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	<title>sanità Archivi - Openpolis</title>
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		<title>Cosa sappiamo sulla salute mentale degli adolescenti</title>
		<link>https://www.openpolis.it/cosa-sappiamo-sulla-salute-mentale-degli-adolescenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Oct 2025 07:15:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=301238</guid>

					<description><![CDATA[<p>L'adolescenza è un periodo cruciale per la salute mentale: in questa fase si formano modelli comportamentali che spesso durano tutta la vita. Nuove analisi indagano la condizione dei giovani nel post-Covid, evidenziando la necessità di un approccio organico ai loro bisogni.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/cosa-sappiamo-sulla-salute-mentale-degli-adolescenti/">Cosa sappiamo sulla salute mentale degli adolescenti</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il prossimo 10 ottobre si celebra la <strong><a href="https://www.onuitalia.it/giornata-internazionale-della-salute-mentale/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">giornata mondiale della salute mentale</a></strong>. Dopo la pandemia, il <strong>benessere psicologico di giovani e adolescenti</strong> è diventato un argomento frequente nel dibattito pubblico.</p>



<p>Come evidenziato nel rapporto<a href="https://www.openpolis.it/non-sono-emergenza-le-parole-del-disagio-giovanile/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong> Non sono emergenza</strong></a>, restano però due grandi limiti quando si affrontano questi temi. Il primo è una <strong>retorica emergenziale diffusa</strong> che tende a descrivere i giovani in modo semplicistico, spesso ignorando la loro reale condizione. Il secondo è la<strong> carenza di dati</strong> in grado di descrivere in modo sistematico un <strong>fenomeno complesso e multifattoriale</strong> come quello dei disturbi mentali.</p>



<p>Tuttavia, se nel pieno dell&#8217;emergenza pandemica mancavano dati aggiornati su come il fenomeno stesse evolvendo, oggi &#8211; a distanza di qualche anno &#8211; la letteratura internazionale e nazionale offre <strong>punti di riferimento più solidi su cui basare riflessioni, analisi e politiche pubbliche</strong>.</p>



<div class="content_block" id="custom_post_widget-135826"><form class="newsletter-subscribe bg-grey3 sm-row-full justify-center" action="https://b7h3d.emailsp.com/frontend/subscribe.aspx" target="_blank">

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				                <p>Presenza e qualità dei servizi nei comuni su scuola, cultura, sport e servizi sociali.</p>
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					Abruzzo                </label>
				                    <i class="fs-15"> - Ogni mese</i>
				                <p>Osservatorio basato sui dati dedicato alla regione Abruzzo.</p>
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<p>Abbiamo approfondito le <strong>tendenze recenti attraverso alcuni degli ultimi studi e dati sull&#8217;argomento</strong>, cercando di ricostruire la situazione per l&#8217;Italia con le informazioni oggi disponibili.</p>


<div id="tre-quarti-dei-disturbi-mentali-che-durano-tutta-la-vita-insorgono-prima-dei-24-anni" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<h3 class="wp-block-heading">L&#8217;adolescenza, una fase cruciale per la salute mentale</h3>



<p>Una <a href="https://www.thelancet.com/action/showPdf?pii=S0140-6736%2825%2900503-3" target="_blank" rel="noreferrer noopener">recente ricerca</a> della commissione Lancet sulla salute degli adolescenti, uscita nel maggio 2025, ha dedicato una particolare attenzione alla salute mentale dei più giovani nel post-pandemia. Sottolineando come l&#8217;adolescenza sia una fase di crescita esponenziale delle capacità cognitive. Nonché un <strong>periodo in cui si cristallizzano &#8211; nel bene e nel male &#8211; abitudini e modelli comportamentali</strong> che spesso restano per tutta la vita.</p>



<p>Comportamenti alimentari e dipendenze, ad esempio, sono evidenziati come strettamente correlati a fattori che hanno origine nell&#8217;adolescenza. Questa<strong> fase della vita è infatti molto delicata anche per la salute mentale</strong>: l&#8217;analisi sottolinea che tre quarti dei disturbi che durano tutta la vita insorgono prima dei 24 anni.</p>



<p>Ciò pone una questione per le politiche pubbliche dei diversi paesi. A partire dalla necessità di valutare l&#8217;ampiezza di questo tipo di fenomeni e la loro evoluzione nel tempo, specie dopo gli anni dell&#8217;emergenza Covid. </p>



<p>Già nel 2021, nel pieno della pandemia, Unicef dedicò il rapporto su <a href="https://www.minori.gov.it/it/notizia/la-condizione-dellinfanzia-nel-mondo-2021-rapporto-unicef-sulla-salute-mentale-di-bambini-e" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>La condizione dell’infanzia nel mondo</strong></a> proprio alla questione della salute mentale tra i minori. Evidenziando come a livello globale più di un adolescente su 7 tra i 10 e i 19 anni convivesse con un disturbo mentale diagnosticato.</p>


<div id="42-milioni-gli-anni-di-vita-in-salute-che-potrebbero-essere-persi-dagli-adolescenti-nel-mondo-nel-2030-per-disturbi-mentali-o-suicidio-2-milioni-in-piu-rispetto-al-2015" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<p>Più di recente, abbiamo già avuto modo di <a href="https://www.openpolis.it/la-condizione-dei-giovani-in-italia-in-vista-del-2030/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">raccontare</a> come sempre la commissione Lancet preveda, in vista del 2030, un peggioramento nel benessere psicologico di ragazze e ragazzi.</p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">42 milioni </span>gli anni di vita in salute che si stima potrebbero essere persi dagli adolescenti nel mondo nel 2030 a causa di disturbi mentali o suicidio (2 milioni in più rispetto al 2015).</p>
			        </section>
		


<p>Dopo la pandemia, si avverte infatti un rallentamento &#8211; a livello mondiale &#8211; nel ritmo di crescita di alcuni indicatori di salute tra gli adolescenti, che potrebbe compromettere gli <a href="https://unric.org/it/agenda-2030/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">obiettivi di sviluppo sostenibile</a>. Ciò è <strong>particolarmente evidente nell&#8217;ambito dei disturbi mentali</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La situazione della salute mentale degli adolescenti in Italia</h3>



<p>L&#8217;interesse nel post-Covid ha portato anche la ricerca in ambito nazionale a interrogarsi e a misurare le tendenze del benessere degli adolescenti nel nostro paese. Tra le indagini più significative, possiamo citare quella promossa dal ministero della salute sui&nbsp;<a href="https://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pagineAree_6029_0_file.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">disturbi del comportamento alimentare tra i più giovani</a> e quella sulle dipendenze comportamentali nella generazione Z (i nativi digitali, nati tra la fine degli anni ’90 e il 2012), a cura dell’<a href="https://www.iss.it/dipendenze/-/asset_publisher/zwfXwoiZC6zu/content/dipendenze-comportamentali-nella-generazione-z-online-tutti-i-materiali" target="_blank" rel="noreferrer noopener">istituto superiore di sanità</a>.</p>



<p>O ancora quella del gruppo di ricerca su &#8220;Mutamenti sociali, valutazione e metodi&#8221; (MUSA) dell&#8217;Istituto di ricerche sulla popolazione e le politiche sociali del Cnr, <a href="https://www.irpps.cnr.it/rischio-hikikomori-tra-gli-adolescenti-italiani-articolo-su-scientific-report/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">pubblicata quest&#8217;anno</a>. Tale analisi ha evidenziato una <strong>crescita degli adolescenti che non incontrano i loro amici fuori da scuola</strong>, la cui percentuale i ricercatori stimano potrebbe essere quasi raddoppiata dopo la pandemia. Più in generale, il <a href="https://www.nature.com/articles/s41598-024-84187-5" target="_blank" rel="noreferrer noopener">lavoro</a> ha il merito di approfondire l&#8217;incidenza anche in Italia del complesso fenomeno del ritiro sociale.</p>


        <section class="glossary">
            <div>
                <mark>
																		L’hikikomori è una &quot;forma di ritiro sociale patologico o distacco sociale la cui caratteristica essenziale è l’isolamento fisico nella propria casa.&quot; Riguarda principalmente, ma non esclusivamente, adolescenti e giovani adulti. </br>
											                </mark>
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/hikikomori-ritiro-sociale/">
                &#8220;Hikikomori (ritiro sociale)&#8221;</a></span>

            </div>
        </section>
		


<p>Appare evidente come la <strong>questione dei disturbi mentali possa essere affrontata da vari punti di vista</strong>: dipendenze, comportamenti a rischio, violenze, ritiro sociale.</p>



<p>Per avere una visione d&#8217;insieme, uno strumento utile è l&#8217;<strong>indice di salute mentale</strong> utilizzato da Istat nell&#8217;ambito delle analisi sul benessere equo e sostenibile. Si tratta di una <strong>misura di disagio psicologico ottenuta attraverso una sintesi delle quattro dimensioni principali della salute mentale</strong>: ansia, depressione, perdita di controllo comportamentale o emozionale e benessere psicologico. L’indice varia tra 0 e 100: più è elevato, migliori sono le condizioni psicologiche.</p>



<p>Utilizzando questo strumento, vediamo che <strong>dopo l’inizio della pandemia è proprio tra i più giovani (fascia 14-19 anni) che si è riscontrato il peggioramento più consistente dell’indice di salute mentale</strong>. Tra 2020 e 2021 questo è passato da 73,9 a 70,3, un calo di oltre 3 punti in un anno. </p>


<div id="718-lindice-di-salute-mentale-tra-gli-adolescenti-nel-2024-in-miglioramento-rispetto-allanno-precedente-ma-ancora-al-di-sotto-dei-livelli-pre-pandemici" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>




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                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/risale-lindice-di-salute-mentale-tra-gli-adolescenti-nel-2024-ma-resta-sotto-i-livelli-pre-pandemici/">Risale l’indice di salute mentale tra gli adolescenti nel 2024, ma resta sotto i livelli pre-pandemici</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/risale-lindice-di-salute-mentale-tra-gli-adolescenti-nel-2024-ma-resta-sotto-i-livelli-pre-pandemici/">Indice di salute mentale per fascia d&#8217;età (2016-2024)</a></h3>
                                    </div>
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                             aria-labelledby="chart_301235_tab3"><p>L&#8217;indice di salute mentale è una misura di disagio psicologico (psychological distress) ottenuta dalla sintesi dei punteggi totalizzati da ciascun individuo di 14 anni e più a 5 quesiti estratti dal questionario Sf36 (36-Item Short Form Survey). I quesiti fanno riferimento alle quattro dimensioni principali della salute mentale (ansia, depressione, perdita di controllo comportamentale o emozionale e benessere psicologico). L&#8217;indice varia tra 0 e 100, con migliori condizioni di benessere psicologico al crescere del valore dell&#8217;indice.</p>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Istat (Bes)                                                                <br>(pubblicati: mercoledì 9 Aprile 2025)
                                        </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/10/risale-lindice-di-salute-mentale-tra-gli-adolescenti-nel-2024-ma-resta-sotto-i-livelli-pre-pandemici.png" target="_blank" download></a>
						                                                
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                            <p><label for="embed-chart-301235"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-301235" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			


<p>Da allora, si è registrato un miglioramento nel 2022, seguito da un nuovo peggioramento nel 2023 (anno in cui si è attestato a 71). Nel 2024 l&#8217;indice di salute mentale è tornato a 71,8. Un <strong>miglioramento, ma ancora al di sotto dei livelli pre-pandemici</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Un problema connesso a esclusione sociale e povertà educativa</h3>



<p>Se la salute mentale di alcuni adolescenti resta critica <strong>non è una questione di ordine esclusivamente sanitario</strong>. Nell&#8217;ambito dell&#8217;ultima ricerca della commissione sul benessere degli adolescenti di Lancet è stata chiaramente messa in evidenza l&#8217;<strong>influenza della salute mentale su tutti gli aspetti salienti per la vita di una persona che sta diventando adulta</strong>. Dal modo in cui si affrontano norme e strutture sociali ai risultati scolastici, dal passaggio al mondo del lavoro alle relazioni familiari e intime, dalle dipendenze all&#8217;esposizione e perpetrazione di violenze e bullismo. </p>


        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Mental health can profoundly influence how adolescents navigate social norms and structures and can affect educational attainment and the transition into employment, intimate relationships and family formation, exposure to, and perpetration of, violence, and interactions with the digital world.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.thelancet.com/action/showPdf?pii=S0140-6736%2825%2900503-3" target="_blank">&#8211; The Lancet Commissions, A call to action: the second Lancet Commission on adolescent health and wellbeing (20 maggio 2024)</a>
									            </div>
        </section>
		


<p><strong>Nell&#8217;immediato, a risentirne sono soprattutto le relazioni sociali, il rendimento a scuola</strong>, la qualità nell&#8217;uso delle tecnologie e delle interazioni in ambiente digitale. I ricercatori aggiungono però come vi sia <strong>crescente consenso in letteratura sul fatto la salute mentale nell&#8217;adolescenza sia anche un precursore di un&#8217;ampia gamma di esiti nel corso della vita adulta</strong>.</p>



<p>Attraverso una revisione sistematica di 237 studi sul fenomeno, emergono solide associazioni tra la salute mentale degli adolescenti, la salute fisica da adulti e problemi di dipendenze. Aspetti che, secondo i ricercatori, rimangono<strong> ancora troppo poco esplorati nelle cause ma che devono essere presi in considerazione nell&#8217;impostazione di politiche pubbliche rivolte al benessere di minori e adolescenti</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La necessità di un approccio organico al benessere degli adolescenti</h3>



<p>Appare evidente quindi come per migliorare la condizione degli adolescenti servano <strong>politiche multisettoriali</strong> in grado di coinvolgere ambiti diversi: sociale, sanitario, educativo. Per definire queste politiche, però, è fondamentale superare uno dei principali limiti attuali. Vale a dire la <strong>carenza di dati territoriali sufficientemente disaggregati,</strong> necessari per valutare l&#8217;ampiezza di questi fenomeni su scala locale. Mantenendo come punto di partenza irrinunciabile il coinvolgimento diretto dei <strong>beneficiari finali: gli adolescenti stessi</strong>. Ma quanti sono, e dove vivono, oggi in Italia?</p>


<div id="51-milioni-gli-adolescenti-in-italia-pari-quasi-al-9-della-popolazione" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<p>Abbiamo già approfondito in passato che, <strong>mentre la definizione di minore discende da una previsione legislativa incontrovertibile</strong> (la maggiore età fissata a 18 anni), quella di adolescente è molto più sfumata e variabile a seconda delle <a href="https://www.openpolis.it/esercizi/adolescenza-diritto-scegliere-proprio-futuro/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">fonti e delle necessità di ricerca</a>. Comprensibilmente, visto che per sua natura <strong>l&#8217;adolescenza è una fase di transizione tra infanzia ed età adulta</strong>. Non suscettibile pertanto di confini eccessivamente rigidi.</p>



<p>Se si prende in considerazione la <strong>fascia d&#8217;età tra gli 11 e i 19 anni</strong>, sono 5,1 milioni gli adolescenti in Italia. Ovvero poco meno del 9% dei residenti nel nostro paese.</p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">8,74% </span>dei residenti in Italia ha tra gli 11 e i 19 anni.</p>
			        </section>
		


<p>Questa quota media mostra una certa variabilità lungo la penisola. <strong>Supera il 9% in regioni come Campania</strong> (9,7%), <strong>Trentino-Alto Adige</strong> (9,46%) e <strong>Sicilia</strong> (9,17%), mentre non raggiunge l&#8217;8% in Sardegna, Molise e Liguria.</p>



<p>A livello locale <strong>Crotone</strong>, con il 9,97% dei residenti tra 11 e 19 anni, è la città capoluogo dove vivono più adolescenti. Seguono Andria, Napoli, Barletta, Palermo, Prato e Vibo Valentia.&nbsp;</p>


<div id="crotone-e-la-citta-con-piu-adolescenti-1-residente-su-10-oristano-quella-dove-sono-meno-679-della-popolazione" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>




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                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/crotone-e-il-capoluogo-con-piu-adolescenti/">Crotone è il capoluogo con più adolescenti</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/crotone-e-il-capoluogo-con-piu-adolescenti/">Percentuale di residenti 11-19 anni sul totale della popolazione comunale (2024)</a></h3>
                                    </div>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Istat                                                                <br>(ultimo aggiornamento: lunedì 1 Gennaio 2024)
                                        </p>
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                            <p><label for="embed-chart-301243"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                </div>

                            </div>

			


<p>Il capoluogo con minore incidenza di adolescenti è <strong>Oristano</strong> (6,79%), davanti ad altre 2 città sarde: <strong>Carbonia</strong> (6,85%) e <strong>Cagliari</strong> (6,94%). Seguono città del centro-nord come Pavia, Pisa, Ferrara e Bologna, tutte attorno al 7,2% di residenti 11-19enni.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Scarica, condividi e riutilizza i dati</h3>


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            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Scarica i dati, regione per regione</p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Salute_mentale_2025/salute_mentale_2025_abruzzo.xls">Abruzzo</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Salute_mentale_2025/salute_mentale_2025_basilicata.xls">Basilicata</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Salute_mentale_2025/salute_mentale_2025_calabria.xls">Calabria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Salute_mentale_2025/salute_mentale_2025_campania.xls">Campania</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Salute_mentale_2025/salute_mentale_2025_emilia_romagna.xls">Emilia-Romagna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Salute_mentale_2025/salute_mentale_2025_Fvg.xls">Friuli-Venezia Giulia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Salute_mentale_2025/salute_mentale_2025_lazio.xls">Lazio</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Salute_mentale_2025/salute_mentale_2025_liguria.xls">Liguria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Salute_mentale_2025/salute_mentale_2025_lombardia.xls">Lombardia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Salute_mentale_2025/salute_mentale_2025_marche.xls">Marche</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Salute_mentale_2025/salute_mentale_2025_molise.xls">Molise</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Salute_mentale_2025/salute_mentale_2025_piemonte.xls">Piemonte</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Salute_mentale_2025/salute_mentale_2025_puglia.xls">Puglia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Salute_mentale_2025/salute_mentale_2025_sardegna.xls">Sardegna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Salute_mentale_2025/salute_mentale_2025_sicilia.xls">Sicilia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Salute_mentale_2025/salute_mentale_2025_toscana.xls">Toscana</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Salute_mentale_2025/salute_mentale_2025_taa.xls">Trentino-Alto Adige</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Salute_mentale_2025/salute_mentale_2025_umbria.xls">Umbria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Salute_mentale_2025/salute_mentale_2025_Vda.xls">Valle d’Aosta</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Salute_mentale_2025/salute_mentale_2025_veneto.xls">Veneto</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Salute_mentale_2025/salute_mentale_2025_totale_nazionale.xls">Totale nazionale</a>.</p>
</div>
				            </div>
        </section>
		



<p>I contenuti dell’Osservatorio povertà educativa&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/poverta-educativa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">#conibambini</a>&nbsp;sono realizzati da openpolis con l’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell’articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l’obiettivo di creare un’unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di data journalism o anche per semplice consultazione. I dati relativi alla distribuzione degli adolescenti nei comuni italiani sono di fonte Istat.</p>



<p>Foto: <a href="https://unsplash.com/it/foto/foto-in-scala-di-grigi-di-persona-in-felpa-con-cappuccio-otHhcvOlwiM" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Wang Sheeran</a> &#8211; <a href="https://unsplash.com/it/licenza" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Licenza</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/cosa-sappiamo-sulla-salute-mentale-degli-adolescenti/">Cosa sappiamo sulla salute mentale degli adolescenti</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La disparità di genere nei ruoli apicali della sanità</title>
		<link>https://www.openpolis.it/la-disparita-di-genere-nei-ruoli-apicali-della-sanita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[michele vannucchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Mar 2024 08:50:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=286765</guid>

					<description><![CDATA[<p>Per quanto nel settore sanitario sia sempre più importante la presenza femminile la maggior parte dei ruoli chiave della politica sanitaria sono ancora ricoperti da uomini.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/la-disparita-di-genere-nei-ruoli-apicali-della-sanita/">La disparità di genere nei ruoli apicali della sanità</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[</p>
<p><strong>Continua a crescere la quota di donne che operano nel settore della sanità.</strong> Nei prossimi giorni l&#8217;ordine dei medici e degli odontoiatri dovrebbe diffondere i dati più recenti, ma il trend è ormai consolidato da molti anni.</p>
</p>
<p>Complessivamente <strong>nel <a href="https://portale.fnomceo.it/fnomceo-medici-in-attivita-in-maggioranza-donne-anelli-occorrono-modelli-organizzativi-adeguati-e-sicurezza-sul-lavoro/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">2023</a> le donne erano ancora una minoranza dei medici. Tuttavia questo dato sale al 52% se si considerano solo quelli sotto i 69 anni e continua a crescere osservando i medici più giovani.</strong></p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">52% </span>le donne tra gli iscritti all’ordine dei medici e degli odontoiatri con età inferiore ai 69 anni.</p>
</section>
</p>
<p>Nonostante questo però <strong>la politica sanitaria continua a essere gestita in larga maggioranza da uomini,</strong> sia nelle aziende sanitarie locali, che al ministero.</p>
</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/cosa/disparita-di-genere/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Disparità di genere.<br />
<br /><strong>Leggi i nostri approfondimenti</strong></a>.</p>
</section>
<p><div id="tra-i-nuovi-capi-dipartimento-del-ministero-della-salute-non-e-stata-nominata-neanche-una-donna" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Nuovo ministero stessa disparità</h3>
</p>
<p><strong>Una novità importante del 2024 riguarda la riforma del ministero della salute che ha cambiato la propria struttura organizzativa </strong>(<a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2022-11-11;173!vig=2023-08-28" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Dl 173/2022</a>). Fino allo scorso anno al vertice del ministero si trovava un segretario generale a cui facevano capo 12 direzioni generali. Da ora invece la struttura si compone di 4 dipartimenti composti a loro volta da 3 direzioni generali ciascuno.</p>
</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/come-il-governo-meloni-sta-riorganizzando-lo-stato/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Come il governo Meloni sta riorganizzando lo stato.<br />
<br /><strong>Leggi</strong></a>.</p>
</section>
<section class="glossary">
<div>
                <mark><br />
																		Ciascun ministero può avere come vertice amministrativo o un segretario generale o più capi dipartimento.</br><br />
											                </mark><br />
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/come-sono-organizzati-i-ministeri/"><br />
                &#8220;Come sono organizzati i ministeri&#8221;</a></span></p></div>
</section>
</p>
<p><strong>Un primo effetto della riorganizzazione (non ancora ultimata) riguarda la sostituzione degli incarichi di vertice.</strong> Lo scorso 15 febbraio infatti il <a href="https://www.governo.it/it/articolo/comunicato-stampa-del-consiglio-dei-ministri-n-69/25022" target="_blank" rel="noreferrer noopener">consiglio dei ministri</a>, su proposta del ministro della salute Schillaci, ha nominato i <strong>nuovi capi dipartimento.</strong></p>
</p>
<p><strong>La guida del dipartimento dell’amministrazione generale, delle risorse umane e del bilancio è stata attribuita a Giuseppe Celotto, già direttore generale </strong>del personale, dell&#8217;organizzazione e del bilancio. </p>
</p>
<p><strong>A capo del dipartimento della salute umana, della salute animale e dell’ecosistema (<em>One Health</em>) e dei rapporti internazionali invece è stato posto Giovanni Leonardi che in precedenza ricopriva il ruolo di segretario generale del ministero.</strong> A quest&#8217;ultimo inoltre è stato conferito anche l&#8217;incarico ad <strong>interim di capo del dipartimento della prevenzione</strong>, della ricerca e delle emergenze sanitarie. È rimandata a un secondo momento, quindi, la scelta del capo dipartimento vero e proprio. </p>
</p>
<p>Infine <strong>a Francesco Saverio Mennini è stato attribuito il ruolo di capo dipartimento della programmazione, dei dispositivi medici, del farmaco e delle politiche in favore del servizio sanitario nazionale. </strong>Quest&#8217;ultimo è l&#8217;unico tra i nuovi capi dipartimento che non ricopriva in precedenza un incarico nell&#8217;amministrazione, svolgendo piuttosto il ruolo di consigliere del ministro esperto in economia sanitaria.</p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">0 </span>le donne che ricoprono il ruolo di capo dipartimento al ministero della salute.</p>
</section>
</p>
<p><strong>Tra i nuovi vertici del ministero non è stata scelta neanche una donna.</strong> Uno squilibrio piuttosto evidente che potrà essere ribilanciato solo in parte in futuro, quando si procederà alla nomina del capo dipartimento della prevenzione, della ricerca e delle emergenze sanitarie oltre che dei vari direttori generali.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">I vertici delle aziende sanitarie e ospedaliere</h3>
</p>
<p><strong>Le aziende sanitarie (Asl) e ospedaliere (Ao) sono le strutture amministrative del sistema sanitario più prossime al cittadino</strong>. Oltre ad essere le realtà che offrono nella pratica quotidiana le prestazioni.</p>
</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/chi/aziende-o-enti-sanitari/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Aziende o enti sanitari.<br />
<br /><strong>Leggi i nostri approfondimenti</strong></a>.</p>
</section>
</p>
<p>In tutti i&nbsp;<strong>vertici aziendali</strong>&nbsp;di queste strutture devono essere presenti un&nbsp;<strong>direttore generale</strong>&nbsp;(Dg), un direttore&nbsp;<strong>sanitario</strong>&nbsp;e un direttore&nbsp;<strong>amministrativo</strong>. In alcuni casi possono essere previste anche altre figure, come i direttori scientifici o sociosanitari, ma non sempre. Per questo l&#8217;analisi si limiterà agli incarichi che devono essere sempre presenti, almeno in via ordinaria. Talvolta infatti al posto del direttore generale può essere temporaneamente nominato un&nbsp;<strong>commissario</strong>, secondo quanto previsto da norme nazionali e regionali</p>
</p>
<p><div id="nelle-aziende-sanitarie-o-ospedaliere-le-donne-che-ricoprono-ruoli-di-vertice-sono-solo-il-3397" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">33,97% </span>le donne che ricoprono ruoli di vertice nelle aziende sanitarie o ospedaliere.</p>
</section>
</p>
<p><strong>Rispetto allo scorso anno la quota di donne che ricopre questi incarichi è in leggera crescita (era il 31,5%), ma si tratta <strong>ancora</strong></strong> <strong>comunque di un dato molto basso.</strong> Eppure ci sarebbe stato ampio margine di miglioramento. Solo nei primi mesi del 2024 infatti sono stati rinnovati ben 115 incarichi, ma solo il 29% di questi sono stati attribuiti a delle donne. Un dato persino più basso, anche se sostanzialmente in linea, con quello complessivo.</p>
</p>
<p><div id="in-toscana-le-donne-che-ricoprono-questi-incarichi-sono-quasi-il-60-nelle-marche-esattamente-la-meta-ma-solo-in-altre-4-regioni-il-dato-supera-il-40" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p><strong>La situazione comunque è tutt&#8217;altro che omogenea tra le diverse regioni.</strong> <strong>In Toscana ad esempio le donne arrivano a ricoprire quasi il 60% degli incarichi di vertice (57,1%).</strong> Nelle <strong>Marche</strong> invece sono esattamente la metà (<strong>50%</strong>), mentre <strong>in altre 4 regioni il dato si pone sopra il 40%</strong> (Lazio, Liguria, Emilia-Romagna e Piemonte).</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/ancora-poche-le-donne-al-vertice-delle-aziende-sanitarie-e-ospedaliere/">Ancora poche le donne al vertice delle aziende sanitarie e ospedaliere</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/ancora-poche-le-donne-al-vertice-delle-aziende-sanitarie-e-ospedaliere/">La quota di donne che ricopre un incarico di vertice in un&#8217;azienda sanitaria o ospedaliera nel 2024</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
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<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>openpolis                                                                <br />(ultimo aggiornamento: venerdì 1 Marzo 2024)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/03/ancora-poche-le-donne-al-vertice-delle-aziende-sanitarie-e-ospedaliere.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-286841"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-286841" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p><strong>In fondo alla classifica invece troviamo l&#8217;Abruzzo (9,1%) e la Valle d&#8217;Aosta (0%).</strong> In quest&#8217;ultimo caso bisogna precisare che esiste un&#8217;unica azienda sanitaria nella regione. Resta il fatto che nessuno dei 3 incarichi apicali esistenti nella struttura è ricoperto da una donna.</p>
</p>
<p><div id="negli-incarichi-di-vertice-la-distribuzione-di-genere-non-e-uniforme-se-tra-i-direttori-amministrativi-le-donne-sono-il-421-le-direttrici-generali-sono-appena-il-25" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">I diversi equilibri negli incarichi di vertice</h3>
</p>
<p>Come anticipato, l&#8217;analisi si concentra sui ruoli più importanti. Ovvero quello di <strong>direttore generale</strong> (o alternativamente di <strong>commissario</strong> straordinario), di <strong>direttore amministrativo</strong> e di <strong>direttore sanitario.</strong></p>
</p>
<p><strong>La distribuzione di genere tra questi incarichi non è uniforme</strong> e non stupisce, purtroppo, che siano proprio gli incarichi più importanti quelli in cui il contributo femminile è meno valorizzato.</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/al-vertice-delle-asl-la-presenza-femminile-e-meno-valorizzata-per-gli-incarichi-apicali/">Al vertice delle Asl la presenza femminile è meno valorizzata per gli incarichi apicali</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/al-vertice-delle-asl-la-presenza-femminile-e-meno-valorizzata-per-gli-incarichi-apicali/">La quota di donne nei diversi incarichi di vertice delle aziende sanitarie e ospedaliere</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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                         aria-labelledby="chart_286860_tab1"><br />
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
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<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>openpolis                                                                <br />(ultimo aggiornamento: venerdì 1 Marzo 2024)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/03/al-vertice-delle-asl-la-presenza-femminile-e-meno-valorizzata-per-gli-incarichi-apicali.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-286860"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-286860" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>Infatti mentre nel caso delle<strong> direzioni amministrative</strong> le donne sono il<strong> 42,1%</strong>, e in quello delle <strong>direzioni sanitarie</strong> il <strong>36,1%</strong>, attualmente solo il <strong>25% dei direttori generali</strong> è una donna. Ancora meno quelle con il ruolo di <strong>commissario (21,9%),</strong> un incarico che a seconda dei casi può essere anche molto delicato.</p>
</p>
<p>Considerando unitariamente il ruolo di direttore generale e quello di commissario, solo in <strong>Trentino-Alto Adige la quota di donne in posizione apicale raggiunge il 50%.</strong> In questo caso però si tratta di soli 2 incarichi, uno di direttore generale presso l&#8217;azienda provinciale di Bolzano (ricoperto da un uomo), e uno di commissario nell&#8217;azienda di Trento ( ricoperto da una donna).</p>
</p>
<p>Al secondo posto <strong>l&#8217;Emilia-Romagna con il 46,1%</strong> e a seguire il <strong>Lazio con il 43,7%</strong>. In questo caso è interessante osservare che, se si escludono i 5 commissari (tra cui si trova solo una donna) la regione passa al primo posto per quota di direttrici generali, superando la metà (54,5%). Ancora più evidente il caso della <strong>Calabria</strong>, dove molte delle aziende sanitarie sono ancora commissariate (e 5 commissari su 6 sono donne), ma nelle uniche due in cui è presente un direttore generale il ruolo è ricoperto in un caso da un uomo e nell&#8217;altro da una donna.</p>
</p>
<p><strong>Sono solo uomini invece i direttori generali </strong>(o commissari) in <strong>Abruzzo</strong>, <strong>Basilicata</strong> (in entrambi i casi 4 su 4), Umbria (3 su 3) <strong>Molise</strong> e <strong>Valle d&#8217;Aosta</strong> (in cui è presente solo un&#8217;Asl per regione).</p>
</p>
<p><strong>Foto:</strong> <a href="https://www.pexels.com/it-it/foto/donna-che-per-mezzo-del-computer-portatile-d-argento-2265488/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Marek Levak</a></p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/la-disparita-di-genere-nei-ruoli-apicali-della-sanita/">La disparità di genere nei ruoli apicali della sanità</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Per la sanità in Italia si spende meno della media europea</title>
		<link>https://www.openpolis.it/per-la-sanita-in-italia-si-spende-meno-della-media-europea/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Anita]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Dec 2023 09:45:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=280072</guid>

					<description><![CDATA[<p>La salute è un diritto fondamentale e analizzare la spesa sanitaria è un modo per valutare se viene garantito. In Europa ci sono ancora molti divari da questo punto di vista e la performance dell'Italia è inferiore alla media.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/per-la-sanita-in-italia-si-spende-meno-della-media-europea/">Per la sanità in Italia si spende meno della media europea</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;accesso alla sanità, di tipo curativo ma anche preventivo, è <strong>uno dei diritti fondamentali riconosciuti dall&#8217;Unione europea</strong> e tutti gli stati membri dovrebbero garantire dei servizi gratuiti e di qualità ai propri cittadini.</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>Everyone has the right of access to preventive health care and the right to benefit from medical treatment under the conditions established by national laws and practices. A high level of human health protection shall be ensured in the definition and implementation of all Union policies and activities.</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://fra.europa.eu/en/eu-charter/article/35-health-care#:~:text=Everyone%20has%20the%20right%20of,all%20Union%20policies%20and%20activities." target="_blank">&#8211; Eu charter of fundamental rights</a>
									            </div>
</section>
<p>Ancora oggi però si possono notare<strong> ampi divari</strong> da questo punto di vista. Nei paesi dell&#8217;Europa occidentale e settentrionale la spesa sanitaria è elevata ed è in buona parte direttamente gestita dallo stato piuttosto che privatamente. Mentre nell&#8217;Europa meridionale e orientale è ancora bassa e pesa fortemente sulle famiglie.</p>
<div id="mediamente-in-ue-si-spendono-3-562-euro-pro-capite-per-la-sanita-2021-ma-i-divari-tra-stati-membri-sono-evidenti" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<h3 class="wp-block-heading">Quando spendono i paesi europei per la sanità</h3>
<p>In termini assoluti la <strong>Germania</strong> è il primo paese nell&#8217;Unione europea per spesa sanitaria: quasi 466 miliardi di euro nel 2021. Segue la Francia con circa 308 miliardi e poi l&#8217;Italia con circa 168. Ultimi invece alcuni piccoli stati come Malta, Cipro e Lussemburgo, ma anche le repubbliche baltiche e alcune nazioni dell&#8217;Europa centrale (in particolare Croazia e Slovenia). Mediamente, in un anno si parla di circa 3.500 euro per abitante.</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">3.562 euro </span>pro capite, la spesa sanitaria media in Ue (2021).</p>
</section>
<p>Tuttavia la situazione appare molto diversificata. In generale, i paesi dell&#8217;Europa occidentale e settentrionale, con livelli più elevati di sviluppo economico, una maggiore ricchezza interna e, in alcuni casi, una tradizione di stato sociale, registrano valori pro capite più elevati. Si può inoltre notare che i divari cambiano se si considerano le uscite in rapporto al prodotto interno lordo (<a href="https://www.openpolis.it/parole/cose-il-pil/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pil</a>).</p>
<div id="litalia-e-sotto-la-media-per-rapporto-spesa-pil-e-per-le-uscite-pro-capite" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-lussemburgo-e-primo-per-spesa-sanitaria-pro-capite-ma-ultimo-per-rapporto-con-il-pil/">Il Lussemburgo è primo per spesa sanitaria pro capite ma ultimo per rapporto con il Pil</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-lussemburgo-e-primo-per-spesa-sanitaria-pro-capite-ma-ultimo-per-rapporto-con-il-pil/">La spesa sanitaria in rapporto al Pil e alla popolazione residente nei paesi membri (2021)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
<div id="chart_280075_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_280075_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/il-lussemburgo-e-primo-per-spesa-sanitaria-pro-capite-ma-ultimo-per-rapporto-con-il-pil/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/12/il-lussemburgo-e-primo-per-spesa-sanitaria-pro-capite-ma-ultimo-per-rapporto-con-il-pil.png" placeholder ></amp-img></p>
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<p></amp-iframe>                        </p>
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</p></div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_280075_tab3"></p>
<p>I dati si riferiscono al rapporto tra spesa sanitaria e prodotto interno lordo (nella prima mappa) e popolazione residente (nella seconda). Sono considerati tutti gli schemi di finanziamento della spesa sanitaria: quello pubblico, le assicurazioni sanitarie e la spesa privata delle famiglie.</p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
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<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis su dati <a href="https://ec.europa.eu/eurostat/databrowser/view/hlth_sha11_hf__custom_9054062/default/table?lang=en" target="_blank" rel="noopener">Eurostat</a>                                                                <br />(pubblicati: giovedì 14 Dicembre 2023)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/12/il-lussemburgo-e-primo-per-spesa-sanitaria-pro-capite-ma-ultimo-per-rapporto-con-il-pil.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-280075"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-280075" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p>La <strong>Germania</strong> registra, ancora una volta, il valore più elevato: il rapporto tra spesa sanitaria e Pil sfiora il 13%. Seguono Francia e Austria, anch&#8217;esse sopra il 12%. All&#8217;ultimo posto invece si trova il Lussemburgo (5,7%, per via del suo prodotto interno lordo molto elevato), alcuni paesi dell&#8217;est Europa (in particolare Polonia e Romania) e l&#8217;Irlanda, con meno del 7%. </p>
<p>Se invece consideriamo le uscite in rapporto agli abitanti, il <strong>Lussemburgo</strong>, ultimo come abbiamo detto per spesa in rapporto al Pil, arriva al primo posto con oltre 6mila euro pro capite. Seguono due paesi scandinavi (Danimarca e Svezia, con rispettivamente 6.223 e 5.813 euro pro capite). Ultime Bulgaria, Romania e Polonia con valori inferiori a mille.</p>
<div id="strillo-testo-block_6306acc24c7d737bfdb5748516472ae3" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>L&#8217;Italia è sotto la media Ue.</p>
</section></div>
<p><strong>Per quanto riguarda l&#8217;Italia, si trova al di sotto della media europea in entrambi i casi</strong>. Il rapporto tra spesa sanitaria e Pil si attesta, nel nostro paese, al 9,2%, contro una media pari al 10,9%. Le uscite pro capite invece sono di 2.837 euro, inferiori ai già citati 3.562.</p>
<h3 class="wp-block-heading">Quanto pesa la sanità sui bilanci familiari</h3>
<p>In Europa<strong> la sanità è perlopiù gestita a livello pubblico</strong>. Nei dati analizzati abbiamo considerato tutti gli schemi di finanziamento, che comprendono sia la sanità nazionale (finanziata grazie alla tassazione) che le assicurazioni private che le spese effettuate direttamente dai cittadini per le singole prestazioni.</p>
<p><strong>Complessivamente oltre l&#8217;80% delle uscite in questo settore sono riconducibili a finanziamenti statali</strong>, anche se la quota varia passando dall&#8217;86% di Repubblica Ceca e Lussemburgo fino al 62% della Grecia.</p>
<p>Ma i costi per le famiglie sono notevoli. Mediamente in Ue parliamo del 14,5%: più di 231 miliardi di euro che le famiglie spendono direttamente, senza l&#8217;intermediazione di assicurazioni, per ottenere servizi sanitari.</p>
<div id="in-bulgaria-e-grecia-un-terzo-della-spesa-viene-direttamente-dalle-famiglie" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-bulgaria-e-grecia-un-terzo-della-spesa-sanitaria-viene-direttamente-dalle-famiglie/">In Bulgaria e Grecia un terzo della spesa sanitaria viene direttamente dalle famiglie</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-bulgaria-e-grecia-un-terzo-della-spesa-sanitaria-viene-direttamente-dalle-famiglie/">La spesa sanitaria privata delle famiglie rispetto alle uscite totali negli stati membri (2021)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                         aria-labelledby="chart_280088_tab1"><br />
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<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-bulgaria-e-grecia-un-terzo-della-spesa-sanitaria-viene-direttamente-dalle-famiglie/">In Bulgaria e Grecia un terzo della spesa sanitaria viene direttamente dalle famiglie &#8211; La spesa sanitaria privata delle famiglie rispetto alle uscite totali negli stati membri (2021)</a></div>
</p></div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_280088_tab3"></p>
<p>I dati si riferiscono alla quota, sul totale della spesa sanitaria nazionale, che viene speso direttamente dalle famiglie (senza l&#8217;intermediazione delle assicurazioni sanitarie, siano esse pubbliche o private).</p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis su dati <a href="https://ec.europa.eu/eurostat/databrowser/view/hlth_sha11_hf__custom_9055854/default/table?lang=en&amp;page=time:2021" target="_blank" rel="noopener">Eurostat</a>                                                                <br />(pubblicati: giovedì 14 Dicembre 2023)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/12/in-bulgaria-e-grecia-un-terzo-della-spesa-sanitaria-viene-direttamente-dalle-famiglie.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-280088"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-280088" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p>In <strong>Bulgaria</strong> e <strong>Grecia</strong> la quota di spesa sanitaria che proviene direttamente dalle famiglie pesa per oltre il 33% del totale. L’Italia, con il 21,9%, è anch’essa ben al di sopra della media Ue (14,5%), mentre agli ultimi posti si trovano <strong>Lussemburgo</strong> e <strong>Francia</strong>, entrambi con l&#8217;8,9%.<a href="https://public.flourish.studio/visualisation/16189671/?utm_source=embed&amp;utm_campaign=visualisation/16189671"></a></p>
<p>Foto: <a href="https://unsplash.com/it/foto/la-donna-indossa-una-maschera-per-il-viso-verde-qLzWvcQq-V8" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Artur Tumasjan</a> &#8211; <a href="https://unsplash.com/it/licenza" target="_blank" rel="noreferrer noopener">licenza</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/per-la-sanita-in-italia-si-spende-meno-della-media-europea/">Per la sanità in Italia si spende meno della media europea</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Pnrr e sanità, pochi i fondi per la formazione dei medici di base</title>
		<link>https://www.openpolis.it/pnrr-e-sanita-troppo-pochi-fondi-per-la-formazione-dei-medici-di-base/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Dal Poggetto]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Oct 2023 05:15:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=275083</guid>

					<description><![CDATA[<p>Un recente decreto del ministero della salute ha ripartito tra le regioni i fondi per borse di studio per la formazione di medici generici. Risorse che però da sole non sono sufficienti a risolvere le lacune del sistema sanitario nazionale. </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/pnrr-e-sanita-troppo-pochi-fondi-per-la-formazione-dei-medici-di-base/">Pnrr e sanità, pochi i fondi per la formazione dei medici di base</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nelle ultime settimane si sta parlando molto degli interventi legati alla <strong>legge di bilancio</strong> con particolare riferimento alle risorse riservate alla <strong>sanità</strong>. Risorse che, <a href="https://www.corriere.it/politica/23_ottobre_16/manovra-opposizioni-all-attacco-schlein-pd-sulla-sanita-nessuna-attenzione-solo-tagli-servizi-d81d32f0-6c2b-11ee-a437-3a68a8fcaf03.shtml" target="_blank" rel="noreferrer noopener">secondo le opposizioni</a> e autorevoli realtà del settore, <strong>non sarebbero sufficienti</strong>.</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>Dal punto di vista previsionale, nella Nota di Aggiornamento del DEF 2023, approvata lo scorso 27 settembre, il rapporto spesa sanitaria/PIL precipita dal 6,6% del 2023 al 6,2% nel 2024 e nel 2025, e poi ancora al 6,1% nel 2026.</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.salviamo-ssn.it/attivita/rapporto/6-rapporto-gimbe" target="_blank">&#8211; Sesto rapporto Gimbe sul sistema sanitario nazionale, 10 ottobre 2023. </a>
									            </div>
</section>
<p>Come noto, anche una quota consistente dei fondi del <strong>piano nazionale di ripresa e resilienza</strong> (Pnrr) sono dedicati al comparto della <a href="https://openpnrr.it/tema/salute/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">salute</a>. Tuttavia, <strong>investimenti in macchinari e strutture rischiano di rivelarsi inutili se non si forma il personale</strong>. A maggior ragione in un orizzonte che prevede, in teoria, una maggiore presenza di servizi sul territorio riducendo al minimo la necessità di recarsi in ospedale.</p>
<p>In questo contesto la figura del <strong>medico di medicina generale</strong> &#8211; anche noto come medico di base o di famiglia &#8211; riveste un ruolo fondamentale. Si tratta infatti della principale figura di raccordo tra i cittadini e il sistema sanitario. <strong>Negli ultimi anni però il numero di questi professionisti si è andato via via riducendo</strong>. Anche per questo motivo nel Pnrr sono previsti investimenti specifici per la formazione di nuovi medici generici.</p>
<div id="il-pnrr-dedica-102-milioni-per-la-formazione-di-medici-generici-risorse-che-da-sole-non-sono-sufficienti" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">102 milioni € </span><span style="font-weight: 400">le risorse del Pnrr stanziate per la formazione di medici di medicina generale. </span></p>
</section>
<p>Si tratta di risorse non particolarmente consistenti (lo 0,7% di tutti i fondi Pnrr dedicati alla sanità). Per questo è necessaria una chiara volontà politica di investire nel settore, dato che questi fondi da soli non possono bastare a colmare tutte le lacune esistenti.</p>
<h3 class="wp-block-heading">Gli investimenti del Pnrr per la formazione dei medici</h3>
<p>Ci siamo già occupati in diverse occasioni degli <a href="https://www.openpolis.it/esercizi/come-il-pnrr-interverra-sulla-sanita-territoriale-italiana/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">investimenti del Pnrr per la sanità</a>. In questo articolo ci focalizzeremo su un intervento molto specifico. Cioè quello riguardante gli investimenti volti a <a href="https://openpnrr.it/misure/330/#progetti" target="_blank" rel="noreferrer noopener">incrementare le borse di studio per la formazione di medici di medicina generale</a>. Si tratta di una sottomisura rientrante nel più ampio investimento denominato <a href="https://openpnrr.it/misure/329/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sviluppo delle competenze tecniche-professionali, digitali e manageriali del personale del sistema sanitario</a>. L’unica misura del Pnrr che prevede appunto un investimento in formazione.</p>
<p>La misura in generale mira a rafforzare la formazione in medicina di base, introdurre un piano straordinario di formazione sulle infezioni ospedaliere e garantire un rafforzamento delle competenze manageriali e digitali del personale sanitario.</p>
<div id="strillo-testo-block_dd46512ee58731941adb7b376de1fe01" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Il Pnrr dedica poche risorse alla formazione del personale sanitario.</p>
</section></div>
<p>Per quanto riguarda invece la sottomisura di nostro interesse, l’obiettivo specifico è quello di assegnare risorse alle regioni per finanziare in totale <strong>2.700 borse di studio di durata triennale</strong>. Per ogni anno, dal 2021 al 2023, il ministero della salute era tenuto a pubblicare un decreto per l’assegnazione dei fondi alle regioni. Queste a loro volta avrebbero dovuto bandire <strong>900 borse di studio aggiuntive all’anno</strong>. Una distribuzione temporale mirata ad assicurare il completamento degli ultimi corsi entro metà 2026.</p>
<p>Il <a href="https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2022/05/25/22A03023/sg" target="_blank" rel="noreferrer noopener">primo di questi decreti</a> è stato pubblicato nel maggio del 2022 . E prevedeva l’assegnazione di circa 34 milioni dei fondi Pnrr. La stessa cifra è stata poi assegnata con il secondo decreto ministeriale <a href="https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2022-12-22&amp;atto.codiceRedazionale=22A07220&amp;elenco30giorni=true" target="_blank" rel="noreferrer noopener">pubblicato in gazzetta ufficiale</a> nel dicembre dello stesso anno. Infine il <a href="https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2023-09-07&amp;atto.codiceRedazionale=23A04941&amp;elenco30giorni=true" target="_blank" rel="noreferrer noopener">terzo e ultimo decreto</a> è stato pubblicato lo scorso 7 settembre. In questo caso le borse di studio non sono ancora state assegnate. Tale scadenza dovrà essere completata <a href="https://openpnrr.it/scadenze/1140/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">entro la fine del primo semestre del 2024</a>.</p>
<h3 class="wp-block-heading">La situazione attuale</h3>
<p>Come già detto, il medico generico rappresenta un fondamentale anello di congiunzione tra il sistema sanitario e i cittadini. Per questo la sua presenza sul territorio è molto importante. Tuttavia, grazie ai dati messi a disposizione dall’<a href="https://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_3299_allegato.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">annuario statistico</a> del servizio sanitario nazionale relativo al 2021, possiamo osservare che <strong>il carico di pazienti per ogni medico di famiglia è lentamente ma costantemente aumentato</strong> negli ultimi anni. Si è passati infatti da 1.129 potenziali pazienti per ogni medico nel 2009 ai 1.295 del 2021.</p>
<div id="negli-ultimi-anni-il-numero-di-medici-di-base-e-diminuito-viceversa-il-carico-di-potenziali-pazienti-e-costantemente-aumentato" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<div id="strillo-testo-block_0b84dc5c3d32cdd986548bea661c5be0" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Un eccessivo carico per i medici di base peggiora la qualità del servizio offerto.</p>
</section></div>
<p>L&#8217;annuario statistico non fornisce il numero preciso di medici generici operanti negli anni precedenti al 2021. Tuttavia, dato che la popolazione italiana è rimasta sostanzialmente stabile, è verosimile che l’aumento del carico di pazienti sia dovuto in buona misura a una <strong>riduzione dei professionisti operanti</strong>. Questo significa che, rispetto al 2009, ogni medico generico ha un carico di lavoro maggiore e di conseguenza meno tempo da dedicare a ogni singolo paziente. Con un rischio di <strong>peggioramento delle prestazioni offerte</strong>.</p>
<p>L’annuario fornisce dati più dettagliati per quanto riguarda l&#8217;ultimo anno di rilevazione: il 2021. In quest’anno i medici generici in Italia erano in totale <strong>40.250</strong>. La regione in cui ce n’erano di più era la <strong>Lombardia</strong> (5.774) seguita da <strong>Lazio</strong> (4.244), <strong>Sicilia</strong> (3.871) e <strong>Campania</strong> (3.631). Nonostante il primato, <strong>la Lombardia risultava anche essere uno dei territori in cui il numero di residenti per ogni medico di base era più critico</strong>. In questa regione infatti ogni professionista si trovava in media con un carico di <strong>1.513,78 potenziali pazienti</strong>. Solo la <strong>provincia autonoma di Bolzano</strong> registrava un valore più alto (1.560,46 residenti per ogni medico generico). Mentre al terzo posto c’era la <strong>Calabria</strong> (1.498,98). I rapporti più favorevoli erano quelli di <strong>Umbria</strong> (1.063,39), <strong>Molise</strong> (1.076,45) e <strong>Sicilia</strong> (1.093,12).</p>
<div id="nel-2021-il-rapporto-medico-pazienti-piu-critico-si-registrava-nella-p-a-di-bolzano-al-secondo-posto-la-lombardia-al-terzo-la-calabria" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-lombardia-un-medico-generico-ogni-1-500-residenti/">In Lombardia un medico generico ogni 1.500 residenti</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-lombardia-un-medico-generico-ogni-1-500-residenti/">I dati sulla presenza dei medici di medicina generale sul territorio</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                         aria-labelledby="chart_274972_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/in-lombardia-un-medico-generico-ogni-1-500-residenti/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/10/in-lombardia-un-medico-generico-ogni-1-500-residenti.png" placeholder ></amp-img></p>
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<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-lombardia-un-medico-generico-ogni-1-500-residenti/">In Lombardia un medico generico ogni 1.500 residenti &#8211; I dati sulla presenza dei medici di medicina generale sul territorio</a></div>
</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis su dati ministero della salute.                                                                <br />(ultimo aggiornamento: giovedì 23 Marzo 2023)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/10/in-lombardia-un-medico-generico-ogni-1-500-residenti.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-274972"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-274972" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;505&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/in-lombardia-un-medico-generico-ogni-1-500-residenti/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p>Un altro elemento che emerge dal rapporto riguarda il fatto che in tutte le regioni italiane nel 2021 si registrava una <strong>significativa maggioranza di medici uomini rispetto alle donne</strong>. Con ben 7 regioni (Campania, Molise, Puglia, Calabria, Sicilia, Basilicata e Marche) al di sopra della media nazionale.</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">62,4% </span><span style="font-weight: 400">i medici generici uomini nel 2021 in Italia.</span></p>
</section>
<p>Anche nelle regioni dove il rapporto tra uomini e donne è più equilibrato (Piemonte, Sardegna e Valle d’Aosta) si registrava comunque una leggera predominanza maschile.</p>
<h3 class="wp-block-heading">Come si distribuiscono i fondi Pnrr tra le regioni</h3>
<p>Delineato questo quadro, vediamo adesso come si distribuiscono i fondi per le borse di studio nei diversi territori. Prima però è importante una premessa. Le borse finanziate con le risorse messe a disposizione nel 2021 e 2022 sono già state assegnate e sono disponibili maggiori dettagli sui singoli progetti, consultabili sulla pagina dedicata di <a href="https://openpnrr.it/misure/330/#progetti" target="_blank" rel="noreferrer noopener">OpenPNRR</a>. Per quanto riguarda invece le risorse assegnate con l’ultimo decreto ministeriale, attualmente siamo in grado di conoscere solamente il riparto regionale dei fondi.</p>
<p><div class="content_block" id="custom_post_widget-193851"><div class="d-none d-lg-flex justify-center mt-40 mb-40 bt-3-grey2 bb-3-grey2 pt-15 pb-50">
<div class="mt-20 mr-20"><amp-img decoding="async" src="/wp-content/uploads/2022/05/openpnrr_logo.png" alt="" width="140" height="44" layout="fixed"></amp-img></p>
<div class="mb-10">
<h3 class="fw-700">Trasparenza, informazione, monitoraggio e<br />
valutazione del PNRR</h3>
<p>Il <span class="fw-700">tuo</span> accesso personalizzato<br />
al Piano nazionale di ripresa e resilienza</p>
</div>
<p><a class="btn" href="https://www.openpnrr.it">Accedi e monitora</a></p>
</div>
<div class="mt-30"><a href="https://www.openpnrr.it"><amp-img src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/05/openpnrr_sito-e1653031804280.png" alt="" width="350" height="235" /></a></div>
</div>
<div class="d-lg-none justify-center flex-align-center text-center mt-40 mb-40 bt-3-grey2 pt-15 bb-3-grey2 pb-10">
<div><amp-img decoding="async" src="/wp-content/uploads/2022/05/openpnrr_logo.png" alt="" width="140" height="44" layout="fixed"></amp-img></p>
<div class="mb-10">
<h3 class="fw-700">Trasparenza, informazione, monitoraggio e<br />
valutazione del PNRR</h3>
<p>Il <span class="fw-700">tuo</span> accesso personalizzato<br />
al Piano nazionale di ripresa e resilienza</p>
</div>
<p><a class="btn" href="https://www.openpnrr.it">Accedi e monitora</a></p>
</div>
<div class="mt-20"><a href="https://www.openpnrr.it"><amp-img src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/05/openpnrr_sito-e1653031804280.png" alt="" width="350" height="235" /></a></div>
</div>
</div></p>
<p>Alla luce di ciò, possiamo osservare che la regione a cui vanno più risorse è la <strong>Lombardia</strong> (15,4 milioni). Seguono la <strong>Campania</strong> (11,4), la <strong>Sicilia</strong> (9,9) e il <strong>Lazio</strong> (8,8). In questo caso la clausola che prevede che almeno il 40% delle risorse sia destinato al mezzogiorno è stata rispettata. <strong>Al sud infatti va il 40,2% dei fondi</strong>.</p>
<div id="la-lombardia-e-la-regione-che-ha-ricevuto-piu-fondi-pnrr-154-milioni-seguono-la-campania-114-la-sicilia-99-e-il-lazio-88" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/lombardia-e-campania-le-2-regioni-con-piu-fondi-pnrr-per-la-formazione-di-medici-generici/">Lombardia e Campania le 2 regioni con più fondi Pnrr per la formazione di medici generici</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/lombardia-e-campania-le-2-regioni-con-piu-fondi-pnrr-per-la-formazione-di-medici-generici/">La distribuzione tra le regioni dei fondi per la formazione dei medici di medicina generale</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
<div id="chart_275023_tab1" role="tab" aria-controls="chart_275023_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
<div id="chart_275023_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_275023_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/lombardia-e-campania-le-2-regioni-con-piu-fondi-pnrr-per-la-formazione-di-medici-generici/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/10/lombardia-e-campania-le-2-regioni-con-piu-fondi-pnrr-per-la-formazione-di-medici-generici.png" placeholder ></amp-img></p>
<div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div>
<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/lombardia-e-campania-le-2-regioni-con-piu-fondi-pnrr-per-la-formazione-di-medici-generici/">Lombardia e Campania le 2 regioni con più fondi Pnrr per la formazione di medici generici &#8211; La distribuzione tra le regioni dei fondi per la formazione dei medici di medicina generale</a></div>
</p></div>
<div id="chart_275023_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_275023_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
<div id="chart_275023_tabpanel3" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-3"
                             aria-labelledby="chart_275023_tab3"></p>
<p>Il grafico mostra come si distribuiscono a livello regionale le risorse del Pnrr dedicate alla formazione dei medici di medicina generale. I fondi relativi alle annualità 2021, 2022 e 2023 sono già stati assegnati e i progetti sono già partiti. In questo caso gli investimenti in formazione sono integrati da altre fonti di finanziamento per un importo complessivo di circa 238 milioni di euro. È possibile visionare i progetti nel dettaglio su <a href="https://openpnrr.it/misure/330/#progetti" target="_blank" rel="noopener">questa pagina</a>.</p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis su dati <a href="https://openpnrr.it/misure/330/#progetti" target="_blank" rel="noopener">OpenPNRR</a> e ministero della salute                                                                <br />(ultimo aggiornamento: venerdì 8 Settembre 2023)
                                        </p>
</p></div>
<div class="opmag-chart-actions">
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/10/lombardia-e-campania-le-2-regioni-con-piu-fondi-pnrr-per-la-formazione-di-medici-generici.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-275023"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-275023" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;505&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/lombardia-e-campania-le-2-regioni-con-piu-fondi-pnrr-per-la-formazione-di-medici-generici/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p>Alla luce di questi dati, sono 2 gli elementi che è importante sottolineare. In primo luogo, emerge ancora una volta <strong>la cronica scarsa trasparenza per quanto riguarda i criteri utilizzati per l’assegnazione delle risorse</strong>. Appare logico infatti che sia la Lombardia a ricevere più fondi dato che è la regione più popolosa e anche quella con il rapporto medico/residenti più elevato. Tuttavia <strong>non vi è nessuna indicazione nei decreti ministeriali che sia questa la logica che ha guidato le scelte</strong>. Negli atti del ministero si rinvia ai <a href="https://www.salute.gov.it/portale/documentazione/p6_2_2_1.jsp?lingua=italiano&amp;id=3240">contratti istituzionali di sviluppo</a> e ad alcune note condivise in sede di <a href="https://www.openpolis.it/parole/che-cose-la-conferenza-stato-regioni/">conferenza stato-regioni</a> (0921022.U, 0520264.U e 692360.U) che però non sembrano essere reperibili.</p>
<p>Un secondo elemento da sottolineare riguarda il fatto che, analizzando i progetti già selezionati per le borse di studio, si nota come <strong>in molti casi le regioni abbiano attinto anche ad altri fondi</strong> oltre a quelli messi a disposizione dal Pnrr.</p>
<div id="le-borse-di-studio-sono-state-finanziate-con-2383-milioni-provenienti-da-altre-fonti-indice-che-da-solo-il-pnrr-non-basta" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">238,3 milioni € </span><span style="font-weight: 400">le risorse per borse di studio dedicate alla formazione di medici di base che integrano quelle del Pnrr. </span></p>
</section>
<p>Purtroppo non sono disponibili informazioni più dettagliate sulla provenienza di queste ulteriori risorse. Ma è evidente che quanto messo a disposizione dal solo Pnrr non sia sufficiente per risolvere la carenza di medici generici.</p>
<h3 class="wp-block-heading">Il nostro osservatorio sul Pnrr</h3>
<p>Questo articolo rientra nel progetto di monitoraggio civico OpenPNRR, realizzato per analizzare e approfondire il piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Ogni lunedì pubblichiamo un nuovo articolo sulle misure previste dal piano e sullo stato di avanzamento dei lavori (<a href="https://www.openpolis.it/piano-nazionale-di-ripresa-e-resilienza/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">vedi tutti gli articoli</a>). Tutti i dati sono liberamente consultabili online sulla nostra piattaforma&nbsp;<a href="http://openpnrr.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">openpnrr.it</a>, che offre anche la possibilità di attivare un monitoraggio personalizzato e ricevere notifiche ad hoc. Mettiamo inoltre a disposizione i nostri&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/i-nostri-open-data-per-il-monitoraggio-del-pnrr/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">open data</a>&nbsp;che possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di data journalism o anche per semplice consultazione.</p>
<p>Foto: Unslpash <a href="https://unsplash.com/it/foto/MFSEP2g4YS0" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Accuray</a> &#8211; <a href="https://unsplash.com/it/licenza" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Licenza</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/pnrr-e-sanita-troppo-pochi-fondi-per-la-formazione-dei-medici-di-base/">Pnrr e sanità, pochi i fondi per la formazione dei medici di base</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La salute mentale di bambini e ragazzi dopo la pandemia</title>
		<link>https://www.openpolis.it/la-salute-mentale-di-bambini-e-ragazzi-dopo-la-pandemia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Oct 2023 07:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=237430</guid>

					<description><![CDATA[<p>Uno dei contraccolpi più gravi dell'emergenza Covid è stato il peggioramento del benessere psicologico tra i più giovani. Nuovi dati, relativi al 2022, mostrano che la situazione potrebbe essere migliorata ma non ancora riassorbita.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/la-salute-mentale-di-bambini-e-ragazzi-dopo-la-pandemia/">La salute mentale di bambini e ragazzi dopo la pandemia</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[</p>
<p>L&#8217;<strong>impatto della pandemia sulla salute mentale delle persone</strong>, in particolare quelle più giovani, è stato uno degli argomenti più dibattuti negli ultimi anni. </p>
</p>
<p><div id="nella-pandemia-e-stato-osservato-un-peggioramento-nel-benessere-mentale-dei-minori" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p>Si tratta di aspetti molto complessi da trattare, in cui è sempre presente il rischio di riflessioni basate sull&#8217;aneddotica, disancorate dai dati. Questi tuttavia indicano piuttosto nitidamente i segnali di un <strong>peggioramento nel benessere psicologico di bambini e ragazzi durante l&#8217;emergenza</strong>. Un aspetto segnalato a più riprese da esperti e da chi lavora direttamente in questo campo.</p>
</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>Tra 2011 e 2021 siamo passati da 155 a 1.824 visite l&#8217;anno di Pronto soccorso ad adolescenti che necessitavano il supporto del neuropsichiatra. Un decennio di crescita esponenziale nelle richieste di aiuto, tanto che già prima del Covid eravamo arrivati a 1.059 accessi l&#8217;anno in urgenza, ma il coronavirus ha comportato un&#8217;esplosione dei disturbi dell&#8217;umore, della depressione e dell&#8217;ansia che non rientra e un aumento notevole dei casi di autolesionismo e ideazione suicidaria soprattutto tra le ragazze.</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/03/20230306_617777480-salute-mentale-minori.pdf" target="_blank">&#8211; Intervista a Stefano Vicari, direttore U.o.c. Neuropsichiatria infantile &#8211; Irccs Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, Sole 24 ore (6/3/23)</a>
									            </div>
</section>
</p>
<p>Un quadro che, secondo quanto riportato dalla stessa fonte ad alcuni mesi di distanza, <strong>non sembra accennare al calo dopo la fine dell&#8217;emergenza</strong>.</p>
</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>Dall&#8217;inizio della pandemia abbiamo registrato ben +40% di accessi al nostro Pronto soccorso di giovani e giovanissimi. Ma ciò che forse è più rilevante è che questa percentuale non accenna a diminuire, anzi aumenta, e che ben il 70% deriva da tentativi di suicidio o autolesionismo. Sono 387 quelli dell&#8217;ultimo anno. Un quadro impressionante anche per noi addetti ai lavori, che conferma come il Covid sia stato solo la spia o il detonatore di un disagio dei nostri ragazzi</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.ilsole24ore.com/art/allarme-suicidi-i-giovani-vicari-sono-70percento-ricoveri-AF6SHCm" target="_blank">&#8211; Intervista a Stefano Vicari, direttore U.o.c. Neuropsichiatria infantile &#8211; Irccs Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, Sole 24 ore (8/9/23)</a>
									            </div>
</section>
</p>
<p>Attraverso alcuni degli indicatori disponibili, cerchiamo di approfondire la<strong> condizione di salute mentale dei minori, a cavallo della pandemia</strong>. Il pericolo maggiore, evidenziato anche da un rapporto dell&#8217;autorità per l&#8217;infanzia insieme all&#8217;istituto superiore di sanità (Iss), è che il peggioramento seguito al lockdown possa <a href="https://www.garanteinfanzia.org/sites/default/files/2022-05/pandemia-neurosviluppo-salute-mentale.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">cronicizzarsi</a>. </p>
</p>
<p><div class="content_block" id="custom_post_widget-135826"><p></p>
</div></p>
</p>
<p>In questo senso sono cruciali il <strong>ruolo della prevenzione </strong>e la possibilità per le famiglie e i minori che ne hanno necessità di disporre di una<strong> rete accessibile di servizi per la salute mentale</strong>.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">La salute mentale di giovani e minori nel post-pandemia</h3>
</p>
<p>Come anticipato, misurare un aspetto come questo è una sfida tutt&#8217;altro che semplice. Uno&nbsp;<strong>strumento a disposizione, utilizzato nell&#8217;ambito degli indicatori Bes (benessere equo e sostenibile) è l’indice di salute mentale</strong>. </p>
</p>
<p>Si tratta di una modalità di misura del disagio psicologico (<em>psychological distress</em>), elaborata da Istat attraverso la sintesi dei punteggi totalizzati da ciascun individuo di almeno 14 anni in 5 quesiti estratti da uno specifico questionario (il&nbsp;<a href="https://www.istat.it/it/files/2011/02/metadati.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sf36: 36-item short form survey</a>). I quesiti selezionati si riferiscono alle<strong>&nbsp;quattro dimensioni principali della salute mentale</strong>: ansia, depressione, perdita di controllo comportamentale o emozionale e benessere psicologico. A partire dalle risposte, viene elaborato un indice che varia tra 0 e 100: più è elevato l’indice, migliori sono condizioni di benessere psicologico della persona.</p>
</p>
<p><div id="nel-2022-segnali-di-miglioramento-ma-lemergenza-non-sembra-del-tutto-riassorbita" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p><strong>Dopo l&#8217;inizio della pandemia, è proprio tra i più giovani </strong>(fascia 14-19 anni) che si era riscontrato il <strong>peggioramento più consistente dell&#8217;indice di salute mentale</strong>, passato da 73,9 del 2020 a 70,3 del 2021. I dati del 2022 indicano un primo miglioramento rispetto a quelli dell&#8217;anno precedente. </p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/dopo-il-calo-del-2021-torna-a-crescere-lindice-di-salute-mentale-tra-gli-adolescenti/">Dopo il calo del 2021, torna a crescere l&#8217;indice di salute mentale tra gli adolescenti</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/dopo-il-calo-del-2021-torna-a-crescere-lindice-di-salute-mentale-tra-gli-adolescenti/">Indice di salute mentale per fascia d&#8217;età (2016-2022)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Istat (Bes)                                                                <br />(pubblicati: giovedì 20 Aprile 2023)
                                        </p>
</p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-260679"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-260679" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>Si tratta di un miglioramento che per adesso appare parziale. Se da un lato quella tra 14 e 19 anni resta la fascia d&#8217;età con l&#8217;indice di salute mentale più alto, <strong>ancora non sembra infatti del tutto riassorbito il calo registrato nel 2021</strong>.</p>
</p>
<p>Permangono inoltre <strong>forti differenze di genere</strong>. Tra le ragazze l&#8217;indice di salute mentale nel 2022 cresce di molto (69,8, era 66,6 nel 2021), ma resta ben lontano da quello dei maschi (che era 74,1 nel 2021 e ora sale a 75,4). Segnale che<strong> tra le ragazze il benessere mentale è più compromesso dopo la pandemia</strong>.</p>
</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>L’analisi dell’indicatore di salute mentale, sebbene in media nella popolazione mostri una relativa stabilità, ha messo in luce il forte contraccolpo in termini di benessere psicologico subito negli ultimi due anni dai più giovani, soprattutto dalle ragazze.</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.istat.it/it/archivio/282920" target="_blank">&#8211; Istat, Rapporto Bes 2022 (20 aprile 2023)</a>
									            </div>
</section>
</p>
<p>Ciò ha un <strong>impatto sulla salute complessiva</strong>, e quindi sulla qualità della vita della persona a tutto tondo. Anche in termini educativi, ad esempio, un disagio psicologico può condurre a un allontanamento dai percorsi di istruzione e di inclusione sociale.</p>
</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>In ambito educativo, poi, sono stati riscontrati disturbi dell’apprendimento, dell’attenzione e del linguaggio, disturbi della condotta e della regolazione cognitiva ed emotiva, oltre a paura del contagio, stato di frustrazione e incertezza rispetto al futuro, generando insicurezza e casi di abbandono scolastico.</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.garanteinfanzia.org/salute-mentale-minorenni-pandemia-rischio-cronici" target="_blank">&#8211; Agia, Salute mentale dei minorenni (11 maggio 2022)</a>
									            </div>
</section>
</p>
<p>Tale impatto purtroppo risulta molto spesso differenziato anche in base alle possibilità economiche della famiglia e alla presenza di servizi sociali e sanitari sul territorio.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Le disparità sociali nella possibilità di cura</h3>
</p>
<p>L&#8217;aumento delle richieste di aiuto nel corso della pandemia ha infatti <strong>in diversi casi messo in evidenza alcune carenze di sistema</strong>, in termini di capacità di risposta. Criticità che spesso pre-esistevano all&#8217;emergenza Covid e che con questa sono esplose. Un aspetto sottolineato sulla pagina istituzionale dell&#8217;autorità garante dell&#8217;infanzia (Agia).</p>
</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>Bambini, ragazzi e famiglie si sono trovati spesso costretti a rivolgersi ai privati con impegni economici rilevanti e difficilmente sostenibili, che hanno aumentato le disuguaglianze.</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.garanteinfanzia.org/salute-mentale-minorenni-pandemia-rischio-cronici" target="_blank">&#8211; Agia, Salute mentale dei minorenni (11 maggio 2022)</a>
									            </div>
</section>
<p><div id="il-rischio-e-che-disagi-psicologici-emersi-con-la-pandemia-possano-cronicizzarsi-cruciali-le-disparita-sociali-e-territoriali-nellaccesso-alle-cure" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<div id="strillo-testo-block_198cb356891ff1e0165c0bfc5bd164da" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Uno studio di Iss e Agia ha messo in guardia dal rischio di cronicizzazione dei disturbi emersi in pandemia.</p>
</section></div>
</p>
<p>Questa tendenza è direttamente connessa al <strong>rischio che situazioni di disagio o di peggioramento nel benessere psicologico</strong>, se non adeguatamente seguite e trattate, <strong>possano cronicizzarsi</strong>. Condizionando così la vita di minori, giovani e adolescenti.</p>
</p>
<p>Per questo motivo la possibilità di accesso a servizi e centri dedicati è cruciale, tanto in termini economici quanto proprio di diffusione territoriale. Un aspetto che è importante ricostruire, come premessa dell&#8217;efficacia degli interventi.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Una mappatura dei centri di cura dei disturbi alimentari</h3>
</p>
<p>I <strong>disturbi dell&#8217;alimentazione</strong> (Da) &#8211;&nbsp;come anoressia, bulimia nervosa e disturbo da alimentazione incontrollata (<em>binge eating</em>) &#8211; <strong>sono alcuni degli aspetti riscontrati più di frequente nel corso della pandemia</strong> da neuropsichiatri infantili, pediatri, assistenti sociali, psicologi, pedagogisti e docenti. È quanto è emerso nella campagna di ascolto dei professionisti promossa dall&#8217;Agia, rispetto ai segnali di peggioramento della salute mentale di ragazze e ragazzi.</p>
</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>I professionisti interpellati hanno riferito di disturbi del comportamento alimentare, ideazione suicidaria (tentato suicidio e suicidio), autolesionismo, alterazioni del ritmo sonno-veglia e ritiro sociale.</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.garanteinfanzia.org/salute-mentale-minorenni-pandemia-rischio-cronici" target="_blank">&#8211; Agia, Salute mentale dei minorenni (11 maggio 2022)</a>
									            </div>
</section>
</p>
<p>Una <a href="https://www.ccm-network.it/progetto.jsp?id=node/2008&amp;idP=740" target="_blank" rel="noreferrer noopener">mappatura</a> promossa dall&#8217;istituto superiore di sanità consente di ricostruire a livello territoriale la <strong>disponibilità di centri dedicati alla cura dei disturbi alimentari</strong> in supporto alle azioni del ministero della salute.</p>
</p>
<p>Questi centri <strong>possono offrire prestazioni e servizi di diversa natura</strong>. Dagli ambulatori convenzionali, per le diagnosi e le terapie specialistiche, a strutture semiresidenziali o di ricovero.</p>
</p>
<p><div id="il-13-dei-centri-ambulatoriali-per-la-cura-dei-disturbi-dellalimentazione-si-occupa-solo-di-minori" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p>Isolando i <strong>centri che offrono terapia ambulatoriale specialistica</strong>, sono oltre 100 quelli presenti in Italia, variamente diffusi sul territorio nazionale. </p>
</p>
<p>Trattandosi di una <strong>registrazione volontaria</strong>, non è detto che quelli censiti da Iss corrispondano all&#8217;intero universo di riferimento. Premesso questo limite, è tuttavia possibile ricostruire alcuni aspetti interessanti su <strong>come si articola l&#8217;offerta sul territorio</strong>.</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-13-dei-centri-ambulatoriali-per-la-cura-dei-disturbi-dellalimentazione-si-occupa-solo-di-minori/">Il 13% dei centri ambulatoriali per la cura dei disturbi dell&#8217;alimentazione si occupa solo di minori</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-13-dei-centri-ambulatoriali-per-la-cura-dei-disturbi-dellalimentazione-si-occupa-solo-di-minori/">Localizzazione delle strutture di terapia ambulatoriale specialistica (convenzionale)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                         aria-labelledby="chart_260504_tab1"><br />
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<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-13-dei-centri-ambulatoriali-per-la-cura-dei-disturbi-dellalimentazione-si-occupa-solo-di-minori/">Il 13% dei centri ambulatoriali per la cura dei disturbi dell&#8217;alimentazione si occupa solo di minori &#8211; Localizzazione delle strutture di terapia ambulatoriale specialistica (convenzionale)</a></div>
</p></div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_260504_tab3"></p>
<p>Le informazioni presentate sono state raccolte dalla <a href="https://piattaformadisturbialimentari.iss.it/" target="_blank" rel="noopener">piattaforma </a>di mappatura territoriale dei centri dedicati alla cura dei disturbi della nutrizione e dell&#8217;alimentazione.</p>
<p>Ai fini dell&#8217;elaborazione, sono presentate le strutture di terapia ambulatoriale specialistica (convenzionale) raccolte dalla mappatura Iss. Dal momento che la registrazione dei servizi nella piattaforma ha carattere volontario, quanto riportato potrebbe non essere esaustivo della realtà territoriale.</p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Iss                                                                <br />(consultati: giovedì 8 Giugno 2023)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/10/il-13-dei-centri-ambulatoriali-per-la-cura-dei-disturbi-dellalimentazione-si-occupa-solo-di-minori.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-260504"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-260504" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;505&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/il-13-dei-centri-ambulatoriali-per-la-cura-dei-disturbi-dellalimentazione-si-occupa-solo-di-minori/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>Circa il<strong> 37% delle strutture censite prende in carico tutte le fasce demografiche</strong>: bambini (0-14 anni), adolescenti (15-17) e maggiorenni. </p>
</p>
<p>Un ulteriore 10,7% si occupa solo di persone tra 0 e 17 anni, l&#8217;1,8% è dedicato agli adolescenti, mentre lo 0,9% è dedicato solo agli infraquattordicenni. Per un <strong>13% totale di servizi destinati esclusivamente ai minori</strong>.</p>
</p>
<p>Circa <strong>un terzo delle strutture si occupa di adulti e di adolescenti con almeno 15 anni</strong>, mentre il restante 16% si rivolge esclusivamente ai maggiorenni.</p>
</p>
<p><div id="la-quota-supera-il-30-in-abruzzo-e-lombardia" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p>Queste quote variano sul territorio nazionale: in Abruzzo e Lombardia oltre il 30% delle strutture censite è dedicato solo ai minori, a fronte di una media del 13%. Raggiungono il 20% anche Sardegna, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia e Trentino-Alto Adige.</p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">1 su 3 </span>i centri rivolti a minori in cui è prevista la possibilità di prima visita gratuita.</p>
</section>
</p>
<p>In media <strong>circa un terzo delle strutture prevede la possibilità di prima visita gratuita</strong>: 30,4% considerando l&#8217;insieme dei centri, 33% isolando solo quelli accessibili (anche o solo) ai minori.</p>
</p>
<p>Questa quota raggiunge il 75% in 3 regioni: Sicilia (100% dei centri rivolti anche ai minori), Friuli-Venezia Giulia e Puglia (entrambe al 75%).</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">I Da, un segnale sulla salute mentale di ragazze e ragazzi </h3>
</p>
<p>I disturbi del comportamento alimentare sono uno dei segnali &#8211; non l&#8217;unico &#8211; da tenere presenti nel monitorare la condizione di benessere mentale di ragazze e ragazzi.</p>
</p>
<p>Come <a href="https://www.salute.gov.it/imgs/C_17_notizie_5763_0_file.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">riporta l&#8217;Iss</a>, studi epidemiologici internazionali hanno riscontrato un <strong>aumento dell&#8217;incidenza dei disturbi alimentari tra le giovani ragazze</strong> di età compresa tra 12 e 25 anni.</p>
</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>In Occidente, Italia inclusa, si stima una prevalenza dell’anoressia dello 0,2-0,8% e della bulimia di circa il 3%, con un’incidenza dell’anoressia di 4-8 nuovi casi per anno su 100.000 individui e di 9-12 per la bulimia, con un’età di esordio tra i 10 e i 30 anni, e un’età media di insorgenza di 17 anni. Attualmente questi disturbi rappresentano un importante problema di salute pubblica dal momento che risultano in continuo aumento.</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.salute.gov.it/imgs/C_17_notizie_5763_0_file.pdf" target="_blank">&#8211; Iss, La Mappatura territoriale dei centri dedicati alla cura dei Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione (2022)</a>
									            </div>
</section>
</p>
<p>L&#8217;<strong>investimento sulla diagnosi e sulla cura</strong> di questi disturbi è cruciale perché &#8211; sottolinea sempre l&#8217;Iss &#8211; una loro <strong>cronicizzazione incide in modo negativo sulla salute</strong> per tutta la vita, con il rischio di &#8220;danni permanenti a carico di tutti gli organi e apparati dell’organismo&#8221;.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Scarica, condividi e riutilizza i dati</h3>
</p>
<section class="download">
<div class="dw-content">
<div class="intro">
<p>Scarica i dati, regione per regione</p>
</div>
<div class="files">
<p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/strutture_Da_2023/Abruzzo.xls" target="_blank" rel="noopener">Abruzzo</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/strutture_Da_2023/Basilicata.xls" target="_blank" rel="noopener">Basilicata</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/strutture_Da_2023/Calabria.xls" target="_blank" rel="noopener">Calabria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/strutture_Da_2023/Campania.xls" target="_blank" rel="noopener">Campania</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/strutture_Da_2023/Emilia-Romagna.xls" target="_blank" rel="noopener">Emilia-Romagna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/strutture_Da_2023/Friuli-Venezia+Giulia.xls" target="_blank" rel="noopener">Friuli-Venezia Giulia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/strutture_Da_2023/Lazio.xls" target="_blank" rel="noopener">Lazio</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/strutture_Da_2023/Liguria.xls" target="_blank" rel="noopener">Liguria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/strutture_Da_2023/Lombardia.xls" target="_blank" rel="noopener">Lombardia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/strutture_Da_2023/Marche.xls" target="_blank" rel="noopener">Marche</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/strutture_Da_2023/Piemonte.xls" target="_blank" rel="noopener">Piemonte</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/strutture_Da_2023/Puglia.xls" target="_blank" rel="noopener">Puglia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/strutture_Da_2023/Sardegna.xls" target="_blank" rel="noopener">Sardegna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/strutture_Da_2023/Sicilia.xls" target="_blank" rel="noopener">Sicilia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/strutture_Da_2023/Toscana.xls" target="_blank" rel="noopener">Toscana</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/strutture_Da_2023/Trentino-Alto+Adige.xls" target="_blank" rel="noopener">Trentino-Alto Adige</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/strutture_Da_2023/Umbria.xls" target="_blank" rel="noopener">Umbria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/strutture_Da_2023/Valle+d'Aosta.xls" target="_blank" rel="noopener">Valle d’Aosta</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/strutture_Da_2023/Veneto.xls" target="_blank" rel="noopener">Veneto</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/strutture_Da_2023/Totale_nazionale.xls" target="_blank" rel="noopener">Totale nazionale</a>.</p>
</div></div>
</section>
</p>
<p>I contenuti dell’Osservatorio povertà educativa&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/poverta-educativa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">#conibambini</a>&nbsp;sono realizzati da openpolis con l’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell’articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l’obiettivo di creare un’unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di&nbsp;<em>data journalism</em>&nbsp;o anche per semplice consultazione. Le informazioni relative alle strutture di terapia ambulatoriale specialistica (convenzionale) per i disturbi alimentari sono di fonte Iss. Sono state raccolte dalla&nbsp;piattaforma di mappatura territoriale dei centri dedicati alla cura dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione.</p>
</p>
<p>Foto:  <a href="https://unsplash.com/it/foto/ZaeTg1PnZPk" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Abigail (Unsplash)</a> &#8211; <a href="https://unsplash.com/it/licenza" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Licenza</a></p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/la-salute-mentale-di-bambini-e-ragazzi-dopo-la-pandemia/">La salute mentale di bambini e ragazzi dopo la pandemia</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il diritto all&#8217;aborto è ancora ostacolato in Europa</title>
		<link>https://www.openpolis.it/il-diritto-allaborto-e-ancora-ostacolato-in-europa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Anita]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Jul 2023 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=260063</guid>

					<description><![CDATA[<p>Anche se formalmente riconosciuto in tutti gli stati membri, il diritto all'aborto è spesso ostacolato, in primis dall'obiezione di coscienza. In Italia il tasso di abortività è in calo, con delle differenze evidenti tra nord e sud.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/il-diritto-allaborto-e-ancora-ostacolato-in-europa/">Il diritto all&#8217;aborto è ancora ostacolato in Europa</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[</p>
<p>L&#8217;annullamento, a giugno del 2022, della sentenza <strong><a href="https://www.amnesty.it/usa-un-anno-fa-lannullamento-della-sentenza-roe-vs-wade/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Roe vs Wade</a></strong> negli Stati Uniti ha segnato una ripresa, anche a livello europeo, del dibattito sull&#8217;aborto. Il parlamento Ue ha adottato una <a href="https://www.europarl.europa.eu/doceo/document/TA-9-2022-0243_EN.html#def_1_8" target="_blank" rel="noreferrer noopener">risoluzione</a> per spingere gli stati membri a <strong>includere il diritto all&#8217;aborto tra i diritti fondamentali</strong> dello <em>European charter of fundamental rights</em>. Un passo avanti che però rimane meramente formale, visto che è necessaria l&#8217;approvazione di tutti gli stati membri. Anche quelli come Malta e Polonia che hanno legislazioni molto dure in materia.</p>
</p>
<div id="strillo-testo-block_34a90e73ca95a6b28b67d23ae2fde29f" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Attese, counseling e obiezione di coscienza continuano a ostacolare il diritto all&#8217;aborto.</p>
</section></div>
</p>
<p><strong>Nonostante sia oggi formalmente garantito in tutti i paesi membri, il diritto a interrompere la gravidanza è ancora soggetto a numerose barriere in Europa</strong>. Non tanto le leggi quanto le pratiche, dalle restrizioni imposte alle donne che vogliono abortire fino all&#8217;obiezione di coscienza che ginecologi e anestesisti possono avanzare, rendono l&#8217;attuazione difficile e non sempre garantita. Oltre al fatto che occasionalmente, come nel caso recente della <strong>Polonia</strong>, emergono spinte regressive che mettono a repentaglio diritti già esistenti ma non per questo consolidati.</p>
</p>
</p>
<p>Sono fenomeni che ledono i diritti sessuali e riproduttivi delle donne, che sono prima di tutto diritti umani. Oltre ad avere un effetto negativo sulla loro salute, sulla loro posizione sociale ed economica nel mondo, ma anche sulla loro dignità, integrità, autonomia e abilità di prendere decisioni, come afferma anche il <a href="https://rm.coe.int/women-s-sexual-and-reproductive-health-and-rights-in-europe-issue-pape/168076dead" target="_blank" rel="noreferrer noopener">consiglio d&#8217;Europa</a>.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">La legislazione sull&#8217;aborto nei paesi Ue</h3>
</p>
<p>Come riporta l&#8217;istituto europeo per la parità di genere (<a href="https://eige.europa.eu/publications-resources/toolkits-guides/gender-equality-index-2021-report/rights-access-and-outcomes-sexual-and-reproductive-health-focus?language_content_entity=en" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Eige</a>), <strong>negli ultimi decenni si sono fatti molti passi avanti nella tutela dei diritti sessuali e riproduttivi delle donne</strong>. Nonostante ciò, sono ancora evidenti alcune lacune, riguardo all&#8217;accessibilità della contraccezione e all&#8217;informazione su temi di natura sessuale e riproduttiva. Ad esempio, in alcuni paesi tra cui anche l&#8217;Italia l&#8217;educazione sessuale non è considerata materia di insegnamento obbligatoria nelle scuole.</p>
</p>
<p><div id="a-malta-laborto-era-vietato-in-ogni-caso-fino-a-pochi-giorni-fa-insieme-alla-polonia-e-il-paese-ue-con-la-legislazione-piu-restrittiva" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p>Per quanto riguarda l&#8217;aborto specificamente, esso è riconosciuto ufficialmente in tutti i paesi membri tranne <strong>Malta</strong>. Anche se negli ultimi giorni è passata una<a href="https://www.amnesty.it/malta-passa-con-emendamenti-la-legge-sulla-decriminalizzazione-aborto/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> legge</a> che ne riconosce la legittimità in casi molto estremi: solo quando la vita della madre è a rischio. A oggi tuttavia non esiste una fonte che ricostruisca, a livello europeo, la legislazione vigente in tutti i paesi membri. Nella mappa sottostante riportiamo quanto evidenziato da Eige riguardo ad alcuni ostacoli ricorrenti. Si tratta di una ricostruzione parziale.</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/a-malta-laborto-e-vietato-e-in-polonia-e-molto-restrittivo/">A Malta e in Polonia è molto restrittivo</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/a-malta-laborto-e-vietato-e-in-polonia-e-molto-restrittivo/">L&#8217;aborto nei paesi Ue: dove è consentito, dove la legislazione è restrittiva e dove sono imposti counseling e attesa obbligatori</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
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                         aria-labelledby="chart_264728_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/a-malta-laborto-e-vietato-e-in-polonia-e-molto-restrittivo/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/07/a-malta-laborto-e-vietato-e-in-polonia-e-molto-restrittivo.png" placeholder ></amp-img></p>
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<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/a-malta-laborto-e-vietato-e-in-polonia-e-molto-restrittivo/">A Malta e in Polonia è molto restrittivo &#8211; L&#8217;aborto nei paesi Ue: dove è consentito, dove la legislazione è restrittiva e dove sono imposti counseling e attesa obbligatori</a></div>
</p></div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
<div id="chart_264728_tabpanel3" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-3"
                             aria-labelledby="chart_264728_tab3"></p>
<p>Si identificano i paesi che hanno una legislazione restrittiva per quanto riguarda l&#8217;aborto e quelli che invece, pur permettendo in principio alle donne di richiederne uno, impongono dei vincoli che rendono il processo più lungo e difficoltoso. Non esiste un database europeo della legislazione in materia di aborto: i dati provengono da Eige, che ne fornito una parziale ricostruzione, e da fonti di stampa nazionale laddove l&#8217;informazione non fosse più valida (Eige fa riferimento a un periodo compreso tra 2015 e 2021).</p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis su dati <a href="https://eige.europa.eu/publications-resources/toolkits-guides/gender-equality-index-2021-report/rights-access-and-outcomes-sexual-and-reproductive-health-focus?language_content_entity=en" target="_blank" rel="noopener">Eige</a> e fonti di stampa nazionale                                                                <br />(consultati: venerdì 7 Luglio 2023)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/07/a-malta-laborto-e-vietato-e-in-polonia-e-molto-restrittivo.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-264728"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-264728" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>Oltre a quella maltese, <strong>un&#8217;altra situazione particolarmente restrittiva è quella polacca</strong>, dove negli anni si è verificata una <a href="https://www.hrw.org/news/2020/10/22/polands-constitutional-tribunal-rolls-back-reproductive-rights" target="_blank" rel="noreferrer noopener">tendenza regressiva</a> in questo senso, e si può richiedere un&#8217;interruzione di gravidanza solo in caso di pericolo per la salute o la vita della donna o in caso di violenza. Mentre in <strong>Irlanda</strong>, nel 2018 un referendum ha eliminato il rigido divieto preesistente, anche se permangono <a href="https://www.amnesty.org.uk/abortion-rights-northern-ireland-timeline" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dubbi riguardo alla concretezza</a> della riforma. </p>
</p>
<p>In tutti gli altri paesi membri non ci sono particolari restrizioni e le donne non devono giustificare il proprio desiderio di interrompere la gravidanza. Esistono però alcune <a href="https://www.who.int/europe/news/item/09-03-2022-who-releases-new-guidelines-on-safe-abortion" target="_blank" rel="noreferrer noopener">barriere</a>, come il periodo di attesa o il counseling obbligatorio. Il periodo di attesa costringe le donne ad aspettare tra il momento di richiesta e la ricezione del servizio. Mentre il counseling impone di seguire un percorso che alle volte ha come obiettivo proprio quello di far cambiare loro idea. In Finlandia, è necessaria l&#8217;approvazione di un medico. Varia inoltre, ma non viene riportato dai dati europei, il limite in termini temporali entro cui si può praticare l’aborto (generalmente compreso tra le 10 e le 24 settimane).</p>
</p>
<p><div id="in-italia-e-consentito-entro-90-giorni-ma-quasi-2-ginecologi-su-3-sono-obiettori-di-coscienza" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">La situazione italiana</h3>
</p>
<p>In Italia la <a href="https://abortion-policies.srhr.org/documents/countries/01-Italy-Abortion-Law-1978.pdf#page=1" target="_blank" rel="noreferrer noopener">legge</a> prevede che le donne possano liberamente richiedere di interrompere la gravidanza per qualsiasi ragione. Purché questo sia fatto entro i 90 giorni di gestazione. </p>
</p>
<p>Sussistono però, come si può osservare nella mappa, ostacoli come l&#8217;obbligo di fare counseling e di attraversare un periodo di attesa. Queste pratiche sono comunque considerate lesive, perché ostacolano il diritto decisionale delle donne e alle volte rallentano inutilmente le procedure. </p>
</p>
<p>A questo si aggiunge poi il fatto che la maggior parte dei ginecologi (64,6%), quasi la metà degli anestesisti (44,6%) e oltre un terzo del personale non medico (36,2%) sono <strong>obiettori di coscienza</strong>, secondo l&#8217;<a href="https://www.epicentro.iss.it/ivg/epidemiologia#:~:text=Obiezioni%20di%20coscienza&amp;text=Risultano%20disponibili%202%2C9%20punti,poco%20rispetto%20agli%20anni%20precedenti." target="_blank" rel="noreferrer noopener">ultimo aggiornamento</a> relativo al 2020. Un fattore molto significativo e oltretutto molto variabile a livello locale, che costringe spesso le donne a cercare altrove un medico disposto ad aiutarle oppure genera un sovraccarico di lavoro al personale sanitario non obiettore.</p>
</p>
<p><div id="nel-corso-dellultimo-decennio-il-tasso-di-abortivita-volontaria-sta-gradualmente-diminuendo" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p>Negli anni le interruzioni di gravidanza sono andate gradualmente calando nel nostro paese, come rileva Istat. L&#8217;istituto di statistica si riferisce in questo caso al numero di aborti volontari effettuati ogni 1.000 donne. Un tasso che viene poi standardizzato per evitare deformazioni rispetto all&#8217;età.</p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">5,8 </span>aborti volontari ogni 1.000 donne in Italia nel 2021.</p>
</section>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/cala-il-numero-di-aborti-volontari-in-italia/">Cala il numero di aborti volontari in Italia</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/cala-il-numero-di-aborti-volontari-in-italia/">Il tasso standardizzato di abortività delle donne italiane tra 2010 e 2021</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                         aria-labelledby="chart_264407_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/cala-il-numero-di-aborti-volontari-in-italia/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/07/cala-il-numero-di-aborti-volontari-in-italia.png" placeholder ></amp-img></p>
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<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/cala-il-numero-di-aborti-volontari-in-italia/">Cala il numero di aborti volontari in Italia &#8211; Il tasso standardizzato di abortività delle donne italiane tra 2010 e 2021</a></div>
</p></div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_264407_tab3"></p>
<p>I dati si riferiscono al numero di aborti volontari ogni 1.000 donne in Italia. Viene considerato il tasso standardizzato. La standardizzazione consiste nel riportare i tassi alla situazione ideale in cui tutta la popolazione ha la stessa struttura per età di una popolazione prescelta, che in questo caso è quella media femminile italiana tra i 15 ed i 49 anni riferita all’anno 2001. Il tasso standardizzato è la media ponderata dei tassi specifici per età, con pesi dati dal rapporto fra popolazione “tipo” femminile media nella classe d’età e popolazione “tipo” femminile in età feconda.</p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis su dati Istat                                                                <br />(consultati: giovedì 6 Luglio 2023)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/07/cala-il-numero-di-aborti-volontari-in-italia.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-264407"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-264407" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>Nel corso dell’ultimo decennio il tasso di abortività in Italia è andato gradualmente calando. Ha registrato un <strong>picco nel 2011</strong>, quando ci sono stati 8,17 aborti ogni 1.000 donne, per poi ridursi progressivamente. Nel 2021 il valore è leggermente più elevato rispetto al 2020.</p>
</p>
<p>Nel 2021 i valori più elevati sono stati riportati in Liguria (8,18) e Piemonte (7,21) e, a livello di macro-area, nel nord-ovest (6,33). Il dato più basso è invece quello calabrese (2,62) e come macro-area quello delle isole: 4,87 aborti volontari ogni 1.000 donne. Le regioni meridionali del paese sono infatti quelle che riportano l&#8217;incidenza maggiore di medici obiettori di coscienza e spesso le donne sono costrette a migrare verso altre zone. Anche questo più spiegare i divari territoriali.</p>
</p>
<p>Foto: <a href="https://unsplash.com/it/foto/b_e1YM7Z99A" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Manny Becerra</a> &#8211; <a href="https://unsplash.com/it/licenza" target="_blank" rel="noreferrer noopener">licenza</a></p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/il-diritto-allaborto-e-ancora-ostacolato-in-europa/">Il diritto all&#8217;aborto è ancora ostacolato in Europa</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Un punto di vista originale sul paese negli anni della pandemia</title>
		<link>https://www.openpolis.it/esercizi/un-punto-di-vista-originale-sul-paese-negli-anni-della-pandemia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Jun 2023 08:25:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?post_type=opmag_minidossier&#038;p=237116</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il rapporto finale dell'attività di data journalism e monitoraggio civico del progetto Ripartire, svolta in 5 scuole superiori di tutta Italia tra 2020 e 2023.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/esercizi/un-punto-di-vista-originale-sul-paese-negli-anni-della-pandemia/">Un punto di vista originale sul paese negli anni della pandemia</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 class="wp-block-heading">L&#8217;esperienza di Ripartire: non solo dati</h3>
<div id="5-i-territori-coinvolti-nel-progetto-ripartire-in-un-percorso-di-3-anni" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p>Ripartire (<strong>rigenerare la partecipazione per innovare la rete</strong>) è un progetto selezionato dall&#8217;impresa sociale <strong>Con i Bambini</strong> nell&#8217;ambito del fondo nazionale per il contrasto alla <strong>povertà educativa</strong>.</p>
<p>Iniziato nel <strong>2020</strong>, ha coinvolto gli studenti di <strong>5 scuole</strong> superiori in territori diversi d’Italia. Da città come <strong>L&#8217;Aquila</strong>, <strong>Ancona</strong> e <strong>Pordenone</strong> a piccoli comuni come <strong>Trebisacce</strong> (in provincia di Cosenza) e quartieri periferici come <strong>Borghesiana</strong> (zona urbanistica del comune di Roma).</p>
<section class="download">
<div class="dw-content">
<div class="intro">
<p>Il report in formato pdf</p>
</div>
<div class="files">
<p><a href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/06/report_23_ripartire.pdf" target="_blank" rel="noopener">Scarica</a></p>
</div></div>
</section>
<p>Il progetto consiste in <strong>tre anni di formazione</strong> in cui ragazze e ragazzi, partecipando a varie attività, hanno modo di sviluppare competenze civiche e sociali e sperimentare metodologie di cittadinanza attiva, nella scuola e nella comunità. Una partnership che ha coinvolto, oltre a Openpolis, partner nazionali tra cui ActionAid e partner locali radicati in ciascuno dei territori.</p>
<p>In questo quadro, Openpolis ha portato avanti con gli studenti l&#8217;<strong>attività di data journalism e monitoraggio civico</strong>. Un percorso che ha previsto diverse fasi.</p>
<div id="20-classi-hanno-preso-parte-allattivita-di-data-journalism-e-monitoraggio-civico-con-openpolis" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">20 </span>classi coinvolte nel percorso di data journalism e monitoraggio civico con Openpolis.</p>
</section>
<p>In primo luogo quella di <strong>capire insieme a studenti e insegnanti </strong>quali siano i problemi concreti nell&#8217;offerta di servizi e opportunità nella loro zona. Dai <strong>trasporti</strong> alla <strong>sanità</strong>, dalla condizione dei <strong>parchi</strong> alla presenza di <strong>luoghi di aggregazione</strong>, dalla raccolta dei <strong>rifiuti</strong> alla manutenzione delle <strong>strade</strong>.</p>
<p><div class="content_block" id="custom_post_widget-135826"><p></p>
</div></p>
<p>Successivamente, quella di scegliere con i ragazzi <strong>quali servizi approfondire</strong>, selezionandoli in un processo partecipativo che li vedesse direttamente protagonisti. Infine, <strong>analizzare e indagare ciascun aspetto attraverso i dati</strong>: raccolti, analizzati, interpretati e rappresentati dagli stessi studenti in articoli di data journalism, con mappe, grafici ed esperienze dirette.</p>
<p>Questo percorso ha permesso agli studenti di impratichirsi nell&#8217;uso di <strong>strumenti digitali</strong> e di <strong>analisi dei dati</strong>, per mappare e approfondire la situazione del loro territorio rispetto all’<strong>offerta di servizi</strong>. Non solo, unendo alle competenze tecniche la loro specifica prospettiva di <strong>riflessione</strong>, i ragazzi hanno potuto far emergere nei loro articoli le criticità e le mancanze individuate, con opinioni e informazioni uniche e originali. Portandole all’attenzione della comunità educante e dei decisori a livello locale. L&#8217;impegno dei ragazzi è stato cruciale per il raggiungimento di questi obiettivi, così come quello di partner locali e insegnanti, con cui ci siamo confrontati passo dopo passo nel corso di tutta l&#8217;attività.</p>
<div id="23-i-diversi-servizi-opportunita-e-fenomeni-indagati-dagli-alunni-in-modo-trasversale" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">23 </span>i diversi servizi, opportunità e fenomeni indagati dagli alunni in modo trasversale.</p>
</section>
<p>Quando i temi scelti dagli studenti erano poco più che titoli di una ricerca, non pensavamo che questo percorso ci avrebbe trasmesso così tanto. Non solo per l&#8217;esperienza umana di confrontarsi con ragazze e ragazzi in scuole dislocate lungo l&#8217;intera penisola. Ma anche per il momento storico in cui questo progetto si è svolto: nel pieno dell&#8217;emergenza <strong>Covid</strong>. </p>
<h3 class="wp-block-heading">Lo sguardo degli adolescenti sull&#8217;Italia a cavallo della pandemia</h3>
<p>Sembra passato un secolo da quando, nel 2019, cominciammo a pianificare insieme agli altri partner il progetto Ripartire. Nel frattempo è trascorso il periodo che, nella storia mondiale recente, ha senza dubbio inciso di più sulla vita delle persone. E in particolare di <strong>bambini e ragazzi</strong>, <strong>compromettendone non solo la quotidianità ma anche le stesse esperienze di crescita</strong>.</p>
<p>Dalla possibilità di andare a scuola e frequentare le lezioni in presenza a quella di vedere gli amici nel tempo libero, fino alla fruizione di momenti culturali, sportivi, sociali. <strong>Nessun ambito del loro sviluppo personale è stato risparmiato</strong>.</p>
<div id="un-progetto-che-parla-dellitalia-negli-anni-del-covid-con-lo-sguardo-degli-adolescenti" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p>Le restrizioni e le chiusure imposte per contenere i contagi hanno costituito una <strong>sfida enorme per tutte le attività</strong> di Ripartire. Progettate prima dello scoppio della pandemia, hanno infatti preso il via proprio con l&#8217;anno scolastico 2020/2021. Da un punto di vista operativo, questo ci ha portato ad adattare gli incontri alle modalità previste dalla didattica a distanza. A livello di contenuti, è diventato necessario impostare il percorso di monitoraggio civico includendo tutti quei <strong>cambiamenti drastici in tema di servizi</strong>, causati da chiusure, obblighi di distanziamento e altre misure preventive. Parlando di musei, cinema e teatri, molte volte è emerso il tema delle perdite economiche dovute al periodo pandemico. Così come discutendo di parchi e verde urbano, ragazze e ragazzi hanno sottolineato la funzione sociale di queste aree, in un momento in cui stare vicini in spazi chiusi non era possibile.</p>
<p>Oltretutto non si può non sottolineare l&#8217;<strong>opportunità di entrare in contatto con adolescenti di diverse parti d&#8217;Italia</strong>, in un momento storico così drammatico. Ragazze e ragazzi <strong>accomunati dall&#8217;età</strong> e spesso uniti dagli stessi interessi e passioni. Nonché dalle preoccupazioni per il futuro, a partire dai timori per il Coronavirus e dall&#8217;incertezza sulla fine dell&#8217;emergenza. Eppure così <strong>differenti per provenienza geografica</strong>, contesto sociale di riferimento, esperienze vissute quotidianamente.</p>
<p>Perciò non appare secondario l&#8217;<strong>interesse per gli oggetti di ricerca di volta in volta individuati dagli studenti</strong>, prima ancora di soffermarci &#8211; nei prossimi capitoli &#8211; sull&#8217;esito delle loro analisi.</p>
<div id="alcune-questioni-sono-emerse-in-tutti-i-territori-ma-trattate-in-modo-diverso" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-questione-dei-trasporti-e-emersa-in-tutti-e-5-i-territori/">La questione dei trasporti è emersa in tutti e 5 i territori</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-questione-dei-trasporti-e-emersa-in-tutti-e-5-i-territori/">I temi selezionati e analizzati da studentesse e studenti del progetto Ripartire</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
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<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis                                                                <br />(ultimo aggiornamento: mercoledì 15 Marzo 2023)
                                        </p>
</p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-239943"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-239943" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p><strong>Sono molti i temi risultati ricorrenti nelle aree di progetto</strong>, in alcuni casi in modo addirittura unanime: è il caso dell&#8217;attenzione al trasporto pubblico. Tuttavia, in ciascuna località, gli stessi aspetti sono stati <strong>declinati in modo completamente diverso</strong>, come approfondiremo nei prossimi capitoli.</p>
<h3 class="wp-block-heading">Un lavoro collettivo di discussione e analisi</h3>
<p>Nel corso di questo report, metteremo in luce &#8211; con le chiavi di lettura scelte dai ragazzi e valorizzando il contributo delle loro analisi &#8211; le questioni considerate più salienti nelle 5 aree di progetto. Dalla <strong>mobilità sostenibile</strong> alla <strong>disponibilità di aree verdi e di luoghi per fare sport</strong>, dall&#8217;<strong>offerta culturale</strong> alla <strong>prossimità dei servizi</strong>.</p>
<p>Per ciascuno di questi temi, mostreremo quanto emerso dai lavori delle classi in relazione ai singoli territori. Si tratta di un <strong>punto di vista inedito</strong>, di cui preme sottolineare l&#8217;assoluta originalità dato che il <strong>lavoro di raccolta e di analisi dei dati </strong>&#8211; pur supportato da analisti, educatori e insegnanti &#8211; <strong>è stato condotto e guidato direttamente dai ragazzi, in base ai loro interessi di ricerca</strong>.</p>
<p>Come ultimo aspetto, non è irrilevante sottolineare come questa sia stata l&#8217;<strong>occasione per entrare in contatto con i punti di forza e di debolezza che caratterizzano la scuola italiana nella sua quotidianità</strong>. Dalle classi più reattive, dove tutti gli studenti riescono a lavorare in gruppo in modo affiatato. A quelle più difficili, dove convivono nuclei di studenti &#8220;avvantaggiati&#8221; con altri compagni che fanno più fatica e devono essere seguiti individualmente.</p>
<p>Il fulcro di questo report è il lavoro di tutte le classi coinvolte nella nostra attività di data journalism e monitoraggio civico, di cui<strong> saranno passati in rassegna i lavori più rappresentativi, non necessariamente i migliori</strong>. Questo percorso ha infatti avuto nel contributo di tutte e tutti il requisito essenziale. Anche per questa ragione, è stata un&#8217;esperienza per noi così straordinaria a livello umano.</p>
<p>Foto: Progetto Ripartire</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/esercizi/un-punto-di-vista-originale-sul-paese-negli-anni-della-pandemia/">Un punto di vista originale sul paese negli anni della pandemia</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Come cambierà la sanità nell&#8217;Abruzzo che invecchia</title>
		<link>https://www.openpolis.it/come-cambiera-la-sanita-nellabruzzo-che-invecchia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Jun 2023 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italie a confronto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=259870</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nei prossimi anni quasi 4 abruzzesi su 10 potrebbero essere over 65. È perciò strategico utilizzare al meglio le risorse del Pnrr per l'innovazione del sistema sanitario e la medicina territoriale nella regione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/come-cambiera-la-sanita-nellabruzzo-che-invecchia/">Come cambierà la sanità nell&#8217;Abruzzo che invecchia</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[</p>
<p>Con l&#8217;aumentare della popolazione anziana, la rete sanitaria sarà sottoposta a maggiore pressione. <strong>Questo vale a maggior ragione per l&#8217;Abruzzo</strong>, dove la tendenza all&#8217;invecchiamento è più marcata che nel resto del paese</p>
</p>
<p>Per questo il piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) destina <strong>oltre 87 milioni di euro </strong>alla sanità territoriale in regione, prevedendo tra le altre cose 11 nuovi ospedali di comunità e 40 case di comunità.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">L&#8217;Abruzzo invecchia più dell&#8217;Italia</h3>
</p>
<p>Nei prossimi anni la <strong>domanda di sanità</strong> è destinata ad aumentare. In particolare in un paese come l&#8217;Italia, già oggi primo in Europa per età mediana della popolazione, con 48 anni. </p>
</p>
<p>In Abruzzo questo valore <strong>sale a 48,8 anni</strong>, al di sopra della media nazionale.</p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">48,8 anni </span>l&#8217;età mediana in Abruzzo nel 2022. Più elevata di Italia (48) ed Ue (44,4).</p>
</section>
</p>
<p>Il <strong>progressivo invecchiamento della popolazione</strong>, con il conseguente aumento dell’<strong>incidenza delle malattie croniche</strong>, avrà un impatto importante sulla tenuta del sistema sanitario.</p>
</p>
<p><div id="nel-2050-quasi-4-abruzzesi-su-10-avranno-almeno-65-anni" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p>Nei prossimi anni la <strong>popolazione abruzzese, già mediamente più anziana </strong>di quella italiana, <strong>vedrà aumentare ulteriormente la quota di residenti di almeno 65 anni</strong>. Questi potrebbero passare da essere circa un quarto del totale (24,7% nel 2021, a fronte del 23,5% nazionale) al 37,9% nel 2050.</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2050-quasi-4-abruzzesi-su-10-avranno-almeno-65-anni/">Nel 2050 quasi 4 abruzzesi su 10 avranno almeno 65 anni</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2050-quasi-4-abruzzesi-su-10-avranno-almeno-65-anni/">Percentuale di residenti con 65 anni o più tra 2021 e 2070</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
<div id="chart_259951_tab1" role="tab" aria-controls="chart_259951_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
<div id="chart_259951_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_259951_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/nel-2050-quasi-4-abruzzesi-su-10-avranno-almeno-65-anni/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/06/nel-2050-quasi-4-abruzzesi-su-10-avranno-almeno-65-anni.png" placeholder ></amp-img></p>
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<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2050-quasi-4-abruzzesi-su-10-avranno-almeno-65-anni/">Nel 2050 quasi 4 abruzzesi su 10 avranno almeno 65 anni &#8211; Percentuale di residenti con 65 anni o più tra 2021 e 2070</a></div>
</p></div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
<div id="chart_259951_tabpanel3" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-3"
                             aria-labelledby="chart_259951_tab3"></p>
<p>La previsione relativa alla popolazione è stata effettuata nell’ambito delle statistiche sperimentali di Istat, sulla base dello <a href="https://www.istat.it/it/files//2022/08/StatSper_Previsionicomunali_Notametodologica_2022.pdf" target="_blank" rel="noopener">scenario mediano</a>. Le previsioni sono formulate tenendo come base il numero di residenti al 1° gennaio 2021.</p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Abruzzo openpolis su dati Istat                                                                <br />(pubblicati: giovedì 22 Settembre 2022)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/06/nel-2050-quasi-4-abruzzesi-su-10-avranno-almeno-65-anni.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-259951"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-259951" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<div id="strillo-testo-block_729b1947733131385c7a9029ecb83ab3" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Per rispondere a queste sfide serve una sanità più tecnologica e radicata sul territorio.</p>
</section></div>
</p>
<p>Una sfida che non riguarda solo la quantità di risorse da destinare al comparto salute, ma l&#8217;intero assetto del sistema nei prossimi decenni. E che comporta la necessità di <strong>digitalizzare i servizi</strong> e sviluppare la <strong>telemedicina</strong>. Ma anche costruire <strong>presidi fisici diffusi sul territorio</strong>, che siano punti di accesso al sistema sanitario per la popolazione.</p>
</p>
<p>Azioni imprescindibili per <strong>raggiungere territori spesso isolati</strong>, come quelli dell&#8217;Abruzzo interno, <a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-popolazione-anziana-in-abruzzo-comune-per-comune/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dove già oggi abita la popolazione più anziana</a> e quindi potenzialmente più bisognosa di assistenza sanitaria.</p>
</p>
</p>
<p>Il Pnrr investe su questo fronte in totale quasi <strong>16 miliardi di euro con la missione salute</strong>, <strong>di cui 7 specifici per la sanità territoriale</strong>.  Approfondiamo, attraverso i dati presenti nei contratti stipulati dal ministero della salute con l&#8217;Abruzzo, <strong>cosa si prevede per la regione da qui al 2026</strong>.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">La sanità nel piano nazionale di ripresa e resilienza</h3>
</p>
<p>Il piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) è stato concepito nel pieno dell&#8217;emergenza Covid, la più grande crisi sanitaria degli ultimi decenni. Non deve quindi stupire se <strong>una parte delle risorse del Pnrr saranno focalizzate per rafforzare la sanità</strong>, in particolare quella territoriale.</p>
</p>
<p><div id="82-del-pnrr-e-destinato-alla-sanita-con-7-miliardi-specifici-per-quella-territoriale" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">8,2% </span>le risorse del Pnrr destinate al potenziamento del sistema sanitario.</p>
</section>
</p>
<p>Parliamo di&nbsp;<strong>15,63 miliardi di euro</strong>&nbsp;divisi in due componenti. La prima, da&nbsp;<strong>7 miliardi di euro</strong>, si concentra sul rafforzamento dell’assistenza sanitaria territoriale. In particolare sulle reti di prossimità, la telemedicina e la cura domiciliare. La seconda,&nbsp;<strong>8,63 miliardi</strong>, prevede progetti di digitalizzazione e innovazione del sistema sanitario, insieme ad investimenti sulla ricerca.</p>
</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/numeri/dal-pnrr-7-miliardi-per-la-sanita-territoriale/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Dal Pnrr 7 miliardi per la sanità territoriale<br />
<br /><strong>Scopri la ripartizione delle risorse</strong></a>.</p>
</section>
</p>
<p>La componente rivolta al rafforzamento della sanità territoriale si basa su una&nbsp;<strong>strategia in 2 tempi</strong>.<strong>&nbsp;</strong></p>
</p>
<p><strong>Il primo, è stata l’approvazione di una&nbsp;riforma&nbsp;</strong>dell’intero sistema di assistenza, con l’obiettivo di riorganizzarlo, renderlo omogeneo in tutto il paese e stabilire così un nuovo assetto dell’offerta territoriale. Una&nbsp;<a href="https://openpnrr.it/misure/228/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">scadenza prevista per la metà del 2022</a>, attuata nel maggio dello scorso anno con l’approvazione del&nbsp;<a href="https://www.trovanorme.salute.gov.it/norme/dettaglioAtto?id=87801" target="_blank" rel="noreferrer noopener">decreto ministeriale 77/2022</a>. </p>
</p>
<p><strong>Il secondo è la sua realizzazione concreta</strong>, attraverso contratti stipulati tra il ministero della salute e ciascuna regione per rafforzare la rete presente sul territorio. </p>
</p>
<p>Questi <strong>contratti sono stati sottoscritti nel giugno dello scorso anno</strong>. Nei prossimi mesi, man mano che arriveranno i dati sull&#8217;avanzamento dei progetti, sarà interessante monitorarne la realizzazione effettiva. Anche seguendo lo stato di avanzamento dei lavori, se questi dati saranno pubblicati. Tuttavia le informazioni già presenti nei contratti offrono un <strong>quadro della nuova rete territoriale prevista per la regione</strong>.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">La nuova rete di sanità territoriale in Abruzzo</h3>
</p>
<p>La riforma (<a href="https://www.trovanorme.salute.gov.it/norme/dettaglioAtto?id=87801" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Dm 77/2022</a>) ha stabilito una <strong>nuova articolazione delle strutture sanitarie sul territorio</strong>, basata sull&#8217;investimento nella telemedicina, sulla costituzione delle centrali operative territoriali e soprattutto su case e ospedali di comunità. Vediamo di che si tratta e cosa è previsto per l&#8217;Abruzzo.</p>
</p>
<div id="strillo-testo-block_ad3a40d692c69a350ba930e2189bd412" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Le case della comunità dovranno essere il punto di riferimento della nuova sanità territoriale.</p>
</section></div>
</p>
<p>L&#8217;architrave del nuovo sistema sono le <strong>case della comunità</strong>, presidi fisici ai quali i cittadini possono accedere per i bisogni di assistenza sanitaria. In questi luoghi, facilmente accessibili sul territorio, il paziente potrà trovare servizi come gli&nbsp;<strong>ambulatori di medici di famiglia e pediatri di libera scelta</strong>. Ma l’obiettivo è soprattutto costruire un’unica sede fisica dove il cittadino possa essere assistito da un’<strong>equipe multidisciplinare</strong>, in grado di prenderlo in carico nei diversi bisogni. </p>
</p>
<p><strong>Si distinguono tra hub</strong>&nbsp;&#8211; quelle principali che erogano servizi di assistenza primaria, attività specialistiche e di diagnostica di base &#8211; e&nbsp;<strong>spoke</strong>, che offrono unicamente servizi di assistenza primaria.</p>
</p>
<p>Alla realizzazione di tali strutture il Pnrr destina <strong>2 miliardi di euro</strong>, di cui <strong>58,9 milioni</strong> inseriti nel contratto istituzionale di sviluppo previsto per l&#8217;Abruzzo.</p>
</p>
<p>Altro tassello fondamentale della nuova sanità territoriale è l’istituzione degli&nbsp;<strong>ospedali di comunità</strong>. Parliamo di piccole strutture (20 posti letto ogni 100mila abitanti) per consentire un’accoglienza intermedia tra il ricovero a casa e quello in ospedale. Il Pnrr stanzia <strong>1 miliardo di euro</strong>, di cui <strong>26,2 milioni</strong> destinati all&#8217;Abruzzo.</p>
</p>
<p>I restanti 4 miliardi sono rivolti all’investimento sulla&nbsp;<strong>telemedicina</strong>, in modo da rendere la casa del paziente un vero e proprio luogo di cura, e alla creazione delle<strong>&nbsp;centrali operative territoriali</strong> (Cot).&nbsp;Strutture che devono svolgere una funzione di raccordo tra i servizi sanitari e i professionisti presenti sul territorio. Sono 280 milioni di euro le risorse destinate dal Pnrr per la creazione di almeno 600 Cot, di cui 13 in Abruzzo per <strong>2,2 milioni</strong>.</p>
</p>
<p><div id="873-milioni-di-euro-destinati-allabruzzo-per-centrali-operative-case-e-ospedali-di-comunita" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">87,3 </span>milioni di euro destinati all&#8217;Abruzzo per centrali operative, case e ospedali di comunità.</p>
</section>
</p>
</p>
<p>Di fianco a questo <strong>investimento sulle strutture fisiche, del valore complessivo appunto di 87,3 milioni di euro</strong>, sono previsti altri 1,26 milioni per dispositivi e circa 900mila euro per l&#8217;interconnessione aziendale, sempre nell&#8217;ambito della realizzazione delle centrali operative.</p>
</p>
<p><strong>Saranno però soprattutto case e ospedali di comunità</strong> &#8211; in quanto presidi fisicamente accessibili al cittadino &#8211; a disegnare l&#8217;assetto della sanità territoriale da qui ai prossimi anni.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Le case della comunità previste per l&#8217;Abruzzo</h3>
</p>
<p>Le <strong>case della comunità</strong> rappresentano il vero e proprio fulcro del nuovo sistema, in quanto luoghi fisici di facile individuazione ai quali i cittadini possono accedere per i bisogni di assistenza sanitaria.</p>
</p>
<p><div id="40-le-case-di-comunita-previste-nella-regione-di-cui-14-hub" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p>In Abruzzo &#8211; in base al contratto di sviluppo sottoscritto dal ministero con la regione &#8211; arriveranno <strong>58,9 milioni di euro</strong> per realizzarle, sui 2 miliardi destinati dal Pnrr. Ne sono previste <strong>40</strong>, di cui <strong>14 hub</strong> &#8211; quelle principali che erogano anche attività specialistiche e di diagnostica &#8211; e <strong>26 spoke</strong> (65% del totale), che garantiscono solo l&#8217;assistenza primaria. </p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-abruzzo-previsti-589-milioni-di-euro-per-le-nuove-case-della-comunita/">In Abruzzo previsti 58,9 milioni di euro per le nuove case della comunità</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-abruzzo-previsti-589-milioni-di-euro-per-le-nuove-case-della-comunita/">Interventi per case della comunità nella regione finanziati dal Pnrr </a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong><span style="font-weight: 400">elaborazione openpolis &#8211; Cittadinanzattiva su dati Cis regionali</span>                                                                <br />(pubblicati: venerdì 24 Giugno 2022)
                                        </p>
</p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-243040"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-243040" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>Sono<strong> 6 i comuni </strong>in cui &#8211; sulla base del contratto stipulato tra regione e ministero &#8211; dovrebbero arrivare risorse per oltre 3 milioni di euro per finanziare gli interventi previsti. </p>
</p>
<p>Si tratta di <strong>Roseto degli Abruzzi</strong>, in provincia di Teramo, con una casa della comunità hub di nuova costruzione. Un intervento riguardante una superficie di 1360 mq per un finanziamento da circa 3,8 milioni di euro. </p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">40 </span>case della comunità previste in Abruzzo, su 1.430 che si prevede di costituire in Italia.</p>
</section>
</p>
<p>Seguono <strong>Sulmona</strong> (L&#8217;Aquila), con 3,5 milioni di euro per l&#8217;abbattimento e la ricostruzione di una casa della comunità hub, <strong>Pescara</strong> (3,4 milioni) e <strong>Montesilvano</strong> (3,4 milioni), entrambe con un intervento ciascuno.</p>
</p>
<p><strong>Chieti</strong> è il quinto comune con più risorse complessive previste per le case della comunità, però ripartite su due progetti. Uno per una struttura di tipo hub, in via Valignani (2,4 milioni di euro), l&#8217;altro per una casa spoke per 810mila euro. Sopra i 3 milioni complessivi anche <strong>Teramo</strong>, dove è prevista la realizzazione di una casa hub del valore di 3,1 milioni di euro.</p>
</p>
<p><div id="i-nuovi-ospedali-di-comunita-previsti-in-abruzzo-sono-11" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">I nuovi ospedali di comunità</h3>
</p>
<p>Sono invece <strong>11 gli&nbsp;ospedali di comunità</strong>&nbsp;previsti nella regione, sugli oltre 400 previsti per l&#8217;intero paese. Come già visto a queste piccole strutture, intermedie tra il ricovero a casa e quello in ospedale, il Pnrr destina 1 miliardo di euro. Mentre ammontano a poco meno di <strong>26,2 milioni</strong> le risorse previste per la regione.</p>
</p>
<p>In 8 casi si tratterà di interventi di ristrutturazione, mentre per 3 progetti è prevista una nuova costruzione o l&#8217;ampliamento di una struttura esistente.</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-abruzzo-previsti-262-milioni-di-euro-per-i-nuovi-ospedali-di-comunita/">In Abruzzo previsti 26,2 milioni di euro per i nuovi ospedali di comunità</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-abruzzo-previsti-262-milioni-di-euro-per-i-nuovi-ospedali-di-comunita/">Interventi per ospedali di comunità nella regione finanziati dal Pnrr </a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
<div id="chart_243050_tab1" role="tab" aria-controls="chart_243050_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                         aria-labelledby="chart_243050_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/in-abruzzo-previsti-262-milioni-di-euro-per-i-nuovi-ospedali-di-comunita/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/05/in-abruzzo-previsti-262-milioni-di-euro-per-i-nuovi-ospedali-di-comunita.png" placeholder ></amp-img></p>
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<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-abruzzo-previsti-262-milioni-di-euro-per-i-nuovi-ospedali-di-comunita/">In Abruzzo previsti 26,2 milioni di euro per i nuovi ospedali di comunità &#8211; Interventi per ospedali di comunità nella regione finanziati dal Pnrr </a></div>
</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong><span style="font-weight: 400">elaborazione openpolis &#8211; Cittadinanzattiva su dati Cis regionali</span>                                                                <br />(pubblicati: venerdì 24 Giugno 2022)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/05/in-abruzzo-previsti-262-milioni-di-euro-per-i-nuovi-ospedali-di-comunita.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-243050"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-243050" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>L&#8217;intervento più corposo previsto dal contratto di sviluppo della regione è quello di <strong>Teramo</strong>. Oltre <strong>4 milioni di euro</strong> per una superficie di intervento di 1.140 metri quadri. Cifra comparabile per l&#8217;ospedale di comunità da realizzare a <strong>Chieti</strong> (3,9 milioni di euro).</p>
</p>
<p>Seguono, con oltre 2 milioni di euro ciascuno, gli interventi previsti per ospedali di comunità a Pescina (poco meno di 2,5 milioni), L&#8217;Aquila (poco meno di 2,5 milioni), Tagliacozzo (2,2 milioni), San Valentino in Abruzzo Citeriore (2,2 milioni), Atessa (2 milioni).</p>
</p>
<p>Poco distante Montesilvano (1,97 milioni di euro), cui seguono Atri (1,7 milioni), San Salvo (1,58) e Città Sant&#8217;Angelo (1,53).</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Come seguire Abruzzo Openpolis</h3>
</p>
<section class="download">
<div class="dw-content">
<div class="intro">
<p>Scarica i dati, comune per comune</p>
</div>
<div class="files">
<p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Osservatorio_Abruzzo/Abruzzo_sanita%CC%80_territoriale_Cis.xls">Gli interventi Pnrr per la sanità territoriale in Abruzzo.</a></p>
</div></div>
</section>
</p>
<p>Abruzzo Openpolis è un progetto di Fondazione openpolis,&nbsp;<a href="https://www.proversi.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Etipublica</a>,&nbsp;<a href="https://www.hubruzzo.net/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Fondazione Hubruzzo</a>,&nbsp;<a href="https://www.gssi.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Gran Sasso Science Institute</a>&nbsp;e&nbsp;<a href="https://www.linkedin.com/company/startingup/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">StartingUp</a>. Per seguire gli aggiornamenti del nostro monitoraggio&nbsp;<strong>puoi iscriverti alla nostra newsletter</strong>&nbsp;<strong>dedicata.</strong>&nbsp;Ti invieremo una news, di lunedì, ogni due settimane. Riceverai articoli, dati, grafici e mappe liberamente utilizzabili per promuovere un dibattito informato.</p>
</p>
<p><strong>Foto</strong>: ospedale &#8220;Santo Spirito&#8221; di Pescara &#8211; <a href="Pescara_91_(RaBoe).jpg" target="_blank" rel="noreferrer noopener">RaBoe/Wikipedia</a> (<a href="https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0/de/legalcode" target="_blank" rel="noreferrer noopener">licenza</a>)</p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/come-cambiera-la-sanita-nellabruzzo-che-invecchia/">Come cambierà la sanità nell&#8217;Abruzzo che invecchia</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Come il Pnrr interverrà sulla sanità territoriale italiana</title>
		<link>https://www.openpolis.it/esercizi/come-il-pnrr-interverra-sulla-sanita-territoriale-italiana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 May 2023 08:08:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italie a confronto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?post_type=opmag_minidossier&#038;p=243064</guid>

					<description><![CDATA[<p>Dei quasi 16 miliardi stanziati per la sanità dal Pnrr, 3 dovranno rafforzare i principali presidi di assistenza territoriale. Un approfondimento sugli interventi previsti per case e ospedali di comunità, regione per regione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/esercizi/come-il-pnrr-interverra-sulla-sanita-territoriale-italiana/">Come il Pnrr interverrà sulla sanità territoriale italiana</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nelle difficoltà dei mesi di pandemia, è apparso in tutta evidenza quanto sia importante l&#8217;investimento sulla prevenzione e in particolare su una rete di assistenza e sanità capillare sul territorio.</p>
<section class="download">
<div class="dw-content">
<div class="intro">
<p>Scarica il rapporto</p>
</div>
<div class="files">
<p><a href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/05/Pnrr_sanita_territoriale_mappe_regionali_.pdf" target="_blank" rel="noopener">in formato Pdf</a></p>
</div></div>
</section>
<p>Un&#8217;esigenza che il <strong>progressivo invecchiamento della popolazione</strong>, con il prevedibile incremento dell&#8217;incidenza delle malattie croniche, renderanno improrogabile nei prossimi anni. Si stima che nel 2050 gli italiani con almeno 65 anni saranno il 34,9% della popolazione, a fronte del 23,5% attuale. </p>
<div id="349-i-residenti-con-almeno-65-anni-nel-2050-a-fronte-del-235-attuale" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/dal-2040-un-terzo-della-popolazione-avra-almeno-65-anni/">Dal 2040 un terzo della popolazione avrà almeno 65 anni</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/dal-2040-un-terzo-della-popolazione-avra-almeno-65-anni/">Percentuale di residenti con 65 anni o più tra 2021 e 2070</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                         aria-labelledby="chart_243042_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/dal-2040-un-terzo-della-popolazione-avra-almeno-65-anni/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/05/dal-2040-un-terzo-della-popolazione-avra-almeno-65-anni-1.png" placeholder ></amp-img></p>
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<p></amp-iframe>                        </p>
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</p></div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_243042_tab3"></p>
<p>La previsione relativa alla popolazione è stata effettuata nell’ambito delle statistiche sperimentali di Istat, sulla base dello scenario mediano. Le previsioni sono formulate tenendo come base il numero di residenti al 1° gennaio 2021.</p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis &#8211; Cittadinanzattiva su dati Istat                                                                <br />(pubblicati: giovedì 22 Settembre 2022)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/05/dal-2040-un-terzo-della-popolazione-avra-almeno-65-anni-1.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-243042"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-243042" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p>Un incremento di <strong>ben 11 punti percentuali</strong>, ma che colpisce anche se letto in termini assoluti. Oggi sono poco meno di<strong> 14 milioni i residenti anziani </strong>nel nostro paese, rispetto a un totale di circa 60 milioni di abitanti. <strong>Nel 2050</strong>, pur con una popolazione complessiva molto ridotta &#8211; nello scenario di previsione mediano circa 54 milioni di persone &#8211;<strong> gli ultra 65enni potrebbero essere quasi 19 milioni</strong>.</p>
<p><div class="content_block" id="custom_post_widget-135826"><p></p>
</div></p>
<h3 class="wp-block-heading">L&#8217;investimento del Pnrr sulla sanità territoriale</h3>
<p>Questo scenario, e l&#8217;esperienza ancora viva delle difficoltà nell&#8217;emergenza Coronavirus, hanno portato a destinare una parte dei fondi del piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) sul capitolo sanitario, e in particolare sulla rete territoriale di assistenza.</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">8,2% </span>le risorse del Pnrr destinate al potenziamento del sistema sanitario.</p>
</section>
<p><p>La missione 6 del piano è infatti dedicata alla salute. Si tratta di <strong>15,63 miliardi di euro</strong> divisi in due componenti. La prima, da <strong>7 miliardi di euro</strong>, si concentra sul rafforzamento dell&#8217;assistenza sanitaria territoriale. In particolare sulle reti di prossimità, la telemedicina e la cura domiciliare. La seconda, <strong>8,63 miliardi</strong>, prevede progetti di digitalizzazione e innovazione del sistema sanitario, insieme ad investimenti sulla ricerca.</p>
</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://openpnrr.it/tema/medicina-territoriale/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vai alla pagina dedicata su<br />
<br /><strong>OpenPNRR</strong></a>.</p>
</section>
<div id="7-miliardi-di-euro-destinati-dal-pnrr-per-lassistenza-sanitaria-territoriale" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/dal-pnrr-7-miliardi-per-la-sanita-territoriale/">Dal Pnrr 7 miliardi per la sanità territoriale</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/dal-pnrr-7-miliardi-per-la-sanita-territoriale/">Composizione della missione 6 &#8220;salute&#8221; del Pnrr </a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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                         aria-labelledby="chart_243085_tab1"><br />
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<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/dal-pnrr-7-miliardi-per-la-sanita-territoriale/">Dal Pnrr 7 miliardi per la sanità territoriale &#8211; Composizione della missione 6 &#8220;salute&#8221; del Pnrr </a></div>
</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis &#8211; Cittadinanzattiva su dati Pnrr                                                                <br />(pubblicati: martedì 13 Luglio 2021)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/05/dal-pnrr-7-miliardi-per-la-sanita-territoriale.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-243085"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-243085" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p>La componente rivolta al rafforzamento della sanità territoriale si basa su una <strong>strategia in 2 tempi</strong>.<strong> Il primo, è l’approvazione di una&nbsp;riforma </strong>dell’intero sistema di assistenza, con l’obiettivo di riorganizzarlo, renderlo omogeneo in tutto il paese e stabilire così un nuovo assetto dell’offerta territoriale. Una <a href="https://openpnrr.it/misure/228/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">scadenza prevista per la metà del 2022</a>, attuata nel maggio dello scorso anno con l&#8217;approvazione del <a href="https://www.trovanorme.salute.gov.it/norme/dettaglioAtto?id=87801" target="_blank" rel="noreferrer noopener">decreto ministeriale 77/2022</a>.</p>
<p><div class="content_block" id="custom_post_widget-135826"><p></p>
</div></p>
<p>Il secondo tempo dell&#8217;attuazione è <strong>il rafforzamento della rete presente sul territorio</strong>. Con la costituzione a livello locale dei presidi e delle strutture sanitarie previsti dalla riforma approvata. </p>
<div id="strillo-testo-block_4c6fa0a677534149d6994b155e2fca7d" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>La nuova sanità territoriale si basa su un insieme articolato di strutture.</p>
</section></div>
<p>A partire dalle <strong>case della comunità</strong> – luoghi di prossimità a cui i cittadini possono accedere per l’assistenza primaria – cui il Pnrr destina 2 miliardi di euro. Vi è poi l&#8217;istituzione degli <strong>ospedali di comunità</strong> – piccole strutture (20 posti letto ogni 100mila abitanti) per consentire un’accoglienza intermedia tra il ricovero a casa e quello in ospedale (1 miliardo di euro). I restanti 4 miliardi, sono rivolti all&#8217;investimento sulla <strong>telemedicina</strong>, in modo da rendere la casa del paziente un vero e proprio luogo di cura, e alla creazione delle<strong> centrali operative territoriali</strong>. Parliamo di oltre 600 presidi, uno per distretto sanitario, con la funzione di coordinare i servizi domiciliari con gli altri servizi sanitari, assicurando l&#8217;interfaccia con gli ospedali e la rete di emergenza-urgenza.</p>
<h3 class="wp-block-heading">Case e ospedali di comunità: i nuovi capisaldi del sistema</h3>
<p>In questo nuovo assetto, case e ospedali di comunità sono chiamati a rappresentare il<strong> primo presidio della sanità territoriale</strong> rivolta al paziente.</p>
<p>In particolare le prime, le <strong>case della comunità</strong>: un presidio fisico di facile individuazione al quale i cittadini possono accedere per i bisogni di assistenza sanitaria.<strong> Si distinguono tra hub</strong> (quelle principali che erogano servizi di assistenza primaria, attività specialistiche e di diagnostica di base) e <strong>spoke</strong>, che offrono unicamente servizi di assistenza primaria.</p>
<div id="1-430-le-case-della-comunita-che-si-prevede-di-costituire-con-i-fondi-pnrr" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">1.430 </span>le case della comunità che si prevede di costituire con i fondi Pnrr.</p>
</section>
<p>In questi punti, facilmente accessibili sul territorio, il paziente potrà trovare servizi come gli <strong>ambulatori di medici di famiglia e pediatri di libera scelta</strong>. Ma l&#8217;obiettivo è soprattutto costruire un&#8217;unica sede fisica dove il cittadino possa essere assistito da un&#8217;<strong>equipe multidisciplinare</strong>, in grado di prenderlo in carico nei diversi bisogni.</p>
<p>Questo gruppo integrato di professionisti, in base a una <strong>valutazione trasversale di natura clinica, funzionale e sociale della persona,</strong> potrà definire un &#8220;progetto di assistenza<br />individuale integrata (Pai), contenente l&#8217;indicazione degli interventi modulati<br />secondo l&#8217;intensità del bisogno&#8221; (cfr. con <a href="https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2021/12/31/21G00256/sg">legge di bilancio 2022</a>, <a href="https://documenti.camera.it/Leg19/Dossier/Pdf/AS0001.Pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dossier camera 2023</a>). Sulla carta, una vera e propria rivoluzione in termini di integrazione dei servizi sociali, assistenziali e sanitari che operano sul territorio.</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>Il Pai individua altresì le responsabilità, i compiti e le modalità di svolgimento dell&#8217;attività degli operatori sanitari, sociali e assistenziali che intervengono nella presa in carico della persona, nonché l&#8217;apporto della famiglia e degli altri soggetti che collaborano alla sua realizzazione. La programmazione degli interventi e la presa in carico si avvalgono del raccordo informativo, anche telematico, con l&#8217;Inps.</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2021/12/31/21G00256/sg" target="_blank">&#8211; Legge 234/2021, art. 1 c. 163</a>
									            </div>
</section>
<p>Gli <strong>standard organizzativi delle case della comunità variano tra hub e spoke</strong>, e vanno distinti tra le previsioni obbligatorie (stabilite dall&#8217;allegato 2 del Dm 77/2022) e quelle facoltative (allegato 1 dello stesso decreto).</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 id="tablepress-4426-name" class="tablepress-table-name tablepress-table-name-id-4426">I servizi previsti nelle case della comunità</h2>
<table id="tablepress-4426" class="tablepress tablepress-id-4426 w-100" aria-labelledby="tablepress-4426-name" aria-describedby="tablepress-4426-description">
<thead>
<tr class="row-1">
<th class="column-1"><center>Livello di obbligatorietà</center></th>
<th class="column-2"><center>Servizi offerti</center></th>
</tr>
</thead>
<tbody class="row-striping row-hover">
<tr class="row-2">
<td class="column-1">Obbligatori per CdC hub e spoke</td>
<td class="column-2">&#8211; Servizi di cure primarie erogati attraverso équipe multiprofessionali; <br />
&#8211; Punto unico di accesso; <br />
&#8211; Servizio di assistenza domiciliare;<br />
&#8211; Servizi di specialistica ambulatoriale per le patologie ad elevata prevalenza;<br />
&#8211; Servizi infermieristici; <br />
&#8211; Sistema integrato di prenotazione collegato al Cup aziendale; <br />
&#8211; Integrazione con i servizi sociali; <br />
&#8211; Partecipazione della comunità e valorizzazione della co-produzione; <br />
&#8211; Collegamento con la casa della Comunità hub di riferimento; <br />
&#8211; Presenza medica per la CdC hub: H24, 7/7 gg; <br />
&#8211; Presenza medica per la CdC spoke: H12, 6/7 gg;<br />
&#8211; Presenza infermieristica per la CdC hub: H12, 7/7 gg (fortemente raccomandato H24, 7/7 gg); <br />
&#8211; Presenza infermieristica per la CdC spoke: H12, 6/7 gg.</td>
</tr>
<tr class="row-3">
<td class="column-1">Obbligatori solo per CdC hub</td>
<td class="column-2">&#8211; Servizi diagnostici di base; <br />
&#8211; Continuità assistenziale; <br />
&#8211; Punto prelievi.</td>
</tr>
<tr class="row-4">
<td class="column-1">Facoltativi nelle CdC hub e spoke</td>
<td class="column-2">&#8211; Attività consultoriali e attività rivolta ai minori; <br />
&#8211; Interventi di salute pubblica (incluse le vaccinazioni per la fascia 0-18); <br />
&#8211; Programmi di screening.</td>
</tr>
<tr class="row-5">
<td class="column-1">Raccomandati nelle CdC hub e spoke</td>
<td class="column-2">&#8211; Servizi per la salute mentale, le dipendenze patologiche e la neuropsichiatria infantile e dell’adolescenza; <br />
&#8211; Medicina dello sport.</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><span id="tablepress-4426-description" class="tablepress-table-description tablepress-table-description-id-4426">elaborazione openpolis &#8211; Cittadinanzattiva su Dm 77/2022 e dossier camera</span><br />
<!-- #tablepress-4426 from cache --></p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="oltre-400-gli-ospedali-di-comunita-da-istituire-entro-il-2026" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p>Il secondo presidio del nuovo sistema di sanità territoriale sono gli<strong> ospedali di comunità</strong>. Si tratta di strutture pensate per rispondere a una necessità che negli anni si è fatta pressante: avere un luogo intermedio tra le dimissioni al domicilio del paziente e il ricovero ospedaliero. </p>
<p>In base al decreto 77, questi presidi dovrebbero <strong>evitare ricoveri impropri </strong>e &#8220;<strong>favorire dimissioni protette</strong> in luoghi più idonei al prevalere di fabbisogni sociosanitari, di stabilizzazione clinica, di recupero funzionale e dell&#8217;autonomia e più prossimi al domicilio&#8221;.</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">400 </span>gli ospedali di comunità da costruire entro il 2026. I progetti attuali ne prevedono oltre 430.</p>
</section>
<p>Si tratta di strutture operative 7 giorni su 7, con un assetto organizzativo di <strong>20 posti letto ogni 100mila abitanti</strong>. Ciascun ospedale di comunità dotato di 20 posti dovrà prevedere una serie di dotazioni di tipo tecnologico-strutturale, ad esempio con locali per la riabilitazione, nonché standard minimi di personale. In primo luogo attraverso l&#8217;<strong>assistenza infermieristica</strong>, da garantire 7 giorni su 7, 24 ore su 24, con un numero di infermieri compreso tra 7 e 9, di cui 1 coordinatore. E poi 4-6 <strong>operatori sociosanitari</strong>, 1-2 unità di altro <strong>personale sanitario con funzioni riabilitative</strong> e un <strong>medico</strong> per 4,5 ore al giorno 6 giorni su 7. </p>
<h3 class="wp-block-heading">Le criticità emerse finora</h3>
<p>Il sistema così concepito dovrà accompagnare i bisogni di una <strong>popolazione in progressivo invecchiamento</strong>. Con tutte le necessità connesse: dalla presa in carico della non autosufficienza alla gestione delle malattie croniche.</p>
<p>Perciò è cruciale che il modello organizzativo stabilito dal <strong>Dm 77/2022 trovi un&#8217;applicazione omogenea sull&#8217;intero territorio nazionale</strong>. Questa è la vera sfida da qui al giugno 2026, scadenza europea per l&#8217;istituzione di case e ospedali di comunità.</p>
<div id="il-rischio-e-che-questi-investimenti-abbiano-un-attuazione-disomogenea-sul-territorio-nazionale-percio-e-essenziale-il-monitoraggio" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p>Il senso del presente rapporto è proprio <strong>avviare un monitoraggio su questo aspetto</strong>, attraverso la <strong>collaborazione tra openpolis</strong> &#8211; fondazione indipendente e senza scopo di lucro che promuove l&#8217;accesso a dati e informazioni per l&#8217;analisi delle politiche pubbliche, come con il progetto <a href="https://openpnrr.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">OpenPNRR</a> &#8211; e <strong>Cittadinanzattiva</strong> &#8211; organizzazione attiva nella tutela dei diritti dei cittadini,&nbsp;nella cura dei beni comuni e nel sostegno alle persone in condizioni di debolezza.&nbsp;</p>
<p>Già oggi sono diversi i motivi che lasciano intravedere <strong>forti difficoltà nell&#8217;effettiva possibilità di ridurre i divari nell&#8217;accesso alle cure</strong>. Basta osservare il percorso di approvazione del decreto ministeriale 77/2022: approvato senza intesa in conferenza stato-regioni. Un accordo venuto meno proprio per il dissenso della maggiore regione del mezzogiorno, la Campania, preoccupata per la<strong> carenza di risorse necessarie al funzionamento a regime dei nuovi standard di assistenza territoriale</strong>.</p>
<p>Un punto critico che non sembra affatto infondato, stando alle analisi della <a href="https://www.corteconti.it/HOME/Documenti/DettaglioDocumenti?Id=99481dc5-5875-4197-b576-7b19fe6f052c" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Corte dei conti</a> e dell&#8217;<a href="https://www.upbilancio.it/focus-tematico-n-4-3-agosto-2022/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ufficio parlamentare di bilancio</a> pubblicate negli ultimi mesi. Entrambi gli organi hanno mosso <strong>rilievi sul finanziamento a regime del nuovo sistema</strong>.</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>Complessivamente, il quadro delle risorse correnti utilizzabili appare soggetto a incertezza, soprattutto con riferimento agli anni successivi al periodo di programmazione del Pnrr. Questo è proprio il motivo che ha reso le Regioni diffidenti nei confronti del nuovo Regolamento sugli standard dell’assistenza territoriale.</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.upbilancio.it/focus-tematico-n-4-3-agosto-2022/" target="_blank">&#8211; Upb, Il Pnrr e la sanità: finalità, risorse e primi traguardi raggiunti (2022)</a>
									            </div>
</section>
<p>Il rischio concreto è che l&#8217;<strong>incertezza sulle risorse</strong>, in combinato disposto con un regolamento organizzativo che distingue tra aspetti prescrittivi, da garantire obbligatoriamente, e altri solo facoltativi, <strong>conduca a divari molto estesi nell&#8217;attuazione del nuovo sistema</strong>. Un possibile indice di questa tendenza, come vedremo nel corso del rapporto, emerge nella diversa quota di case della comunità hub e spoke previste dalle diverse regioni. E anche nella distribuzione di questi presidi e degli ospedali di comunità tra città maggiori e territori periferici di una stessa regione.</p>
<p>Divari che peraltro si innesterebbero su <strong>disparità già in partenza molto ampie, aggravandole</strong>. Una <a href="https://temi.camera.it/leg18/dossier/OCD18-14726/case-della-salute-ed-ospedali-comunita-i-presidi-cure-intermedie-mappatura-sul-territorio-e-normativa-nazionale-e-regionale.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ricognizione</a> dell&#8217;ufficio studi della camera dei deputati nel 2021 aveva messo in evidenza come alcune regioni, come Toscana ed Emilia-Romagna, si fossero già mosse sulla strada intrapresa dal Dm 77/2022, avendo istituito negli anni una <strong>rete di case della salute propedeutica alla creazione di quelle di comunità</strong>. Mentre altre hanno adottato modelli organizzativi diversi e appaiono meno attrezzate per il processo di cambiamento che investirà il sistema sanitario nei prossimi anni.</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>Anche se non è scontato che tutte le Case della salute possano essere immediatamente trasformate in Case della Comunità, si evidenzia che alcune Regioni, come Emilia-Romagna e Toscana, avrebbero già più strutture di quanto indicato come traguardo dal PNRR, mentre altre non ne hanno affatto. Queste ultime non sono collocate esclusivamente nel Mezzogiorno.</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.upbilancio.it/wp-content/uploads/2022/08/Focus-4_2022_PNRR-salute.pdf" target="_blank">&#8211; Upb, Il Pnrr e la sanità: finalità, risorse e primi traguardi raggiunti (2022)</a>
									            </div>
</section>
<h3 class="wp-block-heading">La necessità di un monitoraggio puntuale</h3>
<p>Di fronte al rischio di un&#8217;applicazione a macchia di leopardo dei nuovi standard di assistenza territoriale, un <strong>monitoraggio attento dell&#8217;impiego delle risorse del Pnrr appare quanto mai necessario</strong>. Un&#8217;attività che allo stato attuale delle informazioni non è affatto semplice. E che deve necessariamente essere effettuata opera per opera, come peraltro indicato dal ministero stesso in risposta ai rilievi della Corte dei conti.</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>(&#8230;) il livello di progettazione da raggiungere, affinché un progetto possa qualificarsi “idoneo”, è “strettamente connesso alla strategia di gara individuata dalla stazione appaltante per la realizzazione dell’opera pubblica”.</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.corteconti.it/HOME/Documenti/DettaglioDocumenti?Id=99481dc5-5875-4197-b576-7b19fe6f052c" target="_blank">&#8211; Delibera Corte dei conti n. 9/2023/CCC</a>
									            </div>
</section>
<p>Da tale consapevolezza nasce la collaborazione tra openpolis e Cittadinanzattiva su questo report. Un lavoro che si è basato sulla <strong>raccolta dei dati sui singoli interventi</strong> dai contratti istituzionali di sviluppo stipulati dal ministero della salute e dalle singole regioni. Questi sono stati successivamente <strong>georeferenziati e arricchiti con ulteriori informazioni</strong> estratte da fonte Agenas, l&#8217;agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali.</p>
<p>Una attività di analisi che abbiamo condensato in un<strong> rapporto nazionale </strong>e in <strong>20 allegati con focus sugli interventi previsti, regione per regione</strong>. </p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/gli-interventi-del-pnrr-sulla-sanita-territoriale-regione-per-regione/">Gli interventi del Pnrr sulla sanità territoriale, regione per regione</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/gli-interventi-del-pnrr-sulla-sanita-territoriale-regione-per-regione/">Scorri e clicca sulla regione che vuoi consultare</a></h3>
</p></div>
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis – Cittadinanzattiva su dati Istat e Cis regionali                                                                <br />(pubblicati: venerdì 24 Giugno 2022)
                                        </p>
</p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-246691"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-246691" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p>Dall&#8217;istituzione di case della comunità a quella di ospedali di comunità, la cui localizzazione deve essere valutata anche in relazione alle aree interne presenti in ciascun territorio.</p>
<p>Monitorare tali aspetti è quanto mai cruciale per valutare lo stato del sistema sanitario, oggi e soprattutto nei prossimi anni.</p>
<h3 class="wp-block-heading">Scarica, condividi e riutilizza i dati</h3>
<section class="download">
<div class="dw-content">
<div class="intro">
<p>Scarica i dati, regione per regione</p>
</div>
<div class="files">
<p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/sanit%C3%A0_territoriale/Abruzzo.xls" target="_blank" rel="noopener">Abruzzo</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/sanit%C3%A0_territoriale/Basilicata.xls" target="_blank" rel="noopener">Basilicata</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/sanit%C3%A0_territoriale/Calabria.xls" target="_blank" rel="noopener">Calabria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/sanit%C3%A0_territoriale/Campania.xls" target="_blank" rel="noopener">Campania</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/sanit%C3%A0_territoriale/Emilia-Romagna.xls" target="_blank" rel="noopener">Emilia-Romagna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/sanit%C3%A0_territoriale/Friuli-Venezia+Giulia.xls" target="_blank" rel="noopener">Friuli-Venezia Giulia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/sanit%C3%A0_territoriale/Lazio.xls" target="_blank" rel="noopener">Lazio</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/sanit%C3%A0_territoriale/Liguria.xls" target="_blank" rel="noopener">Liguria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/sanit%C3%A0_territoriale/Lombardia.xls" target="_blank" rel="noopener">Lombardia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/sanit%C3%A0_territoriale/Marche.xls" target="_blank" rel="noopener">Marche</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/sanit%C3%A0_territoriale/Molise.xls" target="_blank" rel="noopener">Molise</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/sanit%C3%A0_territoriale/Piemonte.xls" target="_blank" rel="noopener">Piemonte</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/sanit%C3%A0_territoriale/Puglia.xls" target="_blank" rel="noopener">Puglia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/sanit%C3%A0_territoriale/Sardegna.xls" target="_blank" rel="noopener">Sardegna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/sanit%C3%A0_territoriale/Sicilia.xls" target="_blank" rel="noopener">Sicilia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/sanit%C3%A0_territoriale/Toscana.xls" target="_blank" rel="noopener">Toscana</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/sanit%C3%A0_territoriale/Trentino-Alto+Adige.xls" target="_blank" rel="noopener">Trentino-Alto Adige</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/sanit%C3%A0_territoriale/Umbria.xls" target="_blank" rel="noopener">Umbria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/sanit%C3%A0_territoriale/Valle+d'Aosta.xls" target="_blank" rel="noopener">Valle d’Aosta</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/sanit%C3%A0_territoriale/Veneto.xls" target="_blank" rel="noopener">Veneto</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/sanit%C3%A0_territoriale/Totale_nazionale.xls" target="_blank" rel="noopener">Totale nazionale</a>.</p>
</div></div>
</section>
<p>Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nel report nazionale e negli approfondimenti regionali. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di <em>data journalism</em> o anche per semplice consultazione. I dati sugli interventi previsti per case della comunità e ospedali di comunità sono tratti dai contratti istituzionali di sviluppo (Cis) sottoscritti dalle regioni con il ministero della salute. </p>
<p>Foto: <a href="https://unsplash.com/it/foto/ufwC2cmbaaI">Nguyễn Hiệp (Unsplash)</a> &#8211; <a href="https://unsplash.com/it/licenza" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Licenza</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/esercizi/come-il-pnrr-interverra-sulla-sanita-territoriale-italiana/">Come il Pnrr interverrà sulla sanità territoriale italiana</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Come interverrà il Pnrr sulla sanità territoriale in Abruzzo</title>
		<link>https://www.openpolis.it/come-interverra-il-pnrr-sulla-sanita-territoriale-in-abruzzo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 May 2023 07:15:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italie a confronto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=243012</guid>

					<description><![CDATA[<p>In ambito sanitario, il Pnrr ha l'obiettivo di ridurre i divari tra i territori. Approfondiamo la situazione in Abruzzo per quanto riguarda case della comunità e ospedali di comunità, i due principali presidi della sanità territoriale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/come-interverra-il-pnrr-sulla-sanita-territoriale-in-abruzzo/">Come interverrà il Pnrr sulla sanità territoriale in Abruzzo</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[</p>
<p>Anche in Abruzzo si assisterà nei prossimi anni al <strong>progressivo invecchiamento</strong> della popolazione, con il conseguente aumento dell’incidenza delle malattie croniche. </p>
</p>
<p><div id="nel-2050-gli-abruzzesi-con-almeno-65-anni-di-eta-saranno-il-379-della-popolazione-a-fronte-del-247-attuale" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p>Si prevede che nel 2050 gli abruzzesi con almeno 65 anni saranno il <strong>37,9% del totale</strong>, a fronte del 24,7% attuale.</p>
</p>
<p>Per questo motivo, la sanità territoriale nella regione, così come quella del paese, è destinata ad attraversare una profonda ristrutturazione, mediante i fondi del Pnrr.</p>
</p>
</p>
<p>Dall’istituzione di <strong>case della comunità</strong> &#8211; luoghi di prossimità a cui i cittadini possono accedere per l’assistenza primaria &#8211; a quella di <strong>ospedali di comunità</strong> &#8211; piccole strutture (20 posti letto) per consentire un’accoglienza intermedia tra il ricovero a casa e quello in ospedale.</p>
</p>
<p><div id="in-abruzzo-previsti-circa-85-milioni-di-euro-su-3-miliardi-complessivi-per-ospedali-e-case-della-comunita" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p>Per questi due investimenti alla regione Abruzzo sono destinati 85,1 milioni di euro, su 3 miliardi complessivi. Nello specifico, <strong>58,9 milioni</strong> andranno alla creazione di <strong>40 case della comunità</strong>, di cui 14 hub &#8211; quelle principali che erogano servizi di assistenza primaria, attività specialistiche e di diagnostica di base &#8211; e <strong>26 spoke</strong> (65% del totale), che offrono unicamente servizi di assistenza primaria. </p>
</p>
<p><div id="40-le-case-di-comunita-previste-nella-regione-di-cui-14-hub" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-abruzzo-previsti-589-milioni-di-euro-per-le-nuove-case-della-comunita/">In Abruzzo previsti 58,9 milioni di euro per le nuove case della comunità</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-abruzzo-previsti-589-milioni-di-euro-per-le-nuove-case-della-comunita/">Interventi per case della comunità nella regione finanziati dal Pnrr </a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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<p>			        			                        </amp-selector></p>
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<p>
                                            <strong>FONTE: </strong><span style="font-weight: 400">elaborazione openpolis &#8211; Cittadinanzattiva su dati Cis regionali</span>                                                                <br />(pubblicati: venerdì 24 Giugno 2022)
                                        </p>
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<div>
<p><label for="embed-chart-243040"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-243040" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>Per quanto riguarda gli <strong>ospedali di comunità</strong> sono 11 quelli previsti in Abruzzo, per un importo complessivo dal Pnrr di <strong>26,2 milioni di euro</strong>. In 8 casi si tratterà di interventi di ristrutturazione, mentre per 3 progetti è prevista una nuova costruzione o l&#8217;ampliamento di una struttura esistente.</p>
</p>
<p><div id="sono-previsti-262-milioni-di-euro-per-i-nuovi-ospedali-di-comunita" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-abruzzo-previsti-262-milioni-di-euro-per-i-nuovi-ospedali-di-comunita/">In Abruzzo previsti 26,2 milioni di euro per i nuovi ospedali di comunità</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-abruzzo-previsti-262-milioni-di-euro-per-i-nuovi-ospedali-di-comunita/">Interventi per ospedali di comunità nella regione finanziati dal Pnrr </a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
<div id="chart_243050_tab1" role="tab" aria-controls="chart_243050_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
<div id="chart_243050_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
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<p></amp-iframe>                        </p>
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong><span style="font-weight: 400">elaborazione openpolis &#8211; Cittadinanzattiva su dati Cis regionali</span>                                                                <br />(pubblicati: venerdì 24 Giugno 2022)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/05/in-abruzzo-previsti-262-milioni-di-euro-per-i-nuovi-ospedali-di-comunita.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-243050"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-243050" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>A seguito di questi interventi nella regione è prevista la realizzazione di <strong>3,12 case della comunità</strong> e <strong>0,86 ospedali della comunità</strong> ogni 100.000 abitanti. Nelle <strong>aree interne</strong> il rapporto salirà rispettivamente a 4,34 e 1,09. </p>
</p>
<p><div id="nei-territori-piu-periferici-della-regione-il-75-delle-case-della-comunita-sara-spoke" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-nuova-rete-di-sanita-territoriale-tra-poli-e-aree-interne-in-abruzzo/">La nuova rete di sanità territoriale tra poli e aree interne in Abruzzo</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-nuova-rete-di-sanita-territoriale-tra-poli-e-aree-interne-in-abruzzo/">Interventi per case e ospedali di comunità finanziati dal Pnrr rispetto alla classificazione per aree interne</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
<div id="chart_243041_tab1" role="tab" aria-controls="chart_243041_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
<div id="chart_243041_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
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<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-nuova-rete-di-sanita-territoriale-tra-poli-e-aree-interne-in-abruzzo/">La nuova rete di sanità territoriale tra poli e aree interne in Abruzzo &#8211; Interventi per case e ospedali di comunità finanziati dal Pnrr rispetto alla classificazione per aree interne</a></div>
</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis &#8211; Cittadinanzattiva su dati Cis regionali                                                                <br />(pubblicati: venerdì 24 Giugno 2022)
                                        </p>
</p></div>
<div class="opmag-chart-actions">
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/05/la-nuova-rete-di-sanita-territoriale-tra-poli-e-aree-interne-in-abruzzo.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<p><label for="embed-chart-243041"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>Nei <strong>territori più periferici della regione il 75% delle case della comunità sarà spoke</strong>, quella che prevede minori servizi, a fronte di una media nazionale del 52% di case spoke nelle aree interne.</p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/come-interverra-il-pnrr-sulla-sanita-territoriale-in-abruzzo/">Come interverrà il Pnrr sulla sanità territoriale in Abruzzo</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
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