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	<title>ministero dell&#039;interno Archivi - Openpolis</title>
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	<link>https://www.openpolis.it/chi/ministero-dellinterno/</link>
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		<title>Lo stato di abbandono del sistema di accoglienza</title>
		<link>https://www.openpolis.it/lo-stato-di-abbandono-del-sistema-di-accoglienza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[michele vannucchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Mar 2025 09:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migranti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=299478</guid>

					<description><![CDATA[<p>È online "Accoglienza al collasso", il nuovo rapporto del progetto Centri d’Italia. Oltre a fotografare criticità ormai strutturali del sistema, quest'anno abbiamo dedicato particolare attenzione alle novità normative e all'accoglienza delle categorie considerate vulnerabili.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/lo-stato-di-abbandono-del-sistema-di-accoglienza/">Lo stato di abbandono del sistema di accoglienza</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>&#8220;<strong><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/Accoglienza/Centri+d%E2%80%99Italia+ACCOGLIENZA+AL+COLLASSO.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Accoglienza al collasso</a></strong>&#8221; è il nuovo rapporto sul sistema di accoglienza per richiedenti asilo e rifugiati in Italia, realizzato da Openpolis e ActionAid nell’ambito del progetto Centri d’Italia.</p>



<p>Si tratta dell&#8217;ottava edizione di un dossier che vuole <strong>fotografare lo stato di salute dell&#8217;accoglienza </strong>dei migranti nel paese, attraverso analisi e dati di dettaglio.</p>



<p>In &#8220;<a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/Accoglienza/Centri+d%E2%80%99Italia+ACCOGLIENZA+AL+COLLASSO.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Accoglienza al collasso</a>&#8221; abbiamo ripreso temi e forti criticità già consolidate negli anni passati, affrontando però anche <strong>gli effetti di alcune norme recenti</strong>.</p>


<div id="strillo-testo-block_0dfba17eccc2893cd7da20e355d67b9e" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>Il fenomeno migratorio non può ridursi a mero terreno di propaganda e scontro politico.</p>
			        </section>
		</div>



<p>Riteniamo che il fenomeno migratorio <strong>non debba ridursi a mero terreno di scontro nel dibattito politico. </strong>Al contrario rappresenta dinamiche fondamentali sia per la vita di molte persone che fuggono da guerre e miseria, così come per le comunità che le accolgono nei territori del paese.</p>


        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://centriditalia.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vai a
<br><strong>Centri d’Italia</strong></a>.</p>
        </section>
		





<p>D&#8217;altro canto, la possibilità che i migranti non finiscano nelle sacche di estrema marginalità (più esposte all&#8217;illegalità, allo sfruttamento e alla criminalità) <strong>dipende in larga parte proprio dalle condizioni sistemiche</strong> che possono e non possono favorire il processo di inclusione nella società italiana. Con ampie e positive ricadute sulla tenuta sociale del paese e soprattutto sull&#8217;indipendenza e la crescita delle persone protagoniste di questo processo.</p>



<div class="content_block" id="custom_post_widget-181009"><div class="d-none d-lg-flex justify-center mt-40 mb-40 bt-3-grey2 pt-15 pb-10">

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        <div class="fs-15 fw-500 mb-10">Le strutture per richiedenti asilo e rifugiati.</div>
        <a class="btn" href="https://centriditalia.it">Esplora il sistema di accoglienza.</a>
        <a class="btn" href="https://centriditalia.it">Scarica i dati.</a>
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        <div class="fs-15 fw-500 mb-10">Le strutture per richiedenti asilo e rifugiati.</div >
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</div>


<div id="richiedenti-asilo-esclusi-dal-sai-servizi-ridotti-allosso-nei-cas-e-nuovi-centri-temporanei-provvedimenti-diversi-accomunati-dalla-compressione-dei-diritti" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<h3 class="wp-block-heading">Un&#8217;iperproduzione normativa ingiustificata</h3>



<p>Tutto questo però sembra interessare molto poco la politica e le amministrazioni pubbliche che dovrebbero gestire il fenomeno. La reportistica che dovrebbe essere resa pubblica non viene prodotta e le <strong>richieste di accesso agli atti della società civile incontrano ancora più opposizione che in passato.</strong></p>



<p>Una mancanza che non rappresenta solo un problema di <em>accountability</em> nei confronti della società civile, ma una grave carenza da parte della politica e delle amministrazioni pubbliche. </p>



<p>Il parlamento infatti negli ultimi anni ha approvato varie norme <strong>che tuttavia non rispondono alle necessità che emergono dall&#8217;analisi del sistema</strong> di accoglienza andando, semmai, in direzione opposta. È il caso del <a href="https://www.openpolis.it/il-decreto-cutro-colpisce-i-diritti-dei-richiedenti-asilo/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">decreto legge 20/2023</a>, con cui il governo ha nuovamente escluso i richiedenti asilo dal Sistema di accoglienza e integrazione (Sai), seppur con alcune eccezioni, mentre al contempo riduceva, fino a quasi azzerarli, i servizi di assistenza sociale previsti nei Centri di accoglienza straordinaria (Cas). </p>


        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/parole/come-funziona-laccoglienza-dei-migranti-in-italia/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Come funziona l&#8217;accoglienza
<br><strong>dei migranti in Italia</strong></a>.</p>
        </section>
		





<p>Questi ultimi, inoltre, continuano a ospitare la maggior parte delle persone accolte, confermando il fatto che un <strong>fenomeno del tutto ordinario viene immotivatamente gestito come un&#8217;emergenza.</strong></p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">68,3% </span>dei posti disponibili nel sistema si trova in centri di accoglienza straordinaria (Cas).</p>
			        </section>
		


<p>Un altro elemento di forte novità introdotto dal decreto è rappresentato dai cosiddetti <strong>&#8220;centri temporanei&#8221;</strong>, un vero e proprio nuovo circuito di accoglienza, <strong>completamente sforniti di ogni servizio sociale</strong>, a cui le prefetture possono ricorrere temporaneamente in caso di necessità. </p>



<p><strong>Il ministero non ha rilasciato dati su queste strutture</strong> sostenendo di non disporre di queste informazioni. Una risposta che, oltre a rendere impossibile un vero e proprio monitoraggio civico, desta preoccupazione circa la capacità dello stato di conoscere effettivamente il funzionamento del sistema.</p>



<p>Ad ogni modo, anche semplicemente un&#8217;analisi del nuovo capitolato &#8211; a cui abbiamo dedicato spazio in &#8220;Accoglienza al collasso&#8221; &#8211; <strong>ha confermato che queste strutture hanno un costo maggiore rispetto ai Cas</strong>. Resta dunque ancora da capire qual è il senso di creare strutture costose e che non forniscono servizi, malgrado le modalità previste per la loro istituzione siano le stesse dei Cas.</p>



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				                    <i class="fs-15"> &#8211; Ogni mese</i>
				                <p>Osservatorio basato sui dati dedicato alla regione Abruzzo.</p>
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<div id="la-riduzione-dei-diritti-riguarda-anche-categorie-considerate-vulnerabili-che-non-vengono-adeguatamente-tutelate-come-donne-e-minori" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<h3 class="wp-block-heading">Un sistema che non tutela</h3>



<p>Un altro aspetto che abbiamo analizzato nel rapporto riguarda i cosiddetti <strong>vulnerabili.</strong> Infatti, se da un lato le nuove misure escludono i richiedenti asilo dal Sai, dall&#8217;altro un&#8217;eccezione è <strong>fatta per categorie considerate vulnerabili, tra cui i minori e le donne.</strong></p>



<p>Quanto alle donne migranti è certamente un bene che almeno loro <strong>trovino accoglienza nel Sai</strong>, al contempo però affermare che tutte le donne sono “vulnerabili”, oltre a evidenziare un approccio paternalistico, significa equiparare le loro diverse situazioni con il rischio che i casi effettivamente più vulnerabili non siano poi riconosciuti come tali. </p>



<p>Abbiamo dunque analizzato la situazione dal punto di vista dei dati, <strong>rilevando le potenziali criticità che possono emergere</strong> per le richiedenti asilo che comunque non troveranno posto nel Sai rimanendo nel circuito dei Cas, se non persino dei &#8220;centri temporanei&#8221;. Inoltre, particolare attenzione merita anche una progressiva &#8220;femminilizzazione&#8221; del Sai, che <strong>non risulta accompagnata da un consapevole approccio di genere.</strong></p>



<p>Per approfondire la situazione e capire meglio questo fenomeno abbiamo intervistato <strong>Francesca De Masi</strong> e <strong>Laura Boursier Niutta</strong>, rispettivamente vicepresidente e operatrice di <a href="https://www.befreecooperativa.org/">Be Free</a>, ente gestore del Sai “Aida”, oltre che del progetto anti-tratta e di diversi centri antiviolenza (Cav) di Roma e della sua città metropolitana.</p>


<div id="piu-di-700-msna-sono-stati-inseriti-in-strutture-per-adulti-si-tratta-di-una-pratica-inaccettabile" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>




<div id="strillo-testo-block_73f5550026fa86f3da2d1f8cb444726e" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>L&#8217;accoglienza dei Msna tende in molti casi a ledere i diritti dei minori ospitati nei centri.</p>
			        </section>
		</div>



<p>Gli aspetti che riguardano l&#8217;accoglienza dei <strong>minori stranieri non accompagnati</strong> (Msna) suscitano persino più dubbi, sia dal punto di vista dei numeri che delle norme. Infatti, prima degli ultimi interventi normativi i Msna dovevano essere accolti nel Sai. </p>



<p>Nel caso di indisponibilità dei posti, si ricorreva all&#8217;accoglienza da parte del comune in cui si trovavano e, solo in subordine in Cas dedicati ai minori. Non era invece previsto che questi potessero essere accolti in Cas adulti, anche se è noto che in alcune circostanze fosse successo.</p>



<p><strong>Con i recenti interventi la situazione è cambiata</strong>. Infatti, in caso di indisponibilità di posti nel Sai, prima di sollecitare l’ente locale, si deve verificare la possibilità di accoglienza nei Cas per minori. Le norme inoltre prevedono per questi centri la possibilità di realizzarli o ampliarli oltre i limiti di capienza, in deroga alla normativa.<strong> Inoltre viene esplicitamente aperta la possibilità che i minori trovino accoglienza nei Cas per adulti</strong>. Una decisione criticata anche dal garante per l&#8217;infanzia, che ha ribadito come non sia affatto opportuna la promiscuità di ambienti <strong>tra adulti e minori non accompagnati.</strong></p>


<div id="da-oggi-e-disponibile-il-report-integrale-accoglienza-al-collasso-analisi-e-dati-di-dettaglio-sul-sistema-in-5-capitoli" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>




        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Scarica il rapporto</p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/Accoglienza/Centri+d%E2%80%99Italia+ACCOGLIENZA+AL+COLLASSO.pdf" target="_blank" rel="noopener">Accoglienza al collasso</a></p>
</div>
				            </div>
        </section>
		



<p>Si tratta di una dinamica che avviene in un contesto di <strong>forte aumento del numero di Msna in accoglienza</strong> sia nel Sai (dove le presenze di minori sono passate dalle 2.312 del 2018 alle 5.034 del 2023) che nei Cas destinati ai minori.</p>



<p>Qui <strong>la crescita è stata impressionante</strong>, passando dai 48 del 2020 agli oltre 1.700 del 2023.</p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">1.773 </span>minori stranieri non accompagnati ospitati nei Cas minori, nel 2023.</p>
			        </section>
		


<p>Purtroppo non sono disponibili dati strutturati sulla presenza di Msna nei <strong>Cas per adulti</strong>. Tuttavia, stando ai dati ottenuti dal progetto <a href="https://www.asgi.it/inlimine/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">In limine</a> di Asgi, risulta che a fine 2023 <strong>più di 700 minori erano ospitati in centri di accoglienza straordinaria per adulti.</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/lo-stato-di-abbandono-del-sistema-di-accoglienza/">Lo stato di abbandono del sistema di accoglienza</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Poca cooperazione nella legge di bilancio</title>
		<link>https://www.openpolis.it/poca-cooperazione-nella-legge-di-bilancio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[michele vannucchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Dec 2024 09:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cooperazione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=297200</guid>

					<description><![CDATA[<p>Per raggiungere gli obiettivi assunti in sede internazionale l'Italia nei prossimi anni dovrebbe più che raddoppiare le risorse che investe in cooperazione allo sviluppo. Dal disegno di legge di bilancio però non sembra questa la direzione presa dal governo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/poca-cooperazione-nella-legge-di-bilancio/">Poca cooperazione nella legge di bilancio</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[</p>
<p><strong>Nelle prossime settimane il governo guidato da Giorgia Meloni varerà la sua terza <a href="https://www.camera.it/leg19/126?tab=&amp;leg=19&amp;idDocumento=2112-bis&amp;sede=&amp;tipo=" target="_blank" rel="noreferrer noopener">legge di bilancio</a></strong> da quando ha assunto le funzioni. Si trova dunque nella fase centrale del suo mandato quando ormai dovrebbe aver superato gli assestamenti iniziali senza al contempo essere prossimo alle successive elezioni nazionali.</p>
</p>
<p>Un momento dunque in cui la maggioranza può esprimere più agevolmente il proprio indirizzo politico. D’altro canto è vero che le nuove regole europee di programmazione economica impongono all’Italia nuovi sforzi per il rientro del deficit di bilancio. Non di meno, in questo quadro bisogna purtroppo constatare come <strong>il tema della cooperazione allo sviluppo non sembri rappresentare una priorità per questo governo, malgrado tutta la retorica posta sul cosiddetto <a href="https://temi.camera.it/leg19/temi/iniziative-italiane-per-l-africa-piano-mattei.html">Piano Mattei</a> per l&#8217;Africa.</strong></p>
</p>
<p><div id="per-rispettare-gli-impegni-assunti-litalia-nei-prossimi-anni-dovrebbe-piu-che-raddoppiare-le-risorse-che-destina-alla-cooperazione-allo-sviluppo" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Gli obiettivi e la realtà della cooperazione italiana</h3>
</p>
<p>Ma al di là del piano Mattei <strong>esistono impegni europei e internazionali ben più consolidati che l&#8217;Italia, come gli altri paesi donatori, si è assunta.</strong> <a href="https://www.openpolis.it/parole/quante-risorse-la-cooperazione-allo-sviluppo/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Il più importante</a> dei quali è quello di destinare almeno lo <strong>0,70% del reddito nazionale lordo (Rnl) all&#8217;aiuto pubblico allo sviluppo (Aps)</strong>, come previsto anche dall&#8217;Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite (<a href="https://unric.org/it/obiettivo-17-rafforzare-i-mezzi-di-attuazione-e-rinnovare-il-partenariato-mondiale-per-lo-sviluppo-sostenibile/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sdg 17</a>).</p>
</p>
<p><strong>Eppure questo obiettivo, sostenuto e promosso in Italia anche dalla <a href="https://campagna070.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Campagna 070</a>, appare sempre più difficile da raggiungere. </strong>Gli ultimi dati Ocse infatti non indicano un percorso di crescita, ma piuttosto di declino del rapporto Aps/Rnl raggiunto dall&#8217;Italia, che nel 2023 si è fermato ad appena lo 0,27%. <strong>Per raggiungere l&#8217;obiettivo previsto dunque l&#8217;Italia dovrebbe più che raddoppiare i propri stanziamenti nel corso dei prossimi 5 anni.</strong></p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">0,27% </span>il rapporto Aps/Rnl raggiunto dall&#8217;Italia nel 2023. L&#8217;obiettivo sarebbe arrivare allo 0,70% entro il 2030.</p>
</section>
</p>
<p><strong>Tuttavia non sembrano essere queste le prospettive della cooperazione italiana,</strong> almeno a quanto risulta dall&#8217;<a href="https://www.rgs.mef.gov.it/_Documenti/VERSIONE-I/attivita_istituzionali/formazione_e_gestione_del_bilancio/bilancio_di_previsione/bilancio_finanziario/2025-2027/DLB/DLB_2025_DLB-04-AT-060-Esteri.pdf#page=664" target="_blank" rel="noreferrer noopener">allegato n. 28</a> della legge di bilancio. Qui infatti vengono indicate le risorse con cui ciascun ministero partecipa alla politica di cooperazione allo sviluppo. Per quanto questo documento non rappresenta una fotografia precisa di quanto verrà poi effettivamente speso, per diverse ragioni.</p>
</p>
<p>In primo luogo si tratta sempre di previsioni di spesa che possono poi subire delle variazioni. Inoltre alcune parti dell&#8217;Aps non rientrano in questa tabella (come ad esempio le risorse di Cassa depositi e prestiti e quelle messe in campo dalle regioni). Infine, come abbiamo più volte rilevato, le informazioni fornite da ciascun ministero per comporre questa tabella rappresentano approssimazioni in alcuni casi piuttosto sommarie.</p>
</p>
<p><div id="stando-al-disegno-di-legge-di-bilancio-pero-nel-2025-si-dovrebbe-assistere-a-una-timida-crescita-seguita-pero-da-un-calo-che-ci-riporterebbe-a-valori-inferiori-al-2023" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Le prospettive della cooperazione</h3>
</p>
<p>Malgrado queste premesse, <strong>l&#8217;analisi del disegno di legge di bilancio costituisce l&#8217;unico modo per valutare quale direzione prenderà la cooperazione allo sviluppo nei prossimi anni.</strong></p>
</p>
<p><strong>Certo stando ai numeri complessivi le risorse messe in campo per il 2025 superano quelle dell&#8217;anno precedente.</strong> Tuttavia la crescita è estremamente modesta (+6,7%) se si considera quanto ancora manchi al raggiungimento degli obiettivi internazionali. E questo senza contare l&#8217;inflazione e le previsioni di crescita della ricchezza nazionale che, in termini relativi, riducono ulteriormente questo dato. Infine, come anticipato, le informazioni fornite da ciascun ministero sulle sue allocazioni in aiuto pubblico allo sviluppo possono essere molto approssimative.</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-cooperazione-nelle-leggi-di-bilancio-tra-2022-e-2027/">La cooperazione nelle leggi di bilancio tra 2022 e 2027</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-cooperazione-nelle-leggi-di-bilancio-tra-2022-e-2027/">Le risorse previste per la cooperazione nelle leggi di bilancio 2022, 2023 e 2024 per il primo anno e quelle indicate nel disegno di legge di bilancio 2025 per il triennio 2025-2027</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis su dati <a href="https://www.rgs.mef.gov.it/VERSIONE-I/attivita_istituzionali/formazione_e_gestione_del_bilancio/bilancio_di_previsione/bilancio_finanziario/" target="_blank" rel="noopener">Ragioneria generale dello stato</a>                                                                <br />(ultimo aggiornamento: martedì 19 Novembre 2024)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/12/la-cooperazione-nelle-leggi-di-bilancio-tra-2022-e-2027.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<p><label for="embed-chart-297231"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-297231" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>Al netto di una modesta crescita quindi non si registrano svolte degne di nota. Senza contare che, stando alle previsioni pluriennali, <strong>questo aumento verrà comunque vanificato negli anni successivi, riportando gli importi complessivi a livelli inferiori a quelli di 4 anni prima, sempre al netto dell&#8217;inflazione e della crescita economica.</strong></p>
</p>
<p><strong>Ma non tutte le allocazioni inserite nella tabella sulla cooperazione allo sviluppo hanno lo stesso valore.</strong> Sia perché alcune di queste sono più affidabili di altre, sia perché non tutte le risorse riguardano veri e propri progetti di cooperazione allo sviluppo. Vediamo quindi come variano le risorse assegnate ai ministeri maggiormente coinvolti e le loro componenti.</p>
</p>
<p><div id="ad-aumentare-sono-le-risorse-per-il-settore-multilaterale-e-quelle-per-laccoglienza-dei-migranti-che-non-rappresenta-una-vera-politica-di-cooperazione" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Dove aumentano le risorse</h3>
</p>
<p><strong>Il ministero dell&#8217;economia e delle finanze (Mef) è quello che registra l&#8217;aumento più significativo di risorse per la cooperazione,</strong> con una crescita di oltre mezzo miliardo di euro.</p>
</p>
<p>Come abbiamo avuto modo di spiegare in diverse occasioni però, <strong>gli stanziamenti del Mef in questo settore sono principalmente destinati al cosiddetto canale multilaterale. Si tratta insomma di importi che andranno in larga parte a finanziare organizzazioni internazionali o banche di sviluppo.</strong> Il <a href="https://www.openpolis.it/parole/cosa-canale-bilaterale-canale-multilaterale/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">canale multilaterale</a> dunque segue oscillazioni in positivo (come in questo caso) o in negativo (come lo <a href="https://www.openpolis.it/la-cooperazione-alla-prova-del-governo-meloni/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">scorso anno</a>) principalmente spiegabili con i diversi momenti in cui l&#8217;Italia si è impegnata a rifinanziare queste organizzazioni. Quest&#8217;anno ad esempio la crescita è legata perlopiù alla partecipazione al bilancio Ue (missione 4, programma 10).</p>
</p>
<p>Aumenti di questo tipo dunque, per quanto benvenuti, non possono essere letti come l&#8217;effetto diretto di un cambio di passo strutturale nella politica di cooperazione allo sviluppo.</p>
</p>
</p>
<p><strong>Al secondo posto il ministero dell&#8217;interno, dove lo stanziamento risulta aumentato di oltre 360 milioni di euro.</strong> In questo caso però diventa ancora più importante rilevare come <strong>le risorse del Viminale in questo settore siano dedicate quasi integralmente (98,7%) all&#8217;accoglienza dei migranti e dei richiedenti asilo in Italia.</strong> Questo aspetto è importante da rilevare da diversi punti di vista. In primo luogo infatti il ministero imputa al settore della cooperazione l&#8217;intera spesa sostenuta per l&#8217;accoglienza, anche se le regole del comitato Ocse Dac prevedono che solo una parte di queste possano essere considerate come Aps.</p>
</p>
<p>Ma oltre a questo è importante sottolineare come <strong>le risorse del capitolo per i &#8220;rifugiati nel paese donatore&#8221; rappresentino la parte più consistente di quello che viene da molti considerato come <a href="https://www.openpolis.it/parole/cosa-si-intende-aiuto-genuino-aiuto-gonfiato/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">&#8220;aiuto gonfiato&#8221;</a>.</strong> Pur trattandosi infatti di politiche molto importanti per l&#8217;accoglienza e l&#8217;integrazione delle persone migranti, le cifre stanziate non escono dal paese donatore e dunque non contribuiscono in alcun modo allo sviluppo dei paesi destinatari.</p>
</p>
<p>Infine anche l&#8217;andamento delle previsioni di spesa in quest&#8217;ambito assume caratteristiche tutt&#8217;altro che chiare. Infatti non si spiega facilmente un aumento del 23,5% della spesa per l&#8217;accoglienza in una fase di significativo calo dei <a href="http://www.libertaciviliimmigrazione.dlci.interno.gov.it/it/documentazione/statistica/cruscotto-statistico-giornaliero" target="_blank" rel="noreferrer noopener">flussi migratori</a>.</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-crescita-dellaps-trainata-da-multilaterale-e-risorse-per-i-rifugiati/">La crescita dell&#8217;Aps trainata da multilaterale e risorse per i rifugiati</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-crescita-dellaps-trainata-da-multilaterale-e-risorse-per-i-rifugiati/">La variazione degli stanziamenti dei diversi ministeri nel settore della cooperazione tra 2024 e 2025</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
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<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis su dati <a href="https://www.rgs.mef.gov.it/VERSIONE-I/attivita_istituzionali/formazione_e_gestione_del_bilancio/bilancio_di_previsione/bilancio_finanziario/" target="_blank" rel="noopener">Ragioneria generale dello stato</a>                                                            </p>
</p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-297269"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-297269" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p><strong>Vale la pena di sottolineare infine come 23,8 milioni di euro (+178,5% rispetto allo scorso anno) siano invece destinati a collaborazioni internazionali e assistenza ai paesi terzi in materia migratoria.</strong> In questo caso dunque le risorse sono effettivamente destinate a programmi che si svolgono all&#8217;estero, resta tuttavia da capire <strong>se e in che misura queste risorse possano essere considerate come aiuto genuino </strong>(ovvero coerente con gli obiettivi propri della cooperazione allo sviluppo) <strong>e quanto invece non rappresentino una forma di <a href="https://www.openpolis.it/i-reali-fini-della-cooperazione-europea/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">esternalizzazione delle frontiere</a></strong> che interessa più il paese donatore che quello che riceve l&#8217;aiuto.</p>
</p>
<p><strong>Una chiave più positiva assume invece l&#8217;aumento delle risorse per il ministero dell&#8217;ambiente, anche se in questo caso si tratta di appena 26 milioni di euro.</strong> Queste risorse aggiuntive sembrano effettivamente destinate a progetti di cooperazione anche se non, come pure ci si sarebbe potuto aspettare, attraverso il <a href="https://www.mase.gov.it/fondo-italiano-per-il-clima/il-fondo" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Fondo clima</a> che è specificamente dedicato a “progetti di contrasto al cambiamento climatico nei paesi destinatari di aiuti pubblici allo sviluppo”. Questo capitolo di spesa, alla base del cosiddetto piano Mattei, resta infatti invariato, con una dotazione di 840 milioni di euro di cui la metà considerabili come aiuto pubblico allo sviluppo.</p>
</p>
<p><div id="calano-invece-gli-stanziamenti-per-il-ministero-degli-esteri-115-milioni-tra-2024-e-2025-e-per-lagenzia-per-la-cooperazione-32-milioni-rispetto-alle-previsioni" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Dove calano le risorse</h3>
</p>
<p>Dopo aver verificato dove si concentrano gli aumenti e come questi abbiano un impatto relativo sulla politica di cooperazione italiana veniamo ora ai ministeri in cui gli stanziamenti sono stati invece ridotti.</p>
</p>
<p><strong>La riduzione più significativa si rileva nei bilanci del ministero delle infrastrutture.</strong> Qui però si assiste in sintesi a una sorta di <strong>ritorno alla normalità.</strong> Come avevamo evidenziato <a href="https://www.openpolis.it/la-cooperazione-alla-prova-del-governo-meloni/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">lo scorso anno</a> infatti con la precedente legge di bilancio era stato previsto, esclusivamente per il 2024, un incremento destinato a finanziare la realizzazione in Libia di progetti infrastrutturali di base previsti dal trattato di amicizia tra Italia e Libia. A partire dal 2025 però gli importi messi in campo per il trattato vengono considerevolmente ridimensionati, pur rimanendo una cifra considerevole (89,8 milioni di euro).</p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">-115,3 mln € </span><span style="font-weight: 400">il taglio allo stanziamento del ministero degli esteri per la politica di cooperazione allo sviluppo.</span></p>
</section>
</p>
<p><strong>Più rilevanti invece sono i tagli subiti dal ministero degli esteri e dall&#8217;Agenzia per la cooperazione allo sviluppo</strong> (Aics), ovvero i due attori che dovrebbero rappresentare il cuore dell&#8217;Aps italiano. Tra 2024 e 2025 infatti vengono sottratti alla competenza del ministero degli esteri e della cooperazione internazionale (Maeci) oltre 115 milioni di euro (-9,59%).</p>
</p>
<p>La quasi totalità di questa riduzione (111 milioni) è legata al <strong>dimezzamento del fondo per sostenere le spese derivanti dall&#8217;esecuzione degli accordi tra Ue e stati dell&#8217;Africa, dei Caraibi e del Pacifico</strong>, oltre alla partecipazione italiana a iniziative per la politica di vicinato europea.</p>
</p>
<p><strong>Infine c&#8217;è la questione dell&#8217;Agenzia per la cooperazione allo sviluppo.</strong> Malgrado siano passati oltre 10 anni da quando la <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2014-08-11;125!vig=2024-11-20" target="_blank" rel="noreferrer noopener">legge 125/2014</a> è entrata in vigore ridefinendo il settore della cooperazione e attribuendo a quest’organo un ruolo chiave,<strong> la sua centralità stenta a concretizzarsi nella pratica.</strong> E questo è rilevabile anche dall&#8217;andamento delle risorse che le vengono attribuite. Basti considerare infatti che <strong>il budget di cui dispone per realizzare o coordinare concretamente politiche di cooperazione allo sviluppo (645,9 milioni) rappresenta circa un terzo di quanto attribuito in questo stesso settore al ministero dell&#8217;interno.</strong></p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">32 mnl € </span>il taglio alle risorse dell&#8217;Agenzia per la cooperazione per il 2025, rispetto a quanto previsto dalla scorsa legge di bilancio.</p>
</section>
</p>
<p>Certo il taglio a questa agenzia tra 2024 e 2025 è stato di appena 1,4 milioni di euro. Il problema tuttavia sta nelle aspettative che erano state generate lo scorso anno e che risultano ampiamente disattese. <strong>Nella precedente legge di bilancio infatti, le previsioni pluriennali indicavano per il 2025 un importo per l&#8217;Aics pari a 676,6 milioni di euro. Ma rispetto a questa previsione il disegno di legge attuale stabilisce per l&#8217;Agenzia un taglio di oltre 32 milioni di euro.</strong></p>
</p>
<p>Da questa analisi emerge dunque come<strong> la politica di cooperazione allo sviluppo non solo non venga rafforzata,</strong> in un contesto internazionale di crescenti sfide e crisi, <strong>ma parzialmente indebolita, riducendo il peso e la credibilità della politica estera italiana nello scenario globale.</strong></p>
</p>
<p><em>L’articolo è stato redatto grazie al progetto “Cooperazione: mettiamola in Agenda!”, finanziato dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo. Le opinioni espresse non sono di responsabilità dell’Agenzia.</em></p>
</p>
<p><strong>Foto:</strong> <a href="https://www.g7italy.it/it/foto-video/riunione-ministeriale-sviluppo/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">G7 Italia</a></p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/poca-cooperazione-nella-legge-di-bilancio/">Poca cooperazione nella legge di bilancio</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Gli sbarchi dei migranti e le nuove politiche repressive</title>
		<link>https://www.openpolis.it/gli-sbarchi-dei-migranti-e-le-nuove-politiche-repressive/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mattia]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jul 2024 08:29:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migranti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=293233</guid>

					<description><![CDATA[<p>I dati sono un ottimo modo per analizzare fenomeni, raccontare storie e valutare pratiche politiche. Con Numeri alla mano facciamo proprio questo. Una rubrica settimanale di brevi notizie, con link per approfondire. Il giovedì alle 7 in onda anche su Radio Radicale. Leggi “La strategia dell’Ungheria sui migranti sta diventando modello in Italia e Ue“. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/gli-sbarchi-dei-migranti-e-le-nuove-politiche-repressive/">Gli sbarchi dei migranti e le nuove politiche repressive</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[</p>
<p>I dati sono un ottimo modo per analizzare fenomeni, raccontare storie e valutare pratiche politiche. Con Numeri alla mano facciamo proprio questo. Una rubrica settimanale di brevi notizie, con link per approfondire. Il giovedì alle 7 in onda anche su Radio Radicale. Leggi “<a href="https://www.openpolis.it/la-strategia-dellungheria-sui-migranti-sta-diventando-modello-in-italia-e-ue" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong><strong>La strategia dell’Ungheria sui migranti sta diventando modello in Italia e Ue</strong></strong></a>“.</p>
</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://www.radioradicale.it/rubriche/1328/openpolis-numeri-alla-mano/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Numeri alla mano<br />
<br /><strong>Ascolta tutti i podcast su Radio Radicale</strong></a>.</p>
</section>
<section class="numeri-alla-mano">
<h1 class="red1 mb-0">25.676</h1>
<p class="bt-2-grey3 mt-0"><b>persone migranti arrivate sulle coste italiane dal 1 gennaio al 30 giugno 2024.</b> Si tratta dei numeri relativi esclusivamente alla rotta del Mediterraneo, e non agli arrivi della cosiddetta &#8220;rotta balcanica&#8221;, su cui le autorità non rilasciano dati. Gli ingressi del primo semestre di quest&#8217;anno sono in numero sensibilmente inferiore rispetto allo stesso periodo del 2023, ma <strong>si tratta di cifre simili al 2021 e al 2022</strong>, quando a palazzo Chigi siedeva Mario Draghi. <a href="https://www.openpolis.it/numeri/nella-prima-meta-del-2024-circa-25mila-arrivi-in-italia" target="_blank" rel="noopener">Vai al grafico.</a></p>
</section>
<section class="numeri-alla-mano">
<h1 class="red1 mb-0">1.056</h1>
<p class="bt-2-grey3 mt-0"><b>persone migranti morte o disperse da gennaio a maggio 2024</b>, secondo Missing Migrants Project, un progetto di monitoraggio dell&#8217;organizzazione internazionale per le migrazioni dell&#8217;Onu. Si tratta di cifre al ribasso, perché nei dati vengono registrati i naufragi tracciati, ma non tutti. Dal 2014 sono quasi 30mila i migranti morti o dispersi nella rotta del Mediterraneo centrale, una delle più pericolose al mondo. <a href="https://www.openpolis.it/la-strategia-dellungheria-sui-migranti-sta-diventando-modello-in-italia-e-ue" target="_blank" rel="noopener">Vai all&#8217;articolo.</a></p>
</section>
<section class="numeri-alla-mano">
<h1 class="red1 mb-0">6</h1>
<p class="bt-2-grey3 mt-0"><strong>i paesi inseriti lo scorso maggio nella lista di quelli considerati &#8220;sicuri&#8221;</strong>, ossia dove sarebbe dimostrabile che non esistono persecuzioni politiche, etniche, religiose, oltre che trattamenti inumani, degradanti né violenza indiscriminata. I 6 paesi sono Bangladesh, Camerun, Colombia, Egitto, Perù e Sri Lanka. Si aggiungono ad altri 16 nazioni già presenti nell&#8217;elenco, stilato dal ministero degli esteri. <a href="https://www.openpolis.it/la-strategia-dellungheria-sui-migranti-sta-diventando-modello-in-italia-e-ue" target="_blank" rel="noopener">Vai all&#8217;articolo.</a></p>
</section>
<section class="numeri-alla-mano">
<h1 class="red1 mb-0">5.382</h1>
<p class="bt-2-grey3 mt-0"><strong>i migranti con cittadinanza bengalese arrivati via mare in Italia nei primi 6 mesi del 2024</strong>. Il 27,1% del totale delle persone sbarcate al 30 giugno proviene dal Bangladesh, che rappresenta nettamente la nazionalità più ricorrente. Segue la Siria (3.692) e Tunisia (3.219). <a href="https://www.openpolis.it/numeri/un-quinto-dei-migranti-sbarcati-nei-primi-mesi-del-2024-arrivano-dal-bangladesh" target="_blank" rel="noopener">Vai al grafico.</a></p>
</section>
<section class="numeri-alla-mano">
<h1 class="red1 mb-0">5</h1>
<p class="bt-2-grey3 mt-0"><b>i pilastri del nuovo patto europeo migrazioni e asilo</b>. Tra questi, uno riguarda l&#8217;istituzione di una <em>border procedure</em> (procedura di confine) applicata a determinate categorie di persone migranti, tra cui quelli che provengono da paesi ai cui cittadini non viene di solito concesso l’asilo. Con le &#8220;procedure di confine&#8221; e il contestuale inserimento di sempre più paesi nella lista di quelli &#8220;sicuri&#8221;, Ue e Italia stanno di fatto seguendo il modello ungherese del governo Orban, che in questi anni è stato duramente criticato e sanzionato dalle stesse istituzioni comunitarie. <a href="https://www.openpolis.it/la-strategia-dellungheria-sui-migranti-sta-diventando-modello-in-italia-e-ue" target="_blank" rel="noopener">Vai all&#8217;articolo.</a></p>
</section>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Ascolta il nostro podcast su Radio Radicale</h3></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/gli-sbarchi-dei-migranti-e-le-nuove-politiche-repressive/">Gli sbarchi dei migranti e le nuove politiche repressive</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La strategia dell&#8217;Ungheria sui migranti sta diventando modello in Italia e Ue</title>
		<link>https://www.openpolis.it/la-strategia-dellungheria-sui-migranti-sta-diventando-modello-in-italia-e-ue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mattia]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jul 2024 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migranti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=293141</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nei primi 6 mesi dell'anno sono arrivate circa 25mila persone via mare. Un dato inferiore al 2023, ma ai livelli degli anni del governo Draghi. Nonostante ciò, le iniziative in Italia e in Ue porteranno a più "procedure di frontiera" e al sensibile indebolimento del diritto all'asilo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/la-strategia-dellungheria-sui-migranti-sta-diventando-modello-in-italia-e-ue/">La strategia dell&#8217;Ungheria sui migranti sta diventando modello in Italia e Ue</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nei primi sei mesi dell&#8217;anno sono arrivate sulle coste italiane poco più di 25mila persone migranti. Un numero sensibilmente inferiore allo stesso periodo del 2023, <strong>ma ai livelli del recente passato.</strong></p>
<p>Il minor numero di arrivi viene rivendicato come un successo dal governo Meloni, ma <strong>si tratta di cifre simili al 2021 e al 2022</strong>, quando a palazzo Chigi siedeva Mario Draghi.</p>
<p>Le migrazioni, infatti, sono condizionate solo in parte da politiche pubbliche nazionali. Siamo chiaramente di fronte a un <strong>fenomeno strutturale</strong>, che nel mondo è sempre esistito, che va governato in modo equo sia per il rispetto del diritto all&#8217;asilo che per una migliore convivenza con le comunità autoctone.</p>
<p>L&#8217;analisi degli sbarchi nei primi sei mesi dell&#8217;anno ci dice, inoltre, che circa <strong>un quinto dei migranti arrivati via mare in Italia proviene dal Bangladesh</strong>, paese che negli ultimi mesi è stato inserito nella lista di quelli cosiddetti &#8220;sicuri&#8221;.</p>
<p>Questa decisione, in combinazione con i dispositivi previsti dal nuovo patto europeo migrazioni e asilo, <strong>potrebbe portare alla marginalizzazione di migliaia di persone</strong>, che sarebbero costrette a fare domanda d&#8217;asilo ancora prima di fare ingresso in Ue. </p>
<p>Le &#8220;<strong>procedure di frontiera</strong>&#8220;, già utilizzate dal governo ungherese a partire dal 2017, potrebbero diventare in qualche modo <strong>modello nel nostro paese e in Ue</strong>, nonostante le istituzioni comunitarie in questi anni abbiano fortemente criticato e sanzionato le strategie sui migranti del governo Orban.</p>
<div id="nei-primi-6-mesi-dellanno-sono-arrivate-in-italia-via-mare-poco-piu-di-25mila-persone-migranti" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<h3 class="wp-block-heading">Gli sbarchi nella prima metà dell&#8217;anno</h3>
<p>Nei primi mesi di quest&#8217;anno gli arrivi sulle coste italiane hanno superato le 25mila unità.</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">25.676 </span>persone migranti arrivate in Italia, via mare, dal 1 gennaio al 30 giugno 2024.</p>
</section>
<p>La prima metà del 2023 aveva fatto registrare un picco di partenze dal nordafrica (soprattutto dai porti tunisini), con più di 65mila arrivi. Se tuttavia guardiamo agli anni precedenti, <strong>numeri simili a quelli attuali sono riscontrabili sia nel 2021 che nel 2022</strong>, periodi in cui il paese era governato dall&#8217;esecutivo guidato da Mario Draghi (entrato in carica a febbraio 2021).</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nella-prima-meta-del-2024-circa-25mila-arrivi-in-italia/">Nella prima metà del 2024 circa 25mila arrivi in Italia</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nella-prima-meta-del-2024-circa-25mila-arrivi-in-italia/">Le persone straniere arrivate irregolarmente sulle coste italiane, dal 2016 al 2024, al 30 giugno di oggi anno</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                         aria-labelledby="chart_293175_tab1"><br />
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<p></amp-iframe>                        </p>
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis su dati <a href="http://www.libertaciviliimmigrazione.dlci.interno.gov.it/it/documentazione/statistica/cruscotto-statistico-giornaliero" target="_blank" rel="noopener">ministero dell&#8217;interno</a>                                                            </p>
</p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-293175"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-293175" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;505&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/nella-prima-meta-del-2024-circa-25mila-arrivi-in-italia/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p>Ad ogni modo, i dati registrano arrivi sensibilmente inferiori rispetto al 2016 e al 2017, <strong>gli anni della cosiddetta “crisi europea dei rifugiati”</strong>.</p>
<div id="il-fenomeno-migratorio-e-strutturale-da-tempo-e-sembra-solo-in-parte-condizionato-dalle-politiche-pubbliche" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<h3 class="wp-block-heading">Rendere la vita difficile a chi migra</h3>
<p>Negli ultimi mesi sono state diverse le iniziative da parte delle istituzioni europee e italiane, sia rispetto agli arrivi che al sistema di accoglienza dei richiedenti asilo e rifugiati, di cui ci occupiamo da tempo con il progetto <strong>Centri d&#8217;Italia</strong>.</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://centriditalia.it/home" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vai a<br />
<br /><strong>Centri d&#8217;Italia</strong></a>.</p>
</section>
<p>Un anno fa l&#8217;Ue ha firmato un memorandum con la Tunisia. Si tratta di un pacchetto di accordi, <strong>tra cui l&#8217;impegno del paese nordafricano a contrastare le partenze dei migranti</strong>, in cambio di finanziamenti. Un&#8217;intesa simile, nello spirito e negli obiettivi, a quelle già messe in campo (e contestate) negli anni scorsi con i governi di Libia e Turchia.</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/il-memorandum-ue-tunisia-mette-a-rischio-i-diritti-dei-migranti/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Il memorandum Ue-Tunisia<br />
<br /><strong>mette a rischio i diritti dei migranti</strong></a>.</p>
</section>
<p>A livello nazionale, invece, ha fatto discutere <a href="https://www.openpolis.it/tutti-i-costi-e-i-dubbi-dellaccoglienza-dei-migranti-in-albania/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">l&#8217;accordo bilaterale tra Italia e Albania</a>, che prevede la costruzione di due centri (uno di prima accoglienza e l&#8217;altro per chi deve essere rimpatriato) nel paese balcanico. Della questione ci siamo occupati ampiamente negli ultimi mesi, anche <a href="https://www.openpolis.it/rassegnastampa/su-report-la-gestione-dei-centri-di-accoglienza-in-albania/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">in collaborazione con Report</a>.</p>
<div id="strillo-testo-block_4c57866ce25f820703e3d34bd5a78459" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Il fenomeno migratorio è solo in parte condizionato dalle politiche nazionali e continentali.</p>
</section></div>
<p>Dati alla mano, comunque, nonostante i numerosi tentativi di abbattere il fenomeno migratorio, <strong>da oltre 10 anni quest&#8217;ultimo si conferma consolidato e sembra essere condizionato solo in parte da politiche nazionali</strong> volto ad arginarlo o, peggio ancora, eliminarlo.</p>
<p>L&#8217;obiettivo di medio termine della governance europea (e italiana) sembra piuttosto rendere <strong>la vita più difficile ai migranti </strong>che tentano di entrare nel vecchio continente.</p>
<p>Basti pensare che solo nel mar Mediterraneo sarebbero <a href="https://missingmigrants.iom.int/region/mediterranean" target="_blank" rel="noreferrer noopener">oltre mille</a> i migranti morti o dispersi nei primi mesi del 2024. Parliamo di <strong>stime al ribasso.</strong></p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">1.056 </span>migranti morti o dispersi nel Mediterraneo da gennaio a maggio 2024, secondo Missing Migrants Project.</p>
</section>
<p>Tra i diversi dispositivi che compongono il nuovo <a href="https://www.openpolis.it/il-nuovo-patto-sulle-migrazioni-chiude-le-frontiere-delleuropa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">patto europeo migranti e asilo</a>, approvato poco prima delle elezioni europee, c&#8217;è anche l&#8217;istituzione del <em>border procedure</em> (procedura di frontiera) che punta a prassi più semplificate e accelerate per l&#8217;asilo, e in determinate condizioni (provenienza da un paese con tasso di riconoscimento dell&#8217;asilo inferiore al 20%, quota che in situazione di &#8220;crisi migratoria&#8221; viene alzata al 50%), può <strong>costringere i richiedenti asilo a rimanere ai confini dell&#8217;unione europea fino all&#8217;esito della procedura</strong>.</p>
<div id="in-ue-lapertura-alle-procedure-di-frontiera-porta-a-un-approccio-simile-a-quello-dellungheria-fino-a-oggi-criticato-e-sanzionato" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p>Nei fatti, con il nuovo patto europeo <strong>si va sempre di più verso le politiche di gestione del fenomeno migratorio poste in essere negli ultimi anni dal governo ungherese</strong>. A partire dal 2017, infatti, l&#8217;esecutivo guidato da Viktor Orban ha attivato le procedure di frontiera in aree di detenzione chiamate <em>transit zone</em>, operative fino al 2020. Delle politiche repressive alle frontiere ungheresi abbiamo parlato su &#8220;<a href="https://www.openpolis.it/esercizi/le-contraddizioni-dellaccoglienza-in-italia-e-ungheria/">Oltre i muri, oltre i mari</a>&#8220;, un reportage transfrontaliero del 2022.</p>
<p>Le politiche ungheresi sul diritto di asilo, in aperta contraddizione con le norme internazionali, sono state in questi anni criticate e sanzionate dalle istituzioni europee, le quali ora, tuttavia, <strong>potrebbero almeno in parte farle proprie, attraverso l&#8217;applicazione del patto migrazioni e asilo.</strong> È in questo senso che va letta anche la lettera di 15 governi di paesi Ue alla commissione, <a href="https://it.euronews.com/my-europe/2024/05/16/ue-15-membri-tra-cui-litalia-chiedono-di-inviare-i-migranti-in-paesi-terzi">resa pubblica</a> lo scorso maggio.</p>
<div id="strillo-testo-block_10573804ec744310f49b2f2691001f38" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>La strada intrapresa sembra voler puntare a rendere difficile la vita ai migranti e all&#8217;indebolimento del diritto all&#8217;asilo.</p>
</section></div>
<p>In quest&#8217;ottica si inseriscono anche gli accordi con Albania e Tunisia, soprattutto per quanto riguarda i migranti che provengono da paesi <strong>ai cui cittadini non viene </strong>facilmente concesso l&#8217;asilo.</p>
<p>E infatti, coerentemente con tale ragionamento, è il recente inserimento di <strong>altri 6 paesi nella lista dei paesi considerati &#8220;sicuri&#8221;</strong>, di cui parleremo più avanti.</p>
<p>Insomma si va verso l&#8217;esternalizzazione delle procedure di frontiera, con il <strong>sensibile indebolimento del diritto d&#8217;asilo.</strong></p>
<div id="la-maggior-parte-dei-migranti-sbarcati-in-italia-nel-2024-proviene-dal-bangladesh-paese-recentemente-dichiarato-sicuro" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<h3 class="wp-block-heading">I paesi di provenienza</h3>
<p>La geografia delle migrazioni nella rotta del Mediterraneo centrale <strong>continua a mutare</strong>. </p>
<p>Se alla fine del 2022 la maggior parte degli arrivi era legata a persone provenienti da <strong>paesi nordafricani</strong> (Egitto e Tunisia), e a fine 2023 dall’<strong>Africa sub-sahariana</strong> (in primis Costa d’Avorio e Guinea), nei primi 6 mesi del 2024 <strong>oltre 5mila migranti </strong>(su 25mila arrivi totali) sono di nazionalità <strong>bengalese</strong>. </p>
<p>Seguono i siriani (3.692 persone) e i tunisini (3.219). Il primo paese sub-sahariano è la Guinea, con 2mila persone sbarcate nella prima metà dell’anno.</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/un-quinto-dei-migranti-sbarcati-nei-primi-mesi-del-2024-arrivano-dal-bangladesh/">Un quinto dei migranti sbarcati nei primi mesi del 2024 arrivano dal Bangladesh</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/un-quinto-dei-migranti-sbarcati-nei-primi-mesi-del-2024-arrivano-dal-bangladesh/">Le prime 10 nazionalità di appartenenza delle persone migranti arrivate sulle coste italiane dal 1 gennaio al 30 giugno 2024</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis su dati <a href="http://www.libertaciviliimmigrazione.dlci.interno.gov.it/it/documentazione/statistica/cruscotto-statistico-giornaliero" target="_blank" rel="noopener">ministero dell&#8217;interno</a>                                                            </p>
</p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-293185"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-293185" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p>Lo scorso maggio, il ministero degli esteri (d&#8217;intesa con il viminale) ha emanato un decreto <strong>in cui si aggiorna la lista dei paesi considerati &#8220;sicuri&#8221;</strong>, ossia quelli dove sarebbe dimostrabile che non esistono persecuzioni politiche, etniche, religiose, oltre che trattamenti inumani, degradanti né violenza indiscriminata.</p>
<p>Ai 16 paesi di origine considerati sicuri dall&#8217;Italia, il governo ne aggiunge 6: <strong>Bangladesh, Camerun, Colombia, Egitto, Perù e Sri Lanka</strong>. Inutile sottolineare come spicchino Bangladesh ed Egitto, che<strong> insieme rappresentano il 27,1% degli arrivi nel primo semestre dell&#8217;anno.</strong></p>
<p>I documenti sui nuovi paesi considerati sicuri sono stati anche oggetto di un accesso civico da parte dell&#8217;<strong>associazione per gli studi giuridici sull&#8217;immigrazione (Asgi)</strong>, che ha visionato e <a href="https://www.asgi.it/asilo-e-protezione-internazionale/accesso-civico-asgi-le-schede-dei-paesi-di-origine-sicuri-2/">reso pubbliche tutte le schede</a> delle nazioni oggetto del decreto.</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>L&#8217;aumento dell’elenco Paesi di origine sicura fa sì che sempre più richiedenti protezione internazionale siano sottoposti a procedura accelerata con conseguenti restrizioni delle garanzie sia a livello amministrativo che di difesa giudiziaria in caso di rigetto della domanda.</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.asgi.it/asilo-e-protezione-internazionale/accesso-civico-asgi-le-schede-dei-paesi-di-origine-sicuri-2/" target="_blank">&#8211; Asgi, 19 giugno 2024</a>
									            </div>
</section>
<p>Le conclusioni a cui giunge l&#8217;associazione è che il governo sembrerebbe aver classificato come &#8220;sicuri&#8221; i paesi da cui provengono più richiedenti asilo <strong>&#8220;basandosi principalmente, se non esclusivamente, sull’incremento delle domande di asilo nell’ultimo anno&#8221;</strong>. </p>
<p>Un dubbio più che lecito, a ben vedere i dati sugli arrivi negli ultimi mesi.</p>
<p>Il prevedibile aumento dei rifiuti nella concessione dell&#8217;asilo, dunque, potrebbe legarsi alle sopra citate condizioni sancite dal patto migrazioni e asilo. </p>
<p>Il risultato sarebbe la <strong>marginalizzazione di migliaia di persone migranti che, attraverso le procedure di frontiera, non riuscirebbero neanche a fare ingresso in Europa per chiedere l&#8217;asilo</strong>.</p>
<p>Foto: <a href="https://www.flickr.com/photos/noborder/2494723189/in/photolist-4Ns7hM-4Nwjwd-4NwjsY-8gwQUc-8gA8N9-91jB7f-8gwRL6-8gA8Lu-8gA8rq-8gwR1g-8gA8J9-8gA8FN-8gA8ym-8gwR3z-4XDq8G-LQNC7-LTTa2-FHSAB-8gwRrc-8gwRx4-8gwRvr-8gwQVK-8gwR5V-8gA8tC-4NwjsC-4Ns7iz-4Nwju1-4Nwjtm-4Ns7kx-4Nwjsj-32EKfn-32EHsF-32KhCE-32KdHG-LQXuR-32EGuD-32EKSr-LQXFv-32EMK8-32EA3F-32K9ho-LQNfd-32KgKN-LQWVX-LTT9T-32Keas-LQXHe-4qDwdg-LQNJu-LQYbT">No Borders Network</a> (<a href="https://www.flickr.com/photos/noborder/2494723189/in/photolist-4Ns7hM-4Nwjwd-4NwjsY-8gwQUc-8gA8N9-91jB7f-8gwRL6-8gA8Lu-8gA8rq-8gwR1g-8gA8J9-8gA8FN-8gA8ym-8gwR3z-4XDq8G-LQNC7-LTTa2-FHSAB-8gwRrc-8gwRx4-8gwRvr-8gwQVK-8gwR5V-8gA8tC-4NwjsC-4Ns7iz-4Nwju1-4Nwjtm-4Ns7kx-4Nwjsj-32EKfn-32EHsF-32KhCE-32KdHG-LQXuR-32EGuD-32EKSr-LQXFv-32EMK8-32EA3F-32K9ho-LQNfd-32KgKN-LQWVX-LTT9T-32Keas-LQXHe-4qDwdg-LQNJu-LQYbT" target="_blank" rel="noreferrer noopener">licenza</a>)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/la-strategia-dellungheria-sui-migranti-sta-diventando-modello-in-italia-e-ue/">La strategia dell&#8217;Ungheria sui migranti sta diventando modello in Italia e Ue</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le gare d&#8217;appalto e l&#8217;evoluzione del sistema di accoglienza</title>
		<link>https://www.openpolis.it/le-gare-dappalto-e-levoluzione-del-sistema-di-accoglienza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[michele vannucchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Jun 2024 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migranti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=292651</guid>

					<description><![CDATA[<p>I dati sono un ottimo modo per analizzare fenomeni, raccontare storie e valutare pratiche politiche. Con Numeri alla mano facciamo proprio questo. Una rubrica settimanale di brevi notizie, con link per approfondire. Il giovedì alle 7 in onda anche su Radio Radicale. Leggi &#8220;Le gare d’appalto e il declino dell’accoglienza diffusa&#8220;. Ascolta il nostro podcast [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/le-gare-dappalto-e-levoluzione-del-sistema-di-accoglienza/">Le gare d&#8217;appalto e l&#8217;evoluzione del sistema di accoglienza</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[</p>
<p>I dati sono un ottimo modo per analizzare fenomeni, raccontare storie e valutare pratiche politiche. Con Numeri alla mano facciamo proprio questo. Una rubrica settimanale di brevi notizie, con link per approfondire. Il giovedì alle 7 in onda anche su Radio Radicale. Leggi &#8220;<a href="https://www.openpolis.it/le-gare-dappalto-e-il-declino-dellaccoglienza-diffusa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Le gare d’appalto e il declino dell’accoglienza diffusa</a>&#8220;.</p>
</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://www.radioradicale.it/rubriche/1328/openpolis-numeri-alla-mano" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Numeri alla mano<br />
<br /><strong>Ascolta tutti i podcast su Radio Radicale</strong></a>.</p>
</section>
<section class="numeri-alla-mano">
<h1 class="red1 mb-0">3.195</h1>
<p class="bt-2-grey3 mt-0"><strong>i bandi emessi dalle prefetture tra 2020 e agosto 2023 in materia di gestione dei centri accoglienza. </strong>Tra il 2020 e l’agosto del 2023 le prefetture italiane hanno emesso oltre 7mila 200 bandi. Dopo un’attenta verifica abbiamo ristretto il campo. Questo insieme di gare presenta poi caratteristiche molto diverse. Sia rispetto ai centri a cui sono riferite, sia in relazione agli importi e le procedure di assegnazione. <a href="https://www.openpolis.it/le-gare-dappalto-e-il-declino-dellaccoglienza-diffusa/" target="_blank" rel="noopener">Vai all&#8217;articolo.</a></p>
</section>
<section class="numeri-alla-mano">
<h1 class="red1 mb-0">-20 punti percentuali</h1>
<p class="bt-2-grey3 mt-0"><strong>la quota di importi destinati ad accordi quadro per la gestione di centri in modalità in rete tra 2020 e 2022. </strong>Nel 2020 gli importi messi a bando per accordi quadro relativi a centri in modalità in rete rappresentavano ancora più della metà del totale (52,2%). Un dato relativamente alto si è registrato anche l’anno successivo, se pur con un calo di 8 punti percentuali. Il 2020 e il 2021 tuttavia non sono stati anni ordinari per il sistema di accoglienza Italiano. Come è noto infatti in quel biennio le presenze in accoglienza hanno registrato numeri molto contenuti. Nel 2022 il dato si è abbassato al 31,7%. <a href="https://www.openpolis.it/numeri/calano-negli-anni-gli-importi-degli-accordi-quadro-per-la-gestione-di-centri-in-modalita-in-rete/" target="_blank" rel="noopener">Vai al grafico.</a></p>
</section>
<section class="numeri-alla-mano">
<h1 class="red1 mb-0">18,7%</h1>
<p class="bt-2-grey3 mt-0"><strong>la quota di accordi quadro andati deserti tra 2020 e 2022. </strong>Al di là delle intenzioni delle prefetture non è detto che venga effettivamente assegnato un numero il numero di contratti originariamente previsto. Nel migliore dei casi questo avviene perché sono meno le persone a cui è necessario fornire una sistemazione in accoglienza. Può succedere però che, pur essendoci la necessità, non vengano presentate abbastanza offerte. A volte in effetti i bandi vanno del tutto deserti e non si tratta di casi isolati. <a href="https://www.openpolis.it/le-gare-dappalto-e-il-declino-dellaccoglienza-diffusa/#con-importi-e-servizi-ridotti-al-minimo-molti-operatori-hanno-deciso-di-non-partecipare-alle-gare-e-il-18-di-queste-sono-andate-deserte" target="_blank" rel="noopener">Vai all&#8217;articolo.</a></p>
</section>
<section class="numeri-alla-mano">
<h1 class="red1 mb-0">184</h1>
<p class="bt-2-grey3 mt-0"><strong>i bandi che abbiamo considerato come “ripetuti” tra il 2020 e l’agosto 2023. </strong>Il fatto che una o più gare vadano deserte rappresenta un grosso problema per le prefetture. A questo si aggiunge che, anche quando i bandi non vanno completamente deserti, possono comunque essere insufficienti, se gli operatori hanno presentato offerte per un numero di posti inferiore alle necessità. Per risolvere questo problema le prefetture possono provare a ripetere i bandi. <a href="https://www.openpolis.it/numeri/le-prefetture-hanno-grosse-difficolta-ad-assegnare-i-bandi-per-laccoglienza/" target="_blank" rel="noopener">Vai al grafico.</a></p>
</section>
<section class="numeri-alla-mano">
<h1 class="red1 mb-0">50</h1>
<p class="bt-2-grey3 mt-0"><strong>le prefetture che, nel periodo considerato, hanno dovuto ripetere delle gare.</strong> Il fenomeno si è manifestato con particolare gravità in alcuni territori tra cui Prato, dove sono stati ripetuti ben 16 bandi (tra cui 7 per l’accoglienza in rete e 7 per Cas fino a 50 posti), La Spezia (con 13 bandi ripetuti) e Varese (12). <a href="https://www.openpolis.it/le-gare-dappalto-e-il-declino-dellaccoglienza-diffusa/#se-i-bandi-emessi-da-una-prefettura-vanno-del-tutto-o-in-parte-deserti-questa-puo-provare-a-ripeterli-nel-periodo-considerato-184-gare-sono-state-ripetute" target="_blank" rel="noopener">Vai all&#8217;articolo.</a></p>
</section>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Ascolta il nostro podcast su Radio Radicale</h3>
</p>
<p><div>
                <iframe width="auto" height="520" frameborder="0"
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                </iframe>
            </div></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/le-gare-dappalto-e-levoluzione-del-sistema-di-accoglienza/">Le gare d&#8217;appalto e l&#8217;evoluzione del sistema di accoglienza</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le gare d&#8217;appalto e il declino dell&#8217;accoglienza diffusa</title>
		<link>https://www.openpolis.it/le-gare-dappalto-e-il-declino-dellaccoglienza-diffusa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[michele vannucchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Jun 2024 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migranti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=291940</guid>

					<description><![CDATA[<p>Attraverso l’analisi dei contratti per la gestione di centri di accoglienza emerge un ritorno verso centri collettivi di grandi dimensioni oltre a una considerevole difficoltà per le prefetture nell'assegnazione dei bandi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/le-gare-dappalto-e-il-declino-dellaccoglienza-diffusa/">Le gare d&#8217;appalto e il declino dell&#8217;accoglienza diffusa</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Come abbiamo scritto in diverse occasioni in Italia il sistema di accoglienza per richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale è in maggioranza gestito tramite i centri di accoglienza straordinari (Cas), anche se questi erano originariamente concepiti come l&#8217;eccezione al sistema ordinario, ovvero il sistema di accoglienza e integrazione (Sai, già Sprar).</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/laccoglienza-in-italia-in-assenza-di-una-prospettiva/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">L’accoglienza in Italia in assenza di una prospettiva.<br />
<br /><strong>Leggi</strong></a>.</p>
</section>
<p><strong>Da un lato dunque è importante insistere affinché il Sai venga realmente potenziato, aumentando le sue capacità ricettive. Dall&#8217;altro, visto che attualmente i Cas coprono il 59,7% dei posti nel sistema, resta importante distinguere tra le diverse modalità di accoglienza che possono offrire,</strong> oltre a verificare che il sistema riesca effettivamente a rispondere alle esigenze.</p>
<section class="glossary">
<div>
                <mark><br />
																		Il Sai è il sistema ordinario di accoglienza. È gestito dai comuni e prevede servizi di integrazione. La maggior parte delle persone sono però accolte nei Cas a gestione prefettizia.</br><br />
											                </mark><br />
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/come-funziona-laccoglienza-dei-migranti-in-italia/"><br />
                &#8220;Come funziona l&#8217;accoglienza dei migranti in Italia&#8221;</a></span></p></div>
</section>
<h3 class="wp-block-heading">I bandi per l&#8217;accoglienza</h3>
<p>Da questo punto di vista, all’interno del sistema dei Cas <strong>la prima distinzione che può essere fatta è tra piccoli centri gestiti in modalità in rete e centri collettivi</strong>. Questi, a seconda dei casi, possono accogliere anche centinaia di persone.</p>
<p><div class="content_block" id="custom_post_widget-181009"><div class="d-none d-lg-flex justify-center mt-40 mb-40 bt-3-grey2 pt-15 pb-10">
<div>
        <amp-img decoding="async" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/02/centriditalia_logo.png" alt="" width="280" height="88"  layout="fixed" ></amp-img></p>
<div class="fs-15 fw-500 mb-10">Le strutture per richiedenti asilo e rifugiati.</div>
<p>        <a class="btn" href="https://centriditalia.it">Esplora il sistema di accoglienza.</a><br />
        <a class="btn" href="https://centriditalia.it">Scarica i dati.</a>
    </div>
<div><a href="https://centriditalia.it"><amp-img decoding="async" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/02/centriditalia_img_bann.png" alt="" width="350" height="186"  layout="fixed" ></amp-img></a></div>
</div>
<div class="d-lg-none justify-center flex-align-center text-center mt-40 mb-40 bt-3-grey2 pt-15 bb-3-grey2 pb-10">
<div>
        <amp-img decoding="async" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/02/centriditalia_logo-414x130.png" alt="" width="280" height="88"  layout="fixed" ></amp-img></p>
<div class="fs-15 fw-500 mb-10">Le strutture per richiedenti asilo e rifugiati.</div >
        <a class="btn" href="https://centriditalia.it">Esplora il sistema di accoglienza.</a><br />
        <a class="btn" href="https://centriditalia.it">Scarica i dati.</a>
    </div>
<div class="mt-20"><a href="https://centriditalia.it"><amp-img decoding="async" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/02/centriditalia_img_bann.png" alt="" width="300" height="159"  layout="fixed" ></amp-img></a></div>
</div>
</div></p>
<div id="su-oltre-7mila-bandi-emessi-dalle-prefetture-italiane-tra-2020-e-agosto-2023-abbiamo-isolato-3-195-contratti-relativi-alla-gestione-dei-centri-di-accoglienza" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p>Si tratta di un’analisi rilevante per due aspetti. Da un lato il benessere delle persone accolte, dall’altro il rapporto dei centri con il territorio all’interno del quale sorgono. <strong>È generalmente riconosciuto che piccoli centri distribuiti rappresentino una soluzione preferibile.</strong></p>
<p>Negli anni però <strong>gli schemi di <a href="https://www.openpolis.it/perche-le-risorse-per-laccoglienza-sono-un-investimento-e-non-un-semplice-costo/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">capitolato d&#8217;appalto</a> per la gestione delle strutture non hanno favorito questa modalità</strong> di accoglienza, anzi hanno fatto l&#8217;esatto contrario. Non stupisce quindi che, analizzando i dati della banca dati dei contratti pubblici (Bdncp) dell&#8217;Autorità nazionale anticorruzione (Anac), emerga negli anni un <strong>progressivo spostamento a favore delle grandi strutture.</strong></p>
<p>Non si è trattato di un&#8217;analisi semplice. <strong>Tra il 2020 e l&#8217;agosto del 2023 infatti le prefetture italiane hanno emesso oltre 7mila 200 bandi.</strong> Dopo un&#8217;attenta verifica abbiamo ristretto il campo a circa 3mila bandi relativi alla gestione dei servizi di accoglienza.</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">3.195 </span>i bandi emessi dalle prefetture tra 2020 e agosto 2023 in materia di gestione dei centri accoglienza.</p>
</section>
<p><strong>Questo insieme di gare presenta poi caratteristiche molto diverse. Sia rispetto ai centri a cui sono riferite, sia in relazione agli importi e le procedure di assegnazione.</strong> Per questo conviene innanzitutto distinguere tra bandi singoli, emessi per ragioni specifiche che possono avere motivazioni anche molto diverse, accordi quadro e i bandi derivanti da accordi quadro.</p>
<p><strong>In questa sede a noi interessano in particolare gli accordi quadro.</strong> Ovvero contratti che forniscono una cornice all&#8217;interno della quale possono poi, quando se ne verifichi la necessità, essere attivati i contratti veri e propri (ovvero quelli derivanti dall&#8217;accordo quadro). <strong>Questa d&#8217;altronde è la procedura indicata dal ministero dell&#8217;interno per l&#8217;attivazione di nuovi Cas. Può essere quindi considerata come un utile indicatore delle intenzioni di ciascuna prefettura,</strong> indipendentemente da quello che poi le condizioni effettive richiederanno.</p>
<div id="tra-2020-e-2022-gli-importi-messi-a-bandi-per-accordi-quadro-destinati-allaccoglienza-diffusa-sono-passati-dal-522-al-317-con-un-calo-di-20-punti-percentuali" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<section class="download">
<div class="dw-content">
<div class="intro">
<p>Per approfondire leggi</p>
</div>
<div class="files">
<p><a href="https://migrantidb.s3.eu-central-1.amazonaws.com/rapporti_pdf/centriditalia_un_fallimento_annunciato.pdf" target="_blank" rel="noopener">Centri d&#8217;Italia, un fallimento annunciato</a></p>
</div></div>
</section>
<h3 class="wp-block-heading">Il declino dell&#8217;accoglienza diffusa</h3>
<p>Da anni ormai i capitolati d&#8217;appalto previsti dal ministero dell&#8217;interno svantaggiano l&#8217;accoglienza diffusa. I prezzi infatti sono inferiori a quelli previsti per i centri più  grandi a fronte di servizi più costosi da offrire.</p>
<p>Malgrado questo, <strong>nel 2020 gli importi messi a bando per accordi quadro relativi a centri in modalità in rete rappresentavano ancora più della metà del totale </strong>(52,2%). Un dato relativamente alto si è registrato anche l&#8217;anno successivo, se pur con un calo di 8 punti percentuali.</p>
<p><strong>Il 2020 e il 2021 tuttavia non sono stati anni ordinari per il sistema di accoglienza Italiano. Come è noto infatti in quel biennio le presenze in accoglienza hanno registrato numeri molto contenuti.</strong> Sia rispetto ai periodi precedenti che successivi.</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-italia-resta-minoritaria-laccoglienza-ordinaria/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Le presenze nel sistema di accoglienza.<br />
<br /><strong>Vai al grafico</strong></a>.</p>
</section>
<p><strong>Il dato del 2022 dunque va letto anche come la risposta a un arrivo più consistente di richiedenti asilo in Italia.</strong> Infatti se si considerano gli importi messi a bando in valori assoluti, emerge come questi siano tutti aumentati rispetto al 2020. Tuttavia guardando alla proporzione di ciascun tipo di centro, <strong>si registra un notevole calo dei bandi destinati ai centri gestiti in modalità in rete.</strong></p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/calano-negli-anni-gli-importi-degli-accordi-quadro-per-la-gestione-di-centri-in-modalita-in-rete/">Calano negli anni gli importi degli accordi quadro per la gestione di centri in modalità in rete</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/calano-negli-anni-gli-importi-degli-accordi-quadro-per-la-gestione-di-centri-in-modalita-in-rete/">Gli importi messi a bando tramite accordi quadro ordinari tra 2020 e agosto 2023 per i diversi tipi di centri di accoglienza straordinaria</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                         aria-labelledby="chart_291951_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/calano-negli-anni-gli-importi-degli-accordi-quadro-per-la-gestione-di-centri-in-modalita-in-rete/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/06/calano-negli-anni-gli-importi-degli-accordi-quadro-per-la-gestione-di-centri-in-modalita-in-rete.png" placeholder ></amp-img></p>
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<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/calano-negli-anni-gli-importi-degli-accordi-quadro-per-la-gestione-di-centri-in-modalita-in-rete/">Calano negli anni gli importi degli accordi quadro per la gestione di centri in modalità in rete &#8211; Gli importi messi a bando tramite accordi quadro ordinari tra 2020 e agosto 2023 per i diversi tipi di centri di accoglienza straordinaria</a></div>
</p></div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
<div id="chart_291951_tabpanel3" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-3"
                             aria-labelledby="chart_291951_tab3"></p>
<p>Per accordi quadro ordinari si intendono accordi quadro per centri gestiti in modalità in rete (Cas in rete), centri collettivi fino a 50 posti (Cas fino a 50 p.) e centri collettivi da 50 a 300 posti (Grandi centri). I contratti che si è ritenuto rientrassero tra queste categorie, pur non riuscendo a identificare con precisione in quale, sono stati classificati come “Altro”. Non sono considerati i centri collettivi con più di 300 posti (generalmente riservati a centri di prima accoglienza e non a Cas) e i centri di permanenza e rimpatrio (Cpr). Inoltre, non sono considerati né quegli accordi quadro con importi molto limitati, che sembrano rispondere a casi specifici e non alla programmazione ordinaria, né gli accordi quadro che sono stati classificati come “ripetuti”.</p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis-ActionAid Italia su dati Anac                                                                <br />(pubblicati: mercoledì 31 Gennaio 2024)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/06/calano-negli-anni-gli-importi-degli-accordi-quadro-per-la-gestione-di-centri-in-modalita-in-rete.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-291951"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-291951" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p><strong>Il sistema insomma ha retto almeno in parte finché i flussi sono stati contenuti. Sì è però</strong> <strong>rapidamente spostato verso l&#8217;accoglienza in grandi strutture quando le richieste sono aumentate, anche se non di molto.</strong></p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">-20 punti percentuali </span>la quota di importi destinati ad accordi quadro per la gestione di centri in modalità in rete tra 2020 e 2022.</p>
</section>
<p>I dati sul 2023, per quanto parziali (visto che riguardano solo contratti messi a bando tra gennaio e agosto), segnano un lieve aumento dei bandi per accoglienza diffusa. Tuttavia tra 2020 e 2023 questi sono comunque passati dal 52,2% ad appena il 36,2%.</p>
<p>In ogni caso, come anticipato, <strong>gli accordi quadro non rappresentano gli importi effettivamente erogati ma esclusivamente una stima massima stabilita da ciascuna prefettura per ogni tipo di centro.</strong> </p>
<p>Per verificare come si è effettivamente configurata l&#8217;accoglienza conviene quindi guardare ai dati di <a href="https://centriditalia.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Centri d&#8217;Italia</a>. Quello che ci dicono queste informazioni riguarda invece le intenzioni delle prefetture che, <strong>a quanto pare, in particolare in situazioni di maggiore pressione, sembrano preferire l&#8217;accoglienza in strutture collettive.</strong></p>
<p>Che questa preferenza derivi da una maggiore semplicità logistica, dal presupposto che alle condizioni attuali sia più difficile trovare gestori disposti all&#8217;accoglienza in rete o da altre considerazioni è difficile dirlo. In ogni caso <strong>è evidente che il sistema, nel suo complesso, disincentiva l’accoglienza diffusa</strong>. Una dinamica da cui derivano ricadute negative in termini di servizi alla persona accolta, inclusa l’inclusione nelle comunità locali.</p>
<div id="con-importi-e-servizi-ridotti-al-minimo-molti-operatori-hanno-deciso-di-non-partecipare-alle-gare-e-il-18-di-queste-sono-andate-deserte" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<h3 class="wp-block-heading">Bandi deserti</h3>
<p>L&#8217;analisi proposta fin qui riguarda in qualche modo le intenzioni delle prefetture,<strong> non è detto però che poi venga effettivamente assegnato un numero di contratti tale da coprire l&#8217;importo complessivo degli accordi quadro adottati in principio.</strong></p>
<p>Nel migliore dei casi questo avviene perché il numero di persone a cui è necessario fornire una sistemazione in accoglienza non è così elevato. <strong>Può succedere però che, pur essendoci la necessità, non vengano presentate abbastanza offerte. A volte in effetti i bandi vanno del tutto deserti e non si tratta di casi isolati.</strong></p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">18,7% </span>la quota di accordi quadro andati deserti tra 2020 e 2022.</p>
</section>
<p><strong>Anche in questo caso sono i contratti per centri gestiti in modalità in rete a essere svantaggiati.</strong> Il 44% dei contratti andati deserti tra 2020 e 2022 infatti riguarda questo tipo di strutture.</p>
<p>Come abbiamo <a href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2020/02/CentridItalia_La-sicurezzadellEsclusione.pdf#page=33" target="_blank" rel="noreferrer noopener">raccontato</a> più volte in passato <strong>le ragioni per cui i gestori non si presentano alle gare possono essere molteplici. </strong>Da un lato infatti <strong>gli importi per la gestione in modalità in rete sono meno attrattivi rispetto a quelli proposti per i centri collettivi.</strong> In questi ultimi infatti è anche possibile sviluppare delle economie di scala. Dall&#8217;altro <strong>negli anni sono stati ridotti, fino quasi ad annullarli, anche i servizi previsti per gli ospiti.</strong> La conseguenza è che i Cas sono diventati sempre più delle strutture di permanenza senza alcun tipo di servizio di integrazione. <strong>Molti operatori però non sono disposti a fornire questo tipo di servizio.</strong></p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>C’è una ragione di tipo economico, per cui i servizi che vengono richiesti,<br />
secondo la gran parte delle organizzazioni, non possono essere coperti da<br />
quel tipo di tariffa e ci sono ragioni di tipo ideale. Molta parte degli attori della<br />
cooperazione e dell’associazionismo, non si considerano soggetti che fanno<br />
“albergaggio”.</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2020/02/CentridItalia_La-sicurezzadellEsclusione.pdf" target="_blank">&#8211; La sicurezza dell’esclusione. Intervista a Stefano Trovato del Coordinamento nazionale comunità di accoglienza.</a>
									            </div>
</section>
<div id="se-i-bandi-emessi-da-una-prefettura-vanno-del-tutto-o-in-parte-deserti-questa-puo-provare-a-ripeterli-nel-periodo-considerato-184-gare-sono-state-ripetute" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<h3 class="wp-block-heading">Gare ripetute</h3>
<p><strong>Il fatto che una o più gare vadano deserte rappresenta un grosso problema per le prefetture.</strong> A questo si aggiunge il fatto che, <strong>anche bandi che non vanno completamente deserti, possono comunque non essere sufficienti,</strong> se gli operatori hanno presentato offerte per un numero di posti inferiore alle necessità.</p>
<div id="strillo-testo-block_cf1b16e631821b1e6a46e8fd25d42c23" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Se i bandi emessi da una prefettura vanno del tutto o in parte deserti questa può provare a ripeterli.</p>
</section></div>
<p><strong>Tra i vari rimedi che possono essere adottati dagli uffici territoriali del governo, uno dei più comuni è quello di ripetere le gare.</strong> Analizzando i dati dei contratti pubblici di Anac, tra il 2020 e l’agosto 2023 abbiamo isolato <strong>184 bandi che possono essere considerati come “ripetuti”</strong>. Si tratta di gare che non avrebbe avuto senso pubblicare se non si fossero verificati dei problemi con un appalto precedente.</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/le-prefetture-hanno-grosse-difficolta-ad-assegnare-i-bandi-per-laccoglienza/">Le prefetture hanno grosse difficoltà ad assegnare i bandi per l&#8217;accoglienza</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/le-prefetture-hanno-grosse-difficolta-ad-assegnare-i-bandi-per-laccoglienza/">I bandi per la gestione di centri di accoglienza che sono stati ripetuti dalle prefetture italiane tra il 2020 e l&#8217;agosto 2023</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                         aria-labelledby="chart_292080_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/le-prefetture-hanno-grosse-difficolta-ad-assegnare-i-bandi-per-laccoglienza/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/06/le-prefetture-hanno-grosse-difficolta-ad-assegnare-i-bandi-per-laccoglienza.png" placeholder ></amp-img></p>
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</p></div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_292080_tab3"></p>
<p>Sono indicati gli accordi quadro considerati principali come indicato nel rapporto <a href="https://migrantidb.s3.eu-central-1.amazonaws.com/rapporti_pdf/centriditalia_un_fallimento_annunciato.pdf" target="_blank" rel="noopener">Centri d&#8217;Italia Un fallimento annunciato</a> (nello specifico nella tabella 2.4) distinti per capitolato (come definito nella tabella 2.2). Rispetto a questo insieme è indicato il numero di bandi che sono stati considerati “ripetuti”. Per identificare un accordo quadro come ripetuto abbiamo proceduto come segue. Visto che un accordo quadro per centri di accoglienza delle categorie in oggetto dovrebbe avere, stando al capitolato, una durata di un anno prorogabile di un ulteriore anno, se dopo pochi mesi dalla pubblicazione di un accordo quadro ne viene pubblicato un altro destinato alla stessa identica categoria di centro, vuol dire che qualcosa non è andato come auspicato dalla stazione appaltante, ovvero la prefettura.</p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis-ActionAid Italia su dati Anac                                                                <br />(pubblicati: mercoledì 31 Gennaio 2024)
                                        </p>
</p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-292080"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-292080" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p><strong>Questo fenomeno riguarda tutti i tipi di Cas ma, anche in questo caso, ha avuto un impatto maggiore sui centri gestiti in modalità in rete.</strong> In particolare nel 2022 più della metà dei principali accordi quadro per l’assegnazione di questo tipo di contratto sono stati ripetuti (24, il 52%).</p>
<p>Quanto al 2023, pur disponendo solo di dati parziali, emerge chiaramente come il fenomeno si sia manifestato in misura consistente. Nei primi 8 mesi, infatti, sono stati ripetuti ben 35 bandi, più di quanto non sia avvenuto nel corso di tutto il 2020.</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/numeri/le-prefetture-che-hanno-ripetuto-piu-bandi-tra-gennaio-2020-e-agosto-2023/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Le prefetture che hanno ripetuto più bandi.<br />
<br /><strong>Vai al grafico</strong></a>.</p>
</section>
<p>Complessivamente, <strong>sono ben 50 le prefetture che, nel periodo considerato, hanno riscontrato problemi di questo genere,</strong> ovvero quasi la metà. Il fenomeno si è manifestato con particolare gravità in alcuni territori tra cui <strong>Prato</strong>, dove sono stati ripetuti ben 16 bandi (tra cui 7 per l&#8217;accoglienza in rete e 7 per Cas fino a 50 posti), <strong>La Spezia</strong> (con 13 bandi ripetuti) e <strong>Varese</strong> (12).</p>
<h3 class="wp-block-heading">L&#8217;assenza di una prospettiva credibile</h3>
<p>Data la situazione descritta sembra evidente che<strong> il modello di accoglienza italiano andrebbe ripensato integralmente. </strong>Innanzitutto <strong>rafforzando il sistema ordinario</strong> in modo tale che i Cas svolgano la funzione per cui erano stati ideati inizialmente. Ovvero quella di costituire una sistemazione provvisoria e straordinaria in attesa che si liberi un posto nel sistema ordinario. </p>
<div id="strillo-testo-block_e718932589fdd051275831fead362592" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Non sembra in vista né un rafforzamento del sistema ordinario né un miglioramento della condizione dei Cas.</p>
</section></div>
<p>Questo tuttavia potrebbe avvenire solo se i posti presenti nel Sai venissero aumentati fino a rappresentare la grande maggioranza del sistema. Oltre a questo poi sarebbe necessario prevedere che anche i richiedenti asilo possano accedere al Sai, come d&#8217;altronde avveniva in passato. Una soluzione di questo tipo, oltre ad essere più efficace, aiuterebbe a ridurre la pressione sulle prefetture che a quel punto potrebbero limitarsi a gestire i centri di prima accoglienza e alcuni Cas nei momenti di maggiore afflusso. </p>
<p><strong>Nulla di tutto questo però risulta né nelle intenzioni né nei provvedimenti del governo. </strong>Al contrario nel corso di questi anni abbiamo assistito all&#8217;approvazione di una serie di <strong>norme che aumentano le criticità.</strong></p>
<div id="strillo-testo-block_a41e8606ebe3306af15dabb437320cdc" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Gli interventi del governo in materia migratoria rafforzano l&#8217;approccio emergenziale.</p>
</section></div>
<p>Nel corso dei mesi infatti sono state adottate <strong>misure che complicano il lavoro delle Ong che si occupano di salvataggi in mare</strong> (<a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2023-01-02;1!vig=2023-12-29" target="_blank" rel="noreferrer noopener">decreto 1/2023</a>), è stata<strong> ristretta la possibilità di accedere alla protezione speciale</strong> e sono stati <strong>esclusi i richiedenti asilo dal circuito Sai </strong> (<a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2023-03-10;20!vig=2023-12-29" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Dl 20/2023</a>), è stato adottato (apparentemente senza ragione) uno <a href="https://www.openpolis.it/le-anomalie-dello-stato-di-emergenza-sullimmigrazione/">stato di emergenza</a> (<a href="https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2024/05/27/24A02637/sg" target="_blank" rel="noreferrer noopener">prorogato</a> negli scorsi giorni) che permette alle prefetture di <strong>procedere in deroga alla normativa ordinaria,</strong> si è prevista la <strong>possibilità che minori ultrasedicenni siano accolti in centri per adulti</strong> e si è permesso, in caso di necessità, di <strong>derogare ai “parametri di capienza previsti”</strong> nei centri di accoglienza (<a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2023-10-05;133!vig=2023-12-29" rel="sponsored nofollow">dl 133/2023</a>). A questi interventi poi si aggiunge l&#8217;istituzione dei nuovi centri temporanei, ovvero strutture ancora più straordinarie dei Cas che possono essere aperte in caso non vi siano posti in altri centri.</p>
<p>Queste novità però non contribuiscono in alcun modo a una riforma organica del sistema che abbia come obiettivo quello di rendere l&#8217;accoglienza uno strumento più efficace per l&#8217;integrazione dei migranti, <strong>rafforzando piuttosto l&#8217;approccio emergenziale adottato anche dai governi precedenti.</strong></p>
<p><strong>Foto:</strong> Giuseppe Di Maio &#8211; <a href="https://www.flickr.com/photos/sponzfest/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sponz Fest</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/le-gare-dappalto-e-il-declino-dellaccoglienza-diffusa/">Le gare d&#8217;appalto e il declino dell&#8217;accoglienza diffusa</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Tutti i costi e i dubbi dell’accoglienza dei migranti in Albania</title>
		<link>https://www.openpolis.it/tutti-i-costi-e-i-dubbi-dellaccoglienza-dei-migranti-in-albania/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[michele vannucchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Apr 2024 07:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migranti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=288944</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il protocollo firmato tra Roma e Tirana per la costruzione di centri di prima accoglienza in Albania presenta costi considerevoli e molti problemi di natura legale.  L'accordo tuttavia difficilmente potrà raggiungere gli obiettivi dichiarati.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/tutti-i-costi-e-i-dubbi-dellaccoglienza-dei-migranti-in-albania/">Tutti i costi e i dubbi dell’accoglienza dei migranti in Albania</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[</p>
<p>Il 6 novembre 2023 è stato firmato a Roma il <a href="https://www.esteri.it/wp-content/uploads/2023/12/PROTOCOLLO-ITALIA-ALBANIA-in-materia-migratoria.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">protocollo Italia-Albania</a> per il &#8220;<strong>rafforzamento della collaborazione in materia migratoria</strong>&#8220;, <a href="https://parlamento19.openpolis.it/attivita_legislativa/disegni_di_legge/S_995" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ratificato</a> poi dal parlamento italiano lo scorso febbraio.</p>
</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2024-02-21;14" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Legge di ratifica del<br />
<br /><strong>protocollo Italia-Albania</strong></a>.</p>
</section>
</p>
<p><strong>L&#8217;accordo prevede l&#8217;istituzione di due centri in Albania, uno per la primissima accoglienza (nella località di Shengjin) e l&#8217;altro con funzioni di Hotspot e centro di permanenza e rimpatrio (Cpr), a Gjader</strong>. I centri si trovano a circa 20 km l’uno dall’altro, nel nord del paese. Nelle intenzioni del governo queste strutture dovrebbero iniziare ad essere operative a partire dal prossimo <a href="https://www.prefettura.it/FILES/AllegatiPag/1199/AVVISO_MANIFESTAZIONE_INTERESSE_def-signed.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">20 maggio</a>, anche se inizialmente con una capienza ridotta.</p>
</p>
<p><div id="nelle-previsioni-del-governo-la-gestione-dei-centri-di-accoglienza-in-albania-avra-un-costo-di-653-milioni-di-euro-in-5-anni" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p>Una <a href="https://www.senato.it/application/xmanager/projects/leg19/attachments/documento_evento_procedura_commissione/files/000/429/065/A.S._995_-_R.t._di_passaggio.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">relazione tecnica</a> ricostruisce le spese a preventivo ipotizzando un costo di circa 650 milioni di euro in 5 anni, di cui solo una piccola parte riguarda però la gestione dei centri.</p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">653 milioni </span>il costo del protocollo Italia-Albania in 5 anni.</p>
</section>
</p>
<p>È evidente che si tratti di una spesa considerevole che tuttavia <strong>non sembra utile né per favorire i rimpatri, né per migliorare la logistica dell&#8217;accoglienza o l&#8217;integrazione</strong> di coloro che vedranno riconosciuta la loro richiesta di protezione internazionale.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Le persone accolte e i costi di gestione</h3>
</p>
<p>Per calcolare i costi di gestione bisognerebbe intanto conoscere il <strong>numero di persone che saranno accolte in questi centri </strong>e per quanti giorni. Ad oggi tuttavia non è neanche chiaro quale sia il numero massimo di persone che potrebbero essere ospitate nelle due strutture. </p>
</p>
<p><strong>Il governo infatti ha più volte <a href="https://www.governo.it/it/articolo/dichiarazioni-alla-stampa-con-il-primo-ministro-dalbania-lintervento-del-presidente-meloni" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sostenuto</a> che in Albania saranno accolte 3mila persone al mese,</strong> per un totale di 36mila persone l&#8217;anno. In effetti anche <strong>il protocollo fa riferimento a questa cifra, indicandola però come limite massimo</strong> e non come la presenza media. Eppure come è noto, in particolare nei centri di prima accoglienza, <strong>il numero di persone accolte può variare significativamente.</strong> Infatti mentre a <a href="http://www.libertaciviliimmigrazione.dlci.interno.gov.it/sites/default/files/allegati/cruscotto_statistico_giornaliero_15-08-2023.pdfhttp://www.libertaciviliimmigrazione.dlci.interno.gov.it/sites/default/files/allegati/cruscotto_statistico_giornaliero_15-08-2023.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">metà agosto 2023</a> il ministero dell&#8217;interno indicava in quasi 2.599 persone le presenze negli hotspot italiani, lo scorso <a href="http://www.libertaciviliimmigrazione.dlci.interno.gov.it/sites/default/files/allegati/cruscotto_statistico_giornaliero_15-03-2024.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">15 marzo</a>, invece, questo numero arrivava ad appena 712.</p>
</p>
<p>Ma anche dando per buoni i numeri massimi del governo, queste cifre continuano a destare dubbi. Infatti, <strong>nella <a href="https://www.prefettura.it/FILES/AllegatiPag/1199/AVVISO_MANIFESTAZIONE_INTERESSE_def-signed.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">manifestazione d&#8217;interesse</a> pubblicata dal ministero dell&#8217;interno per la gestione delle strutture, si parla di una capienza massima poco superiore a mille persone,</strong> di cui 880 nell&#8217;hotspot e 144 nel Cpr.</p>
</p>
<p>Sempre questo documento stima un costo massimo di 34 milioni di euro l&#8217;anno per la gestione delle due strutture: una cifra molto alta, anche se distante dai 650 milioni di costi complessivi.</p>
</p>
<p><div id="la-spesa-prevista-per-la-gestione-delle-strutture-ammonta-pero-a-30-milioni-gli-oltre-600-milioni-rimanenti-dunque-servono-a-finanziare-altri-aspetti-delloperazione" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p><strong>Secondo la relazione tecnica però la spesa effettiva, calcolata sui costi storici per la gestione di strutture di questo tipo, dovrebbe aggirarsi interno ai 30 milioni di euro circa in 5 anni</strong> (4,4 milioni di euro nel 2024 e 6,5 milioni l&#8217;anno tra 2025 e 2028).</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Gli altri costi del protocollo</h3>
</p>
<p><strong>Prendendo per buone queste cifre, rimangono oltre 600 milioni di euro che non riguarderebbero spese di gestione.</strong> <strong>Alcune di queste voci di costo sarebbero state forse simili se i centri fossero stati costruiti in Italia.</strong> Parliamo ad esempio dei costi per la realizzazione e la manutenzione delle strutture.</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-costi-del-protocollo-italia-albania/">I costi del protocollo Italia-Albania</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-costi-del-protocollo-italia-albania/">Le risorse stanziate dal governo per la realizzazione e la gestione dei centri in Albania, ma anche per le trasferte e per molti altri costi aggiuntivi</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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                         aria-labelledby="chart_288959_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/i-costi-del-protocollo-italia-albania/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/04/i-costi-del-protocollo-italia-albania.png" placeholder ></amp-img></p>
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis su dati <a href="https://www.senato.it/application/xmanager/projects/leg19/attachments/documento_evento_procedura_commissione/files/000/429/065/A.S._995_-_R.t._di_passaggio.pdf" target="_blank" rel="noopener">relazione tecnica</a>                                                                <br />(ultimo aggiornamento: mercoledì 27 Marzo 2024)
                                        </p>
</p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-288959"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p><div id="tra-le-spese-che-non-sarebbero-state-sostenute-se-i-centri-fossero-stati-costruiti-in-italia-si-trovano-252-milioni-di-euro-per-le-trasferte-dei-funzionari-ministeriali" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p>Altre invece sono chiaramente aggiuntive. Si tratta in particolare di <strong>95 milioni di euro per il noleggio delle navi</strong>, di <strong>quasi 8 milioni di euro di assicurazioni sanitarie</strong> per operatori italiani in missione all&#8217;estero e di ben <strong>252 milioni di costi per le trasferte</strong> dei funzionari del ministero dell&#8217;interno, della giustizia e della salute. </p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">252 milioni di € </span>il costo delle trasferte per i funzionari ministeriali nel corso di 5 anni.</p>
</section>
</p>
<p><strong>Una cifra esorbitante,</strong> pari a una media di 138mila euro al giorno, necessaria a pagare <strong>viaggi, diarie, vitto e alloggio</strong> del <strong>personale interforze</strong>, dei <strong>funzionari prefettizi</strong>, di quelli del dipartimento dell&#8217;<strong>amministrazione penitenziaria</strong> (Dap), del <strong>personale sanitario di frontiera</strong> (Usmaf) e di quello dell&#8217;istituto nazionale per la promozione della <strong>salute delle popolazioni migranti</strong> (Inmp). Tutte <strong>spese che sarebbero state evitate</strong> se questo personale avesse lavorato nelle sue consuete sedi di lavoro, invece che all&#8217;estero.</p>
</p>
<p>Su altre voci di spesa infine risulta difficile valutare se e in che misura sarebbero state diverse nel caso in cui si fosse deciso di istituire nuove strutture in Italia. Questo tuttavia è più che sufficiente per chiedersi se si tratti di una spesa effettivamente necessaria e per quale scopo.</p>
</p>
<p><div id="al-di-la-dei-costi-delloperazione-la-gestione-di-queste-strutture-in-uno-stato-estero-complica-la-logistica-dellaccoglienza" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Restano poco chiari gli obiettivi dell&#8217;accordo</h3>
</p>
<p>Certo <strong>650 milioni di euro sono una cifra consistente. Tuttavia per valutare una spesa pubblica bisogna innanzitutto considerare l&#8217;obiettivo che ci si pone e la capacità di quella misura di raggiungerlo.</strong></p>
</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>[L&#8217;accordo, ndr.] si pone sostanzialmente tre obiettivi: contrastare il traffico di esseri umani, prevenire i flussi migratori illegali e accogliere solamente chi ha davvero diritto alla protezione internazionale.</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.governo.it/it/articolo/dichiarazioni-alla-stampa-con-il-primo-ministro-dalbania-lintervento-del-presidente-meloni" target="_blank">&#8211; Giorgia Meloni, conferenza stampa del 6 novembre 2023</a>
									            </div>
</section>
</p>
<p>Dai termini dell&#8217;accordo tuttavia non è chiaro come la creazione di due centri in Albania possa contrastare il traffico di esseri umani e prevenire i flussi migratori illegali. Quanto ad accogliere solamente chi ha davvero diritto alla protezione internazionale la questione si porrebbe negli stessi termini anche se i centri fossero costruiti in Italia.</p>
</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>Le autorità italiane, al termine delle procedure eseguite in conformità alla normativa italiana, provvedono all&#8217;allontanamento dei migranti dal territorio albanese.</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.esteri.it/wp-content/uploads/2023/12/PROTOCOLLO-ITALIA-ALBANIA-in-materia-migratoria.pdf" target="_blank">&#8211; Protocollo Italia-Albania, articolo 9</a>
									            </div>
</section>
</p>
<p>Infatti <strong>se al termine delle procedure di esame la domanda dovesse essere accolta i titolari di protezione dovranno essere portati in Italia.</strong> Ma lo stesso avverrebbe <strong>anche nel caso in cui si proceda effettivamente al rimpatrio di queste persone</strong>, operazione che, <a href="https://www.dirittoimmigrazionecittadinanza.it/archivio-saggi-commenti/saggi/fascicolo-n-1-2024-1/1414-il-protocollo-italia-albania-e-il-diritto-dell-unione-europea-una-relazione-complicata/file#page=9" target="_blank" rel="noreferrer noopener">a quanto sembra</a>, dovrebbe comunque avvenire dall&#8217;Italia. Infine non può essere trascurata la possibilità che un richiedente a cui è stata negata la protezione e per cui sono state avviate le procedure di rimpatrio debba essere a un certo punto <strong>rilasciato per lo scadere dei termini massimi</strong> di trattenimento in un Cpr. Infatti, è bene tenere presente che meno della metà delle persone trattenute in un Cpr nel 2022 è stato poi effettivamente <a href="https://www.sistemapenale.it/pdf_contenuti/1687157959_relazione-al-parlamento-2023.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">rimpatriato</a>. <strong>Il rilascio tuttavia non potrebbe avvenire in Albania e quindi sarebbe comunque necessario portare queste persone in Italia, malgrado la loro posizione irregolare.</strong></p>
</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://www.asgi.it/wp-content/uploads/2023/11/Analisi-giuridica-ASGI-Intesa-Italia-Albania.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Leggi<br />
<br /><strong>L’analisi dell’Asgi</strong></a>.</p>
</section>
</p>
<p><strong>E questo ammettendo che nei centri albanesi arrivino solo persone che possono essere effettivamente ospitate in queste strutture.</strong> Infatti secondo la normativa italiana le procedure accelerate di frontiera possono essere adottate <strong>solo nei confronti di uomini adulti, provenienti da paesi considerati &#8220;sicuri&#8221; che non si trovino in una condizione di vulnerabilità.</strong></p>
</p>
<p>Perché questo avvenga tuttavia sarà necessario svolgere <strong>complesse operazioni di identificazione a bordo delle navi italiane già prima che le persone vengano portate a terra. </strong>È difficile però immaginare che queste procedure possano svolgersi in modo ordinato garantendo effettivamente una corretta ripartizione. Valutare la vulnerabilità di una persona infatti richiede tempo, così come stabilirne l&#8217;età esatta nei casi dubbi.</p>
</p>
<p><strong>Foto:</strong> <a href="https://www.governo.it/it/media/il-presidente-meloni-incontra-il-primo-ministro-della-repubblica-d-albania/24190" target="_blank" rel="noreferrer noopener">governo.it</a></p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/tutti-i-costi-e-i-dubbi-dellaccoglienza-dei-migranti-in-albania/">Tutti i costi e i dubbi dell’accoglienza dei migranti in Albania</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il fallimento annunciato dell’accoglienza dei migranti in Italia</title>
		<link>https://www.openpolis.it/il-fallimento-annunciato-dellaccoglienza-dei-migranti-in-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[michele vannucchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Mar 2024 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migranti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=287223</guid>

					<description><![CDATA[<p>È online il nuovo rapporto “Centri d’Italia”, giunto alla settima edizione. Ne emerge un quadro di problematiche anche gravi, ma affrontabili se solo l’attenzione fosse posta sulla gestione di un fenomeno strutturale come l’immigrazione, anziché ricorrere alla retorica dell’emergenza.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/il-fallimento-annunciato-dellaccoglienza-dei-migranti-in-italia/">Il fallimento annunciato dell’accoglienza dei migranti in Italia</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div id="e-online-il-nuovo-rapporto-centri-ditalia-un-fallimento-annunciato" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p><strong><a href="https://migrantidb.s3.eu-central-1.amazonaws.com/rapporti_pdf/centriditalia_un_fallimento_annunciato.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Un fallimento annunciato</a></strong> è il nuovo rapporto sul sistema di accoglienza per richiedenti asilo e rifugiati in Italia realizzato da ActionAid e openpolis nell&#8217;ambito del progetto <strong>Centri d&#8217;Italia</strong>.</p>
<p>Un rapporto che è arrivato alla sua settima edizione, la terza da quando è online <a href="https://centriditalia.it/home" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Centri d’Italia</a>, la prima piattaforma di monitoraggio indipendente sul sistema di accoglienza di richiedenti asilo e rifugiati nel paese.</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://centriditalia.it/home" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vai a<br />
<br /><strong>Centri d&#8217;Italia</strong></a>.</p>
</section>
<p>Si tratta di un progetto che permette a chiunque di accedere ai dati sul sistema di accoglienza italiano con informazioni di dettaglio fino al singolo centro. Un modo per restituire all&#8217;opinione pubblica, ma anche ai decisori, informazioni che dovrebbero essere pubbliche ma che invece è estremamente difficile rintracciare.</p>
<p><div class="content_block" id="custom_post_widget-181009"><div class="d-none d-lg-flex justify-center mt-40 mb-40 bt-3-grey2 pt-15 pb-10">
<div>
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<div class="fs-15 fw-500 mb-10">Le strutture per richiedenti asilo e rifugiati.</div>
<p>        <a class="btn" href="https://centriditalia.it">Esplora il sistema di accoglienza.</a><br />
        <a class="btn" href="https://centriditalia.it">Scarica i dati.</a>
    </div>
<div><a href="https://centriditalia.it"><amp-img decoding="async" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/02/centriditalia_img_bann.png" alt="" width="350" height="186"  layout="fixed" ></amp-img></a></div>
</div>
<div class="d-lg-none justify-center flex-align-center text-center mt-40 mb-40 bt-3-grey2 pt-15 bb-3-grey2 pb-10">
<div>
        <amp-img decoding="async" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/02/centriditalia_logo-414x130.png" alt="" width="280" height="88"  layout="fixed" ></amp-img></p>
<div class="fs-15 fw-500 mb-10">Le strutture per richiedenti asilo e rifugiati.</div >
        <a class="btn" href="https://centriditalia.it">Esplora il sistema di accoglienza.</a><br />
        <a class="btn" href="https://centriditalia.it">Scarica i dati.</a>
    </div>
<div class="mt-20"><a href="https://centriditalia.it"><amp-img decoding="async" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/02/centriditalia_img_bann.png" alt="" width="300" height="159"  layout="fixed" ></amp-img></a></div>
</div>
</div></p>
<div id="oltre-ai-dati-sulle-strutture-e-gli-ospiti-siamo-tornati-ad-analizzare-i-bandi-pubblici-per-la-gestione-dei-centri-di-accoglienza" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<h3 class="wp-block-heading">Dati sui centri, analisi sui bandi e interviste</h3>
<p><strong>Ottenere i dati </strong>necessari ad alimentare la piattaforma e sviluppare il rapporto <strong>non è stato facile.</strong> Infatti, come di consueto, siamo dovuti ricorrere a formali <strong><a href="https://www.openpolis.it/parole/che-cose-il-foia/">richieste di accesso agli atti</a></strong> <strong>a cui è stato inizialmente opposto un diniego</strong> e siamo riusciti ad accedere ai dati solo dopo diversi passaggi.</p>
<p>Anche per questo, oltre alla tradizionale disamina dei centri di accoglienza, della loro capienza e della loro distribuzione, <strong>siamo tornati ad analizzare i contratti pubblici con cui viene assegnata la gestione delle strutture di accoglienza.</strong></p>
<p><strong>Un tipo di analisi che avevamo già affrontato in passato, registrando alcune gravi criticità.</strong> Tuttavia, mentre <strong>mentre negli anni 2018-2021 i problemi erano mitigati da flussi migratori in calo, negli ultimi due anni si è registrata una crescita</strong> degli ingressi nel sistema. Per questo diventa particolarmente interessante verificare come si è evoluta nel corso degli ultimi anni la dinamica dei contratti pubblici. <strong>Le prefetture infatti sembrano sempre più in difficoltà ad assegnare gli appalti per l&#8217;accoglienza</strong> e ricorrono sempre più spesso ad affidamenti diretti o altre procedure in cui il grado di trasparenza e competitività degli appalti si riduce, ampliando le possibilità che emergano fenomeni di malagestione.</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">66% </span>la quota di appalti per l’accoglienza assegnati in affidamento diretto nei primi otto mesi del 2023. Nel 2020 erano il 35%.</p>
</section>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/le-prefetture-che-hanno-ripetuto-piu-bandi-tra-gennaio-2020-e-agosto-2023/">Le prefetture che hanno ripetuto più bandi tra gennaio 2020 e agosto 2023</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/le-prefetture-che-hanno-ripetuto-piu-bandi-tra-gennaio-2020-e-agosto-2023/">Gli uffici territoriali del governo che hanno dovuto ripetere più spesso dei bandi nel tentativo di assegnare un numero sufficiente di contratti per la gestione di centri di accoglienza</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                         aria-labelledby="chart_280151_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/le-prefetture-che-hanno-ripetuto-piu-bandi-tra-gennaio-2020-e-agosto-2023/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/03/le-prefetture-che-hanno-ripetuto-piu-bandi-tra-gennaio-2020-e-agosto-2023.png" placeholder ></amp-img></p>
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<p></amp-iframe>                        </p>
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong><span style="font-weight: 400">elaborazione Openpolis e ActionAid su dati <a href="https://www.anticorruzione.it/-/banca-dati-nazionale-dei-contratti-pubblici-2" target="_blank" rel="noopener">Bdncp</a></span>                                                                <br />(ultimo aggiornamento: martedì 19 Dicembre 2023)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/03/le-prefetture-che-hanno-ripetuto-piu-bandi-tra-gennaio-2020-e-agosto-2023.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-280151"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-280151" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p><strong>Eppure questa situazione, a tratti critica, non pare giustificata dal <a href="https://www.openpolis.it/la-propaganda-dellemergenza-migranti-e-i-numeri-degli-arrivi-nel-2023/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">numero di migranti in ingresso</a></strong> che, per quanto elevato, non ha superato livelli già affrontati negli scorsi anni.</p>
<p>Malgrado ciò, <strong>invece che affrontare le numerose questioni aperte</strong> (che denunciamo da anni) <strong>il governo di Giorgia Meloni si è limitato ad emanare o provvedimenti che non hanno alcun impatto su sistema di accoglienza o norme che regolarizzano prassi disfunzionali.</strong></p>
<p>Tra i vari provvedimenti che abbiamo analizzato in “<a href="https://migrantidb.s3.eu-central-1.amazonaws.com/rapporti_pdf/centriditalia_un_fallimento_annunciato.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Un fallimento annunciato</a>” uno desta particolare preoccupazione, ovvero la<strong> creazione di un nuovo circuito di accoglienza dedicato a strutture &#8220;temporanee&#8221;</strong> che possono essere aperte in assenza di posti nei centri di accoglienza straordinaria (Cas) e<strong> in cui non è previsto alcun servizio per le persone accolte</strong> che non si limiti al semplice albergaggio. A questo tema abbiamo quindi dedicato un capitolo del rapporto <strong>intervistando Chiara Marchetti di <a href="https://ciaconlus.org/">Ciac Onlus</a></strong> che ci ha parlato della situazione drammatica del campo allestito in provincia di Parma.</p>
<div id="il-progetto-centri-ditalia-si-basa-sullanalisi-e-la-condivisione-dei-dati-sul-sistema-di-accoglienza-con-lobiettivo-alzare-il-livello-del-dibattito-sulla-questione-migratoria" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<h3 class="wp-block-heading">Un monitoraggio difficile ma necessario</h3>
<p><strong>Come evidenziamo ormai da tempo, l’accesso, l&#8217;analisi e la diffusione di questi dati rappresentano un lavoro tutt&#8217;altro che semplice.</strong> Nonostante questo continua il nostro impegno perché crediamo che un monitoraggio attento sia fondamentale per valutare il funzionamento del sistema. <strong>Solo attraverso l’analisi di dati condivisi e basati su dinamiche concrete si possono porre le basi per un dibattito pubblico più aderente alla realtà e politiche pubbliche più eque ed efficaci.</strong></p>
<section class="download">
<div class="dw-content">
<div class="intro">
<p>Scarica il rapporto</p>
</div>
<div class="files">
<p><a href="https://migrantidb.s3.eu-central-1.amazonaws.com/rapporti_pdf/centriditalia_un_fallimento_annunciato.pdf" target="_blank" rel="noopener">Un fallimento annunciato</a></p>
</div></div>
</section>
<p>Come ripetiamo ormai da anni, un approccio serio alla questione dell’accoglienza, come in qualsiasi politica pubblica, prevederebbe <strong>riforme che si propongono obiettivi monitorabili e successivi aggiustamenti basati sull’analisi dei risultati.</strong> Al contrario da anni, e ancor più nel corso del 2023,<strong> si procede a continue modifiche del sistema, di solito per decreto, senza che siano portate evidenze</strong> a giustificazione di politiche che appaiono perlopiù ideologiche, quando non propagandistiche. </p>
<p><strong>Foto:</strong> Cittalia (<a href="https://www.facebook.com/Cittalia/photos/pb.100063716045330.-2207520000/2492631627455589/?type=3" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Facebook</a>)</p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La propaganda dell&#8217;emergenza sulla pelle dei migranti</title>
		<link>https://www.openpolis.it/la-propaganda-dellemergenza-sulla-pelle-dei-migranti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mattia]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jan 2024 08:44:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migranti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=281653</guid>

					<description><![CDATA[<p>I dati sono un ottimo modo per analizzare fenomeni, raccontare storie e valutare pratiche politiche. Con Numeri alla mano facciamo proprio questo. Una rubrica settimanale di brevi notizie, con link per approfondire. Il giovedì alle 7 in onda anche su Radio Radicale. Leggi “La propaganda dell’emergenza migranti e i numeri degli arrivi nel 2023&#8220; Ascolta [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/la-propaganda-dellemergenza-sulla-pelle-dei-migranti/">La propaganda dell&#8217;emergenza sulla pelle dei migranti</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[</p>
<p>I dati sono un ottimo modo per analizzare fenomeni, raccontare storie e valutare pratiche politiche. Con Numeri alla mano facciamo proprio questo. Una rubrica settimanale di brevi notizie, con link per approfondire. Il giovedì alle 7 in onda anche su Radio Radicale. Leggi “<strong><a href="https://www.openpolis.it/la-propaganda-dellemergenza-migranti-e-i-numeri-degli-arrivi-nel-2023/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">La propaganda dell’emergenza migranti e i numeri degli arrivi nel 2023</a></strong>&#8220;</p>
</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://www.radioradicale.it/rubriche/1328/openpolis-numeri-alla-mano" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Numeri alla mano<br />
<br /><strong>Ascolta tutti i podcast su Radio Radicale</strong></a>.</p>
</section>
<section class="numeri-alla-mano">
<h1 class="red1 mb-0">157.652</h1>
<p class="bt-2-grey3 mt-0"><strong>le persone arrivate via mare sulle coste italiane, dal 1 gennaio al 31 dicembre 2023.</strong> Lo hanno fatto in modo autonomo, attraverso il soccorso delle autorità o delle organizzazioni non governative che monitorano la rotta del Mediterraneo centrale, la più pericolosa del mondo. Secondo alcune stime, infatti, nell’ultimo decennio circa 28mila persone hanno perso la vita nel tentativo di arrivare in Europa. Tuttavia, i numeri dell&#8217;anno appena terminato non possono definirsi &#8220;record&#8221;, così come sono stati raccontati negli ultimi mesi dai media e da quasi tutte le formazioni politiche. <a href="https://www.openpolis.it/la-propaganda-dellemergenza-migranti-e-i-numeri-degli-arrivi-nel-2023/" target="_blank" rel="noopener">Vai all&#8217;articolo.</a></p>
</section>
<section class="numeri-alla-mano">
<h1 class="red1 mb-0">+47%</h1>
<p class="bt-2-grey3 mt-0"><strong>gli arrivi in Italia nel 2023, rispetto al 2022, quando erano sbarcate sulle coste del paese poco più di 105mila persone.</strong> Rispetto al 2023, gli ingressi erano stato superiori già nel 2014 e nel 2016, mentre è arrivato un numero simile di persone nel 2015. Parliamo del periodo relativo alla cosiddetta “crisi europea dei rifugiati”, durante il quale il sistema di accoglienza è stato messo sotto stress. <a href="https://www.openpolis.it/numeri/gli-arrivi-di-migranti-in-italia-dal-2013-al-2023/" target="_blank" rel="noopener">Vai al grafico.</a></p>
</section>
<section class="numeri-alla-mano">
<h1 class="red1 mb-0">18.204</h1>
<p class="bt-2-grey3 mt-0"><b>le persone di nazionalità guineana arrivate in Italia nel 2023. È proprio la <strong>Guinea</strong> (poco più di 13 milioni di abitanti in Africa occidentale) a rappresentare la nazionalità più ricorrente. </b>Seguono la Tunisia (17,3mila), la Costa d’Avorio (16mila) e il Bangladesh (12mila). Nell&#8217;anno appena terminato è tornata a essere maggioritaria l&#8217;immigrazione dall&#8217;Africa sub-sahariana, rispetto al nord del continente, che aveva caratterizzato gli ingressi in Italia nel 2022. <a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2023-e-tornata-a-essere-maggioritaria-limmigrazione-dallafrica-occidentale/" target="_blank" rel="noopener">Vai al grafico.</a></p>
</section>
<section class="numeri-alla-mano">
<h1 class="red1 mb-0">17.319</h1>
<p class="bt-2-grey3 mt-0"><b>i minori stranieri non accompagnati (Msna) arrivati in Italia via mare, dal 1 gennaio al 31 dicembre 2023</b>. Nonostante nel corso dell&#8217;anno si sia dibattuto molto di questa particolare categoria di minori, i dati non sembrano indicare aumenti eclatanti rispetto al 2022, quando fecero ingresso nel nostro paese 14.044 Msna, appena 3mila in meno. <a href="https://www.openpolis.it/dal-2014-la-natalita-e-calata-nel-72-dei-comuni-italiani/#la-spezia-e-lunico-capoluogo-con-un-aumento-tra-2014-e-2020-a-trani-il-calo-maggiore" target="_blank" rel="noopener">Vai all&#8217;articolo.</a></p>
</section>
<section class="numeri-alla-mano">
<h1 class="red1 mb-0">5</h1>
<p class="bt-2-grey3 mt-0"><b>i pilastri del nuovo patto migrazioni e asilo, sul quale i paesi dell&#8217;Ue hanno trovato un accordo a fine anno, dopo una lunga negoziazione</b>. Il nuovo patto non modificherà il meccanismo del regolamento di Dublino, che obbliga la persona migrante a chiedere asilo al primo paese europeo d’approdo. Sul fronte interno, invece, l&#8217;ennesima legge sul sistema di accoglienza non sembra essere adeguata a un fenomeno strutturale come quello migratorio. <a href="https://www.openpolis.it/il-nuovo-patto-sulle-migrazioni-chiude-le-frontiere-delleuropa/" target="_blank" rel="noopener">Vai all&#8217;articolo.</a></p>
</section>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Ascolta il nostro podcast su Radio Radicale</h3>
</p>
<p>
<iframe width="560" height="355" src="//www.radioradicale.it/scheda/717858/iframe" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/la-propaganda-dellemergenza-sulla-pelle-dei-migranti/">La propaganda dell&#8217;emergenza sulla pelle dei migranti</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La propaganda dell&#8217;emergenza migranti e i numeri degli arrivi nel 2023</title>
		<link>https://www.openpolis.it/la-propaganda-dellemergenza-migranti-e-i-numeri-degli-arrivi-nel-2023/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mattia]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jan 2024 13:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migranti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=280611</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nel corso dell'anno appena terminato si è parlato più volte di "sbarchi record". Ma nel paese hanno fatto ingresso meno persone rispetto al triennio 2014-2016, mentre il fenomeno migratorio continua ad essere affrontato con un approccio emergenziale e del tutto inadeguato.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/la-propaganda-dellemergenza-migranti-e-i-numeri-degli-arrivi-nel-2023/">La propaganda dell&#8217;emergenza migranti e i numeri degli arrivi nel 2023</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nonostante nel corso dell&#8217;anno appena terminato si sia tornati a parlare molto di migranti, <strong>i numeri del 2023 sembrano raccontare una situazione che non può definirsi emergenziale</strong>, seppur debba essere adeguatamente gestita.</p>
<p>È questa l&#8217;interpretazione chiara che arriva dai dati sugli arrivi via mare al 31 dicembre scorso.</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">157.652 </span>persone arrivate sulle coste italiane nel 2023.</p>
</section>
<p><strong>Sono state quasi 160mila le persone</strong> sbarcate sulle coste del nostro paese nel corso del 2023. Lo hanno fatto in modo autonomo, attraverso il soccorso delle autorità italiane o delle organizzazioni non governative che monitorano la rotta del Mediterraneo centrale.</p>
<p>Parliamo di quella che viene considerata la rotta più pericolosa del mondo. Secondo <a href="https://www.ilsole24ore.com/art/in-10-anni-arrivati-oltre-milione-migranti-28-mila-quelli-morti-mediterraneo-AFjiZ33" target="_blank" rel="noreferrer noopener">alcune stime</a>, infatti, nell&#8217;ultimo decennio circa 28mila persone hanno perso la vita nel tentativo di arrivare in Europa.</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/nei-primi-tre-mesi-dellanno-sono-morti-mille-migranti/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Nei primi tre mesi dell&#8217;anno<br />
<br /><strong>sono morti mille migranti</strong></a>.</p>
</section>
<div id="nel-2023-sono-arrivate-via-mare-meno-di-160mila-persone-cifre-che-non-rappresentano-un-record-come-stato-raccontato-nei-mesi-scorsi" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<h3 class="wp-block-heading">Un fenomeno strutturale trattato come emergenziale</h3>
<p>Come raccontiamo da anni, <strong>il fenomeno migratorio è strutturale</strong> e dovrebbe essere trattato come tale. Le migrazioni esistono fin da quando esiste l&#8217;umanità. Le condizioni socio-economiche, geopolitiche e climatiche degli ultimi decenni sono state le cause principali per lo spostamento di milioni di persone verso l&#8217;Europa, che si muovono dal continente africano e da quello asiatico <strong>per fuggire ai conflitti, alle violenze, alle persecuzioni, alla desertificazione o alla fame.</strong></p>
<p>Per queste ragioni è fondamentale sviscerare le complessità di queste dinamiche, innanzitutto attraverso dati e numeri, come proviamo a fare da tempo attraverso il progetto Centri d&#8217;Italia. È importante innanzitutto per contestualizzare meglio le <strong>dimensioni reali di questo fenomeno.</strong></p>
<p><div class="content_block" id="custom_post_widget-181009"><div class="d-none d-lg-flex justify-center mt-40 mb-40 bt-3-grey2 pt-15 pb-10">
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<div class="fs-15 fw-500 mb-10">Le strutture per richiedenti asilo e rifugiati.</div>
<p>        <a class="btn" href="https://centriditalia.it">Esplora il sistema di accoglienza.</a><br />
        <a class="btn" href="https://centriditalia.it">Scarica i dati.</a>
    </div>
<div><a href="https://centriditalia.it"><amp-img decoding="async" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/02/centriditalia_img_bann.png" alt="" width="350" height="186"  layout="fixed" ></amp-img></a></div>
</div>
<div class="d-lg-none justify-center flex-align-center text-center mt-40 mb-40 bt-3-grey2 pt-15 bb-3-grey2 pb-10">
<div>
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<div class="fs-15 fw-500 mb-10">Le strutture per richiedenti asilo e rifugiati.</div >
        <a class="btn" href="https://centriditalia.it">Esplora il sistema di accoglienza.</a><br />
        <a class="btn" href="https://centriditalia.it">Scarica i dati.</a>
    </div>
<div class="mt-20"><a href="https://centriditalia.it"><amp-img decoding="async" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/02/centriditalia_img_bann.png" alt="" width="300" height="159"  layout="fixed" ></amp-img></a></div>
</div>
</div></p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/gli-arrivi-di-migranti-in-italia-dal-2013-al-2023/">Gli arrivi di migranti in Italia dal 2013 al 2023</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/gli-arrivi-di-migranti-in-italia-dal-2013-al-2023/">Le persone straniere arrivate sulle coste italiane, dal 2013 al 2023</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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                         aria-labelledby="chart_280613_tab1"><br />
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis su dati <a href="http://www.libertaciviliimmigrazione.dlci.interno.gov.it/it/documentazione/statistica/cruscotto-statistico-giornaliero" target="_blank" rel="noopener">ministero dell&#8217;interno</a>, Unhcr e Ismu                                                            </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/12/gli-arrivi-di-migranti-in-italia-dal-2013-al-2023.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-280613"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-280613" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p><strong>I dati registrano un aumento del 47% degli arrivi tra 2022 e 2023</strong>. È bene evidenziare che parliamo solo di arrivi via mare, e non via terra (attraverso la cosiddetta &#8220;rotta balcanica&#8221;). Quest&#8217;ultima, infatti, rappresenta una dinamica i cui dati <strong>non vengono resi pubblici</strong> dal ministero dell&#8217;interno.</p>
<p>Tuttavia, i numeri mostrano che <strong>non si tratta di un’ondata &#8220;record&#8221;</strong>, così com’è stata raccontata dalla maggior parte dei media e della politica nel corso dell’anno. </p>
<div id="strillo-testo-block_b6fc1f8a4d64973c029bf4456c9cafd2" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>I numeri del 2023 sono inferiori a quelli del triennio 2014-2016.</p>
</section></div>
<p><strong>Gli sbarchi, infatti, erano stati superiori a quelli del 2023 già nel 2014 e nel 2016, mentre è arrivato un numero simile di persone nel 2015. </strong>Parliamo del periodo relativo alla cosiddetta &#8220;crisi europea dei rifugiati&#8221;, durante il quale il sistema di accoglienza è stato messo sotto stress. </p>
<section class="download">
<div class="dw-content">
<div class="intro">
<p>Leggi</p>
</div>
<div class="files">
<p><a href="https://migrantidb.s3.eu-central-1.amazonaws.com/rapporti_pdf/centri_ditalia_il_vuoto_dellaccoglienza.pdf" target="_blank" rel="noopener">Il vuoto dell&#8217;accoglienza</a></p>
</div></div>
</section>
<p>Poi, soprattutto poco prima e durante la pandemia, <strong>gli arrivi hanno subito una netta riduzione</strong>. Anni di cui le istituzioni italiane (ma anche europee) avrebbero potuto approfittare per ristrutturare un sistema, renderlo più ordinario e meno straordinario, <strong>puntare sull&#8217;inclusione sociale delle persone migranti e su una reale e duratura convivenza con le comunità autoctone</strong>. Anche perché, per tutte le ragioni sopra esposte, pensare che i flussi migratori si potessero attestare ai livelli della pandemia <strong>era totalmente illusorio.</strong></p>
<div id="negli-anni-scorsi-forti-dei-minori-flussi-si-sarebbe-potuto-strutturare-in-italia-ed-europa-un-sistema-di-accoglienza-adeguato-non-e-stato-fatto" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p>Com&#8217;è noto questo non è stato fatto. <strong>Così come non è stato ancora riformato il regolamento di Dublino</strong>, che obbliga la persona migrante a chiedere asilo al primo paese europeo d&#8217;approdo. Nel recente accordo sul Patto asilo e migrazioni, infatti, questo meccanismo non viene messo in discussione. </p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/il-nuovo-patto-sulle-migrazioni-chiude-le-frontiere-delleuropa/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vai all&#8217;approfondimento<br />
<br /><strong>sul Patto asilo e migrazioni</strong></a>.</p>
</section>
<p>Se guardiamo alle statistiche rilasciate dal governo, possiamo notare che come sia in parte cambiata anche <strong>la &#8220;geografia&#8221; delle persone</strong> che sfidano il mare per chiedere asilo in Europa. </p>
<p>Infatti, se nel 2022 oltre un terzo delle persone che hanno fatto ingresso in Italia via mare erano egiziane o tunisine, quest’anno è tornata ad essere quantitativamente importante <strong>l’immigrazione dai paesi dell’Africa sub-sahariana. </strong></p>
<p>In particolare è la <strong>Guinea</strong> (poco più di 13 milioni di abitanti in Africa occidentale) a rappresentare la nazionalità più ricorrente. Da lì, nel 2023, sono partite e arrivate poco più di 18mila persone. Seguono la <strong>Tunisia</strong> (17,3mila), la <strong>Costa d’Avorio</strong> (16mila) e il <strong>Bangladesh</strong>, con circa 12mila persone giunte nel corso dell’anno sulle coste italiane.</p>
<div id="dopo-un-periodo-di-maggiori-arrivi-per-cittadini-egiziani-e-tunisini-e-tornata-a-crescere-la-migrazione-proveniente-da-paesi-dellafrica-sub-sahariana" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2023-e-tornata-a-essere-maggioritaria-limmigrazione-dallafrica-occidentale/">Nel 2023 è tornata a essere maggioritaria l&#8217;immigrazione dall&#8217;Africa occidentale</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2023-e-tornata-a-essere-maggioritaria-limmigrazione-dallafrica-occidentale/">Le prime 10 nazionalità di appartenenza delle persone sbarcate sulle coste italiane nel 2023</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
<div id="chart_280636_tab1" role="tab" aria-controls="chart_280636_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
<div id="chart_280636_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_280636_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/nel-2023-e-tornata-a-essere-maggioritaria-limmigrazione-dallafrica-occidentale/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/12/nel-2023-e-tornata-a-essere-maggioritaria-limmigrazione-dallafrica-occidentale.png" placeholder ></amp-img></p>
<div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div>
<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2023-e-tornata-a-essere-maggioritaria-limmigrazione-dallafrica-occidentale/">Nel 2023 è tornata a essere maggioritaria l&#8217;immigrazione dall&#8217;Africa occidentale &#8211; Le prime 10 nazionalità di appartenenza delle persone sbarcate sulle coste italiane nel 2023</a></div>
</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis su dati <a href="http://www.libertaciviliimmigrazione.dlci.interno.gov.it/it/documentazione/statistica/cruscotto-statistico-giornaliero" target="_blank" rel="noopener">ministero dell&#8217;interno</a>                                                                <br />(consultati: mercoledì 27 Dicembre 2023)
                                        </p>
</p></div>
<div class="opmag-chart-actions">
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                                          data-param-text="Nel 2023 è tornata a essere maggioritaria l&#8217;immigrazione dall&#8217;Africa occidentale"
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<div>
<p><label for="embed-chart-280636"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-280636" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p>C&#8217;è poi tutto il tema sui <strong>minori stranieri non accompagnati (Msna),</strong> oggetto di un <a href="https://www.openpolis.it/la-stretta-del-governo-sui-minori-stranieri-non-accompagnati/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">nostro recente approfondimento</a> e di cui si è dibattuto molto nel corso dell&#8217;anno appena terminato, per via della stretta del governo su questa tipologia di minori. I dati del Viminale, in questo senso, <strong>non sembrano indicare aumenti eclatanti dei minori stranieri arrivati via mare. </strong></p>
<p>A fine anno avevano fatto ingresso nel nostro paese <strong>17.319 Msna, a fronte di 14.044 arrivi dell&#8217;anno precedente</strong>. Poco più di 3mila persone, pari a un aumento del 23%.</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">+3.275 </span>l&#8217;aumento dei minori stranieri non accompagnati arrivati in Italia al 27 dicembre 2023, rispetto al 2022.</p>
</section>
<p>Insomma, i dati del 2023 restituiscono un fenomeno certamente in crescita, ma <strong>in dimensioni minori rispetto a quanto spazio gli viene dedicato</strong> nel dibattito pubblico e nelle discussioni della politica. Tanto che lo stato di &#8220;emergenza migranti&#8221;, dichiarato la scorsa primavera, è ancora attivo, mentre il sistema dell&#8217;accoglienza sta ancora attraversando una fase di transizione a causa di una nuova riforma (la terza in 5 anni), che per l&#8217;ennesima volta <strong>non sembra voler affrontare il tema in modo strutturale.</strong></p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/le-anomalie-dello-stato-di-emergenza-sullimmigrazione/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Le anomalie dello<br />
<br /><strong>stato di emergenza migranti</strong></a>.</p>
</section>
<p>Tutte spie di come un fenomeno importante e costante nel tempo venga approcciato in modo emergenziale e inadeguato, a danno innanzitutto di <strong>migliaia di persone che tentano di migliorare le proprie condizioni</strong> di vita, e in secondo luogo a svantaggio dell&#8217;intero paese, che avrebbe tutto da guadagnare da un&#8217;integrazione non iniqua e ben pianificata.</p>
<p>Foto: <a href="https://www.flickr.com/photos/42787928@N06/27900496276" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Óglaigh na Éireann</a> (<a href="https://creativecommons.org/licenses/by/2.0/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">licenza</a>)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/la-propaganda-dellemergenza-migranti-e-i-numeri-degli-arrivi-nel-2023/">La propaganda dell&#8217;emergenza migranti e i numeri degli arrivi nel 2023</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
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