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	<title>Massimiliano Fedriga Archivi - Openpolis</title>
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	<lastBuildDate>Tue, 11 Jul 2023 13:34:20 +0000</lastBuildDate>
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		<title>I presidenti di regione e il limite dei due mandati</title>
		<link>https://www.openpolis.it/i-presidenti-di-regione-e-il-limite-dei-due-mandati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[michele vannucchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Jul 2023 13:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=264105</guid>

					<description><![CDATA[<p>Negli scorsi giorni si è riacceso il dibattito sul limite dei due mandati per i presidenti di regione. Nei territori interessati le elezioni non dovrebbero tenersi prima del 2025, ma sarebbe opportuno che la questione venisse risolta prima di arrivare all'appuntamento elettorale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/i-presidenti-di-regione-e-il-limite-dei-due-mandati/">I presidenti di regione e il limite dei due mandati</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>In Italia una legge stabilisce che i presidenti di regione non possano ricoprire il loro incarico per più di due mandati consecutivi.</strong> Nonostante questo però non sono mancati in passato casi di presidenti che si sono candidati per un terzo incarico.</p>



<p><strong>La questione è tornata di attualità negli scorsi giorni a causa di una polemica interna al Partito democratico (Pd). </strong>La nuova segretaria <a href="https://www.lastampa.it/politica/2023/07/03/news/elly_schlein_pd_de_luca-12890671/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Elly Schlein</a> infatti ha sottolineato come la legge escluda la possibilità di un terzo mandato. Una posizione che l&#8217;ha posta in aperto conflitto con il presidente della Campania. <strong>Già da tempo infatti <strong>Vincenzo De Luca</strong></strong> <strong>ha espresso la sua volontà di <a href="https://www.salernotoday.it/attualita/de-luca-ricandidatura-scuola-sanita-governo-campania.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ricandidarsi</a></strong> nonostante stia attualmente svolgendo il suo secondo incarico.</p>



<p>Ma la questione non riguarda solo De Luca. Rimanendo in area Pd infatti sembra che anche il presidente della Puglia <a href="https://www.ansa.it/puglia/notizie/2023/02/09/regioni-emiliano-terzo-mandatose-ce-bisogno-sono-disponibile_3dd088a9-2281-47c0-9a4a-15d5a031ec18.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Michele Emiliano</a> sia intenzionato a ricandidarsi, nonostante il limite posto dalla legge nazionale.</p>



<p>Ma un <strong>discorso analogo vale anche per alcuni presidenti di centro destra</strong>, come <a href="http://www.regioni.it/newsletter/n-4446/del-27-01-2023/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Luca Zaia </a>(Lega), che in Veneto è già al terzo mandato, e <a href="https://www.genovatoday.it/politica/toti-terzo-mandato-presidente-regione-liguria.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Giovanni Toti</a> (Forza Italia), al secondo incarico in Liguria.</p>



<p><strong>Più in generale comunque, tutto il fronte dei presidenti di regione sembra contrario a questo limite.</strong> Una posizione discutibile, anche se certamente un intervento per uniformare la materia in tutte le regioni sarebbe più che opportuno.</p>


<div id="il-limite-dei-due-mandati-per-i-presidenti-di-regione-e-imposto-da-una-legge-nazionale-in-passato-tuttavia-e-stato-considerato-non-applicabile" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<h3 class="wp-block-heading">Il limite dei due mandati e una legge ampiamente disapplicata</h3>



<p>Come accennato, il divieto di ricoprire per più di due volte consecutive il ruolo di presidente di regione è chiaramente stabilito da una legge nazionale.</p>


        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>le regioni disciplinano con legge i casi di ineleggibilità nei limiti dei seguenti principi fondamentali: [&#8230;]<br />
f) previsione della non immediata rieleggibilità allo scadere del secondo mandato consecutivo del Presidente della Giunta regionale eletto a suffragio universale e diretto [&#8230;].</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2004-07-02;165!vig=2023-07-05" target="_blank">&#8211; L. 165/2004, art. 2 c. 1 lett. f</a>
									            </div>
        </section>
		


<p>Questa norma, attuativa dell&#8217;articolo <a href="https://www.senato.it/istituzione/la-costituzione/parte-ii/titolo-v/articolo-122" target="_blank" rel="noreferrer noopener">122 della costituzione</a>, sembra in effetti piuttosto chiara, almeno a una prima lettura.</p>


        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Il terzo mandato del Presidente di regione</p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="https://www.nuoveautonomie.it/wp-content/uploads/2021/12/Galdi.pdf" target="_blank" rel="noopener"> di fronte al limite dei princìpi fondamentali</a></p>
</div>
				            </div>
        </section>
		



<p><strong>Di diverso avviso però si sono mostrati diversi giudici di merito</strong>, quando la questione si è posta prima in Lombardia ed Emilia-Romagna, con gli ex presidenti Formigoni e Errani, e poi in Veneto, con l&#8217;attuale presidente Zaia.</p>



<p>Queste decisioni, pur riguardando casi parzialmente diversi, si sono basate sull&#8217;orientamento adottato fino a quel momento dalla corte costituzionale e dalla corte di cassazione. La questione centrale riguarda il fatto che <strong>una legge quadro non dovrebbe essere specifica.</strong> I<strong> principi fondamentali che esprime quindi non dovrebbero essere applicati direttamente.</strong></p>



<p><strong>Secondo questa interpretazione dunque, la legge 165/2004 non inserisce direttamente un limite di due mandati, ma piuttosto l&#8217;obbligo per le regioni di inserire tale limite nella legge elettorale.</strong></p>



<p>In aggiunta l&#8217;articolo 5 della <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge.costituzionale:1999-11-22;1!vig=2023-07-06" target="_blank" rel="noreferrer noopener">legge costituzionale 1/1999</a> prevede che nelle more dell&#8217;adozione di nuove leggi elettorali regionali si applicano le regole previste in precedenza. Regole che non includevano alcun limite di mandati.</p>



<p><strong>Un po&#8217; diverso invece è il caso del Veneto.</strong> Qui infatti nel 2012 la prima giunta guidata da Luca Zaia ha approvato una <a href="https://www.consiglioveneto.it/web/crv/dettaglio-legge?catStruttura=LR&amp;anno=2012&amp;numero=5&amp;tab=vigente" target="_blank" rel="noreferrer noopener">legge elettorale regionale</a> inserendo il limite dei due mandati. Una norma transitoria della legge elettorale tuttavia ha previsto che tale limite si applicasse esclusivamente agli incarichi ricoperti dopo l&#8217;approvazione della legge stessa.</p>


<div id="attualmente-in-7-regioni-il-presidente-in-carica-e-almeno-al-secondo-mandato-in-4-di-queste-anche-la-legislazione-regionale-prevede-il-limite-dei-2-mandati" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<h3 class="wp-block-heading">I presidenti in carica al secondo o terzo mandato</h3>



<p>Con queste premesse <strong>si potrebbe dunque pensare che il limite dei due mandati sancito con legge nazionale non sia effettivamente applicabile, almeno per quelle regioni che non hanno disciplinato la materia.</strong> La questione però, come vedremo, risulta più complicata di così.</p>



<p><strong>Attualmente sono 7 le regioni in cui il presidente è al secondo, se non al terzo, mandato consecutivo:</strong> Campania, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Puglia e Veneto.</p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">7 </span>le regioni in cui il presidente è almeno al secondo mandato consecutivo.</p>
			        </section>
		


<p><strong>Tra queste però  4 regioni hanno inserito nella propria legge elettorale il limite dei due mandati</strong> e quindi, a legislazione vigente, i presidenti in carica non dovrebbero avere appigli per ricandidarsi.</p>


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                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-presidenti-di-regione-con-due-o-piu-mandati/">I presidenti di regione con due o più mandati</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-presidenti-di-regione-con-due-o-piu-mandati/">I presidenti di regione che stanno ricoprendo almeno il secondo mandato consecutivo, le leggi elettorali in vigore nelle rispettive regioni e l&#8217;eventuale inclusione del vincolo di due mandati</a></h3>
                                    </div>
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                             aria-labelledby="chart_264261_tab3"><p>Per ciascuna regione in cui è in carica un presidente eletto a suffragio universale diretto che sta ricoprendo almeno il secondo mandato sono indicati: il partito di riferimento, il numero di mandati in carica, l&#8217;anno in cui è prevista la fine della legislatura e dunque le elezioni successive, la legge elettorale regionale vigente e l&#8217;eventuale previsione di un limite al numero di mandati che possono essere svolti dal presidente. Tale limite è in effetti imposto da una legge quadro nazionale (<a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2004-07-02;165!vig=2023-07-05" target="_blank" rel="noopener">L. 165/2004</a>). L&#8217;applicabilità di tale limite senza che questo sia recepito dalle norme regionali tuttavia è messa in discussione.</p>
</div>
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                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>openpolis                                                                <br>(ultimo aggiornamento: giovedì 6 Luglio 2023)
                                        </p>
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<div id="in-campania-puglia-e-liguria-la-legge-regionale-non-lo-prevede-e-non-e-chiaro-se-debba-prevalere-questa-o-la-legge-nazionale" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<h3 class="wp-block-heading">Le regioni che non prevedono un limite ai mandati</h3>



<p><strong>Per i presidenti di Puglia, Campania e Liguria invece la situazione è un po&#8217; diversa.</strong> Le leggi elettorali di queste regioni infatti non prevedono alcun limite ai mandati dei presidenti, o almeno non esplicitamente. In ciascuna di queste leggi in effetti è incluso un passaggio in cui si afferma l&#8217;applicabilità di altre norme non incompatibili.</p>



<p>Questi tre casi comunque presentano una significativa differenza rispetto a quelli sin qui analizzati. <strong>Le leggi elettorali delle 3 regioni citate infatti sono tutte successive all&#8217;approvazione della legge quadro (2004).</strong> </p>



<p>Ricandidandosi quindi i presidenti si esporrebbero al r<strong>ischio di ricorsi da parte dei propri avversari politici e a un possibile rinvio alla corte costituzionale.</strong> Per quanto complessa resti la materia, la consulta si troverebbe quindi a giudicare delle <strong>leggi elettorali regionali che hanno chiaramente ignorato i principi generali stabiliti con legge della repubblica.</strong> Lo stesso peraltro potrebbe accadere se una o più di queste regioni scegliesse di adottare la strategia usata in Veneto.</p>



<p><strong>Certo resta aperta la questione dell&#8217;autoapplicazione di quella che dovrebbe essere una legge quadro.</strong> Tuttavia se è vero che i giudici di merito in passato hanno seguito l&#8217;orientamento espresso dalle due massime corti italiane è altrettanto vero che<strong> la corte costituzionale non si è mai occupata direttamente di questa specifica questione.</strong></p>


        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Personalismi regionali all’opera</p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="https://www.osservatorioaic.it/images/rivista/pdf/2021_6_14_Cafiero.pdf" target="_blank" rel="noopener">Riflessioni sulla prospettata riforma della legge elettorale campana</a></p>
</div>
				            </div>
        </section>
		



<p>Inoltre nel corso degli anni l&#8217;orientamento del giudice delle leggi si è evoluto, interpretando in modo meno rigido il principio secondo cui una legge quadro non può mai essere autoapplicativa.</p>



<p>D&#8217;altronde <strong>se venisse confermata la prevalenza della legge regionale, il rischio sarebbe quello di permettere ai presidenti di eludere il divieto posto dalla legge nazionale evitando semplicemente di legiferare.</strong></p>


<div id="la-conferenza-delle-regioni-ha-proposto-al-parlamento-di-modificare-la-legge-aumentando-il-limite-a-3-mandati" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<h3 class="wp-block-heading">La posizione dei presidenti e una possibile riforma</h3>



<p>Al di là di queste considerazioni però, come accennato, <strong>i presidenti di regione sembrano voler superare in un modo o nell&#8217;altro il limite imposto dalle norme statali in vigore.</strong></p>



<p>Sia il governatore del Veneto <a href="http://www.regioni.it/newsletter/n-4446/del-27-01-2023/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Zaia</a> che quello della Campania <a href="https://video.repubblica.it/edizione/napoli/pd-de-luca-terzo-mandato-schlein-cacicca-ante-litteram-ne-ha-gia-tre/448511/449477" target="_blank" rel="noreferrer noopener">De Luca</a> ad esempio, hanno esplicitamente contestato la ratio di questa norma. Pur esprimendosi in modo differente entrambe le loro argomentazioni <strong>contestano che tale limite sia imposto, a parer loro senza ragioni, solo ai sindaci e ai presidenti di regione.</strong> Mentre al contrario nessun limite si applica ai membri del governo, ai parlamentari (europei e nazionali) ai consiglieri regionali o comunali.</p>



<p><strong>Tuttavia nell&#8217;ordinamento italiano questi sono gli unici 2 incarichi monocratici al vertice di un organo politico esecutivo cui si accede con elezione diretta sul modello del presidenzialismo americano.</strong> Incarichi che peraltro sono titolari di un potere notevole nell&#8217;ambito del proprio livello di governo. Non a caso anche il modello americano prevede questo limite per il ruolo di presidente, mentre lo stesso non vale per i suoi ministri o per i parlamentari.</p>



<p>D&#8217;altronde è la stessa legge quadro a esprimere esplicitamente questa distinzione. Il vincolo infatti è imposto solo nel caso in cui sia adottata una legge elettorale che prevede l&#8217;elezione diretta del presidente. Se una regione si dota invece di un modello istituzionale di tipo parlamentare, come ad esempio la Valle d&#8217;Aosta, tale limite non si applica.</p>



<p><strong>La <a href="https://www.senato.it/application/xmanager/projects/leg19/attachments/documento_evento_procedura_commissione/files/000/427/121/Conferenza_Regioni_Province_autonome.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">posizione ufficiale</a> della conferenza delle regioni risulta più moderata</strong> rimanendo nondimeno piuttosto decisa. Recentemente interpellata rispetto alle proposte di legge di riforma delle province la conferenza ha infatti <strong>sostenuto la necessità di portare a 3 il limite di mandati.</strong> Anche in questo caso però <strong>il limite è inteso dal momento dell&#8217;approvazione delle nuove leggi regionali.</strong> In questo modo dunque si annullerebbero i mandati passati o in corso. <strong>Un previsione che consentirebbe (se eletti) ai presidenti al secondo incarico di arrivare fino a un quinto mandato.</strong></p>



<p>Certo non è affatto scontato che il governo decida di spendersi su questa questione. Bisogna tenere presente comunque che i presidenti di regione sono figure importanti, tanto nel panorama politico generale quanto nei rispettivi partiti. <strong>Non si può quindi escludere che la maggioranza, a maggior ragione nell&#8217;ambito di una riforma degli enti locali, decida di avallare la loro posizione.</strong></p>



<p>In ogni caso se questo non dovesse accadere almeno i presidenti di Campania, Puglia e Liguria potrebbero comunque decidere di candidarsi. Un eventuale sentenza che dichiari illegittimo il terzo mandato arriverebbe infatti, con tutta probabilità, dopo le elezioni.</p>



<p>Foto: Vincenzo De Luca (<a href="https://www.facebook.com/photo/?fbid=816899373127546&amp;set=pb.100044224729669.-2207520000" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Facebook</a>)</p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Fedriga è il nuovo presidente della conferenza delle regioni</title>
		<link>https://www.openpolis.it/fedriga-e-il-nuovo-presidente-della-conferenza-delle-regioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[michele vannucchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Apr 2021 13:29:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=134779</guid>

					<description><![CDATA[<p>Con la nomina di Fedriga a presidente e di Emiliano a vicepresidente sono stati rinnovati i vertici della conferenza delle regioni. Un esponente della Lega dunque va a ricoprire un ulteriore incarico istituzionale in un organo che in questi mesi ha assunto un'inedita centralità.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Nei giorni scorsi Massimiliano Fedriga (Lega), presidente del Friuli Venezia-Giulia, è stato nominato presidente della conferenza delle regioni.</strong> L&#8217;esponente leghista ha quindi preso il posto di Stefano Bonaccini (Pd), presidente dell&#8217;Emilia-Romagna, che era in carica dal 2015. Che la presidenza quest&#8217;organo andasse a un presidente di regione di centro-destra era abbastanza scontato. Era meno ovvio invece che la scelta ricadesse proprio su Fedriga.</p>
<p>Sono diversi anni ormai che le regioni hanno assunto un ruolo rilevante nella politica Italiana, e con loro la conferenza che le riunisce. <strong>Con l&#8217;arrivo del coronavirus però le regioni hanno assunto un&#8217;inedita centralità</strong> a causa della competenza concorrente che la costituzione gli attribuisce in campo sanitario.</p>
<p>        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Nelle materie di legislazione concorrente spetta alle Regioni la potestà legislativa, salvo che per la determinazione dei principi fondamentali, riservata alla legislazione dello Stato.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.senato.it/1025?sezione=136&articolo_numero_articolo=117" target="_blank">- Art. 117 della costituzione</a>
									            </div>
        </section>
		</p>
<h3>L&#8217;importanza della conferenza delle regioni durante la pandemia</h3>
<p>La conferenza delle regioni è nata nel 1985 ma è dopo la riforma del titolo V della costituzione, approvata nel 2001, che quest&#8217;organo ha assunto maggiore importanza.</p>
<p>        <section class="glossary">
            <div>
                <mark>
																		La conferenza delle regioni è la sede in cui si incontrano i presidenti di regione per adottare una linea comune nei confronti dei provvedimenti espressi dal governo nazionale.</br>
											                </mark>
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/che-cose-la-conferenza-delle-regioni-e-delle-autonomie-locali/">
                "Che cos&#8217;è la conferenza delle regioni e delle autonomie locali"</a></span>

            </div>
        </section>
		</p>
<p>Infatti con l&#8217;attribuzione di alcune competenze concorrenti tra stato e regioni, queste hanno assunto molta più rilevanza negli ultimi 20 anni rispetto al periodo precedente. Peraltro<strong> la materia più importante su cui le regioni esercitano la propria competenza è quella sanitaria. Per questo il loro ruolo è diventato ancora più centrale in questo anno caratterizzato dalla lotta al coronavirus.</strong></p>
<p>        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p> la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome ha acquisito un ruolo centrale nella concertazione istituzionale, reso ancora più evidente in questi mesi vissuti all’insegna dell’emergenza per una pandemia che non ha dato tregua.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="http://www.regioni.it/home/massimiliano-fedriga-presidente-conferenza-regioni-2763/" target="_blank">- Massimiliano Fedriga</a>
									            </div>
        </section>
		</p>
<p>Ma se è nella conferenza delle regioni che i presidenti cercano una mediazione tra le loro opinioni <strong>è poi nella conferenza stato-regioni che queste devono cercare di armonizzare le proprie posizioni con quelle del governo centrale.</strong></p>
<p>        <section class="glossary">
            <div>
                <mark>
																		La conferenza stato-regioni, rappresenta la principale sede di confronto e coordinamento tra le prerogative dello stato e quelle degli enti regionali.</br>
											                </mark>
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/che-cose-la-conferenza-stato-regioni/">
                "Che cos’è la conferenza stato-regioni"</a></span>

            </div>
        </section>
		</p>
<h3>Il conflitto di competenze</h3>
<p>Nonostante questi due organi e il lavoro di mediazione svolto dall&#8217;ex presidente Bonaccini, riconosciuto come molto positivo anche dal suo successore Fedriga,<strong> nel corso di questo difficile anno sono stati molti i contrasti tra le regioni e il governo centrale.</strong></p>
<p>        <section class="blockquote">
							<p>La crisi da Covid-19 ha fatto emergere molti conflitti di attribuzioni tra le competenze dello stato e delle regioni.</p>
<p>
			        </section>
		</p>
<p>Infatti se da un lato l&#8217;articolo 117 della costituzione attribuisce allo stato in ambito sanitario solo la determinazione dei principi fondamentali, lasciando invece alle regioni la potestà legislativa, dall&#8217;altro <strong>molti altri articoli della costituzione indicano piuttosto chiaramente che in una situazione di emergenza come quella che stiamo attraversando sono le competenze dello stato centrale a prevalere.</strong> È sempre l&#8217;articolo 117 infatti a indicare in maniera esplicita che lo stato ha competenza esclusiva in tema di profilassi internazionale.</p>
<p>Nonostante questo i confini specifici delle competenze statali e regionali sono risultati poco chiari in molte occasioni e <strong>nella maggior parte dei casi è stata proprio la conferenza stato-regioni la sede in cui sono stati discussi questi profili di incertezza.</strong></p>
<p>        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Corte costituzionale</p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2021/04/pronuncia_4_2021.pdf" target="_blank" rel="noopener">Ordinanza 4/2021</a></p></div>
				            </div>
        </section>
		</p>
<p><strong>Questi organi hanno quindi svolto una funzione fondamentale anche se non sempre è risultata sufficiente.</strong> Non a caso è stata necessaria una sentenza della corte costituzionale per ribadire il primato dello stato nella gestione della pandemia.</p>
<h3>L&#8217;equilibrio politico tra le regioni</h3>
<p>Il mandato di Stefano Bonaccini, iniziato nel 2015 si sarebbe dovuto concludere alla fine del 2020. Tuttavia, vista la situazione di emergenza e la mancanza di un accordo unitario sul successore, è stato deciso di <a href="https://www.open.online/2021/02/24/presidente-conferenza-regioni-zaia-dopo-bonaccini/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">prorogare</a> il mandato del presidente dell&#8217;Emilia-Romagna per alcuni mesi.</p>
<p>        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="http://www.regioni.it/show.php?id_pagina=26" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Regolamento della conferenza delle regioni<br><strong>Leggi</strong></a>.</p>
        </section>
		</p>
<p>Già dall&#8217;ultima tornata di elezioni regionali però era diventato ovvio che il successore di Bonaccini sarebbe stato di centro destra, e con tutta probabilità un esponente della Lega. <strong>Il centro destra infatti governa ormai la maggioranza assoluta delle regioni ed è la Lega il partito con il maggior numero di presidenti.</strong></p>
<p>        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/conferenza-stato-regioni-a-maggioranza-di-centrodestra-rischio-paralisi/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Conferenza stato-regioni a maggioranza di centrodestra<br><strong>Leggi</strong></a>.</p>
        </section>
		</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">15 su 21 </span>i membri della conferenza appartenenti al centrodestra.</p>
			        </section>
		</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-centrodestra-esprime-la-maggioranza-dei-presidenti-di-regione/">Il centrodestra esprime la maggioranza dei presidenti di regione</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-centrodestra-esprime-la-maggioranza-dei-presidenti-di-regione/">Composizione attuale della conferenza delle regioni per appartenenza politica</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0">
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis su dati conferenza delle regioni                                                                <br>(ultimo aggiornamento: martedì 13 Aprile 2021)
                                        </p>
                </div>
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			</p>
<h3>La nomina di Fedriga alla presidenza</h3>
<p>Secondo alcune <a href="https://www.repubblica.it/politica/2020/11/02/news/conferenza_regioni_successione_bonaccini-272795004/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ricostruzioni</a>, dopo un mandato da vicepresidente della conferenza, il governatore della Liguria Toti (Cambiano) sarebbe stato interessato alla guida dell'organo collegiale delle regioni. Tuttavia gli equilibri politici all'interno della conferenza delle regioni suggerivano piuttosto chiaramente che<strong> sarebbe stato un presidente leghista ad assumerne la guida.</strong></p>
<p>        <section class="blockquote">
							<p>Zaia era considerato il candidato più ovvio per succedere a Bonaccini.</p>
<p>
			        </section>
		</p>
<p><strong>In molti però avevano avanzato l'ipotesi che il posto sarebbe stato occupato dal presidente del Veneto, Luca Zaia</strong> che a settembre era stato rieletto nella sua regione con il 76% dei voti. Anche per questo però Zaia è considerato un potenziale avversario interno del segretario nella leadership del partito. Secondo molti quindi Salvini non avrebbe gradito la nomina di Zaia in una posizione che conferisce una certa visibilità a livello nazionale.</p>
<p>        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/04/09/conferenza-delle-regioni-fedriga-presidente-il-leghista-fedele-e-istituzionale-che-a-salvini-piace-piu-di-zaia/6160929/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Leggi<br><strong>Il fatto quotidiano</strong></a>.</p>
        </section>
		</p>
<p>Sulla carta un'altra possibilità sarebbe stata che la scelta ricadesse su Attilio Fontana, presidente della Lombardia. Un'altra regione molto importante da cui peraltro proviene Matteo Salvini. Tuttavia la contestata gestione della grave crisi sanitaria da parte della giunta Fontana ha reso questa strada impercorribile e alla fine la scelta è ricaduta su Fedriga.</p>
<p>        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/nonostante-i-cambi-al-vertice-continuano-i-problemi-in-lombardia/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Nonostante i cambi al vertice continuano i problemi in Lombardia<br><strong>Leggi</strong></a>.</p>
        </section>
		</p>
<h3>La nomina di Emiliano alla vicepresidenza</h3>
<p>Le dinamiche dei rapporti interni a partiti e coalizioni nel rinnovo della conferenza delle regioni non sono state osservate soltanto nel centro destra. Oltre al presidente infatti la conferenza ha nominato anche un vice che, per <a href="https://www.ansa.it/molise/notizie/2021/04/09/regioni-toma-bonaccini-ha-guidato-conferenza-con-equilibrio_0fd88aa2-f91b-4943-b43f-31e6f7c1ff15.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">prassi</a>, viene scelto tra gli esponenti della minoranza politica all'interno dell'organo.</p>
<p>        <section class="blockquote">
							<p>Michele Emiliano e Vincenzo De Luca si sono contesi il ruolo di vicepresidente.</p>
<p>
			        </section>
		</p>
<p><strong>Nel contesto attuale quindi la vicepresidenza doveva andare a un esponente di centro sinistra, </strong>magari di una regione del mezzogiorno.<strong> Proprio per questo fino a poco prima dell'elezione erano i presidenti della Puglia, Michele Emiliano, e quello della Campania, Vincenzo De Luca</strong>, entrambi del Partito democratico (Pd), a contendersi la posizione.</p>
<p>        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.ansa.it/molise/notizie/2021/04/09/regioni-toma-bonaccini-ha-guidato-conferenza-con-equilibrio_0fd88aa2-f91b-4943-b43f-31e6f7c1ff15.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Leggi l'<br><strong>Ansa</strong></a>.</p>
        </section>
		</p>
<p><strong>La scelta dei presidenti alla fine è ricaduta su Emiliano</strong>, forse anche a causa dell'atteggiamento piuttosto conflittuale che in varie occasioni ha caratterizzato il rapporto tra il presidente campano e il governo centrale. Contrasti che a pochi giorni di distanza dal rinnovo dei vertici della conferenza delle regioni hanno portato De Luca a ipotizzare un boicottaggio della conferenza stato-regioni.</p>
<p>        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Se per aprile non arriveranno in Campania i duecentomila vaccini in meno che ci hanno sottratto nei tre mesi che abbiamo alle spalle, prenderemo misure clamorose. Intanto non parteciperemo più alle riunioni della conferenza Regioni-Stato, perché non intendiamo più essere presi in giro.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="http://www.regioni.it/news/2021/04/12/vaccino-de-luca-non-parteciperemo-a-conferenza-stato-regioni-633686/" target="_blank">- Vincenzo De Luca</a>
									            </div>
        </section>
		</p>
<h3>Il rapporto col governo centrale</h3>
<p><strong>Quando con la scorsa tornata di elezioni regionali è diventato evidente che la conferenza delle regioni sarebbe stata guidata dal centro destra, è sorta la questione di come si sarebbero svolti i rapporti tra quest'organo e il governo giallo rosso guidato da Giuseppe Conte.</strong></p>
<p>Certo è successo in molte occasioni che il governo nazionale e la presidenza della conferenza delle regioni fossero di colore opposto, ma come abbiamo visto non era mai capitato prima che quest'organo assumesse un ruolo così centrale nelle dinamiche istituzionali. Inoltre anche con Bonaccini come presidente non erano mancati i contrasti con il secondo governo Conte.</p>
<p>        <section class="blockquote">
							<p>Con la nascita del governo Draghi cambia anche il ruolo politico che la Lega può giocare attraverso la conferenza delle regioni.</p>
<p>
			        </section>
		</p>
<p><strong>Tuttavia la nascita del governo Draghi ha completamente cambiato il contesto</strong>. La Lega è entrata a far parte della maggioranza ed esprime diversi ministri all'interno della compagine di governo. Inoltre se con il precedente esecutivo il ruolo di ministro per gli affari regionali era svolto da Francesco Boccia (Pd), oggi è un'esponente di Forza Italia a ricoprire questo incarico, Maria Stella Gelmini.</p>
<p><strong>Se nel contesto precedente la presidenza leghista aveva le caratteristiche per diventare uno strumento di contestazione delle politiche del governo centrale, oggi questa dinamica deve essere letta in modo diverso.</strong></p>
<p>Certo nel primo incontro con il governo in sede di conferenza stato-regioni Fedriga ha presentato delle proposte di linee guida per la <a href="http://www.regioni.it/comunicato-stampa/2021/04/15/riaperture-fedriga-da-regioni-ok-a-linee-guida-634083/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">riapertura</a> di alcuni settori. Un passo che probabilmente sarà stato apprezzato dal leader della Lega Salvini che ha puntato molto sulle riaperture, almeno da un punto di vista comunicativo. Detto questo però <strong>dall'altra parte del tavolo, oltre alla ministra Gelmini, Fedriga ha trovato e troverà in futuro altri ministri appartenenti al centro-destra, se non alla stessa Lega</strong>. Sarà quindi interessante capire quale approccio adotterà in queste interlocuzioni e quali saranno le ripercussioni sulla maggioranza di governo e tra gli alleati di centro-destra.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Foto Credit: </strong>Massimiliano Fedriga - <a href="https://www.facebook.com/massimilianofedriga/photos" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Facebook</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/fedriga-e-il-nuovo-presidente-della-conferenza-delle-regioni/">Fedriga è il nuovo presidente della conferenza delle regioni</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ai neo governatori chiediamo di non creare (nuove) incompatibilità</title>
		<link>https://www.openpolis.it/ai-neo-governatori-chiediamo-di-non-creare-nuove-incompatibilita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele De Bernardin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Feb 2020 08:30:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=66736</guid>

					<description><![CDATA[<p>A Bonaccini e Santelli chiediamo di non creare nuove incompatibilità, evitando di nominare in giunta membri del parlamento. Sollecitiamo poi rapide dimissioni dalla camera dei deputati da parte della neo governatrice della Calabria.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/ai-neo-governatori-chiediamo-di-non-creare-nuove-incompatibilita/">Ai neo governatori chiediamo di non creare (nuove) incompatibilità</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Da inizio legislatura ogni elezione regionale ha portato con sé un alto numero di incompatibilità. Sei degli 11 governatori eletti dalle ultime elezioni nazionali provenivano infatti dal parlamento, ruoli che da costituzione non possono essere svolti contemporeaneamente.</p>
<p>Ultimo caso in ordine di tempo è quello di Jole Santelli, che ora dovrà quindi dimettersi dalla camera dei deputati. A lei, oltre che chiedere dimissioni tempestive, e anche al neo eletto governatore dell&#8217;Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, chiediamo attenzione nella nomina delle loro giunte. Evitare di nominare attuali membri del parlamento nel governo regionale scongiurerebbe il rischio di nuove incompatibilità.</p>
<h3>Doppi incarichi incompatibili</h3>
<p>Il nostro sistema legislativo prevede una serie di norme per rendere la gestione delle istituzioni più equa. Alcuni incarichi infatti non si possono svolgere contemporaneamente, per evitare possibili conflitti di interesse. Le varie forme di incompatibilità sono stabilite dalla legge, ma soprattutto dalla costituzione.</p>
<p>        <section class="dossier">
            <div>
															Incandidabilità, ineleggibilità e incompatibilità<br />
									                <span class="read-more"><a href="https://www.openpolis.it/esercizi/i-limiti-al-cumulo-di-incarichi-politici/">"Caricometro, dove non arrivano le leggi"</a></span>
            </div>
        </section>
		</p>
<p>        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Nessuno può appartenere contemporaneamente a un Consiglio o a una Giunta regionale e ad una delle Camere del Parlamento, ad un altro Consiglio o ad altra Giunta regionale, ovvero al Parlamento europeo</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.senato.it/documenti/repository/istituzione/costituzione.pdf#page=68" target="_blank">- Art. 122 - Costituzione della repubblica italiana</a>
									            </div>
        </section>
		</p>
<p>Nel caso specifico, non si può appartenere ad una giunta regionale e contemporaneamente ad una delle due camere del parlamento. Attualmente quindi la situazione della neo eletta governatrice <a href="https://parlamento18.openpolis.it/parlamentare/cosa/id/710/sf_highlight/santelli" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Jole Santelli</a>, per esempio, viola la costituzione essendo lei deputata, ed è resa possibile anche dal lento iter istituzionale necessario affinché il politico in questione scelga tra un incarico e l’altro.</p>
<h3>I casi da inizio legislatura</h3>
<p>Con Jole Santelli da inizio legislatura sono ora 6 i membri del parlamento italiano che sono stati eletti a presidente di una giunta regionale. Nello specifico parliamo di:</p>
<ul>
<li>Massimiliano Fedriga (Lega) eletto nel 2018 governatore del Friuli-Venezia Giulia;</li>
<li>Maurizio Fugatti (Lega) eletto nel 2018 presidente della provincia autonoma di Trento;</li>
<li>Marco Marsilio (Fdi) eletto nel 2019 governatore dell&#8217;Abruzzo;</li>
<li>Christian Solinas (Psd&#8217;Az-Lega) eletto nel 2019 governatore della Sardegna;</li>
<li>Donatella Tesei (Lega) eletta nel 2019 governatrice dell&#8217;Umbria;</li>
<li>Jole Santelli (Fi) eletta nel 2020 governatrice della Calabria.</li>
</ul>
<p>        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/fedriga-il-governatore-incompatibile/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">2018 &#8211; Caso Fedriga, e l&#8217;appello di openpolis<br />
<br><strong>Leggi</strong></a>.</p>
        </section>
		</p>
<p>Nonostante si tratti di incompatibilità palesi, prescritte dalla costituzione, per tutti questi casi l&#8217;attesa per giungere alle dimissioni dalla camera o dal senato è stata particolarmente lunga. Ad eccezione di Fedriga, dimessosi, <a href="https://www.openpolis.it/fedriga-il-governatore-incompatibile/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">anche grazie alle pressione di openpolis</a>, solamente 9 giorni dopo la sua elezione, per tutti gli altri casi si è superato il mese di attesa prima di giungere ad un epilogo inevitabile.</p>
<p>        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/solinas-il-governatore-incompatibile-che-non-si-dimette-dal-senato/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">2019 &#8211; Caso Solinas e l&#8217;appello di openpolis<br />
<br><strong>Leggi</strong></a>.</p>
        </section>
		</p>
<p>Caso limite è stato quello di Christian Solinas. Eletto governatore della Sardegna il 24 febbraio del 2019, le dimissioni dal senato sono state ufficializzate 115 giorni dopo, il 19 giugno successivo. Un caso grave, anche per altri due elementi: quando assente Solinas veniva segnalato alle votazioni del parlamento come &#8220;in missione&#8221;, non subendo quindi decurtazioni alla sua diaria e, come se non bastasse, da governatore eletto della Sardegna ha partecipato &#8220;incompatibilmente&#8221; ad alcune votazioni chiave del parlamento, come quella sul Def o sull&#8217;autorizzazione a procedere nei confronti di Salvini per il caso Diciotti.</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">115 </span>giorni di attesa per le dimissioni di Solinas dal senato.</p>
			        </section>
		</p>
<p>Dall&#8217;elezione di Jole Santelli è passata poco più di una settimana, a lei chiediamo di risolvere il prima possibile questa incompatibilità palese, e di non abusare di un regolamento in materia fin troppo permissivo, continuando a mantenere il doppio incarico.</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/le-dimissioni-di-solinas-sono-arrivate-dopo-oltre-3-mesi-di-attesa/">Le dimissioni di Solinas sono arrivate dopo oltre 3 mesi di attesa</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/le-dimissioni-di-solinas-sono-arrivate-dopo-oltre-3-mesi-di-attesa/">Giorni intercorsi dall'elezione alle dimissioni per incompatibilità dal parlamento</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1">
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_66746_tab3"><p>Gli incarichi di membro di giunta regionale e quello di membro del parlamento sono incompatibili da costituzione.</p>
</div>
			                        </amp-selector>
                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>dati ed elaborazione openpolis                                                            </p>
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                </div>

                            </div>

			</p>
<h3>Come formare le nuove giunte</h3>
<p>Inizia ora la partita che porterà alla composizione delle due nuove giunte regionali. È importante a questo punto porre l'attenzione sulle nomine per evitare, come è già successo varie volte in questa legislatura, che entrino nella rosa dei nomi scelti membri di camera e senato. Un'eventualità che porterebbe a nuove incompatibilità, e quindi a probabili nuovi abusi del regolamento. Oltre ai casi già citati, altri 4 membri del parlamento si sono dimessi nel corso della legislatura perché nominati in una giunta regionale.</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">4 </span>i parlamentari nominati assessore in una giunta regionale da inizio legislatura.</p>
			        </section>
		</p>
<p>Nell'estate del 2018, appena insediata l'aula, Claudia Maria Terzi (Lega) e Lara Magoni (Fdi) hanno lasciato rispettivamente la camera e il senato dopo essere state nominate nella giunta regionale della Lombardia. A inizio 2019 invece Giulia Zanotelli (Lega) e Stefania Segnana (Lega) hanno lasciato Montecitorio per seguire Maurizio Fugatti nella giunta della provincia autonoma di Trento. In generale la tendenza, sempre più comune, di non completare l'incarico politico per cui si è stati eletti denota poco rispetto per le istituzioni.</p>
<p>Una cattiva pratica che andrebbe quindi evitata, motivo per cui chiediamo a Bonaccini e Santelli di non contribuire, attraverso le loro di nominare, alla creazione di nuove incompatibilità.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/ai-neo-governatori-chiediamo-di-non-creare-nuove-incompatibilita/">Ai neo governatori chiediamo di non creare (nuove) incompatibilità</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Cresce il ruolo delle regioni nella politica di oggi</title>
		<link>https://www.openpolis.it/cresce-il-ruolo-delle-regioni-nella-politica-di-oggi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele De Bernardin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Oct 2019 08:51:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=58373</guid>

					<description><![CDATA[<p>Sono sempre più centrali nello stabilire l'agenda della politica nazionale: dal dibattito sull'autonomia differenziata, al loro peso nella futura scelta per il nuovo presidente della repubblica. Perché molti politici nazionali lasciano il parlamento per farsi eleggere in regione. </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Se l&#8217;attuale fase politica si sta contraddistinguendo per una forte instabilità partitica, il ruolo delle regioni appare invece in costante ascesa.</p>
<p>Il dibattito sull&#8217;autonomia differenziata ha dimostrato quanto queste istituzioni abbiano una crescente centralità nello stabilire l&#8217;agenda politica del paese. Non a caso Salvini ha indicato la via dei consigli regionali come quella da percorrere per giungere al referendum abrogativo sulla legge elettorale.</p>
<p><strong>In questo scenario, come confermato dall&#8217;elezione di Donatella Tesei in Umbria, le tornate elettorali regionali hanno sempre più peso nell&#8217;influenzare gli equilibri politici a livello nazionale</strong>. Lo avranno ancora di più in prospettiva 2022, con l&#8217;elezione del nuovo presidente della repubblica. Elezioni che stanno diventando anche il campo di prova per nuove alleanze partitiche, vedi quella tra il Movimento 5 stelle e il Partito democratico, e un piano b per molti politici nazionali che decidono di lasciare il parlamento per incarichi in giunte regionali. Ultima in ordine di tempo proprio la senatrice Tesei.</p>
<h3>Il referendum sulla legge elettorale</h3>
<p>Tra i temi più caldi dell&#8217;attuale dibattito politico c&#8217;è sicuramente quello sulla legge elettorale.</p>
<p>La necessità di riformare il rosatellum bis, approvato nella scorsa legislatura, sta portando tutti i principali partiti nazionali a posizionarsi sull&#8217;argomento. La Lega guidata da Matteo Salvini spinge fortemente per il passaggio ad un maggioritario puro. Ma non trovandosi più in una posizione di governo, l&#8217;ex ministro dell&#8217;interno sta spingendo per giungere all&#8217;abrogazione della parte proporzionale dell&#8217;attuale legge elettorale attraverso un referendum popolare.</p>
<p>        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>È indetto referendum popolare per deliberare l&#8217;abrogazione, totale o parziale, di una legge o di un atto avente valore di legge, quando lo richiedono cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.senato.it/1025?sezione=127&articolo_numero_articolo=75" target="_blank">- articolo 75 - Costituzione italiana</a>
									            </div>
        </section>
		</p>
<p>La costituzione prevede due possibilità per chiedere l&#8217;indizione di un referendum abrogativo: o attraverso la raccolta di 500.000 firme di elettori o attraverso il pronunciamento di 5 consigli regionali. Trovandosi alla guida di 11 delle 20 regioni italiane, il centrodestra, con il suo attuale leader Matteo Salvini, ha deciso che quest&#8217;ultima è la strada migliore da percorrere:</p>
<p>        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Se 5 Regioni a maggioranza assoluta chiedono un referendum, la proposta non si sottopone a un voto sulla piattaforma Rousseau, ma tra i cittadini avere un sistema elettorale in Italia totalmente maggioritario. Chi vince un voto in più vince, collegio per collegio come i sindaci</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.lapresse.it/politica/salvini_5_regioni_chiedano_referendum_su_legge_elettorale_sindaci-1812699/news/2019-09-14/" target="_blank">- Matteo Salvini - 14 settembre 2019</a>
									            </div>
        </section>
		</p>
<p><strong>Dopo il via libera di Lombardia, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Sardegna e Piemonte quindi il centrodestra, guidato da Roberto Calderoli ha depositato il 30 settembre il quesito in cassazione.</strong> Richiesta di referendum che nel frattempo è stato deliberata anche da altre 3 regioni: Abruzzo, Basilicata e Liguria.</p>
<p>La scelta di coinvolgere le regioni in questo processo è politica. Un tentativo da parte del centrodestra di far capire il suo peso nel paese, guidando oltre la metà delle regioni italiane, tra cui alcune delle più importanti al livello economico (Lombardia e Veneto su tutte). Una scelta che dà ulteriore centralità a questi organi, e che conferma il crescente ruolo proprio delle regioni nello stabilire l&#8217;agenda politica del paese.</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">1 su 67 </span>i quesiti referendari proposti dalle regioni dal 1946 ad oggi.</p>
			        </section>
		</p>
<p>Nella storia repubblicana in una sola occasione il referendum abrogativo è stato indetto su iniziativa delle regioni. Un unico caso che però è il più recente, risale al 2016, e che in un certo senso conferma quanto detto fino ad ora. Se il referendum verrà calendarizzato sarà la seconda occasione in pochi anni in cui le regioni hanno contribuito a dettare l&#8217;agenda referendaria nazionale. Una cosa che non era mai successa prima.</p>
<h3>Il dibattito sulle autonomie</h3>
<p>Non è la prima volta in questa legislatura che le regioni finiscono al centro del dibattito.<strong> Era già successo prolungatamente durante il governo Conte I, in seguito delle iniziative intraprese da Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna per ottenere un&#8217;autonomia differenziata</strong>.</p>
<p>Dopo aver sottoscritto tre accordi preliminari nella scorsa legislatura infatti, il negoziato è proseguito anche nell&#8217;attuale ampliando il quadro delle materie da trasferire rispetto a quello originariamente previsto. Nel frattempo anche altre regioni hanno intrapreso il percorso per la richiesta di condizioni particolari di autonomia: Piemonte, Liguria, Toscana, Umbria, Marche e Campania. Una serie di eventi che hanno fatto diventare la materia una prerogativa dei due governi presieduti da Giuseppe Conte.</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/-ER1_OunFh0?start=3205" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>Nella <a href="http://www.dt.mef.gov.it/modules/documenti_it/analisi_progammazione/documenti_programmatici/def_2019/NADEF_2019__FINALE.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Nota di aggiornamento al Def 2019</a> recentemente approvata dal nuovo governo 5stelle-Pd viene infatti riferito l&#8217;impegno del governo a portare avanti il processo di attuazione del federalismo differenziato.<strong> In particolare, come anche confermato dal ministro per gli affari regionali Boccia in commissione il 17 ottobre scorso, l&#8217;intenzione del governo è di presentare un disegno di legge collegato alla manovra per favorire l&#8217;autonomia differenziata.</strong></p>
<p>        <section class="blockquote">
							<p>Con la Lega ora all&#8217;opposizione, partito che guida anche Veneto e Lombardia, il tema dell&#8217;autonomie è destinato a tornare d&#8217;attualità.</p>
<p>
			        </section>
		</p>
<p>Una tematica molto calda, persino inserita nel programma di governo dell&#8217;esecutivo Conte II, che è più volte finita al centro di scontri tra i vari partiti in parlamento. <strong>La partita è certamente ancora aperta, e con la Lega ora all&#8217;opposizione, partito storicamente favorevole ad un sistema sempre più federalista, è immaginabile che la discussione tornerà accesa</strong>. Anche perché 2 delle 3 regioni che hanno avviato l&#8217;iter, Lombardia e Veneto, sono guidate proprio dalla Lega.</p>
<h3>Le prossime elezioni regionali</h3>
<p>Il voto di ieri ha sancito la vittoria del centrodestra nelle elezioni in Umbria, con l&#8217;elezione di Donatella Tesei a presidente della giunta regionale. Un esito a tratti scontato, visto soprattutto il risultato delle europee nella regione, ma che ha avuto comunque una certa importanza.<strong> Da un lato perché ha confermato i numeri del centrodestra, sempre di più la coalizione maggioritaria del paese, dall&#8217;altro perché è stato il primo banco di prova per l&#8217;alleanza elettorale tra il Movimento 5 stelle e il Partito democratico.</strong></p>
<p>Da questo punto di vista quindi le elezioni regionali sono un laboratorio importante per la politica nazionale, e in una fase storica in cui il consenso politico è molto volatile, rappresentano un dato ufficiale con cui tastare il polso dei cittadini molto più ricorrente delle elezioni nazionali.</p>
<p>        <section class="blockquote">
							<p>In un periodo in cui il consenso è volatile, le elezioni regionali sono appuntamenti fondamentali per valutare la forza dei partiti.</p>
<p>
			        </section>
		</p>
<p>Proprio per questo motivo il 2020 sarà un test da non sottovalutare per tutte le forze politiche nazionali, soprattutto per monitorare il consenso elettorale dell&#8217;attuale governo 5stelle-Pd. <strong>L&#8217;anno prossimo si terranno infatti le elezioni regionali in Emilia-Romagna, Toscana, Marche, Puglia, Campania e Veneto</strong>. Tutte, tranne quest&#8217;ultima, sono attualmente guidate dal centrosinistra, ed ulteriori vittorie del centrodestra avrebbero delle evidenti ripercussioni anche sugli instabili equilibri nazionali.</p>
<h3>Le elezioni del presidente della repubblica nel 2022</h3>
<p>L&#8217;attuale esecutivo 5stelle-Pd nasce, tra le altre cose, con la volontà di voler arrivare fino al 2022, per poter così eleggere il nuovo presidente della repubblica. L&#8217;anomala alleanza tra due partiti storicamente avversari basa infatti molto della sua forza sul voler evitare le elezioni anticipate. Un evento che con molta probabilità porterebbe ad un parlamento a maggioranza centrodestra, che quindi avrebbe così un peso non da poco nel trovare il successo di Mattarella.</p>
<p>        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Il presidente della repubblica è eletto dal parlamento in seduta comune dei suoi membri. All&#8217;elezione partecipano tre delegati per ogni regione eletti dal consiglio regionale in modo che sia assicurata la rappresentanza delle minoranze. La Valle d&#8217;Aosta ha un solo delegato</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.senato.it/1025?articolo_numero_articolo=83&sezione=128" target="_blank">- Art. 83 costituzione della repubblica italiana</a>
									            </div>
        </section>
		</p>
<p>Come noto però, oltre al parlamento in seduta comune, contribuiscono all&#8217;elezione del presidente della repubblica anche i delegati delle regioni: 58 consiglieri regionali (3 per regione e 1 per la Valle d&#8217;Aosta). <strong>Proprio per questo motivo le elezioni regionali meritano particolare attenzione, e possono rappresentare una variabile determinante per il voto del 2022.</strong></p>
<p>        <section class="blockquote">
							<p>Vincere le elezioni regionali vuole anche dire maggiore peso nell&#8217;elezione del presidente della repubblica nel 2022.</p>
<p>
			        </section>
		</p>
<p>Come detto attualmente il centrodestra controlla oltre metà dei consigli regionali, nuove vittorie elettorali le permetterebbero quindi di ulteriormente incrementare le possibilità di influire sulla scelta del nuovo presidente della repubblica. <strong>Anche la partita per il Quirinale quindi mette le regioni in una posizione decisiva per gli equilibri nazionali.</strong></p>
<p>Un ruolo che è solo destinato a crescere quando, e se, verrà realmente implementato il taglio del numero di parlamentari. Se non si predispone quindi anche una riforma dell&#8217;articolo 83 della costituzione il peso dei 58 consiglieri regionali nella scelta del presidente della repubblica è desinato a crescere.</p>
<h3>Chi lascia il parlamento per andare in regione</h3>
<p>In questo scenario le regioni stanno diventando un luogo sempre più attrattivo in cui fare politica. Da inizio legislatura 13 tra deputati e senatori si sono dimessi per avere assunto un incarico incompatibile con il mandato parlamentare: 7 alla camera e 6 al senato. Tra questi, 9 lo hanno fatto perché nel frattempo sono stati eletti/nominati in giunta e/o consiglio regionale. <strong>Ultima in ordine di tempo proprio la neo eletta governatrice della regione Umbria, Donatella Tesei (Lega), che ora dovrà quindi dimettersi dal Senato.</strong></p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">9 </span>i parlamentari che hanno lasciato camera e senato per un incarico in regione.</p>
			        </section>
		</p>
<p>Il primo è stato Massimiliano Fedriga (Lega) che da neo deputato dalla Lega ha gareggiato e vinto le elezioni regionali in Friuli-Venezia Giulia. Nell&#8217;estate del 2018 poi sia Claudia Maria Terzi (Lega) che Lara Magoni (Lega) hanno lasciato rispettivamente l&#8217;incarico di deputata e senatrice dopo essere state nominate in giunta dal governatore lombardo Fontana (Lega).</p>
<p>        <section class="dossier">
            <div>
															Incompatibilità, scopri come funzionano<br />
									                <span class="read-more"><a href="https://www.openpolis.it/esercizi/i-limiti-al-cumulo-di-incarichi-politici/">"Caricometro, dove non arrivano le leggi"</a></span>
            </div>
        </section>
		</p>
<p>Nel 2019 sono seguite poi le dimissioni di Maurizio Fugatti (Lega), Stefania Segnana (Lega) e Giulia Zanottelli (Lega), che hanno optato rispettivamente per le cariche di presidente e di consigliere della provincia autonoma di Trento, di Marco Marsilio (Fdi), diventato governatore dell&#8217;Abruzzo, e infine di Christian Solinas (PSd&#8217;Az), eletto presidente della giunta regionale sarda.</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/da-inizio-legislatura-9-parlamentari-si-sono-dimessi-per-incarichi-regionali/">Da inizio legislatura 9 parlamentari hanno lasciato l&#8217;aula per incarichi regionali</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/da-inizio-legislatura-9-parlamentari-si-sono-dimessi-per-incarichi-regionali/">Dove sono andati i parlamentari dimissionari per incompatibilità</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1">
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_59448_tab3"><p>Sono stati considerati solamente i parlamentari che si sono dimessi per incompatibilità. Colori quindi che sono andati a ricoprire un incarico in giunta/consiglio regionale, nel consiglio superiore della magistratura o al parlamento europeo.</p>
</div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>dati ed elaborazione openpolis                                                            </p>
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                            <p><label for="embed-chart-59448"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                        </div>

                    </div>
                </div>

                            </div>

			</p>
<p>Con le prossime elezioni regionali è immaginabile che questo numero sia destinato a salire. Solamente per citare un esempio la candidata della Lega per le elezioni regionali in Emilia-Romagna è <a href="https://parlamento18.openpolis.it/parlamentare/cosa/id/420213/sf_highlight/borgonzoni" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Lucia Borgonzoni</a>, attualmente senatrice.<strong> Una scelta quindi molto comune, con le regioni che danno sempre più l'impressione di essere un luogo in cui ci sono maggiori possibilità di impattare a livello politico rispetto al parlamento</strong>. In un contesto storico in cui proprio camera e senato si trovano sempre più svuotate dalle loro prerogative.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Foto credit - <a href="https://www.facebook.com/giovatoti/photos/a.1420354864878556/2452224695024896/?type=3&amp;theater" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Facebook ufficiale Giovanni Toti</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/cresce-il-ruolo-delle-regioni-nella-politica-di-oggi/">Cresce il ruolo delle regioni nella politica di oggi</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
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		<title>Solinas, il governatore incompatibile che non si dimette dal senato</title>
		<link>https://www.openpolis.it/solinas-il-governatore-incompatibile-che-non-si-dimette-dal-senato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele De Bernardin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Jun 2019 07:39:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.openpolis.it/?p=37699</guid>

					<description><![CDATA[<p>Eletto alla presidenza della Sardegna a fine febbraio, Solinas non ha ancora lasciato ufficialmente il suo ruolo a Palazzo Madama. Risulta sempre "in missione", non subisce quindi decurtazioni, e ogni tanto vota pure.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/solinas-il-governatore-incompatibile-che-non-si-dimette-dal-senato/">Solinas, il governatore incompatibile che non si dimette dal senato</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Proclamato ufficialmente a fine marzo, Christian Solinas è governatore della regione Sardegna da oltre 2 mesi. Da marzo del 2018 è però anche senatore della repubblica. <strong>I due incarichi, come stabilito dalla costituzione, sono incompatibili, e non possono cioè essere svolti contemporaneamente. </strong>Solinas aveva promesso di dimettersi una volta insediata la giunta regionale, cosa che però non è avvenuta.</p>
<p>        <section class="blockquote">
							<p>Grazie alla presidenza di Palazzo Madama, Solinas non risulta assente ma bensì &#8220;in missione&#8221;.</p>
<p>
			        </section>
		</p>
<p>Risulta quindi ancora membro di Palazzo Madama e, come se non bastasse, viene costantemente segnalato in missione, invece che assente, durante le votazioni dell&#8217;aula. Questo implica che non gli vengono inflitte decurtazioni alla diaria. Non solo, ogni tanto in questi mesi ha persino votato in parlamento, come sulla risoluzione per il Def o sull&#8217;autorizzazione a procedere nei confronti di Salvini.</p>
<h3>Doppi incarichi incompatibili</h3>
<p>Il nostro sistema legislativo prevede una serie di norme per rendere la gestione delle istituzioni più equa. Alcuni incarichi infatti non si possono svolgere contemporaneamente, per evitare possibili conflitti di interesse. Le varie forme di incompatibilità sono stabilite dalla legge, ma soprattutto dalla costituzione.</p>
<p>        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Nessuno può appartenere contemporaneamente a un Consiglio o a una Giunta regionale e ad una delle Camere del Parlamento, ad un altro Consiglio o ad altra Giunta regionale, ovvero al Parlamento europeo</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.senato.it/documenti/repository/istituzione/costituzione.pdf#page=68" target="_blank">-  Art. 122 - Costituzione della repubblica italiana</a>
									            </div>
        </section>
		</p>
<p>        <section class="dossier">
            <div>
															Incandidabilità, ineleggibilità e incompatibilità</p>
<p>									                <span class="read-more"><a href="https://www.openpolis.it/esercizi/i-limiti-al-cumulo-di-incarichi-politici/">"Caricometro, dove non arrivano le leggi"</a></span>
            </div>
        </section>
		</p>
<p>Nel caso specifico, non si può appartenere ad una giunta regionale e contemporaneamente ad una delle due camere del parlamento. La situazione di Solinas quindi viola la costituzione, ed è resa possibile anche dal lento iter istituzionale necessario affinché il politico in questione scelta tra un incarico e l&#8217;altro.</p>
<h3>Il caso Solinas</h3>
<p>Christian Solinas, segretario nazionale del Partito sardo d&#8217;azione, è entrato per la prima volta in parlamento nel 2018, dopo una lunga carriera politica sul territorio. Un&#8217;ascesa che lo ha portato in parlamento, <strong>anche grazie all&#8217;accordo politico tra il suo partito e quello guidato da Matteo Salvini</strong>. Non a caso è tutt&#8217;ora vicepresidente del gruppo parlamentare &#8220;<a href="http://www.senato.it/leg/18/BGT/Schede/GruppiStorici/00000033.htm" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Lega-Salvini premier-Partito sardo d&#8217;azione</a>&#8221; di Palazzo Madama. In aggiunta è anche membro della <a href="http://www.senato.it/leg/18/BGT/Schede/Commissioni/0-00005.htm" target="_blank" rel="noopener noreferrer">commissione bilancio</a>, nonché <a href="http://www.parlamento.it/leg/18/BGT/Schede/Bicamerali/v3/4-00053.htm" target="_blank" rel="noopener noreferrer">vicepresidente della commissione antimafia</a>.</p>
<p>Con le elezioni regionali dello scorso febbraio è diventato governatore della regione Sardegna, guidando alla vittoria la coalizione di centrodestra. <a href="https://www.regione.sardegna.it/j/v/2568?s=388416&amp;v=2&amp;c=392&amp;t=1" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Proclamato poi ufficialmente il 20 marzo successivo</a>, Solinas è quindi in una situazione di incompatibilità da oltre 2 mesi. Da lì è cominciato un lungo lavoro, che ha sollevato non poche critiche, per la composizione della giunta regionale. <a href="https://www.regione.sardegna.it/j/v/2568?s=390492&amp;v=2&amp;c=392&amp;t=1" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Lavoro che si è concluso solamente l&#8217;8 maggio</a>, richiedendo quindi una lunga contrattazione con le forze politiche sarde.</p>
<p>Durante tutto questo periodo in varie occasioni al governatore sardo è stata fatta notare la situazione di evidente incompatibilità. <strong>Interviste con la stampa, in cui ha sempre sottolineato come fosse sua intenzione dimettersi una volta formalizzata la giunta</strong>. In un&#8217;occasione, dello scorso 9 aprile, ha persino sottolineato di aver già inviato la sua lettera di dimissioni a Palazzo Madama, e che avrebbe formalizzato il tutto a voce appena trovato il tempo per andare ad una seduta.</p>
<p>        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Appena trovo il tempo per andare a una seduta, formalizzerò a voce la scelta. Ho comunque sessanta giorni di tempo dalla proclamazione</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.sardiniapost.it/politica/solinas-sulla-giunta-ultime-verifiche-e-promette-presto-revisione-del-ppr/" target="_blank">- 9 aprile 2019 - Intervista a Sardinia Post di Christian Solinas</a>
									            </div>
        </section>
		</p>
<p>Dimissioni che però non sono mai arrivate, o almeno, ufficialmente non si sono mai concretizzate. Sul sito del senato Solinas risulta regolarmente senatore della repubblica, e soprattutto è ancora menzionato in tutti i resoconti stenografici delle sedute di aula.</p>
<h3>La situazione in parlamento</h3>
<p>Per rendere la situazione ancora più paradossale, Solinas, non potendo più partecipare alle sedute di aula del senato, non risulta assente, come dovrebbe essere, ma bensì in missione. Un elemento che ha delle ripercussioni non secondarie su una serie di aspetti.</p>
<p>        <section class="glossary">
            <div>
                <mark>
																		Le missioni parlamentari sono autorizzate dal Presidente dell’aula. Poiché si tratta di una sorta di “assenza giustificata” i parlamentari in missione non subiscono alcuna decurtazione della diaria (un rimborso delle spese di soggiorno a Roma che ammonta a €3500 al mese per i senatori e a €3690 per i deputati).</br>
											                </mark>
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/come-si-contano-assenze-presenze-e-missioni-parlamentari/">
                "Come si contano assenze, presenze e missioni parlamentari"</a></span>

            </div>
        </section>
		</p>
<p>Da inizio legislatura quindi <strong>Christian Solinas è stato presente al 56,46% delle votazioni elettroniche, in missione al 33,67% e assente in solo il 9,87% dei casi</strong>. Un fatto paradossale considerando che da inizio anno Solinas è andato in aula per delle votazioni in sole 7 occasioni. <strong>Da quando è stato eletto poi, il governatore è andato a Palazzo Madama solo il 19, 20 e 21 marzo e il 18 aprile.</strong></p>
<p>        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://parlamento18.openpolis.it/parlamentare/christian-solinas/500071" target="_blank" rel="noopener noreferrer">L&#8217;attività di Solinas al senato<br />
<br><strong>Vai su openparlamento</strong></a>.</p>
        </section>
		</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">7 </span>le presenze in parlamento alle votazioni elettroniche da inizio anno.</p>
			        </section>
		</p>
<p><strong>Formalmente quindi la presidenza di Palazzo Madama sta riconoscendo a Solinas delle assenze giustificate</strong>, nonostante di giustificato ci sia ben poco, permettendogli anche di non subire decurtazioni alla diaria.</p>
<p>        <section class="blockquote">
							<p>Da senatore incompatibile, ha votato su alcuni atti chiave della XVIII legislatura.</p>
<p>
			        </section>
		</p>
<p>Positivo o no, pur in una situazione di evidente incompatibilità, <strong>Christian Solinas non ha fatto mancare il suo contributo su alcuni voti particolarmente sfidanti per la maggioranza</strong>. Era presente per votare sull&#8217;<a href="https://parlamento18.openpolis.it/votazione/senato/autorizzazione-a-procedere-salvini-caso-diciotti-doc-iv-bis-n-1-proposta-giunta-elezioni-e-immunit/6621" target="_blank" rel="noopener noreferrer">autorizzazione a procedere nei confronti di Salvini</a>, sulla <a href="https://parlamento18.openpolis.it/votazione/senato/sfiducia-fi-a-toninelli-sfiducia-di-fi-a-toninelli/6672" target="_blank" rel="noopener noreferrer">mozione di sfiducia a Toninelli</a>, e soprattutto quando l&#8217;aula ha affrontato il voto sulla risoluzione al <a href="https://parlamento18.openpolis.it/votazione/senato/risoluzione-def-doc-lvii-n-2-proposta-di-risoluzione-n-3-patuanelli-e-romeo/7349" target="_blank" rel="noopener noreferrer">documenti di economia e finanza (Def)</a>. <strong>Una scelta quantomeno fuori luogo, e che forse andava evitata a monte, prendendo la decisione di dimettersi nei giorni successivi alla sua proclamazione a governatore.</strong></p>
<p>Ad oggi non si hanno più notizie formali sulle dimissioni che Solinas avrebbe già presentato. <strong>Certamente però in tutte le sedute di Palazzo Madama della scorsa settimana il governatore della regione Sardegna veniva indicato come in missione, </strong>come si può leggere dai resoconti stenografici di <a href="http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Resaula&amp;leg=18&amp;id=1112700&amp;part=doc_dc-allegatob_ab-sezionetit_cem" target="_blank" rel="noopener noreferrer">martedì 4 giugno,</a> <a href="http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Resaula&amp;leg=18&amp;id=1112793&amp;part=doc_dc-allegatob_ab-sezionetit_cem" target="_blank" rel="noopener noreferrer">mercoledì 5 giugno</a> e <a href="http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/18/Resaula/0/1112840/index.html?part=doc_dc-allegatob_ab-sezionetit_cem" target="_blank" rel="noopener noreferrer">giovedì 6 giugno</a>.</p>
<h3>Chiediamo chiarezza e iter più rapidi per risolvere le incompatibilità</h3>
<p>Procedure lente, macchinose e che lasciano così tanta discrezionalità ai politici coinvolti per le incompatibilità palesi non possono essere più tollerate. <strong>Una discrezionalità che nell&#8217;ultimo periodo ha portato a vari comportamenti, alcuni virtuosi altri un po&#8217; meno</strong>.</p>
<p>Quando <a href="https://parlamento18.openpolis.it/parlamentare/dalfonso-luciano/309045" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Luciano D&#8217;Alfonso</a>, attualmente senatore del Partito democratico, è stato eletto a Palazzo Madama era governatore della regione Abruzzo. Abusando dei 60 giorni di tempo concessi per scegliere tra un incarico e l&#8217;altro, <strong>D&#8217;Alfonso mantenne il doppio incarico fino al 9 agosto, cioè 5 mesi dopo l&#8217;elezione al parlamento</strong>. Un elemento permesso anche dalla posticipata istituzione degli organi parlamentari, tra cui la giunta delle elezioni, dovuta soprattutto alla lunga fase di stallo politico-istituzionale che ha poi portato alla nascita del governo Conte.</p>
<p>        <section class="blockquote">
							<p>Viene lasciata troppa discrezionalità nelle tempistiche per risolvere le incompatibilità.</p>
<p>
			        </section>
		</p>
<p><a href="https://www.openpolis.it/fedriga-il-governatore-incompatibile/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">A maggio dell&#8217;anno scorso invece avevamo raccontato come Massimiliano Fedriga</a> (Lega), trovatosi in una situazione analoga a quella di Solinas, e sollecitato da openpolis per i medesimi motivi, <strong>avesse deciso di dimettersi dal parlamento in seguito alla sua proclamazione ufficiale a governatore del Friuli-Venezia Giulia</strong>. Un comportamento virtuoso, che potrebbe diventare una buona pratica da replicare in situazioni del genere.</p>
<p>Sfruttare i 60 giorni concessi per scegliere tra un incarico e l&#8217;altro, quando la scelta è palese sin dall&#8217;inizio, è una mancanza di rispetto nei confronti di cittadini ed istituzioni.</p>
<h3>Aggiornamento del 20 giugno – Dimissioni di Solinas</h3>
<p>A seguito del nostro articolo, e all&#8217;<a href="https://www.radicali.it/20190619/oggi-e-stato-notificato-al-governatoresenatore-christian-solinas-nostro-ricorso-su-sua-incompatibilita/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">azione popolare depositata dai Radicali italiani</a>, il 19 giugno il governatore della regione Sardegna <a href="http://www.senato.it/leg/18/BGT/Schede/Attsen/00032716.htm" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Christian Solinas ha ufficializzato le sue dimissioni dal senato</a>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/solinas-il-governatore-incompatibile-che-non-si-dimette-dal-senato/">Solinas, il governatore incompatibile che non si dimette dal senato</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Fedriga si dimette, cosa aspettano Magoni e Terzi?</title>
		<link>https://www.openpolis.it/fedriga-si-dimette-cosa-aspettano-magoni-e-terzi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele De Bernardin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 May 2018 12:53:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.openpolis.it/?p=25146</guid>

					<description><![CDATA[<p>Fedriga ha rispettato l'impegno preso con openpolis. Cadono gli alibi invece per Lara Magoni e Claudia Maria Terzi: hanno deciso di rimanere in regione Lombardia, ma ancora non lasciano il parlamento.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/fedriga-si-dimette-cosa-aspettano-magoni-e-terzi/">Fedriga si dimette, cosa aspettano Magoni e Terzi?</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Con l&#8217;elezione a governatore della regione Friuli-Venezia Giulia Massimilano Fedriga aveva assunto una carica incompatibile con il mandato parlamentare.</p>
<p><a href="https://www.openpolis.it/fedriga-il-governatore-incompatibile/" target="_blank" rel="noopener">Dopo la nostra denuncia</a>, l&#8217;esponente della Lega aveva promesso di dimettersi da membro della camera, e proprio nella giornata ieri le sue <a href="http://www.camera.it/leg18/1285" target="_blank" rel="noopener">dimissioni si sono concretizzate</a>. <strong>Fedriga ha così risolto l&#8217;incompatibilità che lo riguardava, optando per la carica di presidente di giunta regionale</strong>.</p>
<p>        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Nessuno può appartenere contemporaneamente a un Consiglio o a una Giunta regionale e ad una delle Camere del Parlamento, ad un altro Consiglio o ad altra Giunta regionale, ovvero al Parlamento europeo</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.senato.it/documenti/repository/istituzione/costituzione.pdf#page=66" target="_blank">- Articolo 122 - Costituzione italiana</a>
									            </div>
        </section>
		</p>
<p>        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://politici.openpolis.it/politico/332717" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Massimiliano Fedriga<br />
<br><strong>Scopri tutta la sua carriera politica</strong></a>.</p>
        </section>
		</p>
<p>Sono ora <a href="https://www.openpolis.it/i-parlamentari-ancora-incompatibili/" target="_blank" rel="noopener">10 i parlamentari</a> che ancora svolgono un incarico incompatibile con il mandato di deputato e senatore. Mentre per la maggior parte la scelta è quella di rimanere a Montecitorio o a Palazzo Madama, 2 parlamentari hanno dichiarato di voler fare come Fedriga, lasciando quindi il parlamento per proseguire l&#8217;incarico a livello regionale.</p>
<p>Stiamo parlando di <a href="https://politici.openpolis.it/politico/26858" target="_blank" rel="noopener">Lara Magoni</a> e <a href="https://politici.openpolis.it/politico/25527" target="_blank" rel="noopener">Claudia Maria Terzi</a>, rispettivamente assessore alle infrastrutture e allo sport nella neonata <a href="http://www.regione.lombardia.it/wps/portal/istituzionale/HP/istituzione/Giunta" target="_blank" rel="noopener">giunta Fontana</a> in Lombardia. La prima ha dichiarato di aver già comunicato a Palazzo Madama la sua opzione, mentre la seconda vuole aspettare che la giunta per le elezioni della camera, organo che si deve ancora formare, la dichiari incompatibile.</p>
<p>        <section class="blockquote">
							<p>Magoni e Terzi hanno dichiarato di voler mantenere l&#8217;incarico in regione, perché non si dimettono dal parlamento e risolvono l&#8217;incompatibilità?</p>
<p>
			        </section>
		</p>
<p><strong>Insomma, se l&#8217;intenzione fosse realmente quella di lasciare il parlamento, perché non fare come Fedriga e dimettersi realmente?</strong> Continuare a prorogare questa situazione di transizione approfittando dello stallo politico che sta vivendo il nostro parlamento, non è sicuramente una scelta rispettosa nei confronti delle istituzioni che si rappresentano.</p>
<p><strong>A questo punto chiediamo, ancora una volta, che Lara Magoni e Claudia Maria Terzi presentino realmente le loro dimissioni dal parlamento, risolvendo le rispettive incompatibilità.</strong></p>
<p>        <section class="dossier">
            <div>
													                <span class="read-more"><a href="https://www.openpolis.it/esercizi/i-limiti-al-cumulo-di-incarichi-politici/">"Caricometro, dove non arrivano le leggi"</a></span>
            </div>
        </section>
		</p>
<p>Ovviamente l&#8217;appello a risolvere quanto prima le incompatibilità è rivolto anche a coloro che invece hanno deciso di proseguire con il mandato parlamentare, ma che ancora mantengono un incarico che per legge non possono avere.</p>
<p><strong>Per dovere di cronaca è giusto specificare la posizione di ognuno di loro:</strong></p>
<ul>
<li><strong>Acquaroli Francesco</strong> (Fdi) Sindaco Comune di Potenza Picena. <a href="https://www.agi.it/politica/doppi_incarichi_parlamentari_incompatibilit-3827416/news/2018-04-29/" target="_blank" rel="noopener">Intervistato da Agi,</a> il suo staff ha dichiarato: &#8220;Acquaroli opterà nel rispetto dei tempi e termini previsti dalla legge. Al momento sta espletando delle questioni importanti rimaste in essere al Comune. In ogni caso, Potenza Picena andrà al voto il prossimo anno&#8221;;</li>
<li><strong>Cannizzaro Francesco</strong> (Fi) Consigliere Regione Calabria. <a href="https://www.agi.it/politica/doppi_incarichi_parlamentari_incompatibilit-3827416/news/2018-04-29/" target="_blank" rel="noopener">Intervistato da Agi</a>, il suo staff ha dichiarato: &#8220;Non ha ancora espresso l&#8217;opzione&#8221;;</li>
<li><strong>D’Alfonso Luciano</strong> (Pd) Governatore Abruzzo. Dichiarato compatibile dalla giunta delle elezioni della regione Abruzzo, ha dichiarato di voler proseguire con il doppio incarico finché il regolamento glielo consente. Cioè finché la giunta delle elezioni del senato non lo dichiara incompatibile, costringendolo quindi a scegliere uno dei due incarichi;</li>
<li><strong>Ferro Wanda</strong> (Fdi) Consigliere Regione Calabria. <a href="https://www.agi.it/politica/doppi_incarichi_parlamentari_incompatibilit-3827416/news/2018-04-29/" target="_blank" rel="noopener">Intervistato da Agi</a>, il suo staff ha dichiarato &#8220;rimarrà fino all&#8217;ultimo giorno consentito dalla legge in consiglio regionale. La consigliere regionale non riceve nessun tipo di indennità, e aspetterà che le giunte delle elezioni si pronuncino in materia&#8221;;</li>
<li><strong>Galli Dario</strong> (Lega) Sindaco Comune di Tradate. <a href="https://www.agi.it/politica/doppi_incarichi_parlamentari_incompatibilit-3827416/news/2018-04-29/" target="_blank" rel="noopener">Intervistato da Agi</a> ha dichiarato che la situazione di incompatibilità dei sindaci con meno di 15.000 non è così lineare. Aspetterà il verdetto della giunta delle elezioni;</li>
<li><strong>Rossi Andrea</strong> (Pd) Sottosegretario giunta Regione Emilia Romagna. <a href="https://www.agi.it/politica/doppi_incarichi_parlamentari_incompatibilit-3827416/news/2018-04-29/" target="_blank" rel="noopener">Intervistato da Agi</a> ha dichiarato &#8220;L&#8217;unica incompatibilità che avevo l&#8217;ho risolta con le dimissioni da consigliere regionale dell&#8217;Emilia Romagna a fine marzo. Ora ho ancora in corso la carica di Sottosegretario in Regione Emilia Romagna, ma è una funzione non contemplata in tutte le regioni e che non rientra tra le incompatibilità previste&#8221;;</li>
<li><strong>Tarantino Leonardo</strong> (Lega) Sindaco Comune di Samarate. <a href="https://www.agi.it/politica/doppi_incarichi_parlamentari_incompatibilit-3827416/news/2018-04-29/" target="_blank" rel="noopener">Intervistato da Agi</a> ha dichiarato che la situazione di incompatibilità dei sindaci con meno di 15.000 non è così lineare. Aspetterà il verdetto della giunta delle elezioni;</li>
<li><strong>Topo Raffaele</strong> (Pd) Consigliere regionale Campania. <a href="https://www.agi.it/politica/doppi_incarichi_parlamentari_incompatibilit-3827416/news/2018-04-29/" target="_blank" rel="noopener">Intervistato da Agi</a>: &#8220;Ho comunicato regolarmente l&#8217;incompatibilità, non aspetterò la giunta per esercitare l&#8217;opzione. Non l&#8217;ho ancora fatto solo perché devo espletare ancora alcune attività rimaste in sospeso, alcuni dossier da chiudere&#8221;.</li>
</ul>
<p>Foto credit: <a href="https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Regionelombardia.jpg" target="_blank" rel="noopener">Wikimedia Amstead23</a> &#8211; <a href="https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0/" target="_blank" rel="noopener">Licenza</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/fedriga-si-dimette-cosa-aspettano-magoni-e-terzi/">Fedriga si dimette, cosa aspettano Magoni e Terzi?</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Fedriga, il governatore incompatibile</title>
		<link>https://www.openpolis.it/fedriga-il-governatore-incompatibile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele De Bernardin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 May 2018 09:27:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.openpolis.it/?p=24988</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il neo governatore del Friuli-Venezia Giulia è stato eletto deputato a inizio marzo: i 2 incarichi per costituzione non sono compatibili. </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/fedriga-il-governatore-incompatibile/">Fedriga, il governatore incompatibile</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo scorso weekend si sono tenute le elezioni regionali in Friuli-Venezia Giulia.</p>
<p><a href="https://elezioni.regione.fvg.it/000497_Reg/Coalizioni/000001.html" target="_blank" rel="noopener">Con il 57,09% dei voti Massimiliano Fedriga</a>, candidato del centrodestra, è stato eletto governatore. Una vittoria netta considerando che il secondo arrivato, Sergio Bolzonello del centrosinistra, ha ottenuto meno della metà dei voti.</p>
<p>        <section class="blockquote">
							<p>Seconda elezione in pochi mesi per Fedriga: a inizio marzo è stato a eletto alla camera dei deputati.</p>
<p>
			        </section>
		</p>
<p><a href="https://politici.openpolis.it/politico/massimiliano-fedriga/332717" target="_blank" rel="noopener">Per Fedriga è il secondo incarico nel giro di pochi mesi</a>: a inizio marzo infatti il politico della Lega è stato eletto alla camera dei deputati per la sua terza legislatura di fila. Come abbiamo avuto modo di vedere nel nostro report &#8220;Caricometro &#8211; XVIII legislatura&#8221;, la nostra costituzione illustra una serie di incompatibilità tra diverse cariche elettive.</p>
<p>        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p></p>
<p>Caricometro &#8211; XVIII legislatura</p>
<p></p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/05/Caricometro-XVIII-legislatura.pdf" target="_blank" rel="noopener">Leggi, scarica e diffondi il report</a></p></div>
				            </div>
        </section>
		</p>
<p>        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Nessuno può appartenere contemporaneamente a un Consiglio o a una Giunta regionale e ad una delle Camere del Parlamento, ad un altro Consiglio o ad altra Giunta regionale, ovvero al Parlamento europeo.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.senato.it/documenti/repository/istituzione/costituzione.pdf#page=66" target="_blank">- Articolo 122 - Costituzione italiana</a>
									            </div>
        </section>
		</p>
<p>Tra queste è utile ricordare che nessuna carica regionale, in giunta o in consiglio, è compatibile con il mandato parlamentare. <strong>Massimiliano Fedriga è quindi attualmente incompatibile</strong>. Cosa succede ora? A questo punto la palla passa alla giunta delle elezioni, organo predisposto all&#8217;accertamento dei titoli di ammissioni dei singoli eletti. Il problema, <a href="https://www.openpolis.it/il-caricometro-della-xviii-legislatura/" target="_blank" rel="noopener">come abbiamo avuto modo di sottolineare</a>, è che finché questi organi non si formano, formalmente nessun può obbligare i politici incompatibili a dimettersi da uno dei due incarichi.</p>
<p>La giunta delle elezioni infatti, informatasi dei diversi incarichi e ruoli degli eletti, sancisce quali sono in una posizione di incompatibilità. Successivamente concede un termine entro il quale il politico coinvolto deve scegliere tra un incarico e l&#8217;altro. <strong>A oggi però né la regione Friuli-Venezia Giulia, per una questione di tempo, né il parlamento, per lo stallo istituzionale che stiamo vivendo, hanno una giunta delle elezioni.</strong> Questo permetterà a Fedriga di mantenere il doppio incarico, senza ricevere nessun tipo di contestazione. <strong>Per assurdo, se Fedriga di sua iniziativa si dimettesse da deputato, senza una giunta delle elezioni nessuno può nominare chi dovrà prendere il suo posto</strong>. Per un motivo o per l&#8217;altro questa situazione di incompatibilità è destinata a prolungarsi.</p>
<p>        <section class="blockquote">
							<p>Chiediamo a Fedriga di non creare ulteriori casi di incompatibilità nominando nella sua giunta membri del parlamento.</p>
<p>
			        </section>
		</p>
<p>A questo punto chiediamo a Fedriga di ammettere pubblicamente la sua incompatibilità, comunicando a chiare lettere quale dei due incarichi vuole mantenere. Pur sapendo che le sue eventuali dimissioni da Montecitorio avranno un iter lento, non per colpa sua, è giusto, nei confronti degli elettori e delle istituzioni, prendere una posizione in merito. Nelle prossime settimane il neo governatore dovrà anche scegliere la sua giunta. <strong>L&#8217;invito è di non creare, questa volta per sua scelta, ulteriori incompatibilità, nominando membri del parlamento nella sua squadra di governo.</strong></p>
<h3></h3>
<h3>Aggiornamento del 3 maggio &#8211; Annuncio di dimissioni</h3>
<p>A seguito del nostro articolo, il neo eletto governatore <a href="https://twitter.com/openpolis/status/991713691644162049" target="_blank" rel="noopener">Massimiliano Fedriga ha risposto su twitter al nostro invito</a>. L&#8217;avere un dialogo aperto con i parlamentari è da sempre una delle nostre priorità, e ben volentieri pubblichiamo lo scambio avvenuto. Ci auguriamo che l&#8217;impegno preso, di dimettersi da parlamentare in seguito alla proclamazione, venga mantenuto, e che eventuali ulteriori incompatibilità che potranno emergere con la nomina della giunta, vengano risolte per tempo.<br />
<a href="https://twitter.com/openpolis/status/991713691644162049"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone wp-image-25074 size-full" src="http://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/05/Fedriga-Twitter-incompatibilità.png" alt="" width="583" height="342" /></a></p>
<p>Foto credit &#8211; <a href="https://www.massimilianofedriga.it/foto/" target="_blank" rel="noopener">Massimiliano Fedriga, sito internet</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/fedriga-il-governatore-incompatibile/">Fedriga, il governatore incompatibile</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il caricometro della XVIII legislatura</title>
		<link>https://www.openpolis.it/il-caricometro-della-xviii-legislatura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele De Bernardin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Apr 2018 06:23:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.openpolis.it/?p=24843</guid>

					<description><![CDATA[<p>Oltre 150 parlamentari svolgono incarichi politici sul territorio. Tra iter per risolvere le incompatibilità troppo lenti, e incarichi compatibili che fanno discutere.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/il-caricometro-della-xviii-legislatura/">Il caricometro della XVIII legislatura</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il nuovo parlamento si è insediato da oltre un mese.</p>
<p>Deputati e senatori sono ormai nel pieno delle loro funzioni, anche se in attesa del governo molti organi parlamentari si devono ancora costituire.</p>
<p>        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/lo-stallo-parlamentare-in-attesa-del-governo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Lo stallo parlamentare in attesa del nuovo governo<br />
<br><strong>Vai all'articolo</strong></a>.</p>
        </section>
		</p>
<p>Fuori dal parlamento però molti di essi già ricoprono altri ruoli politici. Con il report &#8220;<a href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/05/Caricometro-XVIII-legislatura.pdf" target="_blank" rel="noopener">Caricometro &#8211; XVIII legislatura</a>&#8221; abbiamo analizzato i dati di questo fenomeno. Quanti neo deputati e neo senatori hanno incarichi in consigli e giunte comunali e regionali?</p>
<p>        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Caricometro &#8211; XVIII legislatura</p>
<p></p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/05/Caricometro-XVIII-legislatura.pdf" target="_blank" rel="noopener">Leggi, scarica e diffondi il report</a></p></div>
				            </div>
        </section>
		</p>
<p>Per rispondere a questa domanda è stato svolto un accurato censimento degli incarichi politici in Italia. Un lavoro di monitoraggio che openpolis porta avanti sistematicamente da anni con la piattaforma <a href="https://politici.openpolis.it/" target="_blank" rel="noopener">openpolitici</a>. È giusto ricordare che nessuna istituzione ha in piedi un censimento di questo tipo, in quanto la principale fonte pubblica in materia, l’<a href="http://amministratori.interno.gov.it/amministratori/index.html" target="_blank" rel="noopener">anagrafe degli eletti del ministero dell’interno</a>, non include gli eletti nel parlamento italiano e in quello europeo.</p>
<p>        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://politici.openpolis.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">L&#8217;anagrafe di tutti gli eletti a livello comunale, regionale, nazionale ed europeo<br />
<br><strong>Vai al database</strong></a>.</p>
        </section>
		</p>
<p>        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">155 </span>parlamentari svolgono al momento anche un incarico politico a livello comunale o regionale.</p>
			        </section>
		</p>
<p>In totale sono 155 i parlamentari (108 deputati e 47 senatori) che al momento hanno anche altri incarichi politici, cioè il 16,42% dell’aula. Un dato che varia notevolmente a seconda della lista di elezione. <strong>Su 183 seggi assegnati alla Lega, ben 87 sono occupati da parlamentari che hanno anche altri incarichi politici sul territorio.</strong> Con questa percentuale (il 47,54% degli eletti) la Lega è di gran lunga la lista con la quota più alta, quasi tre volte la media del parlamento. A seguire gli eletti con Fratelli d’Italia (30,61%), di Liberi e uguali (22,22%) e di Forza Italia (21,12%). Molto più distanti invece gli altri principali partiti come Partito democratico (7,78%) e soprattutto il Movimento 5 stelle (0,30%).</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-doppi-incarichi-nel-parlamento-italiano/">I doppi incarichi nel parlamento italiano</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-doppi-incarichi-nel-parlamento-italiano/">La percentuale di eletti nella XVIII legislatura che hanno un incarico politico al livello locale</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1">
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_24851_tab3"><p>Sono stati considerati tutti gli incarichi elettivi a livello comunale, regionale ed europeo.</p>
</div>
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                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong><a href="https://politici.openpolis.it/" target="_blank" rel="noopener">openpolitici</a>                                                            </p>
                </div>
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			</p>
<p>Il 55% dei doppi incarichi analizzati sono svolti in consigli comunali, di gran lunga la tipologia più ricorrente. A seguire troviamo gli assessori comunali (18%) e i sindaci di comuni con meno di 15.000 abitanti (17%). <strong>Tre tipologie di incarichi che sono compatibili con il mandato parlamentare a cui bisogna aggiungerne altre 4 che invece non lo sono, e che sono presenti nella neo-nata XVIII legislatura</strong>: sindaci di comuni con oltre 15.000 abitanti, consiglieri regionali, assessori regionali e presidenti di regione.</p>
<h3>Quali incarichi sono incompatibili</h3>
<p>Nel nostro sistema legislativo il mandato parlamentare è incompatibile con una serie di incarichi. Oltre a non poter svolgere l’incarico di <strong>presidente della repubblica</strong> (art. 84 della costituzione italiana), deputati e senatori non possono essere né membri del <strong>consiglio superiore della magistratura</strong> (art. 104), né della <strong>corte costituzionale</strong>. In aggiunta l’articolo 122 della nostra carta costitutiva stabilisce l’impossibilità per i membri del parlamento di essere allo stesso tempo deputati al <strong>parlamento europeo</strong> e membri di<strong> giunte o consigli regionali</strong>. Recentemente la legge 56 del 2014 ha fatto chiarezza sul tema dei sindaci. Come specificato dal <a href="http://www.camera.it/temiap/2018/01/18/OCD177-3269.pdf#page=29" target="_blank" rel="noopener">manuale elettorale della camera dei deputati pubblicato a gennaio del 2018</a>, la soglia dei comuni interessati, originariamente fissata a 5.000 abitanti, è stata inalzata. Quindi le cariche di deputato e senatore sono incompatibili con qualsiasi altra carica pubblica elettiva di natura monocratica relativa ad organi di governo di enti pubblici territoriali aventi popolazione superiore a 15.000 abitanti. Sono invece ineleggibili i sindaci dei comuni con popolazione superiore ai 20.000 abitanti.</p>
<h3>Tra iter lenti e abusi di regolamento</h3>
<p>L’organo predisposto all’accertamento delle incompatibilità per i parlamentari è la giunta per le elezioni, a cui spetta il compito di procedere alla verifica dei titoli di ammissione dei parlamentari ed alla valutazione delle cause sopraggiunte di ineleggibilità o di incompatibilità. Se la giunta certifica la presenza di cariche incompatibili, viene dato al parlamentare un termine entro il quale scegliere quale mandato portare avanti. <strong>La giunta per le elezioni svolge quindi un ruolo fondamentale nel contestare la legittimità di portare avanti più incarichi contemporaneamente</strong>, ed è l’organo che, nei casi contestati, decide in via definitiva cosa deve avvenire.</p>
<p>        <section class="blockquote">
							<p>Finché non viene costituita la giunta delle elezioni, nessun organo parlamentare può dichiarare l'incompatibilità di alcuni deputati e senatori.</p>
<p>
			        </section>
		</p>
<p>Un iter che a volte, soprattutto in un momento di stallo istituzionale come l’attuale, può essere particolarmente lungo e complesso: con l’attuale mancanza di una giunta per le elezioni, per esempio, non è stata avviata la verifica dei requisiti per la convalida dei nuovi parlamentari e, di conseguenza, non sono ancora stati contestati eventuali doppi incarichi non leciti. <strong>Nei casi di incompatibilità costituzionale però, possiamo già parlare di un abuso del regolamento per mantenere il doppio incarico il più a lungo possibile</strong>. Situazione nota è quella del governatore della regione Abruzzo Luciano D’Alfonso (Pd), che ha più volte sottolineato la sua volontà di mantenere la carica di presidente di giunta finché il regolamento glielo consente.</p>
<p>            <div class="opmag-chart-selector-panel">
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                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/le-incompatibilita-dei-parlamentari-nella-xviii-legislatura/">Le incompatibilità dei parlamentari nella XVIII legislatura</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/le-incompatibilita-dei-parlamentari-nella-xviii-legislatura/">Come, quando e se sono state risolte</a></h3>
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                             aria-labelledby="chart_24864_tab3"><p>Sono stati considerati i 76 parlamentari che prima di essere eletti ricoprivano, o ricoprono ancora, un ruolo incompatibile con il mandato parlamentare.</p>
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                                            <strong>FONTE: </strong>openpolis                                                            </p>
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                            </div>

			</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Lecito ma da monitorare</h3>
<p>Oltre a ciò che la legge non permette di fare, abbiamo dato uno sguardo agli incarichi politici che è possibile mantenere durante il mandato parlamentare. Qualsiasi consigliere comunale, nonché assessore, può proseguire il suo incarico anche una volta eletto in parlamento. Una possibilità che però solleva due questioni non da poco. <strong>La prima è che non tutti i comuni hanno lo stesso peso</strong>. È chiaro che fare l’assessore in un comune capoluogo di regione, non è la stessa cosa che farlo in un comune con meno di 15.000 abitanti. Una differenza, soprattutto in peso e influenza, che ci porta alla seconda questione.</p>
<p>        <section class="blockquote">
							<p>Anche se compatibili, svolgere alcuni incarichi politici contemporaneamente non sembra essere fattibile e soprattutto opportuno.</p>
<p>
			        </section>
		</p>
<p>Una differenza, soprattutto in peso e influenza, che ci porta alla seconda questione. <strong>Le opportunità politiche che si hanno nello svolgere due mandati del genere allo stesso momento sono enormi: si può parlare di conflitto di interessi quando un’assessore comunale di Roma, per fare un esempio, è anche parlamentare?</strong> E ancora: un consigliere al comune di Milano come Matteo Salvini, quanto riesce a seguire i lavori essendo stato contemporaneamente prima parlamentare europeo e ora senatore?</p>
<p>        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Caricometro - XVIII legislatura</p>
<p></p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2018/05/Caricometro-XVIII-legislatura.pdf" target="_blank" rel="noopener">Leggi, scarica e diffondi il report</a></p></div>
				            </div>
        </section>
		</p>
<h3>Da un incarico all'altro</h3>
<p>La tendenza ad accumulare incarichi ha un’altra degenerazione: il passare da un ruolo all’altro senza completare il proprio mandato politico. <strong>Come ci sono stati parlamentari europei che sono entrati alla camera o al senato lasciando il seggio a Bruxelles anzitempo, così alcuni neo eletti sono già candidati altrove</strong>. È il caso per esempio di Massimiliano Fedriga, rieletto per la terza volta alla camera con la Lega, e candidato governatore del centrodestra per le elezioni regionali in Friuli-Venezia Giulia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Foto credit: <a href="https://www.flickr.com/photos/cameradeideputati/41053627571/" target="_blank" rel="noopener">Flickr Camera dei deputati</a> - <a href="https://creativecommons.org/licenses/by-nd/2.0/" target="_blank" rel="noopener">Licenza</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/il-caricometro-della-xviii-legislatura/">Il caricometro della XVIII legislatura</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
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