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	<title>reddito di cittadinanza Archivi - Openpolis</title>
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	<lastBuildDate>Wed, 17 May 2023 09:42:21 +0000</lastBuildDate>
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		<title>In Ue è diffusa la disoccupazione giovanile, soprattutto al sud</title>
		<link>https://www.openpolis.it/in-ue-e-diffusa-la-disoccupazione-giovanile-soprattutto-al-sud/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Anita]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 May 2023 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=246413</guid>

					<description><![CDATA[<p>I cittadini più giovani sono maggiormente esposti alla disoccupazione. Mediamente parliamo dell'11,3% delle persone di meno di 29 anni, ma in molte regioni meridionali dell'Ue la cifra supera il 30%.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/in-ue-e-diffusa-la-disoccupazione-giovanile-soprattutto-al-sud/">In Ue è diffusa la disoccupazione giovanile, soprattutto al sud</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Nei prossimi mesi scomparirà il <a href="https://www.openpolis.it/il-reddito-di-cittadinanza-e-i-sussidi-nel-resto-deuropa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">reddito di cittadinanza</a>, la misura di reddito minimo garantito implementata nel nostro paese dal 2019 per arginare la povertà. Sarà sostituito da tre misure distinte, ovvero la <strong>garanzia di inclusione lavorativa (Gil)</strong>, la garanzia per l&#8217;attivazione lavorativa (Gal) e la prestazione di accompagnamento al lavoro (Pal). </p>


<div id="strillo-testo-block_090213376613e2edbe9f57202e2c22bc" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>I requisiti della Gil sono più stringenti rispetto a quelli del Rdc.</p>
			        </section>
		</div>



<p>Gil è il vero e proprio sostituto del reddito di cittadinanza (l&#8217;assegno), mentre Gal e Pal sono le politiche attive del lavoro che lo affiancheranno. A differenza del precedente Rdc, Gil non sarà rivolta ai single ma soltanto ai nuclei familiari in difficoltà e con almeno un membro in difficoltà (minore, disabile o anziano). Inoltre vengono ridotti sia l&#8217;importo erogato che i termini di estensbilità della misura (da 18 a 12 mesi, previa sospensione per un mese). Sono inoltre <strong>resi più stringenti i requisiti sia per quanto riguarda l&#8217;accesso al sostegno che per l&#8217;inserimento lavorativo</strong>. In particolare applicando una minore tolleranza rispetto a cosa sia da considerarsi una offerta di lavoro &#8220;congrua&#8221;.</p>



<p>Il rischio di queste misure è quello di <strong>diminuire entità e capacità degli aiuti di raggiungere le persone che ne hanno bisogno</strong>, senza allo stesso tempo risolvere i limiti esistenti del reddito di cittadinanza, come indicati nell&#8217;ottobre 2021 dalla&nbsp;<a href="https://www.lavoro.gov.it/priorita/Documents/Relazione-valutazione-RdC-final.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">relazione del comitato scientifico</a>&nbsp;nominato dal ministero del lavoro. In particolare la difficoltà di raggiungere i nuclei familiari numerosi,<a href="https://www.openpolis.it/le-famiglie-con-figli-sono-piu-esposte-alla-poverta/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">&nbsp;da anni quelli più colpiti dalla povertà assoluta</a>, e le criticità nell&#8217;avviamento al lavoro. Un aspetto da considerare prioritario in un paese come il nostro, in cui la disoccupazione è un problema molto serio, soprattutto tra chi si accinge a fare il proprio ingresso nel mondo del lavoro. <strong>L’Italia è infatti uno dei paesi Ue con il tasso più elevato di disoccupazione giovanile</strong></p>


<div id="nel-2022-in-ue-e-disoccupato-l113-dei-giovani-42-punti-percentuali-in-piu-rispetto-alla-media" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<h3 class="wp-block-heading">La disoccupazione giovanile è massima nel sud Europa</h3>



<p><strong>I giovani sono più frequentemente disoccupati rispetto alla media</strong>, ovvero si ritrovano più spesso senza lavoro e alla ricerca di un impiego. Questo è dovuto in parte al fatto che hanno meno esperienza pregressa, tuttavia la difficoltà a trovare un impiego è essa stessa una condizione che impedisce loro di fare esperienza, oltre a essere un sintomo di una ridotta inclusività del mondo del lavoro.</p>


        <section class="glossary">
            <div>
                <mark>
																		Il tasso di disoccupazione è il rapporto percentuale tra la popolazione di più di 15 anni che è alla ricerca di un lavoro e la forza lavoro totale.</br>
											                </mark>
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/cose-il-tasso-di-disoccupazione/">
                &#8220;Cos&#8217;è il tasso di disoccupazione&#8221;</a></span>

            </div>
        </section>
		


<p>Nel 2021 nell&#8217;Unione europea il tasso di disoccupazione delle persone di età compresa tra i 15 e i 29 anni era infatti <strong>4,2 punti percentuali superiore rispetto alla media della popolazione</strong> (15-74 anni).</p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">11,3% </span>dei giovani (15-29 anni) in Ue è disoccupato (2022).</p>
			        </section>
		

<div id="litalia-con-il-18-e-il-terzo-paese-ue-ma-il-secondo-per-divario-tra-giovani-e-media-10-punti-percentuali" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<p>La situazione è fortemente differenziata da stato a stato. A registrare i tassi più elevati sono i paesi dell&#8217;Europa meridionale, in particolare <strong>Grecia e Spagna</strong>, entrambe con cifre superiori al 20% (rispettivamente 24,3% e 22,4%). Al terzo posto si trova l&#8217;<strong>Italia</strong> con il 18%, ma è elevato anche il dato svedese (17%), che spicca in questo senso tra i paesi del nord Europa. In 13 stati membri invece la quota si attesta sotto il 10%. Particolarmente bassa in Repubblica Ceca (4,2%), Germania (5%) e Malta (5,9%).</p>



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<p>Simile la classifica se si considera il <strong>divario</strong>, a livello di tasso di disoccupazione, tra giovani e popolazione generale. L&#8217;Italia supera da questo punto di vista la Spagna, posizionandosi al secondo posto dopo la Grecia come paese in cui i giovani risultano più penalizzati (la differenza tra i tassi è di 9,9 punti percentuali, mentre in Grecia è di 11,8). Anche in questo caso le ultime sono Germania (1,9 punti percentuali) e Repubblica Ceca (3).</p>


<div id="sono-le-regioni-greche-spagnole-e-del-sud-italia-a-registrare-le-cifre-piu-elevate" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<p>Le differenze nella situazione lavorativa dei giovani sono ancora più pronunciate se analizziamo i <strong>dati a livello regionale</strong>.</p>


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                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/le-regioni-greche-spagnole-e-del-sud-italia-sono-prime-per-disoccupazione-giovanile/">Le regioni greche, spagnole e del sud Italia sono prime per disoccupazione giovanile</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/le-regioni-greche-spagnole-e-del-sud-italia-sono-prime-per-disoccupazione-giovanile/">Il tasso di disoccupazione giovanile nelle regioni Ue (2021)</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1">
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                             aria-labelledby="chart_253609_tab3"><p>I dati indicano la quota di giovani, di età compresa tra i 15 e i 29 anni, che risultano disoccupati al momento della rilevazioni. Non sono disponibili i dati di alcune regioni tedesche e polacche.</p>
</div>
			                        </amp-selector>
                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis su dati <a href="https://ec.europa.eu/eurostat/databrowser/view/LFST_R_LFU3RT__custom_3492015/bookmark/table?lang=en&amp;bookmarkId=3cf3c773-326e-40e5-b0f1-4ca25c27cfd1" target="_blank" rel="noopener">Eurostat</a>                                                                <br>(pubblicati: giovedì 27 Aprile 2023)
                                        </p>
                </div>
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                </div>

                            </div>

			


<p>La prima regione Ue per disoccupazione giovanile è l&#8217;exclave spagnola di Ceuta con il 42,4%. Seguono Thessalia (39,8%) e Sterada Ellada (36,5%), entrambe in Grecia, e Melilla in Spagna (36,1%). <strong>Al sesto e settimo posto si trovano due regioni italiane: la Campania e la Sicilia, entrambe con il 34%</strong>. I tassi più bassi si registrano invece in alcune regioni dell&#8217;Europa centrale, soprattutto in Repubblica Ceca e Ungheria, ma anche Polonia e Germania.</p>


<div id="i-lavoratori-giovani-hanno-subito-piu-duramente-gli-effetti-della-pandemia" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<h3 class="wp-block-heading">I giovani lavoratori tra prima e dopo la pandemia</h3>



<p>La pandemia ha avuto un forte impatto su tutti i lavoratori: molti hanno perso il proprio impiego, finendo nella disoccupazione ma spesso anche nell&#8217;inattività. </p>



<p>Alcune categorie sono più fragili e quindi maggiormente esposte ai fattori esterni, come i&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/gli-effetti-della-pandemia-sulloccupazione-degli-stranieri/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">lavoratori stranieri</a>, di cui abbiamo parlato in un approfondimento precedente. Ma <strong>anche i giovani sono stati colpiti più duramente dagli effetti della pandemia</strong>. Soprattutto i giovanissimi, di età inferiore ai 25 anni. A differenza degli stranieri tuttavia la situazione si è ristabilita dopo l&#8217;anno di lockdown, migliorando anche rispetto al periodo pre-pandemico.</p>


<div id="in-italia-laumento-della-disoccupazione-durante-il-lockdown-e-stato-piu-marcato-rispetto-alla-media-ue-a-gennaio-2021-ha-toccato-il-33" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>




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                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-pandemia-ha-avuto-un-forte-impatto-sui-lavoratori-giovani/">La pandemia ha avuto un forte impatto sui lavoratori giovani</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-pandemia-ha-avuto-un-forte-impatto-sui-lavoratori-giovani/">Il tasso di disoccupazione tra le persone di meno di 25 anni, in Italia e in Ue (tra aprile 2019 e marzo 2022)</a></h3>
                                    </div>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/la-pandemia-ha-avuto-un-forte-impatto-sui-lavoratori-giovani/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/05/la-pandemia-ha-avuto-un-forte-impatto-sui-lavoratori-giovani.png" placeholder ></amp-img><div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div></amp-iframe>                        <div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-pandemia-ha-avuto-un-forte-impatto-sui-lavoratori-giovani/">La pandemia ha avuto un forte impatto sui lavoratori giovani &#8211; Il tasso di disoccupazione tra le persone di meno di 25 anni, in Italia e in Ue (tra aprile 2019 e marzo 2022)</a></div>
                    </div>
			        			                                <div id="chart_253637_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_253637_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_253637_tab3"><p>I dati si riferiscono al tasso di disoccupazione tra le persone di età inferiore ai 25 anni, in Italia e mediamente in Europa. Le rilevazioni sono su base mensile e i dati sono destagionalizzati.</p>
</div>
			                        </amp-selector>
                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis su dati <a href="https://ec.europa.eu/eurostat/databrowser/view/une_rt_m/default/table?lang=en" target="_blank" rel="noopener">Eurostat</a>                                                                <br>(pubblicati: giovedì 4 Maggio 2023)
                                        </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/05/la-pandemia-ha-avuto-un-forte-impatto-sui-lavoratori-giovani.png" target="_blank" download></a>
						                                                
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                            <p><label for="embed-chart-253637"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-253637" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                </div>

                            </div>

			


<p>In Italia il tasso di disoccupazione tra le persone con meno di 25 anni è stato costantemente superiore alla media europea negli ultimi 3 anni. Tuttavia <strong>lo scarto si è gradualmente ridotto</strong>. </p>



<p>L’Italia sembra inoltre aver subito maggiormente l’impatto della pandemia, registrando sbalzi più pronunciati, e nel complesso mostra un andamento più irregolare rispetto alla media. </p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">33% </span>il tasso di disoccupazione degli under 25 a gennaio del 2021.</p>
			        </section>
		


<p><strong>Gennaio 2021</strong> è stato il mese in cui la disoccupazione giovanile in Italia ha toccato il picco. Oltre che quello in cui lo scarto con la media dell&#8217;Unione ha raggiunto i livelli più elevati: 14,6 punti percentuali di differenza.</p>



<p>Soprattutto nel corso del 2022 e in modo ancora più pronunciato nel 2023 tale differenza si è ridotta sempre di più. Nei mesi di agosto e dicembre del 2022 e a febbraio del 2023 è sceso sotto gli 8 punti percentuali.</p>



<p>Foto: <a href="https://unsplash.com/it/foto/gZFnZewJvm8" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Waqas Saeed </a>&#8211; <a href="https://unsplash.com/it/licenza" target="_blank" rel="noreferrer noopener">licenza</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/in-ue-e-diffusa-la-disoccupazione-giovanile-soprattutto-al-sud/">In Ue è diffusa la disoccupazione giovanile, soprattutto al sud</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La povertà e il reddito minimo garantito</title>
		<link>https://www.openpolis.it/la-poverta-e-il-reddito-minimo-garantito/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Anita]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Sep 2022 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=205722</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il reddito di cittadinanza è una forma di reddito minimo garantito che oggi in Italia raggiunge circa il 70% delle famiglie svantaggiate. Insieme alla Grecia, il nostro è stato l'ultimo paese Ue a dotarsi di tale misura.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/la-poverta-e-il-reddito-minimo-garantito/">La povertà e il reddito minimo garantito</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In Europa circa un cittadino su 5 è a rischio povertà o esclusione sociale e la situazione è stata ulteriormente aggravata, in tempi recenti, dalla crisi energetica e da quella post-pandemica. In Italia uno dei principali strumenti per contrastare la povertà è il reddito di cittadinanza, una forma di reddito minimo garantito per le famiglie svantaggiate. Con il nuovo governo, questa misura potrebbe subire importanti modifiche.</p>
<h3>Le misure di reddito minimo garantito</h3>
<p>Il reddito di cittadinanza italiano, introdotto nel 2019 dal primo governo Conte, è una particolare forma di &#8220;<strong>reddito minimo garantito</strong>&#8220;. Nonostante il nome possa far pensare altrimenti, <strong>non si tratta infatti di una forma di reddito di base</strong>, ovvero di un contributo erogato a tutti i cittadini a prescindere dalle loro condizioni socio-economiche, per il solo fatto di essere cittadini. Piuttosto si tratta di una somma concessa tramite rigidi criteri basati su un&#8217;attenta valutazione delle necessità del percettore. <strong>Con accesso quindi fortemente condizionato e non universale</strong>.</p>
<p>        <section class="blockquote">
							<p>Il reddito minimo garantito è uno strumento di contrasto alla povertà.</p>
<p>
			        </section>
		</p>
<p>Gli schemi di reddito minimo garantito, che esistono in tutti i paesi membri dell&#8217;Unione europea (le ultime a dotarsene sono state la Grecia e l&#8217;Italia, entrambe nel 2017), sono pensati come <strong>strumenti per arginare la povertà</strong>. Difatti la <a href="https://ec.europa.eu/info/law/better-regulation/have-your-say/initiatives/13294-Recommendation-on-minimum-income_en" target="_blank" rel="noopener noreferrer">commissione europea</a> ne promuove esplicitamente il potenziamento e l&#8217;estensione.</p>
<p>Anche se nel complesso le condizioni materiali dei cittadini europei sono infatti andate migliorando nel corso dei decenni, il problema della povertà non è certo stato eradicato, e <strong>sono ancora molti i cittadini che vivono in situazioni di difficoltà</strong>. Parliamo di <strong>oltre 95 milioni di persone </strong>nel 2021, stando ai dati <a href="https://ec.europa.eu/eurostat/databrowser/view/ILC_PEPS01N__custom_3431540/default/table?lang=en" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Eurostat</a>, ovvero il 21,7% della popolazione complessiva. Una cifra che è inoltre aumentata negli ultimissimi anni, in particolare da prima a dopo la crisi pandemica. Nel 2019 ammontava infatti a circa 92 milioni di persone &#8211; <strong>un aumento pari al 3,5%</strong>.</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">+3,2 milioni </span>le persone a rischio povertà o esclusione sociale in Ue, dal 2019 al 2021.</p>
			        </section>
		</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-europa-circa-1-persona-su-5-e-a-rischio-poverta-o-esclusione-sociale/">In Europa circa 1 persona su 5 è a rischio povertà o esclusione sociale</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-europa-circa-1-persona-su-5-e-a-rischio-poverta-o-esclusione-sociale/">La quota di cittadini a rischio di povertà o esclusione sociale, nei paesi Ue (2021)</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1">
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                             aria-labelledby="chart_208673_tab3"><p>La quota di popolazione a rischio povertà o esclusione sociale è rappresentata dalle persone che si trovano in almeno una di queste condizioni: 1) vivere in una famiglia a bassa intensità di lavoro; 2) avere un reddito disponibile inferiore rispetto a una specifica soglia calcolata sulla popolazione di riferimento; 3) vivere in una famiglia in condizioni di severa deprivazione materiale e sociale. Ogni persona è inclusa una sola volta anche se si trova in più di una delle situazioni sopra menzionate. I dati sono riferiti alla popolazione totale, inclusi i minori.</p>
</div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis su dati <a href="https://ec.europa.eu/eurostat/databrowser/view/ILC_PEPS01N__custom_3431540/default/table?lang=en" target="_blank" rel="noopener">Eurostat</a>                                                                <br>(ultimo aggiornamento: lunedì 26 Settembre 2022)
                                        </p>
                </div>
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                                          data-param-text="In Europa circa 1 persona su 5 è a rischio povertà o esclusione sociale"
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                            <p><label for="embed-chart-208673"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-208673" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;505&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/in-europa-circa-1-persona-su-5-e-a-rischio-poverta-o-esclusione-sociale/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
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                </div>

                            </div>

			</p>
<p>In alcuni paesi, la situazione è più complicata di altri. La <strong>Romania</strong> in particolare è il primo paese Ue per quota di persone a rischio di povertà o esclusione sociale (oltre un terzo del totale). Seguono Bulgaria (31,7%), Grecia (28,3%) e Spagna (27,8%). <strong>L’Italia, con il 25,2%, è al sesto posto nell’Unione, con un dato 3,5 punti percentuali al di sopra della media dei paesi membri</strong>.</p>
<p>Le quote più basse si registrano invece in alcuni stati dell’Europa centrale, in primis la <strong>Repubblica Ceca</strong>, con il 10%, ma anche in Slovenia (13,2%) e Slovacchia (15,6%). Dati contenuti li riportano anche Finlandia (14,2%), Paesi Bassi (16,6%) e Polonia (16,8%).</p>
<p><strong>Alcuni stati membri hanno registrato un aumento particolarmente marcato a ridosso della pandemia</strong>. Prima tra tutte la <strong>Germania</strong>, che ha visto il numero di persone a rischio povertà o esclusione sociale aumentare di circa 3 milioni (+20,6%). Ma anche la Spagna (+6,9%) e il Portogallo (+6,4%).</p>
<h3>Le criticità delle misure vigenti</h3>
<p><strong>Gli schemi di reddito minimo garantito presentano sicuramente delle problematiche</strong>. Si tratta infatti di misure che hanno un <strong>obiettivo complesso e ambizioso</strong>, ovvero quello di alleviare la povertà intercettando le persone bisognose e provvedendo anche a un loro successivo reinserimento lavorativo. Al tempo stesso evitando di coinvolgere persone che non hanno realmente bisogno del sussidio, trattandosi appunto di un contributo ad accesso condizionato e non di un reddito di base.</p>
<p>        <section class="blockquote">
							<p>L'applicazione degli schemi di reddito minimo garantito presenta diverse difficoltà.</p>
<p>
			        </section>
		</p>
<p>La <a href="https://ec.europa.eu/info/law/better-regulation/have-your-say/initiatives/13294-Recommendation-on-minimum-income_en" target="_blank" rel="noopener noreferrer">raccomandazione sul reddito minimo</a> della commissione europea (2022) evidenzia le principali criticità che accomunano i programmi di numerosi paesi membri. Può risultare difficoltoso e quindi inefficace il <strong>coordinamento e integrazione tra le varie misure</strong> (ad esempio la parte assistenzialistica di erogazione dell'assegno mensile con quella relativa all'inserimento lavorativo) <strong>o anche con gli altri servizi di welfare</strong>. A volte il problema può essere di natura metodologica, dal momento che i calcoli sono complessi e devono tenere in considerazione numerose variabili. Ancora, può mancare un monitoraggio attivo e una valutazione dell'impatto della misura. O come abbiamo raccontato in un recente approfondimento su questo tema, <strong>il contributo erogato può risultare "inadeguato"</strong>, insufficiente a garantire un benessere minimo.</p>
<p>        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/il-reddito-di-cittadinanza-e-i-sussidi-nel-resto-deuropa/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vai all'approfondimento<br><strong>Il reddito di cittadinanza e i sussidi nel resto d’Europa</strong></a>.</p>
        </section>
		</p>
<p>Altre volte l'aspetto critico può essere la <strong>scarsa copertura</strong> dello schema di reddito minimo garantito. Per mancanza di comunicazione da parte delle istituzioni o di consapevolezza da parte dei cittadini, ma anche perché <strong>a volte i requisiti risultano particolarmente stringenti</strong>. In Italia ad esempio, come evidenzia anche la commissione, l'accesso risulta difficile soprattutto per i cittadini stranieri, che sono in proporzione i più colpiti da povertà ed esclusione sociale ma che si trovano a non poter richiedere l'assegno se non dimostrano di aver risieduto in Italia per almeno 10 anni, gli ultimi 2 dei quali in maniera continuativa.</p>
<p>        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/laccesso-degli-stranieri-al-reddito-di-cittadinanza/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vai all'approfondimento<br><strong>L’accesso degli stranieri al reddito di cittadinanza</strong></a>.</p>
        </section>
		</p>
<h3>Quante persone in difficoltà sono raggiunte dal reddito di cittadinanza</h3>
<p>In Italia il reddito di cittadinanza presenta delle difficoltà di accesso - come accennato, soprattutto nel caso degli stranieri - e sono sorte preoccupazioni anche riguardo alla sua capacità di inserire efficacemente i percettori nel mondo del lavoro, come emerso nella <a href="https://www.lavoro.gov.it/priorita/Documents/Relazione-valutazione-RdC-final.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">relazione</a> del comitato scientifico per la valutazione del reddito di cittadinanza di ottobre 2021.</p>
<p>Tuttavia, sono numerosi i nuclei familiari che beneficiano di questo assegno, che all'<a href="https://www.inps.it/news/osservatorio-reddito-e-pensione-di-cittadinanza-i-dati-di-giugno#:~:text=Tra%20gennaio%20e%20giugno%202022,Pensione%20di%20Cittadinanza%20sono%20119.777." target="_blank" rel="noopener noreferrer">ultimo aggiornamento Inps</a> relativo al giugno 2022 ammontava mediamente a 552,83 euro al mese per persona.</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">1.030.123 </span>i nuclei beneficiari di reddito di cittadinanza, secondo i dati Inps (a giugno 2022).</p>
			        </section>
		</p>
<p>A questi si aggiungono quasi 120mila nuclei che percepiscono la pensione di cittadinanza.</p>
<p>Un'altra rilevazione di questo tipo è realizzata dall'Ocse, che predispone un database apposito (<a href="https://www.oecd.org/els/soc/recipients-socr-hf.htm" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Socr-hf,</a> acronimo di social benefits recipients high-frequency), per misurare l'<strong>effettiva reattività delle misure di welfare</strong>, tra le quali anche i contributi di reddito minimo garantito. In particolare, viene identificato il numero di nuclei coinvolti dalla misura e la copertura che essa raggiunge delle persone bisognose.</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-reddito-di-cittadinanza-ha-una-copertura-del-70/">Il 70% delle famiglie povere è raggiunto dal reddito di cittadinanza</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-reddito-di-cittadinanza-ha-una-copertura-del-70/">La quota di nuclei familiari poveri raggiunti dal reddito di cittadinanza (2019-2021)</a></h3>
                                    </div>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/il-reddito-di-cittadinanza-ha-una-copertura-del-70/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="682" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-tablepress"><amp-img width="1010" height="682" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/09/il-reddito-di-cittadinanza-ha-una-copertura-del-70.png" placeholder ></amp-img><div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div></amp-iframe>                        <div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-reddito-di-cittadinanza-ha-una-copertura-del-70/">Il 70% delle famiglie povere è raggiunto dal reddito di cittadinanza - La quota di nuclei familiari poveri raggiunti dal reddito di cittadinanza (2019-2021)</a></div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_208696_tab3"><p>I dati partono da aprile 2019 perché fino al mese di marzo era attiva un&#8217;altra misura di sostegno al reddito, ovvero il reddito di inclusione (Rei), poi sostituita dall&#8217;attuale reddito di cittadinanza. Mentre è incluso il reddito di emergenza. Il riferimento sono i nuclei familiari in condizioni di povertà con al proprio interno almeno una persona in età lavorativa (poor working-age households).</p>
</div>
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                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis du dati <a href="https://www.oecd.org/els/soc/recipients-socr-hf.htm" target="_blank" rel="noopener">Ocse</a>                                                                <br>(ultimo aggiornamento: lunedì 26 Settembre 2022)
                                        </p>
                </div>
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						                                                <div title="Scarica dati CSV" class="opmag-chart-action-data-btn" data-param-filename="il-reddito-di-cittadinanza-ha-una-copertura-del-70"></div>
						                        
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                            <p><label for="embed-chart-208696"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-208696" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			</p>
<p>La copertura del reddito di cittadinanza è andata gradualmente aumentando, partendo da un minimo pari al 30% ad aprile 2019 e raggiungendo un picco pari al 72% nel mese di marzo del 2021. A maggio 2021, l'ultimo dato disponibile, la copertura raggiungeva il 70%. Il che significa che 7 famiglie con almeno un membro in età lavorativa e in condizioni di povertà su 10 erano raggiunte dal sussidio statale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Foto: <a href="https://unsplash.com/photos/U1vx9SIzTkY" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Şahin Sezer Dinçer</a> - <a href="https://unsplash.com/license" target="_blank" rel="noopener noreferrer">licenza</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/la-poverta-e-il-reddito-minimo-garantito/">La povertà e il reddito minimo garantito</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;accesso degli stranieri al reddito di cittadinanza</title>
		<link>https://www.openpolis.it/laccesso-degli-stranieri-al-reddito-di-cittadinanza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Anita]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Feb 2022 14:00:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Hate speech]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=176228</guid>

					<description><![CDATA[<p>Spesso gli stranieri sono accusati di truffare lo stato italiano accedendo illegittimamente alle forme di sostegno economico. Si tratta di un discorso d'odio che colpisce una categoria vulnerabile, che in Italia vive spesso in condizione di povertà e deprivazione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/laccesso-degli-stranieri-al-reddito-di-cittadinanza/">L&#8217;accesso degli stranieri al reddito di cittadinanza</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il reddito di cittadinanza è una forma di <strong>reddito minimo garantito offerto dallo stato ai nuclei familiari in difficoltà</strong>. Da quando è stato introdotto con il <a href="http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2019-01-28;4" target="_blank" rel="noopener noreferrer">decreto legge 4/2019</a>, è diventato subito oggetto di molte critiche. In particolare rispetto al fatto che alcune persone riescono a ottenerlo pur non avendone bisogno &#8211; quelli che nei fatti di cronaca vengono frequentemente chiamati i &#8220;<strong>furbetti del reddito di cittadinanza</strong>&#8220;.</p>
<p>Spesso, anche da parte di figure di rilievo nel panorama politico, <strong>questa accusa viene specificamente rivolta contro gli immigrati</strong> (soprattutto se extra-comunitari) che abitano nel nostro paese, a volte nella forma di veri e propri <strong>discordi d&#8217;odio</strong>.</p>
<p>Un <strong>atteggiamento di matrice xenofoba</strong> che però ignora una serie di fattori. In primis, che <strong>i migranti, a meno che non siano regolarmente residenti in Italia, non possono accedere al sussidio</strong>. In secondo luogo, il fatto che il reddito di cittadinanza ha delle modalità di accesso e che chi le viola, ad esempio falsificando i documenti, è perseguibile penalmente &#8211; il che vale ugualmente per gli stranieri e per gli italiani. Infine, che se in proporzione più stranieri percepiscono l&#8217;assegno mensile rispetto agli italiani è perché <strong>ad oggi, in Italia, gli stranieri si trovano in condizioni materiali di maggiore indigenza</strong>, essendo più esposti a povertà e deprivazione, pur lavorando mediamente più dei cittadini autoctoni.</p>
<h3>I discorsi d&#8217;odio contro gli stranieri percettori di reddito di cittadinanza</h3>
<p>Spesso nei fatti di cronaca a proposito delle indagini della guardia di finanza sui percettori di reddito di cittadinanza, si sottolinea quanti di questi sono cittadini extra-comunitari. Nella maggior parte dei casi si tratta di constatazioni sui numeri che non necessariamente assumono toni minacciosi.</p>
<p>Allo stesso tempo però <strong>gli stranieri sono una categoria fragile</strong>, e quindi questo tipo di narrativa può avere effetti negativi sulla percezione che la popolazione italiana ha di loro o esasperare tensioni sociali preesistenti. <strong>Rispetto ai discorsi d&#8217;odio, non è infatti solo importante con quali parole, tono o intenzioni ci si esprime, ma anche chi è il bersaglio e qual è il suo grado di vulnerabilità</strong>.</p>
<p>        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Alcuni gruppi, o individui, possono essere più vulnerabili di altri alle critiche. Può dipendere dal modo in cui sono globalmente considerati nella società, o da come sono rappresentati nei media, oppure dalla loro situazione personale, che non permette loro di difendersi efficacemente.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.liceocaravaggio.edu.it/wp-content/uploads/NO-HATE-SPEECH.pdf" target="_blank">- No hate speech movement</a>
									            </div>
        </section>
		</p>
<p>Quando si sottolinea quanti stranieri approfittano del reddito minimo garantito, magari senza fare riferimento a quanti italiani fanno la stessa cosa, o anche dipingendo i cittadini italiani come vittime, si assume un atteggiamento discriminatorio.</p>
<p>        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Uno schiaffo agli italiani onesti e un insulto a tutti i cittadini che quotidianamente si rimboccano le maniche per ripartire.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.secoloditalia.it/2021/08/reddito-di-cittadinanza-meloni-e-uno-schiaffo-agli-italiani-onesti-e-a-chi-si-rimbocca-le-maniche/" target="_blank">- Giorgia Meloni, leader di Fratelli d'Italia, via Il Secolo d'Italia (28/08/2021)</a>
									            </div>
        </section>
		</p>
<p>Parlare degli <strong>stranieri che &#8220;truffano&#8221; lo stato e i cittadini italiani</strong> può quindi assumere le fattezze dell&#8217;<strong>hate speech</strong>.</p>
<p><strong>A maggior ragione se a esprimersi in questo modo sono persone di grande visibilità pubblica e se lo fanno online</strong>, dove l&#8217;effetto risulta amplificato e gli utenti possono reagire con un senso di impunità. Magari associando alle parole immagini per toccare particolari corde.</p>
<p><a href="https://twitter.com/matteosalvinimi/status/1463893270367461387" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-177011" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/01/Schermata-2022-01-25-alle-17.44.16.jpg" alt="" width="404" height="571" srcset="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/01/Schermata-2022-01-25-alle-17.44.16.jpg 1196w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/01/Schermata-2022-01-25-alle-17.44.16-768x1085.jpg 768w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/01/Schermata-2022-01-25-alle-17.44.16-1087x1536.jpg 1087w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/01/Schermata-2022-01-25-alle-17.44.16-414x585.jpg 414w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/01/Schermata-2022-01-25-alle-17.44.16-635x897.jpg 635w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/01/Schermata-2022-01-25-alle-17.44.16-1026x1450.jpg 1026w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/01/Schermata-2022-01-25-alle-17.44.16-177x250.jpg 177w" sizes="(max-width: 404px) 100vw, 404px" /></a></p>
<p>Una foto di giovani uomini africani in gruppo rimanda chiaramente all&#8217;immaginario dei migranti che sbarcano in Italia, presumibilmente in condizioni di irregolarità. Richiama quindi una serie di discorsi sulla loro numerosità e presunta illegittimità e associa in maniera arbitraria questo immaginario a quello di truffatori dello stato italiano, sovrapponendovi la foto della tessera del percettore di Rdc.</p>
<p><strong>A volte l’associazione tra immigrazione irregolare e reddito di cittadinanza viene poi fatta in maniera esplicita ed è usata per attaccare gli avversari politici</strong>.</p>
<p><a href="https://www.facebook.com/marabizzotto/photos/a.553349374748949/4789207464496431/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-177797 " src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/01/Schermata-2022-01-28-alle-17.07.20-3.png" alt="" width="568" height="299" srcset="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/01/Schermata-2022-01-28-alle-17.07.20-3.png 710w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/01/Schermata-2022-01-28-alle-17.07.20-3-414x218.png 414w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/01/Schermata-2022-01-28-alle-17.07.20-3-635x334.png 635w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/01/Schermata-2022-01-28-alle-17.07.20-3-350x184.png 350w" sizes="(max-width: 568px) 100vw, 568px" /></a></p>
<p>Un discorso che assume toni accusatori e anche degradanti per chi percepisce il reddito di cittadinanza, sottintendendo che il sussidio venga loro regalato. Come se essere residenti e contribuenti (condizioni necessarie per l&#8217;accesso) non fossero requisiti sufficienti per giustificare il ricorso a un sostegno statale per gli indigenti.</p>
<h3>Cos&#8217;è il reddito di cittadinanza e come fanno gli stranieri a ottenerlo</h3>
<p>Il reddito di cittadinanza è una misura di <strong>reddito minimo garantito</strong>, ovvero una forma di sussidio che lo stato offre ai nuclei familiari indigenti. Si tratta di una <strong>misura di contrasto alla povertà e alle disuguaglianze</strong>, considerata fondamentale dall&#8217;Unione europea e implementata ad oggi da tutti gli stati membri, pur in forme differenti.</p>
<p>Oltre a essere una <strong>misura di tipo assistenzialistico</strong>, il reddito di cittadinanza sarebbe anche pensata per essere una <strong>politica attiva del lavoro</strong> per tentare un reinserimento occupazionale delle persone che lo percepiscono. Pertanto, l&#8217;assegno mensile è affiancato da un percorso personalizzato di inserimento lavorativo.</p>
<p>        <section class="blockquote">
							<p>L&#8217;accesso al reddito di cittadinanza è condizionato.</p>
<p>
			        </section>
		</p>
<p><strong>Nonostante il nome suggerisca che si tratti di una forma di reddito di base</strong>, ovvero un sostegno offerto a qualunque cittadino,<strong> l&#8217;accesso al reddito di cittadinanza è in realtà condizionato a una <a href="https://www.redditodicittadinanza.gov.it/schede/requisiti" target="_blank" rel="noopener noreferrer">serie di requisiti</a></strong>.</p>
<p>Innanzitutto, parliamo di <strong>requisiti di tipo economico</strong>, sia a livello di reddito (individuale e familiare) che di patrimonio immobile e mobile.</p>
<p>        <section class="blockquote">
							<p>L&#8217;Italia è il paese Ue con il requisito di residenza più stringente.</p>
<p>
			        </section>
		</p>
<p>Vi sono poi <strong>requisiti di residenza</strong>. Specificamente, che si sia residenti in Italia da almeno 10 anni, di cui gli ultimi 2 in maniera continuativa. Il che qualifica l&#8217;Italia come il <a href="https://integrazionemigranti.gov.it/it-it/Ricerca-news/Dettaglio-news/id/2083/Reddito-di-cittadinanza-la-proposta-di-modifica-per-non-discriminare-gli-stranieri#:~:text=Un%20simile%20criterio%20fa%20dell,previsti%20in%20nessun%20altro%20Stato." target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>paese Ue con il requisito di residenza più stringente</strong></a>. Portando inoltre all&#8217;<strong>esclusione di un&#8217;ampia fascia di stranieri tra cui anche i titolari di protezione internazionale</strong>.</p>
<p>        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.lavoro.gov.it/priorita/Documents/Relazione-valutazione-RdC-final.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Leggi la<br><strong>Relazione del comitato scientifico per la valutazione del reddito di cittadinanza</strong></a>.</p>
        </section>
		</p>
<p>Secondo la valutazione recentemente condotta dal comitato scientifico, si tratta di un requisito eccessivamente severo. Soprattutto considerato che <strong>solo a partire dal 2020</strong>, in seguito a una sentenza della corte costituzionale, <strong>è stato permesso a rifugiati e richiedenti asilo di iscriversi all&#8217;anagrafe già mentre la loro richiesta veniva analizzata</strong>. Quando, nei due anni precedenti, era in vigore il <strong>decreto sicurezza</strong>, questo non era possibile, producendo inefficienza e ritardi.</p>
<p>Un ulteriore ostacolo è rappresentato poi dalla necessità, da parte dei cittadini extra-comunitari, di presentare una <strong>certificazione del proprio consolato riguardo alla propria situazione patrimoniale nel paese di origine</strong>, che spesso risulta difficile se non impossibile da ottenere.</p>
<p>        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Proprio per venire incontro a queste situazioni, il requisito di residenza è stato drasticamente abbassato &#8211; a due anni &#8211; nel caso del Rem, (reddito di emergenza). In linea di principio sarebbe opportuno trasferire questo criterio anche nel Rdc. In subordine, il requisito della residenza va abbassato a 5 anni, ovvero il tempo richiesto per il permesso di lungo soggiornanti per i cittadini extra Ue.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.lavoro.gov.it/priorita/Documents/Relazione-valutazione-RdC-final.pdf" target="_blank">- Relazione del comitato scientifico per la valutazione del reddito di cittadinanza</a>
									            </div>
        </section>
		</p>
<p>Oltre al fatto che, come ha sottolineato l&#8217;<a href="https://www.asgi.it/discriminazioni/reddito-di-cittadinanza-chi-non-ha-10-anni-di-residenza-non-deve-essere-trattato-da-criminale/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">associazione per gli studi giuridici sull&#8217;immigrazione</a> (Asgi), richiedere un soggiorno così lungo rende <strong>difficile l&#8217;intercettazione dei più poveri</strong>, che oltretutto se non coperti dai sussidi rimarrebbero comunque a carico della collettività.</p>
<p>Eppure, nonostante le numerose difficoltà e iniquità del processo, <strong>alcune personalità del mondo politico hanno criticato la decisione di ridurre il tempo di residenza</strong> necessario per accedere al sussidio. Sostenendo ad esempio che soldi e cittadinanza non vadano &#8220;regalati&#8221;.</p>
<p><a href="https://www.facebook.com/deputatonicolamolteni/photos/a.2272183356253726/3807542866051093/?type=3" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-178033 size-full" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/02/Schermata-2022-01-31-alle-14.20.05.png" alt="" width="716" height="462" srcset="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/02/Schermata-2022-01-31-alle-14.20.05.png 716w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/02/Schermata-2022-01-31-alle-14.20.05-414x267.png 414w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/02/Schermata-2022-01-31-alle-14.20.05-635x410.png 635w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/02/Schermata-2022-01-31-alle-14.20.05-350x226.png 350w" sizes="(max-width: 716px) 100vw, 716px" /></a></p>
<p>Come se vivere in un paese e contribuire, pagando le tasse, al suo sviluppo per 5 o addirittura 10 anni non avessero alcun valore.</p>
<p>Appena qualche giorno fa comunque la corte costituzionale ha depositato la sentenza <a href="https://www.cortecostituzionale.it/actionSchedaPronuncia.do?param_ecli=ECLI:IT:COST:2022:19" target="_blank" rel="noopener noreferrer">n.19/2022</a>, con cui riconosce come <strong>costituzionale la richiesta del permesso di soggiorno di lungo periodo per accedere al reddito di cittadinanza</strong>.</p>
<p>        <section class="blockquote">
							<p>Le dichiarazioni false per ottenere il Rdc sono punite con la reclusione.</p>
<p>
			        </section>
		</p>
<p><strong>Il diritto a percepire il reddito di cittadinanza può in ogni caso decadere, qualora il beneficiario non mostri la volontà di inserirsi nel mondo del lavoro</strong>, ad esempio rifiutando più di 3 offerte di lavoro considerate congrue. Qualora invece una persona presenti <strong>documentazione falsa</strong> per ottenere l&#8217;assegno mensile pur non avendone diritto (quindi, non partendo da una condizione economica svantaggiata o non essendo regolarmente soggiornante in Italia), diviene perseguibile penalmente, con sanzioni molto severe.</p>
<p>        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Chiunque presenti dichiarazioni o documenti falsi o attestanti cose non vere oppure ometta informazioni dovute è punito con la reclusione da due a sei anni.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.redditodicittadinanza.gov.it/schede/perdita-del-diritto" target="_blank">- Perdita del diritto - ministero del lavoro e delle politiche sociali</a>
									            </div>
        </section>
		</p>
<h3>Stranieri regolari e irregolari, chi ha diritto al sussidio</h3>
<p>In Italia quindi gli stranieri hanno accesso al reddito minimo garantito, ma con stringenti requisiti di residenza.</p>
<p>Essere residenti in Italia da almeno 10 anni presuppone innanzitutto che si sia in possesso di un permesso di soggiorno di lungo periodo, e quindi che ci si trovi in una <strong>situazione di regolarità</strong>. I migranti irregolari che non possiedono questi documenti non possono quindi richiederlo.</p>
<p>        <section class="glossary">
            <div>
                <mark>
																		Un migrante irregolare è una persona entrata nel paese senza un regolare controllo alla frontiera, oppure che è arrivata regolarmente ma a cui è scaduto il visto o il permesso di soggiorno.</br>
											                </mark>
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/che-cosa-sintende-per-migranti-irregolari-richiedenti-asilo-o-rifugiati/">
                "Che cosa si intende per migranti irregolari, richiedenti asilo o rifugiati"</a></span>

            </div>
        </section>
		</p>
<h3>Gli stranieri percettori di Rdc</h3>
<p>Stando all&#8217;ultimo aggiornamento dell&#8217;istituto nazionale della previdenza sociale (Inps) pubblicato a gennaio 2022 e relativo al mese di dicembre dell&#8217;anno precedente, erano <strong>circa 1,2 milioni i nuclei familiari beneficiari di Rdc in Italia</strong>. <strong>Poco più di 1 milione di questi nuclei erano di nazionalità italiana</strong>.</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">86% </span>dei nuclei percettori di reddito di cittadinanza sono di nazionalità italiana (dicembre 2021).</p>
			        </section>
		</p>
<p>Mediamente, <strong>i cittadini stranieri ricevono importi medi inferiori rispetto agli italiani,</strong> probabilmente a causa delle <strong>discriminazioni esistenti rispetto alle famiglie numerose</strong>, che risultano meno coperte e che sono più frequenti tra i cittadini stranieri. Una criticità osservata anche nella <a href="https://www.lavoro.gov.it/priorita/Documents/Relazione-valutazione-RdC-final.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">relazione del comitato scientifico</a>.</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/limporto-medio-del-rdc-per-gli-extra-comunitari-e-di-circa-90-euro-in-meno-al-mese/">L&#8217;importo medio del Rdc per gli extra-comunitari è di circa 90 euro in meno al mese</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/limporto-medio-del-rdc-per-gli-extra-comunitari-e-di-circa-90-euro-in-meno-al-mese/">L'importo medio del reddito di cittadinanza, per nazionalità del percettore, tra 2019 e 2021</a></h3>
                                    </div>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_176235_tab3"><p>Per il 2019, l&#8217;importo medio è riferito al periodo tra aprile e maggio dello stesso anno, mentre nel caso del 2020 a quello tra aprile 2019 e dicembre 2020. Per quanto riguarda il 2021, il monitoraggio è relativo solo al mese di dicembre.</p>
</div>
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                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis su dati <a href="https://www.inps.it/dati-ricerche-e-bilanci/osservatori-statistici-e-altre-statistiche/dati-cartacei-rdc" target="_blank" rel="noopener">Inps</a>                                                                <br>(ultimo aggiornamento: martedì 1 Febbraio 2022)
                                        </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-176235"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-176235" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			</p>
<p>Tra 2019 e 2021 per i cittadini italiani l'importo medio mensile del reddito di cittadinanza è aumentato del 9,3%, passando da 537 a 587 euro. Un aumento di entità leggermente inferiore si è registrato anche nel caso dei cittadini stranieri (+8% circa).</p>
<p>Ciononostante, gli importi per questi ultimi continuano ad essere inferiori rispetto a quelli erogati agli italiani. In particolare nel caso degli <strong>extra-comunitari, </strong>che<strong> nel 2021 ricevevano circa 87 euro al mese in meno rispetto ai cittadini italiani e 56 in meno rispetto ai comunitari</strong>.</p>
<p>Inoltre, mentre nel passaggio tra 2020 e 2021 l'importo del Rdc ha registrato per gli italiani un aumento seppur contenuto, gli stranieri hanno visto le proprie erogazioni medie ridursi leggermente.</p>
<h3>Gli stranieri in Italia si trovano in condizioni materiali peggiori rispetto ai cittadini autoctoni</h3>
<p>Secondo l'Inps, <strong>sono 170.783 i nuclei familiari beneficiari di reddito di cittadinanza stranieri, sia europei che extra-comunitari</strong>.</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">13,9% </span>dei nuclei percettori di Rdc, a dicembre 2021, erano stranieri.</p>
			        </section>
		</p>
<p>Gli stranieri, comunitari e non, costituiscono poco più dell'8% della popolazione italiana. La quota di beneficiari di Rdc è quindi proporzionalmente leggermente superiore agli italiani da questo punto di vista.</p>
<p>Si tratta però comunque di una cifra contenuta, soprattutto se consideriamo che<strong> le condizioni di povertà e deprivazione sono significativamente più frequenti tra gli stranieri rispetto ai cittadini italiani</strong>.</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">28,3% </span>delle famiglie in condizioni di povertà assoluta sono composte da almeno uno straniero, secondo Istat (2020).</p>
			        </section>
		</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/piu-di-1-straniero-su-3-in-italia-e-a-rischio-poverta/">Più di 1 straniero su 3 in Italia è a rischio povertà</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/piu-di-1-straniero-su-3-in-italia-e-a-rischio-poverta/">La quota di persone a rischio povertà, in condizioni di grave deprivazione materiale e in famiglie con intensità lavorativa molto bassa, per cittadinanza (2019)</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1">
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                    </div>
			        			                                <div id="chart_176224_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_176224_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_176224_tab3"><p>Con &#8220;persone a rischio povertà&#8221; Istat intende chi percepisce un reddito equivalente inferiore o pari al 60% del reddito equivalente mediano sul totale delle persone residenti. I 9 sintomi che determinano la condizione di grave deprivazione materiale si riferiscono a una serie di elementi legati alle disponibilità materiali del nucleo familiare. Mentre con &#8220;molto bassa intensità lavorativa&#8221; si intende l&#8217;incidenza di persone che vivono in famiglie dove le persone in età lavorativa (tra i 18 e i 59 anni con l&#8217;esclusione degli studenti tra i 18 e i 24 anni) nell&#8217;anno precedente hanno lavorato per meno del 20% del loro potenziale (con esclusione delle famiglie composte soltanto da minori, da studenti di età inferiore a 25 anni e da persone di 60 anni o più). Il grafico mostra la quota di persone che si trova in queste tre condizioni, tra le varie nazionalità.</p>
</div>
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                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis su dati Istat                                                                <br>(ultimo aggiornamento: giovedì 20 Gennaio 2022)
                                        </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-176224"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-176224" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			</p>
<p>La quota di persone considerate a <strong>rischio povertà</strong>, che tra i cittadini italiani è pari al 18,9% del totale, sale al 24,2% per i cittadini comunitari e al 36% nel caso degli extra-comunitari. <strong>L'incidenza è quindi doppia tra gli extra-comunitari rispetto agli autoctoni</strong>.</p>
<p>Un andamento analogo si osserva rispetto alla variabile della <strong>deprivazione materiale</strong>, in questo caso intesa da Istat come la presenza di almeno 4 dei seguenti 9 "sintomi" di deprivazione a livello familiare:</p>
<ul>
<li>mancanza di telefono a casa;</li>
<li>di televisione;</li>
<li>di lavatrice;</li>
<li>di automobile;</li>
<li>difficoltà a consumare un pasto a base di carne o pesce ogni 2 giorni;</li>
<li>impossibilità di permettersi una vacanza di una settimana nel corso dell'anno di riferimento;</li>
<li>difficoltà a pagare regolarmente le rate di mutui e affitti;</li>
<li>difficoltà nel mantenere l'appartamento riscaldato;</li>
<li>difficoltà a fronteggiare spese inaspettate.</li>
</ul>
<p>Secondo questi criteri, il 6,8% degli italiani si trova in condizioni di grave deprivazione materiale. Un dato che sale al 9,5% nel caso degli europei e al 15,4% dei cittadini extra-comunitari. Questi ultimi sono quindi <strong>esposti alla deprivazione circa 2,5 volte più degli italiani</strong>.</p>
<p>Mentre se analizziamo i dati sull'<strong>intensità lavorativa</strong>, intesa come bassa frequenza di mesi lavorati in un anno, questa è una condizione che interessa appena il 6,4% degli stranieri comunitari e il 5,1% degli extra-comunitari. Nel caso degli italiani invece la cifra sale al 10,5%, ovvero il doppio rispetto a questi ultimi. Il rapporto appare dunque ribaltato. <strong>Tra gli stranieri, soprattutto se extra-comunitari, è meno frequente la bassa intensità lavorativa, ma le condizioni materiali sono mediamente peggiori</strong>.</p>
<h3>I furbetti del Rdc</h3>
<p>Ma quante sono e soprattutto chi sono le persone che hanno approfittato dei sussidi statali?</p>
<p>Le <strong>operazioni condotte dalla guardia di finanza </strong>nel corso del 2020 hanno portato all'identificazione di alcune migliaia di persone che hanno riscosso, o richiesto senza riscuotere, un totale di circa 63 milioni di euro (di cui 13 milioni non riscossi). Si tratta di cifre - sia per quanto riguarda i colpevoli che i soldi riscossi - minime rispetto al totale delle truffe ai danni delle finanze statali.</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">5.868 </span>i soggetti denunciati dalla guardia di finanza per illeciti riguardo al reddito di cittadinanza nel 2020.</p>
			        </section>
		</p>
<p><strong>Spesso, secondo la guardia di finanza, si tratta di mafiosi o evasori</strong>, che approfittano del reddito non avendone bisogno. Ma che comunque riescono, principalmente grazie al <strong>lavoro sommerso</strong> o all'<strong>evasione fiscale</strong>, a dimostrare di avere tutti i requisiti necessari.</p>
<p>        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Leggi</p>
<p></p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/02/Bilancio-attivita-operativa-1.pdf" target="_blank" rel="noopener">bilancio dell'attività operativa 2020</a></p></div>
				            </div>
        </section>
		</p>
<p>        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Tra questi [soggetti denunciati] figurano anche soggetti intestatari di ville e autovetture di lusso, evasori totali, persone dedite a traffici illeciti e facenti parte di associazioni criminali di stampo mafioso, già condannate in via definitiva.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.gdf.gov.it/eventi/anno-2021/247deg-anniversario-di-fondazione-della-guardia-di-finanza/comunicati-stampa/bilancio-attivita-operativa.pdf/at_download/file" target="_blank">- Bilancio operativo del 2020</a>
									            </div>
        </section>
		</p>
<p>Una situazione di per sé ben più grave di quella di una persona povera e in stato di deprivazione che accede pur irregolarmente a un sussidio per gli indigenti.</p>
<p>Secondo un recente approfondimento di <a href="https://pagellapolitica.it/blog/show/1306/come-non-farsi-ingannare-dai-dati-su-truffe-e-reddito-di-cittadinanza" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Pagella politica</a> basato su un'indagine dei carabinieri condotta su percettori considerati a rischio truffe in 5 regioni, circa il 60% dei responsabili di queste truffe erano inoltre di nazionalità italiana.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Foto: <a href="https://unsplash.com/@heyshashank" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Shashank Verma</a> - <a href="https://unsplash.com/license" target="_blank" rel="noopener noreferrer">licenza</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><div class="content_block" id="custom_post_widget-133375"><p><amp-img fetchpriority="high" decoding="async" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2021/04/ue_banner_mobile.png" alt="" class="my-20 d-sm-block d-none"  layout="responsive"  width="1056" height="176"></amp-img><br />
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</div></p>
<p>Il sostegno della Commissione europea alla produzione di questa pubblicazione non costituisce un'approvazione del contenuto, che riflette esclusivamente il punto di vista degli autori, e la Commissione non può essere ritenuta responsabile per l'uso che può essere fatto delle informazioni ivi contenute.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/laccesso-degli-stranieri-al-reddito-di-cittadinanza/">L&#8217;accesso degli stranieri al reddito di cittadinanza</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>I salari medi e i sussidi statali in Europa</title>
		<link>https://www.openpolis.it/i-salari-medi-e-i-sussidi-statali-in-europa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Anita]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Nov 2021 06:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=165135</guid>

					<description><![CDATA[<p>I dati sono un ottimo modo per analizzare fenomeni, raccontare storie e valutare pratiche politiche. Con Numeri alla mano facciamo proprio questo. Una rubrica settimanale di brevi notizie, con link per approfondire. Il giovedì alle 7 in onda anche su Radio Radicale. Leggi gli articoli &#8220;Quanto guadagnano in media i cittadini europei&#8221; e &#8220;Il reddito [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/i-salari-medi-e-i-sussidi-statali-in-europa/">I salari medi e i sussidi statali in Europa</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I dati sono un ottimo modo per analizzare fenomeni, raccontare storie e valutare pratiche politiche. Con <em><a href="https://www.openpolis.it/cosa/numeri-alla-mano/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Numeri alla mano</a></em> facciamo proprio questo. Una rubrica settimanale di brevi notizie, con link per approfondire. Il giovedì alle 7 in onda anche su Radio Radicale. Leggi gli articoli &#8220;<a href="https://www.openpolis.it/quanto-guadagnano-in-media-i-cittadini-europei/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Quanto guadagnano in media i cittadini europei</a>&#8221; e &#8220;<a href="https://www.openpolis.it/il-reddito-di-cittadinanza-e-i-sussidi-nel-resto-deuropa/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Il reddito di cittadinanza e i sussidi nel resto d&#8217;Europa</a>&#8221; e tutti gli altri approfondimenti del canale su <a href="https://www.openpolis.it/category/europa/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Europa</a>.</p>
<p>        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.radioradicale.it/rubriche/1328/openpolis-numeri-alla-mano" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Numeri alla mano<br />
<br><strong>Ascolta tutti i podcast su radio radicale</strong></a>.</p>
        </section>
		</p>
<h1 class="red1 mb-0">-6,5%</h1>
<p class="bt-2-grey3">la perdita di massa salariale (ovvero il totale dei salari lordi non standardizzati) in Europa durante la pandemia, secondo l&#8217;organizzazione internazionale del lavoro (Oil). È stata causata principalmente dalla perdita di ore lavorative, mentre quella del posto di lavoro è stata largamente controbilanciata da misure di sostegno implementate dagli stati membri. Infatti la perdita effettiva, tenendo conto di queste misure, scende al -3,1%. <a href="https://www.openpolis.it/quanto-guadagnano-in-media-i-cittadini-europei/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vai all&#8217;articolo</a>.</p>
<h1 class="red1 mb-0">37,8mila $</h1>
<p class="bt-2-grey3">è stato il salario medio annuale italiano nel 2020, calcolato a prezzi costanti e a parità di potere d&#8217;acquisto e quindi livellato rispetto agli altri paesi e all&#8217;andamento dell&#8217;inflazione. È inferiore rispetto alla media Ue Ocse (pari a 49,2mila dollari), al di sopra di Grecia e Portogallo ma al di sotto della Spagna, oltre che dei paesi dell&#8217;Europa nord-occidentale.<a href="https://www.openpolis.it/numeri/dal-1990-il-salario-medio-in-italia-e-diminuito-del-29/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> Vai al grafico</a>.</p>
<h1 class="red1 mb-0">-2,9%</h1>
<p class="bt-2-grey3">il calo di salari medi italiani dal 1990 al 2020. È l&#8217;unico paese europeo in cui sono diminuiti, passando da 38,9mila a 37,8mila dollari l&#8217;anno. Nei paesi dell&#8217;ex-blocco sovietico sono anche raddoppiati o quasi triplicati (la Lituania è il paese che ha visto l&#8217;aumento maggiore, pari al 276,3%, partendo però da salari molto bassi). Ma anche in paesi con una storia più simile a quella italiana i salari sono aumentati. In Spagna, ad esempio, si è registrato un aumento del 6,2% e in Grecia del 30,5%. Il calo maggiore in Italia (-5,9%) è avvenuto nel passaggio dal 2019 al 2020. <a href="https://www.openpolis.it/numeri/litalia-e-lunico-paese-europeo-in-cui-i-salari-sono-diminuiti-rispetto-al-1990/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vai al grafico.</a></p>
<h1 class="red1 mb-0">1 su 5</h1>
<p class="bt-2-grey3">i cittadini europei a rischio di povertà ed esclusione sociale. Per contrastare questo problema, tutti i paesi membri hanno introdotto schemi di reddito minimo garantito, ovvero sussidi statali concessi di solito condizionatamente, a persone indigenti e disposte a seguire programmi di inserimento lavorativo. Italia e Grecia sono state gli ultimi paesi Ue ad introdurre questo tipo di misura, a partire dal 2017. In Italia, c&#8217;è stato il reddito di inclusione tra 2018 e 2019, sostituito poi dal reddito di cittadinanza, che nonostante il nome non è una forma di reddito di base (ovvero un reddito concesso a tutti, indipendentemente dalle condizioni economiche), ma una forma di reddito minimo garantito fortemente condizionato. <a href="https://www.openpolis.it/il-reddito-di-cittadinanza-e-i-sussidi-nel-resto-deuropa/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vai all&#8217;articolo.</a></p>
<h1 class="red1 mb-0">31%</h1>
<p class="bt-2-grey3">la quota di reddito mediano disponibile cui corrisponde il reddito di cittadinanza italiano. Da questo punto di vista l&#8217;Italia è il settimo paese Ue. C&#8217;è stato soprattutto un miglioramento rispetto al preesistente reddito di inclusione, la cui erogazione media, tra 2018 e 2019, è stata di 293 euro al mese. <a href="https://www.openpolis.it/numeri/nei-paesi-bassi-il-reddito-minimo-garantito-e-pari-a-circa-la-meta-del-reddito-mediano/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vai alla mappa.</a></p>
<h3 class="mt-40">Ascolta il nostro podcast su Radio Radicale</h3>
<p><iframe src="//www.radioradicale.it/scheda/651809/iframe" width="560" height="355" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il reddito di cittadinanza e i sussidi nel resto d’Europa</title>
		<link>https://www.openpolis.it/il-reddito-di-cittadinanza-e-i-sussidi-nel-resto-deuropa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Anita]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Oct 2021 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=161624</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il reddito di cittadinanza è stato confermato e riceverà nuovi finanziamenti per il 2022. Abbiamo ricostruito le differenze tra questa misura e gli schemi di reddito minimo garantito attivi negli altri paesi dell’Unione europea.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel <a href="https://www.rgs.mef.gov.it/_Documenti/VERSIONE-I/Attivit--i/Contabilit_e_finanza_pubblica/DPB/2022/IT-DPB-2022.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">documento programmatico di bilancio 2022</a>, approvato dal consiglio dei ministri il <strong>19 ottobre 2021</strong>, è stato <strong>confermato il reddito di cittadinanza</strong> (Rdc), insieme a un aumento delle risorse messe a disposizione per finanziarlo.</p>
<p>Questa misura di contrasto alla povertà è stata introdotta nel 2019 dal primo governo Conte, sostituendo gradualmente il preesistente <strong>reddito di inclusione</strong> (Rei). È l’unica forma di <strong>reddito minimo garantito</strong> che esiste in Italia, uno degli ultimi paesi europei a essersene fornito.</p>
<p>Con reddito minimo garantito si intende una forma di sussidio statale offerto ai cittadini con reddito inferiore a una certa soglia e affiancato da un percorso di inserimento lavorativo. Si distingue quindi dal <strong>reddito di base</strong>, concesso a tutti i cittadini universalmente senza requisiti legati alla condizione economica.</p>
<p>Nonostante il nome “reddito di cittadinanza” sia usato solitamente come sinonimo di “reddito di base”, in Italia tale misura è in realtà associabile a uno schema di reddito minimo garantito.</p>
<p>        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Il Reddito di Cittadinanza (RdC), introdotto con decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4 come misura di contrasto alla povertà, è un sostegno economico finalizzato al reinserimento nel mondo del lavoro e all’inclusione sociale.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.inps.it/prestazioni-servizi/reddito-di-cittadinanza-e-pensione-di-cittadinanza" target="_blank">- Inps</a>
									            </div>
        </section>
		</p>
<h3>Il reddito minimo garantito, una misura per arginare la povertà</h3>
<p>Secondo uno studio commissionato dallo <a href="https://www.eapn.eu/wp-content/uploads/2020/10/EAPN-european-minimum-income-eu-framework-expert-study_October-2020-4734.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">European anti-poverty network</a> (Eapn), negli anni in Ue si è registrato un graduale miglioramento delle condizioni di vita, ma nonostante ciò circa <strong>110 milioni di cittadini sono ancora a rischio di povertà</strong> e di esclusione sociale. Una situazione che si è poi ulteriormente aggravata a causa della pandemia.</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">1 su 5 </span>gli individui a rischio di povertà e esclusione sociale in Ue nel 2020.</p>
			        </section>
		</p>
<p>Tra le misure di contrasto alla povertà, molti paesi membri negli anni hanno introdotto schemi di reddito minimo garantito. Ovvero programmi che supportano le persone più indigenti con somme mensili erogate direttamente dallo stato.</p>
<p>Misure assolutamente <strong>in linea con i valori fondanti dichiarati dall’Ue</strong>. In particolare riguardo il diritto di ogni cittadino ad avere le risorse necessarie per condurre uno stile di vita dignitoso.</p>
<p>        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Chiunque non disponga di risorse sufficienti ha diritto a un adeguato reddito minimo che garantisca una vita dignitosa in tutte le fasi della vita e l&#8217;accesso a beni e servizi.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://ec.europa.eu/info/strategy/priorities-2019-2024/economy-works-people/jobs-growth-and-investment/european-pillar-social-rights/european-pillar-social-rights-20-principles_it" target="_blank">- Pilastro europeo del diritti sociali</a>
									            </div>
        </section>
		</p>
<h3>Il reddito minimo garantito in Europa</h3>
<p>Tutti gli stati Ue hanno, seppure <a href="https://www.europarl.europa.eu/RegData/etudes/STUD/2017/595365/IPOL_STU%282017%29595365_EN.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">in maniera eterogenea</a>, introdotto misure di sostegno alle famiglie indigenti. Si tratta sempre di schemi di reddito minimo garantito e non di reddito di base. <strong>Insieme alla Grecia, l&#8217;Italia è stata l&#8217;ultima</strong> a introdurre questo genere di misure.</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">3,4% </span>del Pil Ue era speso in misure di sostegno al reddito nel 2018, secondo il Fondo monetario internazionale (Fmi).</p>
			        </section>
		</p>
<p>In alcuni stati come Svezia, Slovacchia e, recentemente, Spagna, il sistema è<strong> centralizzato a livello nazionale</strong>, mentre in altri tra cui Austria e Paesi Bassi è<strong> gestito localmente</strong>.</p>
<p>        <section class="blockquote">
							<p>Ancora non esiste una normativa europea sul reddito minimo garantito e le misure prese dagli stati membri sono eterogenee.</p>
<p>
			        </section>
		</p>
<p>Nella maggior parte dei casi, come a Cipro, in Spagna e in Lussemburgo, c&#8217;è un&#8217;<strong>età minima di accesso</strong>, solitamente intorno ai 25 anni. A volte il sistema è unitario, compatto e in grado di raggiungere la maggior parte delle famiglie indigenti. È questo il caso di paesi come Belgio, Lussemburgo, Slovenia, Svezia, Slovacchia e, dal 2020, Spagna. In altri stati esistono invece una serie di schemi stratificati e spesso indipendenti tra loro. Malta, per esempio, non dispone di uno schema unico, ma di una rete di protezione sociale ad accesso condizionato, e un sistema simile esiste anche in Irlanda. Solo in alcuni stati poi, tra cui la Germania, le misure raggiungono anche <strong>cittadini stranieri e rifugiati</strong>, anche se con importi inferiori.</p>
<p>Per quanto tutti gli schemi di reddito minimo garantito siano caratterizzati dalla condizionalità (hanno dei requisiti di accesso), il suo grado è variabile. In <strong>Bulgaria</strong>, ad esempio, i requisiti di accesso sono particolarmente numerosi e <a href="https://www.imf.org/-/media/Files/Publications/WP/2021/English/wpiea2021179-print-pdf.ashx" target="_blank" rel="noopener noreferrer">il sistema ne risulta indebolito</a> e incapace di raggiungere numeri consistenti di persone.</p>
<p>A variare è poi anche l&#8217;<strong>entità dell&#8217;erogazione</strong>, da considerare in rapporto ai redditi mediani dei paesi di riferimento.</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nei-paesi-bassi-il-reddito-minimo-garantito-e-pari-a-circa-la-meta-del-reddito-mediano/">Nei Paesi Bassi il reddito minimo garantito è pari a circa la metà del reddito mediano</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nei-paesi-bassi-il-reddito-minimo-garantito-e-pari-a-circa-la-meta-del-reddito-mediano/">L'entità del reddito minimo garantito come quota del reddito mediano disponibile nei paesi Ue (2020)</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1">
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_164489_tab3"><p>Il reddito mediano disponibile è misurato annualmente e a livello di nucleo familiare e si riferisce al reddito che il nucleo può spendere o mettere da parte, escludendo quindi le eventuali imposte. È inoltre standardizzato, ovvero adeguato al numero di componenti del nucleo e alla sua composizione. Qui il riferimento è una persona singola, disoccupata e senza figli.</p>
</div>
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                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis su dati <a href="https://stats.oecd.org/Index.aspx?DataSetCode=IA#" target="_blank" rel="noopener">Ocse</a>                                                                <br>(ultimo aggiornamento: venerdì 22 Ottobre 2021)
                                        </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-164489"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-164489" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                </div>

                            </div>

			</p>
<p>In Italia il reddito di cittadinanza corrisponde a circa <strong>un terzo del reddito mediano</strong>. Sotto questo aspetto è il settimo paese Ue, dopo Paesi Bassi, Lussemburgo, Danimarca, Belgio, Irlanda e Malta.</p>
<p>Tra gli ultimi troviamo invece gli stati dell'<strong>Europa orientale</strong>, soprattutto Lettonia, Slovacchia e Romania, dove il reddito minimo garantito è pari ad appena l'8% del reddito mediano nazionale.</p>
<h3>Il passaggio da Rei a Rdc in Italia</h3>
<p>In Italia il primo passo verso l'introduzione di un reddito minimo garantito è stato il <a href="http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2017-09-15;147!vig=2021-10-22" target="_blank" rel="noopener noreferrer">decreto legislativo 147/2017</a>, di fatto la <strong>prima legge sulla povertà</strong> del nostro paese.</p>
<p>Il decreto introduceva il reddito di inclusione (Rei), un <strong>benefit economico accordato ai nuclei familiari in difficoltà</strong> grazie alle risorse del <a href="https://www.lavoro.gov.it/temi-e-priorita/poverta-ed-esclusione-sociale/focus-on/Fondo-poverta/Pagine/default.aspx" target="_blank" rel="noopener noreferrer">fondo povertà</a>. Questa misura era pensata per essere <strong>non puramente assistenzialistica</strong> ma orientata all'inserimento lavorativo e sociale dei beneficiari.</p>
<p>Dal 1 marzo 2019 è poi subentrata una seconda misura, ovvero il reddito di cittadinanza, determinando la fine del Rei che, come stabilito dal <a href="http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2019-01-28;4" target="_blank" rel="noopener noreferrer">decreto legge 26/2019</a>, non può più essere richiesto.</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-reddito-minimo-garantito-in-italia/">Il reddito minimo garantito in Italia</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-reddito-minimo-garantito-in-italia/">I nuclei percettori di reddito di inclusione e reddito di cittadinanza in Italia tra inizio 2018 e fine 2019</a></h3>
                                    </div>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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			        			                                <div id="chart_164419_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_164419_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_164419_tab3"><p>I dati si riferiscono agli anni 2018 e 2019, ovvero il periodo in cui è stato introdotto il reddito di inclusione (Rei) e poi progressivamente abbandonato con il subentrare del reddito di cittadinanza (Rdc).</p>
</div>
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                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis su dati <a href="https://www.inps.it/dati-ricerche-e-bilanci/osservatori-statistici-e-altre-statistiche/dati-cartacei-rdc" target="_blank" rel="noopener">Inps</a>                                                                <br>(ultimo aggiornamento: venerdì 22 Ottobre 2021)
                                        </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2021/10/il-reddito-minimo-garantito-in-italia.png" target="_blank" download></a>
						                                                <div title="Scarica dati CSV" class="opmag-chart-action-data-btn" data-param-filename="il-reddito-minimo-garantito-in-italia"></div>
						                        
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                            <p><label for="embed-chart-164419"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-164419" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                </div>

                            </div>

			</p>
<p>Come il reddito di inclusione, anche il reddito di cittadinanza è pensato per essere una <strong>politica attiva del lavoro</strong> oltre che una misura di contrasto a povertà, disuguaglianza e esclusione sociale. In entrambi i casi, il sostegno economico erogato mensilmente è infatti affiancato da un progetto personalizzato di inserimento lavorativo affidato ai centri di impiego, a gestione regionale.</p>
<p>Sia Rei che Rdc sono <strong>forme condizionate e non universali di reddito minimo</strong>. Nel caso del <a href="http://www.lavoro.gov.it/temi-e-priorita/poverta-ed-esclusione-sociale/focus-on/Reddito-di-Inclusione-ReI/Pagine/default.aspx" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Rei</a>, per ottenerlo bisognava dimostrare di trovarsi in condizioni di povertà, con un Isee non superiore ai 6mila euro per nucleo familiare (penalizzando così le famiglie numerose). Per quanto riguarda invece il <a href="https://www.redditodicittadinanza.gov.it/schede/requisiti" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Rdc</a>, le condizioni di accesso sono leggermente meno stringenti (l'Isee non deve superare i 9.360 euro).</p>
<p>Il Rei aveva poi un<strong> importo medio decisamente inferiore</strong> rispetto a quello del Rdc, che arriva ad un massimo di 780 euro al mese, ed era<strong> limitato nel tempo</strong> (18 mesi estendibili a 30).</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">€ 293,16 </span>l'importo medio mensile del reddito di inclusione tra 2018 e 2019.</p>
			        </section>
		</p>
<h3></h3>
<p>Secondo la <a href="https://www.europarl.europa.eu/RegData/etudes/STUD/2017/595365/IPOL_STU%282017%29595365_EN.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">direzione generale delle politiche interne dell'Unione</a>, il Rei era uno schema eccessivamente complesso e difficilmente accessibile. La situazione è poi migliorata con il passaggio al Rdc, ma rimangono alcune criticità, ad esempio le <strong>restrizioni ai cittadini stranieri</strong>, che per accedere al sussidio devono essere regolarmente <strong>residenti in Italia da almeno 10 anni</strong>.</p>
<p>Rispetto al Rei, il Rdc ha comunque avuto un <strong>raggio di azione più ampio</strong>. Stando ai dati <a href="https://www.inps.it/dati-ricerche-e-bilanci/osservatori-statistici-e-altre-statistiche/dati-cartacei-rdc" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Inps</a>, nel 2020 più di 1,5 milioni di famiglie hanno percepito almeno una mensilità di reddito o pensione di cittadinanza, per un totale di <strong>3,7 milioni di persone coinvolte. </strong>Pur con differenze a livello regionale.</p>
<h3>I percettori di Rdc nelle regioni italiane</h3>
<p>Le richieste di accesso al Rdc rispecchiano almeno in parte la<a href="https://www.openpolis.it/numeri/campania-quasi-il-50-della-popolazione-e-a-rischio-di-poverta-o-esclusione-sociale/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> distribuzione della povertà</a> nel nostro paese, con Campania, Sicilia e Puglia che registrano il maggior numero di domande. Spiccano anche Lazio e Lombardia, le regioni italiane più abitate, che costituiscono rispettivamente il 10,1% e 10% di tutte le richieste.</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-reddito-di-cittadinanza-nelle-regioni-italiane/">Il reddito di cittadinanza nelle regioni italiane</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-reddito-di-cittadinanza-nelle-regioni-italiane/">Numero di nuclei richiedenti e percettori del reddito di cittadinanza nelle regioni italiane, con relativi importi medi mensili, nel 2020</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1">
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/il-reddito-di-cittadinanza-nelle-regioni-italiane/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2021/10/il-reddito-di-cittadinanza-nelle-regioni-italiane.png" placeholder ></amp-img><div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div></amp-iframe>                        <div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-reddito-di-cittadinanza-nelle-regioni-italiane/">Il reddito di cittadinanza nelle regioni italiane - Numero di nuclei richiedenti e percettori del reddito di cittadinanza nelle regioni italiane, con relativi importi medi mensili, nel 2020</a></div>
                    </div>
			        			                                <div id="chart_164404_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_164404_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_164404_tab3"><p>I dati includono, oltre al reddito, anche la pensione di cittadinanza e sono considerati tutti i nuclei familiari che ne hanno percepita almeno una mensilità nel corso del 2020.</p>
</div>
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                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis su dati <a href="https://www.inps.it/dati-ricerche-e-bilanci/osservatori-statistici-e-altre-statistiche/dati-cartacei-rdc" target="_blank" rel="noopener">Inps</a>                                                                <br>(ultimo aggiornamento: venerdì 22 Ottobre 2021)
                                        </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2021/10/il-reddito-di-cittadinanza-nelle-regioni-italiane.png" target="_blank" download></a>
						                                                
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                            <p><label for="embed-chart-164404"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-164404" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;505&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/il-reddito-di-cittadinanza-nelle-regioni-italiane/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
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                </div>

                            </div>

			</p>
<p>Nel 2020, era la <strong>Campania</strong> la regione con più nuclei familiari che hanno richiesto il Rdc (il 19,6% del totale nazionale) e che lo hanno percepito.</p>
<p>Secondo il <a href="https://www.inps.it/docallegatiNP/Mig/Dati_analisi_bilanci/Osservatori_statistici/Report_trimestrale_Rei-RdC-REm_Aprile_2019_Settembre_2021.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">report trimestrale Inps</a>, a livello provinciale e tenendo conto anche del numero di abitanti, <strong>Napoli</strong> era la provincia con il numero di percettori più elevato, seguita da Crotone e Palermo, con rispettivamente 180 e 179 percettori, rispetto a una media nazionale di 62.</p>
<p>Per quanto riguarda invece le regioni con meno percettori, per lo più si trovano al nord e al centro della penisola (Valle d'Aosta, Trentino Alto Adige, Umbria), oltre ad alcune regioni meno popolose come il Molise e la Basilicata.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Foto credit: <a href="https://unsplash.com/@single_lens_reflex" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Dan Burton</a> - <a href="https://unsplash.com/license" target="_blank" rel="noopener noreferrer">licenza</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/il-reddito-di-cittadinanza-e-i-sussidi-nel-resto-deuropa/">Il reddito di cittadinanza e i sussidi nel resto d’Europa</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il reddito di inclusione e la questione povertà al sud</title>
		<link>https://www.openpolis.it/il-reddito-di-inclusione-e-la-questione-poverta-al-sud/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Apr 2018 09:09:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italie a confronto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.openpolis.it/?p=24067</guid>

					<description><![CDATA[<p>Le prime analisi indicano una prevalenza di beneficiari nel mezzogiorno. Alcuni dati per contestualizzare meglio.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/il-reddito-di-inclusione-e-la-questione-poverta-al-sud/">Il reddito di inclusione e la questione povertà al sud</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La scorsa settimana <strong>l&#8217;Inps ha presentato i <a href="https://www.inps.it/NuovoportaleINPS/default.aspx?itemdir=51744&amp;lang=IT" target="_blank" rel="noopener">primi dati sul reddito di inclusione</a></strong> (rei), la misura di contrasto alla povertà partita a gennaio. Nei primi 3 mesi del 2018 ha raggiunto 317mila persone, per oltre il 70% famiglie meridionali. Questo dato ha riaperto la questione (mai sopita) delle condizioni sociali del mezzogiorno. In che stato si trovano le diverse aree del nostro paese? Lo vediamo con alcuni dati.</p>
<h3>Che cos&#8217;è e come funziona il reddito di inclusione</h3>
<p>È la misura nazionale anti-povertà varata dai governi Renzi e Gentiloni. Si tratta di un <strong>assegno mensile che varia in base a quanto è numerosa la famiglia</strong>: si va dai 187,50 euro al mese per un solo componente ai circa 540 euro per le famiglie con almeno 5 membri. Viene erogato attraverso una carta prepagata, e possono riceverlo i nuclei familiari in gravi condizioni economiche (sotto i 6.000 euro di isee e altri limiti patrimoniali).</p>
<p>        <section class="blockquote">
							<p>Il rei prevede un sussidio per il nucleo familiare e l&#8217;attivazione di un progetto per l&#8217;uscita dalla povertà.</p>
<p>
			        </section>
		</p>
<p>Se ne fa richiesta al comune di residenza, ed è <strong>condizionato all&#8217;adesione ad un progetto personalizzato di uscita dalla povertà</strong> predisposto con i servizi sociali, che dovrebbe aiutare nella ricerca di un lavoro e nella formazione. Può essere erogato per un anno e mezzo e, trascorsi 6 mesi, si può chiedere il rinnovo per un altro anno. <strong>Ad oggi è subordinato anche ad altri requisiti</strong> (la presenza di almeno un minore nella famiglia, oppure di un disabile, una donna incinta o una persona disoccupata con più di 55 anni), ma <strong>da luglio 2018</strong> (grazie alle risorse aggiunte con l&#8217;ultima legge di bilancio) resteranno solo i requisiti economici, rendendolo una <strong>misura universale</strong>.</p>
<h3>Quanto vale e a chi è rivolto</h3>
<p>A regime è previsto uno stanziamento pari a circa <strong>2 miliardi di euro annui</strong>, capaci di raggiungere <strong>2,5 milioni di persone</strong>. Un passo avanti ma ancora non in grado di corrispondere all&#8217;intera platea dei poveri assoluti in Italia, quantificata da Istat in 4,7 milioni di individui. Un numero che nel corso dell&#8217;ultimo decennio è cresciuto in conseguenza della crisi economica.</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
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                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-crescita-della-poverta-assoluta/">La crescita della povertà assoluta</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-crescita-della-poverta-assoluta/">Andamento del numero di persone in povertà assoluta in Italia (2005-2017)</a></h3>
                                    </div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis - Con i bambini su dati Istat                                                                <br>(ultimo aggiornamento: giovedì 13 Luglio 2017)
                                        </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-24114"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-24114" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                </div>

                            </div>

			</p>
<p>Quindi attualmente il <strong>reddito di inclusione può aiutare circa la metà delle persone più povere in Italia</strong>. Ma ciò che ha destato scalpore è che oltre 7 beneficiari del rei su 10 vivano nelle regioni del mezzogiorno. Come si spiega questo dato?</p>
<h3>La povertà nel mezzogiorno</h3>
<p>Per cominciare, dei 4,7 milioni di poveri assoluti in Italia,<strong> oltre 2 milioni vivono nel sud e nelle isole</strong>. Questo elemento va inquadrato non solo in termini assoluti, ma anche rispetto al totale della popolazione residente. Data la minore popolosità, al sud la povertà assoluta incide maggiormente (9,8%). Significa che quasi <strong>un abitante su 10 non può permettersi l’insieme dei beni e servizi che sono considerati essenziali</strong> per mantenere uno standard di vita minimamente accettabile.</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/dove-si-concentra-la-poverta-assoluta/">Dove si concentra la povertà assoluta</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/dove-si-concentra-la-poverta-assoluta/">Confronto per area geografica tra il totale dei residenti e le persone in povertà assoluta (2016)</a></h3>
                                    </div>
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                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/dove-si-concentra-la-poverta-assoluta/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="396" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-tablepress"><amp-img width="1010" height="396" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/04/dove-si-concentra-la-poverta-assoluta.png" placeholder ></amp-img><div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div></amp-iframe>                        <div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/dove-si-concentra-la-poverta-assoluta/">Dove si concentra la povertà assoluta - Confronto per area geografica tra il totale dei residenti e le persone in povertà assoluta (2016)</a></div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong><a href="https://www.istat.it/it/files/2017/07/Report_Povert%C3%A0_2016.pdf?title=La+povert%C3%A0+in+Italia+-+13%2Flug%2F2017+-+Testo+integrale+e+nota+metodologica.pdf" target="_blank" rel="noopener">elaborazione openpolis su dati Istat, "Povertà in Italia 2016"</a>                                                                <br>(ultimo aggiornamento: giovedì 13 Luglio 2017)
                                        </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-24087"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			</p>
<p>Ma il dato può essere spiegato soprattutto con la <strong>mancanza di lavoro</strong>: le regioni con più beneficiari del rei sono anche quelle dove il tasso di disoccupazione è più alto.<strong> Campania, Sicilia e Calabria sono le 3 regioni dove il numero di percettori del reddito di inclusione è di gran lunga maggiore</strong>. Sono anche le uniche ad aver registrato nel 2017 un tasso di disoccupazione superiore al 20%.</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-reddito-di-inclusione-per-regione/">Il reddito di inclusione per regione</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-reddito-di-inclusione-per-regione/">Persone che hanno usufruito del rei nel primo trimestre 2018 (ogni 10mila residenti nella regione)</a></h3>
                                    </div>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione su dati Inps                                                                <br>(ultimo aggiornamento: mercoledì 28 Marzo 2018)
                                        </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-24123"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-24123" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			</p>
<p>La relazione tra mancanza di lavoro e percettori del rei riguarda tutte le regioni italiane, con l'eccezione apparente della Puglia: quarta per disoccupazione (18,8%) e solo nona per quota di beneficiari (33,7 ogni 10.000 abitanti). Ma si tratta appunto di un'apparenza: i dati sul rei per adesso non integrano i beneficiari di altri sussidi regionali, come il reddito di dignità pugliese.</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">20,9% </span>il tasso di disoccupazione in Campania, prima per percettori del rei</p>
			        </section>
		</p>
<p>Questo porta a un'<strong>ulteriore considerazione</strong> per le future politiche in materia di lotta all'indigenza. Il rei è stato concepito con un<strong> impianto a "due gambe"</strong>, una prevede l'aiuto materiale, l'altra un progetto di reinserimento lavorativo, laddove questa è la causa principale della povertà della famiglia. <strong>Aspetti che andranno tenuti necessariamente insieme, perché la curva dei poveri assoluti torni a scendere</strong>.</p>
<p>Foto credit: <a href="http://www.governo.it/media/il-presidente-del-consiglio-gentiloni-alla-conferenza-sul-reddito-di-inclusione/9176" target="_blank" rel="noopener">Palazzo Chigi</a> - <a href="https://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.0/" target="_blank" rel="noopener">Licenza</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/il-reddito-di-inclusione-e-la-questione-poverta-al-sud/">Il reddito di inclusione e la questione povertà al sud</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
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