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	<title>studenti Archivi - Openpolis</title>
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	<link>https://www.openpolis.it/chi/studenti/</link>
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	<lastBuildDate>Tue, 09 Jun 2026 08:13:55 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Competenze degli studenti, la strada in salita dopo la pandemia</title>
		<link>https://www.openpolis.it/competenze-degli-studenti-la-strada-in-salita-dopo-la-pandemia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Dal Poggetto]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2026 08:15:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=307383</guid>

					<description><![CDATA[<p>Tra pochi giorni prenderanno il via gli esami di stato a cui parteciperanno oltre 527mila studenti e studentesse. Analizziamo con i dati i livelli delle competenze alfabetiche nel paese.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/competenze-degli-studenti-la-strada-in-salita-dopo-la-pandemia/">Competenze degli studenti, la strada in salita dopo la pandemia</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Tra pochi giorni circa mezzo milione di studenti e studentesse inizieranno a sostenere le prove dell&#8217;<strong>esame di maturità 2026</strong>. Un passaggio fondamentale che va oltre il semplice rendimento scolastico. Valutare il livello delle competenze raggiunte infatti rappresenta un indicatore importante su almeno due fronti. Da un lato, avere un livello di competenze adeguato è fondamentale per i ragazzi, non solo per il prosieguo del loro percorso formativo e professionale ma anche per essere <strong>cittadini a tutto tondo</strong> e partecipare pienamente alla vita democratica del paese. </p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">527.607 </span>gli studenti e le studentesse che saranno coinvolti nelle prove di maturità 2026.</p>
			        </section>
		


<p>Dall&#8217;altro lato si tratta anche di un importante momento per riflettere su quanto il sistema educativo italiano nel suo complesso sia in grado di <strong>trasferire ai propri studenti le competenze di base necessarie</strong>. In un <strong>contesto sociale ed economico sempre più segnato dall’innovazione tecnologica, il tema delle competenze assume un rilievo ancora maggiore</strong>. </p>



<p>La <strong>crescente diffusione dell’intelligenza artificiale sta trasformando il mondo del lavoro</strong>, l’accesso alle informazioni e le modalità di apprendimento. Per questo, oltre alle competenze di base, diventa sempre più <strong>importante sviluppare la capacità di comprendere e padroneggiare questi strumenti in modo consapevole, conoscendone potenzialità, limiti e rischi.</strong> Una sfida che riguarda non solo la preparazione professionale futura, ma anche la formazione di cittadini in grado di orientarsi criticamente in una società sempre più digitale.</p>


        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>per la Costituzione, l’insegnamento non è un’attività fine a sé stessa, bensì un’attività che deve produrre un qualche effetto concreto, magari non sempre omogeneo, su coloro che ne usufruiscono. [&#8230;] In  questa  prospettiva,  il  momento  propriamente  valutativo  diventa  un  momento  imprescindibile dell’insegnamento,  che  permette  di  stabilire  se  l’attività  di  insegnamento  sia  andata  a  buon  fine, tramutandosi  dunque  in  vera  e  propria  istruzione.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.federalismi.it/ApplOpenFilePDF.cfm?artid=53242&#038;dpath=document&#038;dfile=11032026094406.pdf&#038;content=Il%2Bruolo%2Bdella%2Bscuola%2Bnel%2Bprocesso%2Beducativo%2B%2D%2Bstato%2B%2D%2Bdottrina%2B%2D%2B" target="_blank">&#8211; M. Losana, Il ruolo della scuola nel processo educativo (11 marzo 2026)</a>
									            </div>
        </section>
		


<p>Purtroppo da questo punto di vista permangono alcune <strong>criticità</strong>. Da un lato, <strong>la quota di abbandoni precoci &#8211; ovvero di giovani che lasciano la scuola dopo le medie &#8211; non è mai stata così bassa</strong>. Gli <a href="https://public.tableau.com/app/profile/istat.istituto.nazionale.di.statistica/viz/BES2025_aggiornamento/Bes_2025_aggiornamento_aprile26" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ultimi dati</a> rilasciati ad aprile nell&#8217;ambito delle statistiche sul benessere equo e sostenibile hanno mostrato che <strong>nel 2025 le uscite precoci in Italia sono scese all&#8217;8,2%</strong>. Un valore in continua discesa nell&#8217;ultimo decennio e che consente al nostro paese di raggiungere l&#8217;obiettivo europeo del 9% in anticipo sul 2030.</p>



<p>Dall&#8217;altro lato però, questo è solo uno degli indicatori per valutare la condizione educativa di ragazze e ragazzi. In base alle <a href="https://invalsi-areaprove.cineca.it/docs/2025/Rilevazioni_Nazionali/Rapporto/Rapporto%20prove%20INVALSI%202025.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">rilevazioni di Invalsi</a>, in particolare per quanto riguarda le competenze alfabetiche, <strong>non si è ancora tornati ai livelli pre-Covid</strong>. Anzi, il risultato del 2025 ha fatto registrare una <strong>preoccupante inversione di tendenza</strong> rispetto all&#8217;anno precedente in cui si era invece assistito a un parziale recupero. Se da un lato quindi è in <strong>netto miglioramento la quota di chi ha lasciato la scuola prima del tempo</strong>, <strong>non stanno diminuendo gli studenti che &#8211; pur completando gli studi &#8211; arrivano in quinta superiore con competenze inadeguate</strong>.</p>


<div id="nel-2025-il-punteggio-medio-nelle-prove-invalsi-di-italiano-e-tornato-a-diminuire-restano-lontani-i-livelli-pre-covid" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>




        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">184,7 </span>il punteggio medio degli studenti nelle prove Invalsi di italiano nel 2025, in diminuzione rispetto all&#8217;anno precedente (189,5).</p>
			        </section>
		


<p>Si tratta di dinamiche estremamente complesse, su cui incidono diversi fattori. Come abbiamo già avuto modo di <a href="https://www.openpolis.it/i-divari-educativi-di-chi-va-alla-maturita-iniziano-molto-prima/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">raccontare</a> in passato infatti, <strong>sui risultati degli studenti molto spesso incide anche il loro background sociale, economico e culturale</strong>. Appianare questo tipo di ostacoli è uno degli obiettivi che la <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:costituzione" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Costituzione</a> attribuisce anche al nostro sistema scolastico, si tratta però di un compito tutt&#8217;altro che semplice.</p>



<p>Spesso i divari educativi iniziano ben prima dell&#8217;arrivo alle superiori, con le<strong>&nbsp;lacune acquisite nel primo ciclo di istruzione che in molti casi si trascinano anche negli anni successivi</strong>. Ciò comporta ritardi nel percorso di studi, interruzioni, ripetenze e altri fenomeni connessi con quello più ampio della&nbsp;<strong>dispersione scolastica</strong>, sia <a href="https://www.openpolis.it/parole/dispersione-esplicita-e-abbandono-scolastico/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">esplicita</a> che <a href="https://www.openpolis.it/parole/dispersione-implicita/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">implicita</a>.</p>



<p>Peraltro, come vedremo in questo articolo, <strong>anche i territori dove vivono ragazzi e ragazze sembrano influenzare i loro risultati</strong>. Con i grandi centri urbani che fanno registrare generalmente risultati migliori rispetto alla media complessiva nazionale.</p>



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<h3 class="wp-block-heading">Le prove Invalsi 2025: un nuovo passo indietro</h3>



<p>Un recente <a href="https://invalsi-areaprove.cineca.it/docs/2025/Rilevazioni_Nazionali/Rapporto/Rapporto%20prove%20INVALSI%202025.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">rapporto</a> di <strong>Invalsi</strong> pubblicato lo scorso marzo ha restituito gli esiti delle prove somministrate agli studenti e alle studentesse nel 2025. Dalle rilevazioni emerge una situazione abbastanza preoccupante. Il punteggio medio fatto registrare nelle prove di italiano infatti è sceso a <strong>184,7</strong>, toccando il punto più basso dal 2019. In quell&#8217;anno, l&#8217;ultimo prima della pandemia, il punteggio medio nazionale in italiano era pari a 200. Con l&#8217;avvento dei lockdown e della didattica a distanza, questo valore è crollato a 186,3 nel 2021. Dopo una lieve ripresa registrata nel 2024 (185,9), l&#8217;anno 2025 ha segnato un nuovo peggioramento.</p>


<div id="il-52-circa-degli-studenti-e-delle-studentesse-arriva-alla-maturita-con-competenze-alfabetiche-adeguate" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>




<div id="strillo-testo-block_88ecaa5c934cf24105324f51085cb41b" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>Le competenze alfabetiche degli studenti non sono ancora tornate ai livelli pre-Covid.</p>
			        </section>
		</div>



<p>Sulla base dei punteggi ottenuti, Invalsi suddivide gli studenti e le studentesse in 5 diversi livelli di competenza alfabetica. <strong>I livelli 1 e 2 indicano risultati non in linea con i traguardi previsti</strong>. Il livello 3 rappresenta la soglia di adeguatezza. I livelli 4 e 5 indicano invece competenze elevate. Nel 2025, quasi la metà degli studenti è rimasta confinata nei primi due livelli.</p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">51,7% </span>la quota di studenti dell&#8217;ultimo anno delle superiori con competenze alfabetiche soddisfacenti nel 2025.</p>
			        </section>
		


<p>Questa situazione alimenta il fenomeno della <strong>dispersione scolastica implicita</strong>. Vale a dire di tutti quegli studenti che arrivano al diploma pur non possedendo le competenze minime richieste. <strong>A livello nazionale, secondo il rapporto annuale Invalsi, nel 2025 erano l&#8217;8,7%</strong>. Tale dato risulta in aumento rispetto al 2024 e colpisce maggiormente i maschi e gli studenti svantaggiati.</p>


<div id="negli-istituti-professionali-questa-quota-scende-addirittura-al-18" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<p>La tendenza alla progressiva diminuzione del livello complessivo delle competenze degli studenti si registra in ogni tipo di scuola ma con livelli significativamente differenti. Nei <strong>licei classici, scientifici e linguistici</strong> ad esempio, nel 2019, l’87% degli studenti aveva conseguito risultati almeno soddisfacenti. Nel 2025 la quota è scesa al 74%. Negli altri tipi di scuola la dinamica è simile ma con livelli di partenza molto più bassi. Negli <strong>istituti tecnici</strong>, nello stesso periodo di tempo, si è passati dal 56% al 40%, mentre in quelli <strong>professionali</strong> dal 28% al 18%.</p>



<p>La contrazione più significativa tuttavia la fa registrare la categoria degli “<strong>altri licei</strong>” (artistico, musicale e coreutico, scienze umane, sportivo), dove si è passati dal 72% di studenti con risultati almeno soddisfacenti al 50% (-22 punti percentuali).</p>


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                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/negli-istituti-professionali-solo-il-18-degli-studenti-ha-competenze-adeguate-in-italiano/">Negli istituti professionali solo il 18% degli studenti ha competenze adeguate in italiano</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/negli-istituti-professionali-solo-il-18-degli-studenti-ha-competenze-adeguate-in-italiano/">Percentuale di studenti che raggiungono i traguardi previsti in Italiano al termine del secondo ciclo d’istruzione, per tipo di scuola (2019-2025)</a></h3>
                                    </div>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_307343_tab3"><p>Nel grafico sono rappresentate le percentuali di studenti dell&#8217;ultimo anno del secondo ciclo di istruzione che hanno raggiunto risultati almeno soddisfacenti nella prova di italiano. Si considera sufficiente il raggiungimento del livello 3 o superiore. A tale livello, uno studente o la studentessa<span style="font-weight: 400"> risponde a domande su testi complessi (anche astratti, settoriali o figurati, ma vicini alla sua esperienza), individuando informazioni implicite, esplicite e sparse. Ricava il significato di espressioni figurate, specialistiche o con tono particolare (ironico, polemico). Ricostruisce il senso globale e le parti di testi ricchi di informazioni, cogliendo l&#8217;organizzazione, la funzione delle scelte stilistiche e il senso che va oltre il significato letterale. Dimostra sicura padronanza grammaticale, unendo conoscenza spontanea della lingua e pratica dei testi a basi strutturali fondamentali.</span></p>
<p>Nel 2020 i test Invalsi non sono stati svolti a causa del lockdown.</p>
</div>
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                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis – Con i Bambini su dati Invalsi                                                                <br>(ultimo aggiornamento: martedì 10 Marzo 2026)
                                        </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-307343"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-307343" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			


<p>Questi numeri indicano che <strong>le filiere tecniche e professionali faticano ad assicurare i traguardi fondamentali</strong>. In molte regioni peraltro, il risultato medio negli istituti professionali si ferma al livello 1, il gradino più basso.</p>


<div id="oltre-un-terzo-dei-diplomati-nei-licei-proviene-da-famiglie-agiate-viceversa-il-36-dei-figli-di-operai-si-diploma-in-istituti-professionali" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<h3 class="wp-block-heading">L&#8217;origine socio-economica come fattore determinante</h3>



<p>Nonostante la tendenza generalizzata alla progressiva diminuzione delle competenze alfabetiche, quindi, i risultati cambiano anche in maniera significativa a seconda del tipo di scuola. </p>


<div id="strillo-testo-block_9ca5505dcd43cd3fe414364faf330aef" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>L&#8217;origine familiare degli studenti può incidere sul loro rendimento e sul percorso scolastico.</p>
			        </section>
		</div>



<p>Ma come abbiamo già detto, i divari educativi non nascono all&#8217;ultimo anno delle superiori. Spesso si consolidano già al termine del primo ciclo di istruzione. Molte lacune sono visibili alla fine delle scuole medie, influenzando la scelta dell&#8217;indirizzo superiore. Tale scelta peraltro non è mai neutra ma <strong>risente pesantemente della condizione economica e culturale della famiglia di provenienza</strong>. Per chi viene da una famiglia svantaggiata, in caso di prosecuzione degli studi, l’opzione del liceo appare in molti casi di fatto preclusa. </p>



<p>I dati del consorzio&nbsp;<a href="https://www.almadiploma.it/indagini/profilo/profilo2024/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Almadiploma</a>, pubblicati nel febbraio scorso, hanno infatti messo in luce come <strong>solo il 15,7% dei diplomati nei licei appartenga a una famiglia di lavoratori esecutivi</strong>. Dato peraltro in flessione, sebbene contenuta, rispetto al 2024 (-0,7 punti percentuali). I figli di operai e affini sono invece oltre un terzo dei diplomati nei professionali (35,9%). In modo speculare, <strong>appartiene alle classi più abbienti oltre un terzo dei diplomati nei licei</strong>. Vale a dire il 33,7% di chi ha conseguito il titolo, a cui si affianca un altro 32,2% di studenti provenienti da famiglie riconducibili alla classe media impiegatizia. Al contrario, meno del 14% di chi si diploma in un istituto professionale e solo il 18,3% di chi esce da un tecnico viene da famiglie abbienti.</p>


            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/meno-del-16-dei-diplomati-nei-licei-e-figlio-di-operai/">Meno del 16% dei diplomati nei licei è figlio di operai</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/meno-del-16-dei-diplomati-nei-licei-e-figlio-di-operai/">Composizione percentuale dei diplomati 2025 per condizione professionale dei genitori</a></h3>
                                    </div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Almadiploma                                                                <br>(ultimo aggiornamento: giovedì 26 Febbraio 2026)
                                        </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-307374"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-307374" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			


<p>Questa dinamica suggerisce che <strong>il percorso di studi scelto spesso non riflette le reali attitudini dello studente, ma il suo punto di partenza</strong>. Sempre secondo il rapporto Invalsi infatti, gli studenti provenienti da famiglie avvantaggiate (status <a href="https://www.istruzione.it/snv/allegati/01_A_INVALSI_escs_slide.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Escs</a> alto) ottengono punteggi medi in italiano superiori a 200. Chi vive in contesti svantaggiati invece si ferma a circa 30 punti sotto. In questo modo si perpetua il circolo vizioso della povertà educativa.</p>


        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Il protrarsi di questa situazione potrebbe anche essere attribuito a diversi fattori strutturali, tra cui non solo le difficoltà legate alla didattica a distanza e alle discontinuità formative durante gli anni critici della pandemia ma anche all’emergere di nuove fragilità negli studenti e nelle studentesse e alle sfide poste dalla crescente complessità del contesto scolastico e sociale.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://invalsi-areaprove.cineca.it/docs/2025/Rilevazioni_Nazionali/Rapporto/Rapporto%20prove%20INVALSI%202025.pdf" target="_blank">&#8211; Rapporto Invalsi 2025</a>
									            </div>
        </section>
		

<div id="tra-il-2019-e-il-2024-in-103-capoluoghi-su-112-il-livello-medio-delle-competenze-alfabetiche-in-terza-media-e-diminuito" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<h3 class="wp-block-heading">Le competenze alfabetiche alla fine del primo ciclo di istruzione nei comuni capoluogo</h3>



<p>Finora ci siamo soffermati su dati aggregati a livello nazionale. Tuttavia queste informazioni, come sappiamo, non restituiscono quelli che sono i divari e le difficoltà che caratterizzano i diversi territori del paese. Per questo è sempre importante andare a vedere cosa succede a livello locale. Per valutare il livello di competenza alfabetica nei territori è possibile fare riferimento alle elaborazioni di&nbsp;<a href="https://www.istat.it/statistica-sperimentale/aggiornamento-degli-indicatori-del-sistema-informativo-a-misura-di-comune/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Istat</a> che riportano il punteggio medio ottenuto dagli studenti a cui sono stati somministrati i test Invalsi. In questo caso l’informazione è disponibile solo per i <strong>comuni capoluogo</strong> di provincia e per i ragazzi e le ragazze <strong>delle classi terze della scuola secondaria di primo grado</strong>. Dati comunque interessanti, alle luce di quanto detto nei paragrafi precedenti sull&#8217;origine delle disuguaglianze.</p>



<p>Nel 2024, ultimo anno della rilevazione, in 40 comuni il punteggio medio fatto registrare dagli studenti è stato pari o superiore a 200. I valori più elevanti in assoluto sono quelli di <strong>Macerata</strong> (211), <strong>Siena</strong> (210,9) e <strong>Fermo</strong> (209,4). Viceversa i punteggi più bassi si rilevano a <strong>Caltanissetta</strong> (179,3), <strong>Prato</strong> (180,6) e <strong>Palermo</strong> (181).</p>



<p>Un altro indicatore certamente interessante da analizzare riguarda la <strong>variazione dei punteggi medi nel tempo</strong>. Facendo un confronto tra il 2019, ultimo anno prima della pandemia, possiamo osservare come <strong>in 103 capoluoghi su 112 il livello dei punteggi si sia contratto</strong>.</p>


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                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-78-capoluoghi-le-competenze-alfabetiche-degli-studenti-si-sono-ridotte-tra-2019-e-2022/">In 103 capoluoghi le competenze alfabetiche degli studenti si sono ridotte tra 2019 e 2024</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-78-capoluoghi-le-competenze-alfabetiche-degli-studenti-si-sono-ridotte-tra-2019-e-2022/">Variazione del livello di competenza alfabetica degli studenti per comune capoluogo di provincia (2019-2024)</a></h3>
                                    </div>
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                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis &#8211; Con i bambini su dati Istat                                                                <br>(ultimo aggiornamento: martedì 26 Maggio 2026)
                                        </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-307381"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                </div>

                            </div>

			


<p>Le diminuzioni più consistenti sono state a <strong>Mantova</strong>, dove si è passati da un punteggio medio di 208 a 192,9 (-15,1 punti), <strong>Nuoro</strong> (-13,9) e <strong>Aosta</strong> (-12,9). Sul versante opposto, l’incremento più significativo lo ha fatto registrare <strong>Carbonia</strong>, passata da un punteggio medio di 187,4,3 nel 2019 a 190,5 nel 2024 (+3,1). Seguono <strong>Ragusa</strong> (+2,1) e <strong>Trapani</strong> (+1,5).</p>



<h3 class="wp-block-heading">Scarica, condividi e riutilizza i dati</h3>


        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Scarica i dati, regione per regione</p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_competenze_ita/abruzzo.xls">Abruzzo</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_competenze_ita/basilicata.xls">Basilicata</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_competenze_ita/calabria.xls">Calabria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_competenze_ita/campania.xls">Campania</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_competenze_ita/emilia_romagna.xls">Emilia-Romagna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_competenze_ita/friuli_venezia_giulia.xls">Friuli-Venezia Giulia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_competenze_ita/lazio.xls">Lazio</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_competenze_ita/liguria.xls">Liguria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_competenze_ita/lombardia.xls">Lombardia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_competenze_ita/marche.xls">Marche</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_competenze_ita/molise.xls">Molise</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_competenze_ita/piemonte.xls">Piemonte</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_competenze_ita/puglia.xls">Puglia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_competenze_ita/sardegna.xls">Sardegna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_competenze_ita/sicilia.xls">Sicilia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_competenze_ita/toscana.xls">Toscana</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_competenze_ita/trentino_alto_adige.xls">Trentino-Alto Adige</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_competenze_ita/umbria.xls">Umbria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_competenze_ita/Vda.xls">Valle d’Aosta</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_competenze_ita/Veneto.xls">Veneto</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_competenze_ita/totale_nazionale.xls">Totale nazionale</a>.</p>
</div>
				            </div>
        </section>
		



<p>I contenuti dell’Osservatorio povertà educativa&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/poverta-educativa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">#conibambini</a>&nbsp;sono realizzati da openpolis con l’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell’articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l’obiettivo di creare un’unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di&nbsp;<em>data journalism</em>&nbsp;o anche per semplice consultazione. I dati relativi alle competenze alfabetiche degli studenti in III media sono elaborazioni Istat sulla base delle prove Invalsi.</p>



<p>Foto: <a href="https://www.pexels.com/photo/student-cheating-during-an-exam-7092587/" type="link" id="https://www.pexels.com/photo/student-cheating-during-an-exam-7092587/">RDNE Stock Project</a> (<a href="https://www.pexels.com/license/">Licenza</a>)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/competenze-degli-studenti-la-strada-in-salita-dopo-la-pandemia/">Competenze degli studenti, la strada in salita dopo la pandemia</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La percezione dei problemi ambientali tra i giovani e la vicinanza a fonti inquinanti</title>
		<link>https://www.openpolis.it/la-percezione-dei-problemi-ambientali-tra-i-giovani-e-la-vicinanza-a-fonti-inquinanti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2026 07:05:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=306622</guid>

					<description><![CDATA[<p>Rispetto al decennio scorso, la consapevolezza ambientale è aumentata soprattutto tra e grazie ai giovani. Gli ultimi dati mostrano però differenze di preoccupazione tra adolescenti e ventenni. Le scuole stesse possono essere esposte a questi problemi sul territorio.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/la-percezione-dei-problemi-ambientali-tra-i-giovani-e-la-vicinanza-a-fonti-inquinanti/">La percezione dei problemi ambientali tra i giovani e la vicinanza a fonti inquinanti</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il 22 aprile ricorre la <a href="https://www.un.org/en/observances/earth-day" target="_blank" rel="noreferrer noopener">giornata mondiale della Terra</a>, una ricorrenza istituita dalle Nazioni Unite per sensibilizzare governi, istituzioni e cittadini sull’<strong>importanza della tutela dell’ambiente</strong>, della <strong>lotta al cambiamento climatico</strong> e della salvaguardia delle <strong>risorse naturali del pianeta</strong>.</p>



<p>Nonostante negli ultimi anni altri problemi abbiano centralizzato l’attenzione pubblica (dalla pandemia alle guerre), <strong>quella ambientale rimane una questione molto sentita</strong>, come ha mostrato un&#8217;indagine dell&#8217;anno scorso condotta a livello europeo.</p>



<p>In ambito Ue, i giovani sono il segmento demografico più preoccupato per il cambiamento. Comprensibilmente, è soprattutto chi è esposto ai problemi ambientali a mostrare le maggiori preoccupazioni.</p>


        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Around eight in ten Europeans (85%) believe climate change is a serious problem (&#8230;) Women (87% vs 83% men) and the youngest respondents (15–24) (88% vs 83% aged 40-54 ) are the groups most likely to see climate change as a serious problem. Those exposed to environmental or climate risks show high concern (91%) compared to those not exposed (81%).</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://europa.eu/eurobarometer/surveys/detail/3472" target="_blank">&#8211; Commissione europea, I cambiamenti climatici (Eurobarometro, giugno 2025)</a>
									            </div>
        </section>
		


<p>Questa tendenza <strong>non significa tuttavia che vi sia sempre un collegamento diretto tra esposizione al rischio e preoccupazione verso queste problematiche</strong>. I recenti dati Istat rilasciati nell&#8217;ambito delle statistiche per il benessere equo e sostenibile hanno mostrato in questo senso un quadro in chiaro-scuro. Variabile anche in funzione della fascia d&#8217;età: tra i ventenni la preoccupazione per il clima e l&#8217;insoddisfazione per la qualità dell&#8217;ambiente appare più alta rispetto a ragazze e ragazzi più giovani.</p>


<div class="content_block" id="custom_post_widget-135826"></div>


<div id="gli-adolescenti-sembrano-meno-preoccupati-dei-cambiamenti-climatici-rispetto-al-recente-passato" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<h3 class="wp-block-heading">Adolescenti e ventenni: percezioni in parte diverse sull&#8217;ambiente</h3>



<p>In media, <strong>dopo anni di incremento, appare in relativo calo la quota di popolazione preoccupata per il cambiamento climatico, in particolare tra i giovanissimi</strong>. Le persone che ritengono il cambiamento climatico o l’aumento dell’effetto serra e il buco<br>dell’ozono tra le 5 preoccupazioni ambientali prioritarie sono aumentate molto nel corso degli anni &#8217;10 di questo secolo. L&#8217;ultimo periodo mostra invece una tendenza più altalenante, con un<strong> calo visibile soprattutto tra gli adolescenti (14-19 anni), e molto meno nitido tra ragazze e ragazzi più grandi (20-24 anni)</strong>. Una dinamica che comunque riflette una tendenza complessiva, visibile anche per la media della popolazione.</p>


            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/dopo-quasi-un-decennio-di-aumento-appaiono-in-calo-gli-adolescenti-preoccupati-per-il-clima/">Dopo quasi un decennio di aumento, appaiono in calo gli adolescenti preoccupati per il clima</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/dopo-quasi-un-decennio-di-aumento-appaiono-in-calo-gli-adolescenti-preoccupati-per-il-clima/">Percentuale di persone che ritengono il cambiamento climatico o l&#8217;aumento dell&#8217;effetto serra e il buco nell&#8217;ozono tra le 5 preoccupazioni ambientali prioritarie (2012-2024)</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0">
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis &#8211; Con i bambini su dati Istat                                                                <br>(pubblicati: giovedì 13 Novembre 2025)
                                        </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-306632"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-306632" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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<div id="strillo-testo-block_4202f4b7d6cef76f527e36d4d43b35ba" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>Ventenni più preoccupati degli adolescenti per la situazione ambientale.</p>
			        </section>
		</div>



<p>Nello stesso periodo <strong>appare piuttosto elevata, tra gli adolescenti, la quota di coloro che si dichiarano molto o abbastanza soddisfatti per la situazione ambientale (aria, acqua, rumore) della zona in cui vivono</strong>, pari al 74,1% nel 2024. Molto più della media della popolazione (68% nello stesso anno) e dei giovani ventenni. <strong>Tra 20 e 24 anni infatti la quota di soddisfatti per la situazione ambientale scende al 66,8% nel 2024; era di 3 punti percentuali superiore nel 2023</strong> (69,7%).</p>



<h3 class="wp-block-heading">Percezioni e tendenze strutturali sulla condizione ambientale</h3>



<p>Si tratta di una tendenza su cui riflettere per diversi motivi. In primo luogo, la <strong>preoccupazione per il cambiamento climatico e l&#8217;insoddisfazione per il clima tende a correlarsi con il titolo di studio</strong>. Più è alto, più è probabile che la persona si curi degli aspetti ambientali o li percepisca come critici. Un segnale da non sottovalutare, perché <strong>comporta il rischio che questi temi vengano sempre più relegati a questione minoritaria o, peggio, elitaria</strong>.</p>


        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>L’incremento in termini di consapevolezza per i cambiamenti climatici, osservato rispetto al 2014, risulta particolarmente marcato tra i laureati di tutte le classi di età</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.istat.it/wp-content/uploads/2025/11/10-Ambiente-1.pdf" target="_blank">&#8211; Istat, Rapporto Bes &#8211; Ambiente 2025</a>
									            </div>
        </section>
		

<div id="il-rischio-da-evitare-e-che-il-tema-diventi-minoritario-o-perda-importanza-mentre-questi-problemi-si-riflettono-sulla-vita-delle-persone" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<p>E questo proprio quando in realtà &#8211; come è sempre il rapporto Bes di Istat a segnalare -gli effetti della crisi climatica in corso appaiono sempre più evidenti, <strong>riflettendosi sulla sulla vita quotidiana delle persone</strong>.</p>



<p>Da un lato è vero che <strong>diversi <a href="https://www.istat.it/wp-content/uploads/2025/11/10-Ambiente-1.pdf#page=2">indicatori ambientali </a>sono in miglioramento</strong>. Nell&#8217;ultimo decennio la qualità dell’aria ha risentito in modo positivo della diminuzione delle concentrazioni di pm2,5, così come del calo delle emissioni di CO2. </p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">6,8 </span>tonnellate per abitante. Le emissioni di anidride carbonica e altri gas climalteranti. Erano 8,4 nel 2012.</p>
			        </section>
		


<p>Dall&#8217;altro, <strong>altri indicatori meteo-climatici come i giorni di durata dei periodi di caldo, o quelli consecutivi senza pioggia, mostrano un peggioramento nell&#8217;ultimo periodo</strong>. Segnalando come la strada per il contrasto del cambiamento climatico resti ancora lunga e complessa.</p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">42 </span>giorni ricadenti nei periodi di caldo nel 2023; erano stati 15 nel 2012.</p>
			        </section>
		


<p>Per questo motivo, una <strong>consapevolezza diffusa su questi temi non va considerata un fattore secondario</strong>; a partire dalla sensibilizzazione a scuola su questi temi. Scuole che, come approfondiamo in questo articolo, in alcuni casi possono essere anch&#8217;esse esposte a problemi ambientali e di inquinamento.</p>


<div id="poco-meno-di-mille-edifici-scolastici-in-italia-risultano-essere-vicini-a-fonti-di-inquinamento-atmosferico" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<h3 class="wp-block-heading">Quanto incide sulle scuole l’inquinamento atmosferico</h3>



<p>In media in Italia, <strong>su circa 40mila edifici scolastici statali, poco meno di mille risultano collocati nei pressi di una fonte di inquinamento atmosferico</strong>. Si tratta del 2,3% del totale, con divari regionali rilevanti. In Liguria si sfiora il 6%, seguono il Lazio con il 4,4% e la Puglia con il 3,8%. Queste regioni, insieme all&#8217;Emilia-Romagna (3,7%), rappresentano le aree con la più alta incidenza di scuole esposte.</p>



<p>Al contrario, <strong>la maggior parte delle regioni si colloca al di sotto della soglia del 3%, con una quota inferiore all&#8217;1% in Friuli-Venezia Giulia, Umbria, Abruzzo, Basilicata, Calabria e Molise</strong>. In generale, i dati suggeriscono che il problema della vicinanza a fonti di inquinamento atmosferico per le strutture scolastiche appare circoscritto a specifici contesti territoriali, rendendo cruciale un approccio mirato, di livello almeno comunale.</p>



<p><strong>Nei capoluoghi di provincia, il 5% degli edifici scolastici statali risulta situato in prossimità di fonti di inquinamento atmosferico</strong>, una quota pari a circa il doppio della media nazionale (2,3%). Allo stesso tempo, l’analisi evidenzia che questa condizione non è distribuita in modo omogeneo tra le città italiane, ma presenta differenze significative da territorio a territorio.</p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">5% </span>gli edifici scolastici statali vicini a una fonte di inquinamento atmosferico nelle città. Il doppio della media nazionale.</p>
			        </section>
		


<p>In 53 capoluoghi, circa la metà del totale, questo problema non è dichiarato per nessuna scuola statale. Mentre il capoluogo di provincia dove è dichiarata con <strong>maggiore frequenza la vicinanza delle scuole a fonti di inquinamento atmosferico è La Spezia</strong>. In questo comune sono censiti 53 edifici scolastici statali, di cui per 22 gli enti proprietari hanno riportato la vicinanza a tali fonti (il 41,5% del totale). Immediatamente dopo si posiziona&nbsp;<strong>Foggia</strong>, con una quota del&nbsp;38,5%. Seguono a maggiore distanza&nbsp;<strong>Taranto</strong>&nbsp;con il&nbsp;27,4%&nbsp;e&nbsp;<strong>Imperia</strong>&nbsp;con il&nbsp;25,9%.</p>


<div id="la-spezia-e-foggia-sono-i-capoluoghi-di-provincia-con-piu-scuole-vicine-a-fonti-inquinanti" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>




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                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-spezia-foggia-taranto-e-imperia-sono-i-capoluoghi-con-piu-scuole-vicine-a-fonti-inquinanti/">La Spezia, Foggia, Taranto e Imperia sono i capoluoghi con più scuole vicine a fonti inquinanti</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-spezia-foggia-taranto-e-imperia-sono-i-capoluoghi-con-piu-scuole-vicine-a-fonti-inquinanti/">Percentuale di edifici scolastici statali che hanno nelle vicinanze fonti di inquinamento atmosferico (a.s. 2024/25)</a></h3>
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                             aria-labelledby="chart_306625_tab3"><div id="chart_285238_tabpanel3" class="tabContent tabContent-3" role="tabpanel" aria-labelledby="chart_285238_tab3">
<p>Non sono disponibili dati per il Trentino-Alto Adige. I dati, pubblicati sul portale open data del ministero dell’istruzione, sono forniti dagli enti locali proprietari o gestori degli edifici adibiti ad uso scolastico. Per determinare univocamente il concetto di “prossimità” all’edificio scolastico, il ministero segnala nelle <a href="https://www.istruzione.it/edilizia_scolastica/allegati/Manuale%20Compilazione%20Scheda%20Edificio%20Scolastico%202021.pdf#page=47" target="_blank" rel="noopener">linee guida alla compilazione</a> che, “generalmente, nei regolamenti comunali si considera ‘prossimo’ a un edificio, un elemento urbanistico che si trovi entro il raggio di 300 metri dall’edificio stesso”.</p>
</div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis – Con i bambini su dati Mim                                                                <br>(ultimo aggiornamento: mercoledì 6 Agosto 2025)
                                        </p>
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                            <p><label for="embed-chart-306625"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                </div>

                            </div>

			


<p>Tra i primi 10 capoluoghi per incidenza di scuole vicine a fonti di inquinamento atmosferico anche Pistoia (16,9%),&nbsp;Ancona (14,1%),&nbsp;Reggio nell&#8217;Emilia (10,9%),&nbsp;Napoli (10,5%),&nbsp;Treviso (10,3%)&nbsp;e&nbsp;Livorno (9,9%). Questi dati suggeriscono che, <strong>in alcuni specifici contesti urbani, è cruciale adottare misure di mitigazione e di pianificazione territoriale per proteggere la salute degli studenti e del personale scolastico</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Scarica, condividi e riutilizza i dati</h3>


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            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Scarica i dati, regione per regione</p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_fonti_inquinanti/abruzzo.xls">Abruzzo</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_fonti_inquinanti/basilicata.xls">Basilicata</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_fonti_inquinanti/calabria.xls">Calabria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_fonti_inquinanti/campania.xls">Campania</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_fonti_inquinanti/emilia_romagna.xls">Emilia-Romagna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_fonti_inquinanti/Fvg.xls">Friuli-Venezia Giulia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_fonti_inquinanti/Lazio.xls">Lazio</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_fonti_inquinanti/Liguria.xls">Liguria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_fonti_inquinanti/Lombardia.xls">Lombardia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_fonti_inquinanti/Marche.xls">Marche</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_fonti_inquinanti/Molise.xls">Molise</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_fonti_inquinanti/Piemonte.xls">Piemonte</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_fonti_inquinanti/Puglia.xls">Puglia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_fonti_inquinanti/Sardegna.xls">Sardegna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_fonti_inquinanti/Sicilia.xls">Sicilia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_fonti_inquinanti/Toscana.xls">Toscana</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_fonti_inquinanti/Umbria.xls">Umbria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_fonti_inquinanti/Vda.xls">Valle d’Aosta</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_fonti_inquinanti/Veneto.xls">Veneto</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_fonti_inquinanti/totale_nazionale.xls">Totale nazionale</a>.</p>
</div>
				            </div>
        </section>
		



<p>I contenuti dell’Osservatorio povertà educativa&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/poverta-educativa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">#conibambini</a>&nbsp;sono realizzati da openpolis con l’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell’articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l’obiettivo di creare un’unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di&nbsp;<em>data journalism</em>&nbsp;o anche per semplice consultazione. I dati relativi alla vicinanza degli istituti scolastici statali a fonti di inquinamento atmosferico sono di fonte ministero dell’istruzione e del merito.</p>



<p>Foto: <a href="https://unsplash.com/it/foto/le-persone-si-sono-radunate-fuori-dagli-edifici-con-il-cartello-climate-justice-now-dYZumbs8f_E" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Markus Spiske</a> (<a href="https://unsplash.com/it/licenza" target="_blank" rel="noreferrer noopener">licenza</a>)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/la-percezione-dei-problemi-ambientali-tra-i-giovani-e-la-vicinanza-a-fonti-inquinanti/">La percezione dei problemi ambientali tra i giovani e la vicinanza a fonti inquinanti</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>I divari territoriali nelle strutture sportive scolastiche</title>
		<link>https://www.openpolis.it/i-divari-territoriali-nelle-strutture-sportive-scolastiche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 07:15:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=306438</guid>

					<description><![CDATA[<p>Lo sport dentro e fuori il tempo scolastico è fondamentale per il benessere psico-fisico sia individuale che collettivo. Ma nella pratica dei minori ci sono forti divari sia rispetto al contesto sociale delle famiglie di appartenenza che tra nord e sud del paese.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/i-divari-territoriali-nelle-strutture-sportive-scolastiche/">I divari territoriali nelle strutture sportive scolastiche</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[</p>
<p>Lo sport è universalmente riconosciuto come uno strumento fondamentale per lo <strong>sviluppo fisico, la socializzazione e l&#8217;apprendimento di valori come il rispetto delle regole e il gioco di squadra</strong>, <a href="https://www.openpolis.it/esercizi/la-pratica-sportiva-tra-bambini-e-ragazzi/">come abbiamo avuto modo di approfondire in passato</a>. Eppure, in Italia, il diritto alla pratica sportiva per i giovanissimi è tutt&#8217;altro che garantito in modo equo.</p>
</p>
<p>Un recente <a href="https://www.istat.it/wp-content/uploads/2025/12/Giovanissimi-e-tempo-libero_Anno-2023.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">rapporto dell&#8217;istituto nazionale di statistica</a> ha messo in luce come <strong>oltre il 60% dei giovanissimi pratichi sport</strong> al di fuori dell’orario scolastico, soprattutto il calcio tra i ragazzi, la palestra tra le ragazze.</p>
</p>
<p><div id="645-dei-giovani-tra-gli-11-e-i-19-anni-pratica-sport-in-orario-extrascolastico-ma-laccesso-cambia-molto-a-seconda-della-condizione-di-partenza" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p>Tuttavia, sebbene il 64,5% dei ragazzi tra gli 11 e i 19 anni pratichi un&#8217;attività sportiva al di fuori dell&#8217;orario scolastico, questa <strong>media nasconde profonde disuguaglianze</strong> dettate dal <strong>genere</strong>, dalla <strong>cittadinanza</strong> e dal <strong>contesto sociale</strong> di provenienza.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Le disuguaglianze nell&#8217;attività sportiva fuori da scuola</h3>
</p>
<p>I dati dell&#8217;ultima indagine Istat, pubblicata nel dicembre scorso, restituiscono la fotografia di un paese in cui <strong>l&#8217;accesso allo sport in ambito extrascolastico è un&#8217;opportunità che resta fortemente condizionata dalle possibilità familiari</strong>. Il background socio-culturale, misurato attraverso il titolo di studio dei genitori, traccia un confine netto: <strong>più del 75% dei figli di laureati pratica regolarmente sport</strong>, ma la quota scende nelle famiglie con livelli di istruzione inferiori. Nello specifico, <strong>questa barriera sociale si intreccia con il divario di genere, aggravandolo</strong>.</p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">7 su 10 </span>le ragazze con genitori laureati che praticano sport nel tempo libero. Tra le figlie di non diplomati la quota scende a 3 su 10.</p>
</section>
</p>
<p>Complessivamente, <strong>i maschi praticano sport con maggiore frequenza delle femmine (73,5% contro 55%)</strong> e le ragazze, superati i 13 anni, fanno attività sportiva in meno di un caso su due. Tuttavia, <strong>uno dei dati più rilevanti emerge dall&#8217;incrocio tra genere ed estrazione sociale</strong>: mentre sette figlie di laureati su dieci possono accedere alla pratica sportiva fuori da scuola, solo tre su dieci ci riescono se i genitori non possiedono un diploma superiore.</p>
</p>
<p><strong>A rimanere ai margini sono spesso anche i giovanissimi di cittadinanza straniera</strong>, per i quali l&#8217;attività sportiva è molto meno frequente. Meno della metà dei ragazzi stranieri (47,3%) fa sport, con un calo drastico per le <strong>ragazze con cittadinanza non italiana, che lo praticano solo in un caso su tre</strong>. Per alcune comunità, l&#8217;esclusione appare ancora più marcata: tra le ragazze di origine cinese e marocchina, solo una su quattro ha accesso a un&#8217;attività sportiva.</p>
</p>
<p>In un contesto in cui le famiglie non sempre riescono – per limiti economici, culturali o sociali – a garantire ai minori l&#8217;accesso alla pratica sportiva nel tempo libero, <strong>la scuola rimane un presidio fondamentale per il diritto al movimento e alla salute</strong>.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Quante scuole hanno una palestra o una piscina</h3>
</p>
<p>È in questo senso che la dotazione infrastrutturale delle scuole, con la presenza di strutture sportive, cessa di essere un semplice dettaglio architettonico. L&#8217;assenza della palestra a scuola, ovviamente, <strong>da sola non significa in automatico un problema, potendo utilizzare per l&#8217;educazione fisica altri istituti o impianti sportivi del territorio, magari limitrofi</strong>. Ma è comunque un&#8217;indicazione rispetto alla dotazione infrastrutturale delle scuole sul territorio, rispetto alla necessità di fare sport.</p>
</p>
<p>Quante scuole italiane hanno dotazioni di questo tipo? Per comprenderlo, possiamo avvalerci degli open data del ministero dell&#8217;istruzione; sono gli stessi enti proprietari degli edifici scolastici statali a indicare la presenza di dotazioni in questo senso, come una palestra o una piscina. </p>
</p>
<p>In Italia, <strong>su circa 40mila edifici scolastici statali, sono 15.067 quelli per cui è segnalata la presenza di una palestra o di una piscina (38,3%)</strong>. Per 24mila non è dichiarata la presenza di tali dotazioni, mentre per 271 l&#8217;informazione non è censita. </p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">38,3% </span>gli edifici scolastici statali con palestra o piscina in Italia.</p>
</section>
</p>
<p>Analizzando i dati nel dettaglio, il quadro cambia molto tra i diversi territori. </p>
</p>
<p><div id="537-gli-edifici-scolastici-con-palestra-o-piscina-in-liguria-in-calabria-sono-il-218" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p>La <strong>Liguria è la regione con l&#8217;incidenza più elevata</strong>: il 53,7% dei suoi edifici scolastici statali è dotato di palestra o piscina. A seguire, la Puglia e la Lombardia mostrano percentuali di poco inferiori, rispettivamente con il 49,2% e il 48,8% degli edifici attrezzati. In queste regioni quasi un edificio su due risulta attrezzato per fare sport a scuola.</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-calabria-circa-un-edificio-scolastico-su-5-ha-la-palestra/">In Calabria circa un edificio scolastico su 5 ha la palestra</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-calabria-circa-un-edificio-scolastico-su-5-ha-la-palestra/">Percentuale di edifici scolastici statali dotati di palestra e/o piscina per regione (a.s. 2024/25)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
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<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis – Con i bambini su dati Mim                                                                <br />(ultimo aggiornamento: mercoledì 6 Agosto 2025)
                                        </p>
</p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-306444"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-306444" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>Al contrario, in coda alla classifica troviamo la <strong>Calabria</strong>, con la percentuale più bassa di edifici scolastici statali per cui è dichiarata la presenza di palestra o piscina (21,8%), seguita dall&#8217;<strong>Umbria</strong> (23,7%). In queste regioni, le strutture sportive sono presenti in meno di un edificio scolastico su quattro. Ciò ovviamente non significa che gli alunni che frequentano queste scuole non abbiano accesso alla palestra, in altri istituti o in impianti sportivi della zona. Ma è comunque un&#8217;indicazione rispetto alla dotazione infrastrutturale delle scuole sul territorio.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">I divari nell&#8217;offerta di palestre scolastiche sul territorio</h3>
</p>
<p>L&#8217;analisi rispetto alla classificazione dei comuni per area interna rivela una <strong>correlazione tra centralità territoriale e dotazione infrastrutturale</strong>.</p>
</p>
<p><div id="nelle-citta-polo-oltre-il-40-degli-edifici-ha-la-palestra-nelle-aree-interne-poco-piu-di-uno-su-3" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p>I comuni polo, baricentrici in termini di servizi, registrano la <strong>percentuale di copertura più alta, superiore al 42%</strong>. Tale concentrazione appare coerente con il ruolo di centri di servizi svolto da queste aree.</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nelle-citta-polo-oltre-il-40-degli-edifici-ha-la-palestra-nelle-aree-interne-poco-piu-di-uno-su-3/">Nelle città polo oltre il 40% degli edifici ha la palestra, nelle aree interne poco più di uno su 3</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nelle-citta-polo-oltre-il-40-degli-edifici-ha-la-palestra-nelle-aree-interne-poco-piu-di-uno-su-3/">Percentuale di edifici scolastici statali dotati di palestra e/o piscina nei comuni italiani (a.s. 2024/25)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nelle-citta-polo-oltre-il-40-degli-edifici-ha-la-palestra-nelle-aree-interne-poco-piu-di-uno-su-3/">Nelle città polo oltre il 40% degli edifici ha la palestra, nelle aree interne poco più di uno su 3 &#8211; Percentuale di edifici scolastici statali dotati di palestra e/o piscina nei comuni italiani (a.s. 2024/25)</a></div>
</p></div>
<div id="chart_306441_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_306441_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
<div id="chart_306441_tabpanel3" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-3"
                             aria-labelledby="chart_306441_tab3"></p>
<p>L’indicatore misura il rapporto percentuale tra gli edifici scolastici statali per cui è dichiarata la dotazione di palestra e/o piscina e il totale degli edifici scolastici statali. Non sono disponibili dati per il Trentino-Alto Adige. I dati, pubblicati sul portale open data del ministero dell’istruzione, sono forniti dagli enti locali proprietari o gestori degli edifici adibiti ad uso scolastico.</p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis – Con i bambini su dati Mim                                                                <br />(ultimo aggiornamento: mercoledì 6 Agosto 2025)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/03/nelle-citta-polo-oltre-il-40-degli-edifici-ha-la-palestra-nelle-aree-interne-poco-piu-di-uno-su-3.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-306441"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-306441" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;505&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/nelle-citta-polo-oltre-il-40-degli-edifici-ha-la-palestra-nelle-aree-interne-poco-piu-di-uno-su-3/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>Le aree territoriali meno centrali e più distanti dai servizi mostrano una progressione decrescente. I&nbsp;<strong>comuni di cintura</strong>, ovvero gli hinterland&nbsp;delle città principali, si attestano al 38,1%. <strong>La quota di scuole con strutture sportive cala ulteriormente nelle aree interne</strong>. Nei comuni <strong>intermedi</strong>, a circa mezz&#8217;ora di distanza dai poli, la quota di edifici scolastici con palestra o piscina scende al 35%.</p>
</p>
<section class="glossary">
<div>
                <mark><br />
																		Le aree interne sono i territori del paese più distanti dai servizi essenziali (quali istruzione, salute, mobilità). Parliamo di circa 4.000 comuni, con 13 milioni di abitanti, a forte rischio spopolamento (in particolare per i giovani), e dove la qualità dell&#039;offerta educativa risulta spesso compromessa.</br><br />
											                </mark><br />
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/che-cosa-sono-le-aree-interne/"><br />
                &#8220;Che cosa sono le aree interne&#8221;</a></span></p></div>
</section>
</p>
<p>L&#8217;<strong>incidenza di scuole con la palestra scende ulteriormente allontanandosi dai poli</strong>. I comuni periferici (a oltre 40 minuti dal polo più vicino) e ultraperiferici (a oltre un&#8217;ora di distanza) sono quelli con la minor incidenza, attestandosi al 34% circa. Questi dati indicano che, in media, la presenza di strutture sportive negli edifici scolastici statali tende a diminuire progressivamente allontanandosi dai principali centri urbani.</p>
</p>
<p><div id="divari-profondi-anche-tra-i-capoluoghi-797-a-milano-95-a-catanzaro" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Divari profondi anche tra le città</h3>
</p>
<p>Ciò detto, anche <strong>tra le stesse città la situazione non è omogenea</strong>. Se si considerano i soli capoluoghi di provincia, <strong>Milano</strong> registra il dato più elevato, con quasi l&#8217;80% degli edifici scolastici statali per cui è dichiarata la presenza di palestra o piscina. Seguono altri centri con alta incidenza, tra cui <strong>Firenze</strong> (71,5%), <strong>Bologna</strong> (71,2%) e <strong>Monza</strong> (71,2%), segnalando una notevole concentrazione di strutture sportive nelle scuole di questi contesti urbani.</p>
</p>
<p>Le percentuali più basse, al contrario, si riscontrano in <strong>4 capoluoghi che non raggiungono il 15% di strutture per cui è dichiarata la presenza di palestra o piscina</strong>. <strong>Catanzaro</strong> presenta il valore più basso tra questi comuni, con il 9,5% degli edifici scolastici attrezzati per lo sport. Seguono Forlì (10,3%) e Teramo (13,6%), assieme a Latina (14,2%).</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Scarica, condividi e riutilizza i dati</h3>
</p>
<section class="download">
<div class="dw-content">
<div class="intro">
<p>Scarica i dati, regione per regione</p>
</div>
<div class="files">
<p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_palestre/palestre_2026_abruzzo.xls">Abruzzo</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_palestre/palestre_2026_basilicata.xls">Basilicata</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_palestre/palestre_2026_calabria.xls">Calabria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_palestre/palestre_2026_campania.xls">Campania</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_palestre/palestre_2026_emilia_romagna.xls">Emilia-Romagna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_palestre/palestre_2026_Fvg.xls">Friuli-Venezia Giulia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_palestre/palestre_2026_Lazio.xls">Lazio</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_palestre/palestre_2026_Liguria.xls">Liguria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_palestre/palestre_2026_Lombardia.xls">Lombardia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_palestre/palestre_2026_Marche.xls">Marche</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_palestre/palestre_2026_Molise.xls">Molise</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_palestre/palestre_2026_Piemonte.xls">Piemonte</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_palestre/palestre_2026_Puglia.xls">Puglia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_palestre/palestre_2026_Sardegna.xls">Sardegna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_palestre/palestre_2026_Sicilia.xls">Sicilia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_palestre/palestre_2026_Toscana.xls">Toscana</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_palestre/palestre_2026_Umbria.xls">Umbria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_palestre/palestre_2026_Vda.xls">Valle d’Aosta</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_palestre/palestre_2026_Veneto.xls">Veneto</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_palestre/palestre_2026_totale_nazionale.xls">Totale nazionale</a>.</p>
</div></div>
</section>
</p>
<p>I contenuti dell’Osservatorio povertà educativa&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/poverta-educativa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">#conibambini</a>&nbsp;sono realizzati da openpolis con l’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell’articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l’obiettivo di creare un’unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di&nbsp;<em>data journalism</em>&nbsp;o anche per semplice consultazione. I dati relativi alla presenza di piscine e palestre negli istituti scolastici sono di fonte ministero dell&#8217;istruzione e del merito.</p>
</p>
<p>Foto: <a href="https://it.freepik.com/foto-gratuito/bambini-che-giocano-a-basket-su-un-campo_11684602.htm#from_element=cross_selling__photo" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Freepik</a> (<a href="https://it.freepik.com/ai/faq/what-are-premium-licenses" target="_blank" rel="noreferrer noopener">licenza</a>)</p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/i-divari-territoriali-nelle-strutture-sportive-scolastiche/">I divari territoriali nelle strutture sportive scolastiche</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La sfida delle competenze digitali nell’era dell’intelligenza artificiale</title>
		<link>https://www.openpolis.it/la-sfida-delle-competenze-digitali-nellera-dellia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Dal Poggetto]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Jan 2026 08:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=305605</guid>

					<description><![CDATA[<p>Quasi la metà degli italiani non possiede competenze digitali almeno di base. Un dato che pone il nostro paese agli ultimi posti in Europa. La scuola in questo contesto ha un ruolo fondamentale ma sia dal punto di vista delle strutture che della didattica c’è ancora molto da fare.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/la-sfida-delle-competenze-digitali-nellera-dellia/">La sfida delle competenze digitali nell’era dell’intelligenza artificiale</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il prossimo 28 gennaio si celebra la <a href="https://www.coe.int/it/web/portal/28-january-data-protection-day" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Giornata europea della protezione dei dati personali</a>, un’occasione per riflettere sul ruolo delle <strong>competenze digitali</strong> in una società sempre più interconnessa. Oggi infatti saper usare consapevolmente le tecnologie non significa soltanto migliorare le proprie <strong>opportunità nel mercato del lavoro</strong>, ma anche essere <strong>cittadini più consapevoli</strong>, capaci di orientarsi in un sistema complesso, segnato dalla sovrapproduzione di contenuti, dalla diffusione di fake news e dal tracciamento potenzialmente pervasivo delle nostre abitudini e dei nostri orientamenti.</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>L’evoluzione tecnologica rappresenta senza dubbio un inarrestabile fattore di progresso sociale: tuttavia, taluni elementi distorsivi che la stessa introduce danno talvolta l’impressione che essa sia in parte goduta ma in parte anche subita dalle collettività.</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.federalismi.it/ApplOpenFilePDF.cfm?artid=53048&#038;dpath=document&#038;dfile=12012026182902.pdf&#038;content=%3Ci%3ESocial%2Bnetwork%2C%2Be%2Ddemocracy%3C%2Fi%3E%2Be%2B%E2%80%9Ccostituzionalismo%2Bdigitale%E2%80%9D%2B%2D%2Bstato%2B%2D%2Bdottrina%2B%2D%2B" target="_blank">&#8211; D. Porena, Social network, e-democracy e costituzionalismo digitale (14/1/2026)</a>
									            </div>
</section>
<p>In questo contesto, la scuola rappresenta un presidio fondamentale. Non solo per trasmettere conoscenze ma anche per <strong>garantire parità di accesso a strumenti e infrastrutture digitali</strong>, riducendo le disuguaglianze educative. Su tale aspetto dobbiamo osservare che, nonostante alcuni progressi, <strong>l’Italia resta tra i paesi europei con la più bassa diffusione di competenze digitali almeno di base</strong>.</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">54,3% </span>i cittadini italiani con competenze digitali almeno di base nel 2025.</p>
</section>
<p>Un altro elemento &#8220;critico&#8221; riguarda l&#8217;approccio alle potenzialità offerte dagli strumenti dell&#8217;<strong>intelligenza artificial</strong>e (Ai). Risorse preziose ma che non sono prive di rischi, specialmente se utilizzate in modo non consapevole. Da questo punto di vista, il nostro paese appare caratterizzato da un <strong>approccio prudente</strong> rispetto ad altri contesti europei. Approccio che dipende anche dall&#8217;affermazione abbastanza recente di un uso più ampio di questi strumenti. Perciò <strong>è fondamentale che già a partire dalla scuola vi sia una diffusa conoscenza per poter padroneggiare le nuove tecnologie</strong>. Sono svariati infatti gli aspetti problematici che stanno emergendo riguardo all&#8217;utilizzo di queste risorse.</p>
<p>A ciò si aggiunge un altro elemento legato alla disponibilità di strumenti e strutture. Sotto questo profilo, a livello nazionale, <strong>circa il 40% degli edifici scolastici è dotato di aule di informatica</strong>. Al contrario, nel 32,7% dei plessi questo spazio non è presente mentre nel 26,7% dei casi l&#8217;informazione non è stata dichiarata dall&#8217;ente proprietario dell&#8217;immobile (comuni, province). Dati che fanno capire quanto lavoro ci sia ancora da fare per garantire a tutte le ragazze e i ragazzi le stesse opportunità.</p>
<div id="nel-2025-il-543-degli-italiani-aveva-competenze-digitali-almeno-di-base-un-dato-inferiore-di-6-punti-percentuali-rispetto-alla-media-ue" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<h3 class="wp-block-heading">Le competenze digitali in Italia e in Europa</h3>
<p>Le competenze digitali rappresentano oggi quindi un requisito fondamentale per la partecipazione piena alla vita economica e sociale. Ma quanto sono diffuse queste conoscenze tra la popolazione? Alcune indicazioni su questo fronte ci vengono messe a disposizione da <strong>Eurostat</strong>.</p>
<p>Con specifico riferimento all&#8217;<strong>Italia</strong>, <strong>nel 2025 le persone che avevano competenze digitali di base o superiori erano il 54,3% della popolazione</strong>. Un dato che, seppur in crescita rispetto all&#8217;anno precedente, è ancora inferiore di circa 6 punti percentuali rispetto alla media europea (60,4%). C&#8217;è da dire però che, il nostro paese ha recuperato qualche posizione nel confronto con gli altri stati dell&#8217;Ue, pur rimanendo nella parte bassa della classifica. Se nel 2024 infatti solamente Lettonia, Polonia, Bulgaria e Romania riportavano una quota di competenze digitali inferiore rispetto a quella italiana, nel 2025 il nostro paese sopravanza anche Lituania, Slovacchia, Grecia e Slovenia.</p>
<p>Le dinamiche restano simili anche se restringiamo l’analisi all’ambito dei <strong>giovani di età compresa tra i 16 e i 29 anni</strong>. Persone che possono essere considerate sostanzialmente come “native digitali”. In questo caso la percentuale di soggetti con competenze almeno di base aumenta sensibilmente. <strong>A livello Ue parliamo di una quota del 74,7%. Anche in questo caso l’Italia si colloca al di sotto della media con il 69,1%</strong>. È significativo notare che in questo caso ci sono 7 paesi Ue che riportano un dato inferiore a quello italiano e tra questi figura pure la <strong>Germania</strong> (65,2%).&nbsp;</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-30-dei-giovani-italiani-non-ha-competenze-digitali-adeguate/">Il 30% dei giovani italiani non ha competenze digitali adeguate</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-30-dei-giovani-italiani-non-ha-competenze-digitali-adeguate/">Percentuale di cittadini con competenze digitali di base o superiori nei paesi Ue nella fascia 16-29 anni (2025)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
<div id="chart_305585_tab1" role="tab" aria-controls="chart_305585_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
<div id="chart_305585_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_305585_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/il-30-dei-giovani-italiani-non-ha-competenze-digitali-adeguate/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/01/il-30-dei-giovani-italiani-non-ha-competenze-digitali-adeguate.png" placeholder ></amp-img></p>
<div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div>
<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-30-dei-giovani-italiani-non-ha-competenze-digitali-adeguate/">Il 30% dei giovani italiani non ha competenze digitali adeguate &#8211; Percentuale di cittadini con competenze digitali di base o superiori nei paesi Ue nella fascia 16-29 anni (2025)</a></div>
</p></div>
<div id="chart_305585_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_305585_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
<div id="chart_305585_tabpanel3" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-3"
                             aria-labelledby="chart_305585_tab3"></p>
<p>Il livello di “digital skills” viene valutato sulla di <a href="https://joint-research-centre.ec.europa.eu/scientific-activities-z/education-and-training/digital-transformation-education/digital-competence-framework-citizens-digcomp_en" target="_blank" rel="noreferrer noopener">5 aree chiave individuate</a> dal framework europeo delle competenze digitali per i cittadini. Tra queste la risoluzione di problemi in ambito informatico, l’alfabetizzazione all’uso di dati e informazioni, la capacità di comunicazione e collaborazione in ambiente digitale, la sicurezza in rete e la creazione di contenuti digitali.</p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis – Con i bambini su dati Eurostat                                                                <br />(ultimo aggiornamento: martedì 16 Dicembre 2025)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/01/il-30-dei-giovani-italiani-non-ha-competenze-digitali-adeguate.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-305585"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-305585" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;505&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/il-30-dei-giovani-italiani-non-ha-competenze-digitali-adeguate/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<div id="strillo-testo-block_e7df5b2803355ce23c2924b39012e195" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Al crescere del titolo di studio aumentano le competenze digitali.</p>
</section></div>
<p>Un altro elemento interessante riguarda il fatto che la quota di persone con competenze digitali adeguate aumenta con il crescere del livello di studio raggiunto. In Italia, ad esempio, la percentuale di persone con competenze digitali adeguate è pari al <strong>56,7% tra coloro che hanno un basso livello di istruzione</strong>. Sale al <strong>71,7% tra chi ha un livello di istruzione media</strong> e cresce ancora fino all’<strong>84,7% tra coloro che hanno raggiunto i gradi più alti</strong>.&nbsp;</p>
<div id="in-un-mondo-dove-lai-ha-uninfluenza-crescente-avere-competenze-digitali-adeguate-e-fondamentale-litalia-su-questo-fronte-ha-scelto-un-approccio-cauto" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<h3 class="wp-block-heading">Intelligenza artificiale nella scuola: approcci e criticità</h3>
<p>L&#8217;utilizzo consapevole delle potenzialità offerte dall&#8217;Ai è certamente un elemento centrale e lo sarà sempre di più nei prossimi anni. Al momento non sembrano esistere<strong> ancora metodologie condivise</strong> &#8211; salvo quanto contenuto nel cosiddetto <a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=OJ:L_202401689" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ai act</a> adottato a livello Ue &#8211; e che ogni stato abbia scelto un approccio diverso. Questo almeno è quello che emerge da un&#8217;indagine condotta da <a href="http://www.eun.org/documents/411753/12100059/Agile+collection+of+Information+vol.6-11.12.25_Updated.pdf/d0e683fa-7c71-4913-ae1d-69acbb12598b" target="_blank" rel="noreferrer noopener">European Schoolnet</a> che ha coinvolto 23 paesi tra cui anche alcuni extra Ue (Norvegia, Svizzera, Turchia). Dall’analisi delle risposte risulta che l’integrazione dell’Ai nei contesti scolastici è ancora in una <strong>fase iniziale</strong> <strong>di</strong> <strong>sperimentazione e definizione di cornici normative</strong>.</p>
<p>In questo quadro, in particolare la <strong>formazione degli insegnanti</strong> è considerata un prerequisito essenziale per l’adozione efficace dell’Ai. Tuttavia, nella maggior parte dei paesi questa è ancora <strong>opzionale o limitata a progetti pilota</strong>.</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>The integration of AI in education contexts does not come challenge-free. Education systems must deal with a number of concerns and questions when considering the introduction of such technology in school environments. [&#8230;] one of the most pressing concerns reported by respondents relates to data privacy and protection of the rights of all school actors, in particular, minors.</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="http://www.eun.org/documents/411753/12100059/Agile+collection+of+Information+vol.6-11.12.25_Updated.pdf/d0e683fa-7c71-4913-ae1d-69acbb12598b" target="_blank">&#8211; Artificial Intelligence in School Education. European Schoolnet (11/12/2025)</a>
									            </div>
</section>
<p>Tutti gli intervistati hanno evidenziato aspetti critici nel ricorso a tali strumenti tra cui:</p>
<ul class="wp-block-list">
<li>rischi per la <strong>protezione dei dati e la privacy</strong>;</li>
<li>timori legati alla <strong>dipendenza tecnologica e alla perdita di autonomia critica</strong> degli studenti;</li>
<li>problemi di <strong>equità nell’accesso</strong>, che potrebbero ampliare i divari educativi;</li>
<li>difficoltà nel garantire <strong>trasparenza e affidabilità dei sistemi</strong>.</li>
</ul>
<p>Come già anticipato nell&#8217;introduzione, l&#8217;approccio verso questi strumenti adottato dall&#8217;<strong>Italia</strong> è abbastanza prudente. Risultano in corso delle sperimentazioni ma senza un’integrazione strutturale dell’Ia nei curricula scolastici.</p>
<div id="strillo-testo-block_ce0b10336890f862adf60bfc62b703c7" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>L&#8217;Italia ha un approccio molto cauto sull&#8217;integrazione dell&#8217;Ia nel mondo della scuola.</p>
</section></div>
<p>Interessanti da questo punto di vista le <a href="https://www.mim.gov.it/documents/20182/0/MIM_Linee+guida+IA+nella+Scuola_09_08_2025-signed.pdf/b70fdc45-4b75-1f7e-73bf-eab12989b928?t=1756468797694" target="_blank" rel="noreferrer noopener">linee guida</a> che il <strong>ministero dell&#8217;istruzione</strong> ha diffuso nel 2025. Secondo questo documento, l&#8217;Ai può supportare i <strong>dirigenti scolastici</strong> nella pianificazione e nell&#8217;analisi dati senza sostituire le decisioni umane; i <strong>docenti</strong> nella personalizzazione dell&#8217;insegnamento, nella progettazione e nella valutazione; il <strong>personale amministrativo</strong> nell&#8217;automazione delle procedure. Per gli <strong>studenti</strong>, l&#8217;Ai offre percorsi più inclusivi, ma richiede lo sviluppo di competenze critiche.</p>
<p>Sostanzialmente, si sottolinea che l&#8217;Ai deve essere uno <strong>strumento di supporto</strong>. Non un sostituto dell&#8217;azione educativa, ribadendo la centralità della responsabilità umana, della tutela dei dati e della relazione didattica.</p>
<div id="durante-lanno-scolastico-2024-25-solo-il-407-degli-edifici-scolastici-era-dotato-di-aule-di-informatica" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<h3 class="wp-block-heading">La disponibilità di aule di informatica nei territori</h3>
<p>In base a quanto visto fin qui appare chiaro quanto la scuola sia fondamentale. Sia per fornire ai ragazzi e alle ragazze le competenze digitali necessarie per essere cittadini a tutto tondo, sia per garantire a tutti le stesse possibilità di accesso alle tecnologie e alla rete. Per questo è importante valutare quanto spazi come le <strong>aule di informatica</strong> siano presenti e fruibili nei diversi territori.</p>
<p>Grazie ai dati messi a disposizione dal <strong>ministero dell’istruzione</strong> e relativi all’anno scolastico 2024/25 sappiamo che in Italia gli edifici scolastici statali censiti sono in totale&nbsp;39.351 di cui <strong>15.998 dotati di aule informatiche</strong>. A livello regionale, il territorio con la quota più alta di edifici con aule di informatica è la <strong>Valle d’Aosta</strong> che però ha numeri abbastanza contenuti (139 edifici scolastici, di cui 86 con aule informatiche). Seguono <strong>Liguria</strong> (59,1%), <strong>Piemonte</strong> (53,6%) e <strong>Marche</strong> (51,4%). Le regioni con le quote più basse invece sono <strong>Abruzzo</strong> (27,8%), <strong>Calabria</strong> (27,2%) e <strong>Lazio</strong> (25,4%).</p>
<p>È interessante notare che in questo ambito ci sono alcune regioni del centro-nord che si trovano al di sotto della media nazionale. Oltre al Lazio, parliamo di <strong>Umbria</strong> (36,1%) ed <strong>Emilia-Romagna</strong> (40,3%). Viceversa alcune aree meridionali riportano valori superiori alla media. È il caso della <strong>Basilicata</strong> (49,3%) e della <strong>Puglia</strong> (42%).</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-60-degli-edifici-scolastici-e-sprovvisto-di-aule-di-informatica/">Per il 60% degli edifici scolastici non è dichiarata la presenza di aule informatiche</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-60-degli-edifici-scolastici-e-sprovvisto-di-aule-di-informatica/">Percentuale di edifici scolastici statali dotati di aule informatiche per regione (a.s. 2024/25)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                         aria-labelledby="chart_305595_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/il-60-degli-edifici-scolastici-e-sprovvisto-di-aule-di-informatica/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/01/il-60-degli-edifici-scolastici-e-sprovvisto-di-aule-di-informatica.png" placeholder ></amp-img></p>
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<p></amp-iframe>                        </p>
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</p></div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
<div id="chart_305595_tabpanel3" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-3"
                             aria-labelledby="chart_305595_tab3"></p>
<p>Questi dati, pubblicati sul portale open data del ministero dell’istruzione, sono forniti dagli enti locali proprietari o gestori degli edifici adibiti ad uso scolastico. Informazioni non disponibili per il Trentino Alto Adige.</p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis – Con i bambini su dati Mim                                                                <br />(ultimo aggiornamento: mercoledì 6 Agosto 2025)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/01/il-60-degli-edifici-scolastici-e-sprovvisto-di-aule-di-informatica.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-305595"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-305595" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<div id="tra-i-comuni-capoluogo-la-maggiore-disponibilita-di-aule-di-questo-tipo-si-registra-a-pavia-modena-e-aosta" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p>Scendendo ancora più nel dettaglio, possiamo osservare che, escludendo il Trentino Alto Adige per cui non sono disponibili i dati, i comuni che ospitano almeno un plesso sul proprio territorio sono 6.613. Tra questi, ne risultano <strong>1.868 (il 28% circa) in cui la quota di edifici scolastici con aule di informatica è pari a 0</strong>. Si tratta generalmente di realtà di piccole dimensioni in cui i plessi presenti sono meno di 10. Se si escludono queste zone dall’analisi, possiamo osservare che nella maggior parte degli altri casi la quota di edifici con aule informatiche è <strong>compresa tra il 25% e il 50% (2.064 comuni)</strong>. I comuni in cui la quota risulta compresa tra il 75% e il 100% sono invece 1.156. Tra questi, sono <strong>1.062 i territori in cui tutti gli edifici presenti sono dotati di aule di informatica</strong>.</p>
<p>Soffermandoci sui comuni capoluogo, che generalmente ospitano il maggior numero di strutture, possiamo osservare che le quote più alte le fanno registrare <strong>Pavia</strong> (91,4%), <strong>Modena</strong> (87,7%) e <strong>Aosta</strong> (82,1%). Si tratta degli unici tre capoluoghi in cui il dato supera l’80%. Viceversa la percentuali più basse si registrano a <strong>Catanzaro</strong> (5,4%), <strong>Cosenza</strong> (6,6%) e <strong>Latina</strong> (8,6%).</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-oltre-1-800-comuni-non-ci-sono-plessi-dotati-di-aule-informatiche/">In oltre 1.800 comuni non ci sono scuole dotate di aule informatiche</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-oltre-1-800-comuni-non-ci-sono-plessi-dotati-di-aule-informatiche/">Percentuale di edifici scolastici statali dotati di aule informatiche comune per comune (a.s. 2024/25)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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                         aria-labelledby="chart_305598_tab1"><br />
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<p></amp-iframe>                        </p>
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis – Con i bambini su dati Mim                                                                <br />(ultimo aggiornamento: mercoledì 6 Agosto 2025)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/01/in-oltre-1-800-comuni-non-ci-sono-plessi-dotati-di-aule-informatiche.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-305598"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-305598" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;505&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/in-oltre-1-800-comuni-non-ci-sono-plessi-dotati-di-aule-informatiche/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p>Un altro elemento interessante riguarda il fatto che la quota di edifici scolastici dotati di aule di informatica tende a diminuire man mano che ci si allontana dai centri principali in direzione di quelli più periferici.</p>
<div id="strillo-testo-block_6fd4115104594cbd0356fcfb05271596" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Nelle aree interne la disponibilità di aule informatica è più limitata.</p>
</section></div>
<p>Se nei <strong>poli</strong> infatti la quota risulta superiore al <strong>44%</strong>, già nei <strong>comuni di cintura</strong> (quelli che vanno a comporre gli hinterland rispetto ai centri principali) si scende sotto la media nazionale (40,1%). La percentuale scende ancora se si prendono in considerazione i <strong>comuni intermedi</strong> (37,8%), quelli <strong>periferici</strong> (37%) e <strong>ultra periferici</strong> (33,8%). Se da un lato tale dinamica è comprensibile e rispecchia la concentrazione della domanda, dall’altro sarebbe importante non tralasciare interventi anche nelle aree interne. Anche per contribuire a contrastare alcuni fenomeni quali lo spopolamento.</p>
<h3 class="wp-block-heading">Scarica, condividi e riutilizza di dati</h3>
<section class="download">
<div class="dw-content">
<div class="intro">
<p>Scarica i dati, regione per regione</p>
</div>
<div class="files">
<p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_aule_informatiche/abruzzo.xls">Abruzzo</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_aule_informatiche/basilicata.xls">Basilicata</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_aule_informatiche/calabria.xls">Calabria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_aule_informatiche/campania.xls">Campania</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_aule_informatiche/emilia_romagna.xls">Emilia-Romagna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_aule_informatiche/Fvg.xls">Friuli-Venezia Giulia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_aule_informatiche/lazio.xls">Lazio</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_aule_informatiche/liguria.xls">Liguria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_aule_informatiche/lombardia.xls">Lombardia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_aule_informatiche/marche.xls">Marche</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_aule_informatiche/molise.xls">Molise</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_aule_informatiche/piemonte.xls">Piemonte</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_aule_informatiche/puglia.xls">Puglia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_aule_informatiche/sardegna.xls">Sardegna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_aule_informatiche/sicilia.xls">Sicilia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_aule_informatiche/toscana.xls">Toscana</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_aule_informatiche/umbria.xls">Umbria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_aule_informatiche/Vda.xls">Valle d’Aosta</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_aule_informatiche/veneto.xls">Veneto</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_aule_informatiche/totale_nazionale.xls">Totale nazionale</a>.</p>
</div></div>
</section>
<p>I contenuti dell’Osservatorio povertà educativa&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/poverta-educativa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">#conibambini</a>&nbsp;sono realizzati da openpolis con l’impresa sociale Con i bambini nell’ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell’articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l’obiettivo di creare un’unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di data journalism o anche per semplice consultazione. I dati relativi alla presenza di aule informatiche sono di fonte ministero dell&#8217;istruzione e del merito.</p>
<p>Foto: <a href="https://it.freepik.com/foto-gratuito/studenti-universitari-che-si-affollano-all-aperto_31237838.htm#fromView=search&amp;page=1&amp;position=13&amp;uuid=40f49099-d0bc-4897-8fcc-cc7de2b494ea&amp;query=Le+competenze+digitali+nelle+scuole+italiane" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Freepik</a> (<a href="https://it.freepik.com/ai/faq/what-are-premium-licenses" target="_blank" rel="noreferrer noopener">licenza</a>)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/la-sfida-delle-competenze-digitali-nellera-dellia/">La sfida delle competenze digitali nell’era dell’intelligenza artificiale</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;Italia è uno dei paesi europei con meno laureati</title>
		<link>https://www.openpolis.it/litalia-e-ancora-lontana-dagli-obiettivi-europei-sui-laureati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Dal Poggetto]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Jan 2026 09:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=305401</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il nostro paese è penultimo in Ue per quota di giovani in possesso di un titolo di studio terziario. Nonostante alcuni progressi negli ultimi anni, l'Italia è molto lontana dall'obiettivo europeo fissato per il 2030. Restano forti le differenze territoriali.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/litalia-e-ancora-lontana-dagli-obiettivi-europei-sui-laureati/">L&#8217;Italia è uno dei paesi europei con meno laureati</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il 24 gennaio si celebra la <a href="https://www.un.org/en/observances/education-day" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Giornata internazionale dell’educazione</a>, istituita dall&#8217;Onu per richiamare l’attenzione sul ruolo centrale dell’istruzione nella promozione dello sviluppo, della coesione sociale e della riduzione delle disuguaglianze. </p>
<p>Come abbiamo avuto modo di <a href="https://www.openpolis.it/litalia-e-il-terzultimo-paese-in-ue-per-spesa-in-istruzione-sul-pil/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">raccontare</a> infatti, i dati confermano che investire in educazione resta uno degli strumenti più efficaci per contrastare il disagio socio-economico. <strong>Chi raggiunge livelli di istruzione più elevati ha mediamente maggiori probabilità di accedere a carriere più stabili e meglio retribuite</strong>, con effetti positivi che si estendono all’intero arco della vita. Abbiamo anche visto però che spesso <a href="https://www.openpolis.it/anche-nellaccesso-alluniversita-i-divari-sociali-alimentano-quelli-educativi/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">la condizione socio-economica della famiglia ha un impatto decisivo sul percorso di studio dei figli</a>. Per questo <strong>è fondamentale che le istituzioni garantiscano pari opportunità di accesso ai più alti gradi di istruzione</strong>, indipendentemente dal contesto sociale e territoriale di partenza.</p>
<div id="nel-2024-in-italia-la-quota-di-persone-con-titolo-di-studio-terziario-nella-fascia-deta-25-34-anni-era-del-32-dopo-la-romania-e-il-dato-piu-basso-in-ue" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p>Proprio per questo motivo, l&#8217;Unione europea si è data uno specifico <a href="http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=CELEX:32021G0226\(01\):EN:NOT" target="_blank" rel="noreferrer noopener">obiettivo</a> su questo fronte: <strong>raggiungere una quota del 45% di laureati tra la popolazione di età compresa tra i 25 e i 34 anni entro il 2030</strong>. Un traguardo che molti paesi hanno già raggiunto, ma che per l&#8217;Italia appare ancora distante.</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">31,6% </span>la quota di persone di età compresa tra i 25 e i 34 con titolo di studio terziario in Italia nel 2024.</p>
</section>
<h3 class="wp-block-heading">I laureati in Europa e l&#8217;obiettivo per il 2030</h3>
<p>Prima di concentrarci più nello specifico sui dati riguardanti il grado di raggiungimento dell&#8217;obiettivo Ue in tema di laureati, diamo uno sguardo più complessivo a quella che è la situazione per quanto riguarda la popolazione in possesso di un titolo di studio terziario. Secondo i più recenti <a href="https://ec.europa.eu/eurostat/statistics-explained/index.php?title=Educational_attainment_statistics" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dati di Eurostat</a>, relativi al 2024, il <strong>33,5% della popolazione europea tra i 25 e i 74 anni</strong> aveva conseguito un titolo di istruzione terziaria. Le quote più elevate si registrano in Irlanda, Lussemburgo, Svezia e Cipro, dove oltre il 45% della popolazione adulta ha un titolo universitario (o equiparabile). All’estremo opposto si collocano Romania e <strong>Italia</strong>, entrambe <strong>sotto il 25%</strong>.</p>
<div id="la-quota-di-giovani-italiane-laureate-e-superiore-di-135-punti-percentuali-rispetto-agli-uomini" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p>Guardando alla fascia più rilevante per il monitoraggio delle politiche europee, quella dei <strong>giovani adulti</strong> (25-34 anni), emerge un quadro ancora più netto. Nel 2024, la media Ue era già al 44,2% e quasi la metà degli stati membri aveva raggiunto o superato il target. <strong>L’Italia, invece, si colloca al penultimo posto, con una quota pari al 31,6%</strong>, distante oltre 13 punti percentuali dall’obiettivo e con una percentuale maggiore solo alla Romania (23,2%).</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/litalia-e-penultima-in-ue-per-quota-di-giovani-laureati/">L&#8217;Italia è penultima in Ue per quota di giovani laureati</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/litalia-e-penultima-in-ue-per-quota-di-giovani-laureati/">Quota di popolazione con titolo di studio terziario nella fascia di età 25-34 anni negli stati Ue (2024)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
<div id="chart_305381_tab1" role="tab" aria-controls="chart_305381_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
<div id="chart_305381_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_305381_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/litalia-e-penultima-in-ue-per-quota-di-giovani-laureati/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/01/litalia-e-penultima-in-ue-per-quota-di-giovani-laureati.png" placeholder ></amp-img></p>
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<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/litalia-e-penultima-in-ue-per-quota-di-giovani-laureati/">L&#8217;Italia è penultima in Ue per quota di giovani laureati &#8211; Quota di popolazione con titolo di studio terziario nella fascia di età 25-34 anni negli stati Ue (2024)</a></div>
</p></div>
<div id="chart_305381_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_305381_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
<div id="chart_305381_tabpanel3" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-3"
                             aria-labelledby="chart_305381_tab3"></p>
<p>I livelli di istruzione dei diversi paesi sono armonizzati sulla base della c<span style="font-weight: 400">lassificazione internazionale standard dell&#8217;istruzione (Isced). Si considera terziario un titolo di studio che rientra tra i livelli 5 e 8 dell&#8217;Isced.</span></p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis – Con i bambini su dati Eurostat                                                                <br />(ultimo aggiornamento: giovedì 11 Dicembre 2025)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/01/litalia-e-penultima-in-ue-per-quota-di-giovani-laureati.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-305381"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-305381" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p>All’interno di questo quadro si evidenzia anche una <strong>marcata differenza di genere</strong>: le donne raggiungono livelli di istruzione terziaria molto più spesso degli uomini. Nel nostro paese il divario è particolarmente ampio e supera i 13 punti percentuali, uno dei più elevati in Europa.</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">38,5% </span>la quota di laureate di età compresa tra i 25 e i 34 in Italia nel 2024.</p>
</section>
<h3 class="wp-block-heading">L&#8217;Italia e i divari territoriali, un confronto regionale</h3>
<p>Il dato a livello nazionale non restituisce quelle che sono le situazioni nei diversi territori. Come spesso succede, anche su questo fronte si registrano delle significative differenze. Per analizzare più nel dettaglio la situazione italiana è necessario ricorrere a fonti diverse da Eurostat. I dati territoriali disponibili provengono infatti dalle statistiche sperimentali <a href="https://www.istat.it/statistica-sperimentale/aggiornamento-degli-indicatori-del-sistema-informativo-a-misura-di-comune/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Istat</a> e fanno riferimento a una fascia d’età più ampia (25-49 anni). Per questo motivo <strong>non possono essere utilizzati per misurare direttamente il raggiungimento dell’obiettivo europeo</strong>, ma rappresentano comunque uno strumento prezioso per valutare lo stato dell’arte e le disuguaglianze interne al paese. Altro elemento da tenere in considerazione riguarda il fatto che, in questo caso, il dato più recente disponibile fa riferimento al 2022.</p>
<div id="negli-ultimi-anni-ce-stato-un-incremento-di-laureati-italiani-nella-fascia-25-49-anni-ma-solo-6-regioni-superano-la-soglia-del-30" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<div id="strillo-testo-block_ddcb4494b2bab4b530ad4abb2d5c3b1d" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Al sud il raggiungimento dei più alti livelli di istruzione resta meno diffuso.</p>
</section></div>
<p>In quell&#8217;anno, solo <strong>6 regioni</strong> superavano la soglia del <strong>30% di laureati</strong> nella fascia 25-49 anni. La quota più elevata si registrava nel <strong>Lazio (32,6%)</strong>, seguito da <strong>Molise (31,6%)</strong> e <strong>Abruzzo (30,8%)</strong>. All’opposto, le regioni con le percentuali più basse risultano essere <strong>Sicilia (22,5%)</strong>, <strong>Campania (23,6%)</strong> e <strong>Sardegna (23,7%)</strong>. Quote di laureati particolarmente basse si registravano anche in <strong>Puglia (24,2%)</strong> e <strong>Calabria (26,3%)</strong>. </p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/solo-in-6-regioni-la-quota-di-laureati-di-25-49-anni-supera-il-30/">Solo in 6 regioni la quota di laureati di 25-49 anni supera il 30%</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/solo-in-6-regioni-la-quota-di-laureati-di-25-49-anni-supera-il-30/">Percentuale di persone di 25-49 anni che hanno conseguito un titolo di livello terziario sul totale delle persone della stessa fascia d&#8217;età (2022)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
<div id="chart_305383_tab1" role="tab" aria-controls="chart_305383_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
<div id="chart_305383_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_305383_tab1"><br />
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<div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div>
<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/solo-in-6-regioni-la-quota-di-laureati-di-25-49-anni-supera-il-30/">Solo in 6 regioni la quota di laureati di 25-49 anni supera il 30% &#8211; Percentuale di persone di 25-49 anni che hanno conseguito un titolo di livello terziario sul totale delle persone della stessa fascia d&#8217;età (2022)</a></div>
</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis – Con i bambini su dati Istat                                                                <br />(ultimo aggiornamento: venerdì 1 Novembre 2024)
                                        </p>
</p></div>
<div class="opmag-chart-actions">
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/01/solo-in-6-regioni-la-quota-di-laureati-di-25-49-anni-supera-il-30.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-305383"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-305383" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p> Va comunque osservato che nel periodo temporale compreso tra il 2018 e il 2022 <strong>in tutte le regioni si è registrato un aumento più o meno significativo della quota di laureati</strong>. Gli incrementi più consistenti si osservano in <strong>Trentino-Alto Adige (+4,4 punti percentuali)</strong>, <strong>Lombardia</strong> e <strong>Veneto</strong> (entrambe +4,3). Una dinamica certamente positiva ma ancora non sufficiente.</p>
<div id="nel-2022-solo-in-81-comuni-meno-dell1-la-quota-di-laureati-tra-25-e-49-anni-era-superiore-al-40" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<h3 class="wp-block-heading">Uno sguardo ai laureati, comune per comune</h3>
<p>Scendendo ulteriormente nel dettaglio territoriale, i dati comunali mostrano una frammentazione ancora più marcata. Nel 2022, la quota più alta di residenti tra i 25 e i 49 anni con un titolo terziario si registrava a <strong>Torre d’Isola (Pv)</strong>, con il <strong>52,9%</strong>, seguita da <strong>Basiglio (Mi, 51,2%)</strong> e <strong>Pavia (50,9%)</strong>. Non sorprende che molti <strong>capoluoghi e sedi universitarie</strong> figurino ai primi posti: tra questi Bologna, Siena, Milano e Padova, tutte con valori prossimi o superiori al 48%.</p>
<p>Nel complesso, però, i territori con una forte presenza di laureati restano una minoranza. Solo <strong>81 comuni</strong> superano il 40%, mentre nella maggior parte dei casi la quota di popolazione con titolo terziario si colloca sotto il 30%. In <strong>2.376 comuni</strong>, meno di un residente su cinque tra i 25 e i 49 anni ha completato un percorso universitario.</p>
<p>Anche l’analisi dell’evoluzione temporale conferma un quadro articolato. Tra il 2018 e il 2022, in <strong>452 comuni</strong> la quota di laureati è diminuita, mentre in altri 30 è rimasta sostanzialmente stabile. Nella maggioranza dei territori si osserva invece una crescita, talvolta molto accentuata: casi come <strong>Bergolo (Cn)</strong>, <strong>Baradili (Or)</strong> e <strong>Rondanina (Ge)</strong> mostrano incrementi superiori ai 20 punti percentuali, pur partendo spesso da valori iniziali molto bassi.</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-81-comuni-la-quota-di-laureati-di-25-49-anni-superava-il-40-nel-2022/">In 81 comuni la quota di laureati di 25-49 anni superava il 40% nel 2022</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-81-comuni-la-quota-di-laureati-di-25-49-anni-superava-il-40-nel-2022/">Variazione nel tempo della percentuale di persone di 25-49 anni che hanno conseguito un titolo di livello terziario sul totale delle persone della stessa fascia d&#8217;età, comune per comune (2018-2022)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
<div id="chart_305387_tab1" role="tab" aria-controls="chart_305387_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
<div id="chart_305387_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_305387_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/in-81-comuni-la-quota-di-laureati-di-25-49-anni-superava-il-40-nel-2022/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/01/in-81-comuni-la-quota-di-laureati-di-25-49-anni-superava-il-40-nel-2022.png" placeholder ></amp-img></p>
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<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-81-comuni-la-quota-di-laureati-di-25-49-anni-superava-il-40-nel-2022/">In 81 comuni la quota di laureati di 25-49 anni superava il 40% nel 2022 &#8211; Variazione nel tempo della percentuale di persone di 25-49 anni che hanno conseguito un titolo di livello terziario sul totale delle persone della stessa fascia d&#8217;età, comune per comune (2018-2022)</a></div>
</p></div>
<div id="chart_305387_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_305387_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
<div id="chart_305387_tabpanel3" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-3"
                             aria-labelledby="chart_305387_tab3"></p>
<p>La configurazione territoriale e amministrativa utilizzata fa riferimento alla data del 31 dicembre 2022. A questa data, il numero dei comuni era pari a 7904. Negli anni il numero dei comuni può variare sia per la costituzione di nuovi territori, prevalentemente per la fusione di comuni già esistenti e conseguentemente soppressi, sia perché alcuni sono inglobati in altri che non cambiano nome. Per il comune siciliano di <span data-sheets-root="1">Misiliscemi è disponibile solo il dato relativo al 2022 in quanto l&#8217;ente è stato istituito nel 2021 a seguito dello scorporo del territorio dal comune di Trapani. </span></p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis – Con i bambini su dati Istat                                                                <br />(ultimo aggiornamento: venerdì 1 Novembre 2024)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/01/in-81-comuni-la-quota-di-laureati-di-25-49-anni-superava-il-40-nel-2022.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-305387"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-305387" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;505&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/in-81-comuni-la-quota-di-laureati-di-25-49-anni-superava-il-40-nel-2022/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p>Ridurre questi divari resta una <strong>sfida centrale</strong>. Senza un investimento strutturale e diffuso su questo fronte difficilmente le disuguaglianze esistenti potranno essere superate.</p>
<h3 class="wp-block-heading">Scarica, condividi e riutilizza i dati</h3>
<section class="download">
<div class="dw-content">
<div class="intro">
<p>Scarica i dati, regione per regione</p>
</div>
<div class="files">
<p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/laureati_25-49_2022/abruzzo.xls">Abruzzo</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/laureati_25-49_2022/basilicata.xls">Basilicata</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/laureati_25-49_2022/calabria.xls">Calabria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/laureati_25-49_2022/campania.xls">Campania</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/laureati_25-49_2022/emilia_romagna.xls">Emilia-Romagna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/laureati_25-49_2022/friuli_venezia_giulia.xls">Friuli-Venezia Giulia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/laureati_25-49_2022/lazio.xls">Lazio</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/laureati_25-49_2022/liguria.xls">Liguria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/laureati_25-49_2022/lombardia.xls">Lombardia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/laureati_25-49_2022/marche.xls">Marche</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/laureati_25-49_2022/molise.xls">Molise</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/laureati_25-49_2022/piemonte.xls">Piemonte</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/laureati_25-49_2022/piemonte.xls">Puglia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/laureati_25-49_2022/sardegna.xls">Sardegna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/laureati_25-49_2022/sicilia.xls">Sicilia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/laureati_25-49_2022/toscana.xls">Toscana</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/laureati_25-49_2022/trentino_alto_adige.xls">Trentino-Alto Adige</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/laureati_25-49_2022/umbria.xls">Umbria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/laureati_25-49_2022/valle_d_aosta.xls">Valle d’Aosta</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/laureati_25-49_2022/veneto.xls">Veneto</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/laureati_25-49_2022/totale_nazionale.xls">Totale nazionale</a>.</p>
</div></div>
</section>
<p>I contenuti dell’Osservatorio povertà educativa&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/poverta-educativa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">#conibambini</a>&nbsp;sono realizzati da openpolis con l’impresa sociale Con i bambini nell’ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell’articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l’obiettivo di creare un’unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di data journalism o anche per semplice consultazione. I dati relativi ai laureati tra i 25 e i 49 anni sono di fonte Istat statistiche sperimentali.</p>
<p>Foto: <a href="https://www.pexels.com/it-it/foto/cerimonia-di-laurea-con-celebrazione-della-corona-d-alloro-30079705/">Riccardo Vespa</a> (<a href="https://www.pexels.com/it-it/license/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">licenza</a>)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/litalia-e-ancora-lontana-dagli-obiettivi-europei-sui-laureati/">L&#8217;Italia è uno dei paesi europei con meno laureati</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;Italia è il terzultimo paese in Ue per spesa in istruzione sul Pil</title>
		<link>https://www.openpolis.it/litalia-e-il-terzultimo-paese-in-ue-per-spesa-in-istruzione-sul-pil/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Dal Poggetto]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Dec 2025 08:35:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<category><![CDATA[povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=304499</guid>

					<description><![CDATA[<p>I dati confermano come al diminuire del livello di istruzione corrispondano retribuzioni più basse. Per questo l'investimento in tale ambito può contribuire a una riduzione dei divari socio-economici. Anche se non è di per sé un indice di qualità, si tratta di un elemento da monitorare.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/litalia-e-il-terzultimo-paese-in-ue-per-spesa-in-istruzione-sul-pil/">L&#8217;Italia è il terzultimo paese in Ue per spesa in istruzione sul Pil</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I recenti dati pubblicati da Istat sulla povertà in Italia ci indicano che <a href="https://www.openpolis.it/in-italia-piu-di-un-milione-di-minori-e-in-condizioni-di-poverta-assoluta/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">il 12,3% delle famiglie</a> con figli nel 2024 si è trovata a vivere in condizioni di povertà assoluta. Una quota che supera il 20% tra i nuclei con almeno 3 minori a carico.</p>
<p>I dati confermano inoltre che&nbsp;<strong>la condizione economica delle famiglie tende a peggiorare al diminuire del titolo di studio della persona di riferimento</strong>. Tendenzialmente infatti&nbsp;<strong>un basso livello di istruzione riduce le opportunità di accesso a lavori qualificati e meglio retribuiti</strong>, accentuando la vulnerabilità economica. Una dinamica confermata anche dai <a href="https://www.istat.it/wp-content/uploads/2025/01/REPORT_STRUTTURA_RETRIBUZIONI_2022.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dati relativi alla struttura delle retribuzioni</a> in Italia. Da queste elaborazioni emerge infatti come il livello dei salari medi tenda a diminuire al calare del titolo di studio conseguito, con significativi divari di genere.</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">+58,8% </span>il divario retributivo medio tra chi ha conseguito una laurea e chi si è fermato alla terza media in Italia nel 2022.</p>
</section>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/parole/che-cose-la-poverta-assoluta/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vedi anche<br />
<br /><strong>Che cos’è la povertà assoluta</strong></a>.</p>
</section>
<p>Come abbiamo avuto modo di <a href="https://www.openpolis.it/anche-nellaccesso-alluniversita-i-divari-sociali-alimentano-quelli-educativi/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">raccontare</a>, questo tipo di divari socio-economici tende a tramandarsi di generazione in generazione, per la forte segmentazione nel percorso di studi in base alla famiglia d&#8217;origine. <strong>Per i figli di famiglie svantaggiate infatti è meno frequente raggiungere i gradi di istruzione più alti, rispetto ai coetanei</strong>. Investire in un&#8217;istruzione accessibile per tutti resta quindi una leva imprescindibile per cercare di far uscire bambini e bambine, ragazzi e ragazze dalla trappola della <a href="https://www.openpolis.it/parole/quali-sono-le-cause-della-poverta-educativa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">povertà educativa</a>. Peraltro, nel suo ultimo <a href="https://serviziostatistico.invalsi.it/wp-content/uploads/2025/07/Rapporto-prove-INVALSI-2025.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">rapporto annuale</a>, <strong>Invalsi ha evidenziato come sia necessario intervenire fin dai primi gradi di studio</strong>. Già in terza media infatti si possono accumulare gap educativi difficilmente recuperabili. Questi possono condurre ai fenomeni come quello della <strong>dispersione scolastica, sia esplicita che implicita</strong>.</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/parole/che-cose-labbandono-scolastico/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vedi anche<br />
<br /><strong>Che cos’è l’abbandono scolastico</strong></a>.</p>
</section>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>Le recenti esperienze dimostrano che, quando le azioni sono progettate sulla base delle esigenze specifiche di scuole e classi, i risultati non tardano ad arrivare. L’analisi dei dati, l’autonomia responsabile e il supporto alle comunità educanti si confermano leve strategiche.</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://serviziostatistico.invalsi.it/wp-content/uploads/2025/07/Rapporto-prove-INVALSI-2025.pdf" target="_blank">&#8211; Rapporto Invalsi 2025, 9 luglio 2025</a>
									            </div>
</section>
<p>In questo senso, la spesa in istruzione &#8211; pur essendo un indicatore quantitativo e non qualitativo &#8211; resta uno degli aspetti da monitorare per valutare l&#8217;investimento del paese in questa priorità. <strong>Da anni purtroppo l&#8217;Italia si colloca tra i paesi europei con la più bassa spesa in rapporto al prodotto interno lordo</strong>.</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">3,9% </span>la quota di spesa pubblica destinata all&#8217;istruzione rispetto al Pil nel 2023 in base ai dati Eurostat.</p>
</section>
<p>Come detto, si tratta di un valore quantitativo che quindi di per sé&nbsp;<strong>non rappresenta un indicatore di qualità dell’offerta educativa</strong>. Allo stesso tempo, porre questo comparto al centro delle politiche pubbliche può&nbsp;<strong>contribuire a una riduzione dei divari sociali, educativi e territoriali</strong>&nbsp;che gravano sul paese.</p>
<div id="in-italia-in-media-un-laureato-arriva-a-guadagnare-il-59-in-piu-di-chi-si-ferma-alla-licenza-media-tra-i-lavoratori-dipendenti" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<h3 class="wp-block-heading">Divari retributivi e titoli di studio in Italia</h3>
<p>I dati raccolti da Istat nell&#8217;ambito dell&#8217;indagine europea<em> </em><a href="https://ec.europa.eu/eurostat/databrowser/explore/all/all_themes" target="_blank" rel="noreferrer noopener">RCL-SES</a> consentono di evidenziare piuttosto chiaramente il <strong>legame tra il livello di istruzione e la retribuzione</strong>. Nel 2022, ultimo anno della rilevazione, infatti i lavoratori dipendenti con un diploma di scuola superiore guadagnavano in media circa 35mila euro all’anno, il 18,5% in più rispetto a chi possedeva al massimo la licenza media (29.567 €). I laureati invece arrivavano a guadagnare circa il 59% in più (46.953 €).</p>
<p>In questa dinamica si inserisce anche l&#8217;annosa questione del <strong>divario retributivo di genere</strong>. Dai dati infatti emerge chiaramente come le donne guadagnino generalmente meno degli uomini, anche a parità di livello di istruzione. Complessivamente infatti nell&#8217;anno in esame <strong>la retribuzione media annua degli uomini ammontava a 39.982 euro mentre quella delle donne si fermava sui 33.807 euro</strong>. Una differenza percentuale del 18,3%. Questo divario aumenta con il crescere del livello di istruzione: è del 19,9% per i dipendenti con al massimo la licenza media, sale al 20,5% per l’istruzione secondaria superiore e raggiunge il 39,9% per l’istruzione terziaria.</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/al-diminuire-del-livello-di-istruzione-diminuisce-la-retribuzione-media-annua-con-forti-divari-di-genere/">Al diminuire del livello di istruzione diminuisce la retribuzione media annua, con forti divari di genere</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/al-diminuire-del-livello-di-istruzione-diminuisce-la-retribuzione-media-annua-con-forti-divari-di-genere/">Retribuzione media annua dei lavoratori dipendenti per sesso e livello di istruzione in valori assoluti (2022)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
<div id="chart_304490_tab1" role="tab" aria-controls="chart_304490_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
<div id="chart_304490_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_304490_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/al-diminuire-del-livello-di-istruzione-diminuisce-la-retribuzione-media-annua-con-forti-divari-di-genere/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/12/al-diminuire-del-livello-di-istruzione-diminuisce-la-retribuzione-media-annua-con-forti-divari-di-genere.png" placeholder ></amp-img></p>
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<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/al-diminuire-del-livello-di-istruzione-diminuisce-la-retribuzione-media-annua-con-forti-divari-di-genere/">Al diminuire del livello di istruzione diminuisce la retribuzione media annua, con forti divari di genere &#8211; Retribuzione media annua dei lavoratori dipendenti per sesso e livello di istruzione in valori assoluti (2022)</a></div>
</p></div>
<div id="chart_304490_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_304490_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
<div id="chart_304490_tabpanel3" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-3"
                             aria-labelledby="chart_304490_tab3"></p>
<p><span style="font-weight: 400">I dati derivano dalla Rilevazione sulla Struttura delle retribuzioni e del costo del lavoro (RCL-SES) riferita al 2022. In linea con le normative comunitarie, l&#8217;indagine ha coinvolto i lavoratori dipendenti retribuiti per l&#8217;intero mese di ottobre 2022, impiegati in unità economiche (aziende e enti pubblici) con un minimo di 10 dipendenti.</span></p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis – Con i bambini su dati Istat                                                                <br />(pubblicati: lunedì 20 Gennaio 2025)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/12/al-diminuire-del-livello-di-istruzione-diminuisce-la-retribuzione-media-annua-con-forti-divari-di-genere.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-304490"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-304490" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p>Da notare che il divario di genere colpisce le donne anche nelle differenze retributive in sulla base del titolo di studio. Le donne diplomate infatti guadagnano il 20,2% in più rispetto a quelle con licenza media, un divario simile a quello maschile (20,7%). Tuttavia, per le donne con istruzione terziaria, la retribuzione è superiore del 54,2% rispetto a chi ha la licenza media. Si tratta di una <strong>differenza nettamente inferiore rispetto a quella riscontrata negli uomini (79,9%)</strong>.&nbsp;</p>
<div id="nel-2023-litalia-ha-speso-in-istruzione-risorse-pari-a-meno-del-4-del-proprio-pil-da-anni-il-paese-registra-uno-dei-valori-piu-bassi-nel-contesto-ue" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<h3 class="wp-block-heading">La spesa in istruzione in Italia e in Europa</h3>
<p>L&#8217;accesso all&#8217;istruzione resta quindi uno dei principali fattori per le opportunità di vita successive. Da questo punto di vista, il principale strumento a disposizione del decisore è<strong>&nbsp;l’offerta di istruzione di qualità per tutte e tutti</strong>. Ciò si traduce in un investimento complessivo, che non riguarda unicamente l’entità delle risorse spese ma anche – e soprattutto – la&nbsp;<strong>qualità dell’offerta educativa cui bambini e ragazzi hanno accesso</strong>. Allo stesso tempo, le risorse investite sul comparto possono essere comunque considerate un indicatore dell&#8217;importanza attribuita al settore.</p>
<div id="strillo-testo-block_c371627507e37af844b76efd7a93015c" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>La spesa in istruzione non è un indicatore di qualità ma può dirci qualcosa sull&#8217;importanza attribuita al settore dai decisori.</p>
</section></div>
<p>Da questo punto di vista possiamo osservare come nel 2023 la spesa pubblica italiana per l’istruzione sia consistita in circa <strong>83,7 miliardi di euro</strong>, in base ai dati riportati da <a href="https://ec.europa.eu/eurostat/statistics-explained/index.php?title=Government_expenditure_by_function_%E2%80%93_COFOG" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Eurostat</a> per quell&#8217;anno. Si tratta del terzo valore più alto all’interno dell’Unione europea superato solamente da <strong>Germania</strong> (187,3 miliardi) e <strong>Francia</strong> (141,6 miliardi). Naturalmente però occorre tenere presente le diverse caratteristiche dei paesi Ue, a partire dalla grandezza della popolazione e dalla capacità di spesa che ogni stato può mettere in campo.</p>
<p>Per questo, un indicatore utile per fare confronti a livello europeo è l’analisi della percentuale di spesa in istruzione rispetto al Pil (prodotto interno lordo) di ogni paese. Considerando questo indicatore possiamo osservare che <strong>l’Italia nel 2023 ha investito in istruzione una quota pari al 3,9% del proprio Pil</strong>. Si tratta del terzo valore più basso a livello Ue a fronte di un dato medio del 4,7%. Solo <strong>Romania</strong> (3,4%) e <strong>Irlanda</strong> (2,8%),&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/il-grande-potenziale-dellinvestimento-in-istruzione/#dal-2010-litalia-e-tra-i-maggiori-paesi-ue-quello-che-spende-meno-rispetto-al-pil" target="_blank" rel="noreferrer noopener">su cui valgono però alcune considerazioni particolari</a>, riportano valori inferiori. Ai primi posti troviamo invece <strong>Svezia</strong> (7,3%), <strong>Belgio</strong>, <strong>Finlandia</strong> ed <strong>Estonia</strong> (6,3%).</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/litalia-e-il-terzo-paese-ue-con-minor-spesa-in-istruzione/">L’Italia è il terzo paese Ue con minor spesa in istruzione</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/litalia-e-il-terzo-paese-ue-con-minor-spesa-in-istruzione/">Percentuale di spesa pubblica in educazione rispetto al Pil (2023)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                         aria-labelledby="chart_304497_tab1"><br />
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<div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div>
<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/litalia-e-il-terzo-paese-ue-con-minor-spesa-in-istruzione/">L’Italia è il terzo paese Ue con minor spesa in istruzione &#8211; Percentuale di spesa pubblica in educazione rispetto al Pil (2023)</a></div>
</p></div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
<div id="chart_304497_tabpanel3" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-3"
                             aria-labelledby="chart_304497_tab3"></p>
<p>I dati, raccolti da Eurostat per i diversi paesi europei, fanno riferimento alla classificazione internazionale della spesa pubblica per funzione (<a href="https://www.istat.it/it/archivio/6427" target="_blank" rel="noopener">Cofog</a>).</p>
<p>Dati 2023 provvisori per Belgio, Francia, Germania, Slovacchia, Spagna e Portogallo.</p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis &#8211; Con i bambini su dati Eurostat                                                                <br />(ultimo aggiornamento: martedì 21 Ottobre 2025)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/12/litalia-e-il-terzo-paese-ue-con-minor-spesa-in-istruzione.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-304497"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-304497" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p>Da notare, peraltro, che l&#8217;Italia fra i 3 maggiori stati europei (considerando anche Francia e Germania) è quella che spende meno in istruzione in rapporto al proprio Pil fin dal 2010.</p>
<div id="oltre-il-40-degli-studenti-di-terza-media-non-ha-raggiunto-competenze-linguistiche-adeguate-nel-2025" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<h3 class="wp-block-heading">I risultati Invalsi come indicatore di possibili criticità dove intervenire</h3>
<p>In un contesto di risorse limitate come quello appena descritto, è <strong>fondamentale attuare interventi mirati sulla base delle diverse esigenze</strong>. Da questo punto di vista, i risultati dei test Invalsi possono rappresentare un utile indicatore in questo senso. Il già citato report riguardante l&#8217;anno scolastico 2024-2025 ha evidenziato come <strong>continuino ad emergere disparità territoriali significative nei livelli di apprendimento tra sud e centro-nord</strong>.</p>
<div id="strillo-testo-block_bd39d77a565170418d926a0600e80518" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>I dati possono contribuire a individuare situazioni di criticità fin dai primi gradi di studio.</p>
</section></div>
<p>Questi divari sono <strong>già evidenti nella scuola primaria e si accentuano nei cicli successivi</strong>, anche quando si tiene conto del background socio-economico o dell&#8217;origine migratoria degli studenti. Divari che evidenziano la <strong>necessità di azioni strutturali, sin dalla primissima infanzia</strong>.</p>
<p>A livello nazionale, si riscontra che le percentuali di studenti che raggiungono un risultato adeguato rispetto ai traguardi di apprendimento alla fine del primo ciclo di istruzione (almeno livello 3 per italiano e matematica, livello A2 per inglese) sono: 58,6% in italiano, 55,7% in matematica, 82,8% in <em>reading</em> e 69,7% in <em>listening</em>. Italiano e, ancor più, matematica hanno mostrato una fase di sostanziale stabilità dal 2021.</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">41,4% </span>gli studenti di terza media che non hanno raggiunto competenze linguistiche adeguate in italiano nel 2025.</p>
</section>
<p>Tale quadro suggerisce che <strong>l&#8217;ipotesi di un effetto pandemico di medio-lungo periodo sugli apprendimenti, pur plausibile, non è più sufficiente a spiegare da sola le dinamiche attuali</strong>.</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>Il protrarsi di questa situazione potrebbe anche essere attribuito a diversi fattori strutturali, tra cui non solo le difficoltà legate alla didattica a distanza e alle discontinuità formative durante gli anni critici della pandemia ma anche all’emergere di nuove fragilità negli studenti e nelle studentesse e alle sfide poste dalla crescente complessità del contesto scolastico e sociale.</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://serviziostatistico.invalsi.it/wp-content/uploads/2025/07/Rapporto-prove-INVALSI-2025.pdf" target="_blank">&#8211; Rapporto Invalsi 2025, 9 luglio 2025</a>
									            </div>
</section>
<p>È quindi necessario interrogarsi su fattori strutturali legati alla trasformazione della società, all&#8217;impatto crescente delle tecnologie e al ruolo della scuola.</p>
<div id="trapani-palermo-e-napoli-sono-i-comuni-capoluogo-dove-gli-studenti-di-terza-media-fanno-registrare-i-piu-bassi-livelli-di-competenze-linguistiche" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<h3 class="wp-block-heading">Le competenze linguistiche degli studenti nei comuni capoluogo</h3>
<p>In un contesto sociale ed economico dove la capacità di padroneggiare le nuove tecnologie è diventata imprescindibile, l&#8217;apprendimento delle discipline Stem è assolutamente essenziale. Così come resta fondamentale l&#8217;acquisizione delle competenze di base, a partire dalla <strong>capacità di leggere, comprendere e produrre un testo</strong>, premessa per essere cittadini consapevoli e non soggetti passivi. Da questo punto di vista, le <strong>elaborazioni di Istat nell&#8217;ambito delle statistiche sperimentali</strong> ci consentono di fare alcune analisi a livello territoriale circa le <strong>competenze linguistiche raggiunte dagli studenti di terza media nei comuni capoluogo</strong> al termine dell&#8217;anno scolastico 2021-2022.</p>
<div id="strillo-testo-block_623e44721ead6911cfd10aa7447aad46" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Generalmente gli studenti del mezzogiorno ottengono punteggi più bassi nei testi Invalsi di lingua.</p>
</section></div>
<p>A livello nazionale, il punteggio medio ottenuto dagli studenti di terza media in quell&#8217;anno era pari a 196,6. Disaggregando il dato a livello regionale, possiamo osservare che i punteggi più alti sono stati raggiunti in <strong>Valle d’Aosta</strong> (205,8), <strong>Umbria</strong> (204,5) e <strong>Marche</strong> (202,3). Viceversa, i punteggi più bassi si sono registrati in <strong>Sicilia</strong> (185), in <strong>Calabria</strong> (185,4) e in <strong>Campania</strong> (187,9). </p>
<p>In generale possiamo osservare che <strong>tutte le regioni del mezzogiorno, con la sola eccezione dell’Abruzzo, hanno riportato un dato inferiore rispetto alla media nazionale</strong>. Viceversa tutte le regioni del centro-nord, con la sola eccezione della <strong>provincia autonoma di Bolzano</strong>, hanno fatto registrare punteggi più alti.</p>
<p>Scendendo a livello comunale, i 5 capoluoghi con i punteggi più alti sono <strong>Macerata</strong> (214,6), <strong>Sondrio</strong> (212), <strong>Siena</strong> (211,8), <strong>Perugia</strong> (210,1) e <strong>Fermo</strong> (209,7). Rispetto alla dinamica individuata a livello regionale, ci sono, come spesso capita, delle eccezioni. Tra le realtà del mezzogiorno e delle isole infatti, si nota che 11 città fanno registrare un punteggio superiore a 200. Si tratta di: Avellino, Campobasso, Potenza, Lecce, Caserta, Teramo, Chieti, Cagliari, Pescara e Isernia.</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/a-palermo-e-napoli-bassi-livelli-di-competenze-linguistiche-in-terza-media-nel-2022/">A Palermo e Napoli bassi livelli di competenze linguistiche in terza media nel 2022</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/a-palermo-e-napoli-bassi-livelli-di-competenze-linguistiche-in-terza-media-nel-2022/">Livello di competenza alfabetica degli studenti di terza media per comune capoluogo di provincia (a.s. 2021-2022)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis &#8211; Con i bambini su dati Istat statistiche sperimentali                                                                <br />(ultimo aggiornamento: giovedì 19 Giugno 2025)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/12/a-palermo-e-napoli-bassi-livelli-di-competenze-linguistiche-in-terza-media-nel-2022.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-304495"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-304495" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p>I capoluoghi con i risultati inferiori sono invece <strong>Trapani</strong> (178,1), <strong>Palermo</strong> (183,3), <strong>Napoli</strong> (184,7), <strong>Prato</strong> (185,2) e <strong>Crotone</strong> (186). Oltre al capoluogo toscano, altre città del centro-nord con risultati non particolarmente elevati sono Savona, Alessandria, Vercelli, Bolzano, Imperia e Venezia.</p>
<h3 class="wp-block-heading">Scarica, condividi e riutilizza i dati</h3>
<section class="download">
<div class="dw-content">
<div class="intro">
<p>Scarica i dati, regione per regione</p>
</div>
<div class="files">
<p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/competenze_linguistiche_2025/abruzzo.xls">Abruzzo</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/competenze_linguistiche_2025/basilicata.xls">Basilicata</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/competenze_linguistiche_2025/calabria.xls">Calabria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/competenze_linguistiche_2025/campania.xls">Campania</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/competenze_linguistiche_2025/emilia_romagna.xls">Emilia-Romagna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/competenze_linguistiche_2025/fvg.xls">Friuli-Venezia Giulia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/competenze_linguistiche_2025/lazio.xls">Lazio</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/competenze_linguistiche_2025/liguria.xls">Liguria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/competenze_linguistiche_2025/lombardia.xls">Lombardia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/competenze_linguistiche_2025/marche.xls">Marche</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/competenze_linguistiche_2025/molise.xls">Molise</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/competenze_linguistiche_2025/piemonte.xls">Piemonte</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/competenze_linguistiche_2025/puglia.xls">Puglia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/competenze_linguistiche_2025/sardegna.xls">Sardegna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/competenze_linguistiche_2025/sicilia.xls">Sicilia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/competenze_linguistiche_2025/toscana.xls">Toscana</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/competenze_linguistiche_2025/trentino_alto_adige.xls">Trentino-Alto Adige</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/competenze_linguistiche_2025/umbria.xls">Umbria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/competenze_linguistiche_2025/vda.xls">Valle d’Aosta</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/competenze_linguistiche_2025/veneto.xls">Veneto</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/competenze_linguistiche_2025/totale_nazionale.xls">Totale nazionale</a>.</p>
</div></div>
</section>
<p>I contenuti dell’Osservatorio povertà educativa&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/poverta-educativa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">#conibambini</a>&nbsp;sono realizzati da openpolis con l’impresa sociale Con i bambini nell’ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell’articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l’obiettivo di creare un’unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di data journalism o anche per semplice consultazione. I dati relativi alla competenze linguistiche degli studenti di terza media nei comuni capoluogo sono di fonte Istat statistiche sperimentali.</p>
<p>Foto: <a href="https://www.freepik.com/free-photo/kid-taking-book-from-shelf_2499026.htm#fromView=image_search_similar&amp;page=1&amp;position=13&amp;uuid=066692ac-f25b-42ea-9bf1-ea092dce8207&amp;query=lo+stato+deve+investire+nell%27istruzione+" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Freepik</a> (<a href="https://support.freepik.com/s/topic/0TO3V000000Cla4WAC/licenses?_gl=1*xvu8h5*_gcl_au*MjEzODk0MTEzMS4xNzQ0NzM2OTkx*_ga*MTcwMzM4OTQ5MC4xNzQ0NzM2OTkx*_ga_QWX66025LC*czE3NTI1MDE4NDgkbzEwJGcxJHQxNzUyNTAxOTQyJGoyNiRsMCRoMA.." target="_blank" rel="noreferrer noopener">licenza</a>)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/litalia-e-il-terzultimo-paese-in-ue-per-spesa-in-istruzione-sul-pil/">L&#8217;Italia è il terzultimo paese in Ue per spesa in istruzione sul Pil</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il diritto all’inclusione per gli studenti con disabilità, una sfida ancora aperta</title>
		<link>https://www.openpolis.it/il-diritto-allinclusione-per-gli-studenti-con-disabilita-una-sfida-ancora-aperta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Dal Poggetto]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Nov 2025 09:13:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=303853</guid>

					<description><![CDATA[<p>Gli studenti con disabilità che frequentano le scuole italiane sono in costante aumento a testimonianza della crescente capacità di inclusione. Tuttavia le sfide da affrontare sono ancora molte, a partire dalla disponibilità di personale di sostegno e di postazioni informatiche adattate.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/il-diritto-allinclusione-per-gli-studenti-con-disabilita-una-sfida-ancora-aperta/">Il diritto all’inclusione per gli studenti con disabilità, una sfida ancora aperta</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>diritto allo studio di ragazzi e ragazze con disabilità</strong>, anche mediante il ricorso a <strong>misure specifiche di assistenza e integrazione</strong>, è riconosciuto e tutelato dall’ordinamento italiano come parte integrante del principio di uguaglianza sostanziale e del diritto all’istruzione per tutti. A rafforzare questo quadro, sul piano internazionale, vi è la <a href="https://pninclusione21-27.lavoro.gov.it/sites/default/files/2023-10/Convenzione%20ONU.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Convenzione Onu</a> sui diritti delle persone con disabilità, ratificata dall’Italia con la <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2009;18" target="_blank" rel="noreferrer noopener">legge 18/2009</a>, che sancisce il diritto all’educazione su base di uguaglianza, senza discriminazioni e con la <strong>predisposizione di accomodamenti ragionevoli per favorire la piena partecipazione scolastica</strong>.</p>
<p>Un principio ribadito di recente dalla <a href="https://mdp.giustizia-amministrativa.it/visualizza/?nodeRef=&amp;schema=tar_rm&amp;nrg=202500012&amp;nomeFile=202502914_20.xml&amp;subDir=Provvedimenti" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sentenza 12/2025 del Tar del Lazio</a>, nella quale i giudici amministrativi hanno chiarito che il diritto all’istruzione e all’integrazione scolastica degli alunni con disabilità <strong>deve essere garantito indipendentemente dalle risorse disponibili</strong>.</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>Né le norme di organizzazione del servizio scolastico, né tanto meno quelle sui vincoli di spesa pubblica, possono giustificare l’imposizione surrettizia di limiti</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://mdp.giustizia-amministrativa.it/visualizza/?nodeRef=&#038;schema=tar_rm&#038;nrg=202500012&#038;nomeFile=202502914_20.xml&#038;subDir=Provvedimenti" target="_blank">&#8211; Sentenza 12/2025 Tar del Lazio, 10 febbraio 2025</a>
									            </div>
</section>
<p>Tale pronunciamento è ancora più significativo se si considera il progressivo aumento degli studenti con disabilità all&#8217;interno del sistema educativo italiano. <strong>Durante l&#8217;anno scolastico 2023/24 ne risultavano iscritti 359mila, 21mila in più rispetto all&#8217;anno precedente</strong>. Un incremento che da un lato testimonia una maggiore capacità di individuazione e diagnosi, dall’altro una crescente inclusione nel sistema educativo.</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">4,5% </span>la quota di alunni con disabilità rispetto al totale degli studenti iscritti nell&#8217;anno scolastico 2023/24.</p>
</section>
<p>Tuttavia, l’effettiva inclusione scolastica <strong>rimane una sfida aperta</strong>. Un <a href="https://www.garanteinfanzia.org/sites/default/files/2022-06/dispersione-scolastica-2022.pdf#page=36" target="_blank" rel="noreferrer noopener">rapporto</a> del garante per l&#8217;infanzia e l&#8217;adolescenza ha evidenziato infatti tra le criticità la persistenza di barriere architettoniche, l’uso ancora limitato di strumenti di supporto digitali, e la carenza di insegnanti di sostegno e assistenti all’autonomia adeguatamente formati.</p>
<p>In questo articolo approfondiremo in particolare due dimensioni cruciali per l’inclusione scolastica: <strong>il livello di partecipazione degli studenti con disabilità alle attività didattiche in classe</strong> e <strong>la disponibilità di postazioni informatiche adattate</strong>. Due aspetti che, insieme, possono contribuire notevolmente a un apprendimento accessibile e partecipato.</p>
<div id="nellanno-scolastico-2023-24-erano-oltre-359mila-gli-studenti-con-disabilita-iscritti-agli-istituti-italiani" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<h3 class="wp-block-heading">Quanti sono gli studenti con disabilità che frequentano le scuole italiane</h3>
<p>Per quanto riguarda l’inclusione degli alunni con disabilità, il 18 marzo 2025 <strong>Istat</strong> ha pubblicato un nuovo <a href="https://www.istat.it/wp-content/uploads/2025/03/Alunni-con-disabilita-as-23-24.pdf#PAGE=8" target="_blank" rel="noreferrer noopener">rapporto</a> relativo all’anno scolastico 2023/24. In base a questo documento, gli studenti con disabilità iscritti alle scuole di ogni ordine e grado erano quasi 359mila. Si tratta di un incremento del 6% rispetto all’anno precedente. <strong>Tale tendenza è ormai in corso da diverso tempo</strong>. Considerando gli ultimi 5 anni infatti gli studenti con disabilità inseriti nel sistema scolastico sono stati <strong>75mila in più</strong>.</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">+26% </span>l&#8217;incremento di studenti con disabilità presenti nelle scuole italiane registrato tra il 2019/20 e il 2023/24.</p>
</section>
<div id="la-disabilita-intellettiva-e-quella-piu-comune-tra-gli-studenti-40-il-37-soffre-di-piu-forme-di-disabilita-contemporaneamente" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p>Per quanto riguarda il tipo di disabilità, quella <strong>intellettiva</strong> è la più comune tra gli studenti (40%). Seguono i <strong>disturbi dello sviluppo psicologico</strong> (35%) e quelli <strong>dell&#8217;apprendimento e dell&#8217;attenzione</strong> (20%). Meno comuni sono le <strong>disabilità motorie</strong> (9%) e quelle <strong>visive o uditive</strong> (circa 7%). Da notare che <strong>il 37% degli alunni con disabilità presenta più problemi</strong> <strong>contemporaneamente</strong>, in particolare tra gli studenti con disabilità intellettiva (53%). Inoltre il 28% degli studenti ha <strong>difficoltà di autonomia</strong> (comunicazione, igiene, mobilità, alimentazione).</p>
<div id="il-20-degli-studenti-con-disabilita-non-e-autonomo-in-nessuna-attivita-di-base-comunicazione-igiene-mobilita-alimentazione" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">20% </span>gli studenti con disabilità che non sono autonomi in nessuna attività (comunicazione, igiene, mobilità, alimentazione).</p>
</section>
<p>Istat evidenzia inoltre l’aumento degli insegnanti di sostegno con una formazione specifica, passati dal 63% al 73% in quattro anni. Il rapporto alunno-insegnante è di 1,4 nelle scuole statali, migliore del rapporto raccomandato di 2 a 1. Tuttavia segnala anche che <strong>un numero considerevole di docenti (27%) non è ancora specializzato</strong>, con un picco del 38% nel nord Italia. L&#8217;11% di questi insegnanti viene inoltre <strong>assegnato in ritardo</strong>. </p>
<p>In media, gli studenti usufruiscono di <strong>15,6 ore settimanali di sostegno</strong>. Si notano però <strong>differenze territoriali in tutti i livelli scolastici</strong>, con un maggiore numero di ore di sostegno nelle scuole del mezzogiorno (17,3, ovvero 3,4 ore in più rispetto alle 13,9 del nord). A questo proposito, Istat segnala che il 3,7% delle famiglie ha presentato <strong>ricorso al Tar</strong>, ritenendo inadeguata l&#8217;assegnazione delle ore di sostegno.</p>
<div id="strillo-testo-block_e9384a7c237698f12ce41628ee66db95" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Insegnanti di sostegno e assistenti all&#8217;autonomia non sono ancora sufficienti.</p>
</section></div>
<p>Un altro elemento critico riguarda il fatto che <strong>oltre 15mila studenti con disabilità (il 4,2% del totale) non ricevono l&#8217;assistenza necessaria per l&#8217;autonomia e la comunicazione</strong>. Questa carenza è più marcata nel mezzogiorno, dove la percentuale sale al 5,4%. Spesso si tenta di compensare aumentando le ore di sostegno, sebbene le due figure professionali (assistente all&#8217;autonomia e alla comunicazione e insegnante di sostegno) siano complementari e non intercambiabili.</p>
<div id="gli-studenti-totalmente-non-autonomi-passano-in-media-73-ore-a-settimana-lontano-dalla-classe-nelle-scuole-del-nord-il-dato-sale-a-94-ore" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<h3 class="wp-block-heading">La partecipazione degli alunni con disabilità alle attività della classe</h3>
<p>Il già citato documento dell&#8217;istituto di statistica sottolinea come <strong>il rapporto con i coetanei giochi un ruolo fondamentale sul piano relazionale e dell’apprendimento</strong>. Per questo è auspicabile che la didattica sia svolta sempre insieme ai compagni e che l’attività dell’insegnante per il sostegno non sia rivolta esclusivamente all’alunno con disabilità, ma riguardi l’intero gruppo classe, evitando situazioni di isolamento.</p>
<p>Valutare il tempo che gli alunni con disabilità passano con i loro compagni di classe è quindi molto importante. In base ai dati più recenti rilasciati da Istat, in media gli alunni con disabilità passano <strong>29 ore settimanali in classe</strong> mentre 2,9 ore sono dedicate ad attività individuali.</p>
<div id="strillo-testo-block_822344b0effe9ccc332a12190defa24e" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Al diminuire del livello di autonomia dello studente aumentano le ore trascorse lontano dalla classe.</p>
</section></div>
<p>Si tratta di un dato certamente rilevante che ci dice che gli alunni con disabilità passano lontano dalla classe il 10% del tempo. Tuttavia, andando a disaggregare i dati e ad analizzarli più nel dettaglio, si notano delle significative differenze. Queste sono legate sia al livello di autonomia del minore, sia al grado di scuola frequentato, sia alla ripartizione geografica. A livello nazionale, ad esempio, si nota che <strong>se lo studente non è autonomo in nessuna delle attività di base (spostarsi, mangiare, comunicare, igiene personale) il numero medio di ore trascorse lontano dalla classe aumenta a 7,3</strong>. Valore che sale a 9,4 nelle scuole del nord e a 8 in quelle del centro. Viceversa, al sud le ore trascorse lontano dai compagni passano a 5,3, meno della media nazionale.</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/al-nord-gli-studenti-con-disabilita-gravi-passano-quasi-un-terzo-del-tempo-lontano-dai-compagni/">Al nord gli studenti con disabilità gravi passano quasi un terzo del tempo lontano dai compagni</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/al-nord-gli-studenti-con-disabilita-gravi-passano-quasi-un-terzo-del-tempo-lontano-dai-compagni/">Numero medio di ore di didattica settimanali svolte dagli alunni con disabilità lontano dai compagni (2023/24)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                         aria-labelledby="chart_303914_tab1"><br />
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<p></amp-iframe>                        </p>
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</p></div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_303914_tab3"></p>
<p>I diversi grafici mostrano il numero medio di ore di didattica settimanali svolte dagli alunni con disabilità lontano dai compagni di classe, il grado di autonomia dell&#8217;alunno, l&#8217;ordine scolastico e la ripartizione geografica per l&#8217;anno scolastico 2023/24. <span data-sheets-root="1">I dati relativi alla scuola dell&#8217;infanzia di Trento non sono stati rilevati. </span></p>
<p>Si considera autonomo lo studente che si sposta da solo all’interno della scuola, che mangia e va in bagno e comunica autonomamente.</p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Istat                                                                <br />(pubblicati: martedì 18 Marzo 2025)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/11/al-nord-gli-studenti-con-disabilita-gravi-passano-quasi-un-terzo-del-tempo-lontano-dai-compagni.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-303914"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-303914" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p>Altro elemento che emerge dall&#8217;analisi dei dati disaggregati è che tendenzialmente sono le <strong>scuole dell&#8217;infanzia</strong> quelle dove gli alunni con disabilità passano il maggior numero di ore lontano dai compagni. A livello nazionale, parliamo di 7,9 ore nel caso di studenti autonomi in almeno una delle quattro attività di base e di 9,8 ore per gli alunni totalmente non autonomi. Focalizzandoci su questi ultimi però, si nota che il numero di ore trascorse fuori classe più alto in assoluto è quello degli studenti delle <strong>scuole secondarie di secondo grado nel nord</strong> del paese.</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">13,6  </span>le ore trascorse lontano dai compagni dagli studenti con disabilità non autonomi in nessuna attività nelle scuole secondarie di secondo grado del nord.</p>
</section>
<p>Seguono le scuole dell&#8217;<strong>infanzia del mezzogiorno</strong> (10,8 ore), quelle del <strong>centro</strong> (10,1) e le <strong>scuole secondarie di primo grado del nord</strong> (9,6).</p>
<div id="il-46-degli-istituti-scolastici-non-dispone-o-non-ha-una-dotazione-sufficiente-di-postazioni-informatiche-adattate-per-gli-studenti-con-disabilita" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<h3 class="wp-block-heading">La disponibilità di postazioni informatiche adattate</h3>
<p>Abbiamo appena visto che la condivisione del tempo e delle attività con i compagni è fondamentale per gli alunni con disabilità. Questo sia per <strong>garantire lo sviluppo delle loro abilità relazionali ma anche per limitare il rischio di abbandono</strong>. Da questo punto di vista, una delle misure assolutamente da considerare è la <strong>messa a disposizione di postazioni informatiche adattate</strong>. Strumenti che possono rendere più semplice il percorso didattico e favorire l’acquisizione di competenze sempre più richieste in cui le tecnologie sono sempre più centrali.</p>
<p>I dati Istat riferiti all’anno scolastico 2023/24 mostrano che <strong>il 75% delle scuole primarie e secondarie</strong> dispone di postazioni informatiche adattate per alunni con disabilità. Le percentuali più elevate si registrano in <strong>Emilia-Romagna </strong>(85%) e nella <strong>provincia autonoma di Trento </strong>(83%), seguite da <strong>Umbria e Toscana </strong>(79%) e da <strong>Piemonte, Lombardia e Sicilia (77%)</strong>. La <strong>provincia autonoma di Bolzano</strong> presenta invece il valore più basso, con appena <strong>il 45%</strong> degli istituti dotati.</p>
<p>Tra le scuole già fornite però, il 39% giudica la dotazione insufficiente. Mentre tra quelle prive di postazioni, il 66% dichiara di averne bisogno. Nel complesso, <strong>la domanda insoddisfatta per carenza o assenza di postazioni informatiche riguarda il 46% delle scuole</strong>. Una criticità che si accentua nel mezzogiorno, dove riguarda oltre la metà degli istituti.</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">46% </span>la quota di istituti con una domanda insoddisfatta di postazioni informatiche adattate per gli studenti con disabilità.</p>
</section>
<p>Il modo più efficace per utilizzare le potenzialità offerte dagli strumenti informatici è quello di collocarli <strong>in classe o in laboratori condivisi</strong>. Al contrario, la loro sistemazione in aule di sostegno rischia di <strong>ostacolare la didattica inclusiva</strong>, riducendo le opportunità di relazione e apprendimento cooperativo.</p>
<div id="strillo-testo-block_6136336309b2ddc5e4cac8141d1f922b" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Dotare gli alunni con disabilità di postazioni informatiche adattate non è sufficiente: è necessario anche garantire la cooperazione coi coetanei.</p>
</section></div>
<p>Da questo punto di vista, <strong>il 49% delle scuole</strong> colloca le postazioni direttamente in classe (una quota in crescita rispetto al 37% fatto registrare nell&#8217;anno scolastico 2019-2020), con un picco nel centro Italia e in particolare in <strong>Umbria (61%)</strong>. Il 54,3% le utilizza in laboratori esterni, mentre il 42,6% le colloca in aule di sostegno (la somma delle percentuali è diversa da 100 perché ciascuna scuola può avere postazioni in più ambienti). Va però evidenziato che <strong>il 19%</strong> <strong>degli istituti utilizza queste tecnologie</strong> <strong>esclusivamente nelle aule di sostegno</strong>, dove l’attività didattica avviene solo con l’insegnante dedicato, limitando di fatto l’inclusione.</p>
<h3 class="wp-block-heading">La disponibilità di postazioni informatiche adattate a livello territoriale</h3>
<p>I dati più recenti disponibili sulle postazioni informatiche adattate si fermano al livello regionale. Per analisi territoriali più dettagliate è necessario fare riferimento ai dati rilasciati da Istat per l&#8217;anno 2022. Questi riguardano la <strong>percentuale di scuole frequentate da alunni con disabilità che, a livello provinciale, dichiarano di disporre di postazioni informatiche adattate</strong>. Sebbene questi dati non forniscano informazioni sulla collocazione o sull’adeguatezza delle dotazioni, rappresentano un utile indicatore per individuare i territori più critici. </p>
<p>A livello complessivo, possiamo osservare che <strong>in nessuna provincia si registra un livello di copertura del 100%</strong>. In 60 casi poi la percentuale risulta inferiore al dato medio nazionale (60,5%).</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-6-provincie-la-copertura-di-postazioni-informatiche-adattate-e-inferiore-al-50/">In 6 province la copertura di postazioni informatiche adattate è inferiore al 50%</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-6-provincie-la-copertura-di-postazioni-informatiche-adattate-e-inferiore-al-50/">Scuole con alunni con disabilità per presenza di postazioni informatiche adattate, provincia per provincia (2022)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                         aria-labelledby="chart_303927_tab1"><br />
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Istat                                                                <br />(consultati: venerdì 10 Ottobre 2025)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/11/in-6-provincie-la-copertura-di-postazioni-informatiche-adattate-e-inferiore-al-50.png" target="_blank" download></a></p></div>
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                                          data-param-text="In 6 province la copertura di postazioni informatiche adattate è inferiore al 50%"
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<div>
<p><label for="embed-chart-303927"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-303927" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;505&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/in-6-provincie-la-copertura-di-postazioni-informatiche-adattate-e-inferiore-al-50/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p>È la provincia molisana di <strong>Isernia </strong>a riportare il livello di copertura più alto (82,8%), seguita da <strong>Asti </strong>(77,4%) e <strong>Ravenna </strong>(75,7%). Le percentuali più basse si registrano invece a <strong>Bolzano </strong>(41,2%), <strong>Oristano </strong>(47,5%) e <strong>Sassari </strong>(49,2%). Da notare che ci sono altre 3 province con un livello di copertura inferiore al 50%. Si tratta di <strong>Brindisi</strong> (49,8%), <strong>Campobasso</strong> (49,7%) e <strong>Novara</strong> (49,3%).</p>
<h3 class="wp-block-heading">Scarica, condividi e riutilizza i dati</h3>
<section class="download">
<div class="dw-content">
<div class="intro">
<p>Scarica i dati, regione per regione</p>
</div>
<div class="files">
<p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/disabilit%C3%A0_2025/abruzzo.xls">Abruzzo</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/disabilit%C3%A0_2025/basilicata.xls">Basilicata</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/disabilit%C3%A0_2025/calabria.xls">Calabria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/disabilit%C3%A0_2025/campania.xls">Campania</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/disabilit%C3%A0_2025/emilia_romagna.xls">Emilia-Romagna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/disabilit%C3%A0_2025/fvg.xls">Friuli-Venezia Giulia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/disabilit%C3%A0_2025/lazio.xls">Lazio</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/disabilit%C3%A0_2025/liguria.xls">Liguria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/disabilit%C3%A0_2025/lombardia.xls">Lombardia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/disabilit%C3%A0_2025/marche.xls">Marche</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/disabilit%C3%A0_2025/molise.xls">Molise</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/disabilit%C3%A0_2025/piemonte.xls">Piemonte</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/disabilit%C3%A0_2025/puglia.xls">Puglia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/disabilit%C3%A0_2025/sardegna.xls">Sardegna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/disabilit%C3%A0_2025/sicilia.xls">Sicilia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/disabilit%C3%A0_2025/toscana.xls">Toscana</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/disabilit%C3%A0_2025/trentino_aa.xls">Trentino-Alto Adige</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/disabilit%C3%A0_2025/umbria.xls">Umbria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/disabilit%C3%A0_2025/vda.xls">Valle d’Aosta</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/disabilit%C3%A0_2025/veneto.xls">Veneto</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/disabilit%C3%A0_2025/totale_nazionale.xls">Totale nazionale</a>.</p>
</div></div>
</section>
<p>I contenuti dell’Osservatorio povertà educativa&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/poverta-educativa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">#conibambini</a>&nbsp;sono realizzati da openpolis con l’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell’articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l’obiettivo di creare un’unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di data journalism o anche per semplice consultazione. I dati relativi alle scuole che dispongono di postazioni informatiche adattate per studenti con disabilità a livello provinciale sono di fonte Istat.</p>
<p>Foto: <a href="https://www.freepik.com/free-photo/young-girl-wakes-up-her-colleague-campus-library-after-falling-asleep_417797952.htm#fromView=image_search_similar&amp;page=1&amp;position=0&amp;uuid=7fd7c63b-09cd-477f-a255-874e6a30c120&amp;query=disabilità+intellettiva+studenti" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Freepik</a> (<a href="https://support.freepik.com/s/topic/0TO3V000000Cla4WAC/licenses?_gl=1*xvu8h5*_gcl_au*MjEzODk0MTEzMS4xNzQ0NzM2OTkx*_ga*MTcwMzM4OTQ5MC4xNzQ0NzM2OTkx*_ga_QWX66025LC*czE3NTI1MDE4NDgkbzEwJGcxJHQxNzUyNTAxOTQyJGoyNiRsMCRoMA.." target="_blank" rel="noreferrer noopener">licenza</a>)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/il-diritto-allinclusione-per-gli-studenti-con-disabilita-una-sfida-ancora-aperta/">Il diritto all’inclusione per gli studenti con disabilità, una sfida ancora aperta</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;origine familiare e le disparità sociali incidono sull&#8217;accesso all&#8217;università</title>
		<link>https://www.openpolis.it/anche-nellaccesso-alluniversita-i-divari-sociali-alimentano-quelli-educativi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Aug 2025 08:05:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=301712</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nel confronto europeo l'Italia è agli ultimi posti per quota di giovani in possesso della laurea o di un altro titolo terziario. Alla base restano disparità sociali che, specie nei momenti di crisi, se non compensate possono allontanare ragazze e ragazzi dagli studi universitari.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/anche-nellaccesso-alluniversita-i-divari-sociali-alimentano-quelli-educativi/">L&#8217;origine familiare e le disparità sociali incidono sull&#8217;accesso all&#8217;università</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’Italia è ancora agli ultimi posti in Ue rispetto al numero dei giovani laureati, con <strong>una quota del 31,6%, rispetto a una media europea del 44%</strong>. Tra le cause di questa tendenza, le disparità sociali e l’origine familiare assumono un’importanza fondamentale. A questo si aggiungono i profondi divari territoriali.</p>
<h3 class="wp-block-heading">I laureati in Italia nel confronto europeo</h3>
<p>Tra i paesi europei, l&#8217;Italia è agli ultimi posti per quota di giovani laureati o con un titolo terziario equivalente. In media nel 2024 <strong>nell&#8217;Unione europea il 44,1% dei giovani tra 25 e 34 anni aveva un titolo di studio terziario (come la laurea)</strong>. Una quota in progressivo avvicinamento all&#8217;obiettivo del 45% entro il 2030, come stabilito dal consiglio dell&#8217;Ue nell&#8217;ambito del <a href="https://op.europa.eu/en/publication-detail/-/publication/b004d247-77d4-11eb-9ac9-01aa75ed71a1" target="_blank" rel="noreferrer noopener">quadro strategico per la cooperazione europea nel settore dell&#8217;istruzione e della formazione</a>.</p>
<div id="con-il-316-litalia-e-al-penultimo-posto-in-ue-per-quota-di-giovani-laureati-tra-25-e-34-anni-nel-2024" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p>Per quanto riguarda l&#8217;Italia, nel 2024 il 31,6% dei giovani tra 25 e 34 anni era in possesso di un titolo di studio terziario. <strong>Dato in crescita rispetto al 30,6% dell&#8217;anno precedente e al 29,2% del 2022, ma che pone il nostro paese al penultimo posto in Ue</strong>, prima della Romania (23,2%).</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2024-litalia-e-il-penultimo-paese-ue-per-quota-di-giovani-laureati/">Nel 2024 l’Italia è il penultimo paese Ue per quota di giovani laureati</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2024-litalia-e-il-penultimo-paese-ue-per-quota-di-giovani-laureati/">Percentuale di giovani 25-34 anni con un titolo di studio terziario (2024)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
<div id="chart_301716_tab1" role="tab" aria-controls="chart_301716_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
<div id="chart_301716_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_301716_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/nel-2024-litalia-e-il-penultimo-paese-ue-per-quota-di-giovani-laureati/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/08/nel-2024-litalia-e-il-penultimo-paese-ue-per-quota-di-giovani-laureati.png" placeholder ></amp-img></p>
<div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div>
<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2024-litalia-e-il-penultimo-paese-ue-per-quota-di-giovani-laureati/">Nel 2024 l’Italia è il penultimo paese Ue per quota di giovani laureati &#8211; Percentuale di giovani 25-34 anni con un titolo di studio terziario (2024)</a></div>
</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Eurostat                                                                <br />(pubblicati: lunedì 14 Aprile 2025)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/08/nel-2024-litalia-e-il-penultimo-paese-ue-per-quota-di-giovani-laureati.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-301716"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-301716" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;505&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/nel-2024-litalia-e-il-penultimo-paese-ue-per-quota-di-giovani-laureati/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<div id="strillo-testo-block_c092bf4b1faf78584be439f043767f1a" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Circa la metà dei paesi Ue ha già raggiunto l&#8217;obiettivo del 45% di giovani laureati.</p>
</section></div>
<p>Nell&#8217;anno più recente a disposizione, il 2024, uno sguardo ai dati sulla percentuale di laureati tra i 25 e i 34 anni nei vari paesi europei rivela un panorama diversificato. In cima alla classifica, con le percentuali più elevate, troviamo l&#8217;<strong>Irlanda</strong>, dove quasi due terzi dei giovani adulti (65,2%) ha completato un&#8217;istruzione di livello terziario, come quella universitaria. A poca distanza si posizionano il <strong>Lussemburgo</strong>, con il 63,8%, e <strong>Cipro</strong> con il 60,1%. La <strong>Lituania</strong> e i <strong>Paesi Bassi</strong> completano la lista dei primi cinque stati, registrando rispettivamente il 58,2% e il 55,1%. Cifre che indicano un quadro di paesi in cui l&#8217;istruzione superiore è ampiamente diffusa tra i giovani adulti. In aggiunta a quelli citati, altri 8 stati, pur con quote inferiori, hanno comunque già raggiunto la soglia europea del 45%.</p>
<p>Al contrario, risultano molto lontani dal target alcuni paesi dell&#8217;Europa orientale e meridionale. Parliamo in particolare della <strong>Slovacchia</strong> (37,2%), della <strong>Cechia</strong> (33,5%), dell&#8217;<strong>Ungheria</strong> (32,3%), oltre alle già citate Italia e Romania.</p>
<p><div class="content_block" id="custom_post_widget-135826"><p></p>
</div></p>
<div id="la-condizione-socio-economica-di-partenza-influenza-ancora-laccesso-ai-livelli-piu-alti-di-istruzione" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<h3 class="wp-block-heading">Il collegamento con la condizione socio-economica di partenza</h3>
<p>Un dato così basso per il nostro paese porta una riflessione sulle radici di questa tendenza e sulle possibili soluzioni.</p>
<p>Una recente <a href="https://www.senato.it/application/xmanager/projects/leg19/attachments/documento/files/000/112/861/DV18_Dossier_Borse_di_studio.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ricerca</a> per l&#8217;ufficio valutazione di impatto del Senato ha analizzato il collegamento tra origine sociale e accesso all&#8217;istruzione superiore, anche alla luce della letteratura esistente. La tendenza rilevata in quasi tutti i sistemi educativi è che gli <strong>studenti provenienti da contesti socio-economici svantaggiati hanno una probabilità significativamente inferiore di iscriversi all&#8217;università rispetto ai loro coetanei più abbienti</strong>.</p>
<div id="strillo-testo-block_8e1a028c5f61608704656964925def0b" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Gli studenti provenienti da contesti socio-economici svantaggiati hanno meno probabilità di proseguire gli studi dopo il diploma.</p>
</section></div>
<p>Questa correlazione viene ricondotta in letteratura a due dinamiche. In primo luogo, gli aspetti motivazionali e la preparazione degli studenti. Come abbiamo avuto modo di <a href="https://www.openpolis.it/numeri/gli-studenti-di-v-superiore-arrivano-alla-maturita-con-ampi-divari-educativi-legati-alla-loro-origine/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">approfondire</a> in passato, già <strong>durante la scuola dell&#8217;obbligo le differenze socio-economiche hanno un&#8217;influenza sugli esiti scolastici</strong>. Ciò fa sì che gli studenti svantaggiati abbiano risultati peggiori dei coetanei di famiglie abbienti, creando un disincentivo alla prosecuzione degli studi.</p>
<p>L&#8217;altro meccanismo analizzato in letteratura è che studenti e famiglie valutino l’immatricolazione ponderando i benefici sul mercato del lavoro e le probabilità di successo accademico con due tipi di costi. Quelli da sostenere direttamente, come tasse universitarie, libri, vitto, alloggio; e quelli derivanti dai mancati guadagni (il <a href="https://www.treccani.it/enciclopedia/teoria-del-costo-opportunita_%28Dizionario-di-Economia-e-Finanza%29/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">costo opportunità</a> del reddito che si sarebbe potuto guadagnare lavorando). Ne consegue che, <strong>anche a parità di risultati scolastici, gli studenti di famiglie a basso reddito risulteranno disincentivati rispetto ai coetanei benestanti, a causa delle maggiori difficoltà nel sostenere tali costi</strong>.</p>
<p>Si tratta di un tipico ambito in cui emerge la <a href="https://www.openpolis.it/parole/quali-sono-le-cause-della-poverta-educativa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">trappola della povertà educativa</a>, dal momento che sono proprio i figli di chi vive una situazione di svantaggio ad avere meno possibilità di sottrarsi da tale condizione in futuro. Questa tendenza di fondo è visibile anche per il caso italiano ed è stata evidenziata in numerosi studi.</p>
<h3 class="wp-block-heading">Meno aspettative di figli laureati nelle famiglie svantaggiate</h3>
<p>Nel caso italiano, sono diversi i segnali che uno svantaggio socio-economico-culturale potrebbe essere alla base di questa tendenza. Numerose indagini, anche recenti, hanno evidenziato proprio questo aspetto. </p>
<div id="quando-i-genitori-non-hanno-il-diploma-quasi-un-giovane-su-4-239-abbandona-precocemente-gli-studi-e-solo-il-12-raggiunge-la-laurea" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p>Nel luglio 2024, l&#8217;indagine di Istat sui <a href="https://www.istat.it/wp-content/uploads/2024/07/REPORT-livelli-istruzione.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">livelli di istruzione e i ritorni occupazionali</a>, ha mostrato come <a href="https://www.openpolis.it/numeri/sono-soprattutto-i-figli-dei-laureati-a-proseguire-gli-studi/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">siano soprattutto i figli dei laureati a proseguire gli studi</a>. <strong>Quando i genitori non hanno il diploma</strong>, quasi un giovane su 4 (23,9%) abbandona precocemente gli studi e <strong>solo il 12% raggiunge la laurea o un altro titolo terziario</strong>. Al contrario, se almeno un genitore è laureato, la percentuale di abbandoni precoci della scuola scende all&#8217;1,6%, mentre quasi il 70% arriva a laurearsi.</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">12% </span>la quota di giovani laureati (o con altro titolo terziario) i cui genitori non hanno il diploma.</p>
</section>
<p>In modo del tutto analogo, una precedente analisi dei ricercatori di Inapp, basata sulla coorte generazionale 1977-1986, aveva evidenziato come, <a href="https://www.openpolis.it/numeri/tra-i-figli-di-non-laureati-la-probabilita-di-laurearsi-e-piu-bassa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">tra i figli di genitori con la laurea, il 75% avesse la probabilità di laurearsi a sua volta</a>. Dato che scendeva al 48% tra chi aveva alle spalle una famiglia dove il titolo di studio massimo era il diploma e al 12% se i genitori avevano la licenza media.</p>
<p>Ne consegue che anche<strong> le aspettative e le aspirazioni di ragazze e ragazzi possono essere fortemente influenzate dalla condizione di partenza</strong>. Ne ha dato una visione plastica un’<a href="https://www.istat.it/it/files//2024/05/Bambini-e-ragazzi-2023.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">altra indagine di Istat</a>, del maggio dello scorso anno, sulla condizione dei bambini e dei ragazzi nel nostro paese. Da questo studio emerge che <strong>oltre 2 giovani su 3 (67,1%) con alle spalle una famiglia in buona condizione economica vogliono andare all’università</strong>. Mentre se la condizione economica è ritenuta negativa la quota scende a meno della metà del totale (46%). Processi di autosegregazione che contribuiscono ad approfondire i divari educativi nella popolazione giovanile rispetto alla classe sociale d’origine.</p>
<h3 class="wp-block-heading">Com&#8217;è cambiata la quota di giovani laureati sul territorio</h3>
<p>Queste <strong>tendenze contribuiscono anche a spiegare il basso numero di giovani laureati in alcune aree del paese</strong>. È quanto emerge analizzando i dataset pubblicati da Istat nell&#8217;ambito delle statistiche per il benessere equo e sostenibile. Il dato purtroppo non è direttamente confrontabile con l&#8217;indicatore europeo, essendo relativo ai residenti tra 25 e 39 anni, anziché tra 25 e 34. Tuttavia delinea una dinamica abbastanza nitida delle spaccature esistenti lungo la penisola.</p>
<p>La provincia di <strong>Siracusa</strong> è quella con meno laureati sotto i 40 anni. In questa zona della Sicilia infatti il 15,2% dei residenti tra 25 e 39 anni ha un titolo di studio terziario. Poco sopra l&#8217;area di <strong>Foggia</strong> (15,8%). A seguire, <strong>Brindisi</strong> (18,5%),<strong> Reggio Calabria</strong> (18,6%) e <strong>Benevento</strong> (18,9%) mostrano una quota di laureati leggermente superiore, anche se restano <strong>sotto la soglia di un laureato ogni 5 residenti con meno di 40 anni</strong>.</p>
<p>Raggiungono invece questa soglia le province di Imperia (20,1%), Sud Sardegna (20,1%), Crotone (20,2%), Cuneo (20,3%) e Barletta-Andria-Trani (20,7%), pur restando molto lontane dalla media nazionale pari al 30,9% nel 2024.</p>
<div id="siracusa-e-foggia-sono-le-province-con-meno-laureati-tra-gli-under-40" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
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<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/siracusa-e-foggia-sono-le-province-con-meno-laureati-tra-gli-under-40/">Siracusa e Foggia sono le province con meno laureati tra gli under 40</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/siracusa-e-foggia-sono-le-province-con-meno-laureati-tra-gli-under-40/">Percentuale di residenti 25-39 anni con titolo di studio terziario (2024)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
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<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Istat                                                                <br />(pubblicati: martedì 1 Luglio 2025)
                                        </p>
</p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-302058"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-302058" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p>Al contrario, la città metropolitana di <strong>Bologna</strong> è quella con più persone con meno di 40 anni laureate (48,8%), seguita da Trieste (45,9%) e Milano (45,5%). </p>
<p>Nel tempo, è da notare come <strong>in alcuni territori sia cambiata nettamente la quota di laureati nella fascia d&#8217;età di riferimento</strong>. Dal 2018 ad oggi, aumenti nel tasso di giovani adulti laureati anche superiori ai 10 punti percentuali si registrano nelle province di Ravenna, Enna, Livorno, Macerata, Vibo Valentia e Padova. Al contrario, <strong>la quota di persone con meno di 40 anni laureate è diminuita in 26 province dal 2018</strong>. Tra queste<br />Rieti, Siracusa e Pavia si segnalano per una riduzione di laureati superiore ai 5 punti percentuali nel periodo considerato.</p>
<div id="queste-tendenze-devono-essere-monitorate-durante-le-crisi-per-limpatto-sulle-scelte-educative-nelle-famiglie-piu-fragili" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<h3 class="wp-block-heading">Nella crisi i divari sociali spesso alimentano quelli educativi</h3>
<p>Si tratta di <strong>tendenze che dovranno essere monitorate nei prossimi anni</strong>, anche alla luce di una situazione sociale ed economica in evoluzione. Con riferimento alla crisi del 2008, ad esempio, la <a href="https://www.senato.it/application/xmanager/projects/leg19/attachments/documento/files/000/112/861/DV18_Dossier_Borse_di_studio.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">letteratura</a> aveva evidenziato <strong>due possibili effetti opposti sulle immatricolazioni all&#8217;università</strong>. </p>
<p>Per un verso, in una crisi economica la <strong>diminuzione del reddito disponibile e l&#8217;incertezza</strong> possono ridurre la partecipazione universitaria, dato il costo di un investimento a lungo termine, oneroso specie per le famiglie in difficoltà. D&#8217;altro canto, proprio in una fase di crisi economica, <strong>l&#8217;iscrizione all&#8217;università può essere percepita dai giovani come alternativa a un mercato del lavoro stagnante</strong>, specialmente in presenza di sussidi e borse di studio.</p>
<p><strong>Durante la grande recessione dei primi anni &#8217;10, l&#8217;impatto è stato negativo nel contesto europeo</strong>, dal momento che la crescita della disoccupazione si è accompagnata a un incremento generalizzato delle disuguaglianze sociali nell’accesso all’università. Anche nel caso italiano si è registrata la stessa dinamica: una <a href="https://cris.unibo.it/handle/11585/931573" target="_blank" rel="noreferrer noopener">recente ricerca</a> ha segnalato le conseguenze in termini di abbandono e di divari educativi e sociali di quella crisi economica. Per questo anche nei prossimi anni sarà <strong>cruciale monitorare queste tendenze</strong>.</p>
<h3 class="wp-block-heading">Scarica, condividi e riutilizza i dati</h3>
<section class="download">
<div class="dw-content">
<div class="intro">
<p>Scarica i dati, regione per regione</p>
</div>
<div class="files">
<p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Laureati_2025/abruzzo.xls">Abruzzo</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Laureati_2025/basilicata.xls">Basilicata</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Laureati_2025/calabria.xls">Calabria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Laureati_2025/campania.xls">Campania</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Laureati_2025/emilia-romagna.xls">Emilia-Romagna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Laureati_2025/Fvg.xls">Friuli-Venezia Giulia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Laureati_2025/Lazio.xls">Lazio</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Laureati_2025/liguria.xls">Liguria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Laureati_2025/Lombardia.xls">Lombardia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Laureati_2025/marche.xls">Marche</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Laureati_2025/molise.xls">Molise</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Laureati_2025/piemonte.xls">Piemonte</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Laureati_2025/puglia.xls">Puglia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Laureati_2025/sardegna.xls">Sardegna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Laureati_2025/sicilia.xls">Sicilia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Laureati_2025/toscana.xls">Toscana</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Laureati_2025/trentino_AA.xls">Trentino-Alto Adige</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Laureati_2025/umbria.xls">Umbria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Laureati_2025/Vda.xls">Valle d’Aosta</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Laureati_2025/Veneto.xls">Veneto</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Laureati_2025/totale_nazionale.xls">Totale nazionale</a>.</p>
</div></div>
</section>
<p>I contenuti dell’Osservatorio povertà educativa&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/poverta-educativa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">#conibambini</a>&nbsp;sono realizzati da openpolis con l’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell’articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l’obiettivo di creare un’unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di&nbsp;<em>data journalism</em>&nbsp;o anche per semplice consultazione.&nbsp;I dati sui giovani laureati sono di fonte Istat nell&#8217;ambito delle statistiche per il benessere equo e sostenibile.</p>
<p>Foto: <a href="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/f/fd/Facolt%C3%A0_di_Economia_Universit%C3%A0_Sapienza_Roma.jpg">Wikipedia </a> &#8211; <a href="https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Licenza</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/anche-nellaccesso-alluniversita-i-divari-sociali-alimentano-quelli-educativi/">L&#8217;origine familiare e le disparità sociali incidono sull&#8217;accesso all&#8217;università</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>I divari educativi di chi va alla maturità iniziano molto prima</title>
		<link>https://www.openpolis.it/i-divari-educativi-di-chi-va-alla-maturita-iniziano-molto-prima/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Jun 2025 06:43:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=300718</guid>

					<description><![CDATA[<p>Oltre mezzo milione di studenti e studentesse la prossima settimana inizieranno gli esami di maturità. Dall’indagine sui divari legati alle condizioni familiari, sociali e territoriali emergono gap che possono essere visibili già alla fine del primo ciclo di istruzione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/i-divari-educativi-di-chi-va-alla-maturita-iniziano-molto-prima/">I divari educativi di chi va alla maturità iniziano molto prima</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[</p>
<p>Con la prima prova scritta, il 18 giugno prenderanno il via gli<strong> esami di maturità del 2025</strong>. Come ogni anno, sarà un <strong>passaggio importante</strong> per il percorso formativo di oltre mezzo milione di studenti e studentesse, come per il sistema educativo del paese. Per questo è importante analizzare i divari di origine territoriale, familiare e sociale con i quali si arriva alla maturità. </p>
</p>
<p>Dall’indagine, tuttavia, emerge chiaramente che<strong> il gap inizia ben prima della quinta superiore</strong>. Come vedremo, infatti, molte lacune possono essere già visibili alla fine delle scuole delle medie, cioè prima della scelta dell’indirizzo delle superiori.</p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">524.415 </span>gli studenti coinvolti nelle prove di maturità 2025.</p>
</section>
</p>
<p>Nel 2024, alla fine dello scorso anno scolastico, le prove Invalsi hanno segnalato<strong> gap piuttosto marcati tra gli studenti di quinta superiore</strong>, in ragione del background sociale, economico, culturale e territoriale. </p>
</p>
<p><div id="206-il-punteggio-in-italiano-in-v-superiore-per-gli-studenti-con-famiglie-avvantaggiate-quasi-30-punti-in-piu-di-quelli-piu-svantaggiati" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">206 </span>il punteggio in italiano in V superiore per gli studenti con famiglie economicamente e socialmente avvantaggiate. Quasi 30 punti in più di quelli più  svantaggiati (176,3).</p>
</section>
</p>
<p>Appianare questo tipo di divari è uno degli obiettivi costitutivi per il nostro sistema scolastico.</p>
</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>La scuola è aperta a tutti. L&#8217;istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita. I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi. La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso.</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:costituzione" target="_blank">&#8211; Costituzione italiana, art. 34</a>
									            </div>
</section>
<p><div id="i-divari-sociali-e-territoriali-che-rileviamo-in-quinta-superiore-sono-spesso-gia-visibili-alla-fine-delle-medie" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p>Le<strong> lacune acquisite nel primo ciclo di istruzione (primarie e medie) in molti casi si trascinano anche negli anni successivi</strong>. Causando ritardi nel percorso di studi, interruzioni, ripetenze e altri fenomeni connessi con quello più ampio della <strong>dispersione scolastica</strong>.</p>
</p>
<section class="glossary">
<div>
                <mark><br />
																		Con dispersione scolastica si intendono una serie di situazioni diverse, accomunate dalla “mancata o incompleta o irregolare fruizione dei servizi di istruzione”. Comprende fenomeni come interruzioni o ritardi nel percorso di studi, evasione dell’obbligo di frequenza, fino all’abbandono precoce della scuola. Viene detta “implicita” quando lo studente, pur concludendo regolarmente il percorso di studi, ottiene un titolo di studio che non corrisponde alle competenze di base minime.</br><br />
											                </mark><br />
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/dispersione-esplicita-e-abbandono-scolastico/"><br />
                &#8220;Dispersione scolastica &#8220;esplicita&#8221;&#8221;</a></span></p></div>
</section>
<div id="strillo-testo-block_7ecd3f4c5b0d86ea47a3d8d0e7c22fad" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>I divari che emergono alla maturità non sono pienamente rappresentativi della condizione educativa di tutti i giovani.</p>
</section></div>
</p>
<p>I processi di dispersione, peraltro,  rendono lo stesso <strong>dato sugli studenti che arrivano alla maturità non pienamente indicativo della condizione educativa di tutti i 18enni e i 19enni che vivono in Italia</strong>. Difatti, dispersione scolastica e abbandono precoce fanno sì che <strong>ancora troppe ragazze e ragazzi non arrivino a questo traguardo</strong>. </p>
</p>
<p>Oltretutto, anche per chi arriva alla maturità, i divari visibili in quinta superiore hanno spesso le proprie radici nel contesto familiare e sociale di origine e nel percorso educativo precedente. Una <strong>tendenza spesso ben visibile già alla fine delle medie, prima della scelta dell&#8217;indirizzo</strong>.</p>
</p>
<p>Abbiamo approfondito questi aspetti, che spesso hanno<strong> profonde connotazioni anche di natura territoriale</strong>, alla luce dei dati Invalsi più recenti.</p>
</p>
<p><div class="content_block" id="custom_post_widget-135826"><p></p>
</div></p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Come sono arrivati gli studenti di quinta superiore alla maturità 2024</h3>
</p>
<p>Le prove Invalsi 2024 hanno fatto emergere i profondi divari esistenti tra gli studenti di quinta superiore, in funzione di numerosi fattori. Dalla cittadinanza al genere, dall&#8217;origine sociale all&#8217;indirizzo di studi.</p>
</p>
<p>L’<strong>origine sociale della famiglia</strong> è connessa all&#8217;ampio divario educativo tra gli studenti di quinta superiore. <strong>I ragazzi che arrivano alla maturità con i punteggi più alti provengono soprattutto dalle famiglie avvantaggiate</strong>, cioè quelle con status economico-sociale-culturale più elevato, il cosiddetto Escs. Tra questi alunni, il punteggio medio arriva a 206 in italiano, mentre tra i ragazzi più svantaggiati si ferma 30 punti sotto.</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/gli-studenti-di-v-superiore-arrivano-alla-maturita-con-ampi-divari-educativi-legati-alla-loro-origine/">Gli studenti di V superiore arrivano alla maturità con ampi divari educativi, legati alla loro origine</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/gli-studenti-di-v-superiore-arrivano-alla-maturita-con-ampi-divari-educativi-legati-alla-loro-origine/">Punteggi medi nelle prove Invalsi di italiano in V superiore (a.s. 2023/24)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                         aria-labelledby="chart_300740_tab1"><br />
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<p></amp-iframe>                        </p>
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</p></div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_300740_tab3"></p>
<p>I dati presentati corrispondono al punteggio medio (stima delle abilità secondo il modello di Rasch) su scala nazionale, corretto per il <a href="https://www.invalsi.it/invalsi/ri/sis/documenti/022013/falzetti.pdf" target="_blank" rel="noopener">cheating</a>. Gli studenti con cittadinanza non italiana sono considerati stranieri di prima generazione se nati all’estero da genitori nati all’estero; di seconda generazione se nati in Italia ma da genitori nati all’estero.</p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis – Con i Bambini su dati Invalsi                                                                <br />(pubblicati: mercoledì 10 Luglio 2024)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/06/gli-studenti-di-v-superiore-arrivano-alla-maturita-con-ampi-divari-educativi-legati-alla-loro-origine.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-300740"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-300740" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>Rispetto al <strong>genere</strong>, anche in quinta superiore le ragazze tendono ad avere risultati migliori dei coetanei maschi. Tuttavia rimane una <strong>disparità di genere</strong> a svantaggio femminile nell&#8217;apprendimento della matematica. Anch&#8217;essa, <a href="https://www.openpolis.it/la-questione-dei-divari-di-genere-negli-apprendimenti-stem/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">come abbiamo avuto modo di approfondire in passato</a>, è spesso connessa con stereotipi di genere e aspettative sociali e familiari.</p>
</p>
<p>Significativi anche i gap legati alla presenza di un <strong>background migratorio</strong>, con gli alunni di cittadinanza italiana che raggiungono punteggi mediamente più elevati dei coetanei stranieri, specialmente se di prima generazione.</p>
</p>
<p><div id="la-scelta-di-cosa-fare-dopo-le-medie-non-e-neutra-cambia-in-base-allorigine-familiare" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p><strong>Anche le differenze rispetto al tipo di istituto</strong> &#8211; con i licei che performano molto meglio di tecnici e professionali &#8211; <strong>vanno purtroppo ricollegate al dato sull&#8217;origine familiare</strong>. <strong>Ancora oggi <strong>infatti</strong></strong> <strong>la scelta di cosa fare dopo le medie non è neutra</strong>, ma dipende dalla condizione sociale di partenza.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Perché la scelta delle superiori non è neutra</h3>
</p>
<p>Per chi viene da una famiglia svantaggiata, in caso di prosecuzione degli studi, <strong>l&#8217;opzione del liceo appare in molti casi di fatto preclusa</strong>. I dati del consorzio <a href="https://www.almadiploma.it/indagini/profilo/profilo2024/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Almadiploma</a>, pubblicati nel febbraio scorso, hanno infatti messo in luce come <strong>solo il 16,4% dei diplomati nei licei appartenga a una famiglia di lavoratori esecutivi</strong>. I figli di operai e affini sono invece oltre un terzo dei diplomati nei professionali.</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-34-dei-diplomati-nei-licei-appartiene-alle-classi-piu-elevate-nei-professionali-sono-solo-il-14/">Il 34% dei diplomati nei licei appartiene alle classi più elevate, nei professionali sono solo il 14%</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-34-dei-diplomati-nei-licei-appartiene-alle-classi-piu-elevate-nei-professionali-sono-solo-il-14/">Composizione percentuale dei diplomati 2024 per condizione professionale dei genitori</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                         aria-labelledby="chart_300762_tab1"><br />
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<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-34-dei-diplomati-nei-licei-appartiene-alle-classi-piu-elevate-nei-professionali-sono-solo-il-14/">Il 34% dei diplomati nei licei appartiene alle classi più elevate, nei professionali sono solo il 14% &#8211; Composizione percentuale dei diplomati 2024 per condizione professionale dei genitori</a></div>
</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Almadiploma                                                                <br />(pubblicati: giovedì 27 Febbraio 2025)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/06/il-34-dei-diplomati-nei-licei-appartiene-alle-classi-piu-elevate-nei-professionali-sono-solo-il-14.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-300762"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-300762" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>In modo speculare, appartiene alle classi più abbienti oltre un terzo dei diplomati nei licei; al contrario <strong>meno del 14% di chi si diploma in un istituto professionale e solo il 18,5% di chi esce da un tecnico viene da famiglie abbienti</strong>. </p>
</p>
<p>Una tendenza che ci ricorda quanto il percorso di studi non rifletta, in molti casi, le capacità e le attitudini dello studente. A 13-14 anni la scelta delle superiori può avere alle spalle tante motivazioni diverse. Legate <strong>non solo alle preferenze personali, ma anche alla condizione sociale ed economica di partenza</strong>. </p>
</p>
<p>Oltretutto, in un contesto <a href="https://www.openpolis.it/numeri/sono-soprattutto-i-figli-dei-laureati-a-proseguire-gli-studi/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dove sono soprattutto i figli dei laureati a proseguire negli studi</a>, a maggior ragione l<strong>&#8216;analisi dei dati sugli studenti che arrivano in quinta superiore non è sufficiente per comprendere i divari educativi oggi esistenti nel paese</strong>.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Come i divari hanno origine nel percorso precedente</h3>
</p>
<p>Per questi motivi, è interessante approfondire a monte i risultati degli alunni nel primo ciclo di istruzione, in particolare al termine delle medie. Un momento, come abbiamo detto cruciale, perché si tratta dei mesi in cui<strong> maturerà la scelta del percorso successivo</strong>.</p>
</p>
<div id="strillo-testo-block_329dd5e7bc20933c0d9c6a958a75fb9d" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>È ancora lungo il recupero degli apprendimenti nel post-Covid.</p>
</section></div>
</p>
<p>In media, nelle prove Invalsi del 2024, il 60,1% degli studenti di terza media ha raggiunto competenze adeguate in italiano. Una <strong>percentuale in calo rispetto al pre-Covid</strong>: nel 2018-19 circa due terzi degli alunni aveva infatti risultati accettabili. La quota era scesa al 61-62% negli anni tra 2021 e 2023 e ora sembra essere ulteriormente calata. Indicando una difficoltà nel recupero degli apprendimenti post-pandemia, da non sottovalutare.</p>
</p>
<p>Il restante <strong>quasi 40% si è quindi attestato al di sotto della soglia di adeguatezza</strong>, con forte variabilità territoriale. Se nel centro-nord oltre un terzo degli alunni non raggiunge i livelli minimi, <strong>nella ripartizione sud e isole gli studenti con carenze alfabetiche sono circa la metà del totale</strong>.</p>
</p>
<p><div id="in-provincia-di-crotone-gia-in-iii-media-il-57-degli-studenti-conclude-la-scuola-con-competenze-alfabetiche-inadeguate" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p>Attraverso i dati delle prove dell&#8217;anno precedente, possiamo ricostruire questa tendenza anche in chiave territoriale. Nel 2023 la provincia di <strong>Crotone, con il 56,9% studenti di III media con competenza alfabetica non adeguata</strong>, è stata l&#8217;area del paese con più difficoltà in termini di apprendimento.</p>
</p>
<p>Seguono &#8211; con oltre la metà degli alunni in questa situazione &#8211; le province di Caltanissetta, Enna, Agrigento, Vibo Valentia, Trapani, Palermo, Siracusa, Ragusa e Reggio Calabria.</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/quasi-il-57-degli-studenti-del-crotonese-conclude-le-scuole-medie-con-competenze-inadeguate/">Quasi il 57% degli studenti del crotonese conclude le scuole medie con competenze inadeguate</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/quasi-il-57-degli-studenti-del-crotonese-conclude-le-scuole-medie-con-competenze-inadeguate/">Percentuale di studenti di III media con competenza alfabetica non adeguata per provincia (2023)	</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                         aria-labelledby="chart_300773_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/quasi-il-57-degli-studenti-del-crotonese-conclude-le-scuole-medie-con-competenze-inadeguate/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/06/quasi-il-57-degli-studenti-del-crotonese-conclude-le-scuole-medie-con-competenze-inadeguate.png" placeholder ></amp-img></p>
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<p></amp-iframe>                        </p>
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Invalsi e Istat                                                                <br />(pubblicati: martedì 12 Novembre 2024)
                                        </p>
</p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-300773"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-300773" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p><strong>Le 25 province con più studenti con competenze alfabetiche inadeguate sono tutte del mezzogiorno</strong>, con 3 eccezioni: Prato (47,7%), Bolzano (45,5%) e Imperia (43,4%). Al contrario, c<strong>on l&#8217;eccezione di Pescara in Abruzzo, le prime 25 province per quota di alunni con risultati almeno adeguati sono tutte del centro-nord</strong>. Spicca in particolare Lecco, con il 27,2% di studenti di III media con competenze alfabetiche non adeguate. Al di sotto del 30% anche le province di Sondrio, Macerata, Como, Belluno, Perugia, Aosta e di Monza e Brianza.</p>
</p>
<p>Questi dati sottendono <strong>lacune che sarà difficile colmare nella scuola superiore</strong>. Mancati apprendimenti che &#8211; se non risolti in tempo &#8211; rischiano anzi di accelerare fenomeni di dispersione e abbandono della scuola.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Scarica, condividi e riutilizza i dati</h3>
</p>
<section class="download">
<div class="dw-content">
<div class="intro">
<p>Scarica i dati, regione per regione</p>
</div>
<div class="files">
<p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Maturit%C3%A0_2025/maturit%C3%A0_2025_abruzzo.xls">Abruzzo</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Maturit%C3%A0_2025/maturit%C3%A0_2025_basilicata.xls">Basilicata</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Maturit%C3%A0_2025/maturit%C3%A0_2025_calabria.xls">Calabria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Maturit%C3%A0_2025/maturit%C3%A0_2025_campania.xls">Campania</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Maturit%C3%A0_2025/maturit%C3%A0_2025_emilia_romagna.xls">Emilia-Romagna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Maturit%C3%A0_2025/maturit%C3%A0_2025_fvg.xls">Friuli-Venezia Giulia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Maturit%C3%A0_2025/maturit%C3%A0_2025_lazio.xls">Lazio</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Maturit%C3%A0_2025/maturit%C3%A0_2025_liguria.xls">Liguria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Maturit%C3%A0_2025/maturit%C3%A0_2025_lombardia.xls">Lombardia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Maturit%C3%A0_2025/maturit%C3%A0_2025_marche.xls">Marche</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Maturit%C3%A0_2025/maturit%C3%A0_2025_molise.xls">Molise</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Maturit%C3%A0_2025/maturit%C3%A0_2025_piemonte.xls">Piemonte</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Maturit%C3%A0_2025/maturit%C3%A0_2025_puglia.xls">Puglia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Maturit%C3%A0_2025/maturit%C3%A0_2025_sardegna.xls">Sardegna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Maturit%C3%A0_2025/maturit%C3%A0_2025_sicilia.xls">Sicilia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Maturit%C3%A0_2025/maturit%C3%A0_2025_toscana.xls">Toscana</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Maturit%C3%A0_2025/maturit%C3%A0_2025_trentino.xls">Trentino-Alto Adige</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Maturit%C3%A0_2025/maturit%C3%A0_2025_umbria.xls">Umbria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Maturit%C3%A0_2025/maturit%C3%A0_2025_vda.xls">Valle d’Aosta</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Maturit%C3%A0_2025/maturit%C3%A0_2025_veneto.xls">Veneto</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/Maturit%C3%A0_2025/maturit%C3%A0_2025_totale_nazionale.xls">Totale nazionale</a>.</p>
</div></div>
</section>
</p>
<p>I contenuti dell’Osservatorio povertà educativa&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/poverta-educativa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">#conibambini</a>&nbsp;sono realizzati da openpolis con l’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell’articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l’obiettivo di creare un’unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di&nbsp;<em>data journalism</em>&nbsp;o anche per semplice consultazione. I dati relativi agli apprendimenti sono di fonte Invalsi e Istat (Bes dei territori).</p>
</p>
<p>Foto: <a href="https://it.freepik.com/foto-gratuito/vista-delle-particelle-gruppo-di-persone-alla-conferenza-di-lavoro-in-aula-moderna-durante-il-giorno_9694488.htm#from_element=cross_selling__photo" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Freepik</a> (<a href="https://support.freepik.com/s/article/Attribution-How-when-and-where?language=en_US&amp;_gl=1*an45g5*_gcl_au*MTI2OTE0MzI3Mi4xNzQ4MjU1OTQ4*_ga*NTQzNTcyMTUzLjE3NDgyNTU5NDg.*_ga_QWX66025LC*czE3NDkyMDc2NjEkbzQkZzAkdDE3NDkyMDc2NjEkajYwJGwwJGgw" target="_blank" rel="noreferrer noopener">licenza</a>)</p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/i-divari-educativi-di-chi-va-alla-maturita-iniziano-molto-prima/">I divari educativi di chi va alla maturità iniziano molto prima</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;alleanza tra scuole e musei nel contrasto della povertà educativa</title>
		<link>https://www.openpolis.it/lalleanza-tra-scuole-e-musei-nel-contrasto-della-poverta-educativa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 May 2025 08:09:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=300446</guid>

					<description><![CDATA[<p>Solo il 40% dei minori visita musei o mostre e in alcune regioni del mezzogiorno la quota non raggiunge il 25%. Per accrescere la fruizione dei luoghi culturali da parte di bambini e ragazzi, la collaborazione tra istituti museali e scolastici è cruciale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/lalleanza-tra-scuole-e-musei-nel-contrasto-della-poverta-educativa/">L&#8217;alleanza tra scuole e musei nel contrasto della povertà educativa</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[</p>
<p>Tra il 2022 e il 2023, <strong>meno della metà dei minori in Italia ha visitato musei o mostre</strong>. In media a livello nazionale lo ha fatto il 40% dei bambini e dei ragazzi tra 6 e 17 anni. Dato che in alcune aree del paese scende al di sotto del 30%.</p>
</p>
<p>Il <strong>mancato accesso dei minori ai luoghi della cultura</strong> è un elemento da tenere presente nelle politiche di contrasto alla povertà educativa. Come abbiamo avuto modo di raccontare in passato infatti<a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-italia-solo-una-persona-su-10-in-famiglie-con-figli-a-basso-reddito-visita-siti-culturali/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> generalmente sono proprio le famiglie in difficoltà economica a rinunciare alla fruizione</a>.</p>
</p>
<p>Più in generale, questa tendenza è anche il riflesso di una <strong>vecchia concezione dei luoghi della cultura, e dei musei in particolare</strong>. Strutture storicamente concepite per la fruizione di un pubblico adulto e spesso tali ancora oggi negli allestimenti, nei testi, nelle modalità con cui si svolgono le visite.&nbsp;</p>
</p>
<p><div id="4-su-10-i-minori-di-6-17-anni-che-hanno-visitato-musei-o-mostre-nellultimo-anno-in-italia" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">4 su 10 </span>i minori di 6-17 anni che hanno visitato musei o mostre nell&#8217;ultimo anno.</p>
</section>
</p>
<p>In questo contesto, il ruolo delle <strong>scuole</strong> può essere cruciale. Dall&#8217;organizzazione di visite e laboratori didattici, a <strong>collaborazioni più strutturate</strong> e durature nel tempo fino a<strong> vere e proprie alleanze educative</strong> tra i musei, le scuole e le comunità educanti, sono molte le iniziative che possono essere messe in campo per rompere questo schema e <strong>riavvicinare i più giovani ai luoghi della cultura</strong>.</p>
</p>
<p>Abbiamo approfondito <strong>quanto questo tipo di collaborazioni siano strutturate sul territorio nazionale</strong>. Da un lato, emerge che &#8211; nonostante le visite scolastiche siano una prassi comune per gran parte dei musei &#8211; altre forme di collaborazione più solide sono molto meno frequenti. Dall&#8217;altro, la <strong>costruzione di queste alleanze educative appare più avanzata in alcuni territori del mezzogiorno</strong> che in effetti sembrano averne particolarmente bisogno.</p>
</p>
<p><div class="content_block" id="custom_post_widget-135826"><p></p>
</div></p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">L&#8217;accesso dei minori ai musei, regione per regione </h3>
</p>
<p>Analizzando i più recenti dati disponibili, elaborati da Istat per il gruppo Crc nell’ambito del rapporto&nbsp;<a href="https://gruppocrc.net/wp-content/uploads/2024/12/Rapporto-crc-2024.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">I diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia</a> pubblicato a novembre 2024, possiamo osservare come a livello nazionale la quota di ragazze e ragazzi tra 6 e 17 anni che hanno visitato musei nell&#8217;anno precedente si attesti al 40%.</p>
</p>
<p><div id="nella-provincia-autonoma-di-trento-il-dato-supera-di-oltre-20-punti-la-media-nazionale-626" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p>Si registrano però forti differenze regionali. <strong>Nella provincia autonoma di Trento <strong>ad esempio</strong> il dato supera di oltre 20 punti la media nazionale (62,6%)</strong>. Da notare come quest&#8217;area del paese fosse risultata anche quella con maggiore propensione alla lettura, <a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-sicilia-solo-3-ragazzi-su-10-leggono-abitualmente/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">come analizzato in precedenza</a>. Sintomo di come la <strong>fruizione di cultura possa generare effetti postivi in maniera trasversale.</strong></p>
</p>
<div id="strillo-testo-block_582c0ddb4336c53e9e6a8c9961618846" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>La fruizione dei musei da parte dei minori varia molto da territorio a territorio.</p>
</section></div>
</p>
<p>Tuttavia, la situazione appare molto diversa in altri territori. Ad avvicinarsi alla quota del 50% di minori che hanno visitato musei troviamo altre 4 regioni. Si tratta di <strong>Veneto</strong> (49,4%), <strong>Friuli-Venezia Giulia</strong> (48,4%), seguite da <strong>Lazio</strong> (48%) e <strong>Lombardia</strong> (47,4%).</p>
</p>
<p><div id="la-quota-scende-sotto-il-25-in-calabria-e-puglia" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p>Le <strong>maggiori regioni del mezzogiorno appaiono invece molto distanti da questa soglia</strong>, così come dalla media nazionale del 40%. Non raggiungono il 30% <strong>Basilicata</strong> (29,9%), <strong>Campania</strong> (28,9%) e <strong>Sicilia</strong> (27,6%). In <strong>Puglia</strong> (24,7%) e <strong>Calabria</strong> (23,3%) addirittura meno di un minore su 4 ha visitato musei o mostre nell&#8217;anno precedente la rilevazione.</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/oltre-il-60-dei-minori-in-provincia-di-trento-ha-visitato-musei/">Oltre il 60% dei minori in provincia di Trento ha visitato musei</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/oltre-il-60-dei-minori-in-provincia-di-trento-ha-visitato-musei/">Percentuale di minori di 6-17 anni che hanno visitato musei e/o mostre almeno una volta negli ultimi 12 mesi (media anni 2022-2023)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis – Con i Bambini su dati Istat e Crc                                                                <br />(pubblicati: venerdì 13 Dicembre 2024)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/05/oltre-il-60-dei-minori-in-provincia-di-trento-ha-visitato-musei.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-300588"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-300588" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>Per contrastare questa tendenza e favorire l&#8217;accesso di bambini e ragazzi ai luoghi della cultura, la <strong>scuola può avere un ruolo determinante</strong>. Attraverso i microdati sui musei in Italia, pubblicati da Istat, abbiamo analizzato quale sia l<strong>&#8216;impegno di scuole e istituzioni culturali in questa direzione</strong>. Attraverso diverse modalità che possono essere più o meno strutturate: dalla semplice organizzazione di una visita guidata alla costruzione di patti con soggetti del territorio per contrastare la povertà educativa.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Come procede la collaborazione tra scuole e musei</h3>
</p>
<p>Le strutture museali censite come attive da Istat nel 2022 erano 4.416 in tutta Italia. In termini di diffusione rispetto ai bambini e ragazzi residenti, <a href="https://www.openpolis.it/numeri/lofferta-di-musei-per-minore-e-maggiore-nei-comuni-del-centro-italia/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">come già ricostruito in passato</a>, parliamo di una <strong>media di 4,8 musei ogni 10mila minori</strong>. Anche in questo caso c&#8217;è però una forte variabilità territoriale. La<strong> densità di strutture per minore è infatti molto maggiore nel centro Italia e si registrano forti differenze tra le città</strong>. Ad esempio, sono 41,2 i musei ogni 10mila minori a <strong>Siena</strong>, mentre a Ragusa e Messina sono meno di uno.</p>
</p>
<p>Aspetti da tenere presenti perché la <strong>diffusione sul territorio è la premessa</strong> per la costruzione di reti educative che vedano nei musei uno dei fulcri della comunità educante.</p>
</p>
<p><div id="gran-parte-dei-musei-organizza-visite-scolastiche-ma-solo-una-minoranza-ha-strutturato-dei-veri-e-propri-patti-educativi-con-le-scuole" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<div id="strillo-testo-block_47b1bf79db75e14b810ad00e6bb173dc" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Gran parte dei musei organizza visite scolastiche ma solo una minoranza ha strutturato dei veri e propri patti educativi con le scuole.</p>
</section></div>
</p>
<p>Premesso questo, emerge come <strong>il numero di musei che ha svolto attività rivolte ai minori diminuisca al crescere del livello di complessità considerato</strong>. Infatti la quota di musei che hanno organizzato visite guidate risulta superiore a quella delle strutture che hanno tenuto laboratori. Quest&#8217;ultima è a sua volta superiore alla costituzione di partenariati con gli istituti scolastici e all&#8217;attivazione di progetti di inclusione per soggetti in povertà economica ed educativa. Una tendenza prevedibile.</p>
</p>
<p>Per avere un riferimento, <strong>in quasi 3 musei italiani su 4 si sono svolte visite guidate per gruppi scolastici nel 2022, ma poco più di una struttura su 10 ha attuato progetti rivolti all‘inclusione di persone – non solo di minore età – che vivono in povertà economica, educativa o culturale</strong>. Abbiamo approfondito il quadro a livello locale, per comprendere come la situazione vari tra le diverse aree del paese.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">La relazione tra scuole e musei, comune per comune</h3>
</p>
<p>Partendo con il dato medio nazionale, <strong>nel 2022 si sono svolte visite guidate per gruppi scolastici nel 73,9% dei musei</strong>. Ovvero oltre tremila strutture sulle 4.416 censite da Istat come attive in quell’anno. In quello stesso anno, <strong>i musei che hanno tenuto laboratori didattici dedicati ai gruppi scolastici sono stati il 44,8%</strong> (cioè meno della metà del totale).</p>
</p>
<p>Solo il 30,1% delle strutture museali riporta di aver attivato vere e proprie partnership con il mondo della scuola. <strong>Appena l&#8217;11,8% del totale è stato coinvolto in progetti di inclusione rivolti a soggetti che vivono in povertà economica, educativa o culturale, attraverso collaborazioni formali o partenariati con vari soggetti della comunità educante</strong> (come associazioni, enti, cooperative, scuole, università, altri musei).</p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">30,1% </span>i musei che hanno attivato partnership con il mondo della scuola nel 2022.</p>
</section>
</p>
<p>Tali quote variano sul territorio nazionale, a partire dai <strong>comuni capoluogo</strong>. A fronte di circa 3 strutture su 4 che hanno tenuto <strong>visite scolastiche</strong>, in 4 città (Ragusa, Crotone, Rovigo e Vicenza) il dato si attesta al di sotto del 50%. Al contrario, in 35 capoluoghi tutti i musei riportano tale attività. Di questi, 15 si trovano nel mezzogiorno e 20 nell&#8217;Italia del centro-nord.</p>
</p>
<p> Nell&#8217;<strong>organizzazione di laboratori didattici rivolti alle scolaresche</strong>, rispetto a una media nazionale del 44,8%, 8 capoluoghi si attestano al di sotto del 20%. Si tratta di Bolzano, Gorizia, Latina, Ragusa, Taranto, Imperia, Aosta, Pesaro. Mentre in 19 comuni tutte le strutture dichiarano di averne svolti (11 nel mezzogiorno, 8 nel centro-nord).</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/quasi-tutti-i-musei-ricevono-visite-dalle-scuole-molto-meno-frequenti-le-collaborazioni-strutturate/">Quasi tutti i musei ricevono visite dalle scuole, molto meno frequenti le collaborazioni strutturate</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/quasi-tutti-i-musei-ricevono-visite-dalle-scuole-molto-meno-frequenti-le-collaborazioni-strutturate/">Percentuale di musei del comune che hanno svolto alcuni tipi di attività con scuole e comunità educante (2022)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/quasi-tutti-i-musei-ricevono-visite-dalle-scuole-molto-meno-frequenti-le-collaborazioni-strutturate/">Quasi tutti i musei ricevono visite dalle scuole, molto meno frequenti le collaborazioni strutturate &#8211; Percentuale di musei del comune che hanno svolto alcuni tipi di attività con scuole e comunità educante (2022)</a></div>
</p></div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_300579_tab3"></p>
<p>Per ogni comune, è calcolata la quota di musei che, nel 2022, riportano di aver:</p>
<ul>
<li>svolto visite guidate per gruppi di scolaresche;</li>
<li>tenuto laboratori didattici per gruppi scolastici;</li>
<li>attivato collaborazioni o partenariati formali con istituti scolastici;</li>
<li>attuato collaborazioni o partenariati formali per realizzare progetti di inclusione rivolti a soggetti (non solo minori) che vivono in povertà economica, educativa o culturale.</li>
</ul>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong><span data-sheets-root="1">elaborazione Openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Istat</span>                                                                <br />(pubblicati: lunedì 26 Febbraio 2024)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/05/quasi-tutti-i-musei-ricevono-visite-dalle-scuole-molto-meno-frequenti-le-collaborazioni-strutturate.png" target="_blank" download></a></p></div>
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                                          data-param-text="Quasi tutti i musei ricevono visite dalle scuole, molto meno frequenti le collaborazioni strutturate"
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<p><label for="embed-chart-300579"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-300579" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>Per quanto riguarda la <strong>diffusione di collaborazioni o partenariati formali con istituti scolastici</strong>, a fronte di una media nazionale del 30,1%, in 5 città tutti i musei riportano collaborazioni di questo tipo. Si tratta di Verbania, Sondrio, Messina, Frosinone e Foggia. Al contrario in 13 (di cui 4 del mezzogiorno) nessun museo ne ha di attive.</p>
</p>
<p>Abbiamo visto come poco meno del 12% delle strutture abbia attuato progetti rivolti all<strong>‘inclusione di persone – non solo di minore età – che vivono in povertà economica, educativa o culturale</strong>. In 42 città capoluogo nessun museo ne ha attivati. Parliamo soprattutto di realtà del centro-nord (28 comuni su 42).</p>
</p>
<p>Il <strong>sud mostra infatti una maggiore attività in questa direzione</strong>. In 10 città oltre il 60% dei musei riporta di aver attivato progetti contro la povertà educativa. Di queste, 6 sono collocate nel sud continentale: Pescara, Brindisi, Foggia, Cosenza, Caserta e Avellino.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">I musei e la comunità educante nel sud </h3>
</p>
<p>Allargando lo sguardo a tutti i musei presenti in Italia vediamo come nel sud continentale oltre una su struttura su 5 (21,7%) abbia attivato progetti rivolti all<strong>‘inclusione di persone – non solo di minore età – che vivono in povertà economica, educativa o culturale</strong>.</p>
</p>
<p>Un dato <strong>molto superiore alle altre aree del paese</strong>: la quota scende al 12,3% nel nord-ovest e al 10,1% nel centro Italia. Si attestano sotto la doppia cifra sia le isole che il nord-est (entrambe le aree sono all’8,6%).</p>
</p>
<p>Una <strong>tendenza analoga si registra anche rispetto alla collaborazione in partenariati con le scuole</strong>: oltre un terzo delle scuole del sud continentale ne ha attivate (33,7%), a fronte del 31% circa registrato nel nord-ovest e nel centro, del 28% del nord-est e del 25,3% delle isole.</p>
</p>
<p><div id="la-campania-e-la-regione-dove-piu-musei-partecipano-a-partenariati-con-le-scuole-e-a-progetti-di-inclusione-rivolti-a-persone-in-poverta" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p>A livello regionale, spicca il dato della&nbsp;<strong>Campania</strong>, dove il 30% dei musei partecipa in progetti di inclusione rivolti a persone in povertà economica ed educativa, attraverso la collaborazione con altri soggetti come scuole e associazioni. <strong>Questa regione è anche prima per attivazione di partenariati con le scuole</strong> (40,4%).</p>
</p>
<div id="strillo-testo-block_fca164290e87fb4a8c0082e8c73d7293" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Si registra una tendenza ad attivare alleanze più strutturate per l&#8217;accesso alla cultura nei territori dove ce n&#8217;è più bisogno.</p>
</section></div>
</p>
<p>Da segnalare anche i dati della&nbsp;<strong>Calabria</strong>, seconda regione in Italia per quota di musei attivi in progetti di inclusione verso persone in povertà (22%), anche se meno della media ha attivato collaborazioni con le scuole. La <strong>Puglia</strong> è la terza regione per quota di progetti di inclusione&nbsp;(19,8%) e quarta per partnership con le scuole (38,2%).</p>
</p>
<p>Trattandosi di alcune delle regioni con il minor accesso alla cultura da parte dei minori, tale dato<strong> segnala una possibile risposta di questi territori</strong>, anche attraverso la strutturazione di alleanze educative. Una tendenza che andrà monitorata nei prossimi anni, di pari passo con le possibilità di accesso dei minori alla fruizione culturale.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Scarica, condividi e riutilizza i dati</h3>
</p>
<section class="download">
<div class="dw-content">
<div class="intro">
<p>Scarica i dati comunali, regione per regione</p>
</div>
<div class="files">
<p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/musei_2025/abruzzo.xls">Abruzzo</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/musei_2025/basilicata.xls">Basilicata</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/musei_2025/calabria.xls">Calabria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/musei_2025/campania.xls">Campania</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/musei_2025/emilia_romagna.xls">Emilia-Romagna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/musei_2025/friuli_venezia_giulia.xls">Friuli-Venezia Giulia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/musei_2025/lazio.xls">Lazio</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/musei_2025/liguria.xls">Liguria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/musei_2025/lombardia.xls">Lombardia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/musei_2025/marche.xls">Marche</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/musei_2025/molise.xls">Molise</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/musei_2025/piemonte.xls">Piemonte</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/musei_2025/puglia.xls">Puglia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/musei_2025/sardegna.xls">Sardegna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/musei_2025/sicilia.xls">Sicilia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/musei_2025/toscana.xls">Toscana</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/musei_2025/trentino_alto_adige.xls">Trentino-Alto Adige</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/musei_2025/umbria.xls">Umbria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/musei_2025/valle_d_aosta.xls">Valle d&#8217;Aosta</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/musei_2025/veneto.xls">Veneto</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/musei_2025/totale_nazionale.xls">Totale nazionale</a>.</p>
</div></div>
</section>
</p>
<p>I contenuti dell’Osservatorio povertà educativa&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/cosa/poverta-educativa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">#conibambini</a>&nbsp;sono realizzati da openpolis con l’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell’articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l’obiettivo di creare un’unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di&nbsp;<em>data journalism</em>&nbsp;o anche per semplice consultazione. La fonte dei dati sulla presenza di musei è l&#8217;indagine effettuata da Istat e relativa all’anno 2022. Successivamente sono stati messi in relazione con i dati sui minori residenti, sempre di fonte Istat.</p>
</p>
<p>Foto: <a href="https://unsplash.com/it/foto/ragazza-in-vestito-verde-e-bianco-in-piedi-davanti-al-muro-con-la-pittura-ssibCtsqz8k">Lucie Hošová</a> (<a href="https://unsplash.com/it/licenza">Licenza</a>)</p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/lalleanza-tra-scuole-e-musei-nel-contrasto-della-poverta-educativa/">L&#8217;alleanza tra scuole e musei nel contrasto della povertà educativa</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
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