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	<title>Roberto Calderoli Archivi - Openpolis</title>
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	<link>https://www.openpolis.it/chi/roberto-calderoli/</link>
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	<lastBuildDate>Tue, 30 Aug 2022 13:28:50 +0000</lastBuildDate>
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		<title>La camera inizierà la legislatura senza una riforma del regolamento</title>
		<link>https://www.openpolis.it/la-camera-iniziera-la-legislatura-senza-una-riforma-del-regolamento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Dal Poggetto]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Aug 2022 13:05:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=204988</guid>

					<description><![CDATA[<p>Era uno dei correttivi divenuti necessari a seguito del taglio dei parlamentari. Ciò potrebbe comportare rallentamenti e difficoltà nel funzionamento degli organi di Montecitorio.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/la-camera-iniziera-la-legislatura-senza-una-riforma-del-regolamento/">La camera inizierà la legislatura senza una riforma del regolamento</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Con la fine prematura del governo Draghi il nostro paese si sta preparando alle elezioni politiche del prossimo 25 settembre. La campagna elettorale, che nei fatti è già iniziata da qualche settimana, ha però distolto l’attenzione generale da una serie di questioni rimaste insolute. Non ultima quella dei <strong>correttivi</strong>, quelle riforme cioè resesi necessarie per assicurare l&#8217;operatività di camera e senato a seguito del taglio dei parlamentari.</p>
<p>Tra queste, la più urgente riguardava certamente la <strong>revisione dei regolamenti che disciplinano l’attività di camera e senato</strong>. Un passaggio indispensabile per assicurare il corretto funzionamento delle camere anche a ranghi ridotti. Tale obiettivo però è stato raggiunto solo a metà. Alla fine di luglio infatti l’aula di palazzo Madama ha dato il via libera definitivo alla <a href="https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2022-08-05&amp;atto.codiceRedazionale=22A04560&amp;elenco30giorni=false" target="_blank" rel="noopener noreferrer">riforma del proprio regolamento</a>. Al contrario, a Montecitorio la discussione all’interno dell’assemblea non è nemmeno iniziata.</p>
        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">57 </span>gli articoli del regolamento del senato modificati, aggiunti o soppressi a seguito della riforma del regolamento.</p>
			        </section>
		
<p>Se da un lato questo intervento era certamente più urgente al senato (alla camera infatti il numero di deputati rimane più consistente) dall’altro questo passaggio a vuoto determina comunque delle criticità. In primo luogo, la mancata ridefinizione delle soglie numeriche comporterà una <strong>maggiore difficoltà per le forze politiche con meno esponenti eletti nel formare gruppi parlamentari autonomi</strong>. Problemi inoltre si potrebbero riscontrare anche nel lavoro delle commissioni e degli altri organi di cui si avvale la camera.</p>
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/parole/cosa-le-commissioni-parlamentari-perche-importanti/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Leggi anche<br><strong>Cosa sono le commissioni e perché sono importanti</strong></a>.</p>
        </section>
		
<p>Sembra quindi che <strong>della questione dovrà farsi carico il prossimo parlamento</strong>, nonostante siano passati ormai due anni dell’entrata in vigore della riforma che ha portato al taglio dei rappresentanti. Ciò peraltro potrebbe portare a dei <strong>rallentamenti</strong> in un momento particolarmente delicato. Nei prossimi mesi infatti il parlamento sarà chiamato a un grande lavoro per approvare entro la fine dell’anno, tra le altre, la <a href="https://www.openpolis.it/parole/come-funziona-il-ciclo-di-bilancio/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">legge di bilancio</a> e le riforme legate all’attuazione del <a href="https://openpnrr.it/misure/?search=&amp;tempistica_completamento_anno=&amp;tempistica_completamento_trimestre=&amp;status=&amp;tipologia=R&amp;tags=&amp;priorita_trasversali=" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Pnrr</a>.</p>
<h3>Cosa sono i correttivi e perché sono importanti</h3>
<p>Con la riduzione del numero dei parlamentari, si sono rese necessarie una serie di riforme ulteriori per garantire la piena operatività di tutti gli organi che compongono la camera e il senato (commissioni, giunte e gruppi). Tali correttivi hanno assunto una particolare rilevanza al momento della nascita del governo giallorosso. Il completamento di queste riforme infatti era una <em>conditio sine qua non</em> posta dal <strong>Partito democratico</strong> per il suo appoggio al taglio dei parlamentari, fortemente voluto dal <strong>Movimento 5 stelle</strong>.</p>
        <section class="blockquote">
							<p>L’emergenza Covid e la caduta del governo Conte II hanno rallentato l’iter dei correttivi.</p>
<p>
			        </section>
		
<p>Con l’esplosione dell’emergenza Covid e la formazione della maggioranza di unità nazionale a sostegno del governo Draghi però il tema è passato in secondo piano. Tuttavia le discussioni per portare a compimento i correttivi sono proseguite. Ma di quali modifiche stiamo parlando? I correttivi necessari possono essere così riassunti:</p>
<ul>
<li>l’abbassamento a 18 anni della soglia d’età per il voto a palazzo Madama;</li>
<li>il superamento della base regionale per l’elezione del senato;</li>
<li>la riduzione da 3 a 2 delegati regionali per l’elezione del presidente della repubblica;</li>
<li>la revisione dei regolamenti di camera e senato.</li>
</ul>
<p>La prima riforma in elenco è l’unica ad essere stata completata. La <a href="https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2021-10-20&amp;atto.codiceRedazionale=21G00156&amp;elenco30giorni=true" target="_blank" rel="noopener noreferrer">legge costituzionale 1/2021</a> infatti ha modificato l’articolo 58 della carta, <strong>abbassando a 18 anni il diritto di voto anche per il senato</strong>. In questo caso il correttivo non è necessario al funzionamento delle camere ma è stato pensato per armonizzare gli elettorati di camera e senato, in modo da limitare la possibilità che si formino maggioranze diverse. Il secondo e il terzo correttivo invece inizialmente erano trattati congiuntamente all’interno di un’unica <a href="https://parlamento18.openpolis.it/singolo_atto/64773" target="_blank" rel="noopener noreferrer">proposta di revisione costituzionale</a>.</p>
<p>A seguito della discussione in commissione però, <strong>il passaggio sui delegati regionali è stato stralciato</strong>. Su questo punto specifico c&#8217;era l&#8217;opposizione dichiarata della <a href="https://documenti.camera.it/apps/commonServices/getDocumento.ashx?idLegislatura=18&amp;sezione=deputati&amp;tipoDoc=schedaDeputato&amp;idPersona=307641" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Lega</a>, favorevole invece a un maggior peso dei rappresentanti delle istituzioni sul territorio nella scelta del capo dello stato. Del resto, con l’inizio del secondo settennato al Quirinale di <a href="https://www.openpolis.it/il-secondo-mandato-di-sergio-mattarella/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Sergio Mattarella</a> avvenuto proprio quest’anno, tale correttivo risulta essere il meno urgente tra quelli individuati.</p>
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/parole/come-funziona-la-legge-elettorale-nota-come-rosatellum" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Leggi anche<br><strong>Leggi anche Come funziona la legge elettorale nota come rosatellum</strong></a>.</p>
        </section>
		
<p>Per quanto riguarda invece il superamento della base regionale per l&#8217;elezione dei senatori, la proposta si limita a identificare le regioni come circoscrizioni elettorali. Norme più dettagliate dovranno essere oggetto della <strong>prossima legge elettorale</strong>, con l’unico limite di non poter prevedere un’unica circoscrizione che racchiuda in sé l&#8217;intero territorio nazionale. La proposta è stata approvata dalla camera lo scorso 10 maggio ma l’<a href="https://www.senato.it/leg/18/BGT/Schede/Ddliter/54982.htm" target="_blank" rel="noopener noreferrer">iter non risulta mai iniziato in senato</a>. Dato che le leggi di revisione costituzionale richiedono una doppia deliberazione da parte di entrambe le camere, <strong>non ci sono i tempi tecnici per approvare il provvedimento prima del voto</strong>.</p>
<p>Per le elezioni del prossimo 25 settembre quindi il sistema elettorale sarà lo stesso del 2018, con la differenza che stavolta i senatori saranno eletti anche dai giovani di età compresa tra i 18 e i 25 anni. Inoltre nei collegi plurinominali verranno eletti meno deputati, con l&#8217;effetto di innalzare il numero di voti necessari per essere eletti. Anche oltre le soglie esplicite di sbarramento.</p>
        <section class="glossary">
            <div>
                <mark>
																		Per l’approvazione delle leggi costituzionali sono necessarie due deliberazioni da parte di entrambe le camere, a distanza di almeno tre mesi.</br>
											                </mark>
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/come-si-modifica-la-costituzione/">
                "Come si modifica la costituzione"</a></span>

            </div>
        </section>
		
<p>Per quanto riguarda l’ultimo correttivo infine, come già anticipato, la situazione è molto diversa tra camera e senato. Ciò significa sostanzialmente che la questione dovrà essere risolta nelle prime settimane di lavoro della prossima legislatura. Difficilmente infatti il regolamento potrà essere approvato prima del voto, alla ripresa dei lavori dell’attuale camera a settembre. In piena campagna elettorale.</p>
<h3>Cos&#8217;è successo alla camera</h3>
<p>A Montecitorio la discussione sul nuovo regolamento si è arenata già prima dell’inizio della discussione in assemblea. L’ultimo aggiornamento sulla questione infatti risale allo scorso <a href="https://www.camera.it/leg18/1364?shadow_organo_parlamentare=2798&amp;id_tipografico=15" target="_blank" rel="noopener noreferrer">9 agosto</a>, quando la giunta per il regolamento è tornata a riunirsi. In questa occasione il presidente <strong>Roberto Fico</strong> ha ravvisato la mancanza di accordo tra le forze politiche per portare avanti la discussione. Nemmeno su un testo base minimale, limitato alle modifiche giudicate indispensabili.</p>
<p>Secondo quanto riportato anche dagli <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2022/08/09/montecitorio-niente-nuovo-regolamento-adeguato-alla-riduzione-dei-parlamentari-la-camera-dopo-il-voto-non-sara-pronta/6757885/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">organi di stampa</a> la responsabilità dell’affossamento sarebbe da attribuire agli esponenti del <strong>Partito democratico</strong> e <strong>Liberi e uguali</strong>. Sia dal centrodestra che dal Movimento 5 stelle infatti era stata dichiarata la disponibilità a proseguire il lavoro sulle proposte in discussione. Dal canto loro, gli esponenti del centrosinistra hanno sottolineato la difficoltà di trovare un accordo, su una riforma che per la sua approvazione avrebbe richiesto la maggioranza assoluta, in un contesto come quello attuale.</p>
        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Federico Fornaro (Leu) [&#8230;] rileva l&#8217;esistenza di due problemi preliminari ostativi all&#8217;approdo in assemblea della riforma regolamentare: il primo è l&#8217;assenza di un&#8217;intesa fra i gruppi su tutti i punti della stessa; il secondo, invece, la necessità di assicurare la maggioranza assoluta in assemblea per l&#8217;approvazione della riforma, maggioranza che difficilmente potrà essere garantita a settembre, in piena campagna elettorale e in prossimità del voto.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.camera.it/leg18/824?tipo=C&anno=2022&mese=08&giorno=09&view=filtered_scheda_bic&commissione=15&pagina=#data.20220809.com15.bollettino.sede00010.tit00010:~:text=Federico%20FORNARO%2C%20pure,legale%20in%20Assemblea." target="_blank">- resoconto della riunione della giunta per il regolamento della camera, 9 agosto 2022</a>
									            </div>
        </section>
		
<p>La mancata revisione del regolamento però pone sul tavolo una serie di questioni. In primo luogo ci sarà una <strong>penalizzazione delle formazioni politiche più piccole</strong> che, senza la rimodulazione delle soglie numeriche, avranno maggiore difficoltà a costituire dei gruppi autonomi. Inoltre potrebbe essere necessaria una revisione del numero e delle competenze delle commissioni. <strong>Un passaggio che sarebbe necessario per garantire l’adeguata rappresentanza di tutte le componenti politiche in ogni consesso, oltre che per assicurare la loro corretta ed efficace operatività</strong>. Ne consegue che, salvo poco probabili ripensamenti, saranno i deputati eletti nella prossima legislatura a dover affrontare la questione.</p>
<h3>Come cambia il regolamento del senato</h3>
<p>Come detto invece, a palazzo Madama il regolamento è stato riformato. A livello quantitativo sono in totale 57 gli articoli che in qualche misura sono stati interessati dalla riforma. Un articolo è stato soppresso, 2 sono stati aggiunti mentre 54 sono quelli modificati. I commi modificati invece sono 88, 10 sono stati soppressi e 22 aggiunti per un totale di 120 interventi.</p>
            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/correttivi-interventi-su-oltre-50-articoli-del-regolamento-del-senato/">Correttivi, interventi su oltre 50 articoli del regolamento del senato</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/correttivi-interventi-su-oltre-50-articoli-del-regolamento-del-senato/">Il numero di commi e articoli modificati, aggiunti e soppressi a seguito della riforma del regolamento del senato</a></h3>
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                             aria-labelledby="chart_204971_tab3"><p>Con la riduzione del numero dei senatori (elettivi) da 315 a 200 si è reso necessario apportare una serie di modifiche al regolamento dell&#8217;aula di palazzo Madama al fine di garantirne il corretto funzionamento. La proposta di riforma è stata definitivamente approvata alla fine di luglio 2022. Il grafico riporta il numero di articoli e di commi che hanno subito modifiche, aggiunte o che sono stati soppressi. Nel grafico si tiene conto anche delle modifiche apportate con gli emendamenti nel corso della discussione in assemblea.</p>
</div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis su dati senato                                                                <br>(ultimo aggiornamento: mercoledì 17 Agosto 2022)
                                        </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-204971"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                            </div>

			
<p>A livello di contenuti, possiamo osservare in generale <strong>un tentativo di allineare il nuovo regolamento del senato a quello della camera</strong>. Anche se il fatto che a Montecitorio non si sia pervenuti a una revisione ha impedito un coordinamento tra i due rami. Da notare inoltre che <strong>si è deciso di procedere per modifiche puntuali anziché per una rivisitazione complessiva del regolamento</strong>. Una scelta probabilmente anche motivata dalla necessità di trovare un'ampia convergenza tra le forze politiche.</p>
<p>L'atto approvato dall’assemblea si compone di 9 articoli. I primi due vanno sostanzialmente a modificare tutte quelle disposizioni che prevedevano quorum e soglie numeriche specifiche. <strong>In generale la modifica vede una rimodulazione di queste quote con una riduzione che mediamente è del 30%</strong>. Un valore che risulta leggermente inferiore rispetto all’effettiva decurtazione del numero dei parlamentari (-36% circa).</p>
        <section class="blockquote">
							<p>C'è stato un tentativo di allineare il regolamento del senato a quello della camera.</p>
<p>
			        </section>
		
<p>Altra novità rilevante da questo punto di vista riguarda certamente la <strong>fusione di alcune commissioni permanenti che passano da 14 a 10</strong>. In particolare, sono state accorpate le commissioni esteri e difesa, ambiente e lavori pubblici, industria e agricoltura e lavoro e sanità. La commissione affari costituzionali invece si occuperà anche di editoria e digitalizzazione. Inoltre, <strong>l’attività delle commissioni potrà svolgersi anche in parallelo rispetto alle sedute dell’aula salvo che in questo consesso non si tengano delle votazioni</strong>.</p>
<p>È stato aggiunto inoltre un comma che impone ai presidenti di commissione un coordinamento del calendario delle sedute. Ciò in modo da permettere ai senatori che appartengono a più commissioni di partecipare ai lavori.</p>
<p>Sono state introdotte anche alcune novità per cercare di velocizzare l’iter legislativo. Una delle più rilevanti riguarda la <strong>soppressione dell’articolo 78 comma 6</strong> che richiedeva l'approvazione anche in assemblea degli emendamenti ai disegni di conversione dei decreti legge già licenziati in commissione. Tale passaggio non è necessario invece alla camera e più in generale per tutti gli altri disegni di legge.</p>
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/parole/che-cosa-sono-i-decreti-legge/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Leggi anche<br><strong>Cosa sono i decreti legge</strong></a>.</p>
        </section>
		
<p>Viene poi istituito anche per palazzo Madama il <strong>comitato per la legislazione</strong>. Si tratta di un organo chiamato ad esprimere pareri sulla qualità delle proposte di legge in discussione. Tale organo era già presente alla <a href="https://www.openpolis.it/parole/cose-il-comitato-per-la-legislazione/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">camera</a> anche se con compiti leggermente diversi.</p>
<h3>Le norme sui gruppi parlamentari</h3>
<p>La riforma del regolamento del senato prevede novità anche per quanto riguarda la composizione dei <strong>gruppi parlamentari</strong>. Innanzitutto, la soglia minima di aderenti per costituire una formazione autonoma passa da 10 a 6. Questo però solo a inizio legislatura, mentre è di 9 senatori per i gruppi che nascono in corso d’opera. Resta inoltre il vincolo di poter costituire formazioni che siano rappresentative di liste che si sono presentate alle elezioni. Anche se i casi di Italia viva, Costituzione, ambiente e lavoro e Insieme per il futuro dimostrano come questo vincolo sia facilmente aggirabile. Sono introdotti inoltre alcuni accorgimenti per cercare di scoraggiare i <strong>cambi di gruppo</strong>. Che tuttavia restano possibili e del tutto legittimi.</p>
        <section class="glossary">
            <div>
                <mark>
																		In Italia vige il divieto di mandato imperativo. Ciò significa che i parlamentari non devono rendere conto a nessuno delle proprie decisioni, inclusa la scelta del gruppo di appartenenza. Salvo assumersi la responsabilità politica delle conseguenze.</br>
											                </mark>
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/che-cosa-sono-i-gruppi-parlamentari/">
                "Che cosa sono i gruppi parlamentari"</a></span>

            </div>
        </section>
		
<p>Tra le innovazioni più rilevanti, l’introduzione dello status di “<strong>senatore non iscritto a gruppi parlamentari</strong>”, finora riservata ai senatori a vita. Questa condizione avrà delle conseguenze significative per i senatori. In primo luogo sembrerebbe che per essi non sia prevista una rappresentanza all’interno di alcuni consessi. Come ad esempio le riunioni riservate ai capigruppo (anche se viene fatto obbligo di tenerne conto). Da ricordare inoltre che ai gruppi parlamentari sono assegnate alcune risorse economiche finalizzate all’espletamento delle loro attività. Tali fondi evidentemente non sarebbero accessibili per i senatori non iscritti a gruppi.</p>
        <section class="blockquote">
							<p>I cambi di gruppo restano possibili ma sono stati introdotti disincentivi, anche di natura economica.</p>
<p>
			        </section>
		
<p>D’altra parte però, i senatori che abbandonano il proprio gruppo non acquisiscono immediatamente lo status di “non iscritto”. <strong>Essi infatti hanno 3 giorni di tempo per comunicare una nuova appartenenza</strong>. Tuttavia, il cambio di gruppo avrà comunque delle conseguenze. Dal punto di vista degli incarichi ricoperti, <strong>un senatore che decida di cambiare gruppo decadrebbe da componente del consiglio di presidenza, della giunta per il regolamento o della giunta per le elezioni e le immunità parlamentari</strong>. La perdita del ruolo però non scatterebbe se il senatore coinvolto venisse espulso, oppure nel caso in cui il gruppo di appartenenza si sciolga o si fonda con altre formazioni.</p>
<p>Sono previsti anche ulteriori <strong>disincentivi di natura economica. Questi però vanno a impattare più sui gruppi che non sui singoli senatori</strong>. Come già detto infatti ad ogni gruppo parlamentare sono affidate delle risorse provenienti dal bilancio del senato. Tali risorse si compongono di una parte fissa uguale per tutti e una che varia proporzionalmente in base alla consistenza numerica del gruppo.</p>
        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Al fine di disincentivare i trasferimenti ad altro gruppo parlamentare [...] il consiglio di presidenza stabilisce la riduzione del 50 per cento del contributo proporzionale, determinato ai sensi dell'art. 16, comma 1, primo periodo, del regolamento, nei confronti del gruppo del quale il senatore cessa di far parte, attribuendo il 30 per cento del contributo proporzionale iniziale al gruppo di destinazione.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2022-08-05&atto.codiceRedazionale=22A04560&elenco30giorni=false" target="_blank">- Articolo 7 delibera senato del 27 luglio 2022</a>
									            </div>
        </section>
		
<p>La novità introdotta - di difficile interpretazione - apparentemente andrebbe a <strong>tutelare quelle formazioni che perdono aderenti</strong>. In questo caso infatti la diminuzione della quota dovuta alla riduzione della consistenza numerica del gruppo sarebbe meno che proporzionale. D’altra parte invece l’attribuzione di nuove risorse al gruppo di approdo sarebbe ancor più limitata.</p>
<p>Foto: Facebook - <a href="https://www.facebook.com/photo?fbid=541200957372135&amp;set=pb.100044467054881.-2207520000.." target="_blank" rel="noopener noreferrer">Roberto Fico</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/la-camera-iniziera-la-legislatura-senza-una-riforma-del-regolamento/">La camera inizierà la legislatura senza una riforma del regolamento</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>A che punto è il programma di governo per le riforme istituzionali</title>
		<link>https://www.openpolis.it/a-che-punto-e-il-programma-di-governo-per-le-riforme-istituzionali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[veronica]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 May 2019 12:36:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.openpolis.it/?p=46132</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il parlamento sta discutendo diversi progetti di legge di revisione costituzionale. Nonostante le intenzioni del governo, le riforme proposte non rafforzano il ruolo delle camere.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/a-che-punto-e-il-programma-di-governo-per-le-riforme-istituzionali/">A che punto è il programma di governo per le riforme istituzionali</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>A inizio maggio la camera ha approvato in seconda lettura una <a href="https://parlamento18.openpolis.it/atto/index/id/14203/sf_highlight/riduzione+parlamentari" target="_blank" rel="noopener noreferrer">proposta di riforma costituzionale</a> che incide sulla composizione del parlamento, riducendo il numero complessivo dei parlamentari. Si tratta del primo progetto di revisione costituzionale che in questa legislatura supera due delle quattro deliberazioni necessarie per l&#8217;approvazione.</p>
<p><strong>Sono in discussione anche altri progetti che contengono modifiche al testo costituzionale volte a incidere sulla struttura delle camere</strong>. Obiettivo dichiarato del governo è quello di aumentare la partecipazione dei cittadini ridando al contempo una funzione centrale al parlamento.</p>
<p>Tuttavia, se lo scopo è quello di attribuire alle camere un ruolo più importante, non è questo il modo di agire: le riforme in discussione infatti non vanno nella direzione di rendere il parlamento più forte.</p>
<h3>L&#8217;iter dei progetti di legge di rango costituzionale</h3>
<p>Vista la loro importanza, l<strong>e leggi di rango costituzionale devono seguire un iter aggravato</strong> rispetto alle leggi ordinarie.</p>
<p>Nello specifico, sono necessarie <strong>due deliberazioni sullo stesso testo</strong> da parte di entrambe le camere.</p>
        <section class="glossary">
            <div>
                <mark>
																		Per l&#8217;approvazione di una legge di revisione costituzionale sono necessarie due deliberazioni da parte di entrambe le camere, a distanza di almeno tre mesi.</br>
											                </mark>
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/come-si-modifica-la-costituzione/">
                "Come si modifica la costituzione"</a></span>

            </div>
        </section>
		
<p>Nella seconda votazione, camera e senato devono approvare il testo almeno a maggioranza assoluta.</p>
<p>Entro tre mesi dalla pubblicazione, se i soggetti autorizzati ne fanno richiesta, si sottopone la legge a referendum. Qualora non si raggiunga la maggioranza dei voti validi, come nel caso della <a href="https://parlamento17.openpolis.it/singolo_atto/60013" target="_blank" rel="noopener noreferrer">riforma Renzi-Boschi</a> della XVII legislatura, la legge non viene promulgata.</p>
<p>Quando invece le camere, nella seconda votazione, approvano il testo con una maggioranza dei 2/3 dei componenti, non è necessario il referendum.</p>
<h3>Il programma di governo per le riforme istituzionali</h3>
<p>Come dichiarato da <strong>Riccardo Fraccaro</strong> (M5s), ministro per i rapporti con il parlamento e la democrazia diretta, <strong>l&#8217;attuale governo ha operato una rottura rispetto al passato</strong>. Se infatti il governo Renzi della XVII legislatura si è contraddistinto per il tentativo di approvare un&#8217;unica grande riforma dai contenuti eterogenei, questo esecutivo ha <strong>presentato interventi distinti e puntuali</strong>.</p>
<p>Il ministro Fraccaro aveva anticipato le intenzioni dell&#8217;esecutivo nel corso dell&#8217;<a href="http://documenti.camera.it/leg18/resoconti/commissioni/stenografici/pdf/01c01/audiz2/audizione/2018/07/12/leg.18.stencomm.data20180712.U1.com01c01.audiz2.audizione.0001.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">audizione sulle linee programmatiche</a> che si è svolta nel luglio del 2018. In questa occasione il ministro ha esposto la volontà di attribuire responsabilità decisionali ai cittadini, potenziando o prevedendo nuovi strumenti della democrazia diretta, come il referendum propositivo.</p>
<p>Molte delle misure anticipate da Fraccaro sono state inserite nella <a href="http://www.mef.gov.it/inevidenza/documenti/NADEF_2018.pdf#page=125" target="_blank" rel="noopener noreferrer">nota di aggiornamento al Def 2018.</a> Il documento contiene infatti uno specifico paragrafo dedicato alle riforme costituzionali.</p>
<p>In particolare, si prevede di:</p>
<ul>
<li>rafforzare l&#8217;iniziativa legislativa popolare;</li>
<li>eliminare il quorum nel referendum abrogativo;</li>
<li>rimuovere gli ostacoli alla raccolta firme necessaria per promuovere un referendum;</li>
<li>ridurre il numero di parlamentari;</li>
<li>sopprimere il Cnel;</li>
<li>introdurre il ricorso alla corte costituzionale per deliberazioni delle camere in materia di elezioni e cause di ineleggibilità e incompatibilità di deputati e senatori.</li>
</ul>
<h3>I progetti di riforma costituzionale depositati nella XVIII legislatura</h3>
<p>Fino ad oggi in parlamento sono stati depositati 147 diversi progetti di legge di rango costituzionale. Questi comprendono leggi di revisione costituzionale, integrazioni e modifiche all&#8217;assetto delle regioni.</p>
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="http://www.senato.it/leg/18/BGT/Schede/Statistiche/Iniziativa//ElencoDDLPerNatura_2_1__.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">I progetti di riforma costituzionale<br />
<br><strong>Visualizza l'elenco completo</strong></a>.</p>
        </section>
		
<p>Dei 147, 2 sono stati ritirati. Trentacinque non sono stati ancora assegnati a nessuna commissione per l&#8217;esame. Novantaquattro, pur essendo stati assegnati alle commissioni competenti per materia, non sono stati ancora esaminati.</p>
<p>Dei 16 di cui si è avviato l&#8217;esame, 5 sono stati assorbiti da altri testi.</p>
<p>Uno, presentato da <a href="https://parlamento18.openpolis.it/parlamentare/cosa/id/556/sf_highlight/giorgia+meloni" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Giorgia Meloni</a> (Fdi), intende <a href="https://parlamento18.openpolis.it/singolo_atto/2217" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>rimuovere i riferimenti all&#8217;ordinamento internazionale ed europeo</strong></a> dalla costituzione. La commissione affari costituzionali della camera ne ha abbandonato l&#8217;esame a ottobre 2018. Il progetto avente lo scopo principale di <a href="https://parlamento18.openpolis.it/atto/index/id/2270/sf_highlight/c+14" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>separare le carriere</strong></a> di giudici e pubblici ministeri è di iniziativa popolare. <a href="https://parlamento18.openpolis.it/parlamentare/luigi-vitali/783" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Luigi Vitali</a> (Fi) ha presentato un progetto che definisce delle <a href="https://parlamento18.openpolis.it/atto/index/id/3338/sf_highlight/s+388" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>priorità nell&#8217;esercizio dell&#8217;azione penale</strong></a> al fine di evitare la prescrizione di reati che destano particolare allarme sociale.</p>
<p>Gli ultimi testi in corso di esame parlamentare, che vanno a realizzare il programma di governo e che perciò si trovano al centro della discussione politica, sono il già citato provvedimento per la <strong>riduzione del numero dei parlamentari</strong>, alcuni progetti in materia di <strong>elettorato attivo e passivo</strong> dei componenti del senato, una proposta riguardante l&#8217;<strong>iniziativa legislativa popolare e referendum</strong> e infine un testo per l&#8217;<strong>abrogazione del Consiglio nazionale dell&#8217;economia e del lavoro</strong> (Cnel). Vediamole ora nel dettaglio.</p>
<h3>Le riforme costituzionali attualmente in discussione</h3>
<p>Delle proposte di revisione della costituzione attualmente in discussione, quella che è più avanti nell&#8217;iter riguarda la <strong>riduzione del numero dei parlamentari</strong>, e l&#8217;abbiamo già analizzata approfonditamente in un nostro articolo.</p>
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/si-possono-tagliare-i-costi-della-politica-senza-ridurre-la-rappresentanza/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Si possono tagliare i costi della politica senza ridurre la rappresentanza<br />
<br><strong>Leggi il nostro articolo</strong></a>.</p>
        </section>
		
<p>Con degli emendamenti a questo testo, alcuni parlamentari avevano tentato di inserire nella proposta delle previsioni in materia di<strong> elettorato attivo e passivo dei componenti del senato</strong>. Proposte in questo senso sono già comprese in tre testi distinti (<a href="https://parlamento18.openpolis.it/atto/index/id/13224/sf_highlight/1511" target="_blank" rel="noopener noreferrer">c.1511</a>; <a href="https://parlamento18.openpolis.it/atto/index/id/15289/sf_highlight/1647" target="_blank" rel="noopener noreferrer">c.1647</a>; <a href="https://parlamento18.openpolis.it/atto/index/id/17620/sf_highlight/1826" target="_blank" rel="noopener noreferrer">c.1826</a>) di iniziativa del partito democratico e del movimento 5 stelle. Nello specifico i tre progetti, andando a modificare l&#8217;<a href="https://www.senato.it/1025?sezione=126&amp;articolo_numero_articolo=58" target="_blank" rel="noopener noreferrer">articolo 58 della costituzione</a>, abbassano il limite di età per eleggere i senatori a 18 anni (attualmente è 25). Due delle proposte abbassano anche l&#8217;elettorato passivo da 40 a 25 anni, uniformandolo a quello previsto per la camera dei deputati. L&#8217;esame in commissione del testo è stato avviato, ma non c&#8217;è ancora stata alcuna votazione.</p>
<p>Il <a href="https://parlamento18.openpolis.it/singolo_atto/15148" target="_blank" rel="noopener noreferrer">disegno di legge</a> presentato da <a href="https://parlamento18.openpolis.it/parlamentare/cosa/id/1506/sf_highlight/calderoli" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Roberto Calderoli</a> (Lega) prevede l&#8217;abolizione dell&#8217;<a href="https://www.senato.it/1025?articolo_numero_articolo=99&amp;sezione=132" target="_blank" rel="noopener noreferrer">articolo 99 della costituzione</a>, il quale contiene norme sul <strong>Cnel</strong>. In questo modo si potrà operare con una successiva legge ordinaria finalizzata ad abolire direttamente il consiglio originariamente pensato come luogo di rappresentanza delle parti sociali. L&#8217;esistenza di quest&#8217;organo è stata messa in discussione numerose volte, l&#8217;ultima dalla <a href="https://parlamento17.openpolis.it/singolo_atto/60013" target="_blank" rel="noopener noreferrer">riforma Renzi-Boschi</a> nella scorsa legislatura. Anche in questo caso, la commissione referente ha avviato l&#8217;esame del testo.</p>
<p>Rimane infine la <a href="https://parlamento18.openpolis.it/singolo_atto/14773" target="_blank" rel="noopener noreferrer">proposta</a> di <a href="https://parlamento18.openpolis.it/parlamentare/cosa/id/686666/sf_highlight/francesco+d+uva" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Francesco D&#8217;Uva</a> (M5s), che ha l&#8217;obiettivo di potenziare gli <strong>istituti di democrazia diretta</strong>. In particolare, è prevista una <strong>procedura &#8220;rinforzata&#8221; per progetti di legge di iniziativa popolare</strong> sottoscritti da almeno 500mila elettori. In questo caso, il parlamento ha 18 mesi di tempo per ratificare il progetto. Se le camere apportano modifiche al testo, i promotori sono posti di fronte a una scelta. Se accettano le modifiche, si promulga la legge. In caso contrario saranno i cittadini, tramite referendum, ad approvare o bocciare il testo. Si abbassa il <strong>quorum per ogni tipo di referendum</strong> a un quarto degli aventi diritto (attualmente è la metà). La camera ha approvato la proposta di riforma in prima lettura e il testo è attualmente in corso di esame in commissione al senato.</p>
<h3>La mancanza di centralità del parlamento</h3>
<p>L&#8217;iter è lungo e complesso, e non è detto che le riforme riescano a giungere all&#8217;approvazione definitiva.</p>
<p>In ogni caso queste misure non rafforzano il ruolo del parlamento, nonostante il governo affermi di volerlo fare.</p>
        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Il nostro obiettivo è potenziare la democrazia diretta per dare nuova linfa alla partecipazione attiva e garantire la centralità del Parlamento nel sistema istituzionale.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.facebook.com/riccardofraccaroM5S/photos/a.376403065802205/1659263290849503/?type=3&theater" target="_blank">- Riccardo Fraccaro, ministro per i rapporti con il parlamento e per la democrazia diretta</a>
									            </div>
        </section>
		
<p>Questo non significa che non si possano introdurre nell&#8217;ordinamento misure volte a rafforzare la democrazia diretta.</p>
        <section class="blockquote">
							<p>Più democrazia diretta non rafforza il ruolo del parlamento</p>
<p>
			        </section>
		
<p>Tuttavia, <strong>non è questa la strada da percorrere se si vuole migliorare il funzionamento delle camere</strong>. Ridurre il numero dei parlamentari e potenziare gli istituti di democrazia diretta sono cose che non incidono sul ruolo del parlamento.</p>
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/cosa/osservatorio-legislativo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Per i dati sull&#8217;attività parlamentare<br />
<br><strong>Vai all'osservatorio legislativo</strong></a>.</p>
        </section>
		
<p>Come si dovrebbe agire allora per dare alle camere una funzione centrale? Si dovrebbe, ad esempio, porre fine all&#8217;abuso della decretazione d&#8217;urgenza, limitare il ricorso alla fiducia e, più in generale, ridare centralità ai progetti di legge di iniziativa parlamentare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Foto credit: <a href="http://www.governo.it/media/manovra-economica-il-presidente-conte-riferisce-senato/10570" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Palazzo Chigi</a> &#8211; <a href="https://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/3.0/it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Licenza</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/a-che-punto-e-il-programma-di-governo-per-le-riforme-istituzionali/">A che punto è il programma di governo per le riforme istituzionali</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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	</channel>
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