1920" height="1280" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/05/foto_cs_3.jpg" alt="" class="wp-image-308843" srcset="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/05/foto_cs_3.jpg 1920w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/05/foto_cs_3-768x512.jpg 768w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/05/foto_cs_3-1536x1024.jpg 1536w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/05/foto_cs_3-129x86.jpg 129w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/05/foto_cs_3-96x64.jpg 96w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/05/foto_cs_3-264x176.jpg 264w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/05/foto_cs_3-414x276.jpg 414w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/05/foto_cs_3-635x423.jpg 635w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/05/foto_cs_3-1026x684.jpg 1026w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/05/foto_cs_3-1368x912.jpg 1368w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/05/foto_cs_3-350x233.jpg 350w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/05/foto_cs_3-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></figure>



<p>Nel corso dell’anno scolastico, infatti, sono stati realizzati ben <strong>312 incontri formativi </strong>incentrati sui temi della fisica fondamentale, dei raggi cosmici e delle principali tecniche di rivelazione di questi ultimi, affiancati da attività laboratoriali dedicate all’approfondimento della discriminazione di genere nelle carriere STEM (acronimo di <em>Science</em>, <em>Technology</em>, <em>Engineering</em> e <em>Mathematics</em>) e all’orientamento post-diploma di ragazzi e ragazze. Il percorso ha previsto anche il coinvolgimento diretto degli studenti nella progettazione e realizzazione del <strong>Cosmic Rays Cube (CRC)</strong>, rivelatore di raggi cosmici, guidandoli successivamente nelle attività di acquisizione e analisi dei dati prodotti dallo strumento, che rimarrà in dotazione dei rispettivi istituti. Particolare attenzione, inoltre, è stata riservata all’approfondimento delle metodologie di utilizzo dei dati prodotti, sia derivanti da esperimenti scientifici sia da indagini statistiche, evidenziandone le possibili applicazioni anche in ambiti diversi dalla ricerca scientifica. <strong>Un lavoro importante, reso possibile grazie all’apporto del personale altamente qualificato dei partner scientifici </strong>del progetto, coordinati dai referenti <strong>Attanasio Candela </strong>(per la Fondazione Gran Sasso Tech), <strong>Massimo Mannarelli </strong>(per i Laboratori Nazionali del Gran Sasso) e<strong> Adriano Di Giovanni </strong>(per il Gran Sasso Science Institute).</p>



<p>Dopo l’incontro, studenti e studentesse hanno partecipato alle visite guidate presso i <strong>Laboratori sotterranei, i più importanti laboratori sotterranei dedicati alla fisica astroparticellare</strong>. La visita ha rappresentato una preziosa occasione di approfondimento e di orientamento, permettendo ai partecipanti di conoscere da vicino le attività di ricerca scientifica svolte nei laboratori e le infrastrutture tecnologiche utilizzate negli esperimenti internazionali ospitati al loro interno. Nel corso dell’anno scolastico, infatti, le classi avevano già approfondito i principali temi di ricerca dei LNGS attraverso specifici percorsi didattici. L’esperienza ha così consentito di collegare gli aspetti teorici affrontati durante le attività formative con la loro applicazione nella ricerca sperimentale.</p>



<p>Con la giornata in Abruzzo il progetto si avvia alla sua conclusione. Cosmic School ha rappresentato un’occasione di avvicinamento alle materie STEM per migliaia di studenti e studentesse, in un confronto costante attraverso lo studio teorico e la pratica condivisa.</p>
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		<item>
		<title>Il benessere studentesco nelle indagini delle classi di Cosmic School</title>
		<link>https://www.openpolis.it/il-benessere-studentesco-nelle-indagini-delle-classi-di-cosmic-school/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mattia]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 May 2026 12:35:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=308468</guid>

					<description><![CDATA[<p>Tre classi di scuole di Teramo, Pompei e L'Aquila hanno raccolto e raccontato dati rispetto al tempo libero e al benessere extra-scolastico. Sono i risultati del laboratorio di citizen science, uno degli ambiti di lavoro in Cosmic School.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>L’obiettivo dei <strong>laboratori di citizen science</strong> è indagare, attraverso i dati, una tematica di interesse pubblico. In questo senso, non c&#8217;è ambito più interessante per gli studenti e le studentesse che quello sulle attività nel <strong>tempo libero.</strong></p>



<p><strong>Il tempo libero è spesso percepito come limitato dagli impegni scolastici</strong>, dalla scarsità di strutture pubbliche per lo svago e da fattori come la sedentarietà e l’uso eccessivo di social e dispositivi. Ma invece è fondamentale per la socialità, per la crescita personale e per il benessere psico-fisico individuale.</p>



<p>Il diritto al gioco per i bambini e le bambine, e al tempo libero per gli adolescenti, è garantito persino dalla <strong>Convenzione Onu sui diritti dell&#8217;infanzia e dell&#8217;adolescenza, </strong>firmata nel 1989.</p>


        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Gli Stati parti riconoscono al fanciullo il diritto al riposo e al tempo libero, a dedicarsi al gioco e ad attività ricreative proprie della sua età e a partecipare liberamente alla vita culturale ed artistica.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.unicef.it/convenzione-diritti-infanzia/articoli/#:~:text=Gli%20Stati%20parti%20riconoscono%20al%20fanciullo%20il%20diritto%20al%20riposo%20e%20al%20tempo%20libero%2C%20a%20dedicarsi%20al%20gioco%20e%20ad%20attivit%C3%A0%20ricreative%20proprie%20della%20sua%20et%C3%A0%20e%20a%20partecipare%20liberamente%20alla%20vita%20culturale%20ed%20artistica.%C2%A0" target="_blank">&#8211; Convenzione Onu sui diritti dell&#8217;infanzia e dell&#8217;adolescenza, art. 31</a>
									            </div>
        </section>
		


<h3 class="wp-block-heading">Capire attraverso la citizen science</h3>



<p>Tre classi di Cosmic School hanno affrontato questo tema da altrettante prospettive.</p>



<p><strong>La 4ALSA dell&#8217;istituto Amedeo d’Aosta dell&#8217;Aquila</strong> ha svolto un’indagine di natura esplorativa, partendo dall’assunto che la vita sociale dei giovani è in continuo cambiamento e proponendosi quindi di “capire quali luoghi possano offrire alla nostra generazione un vero senso di benessere e libertà”.</p>


<div id="strillo-testo-block_ec817cf902c0cd3e8dc03ef1b5569114" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>Le classi che hanno lavorato al tema si trovano in scuole di L&#8217;Aquila, Teramo e Pompei.</p>
			        </section>
		</div>



<p><strong>La 4D del liceo di scienze applicate Einstein di Teramo</strong> ha invece scelto un approccio più critico, evidenziando che studio, tempo libero e dispositivi digitali creano un “equilibrio fragile”, che per funzionare dovrebbe essere dinamico. </p>



<p>Infine, <strong>la 5AS del liceo scientifico Pascal di Pompei </strong>si è chiesta se il tempo libero sia davvero trattato come un diritto oppure se non sia nient’altro che un “miraggio” per gli studenti sovraccarichi di lavoro.</p>



<p>Le tre classi hanno condotto un <strong>sondaggio tra i propri compagni di scuola per comprendere meglio il fenomeno</strong>, mentre alunni e alunne del d&#8217;Aosta hanno integrato con una mappa dei principali luoghi di aggregazione del proprio comune. </p>


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                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/cosmic-school-la-mappa-dei-luoghi-di-aggregazione-dellaquila/">Cosmic School, la mappa dei luoghi di aggregazione dell&#8217;Aquila</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/cosmic-school-la-mappa-dei-luoghi-di-aggregazione-dellaquila/">La mappatura di alcuni luoghi di aggregazione del Comune dell&#8217;Aquila secondo il lavoro della 4ALSA dell&#8217;IIS &#8220;Amedeo d&#8217;Aosta&#8221;</a></h3>
                                    </div>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_308469_tab3"><p>La mappa è stata realizzata da studenti e studentesse del 4ALSA dell&#8217;IIC &#8220;Amedeo d&#8217;Aosta&#8221; dell&#8217;Aquila, nell’ambito del laboratorio di citizen science del progetto <a href="https://www.openpolis.it/cosmic-school/" target="_blank" rel="noopener">Cosmic School</a>. L&#8217;istituto è una delle 13 scuole italiane interessate dal progetto. I dati sono stati raccolti attraverso un monitoraggio delle aree sul campo e su fonti aperte sul web. È importante evidenziare che le affermazioni, i risultati delle ricerche e i dati in esse contenute vanno comunque letti in un contesto di apprendimento laboratoriale e didattico, non giornalistico in senso stretto. In altre parole, si tratta puramente di esercizi per imparare un metodo, al di là della puntuale veridicità e dall’attendibilità e dai riscontri delle tesi sostenute da chi ha redatto i contenuti.</p>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione della 4ALSA dell&#8217;IIS &#8220;Amedeo d&#8217;Aosta&#8221; dell&#8217;Aquila, su dati del laboratorio di progetto Cosmic School                                                            </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-308469"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-308469" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			


<p><strong>I testi delle classi hanno colto a pieno lo spirito dell&#8217;indagine e l&#8217;importanza di mappare il benessere studentesco e il tempo libero</strong>: &#8220;In un mondo che cambia continuamente e rapidamente, la vera sfida è continuare a creare e curare questi spazi, perché sono fondamentali per il benessere e lo sviluppo personale di ogni ragazzo&#8221;, si legge in uno degli elaborati.</p>



<p>La classe dell’Einstein, che si è concentrata sul delicato equilibrio tra studio, tempo libero e tecnologie, evidenzia come le tecnologie possano essere d’aiuto ai ragazzi, per <strong>gestire il proprio tempo in modo meno dispersivo</strong>. Tra i vari aspetti d&#8217;interesse emersi, infatti, è stato rilevato che <strong>chi usa strumenti digitali per pianificare lo studio ha una minore percezione dello stress</strong>. </p>



<p>Al contempo, il tempo libero, importante valvola di sfogo, <strong>può diventare una trappola se dominato dalla dimensione digitale</strong>, che non rigenera realmente e funge soltanto da “distrattore”. Un terzo del loro campione di intervistati <strong>si dichiara “molto” dipendente dai dispositivi digitali </strong>e nessuno si considera immune.</p>


<div id="strillo-testo-block_82f3d0de8f85bbf3b998d57f8275d215" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>L&#8217;analisi dei dati può essere occasione di riflessione sulla propria condizione.</p>
			        </section>
		</div>



<p><strong>Nell’indagine della classe del Pascal</strong> emerge soprattutto il peso degli impegni scolastici, con oltre la metà degli intervistati che considera la propria giornata scolastica molto faticosa e sente il bisogno di una pausa. Tre quarti degli studenti, poi, dichiarano di avere poco tempo libero nel pomeriggio. Il risultato è che, anche se molti praticano sport e altre attività, <strong>oltre il 40% ritiene di non riuscire (o di riuscire con difficoltà) a bilanciare il tempo libero con lo studio.</strong></p>



<p><strong>Un equilibrio fragile, insomma, che richiede pianificazione, costanza e serietà</strong> ma anche un alleggerimento del carico di studio. Come rileva la 5AS del <strong>Pompei</strong>, in una riflessione più soggettiva: “La gestione del tempo è la sfida principale per la maggior parte di noi: tra le lezioni pomeridiane che terminano alle 18 e le lunghe ore passate a casa per preparare interrogazioni e compiti, il tempo per gli sport e le passioni personali è ridotto al minimo. È complesso mantenere i propri impegni extra-scolastici quando la giornata sembra non finire mai&#8221;.</p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">5% </span>degli studenti e studentesse intervistati dalla classe del Pascal riesce a &#8220;conciliare molto&#8221; studio e passioni nel tempo libero.</p>
			        </section>
		


<p>&#8220;Il nostro sondaggio non è stato solo una raccolta di numeri, ma un modo per dare voce a una condizione comune. <strong>I dati parlano chiaro:</strong> esiste un forte squilibrio tra doveri scolastici e benessere personale&#8221;, concludono i ragazzi e le ragazze della scuola campana. Una presa di posizione rafforzata dal racconto attraverso i dati, l&#8217;obiettivo ultimo del laboratorio di citizen science.</p>



<p><em>È importante evidenziare che le affermazioni, i risultati delle ricerche e i dati in esse contenute vanno comunque letti in un contesto di apprendimento laboratoriale e didattico, non giornalistico in senso stretto. In altre parole, si tratta puramente di esercizi per imparare un metodo, al di là della puntuale veridicità e dell’attendibilità e dai riscontri delle tesi sostenute da chi ha redatto i contenuti.</em></p>



<p>Foto: <a href="https://unsplash.com/it/foto/uomini-che-giocano-a-calcio-durante-il-giorno-WQEP0mrTD8Y" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rémi Jacquaint</a> (<a href="https://unsplash.com/it/licenza" target="_blank" rel="noreferrer noopener">licenza</a>)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/il-benessere-studentesco-nelle-indagini-delle-classi-di-cosmic-school/">Il benessere studentesco nelle indagini delle classi di Cosmic School</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>I parchi di Pescara, nell&#8217;analisi della 4C del Galilei</title>
		<link>https://www.openpolis.it/i-parchi-di-pescara-nellanalisi-della-4c-del-galilei/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mattia]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Apr 2026 14:57:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=307897</guid>

					<description><![CDATA[<p>I ragazzi e le ragazze del liceo scientifico di Pescara, tra le 13 scuole partner di Cosmic School, hanno analizzato quattro importanti parchi pubblici della città adriatica, in seguito ai laboratori di citizen science.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/i-parchi-di-pescara-nellanalisi-della-4c-del-galilei/">I parchi di Pescara, nell&#8217;analisi della 4C del Galilei</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il laboratorio di <strong>citizen science</strong> è uno dei momenti chiave di Cosmic School. Si tratta di un ciclo di cinque incontri in cui le classi intraprendono una <strong>ricerca basata su dati,</strong> nella forma di una <strong>piccola inchiesta giornalistica</strong> su un tema di interesse pubblico. </p>



<p>Da un lato l&#8217;obiettivo è apprendere e applicare una nuova <strong>metodologia</strong> (come raccogliere i dati, come analizzarli ed estrapolarne le informazioni più importanti), dall’altro è comunicare i <strong>risultati</strong> della propria ricerca, rendendo i dati accessibili a tutta la cittadinanza. È importante evidenziare che le affermazioni, i risultati delle ricerche e i dati in esse contenute vanno comunque letti in un contesto di apprendimento laboratoriale e didattico, non giornalistico in senso stretto. In altre parole, si tratta puramente di esercizi per imparare un metodo, al di là dell&#8217;attendibilità e dai riscontri delle tesi sostenute dalle classi. </p>


<div id="strillo-testo-block_f8f6c2430e05f3411f49271bd7bd229e" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>Nel laboratorio di citizen science studenti e studentesse sperimentano il giornalismo basato sui dati.</p>
			        </section>
		</div>



<p>Nel primo incontro, si pongono le <strong>basi teoriche e pratiche del laboratorio</strong>: cosa sono i dati? Perché sono importanti? In che senso possiamo noi, in quanto cittadini, avere un “ruolo attivo” rispetto ai dati? </p>



<p>Nei quattro incontri successivi, si entra nel vivo della ricerca: studenti e studentesse <strong>individuano</strong> un tema che sentono rilevante e vicino, <strong>raccolgono</strong> dati in modo diretto o consultando le principali fonti statistiche, <strong>analizzano</strong> i dati ottenuti, creando grafici e mappe territoriali, e infine <strong>redigono</strong> un articolo giornalistico, di natura divulgativa, per raccontare gli esiti della ricerca.</p>



<p><strong>I ragazzi e le ragazze della 4C del liceo scientifico Galilei di Pescara</strong> hanno svolto una ricerca sui principali parchi della propria città, intitolata “<strong>Parchi a misura di giovani: cosa offrono i parchi di Pescara?</strong>”, con l’obiettivo di misurare l’adeguatezza delle zone verdi e così direzionare eventuali interventi futuri.</p>


        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Per un adolescente un parco non è solo un pezzo di verde in città. È il luogo dove incontrare gli amici, giocare a calcio o a pallavolo, provare la bicicletta, fare sport all’aria aperta o semplicemente passare qualche ora lontano dai genitori o dalla scuola. Ma i parchi pubblici di Pescara rispondono davvero alle esigenze dei ragazzi?</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.galileipescara.edu.it/hub/" target="_blank">&#8211; 4C del Liceo Scientifico Galilei, Pescara</a>
									            </div>
        </section>
		


<p>L’indagine, basata su osservazione diretta seguita dalla consultazione del sito del comune, si è articolata su <strong>quattro criteri</strong>: i servizi per bambini e famiglie (aree giochi, aree pic-nic, piste ciclabili), i servizi per adolescenti (campi sportivi e attrezzature ginniche), l’accessibilità per il pubblico (assenza di barriere per persone portatrici di disabilità, bagni pubblici) e l’accessibilità per gli animali domestici (aree cani).</p>


            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/quattro-parchi-di-pescara-nel-laboratorio-di-cosmic-school/">Quattro parchi di Pescara nel laboratorio di Cosmic School</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/quattro-parchi-di-pescara-nel-laboratorio-di-cosmic-school/">Il monitoraggio di quattro aree verdi della città adriatica a cura del 4C del Liceo Scientifico &#8220;Galilei&#8221; di Pescara</a></h3>
                                    </div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione liceo scientifico statale &#8220;Galileo Galilei&#8221; (Pescara) su dati del laboratorio di progetto Cosmic School                                                            </p>
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                            <p><label for="embed-chart-307910"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-307910" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			


<p>Inoltre, gli studenti e le studentesse hanno raccolto una serie di dati più generici sui parchi in questione, come la <strong>superficie, il nome e la localizzazione</strong>, con l&#8217;obiettivo di fornire un contesto. Quest’ultimo aspetto ha permesso loro di realizzare una mappa territoriale, grazie all&#8217;applicazione Flourish, delle principali aree verdi del comune di Pescara.</p>



<p>È possibile <strong>scaricare e leggere la ricerca integrale del 4C</strong> del liceo Galilei di Pescara al link dedicato. </p>


        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Scarica la</p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/04/2026-04-10_Cosmic-School_4C_Galilei_Pescara.pdf" target="_blank" rel="noopener">ricerca</a></p>
</div>
				            </div>
        </section>
		



<p><em>È importante evidenziare che le affermazioni, i risultati delle ricerche e i dati in esse contenute vanno comunque letti in un contesto di apprendimento laboratoriale e didattico, non giornalistico in senso stretto. In altre parole, si tratta puramente di esercizi per imparare un metodo, al di là della puntuale veridicità e dall&#8217;attendibilità e dai riscontri delle tesi sostenute da chi ha redatto i contenuti.</em></p>



<p><strong>Foto</strong>: <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Riserva_naturale_di_interesse_provinciale_Pineta_Dannunziana">Pineta Dannunziana</a> (<a href="https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0/deed.it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">licenza</a>)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/i-parchi-di-pescara-nellanalisi-della-4c-del-galilei/">I parchi di Pescara, nell&#8217;analisi della 4C del Galilei</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le attività di Cosmic School sui media regionali</title>
		<link>https://www.openpolis.it/le-attivita-di-cosmic-school-sui-media-regionali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mattia]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Mar 2026 13:02:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=307532</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nei primi mesi del progetto sono circa 40 i quotidiani, televisioni e testate che hanno parlato delle attività di Cosmic School. Una rapida carrellata delle uscite principali, soprattutto sui territori nei quali sorgono le scuole partner del progetto.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/le-attivita-di-cosmic-school-sui-media-regionali/">Le attività di Cosmic School sui media regionali</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>A partire dall&#8217;evento di lancio, che ha avuto luogo all&#8217;Aquila lo scorso ottobre, Cosmic School <strong>ha suscitato l&#8217;interesse dei media abruzzesi. </strong></p>



<p>L&#8217;Abruzzo è infatti il territorio di provenienza di <strong>11 delle 13 scuole superiori che aderiscono al progetto</strong>, e al tempo stesso sede dei partner scientifici di Cosmic School.</p>



<p><strong>A oggi sono circa 40 le citazioni dei media sulle attività di laboratorio</strong>. Tra queste ci sono diversi media di riferimento nella regione, da <a href="https://www.abruzzoweb.it/laquila-al-via-progetto-cosmic-school-in-200-al-gssi-per-levento-di-lancio/">Abruzzoweb</a> a <a href="https://abruzzosera.it/attualita/gli-studenti-del-vitruvio-alla-scoperta-del-cosmo-con-polaris-cosmic-school/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Abruzzosera</a>, passando per quotidiani web che si occupano di territori specifici, come <a href="https://www.centroabruzzonews.com/2026/01/cosmic-school-quasi-90-classi-e-circa.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">CentroAbruzzo News</a> per la zona della Valle Peligna &#8211; partecipa al progetto l&#8217;IIS &#8220;Fermi&#8221; di Sulmona &#8211; o <a href="https://www.zonalocale.it/2026/02/06/fisica-particelle-raggi-cosmici/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Zona Locale</a>, &#8220;storica&#8221; testata del sud Abruzzo, l&#8217;area dove sorgono altre due scuole partner (il &#8220;Da Vinci &#8211; De Giorgio&#8221; di Lanciano e il &#8220;Mattei&#8221; di Vasto).</p>



<p>Sono diversi anche i servizi di<strong> LaQTv</strong>, nata all&#8217;Aquila ma oggi seguita anche a livello regionale. </p>



<p>Tra questi ve ne proponiamo uno del 9 febbraio scorso, che racconta la costruzione del <strong>Cosmic Rays Cube (CRC)</strong> nel corso dei laboratori didattici, in particolare al liceo &#8220;Bafile&#8221;, uno dei principali istituti del capoluogo abruzzese.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-vimeo wp-block-embed-vimeo"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe title="LaQTv_Polaris_20260209" src="https://player.vimeo.com/video/1163592733?dnt=1&amp;app_id=122963" width="640" height="360" frameborder="0" allow="autoplay; fullscreen; picture-in-picture; clipboard-write; encrypted-media; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin"></iframe>
</div></figure>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/le-attivita-di-cosmic-school-sui-media-regionali/">Le attività di Cosmic School sui media regionali</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Cosmic School alla settimana della cultura scientifica del &#8220;Vitruvio&#8221; di Avezzano</title>
		<link>https://www.openpolis.it/cosmic-school-alla-settimana-della-cultura-scientifica-del-vitruvio-di-avezzano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mattia]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Mar 2026 17:45:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=306780</guid>

					<description><![CDATA[<p>Ci sarà anche un po&#8217; di Cosmic School alla dodicesima settimana della cultura scientifica e tecnologica al &#8220;Vitruvio Pollione&#8221; di Avezzano (L&#8217;Aquila), una delle tredici scuole partner del progetto. Nella settimana dal 2 al 7 marzo, infatti, l&#8217;istituto abruzzese ha organizzato &#8220;Butterfly effect &#8211; Complessità&#8220;, una serie di incontri, laboratori e conferenze a tema scienza [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Ci sarà anche un po&#8217; di Cosmic School alla <strong>dodicesima settimana della cultura scientifica e tecnologica</strong> al &#8220;Vitruvio Pollione&#8221; di Avezzano (L&#8217;Aquila), una delle tredici scuole partner del progetto.</p>



<p>Nella settimana dal 2 al 7 marzo, infatti, l&#8217;istituto abruzzese ha organizzato &#8220;<strong>Butterfly effect &#8211; Complessità</strong>&#8220;, una serie di incontri, laboratori e conferenze a tema scienza e tecnologia.</p>



<p>Gli eventi sono stati organizzati e pensati anche per un<strong> pubblico extra-scolastico</strong>. Molte iniziative, infatti, si tengono in luoghi prestigiosi della città marsicana (come il Castello Orsini, dov&#8217;è stata anche aperta la settimana) o in spazi di ritrovo sociale come il cinema di Avezzano.</p>


        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Scarica il </p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/03/settimana_vitruvio_brochure.pdf" target="_blank" rel="noopener">programma</a></p>
</div>
				            </div>
        </section>
		



<p>Ci sono poi i <strong>&#8220;laboratori aperti&#8221;</strong>, veri e propri percorsi di scienza con gli studenti e le studentesse, che si terranno giovedì 5 e venerdì 6 (ore 8.30-13:15 e 14:30-17:30), oltre a sabato 7 marzo (ore 8:30-13:15).</p>



<p>Uno dei laboratori investe proprio il <a href="https://www.openpolis.it/al-bafile-dellaquila-il-primo-cosmic-rays-cube-e-realta/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Cosmic Rays Cube (CRC)</a>, il rivelatore di raggi cosmici costruito dalle <strong>classi 3B e 3M il 28 e 29 gennaio scorsi</strong>. E proprio i due docenti <strong>Domenica Ranalli</strong> e <strong>Francesco Tonelli</strong> terranno il laboratorio<em> &#8220;Segnali invisibili dal Cosmo &#8211; Indizi tra le stelle&#8221;. </em></p>



<p>&#8220;Dalle galassie più lontane direttamente nel nostro istituto: con il rilevatore apriamo una finestra sul cosmo per catturare i muoni e <strong>svelare i segreti della radiazione cosmica</strong>&#8220;, si legge nel programma.</p>



<p>Insomma il rilevatore costruito attraverso Cosmic School <strong>si apre alla città,</strong> grazie alla settimana sulla scienza e la tecnologia organizzata dall&#8217;istituto avezzanese.                               </p>



<p>Cosmic School è un <strong>percorso educativo volto ad avvicinare studenti e studentesse alle materie STEM </strong>(acronimo di <em>Science</em>, <em>Technology</em>, <em>Engineering</em> e <em>Mathematics</em>), selezionato e sostenuto dal <strong>Fondo per la Repubblica Digitale Impresa sociale </strong>e<strong> </strong>frutto di un partenariato che vede insieme e in stretta collaborazione Fondazione Openpolis, Gran Sasso Science Institute, Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, Gran Sasso Tech e Ufficio Scolastico Regionale per l’Abruzzo.</p>
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		<item>
		<title>Circa 1.800 studenti coinvolti nei primi due mesi di Cosmic School</title>
		<link>https://www.openpolis.it/circa-1-800-studenti-coinvolti-nei-primi-due-mesi-di-cosmic-school/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mattia]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Jan 2026 16:20:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fondazione]]></category>
		<category><![CDATA[povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=305434</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il percorso educativo, volto ad avvicinare la popolazione studentesca alle materie STEM, presenta i primi dati delle attività nelle classi. Sono centinaia gli incontri e i laboratori nei tredici istituti coinvolti in Abruzzo, Basilicata e Campania.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>È molto positivo il bilancio dei primi mesi di Cosmic School, <strong>progetto che vede protagonisti enti di ricerca e formazione in 13 scuole di Abruzzo, Campania e Basilicata</strong>. Il percorso, selezionato e sostenuto dal <a href="https://www.fondorepubblicadigitale.it/scheda_progetto/cosmic-school/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Fondo per la Repubblica Digitale Impresa sociale</a>, è stato lanciato al Gran Sasso Science Institute dell’Aquila lo scorso 10 ottobre e ha visto già l’avvicendarsi nelle classi di alcuni dei laboratori previsti.</p>



<p>I primi numeri di Cosmic School vedono la partecipazione di più di 1.800 studenti e studentesse delle 13 scuole superiori coinvolte, in <strong>centinaia di incontri e laboratori tematici.</strong> </p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">1.817 </span>studenti e studentesse coinvolti nei primi due mesi di Cosmic School.</p>
			        </section>
		


<p>In particolare, sono partite le attività legate alla “<strong>introduzione alla fisica</strong>”, tenute da ricercatori e ricercatrici di <strong>Gran Sasso Science Institute</strong>, <strong>Gran Sasso Tech</strong> e <strong>Laboratori Nazionali del Gran Sasso</strong>. </p>



<p>Esponenti delle stesse tre organizzazioni hanno tenuto anche incontri di orientamento legati alle carriere STEM, mentre i laboratori di <strong>citizen science,</strong> condotti dalla Fondazione Openpolis con il supporto dei docenti delle scuole coinvolte, hanno visto già <strong>164 incontri con le classi.</strong> A partire da ottobre sono poi stati realizzati 59 incontri del laboratorio <strong>“orientamento e competenze” </strong>e 120 dedicati alla sensibilizzazione sulle <strong>discriminazioni di genere nell’ambito STEM</strong>, compresi diversi interessanti confronti sul tema con docenti e genitori di ragazzi e ragazze che partecipano alle attività del progetto.</p>



<p><strong>In tutto sono 87 le classi interessate da Cosmic School,</strong> all’interno delle quali si è lavorato collettivamente sull’elaborazione di contenuti sul tema delle STEM, attraverso raccolte di dati sul campo, sondaggi nelle scuole e altre attività pratiche.</p>



<p>Cosmic School è un <strong>percorso educativo volto ad avvicinare studenti e studentesse alle materie STEM</strong> (acronimo di Science, Technology, Engineering e Mathematics). È fondato su due tipologie di attività: da un lato formazione e orientamento, dall’altro quelle volte alla costruzione di comunità di apprendimento e pratica. Partecipano per tutto l’anno scolastico in corso <strong>scuole abruzzesi</strong> (a L’Aquila, Pescara, Teramo, Avezzano, Sulmona, Vasto, Lanciano, Giulianova e Nereto), <strong>campane</strong> (Pompei) e in Basilicata (Potenza), supportate dall’Ufficio scolastico regionale dell’Abruzzo.</p>


        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/cosmic-school/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vai a
<br><strong>cosmicschool.it</strong></a>.</p>
        </section>
		





<p>“Il riscontro da parte di ragazzi, ragazze, docenti e genitori è stato positivo. C’è molto interesse rispetto alle attività e ai temi che affrontiamo, sia dal punto di vista della curiosità nell’apprendimento e nella conoscenza, che nella voglia di fare pratica”, afferma <strong>Vincenzo Smaldore</strong>, direttore dell’area istituzionale della Fondazione Openpolis e responsabile del progetto.</p>



<p>Nel corso del mese di gennaio riprenderanno gli incontri e aumenterà anche il livello pratico delle attività. L’obiettivo, infatti, è che studenti e studentesse di ogni scuola costruiscano il <strong>Cosmic Rays Cube</strong> (CRC), un rivelatore di raggi cosmici, sotto la direzione di scienziati e scienziate degli enti di ricerca partner. Una sfida ambiziosa che vedrà protagonisti studenti e docenti delle scuole coinvolte dal progetto.</p>



<p>Un prototipo del CRC è stato esposto anche nel corso dell&#8217;evento di lancio del progetto, lo scorso 10 ottobre all&#8217;Aquila.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="1920" height="1280" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/01/cosmic_rays_cube.jpeg" alt="" class="wp-image-305436" srcset="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/01/cosmic_rays_cube.jpeg 1920w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/01/cosmic_rays_cube-768x512.jpeg 768w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/01/cosmic_rays_cube-1536x1024.jpeg 1536w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/01/cosmic_rays_cube-129x86.jpeg 129w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/01/cosmic_rays_cube-96x64.jpeg 96w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/01/cosmic_rays_cube-264x176.jpeg 264w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/01/cosmic_rays_cube-414x276.jpeg 414w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/01/cosmic_rays_cube-635x423.jpeg 635w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/01/cosmic_rays_cube-1026x684.jpeg 1026w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/01/cosmic_rays_cube-1368x912.jpeg 1368w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/01/cosmic_rays_cube-350x233.jpeg 350w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/01/cosmic_rays_cube-272x182.jpeg 272w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></figure>



<p></p>
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		<item>
		<title>I movimenti dei pendolari abruzzesi verso le città capoluogo</title>
		<link>https://www.openpolis.it/i-movimenti-dei-pendolari-abruzzesi-verso-le-citta-capoluogo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martina Lovat]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Dec 2025 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italie a confronto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=304813</guid>

					<description><![CDATA[<p>Ogni giorno in Abruzzo ci sono oltre 400mila spostamenti di lavoratori e lavoratrici pendolari. È un fenomeno rilevante che pone diverse questioni per le politiche pubbliche: dalla pianificazione urbanistica alla viabilità, dal diritto all’abitare alla gestione del territorio.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Ogni giorno in Abruzzo si registrano <strong>più di 400mila spostamenti di persone che si muovono per motivi di lavoro</strong>, di cui quasi un terzo verso le città capoluogo.</p>



<p>Come nel resto del paese, il pendolarismo dei lavoratori e delle lavoratrici abruzzesi rappresenta un fenomeno rilevante. I flussi generati da questi spostamenti, infatti, aprono <strong>diverse questioni per le politiche pubbliche</strong>: dalla pianificazione urbanistica alla viabilità, dal diritto all’abitare alla gestione complessiva del territorio.</p>



<p>In regione ci sono poco più di 144mila imprese di cui circa 123mila attive. Sono <a href="https://agenziasviluppoaq.eu/cresa-informa-n-1-2025/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">distribuite</a> su tutto il territorio territorio della regione, con maggiore concentrazione a Chieti (30% del totale) e Pescara (25,2%). <strong>Ogni giorno confluiscono verso questi luoghi di lavoro migliaia di lavoratori abruzzesi</strong>.</p>



<p><strong>L’analisi dei movimenti indica che nella regione gli spostamenti verso i capoluoghi spiegano solo una parte residuale del pendolarismo di lavoratori e lavoratrici. </strong></p>



<p>Questo quadro porta a riflettere sulla pianificazione e sull’organizzazione dei servizi indispensabili per rispondere alle esigenze di chi ogni giorno affronta spostamenti più o meno lunghi per raggiungere il luogo di lavoro.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il pendolarismo per lavoro in Abruzzo</h3>



<p>Per analizzare i flussi di spostamento per lavoro, <strong>Istat ha sviluppato una metodologia che permette di individuare i comuni di origine e di destinazione del pendolarismo. </strong>Grazie a questi dati è possibile capire quanti e quali spostamenti sono diretti verso una città capoluogo, in qualsiasi parte del paese.</p>


<div id="strillo-testo-block_943c844df039078b59a8f4507d299e64" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>Gli spostamenti per lavoro spiegano solo una parte di quelli complessivi.</p>
			        </section>
		</div>



<p><strong>È comunque importante ricordare che questi spostamenti non comprendono tutti i movimenti che le persone compiono quotidianamente</strong>: oltre al lavoro ci possono essere altri motivi che portano le persone a spostarsi dal proprio comune di residenza come per esempio dover fare la spesa, dover andare dal medico o ancora spostarsi per motivi di studio. Per questi ultimi, Istat ha elaborato una metodologia specifica che è attualmente <a href="https://www.youtube.com/live/qS5QSV4rres?si=3QuRA1TxNYGO62tx&amp;t=5589" target="_blank" rel="noreferrer noopener">in corso di aggiornamento</a>.</p>



<p>Nel 2021 si stima che siano stati circa <strong>19,6 milioni i movimenti effettuati dai pendolari in Italia.</strong> Di questi, circa 7,6 milioni<strong> </strong>avviene verso un capoluogo di provincia del paese, comprendendo qualsiasi comune di partenza (quindi anche i capoluoghi stessi). In termini percentuali, <strong>lo spostamento verso i capoluoghi rappresenta il 39,1% del totale.</strong> L&#8217;analisi a livello regionale evidenzia comunque delle differenze tra i territori italiani.</p>


<div id="labruzzo-e-una-delle-regioni-con-meno-pendolarismo-verso-le-citta-capoluogo" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>




            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/labruzzo-e-una-delle-regioni-con-meno-pendolarismo-verso-i-capoluoghi/">L&#8217;Abruzzo è una delle regioni con meno pendolarismo verso i capoluoghi</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/labruzzo-e-una-delle-regioni-con-meno-pendolarismo-verso-i-capoluoghi/">Incidenza di spostamenti per lavoro verso i capoluoghi nelle regioni italiane (2021)</a></h3>
                                    </div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_304816_tab3"><p>I dati sono stati elaborati dalle matrici del pendolarismo per lavoro elaborate da Istat. I capoluoghi considerati negli spostamenti sono tutti quelli di provincia presenti sul territorio nazionale.</p>
</div>
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                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Abruzzo Openpolis su dati Istat                                                                <br>(pubblicati: mercoledì 8 Ottobre 2025)
                                        </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-304816"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-304816" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			


<p>La regione italiana dove si registra più pendolarismo lavorativo verso il capoluogo è il <strong>Lazio</strong>, dove questo fenomeno riguarda il 65,2% dei movimenti (circa 1,2 milioni). Seguono Liguria (58,2%), Emilia-Romagna (43,1%) e Sicilia (42,7%). Sono 7 le regioni che superano la media nazionale. I valori più bassi si registrano invece in Calabria (31,4%), Veneto (28,4%) e Marche (27,2%). </p>



<p>L&#8217;Abruzzo registra poco più di 410mila spostamenti giornalieri per motivi di lavoro. Di questi, il <strong>32,1% </strong>(quasi 132 mila in termini assoluti) <strong>avviene verso un capoluogo.</strong> Si tratta di un valore di circa 7 punti percentuali inferiore rispetto alla media nazionale.</p>


<div id="strillo-testo-block_1ccc7ac623e152cf43ea3f6f7bf65f58" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>Il movimento verso i capoluoghi non spiega tutti gli spostamenti per lavoro.</p>
			        </section>
		</div>



<p><strong>Pur essendo importanti per il lavoro, i capoluoghi di provincia non sono gli unici poli che attraggono i pendolari.</strong> Questo è un elemento cruciale quando si parla di pianificazione efficiente dei servizi: i flussi diretti verso determinate aree rivelano infatti i bisogni della popolazione che le raggiunge ogni giorno. Si tratta di esigenze che possono riguardare la mobilità, ma anche la presenza di servizi come asili nido o altri presìdi utili per le famiglie dei lavoratori. Per questo è fondamentale analizzare gli spostamenti guardando oltre i confini provinciali, in ottica di gestione delle risorse e di sostegno dello sviluppo locale del territorio. </p>


        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="Nell’Abruzzo in spopolamento serve un nuovo approccio ai bisogni del territorio" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Nell’Abruzzo in spopolamento serve un nuovo approccio ai bisogni del territorio
<br><strong>Approfondisci</strong></a>.</p>
        </section>
		





<p>Per comprendere meglio quanto incidono gli spostamenti verso i capoluoghi nel territorio abruzzese, è stata utilizzata la <strong>classificazione Gssi.</strong> Questa particolare metodologia definisce delle polarità comunali sulla base di servizi considerati come essenziali. Ciascun comune può appartenere a 4 classi differenti ottenute attraverso la combinazione dei servizi presenti. Seguendo una metodologia per step, sono state individuate 48 polarità.</p>


<div id="piu-ci-si-avvicina-verso-le-citta-e-piu-aumenta-il-pendolarismo-verso-di-esse" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>




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        </section>
		




            <div class="opmag-chart-selector-panel">
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                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-pendolarismo-verso-i-capoluoghi-aumenta-avvicinandosi-alle-citta/">Il pendolarismo verso i capoluoghi aumenta avvicinandosi alle città</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-pendolarismo-verso-i-capoluoghi-aumenta-avvicinandosi-alle-citta/">Incidenza di spostamenti per lavoro verso i capoluoghi nei comuni abruzzesi (2021)</a></h3>
                                    </div>
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                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/il-pendolarismo-verso-i-capoluoghi-aumenta-avvicinandosi-alle-citta/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/12/il-pendolarismo-verso-i-capoluoghi-aumenta-avvicinandosi-alle-citta.png" placeholder ></amp-img><div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div></amp-iframe>                        <div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-pendolarismo-verso-i-capoluoghi-aumenta-avvicinandosi-alle-citta/">Il pendolarismo verso i capoluoghi aumenta avvicinandosi alle città &#8211; Incidenza di spostamenti per lavoro verso i capoluoghi nei comuni abruzzesi (2021)</a></div>
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			        			                                <div id="chart_304818_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_304818_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_304818_tab3"><p>I dati sono stati elaborati dalle matrici del pendolarismo per lavoro elaborate da Istat. I capoluoghi considerati negli spostamenti sono tutti quelli di provincia presenti sul territorio nazionale.</p>
</div>
			                        </amp-selector>
                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Abruzzo Openpolis su dati Istat                                                                <br>(pubblicati: mercoledì 8 Ottobre 2025)
                                        </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/12/il-pendolarismo-verso-i-capoluoghi-aumenta-avvicinandosi-alle-citta.png" target="_blank" download></a>
						                                                
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                            <p><label for="embed-chart-304818"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			


<p><strong>Il primo elemento che risulta evidente dall&#8217;analisi è che più i comuni sono vicini ai capoluogo più riportano dei movimenti di pendolarismo verso le città.</strong> Questo è un dato interessante anche alla luce dell&#8217;incidenza degli spostamenti verso un capoluogo da parte dei comuni della montagna interna: questi movimenti compongono il 34,2% di tutti gli spostamenti per lavoro, non discostandosi particolarmente dalla media della regione. Il dato può essere spiegato con la vicinanza di alcuni capoluoghi, in primis quello dell&#8217;Aquila, ai grandi gruppi montuosi presenti in regione. </p>



<p>È possibile vedere l&#8217;effetto dei capoluoghi considerando la divisione comunale effettuata con la metodologia Gssi. <strong>Sono i comuni di rank 1 (quelli con più servizi essenziali) a registrare più spostamenti verso i capoluoghi (70,9%).</strong> Fanno parte di questa categoria i quattro comuni capoluogo stessi e Avezzano. Questo elemento ci permette di capire che tendenzialmente chi vive in un capoluogo rimane lì anche per lavoro.</p>


<div id="la-metodologia-del-gssi-ci-permette-di-capire-che-molti-spostamenti-gravitano-intorno-ai-quattro-capoluoghi-piu-avezzano" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>




<div id="strillo-testo-block_f95adc6d7c11660c05f7a3ee59248ffa" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>Tra i comuni di rank 1 c&#8217;è una differenza tra i capoluoghi e Avezzano.</p>
			        </section>
		</div>



<p>Andando però ad analizzare i dati specifici sulle aree delineate dalla metodologia Gssi, quindi ampliando il raggio dei comuni interessati, <strong>si definiscono due dinamiche principali: quella dei capoluoghi e quella di Avezzano.</strong> Attorno ai capoluoghi stessi molti spostamenti gravitano attorno alla città principale, nello specifico: la polarità dell&#8217;Aquila registra una percentuale dell&#8217;85,5%, Chieti del 62,4%, Teramo del 59,7% e Pescara del 50,4%.</p>



<p><strong>Nel comune di Avezzano, il pendolarismo verso capoluoghi spiega solo il 10,5% degli spostamenti per lavoro</strong>; nell&#8217;area limitrofa a questo comune l&#8217;11,4%. Se però si considerano i movimenti verso lo stesso comune di Avezzano nei comuni adiacenti, il dato aumenta all&#8217;64%.</p>


<div id="strillo-testo-block_4a55bed0f18a505d3fb3c697f14f3fec" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>L&#8217;esempio di Vasto mostra più polarità tra i comuni vicini.</p>
			        </section>
		</div>



<p>Un esempio particolare che si può analizzare è quello di <strong>Vasto</strong>. Il comune risulta secondo la classificazione delle aree interne come intermedio, quindi distante almeno 28 minuti dal polo più vicino. Secondo invece la classificazione Gssi, è un comune di rank 2, ovvero un territorio in cui sono presenti dei servizi che possono essere importanti per la popolazione, seppur non nella stessa misura delle aree che rientrano nel rank 1. In questo contesto, il pendolarismo verso i capoluoghi dello stesso comune di Vasto si assesta al 3,7%, se si comprende l&#8217;area limitrofa si scende al 3,1%. Analizzando quali sono i comuni verso i quali ci sono più spostamenti nell&#8217;area in questione, si nota che i primi tre sono <strong>Vasto (37,6%), San Salvo (29,6%) e Atessa (8,8%).</strong> Nel dettaglio, San Salvo rientra all&#8217;interno della polarità di Vasto secondo la classificazione Gssi mentre Atessa è a sua volta una polarità di rank 3.</p>



<p>Questi esempi mostrano come le zone più attrattive a livello lavorativo non sono soltanto i capoluoghi e che superare la concezione dei confini provinciali è necessario per un&#8217;efficiente gestione dei servizi per i lavoratori sul territorio.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Come seguire Abruzzo Openpolis</h3>


        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Scarica i dati, comune per comune</p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Osservatorio_Abruzzo/2021_pendolarismoperlavoro.xls" target="_blank" rel="noopener">I movimenti pendolari in Abruzzo per motivi di lavoro</a></p>
</div>
				            </div>
        </section>
		



<p>Abruzzo Openpolis è un progetto di Fondazione Openpolis,&nbsp;<a href="https://www.hubruzzo.net/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Fondazione Hubruzzo</a>&nbsp;e&nbsp;<a href="https://www.gssi.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Gran Sasso Science Institute</a>. Per seguire gli aggiornamenti del nostro monitoraggio&nbsp;<strong>puoi iscriverti alla nostra newsletter</strong>&nbsp;<strong>dedicata.</strong>&nbsp;Ti invieremo una news mensile di mercoledì. Riceverai articoli, dati, grafici e mappe liberamente utilizzabili per promuovere un dibattito informato.</p>



<p>Foto: <a href="https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Stazione_di_Pescara_03.jpg" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Wikimedia Commons</a> &#8211; <a href="https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0/deed.en" target="_blank" rel="noreferrer noopener">licenza</a></p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/i-movimenti-dei-pendolari-abruzzesi-verso-le-citta-capoluogo/">I movimenti dei pendolari abruzzesi verso le città capoluogo</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;Abruzzo è una delle regioni più ricche di alberi monumentali</title>
		<link>https://www.openpolis.it/labruzzo-e-una-delle-regioni-piu-ricche-di-alberi-monumentali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martina Lovat]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Nov 2025 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italie a confronto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=304509</guid>

					<description><![CDATA[<p>Gli alberi sono monumentali quando hanno caratteristiche estetiche, culturali o storiche peculiari. Con 293 esemplari, l’Abruzzo è la sesta regione in Italia per numero di esemplari.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/labruzzo-e-una-delle-regioni-piu-ricche-di-alberi-monumentali/">L&#8217;Abruzzo è una delle regioni più ricche di alberi monumentali</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Dalle coste alle montagne, passando per le città e i paesi più piccoli, l’Abruzzo è caratterizzato dalla convivenza di numerosi ecosistemi.</strong> La varietà di numerosi ambienti, naturali e artificiali, rende cruciale un lavoro di tutela e valorizzazione dei territori su chiave fortemente locale. Per esempio, <strong>vanno in questa direzione gli sforzi di salvaguardia degli alberi monumentali</strong>, esemplari con specifiche caratteristiche che rivestono un ruolo particolarmente importante per il paesaggio e la storia di un territorio.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Cosa sono gli alberi monumentali</h3>



<p>Alcune piante hanno delle caratteristiche che sono considerate notevoli sotto differenti punti di vista. Ci sono esemplari che si distinguono per elementi estetici come l&#8217;altezza, la circonferenza del fusto o l&#8217;architettura dei rami. Altri che invece hanno un valore paesaggistico, storico o culturale per il territorio in cui sono presenti.<strong> Questi alberi rappresentano un elemento identitario fondamentale per le comunità locali e i territori in cui esse vivono.</strong></p>


<div id="gli-alberi-monumentali-sono-elementi-identitari-di-un-territorio-e-non-possono-essere-abbattuti" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>




<div id="strillo-testo-block_260fe350bee42b029f180aab7e8122d7" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>Per legge, gli alberi monumentali non possono essere abbattuti.</p>
			        </section>
		</div>



<p>La tutela di questi esemplari è in vigore dal 2013, anno in cui a livello nazionale è stata emanata la <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2013-01-14;10!vig=2025-10-30" target="_blank" rel="noreferrer noopener">legge 10/2013</a>. Questa normativa definisce le caratteristiche necessarie affinché un albero sia classificato come monumentale, formalizza l&#8217;iter di selezione e ne garantisce la salvaguardia. <strong>Ne è espressamente vietato l&#8217;abbattimento mentre sono autorizzati solo specifici interventi considerati necessari e improrogabili previa autorizzazione del comune e del ministero dell&#8217;agricoltura e della sovranità alimentare (Masaf).</strong></p>



<p>Per quel che riguarda invece il processo con cui vengono selezionati, <strong>ogni comune ha l&#8217;obbligo di effettuare un censimento</strong> sul proprio territorio comunicando poi il dato alla regione di appartenenza che invia al ministero di competenza (il Masaf) l&#8217;elenco completo degli esemplari presenti.</p>



<p>In Italia, con l&#8217;ultimo decreto direttoriale del 23 ottobre 2025 risultano censiti <strong>4.944 alberi monumentali</strong>. In seguito a questo decreto ,sono stati inseriti nell&#8217;elenco nazionale 211 esemplari. Ke regioni che hanno fatto delle richieste di aggiunta sono 11: Basilicata, Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Lazio, Lombardia, Puglia, Sardegna, Sicilia, Umbria e Veneto. Gli alberi monumentali si distribuiscono in maniera differente sul suolo nazionale.</p>


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                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/labruzzo-e-una-delle-regioni-italiane-con-piu-alberi-monumentali/">L&#8217;Abruzzo è una delle regioni italiane con più alberi monumentali</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/labruzzo-e-una-delle-regioni-italiane-con-piu-alberi-monumentali/">Alberi monumentali nelle regioni italiane (2025)</a></h3>
                                    </div>
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                             aria-labelledby="chart_304591_tab3"><p>Gli alberi monumentali sono piante hanno delle caratteristiche che sono considerate notevoli come elementi estetici come l&#8217;altezza, la circonferenza del fusto o l&#8217;architettura dei rami o caratteristiche legate al valore paesaggistico, storico o culturale per il territorio in cui sono presenti.</p>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Abruzzo Openpolis su dati Masaf                                                                <br>(ultimo aggiornamento: giovedì 23 Ottobre 2025)
                                        </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-304591"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                            </div>

			


<p>La regione italiana caratterizzata dal maggior numero di alberi monumentali è il<strong> Friuli-Venezia Giulia</strong>. I suoi 542 esemplari compongono l&#8217;11% di quelli registrati in Italia. Seguono Lombardia (476), Sardegna (431) e Campania (387). Ad averne di meno invece la Valle d&#8217;Aosta (118), la provincia autonoma di Trento (96) e quella di Bolzano (40).</p>


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<div id="strillo-testo-block_acdf333b964d8e25e61405069848011e" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>L&#8217;Abruzzo è la sesta regione in Italia per numero di alberi monumentali.</p>
			        </section>
		</div>



<p><strong>In Abruzzo si rilevano 292 alberi monumentali, circa il 6% di tutti quelli presenti in Italia. </strong>Si tratta della sesta regione per numero di esemplari, a pari merito con il Veneto. Scendendo più nel dettaglio, la maggioranza di queste piante (231) si trova in contesto non urbano. La provincia che ne registra di più e <strong>L&#8217;Aquila (120)</strong>, seguita Teramo (78). A chiudere Chieti (64) Pescara (30).</p>



<p><strong>Principalmente, gli alberi monumentali sono stati segnalati per età o dimensioni:</strong> il 94,2% (276 su 292) riporta infatti delle caratteristiche degne di nota da questo punto di vista. 98 esemplari sono stati segnalati per pregio paesaggistico mentre 95 per forma e portamento e 80 per il valore ecologico. Sono di meno invece quelli con elementi peculiari legati all&#8217;architettura vegetale (23) e alla rarità botanica (7). L&#8217;albero monumentale con la circonferenza del fusto maggiore (circa 13 metri) è un castanea sativa (castagno in nome volgare) che si trova a Valle Castellana in provincia di Teramo. Quello invece più alto misura 45 metri e si tratta di un faggio (Fagus sylvatica L.) situato a Cappadocia in provincia dell&#8217;Aquila.</p>


<div id="la-loro-tutela-rientra-tra-le-funzioni-e-competenze-dei-comuni" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<p><strong>La protezione di questi esemplari rientra tra le funzioni comunali.</strong> Al netto di questa competenza specifica, per il ruolo che gli alberi monumentali rivestono per il territorio più ampio del singolo comune, la loro valorizzazione potrebbe essere organizzata anche tenendo presenti bacini territoriali più ampi. Ad esempio i limiti naturali all&#8217;interno di aree geografiche come le valli montane, oppure basandosi su confini culturali o la vicinanza a servizi già attivi. </p>



<p>Dato questo contesto, la mappatura della presenza degli alberi monumentali deve essere fatta alla luce della specificità del territorio abruzzese. Di conseguenza è stata utilizzata la classificazione Gssi per comprendere meglio la distribuzione di questi esemplari sulla superficie regionale. Si tratta di una metodologia che definisce delle micropolarità comunali sulla base di alcuni servizi considerati come essenziali.</p>


        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/nellabruzzo-in-spopolamento-serve-un-nuovo-approccio-ai-bisogni-del-territorio/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Nell’Abruzzo in spopolamento serve un nuovo approccio ai bisogni del territorio
<br><strong>Approfondisci</strong></a>.</p>
        </section>
		




            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/ci-sono-38-alberi-monumentali-nella-polarita-di-crognaleto/">Ci sono 38 alberi monumentali nella polarità di Crognaleto</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/ci-sono-38-alberi-monumentali-nella-polarita-di-crognaleto/">Alberi monumentali in Abruzzo divisi per ambito giornaliero (2025)</a></h3>
                                    </div>
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                             aria-labelledby="chart_304639_tab3"><p>Gli alberi monumentali sono piante hanno delle caratteristiche che sono considerate notevoli come elementi estetici come l’altezza, la circonferenza del fusto o l’architettura dei rami o caratteristiche legate al valore paesaggistico, storico o culturale per il territorio in cui sono presenti. La divisione geografica utilizzata è quella degli ambiti giornalieri elaborata dal Gssi. Si tratta di una metodologia che definisce delle micropolarità comunali sulla base di alcuni servizi considerati come essenziali.</p>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Abruzzo Openpolis su dati Masaf                                                                <br>(ultimo aggiornamento: mercoledì 22 Ottobre 2025)
                                        </p>
                </div>
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<div id="larea-territoriale-con-piu-alberi-monumentali-e-crognaleto-nel-teramano" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<p>L&#8217;ambito giornaliero in cui ci sono più alberi monumentali è Crognaleto (38) seguito da L&#8217;Aquila (35), Castel di Sangro (14) e Penne (13). Andando a considerare i rank definiti dalla classificazione Gssi, la maggior parte di questi esemplari si concentra in comuni di tipo 4 (235). 42 unità invece si registrano in comuni di tipo 1, più urbanizzati e caratterizzati da più servizi. <strong>Questi elementi confermano da un lato la ricchezza naturale delle aree più lontane dai servizi ma anche la presenza di peculiarità naturalistiche in aree più antropizzate</strong>, ribadendo l&#8217;importanza di politiche ambientali centrate sulle caratteristiche dei territori su cui insistono.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Come seguire Abruzzo Openpolis</h3>


        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Scarica i dati, comune per comune</p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Osservatorio_Abruzzo/2025ottobre_abruzzo_alberimonumentali.xls" target="_blank" rel="noopener">Alberi monumentali in Abruzzo</a></p>
</div>
				            </div>
        </section>
		



<p>Abruzzo Openpolis è un progetto di Fondazione Openpolis,&nbsp;<a href="https://www.hubruzzo.net/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Fondazione Hubruzzo</a>&nbsp;e&nbsp;<a href="https://www.gssi.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Gran Sasso Science Institute</a>. Per seguire gli aggiornamenti del nostro monitoraggio&nbsp;<strong>puoi iscriverti alla nostra newsletter</strong>&nbsp;<strong>dedicata.</strong>&nbsp;Ti invieremo una news mensile di mercoledì. Riceverai articoli, dati, grafici e mappe liberamente utilizzabili per promuovere un dibattito informato.</p>



<p>Foto: <a href="https://www.flickr.com/photos/terzocchio/4719016840/in/photostream/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">aurelio candido</a> &#8211; <a href="https://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.0/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">licenza</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/labruzzo-e-una-delle-regioni-piu-ricche-di-alberi-monumentali/">L&#8217;Abruzzo è una delle regioni più ricche di alberi monumentali</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>In Abruzzo una famiglia su dieci si trova in povertà relativa</title>
		<link>https://www.openpolis.it/in-abruzzo-una-famiglia-su-dieci-si-trova-in-poverta-relativa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Dal Poggetto]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Oct 2025 09:15:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italie a confronto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=302712</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nel 2024 le famiglie abruzzesi in tale condizione erano il 10,1%. Questi nuclei rimangono sotto i livelli medi di benessere, con ricadute sulla coesione sociale ed economica di tutta la comunità.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/in-abruzzo-una-famiglia-su-dieci-si-trova-in-poverta-relativa/">In Abruzzo una famiglia su dieci si trova in povertà relativa</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Ci sono diversi modi per misurare quante persone vivono in condizioni di indigenza. Uno di questi è la <strong>povertà assoluta</strong>, che indica la situazione in cui una famiglia non riesce a sostenere la spesa minima necessaria per acquistare un paniere di beni e servizi essenziali — come cibo, riscaldamento, abbigliamento o un’abitazione dignitosa — per condurre una vita accettabile.</p>



<p>Un&#8217;altra dimensione altrettanto rilevante, ma spesso meno considerata tra gli indicatori per misurare la situazione di singoli e famiglie, è la <strong>povertà relativa</strong>. Questa indica la condizione economica di un soggetto rispetto al resto della popolazione. In altre parole, si parla di povertà relativa quando un singolo o una famiglia ha una capacità di spesa non sufficiente per mantenere un tenore di vita in linea con quello della comunità di cui fa parte.</p>


        <section class="glossary">
            <div>
                <mark>
																		La povertà relativa è una situazione di deficit di risorse necessarie per mantenere lo stile di vita corrente. Questa mancanza viene calcolata in relazione al livello medio di risorse della popolazione totale a cui si fa riferimento.</br>
											                </mark>
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/?post_type=opmag_glossary&amp;p=240310">
                &#8220;Che differenza c’è tra povertà assoluta e povertà relativa&#8221;</a></span>

            </div>
        </section>
		


<p>In <strong>Abruzzo</strong> nel 2024, in base ai dati appena pubblicati da <a href="https://www.istat.it/wp-content/uploads/2025/10/La-poverta-in-italia-_-Anno-2024.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Istat</a>, la quota di famiglie che si trovavano in questa situazione era di circa il 10%. Un dato tutto sommato contenuto se confrontato alle altre regioni del mezzogiorno e inferiore, di poco, alla media nazionale (10,9%).</p>


<div id="in-abruzzo-una-famiglia-su-dieci-si-trovava-in-poverta-relativa-nel-2024" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>




        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">10,1% </span>la quota di famiglie abruzzesi che si trovavano in condizione di povertà relativa rispetto al totale dei nuclei residenti nel 2024.</p>
			        </section>
		


<p>Analizzare questi dati è importante, non solo perché spesso povertà assoluta e relativa coincidono, ma anche perché, quando non è così, ci troviamo comunque di fronte a famiglie che rimangono sotto i livelli medi di benessere. Ciò ha ricadute sulla coesione sociale ed economica di tutta la comunità.</p>



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<h3 class="wp-block-heading">I dati sulla povertà relativa, in Italia e in Abruzzo</h3>



<p>Nel 2024, anno più recente per cui sono disponibili i dati, le famiglie italiane in condizione di povertà relativa erano circa <strong>2,8 milioni</strong> (dato stabile rispetto al 2023). Si tratta del 10,9% dei nuclei totali. Il sud si conferma come l’area del paese ampiamente più critica da questo punto di vista. Qui infatti l&#8217;incidenza delle famiglie in povertà relativa è del <strong>20%</strong>. Valori simili e molto inferiori invece al nord (6,6%) e al centro (6,5%) della penisola.</p>



<p>Scindendo i dati a livello regionale, appare ancora più evidente come il divario tra sud e centro-nord del paese sia particolarmente marcato. <strong>L&#8217;Abruzzo (10,1%) infatti è l&#8217;unica regione del mezzogiorno a riportare un dato inferiore alla media nazionale (10,9%)</strong>. Viceversa, con la sola eccezione delle Marche, le regioni del centro e del nord si trovano tutte sotto il dato italiano. </p>



<p>Il valore più alto in assoluto è quello della <strong>Puglia</strong> con il 24,3%. Oltre il 20% anche <strong>Calabria</strong> e <strong>Campania</strong>. Viceversa la quota più bassa di famiglie in povertà relativa è quella del <strong>Trentino-Alto Adige</strong> (4,7%).</p>


<div id="al-sud-lincidenza-della-poverta-relativa-e-maggiore-nelle-aree-metropolitane-e-nei-piccoli-centri-periferici" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>




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                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-abruzzo-il-10-delle-famiglie-si-trova-in-poverta-relativa/">In Abruzzo il 10% delle famiglie si trova in povertà relativa</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-abruzzo-il-10-delle-famiglie-si-trova-in-poverta-relativa/">Percentuale di famiglie che si trovano in povertà relativa per regione (2024)</a></h3>
                                    </div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Abruzzo Openpolis su dati Istat                                                                <br>(pubblicati: martedì 14 Ottobre 2025)
                                        </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-302704"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;505&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/in-abruzzo-il-10-delle-famiglie-si-trova-in-poverta-relativa/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
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<div id="strillo-testo-block_de1afd05f490f984392c80b68826ac14" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>Al sud l’incidenza della povertà relativa è maggiore nelle aree metropolitane e nei piccoli centri periferici.</p>
			        </section>
		</div>



<p>Un altro dato interessante da notare riguarda il fatto che <strong>l’incidenza delle famiglie in povertà relativa, a livello nazionale, risulta più marcata nei comuni con popolazione fino a 50mila abitanti non periferia di area metropolitana (12,2%)</strong>. L’incidenza invece è più contenuta nei grandi centri (8,3%) e nelle periferie delle aree metropolitane e nei comuni con popolazione superiore ai 50mila abitanti (10,1%). Da notare che al sud invece la situazione è un po’ diversa. <strong>Qui infatti l’incidenza delle famiglie povere è sostanzialmente identica nelle grandi città (20,9%) come nei piccoli centri (20,8%)</strong>. Leggermente inferiore invece nelle aree intermedie (18,3%).</p>


<div id="purtroppo-esistono-pochi-dati-con-granularita-territoriale-sulla-poverta-delle-famiglie" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<p>Complessivamente quindi <strong>al sud la povertà si distribuisce in maniera più o meno omogenea tra aree urbane e periferiche</strong>. Le caratteristiche e le esigenze delle famiglie che vivono in città però probabilmente differiscono da quelle di chi vive in zone meno urbanizzate. Come nelle <strong>aree interne</strong> ad esempio. Capire regione per regione, comune per comune, dove si trovano le situazioni più critiche sarebbe molto importante per valutare l’eventuale attuazione di interventi mirati.</p>



<p>Purtroppo, al momento, <strong>dati di dettaglio territoriale non sono disponibili, e ciò limita la possibilità di un’analisi più fine </strong>e di politiche realmente personalizzate. Per avere una misura della deprivazione delle famiglie, tuttavia, è possibile fare delle stime attraverso le <a href="https://www.istat.it/statistica-sperimentale/aggiornamento-degli-indicatori-del-sistema-informativo-a-misura-di-comune/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">statistiche sperimentali</a> di Istat. Si può ad esempio analizzare la quota di famiglie con figli a carico che si mantengono su un unico reddito. Una situazione che – in molti casi – rende fragili le finanze familiari.</p>


<div id="nel-2020-a-laquila-quasi-il-20-delle-famiglie-si-trovava-in-una-situazione-di-potenziale-disagio-socio-economico" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<h3 class="wp-block-heading">Le famiglie in potenziale disagio socio-economico in Abruzzo</h3>



<p>L&#8217;indicatore analizzabile con i dati disponibili è la <strong>percentuale di famiglie anagrafiche con almeno un minore di età inferiore ai 6 anni e un unico percettore di reddito rispetto al totale delle famiglie monoreddito</strong>. Sebbene siano presenti distorsioni legate all&#8217;evasione fiscale e a situazioni particolari (non tutte le famiglie monoreddito sono necessariamente in difficoltà economica) e l&#8217;informazione sia disponibile solo per i <strong>comuni con almeno 5mila abitanti</strong>, questo indicatore offre la maggiore granularità territoriale possibile. Si tratta di dati relativi al <strong>2020</strong>, primo anno di emergenza Covid.&nbsp;</p>



<p>Considerando i territori per cui il dato è disponibile, possiamo osservare che in Abruzzo ci sono ben 12 comuni dove la percentuale di famiglie monoreddito con almeno un figlio nel 2020 era pari o superiore al 30%. La quota più alta in assoluto in quell’anno era stata fatta registrare da <strong>Luco dei Marsi</strong> con il 37,6%. Seguono <strong>Collecorvino</strong> (34,5%) e <strong>Corropoli</strong> (34,1%).</p>


<div id="strillo-testo-block_24aeae69f78063b16736c794a126543d" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>I comuni capoluogo hanno una bassa incidenza di famiglie monoreddito con figli.</p>
			        </section>
		</div>



<p>Viceversa il dato più basso risulta essere quello di <strong>Castel di Sangro</strong> (13,8%), seguito da <strong>Tagliacozzo</strong> (14,8%) e <strong>Tortoreto</strong> (15,6%). È interessante notare che tutti e quattro i capoluoghi di provincia abruzzesi rientrano tra i 15 comuni con la più bassa percentuale di famiglie monoreddito con figli. Il dato migliore in questo caso è quello di <strong>Chieti</strong> (16,5%) che è il quarto più basso di tutta regione fra i comuni per cui l’informazione è disponibile. Troviamo poi <strong>Pescara</strong> (17,2%), <strong>Teramo</strong> (19,1%) e infine <strong>L’Aquila</strong> (19,6%). Pur non potendo confrontare direttamente questi dati con quelli relativi alla povertà relativa, possiamo comunque osservare che apparentemente in Abruzzo l’incidenza delle famiglie potenzialmente a rischio di disagio economico è maggiore nei piccoli centri piuttosto che nelle grandi città.</p>


            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2020-chieti-e-stato-il-capoluogo-abruzzese-con-meno-famiglie-monoreddito-con-figli/">Nel 2020 Chieti è stato il capoluogo abruzzese con meno famiglie monoreddito con figli</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2020-chieti-e-stato-il-capoluogo-abruzzese-con-meno-famiglie-monoreddito-con-figli/">Percentuale di famiglie anagrafiche in cui è presente almeno un minore con meno di 6 anni e un unico percettore di reddito sul totale dei nuclei monoreddito (2020)</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1">
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_302708_tab3"><div id="chart_301671_tabpanel3" class="tabContent tabContent-3" role="tabpanel" aria-labelledby="chart_301671_tab3">
<p>Dato disponibile solo per i comuni con più di 5.000 abitanti.</p>
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                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Abruzzo Openpolis su dati Istat (statistiche sperimentali)                                                                <br>(ultimo aggiornamento: giovedì 19 Giugno 2025)
                                        </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-302708"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-302708" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			


<p>L’impegno di Istat nel fornire dati territoriali dettagliati rappresenta un punto di riferimento essenziale. Tuttavia, per superare i limiti attuali <strong>sarebbe auspicabile che l’intero sistema pubblico rafforzi la raccolta e la condivisione di informazioni</strong> a livello locale. Solo con dati di dettaglio e aggiornati frequentemente infatti è possibile definire e implementare politiche mirate e realmente aderenti alle esigenze delle popolazioni.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Come seguire Abruzzo Openpolis</h3>


        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Scarica i dati, comune per comune</p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Osservatorio_Abruzzo/famiglie_monoreddito_abruzzo.xls">Famiglie monoreddito con figli</a></p>
</div>
				            </div>
        </section>
		



<p>Abruzzo Openpolis è un progetto di Fondazione openpolis,&nbsp;<a href="https://www.hubruzzo.net/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Fondazione Hubruzzo</a>&nbsp;e&nbsp;<a href="https://www.gssi.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Gran Sasso Science Institute</a>. Per seguire gli aggiornamenti del nostro monitoraggio&nbsp;<strong>puoi iscriverti alla nostra newsletter</strong>&nbsp;<strong>dedicata.</strong>&nbsp;Ti invieremo una news mensile di mercoledì. Riceverai articoli, dati, grafici e mappe liberamente utilizzabili per promuovere un dibattito informato.</p>



<p>Foto: <a href="https://unsplash.com/it/foto/uomo-in-abito-nero-che-cammina-sul-marciapiede-durante-il-giorno-wGIOPXv7JUE" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Dario Brönnimann</a> (<a href="https://unsplash.com/it/licenza">licenza</a>)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/in-abruzzo-una-famiglia-su-dieci-si-trova-in-poverta-relativa/">In Abruzzo una famiglia su dieci si trova in povertà relativa</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Neet, l&#8217;Abruzzo è ancora distante dagli obiettivi europei</title>
		<link>https://www.openpolis.it/neet-labruzzo-e-ancora-distante-dagli-obiettivi-europei/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Dal Poggetto]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Sep 2025 08:15:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italie a confronto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=302673</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nel 2024 i giovani abruzzesi che non si formano, non hanno un lavoro né lo cercano erano il 17,2%. Uno dei livelli più contenuti del mezzogiorno ma superiore alla media nazionale e ancora lontano dagli obiettivi comunitari in materia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/neet-labruzzo-e-ancora-distante-dagli-obiettivi-europei/">Neet, l&#8217;Abruzzo è ancora distante dagli obiettivi europei</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Dopo la pandemia, la discussione riguardante le condizioni delle giovani generazioni è tornata a dare molta rilevanza al fenomeno dei cosiddetti <strong>Neet (Not in Education, Employment or Training)</strong>. Vale a dire i ragazzi e le ragazze che non hanno un impiego, non lo cercano attivamente né sono inseriti in percorsi di istruzione o formazione.</p>



<p>Le difficoltà nel trovare un impiego &#8211; anche successivamente alla fine della pandemia &#8211; infatti sembrerebbero aver scoraggiato molti giovani spingendoli verso l’inattività. Si tratta di un vero e proprio problema sociale. Anche per questo motivo l’Unione europea si è posta l’obiettivo di <strong>ridurre la quota di giovani Neet sotto il 9% entro il 2030</strong>.</p>



<p>Sotto questo profilo l’Italia, pur in un percorso di miglioramento, nel 2024 risultava ancora molto lontana dall’obiettivo Ue. I dati più recenti disponibili ci parlano infatti di una quota di Neet fra i giovani di età compresa tra i 15 e i 29 anni del 15,2%. L’<strong>Abruzzo</strong> è tra le regioni del mezzogiorno in cui la situazione risultava meno critica. Tuttavia si trova <strong>ancora al di sopra della media nazionale e molto lontano dall’obiettivo Ue</strong>.</p>


<div id="i-neet-in-abruzzo-nel-2024-erano-il-172-dei-giovani-tra-15-e-29-anni-molto-lontano-dallobiettivo-ue-in-materia" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>




        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">17,2% </span><span style="font-weight: 400">la quota di Neet in Abruzzo nella fascia di età compresa tra i 15 e i 29 anni nel 2024.</span></p>
			        </section>
		


<p>Spesso il dibattito pubblico tende a <strong>trattare il fenomeno in maniera semplicistica</strong>, <strong>etichettando i Neet come giovani che non hanno voglia o bisogno di lavorare</strong>. In realtà, questa è solo una delle molteplici sfaccettature del fenomeno. Ad esempio, alcuni <a href="https://www.savethechildren.it/cosa-facciamo/pubblicazioni/alla-ricerca-del-tempo-perduto" target="_blank" rel="noreferrer noopener">studi</a> evidenziano come <strong>le giovani donne, pur avendo risultati scolastici migliori, sono più colpite da tale dinamica</strong>, probabilmente a causa dei carichi di cura familiare che le portano ad abbandonare studio o lavoro.</p>


        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>It will be critical [&#8230;] for EU policy to focus on young mothers, who are now the most likely to not be in education, employment or training, and severe regional disparities.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.eurofound.europa.eu/en/publications/all/becoming-adults-young-people-post-pandemic-world#overview" target="_blank">&#8211; Eurofund, Becoming adults: Young people in a post-pandemic world (21 maggio 2024)</a>
									            </div>
        </section>
		


<p>La mancata partecipazione al mercato del lavoro o a percorsi di istruzione e formazione sembrerebbe quindi più dovuta a <a href="https://lavoce.info/archives/107692/neet-un-problema-da-affrontare-lontano-dai-luoghi-comuni/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">problemi sistemici</a> che non alle scelte individuali. Non si tratta solo di un problema legato alle legittime aspirazioni di ragazze e ragazzi: <strong>aumentare la quota di giovani attivi infatti rappresenta un obiettivo cruciale sia per la crescita economica che per la sostenibilità del sistema previdenziale</strong>, in Italia come in Abruzzo. Si tratta quindi di un tema di interesse generale, per questo è fondamentale analizzare il fenomeno e attuare politiche mirate per contrastarlo.</p>






<h3 class="wp-block-heading">Perché approfondire il fenomeno dei Neet in chiave territoriale</h3>



<p>Il termine Neet è stato introdotto tra gli anni &#8217;80 e &#8217;90 nel Regno Unito con l’obiettivo di identificare e studiare il fenomeno dei giovani (tendenzialmente di età compresa tra i 16 e i 18 anni) che, una volta terminato il percorso scolastico, non lavoravano e non seguivano corsi di formazione professionale. </p>


<div id="la-natura-eterogenea-dei-neet-richiede-analisi-territoriali-dettagliate-per-politiche-pubbliche-mirate" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<p>Nel corso del tempo, la definizione di Neet si è evoluta e c&#8217;è dibattito in letteratura, in particolare rispetto alla fascia d&#8217;età da considerare. A livello Ue, si è optato per un ampliamento significativo del perimetro dell&#8217;indicatore e, di conseguenza, anche della definizione degli<a href="https://ec.europa.eu/eurostat/statistics-explained/index.php?title=Statistics_on_young_people_neither_in_employment_nor_in_education_or_training" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> obiettivi</a> in materia. La Commissione europea ha infatti esteso i limiti di età <strong>dai 15 ai 29 anni</strong>, anche in ragione dell&#8217;eterogeneità del fenomeno tra i 27 paesi membri.</p>



<p>Ampliare così tanto il perimetro naturalmente fa sì che la categoria dei Neet diventi molto eterogenea e comporti la necessità di <strong>adottare politiche pubbliche differenziate</strong>. Ovviamente infatti gli adolescenti che abbandonano la scuola hanno caratteristiche e necessità molto diverse rispetto ai giovani adulti che si ritrovano senza lavoro.</p>


<div id="strillo-testo-block_7da7bb25a229c960262c8a4b344239aa" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>In Italia i Neet sono prevalentemente disoccupati di lungo periodo o lavoratori scoraggiati.</p>
			        </section>
		</div>



<p>Non si tratta però solamente di differenze legate all’età. Ci sono molti altri fattori che incidono sulle caratteristiche dei Neet. Uno <a href="https://oa.inapp.gov.it/items/325b1d76-07c6-49f9-b834-52ca0498431b" target="_blank" rel="noreferrer noopener">studio</a> realizzato dall’Istituto nazionale per l’analisi delle politiche pubbliche (Inapp) ha infatti individuato ben <strong>7 diverse categorie</strong>. Secondo lo studio, in Italia i Neet sono prevalentemente disoccupati di lungo periodo o lavoratori scoraggiati, con un <strong>forte squilibrio di genere dovuto alle responsabilità di cura familiari</strong>. Una realtà molto diversa rispetto all&#8217;immagine del giovane apatico.</p>



<p>Un altro elemento da tenere in considerazione nell’analisi è il <strong>contesto territoriale</strong> di riferimento. Ancora nel 2023 infatti <a href="https://www.eurofound.europa.eu/en/publications/2024/becoming-adults-young-people-post-pandemic-world" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Eurofound</a> valutava come essenziale, con specifico riferimento al caso italiano, un approfondimento territoriale date le significative differenze nel mercato del lavoro locale. Le discrepanze interne, sia a livello nazionale che regionale, possono essere attribuite a molteplici fattori, tra cui le condizioni economiche e socio-educative dei vari territori. <strong>È pertanto fondamentale analizzare approfonditamente la situazione di partenza dei giovani potenzialmente a rischio di diventare Neet, al fine di sviluppare politiche pubbliche efficaci e mirate</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading">I Neet in Abruzzo</h3>



<p>Descritto il quadro a livello generale, entriamo più nel dettaglio del contesto italiano. Nel 2024 i giovani che non lavoravano né erano inseriti in percorsi di istruzione o formazione rappresentavano il <strong>15,2%</strong> delle persone di età compresa tra i 15 e i 29 anni. Scindendo il dato nelle varie componenti territoriali si riscontrano delle significative differenze rispetto alla media nazionale.</p>



<p>Si va infatti da una quota di giovani Neet del <strong>7,7%</strong> fatta registrare dal <strong>Trentino-Alto Adige</strong> al <strong>26,2%</strong> della <strong>Calabria</strong>. Oltre al Trentino, anche Veneto, Emilia-Romagna e Piemonte avevano una quota di Neet inferiore al 10%. Tutte le regioni del mezzogiorno invece riportavano un dato superiore alla media. In questo quadro articolato, <strong>l’Abruzzo risultava essere comunque una delle regioni meridionali con la percentuale di Neet più bassa (17,2%)</strong>, superato solamente della Basilicata (17%).</p>


<div id="rispetto-al-2020-la-quota-di-neet-in-abruzzo-si-e-ridotta-di-36-punti-percentuali" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>




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                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2024-in-abruzzo-i-neet-erano-il-172-dei-15-29enni/">Nel 2024 in Abruzzo i Neet erano il 17,2% dei 15-29enni</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2024-in-abruzzo-i-neet-erano-il-172-dei-15-29enni/">Percentuale di persone di 15-29 anni né occupate, né inserite in un percorso di istruzione o formazione (2024)</a></h3>
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                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Abruzzo Openpolis su dati Istat                                                                <br>(consultati: lunedì 11 Agosto 2025)
                                        </p>
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                </div>

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<p>Un elemento interessante da evidenziare riguarda la <strong>capacità dei territori di riassorbire la quota di Neet dovuta alla pandemia</strong>. Pur in un quadro di generale miglioramento rispetto al 2020 infatti, le regioni sono uscite dal Covid in maniera diversa. Con specifico riferimento all’Abruzzo, la regione nel 2020 faceva registrare una quota di Neet del 20,8% (inferiore alla media nazionale di quell’anno). L’anno successivo la percentuale era salita al 21,1% per poi iniziare un percorso discendente. <strong>Tra il 2020 e il 2024 si nota un calo nel tasso di Neet in Abruzzo di 3,6 punti percentuali</strong>. Si tratta di un dato tutto sommato contenuto se si considera che solo il <strong>Friuli-Venezia Giulia</strong> riporta un saldo inferiore (-3,1 punti percentuali).</p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">-3,6 </span><span style="font-weight: 400">la riduzione, in punti percentuali, della quota di Neet in Abruzzo considerando gli anni 2020 e 2024.</span></p>
			        </section>
		


<p>D’altra parte bisogna anche considerare che <strong>molte delle regioni che hanno evidenziato una capacità di riassorbimento maggiore partivano da percentuali molto più alte</strong>. Ad esempio, la <strong>Sicilia</strong> ha visto una riduzione della quota di Neet di 12,7 punti percentuali ma partiva da una quota del 38,4%. Allo stesso modo, la <strong>Campania</strong> ha ridotto i propri Neet nel periodo considerato di 10,4 punti percentuali ma partendo da una quota del 35,3%.</p>



<p>Singolare invece il caso del <strong>Piemonte</strong>. Questa regione infatti nel 2020 aveva fatto registrare una quota di Neet del 20%, non dissimile da quella dell’Abruzzo. Nel 2024 però tale quota era scesa al <strong>9,8%</strong> (-10,2 punti percentuali). Un dato che evidenzia ancora una volta i significativi divari territoriali che caratterizzano il nostro paese, anche per quanto riguarda la capacità di offrire opportunità, educative e occupazionali, per i più giovani.</p>


<div id="tra-i-capoluoghi-e-pescara-ad-avere-la-quota-di-giovani-inattivi-piu-elevata-con-il-234-dato-2020" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<h3 class="wp-block-heading">Inattivi a livello locale</h3>



<p>Anche per quanto riguarda il fenomeno dei Neet le differenze sul territorio nazionale sono quindi molto significative. Fermarsi al livello regionale però non è sufficiente. Come abbiamo visto infatti <strong>le caratteristiche dei Neet possono essere anche molto eterogenee e possono essere influenzate da molti fattori</strong>. Per questo è di fondamentale importanza spingere l’analisi al livello locale.</p>



<p>A livello comunale, i dati più recenti e dettagliati sui Neet risalgono al 2020 e sono stati elaborati dall&#8217;Istat come statistiche sperimentali. È importante considerare che questo indicatore non è direttamente comparabile con i precedenti, sia per l&#8217;anno di riferimento sia per la differente metodologia di calcolo. Per questo livello di analisi, infatti, la quota di giovani tra i 15 e i 29 anni che non risultano avere un&#8217;occupazione regolare e non seguono un percorso di studio viene ricostruita a partire dalle anagrafi, fungendo quindi da indicatore proxy dei Neet. Questi dati inoltre sono disponibili solo per i comuni con almeno cinquemila abitanti. Di conseguenza, <strong>in Abruzzo le informazioni sono reperibili solamente per 54 comuni</strong>.</p>



<p>Le percentuali più elevate in assoluto sono quelle fatte registrare da <strong>Luco dei Marsi</strong> (27,6%), <strong>Celano</strong> (26%) e <strong>Sulmona</strong> (25,4%). Viceversa il dato più contenuto è quello di <strong>Bellante</strong> (16,6%). Seguono <strong>Sant’Egidio alla Vibrata</strong> (17,3%) e <strong>Corropoli</strong> (17,5%). Con riferimento ai capoluoghi di provincia, il dato più basso è quello di <strong>Teramo</strong> (20,6%). La percentuale più alta invece è quella di <strong>Pescara</strong> (23,4%). <strong>Chieti</strong> e <strong>L’Aquila</strong> si attestano rispettivamente al 22,1% e al 21,6%.</p>


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                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/pescara-e-il-capoluogo-abruzzese-con-piu-giovani-che-non-studiano-e-non-lavorano/">Pescara è il capoluogo abruzzese con più giovani che non studiano e non lavorano</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/pescara-e-il-capoluogo-abruzzese-con-piu-giovani-che-non-studiano-e-non-lavorano/">Percentuale di residenti di 15-29 anni che non hanno un’occupazione regolare e non seguono un percorso di studio per comune in Abruzzo (2020)</a></h3>
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                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Abruzzo Openpolis su dati Istat (statistiche sperimentali)                                                                <br>(pubblicati: giovedì 19 Giugno 2025)
                                        </p>
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<div id="servono-dati-aggiornati-e-dettagliati-per-poter-valutare-la-situazione-comune-per-comune-e-impostare-politiche-pubbliche-incisive" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>




<div id="strillo-testo-block_f03df4cbc17ad67b3a51dd6dcde06792" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>Servono dati aggiornati e dettagliati per studiare il fenomeno dei Neet e impostare politiche pubbliche mirate.</p>
			        </section>
		</div>



<p>Il lavoro di Istat sulle statistiche sperimentali offre una <strong>base preziosa per comprendere meglio la realtà a livello locale e per arricchire il dibattito pubblico con nuove evidenze</strong>. Senza queste informazioni ciò non sarebbe possibile. Purtroppo però, con i dati attualmente disponibili, ampie aree della regione rimangono escluse dall’indagine. </p>



<p>Per poter definire delle politiche mirate che siano guidate dalle evidenze dei dati <strong>sarebbe auspicabile garantire una disponibilità più ampia e aggiornata delle informazioni</strong>. Disporre di dati aggiornati e granulari infatti non è soltanto una questione tecnica, ma un requisito fondamentale per definire interventi mirati e realmente efficaci.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Come seguire Abruzzo Openpolis</h3>


        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Scarica i dati, comune per comune</p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Osservatorio_Abruzzo/Giovani_inattivi_Abruzzo_2025.xls">Giovani inattivi</a></p>
</div>
				            </div>
        </section>
		



<p>Abruzzo Openpolis è un progetto di Fondazione openpolis,&nbsp;<a href="https://www.hubruzzo.net/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Fondazione Hubruzzo</a>&nbsp;e&nbsp;<a href="https://www.gssi.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Gran Sasso Science Institute</a>. Per seguire gli aggiornamenti del nostro monitoraggio&nbsp;<strong>puoi iscriverti alla nostra newsletter</strong>&nbsp;<strong>dedicata.</strong>&nbsp;Ti invieremo una news mensile di mercoledì. Riceverai articoli, dati, grafici e mappe liberamente utilizzabili per promuovere un dibattito informato.</p>



<p>Foto: <a href="https://unsplash.com/it/foto/uomo-in-camicia-grigia-a-maniche-lunghe-e-pantaloni-neri-seduto-su-una-panchina-di-cemento-grigio-durante-il-giorno-cjeDHF_H2Ws" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Eugene Chystiakov</a> &#8211; <a href="https://unsplash.com/it/licenza" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Licenza</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/neet-labruzzo-e-ancora-distante-dagli-obiettivi-europei/">Neet, l&#8217;Abruzzo è ancora distante dagli obiettivi europei</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
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