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	<title>Pietro Grasso Archivi - Openpolis</title>
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		<title>La sfida per un parlamento più efficiente inizia ora</title>
		<link>https://www.openpolis.it/la-sfida-per-un-parlamento-piu-efficiente-inizia-ora/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele De Bernardin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Oct 2019 07:25:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=58315</guid>

					<description><![CDATA[<p>Approvata la riforma costituzionale, inizia la partita dei regolamenti parlamentari. Qui si gioca la vera sfida e due devono essere i concetti chiave: la centralità del parlamento e una vera trasparenza delle istituzioni.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/la-sfida-per-un-parlamento-piu-efficiente-inizia-ora/">La sfida per un parlamento più efficiente inizia ora</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La scorsa settimana la camera ha dato l&#8217;ultima approvazione al disegno di legge costituzionale per ridurre il numero di parlamentari. Gli obiettivi del governo sono di abbassare i costi di camera e senato, e soprattutto migliorare il funzionamento del parlamento. Ma il taglio di deputati e senatori porta con se la necessità di rimettere mano ai regolamenti di camera e senato.</p>
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://parlamento18.openpolis.it/votazione/camera/ddl-costituzionale-riduzione-numero-parlamentari-pdl-cost-1585-b-voto-finale/10082" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Riforma costituzionale &#8211; riduzione numero parlamentari<br />
<br><strong>Vedi il voto finale</strong></a>.</p>
        </section>
		
        <section class="blockquote">
							<p>Se si vuole rendere il parlamento più efficiente, la partita si gioca sui regolamenti parlamentari.</p>
<p>
			        </section>
		
<p>Una necessità che può diventare un&#8217;opportunità, perché ridurre il numero dei parlamentari non basta per rendere il parlamento più efficiente. La vera partita comincia ora, e se le intenzioni del governo sono sincere, bisogna mettere al centro del prossimo dibattito due obiettivi: <strong>ridare centralità al parlamento e soprattutto renderlo più trasparente.</strong></p>
<p>La camera, con il presidente Fico, ha già avviato la discussione, con la prima seduta della giunta per il regolamento dedicata alla questione. Da Palazzo Madama tutto tace, sarà fondamentale che l&#8217;iter della riforma vada di pari passo tra un ramo e l&#8217;altro.</p>
            <section class="facebook">
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					                </div>
            </section>
			
<h3>Cos&#8217;è successo in giunta alla camera</h3>
<p>Il 3 ottobre è stata convocata la giunta per il regolamento di Montecitorio. Lo scopo era quello di avviare una riflessione in vista dell&#8217;ultima approvazione sulla riforma costituzionale. In particolare andando a capire quali fossero le implicazioni e gli effetti della riduzione del numero di parlamentari sul regolamento della camera.</p>
        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>[&#8230;] come già rappresentato in sede di Conferenza dei Capigruppo nella riunione del 1° agosto scorso, ad esito della seconda deliberazione della Camera sulla proposta di legge costituzionale relativa alla riduzione del numero dei parlamentari, sarà necessario procedere tempestivamente ad un’analisi degli effetti della riforma costituzionale sul piano regolamentare.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://documenti.camera.it/leg18/resoconti/commissioni/bollettini/pdf/2019/10/03/leg.18.bol0248.data20191003.com15.pdf#page=2" target="_blank">- Presidente Fico - Giunta regolamento 3 ottobre 2019</a>
									            </div>
        </section>
		
<p>Durante l&#8217;incontro sono stati accennati diversi aspetti da non sottovalutare: dal funzionamento del quorum alla possibile riduzione degli organi parlamentari passando per la composizione degli organi bicamerali. <strong>L&#8217;intento era quello di avviare un&#8217;attività istruttoria per arrivare, una volta promulgata la legge, a delle proposte concrete di riforma. Periodo in cui sarà anche possibile raccogliere le firme per il referendum popolare. </strong>Tra i vari elementi sollevati dalla giunta, anche quello dei gruppi parlamentari.</p>
        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Vi è poi l’esigenza di verificare l’impatto della riforma costituzionale sulla disciplina dei Gruppi parlamentari e delle componenti politiche del Gruppo misto, nella parte in cui se ne stabiliscono i requisiti numerici minimi (ossia, venti deputati per la formazione di Gruppi senza autorizzazione; dieci per la formazione di componenti politiche del Gruppo Misto senza autorizzazione; tre per le componenti autorizzate e per quella delle minoranze linguistiche).</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://documenti.camera.it/leg18/resoconti/commissioni/bollettini/pdf/2019/10/03/leg.18.bol0248.data20191003.com15.pdf#page=2" target="_blank">- Presidente Fico, Giunta regolamento 3 ottobre 2019</a>
									            </div>
        </section>
		
<h3>Cosa succede al senato</h3>
<p>Nel frattempo tutto tace al senato. Come noto in Italia vige il &#8220;bicameralismo perfetto&#8221;, presupposto che dà alla camera e al senato gli stessi poteri e funzioni. Ciò nonostante i regolamenti di camera e senato sono differenti. Questo ovviamente crea dei problemi, uno su tutti la possibilità di portare avanti delle riforme da una parte, e non dall&#8217;altra.</p>
<p>Eventualità che può risultare in forti differenze procedurali nei due rami, come è successo nella scorsa legislatura con la riforma del regolamento del senato voluta dall&#8217;allora presidente Grasso. Riforma che ha drasticamente modificato, tra le altre cose, le regole per i cambi di gruppo e per la formazione di nuovi gruppi parlamentari. <strong>Ad oggi infatti i cambi di gruppo, uno dei tratti caratteristici dell&#8217;ultima fase politica, hanno un funzionamento diverso tra camera e senato.</strong></p>
        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">3 </span>le riunioni delle giunte per il regolamento da inizio legislatura: due alla camera e una al senato</p>
			        </section>
		
<p>Per questo motivo è controproducente affrontare un discorso di riforma dei regolamenti in un solo ramo, e sarebbe auspicabile che la discussione in materia fosse quindi avviata anche al senato. Chiediamo quindi un lavoro organico delle giunte per il regolamento di Montecitorio e Palazzo Madama, avviando un&#8217;istruttoria congiunta che porti quindi a risultati comuni.</p>
<p><strong>Se l&#8217;intento della riforma costituzionale era quello di rendere più efficiente il parlamento, continuare ad avere i due rami con regolamenti diversi va certamente nella direzione opposta. </strong>Ad oggi però non ci sono state nuove convocazioni della giunta per il regolamento di Palazzo Madama, e non è chiaro quali siano le intenzioni della presidenza in questo senso.</p>
<h3>Gli errori da non ripetere: nuovi gruppi parlamentari e trasformismo</h3>
<p>Oltre alla necessità di portare avanti un processo condiviso tra camera e senato, è equamente importante, per non sprecare quest&#8217;opportunità, imparare dagli errori del passato. Bisogna varare una riforma che contribuisca realmente a migliorare il funzionamento del parlamento, e la comprensione dei processi politici al suo interno<strong>. In passato si è spesso agito di impeto, e senza realmente analizzare le conseguenze delle decisioni prese.</strong></p>
        <section class="blockquote">
							<p>Un parlamento più efficiente passa per dei migliori regolamenti di camera e senato.</p>
<p>
			        </section>
		
<p>Quanto avvenuto nella scorsa legislatura ne è stato un perfetto esempio. Come reazione al numero record di cambi di gruppo avvenuti tra il 2013 e il 2018, la riforma voluta dall&#8217;allora presidente Grasso ha inserito delle nuove regole per la formazione dei gruppi parlamentari.</p>
<p>Fino a quel momento infatti, come continua ad essere alla camera, per creare un gruppo parlamentare autonomo bastava raggiungere il numero minimo di parlamentari richiesti: 20 alla camera e 10 al senato.</p>
<p>Con le modifiche apportate le cose sono cambiate, e attualmente a Palazzo Madama, per evitare la continua creazione di nuovi schieramenti e un eccessivo distaccamento con l&#8217;elettorato, possono nascere solamente gruppi che rappresentano un partito o un movimento che ha partecipato alle precedenti elezioni politiche.</p>
        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Ciascun Gruppo dev&#8217;essere composto da almeno dieci Senatori e deve rappresentare un partito o movimento politico, anche risultante dall&#8217;aggregazione di più partiti o movimenti politici, che abbia presentato alle elezioni del Senato propri candidati con lo stesso contrassegno, conseguendo l&#8217;elezione di Senatori</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.senato.it/1044?articolo=1004&sezione=144" target="_blank">- Art. 14 comma 4 - Regolamento del senato</a>
									            </div>
        </section>
		
<p><strong>Ma come abbiamo avuto modo di vedere questa regola non è perfetta.</strong> La recente nascita di Italia Viva ne è un perfetto esempio. Il neonato movimento di Matteo Renzi, non presente alle scorse elezioni, è riuscito a creare un gruppo autonomo, rispettando quindi il regolamento, grazie ad un accordo con il Psi che ha &#8220;prestato&#8221; il nome al politico toscano.</p>
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://blog.openpolis.it/2017/12/21/perche-la-riforma-del-senato-non-funziona/17290" target="_blank" rel="noopener noreferrer">I problemi con la riforma 2017 del regolamento del senato.<br />
<br><strong>Leggi</strong></a>.</p>
        </section>
		
<p>Non a caso il gruppo a Palazzo Madama si chiama <a href="https://parlamento18.openpolis.it/lista-dei-parlamentari-in-carica/senato/nome/asc/filter_group/146" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Italia Viva &#8211; Psi</a>. Come avevamo sottolineato al tempo, la regola non solo sembra essere troppo draconiana (ignorare la possibilità che in 5 anni di legislatura nascano nuovi movimenti politici è poco realistico), ma soprattutto è facilmente aggirabile.</p>
<h3>Gli errori da non ripetere: commissioni parlamentari e trasparenza</h3>
<p>Altro tema su cui la riforma Grasso era intervenuta era quella delle commissioni parlamentari.</p>
<p><strong>Di regola, secondo il nuovo articolo 34, approvato nel 2017, i disegni di legge sono ora assegnati in sede deliberante o in sede redigente alle commissioni parlamentari.</strong> Nel primo caso il testo di legge verrà trattato solo in commissione, escludendo il passaggio in aula, mentre nel secondo caso il passaggio in aula sarà previsto solo per il voto finale. Eccezione è fatta solamente per le proposte in materia costituzionale, elettorale, per le leggi delega, le conversioni dei decreti legge, le ratifiche dei trattati internazionale e l’approvazione di bilanci. In sostanza viene dato molto più potere alle commissioni, con l’intento di velocizzare l’iter legislativo.</p>
        <section class="blockquote">
							<p>Se si vuole, come è giusto che sia, dare più potere alle commissioni, bisogna anche renderle più trasparenti.</p>
<p>
			        </section>
		
<p><strong>Anche questo tentativo, seppur lodevole in quanto dà più potere alle commissioni parlamentari, ignora completamente una grossa questione: quella della mancanza di trasparenza</strong>. Attualmente, come denunciamo da tempo con la campagna #ParlamentoCasadiVetro, le commissioni parlamentari sono luoghi oscuri e di quanto vi avviene trapela molto poco.</p>
<p>Per esempio né il resoconto integrale, né le votazioni elettroniche sono la norma nelle commissioni parlamentari. Questo vuol dire che dei disegni di legge approvati in sede deliberante in questa legislatura (<a href="http://www.senato.it/leg/17/BGT/Schede/Ddliter/comm/45834_comm.htm" target="_blank" rel="noopener noreferrer">qui un esempio</a>) non è disponibile il voto finale. Abbiamo un semplice <a href="http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=SommComm&amp;leg=17&amp;id=937921" target="_blank" rel="noopener noreferrer">resoconto sommario</a>, in cui ci viene comunicato che il testo è stato approvato. Non è corretto trasferire poteri alle commissioni, se queste continuano a essere un luogo non trasparente. Una maggiore capacità legislativa delle commissioni, doveva risultare anche in una migliore pubblicità dei lavori.</p>
<h3>Ridare centralità al parlamento</h3>
<p><span style="font-family: Roboto, -apple-system, BlinkMacSystemFont, 'Segoe UI', Roboto, Oxygen-Sans, Ubuntu, Cantarell, 'Helvetica Neue', sans-serif;">Un parlamento più efficiente passa evidentemente per dei migliori regolamenti parlamentari, rendendo la prossima fase molto delicata. <strong>La discussione dovrà ruotare attorno alla necessità di ridare centralità al parlamento, rendendo nuovamente l&#8217;istituzione protagonista dell&#8217;iniziativa legislativa. </strong>Questo vorrà anche dire un esecutivo meno protagonista, che ha nella riduzione della decretazione d&#8217;urgenza una delle sue prerogative.</span></p>
        <section class="blockquote">
							<p>Coinvolgere la società civile nel tavolo &#8220;partecipato e condiviso&#8221; voluto da Fico</p>
<p>
			        </section>
		
<p><span style="font-family: Roboto, -apple-system, BlinkMacSystemFont, 'Segoe UI', Roboto, Oxygen-Sans, Ubuntu, Cantarell, 'Helvetica Neue', sans-serif;"><strong>È altrettanto importante coinvolgere la società civile in quel tavolo &#8220;partecipato e condiviso&#8221; che Fico ha richiamato nel suo intervento in giunta.</strong> Coinvolgere quindi soggetti che, come openpolis, fanno della comprensione dei processi politici e dall&#8217;accountability il loro lavoro, e non limitare la discussione sulla riforma dei regolamenti parlamentari ai membri dell&#8217;istituzione stessa.</span></p>
<p>Foto credit: <a href="http://presidente.camera.it/20?pos=0&amp;raccolta=2535#" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Presidenza camera dei deputati</a></p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Presidente Fico, serve più trasparenza nelle commissioni parlamentari</title>
		<link>https://www.openpolis.it/presidente-fico-serve-piu-trasparenza-nelle-commissioni-parlamentari/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele De Bernardin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Jan 2019 08:39:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.openpolis.it/?p=32936</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il presidente della camera preannuncia una riforma dei regolamenti per ridare centralità al parlamento. L'occasione per ridurre l'opacità intorno ai lavori delle commissioni parlamentari.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/presidente-fico-serve-piu-trasparenza-nelle-commissioni-parlamentari/">Presidente Fico, serve più trasparenza nelle commissioni parlamentari</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo scorso 2 gennaio il presidente della camera Roberto Fico ha scritto una lettera al direttore del Sole24Ore, in cui indicava la centralità del parlamento come il faro da seguire nei prossimi mesi. Un tema che già nel suo discorso di insediamento a inizio legislatura aveva affrontato.</p>
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2019-01-01/fico-cosi-camere-incidono-lavoro-governo--195532.shtml?uuid=AEJoIl7G" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Il faro che indica la strada è la centralità del Parlamento<br />
<br><strong>Leggi la lettera del presidente Fico al Sole24Ore</strong></a>.</p>
        </section>
		
<p>Diversi gli elementi presenti nella lettera, ma tutti collegati all&#8217;attuale ruolo che ha il parlamento nel nostro assetto istituzionale. Un ruolo, <a href="https://www.openpolis.it/semestre-giallo-verde-5stelle-e-lega-alla-prova-dei-fatti/" target="_blank" rel="noopener">come analizzato nel nostro report sui primi 6 mesi di governo Conte</a>, che sta diventando sempre più marginale. A tal proposito Fico ha sottolineato la necessità di cominciare un percorso di riforma dei regolamenti della camera, per avviare da dentro l&#8217;istituzione stessa un processo per ridare valore a camera e senato. Un percorso che passa, come ricordato dal presidente di Montecitorio, attraverso una maggiore valorizzazione delle commissioni parlamentari, definite da Fico stesso come il<strong> cuore propulsivo del procedimento legislativo</strong>. Un modo per farlo è certamente fornendo maggiori informazioni sul loro funzionamento, rendendole più trasparenti.</p>
        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Credo sia ingenuo vagheggiare una centralità perduta se il Parlamento non è disposto a riflettere su sé stesso, dunque a riformarsi. Perché un’assemblea parlamentare deve anticipare, non rincorrere, i processi economici e sociali. A gennaio proporrò alla Giunta per il Regolamento una serie di possibili interventi di riforma che incidono su organizzazione dei lavori, procedure, qualità legislativa.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2019-01-01/fico-cosi-camere-incidono-lavoro-governo--195532.shtml?uuid=AEJoIl7G" target="_blank">- Roberto Fico - 2 gennaio 2018, lettera al Sole24Ore</a>
									            </div>
        </section>
		
<h3>Bicameralismo (im)perfetto</h3>
<p>Lo spunto di Fico è giusto, necessario e soprattutto lungamente atteso. Durante tutta la scorsa legislatura ci siamo resi protagonisti di vare campagne per riformare il regolamento di camera e senato, spinti dalla convinzione che la vita parlamentare vada regolamentato di più e meglio.</p>
        <section class="blockquote">
							<p>Nel bicameralismo perfetto camera e senato hanno regolamenti e procedure diverse, e questo crea problemi.</p>
<p>
			        </section>
		
<p>La prima questione, non da poco, vede i due rami del parlamento avere regolamenti diversi. Nonostante il nostro sia un bicameralismo perfetto infatti, camera e senato funzionano in maniera differente. Questo vuol dire che un ramo può portare avanti una riforma senza che l&#8217;altro necessariamente lo segua.</p>
<p>Era successo per esempio alla fine della scorsa legislatura, quando l&#8217;allora presidente di Palazzo Madama Pietro Grasso fece approvare una riforma del regolamento, senza che lo stesso avvenisse a Montecitorio. Una riforma che aveva tante criticità, e tra queste proprio il fatto che rendeva i due rami ancora più diversi nel loro funzionamento. <strong>Tutto questo trasforma qualsiasi tentativo di miglioramento in potenzialmente dannoso, rendendo il processo parlamentare poco lineare e meno comprensibile. </strong></p>
<h3>#ParlamentoCasadiVetro, la proposta di openpolis</h3>
<p>Prendendo la lettera di Fico come un invito, vogliamo suggerire le nostre priorità per l&#8217;imminente tentativo di riforma del regolamento di Montecitorio, augurandoci che sia di buon auspicio anche per Palazzo Madama. <strong>La speranza è ovviamente quella di instaurare un dialogo costruttivo con entrambi i presidenti, Fico e Casellati, al fine di migliorare la qualità del nostro parlamento, e quindi, della nostra democrazia. </strong></p>
<p>Durante la XVII legislatura abbiamo raccolto molti consensi con la nostra campagna <a href="http://uact.it/actions/parlamento-casa-di-vetro/" target="_blank" rel="noopener">#ParlamentoCasadiVetro</a>, incentrata totalmente sul funzionamento delle commissioni parlamentari. <strong>L&#8217;importanza assoluta di questi organi nella produzione legislativa del nostro paese non è al momento pareggiata da un&#8217;adeguato livello di trasparenza sul loro funzionamento.</strong> Ad oggi non sono disponibili i dati delle presenze ai lavori, i resoconti integrali delle sedute e i tabulati delle votazioni. Al centro della nostra proposta proprio la necessità di mettere fine a questa situazione.</p>
<p>La <a href="http://uact.it/actions/parlamento-casa-di-vetro/targets/" target="_blank" rel="noopener">stragrande maggioranza dei deputati</a> firmarono il nostro appello, tra cui <a href="http://uact.it/targets/651/" target="_blank" rel="noopener">Roberto Fico stesso</a>, permettendoci di depositare il 15 gennaio del 2014 <a href="http://www.uact.it/media/attachments/petitions_petition/5/Presentazione_ParlamentoCasadiVetro_Camera.pdf" target="_blank" rel="noopener">un testo di modifica del regolamento</a>. <strong>Nonostante i presupposti fossero i migliori, l&#8217;avvio dell&#8217;iter parlamentare della riforma costituzionale Boschi voluta dal governo Renzi ha lungamente paralizzato qualsiasi discorso di modifica dei regolamenti parlamentari durante la scorsa legislatura</strong>. Questo sospese durante tutto lo svolgimento della legislatura il successo effettivo della nostra campagna.</p>
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="http://www.camera.it/_dati/leg17/lavori/documentiparlamentari/IndiceETesti/002/009/intero.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">#ParlamentoCasadiVetro<br />
<br><strong>Leggi la proposta di riforma depositata</strong></a>.</p>
        </section>
		
        <section class="blockquote">
							<p>Chiediamo il voto elettronico e il resoconto integrale nelle commissioni permanenti di camera e senato.</p>
<p>
			        </section>
		
<p>Vista la presa di posizione del presidente Fico, pensiamo sia necessario riavviare il discorso in materia<strong>. Una riforma dei regolamenti del parlamento non può escludere un miglioramento della trasparenza dei lavori delle commissioni parlamentari. </strong>Se si considera il parlamento il faro da seguire, bisogna mettere al centro della riforma gli organi in cui avviene la maggior parte del lavoro, contrattazione e dibattito sui provvedimenti che escono da camera e senato. Nella necessità di migliorare l&#8217;accountability delle nostre istituzioni, e per consegnare ai cittadini e alla storia una più piena comprensione di quanto avviene, alcune cose vanno cambiate con urgenza.</p>
<p><strong>Chiediamo quindi l&#8217;introduzione:</strong></p>
<ul>
<li>del voto elettronico come prassi per tutte le votazioni nelle commissioni parlamentari;</li>
<li>del resoconto integrale per tutte le sedute delle commissioni parlamentari.</li>
</ul>
<p>In questo modo sarebbero finalmente rese pubbliche informazioni basilari come presenze, discussioni e votazioni. Informazioni che adesso sono disponibili solamente in modo sommario e sporadico. <strong>Basterebbe questa piccola modifica ai regolamenti parlamentari, praticamente a costo zero, per rendere il cuore del processo legislativo meno opaco.</strong></p>
<h3>La proposta sui cambi di gruppo</h3>
<p>Il tema dei cambi di gruppo è un altro che ha lungamente caratterizzato la vita parlamentare del nostro paese. Il fenomeno, che ha raggiunto un apice nella scorsa legislatura, ad oggi mantiene numeri molto contenuti. Ciò nonostante la necessità di regolamentare meglio i cambi di gruppo rimane un tema, anche perché quanto fatto al senato nella scorsa legislatura andava decisamente nella direzione sbagliata.</p>
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/semestre-giallo-verde-5stelle-e-lega-alla-prova-dei-fatti/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">I problemi della riforma del senato approvata nella scorsa legislatura<br />
<br><strong>Leggi la nostra analisi</strong></a>.</p>
        </section>
		
        <section class="glossary">
            <div>
                <mark>
																		Deputati e senatori esercitano la loro funzione senza vincolo di mandato. Un principio alla base della nostra democrazia rappresentativa, che non può essere messo in discussione dal forte incremento dei cambi di gruppo.</br>
											                </mark>
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/che-cose-il-vincolo-di-mandato/">
                "Che cos’è il vincolo di mandato"</a></span>

            </div>
        </section>
		
<p>Per regolamentare meglio la materia chiediamo:</p>
<ul>
<li>di inserire l’obbligo di corrispondenza fra lista di elezione e primo gruppo di appartenenza;</li>
<li>di normare la presenza delle componenti in tutti i gruppi parlamentari (non solo il Misto);</li>
<li>di individuare regole più stringenti per la creazione di mini gruppi parlamentari.</li>
</ul>
<p>Tre semplici elementi che possono contribuire a controllare meglio il fenomeno dei cambi di gruppo, <strong>quantomeno per aiutare la comprensione dei processi politici e migliorare il rapporto fra elettori ed eletti</strong>.</p>
<h3>Riformare poco, riformare bene</h3>
<p>La nostra è una repubblica parlamentare, e questo deve essere il punto di partenza per qualsiasi discussione quando si affronta una riforma dei regolamenti. Presentare riforme corpose e complicate rischia di essere, soprattutto nell&#8217;attuale clima politico, molto complicato. <strong>Le nostre proposte sono semplici, dal basso impatto normativo, e soprattutto poco costose</strong>.</p>
        <section class="blockquote">
							<p>Fico e Casellati devono lavorare assieme per riformare i regolamenti, non bisogna creare ulteriori differenziazioni di funzionamento.</p>
<p>
			        </section>
		
<p>Ricordiamo a questo proposito l&#8217;importanza di portare avanti riforme in entrambi i rami, contemporaneamente, proprio evitare ulteriori differenziazioni nel funzionamento di camera e senato. <strong>È necessario quindi che qualsiasi tentativo portato avanti dal presidente Fico venga pareggiato dal presidente Casellati</strong>. Infine, come già detto, se siamo in un democrazia parlamentare è necessario partire dalle commissioni per ridare la giusta e dovuta importanza a camera e senato.</p>
<p>Foto credit &#8211; <a href="https://twitter.com/Roberto_Fico/status/1064851577360605184" target="_blank" rel="noopener">Twitter Roberto Fico</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/presidente-fico-serve-piu-trasparenza-nelle-commissioni-parlamentari/">Presidente Fico, serve più trasparenza nelle commissioni parlamentari</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Casellati alla guida del senato, ma la partita dei ruoli chiave inizia ora</title>
		<link>https://www.openpolis.it/casellati-alla-guida-del-senato-ma-la-partita-dei-ruoli-chiave-inizia-ora/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele De Bernardin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Mar 2018 11:38:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.openpolis.it/?p=23745</guid>

					<description><![CDATA[<p>Per la prima volta nella nostra storia il presidente del senato è una donna. Dai capigruppo alle commissioni, come sarà l'equilibrio di genere nelle key position.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/casellati-alla-guida-del-senato-ma-la-partita-dei-ruoli-chiave-inizia-ora/">Casellati alla guida del senato, ma la partita dei ruoli chiave inizia ora</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Come abbiamo avuto modo di analizzare con il nostro report <a href="https://www.openpolis.it/tre-poli-contrapposti-2018-lidentikit-del-nuovo-parlamento/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Tre poli contrapposti</a>, lo scorso 4 marzo i cittadini italiani hanno eletto il parlamento con la percentuale più alta di donne. I dati sono in costante e stabile crescita ormai da tempo, basti pensare che solamente 10 anni fa (XVI legislatura: 2006-2008) le donne erano la metà.</p>
        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Tre poli contrapposti 2018</p>
<p></p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/03/Tre-poli-contrapposti-2018.pdf" target="_blank" rel="noopener">Scarica il report integrale</a></p></div>
				            </div>
        </section>
		
            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/crescono-le-donne-nel-parlamento-italiano/">Crescono le donne nel parlamento italiano</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/crescono-le-donne-nel-parlamento-italiano/">Andamento delle donne dalla I (1948) alla XVIII (2018) legislatura</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1">
                    <div id="chart_23214_tab1" role="tab" aria-controls="chart_23214_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
                    <div id="chart_23214_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_23214_tab1">
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/crescono-le-donne-nel-parlamento-italiano/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-tablepress"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/03/crescono-le-donne-nel-parlamento-italiano.png" placeholder ></amp-img><div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div></amp-iframe>                        <div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/crescono-le-donne-nel-parlamento-italiano/">Crescono le donne nel parlamento italiano - Andamento delle donne dalla I (1948) alla XVIII (2018) legislatura</a></div>
                    </div>
			        			                                <div id="chart_23214_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_23214_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
                        <div id="chart_23214_tabpanel3" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-3"
                             aria-labelledby="chart_23214_tab3"><p>Per consentire il confronto tra legislature il totale è sul totale dei deputati e senatori. Sono stati considerati quindi sia quelli cessati, sia quelli subentrati in corso.</p>
</div>
			                        </amp-selector>
                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>openpolis                                                            </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/03/crescono-le-donne-nel-parlamento-italiano.png" target="_blank" download></a>
						                                                <div title="Scarica dati CSV" class="opmag-chart-action-data-btn" data-param-filename="crescono-le-donne-nel-parlamento-italiano"></div>
						                        
	                                        </div>
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                            <p><label for="embed-chart-23214"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-23214" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			
<p>Quindi, nonostante <a href="https://www.openpolis.it/quando-le-pluricandidature-limitano-la-parita-di-genere/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">le quote di genere inserite dalla legge elettorale</a> avessero molti limiti, il cammino verso un parlamento più paritario, almeno sotto questo punto di vista, continua.</p>
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/quando-le-pluricandidature-limitano-la-parita-di-genere/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Quando le pluricandidature limitano la parità di genere<br />
<br><strong>Leggi la nostra analisi</strong></a>.</p>
        </section>
		
<p>È importante ricordare però che aumentare il numero di donne nelle istituzioni, non vuole necessariamente dire migliorare il loro peso politico. Un parametro che da anni monitoriamo è quello dei ruoli chiave, le cosiddette key position. <strong>Quante donne detengono posizioni di potere nelle istituzioni? </strong>Nella scorsa legislatura il 19,23% dei ruoli chiave alla camera, e il 25,58% di quelli al senato erano in mano a donne.</p>
        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Trova l'intrusa 2017, le donne nei ruoli decisionali della politica e delle aziende</p>
<p></p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="http://minidossier.openpolis.it/2017/03/Trova_intrusa.pdf" target="_blank" rel="noopener">Scarica il MiniDossier openpolis</a></p></div>
				            </div>
        </section>
		
<p>Ora, con la nascita del nuovo parlamento, le carte sono ancora tutte da dare: dai capigruppo alle presidenze di commissione. <strong>Sicuramente però l'elezione dei presidenti di aula è stato il primo appuntamento importante.</strong></p>
        <section class="blockquote">
							<p>Dopo essere state elette bisogna vedere quante donne avranno ruoli chiave nel nuovo parlamento.</p>
<p>
			        </section>
		
<p>Dopo <a href="https://politici.openpolis.it/politico/687024" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Grasso</a> e <a href="https://politici.openpolis.it/politico/laura-boldrini/686427" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Boldrini</a>, l'equilibrio uomo-donna tra le due presidenze di aula è stato mantenuto anche nella XVIII legislatura. <strong>Per la terza volta nella nostra storia una donna è presidente di aula per 2 legislature di seguito</strong>. I precedenti risalgono al periodo tra il 1979 e il 1992, quando <a href="https://politici.openpolis.it/politico/593848" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Nilde Iotti</a> fu presidente della camera per ben <a href="http://www.camera.it/leg18/514?conoscerelacamera=222" target="_blank" rel="noopener noreferrer">3 legislatura di fila</a>.</p>
<p>Anche al livello mondiale le donne che guidano il ramo legislativo non sono tantissime. <a href="http://archive.ipu.org/pdf/publications/WIP2016-e.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">A gennaio del 2017 erano il 19,1%</a>, in crescita da anni, ma ancora lontano da una vera e propria parità di genere. Questo dato include sia le <strong>camera basse come Montecitorio</strong>, in cui le donne presidente erano 37 (ora 36 considerando che Laura Boldrini ha concluso il suo incarico),<strong> che quelle alte come Palazzo Madama</strong>, in cui le donne presidente, con l'elezione di Maria Elisabetta Alberti Casellati, sono diventate 17.</p>
            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/le-donne-presidenti-di-aula-nel-mondo/">Le donne presidenti di aula nel mondo</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/le-donne-presidenti-di-aula-nel-mondo/">Andamento nel tempo, situazione a gennaio 2017</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1">
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                    </div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_23753_tab3"><p>Il dato include sia le camera basse, come Montecitorio, che quelle alte come Palazzo Madama.</p>
</div>
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                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong><a href="http://archive.ipu.org/pdf/publications/WIP2016-e.pdf" target="_blank" rel="noopener">Unione interparlamentare</a>                                                            </p>
                </div>
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						                                                <div title="Scarica dati CSV" class="opmag-chart-action-data-btn" data-param-filename="le-donne-presidenti-di-aula-nel-mondo"></div>
						                        
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                            <p><label for="embed-chart-23753"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-23753" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			
<p>Su 278 rami parlamentari quindi, solamente 53 sono guidati da donne. <strong>Un dato comunque in rialzo se si considera che nel 2005 la percentuale era ferma all'8,3%.</strong> Tra il 2015 e il 2017, ultimi due anni di rilevazione, la percentuale è passata dal 15,8 al 19,1, continuando il trend positivo dell'ultimo decennio. Come analizzato dall'<a href="https://www.ipu.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Unione interparlamentare</a>, <a href="http://archive.ipu.org/pdf/publications/WIP2016-e.pdf#page=9" target="_blank" rel="noopener noreferrer">la crescita di questo dato procede in maniera più sostenuta</a> rispetto a quello più generale del numero totale di donne nei parlamenti del mondo.</p>
        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">19,1 % </span>dei rami parlamentari al livello mondiale sono guidati da donne.</p>
			        </section>
		
<p><strong>Nei prossimi giorni, e nelle prossime settimane, il parlamento dovrà eleggere una serie di figure centrali per la distribuzione del potere sia alla camera che al senato.</strong> Come abbiamo avuto modo di vedere nel nostro approfondimento <a href="https://www.openpolis.it/esercizi/a-dare-le-carte-sono-in-pochi/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Indice di produttività parlamentare 2017</a>, a dare le carte nel nostro parlamento sono in pochi. L'avere o meno un ruolo chiave influisce pesantemente sulla possibilità di avere un peso nel processo legislativo di camera e senato.</p>
        <section class="dossier">
            <div>
															Quali sono gli incarichi che contano nel parlamento italiano.</p>
<p>									                <span class="read-more"><a href="https://www.openpolis.it/esercizi/far-emergere-le-differenze/">"Indice di produttività parlamentare 2017"</a></span>
            </div>
        </section>
		
<p>Dai capigruppo di aula alle presidenze di commissione, è ora importante monitorare <strong>se il record di donne nel parlamento italiano sarà pareggiato da un altrettanto alto numero di donne con key position</strong>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/casellati-alla-guida-del-senato-ma-la-partita-dei-ruoli-chiave-inizia-ora/">Casellati alla guida del senato, ma la partita dei ruoli chiave inizia ora</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Perché l&#8217;elezione dei presidenti delle camere è così importante</title>
		<link>https://www.openpolis.it/perche-lelezione-dei-presidenti-delle-camere-e-cosi-importante/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Mar 2018 13:44:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.openpolis.it/?p=23283</guid>

					<description><![CDATA[<p>Sarà l'atto di apertura della XVIII legislatura. Un passaggio fondamentale, che però non necessariamente preluderà alla formazione di una coalizione di governo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/perche-lelezione-dei-presidenti-delle-camere-e-cosi-importante/">Perché l&#8217;elezione dei presidenti delle camere è così importante</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il prossimo 23 marzo camera e senato si riuniranno per la seduta di avvio della nuova legislatura. Uno dei primi punti all&#8217;ordine del giorno sarà l&#8217;elezione dei rispettivi presidenti. Vediamo come saranno eletti e perché si tratta di un passaggio così importante.</p>
<h3>Come si svolge la votazione</h3>
<p>Ogni camera elegge il proprio presidente tra uno dei suoi membri: solo un senatore può diventare presidente del senato e solo un deputato può essere eletto presidente della camera. <strong>Il voto per eleggere coloro che presiederanno i due rami del parlamento avviene a scrutinio segreto</strong>. Sia a Montecitorio che a Palazzo Madama i parlamentari votano in una cabina posta sotto la presidenza, e poi depositano la scheda nell&#8217;urna. Qui finiscono le analogie tra le due camere: l&#8217;iter per eleggere i presidenti è infatti radicalmente diverso.</p>
<p>Al <strong>senato</strong> diventa presidente chi, nella prima votazione, riceve il voto della maggioranza assoluta dei membri. Se nessuno raggiunge questa soglia il quorum si abbassa nelle successive votazioni.<strong> In caso di stallo, la quarta votazione è sempre decisiva</strong>: si va al<strong> ballottaggio tra i due candidati più votati</strong> e vince quello che riceve un voto in più dell&#8217;altro.</p>
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/parole/come-si-elegge-il-presidente-del-senato/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Scopri in dettaglio come si elegge<br />
<br><strong>il presidente del senato</strong></a>.</p>
        </section>
		
<p>L&#8217;elezione è invece più complessa alla <strong>camera, dove sono previsti dei quorum iniziali molto più alti</strong>.</p>
        <section class="glossary">
            <div>
                <mark>
																		Al primo scrutinio viene eletto chi riceve il voto di 2/3 dei membri (420 deputati). Se nessuno raggiunge questa cifra, al secondo e terzo scrutinio il quorum si abbassa a 2/3 dei votanti. Se ancora nessuno è eletto, dal quarto scrutinio in poi basta la maggioranza assoluta dei voti, e il voto va avanti a oltranza.</br>
											                </mark>
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/come-si-elegge-il-presidente-della-camera/">
                "Come si elegge il presidente della camera"</a></span>

            </div>
        </section>
		
<p><strong>Ma la vera differenza alla camera la fa l&#8217;assenza del ballottaggio</strong>: le votazioni per eleggere il presidente possono anche andare avanti all&#8217;infinito se non emerge un candidato con la maggioranza assoluta dei voti. In un parlamento come quello attuale, non essendoci uno schieramento autosufficiente, significa che servono degli accordi tra le forze politiche. Per questa ragione <strong>alcuni commentatori hanno dedotto che la maggioranza che si realizzerà sulle presidenze delle camere anticiperà una possibile coalizione di governo</strong>. Ma è necessariamente così?</p>
<h3>Può essere un&#8217;anticipazione della maggioranza di governo?</h3>
<p>Chi assimila l&#8217;elezione dei presidenti alla composizione dei governi probabilmente ragiona in base alla <strong>logica maggioritaria della seconda repubblica</strong>. Dal 1994 in effetti le due cariche sono spesso rientrate di fatto nella distribuzione degli incarichi tra le forze politiche componenti la maggioranza di governo. Ad esempio la <strong>presidenza della camera tra 2001 e 2013 è sempre stata ricoperta dal capo di un partito minore della maggioranza</strong> (in particolare tra quelli che non esprimevano il presidente del consiglio). È quello che è successo con <a href="https://politici.openpolis.it/politico/278" target="_blank" rel="noopener">Casini</a> nel 2001 (leader del Ccd e poi dell&#8217;Udc), con <a href="https://politici.openpolis.it/politico/208" target="_blank" rel="noopener">Bertinotti</a> nel 2006 (segretario del Prc) e con <a href="https://politici.openpolis.it/politico/406" target="_blank" rel="noopener">Fini</a> (An-Pdl) nel 2008. In tanti casi l&#8217;elezione è stata frutto di un vero e proprio scontro tra i due schieramenti politici, soprattutto quando i numeri erano più precari.</p>
        <section class="blockquote">
							<p>I presidenti di camera e senato non sono ruoli di governo: sono i garanti del processo legislativo.</p>
<p>
			        </section>
		
<p>In realtà questa dinamica è proprio quello che si voleva evitare con la previsione dei quorum rafforzati. I presidenti di camera e senato sono i <strong>garanti del processo legislativo</strong>, ed è necessario che abbiano la legittimazione dell&#8217;intero parlamento. Storicamente <strong>è vero che i presidenti delle camere sono quasi sempre stati esponenti di un partito di maggioranza</strong>, se si esclude il periodo tra 1976 e il 1992 in cui la presidenza di Montecitorio per prassi andava all&#8217;opposizione. Ma questo non significa che sulla loro elezione non si realizzasse <strong>spesso la convergenza di un arco di forze più ampio</strong> della sola maggioranza.</p>
<h3>Cosa indicano i precedenti</h3>
<p>Due dati mostrano chiaramente che in passato l&#8217;elezione dei presidenti avveniva in una logica più consensuale. In primo luogo il<strong> numero di scrutini necessari per eleggere il presidente</strong>, cresciuto in entrambi i rami dalla fine degli anni &#8217;80. <strong>Fino al 1987 infatti i presidenti delle aule sono sempre stati eletti alla prima votazione</strong>, anche se va detto che a Montecitorio solo dal 1971 il regolamento prevede il quorum dei 2/3.</p>
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/parole/come-si-elegge-il-presidente-della-camera/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vuoi sapere come funzionava in passato?<br />
<br><strong>Vai a come si elegge il presidente della camera</strong></a>.</p>
        </section>
		
<p>La decisione di innalzare il quorum era dettata proprio dalla volontà di <strong>trovare accordi ancora più ampi tra le forze in parlamento</strong>. Infatti anche nei 15 anni successivi (1972-1987) è sempre stato comunque sufficiente un solo voto in entrambi i rami. Questa consuetudine si è interrotta con l&#8217;elezione di <a href="https://politici.openpolis.it/politico/594120" target="_blank" rel="noopener">Giovanni Malagodi</a> (Pli), diventato presidente del senato al terzo scrutinio, il 22 aprile 1987.</p>
            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/quante-votazioni-servono-per-eleggere-i-presidenti-delle-camere/">Per eleggere i presidenti spesso servono più votazioni</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/quante-votazioni-servono-per-eleggere-i-presidenti-delle-camere/">Prima del 1987 i presidenti delle camere venivano eletti al primo scrutinio</a></h3>
                                    </div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis su dati camera e senato                                                                <br>(ultimo aggiornamento: lunedì 26 Marzo 2018)
                                        </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-23337"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			
<p>Un altro dato che racconta come l'elezione dei presidenti fosse una scelta maggiormente consensuale prima della seconda repubblica è la <strong>percentuale di voti raccolti dai presidenti eletti tra il 1948 e il 2013</strong>.</p>
            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/consenso-sullelezione-del-presidente-della-camera/">Consenso sull&#8217;elezione del presidente della camera</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/consenso-sullelezione-del-presidente-della-camera/">Percentuale di voti raccolti dal presidente eletto dal 1948 al 2013</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0">
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                         aria-labelledby="chart_23382_tab1">
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                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong><a href="http://legislatureprecedenti.camera.it/" target="_blank" rel="noopener">elaborazione openpolis su dati camera</a>                                                                <br>(ultimo aggiornamento: lunedì 19 Marzo 2018)
                                        </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/03/consenso-sullelezione-del-presidente-della-camera.png" target="_blank" download></a>
						                                                <div title="Scarica dati CSV" class="opmag-chart-action-data-btn" data-param-filename="consenso-sullelezione-del-presidente-della-camera"></div>
						                        
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                            <p><label for="embed-chart-23382"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-23382" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			
<p>Alla <strong>camera</strong>, anche prima della riforma regolamentare, poteva succedere che il presidente fosse sostenuto da quasi tutta l'aula, come avvenuto nel 1963 con l'elezione di <a href="https://politici.openpolis.it/politico/593513" target="_blank" rel="noopener">Brunetto Bucciarelli Ducci</a> (Dc). Il deputato democristiano diventò presidente con 546 voti su 587 (il 93%) e con l'appoggio del principale partito di opposizione (Pci). Una scelta <em>bipartisan</em> che fu giustificata in virtù della sua autorevolezza:</p>
        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>il candidato dava tutte le necessarie garanzie di competenza, di prestigio e di imparzialità</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="http://storia.camera.it/presidenti/bucciarelli-ducci-brunetto" target="_blank">- Togliatti su l'Unità del 27 giugno 1963</a>
									            </div>
        </section>
		
<p>La<strong> logica consensuale nell'elezione del presidente di Montecitorio divenne in seguito vera e propria prassi</strong> con la scelta di affidare la presidenza ad un esponente del Pci. Dapprima con l'elezione di <a href="https://politici.openpolis.it/politico/593602" target="_blank" rel="noopener">Pietro Ingrao</a> nel 1976 (80% dei voti), di <a href="https://politici.openpolis.it/politico/593848" target="_blank" rel="noopener">Nilde Iotti</a> nelle tre volte successive (1979, 1983, 1987) e in seguito di <a href="https://politici.openpolis.it/politico/1657" target="_blank" rel="noopener">Giorgio Napolitano</a> (1992 con il 63%). Questa è stata l'ultima volta in cui un presidente della camera è stato eletto con oltre il 60% dei voti. <strong>Dal 1994 la quota di consenso raccolto è sostanzialmente coincisa con la sola coalizione di maggioranza</strong>.</p>
<p>Il passaggio dalla logica consensuale a quella maggioritaria è ancora più visibile al <strong>senato</strong>.</p>
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                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/consenso-sullelezione-del-presidente-del-senato/">Consenso sull&#8217;elezione del presidente del senato</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/consenso-sullelezione-del-presidente-del-senato/">Percentuale di voti raccolti dal presidente eletto dal 1948 al 2013</a></h3>
                                    </div>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong><a href="https://www.senato.it/leg/ElencoPresidenti/Presidenti.html" target="_blank" rel="noopener">elaborazione openpolis su dati senato</a>                                                                <br>(ultimo aggiornamento: lunedì 19 Marzo 2018)
                                        </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-23355"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-23355" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                </div>

                            </div>

			
<p>Nel 1987 Palazzo Madama elesse <a href="https://politici.openpolis.it/politico/605493" target="_blank" rel="noopener">Spadolini</a> (Pri) con il 78% dei voti, poi rieletto nel 1992 con il 59%.<strong> Ma nel 1994, con l'inizio della seconda repubblica, si consuma uno scontro senza precedenti</strong>. Il centrodestra, vincitore delle prime elezioni con il maggioritario, propone il nome <a href="https://politici.openpolis.it/politico/607160" target="_blank" rel="noopener">Carlo Luigi Scognamiglio Pasini</a> (Udc-Fi), mentre le opposizioni premono per un nuovo mandato a Spadolini come figura di garanzia. Per la prima volta nella storia repubblicana si arriva al <strong>ballottaggio</strong>, dove <strong>il candidato della maggioranza di governo prevale con un solo voto di scarto sull'avversario</strong> (162 a 161). Da allora l'elezione dei presidenti diventa parte delle dinamiche del sistema maggioritario.</p>
        <section class="blockquote">
							<p>Non è scontata la coincidenza tra la maggioranza per eleggere i presidenti delle camere e quella di governo.</p>
<p>
			        </section>
		
<p>Nell'attuale scenario tripolare è finito il tempo in cui le cariche apicali dei due rami del parlamento potevano rientrare negli accordi interni a una sola coalizione. Prova ne è stata la <strong>scorsa elezione (2013) dei presidenti di camera e senato</strong>, <a href="https://politici.openpolis.it/politico/686427" target="_blank" rel="noopener">Boldrini</a> e <a href="https://politici.openpolis.it/politico/687024" target="_blank" rel="noopener">Grasso</a>. Questa è avvenuta in una <strong>logica pienamente da seconda repubblica</strong>: il vertice del senato al partito maggiore (Pd) e quello della camera all'alleato minore della coalizione (Sel). Assetto coerente con un successivo governo di centrosinistra, come era avvenuto nei due decenni precedenti. Ma, come è noto, il tentativo di formare un <a href="https://www.openpolis.it/parole/cose-un-governo-minoranza/" target="_blank" rel="noopener">governo di minoranza</a> guidato da <a href="https://politici.openpolis.it/politico/207" target="_blank" rel="noopener">Pier Luigi Bersani</a> è naufragato, aprendo la strada alle larghe intese tra Pd, Pdl e centristi.</p>
<h3>Governi fragili, presidenti delle camere stabili</h3>
<p>Il precedente del 2013 apre un'altra riflessione: <strong>attenzione a considerare l'elezione dei presidenti delle camere come l'anticipo di una maggioranza di governo</strong>. Può succedere che lo schema di elezione dei vertici delle due camere sia radicalmente differente da quello per la formazione dell'esecutivo, come avvenuto nella scorsa legislatura.</p>
<p>Oppure<strong> può accadere che i governi e la maggioranza politica in parlamento cambino in corso di legislatura, mentre le presidenze delle camere restano le stesse</strong>. Nel panorama politico italiano infatti, all'elevata variabilità degli esecutivi si contrappone la stabilità delle due presidenze, che durano generalmente per l'intera legislatura (nella prima repubblica uno stesso presidente veniva rieletto anche per più legislature consecutive).</p>
        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">14 anni </span>la durata in carica di Cesare Merzagora come presidente del senato (1953-1967)</p>
			        </section>
		
<p>La <strong>previsione di una carica così stabile è dovuta al ruolo di garanzia</strong> che i due presidenti ricoprono nel nostro sistema parlamentare. Sono i primi ad essere consultati dal presidente della repubblica in caso di crisi di governo. Una funzione così delicata che richiede autonomia dal circuito fiduciario maggioranza-opposizione (tanto è vero che per prassi non votano i provvedimenti). Proprio per questo è importante che siano <strong>persone che godono di autorevolezza presso tutte le forze politiche, a prescindere dalla maggioranza che si formerà sulla loro elezione</strong>.</p>
<p>Foto credit: <a href="https://www.flickr.com/photos/palazzochigi/" target="_blank" rel="noopener">Flickr Palazzo Chigi</a> - <a href="https://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.0/" target="_blank" rel="noopener">Licenza</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/perche-lelezione-dei-presidenti-delle-camere-e-cosi-importante/">Perché l&#8217;elezione dei presidenti delle camere è così importante</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le sponsorizzazioni social nelle politiche 2018</title>
		<link>https://www.openpolis.it/le-sponsorizzazioni-social-nelle-politiche-2018/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele De Bernardin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Mar 2018 12:55:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.openpolis.it/?p=23279</guid>

					<description><![CDATA[<p>Abbiamo raccolto oltre 500 sponsorizzazioni grazie alla campagna Pac, analizzando interessi, fasce d'età e tanto altro. Ecco cosa possiamo dire.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/le-sponsorizzazioni-social-nelle-politiche-2018/">Le sponsorizzazioni social nelle politiche 2018</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Per le <a href="https://www.openpolis.it/political-ad-collector-monitoriamo-le-pubblicita-politiche-su-facebook/" target="_blank" rel="noopener">politiche 2018 abbiamo lanciato in Italia PAC</a>, il political ad collector creato da <a href="https://www.propublica.org/" target="_blank" rel="noopener">ProPublica</a> per monitorare la propaganda politica di candidati e partiti su Facebook. Poco prima del voto, con la <a href="http://propaganda.openpolis.it/" target="_blank" rel="noopener">pubblicazione di un mini sito</a>, è stato possibile per tutti gli utenti di consultare il lungo elenco di post sponsorizzati durante la campagna elettorale.</p>
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="http://propaganda.openpolis.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Propaganda politica su Facebook<br />
<br><strong>Naviga l'archivio completo</strong></a>.</p>
        </section>
		
<p>Nel <a href="https://www.openpolis.it/a-caccia-di-voti-con-le-sponsorizzazioni-social/" target="_blank" rel="noopener">raccontare le diverse strategie utilizzate</a> avevamo sottolineato come e quanto le nostre attività su internet contribuissero alla nostra profilazione come utenti. <strong>In particolare i nostri dati anagrafici, attività e like su facebook aiutano il social network di Zuckerberg a vendere prodotti pubblicitari</strong>. Un servizio che d&#8217;altronde offrono anche altre aziende web, una su tutti Google. In periodo di elezioni anche i partiti hanno approfittato di questa possibilità, utilizzando i social per sponsorizzare post e contenuti.</p>
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/a-caccia-di-voti-con-le-sponsorizzazioni-social/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Cosa vuol dire sponsorizzare un contenuto su Facebook<br />
<br><strong>Vai all'articolo</strong></a>.</p>
        </section>
		
<h3>Le fasce di età</h3>
<p>Uno dei primi parametri che fanno la differenza è quello anagrafico. Gli inserzionisti possono decidere su quali fasce d&#8217;età puntare nelle loro campagne pubblicitarie. Prima di entrare nello specifico, <strong>è giusto ricordare che il database creato grazie a Pac non può avere valenza statistica, proprio perché costruito grazie a coloro che hanno installato l&#8217;estensione</strong>. Il campione d&#8217;indagine è anonimo, e per questo motivo non può essere considerato eterogeneamente affidabile. Le pubblicità raccolte sono solamente quelle comparse nel newsfeed degli utenti che hanno partecipato.</p>
<p>Ciò detto gli elementi che sono emersi sono comunque esemplificativi dell&#8217;utilizzo che viene fatto da parte della politica dello strumento. <strong>Facebook permette di selezionare o delle fasce specifiche di età (es. 20-45 anni), o da un&#8217;età in poi (es. uguale o superiore ai 28 anni)</strong>. Questa seconda opzione è quella utilizzata nella stragrande maggioranza dei casi.</p>
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                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/chi-vogliono-raggiungere-partiti-e-candidati/">Chi vogliono raggiungere partiti e candidati</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/chi-vogliono-raggiungere-partiti-e-candidati/">Quali fasce vengono indicate da partiti e politici come target</a></h3>
                                    </div>
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                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/chi-vogliono-raggiungere-partiti-e-candidati/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="699" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-tablepress"><amp-img width="1010" height="699" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/03/chi-vogliono-raggiungere-partiti-e-candidati.png" placeholder ></amp-img><div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div></amp-iframe>                        <div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/chi-vogliono-raggiungere-partiti-e-candidati/">Chi vogliono raggiungere partiti e candidati - Quali fasce vengono indicate da partiti e politici come target</a></div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_23388_tab3"><p>I dati sono il risultato dell&#8217;indagine avviata da openpolis per le politiche 2018. Sono stati raccolti grazie agli utenti che hanno partecipato al progetto <a href="https://www.openpolis.it/political-ad-collector-monitoriamo-le-pubblicita-politiche-su-facebook/" target="_blank" rel="noopener">Pac</a>. I dati non hanno valenza statistica.</p>
</div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>openpolis                                                            </p>
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<p>Oltre il 77% dei post sponsorizzati puntavano semplicemente alla popolazione maggiorenne, escludendo quindi gli adolescenti. Nonostante i minorenni non abbiano diritto di voto in Italia, non tutti hanno deciso di escluderli dalla visione dei messaggi. Per esempio, <strong>tutti i post scritti da Matteo Salvini, e raccolti dall'estensione, volevano raggiungere i cittadini italiani che avevano età pari o superiore a 13 anni. </strong></p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-23425" src="http://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/03/post-facebook-salvini.png" alt="" width="507" height="634" srcset="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/03/post-facebook-salvini.png 507w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/03/post-facebook-salvini-414x518.png 414w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/03/post-facebook-salvini-200x250.png 200w" sizes="(max-width: 507px) 100vw, 507px" /></p>
<p><strong>Anche se in pochi casi, alcuni esempi di post mirati a fasce specifiche di età ci sono stati</strong>. Ne riportiamo qui solo un caso, particolarmente curioso. Laura Boldrini, candidata di Liberi e uguali all'uninominale di Milano, che in un messaggio per pubblicizzare l'app dedicata alla sua campagna elettorale, desiderava raggiungere i cittadini di Milano con un'età compresa tra i 36 e 63 anni. Necessità probabilmente nata dalla volontà di coinvolgere una parte di popolazione meno propensa all'utilizzo degli smartphone.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-23467" src="http://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/03/boldrini-post-facebook.png" alt="" width="508" height="625" srcset="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/03/boldrini-post-facebook.png 508w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/03/boldrini-post-facebook-414x509.png 414w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/03/boldrini-post-facebook-203x250.png 203w" sizes="(max-width: 508px) 100vw, 508px" /></p>
<h3>Gli interessi</h3>
<p>Tra le opzioni che vengono date agli inserzionisti (nel nostro caso partiti e candidati) anche quella di selezionare determinati target, ovvero gruppi di persone con le stesse caratteristiche. Oltre a età e luogo, il parametro sicuramente più intrigante è quello degli interessi. Per interessi si intendono le nostre attività specifiche, come l'essere fan di determinate pagine o l'essere particolarmente attivo su tematiche (ambiente, istruzione, ecc.)</p>
        <section class="blockquote">
							<p>Le nostre attività social influenzano le pubblicità che vediamo su facebook.</p>
<p>
			        </section>
		
<p>Analizzando i dati raccolti con il contributo degli utenti che hanno installato Pac, sono emerse le diverse strategie dei partiti e dei candidati. I nostri interessi su Facebook (like) possono essere di vario tipo. Per quest'analisi li abbiamo divisi in 4 categorie: su <strong>tematiche specifiche</strong> (politica, unione europea, ecc.), a <strong>partiti o aree politiche</strong> (fan di Forza Italia o del Movimento 5 stelle), a <strong>politici</strong> (da Barack Obama a Bernie Sanders passando per quelli locali) e infine a <strong>personalità, o soggetti, pubblici</strong> (Roberto Saviano, Amnesty International, The Jackal e altri).</p>
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                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-nostri-like-utilizzati-per-la-propaganda-social/">I nostri like utilizzati per la propaganda social</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-nostri-like-utilizzati-per-la-propaganda-social/">Tipologia di like indicato da partiti e candidati come target</a></h3>
                                    </div>
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                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/i-nostri-like-utilizzati-per-la-propaganda-social/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="396" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-tablepress"><amp-img width="1010" height="396" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/03/i-nostri-like-utilizzati-per-la-propaganda-social.png" placeholder ></amp-img><div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div></amp-iframe>                        <div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-nostri-like-utilizzati-per-la-propaganda-social/">I nostri like utilizzati per la propaganda social - Tipologia di like indicato da partiti e candidati come target</a></div>
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			        			                                <div id="chart_23286_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_23286_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_23286_tab3"><p>I dati sono il risultato dell&#8217;indagine avviata da openpolis per le politiche 2018. Sono stati raccolti grazie agli utenti che hanno partecipato al progetto <a href="https://www.openpolis.it/political-ad-collector-monitoriamo-le-pubblicita-politiche-su-facebook/" target="_blank" rel="noopener">Pac</a>. I dati non hanno valenza statistica.</p>
</div>
			                        </amp-selector>
                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>openpolis                                                            </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/03/i-nostri-like-utilizzati-per-la-propaganda-social.png" target="_blank" download></a>
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                            <p><label for="embed-chart-23286"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-23286" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                            </div>

			
<p>Tra i post sponsorizzati che abbiamo raccolto, per cui erano stati indicati interessi come target, oltre il 61% riguardavano tematiche specifiche, principalmente proprio la politica. <strong>In alcuni casi invece, si è deciso di legare il contenuto del post al target</strong>. Strategia utilizzata in tutti i post di Giorgia Meloni raccolti dal Pac.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-23357" src="http://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/03/Meloni-post-facebook.png" alt="" width="515" height="703" srcset="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/03/Meloni-post-facebook.png 515w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/03/Meloni-post-facebook-414x565.png 414w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/03/Meloni-post-facebook-183x250.png 183w" sizes="(max-width: 515px) 100vw, 515px" /></p>
<p><strong>Seconda scelta ricorrente è quella di selezionare i fan di partiti</strong>. Nella maggior parte dei casi si tratta di candidati specifici che vogliono arrivare ai fan, spesso più numerosi, dei loro partiti di appartenenza. In altri casi invece, e qui la faccenda diventa più interessante, i partiti vanno a caccia nella riserva degli avversari. <strong>Scelta ricorrente per i due lati opposti dello spettro politico</strong>: CasaPound, che ha puntato sui fan di Lega e Fratelli d'Italia durante questa campagna elettorale, e la sinistra più radicale, con Potere al popolo e vari esponenti del Partito comunista che hanno targetizzato i fan del Movimento 5 stelle.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-23443" src="http://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/03/mustillo-post-facebook.png" alt="" width="504" height="728" srcset="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/03/mustillo-post-facebook.png 504w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/03/mustillo-post-facebook-414x598.png 414w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/03/mustillo-post-facebook-173x250.png 173w" sizes="(max-width: 504px) 100vw, 504px" /></p>
<p>Il passaggio da partiti a politici segue più o meno lo stesso approccio. Interessante vedere come ci siano casi ricorrenti di nomi stranieri, specialmente di politici statunitensi. <strong>Dagli esponenti di CasaPound che puntano ai fan italiani di Donald Trump, a Pietro Grasso che mira a quelli di Bernie Sanders. </strong></p>
        <section class="blockquote">
							<p>Anche esponenti della Tv e della cultura pop utilizzati per la propaganda social</p>
<p>
			        </section>
		
<p>Infine sembra caratterizzare molti politici e partiti la scelta di voler raggiungere coloro che seguono personalità (o soggetti) noti al livello pubblico: <strong>scrittori, personalità televisive, organizzazioni internazionali e organi di stampa</strong>. Da Nicola Zingaretti che mira ai fan di Papa Francesco, alle Ong come Amnesty international e Medici senza frontiere i cui seguaci su Facebook sono stati bersagliati da Partito democratico, Potere al popolo, Matteo Renzi e Pietro Grasso. Proprio quest'ultimo fa un uso molto ricorrente di questa strategia. Tra i target raccolti grazie agli utenti che hanno installato Pac, figurano suoi post mirati ai fan di Enrico Berlinguer e Roberto Saviano.</p>
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="http://propaganda.openpolis.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Propaganda politica su Facebook<br />
<br><strong>Naviga l'archivio completo</strong></a>.</p>
        </section>
		
<p><strong>Anche il mondo della televisione finisce tra i punti di riferimento per una campagna elettorale sui social.</strong> Da Riccardo Magi, neo-parlamentare di +Europa, che scommette sui sostenitori di Pif (volto Tv e regista), a Potere al popolo che invece si sposta su quelli di The Jackal, media group e video makers.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-23448" src="http://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/03/potere-al-popolo-post-facebook.png" alt="" width="524" height="859" srcset="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/03/potere-al-popolo-post-facebook.png 524w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/03/potere-al-popolo-post-facebook-414x679.png 414w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/03/potere-al-popolo-post-facebook-153x250.png 153w" sizes="(max-width: 524px) 100vw, 524px" /></p>
<h3>I prossimi passi</h3>
<p>Il nostro lavoro sulla propaganda politica nei social continua. Lo scopo di openpolis è quello di avviare un monitoraggio costante dell'utilizzo che partiti e politici fanno di internet. Continuare a tenere un faro acceso su questo aspetto nuovo, ma centrale, della politica Italia diventa fondamentale per non sottovalutare il suo peso nelle attuali dinamiche.</p>
        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Partecipa alla campagna, scarica PAC per il tuo browser</p>
<p></p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="https://chrome.google.com/webstore/detail/facebook-political-ad-col/enliecaalhkhhihcmnbjfmmjkljlcinl?hl=it">Chrome</a></p><p><a href="https://addons.mozilla.org/it/firefox/addon/facebook-ad-collector/">Firefox</a></p></div>
				            </div>
        </section>
		
<p>Come sempre invitiamo tutti a installare l'estensione sul proprio browser. Più sarà alto il coinvolgimento degli utenti, più saranno le pubblicità raccolte, maggiore sarà la nostra capacità di analizzare il fenomeno. Il 2018 ha ancora molto da raccontare al livello elettorale, tra elezioni amministrative e regionali.<a href="http://propaganda.openpolis.it/" target="_blank" rel="noopener"> Nel mini sito creato per raccogliere tutti i post sponsorizzati</a>, stanno già comparendo contenuti sulle prossime elezioni in Friuli-Venezia Giulia.</p>
        <section class="blockquote">
							<p>Il prossimo parlamento deve regolamentare la propaganda elettorale sui social.</p>
<p>
			        </section>
		
<p>La nostra volontà di portare il progetto di ProPublica in Italia nasceva da un'ipotesi che è stata pienamente confermata dai dati raccolti: <strong>tutti politici, da destra e sinistra, utilizzano internet per fare propaganda elettorale</strong>. Una realtà che però, come abbiamo avuto modo di denunciare, trova il legislatore completamente impreparato.</p>
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/propaganda-politica-sui-social-servono-regole-chiare-trasparenza/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Propaganda politica sui social, servono regole chiare e trasparenza<br />
<br><strong>Le nostre richieste</strong></a>.</p>
        </section>
		
<p>Ci auguriamo che il nuovo parlamento che si sta insediando in questi giorni, faccia diventare questo argomento una priorità. Il gap normativo va riempito, modernizzando la normativa su campagna e propagande elettorale all'utilizzo sempre più ricorrente di internet.</p>
<p>Foto credit. Flickr <a href="https://www.flickr.com/photos/sofiabudapest/5925462073" target="_blank" rel="noopener">sofiabudapest</a> - <a href="https://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.0/" target="_blank" rel="noopener">Licenza</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/le-sponsorizzazioni-social-nelle-politiche-2018/">Le sponsorizzazioni social nelle politiche 2018</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>A caccia di voti con le sponsorizzazioni social</title>
		<link>https://www.openpolis.it/a-caccia-di-voti-con-le-sponsorizzazioni-social/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele De Bernardin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Feb 2018 14:34:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.openpolis.it/?p=22249</guid>

					<description><![CDATA[<p>I partiti utilizzano le pubblicità su facebook per cercare nuovi seguaci. Grazie a Pac scopriamo quali sono i target di riferimento che vengono inseriti da politici e candidati.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/a-caccia-di-voti-con-le-sponsorizzazioni-social/">A caccia di voti con le sponsorizzazioni social</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Manca meno di una settimana al giorno del voto.</p>
<p>In una campagna elettorale come sempre ricca di spunti, openpolis ha deciso di focalizzare la sua attenzione sull&#8217;utilizzo dei social da parte di candidati e politici. <a href="https://www.openpolis.it/political-ad-collector-monitoriamo-le-pubblicita-politiche-su-facebook/" target="_blank" rel="noopener">Con il lancio di Pac</a>, strumento <a href="https://www.propublica.org/article/help-us-monitor-political-ads-online" target="_blank" rel="noopener">creato da ProPublica alla fine del 2017</a>, abbiamo avviato il primo monitoraggio in Italia dei contenuti politici sponsorizzati su Facebook. Un&#8217;iniziativa che necessita del coinvolgimento degli utenti, appartenenti a orientamenti politici il più possibile diversi. <strong>Se non avete ancora avuto modo di dare il vostro contributo, questo è il link per installare l’estensione PAC</strong> (<a href="https://chrome.google.com/webstore/detail/facebook-political-ad-col/enliecaalhkhhihcmnbjfmmjkljlcinl?hl=it" target="_blank" rel="noopener">per chrome</a> e <a href="https://addons.mozilla.org/it/firefox/addon/facebook-ad-collector/" target="_blank" rel="noopener">per firefox</a>), e tutti i <a href="https://www.openpolis.it/political-ad-collector-monitoriamo-le-pubblicita-politiche-su-facebook/" target="_blank" rel="noopener">dettagli sul suo funzionamento</a>.</p>
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="http://propaganda.openpolis.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Propaganda politica su Facebook<br><strong>Vai alla dashboard</strong></a>.</p>
        </section>
		
<p><strong><a href="http://propaganda.openpolis.it/" target="_blank" rel="noopener">Oggi pubblichiamo tutti gli annunci</a> sponsorizzati da partiti e candidati raccolti grazie al monitoraggio degli utenti</strong>. Mettiamo a disposizione il database completo con i dati relativi ai singoli messaggi. È un primo tentativo di accendere un faro sulle dinamiche delle propagande elettorali al tempo dei social, del tutto nuove e troppo oscure. <strong>Con il contributo di ProPublica, rendiamo <a href="https://projects.propublica.org/facebook-ads/ads">disponibili le API</a> per consultare il</strong> database (è necessario configurare la lingua italiano nel browser o lang=it-IT nel codice)<strong>.</strong> Come sempre, l&#8217;invito a tutti i nostri lettori è quello di utilizzare questo lavoro per portare avanti analisi e approfondimenti in maniera autonoma.</p>
        <section class="blockquote">
							<p>Pubblichiamo tutti gli annunci sponsorizzati dai partiti raccolti grazie al monitoraggio degli utenti</p>
<p>
			        </section>
		
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://projects.propublica.org/facebook-ads/ads" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Propaganda social<br><strong>Consulta le API</strong></a>.</p>
        </section>
		
<h3>Le sponsorizzazioni social</h3>
<p>Attraverso i like che mettiamo e le condivisioni che facciamo, Facebook, come anche Google e la maggior parte delle grandi piattaforme web, analizza i nostri comportamenti. <strong>Queste informazioni poi vengono utilizzate in una serie di servizi che le piattaforme stesse offrono ai loro clienti inserzionisti. Il caso d&#8217;uso più ricorrente è proprio quello delle sponsorizzazioni</strong>. Quando qualcuno vuole potenziare la viralità di un contenuto, ampliandone il cosiddetto &#8220;<a href="http://vincos.it/2017/12/12/calcola-la-reach-facebook/" target="_blank" rel="noopener"><em>reach</em></a>&#8221; (portata in italiano), lo può sponsorizzare. Quest&#8217;operazione permette di selezionare specifiche caratteristiche degli utenti che si vogliono raggiungere.</p>
        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Partecipa alla campagna, <strong>scarica PAC per il tuo browser</strong></p>
<p></p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="https://chrome.google.com/webstore/detail/facebook-political-ad-col/enliecaalhkhhihcmnbjfmmjkljlcinl?hl=it">Chrome</a></p><p><a href="https://addons.mozilla.org/it/firefox/addon/facebook-ad-collector/">Firefox</a></p></div>
				            </div>
        </section>
		
<p>Caratteristiche che nel loro insieme contribuiscono a definire il profilo del singolo utente e che possono essere di vario tipo: geografiche (es. utenti che abitano nella regione Puglia), demografiche (es. che hanno tra i 18 e i 25 anni), di comportamento (es. persone che seguono una squadra di calcio, una band, un gruppo politico, etc.) e che si traducono in preferenze. Tutte queste informazioni sono utilizzate per definire in maniera fine il pubblico (in realtà spesso i vari pubblici) obiettivo (target) della campagna, massimizzando l&#8217;investimento della sponsorizzazione.</p>
        <section class="blockquote">
							<p>Quando politici e candidati sponsorizzano contenuti sui social, possiamo parlare di vera e propria propaganda elettorale</p>
<p>
			        </section>
		
<p><strong>Una possibilità che diventa molto interessante per partiti e candidati per aumentare l&#8217;impatto campagna elettorale</strong>. Chi sono, in questo caso, gli inserzionisti? A chi si rivolgono ? Ora &#8211; grazie ai dati che pubblichiamo &#8211; è possibile fare delle prime analisi del fenomeno<strong>. </strong></p>
<h3>Le nostre caratteristiche</h3>
<p>La variabile più immediata e utilizzata per le pubblicità su Facebook è quella demografica. Rappresenta il primo dei cerchi da disegnare per circoscrivere il pubblico a cui si vuole arrivare. Un&#8217;informazione non basata su nostri comportamenti, ma semplicemente su nostre caratteristiche. L&#8217;utilizzo che ne fa la politica, come la maggior parte degli inserzionisti, è abbastanza evidente.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-22296 size-full" src="http://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/02/partito_democratico.png" alt="" width="663" height="641" srcset="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/02/partito_democratico.png 663w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/02/partito_democratico-414x400.png 414w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/02/partito_democratico-635x614.png 635w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/02/partito_democratico-259x250.png 259w" sizes="(max-width: 663px) 100vw, 663px" /></p>
<p>Parlando nello specifico di elezioni nazionali, principalmente si vogliono<strong> raggiungere le persone residenti in Italia, di età pari o superiore ai 18 anni.</strong> Una classificazione abbastanza tipica, sfruttata da tutti gli schieramenti, con alcune necessarie eccezioni. Tanti candidati infatti, o pagine fan locali di partiti nazionali, pur lasciando invariata l&#8217;età di riferimento, preferiscono mirare a utenti residenti in aree specifiche. <strong>Se sono un candidato alla camera dei deputati per la regione Sicilia, selezionerò solamente i residenti in quella regione,</strong> piuttosto che &#8220;sprecare&#8221; soldi targetizzando anche utenti che abitano altrove.</p>
<h3>I nostri interessi</h3>
<p>Scavando a fondo nelle potenzialità delle pubblicità su Facebook, si arriva al secondo livello di variabili. <strong>Dopo il &#8220;chi sono&#8221;, il &#8220;cosa faccio&#8221; permette di profilare maggiormente gli utenti.</strong> A quali pagine metto like? Cosa condivido sulla mia bacheca? Questo da un lato permette al fornitore del servizio (Facebook, Google, ecc.) di vendere un prodotto molto più efficace, dall&#8217;altro dà la possibilità agli inserzionisti (nel nostro caso partiti e candidati) di raggiungere un pubblico più appropriato.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-22302 size-full" src="http://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/02/5_stelle.png" alt="" width="663" height="845" srcset="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/02/5_stelle.png 663w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/02/5_stelle-414x528.png 414w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/02/5_stelle-635x809.png 635w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/02/5_stelle-196x250.png 196w" sizes="(max-width: 663px) 100vw, 663px" /></p>
<p><strong>La bravura dell&#8217;inserzionista sta nel ritagliare il contenuto del messaggio nel modo più adatto al target potenzialmente più sensibile. Oppure a seconda dell&#8217;argomento trattato, o del punto programmatico che si sta affrontando nel post social, si può decidere di direzionare la pubblicità verso un determinato pubblico</strong>. Il caso che riportiamo ne è un perfetto esempio. In questo <a href="https://www.facebook.com/giorgiameloni.paginaufficiale/posts/10156010249702645" target="_blank" rel="noopener">post di Giorgia Meloni di fine gennaio</a> la leader di Fratelli d&#8217;Italia lancia il suo sostegno per le forze dell&#8217;ordine e le forze armate. Nel selezionare il target in base alle caratteristiche demografiche degli utenti (maggiorenni che abitano in Italia) aggiunge anche elementi puramente comportamentali, l&#8217;avere cioè un interesse nell&#8217;arma dei carabinieri.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-22300 size-full" src="http://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/02/meloni.png" alt="" width="663" height="858" srcset="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/02/meloni.png 663w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/02/meloni-414x536.png 414w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/02/meloni-635x822.png 635w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/02/meloni-193x250.png 193w" sizes="(max-width: 663px) 100vw, 663px" /></p>
<p><strong>Il comportamento e le preferenze degli utenti possono essere sfruttati dai partiti in vario modo</strong>. L&#8217;utilizzo che ne fa Giorgia Meloni è puramente tematico: parlo di una materia, miro agli utenti che hanno un interesse in quella materia. Un&#8217;altra strada da percorrere però <strong>si basa sui comportamenti potenzialmente affini.</strong> Se io ho un determinato credo ideologico, basato su specifici valori, posso pensare che un buon modo di ampliare il mio elettorato sia cercare di arrivare a persone che hanno un orientamento simile. <strong>Per certi versi l&#8217;utilizzo del comportamento in questo caso non è basato su una certezza, come nel caso di Giorgia Meloni, ma su una scommessa</strong>. Un azzardo che non necessariamente deve andare a buon fine, ma che, a differenza dell&#8217;altro esempio, ha ambizioni espansive. Non si vuole consolidare un elettorato che già vuole ascoltare, ma se ne vuole intercettare uno che potrebbe voler ascoltare quello che ho da dire.<strong> Grande utilizzatore di questa strategia è Pietro Grasso, leader di Liberi e Uguali</strong>. La maggior parte dei suoi post sponsorizzati mettono come target di riferimento utenti che seguono determinate personalità pubbliche. Nell&#8217;esempio che vi mostriamo, <a href="https://www.facebook.com/PietroGrasso/posts/1810499085635006" target="_blank" rel="noopener">che risale a metà febbraio</a>, <strong>in un generico post in cui parla della sua campagna elettorale in giro per l&#8217;Italia, Grasso seleziona come target le persone interessate a Roberto Saviano. </strong>In altri invece Bernie Sanders, Enrico Berlinguer e Medici senza frontiere.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-22301 size-full" src="http://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/02/grasso.png" alt="" width="663" height="798" srcset="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/02/grasso.png 663w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/02/grasso-414x498.png 414w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/02/grasso-635x764.png 635w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/02/grasso-208x250.png 208w" sizes="(max-width: 663px) 100vw, 663px" /></p>
<h3>A caccia nella riserva del vicino</h3>
<p>In campagna elettorale si va a caccia degli elettori altrui. <a href="https://www.facebook.com/distefanocasapound/photos/a.301670026603561.59465.294385027332061/1375481025889117/?type=3&amp;theater" target="_blank" rel="noopener">Nell&#8217;esempio che abbiamo selezionato</a>, il leader di CasaPound Simone Di Stefano ha deciso di puntare sugli elettori della Lega. Una scelta ricorrente per gli esponenti del partito di destra, che evidentemente ritengono il loro elettorato affine a quello della Lega.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-22267 size-full" src="http://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/02/di_stefano.png" alt="" width="663" height="826" srcset="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/02/di_stefano.png 663w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/02/di_stefano-414x516.png 414w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/02/di_stefano-635x791.png 635w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/02/di_stefano-201x250.png 201w" sizes="(max-width: 663px) 100vw, 663px" /></p>
<h3>Fake news e profili satellite</h3>
<p>La materia della propaganda politica sui social è molto ampia. In questo primo lancio di Pac abbiamo deciso di dedicare la nostra attenzione a partiti e candidati. È chiaro però che la galassia di pagine social collegate a movimenti politici è infinita. Un bacino talmente ampio da rendere quasi impossibile circoscriverne la grandezza.<strong> Credere che la politica su internet si muova solo tramite canali ufficiali è un&#8217;illusione, iniziare ad analizzare profili satellite è sicuramente la strada da percorrere nei prossimi mesi</strong>. Una delle tante polemiche scoppiate in queste ultime settimane riguarda la pagina <a href="https://www.facebook.com/homersimpsonpresidentedelconsiglio/" target="_blank" rel="noopener">800.000 iscritti per Homer Simpson presidente del Consiglio</a>. Una pagina con 300.000 fan, dormiente per anni, che improvvisamente ha iniziato a postare contenuti contro il Movimento 5 stelle. Post che sono stati sponsorizzati e che sono finiti anche nel nostro monitoraggio. <a href="https://www.facebook.com/homersimpsonpresidentedelconsiglio/photos/a.193218514103754.43745.192017137557225/1630377420387849/?type=3&amp;theater" target="_blank" rel="noopener">Uno di questi, risalente al 20 febbraio</a>, rientra persino nell&#8217;ambito delle fake news. Una foto di una notizia falsa, Tiziana Santaniello non è una deputata, che viene lanciata con delle informazioni false <a href="https://www.facebook.com/TizianaSantanielloM5S/posts/415193588902989" target="_blank" rel="noopener">smentite dall&#8217;interessata stessa</a>.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-22303 size-full" src="http://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/02/santanielllo.png" alt="" width="663" height="751" srcset="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/02/santanielllo.png 663w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/02/santanielllo-414x469.png 414w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/02/santanielllo-635x719.png 635w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/02/santanielllo-221x250.png 221w" sizes="(max-width: 663px) 100vw, 663px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/a-caccia-di-voti-con-le-sponsorizzazioni-social/">A caccia di voti con le sponsorizzazioni social</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
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