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	<title>Stem Archivi - Openpolis</title>
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		<title>I divari di genere nei percorsi Stem in un mondo sempre più tecnologico</title>
		<link>https://www.openpolis.it/i-divari-di-genere-nei-percorsi-stem-in-un-mondo-sempre-piu-tecnologico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martina Lovat]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Feb 2026 09:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=305691</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nonostante le ragazze tra 16 e 19 anni abbiano più competenze informatiche di base rispetto ai ragazzi, questo non si riflette sulle scelte dei percorsi Stem. In ambito Ict, per esempio, 8 lavoratori su 10 sono uomini. A pesare sono anche le aspettative sociali e genitoriali.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/i-divari-di-genere-nei-percorsi-stem-in-un-mondo-sempre-piu-tecnologico/">I divari di genere nei percorsi Stem in un mondo sempre più tecnologico</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>L&#8217;11 febbraio ricorre la <a href="https://www.un.org/en/observances/women-and-girls-in-science-day/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Giornata internazionale per le donne e le ragazze nella scienza</a>. Si tratta di un&#8217;occasione importante per riflettere e sensibilizzare sul ruolo che scienziate e ricercatrici hanno nello sviluppo delle conoscenze nelle discipline Stem, acronimo inglese che sta per&nbsp;<em>science, technology, engineering e mathematics</em>.</p>



<p><strong>In un contesto dove la tecnologia ha un ruolo sempre più centrale, non si è ancora completamente raggiunta una parità di genere per quanto riguarda questi ambiti.</strong> Se la quota di ragazze di età compresa tra 16 e 19 anni con competenze informatiche di base è maggiore rispetto ai ragazzi, ciò non si riflette ancora sulle scelte dei percorsi Stem, con divari maggiori nell&#8217;ambito Ict (<em>Information and communication technology</em>). <strong>Tali differenze hanno radici nel contesto familiare e scolastico.</strong> Abbiamo approfondito come le diverse aspettative per ragazze e ragazzi si possano riflettere sugli apprendimenti e quale sia il loro livello di competenze in ambito numerico.</p>



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<h3 class="wp-block-heading">Le discipline Stem sono sempre più importanti</h3>



<p><strong>La rapidità dello sviluppo tecnologico ha un impatto diretto sul mondo del lavoro.</strong> Secondo un recente rapporto del World economic forum (Wef), le competenze digitali sono tra quelle che &#8211; secondo i datori di lavoro &#8211; cresceranno di più come importanza nei prossimi cinque anni. In cima alla lista ci sono infatti la conoscenza dei sistemi di intelligenza artificiale e della gestione dei big data, la cybersecurity e la network security e l&#8217;alfabetizzazione tecnologica.</p>


        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>According to employer expectations for the evolution of skills in the next five years, [&#8230;] technological skills are projected to grow in importance more rapidly than any other type of skills. Among these, AI and big data top the list as the fastest-growing skills, followed closely by networks and cybersecurity and technological literacy.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://reports.weforum.org/docs/WEF_Future_of_Jobs_Report_2025.pdf#page=37" target="_blank">&#8211; Wef, Future of Jobs Report: insight report (2025)</a>
									            </div>
        </section>
		


<p>Questi ambiti stanno assumendo un&#8217;importanza sempre maggiore anche nel contesto europeo. Secondo la <a href="https://single-market-economy.ec.europa.eu/industry/strategy/digital-transformation_en#:~:text=Digital%20technologies%20is,of%20EU%20industry." target="_blank" rel="noreferrer noopener">commissione europea</a>, è necessario per l&#8217;Ue focalizzare la propria attenzione su dati, tecnologie e infrastrutture per migliorare la vita privata dei cittadini e favorire il funzionamento delle imprese. Per questo è stato avviato un programma specifico di politiche pubbliche, il <a href="https://digital-strategy.ec.europa.eu/en/policies/digital-decade-policy-programme" target="_blank" rel="noreferrer noopener">digital decade policy programme 2030</a>. <strong>Uno degli obiettivi principali è quello di migliorare le competenze digitali tra la popolazione, con il target di raggiungere l&#8217;80% della popolazione adulta con capacità informatiche almeno di base entro il 2030.</strong> Nel 2025 si registra un divario di oltre 20 punti percentuali rispetto a questo obiettivo.</p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">55,56% </span>popolazione europea nella fascia d&#8217;età 16-74 che mostra competenze informatiche almeno di base.</p>
			        </section>
		

<div id="in-europa-e-in-italia-gli-uomini-hanno-piu-competenze-informatiche-di-base-rispetto-alle-donne-ma-la-dinamica-si-inverte-per-la-fascia-deta-16-24" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<p>Su questo dato incidono l&#8217;educazione, lo stato occupazionale degli individui e la condizione economica, oltre al vivere in aree rurali, caratterizzate dall&#8217;età media più alta, oppure in zone urbane, con una popolazione mediamente più giovane. Considerando infatti soltanto la fascia d&#8217;età dai 16 ai 24 anni, l&#8217;incidenza di chi ha competenze informatiche almeno di base sale al 69,98%. <strong>Si rileva anche un divario tra i generi: tra la popolazione adulta, gli uomini riportano percentuali maggiori (56,69% contro 54,46%) ma la tendenza si ribalta nel momento in cui si prende in considerazione i più giovani (67,93% dei ragazzi e 72,16% delle ragazze).</strong> Si tratta di un fenomeno che viene rilevato in quasi tutti i paesi europei.</p>


            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-21-paesi-europei-le-ragazze-superano-i-ragazzi-per-competenze-di-base-di-informatica/">In 21 paesi europei le ragazze superano i ragazzi per competenze di base di informatica</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-21-paesi-europei-le-ragazze-superano-i-ragazzi-per-competenze-di-base-di-informatica/">Divario di genere nell&#8217;incidenza delle competenze informatiche almeno di base (2025)</a></h3>
                                    </div>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_305806_tab3"><p>Il dato mostra il calcolo della differenza percentuale tra l&#8217;incidenza registrata per le femmine e quella registrata per i maschi. Si considera la fascia d&#8217;età compresa tra i 16 e i 24 anni.</p>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis &#8211; Con i bambini su dati della commissione europea                                                                <br>(consultati: martedì 20 Gennaio 2026)
                                        </p>
                </div>
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                            </div>

			


<p><strong>In 21 paesi le ragazze hanno più competenze di base d&#8217;informatica rispetto ai ragazzi.</strong> La differenza maggiore si registra in Irlanda, dove il 91,3% delle ragazze supera di 35,87 punti percentuali i ragazzi (55,44%). Seguono Croazia (17,25 punti percentuali), Lussemburgo (14,35) e Lettonia (11,69). Sono invece 6 i paesi in cui accade l&#8217;inverso, con i divari più ampi in Ungheria (-1,86 punti percentuali), Romania (-2,97) e Austria (-4,72).</p>



<p>Per quanto riguarda lo specifico del contesto italiano, <strong>le abilità informatiche di base sono considerate dalla commissione europea un punto di debolezza rispetto all&#8217;intero processo di digitalizzazione del paese.</strong> Una delle <a href="https://digital-strategy.ec.europa.eu/en/node/12855/printable/pdf">raccomandazioni</a> specifiche per l&#8217;Italia è infatti proprio quella dell&#8217;incrementare le competenze di base, dal momento che tra la popolazione generale solo il 45,8% delle persone raggiunge questo livello. Questo è un dato che aumenta al 59,1% se si considera la fascia d&#8217;età 16-24 anni.</p>


<div id="i-lavoratori-nel-settore-ict-italiano-sono-in-larga-maggioranza-uomini-829" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>




<div id="strillo-testo-block_eecb633936cb6373fd45a690726958c1" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>Le ragazze mostrano più competenze informatiche di base ma lavorano di meno nel settore Ict.</p>
			        </section>
		</div>



<p><strong>Anche in Italia sono presenti dei divari a livello di genere</strong>: nella popolazione maschile, il 47,36% raggiunge questo livello di base contro il 44,16% di quella femminile. Anche in questo caso, la dinamica si ribalta quando si considerano i più giovani: la forbice è di circa 3,5 punti percentuali, con il valore delle ragazze più alto rispetto a quello dei ragazzi (60,9% contro 57,36%). Questa maggiore propensione femminile della popolazione più giovane non si riflette automaticamente sul profilo professionale. Nel contesto europeo, l&#8217;Italia è uno dei paesi che registra l&#8217;incidenza più bassa dei professionisti Ict sul totale dei lavoratori (4%). <strong>Disgregando il dato per genere, le donne compongono solo il 17,1% degli occupati nel settore mentre gli uomini rappresentano l&#8217;82,9%. </strong></p>



<p>Secondo <a href="https://www.istat.it/wp-content/uploads/2025/12/Report-Livelli-di-istruzione-e-ritorni-occupazionali-Anno-2024.pdf#page=7" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Istat</a>, l&#8217;ambito di studio universitario incide significativamente sull&#8217;occupazione. I laureati Stem di età compresa tra 30-34 anni riportano infatti il tasso più elevato tra tutte le aree considerate, un valore pari all&#8217;88,9%. <strong>Considerando la divisione per genere, i valori rimangono alti per laureate e laureati, nonostante questi ultimi registrino sempre dei tassi maggiori.</strong> All&#8217;interno dell&#8217;area Stem, il divario occupazionale maggiore si registra per &#8220;scienze e matematica&#8221;, dove il tasso femminile è inferiore a quello maschile di circa 4,5 punti percentuali. Si riduce invece a 2,3 punti per l&#8217;area &#8220;informatica, ingegneria e architettura&#8221;.</p>



<p>Per superare le disuguaglianze di genere è importante partire dagli apprendimenti scolastici, per favorire sia un diverso orientamento che una maggiore occupazione all&#8217;interno del mercato del lavoro.</p>



<h3 class="wp-block-heading">I divari di genere negli apprendimenti Stem sul territorio</h3>



<p><strong>La scelta dei percorsi di studi di ragazze e ragazzi non è propriamente priva di condizionamenti esterni.</strong> In particolare, quando si considera l&#8217;apprendimento delle materie Stem, incidono le aspettative sociali e dei genitori che sono molto differenti per bambini e bambine, con due effetti diretti. Il primo è che le studentesse tendono ad avere mediamente meno fiducia nelle proprie capacità nella matematica. Questo si ripercuote sui rendimenti che in media sono più bassi nelle materie scientifiche. Se però si considerano le ragazze che hanno più fiducia nelle proprie capacità, il divario si appiana raggiungendo nei test risultati analoghi a quelli dei compagni.</p>


<div id="sulle-scelte-dei-percorsi-fatte-dalle-ragazze-incidono-le-aspettative-di-genere" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>




        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>In tutti i paesi e le economie che hanno raccolto dati anche sui genitori degli studenti, i genitori sono più propensi a pensare che i figli maschi, piuttosto che le figlie, lavoreranno in un campo scientifico, tecnologico, ingegneristico o della matematica – anche a parità di risultati in matematica. […] Generalmente, le ragazze hanno meno fiducia rispetto ai ragazzi nelle proprie capacità di risolvere problemi di matematica o nel campo delle scienze esatte. Tuttavia, quando si confrontano i risultati di matematica tra ragazzi e ragazze con livelli simili di fiducia in se stessi e di ansia rispetto alla matematica, il divario di genere scompare.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.invalsi.it/invalsi/ri/pisainfocus/it/PIF-49-it.pdf" target="_blank">&#8211; In focus n.40, Ocse-Pisa</a>
									            </div>
        </section>
		


<p>Inoltre, i <a href="https://www.openpolis.it/numeri/le-ragazze-con-ottimi-risultati-in-matematica-e-scienze-hanno-minori-aspettative-professionali/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dati Ocse-Pisa</a> mostrano che le ragazze tendono a percepirsi di meno in ruoli come lo scienziato o l&#8217;ingegnere. Questo a testimonianza di come i condizionamenti sociali incidano direttamente sul percorso di studi e di carriera successivi, oltre che sull&#8217;apprendimento diretto delle materie.</p>



<p>Per capire il fenomeno sul paese, si possono prendere come riferimento i dati sull&#8217;apprendimento della matematica, rilevati tramite le prove Invalsi e rilasciate a livello provinciale. <strong>Nel 2024, il 44% degli alunni di terza media non raggiungono il livello di competenza numerica adeguata per il proprio grado di istruzione.</strong> Si tratta sostanzialmente di un dato in linea con l&#8217;anno precedente. Disgregando il dato per genere, si nota già una differenza: i maschi riportano un&#8217;incidenza del 41,2% mentre le femmine del 47%.</p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">5,8 </span>punti percentuali di differenza tra ragazze e ragazzi con competenze numeriche non sufficienti in terza media.</p>
			        </section>
		


<p>Si tratta di una differenza che non è omogenea sul territorio nazionale. <strong>Sulle 107 province italiane, sono 4 quelle in cui le ragazze riportano un&#8217;incidenza minore dei ragazzi.</strong> Sono <strong>Nuoro</strong> (dove le femmine superano di 0,3 punti percentuali i maschi), Piacenza (0,5), Sondrio (2) ed Enna (2,6).</p>


<div id="in-sole-4-province-le-ragazze-mostrano-meno-insufficienze-nelle-competenze-numeriche-rispetto-ai-ragazzi" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>




            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-quasi-tutte-le-province-italiane-le-ragazze-registrano-piu-insufficienze-nelle-competenze-numeriche/">In quasi tutte le province italiane le ragazze registrano più insufficienze nelle competenze numeriche</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-quasi-tutte-le-province-italiane-le-ragazze-registrano-piu-insufficienze-nelle-competenze-numeriche/">Differenza percentuale nelle insufficienze riportate nelle prove Invalsi di ragazze e ragazzi di III media (2024)</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1">
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/in-quasi-tutte-le-province-italiane-le-ragazze-registrano-piu-insufficienze-nelle-competenze-numeriche/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/02/in-quasi-tutte-le-province-italiane-le-ragazze-registrano-piu-insufficienze-nelle-competenze-numeriche.png" placeholder ></amp-img><div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div></amp-iframe>                        <div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-quasi-tutte-le-province-italiane-le-ragazze-registrano-piu-insufficienze-nelle-competenze-numeriche/">In quasi tutte le province italiane le ragazze registrano più insufficienze nelle competenze numeriche &#8211; Differenza percentuale nelle insufficienze riportate nelle prove Invalsi di ragazze e ragazzi di III media (2024)</a></div>
                    </div>
			        			                                <div id="chart_305809_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_305809_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_305809_tab3"><p>Il dato riporta la differenza percentuale tra le insufficienze registrate tra le ragazze di III media e quelle riportate dai ragazzi. I dati fanno riferimento alle prove Invalsi aggregate a livello provinciale.</p>
</div>
			                        </amp-selector>
                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis &#8211; Con i bambini su dati Invalsi e Istat (Bes dei territori)                                                                <br>(consultati: martedì 20 Gennaio 2026)
                                        </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/02/in-quasi-tutte-le-province-italiane-le-ragazze-registrano-piu-insufficienze-nelle-competenze-numeriche.png" target="_blank" download></a>
						                                                
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                            <p><label for="embed-chart-305809"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-305809" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			


<p>Nelle restanti aree del paese, le ragazze riportano sistematicamente più insufficienze rispetto ai ragazzi. I divari più ampi si registrano nelle aree di <strong>Rieti</strong> e <strong>Avellino</strong> dove le differenze sono rispettivamente di 10,8 e 10,2 punti percentuali. Seguono con più di 9 punti percentuali di divario Rimini (9,9), Brindisi (9,9) e Palermo (9,6). Alla luce di questi dati sugli apprendimenti, e visto lo stato complessivo dei settori legati ai contesti Stem, è ancora più importante investire sugli apprendimenti delle materie scientifiche e abbattere gli stereotipi di genere.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Scarica, condividi e riutilizza i dati</h3>


        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Scarica i dati, regione per regione</p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2024_matematica_divari_genere/abruzzo.xls" target="_blank" rel="noopener">Abruzzo</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2024_matematica_divari_genere/basilicata.xls" target="_blank" rel="noopener">Basilicata</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2024_matematica_divari_genere/calabria.xls" target="_blank" rel="noopener">Calabria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2024_matematica_divari_genere/campania.xls" target="_blank" rel="noopener">Campania</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2024_matematica_divari_genere/emilia_romagna.xls" target="_blank" rel="noopener">Emilia-Romagna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2024_matematica_divari_genere/friuli_venezia_giulia.xls" target="_blank" rel="noopener">Friuli-Venezia Giulia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2024_matematica_divari_genere/lazio.xls" target="_blank" rel="noopener">Lazio</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2024_matematica_divari_genere/liguria.xls" target="_blank" rel="noopener">Liguria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2024_matematica_divari_genere/lombardia.xls" target="_blank" rel="noopener">Lombardia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2024_matematica_divari_genere/marche.xls" target="_blank" rel="noopener">Marche</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2024_matematica_divari_genere/molise.xls" target="_blank" rel="noopener">Molise</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2024_matematica_divari_genere/piemonte.xls" target="_blank" rel="noopener">Piemonte</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2024_matematica_divari_genere/puglia.xls" target="_blank" rel="noopener">Puglia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2024_matematica_divari_genere/sardegna.xls" target="_blank" rel="noopener">Sardegna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2024_matematica_divari_genere/sicilia.xls" target="_blank" rel="noopener">Sicilia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2024_matematica_divari_genere/toscana.xls" target="_blank" rel="noopener">Toscana</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2024_matematica_divari_genere/trentino_alto_adige.xls" target="_blank" rel="noopener">Trentino-Alto Adige</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2024_matematica_divari_genere/umbria.xls" target="_blank" rel="noopener">Umbria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2024_matematica_divari_genere/valle_daosta.xls" target="_blank" rel="noopener">Valle d’Aosta</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2024_matematica_divari_genere/veneto.xls" target="_blank" rel="noopener">Veneto</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2024_matematica_divari_genere/totale_nazionale.xls" target="_blank" rel="noopener">Totale nazionale</a>.</p>
</div>
				            </div>
        </section>
		



<p>I contenuti dell’Osservatorio povertà educativa&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/poverta-educativa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">#conibambini</a>&nbsp;sono realizzati da openpolis con l’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell’articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l’obiettivo di creare un’unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di&nbsp;<em>data journalism</em>&nbsp;o anche per semplice consultazione. I dati relativi agli apprendimenti sono di fonte Invalsi e Istat (Bes dei territori).</p>



<p>Foto:&nbsp;<a href="https://it.freepik.com/foto-gratuito/giovane-inventrice-che-crea-nel-suo-laboratorio_17343812.htm#fromView=search&amp;page=1&amp;position=46&amp;uuid=9659c0ea-1c36-4cef-ac56-a7eb430e7ff3&amp;query=apprendimenti+Stem+teenager" type="link" id="https://it.freepik.com/foto-gratuito/giovane-inventrice-che-crea-nel-suo-laboratorio_17343812.htm#fromView=search&amp;page=1&amp;position=46&amp;uuid=9659c0ea-1c36-4cef-ac56-a7eb430e7ff3&amp;query=apprendimenti+Stem+teenager" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Freepik</a> (<a href="https://it.freepik.com/ai/docs/what-are-premium-licenses" type="link" id="https://it.freepik.com/ai/docs/what-are-premium-licenses" target="_blank" rel="noreferrer noopener">licenza</a>)</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/i-divari-di-genere-nei-percorsi-stem-in-un-mondo-sempre-piu-tecnologico/">I divari di genere nei percorsi Stem in un mondo sempre più tecnologico</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;istruzione è fondamentale per ridurre i divari nei percorsi Ict</title>
		<link>https://www.openpolis.it/listruzione-e-fondamentale-per-ridurre-i-divari-nei-percorsi-ict/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martina Lovat]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Apr 2024 07:04:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=288587</guid>

					<description><![CDATA[<p>In Italia le laureate nei percorsi inerenti le tecnologie dell'informazione sono il 16,8%. Per colmare questa differenza con i laureati, che incide sulle prospettive lavorative delle ragazze, è importante agire sull'educazione sin dai primi anni di età, abbattendo gli stereotipi di genere.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/listruzione-e-fondamentale-per-ridurre-i-divari-nei-percorsi-ict/">L&#8217;istruzione è fondamentale per ridurre i divari nei percorsi Ict</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Le competenze digitali hanno acquisito una tale centralità nella vita di ogni giorno, nella possibilità di comunicare, accedere alle informazioni, formarsi, lavorare, che la loro mancanza rappresenta una vera e propria compromissione del diritto di cittadinanza. <strong>Si tratta anche delle competenze che, nell&#8217;ambito più generale delle tecnologie e delle scienze, consentono di accedere ad alcuni dei percorsi professionali più solidi e maggiormente retribuiti nel mondo del lavoro attuale.</strong> Per questa ragione non sono da trascurare le disparità che restano nel loro apprendimento. Disparità ricollegabili all&#8217;età, così come al genere. In media, tra gli utilizzatori di internet, gli uomini raggiungono più spesso delle competenze digitali almeno di base (47,3%) rispetto alle donne (44,2%).</p>


<div id="tra-i-16-e-i-24-anni-le-ragazze-con-competenze-digitali-almeno-di-base-sono-piu-dei-ragazzi-61-delle-prime-contro-il-573-dei-secondi" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<p><strong>Questa tendenza però si sta invertendo tra le generazioni più giovani: </strong>tra 20 e 24 anni, le ragazze raggiungono competenze digitali almeno di base nel 62,5% dei casi (60,9% tra i maschi). E il vantaggio femminile è ancora più ampio tra 16 e 19 anni: 59,1% a fronte del 52,9% dei ragazzi. In media, per l&#8217;intera fascia 16-24 anni, parliamo di quasi 4 punti di differenza tra le competenze digitali femminili e quelle maschili. Eppure, come approfondiremo attraverso i dati, <strong>a questo vantaggio femminile nelle capacità di padroneggiare l&#8217;ambiente digitale non corrispondono i successivi percorsi di studio e di lavoro</strong>, ancora fortemente segmentati per genere e che vedono un&#8217;incidenza maschile preponderante (superiore all&#8217;80%).</p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">3,7 </span>i punti percentuali di vantaggio femminile nelle competenze digitali tra 16 e 24 anni.</p>
			        </section>
		


<p>A fronte di questo vantaggio nelle competenze digitali, <strong>sono ancora poche le ragazze che intraprendono un percorso di studi nel <a href="https://www.treccani.it/enciclopedia/ict_%28Dizionario-di-Economia-e-Finanza%29/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">settore Ict</a></strong> (<em>information and communication technology</em>), un ambito innovativo in cui si preparano gli studenti a professioni richieste nel mercato del lavoro ed economicamente solide. Si tratta dello sviluppo di tutte quelle tecnologie che permettono di creare, immagazzinare e scambiare informazioni in ambito digitale. Questo si riflette inevitabilmente sul numero di donne che ricoprono posizioni di specialisti Ict (il 16% degli occupati nel settore).</p>






<p>Tale sottorappresentazione è in gran parte conseguenza degli stereotipi di genere che attraversano la società e la famiglia e che condizionano bambine e ragazze a prediligere percorsi di studio umanistici e sociali al contrario di quelli scientifici e matematici, con un impatto sul futuro lavorativo delle donne sia in termini di occupazione che di stabilità economica. Questi preconcetti vanno dunque abbattuti in modo trasversale e <strong>la scuola in questo senso gioca un ruolo fondamentale.</strong></p>


        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/come-gli-stereotipi-di-genere-incidono-sugli-apprendimenti/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Come gli stereotipi di genere incidono sugli apprendimenti
<br><strong>Vai all&#8217;articolo</strong></a>.</p>
        </section>
		





<h3 class="wp-block-heading">La posizione dell&#8217;Italia nel quadro europeo</h3>



<p>Nonostante le competenze digitali stiano progressivamente aumentando nelle generazioni più giovani, a livello europeo l&#8217;Italia risulta complessivamente ancora indietro in questo ambito. Stando ai dati del <a href="https://digital-decade-desi.digital-strategy.ec.europa.eu/datasets/desi/charts/desi-indicators?indicator=desi_1a2&amp;breakdown=ind_total&amp;period=desi_2023&amp;unit=pc_ind&amp;country=AT,BE,BG,HR,CY,CZ,DK,EE,EU,FI,FR,DE,EL,HU,IE,IT,LV,LT,LU,MT,NL,PL,PT,RO,SK,SI,ES,SE" target="_blank" rel="noreferrer noopener">2023</a>, nell&#8217;Unione europea il 53,9% degli individui di età compresa tra i 16 e i 74 anni ha almeno delle competenze di base. <strong>Si tratta di 8,3 punti percentuali in più dell&#8217;incidenza registrata in Italia</strong> (45,6%), quartultimo paese del continente davanti solo a Polonia (42,9%), Bulgaria (31,2%) e Romania (27,8%).</p>



<p>Questo ritardo che l&#8217;Italia ha accumulato si riflette anche sul mondo del lavoro, dove le competenze digitali sono sempre più richieste. Si parla delle figure di specialisti Ict, ovvero tutte le professioni per cui è prevista una preparazione nelle tecnologie dell&#8217;informazione e della comunicazione. <strong>Nell&#8217;Unione europea, questi professionisti compongono il 4,6% degli occupati. Un dato che in Italia si riduce al 3,9%.</strong></p>



<p>L&#8217;Italia si colloca in questo contesto dietro alle principali economie continentali. I paesi che registrano percentuali inferiori sono Bulgaria (3,8%), Croazia (3,7%), Polonia (3,6%), Romania (2,8%) e Grecia (2,5%).</p>


<div id="nonostante-questo-nel-mondo-del-lavoro-le-specialiste-ict-sono-ancora-poche-16-del-totale" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<p>Se si divide per genere, si può notare come in tutta Europa si tratti di lavori principalmente ricoperti dagli uomini. <strong>Anche in questo caso, l&#8217;Italia riporta uno tra i risultati più bassi, con il 16% degli specialisti Ict di sesso femminile.</strong> È un&#8217;incidenza più bassa della media europea di 2,9 punti percentuali. I paesi che registrano l&#8217;incidenza maggiore sono Bulgaria (28,9%), Romania (25,2%), Estonia (24,5%) e Finlandia (23,8%).</p>


            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/italia-agli-ultimi-posti-per-donne-che-lavorano-nel-settore-ict/">Italia agli ultimi posti per donne che lavorano nel settore Ict</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/italia-agli-ultimi-posti-per-donne-che-lavorano-nel-settore-ict/">Specialiste e specialisti Ict nei paesi europei (2023)</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1">
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/italia-agli-ultimi-posti-per-donne-che-lavorano-nel-settore-ict/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/04/italia-agli-ultimi-posti-per-donne-che-lavorano-nel-settore-ict.png" placeholder ></amp-img><div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div></amp-iframe>                        <div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/italia-agli-ultimi-posti-per-donne-che-lavorano-nel-settore-ict/">Italia agli ultimi posti per donne che lavorano nel settore Ict &#8211; Specialiste e specialisti Ict nei paesi europei (2023)</a></div>
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			        			                                <div id="chart_288923_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_288923_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_288923_tab3"><p>Il dato mostra l&#8217;incidenza maschile e femminile tra gli specialisti Ict ovvero tutte le professioni per cui è prevista una preparazione nelle tecnologie dell&#8217;informazione e della comunicazione.</p>
</div>
			                        </amp-selector>
                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis &#8211; Con i Bambini su dati commissione europea                                                                <br>(consultati: martedì 26 Marzo 2024)
                                        </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/04/italia-agli-ultimi-posti-per-donne-che-lavorano-nel-settore-ict.png" target="_blank" download></a>
						                                                
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                            <p><label for="embed-chart-288923"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-288923" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			


<h3 class="wp-block-heading">Il ruolo dell&#8217;istruzione nel colmare il divario</h3>



<p>C’è quindi una differenza tra le competenze digitali registrate da ragazzi e ragazze e le effettive posizioni lavorative che ricoprono da adulti. Il motivo è da ricercare nei percorsi di istruzione.</p>


<div id="listruzione-ha-un-ruolo-fondamentale-nellabbattere-gli-stereotipi-di-genere-sullapprendimento-scientifico-delle-ragazze" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>




<div id="strillo-testo-block_4551500c3d97771b2631d3bbdf1dc257" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>Alla base di questi divari ci sono dei diffusi stereotipi di genere.</p>
			        </section>
		</div>



<p><strong>Questa segmentazione inizia nei primi anni di vita e si alimenta attraverso gli </strong><a href="https://www.openpolis.it/come-gli-stereotipi-di-genere-incidono-sugli-apprendimenti/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">stereotipi di genere</a>. Secondo le <a href="https://www.invalsi.it/invalsi/ri/pisainfocus/it/PIF-49-it.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">rilevazioni Ocse</a>, concorrono, tra gli altri elementi, la maggiore fiducia dei genitori nelle capacità dei figli maschi di portare a compimento un percorso di tipo scientifico. Si tratta di un pregiudizio che si eredita a livello generazionale e si diffonde anche tra gli stessi minori, tanto da minare la fiducia stessa delle bambine di poter portare avanti un percorso scientifico. Questi sono percorsi che offrono maggiori opportunità di lavoro all&#8217;interno di settori più innovativi e quindi hanno un&#8217;incidenza diretta anche sull&#8217;<a href="https://www.openpolis.it/in-italia-il-divario-di-genere-sul-lavoro-e-doppio-rispetto-al-resto-deuropa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">occupazione</a> delle donne e sul loro <a href="https://www.openpolis.it/parole/che-cose-il-divario-retributivo-di-genere/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">stipendio</a>.</p>


<div id="strillo-testo-block_891c86f4584697ffe4e87c8c350deb11" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>Le donne si laureano di più degli uomini ma sono di meno quelle laureate in ambiti scientifici.</p>
			        </section>
		</div>



<p>Per ridurre questi divari che, come abbiamo visto, definiscono il futuro delle bambine su numerosi aspetti, è necessario un investimento sin dai primi anni d&#8217;età sulla formazione e sull&#8217;abbattimento degli stereotipi. <strong>Risulta importante anche nell&#8217;ambito universitario, dove tipicamente la partecipazione femminile è maggiore rispetto a quella maschile</strong> (nel 2022 <a href="https://www.almalaurea.it/sites/default/files/2023-11/almalaurea_profilo_rapporto2023.pdf">rappresentano</a> quasi il 60% del totale dei laureati) <strong>ma la tendenza si inverte quando si considerano solo i percorsi di tipo scientifico.</strong></p>


<div id="il-gap-sul-lavoro-ha-origine-in-percorsi-educativi-fortemente-squilibrati-le-laureate-in-campo-ict-sono-solo-il-168-del-totale" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<p>Nel 2022 sono infatti di meno le laureate all&#8217;interno di queste aree. I corsi di primo livello in cui l&#8217;incidenza è minore sono scienze motorie e sportive (33,4%), ingegneria industriale e dell’informazione (27,0%) e informatica e tecnologie Ict (14,5%). Il gruppo di percorsi Ict risulta anche quello con la percentuale minore anche tra le lauree magistrali (20,6%). <strong>Considerando tutti i percorsi di studio Ict, le laureate in Italia si assestano al 16,8%.</strong> In termini assoluti, sono 863 ragazze e 4.280 ragazzi. È però interessante anche qui approfondire la situazione a livello di singolo ateneo.</p>


            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/come-varia-lincidenza-di-laureate-ict-negli-atenei-nel-2022/">Come varia l&#8217;incidenza di laureate Ict negli atenei nel 2022</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/come-varia-lincidenza-di-laureate-ict-negli-atenei-nel-2022/">Percentuale di laureate Ict negli atenei italiani (2022)</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1">
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
                    <div id="chart_288919_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_288919_tab3"><p>La percentuale di laureate/i Ict si riferisce alla classificazione Isced <a href="http://uis.unesco.org/sites/default/files/documents/isced-fields-of-education-and-training-2013-en.pdf" target="_blank" rel="noopener">Field of Education and Training 2013</a>. La mancata registrazione di laureati in un anno accademico non è indice della mancanza di un percorso di laurea specifico. Non sono inclusi i dati delle università telematiche.</p>
</div>
			                        </amp-selector>
                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis &#8211; Con i bambini su dati Mur                                                                <br>(consultati: martedì 19 Marzo 2024)
                                        </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-288919"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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<p><strong>La media nazionale risulta superata solo in 19 atenei sui 41 considerati. </strong>Il risultato maggiore in termini percentuali si registra nell’università cattolica del Sacro Cuore, in cui ci sono 10 laureati in questo gruppo di percorsi, di cui 7 donne. Seguono l’università politecnica delle Marche (1 su 2, 50%), l&#8217;università commerciale &#8220;Luigi Bocconi&#8221; (14 su 31, 45,2%) e l&#8217;università della Tuscia (7 su 16, 43,8%). <strong>In 7 atenei le laureate sono state meno del 10% del totale.</strong> In particolare, si segnalano l&#8217;università degli studi &#8220;Tor Vergata&#8221; (3 su 43, 7%), l&#8217;università degli studi di Messina (2 su 34, 5,9%) e l&#8217;università degli studi di Siena dove si registrano 2 laureati ma nessuna donna.</p>



<p>Risulta evidente che le donne rappresentano sempre una minoranza all&#8217;interno dei percorsi Ict. <strong>Si conferma quindi importante la necessità di investire sull&#8217;istruzione delle bambine in questo ambito, abbattendo gli stereotipi di genere e garantendo prospettive lavorative più solide e remunerative.</strong></p>



<h3 class="wp-block-heading">Scarica, condividi e riutilizza i dati</h3>


        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Scarica i dati, regione per regione</p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2022_ict_lauree_genere/abruzzo.xls" target="_blank" rel="noopener">Abruzzo</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2022_ict_lauree_genere/basilicata.xls" target="_blank" rel="noopener">Basilicata</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2022_ict_lauree_genere/calabria.xls" target="_blank" rel="noopener">Calabria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2022_ict_lauree_genere/campania.xls" target="_blank" rel="noopener">Campania</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2022_ict_lauree_genere/emilia_romagna.xls" target="_blank" rel="noopener">Emilia-Romagna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2022_ict_lauree_genere/friuli_venezia_giulia.xls" target="_blank" rel="noopener">Friuli-Venezia Giulia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2022_ict_lauree_genere/lazio.xls" target="_blank" rel="noopener">Lazio</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2022_ict_lauree_genere/liguria.xls" target="_blank" rel="noopener">Liguria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2022_ict_lauree_genere/lombardia.xls" target="_blank" rel="noopener">Lombardia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2022_ict_lauree_genere/marche.xls" target="_blank" rel="noopener">Marche</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2022_ict_lauree_genere/molise.xls" target="_blank" rel="noopener">Molise</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2022_ict_lauree_genere/piemonte.xls" target="_blank" rel="noopener">Piemonte</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2022_ict_lauree_genere/puglia.xls" target="_blank" rel="noopener">Puglia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2022_ict_lauree_genere/sardegna.xls" target="_blank" rel="noopener">Sardegna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2022_ict_lauree_genere/sicilia.xls" target="_blank" rel="noopener">Sicilia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2022_ict_lauree_genere/toscana.xls" target="_blank" rel="noopener">Toscana</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2022_ict_lauree_genere/trentino_alto_adige.xls" target="_blank" rel="noopener">Trentino-Alto Adige</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2022_ict_lauree_genere/umbria.xls" target="_blank" rel="noopener">Umbria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2022_ict_lauree_genere/veneto.xls" target="_blank" rel="noopener">Veneto</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2022_ict_lauree_genere/totale_nazionale.xls" target="_blank" rel="noopener">Totale nazionale</a>.</p>
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        </section>
		



<p>I contenuti dell’Osservatorio povertà educativa&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/poverta-educativa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">#conibambini</a>&nbsp;sono realizzati da openpolis con l’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell’articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l’obiettivo di creare un’unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di&nbsp;<em>data journalism</em>&nbsp;o anche per semplice consultazione. I dati relativi all&#8217;incidenza di diplomati (o titolo superiore) nel comune sono stati elaborati incrociando informazioni di fonte Istat (demo.istat e censimento permanente).</p>



<p>Foto:  <a href="https://www.pexels.com/it-it/foto/penna-ragazza-scuola-tecnologia-7742832/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Alena Darmel (pexels)</a> &#8211; <a href="https://www.pexels.com/it-IT/license/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Licenza</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/listruzione-e-fondamentale-per-ridurre-i-divari-nei-percorsi-ict/">L&#8217;istruzione è fondamentale per ridurre i divari nei percorsi Ict</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>A chi sono andati i fondi Pnrr per le discipline Stem e le lingue</title>
		<link>https://www.openpolis.it/a-chi-sono-andati-i-fondi-pnrr-per-le-discipline-stem-e-le-lingue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Dal Poggetto]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Dec 2023 06:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=278506</guid>

					<description><![CDATA[<p>Un decreto del ministero dell’istruzione ha distribuito i fondi in maniera proporzionale sulla base della popolazione scolastica di ogni istituto. Una modalità che poteva essere integrata dall'utilizzo di ulteriori indicatori per avvicinarsi di più ai reali fabbisogni dei territori.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/a-chi-sono-andati-i-fondi-pnrr-per-le-discipline-stem-e-le-lingue/">A chi sono andati i fondi Pnrr per le discipline Stem e le lingue</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>In un mondo reso sempre più interconnesso per mezzo di internet e degli strumenti digitali, la capacità di padroneggiare le nuove tecnologie rappresenta una delle competenze da garantire fin dai primi anni di istruzione. Per questo motivo, all’interno del piano nazionale di ripresa e resilienza è presente una specifica <a href="https://openpnrr.it/misure/173/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">misura</a> finalizzata a potenziare i percorsi di apprendimento delle cosiddette <strong>materie Stem</strong> (scienze, tecnologia, ingegneria, matematica) oltre che delle <strong>lingue</strong>.</p>


<div id="il-pnrr-investe-11-miliardi-di-euro-per-linsegnamento-delle-materie-stem-e-delle-lingue" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<p>Negli ultimi mesi il <a href="https://pnrr.istruzione.it/competenze/nuove-competenze-e-nuovi-linguaggi/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ministero dell’istruzione e del merito</a> ha diffuso una serie di atti che specificano i criteri con cui sono stati ripartiti i fondi tra gli istituti scolastici e quali progetti potranno essere realizzati con le somme assegnate. </p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">1,1 miliardi € </span><span style="font-weight: 400">gli investimenti del Pnrr per l’insegnamento delle discipline Stem e delle lingue. </span></p>
			        </section>
		

<div id="i-fondi-sono-stati-assegnati-automaticamente-con-criteri-demografici-la-scelta-poteva-essere-integrata-da-altri-indicatori" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<p>Le scuole beneficiarie <strong>non hanno dovuto partecipare a nessun bando</strong> per ottenere queste risorse che sono state assegnate automaticamente sulla base di un <strong>criterio demografico</strong>. Si tratta di un metodo che il ministero dell’istruzione ha utilizzato anche per altre risorse del Pnrr, come ad esempio quelle del <a href="https://www.openpolis.it/a-chi-sono-andati-i-fondi-pnrr-per-il-piano-scuola-4-0/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">piano Scuola 4.0</a>. Tuttavia questa scelta comporta <strong>alcune insidie</strong>.</p>



<p>In primo luogo il fatto che <strong>le scuole dovranno presentare i progetti solo successivamente all’assegnazione dei fondi</strong> e che ciò potrebbe portare a delle <strong>rinunce</strong>. Non è detto infatti che tutti i soggetti beneficiari saranno in grado di presentare proposte adeguate. Il quadro della distribuzione delle risorse nei territori potrebbe quindi mutare. Ma sono proprio le scuole più in difficoltà, anche dal punto di vista organizzativo, quelle che avrebbero maggiormente bisogno dei fondi del Pnrr.</p>



<p>Inoltre, se da un lato è vero che <strong>anche con lo strumento dei bandi il mondo dell&#8217;istruzione ha fatto registrare delle difficoltà</strong>, come testimonia la vicenda del <a href="https://www.openpolis.it/esercizi/lintervento-su-asili-nido-e-servizi-prima-infanzia/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">bando sugli asili nido</a>, bisogna anche rilevare che la scelta di finanziare maggiormente le scuole con più studenti e insegnanti, poteva essere integrata attraverso il ricorso a indicatori ulteriori. Parliamo ad esempio delle <strong>informazioni sui divari educativi, socio-demografici e di dotazione del patrimonio edilizio scolastico</strong>. Così da poter indirizzare le risorse nei territori con maggiore fabbisogno.</p>






<h3 class="wp-block-heading">Gli investimenti del Pnrr per l&#8217;insegnamento delle discipline Stem e delle lingue</h3>



<p>La misura del Pnrr denominata <a href="https://openpnrr.it/misure/173/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Nuove competenze e nuovi linguaggi</a> si pone l&#8217;obiettivo di <strong>investire in abilità digitali, comportamentali e applicative</strong> andando così a integrare la forte componente culturale e teorica propria del sistema educativo italiano tradizionale.</p>


<div id="strillo-testo-block_e6dfacb3a0d4feb0fddeac71821b6a8e" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>Con il Pnrr si punta a formare sia gli studenti che gli insegnanti.</p>
			        </section>
		</div>



<p>Da questo punto di vista, l’investimento punterà in maniera significativa sull’insegnamento delle cosiddette materie Stem, comprensive anche delle <strong>neuroscienze</strong>. Si prevede poi anche un <strong>corso obbligatorio di programmazione</strong> per tutti gli studenti nell’arco del loro ciclo scolastico. Ciò dovrà avvenire anche attraverso <strong>metodi di insegnamento innovativi</strong> che si differenzino dalle classiche lezioni frontali. Tra gli obiettivi che si pone la misura inoltre c’è anche quello del <strong>superamento degli stereotipi di genere</strong> che continuano a scoraggiare le donne dall’intraprendere percorsi di formazione in ambito scientifico.</p>



<p>L’investimento però non si limita solo alle materie Stem. Si prevedono infatti anche percorsi per il <strong>potenziamento del multilinguismo</strong>, non solo tramite l’erogazione di corsi, ma anche attraverso la promozione della <strong>mobilità internazionale</strong> sia dei docenti che degli studenti.</p>



<p>Con questo investimento peraltro il nostro paese recepisce una <a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX%3A52020DC0512" target="_blank" rel="noreferrer noopener">raccomandazione</a> del consiglio dell’Unione europea del 2020 che chiedeva di investire nell’apprendimento a distanza, nonché nell’infrastruttura e nelle competenze digitali di educatori e studenti.</p>



<p>In base al cronoprogramma del Pnrr <strong>gli obiettivi di questa misura dovranno essere conseguiti entro la fine del prossimo anno scolastico</strong>. Entro il 30 giugno del 2025 infatti ci si attende che almeno <strong>8mila scuole</strong> abbiano avviato percorsi di orientamento nelle materie Stem rivolti agli <a href="https://openpnrr.it/scadenze/834/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">studenti</a>. Allo stesso tempo, dovranno essere erogati agli <a href="https://openpnrr.it/scadenze/833/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">insegnanti</a> almeno mille corsi annuali di lingua e metodologia.</p>


        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/senza-dati-non-si-puo-valutare-il-nuovo-pnrr" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Leggi anche
<br><strong>Senza dati non si può valutare il nuovo Pnrr</strong></a>.</p>
        </section>
		





<p>La misura non è oggetto della <a href="http://documenti.camera.it/leg19/dossier/pdf/DFP28_Ra.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">proposta di modifica del Pnrr</a> che il governo ha presentato alle istituzioni europee e che è stata <a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/it/ip_23_6050" target="_blank" rel="noreferrer noopener">recentemente approvata</a>. Pertanto i target da raggiungere rimangono quelli indicati nella previsione originaria.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Come si distribuiscono i fondi sul territorio</h3>



<p>Il <a href="https://pnrr.istruzione.it/wp-content/uploads/2023/05/DM_12_aprile_2023_n_65allegato.zip" target="_blank" rel="noreferrer noopener">decreto</a> che assegna agli istituti la maggior parte dei fondi previsti dalla misura è stato firmato dal ministro <strong>Giuseppe Valditara</strong> lo scorso 12 aprile. Le risorse dedicate alla <strong>formazione degli studenti</strong> ammontano a <strong>600 milioni</strong>. Come anticipato nell’introduzione, sono stati ripartiti tra i vari istituti di ogni ordine e grado in proporzione al numero degli studenti iscritti, come risultanti dall’<a href="https://www.miur.gov.it/anagrafe_studenti-rilevazioni_scuole" target="_blank" rel="noreferrer noopener">anagrafe delle istituzioni scolastiche statali</a> per l’anno 2022-2023. </p>



<p>Altri <strong>150 milioni</strong> sono stati stanziati a favore dei docenti per la realizzazione di <strong>percorsi formativi di lingua e di metodologia Clil</strong> (<em>Content language integrated learning</em>) di durata annuale, finalizzati al potenziamento delle competenze e delle metodologie di insegnamento. In questo caso la distribuzione dei fondi è avvenuta sulla base del numero dei docenti in organico presso ciascuna scuola così come riportato nell’anagrafe. Nel primo caso come nel secondo, le scuole quindi non hanno avuto bisogno di presentare proposte per accedere a queste risorse. La definizione dei progetti da realizzare infatti viene rinviata a un secondo momento.</p>


<div id="strillo-testo-block_a210c9a737e4f9be981fec7c9cc62474" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>I fondi Pnrr sono stati assegnati automaticamente, senza che fosse necessario presentare proposte.</p>
			        </section>
		</div>



<p>Questo compito spetta all’<a href="https://www.miur.gov.it/unit%C3%A0-di-missione-per-il-pnrr" target="_blank" rel="noreferrer noopener">unità di missione del Pnnr</a> del ministero. Tale ufficio dovrà procedere alla stipula degli <strong>accordi di concessione</strong> del finanziamento con i soggetti attuatori e alla <strong>definizione di indicazioni per la progettazione, la gestione e la rendicontazione</strong>. Questi passaggi risultano ancora da completare.</p>



<p>Il riparto delle risorse delineato dal decreto ministeriale quindi <strong>non deve considerarsi definitivo</strong>. Solo successivamente alla stipula degli accordi e all&#8217;invio di tutta la rendicontazione richiesta, le scuole beneficiarie saranno certe di ricevere i fondi. Potrebbero quindi esserci dei cambiamenti a seguito di eventuali rinunce o di proposte giudicate non consone. </p>


<div id="a-livello-provinciale-i-territori-a-cui-sono-stati-assegnati-piu-fondi-sono-roma-napoli-milano-torino-palermo-e-bari" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<p>Tenendo conto di queste indicazioni possiamo osservare che a livello provinciale il territorio che riceve più fondi è <strong>Roma</strong> con circa 48,5 milioni di euro. Seguono la città metropolitana di <strong>Napoli</strong> (48,4 milioni) e quella di <strong>Milano</strong> (33,9). In media ad ogni istituto sono andati circa <strong>90mila euro</strong>.</p>


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                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nuove-competenze-a-roma-investimenti-per-oltre-48-milioni/">Nuove competenze, a Roma investimenti per oltre 48 milioni</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nuove-competenze-a-roma-investimenti-per-oltre-48-milioni/">Il riparto provinciale dei fondi Pnrr per l&#8217;insegnamento di nuove competenze e nuovi linguaggi</a></h3>
                                    </div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis su dati ministero dell&#8217;istruzione e del merito                                                                <br>(consultati: giovedì 16 Novembre 2023)
                                        </p>
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                            <p><label for="embed-chart-277597"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			


<p>Gli istituti coinvolti sull’intero territorio nazionale sono circa 8mila. Il maggior numero di scuole beneficiarie delle risorse si trova nel napoletano (511), seguono quelle di Roma (493), di Milano (332), di Torino (259) e di Palermo (198). </p>


<div id="gli-istituti-beneficiari-sono-8-361-in-totale" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>




        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">8.361 </span><span style="font-weight: 400">gli istituti scolastici beneficiari dei fondi Pnrr per l’insegnamento delle discipline Stem e delle lingue. </span></p>
			        </section>
		


<p>A livello di singole scuole è l’<strong>istituto di istruzione superiore Aldini Valeriani di Bologna</strong> a ricevere la maggior quota di risorse. Parliamo di circa 264mila euro, di cui 218mila per gli studenti e 46mila per gli insegnanti. Seguono l’<strong>istituto alberghiero Pietro Piazza di Palermo</strong> (261mila euro), il <strong>liceo scientifico Enrico Fermi di Aversa</strong> (250mila euro) e il <strong>polo scientifico tecnico professionale Fermi-Giorgi di Lucca</strong> (248 mila euro).</p>


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                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/fondi-pnrr-per-nuove-competenze-coinvolte-oltre-8-300-scuole/">Fondi Pnrr per nuove competenze, coinvolte oltre 8.300 scuole</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/fondi-pnrr-per-nuove-competenze-coinvolte-oltre-8-300-scuole/">Il riparto dei fondi Pnrr per l&#8217;insegnamento di nuove competenze e nuovi linguaggi, scuola per scuola</a></h3>
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                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis su dati ministero dell&#8217;istruzione e del merito                                                                <br>(consultati: giovedì 16 Novembre 2023)
                                        </p>
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                            <p><label for="embed-chart-277605"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                </div>

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<p>Com’è evidente, il decreto ministeriale oggetto dell’analisi non ha ripartito tutti i fondi previsti dal Pnrr per questo tipo di interventi. Altri <strong>200 milioni</strong> infatti sono riservati alle <strong>scuole paritarie non commerciali</strong>. In questo caso però la scelta è stata quella di assegnare i fondi tramite bando pubblico. <a href="https://pnrr.istruzione.it/wp-content/uploads/2023/11/AVVISO-STEM-SCUOLE-PARITARIE-U.0130341.09-11-2023.pdf">Bando</a> che è attualmente in corso e che si chiuderà il prossimo 15 dicembre.</p>



<p>I restanti <strong>150 milioni</strong> di euro invece sono stati oggetto di un altro <a href="https://pnrr.istruzione.it/wp-content/uploads/2023/05/m_pi.AOOGABMI.Registro-DecretiR.0000061.03-04-2023.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">decreto ministeriale</a>. Con queste risorse si punta al potenziamento della mobilità internazionale di studenti e personale scolastico incrementando le risorse ordinarie del programma <a href="https://www.erasmusplus.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Erasmus+ 2021-2027</a>. Attualmente però non sono note le modalità con cui saranno assegnati questi fondi.</p>


<div id="per-ottenere-i-fondi-le-scuole-dovranno-presentare-progetti-adeguati-e-realizzarli-nei-tempi-previsti" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<h3 class="wp-block-heading">Prossime scadenze</h3>



<p>Lo scorso 15 novembre il ministero ha emanato le <a href="https://pnrr.istruzione.it/wp-content/uploads/2023/05/m_pi.AOOGABMI.REGISTRO-UFFICIALEU.0132935.15-11-2023.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">istruzioni operative</a> per la “messa a terra” dei progetti da realizzare con i fondi assegnati. Per quanto riguarda la parte di <strong>investimenti dedicati agli studenti</strong>, nel documento si legge che dovranno essere posti in essere tra gli altri:&nbsp;</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>percorsi con approcci pedagogici fondati sulla laboratorialità e sul <em>learning by doing</em>, sul <em>problem solving</em> e sull’utilizzo del metodo induttivo;</li>



<li>percorsi di tutoraggio per l’orientamento agli studi e alle carriere Stem, anche con il coinvolgimento delle famiglie, erogati da un formatore “<em>mentor</em>” qualificato;</li>



<li>percorsi di formazione per il potenziamento delle competenze linguistiche degli studenti da realizzare anche in orario extra scolastico che siano finalizzati al conseguimento di una certificazione linguistica e in preparazione alla mobilità nell’ambito del programma Erasmus+.</li>
</ul>



<p>Per quanto riguarda gli investimenti previsti per la <strong>formazione degli insegnanti</strong>, i progetti che potranno essere realizzati riguardano i già citati corsi annuali di formazione linguistica e di metodologia Clil.</p>



<p>Relativamente alle <strong>modalità di erogazione dei fondi</strong> è previsto un primo acconto a seguito della sottoscrizione dell’accordo di concessione. Le restanti risorse saranno rilasciate fino a un massimo del 90% dell’importo assegnato via via che si concluderanno e saranno rendicontati i percorsi formativi. Il restante 10% invece sarà erogato sulla base della presentazione della richiesta di contributo finale attestante la conclusione dell’intervento, nonché il raggiungimento dei relativi obiettivi.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il nostro osservatorio sul Pnrr</h3>



<p>Questo articolo rientra nel progetto di monitoraggio civico OpenPNRR, realizzato per analizzare e approfondire il piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Ogni lunedì pubblichiamo un nuovo articolo sulle misure previste dal piano e sullo stato di avanzamento dei lavori (<a href="https://www.openpolis.it/piano-nazionale-di-ripresa-e-resilienza/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">vedi tutti gli articoli</a>). Tutti i dati sono liberamente consultabili online sulla nostra piattaforma&nbsp;<a href="http://openpnrr.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">openpnrr.it</a>, che offre anche la possibilità di attivare un monitoraggio personalizzato e ricevere notifiche ad hoc. Mettiamo inoltre a disposizione i nostri&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/i-nostri-open-data-per-il-monitoraggio-del-pnrr/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">open data</a>&nbsp;che possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di data journalism o anche per semplice consultazione.</p>



<p>Foto: Unsplash <a href="https://unsplash.com/it/foto/persona-che-tiene-palla-verde-su-carta-bianca--Cm7hnp4WOg" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Jeswin Thomas</a> &#8211; <a href="https://unsplash.com/it/licenza" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Licenza</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/a-chi-sono-andati-i-fondi-pnrr-per-le-discipline-stem-e-le-lingue/">A chi sono andati i fondi Pnrr per le discipline Stem e le lingue</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>I gap di genere nei percorsi educativi Ict creano divari sul lavoro</title>
		<link>https://www.openpolis.it/i-gap-di-genere-nei-percorsi-educativi-ict-creano-divari-sul-lavoro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Apr 2023 07:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=224886</guid>

					<description><![CDATA[<p>L'istruzione in ambito Ict (information and communication technologies) vede le donne ancora fortemente sottorappresentate. Data l'importanza crescente delle nuove tecnologie, si tratta dei percorsi che offrono maggiori opportunità in futuro.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/i-gap-di-genere-nei-percorsi-educativi-ict-creano-divari-sul-lavoro/">I gap di genere nei percorsi educativi Ict creano divari sul lavoro</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>L&#8217;<strong>avvento di internet e la rivoluzione tecnologica</strong> hanno avuto un impatto enorme sulla vita delle persone. Hanno generato nuove possibilità in termini di comunicazione in tempo reale, condivisione di idee nonché di<strong> opportunità di apprendimento e di conoscenza</strong>. Un fenomeno destinato ad avere <strong>conseguenze</strong> rilevanti sul sistema educativo, sul mondo del lavoro e sul <strong>rapporto tra accesso all&#8217;istruzione e condizione socio-economica</strong>.</p>


<div id="2-su-3-i-bambini-delle-elementari-che-faranno-lavori-che-oggi-non-esistono" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<p>Già nel 2017, un rapporto del World economic forum aveva fatto emergere come &#8211; in base ad alcuni <a href="https://www3.weforum.org/docs/WEF_EGW_Whitepaper.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">studi</a> &#8211; il <strong>65% degli alunni che iniziano le elementari</strong> svolgerà lavori che oggi non esistono, per cui l&#8217;<strong>istruzione ricevuta potrebbe non bastare</strong>. </p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">2 su 3 </span>i bambini che iniziano oggi le elementari faranno lavori che oggi non esistono (cfr. <a href="https://www.unwomen.org/en/news/in-focus/international-girls-in-ict-day" target="_blank" rel="noopener">Onu</a>, <a href="https://www.weforum.org/whitepapers/realizing-human-potential-in-the-fourth-industrial-revolution" target="_blank" rel="noopener">Wef</a>)</p>
			        </section>
		


<p>Oltre a richiedere un investimento di lungo termine sulla<strong> formazione continua, anche da adulti</strong>, questa tendenza impone anche di guardare ai percorsi di istruzione attuali. Oggi <strong>fortemente segmentati per genere</strong>.</p>



<div class="content_block" id="custom_post_widget-135826"></div>



<p>In particolare <strong>nei settori dell&#8217;informatica e delle nuove tecnologie</strong>, quelli che in inglese vengono definiti <a href="https://www.treccani.it/enciclopedia/ict_%28Dizionario-di-Economia-e-Finanza%29/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ict</a> (<em>information and communication technologies</em>). I confronti internazionali e le rilevazioni interne mostrano una <strong>preponderanza del genere maschile in questi percorsi</strong>. Nonostante le donne costituiscano oltre la metà degli iscritti all&#8217;università e dei laureati, la quota crolla in ambito Ict.</p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">85,4% </span>degli iscritti a percorsi di istruzione terziari Ict in Italia sono uomini (media Ue 2020: <span data-sheets-value="{&quot;1&quot;:3,&quot;3&quot;:0.8068567695027604}" data-sheets-userformat="{&quot;2&quot;:513,&quot;3&quot;:{&quot;1&quot;:3,&quot;2&quot;:&quot;0.00%&quot;,&quot;3&quot;:1},&quot;12&quot;:0}">80,7%)</span></p>
			        </section>
		


<p>Una <strong>segmentazione che comincia dai primi anni di vita</strong>, e che come abbiamo avuto modo di raccontare spesso<a href="https://www.openpolis.it/come-gli-stereotipi-di-genere-incidono-sugli-apprendimenti/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> si alimenta di stereotipi di genere</a> acquisiti inconsciamente, fin dall&#8217;infanzia. Dalle famiglie, quanto da bambine e bambini.</p>


        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>I genitori sono propensi a pensare che i loro figli maschi più che le figlie lavoreranno in futuro in un settore scientifico, tecnologico, (&#8230;) – anche quando i figli maschi e femmine ottengono lo stesso livello di risultati in matematica. (&#8230;) Generalmente, le ragazze hanno meno fiducia rispetto ai ragazzi nelle proprie capacità di risolvere problemi di matematica o nel campo delle scienze esatte. Tuttavia, quando si confrontano i risultati di matematica tra ragazzi e ragazze con livelli simili di fiducia in se stessi e di ansia rispetto alla matematica, il divario di genere scompare.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.invalsi.it/invalsi/ri/pisainfocus/it/PIF-49-it.pdf" target="_blank">&#8211; In focus n. 49, Ocse-Pisa</a>
									            </div>
        </section>
		


<p>Tale tendenza ha <a href="https://www.openpolis.it/come-gli-stereotipi-di-genere-incidono-sugli-apprendimenti/#il-gap-massimo-negli-apprendimenti-si-raggiunge-in-v-elementare-13-punti-di-distanza-tra-il-risultato-di-alunne-e-alunni" target="_blank" rel="noreferrer noopener">effetti sugli apprendimenti</a>, sui risultati scolastici, sui percorsi di studio scelti. E, di conseguenza, anche sulla <strong>condizione delle ragazze, una volta adulte</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading">L&#8217;impatto della segregazione educativa sulle prospettive nel lavoro</h3>



<p>Le competenze Ict sono alla base dei <strong>settori più innovativi delle nostre economie</strong>. Per questo lavorare in questi ambiti offre maggiori possibilità occupazionali, redditi medi più elevati e carriere più stabili e soddisfacenti.</p>


<div id="strillo-testo-block_de452b413e79777d012561b75ec4bce3" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>Nei paesi con alta segregazione negli studi Ict anche le prospettive di lavoro per le donne sono peggiori.</p>
			        </section>
		</div>



<p>Perciò non deve stupire se i <strong>paesi con maggiore segregazione negli studi terziari</strong>, dove poche o pochissime ragazze frequentano corsi di laurea in ambito Ict, sono spesso anche quelli con <strong>peggiori prospettive di carriera per le lavoratrici</strong>.</p>



<p>Tale aspetto è stato misurato in ambito europeo con un indicatore apposito, formulato da <a href="https://www.eurofound.europa.eu/it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Eurofound</a> e utilizzato da <a href="https://eige.europa.eu/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Eige</a>, l&#8217;istituto europeo per la parità di genere. È un parametro  che sintetizza una serie di indicatori sulla condizione occupazionale, come il tipo di contratto, le prospettive di avanzamento di carriera percepite dal lavoratore, la probabilità percepita di perdere il posto di lavoro e dell’esperienza di ridimensionamento nell’organizzazione. Viene<strong> misurato su una scala da 0 a 100, dove maggiore è il punteggio, maggiore è la qualità del lavoro</strong>.&nbsp;</p>


<div id="nei-paesi-ue-dove-ci-sono-meno-laureate-ict-anche-le-prospettive-di-carriera-per-le-donne-sono-minori" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>




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                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/minori-prospettive-di-carriera-per-le-donne-dove-ce-piu-segregazione-nei-percorsi-educativi-ict/">Minori prospettive di carriera per le donne dove c&#8217;è più segregazione nei percorsi educativi Ict</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/minori-prospettive-di-carriera-per-le-donne-dove-ce-piu-segregazione-nei-percorsi-educativi-ict/">Confronto tra il divario di genere nelle iscrizioni a percorsi universitari Ict e quello dell&#8217;indice delle prospettive di carriera nei paesi Ue</a></h3>
                                    </div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Eurostat, Eige e Eurofound                                                                <br>(pubblicati: lunedì 12 Dicembre 2022)
                                        </p>
                </div>
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			


<p>In Italia <strong>l&#8217;indice delle prospettive di carriera </strong>per gli uomini è 55,7 (comunque inferiore alla media Ue, pari 63,1). <strong>Per le donne risulta ancora più basso: 51,9 </strong>(61,5 in Ue). Rispetto al contesto europeo, in Italia è più ampio il divario di genere nelle prospettive di carriera: 1,6 punti in Ue, 3,8 per l&#8217;Italia.</p>



<p>Così com&#8217;è <strong>più ampia della media continentale la segregazione nei percorsi Ict</strong>. Le iscritte a corsi universitari o terziari di questo tipo sono il 19,3% in Ue (61,4 punti percentuali in meno degli uomini) e il <strong>14,6% in Italia</strong> (oltre 70 punti di divario con la quota maschile).</p>



<h3 class="wp-block-heading">Da quali università escono più laureate nei settori Ict</h3>



<p>Per invertire queste tendenze, è cruciale un investimento <strong>fin dall&#8217;infanzia</strong> sulla formazione e sull&#8217;abbattimento di divari e stereotipi. Tale approccio di lungo periodo si rende tanto più necessario nel leggere i dati attuali. </p>



<p>A partire dal paradosso per cui la <strong>grande maggioranza di chi consegue una formazione terziaria è di genere femminile</strong>, dal momento che le donne costituiscono quasi il 60% dei laureati, mentre<strong> il quadro cambia completamente se si considerano solo le lauree in ambito Ict</strong>.</p>


<div id="nel-2021-luniversita-della-tuscia-e-stata-quella-con-la-quota-piu-alta-di-laureate-ict" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<p>Nel 2021 le donne laureate in questo settore disciplinare sono state solo il <strong>15,3%</strong> del totale. Una media superata in solo <strong>17 atenei</strong>. In particolare spicca l&#8217;università della Tuscia: 12 laureati in questo ambito di studi nel 2021, di cui 7 donne. Segue l&#8217;università Bocconi (11 su 24, 45,8%) e, con numeri più consistenti ma quote più basse, quelle di Verona (46 su 181, 25,4%) e Udine (48 su 218, 22%).</p>


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                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2021-luniversita-della-tuscia-e-bocconi-sono-state-quelle-con-piu-laureate-ict/">Nel 2021 l&#8217;università della Tuscia e Bocconi sono state quelle con più laureate Ict</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2021-luniversita-della-tuscia-e-bocconi-sono-state-quelle-con-piu-laureate-ict/">Percentuale di laureate Ict negli atenei italiani (2021)</a></h3>
                                    </div>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_234301_tab3"><p>La percentuale di laureate/i Ict si riferisce alla classificazione Isced <a href="http://uis.unesco.org/sites/default/files/documents/isced-fields-of-education-and-training-2013-en.pdf" target="_blank" rel="noopener">Field of Education and Training 2013</a>.</p>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Mur                                                                <br>(pubblicati: martedì 18 Ottobre 2022)
                                        </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/04/nel-2021-luniversita-della-tuscia-e-bocconi-sono-state-quelle-con-piu-laureate-ict.png" target="_blank" download></a>
						                                                
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                            <p><label for="embed-chart-234301"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                            </div>

			


<p>In 4 atenei le laureate sono state meno del 10% del totale nel 2021: Perugia, Napoli (Università degli studi &#8220;Federico II&#8221;), Firenze e Vercelli (Piemonte orientale).</p>



<p>In quasi tutte le università comunque le <strong>donne restano una ristretta minoranza nei percorsi di studio Ict</strong>. Ciò rafforza la necessità di <strong>investire dai primi anni di istruzione</strong> sull&#8217;apprendimento delle ragazze nelle materie scientifiche, collegate con gli ambiti Ict e le Stem. </p>



<p>Altrimenti il <strong>rischio è di concentrarsi unicamente su una fotografia dell&#8217;esistente senza però intervenire sulle sue radici più profonde</strong>, che hanno origine in pregiudizi spesso interiorizzati dalle famiglie e dalle stesse ragazze.</p>


<div id="ridurre-i-divari-nellaccesso-allistruzione-ict-puo-contrastare-la-bassa-occupazione-femminile-e-il-gender-pay-gap" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<h3 class="wp-block-heading">Perché ridurre le disparità nei percorsi educativi Ict e nel lavoro</h3>



<p>Un forte investimento, economico e culturale, sull&#8217;accesso all&#8217;istruzione Ict per le ragazze può generare delle <strong>potenzialità enormi</strong>. In particolare nel contrasto di due disparità di genere molto presenti nel mondo del lavoro: la <strong>bassa occupazione femminile</strong> e i <strong>divari retributivi</strong>.</p>



<p>Parliamo infatti di uno dei settori economici che è destinato a <a href="https://eige.europa.eu/publications/work-life-balance/eu-policies-on-work-life-balance/women-in-ict" target="_blank" rel="noreferrer noopener">produrre molti posti di lavoro qualificati</a> nei prossimi anni. <strong>Un&#8217;opportunità enorme</strong> di migliorare la condizione femminile.<strong> A maggior ragione per l&#8217;Italia</strong>, paese dove i <a href="https://www.openpolis.it/numeri/italia-agli-ultimi-posti-in-ue-per-occupazione-femminile-soprattutto-per-le-donne-con-figli" target="_blank" rel="noreferrer noopener">livelli di occupazione delle donne</a> e le stesse prospettive di carriera sono sistematicamente inferiori rispetto agli altri stati Ue.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Scarica, condividi e riutilizza i dati</h3>


        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Scarica i dati</p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Ict_gap_genere_2023/Ict_gap_genere.xls" target="_blank" rel="noopener">Istruzione Ict e disparità di genere</a></p>
</div>
				            </div>
        </section>
		



<p>I contenuti dell’Osservatorio povertà educativa&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/poverta-educativa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">#conibambini</a>&nbsp;sono realizzati da openpolis con l’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell’articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l’obiettivo di creare un’unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di&nbsp;<em>data journalism</em>&nbsp;o anche per semplice consultazione. I dati relativi al&nbsp;divario di genere nella quota di studenti iscritti a percorsi terziari sono di fonte Eurostat, quelli sull’indice delle prospettive di carriera nel lavoro sono elaborati da Eurofound e utilizzati da Eige per il Gender Equality Index&nbsp;del 2022. I dati sugli atenei sono di fonte ministero dell&#8217;università e della ricerca.</p>



<p>Foto: <a href="https://www.flickr.com/photos/comunere/51417060433/in/album-72157719811959225/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Flickr del comune Reggio Emilia</a> &#8211; <a href="https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.0/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Licenza</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/i-gap-di-genere-nei-percorsi-educativi-ict-creano-divari-sul-lavoro/">I gap di genere nei percorsi educativi Ict creano divari sul lavoro</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;importanza delle materie Stem nel mondo di oggi</title>
		<link>https://www.openpolis.it/esercizi/limportanza-delle-materie-stem-nel-mondo-di-oggi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Jan 2022 08:20:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?post_type=opmag_minidossier&#038;p=145879</guid>

					<description><![CDATA[<p>L'importanza delle scienze e delle tecnologie nel mondo di oggi e i divari sociali, territoriali e di genere da ridurre nel loro apprendimento.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/esercizi/limportanza-delle-materie-stem-nel-mondo-di-oggi/">L&#8217;importanza delle materie Stem nel mondo di oggi</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Il rischio di vivere il presente senza padroneggiarlo</h3>
<p>Quello in cui viviamo è un mondo che richiede una <strong>quantità sempre maggiore di competenze e conoscenze</strong>. A partire da quelle digitali, ma non solo. Con le tecnologie che permeano quasi ogni aspetto della nostra quotidianità, dal tempo libero, all&#8217;istruzione, al mondo del lavoro, <strong>essere in possesso degli strumenti cognitivi per padroneggiarle è cruciale</strong>.</p>
<p>        <section class="blockquote">
							<p>L&#8217;uso quotidiano delle tecnologie non garantisce da solo una piena consapevolezza.</p>
<p>
			        </section>
		</p>
<p>Si è <strong>spesso portati a pensare che la questione riguardi solo le persone anziane e non anche i più giovani</strong>, cosiddetti nativi digitali. In realtà il tema è molto più complesso. Anche chi da utente si serve quotidianamente della tecnologia, non necessariamente dispone degli strumenti per gestirla in modo consapevole in tutti i suoi aspetti. Da quelli più operativi, ad esempio compiere operazioni della vita di tutti i giorni (come risolvere un problema pratico cercando in rete), ad altre implicazioni molto più sensibili. Tra queste, la<strong> consapevolezza rispetto alla cessione di dati personali e al proprio diritto alla privacy</strong>. Oppure la <strong>capacità di informarsi con spirito critico</strong>, sapendo distinguere &#8211; in un flusso comunicativo costante e incontrollabile &#8211; le informazioni utili e corrette da quelle inattendibili o false.</p>
<p>È anche<strong> da qui che passa la frontiera di una piena cittadinanza nel mondo di oggi</strong>. Ovvero la differenza tra chi è solo un fruitore passivo di piattaforme e servizi di cui non ha una vera consapevolezza, esposto a tutti i rischi connessi. E chi invece dispone dei mezzi, anche culturali, per muoversi con cognizione tra gli strumenti e le possibilità offerte dalle nuove tecnologie.</p>
<p>        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Il report in formato pdf</p>
<p></p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="https://www.openpolis.it/report_stem/" target="_blank" rel="noopener">Scarica</a></p></div>
				            </div>
        </section>
		</p>
<h3>Le Stem come strumento di cittadinanza</h3>
<p>È nel contesto appena delineato che si inserisce l&#8217;importanza di introdurre <strong>nuovi metodi di apprendimento</strong>. Se una concezione esclusivamente nozionistica della scuola era già stata superata nei decenni scorsi, a maggior ragione oggi diventa una necessità ineludibile <strong>garantire a ragazze e ragazzi gli strumenti per vivere nella realtà che li circonda</strong>.</p>
<p>        <section class="blockquote">
							<p>Fare propri gli strumenti &#8211; soprattutto cognitivi &#8211; delle scienze è indispensabile nelle società avanzate.</p>
<p>
			        </section>
		</p>
<p>In questo quadro si inserisce l&#8217;urgenza di un <strong>nuovo approccio alle discipline Stem</strong> (acronimo inglese di scienza, tecnologia, ingegneria e matematica). Un approccio che <strong>valorizzi il contributo offerto dalle materie scientifiche</strong> nel riuscire a leggere e comprendere il funzionamento del mondo in cui viviamo. Con l&#8217;acquisizione di competenze fondamentali nel tempo presente, e a maggior ragione in quello futuro, quali l&#8217;<strong>attitudine al pensiero logico e computazionale</strong> e alla <strong>risoluzione di problemi</strong> più o meno complessi.</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">80,2% </span>giovani italiani tra 16 e 24 anni con competenze digitali almeno di base nel problem solving (media Ue: 93,8%). Nel 2019 si trattava del secondo dato peggiore in Ue dopo la Bulgaria.</p>
			        </section>
		<br />
        <section class="blockquote">
							<p>Un approccio nuovo alle Stem, per superare il confine tra discipline scientifiche e umanistiche.</p>
<p>
			        </section>
		</p>
<p>Investire sulle Stem <strong>non significa quindi solo valorizzare l&#8217;importanza di queste materie in senso tradizionale</strong>. Piuttosto, vuol dire soprattutto avvalersi di un metodo di insegnamento nuovo, in grado di affiancarsi alle classiche lezioni frontali, con un <strong>approccio laboratoriale e cooperativo</strong>. Integrando sempre di più il contributo offerto dalle discipline scientifiche con quello delle altre materie. È in questa accezione che spesso si ricorre all&#8217;acronimo <a href="http://www.erasmusplus.it/sondaggio-steam/">Steam</a> (includendo anche la <em>a</em> di arte). Contaminare punti di vista e approcci offerti dalle diverse discipline significa sviluppare un <strong>metodo didattico che valorizzi &#8211; accanto al rigore analitico proprio delle scienze &#8211; anche la creatività e la curiosità degli studenti</strong>. Contribuendo ad avvicinarli alle Stem più di quanto non avvenga oggi.</p>
<p>Tradizionalmente infatti le <strong>materie scientifiche sono percepite come un mondo a parte rispetto al resto dei curriculum didattici</strong>. Mentre l&#8217;ambito umanistico è generalmente sentito come parte della cultura generale diffusa, le<strong> discipline scientifiche sono spesso considerate come argomento riservato agli specialisti o agli addetti ai lavori</strong>. Una tendenza particolarmente radicata nel nostro paese.</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">26,7% </span>gli studenti italiani bravi in lettura che che hanno anche ottimi risultati in matematica e scienze. In Germania sono il 45,4%.</p>
			        </section>
		</p>
<p>Permane, in Italia in misura maggiore rispetto alle medie internazionali, una <strong>separazione ancora piuttosto netta tra le materie scientifiche e quelle umanistiche</strong>. Con conseguenze che non si fermano alle preferenze individuali di ragazze e ragazzi sui banchi di scuola.</p>
<p>Il primo effetto è una<strong> bassa quota di giovani laureati nelle discipline Stem</strong> rispetto alla media europea, che del resto si accompagna ad una bassa percentuale di giovani laureati <em>tout court</em>. Ciò comporta un impoverimento del capitale umano esistente nel nostro paese.</p>
<p>Il secondo è un <strong>allargamento delle disparità di genere</strong>. Come approfondiremo, a causa di stereotipi sociali, le studentesse restano una minoranza nei percorsi scientifici. Ovvero proprio quelli che nelle economie odierne garantiscono in futuro maggiore stabilità lavorativa e salari più elevati.</p>
<p>Il terzo effetto, che poi è alla radice di quelli appena citati, è la <strong>scarsa diffusione nella popolazione giovanile di competenze Stem, abilità digitali, conoscenze applicative</strong>. Con il paradosso che, da un lato, ragazze e ragazzi &#8211; sempre più connessi &#8211; non sembrano affatto esclusi dal mondo digitale in cui viviamo.</p>
<p>        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Interrogando i ragazzi sulle loro abitudini quotidiane emerge un uso sempre più massiccio delle tecnologie. (&#8230;) &nbsp;Non c’è alcuna differenza sociale che tenga quando si tratta di accesso a profili social o community</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.cnca.it/wp-content/uploads/attachments/Rapporto_Adolescenti.pdf" target="_blank">- Centro nazionale di documentazione per l'infanzia e l'adolescenza, Essere ragazze e ragazzi nelle città riservatarie della Legge 285/97: la voce dei protagonisti (2019)</a>
									            </div>
        </section>
		</p>
<p>Dall&#8217;altro lato però, la <strong>carenza di formazione sugli strumenti e sulle tecnologie</strong>, fa sì che non tutti siano in grado di padroneggiarli allo stesso modo. Un tema che nel nostro paese è particolarmente presente, dato il basso livello di competenze Stem e digitali.</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/italia-terzultima-in-ue-per-competenze-digitali-dei-piu-giovani/">Italia agli ultimi posti in Ue per competenze digitali dei più giovani</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/italia-terzultima-in-ue-per-competenze-digitali-dei-piu-giovani/">Percentuale di giovani 16-19 anni con competenze digitali base o superiori (2019)</a></h3>
                                    </div>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Eurostat                                                                <br>(ultimo aggiornamento: mercoledì 15 Aprile 2020)
                                        </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-77243"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-77243" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			<br />
        <section class="blockquote">
							<p>È necessario ridurre i divari rispetto alla possibilità di vivere in un mondo permeato dalle tecnologie.</p>
<p>
			        </section>
		</p>
<p><strong>All'interno di una tendenza che colpisce l'intero paese, tuttavia, a restare indietro sono soprattutto alcune categorie</strong>. Chi è socialmente ed economicamente più vulnerabile, in primo luogo. I dati sugli apprendimenti Invalsi <strong>in matematica</strong> mostrano come<strong> chi viene da una famiglia svantaggiata abbia risultati molto bassi nel 23% dei casi, contro il 6% dei coetanei più fortunati</strong>. Allo stesso modo, gli alunni avvantaggiati usano internet molto più spesso per informarsi oppure ottenere informazioni pratiche. In secondo luogo, oggi - nel nostro paese molto più che in altri - resta centrale la questione dei <strong>divari di genere</strong>. Con bambine e ragazze, che fin dall'inizio del percorso di studi acquisiscono molte meno competenze in ambito scientifico, numerico e tecnologico.</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">15,4% </span>le studentesse di seconda superiore che raggiungono il livello più alto nei test Invalsi di matematica. Tra i ragazzi è il 23,6%.</p>
			        </section>
		</p>
<p>Il <strong>rischio concreto è che i processi di digitalizzazione in atto non siano pienamente inclusivi</strong>, lasciando fuori ampi settori della società. Per questo motivo è necessaria, fin dai primi anni di istruzione, una <strong>alfabetizzazione di massa agli strumenti digitali e in particolare nelle competenze relative alle Stem</strong>.</p>
<h3>Una sfida ineludibile nei prossimi anni</h3>
<p>Innovare la didattica per migliorare gli apprendimenti nelle materie Stem <strong>non è una questione che riguarda solo le competenze individuali di ragazze e ragazzi</strong>. Molte delle prove che il nostro paese sta già affrontando, e affronterà in futuro, dipendono da quanto questo obiettivo avrà successo.</p>
<p>        <section class="blockquote">
							<p>Le sfide dei prossimi anni su digitale e transizione ecologica chiamano in causa le competenze Stem.</p>
<p>
			        </section>
		</p>
<p>Nei prossimi anni l'Italia, come tutti gli altri stati dell'Unione europea, sarà impegnata nella <strong>transizione digitale</strong>, per ridurre i tanti gap tecnologici interni al paese. In quella <strong>ambientale</strong>, per rendere più sostenibile - economicamente e ecologicamente - il sistema produttivo, verso la frontiera della neutralità climatica.<strong> In termini più generali, si tratterà di far ripartire il paese dopo l'emergenza Covid.</strong></p>
<p>Una sfida che, per essere raggiunta, avrà bisogno proprio delle competenze di cui abbiamo trattato finora. Sia per<strong> formare profili professionali specialistici</strong>, <strong>sempre più richiesti nel mondo del lavoro</strong>. Sia per<strong> aumentare la diffusione di alcune competenze di base, in modo che diventino patrimonio di tutti</strong>, a prescindere dalla condizione di origine. Come l'abitudine al pensiero logico e computazionale, oppure una conoscenza minima dei linguaggi di programmazione e anche della robotica. Propositi che non possono prescindere da una <strong>valorizzazione delle Stem</strong> e da un<strong> nuovo approccio didattico nell'insegnamento di queste materie</strong>.</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">14% </span>del fabbisogno di neo-laureati tra 2021 e 2025 riguarderà i soli ingegneri, secondo le stime di Anpal (31-35mila persone all'anno).</p>
			        </section>
		</p>
<p>Per questa ragione, il <strong>potenziamento delle competenze Stem costituisce uno degli aspetti centrali del <a href="https://www.governo.it/sites/governo.it/files/PNRR.pdf#page=187" target="_blank" rel="noopener noreferrer">piano nazionale di ripresa e resilienza</a></strong>. Una finalità che il documento pone in termini duplici: da un lato l'acquisizione di competenze; dall'altro, un<strong> imprescindibile investimento infrastrutturale sugli edifici scolastici</strong>. Sia per colmare carenze storiche nella dotazione e nella sicurezza degli edifici, sia per creare ambienti di apprendimento innovativi per l'insegnamento delle Stem. Attraverso <strong>classi e laboratori rinnovati</strong>, connessi e dotati di <strong>strumentazione tecnologicamente adeguata.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><h2 id="tablepress-2852-name" class="tablepress-table-name tablepress-table-name-id-2852">Gli obiettivi "scuola 4.0" nel Pnrr</h2>

<table id="tablepress-2852" class="tablepress tablepress-id-2852" aria-labelledby="tablepress-2852-name">
<thead>
<tr class="row-1">
	<th class="column-1"><div class="text-center"><strong>Obiettivo</strong></div>       </th><th class="column-2"> <div class="text-center"><strong>Cosa prevede</strong></div>             </th>
</tr>
</thead>
<tbody class="row-striping row-hover">
<tr class="row-2">
	<td class="column-1"> <div class="text-center">1</div> </td><td class="column-2">Trasformazione di 100.000 classi tradizionali in  <i>connected learning environments</i> (con dispositivi didattici connessi)</td>
</tr>
<tr class="row-3">
	<td class="column-1"> <div class="text-center">2</div> </td><td class="column-2">Creazione di laboratori per le professioni digitali nel II ciclo</td>
</tr>
<tr class="row-4">
	<td class="column-1"> <div class="text-center">3</div> </td><td class="column-2">Digitalizzazione delle amministrazioni scolastiche</td>
</tr>
<tr class="row-5">
	<td class="column-1"> <div class="text-center">4</div> </td><td class="column-2">Cablaggio interno di circa 40.000 edifici scolastici e relativi dispositivi</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<!-- #tablepress-2852 from cache --></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questi obiettivi, di carattere strutturale, devono essere la <strong>premessa di un potenziamento e diffusione delle competenze Stem nel nostro paese</strong>. Un target che non va considerato una conseguenza naturale di tali investimenti. Si tratta di un vero e proprio cambio di paradigma educativo, che non si risolve solo nel miglioramento (pure improrogabile) delle dotazioni scolastiche.</p>
<p>Al netto dell'aspetto infrastrutturale, di cui ci siamo<a href="https://www.openpolis.it/esercizi/la-digitalizzazione-delle-scuole/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> occupati in precedenza</a> e che sarà necessario continuare a monitorare in parallelo con l'attuazione del Pnrr,  è fondamentale <strong>intervenire sulle due linee di frattura che oggi caratterizzano l'istruzione nelle materie scientifiche</strong>.</p>
<p>La prima, come già accennato, è il <strong>necessario miglioramento delle competenze Stem tra i più giovani</strong> e un innalzamento della quota di laureati in questo ambito. Di questi aspetti, e di quanto le disuguaglianze sociali e territoriali incidano sul livello di apprendimento anche in matematica e scienze, ci occuperemo nel prossimo capitolo.</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">33 </span>punti di divario nei risultati in matematica tra gli studenti di seconda superiore del nord-est e quelli di sud e isole.</p>
			        </section>
		</p>
<p>Nel capitolo successivo invece approfondiremo un'altra questione messa a fuoco dalla letteratura internazionale. E cioè la <strong>persistenza dei divari di genere negli apprendimenti Stem</strong>, e l'impatto degli stereotipi sociali su tale tendenza. Si tratta di un fronte cruciale, anch'esso inserito tra le priorità del Pnrr, da cui dipende la stessa prospettiva di una effettiva parità di genere.</p>
<p>Foto credit: <a href="https://pixabay.com/it/users/patricialacolla-53854/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Patricia Lacolla (Pixabay)</a> - <a href="https://pixabay.com/it/service/license/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Licenza</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/esercizi/limportanza-delle-materie-stem-nel-mondo-di-oggi/">L&#8217;importanza delle materie Stem nel mondo di oggi</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
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