Cosa prevede il Pnrr per potenziare lo sport a scuola #conibambini

Anche il Pnrr individua nella carenza di impianti sportivi scolastici, soprattutto al sud e nelle zone periferiche, una criticità da risolvere. Vediamo quindi cosa prevede nello specifico questo documento e come si configura l’attuale offerta di palestre nelle scuole.

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Nei prossimi anni molti dei settori strategici per il nostro paese – a partire dal comparto dell’istruzione – saranno toccati da riforme e investimenti, nell’ambito del piano nazionale di ripresa e resilienza.

È il documento che il governo italiano ha predisposto per illustrare come intende gestire i fondi di Next generation Eu. Vai a "Cos’è il Pnrr, piano nazionale ripresa e resilienza"

Per il settore dell’educazione si tratta di una occasione importante. Come abbiamo avuto modo di raccontare, nonostante negli ultimi anni si sia rilevato un parziale ritorno alla crescita della spesa in istruzione, l’Italia resta uno dei paesi Ue con i livelli più bassi. Sia rispetto alla spesa pubblica complessiva che in rapporto al pil.

FONTE: elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Eurostat
(ultimo aggiornamento: giovedì 7 Maggio 2020)

In questo quadro, le risorse stanziate attraverso il Next generation Eu devono servire a compensare carenze e ritardi accumulati nella condizione dell'edilizia scolastica e nell'offerta di servizi educativi.

Il Pnrr è un'occasione unica per potenziare le infrastrutture scolastiche.

Tra questi merita un'attenzione particolare la possibilità di fare sport a scuola. La presenza di impianti sportivi annessi ai plessi scolastici è infatti cruciale per valorizzare l'educazione fisica e motoria nel percorso educativo. Specialmente per un paese in cui - secondo le stime dell'istituto nazionale di statistica - la pratica sportiva tra i minori è spesso minacciata anche dalle difficoltà economiche della famiglia e dalla mancanza di impianti sul territorio.

I totali superano 100 perché erano possibili più risposte.

FONTE: elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Istat
(ultimo aggiornamento: giovedì 19 Ottobre 2017)

Anche per questa ragione già dalla metà degli anni '90 la legge nazionale ha previsto che la programmazione degli interventi edilizi debba prevedere la disponibilità di palestre e impianti sportivi di base.

Le strutture edilizie costituiscono elemento fondamentale e integrante del sistema scolastico. (...) La programmazione degli interventi (...) deve garantire (...) la disponibilità da parte di ogni scuola di palestre e impianti sportivi di base

Uno degli interventi del Pnrr è destinato proprio a questa finalità. Vediamo cosa prevede nello specifico questo documento e come si configura l'attuale offerta di palestre nelle scuole.

Cosa prevede il Pnrr sulle palestre nelle scuole

Il piano nazionale di ripresa e resilienza si pone come obiettivo il potenziamento dello sport a scuola. Con la costruzione di nuove palestre, la ristrutturazione di quelle esistenti e l'acquisto di attrezzature adeguate. Ciò servirà sia ad ampliare l'offerta didattica complessiva (ad esempio con la possibilità di prevedere ulteriori attività pomeridiane), sia ad aumentare la diffusione di queste strutture sul territorio.

È, quindi, necessario (...) incrementare gradualmente l’offerta di attività sportive (...) Ciò favorisce anche la possibilità di ampliare il tempo pieno, anche attraverso politiche legate al contrasto della dispersione scolastica principalmente nelle aree più svantaggiate del Paese. Infatti, non si tratta solo di allungare il tempo scuola, ma di ripensare l’intera offerta formativa di una scuola aperta al territorio

Sono infatti, ad oggi, soprattutto le aree del paese meno sviluppate o in transizione (cioè quelle del mezzogiorno, in base alla classificazione utilizzata per la ripartizione dei fondi europei) a vedere una minore presenza di palestre nelle scuole.

FONTE: elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Pnrr
(ultimo aggiornamento: venerdì 30 Aprile 2021)

A questo scopo, viene stimato un costo di circa 2.000 euro al metro quadro per costruire una nuova palestra e di circa 600 €/mq per la messa in sicurezza delle strutture già esistenti. Assumendo 576 metri quadri come dimensione media, significa la necessità di 1,15 milioni di euro per costruire ogni nuova palestra e 345mila euro per gli interventi di ristrutturazione. Oltre a 50mila euro aggiuntivi per l'acquisto di nuove attrezzature per fare sport.

€ 300 mln previsti dal Pnrr per la costruzione e la ristrutturazione di palestre scolastiche e strutture sportive.

Questo intervento, articolato in 5 anni fino al 2026, dovrebbe quindi consentire la costruzione o ristrutturazione di circa 400 tra palestre e strutture sportive.

I divari attuali nella presenza di palestre

In Italia, stando ai dati relativi al 2018 rilasciati dal ministero dell'istruzione, sono oltre 40mila gli edifici scolastici statali. Di questi, circa 16mila, ovvero 4 su 10, sono dotati di un impianto sportivo, come una palestra o una piscina.

40,8% gli edifici scolastici con annessa una palestra o una piscina in Italia.

Un dato fortemente variabile a livello regionale. In due regioni, Friuli Venezia Giulia e Piemonte, gli edifici scolastici dotati di strutture sportive superano la metà del totale, con rispettivamente il 57,8% e il 51%. Al terzo posto la Toscana con il 48%.

In Calabria solo un edificio scolastico su 5 ha la palestra.

Pur ricorrendo ad un indicatore diverso da quello qui utilizzato (nell'analisi del Pnrr si ricorreva alla percentuale di istituti scolastici principali privi edifici adibiti a palestra), il documento già individuava una criticità nella minore diffusione di impianti sportivi scolastici nel mezzogiorno. Tale aspetto appare pienamente confermato dai dati a livello regionale. Agli ultimi posti, con meno di 3 edifici scolastici dotati di impianti su 10, troviamo infatti due importanti regioni del sud: Calabria (20,5%) e Campania (26,1%).

Il dato indica quanti edifici scolastici hanno una palestra o una piscina annessa. Ciò non significa che gli alunni che frequentano le altre scuole non abbiano accesso alla palestra, in altri istituti o in impianti sportivi del territorio. Non sono disponibili i dati per il Trentino Alto Adige.

FONTE: elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Miur
(ultimo aggiornamento: giovedì 7 Maggio 2020)

Tendenze che emergono anche approfondendo in chiave locale. Difatti scendendo a livello provinciale, possiamo osservare come ai primi posti per percentuale di scuole dotate di palestre o piscine si trovino 3 province su 4 del Friuli Venezia Giulia. Ai vertici della classifica spiccano infatti Pordenone (65,1%) e Trieste (61%), mentre Udine (57,8%) si trova al quarto posto, superata dalla provincia toscana di Prato (58,9%).

 

Non sono disponibili i dati per il Trentino Alto Adige.

FONTE: elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Miur
(ultimo aggiornamento: giovedì 7 Maggio 2020)

Nella presenza di edifici scolastici con palestra si ripropongono i divari tra nord e sud e anche interni alle regioni.

Al contrario, tra le 10 province con meno palestre scolastiche, 9 si trovano nel mezzogiorno. E in particolare proprio in Calabria, le cui province occupano le prime 5 posizioni della classifica. In particolare Vibo Valentia (19,5%), Cosenza (19,8%), Reggio Calabria (20,5%), Crotone (21,8%) e Catanzaro (22%). Un dato che quindi rafforza quanto emerso nel confronto regionale. Ma che ci consente di individuare anche divari interni alle regioni.

Ad esempio nel Lazio, dove si segnala la differenza tra la città metropolitana di Roma (54,7%) e la provincia di Rieti (29%). Oppure in Emilia Romagna, tra Ravenna (51,3%) e Rimini (23,6%); in Toscana, tra Prato (58,9%) e Pistoia (31,8%); in Sicilia, tra Caltanissetta (54,9%) e Messina (23,9%); in Liguria, tra Savona (54,9%) e Genova (30,9%); in Lombardia, tra Varese (57,2%) e Piacenza (31,7%).

19,5% gli edifici scolastici con annessa una palestra o una piscina in provincia di Vibo Valentia.

Se poi si confronta comune per comune, si percepisce ancora di più quanto la presenza di tali strutture sia fortemente eterogenea sul territorio. In ciascuna realtà infatti varia molto la quota di edifici scolastici con annesso un impianto sportivo.

FONTE: elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Miur e Istat
(ultimo aggiornamento: giovedì 30 Maggio 2019)

Più un comune è periferico, meno edifici scolastici hanno la palestra.

Vi è infatti una prima - e ben visibile - frattura tra grandi città e aree interne. Nei comuni polo, ovvero le città baricentriche in termini di servizi, la quota di edifici scolastici con palestra supera la media nazionale di 5 punti (45,9%).

Dato che scende attorno al 40% nei comuni di cintura, ovvero i comuni che compongono l'hinterland dei centri maggiori. Nei comuni interni, e in particolare in quelli periferici e ultraperiferici, distanti oltre 40 minuti dal polo più vicino, la quota cala ulteriormente al 36% circa.

36% gli edifici scolastici con annessa una palestra o una piscina nei comuni periferici e ultraperiferici.

Allo stesso tempo, divari ampi si registrano anche tra gli stessi comuni polo, che pure in media presentano una maggiore offerta di impianti sportivi. Se si isolano le 15 città italiane più popolose, ad esempio, si registra la distanza tra i comuni di Torino, Firenze e Trieste (tutti sopra il 70% di edifici dotati di palestra) con Genova, Napoli e Milano (dove sono circa 1 su 5).

FONTE: elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Miur
(ultimo aggiornamento: giovedì 30 Maggio 2019)

L'importanza di monitorare l'attuazione del Pnrr

I dati fin qui analizzati segnalano una serie di tendenze, e in particolare una minore densità di palestre negli edifici scolastici del mezzogiorno e delle aree interne. Tuttavia, non permettono di valutare l'effettiva situazione sul territorio, che dipende da molti altri fattori: dalla dimensione della palestra alla qualità delle attrezzature disponibili, solo per fare due esempi.

In questo senso, dare priorità al tema in sede di Pnrr è positivo perché deve essere l'occasione per pubblicare nuovi dati e informazioni anche su questi aspetti così salienti. In modo da decidere con efficacia l'allocazione delle risorse, e monitorare nel tempo l'attuazione degli interventi su un settore strategico per la qualità della didattica nel nostro paese.

Scarica, condividi e riutilizza i dati

I contenuti dell'Osservatorio povertà educativa #conibambini sono realizzati da openpolis con l'impresa sociale Con i Bambini nell'ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell'articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l'obiettivo di creare un'unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di data journalism o anche per semplice consultazione. Le fonti dei dati utilizzati sono il Miur e l'Istat.

Per conoscere la situazione nel tuo territorio, clicca sulla casella Cerca… e digita il nome del tuo comune. Puoi cambiare l’ordine della tabella cliccando sull’intestazione delle colonne.

FONTE: elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Miur
(ultimo aggiornamento: giovedì 7 Maggio 2020)

Foto credit: Flickr di PORTOBESENO - Licenza

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