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	<title>voti in parlamento Archivi - Openpolis</title>
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		<title>Quanto sono coese le forze politiche in parlamento</title>
		<link>https://www.openpolis.it/quanto-sono-coese-le-forze-politiche-in-parlamento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Dal Poggetto]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 May 2023 13:15:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=247210</guid>

					<description><![CDATA[<p>La capacità dei leader di partito di mobilitare i propri parlamentari è un elemento molto importante nelle dinamiche d’aula. Abbiamo sviluppato un nuovo indicatore che ci aiuta a capire quali sono i gruppi più coesi e quali meno.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/quanto-sono-coese-le-forze-politiche-in-parlamento/">Quanto sono coese le forze politiche in parlamento</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Nelle scorse settimane ha destato molto scalpore il fatto che <strong>la maggioranza sia stata battuta alla camera</strong> nella votazione che avrebbe dovuto prevedere l’approvazione del <strong>documento di economia e finanza</strong> (Def). Uno dei passaggi chiave per l’elaborazione del bilancio dello stato.</p>


        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/parole/che-cose-il-def-documento-di-economia-e-finanza/?utm_source=Newsletter&#038;utm_medium=email&#038;utm_campaign=governo-e-parlamento" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Leggi anche
<br><strong>Cos&#8217;è il Def</strong></a>.</p>
        </section>
		





<p>Già in un precedente <a href="https://www.openpolis.it/qual-e-lo-stato-di-salute-della-maggioranza-in-parlamento/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">articolo</a> avevamo evidenziato i rischi per la coalizione di centrodestra da questo punto di vista. <strong>In almeno 8 occasioni infatti la maggioranza era riuscita a far approvare alcuni provvedimenti importanti solo grazie alla contemporanea assenza di diversi esponenti dell’opposizione</strong>. Fatto che ha consentito l’abbassamento della quota di voti favorevoli necessaria.</p>



<p>Il parlamentare deve, o almeno dovrebbe, svolgere la sua funzione <strong>senza vincolo di mandato</strong>, in virtù dell&#8217;<a href="http://www.senato.it/istituzione/la-costituzione/parte-ii/titolo-i/sezione-i/articolo-67" target="_blank" rel="noreferrer noopener">articolo 67 della costituzione</a>. Fermo restando questo principio fondamentale, <strong>per le forze politiche in parlamento è cruciale avere una compattezza per portare avanti il proprio progetto politico</strong>. Tanto sul versante della maggioranza quanto su quello dell&#8217;opposizione. </p>



<p>Per questo motivo abbiamo sviluppato un <strong>nuovo indicatore originale</strong> che ci consente di conoscere quali sono i gruppi parlamentari più coesi e quali invece riscontrano più difficoltà da questo punto di vista.</p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">71,92% </span>il coefficiente di coesione della maggioranza nel suo complesso.</p>
			        </section>
		


<p>Dall’analisi delle votazioni di questi primi mesi di legislatura emerge che <strong>tendenzialmente la coalizione di governo è più coesa rispetto alle opposizioni</strong>. Ma il rischio di un incidente di percorso, come la vicenda del Def dimostra, è sempre dietro l’angolo. Per questo è molto utile tenere sotto controllo questo indicatore. </p>



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<h3 class="wp-block-heading">Come funziona il coefficiente di coesione</h3>


<div id="abbiamo-sviluppato-un-indicatore-originale-che-ci-consente-di-capire-quanto-i-deputati-e-i-senatori-siano-allineati-alle-indicazioni-di-partito" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<p>Nel caso dell’approvazione del Def, ad alzare l’asticella per la maggioranza è intervenuta la richiesta dell’esecutivo di uno <strong>scostamento di bilancio</strong> per finanziare alcuni provvedimenti. Tale richiesta però per essere approvata necessita della <strong>maggioranza assoluta</strong> (il 50%+1 dei componenti l’organo) di voti favorevoli.</p>


        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/parole/cosa-si-intende-per-scostamento-di-bilancio/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Leggi anche
<br><strong>Cos’è lo scostamento di bilancio</strong></a>.</p>
        </section>
		





<p>In questo caso quindi ai capigruppo e agli altri leader delle forze politiche di maggioranza era richiesto uno sforzo per mobilitare i deputati e i senatori affinché si presentassero in aula e votassero a favore del provvedimento. Operazione che, almeno in prima battuta, a Montecitorio è fallita. Il nostro nuovo indicatore si basa proprio sull’analisi di questa dinamica. Ovvero la capacità dei leader non solo di mobilitare i propri parlamentari e di farli partecipare alle votazioni in aula ma anche di convincerli a seguire in maniera compatta la linea di partito.&nbsp;</p>


<div id="strillo-testo-block_6fd15310c01ca9fe6c250ef1f3cf18f3" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>Il coefficiente di coesione ci dà indicazioni sulla capacità di far partecipare i parlamentari alle votazioni e di far rispettare la linea di partito. </p>
			        </section>
		</div>



<p>È possibile effettuare questo tipo di analisi grazie ai dati sulle <strong>votazioni elettroniche</strong> che si sono svolte dall’inizio della legislatura e che sono messi a disposizione direttamente da camera e senato. <strong>Il nostro indicatore quindi valuta</strong> <strong>non solo quanti parlamentari hanno votato rispetto al numero totale degli appartenenti al gruppo ma anche se lo hanno fatto in aderenza alle indicazioni di partito o meno</strong>. Il coefficiente sostanzialmente sarà tanto più vicino al 100% quanto il gruppo è coeso. Viceversa l’indicatore sarà più basso nei casi in cui la compagine risulti essere più sfilacciata.</p>



<h3 class="wp-block-heading">I dati sulla coesione dei gruppi</h3>



<p>Analizzando in maniera complessiva le votazioni che si sono tenute in questi primi mesi della nuova legislatura emerge che generalmente la maggioranza è più coesa dell’opposizione. Parliamo infatti del <strong>71,92%</strong> contro il <strong>67,29%</strong>.</p>


<div id="prese-nel-loro-insieme-la-maggioranza-fa-registrare-un-coefficiente-superiore-rispetto-allopposizione-si-tratta-del-7192-nel-primo-caso-e-del-6729-nel-secondo" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<p>In entrambe le camere il centrodestra presenta valori maggiori ma è al <strong>senato</strong> in particolare che si registra la differenza più significativa. A palazzo Madama infatti la maggioranza fa registrare il <strong>74,97%</strong> mentre l’opposizione si ferma al <strong>65,97%</strong>. Una differenza di ben 9 punti percentuali.</p>


<div id="strillo-testo-block_3c6724aadd39fa3e50623132b7753186" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>Le opposizioni non riescono a fare fronte comune. Inoltre i parlamentari che siedono nel gruppo misto abbassano notevolmente il dato complessivo sulla coesione. </p>
			        </section>
		</div>



<p>Se da un lato era lecito attendersi un valore più alto per la maggioranza che deve comunque assicurare i voti per garantire l’attuazione del programma di governo, dall’altro la capacità di far partecipare i parlamentari alle votazioni non deve essere data per scontata. Anche alla luce del fatto che molti esponenti del centrodestra ricoprono incarichi nell&#8217;esecutivo. <strong>Sarà quindi più difficile &#8211; se non impossibile &#8211; per questi esponenti partecipare con continuità alle votazioni</strong>. Da questo punto di vista il fatto che al senato la maggioranza possa vantare un coefficiente di coesione molto elevato può essere dovuto a due fattori: il primo è che essendo i gruppi più piccoli rispetto a quelli della camera è più facile tenere “sotto controllo” i parlamentari. Il secondo è che il numero di senatori (20) impegnati nelle attività di governo è più basso rispetto a quello dei deputati (27).</p>


<div id="invece-analizzando-singolarmente-i-gruppi-alla-camera-quelli-piu-coesi-sono-avs-pd-e-m5s-al-senato-sono-m5s-fdi-e-lega" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>




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                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-maggioranza-risulta-piu-coesa-rispetto-allopposizione/">La maggioranza risulta più coesa rispetto all&#8217;opposizione</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-maggioranza-risulta-piu-coesa-rispetto-allopposizione/">Il tasso di coesione dei gruppi parlamentari alla camera e al senato</a></h3>
                                    </div>
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                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione e dati openpolis                                                                <br>(ultimo aggiornamento: giovedì 18 Maggio 2023)
                                        </p>
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			


<p>Passando ad analizzare la compattezza dei singoli gruppi, possiamo osservare che alla camera quello con il coefficiente di coesione più alto è l’<strong>Alleanza verdi e sinistra</strong> (80,8%). Seguono <strong>Partito democratico</strong> (77,18%) e <strong>Movimento 5 stelle</strong> (77,05). Al senato invece al primo posto troviamo il <strong>Movimento 5 stelle</strong> (85,09%) seguito da <strong>Fratelli d’Italia</strong> (79,11) e <strong>Lega</strong> (77,75%).</p>



<p>In entrambi i rami del parlamento il gruppo meno coeso invece risulta essere il <strong>misto</strong>. Tale dato non deve sorprendere data la composizione eterogenea di questa formazione. Infatti all’interno del misto possono trovarsi sia parlamentari che sostengono il governo sia oppositori. Inoltre spesso questo gruppo fa registrare mediamente un <strong>basso tasso di presenza alle votazioni</strong>. Ciò contribuisce ad abbassare il valore complessivo del coefficiente, soprattutto se si considerano maggioranza e opposizione nell’insieme. Una dinamica che in questo caso penalizza in particolare la minoranza.</p>


        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/quanto-i-parlamentari-sono-presenti-in-aula/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Leggi anche
<br><strong>Quanto sono presenti in aula i parlamentari</strong></a>.</p>
        </section>
		





<p>Escludendo questo e altri casi particolari, possiamo osservare che tra i gruppi più numerosi quello che presenta l’indicatore di coesione più basso è <strong>Forza Italia</strong> (63,45% alla camera e 57,05% al senato).</p>



<h3 class="wp-block-heading">Com&#8217;è variata la coesione dei gruppi nel tempo</h3>



<p>Gli equilibri interni a maggioranza e opposizione, ma anche all’interno dei gruppi stessi, possono variare nel tempo. È quindi molto interessante capire come sono mutati i valori da inizio legislatura ad oggi. Anche alla luce delle più recenti evoluzioni politiche. Ad esempio, il <strong>Partito democratico</strong> ha cambiato segretario passando da <strong>Enrico Letta</strong> a <strong>Elly Schlein</strong> (passaggio peraltro che ha comportato una redistribuzione degli incarichi anche all’interno dei gruppi parlamentari). Inoltre si è consumata la rottura dei rapporti tra <strong>Carlo Calenda</strong> e <strong>Matteo Renzi</strong> che potrebbe aver influito anche sui gruppi di <strong>Azione-Italia viva</strong>.</p>



<p>Da questo punto di vista il primo elemento che emerge è il <strong>calo che tutte le formazioni hanno fatto registrare rispetto all’inizio della legislatura</strong>. Un calo che può essere considerato, se non del tutto almeno in parte, come “fisiologico” dato che successivamente si è avviata l’attività del governo e delle commissioni.</p>



<p>Un altro elemento interessante che emerge è che ci sono significative differenze tra camera e senato. Non solo nell’andamento temporale ma anche, come abbiamo già visto nel paragrafo precedente, su quali sono le formazioni più coese. Alla camera ad esempio <strong>tra aprile e maggio il coefficiente più basso è stato fatto registrare da Azione-Iv</strong>.</p>



<p> </p>


<div id="tra-novembre-e-maggio-il-gruppo-di-azione-iv-alla-camera-ha-registrato-una-riduzione-del-coefficiente-di-oltre-13-punti-percentuali" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>




        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">-13,35 </span>la riduzione, in punti percentuale, del coefficiente di coesione di Azione-Italia viva alla camera tra novembre 2022 e maggio 2023.</p>
			        </section>
		


<p>Al contrario <strong>il Partito democratico pare aver beneficiato del cambio di leader</strong>. Dal febbraio 2023 alla prima metà di maggio infatti il gruppo Dem ha incrementato la propria coesione di <strong>oltre 8 punti</strong>. Una dinamica simile l’ha fatta registrare anche <strong>Fratelli d’Italia</strong>. Il partito di Giorgia Meloni infatti ha registrato un incremento di <strong>6,72 punti</strong>. Significativo invece il brusco calo fatto registrare dal gruppo del <strong>Movimento 5 stelle</strong> che tra aprile e maggio ha perso ben 11 punti percentuali.</p>


            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-pd-e-lunico-gruppo-con-coesione-crescente-in-entrambe-le-camere/">Il Pd è l&#8217;unico gruppo con coesione crescente in entrambe le camere</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-pd-e-lunico-gruppo-con-coesione-crescente-in-entrambe-le-camere/">L&#8217;evoluzione nel tempo del coefficiente di coesione dei principali gruppi parlamentari nella XIX legislatura</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1">
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_257425_tab3"><p>Per tasso di coesione si intende il numero di appartenenti al gruppo che hanno partecipato a una votazione e che hanno votato in linea con la maggioranza del gruppo rispetto al totale dei componenti il gruppo stesso. Per garantire un&#8217;adeguata leggibilità al grafico sono stati considerati solamente i 6 gruppi più numerosi ad esclusione del misto.</p>
</div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione e dati openpolis                                                                <br>(ultimo aggiornamento: giovedì 18 Maggio 2023)
                                        </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/05/il-pd-e-lunico-gruppo-con-coesione-crescente-in-entrambe-le-camere.png" target="_blank" download></a>
						                                                
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                            <p><label for="embed-chart-257425"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-257425" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                            </div>

			


<p>Situazione completamente diversa al senato dove a maggio il gruppo più coeso risulta essere proprio il <strong>M5s</strong>, in netto recupero rispetto al marzo scorso. Anche in questo caso il <strong>Pd</strong> fa registrare un incremento del coefficiente di coesione anche se meno marcato rispetto alla camera. <strong>Fratelli d’Italia</strong> invece risulta in lieve flessione negli ultimi 2 mesi. <strong>Lega</strong> e <strong>Azione-Iv</strong> riportano andamenti molto altalenanti. Mentre <strong>Forza Italia</strong> è il gruppo che fa registrare stabilmente l’indice di coesione più basso.</p>



<p>Foto: <a href="https://comunicazione.camera.it/multimedia/fotogallery?id=30362" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione camera</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/quanto-sono-coese-le-forze-politiche-in-parlamento/">Quanto sono coese le forze politiche in parlamento</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Come il nuovo parlamento si è pronunciato sul conflitto ucraino</title>
		<link>https://www.openpolis.it/come-il-nuovo-parlamento-si-e-pronunciato-sul-conflitto-ucraino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Dal Poggetto]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Feb 2023 14:15:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=231649</guid>

					<description><![CDATA[<p>È passato quasi un anno dall'esplosione della guerra in Ucraina. Da allora il parlamento si è già espresso molte volte sul conflitto, anche nella legislatura appena iniziata. Vediamo come si sono espressi sul punto i nostri rappresentanti eletti nel settembre scorso. </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/come-il-nuovo-parlamento-si-e-pronunciato-sul-conflitto-ucraino/">Come il nuovo parlamento si è pronunciato sul conflitto ucraino</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il 24 febbraio 2022 iniziava l&#8217;operazione militare russa in Ucraina. Un conflitto che ha avuto gravi conseguenze anche per i paesi europei. Questi finora si sono schierati in maniera compatta a favore del popolo ucraino, inviando materiali sia bellici che di supporto alla cittadinanza. Ma anche imponendo sanzioni alla Russia. </p>



<p>La questione dell&#8217;<strong>invio di armi </strong>in particolare è risultata particolarmente controversa e fonte di un acceso dibattito anche nel nostro paese. Da questo punto di vista è particolarmente importante valutare le posizioni assunte dai nostri rappresentanti in parlamento. Un tema di cui il parlamento ha discusso sia nella legislatura&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/come-il-parlamento-si-e-espresso-sulla-crisi-in-ucraina/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">precedente</a>&nbsp;che in quella appena iniziata.</p>


<div id="il-nuovo-parlamento-ha-gia-votato-su-2-decreti-legge-che-riguardano-il-conflitto-in-ucraina" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<p>Sono 2 in particolare i provvedimenti su cui il parlamento si è espresso con un voto. Si tratta dei decreti legge <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2022-11-08;169" target="_blank" rel="noreferrer noopener">169</a> (proroga della partecipazione dell&#8217;Italia alle attività della Nato) e <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2022-12-02;185#:~:text=Disposizioni%20urgenti%20per%20la%20proroga,Autorita'%20governative%20dell'Ucraina." target="_blank" rel="noreferrer noopener">185</a> (proroga dell&#8217;invio di materiale, anche bellico, all&#8217;Ucraina) del 2022. Com&#8217;era prevedibile entrambi questi provvedimenti hanno ricevuto il voto favorevole delle formazioni di centrodestra che fanno parte dell&#8217;attuale maggioranza. </p>



<p>L&#8217;opposizione invece ha assunto posizioni diverse. Gli unici gruppi espressamente contrari sono stati infatti il <strong>Movimento 5 stelle</strong> e l&#8217;<strong>Alleanza verdi-sinistra</strong> (Avs). Più morbida invece la posizione assunta da <strong>Partito democratico</strong> e <strong>Azione-Italia viva</strong> che si sono astenuti nel primo caso e hanno votato a favore nel secondo. </p>



<h3 class="wp-block-heading">La proroga dell&#8217;autorizzazione all&#8217;invio di armi</h3>


<div id="il-primo-e-stato-approvato-con-i-soli-voti-contrari-del-m5s-e-di-avs" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<p>Il primo provvedimento che prendiamo in esame è il più recente dei due e forse anche il più rilevante politicamente. Si tratta del <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2022-12-02;185#:~:text=Disposizioni%20urgenti%20per%20la%20proroga,Autorita'%20governative%20dell'Ucraina." target="_blank" rel="noreferrer noopener">decreto legge 185/2022</a> che dispone la <strong>proroga fino al 31 dicembre 2023 dell’autorizzazione alla cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari a favore dell’Ucraina</strong>.</p>



<p>L’11 gennaio scorso al senato il provvedimento <a href="https://www.senato.it/leg/19/BGT/Schede/Ddliter/votazioni/27_4.htm" target="_blank" rel="noreferrer noopener">è stato approvato</a> in via definitiva con 125 voti favorevoli, 28 contrari e 2 astenuti. La camera si era già pronunciata alcuni giorni prima (215 favorevoli , 46 contrari e nessun astenuto) ma in quel caso l’aspetto più rilevante riguardava il numero di deputati che non hanno partecipato al voto: 138 di cui 72 assenti e 66 in missione. I parlamentari <strong>in missione</strong> non risultano fisicamente in aula perché impegnati in altre attività istituzionali. Sono però considerati come presenti ai fini del raggiungimento del numero legale ma di fatto non partecipano al voto.&nbsp;</p>


<div id="strillo-testo-block_1104778a68d3558ee2ede9bffc2883c9" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>Solo M5s e Avs contrari alla proroga dell&#8217;invio di armi. </p>
			        </section>
		</div>



<p>Ad esprimersi in senso contrario su questo provvedimento sono stati solamente il <strong>Movimento 5 stelle</strong> e l’<strong>Alleanza verdi-sinistra</strong> (che al senato fa parte del gruppo misto). Tutti favorevoli gli altri gruppi. Occorre ricordare che questo decreto legge rappresenta una proroga di quanto già disposto dal <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:::2022;14~art2bis" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Dl 14/2022 </a>che era stato presentato dal <strong>governo Draghi</strong>. Non deve sorprendere quindi il fatto che anche gruppi di centro e centrosinistra come <strong>Partito democratico</strong> e <strong>Azione-Italia viva</strong> abbiano votato a favore del provvedimento. Dato che all’epoca del primo decreto facevano parte della maggioranza.</p>


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                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/come-il-parlamento-si-e-espresso-sul-dl-invio-armi/">Come il parlamento si è espresso sul Dl invio armi</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/come-il-parlamento-si-e-espresso-sul-dl-invio-armi/">Il voto di camera e senato alla legge di conversione del decreto 185/2022</a></h3>
                                    </div>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_231646_tab3"><p>Nel grafico, per agevolare la lettura, sono rappresentati solamente i voti favorevoli, contrari e gli astenuti. Non sono rappresentati invece gli assenti (12 al senato e 72 alla camera), i parlamentari in missione (125, 66) e i presenti non votati (1 al senato). Solitamente chi presiede l’aula non partecipa alla votazione.</p>
</div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione e dati openpolis                                                                <br>(ultimo aggiornamento: martedì 24 Gennaio 2023)
                                        </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-231646"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-231646" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			


<p>Sulle votazioni relative a questo decreto è interessante osservare quanto accaduto nelle fila del <strong>Partito democratico</strong>.&nbsp;Tra i Dem infatti si sono registrati alcuni voti in contrasto con il resto dei gruppi, sia al senato che alla camera. Quelli che definiamo &#8220;<strong>voti ribelli</strong>&#8220;. </p>


<div id="su-questo-provvedimento-nel-partito-democratico-si-sono-registrati-5-voti-ribelli-di-cui-2-per-errore" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>




        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">5 </span><span style="font-weight: 400">i voti ribelli nel Partito democratico sul Dl 185/2022 (di cui 2 per errore).</span></p>
			        </section>
		


<p>Al senato i voti contrari sono arrivati da <strong>Andrea Giorgis</strong> e <strong>Valeria Valente</strong>. I 2 si sono affrettati a <a href="https://senatoripd.it/valente-basita-da-polemica-montata-sul-nulla-da-azione-iv-inaccettabile-uso-istituzioni/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">specificare</a> che il loro voto in contrasto con il resto del gruppo sarebbe dovuto ad un semplice errore materiale. Tuttavia ai fini del conteggio il voto contrario rimane, anche se i due esponenti hanno richiesto che rimanesse a verbale la loro volontà di votare sì al provvedimento.</p>



<p>Al di là di questo però ci sono altri 3 voti ribelli all’interno del Pd. A conferma di come la questione ucraina sia delicata, specie in un partito che ha tra le proprie fila diverse anime e che vede al proprio vertice un segretario dimissionario, Enrico Letta. Al senato si sono astenuti l’ex segretaria generale della Cgil <strong>Susanna Camusso</strong> e <strong>Rando Vicenza</strong>. Alla camera invece il voto contrario è stato quello di <strong>Paolo Ciani</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Emendamenti e ordini del giorno</h3>



<p>Per quanto riguarda il decreto legge in esame è molto interessante evidenziare elementi ulteriori. In particolare come il parlamento si è espresso su alcuni emendamenti e ordini del giorno.</p>



<p>Al senato in particolare sono stati presentati due emendamenti, <a href="https://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Emend&amp;leg=19&amp;id=1365923&amp;idoggetto=1366183">uno</a> da parte degli esponenti di Avs e <a href="https://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Emend&amp;leg=19&amp;id=1365927&amp;idoggetto=1366183">l’altro</a>, sostanzialmente identico, dal M5s che richiedevano un <strong>atto di indirizzo per ogni singolo invio di armi</strong> e materiali in Ucraina. Questa specifica è molto importante poiché il testo del Dl ha una formulazione più generica. </p>


        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>È prorogata, fino al 31 dicembre 2023, previo atto di indirizzo delle Camere, l&#8217;autorizzazione alla cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari in favore delle autorità governative dell&#8217;Ucraina.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2022-12-02;185#:~:text=Disposizioni%20urgenti%20per%20la%20proroga,Autorita%27%20governative%20dell%27Ucraina." target="_blank">&#8211; Decreto legge 185/2022, articolo 1 comma 1</a>
									            </div>
        </section>
		


<p>Data questa formulazione, l&#8217;interpretazione potrebbe essere che non sia necessario un atto di indirizzo parlamentare per ogni invio ma potrebbe esserne sufficiente uno per tutti. Emendamenti simili sono stati ripresentati anche alla camera dalle stesse forze politiche ma in entrambi i casi sono stati bocciati.&nbsp;</p>



<p>Il senato inoltre si è espresso su un <a href="https://www.senato.it/loc/link.asp?tipodoc=EMEND&amp;leg=19&amp;id=1365929&amp;idoggetto=1366183" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ordine del giorno</a> (Odg) presentato sempre dal <strong>Movimento 5 stelle</strong>. L&#8217;atto chiedeva al governo di rendere noto il dettaglio di ogni cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari in favore dell’Ucraina. C’è da dire che in questo la proposta di Odg aveva un chiaro fine politico dato che avrebbe <strong>richiesto la rivelazione da parte dell&#8217;esecutivo di documenti classificati</strong>. </p>


        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Sull&#8217;ordine del giorno G1.2 esprimo parere contrario. Le ragioni del parere contrario sono che con l&#8217;accoglimento di questo ordine del giorno verrebbe meno il carattere di tempestività rispetto all&#8217;opportunità di inviare materiale militare all&#8217;Ucraina e, in secondo luogo, non potendo per ragioni di sicurezza nazionale, essendo classificato l&#8217;elenco dei materiali inviato, riferire circa lo stesso, verrebbe meno anche il concetto di dover riferire all&#8217;Assemblea.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Resaula&#038;leg=19&#038;id=1366006&#038;part=doc_dc-ressten_rs#:~:text=Sull%27ordine%20del%20giorno,dover%20riferire%20all%27Assemblea." target="_blank">&#8211; Matteo Perego di Cremnago, sottosegretario alla difesa</a>
									            </div>
        </section>
		


<p>L’ordine del giorno è stato infatti respinto con solo 23 voti favorevoli. Il tentativo è quindi  servito probabilmente a marcare il <strong>nuovo posizionamento</strong> dei pentastellati rispetto al conflitto in corso.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La partecipazione dell&#8217;Italia alle attività della Nato</h3>


<div id="il-secondo-e-stato-approvato-con-i-voti-contrari-di-m5s-e-avs-e-lastensione-di-pd-e-azione-iv" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<p>Un altro decreto legge del governo su cui il nuovo parlamento si è espresso è il <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2022-11-08;169" target="_blank" rel="noreferrer noopener">169/2022</a>.  L’articolo 1 di questo provvedimento aveva disposto la <strong>proroga fino al 31 dicembre 2022 della partecipazione di personale militare italiano alle iniziative della Nato</strong> nell’ambito della forza ad elevata prontezza operativa, denominata <em>Very high readiness joint task force</em> (Vjtf).</p>



<p>Come si ricorda nella <a href="https://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/19/DOSSIER/0/1361868/index.html?part=dossier_dossier1-sezione_sezione12" target="_blank" rel="noreferrer noopener">scheda di lettura</a> predisposta dal servizio del bilancio del senato, successivamente all&#8217;aggressione militare della Russia nei confronti dell&#8217;Ucraina, il Governo ha adottato il <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2022-04-05;28" target="_blank" rel="noreferrer noopener">decreto legge 28/2022</a> che ha previsto, tre le diverse misure, anche la partecipazione di <strong>1.350 unità di personale militare, 77 mezzi terrestri e 5 mezzi aerei e 2 unità navali</strong> nell’ambito della Vjtf.  </p>



<p>In fase di conversione del provvedimento poi la camera ha aggiunto altri 2 articoli sempre relativi ad attività militari. In particolare l’articolo 1-bis va a modificare l’<a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2010-03-15;66~art538bis-com1" target="_blank" rel="noreferrer noopener">articolo 538-bis comma 1</a> del codice dell’ordinamento militare. La modifica apportata consente al ministero della difesa di avviare le procedure per l’affidamento di diversi servizi (tra cui l&#8217;acquisto e la manutenzione di equipaggiamenti, mezzi, sistemi d&#8217;arma, sistemi per il comando e controllo, sistemi per le&nbsp; comunicazioni) finanziati dai provvedimenti di autorizzazione e proroga delle missioni internazionali delle forze armate anche nell’anno precedente all’effettivo impegno di spesa fino alla fase della stipulazione del contratto.</p>



<p>L’articolo 1-ter invece ha introdotto nel codice dell&#8217;ordinamento militare l’<a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2022-11-08;169">articolo 544-bis</a>. Questa nuova disposizione autorizza il ministero della difesa ad acquistare <strong>materiali non d&#8217;armamento</strong> e alla realizzazione di lavori ed opere ai fini della successiva cessione a titolo gratuito.</p>


        <section class="glossary">
            <div>
                <mark>
																		I decreti legge devono essere convertiti dal parlamento entro 60 giorni. Durante l&#8217;iter le camere possono anche modificare il provvedimento e aggiungere nuove disposizioni.</br>
											                </mark>
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/che-cosa-sono-i-decreti-legge/">
                &#8220;Che cosa sono i decreti legge&#8221;</a></span>

            </div>
        </section>
		


<p>È importante evidenziare che questo decreto è un cosiddetto “<strong>atto omnibus</strong>”: contiene cioè disposizioni che vanno ad intervenire in settori non omogenei tra loro. In particolare l’articolo 2 ha esteso di 6 mesi l&#8217;applicabilità delle misure a sostegno del servizio sanitario della Calabria attualmente commissariato. L&#8217;articolo 3 invece contiene disposizioni che riguardano l&#8217;agenzia italiana del farmaco (Aifa).</p>



<p>Questo è un elemento molto importante da tenere presente poiché il parlamento si è espresso sulla legge di conversione che contiene un unico articolo. Di conseguenza, con un solo voto, camera e senato hanno dato il via libera sia alla partecipazione italiana alle iniziative della Nato che alle altre misure riguardanti la sanità.</p>



<p>Al senato la <a href="https://www.senato.it/loc/link.asp?tipodoc=SDDLITER&amp;tipo=votazioni&amp;leg=19&amp;id=56005" target="_blank" rel="noreferrer noopener">votazione finale</a> sul disegno di legge (Ddl) di conversione si è svolta il 30 novembre scorso. Il provvedimento è stato approvato con 86 voti favorevoli. Da notare che in questo caso i contrari sono stati solamente 28 ma c’è stato un numero significativo di astenuti (46) e di senatori che risultavano in missione (30). Alla <a href="http://documenti.camera.it/leg19/resoconti/assemblea/html/sed0025/v003.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">camera</a> invece il voto finale si è tenuto il 14 dicembre. I favorevoli sono stati 160 mentre i contrari 54. Anche in questo caso ci sono stati molti astenuti (76) e deputati in missione (49).</p>


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                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/come-il-parlamento-si-e-espresso-sul-dl-nato/">Come il parlamento si è espresso sul Dl Nato</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/come-il-parlamento-si-e-espresso-sul-dl-nato/">Il voto di camera e senato alla legge di conversione del decreto 169/2022</a></h3>
                                    </div>
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                             aria-labelledby="chart_231644_tab3"><p>Nel grafico, per agevolare la lettura, sono rappresentati solamente i voti favorevoli, contrari e gli astenuti. Non sono rappresentati invece gli assenti (11 al senato e 60 alla camera), i parlamentari in missione (86, 49) e i presenti non votati (4 al senato). Solitamente chi presiede l&#8217;aula non partecipa alla votazione.</p>
</div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione e dati openpolis                                                                <br>(ultimo aggiornamento: mercoledì 14 Dicembre 2022)
                                        </p>
                </div>
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<p>Anche in questo caso è particolarmente interessante vedere le diverse scelte fatte dai gruppi dell’opposizione. In particolare il <strong>Movimento 5 stelle</strong> e l’<strong>Alleanza verdi e sinistra</strong> hanno votato contro mentre <strong>Partito democratico</strong> e <strong>Iv e Azione</strong> (insieme a <strong>Per le autonomie</strong> al senato) si sono astenuti.</p>



<p>Da ricordare, anche in questo caso, che M5s, Pd e Iv facevano parte della maggioranza che sosteneva il governo Draghi. Finché hanno fatto parte del governo di unità nazionale, queste formazioni hanno votato a favore delle misure varate dall&#8217;esecutivo. </p>



<p>A differenza del M5s, Pd e Iv (adesso associata in parlamento al partito di Carlo Calenda Azione) non hanno modificato le posizioni filo atlantiste e favorevoli al sostegno all’Ucraina. Tuttavia, in questo caso, non hanno voluto votare a favore del provvedimento ed hanno quindi scelto di astenersi. Però anche nel caso in cui questi gruppi avessero votato contro, la norma sarebbe passata ugualmente con uno scarto di 12 voti al senato e 30 alla camera.&nbsp;</p>



<p>Foto: <a href="https://comunicazione.camera.it/multimedia/fotogallery?id=27629" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Camera dei deputati</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/come-il-nuovo-parlamento-si-e-pronunciato-sul-conflitto-ucraino/">Come il nuovo parlamento si è pronunciato sul conflitto ucraino</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
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		<title>Il governo Meloni al passaggio dei 100 giorni</title>
		<link>https://www.openpolis.it/il-governo-meloni-al-passaggio-dei-100-giorni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Dal Poggetto]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Feb 2023 07:38:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=230700</guid>

					<description><![CDATA[<p>I dati sono un ottimo modo per analizzare fenomeni, raccontare storie e valutare pratiche politiche. Con Numeri alla mano facciamo proprio questo. Una rubrica settimanale di brevi notizie, con link per approfondire. Il giovedì alle 7 in onda anche su Radio Radicale. Vai all’approfondimento “I primi 100 giorni del governo Meloni“. Ascolta il nostro podcast [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>I dati sono un ottimo modo per analizzare fenomeni, raccontare storie e valutare pratiche politiche. Con Numeri alla mano facciamo proprio questo. Una rubrica settimanale di brevi notizie, con link per approfondire. Il giovedì alle 7 in onda anche su Radio Radicale. Vai all’approfondimento “<a href="https://www.openpolis.it/i-primi-100-giorni-del-governo-meloni" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong><strong>I primi 100 giorni del governo Meloni</strong></strong></a>“.</p>


        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.radioradicale.it/rubriche/1328/openpolis-numeri-alla-mano" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Numeri alla mano
<br><strong>Ascolta tutti i podcast su radio radicale</strong></a>.</p>
        </section>
		




        <section class="numeri-alla-mano">
							<h1 class="red1 mb-0">7</h1><p class="bt-2-grey3 mt-0"><strong>le leggi approvate definitivamente dall&#8217;inizio della XIX legislatura, tutte di iniziativa governativa</strong>. Si tratta del dato più basso <span style="font-size: 15px;line-height: 22px">tra i governi che hanno inaugurato le legislature negli ultimi anni.</span> Il valore più elevato è invece quello del governo Prodi I (23). Seguono gli esecutivi Berlusconi IV (18) e Berlusconi II (15). L&#8217;attuale esecutivo invece si trova al primo posto (insieme al Berlusconi II) relativamente al rapporto tra leggi di iniziativa governativa sul totale di quelle approvate (100%). In passato c&#8217;era stato più spazio per l&#8217;iniziativa dei parlamentari. <a href="https://www.openpolis.it/numeri/con-meloni-approvate-solo-leggi-di-iniziativa-governativa" target="_blank" rel="noopener">Vai al grafico. </a></p>
			        </section>
		

        <section class="numeri-alla-mano">
			        </section>
		

        <section class="numeri-alla-mano">
							<h1 class="red1 mb-0">86%</h1><p class="bt-2-grey3 mt-0"><strong>le leggi di conversione di decreti rispetto al totale di quelle approvate durante il governo Meloni</strong>. L&#8217;esecutivo in carica ha dovuto varare la legge di bilancio nei suoi primi 100 giorni. Un unicum nella storia repubblicana del nostro paese. Al di là di questa eccezione, le altre leggi approvate sono tutte conversioni di decreti. Un dato forse dovuto alla necessità di dare attuazione al programma durante un periodo in cui il parlamento non è pienamente operativo. In passato però sono state approvate anche leggi ordinarie in questo periodo. Solo il governo Berlusconi II infatti presenta un dato più elevato da questo punto di vista (100% leggi di conversione sul totale delle approvate). <a href="https://www.openpolis.it/numeri/l83-di-leggi-approvate-durante-il-governo-meloni-sono-conversioni-di-decreti" target="_blank" rel="noopener">Vai al grafico.</a></p>
			        </section>
		

        <section class="numeri-alla-mano">
							<h1 class="red1 mb-0">15</h1><p class="bt-2-grey3 mt-0"><strong>i decreti legge già varati dal governo Meloni</strong>. Si tratta del secondo dato più elevato tra i governi di inizio legislatura, superato solo dall&#8217;esecutivo Berlusconi II. L&#8217;attuale governo ha dovuto far fronte a diverse emergenze ma l&#8217;eccessivo ricorso alla decretazione d&#8217;urgenza comporta comunque dei problemi. Non ultimo il fatto che il parlamento non riesca a convertirli in tempo. <a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-governo-meloni-ha-gia-pubblicato-15-decreti-legge" target="_blank" rel="noopener">Vai al grafico. </a></p>
			        </section>
		

        <section class="numeri-alla-mano">
							<h1 class="red1 mb-0">5</h1><p class="bt-2-grey3 mt-0"><strong>le questioni di fiducia già poste dal governo Meloni</strong>. Peraltro in 2 casi la fiducia sul disegno di legge è stata posta in entrambi i rami del parlamento. È accaduto per la legge di bilancio e la conversione del decreto aiuti quater. A livello numerico il dato del governo Meloni è il secondo più alto tra gli esecutivi presi in esame (insieme a quello del Berlusconi IV). In questo caso al primo posto troviamo il governo Prodi II con 6 voti di fiducia nei suoi primi 100 giorni. Un dato particolarmente rilevante da analizzare però riguarda il rapporto tra le questioni di fiducia poste e le leggi approvate nello stesso periodo. In questo caso, con 5 voti di fiducia a fronte di 7 leggi già approvate definitivamente nei primi 100 giorni, l’attuale esecutivo balza al primo posto. Seguono il governo Prodi II (6 su 10) e Berlusconi IV (5 su 18). <a href="https://www.openpolis.it/numeri/per-il-governo-meloni-gia-5-voti-di-fiducia" target="_blank" rel="noopener">Vai al grafico.</a></p>
			        </section>
		

        <section class="numeri-alla-mano">
							<h1 class="red1 mb-0">8</h1><p class="bt-2-grey3 mt-0"><strong>i voti di margine della maggioranza durante la votazione sul decreto rave al senato</strong>. Un elemento importante da analizzare riguarda la solidità della coalizione di governo all’interno delle camere. È al senato che si incontrano le indicazioni più interessanti. In questo ramo del parlamento l&#8217;andamento delle votazioni è stato piuttosto altalenante ma, logicamente, il margine si è assottigliato in occasione delle votazioni sui provvedimenti più &#8220;politici&#8221;. Il picco negativo è rappresentato dal voto sulla conversione del Dl rave dove lo scarto rispetto alla soglia della maggioranza è stato di appena 8 voti favorevoli. Ma anche altri provvedimenti sono stati approvati con un margine piuttosto limitato. È il caso del Dl sul riordino dei ministeri (12 voti) e di quello sul Dl aiuti quater (14). Se i senatori che fanno anche parte del governo non riusciranno a garantire il proprio apporto in assemblea la maggioranza rischia di non avere i numeri in passaggi decisivi. <a href="https://www.openpolis.it/numeri/nei-provvedimenti-piu-politici-la-maggioranza-si-assottiglia" target="_blank" rel="noopener">Vai al grafico. </a></p>
			        </section>
		


<h3 class="wp-block-heading">Ascolta il nostro podcast su Radio Radicale</h3>


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		<item>
		<title>I primi 100 giorni del governo Meloni</title>
		<link>https://www.openpolis.it/i-primi-100-giorni-del-governo-meloni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Dal Poggetto]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Feb 2023 14:15:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=224630</guid>

					<description><![CDATA[<p>I primi 100 giorni di attività rappresentano un momento utile per una prima verifica dell'attività dell'esecutivo. Ripercorriamo, numeri alla mano, le principali tappe di questi mesi. </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/i-primi-100-giorni-del-governo-meloni/">I primi 100 giorni del governo Meloni</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Lo scorso 22 ottobre <strong>Giorgia Meloni</strong> giurava come nuovo presidente del consiglio dei ministri dando così avvio al primo governo della XIX legislatura. Dall’insediamento dell’esecutivo sono già passati più di <strong>100 giorni</strong>. Tradizionalmente, soprattutto da un punto di vista mediatico, questo passaggio rappresenta l’occasione per tracciare un primo bilancio dell’attività svolta.</p>



<p>Dopo le prime settimane, che sono servite principalmente per delineare la squadra di governo e ottenere la fiducia del parlamento, l’esecutivo si è subito dovuto mettere a lavoro su <strong>dossier molto delicati</strong>. Solo per citarne alcuni: l’approvazione della legge di bilancio, il rispetto delle scadenze previste dal Pnrr e l’aumento consistente del costo dell’energia e delle materie prime.</p>


        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/perche-non-possiamo-dire-che-litalia-ha-completato-tutte-le-scadenze-ue-del-pnrr/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Leggi anche
<br><strong>Perché non possiamo dire che l’Italia ha completato tutte le scadenze Ue del Pnrr</strong></a>.</p>
        </section>
		





<p>Questo scenario aiuta forse a spiegare il <strong>massiccio ricorso fatto in questi mesi a decreti legge e questioni di fiducia</strong>. Una prassi piuttosto frequente anche in passato, specie all’inizio della legislatura. In precedenza però c’era stato comunque uno spazio maggiore per le iniziative parlamentari. Tale dinamica negli ultimi anni si è sbilanciata sempre di più in favore degli esecutivi di volta in volta in carica. Fino a raggiungere la situazione attuale in cui <strong>nessuna delle leggi approvate è nata da un’iniziativa di deputati o senatori</strong>.</p>



<p>Un altro elemento importante da analizzare riguarda la <strong>tenuta della maggioranza in parlamento</strong>. Da questo punto di vista, in base a quanto accaduto in questi primi mesi, possiamo osservare che i numeri della coalizione di governo soprattuto al senato si sono rivelati meno solidi di quanto ci si aspettasse.</p>



<h3 class="wp-block-heading">I numeri del governo attraverso le misure varate</h3>



<p>Uno degli indicatori che ci può aiutare a valutare l&#8217;attività del governo Meloni nei suoi primi 100 giorni consiste nell&#8217;analisi dalle misure varate in questi mesi. Molte di queste iniziative si concretizzano in <strong>disegni di legge</strong> e <strong>decreti</strong> che poi il parlamento deve approvare. </p>


<div id="dallinizio-della-legislatura-sono-state-approvate-definitivamente-7-leggi-tutte-di-iniziativa-governativa" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<p>Da questo punto di vista, un primo dato interessante riguarda il fatto che delle numerose proposte di legge avanzate dall&#8217;inizio della legislatura sono pochissime quelle che hanno già concluso l&#8217;iter e sono quindi entrate in vigore. Peraltro <strong>tali disegni di legge sono tutti di iniziativa governativa</strong>.</p>


        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/parole/cose-liniziativa-legislativa/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Leggi anche
<br><strong>Che cos’è l’iniziativa legislativa</strong></a>.</p>
        </section>
		




        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">7 </span><span style="font-weight: 400">le leggi approvate del parlamento nei primi 100 giorni dell’esecutivo Meloni.</span></p>
			        </section>
		


<p>Un numero così basso potrebbe trovare una sua giustificazione nel fatto che ci troviamo ad inizio legislatura e che anche il parlamento, così come l’esecutivo, necessita di tempo prima di poter entrare in funzione a pieno regime. Prima della massima operatività infatti le camere hanno dovuto nominare i presidenti d’aula, gli uffici di presidenza, costituire le commissioni permanenti e altro ancora. Ciò ha certamente inciso sulla lentezza del processo legislativo.</p>



<p>Questa dinamica tuttavia si ripresenta all’inizio di ogni legislatura ma facendo un confronto con i primi 100 giorni dei governi precedenti che hanno aperto un nuovo quinquennio incontriamo comunque dei numeri più elevati. Come si può notare dal grafico infatti <strong>quello dell’esecutivo attualmente in carica è il dato più basso degli ultimi anni</strong>. Il valore più elevato è invece quello del governo <strong>Prodi I</strong> (23). Seguono gli esecutivi <strong>Berlusconi IV</strong> (18) e <strong>Berlusconi II</strong> (15).</p>



<p>Per quanto riguarda invece l’iniziativa delle leggi approvate, possiamo notare come quella dell’esecutivo sia sempre stata preponderante. Tuttavia in passato c’era stato un maggiore spazio anche per le iniziative di deputati e senatori. In questo caso infatti il <strong>governo Meloni si trova al primo posto</strong> (insieme al Berlusconi II) relativamente al rapporto tra leggi di iniziativa dell’esecutivo sul totale di quelle approvate (100%).&nbsp;</p>


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                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/con-meloni-approvate-solo-leggi-di-iniziativa-governativa/">Con Meloni approvate solo leggi di iniziativa governativa</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/con-meloni-approvate-solo-leggi-di-iniziativa-governativa/">Le leggi approvate durante i primi 100 giorni dei governi di inizio legislatura (1996-2023)</a></h3>
                                    </div>
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                             aria-labelledby="chart_229869_tab3"><p>Tra le leggi approvate nella XIX legislatura rientra anche la numero <a href="http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2022;175" target="_blank" rel="noopener">175/2022</a> di conversione del <a href="https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2022/09/23/22G00154/sg" target="_blank" rel="noopener">decreto aiuti ter</a>. Questo Dl però è di iniziativa del governo Draghi.</p>
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                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis su dati senato                                                                <br>(ultimo aggiornamento: mercoledì 1 Febbraio 2023)
                                        </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-229869"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-229869" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;505&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/con-meloni-approvate-solo-leggi-di-iniziativa-governativa/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
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                </div>

                            </div>

			

<div id="strillo-testo-block_967bb5e0253f83d8600a02816ff0fa57" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>Nei suoi primi 100 giorni il governo Meloni ha dovuto predisporre anche la legge di bilancio. </p>
			        </section>
		</div>



<p>Un altro elemento interessante riguarda la tipologia di leggi approvate. Nei suoi primi 100 giorni di attività l&#8217;attuale esecutivo ha anche dovuto varare la <a href="https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2022/12/29/22G00211/sg" target="_blank" rel="noreferrer noopener">legge di bilancio</a>. Si tratta di una novità nella storia del nostro paese. Negli ultimi anni infatti solo con un altro governo (il Prodi I nel 1996) erano state approvate leggi di questo tipo durante i primi 100 giorni. In quel caso però si trattava dell&#8217;assestamento di bilancio e del consuntivo relativo all&#8217;anno precedente. Due provvedimenti meno rilevanti dal punto di vista politico.</p>



<p>Al di là di questo aspetto peculiare, in genere sono le <strong>conversioni dei decreti</strong> a farla da padrone per quanto riguarda le leggi approvate nel periodo preso in esame. E da questo punto di vista il governo Meloni non fa eccezione. Oltre al bilancio infatti <strong>gli altri atti legislativi già approvati sono tutti conversioni</strong>.</p>


<div id="l86-delle-leggi-approvate-durante-i-primi-100-giorni-di-governo-sono-conversioni-di-decreti" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>




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                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/l83-di-leggi-approvate-durante-il-governo-meloni-sono-conversioni-di-decreti/">L&#8217;86% di leggi approvate durante il governo Meloni sono conversioni di decreti</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/l83-di-leggi-approvate-durante-il-governo-meloni-sono-conversioni-di-decreti/">La tipologia di leggi approvate durante i primi 100 giorni dei governi a inizio legislatura (1996-2023)</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1">
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                    </div>
			        			                                <div id="chart_229881_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_229881_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
                        <div id="chart_229881_tabpanel3" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-3"
                             aria-labelledby="chart_229881_tab3"><p>All&#8217;interno delle leggi ordinarie sono conteggiate anche le ratifiche di trattati internazionali, le leggi delega e quelle per l&#8217;istituzione di commissioni parlamentari d&#8217;inchiesta. Tra le leggi approvate nella XIX legislatura rientra anche la numero <a href="http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2022;175" target="_blank" rel="noopener">175/2022</a> di conversione del <a href="https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2022/09/23/22G00154/sg" target="_blank" rel="noopener">decreto aiuti ter</a>. Questo Dl però è di iniziativa del governo Draghi.</p>
</div>
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                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis su dati senato                                                                <br>(ultimo aggiornamento: mercoledì 1 Febbraio 2023)
                                        </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/02/l83-di-leggi-approvate-durante-il-governo-meloni-sono-conversioni-di-decreti.png" target="_blank" download></a>
						                                                
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                            <p><label for="embed-chart-229881"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-229881" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			

        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">74% </span><span style="font-weight: 400">le leggi di conversione di decreti approvate nei primi 100 giorni dei governi che hanno aperto le ultime 7 legislature. </span></p>
			        </section>
		


<p>In termini assoluti, il numero di decreti legge già convertiti dall’attuale parlamento è tra i più bassi delle ultime legislature. Ma questo è evidentemente anche da addebitare al generale ridotto numero di leggi approvate finora. <strong>Se però si considera il rapporto tra conversioni di decreti e leggi approvate ecco che l’attuale esecutivo sale al secondo posto</strong>. Solo il governo <strong>Berlusconi II</strong> infatti (100% di leggi di conversione rispetto al totale delle norme approvate) presenta un dato più elevato.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Prosegue il ricorso massiccio alla decretazione d&#8217;urgenza</h3>



<p>Sono quindi 6 i decreti legge che hanno già concluso l’iter durante i primi 100 giorni del governo Meloni. Si tratta nello specifico dei Dl:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.senato.it/loc/link.asp?tipodoc=sddliter&amp;leg=19&amp;id=55373" target="_blank" rel="noreferrer noopener">aiuti ter</a> (di iniziativa del governo Draghi);</li>



<li><a href="https://www.senato.it/leg/19/BGT/Schede/Ddliter/56005.htm" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Nato e sistema sanitario calabrese</a>;</li>



<li><a href="https://www.senato.it/leg/19/BGT/Schede/Ddliter/56044.htm" target="_blank" rel="noreferrer noopener">riordino ministeri</a>;</li>



<li><a href="https://www.senato.it/loc/link.asp?tipodoc=sddliter&amp;leg=19&amp;id=56123" target="_blank" rel="noreferrer noopener">aiuti quater</a>;</li>



<li><a href="https://www.senato.it/loc/link.asp?tipodoc=sddliter&amp;leg=19&amp;id=55935" target="_blank" rel="noreferrer noopener">rave</a>;</li>



<li><a href="https://www.senato.it/loc/link.asp?tipodoc=sddliter&amp;leg=19&amp;id=56439" target="_blank" rel="noreferrer noopener">elezioni</a>.</li>
</ul>


        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/parole/che-cosa-sono-i-decreti-legge/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Leggi anche
<br><strong>Cosa sono i decreti legge</strong></a>.</p>
        </section>
		





<p>Quelli emanati in questi mesi però sono molti di più. Parliamo in totale di <strong>15 Dl</strong> già presentati alle camere per la conversione. Si tratta del <strong>secondo dato più elevato</strong> (al pari del governo Berlusconi IV) per quanto riguarda i primi 100 giorni degli esecutivi di inizio legislatura. Solo il governo <strong>Berlusconi II</strong> fece registrare un dato più elevato (25 decreti legge).</p>


<div id="il-governo-meloni-e-secondo-per-numero-di-decreti-legge-presentati-nei-primi-100-giorni" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>




            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-governo-meloni-ha-gia-pubblicato-15-decreti-legge/">Il governo Meloni ha già pubblicato 15 decreti legge</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-governo-meloni-ha-gia-pubblicato-15-decreti-legge/">Numero di decreti legge emanati nei primi 100 giorni dai governi di inizio legislatura (1996-2023)</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1">
                    <div id="chart_229890_tab1" role="tab" aria-controls="chart_229890_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
                    <div id="chart_229890_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
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                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/il-governo-meloni-ha-gia-pubblicato-15-decreti-legge/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/02/il-governo-meloni-ha-gia-pubblicato-15-decreti-legge.png" placeholder ></amp-img><div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div></amp-iframe>                        <div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-governo-meloni-ha-gia-pubblicato-15-decreti-legge/">Il governo Meloni ha già pubblicato 15 decreti legge &#8211; Numero di decreti legge emanati nei primi 100 giorni dai governi di inizio legislatura (1996-2023)</a></div>
                    </div>
			        			                                <div id="chart_229890_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_229890_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_229890_tab3"><p>Nel grafico non è rappresentato il dato del governo Prodi I. Questo perché all&#8217;epoca era ancora possibile reiterare decreti legge che non fossero stati convertiti in tempo dal parlamento. Una prassi non più permessa a seguito della <a href="https://www.cortecostituzionale.it/actionSchedaPronuncia.do?anno=1996&amp;numero=360" target="_blank" rel="noopener">sentenza 360/1996</a> della corte costituzionale. Alla luce di questa variazione, il dato (232 decreti legge emanati) non è paragonabile a quello dei governi successivi.</p>
</div>
			                        </amp-selector>
                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis su dati senato                                                                <br>(ultimo aggiornamento: giovedì 26 Gennaio 2023)
                                        </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/02/il-governo-meloni-ha-gia-pubblicato-15-decreti-legge.png" target="_blank" download></a>
						                                                
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                            <p><label for="embed-chart-229890"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-229890" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			


<p>Un utilizzo così elevato dei Dl può essere in parte spiegato anche con la necessità di sopperire alle carenze di un parlamento non ancora pienamente operativo. Occorre però ricordare che questi atti dovrebbero essere utilizzati <strong>solo per intervenire in situazioni emergenziali</strong> e che dovrebbero avere un <strong>contenuto omogeneo</strong>.</p>



<p>Nel caso del governo in carica per quanto riguarda il primo aspetto certamente le crisi da affrontare non sono mancate: dall’alluvione nelle Marche alla frana sull’isola di Ischia, fino alla necessità di fronteggiare l&#8217;aumento dei costi in particolare dell&#8217;energia.</p>



<p>Sul secondo fronte invece si registra qualche criticità in più. Solo per fare qualche esempio il <a href="https://www.senato.it/leg/19/BGT/Schede/Ddliter/56123.htm" target="_blank" rel="noreferrer noopener">decreto legge 162/2022</a>, fonte di tante polemiche per le misure sui <strong>rave party</strong>, contiene anche norme in materia di concessione di benefici penitenziari per i carcerati e ha disposto il <strong>reintegro del personale sanitario non vaccinato contro il Covid</strong>.</p>


        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/coronavirus-lelenco-completo-degli-atti/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vedi anche
<br><strong>il nostro monitoraggio sugli atti Covid</strong></a>.</p>
        </section>
		





<p>Un altro decreto fonte di attriti tra le forze politiche è stato il <a href="https://www.senato.it/leg/19/BGT/Schede/Ddliter/56005.htm" target="_blank" rel="noreferrer noopener">169/2022</a>. La norma in questo caso prevedeva la proroga della partecipazione italiana alla <strong>Nato</strong>. Ma allo stesso tempo ha disposto anche la <strong>proroga del commissariamento del sistema sanitario calabrese</strong>.</p>



<p>Questi “<strong>atti omnibus</strong>”, sempre più frequenti negli ultimi anni, sono stati finora tollerati dal presidente della repubblica (che pure in passato non ha mancato di <a href="https://www.openpolis.it/il-nuovo-richiamo-di-mattarella-a-governo-e-parlamento-sulla-decretazione-durgenza/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">richiamare all’ordine</a> la classe politica) visto il contesto particolarmente difficile che stiamo attraversando. Occorre però ribadire che si tratta di una pratica impropria.</p>



<p>Inoltre l’eccessiva proliferazione dei decreti legge comporta comunque dei problemi. In primo luogo, come abbiamo visto, tende a saturare le agende di camera e senato che non sempre riescono a rispettare i tempi per la conversione. <strong>Caso che si è verificato per ben 21 volte durante il governo Draghi e 12 durante il Conte II</strong>. Si è già verificato un caso simile anche con il governo attuale. Si tratta del decreto <a href="https://www.senato.it/leg/19/BGT/Schede/Ddliter/56167.htm" target="_blank" rel="noreferrer noopener">179/2022</a> che conteneva le misure a sostegno delle <strong>Marche</strong> ma anche interventi per il <strong>taglio sulle accise</strong> dei carburanti (va precisato che la <a href="https://www.repubblica.it/economia/2023/01/10/news/benzina_diesel_aumento_prezzi_accise_governo_meloni-382890120/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">scelta di non rinnovare le misure contro il caro-benzina</a> è stata voluta dal governo).</p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">1 </span><span style="font-weight: 400">decreto legge del governo Meloni decaduto.</span></p>
			        </section>
		


<p>Spesso in passato per evitare che ciò avvenisse sono state adottate altre prassi poco consone come l’utilizzo di “<strong>decreti minotauro</strong>&#8221; (Dl decaduti ma i cui contenuti sono stati fatti salvi da un’altra legge), il ricorso al “<strong>monocameralismo di fatto</strong>” con l&#8217;obiettivo di velocizzare l&#8217;iter parlamentare (l’accordo politico di far presentare proposte di modifica in una sola camera, con l’altra che si limita a ratificare quanto già deciso). E, soprattutto, il sempre più frequente ricorso alla <strong>questione di fiducia</strong>. </p>



<h3 class="wp-block-heading">Anche il governo Meloni ricorre alla fiducia</h3>



<p>La pratica di porre la questione di fiducia per velocizzare l’iter dei provvedimenti è una prassi a cui ormai siamo abituati. Da questo punto di vista l’attuale governo non fa eccezione.&nbsp;</p>



<p>Dal suo insediamento i voti di questo tipo sono stati già <strong>5</strong>. Peraltro <strong>in 2 casi la fiducia sul disegno di legge è stata posta in entrambi i rami del parlamento</strong>. È accaduto per la legge di bilancio e la conversione del <a href="https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2022/11/18/22G00189/sg" target="_blank" rel="noreferrer noopener">decreto aiuti quater</a>. In questo modo gli emendamenti presentati in aula sono stati sterilizzati e l’unica possibilità di intervento per deputati e senatori si è limitata alle dichiarazioni di voto.</p>


        <section class="glossary">
            <div>
                <mark>
																		L’esecutivo può decidere di mettere la fiducia su un disegno di legge, legando il proprio destino a quello del testo. Nasceva per ricompattare la maggioranza in situazioni eccezionali, ma viene sempre più utilizzato per velocizzare il dibattito e assicurare l’approvazione di proposte molto discusse.</br>
											                </mark>
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/cosa-voti-fiducia/">
                &#8220;Che cosa sono i voti di fiducia&#8221;</a></span>

            </div>
        </section>
		


<p>A livello numerico <strong>il dato del governo Meloni è il secondo più alto tra gli esecutivi presi in esame</strong>&nbsp;(insieme a quello del Berlusconi IV). In questo caso al primo posto troviamo il governo<strong> Prodi II</strong> con 6 voti di fiducia nei suoi primi 100 giorni.</p>


<div id="il-governo-meloni-e-primo-per-rapporto-tra-voti-di-fiducia-5-e-leggi-approvate-7-nei-primi-100-giorni" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>




            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/per-il-governo-meloni-gia-5-voti-di-fiducia/">Per il governo Meloni già 5 voti di fiducia</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/per-il-governo-meloni-gia-5-voti-di-fiducia/">La questioni di fiducia poste nei primi 100 giorni dai governi a inizio legislatura (1996-2023)</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1">
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                             aria-labelledby="chart_229897_tab3"><p>Nei grafici non è rappresentato il governo Prodi I perché non è stato possibile recuperare il dato dei voti di fiducia al senato.</p>
</div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis su dati senato                                                                <br>(ultimo aggiornamento: mercoledì 1 Febbraio 2023)
                                        </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-229897"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-229897" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                </div>

                            </div>

			


<p>Un dato particolarmente rilevante da analizzare però riguarda <strong>il rapporto tra le questioni di fiducia poste e le leggi approvate nello stesso periodo</strong>. In questo caso, con 5 voti di fiducia a fronte di 7 leggi già approvate definitivamente nei primi 100 giorni, l’attuale esecutivo balza al primo posto. Seguono il governo Prodi II (6 su 10) e Berlusconi IV (5 su 18).</p>



<h3 class="wp-block-heading">La tenuta della maggioranza in parlamento</h3>



<p>Un ultimo elemento interessante da analizzare riguarda la <strong>solidità della coalizione di governo all’interno delle camere</strong>. Senza una maggioranza che lo sostiene infatti un esecutivo non può andare avanti e sarebbe quindi costretto a rassegnare le proprie dimissioni.</p>



<p>Per valutare questo aspetto possiamo analizzare l’andamento dei voti svolti dalle camere. Un indicatore utile da questo punto di vista è rappresentato dal <strong>margine</strong> che ha la coalizione di centrodestra rispetto alla soglia minima della maggioranza richiesta per l’approvazione di un provvedimento (in genere la metà più uno dei votanti).</p>



<p>Per questa analisi ci limiteremo all’osservazione dei <strong>voti di fiducia</strong> (compreso quello sulle dichiarazioni della presidente Meloni all&#8217;atto dell&#8217;insediamento) e di quelli <strong>finali</strong> sui disegni di legge. Alla camera le votazioni che rientrano in questo conteggio sono 13 e il margine della maggioranza è stato in media di circa <strong>67,4 voti</strong>. Si sono registrati 2 picchi  in occasione delle votazioni sul <a href="https://www.senato.it/leg/19/BGT/Schede/Ddliter/aula/55373_aula.htm" target="_blank" rel="noreferrer noopener">decreto aiuti ter</a> e sul <a href="https://www.senato.it/loc/link.asp?tipodoc=SDDLITER&amp;tipo=assemblea&amp;leg=19&amp;id=56302" target="_blank" rel="noreferrer noopener">decreto elezioni</a>. Ma questo dato deve essere valutato con attenzione. Nel primo caso infatti, come già detto, si tratta di un provvedimento che risale al governo Draghi che, come noto, poteva contare su una maggioranza diversa e più ampia di quella attuale. Nel secondo caso parliamo invece di un decreto più tecnico. Al contrario, il margine si è particolarmente assottigliato in occasione del voto sul <a href="https://www.senato.it/leg/19/BGT/Schede/Ddliter/aula/56044_aula.htm" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Dl per il riordino dei ministeri</a> (16 voti).</p>


<div id="al-senato-il-decreto-rave-e-stato-approvato-con-un-margine-di-soli-8-voti" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>




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                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nei-provvedimenti-piu-politici-la-maggioranza-si-assottiglia/">Nei provvedimenti più &#8220;politici&#8221; la maggioranza si assottiglia</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nei-provvedimenti-piu-politici-la-maggioranza-si-assottiglia/">Il margine della maggioranza in parlamento sui voti finali e quelli di fiducia</a></h3>
                                    </div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione e dati openpolis                                                                <br>(ultimo aggiornamento: mercoledì 1 Febbraio 2023)
                                        </p>
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                            <p><label for="embed-chart-229927"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-229927" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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<p>Ma è forse al <strong>senato</strong> che si incontrano le indicazioni più interessanti. Come abbiamo spiegato in questo <a href="https://www.openpolis.it/cosa-ci-dicono-i-voti-di-fiducia-al-governo-meloni/">articolo</a> infatti, qui il margine della maggioranza è già di per sé più ridotto rispetto a quello della camera. Valutare l’andamento delle votazioni in questo ramo del parlamento è quindi particolarmente rilevante.</p>



<p>A palazzo Madama i voti da analizzare sono 15 con un <strong>margine medio di 37,9 voti</strong> sulla soglia della maggioranza. In questo caso, come si può notare anche dal grafico, l’andamento è stato molto più altalenante. Ma occorre precisare che le votazioni in cui si è registrato un numero particolarmente rilevante di voti favorevoli riguardano proposte di legge che incontrano ampio consenso bipartisan. È il caso ad esempio del voto sul <a href="https://www.senato.it/loc/link.asp?tipodoc=SDDLITER&amp;tipo=votazioni&amp;leg=19&amp;id=56140" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ddl</a> per l’istituzione di un fondo per la visita dei campi di concentramento nazisti a favore delle scuole. E di quello sull’istituzione di una <a href="https://www.senato.it/leg/19/BGT/Schede/Ddliter/votazioni/56146_votazioni.htm" target="_blank" rel="noreferrer noopener">commissione d’inchiesta</a> sulla violenza di genere e il femminicidio.</p>


<div id="strillo-testo-block_611314bebf59db0a166203f7abdd16d1" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>A causa di missioni e assenze la maggioranza rischia di non avere i numeri. Soprattuto al senato.</p>
			        </section>
		</div>



<p>Al contrario, sui provvedimenti più “politici” logicamente il margine tende ad assottigliarsi. Da questo punto di vista, il picco negativo è rappresentato dal voto sulla conversione del <a href="https://www.senato.it/leg/19/BGT/Schede/Ddliter/votazioni/55935_votazioni.htm" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Dl rave</a> dove lo scarto rispetto alla soglia della maggioranza è stato di appena <strong>8 voti favorevoli</strong>. Ma anche altri provvedimenti sono stati approvati con un margine piuttosto limitato. È il caso del <a href="https://www.senato.it/leg/19/BGT/Schede/Ddliter/votazioni/56265_votazioni.htm" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Dl sul riordino dei ministeri</a> (12 voti) e di quello sul <a href="https://www.senato.it/loc/link.asp?tipodoc=SDDLITER&amp;tipo=votazioni&amp;leg=19&amp;id=56123" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Dl aiuti quater</a> (14).</p>



<p>Da notare in particolare che nei primi 2 casi era particolarmente elevato il numero di senatori “<strong>in missione</strong>”. Quei parlamentari cioè che non hanno partecipato al voto perché impegnati in altre attività istituzionali. Erano <strong>23 </strong>per il decreto sui rave e <strong>22</strong> sull’aiuti ter. Questo dato è fortemente influenzato anche da quei <strong>parlamentari che ricoprono un incarico di governo</strong> (ministro, vice ministro, sottosegretario) e che per questo motivo non riescono a essere sempre presenti in aula.</p>



<p>Questo però può rappresentare un campanello d’allarme per l&#8217;esecutivo. Se i senatori che fanno anche parte del governo non riusciranno a garantire il proprio apporto in assemblea infatti la <strong>maggioranza rischia di non avere i numeri</strong> in passaggi decisivi.</p>



<p>Foto: <a href="https://www.governo.it/sites/governo.it/files/_DSC0435.JPG" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Governo</a> &#8211; <a href="https://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/3.0/it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Licenza</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/i-primi-100-giorni-del-governo-meloni/">I primi 100 giorni del governo Meloni</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Assegno unico per i figli, una misura ancora tutta da scrivere</title>
		<link>https://www.openpolis.it/assegno-unico-per-i-figli-una-misura-ancora-tutta-da-scrivere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Apr 2021 07:29:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=132199</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nelle ultime settimane il parlamento ha approvato una legge delega per l'assegno universale a favore delle famiglie con figli a carico. La politica ha parlato di un "cambiamento epocale per combattere la denatalità". Peccato che l'iter del provvedimento non sia ancora terminato.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/assegno-unico-per-i-figli-una-misura-ancora-tutta-da-scrivere/">Assegno unico per i figli, una misura ancora tutta da scrivere</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo scorso 30 marzo il <strong>senato</strong> ha dato il suo via libera alla <a href="https://parlamento18.openpolis.it/singolo_atto/37537" target="_blank" rel="noopener noreferrer">proposta di legge</a> che prevede l&#8217;introduzione dell&#8217;<strong>assegno unico a favore delle famiglie con figli a carico</strong>. Tale passaggio parlamentare è stato <a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2021/03/29/assegno-unico-oggi-lok-finale-da-luglio-250-euro_abc76971-88ee-44ef-a11e-b376db7c34b7.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">celebrato</a> come l’atto finale dell’iter. Tra gli altri il deputato del Partito democratico <a href="https://parlamento18.openpolis.it/parlamentare/cosa/id/122921/sf_highlight/delrio" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Graziano Delrio</a>, primo firmatario della proposta di legge, ha parlato di un un cambiamento “epocale per combattere la denatalità”.</p>
<p><a href="https://www.facebook.com/GrazianoDelrioufficiale/posts/10164881395145111" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone wp-image-132756 size-full" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2021/04/Delrio_ok-9.jpg" alt="" width="605" height="170" srcset="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2021/04/Delrio_ok-9.jpg 605w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2021/04/Delrio_ok-9-414x116.jpg 414w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2021/04/Delrio_ok-9-350x98.jpg 350w" sizes="(max-width: 605px) 100vw, 605px" /></a></p>
<p>Lo stesso presidente del consiglio <a href="https://www.adnkronos.com/assegno-unico-figli-2021-draghi-250-euro-da-luglio_7ebnPqFFMY4Fpds7qpepM1" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Mario Draghi si è sbilanciato</a> nell’annunciare la data di entrata in vigore del provvedimento (il primo luglio) e anche le cifre dell’operazione (250 euro al mese). <strong>In realtà però ancora niente di tutto questo è stato deciso in modo definitivo.</strong></p>
<p>Infatti se andiamo ad analizzare il <a href="http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/18/DDLMESS/0/1210323/index.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">testo</a> che il parlamento ha approvato nei giorni scorsi notiamo che non si tratta di una misura immediatamente esecutiva ma di <strong>una delega attraverso cui il governo viene incaricato a produrre, attraverso uno o più decreti legislativi, tutte le norme necessarie per la messa in atto del provvedimento</strong>. La legge approvata quindi definisce solamente alcuni profili generali a cui l&#8217;esecutivo si dovrà attenere ma sarà poi quest&#8217;ultimo a definire come funzionerà la nuova misura in concreto.</p>
<p><strong>Nonostante gli annunci fatti negli ultimi giorni quindi, l&#8217;iter è ancora lontano dall’essere concluso e l’obiettivo di varare l&#8217;assegno unico entro luglio può, al più, essere considerato ad oggi come un impegno politico, ma non un risultato già acquisito</strong>.</p>
<h3>Un iter lungo e complesso</h3>
<p>Il percorso per arrivare all’adozione definitiva della misura quindi è ancora molto lungo. Ma facciamo un passo indietro: <strong>da quando si è iniziato a parlare di assegno unico per i figli?</strong> Tale misura era contenuta all’interno di un disegno più ampio definito da politica e media “<strong>Family act</strong>”. Tale progetto prevedeva diverse iniziative: oltre all&#8217;assegno per i figli infatti c&#8217;erano anche il sostegno economico per le spese educative, la riforma dei congedi parentali, gli incentivi al lavoro femminile e altro ancora.</p>
<p>Tale proposta era stata lanciata da <strong>Italia viva</strong> nel corso di un <a href="https://video.repubblica.it/edizione/firenze/leopolda-ministra-bonetti-presenta-family-act-vogliamo-assegno-universale-per-i-figli/346195/346778" target="_blank" rel="noopener noreferrer">meeting </a>tenuto alla Leopolda di Firenze nell’ottobre del 2019. Dopo 8 mesi poi viene approvato, in <a href="http://famiglia.governo.it/it/politiche-e-attivita/analisi-e-valutazione/politiche-interventi-progetti/riforma-delle-politiche-della-famiglia-family-act/cosa-prevede-il-disegno-di-legge-family-act/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">consiglio dei ministri</a>, un <strong>disegno di legge delega</strong>. L&#8217;approvazione di questa proposta di legge era stata l&#8217;occasione, anche allora, per annunciare la riforma, presentata dalla ministra <strong>Elena Bonetti</strong> sui suoi canali social come “un sogno diventato realtà”</p>
<p>            <section class="facebook">
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            </section>
			</p>
<p>Ma anche allora l&#8217;approvazione del consiglio dei ministri non aveva nulla di già operativo. <strong>Ciò che il cdm ha approvato l’estate scorsa infatti non è una misura immediatamente esecutiva ma più semplicemente il testo di una proposta di legge quindi che deve essere prima approvata da entrambi i rami del parlamento</strong>. Anche a questo punto però l&#8217;iter non è finito perché la legge delega serve esclusivamente ad incaricare il governo di redigere i decreti legislativi necessari.</p>
<p>        <section class="glossary">
            <div>
                <mark>
																		Con la legge delega il parlamento attribuisce al governo la facoltà di disciplinare, tramite i decreti legislativi, una materia.</br>
											                </mark>
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/?post_type=opmag_glossary&amp;p=37916">
                "Cosa sono legge delega e decreto legislativo"</a></span>

            </div>
        </section>
		</p>
<p>Peraltro, il <a href="https://documenti.camera.it/leg18/pdl/pdf/leg.18.pdl.camera.2561.18PDL0108160.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">testo</a> presentato non prevede misure specifiche ma solo indicazioni di principio a cui il governo dovrà attenersi nella redazione dei decreti legislativi. Per quanto riguarda le tempistiche invece, nel testo erano previsti 12 mesi per l’istituzione dell’assegno unico universale e 24 per le altre misure. Il tutto a partire dalla data di entrata in vigore della legge delega.</p>
<p>        <section class="blockquote">
							<p>Annunciare le misure prima della loro effettiva approvazione contribuisce a rendere poco chiaro il loro iter legislativo.</p>
<p>
			        </section>
		</p>
<p><strong>Le misure del Family act quindi sono ad oggi ancora tutte da scrivere.</strong> Oggi comunque il disegno di legge è fermo in parlamento, nella <a href="https://www.camera.it/leg18/126?leg=18&amp;idDocumento=2561" target="_blank" rel="noopener noreferrer">commissione affari sociali della camera</a>, e infatti <strong>non è questo il provvedimento approvato lo scorso 30 marzo</strong>. È stato deciso di portare avanti una singola misura fra quelle contenute nel progetto originario. Infatti, come emerge dal <a href="https://www.camera.it/leg18/824?tipo=C&amp;anno=2020&amp;mese=07&amp;giorno=30&amp;view=&amp;commissione=12&amp;pagina=data.20200730.com12.bollettino.sede00020.tit00010#data.20200730.com12.bollettino.sede00020.tit00010" target="_blank" rel="noopener noreferrer">resoconto</a> della prima seduta della commissione affari sociali (l’unica che si sia tenuta al momento sul Family act), <strong>il testo del ddl sarà modificato escludendo proprio l’articolo che prevede l’assegno universale per i figli</strong>.</p>
<p>        <section class="blockquote">
							<p>Gli esponenti di Iv hanno definito il Family act come l&#8217;unica riforma del governo Conte II ma la misura ancora non c&#8217;è.</p>
<p>
			        </section>
		</p>
<p>Da questo momento in poi quindi, <strong>l’assegno universale e il resto del Family act prendono due strade diverse</strong>. Una decisione peraltro che ha comportato le <a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/speciali/2021/02/12/elena-bonetti-family-act-unica-riforma-conte-bis_ac9682e7-a227-40d0-bcf7-6babbb47a378.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">proteste della ministra Bonetti</a> che aveva definito la sua proposta come “l’unica riforma approvata dal governo Conte II”. Un&#8217;affermazione che la ministra ha ribadito anche in occasione della <a href="https://www.italiaviva.it/renzi_la_democrazia_non_un_reality_show" target="_blank" rel="noopener noreferrer">conferenza stampa</a> in cui gli esponenti di Iv che facevano parte del precedente esecutivo hanno annunciato le loro dimissioni. Ma come abbiamo visto in realtà la misura è lontana dal completare l’iter per la sua approvazione definitiva.</p>
<p>Ed è qui che arriviamo alla <a href="https://parlamento18.openpolis.it/index.php/atto/index/id/37537/sf_highlight/s+1892" target="_blank" rel="noopener noreferrer">proposta di legge delega</a> a prima firma Delrio, approvata a fine marzo. Presentata alla camera lo scorso 4 giugno (7 giorni prima del cdm in cui era stato approvato il disegno di legge del governo), è stata approvata da Montecitorio il 21 luglio. L’esame è poi passato al senato dove, complici prima l’estate e poi le prime avvisaglie della crisi di governo, i tempi si sono dilatati.</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/legge-delega-approvata-a-larghissima-maggioranza/">Legge delega approvata a larghissima maggioranza</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/legge-delega-approvata-a-larghissima-maggioranza/">Come i membri di camera e senato hanno votato sul ddl sull'assegno unico per i figli</a></h3>
                                    </div>
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                             class="tabButton tabButton-2" option="b">DESCRIZIONE</div>
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                             aria-labelledby="chart_132589_tab2"><p>Il disegno di legge che prevede la delega al governo per la realizzazione dell&#8217;assegno unico per i figli è stato approvato, al netto degli assenti, quasi all&#8217;unanimità dal parlamento. Tra camera e senato infatti ci sono stati solo 5 astenuti e nessun voto contrario.</p>
</div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>dati ed elaborazione openpolis.                                                                <br>(ultimo aggiornamento: venerdì 2 Aprile 2021)
                                        </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-132589"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-132589" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			</p>
<p>Si arriva quindi all’attualità, con l’approvazione della legge delega da parte del senato a larghissima maggioranza. <strong>Dal primo annuncio all’approvazione della delega sono dunque passati più di 300 giorni. E l’iter ancora non è concluso.</strong></p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">307 </span>giorni tra il primo annuncio del governo e l’approvazione della legge delega.</p>
			        </section>
		</p>
<p>Peraltro ci sono ancora molti ostacoli che potrebbero rendere difficile il traguardo di luglio per l’effettiva entrata in vigore del provvedimento. In primo luogo, il testo approvato fa riferimento a “uno o più” decreti legislativi. <strong>La legge delega quindi ammette la possibilità che un singolo atto non sia sufficiente per mettere a punto la nuova misura</strong>.</p>
<p>        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Al fine di favorire la natalità, di sostenere la genitorialità e di promuovere l'occupazione, in particolare femminile, il governo è delegato ad adottare, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge (...) uno o più decreti legislativi volti a riordinare, semplificare e potenziare, anche in via progressiva, le misure a sostegno dei figli a carico attraverso l'assegno unico e universale.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/18/DDLMESS/0/1210323/index.html" target="_blank">- Legge delega su assegno unico per i figli, articolo 1.</a>
									            </div>
        </section>
		</p>
<p>        <section class="blockquote">
							<p>La stesura dei decreti legislativi non coinvolgerà solo la ministra per la famiglia ma anche quelli del lavoro e dell'economia.</p>
<p>
			        </section>
		</p>
<p>In secondo luogo, i testi dei decreti legislativi vedranno direttamente coinvolti nella stesura ben tre ministeri: non solo quello della famiglia ma anche quello del lavoro guidato dal dem <strong>Andrea Orlando</strong> e quello dell’economia che ha a capo il tecnico <strong>Daniele Franco</strong>. Innanzitutto dovrà dunque essere trovato un accordo tra questi tre ministri e, successivamente, con tutto il governo. Inoltre i testi dovranno comunque essere condivisi sia con le commissioni parlamentari competenti sia con la <strong>conferenza unificata</strong>, cioè l’assemblea che riunisce tutti i rappresentanti degli enti locali.</p>
<p>        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/glossari/come-sono-regolati-i-rapporti-tra-stato-regioni-e-enti-locali/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vedi anche<br><strong>i nostri approfondimenti sui rapporti tra stato ed enti locali</strong></a>.</p>
        </section>
		</p>
<p>Se a tutto ciò aggiungiamo il fatto che per implementare la nuova misura potrebbe essere necessaria anche la pubblicazione di <strong>decreti attuativi</strong>, ci possiamo rendere conto di quanta strada debba essere ancora percorsa prima che la norma possa entrare effettivamente in vigore. Ed anche di quanta distanza ci sia tra gli annunci fatti in questi giorni e il testo effettivamente approvato.</p>
<p>        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/il-governo-draghi-e-la-pesante-eredita-delle-attuazioni-mancanti/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Leggi anche<br><strong>Il governo Draghi e la pesante eredità delle attuazioni mancanti</strong></a>.</p>
        </section>
		</p>
<h3>Il nodo delle risorse</h3>
<p>Un altro aspetto interessante da analizzare riguarda le <strong>risorse</strong> che saranno messe effettivamente a disposizione delle famiglie. Sia<a href="https://www.avvenire.it/attualita/pagine/covid-draghi-parla-nuovo-decreto" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> Draghi</a> che Delrio, hanno parlato di un massimo di 250 euro. Tuttavia <strong>nel testo approvato non c’è alcun riferimento a questa cifra</strong>. Queste affermazioni possono dunque essere interpretate come un <strong>impegno politico</strong> da parte di governo e maggioranza parlamentare e come tale deve essere preso. Ad oggi quindi non si tratta di una cifra certa sancita dalla legge.</p>
<p>Ma <strong>da dove arriveranno questi soldi?</strong> Un primo stanziamento è stato previsto dalla <a href="https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2019/12/30/19G00165/sg" target="_blank" rel="noopener noreferrer">legge di bilancio per il 2020</a> che istituisce un <strong>fondo per l'assegno unico</strong> da 1 miliardo per il 2021 e da 1,2 miliardi dal 2022.</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">6 </span>le misure esistenti, tra assegni familiari, bonus e detrazioni, che saranno accorpate nell'assegno unico.</p>
			        </section>
		</p>
<p>Oltre a ciò, il testo prevede anche il graduale superamento o soppressione di<strong> misure già in essere a favore delle famiglie</strong>. Tra queste, l’assegno ai nuclei familiari con almeno tre figli minori introdotto dalla <a href="https://www.normattiva.it/atto/caricaDettaglioAtto?atto.dataPubblicazioneGazzetta=1998-12-29&amp;atto.codiceRedazionale=098G0502&amp;atto.articolo.numero=0&amp;atto.articolo.sottoArticolo=1&amp;atto.articolo.sottoArticolo1=10&amp;qId=3b0fcb00-4662-44ad-a81f-2892e4a229ec&amp;tabID=0.8819609123046841&amp;title=lbl.dettaglioAtto" target="_blank" rel="noopener noreferrer">legge finanziaria del 1998</a>, il <strong>premio alla nascita</strong> e il <strong>fondo per il sostegno alla natalità</strong> previsti dalla <a href="https://www.normattiva.it/atto/caricaDettaglioAtto?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2016-12-21&amp;atto.codiceRedazionale=16G00242&amp;atto.articolo.numero=0&amp;atto.articolo.sottoArticolo=1&amp;atto.articolo.sottoArticolo1=10&amp;qId=a4864249-8e55-4ed4-adfe-a0f049b61486&amp;tabID=0.8819609123046841&amp;title=lbl.dettaglioAtto" target="_blank" rel="noopener noreferrer">legge di bilancio 2017</a>, oltre che alcune <strong>detrazioni fiscali</strong>. Anche in questo caso però il testo del ddl approvato lascia ampi margini di manovra al governo. Sarà infatti l'esecutivo a dover definire le modalità con cui questi strumenti dovranno essere superati.</p>
<p>Se da un lato dunque è positivo il tentativo di riorganizzare in un unico strumento varie forme di sostegno alle famiglie, dall'altro bisogna comunque tenere presente che le risorse stanziate vengono prese almeno in parte da misure già esistenti.</p>
<h3>Un problema di chiarezza dei processi che è soprattutto politico</h3>
<p>Come abbiamo visto dunque l'iter del provvedimento è lontano dall'essere concluso e gli elementi da definire nel dettaglio sono molti. Un processo decisionale così complesso non è solo un problema di tecnica legislativa. <strong>Si tratta di una questione politica a tutto tondo</strong>.</p>
<p>Concentrare il momento di massima risonanza pubblica sull'annuncio, prima che il provvedimento venga finalizzato, di fatto <strong>contribuisce a spostare l'attenzione dal contenuto della norma</strong>. È già successo in passato, e la vicenda dell'assegno familiare non sembra fare purtroppo eccezione, per vari motivi.</p>
<p>        <section class="blockquote">
							<p>Il dibattito pubblico non può fermarsi con l'approvazione della legge delega. I passaggi decisivi devono ancora arrivare.</p>
			        </section>
		</p>
<p>In primo luogo, per sua natura una legge delega può fissare i paletti entro cui si muove l'esecutivo, ma <strong>la disciplina di dettaglio è rimessa al decreto legislativo che sarà emanato dal governo</strong>. <strong>Come questo processo si svolgerà rappresenta un passaggio politico di assoluto rilievo, che la delega avvia, ma che vedrà la luce solo una volta varati i decreti legislativi</strong>. Nel concreto sarà il governo nei prossimi mesi a decidere come rimodulare l'intera materia. Quindi il <strong>dibattito non dovrebbe considerarsi concluso, ma appena all'inizio</strong>.</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">12 </span>mesi entro cui il governo può adottare uno o più decreti legislativi in materia di assegno unico, in base alla legge delega.</p>
			        </section>
		</p>
<p>        <section class="blockquote">
							<p>Saranno le scelte dei prossimi mesi a definire come sarà strutturato l'assegno unico.</p>
<p>
			        </section>
		</p>
<p>Una discussione incentrata sulla legge delega, non potendo entrare nel merito del provvedimento finale, finisce con il concentrarsi su un unico criterio: l'<strong>ammontare delle risorse spettanti alle famiglie</strong>. Peraltro le stime sulla sua entità, in base alle risorse attualmente in campo, potrebbero essere inferiori a quanto annunciato, in base alle simulazioni del gruppo di lavoro composto da <a href="https://www.alleanzainfanzia.it/seminario-family-act-lassegno-unico-e-universale-per-i-figli/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Arel, Fondazione Gorrieri e Alleanza per l'infanzia</a>.</p>
<p>Ciò significa che il <strong>ruolo del governo in fase di attuazione sarà ancora più decisivo nello stabilire i criteri di erogazione e maggiorazione</strong>.<strong> Oppure nel reperire le risorse aggiuntive</strong>, il cui stanziamento dovrà comunque essere approvato con provvedimenti legislativi ad hoc (in coerenza con quanto stabilito dalla <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2009-12-31;196" target="_blank" rel="noopener noreferrer">legge di contabilità e finanza pubblica</a> e dalla stessa<a href="http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/01210323.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> delega</a>).</p>
<h3>Oltre all'assegno unico, resta il tema dei servizi offerti</h3>
<p><strong>Purtroppo, è prevedibile che il dibattito si focalizzerà solo sull’entità finale del contributo che ogni famiglia riceverà.</strong> Si tratta ovviamente di una questione fondamentale, ma non esclusiva quando parliamo di misure contro la denatalità e per il sostegno ai minori. <strong>Concentrarsi solo su questo aspetto significa evitare una riflessione complessiva sul sistema di welfare nel nostro paese, di cui invece l’assegno unico dovrebbe essere il primo tassello</strong>.</p>
<p>        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Non basta però avere uno strumento unico, più semplice e con la garanzia che nessuno ci perda. Perché sia davvero efficace deve combinarsi anche con la percezione di buona parte delle famiglie italiane di non essere più sole nella scelta di avere un figlio. Di poter pensare che c'è un paese attorno che dà valore a tale scelta e la sostiene. Non solo con un aiuto economico sostanziale, ma attraverso un sistema integrato di misure - compresi i servizi educativi, di conciliazione, di politiche attive - che contribuiscono a migliorare il benessere delle famiglie e favoriscono scelte che danno vitalità e solidità al futuro comune.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2021/03/Sole24Ore_Rosina_31_03_2021.pdf" target="_blank">- Alessandro Rosina, demografo, intervento sul Sole24ore del 31 marzo 2021</a>
									            </div>
        </section>
		</p>
<p>        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/con-lemergenza-covid-e-tornata-a-crescere-la-poverta-minorile/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Con l’emergenza Covid è tornata a crescere la povertà minorile<br><strong>Vai all'approfondimento</strong></a>.</p>
        </section>
		</p>
<p>        <section class="blockquote">
							<p>La carenza di servizi è il principale limite nelle politiche per la famiglia.</p>
<p>
			        </section>
		</p>
<p><a href="https://www.openpolis.it/cosa/asili-nido/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Come abbiamo avuto modo di ricostruire in passato</a>, oggi il nostro sistema di welfare, in molte aree del paese e in modo diffuso nel mezzogiorno,<strong> risulta carente soprattutto nell’erogazione di servizi</strong>. Questo produce gravi disuguaglianze territoriali, che qualsiasi forma di sostegno monetario – da sola – non riesce a supplire. Pensiamo ai divari in termini di offerta di asili nido: 32 posti ogni bambini nel centro-nord (oltre la metà pubblici) contro 13,5 nel mezzogiorno (6,4 pubblici). Una erogazione in denaro, se si scontra con un contesto sociale senza servizi, non serve a ridurre queste distanze. Un elemento già emerso nell’<a href="https://www.istat.it/it/files//2020/10/Istat-Audizione-Disegno-di-legge-C.2561_20ottobre2020.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">audizione del presidente di Istat, Blangiardo, il 20 ottobre scorso</a>, in merito al bonus asili nido previsto dalla legge 232/2016. <strong>Le cui potenzialità perequative restano oggi fortemente compromesse proprio a causa di una rete territoriale di servizi incompleta</strong>.</p>
<p>Il rischio quindi è che l’intero dibattito per riformare il sistema sociale, e renderlo più aderente alle famiglie con figli, si esaurisca nel dibattito sull’entità dell’assegno. Eludendo il tema dell’offerta di strutture e servizi pubblici per famiglie e minori. A partire dagli asili nido, dove siamo <strong>ancora lontani dall’offrire 33 posti ogni 100 bambini</strong>, secondo quanto <a href="https://www.openpolis.it/parole/che-cosa-prevedono-gli-obiettivi-di-barcellona-sugli-asili-nido/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">indicato a livello Ue</a> quasi venti anni fa.</p>
<p>Foto credit: <a href="http://www.governo.it/it/media/consiglio-europeo-le-comunicazioni-del-presidente-draghi-parlamento/16453" target="_blank" rel="noopener noreferrer">palazzo Chigi</a> - <a href="https://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/3.0/it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Licenza</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/assegno-unico-per-i-figli-una-misura-ancora-tutta-da-scrivere/">Assegno unico per i figli, una misura ancora tutta da scrivere</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
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		<title>Fratelli d&#8217;Italia prepara l&#8217;opposizione da destra</title>
		<link>https://www.openpolis.it/fratelli-ditalia-prepara-lopposizione-da-destra/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele De Bernardin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 May 2018 12:22:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.openpolis.it/?p=25252</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il parlamento ha iniziato a votare. La coalizione di centrodestra si spacca: il partito di Giorgia Meloni vota contro il decreto Arera, a differenza di Lega e Forza Italia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/fratelli-ditalia-prepara-lopposizione-da-destra/">Fratelli d&#8217;Italia prepara l&#8217;opposizione da destra</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo stallo istituzionale che ha caratterizzato i primi mesi di legislatura sta giungendo a una svolta. Il parlamento infatti è impegnato con la discussione e votazione di 2 decreti legge deliberati dal dimissionario governo Gentiloni: il <a href="https://parlamento18.openpolis.it/singolo_atto/2741" target="_blank" rel="noopener">decreto Arera</a> (autorità di regolazione per energia, reti e ambiente) e il <a href="https://parlamento18.openpolis.it/singolo_atto/2918" target="_blank" rel="noopener">decreto Alitalia</a>.</p>
<p>        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://parlamento18.openpolis.it/atti-parlamentari-importanti" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Monitora gli atti chiave della XVIII legislatura<br />
<br><strong>Vai su openparlamento</strong></a>.</p>
        </section>
		</p>
<h3>Ecco com&#8217;è andato il primo voto finale in parlamento</h3>
<p>Il primo è giunto alla camera dove, alla fine della scorsa settimana, è stato approvato in prima lettura. Molti gli spunti, soprattutto per quanto riguarda la coalizione elettorale di centrodestra tra Lega, Forza Italia e Fratelli d&#8217;Italia, messa in forte discussione dal possibile governo tra il partito di Di Maio e quello di Salvini. <strong>Se è data per certa infatti l&#8217;assenza di Forza Italia dall&#8217;esecutivo, dubbi permangono sul ruolo di Fratelli d&#8217;Italia</strong>. Ma il <a href="https://parlamento18.openpolis.it/votazione/camera/decreto-arera-ddl-484-a-voto-finale/18" target="_blank" rel="noopener">voto finale</a> sul decreto Arera alcuni verdetti sembra averli dati: Fratelli d&#8217;Italia è stato infatti l&#8217;unico gruppo a votare contro, con il resto dell&#8217;aula invece favorevole al provvedimento.</p>
<p>        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://parlamento18.openpolis.it/votazione/camera/decreto-arera-ddl-484-a-voto-finale/18" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Decreto Arera<br />
<br><strong>Vai al voto finale - Camera</strong></a>.</p>
        </section>
		</p>
<p>Non solo, alcune ombre si sono viste pure sugli ordini del giorno andati in votazione. <b>Due erano a prima firma Fratelli d&#8217;Italia</b> (gli <a href="https://parlamento18.openpolis.it/singolo_atto/3193" target="_blank" rel="noopener">odg Ciaburro</a> e <a href="https://parlamento18.openpolis.it/singolo_atto/3194" target="_blank" rel="noopener">Mollicone</a>) e sono stati entrambi respinti. Ma mentre il sostegno di Forza Italia non è venuto a mancare, <strong>la Lega ha deciso di votare contro.</strong></p>
<p>        <section class="blockquote">
							<p>Unico gruppo a votare contro il decreto Arera, Fratelli d&#8217;Italia rivendica un proprio spazio.</p>
<p>
			        </section>
		</p>
<p>In attesa del governo quindi, emergono dei primi spunti di riflessioni dall&#8217;aula. Oltre a quanto detto fino ad ora, è anche giusto sottolineare come M5s e Lega abbiano deciso di affrontare in maniera differente lo smaltimento degli ultimi provvedimenti ereditati dal dimissionario governo Gentiloni. <strong>Nei 2 odg presentati dalla Lega e approvati dalla camera, il Movimento 5 stelle ha infatti deciso di astenersi. </strong>A tutto questo ovviamente va dato il dovuto peso, trovandoci ancora in una fase politica transitoria.</p>
<p>        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://parlamento18.openpolis.it/votazioni-in-parlamento-importanti" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Voti chiave della XVIII legislatura<br />
<br><strong>Vai su openparlamento</strong></a>.</p>
        </section>
		</p>
<h3>Una questione di numeri</h3>
<p><strong>Ciò detto la difficoltà per i 3 partiti della coalizione di centrodestra nel mantenere una linea comune appare evidente</strong>. Questo è un problema, soprattutto se il tentativo della Lega di fare un governo con il Movimento 5 stelle andasse a buon fine.</p>
<p>        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://parlamento18.openpolis.it/i-gruppi-in-parlamento/senato" target="_blank" rel="noopener noreferrer">La composizione dei gruppi al senato<br />
<br><strong>Vai su openparlamento</strong></a>.</p>
        </section>
		</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">167 </span>senatori tra M5s e Lega. Il totale dei 2 gruppi al senato supera di poco la maggioranza assoluta.</p>
			        </section>
		</p>
<p>        <section class="blockquote">
							<p>M5S e Lega hanno i numeri per varare un esecutivo, ma con un margine così risicati al senato, dovranno trovare accordi per governare.</p>
<p>
			        </section>
		</p>
<p>Al senato i due gruppi hanno 167 senatori, poco oltre la maggioranza assoluta necessaria per governare in maniera stabile. <strong>Il mancato sostegno di Fratelli d&#8217;Italia sarebbe quindi una questione non da poco per il possibile esecutivo targato M5s-Lega</strong>, riducendo di molto il margine di manovra a Palazzo Madama.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Foto credit &#8211; <a href="http://www.quirinale.it/elementi/Continua.aspx?tipo=Foto&amp;key=18335" target="_blank" rel="noopener">Presidenza della Repubblica</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/fratelli-ditalia-prepara-lopposizione-da-destra/">Fratelli d&#8217;Italia prepara l&#8217;opposizione da destra</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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