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	<title>ministero dell&#039;ambiente Archivi - Openpolis</title>
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	<lastBuildDate>Mon, 02 Aug 2021 10:39:07 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Un po&#8217; alla volta procede la riorganizzazione dei ministeri</title>
		<link>https://www.openpolis.it/dopo-4-mesi-e-ancora-indietro-la-riorganizzazione-dei-ministeri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[michele vannucchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Aug 2021 10:26:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=152768</guid>

					<description><![CDATA[<p>Subito dopo il suo insediamento il governo Draghi ha provveduto a una riorganizzazione dei ministeri, istituendone uno nuovo e modificando le attribuzioni di altri. Dopo 4 mesi sono stati finalmente approvati i principali decreti attuativi, ma alcuni mancano ancora all'appello.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/dopo-4-mesi-e-ancora-indietro-la-riorganizzazione-dei-ministeri/">Un po&#8217; alla volta procede la riorganizzazione dei ministeri</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Uno dei primi atti del governo Draghi è stata la riforma dei ministeri</strong> (<a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2021-03-01;22!vig=2021-07-28" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Dl 22/2021</a>). Questa norma ha modificato la struttura di alcuni dicasteri e ne ha istituito uno nuovo, quello del turismo. Ma dopo aver approvato la legge occorre tempo affinché strutture amministrative complesse come queste si adattino.</p>
        <section class="glossary">
            <div>
                <mark>
																		I ministeri sono le ripartizioni fondamentali dell’amministrazione centrale dello stato.</br>
											                </mark>
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/come-sono-organizzati-i-ministeri/">
                "Come sono organizzati i ministeri"</a></span>

            </div>
        </section>
		
<p><strong>Dopo 4 mesi dall&#8217;approvazione del decreto sono finalmente stati approvati i nuovi regolamenti organizzativi dei ministeri, alcuni dei quali a pochi giorni dalla scadenza prevista per legge. </strong>Che i ministeri siano pienamente operativi è ovviamente molto importante, a maggior ragione visto che alcuni di questi avranno un ruolo chiave nella gestione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr).</p>
<h3>La riforma dei ministeri e i decreti attuativi</h3>
<p>Con il decreto 22/2021 il governo ha riordinato nomi e attribuzioni di diversi ministeri. <strong>La novità fu annunciata prima ancora del voto di fiducia del nuovo governo</strong> quando Mario Draghi, uscito dal colloquio con il presidente della repubblica, lesse alla stampa la lista dei ministri.</p>
<p>E in effetti una delle ragioni che ha reso se non altro urgente l&#8217;emanazione di questa norma è legata alla decisione di nominare Massimo Garavaglia (Lega) ministro del turismo. Infatti, <strong>alla nascita del nuovo governo la materia del turismo era attribuita al ministero dei beni culturali (Mibact). Di conseguenza Garavaglia è stato inizialmente nominato ministro senza portafoglio, annunciando contestualmente la nascita di questo nuovo dicastero.</strong></p>
        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Ministeri senza portafoglio: [&#8230;] On. Massimo Garavaglia, al quale sarà conferito l&#8217;incarico per il coordinamento di iniziative nel settore del turismo e che sarà preposto al nuovo ministero del turismo, con portafoglio.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.youtube.com/watch?v=emD1qs1rKMk&ab_channel=PresidenzadellaRepubblicaItalianaQuirinale" target="_blank">- Mario Draghi riferisce alla stampa la lista dei ministri 12/02/2021</a>
									            </div>
        </section>
		
<p>Il primo marzo dunque il governo ha emanato il nuovo decreto, convertito poi in legge a fine aprile. Ma dopo questi passaggi inizia il <a href="https://www.openpolis.it/cosa/decreti-attuativi/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">secondo tempo delle leggi</a>. Ovvero il momento in cui <strong>devono essere approvati i decreti attuativi, firmati i decreti di nomina dei vertici delle nuove strutture,</strong> <strong>trasferito il personale tra i diversi uffici.</strong> Il decreto infatti prevede, tra le altre cose, che vengano approvati i nuovi regolamenti organizzativi di 6 ministeri:</p>
<ul>
<li>ministero del turismo;</li>
<li>ministero della cultura;</li>
<li>ministero della transizione ecologica;</li>
<li>ministero dello sviluppo economico;</li>
<li>ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili;</li>
<li>ministero del lavoro.</li>
</ul>
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/vertici-e-programmi-del-ministero-delle-infrastrutture-e-della-mobilita-sostenibili/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vertici e programmi del ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili<br><strong>Leggi</strong></a>.</p>
        </section>
		
<p><strong>Il decreto tuttavia incide in maniera rilevante solo sulle attribuzioni dei primi 4 tra questi ministeri e in particolare su quello del turismo (di nuova istituzione) e su quello della transizione ecologica.</strong></p>
<p>Dopo 4 mesi però <strong>alcuni decreti attuativi devono ancora essere approvati.</strong> <strong>Altri invece sono stati approvati all&#8217;ultimo momento</strong> e comunque in ritardo rispetto alla scadenza originaria prevista per il 30 giugno e poi rimandata al 31 luglio con un successivo provvedimento (<a href="http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2021-06-23;92" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Dl 92/2021 art. 2</a>). Ad oggi comunque <strong>tutti i nuovi regolamenti organizzativi dei ministeri coinvolti risultano approvati anche se solo uno risulta pubblicato sulla gazzetta ufficiale</strong> (stando ai dati forniti dall&#8217;ufficio per il programma di governo).</p>
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="http://www.programmagoverno.gov.it/it/ricerca-provvedimenti/?numero=22&amp;anno=2021&amp;oggetto=" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Consulta lo stato di approvazione dei<br><strong>decreti attuativi</strong></a>.</p>
        </section>
		
<p>Tra i provvedimenti attuativi mancanti invece particolarmente rilevante risulta, rispetto a questo tema, quello che prevede l&#8217;individuazione delle risorse umane da trasferire dal ministero dello sviluppo economico a quello della transizione ecologica.</p>
        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">3 </span>i decreti attuativi ancora da approvare per una piena attuazione del decreto 22/2021.</p>
			        </section>
		
<h3>I ministeri e le competenze sul turismo</h3>
<p><strong>A partire dal 1993, quando un referendum abrogò la legge istitutiva del ministero del turismo e dello spettacolo</strong> (<a href="http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1959-07-31;617!vig=2021-07-29" target="_blank" rel="noopener noreferrer">L. 617/1959</a>), <strong>le competenze in materia di turismo sono passate frequentemente da un ministero a un altro</strong>. Inizialmente, dopo l&#8217;abrogazione della legge, le competenze furono attribuite alla <strong>presidenza del consiglio </strong>(<a href="http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:1993-12-04;495@originale" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Dl 495/1993</a>).</p>
<p>Quando nel 1999 fu varato il decreto legislativo con cui sono state riordinate le attribuzioni dei ministeri (<a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2021-03-01;22!vig=2021-07-28" target="_blank" rel="noopener noreferrer">D.lgs 300/1999</a>) la materia passò invece sotto la competenza del <strong>ministero delle attività produttive</strong>, per poi tornare alla presidenza del consiglio nel 2006 (<a href="http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2006-05-18;181!vig=2021-07-29" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Dl 181/2006</a>).</p>
<p>Nel 2013 poi il turismo venne per la prima volta attribuito al <strong>ministero dei beni culturali</strong> (<a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2013-06-24;71!vig=2021-07-29" target="_blank" rel="noopener noreferrer">L. 71/2013</a>) dove rimase fino al 2018. <strong>Con la nascita del primo governo Conte infatti la materia fu posta sotto la competenza del ministero delle politiche agricole</strong> (<a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2018-07-12;86!vig=2021-07-29" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Dl 86/2018</a>) allora guidato da Gian Marco Centinaio, della Lega.</p>
<p><strong>L&#8217;anno successivo</strong>, con il ritorno al governo del Partito democratico (Pd) e di Dario Franceschini al ministero dei beni culturali, <strong>il turismo tornò di competenza del Mibac</strong> (<a href="https://www.google.com/url?q=http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2019-09-21;104!vig%3D2021-07-29&amp;sa=D&amp;source=editors&amp;ust=1627554099889000&amp;usg=AOvVaw3t8iayELxv91bTH6XEfKDE" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Dl 104/2019</a>). Infine, come abbiamo visto, il governo Draghi ha istituito il ministero del turismo affidandolo alla guida di Massimo Garavaglia, della Lega.</p>
        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">7 </span>gli atti con forza di legge con cui sono state trasferite da un ministero all&#8217;altro le competenze in materia di turismo tra il 1993 e il 2021.</p>
			        </section>
		
<p><strong>Nel 2021 dunque per la prima volta è nato un ministero che si occupa esclusivamente di turismo</strong>. Il decreto ha previsto per quest&#8217;organo una struttura composta da <strong>un segretario generale e 3 direzioni generali</strong>. Il <a href="https://monitor.palazzochigi.it/provvedimenti/files/mntr_140661_140663_DPCM-20-05-2021_6092.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">regolamento organizzativo</a>, approvato lo scorso maggio ha poi precisato le funzioni di ciascuna di queste direzioni:</p>
<ul>
<li>direzione generale degli affari generali e delle risorse umane;</li>
<li>direzione generale della programmazione e delle politiche per il turismo;</li>
<li>direzione generale della valorizzazione e della promozione turistica.</li>
</ul>
<p>Tuttavia, <strong>mentre la nomina del segretario generale (Lorenzo Quinzi) del nuovo ministero è avvenuta già a marzo, ad oggi mancano ancora gli atti di nomina dei 3 direttori generali.</strong> O almeno così risulta dalla pagina web del ministero, che a tutt&#8217;oggi non ha un sito proprio e continua invece ad appoggiarsi a quello del <a href="https://www.turismo.beniculturali.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ministero della cultura</a>.</p>
<p>In questo momento storico più che mai il turismo è considerato un elemento chiave. Sia a causa della sua importanza per la ripresa economica, sia per le complesse precauzioni necessarie a contenere l&#8217;epidemia da Covid-19. <strong>Eppure ad oggi</strong> <strong>il ministero del turismo non risulta pienamente operativo.</strong></p>
<p>Quanto al ministero dei beni culturali, il nuovo <a href="https://monitor.palazzochigi.it/provvedimenti/files/mntr_140655_140657_DPCM%20Regolamento%20MIC_6059.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">regolamento organizzativo</a> si è limitato su questo tema a modificarne il nome, diventato <strong>ministero della cultura (Mic)</strong>, e a rimuovere dalla lista delle sue direzioni generali quella relativa al turismo.</p>
<h3>Un nuovo dipartimento per il ministero della transizione ecologica</h3>
<p><strong>Un altro ministero interessato in modo importante dalla riforma è stato quello dell&#8217;ambiente, rinominato per l&#8217;occasione ministero della transizione ecologica (Mite)</strong> e affidato da Mario Draghi alla guida di Roberto Cingolani.</p>
        <section class="blockquote">
							<p>Il Mite ha assunto le competenze in materia energetica e mineraria.<br data-mce-bogus="1"></p>
<p>
			        </section>
		
<p>Per il perseguimento degli obiettivi esplicitati con la nuova denominazione, <strong>il decreto ha stabilito che il numero di dipartimenti previsto per questo ministero passi da 2 a 3</strong>. Una misura necessaria per permettere al ministero di gestire le <strong>nuove attribuzioni affidategli, tra le quali la &#8220;definizione degli obiettivi e delle linee di politica energetica e mineraria nazionale&#8221;.</strong></p>
<p>Si tratta di <strong>competenze che fino a quel momento erano attribuite al ministero dello sviluppo economico (Mise)</strong>. Di conseguenza il decreto ha provveduto anche a <strong>ridurre il numero di direzioni generali previste per questo ministero, da 11 a 9</strong>. <strong>Ad oggi tuttavia i nuovi <a href="http://www.programmagoverno.gov.it/it/ricerca-provvedimenti/?numero=22&amp;anno=2021&amp;oggetto=" target="_blank" rel="noopener noreferrer">regolamenti organizzativi</a> di questi due ministeri non sono ancora stati pubblicati in gazzetta ufficiale </strong> e non è stato possibile dunque analizzarli nel dettaglio. Infatti entrambi gli atti sono stati adottati lo scorso 29 luglio, due giorni prima della scadenza prevista per legge.</p>
<p>Quantomeno in questo caso <strong>è stato previsto che in attesa dell&#8217;approvazione del regolamento del Mite, venisse istituito presso il ministero della transizione ecologica il dipartimento per l&#8217;energia e il clima</strong> dove far confluire due direzioni generali del ministero dello sviluppo economico e una del ministero dell&#8217;ambiente:</p>
<ul>
<li>direzione generale per l&#8217;approvvigionamento, l&#8217;efficienza e la competitività energetica (Mise);</li>
<li>direzione generale per le infrastrutture e la sicurezza dei sistemi energetici e geominerari (Mise);</li>
<li>direzione generale per il clima, l&#8217;energia e l&#8217;aria (ministero dell&#8217;ambiente).</li>
</ul>
<p>Certo questa previsione ha reso più rapido il trasferimento di competenze. Anche sul <a href="https://www.mise.gov.it/index.php/it/direzioni-generali" target="_blank" rel="noopener noreferrer">sito del Mise</a> infatti sono indicate ancora le due direzioni generali in via di trasferimento, ma è specificato come queste siano già in avvalimento al ministero della transizione ecologica. <strong>Ciò peraltro ha permesso di procedere già alla nomina del nuovo capo del dipartimento per l&#8217;energia e il clima. </strong></p>
<p>Probabilmente con l&#8217;obiettivo di procedere in maniera rapida e senza stravolgimenti<strong> la scelta del ministro Cingolani è ricaduta per questo compito proprio su Rosaria Fausta Romano, già direttrice generale per l&#8217;approvvigionamento, l&#8217;efficienza e la competitività energetica presso il Mise.</strong></p>
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                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-passaggio-di-competenze-tra-sviluppo-economico-e-transizione-ecologica/">Il passaggio di competenze tra sviluppo economico e transizione ecologica</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-passaggio-di-competenze-tra-sviluppo-economico-e-transizione-ecologica/">Il passaggio di competenze nel settore energetico e minerario tra ministero dello sviluppo economico e ministero della transizione ecologica.</a></h3>
                                    </div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>openpolis                                                                <br>(ultimo aggiornamento: giovedì 29 Luglio 2021)
                                        </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-152865"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-152865" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;505&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/il-passaggio-di-competenze-tra-sviluppo-economico-e-transizione-ecologica/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
                        </div>

                    </div>
                </div>

                            </div>

			
<h3>Nuove direzioni generali per il ministero dello sviluppo economico</h3>
<p>Visto che il decreto 22/2021 prevedeva che il numero di direzioni generali del Mise passasse da 11 a 9, compatibilmente con il trasferimento di competenze al ministero della transizione ecologica, <strong>ci si attendeva che il nuovo regolamento organizzativo si limitasse a rimuovere dalla lista le 2 direzioni generali passate sotto la competenza del dipartimento per l'energia e il clima del Mite.</strong></p>
<p>Un <a href="https://www.mise.gov.it/index.php/it/198-notizie-stampa/2042533-consiglio-dei-ministri-approva-riorganizzazione-del-ministero" target="_blank" rel="noopener noreferrer">comunicato stampa</a> tuttavia ha specificato che nella nuova organizzazione del ministero dello sviluppo economico saranno previste <strong>due nuove direzioni generali</strong> dedicate a:</p>
<ul>
<li>riconversione industriale e grandi filiere produttive;</li>
<li>innovazione e piccole e medie imprese.</li>
</ul>
<p>Tuttavia visto che <strong>il numero massimo delle direzioni generali resta comunque pari a 9</strong>, è ovvio che il nuovo regolamento non potrà limitarsi ad aggiungere queste due nuove strutture. È dunque <strong>da attendersi una più generale riorganizzazione delle competenze attribuite alle varie direzioni generali</strong>. Riorganizzazione che tuttavia, non è stata chiarita nel comunicato stampa del ministero. Per conoscere le novità nel dettaglio dunque bisognerà attendere che i regolamenti organizzativi, oltre ad essere stati adottati, vengano anche resi pubblici.</p>
<p>Foto Credit: <a href="https://www.governo.it/sites/governo.it/files/DSC04175_1.JPG" target="_blank" rel="noopener noreferrer">www.governo.it</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/dopo-4-mesi-e-ancora-indietro-la-riorganizzazione-dei-ministeri/">Un po&#8217; alla volta procede la riorganizzazione dei ministeri</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Continuità e volti nuovi ai vertici dei ministeri</title>
		<link>https://www.openpolis.it/continuita-e-volti-nuovi-ai-vertici-dei-ministeri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[michele vannucchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Jun 2021 13:12:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=145205</guid>

					<description><![CDATA[<p>Lo spoils system prevede che al cambio di governo possano essere cambiati alcuni dei vertici amministrativi dei ministeri. Osservare in che misura e in quali ministeri si sono verificati cambiamenti di questo tipo è utile per approfondire il rapporto tra politica e burocrazia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/continuita-e-volti-nuovi-ai-vertici-dei-ministeri/">Continuità e volti nuovi ai vertici dei ministeri</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ministri e sottosegretari non sono gli unici ad avere responsabilità nella gestione di un ministero. <strong>I vertici amministrativi infatti sono altrettanto importanti</strong>. <strong>L&#8217;istituto dello spoils system prevede che alcune di queste figure possano essere sostituite al cambiare di un governo</strong>, tuttavia questo non avviene sempre.</p>
<p><strong>Il fenomeno comunque ha diverse chiavi di lettura</strong>. Casi più estremi in cui i dirigenti riescono a mantenere per molto tempo la propria posizione, nonostante i ripetuti cambi di governo, possono indicare un potere preponderante di alcuni funzionari pubblici. Allo stesso tempo però un ricambio sistematico, legato alla nascita di nuovi governi, può essere espressione di un&#8217;eccessiva subalternità dei vertici amministrativi al potere politico.</p>
<h3>I vertici amministrativi dei ministeri</h3>
<p>Se al vertice dei ministeri siedono dei politici (ministri e sottosegretari) cui spetta l&#8217;attività di indirizzo politico, <strong>la responsabilità amministrativa ricade invece su dei dirigenti di carriera del ministero</strong>. Tra queste figure di vertice sono particolarmente importanti quelle di congiunzione tra la struttura burocratica e quella politica, ovvero i segretari generali e i capi dipartimento.</p>
        <section class="glossary">
            <div>
                <mark>
																		Ciascun ministero può avere al proprio vertice o un segretario generale o dei capi dei dipartimenti.</br>
											                </mark>
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/come-sono-organizzati-i-ministeri/">
                "Come sono organizzati i ministeri"</a></span>

            </div>
        </section>
		
<h3></h3>
<p>Alcuni ministeri hanno al proprio vertice un <strong>segretario generale</strong> e sono poi organizzati per direzioni generali. In questo caso è il segretario generale a fare da anello di congiunzione tra i vertici amministrativi e quelli politici.</p>
        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">8 </span>i ministeri con al proprio vertice un segretario generale.</p>
			        </section>
		
<p><strong>Altri ministeri invece hanno più dipartimenti,</strong> ognuno dei quali è poi organizzato in direzioni generali, come strutture di secondo livello. In questo caso <strong>il rapporto con i vertici politici viene gestito da ciascun capo dipartimento</strong>.</p>
        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">24 </span>i capi dipartimento distribuiti al vertice di 7 ministeri.</p>
			        </section>
		
<h3></h3>
<p>Ed è proprio ai capi dipartimento e ai segretari generali dei ministeri a cui si applica il meccanismo dello <strong>spoils system</strong> previsto dal decreto legislativo 165/2001.</p>
        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Gli incarichi di funzione dirigenziale di cui al comma 3 cessano decorsi novanta giorni dal voto sulla fiducia al Governo.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2001-03-30;165~art19!vig=2020-11-04" target="_blank">- D.Lgs. 165/2001 Art. 19 comma 8</a>
									            </div>
        </section>
		
<p><strong>Trascorsi 3 mesi dal giuramento di un nuovo governo dunque, i segretari generali e i capi dipartimento, dovrebbero cessare dal loro incarico se non esplicitamente confermati.</strong></p>
            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-vertici-dei-ministeri-trascorsi-tre-mesi-dalla-fiducia-al-nuovo-governo/">I vertici dei ministeri trascorsi tre mesi dalla fiducia al nuovo governo</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-vertici-dei-ministeri-trascorsi-tre-mesi-dalla-fiducia-al-nuovo-governo/">I capi dipartimento e i segretari generali dei ministeri che sono stati confermati, nominati per la prima volta o che risultano vacanti passati 3 mesi dalla nascita del governo Draghi.</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0">
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>Openpolis                                                                <br>(ultimo aggiornamento: giovedì 10 Giugno 2021)
                                        </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-145280"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-145280" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			
<p><strong>A oltre 110 giorni dal voto di fiducia al governo Draghi possiamo quindi avere un'idea abbastanza chiara</strong> di chi è rimasto al vertice e chi è invece stato sostituito in queste posizioni chiave.</p>
<p>Un primo dato che emerge è che i capi dipartimento sono risultati più stabili rispetto ai segretari generali.</p>
        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">58,33% </span>la percentuale di capi dipartimento rimasti al loro posto con il passaggio dal secondo governo Conte al governo Draghi.</p>
			        </section>
		
<p><strong>Degli 8 segretari generali invece solo 3 sono stati confermati</strong>. Quattro sono nuovi nel loro incarico mentre 1 (ministero del lavoro) è ancora vacante. Come vedremo però il fatto che un segretario generale (o anche un capo dipartimento) abbia lasciato il proprio incarico non è necessariamente legato a un ridimensionamento della sua posizione.</p>
<h3>Ministeri di continuità. I segretari generali</h3>
<p>I ministeri che hanno mantenuto gli stessi dirigenti di vertice sono: <strong>cultura, difesa, università e ricerca, politiche agricole ed economia e finanze</strong>.</p>
        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">5 </span>i ministeri che hanno mantenuto gli stessi dirigenti di vertice.</p>
			        </section>
		
<p>I primi 3 hanno al loro vertice un segretario generale. <strong>Il ministero della cultura e quello della difesa inoltre non hanno cambiato ministro</strong> nel passaggio dal secondo governo Conte al governo Draghi (rispettivamente Franceschini e Guerini entrambi del Partito democratico). <strong>Non stupisce quindi che si sia optato per una scelta di continuità</strong>.</p>
<p>Al<strong> ministero dell'università</strong> <strong>invece è arrivata una nuova ministra: Maria Cristina Messa</strong>. Si tratta però in questo caso di un <strong>ministero molto giovane</strong>. La sua istituzione infatti si deve al decreto <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2020-01-09;1!vig=2020-09-03" target="_blank" rel="noopener noreferrer">1/2020</a> che ha scorporato il vecchio ministero dell'istruzione dell'università e della ricerca. Un provvedimento approvato solo un anno e mezzo fa. Dal momento dell'approvazione del decreto all'effettiva entrata in funzione della nuova struttura inoltre è trascorso molto tempo. Più di quanto è stato necessario per il ministero dell'istruzione, che ha in buona parte ereditato la struttura amministrativa precedente. <strong>Forse anche per questo si è scelto di lasciar proseguire alla segretaria generale Maria Letizia Melina l'opera di messa a regime della nuova struttura</strong>.</p>
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/ancora-in-riorganizzazione-i-ministeri-dellistruzione-e-delluniversita/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Ancora in riorganizzazione i ministeri dell’istruzione e dell’università<br><strong>Leggi</strong></a>.</p>
        </section>
		
<h3>Ministeri di continuità. I capi dipartimento</h3>
<p><strong>Il ministero dell'economia e delle finanze e quello delle politiche agricole invece sono i due dicasteri strutturati in dipartimenti in cui sono rimasti in carica tutti i capi di dipartimento</strong>. In entrambi i casi i ministri hanno assunto questo particolare incarico per la prima volta con la nascita del governo Draghi ma venendo da esperienze molto diverse.</p>
        <section class="blockquote">
							<p>Patuanelli e Franco non hanno cambiato nessun capo dipartimento.</p>
<p>
			        </section>
		
<p>Il <strong>ministro delle politiche agricole Stefano Patuanelli</strong> <strong>è un politico del Movimento 5</strong> <strong>stelle e non è alla sua prima esperienza di governo</strong>. Nel precedente esecutivo infatti era comunque ministro, anche se in un dicastero diverso, quello dello sviluppo economico.</p>
<p>Il <strong>ministro dell'economia Daniele Franco</strong> invece è un tecnico, fortemente voluto dal presidente del consiglio Draghi. Anche se il suo ultimo incarico prima di diventare ministro è stato quello di direttore generale della banca d'Italia, Franco <strong>ha avuto una lunga carriera al ministero dell'economia</strong>, ricoprendo l'incarico di ragioniere generale dello stato dal 2013 al 2019. <strong>Il ministero di via XX settembre dunque è una struttura che conosce molto bene, così come i suoi dirigenti.</strong></p>
<h3>Continuità e volti nuovi</h3>
<p><strong>In tre ministeri organizzati attraverso dipartimenti si trova invece una situazione ibrida, in cui alcuni capi dipartimento sono finora rimasti al loro posto mentre altri sono stati sostituiti.</strong> Si tratta dei ministeri della giustizia, dell'interno e dell'istruzione.</p>
<p>Al <strong>ministero dell'istruzione</strong> 1 dei 2 vertici amministrativi è stato nominato in quell'incarico per la prima volta dal nuovo ministro Patrizio Bianchi. Tuttavia in questo caso <strong>non si tratta di una sostituzione</strong>. Infatti il precedente capo del dipartimento per il sistema educativo aveva lasciato il proprio incarico a dicembre 2020, quando era ancora in carica il secondo governo Conte.</p>
<p>Al <strong>ministero della giustizia</strong>, <strong>la nuova ministra Cartabia ha confermato 3 capi dipartimento su 4</strong> (organizzazione giudiziaria, giustizia minorile e amministrazione penitenziaria). Maria Casola, precedentemente a capo del dipartimento affari di giustizia, ha invece lasciato il proprio incarico a maggio e, ad oggi, la posizione risulta ricoperta da un reggente.</p>
<h3>Ancora poco chiara la situazione al ministero dell'interno</h3>
<p>Infine al <strong>ministero dell'Interno</strong> <strong>sono 3 su 5 i capi dipartimento che, a quanto sembra, sono rimasti al proprio posto</strong>. Su questo punto però non è semplice avere certezze. Infatti nonostante siano trascorsi ormai oltre tre mesi dall'entrata in carica del nuovo governo, non si ha traccia degli atti con cui questi dirigenti dovrebbero essere confermati. Sul sito del ministero però risultano ancora i loro nomi e nulla lascia intendere che cambieranno.</p>
<p>D'altronde la ministra dell'interno è sempre Luciana Lamorgese e con lei hanno lavorato nel corso del precedente governo. Discorso che tuttavia può essere applicato anche a Elisabetta Belgiorno che invece ha lasciato il proprio incarico di capo del dipartimento per le politiche del personale dopo essere stata per molti anni al vertice del ministero, in precedenza come capo del dipartimento per gli affari interni e territoriali.</p>
        <section class="blockquote">
							<p>Gabrielli ha lasciato il posto di capo della polizia per diventare autorità delegata.</p>
<p>
			        </section>
		
<p><strong>Per quanto riguarda invece il capo della polizia (dipartimento pubblica sicurezza) la situazione è molto diversa. Franco Gabrielli infatti ha lasciato questo incarico per andare a ricoprire un ruolo molto importante, ovvero quello di sottosegretario con delega ai servizi di intelligence (autorità delegata).</strong></p>
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/franco-gabrielli-e-la-sicurezza-della-repubblica/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Franco Gabrielli e la sicurezza della repubblica.<br><strong>Leggi</strong></a>.</p>
        </section>
		
<h3>Nuovi vertici nei ministeri. I segretari generali</h3>
<p><strong>In 7 ministeri invece è stato completamente cambiato il vertice</strong>. In alcuni di questi tuttavia il cambiamento ha riguardato solo il segretario generale e comunque in varie occasioni si è trattato di situazioni particolari.</p>
        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">5 </span>segretari generali hanno lasciato il loro incarico.</p>
			        </section>
		
<p><strong>I due casi in cui il cambio di segretario generale sembra aver assunto caratteri più politici riguardano un ministero affidato al centrodestra e uno affidato al centrosinistra.</strong></p>
<p><strong>Il vertice politico del ministero dello sviluppo economico infatti ha cambiato colore politico passando dal pentastellato Patuanelli a Giancarlo Giorgetti, della Lega</strong>. Inoltre è utile segnalare che <strong>Benedetto Mineo</strong>, ovvero il segretario generale nominato da Giorgetti, <strong>era stato nominato direttore generale dell'agenzia delle dogane dal ministro dell'economia Giovanni Tria</strong> durante l'esperienza del primo governo Conte di cui Giorgetti ha fatto parte. Vari <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2021/05/30/da-toto-cuffaro-a-giorgetti-lultima-promozione-leghista/6214613/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">quotidiani</a> inoltre hanno fatto notare come Mineo sia stato <strong>a lungo molto vicino all'ex presidente di centrodestra della regione Sicilia, Totò Cuffaro</strong>.</p>
        <section class="blockquote">
							<p>Il viceministro Sileri aveva chiesto le dimissioni del segretario generale Ruocco già lo scorso anno.</p>
<p>
			        </section>
		
<p>Un altro caso interessante invece è quello che ha riguardato il cambio del <strong>segretario generale del ministero della salute</strong>, in particolare in una fase storica come questa. Giovanni Leonardi infatti ha preso il posto che <strong>Giuseppe Ruocco</strong> ricopriva dal 2017.<strong> Una posizione che aveva mantenuto nonostante la richiesta pubblica di dimissioni espressa lo scorso anno dal viceministro Pierpaolo Sileri</strong> (Movimento 5 stelle). Sileri, come il ministro Speranza (Liberi e uguali), ha mantenuto l'incarico con il cambio di governo. <strong>La decisione di sostituire Ruocco dunque sembra tutta maturata in seno all'alleanza giallo rossa.</strong></p>
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/il-difficile-rapporto-tra-politica-e-vertici-amministrativi/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Il difficile rapporto tra politica e vertici amministrativi.<br><strong>Leggi</strong></a>.</p>
        </section>
		
<h3>Nuovi incarichi per Tangorra e Belloni</h3>
<p><strong>Diversa invece la situazione dei segretari generali del lavoro e degli esteri, che sono andati a ricoprire altri incarichi importanti.</strong> Elisabetta <strong>Belloni, segretaria generale del ministero degli esteri è stata nominata capo del dipartimento di informazioni per la sicurezza della repubblica</strong>, ovvero il vertice dell'intelligence italiana. Al suo posto l'ambasciatore <a href="https://www.openpolis.it/numeri/ettore-sequi-un-nuovo-segretario-generale-per-il-ministero-degli-esteri/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Ettore Sequi</a>.</p>
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/elisabetta-belloni-una-diplomatica-al-vertice-dellintelligence/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Elisabetta Belloni, una diplomatica al vertice dell’intelligence.<br><strong>Leggi</strong></a>.</p>
        </section>
		
<p><strong>Raffaele Tangorra invece ha lasciato l'incarico di segretario generale del ministero del lavoro per diventare commissario di Anpal</strong> (agenzia nazionale politiche attive lavoro). In questo caso non si può parlare proprio di una promozione. L'incarico di segretario generale è, almeno formalmente, più importante di quello al vertice di un'agenzia come l'Anpal. In ogni caso il ministro Orlando gli ha affidato <strong>un compito importante e particolarmente esposto all'attenzione mediatica.</strong></p>
<p><strong>Il ministero del turismo poi è un caso a parte visto che è stato creato a inizio anno proprio dal governo Draghi, il nuovo segretario generale Lorenzo Quinzi quindi è il primo a ricoprire questo ruolo</strong>. Certo il turismo prima di assumere rilevanza di ministero era una direzione generale del ministero della cultura. Un'altra possibilità quindi sarebbe potuta essere quella di nominare la titolare della direzione generale turismo Flaminia Santarelli. Un percorso che tuttavia il ministro Massimo Garavaglia (Lega) ha deciso di non percorrere.</p>
<h3>Nuovi vertici nei ministeri. I capi dipartimento</h3>
<p>Il <strong>ministero della transizione ecologica e quello delle infrastrutture e della mobilità sostenibili sono i due dicasteri che hanno cambiato tutti i capi dipartimento</strong>. Si tratta anche in questo caso di strutture che hanno, almeno in parte, modificato di recente la propria struttura, oltre che il nome.</p>
        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">2 </span>i ministeri in cui sono cambiati tutti i capi dipartimento.</p>
			        </section>
		
<p><strong>Al ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili il ministro Giovannini ha nominato tre nuovi capi dipartimento. In un caso tuttavia si tratta di un dipartimento nuovo</strong>, figlio della riforma del ministero voluta dal secondo governo Conte.</p>
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/vertici-e-programmi-del-ministero-delle-infrastrutture-e-della-mobilita-sostenibili/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vertici e programmi del ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili.<br><strong>Leggi</strong></a>.</p>
        </section>
		
<p>Situazione simile per il <strong>ministero della transizione ecologica dove sono nuovi due capi dipartimento mentre un terzo risulta vacante visto che il dipartimento è ancora in allestimento.</strong></p>
            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/capi-dipartimento-e-segretari-generali-dei-ministeri/">Capi dipartimento e segretari generali dei ministeri</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/capi-dipartimento-e-segretari-generali-dei-ministeri/">I vertici dei ministeri a tre mesi dall'insediamento del governo Draghi.</a></h3>
                                    </div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>Openpolis                                                                <br>(ultimo aggiornamento: lunedì 14 Giugno 2021)
                                        </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-145935"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Foto Credit: </strong><a href="http://wikimapia.org/59061/it/Ministero-dell-Economia-e-delle-Finanze#/photo/4118954" target="_blank" rel="noopener noreferrer">wikimapia.org</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/continuita-e-volti-nuovi-ai-vertici-dei-ministeri/">Continuità e volti nuovi ai vertici dei ministeri</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il ricorso al Foia in materia di ambiente</title>
		<link>https://www.openpolis.it/il-ricorso-al-foia-in-materia-di-ambiente/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Jun 2021 07:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=117047</guid>

					<description><![CDATA[<p>Ben prima dell'introduzione del Foia, un diritto di accesso libero, senza dimostrare il proprio interesse, è previsto dal 2005 sulle informazioni ambientali. Nel corso degli anni, è stato in alcuni casi necessario l'intervento del giudice amministrativo per garantire questa prerogativa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/il-ricorso-al-foia-in-materia-di-ambiente/">Il ricorso al Foia in materia di ambiente</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Appuntamento mensile con l’<a href="https://www.openpolis.it/cosa/foia/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Osservatorio Foia di openpolis</a>. Dall’evoluzione normativa della materia, alla sua applicazione nella giurisprudenza. Ma anche i dati del fenomeno, tra richieste e risposte, e il racconto di best practice: come sono stati utilizzati i dati per investigazioni di interesse pubblico. In collaborazione con Giulio Marotta.</p>
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/cosa/foia/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Osservatorio Foia di openpolis<br><strong>Leggi tutti gli articoli</strong></a>.</p>
        </section>
		
<h3>Foia e ambiente, un diritto di accesso tutelato da prima della riforma del 2016</h3>
<p>Nell’<a href="https://www.openpolis.it/il-ruolo-del-foia-per-la-tutela-della-salute" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ultimo approfondimento</a> abbiamo iniziato ad analizzare casi significativi di utilizzo del diritto di accesso generalizzato (Foia) per la tutela della salute. Si tratta di un importante strumento, a disposizione dei cittadini e delle loro associazioni, per ottenere dati e documenti di interesse pubblico in possesso delle amministrazioni, in modo da <strong>assicurare un controllo sociale diffuso sull’attività e le scelte amministrative</strong>.</p>
        <section class="glossary">
            <div>
                <mark>
																		Il cittadino e le associazioni rappresentative possono richiedere alla pubblica amministrazione dati e documenti già esistenti (ulteriori rispetto a quelli per i quali già vige un obbligo di pubblicazione), senza dover dimostrare l’esistenza di un interesse attuale e concreto né motivare la richiesta.</br>
											                </mark>
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/che-cose-il-foia/">
                "Che cos&#8217;è il Foia"</a></span>

            </div>
        </section>
		
        <section class="blockquote">
							<p>Un &#8220;Foia&#8221; in materia ambientale esiste già dal 2005.</p>
<p>
			        </section>
		
<p>In questo aggiornamento dell&#8217;osservatorio, cominciamo ad <strong>approfondire il tema delle richieste di accesso in materia ambientale</strong>. Sin dal 2005, in attuazione della normativa comunitaria, il legislatore aveva <strong>anticipato l’introduzione del Foia per le “informazioni di carattere ambientale”</strong>. <strong>In questi casi l’accesso non è soggetto alle restrizioni caratteristiche dell’accesso documentale</strong> (art. 22 e seguenti della<a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1990-08-07;241!vig=" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> legge 241/1990</a>).</p>
<p><strong>Esso è infatti consentito a “chiunque ne faccia richiesta, senza che questi debba dichiarare il proprio interesse”</strong>, fatta salva la valutazione rispetto a possibili pregiudizi di altri soggetti coinvolti, e riguarda un<strong> arco molto ampio di informazioni</strong>:</p>
<ul>
<li>lo<strong> stato degli elementi dell’ambiente</strong> (aria, atmosfera, acqua, suolo, territorio, siti naturali, zone costiere e marine, diversità biologica e suoi elementi costitutivi, compresi gli organismi geneticamente modificati, e interazioni tra questi)</li>
<li>i <strong>fattori che hanno impatto sull’ambiente</strong> (sostanze, energia, rumore, radiazioni e rifiuti, anche radioattivi, emissioni, scarichi e altri rilasci che possono incidere sugli elementi dell’ambiente di cui sopra)</li>
<li><strong>le misure</strong> (politiche, disposizioni legislative, piani, programmi, accordi ambientali e ogni altro atto, anche di natura amministrativa) <strong>e le attività che incidono o possono incidere sugli elementi e sui fattori ambientali</strong>. Oltre ovviamente a misure e attività finalizzate a proteggere gli stessi elementi.</li>
</ul>
<p>La legge vuole <strong>favorire forme diffuse di controllo</strong> (senza alcuna limitazione sulla platea dei soggetti legittimati ad accedere alle informazioni) sul perseguimento delle funzioni istituzionali in campo ambientale. In modo da <strong>garantire la massima trasparenza sull’attività di tutela dell’ambiente svolta dagli organismi pubblici</strong>.</p>
        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Quanto alla nozione di informazione ambientale accessibile, il d.lg. n. 195/2005 specifica all’art. 2 che per “informazione ambientale” si intende “qualsiasi informazione disponibile in forma scritta, visiva, sonora, elettronica od in qualunque altra forma materiale (&#8230;)” concernente lo stato degli elementi dell’ambiente, le emissioni, le misure adottate e finalizzate a proteggere i suddetti elementi, le relazioni sull&#8217;attuazione della legislazione ambientale, le analisi costi-benefici ed altre analisi ed ipotesi economiche, lo stato della salute e della sicurezza umana.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.giustizia-amministrativa.it/portale/pages/istituzionale/visualizza/?nodeRef=&schema=tar_na&nrg=201902984&nomeFile=201905511_01.html&subDir=Provvedimenti" target="_blank">- Tar Campania, sede di Napoli, sez. VI, 22.11.2019, n. 5511</a>
									            </div>
        </section>
		
<p>Sulla base della normativa sull’accesso, <strong>singoli cittadini, comitati e associazioni hanno utilizzato spesso questo strumento per richiedere dati e documenti</strong> alle diverse amministrazioni, statali, regionali e locali.</p>
<p><strong>Tra i casi più frequenti si segnalano quelli riguardanti gli impianti di trattamento dei rifiuti e l’utilizzo delle discariche</strong>, l’inquinamento derivante dall&#8217;attività di alcune specifiche aziende, la qualità dell’acqua potabile, la situazione delle rete fognaria. <strong>Nella nozione molto ampia di “informazione ambientale”</strong> sono state talvolta <strong>ricondotte anche le attività poste in essere a livello regionale per contrastare il fenomeno dell’abusivismo edilizio</strong> (cfr. <a href="https://www.giustizia-amministrativa.it/portale/pages/istituzionale/visualizza/?nodeRef=&amp;schema=tar_na&amp;nrg=201704393&amp;nomeFile=201802882_01.html&amp;subDir=Provvedimenti" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Tar Campania, sez. VI, 30.4.2018, n. 2882</a>).</p>
<p><strong>Non risultano invece ammissibili richieste di accesso che non evidenziano la connessione con la materia ambientale</strong>, e hanno invece altre finalità, come ad esempio quelle di carattere economico-patrimoniale (<a href="https://www.giustizia-amministrativa.it/portale/pages/istituzionale/visualizza/?nodeRef=&amp;schema=tar_ve&amp;nrg=202001328&amp;nomeFile=202100530_01.html&amp;subDir=Provvedimenti" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Tar Veneto, sez. II, 22.4.2021, n. 530</a>) oppure la gestione del demanio marittimo (<a href="https://www.giustizia-amministrativa.it/portale/pages/istituzionale/visualizza/?nodeRef=&amp;schema=tar_lt&amp;nrg=202100123&amp;nomeFile=202100250_01.html&amp;subDir=Provvedimenti" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Tar Lazio, sede di Latina, sez. I, 20.4.2021, n. 250</a>).</p>
<h3>I dati sugli accessi in campo ambientale</h3>
<p>Nell’ultimo anno abbiamo effettuato un monitoraggio del modo in cui la legge sul Foia è stata recepita dalle diverse amministrazioni pubbliche, incrociando più volte il tema ambientale, in particolare nei casi del <strong>ministero dell’ambiente</strong> e dell’<strong>istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale</strong> (Ispra).</p>
<p>Le richieste Foia alle istituzioni che, a livello nazionale, si occupano di ambiente sono interessanti per capire <strong>alcune tendenze su questo tema</strong>.</p>
<p>Per quanto riguarda il <strong>ministero dell&#8217;ambiente</strong>, il <strong>numero di richieste Foia nel 2020 è stato stabile rispetto al 2019 (18)</strong>, portando a quasi 100 le richieste Foia ricevute da questa istituzione dal 2017. Come rilevato in una <a href="https://www.openpolis.it/richieste-foia-ai-ministeri-ancora-troppe-lacune/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">precedente analisi</a>, le richieste Foia ai ministeri hanno mostrato negli anni recenti una tendenza al calo, che ha riguardato anche quello dell&#8217;ambiente.<strong> Tendenza che, almeno per questo dicastero, sembra essersi stabilizzata nel 2020</strong>. Anno che ha visto soprattutto un <a href="https://www.openpolis.it/il-ruolo-del-foia-per-la-tutela-della-salute/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">aumento di richieste direttamente collegate con l&#8217;emergenza Covid</a>.</p>
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                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/stabili-le-richieste-foia-al-ministero-dellambiente-tra-2019-e-2020/">Stabili le richieste Foia al ministero dell&#8217;ambiente tra 2019 e 2020</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/stabili-le-richieste-foia-al-ministero-dellambiente-tra-2019-e-2020/">Numero di richieste Foia ricevute dal ministero dell'ambiente tra il 2017 e il 2020</a></h3>
                                    </div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione e dati openpolis                                                                <br>(ultimo aggiornamento: martedì 25 Maggio 2021)
                                        </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2021/06/stabili-le-richieste-foia-al-ministero-dellambiente-tra-2019-e-2020.png" target="_blank" download></a>
						                                                <div title="Scarica dati CSV" class="opmag-chart-action-data-btn" data-param-filename="stabili-le-richieste-foia-al-ministero-dellambiente-tra-2019-e-2020"></div>
						                        
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                            <p><label for="embed-chart-142226"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                </div>

                            </div>

			
<p>L'<strong>esito delle richieste nel 2020</strong> si è risolto nella metà dei casi in un accoglimento totale (9) e in altri 4 casi in uno parziale. Altre quattro richieste risultano ancora in corso di lavorazione, mentre <strong>una è stata finora rigettata</strong>. In termini di tempi, le richieste evase nel 2020 hanno richiesto una <strong>media di 26,2 giorni</strong>, inferiore al limite previsto di 30 giorni. Dato che però viene superato da due richieste evase (che hanno impiegato rispettivamente 143 e 79 giorni) e dalle 4 di cui non è ancora noto l'esito.</p>
        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">50% </span>delle richieste presentate al ministero dell'ambiente nel 2020 sono state accolte totalmente.</p>
			        </section>
		
<p>Per quanto riguarda <strong>Ispra</strong>, come già approfondito in una <a href="https://www.openpolis.it/foia-enti-statistici-e-di-ricerca/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">precedente analisi</a>, si tratta dell'<strong>ente di ricerca che riceve in assoluto più richieste di accesso</strong>. Ciò è dovuto proprio all'impatto degli accessi alle informazioni ambientali, uno strumento più sedimentato nell'uso e nella normativa rispetto al Foia introdotto nel 2016.</p>
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                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/ispra-e-lente-statistico-che-ha-ricevuto-piu-richieste-nel-triennio/">Ispra è l&#8217;ente statistico che ha ricevuto più richieste nel triennio</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/ispra-e-lente-statistico-che-ha-ricevuto-piu-richieste-nel-triennio/">Esito richieste di accesso civico generalizzato tra il 2017 e il 2019</a></h3>
                                    </div>
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                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione e dati openpolis                                                                <br>(ultimo aggiornamento: giovedì 25 Febbraio 2021)
                                        </p>
                </div>
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						                                                <div title="Scarica dati CSV" class="opmag-chart-action-data-btn" data-param-filename="ispra-e-lente-statistico-che-ha-ricevuto-piu-richieste-nel-triennio"></div>
						                        
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                            <p><label for="embed-chart-125551"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-125551" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>

                    </div>
                </div>

                            </div>

			
<p>Nel <strong>2020</strong> le richieste di accesso civico o a informazioni ambientali (non è possibile distinguere tra le due categorie) sono state <strong>163, di cui 154 accolte e 9 con istruttoria in corso</strong>. Oltre il 90% delle richieste di accesso nel 2020 è stato accolto, un dato in linea con quanto rilevato negli anni precedenti. In termini di tempi, sono serviti <strong>13,4 giorni in media</strong> per processare ciascuna domanda di accesso civico, <strong>ma questo dato non include le 9 richieste di cui ancora non si conosce l'esito</strong>.</p>
        <section class="blockquote">
							<p>La pubblicazione dei registri è molto superiore agli standard medi della Pa.</p>
<p>
			        </section>
		
<p>Dal punto di vista della <strong>compilazione dei dati</strong>, sia Ispra che il ministero si caratterizzano per la buona pratica di rilasciare i dati formato aperto (ods).</p>
<p>Entrambi pubblicano queste informazioni attraverso un modello ben strutturato che rende facilmente analizzabili le informazioni. Nel caso di Ispra sono ben distinti gli accessi civici da quelli documentali, ma <strong>non è immediatamente evidente la distinzione tra accessi semplici e generalizzati</strong>. Nel complesso comunque, rispetto agli standard adottati dalle diverse pubbliche amministrazioni analizzate in questi mesi (<a href="https://www.openpolis.it/richieste-foia-ai-ministeri-ancora-troppe-lacune/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ministeri</a>, <a href="https://www.openpolis.it/foia-regioni/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">regioni</a>, <a href="https://www.openpolis.it/foia-e-agenzie-nazionali-uno-strumento-ancora-da-affinare/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">agenzie</a>, <a href="https://www.openpolis.it/foia-e-authority-il-quadro-delle-richieste/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">autorità garanti</a>, <a href="https://www.openpolis.it/come-cambia-il-ricorso-al-foia-tra-i-comuni-capoluogo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">comuni maggiori</a>, <a href="https://www.openpolis.it/foia-enti-statistici-e-di-ricerca/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">enti statistici e di ricerca</a>) entrambe le istituzioni sono sopra la media. Si tratta di un parametro importante perché consente di verificare in modo semplice tempi ed esito delle richieste Foia di cittadini e associazioni.</p>
<h3>Un caso di utilizzo del Foia in materia ambientale</h3>
<p>Non è infrequente il caso in cui, di fronte ad un diniego di accesso, è <strong>necessario rivolgersi al giudice amministrativo per ottenere i documenti richiesti</strong>.</p>
<p>Analizziamo il caso della richiesta di accesso, ai sensi sia del Foia che della legge sulle informazioni ambientali, avanzata da un’associazione di cittadini, il <a href="https://www.torinorespira.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">comitato Torino respira</a>, nel quadro delle iniziative finalizzate per <strong>migliorare la qualità dell’aria nell’area metropolitana torinese</strong>.</p>
        <section class="blockquote">
							<p>In alcuni casi solo il ricorso al giudice consente di non avallare una interpretazione restrittiva del diritto di accesso.</p>
<p>
			        </section>
		
<p>La società 5T (azienda pubblica controllata dal comune di Torino e dalla regione Piemonte) aveva<strong> negato l’accesso ai dati sul traffico veicolare nell’area urbana</strong>, rilevata dalle apposite apparecchiature di controllo. Il comitato ha dovuto far ricorso al giudice amministrativo che gli ha dato ragione, in quanto i dati sul traffico veicolare rientrano a pieno titolo tra le “informazioni ambientali” previste dal <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2005-08-19;195!vig=" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Dlgs 195/2005</a>, all'articolo 2 comma 1 lett. a). Si sottolinea che <strong>è la stessa normativa ad individuare gli “scarichi”, le “emissioni” ed i “rilasci” tra i “fattori” che possano incidere sugli elementi dell’ambiente</strong>. Inoltre viene sottolineato l’<strong>interesse generale della collettività che è alla base della richiesta di accesso generalizzato</strong>. Tutto ciò rende pienamente legittimo il ricorso al Foia nel caso in esame, senza peraltro obbligare la società 5T ad un’attività di rielaborazione dei dati disaggregati in suo possesso (<a href="https://www.giustizia-amministrativa.it/portale/pages/istituzionale/visualizza/?nodeRef=&amp;schema=tar_to&amp;nrg=202000503&amp;nomeFile=202000720_01.html&amp;subDir=Provvedimenti" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Tar Piemonte, sez. II, 12.11.2020, n. 720</a>).</p>
        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Il problema registrato è che i dati sul traffico sono pubblicati quotidianamente sul sito istituzionale dell’Ente ma non è disponibile un archivio dati che permetta una lettura dei dati storici, cosa necessaria per poter valutare l'evoluzione del traffico ed i suoi impatti sulla qualità dell'aria nel tempo. Questa è una grave mancanza, che quando accade mortifica l’effettivo riconoscimento del diritto di accesso ambientale, ed in genere del Foia, quale strumento di cittadinanza attiva.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.torinorespira.it/chi-siamo/" target="_blank">- Roberto Mezzalama, Presidente Comitato Torino Respira</a>
									            </div>
        </section>
		
<p>È interessante notare che la <strong>società 5T ha richiesto una somma (oltre 2.000 euro) a titolo di rimborso delle spese</strong> sostenute per l’attività di estrazione dei dati. Il comitato ha dovuto presentare un nuovo ricorso al <strong>giudice amministrativo, che anche questa volta gli ha dato ragione, ribadendo il principio della gratuità affermato dall’art. 5 del Dlgs 33/2013</strong>: non si possono addebitare al richiedente i costi del personale impiegato nella gestione delle pratiche di accesso civico, inclusi quelli relativi all’attività di estrazione dei dati e dei documenti dai relativi archivi, in quanto fanno carico alla fiscalità generale (<a href="https://www.giustizia-amministrativa.it/portale/pages/istituzionale/visualizza/?nodeRef=&amp;schema=tar_to&amp;nrg=202100053&amp;nomeFile=202100332_01.html&amp;subDir=Provvedimenti" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Tar Piemonte, sez. II, 23.3.2021, n. 332</a>).</p>
        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Il rilascio di dati o documenti in formato elettronico o cartaceo è gratuito, salvo il rimborso del costo effettivamente sostenuto e documentato dall'amministrazione per la riproduzione su supporti materiali.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2013-03-14;33!vig=" target="_blank">- Dlgs 33/2013, art. 5 comma 4</a>
									            </div>
        </section>
		
<p>Contattati da noi per un commento sulla loro esperienza con il Foia, i rappresentanti del comitato hanno posto una serie di <strong>considerazioni sulla concreta possibilità, per il cittadino comune, di seguire l'intero iter di un Foia</strong>, specie di fronte a un iniziale diniego dell'amministrazione.</p>
        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>come ribadito dal Tar a cui abbiamo dovuto rivolgerci per la seconda volta, il diritto di accesso non può avere un costo sulla falsariga di un servizio offerto sul mercato. Viene dall’altro da osservare che se quanto accaduto al nostro Comitato fosse accaduto ad un cittadino singolo, giustamente interessato all'ambiente in cui vive, è presumibile che questo non sarebbe andato avanti in sede giudiziale, anche solo per la fatica e per i costi da sostenere per vedere affermare il diritto a che il dato pubblico sia trasparente e conoscibile, qualità che dovrebbero essere assolutamente normali.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.torinorespira.it/chi-siamo/" target="_blank">- Roberto Mezzalama, Presidente Comitato Torino Respira</a>
									            </div>
        </section>
		
<h3>Conclusioni</h3>
<p>Il diritto di accesso alle informazioni ambientali rappresenta un <strong>importante strumento per la tutela del nostro territorio, a disposizione di tutti i cittadini</strong>, anche per la stretta connessione con problematiche di natura sanitaria. D’altronde una forte sensibilità su tali temi è segnalata ad esempio dalla<a href="http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/DF/344089.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> relazione per il 2018 del difensore civico per le Marche</a>.</p>
<p>Allo stesso tempo, <strong>dall'analisi dei casi concreti emerge come talvolta sia necessario il ricorso al giudice amministrativo per far valere le prerogative previste dalla normativa sul diritto di accesso</strong>. Con un<strong> iter complesso e oneroso</strong> che, nella pratica, risulta perseguibile soprattutto attraverso soggetti strutturati: organizzazioni, comitati, associazioni. Un percorso difficile per questi ultimi, e a maggior ragione per il cittadino che pure in base alla normativa ne avrebbe diritto. Al riguardo sarebbe opportuno che le spese del giudizio di fronte al giudice amministrativo siano integralmente poste a carico a carico della parte soccombente, in modo sanzionare le amministrazioni che negano in modo illegittimo l’accesso Foia a dati e informazioni.</p>
<p>Nei prossimi approfondimenti, così come nel manuale Foia, continueremo ad analizzare casi significativi di utilizzo del diritto di accesso per garantire la massima trasparenza della pubblica amministrazione ed un controllo diffuso da parte dei cittadini.</p>
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/06/Come-funziona-il-Foia-in-Italia_Openpolis_12_20.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Come funziona il Foia in Italia<br />
<br><strong>Vai al manuale</strong></a>.</p>
        </section>
		
<p>Foto credit: <a href="https://www.flickr.com/photos/tranks/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Stefano Tranchini (Flickr)</a> - <a href="https://creativecommons.org/licenses/by-nd/2.0/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Licenza</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/il-ricorso-al-foia-in-materia-di-ambiente/">Il ricorso al Foia in materia di ambiente</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Registro degli accessi, come si stanno comportando i ministeri</title>
		<link>https://www.openpolis.it/registro-degli-accessi-come-si-stanno-comportando-i-ministeri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele De Bernardin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Sep 2019 08:16:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.openpolis.it/?p=50856</guid>

					<description><![CDATA[<p>Vediamo quante sono state le richieste di accesso fatte dai cittadini ai ministeri nel 2017 e il 2018. Tra dati poco uniformi, e amministrazioni che ancora devono adempiere agli obblighi di legge. </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/registro-degli-accessi-come-si-stanno-comportando-i-ministeri/">Registro degli accessi, come si stanno comportando i ministeri</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Appuntamento mensile con l&#8217;<a href="https://www.openpolis.it/cosa/foia/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Osservatorio Foia di openpolis</a>. Dall&#8217;evoluzione normativa della materia, alla sua applicazione nella giurisprudenza. Ma anche i dati del fenomeno, tra richieste e risposte, e il racconto di best practice: come sono stati utilizzati i dati per investigazioni di interesse pubblico. In collaborazione con Giulio Marotta.</p>
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/cosa/foia/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Osservatorio Foia di openpolis<br />
<br><strong>Leggi tutti gli articoli</strong></a>.</p>
        </section>
		
<h3>Il registro degli accessi</h3>
<p>Se l&#8217;accesso agli atti della pubblica amministrazione è diventato un diritto dei cittadini, diventa importante analizzare nel concreto il funzionamento di questo diritto.</p>
<p>In questo report cominciamo la verifica del modo in cui ciascuna amministrazione pubblica ha provveduto alla realizzazione del cosiddetto registro degli accessi. O<span style="font-family: Roboto, -apple-system, BlinkMacSystemFont, 'Segoe UI', Roboto, Oxygen-Sans, Ubuntu, Cantarell, 'Helvetica Neue', sans-serif;">gni amministrazione deve infatti istituire, sul proprio sito internet, un registro, nel quale riportare gli estremi delle richieste di accesso ricevute e il relativo esito, senza peraltro indicare i dati personali dei richiedenti, dei controinteressati e di soggetti terzi. </span></p>
<p>Svolgere un&#8217;indagine su questi registri permette di far emergere due aspetti diversi della questione, equamente importanti per monitorare pienamente la materia:</p>
<ul>
<li><strong>Come vengono pubblicati i dati sulle richieste di accesso.</strong> Quali sono i formati di pubblicazione utilizzati, e con quali ricorrenza vengono rilasciate le informazioni?</li>
<li><strong>Quali sono i dati sull&#8217;utilizzo del diritto d&#8217;accesso da parte dei cittadini.</strong> Quante richieste sono state fatte nei primi due anni di implementazione della legge?</li>
</ul>
        <section class="blockquote">
							</p>
<p>I dati resi pubblici sono poco uniformi, e quindi poco affidabili. Difficile monitorare pienamente la materia.</p>
<p>
			        </section>
		
<p>Per rispondere a queste domande analizzeremo le varie amministrazioni che sono coinvolte dalla normativa, iniziando dai ministeri. <strong>Nei primi 2 anni di applicazione sono state più di 1.000 le richieste di accesso, di cui oltre il 60% andate a buon fine. </strong></p>
<p>Lo strumento sembra funzionare, ma alcuni dicasteri non mettono ancora a disposizione un registro per gli accessi, come quello dell&#8217;interno e il ministero dell&#8217;istruzione. <strong>Un altro dato che emerge in maniera chiara è che la tipologia di dati, la loro qualità e il loro aggiornamento sono talmente differenti tra un&#8217;amministrazione e l&#8217;altra, che ad oggi il monitoraggio della materia risulta essere ancora difficile. </strong></p>
<h3>Come si richiede l&#8217;accesso ad atti e documenti</h3>
<p>Ogni sito ministeriale ha predisposto, all’interno della sezione “amministrazione trasparente”, una sezione in cui si forniscono dettagli sulle diverse forme d’accesso, fornendo una serie di informazioni pratiche (moduli per le richieste, uffici destinatari, ecc.). <strong>La pagina più completa è senza dubbio quella del ministero della giustizia</strong>, che pubblica le <a href="https://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_1_29_22_2.page" target="_blank" rel="noopener noreferrer">linee guida operative</a> e fornisce anche una rassegna periodica della giurisprudenza e delle motivazioni di alcuni casi di rigetto delle istanze di accesso.</p>
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_1_29_22.page" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Ministero della giustizia<br />
<br><strong>Vai alla sezione sull'accesso civico</strong></a>.</p>
        </section>
		
<h3>Chi ha pubblicato il registro, e chi no</h3>
<p>Ad oggi tutti i ministeri hanno provveduto alla pubblicazione del registro: <strong>fanno eccezione il ministero dell’interno (per il quale è ancora in corso di progettazione uno specifico sistema informatico) e il ministero dell&#8217;istruzione.</strong> I dati invece dei ministeri della pubblica amministrazione, per gli affari regionali, il sud e la famiglia sono inclusi nel sito della presidenza del consiglio.</p>
        <section class="blockquote">
							<p>Tutti i ministeri tranne interno ed istruzione hanno pubblicato il registro.</p>
<p>
			        </section>
		
<p>Ogni ministero decide come pubblicare le informazioni che riguardano il Foia, specificamente:<strong> come presentare una richiesta di accesso agli atti, e soprattutto quante e quali sono le richieste ricevute</strong>. Questa libertà di pubblicazione ha fatto sì che fossero messe online sezioni molto differenti tra un&#8217;amministrazione e l&#8217;altra.</p>
<p>Come abbiamo spiegato nella nostra pubblicazione &#8220;<a href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/06/Come-funziona-il-Foia-in-Italia_Openpolis_12_20.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Come funziona il Foia in Italia</a>&#8221; esistevano già, prima dell&#8217;istituzione del diritto di accesso generalizzato (Foia), altri due strumenti per richiedere atti della pubblica amministrazione: l&#8217;accesso documentale e l&#8217;accesso civico semplice.</p>
        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Come funziona il Foia in Italia</p>
<p></p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/06/Come-funziona-il-Foia-in-Italia_Openpolis.pdf" target="_blank" rel="noopener">Leggi la pubblicazione</a></p></div>
				            </div>
        </section>
		
<p><strong>Questi elementi hanno fatto da cornice alla creazione di siti internet molto diversi tra loro</strong>: c&#8217;è chi decide di mettere online solo il registro per l&#8217;accesso generalizzato (ministeri della difesa, economia e finanze, sviluppo economico, politiche agricole e turismo, gli affari esteri), chi di farne tre separati (presidenza del consiglio, ministero della salute), altri invece hanno realizzato un unico registro per le diverse tipologie di accesso (ambiente, infrastrutture e trasporti, lavoro, giustizia).</p>
<h3>Quali dati, e con quali tempistiche, vengono pubblicati</h3>
<p>Le variabili più determinanti per un vero monitoraggio della materia sono però tre: la <strong>tempistica degli aggiornamenti, la tipologia di dati rilasciati e il contenuto delle informazioni rese disponibili.</strong></p>
<p>Alcune amministrazioni effettuano un aggiornamento continuo dei dati (difesa; sviluppo economico; beni culturali; giustizia); in altri casi l’aggiornamento è trimestrale (presidenza del consiglio; politiche agricole; infrastrutture e trasporti; difesa, salute); per alcune amministrazioni l’ultimo aggiornamento risale a dicembre 2018 (affari esteri; economia e finanze; ambiente; lavoro).</p>
<p><strong>Non sempre poi i dati sono tutti tempestivamente aggiornati:</strong> ad esempio, il registro per l’accesso del ministero della salute, con riferimento ad una richiesta della Coldiretti del 27 aprile 2017, riporta solo la decisione del Tar, ma non la successiva pronuncia del Consiglio di stato che ha riformato la sentenza del Tar.</p>
        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">58% </span>dei registri pubblica i dati degli accessi in formati pienamente riutilizzabili.</p>
			        </section>
		
<p>Per quanto riguarda invece la tipologia di dati rilasciati il discorso è più complicato. Come abbiamo già avuto modo di vedere, <strong>delle 14 amministrazioni analizzate, 12 hanno attualmente online un registro degli accessi.</strong> Tra queste 7 (il 58%) mette a disposizione i dati in dei formati riutilizzabili (o xls o xml), mentre i rimanenti 5 rilasciano delle tabelle pdf, formato che rende più complicata una vera analisi della materia. Questo elemento è determinante, perché la capacità di cittadini, ricercatori ed attivisti di riutilizzare i dati sulle richieste di accesso rappresenta l&#8217;elemento chiave per comprendere effettivamente quanto e come sta funzionando il Foia in Italia.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Registro degli accessi Foia &#8211; I ministeri</strong></p>
<p style="text-align: center;">
<table id="tablepress-963" class="tablepress tablepress-id-963">
<thead>
<tr class="row-1">
	<th class="column-1">ministero</th><th class="column-2">registro degli accessi</th><th class="column-3">ultimo aggiornamento</th><th class="column-4">formato dati</th><th class="column-5">link a sezione Foia</th>
</tr>
</thead>
<tbody class="row-striping row-hover">
<tr class="row-2">
	<td class="column-1">affari esteri</td><td class="column-2">sì</td><td class="column-3">dicembre 2018</td><td class="column-4">xls</td><td class="column-5"><a href="https://www.esteri.it/mae/it/trasparenza_comunicazioni_legali/altri-contenuti-canale/altri-contenuti-accesso-civico/accesso-civico-generalizzato-c.html" rel="noopener noreferrer" target="_blank">Vai</a></td>
</tr>
<tr class="row-3">
	<td class="column-1">agricoltura</td><td class="column-2">sì</td><td class="column-3">giugno 2019</td><td class="column-4">xml e ods</td><td class="column-5"><a href="https://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/11117" rel="noopener noreferrer" target="_blank">Vai</a></td>
</tr>
<tr class="row-4">
	<td class="column-1">ambiente</td><td class="column-2">sì</td><td class="column-3">dicembre 2018</td><td class="column-4">xls</td><td class="column-5"><a href="https://www.minambiente.it/pagina/altri-contenuti-accesso-civico" rel="noopener noreferrer" target="_blank">Vai</a></td>
</tr>
<tr class="row-5">
	<td class="column-1">beni culturali</td><td class="column-2">sì</td><td class="column-3">maggio 2019</td><td class="column-4">xls</td><td class="column-5"><a href="http://www.beniculturali.it/mibac/export/MiBAC/sito-MiBAC/MenuPrincipale/Trasparenza/Altri-contenuti/Accesso-civico/index.html" rel="noopener noreferrer" target="_blank">Vai</a></td>
</tr>
<tr class="row-6">
	<td class="column-1">difesa</td><td class="column-2">sì</td><td class="column-3">giugno 2019</td><td class="column-4">pdf</td><td class="column-5"><a href="http://www.difesa.it/Amministrazionetrasparente/bilandife/Pagine/Accessocivico.aspx" rel="noopener noreferrer" target="_blank">Vai</a></td>
</tr>
<tr class="row-7">
	<td class="column-1">economia e finanza</td><td class="column-2">sì</td><td class="column-3">dicembre 2018</td><td class="column-4">pdf</td><td class="column-5"><a href="http://www.mef.gov.it/operazione-trasparenza/altri_contenuti/foia/index.html" rel="noopener noreferrer" target="_blank">Vai</a></td>
</tr>
<tr class="row-8">
	<td class="column-1">giustizia</td><td class="column-2">sì</td><td class="column-3">luglio 2019</td><td class="column-4">xls</td><td class="column-5"><a href="https://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_1_29_22.page" rel="noopener noreferrer" target="_blank">Vai</a></td>
</tr>
<tr class="row-9">
	<td class="column-1">infrastrutture</td><td class="column-2">sì</td><td class="column-3">marzo 2019</td><td class="column-4">pdf</td><td class="column-5"><a href="http://www.mit.gov.it/accesso-civico-generalizzato" rel="noopener noreferrer" target="_blank">Vai</a></td>
</tr>
<tr class="row-10">
	<td class="column-1">interni</td><td class="column-2">in costruzione</td><td class="column-3"></td><td class="column-4"></td><td class="column-5"><a href="http://www.interno.gov.it/it/amministrazione-trasparente/altri-contenuti-accesso-civico/accesso-civico-generalizzato" rel="noopener noreferrer" target="_blank">Vai</a></td>
</tr>
<tr class="row-11">
	<td class="column-1">istruzione</td><td class="column-2">no</td><td class="column-3"></td><td class="column-4"></td><td class="column-5"><a href="https://www.miur.gov.it/web/guest/altri-contenuti-accesso-civico#generalizzato" rel="noopener noreferrer" target="_blank">Vai</a></td>
</tr>
<tr class="row-12">
	<td class="column-1">lavoro</td><td class="column-2">sì</td><td class="column-3">dicembre 2018</td><td class="column-4">pdf</td><td class="column-5"><a href="https://www.lavoro.gov.it/Amministrazione-Trasparente/Altri-contenuti/Pagine/Accesso-Civico-generalizzato.aspx" rel="noopener noreferrer" target="_blank">Vai</a></td>
</tr>
<tr class="row-13">
	<td class="column-1">presidenza del consiglio</td><td class="column-2">sì</td><td class="column-3">giugno 2019</td><td class="column-4">pdf</td><td class="column-5"><a href="http://presidenza.governo.it/AmministrazioneTrasparente/AltriContenuti/AccessoCivico/" rel="noopener noreferrer" target="_blank">Vai</a></td>
</tr>
<tr class="row-14">
	<td class="column-1">salute</td><td class="column-2">sì</td><td class="column-3">giugno 2019</td><td class="column-4">xls</td><td class="column-5"><a href="http://www.ministerosalute.it/portale/ministro/p4_10_1_1.jsp?lingua=italiano&amp;label=trasparenza21&amp;id=1289&amp;menu=trasparenza" rel="noopener noreferrer" target="_blank">Vai</a></td>
</tr>
<tr class="row-15">
	<td class="column-1">sviluppo economico</td><td class="column-2">sì</td><td class="column-3">dicembre 2018</td><td class="column-4">xls</td><td class="column-5"><a href="https://www.mise.gov.it/index.php/it/amministrazione-trasparente/altri-contenuti/accesso-civico" rel="noopener noreferrer" target="_blank">Vai</a></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<!-- #tablepress-963 from cache --></p>
<p>Altro problema riguarda il contenuto esatto dei dati messi a disposizione.<strong> I ministeri che pubblicano i registri con le informazioni più complete sono i beni culturali e gli affari esteri.</strong> Nello specifico mettono a disposizione:</p>
<ul>
<li>l’oggetto della richiesta;</li>
<li>la tipologia del soggetto richiedente (ad esempio privato cittadino, avvocato, docente, giornalista, associazione, sindacato etc.);</li>
<li>la data della richiesta e dell’esito;</li>
<li>le motivazioni dell’eventuale diniego (totale o parziale);</li>
<li>la struttura competente;</li>
<li>l’esistenza di controinteressati;</li>
<li>le eventuali richieste di riesame e di ricorsi al giudice amministrativo.</li>
</ul>
        <section class="blockquote">
							<p>Beni culturali ed esteri pubblicano le informazioni più complete.</p>
<p>
			        </section>
		
<p>Anche quello della giustizia è ricco di informazioni utili, però non è specificata la tipologia di accesso e questo preclude la rielaborazione dei dati. All’opposto, il ministero dell’ambiente si limita a fornire le date della richiesta e dell’esito ed il suo contenuto, oltre alla tipologia di accesso.</p>
<h3>Come sono andate le richieste di accesso generalizzato</h3>
<p>Vediamo ora cosa ci raccontano i dati messi a disposizione dai ministeri analizzati. Attraverso questo lavoro è stato possibile mettere insieme i numeri sui primi 2 anni di applicazione della nuova normativa: il 2017 e il 2018.</p>
<p>Non sono considerati, oltre ai ministeri dell’interno e dell’istruzione (che non hanno pubblicato i registri), il ministero della giustizia (il cui registro non consente di identificare le richieste di accesso generalizzato) e quello delle infrastrutture (non risulta un numero significativo di richieste di accesso a cui l’amministrazione ha risposto nei termini di legge).</p>
        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">1.051 </span>le richieste analizzate tra quelle accolte, parzialmente accolte e rifiutate (2017-2018).</p>
			        </section>
		
<p><strong>Nell&#8217;analizzare i dati abbiamo deciso di concentrarci solamente sulle 1.051 richieste che sono state o accolte, o parzialmente accolte o rigettate</strong>. Sono state escluse quindi 219 richieste, di cui 135 perché direzionate all&#8217;amministrazione sbagliata, e quindi inoltrate a quella competente, e altre 84 il cui esito non era chiaramente ricostruibile analizzando i database messi a disposizione.</p>
<p>L’amministrazione che ha ricevuto più richieste (al netto di quelle smistate ad altro ministero competente) è la presidenza del consiglio (274 richieste), seguita dalla difesa (193), dai beni culturali (150) e dallo sviluppo economico (124). <strong>In media si sono registrate oltre 500 richieste di accesso civico generalizzato all&#8217;anno.</strong></p>
            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/alla-presidenza-del-consiglio-il-piu-alto-numero-di-richieste-foia/">Alla presidenza del consiglio il più alto numero di richieste Foia</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/alla-presidenza-del-consiglio-il-piu-alto-numero-di-richieste-foia/">Numero di richieste ricevute nel 2017 e nel 2018</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1">
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/alla-presidenza-del-consiglio-il-piu-alto-numero-di-richieste-foia/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="699" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-tablepress"><amp-img width="1010" height="699" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/09/alla-presidenza-del-consiglio-il-piu-alto-numero-di-richieste-foia.png" placeholder ></amp-img><div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div></amp-iframe>                        <div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/alla-presidenza-del-consiglio-il-piu-alto-numero-di-richieste-foia/">Alla presidenza del consiglio il più alto numero di richieste Foia - Numero di richieste ricevute nel 2017 e nel 2018</a></div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_53896_tab3"><p>Non sono considerati i ministeri dell’interno e dell’istruzione (che non hanno pubblicato i registri), il ministero della giustizia (il cui registro non consente di identificare le richieste di accesso generalizzato) e quello delle infrastrutture (non risulta un numero significativo di richieste di accesso a cui l’amministrazione ha risposto nei termini di legge). I dati della presidenza del consiglio includono anche i dati dei ministeri Pa, affari regionali, sud e la famiglia.</p>
</div>
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                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>dati ed elaborazione openpolis                                                            </p>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/09/alla-presidenza-del-consiglio-il-piu-alto-numero-di-richieste-foia.png" target="_blank" download></a>
						                                                <div title="Scarica dati CSV" class="opmag-chart-action-data-btn" data-param-filename="alla-presidenza-del-consiglio-il-piu-alto-numero-di-richieste-foia"></div>
						                        
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                            <p><label for="embed-chart-53896"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			
<p>Come detto nel biennio 2017/2018, con riferimento alle amministrazioni prese in esame, si registra un totale complessivo di 1.051 richieste. <strong>Il 64,5% di esse sono state accolte, l'8,7% parzialmente accolte, mentre le rimanenti 26,7% negate</strong>. La percentuale più alta di richieste accolte è quella del ministero dell’agricoltura e turismo (1 solo caso di diniego nel biennio su 38 richieste); all’opposto si trovano i ministeri del lavoro (43% di accessi negati), della difesa (39%) e dell’economia (39%)</p>
            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/tra-il-2017-e-il-2018-accolte-oltre-il-64-delle-richieste-di-accesso/">Tra il 2017 e il 2018 accolte oltre il 64% delle richieste di accesso</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/tra-il-2017-e-il-2018-accolte-oltre-il-64-delle-richieste-di-accesso/">Richieste di accesso civico generalizzato tra il 2017 e il 2018</a></h3>
                                    </div>
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                             aria-labelledby="chart_53902_tab3"><p>Non sono considerati i ministeri dell’interno e dell’istruzione (che non hanno pubblicato i registri), il ministero della giustizia (il cui registro non consente di identificare le richieste di accesso generalizzato) e quello delle infrastrutture (non risulta un numero significativo di richieste di accesso a cui l’amministrazione ha risposto nei termini di legge). I dati della presidenza del consiglio includono anche i dati dei ministeri Pa, affari regionali, sud e la famiglia.</p>
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                                            <strong>FONTE: </strong>dati ed elaborazione openpolis                                                            </p>
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                            <p><label for="embed-chart-53902"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-53902" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                </div>

                            </div>

			
<p><strong>La media dei tempi di risposta è nel complesso contenuta nei 30 giorni previsti dalla legge. </strong>Fanno eccezione il ministero dell’ambiente nel 2017 (44 giorni), il ministero della salute nel 2017 (38 giorni), il ministero dell’economia nel 2017 (37 giorni) ed il della difesa nel 2018 (37 giorni). <strong>Ad eccezione proprio del ministero della difesa, in tutti gli altri casi il 2018 ha segnato un miglioramento nei tempi di risposta rispetto al 2017.</strong></p>
        <section class="blockquote">
							<p>Generalmente rispettato il termine di 30 giorni per rispondere.</p>
<p>
			        </section>
		
<p>Come noto, in caso di diniego, è possibile richiedere un riesame della richiesta. Tra il 2017 e il 2018, tra i ministeri presi in considerazione sono state fatte 61 richieste di riesame, di cui ben 13 a quello difesa, amministrazione più coinvolta. Più in generale nonostante oltre il 63% delle richieste si sono concluse con un diniego, va comunque sottolineato che tra accolte e parzialmente accolte, <strong>i riesami che hanno segnato un cambio rispetto alla prima richiesta sono stati il 36%.</strong></p>
<p>È importante sottolineare l’elevata percentuale di richieste di riesame accolte dal responsabile dell’anticorruzione, che ha così modificato l’originario orientamento negativo dell’ufficio competente. Non è stato invece possibile elaborare i dati sull'esito dei ricorsi al tar e al consiglio di stato perché pochi registri forniscono tale informazione.</p>
            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/accolte-il-37-delle-richieste-di-riesame/">Accolte il 37% delle richieste di riesame di accesso civico</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/accolte-il-37-delle-richieste-di-riesame/">Richieste di riesame nel biennio 2017/2018, per esito</a></h3>
                                    </div>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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			        			                                <div id="chart_53908_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_53908_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_53908_tab3"><p>Non sono considerati i ministeri dell’interno e dell’istruzione (che non hanno pubblicato i registri), il ministero della giustizia (il cui registro non consente di identificare le richieste di accesso generalizzato) e quello delle infrastrutture (non risulta un numero significativo di richieste di accesso a cui l’amministrazione ha risposto nei termini di legge). I dati della presidenza del consiglio includono anche i dati dei ministeri Pa, affari regionali, sud e la famiglia.</p>
</div>
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                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>dati ed elaborazione openpolis                                                            </p>
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						                                                <div title="Scarica dati CSV" class="opmag-chart-action-data-btn" data-param-filename="accolte-il-37-delle-richieste-di-riesame"></div>
						                        
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                            <p><label for="embed-chart-53908"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-53908" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                </div>

                            </div>

			
<h3>Cosa non funziona e la nuova circolare del ministero</h3>
<p>Un'analisi basata sui dati permette di far emergere numerosi aspetti possibilmente critici della questione.<strong> Uno su tutti riguarda l'attendibilità dei dati messi a disposizione.</strong></p>
<p>Fino al 2017 il centro nazionale di competenza per il Foia, istituito presso il dipartimento funziona pubblica della presidenza del consiglio, pubblicava i dati relativi ai registri per gli accessi dei singoli ministeri. Cosa che ha smesso di fare con l'inizio del 2018. Analizzando <a href="http://www.foia.gov.it/monitoraggio-foia/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">proprio i dati del monitoraggio per il 2017</a>, emergono delle divergenze, in alcuni casi anche significative (ad esempio con riferimento ai ministeri dell’economia e finanze e della salute) con i dati invece resi disponibili ad oggi sui siti dei ministeri. <strong>Questo è un chiaro segnale della necessità di migliorare i sistemi di archiviazione e rielaborazione dei dati.</strong></p>
<p>Non solo proprio per la difformità nella tipologia e nella qualità dei dati messi a disposizione, un vero monitoraggio, necessario per una piena comprensione della materia, ad oggi risulta essere molto difficile.</p>
        <section class="blockquote">
							<p>I cittadini hanno difficoltà ad individuare l'amministrazione competente a cui sottoporre le richieste.</p>
<p>
			        </section>
		
<p>Altro elemento non da sottovalutare è <strong>la difficoltà dei cittadini di individuare l'amministrazione competente a cui presentare la richiesta di accesso.</strong> Nei registri della presidenza del consiglio e del ministero dell’economia emerge per esempio un numero significativo di richieste smistate ad altri ministeri per ragioni di competenza in materia. Nel 2018 su 223 richieste ricevute, ben 82 (il 36%) sono state inoltrare ad un'altra amministrazione, in quanto quella di competenza per la materia specifica.</p>
        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="http://www.foia.gov.it/circolare-foia-2019-novita-introdotte/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Circolare Foia<br />
<br><strong>Scopri le principali novità</strong></a>.</p>
        </section>
		
<p>La necessità di adottare nuovi strumenti per facilitare la corretta individuazione dell’amministrazione competente è sottolineata anche dalla <a href="http://www.foia.gov.it/adottata-la-circolare-foia-n-1-2019/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">circolare Foia</a> dal ministro per la Pa Bongiorno (<a href="http://www.funzionepubblica.gov.it/sites/funzionepubblica.gov.it/files/Circolare_FOIA_n_1_2019.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">n. 1/2019</a>). <strong>Tra le novità infatti la predisposizione di uno strumento tecnologico da parte dal dipartimento per la funziona pubblica per aiutare i cittadini nel formulare le richieste d'accesso</strong>, e quindi anche individuare sia l'amministrazione corretta che la tipologia di accesso da attivare (documentale, civico semplice o generalizzato). Strumento che sarà messo a disposizione sul sito <a href="http://www.foia.gov.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">foia.gov.it</a> proprio per agevolare i richiedenti in tutti le fasi dell'iter. <strong>Sarà interessante monitorare come e quando sarà reso pubblico questo servizio, e valutarne l'efficacia.</strong></p>
<p>Le amministrazioni sono poi chiamate a pubblicare nei rispettivi siti istituzionali il registro degli accessi e la modulistica per la presentazione delle istanze di accessi civico generalizzato, nonché a integrare i rispettivi sistemi di gestione del protocollo informatico per tracciare i procedimenti di accesso in tutte le fasi. La circolare precisa infine i contenuti dei registri, al fine di definire standard comuni a tutte le amministrazioni coinvolte.</p>
<h3>Come funziona il Foia in Italia, aggiornata la nostra pubblicazione</h3>
        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Come funziona il Foia in Italia</p>
<p></p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2019/06/Come-funziona-il-Foia-in-Italia_Openpolis.pdf" target="_blank" rel="noopener">Scarica</a></p></div>
				            </div>
        </section>
		
<p>Abbiamo aggiornato il manuale sul funzionamento del diritto di accesso nel nostro paese. Oltre alle novità di giurisprudenza, abbiamo anche aggiunto un glossario e le indicazioni bibliografiche del lavoro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/registro-degli-accessi-come-si-stanno-comportando-i-ministeri/">Registro degli accessi, come si stanno comportando i ministeri</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
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