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	<title>referendum Archivi - Openpolis</title>
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	<link>https://www.openpolis.it/cosa/referendum/</link>
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	<lastBuildDate>Wed, 02 Dec 2020 08:31:58 +0000</lastBuildDate>
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		<title>A che punto sono le riforme del parlamento</title>
		<link>https://www.openpolis.it/a-che-punto-sono-le-riforme-del-parlamento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Dal Poggetto]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Dec 2020 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=111801</guid>

					<description><![CDATA[<p>Le forze di centrosinistra avevano posto l'adozione di ulteriori correttivi come condizione per dire sì al taglio dei parlamentari fortemente voluto dal Movimento 5 stelle. Ma a due mesi dalla consultazione referendaria l'iter delle riforme è sostanzialmente fermo.  </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/a-che-punto-sono-le-riforme-del-parlamento/">A che punto sono le riforme del parlamento</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Uno degli eventi che ha caratterizzato lo scenario politico negli ultimi mesi è stato la vittoria del sì al <strong>referendum costituzionale</strong> relativo al taglio dei parlamentari che si è tenuto il 20 e 21 settembre scorsi.</p>
<p>Fortemente voluta dal <strong>Movimento 5 stelle</strong>, l&#8217;approvazione della riforma è stata una dei <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/10/07/taglio-parlamentari-il-conte-2-alla-prova-del-voto-sulla-riforma-costituzionale-cosa-prevede-il-ddl-e-quali-gli-ostacoli-prima-che-sia-legge/5500324/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">punti cardine</a> per la nascita del <strong>governo Conte II</strong>. In precedenza infatti, sia gli esponenti del Partito democratico che di Liberi e uguali si erano schierati su posizioni contrarie. Gli alleati di governo avevano però posto come condizione per il loro sì, l&#8217;inizio di un processo di riforma del parlamento più organico con l&#8217;adozione di <strong>ulteriori correttivi</strong>.</p>
<p>Ma a due mesi dal referendum a che punto sono questi disegni di legge? L&#8217;<a href="http://www.governo.it/it/articolo/comunicato-stampa-del-consiglio-dei-ministri-n-79/15774" target="_blank" rel="noopener noreferrer">approvazione in via preliminare da parte del consiglio dei ministri</a> dei nuovi collegi per l&#8217;elezione dei componenti delle prossime camere &#8220;ridotte&#8221; ha riportato d&#8217;attualità il tema. Ma dopo la grande attenzione mediatica degli scorsi mesi, complice anche la recrudescenza del Coronavirus, <strong>il tema è uscito dalle priorità del parlamento.</strong></p>
<h3>I correttivi concordati</h3>
<p>Come abbiamo detto, i voti di Pd e Leu hanno contribuito all&#8217;approvazione della riforma sul taglio dei parlamentari nonostante in precedenza queste forze avessero ripetutamente votato contro il provvedimento. Con il nuovo esecutivo tuttavia le cose sono cambiare ed è stata trovata una quadra ben definita. Il centrosinistra avrebbe sostenuto il provvedimento, con l’accordo di approvare successivamente i <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/08/25/referendum-quali-sono-i-correttivi-su-cui-il-pd-chiede-di-accelerare-dalle-rappresentanze-in-senato-allelezione-del-capo-dello-stato/5910126/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">correttivi</a> ritenuti necessari.</p>
<p>Nello specifico le <strong>misure individuate come necessarie</strong> riguardano tre punti principali:</p>
<ul>
<li>l’abbassamento a 25 anni dell’elettorato passivo e a 18 di quello attivo per il senato;</li>
<li>il superamento della base regionale per l’elezione del senato, in favore di quella circoscrizionale;</li>
<li>la riduzione da 3 a 2 dei delegati regionali che partecipano all’elezione del presidente della Repubblica.</li>
</ul>
        <section class="blockquote">
							<p>I correttivi sono necessari per evitare una riforma dimezzata.</p>
<p>
			        </section>
		
<p>Il Pd aveva chiesto che tali correttivi fossero adottati con tempi molto rapidi, proprio per <strong>evitare che la riforma iniziata con il taglio dei parlamentari rimanesse sospesa a metà</strong>. All&#8217;indomani della consultazione elettorale infatti <a href="https://www.repubblica.it/politica/2020/09/21/news/risultati_regionali_referendum_reazioni-268073343/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Nicola Zingaretti</a> aveva ribadito la necessità di portare avanti con decisione tali riforme. Al segretario dem hanno fatto eco i suoi esponenti in parlamento che avevano annunciato la possibilità di portare a termine l&#8217;iter dei correttivi in tempi brevi.</p>
        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>In Senato sono in discussione, ed entro il 20 settembre potranno andare in aula, l’allineamento elettorale attivo (18 anni) e passivo (25 anni) del senato a quello della camera</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/08/25/referendum-quali-sono-i-correttivi-su-cui-il-pd-chiede-di-accelerare-dalle-rappresentanze-in-senato-allelezione-del-capo-dello-stato/5910126/" target="_blank">- Graziano Del Rio, capogruppo Pd alla camera. 25 agosto 2020</a>
									            </div>
        </section>
		
<p>Tuttavia questo non è avvenuto e, a due mesi dal referendum, possiamo dire che l&#8217;<strong>iter dei correttivi ha sostanzialmente subito una frenata</strong>.</p>
<h3>Le riforme costituzionali</h3>
<p>Abbiamo detto che i punti cardine dell’accordo tra il M5s e le forze di centrosinistra erano 3. Questi sono stati inseriti all&#8217;interno di due nuove proposte di riforma costituzionale.</p>
<p>Per quanto riguarda l&#8217;<strong>equiparazione dell&#8217;elettorato sia attivo che passivo tra senato e camera</strong> è stato presentato un <a href="https://parlamento18.openpolis.it/atto/index/id/21561/sf_highlight/1440" target="_blank" rel="noopener noreferrer">disegno di legge</a> che ha come primo firmatario <a href="https://parlamento18.openpolis.it/parlamentare/giuseppe-brescia/686473">Giuseppe Brescia</a> (M5s). Mentre il secondo e il terzo punto vengono affrontati dalla <a href="https://parlamento18.openpolis.it/singolo_atto/24664" target="_blank" rel="noopener noreferrer">proposta di riforma</a> a firma <a href="https://parlamento18.openpolis.it/parlamentare/federico-fornaro/14523" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Federico Fornaro</a> (Leu).</p>
<p>Dobbiamo ricordare che, trattandosi in entrambi i casi di disegni di legge che puntano a modificare la costituzione, necessitano di una <strong>procedura rafforzata</strong> per la loro approvazione definitiva. Procedura che richiede 2 passaggi per ogni ramo del parlamento.</p>
        <section class="glossary">
            <div>
                <mark>
																		Per l’approvazione delle leggi costituzionali e di revisione costituzionale è necessario seguire una procedura aggravata. Secondo quanto prescritto dall’articolo 138 cost. sono necessarie due deliberazioni da parte di entrambe le camere, a distanza di almeno tre mesi.</br>
											                </mark>
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/come-si-modifica-la-costituzione/">
                "Come si modifica la costituzione"</a></span>

            </div>
        </section>
		
<p>Tra le due riforme citate, quella che si trova in stato più avanzato è il <strong>ddl Brescia</strong> che va a modificare l&#8217;<a href="https://www.senato.it/1025?sezione=126&amp;articolo_numero_articolo=58" target="_blank" rel="noopener noreferrer">articolo 58</a> della costituzione. Presentato a gennaio del 2019 alla camera, a fine luglio dell’anno scorso ha ottenuto una <a href="https://www.camera.it/leg18/126?leg=18&amp;idDocumento=1511" target="_blank" rel="noopener noreferrer">prima approvazione</a>. Con la trattazione in senato, il provvedimento è stato discusso congiuntamente con altri 3 disegni di legge e una petizione popolare. L’atto è stato approvato definitivamente il <a href="https://parlamento18.openpolis.it/singolo_atto/21561" target="_blank" rel="noopener noreferrer">9 settembre</a> scorso ed è infine tornato alla camera.</p>
<p>Qui, il <a href="https://www.camera.it/leg18/410?idSeduta=0407&amp;tipo=stenografico#sed0407.stenografico.tit00030" target="_blank" rel="noopener noreferrer">13 ottobre</a> è iniziata la discussione in assemblea. Tuttavia, già nella seduta del <a href="https://www.camera.it/leg18/410?idSeduta=0409&amp;tipo=stenografico#sed0409.stenografico.tit00030" target="_blank" rel="noopener noreferrer">15 ottobre</a> ne è stato richiesto il <strong>rinvio</strong>. La discussione non è proseguita nemmeno durante il mese di novembre, dove l&#8217;assemblea si è concentrata principalmente sulla conversione dei decreti legge <a href="https://parlamento18.openpolis.it/singolo_atto/39933" target="_blank" rel="noopener noreferrer">125</a> e <a href="https://parlamento18.openpolis.it/singolo_atto/40748" target="_blank" rel="noopener noreferrer">130 </a>e sulla discussione del <a href="https://parlamento18.openpolis.it/atto/index/id/2372/sf_highlight/omotransfobia" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ddl contro l’omotransfobia.</a> Il provvedimento poi non è stato inserito nemmeno nel calendario dei lavori di <a href="https://www.camera.it/leg18/76" target="_blank" rel="noopener noreferrer">dicembre</a>.</p>
        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">2 </span>i disegni di legge costituzionale che attendono il completamento dell’iter.</p>
			        </section>
		
<p>Più indietro invece l&#8217;iter del <strong>ddl Fornaro</strong> che si propone di modificare gli articoli <a href="https://www.senato.it/1025?sezione=126&amp;articolo_numero_articolo=57" target="_blank" rel="noopener noreferrer">57</a> e <a href="https://www.senato.it/1025?sezione=128&amp;articolo_numero_articolo=83" target="_blank" rel="noopener noreferrer">83</a> della costituzione. Questo provvedimento, incardinato alla camera, deve ancora ricevere una prima approvazione da parte dell’aula. Il disegno di legge infatti è ancora in discussione all’interno della <a href="https://www.camera.it/leg18/126?tab=&amp;leg=18&amp;idDocumento=2238" target="_blank" rel="noopener noreferrer">commissione affari costituzionali</a> di Montecitorio.</p>
        <section class="blockquote">
							<p>Dopo una fase di grande accelerazione a ridosso del referendum, adesso l&#8217;iter delle riforme ha subito una frenata.</p>
<p>
			        </section>
		
<p>L&#8217;ultima seduta su questo tema si è tenuta lo scorso <a href="https://www.camera.it/leg18/824?tipo=C&amp;anno=2020&amp;mese=09&amp;giorno=29&amp;view=&amp;commissione=01&amp;pagina=data.20200929.com01.bollettino.sede00030.tit00010#data.20200929.com01.bollettino.sede00030.tit00010" target="_blank" rel="noopener noreferrer">14 ottobre</a>. Al termine dell&#8217;assise la commissione si era riproposta di riprendere la discussione il 19 dello stesso mese. Tuttavia <strong>l&#8217;ordine del giorno delle sedute successive verteva su altro</strong>. Tra cui audizioni e interrogazioni, l’analisi della legge di bilancio e delle leggi di conversione del <a href="https://parlamento18.openpolis.it/singolo_atto/40748" target="_blank" rel="noopener noreferrer">decreto immigrazione</a> e <a href="https://parlamento18.openpolis.it/singolo_atto/39933">proroga dello stato di emergenza</a>.</p>
<p>Tale provvedimento inoltre n<strong>on è attualmente inserito nel calendario dei lavori della commissione per il mese di dicembre</strong>, dove invece verrà dato spazio allo <a href="https://www.camera.it/leg18/682?atto=225&amp;tipoAtto=Atto&amp;idLegislatura=18&amp;tab=1" target="_blank" rel="noopener noreferrer">schema di decreto legislativo</a> relativo alla rideterminazione dei collegi per l&#8217;elezione della camera e del senato.</p>
        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">-36,5% </span>la riduzione dei parlamentari prevista dalla riforma approvata.</p>
			        </section>
		
<p>A conferma di come l&#8217;<strong>adozione di queste misure non sia più considerata prioritaria</strong> c&#8217;è anche il fatto che è ripreso l&#8217;iter di altre riforme costituzionali che trattano temi diversi. Tra queste il <a href="https://parlamento18.openpolis.it/singolo_atto/39616" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ddl 1960</a> che prevede una riforma delle competenze di camera e senato, del parlamento in seduta comune e l&#8217;introduzione dello strumento della sfiducia costruttiva; il <a href="https://parlamento18.openpolis.it/index.php/atto/index/id/8484/sf_highlight/s+852" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ddl 852</a> che prevede l’introduzione di un vincolo per il legislatore di rispettare gli esiti dei referendum abrogativi; il <a href="http://www.senato.it/leg/18/BGT/Schede/Ddliter/53015.htm" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ddl 1825</a> che propone la <strong>costituzionalizzazione del sistema delle conferenze</strong>.</p>
<p>Queste tre proposte di riforma sono state tutte assegnate alla prima commissione (affari costituzionali) del senato che si ritrova quindi con un&#8217;agenda molto fitta di argomenti da affrontare.</p>
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/conferenza-stato-regioni-a-maggioranza-di-centrodestra-rischio-paralisi/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vedi anche<br><strong>Conferenza stato-regioni a maggioranza di centrodestra, da eleggere nuovo presidente</strong></a>.</p>
        </section>
		
<h3>I regolamenti di camera e senato</h3>
<p>Il futuro assetto del parlamento però non comporta solamente correttivi di rango costituzionale. La riduzione del numero dei parlamentari richiede infatti anche una <strong>riforma dei regolamenti</strong> di <a href="https://www.camera.it/leg18/438?shadow_regolamento_capi=913&amp;shadow_regolamento_articoli_titolo=Articolo%201" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Montecitorio</a> e <a href="https://www.senato.it/1043" target="_blank" rel="noopener noreferrer">palazzo Madama</a> per assicurare il corretto funzionamento dei vari organi (commissioni, giunte eccetera) di cui sono composti. Sono molti infatti gli articoli in cui si fanno diretti riferimenti al numero di deputati e senatori e che dovranno quindi essere modificati.</p>
        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">47 </span>gli articoli dei regolamenti di camera e senato da riformare.</p>
			        </section>
		
<p>Numerosi gli ambiti che necessitano di un intervento. Con modifiche che riguardano sia la composizione di organi specifici, sia il funzionamento dei lavori. Solo per citarne alcuni:</p>
<ul>
<li>le modalità di verifica del numero legale e dei quorum richiesti per le votazioni;</li>
<li>le modalità per la richiesta del voto segreto e per la presentazione di mozioni;</li>
<li>la revisione del numero minimo di deputati e senatori per la formazione di un gruppo;</li>
<li>il funzionamento delle commissioni permanenti (specie al senato);</li>
<li>il funzionamento di altri organi delle camere come ufficio di presidenza, giunte e comitati.</li>
</ul>
<p>Camera e senato dispongono di <strong>due regolamenti differenti</strong> per cui è necessario che ciascuna camera si attivi in maniera indipendente per apportare le modifiche necessarie. Da questo punto di vista le giunte per i regolamenti di <a href="https://documenti.camera.it/leg18/resoconti/commissioni/bollettini/pdf/2020/10/15/leg.18.bol0454.data20201015.com15.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Montecitorio</a> e <a href="http://www.senato.it/Web/18LavoriNewV.nsf/All/529695F61D17911EC125862C006448EF?OpenDocument" target="_blank" rel="noopener noreferrer">palazzo Madama</a> hanno deliberato la creazione di <strong>comitati ristretti</strong> ad hoc.</p>
        <section class="blockquote">
							<p>Al senato, il processo di revisione dei regolamenti deve ancora muovere i primi passi.</p>
<p>
			        </section>
		
<p>Al <strong>senato</strong>, però, non si è ancora trovato l&#8217;accordo sulla composizione di tale organo che quindi ancora non si è mai riunito. Alla <strong>camera</strong> invece il comitato ha sin qui tenuto due riunioni una il <a href="https://documenti.camera.it/apps/commonServices/getDocumento.ashx?idLegislatura=18&amp;sezione=bollettini&amp;tipoDoc=pdf&amp;anno=2020&amp;mese=10&amp;giorno=22&amp;file=leg.18.bol0458.data20201022.com15">22 ottobre</a> ed una il <a href="https://documenti.camera.it/apps/commonServices/getDocumento.ashx?idLegislatura=18&amp;sezione=bollettini&amp;tipoDoc=pdf&amp;anno=2020&amp;mese=11&amp;giorno=04&amp;file=leg.18.bol0464.data20201104.com15" target="_blank" rel="noopener noreferrer">4 novembre</a>. Purtroppo però, dato che non è possibile consultare il resoconto di tali sedute, per capire lo stato dell&#8217;arte sarà necessario attendere che l&#8217;argomento approdi nelle <strong>plenarie delle giunte per il regolamento</strong>.</p>
<h3>La legge elettorale</h3>
<p>Un&#8217;altra riforma non di rango costituzionale ma che di certo sta molto a cuore ai partiti è quella della nuova <strong>legge elettorale</strong>, anch&#8217;essa tra i punti fondanti l&#8217;alleanza di governo tra Pd, M5s, Iv e Leu. <strong>L&#8217;accordo prevedeva l&#8217;istituzione di un sistema elettorale principalmente di tipo proporzionale</strong>. Questa disposizione è prevista dal cosiddetto &#8220;<a href="https://parlamento18.openpolis.it/index.php/atto/index/id/27947/sf_highlight/C+2329" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Brescellum</a>&#8220;.</p>
<p>Questo disegno di legge prevede, tra le altre cose, l&#8217;assegnazione dei seggi con metodo proporzionale ed una <strong>soglia di sbarramento al 5%</strong> con &#8220;<strong>diritto di tribuna</strong>&#8221; (cioè la possibilità di ottenere dei seggi a determinate condizioni) per i piccoli partiti.</p>
        <section class="blockquote">
							<p>I risultati ottenuti alle ultime elezioni potrebbero aver invogliato alcuni partiti a scegliere un sistema elettorale diverso.</p>
<p>
			        </section>
		
<p>Questo ddl è stato discusso per l&#8217;ultima volta nella seduta della commissione affari costituzionali della camera lo scorso <a href="https://documenti.camera.it/leg18/resoconti/commissioni/bollettini/pdf/2020/09/10/leg.18.bol0433.data20200910.com01.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">10 settembre</a> in cui è stato adottato un <strong>nuovo testo</strong>. Da quel momento però, anche in questo caso <a href="https://www.camera.it/leg18/126?tab=4&amp;leg=18&amp;idDocumento=2329&amp;sede=&amp;tipo=" target="_blank" rel="noopener noreferrer">la discussione si è arenata</a>. Come abbiamo già visto infatti la commissione si è dedicata alla discussione di altri temi.</p>
<p>Inoltre dobbiamo ricordare che <strong>la soglia di sbarramento al 5% danneggerebbe in maniera significativa i due partiti più &#8220;piccoli&#8221; della coalizione</strong>, Italia viva e Leu, che rischierebbero di rimanere esclusi dal prossimo parlamento. Zingaretti ha ribadito che tale soglia rappresenta un <a href="https://www.ilmessaggero.it/video/politica/legge_elettorale_nicola_zingaretti-5497027.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">punto imprescindibile per il Pd</a>. Questo sicuramente porterà ad un ulteriore allungamento dei tempi per trovare l&#8217;accordo.</p>
<h3>Completare i correttivi per non lasciare incompiuta la riforma</h3>
<p>Le motivazioni che avevano indotto le forze politiche, in particolare il Movimento 5 stelle, a sostenere il taglio dei parlamentari erano essenzialmente due: ridurre i costi della politica e cercare di rendere il parlamento più efficiente. <strong>Si tratta di due motivazioni del tutto legittime ma che non possono essere risolte dal semplice taglio dei parlamentari</strong>.</p>
<p>Per quanto riguarda il primo punto, abbiamo già spiegato in passato, come ci siano altri modi &#8211; più efficaci &#8211; per <a href="https://www.openpolis.it/si-possono-tagliare-i-costi-della-politica-senza-ridurre-la-rappresentanza/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ridurre i costi della politica senza sacrificare la rappresentanza</a>. Ad esempio, razionalizzando le <strong>indennità</strong> che spettano a ciascun parlamentare.</p>
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/non-conosciamo-lindennita-esatta-di-ciascun-parlamentare/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vedi anche<br />
<br><strong>Non conosciamo l’indennità esatta di ciascun parlamentare</strong></a>.</p>
        </section>
		
        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">0,7 </span>deputati ogni 100.000 abitanti con il nuovo parlamento &#8220;ridotto&#8221;, il rapporto più basso in Unione europea</p>
			        </section>
		
<p>Relativamente al secondo punto,<a href="https://www.openpolis.it/tra-decreti-legge-e-fiducie-il-governo-monopolizza-lattivita-legislativa/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> in più occasioni</a> abbiamo rilevato come il <strong>parlamento rivesta ormai un ruolo di secondo piano nello scenario politico nazionale </strong>e sarebbe questo l&#8217;aspetto su cui intervenire. Specie in tempi di pandemia, dov&#8217;è necessario prendere decisioni in tempi rapidi. Tuttavia <strong>un taglio netto di deputati e senatori certamente non ne migliorerà l&#8217;efficienza</strong>.</p>
<p>Anzi, un ridotto numero di membri, soprattutto al senato, potrebbe comportare un ulteriore rallentamento dei lavori dato che i senatori presenti rischiano di non essere in numero sufficiente per far lavorare i vari organi di palazzo Madama. Per questo motivo è fondamentale adeguare norme e regolamenti al nuovo scenario post-referendum e ai numeri che ne conseguono.</p>
        <section class="blockquote">
							<p>Il taglio dei parlamentari da solo non basta. Serve portare a termine i correttivi per il buon funzionamento delle camere.</p>
<p>
			        </section>
		
<p>È possibile però che proprio i <strong>risultati scaturiti dalla tornata elettorale del settembre scorso abbiano cambiato le carte in tavola</strong>. Si è infatti capito che con ogni probabilità questa legislatura arriverà alla sua scadenza naturale, nel 2022. Di conseguenza questi aspetti non rappresentano più una priorità per il parlamento. Inoltre, proprio <strong>i nuovi rapporti di forza interni alla maggioranza potrebbero aver spinto le forze politiche a rivedere le proprie posizioni</strong>, soprattutto per quanto riguarda la legge elettorale.</p>
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/politica-e-sondaggi-come-le-intenzioni-di-voto-influenzano-lazione-dei-partiti/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vedi anche<br />
<br><strong>Politica e sondaggi, come le intenzioni di voto influenzano l’azione dei partiti</strong></a>.</p>
        </section>
		
<p>Il rischio però è che tali correttivi vengano approvati in fretta e furia sul finire dell&#8217;attuale legislatura. E che non sia attribuita la giusta attenzione ad un tema che invece avrà un&#8217;influenza decisiva sul buon funzionamento delle camere future.</p>
<p>Foto credit: <a href="https://www.camera.it/leg18/585?raccolta=128&amp;rcgrp=Palazzo%20Montecitorio&amp;Palazzo+Montecitorio+%2F+Aula" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Montecitorio</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/a-che-punto-sono-le-riforme-del-parlamento/">A che punto sono le riforme del parlamento</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Non conosciamo l&#8217;indennità esatta di ciascun parlamentare</title>
		<link>https://www.openpolis.it/non-conosciamo-lindennita-esatta-di-ciascun-parlamentare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Sep 2020 10:50:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=101552</guid>

					<description><![CDATA[<p>Da alcuni anni, camera e senato pubblicano un riepilogo sul trattamento economico di deputati e senatori. Quello che manca però è la possibilità di conoscere, per ogni rappresentante, l'indennità effettiva, diversa in base agli incarichi del parlamentare e alle sue assenze.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/non-conosciamo-lindennita-esatta-di-ciascun-parlamentare/">Non conosciamo l&#8217;indennità esatta di ciascun parlamentare</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Passato il referendum costituzionale, si apre la partita della <strong>riforma dei regolamenti parlamentari</strong>. Una partita complessa che, come abbiamo <a href="https://www.openpolis.it/taglio-dei-parlamentari-ci-siamo-dimenticati-dei-correttivi/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">già avuto modo di ricostruire</a>, riguarderà la modifica di almeno 47 articoli tra i regolamenti di camera e senato: dal funzionamento dei lavori alla composizione di organi specifici.</p>
<p>All&#8217;interno di una riforma così ampia dei regolamenti è necessario che rientri anche una maggiore <strong>trasparenza sulle indennità percepite dagli eletti</strong>. Uno dei principali argomenti portati nella discussione era la <a href="https://www.openpolis.it/si-possono-tagliare-i-costi-della-politica-senza-ridurre-la-rappresentanza/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">riduzione dei costi della politica</a>. Oggi però<strong> non esistono dati certi sugli emolumenti di ciascun parlamentare</strong>.</p>
<p>Quello che viene comunemente definito come lo <strong>&#8220;stipendio&#8221; del parlamentare è in realtà la somma di importi di natura ed entità diverse</strong>. A grandi linee abbiamo: l&#8217;indennità vera e propria, l&#8217;indennità di funzione, la diaria per le spese di soggiorno a Roma, i rimborsi per l&#8217;attività politica sul territorio e altre spese (trasporti, telefono ecc.). <strong>Su tutti questi importi, gli elettori hanno diritto di avere la massima trasparenza</strong>.</p>
        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">224 mln </span>la spesa annua per indennità e rimborsi di deputati e senatori.</p>
			        </section>
		
<p>Da alcuni anni, i siti di camera e senato pubblicano due pagine simili sul trattamento economico di <a href="https://www.camera.it/leg18/383?conoscerelacamera=4" target="_blank" rel="noopener noreferrer">deputati</a> e <a href="http://www.senato.it/Leg18/1075?voce_sommario=61" target="_blank" rel="noopener noreferrer">senatori</a> che riepilogano queste informazioni. Ma si tratta di un quadro generale che nello specifico<strong> varia da parlamentare a parlamentare</strong>. Ad esempio, cambia in base al ruolo all&#8217;interno dell&#8217;assemblea e delle commissioni: presidenti e vicepresidenti ricevono un&#8217;<strong>indennità di funzione aggiuntiva</strong>. Oppure, almeno sulla carta, <strong>in base alle assenze</strong>.</p>
<p>Oggi purtroppo <strong>non abbiamo un riepilogo puntuale di quanto ogni singolo eletto riceve alla luce della sua attività in parlamento</strong>. Non basta, in questo senso, la pubblicazione della dichiarazione dei redditi. Nelle dichiarazioni infatti possono confluire anche redditi diversi, e non c&#8217;è modo di sapere quanti derivino da rimborsi, quanti dall&#8217;indennità di carica e di funzione, quanti dalle decurtazioni per assenze.</p>
<h3>La falsa contrapposizione tra privacy e trasparenza</h3>
<p>Un elemento che viene spesso sollevato<strong> in contrapposizione alle richieste di trasparenza è il diritto alla privacy di deputati e senatori</strong>. Da questo punto di vista, ha sgombrato il campo un recente parere del garante per la protezione dei dati personali, intervenuto ad agosto sul caso dei bonus da 600 euro ricevuti da alcuni parlamentari:</p>
        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>In relazione alla vicenda del bonus Covid, il Garante per la protezione dei dati personali precisa che, sulla base della normativa vigente, la privacy non è d’ostacolo alla pubblicità dei dati relativi ai beneficiari del contributo laddove, come in questo caso, da ciò non possa evincersi, in particolare, una condizione di disagio economico-sociale dell’interessato. Ciò vale, a maggior ragione, rispetto a coloro per i quali, a causa della funzione pubblica svolta, le aspettative di riservatezza si affievoliscono, anche per effetto dei più incisivi obblighi di pubblicità della condizione patrimoniale cui sono soggetti (&#8230;).</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/9447662" target="_blank">- Garante della privacy, comunicato del 11 agosto 2020</a>
									            </div>
        </section>
		
        <section class="blockquote">
							<p>La trasparenza è una garanzia per eletti ed elettori.</p>
<p>
			        </section>
		
<p>Con questo parere, il garante ha chiarito che in questo caso il rispetto della privacy trova un limite nel ruolo pubblico dei parlamentari, non a caso già sottoposti dalla legge all&#8217;obbligo di pubblicazione di redditi e patrimoni. <strong>La trasparenza, peraltro, è di solito anche una garanzia per gli stessi eletti</strong>. Sia perché consente di evitare generalizzazioni ingiuste, sia perché sottrae il singolo parlamentare da operazioni di dossieraggio <em>ad personam</em>: se i dati sono già tutti pubblici e liberamente consultabili, non sono possibili operazioni di altro tipo basate su indiscrezioni.<strong> A tutto vantaggio, invece, di un monitoraggio civico, obiettivo e costante sull&#8217;operato di chi svolge una funzione pubblica</strong>.</p>
<h3>Pubblicare le decurtazioni dovute alle assenze</h3>
<p>Partecipare ai lavori dell&#8217;aula e delle commissioni è un<strong> dovere per i membri del parlamento, come stabilito chiaramente dai regolamenti di <a href="https://www.camera.it/leg18/438?shadow_regolamento_capi=976&amp;shadow_regolamento_articoli_titolo=Articolo%2048-bis%20(*)" target="_blank" rel="noopener noreferrer">camera</a> e <a href="https://www.senato.it/1044?articolo=991&amp;sezione=141">senato</a></strong>.</p>
        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>È dovere dei deputati partecipare ai lavori della Camera.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.camera.it/leg17/438?shadow_regolamento_capi=976&shadow_regolamento_articoli_titolo=Articolo%2048-bis%20(*)" target="_blank">- Regolamento della camera, art. 48 bis</a>
									            </div>
        </section>
		
<p>Per questa ragione, entrambi i rami prevedono delle <strong>decurtazioni sulla diaria per i deputati che non partecipano ai lavori</strong>.</p>
<p>Alla camera la diaria (pari a circa 3.500 euro al mese) viene tagliata di 206,58 euro per ogni giorno di assenza. A cui si possono aggiungere fino a 500 euro mensili in caso di assenza in commissioni e giunte. Anche al senato sono previste decurtazioni analoghe, sebbene in misura<a href="https://www.senato.it/Leg18/1075?voce_sommario=61" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> non specificata sul sito</a>.</p>
<p>Questo tipo di &#8220;penalità&#8221;, per come sono state disciplinate, si prestano ad abusi, dato che <strong>un parlamentare che partecipa ad almeno il 30% delle votazioni in aula viene comunque considerato presente</strong>. A questo si aggiunga che, allo stato attuale, monitorare in modo puntuale le presenze e assenze in giunte e commissioni è impossibile.</p>
<p>Da quello che possiamo ricostruire attraverso i dati sulle votazioni elettroniche in aula (gli unici effettivamente monitorabili) le assenze restano un <strong>fenomeno ancora piuttosto consistente.</strong></p>
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://parlamento18.openpolis.it/lista-dei-parlamentari-in-carica/camera/presenze/asc" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Presenze, assenze e missioni di deputati e senatori<br />
<br><strong>Consulta</strong></a>.</p>
        </section>
		
        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">132 </span>parlamentari che sono presenti a meno del 50% delle votazioni.</p>
			        </section>
		
<p>In questa legislatura, <strong>105 deputati e 27 senatori erano assenti oppure in missione a un voto in aula su 2. </strong>Ma <strong>cosa sappiamo sulle penalità effettive a carico di chi non assolve alla funzione per cui è stato eletto? </strong>Per un elettore è praticamente impossibile ricostruire questa informazione in modo puntuale, al di là delle cifre indicate in via generale sui siti di camera e senato.</p>
            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-questa-legislatura-38-deputati-erano-assenti-o-in-missione-in-oltre-il-70-dei-voti/">In questa legislatura 38 deputati erano assenti o in missione in oltre il 70% dei voti</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-questa-legislatura-38-deputati-erano-assenti-o-in-missione-in-oltre-il-70-dei-voti/">Numero di deputati e senatori per percentuale di presenze nelle ultime 3 legislature</a></h3>
                                    </div>
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                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>openparlamento                                                                <br>(ultimo aggiornamento: martedì 22 Settembre 2020)
                                        </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-101958"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			
<p>Con i dati attualmente a disposizione, ad esempio, <strong>non è possibile distinguere le assenze ingiustificate da quelle giustificate</strong> (come quelle per motivi di salute). Ed è <strong>molto difficile per i cittadini verificare i possibili abusi nell'utilizzo delle "missioni"</strong>. Alle votazioni elettroniche in aula un parlamentare infatti può essere, oltreché assente o presente, anche in missione. Significa che non partecipa al voto perché è occupato in altre funzioni istituzionali: nelle commissioni permanenti, oppure nell'attività di ministro.</p>
        <section class="glossary">
            <div>
                <mark>
																		Poiché si tratta di una sorta di “assenza giustificata” i parlamentari in missione non subiscono alcuna decurtazione della diaria.</br>
											                </mark>
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/come-si-contano-assenze-presenze-e-missioni-parlamentari/">
                "Come si contano assenze, presenze e missioni parlamentari"</a></span>

            </div>
        </section>
		
<p>Anche in questo caso,<strong> la lista di chi viene collocato in missione è pubblica</strong> (il presidente li elenca al termine del voto), <strong>ma nei resoconti delle sedute non viene esplicitato il motivo e la durata prevista</strong>. Vanificando così una concreta possibilità di controllo da parte del cittadino sull'attività dei suoi rappresentanti.</p>
<p>Per questi motivi sarebbe importante rendere più stringente la disciplina sulle missioni e rivedere i criteri per conteggiare le presenze ai fini della decurtazione. Parallelamente, le camere dovrebbero <strong>pubblicare, per ogni componente, un riepilogo delle decurtazioni subite in seguito alla mancata partecipazione ai lavori</strong>.</p>
<h3>Le zone d'ombra su indennità e rimborsi ricevuti</h3>
<p>Un altro aspetto su cui resta ancora molto da fare in termini di trasparenza sono i <strong>diversi emolumenti che vanno a comporre il trattamento economico di ciascun deputato o senatore</strong>.</p>
<p>A grandi linee, i siti istituzionali delle due camere ricostruiscono le "entrate" teoriche dei propri membri. Ma <strong>ad oggi manca un riepilogo effettivo, per ogni componente, del trattamento ricevuto da ciascuna voce</strong>. A partire dai vari rimborsi, in particolare quelli per le "spese per l'esercizio del mandato". In questa categoria rientrano, ad esempio, anche i soldi per pagare i collaboratori. Si tratta di 3.690 euro alla camera, di cui la metà devono essere documentate, l'altra metà invece viene restituita forfetariamente. Oppure le spese telefoniche: 1.200 euro annui rimborsati a forfait.</p>
<p>In questo senso, sarebbe utile anche rifarsi alla disciplina prevista dal parlamento europeo e dalle camere di altri stati membri, che <strong>alla pratica dei rimborsi in denaro prediligono l'offerta di servizi</strong>.</p>
        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>I deputati europei possono scegliere il proprio personale nei limiti del bilancio fissato dal Parlamento. Nel 2020 l'importo mensile massimo a disposizione per coprire tutti i costi sostenuti per l'assunzione degli assistenti personali è pari a €25.442 al mese per ciascun deputato. Nessuna di queste somme è versata direttamente ai deputati.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.europarl.europa.eu/news/it/faq/15/disposizioni-in-materia-di-personale-assistenti-parlamentari" target="_blank">- Parlamento Ue, Disposizioni sugli assistenti parlamentari </a>
									            </div>
        </section>
		
<p><strong>Altra zona d'ombra, riguarda gli emolumenti attribuiti a chi ricopre <em>key position</em> nei lavori di commissione e di aula</strong>. Presidenti, vicepresidenti, questori, segretari: chi svolge questi ruoli riceve, oltre all'indennità parlamentare, una indennità di funzione. Ma l'entità in dettaglio, per ciascun membro, di spese e benefit connessi con queste cariche resta fuori dalle possibilità di controllo dell'opinione pubblica.</p>
        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">176 </span>incarichi di key position negli uffici di presidenza e nelle commissioni permanenti di camera e senato.</p>
			        </section>
		
<p>Anche in questo caso, siamo<strong> molto lontani dagli standard del parlamento Ue</strong>, dove gli <strong>assistenti di vicepresidenti e questori, come i prestatori di servizi e i collaboratori dei deputati, sono resi pubblici attraverso un motore di ricerca liberamente consultabile da tutti</strong>.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-101982" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2020/09/assistenti-motore-di-ricerca.png" alt="" width="1191" height="824" srcset="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2020/09/assistenti-motore-di-ricerca.png 1191w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2020/09/assistenti-motore-di-ricerca-768x531.png 768w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2020/09/assistenti-motore-di-ricerca-414x286.png 414w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2020/09/assistenti-motore-di-ricerca-635x439.png 635w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2020/09/assistenti-motore-di-ricerca-1026x710.png 1026w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2020/09/assistenti-motore-di-ricerca-350x242.png 350w" sizes="(max-width: 1191px) 100vw, 1191px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Foto credit: <a href="https://presidente.camera.it/13?pager.offset=0" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Camera dei deputati</a> - <a href="https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.0/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Licenza</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/non-conosciamo-lindennita-esatta-di-ciascun-parlamentare/">Non conosciamo l&#8217;indennità esatta di ciascun parlamentare</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Referendum, non rassegnamoci ad un parlamento irrilevante</title>
		<link>https://www.openpolis.it/referendum-non-rassegnamoci-ad-un-parlamento-irrilevante/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Sep 2020 04:15:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=100980</guid>

					<description><![CDATA[<p>I dati sono un ottimo modo per analizzare fenomeni, raccontare storie e valutare pratiche politiche. Con Numeri alla mano facciamo proprio questo. Una rubrica settimanale di brevi notizie, con link per approfondire. Il giovedì alle 7 in onda anche su Radio Radicale. Leggi il nostro approfondimento in vista del referendum. 151.210 abitanti per deputato secondo [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I dati sono un ottimo modo per analizzare fenomeni, raccontare storie e valutare pratiche politiche. Con <a href="https://www.openpolis.it/cosa/numeri-alla-mano/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Numeri alla mano</em></a> facciamo proprio questo. Una rubrica settimanale di brevi notizie, con link per approfondire. Il giovedì alle 7 in onda anche su Radio Radicale. <a href="https://www.openpolis.it/non-rassegnamoci-ad-un-parlamento-irrilevante/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Leggi il nostro approfondimento in vista del referendum.</a></p>
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.radioradicale.it/rubriche/1328/openpolis-numeri-alla-mano" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Numeri alla mano<br />
<br><strong>Ascolta tutti i podcast su radio radicale</strong></a>.</p>
        </section>
		
<h1 class="red1 mb-0">151.210</h1>
<p class="bt-2-grey3">abitanti per deputato secondo quanto previsto dalla riforma. Attualmente sono circa 96mila per deputato. Con l&#8217;approvazione della riforma, in Italia il rapporto tra abitanti e deputati supererebbe quello di Spagna (133.312 abitanti per deputato), Germania  (116.855 abitanti per deputato), Francia (116.500 abitanti per deputato), Paesi Bassi (114.121 abitanti per deputato) e Regno Unito (101.905 abitanti per deputato). <a href="https://www.openpolis.it/numeri/italia-dopo-la-riforma-al-primo-posto-per-distanza-tra-numero-di-deputati-e-numero-di-abitanti/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Scopri il confronto tra i paesi Ue.</a></p>
<h1 class="red1 mb-0">75%</h1>
<p class="bt-2-grey3">delle leggi approvate dal 2008 ad oggi erano di iniziativa governativa. L’iniziativa legislativa appare sempre più concentrata nelle mani dell’esecutivo. Questa quota negli ultimi mesi, anche in conseguenza dell’emergenza, è ulteriormente aumentata: quasi l’84% delle leggi approvate durante l’esecutivo in carica (Conte II) è di iniziativa governativa. <a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-preponderanza-dei-governi-nel-processo-legislativo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">La preponderanza dei governi nel processo legislativo.</a></p>
<h1 class="red1 mb-0">2,75</h1>
<p class="bt-2-grey3">decreti legge al mese emanati dal governo Conte II. Un altro aspetto del ridimensionamento delle prerogative delle camere è l’abuso della decretazione d’urgenza. I decreti legge, da strumento eccezionale offerto dalla costituzione per “casi straordinari di necessità e d’urgenza”, sono diventati quasi la modalità ordinaria con cui il governo sottopone le proprie proposte alle camere. Gli ultimi 7 governi hanno varato una media di quasi due decreti legge al mese. <a href="https://www.openpolis.it/numeri/torna-a-crescere-il-numero-di-decreti-legge-emanati/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Confronta gli ultimi 7 governi.</a></p>
<h1 class="red1 mb-0">32%</h1>
<p class="bt-2-grey3">dei decreti attuativi previsti dalle ultime 6 leggi di bilancio non è stato adottato. Un processo legislativo che ridimensiona il ruolo delle camere non funziona meglio. Se prendiamo le ultime 6 leggi di bilancio approvate, storicamente il provvedimento che richiede il maggior lavoro extra parlamentare per trovare piena implementazione, vediamo come tutte &#8211; a volte anche a distanza di anni &#8211; abbiano un certo numero di decreti ancora non adottati. <a href="https://www.openpolis.it/numeri/tutte-le-ultime-leggi-di-bilancio-restano-almeno-in-parte-incomplete/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">I decreti non adottati delle ultime leggi di bilancio.</a></p>
<h1 class="red1 mb-0">78 milioni</h1>
<p class="bt-2-grey3">il costo medio annuo delle procedure di infrazione per l&#8217;Italia dal 2012 al 2018. Le procedure di infrazione rappresentano un costo reale per le casse dello stato e per i cittadini, su cui sarebbe il caso di interrogarsi tutte le volte che dalla politica viene agitato lo specchietto per allodole dei risparmi facili. Il vero costo della politica è un processo decisionale che non funziona. <a href="https://www.openpolis.it/numeri/con-linizio-del-nuovo-anno-tornano-a-salire-le-infrazioni-a-carico-dellitalia/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Scopri l&#8217;andamento nel tempo delle procedure di infrazione.</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Ascolta il nostro podcast su Radio Radicale</h3>
<p><iframe width="560" height="355" src="//www.radioradicale.it/scheda/615925/iframe" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Non rassegnamoci ad un parlamento irrilevante</title>
		<link>https://www.openpolis.it/non-rassegnamoci-ad-un-parlamento-irrilevante/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Sep 2020 09:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=96102</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il governo fa le leggi, i commissari gestiscono le emergenze, le regioni rappresentano i territori, i comuni erogano i servizi. Con un parlamento delegittimato deputati e senatori diventano un costo da tagliare, ma la democrazia diventa più debole.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo la pausa estiva, la stagione politica ricomincia con <a href="https://www.interno.gov.it/it/speciali/elezioni-e-referendum-2020" target="_blank" rel="noopener noreferrer">2 appuntamenti elettorali</a>: le elezioni regionali, in 7 regioni, e il <strong>referendum costituzionale sulla riduzione del numero dei parlamentari</strong>.</p>
<p>La riforma, approvata in ultima lettura l&#8217;<a href="https://parlamento18.openpolis.it/atto/index/id/20829/sf_highlight/costituzionale" target="_blank" rel="noopener noreferrer">8 ottobre dell&#8217;anno scorso</a>, e su cui gli elettori saranno chiamati ad esprimersi domenica e lunedì prossimi, prevede che i membri della camera passino da 630 a 400 e quelli del senato da 315 a 200. Un taglio motivato con una maggiore efficienza (assunzione mai veramente argomentata nello specifico) e con risparmi che &#8211; come analizzato in precedenza &#8211; potrebbero essere <a href="https://www.openpolis.it/si-possono-tagliare-i-costi-della-politica-senza-ridurre-la-rappresentanza/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">conseguiti anche senza ridurre la rappresentanza</a>.</p>
<p>Al di là dell&#8217;esito del voto, è soprattutto il clima in cui questa scelta sarà fatta a preoccupare.</p>
<p>Rispetto all&#8217;attenzione concentrata sulle regionali, <strong>l&#8217;interesse verso questa consultazione sembra molto inferiore nel dibattito pubblico</strong>, a dispetto di quanto giustamente auspicato dai presidenti delle 2 camere, Casellati e Fico.</p>
        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>È importante che nel Paese ci sia un ampio dibattito pubblico in merito al referendum costituzionale sulla riduzione del numero dei parlamentari che si svolgerà il 20 e 21 settembre. (&#8230;) È grazie a una corretta informazione, a un confronto esteso e all&#8217;approfondimento delle ragioni delle parti che è possibile fornire ai cittadini gli strumenti necessari a esprimere il proprio voto in modo consapevole.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.repubblica.it/politica/2020/08/06/news/referendum_taglio_parlamentari_fico_casellati-263934547/" target="_blank">- Nota congiunta dei presidenti delle camere</a>
									            </div>
        </section>
		
<p>Il rischio concreto è che <strong>il paese vada al voto su una modifica della costituzione senza una vera riflessione sullo stato del nostro sistema istituzionale</strong>.</p>
        <section class="blockquote">
							<p>La delegittimazione a lungo termine presenta molti rischi.</p>
<p>
			        </section>
		
<p><strong>Questo referendum, come le riforme degli ultimi anni, si inserisce in un contesto di complessiva delegittimazione delle istituzioni</strong>. La classe politica &#8211; paradossalmente &#8211; sembra voler cavalcare questo clima, anziché porre le basi per invertire la tendenza. Ad esempio <strong>aumentando la possibilità di scelta degli eletti</strong>, o imponendo a partiti e liste procedure di selezione trasparenti delle candidature. Oppure<strong> limitando il ricorso all&#8217;eccesso di voti di fiducia e decretazione da parte del governo</strong>. Come con la previsione percorsi separati per i <strong>disegni di legge del governo, su cui il parlamento possa davvero discutere</strong> e intervenire in tempi certi.</p>
<p>Il flebile dibattito di queste settimane, anche rispetto ai cosiddetti <a href="https://www.openpolis.it/taglio-dei-parlamentari-ci-siamo-dimenticati-dei-correttivi/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">correttivi</a>, non interviene sul <strong>vero punto debole della nostra democrazia</strong>.</p>
<h3>Un parlamento svuotato scientificamente delle proprie funzioni</h3>
<p>Il parlamento, che in un sistema parlamentare dovrebbe essere il <strong>cuore della decisione politica</strong>, è stato progressivamente <strong>svuotato di competenze e autorevolezza</strong>. Una tendenza che, come vedremo, è stata <strong>funzionale alle esigenze delle forze politiche</strong>. In particolare quelle della maggioranza politica del momento, qualunque essa fosse.</p>
<p>Questa<strong> tendenza, che ha contribuito in modo rilevante alla delegittimazione</strong> di camera e senato, sembra essersi realizzata in modo quasi scientifico. Con modalità e strumenti che tutti puntualmente contestano quando siedono sui banchi dell&#8217;opposizione; salvo poi ricorrervi senza particolari preoccupazioni quando vanno al governo.</p>
<p><strong>L&#8217;iniziativa legislativa appare sempre più concentrata nelle mani dell&#8217;esecutivo</strong>. Il 75% delle leggi approvate dal 2008 ad oggi sono state presentate dal governo. Una quota che negli ultimi mesi, anche in conseguenza dell&#8217;emergenza, è ulteriormente aumentata: <strong>quasi l&#8217;84% delle leggi approvate durante l&#8217;esecutivo in carica (Conte II) è di iniziativa governativa</strong>.</p>
            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-preponderanza-dei-governi-nel-processo-legislativo/">La preponderanza dei governi nel processo legislativo</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-preponderanza-dei-governi-nel-processo-legislativo/">Di chi è l'iniziativa delle leggi approvate dal 2008 ad oggi</a></h3>
                                    </div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>openparlamento                                                                <br>(ultimo aggiornamento: mercoledì 9 Settembre 2020)
                                        </p>
                </div>
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                </div>

                            </div>

			
<p>&nbsp;</p>
<p>Un altro aspetto del ridimensionamento delle prerogative delle camere è l'<strong>abuso della decretazione d'urgenza</strong>. I decreti legge, da strumento eccezionale offerto dalla costituzione per "casi straordinari di necessità e d’urgenza", sono diventati <strong>quasi la modalità ordinaria con cui il governo sottopone le proprie proposte alle camere</strong>. Anche in questo caso senza particolari eccezioni: gli ultimi 7 governi hanno varato una media di quasi due decreti legge al mese (abbassa la media, con 1,18 decreti al mese, il governo finale della scorsa legislatura).</p>
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                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/torna-a-crescere-il-numero-di-decreti-legge-emanati/">Torna a crescere il numero di decreti legge emanati</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/torna-a-crescere-il-numero-di-decreti-legge-emanati/">Numero di decreti legge deliberati al mese</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0">
                    <div id="chart_99116_tab1" role="tab" aria-controls="chart_99116_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/torna-a-crescere-il-numero-di-decreti-legge-emanati/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="396" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-tablepress"><amp-img width="1010" height="396" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2020/09/torna-a-crescere-il-numero-di-decreti-legge-emanati.png" placeholder ></amp-img><div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div></amp-iframe>                        <div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/torna-a-crescere-il-numero-di-decreti-legge-emanati/">Torna a crescere il numero di decreti legge emanati - Numero di decreti legge deliberati al mese</a></div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis su dati camera                                                                <br>(ultimo aggiornamento: mercoledì 9 Settembre 2020)
                                        </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2020/09/torna-a-crescere-il-numero-di-decreti-legge-emanati.png" target="_blank" download></a>
						                                                <div title="Scarica dati CSV" class="opmag-chart-action-data-btn" data-param-filename="torna-a-crescere-il-numero-di-decreti-legge-emanati"></div>
						                        
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                            <p><label for="embed-chart-99116"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-99116" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			
<p>Ciò ha <strong>conseguenze profonde sulla possibilità dei parlamentari, non solo di opposizione, di incidere nel processo legislativo</strong>. A differenza di un normale disegno di legge, che offre tempi e spazi di discussione, <strong>i decreti arrivano in parlamento come atti che hanno già valore di legge</strong>.</p>
        <section class="glossary">
            <div>
                <mark>
																		 I decreti legge hanno effetto immediato, e devono poi essere convertiti in legge dal parlamento entro 60 giorni. Se ciò non avviene, i decreti perdono efficacia sin dall’inizio.</br>
											                </mark>
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/che-cosa-sono-i-decreti-legge/">
                "Che cosa sono i decreti legge"</a></span>

            </div>
        </section>
		
<p>Le camere si trovano a discutere su norme che stanno già producendo i loro effetti, spesso anche rilevanti sulla vita delle persone. Perciò i<strong> margini di intervento e modifica sono piuttosto ristretti.</strong></p>
        <section class="blockquote">
							<p>Il ricorso continuo a strumenti straordinari mortifica l'autorevolezza del parlamento.</p>
<p>
			        </section>
		
<p>Tanto più se il governo ricorre, in sede di conversione, all'utilizzo del <strong>voto di fiducia</strong>. Quando viene posta la questione di fiducia, il governo lega il proprio destino all'esito del voto sul testo. Decadono gli emendamenti e si procede direttamente al voto, con il triplice obiettivo di accelerare i tempi, evitare modifiche indesiderate e compattare la propria maggioranza. Essendo un dispositivo che <strong>comprime la possibilità della camera di modificare i testi, dovrebbe essere utilizzato con parsimonia</strong>. Invece è diventato uno strumento ordinario delle dinamiche parlamentari, utilizzato da tutti gli ultimi governi senza particolari eccezioni.</p>
            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/tutti-i-governi-dal-2008-hanno-posto-almeno-una-fiducia-al-mese-in-media/">Tutti i governi dal 2008 hanno posto almeno una fiducia al mese, in media</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/tutti-i-governi-dal-2008-hanno-posto-almeno-una-fiducia-al-mese-in-media/">Questioni di fiducia poste al mese per governo, dal 2008 ad oggi</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0">
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis su dati camera                                                                <br>(ultimo aggiornamento: mercoledì 9 Settembre 2020)
                                        </p>
                </div>
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						                                                <div title="Scarica dati CSV" class="opmag-chart-action-data-btn" data-param-filename="tutti-i-governi-dal-2008-hanno-posto-almeno-una-fiducia-al-mese-in-media"></div>
						                        
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                        <div>
                            <p><label for="embed-chart-99104"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-99104" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			
<p>Queste tendenze, ormai tanto consolidate nel nostro sistema istituzionale da resistere a qualsiasi alternanza politica, sono diventate <strong>ancora più evidenti nel corso dell'emergenza Covid</strong>.</p>
        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">91,4% </span>gli atti adottati per affrontare l’emergenza coronavirus che non hanno visto un coinvolgimento diretto del parlamento.</p>
			        </section>
		
<p>Durante la crisi il governo, da organo esecutivo, <strong>è diventato ancora più il soggetto dominante di tutte le dinamiche politiche</strong>. Ne è una prova l'utilizzo dei Dpcm, i decreti del presidente del consiglio, per decisioni fondamentali come i provvedimenti di chiusura. Un atto che, a differenza di un decreto legge, non è sottoposto al vaglio del presidente della repubblica, né al successivo voto delle camere.</p>
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/coronavirus-il-parlamento-e-il-grande-assente" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Coronavirus, il parlamento è il grande assente<br />
<br><strong>Leggi la nostra analisi</strong></a>.</p>
        </section>
		
<p>Al di là dell'emergenza, anche in tempi normali <strong>l'utilizzo in modo improprio di questi strumenti viene giustificato con la necessità di semplificazione e di decisione</strong> in tempi rapidi. Dietro un'esigenza condivisibile e sentita dai cittadini, qualsiasi critica del sistema attuale viene derubricata a perdita di tempo. Ma <strong>come sta funzionando questo modello decisionale basato sulla compressione delle prerogative parlamentari? </strong></p>
<h3>Un processo normativo che comunque non funziona</h3>
<p>Sono diversi gli <strong>elementi che portano a valutare negativamente l'efficacia ed efficienza del processo di formazione delle norme appena descritto</strong>.</p>
<p>Alcuni sono già insiti negli strumenti descritti, o meglio nelle <strong>storture che derivano dal loro abuso</strong>. Su tutti il ricorso alla decretazione d'urgenza per implementare politiche ordinarie del programma di governo.</p>
<p>Ma sono<strong> anche altri gli indicatori che mostrano come questo processo decisionale sia comunque lento, soggetto ad errori e porti alla sovrapproduzione normativa</strong>.</p>
        <section class="blockquote">
							<p>Il varo di una legge è spesso l'occasione per campagne di propaganda, molta meno cura è riservata all'attuazione delle norme.</p>
<p>
			        </section>
		
<p>Il varo di una norma, soprattutto decreti legge, spesso ha anche un <strong>grande valore politico in termini di comunicazione</strong>. Lo si vede da come sono stati ribattezzati i principali provvedimenti degli ultimi anni: dl semplificazioni, trasparenza, spazzacorrotti, sicurezza, cura Italia. Nomi evocativi, che fanno appello a <strong>parole chiave scelte solo allo scopo di renderli inattaccabili</strong> agli occhi dell'opinione pubblica. Chi può essere a favore dell'insicurezza, della corruzione, della mancanza di trasparenza?</p>
<p>Il problema è duplice. Primo,<strong> l'appello a slogan e parole chiave consente al proponente di fare propaganda non sul merito delle norme che si vogliono introdurre, ma sull'intero pacchetto</strong>. Un provvedimento da prendere a<strong> scatola chiusa</strong>, senza preoccuparsi di cosa contiene. Ovviamente<strong> bypassando ogni argomentazione e discussione sui contenuti reali dei testi, spesso molto più articolati e contraddittori di quanto il nome lascerebbe intuire</strong>.</p>
<p>Secondo, <strong>anche una volta approvate, tutte le norme hanno bisogno di una faticosa attuazione per calarsi nella realtà concreta dei cittadini</strong>. E sarebbe proprio questo il principale compito del governo, in quanto organo esecutivo. Seguire i processi amministrativi, interessarsi di far funzionare le norme, con decreti ministeriali, direttive, raccordando l'attività degli uffici sul territorio. Anche la legge migliore, se non ha nessuno che si preoccupi di come viene attuata, resta lettera morta (nel caso migliore). In quello peggiore, finisce con il diventare l'<strong>ennesimo elemento di confusione in un panorama legislativo già molto complesso</strong>.</p>
<p>La difficoltà nell'attuazione delle norme è resa evidente dai <strong>decreti attuativi</strong>. Si tratta di atti, come decreti ministeriali, Dpcm, provvedimenti dei dirigenti, cui la legge stessa rimanda per essere implementata. A volte fissando un termine preciso dall'entrata in vigore della legge, altre volte senza scadenza.</p>
        <section class="glossary">
            <div>
                <mark>
																		 Dopo il lavoro del parlamento, l’implementazione di una legge passa nelle mani di ministeri e agenzie pubbliche. Un secondo tempo delle leggi spesso ignorato, ma che lascia molte norme incomplete.</br>
											                </mark>
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/che-cosa-sono-i-decreti-attuativi/">
                "Che cosa sono i decreti attuativi"</a></span>

            </div>
        </section>
		
<p>Se prendiamo le <strong>ultime 6 leggi di bilancio approvate</strong>, storicamente il provvedimento che richiede il maggior lavoro extra parlamentare per trovare piena implementazione, <strong>vediamo come tutte - a volte anche a distanza di anni - abbiano un certo numero di decreti ancora non adottati</strong>.</p>
            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/tutte-le-ultime-leggi-di-bilancio-restano-almeno-in-parte-incomplete/">Tutte le ultime leggi di bilancio restano almeno in parte incomplete</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/tutte-le-ultime-leggi-di-bilancio-restano-almeno-in-parte-incomplete/">Decreti attuativi richiesti dalle ultime leggi di bilancio</a></h3>
                                    </div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis su dati governo                                                                <br>(ultimo aggiornamento: giovedì 10 Settembre 2020)
                                        </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-99207"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			
<p>Sono esempi di un <strong>processo normativo monco, che si cura dell'approvazione della legge ma molto meno della sua applicazione successiva</strong>.</p>
        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">32% </span>dei decreti attuativi previsti dalle ultime 6 leggi di bilancio non è stato adottato.</p>
			        </section>
		
<p>Un altro indicatore dell'inefficienza dell'attuale processo legislativo è la <strong>quantità di norme che vengono in seguito messe in discussione o dichiarate illegittime</strong>.</p>
        <section class="blockquote">
							<p>È anche questo processo legislativo a creare illegittimità costituzionali e contenzioso.</p>
<p>
			        </section>
		
<p>Tra 2015 e 2019, sono state 185 le <a href="https://www.cortecostituzionale.it/documenti/relazioni_annuali/Cartabia2020/Dati_quantitativi_e_di_analisi_2019.pdf#page=2019" target="_blank" rel="noopener noreferrer">sentenze della Corte costituzionale</a> che hanno dichiarato norme nazionali e regionali costituzionalmente illegittime, nel corso di un giudizio in via incidentale. Si tratta del giudizio promosso dal giudice ordinario nel corso di un processo per valutare se una norma è conforme al dettato costituzionale. Nello stesso periodo, si contano <strong>222 sentenze che hanno dichiarato l'illegittimità costituzionale durante un giudizio in via principale</strong>. Ovvero i ricorsi promossi dalle regioni contro leggi statali o viceversa, oppure tra regioni diverse. Un segnale del fatto che ridurre le prerogative del parlamento nell'elaborazione degli atti non è nemmeno funzionale a una maggiore efficienza.</p>
<p>Un esempio evidente, di cui abbiamo avuto modo di parlare, è il caso della <a href="https://www.openpolis.it/esercizi/la-semplificazione-mancata-di-un-sistema-sempre-piu-complesso/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">riforma delle province durante il governo Monti</a>, varata tramite decreti legge. In altri termini, il <strong>governo fece ricorso alla decretazione di urgenza (uno strumento per sua natura straordinario) per la riforma organica del sistema delle autonomie locali</strong>. Ovvero quanto di più stabile dovrebbe esserci in un ordinamento: la sua organizzazione interna, che ha bisogno di continuità per assicurare programmazione e servizi.</p>
<p>Una<strong> impostazione che è stata successivamente bocciata dalla Corte costituzionale</strong> con la <a href="https://www.cortecostituzionale.it/actionSchedaPronuncia.do?anno=2013&amp;numero=220" target="_blank" rel="noopener noreferrer">sentenza 220/2013</a>, ma che nel frattempo era rimasta in vigore per oltre un anno, generando dubbi e confusione sulla sua applicazione.</p>
<p>Ultimo esempio di un processo normativo inefficiente è dato dalle <strong><a href="https://www.openpolis.it/parole/cosa-sono-le-procedure-dinfrazione/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">procedure di infrazione</a> aperte dall'Unione europea nei confronti dell'Italia</strong>, per il mancato rispetto del diritto comunitario. Un fenomeno che, dopo una lenta e costante diminuzione, <strong>è tornato in crescita negli ultimi due anni</strong>.</p>
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                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/con-linizio-del-nuovo-anno-tornano-a-salire-le-infrazioni-a-carico-dellitalia/">Con l&#8217;inizio del nuovo anno tornano a salire le infrazioni a carico dell&#8217;Italia</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/con-linizio-del-nuovo-anno-tornano-a-salire-le-infrazioni-a-carico-dellitalia/">Numero di infrazioni pendenti a carico dell'Italia</a></h3>
                                    </div>
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                                            <strong>FONTE: </strong>dati ministero affari europei e commissione europea, elaborazione Edjnet/openpolis                                                                <br>(ultimo aggiornamento: mercoledì 24 Giugno 2020)
                                        </p>
                </div>
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                                          data-param-text="Con l&#8217;inizio del nuovo anno tornano a salire le infrazioni a carico dell&#8217;Italia - https://www.openpolis.it/numeri/con-linizio-del-nuovo-anno-tornano-a-salire-le-infrazioni-a-carico-dellitalia/"
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			
<p>Le procedure di infrazione rappresentano un <strong>costo reale per le casse dello stato e per i cittadini</strong>, su cui sarebbe il caso di interrogarsi tutte le volte che dalla politica viene agitato lo specchietto per allodole dei risparmi facili. Il <strong>vero costo della politica è un processo decisionale che non funziona</strong>.</p>
        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">78 mln </span>il costo medio annuo delle procedure di infrazione per l'Italia dal 2012 al 2018.</p>
			        </section>
		
<h3>Una questione di sistema da affrontare seriamente</h3>
<p>I dati passati in rassegna indicano che la marginalità del parlamento nel sistema decisionale non è fenomeno nuovo. È un <strong>processo di lungo periodo, che in questi anni si è manifestato ripetutamente in diverse forme</strong>. Nella subalternità del parlamento all'esecutivo, nella compressione dell'iniziativa legislativa e anche nei criteri di selezione degli eletti.</p>
<p>Ma <strong>a che cosa si deve questa tendenza?</strong> Sicuramente, il fatto che riguardi tutti gli ultimi esecutivi, con poche variazioni, ci racconta di un assetto che è funzionale al governo di volta in volta in carica.</p>
        <section class="blockquote">
							<p>Le fragilità dei partiti indeboliscono il sistema istituzionale.</p>
<p>
			        </section>
		
<p>Ma <strong>la ragione è, probabilmente, molto più profonda</strong>. Il ridimensionamento della funzione legislativa a vantaggio del governo è frutto soprattutto di un <strong>sistema politico instabile</strong>. Dove gli esecutivi si reggono su maggioranze fragili, che hanno bisogno di ricorrere a<strong> strumenti straordinari per puntellare la propria permanenza</strong> in carica. In cui le <strong>esigenze di comunicazione immediata prevalgono sulle strategie di lungo periodo</strong>. Dove il parlamentare non deve essere il rappresentante dei cittadini, che esercita la sua funzione senza vincolo di mandato, rispondendone direttamente agli elettori, ma il <strong>mero esecutore di una volontà spesso formata altrove, al di fuori delle aule parlamentari</strong>.</p>
<p>In questo, a nostro avviso, pesa la <strong>mancanza di un sistema di partiti strutturato e regolamentato in modo trasparente</strong>. Organizzazioni inserite pienamente e legittimamente nella vita sociale, in grado di raccoglierne gli interessi e su questi formulare programmi e strategie di lungo periodo. In grado di <strong>formare una classe dirigente preparata</strong>. E soprattutto capaci di rispondere al dettato costituzionale.</p>
        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.senato.it/1025?sezione=123&articolo_numero_articolo=49" target="_blank">- Costituzione, art. 49</a>
									            </div>
        </section>
		
<p>Chiaramente si tratta di questioni complesse e che non si possono risolvere con artifici istituzionali di corto respiro. Ma o si affronta il tema, oppure si sceglie di restare inerti di fronte alla delegittimazione e all'indebolimento delle istituzioni. Una scelta che nel lungo termine può rivelarsi rischiosa. <strong>Una democrazia, o ha un parlamento forte e legittimato a controllare e guidare l'azione dell'esecutivo, o non è tale</strong>. E questo dovrebbe essere il punto di partenza di qualsiasi riforma.</p>
<p>Foto credit: <a href="https://www.flickr.com/photos/cameradeideputati/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Flickr Camera dei deputati</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/non-rassegnamoci-ad-un-parlamento-irrilevante/">Non rassegnamoci ad un parlamento irrilevante</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>I correttivi al taglio dei parlamentari</title>
		<link>https://www.openpolis.it/i-correttivi-al-taglio-dei-parlamentari/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele De Bernardin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jun 2020 09:50:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=85739</guid>

					<description><![CDATA[<p>I dati sono un ottimo modo per analizzare fenomeni, raccontare storie e valutare pratiche politiche. Con Numeri alla mano facciamo proprio questo. Una rubrica settimanale di brevi notizie, con link per approfondire. Il giovedì alle 7 in onda anche su Radio Radicale. Leggi il nostro ultimo approfondimento sui correttivi al taglio dei parlamentari. 3 i [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/i-correttivi-al-taglio-dei-parlamentari/">I correttivi al taglio dei parlamentari</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I dati sono un ottimo modo per analizzare fenomeni, raccontare storie e valutare pratiche politiche. Con <a href="https://www.openpolis.it/cosa/numeri-alla-mano/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Numeri alla mano</em></a> facciamo proprio questo. Una rubrica settimanale di brevi notizie, con link per approfondire. Il giovedì alle 7 in onda anche su Radio Radicale. <a href="https://www.openpolis.it/taglio-dei-parlamentari-ci-siamo-dimenticati-dei-correttivi/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Leggi il nostro ultimo approfondimento sui correttivi al taglio dei parlamentari.</a></p>
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.radioradicale.it/rubriche/1328/openpolis-numeri-alla-mano" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Numeri alla mano<br />
<br><strong>Ascolta tutti i podcast su radio radicale</strong></a>.</p>
        </section>
		
<h1 class="red1 mb-0">3</h1>
<p class="bt-2-grey3">i correttivi alla base dell&#8217;accordo di governo tra 5stelle e centrosinistra. Con l&#8217;approvazione del decreto elezioni è stata fissata la finestra elettorale per il referendum costituzionale. Il governo Conte II nasce infatti con la decisione da parte di Partito democratico e Liberi e uguali di sostenere il taglio dei parlamentari in cambio dell&#8217;introduzione di 3 correttivi. <a href="https://parlamento18.openpolis.it/singolo_atto/35235" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Ved l&#8217;iter del decreto elezioni.</a></p>
<h1 class="red1 mb-0">2</h1>
<p class="bt-2-grey3">i disegni di legge costituzionali che devono essere approvati. Per l’approvazione delle leggi costituzionali e di revisione costituzionale è necessario seguire una procedura aggravata. Doppia approvazione da parte di entrambi i rami, e la possibilità di chiedere un referendum confermativo ai cittadini. <a href="https://www.openpolis.it/parole/come-si-modifica-la-costituzione/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Come si modifica la costituzione.</a></p>
<h1 class="red1 mb-0">224 milioni di euro</h1>
<p class="bt-2-grey3">l&#8217;anno di indennità e rimborsi ai parlamentari versati da camera e senato. Tra le principali motivazioni politiche dietro al taglio, c&#8217;è il tema dei risparmi. Riducendo di 1/3 il numero di deputati e senatori, la spesa del parlamento si contrarrebbe. La voce principale sono ovviamente le indennità (124 milioni l&#8217;anno) e i rimborsi (100 milioni).<a href="https://www.openpolis.it/taglio-dei-parlamentari-ci-siamo-dimenticati-dei-correttivi/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> Leggi la nostra analisi.</a></p>
<h1 class="red1 mb-0">53 milioni di euro</h1>
<p class="bt-2-grey3">l&#8217;anno ai gruppi parlamentari. Il tema dei risparmi però è molto ampio. Un altro modo di affrontare la materia sarebbe stata la riduzione di determinate voci di spesa. Oltre a ridurre l&#8217;indennità percepita dai parlamentari, si poteva pensare a ridurre il contributo istituzionale che ricevono i gruppi parlamentari. Possibilità che i partiti vedono con timore, essendo ormai la principale fonte di finanziamento. <a href="https://www.openpolis.it/esercizi/come-si-finanziano-oggi-i-partiti/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Scopri come si finanziano i partiti.</a></p>
<h1 class="red1 mb-0">45</h1>
<p class="bt-2-grey3">articoli dei regolamenti parlamentari da aggiornare. La riforma mira anche a rendere il parlamento più efficiente. Oltre ai correttivi però, è necessario mettere mano ai regolamenti parlamentari. Questo se non si vuole rischiare una riforma dimezzata, che creerebbe solo confusione normativa. Sono molti infatti gli articoli che fanno un diretto riferimento al numero di deputati e senatori. <a href="https://www.camera.it/leg18/438?shadow_regolamento_capi=917&amp;shadow_regolamento_articoli_titolo=Articolo%205%20%28*%29" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vedi il regolamento della camera.</a></p>
<h3 class="mt-40">Ascolta il nostro podcast su Radio Radicale</h3>
<p><iframe src="//www.radioradicale.it/scheda/609277/iframe" width="560" height="355" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Taglio dei parlamentari, ci siamo dimenticati dei correttivi</title>
		<link>https://www.openpolis.it/taglio-dei-parlamentari-ci-siamo-dimenticati-dei-correttivi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele De Bernardin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2020 06:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=83789</guid>

					<description><![CDATA[<p>Confermato in autunno il voto sul referendum, ma l'iter dei correttivi si è fermato. Erano al centro dell'accordo di governo, con l'emergenza Covid19 sono usciti dai radar.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/taglio-dei-parlamentari-ci-siamo-dimenticati-dei-correttivi/">Taglio dei parlamentari, ci siamo dimenticati dei correttivi</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo un voto di fiducia travagliato, il governo ha ottenuto <a href="https://parlamento18.openpolis.it/singolo_atto/35235" target="_blank" rel="noopener noreferrer">l&#8217;approvazione dell&#8217;aula sul decreto elezioni</a>. A settembre si dovrebbe tenere il referendum confermativo sul taglio dei parlamentari. Un provvedimento che è stato alla base dell&#8217;accordo di governo tra Movimento 5 stelle e centrosinistra.</p>
<p>Ma tra le tante conseguenze della pandemia, anche il blocco di qualsiasi provvedimento parlamentare che non riguardasse l&#8217;emergenza Coronavirus. Tra questi anche i correttivi alla riforma, altri 2 disegni di legge costituzionali, che ancora devono essere approvati. Non è chiaro se e quando ricomincerà il loro iter, se verrano approvati, e soprattutto se richiederanno un ulteriore referendum confermativo. Il rischio è quindi di una riforma dimezzata, che creerebbe solo confusione normativa.</p>
<h3>L&#8217;accordo di governo: taglio sì ma con correttivi</h3>
<p>La scorsa settimana è stata confermata la finestra elettorale del 2020. Le varie tornate (comunali, regionali, suppletive) saranno quindi concentrate in un unico election day. La data su cui si sta orientando il governo è il 20-21 settembre. Giorno in cui si dovrebbe anche votare per il referendum costituzionale.</p>
<p>Tra i diversi temi che hanno infatti caratterizzato la XVIII legislatura, c&#8217;è stato anche quello del taglio del numero di parlamentari. Provvedimento, fortemente voluto dal Movimento 5 stelle, che ha cominciato il suo lungo iter durante il primo governo Conte (5stelle-Lega). Il percorso per modificare la costituzione infatti richiede una procedura aggravata, più complessa di un normale disegno di legge.</p>
        <section class="glossary">
            <div>
                <mark>
																		Per l’approvazione delle leggi costituzionali e di revisione costituzionale è necessario seguire una procedura aggravata. Doppia approvazione da parte di entrambi i rami, e la possibilità di chiedere un referendum confermativo ai cittadini.</br>
											                </mark>
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/come-si-modifica-la-costituzione/">
                "Come si modifica la costituzione"</a></span>

            </div>
        </section>
		
<p>L&#8217;ultima fase di questo iter si è conclusa durante il secondo governo Conte (5stelle-centrosinistra). Nonostante infatti il Partito democratico, come anche Liberi e uguali, avesse ripetutamente votato contro il provvedimento nei suoi primi passaggi parlamentari, con il nuovo esecutivo era stata trovata una quadra ben chiara. Il centrosinistra avrebbe sostenuto il provvedimento, con l&#8217;accordo di approvare successivamente dei correttivi al testo.</p>
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/category/potere-politico/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Potere politico<br />
<br><strong>Leggi tutte le analisi</strong></a>.</p>
        </section>
		
<h3>A che punto sono i correttivi</h3>
<p>Nello specifico due provvedimenti erano stato individuati come necessari per superare il temporaneo impasse. Al loro interno tre norme:</p>
<ul>
<li>l&#8217;abbassamento a 25 anni dell&#8217;elettorato passivo e a 18 di quello attivo per il senato;</li>
<li>il superamento della base regionale per l&#8217;elezione del senato, in favore di una base circoscrizionale;</li>
<li>la riduzione da 3 a 2 i delegati regionali che partecipano all&#8217;elezione del presidente della repubblica.</li>
</ul>
<p>I testi sugli ultimi 2 punti erano stati incardinati nel <a href="https://parlamento18.openpolis.it/singolo_atto/24664" target="_blank" rel="noopener noreferrer">disegno di legge a prima firma Fornaro (Leu)</a>, che va a modificare gli articoli 57 e 83 della costituzione. Provvedimento sostenuto da tutta la maggioranza, che però deve ancora ricevere una prima approvazione dell&#8217;aula. Proprio nel mese di giugno ne è ricominciato l&#8217;iter, con un <a href="https://www.camera.it/leg18/126?tab=4&amp;leg=18&amp;idDocumento=2238&amp;sede=ac&amp;tipo=" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ciclo di audizioni in commissione affari costituzionali di Montecitorio</a>.</p>
        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">2 </span>i disegni di legge costituzionali che attendono il completamento dell&#8217;iter.</p>
			        </section>
		
<p>L&#8217;altro provvedimento invece, a <a href="https://parlamento18.openpolis.it/atto/index/id/21561/sf_highlight/1440" target="_blank" rel="noopener noreferrer">prima firma Brescia (M5s)</a>, punta a modificare l&#8217;articolo 58 della costituzione. Presentato a gennaio del 2019, a fine luglio dell&#8217;anno scorso ha ottenuto una prima approvazione. Via libera raggiunto con un <a href="https://parlamento18.openpolis.it/votazione/camera/modifiche-allarticolo-58-della-costituzione-in-materia-di-elettorato-attivo-e-passivo-per-lelezione-del-senato-della-repubblica-approvato-con-il-nuovo-titolomodifica-allarticolo-58-del/9603" target="_blank" rel="noopener noreferrer">appoggio pan-partisan, essendo stato votato da tutti i gruppi parlamentari della camera.</a> Con la trattazione in senato, il provvedimento è stato discusso congiuntamente con altri 3 disegni di legge e una petizione popolare. A gennaio di quest&#8217;anno è stato votato in commissione il testo base assieme agli emendamenti.</p>
<p>Trattandosi in entrambi i casi di disegni di legge che puntano a modificare la costituzione, saranno necessarie in totale 2 approvazioni per ramo.</p>
<h3>E ora che succede</h3>
<p>Con l&#8217;ufficializzazione della finestra elettorale per il referendum, è lecito chiedersi se e quando riprenderà l&#8217;iter dei provvedimenti. <strong>Com&#8217;è normale che sia da inizio febbraio l&#8217;emergenza sanitaria Covid19 ha monopolizzato il dibattito politico e parlamentare.</strong> Oltre alla conversione in legge dei diversi decreti del governo, camera e senato hanno fatto poco altro.</p>
        <section class="blockquote">
							<p>Con la vittoria del Sì, i correttivi sono necessari per evitare una riforma dimezzata.</p>
<p>
			        </section>
		
<p>Difficile pensare che i testi avanzeranno nel loro iter da qui al giorno del voto, considerando anche la pausa estiva di mezzo. <strong>La doppia approvazione richiesta dai disegni di legge costituzionali, come anche la possibilità che richiedano un referendum confermativo, rendono il percorso ancora lungo</strong>. Soprattutto perché più passa il tempo, più aumentano le variabili in campo. Su tutti la necessità che una maggioranza politica stabile porti avanti l&#8217;iter in maniera spedita e decisa, onde evitare che alcuni pezzi rimangano indietro.</p>
<h3>I regolamenti di camera e senato</h3>
<p>Tagliare il numero dei parlamentari richiederebbe anche correzioni ai regolamenti di Montecitorio e Palazzo Madama. Sono molti infatti gli articoli in cui si fanno diretti riferimenti al numero di deputati e senatori. Camera e senato lavorano con due regolamenti differenti, e quindi sarà necessario un processo di riforma in entrambi i rami.</p>
        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">47 </span>gli articoli dei regolamenti di camera e senato che andrebbero riformati con una vittoria dal Sì.</p>
			        </section>
		
<p>Numerosi gli ambiti che necessiterebbero di un intervento. <strong>Modifiche che riguarderebbero sia la composizione di organi specifici, sia il funzionamento dei lavori</strong>: dalla verifica del numero legale alla richiesta di voto segreto passando per la presentazione di mozioni.</p>
<p>Lecito quindi chiedere al governo cosa abbia intenzione di fare con i correttivi alla riforma costituzionale. Mentre alcuni riguardano scelte politiche, come le modifiche in materia elettorale al senato, altri riguardano il regolare funzionamento delle istituzioni: elezione del capo dello stato, dei membri di Palazzo madama, regolamenti dell&#8217;aula e altro. Modifiche che sono quindi necessarie, in un modo o nell&#8217;altro, e che non possono essere lasciate indietro.</p>
<h3>Un&#8217;agenda politica già scritta</h3>
<p>Con la vittoria del Sì, l&#8217;agenda politica della legislatura sembra essere già scritta: dall&#8217;approvazione dei correttivi, alla riforma dei regolamenti parlamentari, passando per la nuova legge elettorale. L&#8217;elenco delle norme necessarie per armonizzare il sistema diventerebbe di fatto un calendario dei lavori inevitabile. In questo senso un&#8217;eventuale crisi di governo, tanto più una fine anticipata della legislatura, rischierebbe di lasciare molte cose in sospeso.</p>
<p>I molti nodi da sciogliere non sono da sottovalutare, vista la complessità assoluta della materia. Ognuno degli elementi sopra elencati infatti porterà con sé discussioni e riflessioni politiche, soprattutto perché si tratta di riforme che ciclicamente finiscono nell&#8217;agenda dei lavori e che altrettanto ciclicamente vengono accantonate per la difficoltà di trovare una quadra.</p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Cresce il ruolo delle regioni nella politica di oggi</title>
		<link>https://www.openpolis.it/cresce-il-ruolo-delle-regioni-nella-politica-di-oggi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele De Bernardin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Oct 2019 08:51:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=58373</guid>

					<description><![CDATA[<p>Sono sempre più centrali nello stabilire l'agenda della politica nazionale: dal dibattito sull'autonomia differenziata, al loro peso nella futura scelta per il nuovo presidente della repubblica. Perché molti politici nazionali lasciano il parlamento per farsi eleggere in regione. </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Se l&#8217;attuale fase politica si sta contraddistinguendo per una forte instabilità partitica, il ruolo delle regioni appare invece in costante ascesa.</p>
<p>Il dibattito sull&#8217;autonomia differenziata ha dimostrato quanto queste istituzioni abbiano una crescente centralità nello stabilire l&#8217;agenda politica del paese. Non a caso Salvini ha indicato la via dei consigli regionali come quella da percorrere per giungere al referendum abrogativo sulla legge elettorale.</p>
<p><strong>In questo scenario, come confermato dall&#8217;elezione di Donatella Tesei in Umbria, le tornate elettorali regionali hanno sempre più peso nell&#8217;influenzare gli equilibri politici a livello nazionale</strong>. Lo avranno ancora di più in prospettiva 2022, con l&#8217;elezione del nuovo presidente della repubblica. Elezioni che stanno diventando anche il campo di prova per nuove alleanze partitiche, vedi quella tra il Movimento 5 stelle e il Partito democratico, e un piano b per molti politici nazionali che decidono di lasciare il parlamento per incarichi in giunte regionali. Ultima in ordine di tempo proprio la senatrice Tesei.</p>
<h3>Il referendum sulla legge elettorale</h3>
<p>Tra i temi più caldi dell&#8217;attuale dibattito politico c&#8217;è sicuramente quello sulla legge elettorale.</p>
<p>La necessità di riformare il rosatellum bis, approvato nella scorsa legislatura, sta portando tutti i principali partiti nazionali a posizionarsi sull&#8217;argomento. La Lega guidata da Matteo Salvini spinge fortemente per il passaggio ad un maggioritario puro. Ma non trovandosi più in una posizione di governo, l&#8217;ex ministro dell&#8217;interno sta spingendo per giungere all&#8217;abrogazione della parte proporzionale dell&#8217;attuale legge elettorale attraverso un referendum popolare.</p>
        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>È indetto referendum popolare per deliberare l&#8217;abrogazione, totale o parziale, di una legge o di un atto avente valore di legge, quando lo richiedono cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.senato.it/1025?sezione=127&articolo_numero_articolo=75" target="_blank">- articolo 75 - Costituzione italiana</a>
									            </div>
        </section>
		
<p>La costituzione prevede due possibilità per chiedere l&#8217;indizione di un referendum abrogativo: o attraverso la raccolta di 500.000 firme di elettori o attraverso il pronunciamento di 5 consigli regionali. Trovandosi alla guida di 11 delle 20 regioni italiane, il centrodestra, con il suo attuale leader Matteo Salvini, ha deciso che quest&#8217;ultima è la strada migliore da percorrere:</p>
        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Se 5 Regioni a maggioranza assoluta chiedono un referendum, la proposta non si sottopone a un voto sulla piattaforma Rousseau, ma tra i cittadini avere un sistema elettorale in Italia totalmente maggioritario. Chi vince un voto in più vince, collegio per collegio come i sindaci</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.lapresse.it/politica/salvini_5_regioni_chiedano_referendum_su_legge_elettorale_sindaci-1812699/news/2019-09-14/" target="_blank">- Matteo Salvini - 14 settembre 2019</a>
									            </div>
        </section>
		
<p><strong>Dopo il via libera di Lombardia, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Sardegna e Piemonte quindi il centrodestra, guidato da Roberto Calderoli ha depositato il 30 settembre il quesito in cassazione.</strong> Richiesta di referendum che nel frattempo è stato deliberata anche da altre 3 regioni: Abruzzo, Basilicata e Liguria.</p>
<p>La scelta di coinvolgere le regioni in questo processo è politica. Un tentativo da parte del centrodestra di far capire il suo peso nel paese, guidando oltre la metà delle regioni italiane, tra cui alcune delle più importanti al livello economico (Lombardia e Veneto su tutte). Una scelta che dà ulteriore centralità a questi organi, e che conferma il crescente ruolo proprio delle regioni nello stabilire l&#8217;agenda politica del paese.</p>
        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">1 su 67 </span>i quesiti referendari proposti dalle regioni dal 1946 ad oggi.</p>
			        </section>
		
<p>Nella storia repubblicana in una sola occasione il referendum abrogativo è stato indetto su iniziativa delle regioni. Un unico caso che però è il più recente, risale al 2016, e che in un certo senso conferma quanto detto fino ad ora. Se il referendum verrà calendarizzato sarà la seconda occasione in pochi anni in cui le regioni hanno contribuito a dettare l&#8217;agenda referendaria nazionale. Una cosa che non era mai successa prima.</p>
<h3>Il dibattito sulle autonomie</h3>
<p>Non è la prima volta in questa legislatura che le regioni finiscono al centro del dibattito.<strong> Era già successo prolungatamente durante il governo Conte I, in seguito delle iniziative intraprese da Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna per ottenere un&#8217;autonomia differenziata</strong>.</p>
<p>Dopo aver sottoscritto tre accordi preliminari nella scorsa legislatura infatti, il negoziato è proseguito anche nell&#8217;attuale ampliando il quadro delle materie da trasferire rispetto a quello originariamente previsto. Nel frattempo anche altre regioni hanno intrapreso il percorso per la richiesta di condizioni particolari di autonomia: Piemonte, Liguria, Toscana, Umbria, Marche e Campania. Una serie di eventi che hanno fatto diventare la materia una prerogativa dei due governi presieduti da Giuseppe Conte.</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/-ER1_OunFh0?start=3205" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>Nella <a href="http://www.dt.mef.gov.it/modules/documenti_it/analisi_progammazione/documenti_programmatici/def_2019/NADEF_2019__FINALE.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Nota di aggiornamento al Def 2019</a> recentemente approvata dal nuovo governo 5stelle-Pd viene infatti riferito l&#8217;impegno del governo a portare avanti il processo di attuazione del federalismo differenziato.<strong> In particolare, come anche confermato dal ministro per gli affari regionali Boccia in commissione il 17 ottobre scorso, l&#8217;intenzione del governo è di presentare un disegno di legge collegato alla manovra per favorire l&#8217;autonomia differenziata.</strong></p>
        <section class="blockquote">
							<p>Con la Lega ora all&#8217;opposizione, partito che guida anche Veneto e Lombardia, il tema dell&#8217;autonomie è destinato a tornare d&#8217;attualità.</p>
<p>
			        </section>
		
<p>Una tematica molto calda, persino inserita nel programma di governo dell&#8217;esecutivo Conte II, che è più volte finita al centro di scontri tra i vari partiti in parlamento. <strong>La partita è certamente ancora aperta, e con la Lega ora all&#8217;opposizione, partito storicamente favorevole ad un sistema sempre più federalista, è immaginabile che la discussione tornerà accesa</strong>. Anche perché 2 delle 3 regioni che hanno avviato l&#8217;iter, Lombardia e Veneto, sono guidate proprio dalla Lega.</p>
<h3>Le prossime elezioni regionali</h3>
<p>Il voto di ieri ha sancito la vittoria del centrodestra nelle elezioni in Umbria, con l&#8217;elezione di Donatella Tesei a presidente della giunta regionale. Un esito a tratti scontato, visto soprattutto il risultato delle europee nella regione, ma che ha avuto comunque una certa importanza.<strong> Da un lato perché ha confermato i numeri del centrodestra, sempre di più la coalizione maggioritaria del paese, dall&#8217;altro perché è stato il primo banco di prova per l&#8217;alleanza elettorale tra il Movimento 5 stelle e il Partito democratico.</strong></p>
<p>Da questo punto di vista quindi le elezioni regionali sono un laboratorio importante per la politica nazionale, e in una fase storica in cui il consenso politico è molto volatile, rappresentano un dato ufficiale con cui tastare il polso dei cittadini molto più ricorrente delle elezioni nazionali.</p>
        <section class="blockquote">
							<p>In un periodo in cui il consenso è volatile, le elezioni regionali sono appuntamenti fondamentali per valutare la forza dei partiti.</p>
<p>
			        </section>
		
<p>Proprio per questo motivo il 2020 sarà un test da non sottovalutare per tutte le forze politiche nazionali, soprattutto per monitorare il consenso elettorale dell&#8217;attuale governo 5stelle-Pd. <strong>L&#8217;anno prossimo si terranno infatti le elezioni regionali in Emilia-Romagna, Toscana, Marche, Puglia, Campania e Veneto</strong>. Tutte, tranne quest&#8217;ultima, sono attualmente guidate dal centrosinistra, ed ulteriori vittorie del centrodestra avrebbero delle evidenti ripercussioni anche sugli instabili equilibri nazionali.</p>
<h3>Le elezioni del presidente della repubblica nel 2022</h3>
<p>L&#8217;attuale esecutivo 5stelle-Pd nasce, tra le altre cose, con la volontà di voler arrivare fino al 2022, per poter così eleggere il nuovo presidente della repubblica. L&#8217;anomala alleanza tra due partiti storicamente avversari basa infatti molto della sua forza sul voler evitare le elezioni anticipate. Un evento che con molta probabilità porterebbe ad un parlamento a maggioranza centrodestra, che quindi avrebbe così un peso non da poco nel trovare il successo di Mattarella.</p>
        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Il presidente della repubblica è eletto dal parlamento in seduta comune dei suoi membri. All&#8217;elezione partecipano tre delegati per ogni regione eletti dal consiglio regionale in modo che sia assicurata la rappresentanza delle minoranze. La Valle d&#8217;Aosta ha un solo delegato</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.senato.it/1025?articolo_numero_articolo=83&sezione=128" target="_blank">- Art. 83 costituzione della repubblica italiana</a>
									            </div>
        </section>
		
<p>Come noto però, oltre al parlamento in seduta comune, contribuiscono all&#8217;elezione del presidente della repubblica anche i delegati delle regioni: 58 consiglieri regionali (3 per regione e 1 per la Valle d&#8217;Aosta). <strong>Proprio per questo motivo le elezioni regionali meritano particolare attenzione, e possono rappresentare una variabile determinante per il voto del 2022.</strong></p>
        <section class="blockquote">
							<p>Vincere le elezioni regionali vuole anche dire maggiore peso nell&#8217;elezione del presidente della repubblica nel 2022.</p>
<p>
			        </section>
		
<p>Come detto attualmente il centrodestra controlla oltre metà dei consigli regionali, nuove vittorie elettorali le permetterebbero quindi di ulteriormente incrementare le possibilità di influire sulla scelta del nuovo presidente della repubblica. <strong>Anche la partita per il Quirinale quindi mette le regioni in una posizione decisiva per gli equilibri nazionali.</strong></p>
<p>Un ruolo che è solo destinato a crescere quando, e se, verrà realmente implementato il taglio del numero di parlamentari. Se non si predispone quindi anche una riforma dell&#8217;articolo 83 della costituzione il peso dei 58 consiglieri regionali nella scelta del presidente della repubblica è desinato a crescere.</p>
<h3>Chi lascia il parlamento per andare in regione</h3>
<p>In questo scenario le regioni stanno diventando un luogo sempre più attrattivo in cui fare politica. Da inizio legislatura 13 tra deputati e senatori si sono dimessi per avere assunto un incarico incompatibile con il mandato parlamentare: 7 alla camera e 6 al senato. Tra questi, 9 lo hanno fatto perché nel frattempo sono stati eletti/nominati in giunta e/o consiglio regionale. <strong>Ultima in ordine di tempo proprio la neo eletta governatrice della regione Umbria, Donatella Tesei (Lega), che ora dovrà quindi dimettersi dal Senato.</strong></p>
        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">9 </span>i parlamentari che hanno lasciato camera e senato per un incarico in regione.</p>
			        </section>
		
<p>Il primo è stato Massimiliano Fedriga (Lega) che da neo deputato dalla Lega ha gareggiato e vinto le elezioni regionali in Friuli-Venezia Giulia. Nell&#8217;estate del 2018 poi sia Claudia Maria Terzi (Lega) che Lara Magoni (Lega) hanno lasciato rispettivamente l&#8217;incarico di deputata e senatrice dopo essere state nominate in giunta dal governatore lombardo Fontana (Lega).</p>
        <section class="dossier">
            <div>
															Incompatibilità, scopri come funzionano<br />
									                <span class="read-more"><a href="https://www.openpolis.it/esercizi/i-limiti-al-cumulo-di-incarichi-politici/">"Caricometro, dove non arrivano le leggi"</a></span>
            </div>
        </section>
		
<p>Nel 2019 sono seguite poi le dimissioni di Maurizio Fugatti (Lega), Stefania Segnana (Lega) e Giulia Zanottelli (Lega), che hanno optato rispettivamente per le cariche di presidente e di consigliere della provincia autonoma di Trento, di Marco Marsilio (Fdi), diventato governatore dell&#8217;Abruzzo, e infine di Christian Solinas (PSd&#8217;Az), eletto presidente della giunta regionale sarda.</p>
            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/da-inizio-legislatura-9-parlamentari-si-sono-dimessi-per-incarichi-regionali/">Da inizio legislatura 9 parlamentari hanno lasciato l&#8217;aula per incarichi regionali</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/da-inizio-legislatura-9-parlamentari-si-sono-dimessi-per-incarichi-regionali/">Dove sono andati i parlamentari dimissionari per incompatibilità</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1">
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_59448_tab3"><p>Sono stati considerati solamente i parlamentari che si sono dimessi per incompatibilità. Colori quindi che sono andati a ricoprire un incarico in giunta/consiglio regionale, nel consiglio superiore della magistratura o al parlamento europeo.</p>
</div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>dati ed elaborazione openpolis                                                            </p>
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                            </div>

			
<p>Con le prossime elezioni regionali è immaginabile che questo numero sia destinato a salire. Solamente per citare un esempio la candidata della Lega per le elezioni regionali in Emilia-Romagna è <a href="https://parlamento18.openpolis.it/parlamentare/cosa/id/420213/sf_highlight/borgonzoni" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Lucia Borgonzoni</a>, attualmente senatrice.<strong> Una scelta quindi molto comune, con le regioni che danno sempre più l'impressione di essere un luogo in cui ci sono maggiori possibilità di impattare a livello politico rispetto al parlamento</strong>. In un contesto storico in cui proprio camera e senato si trovano sempre più svuotate dalle loro prerogative.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Foto credit - <a href="https://www.facebook.com/giovatoti/photos/a.1420354864878556/2452224695024896/?type=3&amp;theater" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Facebook ufficiale Giovanni Toti</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/cresce-il-ruolo-delle-regioni-nella-politica-di-oggi/">Cresce il ruolo delle regioni nella politica di oggi</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
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