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	<title>diritti digitali Archivi - Openpolis</title>
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	<lastBuildDate>Wed, 09 Sep 2026 09:47:10 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Intelligenza artificiale e povertà educativa, una sfida urgente</title>
		<link>https://www.openpolis.it/intelligenza-artificiale-una-sfida-educativa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Sep 2026 05:05:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=308817</guid>

					<description><![CDATA[<p>L’uso dell’Ia è sempre più esteso, in Italia come nel mondo. È fondamentale governare il fenomeno, attraverso conoscenze e consapevolezza. Un’indagine sul potenziale impatto dell’Ia sulla povertà educativa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/intelligenza-artificiale-una-sfida-educativa/">Intelligenza artificiale e povertà educativa, una sfida urgente</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>L&#8217;intelligenza artificiale (Ia) sta trasformando radicalmente la società e il mercato del lavoro richiedendo nuove competenze digitali essenziali per il futuro. A livello globale, <strong>l&#8217;uso dell&#8217;Ia tra i minori è già diventato un fenomeno di massa</strong>. Le indagini, sia del <a href="https://hai.stanford.edu/assets/files/ai_index_report_2026.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">contesto internazionale</a> che di quello <a href="https://researchonline.lse.ac.uk/id/eprint/137132/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">europeo</a> e <a href="https://boa.unimib.it/retrieve/56eeb435-9e7e-4f2a-aff0-794aaad6254f/Mascheroni-2026-L%E2%80%99IA%20Generativa%20fra%20bambini%20e%20adolescenti%20italiani-VoR.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">nazionale</a>, sono concordi nell’indicare quanto l’uso di strumenti di Ia generativa tra gli studenti per i compiti scolastici e per le attività quotidiane sia crescente.</p>


<div id="strillo-testo-block_e1d0ed144411e1b3e77a14397cb331d3" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>Serve costruire una cultura diffusa sull&#8217;uso consapevole dell&#8217;Ia in ambito educativo.</p>
			        </section>
		</div>



<p>Da un lato appaiono evidenti le <strong>potenzialità </strong>di questi strumenti come supporto all&#8217;apprendimento di ragazze e ragazzi. Dall&#8217;altro non vanno sottovalutati i <strong>rischi di un uso non appropriato</strong>. Questo infatti può esporre a cessione inconsapevole di dati personali, manipolazioni, bias discriminatori e assimilazione di informazioni false. Ciò può <strong>compromettere il reale sviluppo cognitivo e le capacità di pensiero critico dello studente</strong>. Si tratta di aspetti di cui raramente si parla in un dibattito fortemente polarizzato tra approcci entusiastici e altri puramente luddisti.</p>



<p>In questo quadro, l&#8217;apporto delle politiche pubbliche non può limitarsi alla regolazione, aspetto comunque fondamentale. L&#8217;obiettivo deve essere quello di <strong>trasformare le persone, a partire dai minori, da semplici &#8220;utenti&#8221; passivi a cittadini attivi e consapevoli nell&#8217;utilizzo dell&#8217;Ia</strong>. È fondamentale infatti essere capaci di riconoscere i rischi legati alla privacy, alla disinformazione e alle &#8220;allucinazioni&#8221; (errori) dei sistemi. Evitando che l&#8217;Ia si riduca a un fattore di appiattimento di competenze già fragili.</p>



<p>Tuttavia, in questo quadro in costante evoluzione, è <strong>difficile tanto per il legislatore, quanto per educatori e istituzioni educative stare al passo</strong>.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading">L&#8217;accesso consapevole all&#8217;Ia riguarda anche la lotta alla povertà educativa</h3>



<p>Questo <strong>disallineamento rischia di trasformare l&#8217;Ia in un formidabile moltiplicatore delle disuguaglianze, creando un nuovo &#8220;divario digitale&#8221;</strong> qualora le tecnologie &#8211; e soprattutto gli strumenti per padroneggiarle &#8211; <strong>non siano accessibili in modo equo</strong>. <strong>L’osservatorio sulla povertà educativa</strong>, curato da quasi un decennio da Openpolis e <a href="https://www.conibambini.org/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Con i bambini</a>, <strong>fin dalla fondazione ha prestato la massima attenzione a questi aspetti</strong>. Nel pieno dell’emergenza Covid, nel luglio 2020, il rapporto <a href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2020/07/Disuguaglianze-digitali.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Disuguaglianze digitali</a> provò a offrire un quadro delle <strong>disparità di accesso alla didattica a distanza</strong>. Disparità strutturalmente legate alla condizione sociale (case sovraffollate e computer in condivisione), alle possibilità tecnologiche (mancanza di rete veloce, specie nelle aree interne), nonché alle competenze nell’uso degli strumenti.</p>


<div id="strillo-testo-block_7076ab0cf149705eabef56f7445e767b" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>Le disuguaglianze digitali sono un&#8217;ulteriore forma della povertà educativa.</p>
			        </section>
		</div>



<p>Quella fase straordinaria rese evidente come il <strong>divario digitale non fosse altro che una ulteriore declinazione delle disparità alla base della povertà educativa. E come il gap digitale si aggiunga, rafforzandoli, ai fattori di disuguaglianza già esistenti</strong>: dalla condizione sociale al luogo di residenza.</p>



<p>Anche in questo contesto quindi, <strong>l&#8217;impatto dell&#8217;Ia sui minori non è solo una questione tecnologica, ma un tema centrale di povertà educativa. Con potenzialità e criticità da affrontare e mettere a fuoco nel dibattito pubblico e nel lavoro degli operatori sul campo</strong>.</p>



<p>L&#8217;Unione europea, con l’<a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=OJ:L_202401689" target="_blank" rel="noreferrer noopener">AI Act del 2024</a>, ha classificato come <strong>&#8220;ad alto rischio&#8221; i sistemi di intelligenza artificiale utilizzati nell&#8217;istruzione</strong>. Questo perché tali strumenti, se progettati e utilizzati in modo inadeguato, possono avere conseguenze negative sul percorso dei ragazzi. Possono incidere sull&#8217;accesso o meno degli studenti a determinati percorsi formativi, valutare i risultati dell&#8217;apprendimento e perpetuare discriminazioni storiche.</p>



<p>Anche la recente legge nazionale sul settore, la <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2025;132" target="_blank" rel="noreferrer noopener">132/2025</a>, promuove un <strong>approccio antropocentrico</strong> e delega il governo a <strong>potenziare l&#8217;alfabetizzazione all&#8217;Ia e le discipline Steam nelle scuole</strong>. Proprio per rafforzare le competenze di studenti e formatori, introducendo anche limiti anagrafici per la tutela dei dati dei minori. Più recentemente, il governo ha approvato in via definitiva un <a href="https://www.governo.it/it/articolo/comunicato-stampa-del-consiglio-dei-ministri-n-185/32468#:~:text=2.%20Adeguamento%20della,legislativo%20%E2%80%93%20esame%20definitivo)" target="_blank" rel="noreferrer noopener">decreto legislativo</a> che introduce ulteriori misure tra cui l&#8217;<strong>inserimento dell&#8217;Ia nell&#8217;ambito dell&#8217;educazione civica</strong> e la <strong>formazione stabile dei docenti</strong>, con uno stanziamento di <strong>100 milioni di euro</strong> per contrastare i rischi legati all&#8217;uso improprio di piattaforme e social. Com&#8217;è evidente quindi anche dal punto di vista normativo ci troviamo di fronte a un <strong>contesto in continua evoluzione</strong>. Una dinamica che riflette il tentativo delle istituzioni di accompagnare una trasformazione tecnologica destinata ad avere un impatto crescente anche sul mondo dell&#8217;istruzione.</p>



<p>Tuttavia le <strong>tutele normative, da sole, non sono sufficienti: serve un profondo lavoro di formazione e informazione all&#8217;uso critico degli strumenti</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Partire dai dati per analizzare la relazione tra minori e Ia</h3>



<p>Alla luce di questo scenario, <strong>l&#8217;Osservatorio sulla povertà educativa non può esimersi dal trattare il rapporto tra minori e Ia</strong>. Monitorare l&#8217;accesso a queste tecnologie è oggi fondamentale per <strong>garantire il diritto allo studio</strong>, tutelare i minori e <strong>prevenire nuove forme di esclusione</strong> sociale e di discriminazioni derivanti sia dal mancato accesso che da un uso inconsapevole o sbagliato.</p>



<p>Questo <strong>lavoro di formazione non è dato a priori, ma deve essere costruito quotidianamente</strong> con chi lavora a contatto con bambini e ragazzi.</p>


<div id="strillo-testo-block_878306b517e9b17619b6999240f82f72" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>Vanno gettate le basi, dati alla mano, per una riflessione condivisa sul rapporto tra povertà educativa e nuove tecnologie.</p>
			        </section>
		</div>



<p>Con la pubblicazione di questo primo minidossier, Openpolis e l&#8217;impresa sociale Con i Bambini vogliono gettare le <strong>basi analitiche per una riflessione <strong>fondamentale</strong> sul rapporto tra intelligenza artificiale e minori</strong>. Partire dai dati è infatti una scelta di metodo indispensabile per mostrare, concretamente, come l&#8217;<strong>accesso disomogeneo a queste tecnologie rischi di innestarsi sulle disuguaglianze educative e territoriali del nostro paese</strong>, amplificandole. Questo documento rappresenta tuttavia solo la prima tappa di un percorso che si svilupperà per tutto il 2026. L&#8217;obiettivo infatti non è limitarsi all&#8217;analisi del fenomeno ma fornire strumenti utili a chi lavora quotidianamente con i ragazzi.</p>



<p>Per questo motivo, alla fotografia quantitativa scattata oggi farà seguito, <strong>questo inverno, la pubblicazione di un secondo documento dal taglio più operativo: un vero e proprio <em>toolkit</em> rivolto all&#8217;intera comunità educante</strong>. Si tratterà di una bussola pensata per insegnanti, educatori, operatori del terzo settore e famiglie, volta a offrire un orientamento critico sulle potenzialità e sui rischi dell&#8217;Ia. Infine, raccoglieremo e valuteremo i riscontri ottenuti dalle scuole e dalla rete territoriale. Sarà un importante momento di confronto, utile a mappare i bisogni emersi e a delineare le traiettorie che guideranno il futuro lavoro dell&#8217;osservatorio.</p>


<div id="in-europa-il-664-degli-adolescenti-fa-gia-uso-di-strumenti-di-intelligenza-artificiale-generativa-litalia-e-agli-ultimi-posti-519-ma-il-fenomeno-e-destinato-a-estendersi" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<h3 class="wp-block-heading">I divari nell&#8217;uso e nella consapevolezza sull&#8217;Ia</h3>



<p>L&#8217;elemento da cui partire nell&#8217;analisi dei dati è certamente quello di capire quanto l’intelligenza artificiale generativa sia già diffusa tra i più giovani. In questo senso, <a href="https://ec.europa.eu/eurostat/databrowser/view/isoc_ai_iaiu/default/table?lang=en&amp;category=isoc.isoc_i.isoc_ai" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Eurostat</a> ha pubblicato alcune prime rilevazioni relative al 2025. Questi dati mostrano come l&#8217;Ia sia già entrata nelle abitudini quotidiane di una parte consistente degli adolescenti europei. Considerando la fascia di età compresa tra i 16 e i 19 anni, il <strong>66,4% dei ragazzi e delle ragazze nell’Ue ha dichiarato di aver utilizzato strumenti di Ia</strong> generativa nei tre mesi precedenti l’indagine.&nbsp;</p>



<p>Si tratta tuttavia di una media che nasconde differenze molto rilevanti tra i paesi membri. In ben 19 stati infatti la quota di giovani fruitori supera la media. Le percentuali più elevate si registrano in <strong>Estonia</strong> (89,3%), <strong>Grecia</strong> (85,1%) e <strong>Danimarca</strong> (83,1%). In questi paesi oltre quattro adolescenti su cinque hanno fatto ricorso a questi strumenti nel periodo considerato. All’estremo opposto si collocano invece <strong>Romania</strong> (48,2%), <strong>Germania</strong> (51,5%) e <strong>Italia</strong> (51,9%). In questi paesi poco più della metà dei giovani dichiara di aver utilizzato applicazioni di intelligenza artificiale generativa.</p>


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                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/italia-terzultima-in-ue-per-diffusione-dellia-tra-i-giovani/">Italia terzultima in Ue per diffusione dell&#8217;Ia tra i giovani</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/italia-terzultima-in-ue-per-diffusione-dellia-tra-i-giovani/">Percentuale di giovani europei che hanno fatto ricorso all&#8217;Ia negli ultimi 3 mesi, per paese (2025)</a></h3>
                                    </div>
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                             aria-labelledby="chart_308959_tab3"><p>Per intelligenza artificiale generativa si intendono sistemi in grado di creare nuovi contenuti – come testi, immagini, video, codice informatico o altri tipi di dati – a partire dalle informazioni e dagli schemi appresi durante il processo di addestramento. A differenza di altri sistemi di intelligenza artificiale utilizzati principalmente per classificare, prevedere o analizzare dati esistenti, gli strumenti di Ia generativa producono contenuti originali in risposta alle richieste degli utenti.</p>
<p>Non sono disponibili dati per l&#8217;Irlanda mentre quelli della Croazia sono considerati di limitata affidabilità.</p>
<p>La fascia d&#8217;età considerata è quella dei giovani di età compresa tra i 16 e i 19 anni.</p>
</div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis – Con i bambini su dati Eurostat                                                                <br>(ultimo aggiornamento: venerdì 5 Giugno 2026)
                                        </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-308959"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                </div>

                            </div>

			


<p>Colpisce in particolare il <strong>dato di Italia e Germania</strong> che, pur rappresentando due delle principali economie dell’Unione europea, si collocano nelle ultime posizioni della graduatoria. <strong>È necessario comunque interpretare questi risultati con cautela</strong>. Come abbiamo detto infatti il fenomeno è in piena evoluzione e i dati sono destinati a crescere in tutto il mondo.</p>


<div id="strillo-testo-block_0e4bbc4321073cbe2db8c110ca4ed98b" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>I dati riguardanti l&#8217;utilizzo dell&#8217;Ia sono ancora pochi e in costante evoluzione. </p>
			        </section>
		</div>



<p>La rapidità con cui si sviluppano e si diffondono gli strumenti di Ia rende infatti <strong>probabili cambiamenti significativi anche nel giro di pochi mesi</strong>. Per questo motivo sarà <strong>fondamentale monitorare nel tempo l’evoluzione del fenomeno</strong>. </p>



<p>La questione non riguarda infatti soltanto se le differenze osservate oggi tra i paesi europei tenderanno a ridursi o ad ampliarsi, ma anche <strong>come una tecnologia sempre più diffusa influenzerà i percorsi educativi, le opportunità di apprendimento e più in generale le condizioni di vita di bambini, adolescenti e delle comunità educanti</strong> che li accompagnano nella crescita.</p>


<div id="tra-coloro-che-utilizzano-lia-oltre-la-meta-lo-fa-per-scopi-scolastici-in-italia-il-41" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<h3 class="wp-block-heading">Potenzialità e rischi nell&#8217;ambito educativo e nella vita di bambini e ragazzi</h3>



<p>Oltre a misurare quanto l&#8217;intelligenza artificiale generativa sia diffusa tra i più giovani, è <strong>importante anche comprendere per quali finalità venga utilizzata</strong>. Eurostat fornisce alcune prime evidenze anche in questo senso. Gli intervistati potevano indicare più risposte, segnalando un utilizzo per scopi privati, professionali e scolastici (attività legate allo studio, allo svolgimento di compiti, alla preparazione di elaborati o ad altri aspetti del percorso educativo). </p>


<div id="strillo-testo-block_1499159d27b2b888b10bae7e486bdf4e" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>Molti giovani europei utilizzano l&#8217;Ia per lo svolgimento di compiti e la preparazione di elaborati.</p>
			        </section>
		</div>



<p>A livello europeo, la finalità più frequente tra i ragazzi e le ragazze di età compresa tra i 16 e i 19 anni è proprio quella scolastica. Tra i giovani che hanno dichiarato di aver usato l&#8217;Ia generativa negli ultimi 3 mesi, <strong>il 50,5% ha dichiarato di averlo fatto per attività connesse al proprio percorso di istruzione</strong>. Una quota leggermente inferiore (43,8%) ha invece fatto ricorso a questi strumenti per scopi privati. Molto più contenuta la percentuale di chi li ha utilizzati per motivi professionali (9,1%). Quest&#8217;ultimo dato non sorprende particolarmente. Nella fascia di età considerata infatti la maggior parte dei giovani è ancora inserita in percorsi scolastici o formativi. Non ha ancora fatto quindi ingresso stabile nel mercato del lavoro.</p>



<p>Per quanto riguarda gli usi privati, le quote più elevate si registrano in <strong>Grecia</strong> (75,3%), <strong>Cipro</strong> (75,2%) e <strong>Lituania</strong> (65,6%). All&#8217;estremo opposto si collocano invece <strong>Polonia</strong> (37,1%), <strong>Romania</strong> (36,2%) e <strong>Italia</strong> (24,2%). Anche osservando gli utilizzi scolastici emergono differenze significative tra i paesi europei. Le percentuali più alte si rilevano in <strong>Estonia</strong> (75,5%), <strong>Malta</strong> (74,7%) e <strong>Portogallo</strong> (70,2%). Mentre quelle più basse si registrano in <strong>Germania</strong> (20,9%), <strong>Romania</strong> (31,1%) e <strong>Finlandia</strong> (31,5%). L&#8217;Italia si colloca al quartultimo posto.</p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">41,1% </span>la quota di giovani italiani che ha fatto ricorso all&#8217;Ia per scopi scolastici negli ultimi 3 mesi del 2025.</p>
			        </section>
		


<p>Nel complesso, i dati mostrano come il ricorso all&#8217;intelligenza artificiale generativa tra gli adolescenti italiani risulti ancora meno diffuso rispetto a quanto osservato in gran parte dell&#8217;Unione europea. <strong>Come già detto, si tratta tuttavia di un fenomeno in rapida trasformazione e destinato con ogni probabilità a crescere nei prossimi anni</strong>. Questa tendenza deve essere analizzata con un approccio scientifico, senza facili entusiasmi ma allo stesso tempo senza allarmismi.</p>


<div id="tra-i-giovani-italiani-che-non-utilizzano-lia-l86-dichiara-di-non-sapere-come-fare" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<h3 class="wp-block-heading">Il diritto a un uso consapevole</h3>



<p>Un altro elemento importante da analizzare è <strong>capire le motivazioni che spingono una parte non marginale degli adolescenti a non fare uso dell&#8217;Ia</strong>. Si tratta di un aspetto particolarmente rilevante dal punto di vista delle politiche pubbliche per capire quali possono essere le eventuali criticità.</p>



<p>I dati <a href="https://ec.europa.eu/eurostat/databrowser/view/isoc_ai_iaiuxr/default/table?lang=en&amp;category=isoc.isoc_i.isoc_ai" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Eurostat</a> mostrano che, tra i giovani italiani di età compresa tra i 16 e i 19 anni che non hanno utilizzato strumenti di intelligenza artificiale generativa nei tre mesi precedenti l&#8217;indagine, la motivazione di gran lunga più frequente è la <strong>percezione di non averne bisogno</strong>. Lo dichiara il <strong>74,6%</strong> dei non utilizzatori, una quota perfettamente in linea con la media dell&#8217;Unione europea.</p>


<div id="strillo-testo-block_3955d592202ef02c94a451ef895162c6" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>È importante capire anche le motivazioni di chi ha scelto di non usare l&#8217;Ia.</p>
			        </section>
		</div>



<p>Molto più contenuta invece la percentuale di chi afferma di non aver <strong>mai utilizzato questi strumenti perché non ne conosceva l&#8217;esistenza. In Italia si tratta del 3% dei giovani</strong>, un dato inferiore alla media europea (4,4%). Questo suggerisce che la scarsa diffusione dell&#8217;intelligenza artificiale tra gli adolescenti italiani non sia riconducibile principalmente a un problema di mancata conoscenza. Allo stesso modo, appaiono <strong>relativamente marginali le motivazioni legate alla tutela della privacy o alla sicurezza dei dati</strong>. Solo il 2,7% dei giovani italiani indica questa ragione, a fronte di una media europea pari al 4,5%.</p>



<p>Merita invece particolare attenzione un altro dato. <strong>L&#8217;8,6% dei giovani italiani che non utilizzano l&#8217;intelligenza artificiale dichiara infatti di non sapere come usarla</strong>. Si tratta di una quota superiore alla media dell&#8217;Unione europea (7,3%) e che richiama direttamente il tema delle competenze digitali.</p>


            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-9-dei-giovani-che-non-usano-lia-non-la-usa-perche-non-saprebbe-come-fare/">Il 9% dei giovani che non usano l&#8217;Ia non la usa perché non saprebbe come fare</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-9-dei-giovani-che-non-usano-lia-non-la-usa-perche-non-saprebbe-come-fare/">Le motivazioni per cui i giovani fra i 16 e i 19 anni non hanno utilizzato l’Ia negli ultimi 3 mesi (2025)</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1">
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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			        			                                <div id="chart_308982_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_308982_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_308982_tab3"><p>Il grafico mostra le motivazioni per cui i giovani di età compresa tra i 16 e i 19 anni non hanno fatto ricorso all&#8217;intelligenza artificiale nei 3 mesi precedenti. Le percentuali riguardano solo i ragazzi e le ragazze che hanno dichiarato di non aver fatto ricorso a strumenti di intelligenza artificiale generativa.</p>
</div>
			                        </amp-selector>
                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis – Con i bambini su dati Eurostat                                                                <br>(ultimo aggiornamento: venerdì 17 Aprile 2026)
                                        </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-308982"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			


<p>Pur trattandosi di una minoranza, questo dato evidenzia come una parte degli adolescenti possa incontrare <strong>difficoltà nell&#8217;avvicinarsi a strumenti che stanno rapidamente entrando nella vita quotidiana, nei percorsi di studio e, sempre più spesso, nelle future esperienze lavorative</strong>. È un elemento che rafforza la necessità di investire in percorsi educativi dedicati. Percorsi che devono essere capaci di fornire non soltanto competenze tecniche ma anche strumenti per comprendere il funzionamento e le implicazioni dell&#8217;intelligenza artificiale.</p>



<p>In prospettiva, tuttavia, la questione centrale potrebbe non riguardare tanto il numero di ragazzi che non utilizzano questi strumenti. Con ogni probabilità, infatti, tale quota è destinata a ridursi progressivamente nei prossimi anni. La sfida principale sembra piuttosto essere quella di <strong>garantire che l&#8217;uso dell&#8217;intelligenza artificiale avvenga in modo consapevole</strong>. In questo senso, il tema non è soltanto quanti giovani sfruttino l&#8217;Ia, ma come la utilizzano, con quale grado di comprensione delle sue potenzialità e dei suoi limiti e con quali strumenti critici per valutarne risultati e conseguenze.</p>



<p>Per questo motivo <strong>il ruolo della scuola, delle famiglie e più in generale della comunità educante appare destinato a diventare sempre più importante</strong>. L&#8217;obiettivo non è favorire o scoraggiare l&#8217;utilizzo dell&#8217;intelligenza artificiale, ma mettere tutti i giovani nelle condizioni di comprenderne il funzionamento e di utilizzarla in maniera responsabile, autonoma e informata.</p>



<h3 class="wp-block-heading">L&#8217;importanza di regolare un fenomeno</h3>



<p>Come accade per molte innovazioni tecnologiche, il punto centrale non è tanto la diffusione dello strumento in sé, quanto la <strong>capacità di utilizzarlo in modo consapevole</strong>. Le applicazioni di intelligenza artificiale generativa possono infatti offrire opportunità importanti per l&#8217;apprendimento, l&#8217;accesso alle informazioni e lo sviluppo di nuove competenze. Allo stesso tempo pongono <strong>questioni rilevanti</strong> legate all&#8217;affidabilità dei contenuti prodotti, alla tutela dei dati personali, ai possibili bias incorporati nei modelli e al rischio di un utilizzo passivo delle tecnologie. </p>



<p>In questa prospettiva, assume particolare importanza il ruolo della scuola e delle politiche pubbliche. L&#8217;Italia si è già dotata di un primo quadro normativo attraverso la <strong>legge 132 del 2025</strong>. Tale norma contiene disposizioni e deleghe al governo in materia di intelligenza artificiale. Tra queste, si introducono anche alcune <strong>limitazioni</strong> legate all&#8217;età per l&#8217;accesso ad alcuni strumenti di Ia.</p>


        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>L&#8217;accesso alle tecnologie di intelligenza artificiale da parte dei minori di anni quattordici nonché il conseguente trattamento dei dati personali richiedono il consenso di chi esercita la responsabilità genitoriale [&#8230;] Il minore di anni diciotto, che abbia compiuto quattordici anni, può esprimere il proprio consenso per il trattamento dei dati personali connessi all&#8217;utilizzo di sistemi di intelligenza artificiale, purché le informazioni e le comunicazioni di cui al comma 3 siano facilmente accessibili e comprensibili.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2025-09-23;132!vig=2025-10-10" target="_blank">&#8211; Legge 132/2025, art. 4 comma 4</a>
									            </div>
        </section>
		


<p>Il quadro normativo nazionale comunque continua a evolversi. Lo scorso giugno infatti il consiglio dei ministri ha approvato, in esame preliminare, uno <a href="https://www.governo.it/it/articolo/comunicato-stampa-del-consiglio-dei-ministri-n-177/32050" target="_blank" rel="noreferrer noopener">schema di decreto legislativo</a> &#8211; poi approvato con modifiche in via definitiva ad agosto &#8211; con l&#8217;obiettivo di completare l&#8217;allineamento dell&#8217;ordinamento nazionale alle disposizioni dell&#8217;Ai Act europeo. La norma interviene in diversi ambiti, tra cui:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>aggiornamento dei <strong>programmi scolastici del secondo ciclo</strong>, per integrare tecnologie avanzate e Ia generativa nei percorsi di studio;</li>



<li>inserimento dell’Ia nell’<strong>educazione civica</strong>, con attenzione ai profili etici e alla cittadinanza digitale;</li>



<li>rafforzamento delle <strong>competenze Steam</strong> (scienza, tecnologia, ingegneria, arte e matematica) e dell’<strong>orientamento scolastico</strong>, per accompagnare gli studenti verso scelte formative e professionali coerenti con le trasformazioni tecnologiche;</li>



<li><strong>formazione stabile dei docenti</strong> su funzionamento dei sistemi, rischi di errore e distorsione, tutela dei dati e uso responsabile dell’Ia.</li>
</ul>


        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Le norme costruiscono una cornice di garanzie affinché l’innovazione tecnologica resti sempre al servizio della persona, della sua dignità e dei suoi diritti fondamentali. [&#8230;]<br />
L’intelligenza artificiale è una risorsa solo se resta governata da una visione etica e umanistica, che coniughi innovazione, giustizia, sicurezza e bene comune.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.governo.it/it/articolo/comunicato-stampa-del-consiglio-dei-ministri-n-177/32050" target="_blank">&#8211; Comunicato stampa del Consiglio dei ministri (10 giugno 2026)</a>
									            </div>
        </section>
		


<p>Le norme rappresentano però soltanto un primo passo. <strong>Accanto alla regolazione è necessario investire nella formazione di studenti, insegnanti e comunità educanti</strong>, affinché l&#8217;intelligenza artificiale diventi un&#8217;occasione per rafforzare le competenze digitali e il pensiero critico. L&#8217;obiettivo non dovrebbe essere soltanto formare utenti in grado di utilizzare queste tecnologie ma cittadini consapevoli delle loro potenzialità, dei loro limiti e delle implicazioni che comportano per la società.</p>


<div id="litalia-si-sta-dotando-di-un-sistema-normativo-ma-sara-fondamentale-il-ruolo-svolto-da-tutta-la-comunita-educante" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<h3 class="wp-block-heading">Cosa possono fare scuola e comunità educanti</h3>



<p>La diffusione dell&#8217;Ia tra i più giovani pone quindi una <strong>sfida che è prima di tutto educativa</strong>. In questo percorso la scuola rappresenta il principale punto di riferimento, ma da sola non può bastare. Attorno ad essa opera una <strong>comunità educante</strong> più ampia, composta da famiglie, educatori, associazioni, realtà sportive e culturali che contribuiscono alla crescita delle nuove generazioni.</p>


<div id="strillo-testo-block_3f244c51addc4d3a5f4412868292c1c2" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>L&#8217;ecosistema della comunità educante deve essere sostenuto.</p>
			        </section>
		</div>



<p>È importante che tutte queste componenti rivestano un ruolo attivo in tale ambito. Promuovere un uso consapevole di queste tecnologie significa infatti investire non solo nelle competenze digitali, ma anche nel rafforzamento dei contesti educativi e delle opportunità di apprendimento. Sia per i giovani che per insegnanti ed educatori.</p>



<p>Pur essendo un tema in costante evoluzione, o forse proprio per questo, di fronte alla crescente diffusione dell&#8217;Ia tra studenti e insegnanti, <strong>molti paesi europei stanno cercando di definire strategie e regole per accompagnarne l&#8217;introduzione nelle scuole</strong>. Secondo un rapporto pubblicato da <a href="http://www.eun.org/documents/411753/12100059/Agile+collection+of+Information+vol.6-11.12.25_Updated.pdf/d0e683fa-7c71-4913-ae1d-69acbb12598b" target="_blank" rel="noreferrer noopener">European Schoolnet</a> (rete di ministeri dell’istruzione europei che ha l&#8217;obiettivo di innovare l&#8217;insegnamento e promuovere la collaborazione tra scuole) a fine 2025, nel giro di pochi anni l&#8217;Ia è passata dall&#8217;essere un tema marginale a una delle principali priorità delle politiche educative europee. <strong>Nessuno dei 23 sistemi scolastici analizzati considera oggi la questione secondaria e oltre la metà la colloca tra le aree di intervento più rilevanti</strong>.</p>



<p>L&#8217;obiettivo principale non è soltanto introdurre nuove tecnologie nelle classi, ma utilizzarle per <strong>migliorare l&#8217;insegnamento e l&#8217;apprendimento</strong>, preparare gli studenti alle competenze richieste dalla società digitale e supportare il lavoro degli insegnanti. In molti paesi l&#8217;attenzione si concentra anche sul <strong>potenziale dell&#8217;Ia per favorire inclusione e accessibilità</strong>.</p>


        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>The integration of AI in education contexts does not come challenge-free. Education systems must deal with a number of concerns and questions when considering the introduction of such technology in school environments. […] one of the most pressing concerns reported by respondents relates to data privacy and protection of the rights of all school actors, in particular, minors.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="http://www.eun.org/documents/411753/12100059/Agile+collection+of+Information+vol.6-11.12.25_Updated.pdf/d0e683fa-7c71-4913-ae1d-69acbb12598b" target="_blank">&#8211; Artificial Intelligence in School Education. European Schoolnet (11/12/2025)</a>
									            </div>
        </section>
		


<p>Questa crescente attenzione si è tradotta nell&#8217;adozione di <strong>strategie nazionali, linee guida e politiche dedicate</strong>. La maggior parte dei sistemi educativi europei dispone già di documenti ufficiali che affrontano temi come l&#8217;uso etico dell&#8217;intelligenza artificiale, la tutela dei dati personali, la formazione dei docenti e l&#8217;impiego degli strumenti di Ia nelle attività didattiche. </p>



<p>Anche l&#8217;<strong>Italia</strong> si è mossa in questa direzione. Oltre alle norme già citate, nell&#8217;agosto dello scorso anno il ministero dell&#8217;istruzione e del merito ha pubblicato le <a href="https://www.mim.gov.it/documents/20182/0/MIM_Linee+guida+IA+nella+Scuola_09_08_2025-signed.pdf/b70fdc45-4b75-1f7e-73bf-eab12989b928?t=1756468797694" target="_blank" rel="noreferrer noopener">linee guida</a> per l&#8217;introduzione dell&#8217;intelligenza artificiale nelle istituzioni educative. Il nostro paese figura inoltre tra quelli che hanno già avviato una valutazione degli effetti della nuova normativa europea sul sistema scolastico.</p>


            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/litalia-e-tra-i-paesi-ad-aver-gia-emanato-atti-formali-in-tema-di-educazione-e-ia/">L&#8217;Italia è tra i paesi ad aver già emanato atti formali in tema di educazione e Ia</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/litalia-e-tra-i-paesi-ad-aver-gia-emanato-atti-formali-in-tema-di-educazione-e-ia/">Gli stati europei che hanno già adottato strategie nazionali, politiche pubbliche e/o linee guida sull&#8217;Intelligenza artificiale nell&#8217;educazione</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1">
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/litalia-e-tra-i-paesi-ad-aver-gia-emanato-atti-formali-in-tema-di-educazione-e-ia/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="400" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="400" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/plugins/opmag-charts/images/numeri_placeholder.svg" placeholder ></amp-img><div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div></amp-iframe>                        <div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/litalia-e-tra-i-paesi-ad-aver-gia-emanato-atti-formali-in-tema-di-educazione-e-ia/">L&#8217;Italia è tra i paesi ad aver già emanato atti formali in tema di educazione e Ia &#8211; Gli stati europei che hanno già adottato strategie nazionali, politiche pubbliche e/o linee guida sull&#8217;Intelligenza artificiale nell&#8217;educazione</a></div>
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			        			                                <div id="chart_308992_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_308992_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_308992_tab3"><p>La mappa mostra come gli stati stanno affrontando il tema dell&#8217;introduzione dell&#8217;intelligenza artificiale generativa nei propri sistemi educativi. L&#8217;indagine è stata condotta su 23 paesi inclusi alcuni extra-Ue (come Norvegia e Turchia). Allo stesso tempo mancano informazioni circa alcuni paesi Ue rilevanti (come Germania e Polonia). Nel caso del Belgio, solo la parte fiamminga si è già dotata di documenti formali.</p>
</div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis – Con i bambini su dati European Schoolnet                                                                <br>(pubblicati: giovedì 11 Dicembre 2025)
                                        </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-308992"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-308992" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                            </div>

			


<p>Un altro aspetto che accomuna molti paesi riguarda la scelta di non adottare un approccio esclusivamente restrittivo. L&#8217;orientamento prevalente è infatti quello di <strong>promuovere un utilizzo responsabile dell&#8217;intelligenza artificiale</strong> attraverso regole, formazione e sviluppo delle competenze. Parallelamente, quasi tutti i sistemi educativi stanno introducendo percorsi di alfabetizzazione all&#8217;Ia all&#8217;interno dei curricula scolastici, generalmente integrandoli nelle discipline già esistenti. In questo quadro, <strong>l&#8217;Italia presenta una particolarità. Insieme alla Finlandia infatti è tra i pochi paesi a prevedere un primo avvicinamento a questi temi già a partire dalla scuola dell&#8217;infanzia</strong>.</p>



<p>Il report conferma infine come il <strong>rafforzamento delle competenze degli insegnanti</strong> rappresenti la priorità più citata dalle amministrazioni scolastiche. Un&#8217;indicazione che conferma come il dibattito sull&#8217;intelligenza artificiale nella scuola sia, prima ancora che tecnologico, una questione educativa.</p>


<div id="il-407-degli-edifici-scolastici-italiani-e-dotato-di-aule-di-informatica-il-dato-decresce-man-mano-che-ci-si-allontana-dai-grandi-centri" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<h3 class="wp-block-heading">La disponibilità di aule di informatica nei territori</h3>



<p>Ribadita ancora una volta l&#8217;importanza del coinvolgimento di tutta la comunità educante, non c&#8217;è dubbio che in tutto questo processo <strong>le istituzioni scolastiche ricoprano un ruolo centrale</strong>. Non solo nel trasmettere agli studenti le abilità digitali indispensabili per una cittadinanza attiva, ma anche nel fungere da <strong>garante per l&#8217;equità nell&#8217;accesso alla rete e alle innovazioni tecnologiche</strong>. In quest&#8217;ottica, è importante monitorare la diffusione e l&#8217;effettiva disponibilità di laboratori informatici nelle diverse aree del paese.</p>



<p>Grazie ai dati messi a disposizione dal <a href="https://dati.istruzione.it/opendata/opendata/catalogo/elements1/leaf/?area=Edilizia%20Scolastica&amp;datasetId=DS0151EDIAMBFUNZSTA2021" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ministero dell’istruzione</a> e relativi all’anno scolastico 2024/25 sappiamo che in Italia gli edifici scolastici statali censiti sono in totale 39.351. Di questi <strong>15.998 sono</strong> <strong>dotati di aule informatiche</strong>. Analizzando la situazione su base regionale, la <strong>Valle d’Aosta</strong> si distingue per la percentuale più elevata di strutture attrezzate. In questo caso si tratta di numeri assoluti molto ridotti (86 scuole attrezzate su 139 complessive). Seguono con buone coperture la <strong>Liguria</strong> (59,1%), il <strong>Piemonte</strong> (53,6%) e le <strong>Marche</strong> (51,4%). Al contrario, le percentuali più contenute si registrano in <strong>Abruzzo</strong> (27,8%), <strong>Calabria</strong> (27,2%) e <strong>Lazio</strong>, dove solo il 25,4% degli edifici dispone di tali spazi dedicati.</p>


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                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-60-degli-edifici-scolastici-e-sprovvisto-di-aule-di-informatica/">Per il 60% degli edifici scolastici non è dichiarata la presenza di aule informatiche</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-60-degli-edifici-scolastici-e-sprovvisto-di-aule-di-informatica/">Percentuale di edifici scolastici statali dotati di aule informatiche per regione (a.s. 2024/25)</a></h3>
                                    </div>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/il-60-degli-edifici-scolastici-e-sprovvisto-di-aule-di-informatica/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/01/il-60-degli-edifici-scolastici-e-sprovvisto-di-aule-di-informatica.png" placeholder ></amp-img><div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div></amp-iframe>                        <div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-60-degli-edifici-scolastici-e-sprovvisto-di-aule-di-informatica/">Per il 60% degli edifici scolastici non è dichiarata la presenza di aule informatiche &#8211; Percentuale di edifici scolastici statali dotati di aule informatiche per regione (a.s. 2024/25)</a></div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_305595_tab3"><p>Questi dati, pubblicati sul portale open data del ministero dell’istruzione, sono forniti dagli enti locali proprietari o gestori degli edifici adibiti ad uso scolastico. Informazioni non disponibili per il Trentino Alto Adige.</p>
</div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis – Con i bambini su dati Mim                                                                <br>(ultimo aggiornamento: mercoledì 6 Agosto 2025)
                                        </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-305595"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-305595" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;505&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/il-60-degli-edifici-scolastici-e-sprovvisto-di-aule-di-informatica/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
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                </div>

                            </div>

			

        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">40,7% </span>gli edifici scolastici statali dotati di aule informatiche nell&#8217;a. s. 2024/25.</p>
			        </section>
		


<p>Analizzando i comuni capoluogo, dove solitamente si concentra la maggior parte delle strutture, emergono differenze significative tra le diverse città. <strong>Pavia</strong> (91,4%), <strong>Modena</strong> (87,7%) e <strong>Aosta</strong> (82,1%) guidano la classifica con le percentuali più elevate, risultando gli unici centri a superare la soglia dell’80%. All’estremo opposto, i valori più contenuti si rilevano a <strong>Catanzaro</strong> (5,4%), <strong>Cosenza</strong> (6,6%) e <strong>Latina</strong> (8,6%).</p>



<p>Un altro elemento da evidenziare riguarda il fatto che <strong>la quota di edifici scolastici dotati di aule di informatica tende a diminuire man mano che ci si allontana dai centri principali</strong> in direzione di quelli più periferici.</p>


        <section class="glossary">
            <div>
                <mark>
																		Le aree interne sono i territori del paese più distanti dai servizi essenziali (quali istruzione, salute, mobilità). Parliamo di circa 4.000 comuni, con 13 milioni di abitanti.</br>
											                </mark>
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/che-cosa-sono-le-aree-interne/">
                &#8220;Che cosa sono le aree interne&#8221;</a></span>

            </div>
        </section>
		

<div id="strillo-testo-block_a1c8adb3c1c5ee73d75596a62258c18a" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>Nelle scuole delle aree interne la presenza di aule informatiche è più rara.</p>
			        </section>
		</div>



<p>Mentre nei <strong>comuni polo</strong> la quota supera il 44%, in quelli di <strong>cintura</strong> — che costituiscono l’hinterland dei centri principali — il valore scende già al di sotto della media nazionale, attestandosi al 40,1%. Questa tendenza al ribasso prosegue man mano che ci si allontana dalle aree più centrali. La percentuale cala progressivamente nei <strong>comuni intermedi</strong> (37,8%), in quelli <strong>periferici</strong> (37%) e tocca il minimo negli <strong>ultraperiferici</strong> (33,8%).</p>


            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/aule-dinformatica-a-scuola-permangono-i-divari-tra-citta-e-comuni-piu-periferici/">Aule d&#8217;informatica a scuola, permangono i divari tra città e comuni più periferici</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/aule-dinformatica-a-scuola-permangono-i-divari-tra-citta-e-comuni-piu-periferici/">Percentuale di edifici scolastici statali dotati di aule informatiche comune per comune (a.s. 2024/25)</a></h3>
                                    </div>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis – Con i bambini su dati Mim                                                                <br>(ultimo aggiornamento: mercoledì 6 Agosto 2025)
                                        </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-309122"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			


<p>Sebbene tale distribuzione sia una diretta conseguenza della maggiore concentrazione della domanda nei grandi centri, appare fondamentale promuovere <strong>interventi mirati anche nelle aree interne</strong>. Al fine di contrastare criticità strutturali come lo <strong>spopolamento</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Scarica, condividi e riutilizza i dati</h3>


        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Intelligenza artificiale, una sfida educativa</p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_Ia_sfida_educativa.xls">Scarica i dati.</a></p>
</div>
				            </div>
        </section>
		



<p>I contenuti dell’Osservatorio povertà educativa&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/poverta-educativa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">#conibambini</a>&nbsp;sono realizzati da openpolis con l’impresa sociale Con i bambini nell’ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell’articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l’obiettivo di creare un’unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di data journalism o anche per semplice consultazione. I dati relativi alla presenza di aule informatiche sono di fonte ministero dell’istruzione e del merito.</p>



<p>Foto: <a href="https://unsplash.com/it/foto/donna-che-si-siede-e-usando-il-computer-portatile-E5MLP5tJTrs">fran innocenti</a> (<a href="https://unsplash.com/it/licenza">licenza</a>)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/intelligenza-artificiale-una-sfida-educativa/">Intelligenza artificiale e povertà educativa, una sfida urgente</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La sfida delle competenze digitali nell’era dell’intelligenza artificiale</title>
		<link>https://www.openpolis.it/la-sfida-delle-competenze-digitali-nellera-dellia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Dal Poggetto]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Jan 2026 08:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=305605</guid>

					<description><![CDATA[<p>Quasi la metà degli italiani non possiede competenze digitali almeno di base. Un dato che pone il nostro paese agli ultimi posti in Europa. La scuola in questo contesto ha un ruolo fondamentale ma sia dal punto di vista delle strutture che della didattica c’è ancora molto da fare.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/la-sfida-delle-competenze-digitali-nellera-dellia/">La sfida delle competenze digitali nell’era dell’intelligenza artificiale</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il prossimo 28 gennaio si celebra la <a href="https://www.coe.int/it/web/portal/28-january-data-protection-day" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Giornata europea della protezione dei dati personali</a>, un’occasione per riflettere sul ruolo delle <strong>competenze digitali</strong> in una società sempre più interconnessa. Oggi infatti saper usare consapevolmente le tecnologie non significa soltanto migliorare le proprie <strong>opportunità nel mercato del lavoro</strong>, ma anche essere <strong>cittadini più consapevoli</strong>, capaci di orientarsi in un sistema complesso, segnato dalla sovrapproduzione di contenuti, dalla diffusione di fake news e dal tracciamento potenzialmente pervasivo delle nostre abitudini e dei nostri orientamenti.</p>


        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>L’evoluzione tecnologica rappresenta senza dubbio un inarrestabile fattore di progresso sociale: tuttavia, taluni elementi distorsivi che la stessa introduce danno talvolta l’impressione che essa sia in parte goduta ma in parte anche subita dalle collettività.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.federalismi.it/ApplOpenFilePDF.cfm?artid=53048&#038;dpath=document&#038;dfile=12012026182902.pdf&#038;content=%3Ci%3ESocial%2Bnetwork%2C%2Be%2Ddemocracy%3C%2Fi%3E%2Be%2B%E2%80%9Ccostituzionalismo%2Bdigitale%E2%80%9D%2B%2D%2Bstato%2B%2D%2Bdottrina%2B%2D%2B" target="_blank">&#8211; D. Porena, Social network, e-democracy e costituzionalismo digitale (14/1/2026)</a>
									            </div>
        </section>
		


<p>In questo contesto, la scuola rappresenta un presidio fondamentale. Non solo per trasmettere conoscenze ma anche per <strong>garantire parità di accesso a strumenti e infrastrutture digitali</strong>, riducendo le disuguaglianze educative. Su tale aspetto dobbiamo osservare che, nonostante alcuni progressi, <strong>l’Italia resta tra i paesi europei con la più bassa diffusione di competenze digitali almeno di base</strong>.</p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">54,3% </span>i cittadini italiani con competenze digitali almeno di base nel 2025.</p>
			        </section>
		


<p>Un altro elemento &#8220;critico&#8221; riguarda l&#8217;approccio alle potenzialità offerte dagli strumenti dell&#8217;<strong>intelligenza artificial</strong>e (Ai). Risorse preziose ma che non sono prive di rischi, specialmente se utilizzate in modo non consapevole. Da questo punto di vista, il nostro paese appare caratterizzato da un <strong>approccio prudente</strong> rispetto ad altri contesti europei. Approccio che dipende anche dall&#8217;affermazione abbastanza recente di un uso più ampio di questi strumenti. Perciò <strong>è fondamentale che già a partire dalla scuola vi sia una diffusa conoscenza per poter padroneggiare le nuove tecnologie</strong>. Sono svariati infatti gli aspetti problematici che stanno emergendo riguardo all&#8217;utilizzo di queste risorse.</p>



<p>A ciò si aggiunge un altro elemento legato alla disponibilità di strumenti e strutture. Sotto questo profilo, a livello nazionale, <strong>circa il 40% degli edifici scolastici è dotato di aule di informatica</strong>. Al contrario, nel 32,7% dei plessi questo spazio non è presente mentre nel 26,7% dei casi l&#8217;informazione non è stata dichiarata dall&#8217;ente proprietario dell&#8217;immobile (comuni, province). Dati che fanno capire quanto lavoro ci sia ancora da fare per garantire a tutte le ragazze e i ragazzi le stesse opportunità.</p>



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<h3 class="wp-block-heading">Le competenze digitali in Italia e in Europa</h3>



<p>Le competenze digitali rappresentano oggi quindi un requisito fondamentale per la partecipazione piena alla vita economica e sociale. Ma quanto sono diffuse queste conoscenze tra la popolazione? Alcune indicazioni su questo fronte ci vengono messe a disposizione da <strong>Eurostat</strong>.</p>



<p>Con specifico riferimento all&#8217;<strong>Italia</strong>, <strong>nel 2025 le persone che avevano competenze digitali di base o superiori erano il 54,3% della popolazione</strong>. Un dato che, seppur in crescita rispetto all&#8217;anno precedente, è ancora inferiore di circa 6 punti percentuali rispetto alla media europea (60,4%). C&#8217;è da dire però che, il nostro paese ha recuperato qualche posizione nel confronto con gli altri stati dell&#8217;Ue, pur rimanendo nella parte bassa della classifica. Se nel 2024 infatti solamente Lettonia, Polonia, Bulgaria e Romania riportavano una quota di competenze digitali inferiore rispetto a quella italiana, nel 2025 il nostro paese sopravanza anche Lituania, Slovacchia, Grecia e Slovenia.</p>



<p>Le dinamiche restano simili anche se restringiamo l’analisi all’ambito dei <strong>giovani di età compresa tra i 16 e i 29 anni</strong>. Persone che possono essere considerate sostanzialmente come “native digitali”. In questo caso la percentuale di soggetti con competenze almeno di base aumenta sensibilmente. <strong>A livello Ue parliamo di una quota del 74,7%. Anche in questo caso l’Italia si colloca al di sotto della media con il 69,1%</strong>. È significativo notare che in questo caso ci sono 7 paesi Ue che riportano un dato inferiore a quello italiano e tra questi figura pure la <strong>Germania</strong> (65,2%).&nbsp;</p>


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                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-30-dei-giovani-italiani-non-ha-competenze-digitali-adeguate/">Il 30% dei giovani italiani non ha competenze digitali adeguate</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-30-dei-giovani-italiani-non-ha-competenze-digitali-adeguate/">Percentuale di cittadini con competenze digitali di base o superiori nei paesi Ue nella fascia 16-29 anni (2025)</a></h3>
                                    </div>
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                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/il-30-dei-giovani-italiani-non-ha-competenze-digitali-adeguate/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/01/il-30-dei-giovani-italiani-non-ha-competenze-digitali-adeguate.png" placeholder ></amp-img><div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div></amp-iframe>                        <div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-30-dei-giovani-italiani-non-ha-competenze-digitali-adeguate/">Il 30% dei giovani italiani non ha competenze digitali adeguate &#8211; Percentuale di cittadini con competenze digitali di base o superiori nei paesi Ue nella fascia 16-29 anni (2025)</a></div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_305585_tab3"><p>Il livello di “digital skills” viene valutato sulla di <a href="https://joint-research-centre.ec.europa.eu/scientific-activities-z/education-and-training/digital-transformation-education/digital-competence-framework-citizens-digcomp_en" target="_blank" rel="noreferrer noopener">5 aree chiave individuate</a> dal framework europeo delle competenze digitali per i cittadini. Tra queste la risoluzione di problemi in ambito informatico, l’alfabetizzazione all’uso di dati e informazioni, la capacità di comunicazione e collaborazione in ambiente digitale, la sicurezza in rete e la creazione di contenuti digitali.</p>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis – Con i bambini su dati Eurostat                                                                <br>(ultimo aggiornamento: martedì 16 Dicembre 2025)
                                        </p>
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<div id="strillo-testo-block_e7df5b2803355ce23c2924b39012e195" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>Al crescere del titolo di studio aumentano le competenze digitali.</p>
			        </section>
		</div>



<p>Un altro elemento interessante riguarda il fatto che la quota di persone con competenze digitali adeguate aumenta con il crescere del livello di studio raggiunto. In Italia, ad esempio, la percentuale di persone con competenze digitali adeguate è pari al <strong>56,7% tra coloro che hanno un basso livello di istruzione</strong>. Sale al <strong>71,7% tra chi ha un livello di istruzione media</strong> e cresce ancora fino all’<strong>84,7% tra coloro che hanno raggiunto i gradi più alti</strong>.&nbsp;</p>


<div id="in-un-mondo-dove-lai-ha-uninfluenza-crescente-avere-competenze-digitali-adeguate-e-fondamentale-litalia-su-questo-fronte-ha-scelto-un-approccio-cauto" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<h3 class="wp-block-heading">Intelligenza artificiale nella scuola: approcci e criticità</h3>



<p>L&#8217;utilizzo consapevole delle potenzialità offerte dall&#8217;Ai è certamente un elemento centrale e lo sarà sempre di più nei prossimi anni. Al momento non sembrano esistere<strong> ancora metodologie condivise</strong> &#8211; salvo quanto contenuto nel cosiddetto <a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=OJ:L_202401689" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ai act</a> adottato a livello Ue &#8211; e che ogni stato abbia scelto un approccio diverso. Questo almeno è quello che emerge da un&#8217;indagine condotta da <a href="http://www.eun.org/documents/411753/12100059/Agile+collection+of+Information+vol.6-11.12.25_Updated.pdf/d0e683fa-7c71-4913-ae1d-69acbb12598b" target="_blank" rel="noreferrer noopener">European Schoolnet</a> che ha coinvolto 23 paesi tra cui anche alcuni extra Ue (Norvegia, Svizzera, Turchia). Dall’analisi delle risposte risulta che l’integrazione dell’Ai nei contesti scolastici è ancora in una <strong>fase iniziale</strong> <strong>di</strong> <strong>sperimentazione e definizione di cornici normative</strong>.</p>



<p>In questo quadro, in particolare la <strong>formazione degli insegnanti</strong> è considerata un prerequisito essenziale per l’adozione efficace dell’Ai. Tuttavia, nella maggior parte dei paesi questa è ancora <strong>opzionale o limitata a progetti pilota</strong>.</p>


        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>The integration of AI in education contexts does not come challenge-free. Education systems must deal with a number of concerns and questions when considering the introduction of such technology in school environments. [&#8230;] one of the most pressing concerns reported by respondents relates to data privacy and protection of the rights of all school actors, in particular, minors.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="http://www.eun.org/documents/411753/12100059/Agile+collection+of+Information+vol.6-11.12.25_Updated.pdf/d0e683fa-7c71-4913-ae1d-69acbb12598b" target="_blank">&#8211; Artificial Intelligence in School Education. European Schoolnet (11/12/2025)</a>
									            </div>
        </section>
		


<p>Tutti gli intervistati hanno evidenziato aspetti critici nel ricorso a tali strumenti tra cui:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>rischi per la <strong>protezione dei dati e la privacy</strong>;</li>



<li>timori legati alla <strong>dipendenza tecnologica e alla perdita di autonomia critica</strong> degli studenti;</li>



<li>problemi di <strong>equità nell’accesso</strong>, che potrebbero ampliare i divari educativi;</li>



<li>difficoltà nel garantire <strong>trasparenza e affidabilità dei sistemi</strong>.</li>
</ul>



<p>Come già anticipato nell&#8217;introduzione, l&#8217;approccio verso questi strumenti adottato dall&#8217;<strong>Italia</strong> è abbastanza prudente. Risultano in corso delle sperimentazioni ma senza un’integrazione strutturale dell’Ia nei curricula scolastici.</p>


<div id="strillo-testo-block_ce0b10336890f862adf60bfc62b703c7" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>L&#8217;Italia ha un approccio molto cauto sull&#8217;integrazione dell&#8217;Ia nel mondo della scuola.</p>
			        </section>
		</div>



<p>Interessanti da questo punto di vista le <a href="https://www.mim.gov.it/documents/20182/0/MIM_Linee+guida+IA+nella+Scuola_09_08_2025-signed.pdf/b70fdc45-4b75-1f7e-73bf-eab12989b928?t=1756468797694" target="_blank" rel="noreferrer noopener">linee guida</a> che il <strong>ministero dell&#8217;istruzione</strong> ha diffuso nel 2025. Secondo questo documento, l&#8217;Ai può supportare i <strong>dirigenti scolastici</strong> nella pianificazione e nell&#8217;analisi dati senza sostituire le decisioni umane; i <strong>docenti</strong> nella personalizzazione dell&#8217;insegnamento, nella progettazione e nella valutazione; il <strong>personale amministrativo</strong> nell&#8217;automazione delle procedure. Per gli <strong>studenti</strong>, l&#8217;Ai offre percorsi più inclusivi, ma richiede lo sviluppo di competenze critiche.</p>



<p>Sostanzialmente, si sottolinea che l&#8217;Ai deve essere uno <strong>strumento di supporto</strong>. Non un sostituto dell&#8217;azione educativa, ribadendo la centralità della responsabilità umana, della tutela dei dati e della relazione didattica.</p>


<div id="durante-lanno-scolastico-2024-25-solo-il-407-degli-edifici-scolastici-era-dotato-di-aule-di-informatica" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<h3 class="wp-block-heading">La disponibilità di aule di informatica nei territori</h3>



<p>In base a quanto visto fin qui appare chiaro quanto la scuola sia fondamentale. Sia per fornire ai ragazzi e alle ragazze le competenze digitali necessarie per essere cittadini a tutto tondo, sia per garantire a tutti le stesse possibilità di accesso alle tecnologie e alla rete. Per questo è importante valutare quanto spazi come le <strong>aule di informatica</strong> siano presenti e fruibili nei diversi territori.</p>



<p>Grazie ai dati messi a disposizione dal <strong>ministero dell’istruzione</strong> e relativi all’anno scolastico 2024/25 sappiamo che in Italia gli edifici scolastici statali censiti sono in totale&nbsp;39.351 di cui <strong>15.998 dotati di aule informatiche</strong>. A livello regionale, il territorio con la quota più alta di edifici con aule di informatica è la <strong>Valle d’Aosta</strong> che però ha numeri abbastanza contenuti (139 edifici scolastici, di cui 86 con aule informatiche). Seguono <strong>Liguria</strong> (59,1%), <strong>Piemonte</strong> (53,6%) e <strong>Marche</strong> (51,4%). Le regioni con le quote più basse invece sono <strong>Abruzzo</strong> (27,8%), <strong>Calabria</strong> (27,2%) e <strong>Lazio</strong> (25,4%).</p>



<p>È interessante notare che in questo ambito ci sono alcune regioni del centro-nord che si trovano al di sotto della media nazionale. Oltre al Lazio, parliamo di <strong>Umbria</strong> (36,1%) ed <strong>Emilia-Romagna</strong> (40,3%). Viceversa alcune aree meridionali riportano valori superiori alla media. È il caso della <strong>Basilicata</strong> (49,3%) e della <strong>Puglia</strong> (42%).</p>


            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-60-degli-edifici-scolastici-e-sprovvisto-di-aule-di-informatica/">Per il 60% degli edifici scolastici non è dichiarata la presenza di aule informatiche</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-60-degli-edifici-scolastici-e-sprovvisto-di-aule-di-informatica/">Percentuale di edifici scolastici statali dotati di aule informatiche per regione (a.s. 2024/25)</a></h3>
                                    </div>
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                             aria-labelledby="chart_305595_tab3"><p>Questi dati, pubblicati sul portale open data del ministero dell’istruzione, sono forniti dagli enti locali proprietari o gestori degli edifici adibiti ad uso scolastico. Informazioni non disponibili per il Trentino Alto Adige.</p>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis – Con i bambini su dati Mim                                                                <br>(ultimo aggiornamento: mercoledì 6 Agosto 2025)
                                        </p>
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                            <p><label for="embed-chart-305595"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                </div>

                            </div>

			

<div id="tra-i-comuni-capoluogo-la-maggiore-disponibilita-di-aule-di-questo-tipo-si-registra-a-pavia-modena-e-aosta" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<p>Scendendo ancora più nel dettaglio, possiamo osservare che, escludendo il Trentino Alto Adige per cui non sono disponibili i dati, i comuni che ospitano almeno un plesso sul proprio territorio sono 6.613. Tra questi, ne risultano <strong>1.868 (il 28% circa) in cui la quota di edifici scolastici con aule di informatica è pari a 0</strong>. Si tratta generalmente di realtà di piccole dimensioni in cui i plessi presenti sono meno di 10. Se si escludono queste zone dall’analisi, possiamo osservare che nella maggior parte degli altri casi la quota di edifici con aule informatiche è <strong>compresa tra il 25% e il 50% (2.064 comuni)</strong>. I comuni in cui la quota risulta compresa tra il 75% e il 100% sono invece 1.156. Tra questi, sono <strong>1.062 i territori in cui tutti gli edifici presenti sono dotati di aule di informatica</strong>.</p>



<p>Soffermandoci sui comuni capoluogo, che generalmente ospitano il maggior numero di strutture, possiamo osservare che le quote più alte le fanno registrare <strong>Pavia</strong> (91,4%), <strong>Modena</strong> (87,7%) e <strong>Aosta</strong> (82,1%). Si tratta degli unici tre capoluoghi in cui il dato supera l’80%. Viceversa la percentuali più basse si registrano a <strong>Catanzaro</strong> (5,4%), <strong>Cosenza</strong> (6,6%) e <strong>Latina</strong> (8,6%).</p>


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                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-oltre-1-800-comuni-non-ci-sono-plessi-dotati-di-aule-informatiche/">In oltre 1.800 comuni non ci sono scuole dotate di aule informatiche</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-oltre-1-800-comuni-non-ci-sono-plessi-dotati-di-aule-informatiche/">Percentuale di edifici scolastici statali dotati di aule informatiche comune per comune (a.s. 2024/25)</a></h3>
                                    </div>
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                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis – Con i bambini su dati Mim                                                                <br>(ultimo aggiornamento: mercoledì 6 Agosto 2025)
                                        </p>
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                            <p><label for="embed-chart-305598"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                </div>

                            </div>

			


<p>Un altro elemento interessante riguarda il fatto che la quota di edifici scolastici dotati di aule di informatica tende a diminuire man mano che ci si allontana dai centri principali in direzione di quelli più periferici.</p>


<div id="strillo-testo-block_6fd4115104594cbd0356fcfb05271596" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>Nelle aree interne la disponibilità di aule informatica è più limitata.</p>
			        </section>
		</div>



<p>Se nei <strong>poli</strong> infatti la quota risulta superiore al <strong>44%</strong>, già nei <strong>comuni di cintura</strong> (quelli che vanno a comporre gli hinterland rispetto ai centri principali) si scende sotto la media nazionale (40,1%). La percentuale scende ancora se si prendono in considerazione i <strong>comuni intermedi</strong> (37,8%), quelli <strong>periferici</strong> (37%) e <strong>ultra periferici</strong> (33,8%). Se da un lato tale dinamica è comprensibile e rispecchia la concentrazione della domanda, dall’altro sarebbe importante non tralasciare interventi anche nelle aree interne. Anche per contribuire a contrastare alcuni fenomeni quali lo spopolamento.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Scarica, condividi e riutilizza di dati</h3>


        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Scarica i dati, regione per regione</p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_aule_informatiche/abruzzo.xls">Abruzzo</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_aule_informatiche/basilicata.xls">Basilicata</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_aule_informatiche/calabria.xls">Calabria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_aule_informatiche/campania.xls">Campania</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_aule_informatiche/emilia_romagna.xls">Emilia-Romagna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_aule_informatiche/Fvg.xls">Friuli-Venezia Giulia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_aule_informatiche/lazio.xls">Lazio</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_aule_informatiche/liguria.xls">Liguria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_aule_informatiche/lombardia.xls">Lombardia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_aule_informatiche/marche.xls">Marche</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_aule_informatiche/molise.xls">Molise</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_aule_informatiche/piemonte.xls">Piemonte</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_aule_informatiche/puglia.xls">Puglia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_aule_informatiche/sardegna.xls">Sardegna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_aule_informatiche/sicilia.xls">Sicilia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_aule_informatiche/toscana.xls">Toscana</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_aule_informatiche/umbria.xls">Umbria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_aule_informatiche/Vda.xls">Valle d’Aosta</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_aule_informatiche/veneto.xls">Veneto</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_aule_informatiche/totale_nazionale.xls">Totale nazionale</a>.</p>
</div>
				            </div>
        </section>
		



<p>I contenuti dell’Osservatorio povertà educativa&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/poverta-educativa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">#conibambini</a>&nbsp;sono realizzati da openpolis con l’impresa sociale Con i bambini nell’ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell’articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l’obiettivo di creare un’unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di data journalism o anche per semplice consultazione. I dati relativi alla presenza di aule informatiche sono di fonte ministero dell&#8217;istruzione e del merito.</p>



<p>Foto: <a href="https://it.freepik.com/foto-gratuito/studenti-universitari-che-si-affollano-all-aperto_31237838.htm#fromView=search&amp;page=1&amp;position=13&amp;uuid=40f49099-d0bc-4897-8fcc-cc7de2b494ea&amp;query=Le+competenze+digitali+nelle+scuole+italiane" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Freepik</a> (<a href="https://it.freepik.com/ai/faq/what-are-premium-licenses" target="_blank" rel="noreferrer noopener">licenza</a>)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/la-sfida-delle-competenze-digitali-nellera-dellia/">La sfida delle competenze digitali nell’era dell’intelligenza artificiale</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Nasce Pnrr Watch, per un monitoraggio sulla transizione digitale dell&#8217;Italia</title>
		<link>https://www.openpolis.it/nasce-pnrr-watch-per-un-monitoraggio-sulla-transizione-digitale-dellitalia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mattia]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Mar 2025 11:17:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=299477</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nasce un nuovo progetto sul piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr),  a cura di Assonime e Openpolis. L'obiettivo è valutare concretamente risultati, criticità e prospettive di alcune misure e interventi sulla modernizzazione del paese.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/nasce-pnrr-watch-per-un-monitoraggio-sulla-transizione-digitale-dellitalia/">Nasce Pnrr Watch, per un monitoraggio sulla transizione digitale dell&#8217;Italia</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Digitalizzazione della pubblica amministrazione e infrastrutture per la connettività. Sono due i temi principali oggetto dell&#8217;indagine di <strong>Pnrr watch</strong>, un nuovo progetto di monitoraggio del piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), realizzato da Assonime e Openpolis.</p>



<p>Pnrr Watch si traduce in una serie di contenuti dedicati a misure del Pnrr <strong>strategiche per la modernizzazione del paese</strong>. È un&#8217;analisi dettagliata su alcuni aspetti del piano, con l’obiettivo di <strong>valutare concretamente i risultati, individuare le criticità e delineare le prospettive.</strong></p>



<p>Il primo numero rivolge lo sguardo ad alcuni investimenti significativi in tema di <strong>digitalizzazione della pubblica amministrazione (Pa)</strong> e di <strong>infrastrutture per la connettività.</strong></p>


        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Scarica il report</p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/03/assonime_report_2025.pdf" target="_blank" rel="noopener">Pnrr Watch</a></p>
</div>
				            </div>
        </section>
		



<h3 class="wp-block-heading">Digitalizzazione della Pa e infrastrutture</h3>



<p>Per quanto riguarda la digitalizzazione della Pa, sono <strong>tre gli investimenti oggetto dell&#8217;indagine</strong>: Il primo riguarda il <strong>Polo strategico nazionale</strong> (900 milioni di euro), con cui si punta alla creazione di un’infrastruttura nazionale basata su tecnologie cloud di ultima generazione. A questo si affianca il secondo investimento di 1 miliardo dedicato ad un <strong>programma di supporto e incentivo alla Pa locale per trasferire basi dati e applicazioni</strong> su infrastrutture cloud certificate. Il terzo investimento oggetto di analisi, del valore di circa 556 milioni, è dedicato alla realizzazione della <strong>Piattaforma digitale nazionale dati (Pdnd)</strong> il cui scopo è migliorare il back end informatico della Pa favorendo l’interoperabilità delle banche dati tra le diverse amministrazioni italiane.</p>


<div class="content_block" id="custom_post_widget-193851"><div class="d-none d-lg-flex justify-center mt-40 mb-40 bt-3-grey2 bb-3-grey2 pt-15 pb-50">
<div class="mt-20 mr-20"><amp-img decoding="async" src="/wp-content/uploads/2022/05/openpnrr_logo.png" alt="" width="140" height="44" layout="fixed"></amp-img>
<div class="mb-10">
<h3 class="fw-700">Trasparenza, informazione, monitoraggio e
valutazione del PNRR</h3>
Il <span class="fw-700">tuo</span> accesso personalizzato
al Piano nazionale di ripresa e resilienza

</div>
<a class="btn" href="https://www.openpnrr.it">Accedi e monitora</a>

</div>
<div class="mt-30"><a href="https://www.openpnrr.it"><amp-img src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/05/openpnrr_sito-e1653031804280.png" alt="" width="350" height="235" /></a></div>
</div>
<div class="d-lg-none justify-center flex-align-center text-center mt-40 mb-40 bt-3-grey2 pt-15 bb-3-grey2 pb-10">
<div><amp-img decoding="async" src="/wp-content/uploads/2022/05/openpnrr_logo.png" alt="" width="140" height="44" layout="fixed"></amp-img>
<div class="mb-10">
<h3 class="fw-700">Trasparenza, informazione, monitoraggio e
valutazione del PNRR</h3>
Il <span class="fw-700">tuo</span> accesso personalizzato
al Piano nazionale di ripresa e resilienza

</div>
<a class="btn" href="https://www.openpnrr.it">Accedi e monitora</a>

</div>
<div class="mt-20"><a href="https://www.openpnrr.it"><amp-img src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/05/openpnrr_sito-e1653031804280.png" alt="" width="350" height="235" /></a></div>
</div></div>



<p>Per ciò che concerne le infrastrutture per la connettività, invece, l&#8217;attenzione è stata rivolta a tre investimenti rilevanti. Si tratta del piano <strong>Italia a 1 giga</strong> (3,5 miliardi di euro) che punta a estendere le infrastrutture per la connessione ultra-veloce a quelle aree dove ancora non vi è una piena disponibilità; del<strong> piano Italia 5G</strong> (1,1 miliardi) che mira a incentivare lo sviluppo e la diffusione dell’infrastruttura 5G e, infine, del piano <strong>Collegamento isole minori</strong> (60,5 milioni di euro).</p>



<p>Complessivamente, i 6 interventi di cui parliamo nel primo numero di Pnrr Watch riguardano investimenti per oltre 7 miliardi di euro.</p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">7,12 </span>miliardi di euro gli importi relativi agli investimenti analizzati nel primo numero di Pnrr Watch.</p>
			        </section>
		


<p>Come abbiamo raccontato spesso sulle pagine di Openpolis negli ultimi anni, <strong>le criticità del Pnrr sono molte e di diversa natura</strong>: tecnica, burocratico-amministrativa, ma anche economico-finanziaria. Si tratta di alcune fragilità che colpiscono sia la progettazione che la realizzazione di interventi, soprattutto quando parliamo di investimenti importanti.</p>


        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/cosa/pnrr/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vai agli approfondimenti
<br><strong>sul Pnrr</strong></a>.</p>
        </section>
		





<p>Un altro elemento che desta preoccupazione è il <strong>lento andamento della spesa</strong>, un indicatore utile a valutare lo stato di avanzamento delle diverse opere in corso.</p>


<div id="strillo-testo-block_9e8b722703663d7a1b30303edeb71910" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>Un adeguato monitoraggio del Pnrr permette anche di comprendere se e quanto il piano sarà decisivo per la crescita del paese.</p>
			        </section>
		</div>



<p>C&#8217;è infine un aspetto a cui teniamo da sempre: la <strong>scarsa disponibilità di informazioni e dati aggiornati</strong>. Anche se negli ultimi mesi sono stati fatti degli importanti passi in avanti, la situazione ancora non è ottimale e <strong>servirebbe un deciso salto di qualità</strong>. La trasparenza e il controllo pubblico sullo stato di avanzamento del Pnrr costituiscono infatti imprescindibili elementi per garantire il puntuale e tempestivo monitoraggio sia da parte dell’autorità politica e amministrativa, che dalla cittadinanza, dai media e dalle imprese.</p>



<p><strong>Il Pnrr è uno dei programmi di investimento più rilevanti degli ultimi decenni.</strong> Per questo occorre mantenere alta l’attenzione, affinché sia davvero importante per la crescita socio-economica dell&#8217;Italia e in modo che vengano rispettati gli impegni europei.</p>


<div class="content_block" id="custom_post_widget-299503"><div class="d-none d-lg-flex justify-center flex-align-center py-20  mt-40 mb-40   bt-3-grey2 bb-3-grey2">
<div class="mt-30 mr-20"><a href="/wp-content/uploads/2025/03/assonime_report_2025.pdf" target="_blank"><amp-img src="/wp-content/uploads/2025/03/Pnrr-Watch-report-1.png" alt="" width="170" height="170" /></a></div>
<div class="mb-15">
<h3 class="fw-700">GLI INVESTIMENTI DEL PNRR PER LA DIGITALIZZAZIONE</h3>
<p>PA E INFRASTRUTTURE PER LA CONNETTIVITÀ</p>
<div><a class="btn" href="/wp-content/uploads/2025/03/assonime_report_2025.pdf" target="_blank">Scarica il report (Pdf 10,3 MB)</a></div>
</div>
</div>
<div class="d-lg-none flex-grid-col justify-center flex-align-center mt-40 mb-40 bt-3-grey2 pt-15 bb-3-grey2 pb-10">
<div class="mb-10 text-center">
<h3 class="fw-700">GLI INVESTIMENTI DEL PNRR PER LA DIGITALIZZAZIONE</h3>
<p>PA E INFRASTRUTTURE PER LA CONNETTIVITÀ</p>
<div><a class="btn" href="/wp-content/uploads/2025/03/assonime_report_2025.pdf" target="_blank">Scarica il report (Pdf 10,3 MB)</a></div>
</div>
<div class="mt-20"><a href="/wp-content/uploads/2025/03/assonime_report_2025.pdf" target="_blank"><amp-img src="/wp-content/uploads/2025/03/Pnrr-Watch-report-1.png" alt="" width="235" height="235" /></a></div>
</div>
</div>



<p>Foto: <a href="https://unsplash.com/it/foto/un-mucchio-di-fili-blu-collegati-tra-loro-PSpf_XgOM5w" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Scott Rodgerson</a> (<a href="https://unsplash.com/it/licenza" target="_blank" rel="noreferrer noopener">licenza</a>)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/nasce-pnrr-watch-per-un-monitoraggio-sulla-transizione-digitale-dellitalia/">Nasce Pnrr Watch, per un monitoraggio sulla transizione digitale dell&#8217;Italia</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La sfida dell&#8217;alfabetizzazione digitale per contrastare le disuguaglianze</title>
		<link>https://www.openpolis.it/la-sfida-dellalfabetizzazione-digitale-per-contrastare-le-disuguaglianze/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Jan 2025 09:15:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=298313</guid>

					<description><![CDATA[<p>Le opportunità offerte dalle nuove tecnologie sono potenzialmente enormi, a patto di saperle padroneggiare. Il ruolo delle scuole per acquisire competenze e consapevolezza è fondamentale, ma restano divari nelle dotazioni informatiche disponibili sul territorio.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/la-sfida-dellalfabetizzazione-digitale-per-contrastare-le-disuguaglianze/">La sfida dell&#8217;alfabetizzazione digitale per contrastare le disuguaglianze</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[</p>
<p>Il prossimo 11 febbraio si celebrerà il <em><a href="https://better-internet-for-kids.europa.eu/en/saferinternetday" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Safer internet day</a></em>, giornata promossa a livello europeo per sensibilizzare a un <strong>uso consapevole di internet</strong>. La giornata pone un focus particolare sui giovani. Se da un lato infatti le nuove tecnologie possono contribuire a un significativo miglioramento della qualità della vita (possibilità di studiare e lavorare a distanza, migliore conciliazione dei tempi vita-lavoro), dall&#8217;altro non possono essere ignorati i rischi connessi a un uso sbagliato o inconsapevole della rete. Su tutti il fenomeno del <strong><em>cyberbullismo</em></strong> ma anche il <strong>furto e la diffusione di informazioni e contenuti personali</strong>. Rischi che tendono a colpire soprattutto ragazze e ragazzi meno inclusi, rafforzando le disuguaglianze sociali, economiche, territoriali e culturali esistenti.</p>
</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/non-sono-emergenza-le-parole-del-disagio-giovanile/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Leggi anche<br />
<br /><strong>Non sono emergenza, le parole e i numeri del disagio giovanile</strong></a>.</p>
</section>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">1 su 10 </span>gli studenti delle secondarie che durante la pandemia hanno subito episodi di bullismo o cyberbullismo. La quota sale al 18,2% tra gli alunni stranieri.</p>
</section>
</p>
<p>In questo contesto, si inserisce poi la diffusione sempre maggiore degli strumenti di <strong>intelligenza artificiale</strong> che negli anni a venire saranno sempre più presenti nelle nostre vite. Per questo motivo, <strong>saper utilizzare internet in modo sicuro e consapevole non è più un&#8217;opzione</strong>: è essenziale essere in grado di padroneggiare le nuove tecnologie. Da questo punto di vista la scuola può e deve rivestire un ruolo di primo piano, una questione sempre più dibattuta tra gli esperti di settore.</p>
</p>
<p><div id="avere-competenze-digitali-adeguate-e-una-necessita-irrinunciabile-la-scuola-su-questo-deve-avere-un-ruolo-di-primo-piano" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>La diffusione dell&#8217;Intelligenza Artificiale (IA), con la sua ambivalenza tra rischi e opportunità, impone una riflessione sulla questione educativa. [&#8230;] Non possiamo infatti sottovalutare la capacità d&#8217;azione dei dispositivi artificiali, che porta a una sorta di servitù volontaria, forse inconsapevole. [&#8230;] Tutti rischi che, contrapposti alle enormi potenzialità degli algoritmi, richiedono di ragionare su un patto educativo per l&#8217;intelligenza artificiale. [&#8230;] Sono necessari modelli didattici che sviluppino la creatività, il senso del limite e il pensiero critico nell&#8217;uso dei dispositivi artificiali.</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://drive.google.com/file/d/139mzj5XZGjDeFKeg2Ty0UVtDS3DCugrG/view" target="_blank">&#8211; Elena Beccalli, rettore Università cattolica del Sacro cuore (19 dicembre 2024)</a>
									            </div>
</section>
</p>
<p>Purtroppo il lavoro da fare in Italia è ancora molto. <strong>È ancora troppo alta la quota di persone senza competenze digitali adeguate</strong>. Per sopperire a queste lacune, un primo passo fondamentale è ovviamente la <strong>disponibilità negli istituti di dotazioni informatiche e di aule dedicate</strong>. Spazi che troppo spesso ancora non sono presenti all&#8217;interno delle scuole.</p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">35,7% </span>gli edifici scolastici italiani per cui era dichiarata la presenza di aule informatiche durante l&#8217;anno scolastico 2022-2023.</p>
</section>
</p>
<p>Dall&#8217;analisi dei dati a livello territoriale emergono <strong>profonde disparità nella diffusione di questi spazi</strong>. Elementi particolarmente rilevanti riguardano il fatto che le aule di informatica sono <strong>meno presenti negli istituti che sorgono nelle zone rurali</strong> rispetto a quelli dei centri urbani medio-grandi. A questo aspetto si lega anche il fatto che tendenzialmente le aule informatiche risultano <strong>meno diffuse in quei territori che fanno registrare un&#8217;alta concentrazione di famiglie con figli</strong> <strong>e che possono fare affidamento su un solo reddito</strong>. Nuclei per cui il rischio di disagio socio-economico è particolarmente elevato.</p>
</p>
<p><div class="content_block" id="custom_post_widget-135826"><p></p>
</div></p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Le competenze digitali in Italia e in Europa</h3>
</p>
<p>Fornire ai cittadini, soprattutto i più giovani, le competenze digitali necessarie è quindi fondamentale per consentire loro di sfruttare al meglio le opportunità offerte dalle nuove tecnologie. D’altro canto però una formazione adeguata è importante anche per avere una maggiore consapevolezza dei rischi che la condivisione di informazioni in rete comporta.</p>
</p>
<p>Purtroppo allo stato attuale la situazione in Italia non è delle migliori. Su questo fronte alcuni importanti elementi di valutazione ci vengono offerti da <a href="https://ec.europa.eu/eurostat/web/digital-economy-and-society/database" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Eurostat</a>. Attraverso il <a href="https://joint-research-centre.ec.europa.eu/scientific-activities-z/education-and-training/digital-transformation-education/digital-competence-framework-citizens-digcomp_en" target="_blank" rel="noreferrer noopener">quadro delle competenze digitali per i cittadini</a> infatti vengono valutate le competenze digitali degli europei sulla base di 5 diverse aree che vanno dalla creazione e condivisione di contenuti fino ai temi legati alla sicurezza (protezione di device e dati personali, tutela della salute e del benessere online). Sulla base di questi indicatori <strong>il livello di competenze digitali dei cittadini italiani risulta essere mediamente basso</strong>.</p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">45,8% </span><span style="font-weight: 400"> i cittadini italiani che, nel 2023, avevano competenze digitali almeno di base. </span></p>
</section>
</p>
<p>Si tratta di un dato inferiore di circa 10 punti percentuali rispetto alla media europea (55,6%). Solo 4 paesi fanno registrare un dato più basso. Si tratta di <strong>Lettonia</strong> (45,3%), <strong>Polonia</strong> (44,3%), <strong>Bulgaria</strong> (35,5%) e <strong>Romania</strong> (27,7%).</p>
</p>
<p><div id="il-585-dei-giovani-italiani-tra-16-e-29-anni-nel-2023-aveva-competenze-digitali-almeno-di-base-un-dato-molto-al-di-sotto-della-media-ue" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p>Il livello di competenze medie aumenta se si fa riferimento esclusivamente ai giovani tra i 16 e i 29 anni, che possono essere considerati dei <strong>nativi digitali</strong>. Prendendo in esame questo sottoinsieme tuttavia la situazione del nostro paese si fa ancora più complessa rispetto agli altri stati Ue. <strong>La percentuale di ragazze e ragazzi con un livello di competenze digitali almeno di base sale al 58,5% a fronte di una media Ue che però è del 70,7%</strong>. Rispetto agli altri paesi in questo caso l’Italia si colloca al terzultimo posto. Solo <strong>Bulgaria</strong> (52,3%) e <strong>Romania</strong> (46%) riportano un dato più basso. Ai primi posti troviamo invece <strong>Finlandia</strong> (94,5%), <strong>Malta</strong> (91,8%) e <strong>Repubblica Ceca</strong> (90,2%).</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-livello-di-competenze-digitali-in-italia-e-tra-i-piu-bassi-deuropa/">Il livello di competenze digitali in Italia è tra i più bassi d&#8217;Europa</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-livello-di-competenze-digitali-in-italia-e-tra-i-piu-bassi-deuropa/">Percentuale di cittadini con competenze digitali almeno di base nei paesi Ue (2023)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
<div id="chart_298509_tab1" role="tab" aria-controls="chart_298509_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
<div id="chart_298509_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_298509_tab1"><br />
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<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-livello-di-competenze-digitali-in-italia-e-tra-i-piu-bassi-deuropa/">Il livello di competenze digitali in Italia è tra i più bassi d&#8217;Europa &#8211; Percentuale di cittadini con competenze digitali almeno di base nei paesi Ue (2023)</a></div>
</p></div>
<div id="chart_298509_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_298509_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
<div id="chart_298509_tabpanel3" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-3"
                             aria-labelledby="chart_298509_tab3"></p>
<p>Il livello di “digital skills” viene valutato sulla di <a href="https://joint-research-centre.ec.europa.eu/scientific-activities-z/education-and-training/digital-transformation-education/digital-competence-framework-citizens-digcomp_en" target="_blank" rel="noreferrer noopener">5 aree chiave individuate</a> dal framework europeo delle competenze digitali per i cittadini. Tra queste la risoluzione di problemi in ambito informatico, l’alfabetizzazione all’uso di dati e informazioni, la capacità di comunicazione e collaborazione in ambiente digitale, la sicurezza in rete e la creazione di contenuti digitali.</p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis – Con i Bambini su dati Eurostat                                                                <br />(ultimo aggiornamento: martedì 17 Dicembre 2024)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/01/il-livello-di-competenze-digitali-in-italia-e-tra-i-piu-bassi-deuropa.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-298509"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-298509" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>Come prevedibile, <strong>all’aumentare del livello di istruzione aumenta anche la percentuale di individui con <em>digital skills</em> almeno di base</strong>. Nel caso del nostro paese, ad esempio, il 74,5% circa dei laureati possiede competenze digitali almeno di base. La percentuale scende al 61,1% nel caso dei diplomati e al 46,7% per i ragazzi e le ragazze con un livello di istruzione inferiore.</p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">27,9 </span><span style="font-weight: 400">la differenza, in punti percentuali, tra i giovani con competenze digitali almeno di base tra laureati e chi ha un basso livello di istruzione. </span></p>
</section>
</p>
<p>Il dato del nostro paese in questo caso risulta in linea con la media Ue che vede un divario di <strong>27,4 punti percentuali</strong>. Tale dinamica si riscontra pressoché in tutti gli stati membri, a testimonianza di come i divari in termini di competenze vadano a sovrapporsi alle disuguaglianze sociali ed educative esistenti, contribuendo di fatto a rafforzarle.</p>
</p>
<p>Anche in questo caso l&#8217;Italia si trova agli ultimi posti nel confronto europeo. Infatti, escludendo Croazia e Irlanda per cui questo dato non è disponibile, solo 6 paesi fanno registrare un divario maggiore. Da notare che tra questi stati figura anche la <strong>Germania</strong> con un divario pari a 32,4 punti percentuali. D’altra parte ci sono 3 paesi in cui il divario si riduce sotto la doppia cifra. Si tratta di <strong>Lituania</strong> (5 punti percentuali), <strong>Finlandia</strong> (5,4) e <strong>Slovenia</strong> (7,3).</p>
</p>
<p><div id="solo-il-357-degli-istituti-scolastici-italiani-risulta-dotato-di-aule-informatiche" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">L&#8217;infrastrutturazione digitale delle scuole nei comuni in Italia</h3>
</p>
<p>Da questi dati emerge chiaramente come sia di fondamentale importanza investire nella scuola per fornire alle nuove generazioni le competenze necessarie. Da questo punto di vista occorre osservare che <strong>la premessa fondamentale per l’avvio di qualsiasi tipo di attività educativa è legata inevitabilmente alla presenza di ambienti digitali nelle scuole</strong> tra cui le aule di informatica.</p>
</p>
<p>Attraverso i dati messi a disposizione dal <strong>ministero dell’istruzione</strong> è possibile ricostruire la presenza di questi spazi all’interno degli istituti scolastici italiani. I dati più recenti disponibili risalgono al 2022-2023. In media la presenza di almeno un’aula di informatica <strong>è dichiarata dagli enti proprietari – le province e i comuni – per il 35,7% degli edifici scolastici</strong>. Tale informazione tuttavia presenta delle <strong>lacune</strong> dal momento che <strong>nel 35,4% dei casi il dato non è disponibile</strong>.</p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">28,9% </span>gli edifici scolastici per cui è dichiarata l&#8217;assenza di aule di informatica nell’anno scolastico 2022/23.</p>
</section>
</p>
<p>Scomponendo i dati a livello regionale emergono delle significative differenze nel paese. La percentuale più alta di edifici scolastici statali con aula di informatica si registra in <strong>Liguria</strong> con il 56,5%. Seguono il <strong>Piemonte</strong> (52,6%) e la <strong>Valle d’Aosta</strong> (52,1%). Anche nelle regioni con le percentuali più alte quindi il numero di istituti che risultano sprovvisti di aule di informatica o per cui il dato non è disponibile rappresenta una quota consistente. Le percentuali più basse si registrano invece in regioni del centro-sud come <strong>Abruzzo</strong> (24%), <strong>Campania</strong> (22%), <strong>Calabria</strong> (21,8%) e <strong>Lazio</strong> (18,1%).</p>
</p>
<div id="strillo-testo-block_b55b00404991e508a4df3d935b7564ce" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Molti istituti scolastici non dichiarano se sono dotati di aule di informatica o meno.</p>
</section></div>
</p>
<p>A livello territoriale emergono divari ancora più marcati. Prendendo in considerazione ad esempio i comuni capoluogo, notiamo che in 12 casi la presenza di aule informatiche è pari o superiore al 70%. Il dato più alto in assoluto è quello di <strong>Pavia</strong> dove il 91,7% degli edifici scolastici è dotato di aule informatiche. Seguono <strong>Modena</strong> (87,7%), <strong>Alessandria</strong> (76,7%) e <strong>Treviso</strong> (75,9%).</p>
</p>
<p>Viceversa le percentuali più basse si registrano a <strong>Latina</strong> (5,4%), <strong>Catanzaro</strong> (4%) e <strong>Cosenza</strong> (3,3%). <strong>Particolarmente basso anche il dato di Roma e Napoli che si fermano rispettivamente al 10,3% e al 15,7%</strong>. Nel valutare questi dati tuttavia occorre sempre tenere presente l’alto numero di istituti per cui l&#8217;informazione non è disponibile. Nel caso delle due città calabresi ad esempio <strong>questa informazione è mancante per circa il 95% degli edifici</strong>.</p>
</p>
<div id="strillo-testo-block_69839fadf218062762190da47e8b656d" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Nelle zone rurali del paese la presenza di aule di informatica è molto più limitata.</p>
</section></div>
</p>
<p>I divari possono risultare molto marcati anche all’interno di una stessa regione. Una variabile importante da considerare riguarda il diverso grado di urbanizzazione dei comuni in cui sorgono le scuole. Da questo punto di vista si può notare che <strong>le aule di informatica sono molto più presenti all’interno delle grandi città (37,7%) e nei centri di medie dimensioni (36,7%) rispetto alle aree rurali, poco urbanizzate (31,7%)</strong>. Al netto dei limiti dei dataset appena evidenziati, si tratta di aspetti su cui riflettere alla luce del ritardo &#8211;&nbsp;<a href="https://rural-vision.europa.eu/events/strengthening-digital-skills-rural-people-benefit-digital-era-2023-06-08_en" target="_blank" rel="noreferrer noopener">registrato a livello europeo</a>&nbsp;&#8211; dalle aree rurali nelle competenze digitali.</p>
</p>
<p>Altro aspetto importante da considerare è il fatto che generalmente <strong>il livello di competenze informatiche tende a diminuire al calare del livello di istruzione</strong>. Come abbiamo avuto modo di <a href="https://www.openpolis.it/esercizi/la-poverta-educativa-nellemergenza-covid/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">raccontare anche in passato</a> spesso <strong>tali divari sono legati anche alle disuguaglianze socio-economiche presenti tra le famiglie d’origine</strong>. È quindi interessante valutare la presenza di aule di informatica in quei territori dove si registra la maggiore concentrazione di famiglie a rischio disagio. Anche in questo caso si evidenziano dei divari significativi.</p>
</p>
<p><div id="la-presenza-di-aule-digitali-e-piu-scarsa-nelle-aree-rurali-e-nelle-zone-con-alta-concentrazione-di-famiglie-a-rischio-disagio" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-digitalizzazione-delle-scuole-nei-territori-con-piu-famiglie-a-rischio-disagio-sociale/">La digitalizzazione delle scuole nei territori con più famiglie a rischio disagio sociale</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-digitalizzazione-delle-scuole-nei-territori-con-piu-famiglie-a-rischio-disagio-sociale/">Percentuale di edifici scolastici statali dotati di aule informatiche rispetto all&#8217;incidenza di famiglie monoreddito con figli (a.s. 2022/23)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                         aria-labelledby="chart_298348_tab1"><br />
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<p></amp-iframe>                        </p>
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</p></div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_298348_tab3"></p>
<p>Dati sugli edifici scolastici non disponibili per il Trentino Alto Adige. Questi dati, pubblicati sul portale open data del ministero dell’istruzione, sono forniti dagli enti locali proprietari o gestori degli edifici adibiti ad uso scolastico.</p>
<p>I comuni con i confini indicati in rosso sono quelli in cui la quota di famiglie monoreddito con figli supera la media nazionale (21,7% nel 2019). Questo indicatore, elaborato da Istat nell&#8217;ambito delle statistiche sperimentali e utilizzato come misura di disagio potenziale tra le famiglie con figli, calcola la percentuale famiglie anagrafiche in cui è presente almeno un minore con meno di 6 anni e un unico percettore di reddito sul totale delle famiglie anagrafiche monoreddito. È disponibile solo per i comuni con almeno 5.000 abitanti.</p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis – Con i Bambini su dati Mim e Istat (statistiche sperimentali)                                                                <br />(pubblicati: martedì 12 Settembre 2023)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/01/la-digitalizzazione-delle-scuole-nei-territori-con-piu-famiglie-a-rischio-disagio-sociale.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-298348"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-298348" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>Possiamo osservare infatti che <strong>nei territori dove si registra un&#8217;alta incidenza di famiglie con figli e con una sola fonte di reddito gli istituti dotati di aule informatiche si fermano al 32,3%</strong> mentre nell’insieme degli altri comuni il dato sale al 37,7%. Una differenza di 5,4 punti percentuali.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Scarica, condividi e riutilizza i dati</h3>
</p>
<section class="download">
<div class="dw-content">
<div class="intro">
<p>Scarica i dati, regione per regione</p>
</div>
<div class="files">
<p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/aule_informatiche/Abruzzo.xls" target="_blank" rel="noopener">Abruzzo</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/aule_informatiche/Basilicata.xls" target="_blank" rel="noopener">Basilicata</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/aule_informatiche/Calabria.xls" target="_blank" rel="noopener">Calabria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/aule_informatiche/Campania.xls" target="_blank" rel="noopener">Campania</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/aule_informatiche/Emilia_Romagna.xls" target="_blank" rel="noopener">Emilia-Romagna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/aule_informatiche/Friuli_Venezia_Giulia.xls" target="_blank" rel="noopener">Friuli-Venezia Giulia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/aule_informatiche/Lazio.xls" target="_blank" rel="noopener">Lazio</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/aule_informatiche/Liguria.xls" target="_blank" rel="noopener">Liguria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/aule_informatiche/Lombardia.xls" target="_blank" rel="noopener">Lombardia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/aule_informatiche/Marche.xls" target="_blank" rel="noopener">Marche</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/aule_informatiche/Molise.xls" target="_blank" rel="noopener">Molise</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/aule_informatiche/Piemonte.xls" target="_blank" rel="noopener">Piemonte</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/aule_informatiche/Puglia.xls" target="_blank" rel="noopener">Puglia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/aule_informatiche/Sardegna.xls" target="_blank" rel="noopener">Sardegna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/aule_informatiche/Sicilia.xls" target="_blank" rel="noopener">Sicilia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/aule_informatiche/Toscana.xls" target="_blank" rel="noopener">Toscana</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/aule_informatiche/Trentino_Alto_Adige.xls" target="_blank" rel="noopener">Trentino-Alto Adige</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/aule_informatiche/Umbria.xls" target="_blank" rel="noopener">Umbria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/aule_informatiche/Valle_dAosta.xls" target="_blank" rel="noopener">Valle d’Aosta</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/aule_informatiche/Veneto.xls" target="_blank" rel="noopener">Veneto</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/aule_informatiche/Totale_nazionale.xls" target="_blank" rel="noopener">Totale nazionale</a>.</p>
</div></div>
</section>
</p>
<p>I contenuti dell’Osservatorio povertà educativa&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/poverta-educativa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">#conibambini</a>&nbsp;sono realizzati da openpolis con l’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell’articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l’obiettivo di creare un’unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di&nbsp;<em>data journalism</em>&nbsp;o anche per semplice consultazione. I dati relativi alla presenza di dotazioni informatiche rispetto al comune sono stati elaborati incrociando informazioni di fonte Mim, Istat e Dip. Coesione.</p>
</p>
<p>Foto: <a href="https://www.freepik.com/free-photo/mixed-race-boy-glasses-rising-hand-answer-lesson_11072747.htm#fromView=search&amp;page=2&amp;position=12&amp;uuid=8c7d5c66-3f10-45b5-b212-04cdf00a361f&amp;new_detail=true&amp;query=computer+teen+classroom" target="_blank" rel="noreferrer noopener">teksomolika (Freepik)</a> – <a href="https://www.freepik.com/legal/terms-of-use#nav-freepik-license" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Licenza</a></p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/la-sfida-dellalfabetizzazione-digitale-per-contrastare-le-disuguaglianze/">La sfida dell&#8217;alfabetizzazione digitale per contrastare le disuguaglianze</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La digitalizzazione dell’Abruzzo interno, tra connettività e competenze</title>
		<link>https://www.openpolis.it/la-digitalizzazione-dellabruzzo-interno-tra-connettivita-e-competenze/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jan 2025 09:15:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italie a confronto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=298318</guid>

					<description><![CDATA[<p>Alcune aree interne riescono a resistere meglio di altre allo spopolamento. Per far questo però è fondamentale saper intercettare le opportunità derivanti dalle nuove tecnologie. Anche in Abruzzo quindi sono indispensabili investimenti in infrastrutture e formazione. </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/la-digitalizzazione-dellabruzzo-interno-tra-connettivita-e-competenze/">La digitalizzazione dell’Abruzzo interno, tra connettività e competenze</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[</p>
<p>Il rilancio delle <strong>aree interne</strong>, in Italia come in Abruzzo, passa anche e soprattutto dallo <strong>sviluppo di infrastrutture e tecnologie digitali</strong>. Alcuni studi accademici infatti hanno evidenziato come il declino di questi territori non sia inevitabile. <strong>Esistono aree che sono riuscite meglio di altre a contrastare fenomeni come quello dello spopolamento</strong>. Si parla in questi casi di <strong>comuni &#8220;vibranti&#8221;</strong> data la loro capacità di adattamento ai processi di sviluppo in corso.</p>
</p>
<p>La creazione o il potenziamento di un&#8217;economia legata alle nuove tecnologie è quindi un elemento molto importante per questi territori. <strong>Ciò può attirare nuove professionalità che vengono da fuori o rappresentare un incentivo a rimanere per chi già vive nelle aree periferiche del paese</strong>. Un altro fattore che può contribuire ad arginare lo spopolamento è legato alla capacità di attrarre i cosiddetti &#8220;<strong>nomadi digitali</strong>&#8220;. Quei professionisti cioè che lavorano da remoto sfruttando la connessione internet per svolgere le proprie attività, non necessariamente legate al territorio in cui si trovano. Persone che, se messe nelle condizioni per poterlo fare, in diversi casi preferiscono vivere in contesti più tranquilli rispetto a quelli offerti dalle aree metropolitane.</p>
</p>
<p>Affinché tutto questo sia possibile è <strong>fondamentale avere a disposizione connessioni internet di velocità accettabile</strong>. Da questo punto di vista purtroppo i dati Agcom relativi al 2023 evidenziano come in Abruzzo ci sia ancora molto da fare.</p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">42,5% </span>le famiglie abruzzesi che nel 2023 non risultavano ancora raggiunte da connessioni internet ultraveloci.</p>
</section>
</p>
<p>L&#8217;infrastruttura da sola però non basta. Per poter intercettare tutte le possibilità offerte dalle nuove tecnologie è fondamentale anche avere <strong>competenze digitali adeguate</strong>. Competenze che sono mediamente meno diffuse nelle aree rurali, <a href="https://ec.europa.eu/eurostat/web/products-eurostat-news/w/ddn-20230320-2" target="_blank" rel="noreferrer noopener">come ricostruito dalle analisi di Eurostat.</a> È quindi imprescindibile un <strong>investimento educativo che parta dalle scuole</strong>. Anche su questo aspetto, <strong>l&#8217;Abruzzo &#8211; specialmente quello interno &#8211; ha molto da recuperare</strong> per intercettare le opportunità offerte dall&#8217;innovazione digitale.</p>
</p>
<p><div class="content_block" id="custom_post_widget-135826"><p></p>
</div></p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Il ruolo della digitalizzazione per lo sviluppo dell&#8217;Abruzzo interno </h3>
</p>
<p>Come ricostruito nelle analisi del&nbsp;<a href="https://www.gssi.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Gssi</a>, il Gran Sasso Science Institute, <strong>anche per i territori interni o montani la capacità di adattamento</strong> (e quindi di resilienza rispetto allo spopolamento) <strong>non è necessariamente la stessa</strong>. Il declino non è scontato dal momento che,&nbsp;anche nelle aree interne, vi sono <a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-abruzzo-si-spopolano-le-aree-montane-ma-alcuni-comuni-mostrano-piu-capacita-di-adattamento/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">comuni &#8220;vibranti&#8221;, ovvero che hanno mostrato una maggiore adattabilità ai processi di sviluppo in corso</a>.</p>
</p>
<p>Ciò può succedere per una serie di fattori indagati dai ricercatori. Tra questi l’esistenza di un <strong>contesto socio-economico diversificato</strong>, capace di cogliere le opportunità offerte dalla <strong>terziarizzazione dell’economia</strong>, risultando così <strong>attrattivo per vecchi e nuovi abitanti</strong>.</p>
</p>
<p><div id="lo-spopolamento-delle-aree-interne-non-e-inevitabile-specie-per-i-territori-in-grado-di-adattarsi-ai-processi-di-cambiamento-in-atto" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>These results seem to suggest that vibrant Inner areas are essentially those that have managed to hook the tertiarisation of the economy, diversifying business and occupation offers, resulting attractive for old and new residents.</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://onlinelibrary.wiley.com/doi/epdf/10.1111/tesg.12535" target="_blank">&#8211; A. Renzis, A. Faggian, G. Urso, Distant but Vibrant Places. Local Determinants of Adaptability to Peripherality</a>
									            </div>
</section>
</p>
<p>Elementi che favoriscono la resilienza di un territorio possono essere: </p>
</p>
<ul class="wp-block-list">
<li>significativa presenza di giovani;</li>
</p>
<li>alto livello medio di istruzione;</li>
</p>
<li>alto tasso di occupazione femminile;</li>
</p>
<li>presenza di spazi abitativi adeguati.</li>
</ul>
</p>
<p>Ciascuno di questi fattori può essere certamente favorito dalla<strong> digitalizzazione dei territori periferici</strong> che consenta di abitare, studiare e lavorare anche in aree oggi considerate remote. Questo infatti può rappresentare un incentivo a restare &#8211; o a trasferirsi &#8211; in territori in spopolamento, anche per le famiglie più giovani.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">L&#8217;investimento necessario sulle infrastrutture digitali </h3>
</p>
<p>Il potenziamento dell&#8217;infrastruttura tecnologica che consenta la digitalizzazione dell&#8217;Abruzzo interno rappresenta quindi un passaggio obbligato. Sia per <strong>aumentare la competitività del territorio ma anche come argine allo spopolamento</strong>.</p>
</p>
<p>Un primo elemento da valutare è quindi il livello di copertura di un&#8217;infrastruttura che consenta l&#8217;utilizzo della connessione internet a una velocità accettabile per le attuali esigenze. Da questo punto di vista sono molto interessanti i dati forniti da <a href="https://maps.agcom.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Agcom</a>. Questo ente infatti tiene traccia della percentuale di famiglie potenzialmente raggiunte dalla tecnologia&nbsp;<em>fiber to the home</em>&nbsp;(Ftth) che consente di&nbsp;<strong>navigare a una velocità pari o superiore a 1 gigabit per secondo </strong>(Gbps). In base ai dati più recenti, relativi al 2023, possiamo osservare che l&#8217;Abruzzo si colloca all&#8217;undicesimo posto tra le regioni italiane per percentuale di famiglie coperte da questa tecnologia.</p>
</p>
<p><div id="per-cogliere-le-opportunita-del-digitale-e-necessario-investire-sulle-infrastrutture-e-sulle-competenze-in-abruzzo-solo-il-575-delle-famiglie-gode-di-connessioni-veloci" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">57,5% </span>la percentuale di famiglie abruzzesi potenzialmente raggiungibili da connessioni ad almeno 1 Gbps.</p>
</section>
</p>
<p>Si tratta di un dato abbastanza modesto anche se non troppo distante dalla media nazionale (59,6%). A maggior ragione considerando che molte regioni del centro-sud si trovano in una posizione più favorevole. Ad esempio il <strong>Molise</strong> (84,6%), la <strong>Campania</strong> (72,1%), il <strong>Lazio</strong> (71,7%) e la <strong>Sicilia</strong> (63,1%).</p>
</p>
<p>Come spesso succede poi all&#8217;interno della regione si registrano significative differenze tra una provincia e l&#8217;altra. Si passa infatti da un livello di copertura pari al <strong>72,7% nel pescarese</strong> per poi scendere al 60,7% nella provincia di Chieti, al 58,6% in quella dell&#8217;Aquila e addirittura al <strong>39% in provincia di Teramo</strong>. Da questo quadro emerge chiaramente come gli interventi per favorire la digitalizzazione dell&#8217;Abruzzo, soprattutto nelle aree interne, siano quanto mai urgenti.</p>
</p>
<div id="strillo-testo-block_4a2a4d54dd048f39f04fcd35f2f79888" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Il Pnrr prevede investimenti per portare le connessioni ad una velocità di almeno 1 Gbps nelle aree che ne sono sprovviste, Abruzzo compreso.</p>
</section></div>
</p>
<p>Da questo punto di vista, possiamo ricordare che il <strong>piano nazionale di ripresa e resilienza</strong> (Pnrr) prevede specifici investimenti in tal senso. Tra questi possiamo citare il piano <strong>Italia a 1 giga</strong> con cui si punta a fornire connettività ad almeno 1 Gbps a circa 3,4 milioni di numeri civici situati in aree a fallimento di mercato. Questo intervento riguarda ovviamente anche l&#8217;Abruzzo. </p>
</p>
<p><div id="grazie-al-pnrr-oltre-100mila-civici-abruzzesi-dovranno-essere-connessi-con-velocita-pari-ad-almeno-1-gbps" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p>Purtroppo non è possibile con i dati disponibili valutare l&#8217;importo degli investimenti che interesseranno direttamente la regione. Questo perché le varie opere di connessione sono state assegnate in lotti e <a href="https://connetti-italia-media.s3.eu-south-1.amazonaws.com/Italia_1_Giga_Convenzione_lotto_3_TIM_FIBERCOP_signed_02b20df17b.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">quello riguardante l&#8217;Abruzzo</a> (del valore di circa 306 milioni) interessa anche Umbria, Marche e Molise. Tuttavia, grazie ai dati pubblicati sul portale <a href="https://connetti.italia.it/it/piano/1-giga/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Connetti Italia</a>, è possibile sapere che a novembre 2024 <strong>in Abruzzo oltre 79mila civici erano già stati connessi mentre altri 39mila risultavano in lavorazione</strong>.</p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">45% </span>la percentuale di completamento degli interventi previsti in Abruzzo dal Pnrr nell&#8217;ambito del piano Italia a 1 giga.</p>
</section>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">L&#8217;importanza delle competenze digitali</h3>
</p>
<p>Gli investimenti in infrastrutture digitali però da soli non bastano a rendere maggiormente attrattivo un territorio. Un passaggio fondamentale infatti è quello di <strong>dare a cittadini e lavoratori le competenze necessarie per poter sfruttare le opportunità offerte dalle nuove tecnologie</strong>. Su questo fronte, un quadro della situazione ci viene offerto da <a href="https://ec.europa.eu/eurostat/web/digital-economy-and-society/database" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Eurostat</a>. A livello nazionale, possiamo osservare che solamente il <strong>45,8%</strong> dei cittadini italiani fa registrare un livello di &#8220;digital skills&#8221; almeno di base nelle&nbsp;<a href="https://joint-research-centre.ec.europa.eu/scientific-activities-z/education-and-training/digital-transformation-education/digital-competence-framework-citizens-digcomp_en" target="_blank" rel="noreferrer noopener">5 aree chiave individuate</a>&nbsp;dal framework europeo delle competenze digitali per i cittadini. Tra queste la risoluzione di problemi in ambito informatico, l&#8217;alfabetizzazione all&#8217;uso di dati e informazioni, la capacità di comunicazione e collaborazione in ambiente digitale, la sicurezza in rete e la creazione di contenuti digitali. Si tratta di uno dei dati più bassi d&#8217;Europa. Infatti solo <strong>Lettonia</strong> (45,3%), <strong>Polonia</strong> (44,3%), <strong>Bulgaria</strong> (35,5%) e <strong>Romania</strong> (27,7%) riportano un dato inferiore.</p>
</p>
<div id="strillo-testo-block_80275025c6d52ba8e17a97942cc04203" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Nelle aree rurali le competenze digitali sono mediamente meno diffuse.</p>
</section></div>
</p>
<p>Andando poi a disaggregare il dato in base ai luoghi in cui vivono le persone <strong>si nota una progressiva diminuzione delle competenze man mano che ci si allontana dai centri abitati principali</strong>. Nel caso italiano ad esempio, nelle grandi città oltre la metà dei residenti riporta competenze digitali almeno di base (50,8%). Dato che scende al 43,9% se ci spostiamo in aree suburbane e nelle città medio-piccole, fino ad arrivare ad <strong>appena il 40,6% nelle zone rurali</strong>.</p>
</p>
<p>Da questi dati emerge chiaramente come sia di fondamentale importanza anche un <strong>investimento educativo che parta dalle scuole</strong>. Ciò con l&#8217;obiettivo di formare sui territori cittadini capaci di servirsi (e non subire) il nuovo ambiente digitale. E anche, nell&#8217;ottica di arginare lo spopolamento di questi territori, di garantire alle famiglie con figli un&#8217;offerta educativa adeguata sul territorio in cui vivono.</p>
</p>
<p><div id="acquisire-le-competenze-necessarie-e-un-percorso-che-deve-partire-necessariamente-dalla-scuola-in-abruzzo-solo-il-24-degli-immobili-ha-unaula-di-informatica" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Sulle infrastrutture digitali a scuola l&#8217;Abruzzo è ancora indietro</h3>
</p>
<p>Abbiamo avuto modo di raccontare in passato come sul fronte dell&#8217;innovazione digitale in ambito scolastico l&#8217;<a href="https://www.openpolis.it/le-scuole-abruzzesi-sono-indietro-su-infrastrutture-e-competenze-digitali-abruzz/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Abruzzo resti ancora indietro rispetto alle altre regioni italiane</a>. I dati per l&#8217;anno scolastico 2022/23 confermano questo quadro. In media in Italia<strong> la presenza di almeno un&#8217;aula di informatica è dichiarata</strong> dagli enti proprietari &#8211; le province e i comuni &#8211; <strong>per il 35,7% degli edifici scolastici</strong>. Un&#8217;informazione che presenta delle lacune dal momento che nel 35,4% dei casi il dato non è disponibile, mentre nel 28,9% è esplicitamente dichiarata l&#8217;assenza di aule informatiche.</p>
</p>
<div id="strillo-testo-block_1db2f3b889bd58b7200931db986d9e8e" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>In Abruzzo poche aule di informatica dichiarate, ma per oltre la metà delle scuole l&#8217;informazione non è ricostruibile.</p>
</section></div>
</p>
<p>In questo quadro &#8211; a fronte di regioni dove la quota di dotazioni digitali supera il 50%, come Liguria, Piemonte e Valle d’Aosta &#8211; il <strong>dato abruzzese si attesta al 24%, agli ultimi posti</strong> dopo la Sicilia (28,8%) e poco sopra le quote registrate da Campania (22%), Calabria (21,8%) e Lazio (18,1%). Su questa tendenza incide tuttavia l&#8217;<strong>elevatissima quota di scuole per cui l&#8217;informazione non è stata rilasciata</strong>: il 52% degli edifici scolastici della regione.</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/labruzzo-resta-la-quartultima-regione-in-italia-per-dotazione-dichiarata-di-aule-informatiche/">L’Abruzzo resta la quartultima regione in Italia per dotazione dichiarata di aule informatiche</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/labruzzo-resta-la-quartultima-regione-in-italia-per-dotazione-dichiarata-di-aule-informatiche/">Percentuale di edifici scolastici statali dotati di aule informatiche (a.s. 2022/23)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
<div id="chart_298325_tab1" role="tab" aria-controls="chart_298325_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                         aria-labelledby="chart_298325_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/labruzzo-resta-la-quartultima-regione-in-italia-per-dotazione-dichiarata-di-aule-informatiche/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/01/labruzzo-resta-la-quartultima-regione-in-italia-per-dotazione-dichiarata-di-aule-informatiche.png" placeholder ></amp-img></p>
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<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/labruzzo-resta-la-quartultima-regione-in-italia-per-dotazione-dichiarata-di-aule-informatiche/">L’Abruzzo resta la quartultima regione in Italia per dotazione dichiarata di aule informatiche &#8211; Percentuale di edifici scolastici statali dotati di aule informatiche (a.s. 2022/23)</a></div>
</p></div>
<div id="chart_298325_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_298325_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
<div id="chart_298325_tabpanel3" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-3"
                             aria-labelledby="chart_298325_tab3"></p>
<p>I dati, pubblicati sul portale open data del ministero dell’istruzione, sono forniti dagli enti locali proprietari o gestori degli edifici adibiti ad uso scolastico. Dati non disponibili per il Trentino Alto Adige.</p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Abruzzo Openpolis su dati Mim                                                                <br />(pubblicati: martedì 12 Settembre 2023)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/01/labruzzo-resta-la-quartultima-regione-in-italia-per-dotazione-dichiarata-di-aule-informatiche.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-298325"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-298325" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>Anche a livello provinciale, agli ultimi posti per quota di aule informatiche dichiarate compaiono due province abruzzesi: <strong>Teramo</strong> (19,8%) e <strong>L&#8217;Aquila</strong> (18,3%). Territori che si collocano al di sotto del 20%, insieme a quelli di Napoli, Catanzaro, Catania, Crotone, Cosenza, Salerno, Latina, Roma e Benevento. La <strong>dotazione migliora nelle altre due province abruzzesi</strong>, <strong>Pescara</strong> (30,6%) e <strong>Chieti</strong> (26,6%), pur non raggiungendo la media nazionale del 35,7% di aule di informatica dichiarate.</p>
</p>
<p><div id="i-dati-confermano-come-sia-le-competenze-che-la-presenza-di-aule-di-informatica-siano-piu-scarse-nelle-aree-interne" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Un divario che è prima di tutto tra città e aree interne</h3>
</p>
<p>Osservando la mappa comunale appare evidente come la <strong>perifericità del comune</strong> resti un fattore importante nel determinare la maggiore o minore <strong>dotazione di infrastrutture digitali in ambito scolastico</strong>. </p>
</p>
<p>Nei <strong>comuni polo</strong> della regione &#8211; baricentrici in termini di servizi &#8211; anche la quota di scuole con l&#8217;aula di informatica risulta più elevata (35,8% degli edifici). Mentre<strong> cala drasticamente nelle aree interne</strong>. </p>
</p>
<section class="glossary">
<div>
                <mark><br />
																		Le aree interne sono i territori del paese più distanti dai servizi essenziali (quali istruzione, salute, mobilità). Parliamo di circa 4.000 comuni, con 13 milioni di abitanti, a forte rischio spopolamento (in particolare per i giovani), e dove la qualità dell&#039;offerta educativa risulta spesso compromessa.</br><br />
											                </mark><br />
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/che-cosa-sono-le-aree-interne/"><br />
                &#8220;Che cosa sono le aree interne&#8221;</a></span></p></div>
</section>
</p>
<p>Appare <strong>molto più contenuta nei comuni intermedi</strong> &#8211; quelli a oltre 27 minuti dal polo più vicino &#8211; dove l&#8217;incidenza di edifici scolastici con l&#8217;aula di informatica scende al 27,7%. <strong>Scende ulteriormente in quelli periferici (22,9%) e ultraperiferici (19,4%)</strong> della regione, territori collocati rispettivamente a più di 40 minuti o anche a oltre un&#8217;ora dal polo più vicino. </p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/permane-il-gap-di-dotazioni-digitali-nelle-scuole-dellabruzzo-interno/">Permane il gap di dotazioni digitali nelle scuole dell’Abruzzo interno</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/permane-il-gap-di-dotazioni-digitali-nelle-scuole-dellabruzzo-interno/">Percentuale di edifici scolastici statali dotati di aule informatiche (a.s. 2022/23)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
<div id="chart_298326_tab1" role="tab" aria-controls="chart_298326_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
<div id="chart_298326_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_298326_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/permane-il-gap-di-dotazioni-digitali-nelle-scuole-dellabruzzo-interno/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/01/permane-il-gap-di-dotazioni-digitali-nelle-scuole-dellabruzzo-interno.png" placeholder ></amp-img></p>
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<p></amp-iframe>                        </p>
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Abruzzo Openpolis su dati Mim                                                                <br />(pubblicati: martedì 12 Settembre 2023)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/01/permane-il-gap-di-dotazioni-digitali-nelle-scuole-dellabruzzo-interno.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-298326"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-298326" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;505&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/permane-il-gap-di-dotazioni-digitali-nelle-scuole-dellabruzzo-interno/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>Tuttavia <strong>il minimo viene raggiunto nei comuni di cintura</strong>. Parliamo di quelle aree peri-urbane collocate ai margini delle città maggiori, e da queste raggiungibili in meno di mezz&#8217;ora. In queste aree la quota scende al 14,5%. </p>
</p>
<p>Va comunque considerato che, <strong>anche nelle città principali della regione, la situazione appare profondamente differenziata</strong>. In primis tra i capoluoghi. Nel comune di <strong>Pescara</strong> la percentuale di edifici scolastici con l&#8217;aula di informatica è pari al 58,6% (in meno del 3% dei casi il dato non viene dichiarato). Nelle città di <strong>Chieti</strong> e <strong>Teramo</strong> la quota si attesta rispettivamente al 28,6% e al 25,6% (con quasi il 70% di edifici per cui l&#8217;informazione non è presente). Ultima <strong>L&#8217;Aquila</strong>, con il 12,1% di aule di informatica e quasi 6 scuole su 10 per cui il dato non è disponibile.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Come seguire Abruzzo Openpolis</h3>
</p>
<section class="download">
<div class="dw-content">
<div class="intro">
<p>Scarica i dati, comune per comune</p>
</div>
<div class="files">
<p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Osservatorio_Abruzzo/Aule_informatiche_Abruzzo_2025.xls">Presenza di aule informatiche in Abruzzo.</a></p>
</div></div>
</section>
</p>
<p>Abruzzo Openpolis è un progetto di Fondazione openpolis, <a href="https://www.hubruzzo.net/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Fondazione Hubruzzo</a> e&nbsp;<a href="https://www.gssi.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Gran Sasso Science Institute</a>. Per seguire gli aggiornamenti del nostro monitoraggio&nbsp;<strong>puoi iscriverti alla nostra newsletter</strong>&nbsp;<strong>dedicata.</strong>&nbsp;Ti invieremo una news mensile di mercoledì. Riceverai articoli, dati, grafici e mappe liberamente utilizzabili per promuovere un dibattito informato.</p>
</p>
<p>Foto: <a href="https://pixabay.com/photos/classroom-engine-room-computer-2386288/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">asuraneo (Pixabay)</a> &#8211; <a href="https://pixabay.com/service/license-summary/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Licenza</a></p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/la-digitalizzazione-dellabruzzo-interno-tra-connettivita-e-competenze/">La digitalizzazione dell’Abruzzo interno, tra connettività e competenze</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Cosa sappiamo degli investimenti Pnrr per le connessioni veloci</title>
		<link>https://www.openpolis.it/cosa-sappiamo-degli-investimenti-pnrr-per-le-connessioni-veloci/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Dal Poggetto]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Feb 2024 07:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=284949</guid>

					<description><![CDATA[<p>Ampliare la platea di persone raggiunte dalla rete ultraveloce era uno degli obiettivi del Pnrr italiano. Con la revisione del piano gli investimenti in questo settore sono diminuiti. Vediamo cos’è cambiato e a che punto sono gli interventi previsti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/cosa-sappiamo-degli-investimenti-pnrr-per-le-connessioni-veloci/">Cosa sappiamo degli investimenti Pnrr per le connessioni veloci</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[</p>
<p>Poter disporre di una <strong>connessione internet veloce</strong> rappresenta oggi un elemento molto importante per la vita di ognuno di noi. Ci siamo ormai abituati infatti allo <em>smart working</em>, a effettuare pagamenti o altre operazioni da remoto ma anche a svagarci grazie alla rete. Un&#8217;infrastruttura che permette di <strong>conciliare meglio i ritmi lavorativi o formativi con la vita privata</strong>. Sono ancora numerose però le aree del paese che non hanno accesso &#8211; o ce l&#8217;hanno in misura limitata &#8211; a una connessione che consenta una velocità di navigazione funzionale. Anche per questo motivo il <strong>piano nazionale di ripresa e resilienza</strong> (Pnrr) prevede specifici interventi per colmare questa lacuna.</p>
</p>
<p><div id="tra-gli-obiettivi-del-pnrr-vi-e-quello-di-dotare-tutto-il-paese-dellinfrastruttura-per-le-connessioni-internet-ultraveloci" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p>Si tratta dell&#8217;investimento sulle <a href="https://innovazione.gov.it/italia-digitale-2026/il-piano/reti-ultraveloci/#piano-italia-a-1-giga">reti ultraveloci</a>. L&#8217;obiettivo è <strong>garantire connessioni a una velocità di download di almeno 1 gigabit al secondo (Gbps), su tutto il territorio nazionale entro il 2026</strong>. Con la revisione del Pnrr <a href="https://www.consilium.europa.eu/en/press/press-releases/2023/12/08/recovery-fund-council-greenlights-amended-national-plans-for-13-member-states/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">approvata recentemente</a>, questi interventi sono stati confermati anche se le risorse messe a disposizione sono diminuite.</p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">-1,4 mld € </span><span style="font-weight: 400"> i fondi del Pnrr destinati alle reti ultraveloci.</span></p>
</section>
</p>
<p>Non è semplice riuscire a ricostruire un quadro circostanziato del Pnrr aggiornato a causa della <strong>carenza di informazioni pubblicate</strong> dalle istituzioni. Tuttavia, dall’analisi della documentazione disponibile, tale taglio non sarebbe da attribuire a una volontà politica di reindirizzare le risorse verso altri settori quanto piuttosto a motivazioni di natura tecnica e a una più puntuale mappatura delle effettive esigenze dei diversi territori. <strong>Al momento però non è sempre chiaro come saranno reinvestiti questi risparmi</strong>. </p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Lo stato delle connessioni in Italia</h3>
</p>
<p>Prima di analizzare nel dettaglio la misura del Pnrr e capire com’è cambiata, è interessante vedere quale sia lo <strong>stato dell’arte per quanto riguarda la disponibilità delle connessioni ultraveloci</strong> nel nostro paese. Possiamo farlo grazie ai dati messi a disposizione dall&#8217;<strong>autorità per le garanzie nelle comunicazioni</strong> (Agcom). Questo ente infatti tiene traccia della percentuale di famiglie potenzialmente raggiunte dalla tecnologia <em>fiber to the home</em> (Ftth) che consente di <strong>navigare a una velocità pari o superiore a 1 Gbps</strong>. Proprio l’obiettivo dell’investimento del Pnrr.</p>
</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/parole/che-cose-lagcom-autorita-per-le-garanzie-nelle-comunicazioni/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Leggi anche<br />
<br /><strong>Cos&#8217;è l&#8217;Agcom</strong></a>.</p>
</section>
</p>
<p>Con riferimento ai territori provinciali, si nota un significativo miglioramento della situazione tra il 2021 (anno di avvio del Pnrr) e il 2023. Secondo i dati disponibili infatti il numero di province italiane in cui <strong>la percentuale di famiglie potenzialmente raggiunte risulta inferiore al 25% si è ridotto, passando da 28 ad appena 4</strong>. Anche la fascia più alta (75%-100% di famiglie raggiunte) ha visto un incremento. Nel 2021 infatti solo 4 territori rientravano in questa categoria mentre adesso sono 10. Si tratta di <strong>Cagliari, Campobasso, Mantova, Milano, Napoli, Palermo, Prato, Roma, Trento e Trieste</strong>.</p>
</p>
<p>L&#8217;incremento più consistente in termini di punti percentuali è stato fatto dalle due province molisane di <strong>Campobasso</strong> (+45 punti percentuali rispetto al 2021) e <strong>Isernia</strong> (+42). Incrementi significativi nel periodo considerato anche per molte altre province tra cui <strong>Fermo</strong> (+37), <strong>Biella</strong> (+36) e <strong>Ascoli Piceno</strong> (+34).</p>
</p>
<p><div id="nel-2021-erano-89-le-province-in-cui-meno-della-meta-delle-famiglie-residenti-era-raggiunta-da-connessioni-ad-almeno-1-gbps" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-4-province-italiane-la-connessione-veloce-raggiunge-meno-del-25-delle-famiglie/">In 4 province italiane la connessione veloce raggiunge meno del 25% delle famiglie</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-4-province-italiane-la-connessione-veloce-raggiunge-meno-del-25-delle-famiglie/">La percentuale di famiglie potenzialmente raggiunte dalla tecnologia Ftth per la connessione ultraveloce nelle province italiane (2021-2023)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                         aria-labelledby="chart_284929_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/in-4-province-italiane-la-connessione-veloce-raggiunge-meno-del-25-delle-famiglie/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/02/in-4-province-italiane-la-connessione-veloce-raggiunge-meno-del-25-delle-famiglie.png" placeholder ></amp-img></p>
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<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-4-province-italiane-la-connessione-veloce-raggiunge-meno-del-25-delle-famiglie/">In 4 province italiane la connessione veloce raggiunge meno del 25% delle famiglie &#8211; La percentuale di famiglie potenzialmente raggiunte dalla tecnologia Ftth per la connessione ultraveloce nelle province italiane (2021-2023)</a></div>
</p></div>
<div id="chart_284929_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_284929_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_284929_tab3"></p>
<p><span data-sheets-root="1" data-sheets-value="{&quot;1&quot;:2,&quot;2&quot;:&quot;La terminologia Ftth (Fiber to the Home) indica tutti quei collegamenti in cui la Fibra Ottica, partendo dalla centrale, arriva fino all'interno della casa dell'utente. Con questa tecnologia è possibile arrivare e superare la prestazione di 1Gbps.&quot;}" data-sheets-userformat="{&quot;2&quot;:14851,&quot;3&quot;:{&quot;1&quot;:2,&quot;2&quot;:&quot;#,##0&quot;,&quot;3&quot;:1},&quot;4&quot;:{&quot;1&quot;:2,&quot;2&quot;:16777215},&quot;12&quot;:0,&quot;14&quot;:{&quot;1&quot;:2,&quot;2&quot;:1381653},&quot;15&quot;:&quot;Calibri, sans-serif&quot;,&quot;16&quot;:11}">Il fatto che una famiglia sia raggiunta dalla tecnologia non comporta che questa decida di attivare un abbonamento per l&#8217;accesso alla rete. Per il 2023 il dato per la provincia autonoma di Bolzano non è disponibile</span></p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis su dati <a href="https://maps.agcom.it/" target="_blank" rel="noopener">Agcom</a>                                                                <br />(consultati: martedì 20 Febbraio 2024)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/02/in-4-province-italiane-la-connessione-veloce-raggiunge-meno-del-25-delle-famiglie.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-284929"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-284929" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>Da notare che, sebbene la situazione sia in generale miglioramento, alcune zone difficili rimangono. In particolare in Calabria e Sardegna: <strong>Cosenza, Nuoro, Oristano e Sud Sardegna</strong>. Da notare poi che permangono alcune aree del paese con percentuali di copertura non particolarmente elevate, comprese tra il 25% e il 50%, anche nel centro-nord della penisola. Tra queste, da segnalare le province di <strong>Savona</strong> (30%), <strong>Verbano-Cusio-Ossola</strong> (32%) e <strong>Imperia</strong> (34%). </p>
</p>
<p>Occorre precisare che <strong>questo generale miglioramento nel livello di copertura non è necessariamente frutto degli investimenti del Pnrr</strong>. A questi risultati infatti potrebbero aver contribuito anche alcuni interventi già programmati, sostenuti sia da enti pubblici che privati oltre che dai singoli cittadini con risorse proprie. Certo, i fondi del Pnrr potrebbero essere di grande aiuto per quei territori che, come abbiamo appena visto, tuttora si trovano in una situazione di relativa difficoltà. </p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">L&#8217;investimento del Pnrr per le reti ultraveloci</h3>
</p>
<p>Sono molti gli investimenti previsti dal Pnrr in tema di digitalizzazione. Nel piano originario ne avevamo <a href="https://openpnrr.it/misure/?tags=1" target="_blank" rel="noreferrer noopener">individuati almeno 45</a>, tra misure e sottomisure. Quella di nostro interesse &#8211; dedicata all&#8217;<a href="https://innovazione.gov.it/italia-digitale-2026/il-piano/reti-ultraveloci/#piano-italia-a-1-giga" target="_blank" rel="noreferrer noopener">estensione della rete per le connessioni ultraveloci</a> &#8211; può essere suddivisa in 5 sotto-investimenti. </p>
</p>
<div id="strillo-testo-block_b3d7621f9636042a7f45210e3b66c46e" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Il Pnrr punta a coprire con la rete ultraveloce tutto il territorio nazionale.</p>
</section></div>
</p>
<p>Il primo è denominato <strong>Italia a 1 giga</strong> e punta a garantire la connettività a una velocità pari ad almeno 1 Gbps in download nelle aree che ne sono del tutto prive entro il 2026. Il secondo intervento invece è intitolato <strong>Italia 5g</strong> e vuole incentivare la diffusione di reti mobili di ultima generazione. Questo con particolare attenzione alle <strong>aree dette “a fallimento di mercato”</strong>. Cioè zone del paese poco appetibili per gli operatori privati del settore.</p>
</p>
<p>Vi sono poi altri 3 interventi.<strong> Scuole connesse</strong> punta a fornire l&#8217;accesso internet a tutti gli edifici scolastici, con velocità di almeno 1 Gbps. <strong>Sanità connessa</strong> invece mira a garantire una velocità di almeno 1 e fino a 10 Gbps per le strutture sanitarie. <strong>Isole minori</strong> infine ambisce a collegare con fibra ottica 18 isole che oggi ne sono sprovviste.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Come cambiano gli investimenti con la revisione del Pnrr</h3>
</p>
<p>Come abbiamo spiegato ampiamente in questo <a href="https://www.openpolis.it/e-impossibile-analizzare-il-nuovo-pnrr/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">articolo</a>, allo stato attuale è praticamente <strong>impossibile fare delle analisi circostanziate per capire com’è cambiato il Pnrr</strong> nel complesso a seguito della sua revisione. Qualche elemento è possibile isolarlo su singole misure analizzando la documentazione disponibile. Per l&#8217;investimento in esame ci siamo basati su un <a href="https://commission.europa.eu/system/files/2023-11/SWD_2023_392_1_EN_autre_document_travail_service_part1_v4.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">documento riassuntivo</a> pubblicato dalla commissione europea, su una relazione della <a href="https://www.corteconti.it/Download?id=10780016-439c-460b-8e9b-57b583738508" target="_blank" rel="noreferrer noopener">corte dei conti</a>, sugli elaborati del <a href="https://documenti.camera.it/leg19/dossier/pdf/DFP28_Ra.pdf#page=25" target="_blank" rel="noreferrer noopener">centro studi del parlamento</a> e sulla <a href="https://documenti.camera.it/leg19/dossier/pdf/DFP28_Ra.pdf#page=25" target="_blank" rel="noreferrer noopener">terza relazione</a> del governo sullo stato di attuazione di Pnrr, in attesa di poter leggere la quarta che dovrebbe essere pubblicata a breve.</p>
</p>
<p>Sulla base delle informazioni contenute in questi documenti, possiamo osservare che <strong>la revisione del Pnrr ha portato a un taglio di circa 1,4 miliardi di euro</strong> <strong>all&#8217;estensione delle connessioni ultraveloci</strong>. L’impostazione iniziale infatti prevedeva risorse totali per 6,7 miliardi di euro, ridotte adesso a 5,29.</p>
</p>
<p><div id="con-la-revisione-del-pnrr-ce-stata-una-riduzione-delle-risorse-in-questo-settore-pari-a-14-miliardi-di-euro" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/con-la-revisione-del-pnrr-tagliati-14-miliardi-per-la-banda-larga/">Con la revisione del Pnrr tagliati 1,4 miliardi per la banda larga</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/con-la-revisione-del-pnrr-tagliati-14-miliardi-per-la-banda-larga/">Gli importi delle 5 sottomisure per le reti ultraveloci, prima e dopo la revisione del Pnrr</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
<div id="chart_284809_tab1" role="tab" aria-controls="chart_284809_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
<div id="chart_284809_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_284809_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/con-la-revisione-del-pnrr-tagliati-14-miliardi-per-la-banda-larga/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/02/con-la-revisione-del-pnrr-tagliati-14-miliardi-per-la-banda-larga.png" placeholder ></amp-img></p>
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<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/con-la-revisione-del-pnrr-tagliati-14-miliardi-per-la-banda-larga/">Con la revisione del Pnrr tagliati 1,4 miliardi per la banda larga &#8211; Gli importi delle 5 sottomisure per le reti ultraveloci, prima e dopo la revisione del Pnrr</a></div>
</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis su dati <a href="https://openpnrr.it/misure/44/" target="_blank" rel="noopener">openpnrr</a> e <a href="https://commission.europa.eu/system/files/2023-11/SWD_2023_392_1_EN_autre_document_travail_service_part1_v4.pdf" target="_blank" rel="noopener">commissione europea</a>                                                                <br />(ultimo aggiornamento: venerdì 8 Dicembre 2023)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/02/con-la-revisione-del-pnrr-tagliati-14-miliardi-per-la-banda-larga.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-284809"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-284809" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>La riduzione più ampia, di oltre 900 milioni, riguarda il piano <strong>Italia a 5g</strong> che passa da 2,02 miliardi a 1,11. La sottomisura <strong>Italia a 1 giga</strong>, la più consistente, passa invece da 3,86 a 3,52 miliardi (-340 milioni). Infine si registra un taglio anche per quanto riguarda gli interventi di connessione delle <strong>strutture sanitarie</strong> che passano da un ammontare complessivo di mezzo miliardo a <strong>340 milioni di euro</strong>. Invariati invece gli importi per <strong>scuole</strong> (260 milioni) e <strong>isole</strong> (60 milioni).</p>
</p>
<p><div id="il-numero-di-scadenze-legate-a-questa-misura-e-rimasto-invariato-ma-sono-stati-rivisti-i-target-da-raggiungere" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Come cambiano i target della misura</h3>
</p>
<p>La riduzione dell’investimento non è l’unica modifica che emerge dall’analisi dei documenti. <strong>Anche le scadenze legate alla realizzazione di questa misura sono state riviste. Non tanto nel numero, rimasto invariato, quanto negli obiettivi che si punta a raggiungere</strong>. In totale le scadenze sono 6, di cui solo una già conclusa allo stato attuale. Si tratta dell’<a href="https://openpnrr.it/scadenze/261/">aggiudicazione di tutti gli appalti</a>, obiettivo conseguito come da programma nel corso del primo semestre del 2022.</p>
</p>
<p>Proseguendo in ordine cronologico, incontriamo l’unica scadenza che è stata posticipata. Entro la fine dello scorso anno infatti almeno 18 territori insulari avrebbero dovuto essere raggiunti dalla fibra ottica. <strong>Tale traguardo però non è stato raggiunto a causa delle condizioni meteorologiche avverse e della difficoltà nel reperire risorse strumentali</strong>. Per questo il governo aveva proposto il rinvio della scadenza alla fine del primo semestre del 2025. In realtà la versione definitiva del nuovo piano pone tale adempimento alla fine del 2024.</p>
</p>
<div id="strillo-testo-block_617041d3a97261fd9e6101cb6c3f478d" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Il numero di scadenze per le reti ultraveloci è rimasto invariato ma sono stati rivisti gli obiettivi da raggiungere.</p>
</section></div>
</p>
<p>Le restanti 4 scadenze sono tutte fissate al secondo trimestre del 2026. Un primo obiettivo da realizzare è quello di <strong>portare la connettività ad almeno 1 Gbps a un minimo di 3,4 milioni di numeri civici</strong>. Il target originario faceva riferimento a 8,5 milioni di unità immobiliari. Questo cambiamento è dovuto al fatto che i numeri civici sono più facilmente monitorabili. Infatti, a seguito delle verifiche sul campo della reale consistenza dei civici collegabili a corrispondenti unità immobiliari, ci si è resi conto che <strong>molti civici che avrebbero dovuto essere raggiunti dall’intervento erano inesistenti, privi di unità immobiliari, o già connessi con prestazioni pari ad almeno 1 Gbps</strong>. </p>
</p>
<p>In base alla documentazione disponibile, tale cambiamento di unità di misura non dovrebbe modificare la sostanza dell’obiettivo. Se è questo il caso, però, <strong>non vengono fornite indicazioni sulle motivazioni che hanno portato a una riduzione delle risorse assegnate</strong>. O comunque su come saranno reinvestite.</p>
</p>
<p>Un altro obiettivo fissato per la prima parte del 2026 prevede di portare la connettività ad almeno 1 Gbps a 9mila scuole e 8.700 strutture sanitarie. In questo caso <strong>il target per gli istituti scolastici è rimasto invariato mentre è diminuito il numero di strutture sanitarie coinvolte</strong> (erano 12.279 in origine).</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/come-cambiano-i-target-per-la-banda-larga-con-il-nuovo-pnrr/">Come cambiano i target per la banda larga con il nuovo Pnrr</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/come-cambiano-i-target-per-la-banda-larga-con-il-nuovo-pnrr/">Il nuovo quadro delle scadenze legato alla all&#8217;implementazione delle reti ultraveloci</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                         aria-labelledby="chart_284833_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/come-cambiano-i-target-per-la-banda-larga-con-il-nuovo-pnrr/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/02/come-cambiano-i-target-per-la-banda-larga-con-il-nuovo-pnrr.png" placeholder ></amp-img></p>
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis su dati <a href="https://www.italiadomani.gov.it/content/sogei-ng/it/it/catalogo-open-data.html?orderby=%40jcr%3Acontent%2FobservationDateInEvidence&amp;sort=desc#:~:text=DI%20OSSERVAZIONE%20DA-,Milestone%20e%20Target%20programmazione%20del%20PNRR,-Il%20dataset%20%22Milestone" target="_blank" rel="noopener">Italia domani</a>.                                                                <br />(ultimo aggiornamento: venerdì 19 Gennaio 2024)
                                        </p>
</p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-284833"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-284833" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>L’ultimo cambiamento di rilievo riguarda la capacità di portare la copertura 5G ad almeno 1 Gbps a un minimo di altri 15mila chilometri quadrati di aree a fallimento di mercato.<strong> Durante la mappatura di queste zone però è emerso che la popolazione residente si concentra in alcuni punti specifici. Spesso estremamente piccoli e situati in prossimità di aree già servite</strong>. Per questo è stato necessario ridefinire il perimetro dell’intervento. Secondo i documenti disponibili, la nuova impostazione dovrebbe <strong>mantenere l’obiettivo di copertura pari a 15mila chilometri quadrati. Ma non più solo in aree a fallimento di mercato</strong>. In questo caso viene specificato che gli eventuali risparmi derivanti dal nuovo perimetro dell’intervento saranno destinati a fornire servizi innovativi agli utenti delle aree popolate.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Il nostro osservatorio sul Pnrr</h3>
</p>
<p>Questo articolo rientra nel progetto di monitoraggio civico OpenPNRR, realizzato per analizzare e approfondire il piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Ogni lunedì pubblichiamo un nuovo articolo sulle misure previste dal piano e sullo stato di avanzamento dei lavori (<a href="https://www.openpolis.it/piano-nazionale-di-ripresa-e-resilienza/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">vedi tutti gli articoli</a>). Tutti i dati sono liberamente consultabili online sulla nostra piattaforma&nbsp;<a href="http://openpnrr.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">openpnrr.it</a>, che offre anche la possibilità di attivare un monitoraggio personalizzato e ricevere notifiche ad hoc. Mettiamo inoltre a disposizione i nostri&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/i-nostri-open-data-per-il-monitoraggio-del-pnrr/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">open data</a>&nbsp;che possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di data journalism o anche per semplice consultazione.</p>
</p>
<p>Foto:&nbsp;Unsplash <a href="https://unsplash.com/it/foto/persona-che-utilizza-il-telefono-e-il-computer-portatile-gUIJ0YszPig" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Austin Distel</a> &#8211; <a href="https://unsplash.com/it/licenza" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Licenza</a></p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/cosa-sappiamo-degli-investimenti-pnrr-per-le-connessioni-veloci/">Cosa sappiamo degli investimenti Pnrr per le connessioni veloci</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;apprendimento delle competenze digitali a scuola</title>
		<link>https://www.openpolis.it/lapprendimento-delle-competenze-digitali-a-scuola/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Feb 2024 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=283817</guid>

					<description><![CDATA[<p>I dati sono un ottimo modo per analizzare fenomeni, raccontare storie e valutare pratiche politiche. Con Numeri alla mano facciamo proprio questo. Una rubrica settimanale di brevi notizie, con link per approfondire. Il giovedì alle 7 in onda anche su Radio Radicale. Leggi “L’uso consapevole di internet e le competenze digitali nelle scuole&#8221; Ascolta il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/lapprendimento-delle-competenze-digitali-a-scuola/">L&#8217;apprendimento delle competenze digitali a scuola</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[</p>
<p>I dati sono un ottimo modo per analizzare fenomeni, raccontare storie e valutare pratiche politiche. Con Numeri alla mano facciamo proprio questo. Una rubrica settimanale di brevi notizie, con link per approfondire. Il giovedì alle 7 in onda anche su Radio Radicale. Leggi <a href="https://www.openpolis.it/luso-consapevole-di-internet-e-le-competenze-digitali-nelle-scuole/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">“L’uso consapevole di internet e le competenze digitali nelle scuole&#8221;</a></p>
</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://www.radioradicale.it/rubriche/1328/openpolis-numeri-alla-mano" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Numeri alla mano<br />
<br /><strong>Ascolta tutti i podcast su Radio Radicale</strong></a>.</p>
</section>
<section class="numeri-alla-mano">
<h1 class="red1 mb-0">98,4%</h1>
<p class="bt-2-grey3 mt-0"><strong>gli studenti di almeno 15 anni che hanno utilizzato internet negli ultimi 3 mesi. </strong>Nel 2023, quasi l’80% delle persone con almeno 6 anni di età ha dichiarato di aver utilizzato internet negli ultimi 3 mesi. Una quota che tra giovani e minori, prevedibilmente, è molto più elevata. Si avvicina al 100% tra gli 11 e i 15 anni (96,1%) e tra i 16 e i 24 (98,1%). Ed è più alta della media della popolazione anche tra i 6 e i 10 anni (86%). <a href="https://www.openpolis.it/luso-consapevole-di-internet-e-le-competenze-digitali-nelle-scuole/#quasi-tutti-gli-studenti-hanno-utilizzato-internet-negli-ultimi-3-mesi-ma-solo-2-su-3-hanno-competenze-digitali-almeno-di-base" target="_blank" rel="noopener">Vai all&#8217;articolo.</a></p>
</section>
<section class="numeri-alla-mano">
<h1 class="red1 mb-0">2 su 3</h1>
<p class="bt-2-grey3 mt-0"><strong>gli studenti con competenze digitali almeno di base</strong>. Queste sono direttamente collegate al livello di istruzione. Tra i giovani fino a 24 anni, hanno competenze almeno di base il 76,6% dei laureati, il 63,9% dei diplomati e appena la metà di coloro che hanno al massimo la licenza media (50,3%). Questa tendenza, riscontrabile anche tra i più giovani, pone un’enfasi sul ruolo della scuola, sia in termini di alfabetizzazione digitale che di educazione all’uso sicuro e consapevole di internet. Una questione sollevata anche dal garante dell’infanzia nell’ultimo rapporto al parlamento. <a href="https://www.garanteinfanzia.org/sites/default/files/2023-06/relazione-parlamento-2022-def.pdf" target="_blank" rel="noopener">Vai al rapporto.</a></p>
</section>
<section class="numeri-alla-mano">
<h1 class="red1 mb-0">27,5%</h1>
<p class="bt-2-grey3 mt-0"><b>i giovani tra 16 e 24 anni senza competenze digitali nel dominio sicurezza.</b> Si tratta di uno dei 5 domini con cui, dal 2021, viene rilevato il livello di competenza digitale complessivo dei cittadini europei. Mentre i giovani vanno molto meglio della media in altri campi dell&#8217;attività informatica, come l’uso delle tecnologie per comunicazione e collaborazione, la risoluzione di problemi e la creazione di contenuti digitali, i risultati sono più deludenti nell’alfabetizzazione su informazione e dati e soprattutto nella sicurezza. <a href="https://www.openpolis.it/numeri/oltre-un-giovane-su-4-non-ha-competenze-di-base-nella-sicurezza-digitale/" target="_blank" rel="noopener">Vai al grafico.</a></p>
</section>
<section class="numeri-alla-mano">
<h1 class="red1 mb-0">1 su 2</h1>
<p class="bt-2-grey3 mt-0"><strong>le persone con competenze digitali almeno di base nell&#8217;Italia centro-settentrionale.</strong> Il picco si raggiunge nel nord-ovest (51,5% con competenze digitali almeno adeguate), ma centro (49,9%) e nord-est (50,7%) si collocano su cifre analoghe. Nel mezzogiorno invece sono poco più di un terzo del totale: 35,7% nel sud, 36,6% nelle isole. Di fronte a questi divari, la presenza di dotazioni informatiche nelle scuole assume un valore particolare. <a href="https://www.openpolis.it/luso-consapevole-di-internet-e-le-competenze-digitali-nelle-scuole/#nel-mezzogiorno-poco-piu-di-una-persona-su-3-ha-competenze-digitali-almeno-di-base" target="_blank" rel="noopener">Vai all&#8217;articolo.</a></p>
</section>
<section class="numeri-alla-mano">
<h1 class="red1 mb-0">35,7%</h1>
<p class="bt-2-grey3 mt-0"><strong>edifici scolastici in cui è presente l&#8217;aula di informatica</strong>. Un dato fortemente variabile sul territorio: tra le regioni, la quota supera il 50% in Liguria, Piemonte e Valle d’Aosta, mentre non raggiunge il 30% in Sicilia (28,8%), Abruzzo (24%), Campania (22%), Calabria (21,8%) e Lazio (18,1%). Tra i capoluoghi, Pavia è quello con più edifici scolastici statali dotati di aula informatica: 91,7% del totale. Seguono Modena, Alessandria e Treviso, con oltre il 75%. Agli ultimi posti, con meno del 10% di edifici con aule informatiche, spiccano i comuni Catania, Forlì, Latina, Catanzaro e Cosenza. Pesa inoltre l&#8217;alto numero di scuole per cui il dato non è disponibile. <a href="https://www.openpolis.it/numeri/aule-informatiche-permane-il-ritardo-di-aree-interne-e-mezzogiorno/" target="_blank" rel="noopener">Vai all&#8217;articolo.</a></p>
</section>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Ascolta il nostro podcast su Radio Radicale</h3>
</p>
<p><div>
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            </div></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/lapprendimento-delle-competenze-digitali-a-scuola/">L&#8217;apprendimento delle competenze digitali a scuola</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;uso consapevole di internet e le competenze digitali nelle scuole</title>
		<link>https://www.openpolis.it/luso-consapevole-di-internet-e-le-competenze-digitali-nelle-scuole/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jan 2024 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=280619</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nonostante l'uso di internet sia ormai trasversale, oltre un giovane su 4 non ha competenze di base nella sicurezza digitale. Il ruolo delle scuole nella consapevolezza sulle tecnologie è fondamentale, ma restano divari nelle dotazioni informatiche disponibili sul territorio.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/luso-consapevole-di-internet-e-le-competenze-digitali-nelle-scuole/">L&#8217;uso consapevole di internet e le competenze digitali nelle scuole</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il prossimo 6 febbraio si celebra il <em><a href="https://www.saferinternetday.org/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Safer internet day</a></em>, la giornata mondiale per la sicurezza in rete. Una ricorrenza promossa a livello europeo per sensibilizzare a un <strong>uso consapevole di internet</strong>, con particolare attenzione ai più giovani.</p>
<p>Internet è il cuore della <strong>rivoluzione tecnologica</strong> che dalla fine del secolo scorso ha cambiato praticamente ogni aspetto della vita quotidiana delle persone. In questo contesto, <strong>non è più un&#8217;opzione sapere come utilizzarlo in modo sicuro e consapevole</strong>.</p>
<div id="strillo-testo-block_2fa3087f41a94f186032a46bfaa8c221" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Ampi gap nelle competenze digitali e nella consapevolezza sull&#8217;uso di internet.</p>
</section></div>
<p>A fronte di potenzialità enormi, in termini di reperimento e condivisione delle informazioni, di creazione e mantenimento di legami, è <strong>essenziale essere in grado di padroneggiare le nuove tecnologie</strong>. Conoscendo le implicazioni in termini di sicurezza in rete e di diritto alla riservatezza. Nella capacità di discernere fonti informative affidabili come di adottare una modalità di relazione rispettosa degli altri.</p>
<p>Aspetti da non dare per scontati, e su cui è <strong>cruciale il ruolo della scuola</strong>, a maggior ragione se si considera che restano <strong>enormi disparità nella consapevolezza e nelle competenze digitali</strong> tra bambini e ragazzi. <strong>Divari digitali che spesso</strong>, come abbiamo avuto modo di <a href="https://www.openpolis.it/esercizi/la-poverta-educativa-nellemergenza-covid/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">raccontare in passato</a>, <strong>sono legati alle disuguaglianze socio-economiche presenti tra le famiglie d&#8217;origine</strong>.</p>
<p><div class="content_block" id="custom_post_widget-135826"><p></p>
</div></p>
<h3 class="wp-block-heading">I divari nelle competenze digitali e nell&#8217;uso di internet</h3>
<p>L&#8217;uso quotidiano di internet, di per sé, non è garanzia di competenze digitali adeguate. La lettura dei dati elaborati da Istat nel dicembre scorso per l&#8217;<a href="https://digital-strategy.ec.europa.eu/it/policies/desi" target="_blank" rel="noreferrer noopener">indicatore europeo Desi</a> lo mostra piuttosto nitidamente.</p>
<div id="quasi-tutti-gli-studenti-hanno-utilizzato-internet-negli-ultimi-3-mesi-ma-solo-2-su-3-hanno-competenze-digitali-almeno-di-base" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p>Nel 2023, <strong>quasi l&#8217;80% delle persone di almeno 6 anni ha dichiarato di aver utilizzato internet negli ultimi 3 mesi</strong>. Una quota che tra giovani e minori, prevedibilmente, è molto più elevata. <strong>Si avvicina al 100% tra gli 11 e i 15 anni</strong> (96,1%)<strong> e tra i 16 e i 24 </strong>(98,1%). Ed è più alta della media della popolazione anche tra i 6 e i 10 anni (86%).</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">98,4% </span>gli studenti di almeno 15 anni che hanno utilizzato internet negli ultimi 3 mesi.</p>
</section>
<p>Tuttavia il quadro è molto diverso se, nell&#8217;insieme di persone che hanno utilizzato internet di recente, si isolano <strong>solo coloro che hanno <a href="https://joint-research-centre.ec.europa.eu/digcomp/digcomp-framework_en" target="_blank" rel="noreferrer noopener">competenze digitali almeno di base</a></strong>. Nella popolazione complessiva tra 16 e 74 anni, la quota scende al 45,7%. Colpisce il <strong>basso livello di competenze digitali anche tra i più giovani utilizzatori di internet</strong>: 55,9% tra 16 e 19 anni, 61,7% tra 20 e 24 anni.</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">66,1% </span>gli studenti di almeno 16 anni che hanno utilizzato internet negli ultimi 3 mesi e hanno competenze digitali almeno di base.</p>
</section>
<p>Le competenze digitali sono <strong>direttamente collegate al livello di istruzione</strong>. Nella fascia tra 16 e 24 anni, hanno competenze almeno di base il 76,6% dei laureati, il 63,9% dei diplomati e appena la metà di coloro che hanno al massimo la licenza media (50,3%).</p>
<p>Questa tendenza, riscontrabile anche tra i più giovani, pone un&#8217;enfasi sul ruolo della scuola, sia in termini di <strong>alfabetizzazione digitale</strong> che di educazione all&#8217;<strong>uso sicuro e consapevole di internet</strong>. Una questione sollevata anche dal garante dell&#8217;infanzia nell&#8217;ultimo rapporto al parlamento.</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>L’Autorità garante ha inteso rivolgersi agli alunni della scuola primaria in quanto l’età di primo approccio alla rete risulta essere sempre più bassa e ciò, insieme all’incremento delle attività e della dimensione di vita individuale svolta online, sovraespone i bambini a una serie di rischi. Per questo è necessario che i minorenni siano formati adeguatamente a un uso consapevole di internet.</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.garanteinfanzia.org/sites/default/files/2023-06/relazione-parlamento-2022-def.pdf" target="_blank">&#8211; Agia, Relazione al parlamento (aprile 2023)</a>
									            </div>
</section>
<h3 class="wp-block-heading">Basse competenze nella sicurezza in rete sono un rischio per i minori</h3>
<p>Per i minori le implicazioni sono enormi, perché <strong>un utilizzo non sicuro della rete può minare le prerogative stabilite dalla convenzione internazionale sui diritti dell&#8217;infanzia</strong>. Si pensi solo alla tutela della privacy e dell&#8217;immagine online, un aspetto che per bambini e ragazzi è ancora più rilevante. </p>
<div id="275-i-giovani-tra-16-e-24-senza-competenze-in-termini-di-sicurezza-in-rete" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p>Perciò rappresenta un elemento di preoccupazione il fatto che, persino tra i giovani di 16-24 anni, <strong>oltre uno su 4 non abbia nessuna competenza digitale in termini di sicurezza</strong>.</p>
<p>Si tratta di uno dei 5 domini con cui, dal 2021, viene rilevato il livello di competenza digitale dei cittadini europei. Mentre <strong>i giovani vanno molto meglio della media in altri domini di attività informatica</strong>, come l&#8217;uso delle tecnologie per <strong>comunicazione</strong> e collaborazione, la <strong>risoluzione di problemi</strong> e la <strong>creazione di contenuti</strong> digitali, i risultati sono più deludenti nell&#8217;alfabetizzazione su informazione e dati e soprattutto nella sicurezza.</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/oltre-un-giovane-su-4-non-ha-competenze-di-base-nella-sicurezza-digitale/">Oltre un giovane su 4 non ha competenze di base nella sicurezza digitale</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/oltre-un-giovane-su-4-non-ha-competenze-di-base-nella-sicurezza-digitale/">Percentuale di persone 16-74 anni che hanno usato Internet negli ultimi 3 mesi, con nessuna competenza digitale nel dominio sicurezza (2023)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Istat                                                                <br />(pubblicati: mercoledì 20 Dicembre 2023)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/01/oltre-un-giovane-su-4-non-ha-competenze-di-base-nella-sicurezza-digitale.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-280637"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-280637" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p>Nel dominio relativo alla sicurezza, in media il 27,9% dei residenti non ha nessuna competenza digitale. <strong>Tra i giovani di 16-24 anni il quadro purtroppo non è migliore: 27,5%</strong>. Un ulteriore aspetto, collegato a quello dell&#8217;alfabetizzazione digitale, in cui l&#8217;intervento della scuole e della comunità educante può essere prezioso.</p>
<h3 class="wp-block-heading">Le dotazioni informatiche nelle scuole</h3>
<p>Premessa di qualsiasi attività educativa in questo ambito è la presenza, in termini infrastrutturali, di ambienti digitali nelle scuole.</p>
<p>Attraverso i dati del ministero dell&#8217;istruzione, possiamo ricostruire la <strong>dotazione di aule informatiche</strong>. Si tratta solo di una delle questioni salienti, data l&#8217;importanza di altri aspetti infrastrutturali, come il cablaggio alla rete internet ultraveloce, e di altri più umani, come la diffusione nelle scuole di cultura e competenze digitali. </p>
<p>Tuttavia ricostruire questo elemento minimo, approfondendo l&#8217;analisi in chiave locale, è importante alla luce degli enormi divari territoriali rispetto all&#8217;alfabetizzazione digitale.</p>
<p>Abbiamo già avuto modo di approfondire la spaccatura tra le città, in cui il livello di competenza è più diffuso, e le <a href="https://www.openpolis.it/nelle-aree-periferiche-meno-competenze-digitali-e-aule-di-informatica/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">aree rurali e interne, dove spesso i più giovani restano indietro</a>. Nel nostro paese, le competenze digitali nella popolazione risultano molto distanti tra nord e sud. Il picco si raggiunge nel nord-ovest (51,5% con competenze digitali almeno adeguate), ma centro (49,9%) e nord-est (50,7%) si collocano su cifre analoghe. Emerge invece un deciso ritardo del sud. </p>
<div id="nel-mezzogiorno-poco-piu-di-una-persona-su-3-ha-competenze-digitali-almeno-di-base" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">1 su 2 </span>persone 16-74 con competenze digitali almeno di base nel centro-nord. Nel mezzogiorno sono poco più di una su 3: 35,7% nel sud, 36,6% nelle isole.</p>
</section>
<p>Ecco perché prestare particolare attenzione alla distribuzione di aule informatiche nelle scuole statali del paese. In media, in base ai dati più recenti relativi all&#8217;anno scolastico 2022/23, la loro presenza è dichiarata per il <strong>35,7% degli edifici</strong>. Per quasi altrettanti (35,4%) l&#8217;informazione non è disponibile, mentre nel 28,9% dei casi non sono presenti aule informatiche.</p>
<p>Tra le regioni, la <strong>quota di edifici scolastici con aule di informatica</strong> supera il 50% in Liguria, Piemonte e Valle d&#8217;Aosta, mentre non raggiunge il 30% in Sicilia (28,8%), Abruzzo (24%), Campania (22%), Calabria (21,8%) e Lazio (18,1%).</p>
<div id="maggiore-diffusione-di-aule-informatiche-nelle-scuole-del-nord-ovest-minore-nel-centro-sud" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p>A livello provinciale, <strong>a realtà del nord-ovest</strong> come Genova, Torino, Alessandria, Imperia, Savona, Novara, Aosta &#8211; tutte sopra il 52% &#8211; <strong>si contrappongono territori del centro-sud</strong>. Al di sotto del 20% troviamo infatti le province di Teramo, Napoli, Catanzaro, L&#8217;Aquila, Catania, Crotone, Cosenza, Salerno, Latina, Roma e Benevento. In quest&#8217;ultima solo per il 13,8% degli edifici è dichiarata la presenza di aule informatiche.</p>
<h3 class="wp-block-heading">Divari nelle dotazioni informatiche, comune per comune</h3>
<p>Scendendo a livello comunale, una prima distinzione può essere tracciata tra le <strong>città polo in termini di servizi, dove circa 4 edifici scolastici su 10 hanno l&#8217;aula informatica</strong> e i comuni interni. </p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/parole/che-cosa-sono-le-aree-interne/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Cosa sono le aree interne?<br />
<br /><strong>Vai al glossario</strong></a>.</p>
</section>
<p>In quelli <strong>periferici</strong>, a oltre 40 minuti dal polo più vicino, solo il 30,5% ha l&#8217;aula d&#8217;informatica. In quelli <strong>ultraperiferici</strong>, a più di 66 minuti, la quota scende al 28,4%. Posizione intermedia per quelli di <strong>cintura</strong>, le aree urbane hinterland delle città polo. Qui il 35,4% degli edifici scolastici ha un&#8217;aula di informatica.</p>
<p>Se approfondiamo comune per comune, la<strong> situazione appare molto frastagliata sul territorio</strong>, con alcune ricorrenze evidenti. Pur in presenza di alcune eccezioni, è infatti distinguibile una minore dotazione nei territori più interni e nel mezzogiorno. Un aspetto che avevamo avuto modo di <a href="https://www.openpolis.it/nelle-aree-periferiche-meno-competenze-digitali-e-aule-di-informatica/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">rilevare anche in passato</a>, e che questo nuovo aggiornamento dei dati conferma.</p>
<div id="pavia-e-il-capoluogo-con-maggior-dotazione-di-aule-informatiche-vai-alla-mappa" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/aule-informatiche-permane-il-ritardo-di-aree-interne-e-mezzogiorno/">Aule informatiche, permane il ritardo di aree interne e mezzogiorno</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/aule-informatiche-permane-il-ritardo-di-aree-interne-e-mezzogiorno/">Percentuale di edifici scolastici statali dotati di aule informatiche (a.s. 2022/23)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                         aria-labelledby="chart_280667_tab1"><br />
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</p></div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_280667_tab3"></p>
<p>Dati non disponibili per il Trentino Alto Adige. I dati, pubblicati sul portale open data del ministero dell’istruzione, sono forniti dagli enti locali proprietari o gestori degli edifici adibiti ad uso scolastico.</p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Mim                                                                <br />(pubblicati: martedì 12 Settembre 2023)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/01/aule-informatiche-permane-il-ritardo-di-aree-interne-e-mezzogiorno.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-280667"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-280667" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;505&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/aule-informatiche-permane-il-ritardo-di-aree-interne-e-mezzogiorno/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p>Tra i capoluoghi, <strong>Pavia è quello con più edifici scolastici statali dotati di aula informatica</strong>: 91,7% del totale. Seguono Modena, Alessandria e Treviso, con oltre il 75%. <strong>Agli ultimi posti</strong>, con meno del 10% di edifici con aule informatiche, spiccano i comuni <strong>Catania</strong>, <strong>Forlì</strong>, <strong>Latina</strong>, <strong>Catanzaro</strong> e <strong>Cosenza</strong>. Le due città calabresi si piazzano penultima (4%) e ultima (3,3%), anche se pesa &#8211; in entrambi i casi &#8211; l&#8217;elevatissima quota di edifici per cui questa informazione non è disponibile, pari al 95% circa dei casi. </p>
<p>Tale mancanza di informazioni rende <strong>difficile indicare con certezza l&#8217;entità effettiva della carenza di dotazioni informatiche. Ciò porta a insistere sulla necessità di raccogliere i dati in modo preciso</strong>. Così da impostare correttamente politiche e interventi pubblici in materia, per ridurre i ritardi del mezzogiorno in ambiti come le competenze digitali.</p>
<h3 class="wp-block-heading">Scarica, condividi e riutilizza i dati</h3>
<section class="download">
<div class="dw-content">
<div class="intro">
<p>Scarica i dati, regione per regione</p>
</div>
<div class="files">
<p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/aule_informatica_2022_23/Abruzzo.xls" target="_blank" rel="noopener">Abruzzo</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/aule_informatica_2022_23/Basilicata.xls" target="_blank" rel="noopener">Basilicata</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/aule_informatica_2022_23/Calabria.xls" target="_blank" rel="noopener">Calabria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/aule_informatica_2022_23/Campania.xls" target="_blank" rel="noopener">Campania</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/aule_informatica_2022_23/Emilia-Romagna.xls" target="_blank" rel="noopener">Emilia-Romagna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/aule_informatica_2022_23/Friuli-Venezia+Giulia.xls" target="_blank" rel="noopener">Friuli-Venezia Giulia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/aule_informatica_2022_23/Lazio.xls" target="_blank" rel="noopener">Lazio</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/aule_informatica_2022_23/Liguria.xls" target="_blank" rel="noopener">Liguria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/aule_informatica_2022_23/Lombardia.xls" target="_blank" rel="noopener">Lombardia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/aule_informatica_2022_23/Marche.xls" target="_blank" rel="noopener">Marche</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/aule_informatica_2022_23/Molise.xls" target="_blank" rel="noopener">Molise</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/aule_informatica_2022_23/Piemonte.xls" target="_blank" rel="noopener">Piemonte</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/aule_informatica_2022_23/Puglia.xls" target="_blank" rel="noopener">Puglia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/aule_informatica_2022_23/Sardegna.xls" target="_blank" rel="noopener">Sardegna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/aule_informatica_2022_23/Sicilia.xls" target="_blank" rel="noopener">Sicilia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/aule_informatica_2022_23/Toscana.xls" target="_blank" rel="noopener">Toscana</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/aule_informatica_2022_23/Trentino-Alto+Adige.xls" target="_blank" rel="noopener">Trentino-Alto Adige</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/aule_informatica_2022_23/Umbria.xls" target="_blank" rel="noopener">Umbria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/aule_informatica_2022_23/Valle+d'Aosta.xls" target="_blank" rel="noopener">Valle d’Aosta</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/aule_informatica_2022_23/Veneto.xls" target="_blank" rel="noopener">Veneto</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/aule_informatica_2022_23/Totale_nazionale.xls" target="_blank" rel="noopener">Totale nazionale</a>.</p>
</div></div>
</section>
<p>I contenuti dell’Osservatorio povertà educativa&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/poverta-educativa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">#conibambini</a>&nbsp;sono realizzati da openpolis con l’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell’articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l’obiettivo di creare un’unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di&nbsp;<em>data journalism</em>&nbsp;o anche per semplice consultazione. I dati relativi alla presenza di dotazioni informatiche rispetto al comune sono stati elaborati incrociando informazioni di fonte Mim, Istat e Ag. Coesione.</p>
<p>Foto: <a href="https://www.flickr.com/photos/42925588@N00/6574651159" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Wayan Vota (Flickr)</a> &#8211; <a href="https://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.0/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Licenza</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/luso-consapevole-di-internet-e-le-competenze-digitali-nelle-scuole/">L&#8217;uso consapevole di internet e le competenze digitali nelle scuole</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le scuole abruzzesi sono indietro su infrastrutture e competenze digitali</title>
		<link>https://www.openpolis.it/le-scuole-abruzzesi-sono-indietro-su-infrastrutture-e-competenze-digitali-abruzz/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Aug 2023 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italie a confronto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=263229</guid>

					<description><![CDATA[<p>In Abruzzo il livello delle abilità e la presenza di aule informatiche nelle scuole è al di sotto della media nazionale ed europea. La soglia scende ulteriormente nei comuni più periferici della regione, accentuando il divario tra aree interne e costiere.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/le-scuole-abruzzesi-sono-indietro-su-infrastrutture-e-competenze-digitali-abruzz/">Le scuole abruzzesi sono indietro su infrastrutture e competenze digitali</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[</p>
<p>Tra pochi giorni le <strong>scuole dell&#8217;Abruzzo </strong>e del resto del paese torneranno alla piena attività. Dopo le difficoltà del periodo pandemico, l&#8217;obiettivo è fornire a ragazze e ragazzi un&#8217;istruzione adeguata, oltre che gli <strong>strumenti critici per orientarsi in un mondo che sta evolvendo con rapidità</strong>. </p>
</p>
<div id="strillo-testo-block_eb62ea4f97f81121740c270feb407705" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Compito della scuola è anche formare ragazze e ragazzi a un uso consapevole ed efficace delle tecnologie digitali.</p>
</section></div>
</p>
<p>Adempiere oggi a questa missione significa dare a tutti la possibilità di <strong>padroneggiare l&#8217;ambiente digitale</strong>. Insegnando come <strong>sfruttarne le potenzialità</strong>, in termini di possibilità di comunicazione e di accesso alle informazioni, e come <strong>proteggersi dai rischi</strong>. Per esempio rispetto alla tutela della propria identità digitale, alla sicurezza dei dati personali o all&#8217;uso corretto dei dispositivi.</p>
</p>
<p>Diventa dunque cruciale anche il sistema infrastrutturale, a cominciare dalla dotazione tecnologica degli istituti, come la banda ultraveloce e i laboratori digitali. Ma anche dalla formazione e supporto <strong>agli insegnanti </strong>nell&#8217;adozione di nuove metodologie didattiche e nell&#8217;<a href="https://www.openpolis.it/esercizi/limportanza-delle-materie-stem-nel-mondo-di-oggi/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">approccio Stem</a>.</p>
</p>
</p>
<p>In questo senso abbiamo provato a dipingere un quadro della situazione in Abruzzo, nonostante alcuni limiti posti dai dati stessi. Ne <strong>emerge una situazione non incoraggiante</strong>. Numerose scuole della regione, infatti, <strong>sembrano non essere ancora attrezzate alla sfida della digitalizzazione.</strong> Né rispetto ad altri territori italiani, né se confrontate con altre zone della regione. Un quadro frammentato che di certo non favorisce il <strong>superamento delle disuguaglianze territoriali</strong>, anche a scuola.</p>
</p>
<p>Una <strong>diffusa alfabetizzazione alle nuove tecnologie</strong> è infatti il presupposto per la crescita umana, sociale e materiale di un territorio. Ciò è particolarmente vero per l&#8217;Abruzzo. In un paese in cui le <strong>competenze digitali della popolazione sono lontane dalla media europea</strong>, infatti, la regione si attesta persino al di sotto della media nazionale.</p>
</p>
<p><div id="oggi-solo-il-43-degli-abruzzesi-ha-competenze-digitali-almeno-di-base-meno-della-media-nazionale-ed-europea" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">43% </span>gli abruzzesi tra 16 e 74 anni con competenze digitali almeno di base (media Italia: 46% &#8211; media Ue: 54%).</p>
</section>
</p>
<p>È soprattutto alle scuole che si guarda per migliorare queste carenze, specialmente tra le giovani generazioni. Tuttavia, <strong>condizione necessaria è che le istituzioni educative siano messe in condizione di potersi misurare con questa sfida</strong>. </p>
</p>
<p>Abbiamo <a href="https://www.openpolis.it/tutti-i-dubbi-sui-fondi-per-la-digitalizzazione-delle-scuole-in-abruzzo/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">già avuto modo di raccontare</a> come restino <strong>perplessità sulla possibilità che il Pnrr e il piano scuola 4.0 possano ribaltare la situazione di partenza </strong>nella regione. Una valutazione che potremo verificare solo nei prossimi mesi, se usciranno aggiornamenti sullo stato di avanzamento dei progetti previsti.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">La diffusione delle competenze digitali in Abruzzo</h3>
</p>
<p>A dimostrazione di quanto ci muoviamo all&#8217;interno di un quadro in costante evoluzione, dopo il Covid si è resa necessaria una <strong>revisione degli strumenti con cui vengono misurate le abilità informatiche dei cittadini</strong>, in modo da adeguare gli strumenti di rilevazione al nuovo quadro di riferimento europeo per le competenze digitali (<a href="https://www.agid.gov.it/sites/default/files/repository_files/digcomp2-1_ita.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Digital Competence Framework</a>).</p>
</p>
<p>Circa il <strong>54% dei cittadini europei ha competenze digitali almeno di base</strong>.&nbsp;<strong>In Italia la quota scende al 46%</strong>. Parliamo di persone di età compresa tra 16 e 74 anni che hanno raggiunto livelli sufficienti in una serie di abilità informatiche monitorate da Eurostat, come la capacità di raccogliere informazioni su beni, servizi o sulla salute, quella di comunicare e collaborare in modalità digitale. Nonché nella creazione di contenuti digitali, nelle abilità in termini di sicurezza e nella risoluzione di problemi in ambiente digitale.</p>
</p>
<p><strong>In Italia la quota di persone che padroneggiano queste competenze digitali è molto inferiore</strong>: 46% circa. L&#8217;Abruzzo, con il 43,1%, si colloca anche al di sotto del dato nazionale.</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-mezzogiorno-e-in-abruzzo-competenze-digitali-sotto-la-media/">Nel mezzogiorno e in Abruzzo competenze digitali sotto la media</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-mezzogiorno-e-in-abruzzo-competenze-digitali-sotto-la-media/">Percentuale di residenti 16-74 anni con competenze digitali almeno di base (2021)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
<div id="chart_265304_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_265304_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/nel-mezzogiorno-e-in-abruzzo-competenze-digitali-sotto-la-media/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/08/nel-mezzogiorno-e-in-abruzzo-competenze-digitali-sotto-la-media.png" placeholder ></amp-img></p>
<div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div>
<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-mezzogiorno-e-in-abruzzo-competenze-digitali-sotto-la-media/">Nel mezzogiorno e in Abruzzo competenze digitali sotto la media &#8211; Percentuale di residenti 16-74 anni con competenze digitali almeno di base (2021)</a></div>
</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Abruzzo Openpolis su dati Istat-Bes                                                                <br />(consultati: sabato 15 Luglio 2023)
                                        </p>
</p></div>
<div class="opmag-chart-actions">
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/08/nel-mezzogiorno-e-in-abruzzo-competenze-digitali-sotto-la-media.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-265304"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-265304" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>La regione in questo senso si trova in una posizione intermedia. <strong>Superiore alla media del mezzogiorno (36,5%)</strong> e di tutte le altre regioni del sud continentale. Ma di quasi 3 punti inferiore alla soglia nazionale e molto lontano da quella europea.</p>
</p>
<p>Ciò rende strategico per la regione <strong>potenziare il ruolo delle scuole</strong> nella promozione delle competenze digitali. Ma quanto sono attrezzate quelle dell&#8217;Abruzzo, anche rispetto alle altre regioni?</p>
</p>
<p><div id="uno-su-4-gli-edifici-scolastici-abruzzesi-con-aula-informatica" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">La dotazione informatica delle scuole abruzzesi</h3>
</p>
<p>Su un totale di oltre mille edifici scolastici statali attivi in regione, solo per 249 è dichiarata la presenza di aule informatiche nell&#8217;anno scolastico 2021/22. Vale a dire meno di uno su 4 (23,3%), un dato inferiore di quasi dieci punti rispetto alla media nazionale (32,4%) e lontano dalle regioni ai vertici della classifica.</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/abruzzo-quartultimo-per-dotazione-dichiarata-di-aule-informatiche/">Abruzzo quartultimo per dotazione dichiarata di aule informatiche</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/abruzzo-quartultimo-per-dotazione-dichiarata-di-aule-informatiche/">Percentuale di edifici scolastici statali dotati di aule informatiche (a.s. 2021/22)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
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                         aria-labelledby="chart_265056_tab1"><br />
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<div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div>
<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/abruzzo-quartultimo-per-dotazione-dichiarata-di-aule-informatiche/">Abruzzo quartultimo per dotazione dichiarata di aule informatiche &#8211; Percentuale di edifici scolastici statali dotati di aule informatiche (a.s. 2021/22)</a></div>
</p></div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
<div id="chart_265056_tabpanel3" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-3"
                             aria-labelledby="chart_265056_tab3"></p>
<p>I dati, pubblicati sul portale open data del ministero dell’istruzione, sono forniti dagli enti locali proprietari o gestori degli edifici adibiti ad uso scolastico. Dati non disponibili per il Trentino Alto Adige.</p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Abruzzo Openpolis su dati Mim                                                                <br />(pubblicati: lunedì 26 Settembre 2022)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/08/abruzzo-quartultimo-per-dotazione-dichiarata-di-aule-informatiche.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-265056"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-265056" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<div id="strillo-testo-block_65088400e1deca6e774a9270c2d110ed" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>I dati disponibili rendono difficile un&#8217;analisi compiuta dei fabbisogni.</p>
</section></div>
</p>
<p>Su questa tendenza incide in modo rilevante la <strong>quota di scuole per cui tale informazione non è disponibile</strong>. In Abruzzo per oltre la metà degli edifici (53,1%) il campo risulta &#8220;non definito&#8221;, una percentuale anche superiore a quella media nazionale (41,4%). Rendendo così difficile distinguere tra i casi in cui si tratta di una mancata compilazione o di un’assenza effettiva. Resta comunque il fatto che la&nbsp;<strong>dichiarazione di presenza nelle scuole abruzzesi è molto inferiore a quella media nazionale</strong>.</p>
</p>
<p>Tenendo conto di questa premessa, è interessante osservare come<strong> anche all&#8217;interno della regione la dotazione informatica delle scuole sia molto variabile</strong>. La provincia di <strong>Pescara</strong> (29,3%), pur non raggiungendo la media nazionale, si avvicina alla soglia del 30%. Al secondo posto quella di <strong>Chieti</strong>, con il 25,9% degli edifici scolastici dotato di aule di informatica.<strong> Lontane Teramo</strong> (19,8% in provincia)<strong> e soprattutto l&#8217;area dell&#8217;aquilano (17,7%)</strong>.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">I divari sul territorio, comune per comune</h3>
</p>
<p>Scendendo a livello più locale emerge una spaccatura molto netta tra i <strong>comuni interni, spesso meno dotati di aule informatiche</strong>, e il resto della regione. Si tratta di una tendenza perfettamente sovrapponibile a quella nazionale.</p>
</p>
<p>In Italia, complessivamente, è presente almeno un&#8217;aula di informatica nel 37% degli edifici scolastici dei comuni polo &#8211; le città baricentriche in termini di servizi &#8211; e solo in uno su 4 di quelli periferici e ultraperiferici. <strong>In Abruzzo questa distanza tra aree urbane e realtà periferiche è ancora maggiore</strong>.</p>
</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/parole/che-cosa-sono-le-aree-interne/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Cosa sono le aree interne<br />
<br /><strong>Vai al glossario</strong></a>.</p>
</section>
<p><div id="la-quota-scende-a-1-su-5-nei-comuni-periferici-e-ultraperiferici" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">21,7% </span>gli edifici scolastici nei comuni abruzzesi periferici e ultraperiferici è dotato di aula informatica (media Italia: 26,2%).</p>
</section>
</p>
<p>Le città polo dell&#8217;Abruzzo mostrano infatti una dotazione non dissimile da quella italiana: 36% a fronte del 37% nazionale. Ma <strong>è invece nei comuni interni che il divario si fa più ampio</strong>.</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nelle-aree-interne-dellabruzzo-meno-scuole-con-aule-informatiche/">Nelle aree interne dell&#8217;Abruzzo meno scuole con aule informatiche</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nelle-aree-interne-dellabruzzo-meno-scuole-con-aule-informatiche/">Percentuale di edifici scolastici statali dotati di aule informatiche (a.s. 2021/22)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
<div id="chart_265023_tab1" role="tab" aria-controls="chart_265023_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
<div id="chart_265023_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_265023_tab1"><br />
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<p></amp-iframe>                        </p>
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</p></div>
<div id="chart_265023_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_265023_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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<p>I dati, pubblicati sul portale open data del ministero dell’istruzione, sono forniti dagli enti locali proprietari o gestori degli edifici adibiti ad uso scolastico.</p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Abruzzo Openpolis su dati Mim                                                                <br />(pubblicati: lunedì 26 Settembre 2022)
                                        </p>
</p></div>
<div class="opmag-chart-actions">
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<div>
<p><label for="embed-chart-265023"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-265023" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;505&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/nelle-aree-interne-dellabruzzo-meno-scuole-con-aule-informatiche/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>Nelle <strong>aree periferiche dell&#8217;Abruzzo</strong>, la quota di edifici scolastici dotati di almeno un&#8217;aula di informatica scende al 22,2% (26,3% nazionale). In quelle ultraperiferiche addirittura al 19,4% (25,1% per l&#8217;Italia).</p>
</p>
<p><div id="nel-comune-dellaquila-la-presidenza-dichiarata-di-aule-informatiche-e-per-poco-piu-di-una-scuola-su-10" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p><strong>Anche tra le città comunque si rilevano delle differenze molto importanti</strong>. Pescara è il capoluogo della regione con più scuole che dichiarano la presenza di aule informatiche: 58,6% degli edifici scolastici attivi nel comune. Seguono, molto distanziate, Chieti (28,6%) e Teramo (25,6%). Nel comune dell&#8217;Aquila, la presenza di aule di informatica è dichiarata per poco più di un edificio scolastico su 10 (12,3%).</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Aree interne condannate a restare indietro?</h3>
</p>
<p>Le analisi effettuate a livello europeo da Eurostat hanno messo in evidenza, in più occasioni, <a href="https://ec.europa.eu/eurostat/en/web/products-eurostat-news/w/ddn-20230320-2" target="_blank" rel="noreferrer noopener">l&#8217;ampio gap di competenze digitali tra le aree interne e rurali del continente e le realtà urbanizzate</a>. Un <strong>divario che generalmente rispecchia quello infrastrutturale</strong>, sia a livello tecnologico che di servizi tradizionali.</p>
</p>
<p>Questa tendenza &#8211; se non invertita &#8211; rischia di <strong>condannare le aree interne</strong>, molto estese in Abruzzo, <strong>a essere tagliate fuori da qualsiasi possibilità di sviluppo economico.</strong> <a href="https://www.openpolis.it/esercizi/come-la-denatalita-sta-colpendo-labruzzo/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Accelerando i trend</a> di <strong>spopolamento, denatalità e abbandono</strong> già presenti nella regione.</p>
</p>
<p>Il contrasto di questi fenomeni passa quindi anche anche dall&#8217;investimento sulle scuole, tanto in termini di dotazioni tecnologiche quanto di approccio educativo.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Come seguire Abruzzo Openpolis</h3>
</p>
<section class="download">
<div class="dw-content">
<div class="intro">
<p>Scarica i dati, comune per comune</p>
</div>
<div class="files">
<p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Osservatorio_Abruzzo/Aule+informatica+Abruzzo.xls">Scuole con aule informatiche in Abruzzo.</a></p>
</div></div>
</section>
</p>
<p>Abruzzo Openpolis è un progetto di Fondazione openpolis,&nbsp;<a href="https://www.proversi.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Etipublica</a>,&nbsp;<a href="https://www.hubruzzo.net/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Fondazione Hubruzzo</a>,&nbsp;<a href="https://www.gssi.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Gran Sasso Science Institute</a>&nbsp;e&nbsp;<a href="https://www.linkedin.com/company/startingup/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">StartingUp</a>. Per seguire gli aggiornamenti del nostro monitoraggio&nbsp;<strong>puoi iscriverti alla nostra newsletter</strong>&nbsp;<strong>dedicata.</strong>&nbsp;Ti invieremo una news, di lunedì, ogni due settimane. Riceverai articoli, dati, grafici e mappe liberamente utilizzabili per promuovere un dibattito informato.</p>
</p>
<p><strong>Foto</strong>: <a href="https://icatri.edu.it/2021/10/01/inagurazione-aula-multimediale-3-0-scuola-secondaria-i-grado/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">un&#8217;aula multimediale di una scuola di Atri (Teramo)</a></p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/le-scuole-abruzzesi-sono-indietro-su-infrastrutture-e-competenze-digitali-abruzz/">Le scuole abruzzesi sono indietro su infrastrutture e competenze digitali</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La partecipazione dei giovani nelle organizzazioni sociali e nel volontariato</title>
		<link>https://www.openpolis.it/la-partecipazione-dei-giovani-nelle-organizzazioni-sociali-e-nel-volontariato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Aug 2023 05:15:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=257987</guid>

					<description><![CDATA[<p>Contrariamente ai luoghi comuni, i giovani svolgono attività gratuite in associazioni di volontariato più spesso della media della popolazione. Il contributo di ragazze e ragazzi come agenti di cambiamento è insostituibile.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/la-partecipazione-dei-giovani-nelle-organizzazioni-sociali-e-nel-volontariato/">La partecipazione dei giovani nelle organizzazioni sociali e nel volontariato</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Come ogni anno, ad agosto si celebra la <a href="https://www.un.org/en/observances/youth-day" target="_blank" rel="noreferrer noopener">giornata internazionale della gioventù</a>. Una ricorrenza che serve anche a ricordare il potenziale delle giovani generazioni come <strong>motore di cambiamento</strong>.</p>
<p>Come abbiamo già avuto modo di raccontare, l&#8217;energia di cui sono portatori i più giovani è in troppi casi <a href="https://www.openpolis.it/le-competenze-inadeguate-alimentano-il-fenomeno-dei-neet" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dispersa a causa delle disuguaglianze di accesso all&#8217;istruzione</a>. Divari che poi si ripresentano nel mondo del lavoro, alimentando <strong>fenomeni come quello dei neet,</strong> persone che non studiano, non lavorano e non sono in formazione. </p>
<p>Tuttavia<em> </em>ridurre la questione giovanile solo a questo aspetto è spesso funzionale a una <strong>narrazione fuorviante e caricaturale</strong>. Una descrizione che<strong> li vorrebbe passivi e apatici</strong>. Mentre negli ultimi anni le giovani generazioni hanno dimostrato un notevole attivismo in numerosi campi, a partire dalla <a href="https://www.openpolis.it/limpegno-dei-giovani-per-lambiente-e-gli-spazi-verdi-nelle-citta/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">tutela dell&#8217;ambiente</a>. Quasi 2 giovani italiani su 3 si dichiarano molto preoccupati per il cambiamento climatico, più del resto della popolazione italiana e anche della media Ue.</p>
<p><div class="content_block" id="custom_post_widget-135826"><p></p>
</div></p>
<div id="i-giovani-offrono-quotidianamente-un-contributo-concreto-alle-proprie-comunita" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p>Quello delle nuove generazioni è in tanti casi un <strong>contributo pratico e fattivo alla vita della propria comunità</strong>, ad esempio con attività come il volontariato. Dati alla mano, approfondiamo la natura e le potenzialità di questo impegno.</p>
<h3 class="wp-block-heading">La partecipazione dei giovani alla vita della comunità</h3>
<p>Sono diversi gli indicatori in grado di restituire la partecipazione dei giovani alla vita della società e delle proprie realtà locali.</p>
<div id="i-14-24enni-sono-la-fascia-di-popolazione-piu-coinvolta-in-associazioni-per-i-diritti-lecologia-e-la-pace" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p>In primo luogo la<strong> quota di persone che frequentano associazioni, come quelle ecologiche, per i diritti civili e la pace</strong>. Gli under 25 sono la fascia di popolazione più coinvolta nell&#8217;associazionismo in questo ambito. </p>
<p>Rispetto alla media nazionale &#8211; l&#8217;1,6% delle persone con almeno 14 anni che nel 2022 hanno partecipato a riunioni di queste organizzazioni &#8211; <strong>nessuna classe demografica over-25 raggiunge la quota del 2%</strong>.</p>
<p><strong>Percentuale conseguita invece dagli adolescenti</strong> (14-17 anni), dai 20-24enni e <strong>ampiamente superata tra i neomaggiorenni</strong>. I giovani di 18 e 19 anni sono infatti la classe anagrafica più attiva nell&#8217;associazionismo per i diritti e la cura dell&#8217;ambiente (2,9% del totale).</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">1,8 volte </span>la quota di 18-19enni che hanno partecipato a riunioni di associazioni attive sui temi dell&#8217;ecologia, dei diritti e della pace rispetto alla media della popolazione.</p>
</section>
<div id="94-i-18-19enni-che-hanno-svolto-attivita-gratuite-in-associazioni-di-volontariato-nel-2022" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p>Un altro dato interessante è che, sebbene in media non siamo ancora tornati ai livelli pre-Covid, nella progressiva uscita dalla pandemia è <strong>tornata a crescere la partecipazione nel volontariato</strong>. </p>
<p>In particolare tra i giovanissimi (14-17 anni). Tra i minori, anche a causa dell&#8217;emergenza sanitaria, la possibilità di svolgere queste attività era crollata al 3,9%. Nel 2022 è cresciuta di 2,5 punti, l&#8217;aumento più importante rispetto alle diverse fasce d&#8217;età. </p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2022-il-volontariato-torna-a-crescere-tra-i-giovanissimi/">Nel 2022 il volontariato torna a crescere tra i giovanissimi</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2022-il-volontariato-torna-a-crescere-tra-i-giovanissimi/">Percentuale di giovani che negli ultimi 12 mesi hanno svolto attività gratuite in associazioni di volontariato (2021-22)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Istat                                                                <br />(consultati: mercoledì 31 Maggio 2023)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/08/nel-2022-il-volontariato-torna-a-crescere-tra-i-giovanissimi.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-259189"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-259189" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<div id="11-punti-percentuali-in-piu-rispetto-alla-media-in-quellanno" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p>Tra i giovani di età compresa <strong>tra 18 e 24 anni l&#8217;aumento è stato più contenuto</strong>. Tuttavia si tratta di fasce d&#8217;età dove l&#8217;impegno nel volontariato è di un punto superiore alla media della popolazione.</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">1,1 </span>la differenza, in punti percentuali, tra l&#8217;impegno nel volontariato dei 18-19enni e la media della popolazione.</p>
</section>
<p>L&#8217;impegno dei giovani, in particolare nella fascia 18-24 anni, emerge anche nell&#8217;<strong>attivismo all&#8217;interno associazioni non di volontariato</strong>. Il <strong>2,7% della popolazione complessiva</strong> ha svolto attività gratuite per questo tipo di organizzazioni nel 2022. Tra i 20-24enni la quota sale al 3,3%, <strong>tra i 18-19enni arriva addirittura al 4,1%</strong>. Solo tra i minori di 14-17 anni risulta più basso (1,6%).</p>
<div id="per-le-comunita-in-cui-vivono-i-giovani-sono-naturalmente-agenti-di-cambiamento" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p>Per le comunità in cui vivono, i giovani rivestono quindi un valore inestimabile come <strong>agenti di cambiamento</strong>. Un aspetto che sono ancora i dati sulle organizzazioni sociali e le attività di volontariato a mostrare in controluce.</p>
<h3 class="wp-block-heading">Il contributo prezioso dei giovani al mondo del volontariato</h3>
<p>L&#8217;ultima rilevazione del censimento Istat sulle istituzioni non profit ha mostrato chiaramente una <strong>difficoltà del mondo del volontariato nell&#8217;attrezzarsi alla transizione digitale</strong>, essendo formato da <strong>migliaia di associazioni di piccole e piccolissime dimensioni</strong>. </p>
<p>Sono <strong>oltre 360mila le istituzioni non profit in Italia</strong>: organizzazioni snelle, con una media di meno di 2,4 dipendenti ciascuna e strutturate nell’85,2% dei casi nella forma di associazione. Efficaci proprio perché animate da volontari capaci e motivati: oltre 4,6 milioni di persone, in base alle ultime rilevazioni. </p>
<p>Tuttavia <strong>nel padroneggiare strumenti e tecnologie la strada da fare è ancora lunga.</strong> Sebbene quasi l&#8217;80% delle istituzioni non profit italiane abbia utilizzato almeno una tecnologia digitale nel corso del 2021, per 3 organizzazioni su 4 la tecnologia utilizzata è stata principalmente una connessione a internet, di tipo fisso o mobile. </p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-media-il-795-delle-organizzazioni-utilizza-almeno-una-tecnologia-digitale/">In media il 79,5% delle organizzazioni utilizza almeno una tecnologia digitale</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-media-il-795-delle-organizzazioni-utilizza-almeno-una-tecnologia-digitale/">Percentuale di istituzioni non profit che utilizzano almeno una tecnologia digitale (2021)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/in-media-il-795-delle-organizzazioni-utilizza-almeno-una-tecnologia-digitale/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/08/in-media-il-795-delle-organizzazioni-utilizza-almeno-una-tecnologia-digitale.png" placeholder ></amp-img></p>
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<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-media-il-795-delle-organizzazioni-utilizza-almeno-una-tecnologia-digitale/">In media il 79,5% delle organizzazioni utilizza almeno una tecnologia digitale &#8211; Percentuale di istituzioni non profit che utilizzano almeno una tecnologia digitale (2021)</a></div>
</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Istat                                                            </p>
</p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-259145"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-259145" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p><strong>Solo una associazione su 3 si è avvalsa anche di piattaforme digitali per le proprie attività</strong>, meno di una su 10 (9,8%) ha acquistato servizi di <em>cloud computing</em> e poco più del 2% ha fatto ricorso a ulteriori tecnologie. Come quelle legate all’internet delle cose, alla robotica, alla stampa 3D.</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">1 su 5 </span>le istituzioni non profit che non utilizzano alcuna tecnologia digitale.</p>
</section>
<p>Il motivo del mancato utilizzo di tecnologie viene spesso individuato dalle associazioni non digitalizzate nella limitata quantità di risorse finanziarie disponibili (26,4% dei casi). Ma una quota consistente indica anche la <strong>scarsa cultura digitale della propria organizzazione</strong> (15,7%) o la <strong>carenza di personale qualificato</strong> (12,6%). </p>
<p>Questi dati aiutano a inquadrare quanto il <strong>contributo dei giovani possa essere prezioso per la propria comunità</strong>. Per l&#8217;energia che caratterizza la loro età e in quanto nativi digitali, sono naturalmente <strong>portatori di innovazione e cambiamento</strong>. E questo nonostante i <a href="https://www.openpolis.it/nelle-aree-periferiche-meno-competenze-digitali-e-aule-di-informatica" target="_blank" rel="noreferrer noopener">profondi divari</a>, purtroppo persistenti anche tra i più giovani, che oggi quindi rappresentano un limite non solo alla loro crescita, ma a quella dell&#8217;intera società.</p>
<h3 class="wp-block-heading">Scarica, condividi e riutilizza i dati</h3>
<section class="download">
<div class="dw-content">
<div class="intro">
<p>Scarica i dati</p>
</div>
<div class="files">
<p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/partecipazione_volontariato_2022/partecipazione_giovani_volontariato.xls" target="_blank" rel="noopener">Partecipazione giovanile</a></p>
</div></div>
</section>
<p>I contenuti dell’Osservatorio povertà educativa&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/poverta-educativa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">#conibambini</a>&nbsp;sono realizzati da openpolis con l’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell’articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l’obiettivo di creare un’unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di&nbsp;<em>data journalism</em>&nbsp;o anche per semplice consultazione. I dati sulla partecipazione dei giovani ad associazioni e nel volontariato sono di fonte Istat.</p>
<p>Foto: <a href="https://www.flickr.com/photos/dpcgov/52049788251/in/album-72177720298629522/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Dipartimento Protezione Civile (Flickr)</a> &#8211; <a href="https://creativecommons.org/licenses/by/2.0/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Licenza</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/la-partecipazione-dei-giovani-nelle-organizzazioni-sociali-e-nel-volontariato/">La partecipazione dei giovani nelle organizzazioni sociali e nel volontariato</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
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